Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Rinchiudevano i detenuti in celle di rigore… di Emilio Quintieri

Simbolic

Il nostro amico, Emilio Quintieri, ha scritto questo lucido testo su una vicenda che non merita ulteriori commenti.

Leggere il contenuto del testo è già sufficiente.

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RINCHIUDEVANO DETENUTI IN CELLE DI RIGORE, INCRIMINATI PER OMICIDIO COLPOSO E ABUSO DI AUTORITA’ AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA

Rinchiudevano i detenuti con comportamenti “devianti, conflittuali o autolesionistici” in una cella di punizione, priva di acqua, di luce e di riscaldamento; senza servizi igienici, senza letto e senza uno sgabello per sedersi. E nella cella 408, dopo aver tentato il suicidio in una cella comune, ci finì anche Cherib Debibyaui, 28 anni, marocchino, che il 5 marzo 2009 si tolse la vita impiccandosi. Il giovane era arrivato nella Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore da pochi giorni, trasferito da Reggio Emilia dove era stato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Non era stato accettato bene dai detenuti del carcere veneziano, neppure dai suoi connazionali perché soffriva di turbe psichiche e in cella si comportava in modo piuttosto strano.

Nonostante questo era stato sistemato in una cella con altri detenuti e quella mattina si era chiuso in bagno. Solo per caso, aveva bisogno di lavarsi, un altro detenuto si è accorto che si era appeso ai tubi del bagno e lo ha salvato, sollevandolo e facendo in modo che il nodo si stringesse intorno al collo.

Sono immediatamente intervenuti gli Agenti della Polizia penitenziaria che dopo aver controllato lo stato di salute del marocchino, lo hanno trasferito in una cella da solo, più che una cella una camera di sicurezza dove vengono trattenuti i detenuti pericolosi o in stato di agitazione.

Gli vennero sottratti cinghie, lacci, lenzuola, tutto ciò che lui poteva trasformare in una corda. Gli lasciarono solo una coperta. Lui, con pazienza e strappando con i denti ha ridotto quella coperta in striscioline di lana, le ha intrecciate e ha costruito una corda. È riuscito ad impiccarsi agganciandola alla cerniera della finestra, che stranamente ha retto i sui settanta chili.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia Dott. Massimo Michelozzi, titolare dell’inchiesta, ha raccontato in Udienza di essere entrato in quella cella e l’ha descritta : “buia, un odore forte e nauseante, gli escrementi per terra”. Per la sua morte furono sottoposte ad indagine diverse persone tra cui l’Ispettore di Polizia Penitenziaria Domenico Di Giglio, 46 anni, che quel giorno comandava gli Agenti in servizio e che fu accusato del delitto di omicidio colposo.

La vicenda finì con una ulteriore tragedia, poiché l’Ispettore Di Giglio, nel frattempo messo in congedo per problemi psicologici, si tolse la vita il 27 settembre 2009, dopo aver ammazzato con quattro colpi di pistola (due al torace e due al collo) la moglie Emanuela Pettenò, 43 anni, Guardia Giurata.

Oggi sul banco degli imputati ci sono l’ex Comandante della Polizia Penitenziaria del Carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia Daniela Caputo, l’Ispettore Stefano Di Loreto, l’Assistente Capo Vincenzo Amoroso, il Vice Sovrintendente Francesco Caputo e gli Ispettori Leonardo Nardino e Pietro De Leo. Caputo e Di Loreto devono rispondere di omicidio colposo e abuso di autorità mentre gli altri quattro solo del secondo reato.

Nei giorni scorsi il Giudice per l’Udienza Preliminare Dott. Andrea Comez, dopo che il Pubblico Ministero ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque imputati, ha rinviato l’Udienza al 23 dicembre prossimo per l’ex comandante della Polizia penitenziaria Caputo, che ha chiesto di essere processata allo stato degli atti con il rito abbreviato, mentre quelle per gli altri quattro, al 12 novembre, giorno in cui il Magistrato dovrà decidere se indizi e prove sono sufficienti per mandarli sotto processo.

Di Loreto, stando al capo d’imputazione, a causa del tentativo di suicidio di Cherib, che era stato sventato in precedenza da due detenuti che erano con lui in una cella comune, lo avrebbe trasferito nella cella di punizione, dove dopo 62 ore di isolamento era riuscito ad impiccarsi al chiavistello della finestra. La Caputo avrebbe avvallato la decisione del sottoposto e non avrebbe disposto la sorveglianza sul detenuto a rischio. La stessa sorte avrebbero subito nel corso del 2008 e del 2009 altri detenuti, in particolare, il tunisino Kais Latrach (rinchiuso nella cella 408 per 25 ore una prima volta e per altre 32 una seconda), il tagico Omar Basaev (per 175 ore), il romeno Ilie Paval (per 46 ore), gli iracheni Mohamed Sami (per 30 ore una prima volta e per altre 121 una seconda) e Karim Eddi (per 9 ore).

Per la maggior parte degli episodi la Comandante della Polizia Penitenziaria di Santa Maggiore avrebbe approvato la decisione dei suoi sottoposti a rinchiudere in una cella di rigore, in gergo definita “cella liscia” i detenuti, non solo quelli che avrebbero minacciato o percosso altri carcerati o danneggiato le strutture di Santa Maria Maggiore, ma anche chi, come il 28enne Cerib aveva cercato di uccidersi. E nonostante fosse stata la presenza di altri detenuti a salvarlo, con tutta evidenza sarebbe stata la decisione di metterlo in una cella da solo, oltre che senza acqua, luce e riscaldamento, a permettere che i suoi tentativi di suicidio andassero a buon fine. Al processo era presente anche Eddy Karim, costituitosi parte civile con l’Avvocato Marco Zanchi, che ha ricordato che c’era voluta la morte per porre fine ad una pratica che durava da tre anni.

Solo nei primi 10 mesi del 2013 sono decedute 123 persone, 39 delle quali si sono tolte la vita mentre, dal 2000 sino ad oggi, i prigionieri che sono passati a miglior vita nelle nostre Carceri sono 2.210 di cui ben 791 si sono suicidati.

I Radicali Italiani con l’On. Marco Pannella denunciano da tempo la flagranza criminale dello Stato e la Corte Europea dei Diritti Umani condanna ripetutamente l’Italia per violazione sistematica dell’Art. 3 della Convenzione di Roma che proibisce categoricamente la tortura e le pene ed i trattamenti inumani e degradanti.

Recentemente, in seguito alla battaglia dei Radicali e dopo l’ultimatum dell’organo giurisdizionale istituito presso il Consiglio d’Europa, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inoltrato un formale messaggio al Parlamento chiedendo una serie di interventi per risolvere la questione carceraria suggerendo di valutare la concessione dell’Amnistia ed dell’Indulto, provvedimenti clemenziali specificatamente previsti dall’Art. 79 della Costituzione.

Immediatamente si sono registrati gli attacchi al Capo dello Stato da parte di alcune Forze Politiche e, nello specifico, la Lega Nord Padania, i Fratelli d’Italia ed il Movimento Cinque Stelle ritenendo che il suo intervento fosse un “salvacondotto” per l’ex Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, Leader del Pdl, condannato definitivamente per frode fiscale e che comunque non sono necessari i provvedimenti di clemenza generale invocati.

Oggi a Bari il Sindaco di Firenze e candidato in pector alla Segreteria del Partito Democratico Matteo Renzi dice “Affrontare oggi il tema dell’Amnistia e dell’Indulto è un clamoroso autogol. Bellissimo vedere chi fa volontariato nelle Carceri, ma come facciamo a insegnare la legalità ai giovani e agli studenti se ogni sei anni buttiamo fuori i detenuti perché le Carceri scoppiano ?”.

Purtroppo oltre alla Lega Nord, a Fratelli d’Italia ed al Movimento Cinque Stelle, bisognerebbe spiegare al Sindaco Renzi (e a coloro che la pensano come lui) che in questo momento occorre interrompere con urgenza la strage che si consuma quotidianamente ai danni dei reclusi nelle nostre Carceri che dovrebbero essere il “Regno del Diritto” ed invece sono delle “Discariche Sociali” dove ci sono moltissimi poveri cristi, dove viene praticata la tortura, dove dalla disperazione ci si toglie la vita e dove vengono regolarmente violati quei diritti umani fondamentali garantiti dalla Legge fondamentale dello Stato.

Non esistono altri provvedimenti – se non l’Amnistia e l’Indulto – che siano in grado di porre freno a questa “situazione di prepotente urgenza sempre più prepotentemente urgente sul piano costituzionale e civile. Una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana – fino all’impulso a togliersi la vita – di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo, per non parlare dell’estremo orrore dei residui ospedali psichiatrici giudiziari, inconcepibili in qualsiasi paese appena appena civile”.

Caro Sindaco, dovrebbe dire ai giovani e agli studenti, che lo Stato Italiano che si definisce civile e democratico, che si vanta di aver abolito la pena di morte, incarcera i suoi cittadini in attesa di una condanna che il più delle volte, come dimostrano fonti ufficiali, non arriverà mai, costringendo i condannati ad espiare la loro pena in condizioni indegne che ledono gravemente la dignità umana in celle piccole, sporche e buie unitamente ai topi ed agli scarafaggi per 20 ore al giorno su 24, senza acqua calda, senza riscaldamenti, senza assistenza sanitaria e psicologica, etc., condizioni che non esistono nemmeno in Paesi certamente non migliori dell’Italia come la Turchia.

Diario di Pasquale De Feo- 22 settembre – 21 ottobre

Eccoci con uno degli appuntamenti principali di questo Blog. Il diario mensile di Pasquale De Feo.

Ogni mese giunge questo piccolo libro, che raccogli tutte le riflessioni scritte da Pasquale nel corso di quel mese.

Non solo testi che parlano di carcere, ma pezzi di anima, di sangue, di vita, di sogno, di mondo.. una eterna tensione di una mente curiosa animata da indignazione, passione, libertà.

