Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Corte EDU: caso Del Rio Prada c. Spagna e art. 4 bis OP (irretroattività)… di Claudio Conte.

Indiritto

Il nostro Claudio Conte, detenuto a Catanzaro, potremmo definirlo il “cultore del diritto” del Blog.

E’iscritto alla facoltà di giurisprudenza, ma quella per il diritto per lui è una vera passione, che vive -anche se sembra una contraddizione in termini- con rigore totale. Passione e rigore si compenetrano nel suo approccio alla legge. Le sue analisi sono il frutto di anni e anni di studio costante e approfondito. 

Nel testo che pubblico oggi, Claudio commenta la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo “Del Rio Prada c. Spagna”. Sentenza che sembrerebbe dare una speranza a tanti ergastolani.

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Nel procedimento Del Rio Prada c. Spagna la Grande Camera della Corte Europea di Strasburgo il 21 ottobre 2013 ha stabilito l’irretroattività delle modifiche peggiorative, di norme “sostanzialmente” penali riguardanti l’esecuzione della pena, metodi di computo per applicazione di benefici penitenziari e d’indirizzo giurisprudenziali, per violazione delle leggi domestiche da parte dei giudici nazionali

In sintesi (poiché la sentenza consta di 50 pagine), la ricorrente, Del Rio Prada (detenuta dal 1987) è stata condannata come esponente dell’Eta, per stragi e altri atti di terrorismo, a 3 mila anni di carcere (ultima condanna nel 2000), ridotti  alla massima pena di 30 anni di reclusione, come stabilito dal Code Penal spagnolo del 1973, che tra l’altro  prevede una riduzione di pena pari a un giorno ogni due di lavoro (esclusa in caso di cattiva condotta o nuovi crimini). Nell’aprile 2008 l’autorità penitenziaria fissa il fine pena al 2 luglio 2008, ma il 19 maggio l’Audencia Nacional (giudice che controlla l’esecuzione), rigetta e fissa il fine pena al 2017, applicando un nuovo metodo per la computazione dello sconto pena, non più sul cumulo a 30 anni di reclusione, ma su ogni singola pena precumulo, per effetto del nuovo orientamento (“dottrina Parot”) espresso dalla Corte Suprema il 28 febbraio 2006, reinterpretando le modifiche al Code Penal apportate nel 1995.

La Grande Camera muovendo da tali premesse, ha stabilito che nonostante siano norme applicate durante l’esecuzione della pena, devono garantire le aspettative che il condannato poteva avere già al momento della commissione del delitto (CGJ§111ss), in questo caso  nel 1987, in ordine non solo alla pena, ma anche alle sue conseguenze nell’esecuzione. E’ un fatto che la Del Rio Prada poteva prevedere che avrebbe scontato dei 30 anni di pena (massimi previsti) solo venti anni, per effetto degli sconti di pena per il lavoro che avrebbe svolto, date le leggi e interpretazioni vigenti al momento di commissione del delitto, come dimostra anche il computo effettuato dall’autorità penitenziaria, fissando il fine pena al 2008. Favorevole alla computazione dello sconto pena cumulata, si era espressa anche la Corte Suprema nel 1994, prima di cambiare orientamento in peius nel 2006.

Come anticipato la Grande Camera ha accolto il ricorso per violazione del principio di irretroattività (art. 7.2 CEDU) poiché anche la Del Rio Prada aveva delle fondate aspettative di espiare 2/3 della pena massima a 30 anni di reclusione, stabilendo che non solo le norme modificate nel 1995, ma finanche il nuovo indirizzo peggiorativo della Corte Suprema non poteva essere applicato ai condannati per delitti antecedenti, anche se in esecuzione di pena, perché nella pratica ha privato la ricorrente dei benefici degli sconti di pena già garantiti: The Supreme Court’s new interpretation, which render ineffective any remission of sentence already graanted, led in practice to the applicant and other people in similar situations being deprived of  the benefits of the remission system (CGJ§ 114). Concludendo, molto comprensibilmente, anche in inglese “On this point, the Court reiterates that article 7 of the Convention unconditionally prohibts the retrospective application of the criminal law where it is an accused’s disadvantage (CGJ§ 116).

La Grande Camera ha inoltre ritenuto violato anche l’art. 5 CEDU, per detenzione senza titolo, in riferimento al periodo di detenzione successivo al 2 luglio 2008 con relativo ristoro pari a 30mila euro.

Tanto in premessa quali applicazioni e analogie possono trarsi in relazione alla legge dell’8 agosto 1992 n. 356 modificatrice dell’art. 4 bis OP? (Ordinamento Penitenziario L.n. 354/1975).

Sulla datazione delle modifiche peggiorative della norma (1992) e della sua interpretazione (2003).

A) L’art. 4 bis OP è stato modificato in peius con legge dell’8 agosto 1992 n. 352, introducendo la condizione della collaborazione con la giustizia per l’ammissione ai benefici penitenziari ivi indicati, per quei delitti formalmente indicati al comma 1 o gravati dall’art. 7 DL 152/91. L’art. 4 bis OP ha poi avuto diverse e ulteriori modifiche fino alla L. n. 172/2012, sulle quali non è rilevante soffermarsi, poiché la condizione peggiorativa in discussione è quella relativa alla collaborazione con la giustizia, che di fatto modifica struttura, criteri e ratio di altre norme (es. 176 cp).

B) A partire dal 2003 vigeva un diverso orientamento costante della stessa Suprema Corte di Cassazione italiana, che stabiliva l’individuazione dei delitti ostativi attraverso il criterio formale e l’ammissione ai benefici penitenziari, previa scissione del cumulo giuridico, in caso di concorrenza di pene per delitti ostativi e non ostativi anche se finalisticamente collegati (v. Cass Pen. Sez. I, 23 ottobre 2003 n. 40301; 8 marzo 2000 n. 990; Cass. S.U. 30 giugno 1999 n. 14 – Ronga; Cass Sez. I, 12 maggio 1999 n. 2529; 22 marzo 1999 n. 613; 4 marzo 1999 n. 941; Cass S.U. 28 feb. 1998 n. 15- Vernelli; Cass. Sez. I, 30 agosto 1996 n. 4060 e Corte cost. 27 luglio 1994 n. 361).

Dunque, prima del 2003, chi era condannato a più pene per delitti concorrenti  non e ostativi, anche se finalisticamente collegati, aveva fondate aspettative giuridicamente tutelate (da costante interpretazione della legge), che espiata la pena per il delitto ostativo, previa scissione del cumulo, poteva accedere alla liberazione condizionale (176 cp) senza collaborare con la giustizia. Ciò anche nel caso di pene concorrenti con l’ergastolo, che come scritto (in assenza di aggravante ex art. 7 L. 203/91), non era ritenuto ostativo ai benefici penitenziari. D’altra parte è un dato storicizzato che i condannati all’ergastolo (anche per delitti finalisticamente collegati ad associazioni di tipo mafioso) fino al 2003, accedevamo ai benefici penitenziari dopo avere espiato le pene per delitti concorrenti ex art 4 bis OP di “prima fascia” (comma 1).

Analogia e natura penale della disposizione (e combinato disposto ex artt. 4 bis OP e 176 cp)

Un’altra premessa necessaria è quella di stabilire la “natura penale” degli istituti e norme incise da tale rinovellazione legislativa e modifica interpretativa per poter argomentare in via analogica col caso Del Rio Prada.

Sotto tale profilo la Grande Camera ha chiarito che bisogna guardare non al nomen iuris delle disposizioni legali, ma alla loro “sostanza penale”, stabilendo che anche se “le misure  concernenti la remissione di una pena o la modificazione del sistema di liberazione condizionale, non fanno propriamente parte integrante della pena ai sensi dell’art. 7 CEDU. Ciononostante la distinzione tra non/penale non può essere sempre netta” (§111ss CGJ), giungendo così, attraverso un’evoluzione giurisprudenziale, ad ampliare l’ambito applicativo dall’art. 7 CEDU, anche a quelle misure che pur regolando l’esecuzione della pena di fatto incidono sulla stessa.

Per il parallelismo che ci interessa prospettare, in particolare con la liberazione condizionale ex art. 176 c.p., non v’è alcun dubbio sulla natura penale di quest’ultima disposizione, riconfermata dalla Corte Costituzionale (204/74), così come indubbio è l’aumento di pena in considerazione dell’esclusione o aggravamento delle condizioni per accedere a tale istituto ed estinguere la pena.

L’art. 176 presente nel codice penale del 1930 (modificato con L. del 25 nov. 1962 n. 1634 e L. 10 ottobre 1986 n. 663) stabilisce l’accesso ai condannati che hanno espiato almeno 30 mesi o metà della condanna (26 anni in caso di ergastolo), abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento e abbia adempiuto alle obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo dimostri di trovarsi nell’impossibilità di adempierle.

Dunque tre condizioni. Tra le quali, giova anticipare, non esiste la collaborazione con la giustizia. Infatti, anche per l’accertamento della condizione “meno oggettiva”, ossia il “ravvedimento”, costante giurisprudenza ha sempre escluso la collaborazione come criterio indispensabile, anzi, non solo non è previsto, ma è addirittura ammessa la mancata ammissione delle proprie responsabilità, che non può essere indice di mancato ravvedimento (Cass. Pen. Sez. I, 8 giugno  1993 n. 1907- Dijabuskji- si noti anche successivamente al 1992, e modifica dell’art. 4 bis OP). E ancora, sempre la Suprema Corte stabilisce che al fine della concessione della liberazione condizionale, il ravvedimento del condannato non può ritenersi escluso per il solo fatto che quest’ultimo continui a proclamare la sua estraneità ai fatti, qualora risulti che egli, oltre a mantenere una buona condotta, abbia tenuto comportamenti positivi e sintomatici, in riferimento ai quali sono orientativi, quelli indicati nell’art. 71 del Regolamento di Esecuzione dell’Ordinamento Penitenziario (Cass. Sez. I, 5 giugno 1990 n. 1392- Pevinati). Che altri siano i criteri per l’accertamento  del ravvedimento si desume, come scritto, da una consolidata giurisprudenza, vedi anche: Cass. Sez. I, 8 giugno 1993 n. 1503; 25 gen. 1991 n. 4369; 18 luglio 1990 n. 2042; 13 ottobre 1984 n. 1826; 14 dicembre 1983 n. 1777) solo per citarne alcune.

Funzionale a dimostrare che pe ravvedimento non debba essere inteso come collaborazione, leggi la sua recente sentenza del 2009 (Cass. Sez. I, 27 febbraio 2009 n. 9001- Membro), riguardante una esponente dei NAR (F. Mambro mai dissociata o collaborante, come il compagno Giusva Fioravanti) che continua nel solco tracciato da un’ultra ventennale giurisprudenza, che per quanto ci interessa, per ravvedimento non è inteso la collaborazione con la giustizia.

Tanto al fine di escludere anticipatamente che nel concetto di ravvedimento si possa sostenere che vi sia la collaborazione come elemento indispensabile. Tutt’altro.

Dunque la Grande Camera sottolinea come si debba guardare alla natura sostanziale delle norme per stabilire quali abbiano natura penale e operi il principio di irretroattività nella lettura combinata con l’art. 4 bis OP. Può escludersi la natura penale degli istituti relativi  all’art. 30 ter  OP (permesso premio) e art. 50 ter OP (semilibertà) è una modalità di esecuzione della pena in semidetenzione.

Riguardo l’art. 54 OP (liberazione anticipata), invece deve farsi una considerazione diversa, anche se di natura penale per gli effetti di ridurre ed estinguere la pena, non è interessato dal principio di irretroattività, in quanto l’art. 4 bis OP non ha determinato alcuna modifica peggiorativa del preesistente regime, diversamente si sarebbe avuto identità di quaestio con il caso Del Rio Prada.

Discorso diverso deve farsi per le disposizioni relative all’art. 47 OP (affidamento in prova) e l’art. 176 cp (liberazione condizionale), poiché di natura penale per gli effetti ridurre ed estinguere la pena, modificate dalla lettura combinata con l’art. 4 bis OP che introduce un’ulteriore condizione (quella della collaborazione per l’accesso), modificando la struttura, criteri e ratio per l’ammissione ai suddetti istituti.

Con l’effetto di aumentare la pena da espiare, l’art. 47 OP, infatti, consente di trascorrere in affido gli ultimi tre anni di reclusione anche  se residuo di pena maggiore con effetto estintivo al termine di tale periodo. Allo stesso modo l’art. 176 c.p. estingue la pena (dopo 5 anni in caso di ergastolo).

E’ un dato di fatto che l’aggravamento delle condizioni di ammissibilità hanno reso impossibile l’accesso a tali istituti con l’aumento di pena da espiare. Nel caso dell’ergastolo poi l’ha resa perpetua. E che la liberazione condizionale ex art. 176 cp sia norma penale lo conferma la Corte Costituzionale (204/74) che tra l’altro legittima la pena dell’ergastolo (264/74).

Si è scritto che la lettura combinata ex art. 4 bis OP con una delle disposizioni segnalate (176 cp, 30 ter, 47, 50, 54 OP) ne modifica la struttura, criteri e ratio. Sul punto si accenna brevemente, che basta considerare come la condizione della collaborazione con la giustizia per essere ammessi, modifichi la struttura, in quanto aggiunge una condizione ulteriore a quelle previste dalle singole disposizioni (es. aggiungendosi alle 3 già  previste dall’art. 176 cp: 26 anni, ravvedimento, adempimento obbligazioni). Allo stesso modo altera i criteri di valutazione, poiché si richiede un comportamento che annulla il criterio di progressività nel trattamento richiesto dalla legge: es. nel permesso premio è richiesta solo la buona condotta; nell’affidamento in prova un grado di reinserimento maggiore del permesso ma inferiore al ravvedimento richiesto per la condizionale. Stessa cosa può scriversi  per la ratio delle singole disposizioni : la funzione del permesso premio è quella d’incentivare l’adesione all’attività trattamentale e ai nuovi valori sociali; l’affidamento in prova esula da tale passaggio, infatti ne è prevista la conoscenza, anche senza il passaggio detentivo e relativa osservazione; la liberazione condizionale ha quella di reinserire il reo nella società non quella di farne uno strumento per il proseguimento dei reati. La cieca applicazione a tutte le singole disposizioni che hanno struttura, criteri e scopi diversi, ne alterano, in peius, la stessa natura e funzione.

In conclusione, alla luce di queste premesse e nel rispetto del principio di irretroattività:

a) Non può applicarsi la L. dell’8 agosto 1992 n. 356, modificativa in peius dell’art. 4bis OP, ai delitti commessi precedentemente a tale data.

b) Non può applicarsi l’ìnterpretazione peggiorativa  circa l’individuazione dei delitti inclusi nell’art. 4 bis, l’OP attraverso il criterio sostanziale, ai delitti precedenti al 2003. Per i delitti  commessi precedentemente al 2003 deve invece continuare ad applicarsi quella giurisprudenza (citata nel § B di questo scritto) che individuava i delitti ex art. 4bis OP attraverso il criterio formale, che consente, previo scorporo della pena dei delitti ostativi, l’ammissione all’istituto ex artt. 176 cp (restando in tal modo inoperante l’art. 4 bis OP). L’indirizzo precedente al 2003 escludeva la collaborazione ai delitti non formalmente elencati nell’art. 4 bis co. I OP, come l’omicidio ex art. 575 cp (elencato nella <<seconda fascia>> del comma 302/91) e assiologica con i principi costituzionali: favor rei e determinatezza della norma. L’interpretazione letterale del testo ex art. 4 bis OP: e tutti i delitti commessi avvalendosi dell’art. 416 bis cp” (e uso del criterio sostanziale), si caratterizza, invece, per indeterminatezza e e asistematicità: contraddice, infatti, l’intepretazione sistematica (ex artt. 4 bis OP e 7 L. n. 203/91) adottata fin dal 1992, nel rispetto del criterio formale per l’individuazione dei delitti ex art. 4 bis OP, che perdura ancora oggi. L’eccezione di adottare  il criterio sostanziale, infatti, è usata solo per i delitti puniti con l’ergastolo privi dell’aggravante dell’art. 7 L. n. 203/91. Alla luce della sentenza Del Rio Parda che ha stabilito l’irretroattività di interpretazioni giurisprudenziali sfavorevoli, sembra scontato il dovere continuare ad applicare ai delitti consumati fino al 2003, l’indirizzo giurisprudenziale  più favorevole per le aspettative che tale interpretazione aveva prodotto fin al 2003 (utilizzazione del criterio formale per l’individuazione dei delitti ex art. 4 bis OP) e di conseguenza, ammissione alla liberazione condizionale (176) dopo 26 anni di reclusione, senza i vincoli ex art. 4 bis co. 1 OP.

c) Per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo e gravati dall’art. 7 L.n. 203/91 è necessaria altra riflessione e conclusione. C’è da sottolineare che solo con la sentenza a SU del 18 dic. 2008 n. 337, si è avuta l’estensione di tale norma ai delitti punibili con la pena dell’ergastolo (prima vietata), anche se limitatamente per li effetti diversi della determinazione della pena. In questo caso siamo di fronte a una (illegittima) sentenza “manipolativa” peggiorativa dell’art. 7 L. 203/91. Di conseguenza l’irretroattività  di tale interpretazione dovrebbe operare  fino ai delitti precedenti al 18 dicembre 2008, per i quali l’esclusione di tale aggravante, dovrebbe determinare, per l’ammissione alla liberazione condizionale, con relativa inoperatività dell’art. 4 bis OP al quale l’art. 7 L..n. 203/91 rinvia, oppure anche per questi, fino al 2003, anno in cui si è iniziato ad adottare il criterio sostanziale per l’individuazione dei delitti ex art. 4 bis OP, coerentemente con quanto sostenuto nel precedente paragrafo. Fermo restando che nella stessa giurisprudenza ve ne è un’autorevole parte che censura l’adozione del criterio sostanziale per eccesso di competenza funzionale del giudice dell’esecuzione e sorveglianza, violazione di intangibilità della res judicata, del potere d’azione del PM (Cass. Sez. I, 27 giugno 2008 n. 25954) e del potere di valutazione della gravità del reato ex art. 133 cp.

In definitiva, alla luce dei principi tracciati dalla sentenza sul caso Del Rio Prada ed estesi alla legge e giurisprudenza italiana, ma non possono trovare applicazione in caso di librazione condizionale o affidamento in prova: a) la L. agosto 1992 n. 356 modificativa dell’art. 4 bis OP, per i delitti precedenti all’8 agosto 1992; b) l’interpretazione giurisprudenziale peggiorativa che (dal 2003) ha adottato il criterio sostanziale per l’individuazione dei delitti ex art. 4 bi I OP, per i delitti successivi all’8 agosto 1992 ma precedenti al 2003; c) l’applicazione dell’art. 7 L. 203/91 ai delitti punibili con la pena dell’ergastolo, se non per quei delitti successivi alla sentenza del 18 dic. 2008 n. 337, che ne ha esteso l’applicabilità per gli effetti diversi dalla determinazione della pena (con l’effetto di attrarre tale delitto nell’art. 4 bis OP modificativo dell’art. 176 cp).

In quanto, una diversa applicazione di queste norme od indirizzi giurisprudenziali peggiorativi, realizzerebbero la violazione del principio di irretroattività ex art. 7 CEDU (così come interpretato dalla Grande Camera per un caso analogo) e l’art. 117 della Costituzione, nel caso di mancata applicazione della norma pattizia.

Claudio Conte

Catanzaro, 8 novembre 2013

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Quando la montagna partorisce un topolino.. di Marcello Dell’Anna

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I testi di Marcello Dell’Anna non sono mai banali.

A volte sono vere e proprie riflessioni acute sui meccanismi normativi e giurispurdenziali.

Come nel caso del testo che pubblico oggi, che è stato trascritto per noi dalla nostra Grazia Paletta.

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Quando una Montagna Partorisce un Topolino

di Marcello Dell’Anna

Premesso che la Sentenza della Corte costituzionale n.210 depositata il 18 luglio 2013 meriterebbe ben più ampi commenti, tanto fattuali quanto giuridici, se comparata con le argomentazioni addotte nell’Ordinanza di rimessione n. 34472/12, delle Sez. Un. Cass. Del 19.04-10.09/12, e soprattutto con la sentenza della Grande Chambre del 17.9.2009 “caso Scoppola c/Italia”. Ma su questo ci penseranno insigniti Giuristi.

Col presente testo, invece, io mi limito solo a riportare alcuni chiarimenti utili, non certo e presuntuosamente per gli operatori del diritto, ma solo per i miei compagni di detenzione i quali necessitano di comprendere, con parole semplici, la portata di questa (comunque) importante pronuncia.

La LEGGE 16 dicembre 1999, n.479 in vigore dal 2 gennaio 2000 aveva disposto che “Alla pena dell’ergastolo (con o senza isolamento diurno) è sostituita quella di reclusione di anni trenta”.

L’art. 4-ter. del DECRETO LEGGE 7 aprile, 2000, n.82 disponeva che quandanche fosse scaduto il termine per la proposizione della richiesta di giudizio abbreviato ed era già in corso il dibattimento si poteva chiedere di essere giudicati col rito abbreviato se non era ancora iniziata l’istruzione dibattimentale alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (5 giugno 2000).

Se prima della data di entrata in vigore della legge 16 dicembre 1999, n.479, ossia del 2 gennaio 2000 era scaduto il termine per la proposizione della richiesta di giudizio abbreviato, l’imputato, nella prima udienza utile successiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (ossia il 6 giugno 2000), poteva chiedere che il processo fosse definito col rito abbreviato, e la richiesta era ammessa se fosse stata presentata.

a)      Nel giudizio di primo grado prima della conclusione dell’istruzione dibattimentale;

b)      Nel giudizio di appello, qualora sia stata disposta la rinnovazione dell’istruzione ai sensi dell’articolo 603 del codice di procedura penale, prima della conclusione dell’istruzione stessa;

c)       Nel giudizio di rinvio, se ricorrono le condizione di cui alle lettere a) e b).

d)      Il 24 novembre 2000, venne emanato il DECRETO LEGGE n.341 il quale disponeva la modifica dell’art 442 c.p.p. (e che quando fu emanato in data 24.11.00 tali modifiche avevano effetti retroattivi ) che al comma 2 così recita: “In caso di condanna, la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita di un terzo. Alla pena dell’ergastolo (ergastolo inteso, secondo il presente D:L., quello che non comporta la sanzione penale dell’isolamento diurno) è sostituita quella della reclusione di anni trenta. Alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituito quella dell’ergastolo.

Chiarito quanto sopra, con la Sentenza della Corte Cost. del 18.07.2013 n.210 è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale del -solo- art.7 comma 1, del decreto legge n.341 del 24 novembre 2000, mentre, la questione di costituzionalità sollevata anche per l’art.8 del medesimo decreto è stata dichiarata inammissibile così come inammissibile è stata dichiarata la violazione sempre del medesimo decreto con l’art.3 Cost., ben sapendo – il Giudice delle leggi – che verrà nuovamente investito in ordine proprio all’art.8 del succitato decreto legge e ben sapendo che passeranno comunque degli anni per la decisione, ma tanto in carcere ci siamo noi e, in fondo, quale fretta c’è…noi siamo sempre del fine pena MAI…

In sostanza l’art. 7 comma 1, del decreto legge n.341 del 14 novembre 2000, con il suo effetto retroattivo, ha determinato la condanna all’ergastolo di imputati ai quali era applicabile il precedente testo dell’art. 442, comma 2,c.p.p. (LEGGE 16 dicembre 1999, n.479 in vigore dal 2 gennaio 2000 aveva disposto che: “Alla pena dell’ergastolo (con o senza isolamento diurno) è sostituita quella della reclusione ad anni trenta”) e che in base a questo avrebbero dovuto essere condannati alla pena di trenta anni di reclusione.

Ma chi sono gli interessati-detenuti che oggi possono beneficiare degli effetti di cui alla succitata sentenza della Corte Costituzionale?

Tutti coloro i quali si trovano nella identica posizione del caso Scoppola, ossia:

 

  1. Possono beneficiare: tutti coloro i quali che, a partire dal 2 gennaio 2000 (giorno in cui era entrata in vigore la legge 16.12.1999, n.479) sino al 24.11.2000 (giorno del varo del D.L: n.341), avevano chiesto, nei giusti termini previsti dalla legge [1]  di venire giudicati col rito abbreviato; a seguito di tale richiesta, sono stati concretamente ammessi al rito abbreviato; 
  1. Possono beneficiare: tutti coloro i quali che, a seguito di tale richiesta, sono stati concretamente ammessi al rito abbreviato, ma che purtroppo prima della conclusione del procedimento è stato varato il D.L. n.341 del 24 novembre 2000 e anziché essere condannati ad anni 30 di reclusione, sono stati condannati alla pena dell’ergastolo senza isolamento diurno, attesa la natura retroattiva delle disposizioni di questo D.L.
  1. 3.       Possono beneficiare: tutti coloro i quali che a seguito della scelta del rito abbreviato sono stati condannati (ad esempio: in primo grado) ad anni 30 di reclusione, ma che in appello, invece, dato che nel frattempo era stato varato il D.L. del 24 novembre 2000  sono stati condannati alla pena dell’ergastolo senza isolamento diurno.
  1. 4.       Possono beneficiare: tutti coloro i quali che, ad esempio, nel giudizio di appello, a seguito della disposta rinnovazione dell’istruzione dibattimentale (secondo quanto previsto dall’art. 4/ter. del D.L. del 7 aprile 2000, n. 82) hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito abbreviato e che prima della conclusione del giudizio essendo intervenuto il D.L. 24 novembre 2000 sono stati condannati alla pena dell’ergastolo anziché essere condannati ad anni 30 di reclusione.

In tutti questi succitati casi, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 18 luglio 2013 n.210, la pena dell’ergastolo deve essere commutata in anni trenta di reclusione.

Ora, secondo Lubrano ma anche secondo noi “la domanda sorge spontanea”.

E per tutti gli altri casi che presentano caratteristiche e proprietà analoghe?

  1. A.      Per esempio: per tutti coloro i quali, durante la vigenza di questa legge più favorevole (dal 2 gennaio 2000 al 24 novembre 2000), che prevedeva la condanna ad anni trenta di reclusione anziché la pena dell’ergastolo, pur trovandosi processualmente in fasi già avanzate : di primo grado o di appello o di cassazione e che non erano nei termini stabiliti dalla legge per essere ammessi al rito, avessero comunque chiesto al giudice di essere giudicati coll’abbreviato, ma tale richiesta fosse stata rigettata, quale regime sanzionatorio è giusto applicare?
  2. B.      Oppure, per esempio, per tutti coloro i quali che avessero richiesto nei giusti termini stabiliti dalla legge di essere ammessi al rito abbreviato e che a causa del sopravvenuto D.L. n.341, del 24 novembre 2000, hanno dovuto rinunciare (incolpevolmente) al rito abbreviato preferendo di proseguire col rito ordinario, quale regime sanzionatorio è giusto applicare?

Secondo chi scrive e per non essere acritico, la Corte Costituzionale avrebbe potuto (ma non lo ha fatto – e non a caso – ) pronunciarsi oltre quella linea di confine per la quale era stata interessata, atteso che la materia riguardava (e riguarda) una pena non proprio degna di un paese che si ritiene – ancora – civile, per la quale tanto si sta dibattendo negli ultimi tempi.

Riguardo ai succitati casi di cui ai punti A) e B), occorre qui evidenziare un fondamentale principio giuridico richiamato dalla Grande Chambre della Corte E.D.U. proprio nel caso Scoppola, secondo il quale, “nel caso in cui non venga inflitta all’imputato la pena più mite tra quelle previste dalle diverse leggi succedutasi dal momento del fatto a quello della sentenza definitiva, si incorre nella violazione dell’art. 7 CEDU”.

Tale ultima precisazione, ricordata anche nell’Ordinanza di rimessione n. 34472/12, Sezioni Unite cass., emessa il 19.04-10.09/12, è chiaramente riferita all’individuazione del termine entro il quale la modifica normativa in mitius del trattamento sanzionatorio deve essere intervenuta, perché se ne ritenga l’applicabilità e non certo al limite temporale entro il quale la violazione della norma convenzionale può essere dedotta dinanzi al giudice nazionale.

