Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Gli Uomini dal Cuore nero del Dicastero della giustizia

Ecco un pezzo del nostro Carmelo Musumeci. Essenziale ed efficace, come sempre.

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L’unica differenza tra i politici e i criminali è che i primi governano e rubano legalmente, i second illegalmente (Carl W. Brown).

Mi piace leggere e scrivere.

Leggo di tutto.

E mi piace scrivere di carcere perché è la materia che conosco di più.

Nei primi anni di degrado e d’illegalità delle nostre carceri puntavo il dito sul Direttore dell’istituto o sul comandante di turno.

Poi ho scoperto che anche loro sono delle vitteimi degli uomini dal Cuore Nero (come chiamiam i funzionari del Dicastro della Giustizia) che gestiscono la vita dei detenuti e di chi lavora nella Patrie galere.

In questi giorni ho letto: Amministrazione Penitenziaria. Franco Ionta, ex Capo dell’amministrazione penitenziaria ha percepito 543.954.42 euro (Fonte La Stampa, venerdì 14 settembre 2012).

Aggiungo io che il signor Franco Ionta ha guadagnato un sacco di soldi per avere ridotto le carceri in luoghi di morte, disperazione, illegalità.

Leggo pure: Undicimila euro all’anno per l’acquisto di giornali e periodici nonostante la quotidiana rassegna stampa realizzata dal Ministero  della Giustizia (Fonte: Adnkronos del 4 settembre 2012).

E come se non bastasse leggo ancora:

Troppi privilegi. Troppe scorte. E’ quanto accade per chi passa anche per pochi mesi per il Ministero della Giustizia dei suoi Dipartimenti. La denuncia dal sindacato autonomo Lisiapp della Polizia penitenziaria per voce del suo segretario aggiunto Luca Frangia. Lo Stato italiano spende troppo per garantire la sicurezza delle personalità, come ex ministri, ex sottosegretari e alti dirigenti della giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (…). Assistiamo ogni giorno, sottolinea la nota, ad una sfilata di autovettture nuove e fiammanti dai costi esorbitanti per un Paese che si trova in difficoltà economica, come per esempio l’acquisto di vetture speciali BMW serie 3 e 5, Audi serie 6, Land Rover (Fonte: www. politicammentecorretto.come 24 agosto 2012).

E che dire della diaspora che hanno ordinato gli uomini dal Cuore Nero con gli ergastolani ostativi della sezione AS1 di Spoleto, fregandosene delle relazioni familiari e dello sviluppo del trattamento rieducativo che si era realizzato in quel carcere?

Molti di quegli ergastolani erano iscritti all’Istituto d’Arte e all’Università di Perugia ed alcuni sono stati deportati in Sardegna.

Diciamoci la verità, gli uomini dal Cuore nero del Dicastero della Giustizia hann creato un inferno nelle nostre patrie galere.

Ed in questo modo la pena non può assolvere alcuna funzione rieducativa o deterrente, può solo produrre malattia, dolore e morte.

PPer questo motivo gli ergastolani pensno  che i funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario siano uomini infelici perchè appunto hanno il cuore nero e spesso anche la coscienza sporca.

Carmelo Musumeci

http://www.carmelomusumeci.come

Padova ottobre 2012

Lettera di Sebastiano Milazzo all’Onorevole Casellati

Sebastiano Milazzo, di cui tutti voi ormai conoscete la vicenda, ci ha inviato questa lettera che ha spedito al Sottosegretario alla Giustizia, Onorevole Elisabetta Alberti Caseellati.. in merito sì al suo caso personale, ma col discorso che si espande ed abbraccia problematiche generali relative alla giustizia.

Il caso di Milazzo lo troverete in tanti post precedenti. Il 3 ottobre è stato trasferito da Spoleto  a Carinola.. ovvero in uno dei peggiori carceri di Itali, un carcere tra l’altro considerato “punitivo”. Il trasferimento sembra fortissimamente avere motivazioni di “rappresaglia”, in stile vendicativo e punitivo. Sebastiano si era opposto ALLA PRATICA ILLEGALE di introdurre altri compagni nella cella degli ergastolani. L’art. 22 del Codice Penale prevede l’isolamento notturno degli ergastolani.. tradotto.. prevede di essere gli unici “abitatori” della loro cella, dato che è un pò “strampalato” immaginare altri compagni “a mezza giornata”.. nei fatti quell’articolo porta al diritto dell’ergastolano di soggiornare da solo in cella.

LA PRATICA CHE ALCUNE CARCERI CERCANO DI ATTUARE, COL BENEPLACITO O L’ACQUISCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA, DI METTERE ALTRI DETENUTI NELLE CELLE DEGLI ERGASTOLANI E’ UNA PRATICA ILLEGATE. UNA PRATICA COMMESSA IN VIOLAZIONE DELLA LEGGE.

E state certi che lo diremo costantemente. E che di volta in volta segnaleremo, anche a organi di stampa e altri soggetti, quelle carceri CHE VIOLANO LA LEGGE.

La lettera di Sebastiano è interessante, come tutti i suoi interventi del resto.. Da una parte il suo discorso è di ampio respiro, abbracciando ad esempio il tema dell’irrazionalità dell’attuale sistema dei trasferimenti di detenuti.. dall’altra si sente il suo furore e la sua indignazione… anche tra le righe.. e questo rende ancora più viva e autentica la sua lettera.

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On. Elisabetta Alberti Casellati

Sottosegretario alla Giustizia

Oggi 19/11/2010 l’ho sentita commentare in tv. Un video sul povero Stefano Cucchi.. e dalle sue parole traspare una sensibilità che le fa onore.

Con franchezza però, mi permetto di affermare che quando è passata a parlare del sistema carcere, le sue sono state parole che dimostravano la sua non conoscenza di ciò che è realmente il sistema carcere.

Questo principio da lei affermato: CHI SBAGLIA PAGA, non vige nel sistema. Ma vale invece il principio che chi più opera per scatenare gli istinti più bassi per portare il sistema verso il collasso, più fa carriera, e resiste ad ogni maggioranza. Un principio che porta il sistema a viaggiare  come slitte alla velocità del cane più lento, più incapace, del più malvagio, che riesce a mortificare le migliori potenzialità presenti nel sistema, e ce ne sono tante; ed esalta chi indirizza ogni sua azione verso pratiche stupidamente inutili e malvagiamente crudeli e prive di ogni controllo e destinate alla gestione delle carceri.

Costoro trovano comodo interpretare la pena come una vendetta per mascherare la loro incapacità e i loro fallimenti rispetto ai valori che la Costituzione assegna alla pena. Promotori eccelsi dell’industria delle traduzioni, trovano comodo addossare la colpa delle cose che non vanno ai mancati finanziamenti e alle mancate assunzioni, e mai agli sprechi di cui sono artefici. Le faccio un esempio concreto di spreco che racchiude in sé incapacità, irrazionalità e scientifica malvagità.

Il 03/10/2010 vengo trasferito da Spolet a Carinola, perché qualche giorno avanti, non avevo aderito all’invito di mettere un altro compagno nella piccola cella che occupavo da solo da dieci anni, invocando oralmente e per iscritto, con un documento allegato, il rispetto dell’art. 22 del Codice Penale.

Le assicuro che non c’entra niente la prevenzione dei reati. I miei comportamenti in 18 anni di carcere sono stati all’insegna del più totale rispetto delle norme e delle professionalità che operano in carcere,e ho operato all’insegna di una crescita personale, come testimoniato dalle stesse relazioni trattamentali. Non c’entra nemmeno il sovraffollamento, in quanto la stessa mattina è stato trasferit un altro detenuto e portato in un luogo dove chiedevo di andare da anni, per potere coltivare al meglio i rapporti affettivi. C’entra soltanto la malsana volontà di allontanarmi ulteriormente dai miei familiari. Una pratica assurda, becera e costosa che nessuna maggioranza riesce a correggere, messa in atto nei miei confronti per avere osato chiedere civilmente il rispetto della legge a chi è deputato a farla rispettare, in un luogo dove si dovrebbe rieducare alla legalità.

Non so dirle se il mio trasferimento sia stato deterrminato da volontà interne, o di qualche funzionario che rifiuta i confini e gli argini della legge e della logica. So soltanto che per privarmi definitivamente ei rapporti affettivi, sono state spese cifre enormi e sprecate risorse umane non indifferenti che potevano essere meglio utilizzate.

“Nel 2009 la polizia penitenziaria è stata impegnata in 330.000 trasferimenti di detenuti, con un aggravio veramente importante per la polizia penitenziaria (…) , sono stati spesi 8/9 milioni di euro solo per le compagnie aeree, senza contare spese pari a 2/3 agenti per detenuto”. (Franco Ionta Dir. DAP, Agenzia Asca 25/05/2010).

Uno spreco di risorse per trasferire detenuti anche quando esigenze reali e documentate non li giustificavano, e uno spreco di agente per traduzioni inutili, in un periodo di sovraffollamento, in cui carceri nuove restano chiuse per mancanza di agenti.

Risorse economiche e umane sprecate per una mancata territorializzazione della pena, e che soddisfa solo la malsana malignità dei singoli, che privi di ogni controlo sul proprio operato, hanno acquisito la convinzione che il detenuto è solo un oggetto “in senziente”, che non può permettersi, come nel mio caso, nemmeno di chiedere di coltivare i rapporti affettivi.

“Come osi tu, oggetto del mio diletto e delle mie perversioni, chiedere il rispetto della legge?”.

