Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Da una lettera di Tito Tammaro

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Voglio condividere con i lettori del Blog, un estratto, davvero molto intenso, tratto da una recente lettera di Tito Tammaro, detenuto a San Gimignano.

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“Ti prego dai un bacio alla vita per me. Anche se purtroppo ho perso l’entusiasmo di viverla. Ma l’ho amata e continuerò a farlo, perché so quanto è stata meravigliosa con le emozioni che ha saputo regalarmi nei pochi anni che l’ho vissuta. 

Quindi la rispetto e resto ossequioso al suo cospetto”.

Opere di Tito Tammaro

Oggi pubblico le riproduzioni di due opere di Tito Tammaro, detenuto a San Gimignano.

La prima è una riproduzione di Totò. Si tratta di un olio su cartoncino telato che Tito ha presentato a una mostra tenutasi nel Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. L’opera è stata esposta, insieme ad altri suoi nove dipinti, per tre giorni. Tito avrebbe desiderato tanto potere essere presente alla mostra; ma questa possibilità non gli è stata concessa.

La seconda riproduzione raffigura un’opera che Tito ha realizzato nel 2012. Si tratta di un olio su tela 50 x 60. La ragazza raffigurata è una nipote di Tito.

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Al mio amore… di Tito Tammaro

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Una bellissima lettera che Tito Tammaro, detenuto a San Gimignano, ha scritto per la persona amata.

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Amore mio,

curo ogni particolare con la massima diligenza, le intenzioni e le emozioni che mi indirizzano al tuo cuore. Il temperamento tuo è una virtù che non ostenta meriti, conosce il tono e lo stile della gentilezza, riconoscendo e accettando l’autorevolezza dei propri limiti. Il tuo modo d’amare così sottile, ha un vincolo morale che riguarda una totalità di cose, che una sola interpretazione, quella dell’amore.

Questa tua consuetudine provoca vantaggi e benefici al nostro sentimento, poiché contribuisce efficacemente alla sua stabilità, capace di soddisfare  il nostro umano bisogno affettuoso. Ti rincorre questo mio cercarti, silenziosamente, come una intensità di emozioni, per soddisfare le proprie necessità vitali, e per rigenerarsi e migliorarsi nei propri propositi.

E’ così dunque che riesco a modificare le mie insicurezze mutando le mie espressioni, quando, investito dalla quantità del tuo calore, produco sensazioni che mi esortano, nel sapermi amato con lo stesso entusiasmo. Il pensiero per te, mi comporta uno stato d’animo di intensa allegria, di letizia e di assoluto piacere.

Ogni tua azione riflette sui miei stimoli che rinnovano il mio interesse per te. La tua luce risiede nell’animo mio, non ha impedimenti e la sua forza dominante sottopone il mio amore al suo potere. Sei una creatura incantevole. La tua armonia… i miei affanni sofferti di questo stato di negatività che mi impedisce di respirare, imponendomi con aggressiva sopraffazione la sua prepotenza ingestibile. E’ dolce cullarsi, quindi, nei miei pensieri per te, poiché il desiderio  è ardente, forte, imponente ed arduo. Sei il principio ispiratore della mia fantasia, e resterai tale nel tempo per lo stesso interesse mio. Riesci a stimolare e spronare con viva partecipazione il mio piacere, quando curo il mio pensiero per te, recandomi piacevoli sollievi che alleviano la mia solitudine. Sei il sommo grado di ogni mia valutazione, l’eccellenza, l’apice della mia esistenza. Non temo, quindi, la violenta imposizione di questo tempo, che perdura e domina sull’indifferenza della vita e sul nostro amore, incurante di un sentimento così autentico.

Ed ecco ancora una volta la tua luce e la tua divina mano stesa su di me, che genera manifestazioni di beatitudine, scacciando via il demone del male e la sua autorevolezza, tenendo viva la speranza che anima e rende vivace ancora ogni desiderio, donando forza e vitalità a questo stato di cose che è sotto il dominio di una volontà ostinata e malefica dell’ingiustizia e dell’infamia umana.

Rendi perciò ancora vivo l’animo mio e la sua espressività, che è rapito completamente dall’estremo limite  della spossatezza di questi anni, che hanno conosciuto  il senso assoluto della loro inutilità, del dolore e dell’angoscia lontano da te, da questo sconfinato amore.

Volgo la mente quindi  alla tua attenzione, cercando quindi di deprecare così lo sdegno  e la grande irritazione di questa violenta furia, di questa odissea che sembra  non volere conoscere il suo limite.

Scusa il panico di questa irrequietezza, ma ti dico pure che nulla è per sempre e che sei la forza di ogni mia afflizione.

Quanto amo la tua vita, amore mio. E’ un susseguirsi di verità indiscutibili per la natura sincera del tuo essere genuina e passionale. Questa infatuazione amorosa per te, questo fenomeno che ha investito in estrose maniere la composizione delle mie cellule, ha una capacità di trasporto nei confronti del cuore mio in tutto, a cui è negato imporsi. E’ una imposizione la tua a cui non posso esimermi. E’ un temperamento che non ho. Con te perdo l’adattamento delle mie esigenze individuali, e quindi mi adatto a questa condiscendenza, a questo tuo prodigio che rende unica ogni cosa, perché riesce a conquistarmi con manifestazioni di innocenza, che condizionano il mio animo ad una contemplazione di assoluta felicità.

Sei il riferimento fondamentale di ogni mia insicurezza. Una totalità di energia che mette in moto una incredibile forza e una quantità di attrazioni incontenibili.