Appunto per questo, secondo chi scrive, la mancata applicazione della pena più mite (quella di anni 30 di reclusione in sostituzione della pena dell’ergastolo), a tutti coloro i quali che pur avendo richiesto di essere giudicati col rito abbreviato (perché era in vigore una legge più favorevole) non sono stati ammessi per il solo fatto che il giudizio pendeva in varie fasi processuali ed era già avviato oltre i termini previsti per avanzare una legittima richiesta, non può non comportare ingiustificate disparità di trattamento, affidate casualmente ai variabili tempi processuali, tra soggetti che comunque versano in una posizione sostanziale, contando proprio sulla possibilità di un’applicazione della norma penale più favorevole anche ex art. 2 c.p. comma 4[2], in forza della affermazione della natura anche sostanziale e – cioè “penale” – della disposizione di cui all’art. 442 c.p.p. espressa nella sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 2297 del 6 marzo 1992, Peccillo + 1 (peraltro richiamata anche dalla sentenza della Grande Chambre Corte EDU 2009, nel “caso Scoppola”).

In questi casi, bisogna che gli avvocati difensori si diano da fare per adire il giudice dell’esecuzione dinnanzi al quale, oltre a chiedere in via principale la commutazione della pena dell’ergastolo in quella ad anni trenta di reclusione per i motivi giuridici e fattuali che riterranno più consoni, sollevino pure questione di legittimità costituzionale[3]; proporre ricorso per cassazione in caso di rigetto da parte del giudice dell’esecuzione, sollevando sempre questioni di legittimità costituzionale. In ultimo, in caso di rigetto da parte della Corte di cassazione bisogna inderogabilmente adire, entro sei mesi del rigetto del ricorso, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Nuoro, 29 luglio 2013


[1] Il giudizio abbreviato può essere instaurato su richiesta dell’imputato, presentata oralmente o per iscritto, nel corso dell’udienza preliminare al g.u.p., fino a che non siano state formulate le conclusioni, ai sensi dell’art.421, co. 3,c.p.p. in seguito alla declaratoria di incostituzionalità dell’art.438, co.6, c.p.p.1, (cfr.Corte cost., sentenza 19-23 maggio 2003, n.169) in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionata, l’imputato può rinnovare la richiesta prima della dichiarazione dell’apertura del dibattimento di primo grado. Inoltre tutti coloro i quali erano già in dibattimento e a far data dal 5 giugno 2000, hanno chiesto di esser giudicati col rito abbreviato se non era però ancora iniziata l’istruzione dibattimentale.

Ed ancora, l’imputato, nella prima udienza utile alla successiva alla data del 6 giugno 2000 ha chiesto che il processo fosse definito col rito abbreviato, e la richiesta era ammessa se fosse stata presentata:

a)      Nel giudizio di primo grado prima della conclusione dell’istruzione dibattimentale;

b)      Nel giudizio di appello, qualora sia stata disposta la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale e prima della conclusione della istruzione stessa;

c)       Nel giudizio di rinvio, se ricorrevano le condizioni di cui sopra.

 

[2] Il comma 4 dell’art.2 c.p. dispone che “Se la legge del tempo in cui fu confessato il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile”.

[3] Occorre quindi verificare se, sotto il profilo del diritto ad un equo processo (art. 6 della convenzione EDU) e del rispetto del principio di eguaglianza di cui all’art.3 Cost, non sia ravvisabile una illegittimità costituzionale (per contrasto quindi, rispettivamente, con gli artt. 117, 24, 25 e 3 Cost.) dell’art. 8 del decreto legge n.341 del 24 novembre 2000; dell’art 4 ter del D.L. N. 82/2000, nella parte in cui non prevedeva la possibilità di richiedere il giudizio abbreviato all’imputato il cui giudizio fosse già avviato oltre i termini e non prevedeva la rimessione in termini per poter avanzare al GUP la richiesta di ammissione al rito abbreviato. Sempre a tal proposito, vale la pena ricordare che la Corte Costituzionale ha reiteratamente affermato l’incostituzionalità della disciplina del rito abbreviato (e segnatamente degli artt. 247 disp. art. cpp, 442 e 438 cpp) nella parte in cui non riconosceva il diritto allo sconto di pena, proprio del rito abbreviato, all’imputato al quale detto rito fosse stato ingiustamente negato (cfr. sentenze C.Cost. n. 66/90, 81/1991, 23/1992; 169/2003), stabilendo il principio in forza del quale il giudice del successivo segmento processuale ha il potere di valutare l’eventuale ingiustificatezza del diniego del rito, e se del caso procedere egli stesso ad operare la relativa riduzione di pena, ed il principio appare estensibile (in senso tecnico, apparendo trattarsi di un’interpretazione estensiva di una disciplina relativa al caso tipico e non eccezionale del diniego ingiustificato del rito) senza problema alcuno anche ai casi qui in commento, in cui si è effettivamente di fronte ad una vicenda in cui, verificata la natura penale del rito abbreviato alla stregua di quanto affermato dalla Corte EDU, deve rilevarsi che il Giudice, rigettando la richiesta di tale rito adeguandosi al diniego opposto dal P.M. in ragione della ritenuta non ammissibilità del rito, deve affermarsi che si sia operata una applicazione retroattiva della norma penale più sfavorevole, e pertanto il Giudice abbia illegittimamente rigettato la richiesta del rito abbreviato.

Quindi, da quanto sopra se ne discende che la questione di legittimità costituzionale deve essere sollevata in ordine agli artt. 25 Cost. e 7 CEDU, agli artt. 117 (avendo per norma interposta gli artt. 6 e 7 della CEDU), e 3 Cost., nella parte in cui ha posto gli interessati in una posizione di trattamento deteriore, rispetto a chiunque altro avesse commesso lo stesso tipo di reati a loro ascritti, privandoli dei benefici sostanziali propri del rito abbreviato, pur avendolo, peraltro, tempestivamente richiesto, e negando loro così il diritto ad un processo equo ed all’applicazione del trattamento penale più favorevole, e, come accennato, si pone un problema di incompatibilità di tale disciplina con i principi di eguaglianza e di diritto di un processo giusto.

Per Davide Emmanuello- lettera al Presidente della Camera

tortura

La vicenda di Davide Emmanuello è una di quelle che ci stanno più a cuore.

Abbiamo seguito tutti gli sviluppi del suo caso. E continueremo a seguirli.

Perché l’esistenza di Davide è diventata un inferno senza fine; segnata da quello che sembra un accanimento incredibile.

Il succo della vicenda:

Davide è da venti anni di carcere; quindici dei quali li ha passati  al 41 bis. Per tre volte il 41 bis gli è stato revocato e per tre volte hanno fatto in modo di ristabilirglielo. In tutti questi anni lui non ha commesso alcun “fatto nuovo” che potesse giustificare la riproposizione del 41 bis.  E i fatti che racconta, su come si sarebbe svolta fin dall’inizio la sua tribolazione carceraria, rendono ancora più surreale, incomprensibile l’intera vicenda.  

L’ultima destinazione, dopo l’ultima revoca, era stata Catanzaro. Non per molto però.. presto dopo l’ennesima sentenza di annullamento della revoca, il 41 bis gli è stato nuovamente inflitto, e adesso si trova nella sezione corrispondente del carcere di Ascoli Piceno.

Questo è quanto abbiamo pubblicato finora su questa storia:

-Una sintesi dell’intera vicenda (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/23/unodissea-nel-41-bis-la-vicenda-di-davide-emmanuello/).

-Il racconto (che ho pubblicato in tre parti) in cui Davide racconta la sua vicenda (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/03/13/lettera-di-unodissea-prima-parte-di-davide-emanuello/ – https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/03/22/lettera-di-unodissea-seconda-parte-di-davide-emmanuello/– https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/03/26/lettera-di-unodissea-terza-parte-di-davide-emmanuell/).

-La struggente lettera scritta alla madre (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/11/29/mia-amatissima-mamma-di-davide-emmanuello/).

-La poesia dedicata alla madre (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/12/06/per-mia-madre-di-davide-emmanuello/).

-Il testo del ricorso straordinario presentato al Capo dello Stato (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/03/31/davide-emmanuello-ricorso-straordinario-al-capo-dello-stato/).

E oggi pubblico la lettera che, sul suo caso, il nostro Pasquale De Feo ha scritto al nuovo Presidente della Camera Laura Boldrini.

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Egregio Presidente della Camera

Sono un recluso ristretto nel carcere di Catanzaro, condannato alla pena di morte con l’ergastolo ostativo.

Il boia per l’esecuzione della pena è stato affidato al tempo; fino alla fine dei miei giorni.

In Italia da un ventennio sono statre reintrodotte la pena di morte con l’art. 4 bis e la tortura con l’art.41 bis.

Su queste infamie c’è una copertura censorial dei media con la complicità dei tanti Savonarola e manettari giustizialisti, ma principalmente originari dello Stato con una mentalità criminale.

Ci sono tante personalità che potranno darle tutte le spiegazioni necessarie sull’argomento: Umberto Veronesi, Margherita Hack, Alessandro Margara e tanti altri, nel sito “carmelomusumeci” o “informacarcere” o nel Blog “urladalsilenzio” troverà tutte le risposte in merito.

Non le scrivo per me, ma per un mio compagno di detenzione, Davide Emmanuello. Per perorare la sua causa, essendo venti anni che viene perseguitato. Averlo condannato a a more con l’ergastolo ostativo non basta all’apparato  della repressione colonial, vogliono demolirlo psichiatricamente.

Di tutti questi anni ne ha passati  quindici nel regime di tortura del 41 bis, dove per tre volte tribunal diversi glielo hanno revocato, ma la DNA per la quarta volta glielo ha fatto applicare di nuovo il 18 febbraio 2013, non per fatti nuovi, ma per gli stessi argomenti da venti anni a questa parte, relazioni falsificate, manipulate e strumentalizzate.

Le invio documenti scritti da lui, memorie, denuncie, ricorsi, e una straziante lettera alla Madre, dove può apprendere a quail aberrazioni sono giunti determinate organi dello Stato

In questi quindici anni trascorsi nel 41 bis, gli hanno procurato patologie psichiatriche e nel tempo si sono aggravate.

Le sue patologie mentali sono state certificate da tutti gli psichiatri delle carceri dove ha soggiornato.

Negli anni novanta la tortura del 41 bis era molto fisica. Non solo limitazioni di acqua, cibo, igiene, vestiari. Eravamo bastonati e manganellati quotidianamente.

Chi scrive è stato per circa cinque anni nelle cayenne italiane dell’Asinara  di Pianosa, dove la barbarie aveva superato ogni limite umano. Nei siti citati troverà dei racconti raccapriccianti su questi luoghi. Nel tempo le torture del 41 bis sono diventate più scientifiche e meno fisiche. Con la riforma del 2009 del “duo Berlusconi-Alfano”, questo regime è diventato simile ai reparti psichiatrici dell’era sovietica, usati contro i dissident per annullarne la personalità e annichilirne l pensiero.

Da tanti anni sento dire che la pena riguarda solo la privazione della libertà, tutto quello in più è tortura. Qui parliamo di qualcosa che va al di là dell’umana comprensione.

Gli animali hanno tutti i diritti, qui non ne hanno, sono trattati alla stregua di bestie.

Ci sono persone condannate a morte e sepolte vive da vent’anni nel regime di tortura del 41 bis.

Nella censura totale si nasconde che i suicide sono 19 volte di più della media, che le patologie psichiatriche arrivano al 50% e che la propaganda razzista antimeridionale e giustizialista dei profeti dell’odio strombazzano che riguarda solo 700 reclusi. E’ falso, perché in vent’anni ci sono passati migliaia di meridionali; sono stati e sono ancora al 100% sempre meridionali.

Figli di un Dio minore, mostrificati lombrosianamente per legittimare stragi di Stato. Mostri a cui nessun diritto è conceso, ma solo oppressione, repression e torture.

Quello che le chiedo e un suo intervento umanitario, affinché venga loro fatta una perizia psichiatrica per valutare se Davide Emmanuello può sopportare la tortura del 41 bis.

Il garante dei detenuti della regione Lazio, Angelo  Morrone, può delucidarla e darle conferma di ciò che le sto scrivendo sulla tortura del 41 bis.

La ringrazio per la sua attenzione su noi detenuti nel discorso d’insediamento alla Camera, cosa che non aveva mai fatto nessuno.

Augurandole buon lavoro, la salute cordialmente.

Con Osservanza

De Feo Pasquale

Catanzaro 24 marzo 2013

Diario di Pasquale De Feo- 22 ottobre – 21 novembre

 diario11[1]

Il Diario mensile di Pasquale De Feo è uno dei momenti più preziosi di questo Blog.

Pasquale non molla un colpo.

Ogni giorno raccoglie i suoi pensieri, finché a fine mese ci sono trenta testi che ci manda in blocco. Il suo diario.

E la sua curiosità insaziabile si unisce all’indignazione, l’umana commozione, le tensioni della mente, le voragini del cuore.

Questi diari sono belli lunghi. Ma se vuoi un testo che stimoli, qua vai sul sicuro.

Voglio citare alcuni passaggi del diario, prima di lasciarvi alla sua lettura integrale.

Innanzitutto, la drammatica vicenda di David Emmanuello, di cui abbiamo narrato la surreale vicenda..

 

“L’amico Davide Emmanuello mi spiegava che ha dovuto scrivere una lunga lettera alla madre, molto anziana e malata di tumore, per spiegarle che se, dal mese prossimo nel telefona, il suo amore per lei  è sempre intatto. La madre, preparata dai familiari all’eventualità che lui non potrà più telefonare, gli ha detto al telefono che lei ha solo questa telefonata con lui, essendo che gli altri due fratelli, nel regime di tortura del 41 bis, non li vede e non possono telefonare. Mi chiedo.. ma tutti questi carnefici Savonarola, quando vanno a ruota libera, presi dal furore feroce, nel chiedere carcere, pene sempre più dure e la tortura del 41 bis, lo sanno quante sofferenze infliggono a interi nuclei familiari” (3 novembre)

Fiele poi è quello che senti in bocca quando leggi ciò che dice del 41 bis:

“Mi passano un quotidiano calabrese, “Calabria Ora”, del 4 novembre, per farmi leggere un articolo. In prima pagina c’è la fotografia di Alessandro Marciano, con la scritta “ero innocente, mi hanno torturato”; si riferisce al 41 bis. L’avevano arrestato per il delitto del politico Fortugno, lo portarono al 41 bis, dove c’è stato per 6 anni. Nella cronaca, dove occupa una pagina intera, l’intestazione è “al 41 bis l’uomo diventa animale”. E’ stato nei lager di tortura di Novara e Cuneo (i nuovi lager sulle Alpi, di memoria savoiarda, insieme a Tolmezzo in provincia di Udine). Descrive l’inferno della tortura del 41 bis. Erano murati vivi e, in quelle condizioni, è la pena di morte. Era lui, la cella e niente intorno per 23 ore su 24. Racconta che a Cuneo  faceva un freddo cane, la cella era una ghiacciaia, e alla finestra sbarrata poteva scorgere solo il cielo. Dopo la condanna in primo grado, gli hanno negato anche il giornale. Vengono trattati come bestie e questo gli ha lasciato ferite profonde nell’animo, che si porterà per tutta la vita; conosco bene a cosa si riferisce. Ho l’impressione, dai racconti che la tortura del 41 bis sia diventata molto sofisticata scientificamente” (15 novembre)

E voglio concludere con un momento straordinari per Pasquale. Dopo una lunga sfilza di anni, ha ricevuto finalmente un permesso, 3 ore, per incontrare il padre. Ne esce un momento intensissimo:

“Stamane mi hanno portato  da mio padre per le tre ore di permesso. Tanti pensieri affollavano la mia mente, ma non riuscivo a soffermarmi su nessuno. Cercavo di organizzare il tempo da trascorrere con mio padre, ma come blob di Rai Tre, passavo da un argomento all’altro, senza riuscire a soffermarmi su un solo punto. Siamo arrivati al carcere di Salerno, dovevano depositare un detenuto che ha fatto il viaggio con me. Quando ci siamo fermati all’interno dell’istituto, ho avuto l’impressione che il tempo si fosse fermato. Ho rivisto la mia entrata di tanti anni fa. Un ragazzo spavaldo, convinto che nessun traguardo gli era precluso, sentendosi padrone del mondo. Una pia illusione dettata dal potere della gioventù, dall’ottusa ignoranza e da una errata cultura. Oggi ho passato i cinquant’anni, vedo il mondo sotto altri aspetti, comprendo di avere sprecato la mia esistenza e i trent’anni migliori della mia vita. Nel tragitto da Salerno per arrivare da mio padre, dal finestrino del furgone, non riuscivo a trovare punti di riferimento, e quando sembrava di riconoscere qualcosa, sentivo un tuffo nel cuore. Se avessi dovuto andare da solo, mi sarei smarrito. Tutto è cambiato. Dove c’era solo tera, sono diventati paesi. Il furgone sbuffava un po’ ad arrampicarsi sulla strada in salita per arrivare al Paese. Quello che vedevo era tanto verde. Quando siamo arrivati anche la piccola frazione era molto cambiata. Siamo arrivati e mi hanno fatto scendere. Ho visto mio padre davanti casa, l’ho riconosciuto  subito. Non era cambiato molto di viso. L’ho abbracciato e ci siamo seduti a tavola. L’amarezza, subito svanita, e che non mi aveva riconosciuto, un pensiero flash “morbo di Parkinson”. Gli ho detto “Papà sono Pasquale”. Si è portato la mano alla fronte e mi ha abbracciato. Telefono tutte le settimane e parlo solo con lui. Non ha problemi di nessun genere, a parte gli acciacchi dell’età e qualche patologia. Ho pensato che era veramente cambiata la mia fisionomia. Ricordo tanti anni fa, tutti dicevano che insieme ai miei fratelli avevamo un solo viso. Mio padre di viso non è cambiato, si è solo affinato, e ciò gli ha dato una rassomiglianza in modo impressionante a mio nonno (suo padre che tra l’altro si chiamava come me, Pasquale), ha tutti i capelli, lo stesso spirito e la sua caratteristica che lo contraddistingue, l’ingegno. Dopo la morte di mia madre, mio padre si è ritirato nella casa paterna, dove è nato, l’ha ricevuta in eredità dai genitori; il suo sogno era di ritornare in quella casa da pensionato; con i soldi  del fine rapporto, l’ha rimessa a nuovo, anche se piccola somiglia a una reggia secondo i suoi gusti. Ho visitato la casa. Il mio stupore è stato sul terrazzino, un panorama incantevole, anche gli agenti sono rimasti a bocca aperta, magnificando il paesaggio. Gli agenti si sono comportati in modo impeccabile, e credo che siano rimasti contenti del comportamento mio e di mio padre. Mio padre ha messo tavola e mi sono deliziato nel mangiare, ha cotto le caldarroste nel camino, e mangiando e chiacchierando, le tre ore sono volate. Dopo averlo salutato, mi sono girato  e l’ho salutato di nuovo, mi ha  abbracciato stringendomi forte. Sono subito scappato perché la commozione stavo prendendo il sopravvento facendo venire giù la diga. Nel furgone per un’ora ho dovuto trattenermi con forza, mi si straziava il cuore, come se l’animo si fosse aperto come il vaso di Pandora, fuoriusciva tutto ciò che avevo represso in tutti questi anni. La lontananza o ciò che non permette di vivere gli affetti familiari, con il tempo il sistema totalizzante del carcere, anestetizza la normale vita sentimentale, familiare e la normale esistenza. Questa è la tortura, più tortura della privazione della libertà stessa. Mi auguro che sia l’inizio della fine, di questo lungo calvario, che mente mi ha risparmiato.” (20 novembre)

E adesso vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di novembre.. carcere di Catanzaro.

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Nei notiziari non hanno fatto altro che parlare dei tre dibattiti sostenuti tra i due contendenti alla Casa Bianca. Obama e Romney. Quello che mi ha colpito è stato che il punto centrale tra le tante problematiche era la lotta al terrorismo. Faccio una premessa. Il terrorismo di Bin Laden l’hanno creato gli americani, con la guerra ai sovietici (russi) in Afghanistan. Con ‘aiuto del Pakistan hanno creato i talebano, e li hanno appoggiati nel prendere il potere in Afghanistan, gli servivano per proteggere gli oleodotti che dovevano passare per il Paese. Alla fine, tutte le loro strategie, gli sono scappate tra le mani, sia gli islamici della guerra santa contro i sovietici e sia i talebano. Circa trent’anni fa lessi un libro in cui c’era scritto  tutto quello che conosciamo oggi; la caduta  dell’Unione Sovietica e il suo posto come nemico sarebbe stato presto dai musulmani. L’aveva scritto un funzionario che aveva lavorato nei ranghi della C.I.A. Nel settore dove studiavano i futuri assetti geopolitici e le strategie per avere sempre il primato nel mondo. Gli americani per tenere in piedi i  loro imperialismo mondiale, hanno bisogno sempre i un nemico, per legittimare e sfoderare la loro potenza militare. Per ottenere ciò non si fanno scrupoli di creare personaggi da mostrificare e costruire pretesti per raggiungere i loro scopi. Ho fatto un parallelo con l’Italia. La cosa non è dissimile, anche se è solo interno al Paese. Qui il nemico che serve al bisogno è la criminalità organizzata, usata per ogni scopo, ma principalmente per tenere in piedi un apparato repressivo per soffocare il Meridione e farlo rimanere una colonia. Purtroppo le popolazioni meridionali non lo capiscono, troppo catechizzate dalla propaganda dei media.  –  22/10/2012

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Sta facendo scandalo quello che ha cambiato un giornalista della RAI a Torino, mentre parlava con gli ultras juventini, ha detto “riconoscete i napoletani dalla puzza”, e i tifosi hanno iniziato a gridare “forza Vesuvio lavali tu”. Anche per questi razzismi, non tiferò mai una squadra del Nord. Vorrei dire a questo ignorante di giornalista che dovrebbe un po’ studiare prima di dire queste stupidaggini. Se torniamo indietro di duemila anni, a Roma, Napoli, Pompei e tutta la Magna Graecia, gli abitanti vivevano in case di mattoni, con le terme in ogni paese, e chi se lo poteva aveva anche l’acqua e la piscina in casa. Mentre a Torino e dintorni vivevano nelle grotte. Con la conquista romana, Torino era un accampamento militare, e con il tempo la civiltà di Roma attecchì un po’, ma prima ci furono le capanne di fango. Tornando alla storia più recente, quando i piemontesi conquistarono  e saccheggiarono il Meridione, nel ripulisti alla Reggia di Caserta, trovarono una vaschetta a forma di chitarra, e  non seppero registrarla, perché come i fancesi non sapevano cosa fosse il bidè, quelli in marmo e ceramica li lasciarono. Noi sapevamo già secoli addietro, cosa volesse dire usare l’acqua per l’igiene, cosa che non mi risulta da parte loro quando abitavano nelle capanne. Questo è il prodotto del razzismo lombrosiano, ancora oggi. La nota ancora più stonata è stata che né la società  calcio Juve e né il sindaco Fassino di Torino hanno detto una parola.  –  23/10/2012

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E’ stato trasferito il mio dirimpettaio di cella, oggi abbiamo saputo che è stato assegnato a Sulmona, dove lui aveva chiesto di andare.  Fa sempre un certo effetto, quando viene trasferito un compagno, e non ci si abitua mai. Era venuto da Livorno, chiuso per ristrutturazione. Il cambiamento l’aveva sentito, perché la concezione della vivibilità è molto diversa tra Nord e Sud, come se fossero due Paesi diversi. Il DAP approva  questo razzismo strisciante e, per evidenziarlo, ha chiuso l’unico carcere nel Meridione che applicava l’art. 27 della Costituzione; Laureana in provincia di Reggio Calabria. Non ci deve essere civiltà nel Sud, dobbiamo rimanere tutti brutti, sporchi e cattivi. Auguro all’amico che ciò che stava discutendo, abbia un esito positivo e a breve ritorni tra i suoi cari, avendo trascorso già 18 anni lontano da casa.  –  24/10/2012

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Alcuni politici americani di fede repubblicana, tra cui il vice di Romney nella corsa alle presidenziali alla Casa Bianca, hanno affermato in TV sui quotidiani e nei loro comici che “una donna stuprata non deve abortire perché è la volontà di Dio”. Nel terzo millennio, sen.tire queste bestialità fa accapponare la pelle. Se fosse vero, dovremmo affermare che anche lo stupro è volontà di Dio; o come dicono certi fanatici religiosi “è stata stuprata per essere punita da Dio per i suoi comportamenti”. In questi modi di ragionare, nel Medioevo tante donne finivano al rogo, perché la religione faceva leva sull’ignoranza e la superstizione per sottometterle, ma principalmente per tenere soggiogate le popolazioni, per subordinarle alla casta aristocratica. Gli americani  si lamentano degli islamici, dovrebbero guardare bene in casa loro, perché hanno fanatici peggiori di Bin Laden, anche tra i loro politici.  –  25/10/2012

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Ci sono consuetudini che hanno origini ancestrali, e che in molte culture sono simili. C’è ne è una tra i pastori che è uguale in alcune regioni italiane. Quello che sto raccontando succede in Sicilia, ma parlando con un amico sardo, mi ha detto che è così anche in Sardegna. Quando un pastore per qualsiasi  motivo perde il suo gregge, gli altri pastori gli regalano 5-10 animali, per mettergli insieme una piccola mandria per ricominciare. La perdita del gregge può essere causata anche dall’espiazione di una condanna. Mi hanno raccontato che anche in Sicilia c’è questa consuetudine, ma l’apparato repressivo l’ha strumentalizzato e mostrificato, catalogandolo come una sorta di mutua assistenza di una associazione mafiosa. Le procure speciali (D.D.A.), come è il loro solito, l’hanno estremizzato all’inverosimile, facendo arrestare nel tempo centinaia di pastori, rovinando migliaia di famiglie, e condannando a tanti anni di carcere per associazione mafiosa. Il reato di 416 bis (associazione mafiosa) è un reato non reato, che con la moltiplicazione degli aggravanti  può arrivare a circa 30 anni. E’ il classico strumento  delle dittature oppure delle colonie, come lo è il Meridione. La solidarietà dovrebbe essere alimentata nella società, in tutti i campi, ma nella colonia meridionale viene punita con anni di carcere e spesso anche con il regime di tortura del 41 bis. Se questa è l’Italia, credo che sia tempo per noi meridionali, di iniziare a pensare di nuovo alla nostra indipendenza, invece del Regno delle Due Sicilie, si potrebbe chiamare Repubblica delle Due Sicilie.  –  26/10/2012

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In provincia di Chieti, a Bomba, Largo Abruzzese, una multinazionale americana, la Forest Oil Corporatione, vuole sfruttare un giacimento  di gas sotto un lago, nato da una diga degli anni ’50, su fiume Sangro, dove si produce energia per illuminare la capitale. Nel 2004, attraverso la sua controllata italiana, Forest Oil Spa, la società americana, ottenne, all’insaput della popolazione locale, l’autorizzazione a sondare la zona a ridosso del lago. Trivellando trovarono un giacimento di gas, di vecchia data, chiamato Colle Santo. Chiesero al governo l’autorizzazione per lo sfruttamento del giacimento, che avrebbe prodotto 650 metri cubi al giorno per 12 anni. La zona è a rischio sisma, ed è ritenuta ballerina, con forti timori di cedimenti e dissesti, con pericolo per la tenuta della diga. Questi elementi di fragilità, convinsero, nel 1992, all’Agip, ad abbandonare il progetto di estrazione, per motivi di sicurezza. La multinazionale non vuole solo estrarre questo gas, che è di pessima qualità, ricco di idrogeno solforato, sostanza tossica e puzzolente, “ed è superiore 60 volte al limite consecutivo. Ma per raffinarlo vuole costruire una raffineria con camini alti 44 metri, tra cui useranno tecnologie obsolete, un impianto che ne esiste uno solo al mondo, ubicato nel deserto del Texas, dove l’abitazione più vicina dista 500  miglia, mentre a Bomba sarebbe a un palmo dal centro storico. Tutto ciò è venuto a galla, perché i cittadini sono andati al ministero a protestare. Quando le verità le tengono nascoste e i veleni sono assicurati, le popolazioni fanno bene a ribellarsi e così hanno fatto gli abitanti di Bomba. Con loro altri 18 comuni. Il gas estratto in 12 anni è una quantità ridicola, in grado di coprire il fabbisogno nazionale di appena sei o sette giorni. Dall’altra parte si andrebbe a distruggere un paesaggio di grande bellezza in un’aerea di pregio naturalistico, una realtà che sta puntando sullo sviluppo turistico sostenibile. Notizie del genere trovano poco spazio sui quotidiani che hanno una forte tiratura nazionale, come trova il silenzio complice della politica in generale, che indicano referendum anche per scontri politici, ma non ne realizzano per vietare le trivelle in tutta Italia. Ormai tra mare e terra sono state date tante autorizzazioni da fare diventare il Paese una gruviera. Quello che è peggio, e che il dissenso delle popolazioni viene criminalizzato e represso con i blitz delle procure speciali (D.D.A.) e la faccia feroce delle forze di polizia e militare, che usano democraticamente il manganello, per insegnare qual è il posto che compete al popolino. Ci vorrebbe un referendum per vietare tutte le trivelle d’Italia, come è stato fatto con il nucleare.  –  27/10/2012

