Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Archivio per il tag “scorte”

Gli Uomini dal Cuore nero del Dicastero della giustizia

Ecco un pezzo del nostro Carmelo Musumeci. Essenziale ed efficace, come sempre.

——————————–

L’unica differenza tra i politici e i criminali è che i primi governano e rubano legalmente, i second illegalmente (Carl W. Brown).

Mi piace leggere e scrivere.

Leggo di tutto.

E mi piace scrivere di carcere perché è la materia che conosco di più.

Nei primi anni di degrado e d’illegalità delle nostre carceri puntavo il dito sul Direttore dell’istituto o sul comandante di turno.

Poi ho scoperto che anche loro sono delle vitteimi degli uomini dal Cuore Nero (come chiamiam i funzionari del Dicastro della Giustizia) che gestiscono la vita dei detenuti e di chi lavora nella Patrie galere.

In questi giorni ho letto: Amministrazione Penitenziaria. Franco Ionta, ex Capo dell’amministrazione penitenziaria ha percepito 543.954.42 euro (Fonte La Stampa, venerdì 14 settembre 2012).

Aggiungo io che il signor Franco Ionta ha guadagnato un sacco di soldi per avere ridotto le carceri in luoghi di morte, disperazione, illegalità.

Leggo pure: Undicimila euro all’anno per l’acquisto di giornali e periodici nonostante la quotidiana rassegna stampa realizzata dal Ministero  della Giustizia (Fonte: Adnkronos del 4 settembre 2012).

E come se non bastasse leggo ancora:

Troppi privilegi. Troppe scorte. E’ quanto accade per chi passa anche per pochi mesi per il Ministero della Giustizia dei suoi Dipartimenti. La denuncia dal sindacato autonomo Lisiapp della Polizia penitenziaria per voce del suo segretario aggiunto Luca Frangia. Lo Stato italiano spende troppo per garantire la sicurezza delle personalità, come ex ministri, ex sottosegretari e alti dirigenti della giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (…). Assistiamo ogni giorno, sottolinea la nota, ad una sfilata di autovettture nuove e fiammanti dai costi esorbitanti per un Paese che si trova in difficoltà economica, come per esempio l’acquisto di vetture speciali BMW serie 3 e 5, Audi serie 6, Land Rover (Fonte: www. politicammentecorretto.come 24 agosto 2012).

E che dire della diaspora che hanno ordinato gli uomini dal Cuore Nero con gli ergastolani ostativi della sezione AS1 di Spoleto, fregandosene delle relazioni familiari e dello sviluppo del trattamento rieducativo che si era realizzato in quel carcere?

Molti di quegli ergastolani erano iscritti all’Istituto d’Arte e all’Università di Perugia ed alcuni sono stati deportati in Sardegna.

Diciamoci la verità, gli uomini dal Cuore nero del Dicastero della Giustizia hann creato un inferno nelle nostre patrie galere.

Ed in questo modo la pena non può assolvere alcuna funzione rieducativa o deterrente, può solo produrre malattia, dolore e morte.

PPer questo motivo gli ergastolani pensno  che i funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario siano uomini infelici perchè appunto hanno il cuore nero e spesso anche la coscienza sporca.

Carmelo Musumeci

http://www.carmelomusumeci.come

Padova ottobre 2012

Diario di Pasquale De Feo- dal 21 agosto al 22 settembre

Ritorno pubblicando il nuovo diario di Pasquale De Feo. Come sapete, da giugno è iniziato questo appuntamento mensile con Pasquale De Feo. Ogni mese Pasquale ci invia il diaro che ha scritto durante il corso di quel mese.

Il diario che pubblichiamo oggi, corrispondentemente a un lasso di tempo che va da fine agosto a fine settembre, lo ritengo il più interessante e coinvolgente di tutti quelli apparti finora. C’è una grande ricchezza di argomenti e riflessioni. E’ davvero… “gravido”. Dalle restrizioni per i detenuti in 41bis alle misure alternative alla detenzione, dalle misure di sicurezza successive alla pena scontata agli O.P.G, dalle provocatorie dichiarazioni di Don Verzè alle illegalità concernenti le vicende del suo computer, dal film su Federico Aldrovandi massacrato a morte dalla polizia al numero alla strumentalizzazione delle emegenze, dalle nuove manette super pesanti (e ancora più oppressive) al numero effettivo degli appartenenti alla polizia penitenziaria, dai carceri modello alla resistenza burocratica ad estendere quelle esperienze ad altre parti d’Italia, dai  tagli all’struzione al numero effettivo degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, dal servilismo dei politici alle campagne dei media.

Tutto merita di essere letto.. sottolineo solo due “momenti” fra i tanti.. non perché siano più interessanti di altri (anzi altre questioni sono ancora più globali e stringenti), ma perché, in un certo senso.. emblematici.

-La dichiarazione dell’onorevole Angela Napoli, scandalizzata dal fatto che i figli dei Boss (alcuni, non tutti..) siano iscritti ad università prestigiose. E che richiama dichiarazioni (segnalate da Pasquale) di alcuni esponenti del D.A.P., e risalenti a tempo addietro; dichiarazioni per le quali la stessa volontà di istruzione dei detenuti sarebbe “sospetta”. Ciò che emerge in argomentazioni di tal genere è francamente sintomatico di un grave defici intellettuale, morale e umano. Non ci si dovrebbe stupire ancora di fronte alle perversioni mentali a cui puà giungere l’essere umano, ma, incorregibili, non riusciamo ancora a fare a meno di stupirci. Qui siamo ancora una volta all’ABC. Sembrano riemergere quelle ancestrali dichiarazioni bibliche sul malvagio “dannato fino alla settima generazione”. Non è evidente ad ogni essere senziente (con senziente mi estendo anche agli animali evoluti.. com l’orango..) che un figlio non è colpevole di per se stesso per le azioni commesse dai genitori, né, naturalmente, per quelle poste in essere da qualsivoglia suo familiare o amico. Non è evidente che nessuno stigma deve essere impresso ad un essere umano solo per “trasmissione di sangue”? Il figlio di un bosso ha il sacrosanto diritto di iscriversi anche alle più prestigiose università, così come anche di candidarsi alle elezioni o fare il concorso in magistratura. Come tale diritto lo ha anche il figlio di un torturatore, anche il figlio di Hitler. La responsabilità penale (ed ogni altro tipo di responsabilità) è personale.. lo ricordate? Finché una persona non è colpevole di niente non deve essere limitata in niente a causa dei suoi genitori, parenti e amici.

