Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Reclamo di Francesco Annunziata

artessa
Da tempo Francesco Annunziata -il nostro Nellino- è stato trasferito nella CR di Oristano dove si ritrova ad affrontare ex novo alcune restrizioni illegittime sull’uso di certo materiale didattico (nella fattispecie, libri con copertina rigida), nonostante il diritto allo studio, in sede di istituti penitenziari, preveda l’uso di strumenti atti ad agevolarne il percorso (dal sito del ministero si legge: Il regolamento di esecuzione adottato con d.p.r.30 giugno 2000, n. 230 ha introdotto diverse agevolazioni per gli studi universitari. L’art. 44 prevede che, per potersi concentrare nello studio gli studenti siano assegnati, ove possibile, a camere e reparti adeguati e siano resi per loro disponibili appositi locali comuni. I detenuti possono inoltre essere autorizzati a tenere nella propria camera e negli altri locali libri, pubblicazioni e tutti gli strumenti didattici necessari.)
Di seguito il reclamo inoltrato dallo stesso detenuto al ministero della giustizia e agli organi competenti.
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Al MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

e p.c.:

al Magistrato di Sorveglianza di Cagliari;

al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti;

al MIUR;

all’Università degli studi di Cagliari.

Oggetto: reclamo ex art.35; 35bis e 69 O.P.

Il sottoscritto Annunziata Francesco, nato a Roma il 04/10/1974, attualmente ristretto presso la C.R. di Oristano, in esecuzione pena per provv. Cumulo n° sentenza 1831/2009 del 17/12/2009

propone

reclamo avverso al diniego della Direzione della C.R. di Oristano a ritirare libri depositati al magazzino provenienti da altro Istituto Penitenziario e acquistati tramite abbonamento dalla Casa Editrice Hachette fascicoli per la collana: Studiare Scienza.

Ai sensi degli art. 35; 35bis e 69 O.P. in violazione degli art. 9; 21 e 33 Costituzione Italiana.

In diritto

violazione dell’art. 9 Cost. nella parte in cui propone lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;

violazione dell’art. 21 Cost. nella parte in cui la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o a censura e si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria;

violazione dell’art. 33 nella parte in cui l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

In fatto

il reclamante è studente universitario alla facoltà di ingegneria informatica e biomedica e i libri richiesti rivestono un ruolo di supporto ai testi indicati da programma.

Fungono da approfondimento e supporto al materiale didattico suggerito dai docenti e riguardano materie pienamente connesse quanto complementari agli studi intrapresi.

Trattasi di libri di fisica, matematica, biologia, informatica, ecc.

si allega piano di studi universitario per dimostrare l’attinenza dei testi richiesti con quelli accademici.

Si richiede alla s.V. Ill.ma di intervenire anche in funzione del regolare svolgimento della vita detentiva, laddove è un diritto del detenuto (non semplice interesse legittimo) a usufruire di condizioni favorevoli alle esigenze di studio.

Il reclamante ha proposto ben due istanze volte a ottenere l’autorizzazione a ritirare i testi depositati -sequestrati al magazzino senza ricevere risposta , ciò in violazione del diritto a proporre reclamo, considerando che, disconoscendo le motivazioni al diniego, non si è liberi nella scelta di condividere tali limitazioni, o rivolgersi all’organo di tutela competenti per gli adempimenti del caso.

Inoltre senza motivazione è già nulla il diniego, pur ancora solo verbale.

Vi è un danno anche economico nella misura in cui il reclamante ha stipulato un contratto di acquisto con la casa editrice per dei testi che, di fatto, non può consultare, seppur già autorizzati in altro istituto penitenziario, in violazione della continuità di trattamento tanto invocata in numerose circolari DAP che sottolineano come l’Amministrazione Penitenziaria sia unica e ciò comporti l’equità tra diversi istituti penitenziari; né il reclamante è disposto a rescindere il contratto stipulato per la collezione, tale da rinunciare a un’evoluzione culturale- accademica e sviluppare maggiori competenze nell’ambito universitario scelto.

