Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Gino Rannesi risponde ai commenti

Imaginos

Oggi pubblico le risposte che Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, ha scritto in risposta ai commenti arrivati ai suoi ultimi scritti.

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Salvatore: ciao mio fraterno amico. Ho ricevuto tutte le tue lettere. Il motivo per il quale non ho risposto adesso lo sai. Sono stato molto male, e per male non intendo quello fisico, ma quello psichico. La tempistica degli eventi è stata atroce. Adesso sto benino. Se Dio vuole tra una decina di giorni tornerò a frequentare la palestra, corsa e guerra al pallone. Voglio tornare in forma prima possibile prepara stu cazzu di macchina. Colui che si fa chiamare il tempo è scaduto, è ormai alle porte. Ti abbraccio forte, tuo Girno.

Celeste: ciao pupa Celeste. Allo stato non so se vi sono tuoi scritti sul Blog. Ma certamente so che mi hai pensato e per questa ragione ti invio un forte abbraccio e un sentito arrivederci a presto. Baci Gino.

Elena: ciao “tesoro mio”. All’uscita dall’ospedale come risposta alle tue lettere ti ho inviato una cartolina riservandomi  di scriverti quanto prima. Per il momento uso questo spazio per inviarti un forte abbraccio e un grande bacione. A presto Gino.

Enzo: ciao Enzo, avevi forse dei dubbi circa il fatto che a pescare insieme ci andremo veramente? Prepara le canne da pesca. Per me una del tipo semplice, niente mulinelli o quant’altro. Sono all’antica io. Si vero è, ce l’ho fatta. Un caro saluto alla tua famiglia. A presto. Ti abbraccio. Tuo amico Gino.

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Gino Rannesi risponde ai commenti

Ares

Il nostro Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, risponde ai commenti che gli sono giunti negli ultimi tempi.

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Risposte a commenti da parte di Giro Rannesi..

–SALVATORE: Caro Turi, ho letto quanto hai scritto in maggio 2014. Scrivi: “Ma io sono certo che indietro non tornerete”. Hai detto bene, indietro non si torna. Certo, sarà dura. Tu come me conosci quel detto catanese che fa così: “U catanisi si futti na vota sula”. Scrivi “Un saluto da tre quarti del quartiere…”. Che fine ha fatto il quarto mancante? Hai letto il mio invito ad abbonarsi all’Associazione Fuori dall’Ombra? Bene, dì pure che presto tornerò a giocare a pallone. Un forte abbraccio. Gino.

–ENZO: Ciao Enzo, leggo quanto hai scritto in 2 maggio 2014. Scrivi: “Tutte le volte  che vado a pesca con 5 canne a mulinello, la 5° la apro pensando che la stai usando tu”. Bene tienila sempre pronta, non si sa mai che a breve io possa bussare alla porta di casa tua. Riguardo al posto in cui sono stato seppellito, la parola migliore è quella che non si dice (indietro non si torna). Un forte abbraccio. Tuo amico Gino. PS: L’abbonamento all’Associazione Fuori dall’Ombra serve per aiutare a dare voce a chi non ne ha.

–CELESTE: Così,  maggio 28  2014, “Ciao Gino. E’ sempre un piacere, anche se si percepisce che sei amareggiato e arrabiato”. Ciao pupa Celeste, cero sono arrabbiato e anche parecchio arrabbiato, perché la mia assegnazione in questo posto la vivo come una istigazione a delinquere. E’ pazzesco! In un posto molto ristretto hanno ammucchiato una moltitudine di ergastolani (pazzi!). Scrivi: “Per tuo figlio sei il suo guerriero…”. Questa è la cosa che più mi spaventa. Ti abbraccio affettuosamente. Gino.

–LUCIANO: Ciao carissimo Luciano, ritrovarti è stato un vero piacere. Davanti a me quanto hai scritto in maggio 29 2014: “Vorrei  scriverti tante di quelle cose, in merito alla società e non solo”. Conoscendo la persona preparata quale tu sei, posso immaginare. Grazie per il consiglio, ma a tal proposito voglio tranquillizzarti: nella parete del mio letto c’è una gigantografia che raffigura Nicholas… a  presto di presenza. Baci. Gino.

–ROSSANA: Ciao Rossana cara. Rileggo quanto hai scritto in maggio 20  2014. Scrivi: “Anch’io mi chiedo perché non rispettano la famiglia, facilitando loro il già difficile percorso morale e logistico…”. La tua sacrosanta considerazione mi fa pensare che tu sia una brava donna. Non è che avessi dei dubbi. Ah, io la risposta ce l’avrei, e siccome in quanto criminale coglierei nel segno, è meglio tacere (“chiuderebbero il Blog”). Gente frustrata e infelice. Un forte abbraccio e baci. Gino.

–PINA: Ciao Pinuzza. Con tanto piacere rileggo quello che hai scritto in maggio 20   2014. Per la miseria, ce l’hai fatta. Finalmente sei in Australia. Congratulazioni per l’arrivo di Luna. Per quanto riguarda il mio pellegrinaggio da un posto all’altro, è probabile che tu abbia ragione: “sono silurati mentalmente”. Ma io non credo sia stata una scelta felice. Vedrai che quanto prima mi cacceranno anche da questo posto. Bene, ti abbraccio forte. Gino.

–ALESSANDRA LUCINI: davanti a me quello che hai scritto in maggio 20 2014: “Fa pensare  che io speravo di chiudere gli occhi su un mondo migliore”. Aoh, ma perché dovresti chiudere gli occhi? Comunque ho capito quando dici che l’imbarbarimento della società è pericoloso. Dici una cosa sacrosanta. E allora mi viene da pensare. Ma non erano i criminali ad essere considerati barbari? Ora, dico io, ma una società barbara a chi giova, a chi gioverebbe? Per quanto riguarda la mia di lotta, come sai non ho mai dormito. Riposo ma non dormo. Tra una arrabbiatura e l’altra mi sto curando a dovere. Sono in ottima forma. Non mi farò cogliere impreparato. Nella mia  testa tanta confusione, ma non una sola certezza. Indietro non si torna. A presto e porta una amica. Baci. Gino.

–VALERIA: Non ricevo tua posta da una decina di giorni e questo fatto mi rende nervoso. Si lo so, è il lavoro… e allora a presto, un forte abbraccio. Baci. Gino.

–NICHOLAS: Ciao amore mio. Poche righe per dirti che sai tutta la mia vita e che non vedo l’ora di rivederti. Un abbraccio alla tua mamma. Ti amo immensamente. Papà.

Approfitto di questo spazio per salutare Giusi, Adriana, Maurizio, Francesca, Giuseppe, Davide, Santina, ecc.ecc. Altresì per ricordare agli amici e ai parenti che è tempo di abbonarsi all’Ass. Fuori dall’Ombra. Grazie. Vostro Gino.

Risposta di Mario Spada a Pasquale De Feo

vesuviana

Il 19 aprile ho pubblicato una intervista a Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- fatta da Mario Spada, marito della giornalista Francesca De Carolis. In quel post non inserii il suo nome perché non lo sapevo.

Le domande che Mario Spada fece a Pasquale erano molto “forti”, e Pasquale espresse una sua dura critica.

Mario Spada a sua volta ha inviato una risposta a Pasquale- che oggi pubblichiamo.

Una risposta che fa comprendere la genesi di quelle domande, e denota equilibrio e apertura al dialogo.

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A Pasquale De Feo

Già iniziare mi sembra difficile. Ho messo da parte “caro De Feo” perché non c’è alcuna confidenza e “gentile De Feo” mi è sembrato improprio benché nella sua risposta, dura e sincera, abbia trovato un tocco di gentilezza.