Riguardo poi alle dichiarazioni di quei due funzionari del D.A.P. (riguardo ai quali lo studio dei detenuti è sospetto… e magari, sembrerebbe di capire, andrebbe limitato in qualche modo..) non mi dilungo per pietà e compassione verso una tale autoumiliazione della propria dignità. Perché per potere generare una tale masturbazione neuronale vuol dire che si è già messi abbastanza male.. e sembrerebbe di infierire aggiungendoci riflessioni. Dico solo l’elementare ovvietà per via della quale l’istruzione è un diritto-dovere garantito dalla Costituzione, e deve essere consentita a tutti, soprattutto se qualcuno ardentemente intende usufruirne. Il pensare che questa invece di una opportunità immensamente benefica per il singolo e per la società.. sia invece l’ennesimo calcolo spinto da subdole intenzioni di dominio.. ricorda personaggi alla Vysinski e quegli “indimenticabili” giudici istruttori sovietici per i quali… dire che le ferrovie russe erano in stato comatoso era una prova inconfondibile di propaganda antisovietica (non scherzo.. migliaia di uomini finirono nei gulag anche per semplici dichiarazioni di questo tenore…).

Un’altro momento che sottolineo sono le dichiarazioni coraggiose di Giuseppe Ayala, ex membro del primo pool antimafia, quello con Falcone e Borsellino. In sostanza ha detto che c’è una quantita eccessiva di scorte per i giudici in Sicilia, e soprattutto a Palermo. Ha detto che la Mafia è cambiata, che la tecnica stragista è stata abbandonata ormai da tanto tempo, che l’ultimo o micidio di giudici e funzionari risale a 18 anni fa. E che, quindi, dopo quasi 20 anni, ci si dovrà a lmeno interrogare se ha senso ancora mantenere costose scorte per una quantità impressionante di giudici. Vista la fonte, si trattava di argomenti che dovevano essere ascoltati con rispetto da tutti; anche da chi non fosse stato concorde. Invece ha ricevuto dichiarazioni stizzite e rancorose. Lo stesso Ayala ritiene che per molti giudici la scorta sia ormai uno status symbol. Io credo che si dovrebbe avere il coraggio di agire senza guardare ad interessi corporativi. Ovvero mantenere le scorte (e intendo per tutti.. giudici, politici, ecc..) solo in casi di effettiva necessità e pericolo. Lo stesso vale per le auto blu.

Vi lascio adesso al diario di Pasquale De Feo..

————————————————————————————————————–

Oggi ho risposto a Gianfrancesco, uno dei volontari di Parma. E’ una persona che stimo e  a cui voglio molto bene. Era un piacere ogni volta che veniva a trovarmi e discutevamo di vari temi. Siamo entrambi grandi lettori; con la sua ultima lettera ho scoperto che abbiamo un altro hobby in comune, gli aforismi. Li trascrivo ovunque li trovo e ne scrivo anche qualcuno di mio. Me ne ha mandato una decina, altrettanti gliene ho spedito. Mi piacciono perché aprono la mente e mi fanno riflettere. Queste sono persone che portano luce nelle carceri. Purtroppo vengono spenti dalle Direzioni, con limitazioni e restrizioni delle loro iniziative. –  22/08/2010

Mi ha scritto il mio amico Rosario, gli avevo trovato una lettera di assunazione per presentare i benefici della carcerazione alternavita. Sono andate le forze dell’ordine, come prassi, per chiedere l’autenticità della richiesta di lavoloro. Hammo minacciato il datore di lavoro, e lo stesso si è impaurito e ha ritirato la sua lettera d’assunzione. Queste cose succedevano anche 30 anni fa, ma nulla è cambiato, anzi certi metodi sono ancora più espliciti. Lo Stato non solo non assume nessuno dei suoi “rieducati”, ammettendo il suo fallimento, ma con un comportamento criminale minaccia chi lo fa. –  23/08/2010

Sono rimasto molto impressionato dal fatto che due coniugi sono stati arrestati per aver rubato dei baricoli di legno davanti a un supermercato. Erano già recidivi dello stesso reato, lo facevano per trovare i soldi per comprare da mangiare. Sono stati condannati, ad un anno ciascuno. Mi viene in mente a persona condannata a Napoli a 3 anni per il furto di un pacco di biscotti, commesso per fame. Credo che in giro per l’Italia di questi fatti ne succedano molti, censurati dalle TV, per essere fedeli alle bugie di Berlusconi, per cui va tutto bene. Queste condanne sono figlie delle leggi di Berlusconi, principalmente della legge Cirielli, emanata per aiutare Previti. La forbice tra estremo rigore e l’impunità si è allargata al massimo, e i magistrati, come al solito, si adeguano. L’importante è che non vengano toccati i privilegi della loro casta. Penso a Balducci e a i suoi compagni di merende. Dopo anni di ruberie e prepotenze, dopo qualche mese di carcere, era agli arresti domiciliari, nella sua villa con piscina e tutti i confort. L’hanno fotografato mentre faceva il bagno nella piscina. Tanzi, considerato una specie di Agnelli dell’Emilia, coccolato da tutti i politici, che foraggiava senza distinzioni, per anni ha fatto tutto quello che voleva. Con il fallimento ha causato il suicidio di tante persone e rovinato centinaia di migliaia di famiglie. Ha fatto qualche mese di carcere e tutto è finito lì, anzi è ritornato di nuovo a fare l’imprenditore, le banche lo finanziano come se niente fosse successo. A persone di questo genere non sequestrano niente. Da un povero Cristo vogliono sapere do ve ha preso i soldi per comprarsi le mutande. Sembra di non parlare dell’Italia, settima potenza economica mondiale, culla del diritto e faro della cultura con il 60% del patrimonio artistico mondiale.. ma di un tipico paese sudamericano degli anni ’60, di quelli che chiamavano Repubblica delle Banane. La nuova aristocrazia feudale con totale impunità.. e il popolino che deve stare al suo posto. In caso contrario il potere con i suoi sgherri li rimette a posto. –  24/08/2010

