Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 dicembre

Eccoci con uno degli appuntamenti principali di questo Blog. Il diario di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- per il mese di dicembre. Da quando ha preso corpo questo appuntamento mensile con Pasquale, la sua rubrica è cresciuta nell’apprezzamento generale.

Pasquale crea ogni volta un “piccolo libro” dove ci porta nel suo mondo. Un mondo che ha i confini del carcere sullo sfondo. Ma  spesso la mente riesce ad andare anche oltre questi confini, ed emerge l’uomo integrale con le sue riflessioni sulla politica, l’economia, la società, la geopolitca. Ed emerge il caleidoscopio delle sue emozioni, delle sue  tensioni morali, delle sue indignazioni. E magari sarà anche “immaturo” come qualcuno sostiene, ma noi vediamo la persona che ci prova, ci prova a non vivere di silenzi, a mettere in moto la mente, ad agganciare il mondo, a sentirsi uomo tra gli uomini. E magari scriverà parole di fuoco per le ingiustizie che subisce un popolo lontano da noi un continente. Ma in quel momento Pasquale sente di appartenere a quel popolo, sente che quella ingiustizia grava anche su di lui.

Certe valutazioni di Pasquale possono essere contestabili, ma c’è sempre la generosità e l’onestà di chi ci mette la faccia, e non lascia perduta nessuna occasione di dire anche solo una parola in più. E quell’ultima parola detta ai tempi supplementari, e prima dei calci di rigore può fare la differenza.

Il diario di Pasquale De Feo va letto e tutto e tutti i momenti hanno un loro valore, ma, come al solito, già in fase di presentazione, citerò qualche brano.

Innanzitutto un chiarimento che Pasquale ci tiene a dare..

“Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito”  (24 novembre)

In un altro Passaggio Pasquale parla della problematica vicenda di un detenuto tunisino, dal nome di Khalil Jarraya..

Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. (…) . Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo, prov. di Cosenza.” (30 novembre)

Quindi, chiunque voglia scrivere a questo detenuto tunisino, sulla cui vicenda processuale gravano forti dubbi, ha l’indirizzo per farlo.

Successivamente Pasquale riporta una vicenda emblematica..

“L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”.  (4 dicembre)

Quante volte la carcerazione preventiva viene usata come strumento di intollerabile pressione, volto anche a spezzare la volontà. Quanti casi del genere avvengono davvero? Quanti non verranno mai mesi noti, magari perchè il detenuto che li riguarda vale come il due di picche?

In un altro punto è un contesto emblematicamente inquietante quello che emerge..

Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava. ” (15 dicembre)

E’ vero che il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto nelle carceri è nelle mani -da oltre 3o anni- della ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A.? E questo incide sul livello dei prezzi che, in relazione al sopravvitto, viene contestato in molte carceri? E se questo monopolio è reale, perchè non si è mai pensato a scalfirlo? E quante sono coloro che, limpidamente o meno, nelle varie carceri, traggono vantaggio da questo sistema?

Adesso uno di quei momenti che sono portatori di speranza, una di quelle chicche che Pasquale pesca grazie alle sue infinite onnivere letture che attingono a più fonti possibili:

“Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. ” (14 dicembre)

E adesso facciamo la nostra immersione nei “territori” del carcere di Catanzaro. Ad un certo punto Pasquale scrive..

“Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. ” (16 dicembre)

Ci sarà questa divina illuminazione?… 😀

Sempre riguardo a Catanzaro, Pasquale conclude il diario di questo mese con questo momento… alla fine del quale ci sono anche i suoi auguri per tutti gli amici del Blog.

“C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti”

Stare senza i riscaldamenti, specialmente in giorni di freddo intenso, è una condizione disumana. C’è davvero da sperare che fatti del genere non riaccadano.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.

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Oggi sempbra che si siano apere le cataratte del cielo, sta facendo tanta acqua che tutte le falde d’acqua strariperanno per la troppa acqua che riceveranno. Tutti quelli che lamentavano siccità e poca acqua perché porta neve suei monti, sono stati smentiti. I tg hanno riportato notizie con video in vai parti d’Italia, in in particolare nel Sud, strade cehe sono diventate fiumi, interi paesi allagati, alcuni isolati, in provincia di Messina sono successi dei morti per una frana. Ormai l’emergenza annuale è diventata ordinaria. Se non faranno  un piano nazionale, intervenendo ogni anno, ci saranno emergenze che causeranno disastri e lutti.  –  22/11/2011

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L’Arabia Saudita nei TG viene sempre indicata come un paese islamico moderato. Alcuni mesi fa ci furono commenti entusiastici, perché nel 2015 avrebbero concesso il voto alle donne. Ogi trovo un piccolo articolo in  cui la “Commissione saudita sulla virtù” ha stabilito che gli occhi sexy vanno coperti, e pertanto mascherati con il burqa integrale. Questa dittatura malsana coperta da una sorta di teocrazia Wahabita, una frangia islamica… invece di andare avanti, torna indietro nel Medioevo. I media occidentali coprono questi questi paesi che hanno ditatture crudeli, perché ritenuti amici; e alimentano risentimenti sproporzionati contro paesi che non lo  meritano, solo perchà non ritenuti amici o, detto meglio, servi dell’Occidente.  23/11/2011

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Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito. Nella sua lettera, l’amica Luciana mi ha mandato gli articoli di quotidiani per gli auguri a Padre Celso. Per i suoi 80 anni gli hanno peaparao un llibro con 200 lettere scritte da tutti quelli che gli vogliono bene. Ho partecipato anche io con una mia lettera. Padre Celso è il parroco del carcere di Parma. La Chiesa che intendo io è quella dei religiosi come Padre Celso, Suora Assunta, Don Guiro, ecc… persone che hanno comportamenti vicini agli insegnamenti di Gesù.. “ama il prossimo tuo”.. o almeno rispettalo. Non condivido il potere farisaico e machiavellico della Chiesa del Vaticano.  –  24/11/2011

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Ho già menzionato alcune volte i volontari di Parma, che occupano un posto speciale nel mio cuore, sono delle persone stupende. C’è Gianfranco, una persona meravigliosa a cui voglio molto bene. Ci tenevo a rammentarlo, perché ogni volta che mi scrive mi insegna con i suoi comportamenti il significato dell’amore per il prosimo. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per ciò che mi trasmette.  –  25/11/2011

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Il padre di Giuliano, il ragazzo ucciso dal G8 di Genova, ha dichiarato, dopo la sentenza della Cassazione che ha assolto De Gennaro, che in Italia c’è la casta degli intoccabili. L’ex capo della Polizia De Gennaro, era stato accusato dal Questore di Genova.. che aveva dichiarato di avere agito in base agli ordini del suo capo, appunto De Gennaro. Poi ritrattò. Ma c’erano anche le intercettazioni che confermavano la sua colpevolezza. Se anche non ci fossero le accuse e le intercettazione, è impensabile che un evento di portata mondiale come Il G8 non fosse coordinato dal capo della polizia, ma purtroppo queste cose succedon solo in Italia. Ormai è intoccabile da venti anni. Ora lo è ancora di più, essendo il capo dei servizi segreti.  –  26/11/2011

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Qualche settimana fa sia i TG che i quotidiani davano risalto a un’operazione di arresti e sequestri di beni dal valore di 350 milioni a Reggio Calabria. I titoloni “La ‘ndrangheta… affoga nel gasolio”, e i video girati dai TG che mostravano in pompa magna i funzionari che avevano fatto l’operazione. Due fratelli che avevano una ditta per la distribuzione del gasolio per la Calabria, e negli ultimi anni si stavano espandendo in tutta Italia.. li accusavano di avere evaso le tasse, avendo venduto il gasolio come agricolo con l’iva ridotta al 10%. Siccome tra gli intermediari c’erano un paio di persone ritenute vicine a due clan, questo ha ceato la motivazione per gli arresti  e il sequestro della ditta per la distribuzione del gasolio. Un imprenditore meridionale dovrebbe chiedere, a tutti quelli che acquistano i suoi prodotti, quali siano le le loro amicizie, il paese e il certificato penale.. una cosa assurda. Ieri sera, il TG regionale di Rai Tre dava la notizia che i due fratelli Camostra, della ditta di gasolio, erano stati scarcerati. Questi episodi succedono  solo nel Meridione. Nel Nord non si sento queste notizie. Trempo fa vidi su Report, la trasmissione di Rai Tre condotta dalla Gabanelli, che in provincia di Vicenza circa duecento aziende avevano evaso le tasse e portato all’estero circa due miliardi di euro. Né ci furono arresti, né sequestrarono le aziende. Il mio personale pensiero è che tutte le imprese che rimangono nell’ambito regionale non avranno nessun problema. Come iniziano a diventare nazionali, c’è subito pronto un PM per bloccare questi imprenditori coraggiosi. In particolar modo  certi settori soggetti a monopolio non possono essere toccati.  –  27/11/2011