Mi scuso per il mio amaro sfogo, so di aspettarmi ulteriori ritorsioni per avere esternato la mia amarezza a tutte le istituzioni e che nessuno potrà né evitarle, né impedire queste malvagie pratiche assunte a sistema, sbandierando inuili, quanto ingiustificate e non documentate esigenze di sicurezza.

Spero soltanto che questo ulteriore mio amaro sfogo possa offrirle spunti di riflessione sui motivi che hanno portato a collasso il sistema.

Carinola, 30/11/2010

Distini saluti

Sebastiano Milazzo

Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 novembre

Il Diario di Pasquale De Feo.. è ormai diventato un appuntamento cardine di questo Territorio per Uomini Liberi, per Anime Libere. Libere perché le catene non hanno distrutto la spinta interiore e liberi voi, perché visitate e valutate a occhi aperti, senza incensamente e pietismi, ma neanche senza pregiudizi aprioristici.

Questo diario che Pasquale ci manda ogni mese dal carcere di Catanzaro è sempre uno spaccato, che si pone su vari livelli. Le tematiche carcerarie restano centrali, naturalmente, ma si parla anche di libri, speranze, drammi, riflessioni, rapporti umani.. E’ come un diario di bordo, fogli di carta scritti da una nave circondata dal mare. Eppure.. qualcuno scrive…

Il diario è sempre uno strumento rivelatore e terapeutico. Terapeutico anche per chi legge. Naturalmente certi diari sono di una banalità e di una pesantezza micidiale. E’ l’esatto contrario del caso di Pasquale De Feo.

E’ tutto da leggere il diario di novembre che vi trovere dinanzi tra poco (per l’esattezza dal 22 ottobre al 22 novembre) ma voglio segnalarvi alcuni passaggi in particolare.

Quando Pasquale parlando dei costi medi per ogni detenuto scrive..

 <<sul totale di 113 euro, costo medio per ogni detenuto, per posto, igiene e trattamento rieducativo, si spendono 7,36 euro, una parte irrisoria, per le cose più importanti. Il resto serve per tenere in piedi l’apparato elefantiaco del sistema penitenziario. Il 50% della cifra totale dovrebbe essere sperso per la rieducazione, i posti letto, l’igiene, il lavoro e la formazione. Ma ciò non avviene, perché il carcere è diventato un business dove attingono in tanti e a piene mani. Per questo motivo nessuno ha interesse a cambiare la situazione, e si cerca in tutti i modi di tenere alta la tensione criminalizzando i detenuti, in modo da giustificare comportamenti illeciti, e tenere nascosta la realtà. Tra cui anche questa spesa sbilanciata in favore dell’apparato mastodontico della burocrazia.>>

Ora è vero che quando si parla di costi è sempre bene tenere presente che è difficile avere un quadro chiaro e quindi le verità potrebbero essere differenti… ma se davvero delle 113 euro stanziate solo 7,36 andrebbero per il finanziamento delle esigenze essenziali, e comunque almeno il 50% sarebbero di sostentamento del complessimo meccanismo, con tutta la burocrazia al gran completo.. è legittimo porsi la domanda se si vuole veramente che il sistema sia differente e che le risorse vengano gestite in  maniera diversa… e se non è quantomeno probabile che radicali propositi di rinnovamento possano essere frenate dall’opposizione di chi, dall’attuale stato delle cose, trae vantaggi e benefici.

Poi quando racconta che il capo dei servizi segreti britannici ha dichiarato che è meglio subire un attentato che applicare la tortura. Sia o meno conseguente con queste nobili afffermazioni, resta il fatto che invece la tortura è prevista nell’ordinamento italiano.. e anzi applaudita.. sotto il nome di 41 bis.

Poi, quando scrive..

<<un amministratore con i suoi collaboratori si sono appropriati di milioni di euro della banca, procurando un danno a ITALEASE.. danno che è ricaduto sulla collettività. L’accusa è di associazione a delinquere e altri reati. La condanna più alta è stata di 5anni e mezzo, fino a scendere a un anno e 10 mesi.>>

Non vi lascia una strana sensazione? Vicende del genere sono uno dei motivi per i quali non trovo sufficiente quando si dice astrattamente “nessun carcere per tutti” e “benefici alternativi per tutti”. Il problema del nostro sistema è che non è né esclusivamente forcaiolo, né puramente lassista. Ma si tratta di un incestuosa cnnivenza tra ferocia forcaiola e garantismo peloso. Mentre piccoli criminali sono trattati come pezze da sedere  e mentre autori di crimini commessi vent’anni fa hanno passato decenni di detenzione senza speranza, e continueranno (temono) a passarli, mentre centinaia di persone sono sottoposte a carcerazioni speciali  financo tortura (41 bis).. per reati gravissimi certo, ma risalenti a decenni addietro, dei quali alcuni furono commessi nel corso di conflitti a fuoco (Il che non li rende meno bestiali e inaccettabili, ma li pone su un livello di “contesto” un minimo differene di chi colpisce persone che non erano parte di dinamiche violente.. cosa che naturalmene in molti casi è invece successa)…. chi invece non fa l’atto materiale di sparare a qualcuno o compiere un atto di riconoscibile violenza fisica (sequestro, rapina, ecc..) ma con i suoi atti manda alla deriva intere famiglie, portando danni ingenti a intere collettività..ecco.. costoro quasi sempre se la cavano con pene all’acqua di rose, come il caso descritto da Pasquale De Feo. Bene.. io ritengo invece che i crimini dei colletti bianchi debbano trovare un pò più di severità.. e di rigore. Ma questi crimini coinvolgono le elité economiche e politiche.. questo comporta una clamorosa indulgenza nell’ambito del loro trattamento processuale e giudiziario.

Poi Pasquale ritorna sul carcere di Salerno, al quale avevamo dedicato un post, dove pubblicavamo la lettera di Nellino (Franesco Annunziata, detenuto a Catanzaro) che raccontava le pratiche indegne e grottesche di cui era stato spettatore, quando si è trovato ad essere trasferito temporaneamente una settimana in quel carcere per finalità processuali (vi reinvio al link… e anzi già che ci siete mandate qualche altra lettera al Direttore Alfredo Stendardo… https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/11/03/full-metal-jacket-a-salerno/). Pasquale a tal proposito scrive..

<<Parlando con il mo amico Nellino, mi ha detto che a Salerno c’è ancora il Direttore Alfredo Stendardo. Questo Direttore era stato inquisito per i soprusi sui detenuti nel carcere di Secondigliano (NA), da cui sono scaturiti alcuni processi. Come succede sempre in questi casi, non vengono licenziati, ma trasferiti, e nel nuovo carcere usano gli stessi metodi. Avevo già sentito in passato che nel carcere di Salerno avevano adibito una stanza che chiamavano lo Zero, dove picchiavano i detenuti. I soprusi nel carcere di Salerno, sono diventati una consuetudine. Dal vietare i passaggi di oggetti da una cella all’altra come prescrive l’art. 15 Reg. di Esec., all’imporre flessioni corporali in ogni occasione, e tante altre oppressioni che sfociano nell’illecito e nella tortura. Alcune volte ho letto sui quotidiani locali le limitazioni alla libertà dei detenuti, con denunce alla Procura della Repubblica, e all’Ufficio di Sorveglianza. Ma tutto viene messo a tacere, con la complicità del D.A.P. e degli organi citati. Di questi abusi sono a conoscenza dli organi competenti, ma queso sistema  illegale, con la forza del proprio potere difende con ogni mezzo se stesso.>>

E’ interessante questo passaggio per due profili. Uno perché riconferma le voci sulle pratiche sudamericane attuate nel carcere di Salerno. Ci sono proprio delle “chicce” dell’orrido. Come la presenza di una stanza chiamata “Zero” dove sarebbero pestati (e lo sono ancora?) i detenuti.

L’altro profilo concerne direttamente il Direttore del Carcere di Salerno, Alfredo Stendardo, precedentemente inquisito per fatti concernenti soprusi sui detenuti di Secondigliano (NA); fatti da cui sono scaturiti alcuni processi. Naturalmente non possiamo avere la certezza di sapere se quelle denunce corrispondevano a piena realtà.. ma certo si tratta di vicende che devono spingere almeno a qualche riflessione.. circa la “selezione” del “personale” e l’attribuzione di cariche così importanti. Dopo vicende del genere non sarebbe opportuno che personaggi considerati implicati, per garanzia verso loro stessi e verso i detenuti fossero piuttosto  assegnati ad altro incarico, che non sia quello stesso, nello svolgimento delle cui funzioni, sono stati inquisiti e/o processati? E qualche perplessità non la suscita anche il fatto che nel carcere di Salerno, con lo stesso Direttore inquisito per soprusi sui a Secondigliano anni prima, si parli insistentemente (e si “veda”… vedi posto su citato) di pratiche illegali e arbitrarie nei confronti dei detenuti. Qui non si fanno processi.. ma si crede giusto che le persone abbiano le ìnformazioni e poi.. valutino.

Così come non si ha una valutazione a prescindere negativa dei ruoli dirigenziali in genere. Semplicemente si vuole che essi siano conformi al loro mandato funzionale. Il compito di un Direttore (ma anche di un politico, e anche del Presidente della Repubblica,ecc..) è Servire. Servire obiettivi di interesse collettivo, principi, valori e persone.. non servire se stessi.

Interessante è anche quando Pasquale De Feo dice la sua sulle ultime polemiche che hanno investito l’ex Ministro Conso che, negli anni ’90 revocò il regime del 41bis a 140 detenuti del carcere dell’Ucciardone, a Palermo. Sono sorte tante polemiche.. molti hanno parlato di un oscuro scambio Stato-Mafia, che avrebbe portato a revocare questo regime per quei detenuti. Su tale questione Pasquale scrive..