Leggendo vari giornali, nazionali e locali, ho capito con chiarezza tutto il putiferio successo per la bufala degli SMS dei detenuti in regime di 41bis. I familiari di un detenuto, a dicembre 2009 gli avevano scritto che gli mandavano i saluti con un SMS sulla trasmissione “Quelli che il calcio”. Nel 41bis tutti i detenuti hanno la censura. Il carcere informail ministero e lo stesso la D.N.A. Nel maggio 2010 hanno dato la notizia con tanta enfasi. Il Ministro Alfano e il Procuratore Nazionale Grasso hanno dichiarato che nessun fatto specifico è stato accertato, ed era solo e soltanto una ipotesi. La trasmissione ha dichiarato che, su 20000 SMS inviati, solo 200 vanno in onda. Pertanto è una parte minima, una sorta di pesca miracolosa. Forse questa notizia sarà servita per occultare un’altra. Il PM Macrì si è voluto regalare uno spot di visibilità; oppure sono quelle notizie inventate e strumentalizzate per tenere alta la tensione, essendo il 41bis un business molto lucroso che tiene in piedi un apparato elefantiaco. Questa bufala la pagheranno i detenuti nel 41bis con altre restrizioni. Alfano ha gia dato mandato al suo ufficio legislativo per stringere ancora di più il 41bis. Sono sepolti vivi e hanno solo l’aria per respirare. Ma ogni occasione è buona per torturarli. Forse credono che, essendo in democrazia, la tortura democratica non è fuorilegge. Simona Ventura si è meravigliata che i detenuti in 41bis potessero vedere la TV. Questo la dice lunga sull’assuefazione che la gente ha metabolizzato su un regime di tortura che è stato condannato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dagli Stati Uniti. Mi viene in mente una frase di Leonardo Sciascia che circa 30 anni fa disse “i professionisti dell’antimafia, per esistere, fanno vivere la mafia anche dove non c’è”. –  25/08/2010

Credevo che solo alcune misure di sicurezza fossero prorogabili all’nfinito. Invece anche gli ex manicomi, ora O.P.G. (sono la stessa cosa), possono tenere gli internati indefinitivamente, dopo avere scontato la pena. La Corte Europea ha condannato la Germania per una norma del genere, perché le pene permanenti violano la Convenzione Europea. Come al solito, l’Italia non si adegua. Abbiamo dei politici che non conoscono la vergogna, urlano al garantismo quando tocca a loro subire le infami leggi che partoriscono e chiedono l’estremo rigore per il popolino. Ho letto un articolo di un sindacalista della Polizia Penitenziaria.. belle parole.. ma la realtà è che rispondeva a un articolo di una giornalista che parlava solo dei detenuti, e ciò lo ha indispettivo. Parla di una battaglia di libertà, che consideri il carcere quale massima espressione di civiltà. Credo che tutti siamo d’accordo, perché un paese è valutato secondo il grado di civiltà delle sue carceri. Bisogna farsi una domanda, della quale noi detenuti conosciamo già la risposta. A parte  tagli che Berlusconi dal 2001 ad oggi ha fatto, la chiusura delle carceri, la rigidità con la società esterna, le limitazioni e restrizioni all’interno delle carceri, da chi sono causate? Dalla Polizia Penitenziaria. Hanno tanti problemi anche loro, condivisibili sul piano uman, ma questi non possono essere scaricati sui detenuti, come se fosse una colpa nostra.

Il capo del Dipartimento, Franco Ionta, ha dichiarato che un carcere aperto è più sicuro; ed è una sicurezza per la società. Ma alle parole non sono seguiti i fatti. La fiducia, per rafforzare l’autostima dei detenuti, e la responsabilità, per farli sentire cittadini, sono negate. Questo comporta che, l’escusione di fatto diventa anche psicologica, innescando la reazione inversa, conflitturale.

Tenere in piedi poche carceri, dove fiducia e responsabilità sono tangibili, abbinate al lavoro e allo studio, come fiore all’occhiello, per mandarle in onda in TV, per trasmettere una realtà fittizia, perché si vuole nascondere la realtà nazionale delle carceri.. è criminale. Perché tutte le carceri non possono essere come Bollate, Padova o Spoleto? Chi lo impedisce? Siccome tutto è studiato, programmato e attuato dall’alto, il D.A.P., sono loro che vogliono che le cose siano così, e che rimangano così come sono, in modo che ci siano i salvatori della patria e  i mostri che la vogliono distruggere. Termino con una frase di Albert Einstein, “la responsabilità rende complicato il male e semplice il bene”. –  26/08/2010

Oggi mi ha scritto mia cugina Rosetta. Si trova alle terme per cure termali, in provincia di Cosenza. Mi fa sempre piacere ricevere sue notizie. In qutti questi anni non mi ha fatto mai mancare il suo supporto morale, e ora mi segue anche nel blog. Sono felice per lei che la figlia si sia laureata. Nutro profonda stima nei suoi confroni, e le voglio molto bene. – 27/08/2010

Ho finito di leggere “Fontamara” di Silone. Mi ha molto colpito, e la fine mi ha riempito di amarezza. Sono arrivato alla conclusione che nulla è cambiato, i modi sono diversi, ma i metodi sono uguali. Oggi ci sono tante leggi con le quali il sistema di potere puà rovinare chiunque, mandarlo in galera e sequestrargli tutto. La gente non arriva a capire niente, perché in TV gli inculcano una realtà artificiosa. Una volta usavano la radio, la tecnologia ha fatto cambiare strumento, ma l’obiettivo è lo stesso. Ennio Flaiano diceva tanti anni fa “fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione”. Siccome le TV le controlla Berlusconi, le fa usare a sua immagine e sorveglianza. – 28/08/2010

Ieri mi è arrivato un opuscolo di Nuovi Orizzonti, nel leggerlo ho trovato una lettera di un detenuto del carcere di Rossano, che è stato massacrato di botte, messo in una cella liscia a dormire per terra. Mi è venuto in mente che alcuni mesi fa anche il mio coimputato ha subito la stessa sorte. Dopo averlo picchiato lo hanno messo in una cella liscia a dormire per terra, e senza doccia per 15 giorni, con gli stessi indumenti addosso. Al detenuto della lettera lo hanno trasferito al carcere di Nuoro, e subito gli è arrivato dal Ministero  l’applicazione dell’art. 14 bis, isolamento per 6 mesi. Al danno anche la beffa. Questi comportamenti del carcere di Rossano (CS) accadono perché hanno la certezza di avere la copertura e la complicità del D.A.P. Rossano non è nuova a queste torture, ma con tutto ciò nessuno interviene. L’illegalità è programmata e attuata al suo massimo vertice, il D.A.P. Il paradosso è che il capo e il Direttore Generale del D.A.P. sono due magistrati, come lo è anche il Direttore dell’Ufficio ispettivo del D.A.P. –  29/08/2010