A differenza di quanto fatto nelle premesse agli ultimi diari, questa volta mi limiterò a fare solo una citazione, prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario di Pasquale. Eccola qua:

“Nel silenzio della notte o di prima mattina, rimbalzano come un suono sinistro i passi dell’agente nel corridoio, le suole di cuoio fanno un rumore che ti entra nel cervello, anche se la maledetta abitudine fa metabolizzare ogni cosa. La camminata innesca tanti fattori che alimentano i timori in noi, che possano derivare dalla rottura del silenzio, ai ricordi degli impacchettamenti all’alba, e i passi concitati che riportano alla mente momenti bui di soprusi e torture. Il ministero spenderebbe meno se rifornirebbero di scarpe gommate gli agenti; ma credo che certi appalti sono intoccabili. In conclusione, noi detenuti guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno, pertanto questo minore lo riteniamo un aiuto essendo in allarme naturale. ” (30/09/2012)

Questo passo vive di un’angoscia incredibile. Le suole di cuoio delle scarpe degli agenti, il loro rumore di notte.. un semplice dettaglio.. diventa simbolico, come un rumore sinistro saturo di memorie emotive.

Qualcuno diceva che “il diavolo si nasconde nei dettagli.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. carcere di Catanzaro.. mese di ottobre.

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Mauro Palma, ex presidente del Comitato contro la tortura del Consiglio d’Europa, ha scritto un articolo sulla legge per l’introduzione del reato di tortura nel nostro ..codice penale. La commissione giustizia del Senato, dopo aver approvato il testo, l’ha trasmesso all’aula per la discussione. Sarà difficile che questa legislatura riesca ad approvarla, perché i tempi sono stretti, anche per l’ostruzionismo del PDL, perché non vogliono il reato di tortura: “il precedente governo Berlusconi, aveva detto al Comitato dei diritti umani dell’ONU, che questo reato non era una priorità”. Palma lamenta, giustamente, che la legge è generica e non specifica, perché non hanno avuto il coraggio di tipicizzarlo, per non inserire un reato che abbia come attori le forze di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria. La tortura è un reato che si compie nella stragrande maggioranza mentre un cittadino è nelle mani dello Stato: in stato di fermo, nelle caserme, nei carceri, negli OPG, ecc. Hanno voluto annacquarlo affinché ci siano più scappatoie per le varie polizie. Comunque speriamo che almeno questo testo veda la luce, contribuirà a moderare gli eccessi, scalfendo la certezza dell’impunità che li ha accompagnati fino ad oggi.  –  22-09-2012

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I privilegi delle varie caste sembrano infiniti, ormai non mi meraviglio più quando ne leggo nei quotidiani. Ogni governatore della Banca d’Italia fa la morale un po’ a tutti, senza mai fare una autocritica sia sui banchieri sia sull’apparato della Banca d’Italia, che è piena di privilegi. Gli stipendi degli impiegati sono paragonabili a quelli dei parlamentari, i gradi più elevati vanno molto al di sopra; le pensioni non sono da meno degli stipendi. I dipendenti pensionati e i loro familiari, possono accedere a mutui con interessi usurari, all’1%, un sogno per i comuni cittadini. Sono interessi addirittura più favorevoli di quelli dei parlamentari, all’1,57% che tempo fa fecero scandalo. In qualunque contesto governativo si guardi, ci sono privilegi vergognosi, ma con una faccia tosta chiedono al popolino di tirare la cinghia. Credo che non si possano più mettere pezze, ma bisognerebbe rispettare e iniziare da capo, viceversa nulla cambierà.  –  23/09/2012

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Per la seconda serata consecutiva, dopo TG5, hanno proposto in due parti, l’intervista a Giuseppe Grassonelli, un ergastolano da 20 anni in carcere. Ieri sera in studio c’erano la radicale Rita Bernardini e l’ex vice Direttore del D.A.P., Sebastiano Ardita. Togliendo i suoi fatti personali, su cui non entro nel merito, ha detto una cose che merita un approfondimento: “In Italia c’è la pena di morte chiamata 4 bis”. Questa è una realtà che da vent’anni è coperta dalla censura e dall’omertà di Stato. Non solo è stata istituzionalizzata la pena di morte, ma anche la tortura con il 41 bis. L’ergastolo con il 4 bis è una pena di morte, anche se diluita nel tempo il risultato non cambia, anzi è peggiore, perché ci vuole un coraggio che duri tutta l’esistenza. Anche il cosiddetto ergastolo normale (qualche centinaio in Italia), formalmente se ha accesso a tutti i benefici delle pene alternative, ma nei fatti è una discrezionalità del magistrato di sorveglianza, pertanto è un ergastolo bianco, non essendoci nessuna certezza di terminare la pena. Il regime di tortura del 41 bis, seppellisce vivi i detenuti condannati alla pena di morte. Bisogna dare merito al PM Sebastiano Ardita, perché  imperterrito porta avanti le sue tesi di tortura, nascondendoli  sotto termini diplomatici che non allarmano la coscienza delle persone. La tortura la chiama “coercizione”. La pena di morte la chiama “sicurezza sociale”. Mi auguro che questi eventi mediatici continuino, affinché la gente inizi a riflettere sull’infamia delle leggi emergenziali.  –  24/09/2012

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Stamane ho trovato il pane  che ci passa l’amministrazione punteggiato di bianco e di muffa verde, era di due giorni fa, pertanto è strano che questo pane subito va a male. Mi è successo anche altre volte. Pensando al passato, ricordo che il pane che compravamo a casa, durava anche una settimana. Quello che facevano i nonni e gli zii nel Cilento, durava tutto il mese. Compro le freselle integrali sulla spese, durano una settimana senza problemi, ma possono durare anche un mese, come riporta la sentenza. Ho letto spesso che in Italia arriva il pane semicotto e congelato: una sera ho visto un documentario su questo pane che veniva dall’est-europeo, una porcheria piena di additivi chimici, autentiche bombe tossiche, l’igiene non era contemplata. Credo che questo pane sia simile, perché non si spiega come vada a male dopo due giorni. Se lo facessimo noi in cella, durerebbe almeno una settimana. Le imprese del carcere, che poi è la Berselli, che detiene il monopolio dal 1930, è onnipotente, talmente potente che nessuno al ministero si sogna di intervenire, neanche quei 120 PM antimafia che operano al Ministero. E’ palese che qualcuno nei vertici del ministero la protegge, sicuramente non gratis.  –  25/09/2012

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Riflettevo sul sistema di potere dell’apparato repressivo, non si può nascondere che è di tipo coloniale, e negli ultimi 20 anni ha ingoiato centinaia di miliardi di euro, senza nessun controllo. Questa bestiale repressione ha riportato tre risultati:

1-Un odio profondo contro lo Stato da parte di migliaia di persone, che hanno subito ogni sorta di sopruso dagli organi repressivi; magistratura, le varie polizie e le gogne mediatiche.

2-Ha moltiplicato per migliaia di migliaia le persone sottoposte alle famigerate legge emergenziali, facendo diventare il Meridione un covo di mafiosi; come lo fu con la repressione dell’occupazione piemontese, per dare legittimità all’infame legge Pica, il Sud divenne un covo di briganti.

3-Ha fatto diventare ricchi e potenti tante persone mediocri, che necessarie all’apparato repressivo, hanno dato sfogo al loro livore e suggerito leggi sempre più feroci e crudeli. Anestetizzando la coscienza del popolo, facendogli digerire ogni sorta di abuso, anche la pena di morte e la tortura.

E’ palese che questo sistema infernale non funziona e incancrenisce il tessuto sociale; credo che sia il tempo che persone con uno spessore intellettuale si pongano alcune domande, e diano risposte per una riflessione, che inneschi un cambiamento. Se ciò non avviene, l’industria repressiva  continuerà a mietere le sue vittime, perché per funzionare ha bisogno di “carne fresca”, dopo i padri ci sono i figli, nipoti, zii, cugini, cognati, ecc. Questo girone infernale continuerà ad andare avanti calpestando ogni diritto. Bisogna cambiare metodo guardando alle nazioni dove funziona il recupero e l’inserimento in società. I Paesi scandinavi (Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca), con l’Olanda, il Belgio ed altri, dove il concetto dell’insegnamento delle regole ha prodotto i suoi frutti, pertanto sono l’esempio da imitare. Comprendo che l’illecito strapotere dell’apparato repressivo non vuole il cambiamento, per non perdere il potere che esercita sul Paese, per non limitare l’onnipotenza dei suoi privilegi, e le centinaia di miliardi di euro a cui può attingere senza riserve; ma bisogna che la politica sana abbia uno scatto di orgoglio e di libertà per far ritornare il Paese dove giusto che sia, nel “mondo civile”.  –  26/09/2012

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Ieri sera hanno messo in onda una trasmissione del 1962 di Zavattini, era stata girata nel carcere di Porto Azzurro, era dedicata agli ergastolani, circa 250 nel penitenziario. Le condizioni erano molto diverse, ma la sostanza non cambia. Mentre intervistava gli ergastolani, come in un film ho visto gli stessi prigionieri di oggi, identici in ogni dettaglio. In ultimo hanno intervistato il Direttore, paragonandolo a quelli odierni, il prodotto non cambia, esaltava  qualunque cosa avesse fatto e cercava di ridimensionare tutte le brutture, persino le celle di segregazione, dove non c’era niente, neanche la luce, e i detenuti  ci venivano messi anche per valutare la loro personalità. L’arbitrio assoluto da parte del Direttore, e lui lo spiegava come fosse l’atto più naturale del mondo. Il tempo passa ma nulla cambia, e se non ci ribelliamo al narcotico che ci hanno iniettato, non cambierà niente. Mi auguro ch quando decideremo di fare una protesta estrema; il numero degli ergastolani sia molto alto.  –  27/09/2012

