Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Archivio per il tag “Sabina”

Nellino risponde ai commenti

Con questo testo Nellino (Francesco Annunziata) risponde ai commenti che sono giunti al suo Il fascino del male 2, pubblicato a suo tempo (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/05/27/il-fascino-del-male-2-di-nellino/).

———————————————

Ciao a tutte.

Sono felice di leggere dai commenti che questa volta non sono nati equivoci. E finalmente si è capito un pò di più quello che intendevo, anche se Pamela “resiste”, considerando che la prima volta si associò alla risposta di Ciro ed ora sostiene che non ci sono molti commenti. Io ti suggerisco di aspettare un pochini, di avere pazienza, perchè di commenti ne sono giunti più di altre volte. Inoltre tutta la sua “pseudo” sicurezza ho l’impressione che nasconda qualcosa di diverso. Altrimenti perchè dovrebbe limitarsi alle battute, senza regalarci quello che  è il suo pensiero in merito?..:-).. Secondo me la nostra Pamela lo subisce eccome il fascino del male, e allora non vuole sentirselo dire. E’ vero Pam..?…:-)

Sono sicur che in altra sede e in circostanze diverse risponderebbe diversamente. Vedi cara Pam è anche questo il fascino del “cattivo” ragazzo, quello di farti venire i dubbi, di tenerti in tensione. Mi sei molto molto simpatica col tuo non dire. Fai la stessa cosa, lasci il mistero non esprimendoti e questo affascina….. E ti raccomando non dire adesso che sto facendo lo str…., un pò sì, ma rispondo ad una cosa che hai scritto a maggio, quindi mesi fa. Quello che pensi oggi è lo stesso? Hai qualcosa della mia Asia, schiva e pungente.

 A FRANCY–  Sei stata fantastica, ma stai tranquilla, non mi monto la testa. Erano tutte cose che già sapevo di possedere. Il tuo elenco, benchè lungo  non è ancora sufficiente per rappresentare ciò che è necessario per affrontare determinate situazioni. Però sono tutte cose vere quelle che hai scritto, e sono rimasto piacevolmente sorpreso dell’esattezza delle cose che hai scritto. Davvero ci vogliono quelle cose.

A RITA– Ti ho risposto all’indirizzo che hai postato.

A SABINA– Cosa rispondere? Hai detto tutto tu. A 23 anni sei donna e il fascino del male dura tre giorni, e concordo con Alessandra, ma nelle ragazzine è facile che si trasformi in amore. Certamente ce ne sono una infinità di ragazzi che ti faranno murales e ti invieranno rose, basta trovare quello giusto, augurandoti che non sia uno come lo ero io.

Ora la smetto, altrimenti qualcuna potrebbe diventare gelosa..:-) Vogliamo parlare un pò della gelosia? In fondo che cos’è? E perchè si fanno tante differenze con il possesso? Questa volta però vorrei sapere prima quello che pensate voi, e poi dirvi la mia, ok?

Vi stringo tutte in un abbraccio ideale.

Nellino

Giuseppe Reitano risponde ai commenti

Giuseppe Reitano… risponde con questa lettera che pubblico.. ai commenti giunti in risposta all’ultimo post a lui dedicato (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/07/22/giuseppe-reitano-risponde-ai-commenti-6/).

———————————————–

(….)

Adesso saluterò a coloro che mi danno la gioia di avere un loro commento, un loro saluto, incominciamo dalla carissima..