Anzitutto vorrei chiarire che queste “imbarazzanti” domande nascono da una richiesta di “fare domande cattive”.Pur non afferrando pienamente il senso di questa richiesta mi sono messo a
pensare in termini “estremi” come se fosse un gioco. Un gioco anche crudele, una sfida a chi “ha più ragione “ proposta da “uomini ombra” che sfidano il pensiero dominante e i luoghi comuni. Mi è stato richiesto un parere che, nella forma in cui mi è stato proposto, mi ha portato a separare la ragione dai sentimenti facendo ricorso alle arcaiche leggi del contrappasso : dare al condannato una pena che è il perfetto contrario degli scopi del suo reato.
Confesso che una delle domande, forse la più impropria o,direi, sciocca, è stata influenzata da un film che avevo visto in TV la sera prima: una missione di guerra pericolosa affidata a quattro donne condannate all’ergastolo, se non ricordo male, in cambio della libertà. Credo che il film “una sporca dozzina “ abbia aperto la strada a film analoghi ma sono convinto che in tempo di guerra cose del genere sono avvenute. Si potrebbe dire che anche oggi la lotta alla criminalità organizzata è come una guerra ma non mi azzardo oltre , la domanda è estrema e impropria. Pasquale acutamente rintraccia l’influenza della finzione cinematografica. Quindi, come si dice in battaglia navale:colpito!e ritiro la domanda.

Sulle altre due invece, pur ribadendo che le domande nascono da quello che mi è parso un gioco intellettuale e non dai miei sentimenti, sarei disposto a discutere.
Il libro scritto da mia moglie, o meglio dagli uomini ombra ai quali Francesca ha prestato un po’ del suo sapere, ha l’introduzione di Don Ciotti che come sa è uno dei principali sostenitori della legge “La Torre” e si prodiga con l’associazione “Libera” affinché questa sia pienamente applicata .
Numerose attività agricole sui terreni confiscati danno lavoro ai giovani (del Sud in particolare), asili o servizi sociali nei quartieri più disagiati di alcune città sono insediati in locali confiscati alla criminalità organizzata.
Pasquale si dice in disaccordo con la legge “La Torre”. Viceversa io credo che sia una delle armi più efficaci per combattere le attività mafiose perché si mette mano su “ la roba” che costituisce il movente principale delle azioni criminali.
Se ha modo di leggere (o rileggere) l’ introduzione di don Ciotti vedrà che è un fermo difensore dei diritti dei detenuti, che denuncia come inique le leggi e i regolamenti che vi condannano al “fine pena mai”. Condivido pienamente quell’introduzione e sostengo con convinzione il lavoro che mia moglie sta facendo per aiutare “gli uomini ombra” e in genere il mondo dei detenuti ad affermare il loro diritto a leggi più giuste. E’ inutile e inopportuno che mi dilunghi sulla mia idea del carcere che punisce senza rieducare e in questo senso le nostre opinioni sono molto più simili di quanto può
pensare.

Anche l’altra domanda ,” se fosse disponibile a fare il mediatore sociale in un quartiere difficile “per aiutare i giovani a sottrarsi alle lusinghe della criminalità organizzata, non è poi tanto campata in aria . Probabilmente è posta male, influenzata da quello schema razionale del contrappasso, ma posta in termini diversi sono disposto a riproporla. Nel mio lavoro di urbanista ,nella speranza di portare un po’ di miglioramento nei quartieri periferici e socialmente più difficili della mia città, ho incontrato un ex brigatista che dopo 25 anni di carcere aveva ottenuto il permesso di lavorare come mediatore sociale tra giovani tossici vittime della criminalità che organizzava lo spaccio di droga. La sera tornava in cella e di giorno rischiava un po’. Ma era una pelle dura, temprato dal carcere conosceva bene quel linguaggio non verbale con cui si stabiliscono i rapporti di forza al di fuori delle leggi dello Stato e quindi sapeva fare quel lavoro meglio di altri.

Non sono del tutto d’accordo sulla sua insistenza nella “congiura antimeridonalista” che parte dal regno sabaudo per finire ai nostri giorni. Non c’è dubbio che qualcosa nell’Unità d’Italia non ha funzionato, che il Sud si è immiserito e che su questa miseria è attecchita una economia ed una cultura che favorisce il crimine. Ma credo sia consapevole che proprio questa sottocultura e questa sotto-economia impedisce all’economia sana, fondata sulla libertà d’impresa secondo i dettami della Costituzione, di attecchire e dare lavoro ai giovani.
Per concludere l’assicuro che le “domande cattive” non corrispondono alle mie convinzioni e ai miei sentimenti e che qualunque battaglia civile per i vostri diritti la condurrò senza esitazione.

E’ probabile che sul mio conto il suo giudizio non cambi più di tanto. Può pensare alla solita ipocrisia di un “benpensante democratico” che poi alla fine è uguale agli altri. Le posso dire che sto conducendo, proprio appellandomi al libro di Francesca, una mia battaglia personale nei confronti di amici “benpensanti democratici” che sprizzano democrazia da tutti i pori e quando si parla di criminalità organizzata diventano ciechi e affermano che “bisogna gettare le chiavi”. Li provoco invitandoli a provare solo ad immaginare di stare una settimana in carcere,con la certezza che tornano poi nel loro caldo letto e accogliente casa. Li invito ad immaginare il costante sordo rumore di ferro, le luci notturne, le grida di chi non ce la fa. E che per gli uomini ombra l’inferno è eterno.
E ricordo a loro, “democratici benpensanti”,che l’Italia è sotto accusa da parte delle principali istituzioni internazionali di difesa dei diritti del uomo.
Auguro a Lei e a tutti gli uomini ombra di rivedere la luce, almeno uno spiraglio subito che dia speranza. Nei limiti delle mie risorse cercherò di rendermi utile nella battaglia per una legge più giusta.
Un cordiale saluto.

Mario Spada

Roma 24 aprile 2013

Marcello Dell’Anna risponde ai commenti

sfondes

In questo post pubblico le risposte che Marcello Dell’Anna -detenuto da alcuni mesi a Nuoro- ci invia in relazione ai commenti che sono giunti ai suoi testi.

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Per  Alessandra Lucini

Cara Alessandra. Scusami se solo ora riesco a scrivere e rispondere ai tuoi commenti, alle tue oculate osservazioni scritte in merito alla mia vicenda e anche ai testi che ho voluto far mettere sul blocca. Ringraziarti forse sarebbe troppo  poco dato che oggi giorno la maggior parte delle persone dell cd. Società civile (civile di cosa?) destinano una limitata attenzione a noi che siamo considerati gli “ultimi”, quelli  che sono  dei “vivi-già-morti”. Ma mi accontento di voi…perché  pur  poche  nel numero siete smisurate d’animo. Il vostro grande cuore fa  di voi delle persone davvero uniche..

 

Per Pina

Cara Pina, chiedo scusa  per il ritardo con il quale  rispondo alle   tue parole . Mi sono state di grande conforto, per diversi ordini di ragione. La solidarietà che destini a persone  come noi, detenute ed ergastolane, che i “tanti” vorrebbero che  fossero…buttate le chiavi in mare..., non sapendo nemmeno se, mentre proferiscono queste disconnessioni, il loro cervello stia  elaborando concetti concreti e logici. Cara Pina, il tuo porgere la mano agli altri in momenti di bisogno ti rende onore e fa di te una persona eccezionale. Io non ti conosco…ma credo che se del tuo tempo ritieni ritagliarne una parte per noi, lo fai perché lo senti col cuore, perché vuoi dare conforto a chi necessita e non per passare dell’insignificante tempo davanti ad un computer.