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Riflettendo, sono arrivato alla conclusione, riguardando quello che la “colonia” meridionale ha subito in 150 anni, che la prima cosa sarebbe stata spiemontizzare la toponomastica delle regioni meridionale. Rinominare tutte le vie, piazze, luoghi, palazzi, ecc., che sono stati dedicati ai vari criminali risorgimentali: Vittorio Emanuele III, Cavour, Garibaldi, Cialdini, Pinelli, Pallavicini, La Marmora, Negri, Lombroso, Dalla Chiesa, Bixio, D’Azeglio, ecc. Intitolandole ai nostri Francesco II, Ferdinando II, Carmine Cracco, sergente Romano e ai tanti nostri partigiani, intellettuali e scienziati. Sostituendo ogni nominativo che ha contribuito alla distruzione materiale e morale del Meridione. Sarebbe un primo passo nella ricostruzione  del Paese, perché continuare nella menzogna risorgimentale, con l’oppressione poliziesca, che nei vari tempi con terminologie diverse: briganti, banditi e mafiosi, nascondino con una cortina fumogena la realtà coloniale di una feroce repressione, con la scusa della criminalità.  –  28/10/2012

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Il nuovo governo colombiano, si è seduto al tavolo della pace a Oslo, in Norvegia, con i guerriglieri delle FARC. Il presidente precedente, Alvaro Uribe, con l’appoggio degli americani o, meglio dire, una marionetta nelle loro mani, aveva scatenato contro le FARC, una guerra senza quartiere. Gli americani, con la scusa della lotta alla droga, si erano istalla in Colombia, per perdere potere in Sud America, che ritengono “il loro orticello”. All’ex Presidente Uribe facevano comodo le strategie degli americani. Hanno sempre il bisogno di creare nemici, per dare sfoggio della loro potenza militare, anche per non far diminuire i fondi dal governo USA. Era anche la persona adatta, perché nei rapporti dei servizi segreti USA, era ritenuto un trafficante di droga (socio di Escobar), pertanto ricattabile da loro, se non voleva essere messo sotto inchiesta ed estradato in USA. Tutti dimenticano il grande scandalo dei Contras negli anni 80, quando la CIA trafficava droga con i cartelli colombiani, per tenere in piedi la sua rete di spie in Sud America e finanziare tante guerriglie contro governi democraticamente eletti, principalmente quello del Nicaragua, perché i comunisti avevano  preso il potere e abbattuta la dittatura. Con il potere mediatico che dispongono, stravolgano la realtà e mostrificano chi non si allinea al loro imperialismo. Auguro al nuovo Presidente Santos, che non si faccia manipolare dagli americani, e i colombiani possono finalmente raggiungere la pace che aspettano da oltre 40 anni. La pace in Sud America si raggiungerà quando i latino americani avranno creato un sistema come l’Unione Europea, così che gli USA non potranno fomentare colpi di Stato per instaurare feroci dittature, fantocci nelle loro mani.  –  29/10/2012

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Mi hanno notificato il rigetto del continuato, con una motivazione superficiale e d’ufficio. Avevo chiesto il continuato solo su tre condanne di reato di 416 bis (associazione mafiosa), in totale 34 anni e due mesi. Una condanna negli anni 80, una negli anni 90, e l’ultima negli anni 2000. Ogni decennio ho trovato un mentecatto per accusarmi e pago una condanna per 416 bis. Mi auguro che in questo decennio, non trovino qualche altro miserabile, e mi fanno pagare un’altra associazione. L’ultima condanna, in primo grado, fui assolto, ma siccome la D.D.A. si era spesa molto in termini di marketing mediatico, addirittura era stato occultato un interrogatorio di un pentito che mi scagionava, pertanto dovevo uscire assolto anche per la seconda condanna, ma non potevano fare brutta figura, così in appello trovarono la Corte adotta, e con acrobazie inverosimili, trasformando in grave una favoletta senza né capo né coda, misero insieme una forma che faceva emergere tutta la sacralità assolutiste della magistratura e la loro prepotenza istituzionale sul diritto e il buon senso. “Anche se non sapevo, ero colpevole, perché moralmente approvavo”. Almeno a Craxi motivarono “non poteva non sapere”. Viceversa, avevano la certezza che non sapevo, perché avevano le intercettazioni, ma con tutto ciò colpevole. Inoltre l’associazione degli anni ’90 era dormiente, nel 2000 sarebbe diventata operativa, per questo andavo condannato. Anche un asino capisce che la condanna del 2000 è legata  a quella degli anni 90, ma per condannare va bene, per darmi il continuato no. Non dovevo uscire con il continuato, perché ho una condanna all’ergastolo, ma solo riordinare la mia posizione, figuriamoci se dovevo uscire, mi facevano un altro mandato di cattura. Viviamo in uno stato di polizia, con la complicità della magistratura.  –  30/10/2012

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Avevano fatto un convegno a Siracusa, “Pianeta Carceri”, organizzato dal quotidiano locale, “Diario”. Con alcuni compagni del luogo, abbiamo deciso di scrivere una lettera al direttore di Diario, per commentare il dibattito, ampiamente riportato nella cronaca del quotidiano. Insieme alla lettera, abbiamo inserito alcuni scritti del corso che abbiamo fatto sul commento della Costituzione, e uno scritto sulla persecuzione nei confronti di Davide Emmanuello, da parte degli apparati repressivi, per fargli applicare il regime di tortura del 41 bis, per la quarta volta, dopo che tre tribunali quello avevano rievocato. Ad uno dei compagni, nel telefonare a casa, hanno riferito che il direttore del quotidiano  vuole intervistarlo e addirittura vogliono fare un convegno collegato in teleconferenza. Sono contento, perché significa che i temi espressi nel commento dell’art. 27 della Costituzione e in quelli della lettera, interessano e fanno riflettere. Questo mi conforta, perché temevo che erano concetti miei personali. Il mio augurio è che realmente  si riesce a fare l’intervista, se non visiva, almeno scritta, perché sono certo che il D.A.P.  non permetterà un intervista visiva. Quella scritta non può vietarla.  –  31/10/2012

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Di Pietro, il fustigatore di tutti gli italiani, finalmente è caduto dal piedistallo, dove la protezione della magistratura lo aveva messo e lo proteggeva contro chiunque. Il programma REPORT della Gabanelli su Rai Tre ha messo a nudo i suoi intrallazzi di latrocinio. Oggi ha dichiarato in TV che il suo partito è finito e ricomincerà da capo, ma senza abbandonare la nave. “Una bella faccia di bronzo”. Ricordo che, alcuni anni fa, il suo braccio destro Veltri lo denunciò, perché Di Pietro non faceva distinzione tra la cassa del partito e quella personale. Come al solito la magistratura lo protesse e lo prosciolse; come hanno fatto tante altre volte. E’ stato scoperto che aveva creato un’associazione con un conto denominato “Italia dei valori” e su di esso transitavano  i soldi del rimborso pubblico per le spese elettorali. Il conto era gestito dall’associazione composta da lui, la moglie e un amico. Sono sempre stato del parere che .. “gli estremisti con l’impostazione securitaria e forcaiola, dove il giustizialismo  la fa da padrone, con una venatura populista e autoritaria, che assolutizza, come un dogma religioso, i pronunciamenti dei magistrati, persino gli atti preparatori di un processo”,, non devono avere cittadinanza nel decidere le sorti del Paese. Chi ha messo in discussione la sua leadership ne partito, ha fatto una brutta fine. Questo dimostra quanto sia un mascalzone. Tutte le sue battaglie non erano altro che fumo per difendere i suoi interessi. Più rubava e più faceva il Torquemada. Quello che è grave è che queste cose le sapevano anche i suoi alleati politici, ma fino a quando poteva servire politicamente, il PD l’ha protetto. Una volta appurata l’incompatibilità dell’alleanza, l’hanno affossato. Ne sono contento, anche se aborrisco l’uso dei media e della giustizia per fini politici, ma ritengo che figuri simili, che guardano il Paese come una prigione e tutti i cittadini come imputati, con l supervisione dei giudici che non sbagliano mai, non meritano né di essere santificati e né di decidere il futuro della nazione.  –  1/11/2012

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La multinazionale del petrolio, Chevron, è stata condannata a pagare 18 miliardi di dollari per l’inquinamento perpetuo in Ecuador. Per anni hanno versato migliaia di tonnellate di rifiuti velenosi dell’estrazione del petrolio, nella foresta amazzonica. Nel 1993, gli abitanti del luogo Lago Agrio, supportati dai movimenti ambientalisti, hanno fatto causa alla multinazionale. Dopo circa 20 anni, il tribunale di Nueva Loja ha condannato la Chevron. La stessa per non pagare si è rivolta alla giustizia americana. La Corte di Appello di New York ha risposto che “imputati delusi da un giudizio emesso all’estero, non possono chiedere alla giustizia americana di delegittimare il sistema legale di un altro Paese”. Con tutto ciò, cercano di tirarla per le lunghe, per non pagare. Moralmente supportate dalle altre multinazionali, perché questo pagamento potrebbe essere l’inizio per fare scoppiare nel mondo il ricorso ai tribunali per il pagamento dei danni ambientali. Mi auguro che succeda anche all’ENI, per i danni ambientali in Nigeria, ma anche in tanti posti in Italia, dove la fa da padrone.  –  2/11/2012

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L’amico Davide Emmanuello mi spiegava che ha dovuto scrivere una lunga lettera alla madre, molto anziana e malata di tumore, per spiegarle che se, dal mese prossimo nel telefona, il suo amore per lei  è sempre intatto. La madre, preparata dai familiari all’eventualità che lui non potrà più telefonare, gli ha detto al telefono che lei ha solo questa telefonata con lui, essendo che gli altri due fratelli, nel regime di tortura del 41 bis, non li vede e non possono telefonare. Mi chiedo.. ma tutti questi carnefici Savonarola, quando vanno a ruota libera, presi dal furore feroce, nel chiedere carcere, pene sempre più dure e la tortura del 41 bis, lo sanno quante sofferenze infliggono a interi nuclei familiari?

Credo che neanche ci pensano, l’unico interesse che hanno è di diventare ricchi e potenti, sono talmente cinici e miserabili che passerebbero sul cadavere delle loro madri. Il 23 novembre, Davide dovrà discutere di nuovo l’applicazione della tortura del 41 bis. La DNA ha fatto pressione con tutto il suo enorme potere, capace di condizionare la vita del Paese, figuriamoci se non riusciva nella quarta richiesta per la discussione di una nuova applicazione, dopo che per tre volte, tribunali diversi, glielo avevano revocato. Una madre attaccata a una telefonata settimanale per sentire uno dei figli. Queste sono le torture interiori della repressione di un apparato feroce e crudele, che ha ridotto la civiltà del Paese, all’arbitrio come sistema.  –  3/11/2012

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Ho letto una cosa che non sapevo. Non si finisce mai di imparare. La civiltà araba è stata per l’Europa fondamentale, senza di essa non ci sarebbe stato il Rinascimento italiano e l’Europa sarebbe ancora nel buio del Medioevo. Pensare che, per le strategie imperialiste americane, alla caduta del muro di Berlino, sono diventati nostri nemici. Bisognerebbe superare le linee guida degli americani alla caduta del Muro di Berlino, sono diventati nostri nemici. Bisognerebbe superare le linee guida degli americani, e imparare a conoscerci di più, anche se gli occidentali e gli arabi sguazzano nell’ignoranza reciproca. In tutto ciò, contribuisce molto la religione, che invece di creare armonia e amore, alimenta odio e separazione. Solo la conoscenza e la volontà di pace può determinare un mondo di felicità e benessere, a cui i popoli aspirano.  –  4/11/2012

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Ho letto alcune pagine di quotidiani e sentito alcuni notiziari in TV, sullo scandalo al ministero dell’Interno con la dicitura “secretato”, il vice capo della polizia dava gli appalti a chi voleva, gestendo i fondi pubblici come fossero privati. La prassi della segretezza ha comportato altri scandali, come quello della cricca al Ministero della giustizia. Credo che questo sia solo la punta dell’iceberg, perché di miliardi in questo ambito ne girano tanti, e con ci sono controlli. Di “Poggiolini” ne ministeri ce ne sono a decine, non sono mai scomparsi. La legge “La Torre”, per il sequestro dei beni, dovrebbe essere usata per tutti i cittadini della Repubblica, principalmente per i  funzionari e manager pubblici, invece è usata solo per saccheggiare e impoverire il Meridione. Sono convinto che tutte le caste, principalmente quelle pubbliche, non saprebbero giustificare i loro patrimoni. Il feroce apparato della repressione conosce tutte queste ruberie, ma non le vede. “Contro la gente vede anche ciò che non esiste”.  –  5/11/2012

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Leggo un articolo sull’inquinamento che il petrolchimico di Gela in Sicilia ha causato in cinquant’anni. I bimbi malformati sono il 5% in più della media nazionale. L’acqua della falda è satura di inquinanti della raffinazione. L’aria è impregnata dalle polveri che fuoriescono dai camini che sfiatano 24 ore al giorno. Tutto il territorio è devastato: “un disastro ambientale”. I soldi per le bonifiche sono sati spesi senza fare nessun intervento. Mentre leggevo questo scempio, ho pensato al nuovo presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta (ex sindaco di Gela). Il partito dell’antimafia lo ha fatto diventare un’icona, senza che abbia mai fatto niente di concreto, a parte le solite chiacchiere retoriche sulla mafia, ed è ricordato un episodio degno di uno sciacallo. Licenziò una precaria semestrale, madre di quattro figli, moglie di quell’Emmanuello che fu ucciso dalla polizia nel 2007 durante la sua cattura, lasciandola senza lavoro. Sul petrolchimico  e l’inquinamento ambientale non ha mai fatto nulla di concrto, forse perché veniva foraggiato bene, e pertanto catalizzava l’attenzione sulla mafia, affinché gli affari suoi, della politica e dell’apparato della repressione, andassero bene. Claudio Fava l’ha descritto bene: “un miserabile”. Sento i nomi che vuole mettere nella sua giunta regionale. Battiato, la moglie del capo della DNA Grasso, Caselli, Galasso, ecc. Tutti nomi per abbagliare l’opinione pubblica, ma nella sostanza somiglia al rinascimento bassoliniano, che ha devastato la Campania e ancora ne paga le conseguenze. Il partito antimafia, con la scusa della lotta alla criminalità, ha distrutto un sistema che era democratico e moderato, e ne ha preso il posto, ma, diversamente dal primo, sono feroci e cinici. Spero di sbagliarmi, per i siciliani, ma fra 5 – 6 anni, raccoglieranno le macerie che Crocetta lascierà.  –  6/11/2012

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Oggi è venuta la Direttrice in sezione, ci ha riuniti nel corridoio e ci ha fatto un discorso. Ha fatto una buona premessa, poi ci ha bastonato un po’, rammentandoci ogni piccola cosa che avremmo fatto. Ci ha chiesto di non interromperla mentre ci faceva il discorso, sarebbe ritornata per avere le nostre opinioni in un secondo momento. Credo l’abbia fatto per farci discutere tra di noi, forse è stato meglio così. La mia impressione è positiva; anche se non ho ancora capito perché  a fine agosto ha chiuso ogni discorso con la nostra sezione. Siccome le polemiche non servono a niente, l’unica cosa da fare è cogliere la mano tesa e riallacciare il discorso interrotto; come disse Tortora a Portobello “dove eravamo rimasti…” e andare avanti, con la speranza che non succedono più black out. C’è da apprezzarla, perché solo gli stupidi non ritornano sulle proprie decisioni. Questo dimostra la sua intelligenza. Mi auguro che ci apra di nuovo le porte, ci dia i computer in cella e si ricominci col teatro e i corsi.  –  7/11/2012

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Ho letto una lettera che i prigionieri delle popolazioni della provincia di Salerno scrissero al Re Francisco II, il 3 gennaio 1863, firmata a oltre 5000 persone. Non nascondo che mi ha commosso e allo stesso tempo mi ha riempito di orgoglio, perché questi erano uomini veri e che amavano la loro Patria, altro che la propaganda dei macellai savoiardi, “l’esercito di Francischiello”. “Sire, né tempi di lutto e di dolore nazionale è pur dolce rivolgere il pensiero e la parola a colui che nel breve suo regno fu simbolo alla nostra Patria nativa di gioia, di pace e di prosperità… E’ tre anni che noi fummo da mani parricide venduti al popolo beato d’Italia, che siamo schiavi sotto l’impero di una feroce forza che colle sostanze e le vite dei nostri cari perdemmo anche il diritto di lacrimare. Ma, udite, Sire, il nostro Onore è salvo; né cotardo è il vostro popolo, come vanno alcuni politici strambazzando. Lo dicono il disprezzo e l’odio, onde ricambiata la efferata piemontese dominazione; lo dice la resistenza attiva e passiva che ad ogni piè sospinto incontra in tutti gli ordini sociali; lo dicono quelle migliaia di vittime umane, che tutto di cadono sotto il ferro dell’infame usurpatore; lo dicono le carceri riboccanti di migliaia di infelici”. Questa è stata la “gloriosa” favoletta risorgimentale sull’unità d’Italia: “un torrente di sangue”. Mai nessun popolo nella storia è stato sottoposto ad umiliazioni, uccisioni ed incarcerazioni nella misura del popolo meridionale. Le emigrazione per sfuggire all’inferno creato dalla legge Pica (madre di tutte le leggi repressive di massa nel Meridione, anche quelle attuali) causò lo spopolamento dei paesi condannando anziani, donne e bambini alla sottomissione e alla violenza da parte degli invasori e occupanti piemontesi.  –  8/11/2012

 

Ieri sera, nella trasmissione di Bruno Vespa, “Porta a porta” hanno parlato del regime di tortura del 41 bis. Non l’ho vista, me l’hanno raccontata. Pannella ha detto in modo chiaro che il 41 bis è una  tortura ed è stata una legge criminale. Quello che mi ha meravigliato è stata l’esasperata difesa del responsabile della giustizia del PD, sul regime di tortura del 41 bis, sulla repressione delle procure speciali e l’infamia delle leggi oppressive, ecc. Pannella gli ha urlato in faccia che era un comunista stalinista e che a loro sta bene un’Italia come l’Unione Sovietica del 1937, quando Stalin scatenò una feroce repressione con milioni di arresti e di morti, riempiendo i gulag della Siberia. Il morbo stalinista scorre nel sangue di molti politici del PD, si dicono democratici, ma sono complici della repressione senza diritti degli apparati dell’oppressione.  –  9/11/2012

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Da gennaio 2012, nel comune di Palermo, negli asili nido cambierà il menù. Parte il progetto “La tavola dei nidi veste i colori della Sicilia”. L’acqua sarà quella dell’acquedotto. Tutti i cibi saranno bio e dell’agricoltura locale, non passarono dalla grande distribuzione, ma sarà una filiera corta a km zero. In questo modo si educano i bambini a una sana alimentazione e si valorizza l’economia locale. Dovrebbe farlo ogni comune d’Italia, ma spesso gli interessi di certa politica vanno oltre il rispetto e l’amore verso i bambini.  –  10/11/2012

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Si discuteva di politica, come nei bar dello sport, ognuno tifava per la propria squadra. Tornato in cella mi sono messo a riflettere sull’argomento, sono giunto alla conclusione, che se noi carcerati e tutte le persone passate per la galera, per avere le riforme che auspichiamo; trasformando le segrete medioevali, del Paese con la luce della civiltà norvegesi, dobbiamo diventare un serbatoio di voti appetibili per i partiti politici. Quando noi capiremo questo e ci organizzeremo per riversare i voti dei nostri familiari, parenti e amici su un unico partito, riusciremo ad imporre la civiltà penale e penitenziaria alla politica. Fino a quando questo non succederà, la politica cavalcherà sempre la retorica della sicurezza, della repressione e di buttare le chiavi, perché in termini di voti ne trarrà più vantaggio. Seneca diceva che il popolo non vuole giustizia, ma sangue. I politici lo sanno e mirano alla pancia della gente per tirare fuori gli istinti primordiali. Potremmo avere un partito del 5-6 %, perché con la politica securitaria e la repressione nel Meridione. Ci sono almeno due milioni di persone transitate per le carceri, con i familiari e parenti saremmo una forza. Arriverà il giorno che lo capiremo?  –  11/11/2012

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Ci siamo riuniti tutti in saletta per discutere sulla visita della Direttrice. I confonti aiutano a capirsi e a sviluppare le idee, trovando la soluzione migliore ad ogni problema. Abbiamo deciso che quando verrà di nuovo, parlerà uno solo di noi, con un discorso di superamento delle problematiche  sorte negli ultimi mesi, riallacciando il discorso dove si era interrotto, guardando  al futuro in modo costruttivo. Credo che ogni tanto ci farebbe bene riunirci e discutere delle loro cose e discutevano di tutto, e da questi ragionamenti è nato il pensiero occidentale.  –  12/11/2012

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Stamane in TV sentivo che la polizia aveva avuto un conflitto a fuoco con quattro ladri, ma era stato ucciso dalla polizia. Si presume che fossero rumeni. Nel modo in cui i media hanno confezionato il servizio, era palese che fosse una costruzione falsa;  chi conosce certe dinamiche, non possono sfuggirgli certi particolari. Il rumeno è stato ucciso mentre scappava, dopo che aveva abbandonato l’auto rubata, pertanto non c’è stato nessun conflitto a fuoco, ma come succede di solito, “un tiro a segno”, essendo sicuri dell’impunità, assicurata dallo Stato con la copertura complice dei media.  –  13/11/2012

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I media e gli stessi politici, non fanno altro che battere sempre sul tavolo dei parlamentari e i vari privilegi che ci sono nelle due Camere, seppur scandalosi sono una goccia nel mare, perché sono 900 in tutto, e non sono certamente i soldi che si spendono per mantenerli, che era tutto il deficit italiano, essendo pochi milioni di euro di fronte ai 1800 miliardi che incamera lo Stato e ai quasi 2000 miliardi di debito pubblico. Ci sono 2000 miliardi di debito pubblico. Ci sono 200.000 politici che prendono uno stipendio dai 3000 euro in su, e migliaia di burocrati, sono talmente tanti che non sono quantificabili, senza dimenticare i  manager che hanno stipendi che superano la normale comprensione. Mi viene in mente un articolo dove veniva quantificato lo stipendio del barbiere del Parlamento, circa 300.000 euro. Non avevo mai pensato ai militari. Ho letto gli stipendi e i privilegi scandalosi degli apparati di polizia e quello della repressione. Leggo un articolo in cui sono elencate le cifre dello sperpero dei militari, non potevo credere a quello che leggevo. Hanno privilegi superiori ai politici; superpensioni, auto blu, cose di lusso con affitti a un euro al metro quadro, qualcosa che supera  anche la nostra immaginazione, esseno che siamo soffermati sui privilegi dei politici. L’esercito ha 178.000 miliardi, i generali sono 425, uno ogni 418 militari; più generali che corpi d’armata, ne servirebbero poco più di 100. Per fare una proporzione, l’esercito americano ha circa un milione e mezzo di militari e ha 900 generali. Il paradosso è che ci sono più comandanti, 94.000, e meno militari, 83.400. Credo che non esista nel mondo una carrozzone simile. Gli stipendi dei generali sono dal mezzo milione di euro a scendere giù. Insieme allo stipendio ci sono i benefici di alloggi di servizio o di rappresentanza, auto con autista, soggiorni low coast o nelle foresterie delle forze armate, rimborsi viaggi, straordinari senza limitazioni di ore, promozioni automatiche, indennità di ausiliaria. Hanno le promozioni sulla carta. Dopo 13 anni prendono lo stipendio di colonnello e dopo 23 anni quello di generale. Solo per l’ausiliaria, il governo nel 2012 ha stanziato 355 milioni (mentre facevano stringere la cinghia al popolino), per dare 7000 euro netti di pensione al mese, solo perché siamo disponibili nei 5 anni dopo la pensione, in caso di guerra; sembra uno sfregio alla miseria e all’intelligenza, essendo che ci sono famiglie che vivono con una pensione di 500 euro al mese. L’automatismo  non contempla quando si libera un posto. Vengono tutti promossi, a prescindere dal posto vacante o meno. Un meccanismo truffaldino, ma sicuri dell’impunità. I militari in tutta questa cuccagna di ufficiali non c’entrano. Prendono uno stipendio più basso degli inglesi e dei francesi. A tutto ciò non poteva mancare il Vaticano. Dove si  mangia è sempre presente, e poi vogliono fare la morale agli altri, con un esempio pessimo. Monti ha tagliato e tassato i poveri, ma non ha toccato nessun privilegio delle varie caste; non sbaglio a definirlo molto peggiore dei suoi predecessori politici. Anche se non mi piace, ci vorrebbe Grillo al governo. Così romperebbe questo sistema marcio e pieno di parassiti.  –  14/11/2012

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Mi passano un quotidiano calabrese, “Calabria Ora”, del 4 novembre, per farmi leggere un articolo. In prima pagina c’è la fotografia di Alessandro Marciano, con la scritta “ero innocente, mi hanno torturato”; si riferisce al 41 bis. L’avevano arrestato per il delitto del politico Fortugno, lo portarono al 41 bis, dove c’è stato per 6 anni. Nella cronaca, dove occupa una pagina intera, l’intestazione è “al 41 bis l’uomo diventa animale”. E’ stato nei lager di tortura di Novara e Cuneo (i nuovi lager sulle Alpi, di memoria savoiarda, insieme a Tolmezzo in provincia di Udine). Descrive l’inferno della tortura del 41 bis. Erano murati vivi e, in quelle condizioni, è la pena di morte. Era lui, la cella e niente intorno per 23 ore su 24. Racconta che a Cuneo  faceva un freddo cane, la cella era una ghiacciaia, e alla finestra sbarrata poteva scorgere solo il cielo. Dopo la condanna in primo grado, gli hanno negato anche il giornale. Vengono trattati come bestie e questo gli ha lasciato ferite profonde nell’animo, che si porterà per tutta la vita; conosco bene a cosa si riferisce. Ho l’impressione, dai racconti che la tortura del 41 bis sia diventata molto sofisticata scientificamente; anche le SS tedesche nei campi di concentramento divennero col tempo perfetti nel loro ruolo. L’ex direttore del DAP, Sebastiano Ardita, nel suo libro si vantava di avere reso il 41 bis molto intelligente. Questo dimostra che non c’è vergogna nel classificare una tortura feroce, crudele e infamia contro ogni diritto umano e la civiltà europea a cui  apparteniamo, come un semplice regime carcerario. Un compagno in sezione con me, che è stato dieci anni al 41 bis, conosce Marciano, mi ha detto che per torturarlo e costringerlo a pentirsi, l’avevano messo in una cella a piano terra, dove la neve arrivava fin sotto la finestra e con i termosifoni non al massimo. Il freddo era  24 ore al giorno. Quando me lo raccontava, mi è venuto in mente quello che i piemontesi facevano a Fenestrelle (forte savoiardo vicino a Torino) ai nostri partigiani meridionali (briganti), a 2000 metri di altezza, li tenevano con abiti leggeri, con e finestre senza vetri e con scarso cibo, perché non dovevano  sopravvivere più di tre mesi, poi li scioglievano nella calce viva (forni crematori dell’epoca). C’è ancora la vasca nell’Auschwitz piemontese di Fenestrelle. Oggi, Fenestrelle lo fanno passare come un monumento della gloria savoiarda. Le menzogne storiche dei vincitori non hanno  limiti.  –  15/11/2012