  • Che il regolamento interno sia vecchio e obsoleto, non conforme a numerose pronunce della Suprema Corte di Cassazione, proprio in materia di diritto allo studio e di testi con la c.d. copertina rigida, è un deficit che non può ricadere in capo al detenuto, né che sia in fase di rielaborazione e in attesa che si completi l’equipe di competenza, è un tempo e/o motivazione “ipotetica” che può ritenersi prevalente rispetto alle esigenze di studio prospettate, o ritenere subordinato il diritto allo studio alle deficienze organizzative dell’Istituto.
  • Proprio il concetto di studio, a maggior ragione quello universitario e le agevolazioni sviluppate tra Ministeri competenti, fanno leva sulla concezione di dignità della persona da un lato, e sulla vocazione sociale dell’università dall’altro.
  • A volte un percorso formativo di alto livello rischia di creare frustrazioni maggiori in condizioni limitative.

Invece lo studio deve poter offrire gli strumenti per poter meglio gestire se stessi. Già non si lamentano altre disfunzioni organizzative-strutturali come la violazione degli art. 19 comma 4 legge n. 354/75 e 44 DPR n. 230/2000 che agli studenti universitari assegnano la cella singola, ma anche limitazioni sui testi risultano inaccettabili.

Inoltre si rappresenta alla s.v. che in questo istituto ancora non vi è attuazione dell’accordo dell’apripista alla formazione di poli universitari penitenziari in Sardegna, come è evidente che il nuovo protocollo riprende quanto già previsto nell’accordo nazionale del 2004 citato.

Il processo di riforma che recentemente è stato avviato dall’amministrazione penitenziaria per migliorare la situazione carceraria, si concilia senz’altro con l’incremento del numero di detenuti studenti, che hanno bisogno di condizioni di vita più tranquille.

Tranquillità che inevitabilmente viene a mancare quando, anche per avere dei libri, si rende necessario il ricorso alla magistratura di sorveglianza.

PTM

voglia la s.v. intervenire e ordinare alla direzione la consegna dei libri depositati al magazzino integri senza deturpazioni. Nell’era della tecnologia, il cartaceo è sacro.

Confidando nell’accoglimento, ringrazia.

Con osservanza

Oristano 4 novembre 2016

Francesco Annunziata

Lettera al Garante della privacy… di Domenico Papalia

garrincha

Il nostro Domenico Papalia -detenuto da qualche tempo nel carcere di Oristano- ha inviato una lettera di protesta al Garante per la privacy, denunciando come venga, nel suo caso, violata anche la parte di diritto alla privacy che permane nello stato di carcerato.

Di seguito potrete leggere il testo di questo reclamo.


Al Sig. Presidente Garante della privacy on. Antonello Soro

Piazza Montecitorio 121      00186   Roma

OGGETTO: Segnalazione di violazione sulla privacy del diritto residuo alla riservatezza del detenuto.

Il sottoscritto Papalia Domenico, nato a Platì (RC) il 18/04/1945, detenuto nella Casa di Reclusione di Massama- Oristano.

Si rivolge alla sua istituzione per segnalare la violazione del residuo alla libertà intellettuale e di pensiero mediante degli scritti, che pur sempre deve essere garantita costituzionalmente alle persone private della libertà personale e di movimento esponendo quanto segue:

-Il ricorrente è detenuto in espiazione della pena dell’ergastolo ininterrottamente dal 08/03/1977.

-Da circa 13 anni è stato autorizzato in tutti gli istituti carcerari della Repubblica a fruire e a fare uso del computer con stampante personale per motivi di studio.

-Il 25 agosto 2015 è stato trasferito dal carcere di Nuoro all’attuale casa di Reclusione di Massama/Oristano. Qui, dopo tanti ostacoli, è stato autorizzato al possesso del computer personale, mentre gli è stata negata l’autorizzazione della stampante personale.

-Avendo la necessità di stampare il contenuto dei lavori che produce con il computer per motivi di studio, essendo iscritto all’Ateneo di Pisa nella facoltà di scienze politiche (corso di scienze sociali) nonché appunti difensivi e istanze dirette alle autorità giudiziarie competenti ed ai propri legali.