Ieri sera, dopo le partite di calcio, aspettavo di vedere i goal. Mi è venuta la nausea, perché Rai Due per un’altra mezzora, non ha fatto altro che parlare del Milan, un’apoteosi a Berlusconi in tutte le salse. Hanno avuto puù decenza a Retequattro, dove è durata solo dieci minuti.  Berlusconi ha fatto comprare Ibrahimovic per alimentare la sua politica. Intende andare ad elezioni anticipate, se Fini non fa il soldatino. E doveva entusiasmare i tifosi del Milan per avere i loro voti, essendo che negli ultimi due anni avevano iniziato a detestarlo. Le TV, che sono il suo megafono, hanno fatto voce con la massima enfasi a questo evento. E’ una vergogna che anche i giornalisti sportivi si prestino ad osannare il piccolo Cesare. La realtà italiana è drogata dalle TV; secondo gli ordini di scuderia, si esaltano o si minimizzano le notizie. Stamane Rai Uno, che è diventata peggio di Rete Quattro, minimizzava ciò che era su tutte le prime pagine dei giornali, quello che aveva detto Gheddafi; ossia che l’Europa si convertisse all’Islam. Tutte le religioni hanno i loro valori, da cui si può dissentire o accettarli. Ma da figure simili a Gheddafi non meritano di essere accolte le loro esternazioni; non avendo lui nessuna autorità morlae ed etica. E’ solo un dittatore sanguinario che opprime il popolo libico, e gli ruba il petrolio arricchendosi. Berlusconi e il governo non hanno detto niente, licenziando la cosa come folklore. Ricordo Berlusconi che baciava le mani a Gheddafi. Mi fece vergognare da italiano. Immagino il putiferio che sarebbe successo se il nostro capo del governo avesse detto le stesse cose in Libia, rivolgendo al mondo musulmano l’invito a convertirtsi al cristianesimo. Se Gheddafi si permette di dire queste cose è perché il nostro governo glielo permette. Gli affari prima di tutto. –  30/08/2010

Tutti i giorni faccio le stesse cose. Mi sembra di essere un robot, rare volte c’è qualche novità. Mi alzo verso le 6:30, faccio colazione, mi lavo, faccio le pulizie, leggo e scrivo aspettando le ore 9:00, per fare ginnastica fino alle 1:00. Faccio la doccia, leggo il quotidiano nell’attesa che arrivi il pranzo. Mentre mangio vedo il TG in TV, prendo il caffé,, e dopo metto tutto a posto. Mediamente si fanno le ore 13,00. Fino alle 18:00 circa, quando devo cenare, leggo e scrivo. Verso le 15:00 arriva la posta. Verso le 19:00 finisco di cenare, mentre guardo alcuni TG. Fino alle ore 21:00 leggo e scrivo. Dopo mi metto a letto e guardo se c’è qualcosa di interessante alla TV. Verso le ore 23:00 mi addormento.

Il giorno dopo è la stessa cosa, e così per settimane, mesi e anni. In questo modo il carcere ti ferma e la ripetitività ti fossilizza. Pablo Neruda dice “lentamente muore chi è schiavo delle abitudini”. Prima sono stato vittima dell’abitudine, perché gli orari mi sono stati imposti. Adesso ne sono schiavo, perché dopo tanti anni la forza di abitudine ha preso il sopravvento. Ora sono perfettamente istituzionalizzato. Un detenuto è istituzionalizzato quando pensa, agisce e si comporta in funzione esclusivamente del carcere. –  31/08/2010

Ho letto una notizia “l’ONU accusa che nel Congo c’è stato un genocidio”. Quello che è strano è che l’Onu se ne accorga adesso dopo tanti anni. Purtroppo ci sono genocidi di serie A e di serie B. Non è stato fatto niente per fermarlo, anzi l’Occidente ha contribuito, perché quella zona è piena di minerali che servono per i nostri computer, telefonini, ecc. Mentre li c’erano centinaia di migliaia di morti al giorno, i media tacevano, ed enfatizzavano piccoli eventi del Medio Oriente, perché l’economia del petrolio e di chi lo detiene viene prima di tutto. – 1/09/2010

Un quotidiano riporta la notizia che un sindacalista della Polizia Penitenziaria si è fatto promotore per fare abolire la legge Gozzini per tutti i reati che rientrano nel 4bis. Qualcuno dovrebbe spiegargli che tutti i reati che rientrano in questo barbaro articolo sono esclusi dai benefici della carcerazione alternativa. Ormai è diventata consuetudine che si pensi solo in termini di esclusione. L’interesse è quello di cogliere ogni occasione per tenere accesa la tensione da sfruttare, per fonfermare i privilegi e richiederne altri. I detenuti, come sempre, sono soggetti da usare al bisogo, per i propri fini, da tutti. –  2/09/2010

Mi hanno scritto Gianfranco e Giorgio, volontari nel carcerere di Parma. La fiducia che hanno in me, e l’amicizia che mi manifestano in ogni lettera, mi riempiono di gioia. Su un quotidiano sardo c’era la notizia che l’Amministrazione Regionale chiede la territorializzazione della pena per i sardi. Battaglia intrapresa già dalla precedente amministrazione regionale.  Con la riforma penitenziaria del 1975 era stato già previsto, ma i ministri dei vari governi l’hanno disatteso. Tutti i Presidenti delle Regioni dovrebbero pretendere la territorializzazione della pena. Il Codice Penitenziario sancisce che bisogna agevolare i contatti familiari e affettivi, ma nei fatti è l’incontrario, perché mandare i detenuti a centinaia di KM è una sofferenza per le famiglie, e ha una incidenza economica che solo pochi detenuti possono permettersi. Pertanto, non solo il Ministero viola la legge, ma contribuisce a impoverire e a sfasciare le famiglie, alimentando odio e rabbia contro un sistema illegale. Mi auguro che la Sardegna riesca ad affermare il principio di territorialità, in modo che ne possano usufruire tutti i detenuti d’Italia. – 3/09/2010