-ANTONELLA ESPOSITO=  Carissima Antonella, come potevo dimenticarmi di una sensibilissima donna come lo sei tu? Mi domandavo solo come mai non avevo più tue notizie!!! Certo che mi ricordo di Schinder, ti mando la sua foto con un piccolo articolo (sono presenti nel testo che mi ha mandato.. nota di Alfredo). Ti dico grazie per il pensiero che hai per me. Se mi spedirai il libro, lo leggerò pensando a te che sei una cara amica. Ma se non potrai non devi preoccuparti. Io sarò sempre felice di ricevere tue notizie e di darti tutta la mia stima e il mo affetto. Come sto? Dirti che sto bene non mi è facile, come vuoi che stia un’ombra del passato?? Anche se sto bene di salute non posso dirti che la mia anima sia felice  di essere un’ombra del passato fino alla morte!! Cosa vuoi.. il mio spirito si ribella per ogni attimo della mia vita, e vorrebbe lasciare quest’ombra del passato incatenata in questa stia, così mi tocca lottare contro l’ombra del passato che desidera stare ancora qui, e contro il mio spirito che vuole essere libero per potere vagare nel luogo di origine, nello spazio. Quindi non faccio altro che accettare l’ombra del passato incatenata in questa stia, e attendo con pazienza che lo spirito possa ritornare a vagare nell’universo. Adesso ti dico Grazie infinite per i tuoi complimenti per i miei dipinti, e ti dico che non devi chiedermi scusa se non hai potuto scrivere, mi fa stare male solo il fatto che tu stavi male, che non scrivevi a nessuno, neanche a tuo fratello. Quindi se credi che ti possa essere d’aiuto, quando ti senti così mi puoi scrivere qui, così io potrò capirti ancora di più, e darti se ne sono capace, la forza per superare i momenti critici. Se può esserti di aiuto, possiamo anche pregare insieme. Pensa sempre che in me troverai un fratello in Cristo, e ti sarò vicino con tutta la mia stima, con tutto l’affetto che h o per te. Ti dico anche che lo so che preghi per tutti noi. Il Signore ci è vicino e ci fa sentire anche  le tue preghiere. Se non pregavi, io non sentivo tutto questo. Per questo ti dico che credo a quanto mi dici. Spero di avere sempre tue notizie e di non saperti spenta. Quando ti senti così, pensa  a me, scrivimi, e io ti darò la forza per superare tutto. Con infinito affeto ti abbraccio tanto, CIAOOO. Giuseppe Reitano.

-PER ALINA=   Carissima Alina, sono felice di sapere che sei consapevole della forza che hai, e che  non appena passa il periodo spento, diventi un ciclone come la BBC!! Spero che ti puoi affezionare, in modo che puoi darmi tutte le notizie che vuoi concedermi!! Grazie per quello che mi dici per i miei dipinti. Spero sempre di trasmettere quello che porto nel mio cuore e nella mia anima. Non mi è sempre facile. Ti ringrazio molto per la carezza all’anima. Ne aveva tanto bisogno. Sei sempre forte per l0ttare insieme a noi, ombre del passato. Con infinito affetto ti abbraccio tanto e ricambio la carezza all’anima. Giuseppe Reitano.

-PER SABINA=  Ciao Sabina, grazie a te per tutto quello che fai per noi ombre del passato. Tutto quello che ti ho detto e ti dico lo meriti. Non dico mai una cosa che non penso, o che non è p er quello che dico. Tu  meriti tutto il bene di questo mondo solo per l’impegno che metti per tutti noi. Anche io spero che si possa trovare l’occasione per conoscerti e parlare con te. Grazie ancora per tutto quello che fai e per quello che mi dici per i miei dipinti. Con affetto ti abbraccio. Pino Reitano.

-PER LA GAZZA LADRA=  Cara Gazza Ladra, sono onorato della tua conoscenza,, anche se è attraverso un foglio di carta per me, e attraverso un sito per te. Non ti devi scusare per il tu, ci è più facile esprimerci e poi è più confndenziale, almeno possiamo parlarci come due vecchi amici.  Grazie infinite per i tuoi complimenti per i miei dipinti. Sono felice che ti piacciano le mie tele. Cerco di esprimermi attraverso i colori, anche se non sempre miè facile, ma nonostante tutto desidero farmi conoscere per quello che sono nel male e nel bene. Gli errori non sempre sono cercati, e dagli errori puoi costruire quello che non hai potuto costruire prima. Quello che conta è capire gli errori e lottare per gli altri, fara in modo che altri non commettano i tuoi stessi errori. Come tu mi dici, sbagliare non significa perdersi, ma risorgere per dare un esempio agli altri. Spero di fare un giorno la mia mostra. Almeno potr invitare tutti voi che mi seguite attraerso il sito. Grazie di vero cuore per avermi dedicato del tuo tempo e per i tuoi complimenti. Con stima ti invio un caro saluto. Pino Reiano