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In Sardegna il consiglio regionale ha emanato un ordine del giorno per licenziare quei mascalzoni di Equitalia che stanno saccheggiando l’isola e mandando sul lastrico migliaia di famiglie e portando alla chiusura di una buona parte delle aziende dell’isola. Molti cambiamenti sono iniziati per la fame e le tasse onerose. Auguro ai sardi la stessa cosa, e che le loro lotte mettano fine al rastrellamento economico che li sta riducendo in miseria.  –  28/11/2011

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Ho letto che per il furto di 20 gamberoni in un supermercato una persona è stata condannata a 2 anni e 2 mesi. La proporzione è molto squilibrata se messa a confronto con le condanne di tute le ruberie varie degli scandali italiani degli ultimi trent’anni. Tra banchieri, imprenditori, politici, religiosi e i vecchi boiardi di stato, con somme sempre milionearie, le loro condanne rasentano il ridicolo, rispetto alle pene che vengano comminate tutti i giorni al popolino. I magistrati quando affermano che la loro indipendenza è sacra, che sono giusti ed equilibrai, e che non fanno distinzioni tra le persone che inquisiscono, se la suonano e se la cantano da soli, perché oramai non ci crede più nessuno.  –  29/11/2011

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Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. L’ex ministro Alfano nel 2009, con una circolare, ha creato tre circuiti: AS1, AS2, AS3. L’AS2 è per i politici, ed è suddivisa in quattro tipi di sezione: anarchici, islamici, brigate rosse o di varie estrazioni i sinistra, e l’ultima è per i politici di destra. Ci sono sezioni con 2-3 persone, come il carcere di Terni. La sezione AS2 per i politici di destra comprende due persone. Infine l’AS3 sostituisce l’ex AS. Si viene allocati in questa sezione perché si rientra con ill reato co un’aggravante nel famigerato art. 4 bis, e di conseguenza si diventa “mafioso”. Il tunisino in questione si chiama Khalil Jarraya. Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo (Cosenza).  –  30/11/2011

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TV e quotidiani hanno dato la notizia che Lucio Magni, scrittore e giornalista, fondatore de “Il manifesto” è andato in Svizzera per mettere fine ai suoi giorni con l’eutanasia. Dopo la morte della moglie, la depressione lo aveva svuotato di ogni energia. Dicono di lui che abbia forgiato il suo destino. E lo ha fatto anche nell’andarsene, decidendo lui come e quando mettere fine alla sua esistenza. Ancehe non conoscendolo, provo una grande ammirazione per un uomo coerente con il suo vissuto fino alla fine. Per esercitare il diritto naturale all’eutanasia è dovuto andare in Svizzera. Perché non ha potuto farlo in Italia? Semplicemente perché abbiamo dei politici molto piccoli che si genuflettono a tutto quello che ordina il Vaticano. Una cappa sinistra e oscurantista che mantiene in  Paese indietro nel progresso. Monsignor Sgreccia, voce della Chiesa, ha dichiarato che “non siamo padroni della nostra vita”. Si sbaglia di grosso perché noi siamo l’unico proprietario della nostra vita, e non ci possono essere proprietari padroni della nostra vita. Si dovrebbe mettere un articolo nella Costituzione dove si stabilisca che ogni persona ha il diritto di disporre liberamente della propria vita, senza vicnoli di legge e di dogmi religiosi, così sparirebbero tutte l eleggi dettate dal Vaticano ai nostri politici su eutanasia, aborto, pillole anticoncezionali, ricerca sulle staminali, ecc. Arriverà mai quel giorno? Mi auguro di sì.  –  1/12/2011

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Il Papa ha dichiarato che appoggerà tutte le iniziative per l’abolizione della pena di morte. Se rammento bene, il Vaticano non solo non ha mai abolito formalmente la pena di morte, ma in una enciclica del Papa precedente, non solo non aveva condannato la pena di morte, ma in alcuni casi la riteneva necessaria. Vorrei dire al Papa che in Italia c’è la pena di morte e lui non ha mai detto niente in proposito, anche se noi ergastolani gli abbiamo fatto una petizione in merito. L’ergastolo è peggiore della pena di morte, che ha bisogno di un coraggio momentaneo, mentre l’ergastolo è una pena di morte che dura tutta l’esistenza. I rivoluzionari francesi nel redarre il nuovo codice penale, nel 1791, conservarono la pena di morte, ma abolirono l’ergastolo perché lo ritenevano disumano. Aldo Moro, contrario all’ergastolo, disse in una lezione all’università, “la pena perpetua è umanamente inaccettabile”. In Italia è stata istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena (art. 41 bis) da circa 20 anni. Neanche in questo caso il Papa ha mai detto niente. Certe tematiche non possono essere guardate con l’ipocrisia della politica. La religione dovrebbe avee un’etica supeiore ad ogni logica di potere.  2/12/2011

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Un lungo articolo su un quotidiano  rammentava la strage nel Vaticano del capo delle guardie svizzere che uccise la moglie e una guardia svizzera. Il tutto fu archiviato in 48 ore. Si disse che la vicenda era stata il frutto di un raptus della guardia svizzera. Un sardo, Nino Arconte, che ha fatto parte di Gladio e dei servizi segreti, racconta una storia del tutto diversa. Il capo delle guardie svizzere, colonnello Estermann, ex spia della Stasi all’interno del Vaticano, era a conoscenza di segreti inconfessabili del Vaticano. Aveva paura e voleva fuggire negli Stati Uniti con un’altra identità, e aveva contattato Arconte, nel suo sito, tramite il suo sito. Gli aveva dato appuntamento in Corsica, ad Ajaccio, dal 4 maggio per una settimana dove si sarebbero incontrati tutti quelli che avevano gli stessi prroblemi. Il 4 maggio 1998 successe la strage in Vaticano; gli impedirono di fuggire. La messinscena fu montata per chiudere suito le indagini sull’omicidio del colonnello Alais Estermann. La pistola in uso alle guardie svizzere era una calibro 9,41. Il proiettile del suicidio della guardia svizzera era un calibro 7. Questo dimostra che non fu omicidio-suicidio, ma una strage, e usarono il ragazzo per addossargli la colpa e completare l’opera teatrale. Ha ragione Assange, il “padre” di Wikileaks. Mettere le mani sull’archivio del Vaticano farebbe succedere un terremoto in tutto il mondo, e si dovrebbero riscrivere pezzi di storia.  –  3/12/2011

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L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”. Vorrei chiedere al direttore Iodice, se lui ha mai pensato a tutte le persone che hanno subito lo stesso trattamento quando comandava il carcere di Massa. Credo che non è diverso dal direttore del carcere di Prato, dove si trova detenuto. Inoltre, la pietà o, meglio detto, l’umanità dei carcerati nei suoi confronti, lui l’ha mai avuta per i carcerati di Massa? Non credo che lui abbia avuto questi sentimenti umani nei confronti dei detenuti. I Direttori, come altrettanto i Magistrati, dovrebbero trascorrere un mese in carcere da detenuti, in modo da capire cosa significa essere rinchiusi ed essere espropriati di tutto.  –  4/12/2011

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Nei giorni scorsi mi è rimasta molto impressa la indecente campagna mediatica contro Giovanni Scattone, che nel 1997 fu accusato dell’omicidio di Marta Russo, accaduto nell’Università de La Sapienza di Roma. Non voglio entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza di Scattone. Avendo seguito il processo, e letto qualche anno dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti sulla stampa, che asserivano che l’omicidio di Marta Russo fu uno scambio di persona. La stessa assomigliava alla figlia di un pentito siciliano, e sbagliarono persona. Quello che non capisco è perché si accanirono contro Scattone e il suo coimputato. Sono i classici misteri italiani; si trovano dei colpevoli per coprire la verità. E’ palese che qualcuno ha fatto uscire la notizia ad arte, perché non si parla dell’università, il luogo dove è stata uccisa Marta Russo, ma del liceo che ha frequentato. Scattone ha scontato la pena di 5 anni e 4 mesi. Non avendo l’interdizione dai pubblici uffici, può esercitare qualunque lavoro. L’inserimento consiste nel fatto che dopo avere scontato la pena si possa avere piena libertà di fare qualunque lavoro, e aprire qualsiasi attività. Purtroppo non è così, perché la pena prosegue all’infinito.  –  5/12/2011