L’Ucciardone (vergogna per la civiltà italiana ed europea) non aveva una sezione fissa per il 41bis, ne aveva solo una per i transitanti del 41bis che dovevano fare i processi. Per un episodio successo all’esterno del carceere, misero un padiglione o tutto il carcere a regime di 41bis. Per un episodio analogo, nel 1993 fecero lo stesso con Secondigliano e e Poggioreale a Napoli. Dopo che i familiari dei detenuti a Napoli protestarono con manifestazioni che sfociarono in scontri con le forze dell’ordine, ru revocato. Ma non fu revocato a nessuno dei detenuti sottoposti a 41bis che si trovavao a Secondigliano e a Poggioreale per processo. Anche a Napoli non c’erano sezioni fisse di 41bis.”

Sapete cosa è interessante di queste cose? Che non si dicono. Che le informazioni vengono date filtrate. Ora.. si può pure sosteneree lo scambio Stato-Mafia per quella vicenda.. ma vengano date tutte le informazioni e poi chi sente, legge e ascolta valuterà. Temo che Pasquale abbia ragione. Il 41bis è diventato un totem intoccabile. Ci sono persone in Italia tra le alte sfere che condividono molte perplessità su questo bestiale regime.. ma tacciono.. perché schierarti contro di esso vuol dire giocarti la carriera.

E a tal proposito mi piace il passaggio finale di Pasquale.. che può essere universalizzato, al di là dello stesso riferimento concreto al 41 bis

Il coraggio  è dei pochi. Anche durante la dittatura di Mussolini furono pochi gli eroi che si opposero alle normative di oppressione e repressione che macchiavano la civiltà del nostro Paese. “

E questo mi ricorda proprio una vicenda verificatasi sotto il periodo fascista.. una vicenda che pochi ricordano. Quando il regime impose il giuramento di fedeltà al fascismo ai professori universitari.. pena la perdita della cattedra.. quanti pensate che si rifiutarono? Quanti rifiutarono la sottomissione, la vigliaccheria, il conformismo?

12!! ………………SOLO 12 PROFESSORI!

IL CORAGGIO E’ DEI POCHI. MA SONO QUEI POCHI CHE RESTANO OLTRE LA POLVERE DEL TEMPO.

PS: il Diario si conclude con il toccante colloquio che Pasquale ha avuto con la nostra amica Daniena Domenici e con il marito.

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Ieri sera a Porta a Porta, Bruno Vespa si è superato nel suo servilismo e nel disinformare gli ascoltatori. In trasmissione c’era anche il sottosegretario alla giustizia Casellati, che, come al solito, mente spudoratamente per coprire la realtà e nascondere i misfatti del suo governo.

Hanno messo in evidenza che l’ergastolo non lo sconta più nessuno; che si sconta un terzo della pena; che la legge Gozzini viene applicata a piene mani e tante altre fandonie del genere. La Casellati ha detto che in questi giorni si riunirà il Consiglio dei Ministri per ripristinare l’ergastolo, inasprire le pene e abolire i benefici per i detenuti. Sembrerebbe un monologo comico, se non fosse la realtà. Ormai è diventato uno slogan – la pena certa. In Italia una delle poche cose che funziona è proprio la pena certa. Si sconta fino all’ultimo giorno. Se i politici avessero la stessa serietà e la stessa precisione con cui i detenuti scontano la pena, gli svizzeri e i tedeschi, che non sono secondi a nessuno in serietà e precisione, verrebbero dai nostri politici a imparare. Anche noi ergastolani vorremmo la certezza della pena. La chiediamo ma non ce la danno. Come dice Alfano.. “dobbiamo morire in carcere”.

Questo governo ha tanti problemi e tanti ne causano i problemi giudiziari di Berlusconi. Tanti proclami che tutto va bene e che tutto è stato risolto; come i rifiuti a Napoli. Tanta gente che ha perso il posto di lavoro; le piccole imprese in ginocchio che sono la spina dorsale del paese. Stanno facendo una riforma della giustizia (che in molti punti condivido pienamente) che le parti in causa non vogliono. Tutti  protestono e a giusta ragione.

Cosa fanno questi “Signori”? Si inventano una repressione sui detenuti, l’ultimo anello della società, senza difese, certi che nessuno fiaterà, nemmeno per smentire tutte le menzogne che si sono inventati per alzare una cortina fumogena sui veri problemi reali del Paese. Sono dei miserabili demagoghi che non hanno nessun senso umano. —  22/10/2010

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Riportava una ricerca del Ministero della Giustizia, che gli italiani non conoscono il sistema penitenziario. Concordo con questa analisi, perché tutti i film che vedono gli italiani riguardano le carceri americane, pertanto pensano che sia lo stesso anche con quelle italiane. L’impressione è che ci sia una sorta di censura a rappresentare nei film il sistema penitenziario italiano. Negli Stati Uniti hanno fatto tanti film per mettere a nudo le ruberie, gli abusi e i soprusi del sistema. Succederà mai in Italia? Sul carcere lager del 41bis dell’isola di  Pianosa, del periodo dal 1992 al 1998, alla sua chiusura, gli americani ci avrebbero fatto una ventina di film. –   23/10/2010

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Il D.A.P. ha fatto una ricerca per capire se c’è la rieducazione nelle carceri. Il risultato è che non c’è la rieducazione. In Italia, a parte alcune carceri che hanno l’eccellenza nel  rispetto di diritti, lavoro, scuole e tutto ciò che contempla il Codice Penitenziario e le Circolari Ministeriali, il restante delle carceri, che va oltre il 95%, è fuorilegge. Credo che tutto ciò derivi anche dal fatto che le Direzioni  interpretano e applicano ciò che vogliono e i Magistrati di Sorveglianza e il D.A.P. non intervengono, essendo complici. –   24/10/2010

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Da più parti si alzano polveroni per le proteste di Terzigno a Napoli. Chi tira in ballo la camorra, chi gli anarchici; manca solo che tirino in ballo qualche potenza straniera. I politici cercano sempre dei colpevoli su cui scaricare i loro errori e le ruberie di decenni, di destra e di sinistra. Nessuno di loro, sia del governo che dell’opposizione, dicono veramente come stanno le cose. La realtà è che sono cittadini esasperati e che lottano per avere una qualità della vita normale, per loro e per il futuro dei loro figli. Credo che in Europa.. solo in Italia si aprono discariche in un Parco Nazionale come il Vesuvio, che ha visibilità mondiale, sia per ragioni storiche che per la sua bellezza. –   25/10/2010

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Il professore Veronesi ha dichiarato di non comprare gli aerei da guerra F-35, costano 5 miliardi di euro i 50 aerei per l’esercito italiano. Con questi soldi si possono costruire 5mila asili per i bambini in tutto il paese. Concordo con lui. Con tutti i miliardi che si spendono per i militari, si potrebbero fare tante cose buone. Per trovare i soldi per queste e altre spese si tagliano servizi essenziali come la scuola e la sanità. –    26/10/2010

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Immaginavo che il risarcimento alla famiglia Aldrovandi nascondesse qualcosa. L’avvocato dei poliziotti che hanno ucciso Federico Aldrovadi ha dichiarato che il risarcimento è stato effettuato in autonomia dal Ministero dell’Interno e che non è un’ammissione di responsabilità. Allora cos’è? Non credo che il Ministero abbia voluto comprare il silenzio della famiglia Aldrovandi. Non avendo fiducia, temo che un escamotage verranno assolti e ritorneranno di nuovo a fare i poliziotti. –   27/10/2010

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Mi hanno mandato due cartoline da Salerno. Le hanno fatte ancora più belle. I ricordi mi mettono in uno stato d’animo divino, peccato che durino poco. Per fortuna ci sono, perché sarebbe triste avere la mente sempre qui dentro, con la sua ripetitività e nell’appiattimento in cui siamo caduti. –   28/10/2010

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Confartigianato lancia l’allarme che ci sono molti lavori che mancano di personale. Si parla di circa il 39% delle richieste che rimangono scoperte. Si tratta di panettiei, sarti, cuochi, falegnami, pasticcieri, installatori e tanti altri. Nelle carceri vengono fatti tanti corsi, ma non c’è nessun collegamento con la realtà esterna. Si perdono tutti questi mestieri che si imparano nei corsi di formazione. I corsi vengono fatti perché ci sono soldi stanziati dall’Unione Europea, Regioni, ecc. Ma sono fini a se stessi, e non per creare personale e inserirlo nel circuito lavorativo. Ci sono un paio di carceri  che hanno corrispondenza con l’artigianato e le imprese. Sono Bollate (Milano) e Padova, e quasi tutti i detenuti lavorano e trovano lavoro quando prendono i benefici della carcerazione alternativa. Se nel resto di Italia non viene fatto, è perché non lo si vuole fare. –   29/10/2010

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Nella rassegna stampa dei TG ho letto “la Costituzione per i cani e i gatti”, mi è venuta in mente la legge penale per gli animali in generale; gli spazi che devono avere e come devono affrontare i viaggi. E’ giusto che abbiano i loro diritti perché esseri viventi. Mi chiedo, ma questi diritti non possono essere estesi anche a noi detenuti? Abolire la tortura del 41bis; abolire i pestaggi; dare gli spazi ad ogni detenut, come stabilisce la Commissione Europea per la prevenzione della tortura  e la Corte Europea dei diritti dell’uomo; nelle traduzioni viaggiare come prescrive la legge (spazio minimo, cinture di sicurezza e airbag); avere l’affettività essendo un bisogno naturale. E stabilire i nostri diritti con certezza, affinché finisca l’arbitrio e l’interpretazione delle Direzioni delle carceri. Credo che i detenuti non chiedano troppo nell’avere la stessa tutela che hanno gli animali. –    30/10/2010