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Mi hanno notificato un permesso di tre ore con la scorta, senza data, per andare a fare visita a mio padre. Ero incredulo, forse perché in tanti anni non ho mai avuto niente, neanche quando lo chiedevo per mia madre. Mi ero rassegnato a non riuscire più a vedere mio padre, la vita, spesso fa di questi regali. Cerco di immaginare le tre ore che trascorrerò con mio Padre, ma non ci riesco, forse perché  è troppo tempo che sto chiuso in carcere. Comunque, saranno momenti molto emozionati.  –  16/11/2012

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Ho finito di leggere il libro “La via dell’amore” del Dalai Lama. Molto profondo, spirituale ed educativo. Il Dalai Lama parla molto di tolleranza, di compassione e di amore. Il suo pensiero è molto positivo, perché insegna a stare bene, allontanando rabbia e odio, che sono veleni e non fanno parte della natura degli esseri umani. L’amore, ritiene, sia, la soluzione ad ogni problema, perché porta felicità e serenità. Quello che mi ha impressionato è che, anche dopo oltre cinquant’anni di feroce occupazione del Tibet da parte dei cinesi, non ha trovato una sola parola d’odio nei loro confronti. Se tutti i capi religiosi fossero come lui, ci sarebbero meno conflitti in giro per il mondo.  –  17/11/2012

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Per due giorni, il 16 e il 17, c’è stato il convegno di livello mondiale a Milano nell’aula Magna della Bocconi, organizzato da Umberto Veronesi con l’associazione da li fondata Science for peace. La notizia è stata riportata sia da Repubblica e sia dal Corriere della Sera, e altri quotidiani minori. In TV è stata riportata una volta da Rai Due, e per due giorni da Rai Tre, che ha confezionato un ottimo servizio. L’informazione di Berlusconi non ha dato la notizia, né sulle sue reti televisive di Mediaset e né su i suoi quotidiani. Mi auguro che questo faccia riflettere tanti detenuti alle prossime elezioni. Gli articoli dei due maggiori quotidiani sono stati molto belli entrambi, e ho appreso che hanno firmato la petizione due premi nobel per la Pace: Shirin Ebadi e Tawakk Ul Karma; inoltre Kathleen Kennedy Townsend, vicepresidente di Science for Peace; John Dono Hue della Stanford Law School; Stale Olsen scrittore norvegese ed ex direttore di carcere; Tharcesse Karu Garama, ministro della giustizia del Rwuanda;  Brian Wood, responsabile di Arms Control and security trade di Amnesty International; David Grossman, scrittore e saggiste israeliano. Hanno firmato anche tanti altri che hanno partecipato al convegno. Hanno ribadito senza se e senza ma che l’ergastolo è una tortura frutto dell’ignoranza e della paura,  non ha nessun senso se non quello della vendetta. Qualunque delitto, anche un genocidio, la risposta deve essere “rieducando al cervello”, come diceva lo stesso Beccaria. “Riabilitando”, perché l’uomo non ha geni dell’aggressività e della violenza. I bambini nascono puri e fare del bene è naturale, e fa stare bene. Lascio la conclusione al filosofo Giuseppe Ferraro.. “Quando in Italia le scuole cesseranno di essere carceri e le carceri diventeranno scuole, potremo dire di vivere in un Paese civile”. Il mio augurio, che credo rispecchi quello di tutti gli ergastolani, e che sia l’inizio della fine, di questa pena feroce e crudele, indegna di un Paese civile.  –  18/11/2012

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Ho letto un articolo sull’Afghanistan. Era improntato sulle donne che si ribellano alla sottomissione che pretendono i maschi di famiglia. Per le donne ribellarsi equivale ad una condanna a morte, perché il sistema tribale ritiene che la donna non abbia gli stessi diritti degli uomini. Le centinaia di miliardi di dollari investiti da tutta la coalizione militare  presente nel Paese, sono serviti ad arricchire i “signori della guerra” e non ad evolvere il sistema paese, tirando fuori dalla schiavitù medioevale le donne. Queste guerre vengono presentate come guerre di liberazione, ma invece nascondono sempre secondi fini. In questo caso era la vendetta per l’ospitalità a Bin Laden e il profitto derivante dagli oleodotti che dovevano attraversare il Paese, e lo sfruttamento di tutte le risorse minerarie e di idrocarburi. Fra un paio di anni gli americani con tutta la coalizione lasceranno il Paese, e le cariche più importanti stanno passando in mano ai signori  della guerra, che in quanto a crimini contro l’umanità, fanno sembrare i processati al tribunale dell’AIA, dei monelli che hanno rubato alla marmellata. Questo periodo di occupazione americana, circa 11 anni, sembra che siano passati invano, perché nulla è cambiato. Chi ha pagato duramente sono stati solo gli afghani.  –  19/11/2012

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Stamane mi hanno portato  da mio padre per le tre ore di permesso. Tanti pensieri affollavano la mia mente, ma non riuscivo a soffermarmi su nessuno. Cercavo di organizzare il tempo da trascorrere con mio padre, ma come blob di Rai Tre, passavo da un argomento all’altro, senza riuscire a soffermarmi su un solo punto. Siamo arrivati al carcere di Salerno, dovevano depositare un detenuto che ha fatto il viaggio con me. Quando ci siamo fermati all’interno dell’istituto, ho avuto l’impressione che il tempo si fosse fermato. Ho rivisto la mia entrata di tanti anni fa. Un ragazzo spavaldo, convinto che nessun traguardo gli era precluso, sentendosi padrone del mondo. Una pia illusione dettata dal potere della gioventù, dall’ottusa ignoranza e da una errata cultura. Oggi ho passato i cinquant’anni, vedo il mondo sotto altri aspetti, comprendo di avere sprecato la mia esistenza e i trent’anni migliori della mia vita. Nel tragitto da Salerno per arrivare da mio padre, dal finestrino del furgone, non riuscivo a trovare punti di riferimento, e quando sembrava di riconoscere qualcosa, sentivo un tuffo nel cuore. Se avessi dovuto andare da solo, mi sarei smarrito. Tutto è cambiato. Dove c’era solo tera, sono diventati paesi. Il furgone sbuffava un po’ ad arrampicarsi sulla strada in salita per arrivare al Paese. Quello che vedevo era tanto verde. Quando siamo arrivati anche la piccola frazione era molto cambiata. Siamo arrivati e mi hanno fatto scendere. Ho visto mio padre davanti casa, l’ho riconosciuto  subito. Non era cambiato molto di viso. L’ho abbracciato e ci siamo seduti a tavola. L’amarezza, subito svanita, e che non mi aveva riconosciuto, un pensiero flash “morbo di Parkinson”. Gli ho detto “Papà sono Pasquale”. Si è portato la mano alla fronte e mi ha abbracciato. Telefono tutte le settimane e parlo solo con lui. Non ha problemi di nessun genere, a parte gli acciacchi dell’età e qualche patologia. Ho pensato che era veramente cambiata la mia fisionomia. Ricordo tanti anni fa, tutti dicevano che insieme ai miei fratelli avevamo un solo viso. Mio padre di viso non è cambiato, si è solo affinato, e ciò gli ha dato una rassomiglianza in modo impressionante a mio nonno (suo padre che tra l’altro si chiamava come me, Pasquale), ha tutti i capelli, lo stesso spirito e la sua caratteristica che lo contraddistingue, l’ingegno. Dopo la morte di mia madre, mio padre si è ritirato nella casa paterna, dove è nato, l’ha ricevuta in eredità dai genitori; il suo sogno era di ritornare in quella casa da pensionato; con i soldi  del fine rapporto, l’ha rimessa a nuovo, anche se piccola somiglia a una reggia secondo i suoi gusti. Ho visitato la casa. Il mio stupore è stato sul terrazzino, un panorama incantevole, anche gli agenti sono rimasti a bocca aperta, magnificando il paesaggio. Gli agenti si sono comportati in modo impeccabile, e credo che siano rimasti contenti del comportamento mio e di mio padre. Mio padre ha messo tavola e mi sono deliziato nel mangiare, ha cotto le caldarroste nel camino, e mangiando e chiacchierando, le tre ore sono volate. Dopo averlo salutato, mi sono girato  e l’ho salutato di nuovo, mi ha  abbracciato stringendomi forte. Sono subito scappato perché la commozione stavo prendendo il sopravvento facendo venire giù la diga. Nel furgone per un’ora ho dovuto trattenermi con forza, mi si straziava il cuore, come se l’animo si fosse aperto come il vaso di Pandora, fuoriusciva tutto ciò che avevo represso in tutti questi anni. La lontananza o ciò che non permette di vivere gli affetti familiari, con il tempo il sistema totalizzante del carcere, anestetizza la normale vita sentimentale, familiare e la normale esistenza. Questa è la tortura, più tortura della privazione della libertà stessa. Mi auguro che sia l’inizio della fine, di questo lungo calvario, che mente mi ha risparmiato.  –  20/11/2012

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Carmelo ha spedito uno scritto a Claudio, dove ci informava che in silenzio gli uomini neri del ministero stanno organizzando la deportazione degli AS-1 e AS-2 in Sardegna. La radio, alcuni giorni fa, intervistando Mauro Palma, ha detto che hanno già deportato 300 sepolti vivi del regime di tortura del 41 bis. Queste sono tutte misure che furono programmate e pianificate dall’ex ministro Angelino Alfano, sotto dettatura dell’apparato repressivo che lo ricattava per le malefatte del fratello di Alfano, implicato in tutte le ruberie del trapanese, tra cui anche i rifiuti, finanziamenti, ecc. Non fu arrestato, si dimise dalle sue cariche e scomparve dai notiziari. L’apparato repressivo è diventato talmente potente che condiziona la vita del Paese, tra cui anche i media che si  mettano al loro servizio con molta piaggeria, creo che derivi dalla paura di mettersi conto chi ha il potere di danneggiarli seriamente. Mi auguro che il popolo sardo faccia fallire questi piani criminali e lotti contro questi nazisti che vogliono ridurre la Sardegna a una servitù di tortura.  –  21/11/2012

41 bis: che fare? Denunciamo!… di Giuseppe Mainardi

Già una volta ci eravamo imbattuti in Giuseppe (Peppe) Mainardi, nell’ambito della rubrica “Da dentro a dentro” (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/10/09/da-peppe-a-carmelo/).

Oggi pubblico un testo di Giuseppe Mainardi, detenuto a Sulmona, che ritorna sui temi del 41 bis.. ovvero ritorna sui temi di un sistema che è -andando al sodo e senza edulcorazioni o giri di parole- tortura.

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La legittimità del secondo comma dell’art 41 bis O.P., fu sancita dalla Corte Costituzionale con le sentenze 349/93, 351/96, 376/97 e con quest’ultima la Consulta ribadì il principio per il quale le misure adottabili a seguito di provvedimento  ministeriale non potevano consistere  in restrizioni ulteriori rispetto a quelle già inerenti lo stato di detenzione: <<Non vi è dunque, precisava la Corte nel 1997- una categoria di detenuti  individuati a priori in base al titolo di reato, sottoposti ad un regime differenziato:  ma solo singoli detenuti, condannati o imputati per delitti di criminalità organizzata, che l’amministrazione ritenga, motivatamente e sotto il controllo dei Tribunali di Sorveglianza, in grado di partecipare, attraverso i loro collegamenti interni ed esterni, alle organizzazioni criminali e alle loro attività, e che, per questa ragione sottopone -sempre motivatamente e con il controllo giurisdizionale- a quelle sole restrizioni che siano concretamente idonee a prevenire tale pericolo, attraverso la soppressione o la riduzione delle opportunità che in tal senso discenderebbero dall’applicazione del normale regime…”

Al fine di dare piena attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale, fu emanata, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, una circolare ministeriale con una esplicita  rivisitazione delle prospettive trattamentali, doverose e costituzionalmente imposte, per i detenuti sottoposti a regime detentivo speciale, di cui all’art. 41 bis comma 2 O.P., nella quale è dato leggere: <<un altro aspetto  significativo nella sentenza più recente riguarda l’illegittimità di restrizioni in materia di osservazione e trattamento>>.  Si legge nella sentenza in questione: <<… l’applicazione del regime differenziato ex art. 41 bis comma 2, non comporta e non può comportare la soppressione o la sospensione delle attività di osservazione e trattamento individualizzato previste dall’art. 13 O.P., né la preclusione alla partecipazione del detenuto ad attività culturali, ricreative, sportive e di altro genere, volte alla realizzazione della personalità, previste dall’art. 27 dello stesso O.P.>>.

Da siffatta giurisprudenza tesa ad assicurare le esigenze di praticabilità di un percorso di recupero e di tutela della dignità del detenuto, di qualunque gravità fossero le colpe di cui egli si fosse macchiato, in linea con la difesa di quei valori fondamentali della persona umana che costituiscono il cardine della nostra Carta Costituzionale e dell’intero ordinamento- è nato dunque l’obbligo cogente, per l’amministrazione, di assicurare le condizioni per le quali le attività di trattamento ed osservazione potessero effettivamente esplicarsi, pena la definitiva declaratoria di incostituzionalità dell’istituto>> (Circ. Dap. 20 febbraio 1998 n.3470/5920). Nella circolare citata si precisa che <<per quanto concerne le attività in comune in ogni sezione… devo essere OBBLIGATORIAMENTE predisposte uno o più sale per attività in comune di tipo culturale e ricreativo e sportivo. L’adeguamento, in questo senso, del regime detentivo, trova la sua motivazione anche nel rispetto dell’esplicito dettato della giurisprudenza costituzionale. La sala o le sale dovranno essere all’uopo attrezzate e potranno altresì contenere la biblioteca di sezione. Per quanto concerne le attività sportive, anche qui si tratta di uno degli elementi di trattamento e rieducazione esplicitamente indicati come essenziali dalla giurisprudenza costituzionale; ove all’interno della sezione non sia possibile attrezzare locali per le attività previste dall’art. 12 O.P., dovranno essere utilizzati locali di altre  sezioni (…). In ogni caso, l’uso del campo sportivo  potrà essere consentito per un’ora la settimana (…)>>.

Con la citata circolare il Ministero della Giustizia si è messo “a posto”. Peccato però che nell’attuazione della circolare in questione, ogni Direzione, o meglio dire i G.O.M., l’hanno stravolta arbitrariamente mantenendo le loro “leggi”. Ma la cosa più grave è che i Magistrati di Sorveglianza – che per legge (artt. 5 e 75 D.P.R. 230/2000) devono vigilare sullo svolgimento  del trattamento dei detenuti, sono a conoscenza della segregazione in cui si trovano i reclusi al 41 bis, rendendosi complici delle violazioni che  da decenni persistono in tali sezioni speciali.

Pertanto, in attesa di attività di trattamento e di osservazione, quindi di attività culturali, ricreative, sportive e di altro genere e, se si considera la riduzione delle ore d’aria (con l’ultima modifica al 41 bis de 2009) la detenzione si concretizza in un sostanziale e continuo isolamento che i decreti ministeriali finiscono con l’imporre, in spregio ai principi costituzionali.

Vogliamo dare un nome a tutto ciò? TORTURA!!!

Vogliamo renderci complici dei TORTURATORI? NO!!!

Dunque, uniamoci, troviamo il modo per far valere la nostra denuncia. Non dobbiamo avere paura. Siamo dalla parte della ragione! E soprattutto, della legalità!!!

Giuseppe Mainardi –    carcere di Sulmona

Ancora sul caso di Lucia Bartolomeo

Di Lucia Bartolomeo -detenuta a Lecce-  cominciammo ad occuparci il 4 ottobre dello scorso anno, quando pubblicammo una sua lunga lettera dove ricostruiva, fondamentalmente la sua intera vicenda (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/10/04/7376/).

Successivamente pubblicammo un altro post che faceva ulteriormente emergere, uno degli ambiti più delicati e dolorosi della vicenda di Lucia, quello del rapporto, ostacolato, con la figlia piccola (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/10/24/7648/).

Il 25 novembre pubblicammo una sua lettera, speditaci il 16 novembre dove ci comunicava che la Corte di Cassazione avesse annullato la sua sentenza di condanna, rinviando il tutto ad un nuovo procedimento di appello (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/11/25/7993/).

Adesso ci è giunta una ricostruzione, in forma sintetica, dell’intera vicenda dal punto di vista della sua “sostenibilità” probatoria. Ovvero un’analisi che va nel merito delle contestazioni fatte a Lucia, e della loro -secondo questa ricostruzione- insostenibilità. A inviarcela è stata Cinzia Gennarelli, che lavora per conto dell’agenzia investigativa  Eagle Keeper Service Group srl di Bologna è stata al tempo incaricata dall’Avv. Silvio Caroli del Foro di Lecce di occuparsi, da un  punto di vista investigativo, della sua vicenda. Fin da subito la Eagle Keeper Service Group si è adoperata per far affiorare le incongruenze e debolezze dell’impianto accusatorio.

Noi, pubblicando questa ricostruzione, non diciamo che essa debba necessariamente corrispondere a verità, ma ci ispiriamo al principio per il quale, è prezioso che di certe vicende, emergano anche “altre” valutazioni e ricostruzioni, oltre a quelle date ufficialmente dai media. Poi ognuno trarrà le libere valutazioni che vuole.

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Il grande dilemma è sempre quello: ma Ettore Attanasio era ammalato? E Lucia lo ha ucciso?

Le indagini, condotte da Eagle Keeper, hanno messo in evidenza una serie di fatti importanti legati proprio alla malattia di Ettore ed al suo ambiente di lavoro. Infatti, almeno uno dei colleghi ed amici di Ettore Attanasio si era ammalato, avendo sintomi simili a quelli manifestati dal marito di Lucia nel periodo di poco precedente alla morte. Dalle dichiarazioni rese da più di un teste, sia dell’accusa che della difesa, è evidente che Ettore Attanasio aveva una condizione di salute precaria e che soprattutto negli ultimi giorni prima della morte, appariva stranamente con un colorito “marrone”, lamentava sdoppiamento della vista, mancava di concentrazione, tanto che la stessa moglie Lucia Bartolomeo aveva ritenuto opportuno convocare una riunione di famiglia (con i fratelli e le sorelle di Ettore) per poter avere il loro supporto, affinché il marito accettasse il fatto di essere ricoverato urgentemente in ospedale e  sottoporsi a tutti gli accertamenti del caso. Ettore Attanasio non aveva alcuna intenzione di sottoporsi a controllo medico, nonostante – ricordiamo – la moglie fosse un’infermiera specializzata ed avesse il “giusto peso” nella preoccupazione di uno stato di salute non conforme.

Questo elemento, non banale, è stato riportato in tutte le dichiarazioni e fanno parte dei verbali dell’intera vicenda processuale e giudiziaria di Lucia Bartolomeo.

Altro elemento, non trascurabile e soprattutto sottolineato quale dubbio nella sentenza della Suprema Corte di Cassazione, è il quesito sulla causa della morte: la droga. La droga è stata concausa o è stato omicidio? Una risposta difficile da trovare nell’iter processuale, visto che non è ancora stato stabilito se Ettore Attanasio fosse malato o meno. Tra l’altro, è d’uopo osservare l’incongruenza fra le due sentenze: nella sentenza del 1° processo si afferma che Ettore Attanasio fosse sano e che la causa della morte era stata l’iniezione letale di eroina. Nella sentenza del Processo di Appello si afferma che Ettore Attanasio fosse malato e che la morte fosse sopraggiunta come concausa della droga. Ed oltre a questa incongruenza, la parte investigativa ha fatto anche notare che non si capisce quale possa essere il motivo per cui Lucia Bartolomeo convocò una riunione familiare a casa loro con la famiglia di Ettore affinché vedessero con i loro occhi lo stato del fratello ed ai quali chiese aiuto (perdeva i capelli, non faceva i lavori in campagna,..). Di questo c’è stata evidenza anche con la testimonianza di alcuni vicini di casa che hanno ribadito che Ettore non aveva alcuna intenzione di sottoporsi a controllo medico, in quanto sufficientemente adulto per decidere come disporre della sua vita.

Rimane dunque la vicenda di un giovane uomo che muore, con dell’eroina in corpo, senza aver però stabilito se l’assunzione fosse stata volontaria o meno.

Anche sul possibile movente della morte “precoce” di Ettore Attanasio vi sono parecchie ombre. Lucia Bartolomeo avrebbe ucciso il marito per poter vivere la sua storia d’amore con l’amante. Lucia aveva avuto un’altra storia d’amore prima dell’amante concomitante alla morte del marito; una storia d’amore durata più a lungo e dall’intensità maggiore, senza per questo averla indotta a “liberarsi” del marito. Non è di facile comprensione dunque come si possa addurre quale movente dell’ipotetica uccisione del marito, il fatto che Lucia aveva un amante, con il quale aveva una relazione di minore durata e con un coinvolgimento emotivo minore.

Un ulteriore elemento di “criticità” riguarda le indagini, forse condotte in modo approssimativo. Infatti non sono stati sequestrati i flaconi delle flebo che venivano somministrate ad Ettore Attanasio nel periodo antecedente alla sua morte, al fine di verificare se fosse avvenuto o meno il passaggio di eroina dal bolo.

E non è stata nemmeno tenuta in considerazione la testimonianza del padre di Lucia Bartolomeo che aveva visto Ettore Attanasio ancora vivo prima di coricarsi, spostando quindi le indagini per direzione ed obiettivo e dando per scontato che il padre di Lucia non potesse far altro che mentire. Ecco perché anche il lasso di tempo intercorso fra gli ultimi momenti di vita e l’orario del decesso ha avuto un significato diverso ed è stato dunque conformato alle esigenze di definizione dell’ora effettiva di morte dell’Attanasio.

Non va oltremodo dimenticato che l’eroina trovata negli organi, e non nel sangue, del defunto era la cosiddetta “eroina da strada” e non residuale e le lunghe indagini della Procura non hanno accertato chi dei due coniugi avesse potuto procurarsi tale tipologia di eroina. Lucia Bartolomeo non è mai stata collocata in zone di spaccio o di smercio di stupefacenti, né tanto meno è stata assimilata a personaggi del genere, a “pusher” che diventa inevitabilmente condizione sine qua non per potersi procurare, appunto, dell’eroina “da strada”. Sorge dunque spontanea la domanda “ma come si è procurata quindi la droga?” Vista la sua professione – infermiera – gli inquirenti hanno fatto sopralluoghi e perquisito tutti i possibili posti all’interno dell’ospedale, dove Lucia avrebbe potuto procurarsi la droga; sono stati esaminati possibili furti o scomparse di oppiacei e derivati all’interno dell’ospedale, dall’armadietto dei medicinali. Non si è scoperto nulla e tutto l’entourage medico e paramedico è stato interrogato per stabilire se Lucia Bartolomeo avesse potuto o meno procurarsi l’eroina in quella struttura sanitaria, sebbene il medico legale avesse classificato la droga rinvenuta negli organi di Ettore come “eroina da strada”, cioè tagliata “da spaccio” e quindi non potesse essere in alcun modo custodita all’interno di una struttura sanitaria.

A questo si legano le amicizie di Ettore Attanasio, che la difesa ha portato quali testi in Tribunale; si tratta di persone legate all’ambiente “criminale” locale, fra l’altro con precedenti specifici (spaccio di stupefacenti), come dichiarato dallo stesso Giudice della Corte di Appello. Non vi sono dubbi che queste persone fossero legate a Ettore Attanasio, tanto che il medesimo custodiva – pur essendo dotato di un cellulare e nell’era della tecnologia – una piccola agendina, ben “nascosta” all’interno del portafoglio con segnati a penna i numeri ed i nominativi proprio di quelle persone. Purtroppo non ci è mai stato dato modo di sapere, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, se Ettore avesse avuto conversazioni telefoniche con queste persone, elemento, invece, di grande rilievo.

E’ del tutto lecito quindi chiedersi perché Ettore volesse celare l’agendina con i nominativi proprio dei soggetti che la difesa ha chiamato a testimoniare con l’intenzione di mettere in luce che Ettore aveva amicizie più “consone” al fatto poi successo. Che Ettore Attanasio avesse amicizie e frequentasse ambienti legati in qualche modo alla criminalità, è un fatto risaputo. Lo stesso datore di lavoro, ad esempio, era dedito allo smaltimento di rifiuti più o meno tossici. Proprio nel periodo in cui avvenne il fatto, era stata condotta dalle Autorità un’importante indagine legata all’omicidio “Basile” che si ricollega proprio a quel territorio – Lecce – e al ritrovamento di scorie tossiche interrate e ben nascoste che avevano pesantemente inquinato il territorio; probabilmente le cause andavano ricercate in altri “siti”. Infatti, non fu mai chiarita la circostanza dell’”incidente” avvenuto in campagna, in compagnia di un amico di Ettore Attanasio, quando i due di notte utilizzando una pala meccanica,  furono “fermati” da un contadino e fu richiesto l’intervento dei Carabinieri della zona. Ci si chiede come mai Ettore, che era un riparatore di bidoni delle immondizie, si trovasse in aperta campagna di notte con un escavatore dell’azienda per cui lavorava.

Questi interrogativi, dubbi e circostanze non contestualizzate e soprattutto non attinenti al fatto contestato a Lucia Bartolomeo, unitamente a tanti altri, hanno probabilmente indotto la Suprema Corte di Cassazione a rivedere una sentenza così grave ed una “punizione” troppo pesante, considerando che in alcuni casi dei “rei confessi” devono scontare pene di gran lunga inferiori. Tutto lo staff di Eagle Keeper, così come l’intero pool difensivo, e soprattutto la famiglia Bartolomeo, ha creduto e crede nella totale innocenza di Lucia, che sicuramente ha avuto una “colpa” – se così si può dire –  quella di aver tradito il marito.. ma non si può condannare una persona al carcere a vita per un tradimento e soprattutto senza una prova certa.

 

Diario di Pasquale De Feo 22 aprile – 21 maggio

Eccoci con uno degli appuntamenti cardinali di questo Blog. Il Diario mensile di Pasquale De Feo, attualmente detenuto a Catanzaro. 

Questo “incontro” mensile nacque da una intuizione di Carmelo Musumeci, che prontamente accogliemmo, in qaunto si capì subito la potenzialità che era latente in una idea del genere. Pubblicare poi tutto d’un colpo lintero diario mensile, invece di ripartirlo in microappuntamenti (comunque opzione rispettabile) produce un impatto molto più intenso verso che legge. Perchè in pratica si trova ogni mese dinanzi a un piccolo libro, e penetra in una diversa atmosfera.

Il diario di Pasquale nasce dal carcere, ne risente naturalmente, ma non è pura cronaca carceraria; sfogo, denuncia o lamento. E’ molto di più. Una occasione culturale. Una costante scoperta di altri mondi. Un corpo a corpo con la cultura e con la propria anima. Uno stimolo nutrito dalla insopprimibile tensione interiore. E’ una testimonianza, alla fin fine, dell’Uomo in carcere, che vive nel carcere, ma che cerca di trascenderlo, non negandolo, ma “superandolo”.. senza quindi “diventare” Carcere.

Come al solito si tratto di un appuntamento ricco di spunti, dalle dinamiche giudiziarie e penitenziarie.. a quelle politiche.. alle occultazioni e manipolazioni storiche, alla eneregie alternative, alla scienza di avanguardia e tanto altro. Ma non voglio dilungarmi stavolta, per lasciarvi il più presto possibile alla lettua di questo corposo Diario.

Riporto anticipatamente solo pochisssimi momentii…

Quando Pasquale Scrive..