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Trovo un piccolo articolo su un quotidiano nazionale.. “Conte assolto dopo vent’anni”.. “Nessun rapporto con la camorra”. Carmelo Conte, socialista, è stato ministro delle aree urbane. Era uno dei componenti della direzione del P.S.I. di Craxi. Conte abita ad Eboli, in provincia di Salerno, a pochi km dal mio paese, nella zona di Salerno Sud chiamata la “Piana del Sole”. Fu accusato da vari pentiti, che in via diretta o indiretta hanno accusato anche me. Ogni volta che leggo notizie di assoluzioni sono felice, perché sono tanti gli innocenti che finiscono nelle grinfie della magistratura. La loro colpa è di non avere  mezzi a sufficienza per potere contrastare lo strapotere della magistratura, ma principalmente quello delle procure, o perché si è recidivi, drogati, stranieri, ecc. Allora si diventa il colpevole ideale. E’ naturale chiedermi perché per tanti poveri cristi gli stessi pentiti erano credibili, invece per i politici non lo sono più? In Campania ci sono stati una ventina di politici di alto livello accusati da questi pentiti: Gava, Scotti, Conte, Patriarca, Donati, ecc. Sono stati tutti assolti dopo che i processi sono stati rinviati alle calende greche. Credo che l’anomalia del nostro Paese sia la magistratura. Massimo rigore  per il popolino e massima impunità per il potere.  –  6/12/2011

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Ho finito di leggere il libro “Mala Italia”, un libro stampato 40 anni fa. Sono racconti della fine ‘800 e inizio ‘900. Nel gergo in cui sono scritti i racconti non mi piacciono. Sembrano articoli giornalistici per rendere sensazionali le notizie. Inoltre si rimarca come un fatto ovvio e naturale che si nasce cattivi e delinquenti. Cesare Lombroso ha inquinato molto le menti di chi ha scritto i racconti –vari autori- con le sue assurde teorie, che hanno alimentato razzismi e persecuzioni alla miseria. Con alchimie varie e acrobazie cervellotiche faceva combaciare ogni cosa alle sue terribili tesi, che tante sciagure hanno causato per tutto il ‘900. Alcuni racconti mi hanno colpito. La miseria di alcuni quartieri a Firenze, Milano e Roma; e per questa estrema povertà, coloro che nascevano in quei quartieri erano ritenuti nati criminali, magari perché dediti per necessità al furto per sopravvivere. I lombrosismo esasperato. Il fanatismo religioso in una famiglia di un paese in Sicilia; buona parte della famiglia impazzì e commisero un atroce delitto familiare. Il racconto che più mi ha colpito è stato quello sui vigilati speciali, un girone dantesco della perduta gente. Una volta entrato in quel circuito, la legge non li abbandonava mai, li seguiva fino al funerale. Erano perseguitati tutta la vita e trattati peggio degli schiavi perché i carabinieri potevano prenderli a qualsiasi orario, anche in malo modo, e portarli in guardiola. Erano costretti a rubare per non morire di fame, perché come trovavano lavoro i carabinieri informavano il padrone che (il tipo che aveva trovato lavoro) era un vigilato speciale, e questi lo licenziava. Una condanna perpetua simile all’ergastolo. Oggi non è tanto diverso, perché ci sono –anche dopo avere scontato la pena- le misure di sicurezza. Queste sono divise in quelle detentive e quelle da liberi. Quelle detentive sono “casa di lavoro e colonia agricola”. Quelle da liberi “libertà vigilata, sorveglianza speciale, sorveglianza con l’obbligo di soggiorno, e libertà controllata”. Le misure di sicurezza vengono date anche ad incensurati liberi. Queste misure ostacolano la possibilità di rifarti una nuova vita, perché ti inchiodano a rimanere nel brodo di cultura dove hai sbagliato. Non ti danno la possibilità di portare avanti un’attività perché l’apparato repressivo fa di tutto per farla chiudere, e alla fine ci riescono sempre, usando anche mezzi poco ortodossi, ti impediscono di cambiare città e di espatriare. Un circuito vizioso che non ha mai fine. Il metodo viene da lontano, anche se è passato oltre un secolo, nella sostanza non è cambiato niente. Lo Stato contribuisce a livello industriale affinché la recidiva sia alimentata in perpetuo.  –  7/12/2011

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Tempo fa furono dedicati amp servizi televisivi e pagine intere per glorificare un’operazione chiamata “Faraone”, per la dimora faraonica dell’imputato, con il sequestro del suo patrimonio calcolato in 110 milioni di euro. Lo ritenevano un prestanome di un clan locale. Oggi leggo che è stato tutto dissequestrato e l’imputato assolto. Questi imprenditore aveva la forza economica di potersi difendere, ma quante persone non hanno questa forza. La legge La Torre perché non viene usata anche per i politici e i direttori ministeriali alla “Poggiolini”, sindacalisti, magistrati, religiosi, imprese vicino ai partiti, funzionari di Stato in divisa e no? Credo che pochi saprebbero giustificare la provenienza dei loro patrimoni. L’Italia è un Paese dove la corruzione è molto diffusa. Veniamo dietro al Ghana. Grosso modo sono circa un centinaio di migliaia di euro che alimenta la corruzione ogni anno. Dove finiscono questi soldi? Nei patrimoni delle persone citate. Come mai nessuno fa niente per cercarli? Semplicemente perché la corruzione è così estesa che sono coinvolti tutti; anche le istituzioni coinvolte nella ricerca dei capitali illeciti. Per questi motivi c’è bisonno di “mostri” da sacrificare e da dare in pasto all’opinione pubblica.  –  8/12/2011

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Leggo un articolo sull’ex ministro Alfano. Il giornalista evidenzia nell’articolo che, quando è invitato e viene intervistato, l’unica cosa di cui si vanta è di rivendicare l’inasprimento con nuove norme del carcere duro, il famigerato 41 bis. Questa sua rivendicazione la fa in ogni intervista, come fosse il suo fiore all’occhiello. Si ricorderà che in un suo intervento disse “abbiamo reso il carcere duro durissimo, e dovranno morirci dentro”. Un ministro che fa queste affermazioni si giudica da sé. Il giornalista nel suo articolo cerca di far riflettere. Il carcere duro è in contrasto con la tradizione giuridica italiana che costituzionalmente assegna alle carceri la rieducazione e non la repressione e la tortura, pertanto enfatizzare questo provvedimento da parte dell’ex ministro è indegno del ruolo che occupa anche ora, segretario del partito di maggioranza relativa. Il quotidiano La Repubblica che ha pubblicato questo articolo scritto dal giornalista Nino Alongi, è uno dei giornali che ha sempre difeso il 41 bis, chiamato impropriamente carcere duro, perché il nome appropriato è carcere di tortura, essendo che con il 41 bis è stata istituzionalizzata la tortura. Ha ospitato articoli di Roberto Saviano in cui affermava con chiarezza che anche se il 41 bis violava la Costituzione, era necessario. E’ paradossale che in uno Stato di diritto si ritenga necessaria la tortura. Questo dimostra il livello di democrazia e di civiltà del “signor” Saviano. L’articolo del giornalista Alongi lo annovero nella campagna antiberlusconiana in cui La Repubblica si è sempe contraddistinta. Pertanto il 41 bis in sé e per sé non è di alcuno interesse per il giornalista e il quotidiano, ma è usato solo per attaccare il delfino di Berlusconi. Il 25 ottobre il quotidiano regionale Calabria Ora ha pubblicato un articolo con una mia intervista, e devo dare merito al giornalista Luigi Guido che ha scritto a chiare lettere  quello che avevo detto, e cioè che il 41 bis è una tortura. La Repubblica non lo farà mai per non dispiacere alle procure, che tra l’altro lo usano anche come tortura per estorcee le confessioni. Con questi mezzi hanno creato Scarantino (il pentito della strage del giudice Borsellino), ma quanti Scarantini ci sono in Italia? Tanti! E migliaia di innocenti nelle carceri.  –  9/12/2011

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Anche oggi c’è il sole e la temperatura è mite, per me che soffro un po’ il freddo è una manna, perché sto bene in un clima non rigido. Per questo motivo non risento del caldo in estato. Lo sopporto bene, e poi mi piace perché non c’è bisogno di tanta biancheria, bastano magliette e pantaloncini. Guardo affascinata i paesi cardi dell’America latina, ma adoro i paesi scandinavi per la loro civiltà, l’attenzione al bene comune e il loro stato sociale, ma ci fa troppo freddo. La soluzione sarebbe di trascorrere sei mesi in un paese scandinavo durante la primavera-estate, e sei mesi in un paese dell’America latina, così sarei sempre in un clima caldo.  –  10/12/2011