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Hanno negato la perizia chiesta dalla famiglia Cucchi, che voleva stabilire che le lotte hanno contribuito alla sua morte. Mi auguro che non vada a finire a taralucci e vino, come succede in Italia negl ultimi 60 anni, quando si tratta di questi casi.  Il caso Cucchi non ha insegnato niente, perché si è ripetuto un fatto analogo, sempre a a Roma, e a Regina Coeli. Un ragazzo della stessa età – Simone la Penna – è morto nello stesso modo. Certi dell’impunità continuano come niente fosse, e di questi fatti ne succedono tutti i giorni. –   31/10/2010

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Ho finio di leggere il libro “I complici”, scritto da Lirio-Abbate e Peter Gomez, narra la lunga latitanza di Bernardo Provenzano. Parla di politici di destra e sinistra, e dalla lettura di processi e intercettazioni delineano collusioni e finanziamenti. C’è una parte che riguarda il 41bis. Ne parlano nella totale ignoranza della materia. Lontani anni luce dalla mostruosità di questo regime di tortura, ritenendo naturale l’isolamento e la tortura. Se hanno scritto dei politici, come hanno fatto del 41bis, più che delle ipotesi veritiere, è solo un romanzo fantasioso con uomini reali. –   1/11/2010

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Ho letto che, sul totale di 113 euro, costo medio per ogni detenuto, per posto, igiene e trattamento rieducativo, si spendono 7,36 euro, una parte irrisoria, per le cose più importanti. Il resto serve per tenere in piedi l’apparato elefantiaco del sistema penitenziario. Il 50% della cifra totale dovrebbe essere sperso per la rieducazione, i posti letto, l’igiene, il lavoro e la formazione. Ma ciò non avviene, perché il carcere è diventato un business dove attingono in tanti e a piene mani. Per questo motivo nessuno ha interesse a cambiare la situazione, e si cerca in tutti i modi di tenere alta la tensione criminalizzando i detenuti, in modo da giustificare comportamenti illeciti, e tenere nascosta la realtà. Tra cui anche questa spesa sbilanciata in favore dell’apparato mastodontico della burocrazia dell’amministrazione penitenziaria. –   2/11/2010

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Le statistiche dicono che si suicidano sei detenuti ogni mese. Se si conteggiano le morti sospette, diventano dieci ogni mese. Una cifra enorme. La situazione è conosciuta, ma viene occultata dal sistema, perché è una vergogna per l’Italia e l’Europa. Nel regime di tortura del 41bis la percentuale di suicidi è molto più alta di quella degli altri regimi. Credo che ciò dipende molto dal fatto che le carceri nel 90%  sono fuorilegge e che la tortura fisica e psicologica è diventata un evento naturale. Se l’Italia venisse denunciata al Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità, non sarebbe una esagerazione. –   3/11/2010

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Ieri sera a EXIT, su La 7, parlavano dell’attentato a Borsellino. Dibattevano sulle dichiarazioni di Scarantino e Spatuzza. Discutevano come sia stato possibile che la Procura di Caltanissetta avesse dato tanto credito a Scarantino, quando la Procura di Palermo non gli dava credito neanche sui piccoli processi per furto d’auto. Si commentava che Spatuzza avesse dato riscontri alle sue dichiarazioni, e con un confronto aveva smascherato Scarantino, che poi, lo stesso, con una lettera alla sorella di Borsellino chiedeva perdono per avere accusato degli innocenti.

C’era uno dei servi di Berlusconi, il giornalista Sottile (Sottile-Padre, essendo che anche il figlio è giornalista a Mediaset) che con arroganza, come fosse il depositario della verità, asseriva che il processo era stato definito da tre gradi di giudizio, pertanto quella era la verità. Il motivo della sua difesa della verità di Scarantino è che Spatuzza accusa il suo Padrone-Berlusconi e dà una lettura dell’attentato a Borsellino, da strage di Stato. Tra tutti questi discorsi, chi accusava la Procura di Palermo, chi quella di Caltanissetta, chi accusava altri, insomma tutti accusavano tutti, secondo i propri interessi, convenienze, e affinità politiche.

Tra tutti questi discorsi è stato solo accennato a quelle 30-40 persone che stanno scoltando l’ergastolo innocentemente da 20 anni, nei processi Borsellino uno, due e ter. Il solito Sottile ha detto “ci sono poche persone in carcere con lievi pene”. Non si è smentito neanche in questo. Tante persone e famiglie rovinate dalla furia devastatrice delle Procure, dal depistaggio di stato e dalla costruzione di un falso pentito, con minaccie dai giudici, forze dell’ordine e con le torture nel lager del 41bis dell’isola di Pianosa, che a suo confronto Guantanamo era un albergo a cinque stelle. Lo Stato si è comportato come il peggiore dei criminali, e continua a farlo. –   4/11/2010

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E’ strano che questo governo con enfasi dichiara, tramite il Ministero degli Interni Maroni, che i reati sono in calo, ma ogni mese il sovraffollamento aumenta di 88 unità di detenuti. C’è qualcosa che non quadra. Se i reati diminuiscono, come mai i detenuti aumentano? Proclami e bugie sono il detenuto di questo governo. –   5/11/2010

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Il capo dei servizi segreti Britanici ha dichiarao in TV che è meglio subire un attentato che usare la tortura, perché ritiene che l’uso della tortura è ilegale e ripugnante. Sono le leggi europee e internazionali a vietarlo. In Italia sono 20 anni che continuano a torturare, anzi fanno istituzionalizzato la tortura facendo diventare legge il 41bis –   6/11/2010

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Il capo del D.A.P. a “Linea Notte” su TG3, ha difeso il sistema carcere, dicendo che va tutto bene e che siamo in linea con l’Europa. Il giornalista gli ha detto che in Italia le carceri sono dei contenitori. Lui ha risposto di no, perché lo vieta la Costituzione che pevede la rieducazione del condannato. Il giornalista ha usato questa metafora.. “il comandante della nave alla deriva tranquillizza i naufraghi da terra”. Credo che non poteva usare modo più appropriato per descrivere la situazione. Le carceri sono il nulla, hanno una sola funzione, rendere dei veri criminali chi ci entra. –   7/11/2010

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Come garante dei detenuti di Roma è stato nominato l’ispettore dei G.O.M. della Polizia Penitenziaria, Vincenzo Lo Cascio. Affermare che sono state affidate le pecore al lupo è poco, perché i G.O.M. sono stati creati per essere i custodi della tortura del 41bis, e opprimere chi ci è destinato, reprimere con la forza chi si ribella alla tortura del 41bis. Tutti quelli che fanno parte delle strutture del 41bis, gestendo un luogo di tortura, sono di conseguenza dei torturatori. –   8/11/2010

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Giovanni Fenzoni, un paio di settimane fa è diventato un uomo libero. Personalmente sono contento per lui. Quello che mi suona strano è che tutti qeulli che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con il sequestro Moro, anche avendo molti ergastoli, come arrivano nei termini della legge Gozzini, gli viene applicato una sorta di automatismo. E’ successo anche con Mario Moretti, che è stato il capo delle Brigate Rosse, e l’ideatore del sequestro Moro. Sulla carta la legge è uguale per tutti, ma non tutti sono uguali davanti alla legge. –   9/11/2010

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Il Consiglio d’Europa ha bacchettato l’Italia per la poca efficiente giustizia, e intima di non tagliare i fondi per la giustizia. L’Italia spende più di tutti in Europa, ma la giustizia è quella che funziona di meno. Il figlio di Bossi, “la trota”, ha superato l’esame di maturità al quarto tentativo, l’ultimo in una scuola privata di Napoli. Credo abbiano premiato la costanza nei tentativi più che la sua cultura. Ora è diventato Consigliere Regionale e percepisce uno stipendio di 9 mila euro, che potrebbero bastare per lo stipendio di tre insegnanti, che danno di sicuro qualcosa alla società. Una persona del genere non credo che abbia capacità e cultura per fare qualcosa di buono per la società. 

A Roma dieci carcerati potranno uscire a lavorare come operatori ecologici, con un finanziamento della Regione. Purtroppo questi progetti rimangono sempre fini a se stessi, per dare visibilità al sistema penitenziario, e non per un programma nazionale nel lungo tempo. Per alimentare la cultura del lavoro presso i detenuti, e presso le imprese per l’assunzione dei lavoratori detenuti. –   10/11/2010

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Il garante dei detenuti nominato a Roma, Lo Cascio, si è dimesso. Ha capito che era incompatibile con il suo ruolo. Ma credo che siano state le polemiche a farlo deciedere. Mario Tuti, che lo ha conosciuto in un convegno, ha dichiarato “rieducazione e redenzione per potersi ricostruire una vita normale”.Rieducare è molto meglio che tenere migliaia di persone peggio delle bestie nelle carceri italiane. Avendo lui trascorso 30 anni in carcere, sa di cosa parla. E non questi piccoli politicanti che credono che il carcere sia un allevamento di polli. 

Ho letto che Nino Mandalà, tra le tante cose scritte nel suo blog, ha scritto che il 41bis è crudele, ed è inutile. Lui lo conosce, essendoci stato, e ancora c’è suo figlio. Il 41bis è una tortura legalizzata.