Trovandomi in carcere è facile conoscere tutte le disfunzioni, arbitrarietà, abusi di potere, violazioni della legge, ecc.; essendo che le subisco da circa 30 anni. Con il tempo, evidenziare questi problemi può farli apparire come sterili polemiche su fatti seri e gravi; anche se bisogna continuare a denunciare questi fatti che accadono nelle carceri. Pertanto sarebbe opportuno che anche i detenuti proponessero soluzioni ai problemi. Sul sovraffollamento si potrebbe usare il metodo che viene usato nei paesi del Nord Europa, come in Norvegia. Fanno scontare la pena quando c’è il posto letto. Sarebbe una soluzione per annullare il sovraffollamento. Scontare la pena è un atto burocratico, perché quando la sentenza è definitiva si viene arrestati per scontare la pena. Spesso succede dopo anni e anni dal reato, pertanto non è nell’immediato; e in molti casi le persone hanno accantonato quell’unico evento, oppure si sono rifatte una vita. Con l’immediatezza burocratica devono ricominicare il girone dantesco. A queste persone si potrebbero dare direttamente le misure alternative alla carcerazione.

La stragrande maggioranza delle persone che devono scontare la pena dopo che la carcerazione è divenuta dfinitiva si fanno trovare a casa con la boraza pronta o vanno a costituirsi in carcere. I pochi che non lo fanno, hanno l’aggravante della latitanza, che influisce sui benefici. Chi rispetta le regole potrebbe essere premiato con una

sorta di automatismo dei benefici. Ciò incentiverebbe a presentarsi al carcere per scontare la pena. In più si potrebbe indicare alla persona a quale carcere presentarsi, dove c’è il posto. Tutte le persone che devono presentarsi rispetterebbero le regole.

Ci vuole poco per risolvere i problemi, basta avere il coraggio di voler trovare le soluzioni e applicarle. Nel secolo scorso lo psicologo russo Ivan Pavlov diceva “la punizione si alterna al premio, il risultato è garantito”. Purtroppo i nostri politici, per fini elettoralistici hanno scambiato la sicurezza per repressione e non fanno altro che parlare di punizione, e per di più sporporzionata. Ciò non fa altro che ottenere l’effetto opposto. Di rinforare ciò che si vorrebbe eliminare. –  4/09/2010

In Italia, dopo avere finito di scontare la pena, ci sono le misure di sicurezza, detentive e non, eredità del ventennio di Mussolini. Quelle detentive; colonia agricola e casa di lavoro, possono essere prolungate all’infinito, con la motivazione della pericolosità. Quelle non detentive; sorveglianza speciale, libertà vigilata, libertà controllata e sorveglianza con l’obbligo di soggiorno; spesso provengono dalle condanne, una pena aggiuntiva, e altre volte sono applicate in base alle relazioni delle forze dell’ordine. Queste misure inchiodano le persone al proprio territorio, impendendo loro di allontanarsi per trovare lavoro od espatriare, costringendo le persone a rimanere nell’ambiente che ha contribuito alla loro devianza. Alle difficoltà di trovare lavoro, ai problemi economici; si aggiungono anche le repressioni delle forze dell’ordine, che si fanno più stringenti quando si apre una attività propria. Molto spesso ciò causa il fallimento o il sequestro. Queste sono misure da paese dittatoriale, come lo era l’Italia di Mussolini. Le misure di sicurezza detentive non sono altro che galera, normale carcerazione. Basterebbe abolire queste arcaiche misure di sicurezza detentive e si libererebbero molti posti letto, agenti e risorse economiche. Le misure di sicurezza non detentive, invece di usarle fini a se stesse, si potrebbe a metà pena adoperarle per finire di  scontare la pena, in modo che  una persona dopo anni di carcere rientri nellla società con il lavoro e regole da osservare.

Putroppo il paradosso è che tutti coloro che sono al Ministero della Giustizia, dai politici ai responsabili, non capiscono niente di carcere.  Ai politici interessano i sondaggi. I responsabili sono tutti Magistrati, conoscono le carceri esclusivamente per aver contribuito a riempirle. Il carcere è un servizio alla società, e come tale dovrebbe funzionare bene, ed essere migliorato per renderlo più efficiente. Se ciò non avviene è perché al Ministero i vari poteri non vogliono. Troppe rendite di potere, privilegi e ruberie varie bloccano ogni riforma, cambiamento e miglioramento. –  5/09/2010

Don Verzé ha rilasciato una intervista molto curiosa e con la quale concordo. In essa afferma che, se fosse Papa, si femerebbe un mese in ogni continente, specialmente in Africa, dove, invece del seguito papale, si porterebbe truppe di medici, infermieri e volontari. Si comporterebbe come un parroco, senza la corte che lo segue e i palazzi che lo ospitano. I vescovi dovrebbero essere eletti dal popolo. Abolire il concordato e tutte le disparità del feudalesimo. Creare a Roma l’O.N.U. della fede cristiana. Credo che non abbia tutti i torti. Nella chiesa manca la democrazia. Su certi aspetti sono fermi al feudalesimo. In certe dichiarazioni il Papa è  lontano dalla realtà, e c’è troppa rigidità sul progresso, e intromissioni nella politica. Il mondo va avanti e devono uniformarzi. Credo che i vescovi dovrebbero essere eletti dal popolo. I preti dovrebbero sposarsi, perché se siamo a immagine e somiglianza di Dio, anche  il sesso proviene da lui. Anche gli apostoli erano sposati, inoltre un prete sposato vive e capisce meglio la realtà familiare. Il Papa dovrebbe essere eletto da tutti i vescovi del mondo. La democrazia condivisa ha sempre fatto il bene di tutti. –  6/09/2010

Ieri, tramite l’educatore, ho saputo che il diniego di concedermi il computere, il  luglio, è derivato da una relazione del direttore di Parma. Non si è smentito in niente. Il peggio del peggio; perché a Parma non ho mai adoperato il mio computer, pertanto si è rifatto sulle relazioni false di quel mascalzone dell’ex comandante di Fossombrone, anche sapendo che il Tribunale di Sorveglianza di Bologna gliele ha rigettate insieme alla sua storiea inventata a Parma, per farmi applicare il 14 bis. Il Tribunale di Bologna revocò il 14 bis, ritenendolo illegittimo. Anche il Ministero, per iscritto, ha rigettato le relazioni false. Funzionari che dovrebbero vivere e insegnare la legalità, viceversa falsificano, abusano di potere, distorcono la realtà e mentono, perché sono sicuri dell’impunità. Noi detenuti siamo in carcere per avere violato la legge; loro la legge la violano sistematicamente e non succede niente. –  7/09/2010

