Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Vado nell’aldilà e torno… ricordando Nicola Ranieri

Al

Il nostro amico Nicola Ranieri morì nel settembre 2011, dopo una grave malattia e una.. barbara carcerazione.

Dopo la morte di Nicola, la sorella Mina ricevette, da parte del carcere, il suo computer.

Nel computer erano presenti tanti testi di Nicola, che Mina ha fatto stampare e ci ha inviato.

Così, di volta in volta, pubblico uno di questi testi per ricordare Nicola.

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Nel tunnel buio

del mio angolo

con gli occhi dell’anima

sbocco in una luce

abbagliante.

Una sensazione

di profondo benessere

la mia bambina

sorridente

mi viene incontro.

Mano nella mano

verso la libertà

verso la luce, la gioia.

Con te

per te

da te

Pochi minuti

sono di nuovo

nel mio angolo.

Carcere tra dissipazione e indigenza… ricordando Nicola Ranieri

scuros

Il nostro amico Nicola Ranieri è morto nel settembre 2011. 

Ormai era libero.. perché era in condizioni così tragiche che il carcere lo aveva scarcerato. Almeno ha potuto passare gli ultimi suoi giorni di vita con i suoi familiari.

La sorella Mina più di un anno fa ci fece avere la stampa di tutto un patrimonio di testi di Nicola presenti sul suo computer che, nel frattempo, con notevole ritardo, le era stato restituito.

Da quel momento, di volta in volta, pubblichiamo uno di questi testi per ricordare il nostro amico.

Quello di oggi lo trovo di particolare interesse e di particolare attualità; soprattutto nella parte in cui si riferisce al vitto nelle carceri.

Cito un passaggio:

“Le caratteristiche delle gare d’appalto al massimo ribasso per la fortuna dei pasti dei detenuti sono tali da produrre cibi pressocché immangiabili dei quali si avvale una percentuale di persone detenute irrilevante. La stragrande maggioranza delle persone detenute compra i generi alimentari e si confeziona i pasti a spese proprie, intanto si continua a cucinare per l’intero numero delle persone detenute. Col risultato che almeno l’80% dei cibi confezionati finiscono nella spazzatura tutti i giorni. Si tratta quindi di quintali di pasta, carne, pesce, verdure, condimenti che tutti i giorni finiscono nella spazzatura. Del resto, nessuno sa che i tre pasti quotidiani per una persona detenuta devono essere  confezionati, mediamente, con un euro e mezzo! Se si tiene conto di cosa costa un kg di pane o un litro di latte, si capisce velocemente che il vitto fornito con questa risorsa non può essere accettabile, se non per necessità estrema ed in mancanza assoluta di qualsiasi altra risorsa! Ma intanto sono quintali di cibo (di qualità scadentissima) confezionato che ogni giorno finiscono nella spazzatura!”

Quando Nicola scrisse questo testo -non è indicato l’anno- il costo per alimentare un detenuto corrispondeva a un euro e mezzo. E temo che la cifra non sia cresciuta di troppo. Facciamo anche che sia 3 euro adesso -anche se temo sia di meno. Ma che cosa puoi veramente dare da mangiare ad un essere umano con una spesa di tre euro al giorno, e probabilmente anche meno?

Ma se un cane o un gatto costano di più come mangiare?

E si pensa di dare da mangiare a chi è in carcere cibo che viene a costare una miseria?

E’ inevitabile che si compri un cibo da cesso, e infatti finisce, spesso, nel cesso… ovvero fuor d metafora, buttato.

Io non so se le cose siano esattamente come le descrive Nicola… ma devo dirvi che raramente ho sentito un detenuto dirmi che mangia la sbobba immonda che evacua quotidianamente il carcere. Chiunque può si compra il cibo nello spaccio interno o usa quello che -limiti permettendo- i parenti gli inviano.

Anche se si facesse una miserabile valutazione di “risparmio totale”, se poi effettivamente quintali di cibo venissero quotidianamente buttati, ci sarebbe davvero questo “risparmio”.

