Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre

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Ecco un altro diario mensile del nostro Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.

Quello che pubblichiamo oggi risale al mese di dicembre.
Come avevo spiegato nella premessa al precedente diario, alcuni dei diari di Pasquale si erano accumulati venendo meno la persona che si occupava di trascriverli. Adesso sta collaborando con noi Maria Tavino che sta tra scrivendo questi diari e noi, via via che li trascrive, li pubblichiamo.
Ogni volta che vedo uno dei diari mensili di Pasquale, sento un senso di piacere, nonostante alcuni temi sono amari. Perché vedo uno che ogni giorno dice “presente”. Che ogni giorno scrive un suo brano. Che ogni giorno condivide le sue riflessioni sul mondo, la vita, le persone, il carcere. Una persona mai spenta, sempre carica di lucidità e indignazione, ma anche, in taluni casi, di momenti dove la fantasia e l’emozione, mettono le ali verso una dimensione posta tra memoria e futuro.
Prima di lasciarvi alle lettura del diario integrale, cito qualche passaggio.
In un passaggio Pasquale scrive:

“Ieri sera ho seguito in TV a canale La7D la trasmissione Linea Gialla di Salvo Sottile, la discussione era improntata sulla morte di Federico Perna nel carcere di Poggioreale, gli ospiti erano la Madre e il fratello del ragazzo, Luigi Pagano Vice Capo del DAP e il segretario del sindacato SAPPE Donato Capace.
Hanno fatto vedere dei filmati del carcere di Poggioreale on interviste a molti ex detenuti, spiegano che venire pestati era la norma, addirittura un ex detenuto ha fatto il disegno dove si trovava la stanza chiamata zero.
La stanza zero consisteva nel fare un cerchio da parte di dieci-quindici guardie e il detenuto al centro veniva massacrato.
La foto del ragazzo mirto, fatta dalla madre nell’obitorio, toglieva ogni dubbio sul massacro che aveva subito, il suo viso era una maschera di sangue.
Sono rimasto meravigliato dalla complicità corporativa di Luigi Pagano, come tanti altri credevo che era una persona imparziale, corretta e seria, invece ha fatto delle affermazioni allucinanti, come quella ce il ragazzo è deceduto per morte naturale, auguro anche a voi di fare la stessa fine”.
Il sindacalista ha avuto un comportamento vergognoso, addirittura ha messo in dubbio il bene della Madre e che l’avesse abbandonato in carcere; la Madre aveva avuto un incidente e per alcuni mesi sono andati altri familiari a fargli colloquio.” (11 dicembre)

Quando si perde l’onestà morale, il nostro spirito comincia a morire.

In un altro momento Pasquale narra una vicenda che è emblematica:

“Il 22 novembre un compagno di sezione presenta un permesso di necessità per andare a visitare il suocero ormai allo stremo. L’aveva presentato già ad agosto informando il magistrato che aveva pochi mesi di vita certificato dalla cartella clinica allegata, gli fu rigettato.
Il 23 novembre gli arriva il telegramma per informarlo che è alla fine; con integrazione di motivi e allegandoci il telex, tramite Ufficio Matricola viene spedito al magistrato sorveglianza.
Il 24 novembre muore il suocero del nostro compagno.
Il 25 novembre il magistrato di sorveglianza dott.ssa Magnavita rigetta il permesso di necessità con la scorta, perché “il congiunto non è in imminente pericolo di vita”
Il 26 novembre gli viene notificato il rigetto del permesso.
Il suocero era morto e il magistrato ancora scrive che non è in imminente pericolo di vita.
Non ci sono parole nel descrivere la crudeltà di questo modo di applicare la legge. Le risposte sono sempre le stesse, ci sarebbe da capire in quale momento vogliono che venga presentata l’istanza di permesso.
Credo che la colpa sia dei nostri familiari perché non trapassano nel momento giusto, in modo che l’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro possa concedere l’ultimo saluto qualche ora prima, pertanto non dobbiamo capire qual è il momento giusto per presentare l’istanza, il magistrato non ha nessuna responsabilità, applica teutonicamente lavoro, non è colpa sua i cavilli sono farraginosi, non può esprimersi dalle postille, la legge e legge e va applicata in ogni sua virgola, brava, così si fa, precisione svizzera ci vuole, solo così la magistratura può funzionare.
Mi è difficile dimenticare quando ci fece fare un minuto di silenzio per un nostro compagno che si era suicidato, oggi comprendo che fu un atto di ipocrisia, lui con coraggio da uomo si era conquistato la libertà, consapevole che questi giudici non gliela avrebbero”. (26 novembre)

Quindi una persona a cui documenti clinici assegnano pochi mesi di vita non è in imminente pericolo di vita.
Al detenuto di cui Pasquale racconta la vicenda in questo pezzo non era stato dato il permesso di necessità perché il suocero, nonostante gli avessero dato alcuni mesi di vita, non era imminente pericolo di vita.
I giudici di Sorveglianza dovrebbero essere anche il baluardo della tutela dei diritti umani dei detenuti. E non è un diritto umano potere vedere un proprio caro quando manca poco alla sua morte?

E concludiamo queste citazioni, con un passaggio dove emerge la “positività umana”.. la capacità che è nelle persone, specie le più consapevoli, di cambiare le cose:

“Il rivoluzionario ex Tupamaros presidente dell’Uruguay dal 2010 José “Pepe” Mujica, è riuscito anche con una forte opposizione a far passare la legge per rendere la vendita della marijuana legale sotto il controllo dello Stato.
Tempo fa ne avevo già scritto, oggi è legge, mi auguro che sia l’inizio della fine di questo mostro proibizionistico inventato dagli americani sempre per motivi di imperialismo.
La legge è impostata che non ci possa essere il turismo per lo spinello, perché la legge è solo per i cittadini uruguaiani, ogni persona può comprare in farmacia 40 grammi al mese, coltivare 6 piantine a casa, 99 piantine in cooperative di 45 soci e vendere il prodotto allo Stato.
La pianta di canapa si presta ad essere usata per tante cose; e come il maiale non si butta niente. Si può usare per fare tessuti, prodotti cosmetici, olio per biodiesel, ma principalmente per uso medicinale.
L’Italia era il secondo produttore mondiale, per colpa dei divieti imposti dagli americani negli anni settanta, ha dovuto azzerare un comparto con secoli di tradizioni.”.(17 dicembre)

Vi lascio ora alla lettura del diario integrale di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.
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PROCURATIZZARE IL PARLAMENTO
Mentre guardavo un TG hanno mandato in onda un servizio di una discussione al Senato che riguardava Berlusconi, come da prassi ogni partito faceva fare un intervento al suo capogruppo, dopo che ha fatto vedere un passaggio dei discorsi dei maggiori partiti, in ultimo ha parlato un senatore di un piccolo gruppo, tra le tante cose che ha detto quella che mi è rimasta impressa è stata la chiusura:” I metodi che si stanno adoperando in questa aula, rivolto al Presidente del Senato Grasso, sono quelli delle “Procure”. Grasso gli ha risposto: “Ai posteri l’ardua sentenza”.
Qualcuno dovrebbe dirgli che se un capogruppo politico lo dice in una seduta del Senato trasmessa alla Rai, il pensiero di ciò che dice non è solitario, ma molto ampio, e ha voluto farlo sapere al Paese, diciamo che è stato coraggioso, ma ne subirà tutte le conseguenze durante tutta la legislatura.
Grasso anche quando faceva il PM lavorava per salire la scala del potere per questo motivo non ha avuto nessuno scrupolo a fare accordi sottobanco anche con Berlusconi mentre era disponibile con il Pd. Dove poi si è collegato politicamente. Gli uomini di potere non perdonano, hanno una memoria come gli elefanti.
Berlusconi non deve piangere, tutto ciò che gli sta capitando è frutto della sua stupidità o forse della sua megalomania, si sentiva onnipotente dimenticando il virus staliniano che ancora serpeggia in certe frange ella magistratura e della politica; non ci sono avversari, ma nemici da distruggere.
In certi periodi poteva rivoltare l’Italia come un calzino, ma si sentiva onnipotente e non ha fatto niente, anzi ha sabotato ogni volta che c’era occasione per fare una riforma della giustizia, alla sta pagando il conto, ora comprende ce sarà molto salato perché avendolo nelle loro mani, i magistrati andranno fino in fondo, se lo merita perché con gli accordi sottobanco che ha fatto, ha dato i reclusi in pasto alla ferocia della repressione più crudele, dopo che il 90% dei detenuti l’ha fatto votare, li ha resi cornuti e razziati, d’altronde da un truffaldino come lui c’era da aspettarselo, è stato bravo, una truffa perfetta. – 22-11-2013
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LA BIBBIA
Mi ha scritto l’amico Giuseppe da Roma, è un testimone di Geova, mi manda sempre le due riviste che vengono scritte dalla loro congregazione, li leggo ma ad essere sincero leggo tutto ciò che mi mandano o che mi passa sotto mano, a volte leggo dei libri che non avrei letto mai, ma per rispetto delle persone che me li mandano li leggo.
Da una parte è ottimo perché apprendo cose che altrimenti non riuscirei a sapere.
In una delle riviste ho trovato una frase della Bibbia molto significativa: “Non rendere a nessuno male per male” Romani 12:17. In essa racchiude altri principi che se venissero rispettati ci sarebbe più armonia universale.
Ama il prossimo tuo come te stesso; amare sette miliardi di persone non sarebbe possibile, ma rispettare il genere umano è alla portata di tutti, ma l’importante è non fare il male, neanche rispondere con il male, anche se l’istinto porta sempre a ripagare con la stessa moneta.
Il male non risolve le offese ma moltiplica il male, viceversa il bene fa da moltiplicatore per altro bene, pertanto rispondere al male con il bene è un bene per l a comunità.
Sono concetti che andrebbero consegnati a scuola come bene sociale, come d’altronde anche il rispetto per ogni essere umano.
Il sistema repressivo dello Stato italiano è improntato sula vendetta, risponde al male con ulteriore male, con il male viola anche la Costituzione, questo rende l’intervento dello Stato illegale perché con mezzi illegali non si sconfigge la illegalità.
Al male lo Stato deve rispondere con il bene, anche per dimostrare di essere un buon Padre, ma principalmente perché è la sua funzione, con il bene rispetta la Costituzione e costruisce il clima per insegnare con l’esempio a formare nuovi cittadini, consapevoli di esserlo. Se lo stato si comporta peggio di chi ha infranto le regole, da un messaggio sbagliato, perché se infrange le regole lo Stato un semplice cittadino gli viene naturale imitarlo.
Il 99% delle istituzioni dicono di essere cristiani, ma nei fatti si comportano come persone malvage; come i Farisei credono che l’importante è la forma non la sostanza dei comportamenti.
Con il bene si sconfigge il male, pertanto fare del bene ripaga sempre di tutto e fa stare bene con se stessi. – 23-11—2013
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LA DISCRIMINAZIONE ISTITUZIONALE
Stamane tutti i TG e le rassegne stampa titolavano che il ministro Cancellieri aveva dichiarato che per aprile maggio 2014 i detenuti avrebbero avuto otto ore d’aria.
E’ singolare che bisogna aspettare fino a maggio quando scade l’ultimatum della Corte Europea, non voglio credere che sarà una truffa. Dopo alcuni mesi tutto ritorna come prima, non mi meraviglierei, l’hanno fatto per vent’anni i politici e l’hanno riconosciuto nella sentenza gli stessi giudici europei. Nessuno dei media gli ha fatto presente che questa legge delle otto ore fuori dalle celle è una sentenza della Corte Europea e confermata dalla consulta alcuni anni fa, come al solito non è stata applicata, essendo il sistema penitenziario il luogo più illegale d’Italia, perché nelle carceri l’apparato penitenziario con i loro sindacati e con la copertura dai PM al DAP, (dicono che ce ne siano dai cento ai duecento e hanno occupato militarmente il ministero. Leggere le critiche del SIDIPE sindacato dei direttore delle carceri), hanno legiferato una nuova dottrina:” i detenuti non hanno diritti, ma solo concessioni”, lo stesso sistema delle procure dove gli imputati non hanno diritti ma sono subordinati a PM “monarca” di turno.
La Cancellieri alla dichiarazione delle otto ore d’aria, ha aggiunto che questo provvedimento riguarda solo 48.000 detenuti, il restante 20.000 deve rimanere con le vecchie regole illegali.
Comprendo che quello che dice non sé altro che “Le disposizioni” che gli danno al ministero, principalmente ora che le possono fare pressione per l’aiuto avuto sul caso Ligresti.
Qualcuno dovrebbe dirgli che nella Costituzione c’è l’art. 3 che stabilisce che siamo tutti uguali, anche se questi estremismi basano il loto potere proprio su queste discriminazioni, hanno interesse che rimanga l’impalcatura del doppio binario priocessuale e penitenziario.
Credo che questi proclami derivano anche dalla recente sentenza della Corte Europea che ha riconoscuto il 41 bis come torutra, la complicità dei media ha censurato subito la notizia, dopo che ne aveva accennato Retequattro; neanche i quotidiani riportano la notizia.
Mi auguro che molto presto i cittadini si rendano conto che se l’Unione Europea interviene così pesantemente nel sistema penitenziario italiano, è perché l’illegalità non ha preso il sopravvento ma è diventta la norma esercitata da queste caste che si riempiono la bocca con la parola legalità, ma nei fatti usano l’illegalità come fine per accrescere il loro potere. – 24-11-2013
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LE MENZOGNE DELLA STORIA
Sul quotidiano La Repubblica, nella rubrica di Corrado Augias, trovo una lettera di un certo Gianfranco Cingolani facilmente un cittadino del Nord, pieno di pregiiudizi, d’altrondte Augias che risponde non è da meno, forse di più perché intellettuale.
Nelle ultime settimane il partito di repubblica con La Repubblica e l’Espresso sono diventati dei feroci censori nell’affossare i Sud.
Con un pietismo becero segue con tristezzae sconforto gli eventi della Campania, questo signor Cingolani si chiede come mai i rumorosi manifestanti che si adirano per i veleni che sono stati sotterrati nel napoletano nessuno vedeva le centinaia di camion che scaricavano i rifiuti tossici, e nessuno protestava e tantomeno deninciava l’inquinamento.
Per esperienza personale è consapevole che molti campani sono persone oneste e corrette; come è buono quest’uomo ceh ci tratta come esseri umani sic.
Il razzismo che impregna il suo discorso è vomitevole, perché parla per pregiudizio antimeridionale oppure per ignoranza.
Prima di fare delle affermazioni dovrebbe informarsi, perché calpestare la dignità di un popolo è molto facile, lui ha fatto i discorso simile a come lo facevano i colonialisti in Africa “poverini non è colpa loro, sono fatti così”
Ammette con indulgenza che al Centro-Nord sono colpevoli di aver sfruttato per mero vantaggio economico, “l’occasione che a malavita ci offriva”; poverini hanno fatto un peccatuccio senza comprenderecosa facevano, una birichinata da ragazzini.
Questo signor Cingolani deve sapere che questo commercio le èrocure e le istituzioni lo sapevano dal 1993, pertanto se volevano fare qualcosa, hanno avuto tutto il tempo, ma siccome hanno segregato persino una documentazione in tal senso (Commissione antimafia), significa che volevano che continuasse il traffico di rifiuti tossici.
Gli interessi del Nord vengono sempre assecondati e coperti, c’erano i nomi più noti di Confindustria che smaltivano illegalmente i loro veleni, si parlava di milioni di tonnellate di rifiuti tossici che sparivano dal circuito dello smaltimento legale, da qualche parte dovevano andare, chissà come mai per vent’anni nessuno se né curato, anche se sapevano tutto persino a Roma, ora tutti a fare i professori e a puntare il dito.
In tutto quel periodo l’appalto per l’immondizia nelle zone del napoletano l’aveva IMPRENGILO una ditta del Nord, tanto c’è il mostro della criminalità organizzata su cui scaricare tutte le loro nefandezze.
I camion di cui parla il signore erano di IMPRENGILO; con la complicità delle istituzioni hanno potuto commettere qualunque scempio, sono stati anche inquisiti con il sequestro di circa un miliardo di euro, gli furono ridati su pressioni del Parlamento sui giudici, e dopo alcuni anni sono stati prosciolti anche dal disastro ambientale.
E’ stata la gente di quei luoghi a inquinare, d’altronde sono di razza meridiaonale pertanto sporchi, brutti e cattivi sic.
Non è stata la malavita che gli ha offerto l’occasione, ma come sempre sono gli imprenditori del Nord che si sono comportati sempre così, in qualunque occasione, perché il Meridione è una colonia dove i colonialistici possono fare tutto e di più.
Tutti gli appalti del Sud sono stati sempre dati per diritto divino in mano alle ditte del Nord, ma la colpa dei loro misfatti ricade sempre sui meridionali a cui danno i subappalti a un quarto del loro valore e alla fine tutte le ditte del Meridione in un modo o nell’altro alla fine risultano semrpe mafiose, in modo da incolparli di qualunque cosa per coprire i misfatti delle ditte del Nord.
Ricordo che il terremoto del 1980 in Campania, per anni hanno favoleggiato che la camorra aveva preso tutti gli appalti, poi dopo vent’anni è risultato che il 98% degli appalti erano stati presi da ditte del Nord, avevano truffato con i finanziamenti per impiantare industrie e avevano rubato a man bassa su tutti gli appalti. Strade mai realizzate, strutture mai finite ecc.
Il signor Cingolani dimentica che la pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa, dove ci sono città come Brescia che i bambini non possono andare al parco per il troppo inquinamento, che tutte le falde acquifere del Nord sono inquinate, hanno tutti i fiumi inquinati, ci sono zzone dove ci veorrebbe a maschera antigas per l’inquinamneto dell’aria, della terra e dell’acqua, pertanto prima di puntare il dito guardasse in casa propria.
Nel Meridione non ci sono industrie, sono tutte al Nord, con quale faccia di bronzo continuano ad accusare i meridionali che subiscono i loro metodi criminali.
In Campania c’è il Sele dove ci sono ancora le lontre, questi animali soggiornano dove non c’è inquinamento, c’è il parco nazionale del Cilento una meraviglia della natura e tanti altri luoghi che nulla hanno a che vedere con lazona circoscritta dove sono stati sotterrati i veleni del Nord.
Il signor Augias e peggiore di questo signore, sia perché la letera pubblicata non è stata scelta a caso, fa emergere sempre la sua natura razzista antimeridionale, tira fuori la storia per legittimare i suoi pensieri malsani, come al solito la menzogna che ha distorto la realtà meridionale da 150 anni è ripresa da tutte le persone come lui che devono giustificare azioni misere come queste.
Menziona la commissione parlamentare presieduta da Giuseppe Massari nel 1863; per digerire la famigerata legge Pica e il saccheggio del Meridione, di menzogne ne hanno messe insieme tante.
Cita l’istruzione senza sapere che le università del Meridione avevano all’epoca circa undicimila studenti, mentre nel resto d’Italia non superavano i cinquemila. L’università con i quotidiani di Torino (capitale dei Savoia) la maggior parte le avevano fondate i fuoriusciti napoletani dei moti de 1848.
Mentre nel Meridione su diecimilioni di abitatanti la metà era vaccinata, nelle misere langhe del Piemonte neanche sapevano che cosa fosse il vaccino; conoscevano bene il piombo dei soldati quando manifestavano per le tasse succhiasangue di Cavour che li aveva ridotti in miseria.
Cita la nipote di Cavour, Giuseppina Cavour Alfieri che riportò ciò che aveva detto Cavour prima di morire:”L’Italia del Nord è fatta, non ci sono più i lombardi, piemontesi, toscani, romagnoli,siamo tutti italiani, ma ci sono ancora i napoletani. Oh, c’è molta corruzione nelle loro terre. Non è colpa, loro, poveretti, sono stati governati così male”.
In punto di morte hanno fatto dire tante fesserie a questo Cavour; nel libro “Il sangue dei vinti” di Giordano Bruno Guerra, avrebbe detto un’altra cosa che è diametralmente opposta, comunque si tratta di menzogne per denigrarei meridionali, dovevano saccheggiare e per questo avevano bisogno di una cortina fumogena. Non bisogna dimenticare che con il saccheggio del Meridione non solo hanno pagato tutti i debiti che il “genio” Cavour aveva fatto con gli inglesi, francesi e i Rothschildue, hanno rimodernato l’esercito che è servito a commettere un genocidio altro che unità d’Italia, in più il Regno delle Due Sicilie ha contribuito al patrimonio economico del novo Regno D’Italia con 60%, la Lombardia con lì1%, e il Piemonte con il 4%.
Inoltre, la corruzione l’hanno portata i piemontesi,perché Cavour era molto bravo in questo campo, come si è visto negli anni avvenire, addirittura era bravo anche come pappone; mandò la cugina a Parigi per farla infilare nel letto di Napoleone terzo.
Nel Regno delle Due Sicilie non c’è stato un ministro inquisito per corruzione, e alla fine dei loro mandati l’unica ricchezza che portavano in dote alle loro famiglie, era l’onestà; dopo il 1860 è nata la politica e il marasma che conosciamo oggi.
Cavour mandò un suo galoppino a depredare le tonnellate di oro e argento alla Banca delle Due Sicilie, con l’incarico di controllare i conti dello Stato, gli fece sapere che i resoconti statali erano in perfetto ordine, cosa che non si poteva dire di quelli dello Stato piemontese ormai alla bancaarotta, si salvarono con il saccheggio del Sud, come un orda barbarica fecero peggio dei nazisti.
Il geniale truffaldino Cavour seppe migliorare con la mistificazione dell’unità, per dissimulare la spoliazione e la colonizzazione del Sud.
Il Re Francesco secondo non toccò neanche un soldo quando si trasferì a Gaeta, fece male perché li lasciò in mano agli avvoltoi savoiardi. Prima di andare in esilio e si imbarcò per Roma disse:”Non vi lasceranno neanche gli occhi per piangere”, non si sbagliò, ancora oggi ne stiamo pagando le conseguenze con il sistema coloniale imposto alla consquista del 1860.
Eravamoo una Nazione ricca e prospera, industrializzata, conla banca più ricca d’Europa, un agricoltura fiorente, con la flotta secconda solo all’Inghilterra e tanti altri primati, oggi siamo ridotti a niente , non solo ma anche derisi e compatiti dai discendenti di chi ci ha ridotti così.
Purtroppo hanno il potere di continuare a menzogna storica che insegnano ancora a scuola, per indottrinarci sin da bambini il complesso di inferiorità nei confronti dei colonizzatori.
Fino a quando i meridionali non si scuoteranno da questo annichiimento che pennivendoli salariati continuano a perpetuare, rimarremp sempre i loro servi; prima eravamo un covo di briganti, ora siamo un covo di mafiosi, domani saremo uncovo di alieni, comunque sempre colpevoli perché meridionali. – 25/11/2013
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L’IPOCRISIA DISUMANA
Il 22 novembre un compagno di sezione presenta un permesso di necessità per andare a visitare il suocero ormai allo stremo. L’aveva presentato già ad agosto informando il magistrato che aveva pochi mesi di vita certificato dalla cartella clinica allegata, gli fu rigettato.
Il 23 novembre gli arriva il telegramma per informarlo che è alla fine; con integrazione di motivi e allegandoci il telex, tramite Ufficio Matricola viene spedito al magistrato sorveglianza.
Il 24 novembre muore il suocero del nostro compagno.
Il 25 novembre il magistrato di sorveglianza dott.ssa Magnavita rigetta il permesso di necessità con la scorta, perché “il congiunto non è in imminente pericolo di vita”
Il 26 novembre gli viene notificato il rigetto del permesso.
Il suocero era morto e il magistrato ancora scrive che non è in imminente pericolo di vita.
Non ci sono parole nel descrivere la crudeltà di questo modo di applicare la legge. Le risposte sono sempre le stesse, ci sarebbe da capire in quale momento vogliono che venga presentata l’istanza di permesso.
Credo che la colpa sia dei nostri familiari perché non trapassano nel momento giusto, in modo che l’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro possa concedere l’ultimo saluto qualche ora prima, pertanto non dobbiamo capire qual è il momento giusto per presentare l’istanza, il magistrato non ha nessuna responsabilità, applica teutonicamente lavoro, non è colpa sua i cavilli sono farraginosi, non può esprimersi dalle postille, la legge e legge e va applicata in ogni sua virgola, brava, così si fa, precisione svizzera ci vuole, solo così la magistratura può funzionare.
Mi è difficile dimenticare quando ci fece fare un minuto di silenzio per un nostro compagno che si era suicidato, oggi comprendo che fu un atto di ipocrisia, lui con coraggio da uomo si era conquistato la libertà, consapevole che questi giudici non gliela avrebbero mai data. Sono i vivi che devono essere curati e aiutati e non onorati da morti che non ci serve.
Ognuno di noi fa i conti con la propria coscienza, in questi casi non credo che si possano giustificare questi episodi con la scusa del dovere; il dovere non giustifica mai niente, a parte a chi indossa una divisa.
Comunque se ritiene che sia giusto, gli auguro buona vendetta. – 26/11/2013
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REPORT
Lunedì sera (25-11-2013) su Rai Tre alle 21,10 è andata in onda la trasmissione report con la conduttrice Gabbanelli, l’argomento era la deportazione della Shlabayeva con la figlia Alua di sei anni in Kazakistan.
Anche se i “mercenari” del Parlamento italiano avevano cercato in tutti imodi di far passare il marito della Shlabayeva, il dissidente kazako Ablyazov, come latitante, Report ha messo in chiaro le cose e scoperchiato una pentola piena di marciume maleodorante.
Ablyazov è un dissidente, incarcerato e torturato perché finanziava l’opposizione, uscito dal carcere si è riparato in Europa, dove il dittatore del Kazakistan Nazarbayev con il potere dei soldi del petrolio continua a perseguitarlo, e purtroppo eminente personalità europee sono disponibili, come Tony Blair ex Premier inglese, Romano Prodi ex Premier italiano suoi consiglieri, e tanti altri.
Si mettono a disposizione con lui per gli affari che fanno in quel paese.
Alcune cose mi sono rimaste impresse; per pagare una tangente al dittatore kazako, la banca italiana Unicredit ha comprato una banca Kazako che non valeva la cifra pagata, circa due miliardi e mezzo di euro, dopo un anno l’ha venduta per circa mezzo miliardo di euro, con la garanzia fino al 2015 verso il nuovo proprietario di 650 milioni di euro di deposito, in poche parole è stata regalata. Il motivo è per fare un piacere ad ENI che doveva pagare la tangente a Nazarbayev.
Il direttore di Unicredit erra Alessandro Profumo, con questa ha messo in crisi la banca, ma oggi siede nel consiglio di amministrazione ENI. La giornalista ha intervistato un gruppo di signore anziane, alle domande sul governo del paese hanno detto ce era una grande mafia, la giornalista gli dice come quella italiana, rispondono di no, quella italiana è piccola cosa in confronto a quella kazako, portateci in Italia hanno gridato.
La cosa singolare è vedere una sfilza di politici italiani, anche negli interventi parlamentari, a tessere le lodi del dittatore kazako Nazarbayev: Prodi, Berlusconi, Alfano, Schifani, La Repubblica ecc.
Una giornalista dell’opposizione spiegò cosa aveva combinato il dittatore kazako per accusare il dissidente Ablyazov, aveva rubato i soldi dalla banca che dirigeva per poi incolparlo, così con una fava prendeva due piccioni, aveva sottratto dieci miliardi di euro ed eliminava un suo avversario.
C’è una renatela di interessi poco pulita che gira intorno ai combustibili fossili e tanti altri affari, per questo motivo si sono resi disponibili con i kazaki per commettere un infamia del genere, deportare la madre e la figlia di sei anni, mettendole in pericolo consegnandole nelle mani di un dittatore sanguinario come il kazako Nazarbayev.
Mi viene spontaneo fare un par<agone, se una nazione che nell’ambito internazionale non conta niente come il Kazakistan, e l’Italia dinanzi al mondo si comporta in modo indegno senza onore e né dignità. Quando chiamano gli americani che occupano il Paese, le istituzioni italiane come minimo si mettono a pecoroni.
Abbiamo una classe politica che è una marmaglia miserabile; all’estero hanno ridotto l’Italia simile a una repubblica di banane; all’interno si legittimano con la repressione del meridione, per nascondere i latrocini, privilegi, e la depredazione delle casse pubbliche.
Credo che l’unica soluzione sarebbe usare il metodo dei romani, quando c’erano difficoltà nominavano un dittatore a tempo per mettere le cose a posto, oppure ci vorrebbe un Catone. – 27-11-2013
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IL POTERE ONNIPOTENTE DELLE MULTINAZIONALI
Hanno fatto un lungo presidio sotto Montecitorio, sono partiti dal 23 luglio con questo lungo sit-in, ma ieri hanno paralizzato il traffico nel centro della capitale, cercando di entrare nel Parlamento.
Si tratta dei familiari dei malati di SLA,SMA e altre malattie neurodegenerative, che protestano per accedere alla terapia del metodo Vanoni.
Si tratta di un trattamento europeo basato sulle cellule staminali, che aiuta a stare bene facendo regredire la malattia.
Ho visto la trasmissione Le Iene su Italia Uno, dove molte famiglie hanno fatto vedere come i figli avevano benefici da questa cura di infusione di cellule staminali.
Davide Vanoni specialista del settore, ha creato un metodo per queste malattie degenerative. Estrae dal midollo spinale cellule staminali le potenzia e poi le inietta di nuovo, tutti i malati che hanno usufruito di questa cura sono i migliorati avendone enormi benefici.
L’apparato scientifico italiano si è messo di traverso; la ministra della salute Beatrice Lorenzin, ha bloccato la sperimentazione, sicuramente dietro suggerimento dei baroni della sanità italiana.
La cosa strana e che non si capisce perché non vogliono che questi bambini abbiano la possibilità di accedere gratuitamente a questa cura, per di più che non c’è nessun farmaco che possa almeno lenire le sofferenze di queste malattia.
E’ palese che c’è qualcosa di poco pulito, purtroppo quando ci sono le multinazionali del settore giocano sporco e non si fermano davanti a niente.
Tutti i baroni della sanità, i politici e la magistratura in un modo o nell’altro sono al sodo di questi farabutti.
Credo che da qui a qualche anno uscirà qualche farmaco per queste malattie, facilmente lo staranno tastando, ma siccome il metodo Vanoni è gratis non va bene alle multinazionali e ai suoi lacchè.
Nel frattempo due bambini sono morti; e un giudice dell’Aquila ha negata la terapia Vanoni a Noemi la bambina che era andata in visita dal Papa.
Questi sono omicidi di Stato, ma purtroppo non pagherà nessuno per tante anime innocenti che sono morte e continueranno a soffrire e morire.
28-11-2013
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UNA RAGNATELA OSCURA
Per proteggere la Cancellieri i PM hanno fatto uscire le notizie contenute mei vari interrogatori dagli attori del procedimento, dopo ce o parlamento l’aveva salvata, è palese ce per correttezza dovevano rendere pubblico tutto ciò che era di importanza pubblica, prima che venisse discusso alle camere l’interrogazione parlamentare per le sue dimissioni , invece dopo che il governo e il Presidente della Repubblica hanno imposto il suo salvataggio, i quotidiani di destra e sinistra hanno fatto uscire le notizie che i PM quotidianamente passavano alle varie redazione.
Credo che se fosse uscito tutto fuori dall’inizio, sarebbe stato molto difficile dinanzi all’opinione pubblica salvarla.
Come sempre in certe operazioni di esproprio o forse meglio dire di rapine, Mediobanca non è mai estranea. Tutta l’operazione è partita con l’OK dei nipotini di Cuccia, e Unipol con un piano studiato dall’inizio per appropriarsi delle assicurazione Fonsai.
Il figlio della Cancellieri quando ha capito che poteva diventare l’agnello sacrificale si è tirato indietro, ma ormai il progetto era avviato.
La magistratura ha fatto il resto, e anche se è evidente ciò che è successo, nessuno pagherà per i veri reati commessi.
La famiglia Ligresti ha pagato per la sua momentanea debolezza, d’altronde in quel mondo si sbranano come bestie, chi diventa debole viene subito azzannato e spolpato.
A parte l’episodio, ne è uscito un intreccio a dir poco raccapricciante, tra politica, i sindacati, authority di controllo, banche, fondazioni, e le varie famiglie della finanza meneghina, la corruzione è risultato un fatto normale, come legiferare leggi e norme in favore di un gruppo o all’altro.
Come i media che tacciono e attaccano secondo le indicazioni che ricevono dall’editore; che fanno tutti parte della politica o dell’economia.
Immagino se queste cose fossero successe nel Meridione, i titoloni dei giornali su intrecci di mafia, massoneria, politica, banche ecc. e la cosa sarebbe durata per vari mesi, invece hanno messo tutto a tacere. – 30-11-2013
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GLI AMICI DEGLI AMICI