-PER LAURA RUBINI=  Carissima figlioccia… non devi chiedermi scusa se ritardi a scrivermi, anzi ti chiedo scusa io se ti faccio sentire in colpa. Devi pensare solo di stare bene e di lottare per superare tutte le difficoltà che vivete fuori, dato che fuori vivete una vita stressante, e io non voglio che tu ti debba stressare anche per colpa mia, e poi, come tu stessa mi dici, il tempo estivo è fatto anche di impegni extra, come i matrimoni, ecc. Spero che arrivino presto le ferie così ti potrai riposare un pò, spero!!! Sono fellice di sentire che non ti ha intimorita il carcere. Cosa vuoi, stavo sulle spine. Adesso ti dico che ho ricevuto anche la tua lettera, e che ti risponderò non appena avrò un attimo di tempo. Ti dico grazie per quello che sei, e per la passione impressionista che condividiamo! Sto realizzando una serie di dipinti. Non appena potrò, farò le foto e poi li metterò sul sito, per farli vedere a tutti voi che mi seguite. Ti voglio tanto bene mia cara Figlioccia, se avrai un bambino che nome gli darai?!!!! Con grande affetto ti abbraccio tanto, il tuo pittore, a presto, ciao.. Pino Reitano.

(….)

Frammenti di Sebastiano Milazzo

Sebastiano Milazzo… di lui lessi prima i libri… persona molto analitica, raffinata, di grande serietà metolodogica, e capacità di rendersi chiaro, anche attraverso il suo stile.

Adesso è, da alcuni mesi, nel carcere di Carinola. Sembra che ciò sia avvenuto perchè, insieme ad altri detenuti, protestò per il tentativo, che veniva posto in essere nel carcere di Spoleto (così come in tante altre carceri), di adibire la cella degli ergastolani ad ospitare un altro posto letto.. quindi un altro detenuto. Atto questo illegale (in quanto contrario all’art. 22 del Codice Penale) e immorale.

Oggi pubblico alcuni suoi testi..

Il primo ci è giunto tramite la nostra Sabina.. ed è un commento di quattro righe.. dove lo sconcerto per i cadaveri che affondano nel Mediterraneo, prezzo di sangue per barconi di disperati, disperati a cui alcuni trogloditi osano dire “fuori di qui”, quando dovrebbero dire “benvenuti”.. questo sconcerto si unisce all’eterno desiderio di un paese dove Costituzione e diritto vengano rispettati. Il paradosso di questo periodo è che i detenuti.. in teoria “criminali”.. hanno fatto del rispetto della Costituzione  e del diritto una bandiera.. costituzione e diritto calpestati ogni giorno da chi dovrebbe difenderli e onorarli, quando invece li saccheggia e li prostituisce o semplicemente li lascia ammuffire nella grigia vita dei saloti di potere, dei burocrati d’assalto e degli sititici funzionari del già compiuto.

Il secondo frammento (più lungo) che pubblico lo trovo molto interessante…

Nella sua prima parte prende le mosse dalla diversità di trattamento, alle quale si assiste in molte carceri, riguardo all’uso del computer. E’ normale, si chiede, una tale differenziazione riguardo alla possibilità e alle modalità del suo utilizzo? Non è un pò strano? Quali sono, se ci sono, i veri motivi di tutto ciò? E non è auspicabile il superamento di questa sorta di .. “federalismo carcerario”?

La seconda parte vuole essere una risposta al giornalista del Corriere della Sera, Pierluigi Battista, in merito a ciò che ha scritto nel suo pezzo “qualche domanda per i mafiologi”. Risposta che farò pervenire direttamente allo stesso Pierluigi Battista.

Vi lascio a questi “frammenti” di Sebastiano Milazzo..

———————————————————————————–

7/04/2011

In questo momento non vado d’accordo nemmeno con me stesso. Non so se soffro di più per l’angoscia che mi assale quando sento che il Mediterraneo, come questa notte, si trasforma in un enorme cimitero di ignoti, oppure per l’angoscia che mi crea la mia condizione di ergastolano che inutilmente cerca di capovolgere la propria vita compromessa. Vorrei avere una bacchetta magica per esaudire un solo desiderio, quello di trasformare questo paese in un paese veramente civile, un paese dove non vi sia chi dice a quegli ignoti “Fuori dalla balle” e dove vengano rispettate le leggi, prima fra tutte la Costituzione. Non chiederei altro, solo un paese dove la giustizia non sia un turpe teatro di diseguaglianze e di ingiustizie.  
 