C’è una domanda importante che fa Nicola… “sta bene a qualcuno che le cose vadano in questo modo?”.

Qualcuno ci guadagna?

E’ ora di fare seria luce su tutte le sfaccettature degli appalti per il cibo in carcere.

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Lo scandalo? Il Ministero della Giustizia spende mediamente un euro e mezzo per i tre pasti quotidiani di ogni persona detenuta. Un euro e mezzo per tre pasti! Un euro e mezzo!

Migliorare la vivibilità in carcere? Sarebbe sicuramente possibile, se lo si volesse fare davvero. Negli ultimi anni il carcere ha registrato presenze simboliche e fugaci anche di persone appartenenti a ceti sociali che mai avrebbero pensato di fare quest’esperienza, di solito riservata ai ceti poveri della società. Nei brevissimi soggiorni di questi personaggi il carcere diventa… scandaloso! Il politico, il professionista, l’amministratore, il play boy o il rampollo di qualche famiglia nobile. Perfino qualche nostalgico Reale o capitano d’impresa, improvvisamente scopre il carcere e tutte le sue ombre cupe, la dissipazione delle risorse impiegate male, il degrado!

Qualcuno di loro ne approfitterà per il fare il testimonial di una linea di occhiali, altri si ammantano di un’areola di martiri, e comunque il loro soggiorno in galera si risolve con una manciata di giorni. Per loro tutte le misure alternative al carcere sono praticabili.

E intanto il carcere… resta quel luogo di degrado ambientale ed umano che, enunciano i notabili di turno, desta scandalo nell’opinione pubblica. Poi cala il sipario e tutto resta com’era! Si potrebbe evitare tanto spreco! Si potrebbe fare di più per quel reinserimento tanto osannato, per quei principi fondamentali enunciati nella nostra Carta Costituzionale, dove la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. Bisognerebbe allora preparare gli agenti della Polizia Penitenziaria ad avere un rapporto umano, socievole e rieducativo nei confronti dei detenuti. Mentre per qualcuno o forse più, esiste solo questo distacco verso chi ha sbagliato. Anzi, alcuni agenti evitano perfino di parlare con le persone detenute, altri lo fanno ma non certo con gli strumenti  formali adeguati. Direzione e ufficiali non sempre vigilano sul comportamento degli agenti. Gli educatori, pochi, non riescono, nonostante i loro sforzi, ad essere presenti in tutto, o non hanno modi e mezzi per migliorare il vivere nelle carceri. Gli assistenti sociali che non conoscono per niente la realtà in cui, ogni tanto per poche ore, si addentrano, e la loro voce non si sente e non viene ascoltata. La scuola e i vari corsi di formazione sembrano volere dare l’immagine di un tentativo di cambiamento. Negli operatori sociali, volontari o dei progetti finalizzati, si nota di voler fare tanto di più, ma non è possibile. Hanno le mani legate, mancanza di mezzi e scarsa considerazione da parte degli addetti istituzionali  alla gestione. Tuttavia portano in carcere il senso di libertà, un’interlocuzione altra da quella istituzionale, d’insegnamento che la vita è altra cosa da quella che si vive qui dentro. Bisognerebbe di più tempo e più progetti, per essere più vicini ai detenuti per più ore. Formazione professionale, lavoro, cooperative, se ne sente solo parlare in qualche carcere. Perché non in tutti? Abituare le persone a quel vivere con una giornata di lavoro, dove non si pensa ad altro e non si ha tempo di pensare… Vogliamo parlare di sprechi?

In quante carceri esiste il frigorifero in cella? Fino a pochi anni fa il frigorifero era un optional anche nelle case dei cittadini liberi. Oggi è un elettrodomestico imprescindibile in ogni civile abitazione. In carcere è ancora un tabù dai risvolti incredibili. Basterebbe pensare all’estate, quando per ore o per intere giornate i rubinetti dell’acqua restano aperti per raffreddare o conservare i viveri. Uno spreco immane dall’esito rilevante.

Eppure basterebbe un piccolo frigorifero (come è successo tanti anni fa con la televisione) non solo per economizzare le risorse, quando per “adeguare”.