-Ed ancora, sta scrivendo un libro di prossima pubblicazione, con la collaborazione del giornalista Francesco Kostner, con il quale vi è uno scambio epistolare frequente con le bozze elaborate da correggere e da integrare di volta in volta.

-Per stampare il contenuto delle attività anzidette il Direttore dell’istituto di Massama/Oristano, per non autorizzare l’uso e il possesso della stampante personale direttamente al detenuto, ha delegato un Ispettore della polizia penitenziaria il quale copia su un CD-DVD il contenuto di tutto ciò che il ricorrente scrive sul proprio computer, poi legge il contenuto decidendo la idoneità su quale file dare l’ok di stampa e su quale porre il veto. Superato questo vaglio procede all’operazione di stampa con una stampante dell’amministrazione penitenziaria. Il contenuto copiato sul CD-DVD da pc rimane in possesso dello stesso ispettore sul suo computer con il quale procede alla stampa, non sapendo né l’uso che ne fa, né la sua fine.

-L’istante, non essendo sottoposto ad alcun provvedimento di censura giudiziaria, ha sollevato dei rilievi in violazione della privacy sul metodo usato dall’Ispettore addetto alla stampa e, per tutta risposta, è stato applicato un giro di vite vietando di stampare le lettere, le istanze, le proteste ed i progetti rieducativi e di lavoro da inviare agli avvocati, ai magistrati, agli enti pubblici ed altri soggetti privati per qualsiasi motivo difensivo-beneficio-lavoro-sociale, sia esso a titolo sociale che di tutela dei propri diritti- però le modalità di stampa sopracitate restano invariate soltanto per motivi di studio e di lavoro, ma pure sempre vengono lette e controllate in modo indebito- anche gli appunti difensivi e gli atti processuali con le relative strategie di difesa memorizzate in precedenza nel computer, e che spesso ha necessità di stampare per motivi di difesa vengono lette indistintamente.

-Tanto è vero che la presente istanza è stata vietata su stampa al computer dallo stesso ispettore addetto alle stampe, dovo averla visionata e letta.

Per quanto fin qui esposto il ricorrente ritiene che vi sia fondato motivo della violazione del diritto alla privacy, sia per lo studio, sia per il diritto alla difesa e sia per la scrittura in corso del libro, le cui bozze preliminare non possono essere lette da chicchessia prima della pubblicazione.

CHIEDE

A codesta autorità affinché intervenga con adeguati strumenti e misure di tutela a garanzia dello scrivente emettendo apposito provvedimento di richiamo alla norma vigente in materia, e di sanzione nei confronti del Direttore della Casa di Reclusione di Massama/Oristano (Dr. Pierluigi Farci) per violazione del diritto alla privacy nei confronti di un soggetto privato della libertà personale e che continua, nonostante lo status detentivo, a mantenere un diritto residuo costituzionale nello svolgimento delle proprie facoltà intellettuali e di espressione del libero pensiero attraverso degli scritti all’interno di uno Stato democratico.

Ringrazia con ossequi.

Massama, 24/02/2016

Domenico Papalia

“Sono anni che mi viene impedito di portare avanti il programma trattamentale”… reclamo di Domenico Papalia

liberimus

Quello che denuncia il nostro Domenico Papalia -attualmente detenuto nel carcere di Oristano- è emblematico del fallimento del sistema del trattamento penitenziario.

Da anni, con dedizione ammirevole, Domenico fa di tutto per portare avanti un percorso trattamentale, ma, sistematicamente, viene trasferito di carcere e tutto ricomincia da capo. Una vera tortura psicologica, un meccanismo che invece di incentivare e valorizzare le persone detenute, sembra spingerle alla resa e all’avvilimento.

Di seguito il testo del suo reclamo.

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Gent.mo Sig.
CAPO DIPARTIMENTO
Dr Santi Consolo
Amministrazione Penitenziaria
Largo Luigi Daga 2  00164  Roma

pc. Gent.mo Sig.
Vice Capo Dipartimento
Dr Massimo De Pascalis
Amministrazione Penitenziaria
Largo Luigi Daga 2  00164  Roma

pc. Sig. Magistrato di Sorveglianza di Cagliari
D.ssa Elisabetta Mulargia

Oggetto: reclamo ex art. 35 n.1 legge 354/75

Il sottoscritto Papalia Domenico, nato a Platì (RC) il 18/04/1945, ristretto nella casa di reclusione di Massama-Oristano e detenuto ininterrottamente da 39 anni (08/03/1977) in espiazione dell’ergastolo ostativo.