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Mentre leggevo Panorama del mese scorso, ho letto un articolo intitolato “Quel pasticciaccio orribile di via D’Amelio”, una intervista all’avvocatessa Rosalba Di Gregorio, che ha diferso quattro imputati su sette del primo processo sulla strage di via D’Amelio, quella del giudice Borsellino, scaturito dalle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, che portato all’isola di Pianosa, gulag o lager non fa differenza, dove i detenuti venivano torturati, e Scarantino non resistendo dichiarò tutto quello che volevano gli inquirenti. L’avvocatessa Di Gregorio nella sua intervista fa capire con i fatti, che già dal 1995 i PM di Palermo e di Caltanissetta sapevano che Scarantino non sapeva niente della strage, ma volevano dei colpevoli, non ha importanza se innocenti. In questo contribuì anche la Procura di Torino. Le procure in questione occultarono e fecero sparire le prove che scagionavano gli imputati. L’avvocatessa Di Grigorio non essendosi arresa alle prepotenze delle procure, è stata attaccata con notizie false, e in ultima analisi con l’accusa al marito di associazione mafiosa. I pentiti sono monopolio delle procure, e li usano come meglio credono, anche in modo non ortodosso. Qualche mese addietro, quando è scoppiato questo scandalo, perché il pentito Spatuzza si è autoaccusato della strage e ha dato tutte le prove della sua colpevolezza, gli imputati sono stati scarcerati. Le procure di Palermo e Caltanissetta hano gridato al complotto e hanno aperto una inchiesta, per trovare chi ha distorto le indagini, e hanno tirato in ballo funzionari delle istituzioni che nel frattempo erano morti, hanno alzato un polverone, e poi tutto è ritornato nel silenzio. E’ normale ciò perché non potevano indagarsi da soli, essendo che sono loro che hanno distorto e condiziona ogni cosa, per fare condannare degli innocenti che loro sapevano fossero tali. Una colpa gravissima per dei magistrati. Oggi sono delle icone intoccabili, con un potere al di sopra della legge, ma un giorno la storia li condannerà per tutti gli abusi e i soprusi che hanno fatto.  –  11/12/2011

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Julian Assange capo di Wikileaks ha dichiarato che siamo tutti spiati, perché vengono tenuti sotto controllo PC e cellulari. Ha messo in rete la documentazione per provare ciò che ha affermato. C’è da credergli, il personaggio l’ha dimostrato. Ci sono decine di aziende private che controllano il mercato delle intercettazioni. L’Italia è uno dei paesi che ha più aziende che sono impegnate in questo controllo capillare. Queste tecnologie vendute ai regimi dittatoriali diventano delle armi micidiali, perché controllano tutto e non c’è nessuna libertà, e vengono usare anche per la repressione politica. Nei paesi Occidentali queste tecnologie sono usate per eliminare qualunque privacy. Finché la rete non sarà censurata, avremo queste notizie che interessanto almondo intero.  –  12/12/2011

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Il fratello dell’ex mnistro della giustizia, Angelino Alfano, Alessandro Alfano, è stato inquisito perché avremme comprato gli esami di economia. La dipendente addetta ad inserire gli esami falsi nella memoria dell’Università ha confessato tutto ed è stata licenziata. Un ministro tecnico  l’anno scorso, per una cosa simile si dimise da tutte le cariche. Questo signore che è segretario generale della Camera di commercio di Trapan, non si dimetterà, anzi Alfano lo aiuterà in futuro a fare carriera e ad avere incarichi sempre più prestigiosi. Come siamo lontani dalla cultura del rispetto delle istituzioni che vige nei paesi del Nord Europa.  –  13/12/2011

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Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.  –  14/12/2011.

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Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava.  –  15/12/2011

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Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. Gli ho detto che il più fresco di galera tra i presenti sta da dieci anni. Invece sbagliavo, perché sta da quindici anni; gli altri venti e trent’anni. Gli ho spiegato che dall’ergastolo non si esce, e che è una pena di morte diluita nel tempo. Gli ho spiegato che le pene alternative sono automatiche solo per i pentiti o, meglio detto, collaboratori di giustizia e i confidenti. Ci vorrebbero tutti come Giuda, ad accusare gli altri e a metterli al nostro posto, moltiplicando le sofferenze. Gli ho parlato del 41 bis che è un regime di tortura, che la Chiesa dovrebbe intervenire dicendo qualceh parola contro questa inciviltà indegna. Un mio compagno gli ha detto ch enel 41 bis li fanno mangiare poco. Ho visto lo stupore nella sua espressione, ma non ha detto niente. La mia impressione è che sia rimasto un po’ imbarazzato, credo che non si aspettasse questi discorsi. Sono del parere che tutte le occasioni –quando vengono persone dall’esterno- bisogna prenderle al volo, e fare loro questi discorsi, perché non sanno niente, hanno concetti recepiti dai media, che falsificano la realtà.  –  16/12/2011

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Ho letto l’ultima circolare del Ministero. Ne avevano dato notizia i TG e avevo letto qualche articolo sui quotidiani. Si tratta di aprire e tenere le celle aperte tutta la giornata. Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Ha escluso i regimi AS-1,2 E 3; e anche il 41 bis ovviamente.

E’ un discorso solo per i detenuti comuni, ma anche tra loro ci sono di distinguo, essendo stati etichettati con colori, bianco-verde-rosso. I bianchi sono aperti senza eccezioni. I vedi devono avere delle valutazioni periodiche. I rossi devono avere l’autorizzazione dal commissario. Non sono hanno creato altra burocrazia, ma va a finire che creano altri regimi, come successe con l’ex E.I.V.C. che poi diventò E.I.V., ed ora A.S.1. Tanti detenuti diventano pericolosi con la burocratizzazione dei regimi. I detenuti dell’AS-2 e 3 si trovano in questi circuiti perché hanno un reato che rientra nell’art. 4 bis O.P., oppure basta un’aggravante, anche un furto, pertanto non è la mera supposizione di pericolosità del soggeggo, ma è il reato, un comma di un reato o un’aggravante. Noi dall’AS1 siamo in questo regime percè eravamo nel 41 bis; parcheggiati in assenza del nulla. Non cambieranno mai le cose, fino a quando il ministero sarà monopolio di Pm, ex-direttori delle carceri, della polizia penitenziaria e dei suoi sindacati. Insieme formano una burocrazia discrezionale tipica dei mandarini cinesi, e si oppongono ferocemene ad ogni riforma.  –  17/12/2011

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Nelle carceri tutto è impontato sulla “sicurezza interna”. Questa parola “magica” consente di alimentare oppressione e limitazioni indiscriminate, senza nessun controllo, anzi con la complicità degli organi preposti alla tutela dei detenuti. La sicurezza è usata per violare, negare, sospendere ed espropriare i diritti. Usata come unica risposta ad ogni richiesta; usata come chiave per eludere ogni richiesta; usata per rendere cieca ogni regola; la violenza della giustiza soffoca ogni cosa. In nome della sicurezza si sono commesse e si continuano a commettere mostruose ingiustizie. Viene usata per spersonalizzare l’identità dei detenuti, e per gestirl più agevolmente. In ogni contesto, le persecuzioni sono state sempre costruite con le parole e i concetti del diritto. In questo caso i baroni di turno interpretano e in alcuni casi si inventano le norme per creare sofferenza, per avere visibilità mediatica. Ormai lo fanno senza nessuna vergogna, come fosse un comportamento normale. Le norme penitenziarie, insieme alla disciplina imposta, sono state stravolte e rese antisociali; pertanto più che la rieducazione, il trattamento quotidiano insegna ad essere al di fuori della società. In nome della sicurezza, il carcere non solo pretende di isolare i detenuti dalla società, ma pretende anche di isolare i detenuti tra loro stessi. Credo che nessuno abbia mai visto un cane legato alla catena diventare buono. Il carcere dovrebbe essere  un luogo dove si organizza un servizio, invece il servizio è totale, perché i detenuti si alimentano di odio, rabbia e rancore, per i diritti negati, l’oppressione e le frustrazioni che ne scaturiscono. Il legislatoree o il ministo dovrebbero intervenire per porre una limitazione all’uso distorto del concetto della parola sicurezza.  –  18/12/2011

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In TV alcune trasmissioni, in pompa magna dicevano che Equitalia aveva recuperato nove miliardi di tasse inevase. Oggi leggo un articolo in cui lo Stato deve altri settanta miliardi alle imprese, principalmente alle piccole imprese che hanno anche il problema della stretta creditizia delle banche. Molte imprese chiudono perché da una parte lo Stato non le paga e dall’altra i “gabellieri” di Equitalia li aggrediscono in ogni modo, e moltiplicano le cifre peggio  degli strozzini, e tutto lo si fa passare come un fatto legale. I politici sbraitano  demagogicamente per non perdere consensi, ma in realtà non fanno niente, pensano solo a che i loro privilegi non vengano toccati. Basterebbe una semplice legge. Le imprese che sono creditrici nei confronti dello Stato, li possano decurtare dalle tasse che chiede Equitalia. Si eviterebbero tante ingiustizie, fallimenti e tanta disperazione.  –  19/12/2011