“Fenestrelle era una fortezza militare, a circa 2000 metri di altezza, nelle alpi piemontesi,e venne usata, dopo l’unificazione, come carcere per i ribelli meridionali.E’ stato il primo lager di cui si ha memoria. Ci hanno ucciso migliaia di meridionali. La durata media di sopravvivenza era di tre mesi, perché il cibo era scarso, l’abbigliamento era leggero e avevano tolto i vetri alle finestre, in modo che i prigionieri non superassero i tre mesi di vita. Poi li buttavano in una fossa con la calcae (c’è ancora oggi), facendo sparire i cadaveri di migliaia e migliaia di partigiani del Meridione.Si può ben dire che sia stato il primo Auschwitz della storia. I tedeschi hanno copiato. Una macchina della morte uguale a quella nazista.” (22 aprile)

Non c’è bisogno di commenti.

In un momento successivo Pasquale scrive:

 “Alcune auto blu stavano caussano un incidente. I politici si credono i proprietari della strada, pertanto quando arrivano  tutti devono spostarsi. Ho pensato a quanto è lontana la civiltà dei nostri politici da quella del Nord Europa.  Un signore aveva visto il figlio del Re di Svezia all’aeroporto in fila come un nomale cittadino. Nel visitare  un castllo svedese, avevao detto alla ragazza  della biglietteria che aveva viaggiato con il suo re. Lei non riusciva a comprendere la sorpresa per un atto normale in Svezia. Lo steso signore, qualche tempo dopo si trovava all’aeroporto di Roma. Arrivano alcuni parlamentari della sua regione (Veneto), passano avanti e si imbarcano, tra lo stupore degli altri passeggeri che aspettavano in fila. La ragazza svedese non capiva lo stupore dell’italiano per un comportamento del figlio del re del tutto  naturale. Il motivo è molto semplice. I nostri politici, arroganti e prepotenti, ci hanno abituati ai loro privilegi, come gli aristocratici di un tempo, senza avere nessun rispetto per i cittadini e il bene pubblico. Per questo motivo il signore italiano si meravigliava di un comportamento civile.”  (6 maggio)

Emblematico… abbiamo inoculato nel sangue la corruzione morale.. come cantava Battiato “come è misera la vita negli abusi di potere”

In un successivo passaggio Pasquale riporta una notizia che potrebbe avere effetti dirompenti..

“Oggi è venuto un detenuto da un altro carcere per un processo. Ha portato una notizia che, se venisse confermata, sarei un uomo llibero. La Corte Costituzionale avrebbe emanato una sentenza, applicando la sentenza della Corte Europea sul rito abbreviato per i processi di ergastolo, estendendo l’applicazione a tutti gli ergastolani. Con questa sentenza della Corte Europea hanno revocato ad alcune centinai di detenuti la pena dell’ergastolo e l’hanno ridotta a 30 anni. Siccome la notizia è molto graosa, perché dovrebbero revocare a tutti i detenuti con la massima pena la condanna all’ergastolo e ridurla a 30 anni.. una parte di me esplode dalla gioia, ma l’altra non crede che la Consulta avrebbe tirato fuori tutto questo coraggio. E poi troppo silenzio da parte dei media. Non voglio illudermi. Aspettiamo la sentenza. Come è strana la via, mentre c’è il buio più totale, arriva la luce a riportarti in vita.” (17 maggio)

A un certo livello le decisioni giudiziarie di carattere europeo, la loro recezione in Italia, la concreta messa in atto da parte dell’apparto governativo, diventano un territorio molto delicato e problematico. Si tratta in questo momento di aspettare per vedere quali saranno i veri termini della questione e il loro impatto.

E voglio concludere questa premessa con un passaggio che riguarda lo stesso Pasquale De Feo. A un certo punto menziona quanto l’educatrice gli avrebbe detto sul suo “caso”:

“Oggi l’educatrice mi ha informato che ieri hanno discusso la mia sintesi per decidere se sono maturo per iniziare a uscire con i benefici penitenziari. Hanno deciso che non lo sono ancora, perché scrivo troppo e che do sempre la colpa agli altri. Una motivazione che non motiva, pertanto non è neanche da commentare. Comunue chiederò sempre i miei diritti e attaccherò sempre questo sistema che è criminogeno. La relazione della sintesi dovrebbe valutare se ho contatto con le organizzazioni criminali, se ho ancora la mentalità di quando mi hanno arrestato e se continuo a comportarmi seguendo logiche malavitose. Siccome non possono scriverlo, si inventano colpe che non lo sono. I miei scritti raccontano verità che vogliono nascondere. Se sono leciti i fatti che racconto, di cosa hanno paura? La verità è che per loro sono più pericolosi i detenuti che avendo compreso gli errori del passato, sono liberi anche dalle logiche oppressive del sistema penitenziario, pertanto scevri dal ruffianesimo e da altre forme di sottomissione che rendono i detenuti involucri vuoti. Pirandello aveva ragione. Il vestito che la società ti costruisce addosso durerà fino alla morte. ” (12 maggio)

Premetto che prima di pubblicare questo Diario ho fatto leggere questo passaggio relativo a Pasquale ad alcuni amici amanti della Science Fiction e della letteratura del grottesco. Conosco un tipo, ad esempio, che vuole scrivere un romanzo su mondo futuro dove le cose avvengono in base al trionfo dell’assurdo. Da passaggi come questo può trarre utili ispirazioni.

Sul piano procedurale, se quella che cita Pasquale è la reale motivazione della valutazione non positiva sulla maturità adeguata dello stesso per cominciare ad uscire con i benefici penitenziari.. se fosse davvero quella e fosse stata posta in quel modo, sarebbe non rispondente a basilari standard argomentativi. Come la migliore giurisprudenza e dottrina sa, da sempre, la ratio profonda che giustifica un atto, non è la sua semplice emanazione o “imposizione” in base all’astratto potere attribuito agli organi deputati. Ma è la capacità di “argomentare” il suo dispositivo, ossia di essere “ragionevole” e motivabile adeguatamente. Il valore della motivazione, la sua “giustificabilità” è il vero punto d’onore delle decisioni giuridiche e regolamentari. Altrimenti detto.. “essere adeguati, nella prassi, al ruolo e alla funzione”. Se questa è la motivazione per la situazione di Pasquale, vedo deficitari gli standard basiliari.. di.. potremmo dire.. “qualità”. Ma devo dire che non mi stupisco.

Andando al merito, non viene considerato sufficientemente “maturo”, un detenuto che gode di stima e apprezzamento, a tutti i livelli, e in luoghi diversi di questo paese. Una persona che ha ammesso francamente i propri sbagli, con una nettezza, una lucidità e una onestà che hanno avuto in pochi. Una persona che negli anni ha intrapreso un radicale cammino di rinnovamento che lo ha portato ad abbandonare tutto un prcedente set di valori e modalità di pensiero e di azione, per acquisirne altri. Una persona che è diventata uno dei simboli del valore trasformativo della cultura. Non si contano i momenti in cui ha espresso con passione come la cultura, lo studio, la conoscenza lo abbiano combiato.. come esse siano importanti.. e come sia decisivo che ogni persona possa avere opportunità culturali, e come sia quasi un dovere per ogni persona studiare e far crescere mente, e anima. Stiamo parlando di una persona stimata da una ampia schiera di operatori e attivisti.. da autori di riviste anarchiche alle Suore che lo andavano a a trovare nel carcere di Parma, a tanti altri. Una persona che crede nel valore assoluto dei diritti umani per tutti, che si sente vicino a tutte le battaglie per la giustizia e la dignità in ogni parte del mondo, che propugna vigorosamente ogni pratica di carattere “ecologico”, come la raccolta differenziata dei rifiuti. Una persona che ha dimostrato in una infinità di lettere e scritti tutta la sua profonda evoluzione emotiva, la vicinanza ai sofferenti, la volontà di dare una mano a chi si trova dinanzi a forti limitazioni.

Una persona, aggiungo, che non sta tutto il giorno a vegetare come uno zombie davanti alla televisione. Che non si è arresa alla routine carceraria di.. alzarsi.. mangiare.. distendersi.. mangiare.. televisione.. dormire… che è la condanna, la condanna bestiale e degradante, a cui vengono sottoposti troppi detenuti, che si arrendono a un grigio rullo compressore routinario, che li svigorisce e li svuota dentro, rendendoli vegetali passivi e amorfi.

No. Parliamo di una persona che legge giornali su giornali. Che legge libri su libri. Che segue le trasmissioni di appofondimento. Che studia all’università. Che si interessa di solidarietà. Che tiene tanta corrispondenza. Che non perde una occasione per confrontarsi, studiare e crescere.

Bene. Questo detenuto, Signori della Corte.. non è abbastanza “maturo”…:-)

Magari sono “maturi” molti detenuti addormentati dall’ozio, ormai spenti e passivi.. ma che.. deo gratias.. non scrivono “troppo”.. non pensano “troppo”.. non stannno troppo “in piedi”. Se stai disteso… “in orizzontale”.. forse sarai consdierato “maturo”

Pasquale ancora non lo è. E’ un pericoloso “immaturo”… e noi, non possiamo fare altro che inchinarci alle insondabili vie (negate ai miseri profani del volgo) della Saggezza Umana..sigh..:-)

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di maggio.

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Oggi un amico mi ha dato un opuscolo, perché c’era uno scritto su Fenestrelle, conoscendo la mia passione per  i famigerati fatti successi dopo l’unificazione d’Italia. Anche l’amica Antonia mi aveva fatto una ricerca nella rete e mi aveva inviato le fotocopie su Fenestrelle e sulla famigerata Legge Pica del 1863.

Fenestrelle era una fortezza militare, a circa 2000 metri di altezza, nelle alpi piemontesi,e venne usata, dopo l’unificazione, come carcere per i ribelli meridionali.E’ stato il primo lager di cui si ha memoria. Ci hanno ucciso migliaia di meridionali. La durata media di sopravvivenza era di tre mesi, perché il cibo era scarso, l’abbigliamento era leggero e avevano tolto i vetri alle finestre, in modo che i prigionieri non superassero i tre mesi di vita. Poi li buttavano in una fossa con la calcae (c’è ancora oggi), facendo sparire i cadaveri di migliaia e migliaia di partigiani del Meridione.Si può ben dire che sia stato il primo Auschwitz della storia. I tedeschi hanno copiato. Una macchina della morte uguale a quella nazista. Un nobile siciliano, deputato al Parlamento di Torino, che aveva creduto alle parole del re savoiardo, così parlò nellla seduta del 20-11-1861.. “questa è invasione, non unione, non annessione! Questo è volere sfruttare la nostra terra come conquista. Il governo del Piemomnte vuole trattare le province meridionali come Cortes ed il Pizarro fecero nel Perù e nel Messico!”.

Ed era solo l’inizio. Mezzo secolo dopo Antonio Gramsci afferò “lo Stato italiano è stata una dittatura feroce che ha messo a ferro e a fuoco l’Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini, che scrittore salariati tentarono di infangare con il marchio di briganti”. Il re savoiardo soprannominato “re galantuomo”, non era altro che un degno compare di Hitler, Stalin, Pol Pot. Nella storia italiana non c’è stato un criminale che lo possa eguagliare. L’annessione del Sud si è consumata con un genocidio di un milione di morti. Mezzo milione di prigionieri politici, cinquantaquattro paesi rasi al suolo e circa trenta milioni di emigranti fino all’inizio del 1900. Anche per questo c’è ancora il segreto di stato sui documenti rimasti. Per onorare tutti questi morti e le immani sofferenze delle popolazioni meridionali, bisogna che venga riportata la verità sui libri di storia della scola.  –  22/04/2011.

Al mercato di San Severino, un paese in provincia di Salerno, il sindaco con un finanziamento di 28.000 euro della provincia, ha fatto costruire e inaugurare “la casa dell’acqua”. Tutti i cittadini gratuitamente possono riempire bottiglie d’acqua frizzante o liscia. L’acqua è gratis. E’ buonissima. Ciò consente alle famiglie di risparmiare sull’acquisto dell’acqua e vi anche il risparmio sullo smaltimento della plastica delle bottiglie da parte del comune. In più vi è meno inquinamento. Dovrebbe essere fatto  in tutti i paesi, così finirebbe questo commercio infame dell’acqua, essendo un bisogno primario. Mi auguro che il referendum passi, così non potrà più essere privatizzata l’acqua, cosa che purtroppo questo governo ha fatto.  –  23/04/2011

Marco Pannella in questo giorno di festa è andato in visita nelle carceri. All’uscita dal carcere di Regina Coeli ha detto che tutte le carceri italiane violano le norme internazionali, quellle europee e quelle italian. Insomma, sono fuorilegge, sia per ils sovraffollamento e sia per coldizioni. Tutti gli uffici che hanno la competenza per intervenire, non lo fanno, anzi, si può dire che sono complici. La storia insegna che più lo Stato prende  la cattiva abitudine di riempire le carceri, più si cade nel baratro dell’autoritarismo e della perdita generale della libertà. Ci vorrebbero centinaia di persone come Pannella, perché come cita il filosofo Ali Sharia.. “se non potete eliminare l’ingiustizia, almeno raccontatela a tutti”.  –  24/04/2011

Il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in questo giorno di festa per la liberazione del nostro Paese dalla dittatura ha fatto discorsi tutti incentrati sulla difesa della Costituzione. Ritengo giusto e suo dovere ergersi a difesa della Costituzione, però deve farlo per tutte le parti che la compongono, perché c’è l’impressione che non interviene per tutti. Non l’ho mai sentito dire che nelle carceri italiane la Costituzione non ha cittadinanza. Siamo anche noi cittadini italiani, seppure rinchiusi in carcere a scontare una pena.  –  25/04/2011

Berlusconi si è calato le braghe con Sarkozy, il presidente francese, gli ha dato via libera per l’acquisto di Parmalat, l’ha rassicurato sulle centrali nucleari che si faranno e si sono accordati sugli immigrati. Addirittura per bloccare l’acquiso di Parmalat, lui e Tremonti volvano fare una legge. Alla fine è andato a finire a tarallucci e vino. Per le centrali nucleari aveva detto una settimana fa che non si facevano più. Invece si è di nuovo messo a disposizione del presidente francese. Una volta faceva il soldatino con il presidente americano Bush, ora lo fa con quello francese Sarkozy. L’unica cosa che ha ottenuto è che il direttore della Banca d’Italia, Draghi, sarà nominato Direttore della Bana Europea. Ormai per colpa di Berlusconi, che è ricattabile non essendo presentabile, siam diventati ridicoli, e i Paesi Occidentali trattano l’Italia come un Paese da terzo mondo. Purtroppo all’estero è chiaro, in Italia no, perché Berlusconi controlla il 90% dei media. Anche per questo.. siamo un Paese democratico, ma limitato in alcune cose e anomalo. Credo che i danni di Berlusconi, avranno bisogno di alcuni anni per essere assorbiti.  –  26/04/2011

Ho finito di leggere il libro “Particella di Dio”, del fisico italiano Massimo Corbucci. Sono rimasto sbalordito dalla teoria di Crobucci, che la scienza mondiale non vuole riconoscere, anche avendo lui smentito i massimi centri del mondo sulle loro scoperte, che poi hanno ritirato con la scusa che fossero errori. Nella sua teoria afferma che le distanze sono annullate perché l’atomo è vuoto dentro, e ciò consente di viaggiare per visitare altre galassie, a milioni di anni luce lontano da noi. Questa teoria cambierà radicalmente la fisica, come accadde con la teoria della relatività di Einstein. Ho imparato alcune cose che non conoscevo. E’ un libro che consiglio di leggere.  –  27/04/2011

Il vicepresidente del C.N.R. Roberto De Mattei, un fondamentalista cattolico ultraconservatore, ha dichiarato che il terremoto di Messina del 1908 fu un castigo di Dio, e quello recente del Giappone una voce terribile ma paterna della bontà di Dio… la distruzione di Varsavia da parte dei nazisti sarebba accaduta per i peccati che si commettevano in quella città e la Provvidenza si sarebbe servita dei barbarri per liberare l’impero romano dagli omosessuali. Ha indetto un convegno anti-darwinista, coprendo il C.N.R. e l’Italia di ridicono di fronte al mondo scientifico. E’ stato messo in questo posto da Letizia Moratti nel 2001, quando era Ministro dell’Istruzione, e confermarto dall’attuale Ministro dell’Istruzione, Gelmini. E’ palese che in questo posto l’ha voluto il Vaticano. Ma, come in passato, quando la Chiesa mette mano nella scienza, commette dei danni incalcolabili. Come tutti i pessimi scienziati ha solo certezze che gli derivano dalla religione. Come i fondamentalisti islamici. Le sue affermazioni, se le facesse un islamico, grideremmo che è un terrorista. Oggi si svolgerà una riunione del C.N.R. per prendere provvedimenti. Mi auguro che un figuro del genere venga rimosso da questo incarico prestigioso.  –  28/04/2011

La Lega, per spostare l’attenzione dal fallimento del governo, dagli scandali e dagli arresti dei suoi politici, ogni tanto si inventa una stupidaggine. L’ultima è stata quella sugli eserciti regionali. Berlusconi è stato un buon maestro. Hanno imparato che fare proclami è utile politicamente, sposta l’attenzione dai problemi e dà entusiasmo alla base della Lega. Nel frattempo la Lega pensa anche agli affari, con l’aiuto di Tremonti, Ministro del Tesoro, rovina il  Meridione, dirottando tutti i soldi al Nord, facendo approvare tutti i provvedimenti che vogliono, con l’appoggio di Berlusconi. In tutto questo minestrone, peggiore della Prima Repubbica, stanno alimentando un vulcano di  odio, calpestando la dignità con offese quotidiane. Prima o poi esploderà, e il Meridione troverà tutta la dignità perduta da 150 anni.  –  29/04/2011

Nei giorni scorsi si è molto parlato della sentenza Thyssen al Tribunale di Torino. Le condanne per omicidio nei confronti dei proprietari e dirigenti della fabbrica. Le leggi per l’incolumità degli operai ci sono, anche se on vengono applicate, e tutti i giorni muiono operai. Con questa sentenza i datori di lavoro ci penseranno bene prima di non osservare le disposizioni di legge. In questi giorni vedevo tante persone esultare in TV. La maggioranza erano i sindacati. Riflettevo su un fatto. Dove erano i sindacati quando nella fabbrica i dirigenti per risparmiare non applicavano tutte le disposizioni per proteggere gli operai dagli infortuni? Immagino che erano dai proprietari a parlare di soldi e dei posti migliori da occupare nella fabbrica. Insomma a conservare il loro potere. Sistemate le loro faccende, chiudevano tutti e due gli occhi. Così fanno in Italia. Le sceneggiate che fanno in TV servono per falsificare la realtà, e accredtarsi come interlocutori degli operai. Credo che i peggiori nemici degli operai siano i sindacati, perché in combutta con i padroni li fanno sfruttare “sindacalmente”, così gli operai sono più contenti perché si sentono protetti dal sindacato. Noi detenuti non esisteimao per il sindacato, eprtanto abbiamo una paga da schiavi, nell’omertà e complicità di chi dovrebbe tutelarci.  –  30/04/2011

Oggi c’è la beatificazione di Woityla. Sono cresciuto con lui, era simpatico, e da bravo attore sapeva entrare subito in empatia con la gente. Come detenuto c’era molta ammirazione per lui, perché è venuto nelle carceri in giro per l’Italia, e ci ha ricordato  spesso nei suoi discorsi. Ma principalmente ricordo la sua richiesta di clemenza, amnista e indulto. Quando è andato alla Camera dei Deputati, li ha esortati e pregati. Ma Berlusconi (non era Prodi?.. nota di Alfredo) partorì il topolino dell’indultino, che non era né carne né pesce. Gli altri Paesi non l’hanno fatto, a parte qualche sparuta visita nelle carceri di Roma. Da parte mia ci sarà sempre un ricordo di profonda ammirazione nei suoi confronti.

Lo faranno Santo, ma credo che poteva diventare il secondo Pietro, ma essendo troppo conservatore non ha aperto la Chiesa alla realtà contemporanea;  ha coperto dei  crimini, e abbandonato al loro destino religiosi santificati dai loro popoli. Ha tenuto fermo  nelle questioni sociali. Sui contraccettivi, il sacerdozio femminile, il celibato dei preti, il divorzio e nuove nozze. Ha coperto e insabbiato  lo scandalo dei pedofili all’intenro della Chiesa, facendo in modo he tanti bambini subissero ancora per anni violenze inaudite nell’omertà più assoluta della Chiesa. Ha abbandonato al suo destino monsignore Romero, un vescovo che si batteva per il suo popolo contro la dittatura militare di San Salvador. Ha condannato la Teologia della Liberazione e i suoi religiosi perché operavano con il popolo per il popolo, e per questo era bollata come comunista. Non ha modernizzato la Chiesa nei suoi apparati, abolendo il feudalesimo cardinalizio, e instaurando l’elezione democratica del Papa da parte di tutti i vescovi del mondo. Tutti ricordano l’uscita sul balcone a Santiago del Cile, con il dittatore Augusto Pinochet. Ha lasciato tutto come ha trovato, e ha fatto prevalere la sua forte personalità e il suo grande carisma. Nulla toglie alle sua grandezza, ma poteva diventare superiore anche a Pietro, e creare la Chiesa del terzo millennio, avendo il sostegno di milioni di cristiani.  –  1/05/2011

Tutto il mondo parla dell’uccisione di Bin Lade. E’ stato ucciso nella sua villa vicino alla capitale del Pakistan, dove viveva dal 2005. I servizi segreti del Pakistan l’hanno protetto per dieci anni, e poi lo hanno venduto agli americani. Credo che il patto era di ucciderlo, perché da vivo era ingombrante sia per gli americani e sia per i pakistani. Il Presidente del Pakistan si è affrettato  a dichiarare che nessun pakistano ha partecipato all’azione. Pavido.. la moglie Benazhir Bhutto era grande e di carattere, lui è zero. Il suo corpo è stato subito seppellito in mare, ed è molto strano. Dimostrano che hanno più paura di lui da morto, che possa diventare una icona come Che Guevara. Per il mondo occidentale è un terrorista criminale, nel mondo mussulmano è visto in modo diverso. In alcune zone del Pakistan, nelle scuole religiose, hanno la foto di Bin Laden appesa al muro, ritenendolo una guida spirituale. Questo fa molto riflettere. Bin Laden era una creatura inventata dagli americani, che poi gli si è rivoltata contro. Comunque ci sono molte cose poco chiare sulla sua cattura.  –  2/05/2011

In provincia di Palermo, qualche tempo fa fu arrestato un avvocato civilista, perché teneva in schiavitù un indiano. Dopo cinque mesi era riuscito a scappare ed era andato dai carabinieri. Il racconto dell’indiano era stato confermato anche dai vicini, che vedevano le aggressioni e sentivano le minacce. Il reato contestato  all’avvocato era di riduzione in schiavitù, perché lo teneva segregato in casa. Dopo una settimana gli furono concessi gli arresti domiciliari. Questo episodio, letto dalle cronache, mi era rimasto impresso. Oggi sentedo nei notiziari di ragazzi arrestati per delle fesserie, comportamenti trasformati in reati, disagi saociali  – di questa gente sono piene le carceri – mi sono  ricordato dell’episodio dell’avvocato. I magistrati usano due pesi e due misure. Sono spietati e inflessibili con il popolino, attaccandosi ferocemente a ogni piccolo cavillo; ma sono molto lassisti con certi ceti della società. Perché, mi chiedo, debbono avere questo potere onnipotente di decidere hi deve stare in carcere? Si badi bene.. non il reato, ma la persona. Questa non è giustizia, ma discriminazione. Altro che bilancia della giustizia.  –  3/05/2011

A Catania hanno intitolato due treni della metropolitana ai briganti. Uno a Carmine Gracco, soprannominato Donatello; e l’altro l’hanno chiamato Briganti. La motivazione dell’esponente del partito M.P.A. di Lombardo, presidente della Regione Sicilia, è stata per ricordare il banditismo sociale. Un fenomeno che si è opposto all’invasione dei piemontesi. Il giornalista che scrive l’articolo, Carmelo Caruso di Repubblica, ridicolizza l’iniziativa con acrobazie squallide, come se riportare alla luce la storia censurata dai Savoia fino a i giorni nostri, non sia giusto, ma solo un atto da usare politicamente. Premesso che il primo pentito, o meglio dire traditore e collaborazionista dei piemontesi fu uno dei luogotene ti di Carmine Gracco – si chiamava Giuseppe Caruso – mi augur che il sarcasmo che usa non derivi da una eventuale parentela con il Caruso traditore. L’atto più infame dei Savoia è stato quello di occultare la verità, applicando una censura per far perdere la memoria storica. Era troppo vergognoso mettere in luce i metodi nazisi usati con crudeltà contro i meridionali. Cancellati sui libri scolastici per evitare he venissero tramandati alle future generazioni, e applicato il Segreto di Stato sui documenti rimasti. E lo sono tuttora, coperti dal Segreto di Stato. Furono scrittori e pennivendoli, simili al giornalista Carmelo Caruso, che aiutarono il genocidio nel Meridione e ad occultare l’immensa tragedia.  –  4/05/2011

Oggi c’è stata la fiera delle energie rinnovabili a Verona. La filiera si è costruita, ma putroppo il governo invece di alimentarla, mette il fedo e paletti con l’abolizione degli incentivi. Il Ministro Romano cerca in tutti i modi di affossare le energie rinnovabili, per dare vigore al nucleare. Questo signore è senza vergogna, ma purtroppo la lobby del nucleare fa circolare tanto denaro. Alla fine vinceranno le energie rinnovabili, perché è interesse di tutti che prevalgano sulle altre fonti che inquinano e fanno causato tanti disastri. Il WWF ha ipotizato che per il 2050 le fonti energetiche saranno sostituite dalle energie rinnovabili. Mi auguro che questo scenario ottimista si compia, così se ne gioverà tutto il pianeta.  –  5/05/2011

Un anno fa avevo letto su un quotidiano un piccolo articolo. Me l’ero conservato perché mi aveva molto colpito. Oggi, sentendo una notizia l’ho tirato fuori. Alcune auto blu stavano caussano un incidente. I politici si credono i proprietari della strada, pertanto quando arrivano  tutti devono spostarsi. Ho pensato a quanto è lontana la civiltà dei nostri politici da quella del Nord Europa.  Un signore aveva visto il figlio del Re di Svezia all’aeroporto in fila come un nomale cittadino. Nel visitare  un castllo svedese, avevao detto alla ragazza  della biglietteria che aveva viaggiato con il suo re. Lei non riusciva a comprendere la sorpresa per un atto normale in Svezia. Lo steso signore, qualche tempo dopo si trovava all’aeroporto di Roma. Arrivano alcuni parlamentari della sua regione (Veneto), passano avanti e si imbarcano, tra lo stupore degli altri passeggeri che aspettavano in fila. La ragazza svedese non capiva lo stupore dell’italiano per un comportamento del figlio del re del tutto  naturale. Il motivo è molto semplice. I nostri politici, arroganti e prepotenti, ci hanno abituati ai loro privilegi, come gli aristocratici di un tempo, senza avere nessun rispetto per i cittadini e il bene pubblico. Per questo motivo il signore italiano si meravigliava di un comportamento civile.  –  6/05/2011