Prima di entrare nel merito del reclamo vanno fatte alcune precisazioni ed il perché detto reclamo va indirizzato come intestazione:

Dott. Santi Consolo per la sua nota sensibilità perché il detenuto prenda sempre più conoscenza con i mezzi tecnici informatici per motivi di studio o di lavoro.

Dott. De Pascali persona conosciuta come Direttore sensibile e convinto per il trattamento rieducativo del detenuto e convinto sostenitore che la pena debba essere proporzionata in base alla prospettiva di vita.

Dott.ssa Mulargia, quale Magistrato di Sorveglianza, affinché voglia intervenire presso la Direzione di Massana perché in detto Istituto venga stabilita legalità con diritti e doveri dei detenuti.

Detto ciò fa presente che sono sei anni che per esigenze dell’Amministrazione il sottoscritto non riesce a portare a termine un programma trattamentale rieducativo e di studio, e cioè nel 2009 era stato trasferito presso il carcere di Livorno dove i familiari residenti a Milano erano più agevolati per recarsi ai colloqui. Durante la permanenza nell’istituto di Livorno si iscrisse all’Università di Pisa, facoltà di scienze politiche, corso di scienze sociali. Ma per esigenze dell’Amministrazione fu chiusa la sezione AS1 e trasferito a Spoleto. Dopo circa 7 mesi chiude anche la sezione AS1 di Spoleto ed è trasferito al carcere di Nuoro. Qui era giunto ad uno stato avanzato del trattamento, ma chiude la sezione AS1 e viene interrotto nuovamente il trattamento e trasferito presso l’istituto di Massana-Oristano, istituto gestito da un Direttore fantasma, nonostante le continue richieste di udienza e di un Comandante incompetente ed incapace per bocca dei suoi subalterni.

Detto ciò, si passa all’oggetto del reclamo.

Da circa 13 anni è stato autorizzato in tutti gli istituti della Repubblica ad avere un computer personale nella camera di pernottamento ed una stampante, pure personale, da tenere nella sala comune. Ciò sia per motivi di studio e sia perché sta scrivendo un libro e collabora con varie associazioni di volontariato. Per questo motivo, a seguito di reclamo avversa una ridotta limitazione di uso della stampante, il Magistrato di Sorveglianza di Nuoro ha censurato la limitazione da parte della Direzione di Nuoro, vedasi ordinanza (ALLEGATO N.1) e che si chiede il prosieguo dell’applicazione.

Arrivato in questo istituto in data 25 agosto 2015, computer e stampante, nonostante fossero stati privati di tutti gli accessori non consentiti, vengono trattenuti al magazzino per essere controllati, ed avendo tutti gli appunti di studio nel computer, non ha potuto studiare, e ha continuato a pagare le tasse universitarie inutilmente. Dopo cinque mesi in cui la consegna del computer personale veniva rinviata di settimana in settimana, è stato costretto (come informati gli uffici del DAP) a mettere in atto uno sciopero della fame totale e uno sciopero della terapia farmacologica per gravi patologie delle quali è affetto.

Finalmente viene consegnato il computer personale, ma non la stampante. 

Per stampare è consentito solo materiale di studio e di lavoro, tra l’altro mal interpretato, perché se deve mandare degli appunti per il libro in lavorazione al giornalista che collabora con lo scrivente, viene considerata corrispondenza e non si può stampare. Lo stesso dicasi se si dovrà scrivere per informazioni o programmazione di esame universitario, verrà considerata corrispondenza e non verrà autorizzata la stampa. 