 ———————
 
Al di là delle considerazioni sul computer negato a Catanzaro a Nellino, bisognerebbe chiedersi se è stato approvato il federalismo carcerario e i detenuti non se ne sono accorti. In alcune carceri il computer è consentito tenerlo in cella, unitamente allo scanner e alla stampante, indipendentemente dai motivi di studio. In altra vi è una saletta apposta. In altre ancora, sempre in saletta, ma solo per moviti di studio, ma non si può avere scanner e stampante. In altre è negato del tutto.
Stiamo parlando del pc nelle sezioni di alta sicurezza, dove le condanne da scontare sono lunghe e l’uso del pc aiuta la crescita culturale del condannato, dove è consentito. Bisogna chiedersi e chiedere quali sono i motivi che giustificano queste differenze.. forse che Tizio, che non poteva usare il P.C. nel carcere di provenienza, se arriva in un istituto dove l’uso è consentito, per miracolo diventa un missionario, oppure viceversa?
Non stava scritto da qualche parte che la legge è uguale per tutti? Esiste, forse, più di un Ordinamento Penitenziario? Che la pericolosità del condannato cambi, forse, a seconda di dove si sconti la pena a tal punto da potere usare o non usare il pc?
Le carceri non dipendono tutte dalla stessa amministrazione centrale, oppure ogni Direttore dipende da una amministrazione diversa?
Bisogna provare a dare delle risposte a queste domande per cercare di capire i motivi per cui in alcuni luoghi è legittimato l’uso del computer, e in altri no.
Se le leggi sono uguali e l’amministrazione centrale è una, come può legittimare alcune direzione ad acconsentire il più largo uso e altre a negarlo totalemnte
Vi sono Direttori di serie A e Direttori di serie B? Oppure ognuno è lasciato libero di agire secondo le proprie, sane o malsane, pulsioni interiori? C’entra solo il punto di vista del Direttore, oppure, visto che a pensare male, ha detto qualcuno, che a volte ci si indovina, sull’uso del computer c’entra il “potere contrattuale” delle imprese di mantenimento sul Direttore o sui piani alti dell’Amministrazione.. a volersi assumersi o non assumersi l’onere di occuparsi degli acquisti relativi all’uso del PC?
Queste sono le domande che dovremo porci e porre per ciò che riguarda sia l’uso del computer, sia tutte le altre pratiche carcerarie e invocare un regolamento che, nella pratica, assicuri a tutti le stesse regole e lo stesso trattamento, indipendentemente dal luogo dove si sconta la pena. Solo regole uguali per tutti possono evitare di disporre della vita dei condannati come aggrada. Questo non lo giustifica nessuna lotta al crimine, tanto meno la democrazia.
————————-
 
Rispondo a Pierluigi Battista, in merito al suo articolo “Qualche domanda per i mafiologi”.. per dire a lui che le risposte che cerca dai mafiologi, non le avrà mai. Potrà trovarle, invece, lui e tutto il giornalismo italiano, facendo un’analisi attenta della stagione di macelleria giudiziaria consumatasi in Sicilia negli anni 90/2000. Una stagione che ha visto migliaia di condanne all’ergastolo, sulla parola non verificata del delatore di turno. Su questo punto, chi dice che non è vero, o non sà o mente sapendo di mentire.
Le assicuro, essendo vittima di quella stagione di macelleria giudiziaria, che si tratta in parte di condanne contro innocenti, sapendoli tali.. che potrebbero essere state usate come merce di scambio in quelle oscene trattative che stanno emergendo, vedi caso Borsellino, per offrire l’impunità, attraverso i pentimenti e quant’altro di lurido potrebbe esservi stato, ai veri autori di quella stagione di follie stragiste, quasi tutti liberi oggi.
Sino a che il giornalismo itaiano, e non solo l giornalismo, non si assumerà l’onere di analizzare quella stagione di follie giudiziarie, dubito che potrà trovare risposte alle domande che lei pone, e la giustizia di questo paese, nei fatti, continuerà ad essere ben altro di ciò che appartiene ai valori secolari della nostra cultura, non solo giuridica.
Lo so che è disdicevole e pericoloso rispondere ad un ergastolano, e non aspetto una risposta. Ho provato solo a darle un suggerimento.

Lettere dal di fuori.. da Sabina a Carmelo

Un altra lettera “dal mondo esterno” per questa rubrica nata da una idea di Carmelo Musumeci..

Fino questo momento stiamo pubblicando lettere giunte a Carmelo, ma la rubrica naturalmente è aperta a tutti.  Io stesso informerò un pò di detenuti di questa altra possibilità. Ma essa è aperta a ognuno di voi. Chi tra voi vuole proporre una lettera che ha spedito a un detenuto per la pubblicazione in questa rubrica (naturalmente chi lo facesse riterrebbe che il detenuto in questione non sia contrario) può inviare la lettera al blog, e faremo in modo di pubbllicara.