 

Per Laura Rubini

Cara Laura, anche a te chiedo scusa  se solo ora rispondo alle parole di sostegno e conforto che hai usato nei miei riguardi. In questi luoghi è difficile (ma non impossibile)  vincere l’ozio e spezzare la catena della solitudine in sui spesso noi detenuti restiamo confinati. Ebbene, se qualcuno dovesse domandarmi se in carcere viene data attuazione al trattamento rieducativo gli risponderei semplicemente che questi luoghi, nella stragrande maggioranza delle volte, peggiorano le persone rendendole più criminali di quando sono entrate e non per volontà del reo ma  per inettitudine dello Stato, per mancanza di attività, di lavoro, di istruzione. La rieducazione del detenuto non dovrebbe diventare un aspetto  secondario  rispetto  alla  condanna . Per me la rieducazione è stata una “lotta” che ho dovuto e voluto affrontare con me stesso, con i miei pregiudizi, con la mia diffidenza, col mio modo di pensare deviato e deviante, col mio modo di essere, con pseudo-valori e pseudo-regole di comportamento che mi tenevano davvero “prigioniero”. Da quella lotta ne sono uscito vincitore sconfiggendolo (ahiloro) anche chi pensava che io come ero …continuavo ad essere. Oggi, invece, posso dire di sentirmi davvero  “libero” , una persona diversa e migliore.

 

Per Giuseppe Rotundo (alias Giuseppe dei cavalli)

Caro Giuseppe, grazie per le tue parole di sostegno e grazie per aver riconosciuto in me una persona cambiata e migliorata. Spero che questa mia scelta di vita serva anche da monito a tanti giovani nostri compaesani che sono nel limbo della devianza Perché la devianza non è una condizione statica ma transitoria e, quindi rimessa solo ad scelta coraggiosa e responsabile in capo a colui il quale decide di voler cambiare veramente. Credimi, si può cambiare solo se lo si vuole davvero. Ne vale la pena Giuseppe. Perché essere nel limbo è come essere prigioniero per sempre. E benché io sia in carcere da oltre vent’anni solo ora, paradossalmente, mi sento davvero “libero”. In questi ambienti si possono più facilmente smarrire il senso della vita e il valore della dignità personale cedendo alla sfiducia e alla disperazione. Il carcere dal punto di vista sociale e logistico è emarginato per ovvi motivi di sicurezza, ma anche perché la cultura del sospetto e della condanna prendono il sopravvento  su quella della prossimità e del recupero. Occorre invertire la tendenza a creare un nuovo modo culturale di pensiero; quello stesso pensiero che mi ha fatto scegliere di mettere al primo posto della scala  dei valori l’amore e il rispetto per la mia famiglia. Sebbene, “il grande problema non è la malvagità dei disonesti, ma l’indifferenza degli onesti” (Martin Luther King)

 

Per Antonella Esposito

Cara Antonella, mi dispiace se solo ora posso rispondere alla tua cara lettera che ho tanto apprezzato per la tua forza d’animo e il sostegno che hai voluto darmi. No Antonella! Non sei stata affatto prolissa, anzi, spero che tu porgerai sempre la tua mano al prossimo. Non sapevo che sei una Testimone di Geova. Ritengo che la vostra dottrina, fondata sull’interpretazione letterale della Bibbia, sia molto interessante  atteso che ruota anche attorno all’attesa dell’estensione del Regno di Dio alla terra, come tu mi fai cenno anche nella tua. Inoltre, voglio dirti che ammiro il consistente tempo che dedicate con impegno al proselitismo della parola della Bibbia, e di Geova Dio, attraverso la predicazione porta a porta, a anche attraverso le vostre riviste. Credimi, Antonella, non immagini quanto desidero che sulla terra non ci siano più sofferenze, guerre, infermità, regnando la pace e l’amore, veri antidoti per una serena e pacifica convivenza. Purtroppo, così non è, e oggi giorno dobbiamo scontrarci coni le più atroci tragedie umane e della natura. Questa classe dirigente poi è diventata la vergogna peggiore degli ultimi tempi. Ladri, corrotti e corruttori, la cui colpa è solo e soltanto nostra. Sarebbe ora che tutti gli italiani aprissero gli occhi e buttassero fuori dalle sedi di potere questi farabutti. Ci vorrebbe veramente una rivoluzione politica. Perdona questo mio estremismo, ma sono anni che guardo le peggiori nefandezze politiche. E poi …io vengo “deportato” in Sardegna. Ritornando sulla Bibbia, di cui tu mi parli, ritengo che sia senza dubbio un testo che non tutti possono comprenderne l’alto valore sociale, scientifico, culturale, giuridico e divino. Ciò perché è stata scritta da “uomini normali” ma la cui mano però è sicuramente stata dettata da Dio. Antonella scusa la mia brevità nel risponderti e spero che tu legga presto queste mie parole.

 

 

Aiutatemi… di Paola Valentino

urlo

Fu nell’ottobre del 201o che pubbllicammo per la prima volta una lettera di Paola Valentino, era un messaggio per suo marito Giuseppe Martena -attualmente detenuto nel carcere di Lecce. (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/10/12/auguri-di-buon-compleanno-giuseppe-martena-da-parte-di-tua-moglie/).

Poi vennero le sue lettere piene di dolore, i suoi appelli per la situazione del marito e di concerto della famiglia (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/02/26/ho-bisogno-dellaiuto-di-voi-tutti/).

Poi fu lo stesso Giuseppe a lanciare il suo urlo, raccontando la sua vicenda e le prove per la famiglia. dovute soprattutto all’estrema difficoltà di poterci incontrare, dato che le distanze hanno reso sempre difficili i colloqui, specie quando lui era detenuto  a Bologna (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/03/16/lurlo-di-giuseppe-martena/).

E poi ci furono altre lettere della moglie (vai ai link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/11/lettera-appello-sul-caso-giuseppe-martena-alla-luce-degli-ultimi-eventi/ e https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/11/27/8032/).

Paola Valentino, noi l’abbiamo sempre avuta a cuore e non l’abbiamo mai lasciata sola.

Adesso Paola ci riscrive.

E ci racconta della situazione di emergenza che grava sul marito.

Il 28 di questo mese a Giuseppe è stato prenotato un delicatissimo intervento chirurgico, senza che la famiglia potesse dire nulla circa il come e il dove. Dal sette di questo mese è chiuso in carcere nella sezione infermeria, e lo stanno curando a botte di antibiotici.

La famiglia ha chiesto la sospensione della pena per dargli la possibilità di essere curato meglio. Ma questa richiesta è stata rigettata.

In precedenza, ci scrive la moglie, aveva usufruito di permessi di necessità, uscendo da solo e rientrando regolarmente. Quindi è una persona che avrebbe dimostrato coi fatti di non volere fuggire, non ci sarebbero quindi pericoli di fuga.

La situazione attuale è comunque drammatica. Come scrive la moglie.

“Io non so più cosa fare, ha perso 10 kg, e’ esasperato, perdita di proteine, cateterizzato, a rischio di gravi infezioni , sotto antidolorifici e antiinfiammatori costanti, rischia un insufficienza renale da un momento all’altro.”

La perizia di parte promossa dalla famiglia parla di “incompatibilità col regime carcerario”.

Lo stesso dirigente sanitario dell’istituto – ci scrive Paola- e’ preoccupato ed ha mandato una relazione al Magistrato di Sorveglianza, dove si toglierebbe da ogni responsabilità nel caso dovesse succedere qualcosa di grave.

Tutte queste vicende traggono un profilo molto preoccupante della vicenda.

La preoccupazione del Dirigente sanitario del carcere di Lecce fa immaginare un concreto pericolo di vita?