La modalità di stampa: ciò che si scrive, dopo giorni e giorni di sollecito, verrà masterizzato su un dischetto da un ispettore e stampato da una stampante dell’Amministrazione il cui contenuto rimarrà nel dischetto dell’Amministrazione, in violazione della privacy. Il costo per ogni foglio stampato è di 0,26 centesimi, per cui una risma di carta da 500 fogli verrà a costare 130,00 euro. Mentre con la propria stampante non supera i 40 euro. E’ da tenere presente che fino a qualche tempo fa, prima di sollevare lamentele sull’alto costo, ogni foglio di stampa costava 0,46 centesimi, per cui una risma di 500 fogli veniva a costare 230 euro, mentre con la propria stampante non supererebbe i 40 euro. 

In questa situazione il reclamante, nonostante gli sia stato consegnato il computer, non è in condizione di stampare sia il materiale di studio per il quale continua a pagare le tasse (allegato 2 e 3), che per il lavoro editoriale ed altro per il quale ha dato disponibilità ad associazioni ed enti istituzionali di lavoro di digitalizzazione per archivi informatici come volontario a scopo riparatorio. 

Per quanto sopra, si chiede affinché le SS.VV. vogliano, in accoglimento del reclamo, disporre che sia autorizzato l’uso della stampante personale (fatta acquistare in carcere, allegato n.4) che potrà essere collocata nella Sala Comune o in uno sgabuzzino della sezione o posto di guardia, oppure mettere, come indicato, una stampante dell’Amministrazione, in modo che lo scrivente possa esercitare le proprie prerogative di studio, lavoro, nonché di volontariato per rendersi utile per la collettività come fa da molti anni.

Si chiede altresì che intervenga il Magistrato di Sorveglianza ed ogni destinatario del presente scritto per la propria competenza.

In questa sezione non c’è nessuna attività trattamentale, ed anche per questo dovrebbe essere incentivato l’uso della stampante in modo che i detenuti in possesso del computer, possano impiegare il tempo.

Ringrazia per la cortese attenzione con doverosi ossequi.

Massama  23/02/2016

Domenico Papalia

 

Reclamo di Pasquale De Feo

 

Oristano-carcere

Il nostro Pasquale De Feo, trasferito in quest’anno nel carcere di Oristano, ci ha inviato questo reclamo che ha presentato contro il comportamento del Direttore del carcere.

Reclamo che consideriamo sacrosanto e che volentieri pubblichiamo.

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Oristano

9 ottobre 2015

All’ufficio di Sorveglianza di Cagliari

P.C.

Ministro della Giustizia Andrea Orlando

Capo del DAP Santi Corrado

Presidente della Corte Costituzionale 

Presidente della Corte Suprema di Cassazione

On. Enza Bruno Bossio

On. Giovanni Paglia

Quotidiano “Nuova Sardegna”

Quotidiano “Il Manifesto”

Ass. “Socialismo, Diritti e Riforme”

Ass. “Nessuno tocchi Caino”

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OGGETTO: Reclamo, ai sensi dell’art. 35, 35bis e 69  O.P. per violazione dei diritti della difesa.

Pasquale De Feo, nato a Pontecagnano (SA) il 27/01/1961, ristretto in Oristano, agli atti meglio generalizzato.

PREMESSO

Che in data 19 ottobre il reclamante ha avanzato richiesta (allego istanza) al Direttore del carcere Pierluigi Farci, di colloqui telefonici settimanali con i propri difensori, il 30 ottobre mi è stato notificato il rigetto con la seguente motivazione:

“le richieste verranno valutate di volta in volta in prossimità delle udienze”.

Che l’attività difensiva non può essere strumento alla mercé del Direttore del carcere, della burocrazia instaurata e delle sue sporadiche visite al carcere, essendo egli presente in loco solo poche volte al mese.

Che la Consulta si è espressa, con la sentenza n. 212/97, in modo chiaro, stabilendo l’incostituzionalità dell’art. 18 O.P. nella parte in cui il potere discrezionale dell’Amministrazione Penitenziaria limita, comprimendolo, la concessione dei colloqui telefonici con i difensori.

CHIEDE

Considerando l’asfissiante burocrazia all’interno del carcere che limita qualunque cosa, anche il diritto alla difesa, avevo richiesto una telefonata settimanale con i  miei avvocati.

Il Direttore del carcere è presente soltanto poche volte al mese nel carcere, avendo altri incarichi; per questo motivo bisogna attendere le concessioni quando è presente.