Grazie, quindi, per la tua umana comprensione alle mie irreprensibilità, e grazie ancora per tutte le volte che con forza e accortezza riesci a ridonarmi il vivo sentimento del tuo cuore. Accolgo e accetto quello che mi offri, poiché riesci a rinvigorire i miei sensi, persuadendo i miei istinti con quelle emozioni che solo con te vivo. Ti riconosco, quindi, il merito della divinità, perché sei una meravigliosa donna. La mia donna!

Buon San Valentino.

Il mio pensiero per te oggi mi va di condividerlo con il mondo, perché tutti sappiano quanto amo il tuo essere.

Ti amo Rosa

Tito

 

La notte… di Tito Tammaro

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Tito Tammaro, detenuto a San Gimignano, da qualche tempo è rientrato in contatto con noi, inviandoci le riproduzioni di alcune sue opere e questo evocativo testo, che pubblico oggi.

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La notte di Tito Tammaro l’ergastolano

Quando la sera da’ principio alla notte, il tuo buio è dimora per i pensieri miei, dove vagano le mie incertezze, per l’enorme quantità di concezioni immaginarie irrealizzabili, quindi chimeriche ed illusorie- che mente, vacilla, stanca- svuotate di vita nel tuo tempo, che deforma e saccheggia la quiete, quando statico resti inflessibile e senza modestia, a dare successione a sequenze di stati d’animo confusionali che, a dispetto dei miei occhi imploranti, continuano imperturbabili e con insolenza a imperversare la diffusione senza misura della loro violenza impositiva. L’energia che mi condiziona è insormontabile nelle facoltà mentali. E’ un proposito ostinante che estendi anche nella mia psiche, inabile al cospetto del dominante arbitrio che destini alla mia insonnia.

Il libro di Tito Tammaro

 

Tito Tammaro, detenuto a Spoleto, ha un’anima di artista e, come altri detenuto, ha condiviso già a suo tempo alcune sue opere con gli amice del blog (vedi.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/05/12/un-tempo-da-vivere-opere-di-tito-tammaro/)

Questa volta ritorna con qualcosa che a lui è molto caro. Ha scritto un piccolo libro in versi e ce lo ha inviato perché sia pubblicato sul Blog. Sono tanti brani che trattano di vari aspetti dell’esistenza e della vita. Dalla lettura emerge ulteriormente il temperamento molto sensibile di Tito…

Il post l’ho voluto precedere con l’immagine di una sua opera, i due pagliacci che suonano, che a me piace molto.

Vi lascio al suo libro…

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Nei tuoi sorrisi

volti ad infondere la gioia esaltano i miei a ritemprare la forza affinché possenti  riabbraccino la vita. Lei avvinta da tanta energia si lascia domare non declinando a un amore così grande

L’autunno

Ingiallite le tue foglie reclamano una luce ormai spena e tristi si lasciano svestire delle loro sfumature dal vento che con la sua frescura impietosa sopprime la loro vitalità. Le tue ormai meste propaggini si rimettono agli eventi della stagione regalando manifestazioni malinconiche ma uniche nella loro suggestionabilità.

L’amore

Creatura ormai dispersa perché derelitta dalle scorrerie del mondo divenendo depredazione dell’immoralità antropica e razzia dei mali. Solo i tuoi occhi stanchi cercano nei cuori quella fiamma che una volta incrementava un sentimento tanto prestigioso da rendere te nobile impulso degno di orientare i tuoi figli alla tua somiglianza.

Il tuo dono

Smarriti i miei sensi per la beltà delle tue prodezze ancora degustano le meraviglie di tanta incredulità quando ti manifesti a me con il tuo essere femmina. Nel mio tempo ho fermato tutto di un tempo tuo affinché la tua analogia resti a me il tuo omaggio più avvenente.

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Torre Annunziata

Terra santa, figlia del mare diamante spento della sua luce, non posso pensarti morente tu che hai dato ai miei anni adolescenziali momenti invidiabili persino alle emozioni più vive. Ti narro con una singolare voglia di riassaporare l’odore della tua terra, e di quel mare che mi ha visto delfino rincorrere le sue onde che forti di tanta prestanza mietevano il mio tenero viso. Ero la tua musa attrattiva, il tuo vento nella tua carica maestosa. La tua immagine sarà sempre meritevole dei miei pensieri nei quali lambirò instancabilmente il desiderio di ritrovarsi anche al di là di questa vita che tanto ti ha amato terra mia.

Amare

Amare è vivere ma se esserci è non possederti che mai fine fu più sperata poiché i tuoi sospiri sono i miei tremiti più reali e roventi. Vorrei ancora che mai vita fosse più profonda ed accesa con la luce dei nostri occhi e che nessuna emotività avesse commozioni così trepidanti. Il nostro amore dimorerà nell’immenso ancora dopo i nostri giorni con la premura che gli abbiamo tramandato, forti come non mai del nostro affetto.

Solo tu

La tua luce addentra l’animo mio, quando esamino in essa trovo il tuo sguardo vigile affinché nessuno oltre te possa ingrangere la sua limpidezza che con la tua connessa fanno il nostro ritrovo più dolce e vero. Sei la mia fierezza più grande amore mio, voglio che l’intero mondo sappi che io esisto solo perché i tuoi respiri alimentano la mia vita. Mille uragani non hanno l’energia dei tuoi sorrisi quindi non spegnerli mai. Quel getto di lentiggini sul tuo viso sono gli stessi delle nostre belle stagioni fa, che ancora oggi riescono ad imprigionare le mie emotività. Sei il mio intento più grande!