Come viene concretamente curato, in questo momento, Paolo Martena? C’è una concreta strategia di cura o lo stanno solo imbottendo di antibiotici ed altro?

C’è la consapevolezza reale del suo stato o si rischiano di porre in essere trattamenti terapeutici dall’esito devastante?

L’attuale situazione non dovrebbe richiedere l’immediata scarcerazione, in modo che Giuseppe possa curarsi in modo più adeguato?

E.. una famiglia.. una moglie.. non dovrebbero essere coinvolti.. o devono sentirsi spettatori quasi impotenti dinanzi al dolore, alla malattia, alla sofferenza di chi amano?

Vogliamo risposte.

Qui si parla della vita di esseri umano.

Vogliamo risposte e vogliamo che questo detenuto riceva le cure più opportune.

Cercheremo di adoperarci perché questa vicenda venga segnalata a tutti i livelli. Parleremo anche con soggetti che potrebbero tentare di intervenire in qualche modo. A prescindere, più sotto troverete anche il numero di Paola se qualcuno volesse confrontarsi con lei o darle consigli.

Nel frattempo esprimiamo tutta la nostra vicinanza a Paola Valentino.

Di seguito la lettera che ci ha inviato Paola Valentino.

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Non e’ la prima volta che mi rivolgo a voi,sono la moglie di Martena Giuseppe detenuto attualmente e per motivi di salute nel carcere di Lecce .. nel corso del tempo che sta passando, oramai 13 anni di pena scontata la sua salute non fa che peggiorare, e da un anno a questa parte ha seri problemi legati ai reni…il 28 di questo mese gli hanno prenotato un delicatissimo intervento chirurgico senza darci alcuna possibilità di decidere sul come e sul dove…e’ chiuso in carcere nella sezione d’infermeria con un catetere fisso dal 07 di questo mese, ha avuto delle infezioni che stanno curando con gli antibiotici , abbiamo chiesto urgenza alla sorveglianza, una sorveglianza inesistente.

Abbiamo chiesto una sospensione pena per darci la possibilità di essere curato con maggiore libertà e sicurezza e ce l’anno rigettata. La sua posizione legale e’ di 13 anni scontati su una condanna a 21; più  di meta’ pena scontata eppure non ci danno alcuna possibilità. Ha usufruito di permessi di necessita’ concessi dalla sorveglianza di Taranto , e’ uscito da solo ed e’ rientrato di sua spontanea volontà non esiste nemmeno il rischio di fuga..

Io non so più cosa fare, ha perso 10 kg, e’ esasperato, perdita di proteine, cateterizzato, a rischio di gravi infezioni , sotto antidolorifici e antiinfiammatori costanti, rischia un insufficienza renale da un momento all’altro. 

In data di oggi ho fatto fare una perizia medico legale di parte dalla quale risulta un inizio di incompatibilità con il regime carcerario, ma qui i tempi per avere una risposta sono troppo lunghi, si perdono le istanze e ti ignorano e intanto mio marito sta peggiorando , cosa devo fare????

Il mio numero di telefono e’ 3297489652 mi chiamo Paola Valentino…contattatemi quanto prima cosi’ vi mando per fax tutta la documentazione medica . 

Vi informo anche che il dirigente sanitario dell’istituto penitenziario in questione e’ preoccupato ed ha mandato una relazione alla dottoressa Foggetti ( magistrato di sorveglianza ) dove si toglie da ogni responsabilità nel caso dovesse succedere qualcosa di grave. sono disperata vi  prego aiutatemi

Piero Pavone risponde ai commenti

Pubblico oggi le risposte di Piero Pavone -detenuto a Spoleto- hai commenti giunti alle foto pubblicate nel post del 23 luglio (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/07/23/due-immagini-di-piero-pavone/).

Prima di esse, ho inserito un piccolo messaggio che Piero ha scritto per gli amici del Blog.

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Agli amici del Blog.

Ringrazio sempre tutti per gli apprezzamenti per i miei dipinti. Non so se ho tutti questi meriti artistici, ma ho il dovere etico di credere alla genuinità di quanto affermate. A parte questo ho riscontri estrinseci, ovvero extra dei vostri, che sono positivi, pertanto devo credere che piacciono davvero. Sicuramente non mi monterò la testa. Non è nella mia natura anche perché so dei miei limiti. Comunque, il mio grazie è molto più profondo di quanto voi lo possiate percepire. Altresì voglio che sappiate che fate molto più di quanto crediate. I vostri riscontri sono veri sproni e segno di grande affetto, cui è dato sulla fiducia, giacché personalmente non mi conoscete, quindi questo è più incisivo. Spero che in futuro possa ancora deliziarvi con i miei elaborati  con i miei elaborati e voi con i vostri riscontri quali conto siano sempre sinceri, nel bene e nel male, poiché le critiche negative-costruttive son indice di crescita. Idealmente abbraccio tutti voi con affetto e calore sincero.

Piero pavone.

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Per Alessandra Lucini (5 agosto): Ciao Alessandra. Il tuo recente riscontro, come del resto i precedenti, è molto lusinghiero. Commenti le mie ultime foto che immortalano me e sullo sfondo s’intravedono i miei dipinti, alcuni in fase di ultimazione. Il tuo commento è molto accattivante soprattutto quello che fai sulla mia persona, quando dici che ho il viso simpatico, aperto e, gli occhi molto furbi. Non credo che sia stato tanto furbo se alla fine mi sono fatto ingannare dalle false promesse e da cosa insulse e illusorie. Sai, pensandoci bene forse hai ragione a dire che gli occhi non sono molto furbi perché le foto le ho fatte poco tempo fa, quando già mi ero conto di tutto e mi son fatto un po’ più furbo. Scusami e ti ho redarguito ingiustamente, le avevi lette proprio bene le foto e soprattutto gli occhi che sono lo specchio dell’anima. Ma sappi che ci sono voluti molti anni e diverse condanne affinché quegli occhi si aprissero. Tuttavia, come si suole dire: “meglio tardi che mai”. Lo so, è magra consolazione, ma sarebbe ancora peggio se quegli occhi pieni di vita fossero ancora velati da…. Grazie cara Alessandra, per l’affetto e la considerazione che dimostri ad ogni occasione. E’ delle persone come te che noi abbiamo bisogno, persone che credono in noi, persone senza pregiudizi, preconcetti… Le persone speciali come te sono terapeutiche. Ti abbraccio caramente.

Per Nino Pavone (16 ottobre): mio stupendo fratello è comprensibile, è ovvio che i tuoi  occhi mi vedano bello perché mi guardi con gli occhi dell’amore, quell’amore indissolubile che va oltre. Tuttavia sono lusingato per l’infinito amore che mi doni quotidianamente e che mai perdi occasione di palesarlo. Sappi che anche i miei occhi ti vedono bellissimo, sol che tra me e te c’è un piccolo particolare, ossia che tu oggettivamente lo sei e io un po’ meno. Oltre alla bellezza estrinseca, che è evidente a tutti, hai quella intrinseca che è immane e che pochissimi, oltre me, conoscono veramente la sua reale grandezza e soprattutto la sua profondità. Ciao Ninì, mio meraviglioso fratello, ti amo sopra ogni cosa e ti ringrazi veramente d’esistere. Senza te sarei perso, non potrei vivere.

Per Francy (24 ottobre): ti ringrazio profondamente per il tuo complimento: “Allegro e simpatico…”. Mi sento rappresentato dagli aggettivi che hai usato per descrivermi. Infatti, nonostante tutto, sono quasi sempre di buon umore. Quanto a simpatia credo pure d’averla, mi riferisco alla simpatia caratteriale. Quella esteriore è soggettiva giacché si può più o meno piacere.