Il diritto alla difesa non può essere una concessione del Direttore. Lo stesso non potrebbe impedire all’avvocato di avere colloqui difensivi 3-4 volte alla settimana. Pertanto, anche i colloqui telefonici devono avere lo stesso diritto, senza alcun impedimento di autorizzazioni.

Per i motivi scritti, chiedo che il magistrato mi autorizzi ad avere un colloquio settimanale telefonico con i miei difensori.

Avv. Michele Dolce, foro di Vallo della Lucania (SA), tel. 3299639591

Avv. Alessia Scintu, foro di Cagliari, tel. 070-852155

Fiducioso nell’accoglimento, porgo distinti saluti

Oristano: 9 ottobre 2015

Con Osservanza

Pasquale De Feo

Reclamo dei detenuti AS1 del carcere di Oristano

Oristano-Carcere-di-Massama-1

Il nostro Pasquale mi ha inviato questa lettera di reclamo che i detenuti dell’Alta Sicruezza 1 del carcere di Oristano hanno scritto all’Ufficio di Sorveglianza di Cagliari. Lettera che per conoscenza è stata inviata anche varie altre autorità, a parlamentari, a giornali e associazioni.

Noi naturalmente sosteniamo pienamente la rivendicazione dei detenuti AS1 del carcere di Oristano.

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UFFICIO DI SORVEGLIANZA DI CAGLIARI

Oggetto: reclamo ai sensi dell’art. 35 bis e 69 OP

I sottoscritti detenuti della sezione in regime AS1 del carcere di Oristano propongono reclamo collettivo per violazione delle norme europee sancite con le sentenze CEDU: Sulemanovic del 16/07/2009, Torreggiai dell’8/01/2013, che stabiliscono che lo spazio vitale per ogni detenuto non deve essere inferiore a tre metri quadri calpestabili –franco letti e mobilio. In caso contrario si viola l’art. 3 della Convenzione Europea.

Le celle sono state costruite per due persone, i sei mesi quadrati per due detenuti ci sono.

La Direzione in modo subdolo ha saldato la terza branda con l’intento di imporre una terza persona, costringendo a dividere i sei metri quadrati calpestabili con tre persone: due metri quadrati a testa.

Le sentenze CEDU sono state confermate da varie sentenze ed ordinanze, che hanno prodotto una copiosa giurisprudenza.

Quello che chiediamo è legalità e tutela dei nostri diritti da parte del Magistrato di Sorveglianza e di tutte le persone interpellate.

Chiediamo inoltre che venga tolta la terza branda dalla cella.

Alleghiamo due ordinanze che sono molto chiare su questo diritto dello spazio vitale dei tre metri quadrati calpestabili a persona.

Fiduciosi in un presto intervento, inviamo cordiali saluti.

Ossequi

Detenuti regime AS1 di Oristano

Oristano 26 settembre 2015

Annunziato Zanettieri

Orlando Abruzzese

Giovanni Bonforte

Aldo Ercolao

Salvatore Pulvirenti

Stefano Ganci

Antonino Nastasi

Domenico Papalia

Paolo Palmeri

Salvatore Fiandaca

Catello Fontanella

Matteo Serino

Pietro Salerno

Salvatore Casano

Antonio Capasso

Luigi Torino

Giuseppe Marchese

Pasquale De Feo

Carmelo Stavino

Francesco Perna

Giuseppe Laudani

Lettera di Pasquale De Feo a Piero Sansonetti

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Dopo avere pubblicato, giorni addietro il reclamo scritto dal nostro Pasquale De Feo in seguito al suo trasferimento da Catanzaro al carcere di Oristano in Sardegna.. pubblico oggi una lettera scritta da Pasquale De Feo al direttore del Garantista Piero Sansonetti, in accompagnamento a copia del reclamo.

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Redazione “Il Garantista”- Direttore Piero Sansonetti

Via Indipendenza n. 43- 88100- Catanzaro (CZ)

Egregio Dott. Sansonetti.

Mi chiamo De Feo Pasquale, galeotto ergastolano detenuto dal 1983.

Siccome lei presta molta attenzione alle tematiche della giustizia e del sistema penitenziario, Le scrivo per informarLa che da alcuni mesi è in atto una deportazione di massa in Sardegna.