Percezioni

Ancora sovrana regni nel tempo, la corrente dei nostri giorni è messaggera di te della tua esalazione, che non le tue amorevolezze fanno di te un’unica creatura. Non ho freddo quando mi lambisce nei giorni gelidi, poiché in essa arde la fiamma della tua anima.

Spasimo

Quanta nostalgia la tua vita arreca alla mia esistenza per l’odissea che vivi nell’inseguirmi mai vigore comprensivo fu più grande del tuo.

Mi sento inabile a compensare i tuoi affanni che hanno saputo fronteggiarsi con mille angosce. Anche ciò fa parte del tuo prestigio distinguendoti come nobile ed impareggiabile donna per una affezione tanto compiuta che ormai è più dominante di tutte le ostilità.

Giorni

Quanto i tuoi volti si svegliano trovano sempre i miei oscuri nelle ore dei tuoi trascorsi dissolvendo così con lo squallore di uno sperpero i miei giorni l’ira malvagia poi di esseri capaci solo di ostilità perché disadattati all’amore è divenuta vulnerabile al loro male oscurando le loro sciagurate menti assoggettate a porsi solo a percezioni crudeli facendosi inghiottire da crescenti immoralità.

Per te mamma

Non hai tempo perché sei eterna donna di grandissima indulgenza umana fatta di sapore dolce smisurato e di gradevolezza inestinguibile. Intingersi nel tuo cuore è come inabissarsi in un oceano di miele poiché sei l’ape imperatrice di tutte le anime che al tuo cospeto venerano tanto pregio osannato all’amore autentico il tuo potere sovrano. Ti prego non lasciarmi mai solo, tienimi sempre con te e donami ancora le  tue carezze che possenti sfamano la mia vita perché quel tuo piccolo mai crebbe.

Respiro

La mia vita si alimenta con  soli affanni che con stento strappo ai miei giorni.

Tempo

I tuoi volti infidi adombravano le mie fattezze che apparivano luce in giorni da vivere. In questo tempo mente ed anima vivono celate col gelo della sua ombra.

O’Vesuvio

Incessante continua a farci sognare con te che da sempre stimoli i tanti poeti a descrivere la tua terra nel mondo con musica e poesia. Titano dal volto buono che fa che i nostri sguardi siano sempre rivolti a te in momenti di massima spettanza con l’amore specie nelle notti d’estate quando il chiarore della luna fa delle tue pietre laviche tanti occhi che luccicano per acclamare un sentimento che sta per onorarti di tanto fervore partecipativo che con l’odore dei limoni e l’eleganza dei pini che ti circondano fanno del tuo aspetto poderoso la massima rappresentanza dei tanti cuori avvinti e innamorati.

A mia nonna Nunziata

Occhi con solchi profondi sul tuo viso accompagnato dai tuoi anni, mani piccole e stanche per il sentimento delicato che hai saputo proferire ai miei tenui anni. Ricordo conquistato il tuo sorriso dolce ogni volta che volevi ampliare le mie carni incalzando i  miei capricci per nutrirmi sembravo un pulcino nelle tue mani tanto fragile ma possente del tuo affetto. Grazie per avermi offerto con tanta dedizione i tuoi riguardi donna di grandissima integrità umana. Manchi tanto a questa mia vita, tanto che quel sorriso che hai prefisso è divenuto mio per sempre somigliandoti.

Domani

Avrò ancora le tue gioie e calpesterò terra senza odio, la mia esistenza non paventerà più giorni bui poiché avrò dalle tue gaiezze che sazieranno le mie sensibilità dolce essere dal viso beneamato e di rara eccezionalità tutto quello che ho sempre cercato in te lontano da noi rimettendo la mia vita nelle tue mani che hano saputo da sempre indirizzarmi nel tuo cuore e verso un amore tanto puro che trafigge persino la luce dell’anima.

Via Magnolia

A te che mi hai visto nascere e crescere riservo momenti memorabili di vita fatti di impronte senza eguali che hai saputo imprimere in me divenendo sigillo indelebile, distiguendo per sempre quei giorni. Ho avuto il privilegio di viverti in epoca dov’eri ancora echeggiante di tanto impeto espressionistico. Ti attivo ancora nella mente con una forza di rievocazione per me unica.

Ai miei figli

Dolci creature che donate alla mia esistenza un senso integro per tutto, siete il mio compiacimento più vero che la vita mi abbia tra le tante ostilità fatto dono. Vi vivo intensamente anche se la insensibilità degli uomini è indifferente a impulsi così puri, ma l’amore è sovrano ed impera preponderante in tutti i riprovevoli mali. Il distacco amplia una forza che reggerà anche alla soppressione cercata nell’intento malefico di alcuni esseri umani. Vi amo!

Rosa

Dolce fiore dal sorprendente colore delegato per enunciare messaggi d’amore. Il tuo effluvio cospira i cuori più rappresi volgendo all’intento di uniformare le loro propensioni che si cercano eclissandosi dietro a sguardi maliziosi. I tuoi toni sono da sempre per me incanto frenesia e prodigio.

A miei nipotini

Siete la continuazione della vita energia del mio sangue a voi consacro la mia concentrazione profonda in ogni giorno che vi seguirà perché vi amo come ho diletto i vostri genitori.

A mio padre

Avresti preservato la mia esistenza come solo ne saresti stato capace ma forte il fato ha voluto trascinarti via dalla mia vita divenuta esposta alle sue ostilità da quand’ero indifeso e fragile con i miei duttili anni. La tua connivenza alla mia esistenza sarebe stata il mio più ambito itinerario del momento che avrei vissuto con infinite emotività coi tuoi sospiri sulla mia pelle. Non essere triste per la mia vita, so che i tuoi sguardi sono sempre rivolti particolarmente a me, guidami verso l’amore immenso stringendo le mie mani come quando bambino ti hanno cercato senza fine.