La vita delle persone recluse a quella delle persone libere in fatto di gestione domestica. La luce elettrica? Lampadine a neon sempre accese nella cella per tante ore al giorno. Nei corridoi restano accese sempre, anche in posti dove la luce non serve. Ma chi va a spegnerle? Tanto chi paga? E che dire del vitto dell’amministrazione? Le caratteristiche delle gare d’appalto al massimo ribasso per la fortuna dei pasti dei detenuti sono tali da produrre cibi pressocché immangiabili dei quali si avvale una percentuale di persone detenute irrilevante. La stragrande maggioranza delle persone detenute compra i generi alimentari e si confeziona i pasti a spese proprie, intanto si continua a cucinare per l’intero numero delle persone detenute.

Col risultato che almeno l’80% dei cibi confezionati finiscono nella spazzatura tutti i giorni. Si tratta quindi di quintali di pasta, carne, pesce, verdure, condimenti che tutti i giorni finiscono nella spazzatura. Del resto, nessuno sa che i tre pasti quotidiani per una persona detenuta devono essere  confezionati, mediamente, con un euro e mezzo! Se si tiene conto di cosa costa un kg di pane o un litro di latte, si capisce velocemente che il vitto fornito con questa risorsa non può essere accettabile, se non per necessità estrema ed in mancanza assoluta di qualsiasi altra risorsa! Ma intanto sono quintali di cibo (di qualità scadentissima) confezionato che ogni giorno finiscono nella spazzatura! Eppure basterebbe poco per razionalizzare quello che è ora uno spreco assoluto. Se proprio non si riesce a fare una gara d’appalto che consenta la fornitura seria del vitto, la soluzione immediata potrebbe essere quella di distribuire crudi i generi alimentari… sta bene a qualcuno che le cose vadano in questo modo?

E’ ragionevole pensare di sì! Noi possiamo solo segnalare che le cose sono messe male e che lo spreco è enorme (senza alcun beneficio) e che si tratta di denaro pubblico. Possiamo solo segnalare la grave separazione che regna tra la società libera e le sue istituzioni. Possiamo solo suggerire ipotesi di adeguamento e razionalizzazione. Non è colpa nostra se troviamo orecchie sorde nei gestori della cosa pubblica.

Ranieri Nicola

Dolore… Ricordando Nicola Ranieri

dolore-fisico

Altri due brani per ricordare il nostro amico Nicola Ranieri, morto nel settembre 2011, dopo che, per una grave patologie, giunto a fin di vita, fu rimesso in libertà.

Ci sono tantissime ambiguità sul “trattamento”a cui sarebbe stato sottoposto Nicola in carcere, e che avrebbe giocato un ruolo decisivo nella sua patologia e nella sua morte.

Dopo la morte, comunque, la sorella  Mina ha ricevuto dal carcere il computer, nel quale ha trovato molti suoi testi, che lei ha duplicato su carta e che poi ci ha spedito. 

E da quel momento, periodicamente, ricordiamo, con questi brani, Nicola.

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DOLORE

Ho  provato a combatterti

ma più ti odiavo e più

tu facevi parte di me.

E allora mi è stato facile

amarti

perché tu sei mio

perché tu sei nato e cresciuto 

con me

perché so che non

mi abbandonerai

mai

neanche dopo la morte.

Mi era più facile odiarti

invece ho preferito amarti

chiedendoti in cambio 

di fare soffrire solo me

e di dare felicità ai

miei cari.

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LIBERO DI AMARTI

Mi vedo dentro i tuoi occhi

dove vedo la mia vita

accanto alla tua.

Mi trovo lontano, ma ti sento

così vicino che sento il tuo cuore

battere accanto  al mio.

Non sono come te, ma sono

dentro di te dove mi sento

libero e felice di amarti.

 

 

Affinché io possa farti felice… ricordando Nicola Ranieri

Gabbianos

Il nostro amico Nicola Ranieri è morto nel settembre 2011.