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Gli americani continuano ad allargare le loro basi in Italia, e non c’è nessun politico che prenda posizioni, solo la gente si ribella a questa prepotenza straniera. Riflettevo su questo fatto e sono giunto alla conclusione che gli americani non sono alleati, ma un esercito di occupazione, perché dopo circa 70 anni dalla fine della II guerra mondiale, continua ad occupare il Paese, pertanto chiamarlo alleato è fuorviante. Questo mio pensiero è avallato anche dal fatto che gli Stati Uniti hanno un debito pubblico enorme e questo li costringe a tagliare da tutte le parti, persino la NASA è stata ridimensionata nei suoi progetti per i tagli del governo, ma con tutto ciò non smobilitano le loro basi in Italia e in Europa. Se l’Italia e l’Europa sono un solido alleato, perché ha ancora tutte queste basi nel continente? A mio parere questa si chiama occupazione, altro che alleati. Ha fatto bene la Francia a non concedere basi agli americani. Con l’Unione Europea, è tempo che gli americani ritornino a casa loro.  –  28/09/2012

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E’ morto Perluigi Vigna, era stato il padrone assoluto della Procura di Firenze e di conseguenza anche del Tribunale; una specie di Torquemada, poi divenne Procuratore Nazionale Antimafia. Oggi tutti l’osannano, nessuno ricorda le sue malefatte perpetuate nel suo delirio di onnipotenza; forte con i deboli e lecchino con i forti. Ha coperto le torture di Pianosa degli anni ’90, ha imbastito processi inventati di sana pianta,come i cosiddetti mostri di Firenze, quattro poveri cristi inchiodati alla croce per soddisfare la sua vanità di “monarca” di Firenze. Senza dimentica le centinaia di casi anonimi che hanno subito la sua violenza istituzionale. Sono stato in un carcere della regione toscana e a Firenze, e mi hanno raccontato tanti fatti su di lui. Ne cito uno per rappresentarli tutti. La storia di Roberta. Era il Direttore della banca di Piombino, l’arrestarono sapendolo innocente, ma, con tutto ciò, volevano delle dichiarazioni che chiudessero la costruzione architettonica del procedimento che aveva imbastito la procura di Firenze, non volendosi prestare alle loro manovre fraudolenti, gli bloccarono tutte le sue entrate e quelle della sua fidanzata, lo volevano prendere per fame, per sua fortuna non poterono bloccare la pensione del padre. Ogni due tre giorni lo chiamavano la sera per colloqui investigativi, ma lo terrorizzavano con la minaccia di arrestargli il padre e la fidanzata, ritornava in sezione piangendo e terrorizzato dalle minacce, noi detenuti l’aiutavamo a tirarlo su di morale. Questa tortura durò un anno; fino a quando uscì per decorrenza termini. Dopo alcuni anni uscì assolto da ogni accusa, ma la sua vita era stata rovinata e perse il Padre che si consumò dal dolore. Lo sapevano innocente perché il suo difensore era suo cugino, magistrato e pretore di Piombino, l’interlocutore della procura di Firenze gli disse “sappiamo che è innocente, ma non possiamo fare brutta figura dicendo che ci siamo sbagliati”. Oggi Roberto è un volontario delle carceri con l’associazione San Vincenzo De Paoli. La voce corrente che girava a Sollicciano (carcere di Firenze) su Vigna, era che fosse un cocainomane. Se esiste l’inferno, gli auguro di bruciare nel fuoco per pagare tutto il male fatto.  –  29/09/2012

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Nel silenzio della notte o di prima mattina, rimbalzano come un suono sinistro i passi dell’agente nel corridoio, le suole di cuoio fanno un rumore che ti entra nel cervello, anche se la maledetta abitudine fa metabolizzare ogni cosa. La camminata innesca tanti fattori che alimentano i timori in noi, che possano derivare dalla rottura del silenzio, ai ricordi degli impacchettamenti all’alba, e i passi concitati che riportano alla mente momenti bui di soprusi e torture. Il ministero spenderebbe meno se rifornirebbero di scarpe gommate gli agenti; ma credo che certi appalti sono intoccabili. In conclusione, noi detenuti guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno, pertanto questo minore lo riteniamo un aiuto essendo in allarme naturale.  –  30/09/2012

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Il reparto SVIMEZ ha sentenziato che il Meridione per recuperare il ritardo con il Nord ci vogliono 400. Mentre leggevo questa bestialità, pensavo che se fosse vero, i tosco padani sono stati più  bravi, in 150 anni non solo ci hanno liquidato e spogliato di tutto, ma addirittura ci hanno  messo alla pari con gli africani, così possono giustificare il sistema coloniale instaurato per saccheggiarci e tenere nel tempo l’occupazione con la repressione, affinché non ci sia progresso in ogni campo, per rimanere un mercato per l’acquisto delle loro merci e un serbatoio di voti per i politici. Mettono in evidenza qualche piccolo investimento fatto al Sud, nascondendo le centinaia di miliardi che in tanti modi vengono dirottati al Nord. Questi piccoli finanziamenti non sono altro che l’aiuto ai poteri meridionali “collaborazionisti”, affinché continuino a fare gli interessi dei tosco padani. Tutto continua da 150 anni, un metodo collaudato e quando ci sono problemi oppure c’è bisogno di una cortina fumogena pesi perr coprire i soliti latrocini nordisti: “Una volta si chiamavano stati di assedio, oggi le chiamano emergenze mafiose”. Quando leggo dei problemi della “questione meridionale”, sento sempre puzza di fregatura perché quando c’è crisi economica, la pagano sempre gli schiavi delle colonie.  –  1/10/2012                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

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Storico sorpasso della bici sull’auto. In Italia la bici è più venduta dell’auto. Questo dimostra che gli italiani hanno acquisito un’anima ambientalista più dei propri governanti, che finanziano a fondo perduto la Fiat dal dopoguerra. L’unico problema è che le piste ciclabili sono poche. Ne abbiamo solo 4000 km, a fronte delle 40000 della Germania. L’anno scorso sono state vendute 1750000 bici. Speriamo che questa tendenza continui. Sarebbe bello vedere le strade piene di bici come l’Olanda.  –  2/10/2012

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La recidiva non è un gene radicato nelle persone, per tanto dovrebbero studiare le cause, che in linea di massima si conoscono, e trovare le soluzioni migliori per limitarla al minimo. Proverò ad analizzare i fattori che l’alimentano. Premesso che nessuno nasce delinquente, cattivo e predisposto in questo sento. La società in cui nasciamo ci fa ricchi o poveri, e quando si è poveri l’esclusione da una vita dignitosa diventa la norma, ciò conduce alle scorciatoie per avere un tenore di vita adeguato; siccome l’appetito viene mangiando, si cerca di salire tutti gradini della scala sociale, senza andare troppo per il sottile. Poveri si diventa, perché lo Stat con i suoi atti ingiusti innesca la creazione di zone dove fiorisce il disagio sociale, un fenomeno innaturale, non naturale, come la devianza. L’esclusione produce ingiustizie e risentimento, perché non si ha accesso a una condizione di cittadinanza piena e totale, alimentando odio contro lo Stato, e di conseguenza la creazione di condotte di autonomi dandosi regole, leggi e vincoli propri, al di fuori della società. Questo processo che colpisce intere popolazioni, contribuisce al degrado sociale che assottiglia la linea tra la legalità e l’illegalità, con la supremazia della sopravvivenza, senza preoccuparsi in quale parte della linea si è costretti ad operare per guadagnarsi il pane. La povertà, moderna forma di schiavitù, è il vincolo di tutti i mali dell’umanità. Per liberare la società da questo flagello, bisognerebbe eliminare le leggi inique, le istituzioni che l’alimentano e le pratiche che impongono l’impoverimento, e di conseguenza la sua criminalizzazione. Tutto ciò non viene fatto, perché il potere dei ricchi ha bisogno di questo sistema iniquo, per continuar ad arricchirsi e mantenere il loro status.  –  3/10/2012

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Mi appassionano molto le trasmissioni sugli UFO. Oggi ne ho visto una che è durata circa due ore. I discorsi e i servizi erano improntati sulle varie tracce lasciate nei secoli passati: archeologia, disegni, religioni. Effettivamente non si può negare la realtà. Nel 900 e in questo nuovo secolo, gli avvistamenti e tracce varie, dimostrano che le visite di altre civiltà ci sono state. Non si possono prendere per visionari milioni di persone nel mondo che hanno visto. La logica e il buon senso mi portano a credere che nell’universo, con miliardi di stelle, ci saranno sicuramente altre civiltà, e credo anche più evolute della nostra, perché se riescono a viaggiare nello spazio devono essere per forza più progrediti di  noi, per di più che la facevano già 2-3 mila anni fa. L’unico problema che ci possiamo porre, e quello di non fare la fine dei popoli delle Americhe, dove la conquista dei popoli europei si tramuta in un genocidio.  –  4/10/2012

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In questi giorni stanno chiudendo il carcere di Laurean in provincia di Reggio Calabria, in provincia di Reggio Calabria, l’unico carcere in Calabria dove viene applicato integralmente l’art. 27 della Costituzione. Tutti insieme, carcerati, guardie, il sindaco del paese, con la giunta comunale e anche il presidente della regione stanno protestando contro questa chiusura insensata. Ieri sera han  trasmesso un programma su TV Calabria; il sindaco ha detto “c’è qualcosa di mostruoso che hanno progettato e stanno attuando al Ministero della Giustizia”. Credo che non sia andato tanto lontano dalla realtà. Al D.A.P. ormai comandano con metodi arbitrari i PM antimafia. Sono circa 120, hanno invaso  il ministero  occupandolo, e trattano il sistema penitenziario alla stessa stregua delle Procure quando firmano i mandati di cattura a grappoli. Ci sono poche luci di civiltà nel Meridione, ma l’apparato repressivo cerca di sopprimerle, perché ha bisogno di tenere alta la tensione, sia per mantenere il potere di condizionamento sul Paese, sia per proteggere i privilegi vergognosi che non fruiscono, e sia per non far chiudere il pozzo di San Patrizio, dove attingono a piene mani miliardi di euro senza controllo. Monti taglia da tutte le parti tranne che all’apparato elefantiaco della repressione. La ministra Severino, complice dell’apparato, si presta a ogni loro richiesta, d’altronde ha uno studio legale e, se facesse il suo dovere, non la farebbero più lavorare. Invece di trasformare tutte le carceri italiane come quelli di Bollate e Laureana, i mandarini del DAP li chiudono.  –  5/10/2012

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Ho trovato uno scritto di Alda Merini, un estratto da un suo libro: “L’altra verità- Diario di una diversa”. Lo riporto affinché che legge comprenda la mia riflessione:

“Un giorno successe una cosa meravigliosa in manicomio: ci apersero i cancelli, ci dissero che finalmente potevamo uscire. Dio! Cosa successe dentro l’anima nostra. Fu uno sciamare di vestaglie azzurre verso l’alba. E mi venne in mente, anzi ebbi la visione di santa Teresina che amava definirsi “piccola rondine di Dio”. In quel giorno scesi in giardino di corsa. Mi inginocchiai davanti a un pezzetto di terra e mi bevvi quel terriccio con una fame primordiale. Fu un giorno grande, il giorno della nostra prima risurrezione. Da quel giorno cominciammo a vestirci, a pettinarci, a curare il nostro aspetto, perché fuori c’erano gli uomini. Ma, soprattutto, c’era il sole, questo grande investigatore che vede oltre, oltre anche i nostri corpi. E le nostre anime dovevano per forza diventare belle” (da Alda Merini, “L’altra verità- Diario di una diversa”).