Passata la bufera mediatica sull’Ilva di Taranto, una vergogna mondiale, hanno inquisito i veri responsabili, iniziando dal presidente della regione Puglia Vendola e tutti i suoi collaboratori alla regione. Ci sono le telefonate del suo coinvolgimento, la famiglia Riva aveva corrotto tutti per continuare a lavorare inquinando come neanche in Cina fanno più.
D’altronde era palese che un disastro ambientale di tali proporzioni non poteva essere causato senza la complicità della politica, i sindacati, le istituzioni locali, la magistratura, le autorità di controllo, insomma un sistema criminale che è colpevole di migliaia di morti con un inquinamento che avrà bisogno di decine di anni per essere assorbito dalla natura.
Nessuno pagherà per i crimini commessi, per loro ci sono l’assoluzione, che la magistratura non lesina mai, e quando non è possibile c’è sempre l’amnistia della prescrizione, che ogni anno si mangia migliaia dei loro procedimenti “per la dimenticanza dei magistrati”.
A volte mi chiedo cos’è un crimine; se un povero cristo commette reati e paga con il carcere è ritenuto un criminale. Viceversa uccidere, depredare, inquinare un intero territorio, non è ritenuto un crimine dalla magistratura e dalla politica, ma semplicemente errori di valutazione; i sindacati si giustificano che hanno fatto prevale l’occupazione; i Riva sono dei benefattori che hanno ecceduto per bontà nel mantenere i posti di lavoro e l’economia della città; la magistratura vede quando non ne può fare a meno, le centinaia di denunce che sono state fatte negli anni, le ha insabbiate e nessuno ne parla.
Le uniche vittime sono i cittadini ma devono subire in silenzio come hanno dovuto fare in tutti questi anni, perché se manifestano e fanno rumore vengono anche manganellati
Un giorno succederà anche con il petrolchimico di Gela che ha inquinato ogni cosa, addirittura le donne partoriscono i neonati malformati o pieni di malattie, ma lì il padrone è l’ENI ed è intoccabile. Cosa ha fatto l’ex sindaco Rosario Crocetta? Niente allora da sindaco e niente fa adesso da Presidente della regione Sicilia.
Altre “Taranto” ci sono in giro per l’Italia con la complicità delle istituzioni. – 01-12-2013
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OMICIDI DI STATO
Federico Perna un ragazzo detenuto nel carcere di Poggioreale è morto, dalle foto sembra di ripercorrere il dramma di Stefano Cucchi. La sua faccia somiglia a una maschera, come se si fossero accaniti a pestarlo sulla faccia, avendo anche lividi su altre parti del corpo.
La Madre ha dichiarato che il figlio le diceva che veniva pestato, glielo ha anche scritto ci sono le lettere che lo attestano, inoltre è notorio che succedono queste cose nel carcere di Poggioreale. Lo posso affermare anche per esperienza diretta, fui pestato nel 1997, ero stato appoggiato per un processo al padiglione Venezia, venivo dal carcere di Voghera (PV), mi saltarono addosso senza nessun motivo, la mia reazione attenuò il pestaggio.
Il ministro Cancellieri ha mandato una ispezione ministeriale, sono le solite manifestazioni mediatiche, finito i clamore tornerà tutto nel silenzio, se non ci sarà la famiglia che insisterà per avere giustizia, come nei casi Cucchi, Uva ecc.…
C’è un certificato sanitario del 18 settembre 2012 del carcere di Secondigliano (NA), dove si attesta che il detenuto è incompatibile con il regime carcerario e invita l’autorità preposta a prendere provvedimenti per il ricovero, anche coercitivi in caso che il detenuto si rifiutasse.
Da Secondigliano l’hanno mandato a Poggioreale in una sezione comune, dove in una cella di pochi metri sono stipati una decina di persone, come le batterie di allevamento di polli di un tempo.
La colpa del ragazzo è che non si chiamava LIGRESTI. – 02-12-2013
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L’ONESTA’ DELLA LEGA
Ormai non si contano gli scandali della Lega. Non bisogna neanche dimenticare che la Lega era appena nata ed era già immischiata nello scandalo ENIMONT nell’era di tangentopoli, ricordo ancora come fosse ieri Bossi con la bava alla bocca mentre veniva interrogato nel processo.
Lasciando da parte tuti gli scandali degli ultimi tempi della famiglia Bossi e il cosiddetto cerchio magico.
Nelle settimane scorse è stato arrestato il sindaco di Adro in provincia di Milano, qualcuno ricorderà che aveva messo gli stemmi della Lega sulla scuola del paese, con il ricorso dei genitori degli scolari furono rimossi, ci fu un clamore mediatico per questo episodio, ora lo stesso sindaco è stato arrestato per tangenti e reati di abuso.
In questi giorni è successo un altro scandalo che tocca i vertici della Lega. Il presidente della regione Piemonte il leghista Roberto Cota, insieme alla sua maggioranza sono stati inquisiti perché accreditavano tutte le loro spese provate sul conto della regione, dai boxer, agli spazzolini da denti, cravatte, sigarette ecc. insomma lo stipendio era franco dalle spese familiari, personali e intime.
Addirittura il Presidente Cota aveva il dono dell’ubiquità, si trovava in due posti diversi a fare acquisti.
Questi signori ancora oggi si vantano di essere l’unico partito onesto e che sono tutti onesti, fanno venire nostalgia per i politici della prima repubblica, almeno avevano una decenza istituzionale, nella maggioranza dei casi lo facevano per il partito.
Mi chiedo quale decenza hanno? Quale onestà hanno? Sono razzisti, xenofobi, buzzurri, ladri, e alimentano l’odio all’interno del Paese con il razzismo antimeridionale.
Mi auguro che alle prossime elezioni scompaiono dalla scena politica, perché la millenaria civiltà italica non ha bisogno di simili barbari. – 03-12-2013
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I SUGGERIMENTI TERRORISTICI
Il vice Presidente del Consiglio dei Ministri Angelino Alfano, ha lanciato l’allarme che ci potrebbe essere una nuova stagione di stragi, perché Cosa Nostra potrebbe essere tentata dalla prova di forza.
Alfano in questo momento si inventa di tutto per suscitare l’attenzione mediatica, ne ha bisogno per pubblicizzare il nuovo partito che ha fondato con tutti quelli come lui che hanno tradito Berlusconi, ha colto la palla al volo von il processo sulla trattativa Stato-Mafia che si sta svolgendo aPalermo e gli sfoghi di Totò Riina che saarebbero stati intercettati nel cortile del carcere.
In questo momento una strage sarebbe una manna per Alfano, da ministro degli interni si glorificherebbe con l’estremismo che lo caratterizza; con la legge N°94 ha dichiarato che si è giunti ai limiti della Costituzione, qualcuno doveva dirgli che era stata già superata nel 1992 con la Scotti-Martelli, lui con quella legge del 2009 ha estremizzato quella legge con la tortura psichiatrica dei regimi totalitari, e con i suoi discorsi “…devono morire in carcere…” la dice lunga sul concetto costituzionale del suo pensiero politico.
L’impressione che dà e che lui” suggerisce” di fare una strage, come dicesse per cortesia fatemene una che ne ho bisogno politicamente (d’altronde i politici sono bravi nel suggerire ciò di cui hanno bisogno)
La storia ci insegna che il potere italiano ha sempre usata la violenza ‘per i suoi fini politico-economici, perché ritiene che la sua violenza è un diritto, mentre quella del popolo è un reato da perseguire e condannare.
Con un evento drammatico come una strage, la repressione che scaturirà, compatterà a politica alzando una cortina fumogena per coprire tutti i loro problemi politici e le loro nefandezze, l’esempio più recente e quello del 1992-93.
Siccome i pentiti hanno scoperchiato tanti pentoloni, adesso non si chiedono le cose direttamente ma si suggeriscono, per timore di essere accusati in futuro.
Purtroppo in questi giochi di potere, alla fine pagano sempre i poveri cristi che sono in carcere o quelli che incappano nei rallestramenti che vengono fatti si consuetudine nel Meridione da un secolo e mezzo, dovranno dare in colpevole e appagare l’opinione pubblica dopo che hanno tirato fuori gli istinti primordiali della gente che ignara applaude i propri carnefici.
E più facile sviluppare l’insicurezza nelle persone in modo che diviene più facile parlare alle paure della gente che non alla loro intelligenza.
Ci vorrebbe una rivoluzione per spazzare via questa marmaglia che offende, mortifica e umilia tutte le popolazioni italiane. – 04-12-2013
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LA SERIETA’ NELL’APPLICAZIONE DEI METODI
In Svezia hanno chiuso quattro carceri perché i detenuti diminuiscono con il passare degli anni, l’amministrazione penitenziaria lo ha restituiti allo Stato, per la mancanza di detenuti; i due saranno venduti e gli altri due saranno destinati ad altro uso.
La diminuzione dei reclusi non deriva da soluzioni miracolistiche, semplicemente applicano il principio del recupero-rieducazione-reinserimento, ma fatto in modo serio e scrupoloso, e non all’italiana di nascondere la polvere sotto il tappeto.
L’input l’ha dato la corte Suprema, con l’indirizzo di programmi di recupero.
In proporzione agli abitanti avevano gli stessi detenuti che ha l’Italia; sono circa otto milioni di abitanti e avevano circa settemila reclusi, facendo una moltiplicazione arrivano ai detenuti italiani. Con l’applicazione rigorosa del reinserimento nel giro di alcuni anni i detenuti sono diventati 4500, riducendoli di un terzo e diminuiscono ogni anno, questo dimostra che funziona; come è stato appurato anche in Italia.
Una commissione istituita dal ministero ha stabilito che i detenuti che usufruiscono delle pene alternative, la recidiva scende al 19% viceversa i detenuti che scontano tutta la pena in cella la recidiva sale all’81%, la forbice è molto ampia ma in modo inequivocabile dimostra che questa è la strada da percorrere, la stessa che sta facendo la Svezia.
Le statistiche del ministero riportano sempre che in Italia ci sono 47.000 posti nelle carceri italiane, non è vero, è una spudorata bugia perché se in una cella di un posto in base ai detenuti che vengono stipati dentro le celle. Prendono per buona la cifra, ci sono 20.000 reclusi in più.
In Italia andrebbero fatte riforme più ampie per ottenere un analogo risultato, dal codice penale al codice di procedura penale, l’automatismo delle pene alternative, ridimensionare le pene che sono le più alte d’Europa, e applicare il sistema di scontare la pena quando c’è il posto letto, come fanno in Norvegia.
In Svezia non sono così permissivi come i luoghi comuni descrivono o i nostri politici vogliono far crederci; qualche anno addietro un italiano in vacanze a Stoccolma fu arrestato perché al ristorante aveva dato un buffetto a figlio, fece tre giorni di carcere e dovette affrontare il processo.
Hanno più educatori e psicologi che detenuti, li seguono e li aiutano nel loro percorso per farli inserire di nuovo nella società; in Italia sono abbandonati a s stessi nelle carceri e ritengono rieducati i reclusi che diventano delatori, finito di scontare la pena si devono arrangiare da soli per sopravvivere.
Nella Germania dell’Est si era ottimi cittadini facendo la spia per la polizia segreta, se non lo facevi diventavi un nemico dello Stato, in questo modo il 50% della popolazione spiava l’altro 50%, uno stato di polizia.
Guardare oggi il film di Alberto sordi “Detenuto in attesa di giudizio”, non sembra che sia passato circa mezzo secolo. – 05-12-2013
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SE NE E’ ANDATO UN GIGANTE DELLA NOSTRA EPOCA
La sua vita è stata un capolavoro della natura, simili uomini nascono uno ogni secolo, ci ha lasciato Nelson Mandela, ora il suo nome appartiene alla storia dell’umanità.
Lo sento vicino perché ha scontato circa tre decenni di carcere come me, chi tanto tempo in carcere lo considero un fratello perché comprende cos’è la sofferenza.
E’ stato grande perché si è ribellato alla grande ingiustizia dell’apartheid, un sistema nazista che aveva creato una minoranza padrone a assoluta e la maggioranza schiavi senza diritti, quando ha capito dopo una strage di civili che la non violenza non avrebbe abbattuto questo mostro, ha iniziato la lotta armata, arrestato fu condannato all’ergastolo a spaccare pietre sull’isola di Robe Island, dove ci è rimasto per 27 anni senza mai abbassare la testa.
A determinare l’azione è sempre l’oppressore. L’oppresso non può che scegliere la forza, se l’oppressore la usa senza parsimonia e rifiuta ogni dialogo, queste parole di Mandela erano più che legittime.
Era entrato in carcere pieno di rabbia e di odio nei confronti dei bianchi dominatori, ma i tanti anni di carcere furono cruciali per il suo sviluppo spirituale, ed elaborò una coscienza di empatia verso gli oppressori per ricostruire un solo popolo senza distinzioni.
Solo il perdono libera ‘anima e cancella la paura credo che avesse ragione, perché gli atti gli hanno dato ragione.
Quando fu liberato dimostrò ancora di più la sua grandezza, non rimase prigioniero dell’odio e della vendetta per tutti i soprusi che aveva subito lui e il suo popolo, ma fece prevalere la riconciliazione e il perdono.
Credo che quando un uomo si fa guidare dalla speranza e non dalla paura ogni traguardo gli è possibile, anche stando chiudo in una cella due metri per quattro.
Ha dato speranza a tutti i sudafricani, li ha guidato da leader senza esaltare se stesso, né si è fatto avviluppare dal potere, l’ha lasciato come un moderno Cincinnati ritirandosi a vita privata. Tutto il mondo lo piange, principalmente il suo popolo; beato chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di abbeverarsi alla sua saggezza.
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L’INNOCENZA INFANTILE
Leggo una lettera di una madre si una bambina delle scuole elementari, avevano fatto una festa a scuola, dove avevano partecipato anche i genitori, avevano fatto il buffet, le foto, divertendosi con i bambini
Dopo un po’ di tempo vengono date le foto che si erano fatte alla festa, la madre chiede alla figlia chi era la sua amica del cuore, gli risponde ce è la bambina con il vestito giallo, quella indicata era una bambina nera, non ha detto il colore della pelle ma del vestito.
Questo dimostra che sono gli adulti a creare pregiudizi nella testa dei bambini, una volta fattasi strada nei loro pensieri si tramutano in razzismo.
La società aperta con l’insegnamento nelle scuole alla tolleranza, si costruirebbe un modo dove prevarrebbe il rispetto e la fratellanza tra gli esseri umani. – 7-12-2013
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LA TRUFFA LEGALIZZATA
La Coldiretti insieme ad altre associazioni di categorie, con la presenza del Ministro dell’agricoltura Nunzia Di Girolamo, hanno bloccato alle frontiere tutte le spedizioni che dall’estero venivano esportate in Italia per farle passare come prodotti Mady in Italy.
Le imprese agricole italiane falliscono perché sono obbligate a rispettare determinati parametri che le mettono fuori mercato di fronte ai prezzi che possono fare le imprese in Paesi che non devono rispettare leggi moto ristrettive. La grande distribuzione e trasformazione facente parte di Confindustria, acquista prodotti non certificati all’estero, principalmente dall’Est europeo, Nord Arica, e Sud America. E ritengono nel loro interesse che rimanga tutto così come è adesso.
Il Mady in Italy potrebbe risollevare la crisi economica e le sorti della depressione che stanno colpendo l’Italia.
Bene ha fatto il ministro Di Girolamo ad affiancare gli agricoltori in questa protesta sacrosanta, ma subito Confindustria ha fatto dichiarare che “sono sconcertati per il comportamento del ministro”, per logica dovrebbero essere contenti per l’attivismo del primo ministro delle politiche agricole italiano nella storia, che cerca di fare gli interessi del Paese, invece come sempre Confindustria(uno dei pilastri che gestisce il potere in Italia) pensa esclusivamente ai propri interessi e s e ne frega degli agricoltori e della situazione economica italiana. – 08-12-2013
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I FORCONI
Con le accuse dei Savonarola in Sicilia, che il movimento era inquinato o gestito dalla mafia avevo pensato che i forconi erano stati spazzati via dalla furia giustizialista di questa setta.
Mi devo ricredere perché in questi giorni hanno occupato e bloccato tutto il Paese e ne sono contento, perché solo così possono capire o politici che è tempo di finirla, la gente è stanca e li ha licenziati anche se loro si tengono stretti le poltrone.
In proposito ho visto in TV un cartello molto simpatico rivolto ai politici:” i cittadini vi licenziano”, devono capire che a licenziarli lo possono fare, ma quando vanno a votare.
Invece di prendere atto che la gente non ce la fa più, continuano a fare i loro interessi come non stesse succedendo niente, addirittura li minacciano, come ha fatto il ministro dell’interno Alfano e il ministro dei lavori pubblici Lupi.
Quello che fanno, a parte continuare a mantenere i loro privilegi e interessi, è di parlare, proclamare, e annunciare progetti, ma nei fatti non faranno niente per risolvere i problemi della gente che non arriva a fine mese.
Speriamo che Renzi cambi le cose e non faccia solo riforme di facciata. La gente è stufa di chiacchiere vuole i fatti e avere una vera giustizia sociale. – 09-12-2013
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L’INVENZIONE DELLE NOTIZIE
Leggo una notizia che mi lascia sbalordito, era stato chiesto dalla magistratura al DAP e alla direzione del carcere di Opera le intercettazioni ambientali sulle minacce al PM Di Matteo di Palermo da parte di Totò Riina, entrambe hanno risposto che non ne sapevano niente.
Tutti i TG e i quotidiani riportano con enfasi la notizia di queste minacce, mi viene spontaneo chiedermi se questi organi preposti non sanno niente, da dove è uscita questa notizia? Chi l’ha messa in giro? E per quali fini?
Mi auguro che sia stato un errore quello che ho letto, ma se fosse vero c’è qualcosa di losco, la mia impressione, come ho già scritto, è che stanno creando qualcosa per preparare un evento stragista per aprire un’altra stagione di repressione, che butti fumo negli occhi al popolo italiano, per coprire la situazione critica attuale e tutta la loro inettitudine, a principalmente per conservare il potere del sistema attuale facendo un maquillage con la cortina fumogena della repressione.
Mi auguro di no, perché se succede qualcosa del genere, chi subirà la repressione siamo noi reclusi, principalmente chi risulta nella lista dei computer del ministero della giustizia, tutti gli ex 41 bis “carne da macello” – 10-12-2013
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FACCE DI BRONZO
Ieri sera ho seguito in TV a canale La7D la trasmissione Linea Gialla di Salvo Sottile, la discussione era improntata sulla morte di Federico Perna nel carcere di Poggioreale, gli ospiti erano la Madre e il fratello del ragazzo, Luigi Pagano Vice Capo del DAP e il segretario del sindacato SAPPE Donato Capace.
Hanno fatto vedere dei filmati del carcere di Poggioreale on interviste a molti ex detenuti, spiegano che venire pestati era la norma, addirittura un ex detenuto ha fatto il disegno dove si trovava la stanza chiamata zero.
La stanza zero consisteva nel fare un cerchio da parte di dieci-quindici guardie e il detenuto al centro veniva massacrato.
La foto del ragazzo mirto, fatta dalla madre nell’obitorio, toglieva ogni dubbio sul massacro che aveva subito, il suo viso era una maschera di sangue.
Sono rimasto meravigliato dalla complicità corporativa di Luigi Pagano, come tanti altri credevo che era una persona imparziale, corretta e seria, invece ha fatto delle affermazioni allucinanti, come quella ce il ragazzo è deceduto per morte naturale, auguro anche a voi di fare la stessa fine”.
Il sindacalista ha avuto un comportamento vergognoso, addirittura ha messo in dubbio il bene della Madre e che l’avesse abbandonato in carcere; la Madre aveva avuto un incidente e per alcuni mesi sono andati altri familiari a fargli colloquio.
Come ha fato sempre ha negato che nei carceri ci siano pestaggi; lo fece anche con la mattanza di Sassari, pertanto il soggetto non è nuovo a sostenere simili tesi inverosimili.
Con tutto che gli ex detenuti gli avevano indicato alcuni agenti della squadretta di picchiatori, entrambi negavano che a Poggioreale ci fosse l’inferno che parlavano tutti.
Sottile che pende sempre dalla parte dell’apparato della repressione, ieri sera è stato imparziale ed ha ripreso più volte il sindacalista e Pgano, che erano arroganti e dispotici.
Purtroppo sono sempre poco i passaggi mediatici che evidenziano questi omicidi di Stato, ci vorrebbe più luce sulle segrete medioevali dei nostri carceri. – 11-12-2013
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LA PROVVISORIETA’ IN CARCERE
Non c’è mai niente di certo, tutto è provvisorio e noi reclusi siamo dei pacchi p ostali, al DAP decidono dalle loro scrivanie come spostarci secondo criteri astratti con una logica che ha un solo fine “l’interesse”, o economico incrementando le traduzioni, o politico per mandare più detenuti in una regione o in una provincia, insomma noi caliamo per il business di tanta gente e su tante cose.
Dal monopolio del sopravvitto che resiste dal 1930 in mano alla famiglia Berselli; nei carceri le ditte collegate hanno più potere delle direzioni, è palese che per poterlo fare hanno “santi” in paradiso (ministero).
Come gli appalti di tutte le proporzioni che vengono appaltati nelle carceri e le forniture di cui i carceri hanno bisogno.
Le uniche cose che dovrebbero essere applicate non vengono fatte, mi riferisco a ciò che contempla il codice penitenziario e stabilisce la Costituzione, sia il recupero-rieducazione-reinserimento, come anche avere particolare attenzione per gli affetti familiari.
Ora l’unica illusione di libertà che ci è rimasta a noi ergastolani, era la cella (loculo) singola, notizie da altri carceri dove ci sono le sezioni AS-1 ci informano che tramite una circolare del ministero vogliono mettere anche noi AS-1 in due nelle celle singole, violando la legge.
Il regime AS-1 stabilisce che dobbiamo stare soli in cella; questo regime discende dall’art.90, poi abolito e ripreso con il regime E.I.V. nel 1998, in ultimo è diventato AS-1 nel 2009, a parte la terminologia quello che non è ami cambiato è stato di essere collocati in cella singola.
L’art. 22 del Codice §Penale stabilisce che gli ergastolani devono essere sottoposti a isolamento notturno per tutta la durata della pena, siccome l’ergastolo è fine pena mai, di conseguenza è per sempre e non secondo le disposizioni di qualcuno.
Il Codice penitenziario europeo stabilisce che ogni detenuto deve essere allocato in una cella singola; con la Commissione europea per la prevenzione della tortura(CTP) stabilisce che a di sotto dei 7 metri quadrati per detenuto è tortura, meno dei 9 metri quadrati stabiliti per i maiali e 20 per i cani, ma almeno stabiliscono che un loculo di pochi metri dobbiamo averlo.
La risoluzione ONU del 1955 “regole minime per il trattamento dei detenuti” stabilisce che le loro circolari abbiano forza di legge.
Qui a Catanzaro si vocifera che all’anno nuovo o passeremo al padiglione nuovo o verremo trasferiti ad altro carcere, in ambedue le situazioni saranno problemi, perché nei nuovi padiglioni fatti costruire dal signor Angelino Alfano sono tutti camioncini da 3-4-5- posti, pertanto non sono adibiti agli ergastolani come me, e io rifiuterò di entrarci facendomi portare alle celle di isolamento. Trasferiti in un altro carcere, cercheranno di metterci in due, come hanno tentato negli ultimi vent’anni, senza mai riuscirci per la mia ferma opposizione, ricomincerà il teatrino per imporre due persone in una cella singola.
In entrambi i casi non acconsentirò mai a mettermi con un’altra persona ne loculo assegnatomi, se lo faranno con la forza, mi metterò a fare lo sciopero della fame, denunciando tutti quelli che con questa violenza disumana violano la legge.
Non solo non vogliono farci uscire perché hanno deciso che dobbiamo morire in carcere, ma vogliono farci vivere come negli allevamenti in batteria per i polli, non solo hanno deciso la fine della nostra vita, ma vogliono renderci l’esistenza impossibile.
L’unico posto dove puoi avere un po’ di intimità, raccoglierei tuoi pensieri, avere una sorta di libertà anche se illusoria, sono quei pochi metri quadrati e ce li vogliono togliere con la scusa del sovraffollamento.
I NAS quando trovano un allevamento non a norma sugli spazi, igiene, struttura, lo chiudono invece i carceri che non lo sono nella stragrande maggioranza non c’è autorità che abbia questo potere, quelli ce adibiti alla tutela dei detenuti non hanno il potere di farlo; siamo classificati al di sotto degli animali.
Sarebbe opportuno che noi reclusi ci iscrivessimo alla lega degli animali, così ci potremo fare difendere da loro, come fanno con gli animali.
Il paradosso è che se maltratti un animale si va in galera, se maltratti un detenuto no. Siamo diventati un Paese spietato e crudele, ma la cosa più aberrante è la normalità della repressione e della tortura. Questo mi fa ricordare la banalità del male di Hannah Arendt. – 12-12-2013
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TRUFFANO L’OPINIONE PUBBLICA
Leggo una statistica dove attesta che in Italia c’è i più bassi tasso di omicidi della sua storia, sia prima che dopo l’unità del Paese, anzi arriva a cinque secoli indietro.
In Europa siamo l’ultimo Paese non solo per gli omicidi ma anche per gli altri reati, tutti gli altri paesi dell’Unione europea sono sopra l’Italia, quest’anno saranno circa 400 omicidi, mi viene spontaneo fare dei paragoni; è la cifra di omicidi che succedono in un giorno in Messico in un mese a New York, in otto giorni in Sudafrica, ecc.
Con tutto ciò continuano a catechizzare la gente tirandogli fuori gli istinti primordiali, disinformandola che in Italia c’è la criminalità più forte del mondo, per legittimare un apparato poliziesco di repressione, che ha creato un mostro ce condiziona le istituzioni e alla vita sociale del Paese; una sorta di antistato talmente potente ce nessuno osa attaccarli, chi lo fa ne paga le conseguenze con persecuzioni giudiziarie, arresti, ed esclusione dalla vita sociale del Paese.
Neanche in tempo di crisi economica, la gente non arriva a fine mese, le tasse aumentano, tagliano i servizi essenziali, a non toccano un euro destinato dall’apparato della repressione.
In carcere siamo stipati come sardine, perché ci sono le pene più alte d’Europa, è stato criminalizzato ogni comportamento, e si tengono in vigore leggi d’emergenza divenute ordinarie tra le più repressive del mondo Occidentale, che violano la Costituzione, la convenzione europea, e il trattato ONU dei diritti umani, ma con tutto ciò, la nostra classe politica non prende un provvedimento neanche per ragioni umanitarie; hanno troppa paura “dell’antistato”. – 13-12-2013
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LA CULTURA USATA COME PREMIO
Leggo una notizia molto curiosa sul nostro giornalino “Mai dire mai”, qualcosa che andrebbe bene in tutti i sistemi penitenziari del mondo.
In Brasile è in vigore un progetto molto importante nei carceri, premiano i detenuti con la cultura. Ai detenuti vengono decurtati quattro giorni di pena per ogni libro che leggono.
Ho sempre letto che per ostacolare la recidiva ci vogliono due cose: Lavoro e cultura. Ricordi che alcuni intellettuali anni fa a questa tematica riposero in questo modo-lavoro, lavoro-cultura, cultura-cultura.
Quando le iniziative sono buone bisognerebbe copiarle e applicarle, ma purtroppo se non cambia la mentalità repressiva di vendetta sociale, difficilmente cambierà qualcosa.
Alla cultura e al lavoro aggiungerei un’altra cosa, agevolare i contatti familiari limitando la lontananza dalla residenza a non più di duecento KM (C’è la legge che stabilisce che un imputato non può essere trasferito a non più di cento KM, e un recluso con pena definitiva a non più di duecento KM, ma al DAP la violano sistematicamente sicuri dell’impunità)
Incrementerei più telefonate, principalmente per chi ha figli, e impianterei salette con un computer per effettuare colloqui tramite la Rete con Skype, in modo che anche chi non può per la lontananza, per motivi economici, o perché ha i genitori anziani, può vedere i familiari in videoconferenza in una piccola saletta, tutto gratuito perché Skype è gratis.
Le relazioni sociali sono necessarie a tutti gli esseri umani, lo affermavano già i greci 2500 anni fa.
Si potrebbero fare tante cose per umanizzare le carceri e applicare l’art. 27 della Costituzione, ma purtroppo il DAP è diventata una procura con la sua mentalità e concepiscono il carcere esclusivamente come luogo per detenere le persone e costringerle a diventare delatori. – 14-12-2013
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LE PERSECUZIONI GIUDIZIARIE UCCIDONO
E’ morto Angelo Rizzoli un perseguitato della giustizia, ha subito 26nprocessi nell’arco di 30 anni uscendone sempre assolto.
Figlio dell’editore Andre Rizzoli, il padre gli lasciò una fortuna nel campo dell’editoria, tra cui il Corriere della Sera.
Malato di SLA dall’età di 18 anni, la persecuzione giudiziaria ne ha minato il fisico, era agli arresti domiciliari per le sue condizioni di salute anche se uno dei soliti periti del PM di turno aveva certificato due mesi fa che era compatibile con il carcere; come al solito questo perito non pagherà niente, la protezione della procura di riferimento, ne fa un intoccabile, siccome lo sanno, sono sempre pronti a falsificare qualsiasi perizia per andare incontro alle architetture processuali dei PM. La moglie ha dichiarato che quest’ultima vicenda giudiziaria gli ha spezzato il cuore, sfinendolo e portandolo alla morte.
Mentre era nel reparto detentivo gli veniva vietato l’uso delle stampelle, la crudeltà ormai è diventata normalità; d’altronde un Paese che ha istituzionalizzato la tortura con il 41 bis, ha disumanizzato il sistema giudiziario e penitenziario seppellendo la civiltà, non stupisce una notizia del genere.
Ora da più parte gridano all’infamia degli arresti facili, ma sono lacrime di coccodrillo perché sono tutti colpevoli di questo stato di cose, hanno sempre aggravato la carcerazione preventiva per compiacere i giudici, ed oggi la usano a p iene mani per estorcere confessioni.
Sarà sempre troppo tardi quando la usano a piene mani per estorcere confessioni.
Sarà sempre troppo tardi quando faranno una riforma radicale della giustizia e del sistema penitenziario rendendo il Paese alla pari con le civiltà nord europee. – 15-12-2013
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I TRUFFALDINII DELL’ANTIMAFIA
Una sera avevo visto lo spettacolo da Rosy Canale in TV, un monologo sulla sua personale lotta antimafia, spiegava che per essersi opposto alla vendita di droga nel suo locale l’avevano pestato, questo episodio me aveva fatto un icona e lei aveva saputo alimentare questa situazione.
E’ stata arrestata perché questa sua attività era una maschera per truffare i soldi ce la sua associazione “Donne di san Luca” riceveva dal fondo stanziato dal ministero.
Nelle telefonate intercettate la Canale risponde alla madre, che gli dice di non spendere quei soldi che non sono suoi “Me ne fotto di come li spendo”, si sentiva onnipotente e di poter scialacquare come voleva soldi che dovevano servire per iniziative di utilità sociale, mentre ogni volta ce arrivavano i finanziamenti si dava allo shopping più sfrenato.
Non è la prima non sarà l’ultima, ci sono certi sciacalli che purtroppo i loro mercimoni di appropriazione e ladrocinio non emergono perché potenti adepti dalla setta antimafia e pertanto protetti dell’apparato della repressione.
Da molto tempo stanno facendo pressione sulla politica, perché questi signori non contenti d tutto ciò che depredano, vogliono che quando boccano i beni di qualcuno li vogliono subito disponibili, nel senso che ci sia subito la confisca, è aberrante, non solo il sequestro dei beni, ma che questi miserabili possono vivere nel benessere sulle sofferenze di tanta gente.
Stanno saccheggiando il Meridione come fecero i piemontesi con la legge Pica. Non gli è bastato in 150 anni ridurre una Nazione ricca e prospera, in una terra da terzo mondo, sfruttandola in tutti i modi, oggi con la scusa della lotta alla mafia, non solo stanno depredando ogni cosa, ma stanno mettendo le basi affinché la distanza tra Nord e Sud diventi realmente enorme che non si parlerà più di colmare il divario, si discuterà in futuro solo di contenerlo.
Personalmente credo, anzi sono convinto che i maggiori responsabili dopo la politica sono tutti questi savonarola ce per interesse e potere personale, legittimano il direttorio criminale che opprimere il Paese a continuare l’infamia di renderci schiavi nella colonia un tempo la nostra terra.
Lo scrittore Tommaso Fiore scrisse: “La nostra vita fu”. E aveva ragione. – 16-12-2013
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ABOLITO IL PROIBIZIONISMO DELLA MARIJUANA
Il rivoluzionario ex Tupamaros presidente dell’Uruguay dal 2010 José “Pepe” Mujica, è riuscito anche con una forte opposizione a far passare la legge per rendere la vendita della marijuana legale sotto il controllo dello Stato.
Tempo fa ne avevo già scritto, oggi è legge, mi auguro che sia l’inizio della fine di questo mostro proibizionistico inventato dagli americani sempre per motivi di imperialismo.
La legge è impostata che non ci possa essere il turismo per lo spinello, perché la legge è solo per i cittadini uruguaiani, ogni persona può comprare in farmacia 40 grammi al mese, coltivare 6 piantine a casa, 99 piantine in cooperative di 45 soci e vendere il prodotto allo Stato.
La pianta di canapa si presta ad essere usata per tante cose; e come il maiale non si butta niente. Si può usare per fare tessuti, prodotti cosmetici, olio per biodiesel, ma principalmente per uso medicinale.
L’Italia era il secondo produttore mondiale, per colpa dei divieti imposti dagli americani negli anni settanta, ha dovuto azzerare un comparto con secoli di tradizioni.
Avevo un docufilm dei radicali, in cui raccontava il motivo del perché gli americani avevano sollecitato il proibizionismo, si era scoperto che dalla canapa si poteva estrarre una benzina vegetale che poteva competere con quella petrolifera, le multinazionali del settore vollero togliersi il pensiero di una competizione che poteva intaccare il loro business.
Il Presidente José Mujica è l’unico al mondo che dona in beneficenza il 90% del suo stipendio e vive modestamente in una piccola casa come un normale cittadino. – 17-12-2013
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GRANDE EUGENIO
Dopo tanti mesi abbiamo rivisto Eugenio, ha organizzato uno spettacolo con la sua associazione “La vita è un sogno”.
Siamo andati al teatro senza sapere cosa sarebbe stato messo in scena, ci è sembrato strano che non vedevamo Eugenio, dopo un po’ l’abbiamo visto entrare nel palcoscenico leggere da un libro una citazione della Divina Commedia, posare il libro e iniziare a parlare, dopo cinque minuti ci siamo resi conto che era un monologo, partiva dalla Divina Commedia e parlava della Bibbia, dell’Odissea, dell’Eneide, metteva insieme le somiglianze e i messaggi in essi contenuti.
Il suo monologo è durato un’ora e mezza, ha dimostrato tutta la sua bravura ma principalmente la sua cultura che può spaziare su un fronte molto ampio.
Mi ha fatto molto piacere rivederlo, mi auguro che potremo iniziare di nuovo a fare qualcosa come l’altra volta. – 18-12-2013
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IL GRANDE SACCHEGGIO
Non si finisce mai di sapere dove finisce il pozzo nero della politica, hanno la faccia di bronzo, chiedono alla popolazione di fare sacrifici mentre loro gozzovigliano, non sono i soli, in loro compagnia ci sono i sindacati, le banche, la Confindustria, la Chiesa, l’apparato della repressione, l’esercito e la burocrazia.
Leggendo la cifra che la politica costa agli italiani c’è da rimanere sbalorditi, 23 miliardi di euro all’anno, ogni italiano deve sborsare 757 euro a testa, per foraggiare un esercito di parassiti.
C’era qualcosa che non mi tornava, perché l’articolo era piccolo e messo in un angolo nel mezzo del quotidiano, ormai riesco a capire quando devono dare una notizia e vogliono nasconderla, ho fatto una moltiplicazione 60 milioni per 757 l’importo è raddoppiato a 45 miliardi di euro, questo dimostra che “La Repubblica” per salvaguardare il governo che è guidato da Letta che fa parte del PD, partito di riferimento di questo quotidiano, disinformano la gente consapevolmente, d’altronde avendo uno come Saviano che romanza la realtà e la fa passare come verità, c’è da aspettarsi tutto, anche prendere per i fondelli i cittadini italiani.
Mettendo insieme tutti i parassiti che succhiano il sangue alla popolazione, credo che la cifra citata si può triplicare.
Tagliano anche le pensioni di 500 euro, ma non disinfettano mai queste zecche che succhiano il sangue alla gente. Non toccano mai le caste perché dovrebbero toccarle tutte, e siccome cane non mangia cane, se la prendono con i più poveri che non hanno la forza per ribellarsi e nessuno li tutela.
Peccato che la grande protesta dei Forconi si è divisa ed è scemata la paura che avevano fatto ai politici. – 19-12-2013
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VESCOVO
Stamane è venuto il vescovo a dirci la messa di Natale, non è venuto Bertolone, ma Cantisani è molto simpatico con le sue metafore.
Ne ha fatto una che mi è piaciuta molto, ha detto che Gesù è stato un operaio, artigiano, profugo, subendo la fame e la sete, incompreso, deriso, perseguitato, accusato, arrestato, condannato a morte e ucciso, pertanto ognuno di noi può rispecchiarsi in un ruolo, togliendo l a parte teologica e andando terra—terra aveva ragione.
C’era anche un coro con la chitarra, hanno cantato alcune canzoni e abbiamo finito con la canzone di Natale.
Poi abbiamo fatto il rinfresco con i dolci del nostro pasticciere Fabio.
Credo che all’esterno sono eventi normali, ma qui dentro rompono il tran-tran quotidiano, diventano un piccolo evento, anche perché succedono due volte all’anno.
Ci dovrebbero essere più eventi per alimentare le relazioni umane, come diceva Aristotele sono le relazioni sociali che cambiano le persone. – 20-12-203
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LA GOGNA MEDIATICA DELLE MENZOGNE
In pochi giorni i media hanno creato dei personaggi da due mentecatti mentali; mi sembrava di assistere allo stesso film di Angelo Izzo, un personaggio malato e psicopatico, fatto scarcerare dalla procura di Palermo di Giancarlo Caselli, perché l’avevano usato come pentito sul delitto di Piersanti Mattarella Presidente della regione Sicilia, e accusò Fioravanti poi assolto, come avevano fatto anche la strage di Bologna.
Quando fu scarcerato e uccise le due donne, i media alzarono il polverone ma si censurarono e non dissero che era un pentito e che vari giudici di sorveglianza e un provveditorato avevano scritto che era pericoloso perché psicopatico e andava curato.
Quello scappato da Genova Bartolomeo Gaglione infermo di mente con molti anni di manicomio, doveva scontare un altro anno di carcere, è uno di quei detenuti spregevoli inviso da tutta la popolazione carceraria perché sono delatori e ruffiani alla luce del sole, questo li mette nelle condizioni di usufruire di benefici. Chi come questi soggetti non ha un equilibrio mentale stabile, è palese che possa commettere errori, purtroppo migliaia meriterebbero di usufruire dei permessi e le pene alternative, ma invece di guardare alla personalità delle persone, sono interessati esclusivamente alla sottomissione, alla delazione e alla ruffianeria.
Il secondo scappato da Pescara Pietro Esposito, è un pentito di Napoli che doveva scontare altri sei mesi di carcere, la sua classificazione gli permette di usufruire di tutti i benefici; un premio alla delazione.
Questi gaglioffi fanno il bello e il cattivo tempo quando sono fuori, quando vengono arrestati si mettono ad accusare tutti quelli che conoscono, dove non possono arrivare, per compiacere il PM di turno si mettono ad inventare rovinano tanta gente innocente perché più persone accusano più sono ritenuti importanti e pertanto hanno più concessioni.
Sono stati arrestati tutti e due in pochi giorni, così non potranno costruirci sopra un’epopea miserabile, utile a stimolare i bassi istinti dei cittadini, usando il tutto politicamente. Miseri sciacalli.
21-12-2013