Oggi, al Festival di Venezia, hanno proiettato un documentario-film sull’omicidio di un ragazzo di 18 anni di Ferrara, Federico Aldrovandi. Omicidio perpetrato da un gruppo di poliziotti, in strada, davanti ad altre persone. Ucciso a calci e cazzotti. Solo la determinazione della madre ha impedito che venisse tutto insabbiato. Ogni tanto c’è qualche regista coraggioso. In Italia c’è molta omertà in questo campo, ai più alti livelli. In America, di film su queste tematiche ne fanno tanti, come sulle carceri. Su Alcatraz ne hanno fatti parecchi, per denunciare l’infame vita a cui erano costretti a vivere i detenuti. In Italia, l’unico film degno di nota è quello con Alberto Sordi, “Detenuto in attesa di giudizio”, del 1970. –  8/09/2010

Mi ha scritto Mita, preoccupata di non avere mie notizie da luglio e per chiedermi se avevo ricevuto le sue lettere. Ho ricevuto tutte le sue lettere. Mi ha fatto piacere percepire la sua vicinanza e il suo affetto. Queste manifestazioni mi riempiono il cuore di gioia, e alimentano l’ammirazione per lei. –  9/09/2010

I sindacati della Polizia Penitenziaria dichiarno  che Alfano deve decidersi a prendere le decisioni per risolvere il sovraffollamento. Alfano, dopo aver urlato sicurezza in tutte le salse, e avere riempito le carceri all’inverosimile, non sa come uscirne. Una idea potrebbe essere quella di abolire la carcerazione preventiva. Si eviterebbe il sovraffollamento, lo scontare una pena anticipata e arresti che hanno rovinato tante persone. La nostra Costituzione sancisce che si è colpevoli solo a  sentenza definitiva. Allora, perché si dovrebbe scontare la pena senza essere prima ritenuti colpevoli? Sarebbe un atto di civiltà da Paese normale. –  10/09/2010

Oggi faccio il compleanno.. scherzo.. sono 31 anni che ho trascorso in carcere, in tutte le mie disavventure, dal 1983 ad oggi. Una vita vissuta nelle patrie galere. Ci sono cresciuto e ci sto invecchiando. Peccato, una esistenza buttata via, speriamo che almeno la vecchiaia me la mandino a trascorrere a casa. –  11/09/2010

Il governo vuole il processo breve per bloccare i processi di Berlusconi. In linea di principio è giusto, perché con le varie emergenze i processi sono diventati infiniti. Ma è sbagliato nell’impostazione; perché viola l’art. 3 della Costituzione, “siamo tutti uguali davanti alla legge”. Come al solito  creano due binari per fare passare la legge. Per i potenti tutte le garanzie, per il popolino massimo rigore. Vengono esclusi tutti i detenuti imputati per reati che rientrano nell’ambito associativo, che può essere anche un semplice furto. Lo stesso principio della legge Cirielli, che serviva a salvare Previti, e che causa tante sofferenze per i poveri Cristi. Come essere condannati a 3 anni di carcere per avere rubato un pacco di biscotti per farme. In Italia, da più parti, con il testa il ministro Alfano hanno detto che la carcerazione è illegale perché viola i dettami della Costituzione. Siccome la pena è illegale, perché non usare lo stesso principio del processo breve, cioé accorciare le pene e renderle più brevi? –  12/09/2010

Mi ha scritto mia nipote Debora. Era una bambina, ora è una donna. Dice che mi stava regalando un nipotino, ne sarei stato felice. Mi parla delle sue gioie, e dei problemi di una giovane coppia. Le voglio bene come a una figlia. Sono felice per lei e le auguro tutto il bene del mondo. –  13/09/2010

Alcuni quotidiani, principalmente quelli locali, si prestano al megafono per compiacere i vari poteri del nostro Paese, e scrivono  delle cose assurde. Leggevo su un quotidiano gli allarmismi di un sindacalista, “portiere difettose dei blinadati, rischio evasioni”; una bufala per chi conosce i blindati. I detenuti sono ammanettati con manette fisse, che sono uno strumento di tortura. Vengono rinchiusi in una gabbia del blindato, così piccola che i detenuti di una certa grandezza rimangono incastrati, e quando il blindato frena è sballottato, perché non c’è nessuna maniglia per tenersi, con il rischio di rompersi le braccia e le ginocchia. Pertanto alla portiera il detenuto ci passa solo per entrare e uscire; poi viene rinchiuso in questa gabbia, che non ha sbarre, ma solo buchi. Prenderei chi ha inventato le manette fisse e chi ha progettato il furgone, e gli farei fare un viaggio di mille km, per fargli provare ciò che hanno  inventato e costruito.

Nello stesso articolo viene dichiarato che è pericoloso per i trasferimenti dei detenuti al regime del 41bis. La gente non sa che in Campania non ci sono carceri o sezioni con il 41bis, e che i detenuti in regime di 41bis non vengono tradotti per assistere ai processi. Li fanno tramite video-conferenza. Un’altra bufala.

Non so se sia vero, ma su un quotidiano è riportata la cifra degli agenti penitenziari in Italia, 68435, un agente per ogni detenuto. Ora che c’è il sovraffollamento, credo che nel mondo non esista analogo caso. Come fanno a mancare gli agenti? Dove sono? Mancano davvero?

Nello stesso articolo si cita che hanno inventato un nuovo tipo di manette dal peso di 2 kg, e il sindacalista lancia l’allarme che possono diventare un corpo contundente, e i detenuti potrebbero usarle come strumento per offendere. Non si chiede se manette del genere sono una tortura, e che spesso si devono portare per 10-12 ore, nel chiuso di una gabbia blindata. Le bestie sono trattate meglio. Gli agenti hanno le loro manette, cosiddette americane. Sono leggere e non danno tormenti, come tutte queste altre manette create da menti contorte e psicopatiche.