La notte

Quando la tua parte scura investe i miei senti diventi spasmo nei tuoi scorsi. Vorrei poter abrogare la tua irruenza con il mio impeto poiché i pensieri che travolgono le mie immaginazioni sono le attese non vissute. Le mie prostrazioni sono energiche, quanto ambiti sono i miei desideri utopistici ma quando ti imploro di larciarmi solo e ti poni con insolenza restando lì statica appari il mio supplizio più crudele.

La pioggia

Ancora energica ti vorrei sul mio viso come a cancellare le grinze del tempo. Ti ho sempre vissuta con profonda nostalgia specie quando ribele ti prostri con spirito guerriero ai giorni investiti dalla tua irruenza.

Cavalcare la tua forza incisiva sarebbe il mio assorto per scrutare i visi dei miei oppressori e ripulirli della loro ipocisia.

Fotografia

Effigie impresse su fronti di carta a ritrarre momenti di vita discoste, parvenze che rievocano attimi fuggenti di realtà esteriori poste in istanti la dove il tempo consacrò per sempre sensazioni imprestate che inesorabili procedono. Rivedersi è palpitare congiuntamente ad un sorriso, riaccende emotività rubate dall’età.

Per sempre

I nostri cuori esisteranno in un’unica vita che incessante allieterà la loro sostanza. Noi possederemo esistenze ancora in mille eternità, in evi lontanissimi, considerato che noi siamo sommi dell’immenso e conservatori di un bene raro denominato amore.

Il Gabbiano

Ti lasci dominare dal vento lasciandoti osservare dallo scruto dei tanti occhi che incantati vorrebbero somigliarti. Il tuo vocalizzo è musicalità per i cuori infranti, insidioso per le tue prede che si lasciano catturare da tanta melodia. Io gabbiano dalle ali spezzate ormai preda del tempo.

Animo libero

Proclami dolce creatura la vita con inni d’amore cercando di scomporre le turbe più profonde di sorrisi dubbi e fogge indifferenti. Sei purezza, non temere la tracotanza degli uomini trasmettile la tua purezza che vedrai sarà il tuo osanno più ammirevole. Sii messaggero di vita e di solidarietà umana!

Le tue mani

Hanno il prestigio lodevole di essere lo strumento più efficace nel suscitare le mie trepidazioni più celate ai tuoi occhi, che fraziono con te quando presi da tanta tenerezza si fondono con le mie in un unico abbandono.

Alla mia arte

Rendi libera la mia segregazione ogni volta che le mie gesta assaporano le tue suggestioni. Grazie per esserti posta a me con tanta eufonia e con lo spirito del raffronto di chi cerca con… (mancano parole).

Al di là dello sguardo

Se tu uomo riesci a sormontare i miei occhi con il prestigio di conoscere così il vero volto dell’animo mio, allora sì che non temerai perché scoprirai amore, umiltà, e il sorriso di un bambino.

Il mare

Riverisco la maestosità del tuo manto quando inneggi con le tue nde la tua potenza nelle notti più fredde d’inverno. Vorrei rivivere le dolci carezze del tuo vento e come per incanto essere parte della tua charme con l’eleganza ineguagliabile delle tue movenze anche quando stanco ti ribelli con la tua ferocia alle ostilità dei tempi.

Vorrei

Vorrei essere vento per accarezzarti nei tuoi momenti tristi, sole per proteggerti nelle tue fredde angosce, mare per essere la tua più grande aspirazione, desiderio per tutte le volte che cerchi me, purezza per avere il prestigio di assomigliare al tuo nobile cuore, e brama ogni volta che ambisco di viverti mia dolce sposa.

Vento

Il tuo dolce vocalizio quando inneggio alla mia solitudine nei tempi tristi osannano la vita ormai lontana, irraggiungibile dissipata come sabbia nelle mie mani. Brezza portami con te nei meandri dei tuoi respiri rendendo libera la mia esistenza da questo male che vivo.

Tramonto

Nel cielo calante i tuoi riflessi catturano toni per proferirli alla notte regalandoli nel suo buio a tutti gli innamorati fregiando i loro cuori. Gli occhi poi dei tanti amanti nell’arcano tetro scintilleranno con le sfumature degli energici sguardi in fatali momenti.

(manca il titolo)

Quanti giorni ti hanno spezzato e quanti ancora ne vedrai dilaniare dalle tue viscere da mani aitanti considerato che, tu debole creatura sei indifesa al cospetto dei tuoi orchi che decantano le virtù delle loro esistenze come liberatori della massa umana, sapendo che mai gesta fu più vile della loro insincerità. Ti ho difesa nascondentoti nella parte più pura di me dove nemmeno i pensieri riuscivano a valicare, ma il male degli uomini ha prevalso persino dove non c’è ostilità né falsità. Rinascerai lo so lontana dai loro vissuti e perdonerai le gesta di uomini capaci solo di odio!

L’aquilone

Il soffio della tramontana ombreggiava con i colori accesi del cielo i riflessi delle tue movenze. Libero svaghi nel vento senza confini con le meraviglie delle tue sfumature. Vorrei esssere la tua folata e con te disperdermi sino all’infinito per apparire per sempre figli del vento.

Bambino nel tempo

Colgo ancora impressioni dei miei sogni infranti, mai tempo si persuaderà dei miei passati giorni dal momento che rinasco ogni qual volta il mio bambino cerca un tempo mai vissuto che sosterrò nelle mie fantasie fino al momento in cui i miei anni seguiranno. Quanto vorrei in quel cortile ancora giocare a mosca cieca, e correre senza meta in un magico istante!