Opuscolo sulla Costituzione- presentazione a Catanzaro

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Il tre aprile, nella Casa di Reclusione di Catanzaro, è stato presentato l’opuscolo allestito dai detenuti dell’A.S.1 di Catanzaro, con i commenti agli articoli della Costituzione.

Questa è la relazione di saluto letta da Claudio Conte in quell’occasione.

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Intervento- Presentazione dell’opuscolo sulla Costituzione

Un saluto e un ringraziamento a tutti i presenti.

Ringraziamenti che non sono dettati dalla circostanza, ma sentiti per l’impegno, col quale si profondono alcuni dei presenti, per rendere più umana e più giusta la pena, dalla dr.ssa Paravati a mons. Bertolone, e per l’ulteriore impegno che chiederemo ad altri: il pensiero vola alla dr.ssa Magnavita e al prof. Fiorita. Eh! Sì, perché mica finisce qui caro professore…

Un ringraziamento speciale alla Presidente Ferro, pochi lo sanno ma è anche grazie a lei, alla sua vicinanza e sostegno se oggi siamo riuniti per parlare della Costituzione, dei valori che esprime e di quello che rappresentano per noi che siamo in carcere.

Abbiamo avuto l’occasione di riflettere su quei principi che fondano la convivenza civile. Lo abbiamo fatto con umiltà, ma anche con la desolazione di constatare  le tante violazioni costituzionali che la pena, nella sua concreta esecuzione, realizza.

Tra le tante ce ne è una che più di tutte umilia il sentimento comune, il valore stesso della vita. Ques’abominio ha un nome: ergastolo! Una parola che “spezza” una vita.

L’ergastolo è più della pena di morte, diceva Ignazio Silone, la morte dura un attimo e richiede un coraggio momentaneo. L’ergastolo è un’esistenza. Una pena disumana che avvolge nelle sue spire  il condannato, ma che poi si propaga, risucchiando in una spirale senza fine interi nuclei famigliari, che hanno il volto di madri, mogli, finanche di bambini, che crescono con l’immagine di un padre murato vivo.

L’ergastolo è incostituzionale, come hanno confermato le 3 Commissioni per la riforma del codice penale.

In questo momento, in più parti d’Italia si stanno presentando delle istanze ai Giudici di Sorveglianza, per sollevare l’incostituzionalità dell’ergastolo, sulla base di un ricorso preparato dal prof. Pugiotto dell’università di Ferrara. E’ un tappa di quel movimento abolizionista che da tempo combatte una pena indegna di un Paese civile.

Domani, a tale scopo, saranno inoltrate due istanze (pilota) di liberazione condizionale, a nome di due condannati che hanno superato la pena massima della reclusione ammessa dall’ordinamento, a dimostrazione dell’illegittimità dell’ergastolo rispetto alle pene temporanee.

Chiediamo alla Dr.ssa Maganavita di farsi interprete delle speranze di tutti  noi, delle persone che ci amano, e tutte quelle che combattono questa battaglia solo per senso di giustizia, civiltà, ed umanità. Le chiediamo di mettere al servizio del diritto la Sua intelligenza e capacità, rimettendo la questione  alla Corte Costituzionale. Mentre agli illustri professori presenti, chiediamo di rendersi disponibili e sostenere la discussione innanzi al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro.

Oggi l’ergastolo è una pena intollerabile poiché condanna a morire in carcere anche chi è ritenuto meritevole di reinserimento sociale, mettendo in crisi l’intero sistema dell’educazione penale e i ruoli  degli attori giuridici chiamati a realizzarlo.

Senza scomodare l’Antigone di Sofocle, come molti dei presenti insegnano, la legge spesso è cosa diversa dalla giustizia e quando si è innanzi a una legge ingiusta la coscienza impone di disapplicarla, diversamente anche i nazisti dovrebbero essere considerati degli onesti servitori dello Stato.

Concludo rivolgendomi ai miei compagni, ergastolani e non. Cerchiamo di non disperare mai, non siamo solo in questa insofferenza, possiamo contare sulle nostre forze, di chi ci ama e quelle di chi sente vivo il senso di giustizia e umanità. Se saremo nel giusto Dio sarò con noi, perché, ricordiamolo sempre, la liberà è di tutti.

Catanzaro, 3 aprile 2013

Diario di Pasquale De Feo- 22 dicembre – 21 gennaio

diario11[1]

Pubblico oggi il diario mensile di Pasquale De Feo.

Si tratta del diario del mese di gennaio.

Questa volta il diario è stato trascritto dalla nostra collaboratrice Marina. Da questo momento Marina collaborerà con noi nella trascrizione di alcuni testi provenienti dalle carceri. La ringrazio per la sua collaborazione che sarà preziosissima, visto l’ammontare di materiale che giunge a questo Blog.

Tornando al diario di gennaio, questa volta metterò solo due estratti a precedere il diario.

Due momenti molti delicati.. intimi.

Il primo.

Casualmente stavo leggendo uno scritto che avevo letto tanti anni fa, ho trovato altre cose che non ricordavo, mi sono reso conto che quando si rilegge si apprendono sempre nuove cose. I libri rileggendoli ogni dieci anni ogni volta si troveranno cose nuove che varie età con sensibilità diverse ci fanno scoprire. Credo, e mi auguro che non sia solo un mio pensiero, ritengo che i libri abbiano un’anima e trasmettono non solo il sapore ma anche i valori che creano l’armonia universale. Sono il veicolo della cultura, il mezzo della conoscenza per raggiungere ogni angolo della terra per combattere l’ignoranza, il male che genera violenza che insieme al degrado sociale innesca fenomeni di illegalità. La cultura fornisce i mezzi per scegliere nella vita, per questo motivo incentivare la lettura dovrebbe essere da parte delle istituzioni un dovere sociale, principalmente nei carceri dove la lotta all’ignoranza dovrebbe essere una sorta di dogma, perché solo con la cultura si possono rendere in percentuale accettabili determinati fenomeni che deviano il percorso della legalità.   (27 dicembre)

La vita è femmina, non riesco ad immaginare il pianeta senza, sarebbe veramente deprimente, perché la bellezza la rappresentano loro, noi a loro confronto siamo goffi e brutti. Tutti i dipinti della mia mente hanno una sola raffigurazione “la femminilità!”. L’amore è come il paradiso uno stato perfetto, questo lo rende privo di mutamenti in un eterno presente. Nelle mie condizioni vive solo nei ricordi del passato. Hanno un solo difetto, ti incatenano l’animo  e il cuore e quando finisce il sorriso la sua perdita è sempre un dramma. Ogni tanto la nostalgia mi fa scrivere qualcosa, ma non oso chiamarle poesie.

L’anima nel sole

Il mio mondo

Viveva nei tuoi occhi

Infondendomi profonda dolcezza.

L’alba del mattino

Il tramonto della sera

Iniziavano e finivano con te.

Essere nel tuo cuore

era la gioia più grande

nel mondo non c’erano uguali.

Nell’aria sentivo

sempre il tepore di primavera

stagione cara a chi ha i colori nel cuore.

Vivere il sogno

di tutta una vita

esaltava l’animo di felicità.

La bellezza non ha tempo

vive nelle foto dei ricordi

racchiuse nella memoria dell’amore.

Impallidiva il sole con il tuo sorriso

energia vitale per i miei pensieri

mi sentivo libero ovunque tu eri.   

(29 dicembre)

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La tv ha mostrato le immagini indecorose che sono successe al senato della Repubblica. Dovevano discutere una legge per alleggerire la situazione del sovraffollamento nelle carceri; ma la lega ha fatto una caciara inqualificabile, perché ritenevano la legge un indulto mascherato. Un compagno in sezione ha ricevuto la fotocopia della legge, l’ho letta e ho condiviso il concetto che aveva espresso l’On. Rita Bernardini che sarebbero usciti più di 150 reclusi; dire che era acqua fresca è poco per tanto è meglio che non sia passata. La lega come sempre fa emergere il suo razzismo e il disprezzo per la dignità degli esseri umani. Berlusconi si riempie la bocca di libertà, diritti, dignità, umanità ecc., ma nello stesso tempo si allea con la lega, ciò dimostra che non è dissimile da loro.   22-12-2012

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Ieri hanno fatto tutti colloquio con le famiglie nella sezione, si aspettava la notizia della decisione di Strasburgo sull’abolizione dell’ergastolo, purtroppo sono ancora in camera di consiglio. Gli avvocati hanno fatto sapere che al 99% la corte europea dovrebbe decidere per l’abolizione dell’ergastolo, fino a quando non avrò la notizia certa della sentenza non voglio illudermi perché queste sono delusioni molto forti, pertanto bisogna restare con i piedi per terra e non volare con la mente. Se la sentenza sarà positiva uscirei a fine pena avendo scontato i 30 anni che necessitano per coprire il massimo della pena. Solo dalla corte europea potremmo avere questo segno di civiltà, perché con i politici che ci ritroviamo non potremmo mai aspettarci niente di buono.

Estratto della Gazzetta Del Sud del 16 dicembre 2012

“L’uomo non è una bestia da domare, un bersaglio da colpire, un nemico da sconfiggere, un parassita da uccidere; è persona da stimare pur quando non ci stima, da comprendere anche se ha la testa dura, da valorizzare pur se ci disprezza, da responsabilizzare anche se appare incapace, da amare anche se ci odia.”

Questo pensava e così scriveva in uno dei suoi ultimi libri Carlo Maria Martini. Ogni colpevole, uomo o donna, sosteneva il compianto cardinale richiamando uno dei principi cardine del cristianesimo e delle democrazie contemporanee, può essere rieducato, riabilitato, restando soggetto primario della società. O, almeno, così dovrebbe essere, anche nella civilissima Italia, dove coesistono l’ergastolo ordinario e quello ostativo ai benefici. Il primo concede al condannato la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale. Il secondo, al contrario, nega ogni deroga al regime carcerario. Sono un centinaio i reclusi rassegnati, ormai, all’idea di uscire di prigione solo col carro funebre. Detenuti praticamente murati vivi perché, sono considerati il peggio a cui non deve neanche essere concesso di sperare, un giorno, di scoprirsi cambiati e meritevoli di un’altra possibilità. Nei fatti, nelle loro storie v’è il marchio della negazione della libertà e del perdono. Eppure proprio il Natale illumina questi sentimenti: la nascita di Cristo richiama, umanità, amicizia, riconciliazione e pace. La sua venuta in mezzo agli uomini parla di amore, di comprensione e di tutto ciò di cui ciascun uomo ha bisogno, dentro e fuori dal carcere. I giorni presenti, se ben vissuti ed interpretati con autentico spirito natalizio, possono allora essere occasione per una riflessione seria e serena, da un punto di vista spirituale, ma anche morale e legislativo sul perdono. Concetto, questo, che non esclude la giustizia né sottovaluta il dovere della riparazione e del recupero, ma rifugge da ogni istinto alla vendetta o alla schiavitù del cuore, che è sempre disumanizzante. Per contro, esso facilità la giustizia a essere tale, incoraggiata la verità e persegue la pace. V’è poi un altro aspetto da considerare: il perdono è sempre, anzitutto, una risposta individuale. Ma pure a chi sembra di non riuscire a trovare le ragioni, in molti casi anche per motivazioni comprensibili almeno umanamente, può essere utile proprio l’esempio di Cristo, che duemila anni fa accettò la croce e i chiodi dei suoi carnefici, perdonando per salvare l’uomo dalla follia e dalla morte a causa del peccato. E’ un invito difficile da ricomprendere nei freddi e angusti limiti della ragione, ma se si guarda all’orizzonte, e ci si accorge che oltre a ciò che si vede c’è sempre qualcos’altro che non si scorge, ma che esiste, ci si rende conto che gli occhi della fede possono aiutare ad andare oltre, oltre la ragione ed oltre se stessi, per ritrovare forza e speranza. Quelle che servono per perdonare e comprendere che nulla si compie senza un perché, che spesso e volentieri ha le sue radici nel disegno divino e nella volontà di costruire l’homo novus e la sua città.

Vincenzo Bertolone

 

23-12-2012

 

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Il vescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone ha scritto un articolo su noi ergastolani ostativi, l’hanno pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 16 dicembre, oggi ho ricevuto la fotocopia perché mi hanno chiesto di scrivere un articolo in merito, spiegando con chiarezza l’art. 4 bis e l’ergastolo ostativo. Ha scritto un bell’articolo e credo che abbia capito bene la nostra situazione, gli auguro di riuscire nell’intento di coinvolgere la chiesa in favore dell’abolizione dell’ergastolo. Da parte mia e credo di tutti gli ergastolani d’Italia lo ringraziamo molto per il suo atto di coraggio e di umanità in favore di noi ultimi, quali siamo considerati.  24-12-2012

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I miei pensieri volano e immaginavo i miei familiari a tavola a mangiare, tutti riuniti da mio padre in questo giorno di festa. Mi sarebbe molto piaciuto esserci, dopo tanti anni sarebbe stato molto bello. Avrei conosciuto tutti i miei nipoti e passato un po’ di tempo con loro per farmi conoscere. Respirare a pieni polmoni l’aria pulita del Cilento e raccontargli quanto sia bella questa terra che ha dato i natali ai nostri avi e anche a nonno (mio padre), sono sicuro che riuscirei a fargliela amare. La tranquillità e la serenità che mi infonde quando penso a quei luoghi mi convincono sempre di più che lì voglio finire i miei giorni perché c’è tutto ciò che desidero.  25-12-2012

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Trovo un articolo che avevo dimenticato tra alcuni scritti, si tratta sull’ex vice procuratore antimafia Alberto Cisterna. Quando era il numero due di Grasso alla DNA fu inquisito per corruzione in atti giudiziari e per questo motivo trasferito al tribunale di Tivoli. Adesso ha ricevuto un’altra incriminazione per truffa e falso, insegnava all’università di Reggio Calabria “Ordinamento giudiziario e forense”, si attestava falsamente nel registro didattico di aver svolto regolari lezioni anche quando non lo faceva. Di aver denunciato un ispettore di polizia che avrebbe occultato intercettazioni e altri atti nell’inchiesta in cui il magistrato-pm era indagato per rapporti con esponenti della ndrangheta. Tutto falso. Questo signore dall’alto del suo potere alla DNA , quante indagini e procedimenti sono stati da lui diretti e completati con le sue decisioni. Lascio immaginare quanti falsi, abusi e manipolazioni avrà commesso, ma era certo dell’impunità, fino a quando l’hanno potuto proteggere ha fatto tutto quello che voleva perché ai poveri cristi si può fare qualunque cosa, non avendo diritti, per non parlare che li imputavi per reati che rientrano nel 4 bis che sono ritenuti mafiosi, essendo stata “mostrificata” la parola stessa, i diritti non esistono per loro. Tutti quelli che fanno parte delle strutture repressive mediaticamente sono stati innalzati a eroi e pertanto intoccabili.  26-12-2012

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Casualmente stavo leggendo uno scritto che avevo letto tanti anni fa, ho trovato altre cose che non ricordavo, mi sono reso conto che quando si rilegge si apprendono sempre nuove cose. I libri rileggendoli ogni dieci anni ogni volta si troveranno cose nuove che varie età con sensibilità diverse ci fanno scoprire. Credo, e mi auguro che non sia solo un mio pensiero, ritengo che i libri abbiano un’anima e trasmettono non solo il sapore ma anche i valori che creano l’armonia universale. Sono il veicolo della cultura, il mezzo della conoscenza per raggiungere ogni angolo della terra per combattere l’ignoranza, il male che genera violenza che insieme al degrado sociale innesca fenomeni di illegalità. La cultura fornisce i mezzi per scegliere nella vita, per questo motivo incentivare la lettura dovrebbe essere da parte delle istituzioni un dovere sociale, principalmente nei carceri dove la lotta all’ignoranza dovrebbe essere una sorta di dogma, perché solo con la cultura si possono rendere in percentuale accettabili determinati fenomeni che deviano il percorso della legalità.   27-12-2012

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L’integerrimo procuratore capo della DNA Pietro Grasso si è candidato alle prossime politiche nelle liste del PD. Ha fatto una conferenza stampa dove ha dato l’annuncio, si è commosso poverino, ha fatto questo enorme sforzo di entrare in politica per dovere istituzionale: “ne avevamo bisogno sic.”. Non gli basta più condizionare la vita del Paese, ora vogliono anche legiferare le leggi per accrescere ancora di più il loro potere. La mia impressione è che si stia completando il progetto messo in piedi dal partito comunista negli anni 70’, di occupare le procure e usarle per conquistare il potere in Italia. Questo programma fu elaborato perché il partito comunista non riusciva a superare in percentuale più del 35%, pertanto la democrazia cristiana avrebbe vinto sempre. Le riunioni si facevano a casa di Don Ciotti in Piemonte, partecipavano tante persone tra cui Violante, Caselli, Maddalena, Ferrara ecc.. Giuliano Ferrara raccontò le riunioni “carbonare” per elaborare un’idea per prendere il potere, alla fine decisero l’occupazione delle procure. Palmiro Togliatti aveva già pensato una cosa del genere, perché nell’assemblea per la Costituzione fece rinnovare di proposito la posizione dei PM in modo ambiguo da poterli usare al bisogno. La sua idea deriva dal soggiorno di alcuni anni a Mosca, dove constatò come Stalin usava i procuratori per togliere di mezzo i suoi avversari e accrescere il potere con arresti e processi spettacolari. Fu molto vicino a Stalin e firmò tutti i suoi crimini, anche se poi fu santificato al suo ritorno. La somiglianza c’è anche con la P2 di Licio Gelli, prendere il potere con qualunque mezzo, lui non c’è riuscito, i “carbonari” ci stanno riuscendo, non solo, ma stanno occupando tutte le sedi del potere istituzionale, anche perché hanno un’arma potente, un apparato repressivo che con la scusa della lotta antimafia hanno fatto una lotta politica senza quartiere a tutti gli avversari politici. Hanno distrutto il pentapartito e hanno continuato nel tempo con l’ UDC, PDL ecc.. Per riuscire nei propri scopi, hanno distrutto la giustizia, hanno assoggettato con la paura la maggioranza dei media e reso il Paese il più corrotto del mondo. Ormai siamo dietro ai paesi africani, nella storia non siamo mai stati in queste condizioni, con tutto ciò ne hanno fatto degli eroi, non avendo fatto bene neanche il loro lavoro, avendo sui tavoli dieci milioni di processi arretrati, perdendo il tempo a fare le star.   28-12-2012

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La vita è femmina, non riesco ad immaginare il pianeta senza, sarebbe veramente deprimente, perché la bellezza la rappresentano loro, noi a loro confronto siamo goffi e brutti. Tutti i dipinti della mia mente hanno una sola raffigurazione “la femminilità!”. L’amore è come il paradiso uno stato perfetto, questo lo rende privo di mutamenti in un eterno presente. Nelle mie condizioni vive solo nei ricordi del passato. Hanno un solo difetto, ti incatenano l’animo  e il cuore e quando finisce il sorriso la sua perdita è sempre un dramma. Ogni tanto la nostalgia mi fa scrivere qualcosa, ma non oso chiamarle poesie.

L’anima nel sole

Il mio mondo

Viveva nei tuoi occhi

Infondendomi profonda dolcezza.

L’alba del mattino

Il tramonto della sera

Iniziavano e finivano con te.

Essere nel tuo cuore

era la gioia più grande

nel mondo non c’erano uguali.

Nell’aria sentivo

sempre il tepore di primavera

stagione cara a chi ha i colori nel cuore.

Vivere il sogno

di tutta una vita

esaltava l’animo di felicità.

La bellezza non ha tempo

vive nelle foto dei ricordi

racchiuse nella memoria dell’amore.

Impallidiva il sole con il tuo sorriso

energia vitale per i miei pensieri

mi sentivo libero ovunque tu eri.   29-12-2012

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Ho scritto l’articolo per completare il pensiero del vescovo Vincenzo Bertolone, riguardante la parte tecnico-politico-giudiziaria, mi auguro che il quotidiano “Gazzetta del Sud” lo pubblichi. Allego lo scritto con l’augurio di essere riuscito a trasmettere la realtà su questo tema agli altri.

Articolo – Il vescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone ha scritto un bellissimo articolo pubblicato il 16 dicembre 2012 sul quotidiano la Gazzetta del Sud. Questo mio scritto vuole dare sostegno alle sue parole e completarne il pensiero. Le sue parole piene di carità cristiana hanno dato agli scritti del compianto Cardinale Martini che ha illuminato il cristianesimo dell’ultimo trentennio, un’anima pura che non ha mai dimenticato che Gesù fu crocifisso da criminale in compagnia di due ladroni e che ad uno promise il paradiso. Ho sempre presente ciò che disse in un’occasione rivolto agli ultimi, quali siamo, “chi non abita nella casa dei diritti non potrà mai fare parte della casa dei doveri.” Coniugando molto il nesso diritti – doveri che vanno di pari passo. Aggiungo che ci vuole anche umanità in ogni cosa, anche nelle leggi che si emanano e si applicano, per non creare ghetti di esclusione sociale. L’essere umano risponde con i suoi comportamenti in base a come viene trattato: represso con crudeltà risponderà alla stessa maniera. Ci sono esempi di risposte di rieducazione con il minimo di recidiva nelle carceri di Bollate e Laureana Borrello che hanno portato recidiva al 10%, neanche la civilissima Norvegia ci è riuscita fermandosi al 20%. Il Ministero della Giustizia, ormai occupato dalle truppe dell’apparato repressivo, ha fatto rimanere Bollate un carcere “pilota”, impedendo l’estensione del modello a tutti i carceri d’Italia. Laureana di Reggio Calabria è stato chiuso, forse perché “luci di civiltà” non devono esistere nel meridione, perché dobbiamo apparire sempre brutti,sporchi e cattivi e come un tempo eravamo un covo di briganti ora siamo un covo di mafiosi. Il paese è dominato da un feroce giustizialismo molto razzista, da “Giannizzeri” che ritengono gli indigeni meridionali da addomesticare e non da rieducare. La recidiva su scala nazionale è al 70%, ogni punto di percentuale di recidiva costa allo stato 51milioni di euro, estendendo i parametri di Bollate con la recidiva al 10%, si risparmierebbero più di tre miliardi di euro, la metà della somma stazionata per la giustizia circa l’1% del PIL italiano. I funzionari del ministero della giustizia elaborano progetti non di rieducazione ma solo di repressione e deportazione da un capo all’altro del territorio italiano, come l’ultimo progetto che vuole fare della Sardegna un grande campo di concentramento, dove deportare tutti i reclusi del regime di tortura 41 bis, i regimi AS 1, AS 2 e una parte dei reclusi AS 3. La rieducazione è stabilita come fonte primaria nell’art. 27 della Costituzione; purtroppo i troppi miliardi di euro senza controllo (essendo controllati difficile da distinguerlo), ostacolano qualunque riforma e non vogliono rendere la rieducazione il punto centrale nell’esecuzione della pena. Solo rieducando alla responsabilità e alle regole si può abbassare la recidiva, invece usano tutto il loro potere affinchè non ci siano svolte di civiltà, come Bollate e Laureana, ma tutto rimanga immutato per non perdere potere e privilegi. Hai visto mai che questo modello funzionante fosse esteso a tutte le carceri d’Italia? Come potrebbero continuare a legittimare il loro operato, giustificare il loro allarmismo e a tenere il Paese nell’insicurezza, istillando paura?

La realtà non viene fuori perché hanno il potere di censura, fanno emergere invece una realtà artificiosa: “la tensione deve essere sempre alta; la pericolosità sempre attuale e la criminalità sempre più forte”. Occultando che l’Italia è uno dei paesi più sicuri d’Europa e in questo momento ha il più basso indice di reati commessi della storia italiana. Sulle carceri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato che: “siamo la vergogna dell’Europa”. Questi professionisti della repressione li hanno riportati alle “segrete medioevali”. In epoca non sospetta, nel 1976, Leonardo Sciascia rispondeva ai giustizialisti di professione, che “gridavano sempre al lupo” , per difendere il loro potere e il loro reddito, con una repressione feroce dentro e fuori le carceri; affermò “i professionisti dell’antimafia per resistere fanno vivere la mafia anche dove non c’è”, aggiungo anche “quando” non c’è. Sua Eminenza ha descritto bene il tema ergastolo, ce ne sono due, uno ha una speranza, anche se remota, il secondo, quello chiamato ostativo, nega qualunque pena alternativa condannando a rimanere in carcere fino alla morte biologica, siccome alla crudeltà non c’è limite. Fino a qualche anno addietro, c’era una censura ferrea su questo tema, nessuno lo conosceva, con il nostro attivismo abbiamo informato tanta gente e molti si stanno adoperando per aiutarci a lottare contro questa barbarie, come il vescovo Bertolone  che non finiremo mai di ringraziare. Nel 1992 con le stragi di Falcone e Borsellino furono emanate leggi repressive anticostituzionali; ordinarie emergenze premi, che hanno sostituito gli stadi di assedio della favola risorgimentale. Con la nuova emergenza sono state ripristinate la “pena di morte” e la tortura nell’esecuzione della pena, seppellendo per legge anche la speranza con l’art. 4 bis. Fra 30 o 40 anni si saprà che furono stragi di stato, come lo sono state quelle avvenute nei 150 dell’unità d’Italia. L’ergastolo ostativo è una pena di morte anche se diluita nel tempo, molto peggiore perché rappresenta la morte oggi, domani e sempre. Non ha bisogno di un coraggio momentaneo, come la pena di morte, ma di un coraggio sovraumano che dura tutta la vita. I rivoluzionari francesi nel nuovo codice non inseriscono l’ergastolo, perché lo ritenevano più disumano della pena di morte, ed è successo oltre 200 anni fa. Questa norma feroce e crudele non ha eguali in Europa. I condannati a morte siamo circa 1300, reclusi da 20-40 anni, e un terzo seppelliti vivi da 20 anni nei regimi di tortura del 41 bis. La Corte Costituzionale con una sentenza machiavellica, ha stabilito che l’ergastolo non era effettivo perché c’è la liberazione condizionale dopo 26 anni di carcere, ammettendo che è discrezionale e non automatica. Gli ergastolani in libertà condizionale si contano sulle dita di una mano, pertanto quest’affermazione della consulta è mendace e basato sulle chiacchere.

Con l’art. 41 bis fu istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena. Regime condannato da tutte le associazioni internazionali: ONU, EU e dalla magistratura americana. Chi scrive ha sperimentato tale regime per circa cinque anni, in una delle Cajenne italiane: le isole di Pianosa e Asinara, veri e propri lager, dove la tortura era adoperata per istituire terrore. Quando in un paese democratico si adopera la tortura, perde la sua civiltà. I politici italiani chiamati dagli uffici dei diritti umani, delle varie agenzie internazionali, hanno sempre mentito, distorto la realtà,ridimensionando la tortura e dissimulandone la disumanizzazione. L’ostatività delle pene deriva dall’art. 4 bis O.P., che non riguarda solo l’ergastolo, ma tutte le pene che rientrano in questo articolo anticostituzionale, che viola palesemente l’art. 27 della Costituzione che recita: “Le pene devono tendere alla rieducazione”, invece, si è esclusi da ogni pena alternativa. Educare viene dalla radice ex ducere (tirare fuori) arrivare a rendere autonomi. Il carcere non rende autonomi, ma rende passivi alle dipendenze di regole ottuse e astruse, esclusivamente per renderti un automa da contenere e controllare. Una persona ridotta in queste condizioni, scarcerato diventerebbe un dissociato sociale , perché le regole del carcere non sono quelle della comunità. Nel meridione, “colonia del nord Italia”, tutto è improntato sulla repressione, una cartina fumogena per nascondere il sistema coloniale, niente progresso in tutti i campi, solo sfruttamento; mostrificazione degli indigeni affinché la ferocia dell’oppressione, torture e limitazioni della libertà civile siano legittimate agli occhi della popolazione. Queste non sono teorie o tesi campate in aria ma fatti. Diversamente dovrebbero spiegare perché gli ergastolani ostativi sono al 100% tutti meridionali; perché tutte le pene con il 4 bis comminate al 90% sono meridionali; perché i reclusi italiani al 90% sono tutti meridionali; perché i reclusi condannati con il famigerato art. 416 bis C.P. al 90% sono tutti meridionali; perché la responsabilità penale nel meridione è collettiva e non personale come stabilisce la Costituzione; perché con l’ausilio del 416 bis vengono permessi rastrellamenti di massa quando succede qualcosa in un luogo;

Potrei continuare con tanti perché sull’economia, politica, industria, commercio, banche, assicurazioni, magistratura ecc. Il meridione è una colonia e per tenerla a bada e sotto controllo si criminalizza ogni cosa, con una feroce repressione fuori e dentro alle carceri, con pene sproporzionate e regimi di tortura per terrorizzare gli indigeni, usando parole mielose per nascondere una crudele macelleria di stile medioevale. Da culla del diritto questo Paese si è trasformato nel suo cimitero, metabolizzando la banalità del male come fatto naturale.