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Leggo su un quotidiano che il 98% degli alberi di Natale, il 92% dei regali eil 97% degli addobbi natalizi, vengono da Yiwu, una città cinese. Questa città in 10 anni è diventata la seconda città più ricca della cina. Credo che in nessun altro prodotto ci sia un monopolio così alto. Tutto ciò è possibile perché lì non hanno leggi da rispettare.. circa operai, ambiente, sicurezza, sindacati, ecc. Ogni tanto ci fanno vedere le scene di sequestro nei porti, ma è tutta scena, perché è una goccia nell’oceano. Arrivano milioni di tonnellate di merci, non solo natalizie, ma anche certificate e pericolose. Se venissero costruite qui in Italia, andrebbero tutti gli organi quotidianamente a controllare, e nelle condizioni della città cinese, non solo chiuderebbero le aziende, ma farebbero multe e forse anche arresti. Ricordo che una volta le città di Napoli e dintorni erano considerate la Cina d’Europa. Oggi tutti quei laboratori vengono fatti chiudere, perché ritenuti organici alla camorra. La camorra è usata come il prezzemolo, lo si può mettere su ogni pietanza. Chissà chi ha interesse affinché arrivino dalla Cina milioni di tonnellate di merci non certificate e prodotte da “schiavi”, e non si possno fabbricare in Italia, con milioni di disoccupati che ci sono nel nostro Paese.  –  20/12/2011

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C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti.  –  21/12/2011

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Diario di Pasquale De Feo 22 gennaio – 21 febbraio

Eccoci oggi con uno degli appuntamenti che sono diventati un classico su questo Blog. Il diario mensile che Pasquale De Feo (attualmente detenuto a Catanzaro) ci invia. Questo appuntamento mensile con Pasquale De Feo è nato da una intuizione di Carmelo Musumeci.

Pasquale condivide uno squarcio del suo mondo, del suo giorno per giono, con noi. E sebbene si parla, come è inevitabile e giusto, tanto di ciò che attiene alla realtà del carcere, lo sguardo di Pasquale spazia con un respiro ampio.. offrendo la dimensione di un uomo che è in ricerca, che vuole costantemente crescere, imparare e migliorarsi.. e che ha riflessioni importanti da fare, e da condividere.

In questa “puntata” si va dalla rievocazione delle leggi razziali alla grande tematica delle energie alternative, di cui Pasquale è un appassionato. Dai crimini delle Foibe, colpevolmente tenuti sotto silenzio per cinquant’anni (con la complicità anche di peronaggi cinici come Togliatti), alla pratica costante di manipolazione dei media, imperterriti nel coltivare i peggiori istinti forcaioli; istinti strumentalizzati anche da politici senza scrupoli. Dalla guerra in Somalia, al caso Cesare Battisti, e alla necessità di voltare finalmente pagina e chiudere la stagione degli anni di piombo.

E’ come sempre tutto da leggere ciò che Pasquale ci invia, ma prima di lasciarvi al suo diario di gennaio, voglio citare due passaggi.

Uno è quello in cui rievoca la oscura stagione del supercarcere dell’Asinara, vissuta personalmente anche dallo stesso Pasquale. Passaggio nato dalla riflessione sulla vita e l’opera del grande scrittore dissidente russo Solzenicyn che passò anni nei famigerai Gulag sovietici:

Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.”

E poi un bellissimo passaggio sulla libertà mentale, che nessuno può togliere ad un essere umano, che consente di sentire il proprio spirito libero, anche se circondati da mura, ostacoli e limitazioni.

Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011″

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo per il mese di gennaio.

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Sentire i vari Alfano, Fede, Berlusconi, Casellati, Gasparri, ecc… dire che le Procure violano le leggi, la Costituzione, i diritti, ecc, che ormai siamo in uno stato di polizia, la dittatura dei P.M., ecc. Penso che questi signori dovrebbero vergognarsi, per rifarsi una verginità hanno fatto leggi infami e miserabili che ora si ritociono anche contro di loro. Hanno ristretto tutto in carcere, principalmente nel regime di tortura del 41 bis. Non hanno potuto togliergli l’ora d’aria. Se potevano l’avrebbero fatto.

Sentire Berlusconi lamentarsi che le persone indagate sono state trattenute una giornata senza contatti con nessuno, e perquisizioni senza rispetto nelle abitazioni, buttando tutto all’aria e sequestrando telefonini, computer, soldi, ecc., come se fosse un’operazione Antimafia. Qualcuno dovrebbe dirgli che quando le forze dell’ordine vanno a casa delle persone (comuni) fanno lo stesso, e se non gli aprono subito la porta, la butano giù. In un’operazione di polizia, con qualunque titolo venga nominata, si possono fare. Viceversa se tocca a Berlusconi e ai suoi amici, non si rispetterebbere i diritti e si sovvertirebbe la democrazia. Questo signore ha una visuale della realtà molto distorta, che credo gli venga dalla sua corte che lo consiglia e gli fa apparire un mondo a misura delle sue passioni.   22-01-2011

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In questi giorni, in tutti i canali TV e nei quotidiani non si parla altro che dei vizi di Berlusconi, o forse e meglio dire della sua vita goderecci, e che i PM li hanno trasformati in reati. Berlusconi è potente e non riesce a difendersi dai PM, pensate a un semplice cittadino come potrebbe difendersi contro lo strapotere delle procure. Ormai da circa un ventennio i PM sono usciti dall’alveo costituzionale, hanno costruito un potere abnorme, supportato da un gruppo di potere composto da politici, media, personaggi vari, e siccome si ritengono gli unici depositari della verità, nessuno può contrastarli, perchè finirebbe nel tritacarne mediatico giudiziario.

Il maggiore responsaile di questo stato di cose è il PD (Partito Democratico), perchè non riesce a troncare questo legame incestuoso con i PM e una parte della magistratura. Sono convinti che senza vincere le elezioni, i PM gli consegneranno il Paese. Le procure da parte loro ne hanno approfittato e hanno instaurato una dittatura giudiziaria. Per questo motivo, anche se è un mascalzone, Berlusconi vincerà di nuovo alle prossime elezioni.   23-01-2011

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I notiziari hanno dato grande enfasi per l’arresto di un centinaio di presunti mafiosi negli U.S.A. da parte dell’ F.B.I., ritenendolo la più grande operazione nella storia. Mi domando, ma i giornalisti italiani hanno una memoria così corta? In Italia sono 30 anni, che con la famigerata legge Andreotti del 1982, il reato di cui al 416 bis, che blitz di queste dimensioni sono la normalità.

Ricordo nel 1983, in Campania ci fu un bliz di 800 persone; nello stesso anno anche io fui colpito da un bliz di altre 200 persone. Nel tempo ce ne sono stati migliaia, da Palermo a Milano. L’ultimo qui in Calabria di 300 persone. Chi capita in questi calderoni, è un miracolato se riesce a dimostrare la sua innocenza.   24-01-2011

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Bruno Contrada ha discusso la liberazione anticipata, gli è stata rigettata perchè non ha collaborato. E’ singolare che non si prenda minimamente in considerazione  che una persona possa essere innocente. Ormai sembra di essere nella ex Germania dell’Est. Chi collaborava con la Stasi (servizi segreti) era un ottimo cittadino, chi non collaborava diventava un pericoloso sovversivo d reprimere e da escludere dalla società. Bruno Contrada ha lavorato per 30 anni nella polizia, e prima dell’arresto, in via gerarchica, era il numero 3 dei servizi segreti. Se a uno come lui non danno un beneficio penitenziario, lascio immaginare se possono dare qualcosa ai tanti poveri Cristi che sono nelle carceri.   23-01-2011

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Oggi un compagno, qui con me, ha realizzato una sua idea, che avevo subito abbracciato quando me ne parlò. Ha fatto uno stampato d divulgare tra i carcerati e da spedire all’ambasciata brasiliana, per solidarizzare con il Presidente Lula e il Brasile, per giusta decisione che ha preso, di non estradare Battisti. Se lo portano in Italia, sarebbe condannato a morte e alla tortura. Lo seppellirebbero vivo nel regime di tortura del 41 bis fino alla fine dei suoi giorni. Una pena di morte diluita nel tempo, con la tortura quotidian. Inoltre si chiede all’ambasciatore brasiliano di informare le diplomazie francesi e inglesi affinché intervengano, come fecero nel 1865, per moderare la repressione dello Stato italiano nei confronti dei cittadini meridionali e ristabilire il rispetto dei diritti umani, civili e politici. C’è un’omertà criminale che è coperta con la dicitura di Stato democratico e civile.   26-01-2011