Per Sandra (24 ottobre): ciao Sandra. Sono molto compiaciuto per i complimenti che mi hai fatto vedendo le mie foto. Credo a ogni parola che hai espresso perché so della tua sincerità nell’esternare i sentimenti. Non ho mai avuto dubbi del bene che mi vuoi, così come tu non dovrai averne sul mio. Cesserò di volerti bene quando finiranno i miei giorni, perché ci legano dei memorabili ricordi di tempi remoti. Rievocano la nostra fanciullezza-adolescenza e questi rimarranno sempre dentro il cuore. Quindi, come non volerti bene, come dimenticarmi di te? Impossibile! Sono altrettanto lusingato per la grande considerazione che hai in  me. Spero, un giorno non lontano, di poterti rivedere. Mi farebbe tanto piacere raccontarci di questo ultimo ventennio. All’incirca è questo lasso di tempo che non ci vediamo-sentiamo. Un po’ troppo! Non ti pare? Un bacione.

Poesie e risposte ai commenti.. da Salvatore Diaccioli

L’ undici marzo abbiamo pubblicato una intervista a Salvatore Diaccioli -detenuto a Carinola- giuntaci attraverso Carmelo Musumeci (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/03/11/intervista-a-giuseppe-diaccioli/).

Salvatore ha letto i commenti che sono arrivati e ci teneva a rispondere, soprattutto alla nostra Maria Chiara. Inoltre ha intervallato i tutto con alcuni suoi momenti poetici, e ha aggiunto alla fine una sua lunga poesia-preghiera.

Benvenuto tra noi Salvatore..

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(..)

Alfredo, tramite Carmelo Musumeci, è arrivato dal Blog una lista di domande tra cui gli interventi di Maria Chiara Sicari, Alessandra Lucini e Pina Zito. Volevo ringraziare queste persone e tutti gli altri che sono intervenuti con le loro critiche e apprezzamenti, a tutte ho scritto due righe. Volevo anche donare a tutte le persone e tutti gli altri che sono intervenuti con le loro critiche e apprezzamenti, a tutte ho scritto due righi. Volevo anche donare a tutte le persone che visitano il Blog tre poesie e una preghiera scritta da me. Informo anche che a me non dispiace rispondere alle vostre domande che ognuna di noi vorrebbe farmi.

–Volevo anche dire ad Alessandra Lucini che sarebbe una bella cosa riuscire a fare un confronto dal di dentro al di fuori da queste quattro maledette mura. Chi sa, magari un giorno possiamo fare questo confronto. Mi scrivi che aspetti altre domande e risposte. Preziosa amica mia, io non saprei che domande fare, magari vuoi farmele tu, io sarò felicissimo ti risponderti.

Ti abbraccio e ti mando tante cose belle.

L’incantesimo

La tua bocca è un invito,

i tuoi baci sono un incantesimo

e l’infinito del tuo essere

per perdersi nell’ardore

(da “L’uomo dei sogni” di Salvatore Diaccioli)

Pina Zito ho molto apprezzato quello che mi hai scritto, tante persone che vivono la vita diversamente da me necessiterebbero ascoltare o leggere queste tue magiche note di parole. Io continuo a vivere come ho sempre fatto, cioè alla giornata. Un abbraccio per tutti e due.

CUORE DI DONNA

Dolce è la tua anima

e rapace la tua passione

in un mondo veloce e lontano

che non si lascia raggiungere.

(da “L’uomo dei sogni” di Salvatore Diaccioli)

 

Maria Chiara, no, non mi sei apparsa né cattiva né tanto meno insensibile, la tua logica è lineare. E’ vero quello che hai scritto cioè che ho alle spalle un passato senza riferimento, ma non privo di educazione

Che tu non giustifichi la mia posizione giuridica è sacrosanto (nemmeno io mi giustifico).

Nella mia prima risposta non ho scritto che sono un angioletto né tanto meno una vittima, sebbene in qualche modo vittima mi sento (come d’altronde lo siamo tutti, se pur ingiustificabilmente) dal momento che veniamo al mondo con un peccato “ereditato” dai nostri avi per “eccellenza” che non ci appartiene.

Io magari mi sento più vittima, perché oltre quel peccato “ereditato dopo la mia nascita” me ne ritrovo altri ancora più sofferenti fisici e psichici.

Dalla mia prima domanda c’è poco da rispecchiare, magari se conoscessi la mia vita potresti cambiare parere e, nonostante non mi diresti “povero diavolo”, sicuramente ti amareggeresti.

Sono vittima per essere stato strappato dalle braccia dei miei genitori e dato in affido in un istituto collegiale;

mi sento vittima perché le persone che mi anno preso in affido invece di proteggere la mia infanzia l’hanno violentata con sevizie di ogni genere;

sono vittima per avere trascorso la mia infanzia senza accanto i genitori che mi amavano e proteggevano la mia crescita;

sono vittima della giustezza;

mi sento vittima perché il nostro sistema penitenziario non funziona come sarebbe giusto che funzionasse, sebbene abbiamo ottime leggi che sono state abrogate da altre leggi che non aiutano a reinserimento o al ravvedimento del detenuto.

Sono vittima di quei giudici che mi hanno tolto la vita con una condanna infame, “fine pena mai”, solo sulle dichiarazioni (senza nessun riscontro oggettivo) di persone che hanno barattato la loro libertà dando in cambio false dichiarazioni.

Mi sento vittima di quei Magistrati di sorveglianza che pretendono, dopo 20 anni di espiazione pena, senza nessun richiamo o rapporti, di non concedermi  un permesso se non aderisco all’art. 58 ter, cioè mettere un altro al mio posto.

Tutto questo per dirti Maria Chiara che giudicare gli altri senza conoscerne le ragioni talvolta è cosa molto facile. Io non mi sento vittima per essere stato condannato (giusto o sbagliato che sia), ma lamento il modo esagerato e vendicativo  della pena. Dipende da quale finalità si assegna alla pena.

Solo dopo un’attenta riflessione in scienza e coscienza sulle finalità della pena in Italia si può esprimere  un giudizio appropriato, altrimenti esso sarà viziato o da un sentimento giustizialista o da uno di pietas, due forme di sentire che non hanno nulla  a che vedere con la logica, la razionalità, la ragione e il pragmatismo.

Se la pena ha solo una funzione punitiva e retributiva, allora ci sta tutto: privazioni, sofferenze, tortura, castigo e supplizio.

Se poi durante l’esecuzione della pena mancano tutti gli altri elementi del trattamento, a cominciare da un percorso di formazione e di lavoro, allora questo dimostra che il sistema è rimasto tale questo attuale sistema e questo di sistema non siamo noi uominini.

Insomma, se da un sistema carcerario così come quello che c’è in Italia si esce più cattivi e più ignoranti di prima e, se nel frattempo si sono alienati i legami familiari per le difficili condizioni cui devono sottostare anche loro durante la detenzione del congiunto, allora diviene ancora più difficile trovare una propria collocazione nel tessuto sociale! Quando si è in ritardo rispetto alla società si è sempre precipitosi: essere in ritardo significa essere fuori dal tempo. In fallo! Se poi si è anche soli allora non si ha bisogno di relazioni legittimanti.

La pena, invece, in una società disciplinare come la nostra, ha bisogno di un’occasione di riscatto e di riqualificazione umana, non di prigionia che non è, né di formazione né educazione, ma un’esistenza vuota, prima di contenuti UMANI, che sospende temporaneamente e per certi versi aggrava il corso della vita dei reclusi, segnati, non insegnati da uno stato di cattività, che priva non solo della libertà, ma anche e soprattutto dei bisogni più elementari dell’uomo.