Pasquale De Feo

Catanzaro dicembre 2012   30-12-2012

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Da molti giorni in India ci sono proteste di piazza per gli episodi di violenza sessuale sulle donne, negli ultimi episodi le donne sono morte e una ragazza di 17 anni si è suicidata dopo la violenza. Il problema è molto esteso  e preoccupante, per questo motivo è scesa in campo anche Sonia Gandhi. Fino ad oggi non è stato fatto niente, anche questo lassismo ha contribuito a moltiplicare. Spesso un’errata cultura abbinata al fanatismo religioso contribuiscono a queste nefandezze, perché relegano le donne subordinate agli uomini e questo fa nascere le barbarie che succedono. I maggiori responsabili sono i governi che se ne disinteressano ritenendo il problema di secondaria importanza. Disprezzo chi commette violenza contro le donne, i bambini e gli anziani, le ritengo delle bestie meschine e miserabili. Le donne popolano il mondo, crescono i figli, portano avanti la casa, conservano le culture locali, con la loro grazia rendono gentile e bello il mondo, per questo motivo l’ONU dovrebbe proteggerle e preservarle come i siti dell’UNESCO perché sono delle opere d’arte.   31-12-2012

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È iniziato un nuovo anno, ci siamo fatti i soliti auguri ma credo che questa volta in ognuno di noi c’è una forte speranza riposta nella corte Europea. La pena perpetua (l’ergastolo) viola l’art.3 della Costituzione Europea, la stessa corte l’ha espresso già alcune volte con l’intervento della Grande Camera l’esito dovrebbe essere positivo. L’Italia superò lo scoglio della pena perpetua con una delle solite sentenze machiavelliche della Corte Costituzionale: “ non c’è la pena perpetua perché dopo 26 anni di carcere si accede alla liberazione condizionale. Queste sentenze sono truffaldine perché la concessione non è automatica ma discrezionale, e si contano sulle dita di una mano i reclusi a cui viene concessa. La Corte Costituzionale è un parlamentino di giuristi messi lì dai partiti, pertanto non fanno meglio dei politici. Si arrogano il potere di difendere la Costituzione ma non è vero. Li teniamo lì per nove anni con lauti stipendi, auto con autisti e case di lusso gratis, invece di servire il popolo fanno i galoppini della politica.   1-01-2013

 

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È uscito il vecchio a fine pena Antonio è il suo nome e ha circa 70 anni, ha scontato una pena di 10 anni, è uscito oggi 2 gennaio dopo aver trascorso tutte le feste natalizie qui con noi. Tanti politici demagoghi si riempiono la bocca sulla certezza della pena, senza neanche sapere di cosa parlano. La politica italiana avesse il 10% della serietà della certezza della pena, i tedeschi e gli svizzeri verrebbero da noi a imparare la precisione e la serietà. Purtroppo i media disinformano , e la realtà rimane nascosta, mentre la menzogna impera in tutti i notiziari e le trasmissioni che si occupano di queste tematiche.  2-01-2013

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Leggo un articolo con l’intestazione “dove è finito il DAL-MOLIN?”

Il Dal Molin è quell’associazione che si era costituita quando la popolazione di Vicenza era scesa in piazza contro l’ampliamento sproporzionato della base americana della città. Fecero un referendum cittadino e lo vinsero, ma con tutto ciò i lavori andarono avanti, inoltre confermati da ogni governo di destra e sinistra, protetti ferocemente dalle varie polizie. L’Italia è una colonia, perché siamo sotto occupazione americana, pertanto fanno quello che vogliono. La guerra è finita da circa 70 anni ma da allora non si sono più mossi, dicono che siamo alleati, però non mi risulta che negli Stati Uniti ci siano basi militari italiane. Talmente sono vigliacchi i nostri politici che nessuno di loro ha mai detto una parola in merito.   3-01-2013

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E’ arrivata la notizia negativa del 41 bis per Davide Emmanuello, il Tribunale di Sorveglianza di Roma smentendo se stesso con una realtà falsificata da relazioni interpretate con acrobazie cervellotiche classiche di un sistema repressivo simile a quello manicomiale delle dittature naziste e staliniste, ha travolto ogni logica del diritto e ha dato ragione al ricorso fatto dalla DNA in cassazione, che a sua volta ha svolto il suo lavoro materiale timbrando la voce della “verità” dell’apparato della repressione. Ormai in questo Paese è ritornata la legge del “sospetto” della famigerata legge PICA, con la legge del duo Alfano – Berlusconi del 2009, e questi orrori continuano nel silenzio delle nuove segrete medievali. I media complici e carnefici nello stesso tempo, consacra eroi tutti questi aguzzini che condannano alle camere delle torture come un fatto del tutto normale. La tortura del 41 bis è stata resa più scientifica, per annichilire i soggetti psichiatricamente, e con Davide  stanno cercando di azzerarlo in questo, affinché finisca i suoi giorni in una struttura sanitaria psichiatrica. Noi saremo anche delinquenti ma questo Stato è criminale e si macchia quotidianamente di barbarie contro l’umanità.   4-01-2013

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Il parlamentare del PD Giuseppe Lumia, paladino della legalità, alfiere del partito dell’antimafia e il censore delle regole, quando si tratta della sua “pagnotta” non conta più niente, quello che va blaterando in giro riguarda gli altri non lui. Già nella passata legislatura non doveva essere candidato, avendo fatto già tre mandati secondo la regola del partito del PD, ma costrinse Walter Veltroni scatenando la sua corrente a ricandidarlo per forza. Anche questa volta l’aveva spuntata con Pier Luigi Bersani, ottenendo la deroga per il quinto mandato, ma a patto che partecipasse alle primarie, siccome sapeva che non ce l’avrebbe fatta a superarle, è salito sulla scialuppa di salvataggio del nuovo partito il “megafono” del presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta. Con ricatti e sotterfugi vari, in un modo o nell’altro verrà di nuovo eletto in Parlamento.  Questo savonarola può permettersi di razzolare male perché ha la protezione dell’onnipotente apparato repressivo che ormai condiziona la vita politica- economica- giudiziaria del Paese, vera eminenza grigia della società.   5-01-2913

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La rete tv Sky doveva girare una fiction sul libro di “Gomorra” di Roberto Saviano. Il presidente della Municipalità di Scampia appoggiato dal sindaco di Napoli, ha detto no, perché tutte le persone per il bene del luogo non devono essere paragonate al mito della Scampia che vive nell’illegalità. Ormai è partita la “mostrificazione” con la cristallizzazione in immagini stereotipate del quartiere Scampia, che abbandonato ad un destino crudele, rappresenta il luogo comune nel meridione legittimando latrocini sulle popolazioni meridionali. Le migliaia di abitanti e le centinaia di associazioni che sopperiscono al deserto istituzionale, non vengono mai citati dal savonarola Saviano, perché a lui interessa dare rilevanza solo ai fatti di cronaca che gli danno ricchezza e potere facendo la vittima. Sta spremendo tutto il “sangue“ possibile dal suo libro, è l’unico interesse che gli sta a cuore. Tutte le problematiche di Scampia non gli interessano minimamente, è una realtà che non è più la sua, pertanto si comporta come il Marchese del Grillo del film “io sono io e voi non siete un cazzo”. Hanno fatto bene a dire no, con la motivazione che bisogna andare oltre per costruire un nuovo futuro degno di un paese civile:” rimanendo sul posto, affondando le mani nel fango e impegnandosi di persona”. Cosa ha fatto di concreto Saviano? Niente. Solo chiacchiera a parte i lauti guadagni dei diritti intascati. Se voleva fare qualcosa per la sua terra, poteva devolvere i diritti televisivi venduti a SKY, al finanziamento di progetti portati avanti dalle tante associazioni di Scampia. Ha perso un’occasione per farsi apprezzare dalla gente di Napoli.   6-01-2013

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Con il tempo ho affinato l’occhio  a vedere in piccoli articoli grandi notizie che la censura dei media cerca di nascondere. 32 manifestanti torturati alla Diaz e a Bolzaneto al G8 di Genova del 2001, si sono rivolti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per ottenere giustizia, non avendola avuta in Italia. La corte ha avviato un esame preliminare inviando una serie di domande alle quali il governo italiano dovrà rispondere entro quattro mesi. Sarà un po’ difficile spiegare perché ancora non c’è il reato di tortura in Italia. Come anche giustificare che il funzionario (Pm antimafia) Alfano Sabella che comandava i GOM della polizia penitenziaria alla caserma di Bolzaneto è ritornato al ministero di giustizia dopo che era stato allontanato. Credo che in Europa non si rendano conto del grado di repressione istaurato nelle varie polizie e nei luoghi di fermo e detenzione, ciò è dovuto anche alla complicità diretta e indiretta dei parlamentari europei italiani. Alcune settimane fa ho sentito Mauro Palma alla radio legittimare il regime di tortura del 41 bis, fino a poco tempo fa era componente del comitato per la prevenzione della tortura in Europa. La giustizia, quella vera la si può ottenere solo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.   7-01-2013

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La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha emanato una sentenza di condanna totale sul sistema carcere in Italia. Credo che questa volta non ci possano essere furberie dei politici come hanno sempre fatto nel passato, perché hanno fissato un termine di un anno per sistemare l’infamia del degrado nelle carceri, nel frattempo hanno bloccato i circa 600 ricorsi dei reclusi, nell’attesa dell’intervento dello stato. La sentenza è pilota, pertanto gli altri ricorsi saranno giudicati con lo stesso metro. Riflettevo sulla civiltà della sentenza, immagino cosa scriverebbero sulla tortura del 41 bis. Non riusciranno gli apparati repressivi a tenere ancora nascosto per molto le segrete medievali del 41 bis. Gioirò il giorno che la corte europea emanerà la sentenza sulla cancellazione della barbarie del 41 bis.   8-01-2013

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La Lega parla bene e razzola male, al senato gestiva i fondi come se fossero privati, ma come al solito quando vengono scoperti scelgono un colpevole tra gli impiegati (l’agnello sacrificale). Nel 1990 appena nata la Lega, Bossi insieme a tutti i segretari dei partiti della prima Repubblica, prese 100 milioni di lire dalla madre di tutte le tangenti –ENIMONT- ; tranne il partito comunista, scelsero come colpevole il tesoriere della Lega dell’epoca Patelli. Un anno fa fecero lo stesso con il tesoriere Lusi. Questa volta hanno scelto un’impiegata dell’ufficio della Lega al Senato. Sono convinto che la Lega riesce a passare indenne sulle sue ruberie, perché è protetta dal sistema di potere che comanda l’Italia: “Chiesa, sindacati, banche,Confindustria e la politica stessa”. La Lega serve per far apparire il nord padrone e carnefice ma vittima della situazione, ma come sempre a spese del meridione. Cosa fanno i politici meridionali? Niente. Sono esseri miserabili che si fanno comprare con un piatto di lenticchie. Mi auguro che un giorno non lontano le popolazioni meridionali si sollevino contro questa servitù coloniale.   9-01-2013

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Sulla Gazzetta del Sud ho trovato un articolo “Il partito del sud correrà da solo alle prossime elezioni, dicono di non stare né con Berlusconi né con Bersani perché entrambi sono contro il meridione. Citano i danni fatti da Berlusconi con il leghista Luca Zaia al Ministero dell’Agricoltura, ha sponsorizzato solo i prodotti del Nord, lasciando al Ministero anche un debito di 71 milioni. Il forzista cocainomane Gianfranco Miccichè, da sottosegretario con delega al CIPE, sottrasse al sud i fondi FAS. Mario Monti uomo delle banche e “cardinale” del Vaticano, ha definito i meridionali poco intraprendenti e spreconi. Quando parla il pregiudizio la ragione non può prevalere. Qualcuno dovrebbe dirgli che nel Meridione non ci sono le infrastrutture, ma non credo gli interessi, anzi tutta la politica sostiene ad esempio Mauro Moretti il capo delle ferrovie, che sta portando nel terzo millennio le ferrovie del nord e quelle del sud nell’ottocento. Uno dei militanti del partito Francesco Gallo dichiara che tutti i problemi del sud derivano dall’Unità d’Italia. I piemontesi nel 1860 hanno depredato il sud dalle sue ricchezze con una ferocia inaudita: stupri, fucilazioni di massa e interi paesi dati alle fiamme. L’Italia è nata in un lago di sangue. Questo copione di ruberie si ripete ancora oggi. Termina “ma noi meridionali non abbiamo gli stessi diritti costituzionalmente garantiti di tutti gli altri italiani”. Purtroppo no sig. Gallo, perché noi siamo una colonia e i meridionali dei servi senza diritti, come lo erano gli africani nelle colonie. L’unica cosa da fare è tornare all’indipendenza del 1860, prima di essere conquistati e ridotti in schiavitù. Sono contento che simili verità siano state pubblicate da un quotidiano di larga diffusione.   10-01-2013

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Monti ha tagliato su tutti i servizi, ha ridotto la maggioranza dei cittadini a fare i salti mortali per arrivare a fine mese, con tutto ciò viene osannato come il salvatore della patria, ma dall’oscurità del tempio dello sperpero esce la notizia che Monti così prodigo nel ridurre la vivibilità economica della gente, prima di dimettersi ha fatto un “piccolo” acquisto, ha comprato quattro sommergibili dalla Germania per due miliardi. In questi tempi così critici, dopo l’acquisto degli aerei si poteva risparmiare quest’altro insulto alla povertà. Forse è stato un regalo alla cancelliera tedesca per averlo sostenuto, questi signori si fanno le amicizie con i soldi pubblici, tanto c’è la gente che paga e tira la cinghia. Tutta l’austerità a senso unico, l’ha fatto perché il PD e il PDL con UDC hanno votato tutti i suoi provvedimenti in Parlamento. A breve ci sono le elezioni, la gente avrà la possibilità, con il voto, di cambiare le cose, ma sono certo che si faranno condizionare dai vari poteri e voteranno le stesse persone, “come se scegliessero la corda per farsi impiccare dal boia”.   11-03-2013

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Dopo l’annuncio fatto durante il convegno sull’amnistia organizzato dai Radicali all’interno del carcere di Lecce, il direttore Antonio Fullone ha rilasciato un’intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Terrà tutte le celle aperte del carcere, imitando il modello Bollate di Milano, ritiene che bisogna rendere la pena più dignitosa, di responsabilizzare i reclusi e di evitare di infantilizzarli. Il processo di umanizzazione che con coraggio sta portando avanti mi auguro che sia da esempio a tutti i direttori delle carceri, principalmente quelle del meridione, che in certe località sono degli autentici lager.   12-01-2013

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Ho letto un ampio articolo su un congolese di 43 anni, in Italia esule da più di 20 anni John – Mpaliza, residente a Reggio Emilia. Per protestare contro il genocidio che si sta perpetrando nel Congo, nel silenzio complice di tutto il mondo, ha intrapreso una lunga marcia da Reggio Emilia fino a Bruxelles circa 1600 km a piedi. Il Congo teoricamente potrebbe essere una delle nazioni più ricche del mondo, perché ha tutte le materie prime, inoltre petrolio, gas, oro, diamanti e il cobalto il nuovo oro dell’era tecnologica. Questo minerale ha soppiantato il silicio nell’elettronica e il Congo contribuisce con l’80% di questo prodotto. Tra la guerra di liberazione contro il dittatore MOBUTU e quella fatta scoppiare dalle multinazionali per il dopo MOBUTU, esclusivamente per ragioni di sfruttamento del cobalto perché la tecnologia è impossibile fermarla, ci sono stati 6-7 milioni di morti, anche se credo che siano circa 10 milioni. Dopo 60 anni stiamo ancora onorando la memoria del genocidio degli ebrei che fu commesso nel silenzio omertoso del mondo, anche nelle nazioni che sapevano come gli Stati Uniti e l’Inghilterra. Dopo tanti decenni un altro genocidio di proporzioni più grandi si sta perpetrando nel silenzio assoluto del mondo intero. La complicità del mondo occidentale deriva dal saccheggio delle risorse del Congo. Un giorno si cospargeranno il capo di cenere e diranno che non sapevano, ma questa volta c’è internet che l’inchioda alle loro responsabilità.   13-01-2013

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Se non constatavo non avrei mai creduto che il Manifesto si prestasse a pubblicare su di un’intera pagina un articolo di puro razzismo del giornalista Riccardo De Sanctis , venerdì 21 dicembre 2012 a pagina 16. La sua ironia dimostra non solo la sua ignoranza storica ma un pregiudizio razzista radicato nel suo animo divenuto naturale. Lui è così, convinto delle sue tesi che giustificherebbe anche i nazisti e gli stalinisti, perché in qualunque modo si chiamano gli avversari sono sempre nemici e persone di serie B. Il suo articolo è talmente infarcito di razzismo e di strafalcioni che neanche un ragazzo appena diplomato farebbe. Un’associazione neobarbarica ha richiesto il teschio del brigante Giuseppe Villella al museo dell’orrore del criminale Cesare Lombroso nell’università di Torino. Il tribunale di Lamezia Terme gli ha dato ragione e ne chiede la sepoltura nel suo paese natale a MOTTA – SANTA – LUCIA in provincia di Catanzaro. In questa sentenza questo pseudo giornalista scriveva questo indecente articolo. Cerca di far passare Lombroso come un grande scienziato e quando non sa dove arrampicarsi,scrive: “le sue tesi da più voci sono ritenute a sfondo razzista…..”. L’antimeridionalismo che affligge il Paese dalla sua nascita, deriva dalle infami teorie di Lombroso, e furono queste teorie che coprirono scientificamente il genocidio nel meridione e culturalmente con la favola risorgimentale. I nazisti avevano in mente anche loro di fare un museo sugli ebrei dopo la guerra, con teschi, manufatti in pelle umana ecc., persero la guerra e l’orrore non è stato fatto. Le SS savoiarde piemontesi, vinsero crudelmente e lo fecero, tutt’ora aperto nell’università di Torino. Gli scritti di Lombroso sulla Calabria sono peggiori di quelli nazisti perché creano il razzismo antimeridionale, viceversa i nazisti non crearono l’antisemitismo, c’era già da secoli e lo usarono per commettere il genocidio. Senza nessuna ombra di dubbio, con certezza si può affermare che il padre del razzismo antimeridionale è Cesare Lombroso. I giornalisti come Riccardo De Sanctis li condannerei ad imparare la storia, quella vera e non la favola risorgimentale. Nel museo dell’orrore ci sono altri teschi di partigiani meridionali, tra cui quello di Carmine Donatello Cracco che morì dopo 35 anni di prigionia nel 1905, dopo 45 anni dall’epopea unitaria. Come disse Brenno dopo la conquista di Roma “guai ai vinti”.   14-01-2013

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Hanno scarcerato Liberato Maruccio l’ex capogruppo IDV alla regione Lazio, esponente e amico di Di Pietro capo del partito. Ha dichiarato alla stampa “se un allevamento di maiali avesse questi spazi, i NAS li chiuderebbero”. “Le condizioni carcerarie non sono delle migliori: 12 metri quadrati per tre persone. Viene calpestata la dignità umana. Vorrei chiedere a questo signore, ma quando faceva il bello e il cattivo tempo alla regione e appoggiava la tesi giustizialista del suo capo, amico e anche suo avvocato, non ha mai pensato alle carceri e alle condizioni dei reclusi? Eppure come avvocato qualcosa doveva sapere. L’unica nota positiva è che i politici e tutte le persone che fanno parte del sistema, come hanno a che fare con la giustizia ed entrano in carcere si rendono conto come sia sceso in basso il livello della civiltà del Paese.   15-01-2013

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Il consiglio comunale di Torino, ha approvato la restituzione delle spoglie del brigante Giuseppe Villella morto a 69 anni nel carcere di Vigevano, prigioniero dei Savoia. In aula si sono così ripartiti i voti: 36 favorevoli, 7 contrari e 13 astenuti; i razzisti non mancano mai, sicuramente quelli della Lega. D’altronde non potevano fare diversamente, perché c’era una sentenza del tribunale di Catanzaro. Mi auguro che questi piccoli atti siano l’inizio per tirare fuori dall’oscurità la storia tragica del Meridione nascosta in un lago di sangue.   16-01-2013

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Sul comportamento di certi Pm non c’è più da meravigliarsi, quando si tratta degli uomini dello Stato in divisa, in questo caso la polizia penitenziaria. La famiglia Cucchi ha dovuto ipotecare la casa per pagare le spese legali, aumentate a dismisura per colpa dei Pm, che invece di essere dalla parte delle persone offese come stabilisce la loro funzione, difende gli imputati che hanno ucciso Cucchi:” come se il Pm sul processo difendesse gli imputati”. Addirittura la Corte D’Assise sul volere dei Pm del processo, hanno impedito che i legali della famiglia Cucchi potessero fare il controesame ai periti della superperizia della Corte che incolpa i medici della morte del giovane Cucchi. Ha ragione il giudice Mori nella sua intervista (si trova nel blog), i periti si adeguano ai voleri dei Pm, in caso contrario non lavorano più, e i Pm del processo volevano scaricare la colpa sui medici, e i periti l’hanno fatto, a discapito dell’evidenza, le foto non mentono e si vedono gli ematomi del pestaggio. I Pm quando cianciano di indipendenza non vogliono altro che l’impunità e la libertà di fare quello che vogliono senza dar conto a nessuno.   17-01-2013

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Ho finito di leggere l’ultimo libro di Pino Aprile “Mai più terroni”, come nei precedenti libri ho appreso nuove cose convincendomi sempre di più che tutto ciò che viene usato per dare rilevanza mediatica con crociate di qualsiasi tipo, sono espedienti per continuare a tenere il Meridione in un sistema ilatico. Lo scrittore è convinto che internet possa superare il sistema di isolamento in cui il Nord padrone ci ha relegati e continua sistematicamente a tenerci fuori dalle vie di comunicazione. E’ palese che la rete supera ogni barriera annullando le latitudini ed è possibile lavorare, progettare, ordinare, fare ricerca ecc.., davanti ad un computer in qualsiasi angolo della terra. L’informatica unisce e nessuno è isolato, perché ha ridotto le distanze essendo tutte uguali. Ma, le merci devono viaggiare per essere consegnate, e siccome il Sud è stato privato non solo dei suoi beni ma anche escluso della dotazione di infrastrutture, il problema rimane. Condivido i suoi discorsi sulla liberazione del sud dall’ultrasecolare stato di subordinazione, prendendo ad esempio l’Irlanda. Ma non credo che chi trae vantaggio da questo sistema abbia interesse a cambiarlo; solo colui che ne è penalizzato può volerlo. Siccome tutti i giornali e le tv meridionali anche quelle di stato sono condizionate dal nord, il sud non può raccontarsi e lo fanno loro. Chi gestisce il potere non vuole modifiche nel monopolio della sua verità. Il meridione non può che essere mostrato sempre male, dando fiato all’esasperazione sulle notizie di cronaca. Tutto ciò si riflette in ogni campo, persino nelle scuole con la quasi esclusione dei poeti e scrittori meridionali del novecento dai testi scolastici. La cultura cambia l’uomo e l’ambiente, e le persone diventano quelle che le circostanze culturali gli consentono di essere. Non credo che la rete possa superare tutto, spezzando la spada del potere coloniale, anche se può contribuire a diffondere la storia, non quella dei padroni e dei vincitori, ma quella vera che ci ha ridotti a una colonia. I ritardi del sud sono necessari a questo sistema costruito con le armi e mantenuto con la discriminazione ilota. L’isolamento è funzionale a farlo diventare irraggiungibile, come facevano i romani quando volevano punire un territorio e tenerlo in stato di subordinazione, non lo attraversavano con le loro strade, quello che si continua a fare ancora oggi nel meridione. Mi auguro che lo scrittore Pino Aprile abbia ragione, che con la rete superiamo la servitù che ci viene imposta. Personalmente spero che in un tempo non molto lontano, come siamo stati nominati da tanti popoli negli ultimi 2000 anni, possa arrivare il giorno che potremmo dire che, per un secolo e mezzo fummo anche terroni.   18-01-2013

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Il 21 settembre 2012, Gloria con una sua replica dà un giudizio alla lettera che scrissi a Barbara D’Urso, lei condivide tutto il contenuto, tranne la questione della pena, che nel caso specifico si tratta dell’ergastolo. Vorrei cercare di dare una risposta a Gloria per farle capire che la sua rigida posizione è frutto della disinformazione che le ha condizionato il giudizio aperto alla comprensione delle cause che alimentano certe dinamiche nel paese. Non troverai mai nessun detenuto che ti dirà di non voler scontare la sua pena, ma di avere una pena adeguata e non in base all’umore schizofrenico  legislativo politico di piazza. Scontare la pena nel rispetto della propria dignità e nel pieno dei suoi diritti, purtroppo essendo le carceri i posti più illegali dello stato, le regole non vengono rispettate, principalmente da chi dirige ed è qualificato per funzioni istituzionali  ad insegnarle e farle rispettare. La pena ha una funzione sociale, pertanto non può essere disumana e senza fine, insegnare le regole a chi le ha trasgredite, come stabilisce l’art. 27 della Costituzione. Far ritornare nella comunità chi ha sbagliato migliore di quello che era. Quando ciò non succede l’apparato penitenziario non adempie al servizio per cui è adibito, in una società privata verrebbe licenziato. Nel nostro caso i cittadini vengono truffati perché pagano per avere un servizio e non l’ottengono. La rieducazione consiste nell’insegnare le regole, e dopo aver scontato, nel caso dell’ergastolo, almeno 20 anni, si può accedere a una pena alternativa; discrezionale non automatica. In Italia non esistono automatismi di nessun genere; quando lo affermano certi personaggi in tv o sulla carta stampata, mentono e disinformano i cittadini. Nel caso dell’ergastolo ostativo, lo si rieduca per farlo rimanere in cella, e ciò viola l’art. 27 della Costituzione. La Corte Costituzionale garante della Costituzione dovrebbe farla rispettare, ma essendo un parlamentino espressione dei politici, è un consorzio di sezioni dei partiti; pertanto si adeguano alle decisioni delle segreterie politiche, che a loro volta decidono secondo dove tira il vento. La Carta Costituzionale viola la Costituzione con sentenze  che smentiscono se stessa. Ti faccio qualche esempio: ha sentenziato che l’ergastolo è costituzionale perché non viola l’art.27 della Costituzione che stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione; e né viola l’art. 3 della Convenzione Europea che stabilisce la pena perpetua una tortura. Perché dopo 26 anni di carcere si può accedere alla liberazione condizionale, ammettendo che è discrezionale e non automatica e che sul territorio nazionale si contano sulle dita di una mano gli ergastolani a cui è stata concessa. Ma le machiavelliche sentenze della Corte Costituzionale non si fermano qui, perché con il crudele 4 bis si esclude l’ergastolo da qualsiasi pena alternativa, anche la liberazione condizionale, violando palesemente sia l’art. 27 della Costituzione e sia l’art. 3 della Convenzione Europea, con tutto ciò questi pigmei del diritto per circa una decina di volte hanno sentenziato che l’art. 4 bis è costituzionale; che d’altronde viola l’art. 3 della Costituzione che stabilisce che siamo tutti uguali davanti alla legge. Il culmine della nostra politica, viene raggiunto con la legge del 1994, che stabilisce l’adesione al protocollo del tribunale dell’ Aia, che giudica i crimini contro l’umanità ( per la maggior parte genocidi), ma la pena non deve superare i 30 anni. Chi stermina un popolo la condanna non deve superare i 30 anni. Viceversa una guerra tra bande da parte degli “iloti” della colonia del Meridione, possono essere condannati all’ergastolo. Questo dimostra non solo l’ipocrisia  della marmaglia politica e di chi ci governa, ma un razzismo crudele simile al nazismo. Il 95% degli ergastolani sono meridionali, figli di un Dio minore. Per legge è stata vietata la speranza  con l’art. 4 bis , creando due tipologie di cittadini detenuti: discriminazione razzista per legge, perché il 99% dei reclusi colpiti da questo articolo sono meridionali. D’altronde i sepolti vivi nei regimi di tortura del 41 bis hanno tutti l’art. 4 bis e sono al 100% meridionali. Non c’è bisogno di essere degli scienziati del diritto per comprendere che l’ergastolo è anticostituzionale e viola la Convenzione Europea, pertanto abolirlo sarebbe un atto di legalità. Noi ergastolani chiediamo di avere un fine pena, come ce l’hanno tutti i detenuti. L’ergastolo è disumano peggiore della morte, perché non ha bisogno di un coraggio momentaneo ma di tutta una vita; anche i rivoluzionari francesi lo eliminarono dal codice perché lo ritennero crudele. Una nazione che scende sullo stesso piano di chi commette il reato, dimostra di essere incivile e debole. Non credo che qualcuno possa dubitare sulla civiltà e risolutezza della Norvegia, e l’ha dimostrato nella tragedia che l’ha colpita. Nella bibbia c’è scritto “occhio per occhio e dente per dente”, se fosse applicato tutto il mondo rimarrebbe cieco e senza denti. Con l’ergastolo è la stessa cosa. In qualunque campo si farebbe l’equazione con l’ergastolo, diventerebbero migliaia: dottori, poliziotti, militari, autisti, politici, petrolieri ecc.. Io come tanti ragazzi meridionali seppelliti vivi da decenni, se fossimo nati a Parma, credi che ci troveremmo in carcere con l’ergastolo? O invischiati in uno dei tanti rastrellamenti con arresti di massa tipico della colonia del sud? Questa riflessione farebbe bene a tanti bigotti perbenisti che danno fiato alla loro ignoranza. Una pena adeguata è 20 anni; un tempo sufficiente per pagare il reato commesso e riflettere su ciò che si è verificato; una generazione può più che bastare ce lo insegnano i norvegesi: “ la nazione più civile del mondo”. A Renato Vallanzasca ridarei la libertà subito, non in modo parziale ma completa, perché ha pagato anche troppo, anche ciò che non ha fatto, e nel modo in cui ha scontato questi lunghi anni è diventato vittima. Devi tenere presente che parliamo degli anni 60-70, due generazioni fa, un’enormità. Per sua sfortuna è stato mortificato mediaticamente e ciò ha condizionato la sua esistenza. Ci sono persone che hanno 3-400 omicidi, sono diventati collaboratori di giustizia e dopo un anno di carcere sono stati scarcerati e si stanno godendo i loro ingenti patrimoni. Viceversa ragazzini di 18 anni che li hanno seguiti, per un solo omicidio sono all’ergastolo da 20-30 anni, e siccome sono tutti meridionali hanno l’ergastolo ostativo.. La realtà non è quella che senti nelle tv, interviste dei politici e funzionari, quella è artificiosa ed è funzionale al potere che comanda. In materia di giustizia  siamo il Paese più condannato in Europa; con le pene più alte in assoluto. In nessun paese del mondo hanno diminuito i reati con le pene più alte e anche con la pena di morte. La nostra politica mistifica queste tematiche per usarle in termini elettorali. Mi auguro di essere riuscito a farti riflettere, ragionare e farti un tuo punto di vista. Se non ci sono riuscito non posso che augurarti “buona vendetta”.   19-01-2013

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Il 13 novembre 2012, Antonella Esposito di Napoli replica alla lettera che scrissi al prof. Andrea Pugiotto docente dell’università di Ferrara. Ciao Antonella, ho letto il tuo scritto, per prima cosa ti ringrazio per il tuo lungo scritto e la tua attenzione alle nostre tematiche, mi auguro che continuerai a seguirci. Invidio le tue certezze, perché la vita sarebbe senza preoccupazioni per tutte le sue problematiche. Cercherò di non urtare il tuo senso religioso, nelle mie parole ci sono mie convinzioni che possono essere anche sbagliate, ma non posso condividere le tue certezze. Dissento sul diritto che Dio ha di condannare a morte come fosse un dittatore che si eroga il potere di vita e di morte; come la chiami tu “pulizia”. La Bibbia la ritengo un grande libro, la storia dell’epopea del popolo ebraico, che con una grande opera di marketing ne ha fatto una religione divinizzando ogni cosa. Come in tutte le storie dei popoli ci sono cose buone e cose cattive, nella Bibbia ci troverai tutto e il contrario di tutto, questo è un bene perché ognuno ci troverà ciò che desidera. Fin dalla notte dei tempi è stata strumentalizzata per fini di potere politico, contribuendo alla maggioranza delle guerre e dei genocidi: “ Dio lo vuole”, anche se Lui non c’entrava niente. Le religioni hanno sempre avuto un  ruolo di supporto a tutti i poteri, ribellandosi solo quando venivano toccati i loro privilegi. Hanno sempre contribuito ad addomesticare il popolo con la promessa che le sofferenze di questo mondo sarebbero state compensate con il paradiso nell’altro, mentre i potenti il paradiso se lo guadagnano in questo mondo. Se ognuno è ad immagine e somiglianza di Dio, non comprendo tutte le discriminazioni, condanne e odi religiosi, sarebbe come giudicare e condannare Dio stesso uccidendolo. Sono contro ogni pena di morte e le pene disumane come l’ergastolo, da chiunque venga la condanna. Anche la politica nostrana non è diversa da altri poteri, ed è aiutata nel rendere gregge il popolo da tutte le religioni, principalmente da quella di Stato. L’abitudine abbinata alla rassegnazione “divina” contribuisce allo status quo, diversamente le persone non voterebbero sempre questi partiti, che sono parte integrante di un sistema criminale. Credo che sarebbe tempo di ripensare alla religione, innanzitutto eliminando l’intermediazione e ognuno prega e vede il Dio che desidera. Vedere Dio in ogni persona contribuirebbe alla pace, all’amore e al benessere per tutti. Non dico di amare tutto il prossimo, umanamente non è possibile ma rispettarlo è alla portata di tutti. Nessuno nasce cattivo, malvagio o delinquente, nessuno può esserlo per sempre, sono i fattori della vita che inducono a commettere azioni buone o cattive, ma sono gli episodi e non le persone ad essere discutibili. Comunque sono contento per te che lo studio della Bibbia ti abbia portato serenità e tranquillità, ti auguro che il tuo percorso sia sempre pieno di luce ma principalmente di tanto amore. Ti auguro tutto ciò che desideri e che la vita ti sorrida sempre. Se ti fa piacere puoi rispondermi nel blog con una lettera. Ciao un abbraccio, Pasquale.   20-01-2013

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Sono venuti due politici, uno del Pd e un radicale, di nome li conoscevo, mi ha fatto piacere incontrarli. Gli ho spiegato che nell’insieme non stiamo male, e che l’unico problema che non riusciamo a risolvere è quello del computer. Il commissario ha detto al senatore del Pd che il problema che impediva la concessione del computer è stato risolto pertanto presto avremo i computer. Speriamo che sia la volta buona e non un’altra bufala, essendo un tormento che dura da tre anni. Sono contento della visita anche per un altro motivo, abbiamo saputo che lo scritto di Davide “L’Odissea persecutoria” sta girando su tutti i blog e siti della rete, ciò può contribuire a frenare la ferocia dell’apparato repressivo nell’applicargli il regime di 41 bis. Quando le loro malefatte vengono messe in piazza si moderano nel loro delirio di onnipotenza. I politici dovrebbero venire più spesso, così le direzioni che vogliono solo reprimere ci penserebbero prima di fare un abuso. Ringrazio i due politici per la loro visita.