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Oggi è il mio compleanno, compio 50 anni, ma è anche il giorno della memoria, l’olocausto degli ebrei da parte dei nazisti. Un popolo (gli ebrei) che ammiro, perchè ha reagito sempre a tutte le persecuzioni, sopravvivendo.  In millenni di distruzioni, genocidi e deportazioni, non hanno perso la loro identità, la loro lingua e le loro leggi. Hanno fatto di ogni posto del mondo in cui sono andati la loro terra promessa. Ogni popolo sradicato dalla propria terra è scomparso. Gli  Ebrei, con il loro libro (la Bibbia) sono stati più forti di chiunque altro. Onore a questo popolo che è degno di ammirazione e rispetto.   –  27/01/2011

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A Firenze, un’insegnante ha detto ai suoi alunni, facendo finta di leggere una circoalre ministeriale, che entro il 15 aprile, dovevano portare il certificato di nascita e di residenza, anche quello dei genitori e dei nonni, perchè chi non era nato a Firenze e in Toscana, da settembre non poteva più frequentare la scuola. I ragazzi erano increduli e allibiti alla notizia. E’ subentrata la disperazione e la rabbia per una legge così ingiusta. Dopo una mezz’ora, l’insegnante ha detto loro la verità, che si trattava di una finzione, ma l’aveva fatto per fargli capire cosa avevano provato i ragazzi ebrei nelle scuole, con le leggi razziali del 1938. Cred che i ragazzi non dimenticheranno mai più il 27 gennaio, giorno della memoria dell’Olocausto nazista, e capiranno quanto sia infame e miserabile qualunque razzismo.  –  28/01/2011

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Oggi tutti i TG hanno dato la notizia dell’apertura dell’anno giudiziario. Mi sembra una riunione con vestiti d’epoca. Dicono sempre le stesse cose: confermare il loro potere spropositato e attaccare tutti quelli che non osano riconoscere la loro dittatura e vogliono intaccare i loro privilegi.

Gli avvocati hano indetto uno sciopero per protetare contro l’immobilismo  politico sulle riforme non fatte della giustizia. Non parteciperanno alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, ritendendolo un rituale ottocentesco, che continua a relegare gli avvocati in posizione gregaria. Tutti i magistrati che hanno aperto l’anno giudiziaria, hanno detto che si pagano troppi indennizzi. Quest’anno sono stati circa un centinaio, ma i tempi di pagamento sono lunghi, e anche su questo è dovuta intervenire la Corte Eurpea dei Diritti dell’Uomo, condannando l’Italia.

Un filosofo greco diceva che “la soluzione di un problema è all’interno del problema stesso”. In questo caso il problema sono i magistrati, e fno a quando non verrà fatta una riforma radicale, che riporterà gli stessi nel ruolo della loro reale funzione, non solo la giustizia non funzionerà, ma anche la politica non potrà governare essendo sotto ricatto. Inoltre enssun cittadino può essere sicuro di avere giustizia e di avere la forza di potersi difendere contro lo strapotere dei magistrati.  –  29/01/2011

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Totò Cuffaro ha passato la prima notte in cella, nel carcere di Rebibbia. L’on. Calogero Mannino è andato a trovarlo. Cuffaro gli ha raccontato che non era abituato al freddo del carcere, e ha patito molto il freddo della notte. Inoltre ancora doveva farsi la doccia, forse gliela facevano fare il giorno dopo. Nei giorni seguenti ai vari parlamentari che andavano a trovarlo, ha confidato che ha pianto molto durante le notti. Ha chiesto un posto di lavoro per essere impegnato. L’hanno spostato dal reparto A.S. e messo in un reparto comune, ed era in attesa di una cella singola,e di un lavoro o in biblioteca o in infermieria.

Non credo che un semplice cittadino-detenuto avrebbe avuto in pochissimi giorni tutte queste agevolazioni: essere declassificato, avere una cella singola e un lavoro, che a lui serve per occupare il tempo, mentre ai detenuti serve per guadagnare quella miseria che danno, essendo che il 99% dei detenuti è povero.

Quando era Presidente della Regione Sicilia sono stato detenuto nel carcere dell’Ucciardone, un vergogna per la civilà italiana ed europea. Ho dovuto lottare tenacemente per farmi trasferire. In tutti gli anni che è stato Presidente, on si è  mai interessato delle carceri; la stessa cosa vale per il suo padre putativo Calogero Mannino, nonostante abbia conosciuto il carcere. Sentirli lamentarsi cme fossero vittime del sistema,  quando ne fanno parte, credo si amolto sgradevole per migliaia di detenuti che subiscono da anni tanti abusi e nefandezze.  –  30/01/2011

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Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.

Avevo letto in un libro che un Ebreo in un campo di concentramento nazista, quando la disperazione l assaliva, rivolgendosi al cielo ripeteva un versetto della Torah, “Dio della vendetta non dimenticare”. Lo avevo preso a prestito, e lo ripetevo spesso per darmi forza. In Italia dopo quasi 20 anni, lo Stato parla ancora del regime di tortura del 41bis, come fosse una normale detenzione, mistificando la realtà. L aviolenza di Stato è più brutale di qualsiasi crimine.  31-01-2011

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Nei TG ho sentito la notizia che il figlio di John Gotti, degunto qualche anno addietro e ritenuto capo di una delle cinque famiglie di New Yok, ha proposto all’attore John Travolta di interpretare il padre nel film da lui finanziato. Si sono incontrati a cena in un ristorante, sono stati fotografati dai paparazzi, e le foto sono state pubblicate da tutti i giornali. L’attore avrebbe accettato la proposta. Neglii Stati Uniti non ha fatto nessuno scalpore, la notizia è stata data con enfasi, ma niente di più. Ricordo che quando John Gotti stava facendo il processo in tribunale, lo andarono  a trovare alcuni attori di livello mondiale, tra cui Anthony Quinn. La notizia fu trasmessa dai media, e fece il giro del mondo, ma non fece scalpore e nessuno si stracciò le vesti.

Mi sono immaginato l’evento qui in Italia. Il circolo mediatico dell’antimafia avrebbe messo su un teatrino e tutti i soggetti interessati sarebbero stati messi alla gogna e schiacciati. Ormai in Italia c’è un clima come quello degli Stati Uniti ai tempi del Maccartismo. Il senatore Mc Carthy faceva vedere sovietici e comunisti da tutte le parti. Questo gli permetteva di tenere tutti sotto scacco, perchè poteva rovinare chiunque in breve tempo. Negli U.S.A. durò pochi anni, in Italia sono circa 20 anni che va avanti. Berlusconi che è il più ricco e potente uomo che c’è in Italia, non riesce a difendersi dagli attacchi del circolo mediatico antimafia, e con fatica riesce a contenerli. Figuriamoci se un semplice cittadino può avere la forza per difendersi. Credo che tutti dovrremmo riflettere su questo strapotere, perchè limita fortemente la nostra democrazia e le nostre libertà civili.  –  1/02/2011

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Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011

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H letto su un quotidiano “volpe ferita spara al cacciatore”. E’ successo in Bielorussia. Il cacciatore nel prendere la volpe ferita, nel divincolarsi con una zampa, ha premuto il grilletto del fucile, ferendo il cacciatore. Ogni tanto si inverte l’ordine delle cose. Dovrebbe succedere più spesso. In ogni campo, per dare l’imput per riflettere, essendo che si riflette poco. Tutto è fatto di corsa, in modo frenetico. Anche io ho questa tendenza, ma poi mi soffermo e rifletto.. dove devo andare così di fretta? a nessuna parte. Ho tutto il tempo per fare ogni cosa. Dicono che ai detenuti, e in particolare agli ergastolani, il tempo non manca. Sembrerà strano.. non ho mai tempo sufficiente per fare tutto quello che vorei.  –  3/02/2011

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Quando ero al carcere di Parma, arrivò un detenuto del Marocco, si chiamava Mohamed El Fari. Era stato arrestato in provincia di Perugia per terrorismo islamico. Conoscendolo si trattava di una persona bravissima, buon padre di famiglia, ma poverissimo, era venuto in Italia per lavorare. Aveva la biancheria estiva quando arrivò. Anche in inverno continuò ad avere gli stessi indumenti. Non ne aveva altri. Tremava dal freddo. Con un pò di tribolazione, un pò io e un pò Padre Celso riuscimmo a fargli avere un pò di biancheria invernale. Il carcere di Parma si disinteressa di uesti problemi, e non agevola le persone che vogliono dare una mano. Ho letto che dopo avere scontato la pena per associazione terroristica è stato espulso. Avendo un pò di esperienza di carcere e di processi, sono certo che era innocente e l’espulsione è stata una grossa ingiustizia. Un povero Cristo immolato sull’altare della foga repressiva giustizialista contro gli islamici.  –  4/02/2011