Le persone si comportano secondo come vengono trattate. Saranno criminali se li trattano e li fanno  sentire tali. Se li trattano come bestie così si comporteranno. Questi metodi usati per una cieca repressione, non disumanizzano solo chi subisce questi trattamenti, ma anche chi li attua. La poetessa Alda Merini, ha provato sulla sua pelle tutto l’orrore dei manicomi, trattamento non diverso di quello odierno nella grande maggioranza delle carceri, per non parlare della tortura del 41 bis. Con tutte le migliaia di leggi che ci sono in Italia, tutti i cittadini possono entrare nel girone dantesco delle carceri della penisola. Presto faranno una legge che sanzionerà con il carcere gli evasori fiscali, ci sarà l’inondazione nelle carceri  uguale alla legge sulle droghe. Nessuno sarà più immune al carcere. Mi auguro che ci sia un risveglio delle coscienze.  –  6/10/2012

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Hanno di nuovo affossato la legge sul reato di tortura. Ormai viene da chiedersi se il Parlamento è sovrano, perché la viltà di questi politici è vergognosa. L’impressione che se ne recava e che sono gli appassionati della repressione (anche  se loro li chiamano gli apparati della sicurezza) che controllano il Paese e condizionano o meglio dire ricattano il parlamento e i singoli politici. Questo onnipotente apparato della repressione, che usa disinvoltamente la tortura. Dalle procure speciali (D.D.A.), che varie forze di polizia nelle caserme e nelle carceri, ormai non hanno limiti. Lo dimostrano i tanti episodi di omicidi che commettono sulla pubblica via senza preoccuparsi della gente, perché talmente tanta  è l’arroganza e la prepotenza, sicure dell’impunità, che non si curano neanche di nascondere la loro violenza. Ci vorrebbe una rivolta di piazza, per mettere in riga la marmaglia che occupa indegnamente la maggioranza del parlamento, perché se continua così, ritorneranno gli anni ’70, dove l’unica risposta alla violenza dello Stato è altra violenza. Questa risposta è sbagliata, perché usare la stessa violenza, la repressione che ne scaturirà, legittimerà sia la tortura, sia le rappresaglie con rastrellamenti e sia questi politici corrotti e disonesti.  –  7/10/2012

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Alle olimpiadi dell’architettura green, l’Italia si è piazzata terza, vincendo la medaglia di bronzo. La prima classificata è stata la Francia e la seconda la Spagna. Il progetto italiano si chiama Med-in-Italy. La casa si è piazzata nei primi tre posti, perché produce energie tre volte il fabbisogno, una casa che somiglia a una piccola centrale di energia. Gli altri pregi sono che vengono adoperati materiali locali. Il costo è di 1400 euro al metro quadrato, il tempo per costruirla è dieci giorni, e in 20 anni si evitano nell’atmosfera 121 tonnellate di CO2. Ormai le tecnologie ci sono, le scoperte nel settore si susseguono a ritmo sostenuto, pertanto dipende tutto dai governi, e non pianificano il cambiamento per l’azzeramento degli idrocarburi e la sostituzione con le energie rinnovabili, i tempi di questa rivoluzione sarà rimandata alle calende greche.  – 8/10/2012

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Mia nipote Debora mi ha spedito la foto del suo bambino nato ad agosto, un bel maschietto, l’hanno chiamato Francesco. Mentre guardavo la foto, riflettevo sugli anni che passano. Quando mi hanno arrestato, Debora non era ancora nota, ora è donna, sposata e madre. Questo è il quarto pronipote, mi auguro che si moltiplicheranno nel tempo. Non avere pensato a dei figli, è un cruccio che mi perseguita spesso mi auguro che mi diano la possibilità di avere questa gioia.  –  9/10/2012

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Leggo una notizia di una sentenza che mi fa molto piacere, un giudice del Tribunale di Lamezia ha dato ragione al sindaco di Motta, avv. Amedeo Colacino. Aveva chiesto al museo criminale di Cesare Lombroso ubicato nell’università di Torino la restituzione del brigante Giuseppe Villella. Il giudice ha condannato l’università di Torino al pagamento di trasporto e la tumulazione dei resti di questo combattente per la libertà del Meridione occupata della marmaglia savoiarda. In questo criminale museo c’è la più grande fossa comune di eroi meridionali. Son i reperti che il criminale Cesare Lombros, sono i reperti che il criminale Cesare Lombroso esercitava le sue strampalate teorie sui meridionali, ritenuti da lui criminali sin dalla nascita. Una fandonia razzista che purtroppo si è consolidata nell’immaginario comune. Forte di questa sentenza, il comitato capitanato dal sindaco di Motta, ha chiesto la restituzione dei resti di Carmine Cracco e di Eustachio Paolo Chita, eroi della Basilicata. Dovrebbero essere richiesti tutti i resti dei combattenti per la libertà, non solo nel criminale museo di Torino, ma anche quelli che si trovano seppelliti nei cimiteri delle carceri isolane. Per i migliaia di martiri che perirono nei lager dei Savoia, e fatti scomparire nelle vasche di calce, bisognerebbe onorarli erigendo un monumento per farli ricordare alle future generazioni.  –  10/10/2012

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Questo governo dei banchieri, con la complicità dei due partiti maggioritari di destra e sinistra, confindustria, sindacati e la benedizione della Chiesa, sta prendendo decisioni che arricchiranno il penta potere a discapito della popolazione. L’ultima decisione riguarda il nuovo piano nazionale energetico, ma pensata per aumentare il latrocinio, principalmente quello dell’Eni e dell’Enel. Quella di raddoppiare l’attuale produzione del petrolio in Italia per ridurre l’importazione, abbassare il costo dell’energia ed incrementare le entrate fiscali, è una truffa, perché i numeri non mentono. Nel 2011 sono stati estratti circa 5 milioni di tonnellate di petrolio. Il consumo di petrolio animale è di 71 milioni di tonnellate. Le riserve petrolifere del sottosuolo ammontano a 76 milioni di tonnellate. Tutte le nostre riserve ammontano a quello che si consuma in un anno, quindi, in cosa consiste questa pseudo rivoluzione petrolifera? E’ un latrocinio legalizzato, sugli espropri, devastazioni ambientali e ritornare ad accentrare le competenze ai ministeri, togliendo qualunque autorità alle regioni e ai territori locali, affinché venga salvaguardato il monopolio delle fonti convenzionali (petrolio, gas e carbone) e affossare le energie rinnovabili. Credo che l’idea di Nicola Cipolla di indire un referendum sia l’unica via per fermare questi barbari.  –  11/10/2012

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Dopo alcuni anni e una nuova superperizia, finalmente è emersa la prova (occultata) che Stefano Cucchi è morto in conseguenza del pestaggi da parte della polizia penitenziaria. La sorella Ilaria ha dichiarato ai giornalisti una frase che dovrebbe far riflettere tutti i cittadini italiani: “Siamo stanchi e arrabbiati per l’atteggiamento a noi riservato dal PM. Riteniamo inaccettabile quanto a noi riservato dalla pubblica accusa che rappresenta lo Stato durante e fuori il processo”. Il PM è la pubblica accusa, rappresenta i cittadini che subiscono un reato, si adopera per trovare le prove per fare emergere la verità dei fatti e chiedere la condanna per i colpevoli. In questo caso, commettendo molteplici reati, occultamento di prove, omissione di atti di uffici e disonorando il suo ruolo, copre e difende gli imputati. Tutti tacciono, sia il suo capo alla procura di Roma, sia i vari sindacati dei magistrati e sia il CSM. Una vergogna. Senza dimenticare la censura dell’informazione, che ormai da anni si prosta davanti alla casta delle procure. I nuovi aristocratici, che si ritengono di avere un potere divino e nessuno si può permettere di ledere la loro maestà. La mia impressione è che i cittadini, sopportano con pazienza, come Giobbe, ma un giorno esploderanno come un vulcano. Allora questi moderni Torquemada capiranno cos’è la disperazione, la paura, il dolore e la sofferenza.  –  12/10/2012