21-01-2013

 

Lettera dei detenuti di Catanzaro

Libero

Questa lettera ci è stata inviata dagli amici detenuti a Catanzaro.

E’ stata letta durante la Messa di Natale tenuta in carcere il 17 dicembre.

E’ una lettera rivolta a Mons. Bertolone -Vescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace- ma che idealmente comprende tutti coloro che “esistono” nel carcere di Catanzaro, dai detenuti.. a volontari, guardie, dirigenti.

Ma c’è una dedica che.. viene ancora prima di tutti gli altri… ad una persona di cui non viene fatto il nome in questa lettera, ma il cui nome è Gourram Hicham, straniero, classe 1980, morto impiccato nel carcere di Catanzaro.

La IMMENSA poesia che conclude questa lettera, è stata scritta per lui.

Ed è così che vogliamo contrassegnare la vigilia di Natale su questo Blog.

Con queste parole sentite, fuori di ogni vana retorica.

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Natale 2012

Caro Mons. Bertone

Ringraziamo Iddio che ci ha permesso di stringerci in un abbraccio spirituale e vivere in comunione un momento così bello com’è la nascita di Gesù Bambino, che viene per annunciarci la Speranza, a salvarci da noi stessi, lasciandoci il tempo di interrogarci su cosa facciamo per gli altri.

Fratellanza, accoglienza, comprensione rischiano di restare parole belle ma vuote se non sono precedute o seguite dai fatti. Spesso siamo bravi a parlare, a giudicare, a vedere la “pagliuzza” nell’altro, specie verso i deboli, i più indifesi, con loro è più facile. Se poi soffrono, piangono, magari si ammazzano, beh! Alla fine è colpa loro, incapaci come sono di misurarsi con la società attuale che premia gli opportunisti, gli ipocriti, i prepotenti.

Sono tempi duri, di crisi, come ai tempi della nascita di Nostro Signore, ma è nelle situazioni difficili che si scoprono le vere qualità delle persone, i valori della solidarietà, del mantello e pane condiviso

La solidarietà insieme alla comprensione, la tolleranza, il perdono, rendono una società più giusta ed equa; e ci permettono di tornare a sentirci tutti figli di Dio, tutti uguali.

Riuscirci sono la speranza e l’augurio più grande che possiamo fare e farci per questo Natale e il Nuovo Anno, unitamente alle persone che amiamo, che gioiscono e soffrono con noi, che portiamo nel cuore in ogni attimo della nostra esistenza, anche se dalle stesse, a volte, viviamo separati per anni e per alcuni di noi sarà per sempre.

Eccellenza, per l’occasione vogliamo ringraziarla pubblicamente per avere preso a cuore la questione sull’ergastolo, una pena nella pena, rifiutata da tutte le persone di buon senso e che pensano sia possibile un futuro migliore.

Voglia ricevere, unitamente alla Direttrice, al Commissario, Ispettori ed Agenti, Area Educativa, Sanitaria, ai professori, volontari e a Don Giorgio, oltre che a tutti i presenti, i nostri più sinceri auguri di Buon Natale, estesi alle persone che amate.

Accettateli con questi pochi versi dedicati a un compagno di reclusion, che si è congedato da noi e da una “terra straniera”, con un grido di silenzio.

Nulla più mi può turbare.

Spegnete le stelle

buttate giù la luna

spegnete il sole

svuotate gli oceani

nulla più mi può turbare.

Dobbiamo attraversare molti spazi

ed in alcuni di essi sostare

 sia il cuore pronto ad un nuovo inizio

serenamente

onde offrirsi coraggiosi e senza tristezza

ad altri nuovi orizzonti.

Questa fede irrazionale e ostinata

nella Luce Eterna è inestinguibile

alta sopra ogni inferno.

Nulla più mi può turbare.

I suoi fratelli in Cristo del 4DX-A

Casa Circondariale di Catanzaro

Catanzaro 17 dicembre 2012

 

 

Diario di Pasquale De Feo 22 marzo – 21 aprile

Il diario mensile di Pasquale De Feo, uno dei grandi appuntamenti del Blog.

Ogni  mese Pasquale ci invia questo piccolo libro, questo mazzo di fogli dove sono annotate, con penna, tutte le sue riflessioni, analisi, considerazioni, emozioni, indignazioni, visioni, sogni, partoriti nel corso di quel mese.

Ogni volta è la voce di un Uomo che vive da una vita in carcere. Ma non è la voce di un uomo “carcerizzato”, né d un uomo che parla solo di carcere. La sua mente vola, spinta dalla indomabile passione che lo possiede, per la cultura, la storia, le dinamiche del mondo.. e scossa da una sete di ingiustizia che non resta mai indifferente, come diceva Che Guevara “verso qualsiasi ingiustizia commessa verso chiunque in qualsiasi parte del mondo”.

Alcuni frammenti tratti dal diario di questo mese.

Una notizia inquietante, innanzitutto..

“Il ministro della giustizia Severino ha dichiarato, davanti alla Commissione Antimafia che vogliono riaprire di nuovo le isole di Pianosa e dell’Asinara per il regime del 41 bis. L’infamia, quando non viene conclamata, è destinata a ripetersi. Il silenzio dello Stato è riuscito a stendere un velo omertoso sulle torture successe in quei luoghi  maledetti, dove era stata cancellata ogni umanità, civiltà e senso del diritto. Una sorta di terra di nessuno. L’essere umano non aveva più valore e veniva calpestato come si fa con gli insetti. Tutto documentato e riconosciuto persino dalla Corte europea dei diritti umani, dalla Commissione Europea per la prevenzione della tortura, dalle associazioni nazionali e internazionali. Ed è a conoscenza di tanti politici odierni e del passato.” (22 aprile)

Nelle isole di Pianosa e de L’ Asinara, all’epoca dei supercarceri, il diritto fu stuprato in quella che fu una delle pagine più oscure della storia italiana, pagina che durò anni, e che pochi conoscono. Ma che ha trovato sempre più conferme. Le proposte (quella del Ministro Severino) non è che l’ultima, sono emblematiche di una malattia del pensiero di volta in volta generata da ignoranza e malafede.

In un passaggio successivo Pasquale racconta la vicenda di Fulvio Rinaldi, uno dei tanti uomini geniali e creativi che fanno parte della fibra intima di questo Paese, ma che vengono ostacolati da burocratismo e ottusità. E’ una storia che tiene l’eco di mille altre storie simili.

“Ho letto una notizia che mi ha convinto ancora di più che un Bill Gates non potrebbe mai avere fortuna, secondo le sue capacità, nel nostro Paese. Un imprenditore, Fulvio Rinaldi, nel 2002, aveva lanciato sul mercato una geniale intuizione. Aveva creato “Your Store”, vendeva beni e servizi a prezzi scontati, prima di tanti colossi mondiali. Il Rinaldi raccoglieva le iscrizioni sul WEB e distribuiva una sorta di carta di crei prepagata “carta blu”, con la quale i soci potevano acquistare beni e servizi in tutti i negozi online o su strada che aderivano al progetto Yourstore. Tutto a prezzi scontati, dal parrucchiere, alle crociere, ecc. Per quattro anni, fino al 2006, la Yourstore fu un’impresa di successo con un giro di affari di 45 milioni di euro, con settemila dipendenti. La sua geniale invenzione fu stroncata dalla magistratura, che lo accusò di truffa. In Italia vanno bene i giullari di potere come Berlusconi, i governativi a prescindere di chi governa come gli Agnelli, e i truffatori che foraggiano i partiti come Tanzi. Nel 2006 fu inquisito con i suoi soci. Dopo tre anni, la Yourstore fallì, senza che nessuno perse un euro. Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma lo ha assolto dall’accusa e nella sentenza depositata in cancelleria, la Corte ha riconosciuto che il sistema ideato da Rinaldi dava benefici a tutti, perché tutti avevano un ritorno economico: clienti, negozi e imprese. Ma era soprattutto la gente comune ad avere benefici, perché pagava a cifre scontate prodotti che altrimenti non avrebbe potuto acquistare. ” (15 aprile)

Ma voglio anche riportare l’estratto sulla storia del popolo Basco, perché è espressione del richiamo a quella integrità e a quella dignità, che non si piegano davanti a niente e a nessuno:

“Ho finito di leggere la rivista NUNATAK. Tra le tante cose scritte, quella che sul popolo Basco ha solleticato la mia curiosità, principalmente per una frase dello scrittore latino religioso Silvio da Marsiglia, “preferirono vivere liberamente con il nome di schiavi che essere schiavi con il nome di liberi”. Prima li romanizzarono con la forza delle legioni, poi con i roghi dell’inquisizione. Nella montagna della Navarra, regione spagnola su 10.000 abitanti, furono inquisite o denunciate per stregoneria 8474 persone, per sradicare tutti i loro usi e saperi ancestrali. Ma ancora oggi i Baschi sono fieri della loro terra, usi, costumi e di essere Baschi, un popolo libero anche se oppresso da spagnoli e francesi. ” (11 aprile)

E voglio concludere, questa pre-ricognizione con alcuni passaggi che segnalano alcuni piccoli ma concreti, segnali positivi che stanno venendo in “zona Catanzaro”. Come il dialogo avuto da Pasquale con il Magistrato di Sorveglianza Antonella Magnavita, nel quale lui ha riscontrato un ascolto autentico. E anche una maggiore “liberalizzazione” circa l’uso delle docce:

“Siamo stati informati che possiamo farci la doccia tutti i giorni. Il mese scorso, discutendo con l’educatrice Napoli di questo problema, mi aveva fatto capire che ne stavano parlando, perché era un nostro diritto farci la doccia tutti i giorni, come prescrive l’art. 134 comma 3 del Regolamento di Esecuzione. Un altro problema è risolto, ora manca solo di risolvere il problema del computer e la stampante. ” (19 aprile) 

Vi lascio adesso alla lettura del diario di Pasquale De Feo.. mese di aprile.. carcere di Catanzaro.

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Il ministro della giustizia Severino ha dichiarato, davanti alla Commissione Antimafia che vogliono riaprire di nuovo le isole di Pianosa e dell’Asinara per il regime del 41 bis. L’infamia, quando non viene conclamata, è destinata a ripetersi.

Il silenzio dello Stato è riuscito a stendere un velo omertoso sulle torture successe in quei luoghi  maledetti, dove era stata cancellata ogni umanità, civiltà e senso del diritto. Una sorta di terra di nessuno. L’essere umano non aveva più valore e veniva calpestato come si fa con gli insetti.

Tutto documentato e riconosciuto persino dalla Corte europea dei diritti umani, dalla Commissione Europea per la prevenzione della tortura, dalle associazioni nazionali e internazionali. Ed è a conoscenza di tanti politici odierni e del passato.

Oggi il ministro Severino vuole riaprirle come non fosse successo niente. Possibile che a parte tutto questo, nessuno dica loro che sono strutture fatiscenti, senza acqua potabile, senza riscaldamenti e senza nessuna norma che impone l’Unione Europea. Inoltre un detenuto costa dieci volte di più, perché lì non c’è niente.

Il proclama somiglia a una deportazione. Allontanare le persone dalla civiltà e dalle famiglie, creare una sorta di segrete medievali.

Il 100% dei detenuti ristretti nel 41 bis sono tutti meridionali. L’infamia di Fenestrelle non è mai finita, e con essa i campi di concentramento piemontesi, sulle Alpi. Mi auguro che qualcuno apra loro le apri gli occhi e non si macchi anche lei con questa infamia. Tutte le famiglie dei detenuti che hanno subito queste sofferenze, le persone  di animo nobile, e tutti quelli che credono che la giustizia non deve ammettere la tortura, dovrebbero inviare una email al ministro per farla desistere dal suo folle progetto.  –  22/03/2012

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Hanno declassificato Nuccio. Era di fronte alla mia cella. Ora si trova ai comuni, sempre qui a Catanzaro. Anche lui come me si trova in carcere dall’inizio degli anni ’80. Ha fatto tutte le trafile repressive.  Fino al 1992 era un comune detenuto, poi fu mandato all’Asinara con il 41 bis, poi in E.I.V., ora AS-1. E’ invecchiato durante questi trent’anni trascorsi in questi gironi danteschi. Gli auguro che per la fine dell’anno lo rimandino a casa con una pena alternativa, in modo di trascorrere la vecchiaia tra i suoi cari.  –  23/03/2012

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Hanno lanciato l’allarme che nel carcere di Poggioreale di Napoli i boss pagherebbero i pasti ai detenuti, perché la cucina può fornire 1300 pasti al giorno, mentre i detenuti sono 2800. Si cerca sempre un mostro su cui scaricare le colpe dei veri responsabili. Lo Stato non fa fronte alle necessità  che gli competono, allora deve assolversi mistificando la realtà. La solidarietà tra detenuti, anche se hanno cercato di demolirla in tutti i modi, c’è ancora, perché  è innata tra gli esseri umani. Principalmente  chi si trova ristretto e in condizioni disumane, come lo sono i detenuti d Poggioreale. Una vergogna tutta italiana. Cercherò di essere il più elementare possibile. Se io mi trovo in una cella o in una sezione con detenuti che non h anno niente, e io posso disporre economicamente e pertanto aiutarli nella spesa del cibo, cartoleria e anche nella biancheria, io lo faccio, l’ho sempre fatto e lo farò. Se questa generosità viene condannata, a me non me ne frega niente, perché io devo stare a posto con la mia coscienza, cosa che non possono direi i tanti piccoli Savonarola che montano sospetti, odi e rancori, per visibilità mediatica e sete d potere.  –  24/03/2012

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Gli allarmismi degli ambientalisti degli anni passati  iniziano a diventare realtà. Lo stato del Kiribati in Oceania dovrà lasciare il suo territorio composto da 32 isole nell’Oceano  Pacifico e trasferirsi, perché il mare le sta sommergendo per l’effetto sera. Hanno comprato delle terre nelle isole Fiji a mille km di distanza, e un po’ alla volta si stanno trasferendo. Non sono i primi, e non saranno neanche gli ultimi a doversi spostare, i disastri sono solo agli inizi. Il silenzio deriva anche perché ancora deve toccare un luogo dell’Occidente, come succederà  un disastro simile in Occidente. Ci bombarderanno quotidianamente affinché l’evento e le soluzioni diventino parte di noi. Ora, essendo un posto lontano in mezzo all’Oceano Pacifico, che colpisce poche migliaia di persone, pertanto non attira il nostro interesse. Questa è la crudele realtà.  –  25/03/2012

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Si è capovolta la situazione. Prima dal Sudamerica e dal Brasile venivano in Occidente ed in Europa, ora si è invertita la rotta. Il Brasile, sesta potenza economica mondiale, e presto supererà anche la Francia, nei prossimi anni ha bisogno di un milione e centomila ingegneri. Le sue università ne sforneranno solo la metà. Hanno lanciato un programma per fare rientrare sia i propri connazionali e sia attrarre i laureati europei. In modo diverso si è tornati ai secoli scorsi, quando milioni di europei emigrarono  nelle Americhe e tanti in Brasile, principalmente gli italiani che a migliaia sostituirono gli ex schiavi delle piantagioni di caffè. Il Brasile è una terra meravigliosa, un miscuglio di razze, dove ha prevalso la solarità, l’allegria e l’esuberanza sotto ogni aspetto, e dove non esiste razzismo. Era tempo che avesse anche in economia l’esplosione della sua bellezza. Nei miei sogni c’è sempre un Paese dove ci sia il sole tutto l’anno, in cui  basta un pantaloncino e una maglietta.  –  26/03/2012

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In alcune intercettazioni di procedimenti tributari, si è fatto riferimento al padre di Roberto Saviano, definendolo “mezzo imbroglioncello”. Se il sangue non mente, il figlio è un truffaldino matricolato, che purtroppo fa comodo a una certa parte politica, e l’hanno fatto diventare un’icona. Ha scritto un articolo sulla TAV su Repubblica. Come al solito i suoi sono romanzi. Prende indagini e le fa diventare argomenti privati, come fosse una grande Spectre mondiale, i giallisti gli fanno un baffo. Capisco che anche il potere dietro il quotidiano de La Repubblica ha interesse a creare mostri sugli appalti della TAV, in modo che possano dividersi la torta dei tanti miliardi  che saranno stanziati, in tranquillità.  Qualcuno dovrebbe dire a Saviano che l’appalto della TAV è stato già deciso tra PD e PDL. Nessuno è stato escluso, sia le dette che fanno riferimento al PD e quelle che fanno riferimento al PDL. Saviano truffa la gente che lo legge, non scrive che in Italia questi grossi appalti sono sempre appannaggio, come una sorta di “miracolo” di 4-5 imprese del Nord. Loro controllano tutti gli appalti dello Stato, loro suddividono la torta per tutti. Non ci sono mai scontenti, poi li danno in subappalti con ribassi spaventosi, e questo costringe le ditte a lavorare in nero, materiali scadenti, scarsa sicurezza, ecc., per stendere un velo dalle loro responsabilità, hanno bisogno di mostri su cui scaricare le colpo; ed ecco che una parentela, un’amicizia, essere nati in un Paese, una relazione delle forze dell’ordine, diventano delle colpe gravi. Tutto viene caricato e calcato al massimo, e si aprono inchieste. I magistrati conoscono questo gioco, e siccome sono funzionali al potere monopolista di queste imprese, facente parte del PENTA-POTERE, si attivano affinché con le loro inchieste la realtà viene mistificata secondo le regole del gioco, in caso non possano fare a meno di cambiarle, con il tempo  mettono tutto a posto, e in estrema ratio usano la prescrizione.

Gli scribacchini come Saviano servono per inquinare l’informazione e alimentare odio, verso il mostro di turno, per farlo apparire la causa di ogni problema. Ha scritto che nella tratta Napoli-Roma, la TAV è costata 44 milioni per km, uno scandalo. Dovrebbe informarsi di più, perché nella tratta Milano-Novara il costo era di 66 milioni di km, e alle ditte subappaltatrici davano 18 milioni al km, gli altri 48 milioni erano l’utile netto di queste imprese, il vero cancro di tutto il sistema.

La bufala più grossa di questo articolo è stata sul terremoto del 1980, riferendosi alle mafie “lo schema finanziario utilizzato sino ad ora negli appalti TAV è il meccanismo noto per la ricostruzione post-terremoto del 1980”. Qualcuno dovrebbe dirgli che c’è stata una ricerca U.S.A. e un sentenza del Tribunale di Salerno, in cui si è accertato che il 98% dei soldi stanziati per la ricostruzione, sono stati concessi a ditte del Nord, e tutte le truffe sulle aule industriali, dove prendevano i soldi e scappavano via, erano al 100% tutti industriali del Nord. I soldi del terremoto per la ricostruzione, hanno fatto inversione e sono andati al Nord e ancora oggi figure come Saviano, per di più anche meridionale, ma collaborazionisti, recitano il compito loro affidato dai padroni del Paese. Se Saviano scrivesse la verità, nel giro di poto tempo scomparirebbe dalla scena mediatica. Ma siccome è un furbetto, si presenta come pervaso da un furore mistico per una missione divina  –  27/03/2°12

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E’ venuto il vescovo Vincenzo Bertolone ad officiare la messa di Pasqua. Ho letto la lettera a nome di tutta la sezione e il vescovo ha recepito tutto ciò che c’era scritto  nella lettera, l’ho capito dopo, perché mi hanno detto che è uno studioso di diritto canonico. Claudio gli aveva scritto una lettera in cui gli spiegava l’infamia dell’ergastolo ostativo. Nella sua omelia ha parlato dell’ergastolo ostativo. Credo che sia stato il primo vescovo d’Italia. Dopo la messa abbiamo fatto un rinfresco e il vescovo si è reso disponibile ad aiutarci nella lotta per l’abolizione dell’ergastolo e di mandargli documentazione in merito. Ci ha detto che il giorno dopo doveva andare a un convegno con gli avvocati di Catanzaro, e avrebbe parlato dell’ergastolo ostativo. Nei giorni scorsi gli scriverò una lettera, per fargli capire bene cos’è l’ergastolo e l’ostatività dell’art. 4 bis.  –  28/03/2012

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Oggi abbiamo avuto un  incontro con una comunità, “Casa Amica”. Avevamo partecipato a un loro concorso. Ci hanno premiato con una pergamena e un buono di 300 libri per comprare libri. C’era una signora che ci aveva preparato dei dolci che si fanno qui a Catanzaro. Ci hanno detto che ci saranno altri concorsi e collaborazioni culturali. La loro comunità si occupa di persone anziane. In questo momento i loro ospiti sono degli ottantenni, tra cui alcuni ospiti passati per le patrie galere. Questo è lo scritto per il concorso.

Questo è lo scritto che ho fatto per il concorso (la data in cui è stato scritto è il 22-12-2011):

 

“Come ogni figlio si rispecchia nel Padre, così il popolo si rispecchia nei suoi governanti, politici, Chiesa e finanza economica.  Lo specchio non è mai stato edificante, sia nell’etica che nella morale e ciò ha inquinato i valori della società.

Sono sotto gli occhi di tutti il disfacimento dell’etica pubblica, con l’abbraccio di costumi e di comportamenti che hanno ridicolizzato il Paese di fronte al mondo intero. L’idea del bene e del male sono stati così avvicinati, che si è persa la traccia che segna il confine da rendere il male furbizia, pertanto intelligenza e capacità, e il bene stupidità, persino ottusità e incapacità.

Ogni società deve avere il cittadino al centro del progetto sociale e costruire l’architettura dello Stato affinché tutti i servizi siano efficienti, un diritto che non abbia deroghe di nessun genere, affinché i doveri siano osservati e siano ritenuti indispensabili dagli stessi cittadini.  Quando i cittadini diventano orfani della comunità dei diritti, non saranno mai neanche ospiti della comunità dei doveri.

S’impara a vivere rettamente, non ci si nasce, gli insegnamenti devono essere da esempio, perché le parole possono smuovere, ma sono gli esempi che indicano il percorso dell’onestà e della rettitudine. Il nostro Paese è stato attraversato da numerosi drammi e tragedie, ma la forza del popolo è sempre uscita fuori, somma di tante culture che hanno attraversato nei secoli la nostra penisola. Il poeta olandese Cees Nooteboom, alcuni mesi fa trovandosi in Italia per ritirare un premio ha dichiarato: “L’Italia e gli italiani sono più seri dei loro governanti”. Da neutro e da lontano ha centrato il mio pensiero.

Personalmente l’etica, la moralità e la rettitudine li ho vissuti interpretandoli secondo un’errata cultura che riteneva giusto e naturale i miei comportamenti. Sguazzavo nell’ignoranza, ritenendo stupide le persone che erano cittadini esemplari. L’unico rimedio alla devianza è l’istruzione, la cultura e il lavoro. Uno scrittore siciliano diceva che, per la devianza e la recidiva, il rimedio erano lavoro e libri. Concordo pienamente con questo pensiero. Vorrà dire qualcosa se il grande scrittore Victor Hugo, qualche secolo fa scrisse: “se costruisci una scuola elimini una prigione”. Credo che una società forte, onesta, sicura del suo futuro non debba avere paura di difendere e applicare i diritti di ogni cittadino, senza discriminazioni. La società deve adoperarsi affinché tutti diventino dei buoni cittadini, senza abbandonare nessuno a se stesso.

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Ho finito di leggere il romanzo “Il diavolo di Rionero” scritto da Eugenio Felicari. Me l’ha regalato un pronipote di uno dei protagonisti del libro; Carmine Cracco. Nell’insieme rappresenta la realtà di ciò che fu l’unità d’Italia, una conquista feroce, e per assoggettare la popolazione meridionale usarono i metodi più efferati, superando in disumanità persino le SS tedesche. Il corpo militare che si distinse in quanto a crudeltà e con stragi indiscriminate di centinaia di migliaia di civili furono i bersaglieri, dei veri carnefici. Trattarono il Meridione come una colonia africana, dove la vita degli indigeni non aveva valore. Si ribellarono e combatterono, ma traditi e abbandonati da tutti furono traditi, abbandonati, uccisi, torturati, perseguitati e imprigionati nei lager dei Savoia sulle Alpi, dove morirono a migliaia, trattati con crudeltà senza pari. Solo la voce dell’Europa, principalmente Francia e Inghilterra, fece mitigare la infame mano savonarola. Il libro riporta che un personaggio non si arrese mai e non fu mai tradito, e per quarant’anni diede filo da torcere alle forze dell’ordine, vendicandosi di tutto ciò che aveva subito, si chiamava Rocco Menna, entrato nella leggenda popolare. Ancora oggi i contadini e i pastori della Basilicata ricordano Rocco chiamandolo “Il Diavolo di Rionero”  –  30/12/2012.

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Il regista James Cameron – che diresse “Titanic” – ha stabilito un record e ha dato un  impulso all’esplorazione sottomarina, perché ora si potranno conoscere tutti i fondali dei nostri mari. Si è preparato per otto anni, costruendo un sottomarino con tecnologie all’avanguardia, inventando e brevettando materiali speciali per l’impresa. E’ sceso nella Fossa delle Marianne, il punto più profondo della terra, rimanendoci per circa 3 ore, filmando con telecamere 3 D. Ne verrà fuori un documentario. Ha spostato la conoscenza umana, perché conosciamo più i pianeti che gli abissi degli oceani.  –  31/03/2012

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L’effetto serra sta colpendo in modo pesante anche gli U.S.A., perché non si tratta solo degli uragani e dei tornadi, ma di qualcosa di peggiore. La città di San Francisco sta sprofondando, e il mare sta divorando la baia. L’università statale della città ha calcolato che, in meno di 40 anni, il livello del mare salirà di 36 centimetri. Questo processo di erosione fa scomparire 30 centimetri all’anno di  spiaggia. Lo Stato sta cercando delle soluzioni. Tra le proposte c’è quella di copiare il sistema di dighe simile a quello olandese, anche se ciò coprirà la visuale si passaggi più belli della città. San Francisco è una città ricca, come lo è lo Stato della California, pertanto hanno gli strumenti per intervenire, ma il problema è globale, tocca tutta l’umanità. Se i Paesi poveri soccombono, quelli rocchi non possono fare miracoli, però possono contribuire a creare dei progetti per bloccare l’effetto serra, finendola di pensare solo agli interessi delle singole nazioni. L’unico rimedio è di finirla di soccombere sotto l’arroganza delle multinazionali dei combustibili fossili; è di dare il via a una nuova era con le energie rinnovabili. Mi auguro che l’America, con quello che sta succedendo alla California, prenda definitivamente una posizione netta, per dare vita a un nuovo corso storico.  –  1/04/2012

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Oggi ho ricevuto una visita inaspettata. E’ venuto a trovarmi l’avvocato da Salerno. Non lo conoscevo di persona, ma mi ha fatto molto piacere conoscerlo. Mi ha colpito molto la sua attenzione e la sua affettuosità Mi ha informato di un’idea tecnica del diritto, per rendere la mia posizione molto più leggera. Mi auguro per me e per lui che riesca nel suo intento, così mi sarebbe possibile accedere a qualche beneficio più agevolmente.  –  2/04/2012

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Mi ha chiamato il Magistrato di Sorveglianza, la Dott.ssa Magnavita. Avevo chiesto un colloquio dopo il rigetto del permesso e le avevo inviato una lettera, che avevo pubblicato nel diario. Siccome avevamo fatto con lei, il 20 marzo, la presentazione del libro, mi ha subito riconosciuto. E’ stata molto gentile, offrendomi anche il caffè. Le ho chiesto del premesso presentato all’inizio di marzo. Non le risultava. Dopo mi sono informato e, per la burocrazia, la lettere era stata spedita alla fine del mese e ancora doveva riceverla. Forse è stato meglio. Questo ritardo casuale, consente la valutazione  per la fine di questo mese. Nel frattempo, mi ha informato lei, ha convocato una riunione di tutta l’area della sorveglianza di Catanzaro, per decidere l’indirizzo da prendere sull’art. 4 bis. Mi auguro, e con me tutto il carcere, che prendano la decisione di superare l’art. 4 bis, così finiranno le pene infinite e a fine pena. Quando non si conoscono le persone, perché il contatto è solo burocratico, la cosa più facile è mostrificare l’interlocutore, per spiegare la propria impotenza contro l’istituzione che burocraticamente non agevola il ritorno a casa. Faccio mea culpa, perché devo ammettere che ho sbagliato a giudicarla. E’, viceversa, molto gentile, affabile, disponibile. Anche se dovesse rigettarmi il permesso, questo mio concetto non cambierà.  –  3/04/2012

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Ho scritto una lettera al vescovo Vincenzo Bertolone, venuto mercoledì scorso ad officiare messa. Avendolo visto sensibile al nostro problema sull’ergastolo ostativo, ho pensato che una lettera poteva essere più esauriente per chiarirgli le idee circa cosa è l’art. 4 bis. Mi auguro di esserci riuscito, e anche di avere innescato una riflessione sugli argomenti trattati nella lettera.

Gentile Eccellenza.

Sono il detenuto De Feo Pasquale, ho letto a messa la lettera a nome della sezione.

Sono cinque ani che abbiamo iniziato la lotta per fare abolire l’ergastolo ostativo, una delle più grandi aberrazioni dei nostri tempi: murati vivi per legge. A sentirla parlare nella sua omelia dell’ergastolo ostativo, mi si è aperto il cuore, perché questo orrore viene miscelato e ammorbidito con parole soft, dandogli tutta un’altra connotazione.

L’ergastolo è una pena di  morte diluita nel temo, una morte lenta e crudele, con la finzione di essere più umana della pena di morte. La pena di morte ha bisogno di un coraggio momentaneo, l’ergastolo è tutta l’esistenza, perché è oggi, domani e sempre. Giornalisti prezzolati disinformano dicendo che l’ergastolo non si sconta e che al massimo si tratta di dieci anni di carcere. Se fosse così perché non abolirlo? Si sconta la pena fino alla morte del reo. Abbiamo notizia di ergastolani che muoiono di vecchiaia e malattia, tutti i mesi.

Prima delle leggi emergenziali del 1992 –emanate per le stragi di Falcone e Borsellino – c’era almeno una speranza per i pochi ergastolani che c’erano all’epoca. Poi sono lievitati a dismisura negli ultimi 20 anni. Agli ergastolani è stata espropriata la vita e non gli appartiene più. Con l’art. 4 bis che rende ostative le pene e l’ergastolo, hanno eliminato ogni residua speranza. Con il 41 bis hanno istituzionalizzato la tortura e azzerato i diritti umani. E’ stato creato un obbrobrio che somiglia alla Germania dell’Est. Se collabori, mettendo altri al posto tuo, ti fanno uscire. In caso contrario, diventi un mostro da schiacciare con ogni mezzo. Il furore dei giustizialisti ha manipolato fatti d’ordine pubblico, facendoli diventare una questione morale, e tutte le aberrazioni sono state legittimate e giustificate. La barbarie peggiore è stata che la responsabilità personale –sancita dalla Costituzione-  nel Meridione è diventata collettiva, e la repressione, da 20 anni viene esercitata come fosse una colonia africana.. “terrorizzare gli indigeni affinché facciano i bravi”.

Sono 150 anni che il Meridione è un problema di ordine pubblico. Ormai è palese che le stragi del 1992 furono simili a quelle degli anni ’70, “strategia della tensione”, organizzate da poteri dello Stato. Tutte queste leggi emergenziali violano la Costituzione e la civiltà del Paese. Mi auguro –altrettanto i detenuti ristretti in sezione con me- che lei possa alimentare un dibattito per l’approfondimento della questione tra le varie personalità. La ringrazio per tutto quello che farà, e colgo l’occasione per farle gli auguri di Buona Pasqua. La saluto fraternamente e che la pace di Gesù rimanga sempre nel suo cuore.