Il tuo sguardo

I tuoi occhi hanno lo sguardo di gioielli meravigliosi, scuri che brillano di singolarità il nerbo per annientare il male e disfare l’animo più duro. Sorgi unica in tutto quello che mostri!

A un dolce fiore

Mai fragranza avraà la tua esalazione, i tuoi petali danno linfa ad una vita spezzata che non riesce più a vivere il suo tempo. Vorrei che la tua terra rinvigorisse le mie radici e non che io continuo incessante  con gemiti di angosce per sopprimere l’infausto percorso.

L’incanto

Come per magia percepisco il dolce canto del mare

e tu

che sovrana regni sulle onde, io astante di tanto stupore vengo ogni volta imprigionato come un inerme preda lasciandomi cullare sull’oblio di tanta soavità. Il mare ha i tuoi sguardi, le sue onde sono le tue prodezze, la sua leggiadria è la tua anima.

L’albero della mai vita

Le sue radiche erano forti in una terra arida, ancora oggi la sua linfa lacera con affanni sdruciture di vita agli eventi dei tempi. Ora il suo liquido tessutale resta razzia del genere umano.

Vita

Brilli negl’occhi di chi infonde lo sguardo ad osannare la tua apparenza che risoluta vuole nobilitare la sua doppiezza. Lemmi e gesta tue mi lasceranno estensione ad un’immagine pura poiché sei l’essenza del male e parodia pressocché del genere umano.

Baciami ancora

Solo le tue labbra destano in me caldi brividi con la diletta sapidità di mare ancora vivo su di esse quando con le mie danno dinamismo alle nostre assorbite apprensioni aspirando tenacemente a ridestare in noi momenti di sorprendente complicità per sostentare la nostra vita con l’integrità di una passione tanto rara per quanto impareggiabile.

Momenti

Impressioni che falciano scie di tempo inducendo manifestazioni funeste alla loro ripida che sostenuta da tanta afflizione ritrae spettri di esistenza deprecabili. Pensieri che debuttano al cospetto di tanto inastrimento si manifestano al mio dolore che spietato domina la mia mente.

Tormento

Ormai preminente dilati in me seviziando i miei principi immateriali strappandomi la quiete per accrescere il tuo egoismo e la tua snervata impronta sul mio viso, amareggiato di tanto tuo scellerato astio. La mia ragione si confonde con la materialità del mio aspetto affinché le mie azioni deviano nei tuoi viluppi che costanti ottenebrano i miei pensieri rendendoli atroci.

Destino

l’impervio percorso ha rotto gli argini della mia vita piombandomi negl’inferi più orripilanti fatti di oscure turpe ed abbiette visioni. Continuo ripetuto con l’efficienze di uno spirito a cercare una luce per mostrare alla mia avvilita esistenza quanta arroventata ambizione il mio essere cerca ancora in essa che inarrestabile avvolge le mie fantasie.

Quello che non ti ho detto mai

La mia vita è stata nonostante tutto una sorprendente avventura con te che hai saputo potenziare nel tempo nei labirinti del tuo io il mio esere progredito in affetto con te come nessuno mai. Con scrupolo hai sbigottito ogni mio sguardo che in rappresentanza tua sono stati destinati a sensazioni travolgenti persino alle ostilità del forzato distacco. Grazie per avermi omaggiato ad essere parte della tua vita e per aver rivolto il tuo criterio affabile a risiedere nei miei giorni, per la letizia che concedi a me rendendo vulnerabile la mia fragilità che abrogo con una passione irrefrenabile quando accanto sento i tuoi respiri rincuorare le mie solitudini. Semmai rivivrò aspirerei a risorgere dalle tue ceneri per riprodurre il prestigio delle tue azioni che hanno saputo renderti speciale ed insuperabile. Ti prego continua a scemare le mie paure!

Il fiume

L’acqua fluiva lenta accanto al profumo di erba prosciugata dal primo mite sole mentre le mie acerbe mani sfioravano la tua distesa cristallina dove rinviavo il mio viso che soggiogato si lasciava coinvolgere incantato dallo stile del tuo andamento, che insieme al vocalizzzo delle prime rondini mi faceva rilevare la tua massima grazia in espressione paesaggistica trascinandoti via così le mie inconsce emozioni. In quelle acque c’era la vivacità del mio sangue e la leggerezza dei miei anni che sfioravano la tua vastità attiva di tanto splendore.

I meravigliosi 70

Roventi i nostri anni svestivano le nostre prime carezze seguite da sguardi incoscienti che si velavano dietro ad emozioni ingnare del tempo che le avrebbe estese in un amore tanto accreditato da essere rappresentato anche nei giorni che ci hanno conseguiti. I nostri primi lenti ci tenevano cinti con la timidezza e la voglia del nostro cercarsi attratti dalle porte dei nostri respiri, quando solerte la nostra chiamata condivisione intensificava i nostri primi impacci e ci smarrivamo di teneri baci. Ancora oggi quei tuoi sguardi sono così persi nei miei occhi poiché amo ancora il tuo cuore.

 

Tito Tammaro risponde ai vostri commenti

Tito Tammaro, detenuto a Spoleto e grandissimo artista.. ci teneva a inviare le sue risposte ai commenti ricevuti alle sue opere pubblicate a suo tempo su questo blog (per vedere i commenti vai al link https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/05/12/un-tempo-da-vivere-opere-di-tito-tammaro/#comments).