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Quel video girato davanti alla scuola di Padova, dove solerti poliziotti hanno “sequestrato” un bambino, che non voleva seguirli perché voleva restare con la madre, e la stessa, i nonni e gli zii, hanno fatto di tutto per impedirlo. La polizia ha dimostrato ancora una volta al mondo intero quanto sia “democratica e civile”. I metodi del G8 di Genova non erano episodi ma la norma. Come al solito, ogni volta che esce un video in rete, arrivano le scuse del capo della polizia. Quando non c’è un video, si inventano storie inverosimili, aiutati sempre dal PM di turno. Vedendo in TV questo video, mi sono venuti in mente i bambini che vanno a trovare i loro genitori una volta al mese, nel regime di tortura del 41 bis, quando gli ultimi dieci minuti gli permettono di abbracciare i genitori. E’ difficile far capire o un bambino che sono solo dieci minuti, e in modo fermo e anche di peso vengono portati fuori, nessuno si indigna, forse perché sono figli di “mostri”? Ricordo che quando consentirono di effettuare una telefonata al mese ai prigionieri nel 41 bis che non facevano colloquio, insorsero i Savonarola, i sindacati della polizia penitenziaria e i soliti politici prezzolati, e costrinsero il ministero ad emanare una norma che la telefonata i familiari dovevano riceverla nel carcere più vicino, dove erano costretti a umilianti perquisizioni. E’ palese che era una violenza gratuita, una tortura studiata per costringere i carcerati a non telefonare. Molti rinunciarono per evitare a tutte quelle mortificazioni ai propri familiari. Anche allora nessuno disse niente. Erano i familiari dei “mostri”. Le torture ormai fanno parte del D.N.A. delle leggi e del sistema, e nessuno se ne indigna, perché toccano solo ai meridionali.  –  13/10/2012

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Per “sospetto” hanno azzerato il comune di Reggio Calabria. Assistiamo da  mesi, se non da anni a vergognosi saccheggi dei comuni e delle regioni del centro Nord, ma non azzerano niente. Le giunte ragionali del Lazio e della Lombardia, hanno fatto cose turche, eppure tutto passa in cavalleria. Forse questa legge si applica solo al Sud; come quella che permetteva di azzerare i comuni del Sud dove vincevano i filo borbonici dopo la conquista del 1860. La storia si ripete, ma sempre in danno del Meridione. Possibile che non ci sia un politico del Sud con i coglioni che dica le cose come stanno, per dare una scossa alle coscienze addormentate da troppo tempo?  –  14/10/2012

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Mi ha scritto un amico dal carcere di Padova, raccontandomi la visita della ministra Severino. Dopo avere visitato le lavorazioni che ci sono nel carcere. Su questo punto Padova è uguale a Bollate. Hanno riunito tutti i detenuti che lavoravano nella cooperativa Giotto che gestisce le lavorazioni nella sala auditorium. Alcuni carcerati hanno fatto interventi di circostanza, toccando anche il tema dell’ergastolo, soffermandosi maggiormente sei una pena senza speranza. Alla fine ha fatto il suo intervento il ministro Severino, ha raccontato una favola, per non chiamarla cazzata, e ha fatto una affermazione gravissima. La cazzata che ha detto è che in Italia non c’è l’ergastolo, perché non si sconta, si esce con le pene alternative. Qualcuno dovrebbe dirgli che c’è la pena di morte, che si chiama ergastolo ostativo, per 1500 ergastolani su 1800, “esclusi da ogni pena alternativa”. L’art. 4 bis O.P. (Ordinamento Penitenziario), esclude categoricamente ogni beneficio. Chi ha l’ergastolo è destinato a morire in carcere (come il sottoscritto), e chi ha una pena deve scontarla tutta, fino all’ultimo giorno, anche se sono 30 anni. Altro che certezza della pena. La seconda affermazione è di una gravità inaudita. Ha detto che bisogna coniugare i sentimenti dei parenti delle vittime e della società. Qualcuno dovrebbe dirle che viviamo in una repubblica democratica, con una Costituzione, leggi e i tribunali per applicare e giudicare secondo le norme dei nostri  codici. Quello che ha detto andava bene se eravamo in Arabia Saudita, ecc., dove vige la legge del taglione e la vita, la morte e la libertà del reo sono a discrezione dei parenti delle vittime. La signora è un avvocato, ha rivestito ruoli nelle istituzioni, insegna diritto alla scuola allievi ufficiali dei carabinieri, non può ragionare come ai tempi dei linciaggi di piazza. Questo dimostra che è inadeguata per il ruolo che ricopre. Avevo già scritto che essendo persona del sistema di potere del Paese, non c’era da aspettarsi niente di buono. Lei è come tutti meridionali che, per non essere servi del Nord, calpestano ogni cosa per diventare uno dei capi dei servi, al servizio del potere nordista; come i liberti dell’antica Roma. Per dimostrare devozione, sono più feroci dei loro padroni. Erano come lei tutti i collaborazionisti che aiutarono le SS savoiarde a reprimere la libertà e a distruggere il Meridione.  –  15/10/2012

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Oggi ho avuto la notizia che un ergastolano si è suicidato nel carcere di Carinola Parlando con un compagno che lo conosceva bene, mi ha detto che nel regime di tortura del 41 bis l’avevano fatto impazzire, maggiormente in quello di Parma. Circa 20 anni di torture sono molto difficili da sopportare, e l’equilibrio mentale non ha resistito. Credo che in un momento di follia o di lucidità, abbia voluto smettere di soffrire, riconquistando la libertà e la serenità. Ricordo che dopo qualche anno di tortura del 41 bis, nel 1993 feci colloquio  con mia madre e mia sorella. Per mezzora parlavo solo io. Gli chiesi perché facevano parlare solo me. Mia sorella mi rispose che sembravo un pazzo, avevo gli occhi fuori come i folli. Da parte mia mi ritenevo normale, ma avevano ragione. Lascio immaginare le persone sottoposte a decenni di questa crudele infamia, sepolti vivi, li stanno annientando mentalmente, in modo scientifico. La barbarie di questi metodi viene da lontano. Erano gli stessi usati  dai piemontesi, il sistema repressivo fu creato allora, e non è mai cambiato. Oggi, come allora, in questi lager ci sono solo meridionali.  –  16/10/2012

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Mi hanno mandato una pagina del Corriere della Sera del 2 ottobre 2012, dove c’era un appello per l’abolizione dell’ergastolo. La pagina l’ha comprata Umberto Veronesi. Ha fatto scrivere grande “Uniamoci contro l’ergastolo”. Menziona il convegno al Senato del 2 ottobre, quello organizzato da Veronesi con la sua associazione “Science for peace” il 16 e 17 novembre, nell’aula magna dell’Università Bocconi di Milano, dove parteciperanno  intellettuali e scienziati di tutto il mondo, tra cui molti premi nobel, ha sottolineato la raccolta di firme nel sito di Carmelo Musumeci, ed evidenziando la violazione dell’art. 27 della Costituzione. Veronesi ha preso a cuore la lotta per abolire l’ergastolo, e la sta portando avanti con coerenza. E’ una persona da ammirare e merita il massimo rispetto. Se riusciremo in questa lotta, molto lo dovremo anche a lui. Tutti possono andare nel sito del Corriere della Sera, e leggere la pagina sull’ergastolo.  –  17/10/2012