Ho finito di leggere il libro “Il sangue del Sud”, scritto da Giordano Bruno Guerri. Più leggo e più capisco che l’unificazione  è stata una brutale e feroce conquista. Il Sud è stato saccheggiato e trattato peggio di una colonia, e tutti i mali odierni derivano da come fu trattato il Meridione. Lo scrittore pensa che il modo con cui fu combattutto il brigantaggio sviluppò quella che sarebbe diventata la delinquenza organizzata. Ci sono alcuni passaggi del libro che mi hanno molto colpito. Ce ne è uno, della biografia di Carmine Greco, in cui scrive “calpestati come l’erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestai ci vendicammo. La libertà non è cambiare padrone. Non è parola vana e astratta. Sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall’anima. E’ vivere di ciò che si ama”. Come gli si può dare torto?. Morì in carcere, dopo circa 40 anni di detenzione. Luigi Settembrini, illustre giurista casertano, condannato a morte e graziato dai Borboni, patriota liberale e fautore dell’unificazione, nel suo libro “Ricordanze della mia vita” del 1870, scrisse che una volta ai suoi studenti, durante una lezione, doo l’Unità, disse “figli miei, bestemmiate la memoria di Ferdinando II, perché è stata sua la colpa di questo”. Tra lo stupore degli allievi, aggiunse “se egli ci avesse impiccato a noi altri, oggi non si sarebbe a questo. Fu clemente e noi facemmo peggio”. L’intellettuale si tormentava per la barbarie che si stava perpetrando nel Meridione, e lui si sentiva responsabile per esserne stato uno dei fautori. Poco tempo prima di morire, Cavour disse “Niente stato d’assedio, nessun mezzo di governo assoluto. Tutti sono buoni a governare con lo stato d’assedio. Io li (i meridionali) governerò con la libertà, e mostrerò ciò che possono fare di quel paese dieci anni di libertà. In venti anni saranno le province più ricche d’Italia. No, niente stato d’assedio. Ve lo raccomando”. Resto inascoltato,, anche perché morì subito dopo, e prevalse la rapacità dei Savoia, che, vergognndosi di quello che avevano fatto, con la censura riuscirono ad operare anche sulla storia, cercando addirittura di cancellare la memoria del genocidio commesso.  –  7/05/2011

Quella bestia di Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, non si smentisce mai. Ha dichiarato che “dobbiamo stare lontano da quello schifo di città. I napoletani e Napoli non fanno parte dell’Europa civile. Puzza di rifiuti e camorra. Bisognerebbe fare una pulizia radicale”. E’ inutile commentare, le parole dicono tutto, anche perché una bestia simile non conosce neanche la storia. Se la conoscesse, saprebbe che Napoli è stata la capitale europea della cultura, prima dell’unificazione. Quello che mi chiedo è come fannno i napoletani, i campani e tutto il Meridione a votare Berlusconi alleato della Lega? E’inutile parlare dei politici di Napoli e della Campania. Sono dei parassiti senza un briciolo di orgoglio.  –  8/05/2911

Il forum economico mondiale boccia l’Italia sulle politiche tecnologiche, perché nella classifica dell’innovazionee siamo al 51° posto. Siamo nel G8 e in tutti gli organismi che contano a livello internazionale. Siamo un paese che basa l’economia suall trasformazione e l’esportazione, pertanto è interesse nazionale la formazione e la tecnologia. Addirittura siamo classificati 113 su 138 paesi del mondo per l’apertura alle innovazioni. Questo governo sfascia proprio questi due settori trainanti per l’economia: la scuola e gli investimenti nelle tecnologie. Ci sono davanti anche paesi come le  Barbados e  l’Anan. La nostra fortuna è che la creatività italica è sempre più avanti dei governati. Aveva ragione lo scrittore olandese Cees-Nooteboom, che tempo fa dichiarò che “l’Italia e gli italiani sono più seri dei suoi governanti”.  –  9/05/2011

Matteo mi ha mandato la copia della tesi di laurea. Insieme ad altri ergastolani ho contribuito a dati, che gli servivano, rispondendo ad alcune sue domande. L’ho letta. Devo complimentarmi, ha fatto un buon lavoro. Mi ha fatto soffermare su alcune cose su cui non mi ero mai fermato a riflettere. Le foto fermano il tempo in quell’istante, ma inesorabilmente continua la sua corsa, e non possiamo vincere il suo potere di disfacimento sul nostro corpo. Il carcere ferma il tempo e i ricordi al tuo arresto. Gli anni passano, e niente tornerà come prima.  –  10/05/2011

I dani del Ministro dell’Istruzione Gelmini iniziano a dare i loro frutti perversi. Ho letto che a Milano, in una scuola hanno affittato i piani superiore ad un istituto privato, relegando gli alunni della scuola pubblica nel sottoscuola. A Palermo, in un liceo, le aule ospitano fino a 34 alunni. Una specie di pollaio. I professori sono costretti a fare lezioni con il cronometro. E’ difficile che in aule così affollate si possa insegnare e riuscire a trasmettere qualcosa. Credo che questo sia solo l’inizio, perché gli alunni aumenteranno, e le aule diventeranno una bolgia e i ragazzi usciranno sempre meno istruiti. Piero Calamandrei l’avev spiegato bene nel 1950, come si formano le dittature, e Berlusconi, con l’occupazione dei media, lo smantellamento della scuola pubblica e la politica securitaria, la sta costruendo. Cosa fa l’opposizione? Dorme e cerca solo di non perdere i propri privilegi.  –  11/05/2011

Oggi l’educatrice mi ha informato che ieri hanno discusso la mia sintesi per decidere se sono maturo per iniziare a uscire con i benefici penitenziari. Hanno deciso che non lo sono ancora, perché scrivo troppo e che do sempre la colpa agli altri. Una motivazione che non motiva, pertanto non è neanche da commentare. Comunue chiederò sempre i miei diritti e attaccherò sempre questo sistema che è criminogeno. La relazione della sintesi dovrebbe valutare se ho contatto con le organizzazioni criminali, se ho ancora la mentalità di quando mi hanno arrestato e se continuo a comportarmi seguendo logiche malavitose. Siccome non possono scriverlo, si inventano colpe che non lo sono. I miei scritti raccontano verità che vogliono nascondere. Se sono leciti i fatti che racconto, di cosa hanno paura? La verità è che per loro sono più pericolosi i detenuti che avendo compreso gli errori del passato, sono liberi anche dalle logiche oppressive del sistema penitenziario, pertanto scevri dal ruffianesimo e da altre forme di sottomissione che rendono i detenuti involucri vuoti. Pirandello aveva ragione. Il vestito che la società ti costruisce addosso durerà fino alla morte.  –  12/05/2011

La nostra società ha una logica spietata. Il più forte calpesta sempre il più debole. Anche davanti alla giustizia il debole soccombe in ogni caso, perché questa società è fatta per il potere e di conseguenza per il forte. Non dovrebbe essere così, perché la civiltà consiste nella giustizia sociale per tutti, senza distinzione, e il più debole dovrebbe essere tutelato più degli altri. Putroppo prevale sempre l’istinto predatorio animale dell’uomo: la legge della giunga.  –  13/05/2011

Ho finito di leggere il libro “volete sapere chi sono io?”, racconti dal carcere, a cura della giornalista Antonella Bolelli Ferrera. Sono venti racconti di detenuti. Cinque li conosco. A parte un paio di racconti che stonano dal contesto, il resto sono belli e scorrevoli. La giornalista Bolelli Ferrera ha avuto un’ottima idea, nel realizzare questo concorso letterario per i detenuti, e a farlo patrocinare dalla SIAE e dal D.A.P. del Ministero della Giustizia. Di queste iniziative ce ne dovrebbero essere tante, perché la cultura e il lavoro sono l’unico percorso per il recupero dei detenuti.  –  14/05/2011

La Corte Costituzionale ha bocciato una norma del pacchetto sicurezza di Berlusconi. Si tratta del no all’automatismo del carcere per omicidio volontario. La motivazione è che vila l’art. 3 della Costituzione. La Consulta applica due pesi e due misure, perché di leggi che violano l’art. 3 ce ne sono tante; da tutte le leggi emergenziali, alle leggi penitenziarie che discriminano una parte dei detenuti che rientrano nell’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, “un mostro barbaro e da Paese incivile”. Come anche l’art. 41 bis che è un regime di tortura che  viola non solo l’art. 3, ma anche gli art. 13, 14, 24, 25, e 27 della nostra Costituzione. Anche l’ergastolo è una pena che viola palesemente l’art. 27. Quale rieducazione può avere una persona che non uscirà mai più dal carcere? Fino ad oggi la Consulta ha emanato sentenze politiche e non da  massimo organo garante della Costituzione. Credo che solo dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si possano avere delle sentenze super partes e che siano garanti dei diritti umani e civili.  –  15/05/2011

In Svizzera hanno fatto un referendum per abolire l’eutanasia e vietarla agli stranieri, dato che da molti Paesi europei si va in Svizzera per avere la dolce morte. A larga maggioranza i due quesiti non sono passati e tutto rimane come prima. Sono stati già 19 gli italiani che sono andati a morire in Svizzera. Non sapevo che in Svizzera l’eutanasia è legale dal 1941. Così ha riportato la notizia in Tv (da 70 anni). Questa è civiltà. Altro che l’Italia che è sotto il tallone del Vaticano che impedisce che ci sia libertà di praticare l’eutanasia, e alimenta la discriminazione. Chi è benestante si può permettere l’eutanasia oltre frontiera, invece il popolino deve sempre soffrire, anche quando, stanco e malato, vuole andarsene con dignità.  –  16/05/2011

Oggi è venuto un detenuto da un altro carcere per un processo. Ha portato una notizia che, se venisse confermata, sarei un uomo llibero. La Corte Costituzionale avrebbe emanato una sentenza, applicando la sentenza della Corte Europea sul rito abbreviato per i processi di ergastolo, estendendo l’applicazione a tutti gli ergastolani. Con questa sentenza della Corte Europea hanno revocato ad alcune centinai di detenuti la pena dell’ergastolo e l’hanno ridotta a 30 anni. Siccome la notizia è molto graosa, perché dovrebbero revocare a tutti i detenuti con la massima pena la condanna all’ergastolo e ridurla a 30 anni.. una parte di me esplode dalla gioia, ma l’altra non crede che la Consulta avrebbe tirato fuori tutto questo coraggio. E poi troppo silenzio da parte dei media. Non voglio illudermi. Aspettiamo la sentenza. Come è strana la via, mentre c’è il buio più totale, arriva la luce a riportarti in vita.  –  17/05/2011

Oggi dovevano discutere una interrogazione parlamentare sul carcere di Catanzaro. Ho ascoltato il question time nel pomeriggio, ma non ne hanno parlato. Stasera il TG ha notiziato che il governo è andato quattro volte sotto sui problemi del carcere. Non riguarda l’interrogazione, ma è una buona notizia, perché le proposte del governo non sono mai dettate alla soluzione dei problemi nelle carceri e ad umanizzarle, ma sempre a limitare la libertà dei detenuti. Mi auguro che l’interrogazione parlamentare smuova  l’acqua stagnante che tiene fermo il carcere di Catanzaro a logiche sorpassate dall’evoluzione del tempp, e dalle direttive ministeriali e dal Codice Penitenziario.  –  18/05/2011

Il TG di Rai Tre delle ore 19.00 ha fatto vedere l’intervista a Carmelo Musumeci, che era uscito con un permesso di necessità di 11 ore per andare a discutere la tesi  di laurea. Ha fatto capire bene che l’ergastolo è una pena non accettabile, sia dal lato umano che da quello del diritto. Sapevo già del suo permesso. Ne sono stato felice per lui e la sua famiglia. Ma vederlo in TV mi ha riempito di gioia. Forza Carmelo, alla lunga la spunteremo con questa pena di morte, che non è altro che una vendetta mascherata.  –  19/05/2011

C’è stata una sbornia in TV sulle votazioni. Si può dire che è vagliato ogni singolo voto. Ora è iniziata la campagna per i ballottaggi. Si discute sulle percentuali, sui punti persi o veinti, quelli da acquistare. Sembra un ping pong, dove ognuno gioca la sua parte, la destra e la sinistra. Ognuno dei due schieramenti si vanta i candidati che sono passati al primo turno, glorificandoli e in alcuni casi addirittura santificandoli. E’ accaduto un fatto che mi ha convinto che la censura è bipartisan, con la complicità dei due poli. Il Sindaco di Salerno De Luca ha vinto il suo quarto mandato con il 74% dei voti, la percentuale più alta d’Italia. Siccome il PD non ha appoggiato il suo schieramento di centrosinistra, Bersani e i suoi compagni di merende lo hanno oscurato in TV. Altrettanto ha fatto la destra, non avendo nessun interesse politico a nominarlo. Tempo fa ho sentito in TV che ha trasformato la città di Salerno in una piccola Zurigo. Invece di dargli la considerazione che merita, i notabili del PD lo snobbano e lo  oscurano come si faceva ai tempi dell’Unione Sovietica. Berlusconi continuerà a vincere la guerra, che se perde qualche battaglia, per demerito suo  e non per merito dei notabili del PD. Come dice Renzi, il sindaco di Firenze, vanno rottamati.  –  20/05/2011

L’ex magistrato De Magistris, parla  bene e razzola male. E’ diventato famoso con alcune inchieste… “Toghe lucane”.. “Why not?”.. e… “Poseidone”, tutte finite in una bolla di sapone, un polverone che non ha dato i frutti sperati con le sue ipotesi, ma l’ha fatto diventare europarlamentare. Per sua sfortuna non era gente del popolino, che basta avanzare delle ipotesi per creare un processo, ma era gente importante della società, e molti facevano parte delle istituzioni. Siccome gli imputati di queste inchieste lo hanno denunciato per diffamazione, lui su tre procedimenti ha chieso l’immunità al Parlamento Europeo. In Italia lui e Di Pietro (capo del suo partito) sono contro l’immunità della casta politica, ma a Strasburgo De Magistris chiede e ottiene, con i voti del PDL di Berlusconi, lo scudo europero dell’immunità sui tre procedimenti.  –  21/05/2011

 

 

Diaro di Pasquale De Feo 23 dicembre-21 gennaio

Sebbene ogni momento di questo Blog ha un senso profondo, alcuni appuntamenti sono occasioni di grandissimo livello, e di altissima qualità. Penso a momenti come i dialoghi di Carmelo Musumeci col professore Giuseppe Ferraro o momenti come questo periodico di Diario mensile che Pasquale De Feo ci fa pervenire (si tratta di una idea avuta originariamente da Carmelo Musumeci.. quella di proporre a Pasquale De Feo di scrivere un diario periodico da inviare al Blog).

Pasquale è detenuto ormai da mesi nel carcere di Catanzaro; dopo un “soggiorno” di anni in uno dei più criticati e squalificati carceri italiani, ovvero quello di Parma, uno di quei carceri dove ci si impegna, con ottimi “risultati”, nel peggiorare il più possibile la vita dei detenuti. Uno di quei carceri dove incompetenza, mancanza di visione, chiiusura all’ascolto e alla comprensione e ottusità burocratica.. fanno danni che sono ormai sempre più noti. Ritorna sempre l’ennesimo dubbio se faccia più male la malvagità o la stupidità. Io tendo a pensare che la stupidità si anche peggio. E nell’ambiente penitenziario e carcerario italiano.. (ma avviene in molti altri ambienti oltre quelli “penitenziari”) la stupidità dilaga..

Andiamo al diario di Pasquale… da trentanni in galera.. e una di quelle persone ben note negli ambienti carcerari.. ma.. in “senso buono”, perchè da sempre si fa il mazzo per i diritti dei detenuti e chiede rispetto della legalità, delle norme e dei principi costituzionali. Quindi.. chiede cose “illegali”..:-)

Ogni suo diario è importante perchè è multisfaccettato. Naturalmente c’è sempre il carcere e la vita dei detenuti in filigrana, ma coesiste anche una grande vivacità e momenti in cui si vola alto e si volta “oltre”. E quindi ricordi, riflessioni, letture di libri, momenti intimi, analisi di tematiche di grande respiro.

Nel Diario di dicembre ad esempio.. c’è l’affettuoso ricordo di Enzo Bearzot, ct della nazionale italiana campione del mondo del 1982. E ci sono le riflessioni sull’energia alternativa e sul nucleare, sulla musica classica che fa da colonna sonora alle citta in Nuova Zelanda, sulle reti sociai telematiche e la cyberguerriglia .. e anche sulle posizioni sessuali del Papa e della Chiesa e sul loro rifiuto nei confronti dell’educazione sessuale nelle scuole (sul sesso ha ragione Pasquale, è un campo su cui la Chiesa ha fatto fa danni.. del resto sarebbe opportuno che del sesso parli chi conosce il sesso).

Ma andiamo adesso su profili più carcerari… si sono alcuni punti in particolare che vorrei segnalare..

Cominciamo con una notizia che non sembra sia uscita molto sui giornali. Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Magari sono innocenti.. però come escono le notizie sugli ambulanti romeni arrestati o sui ladri di polli, allora, è bene che ci conoscano anche notizie di questo genere.

Ci sono poi le riflessioni sul caso Cesare Battisti, e quindi sul Brasile e su Lula.. ma di questo si è già parlato tanto in questi giorni, quindi non aggiungo parole.

E’ molto interessante sapere che il Parlamento Euopero è intervenuto contro le batterie di allevamento per le galline.. e ha stabilito che vi sia uno spazio minimo di vitale per ogni gallina.  Una tutela questa che nei fatti il detenuto non ha. E quando vi sono norme o interventi che dovrebbero garantirla, molto spesso non viene rispettata. Il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura)  ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella… intervento che successivamente ha ricevuto conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic). Ma pensare a 7 metri quadrati per detenuto, nella situazione italiana attuale, sembra una utopia.

Il 4 dicembre Pasquale scrive..

Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. “

Io non conosco questa storia.. ma se fosse vero.. lasciare per due giorni i detenuti di Poggioreale senza cibo è un atto CRIMINALE.. così come lo sarebbe anche quel “pronto intervento” se si fosse risolta in rappresaglie eccessive e brutali. 

Altra “violenza” è quella di tenere in carcere disabili (solo in Campania ce ne sarebbero 100) e persone molto anziane.. Pasquale dice di avere recentemente conosciuto un detuno di 85 anni, a cui restavano da scontarne ancora altri due (credo sia quel Francesco Barbaro, che fu temporaneamente di transito nel carcere di Catanzaro, a cui dedicammo un post.. vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/12/16/mi-chiamo-barbaro-francesco-e-ho-84-anni/). E poi ci sono tutti quelli affetti da gravi malattie, bisognosi di trapianti, di cure particolari.. e spesso lasciati parcheggiati per anni nelle carceri nella più totale indifferenza.

Nel diario del 14 gennaio Pasquale scrive..

Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano.”

In pratica di tratta di ergastolani detenuti a Catanzaro (ma sono cose che avvengono in tanti altri posti) che hanno pure l’isolamento diurno e quindi, tra le altre cose, si fanno anche l’ora d’aria da soli. Bisognerebbe conoscere i casi concreti.. ma mi chiedo sinceramente in base a quali “fatti” e “argomentazioni”sono stati comminati questi isolamenti diurni.

Ricordando il terremoto del 1980 in Campania.. giustamente Pasquale solleva il profilo delle responsabilità delle imprese del Nord, favorite a danno della popolazione locale, e dei politici e delle loro corti.. non condivido invece il passare in secondo piano il ruolo della Camorra. Io credo che non dobbiamo fare sconti a nessuno. Se Politici e informazione usano abilmente la carta della criminalità organizzata, come il buono e il cattivo tempo, servendosene su certi piani, ma usandolo come “occasione” per rendere certi detenuti come capri espiatori.. dobbiamo sempre ricordare con nettezza che la Criminalità organizzata (Mafia, Ndrangheta e Camorra) sono un cancro, un puro male.

C’è un momento poi molto quotidiano… ma davvero intenso.. di vita carceraria.. in cui nella semplicità del tempa, nella sua concretezza e praticità, si dice tanto, come in certi romanzi, dove i dettagli sono molto più rivelatori di tante teorie. E’ presente nel diario del 13 gennaio quando pasquale dice..

Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre.”

Non c’è bisogno di commentare queste parole..

C’è poi un  momento molto bello, che non è specificatamente carcerario, ma voglio segnalarlo, per la sua forza, per la capacità che ha di ispirare.. una donna sulla sedia a rotelle da 13 anni.. che a un certo punto comincia a camminare con le sue gambe. Pasquale ne parla nel diario del 31 dicembre..

Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. “

E voglio concludere con un riferimento concreto alla situazione di Catanzaro, riferimento a cui abbiamo recentemente dedicato anche un post  a cui vi consiglio di andare a dare una occhiata (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/01/26/lettera-colletiva-dei-detenuti-di-catanzaro/), e sui cui certamente torneremo. Ossia la sedia del gabinetto dentistico perennemente rotta nel carcere di Catanzaro, e i detenuti costretti solo ad avere estratti i denti.. denti magari curabili. Io vi dico se questa cosa può essere tollerabile. Se voi, se ognuno di voi, tollererebbe che a un proprio intimo, familiare, parente, amico.. vengano estratti i denti quando possono essere curati. I denti sono una cosa preziosa, è CRIMINALE estrarli quando si possono curare. Al di là del fastidio fisico arrecato.. si tratta spesso di colpi alla autoimmagine del detenuto, danni psicologici.. e inoltre li si espone (qualora non siano in condizioni troppo disagiate) a ingenti spese per farsi reimpiantare altri denti, o per complicati lavori di intervento odontoiatrico. Ma il frammento di Pasquale è particolarmente grave dato che fa riferimento anche al dentista del carcere di Catanzaro. Il 27 dicembre Pasquale scrive..

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. “

Ora non possiamo certamente sapere se è lo stesso dentista del carcere di Catanzaro a mette fuori uso il gabinetto dentistico. Sappiamo però che è davvero sfortunato questo gabinetto.. che si rompe così spesso.. si potrebbe pensare anche a fare un esorcismo per vedere se sono i folletti maleficio i gremlins.. o comunque almeno sforzarsi di capirne le cause. Ma qualunque siano le cause di questo frequente e “misterioro” fracassarsi di questa “sedia”… è un’altra cosa che sottopongo alla vostra attenzione… Pasquale dice che questo dentista fa lo stesso lavoro in altre carceri e che ha uno studio privato a Reggio Calabria. Così a naso.. vi sembra normale? Innanzitutto è normale che un dentista sia adibito a più carceri in una stessa regione? E che, non ci sono abbastanza dentisti per ogni città calabrese, da poterne sceglierne uno per adibirlo al carcere situato in quella determinata città? E poi… ci vuole Einstein per capire che una persona che ha lo studio molto lontano dal carcere (Reggio Calabria in questo caso)… non frema dall’entusiasmo di restare ore e giorni a lavorare  presso un carcere lontano chilometri e chilometri, con un guadagno nettamente inferiore a quello che consente uno studio privato? Non ce ne erano dentisti a Catanzaro? Forse non li si conosce.. sono disposto  a inviare una lista fotocopiata.. magari anche con le loro credenziali. E ci sarebbero anche altre domande…. non ci dovrebbe anche essere un’etica del rifiuto? Ossia.. io professionista (nessun riferiimento concreto.. parabola significat..) che già faccio un lavoro molto assorbente e ben pagato in un’altra città, e già ho anche altre attività collaterali.. non dovrei essere il primo a pensare che ha poco senso che me ne prenda un’altra sulle spalle, chilometri e chilometri lontano dal luogo dove opero stabilmente? Ma soprattutto.. qeusti operatori con che criteri sono scelti? Criteri di merito o “altri” criteri? E le norme di ragionevolezza e ratio interna non dovrebbero animare nomine di questo genere? Espressione della ragionevolezza sarebbe nominare professionisti vicini al luogo dove dovranno operare.. e che non abbiano già tanti incarichi sulle spalle…

Comunque la ragionevolezza diceva qualche Santo eremita del deserto.. non è di questo mondo..:-)

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di gennaio..

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Oggi è venuto il Vescovo a farci messa. E’ stato molto paternale, immedesimandosi nelle nostre sofferenze. Dopo la messa abbiamo fatto il rinfresco in sacrestia. Ho avuto modo di scambiare qualche parola con lui. E’ molto aperto e cordiale. Dall’area educativa c’era solo la Direttrice e l’Educatrice. Non conoscevo la Direttrice, ha fatto un breve discorso, e mi ha fatto una buona impresione. Mi auguro che la facciano lavorare in modo da sistemare tutte le cose che non funzionano, che sono tante. L’educatrice Ripepe è stata una conferma su tutto quello di buono che pensavo di lei. –  22/12/2010

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Gli studenti hanno dato una lezione a tutte le cassandre estremiste del governo che avevano criminalizzato la società civile delle proteste.. perché non erano solo studenti, ma c’eran operai, terremotati dell’Aquila, precari, disoccupati, la gente in lotta di Terzigno e tante altre categorie. Questi signori del governo, corrotti fino al midollo, cercavano di spingere con i media la protesta verso la violenza, per farli passare per nemici da annientare, liberando le forze dell’ordine da vincoli di legalità con la conseguente repressione voluta e autoritaria.

Ormai Gasparri ha gettato la maschera, e con lui anche il governo. Anche l’Unione Europea ha richiamato l’Italia perché la polizia italiana è diventata troppo violenta,.. prima-nell’arresto….durante-permanenza nelle caserme… e dopo-tra le mura del carcere.

Cercano di risolvere i problemi criminalizzando ogni dissenso, invece di ascoltare e cercare le soluzioni dei problemi e anche di valorizzare questi giovani che saranno il futuro della nostra  società. –  23/12/2010

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Ho telefonato a casa. Mia sorella ha detto che mia cugina Rosetta ha metastasi in varie parti del corpo. E’ stato un brutto colpo. Gli hanno tolto già un piccolo tumore alla tiroide e sta facendo la chemioterapia. Mi auguro che riesca a sconfiggere questo male, non merita di soccombere, sarebbe una grande ingiustizia. Forza Rosetta, ti voglio bene. –  24/12/2010

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Spesso ci chiediamo perché Dio non fa smettere tutte queste brutture nel mondo. Mi è stato sempre insegnato che Dio i ha dato l’arbitrio di come comportarci, pertanto dipende da noi decidere le azioni da commettere. Ritengo che sia giusto avere la facoltà di scegliere e decidere i nostri comportamenti. Non capisco perchè la Chiesa si opponga al libero arbitrio di scegliere di terminare dolcemente la nostra esistenza, quando si arriva a un punto della vita dove vivere diventa una tortura per le troppe sofferenze. Questa imposizione diventa una dittatura anche per chi la pensa diversamente.

Se la vita è un dono di Dio per i credenti, chi non crede ne può disporre liberamente. In ambo i casi tutti  ne possono disporre come meglio credono. La libertà non ha mai provocato danni. Sono le imposizioni che hanno sempre oscurato ogni epoca. Sono per l’eutanasia, perché ritegno la libertà un diritto inviolabile e nessuno può gestirla. –  25/12/2o1o

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Queste feste rovinano un pò la salute perchè si mangia tanto, troppo, ma è bello mangiare in compagnia, discutere e scherzare, ma sempre con il pensiero alle famiglie. La notte di Natale, familiari di detenuti hanno fatto esplodere fuochi pirotecnici intorno al carcere. E’ stato bello per i fuochi, ma principalmente per il calore dei familiari, perché queste manifestazioni riempiono il cuore di calore. Questo è il trentesimo Natale che trascorro qui dentro, facendo il conto sono più quelli trascorsi in carcere che a casa. –  26/12/2010

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I Parlamentari hanno il dentista gratis, “poveri diavoli”, il loro stipendio non gli permette simili spese. Chi ha privilegi, ne ha sempre di più. Chi non ne ha, gli vengono tagliati un pò alla volta quel poco che hanno. Berlusconi non aumenta le tasse, taglia tutto, che alla fine sarebbe meglio aumentare le tasse. Dal 2001 ad oggi, anno dopo anno, hanno tagliato tutti i finanziamenti per le cure dentistiche nelle carceri. Prima c’era la possibilità che i detenuti indigenti con problemi dentari potessero mettersi una protesi dentaria. Oggi non è più possibile, perchè non ci sono più finanziamenti.

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. –  27/12/2010

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Qualche giorno prima di Natale è morto Enzo Bearzot. Mi ha fatto rivivere qui giorni meravigliosi del mondiale 1982, una gioia indescrivibile, che si potrebbe raffigurare nella esaltazione del goal di Tardelli nella finale. Ancora oggi  quando vedo quella immagine mi emoziono, ed è talmente forte che rasenta la commozione. Credo che la storia darà il giusto valore a Bearzot. E’ stato il precursore di allenatore nel fare da paravento alla squadra, di dare primaria importanza al gruppo e di giocare con due attaccanti e con due mezzepunte. Gli altr sono venuti 20 anni dopo, a parte l’Olanda del calcio totale. Grazie grande “Vecio”, per le emozioni che ci hai donato. –  28/12/2010

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Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Ho letto la notizia su un piccolo quotidiano, ma è passata nel silenzio dei media nazionali. Nella maggioranza delle carceri c’è un mercimonio su tutto, dagli appalti alle forniture e sui soldi dei detenuti. Non interviene mai nessuno, neanche le denuncie dei detenuti smuovono le Procure o gli Uffici di Sorveglianza, perchè il sistema è marcio e tutti si adeguono, non solo, si proteggono tra loro, e poi fanno la morale a noi detenuti sulla legalità. Quando arrestano è perché sono intervenuti fatto esterni, politici, sindacali, o qualche autorevole funzionario, e non ne hanno potuto fare a meno. –  29/12/2010

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Per Natale saranno trasferiti alla sanità regionale campana 300 ammalati reeclusi negli O.P.G… è una bella notizia, ma spero che non sia uno dei soliti proclami.