L’ANIMALE in cattività, una volta libero, non sa più stare con i suoi simili e l’unica forma di relazione che conosce è la violenza. Una volta che si sono perse quelle che legittimavano la propria appartenenza e le proprie azioni, significa essere sciolti da ogni regola.

L’ostacolo più grande ad ogni iniziativa di riforma è sempre la stessa motivazione: la sicurezza della collettività prima di tutto! Ma se una carcerazione esclusivamente punitiva non restituisce uomini migliori e l’imperfezione del sistema sociale produce un deviato su dieci, mentre il carcere che ha il compito di disciplinare la vita di chi ci vive dentro non riesce a farlo per l’inesistenza di un trattamento preventivo. Andando avanti con gli anni la società sarà sempre meno sicura, perché ai deviati di domani si sommerà la recidiva dei primi. La restituzione invece deve essere l’arte della relazione educativa e della giustizia, del rimettere a posto la vita, non com’era prima ma come non lo è mai stata. Con stima e simpatia per Maria Chiara.

IL PRIGIONIERO

Pulviscolo di stelle

caduto per abbracciare il mondo

sei precipitato

nel suo cratere, colmo di oblio

che nasconde la tua luce

tra l’oscurità.

(da “L’uomo dei sogni” di Salvatore Diaccioli)

 

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PENSIERI DI UNA NOTTE D’INSONNIA

L’oscurità della notte,

porta le cicale a cantare alla luna

e le stelle danzano  con le loro luci splendenti

questo eterno canto d’amore.

Ed io, statua di sofferenza,

davanti alla mia finestra inferriata,

con gli occhi chiusi e l’eco remoto

della mia felicità svanita

accarezzo la mia anima

con un lungo respiro,

due lacrime scivolano

lungo le mie guance

e il mio pensiero si

eleva solitario.

Gesù mio,

tu che hai sopportato

da solo il peso di tutti

i peccati di noi uomini,

tu che assolvi i più fragili

e condanni gli ipocriti

e non trascuri quelli

che ti sono stati vicino

e che credono in te,

accogli questi miei

pensieri e falli tuoi,

ascolta i miei sospiri

e falli tuoi,

allevia la mia sofferenza

che è anche la tua sofferenza.

Ho camminato a lungo

un sentiero accidentato

e comincio a sentirmi stanco.

Tu sai bene

che mai ho amato essere

ambizioso.

Ma ho molto inseguito

il cammino della menzogna

e del peccato,

ma ciò non è stato  fatto

per ribellarmi alla

tua giustizia,

ma alla giustizia

di noi uomini.

Stanotte mi sento dentro

una fossa che io stesso

ho scavato.

Gesù mio,

tu conosci le mie sventure,

le mie colpe, non rimproverarmi

della tua collera.

Tu che conosci

il mio addolora mento,

le inquietudini, ed il

tormento della mia

anima, non punirmi

del mio sdegno.

Gesù mio,

tu che hai provato

il mio cuore e sai

che è privo di

malizia, ma colmo

di rimorsi e

indignazione,

indicami, sorreggimi,

purifica il mio essere

e accetta il semplice

amore del mio

cuore infelice.

Tu sei,

tu sei il grande,

tu sei il padrone

del cielo.

Tu sei l’esempio

di tutti noi.

 Diaccioli Salvatore

 

 

Gino Rannesi riscrive ad Alfredo Sole e risponde ai vostri commenti

Gino Rannesi, ergastolano detenuto a Spoleto, ormai risponde settimanalmente ai vostri commenti. Questa settimana, oltre ad un breve commento sulle dimissioni di Berlusconi, risponde ad Alfredo Sole e fa riferimento  ad una lettera di scuse scritta dallo stesso ai compagni di Spoleto. Lettera che con tutta probabilità è antecedente alla lettura da parte di Alfredo Sole  di ciò che essi avevano scritto su di lui  per questo blog. Al di là di tutto, credo ci sia stata in questa storia molta incomprensione e molti fraintendimenti e forse si dovrebbe chiudere qui. Questa è anche la volontà espressa dallo stesso Gino Rannesi.

Eccovi tutto il testo di questa settimana:  

SI È DIMESSO:

Il caimano non dimesso si è dimesso.

L’ha fatto per lo stesso motivo per cui era sceso in politica, ossia, per salvare le sue aziende.

Bene, tante persone hanno festeggiato. Un sospiro di sollievo. Chissà che cosa avrebbe detto il povero Gheddafi se avesse potuto assistere allo spettacolo che una parte dei cittadini italiani ha riservato a colui che fu un suo “fedelissimo amico”…

E adesso? E adesso vedremo quello che succederà. Da un lato la razza ariana che proprio non vuol sentire parlare di governo tecnico, loro ce l’hanno duro. Dall’altra quelli che si rifanno ai valori, quelli del giustizialismo.

Sarà dura; certo, un primo passo è stato fatto. La situazione di stallo in cui l’Italia si era impantanata dovrebbe essere superata. Situazione di stallo che ha ulteriormente impoverito i cittadini. Il caimano si è dimesso, ma non sconfitto. Ne sentiremo ancora delle belle…

E gli ergastolani?… Questi che dicono?… che pensano?

Quelli di Spoleto sono perplessi, i più sono apolitici: E’ “andato via”, ma siamo sicuri che le cose stiano veramente così? I suoi amici non proveranno forse a far passare ancora una volta delle leggi ad persona?…E’ queste non si ripercuoterebbero ancora una volta su quello che resta dei “diritti”dei detenuti?…Staremo a vedere. Per quanto mi riguarda spero in un recupero generale dei diritti delle persone libere. Lavoro, studio, ecc. Se fuori stanno bene, forse ci si potrà occupare anche dei detenuti. In caso contrario…

Gino Rannesi. Novembre 2011

 

ALFREDO SOLE-Ciao Alfredo, qualche giorno fa abbiamo ricevuto il tuo scritto. Con questo hai chiesto scusa agli ergastolani di Spoleto che si sarebbero “incazzati”.

Le tue scuse sono state gradite e accettate con soddisfazione. Bene, basta poco che ce vo?

Alla luce di quanto hai scritto nella tua, anche noi vogliamo chiederti scusa…

Un abbraccio. Gli ergastolani in lotta per non morire in galera di Spoleto. A presto. In bocca all’uomo…

Gino, Carmelo, Giovanni, Pino, Santo, Antonio.

 

SALVATORE- Per la miseria, ho letto quanto hai scritto il 2 novembre, ma per fortuna ho letto per tempo anche quanto hai scritto il giorno successivo, il 3… cazzo! Ti avevo chiesto di commentare qualche mio scritto, ti sei scatenato. Voglio tranquillizzarti e voglio farlo subito. Oggi ti voglio bene più di ieri e meno di domani. Con riferimento a quello che hai scritto il 2, faccio finta di non averlo letto, ragion per cui, nessun commento.

Sapevo già della morte della vecchia signora del nostro quartiere. Si, è morta di vecchiaia, aveva 94 anni. Colgo l’occasione per fare le condoglianze alla sua famiglia.

Scrivi: Ho perso la speranza, cerco la speranza, è un bel sogno da rincorrere e curare.

Turi, hai perso la speranza, o speranza? Ah! Ah! Va bene va, mettiamola così, diciamo che oggi sono di buon umore. Stamattina ho visto Nadia, tra le altre cose mi ha detto che ha già inserito il terzo capitolo del mio racconto. Scrivi: questo romanzo per me è uno dei più belli che ho mai letto. Grazie Turi.

Però Salvatore, definirmi un poeta, non ti sembra un po’ troppo?