Regina Coeli non si smentisce. Un lager che infligge le torture , e spesso i detenuti non riescono a sopportare e muoiono. Tutti sanno, ma nessuno fa niente. Complicità dello Stato. –   11/11/2010

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Leggevo che un amministratore con i suoi collaboratori si sono appropriati di milioni di euro della banca, procurando un danno a ITALEASE.. danno che è ricaduto sulla collettività. L’accusa è di associazione a delinquere e altri reati. La condanna più alta è stata di 5anni e mezzo, fino a scendere a un anno e 10 mesi. Mi èvenuto in mente che ragazzi di 20 anni, per un pò di droga o perché un pentito li accusa di associazione a dlinquere, prendono 10-15 anni, come se non fossero niente. C’è una disparità nella giustizia enorme. I notabili sono salvaguardati sempre. Il popolino è calpestato sempre; anche davanti alla giustizia che dovrebbe essere uguale per tutti. –   12/11/2010

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Nei giorni scorsi ho sentito Massimo Giletti e Mara Venier affermare che i giudici e le forze dell’ordine “che tutto è lecito per arrivare alla verità”.  Una affermazione de genere non esclude la tortrua, fisica e psicologica. E’ abrerrante che a Rai Uno, due conduttori possano fare simili affermazioni. –   13/11/2010

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Parlando con il mo amico Nellino, mi ha detto che a Salerno c’è ancora il Direttore Alfredo Stendardo. Questo Direttore era stato inquisito per i soprusi sui detenuti nel carcere di Secondigliano (NA), da cui sono scaturiti alcuni processi. Come succede sempre in questi casi, non vengono licenziati, ma trasferiti, e nel nuovo carcere usano gli stessi metodi. Avevo già sentito in passato che nel carcere di Salerno avevano adibito una stanza che chiamavano lo Zero, dove picchiavano i detenuti. I soprusi nel carcere di Salerno, sono diventati una consuetudine. Dal vietare i passaggi di oggetti da una cella all’altra come prescrive l’art. 15 Reg. di Esec., all’imporre flessioni corporali in ogni occasione, e tante altre oppressioni che sfociano nell’illecito e nella tortura. Alcune volte ho letto sui quotidiani locali le limitazioni alla libertà dei detenuti, con denunce alla Procura della Repubblica, e all’Ufficio di Sorveglianza. Ma tutto viene messo a tacere, con la complicità del D.A.P. e degli organi citati. Di questi abusi sono a conoscenza dli organi competenti, ma queso sistema  illegale, con la forza del proprio potere difende con ogni mezzo se stesso. –    14/11/2010

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Anche dopo tanti anni di carcere, noi siamo sempre valutati ed etichettati dagli operatori per quello che eravamo e per i nostri reati. Quando veniamo arrestati si dovrebbe tener conto solo della persona e non del reato. Farci capire gli errori del passato e aiutarci a diventare persone migliori per il futuro. Rimanere ancorati solo al passato, credendo che non possiamo cambiare.. è.. criminale. –   15/11/2010

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Leggendo un articolo sui disabili in carcere, mi sono ricordato di quelli che visto nel carcere di Parma. C’erano un paio di sezioni per i minorati fisici. Alcune volte li vedevo nei corridoi. Senza gambe, semiparalizzai, sulle carrozzine. Mi chiedevo  perché teneresssereo persone in quelle condizioni in carcere. L’unica risposta che riuscivo a trovare era  che diventava un forte business. C’erano disabili che dovevano scontre piccole condanne o residui di pene. Ne ho incontrati alcuni nell’infermieria. See li mettevano in una struttura privata o pubblica all’esterno, il costo era meno di quello che si spende per tenerli in carcere. –   16/11/2010

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L’altra sera ho ascoltato le parole di Pierluigi Bersani, il segretario del PD, a Rai Tre da Fazio e Saviano. Diceva con enfasi “siamo  contro la pena di morte, contro la tortura, ecc.” Qualcuno dovrebbe dirgli che in Italia c’è sia la pena di morte, e sia la tortura. L’ergastolo è una pena di morte diluita nel tempo. Anche alcuni magistrati lo dichiarono. non siamo rimasti solo noi detenuti e i volontari a dirlo. Il 41bis è una tortura, non lo dichiariamo solo  noi detenuti che ci siamo stati e quelli che ci sono ancora. Lo dicono gli Stati Uniti, l’Unione Europea, e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con una sentenza. Nelle carceri italiane le condizioni sono talmente degradanti che parlare di tortura sistematica, sia nei modi che nei metodi, non è n’eresia. Non è il primo politico, e non sarà l’ultimo, a usare questi bellissimi principi per condire i propri discorsi. Ma nei fatti non sanno cosa succede nel loro Paese. –   17/11/2010

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L’80% degli italiani non ha fiducia nei partiti e nei politici che li rappresentano. Mi meraviglio che non siano al 100%, perché è sotto gli occhi di tutti l’arroganza dei loro atti, i privilegi come fosssero diritti di nascita e di natura divina, gli stipendi vergognosi per loro e  per tutta la corte dei miracoli che li circondoa. Stanno distruggendo l’Italia, n Pese con una grande economia ridotta con un debito pubblico spropositato e in tutte le classifiche mondiali; istruzione, giustizia, corruzione.. ci hanno portato dietro gli Stati del terzo mondo. Ma l’amarezza più cocente è che, dopo 30 anni che sono ancora lì, si presentano come se non avessero nessuna colpa, e anzi loro sono il rimedio a tutti i mali, quando sono loro il male di tutti i problemi del paese. –   18/11/2010

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Ho finito di leggere il libro “Terroni” di Pino Aprile. Mi è aperto davanti un mondo che non conoscevo, facendomi comprendere da dove derivano tutti i mali del Meridione e che continuano con lo stesso metodo. Quella che viene chiamata unificazione è stata una selvaggia annessione, peggiore di quelle coloniali. Ed è stata conseguita con ferro e con il fuoco. Un genocidio fisico, economico e culturale. Si presume che ci siano stati circa un milione di morti, tra stragi, rappresaglie e campi di concentramento. E con con circa 20 milioni di emigranti. Le alternative erano combattere diventando briganti o scappare emigrando. Le SS tedesche erano dei chieirchietti di fronte alle barbarie commesse da carabinieri e bersaglieri. I Piemontesi rubarono tutto ciò che poterono, portandolo al Nord. Soldi, oro, industrie, cantieri navali, terre, navi. Tutto, non lasciarono che miseria e desolazione. Non contenti ci rubarono anche la nostra storia, inculcandoci la loro cultura e facendoci metabolizzare che noi meridionali siamo inferiori a quelli del Nord. Mi viene in mente una citazione di Tacito “hanno fatto il deserto e lo hannno chiamato pace”. In questo caso lo hanno chiamato “unificazione”. La questione meridionale è iniziata dopo che i Piemontesi sono venuti a “liberarci”, anche se dopo la loro liberazione, la morte, la miseria e l’immigrazione non ci hanno abbandonati. Con modi diversi, ma usando lo stesso metodo, tutto continua affinché restiamo un malato che  non può guarire. Tutti i meridionali dovrebbero legere questo libro. –   19/11/2010

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Quando ti senti libero mentalmente, un benessere psicofisico ti invade, perché non hai più quei freni che derivano dall’ambiente in cui vivi, dalle tradizioni e dalla paura di sbagliare. Allora pensi e agisci secondo quello che ritieni giusto. Ti riterranno  n ribelle e cercheranno di isolarti e di reprimerti. Ma la convinzione è una delle più forti motivazioni, ed è difficile da opprimere. –   20/11/2010

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In questi giorni sui quotidiani e nei TG si è parlato spesso della dichiarazione dell’ex Ministro della Giustiza Giovanni Conso, di avere revocato l’art. 41bis a 140 detenuti nel carcere dell’Ucciardone di Palermo. Come al solito si mistifica la realtà, e i professionisti dell’odio come il senatore Giuseppe Lumia, ci vanno a nozze. Ormai l’antimafia con i suoi professionisti dell’odio è diventata una sorta di Stato nello Stato. Chi non è d’accordo con loro diventa il peggio di tutto; come nel medioevo dove si veniva etichettati  come eretici e messi al rogo.. oggi c’è il rogo mediatico e giudiziario. Credo che il pargone più appropriato sia quello della “liberazione” dei piemontesi, “tutti briganti e la istituzionalizzano con la legge Pica del 1863”.

L’Ucciardone (vergogna per la civiltà italiana ed europea) non aveva una sezione fissa per il 41bis, ne aveva solo una per i transitanti del 41bis che dovevano fare i processi. Per un episodio successo all’esterno del carceere, misero un padiglione o tutto il carcere a regime di 41bis. Per un episodio analogo, nel 1993 fecero lo stesso con Secondigliano e e Poggioreale a Napoli. Dopo che i familiari dei detenuti a Napoli protestarono con manifestazioni che sfociarono in scontri con le forze dell’ordine, ru revocato. Ma non fu revocato a nessuno dei detenuti sottoposti a 41bis che si trovavao a Secondigliano e a Poggioreale per processo. Anche a Napoli non c’erano sezioni fisse di 41bis.