Come immagine per accompagnare questo post di oggi ho messo proprio un’opera di Tito Tammaro, quella che amo di più. Il ritratto dell’amata nonna. Amici miei, questo ritratto è un gioiello, perché lo senti in tutta la sua concretezza, è vividissimo.. e lo sguardo della nonna.. vive..

Vi lascio ai messaggi che Tito Tammaro ha scritto per i suoi commentatori..

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Ciao  a tutti,

Sono Tito Tammaro, come da promessa rispondo ai vostri commenti per i miei dipinti. Inizio nel ringraziare  Alfredo per avermi dato l’opportunità di  poter far conoscere la mia espressione artistica, e soprattutto per la possibilità di poter interagire con belle persone cortesi  e gentili come tutte voi. (..)

Dunque inizio nel ringraziare Natalina per l suo “Meravigliosi”.. tanto calore racchiuso in una semplice frase.

A te Laura, prometto che leggerai preso un mio libro che sto preparando. Mi auguro di riuscire a esprimermi tanto da regalarti un’autentica emozione, e perché no..  ancora più grande. Che dici.. ci provo? Grazie per quelo che dici del ritratto della mia amatissima nonna. Lei è sicuramente iva nel mio cuore, sempre! Un abbraccio e buona vita.

Ciao Silvana, grazie per la tua carineria nel comlimentarti, e per tanta disponibilità nel visitare il blog. Un abbraccio!

Ciao Monica, sono felice che la mia pittura ti abbia regalato delle belle emozioni. Spero in un futuro non lontano, che possa ancora regalarti un bel sorriso suggestionato da una nuova impressione. Anch’io ti abbraccio forte amica!

Ciao Mita, mi hai fatto mille complimenti io te ne faccio uno in più per la tua vita. Un abbraccio forte e che la vita ti faccia sempre sorridere!

(per Zito Pina).. ciao amica le tue parole sono state molto profonde e hanno centrato in pieno il significato delle mie espressioni sulle tele. E’ vero quando dici che vogliono rappresentare una parte della mia vita, quella fatta di ricordi e quella del male che vivo. Grazie, sei stata originale nel confrontarti con la mia pitura. Stai tranquilla, non lascerò mai questa mia espressione così bella e vera! Un caro e sentito abbraccio!

(per Antonia Tripodi).. simpaticissime le tue appropriazioni alle mie opere e grazie per avermi dedicato con tanto spirito il tuo commento. Un caro saluto amica!

A Maria Luce dico.. grazie a te… e ai tuoi amici per avermi dedicato la vostra attenzione, perché ho trovato anch’io belle le vostre considerazioni, sia per la pittura, che per il mio scritto. Ciao, e un bocca al lupo per la vostra vita. Vi prego ragazzi, datele un bacio per me, e ditele che l’amo!

Anche a te, Sabina Buratta, dico grazie e spero di terminare presto il mio libro, che porterò senz’altro alla tua gentile attenzione, con altrettanto piacere. Intanto un caro abbraccio. Ciao.

Gentile ed attento amico Lorenzo Brizzi, belle le tue osservazioni alla mia pittura. Mi hanno gratificato molto, pertanto un grazie ti giunge sentito e forte, come la grande motivazione che continuerò a sostenere nel mio spirito del raffronto ogni volta che dipingerà. Sappi Lorenzo che essere sostenuto da persone come te per me è motivo di grande orgoglio. Ti saluto ricambiando il tuo abbraccio, forte come il fattore stimolante che mi hai trasmesso.

(per Lucia Bindi) E’ vero Lucia, anche a te dico che hai ragione.. Quel bambino in me non è mai cresciuto. Grazie per i tuoi complimenti e abbi cura di te. Ciao.

(per Maria Pia Quarto) Ciao Maria, un grazie anche per il tuo sostenermi e per il “emozionarti”.

(per Nicola Trisciuoglio) Amico Nicola, quello che dici, sia per la mia pittura, sia per il male che vivo, mi ha toccato tanto. Che la tua anima possa sempre rappresentare l’amore e la solidarietà negli altri. Credimi, te lo dico sentitamente amico mio! E grazie per la tua vocee in un deserto.. auguri per tutto. Ciao!

(per Lucia Bindi) La gogna non ucciderà mai la mia anima, stanne certa amica mia, poiché il mio spirito è forte come la voglia di vivere. Grazie Lucia, e ti auguro che la tua vita sia accesa sempre come i miei colori che tanto ti piacciono.

(per Marlene Carboni) Ricambio con ammirazione i tuoi complimenti! Un abbraccio amica.

(per Eugenio Romano) Ricordo anch’io quei stupendi anni sessanta. Ti ringrazio amico di avermi fatto rivivere tanta leggiadria. Abbi cura anche tu di te, un abbraccio!

(per Manu) Ciao amica. La tua tenerezza nel complimentarti è stata toccante per me. Grazie per le tue bellissime parole, auspicandomi che i tuoi occhi saranno sempre così attenti ad espressioni così belle, come lo è sicuramente il tuo cuore.

(per Alberto) Certo che il mio cuore pulserà sempre per i miei cari e per le persone come te, che, con tanta delicatezza sanno dare risalto ad espressioni così vere. Ti saluto con forza!

(per Carla Francesconi) Belle le tue scelte, poiché piacciono tanto anche a me, quindi siamo affini alle stesse emozioni. Grazie, e spero che poi hai provveduto per l’inchiostro, e li hai finalmente stampati i tuoi preferiti. Sii serena sempre, e auguri per la tua vita! Ciao.

(Anna Maria Zanotti) Grazie per tanta euforia. Il tuo commento lo trovo straordinario. Spero un giorno di rappresentare nella realtà una mostra dei miei dipinti, e ti prometto che allora un mio pensiero sarà rivolto anche a te. Ciao, sei stata carinissima.