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Nell’immaginario comune l’Olanda è il Paese più aperto e liberale del mondo. Ho letto che è l’unico Paese Europeo che nel 2004 ha emanato una legge che definisce l’acqua un bene pubblico. Ciò ha impedito che potesse essere privatizzata. Essere aperti non  vuole dire dare tutto in mano ai privati che pensano solo al lucro, e non al bene comune. I politici italiani dovrebbero copiarla una legge simile, ma come al solito prevale il senso predatorio e hanno emanato leggi per privatizzarla.  –  5/02/2011

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Un imprenditore canadese è andato in Somalia via Kenia come turista. Siccome erano 20 anni che i somali non ne vedevano, non ci credevano e scoppiavano a ridere quando lo diceva, come se stesse raccontando una storiella. Ricordo quando tutte le TV del mondo ripresero lo sbarco in pompa magna dei marines americani sulle spiagge della Somalia. Tutti gli scandali di torture e stragi, con la partecipazione dei soldati italiani, che successero nel periodo della loro occupazione. Gli americani credevano di fare una passeggiata, e invece dovettero ritirarsi con la coda tra le gambe, lasciando il Paese peggiore di come l’avevano trovato. In più i seguagi di Bin Laden hanno preso il sopravvento.  –  6/02/2011

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Sono un appassionato di energie rinnovabili e di tutto quello che riguarda l’ecologia. Leggo e seguo tutto quello che scrive Jeremy Rifkin, teorico della terza rivoluzione industriale. Concordo con le sue teorie, credo che la via della green economy possa produrre milioni di posti di lavoro e abbattere l’inquinamento.

Purtroppo l’economia del petrolio non ha nessuna intenzione di perdere i miliardi di dollari che guadagna. E pertanto con il suo enorme potere frena questa rivoluzione. Ma alla fine si farà, perchè è l’inquinamento che lo impone. Ogni rivoluzione  non è stata fatta perchè è mancata la materia prima, ma perchè era necessaria. Spesso vengono fuori notizie che alimentano la speranza per un futuro più ecologico e pulito. Una famiglia inglese, in un anno ha riciclato tutti i suoi rifiuti, tranne un sacchetto pieno di materiali non riciclabili. Se tutti facessero così non ci sarebbero problemi di discariche che inquinano. Un poliziotto inglese, infiltratosi per sette anni tra gli ecologisti e i noglobal d’Europa, una volta scoperto è passato con gli ecologisti. Forse ha capito che i buoni non stavano dalla parte dalla quale lavorava prima.  –  7/02/2011

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A Berlino, in Germania, durante il potere di Hitler, un libraio nascose migliaia di libri che erano stati messi all’indice dai nazisti. Rischiò la vita per la cultura. Se l’avessero scoperto, lo avrebbero subito condannato a morte. Queste sono persone da cui prendere esempio, perchè chi dà tanto valore alla cultura, farà sempre del bene all’umanità.  –  8/02/2011

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I leghisti hanno fatto una lista di proscrizione di scrittori e dei loro libri messi all’indice, con la scusa che chi firmò l’appello a favore di Battisti, non deve inquinare le menti dei veneti. Ci hanno incluso anche scrittori che non hanno firmato l’appello. Tutte le storture della storia sono iniziate in questo modo. Quello che fa impressione è il silenzio mediatic. L’indice ai libri l’hanno messo solo il  nazismo, il fascismo, il comunismo e le religioni.. poteri assoluti. Sembravano cose del passato, m la storia, se non si è vigili, si è condannati a ripeterla.  –  9/02/2011

Il capo della D.N.A., Piero Grasso, in una conferenza tenuta in una facoltà di Giurisprudenza, ha detto che i piccoli soprusi e i piccoli reati, anche se non si vedono, finiscono per inquinare le relazioni sociali. La sua riflessione è anche condivisibile, ma dovrebbe riguardare tutti, e non esserci angoli della società dove si fa finta di non vedere e, in alcuni casi, di coprire, perchè sono pezzi delle istituzioni a commettere abusi, reati e soprusi. Il Cardinale Martini afferma che “chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figliio della casa dei doveri”.  –  10/02/2011

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Il problema carcere è diventato un gioco politico. Quello dei pochi agenti è un falso problema.Ci vorrebbero più educatori e assistenti sociali, con la sburocratizzazione da tante norme astruse che imprigionano con lacci e lacciuoli la carcerazione alternativa. Siccome questo discorso non paga, in termini di consenso, allora la tendenza della politica è di percorrere il giustizialismo e la discriminazione, per sobillare gli spiriti forcaioli che alzano le percentuali nei sondaggi. Tutto ciò si evidenzia anche nel linguaggio della politica e dei media. Si criminalizza ogni dissenso, intere categorie di persone.. e si reprime con foga i piùd eboli. Mentre per la crescente criminalitàd ei colletti bianchi ipocritamente si ricorre alla teoria della mela marcia, che dopo che è stata beccata avrebbe capito l’errore, e pertanto non si dovranno accanire perchè non lo farà più. L’equtà non c’è nei processi, né nello scontare la pena. Tutto ciò negli ultimi anni è peggiorato. La forza e il potere sono diventati gli unici strumenti di gestione della giustizia.  –  12/02/2011

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Ieri era il giorno della memoria per le stragi delle Foibe. Nel dopo guerra i comunisti italiani non si opposero e, in alcuni casi, aiutarono i partigiani di Tito contro gli italiani dell’Istria e della Dalmazia, per spargere il terrore fecero stragi e saccheggi, costringendo 350.000 italiani a scappare. L’esodo fu una pulizia etnica.

E’ palese che ci fu il consenso di Togliatti, che a sua volta ricevette l’ordine da Stalin, perchè Tito era un comunista. Togliatti non si è mai opposto alle decisioni di Stalin, anzi le condivise e partecipava con ferrea disciplina a tutti i crimini di Stalin, dale sparizioni degli esuli italiani a Mosca, dai migliaia di morti dei soldati italiani lasciati a morire di stenti nei Gulag.. su 200.000 ne rientrarono circa 16.000.. e ci furono tanti altri crimini. Se Togliatti si fosse opposto, i partigiani non avrebbero permesso non solo le stragi, ma anche la pulizia etnica e l’occupazione dell’Istria e la sua perdita per sempre.

Le Foibe sno cavità carsiche molto profonde. I partiani tetini (poi esercito jugoslavo) buttarono migliaia di italiani nelle Foibe. Quando gli italiani dell’esodo istriano passavano nelle stazioni ferroviarie, i comunisti italianii organizzarono proteste con la scusa che erano tutti fascisti. Gente spaventata e disperata, che non aveva più niente, invece di trovare una accoglienza calorosa, furono ingiuriati e insultati in tutti i modi. Togliatti doveva legittimare l’infame decisione di appoggiare le Foibe e la pulizia etnica, criminalizzando come fascisti tutti gli italiani dell’esodo. Furono messi in vari campi d’accoglienza. La povertà e l’indigenza erano di casa, essendo scappat solo con quello che potevano portare a mano. Anche se patirono la fame, nessuno dei 350.000 fu mai arrestato per furto o altro.

Per 60 anni c’è stata una censura di Stato, sia per non irritare il partito comunista (subalterno a Mosca fino alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1989, anche con finanziamenti) e sia per non rinvangare l’infame comportamento avuto dai fascisti italiani nei confronti delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, con molti campi di sterminio. Mussolini si era comportato come Hitler.

Ancora oggi, dopo tanti anni, non è stato fatto un film che rppresenti la realtà storica di questo tragico ed infame episodio. Il silenzio della storia è un crimine peggiore dei crimini che si vogliono coprire.  –  11/02/2011

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L’episodio di Battisti ha fatto molta notizia, e se ne è parlato e discusso molto. Negli anni ’70-’80 furono migliaia i ragazzi di destra e di sinistra che abbracciarono la lotta armata, e migliaia ripararono all’estero dopo la sconfitta da parte dello Stato. Ancora oggi in tanti sono all’estero e si sono rifatti una vita. Perseguire ancora quei ragazzi, attualmente di una certa età, tutti con più di 50 anni, è un modo vendicativo di guardare quel periodo storico.  La ribellione di quella generazione è stata politicizzata. Credevano di cambiare ils istema con le armi. Oggi capiscono che è stata una follia, ma quando si è giovani l’ideale offusca la ragione. Credo che avremmo dovuto farlo da tempo. Guardare quelle vicende con gli occhi della Storia. Continuando a stumentalizzarle, la piaga rimane sempre aperta. Pertanto  bisogna chiudere politicamente questo doloroso periodo del nostro passato, e lasciare la parola agli storici. Dopo la guerra, con il govendo di unità nazionale, Togliatti ministro della giustizia emanò un’amnistia e chiuse il tragico periodo del dopoguerra (oggi un periodo simile andrebbe davanti a un Tribunale Internazionale per i crimini contro l’umanità). Erano passati pochi anni. Noi, dopo oltre 30 anni, ancora dobbiamo farlo.  –  13/02/2011

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Ho letto su un quotidiano che due PM sono stati condannati. Uno era stato già sospeso, e l’altro era in pensione. Erano due sostituti procuratori nazionali antimafia. Quando c’erano i processi facevano incontrare tutti i pentiti in un  hotel. Una volta erano una trentina tutti insieme, e siccome c’è stato un periodo in cui due dichiarazioni convergenti erano una prova, immagino quante persone siano state condannate da innocenti, o senza nessuna prova.