Catanzaro 4-4-2012”  –  4/04/2012

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Ho letto i post che ha spedito Pamela. Tra le tante cose interessanti ce ne è una che mi ha molto colpito, la morte di Gregorio Durante di Lecce. Soffriva di crisi epilettiche, prendeva ue farmaci per non averne. Prima gli hanno tolto uno dei farmaci. All’insorgere della malattia, l’ignoranza del Direttore e di alcuni dottori suoi sodali, l’hanno ritenuto simulatore, e mandato nel reparto ospedaliero di psichiatria. Al ritorno l’hanno abbandonato a se stesso, e, quando si sono resi conto di quello che avevano fatto, hanno trovato il secondo medicinale, ma ormai era troppo tardi, perché non riusciva più a inghiottire. Un detenuto che lo accompagnava a colloquio con la carrozzina, riferì alla madre “fate qualcosa perché lo faranno morire”. Una mattina lo trovarono morto, un decesso annunziato. Nel post c’è la foto di qualche anno prima con il figlio, in salute e sorridente. E ce ne sono due nell’obitorio, un  uomo scheletrico e con il pannolone. Questi sono omicidi e non decessi. Di questi casi ne succedono centinaia nelle carceri italiane. Sono stati rinviati a giudizio a 14 persone, il Direttore con tutti i suoi complici. Queste persone non pagano mai, perché o non vengono condannate o il reato va in prescrizione.  –  5/04/2012

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Roma ladrona è diventata Lega ladrona. Un partito razzista e rozzo lo era anche nella ladroneria. Tutta la famiglia Bossi prendeva i soldi del partito – “rimborsi elettorali” e li usavano per i loro fatti privati. La Lega era l’ultimo partito della Prima Repubblica. Ricordo che neanche era nato e subito fu inquisito nella storica maxitangente di Enimont, nella quale tutti i segretari del pentapartito DC-PSI-PLI-PRI-PSDI furono massacrati dal pool di Milano di Tangentopoli. Bossi fu l’unico “miracolato”. Come sempre, ogni volta che lo prendono con le mani nella marmellata, accusa cospirazioni di Roma Ladrona. Farà altrettanto anche adesso. Qualcuno dovrebbe ricordargli che da 20 anni rappresenta Roma ladrona, pertanto solo i fanatici e gli stupidi possono ancora credere alle sue castronerie.  –  6/04/2012

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Ho finito di leggere Wired e ho trovato la stessa notizie che avevo letto su un quotidiano qualche settimana fa. Si tratta della ricostruzione de L’Aquila. Renderla una smart city, una città intelligente, con internet per tutti, energia pulita e tutto ciò che rendono le città come quelle che immaginiamo nel futuro. Case che non disperdano  calore, scuole più efficienti, raccolta differenziata, trasporto urbano, risparmi energetico, ecc. Credo che, se gli stessi interventi venissero fatti in tutto il Paese, non solo ci proietteremmo nel futuro, ma si smuoverebbe una montagna statica facendo posti di lavoro e le imprese avrebbero tante commesse. Ne gioverebbe tutto il Paese e i conti dello Stato. Purtroppo la dittatura burocratica appassisce ogni dinamismo, rende il Paese una palude e ferma il futuro.  –  7/04/2012

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Abbiamo mangiato e bevuto talmente tanto, che il giorno dopo mi sentivo ancora pieno e mi girava ancora la testa. Eravamo in otto, in armonia e abbiamo passato una bella giornata. Mi auguro che le feste pasquali dell’anno prossimo io le possa passare a casa, in una bella tavolata con tutti i miei famigliari.  –  8/04/2012

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La Pasquetta l’abbiamo trascorsa come ieri, anche se abbiamo mangiato di meno e bevuto bibite, ci siamo divertiti lo stesso. Immagino una bella Pasquetta in compagnia tra gli alberi, in tanti di noi, sarebbe una giornata che ho nei miei pensieri da tanti anni.  –  9/04/2012

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Dopo tante ricerche e vari esperimenti, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che l’amore è una droga. Comparando il cervello, attraverso macchinari, le sensazioni della droga con  quella delle persone innamorate, le stimolazioni sono le stesse. Questo spiega il motivo delle tragedie quando finisce un rapporto d’amore. I tossicodipendenti in astinenza diventano anche loro dei disperati, capaci di qualsiasi cosa, uguale agli innamorati. Questa scoperta l’ha fatta una nuova disciplina che si chiama NEUROBIOLOGIA, e la scoperta anche che il cervello non smette mai di modificarsi. Ogni giorno ci sono nuove scoperte e credo che ce ne saranno ancora molto in futuro, e fra qualche secolo cambieranno radicalmente la nostra vita.  –  10/04/2012

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Ho finito di leggere la rivista NUNATAK. Tra le tante cose scritte, quella che sul popolo Basco ha solleticato la mia curiosità, principalmente per una frase dello scrittore latino religioso Silvio da Marsiglia, “preferirono vivere liberamente con il nome di schiavi che essere schiavi con il nome di liberi”. Prima li romanizzarono con la forza delle legioni, poi con i roghi dell’inquisizione. Nella montagna della Navarra, regione spagnola su 10.000 abitanti, furono inquisite o denunciate per stregoneria 8474 persone, per sradicare tutti i loro usi e saperi ancestrali. Ma ancora oggi i Baschi sono fieri della loro terra, usi, costumi e di essere Baschi, un popolo libero anche se oppresso da spagnoli e francesi.  –  11/04/2012

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Il Napoli ha perso per la terza volta consecutiva, incassando tre reti a partita. Da una parte mi dispiace, ma dall’altra l’auspicavo, perché così De Laurentis capirà che ci vogliono ventidue titolari, e non undici. Fino ad oggi hanno tirato la carretta alla grande, ma non potevano durare molto. Alla fine sono scoppiati. Ci vogliono almeno quattro acquisti di qualità, un difensore destro, un laterale sinistro, un centrocampista e un’attaccante per sostituire Cavani. Inoltre non perdere Insique che gioca nel Pescara. Con questi innesti, senza perdere i titolari, l’anno prossimo le soddisfazioni saranno molte.  –  12/04/2012

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E’ iniziato un corso di teatro. Oggi è stato il primo giorno, la persona venuta ad insegnarci come si recita sul palcoscenico è stata molto simpatica. Ci ha raccontato che ebbe il primo impatto col teatro alle elementari, andò in visita con la scuola in un teatro a Catanzaro, ed ebbe la folgorazione per la recitazione. Ha decenni di attività teatrale alle spalle. In un’ora e mezza ci ha spiegato tante cose  mostrato anche qualche particolare di recitazione sul palcoscenico. Si chiama Tonino, il nome non lo ricordo, è bravo, molto diretto e ironico, che non gusta mai. Verrà una volta alla settimana, tutti i venerdì.  –  13/04/2012

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Un amico di Eugenio, un regista, Peter Del Monte, ha letto il nostro libro e aveva chiesto a Eugenio se poteva scriverci. Eugenio gli ha detto di scriverci e di indirizzare la lettera alla Direttrice. Oggi, dopo oltre un mese, abbiamo avuto copia della lettera, molto bella e significativa. A parte l’insieme della lettera, mi ha colpito per il fatto che ci ha ringraziato per la lezione che gli abbiamo dato. Ciò è motivo di orgoglio perché vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di buono. Allego la lettera perché merita di essere letta:

“ 10-03-2012

Buongiorno,

Sono un amico di Masciari. Ho letto il lavoro che avete fatto con lui e sono rimasto molto colpito. Con il vostro cenacolo avete realizzato, nel periodo in cui siete stati insieme, una inattesa difesa della vostra persona e dignità, la realizzazione di una piccola utopia. Perché nel buio avete portato il pensiero, la luce. Le vostre riflessioni  sono sorprendenti, non solo perché spesso intelligenti e originali (e quelli che stanno fuori, al riparo, hanno difficoltà a immaginare pensieri simili nella testa di un pregiudicato), ma perché sono profonde. E’ un’acqua che viene dal fondo del pozzo e si sente. Io che vivo in superficie ho l’abitudine di essere circondato da persone che frastornano con la loro abilità dialettica e la loro esibita intelligenza, ma raramente le loro parole vengono dal profondo e non lasciano traccia, perché non nascono dalla vita. Voi potreste replicare: di questa profondità noi che ne sbattiamo, ci piacerebbe molto di più stare fuori al sole, sguazzare anche noi in superficie, essere superficiali, dimenticare. Vi capisco e immagino la vostra sofferenza, ma da parte mia non posso che ringraziarvi della lezione che mi avete dato.”

Peter Del Monte”  –  14/04/2012

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Ho letto una notizia che mi ha convinto ancora di più che un Bill Gates non potrebbe mai avere fortuna, secondo le sue capacità, nel nostro Paese. Un imprenditore, Fulvio Rinaldi, nel 2002, aveva lanciato sul mercato una geniale intuizione. Aveva creato “Your Store”, vendeva beni e servizi a prezzi scontati, prima di tanti colossi mondiali. Il Rinaldi raccoglieva le iscrizioni sul WEB e distribuiva una sorta di carta di crei prepagata “carta blu”, con la quale i soci potevano acquistare beni e servizi in tutti i negozi online o su strada che aderivano al progetto Yourstore. Tutto a prezzi scontati, dal parrucchiere, alle crociere, ecc. Per quattro anni, fino al 2006, la Yourstore fu un’impresa di successo con un giro di affari di 45 milioni di euro, con settemila dipendenti. La sua geniale invenzione fu stroncata dalla magistratura, che lo accusò di truffa. In Italia vanno bene i giullari di potere come Berlusconi, i governativi a prescindere di chi governa come gli Agnelli, e i truffatori che foraggiano i partiti come Tanzi. Nel 2006 fu inquisito con i suoi soci. Dopo tre anni, la Yourstore fallì, senza che nessuno perse un euro. Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma lo ha assolto dall’accusa e nella sentenza depositata in cancelleria, la Corte ha riconosciuto che il sistema ideato da Rinaldi dava benefici a tutti, perché tutti avevano un ritorno economico: clienti, negozi e imprese. Ma era soprattutto la gente comune ad avere benefici, perché pagava a cifre scontate prodotti che altrimenti non avrebbe potuto acquistare. Amareggiato, ma non sconfitto, anche se ha perso dieci anni per colpa della magistratura. Gli è stato chiesto quale consiglio darebbe a un giovane. Lui ha risposto che gli direbbe di andare all’estero, perché il nostro sistema paga un’arretratezza strutturale che impedisce alle migliori energie di emergere, e la burocrazia mastodontica è il primo problema contro il quale ci si deve scontrare, cosa successa anche a lui. La magistratura italiana fa buona guardia affinché il sistema non cambi e tutto si conservi così com’è ora, perché così vogliono i padroni d’Italia.  –  15/04/2012

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Anche se la censura dei media è molto opprimente, le notizie filtrano lo stesso. In Germania e in Austria il clero vuole riforme profonde in seno alla Chiesa, e c’è un prete, Helmut Scheuller che capeggia  la rivolta. In Austria lo segue il 72% del clero. Vogliono cambiamenti concreti; dall’abolizione del celibato, al sacerdozio femminile e ai laici, all’eucarestia anche per i non credenti e i membri di altre confessioni. Questo prete dice delle cose che sono le aspettative di un terzo dei credenti. Questa teologia ferrea ed immutabile allontana la gente, perché tra la teologia e le esigenze terrene, tra teoria e realtà, fra dogmatismo e bisogno spirituale, c’è un solco immenso. L’ultimo religioso tedesco che innescò simili discorsi fu Martin Lutero, perciò meditassero bene i fedudatari del Vaticano, perché se succede questa rivolta, sarà un colpo mortale per il primato di Roma.  –  16/04/2012

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Nella trasmissione di Fabio Fazio  “Che tempo che fa”, su Rai Tre, c’erano ospiti il regista Daniele Vicari e il produttore Domenico Procacci, per parlare del film “Diaz, non cancellate quel sangue”, riguardante i fatti del G8 di Genova nel 2001, girato e prodotto dai due. Il regista spiegava che, tutto ciò che è raccontato nel film, risulta agli atti p processuali, molti episodi sono stati omessi perché troppo crudeli. Afferma che furono sospesi tutti i diritti umani. Alla Diaz fu un grave episodio, ma alla caserma Bolzaneto fu ancora peggio, perché le persone furono torturate per giorni interi. Unanime condanna da tutti gli organismi internazionali, tra cui Amnesty International, che ha definito l’accaduto “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale, dopo la seconda guerra mondiale”. Continuando, i due affermano in modo chiaro che, alla Diaz e a Bolzaneto, ci fu un comportamento criminale da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Fazio nel recriminare l’accaduto, si è chiesto come fosse stata possibile una tale esplosione di violenza, in modo subdolo come a fare capire che non era mai successo prima un fatto del genere in Italia. Nel sentirlo mi sono molto incazzato, perché lui sa bene che dieci anni prima e per alcuni anni è successa la stessa cosa a Pianosa e a L’Asinara con il 41 bis e anche in altre carceri, ma siccome dovrebbe menzionare i novelli Savonarola dei suoi amici del circolo dell’odio antimafia, tra cui il suo amico Saviano, tace e si censura in modo settario e miserabile. Certi fatti sono successi anche prima; quando c’era il terrorismo delle brigate rosse, il generale Dalla Chiesa faceva torturare tutti gli arrestati. Non erano fatti sporadici, ma un metodo sistematico. Indignarsi per alcuni episodi e non per altri, prepara il terreno per altri episodi analoghi.  –  17/04/2012

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Stamane l’educatrice Fabiani mi ha portato una lettera del premio letterario Goliarda Sapienza. La lettera è stata spedita alla Direttrice per informare lei e a sua volta anche me. I curatori del premio hanno fatto richiesta al Ministero per farmi partecipare di persona alla premiazione del premio che si terrà il tre maggio presso il teatro del carcere di Rebibbia a Roma. Ci sarà una guerra di giornalisti, scrittori e critici letterari, che leggeranno i 20 racconti finalisti, per poi procedere alla votazione che decreterà i vincitori. Non credo che il Ministero mi darà l’autorizzazione. Non me l’ha data per andare a ritirare il premio letterario Casilini nel carcere di Reggio Calabria, figuriamoci se lo farà per andare  a Roma. Mi auguro che il racconto passi la selezione e venga inserito nel libro, perché ci sono argomenti che meritano di essere divulgati.  –  18/04/2012

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Siamo stati informati che possiamo farci la doccia tutti i giorni. Il mese scorso, discutendo con l’educatrice Napoli di questo problema, mi aveva fatto capire che ne stavano parlando, perché era un nostro diritto farci la doccia tutti i giorni, come prescrive l’art. 134 comma 3 del Regolamento di Esecuzione. Un altro problema è risolto, ora manca solo di risolvere il problema del computer e la stampante.  –  19/04/2012

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I generali americani hanno commissionato studi sul clima del futuro per mettere in cantiere strategie per bloccare i profughi dal Messico, perché la desertificazione prodotta dai 3 gradi in più dell’effetto serra, ha creato una marea di persone che si spostano per sopravvivere. L’Europa starà facendo lo stesso  perché dal Sud del Mediterraneo arriveranno milioni di  disperati dai deserti meridionali, spinti dalla carestia e dalla fame. Tutto ciò potrebbe essere bloccato con l’azzeramento dei combustibili fossili e la deforestazione, con un nuovo corso sulle energie rinnovabili. Gli Stati Uniti nel 2014 firmeranno una legge che stornerà gli aiuti federali dai combustibili fossili verso massicci investimenti nelle fonti rinnovabili e nella coltivazione delle alghe. L’augurio è che la loro decisione produca un effetto a catena,  e tutte le nazione ne mondo investano per cambiare la loro produzione di energia, con quelle ad emissioni zero.  –  20/04/2012

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Credevo di sapere una cosa e non mi curavo se effettivamente  la conoscenza era precisa. Apro il dizionario e comprendendo che non solo ho una conoscenza parziale e personalistica, ma dell’argomento ignoro tante cose. Questo fatto mi ha fatto riflettere e sono giunto alla conclusione che non si impara quando si crede di sapere una cosa, ma la si impara bene quando non si crede di saperla. Affinché non si cada in questi comportamenti presuntuosi che rivelano ignoranza, bisogna predisporsi ad apprendere sempre, principalmente gli argomenti che si credono di sapere. Non si finisce mai di imparare nella vita.  –  21/04/2012

Presentazione del libro “La mia vita è un romanzo” nel carcere di Catanzaro

Un’occasione da quelle da non perdere.

Un momento importante.

La presentazione, presso la Casa Circondariale di Catanzaro, il 23 febbraio, del libro di Eugenio Masciari, “La mia vita è un romanzo” –“Edizioni La rondine”- che ha raccolto i racconti e le riflessioni dei detenuti dell’Alta Sicurezza 1 che, lo scorso anno, hanno partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa tenuto da Eugenio Masciari appunto.

Voglio per un momento ricordare il nome di tutti i detenuti che hanno partecipato a questo corso:

Raffaele Afeltra, Antonio Albanese, Francesco Annunziata, Claudio Conte, Pasquale De Feo, Rocco Donadio, Giovanni Farina, Vincenzo Furnari, Salvatore Giuliano, Alessandro Greco, Mario Lo Russo, Luigi Mancuso, Rocco Moretti, Antonio Rizzo, Gianfranco Ruà, Fabio Valenti.

Eugenio Masciari, attore, regista, scrittore, ha dato un’impronta originale all’opera andando al di là dei classici binari della scrittura creativa, spingendosi fino ai confini della trascendenza, e della riflessione sulla stessa struttura della materia, oltre a ricorrere all’ispirazione di “pesi massimi “come Sofocle, Platone, Shakesperare, Gesù. Ma il libro porta a confronti su temi decisivi per tutti, ma che si colorano di una gradazione particolare in carcere, come la libertà, la colpa, la responsabilità, la coscienza.

Arrivo verso le 15:30 nel carcere di Siano, dopo avere attraversato il quartiere Siano di Catanzaro Nord. Il carcere di Siano sarebbe adattissimo per un film sulle carceri, intese come territorio oltre, imponente, cupo, grigio come quei soffocanti edifici dell’edilizia popolare del realismo sovietico.

Una volta entrato nella “fortezza Siano”, in pochi minuti, dopo avere ottemperato alle necessarie formalità, sono nella sala teatrale del carcere. I relatori sono già seduti, e la sala segue una non esplicitata, ma evidente linea di divisione. I detenuti nella seconda metà della sala. Giornalisti, autorità e funzionari del carcere, parenti dei relatori o altri, nella prima.

La  prima nota stonata riguarda i detenuti appunto. Perché i detenuti presenti, non sono gli autori del libro. Gli autori fanno parte dell’Alta Sicurezza 1. Come ormai sapete, per il cervellotico sistema penitenziario italiano, i “mondi” carcerari interni non si possono “mischiare”. Gli Alta Sicurezza 1 possono stare solo con gli Alta Sicurezza 1, gli Alta Sicurezza 2 solo con gli Alta Sicurezza 2, i  media sicurezza solo con i media sicurezze, e via così. Questo non è un problema del carcere di Catanzaro. E’ un problema nazionale, di disciplina penitenziaria. A quel punto la Direzione del carcere di Catanzaro ha preferito ospitare i detenuti di una sezione che non comprendeva gli autori del libro, ma che erano più numerosi (circa un centinaio presenti in sala), al fine, credo, di permettere a un maggior numero di detenuti di assistere alla presentazione, rispetto a come sarebbe stato se ad assistervi fossero stati solo gli Alta Sicurezza 1, circa una ventina. Logica comprensibile, ma che lascia l’amaro in bocca perché in una presentazione sembrerebbe la prima cosa che vi fossero coloro che hanno contribuito a crearlo il libro.

A salutare i partecipanti è stata la Direttrice con un breve discorso, nel quale fa anche riferimento al fatto che si sta cercando di fare in modo che i detenuti possano partecipare ad attività, che li tengano il più possibile fuori dalle celle.

L’incontro, poi, si è svolto con una modalità “alternata”. I brani, tratti dal libro, letti dall’attrice Anna Macrì, si alternavano agli interventi dei conferenzieri.

Vi dico subito che, tranne per l’intervento finale dello stesso Eugenio Masciari, l’incontro ne avrebbe guadagnato se fosse stato in gran parte incentrato sulla lettura dei brani del libro, visto che gli interventi,  in molti frangenti sono stati privi di mordente, quando non, addirittura, “lunari”.

I relatori, comunque erano, il vescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone.

Il nuovo Presidente del Tribunale di Sorverglianza di Catanzaro, Maria Antonietta Onorati.

Il vicario del Provveditore regionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Rosario Tortorella.

E lo stesso Eugenio Masciari.

Il vescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, ha esordito con un intervento interessante, dove sottolineava il suo stupore per il fatto che di certi temi, come la libertà, la coscienza, la responsabilità, l’anima “bisogna venire in carcere per parlarne”. Il suo intervento è stato sicuramente colto e raffinato, e non privo di una sincera riflessione etica. Ma, è mancato il colpo d’ala, l’afflato poetico, il pathos, il momento della “nobile indignazione”. Il vescovo dice una cosa vera quando sostiene “che si deve imparare a chiedere perdono e ad ammettere i propri limiti ed i propri errori”. E’ di decisiva importanza riuscire a farlo. Ma quelle parole,  a parere mio, sarebbero dovute seguire ad un intervento di forte denuncia del sistema del carcere, un intervento carico di indignazione e “spirito profetico” che il Vescovo avrebbe dovuto fare, e che invece si è ben guardato dal fare. Un intervento piacevole, interessante ed “ecumenico” insomma, ma senza coraggio, senza pathos, senza colpi d’ala.

L’intervento di Maria Antonietta Onorati, nuovo presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, ha avuto un momento che merita sincero apprezzamento, quando è stato riconosciuto che l’ergastolo è una pena inumana che “limita il principio costituzionale del fine rieducativo della pena”. Un’affermazione chiara e sacrosanta, ma che non sempre viene fatta, con altrettanta chiarezza, in questi casi. Invece mi hanno lasciato perplesso alcune dichiarazione della Onorati, che si incentravano sull’idea, così l’ho percepita, di “totale” responsabilità del detenuto. In sostanza il detenuto è in carcere perché se lo merita, perché ha sbagliato, ed è pienamente “responsabile” della situazione in cui si trova. E’ vero che un livello di responsabilità personale va sempre tenuto presente. Ma andrebbe ricordato che, in tanti casi almeno, questo livello si aggiunge a fattori famigliari, ambientali ed esperienziali pesantissimi che incidono sul percorso che portano quell’essere umano al carcere. Porla tutto sul piano del libero arbitrio e dimenticare gli altri fattori, credo sia un po’ limitante.

L’intervento del vicario del Provveditore regionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Rosario Tortorella, è stato invece letteralmente imbarazzante. Un misto di retorica, sminuimento dei problemi, e affermazioni “lunari”. Il carcere viene sostanzialmente raccontato come un luogo “duro ma giusto”. Il problema dell’ergastolo viene lambito con una vaga disapprovazione, aggiunta alla considerazione che però finché l’emergenza criminale continua, è difficile pensare a cambiamenti in tal genere. Ma i momenti più allucinanti sono stati due. Quando il vicario del Provveditore ha detto che “questo libro dimostra che in realtà il carcere fondamentalmente funziona, ed agisce in maniera positiva sui detenuti”, con un salto logico che trasforma l’eccezione in regola. Il fatto che accade una certa cosa non significa che sia prassi che quel tipo di cose accadono, può anche trattarsi di una fortunata eccezione, o di una tendenza minoritaria. L’altro suo intervento “impressionante” è stato quando ha detto che “si dice che il carcere è disumano.. certo non dovrebbe esserlo.. ma la ricordiamo la disumanità di chi commette un reato.. ed è umano fare un omicidio, non è disumano?” Avrei voluto dirgli, che a livello di Ordinamento non importa se un  atto sociale sia disumano. L’intervento “pubblico” (di qualunque tipo, specie se rivolto a persone in condizione “sensibile”) non deve essere MAI disumano, a prescindere se siano stati compiuti o no, atti disumani privati.

Come ultimo è intervenuto Eugenio Masciari, un bell’intervento, lucido, equilibrato ed impregnato di emozione. Non è stato un intervento lungo, e neanche emotivamente sopra le righe. L’intensità emozionale si avvertiva nei modi, e nei gesti. Un libro questo che è sicuramente diventato, anche per come è nato e per quello che simboleggia, parte integrante della sua stessa esistenza. Una delle affermazioni con cui ha esordito è di quelle che ti restano impresse e che, in un certo senso, destabilizzano.

“Ognuno di noi dipende, in qualche modo, da qualcun altro, anche qui in carcere, le guardie rendono conto al comandante, lo stesso Direttore deve confrontarsi e rendere conto ad altri. Ognuno di noi nella nostra vita rende anche conto a qualcuno. Non dimenticherò quando incontrando un detenuto che aveva ricevuto l’ergastolo ostativo, mi disse che, quando lo aveva saputo si era sentito, finalmente libero.. <<tutti gli altri hanno paura che gli possa succedere qualcosa, che qualcuno possa loro fare qualcosa, Io non ho più paura di nulla. Nessuno mi può più fare nulla. Non dipendo più da nulla. Sono libero>>”.

Affermazione coraggiosa questa da fare proprio dentro un carcere, e che sicuramente non tutti hanno capito fino in fondo o accettato fino in fondo. Ma che, credo, vuole anche essere una riflessione profonda sul senso dei condizionamenti  e della libertà, che a volte, può manifestarsi, soprattutto dove meno te l’aspetti.

Le letture hanno rappresentato un momento altissimo. Alcuni degli autori dei testi letti…Mario Lo Russo, Salvatore Giuliano,Francesco Annunziata, Claudio Conte, Giovanni Farina, Pasquale De Feo, L’attrice Anna Macrì all’inizio era professionale, ma leggendo è diventata anche sempre di più capace di rendere l’energia emozionale dei testi, capacità che è cresciuta sempre di più, e ha trovato riscontri nel pubblico, tanto nei “liberi”, e ancora di più nei detenuti presenti. Credetemi, ogni brano letto andrebbe riportato, dovreste leggerlo anche voi, sono state tutte pagine splendide. Ma i limiti inevitabili di questo post mi impediscono di riportare tutto. Riprenderò quei brani in altri post. A livello simbolico, riporterò una parte di quello di Pasquale De Feo, uno degli ultimi ad essere stati letti, e quello sbatte in faccia ai presenti la realtà della situazione carceraria degli ergastolani, e che è, allo stesso tempo, un invito alla dignità e alla lotta.

Tutte le persone hanno la loro prigione, non tutti lo sanno, molti se la sono costruiti da soli, altri sono prigionieri della società, la maggioranza dell’ignoranza. Uscirne è molto difficile perché certi contesti sono così radicati da sembrare delle montagne. Noi detenuti, nella stragrande maggioranza siamo due volte prigionieri; castrati fisici e sessuali e il sistema ci vorrebbe anche castrati mentalmente. Castrati fisici perché prigionieri delimitati di uno spazio ristretto; castrati sessuali perché non abbiamo una vita sessuale, pertanto prigionieri con la costrizione della castità. Il sistema fa di tutto per renderci castrati mentalmente, con la paura, ritorsioni, pressioni di ogni tipo e in alcuni casi con la tortura, in modo da poterci controllare senza problemi, ridurci  ad una specie di vegetali. Per fortuna siamo in un Paese democratico con le libertà civili, in caso contrario cosa ci avrebbero fatto?

Gli ergastolani vivono un eterno presente e non potendo avere un futuro evitano anche di progettarlo, spesso si evita di pensare al passato perché è fonte di ricordi dolorosi. Questa pena ci rende dei morti viventi, civilmente ci hanno ucciso, ma ancora vivi, essendo esseri viventi. La maggioranza di noi del Corso di scrittura siamo ergastolani ostativi e pertanto dobbiamo morire in carcere, anche se la società conosce una realtà artificiosa alimentata dai media, per la quale l’ergastolo non esiste, perché nessuno lo sconta. Se non c’è, perché non lo aboliscono? Pochi hanno questa consapevolezza, la maggioranza s’illude in una speranza futura di cambiamenti, credo sia più per tirare avanti, per evitare il rischio di impazzire o lasciarsi andare. Comprendo che è difficile vivere con la certezza di questo pesante fardello, aspettare la morte, che può portare al suicidio, alla pazzia, scivolare nell’oblio in cui nulla più importa, oppure forgiare un carattere di ferro.

La mia speranza è tutta nella lotta per cambiare le cose, lottare per superare l’ostacolo che mi tiene inchiodato a queste catene. Fino a quando avrò la forza lotterò per cercare di fare abolire l’ergastolo, una pena non umanamente accettabile. La mia speranza è solo nella lotta.

Alla fine della presentazione, ci alziamo tutti. Arrivati nei pressi dell’uscita le guardie ci restituiscono cortesemente carta d’identità, cellulari, ombrelli. Il cielo fuori è di un grigio quasi soffocante, le macchine partono, verso altre destinazioni. Qualcun altro invece resta dentro, a passare un’altra serata, tra le mura di una fortezza, dalle parti di Siano.

 

Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 dicembre

Eccoci con uno degli appuntamenti principali di questo Blog. Il diario di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- per il mese di dicembre. Da quando ha preso corpo questo appuntamento mensile con Pasquale, la sua rubrica è cresciuta nell’apprezzamento generale.

Pasquale crea ogni volta un “piccolo libro” dove ci porta nel suo mondo. Un mondo che ha i confini del carcere sullo sfondo. Ma  spesso la mente riesce ad andare anche oltre questi confini, ed emerge l’uomo integrale con le sue riflessioni sulla politica, l’economia, la società, la geopolitca. Ed emerge il caleidoscopio delle sue emozioni, delle sue  tensioni morali, delle sue indignazioni. E magari sarà anche “immaturo” come qualcuno sostiene, ma noi vediamo la persona che ci prova, ci prova a non vivere di silenzi, a mettere in moto la mente, ad agganciare il mondo, a sentirsi uomo tra gli uomini. E magari scriverà parole di fuoco per le ingiustizie che subisce un popolo lontano da noi un continente. Ma in quel momento Pasquale sente di appartenere a quel popolo, sente che quella ingiustizia grava anche su di lui.

Certe valutazioni di Pasquale possono essere contestabili, ma c’è sempre la generosità e l’onestà di chi ci mette la faccia, e non lascia perduta nessuna occasione di dire anche solo una parola in più. E quell’ultima parola detta ai tempi supplementari, e prima dei calci di rigore può fare la differenza.

Il diario di Pasquale De Feo va letto e tutto e tutti i momenti hanno un loro valore, ma, come al solito, già in fase di presentazione, citerò qualche brano.

Innanzitutto un chiarimento che Pasquale ci tiene a dare..

“Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito”  (24 novembre)

In un altro Passaggio Pasquale parla della problematica vicenda di un detenuto tunisino, dal nome di Khalil Jarraya..

Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. (…) . Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo, prov. di Cosenza.” (30 novembre)

Quindi, chiunque voglia scrivere a questo detenuto tunisino, sulla cui vicenda processuale gravano forti dubbi, ha l’indirizzo per farlo.

Successivamente Pasquale riporta una vicenda emblematica..

“L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”.  (4 dicembre)

Quante volte la carcerazione preventiva viene usata come strumento di intollerabile pressione, volto anche a spezzare la volontà. Quanti casi del genere avvengono davvero? Quanti non verranno mai mesi noti, magari perchè il detenuto che li riguarda vale come il due di picche?

In un altro punto è un contesto emblematicamente inquietante quello che emerge..

Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava. ” (15 dicembre)

E’ vero che il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto nelle carceri è nelle mani -da oltre 3o anni- della ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A.? E questo incide sul livello dei prezzi che, in relazione al sopravvitto, viene contestato in molte carceri? E se questo monopolio è reale, perchè non si è mai pensato a scalfirlo? E quante sono coloro che, limpidamente o meno, nelle varie carceri, traggono vantaggio da questo sistema?

Adesso uno di quei momenti che sono portatori di speranza, una di quelle chicche che Pasquale pesca grazie alle sue infinite onnivere letture che attingono a più fonti possibili:

“Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. ” (14 dicembre)

E adesso facciamo la nostra immersione nei “territori” del carcere di Catanzaro. Ad un certo punto Pasquale scrive..

“Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. ” (16 dicembre)

Ci sarà questa divina illuminazione?… 😀

Sempre riguardo a Catanzaro, Pasquale conclude il diario di questo mese con questo momento… alla fine del quale ci sono anche i suoi auguri per tutti gli amici del Blog.

“C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti”

Stare senza i riscaldamenti, specialmente in giorni di freddo intenso, è una condizione disumana. C’è davvero da sperare che fatti del genere non riaccadano.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.