Oggi ci stanno ricamando sopra creando architetture che neache nella fantasia hanno cittadinanza, quando la realtà è chiara e semplice. In modo arbitrario e barbaro, illegalmente sottoponevano  padiglioni o interi carceri a regime di 41bis per eventi che succedevano fuori. Lo stesso sistema delle Ss tedesche.. colpire nel mucchio senza riguardi per le leggi, la Costituzione e la civiltà. Ancora oggi per paura dei professionisti dell’antimafia nessuno ha il coraggio di dire che il 41bis è una tortura. Sono degne di ammriazione tutte le personalità che già nel 1993 chiedevano la revoca  di qeusta infame  e micidiale pratica barbarea chiamata 41bis.

Il coraggio  è dei pochi. Anche durante la dittatura di Mussolini furono pochi gli eroi che si opposero alle normative di oppressione e repressione che macchiavano la civiltà del nostro Paese. –   22/11/2010

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Ieri ho fatto colloquio con Daniela e Nino. Sono due bellissime persone, con un animo solare e per questo sono degne di tutta la mia ammirazione. Sono felice di averle conosciute anche di persona. E’ stata un’ora meravigliosa, che purtroppo è passata troppo in fretta. Da loro posso apprendere tutto ciò che l’essere umano ha di buono in sé. Nel mio futuro occuperanno un posto speciale nel mio cuore. –   21/11/2010

QUI SIAMO A CARINOLA (ovvero nel peggio).. di Giuseppe Casciola

Giuseppe Casciola torna a scriverci.. da quella palude, da quel pantanto, da quel “meccanismo” che opera nei fatti per rendere quasi una impresa la c.d. “risocializzazione” e per frustrare ogni possibilità di crescita dei detenuti.

QUESTO E’ CARINOLA RAGAZZI. Un carcere, come altri del resto, che è autoreferenziale, non opera per scopi esterni e più alti. Si limita ad esistere, e lo fa, potremmo proprio spingerci a dirlo.. nel peggiore dei modi.

Anche stavolta è emblematica del clima che si respira a Carinola, una frase detta da un ispettore di questo carcere.

Ma già prima un altro passaggio è rivelatore. E per qualche forma di inattesa concordanza, lo abbiamo ritrovato in vari post.

LA PITTURA.

La pittura, la possibilità di dipingere, dovrebbe essere uno dei classici momenti nei quali il detenuto potrebbe avere la possibilità di mettere in gioco i suoi talenti e le sue potenzialità, immpiegare creativamente il tempo, acquisire autostima e voglia di crescere, migliore le stesse condizioni psichiche ed emotive. Fare che si possano svolgere il più ampiamente e il più facilmente possibile attività di questo genere.. dovrebbe essere il fiore all’occhiello di un carcere.  Ma a volte in un modo o nell’altro vengono sabotate.. o da una volontà consapevole di rendere la vita ai detenuti ancora più problematica.. o, la maggior parte dei casi, non per malvagità o “dolo”.. semplicemente per incapacità, disorganizzazione, inefficienza, stanco, vacuo e ottuso burocratismo.

Comunque, parlando dei casi di pittura ostacolata… mi vengono in mente tre carceri.. il famigerato carcere di Parma, ormai considerato uno dei più invivibile e peggio gestiti d’Italia (al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/08/15/nel-carcere-di-parma-il-sole-non-nasce-mai-lettera-aperta-a-pasquale-de-feo/.. troverete nell’introduzione questo passaggio… “a Parma.. fondamentalmente… lo “stile” non è cambiato. E permane la stessa ottusità burocratica, lo stesso autoritarismo gretto  che è sempre la risposta che una intrinseca debolezza dà alla propria mancanza di autorevolezza.. e la stessa mancanza di orizzonti. Tanto per dirne una, varie fonti ci dicono che la Direzione del carcere di Parma non consente che si possa dipingere. Non sono consentiti i colori a Parma. E quindi se qualche detenuto ha trovato nell’arte una forma di guarigione psichica e di crescita umana… può scordarsela… Si tratterebbe di qualcosa di ridicolo, se non fosse tragico.”)…. recentissimamente a Catanzaro, e ce ne ha parlato Nellino nella sua lettera https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/11/19/francesco-annunziata-dal-carcere-di-catanzaro-2/) e oggi ce ne parla anche il nostro Giuseppe Casciola, nel testo che troverete in questa nota. Ripeto, non si tratta, a quanto si ha modo di leggere di un intento malevolmente preordinato. Semplicemente manca l’addetto ai vari acquisti per le esigenze di pitture.. e mancherà per vari mesi.. per motivi di salute. E agli altri, eventuali altri operatori, o soggetti operanti nel carcere, non gliene può importar di meno, in sostanza, di adoperarsi. In un quadro contestuale non si è stabilita una minima razionalità amministrativa, per cui ci sono sempre delle alternative a un operatore, per evitare che venendo meno lui tutto vada alla malora. Ma soprattutto.. si continua a non stabilirlo.

A volte viene davvero da chiedersi se sia peggiore la malvagità e il dolo.. o se non faccia più danni la semplice incapacità, inefficienza e ottusità… nei quali campi Carinola, e questo davvero se lo possono vantare, occupa posizioni di vertice. Almeno eccellere in qualcosa, diceva mio.. Anche un perfetto stupido diceva, se non altro eccelle nella stupidità. Quindi se vogliamo considerare l’inefficienza, la rigidità, l’ottusità dei campi di competizione.. bene dei record li raggiunge anche il carcere di Carinola. Insomma, diamo un riconoscimento una volta tanto.

Comunque.. passiamo adesso al “clima umano” che sembra respirarsi in una tale struttura…

Già lo stesso Giuseppe Casciola, ci aveva scritto di una dichiarazione che gli aveva fatto l’ “educatore” (sigh…) del Carcere di Carinola… quando gli disse..

<<QUA SIAMO A CARINOLA. DI QUA NON SI ESCE PIU’>>. (Vai al post… https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/10/07/dante-a-carinola-altri-scritti-di-giuseppe-casciola/)

E a tal proposito ebbi modo di scrivere.. “è possibile che un educatore possa usare parole del genere? E’ possibile che vi sia una tale forma di oscuramento mentale ed emotivo dal non far comprendere che LE PAROLE SONO PIETRE, e che esse possono contribuire a guarire, ma anche fare danni enormi sulla psiche delle persone? E’ possibile che una cosa del genere, che la capirebbe anche un bambino di 4 anni, non la capisca un educatore? Che non sente che lui E’ TENUTO a un dovere e a una responsablità particolare, come tutti coloro che hanno a che fare con persone che vivono in condizioni particolari, dove si è già psichicamente particolarmente feriti? E se questa persona sente in sé pensieri del genere, magari per un momento di cupezza della propria vita.. non ci arriva da solo al fatto che dovrebbe togliere il disturbo e non avvelenare con le proprie parole chi già di veleno ne ha e non poco?”.

Bene… oggi Giuseppe ci invia un’altra dichiarazione cha fa pensare. Venendo meno -come leggerete nel testo di Giuseppe- negli ultimi mesi la possibilità di potere svolgere l’attività di dipingere, per motivi di salute del soggetto addetto a fare da tramite tra i detenuti e l’acquisto del materiale adatto.. giustamene e in maniera del tutto legittima i detenuti hanno fatto un esposto. Al che un ispettore di reparto avrebbe detto:

<<MA VOI PER QUESTE COSE FATE UN ESPOSTO? COSI’ FACENDO ALZATE DI FRONTE A VOI UN MURO INSORMONTABILE>>.

Lo so che alcuni di voi penseranno che sono solo parole. Ma al di là del fatto che .. le parole sono pietre.. certe parole in certi contesti sono emblematici. E non vanno mai sottovalutate.

Lo so che viviamo in un contesto di illegalità diffusa, dove la puzza maggiore viene dalla testa, e dove sembra spesso una lotta per bande dove, dietro lo specchio della forma istituzionale e delle regole, si consumano appetiti e si spartisce il potere..e  io adesso sto parlando di livelli altissimi. Dove insomma si è capaci di fare scarcerare una giovane ragazza marocchina, mentendo spudoratamente e facendola passare per la figlia del presidente di uno stato estero.  Dove si finanziano corsi inesistenti, si operano persone sane per mettere ventricoli nel cuore di cui non hanno bisogno, ma che garantiscono ottime percentuali. Dove gli appalti sono già decisi da tempo.

E’ vero quindi che l’illegalità è pervasiva.. ma stupisce sempre.. e per fortuna che ancora stupisce.. come un uomo dello stato.. delle istituzioni.. un funzionario della sicurezza e posto a difesa della legge.. arrivi in sostanza a dire che una cosa SACROSANTEMENTE prevista dal sistema legale di questo paese.. non andrebbe posta in essere perché poco opportuna, perchè non “conveniente”. Stupisce sempre vedere un uomo dello stato.. un uomo addetto alla “legalità” che in sostanza cerca di disincentivare i detenuti dal ricorrere ad operazioni legittime e conformi a leggi e regolamenti per chiedere la tutela dei propri diritti o il regolare funzionamento dei propri percorsi riabilitativi. Sarà che non abbiamo un intelletto sufficientemente sviluppato.. ma continuo a credere che un ispettore, un funzionario SERIO di polizia, dovrebbe essere il primo a dire una frase come questa, invece..