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Ho finito di leggere il libro “I lager dei Savoia- storia infame del Risorgimento nei campi di concentramento per i meridionali”. Lo scrittore è Fulvio Izzo. Edizioni Controcorrente. La prefazione è di Francesco Mario Agnoli del 6-12-1998. Inizia così: “La prima impressione che questo libro susciterà nella grande maggioranza dei lettori sarà un pugno alla bocca dello stomaco, tanto grande è la distanza tra l’oleografia risorgimentale ufficiale e la nuda e crudele realtà dei fatti”. Ed è vero. La crudeltà usata come ama di potere. Quello che insegnano a scuola sono delle menzogne storiche, per nascondere l’infamia che hanno commesso dopo la conquista del meridione. Il triumvirato Garibaldi-Cavour-Vittorio Emanuele II, dovrebbero essere cancellati dai libri di scuola, perché oggi sarebbero processanti per crimini contro l’umanità; come lo furono a Norimberga i capi nazisti, altrettanto i macellai che eseguirono la feroce repressione, i vari cialdini, Pinelli, Pallavicini, la Marinara, ecc. Invece ci sono vie, piazze e mausolei intitolati a loro. I crimini commessi non li hanno fatti neanche i nazisti con l’occupazione del 1943-45. Persino gli inglesi che sono stati i fautori di questa selvaggia conquista, inorridivano davanti a quello che videro e che ne vennero a conoscenza. L’inglese Wilford, incuriosito da alcune articoli pubblicati sul quotidiano “Popolo” a firma di Giovanni Gervasi, venne a Napoli e riuscì a ottenere dal questore di Napoli l’autorizzazione a visitare le prigioni della città. Pubblicò un articolo sul Times, confermando tutto ciò che aveva scritto il Gervasi, sottolineando che  tutto ciò che di turpe, di feroce, d’immondo, di barbaro, d’infame si praticava sui prigionieri. Le torture provenivano dai bandi di Carlo Felice del 22 febbraio 1826 (degno parente di Vittoria Emanuele). Il 12 agosto 1861, il deputato inglese Giorgio Bowyer, indirizzò una lettera a Lord Palmerston, raccontandogli quello che succedeva nel Meridione. Cita tanti episodi di stragi, di barbarie e di arbitri contro la popolazione termina affermando che “la distruzione è totale”, e il governo inglese dovrà rendere ragione al Parlamento quando si adunerà, sui delitti commessi nell’Italia meridionale sotto la tirannia di Cialdini e Pinelli. Lord Lennox, dopo avere visitato alcune carceri e visto l’inferno delle torture di cui erano vittime migliaia di meridionali, fece una relazione al Parlamento inglese. Dopo avere elencato le sue visite scrisse: “Sento il debito di protestare conto questo sistema. Ciò che è chiamata unità italiana deve principalmente la sua esistenza  alla protezione e all’aiuto dell’Inghilterra, deve più a questo che non a Garibaldi, che non agli eserciti vittoriosi della Francia, e però, in nome dell’Inghilterra, denuncio tali barbare atrocità, e protesto contro l’egidia della libera Inghilterra così prostituita”. L’Inghilterra fu sorda ad ogni appello, perché era la causa del problema, e le sorti delle popolazioni meridionali  furono abbandonate al loro destino nelle mani dei macellai piemontesi del “Re Galantuomo” di Vittorio Emanuele II. Interessavano solo le ricchezze del Regno delle Due Sicilie, per il resto erano estranei ai progetti politici già decisi dai famelici savoiardi, che ritennero di cancellare d’autorità il problema della ribellione. Tutti i prigionieri meridionali vengono trasferiti nei lager del Nord, principalmente gli ex soldati borbonici, dove furono fatti morire a migliaia di stenti e di torture.  Il ministro della giustizia, rispondendo a un’interrogazione, giustificò tutto ciò con la scusa che nel Meridione c’erano solo mille posti nelle carceri. Se erano così pochi, in che condizioni stavano migliaia di arrestati? Solo nel carcere di Girgenti (attuale Agrigento) c’erano 32.000 prigionieri. Viene da chiedersi, se c’erano solo mille posti nelle carceri meridionali, significa che  non c’era tutta quella delinquenza che la propaganda risorgimentale ha spacciato a piene mani, semmai l’ha creata per legittimare il saccheggio con la repressione e l’instaurazione di una colonia. Con la legge Pica, ogni aberrazione fu legittimata, legalizzando l’effusione del sangue. Il deputato Ferrari, nella seduta della Camera del 19 novembre 1862, con violenza accusa: “Vengono cacciati nelle carceri e fucilate famiglie intere, il numero delle vittime e dei carcerati è enorme. E’ questa una guerra di barbari. Se il sentimento vostro morale non vi fa inorridire di camminare sguazzando nel sangue, io non saprò più comprendervi. E quanto io affermo del Regno di Napoli, ditelo pure della Sicilia. Là pure si cacciano le genti in prigione e si uccidono  a fucilate senza nessun formale procedimento. Versare sangue è diventato  sistema. Ma non si rimedierà al male fatto, versando sangue a torrenti. Nell’Italia meridionale non si crede a siffatto sistema di sangue; e chi porta un’uniforme si crede di avere diritto di uccidere chiunque non ne porta”. Nel 1864 in un dibattito alla Camera, un deputato urlò “è un periodo di cotanta illegalità ed arbitrio, da non avere riscontro storico in tempi e in popoli meno civili fra i più barbari ed ignavi”. Alle vicende di circa 100.000 prigionieri di guerra (l’intero esercito), anche nei riguardi delle popolazioni meridionali, si commettono deportazioni, prigionie, fucilazioni, e restrizioni della libertà, tali da fare  parlare di “ferocia come dogma governativo”. Era ferocia generale, sistematica, premeditata, era ferocia stabilita da quel sanguinario di Vittorio Emanuele II. Resero il Sud un inferno, costringendo la gente a scegliere tra finire in prigione, servire il nemico piemontese o darsi alla guerriglia. La fredda crudeltà di ideologhi, insieme alla ferocia ottusa di politici e militari, uniti, criminalizzarono ogni cosa e negarono ai meridionali ogni diritto. Il disprezzo razzista nei confronti degli abitanti del Regno delle Due Sicilie è chiarissimo nei dispacci e i rapporti militari e politici, vengono paragonati ai beduini africani. Non si piegarono, e anche senz’armi e senza comandanti militari, corsero sui monti a tenere alto l’onore della loro patria. L’esercito, seppure tradito dai vertici militari, non i piegò, seppure torturati e fatti morire a migliaia, su 97000 effettivi solo in 1600 aderirono alla guardia repubblicana. In alcuni casi, la truppa giustiziò i propri comandanti per vigliaccheria di fronte al nemico. Li mandarono a Fenestrelle per “rieducarli”, l’Auschwitz per eccellenza, non esistendo i forni crematori che avevano i tedeschi, usavano una vasca di calce per cancellarli per sempre; è ancora lì in bella mostra. Fenestrelle era un autentico inferno, anche per le angherie sistematiche delle guardie carcerarie. Furono deportati, murati vivi e massacrati, in un silenzio che si vorrebbe far durare tutt’ora. Per avere mano libera in tutto, furono epurati il 90% della magistratura, dell’università, dei funzionari pubblici e sciolti i comuni ritenuti filo borbonici, circa due terzi. Con la legge del sospetto potevano arrestare e fucilare chiunque, anche donne, vecchi e bambini, non avevano più diritti. Le disposizioni piemontesi erano eseguite con una severità che sembrava un delirante furore; simile alle SS tedesche, se non peggio. I miliari elevarono la carneficina a sistema di potere. Questo metodo con modi  e terminologie diverse è arrivato fino a noi. La pianificazione dell’arbitrio  non verranno mai, coperti agli stati di assedio, dal 1860 all’inizio del ‘900 ne saranno dichiarati dieci; oggi si chiamano emergenze. La politica di repressione nel Meridione, non trae giustificazioni dall’eccezionalità, ma è l’originario e convinto approccio colonialista che porta il Piemonte a tenere il Sud in un permanente stato di soggezione, sia militare che economico, dal momento che era semplicemente considerato territorio di conquista, il cui inserimento nella realtà della penisola ha solo carattere subalterno, anzi è opportuno tenerlo separato, perché rappresenta quasi una vergogna. Il Re Francesco II aveva capito, e quando si imbarcò per l’esilio disse: “non vi lasceranno neanche gli occhi per piangere”. Il popolo che ha sempre un intuito infallibile capì che la pota in gioco non era il loro Re, ma l’indipendenza della loro terra. Non la monarchia borbonica, ma l’autonomia amministrativa dello Stato. Non il destino di una dinastia, ma quello proprio. Furono questi i motivi che indussero il 99% dei meridionali a sollevarsi contro il nemico piemontese invasore. L’arroganza e la loro presunta superiorità protrassero per decenni la macelleria repressiva, rendendo irrecuperabili i rapporti tra le popolazioni meridionali, con strascichi ancora evidenti. Non bastava la conquista, l’occupazione e il saccheggio selvaggio, la loro propaganda diffuse in forma capillare la menzogna e il razzismo che dura tutt’ora: “il Mezzogiorno  è la palla di piombo che impedisce più rapidi progressi allo sviluppo civile della penisola; i meridionali sono biologicamente degli esseri inferiori, dei semibarbari o dei barbari completi per destino naturale; se il mezzo giorno è arretrato, la colpa non è dello Stato o di qualsivoglia altra causa storica, ma della natura che ha fatto  i meridionali poltroni, incapaci, criminali, barbari”. Di tutte le infamie commesse hanno cercato di cancellare il ricordo per l’impossibilità di trasformarle in fenomeni folkloristici. Giustificarono tutte le atrocità con la legge, con la complicità dei fuoriusciti, che piemontesizzati nel loro soggiorno a Torino, alimentarono le peggiori nefandezze; come la legge Pica. La colonia creata è rimasta uguale a 150 anni , solo molto più povera, la repressione è la stessa, i lager sulle Alpi ci sono anche ora (Cuneo, Novara, Tolmezzo), nulla è cambiato e nulla cambierà, se non ci sarà una ribellione. Il paradosso è che la repressione non è più fatta dai piemontesi, ma il 98% sono tutti meridionali, e sono molto più feroci, vogliono mettersi in mostra  con i padroni e dimostrare la loro fedeltà.  –  18/10/2012

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Le parole sono pesanti come macigni, quando vengono dettate dal pregiudizio e usate con superficialità, alimentano il razzismo. Un ragazzo di 22 anni di Palermo, in un raptus di gelosia aveva aggredito l’ex fidanzata, la sorella di 17 anni, nel cercare di difenderla è stata uccisa. Una tragedia per i genitori, una figlia uccisa e l’altra ferita in modo grave. Questi tragici episodi non si possono spiegare, perché sono dettati dall’irrazionalità folle, e l’unica spiegazione che si può dare, ma nello stesso tempo vanno condannati perché ogni essere umano è sacro. Anche su queste disgrazie i media alimentano il razzismo, usando le parole come una clava. In TV, non solo hanno detto che il killer era stato arrestato, ma per tutta la giornata nella striscia dei sottotitoli, era scritto “arrestato killer”. Nel Nord usano altre parole “raptus di follia”, “non ha retto alla rottura”, ecc., tanti altri termini, ma mai killer, parola usata solo per gli omicidi della criminalità. Anche su queste notizie si dimostra il razzismo strisciante, creato dai Savoia con l’aiuto dei loro sgherri come Lombroso, e continua tutt’ora.  –  19/10/2012

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Con entusiasmo aspettavo la partita Juve-Napoli, ero ottimista che vincevano, ma purtroppo, anche avendo dominato, nel secondo tempo, in un minuto ci hanno fatto gol, è stata un’amare delusione. Ci rifaremo a Napoli. Mi auguro che la squadra non si demoralizzi nella cavalcata per lo scudetto.  –  20/10/2012

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Mi hanno raccontato che su internet è possibile contattare e vedere il norvegese (non ricordo il nome) che ha ucciso oltre 70000 persone, condannato a 21 anni i carcere. Si può vedere la sua cella, come passa le sue disponibilità. Ha il computer in cella collegato a internet; la sua cella somiglia ad una normale stanza; può partecipare a tutte le attività che offre il carcere (in Norvegia sono molte e di qualità); la cella aperta tutta la giornata; non gli manca niente per iniziare un recupero per un futuro ravvedimento. Mentre pensavo a ciò che mi raccontavano, l’ho immaginato qui in Italia, dopo avergli dato l’ergastolo per ogni omicidio, l’avrebbero messo nel regime di tortura del 41 bis, con la cura di limitargli anche l’aria che respirava. Ricordo che, un parlamenta in visita al carcere di Parma, nel reparto del 41 bis, lo portarono dal brigatista Mezzosalma, un carcere l’omicidio Biagi, gli chiese come lo trattavano, rispose “vorrei vedere un po’ di cielo” (con le grate chiamate gelosie non vedeva neppure il cielo, murato vivo). Gli fece capire come veniva trattato. Notizia riportata dal quotidiano locale nel 2007-2008. Credo che il norvegese sarebbe stato trattato peggio, e con il tempo l’avrebbero fatto impazzire. La civiltà italiana è molto famosa per il rispetto dei diritti umani  e i trattamenti nelle carceri, sic! A volte rimpiango di non essere nato in un Paese così civile come la Norvegia.  –  21/10/2012

Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 dicembre

Eccoci con uno degli appuntamenti principali di questo Blog. Il diario di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- per il mese di dicembre. Da quando ha preso corpo questo appuntamento mensile con Pasquale, la sua rubrica è cresciuta nell’apprezzamento generale.