I detenuti del carcere di Pratao hanno scritto una lettera a Babbo Natale per chiedere “la legge uguale per tutti”, e altre richieste stese in un documendo di 12 punti. Una bella provocazione, ma è difficile che ceerti squali la prendano in considerazione, anche solo  moralmente. Un artigiano dei presepi di Napoli, con 50 anni di esperienza di maestro d’arte, che ha costruito presepi in tutta Italia, ha chiesto alle istituzioni a Napoli un laboratorio per mettere la sua arte al servizio dei ragazzi difficili. Glielo hanno negato, eppure l’avrebbe fatto gratis. Parlano di trovare alternative a tanti ragazzi in posti difficili, ma poi alle parole non seguono i fatti. –  30/12/2010

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Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. –  31/12/2010

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L’anno nuovo è  iniziato con una bella notizia. Il Presidente del Brasile, Lula, ha negato l’estradizione a Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo, con la motivazione che potrebbe essere ucciso in carcere, essendo un perseguitato politico. Circa un paio di anni fa, gli USA negarono l’estradizione a un presunto boss italo-americano con la motivazione che in Italia c’è il regime del 41bis che è considerato una tortura, e per gli USA viola la Convenzione ONU sulla tortura.

Anche allora, come adesso, ci sono stati gli strali dei politici e i media li hanno alimentati. L’occupazione dell’informazione ha creato una realtà poco edificante per il nostro paese. Sono più informati all’estero sulle nostre situazioni, che gli italiani. Nessun politico, giornalista o intellettuale, si è chiesto come mai due grandi Paesi, amici dell’Italia, ci hanno messo in imbarazzo di fronte al mondo intero, come fossimo un Paese del terzo mondo. In Italia c’è la tortura del regime del 41bis, tutti gli organismi internazionali lo hanno condannato.

Il Consiglio d’Europa, circa sei mesi fa, ha condannato l’Italia, perché la polizia italiana è troppo violenta. Durante l’arresto, durante la permanenza nelle caserme di polizia, e durante la permanenza nelle carceri.

Lo stato delle carceri italiane è sotto gli occhi di tutti,a nche se non trapela tutto. I morti si susseguono in continuazione, come i pestaggi, e la violazione di tutti i diritti con condizioni disumane. Cosa fa questo governo? Criminalizza tutto e tutti, proteggendo con l’impunità tutti i funzionari dei Ministeri di Giustizia e Interno. Molti politici accusano il Brasile di essere contro l’Italia e di non conoscere la realtà italiana.

Abbiamo una classe politica talmente ignorante, da non essere informata del fatto che il Brasile è diventato un grande Paese. Non sa che ha la più grande popolazione di discendenza italiana al suo interno, circa 60 milioni di persone, forse più dell’Italia stessa. E’ l’unico Paese al mondo che ha stabilito il 21 febbraio come giorno della memoria dell’immigrazione italiana. E’ uno dei pochi Paesi al mondo che preserva per legge l’idioma “El-talian”, un misto di dialetti italiani. Credo sia l’unico al mondo a premiare i poliziotti che non spararano ed evitano di usare le maniere forti. Mi auguro che ci sia qualcuno autorevole che abbia il coraggio di discutere senza retorica sulla tortura e la disumanità che vige nelle carceri italiane. –  1/1/2011

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In Sardegna, a Artzo, un apicoltore è stato denunciato per pascolo abusivo dal proprietario di un terreno vicino, perchè le api sono andate a pascolare nel suo terreno senza permesso. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto. Siccome l’ha pubblicata un quotidiano della Sardegna, la notizia deve essere vera. In Italia si può fare causa ad un apicoltore per pascolo abusivo, ma è molto difficile fare causa allo Stato per le torture e le violazioni dei più elementari diritti nelle carceri. –  2/1/2011

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Ho finito di leggere il libro che ha scritto Carmelo Musumeci, “Gli Uomini Ombra”. Mi è molto piaciuto. I racconti sono di fantasia, ma rispecchiano episodi accaduti nel tempo. Sono messi così bene insieme da suscitare forti emozioni nel leggerli. Bravo Carmelo.. hai fatto un buon lavoro. –  3/1/2011

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Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. Tutto ciò deriva da un delirio di onnipotenza, con la convinzione che tutto è permesso. I familliari dei detenuti si sono organizzati per tutelarli. Questa è una buona notizia, perchè solo in questo modo si possono evitare gli abusi di potere, la repressione alla cieca e le cattiverie gratuite da parte della direzione del carcere. Si dovrebbe fare così in tutta Italia. Ogni città un comitato dei familiari a vigilare sulle carceri.

Poggioreale è senza dignità e andrebbe chiiuso perchè disumano. –  4/1/2011

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Il provvedimento “svuotacarceri” si è rivelato una bufala. Molti detenuti rinunciano alla sua applicazione, perché c’è il rischio di ritornare inc arceere con una pena più alta. La montagna ha partorito un topolino. Berlusconi lo fece anche con l’indultino del 2002. E’ molto largo di manica solo quando si tratta dei suo processi o di quelli dei suoi compagni di merende. –  5/1/2011

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Le reti sociali di Internet sono diventate una sorta di garante della democrazia, perché oggi le notizie circolano più velocemente.  Wikileaks ha dato l’ultima spallata ai segreti di Stato che nascondevano ogni tipo di nefandezza. Ora perseguitano il suo creatore, Julian Assange, in tutti i modi, addirittura bloccandogli i conti per impedirglli di pagarsi le spese legali. Un portavoce di Anonymous, un gruppo di Hacker, ha detto che  lottano facendo la cyberguerriglia  contro ogni censura. Ora attaccherranno tutti i siti finanziari che hanno bloccato le transazioni finanziarie a favore del sito di Assange.  In futuro sono pronti ad attaccare il sito del Dipartimento di Giustizia USA, se incrimineranno Assange, perchè per loro non c’è niente di intoccabile. Sono con il cuore e con la mente con loro, e a fianco di tutti quelli che lottano per la libertà e contro ogni censura. Viva Anonymous. –  6/1/2011

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Il governo conosceva bene le intenzioni di Lula. Ora tutte le chiazzate e le minacce di questi giorni, subito ritirate, sono sceneggiate indecorose. Qualche sondaggista avrà riferio a Berlusconi che questo episodio gli procurerà qualche voto in più, e controllando i media ha messo in piedi questo teatrino. Credo che siano anche convinti che tutti i politici del mondo siano simili a loro. Pertanto credono che orchestrando quest’opera di pupi, con qualche banchetto infarcito di politici, e qualche militante davani all’ambasciata brasiliana, il Presidente e i politici del Brasile, cambino idea. Come fecero loro con Ocalan, il leader del popolo curdo, prima lo ospitarono, e poi, al primo “stormir di fronta” dei turchi, glielo consegnarono, cosnapevoli del triste destino a cui lo avevano affidato.. “simile a quello degli ebrei quando li consegnarono ai tedeschi”. Un comportamento da esseri vili e meschini.

Il Brasile, sono convinto, non cambierà idea, perchè non sono buffoni come i nostri politici. Mi dispiace che questi signori approfittino del dolore dei familiari per strumentalizzarli per i loro fini politici. Il giusrista Antonio Cassese, nel commentare questa vicenda sul quotidiano La Repubblica, si è soffermato anche sul problema che in Brasile non esiste l’ergastolo. Ha affermato che in Italia l’ergastolo non si sconta, perchè ci sono forme di detenzione alternative. Questo signore non conosce la realtà italiana. Forse vive troppo all’estero. In Italia l’ergastolo è FINE PENA MAI.. che vuol dire.. fino alla morte del reo. In teoria ci sono le detenzioni alternative dopo 20-30 anni. Ma nella realtà sono chimere e si avver no solo quando vecchio e malato diventi un peso e ti scaricano ai famigliari, se ne sono rimasti, o a qualche struttura caritatevole. La vendetta è consumata anche se la chiamano giustizia. –  7/1/2011

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Solo in Campania ci sono cento disabili nelle carceri. Lascio immaginare quanti possano essere nel resto d’Italia. D’altronde non lo sa neanche il Ministero, perchè non esiste un sistema di monitoraggio. Hanno solo numeri approssimativi, da cui sono escluse le persone anziane e le persone malate con patologie serie. Ci sono persone molto anziane, a cui fanno scontare fino all’ultimo giorno. Proprio il mese scorso ne ho conosciuto uno. Aveva circa 85 anni, era in carcere da circa 20 anni, gli rimanevano da scontare altri 2 anni. Tanti detenuti con patologie gravi, tipo trapianti di fegato da fare o altre malattie serie, scontano in carcere fino all’ultimo giorno, come le persone anziane.

Non esiste nessuna normativa per i disabili, gli anziani e le persone malate. Solo un articolo dell’Ordinamenteo Penitenziario, con la discrezionalità assoluta della Magistratura di Sorveglianza

E’ sottinteso che quando vengono in carcere persone autorevoli, la rigidezza estrema diventa elastica al suo massimo grado. C’è in piedi un sistema penitenziario disumano, ma c’è un silenzio complice spaventoso. –  8/1/2011

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Ho letto un aricolo in cui il Ministro della Giustizia Alfano esortava a comprare, come regali di Natale, quelli prodotti in carcere dai detenuti.  Ha registrato un videomessaggio e lo ha messo nel sito del ministero, il suo sito personale, e anche su You Tube, in cui sottolineava.. “la nostra Costituzione ci ricorda che la pena non è solo espiazione di una colpa, ma deve anche avere la funzione rieducativa e non può essere contraria al senso di umanità”.. continuava dicendo… “quando un detenuto espia la pena solo come forma di reclusione, ma non di riabilitazione, una volta uscito fuori, percorrerà l’unica strada che ha conosciuto nella vita, cioè quella del crimine”.

Ho pensato di mettere in cantiere un’iniziativa per chiedere al Vaticano di farlo santo subito, prima di Papa Wojtyla. A parte gli scherzi, le parole sono belle e giuste, ma quando i comportamenti non seguono i discorsi che si fanno, rimangono chiacchiere, e il Ministro Alfano di chiacchiere ne fa tante. I fatti che noi detenuti subiamo sono il contrario di quello che dice.. e lui stesso dichiarò, non molto tempo fa che, “i detenuti a regime del 41bis dovevano morire in carcere”. Di quale umanità parla il nostro ministro? –  9/1/2011

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Il Parlamento Europeo ha abolito le batterie d’allevamento per le galline, rendendo più umana la loro vita. Quello che mi ha colpito, a parte le tante disposizioni, è stato lo spazio a loro riservato. Facendo i conti sulla mole fisica e confrontandola con noi detenuti, hanno più spazio di noi. Tutte queste disposizioni sulle galline, se non attuate, saranno sanzionabili per legge. Anche a noi detenuti il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura) – ricevendo conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic) – ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella. Non essendoci tutela per i i detenuti, e nessuna sanzione per i funzionari che violano queste disposizioni, tutte queste disposizioni rimangono lettera morta. Questo significa che i detenuti vengono classificati al di sotto delle galline. –  10/01/2011

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Il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, durante una trasmissione a Radio Vaticana, ha detto che il sovraffollamento  è un problema grave e la politica  ha il dovere di fare la propria parte. A mio parere la politica deve risolvere i problemi e o fare la propria parte. La popolazione li vote per questo motivo, trovare soluzioni ai problemi.

La Casellati ha continuato nel suo discorso, dicendo che bisogno rovesciare il concettto di carcere. I detenuti devono potere stare in cella solo nelle ore notturne, mentre durante il giorno dovrebbero  potersi dedicare alle attiività che aiutano il loro reinserimento nella società: lavorare, studiare, e impegnarsi in progetti socialmente utili. Qualcuno dovrebbe dirle che in teoria queste di cui parla c’è nel regolamento, ma tutto è lasciato all’arbitrio delle direzioni e sono pochi le carceri che hanno una Direttrice come quella del carcere di Bollate (Mi).

Limitano tutto e vietano tutto il possibile, sia per avere meno fastidi, e sia per fare lavorare il meno possibile tutto il personale. Nel prosieguo del discorso afferma che il suo governo sta affrontando il problema del sovraffollamento con la ristrutturazione edilizia che ha permesso di aumentare di 22.000 i posti disponibili. A parte che non sono ancora pronti.. ma fra 3 anni ritornerà lo stesso problema, perchè saremo 100.000, pertanto questi 22.000 serviranno solo per tamponare. Ma bisogna che si sappia che questi 22.000 posti sono padiglioni costruiti all’interno delle carceri, togliendo quel poco di spazio che hanno i detenuti. Inoltre vengono costruiti violando le orme del C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura), e la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce che il minimo di spazio per ogni detenuto è di 7 metri quadrati. Le celle dei nuovi padiglioni sono per tre persone che poi diventeranno sei detenuti, e on superano i 15 metr quadrati per ogni cella.

I nuovi padiglioni vengono costruiti già violando le norme europeee ed italiane, pertanto sono illegali. Berlusconi ha fatto scuola.. fare proclami con belle parole. La gente non ricorderà se le cose dette verranno fatte. La realtà è molto diversa, e non hanno nessuna volontà di cambiarla. –  11/01/2011

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Un frase di Victor Hugo dice “se costruisci una scuola elimini una prigione”.. semplice ma molto illuminante, tenendo presente che l’ha detta circa un secolo e mezzo fa. Purtroppo oggi nel nostro Paese abbiamo un governo che fa esattamente il contrario. Smantella la scuola e costruisce prigioni.  Nel tempo, migliorando l’opera della scuola, diminuiscono le prigioni. Viceversa, costruire prigioni alimenta solo la loro moltiplicazione, perchè non bastano mai. –  12/01/2011

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Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre. –  13/01/2011

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Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano. –  14/01/2011

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Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ai quattro venti dichiarava  che i rifiuti di Napoli non sarebbero arrivati nel Veneto. Leggo su un quotidiano  che c’è una sentenza del 2008 del tribunale di Venezia che confanna la regione Veneto a proprie spese a riprendersi tutti i rifiuti tossici che illegalmente erano stati scaricati in una cava di Pozzolana, a Napoli, e di bonificare l’area inquinata. Questi sono solo una piccola parte dei rifiuti tossici, come afferma l’articolo che cita la sentenza. Questo signore, come tutti i leghisti, parlano bene e razzolano male. Ormai nella vilipesa palude romana ci sguazzano come i maiali, ma cercano sempre di buttare il fango sugli altri. –  15/1/2011

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Riflettevo su una notizia sentita neii TG.. in Nuova Zelanda hanno messo altoparlanti in tutta la capitale, per fare sentire la musica classica a tutti gli abitanti. I reati sono calati del 50-60 %. Da noi anche in carcere è un problema ascoltare la musica. Sono trascorsi 10 anni dalla concessione di potere acquistare i lettori CD. Ci sono ancora carceri che li vietano. Ormai il lettore CD è sorpassato, perchè da alcuni anni la produzione è stata dismessa. Il mondo va avanti con la sua tecnologia, ma il sistema penitenziario in modo feudale retrocede invece di andare avanti. –  16/01/2011

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Sono un appassionato delle energie rinnovabili. Ho finito di leggere il libro “Energia per l’astronave terra”, scritto da Nicola Armaroli e Vincenzo Bolzoni. Hanno toccato tutti i punti, dai combustibili fossili a come sostituirli. Nonc redo che il nucleare possa essere la soluzione, sia perché manca l’uranio per tante centrali, e sia perché il problema delle scorie non è stato ancora risolta. Io credo che, se ci fosse la volontà politica, senza condizionamente da parte de “l’economia del petrolio”, tutta l’elettricità potrebbe essere prodotta dalle energie rinnovabili. Con i finanziamenti adeguati, tutte le combinazioni di energia prodotta con emissioni zero, potrebbero essere sufficienti per coprire la produzione di energia elettrica. Il problema è l’energia  da trazione, credo che le auto elettriche possano contribuire a dimezzare l’uso del petrolio. Bisognerebbe cambiare ora e non aspettare che finiscano i combustibili fossili. –  17/01/2011

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Leggendo alcuni articoli di quotidiani, ho compreso le sceneggiate dei nostri politici contro il Brasile e la questione Battisti. Essendo che siamo una sorta di coloni americana, e i nostri politici seguono alla lettera le direttive della Casa Bianca. Il Brasile ha deciso di riconoscere lo Stato Palestinese, facendo aprire l’ambascita palestinese. Lo hanno seguito l’Argentina, l’Uraguay, la Bolivia e l’Ecuador. Questo riconoscimento ha indispettito gli americani, e con loro gli israeliani. Questo è il reale motivo del teatrino messo in piedi da Berlusconi e dai suoi compagni di merende, e non quello che vanno blaterando in giro. Il Brasile è diventato una grande potenza, e ha la forza di prendere queste decisioni. –  18/1/2011

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La Lega come sempre sollecita i bassi istinti della gente per rimanere al potere. Il più stupido, e per questo motivo il più razzista, è il leghista Mario Boghezio, che ha dichiarato che l’Abruzzo è un peso morto come tutto il Meridione, perché attendono che tutto cali dall’alto, e non si comportano come i veneti, che nell’ultima alluvione si sono tirati fuori con le loro mani. La cosa impressionante è che dicono bugie alla luce del sole, capovolgendo la realtà.

Il Veneto ha ricevuto subio 300 milioni di euro e la sospensione delle tasse. Viceversa a Salerno, dove era successa la stessa cosa, un’alluvione negli stessi giorni del Veneto, con danni alle aziende e la rottura dell’acquedotto, sono rimasti  senza acqua potabile per alcuni mesi, mezzo milione di persone. Si sono tirati fuori da soli, senza avere un euro dallo Stato. I nostri politici, come sempre, miserabili e vili, non hanno detto neanche una paroola.  Il potere economico del Nordo li sceglie bene questi collaborazionisti, neanche di fronte alle offese più gravi hanno un moto di orgoglio. Ci hanno appiattito come un gregge di pecore e inculcato tutto quello che hanno voluto, facendoci credere che siamo una razza di fannulloni, sottosviluppati e delinquenti; e loro invece sono laboriosi, intelligenti e onesti. Stanno seminando odio a piene mani, un giorno avrà le sue conseguenze nefaste. –  19/1/2011

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Qualche tempo fa, il Ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presenziò a un convegno ad Avellino e nel suo intervento disse (con ritardo di 30 anni) che i problemi della ricostruzione del terremoto del 1980, erano derivati dalla decisione di favorire le imprese del Nord. I costruttori dell’edilizia di  Campania e Basilicata, avevano chiavi in mano tutte le case (potrebbe essere anche ‘cose’… anche se penso che sia ‘case’.. visto il tenore di questo passaggio… nota di Alfredo) necessarie per le famiglie che avevano avuto la casa distrutta. I politici del pentapartito che comandavano all’epoca, tra cui il capofila De Mita, sia a Roma che in Campania, decisero per i prefabbricati pesanti, per favorire un’impresa del Nord. In questo modo hanno raddoppiato la spesa per la ricostruzione e l’hanno trascinata per decenni, con migliaia di persone che hanno trascorso anni e anni  nei prefabbricati. Hanno banchettato tutti, le imprese del Nord, i politici si sono arricchiti insieme alle loro corti. Alla fine di questo scempio bisognava dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica. Come sempre si dà mandato ai magistrati di sceglierne uno, e chi di meglio se non la malavita locale? Che in questo caso essendo la Campania.. si chiama Camorra.. Colpevole ideale. –  20/1/2011

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Il Papa ha dichiarato che l’educazione sessuale nelle scuole è contro la religione Rimango allibito contro certi spropositi del Papa, come quando dichiarò che in Africa non bisognava usare il preservativo. In un contesto che, a causa dell’AIDS, ha subito 25 milioni di morti, un genocidio, e altrettanti si sono infettati, con il preservativo ci sarebbero stati milioni di morti infettati in meno. Alle soglie del terzo millennio c’è ancora l’ignoranza sessuale, le cronache riportano bambine di 13 anni che rimangono incinte in Africa, Asia e Sud America. L’età si abbassa. Se ci fosse una corretta educazione sessuale nelle scuole, crescerebbero più consapevoli e informati sul sesso, e non succederebbero tanti eventi che leggiamo nella cronaca. Nel Nord Europa, dove da decenni è insegnata nelle scuole, si leggono meno notizie nella cronaca. L’insegnamento, l’educazione e l’informazione hanno sempre portato luce nella società. Viceversa l’ignoranza ha sempre portato oscurantismo, fanatism e degrado morale e materiale. Il Papa essendo personaggi di statura mondiale dovrebbe intervenire sui veri problemi che affliggono l’umanità e non interessarsi di problemi che non gli competono e non conosce, essendo che pratica la castità. –  21/1/2011

 

 

Un nuovo amico.. Guerino Avignone.. da Sulmona…

Questa è la lettera che è giunta da un detenuto che ci scrive per la prima volta.. Guerino Avignone, detenuto a Sulmona.

La trovo una lettera sicuramente interessante. Si percepisce anche un lungo studio e riflessione su certe tematiche. Rispetto molto ciò che scrive. Un punto su cui non concordo è quello per il quale la questione dei detenuti andrebbe affrontata soprattutto sul piano giuridico. E’ una idea legittimissima, e ha molti sostenitori. E sono il primo a dire che il piano giuridico è importante, e che tutte le inziative.. petizioni.. ricorsi.. Corte Europea.. sono preziose e vanno perseguite e incentivate. Ma credo che non basterà mai il piano giuridico.. non basterà mai da solo.. è decisivo un mutamento sociale, una espansione della coscienza collettiva. Una piccola rivoluzione, se volete. Che non riguarderà solo il carcere. E’ questo che deve essere afferrato. Il cambiamento delle condizioni esistenti relative al carcere e ai detenuti.. non è un’isola a se stante nell’oceano. Una realtà più umana si riverbera “anche” nel carcere. E chi lotta per un carcere diverso e per i diritti dei detenuti.. non sta lottando “solo” per loro, “contro” gli altri. Ma.. sta lottando per “tutti”. Questo va afferrato. L’idea che tutto ciò possa essere bypassato pensando che solo qualche giudice potrà togliere tutte le castagne dal fuoco è legittima, ma non mi ha mai convinto troppo. Il piano giuridico è un piano.. ma, è la mia opinione, va accompagnato con altri piani.

Nella sua bella lettera Guerino chiede anche se qualcuno è disposto a dargli una mano nella gestione di un sito internet di cui ha già acquistato il dominio.. ricordo naturalmente che i detenuti non possono accedere ad Internet. Quindi tante cose concrete, tipo inseire un testo, ecc… un detenuto non può farle.

Io non so se potrò dargli manforte, perché impellano tutta una serie di eventi e di iniziative per i prossimi mesi. Ma se qualcuno di voi crede di potergli dare una mano… me lo faccia sapere e lo metterò in contatto con lui.

Vi lascio alla lettera di questo nostro nuovo amico.. Guerino Avignone.. da Sulmona..

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SULMONA 3 GENNAIO 2011

Gentilissimo Alfredo, è dalla scorsa primavere che seguo le tue iniziative, coadiuvate brillantemente da Maria Luce e Angelanima, in favore dei detenuti condannati all’ergastolo. Francamente trovo meritorio tale impegno. Sicuramente anche tu avrai avuto delle soddisfazioni, però per i risultati concreti bisogna attendere. Ci sono troppi pregiudizi da superare.

C’è chi vuole salvare l’Italia sacrificando poco più di mille condannati. E questo è sconcertante perché nessuna persona avveduta può pensare che i problemi della sicurezza si possano risolvere in tale modo.  pensare che nel ’97 in Parlamento si era arrivati ad un passo dall’abolizione dell’ergastolo. Purtroppo ormai la classe politica si è lavata le mani in relazione a tale problema. Di conseguenza il discorso rimane sempre in un circolo chiuso, limitato soprattutto agli interessati.

Quella famosa frase “italiani brava gente” non trova risontri nella realtà. Una volta gran parte degli italiani erano abituati a predicare bene e razzolare male. Ma adesso gli stessi predicano e razzolano male direttamente. Dopo decenni di allarmismo sociale la nostra società è lacerata dall’odio verso il prossimo, il diverso..ecc.ecc. Immaginiamoci quale acrimonia c’è verso il detenuto. Alla fine qualcuno deve pur pagare per tutti i mali della società.

Ti dico con molta onestà che dubito si possa ottenere qualche cambiamento con l’approvazione della popolazione. La questione andrebbe affrontata soprattutto sul piano giuridico, quanto meno per quanto riguarda l’ostatività che deriva dall’art. 4bis dell’Ordinamento Penitenziario. Cosa che credo ognuno di noi nel suo piccolo stia facendo. Al riguardo vediamo cosa risponderà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. A mio avviso si dovrebbe tenere ben distinti l’umana pietà dai diritti sanciti dalla Carta costituzionale.

Ho letto la documentazione pubblicata sul Blog “Urla dal Silenzio”, ed ho trovato davvero toccanti le esperienze personali raccontate dagli ergastolani animatori del dibattito. Sono esperienze che mio malgrado vivo in prima persona, essndo anch’io condannato alla pena perpetua. Francamente apprezzo il loro coraggio di mettere a nudo un’esperienza così drammatica, quale è quella del carcere a vita. Coraggio che non tutti hanno.

Per capire il motivo per cui molti detenuti condannati all’ergastolo si chiudono nel silenzio ti basterà prendere quale termine di paragone quel fenomeno che la giurisprudenza  denomina  o validation o gradualità delle accuse. In base al quale le vittime di gravi abusi, quando non decidono di trincerarsi dietro il silenzio più totale, spesso graduerebbero le loro accuse da quelle meno gravi a quelle più gravi, tralasciando per pudore anche particolari rilevanti. Fenomeno che secondo me può trovare affinità con gli abusi processuali e carcerari subiti da chi è passato nel tritacarne della giustizia negli anni ’90. Tieni presente che già il processo di per sé è pena. Ma spesso si è trattato di violenza indicibile.

Mettere sotto la luce del sole esperienze processuali così drammatiche, rappresentare i vari aspetti dell’inferno carcerario, e raccontare di una vita che non appartiene più agli autori dei racconti.. richiede davvero forza d’animo.

Beh, cose un pò difficili da spiegare e da comprendere!

Comunque, passando a quella che è la mia situazione personale, io spero di arrivare alla riapertura del mio processo tramite una pronuncia dei Giudici di Strasburgo e così di riappropriarmi della mia vita. Ma questo non mi esime dal dare il mio contributo per fare cambiare lo stato delle cose all’interno del pianeta carcere. Non sono così egoista da pensare solo a me stesso, anche se non ti nego che sono propenso ad affrontare i problemi carcerari sul piano prettamente giuridico, ovviamente senza disdegnare la vocee di ogni singolo detenuto. L’intento è anche quello di dare voce a tutta la comunità penitenziaria e così renderla partecipe del “dibattito” sulla pena.

A tal proposito vorrei dare il mo contributo alla realizzazione di un sito internet (di cui è già registrato il dominio) e pertanto mi servirebbe una mano dall’esterno, soprattutto nella fase iniziale. In concreto mi servirebbe una mano di aiuto per la trascrizione dei testi da pubblicare. Insomma un aiuto in genere per tutto quello che può servire per la gestione del sito. Come sai, dall’interno ho molte limitazioni, pertano vorrei sapere se posso contare sul tuo aiuto e su quello di altri volenterosi.

Ovviamente è mia intenzione integrare il lavoro che tu ed altri (leggersi anche Associazione liberarsi) state già facendo. Con un’ampia partecipazione si possono creare delle sinergie notevoli.