Da quel momento, periodicamente lo ricordiamo, con i testi che la sorella Mina ci ha inviato, e che ha trovato nella memoria del computer di Nicola che il carcere le ha rispedito qualche tempo dopo la sua morte.

Ecco altri brani del nostro Nicola.

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AFFINCHE’ IO POSSA FARTI FELICE

Vorrei dirti come e quanto

ti amo, ma non posso e non 

voglio, perché h paura

di dividere questo amore

con questa vita di dolore.

L’immensità del mio amore

lo nascondo nella mia anima

protetto dal mio cuore

e lacrime amare escono

dai miei occhi

nel pensare che non saprai

mai

con quanta forza ti amo

fin quando oltre l’amore non

riuscirò a darti la felicità.

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ULULATI A MEZZANOTTE

Le tenebre del dolore

entrano dentro di me

svaniscono i sogni

scompaiono le speranze

e cesso d’esistere

ma ti amo ti amo lo stesso…

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AMORE

Per una volta

una volta per sempre

il sogno che 

nascondevo nella mia mente

è diventato realtà.

Tu vivi dentro di me

dividendo

sofferenza e dolore

ed io in cambio

ti posso dare tanto

ma tanto amore.

Tu sarai sempre mia,

lo sei sempre stata.

Ancora prima di incontrarti

eri dentro di me ad aspettare

che ti chiamassi amore.

Se il mio passato presente e futuro

sei la compagna

della mia vita

con cui dividere la nostra vita.

Ciao amore.

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ORA D’ARIA

Passo dopo passo

camminando sulle mie orme

il tempo trascorre senza di me

cerco Carmelo

ma con dolore e sofferenza

scorre la mia vita

senza di lui..

Novara 2/4/1999

Il Divino… ricordando Nicola Ranieri

divino

Il nostro amico Nicola Ranieri morì nel settembre 2011 (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/12/ciao-nicola/).

Era stato scarcerato perché ormai considerato praticamente spacciato per via di una grave malattia, malattia che sembra che nelle carceri in cui era stato per ultimo (Fossombrone e soprattutto Opera) fosse stata curata in modo “barbaro”.

L’ultimo periodo della sua vita lo trascorse con la famiglia, a Bari.

Sognava di fare un viaggio a Medjuogorie, ma la morte l’ha colto prima che questo viaggio potesse essere realizzato.

Dopo la morte di Nicola.. mesi dopo.. il carcere inviò alla famiglia il computer di Nicola. E, dentro, la sorella Mina ha trovato tanti testi, che ha stampato e i ha inviato.

E noi.. periodicamente… con questi testi.. stiamo ricordando Nicola

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IL DIVINO

Il divino

come l’essere in ogni essere mai riscontrato

che aspira alla sublimità dei cieli

coronati d’eccelso infinito mistero

insito di desiderio innato emotivo 

e celato amor sé

che tutto mi rinnega

tranne la propria vita

congedata

dalla rabbia silente voce

adita come porta di salvezza

a un passo dalla croce neodita

per riscatto del conosciuto peccato

e giustizia attesa

sotto l’elmo pensar volgare

dei nostri figli come vostro frutto

lemore di ogni male ovvio oscuro

tra lo sfolgorio di perdute illusioni

ampia ed evoluta ignoranza

al cospetto di una maestria divina. 

Ama la vita così com’è… ricordando Nicola Ranieri

Amar

Pubblichiamo oggi un altro testo per ricordare il nostro amico Nicola Ranieri, morto nel settembre del 2011 (in questo lin.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/12/ciao-nicola/ troverete una breve sintesi degli ultimi dolorosi anni della sua vicenda umana).

Gli ultimi giorni  della sua vita Nicola lì passo a Bari, dalla sua famiglia. Il carcere di Opera ormai lo considerava spacciato e per questo lo aveva scarcerato. 

La sorella Mina, una volta riottenuto dal carcere il computer del fratello, trovò in esso tanti testi.. li stampò e ce li inviò. Noi, da quel momento, abbiamo iniziato a pubblicarne periodicamente qualcuno, per ricordare il nostro amico.