Pasquale crea ogni volta un “piccolo libro” dove ci porta nel suo mondo. Un mondo che ha i confini del carcere sullo sfondo. Ma  spesso la mente riesce ad andare anche oltre questi confini, ed emerge l’uomo integrale con le sue riflessioni sulla politica, l’economia, la società, la geopolitca. Ed emerge il caleidoscopio delle sue emozioni, delle sue  tensioni morali, delle sue indignazioni. E magari sarà anche “immaturo” come qualcuno sostiene, ma noi vediamo la persona che ci prova, ci prova a non vivere di silenzi, a mettere in moto la mente, ad agganciare il mondo, a sentirsi uomo tra gli uomini. E magari scriverà parole di fuoco per le ingiustizie che subisce un popolo lontano da noi un continente. Ma in quel momento Pasquale sente di appartenere a quel popolo, sente che quella ingiustizia grava anche su di lui.

Certe valutazioni di Pasquale possono essere contestabili, ma c’è sempre la generosità e l’onestà di chi ci mette la faccia, e non lascia perduta nessuna occasione di dire anche solo una parola in più. E quell’ultima parola detta ai tempi supplementari, e prima dei calci di rigore può fare la differenza.

Il diario di Pasquale De Feo va letto e tutto e tutti i momenti hanno un loro valore, ma, come al solito, già in fase di presentazione, citerò qualche brano.

Innanzitutto un chiarimento che Pasquale ci tiene a dare..

“Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito”  (24 novembre)

In un altro Passaggio Pasquale parla della problematica vicenda di un detenuto tunisino, dal nome di Khalil Jarraya..

Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. (…) . Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo, prov. di Cosenza.” (30 novembre)

Quindi, chiunque voglia scrivere a questo detenuto tunisino, sulla cui vicenda processuale gravano forti dubbi, ha l’indirizzo per farlo.

Successivamente Pasquale riporta una vicenda emblematica..

“L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”.  (4 dicembre)

Quante volte la carcerazione preventiva viene usata come strumento di intollerabile pressione, volto anche a spezzare la volontà. Quanti casi del genere avvengono davvero? Quanti non verranno mai mesi noti, magari perchè il detenuto che li riguarda vale come il due di picche?

In un altro punto è un contesto emblematicamente inquietante quello che emerge..

Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava. ” (15 dicembre)

E’ vero che il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto nelle carceri è nelle mani -da oltre 3o anni- della ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A.? E questo incide sul livello dei prezzi che, in relazione al sopravvitto, viene contestato in molte carceri? E se questo monopolio è reale, perchè non si è mai pensato a scalfirlo? E quante sono coloro che, limpidamente o meno, nelle varie carceri, traggono vantaggio da questo sistema?

Adesso uno di quei momenti che sono portatori di speranza, una di quelle chicche che Pasquale pesca grazie alle sue infinite onnivere letture che attingono a più fonti possibili:

“Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. ” (14 dicembre)

E adesso facciamo la nostra immersione nei “territori” del carcere di Catanzaro. Ad un certo punto Pasquale scrive..

“Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. ” (16 dicembre)

Ci sarà questa divina illuminazione?… 😀

Sempre riguardo a Catanzaro, Pasquale conclude il diario di questo mese con questo momento… alla fine del quale ci sono anche i suoi auguri per tutti gli amici del Blog.

“C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti”

Stare senza i riscaldamenti, specialmente in giorni di freddo intenso, è una condizione disumana. C’è davvero da sperare che fatti del genere non riaccadano.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.

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Oggi sempbra che si siano apere le cataratte del cielo, sta facendo tanta acqua che tutte le falde d’acqua strariperanno per la troppa acqua che riceveranno. Tutti quelli che lamentavano siccità e poca acqua perché porta neve suei monti, sono stati smentiti. I tg hanno riportato notizie con video in vai parti d’Italia, in in particolare nel Sud, strade cehe sono diventate fiumi, interi paesi allagati, alcuni isolati, in provincia di Messina sono successi dei morti per una frana. Ormai l’emergenza annuale è diventata ordinaria. Se non faranno  un piano nazionale, intervenendo ogni anno, ci saranno emergenze che causeranno disastri e lutti.  –  22/11/2011

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L’Arabia Saudita nei TG viene sempre indicata come un paese islamico moderato. Alcuni mesi fa ci furono commenti entusiastici, perché nel 2015 avrebbero concesso il voto alle donne. Ogi trovo un piccolo articolo in  cui la “Commissione saudita sulla virtù” ha stabilito che gli occhi sexy vanno coperti, e pertanto mascherati con il burqa integrale. Questa dittatura malsana coperta da una sorta di teocrazia Wahabita, una frangia islamica… invece di andare avanti, torna indietro nel Medioevo. I media occidentali coprono questi questi paesi che hanno ditatture crudeli, perché ritenuti amici; e alimentano risentimenti sproporzionati contro paesi che non lo  meritano, solo perchà non ritenuti amici o, detto meglio, servi dell’Occidente.  23/11/2011

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Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito. Nella sua lettera, l’amica Luciana mi ha mandato gli articoli di quotidiani per gli auguri a Padre Celso. Per i suoi 80 anni gli hanno peaparao un llibro con 200 lettere scritte da tutti quelli che gli vogliono bene. Ho partecipato anche io con una mia lettera. Padre Celso è il parroco del carcere di Parma. La Chiesa che intendo io è quella dei religiosi come Padre Celso, Suora Assunta, Don Guiro, ecc… persone che hanno comportamenti vicini agli insegnamenti di Gesù.. “ama il prossimo tuo”.. o almeno rispettalo. Non condivido il potere farisaico e machiavellico della Chiesa del Vaticano.  –  24/11/2011

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Ho già menzionato alcune volte i volontari di Parma, che occupano un posto speciale nel mio cuore, sono delle persone stupende. C’è Gianfranco, una persona meravigliosa a cui voglio molto bene. Ci tenevo a rammentarlo, perché ogni volta che mi scrive mi insegna con i suoi comportamenti il significato dell’amore per il prosimo. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per ciò che mi trasmette.  –  25/11/2011

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Il padre di Giuliano, il ragazzo ucciso dal G8 di Genova, ha dichiarato, dopo la sentenza della Cassazione che ha assolto De Gennaro, che in Italia c’è la casta degli intoccabili. L’ex capo della Polizia De Gennaro, era stato accusato dal Questore di Genova.. che aveva dichiarato di avere agito in base agli ordini del suo capo, appunto De Gennaro. Poi ritrattò. Ma c’erano anche le intercettazioni che confermavano la sua colpevolezza. Se anche non ci fossero le accuse e le intercettazione, è impensabile che un evento di portata mondiale come Il G8 non fosse coordinato dal capo della polizia, ma purtroppo queste cose succedon solo in Italia. Ormai è intoccabile da venti anni. Ora lo è ancora di più, essendo il capo dei servizi segreti.  –  26/11/2011

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Qualche settimana fa sia i TG che i quotidiani davano risalto a un’operazione di arresti e sequestri di beni dal valore di 350 milioni a Reggio Calabria. I titoloni “La ‘ndrangheta… affoga nel gasolio”, e i video girati dai TG che mostravano in pompa magna i funzionari che avevano fatto l’operazione. Due fratelli che avevano una ditta per la distribuzione del gasolio per la Calabria, e negli ultimi anni si stavano espandendo in tutta Italia.. li accusavano di avere evaso le tasse, avendo venduto il gasolio come agricolo con l’iva ridotta al 10%. Siccome tra gli intermediari c’erano un paio di persone ritenute vicine a due clan, questo ha ceato la motivazione per gli arresti  e il sequestro della ditta per la distribuzione del gasolio. Un imprenditore meridionale dovrebbe chiedere, a tutti quelli che acquistano i suoi prodotti, quali siano le le loro amicizie, il paese e il certificato penale.. una cosa assurda. Ieri sera, il TG regionale di Rai Tre dava la notizia che i due fratelli Camostra, della ditta di gasolio, erano stati scarcerati. Questi episodi succedono  solo nel Meridione. Nel Nord non si sento queste notizie. Trempo fa vidi su Report, la trasmissione di Rai Tre condotta dalla Gabanelli, che in provincia di Vicenza circa duecento aziende avevano evaso le tasse e portato all’estero circa due miliardi di euro. Né ci furono arresti, né sequestrarono le aziende. Il mio personale pensiero è che tutte le imprese che rimangono nell’ambito regionale non avranno nessun problema. Come iniziano a diventare nazionali, c’è subito pronto un PM per bloccare questi imprenditori coraggiosi. In particolar modo  certi settori soggetti a monopolio non possono essere toccati.  –  27/11/2011

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In Sardegna il consiglio regionale ha emanato un ordine del giorno per licenziare quei mascalzoni di Equitalia che stanno saccheggiando l’isola e mandando sul lastrico migliaia di famiglie e portando alla chiusura di una buona parte delle aziende dell’isola. Molti cambiamenti sono iniziati per la fame e le tasse onerose. Auguro ai sardi la stessa cosa, e che le loro lotte mettano fine al rastrellamento economico che li sta riducendo in miseria.  –  28/11/2011

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Ho letto che per il furto di 20 gamberoni in un supermercato una persona è stata condannata a 2 anni e 2 mesi. La proporzione è molto squilibrata se messa a confronto con le condanne di tute le ruberie varie degli scandali italiani degli ultimi trent’anni. Tra banchieri, imprenditori, politici, religiosi e i vecchi boiardi di stato, con somme sempre milionearie, le loro condanne rasentano il ridicolo, rispetto alle pene che vengano comminate tutti i giorni al popolino. I magistrati quando affermano che la loro indipendenza è sacra, che sono giusti ed equilibrai, e che non fanno distinzioni tra le persone che inquisiscono, se la suonano e se la cantano da soli, perché oramai non ci crede più nessuno.  –  29/11/2011