Balducci, Anemone e compagni, con la complicità di padri politici, hanno avuto senza gare di appalto, con la scusa della sicurezza, gli appalti per la costruzione delle carceri in Sardegna, facendo lievitare i posti letto e di conseguenza i costi.

Per riempirli stanno deportando migliaia di reclusi nel silenzio generale. Il 99% siamo tutti meridionali con mostrificazione di decenni. Siamo ottima carne da macello. Questo esodo forzato è una tortura, perché allontanarci dai nostri famigliari, impedendoci regolari contatti per coltivare i nostri affetti, è una tortura peggiore del 41 bis. 

Calpestare i diritti umani non basta, vogliamo aggiungerci anche altro, per sanare il sovraffollamento vogliono costringerci a scontare la pena in cella con altre persone, violando le leggi e i regolamenti penitenziari.

Il mio destino è di morire in carcere essendo un ergastolano ostativo, ne sono consapevole, ma fino a quel giorno chiedo di essere l’unico abitante del “loculo” (cella), dove vengo ubicato, come prescrivono le leggi e le norme penitenziarie.

Le invio questo reclamo che ho presentato, fiducioso della sua attenzione. La saluto cordialmente.

Pasquale De Feo

Oristano 12 giugno 2015

Reclamo di Pasquale De Feo dopo il suo trasferimento in Sardegna

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Pubblico oggi il reclamo che Pasquale De Feo ha scritto, in merito al suo trasferimento dal carcere di Catanzaro a quello di Oristano.

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OGGETTO: Reclamo ai sensi dell’art. 35

                      Ministro della Giustizia Andrea Orlando

                      Capo del DAP- Dott. Santi Consolo

                      Magistrato di Sorveglianza di Oristano

                      Direttore del carcere di Oristano- Dott. Pierluigi Farci

                      Comandante del carcere di Oristano

De Feo Pasquale nato a Pontecagnano (SA)  il 27/01/1961, attualmente ristretto nel carcere di Oristano (SARDEGNA), ubicato in regime AS-1, in espiazione pena dell’ergastolo.

PREMESSO

Da circa un mese sono stato trasferito dal carcere di Catanzaro in quello di Oristano, sono ancora l’unico detenuto della sezione di nuova apertura di regime AS-1.

La sezione è composta da 25 celle con due posti letto, anche se illegalmente ne è stata aggiunta una terza branda.

Sono detenuto dal 1983, fino al 1992 sono stato recluso in regime comune. Dal 1992 al 1996 ristretto in regime di 41 bis. Dal 1996 mi trovo in regime di Alta Sicurezza. Fino al 2009 si chiamava E.I.V., poi AS-1 fino ad oggi.

L’E.I.V. e dopo AS-1 sono una continuazione storica dell’art. 90, come sancisce la circolare ministeriale del 1998.

Il regime dell’art. 90 stabiliva che i reclusi dovevano stare da soli in cella. Essendo E.I.V. e dopo AS-1 una continuazione storica, la norma è trasferita in automatico ai regimi citati. Sto scontando  la pena dell’ergastolo, art. 22 codice penale, che stabilisce l’isolamento diurno per i condannati a questa pena.

Il codice penitenziario stabilisce allocazione in celle singole per ogni detenuto. Negli ultimi vent’anni di allocazione E.I.V. e AS-1 è stato sempre rispettato questo mio diritto alla cella singola o isolamento diurno.

Siccome qui ad Oristano le celle sono a due posti, CHIEDO agli organi preposti per il reclamo e a quelli dove ho inviato istanza per conoscenza di intervenire affinché non venga violato questo mio diritto di scontare la pena da solo in cella.

Sono pronto ad iniziare qualsiasi protesta, anche lo sciopero della fame o farmi allocare nel reparto isolamento, affinché questo mio diritto venga rispettato.

Per i motivi esposti chiedo agli organi interpellati di intervenire per tutelare questo mio diritto, sancito anche dal codice penale.

Nell’attesa porgo distinti saluti.

Con Osservanza

Pasquale De Feo

Oristano, 12 giugno 2015

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