(alla mia Tonia) Sei la dolcezza profonda del mio cuore che ti ama tantissimo. I tuoi complimenti hanno temprato indescrivibilmente l’animo mio, che a cospetto di tanto affetto si è sciolto di tanto amore. Le tue sensibilità accendono quella fiamma che alimenterà per sempre la mia vita. Un bacio per te Rosa e Sasà, uniti a mamma e papà. Un bacio dolcissimo nonno Tito. Ciao Bella.

(Alla mia Rosina) Nei tuoi occhi c’è tutta, ma proprio tutta, la dolcezza della quale il mondo avrebbe bisogno. Grazie di esserci e di regalarci tanta vitalità con il tuo amore. Tuo nonno Tito. Ciao Gioia!

(A mio cugino Domenico) Grazie per avermi prestato la tua attenzione. Un bacio per te e per tutta la famiglia. Ti voglio bene Tito. Ciao!

Salve, sono Tito Tammaro

 

Tito Tammaro, che la prima volta ci aveva mandato alcune delle sue opere (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/05/12/un-tempo-da-vivere-opere-di-tito-tammaro/), ritorna a scriverci. Con una lettera, almeno per buona parte di essa, durissima. Alcuni criticano ferocemente il fatto che pubblichiamo lettere come queste. E dicono “ma insomma?.. sono questi i modi e i toni?.. come si permette questo di prendersela con intere categorie?.. con un intero sistema?..ecc..ecc..”.

Amici, Le Urla dal Silenzio non è un blog camomilla o che cerca di camminare in punta di piedi, o che vuole il plauso o dstintivi di rispettabilità, tanto per essere invitato tra i partecipanti di qualcuno di quei simposi noiosi o rispettabili… o che cerca buone relazioni, o di non sembrare troppo fuori le righe. Già dissi, che pubblicare una lettera, non vuol dire sempre adesione in toto. E’ giusto che certe voci escano, anche se poi, nei fatti, su determinati aspetti non fossimo d’accordo. Infatti lo scopo del blog non è dre voce ai nostri cloni, o fare tutti lo stesso discorso. Presentare un testo non sottintende parole come “Ecco, inchinatevi, imparate a memoria..”.. ma “Qui c’è una voce che ha dentro segni senza fine tracciati negli anni.. una voce spesso costretta al silenzio,, merita di essere ascoltata…”

E se certe orecchie sono troppo permalose o puntigliose, bene saltate la lettura. Nessuna colpa in ciò. Libertà, Democrazia, Rispetto.. come direbbero i Neozapatisti messicani, molto più saggi di tanti loro epigoni pseudo rivoluzionari italiani che se sei con loro ad una manifestazione e dici una cosa non gradiscono ti prendono a legnate. Comunque, ricordiamo sempre che è molto facile bacchettare qualcuno quando si vive una vita sostanzialmente libera, con mezzi, strumenti, affetti, possibilità, sentimenti, amore. Mentre quella persona magari sono ventanni che non mette il naso fuori. Ma vi riuscite a immaginare la violenza, la sofferenza che questo ha comportato anni dopo anni? Ma per davvero non riuscite nel leggere una lettera a mettere da parte il galateo e il “manuale del buon conversatore”? Ma dove vi credete di essere.. a  Buckingham Palace? “Signor Carlo.. il suo parlare è disdicevole.. dovreste moderare i toni.. anzichenò..” Se penso a lettere come questa, piuttosto le trovo ancora troppo calme e ragionevoli, se ho presente che sono ventanni che questa persona non esce. E tuttavia non ha ceduto completamente all’odio e al rancore. Riesce a fare discorsi anche razionali. A provare a distinguere tra le persone. E a scoprire l’arte come percorso.

Voglio citarvi i due momenti finali.. che vengono dopo una lettera che in precedenza era stata cupissima…

La mia vita buia.. questo è il titolo della mia esistenza. Quella che vive nell’animo mio. Mentre invece quella materiale è capace di emozionare. Sì, perché da quando ho scoperto l’espressione artistica, mi sento ogni volta che dipingo una persona libera, lontana da questo grigiore quotidiano. Mi ritrovo, non più nella mia inesistente vita, bensì riesco persino a prospettarmi come persona, gridando dentro di me che ci sono anch’io. Quando i colori del cielo ogni giorno accendono la loro luce, io mi ritrovo stano nelle ore dei loro trascorsi, e vorrei che i miei affanni fossero ripagati dal mio impegno nell’inseguirli, e di non essere soffocato nei loro inganni. Amo la mia vita, nonostante i mali che l’affliggono. Vorrei essere un uragano, e con tutte le mie forze scacciare via tutti i suoi mali, che fanno dei suoi vissuti il dolore più immane.”… Anche stavolta l’arte, come anche per altri ergastolani, diventano una strada per non impazzire e per resistere..

E poi..

“Non baratterò mai la mia vita per quella degli altri.”

Questa frase è importante. Si può pensare quello che si vuole di queste persone. Tutto quello che si vuole. Ma lasciatemi dire che in un mondo in cui ministri sputtanano la loro dignità facendosi comprare come cani di lusso con case, mignotte e favori per essi e l’immondezzaio dei loro parenti, in un mondo di professori universitari, primari e baroni medici, burocrati e boiardi di stato piazzati là per raccomandazioni e scambi di favori, massonerie, inciuci e simile lezzo merdaio. In un mondo in cui, e ne ho conosciuti, tanti venderebbero la madre come schiava ai talebani, per un posto di vicevicevicescaldacessocomunale…  in un tale mondo.. una persona che, innocente o colpevole, è disposta a farsi anche venti o trenta anni di carcere, anche di rischiare di moriri in carcere, piuttosto che uscire fuori accusando qualcun altro.. bhè… questa persona merita il mio rispetto.