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AMA LA VITA COSI’ COM’E’

Amala pienamente, senza pretese;

amala quando ti amano o quando ti odiano,

amala quando nessuno ti capisce,

o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,

o quando ti esaltano come un re.

Amala quando ti rubano tutto,

o quando te lo regalano.

Amala quando ha senso

o quando sembra non averlo un po’.

Amala nella piena felicità,

o nella solitudine assoluta.

Amala quando sei forte,

o quando sei debole.

Amala quando hai paura,

o quando hai una montagna di coraggio.

Amala non soltanto per i grandi piaceri

e le enormi soddisfazioni;

amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,

amala anche se non è come la vorresti.

Amala ogni volta che  nasci

ed ogni volta che stai per morire.

Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita.

Nicola Ranieri

Liberi… ricordando Nicola Ranieri

libertas

Continuiamo a ricordare il nostro amico Nicola Ranieri, morto nel settembre 2011(in questo lin.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/12/ciao-nicola/ troverete una breve sintesi degli ultimi dolorosi anni della sua vicenda umana).

Nicola Ranieri fu trattato come un cane dal carcere…. le sue lettere descrivevano una situazione allucinante. I medici di Bari -la sua città- quando hanno controllato la situazione di Nicola e hanno “immaginato” come è stato “curato ” in carcere, si sono messi le mani nei capelli.

Una volta che Nicola fu considerato praticamente spacciato, venne liberato e passò i suoi ultimi mesi di vita insieme con la famiglia, a Bari appunto, sua terra d’origine.

La sorella Mina, una volta riottenuto dal carcere il computere del fratello, trovò in esso tanti testi.. li stampò e ce li inviò. E da quel momemnto.. periodicamente.. ricordiamo.. con uno di queti testi… quest’uomo cresciuto in un contesto difficile, ma con un cuore grande.

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LIBERI

Liberi di essere se stessi, liberi

di vivere una vita spensierata e

incondizionata, liberi di pensare e

dire tutto quello che ci pare:

liberi di volare, liberi di sognare,

liberi dell’imperativo, che condizionano le idee,

liberi perché siamo uno spirito

libero.

liberi perchè  siamo animali, liberi

perché viviamo come animali, liberi

perché pensiamo e agiamo come

animali.

liberi perché siamo prigionieri

della libertà,

liberi pensiamo di essere

liberi, ma non lo siamo,

liberi perché siamo troppo liberi.

e quando la libertà eccede l’etica,

la morale e il rispetto

per il prossimo diventa il nulla.

Nicola Ranieri

“10 minuti per la libertà”- altre adesioni dal carcere di Asti

palisAvevamo già pubblicato le adesioni che dal carcere di Asti (vai al link   ) erano giunti all’iniativa “10 minuti per la libertà” (il primpo post in cui abbiamo parlato di essa è al link https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/05/30/adesione-a-10-minuti-per-la-liberta-carcere-di-asti/) ideat dai detenuti dell’AS1 di Catanzaro e che prevede che dal primo settembre 2013, i detenuti che avranno aderito ad essa effettuerrano, ogni giorno, una sosta di 10 minuti, alle ore 11, in qualunque luogo del carcere si troveranno, e questo finchè non verrà modificato l’art. 4 bis O.P.Oggi pubblichiamo le firme di altre adesioni giunteci dal carcere di Asti.————————————————————————————————–

Salvatore Comberiati

Antonio Gualtieri

Vincenzo Rispoli

Vincenzo Asiaco

Giuseppe Mancuso

Rocco Ascone

Adesione a “10 minuti per la libertà”- carcere di Catanzaro

palis

Il 20 aprile ho dato per la prima volta notizia della campagna “dieci minuti per la libertà” (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/04/20/iniziativa-10-minuti-per-la-liberta/).

Questa iniziativa è stata ideata dai nostri amici detenuti del carcere di Catanzaro.

Prenderà il via dal primo settembre 2013.