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Oggi sempbra che si siano apere le cataratte del cielo, sta facendo tanta acqua che tutte le falde d’acqua strariperanno per la troppa acqua che riceveranno. Tutti quelli che lamentavano siccità e poca acqua perché porta neve suei monti, sono stati smentiti. I tg hanno riportato notizie con video in vai parti d’Italia, in in particolare nel Sud, strade cehe sono diventate fiumi, interi paesi allagati, alcuni isolati, in provincia di Messina sono successi dei morti per una frana. Ormai l’emergenza annuale è diventata ordinaria. Se non faranno  un piano nazionale, intervenendo ogni anno, ci saranno emergenze che causeranno disastri e lutti.  –  22/11/2011

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L’Arabia Saudita nei TG viene sempre indicata come un paese islamico moderato. Alcuni mesi fa ci furono commenti entusiastici, perché nel 2015 avrebbero concesso il voto alle donne. Ogi trovo un piccolo articolo in  cui la “Commissione saudita sulla virtù” ha stabilito che gli occhi sexy vanno coperti, e pertanto mascherati con il burqa integrale. Questa dittatura malsana coperta da una sorta di teocrazia Wahabita, una frangia islamica… invece di andare avanti, torna indietro nel Medioevo. I media occidentali coprono questi questi paesi che hanno ditatture crudeli, perché ritenuti amici; e alimentano risentimenti sproporzionati contro paesi che non lo  meritano, solo perchà non ritenuti amici o, detto meglio, servi dell’Occidente.  23/11/2011

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Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito. Nella sua lettera, l’amica Luciana mi ha mandato gli articoli di quotidiani per gli auguri a Padre Celso. Per i suoi 80 anni gli hanno peaparao un llibro con 200 lettere scritte da tutti quelli che gli vogliono bene. Ho partecipato anche io con una mia lettera. Padre Celso è il parroco del carcere di Parma. La Chiesa che intendo io è quella dei religiosi come Padre Celso, Suora Assunta, Don Guiro, ecc… persone che hanno comportamenti vicini agli insegnamenti di Gesù.. “ama il prossimo tuo”.. o almeno rispettalo. Non condivido il potere farisaico e machiavellico della Chiesa del Vaticano.  –  24/11/2011

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Ho già menzionato alcune volte i volontari di Parma, che occupano un posto speciale nel mio cuore, sono delle persone stupende. C’è Gianfranco, una persona meravigliosa a cui voglio molto bene. Ci tenevo a rammentarlo, perché ogni volta che mi scrive mi insegna con i suoi comportamenti il significato dell’amore per il prosimo. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per ciò che mi trasmette.  –  25/11/2011

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Il padre di Giuliano, il ragazzo ucciso dal G8 di Genova, ha dichiarato, dopo la sentenza della Cassazione che ha assolto De Gennaro, che in Italia c’è la casta degli intoccabili. L’ex capo della Polizia De Gennaro, era stato accusato dal Questore di Genova.. che aveva dichiarato di avere agito in base agli ordini del suo capo, appunto De Gennaro. Poi ritrattò. Ma c’erano anche le intercettazioni che confermavano la sua colpevolezza. Se anche non ci fossero le accuse e le intercettazione, è impensabile che un evento di portata mondiale come Il G8 non fosse coordinato dal capo della polizia, ma purtroppo queste cose succedon solo in Italia. Ormai è intoccabile da venti anni. Ora lo è ancora di più, essendo il capo dei servizi segreti.  –  26/11/2011

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Qualche settimana fa sia i TG che i quotidiani davano risalto a un’operazione di arresti e sequestri di beni dal valore di 350 milioni a Reggio Calabria. I titoloni “La ‘ndrangheta… affoga nel gasolio”, e i video girati dai TG che mostravano in pompa magna i funzionari che avevano fatto l’operazione. Due fratelli che avevano una ditta per la distribuzione del gasolio per la Calabria, e negli ultimi anni si stavano espandendo in tutta Italia.. li accusavano di avere evaso le tasse, avendo venduto il gasolio come agricolo con l’iva ridotta al 10%. Siccome tra gli intermediari c’erano un paio di persone ritenute vicine a due clan, questo ha ceato la motivazione per gli arresti  e il sequestro della ditta per la distribuzione del gasolio. Un imprenditore meridionale dovrebbe chiedere, a tutti quelli che acquistano i suoi prodotti, quali siano le le loro amicizie, il paese e il certificato penale.. una cosa assurda. Ieri sera, il TG regionale di Rai Tre dava la notizia che i due fratelli Camostra, della ditta di gasolio, erano stati scarcerati. Questi episodi succedono  solo nel Meridione. Nel Nord non si sento queste notizie. Trempo fa vidi su Report, la trasmissione di Rai Tre condotta dalla Gabanelli, che in provincia di Vicenza circa duecento aziende avevano evaso le tasse e portato all’estero circa due miliardi di euro. Né ci furono arresti, né sequestrarono le aziende. Il mio personale pensiero è che tutte le imprese che rimangono nell’ambito regionale non avranno nessun problema. Come iniziano a diventare nazionali, c’è subito pronto un PM per bloccare questi imprenditori coraggiosi. In particolar modo  certi settori soggetti a monopolio non possono essere toccati.  –  27/11/2011

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In Sardegna il consiglio regionale ha emanato un ordine del giorno per licenziare quei mascalzoni di Equitalia che stanno saccheggiando l’isola e mandando sul lastrico migliaia di famiglie e portando alla chiusura di una buona parte delle aziende dell’isola. Molti cambiamenti sono iniziati per la fame e le tasse onerose. Auguro ai sardi la stessa cosa, e che le loro lotte mettano fine al rastrellamento economico che li sta riducendo in miseria.  –  28/11/2011

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Ho letto che per il furto di 20 gamberoni in un supermercato una persona è stata condannata a 2 anni e 2 mesi. La proporzione è molto squilibrata se messa a confronto con le condanne di tute le ruberie varie degli scandali italiani degli ultimi trent’anni. Tra banchieri, imprenditori, politici, religiosi e i vecchi boiardi di stato, con somme sempre milionearie, le loro condanne rasentano il ridicolo, rispetto alle pene che vengano comminate tutti i giorni al popolino. I magistrati quando affermano che la loro indipendenza è sacra, che sono giusti ed equilibrai, e che non fanno distinzioni tra le persone che inquisiscono, se la suonano e se la cantano da soli, perché oramai non ci crede più nessuno.  –  29/11/2011

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Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. L’ex ministro Alfano nel 2009, con una circolare, ha creato tre circuiti: AS1, AS2, AS3. L’AS2 è per i politici, ed è suddivisa in quattro tipi di sezione: anarchici, islamici, brigate rosse o di varie estrazioni i sinistra, e l’ultima è per i politici di destra. Ci sono sezioni con 2-3 persone, come il carcere di Terni. La sezione AS2 per i politici di destra comprende due persone. Infine l’AS3 sostituisce l’ex AS. Si viene allocati in questa sezione perché si rientra con ill reato co un’aggravante nel famigerato art. 4 bis, e di conseguenza si diventa “mafioso”. Il tunisino in questione si chiama Khalil Jarraya. Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo (Cosenza).  –  30/11/2011

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TV e quotidiani hanno dato la notizia che Lucio Magni, scrittore e giornalista, fondatore de “Il manifesto” è andato in Svizzera per mettere fine ai suoi giorni con l’eutanasia. Dopo la morte della moglie, la depressione lo aveva svuotato di ogni energia. Dicono di lui che abbia forgiato il suo destino. E lo ha fatto anche nell’andarsene, decidendo lui come e quando mettere fine alla sua esistenza. Ancehe non conoscendolo, provo una grande ammirazione per un uomo coerente con il suo vissuto fino alla fine. Per esercitare il diritto naturale all’eutanasia è dovuto andare in Svizzera. Perché non ha potuto farlo in Italia? Semplicemente perché abbiamo dei politici molto piccoli che si genuflettono a tutto quello che ordina il Vaticano. Una cappa sinistra e oscurantista che mantiene in  Paese indietro nel progresso. Monsignor Sgreccia, voce della Chiesa, ha dichiarato che “non siamo padroni della nostra vita”. Si sbaglia di grosso perché noi siamo l’unico proprietario della nostra vita, e non ci possono essere proprietari padroni della nostra vita. Si dovrebbe mettere un articolo nella Costituzione dove si stabilisca che ogni persona ha il diritto di disporre liberamente della propria vita, senza vicnoli di legge e di dogmi religiosi, così sparirebbero tutte l eleggi dettate dal Vaticano ai nostri politici su eutanasia, aborto, pillole anticoncezionali, ricerca sulle staminali, ecc. Arriverà mai quel giorno? Mi auguro di sì.  –  1/12/2011

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Il Papa ha dichiarato che appoggerà tutte le iniziative per l’abolizione della pena di morte. Se rammento bene, il Vaticano non solo non ha mai abolito formalmente la pena di morte, ma in una enciclica del Papa precedente, non solo non aveva condannato la pena di morte, ma in alcuni casi la riteneva necessaria. Vorrei dire al Papa che in Italia c’è la pena di morte e lui non ha mai detto niente in proposito, anche se noi ergastolani gli abbiamo fatto una petizione in merito. L’ergastolo è peggiore della pena di morte, che ha bisogno di un coraggio momentaneo, mentre l’ergastolo è una pena di morte che dura tutta l’esistenza. I rivoluzionari francesi nel redarre il nuovo codice penale, nel 1791, conservarono la pena di morte, ma abolirono l’ergastolo perché lo ritenevano disumano. Aldo Moro, contrario all’ergastolo, disse in una lezione all’università, “la pena perpetua è umanamente inaccettabile”. In Italia è stata istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena (art. 41 bis) da circa 20 anni. Neanche in questo caso il Papa ha mai detto niente. Certe tematiche non possono essere guardate con l’ipocrisia della politica. La religione dovrebbe avee un’etica supeiore ad ogni logica di potere.  2/12/2011

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Un lungo articolo su un quotidiano  rammentava la strage nel Vaticano del capo delle guardie svizzere che uccise la moglie e una guardia svizzera. Il tutto fu archiviato in 48 ore. Si disse che la vicenda era stata il frutto di un raptus della guardia svizzera. Un sardo, Nino Arconte, che ha fatto parte di Gladio e dei servizi segreti, racconta una storia del tutto diversa. Il capo delle guardie svizzere, colonnello Estermann, ex spia della Stasi all’interno del Vaticano, era a conoscenza di segreti inconfessabili del Vaticano. Aveva paura e voleva fuggire negli Stati Uniti con un’altra identità, e aveva contattato Arconte, nel suo sito, tramite il suo sito. Gli aveva dato appuntamento in Corsica, ad Ajaccio, dal 4 maggio per una settimana dove si sarebbero incontrati tutti quelli che avevano gli stessi prroblemi. Il 4 maggio 1998 successe la strage in Vaticano; gli impedirono di fuggire. La messinscena fu montata per chiudere suito le indagini sull’omicidio del colonnello Alais Estermann. La pistola in uso alle guardie svizzere era una calibro 9,41. Il proiettile del suicidio della guardia svizzera era un calibro 7. Questo dimostra che non fu omicidio-suicidio, ma una strage, e usarono il ragazzo per addossargli la colpa e completare l’opera teatrale. Ha ragione Assange, il “padre” di Wikileaks. Mettere le mani sull’archivio del Vaticano farebbe succedere un terremoto in tutto il mondo, e si dovrebbero riscrivere pezzi di storia.  –  3/12/2011

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L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”. Vorrei chiedere al direttore Iodice, se lui ha mai pensato a tutte le persone che hanno subito lo stesso trattamento quando comandava il carcere di Massa. Credo che non è diverso dal direttore del carcere di Prato, dove si trova detenuto. Inoltre, la pietà o, meglio detto, l’umanità dei carcerati nei suoi confronti, lui l’ha mai avuta per i carcerati di Massa? Non credo che lui abbia avuto questi sentimenti umani nei confronti dei detenuti. I Direttori, come altrettanto i Magistrati, dovrebbero trascorrere un mese in carcere da detenuti, in modo da capire cosa significa essere rinchiusi ed essere espropriati di tutto.  –  4/12/2011

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Nei giorni scorsi mi è rimasta molto impressa la indecente campagna mediatica contro Giovanni Scattone, che nel 1997 fu accusato dell’omicidio di Marta Russo, accaduto nell’Università de La Sapienza di Roma. Non voglio entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza di Scattone. Avendo seguito il processo, e letto qualche anno dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti sulla stampa, che asserivano che l’omicidio di Marta Russo fu uno scambio di persona. La stessa assomigliava alla figlia di un pentito siciliano, e sbagliarono persona. Quello che non capisco è perché si accanirono contro Scattone e il suo coimputato. Sono i classici misteri italiani; si trovano dei colpevoli per coprire la verità. E’ palese che qualcuno ha fatto uscire la notizia ad arte, perché non si parla dell’università, il luogo dove è stata uccisa Marta Russo, ma del liceo che ha frequentato. Scattone ha scontato la pena di 5 anni e 4 mesi. Non avendo l’interdizione dai pubblici uffici, può esercitare qualunque lavoro. L’inserimento consiste nel fatto che dopo avere scontato la pena si possa avere piena libertà di fare qualunque lavoro, e aprire qualsiasi attività. Purtroppo non è così, perché la pena prosegue all’infinito.  –  5/12/2011

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Trovo un piccolo articolo su un quotidiano nazionale.. “Conte assolto dopo vent’anni”.. “Nessun rapporto con la camorra”. Carmelo Conte, socialista, è stato ministro delle aree urbane. Era uno dei componenti della direzione del P.S.I. di Craxi. Conte abita ad Eboli, in provincia di Salerno, a pochi km dal mio paese, nella zona di Salerno Sud chiamata la “Piana del Sole”. Fu accusato da vari pentiti, che in via diretta o indiretta hanno accusato anche me. Ogni volta che leggo notizie di assoluzioni sono felice, perché sono tanti gli innocenti che finiscono nelle grinfie della magistratura. La loro colpa è di non avere  mezzi a sufficienza per potere contrastare lo strapotere della magistratura, ma principalmente quello delle procure, o perché si è recidivi, drogati, stranieri, ecc. Allora si diventa il colpevole ideale. E’ naturale chiedermi perché per tanti poveri cristi gli stessi pentiti erano credibili, invece per i politici non lo sono più? In Campania ci sono stati una ventina di politici di alto livello accusati da questi pentiti: Gava, Scotti, Conte, Patriarca, Donati, ecc. Sono stati tutti assolti dopo che i processi sono stati rinviati alle calende greche. Credo che l’anomalia del nostro Paese sia la magistratura. Massimo rigore  per il popolino e massima impunità per il potere.  –  6/12/2011

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Ho finito di leggere il libro “Mala Italia”, un libro stampato 40 anni fa. Sono racconti della fine ‘800 e inizio ‘900. Nel gergo in cui sono scritti i racconti non mi piacciono. Sembrano articoli giornalistici per rendere sensazionali le notizie. Inoltre si rimarca come un fatto ovvio e naturale che si nasce cattivi e delinquenti. Cesare Lombroso ha inquinato molto le menti di chi ha scritto i racconti –vari autori- con le sue assurde teorie, che hanno alimentato razzismi e persecuzioni alla miseria. Con alchimie varie e acrobazie cervellotiche faceva combaciare ogni cosa alle sue terribili tesi, che tante sciagure hanno causato per tutto il ‘900. Alcuni racconti mi hanno colpito. La miseria di alcuni quartieri a Firenze, Milano e Roma; e per questa estrema povertà, coloro che nascevano in quei quartieri erano ritenuti nati criminali, magari perché dediti per necessità al furto per sopravvivere. I lombrosismo esasperato. Il fanatismo religioso in una famiglia di un paese in Sicilia; buona parte della famiglia impazzì e commisero un atroce delitto familiare. Il racconto che più mi ha colpito è stato quello sui vigilati speciali, un girone dantesco della perduta gente. Una volta entrato in quel circuito, la legge non li abbandonava mai, li seguiva fino al funerale. Erano perseguitati tutta la vita e trattati peggio degli schiavi perché i carabinieri potevano prenderli a qualsiasi orario, anche in malo modo, e portarli in guardiola. Erano costretti a rubare per non morire di fame, perché come trovavano lavoro i carabinieri informavano il padrone che (il tipo che aveva trovato lavoro) era un vigilato speciale, e questi lo licenziava. Una condanna perpetua simile all’ergastolo. Oggi non è tanto diverso, perché ci sono –anche dopo avere scontato la pena- le misure di sicurezza. Queste sono divise in quelle detentive e quelle da liberi. Quelle detentive sono “casa di lavoro e colonia agricola”. Quelle da liberi “libertà vigilata, sorveglianza speciale, sorveglianza con l’obbligo di soggiorno, e libertà controllata”. Le misure di sicurezza vengono date anche ad incensurati liberi. Queste misure ostacolano la possibilità di rifarti una nuova vita, perché ti inchiodano a rimanere nel brodo di cultura dove hai sbagliato. Non ti danno la possibilità di portare avanti un’attività perché l’apparato repressivo fa di tutto per farla chiudere, e alla fine ci riescono sempre, usando anche mezzi poco ortodossi, ti impediscono di cambiare città e di espatriare. Un circuito vizioso che non ha mai fine. Il metodo viene da lontano, anche se è passato oltre un secolo, nella sostanza non è cambiato niente. Lo Stato contribuisce a livello industriale affinché la recidiva sia alimentata in perpetuo.  –  7/12/2011

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Tempo fa furono dedicati amp servizi televisivi e pagine intere per glorificare un’operazione chiamata “Faraone”, per la dimora faraonica dell’imputato, con il sequestro del suo patrimonio calcolato in 110 milioni di euro. Lo ritenevano un prestanome di un clan locale. Oggi leggo che è stato tutto dissequestrato e l’imputato assolto. Questi imprenditore aveva la forza economica di potersi difendere, ma quante persone non hanno questa forza. La legge La Torre perché non viene usata anche per i politici e i direttori ministeriali alla “Poggiolini”, sindacalisti, magistrati, religiosi, imprese vicino ai partiti, funzionari di Stato in divisa e no? Credo che pochi saprebbero giustificare la provenienza dei loro patrimoni. L’Italia è un Paese dove la corruzione è molto diffusa. Veniamo dietro al Ghana. Grosso modo sono circa un centinaio di migliaia di euro che alimenta la corruzione ogni anno. Dove finiscono questi soldi? Nei patrimoni delle persone citate. Come mai nessuno fa niente per cercarli? Semplicemente perché la corruzione è così estesa che sono coinvolti tutti; anche le istituzioni coinvolte nella ricerca dei capitali illeciti. Per questi motivi c’è bisonno di “mostri” da sacrificare e da dare in pasto all’opinione pubblica.  –  8/12/2011

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Leggo un articolo sull’ex ministro Alfano. Il giornalista evidenzia nell’articolo che, quando è invitato e viene intervistato, l’unica cosa di cui si vanta è di rivendicare l’inasprimento con nuove norme del carcere duro, il famigerato 41 bis. Questa sua rivendicazione la fa in ogni intervista, come fosse il suo fiore all’occhiello. Si ricorderà che in un suo intervento disse “abbiamo reso il carcere duro durissimo, e dovranno morirci dentro”. Un ministro che fa queste affermazioni si giudica da sé. Il giornalista nel suo articolo cerca di far riflettere. Il carcere duro è in contrasto con la tradizione giuridica italiana che costituzionalmente assegna alle carceri la rieducazione e non la repressione e la tortura, pertanto enfatizzare questo provvedimento da parte dell’ex ministro è indegno del ruolo che occupa anche ora, segretario del partito di maggioranza relativa. Il quotidiano La Repubblica che ha pubblicato questo articolo scritto dal giornalista Nino Alongi, è uno dei giornali che ha sempre difeso il 41 bis, chiamato impropriamente carcere duro, perché il nome appropriato è carcere di tortura, essendo che con il 41 bis è stata istituzionalizzata la tortura. Ha ospitato articoli di Roberto Saviano in cui affermava con chiarezza che anche se il 41 bis violava la Costituzione, era necessario. E’ paradossale che in uno Stato di diritto si ritenga necessaria la tortura. Questo dimostra il livello di democrazia e di civiltà del “signor” Saviano. L’articolo del giornalista Alongi lo annovero nella campagna antiberlusconiana in cui La Repubblica si è sempe contraddistinta. Pertanto il 41 bis in sé e per sé non è di alcuno interesse per il giornalista e il quotidiano, ma è usato solo per attaccare il delfino di Berlusconi. Il 25 ottobre il quotidiano regionale Calabria Ora ha pubblicato un articolo con una mia intervista, e devo dare merito al giornalista Luigi Guido che ha scritto a chiare lettere  quello che avevo detto, e cioè che il 41 bis è una tortura. La Repubblica non lo farà mai per non dispiacere alle procure, che tra l’altro lo usano anche come tortura per estorcee le confessioni. Con questi mezzi hanno creato Scarantino (il pentito della strage del giudice Borsellino), ma quanti Scarantini ci sono in Italia? Tanti! E migliaia di innocenti nelle carceri.  –  9/12/2011

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Anche oggi c’è il sole e la temperatura è mite, per me che soffro un po’ il freddo è una manna, perché sto bene in un clima non rigido. Per questo motivo non risento del caldo in estato. Lo sopporto bene, e poi mi piace perché non c’è bisogno di tanta biancheria, bastano magliette e pantaloncini. Guardo affascinata i paesi cardi dell’America latina, ma adoro i paesi scandinavi per la loro civiltà, l’attenzione al bene comune e il loro stato sociale, ma ci fa troppo freddo. La soluzione sarebbe di trascorrere sei mesi in un paese scandinavo durante la primavera-estate, e sei mesi in un paese dell’America latina, così sarei sempre in un clima caldo.  –  10/12/2011

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Mentre leggevo Panorama del mese scorso, ho letto un articolo intitolato “Quel pasticciaccio orribile di via D’Amelio”, una intervista all’avvocatessa Rosalba Di Gregorio, che ha diferso quattro imputati su sette del primo processo sulla strage di via D’Amelio, quella del giudice Borsellino, scaturito dalle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, che portato all’isola di Pianosa, gulag o lager non fa differenza, dove i detenuti venivano torturati, e Scarantino non resistendo dichiarò tutto quello che volevano gli inquirenti. L’avvocatessa Di Gregorio nella sua intervista fa capire con i fatti, che già dal 1995 i PM di Palermo e di Caltanissetta sapevano che Scarantino non sapeva niente della strage, ma volevano dei colpevoli, non ha importanza se innocenti. In questo contribuì anche la Procura di Torino. Le procure in questione occultarono e fecero sparire le prove che scagionavano gli imputati. L’avvocatessa Di Grigorio non essendosi arresa alle prepotenze delle procure, è stata attaccata con notizie false, e in ultima analisi con l’accusa al marito di associazione mafiosa. I pentiti sono monopolio delle procure, e li usano come meglio credono, anche in modo non ortodosso. Qualche mese addietro, quando è scoppiato questo scandalo, perché il pentito Spatuzza si è autoaccusato della strage e ha dato tutte le prove della sua colpevolezza, gli imputati sono stati scarcerati. Le procure di Palermo e Caltanissetta hano gridato al complotto e hanno aperto una inchiesta, per trovare chi ha distorto le indagini, e hanno tirato in ballo funzionari delle istituzioni che nel frattempo erano morti, hanno alzato un polverone, e poi tutto è ritornato nel silenzio. E’ normale ciò perché non potevano indagarsi da soli, essendo che sono loro che hanno distorto e condiziona ogni cosa, per fare condannare degli innocenti che loro sapevano fossero tali. Una colpa gravissima per dei magistrati. Oggi sono delle icone intoccabili, con un potere al di sopra della legge, ma un giorno la storia li condannerà per tutti gli abusi e i soprusi che hanno fatto.  –  11/12/2011

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Julian Assange capo di Wikileaks ha dichiarato che siamo tutti spiati, perché vengono tenuti sotto controllo PC e cellulari. Ha messo in rete la documentazione per provare ciò che ha affermato. C’è da credergli, il personaggio l’ha dimostrato. Ci sono decine di aziende private che controllano il mercato delle intercettazioni. L’Italia è uno dei paesi che ha più aziende che sono impegnate in questo controllo capillare. Queste tecnologie vendute ai regimi dittatoriali diventano delle armi micidiali, perché controllano tutto e non c’è nessuna libertà, e vengono usare anche per la repressione politica. Nei paesi Occidentali queste tecnologie sono usate per eliminare qualunque privacy. Finché la rete non sarà censurata, avremo queste notizie che interessanto almondo intero.  –  12/12/2011

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Il fratello dell’ex mnistro della giustizia, Angelino Alfano, Alessandro Alfano, è stato inquisito perché avremme comprato gli esami di economia. La dipendente addetta ad inserire gli esami falsi nella memoria dell’Università ha confessato tutto ed è stata licenziata. Un ministro tecnico  l’anno scorso, per una cosa simile si dimise da tutte le cariche. Questo signore che è segretario generale della Camera di commercio di Trapan, non si dimetterà, anzi Alfano lo aiuterà in futuro a fare carriera e ad avere incarichi sempre più prestigiosi. Come siamo lontani dalla cultura del rispetto delle istituzioni che vige nei paesi del Nord Europa.  –  13/12/2011

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Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.  –  14/12/2011.

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Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava.  –  15/12/2011

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Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. Gli ho detto che il più fresco di galera tra i presenti sta da dieci anni. Invece sbagliavo, perché sta da quindici anni; gli altri venti e trent’anni. Gli ho spiegato che dall’ergastolo non si esce, e che è una pena di morte diluita nel tempo. Gli ho spiegato che le pene alternative sono automatiche solo per i pentiti o, meglio detto, collaboratori di giustizia e i confidenti. Ci vorrebbero tutti come Giuda, ad accusare gli altri e a metterli al nostro posto, moltiplicando le sofferenze. Gli ho parlato del 41 bis che è un regime di tortura, che la Chiesa dovrebbe intervenire dicendo qualceh parola contro questa inciviltà indegna. Un mio compagno gli ha detto ch enel 41 bis li fanno mangiare poco. Ho visto lo stupore nella sua espressione, ma non ha detto niente. La mia impressione è che sia rimasto un po’ imbarazzato, credo che non si aspettasse questi discorsi. Sono del parere che tutte le occasioni –quando vengono persone dall’esterno- bisogna prenderle al volo, e fare loro questi discorsi, perché non sanno niente, hanno concetti recepiti dai media, che falsificano la realtà.  –  16/12/2011

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Ho letto l’ultima circolare del Ministero. Ne avevano dato notizia i TG e avevo letto qualche articolo sui quotidiani. Si tratta di aprire e tenere le celle aperte tutta la giornata. Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Ha escluso i regimi AS-1,2 E 3; e anche il 41 bis ovviamente.

E’ un discorso solo per i detenuti comuni, ma anche tra loro ci sono di distinguo, essendo stati etichettati con colori, bianco-verde-rosso. I bianchi sono aperti senza eccezioni. I vedi devono avere delle valutazioni periodiche. I rossi devono avere l’autorizzazione dal commissario. Non sono hanno creato altra burocrazia, ma va a finire che creano altri regimi, come successe con l’ex E.I.V.C. che poi diventò E.I.V., ed ora A.S.1. Tanti detenuti diventano pericolosi con la burocratizzazione dei regimi. I detenuti dell’AS-2 e 3 si trovano in questi circuiti perché hanno un reato che rientra nell’art. 4 bis O.P., oppure basta un’aggravante, anche un furto, pertanto non è la mera supposizione di pericolosità del soggeggo, ma è il reato, un comma di un reato o un’aggravante. Noi dall’AS1 siamo in questo regime percè eravamo nel 41 bis; parcheggiati in assenza del nulla. Non cambieranno mai le cose, fino a quando il ministero sarà monopolio di Pm, ex-direttori delle carceri, della polizia penitenziaria e dei suoi sindacati. Insieme formano una burocrazia discrezionale tipica dei mandarini cinesi, e si oppongono ferocemene ad ogni riforma.  –  17/12/2011

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Nelle carceri tutto è impontato sulla “sicurezza interna”. Questa parola “magica” consente di alimentare oppressione e limitazioni indiscriminate, senza nessun controllo, anzi con la complicità degli organi preposti alla tutela dei detenuti. La sicurezza è usata per violare, negare, sospendere ed espropriare i diritti. Usata come unica risposta ad ogni richiesta; usata come chiave per eludere ogni richiesta; usata per rendere cieca ogni regola; la violenza della giustiza soffoca ogni cosa. In nome della sicurezza si sono commesse e si continuano a commettere mostruose ingiustizie. Viene usata per spersonalizzare l’identità dei detenuti, e per gestirl più agevolmente. In ogni contesto, le persecuzioni sono state sempre costruite con le parole e i concetti del diritto. In questo caso i baroni di turno interpretano e in alcuni casi si inventano le norme per creare sofferenza, per avere visibilità mediatica. Ormai lo fanno senza nessuna vergogna, come fosse un comportamento normale. Le norme penitenziarie, insieme alla disciplina imposta, sono state stravolte e rese antisociali; pertanto più che la rieducazione, il trattamento quotidiano insegna ad essere al di fuori della società. In nome della sicurezza, il carcere non solo pretende di isolare i detenuti dalla società, ma pretende anche di isolare i detenuti tra loro stessi. Credo che nessuno abbia mai visto un cane legato alla catena diventare buono. Il carcere dovrebbe essere  un luogo dove si organizza un servizio, invece il servizio è totale, perché i detenuti si alimentano di odio, rabbia e rancore, per i diritti negati, l’oppressione e le frustrazioni che ne scaturiscono. Il legislatoree o il ministo dovrebbero intervenire per porre una limitazione all’uso distorto del concetto della parola sicurezza.  –  18/12/2011

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In TV alcune trasmissioni, in pompa magna dicevano che Equitalia aveva recuperato nove miliardi di tasse inevase. Oggi leggo un articolo in cui lo Stato deve altri settanta miliardi alle imprese, principalmente alle piccole imprese che hanno anche il problema della stretta creditizia delle banche. Molte imprese chiudono perché da una parte lo Stato non le paga e dall’altra i “gabellieri” di Equitalia li aggrediscono in ogni modo, e moltiplicano le cifre peggio  degli strozzini, e tutto lo si fa passare come un fatto legale. I politici sbraitano  demagogicamente per non perdere consensi, ma in realtà non fanno niente, pensano solo a che i loro privilegi non vengano toccati. Basterebbe una semplice legge. Le imprese che sono creditrici nei confronti dello Stato, li possano decurtare dalle tasse che chiede Equitalia. Si eviterebbero tante ingiustizie, fallimenti e tanta disperazione.  –  19/12/2011

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Leggo su un quotidiano che il 98% degli alberi di Natale, il 92% dei regali eil 97% degli addobbi natalizi, vengono da Yiwu, una città cinese. Questa città in 10 anni è diventata la seconda città più ricca della cina. Credo che in nessun altro prodotto ci sia un monopolio così alto. Tutto ciò è possibile perché lì non hanno leggi da rispettare.. circa operai, ambiente, sicurezza, sindacati, ecc. Ogni tanto ci fanno vedere le scene di sequestro nei porti, ma è tutta scena, perché è una goccia nell’oceano. Arrivano milioni di tonnellate di merci, non solo natalizie, ma anche certificate e pericolose. Se venissero costruite qui in Italia, andrebbero tutti gli organi quotidianamente a controllare, e nelle condizioni della città cinese, non solo chiuderebbero le aziende, ma farebbero multe e forse anche arresti. Ricordo che una volta le città di Napoli e dintorni erano considerate la Cina d’Europa. Oggi tutti quei laboratori vengono fatti chiudere, perché ritenuti organici alla camorra. La camorra è usata come il prezzemolo, lo si può mettere su ogni pietanza. Chissà chi ha interesse affinché arrivino dalla Cina milioni di tonnellate di merci non certificate e prodotte da “schiavi”, e non si possno fabbricare in Italia, con milioni di disoccupati che ci sono nel nostro Paese.  –  20/12/2011

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C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti.  –  21/12/2011

Diaro di Pasquale De Feo 23 dicembre-21 gennaio

Sebbene ogni momento di questo Blog ha un senso profondo, alcuni appuntamenti sono occasioni di grandissimo livello, e di altissima qualità. Penso a momenti come i dialoghi di Carmelo Musumeci col professore Giuseppe Ferraro o momenti come questo periodico di Diario mensile che Pasquale De Feo ci fa pervenire (si tratta di una idea avuta originariamente da Carmelo Musumeci.. quella di proporre a Pasquale De Feo di scrivere un diario periodico da inviare al Blog).

Pasquale è detenuto ormai da mesi nel carcere di Catanzaro; dopo un “soggiorno” di anni in uno dei più criticati e squalificati carceri italiani, ovvero quello di Parma, uno di quei carceri dove ci si impegna, con ottimi “risultati”, nel peggiorare il più possibile la vita dei detenuti. Uno di quei carceri dove incompetenza, mancanza di visione, chiiusura all’ascolto e alla comprensione e ottusità burocratica.. fanno danni che sono ormai sempre più noti. Ritorna sempre l’ennesimo dubbio se faccia più male la malvagità o la stupidità. Io tendo a pensare che la stupidità si anche peggio. E nell’ambiente penitenziario e carcerario italiano.. (ma avviene in molti altri ambienti oltre quelli “penitenziari”) la stupidità dilaga..

Andiamo al diario di Pasquale… da trentanni in galera.. e una di quelle persone ben note negli ambienti carcerari.. ma.. in “senso buono”, perchè da sempre si fa il mazzo per i diritti dei detenuti e chiede rispetto della legalità, delle norme e dei principi costituzionali. Quindi.. chiede cose “illegali”..:-)

Ogni suo diario è importante perchè è multisfaccettato. Naturalmente c’è sempre il carcere e la vita dei detenuti in filigrana, ma coesiste anche una grande vivacità e momenti in cui si vola alto e si volta “oltre”. E quindi ricordi, riflessioni, letture di libri, momenti intimi, analisi di tematiche di grande respiro.

Nel Diario di dicembre ad esempio.. c’è l’affettuoso ricordo di Enzo Bearzot, ct della nazionale italiana campione del mondo del 1982. E ci sono le riflessioni sull’energia alternativa e sul nucleare, sulla musica classica che fa da colonna sonora alle citta in Nuova Zelanda, sulle reti sociai telematiche e la cyberguerriglia .. e anche sulle posizioni sessuali del Papa e della Chiesa e sul loro rifiuto nei confronti dell’educazione sessuale nelle scuole (sul sesso ha ragione Pasquale, è un campo su cui la Chiesa ha fatto fa danni.. del resto sarebbe opportuno che del sesso parli chi conosce il sesso).