Oggi pomeriggio come di consueto c’è stato il corso di lettura. Credo d’averne già parlato, questo capitanato dalla psicologia del carcere e da due sue collaboratrici, è uno spazio molto importante.

Ci si confronta. Spesse volte a questi incontri prendono parte anche persone esterne che di volta in volta vengono invitati dalla dottoressa. L’ultimo in ordine di tempo è stato l’illustre filosofo professore Giuseppe Ferraro. Ma veniamo a quanto è successo oggi. All’appuntamento sono arrivato in ritardo, non ho voluto perdere la palestra. Due ore di intenso lavoro che mi aiutano a smaltire lo stress. Entrato nella biblioteca come di consueto, trovai una ventina di detenuti seduti attorno ad un grande tavolo intenti a discutere su come risolvere i tanti problemi che attanagliano anche il carcere… Carmelo: Ah!Ecco Gino. Lo sapevate che Gino con un suo scritto ha partecipato ad un concorso e ha vinto mille euro? E che inoltre è tra i primi dieci segnalati in un altro importantissimo bando di concorso?… (bastardo!!!)

I complimenti si sono sprecati. Certo, qualcuno ha rosicato. Salvatore, credi forse che la galera sia un luogo diverso da quella che è la realtà al di fuori delle mura?

La galera, anche la galera per certi aspetti rispecchia quella che è la realtà in cui vivi tu. Gelosie, invidia, rivalità… ecc. Ci sono tante brave persone, persone buone che in modo dignitoso scontano la propria galera. E poi ancora persone false e persone leali che loro malgrado sono costretti a “vivere” insieme. Come sopravvivere a tutto ciò? Ognuno adotta quello che ritiene essere la strategia più consona per uscirne indenni. E allora come evitare di essere coinvolti in qualsiasi tipo di “discussioni”? A mio parere i modi sono due, il primo lungi da me, il secondo è quello di essere se stessi. Chi sono io per taluni? Un figlio di puttana… Bene, non sono affatto interessato ad apparire in modo diverso da quello che sono. Spero di essere stato chiaro.

Premesso che non mi piace giudicare, tuttavia in certi contesti sei costretto quantomeno a fare delle valutazioni. Su tutte, quella di non valutare mai una persona per quello che dice, ma per quello che fa… Ciao fratello. Un forte abbraccio all’amico Enzo. Baci, tuo Gino.

 

CELESTE-Ciao Celeste, scrivi che: Diventa sempre più intrigante, una storia molto bella. La biondina, e già, sfortunato quel ragazzo. Meno male che a me piacciono più le more… che sei bionda o mora?…

-La vita è fatta di opinioni diverse. Certamente, sono d’accordo. Opinioni che a volte possono essere espresse in modo errato o mali interpretate… stai tranquilla, non sono queste le cose che potrebbero farmi stare male. lo giuro su quanto ho di più caro. Le cose che mi fanno più soffrire sono altre, e lo fanno maledettamente forte…Un super affettuosissimo abbraccio. Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI- Ciao Alessandra, è sempre un piacere. Ho letto quanto hai scritto il 2 e poi ancora il 6 novembre. Queste biondine che sono anche cugine. Per quanto riguarda il protagonista del racconto posso dirti che, una, una soltanto, riuscirà a fargli “perdere” la testa, e quella non sarà affatto la biondina. :Il pane caldo era buono, ho sentito il profumo mentre leggevo, i vespini truccati un po’ meno…Taccio… Su Gheddafi non posso che essere d’accordo con te. Se avesse avuto la possibilità di parlare… Non ti sbagli affatto. Sulla cena contaci pure. Uomo di parola sono. Tribunale permettendo, ah! Io ce la sto mettendo tutta. E se poi mangerai abbastanza, poco importa. –Non pretendo che le mie opinioni siano verità. D’accordissimo. Se oggi riesco a scrivere in modo egregio, questo fatto dovrebbe rendermi ancora più umile. Sei grande, ciao Ale, ti voglio bene. Baci, Gino.

LA GAZZA LADRA- Ciao OSS. Congratulazioni. Non avevo dubbio alcuno che ce l’avresti fatta.

Grande. Scrivi: Sono più ciccia che oss ma sono una brava operatrice… stai forse cercando di dirmi che sei rotondetta? Sappi che non amo affatto le ossa. Meglio rotondetta. Come dicevo prima all’amico Salvatore, oggi sono di buon umore, i motivi per cui sono di buon umore sono molteplici. Quando sono di buon umore mi sento quasi felice, mi vedo anche più bello.

Scrivi: sei bravo e si vede che ci entri dentro perché ci tiri dentro anche chi ti legge. Complimento bellissimo questo. Nel rileggere le gesta compiute da quel bambino cresciuto troppo in fretta, a volte mi sembra di essere io stesso ad agire. Inoltre, certi passaggi mi fanno provare rabbia, altri paura e angoscia. Meno male che è solo un racconto di fantasia. Meno male.

Confermo, il tuo scrivere per quanto mi riguarda mette allegria. Ciao gazza e a presto. Un affettuosissimo, abbraccio. Bac, ops, stavo per scrivere baci, meglio evitare, il tuo compagno si potrebbe incazzare. Gino.

 

GIUSEPPE- Ciao carissimo Peppino, mi piacciono tanto le persone umili, e tu lo sei. Spero con tutto il cuore di poterti conoscere un giorno. Dici che non puoi più badare al cavallo perché il tuo lavoro da paninaro ti impegna parecchio. Benissimo, evidentemente nel tuo campo la crisi non si è fatta sentire, mi fa piacere. Inoltre fai bene ad occuparti dei tuoi figli nel tempo libero. Ciao grande Peppino. Baci, Gino.

 

PINA-Ciao amica Pina, sono molto contento per il fatto che il mio racconto ti stia veramente piacendo. La fine di quel bravo picciotto,  come lo hai definito tu, è appesa ad un filo. Ho deciso che la sorte finale di questo monellaccio sarà determinata dai vostri commenti. Vedremo.

Scrivi che: Cosa farai adesso non lo so, me lo dirai alla prossima. Adesso mi farò una camomilla, sono le ore 22, e ora di andare a nanna. Nel preparare l’intruglio di tanto in tanto mi guardo allo specchio. Caspita, stasera sono veramente affascinante. L’ho già detto, quando sono di buon umore sono più bello. Chissà perché. Boh! Ciao Pina. Un abbraccio. Gino.

 

SPERANZA-Ciao Pupa, negli ultimi scritti che ho ricevuto qualche giorno fa non ti ho trovata.

Problemi con il computer?… così come ti avevo promesso, eccoti un affettuoso saluto che prescinde dal fatto che tu scriva o meno… a presto e in “bocca al lupo”. Un abbraccio. Gino.

 

SABINA- Ciao pupetta del mio cuore, ho ricevuto i tuoi saluti.

Non vi è alcun motivo perché tu debba preoccuparti. Risolvi i tuoi problemi in grazia di Dio. Sin tanto che sarai impegnata in cose importantissime mi limiterò a mandarti i miei più cari e affettuosi saluti… quando il carico di lavoro sarà meno pesante fammi un fischio, ed io arriverò come un treno… a presto. Sei nel mio cuore. Baci. Gino.

 

 

 

Nuove Opere e risposte ai vostri commenti da parte di Pino Reitano

 

 

 

 

 

Oltre a queste 4 nuove opere del nostro ergastolano pittore, Pino Reitano, attualmente detenuto a Spoleto, oggi pubblichiamo anche i suoi ringraziamenti per coloro che hanno dimostrato apprezzamento per i suoi quadri precedenti:

Spero di essere capace di ringraziare chi mi ha fatto i complimenti:

Per Pina

Carissima Pina,  anche io sono contento e fiero di avere un’amica sincera come lo sei tu, che mi tramandi con le tue parole forza ed emozioni.