Vi lascio alla lettera..

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LA MIA VITA BUIA

 

Avevo trent’anni quando alle mie spalle è calato il sipario della vita. Mi chiamo Tito Tammaro e vivo l’ergastolo da quasi ventanni. Oggi cinquantenne e con prospettive di vita zero. Si perché ho la sfortuna di essere nato in Italia, che reputo una terra di falsi moralisti e di sedicenti istituzioni, che hano come uno deterrente la vendetta. E questo in un paese che si definisce democratico è il topo dei falsi ideologici. Preciso che il sottoscritto si è professaato innocente, e soprattutto il motivo di questo mio manoscritto non sta in una semplice iniziativa personale, ma per il grande rispetto che ho per due persone della Comunità Papa Giovanni XXIII, che a mio avviso hanno un animo pulito, e meritano il mio affeto sincero.

In Italia chiunque si professa innocente è il classico mostro a sette teste per certi sedicenti magistrati, e soprattutto per certe dubbie istituzioni. E quindi l’ergastolo te lo fai, e come se te lo fai. Non è vero affatto che dopo quindici-vent’anni ti danno un’ora dii permesso. Non esiste. Mai propalazione fu più falsa. Perciò chi vorrebbe far credere ai tanti pappagalli della società ciile una simile bugia, dovrebbe vergognarsi.

Penso che mai crimine fu più efferato di chi si fa locorare dal suo potere istituzionale, tutelandolo con disonestà. Ad essi dico “pulite prima le vostre di anime, p erchè anche voi un giorno sarete al giudizio di Dio, visto che quello degli uomini è capace solo di lacerare le anime dei più deboli”.

Dico ciò con fermezza e con lo spirito combattivo di chi mai accetterà uno stato di cose cucitogli addosso da leggi immorali ed ingiuste, create da  uomini solo per sporchi giochi politici da portare in pasto a un popolo forcaiolo e non capace di guardare al di là del proprio naso.

L’ergastolo vuol dire ammazzare la vita non solo di chi lo sconta, ma anche dei suo affetti più cari. Tantissime volte, dopo anni ed anni, scema addirittura l’affetto verso i figli, e dei figli per il loro genitore. Quindi sappiate di quale immane carneficina si rendono colpevoli le istituzioni che non hanno rispetto nemmeno di un bambino he desidera il suo genitore viino, magari in un giorno partiolare della sua vita, come ad esempio la prima comunione, perché apputno viene negata anche solo un’ora di permesso al suo papà per assistere a un evento così importante per la vita di suo figlio.

Lascio a voi salvatori del mondo l’ardua sentenza per definire tale crimine. La differenza tra me e voi è quella che io perdono anche voi, perchè, come disse Gesù sulla croce, non sapete quello che dite e fate, perché solo chi vive il male degli uomini può capirlo.

Lo so che se tu ora sei uno dei tanti pappagalli forcaioli dirai “sei un assassino.. devi marcire in galera.. e bla bla bla..” A te vorrei dire.. perché non ci confrontiamo con i miei atti giuridici per farti rendere conto che non solo la cosiddetta giustizia non è stata apace di dimostrare un solo elemento he giustifichi individualmente una mia minima responsabilità, un solo elemento che dia dignità ad un solo minuto di questa mia odissea che vivo da vent’anni. Sì, hai capito bene, vent’anni. Come puoi giudicare un tuo simile senza nemmeno conoscerlo?

Per fortuna i sono tante persone che credono, e soprattutto conoscono queste realtà e riescono, seppure in maniera labile, a portare al di là di queste mura il grido di vita di chi vuole vivere. Persone che sono capaci di riflettere, capaci di ascoltarti e di confrontarsi con realtà sconosciute al mondo esterno. Persone di cui ho grande rispetto, perché le reputo capaci di amare e di perdonare.

Io non devo chiedere perdono a nessuno, poiché, ripeto, mi reputo una delle tante vittime di una mala giustizia. Però chi è capae di ascoltare è meritevole di rispetto.

La mia vita buia.. questo è il titolo della mia esistenza. Quella che vive nell’animo mio. Mentre invece quella materiale è capace di emozionare. Sì, perché da quando ho scoperto l’espressione artistica, mi sento ogni volta che dipingo una persona libera, lontana da questo grigiore quotidiano. Mi ritrovo, non più nella mia inesistente vita, bensì riesco persino a prospettarmi come persona, gridando dentro di me che ci sono anch’io. Quando i colori del cielo ogni giorno accendono la loro luce, io mi ritrovo stano nelle ore dei loro trascorsi, e vorrei che i miei affanni fossero ripagati dal mio impegno nell’inseguirli, e di non essere soffocato nei loro inganni. Amo la mia vita, nonostante i mali che l’affliggono. Vorrei essere un uragano, e con tutte le mie forze scacciare via tutti i suoi mali, che fanno dei suoi vissuti il dolore più immane.

Non baratterò mai la mia vita per quella degli altri. Sì, perché nel paese dei balocchi, come definiscono l’Italia, i signori magistrati possono muoverli contro i loro simili, capaci di arsi giostrare a loro liber arbitrio. Per quanto mi riguarda resto indifeso come un bambino, preda dei vostri mali più ignobili. Però sappiate che il giudizio di Dio attende tutti.

Spoleto 8 – 5 – 2010

Tito Tammao

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