Perché non usano le manette in dotazione agli agenti? Se non le usano, a cosa gli servono? Perché si cerca sempre di creare strumenti che infliggono sofferenze e torture? La privazione della libertà non basta? Siccome la vita non possono togliercela, cercano in tutti i modi di rendercela impossibile. Leggo ancora che una delegazione sindacale di polizia penitenziaria tedesca è in visita in Italia. Viene portata nel carcere di Padova. Come al solito vengono portati in quei pochi carceri che servono per le visite e per la TV. Mi riferisco a Padova, Bollate (MI), Spoleto (PG), e Rebibbia a Roma. Perché tutte le carceri d’Italia non possono essere come queste carceri? Non mi riferisco alla struttura, ma al regime e alle opportunità che ci sono. Chi decide che non deve essere così? Il D.A.P.? Il Ministro? Il Governo? Non è un mistero… è il D.A.P.

Ci sono troppe cose oscure, come cercare di tenere per forza alta la tensione. Se non c’è il motivo lo si inventa. Perché? Gli unici motivi che trovo sono potere, businesse e paura di perdere privilegi e cercare di acquistarne altri. In questo sporco gioco i detenuti ne pagano le conseguenze con restrizioni e sofferenze. –  14/09/2010

Oggi ho partecpita come uditore al primo giorno di scuola del 3° anno di geometra. Ho conosciuto alcuni Prof., e nel discutere si è parlato della riforma della Gelmini. Tutti erano contrari. Mentre ne discutevamo mi è venuta in mente una frase di Pietro Calamandrei, e credo che, anche se scritta nel 1950, è ancora attuale dopo 60 anni, “facciamo l’ipotesi, così, astrattamente, di un partito al potere, un partito dominante, il quel però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per i manipoli. Non vuole istituire una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, persino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzano e comincia  a favorire le scuorle private”. Febbraio 1950, Pietro Calamandrei.

Questa non è una riforma. E’ un taglio di miliardi che serve a impoverire la scuolae, ma in generale il sistema di istruzione del Paese. Se volevano fare dei tagli, ci sono tanti sprechi e privilegi. Le province da togliere, le scorte, tanti enti inutili e dimezzare del 50% i politici, che sono circa 180000. Cosa strana; alle scuole private i finanziamenti non sono stati tagliati. Addirittura, alla sucola “padana” della moglie di Bossi , Tremonti ha fatt generosi finanziamenti. Un sindaco leghista ha trasformato la scuola del suo paese in una specie di sezione della Lega, con lo stemma della Lega da tutte le parti, anche sui banchi di scuola, e il colore è tutto verde. E’ una vergogna usare i bambini per fare propaganda politica. Il lato grottesco della cosa è che il sindaco il figlio lo manda in una scuola privata. Questi leghisti palano bene e razzolano male. Si sta preparando una scuola povera, che porterà ad un futuro più povero di cultura e meno competitivo a livello internazionale, del nostro paese. –  15/09/2010

La senatrice Angela Napoli, fedele di Fini, non nuova ad affermazioni che suscitano riprovazioni,  l’importante per lei è avere visibilità. Lancia l’allarme che i figli dei boss o ritenuti tali frequentano le università per laurearsi, tra cui la Bocconi e Harvard. Invece di prenderlo come un fatto positivo, lo ritiene un fatto negativo. Qualcuno dovrebbe insegnarle che la devianza è figlia dell’analfabetismo o della poca istruzione, miseria e luoghi dove c’è depressione sociale e nessuna speranza per il futuro. Dove c’è benessere sociale, istruzione e le strutture pubbliche funzionanto, la devianza è al minimo. La mancanza di istruzione rende i soggetti deboli e facili a farsi manipolare e tracimare sulla strada della devianza. La senatrice dovrebbe, insieme ad altri politici che la pensano come lei, invece di pensare sempre male e spargere odio a piene mani, impegnarsi a seguire i figli dei detenuti, affinché studino.

Analogo discorso lo fecero alcuni anni fa un paio di responsabili del D.A.P. e alcuni P.M. Si chiedevano perché i detenuti studiavano, e cosa nascondesse questo percorso di studi universitari; addirittura teorizzando che poteva servire per avere potere culturale sugli altri detenuti. Ci vogliono delle menti controrte per formulare simili teorie. Questa nuova aristocrazia, formata maggiormente da politici, vuole che il popolo rimanga nell’ignoranza e, in più, che la devianza rimanga, per poterci inzuppare il pane. Ormai la lotta alla mafia è uno spot politico. Tutti i politici se ne riempiono la bocca. E’ divenato come il prezzemolo, lo mettono dappertutto. In una università tedesca insegna il figlio di un ergastolano che è ritenuto un boss. Una cosa del genere non sarebbe potuta succedere in Italia. I professionisti dell’odio, come la senatrice Napoli, avrebbero lanciato l’allarme con le peggiori nefandezze. –  16/09/2010

Spesso la mia mente vaga nel tempo dei ricordi e ritorna a quando ero bamini. Tanti di noi a casa, mamma che era sempre dietro di noi, con la preoccupazione che non mangiavamo. Questa sua ansia le era dovuta dal fatto che da bambina aveva sofferto la fame del dopoguerra. Eravamo dieci figli, pertanto la mattina era un caos per vestirci, andare in bagno e fare colazione. Mia madre riusciva a starci dietro, aveva un cuore immenso e un amore smisurato per noi. Erano tempi sereni e belli, il male della vita non ci toccava. Nella nostra innocenza credevamo che sarebbero durati per sempre. –  17/09/2010

L’altro ieri hanno chiuso i blindati alle 20:30. Ho detto all’appuntato che Catanzaro è l’unico carcere d’Italia ad avere la chiusura del blindato alle 20:30. Mi ha risposto he c’era anche il carcere di Vibo Valentia; in quel momento ho risposto che erano solo due i carceri in Italia. Dopo, riflettendoci, mi è venuto in mento che a Vibo Valentia  il direttore rambo, che prima era qui e tanti abusi ha commesso, dai racconti che mi hanno fatto. Cose allucinanti. Mi dicono anche che è sotto processo a Catania, e la sentenza è in dirittura d’arrivo. Per un fatto successo qui. Abusando del suo potere ha dato questa disposizione, unica in Italia. Altrettanto ha fatto a Vibo Valentia. I mali del sistema penitenziario sono questi. Siccome i direttori rambo, come anche i comandanti, sono consapevoli di avere l’impunità, avendo  la copertura del D.A.P., delle Procure della Repubblica, dei Provveditorati Regionali e degli Uffici di Sorveglianza.. fanno come gli pare, emanano disposizioni secondo un regolamento personale e interpretano il codice penitenziario e le circolari del D.A.P.  a loro uso e consumo; sicuri, non solo della copertura, ma anche dell’omertà del sistema. I detenuti, non avendo tutela, subiscono ogni sorta di soprusi. I loro diritti sono fatti passare per privilegi, e gli obblighi delle direzioni sono diventati concessioni. Fino a quando non verranno fermati i direttori rambo e riportati nella legalità, le carceri rimarranno una fucina di odio, rabbia e rancore. –  18/09/2010