I detenuti che aderiranno si impegneranno a mettere in atto una sosta di 10 minuti alle ore 11.00 di ogni giorno, in qualunque luogo del carcere si troveranno (passeggi, colloqui, attività lavorative, corridoi, ecc.), fino a quando non verrà modificato l’art. 4 bis OP che impedisce il reinserimento sociale anche di chi è meritevole e vanifica l’opera trattamentale degli operatori penitenziari, contribuendo a provocare sovraffollamento e recidiva.

Abbiamo iniziato a pubblicare, di volta in volta, le liste di detenuti aderenti che ci stanno giungendo dalle varie carceri.

Questa è la lista dei detenuti del Carcere di Catanzaro, venuta dalla Media Sicurezza.. sezioni I, II, III e IV.

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Luigi Anania

Francesco Rocca

Rosario Lentini

Domenico Berlingeri

Armando Berlingeri

Enzo Abruzzese

Francesca Manetta

Mirko Ravia

Luciano Abruzzese

Antonio Passalacqua

Antonio Di Marzo

Gianluca Benossai

Giuseppe Altilia

Saverio Zoccoli

Francesco Berlingieri

Antonio Zangari

Nicola Romano

Salvatore Grenci

Cosimo Berligeri

Giuseppe Mancini

Giuseppe Caroleo

Rino Passalacqua

Andrea Grutto

Francesco Michele Muzzo

Antonio Passalacqua

Andrea Mazzei

Salvatore Ruderio

Patrizio Bevilacqua

Antonio Gigliotti

nome incomprensibile

nome incomprensibile

Fiore Passalacqua

Antonio Abruzzese

Gianfranco De Viano

nome incomprensibile

Domenico Serratore

nome incomprensibile

nome incomprensibile

Francesco Colacino

nome incoprensibile

Francesco Corpero

Vincenziono Lo Scavo

Gianfranco Palermo

Danilo Gatti

nome incomprensibile

Nicol Durante

Silvio Macrillo

Domenico Romagnino

Antonio Bevilacqua

Leonardo Belingieri

Giovanni Mollica

Giorgio Rocchetti Francesco

Michele Iannelli

Salvatore Strano

Giambattista Braccio

Domenico Serragi

Giuseppe Paparo

Francesco Chiariello

Adolfo Pugliese

Raffaele Falbo

Francesco Mesoraca

nome incomprensibile

Francesco Marseglia

Salvatore Pagliullo

Guglielmo Camillo

Vito Teti

nome incomprensibile

nome incomprensibile

Cosimo Brunetti

Mohamed Browan

Carco Verni

Ali Mohamed

Abdullah Tarik

Bulbo Marco Alessandro

Vincenzo Procopio

Sahi Naufel

Akdemir Mehmet

Sener Eroi

Yusuf Oldemir

nome incomprensibile

Salvatore Paciullo

Rosario Barberio

Antonio Pasta Rivo

nome incomprensibile

Carmine Hamladi

nome incomprensibile

Antonio Musacchio.