Ma andiamo adesso su profili più carcerari… si sono alcuni punti in particolare che vorrei segnalare..

Cominciamo con una notizia che non sembra sia uscita molto sui giornali. Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Magari sono innocenti.. però come escono le notizie sugli ambulanti romeni arrestati o sui ladri di polli, allora, è bene che ci conoscano anche notizie di questo genere.

Ci sono poi le riflessioni sul caso Cesare Battisti, e quindi sul Brasile e su Lula.. ma di questo si è già parlato tanto in questi giorni, quindi non aggiungo parole.

E’ molto interessante sapere che il Parlamento Euopero è intervenuto contro le batterie di allevamento per le galline.. e ha stabilito che vi sia uno spazio minimo di vitale per ogni gallina.  Una tutela questa che nei fatti il detenuto non ha. E quando vi sono norme o interventi che dovrebbero garantirla, molto spesso non viene rispettata. Il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura)  ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella… intervento che successivamente ha ricevuto conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic). Ma pensare a 7 metri quadrati per detenuto, nella situazione italiana attuale, sembra una utopia.

Il 4 dicembre Pasquale scrive..

Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. “

Io non conosco questa storia.. ma se fosse vero.. lasciare per due giorni i detenuti di Poggioreale senza cibo è un atto CRIMINALE.. così come lo sarebbe anche quel “pronto intervento” se si fosse risolta in rappresaglie eccessive e brutali. 

Altra “violenza” è quella di tenere in carcere disabili (solo in Campania ce ne sarebbero 100) e persone molto anziane.. Pasquale dice di avere recentemente conosciuto un detuno di 85 anni, a cui restavano da scontarne ancora altri due (credo sia quel Francesco Barbaro, che fu temporaneamente di transito nel carcere di Catanzaro, a cui dedicammo un post.. vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/12/16/mi-chiamo-barbaro-francesco-e-ho-84-anni/). E poi ci sono tutti quelli affetti da gravi malattie, bisognosi di trapianti, di cure particolari.. e spesso lasciati parcheggiati per anni nelle carceri nella più totale indifferenza.

Nel diario del 14 gennaio Pasquale scrive..

Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano.”

In pratica di tratta di ergastolani detenuti a Catanzaro (ma sono cose che avvengono in tanti altri posti) che hanno pure l’isolamento diurno e quindi, tra le altre cose, si fanno anche l’ora d’aria da soli. Bisognerebbe conoscere i casi concreti.. ma mi chiedo sinceramente in base a quali “fatti” e “argomentazioni”sono stati comminati questi isolamenti diurni.

Ricordando il terremoto del 1980 in Campania.. giustamente Pasquale solleva il profilo delle responsabilità delle imprese del Nord, favorite a danno della popolazione locale, e dei politici e delle loro corti.. non condivido invece il passare in secondo piano il ruolo della Camorra. Io credo che non dobbiamo fare sconti a nessuno. Se Politici e informazione usano abilmente la carta della criminalità organizzata, come il buono e il cattivo tempo, servendosene su certi piani, ma usandolo come “occasione” per rendere certi detenuti come capri espiatori.. dobbiamo sempre ricordare con nettezza che la Criminalità organizzata (Mafia, Ndrangheta e Camorra) sono un cancro, un puro male.

C’è un momento poi molto quotidiano… ma davvero intenso.. di vita carceraria.. in cui nella semplicità del tempa, nella sua concretezza e praticità, si dice tanto, come in certi romanzi, dove i dettagli sono molto più rivelatori di tante teorie. E’ presente nel diario del 13 gennaio quando pasquale dice..

Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre.”

Non c’è bisogno di commentare queste parole..

C’è poi un  momento molto bello, che non è specificatamente carcerario, ma voglio segnalarlo, per la sua forza, per la capacità che ha di ispirare.. una donna sulla sedia a rotelle da 13 anni.. che a un certo punto comincia a camminare con le sue gambe. Pasquale ne parla nel diario del 31 dicembre..

Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. “

E voglio concludere con un riferimento concreto alla situazione di Catanzaro, riferimento a cui abbiamo recentemente dedicato anche un post  a cui vi consiglio di andare a dare una occhiata (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/01/26/lettera-colletiva-dei-detenuti-di-catanzaro/), e sui cui certamente torneremo. Ossia la sedia del gabinetto dentistico perennemente rotta nel carcere di Catanzaro, e i detenuti costretti solo ad avere estratti i denti.. denti magari curabili. Io vi dico se questa cosa può essere tollerabile. Se voi, se ognuno di voi, tollererebbe che a un proprio intimo, familiare, parente, amico.. vengano estratti i denti quando possono essere curati. I denti sono una cosa preziosa, è CRIMINALE estrarli quando si possono curare. Al di là del fastidio fisico arrecato.. si tratta spesso di colpi alla autoimmagine del detenuto, danni psicologici.. e inoltre li si espone (qualora non siano in condizioni troppo disagiate) a ingenti spese per farsi reimpiantare altri denti, o per complicati lavori di intervento odontoiatrico. Ma il frammento di Pasquale è particolarmente grave dato che fa riferimento anche al dentista del carcere di Catanzaro. Il 27 dicembre Pasquale scrive..

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. “

Ora non possiamo certamente sapere se è lo stesso dentista del carcere di Catanzaro a mette fuori uso il gabinetto dentistico. Sappiamo però che è davvero sfortunato questo gabinetto.. che si rompe così spesso.. si potrebbe pensare anche a fare un esorcismo per vedere se sono i folletti maleficio i gremlins.. o comunque almeno sforzarsi di capirne le cause. Ma qualunque siano le cause di questo frequente e “misterioro” fracassarsi di questa “sedia”… è un’altra cosa che sottopongo alla vostra attenzione… Pasquale dice che questo dentista fa lo stesso lavoro in altre carceri e che ha uno studio privato a Reggio Calabria. Così a naso.. vi sembra normale? Innanzitutto è normale che un dentista sia adibito a più carceri in una stessa regione? E che, non ci sono abbastanza dentisti per ogni città calabrese, da poterne sceglierne uno per adibirlo al carcere situato in quella determinata città? E poi… ci vuole Einstein per capire che una persona che ha lo studio molto lontano dal carcere (Reggio Calabria in questo caso)… non frema dall’entusiasmo di restare ore e giorni a lavorare  presso un carcere lontano chilometri e chilometri, con un guadagno nettamente inferiore a quello che consente uno studio privato? Non ce ne erano dentisti a Catanzaro? Forse non li si conosce.. sono disposto  a inviare una lista fotocopiata.. magari anche con le loro credenziali. E ci sarebbero anche altre domande…. non ci dovrebbe anche essere un’etica del rifiuto? Ossia.. io professionista (nessun riferiimento concreto.. parabola significat..) che già faccio un lavoro molto assorbente e ben pagato in un’altra città, e già ho anche altre attività collaterali.. non dovrei essere il primo a pensare che ha poco senso che me ne prenda un’altra sulle spalle, chilometri e chilometri lontano dal luogo dove opero stabilmente? Ma soprattutto.. qeusti operatori con che criteri sono scelti? Criteri di merito o “altri” criteri? E le norme di ragionevolezza e ratio interna non dovrebbero animare nomine di questo genere? Espressione della ragionevolezza sarebbe nominare professionisti vicini al luogo dove dovranno operare.. e che non abbiano già tanti incarichi sulle spalle…

Comunque la ragionevolezza diceva qualche Santo eremita del deserto.. non è di questo mondo..:-)

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di gennaio..

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Oggi è venuto il Vescovo a farci messa. E’ stato molto paternale, immedesimandosi nelle nostre sofferenze. Dopo la messa abbiamo fatto il rinfresco in sacrestia. Ho avuto modo di scambiare qualche parola con lui. E’ molto aperto e cordiale. Dall’area educativa c’era solo la Direttrice e l’Educatrice. Non conoscevo la Direttrice, ha fatto un breve discorso, e mi ha fatto una buona impresione. Mi auguro che la facciano lavorare in modo da sistemare tutte le cose che non funzionano, che sono tante. L’educatrice Ripepe è stata una conferma su tutto quello di buono che pensavo di lei. –  22/12/2010

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Gli studenti hanno dato una lezione a tutte le cassandre estremiste del governo che avevano criminalizzato la società civile delle proteste.. perché non erano solo studenti, ma c’eran operai, terremotati dell’Aquila, precari, disoccupati, la gente in lotta di Terzigno e tante altre categorie. Questi signori del governo, corrotti fino al midollo, cercavano di spingere con i media la protesta verso la violenza, per farli passare per nemici da annientare, liberando le forze dell’ordine da vincoli di legalità con la conseguente repressione voluta e autoritaria.

Ormai Gasparri ha gettato la maschera, e con lui anche il governo. Anche l’Unione Europea ha richiamato l’Italia perché la polizia italiana è diventata troppo violenta,.. prima-nell’arresto….durante-permanenza nelle caserme… e dopo-tra le mura del carcere.

Cercano di risolvere i problemi criminalizzando ogni dissenso, invece di ascoltare e cercare le soluzioni dei problemi e anche di valorizzare questi giovani che saranno il futuro della nostra  società. –  23/12/2010

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Ho telefonato a casa. Mia sorella ha detto che mia cugina Rosetta ha metastasi in varie parti del corpo. E’ stato un brutto colpo. Gli hanno tolto già un piccolo tumore alla tiroide e sta facendo la chemioterapia. Mi auguro che riesca a sconfiggere questo male, non merita di soccombere, sarebbe una grande ingiustizia. Forza Rosetta, ti voglio bene. –  24/12/2010

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Spesso ci chiediamo perché Dio non fa smettere tutte queste brutture nel mondo. Mi è stato sempre insegnato che Dio i ha dato l’arbitrio di come comportarci, pertanto dipende da noi decidere le azioni da commettere. Ritengo che sia giusto avere la facoltà di scegliere e decidere i nostri comportamenti. Non capisco perchè la Chiesa si opponga al libero arbitrio di scegliere di terminare dolcemente la nostra esistenza, quando si arriva a un punto della vita dove vivere diventa una tortura per le troppe sofferenze. Questa imposizione diventa una dittatura anche per chi la pensa diversamente.

Se la vita è un dono di Dio per i credenti, chi non crede ne può disporre liberamente. In ambo i casi tutti  ne possono disporre come meglio credono. La libertà non ha mai provocato danni. Sono le imposizioni che hanno sempre oscurato ogni epoca. Sono per l’eutanasia, perché ritegno la libertà un diritto inviolabile e nessuno può gestirla. –  25/12/2o1o

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Queste feste rovinano un pò la salute perchè si mangia tanto, troppo, ma è bello mangiare in compagnia, discutere e scherzare, ma sempre con il pensiero alle famiglie. La notte di Natale, familiari di detenuti hanno fatto esplodere fuochi pirotecnici intorno al carcere. E’ stato bello per i fuochi, ma principalmente per il calore dei familiari, perché queste manifestazioni riempiono il cuore di calore. Questo è il trentesimo Natale che trascorro qui dentro, facendo il conto sono più quelli trascorsi in carcere che a casa. –  26/12/2010

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I Parlamentari hanno il dentista gratis, “poveri diavoli”, il loro stipendio non gli permette simili spese. Chi ha privilegi, ne ha sempre di più. Chi non ne ha, gli vengono tagliati un pò alla volta quel poco che hanno. Berlusconi non aumenta le tasse, taglia tutto, che alla fine sarebbe meglio aumentare le tasse. Dal 2001 ad oggi, anno dopo anno, hanno tagliato tutti i finanziamenti per le cure dentistiche nelle carceri. Prima c’era la possibilità che i detenuti indigenti con problemi dentari potessero mettersi una protesi dentaria. Oggi non è più possibile, perchè non ci sono più finanziamenti.

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. –  27/12/2010

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Qualche giorno prima di Natale è morto Enzo Bearzot. Mi ha fatto rivivere qui giorni meravigliosi del mondiale 1982, una gioia indescrivibile, che si potrebbe raffigurare nella esaltazione del goal di Tardelli nella finale. Ancora oggi  quando vedo quella immagine mi emoziono, ed è talmente forte che rasenta la commozione. Credo che la storia darà il giusto valore a Bearzot. E’ stato il precursore di allenatore nel fare da paravento alla squadra, di dare primaria importanza al gruppo e di giocare con due attaccanti e con due mezzepunte. Gli altr sono venuti 20 anni dopo, a parte l’Olanda del calcio totale. Grazie grande “Vecio”, per le emozioni che ci hai donato. –  28/12/2010

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Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Ho letto la notizia su un piccolo quotidiano, ma è passata nel silenzio dei media nazionali. Nella maggioranza delle carceri c’è un mercimonio su tutto, dagli appalti alle forniture e sui soldi dei detenuti. Non interviene mai nessuno, neanche le denuncie dei detenuti smuovono le Procure o gli Uffici di Sorveglianza, perchè il sistema è marcio e tutti si adeguono, non solo, si proteggono tra loro, e poi fanno la morale a noi detenuti sulla legalità. Quando arrestano è perché sono intervenuti fatto esterni, politici, sindacali, o qualche autorevole funzionario, e non ne hanno potuto fare a meno. –  29/12/2010

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Per Natale saranno trasferiti alla sanità regionale campana 300 ammalati reeclusi negli O.P.G… è una bella notizia, ma spero che non sia uno dei soliti proclami.

I detenuti del carcere di Pratao hanno scritto una lettera a Babbo Natale per chiedere “la legge uguale per tutti”, e altre richieste stese in un documendo di 12 punti. Una bella provocazione, ma è difficile che ceerti squali la prendano in considerazione, anche solo  moralmente. Un artigiano dei presepi di Napoli, con 50 anni di esperienza di maestro d’arte, che ha costruito presepi in tutta Italia, ha chiesto alle istituzioni a Napoli un laboratorio per mettere la sua arte al servizio dei ragazzi difficili. Glielo hanno negato, eppure l’avrebbe fatto gratis. Parlano di trovare alternative a tanti ragazzi in posti difficili, ma poi alle parole non seguono i fatti. –  30/12/2010

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Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. –  31/12/2010

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L’anno nuovo è  iniziato con una bella notizia. Il Presidente del Brasile, Lula, ha negato l’estradizione a Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo, con la motivazione che potrebbe essere ucciso in carcere, essendo un perseguitato politico. Circa un paio di anni fa, gli USA negarono l’estradizione a un presunto boss italo-americano con la motivazione che in Italia c’è il regime del 41bis che è considerato una tortura, e per gli USA viola la Convenzione ONU sulla tortura.

Anche allora, come adesso, ci sono stati gli strali dei politici e i media li hanno alimentati. L’occupazione dell’informazione ha creato una realtà poco edificante per il nostro paese. Sono più informati all’estero sulle nostre situazioni, che gli italiani. Nessun politico, giornalista o intellettuale, si è chiesto come mai due grandi Paesi, amici dell’Italia, ci hanno messo in imbarazzo di fronte al mondo intero, come fossimo un Paese del terzo mondo. In Italia c’è la tortura del regime del 41bis, tutti gli organismi internazionali lo hanno condannato.

Il Consiglio d’Europa, circa sei mesi fa, ha condannato l’Italia, perché la polizia italiana è troppo violenta. Durante l’arresto, durante la permanenza nelle caserme di polizia, e durante la permanenza nelle carceri.

Lo stato delle carceri italiane è sotto gli occhi di tutti,a nche se non trapela tutto. I morti si susseguono in continuazione, come i pestaggi, e la violazione di tutti i diritti con condizioni disumane. Cosa fa questo governo? Criminalizza tutto e tutti, proteggendo con l’impunità tutti i funzionari dei Ministeri di Giustizia e Interno. Molti politici accusano il Brasile di essere contro l’Italia e di non conoscere la realtà italiana.

Abbiamo una classe politica talmente ignorante, da non essere informata del fatto che il Brasile è diventato un grande Paese. Non sa che ha la più grande popolazione di discendenza italiana al suo interno, circa 60 milioni di persone, forse più dell’Italia stessa. E’ l’unico Paese al mondo che ha stabilito il 21 febbraio come giorno della memoria dell’immigrazione italiana. E’ uno dei pochi Paesi al mondo che preserva per legge l’idioma “El-talian”, un misto di dialetti italiani. Credo sia l’unico al mondo a premiare i poliziotti che non spararano ed evitano di usare le maniere forti. Mi auguro che ci sia qualcuno autorevole che abbia il coraggio di discutere senza retorica sulla tortura e la disumanità che vige nelle carceri italiane. –  1/1/2011

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In Sardegna, a Artzo, un apicoltore è stato denunciato per pascolo abusivo dal proprietario di un terreno vicino, perchè le api sono andate a pascolare nel suo terreno senza permesso. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto. Siccome l’ha pubblicata un quotidiano della Sardegna, la notizia deve essere vera. In Italia si può fare causa ad un apicoltore per pascolo abusivo, ma è molto difficile fare causa allo Stato per le torture e le violazioni dei più elementari diritti nelle carceri. –  2/1/2011

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Ho finito di leggere il libro che ha scritto Carmelo Musumeci, “Gli Uomini Ombra”. Mi è molto piaciuto. I racconti sono di fantasia, ma rispecchiano episodi accaduti nel tempo. Sono messi così bene insieme da suscitare forti emozioni nel leggerli. Bravo Carmelo.. hai fatto un buon lavoro. –  3/1/2011

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Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. Tutto ciò deriva da un delirio di onnipotenza, con la convinzione che tutto è permesso. I familliari dei detenuti si sono organizzati per tutelarli. Questa è una buona notizia, perchè solo in questo modo si possono evitare gli abusi di potere, la repressione alla cieca e le cattiverie gratuite da parte della direzione del carcere. Si dovrebbe fare così in tutta Italia. Ogni città un comitato dei familiari a vigilare sulle carceri.

Poggioreale è senza dignità e andrebbe chiiuso perchè disumano. –  4/1/2011

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Il provvedimento “svuotacarceri” si è rivelato una bufala. Molti detenuti rinunciano alla sua applicazione, perché c’è il rischio di ritornare inc arceere con una pena più alta. La montagna ha partorito un topolino. Berlusconi lo fece anche con l’indultino del 2002. E’ molto largo di manica solo quando si tratta dei suo processi o di quelli dei suoi compagni di merende. –  5/1/2011

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Le reti sociali di Internet sono diventate una sorta di garante della democrazia, perché oggi le notizie circolano più velocemente.  Wikileaks ha dato l’ultima spallata ai segreti di Stato che nascondevano ogni tipo di nefandezza. Ora perseguitano il suo creatore, Julian Assange, in tutti i modi, addirittura bloccandogli i conti per impedirglli di pagarsi le spese legali. Un portavoce di Anonymous, un gruppo di Hacker, ha detto che  lottano facendo la cyberguerriglia  contro ogni censura. Ora attaccherranno tutti i siti finanziari che hanno bloccato le transazioni finanziarie a favore del sito di Assange.  In futuro sono pronti ad attaccare il sito del Dipartimento di Giustizia USA, se incrimineranno Assange, perchè per loro non c’è niente di intoccabile. Sono con il cuore e con la mente con loro, e a fianco di tutti quelli che lottano per la libertà e contro ogni censura. Viva Anonymous. –  6/1/2011

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Il governo conosceva bene le intenzioni di Lula. Ora tutte le chiazzate e le minacce di questi giorni, subito ritirate, sono sceneggiate indecorose. Qualche sondaggista avrà riferio a Berlusconi che questo episodio gli procurerà qualche voto in più, e controllando i media ha messo in piedi questo teatrino. Credo che siano anche convinti che tutti i politici del mondo siano simili a loro. Pertanto credono che orchestrando quest’opera di pupi, con qualche banchetto infarcito di politici, e qualche militante davani all’ambasciata brasiliana, il Presidente e i politici del Brasile, cambino idea. Come fecero loro con Ocalan, il leader del popolo curdo, prima lo ospitarono, e poi, al primo “stormir di fronta” dei turchi, glielo consegnarono, cosnapevoli del triste destino a cui lo avevano affidato.. “simile a quello degli ebrei quando li consegnarono ai tedeschi”. Un comportamento da esseri vili e meschini.

Il Brasile, sono convinto, non cambierà idea, perchè non sono buffoni come i nostri politici. Mi dispiace che questi signori approfittino del dolore dei familiari per strumentalizzarli per i loro fini politici. Il giusrista Antonio Cassese, nel commentare questa vicenda sul quotidiano La Repubblica, si è soffermato anche sul problema che in Brasile non esiste l’ergastolo. Ha affermato che in Italia l’ergastolo non si sconta, perchè ci sono forme di detenzione alternative. Questo signore non conosce la realtà italiana. Forse vive troppo all’estero. In Italia l’ergastolo è FINE PENA MAI.. che vuol dire.. fino alla morte del reo. In teoria ci sono le detenzioni alternative dopo 20-30 anni. Ma nella realtà sono chimere e si avver no solo quando vecchio e malato diventi un peso e ti scaricano ai famigliari, se ne sono rimasti, o a qualche struttura caritatevole. La vendetta è consumata anche se la chiamano giustizia. –  7/1/2011

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Solo in Campania ci sono cento disabili nelle carceri. Lascio immaginare quanti possano essere nel resto d’Italia. D’altronde non lo sa neanche il Ministero, perchè non esiste un sistema di monitoraggio. Hanno solo numeri approssimativi, da cui sono escluse le persone anziane e le persone malate con patologie serie. Ci sono persone molto anziane, a cui fanno scontare fino all’ultimo giorno. Proprio il mese scorso ne ho conosciuto uno. Aveva circa 85 anni, era in carcere da circa 20 anni, gli rimanevano da scontare altri 2 anni. Tanti detenuti con patologie gravi, tipo trapianti di fegato da fare o altre malattie serie, scontano in carcere fino all’ultimo giorno, come le persone anziane.

Non esiste nessuna normativa per i disabili, gli anziani e le persone malate. Solo un articolo dell’Ordinamenteo Penitenziario, con la discrezionalità assoluta della Magistratura di Sorveglianza

E’ sottinteso che quando vengono in carcere persone autorevoli, la rigidezza estrema diventa elastica al suo massimo grado. C’è in piedi un sistema penitenziario disumano, ma c’è un silenzio complice spaventoso. –  8/1/2011

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Ho letto un aricolo in cui il Ministro della Giustizia Alfano esortava a comprare, come regali di Natale, quelli prodotti in carcere dai detenuti.  Ha registrato un videomessaggio e lo ha messo nel sito del ministero, il suo sito personale, e anche su You Tube, in cui sottolineava.. “la nostra Costituzione ci ricorda che la pena non è solo espiazione di una colpa, ma deve anche avere la funzione rieducativa e non può essere contraria al senso di umanità”.. continuava dicendo… “quando un detenuto espia la pena solo come forma di reclusione, ma non di riabilitazione, una volta uscito fuori, percorrerà l’unica strada che ha conosciuto nella vita, cioè quella del crimine”.

Ho pensato di mettere in cantiere un’iniziativa per chiedere al Vaticano di farlo santo subito, prima di Papa Wojtyla. A parte gli scherzi, le parole sono belle e giuste, ma quando i comportamenti non seguono i discorsi che si fanno, rimangono chiacchiere, e il Ministro Alfano di chiacchiere ne fa tante. I fatti che noi detenuti subiamo sono il contrario di quello che dice.. e lui stesso dichiarò, non molto tempo fa che, “i detenuti a regime del 41bis dovevano morire in carcere”. Di quale umanità parla il nostro ministro? –  9/1/2011

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Il Parlamento Europeo ha abolito le batterie d’allevamento per le galline, rendendo più umana la loro vita. Quello che mi ha colpito, a parte le tante disposizioni, è stato lo spazio a loro riservato. Facendo i conti sulla mole fisica e confrontandola con noi detenuti, hanno più spazio di noi. Tutte queste disposizioni sulle galline, se non attuate, saranno sanzionabili per legge. Anche a noi detenuti il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura) – ricevendo conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic) – ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella. Non essendoci tutela per i i detenuti, e nessuna sanzione per i funzionari che violano queste disposizioni, tutte queste disposizioni rimangono lettera morta. Questo significa che i detenuti vengono classificati al di sotto delle galline. –  10/01/2011

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Il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, durante una trasmissione a Radio Vaticana, ha detto che il sovraffollamento  è un problema grave e la politica  ha il dovere di fare la propria parte. A mio parere la politica deve risolvere i problemi e o fare la propria parte. La popolazione li vote per questo motivo, trovare soluzioni ai problemi.

La Casellati ha continuato nel suo discorso, dicendo che bisogno rovesciare il concettto di carcere. I detenuti devono potere stare in cella solo nelle ore notturne, mentre durante il giorno dovrebbero  potersi dedicare alle attiività che aiutano il loro reinserimento nella società: lavorare, studiare, e impegnarsi in progetti socialmente utili. Qualcuno dovrebbe dirle che in teoria queste di cui parla c’è nel regolamento, ma tutto è lasciato all’arbitrio delle direzioni e sono pochi le carceri che hanno una Direttrice come quella del carcere di Bollate (Mi).

Limitano tutto e vietano tutto il possibile, sia per avere meno fastidi, e sia per fare lavorare il meno possibile tutto il personale. Nel prosieguo del discorso afferma che il suo governo sta affrontando il problema del sovraffollamento con la ristrutturazione edilizia che ha permesso di aumentare di 22.000 i posti disponibili. A parte che non sono ancora pronti.. ma fra 3 anni ritornerà lo stesso problema, perchè saremo 100.000, pertanto questi 22.000 serviranno solo per tamponare. Ma bisogna che si sappia che questi 22.000 posti sono padiglioni costruiti all’interno delle carceri, togliendo quel poco di spazio che hanno i detenuti. Inoltre vengono costruiti violando le orme del C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura), e la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce che il minimo di spazio per ogni detenuto è di 7 metri quadrati. Le celle dei nuovi padiglioni sono per tre persone che poi diventeranno sei detenuti, e on superano i 15 metr quadrati per ogni cella.

I nuovi padiglioni vengono costruiti già violando le norme europeee ed italiane, pertanto sono illegali. Berlusconi ha fatto scuola.. fare proclami con belle parole. La gente non ricorderà se le cose dette verranno fatte. La realtà è molto diversa, e non hanno nessuna volontà di cambiarla. –  11/01/2011

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Un frase di Victor Hugo dice “se costruisci una scuola elimini una prigione”.. semplice ma molto illuminante, tenendo presente che l’ha detta circa un secolo e mezzo fa. Purtroppo oggi nel nostro Paese abbiamo un governo che fa esattamente il contrario. Smantella la scuola e costruisce prigioni.  Nel tempo, migliorando l’opera della scuola, diminuiscono le prigioni. Viceversa, costruire prigioni alimenta solo la loro moltiplicazione, perchè non bastano mai. –  12/01/2011

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Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre. –  13/01/2011

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Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano. –  14/01/2011

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Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ai quattro venti dichiarava  che i rifiuti di Napoli non sarebbero arrivati nel Veneto. Leggo su un quotidiano  che c’è una sentenza del 2008 del tribunale di Venezia che confanna la regione Veneto a proprie spese a riprendersi tutti i rifiuti tossici che illegalmente erano stati scaricati in una cava di Pozzolana, a Napoli, e di bonificare l’area inquinata. Questi sono solo una piccola parte dei rifiuti tossici, come afferma l’articolo che cita la sentenza. Questo signore, come tutti i leghisti, parlano bene e razzolano male. Ormai nella vilipesa palude romana ci sguazzano come i maiali, ma cercano sempre di buttare il fango sugli altri. –  15/1/2011

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Riflettevo su una notizia sentita neii TG.. in Nuova Zelanda hanno messo altoparlanti in tutta la capitale, per fare sentire la musica classica a tutti gli abitanti. I reati sono calati del 50-60 %. Da noi anche in carcere è un problema ascoltare la musica. Sono trascorsi 10 anni dalla concessione di potere acquistare i lettori CD. Ci sono ancora carceri che li vietano. Ormai il lettore CD è sorpassato, perchè da alcuni anni la produzione è stata dismessa. Il mondo va avanti con la sua tecnologia, ma il sistema penitenziario in modo feudale retrocede invece di andare avanti. –  16/01/2011

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Sono un appassionato delle energie rinnovabili. Ho finito di leggere il libro “Energia per l’astronave terra”, scritto da Nicola Armaroli e Vincenzo Bolzoni. Hanno toccato tutti i punti, dai combustibili fossili a come sostituirli. Nonc redo che il nucleare possa essere la soluzione, sia perché manca l’uranio per tante centrali, e sia perché il problema delle scorie non è stato ancora risolta. Io credo che, se ci fosse la volontà politica, senza condizionamente da parte de “l’economia del petrolio”, tutta l’elettricità potrebbe essere prodotta dalle energie rinnovabili. Con i finanziamenti adeguati, tutte le combinazioni di energia prodotta con emissioni zero, potrebbero essere sufficienti per coprire la produzione di energia elettrica. Il problema è l’energia  da trazione, credo che le auto elettriche possano contribuire a dimezzare l’uso del petrolio. Bisognerebbe cambiare ora e non aspettare che finiscano i combustibili fossili. –  17/01/2011

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Leggendo alcuni articoli di quotidiani, ho compreso le sceneggiate dei nostri politici contro il Brasile e la questione Battisti. Essendo che siamo una sorta di coloni americana, e i nostri politici seguono alla lettera le direttive della Casa Bianca. Il Brasile ha deciso di riconoscere lo Stato Palestinese, facendo aprire l’ambascita palestinese. Lo hanno seguito l’Argentina, l’Uraguay, la Bolivia e l’Ecuador. Questo riconoscimento ha indispettito gli americani, e con loro gli israeliani. Questo è il reale motivo del teatrino messo in piedi da Berlusconi e dai suoi compagni di merende, e non quello che vanno blaterando in giro. Il Brasile è diventato una grande potenza, e ha la forza di prendere queste decisioni. –  18/1/2011

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La Lega come sempre sollecita i bassi istinti della gente per rimanere al potere. Il più stupido, e per questo motivo il più razzista, è il leghista Mario Boghezio, che ha dichiarato che l’Abruzzo è un peso morto come tutto il Meridione, perché attendono che tutto cali dall’alto, e non si comportano come i veneti, che nell’ultima alluvione si sono tirati fuori con le loro mani. La cosa impressionante è che dicono bugie alla luce del sole, capovolgendo la realtà.

Il Veneto ha ricevuto subio 300 milioni di euro e la sospensione delle tasse. Viceversa a Salerno, dove era successa la stessa cosa, un’alluvione negli stessi giorni del Veneto, con danni alle aziende e la rottura dell’acquedotto, sono rimasti  senza acqua potabile per alcuni mesi, mezzo milione di persone. Si sono tirati fuori da soli, senza avere un euro dallo Stato. I nostri politici, come sempre, miserabili e vili, non hanno detto neanche una paroola.  Il potere economico del Nordo li sceglie bene questi collaborazionisti, neanche di fronte alle offese più gravi hanno un moto di orgoglio. Ci hanno appiattito come un gregge di pecore e inculcato tutto quello che hanno voluto, facendoci credere che siamo una razza di fannulloni, sottosviluppati e delinquenti; e loro invece sono laboriosi, intelligenti e onesti. Stanno seminando odio a piene mani, un giorno avrà le sue conseguenze nefaste. –  19/1/2011

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Qualche tempo fa, il Ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presenziò a un convegno ad Avellino e nel suo intervento disse (con ritardo di 30 anni) che i problemi della ricostruzione del terremoto del 1980, erano derivati dalla decisione di favorire le imprese del Nord. I costruttori dell’edilizia di  Campania e Basilicata, avevano chiavi in mano tutte le case (potrebbe essere anche ‘cose’… anche se penso che sia ‘case’.. visto il tenore di questo passaggio… nota di Alfredo) necessarie per le famiglie che avevano avuto la casa distrutta. I politici del pentapartito che comandavano all’epoca, tra cui il capofila De Mita, sia a Roma che in Campania, decisero per i prefabbricati pesanti, per favorire un’impresa del Nord. In questo modo hanno raddoppiato la spesa per la ricostruzione e l’hanno trascinata per decenni, con migliaia di persone che hanno trascorso anni e anni  nei prefabbricati. Hanno banchettato tutti, le imprese del Nord, i politici si sono arricchiti insieme alle loro corti. Alla fine di questo scempio bisognava dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica. Come sempre si dà mandato ai magistrati di sceglierne uno, e chi di meglio se non la malavita locale? Che in questo caso essendo la Campania.. si chiama Camorra.. Colpevole ideale. –  20/1/2011

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Il Papa ha dichiarato che l’educazione sessuale nelle scuole è contro la religione Rimango allibito contro certi spropositi del Papa, come quando dichiarò che in Africa non bisognava usare il preservativo. In un contesto che, a causa dell’AIDS, ha subito 25 milioni di morti, un genocidio, e altrettanti si sono infettati, con il preservativo ci sarebbero stati milioni di morti infettati in meno. Alle soglie del terzo millennio c’è ancora l’ignoranza sessuale, le cronache riportano bambine di 13 anni che rimangono incinte in Africa, Asia e Sud America. L’età si abbassa. Se ci fosse una corretta educazione sessuale nelle scuole, crescerebbero più consapevoli e informati sul sesso, e non succederebbero tanti eventi che leggiamo nella cronaca. Nel Nord Europa, dove da decenni è insegnata nelle scuole, si leggono meno notizie nella cronaca. L’insegnamento, l’educazione e l’informazione hanno sempre portato luce nella società. Viceversa l’ignoranza ha sempre portato oscurantismo, fanatism e degrado morale e materiale. Il Papa essendo personaggi di statura mondiale dovrebbe intervenire sui veri problemi che affliggono l’umanità e non interessarsi di problemi che non gli competono e non conosce, essendo che pratica la castità. –  21/1/2011

 

 

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