A Messina è uscito tutto a galla, per l’onestà di un avvocato che ne difendeva parecchi, viceversa, in tanti altri luoghi, gli avvocati che difendevano i pentiti sono stati complici e conniventi, e migliaia di persone sono ancora in carcere con condanne lunghissime, tra cui centinaia di ergastoli.

Nessuna procura ha mai denunciato un pentito per calunnia, quando venivano colti sul fatto. C’è un avvocato nel partito di Di Pietro. Non riusciva neanche a comprarsi la macchina, girava su una Vespa 50.. con l’avvento del pentitismo è diventato ricco e potente, ed ora siede in Parlamento con l’auto blu. L’arricchimento dei pochi ha causato la sofferenza di migliaia di persone e la distruzione di centinaia di nuclei familiari.  –  14/02/2011

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Ogni giorno ci sono morti nelle carceri, suicidi, finti suicidi, malattie, anzianità, persone lasciate morire e morti sospette. Molti subiscono problemi psichiatrici, parziali e permanenti. Le condizioni nelle carceri, a dire di tutti sono incivili, degradanti, e in alcuni casi di tortura. Tutti gli addetti ai lavori dichirano che il governo deve fare qualcosa, ma non faranno niente, perchè hanno vinto le elezioni sulla sicurezza, sollecitando gli spiriti forcaioli, e intendono usare lo stesso metodo per le prossime elezioni. Il rapporto dei suicidi tra detenuti e le persone libere è di 19 a 1, con una percentuale cinque volte più alta tra i detenuti ristretti nel regime di tortura del 41bis. Le percentuali sono sproporzionate e non possono essere spiegate con la ridimensione della libertà personale. Gli spazi sono sempre più ristretti, anche con la costruzione dei nuovi padiglioni. Ciò alimenta la tensione e la disperazione che sfociano in vari modi.

A Reggo Calabria, quando l’agente del reparto dove si svolgevano i colloqui con gli avvocati, è chiamato per fare la traduzione dei detenuti, il reparto colloqui rimane chiuso, e i detenuti non possono avere colloqui con i propri avvocati. La Costituzione sancisce che al difesa è un diritto sacro e inviolabile, ma ormai nelle carceri non c’è nessunn diritto certo. Adriano Sofri ha scritto una lettera su Repubblica. Ha centrato tutti i problemi. Li conosce avendoli vissuti. Fino  a quando le carceri saranno ritenute discariche sociali, non cambierà mai niente.  –  15/02/2011

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I disoccupati di Napoli hanno scioperato per la mancanza di occupazione, e per sollecitare quei pochi soldi del sussidio per tirare avanti. Tante associazion si sono collegate tra dil oro per protesstare insieme contro i tanti problemi sociali, in modo da incidere meglio, così si sono collegati  i disoccupati, i precari, i manifestanti delle discariche di Terzigno e Chiaiano e tanti altri. La politca con tutto il codazzo che la circonda, non sapendo rispondere ai problemi che loro stessi hanno contribuito a creare e a non sapere risolvere, percorre la scorciatoia più sicura di criminalizzare ogni dissenso. A ciò si adeguano anche tutte le istituzioni dello Stato. Il questore di Napoli, per criminalizzare i disoccupati, ha dichiara che vedeva la presenza di “facce di camorristi” tra i disoccupati. E’ singolare che il viso possa esprimere una categorria. Negli anni dell’ “unificazione d’Italia” misurvano il cranio per giustificare perchè nel Meridione c’erano migliaia di briganti: “la conformazione cranica denotava una razza inferiore, ribelle e dedita a delinquere”. Ogni potere cerca in tutti i modi di stroncare ogni dissenso popolare. Vogliono dei vegetali, per poter meglio fare i loro comandi. Martin Luther King diceva che “un uomo muore quando smette di lottare contro le ingiustizie”. Pertanto lottare è vita, e non bisogna smettere mai.  –  16/02/2011

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A Cuba hanno fermato i plotoni d’esecuzione e commutate una trentina di condanne a morte alla pena di 30 anni. L’O.N.U. ha approvato una nuova risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. 108 paesei hanno votato a favore, 41 hanno votato contro e 36 si sono astenuti. Ormai c’è una grande maggioranza per l’abolizione. I compilatori del Codice Penale francese del 28-09-1791, pur prevedendo la pena di morte (credo per motivi politici) avevano abolito l’ergastolo, ritenendolo molto più disumano, illegittimo e inaccettabile della pena capitale.  La Francia ha abolito la pena di morte molti anni fa. Tutti i paesi del mondo, a parte le dittature, si adeguano con leggi all’evoluzione dei tempi.  L’Italia, meritoria nella battaglia per l’abolizione della pena di morte, dimentica che ha in casa la pena di morte – anche se diluita nel tempo – l’ergastolo.  17/02/2011

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Dopo tanti mesi dal mio trasferimento qui a Catanzaro, ho avuto una Famiglia Cristiana tra le mani. Era di molti mesi fa.. ottobre. In tanti anni di carcere, tutti i religiosi, nelle carceri in cui sono stato, distribuivano Famiglia Cristiana, tutte le settimane a tutti i detenuti. Qui a Catanzaro non la passano a nessun detenuto, ed è la prima volta che accade. Ho scritto al vescovo per informarlo, mi ha risposto, ma nulla è cambiato.  –  18/02/2011

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In tante parole dette dai politici, traspare odio. La TV, la carta stampata.. riportano tutto ciò, e la gente lo metabolizza. Contro noi detenuti i politici alimentano un odio feroce, unicamente per un becero ritorno di consenso elettorale. Nello sfogliare alcuni appunti ho trovato una frase di Nelson Mandela. Lui sapeva cosa significasse la discriminazione, l’odio e l’oppressione del carcere. “Nessuno nasce con l’odio innato nei confronti di qualcuno o di qualcosa. La gente impara a odiare, ma se può imparare l’odio, può imparare anche l’amore, perchè questo è un sentimento assai più naturale del suo opposto”. Questi politici e i media che danno loro fiato, dovrebbero  prendere esempio da un uomo del genere, ma temo che da nani quali sono, non potranno mai imitare un gigante come Mandela.  –  19/02/2011

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Rimasto solo mentre ero nel cortile, dove prendiamo l’aria.. così è chiamato in gergo carcerario uno spazio dove poter passeggiare. Stando seduto sul tppettino dove facevo gli addominali, guardandomi intorno riflettevo: nella sezione dove sono ubicto siamo una ventina. Nelle altre sezioni sono 60-70 persone. Come farebbero a muoversi se scendessero tutti insieme? Neanche gli animali hanno così poco spazio.  –  20/02/2011

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Uun membro della Commissione per i diritti umani, lo scorso settembre ha partecipato ad un convegno sui diritti umani in Europa. Uno dei relatori era un membro della Commissione Europea contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti.  La Commissione contro la tortura visita tutte le carceri e le stazioni di polizia degli Stati dell’Unione Europe, scrivendo dei rapporti, che il Consiglio d’Europa valuta.. e poi irroga sanzioni contro gli Sti Europei che violano le norme della Convenzione sui diritti umani.

L’Italia ha il primto in tema di sanzioni per le condizioni delle carceri. Il relatore della commissione contro la tortura perende al parola e dice “abbiamo tre Paesi sotto costante controllo, per i continui abusi e le continue violazioni del divieto di tortura e trattamenti disumani e sono l’Italia, la Cecenia e la Romani”.

E’ vergognoso, ci riteniamo la culla del diritto, ma forse è meglio dire la “fossa” del diritto, essendo che siamo paragonati alla Cecenia, dove non c’è legge da 20 anni, e i diritti umani non sono neanche presi in considerazione.  –  21/02/2011

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