Eugenii Kaplin

Eugenii Boonariuk

Igor Gerasimou

Eowin Diaz

Lucky Chuks

Luca Procopio

Stefano Rubine

Adolfo Pugliese

Silvano Scalise

Luigi Dardano

Emad Muhamel

Pasquale Cappellano

 Francesco Amato

Piero Passalacqua

Antonio Bevacqua

Patrizio Moreno

Pasquale Rotundo

Agostino Trapasso

Mauro De Luca

Fernando Era Luis

Giorgio Perfedo

Domenico Yoma

Gianluca Passalacqua

Marco Berlingieri

Antonio Passalacqua

Vincenzo Bertini

Giovanni Scorza

Carmine Sbarra

Saverio Daldo

Nicola Grotte

Michele Flonio

Fabrizio Ferrante

Antonio Di Sarno

Costantino Lionetti

Michele Villi

Andrea Villi

Giovanni Ruggiero

Salvatore Caronte

Khalil Smaali

Gianluca Valentino

Antonio Falvo

Francesco Filiberto

Francesco Frachea

Vincenzo Trimarchi

Nicollino Fondacaro

Giuseppe Stilo

Domenico Musantena

Giancarlo Ranieri

Franco Armentano

Pietro Festagiovanni

Ottavio Rosello

Girolamo Masso

Francesco Scalise

Luca Arabia

Alfredo Serravalle

Veli Eleci

Mentor Mata

Giuseppe Mercurio

Salvatore Molinaro

Nicodemo Aloe

Cristian Sergio

Domenico Scandinato

Pietro Cancian

Pasquale Rocco

Pasquale Pullano

Salvatore Spagnolo

Gaetano Gregorio

Orazio Ierace

Roberto Cedro

Nicola Catalano

Michele Sodaro

Alfredo Trapasso

Manuele Velleroque Pereloco

Alessandro Velleroque Pereloco

Ercole Palassiano

Viden Uidiu

Giovanni Risicce

Giovanni Di Bona

Adesioni a “10 minuti per la libertà”- carcere di Fossombrone

palis

Il 20 aprile ho dato per la prima volta notizia della campagna “dieci minuti per la libertà” (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/04/20/iniziativa-10-minuti-per-la-liberta/).

Questa iniziativa è stata ideata dai nostri amici detenuti del carcere di Catanzaro.

Prenderà il via dal primo settembre 2013.

I detenuti che aderiranno si impegneranno a mettere in atto una sosta di 10 minuti alle ore 11.00 di ogni giorno, in qualunque luogo del carcere si troveranno (passeggi, colloqui, attività lavorative, corridoi, ecc.), fino a quando non verrà modificato l’art. 4 bis OP che impedisce il reinserimento sociale anche di chi è meritevole e vanifica l’opera trattamentale degli operatori penitenziari, contribuendo a provocare sovraffollamento e recidiva.

Abbiamo iniziato a pubblicare, di volta in volta, le liste di detenuti aderenti che ci stanno giungendo dalle varie carceri.

Questa è la lista dei detenuti che ci è arrivata dal carcere Fossombrone.

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Eugenio Pesce

Antonio Villella

Francesco Gullì

Francesco Santolla

Antonino Ficaro

Paolo Milone

Luigi Visone

Valerio Tricarico

Francesco Cavaliere

Salvatore…. (cognome non comprensibile)

nome non comprensibile

Giuseppe Muologiu

Bruno Franzese

Salvatore Racise

Salvatore Riccio

Carlo Alberto Balesi

Angelo Pezzullo

Antonio Marigliano

Domenico Cianciaruso

Luigi Esposito

Enrico Bianco

Pietro Pianese

Roberto Micolosi

Rosario Russo

Salvatore Puglisi

Di Maio Fiorentino

Ciro Russo

Giovanni Giorgi 

Wang Huai Yue

Francesco Frizzero Francesco

Salvatore Frazzalari

nome non comprensibile

Orazio Restifo Pilato

Maurizio Consoli

nome non comprensibile

Fabiano Meneghetti

Carmelo Privisera

Marco Ciavarrella

Massimiliano Santaniello

Giuseppe Longuitano

Antonio Malacrino

nome non comprensibile

Vincenzo Minardi

Ernesto Deluca

Giuseppe Strambini

Ugo Antonio Rubno

Nicola Balzano

Pietro Di Pasquale

Francesco De Gregorio

Antonio Cementano

Giacinto Rotundo

Antonio Serio

Francesco Di Matteo.

Biagio Crisafulli

Antonio Tarantini 

Klodjan Ndoj

Massimiliano Margiotta Casanuci

Vincenzo Spezia

Mustafa Toney Mutaf

Antonio Cutelle

Andrea Russo

Antonio Tafuro

nome non comprensibile

Giuseppe Frisenda

Damiano Mazzoca

Pasquale Primavera

Carmelo Fiorentino

Francesco Trimboli

Mario Stramondo

Luigi Ingerito

Vito Casciola

Cosimo De Donatis

Rosario Dammagio

Pasquale Morabito

Alfredo Sperandio

Angelo Grazioso

 

 

 

 

 

 

 

 

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