Rimango in attesa di tue notizie, e concludo con un caro saluto per te, Maria Luce ed Angelanima, nonché con gli auguri di Buon Anno.

Guerino Avignone

Full metal jacket a Salerno

E davvero sembra di essere precipitati dentro il grandioso capolavoro antimilitarista di Stanley Kubrick, dopo avere letto l’ultima lettera di Francesco Annunziata -Nellino- che mi è giunta proprio oggi (lo stesso Nellino per il quale ieri ho scritto che era stato trasferito.. ora questa vicenda è un pò ambigua.. la riassumo per brevi cenni. Ieri mi giunge indietro la lettera che scrissi a Nellino a suo tempo, con la cancellazione dell’indirizzo del carcere di Catanzaro con ghirigori di penna e scritto invece a caratteri cubitali, nello spazio superiore della lettera la dicitura.. TRASFERITO.. Ora questo si fa, con tali modalità, se uno viene trasferito “veramente” e “definitivamente”… del resto non si spiegherebbe se no perché cancellare a penna l’indirizzo di Catanzaro, come a rafforzare il messaggio. E comunnque non ho mai sentito di una lettera mandata indietro con la dicitura TRASFERITO, per un detenuto che è stato spostato per un mese, figurati per una settimana come è stato il caso di Nellino. Quindi davvero non capisco.. aspetto di avere ulteriori dati.. sperando che si sia trattato solo di una svista.. e che magari non lo abbiano trasferito davvero..)

Lui premette la sua lettera, scrivendo che ne sarò sconvolto. E del resto non posso negare che leggevo abbastanza sbigottito. Perché non puoi non chiederti come è possibile che ci sia anche solo un carcere in Italia, o in tutta Europa, dove possano avvenire cose del genere.

Premetto subito che non troverete atti di pestaggio e brutale violenza. Allora mi chiederete, cosa può averti colpito così tanto? Bene.. la rigidità, l’ottusità, un grottesco ritualismo da parodia militare, il sadismo, l’ottusa voglia di umiliare.

BASTA?

E so che alcuni cominceranno a ragliare. E allora voglio essere bello chiaro. Se qualcuno generalizza o fa calderoni, quelli non siamo noi. Io, lo ripeto per i duri di timpano… non sono “contro” le guardie.. non sono “contro” nessuno per principio, né generalizzo. E spesso la penso come Gerti e Carmelo.. anche le guardie a loro modo sono vittime di un sistema disumano e ammorbante. E comunque ci sono sicuramente guardie a cui stringerei la mano con piacere.

Ciò non toglie e non cambia di una virgola che nelle carceri avvengo con una frequenza esagerata atti inaccettabili. E oltre alle violenze che in parte tutti conosciamo.. si possono creare questi piccoli micromondi ottusi, dovre frustrazioni creano ego vogliosi di affermazione e potere.. simulacri della sottomissione..

Che altro è se no  – andando alla lettera di Nellino- l’utilizzo di ogni strumento possibile per umiliare e far sentire una persona come un cane randagio senza alcun diritto, una pezza di sedere insomma, che può essere schiacciato e deve obbedire anche alle peggiori assurdità?

Che altro è costringere un detenuto, “di passaggio” per giunta, a doversi spogliare più volte al giorno.. nudo, fino a togliersi le mutande e mostrare l’ano? (lasciate stare che Nellino si è rifiutato.. ma quanti altri non si sono rifiutati.. per paura.. per debolezza? Del resto provate a stare voi nudi, in un posto chiuso, con delle guardie armate di fronte.. certo pochi avrebbero orgoglio e fierezza in quelle situazioni..) Questa della denudazione corporale , fino a piegarsi come uno schiavo (le “flessioni”) per mostrare il proprio buco del culo (perdonatemi la durezza) agli agenti.. non è un pestaggio.. ma forse è un atto ancora più violento. Una umiliazione profonda, un fare sentire uno.. peggio di niente.. Non c’è del sadismo in tutto questo?

Che altro è costringere i detenuti, tre volte al giorno, alla pratica mai sentita (ha perfettamente ragione Nellino) di doversi alzare in piedi sull’attenti al passaggio della guardia per il cosidetto “conteggio” (e quel CONTA! latrato dalle guardie, di cui parla Nellino.. davvero dà l’impressione di vedere un remake, fatto male per giunta, di Full metal Jacket.)? Davvero sono rimasto stupito. Ste cose non appartengono neanche al contesto italiano (con tutti i suoi limiti e tare), ma piuttosto a “mondi” con una certa cultura militaresca molto accentuata, come i reparti speciali dell’esercito U.S.A., inglesi, israeliani.. forse anche russi.  Ci sarebbe anche da ridere, non per i detenuti. Ridere di questo teatro. Di quessta sciocca esibizione di potere. Di questo fare i ducetti di periferia con chi non può difendersi. Ma anche della fragilità di un ego che vuole il sull’attenti, l’alzarsi a bacchetta come se passasse l’Imperatore romano o qualche generale in tempo di guerra. Sì, non ci sono violenze fisiche. Sì dura solo pochi attimi. Sì è certo meno grave della denudazione e delle “flessioni”. MA PUO’ BASTARCI? PUO’ UNA PERSONA DELEGATA A GARANTIRE IL RISPETTO DELLA LEGGE COMPIERE UN ATTO COSI’ SCIOCCO, COSI’ PARODISTICO, UN ATTO COSI’ INUTILE, UN ATTO COSI’ ILLEGALE?

Infatti anche se un detenuto sta riposando, deve alzarsi per questa inutile sceneggiata. TOTALMENTE INUTILE, perché puoi contare i detenuti anche se non si alzano come tanti marines.. e se si pensa che poi Nellino, a un certo punto, era il solo nella sua sezione. E invece no!  ALZATI CAPRA!

Che altro è  fargli fare il colloquio con la moglie, dopo 5 ore che lei attendeva (e avendo, tra l’altro, risposto alle sue domande precedenti, dicendogli che non c’era proprio lei fuori ad aspettarlo).. con la motivazione che DATO GLI A.S.1 NON POSSONO MAI MISCHIARSI CON GLI A.S.3 (MA FORSE INTENDONO CHE PROPRIO NON POSSONO MAI MISCHIARSI TRA LORO NESSUNA CATEGORIA DI DETENUTI).. BISOGNAVA, PRIMA CHE TUTTI GLI A.S.3 FACESSERO I LORO COLLOQUI.. E DOPO, SOLO ALLORA.. AVREBBE FATTO IL SUO COLLOQUIO IN SOLITARIA.

MA, PREMESSO CHE QUESTA – GIA’ DI PER SE STESSA ASSURDA E RIGIDA- SEPARAZIONE TRA CATEGORIE DI DETENUTI E’ PREVISTA IN GENERE IN PRATICAMENTE TUTTE LE CARCERI PER QUANTO RIGUARDA LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’, LE COMUNICAZIONI, ECC…. DAVVERO SI PUO’ ESSERE COSI OSSESSIVAMENTE RIGIDI E FANATICI TALEBANI DEL REGOLAMENTO.. CHE UNA PERSONA “APPARTENENTE” AD UN’ALTRA SEZIONE, E PER GIUNTA ALLOGGIATA SOLO TEMPORANEAMENTE IN QUEL CARCERE, NON PUO’ STARE NEANCHE PER UN’ORA IN UN LOCALE DOVE CI SIANO IN QUEL MOMENTO DETENUTI DI ALTRE SEZIONI.. ANCHE SE NON PARLA CON LORO (MA CON LA MOGLIE)? E ANCHE AMMETTENDO QUESTE PRECAUZIONI CONTRO IL “CONTAGIO”… NON ESISTE IN TUTTO IL CARCERE DI SALERNO UNA STANZETTA, UNO SGABUZZINO, UN RIPOSTIGLIO.. UN QUALUNQUE LUOGO DOVE POTERGLI FARE FARE IL COLLOQUIO.. BISOGNAVA NECESSARIAMENTE CHE PRIMA TUTTI GLI ALTRI FINISSERO?

Come capite non è il fatto in sì di dovere fare aspettare 5 ore la moglie (comunque cosa sgradevole e ingiusta verso una persona che va a trovare il proprio compagno e che dovrebbe essere messa dallo stato in condizioni di poter usufruire di questi diritti nel modo più tollerabile possibile).. la questione è SIMOBOLICA.. è di CIVILTA’.. di RISPETTO UMANO ESSENZIALE.

E che altro è ciò che descrive Nellino quando scrive che

“non sono consentiti i passaggi tra detenuti, neanche di un panino o di una sigaretta, mentre nell’Ordinamento Penitenziario  è prevista la cessione tra detenuti  di generi  e oggetti di modico valore. Quindi vietarlo è illegale, ma i detenuti non lo sanno.”

Che senso ha tutto ciò? Perché fare in modo di rendere il più difficile possibile la vita ai detenuti? Perché intervenire con modalità sempre più ristrettive anche su momenti di semplice socialità e quotidianità (come il passarsi un panino..)?

E non mi soffermo su altre “chicche”… come ignorare (o volere ignorare piuttosto..) che la Corte Costituzionale considera illegittime perquisizioni che ledano la dignità del detenuto (spogliti e mostraci il tuo bell’ano!), che il Regolamento Interno, uno non è la Bibbia e non può violare di testa propria i fondamenti del diritto e della Costituzione, due deve essere data la possibilità al detenuto di poterlo visionare; che è una bufala che atti come i rapporti e altri interventi interni siano completamente “sciolti” dal controllo del Magistrato di Sorveglianza.

Ma mi fermo qui.. e vi lascio alla lettura integrale della lettera per coglierne tutti i vari aspetti.

Un premessa prima, però. E poi una richiesta…

Premessa.. lo sdegno è sacrosanto. Ci sta tutto. Ci vuole. Dobbiamo averlo. Ma non basta. Non basterebbe soltanto prendersela contro atti di sadismo e umiliazione… perchè infatti tali sono. Non basta solo puntare il dito sulla guardia cattiva. Perché delle guardie si comportino in modo del genere, vile, triste, avvilente per loro stesse.. vuol dire che anche su di loro il carcere ha avuto effetti pesanti, deleteri, quasi degrandati. Hanno più responsabilità e quindi certi comportamenti sono più gravi. Ma questo è un sistema, un meccanismo, una macchina che stritola tutti, guardie comprese. Profondi cambiamenti non sono “contro” le guardie.. ma serviranno anche a “liberare” le guardie.. liberarle da questo veleno. E valorizzare poi coloro che davvero meritano.. mettendo da parte i sadici, i vigliacchi e i violenti.

Io ho fatto un discorso in generale; ciò non toglie che alcune carceri sembrano distinguersi per il loro basso livello umano ed esistenziale.. da prospettive diverse.. sembra che sia il caso… oltre che di Salerno… dI Parma.. Poggioreale.. Tolmezzo…ecc. Ma è davvero la prima volta che sento parlare di queste “pratiche” che ci ha illustrato Nellino.

E ora veniamo alla richiesta. Richiesta nel senso invito a sostenere una causa giusta. Voi sapete che, di tanto in tanto, vi invitiamo a spedire lettere di protesta, contestazione, richiesta di chiarimenti. Sono casi gravi o emblematici, che meritano una vostra e nostra reazione.. meritano che alziamo un dito.. e almeno prendiamo carta e penna per dire che “ci siamo”.

Ecco.. io vi chiedo di stampare questo post e accompagnarlo con una lettera di protesta e chiarimenti… La lettera avrà come destinatario il direttore della Casa di Reclusione di Salerno … scriverete questo sulla busta della lettera, nello spazio riservato al destinatario..

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ALLA ATTENZIONE DEL DIRETTORE DELLA CASA DI RECLUSIONE DI SALERNO

DOTTOR ALFREDO  STENDARDO

VIA DEL TONAZZO n. 1     –     84094   –    SALERNO

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sono sempre preferibili le lettere scritte di proprio pugno, ma per chi proprio non se la sentisse.. vi dò un prestampato semplicemente da sottoscrivere con i vostri nomi, sempre che, si intende, ne condividiate il contenuto.

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Egregio Direttore Stendardo,

dopo avere letto sul Blog “Le Urla dal Silenzio” (https://urladalsilenzio.wordpress.com/) la descrizione che un detenuto di passaggio nel vostro Carcere fa.. di alcune “pratiche”  diffuse in esso (le allego copia del post), le chiedo se Lei in quanto Direttore di questo istituto di reclusione ha mai saputo qualcosa al riguardo di pratiche come…

-La perquisizione a nudo “integrale”, con “flessioni” volte a mostrare il buco dell’ano (detto così è meno volgare).

-Il dover mettersi sull’attenti per tre volte al giorno al passare della guardia che fa la.. “conta”.

e altri atteggiamenti e usanze dalla natura grottesca, vagamente  paramilitare, e volutamente umilianti verso la persona detenuta.

Voglio chiederle, qualora non sappia niente a tal proposito, di fare, in quanto (anche) garante e responsabile dei diritti e della dignità dei detenuti all’interno del carcere che dirige, di fare le opportune indagini e, qualora ciò che viene raccontato fosse confermato, di attivarsi con decisione per porre fine a tali pratiche inutili, e, soprattutto, sadiche e umilianti.

Nella speranza che ci saranno riscontri e/o azioni concrete da parte Sua,

le invio i miei sinceri saluti

…………………………………… (firma)

…………………………………….(data e luogo)

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Ripeto.. chi vuole partecipare a questo invio di lettere… dovrebbe fare copia del post e accompagnare ad esso una lettera personale, di proprio pungo (meglio).. o usando il prestampato di qui sopra. L’indirizzo ve l’ho già dato. Chiedo il vostro sostegno.. Dieci minuti del vostro tempo so che sono preziosi, ma forse valgono di essere spesi per situazioni come queste.

Grazie Amigos.. vi lascio alla lettera di Nellino…

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Caro Alfredo, sono stato via una settimana e sono tornato sabao 30 – 10 – 2010. Sono stato a Salerno per una udienza, citato come teste in un processo.

(..)

In questa mia, voglio raccontarti dell’esperienza che ho vissuto, ritornando dopo 10 anni nel carcere di Salerno. Una esperienza allucinante al punto di vista umano e detentivo (..)

Caro Alfredo, quello che leggerai tra poco ti sconvolgerà, perché sono sicuro che non avrai mai sentito di queste cose.

Giungo a Salerno alle 14:00 di Domenica e già, appena entrato, trovo un agente che non mi appoggiare neanche lo zaino a terra, che, senza neanche rispondere al mio buongiorno, mi intima di gettare il sacchetto del panino che fornisce l’amministrazione per il viaggio. Al che, già mi urta per il modo, ma giusto per non farmi “riconoscere” già appena arrivato, butto il sacchetto, mi tengo la cocacola in bottiglietta di plastica che avevo comprato. L’agente mi intima di buttare pure quella. Allora chiedo il motivo, visto che era di plastica. Mi risponde che la devo buttare perché non è consentito. Insisto con educazione e gentilezza, facendo uno sforzo enorme e lui mi risponde che a Salerno funziona così e che non mi doveva dare nessuna spiegazione, anzi avevo già discusso troppo. Allora, alla Totò.. “ogni limite ha una pazienza”, gli dico che è partito già col piede sbagliato, io la cocacola non la butto e lui può fare quello che gli pare. Mi chiude in cella d’attesa e, minacciandomi, mi dice: adesso vediamo se la butti o no, e si attacca al telefono per chiamare qualche suo collega, visto che da solo non aveva il coraggio di farmela buttare  di forza. Io aspetto lì, tranquillo, neanche se mi ammazzavano la buttavo. Viene un brigadiere che mi riconosce ed appiana la situazione e, “per questa volta”, dice che me la posso tenere.

E’ andata la prima. Ero stanco per il viaggio, con un mal di testa tremendo, e pensavo che eravamo solo all’inizio. A perquisizione c’era l’agente di prima. Inizia con la cintura.. non passa (Nellino intende che non poteva tenerla con se, o doveva lasciarla depositata da qualche parte)… le ciabatte.. non passano.. ecc., ecc. Io stanco e distrutto per il viaggio, non gli dò retta. Basta che ti muovi, prenditi quello che ti pare, basta solo che mi fai andare.

Dopo aver perquisito gli indumenti, venivano alla perquisizione personale. Mi devo spogliare, e già questo mi fa salire la pressione. Ma, sempre per i motivi di prima, mi spoglio, e resto con le calze. Al che l’agente mi dice che devo fare la flessione. Io prendendolo in giro, ma seriamente, gli dico che sono stanco del viaggio e non ce la faccio a fare ginnastica. E lui, altrettanto seriamente, non capisce l’ironia e mi spiega che mi devo girare, abbassare lo slipo e fare dei piegamenti  sulle ginocchia, perché deve verificare se ho occultato qualcosa nell’ano. Io gli sorrido sarcastico e gli tolgo dalle mani il pantalone e inizio a rivestirmi senza dargli retta. Lui, sorpreso, mi guarda e mi dice di non rivestirmi perché devo fare la flessione.

IO GLI RISPONDO CHE NON NE FACCIO, CHE SONO DA 13 ANNI IN CARCERE, DI CUI 6 AL 41BIS, E NON L’HO MAI FATTA, PERCHE’ C’E’ UNA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE HA STABILITO CHE LA DENUDAZIONE E RELATIVA ISPEZIONE CORPORALE LEDE LA DIGNITA’ DELL’UOMO E QUINDI, SE LUI VOLEVA LEDERE LA MIA DIGNITA’, DOVEVA SAPRE CHE, PRIMA NON GLIELO AVREI CONCESSO, E, SECONDO, COMMETTEVA UN ILLECITO PENALE.

Si ripropone la solita tiritera, con la venuta del brigadiere che mi dicee che  “per questa volta” non fa niente.

Andiamo dal dottore. Vado dal dottore accompagnato sempre dallo stesso gente, lì trovo un dottore a cui spiego che ho una terapia psichiatrica in cartella, e che ho bisogno  di qualcosa per il mal di testa. Non lo capisco quando parla, PERCHE’ HA PIU’ PROBLEMI DI SALUTE DI ME, e l’agente adocchia l’orologio che ho sul polso, uno swatch di 40 euro, semplicissimo, e vuole prendermelo con la scusa che non è consentito. Non ha digerito la bottiglietta, né le flessioni, e non digerirà neanche l’orologio.

Mi portano al reparto, in cella, con altre tre persone, nonostante dal Ministero ci siano disposizioni per le quali, i reclusi A.S.1 devono essere ubicati in celle singole. Io sinceramente non protesto, perché sono bene felice di stare in reparto e in compagnia. Alle 16:00 sento una voce che grida: CONTA!… E chiedo ai miei compagni cosa sia. Questi mi spiegano che..

E’ L’AGENTE CHE PASSA, E CHE DOBBIAMO STARE IN PIEDI VICINO ALLA BRANDA, SENZA SIGARETTE IN MANO, ECC.ECC. INSOMMA.. SULL’ATTENTI!!

IO GLI DICO: MA SIETE PAZZI?? NON ESISTE QUESTA COSA, NON E’ SCRITTA DA NESSUNA PARTE, E’ UN ABUSO BELLO E BUONO. E LORO MI RISPONDONO CHE QUESTO ACCADE TRE VOLTE AL GIORNO, ALLE 8:00 DIMATTINA, ALLE 16:00 E ALLE 20:00

Io di alzarmi non ci penso proprio, ma visto che poi non si alzerebbero neanche loro, mi alzo perché io saprei quello che faccio, e sarei responsabile delle mie azioni e delle conseguenze, ma non mi va di coinvolgere altre persone che poi  magari pagherebbero conseguenze che non sono disposti  a pagare per “colpa” mia. Allora mi alzo sia alle 16:00 che alle 20:00.

La mattina successiva, alle 7:30, mi chiamano e mi dicono di preparare le mie cose, perché devo essere spostato. Non posso stare là, perché io sono A.S.1 e loro A.S.3, quindi mi  mettono in una sezione c.d. “di transito”, in isolamento, da solo. In tutta sincerità mi dispiace, ma sono anche contento, almeno adesso, da solo, non sarò costretto a subire quell’umiliazione di alzarmi.. infatti alle 16:00 viene l’agente gridando: CONTA!!…………… Io ero in piedi, e me ne vado a letto. Lui passa e mi trova a letto. Mi chiede perché non mi ero alzato, ed io gli rispondo che non c’era motivo per cui  mi dovessi alzare. Non era previsto da nessuna norm, quindi non mi sarei alzato. Lui, con aria minacciosa, mi facenno di aspettre con la mano, e se ne và. Lasciando intendere che sarebbe ritornato. Io mi metto le scarpe e mi preparo ad un eventuale scontro fisico. Per fortuna non ritorn né lui, né altri. Premesso che in tuta la sezione c’ero solo io, e in cella ero da solo, QUINDI NON C’ERA NESSUNA DIFFICOLT’A’ A “CONTARE” I DETENUTI… ERO SOLO IO!!!

Alle 20:00 non viene nessuno, forse si sono convinti che non mi alzo. Il martedì uguale, non viene nessuno, ma sono due giorni che non mi danno la terapi e ad ogni infermiere a cui chiedo, mi dice che deve andare a controllare in cartella, ma puntrualmente non ritorna più.

Il mercoledì vado in udienza e, al ritorno, la perquisizione. Mi devo spogliare, mi spoglio e mi viene detto che devo fare la flessione. Gli ripeto le batture della ginnastica, e pure questo mi spiega cosa è la flessione, non cogliendo le battute. Nel frattempo che gli parlo, io già mi rivesto, non lo penso proprio. Viene un altro brigadiere, che era stato pure al 41bis e mi accompagna in cella, dicendomi, col sorriso, che non ero cambio di niente.

Anche il mercoledì la “conta” non viene.

Il giovedì devo fare colloquio. Alle 11:00 ancora non mi chiamano, inzio a preoccuparmi e chiedo di informarsi se fuori ci fosse la mia famiglia. Mi viene detto di no. Alle 14:00 mi chiamano per il colloquio, mi mettono da solo in una stanzetta con mia moglie e mio figlio. Dicono che sono in A.S.1, e non posso stare insieme agli altri.

MIA MOGLIE ERA FUORI DALLE 9:00, E L’HANNO FATTA ENTRARE ALLE 14:00 PERCHE’ , DOVENDOLO FARE DA SOLO, LO DOVEVO FARE PER ULTIMO!!

TI RENDI CONTO CHE QUELLA RAGAZZA E’ STATA 5 ORE LA’ FUORI AD ASPETTARE PER VEDERMI PER UN’ORA, COL MURETTO DIVISORIO, E SENZ POTERLE PORTARE NEANCHE UNA BOTTIGLIETTA D’ACQUA?

Premesso che, il martedì mattina, sapendo che sarei stato trasferito per l’udienza del mercoledì, è andata a Secondigliano per fare colloquio e non c’ero. Da lì è andata a Poggioreale per vedere se ero là, e non c’ero. Si stava girando tutte le carceri della Campania per trovarmi, e il giovedì a Salerno, per vedermi un’ora ha dovuto aspettare 5 ore. Ah.. il mercoledì è venuta al Tribunale di Salerno per vedermi in aula. Quindi ti lascio immaginre per 3 giorni, come ha “sbattuto” avanti e indietro.

Esco dal colloquio, dove non ho potuto neanche portare una bottiglia d’acqua, dove c’era un muro divisorio di un metro, dove devi stare per forza seduto e puoi solo darti la mano, con l’agente in alto a controllarti, e dove in tutta la sala ero da solo.. e alla perquisizione mi dice che mi devo spogliare, e devo fare la “flessione” anche qui. Stavolta neanche mi spoglio. Ero già esaurito che l’avevano fatta aspettare 5 ore là fuori, mi avevano detto che non era venuta, figurati se mi andava di subire le loro umiliazioni.

PERCHE’ DENUDARSI E LA FLESSIONE, E’ SOLO UNA UMILIAZIONE.

Gli dico di accompagnarmi in cella e fare tutto quello che vuole, non me ne poteva fregare di meno e che non mi sarei né spogliato né tanto meno avrei fatto la flessione, quindi… fanno un pò di scena, ma io non li penso proprio e mi accompagnano in cella.

Al venerdì pomeriggio mi chiamano per preparare le cose che il sabato mattina devo partire. Faccio tutto e sono in cella, quando alle 2o:oo sento: CONTA!!… mi metto a letto. L’agente passa e mi chiede come mai non mi fossi alzato, gli rispondo che non capisco che cosa sia questa conta, e lui, non capendo il senso del mio non capire mi spiega che lì a Salerno c’è la regola che bisogna alzarsi. Io gli chiedo dove fosse scritto, e lui “convinto” di parlare ad uno arrestato ieri, mi vuole spiegare che oltre all’Ordinamento Penitenziario, c’è il Regolamento interno, e che lì dice che devo alzarmi.. Allora io gli chiedo di poter visionare il Regolamento Interno, e lui mi risponde che non è possibile, che i detenuti non possono visionare il Regolamento Interno. Io gli spiego che si sbaglia, che anzi il Regolamento Interno è fatto proprio per i detenuti, che per logica i detenuti devono conoscerlo, perché non si possono rispettare regole se non si conoscono ch esistono. Lui mi risponde che c’è lui proprio per questo, per dirci le regole che ci sono, ma che non possiamo leggere il Regolamento interno.

Ancora cerco invano  di spiegargli che sarebbe proprio  un mio DIRITTO leggerlo, ma l’ignoranza non si può combattere e mi arrendo, chiedendogli con ironia semmai uno non si alza, se gli fanno rapporto, e lo andiamo a discutere dal Magistrato di Sorveglianza… ci può essere pure la possibilità che questi ci dia torto? Mi risponde che il rapporto non si discute dal Magistrato di Sorveglianza, ma solo al Consiglio di Disciplina.

A questo punto gli dico buonanotte e lo lascio là, perché dopo quest’ultima risposta, sarebbe inutile qualsiasi altro argomento e la mattina sono ritornato qua.

E’ stata una esperienza strana ritornare là dopo dieci anni, e ti dirò che è tutto molto diverso. Ormai si è creato un solco, dopo tanti anni in quei regimi differenziati, fra noi e tutto il resto. Siamo diversi finanche nel linguaggio, e mi riferisco ai detenuti e agli agenti. Là non sanno cosa sia A.S.1, A.S.2, A.S.3. Non sanno cosa sia l’ergastolo ostativo, reclami al Magistrato di Sorveglianza. Non conoscono i loro diritti e sono soggetti a limitazioni assurde che non stanno scritte da nessuna parte, ma contro le quali non sanno come farsi valere.

Pensa che non sono consentiti i passaggi tra detenuti, neanche di un panino o di una sigaretta, mentre nell’Ordinamento Penitenziario  è prevista la cessione tra detenuti  di generi  e oggetti di modico valore. Quindi vietarlo è illegale, ma i detenuti non lo sanno. Lì noi sembriamo dei marziani; ti basti pensare all’episodio del Regolamento Interno.

Inoltre, pensa che qui (a Catanzaro, intende) c’è la fontana dell’acqua automatica, cioé pigi ed esce l’acqua, e poi si stacca da sola. Lì (Salerno) c’è il rubinetto “normale”…. e sai, dopo tanti anni abituato con questo, là sai quante volte ho lasciato la fontana aperta che quasi mi allagavo, perché non mi rendevo conto che dovevo chiuderla? Ti rendi conto da queste piccole cose di quanti danni psicologici subisci in carcere. Ora ti ho detto per la fontana, e parliamo di carcere e carcere. TI IMMAGINI QUANDO RITORNI A CASA DOPO 10-15-20 ANNI? Con la lavatrice, il telefonino, finanche le posate che a casa sono di ferro e qui di plastica, quindi più leggere.

Poi, è stato bello ritornare nel proprio “ambiente”, fra persone che parlano il tuo stesso dialetto. Anche se ormai sei una persona diversa, ti sembra di ritornare indietro nel tempo, e ti senti strano a parlare italiano, perché non sei più abituato a parlare in dialetto per farti capire.

Ora mi sono scancato, ti ho scritto troppo, perciò ti saluto e saluto tutti gli amici del Blog, con affetto.

Nellino

 

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