“Bravi ragazzi! Avete ragione.. continuate.. fate valere in ogni modo (legale) i vostri diritti e il regolare svolgimento dei vostri percorsi…”

Poi Giuseppe parla anche di quei dirigenti che si considerano onnipotenti, che non danno attenzione a chi non è alla loro altezza,ecc. Ne ho fatto un cenno in conclusione, più per rispetto ai contenuti della lettera di Giuseppe che a chi si comporta in un modo del genere. In realtà c’è davvero poco da dire su tali comportamenti…. in sostanza io ci vedo una espressione di ego fragili, perennemene ossessionati dalla carriera.. e quindi piuttosto inviterei alla compassione…:-)… comunque ricordo una bella frase che sentii un tempo.. nessuno si offenda per carità… in fin dei conti come si possono gli Dei dell’Olimpo offendere ciò che dicono alcuni zoticoni mortali..:-)

La frase era questa…

“LA SPOCCHIA E’ L’ULTIMA RISORSA DEGLI IMPOTENTI”

Vi lascio alla lettera di Giuseppe Casciola… da Carinola…

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Carinola                                                                domenica 14.11.10

Carissimo Alfredo, e ringrazio davvero di cuore anche alle persone che mi hanno risposto sul vostro sito e sul mio. Ho ricevuto tramite Sebastiano Milazzo i vostri saluti e le mie lettere pubbblicate. Leggendole mi sono commosso. Mi ha toccato il cuore. Non credevo più di provare emozioni. Grazia. Grazie di cuore!!!

Per quanto riguarda l’edcatore, non mi ha più chiamato, ma meglio così. Avere a che fare con questa persona così negativa.. non ne vale la pena. E’ meglio starci lontano.

Voi volete scrivere una lettera al Direttore. Ci ho avuto a che fare una volta, quando facevo lo sciopero della fame. E vi posso assicrare che non vi prende neanche in considerazione. Non scende a dialogo con i detenuti. Lei è una identità superiore. Gesù Cristo è sceso sulla terra a parlare con noi, per metterci sulla retta via. Lei no. Qui se vuoi stare tranquillo, non devi fiatare e muto devi stare.

Ringrazio Alessandra Luci, Pina e Monica per i loro interventi e grazie a tutti voi continuerò  portare avanti la mia voglia di vivere e di combattere contro questo sistema corrotto.

PERCHE’ IL REGALO ACCECA GLI OCCHI DEI SAGGI E CORROMPE LA PAROLA DEI GIUSTI?

Caro Alfredo, come ti avevo accennato un po di tempo fa, mio fratello ha aferteo un sito a nome mio, dove io ho fatto pubblicare delle cose che ho mandato a te. E continuerò a mandartele. Quel sito sito è una cosa mia. E poi mio fratello e suo cugino si passano il tempo.

http://giuseppecasciola.interfree.it/

Ora ti scrivo quello che mi è successo, e nello stesso tempo vi ringrazio di cuore a tutti.

Mercoledì 03.11.1o

Ciao a tutti voi della rete.. e un grazie anticipato dal momento che ho avuto la possibilità di conoscere i vostri pensieri. Grazie ad Alfredo e a Mita che mi hanno inviato i vostri pensieri.

E’ qualcosa di veramente meraviglioso, stupendo, sapere che in tanti si abbia questa sensibilità e attenzione nei nostri confronti.

Si è verificato l’improvabile, e proprio per questo vorrei sapere il vostro pensiero!!

Come voi sapete, noi qui in carcere abbiamo ben poco da fare e tra le pochissime cose che ci sono concesse, una è la pittura. Cioè siamo autorizzati ad acquistare l’occorrente (pennelli, tele, colori vari). E poi, nelle nostre stanze possiamo svolgere quest’attività nei tempi a noi più congeniali. Detto questo, tali acquisti li possiamo svolgere soltanto tramite le così dette spese soggette a limiti, mediante particolari domandine che poi vengono sottoposte al giudizio del Diretttore.

Ora, assodato questo, non c’è nulla da eccepire. Quindi, il problema posto in esssere, è che poi tali acquisti in realtà sono svolti dal personale dell’istituto, soltanto che nella fattispecie è una mansione incentrata su di una sola persona, così essendo che la stessa, per motivi di salute è mancata e mancherà ancora per svariati mesi, sono bloccati tutti gli acquisti per questi prodotti. E a poco è valso rivolgersi ai vari ispettori, e bigradieri, Direttore e Comandante. Da 6 mesi non portano lo straccio di una tela, o i colori necessari per fari i lavori.

Qui non ci sono possibilità lavorative. Non una palestra. Non si può accedere alla biblioteca.. e così, quando stanchi di tutto questo disinteresse, ho fatto reclamo al Magistrato di Sorveglianza e alla Procura.. può succedere anche, ripeto, l’improvabile. Non so spiegarmi, ma lascio a voi tutta l’interpretazione.

Cioè.. cosa si può pensare quando a fronte di un esposto inoltrato, un ispettore di reparto, dice al detenuto:

<<MA VOI PER QUESTE COSE FATE UN ESPOSTO? COSI’ FACENDO ALZATE DI FRONTE A VOI UN MURO INSORMONTABILE>>.

Io sono allibito, e resto senza parole. Sì, proprio l’ispettore che questa mattina alle ore 9:40 operava nel secondo reparto dell’istituto di Carinola!!!

Ma scusate, non è una contraddizione?

Siamo qui per essere introdotti in una idea di legalità, e poi n ispettore esterna una cosa simile. A parte che è una minaccia velata, e comunuqe perseguibile nei tuoi intenti. TE LA FANNO PAGARE IN OGNI MODO POSSIBILE E IMMAGINABILE… MA NON SI PUO’ PENSARE CHE PROPRIO UN UOMO CHE RICOPRE UN INCARICO STATALE ELICATO COME IL SUO, CERCHI DI DETERRERE NOI DETENUTI DAL PERSEGIRE NEI NOSTI INTENTI.

Quindi lascio a voi l’onore ddi giudicare. Anche se questa è solo la punta dell’iceberg. Il menefreghismo adottato da questi signori è infinito… A mio avviso, e scusate la scurrilità, sono pari a una massa di magnaccci, parassiti, disfattisti.

Da circa 2 mesi vi è un nostro compagno che, per perseguire la sua personale lotta, è in sciopero della fame. E pesa circa 40 kg. ora non lo so più, perché per lavarsene le mani, l’hanno trasferito  nel carcere di Sulmona. Perché nessuno si apprestava a tendere lui una mano. Così l’hanno trasferito, che Dio lo aiuti.

Se applicassero la pena di morte.. farebbero prima. Così almeno ci ammazzerebbero una sola volta. Diversamente, ci ammazzano ogni giorno.. dieci, cento, mille volte.

Scusate per il tempo presovi e vi ringraziao per esserci stati.. caro Alfredo, cara Mita e a tutti qelli della rete.

Un abbraccio con affetto,

il vostro Giuseppe Casciola,

14.11.10

P.S: scusatemi per gli errori e la confusione che faccio quando scrivo. Scivo malissimo me lo dicono tutti. Dimenticavo, qui on viene mai celebrata la Santa Messa. Non fanno entrare i ministri di culto, e neanche i volontari. QUI SIAMO A CARINOLA

Auguri di buon compleanno Giuseppe Martena.. da parte di tua moglie

Questo testo mi è giunto totalmente inaspettato sulla mia casella di posta elettronica, alle 4:15 di notte… il titolo era “vorrei poter fare gli auguri al mio amore dal vostro sito“… il mittente era.. Paola Valentino… e il testo chel leggerete è della moglia di Giiuseppe Martena, detenuto alla “Dozza”, il carcere di Bologna.

E una dolce brezza, nonostante tutto il dolore che vibra in questa lettera.. una dolce brezza mi attraversa il cuore, per tutto l’amore che in essa è contenuto. In questi giorni a volte cupi, dove molte storie continuano a subire l’accanimento dei Cani Lupo.. dà sempre forza sentire manifestarsi il Potere dell’Amore.

Giuseppe Martena non è esattamente un ergastolano. Da quanto penso di avere capito, prima o poi uscirà. Ma questo non è un problema per il Blog. Il Blog parla “fondamentalmente” di ergastolani (ostativi in particolare), e di persone che scontano carcerazioni dure o in regimi “speciali”.. ma non è dogmatico, e in contesti particolari, o dove c’è una determinata occasione o un senso profondo, può sconfinare anche in altri territori del Mondo Carcere.

Paolo Valentino magari crede che il dono lo facciamo noi a lei. Ma è anche lei che lo fa a noi.. ci regala questa lettera magnifica.. queste note di dedizione totale.. E regalerà anche un momento indimenticabile al marito, quando saprà che il suo compleanno è stato “festeggiato” anche sul Blog.

Ma non voglio parlare più…

Vi lascio a questa meravigliosa lettera…

Buon compleanno Giuseppe Martena.. e grazie Paola Valentino.. per questo momento che ci hai regalato..

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” Il mio compagno si chiama Martena Giuseppe ed e’ attualmente detenuto nella casa circondariale DOZZA di Bologna, ” oggi e’ il suo 32 esimo compleanno e dobbiamo trascorrerlo cosi’, non si poteva fare diversamente, i colloqui sono solo di mercoledi’ e poi la distanza mi permette di andarlo a trovare solo una volta al mese.