Il Ministro Renato Brunetta, giorni fa ha dichiarato che senza la Calabria e il territorio Napoli-Caserta, l’Italia in economia sarebbe prima in Europa. Seppure intelligente, è luciferino, perché tira il sasso e nasconde la mano, non spiegando il perché questi territori si trovano in queste condizioni. Per sapere il perché basterebbe controllare e applicare la legge “La Torre” a tutti i politici, gli imprenditoi che hanno lavorano con il pubblico, i magistrati; e si capirà che fine hanno fatto i soldi stanziati per il Sud. Una certa politica e i poteri economici, vogliono che ci siano zone del Paese in queste condizioni. In modo da avere un colpevole a buon mercato su cui scaricare le colpe e l’attenzione dell’opinione pubblica.

Ricordo che, per la ricostruzione dopo il terremoto del 1980, in Campania, arrivarono una valanga di soldi. I media strombazzarono che la Camorra rubava i so ldi. Dopo 20 anni la Procura di Salerno appurò che il 98% delle persone che si erano appropriate dei soldi pubblici, con truffe, malversazioni e ruberie varie, erano tutte ditte del Nord; ma passà tutto sotto silenzio. E’ palese che tutto fu possibile con la complicità della politica, e dell’apparato dello Stato. I soldi, con una inversione a 360 gradi, andarono al Nord, e al Sud rimasero solo opere inutili e incompiute, scadenti, zone industriali deserte, strade che non arrivavano da nessuna parte; ma allo stesso tempo apparvero anche ricchezze sorte dal nulla. Ricordo un episodio.. di un politico, tutt’ora in auge, che per giustificare il valore delle sue azioni in un banca, che valevano decine di miliardi, disse che amici gli avevano regalato 36 milioni in azioni. Cosa miracolosa.. le azioni erano lievitate per 3000, potentza della fede.

Dall’annessione selvaggia dei Savoia, le popolazioni del Sud subiscono feroci saccheggi, con alchimie varie in tutte le salse. Si servono di politici prezzolati, leggi ad hoc, magistrati che le applicano con la massima di Benedetto Croce, “le leggi per gli amici si interpretano, e per i nemici si applicano”, e le forze dell’ordine per mantenere il loro ordine. Tutto ammantato dalla parola magica “legalità”. Il signor Brunetta dovrebbe studiare un pò, prima di parlare e accusare a sproposito. –  19/09/2010

I vertici del PDL lanciano strali sulle dichiarazioni di Martino, uno della cosiddetta P3, perché accusa Berlusconi, Dell’Utri e compagnia bella. Ritengono inquietante il rapporto tra la carcerazione e le sue rivelazioni. Danno l’impressione di vivere sulla luna e non sanno come funziona questo sistema. E’ sempre stata usata la carcerazione preventiva per estorcere confessioni, come anche il carcere duro, usato per lo stesso motivo. Fanno finta di accorgersene adessso, perché tocca a loro, quando ci sono migliaia di persone che subiscono la cercerazione preventiva, per indurle a  confermare i teoremi dei PM. Di pentiti tipo Scarantino, ce ne sono stati tanti in Italia, creati, costruiti e adoperati dagli addetti ai lavori, con la tortura fisica e psicologica della carcrazione preventiva. I politici non si sono mai interessati seriamente di tutti questi soprusi che la carcerazione preventiva causa. La corporazione dei PM, come sente parlare di riforme nei loro confronti, inizia ad alzare polveroni e accuse in tutte le salse. Ormai si sentono onnipotenti, al di sopra della legge, una casta intoccabile, con il potere di poter rovinare chi vogliono, senza dover dare conto a nessuno. Come sempre, ci sono politici servili che li lodano quando gli fa comodo, e li attaccano quando devono difendere i loro interessi, perché anche loro si sentono intoccabili. Ben venga una riforma radicale che metta fine alla dittatura delle Procure, in modo che diano conto anche loro, come tutti i comuni mortali, davanti alla legge; e se sbagliano, devono subire il licenziamento, come tutti i lavoratori. Altrettanto anche per i politici. Nessuno deve sentirsi intoccabile. La legge deve essere uguale per tutti nei fatti, e non esserci distinzione davanti alla legge. –  20/09/2010

Ho seguito per alcuni giorni la polemicha che è sorta sull’intervista dell’eex giudice Ayala sulle scorte. Aveva detto che ce ne sono molte e senza motivi, essendo che negli ultimi 18 anni non è succeso niente.  C’è stata subito una risposta dura e arrogante da parte dei PM, ritenendola una affermazione superficiale e fuori luogo. Lo stesso attacco l’aveva subito il Vescovo di Palermo, avendo fatto una dichiarazione sulle scorte che sono troppe e costano molto. Le scorte sono diventate uno status symbol, senza nessun fine sociale, pagate con le tasse della popolazione, come se fosse un privilegio divino, come gli aristocratici di un tempo. In Italia ci sono 650.000 macchine blu, una cifra vicina a tutte le macchine blu dell’Unione Europea. Una cosa scandalosa, basterebbe allinearsi ai Paese Europei, 50000 macchine blu e togliere il resto. Si sarebbero trovatti i miliardi di euro per l’istruzione e la ristrutturazione di tutte le scuolre, invece che tagliare indiscriminatamente, come in un paese del terzo mondo. Ormai le scorte le fanno fare a tutti; anche alle guardie forestali e alla polizia penitenziaria. Fra poco useranno anche i militari. Negli ultimi due anni sono aumentate di 150.000 unità. Se continua così supereremo le macchine blu di tutta l’Unione Europea. Con solennità Berlusconi affermò, in campagna elettorale, che le  avrebbe tagliate. Pinocchio gli fa un baffo; di fronte a lui diventa un dilettante delle bugie. –  21/09/2010

non

 

 

Navigazione articolo