Questa lettera è spedita da Sabina di Roma – di cui già abbiamo pubblicato una lettera in precedenza – a Carmelo Musumeci..

Buona lettura

———————————————————————-

Caro Carmelo,

ho letto ieri la tua risposta, mi ha fatto molto piacere!

Sono contenta che dici che quando ti passa la tristezza diveni subito solare. Si nota questo da quello che scrivi…

E’ un lavoro stupendo quello che fate con l’associzione Liberarsi e Informacarcere.

Voglio raccontarti una cosa: tra qualche amico e parente  a cui per adesso ho avuto modo di parlare di questi argomenti, ce ne sono un pio che all’inizio erano scettici. Partivano molto prevenuti. I soliti luoghi comuni che ci inculcano i media: che in carcere non si sta poi tanto male, che alla fine non ci va quasi nessuno e quindi chi ci va vuol dire che è giusto così, e altre chiacchiere simili…

Anche gente che di solito è critica riguardo a quello che dicono giornali e tv, quando si tocca il tema della sicurezza parla come se qualcuno le avesse fatto il lavaggio del cervello. Sembrano credere  a quello che si dice in tv (ma come, fino a poco prima inveivano contro la malainformazione…!). Questo perché i media sono bravi a mettere paura alla gente. Un popolo che ha paura, che si sente minacciato, si manovra facilmente. E’ poco tollerante e accetta passivamente leggi anche palesemente ingiuste.

Tornando al discorso dei due che all’inizio erano scettici (le altre due persone invece si sono dimostrate interessate e sensibili all’argomento fin da subito) ho notto che quando si fa loro leggere articoli del periodico “mai dire mai” e poesie e scritti dal blog, cominciano ad ammorbidire la loro posizione. Poi, dopo aver letto il tuo libro, mi hanno detto che in effetti bisognerebbe rivedere l’intera istituzione carceraria., perché non serve a niente, a cominciare dall’ergastolo che è una pena disumana.

Ti dico queste cose perché secondo me sono degli esempi di quanto quello che scrivi smuova le coscienze.

E’ difficile rimanere indifferenti dopo essere “entrati”, anche se solo attraverso le pagine di un libro, in una realtà ingiiusta come quella di un carcere.

Poi ci saranno anche quelle persone, che invece sono totalmente aride, che rimangono fisse sulle loro convinzioni. I forcaioli tanto per intenderci (questo termine l’ho appreso leggendo il sito, rende bene l’idea…)

Ma secondo me molti di loro sono condizionati, e se riuscissero ad abbattere le barriere iniziaali, sarebbe possibile il dialogo.

Da parte mia cercherò di sfondare queste barriere, come stanno facendo le persone splendide che ho incontrato sul blog e nel gruppo facebook.

Ho fatto leggere il tuo libro anche a mia zia, e oggi mi ha telefonato dicendomi che ha visto sul sito della libreria dove va lei di solito, che venerdì 9 ci sarà la presentazione di un libro sul carcere, e ha pensato a me. Mi ha chieso se voglio andare con lei a sentire di che si tratta. Non so ancora che libro sia, ma sono contenta che si sia interessata!

Scrivere e fare informazione è un mezzo di protesta che non possono bloccare, e arriva dritto al cuore di chi legge.

E non dare retta agli idioti che anonimamente ti insultano per quello che sei. L’intelligenza non è un dono che hanno tutti, e l’educazione nemmeno a quanto pare. Non dargli retta e pensa ai tanti che ti ammirano per la forza che hai e che dividi con gli altri, e per le emozioni che trasmetti.

Spero che tu abbia passato una buona pasqua.

Forse dire buona è troppo, ma spero che sei stato bene.

A pasqueta ti ho pensato, ho sentito una mia cara amica d’infanzia che è di Catania, di Aci Bonaccorsi, e mi sono ricordata di avere letto che sei originario di vicino Catania. Io vado spesso a trovarla, e lei viene qui a Roma. Ci conosciamo da quando avevamo 4 e 5 anni.

Da quando sono stata con i miei genitori in un campeggio in Sicilia, dove lei con i suoi genitori passavano stabilmente le vacanze… dopo tutti questi anni siamo ancora in contatto, ed è una delle mie più care amiche.