Non e’ facile essere la compagna di un detenuto, ma questo e’ risaputo…Amarlo , aspettarlo, seguirlo, rispettarlo come merita e’ come  ritrovarmi catapultata in uno stato di conservazione, vado avanti come meglio posso, il lavoro è diventato la mia  priorita’, devo lavorare per guadagnare, devo lavorare tanto per tenere la mente occupata, meno penso, meglio e’ perche’ da un momento all’altro la tristezza, la malinconia, l’angoscia mi possono far cadere in uno stato depressivo spaventoso da rischiare di far male a me stessa…Amare un uomo detenuto e’ straziante, perche’ l’amore , se e’ vero, se e’ grande strazia gia’ di per se! Lo stato di conservazione prende il sopravvento, la mattina mi sveglio e sono molto meccanica, mi alzo e comincio la giornata guardando quella foto sul comodino, quello sguardo mono espressivo, sempre uguale…LUI e’ li, non hai altro, solo quella foto e da li non lo vedi mai arrabbiato, mai triste, mai disperato..non traspare l’orrore che si nasconde dietro ed il mio primo gesto e’ quello di dire BUON GIORNO AMORE MIO, ma con la morte nel cuore, perche’ poi mi giro e guardo quella meta’ del letto sempre intatta e mi concedo due secondi, mai di piu’, per pensare al suo viso abbandonato nel sonno sopra a quel cuscino. Aspettarlo… giorno dopo giorno non  penso ad altro, prima o poi finira’, me lo  ripeto in continuazione, prima o poi deve tornare a casa, la sua vita e’ questa e non e’ nato li’ dentro per morire li dentro, dovra’ tornare!!!

 Seguirlo… per tutta la buona volonta’ che io possa avere, questo mi viene anche impedito, devo accontentarmi di sole 3 ora al mese, perche’ e’ distante, perche’ lui e’ detenuto a Bologna ed io vivo a LECCE ,  e’ costoso, ed e’  devastante tutto cio’ , 3 ore al mese e 10 minuti di telefonata alla settimana..e’ tutto cosi’ limitato, cosi’ riduttivo, e’ tutto cosi’ doloroso..

Rispettarlo in tutti i sensi, completamente, vivere per lui e di lui..non esiste altro, non si puo’ avere una vita al di fuori di questo, e non per divieto, ma perche’ una vita senza il proprio Amore che vita e’ , cosi’ in automatico i detenuti diventano due, il reato lo si paga in due, la pena la si sconta in due..” NEL BENE E NEL MALE “ in amore funziona cosi’…!

Ehhh gia’ …il mio uomo non e’ con me, non posso consolarmi, in quanto non e’ partito in missione in Afghanistan  e non e’ nemmeno partito per lavorare fuori come tanti altri..il mio uomo vive nella torre, e muri, e porte blindate e guardie ci separano…e’ giusto cosi’, deve pagare il suo debito con la societa’, ha sbagliato a 20 anni vivendo in una realta’ molto difficile, ma deve pagare..cosi’ si decide che bisogna privarlo della liberta’ , del tempo e dell’esistenza stessa, ma perche’ deve privarsi anche di me, perchè???

E’ per questo che la mia vita e’ sospesa quanto la sua in un modo di esistere che ha sempre troppo vuoto intorno.

3 ore al mese, tutto ruota intorno a queste tre ore…me le devo far bastare , tre ore preziosissime durante le quali devo farci stare tutto , tenerezza, confronto , notizie e spesso anche silenzio…ho imparato ad essere molto abile, devo usare ogni suo gesto, ogni suo sguardo , il suo tono di voce, le sue braccia che mi stringono, tutte le parole che mi dice e anche quelle che non mi dice, il profumo della sua pelle , il calore delle sue mani..solo cosi’ poi posso dare un senso alla nostra storia , perche’ finite quelle tre ore, mi ritrovo di nuovo catapultata in una vita che non voglio, una vita senza di lui..solo quelle tre ore mi ridanno la percezione che lui esiste veramente e che non e’ solo il frutto della mia immaginazione. DIO…. quanto male fa la fine del colloquio, mi ritrovo li pensando che dovra’ passare un altro lunghissimo e interminabile mese prima di rivederlo, e l’angoscia prevale su tutto. Eppure c’e’ quella vigilia , il giorno prima del colloquio e le poche ore antecedenti che è tutto un insieme di gesti e pensieri..sento il mio stato d’animo sospeso, emozionato..sto’ li attenta ad ogni minimo dettaglio, non mi deve sfuggire niente, non devo perdere il passo o niente sara’ adeguado alla situazione… la preparazione e’ piu’ mentale che fisica e mi ritrovo di nuovo li’ ,percorro quel lunghissimo viale, ho in mano le borse con tutto quello che gli dovra’ servire in quel mese, vestiti che mi ostino a stirare perfettamente, ma che una vota passato il controllo le ritrovi tutte aperte, rigirate e stropicciate, ma in cuor mio so’ che le ho coccolate per lui e questo mi consola un po’..percorro quel viale e mi ritrovo li’, si comincia con l’attesa, ti guardi intorno e vedi solo gente che soffre come te, abbassi lo sguardo e aspetti..un minuetto di gesti e frasi che si ripete, sempre uguale, nomi pronunciati come se fossimo tutti dei soldati in fila pronti per marciare, ordini impartiti, voci severe, domande risposte e poi mani sulla mia persona, uno spettacolo sempre uguale. Mi auto convinco che non mi deve importare nulla  di quel luogo e di quella realta’ , sento solo i battiti del mio cuore sordi dentro al mio petto e desidero con tutta me stessa che nemmeno un pezzetto della mia dignita’ venga perso nelle varie fasi di quel passaggio obbligatorio. Dopo di che non mi resta che ricomporre subito il mio cuore e aspettare di sentire il nome del mio uomo…e da quel momento in poi e’ solo gioia, la chiave gira nella porta e finisce l’intero mese fatto di quell’attesa..e con esso finisce la non-esistenza. Incontro i suoi occhi, le sue braccia mi stringono a lui e in quell’abbraccio c’e’ di tutto, e poi c’e’ quel bacio cosi’ dolce e mai rassegnato , appena le sue labbra si poggiano sulle mie mi sento fortunata e dimentico ogni fatica, ma d’istinto ti guardi intorno e non puoi che renderti conto che e’ una continua , impercettibile violazione  quella che vive la mia persona, obbligata a mettere in pubblico ogni sguardo, ogni sorriso, ogni gesto tenero, ogni minima effusione, tutto e’ intimita’, anche un sorriso o una lacrima , ma in quel contesto l’intimita’ ti viene negata. Tre ore, sembrano tante vero? Non vi posso far capire quanto passano in fretta , vedi quella guardia che entra nella sala con quei fogli in mano e lo guardi sperando che sia entrato per chiamare qualcun altro , ma invece chiama lui, ed una fitta al cuore te lo blocca per alcuni istanti, l’atmosfera diventa fredda, la mente non riesce piu’ a controllare quello che sta accadendo, il mio uomo mi pronuncia parole , ma non riesco ad elaborarle, si raccomanda e continua a ripetermi che tutto questo finira’, che mi ama, e che vuole che io sia tranquilla e poi si dissolve ed io resto li’ al centro della sala e ogni volta mi chiedo come faccio ad accettare , mi stupisco del mio resistere a quell’estrema voglia di piangere e di urlare, di riuscire a trattenere il dolore, di sopportare che me lo portino via , che lo portino in un’altra dimensione , in cui io non posso nulla.

Mi manca maledettamente, ho bisogno di lui, siamo molto giovani ancora e abbiamo una vita da ricostruire..quel ragazzo di 20 anni non c’e’ piu’ e al suo posto ora ce’ un uomo che in questa giornata ha compiuto 32 anni, un uomo che ha sofferto, un uomo che ha pagato, un uomo che ha capito a sue spese gli errori fatti in passato e non vuole piu’ sbagliare, un uomo che ha bisogno di me, del mio amore, della mia totale dedizione, del mio appoggio e supporto, un uomo che sogna solo di ritornare a casa e vivere una vita dignitosa con la sua famiglia che lo aspetta ..un uomo che chiede solo di essere messo alla prova, un uomo che nessuno vuole ascoltare !

Oramai questo amore vive e cresce solo grazie all’unico mezzo a nostra disposizione che non ha limiti di tempo…tutti i giorni ci cerchiamo in quei fogli e in quell’inchiostro…le nostre lettere sono parentesi di vita , le aspettiamo con ansia, controlliamo i tempi e i modi in cui ci vengono consegnate.

Io le osservo giacere nelle mani del postino e gia’ mi parlano di lui, scorro su di esse e so con certezza , quello che vive lui, quello che pensa, quello che prova. Riconosco il suo umore , mi soffermo su ogni singola parola che mi scrive e ancor di piu’ su quello che mi tace. Gli scrivo tantissimo anche io e benedico la carta , la penna e quella grafia che si dispone sul foglio dando forma ai nostri pensieri, alle nostre emozioni, alle nostre paure e non temo il giorno in cui le parole potrebbero farsi logore e suonare vuote, non si stancheranno mai e nemmeno il tempo diventato ormai troppo lungo puo’ nulla.

Io mi chiamo Paola e questa e’ un piccolo riassunto di questa difficile , ma grandissima storia d’AMORE…

Amo alla follia Il mio GIUSEPPE e guai a chi me lo tocca e a chi spreca parole sul suo conto, vivo di lui e per lui e cosi sara’ fino a che avro’ un cuore che batte!

Sconteremo questa pena e lui tornera’ da me e ci vivremo la nostra vita come meritiamo di viverla!

Quest’ anno volevo che gli arrivassero degli auguri speciali…perche’ il 12/10/1978 Dio ha deciso di far nascere il Mio ANGELO , e nonostante la sofferenza e la condizione io non smettero’ mai di ringraziarlo, perche’ lui e’ tutta la mia vita ed e’ la cosa piu’ bella che la vita mi abbia mai regalato!

Ti amo incredibilmente anima mia..TANTISSIMI AUGURI dalla tua sempre piu’ innamorata Signora Martena J

 

 

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