Ogni volta che sento stanchezza, che vorrei mollare tutto e fare il detenuto semplice, com’è la maggioranza dei detenuti.

Ogni volta che sento questo, penso a tutti voi che vi aspettate altri miei dipinti e anche se non riesco a stare in piedi, lotto per dipingere qualcosa.

Tutto questo per merito vostro, per tutti voi che siete i miei critici d’arte, i miei propugnatori.

È sono felice di leggere che attraverso i miei dipinti vi trasmetto anche io qualche emozione.

Spero che attraverso i miei dipinti posso spingerti a farti ricominciare a dipingere e avere anche io la gioia di vedere i tuoi dipinti, sono più che sicuro che saranno fantastici, il tempo non ti mancherà, considerato che sei sola, e se non vuoi rimanere aggrappata al passato, ai ricordi, devi pensare che tuo marito è stato parte di te, che il Signore ci da sempre tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e noi non possiamo fare altro che la volontà del Signore, e non possiamo aggrapparci al passato, ma al futuro.

Credo che sei tornata dall’Australia e senza nipotini sei più sola, per questo la pittura ti farebbe compagnia, pensa che io sono in una cella con lo spazio minimo e indispensabile, ma quando dipingo il tempo non esiste, non ti basta mai e delle volte mi devo isolare per poter dipingere in santa pace. Detto questo spero di leggere sempre i tuoi commenti, di commuoverti, di trasmetterti ciò che sento io quando dipingo. Grazie per tutto quello che mi hai scritto e soprattutto grazie per essere mia amica, anche per me è un onore.

Un caro abbraccio di vero cuore, spero sempre di abbracciarvi tutti quanti un giorno, con stima e affetto Pino Reitano.

 

Per la Gazza Ladra.

Ciao cara Gazza Ladra, grazie per i tuoi complimenti, spero che anche tu possa avere il tempo per colorare delle tele bianche. Sì,  io dipingo sempre con colori a olio, ho fatto anche dei dipinti con gli acrilici, o delle icone fatte con le terre, come venivano fatte nel 1400, con impasti fatti con l’uovo,  con il vino ecc.  Sono state solo esperienze per capire altre forme di pittura, ma tutti i miei dipinti sono con i colori a olio. Spero che anche tu potrai trasformare i tuoi disegni in dipinti.

Grazie ancora per le tue parole, e spero sempre di potervi trasmettere piccoli emozioni come sono piccoli di valore anche i miei dipinti.

Certo spero sempre di fare una mostra per poter avere la più grande emozione della mia vita, incontrare tutti voi che mi seguite attraverso il sito.

Con stima e affetto ricambio il tuo buon lavoro… alla prossima, un abbraccio Pino Reitano.

 

Per Sabina.

Ciao carissima Sabina, è sempre un piacere leggere i tuoi commenti e sono felice nel leggere che ti piacciono tanto i miei colori: è vero la tigre  sembra l’uomo tigre, anche io, anche se vecchio, mi è sempre piaciuto guardare i cartoni animati, ti devo dire che ho fatto questo dipinto proprio per un bambino piccolo.

Ti dico grazie per il pensiero che hai avuto per me e spero di poterti incontrare presto, con stima e affetto ti abbraccio tanto, Pino Reitano.

 

Per Laura Rubini.

Carissima Laura,

che dice il piccolo che porti in grembo? Tu stai bene? Spero con tutto il mio cuore di sì e che tutto precede bene, come desidera il tuo cuore.

Grazie per i tuoi complimenti, da te che sei una mia carissima amica sono ancora più graditi.

Ti dico che da quando ho fatto i disegni per la tua fiaba, la ninfa, adesso nei miei dipinti metto quasi sempre il segno di riconoscimento, cioè l’occhio con la luna: vedi attraverso te ho creato il mio segno d’identificazione, e te ne sono grato, spero di non deluderti mai, e di farti vedere sempre i miei dipinti.

Con stima e affetto ti dico grazie e aspetto con gioia la tua lettera e il nome del tuo bambino, un bacio da parte mia al tuo bambino.

Con affetto ti abbraccio tanto, Pino Reitano.

 Per Alessandra Lucini.

Ciao Cara Alessandra, ogni persona vede le cose secondo il suo punto di vista e ogni commento è unico, com’è il tuo, che hai esaminato il mio attimo di solitudine attraverso il mio dipinto, considerato che cerco sempre di lasciare nei miei dipinti il mio stato d’animo…

Non ci riesco sempre, ma è quello che desidero fare.

Ccon stima e affetto ti dico grazie per i tuoi gradevoli complimenti, un caro abbraccio da parte mia, Pino Reitano.

 

Nellino risponde ai commenti

Con questo testo Nellino (Francesco Annunziata) risponde ai commenti che sono giunti al suo Il fascino del male 2, pubblicato a suo tempo (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/05/27/il-fascino-del-male-2-di-nellino/).

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Ciao a tutte.

Sono felice di leggere dai commenti che questa volta non sono nati equivoci. E finalmente si è capito un pò di più quello che intendevo, anche se Pamela “resiste”, considerando che la prima volta si associò alla risposta di Ciro ed ora sostiene che non ci sono molti commenti. Io ti suggerisco di aspettare un pochini, di avere pazienza, perchè di commenti ne sono giunti più di altre volte. Inoltre tutta la sua “pseudo” sicurezza ho l’impressione che nasconda qualcosa di diverso. Altrimenti perchè dovrebbe limitarsi alle battute, senza regalarci quello che  è il suo pensiero in merito?..:-).. Secondo me la nostra Pamela lo subisce eccome il fascino del male, e allora non vuole sentirselo dire. E’ vero Pam..?…:-)

Sono sicur che in altra sede e in circostanze diverse risponderebbe diversamente. Vedi cara Pam è anche questo il fascino del “cattivo” ragazzo, quello di farti venire i dubbi, di tenerti in tensione. Mi sei molto molto simpatica col tuo non dire. Fai la stessa cosa, lasci il mistero non esprimendoti e questo affascina….. E ti raccomando non dire adesso che sto facendo lo str…., un pò sì, ma rispondo ad una cosa che hai scritto a maggio, quindi mesi fa. Quello che pensi oggi è lo stesso? Hai qualcosa della mia Asia, schiva e pungente.

 A FRANCY–  Sei stata fantastica, ma stai tranquilla, non mi monto la testa. Erano tutte cose che già sapevo di possedere. Il tuo elenco, benchè lungo  non è ancora sufficiente per rappresentare ciò che è necessario per affrontare determinate situazioni. Però sono tutte cose vere quelle che hai scritto, e sono rimasto piacevolmente sorpreso dell’esattezza delle cose che hai scritto. Davvero ci vogliono quelle cose.

A RITA– Ti ho risposto all’indirizzo che hai postato.

A SABINA– Cosa rispondere? Hai detto tutto tu. A 23 anni sei donna e il fascino del male dura tre giorni, e concordo con Alessandra, ma nelle ragazzine è facile che si trasformi in amore. Certamente ce ne sono una infinità di ragazzi che ti faranno murales e ti invieranno rose, basta trovare quello giusto, augurandoti che non sia uno come lo ero io.

Ora la smetto, altrimenti qualcuna potrebbe diventare gelosa..:-) Vogliamo parlare un pò della gelosia? In fondo che cos’è? E perchè si fanno tante differenze con il possesso? Questa volta però vorrei sapere prima quello che pensate voi, e poi dirvi la mia, ok?

Vi stringo tutte in un abbraccio ideale.

Nellino

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