Non so perché ho iniziato a parlarti della mia amica, forse perché mentre ti scrivo ho l’impressione di stare a parlare con un vecchio amico, e mi viene spontaneo raccontarti le cosa!

Un abbraccio,

a presto

Sabina

Lettere dal di fuori.. da Sabina a Carmelo..

Oggi inserisco un’altra lettera per la rubrica “Lettere dal di fuori”, nata da un’idea di Carmelo Musumeci… rubrica che ospita le lettere non “dal di dentro”, ossia degli ergastolani verso l’esterno.. ma “dal di fuori”, ossia da famigliari, amici, conoscenti.. verso gli ergastolani..

Questa di oggi è una lettera inviata a Carmelo Musumeci da Sabina..

——————————————————————————————————————————————————————————-

Caro Carmelo,

non preoccuparti se mi scrivi cose tristi, è giusto che uno, quando scrive, si faccia dettare dal cuore, e mi rendo conto che il luogo in cui vivi fa essere spesso tristi.

Io spero di leggere cose felici, perché sono contenta di sapere che tu lo sei; ma se non è così, scrivi pure quello che senti…

Il video l’ho visto, e l’ho pubblicato sulla mia pagnia di facebook. E’ un pugno allo stomaco fortissimo, appena l’ho visto ho pensato a quello che avevi scritto subito dopo lo spettacolo… E sono d’accordo con te sulla necessità di far conoscere all’esterno l’esistenza dell’ergastolo ostativo. E per questo sono necessarie immagini, anche forti, perché sono quelle che fanno riflettee di più. La commozione finale è stata tanta, ancora di più perché eri tu a fare quella scena.

Il video è fatto molto bene, anche graficamente. E la canzone dei Rem, Everybody hurts, è proprio indicata. Questa canzone, il suo significato, con quelle immagini, fa venire i brividi.

Ho una curiosità: l’avete girato all’interno del carcere di Spoleto o avete preso le immagini dal computer?

Ne avrei anche un’altra di curiosità: cosa si intende per “le vasche”? L’ho letto in un commento al video, non ricordo se sulla pagina de “Le urla dal silenzio”, o sulla pagina di qualcuno che l’ha pubblicato.

Mi ha colpito molto una frasce che scorre a circa metà video:

IL PERDONO TI FA AMARE IL MONDO, LA VENDETTA TE LO FA ODIARE

E’ una bella frase, mi piace…

Una delle tante cose che colpisce del video, secondo me, è che mostra uomini che nell’immaginario collettivo sono pericolosi, che in qualche modo sono visti come “nemici”, e li si fa vedere nella loro umanità, normalità. Ci ricorda che siamo tutti uguali, per quanto uno possa avere sbagliato di più o di meno di un altro, tutti soffriamo, speriamo, sorridiamo nello stesso modo, e un essere umano non può e non deve essere contento o sentirsi soddisfatt da questa sofferenza.. perché se non non ha niente di umano!

Mi dispiace che per tanto tempo abbiamo ignorato il tuo problema al ginocchio. Da chi dipende? S sa chi aveva il potere di fare qualcosa, e l’ha fatto solo dopo la tua lettera? Io l’ho letto, ho letto quello che poi hai scritto sulla malasanità in carcere, e mi ha fatto tnta rabbia leggere di questo menefreghismo!

Può essere pure vero che i tempi di attesa siano lunghi, anche fuori, ma a parte che uno fuori può rivolgersi a più persone, girare più posti; è comunque sciocco fare paragoni, p erché per te quella corsa ha un significato più profondo di quello che può avere per un altro! Ti auguro con tutto il cuore di risolvere al più presto il tuo problema… E spero che la tua lettera serva, non solo a te, ma anche a tutti i detenuti che hanno problemi simili, ma non hanno modo di far sentire la propria voce all’esterno. La tua lotta è anche per loro! Di queste cose più se ne parla e meglio è, così più gente possibile legge, e magari si sveglia!

Complimentissimi per gli esami! Sai già su cosa fare la tesi?

A proposito di tesi, non ricordo se te l’ho detto in un’altra lettera.. ho letto la tua tesi “Vivere l’ergastolo”. E’ fatta benissimo. Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di leggerla.

Un abbraccio, e ti mando anche tanti sorrisi.

Sabina

Navigazione articolo