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Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. L’ex ministro Alfano nel 2009, con una circolare, ha creato tre circuiti: AS1, AS2, AS3. L’AS2 è per i politici, ed è suddivisa in quattro tipi di sezione: anarchici, islamici, brigate rosse o di varie estrazioni i sinistra, e l’ultima è per i politici di destra. Ci sono sezioni con 2-3 persone, come il carcere di Terni. La sezione AS2 per i politici di destra comprende due persone. Infine l’AS3 sostituisce l’ex AS. Si viene allocati in questa sezione perché si rientra con ill reato co un’aggravante nel famigerato art. 4 bis, e di conseguenza si diventa “mafioso”. Il tunisino in questione si chiama Khalil Jarraya. Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo (Cosenza).  –  30/11/2011

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TV e quotidiani hanno dato la notizia che Lucio Magni, scrittore e giornalista, fondatore de “Il manifesto” è andato in Svizzera per mettere fine ai suoi giorni con l’eutanasia. Dopo la morte della moglie, la depressione lo aveva svuotato di ogni energia. Dicono di lui che abbia forgiato il suo destino. E lo ha fatto anche nell’andarsene, decidendo lui come e quando mettere fine alla sua esistenza. Ancehe non conoscendolo, provo una grande ammirazione per un uomo coerente con il suo vissuto fino alla fine. Per esercitare il diritto naturale all’eutanasia è dovuto andare in Svizzera. Perché non ha potuto farlo in Italia? Semplicemente perché abbiamo dei politici molto piccoli che si genuflettono a tutto quello che ordina il Vaticano. Una cappa sinistra e oscurantista che mantiene in  Paese indietro nel progresso. Monsignor Sgreccia, voce della Chiesa, ha dichiarato che “non siamo padroni della nostra vita”. Si sbaglia di grosso perché noi siamo l’unico proprietario della nostra vita, e non ci possono essere proprietari padroni della nostra vita. Si dovrebbe mettere un articolo nella Costituzione dove si stabilisca che ogni persona ha il diritto di disporre liberamente della propria vita, senza vicnoli di legge e di dogmi religiosi, così sparirebbero tutte l eleggi dettate dal Vaticano ai nostri politici su eutanasia, aborto, pillole anticoncezionali, ricerca sulle staminali, ecc. Arriverà mai quel giorno? Mi auguro di sì.  –  1/12/2011

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Il Papa ha dichiarato che appoggerà tutte le iniziative per l’abolizione della pena di morte. Se rammento bene, il Vaticano non solo non ha mai abolito formalmente la pena di morte, ma in una enciclica del Papa precedente, non solo non aveva condannato la pena di morte, ma in alcuni casi la riteneva necessaria. Vorrei dire al Papa che in Italia c’è la pena di morte e lui non ha mai detto niente in proposito, anche se noi ergastolani gli abbiamo fatto una petizione in merito. L’ergastolo è peggiore della pena di morte, che ha bisogno di un coraggio momentaneo, mentre l’ergastolo è una pena di morte che dura tutta l’esistenza. I rivoluzionari francesi nel redarre il nuovo codice penale, nel 1791, conservarono la pena di morte, ma abolirono l’ergastolo perché lo ritenevano disumano. Aldo Moro, contrario all’ergastolo, disse in una lezione all’università, “la pena perpetua è umanamente inaccettabile”. In Italia è stata istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena (art. 41 bis) da circa 20 anni. Neanche in questo caso il Papa ha mai detto niente. Certe tematiche non possono essere guardate con l’ipocrisia della politica. La religione dovrebbe avee un’etica supeiore ad ogni logica di potere.  2/12/2011

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Un lungo articolo su un quotidiano  rammentava la strage nel Vaticano del capo delle guardie svizzere che uccise la moglie e una guardia svizzera. Il tutto fu archiviato in 48 ore. Si disse che la vicenda era stata il frutto di un raptus della guardia svizzera. Un sardo, Nino Arconte, che ha fatto parte di Gladio e dei servizi segreti, racconta una storia del tutto diversa. Il capo delle guardie svizzere, colonnello Estermann, ex spia della Stasi all’interno del Vaticano, era a conoscenza di segreti inconfessabili del Vaticano. Aveva paura e voleva fuggire negli Stati Uniti con un’altra identità, e aveva contattato Arconte, nel suo sito, tramite il suo sito. Gli aveva dato appuntamento in Corsica, ad Ajaccio, dal 4 maggio per una settimana dove si sarebbero incontrati tutti quelli che avevano gli stessi prroblemi. Il 4 maggio 1998 successe la strage in Vaticano; gli impedirono di fuggire. La messinscena fu montata per chiudere suito le indagini sull’omicidio del colonnello Alais Estermann. La pistola in uso alle guardie svizzere era una calibro 9,41. Il proiettile del suicidio della guardia svizzera era un calibro 7. Questo dimostra che non fu omicidio-suicidio, ma una strage, e usarono il ragazzo per addossargli la colpa e completare l’opera teatrale. Ha ragione Assange, il “padre” di Wikileaks. Mettere le mani sull’archivio del Vaticano farebbe succedere un terremoto in tutto il mondo, e si dovrebbero riscrivere pezzi di storia.  –  3/12/2011

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L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”. Vorrei chiedere al direttore Iodice, se lui ha mai pensato a tutte le persone che hanno subito lo stesso trattamento quando comandava il carcere di Massa. Credo che non è diverso dal direttore del carcere di Prato, dove si trova detenuto. Inoltre, la pietà o, meglio detto, l’umanità dei carcerati nei suoi confronti, lui l’ha mai avuta per i carcerati di Massa? Non credo che lui abbia avuto questi sentimenti umani nei confronti dei detenuti. I Direttori, come altrettanto i Magistrati, dovrebbero trascorrere un mese in carcere da detenuti, in modo da capire cosa significa essere rinchiusi ed essere espropriati di tutto.  –  4/12/2011

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Nei giorni scorsi mi è rimasta molto impressa la indecente campagna mediatica contro Giovanni Scattone, che nel 1997 fu accusato dell’omicidio di Marta Russo, accaduto nell’Università de La Sapienza di Roma. Non voglio entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza di Scattone. Avendo seguito il processo, e letto qualche anno dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti sulla stampa, che asserivano che l’omicidio di Marta Russo fu uno scambio di persona. La stessa assomigliava alla figlia di un pentito siciliano, e sbagliarono persona. Quello che non capisco è perché si accanirono contro Scattone e il suo coimputato. Sono i classici misteri italiani; si trovano dei colpevoli per coprire la verità. E’ palese che qualcuno ha fatto uscire la notizia ad arte, perché non si parla dell’università, il luogo dove è stata uccisa Marta Russo, ma del liceo che ha frequentato. Scattone ha scontato la pena di 5 anni e 4 mesi. Non avendo l’interdizione dai pubblici uffici, può esercitare qualunque lavoro. L’inserimento consiste nel fatto che dopo avere scontato la pena si possa avere piena libertà di fare qualunque lavoro, e aprire qualsiasi attività. Purtroppo non è così, perché la pena prosegue all’infinito.  –  5/12/2011

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Trovo un piccolo articolo su un quotidiano nazionale.. “Conte assolto dopo vent’anni”.. “Nessun rapporto con la camorra”. Carmelo Conte, socialista, è stato ministro delle aree urbane. Era uno dei componenti della direzione del P.S.I. di Craxi. Conte abita ad Eboli, in provincia di Salerno, a pochi km dal mio paese, nella zona di Salerno Sud chiamata la “Piana del Sole”. Fu accusato da vari pentiti, che in via diretta o indiretta hanno accusato anche me. Ogni volta che leggo notizie di assoluzioni sono felice, perché sono tanti gli innocenti che finiscono nelle grinfie della magistratura. La loro colpa è di non avere  mezzi a sufficienza per potere contrastare lo strapotere della magistratura, ma principalmente quello delle procure, o perché si è recidivi, drogati, stranieri, ecc. Allora si diventa il colpevole ideale. E’ naturale chiedermi perché per tanti poveri cristi gli stessi pentiti erano credibili, invece per i politici non lo sono più? In Campania ci sono stati una ventina di politici di alto livello accusati da questi pentiti: Gava, Scotti, Conte, Patriarca, Donati, ecc. Sono stati tutti assolti dopo che i processi sono stati rinviati alle calende greche. Credo che l’anomalia del nostro Paese sia la magistratura. Massimo rigore  per il popolino e massima impunità per il potere.  –  6/12/2011

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Ho finito di leggere il libro “Mala Italia”, un libro stampato 40 anni fa. Sono racconti della fine ‘800 e inizio ‘900. Nel gergo in cui sono scritti i racconti non mi piacciono. Sembrano articoli giornalistici per rendere sensazionali le notizie. Inoltre si rimarca come un fatto ovvio e naturale che si nasce cattivi e delinquenti. Cesare Lombroso ha inquinato molto le menti di chi ha scritto i racconti –vari autori- con le sue assurde teorie, che hanno alimentato razzismi e persecuzioni alla miseria. Con alchimie varie e acrobazie cervellotiche faceva combaciare ogni cosa alle sue terribili tesi, che tante sciagure hanno causato per tutto il ‘900. Alcuni racconti mi hanno colpito. La miseria di alcuni quartieri a Firenze, Milano e Roma; e per questa estrema povertà, coloro che nascevano in quei quartieri erano ritenuti nati criminali, magari perché dediti per necessità al furto per sopravvivere. I lombrosismo esasperato. Il fanatismo religioso in una famiglia di un paese in Sicilia; buona parte della famiglia impazzì e commisero un atroce delitto familiare. Il racconto che più mi ha colpito è stato quello sui vigilati speciali, un girone dantesco della perduta gente. Una volta entrato in quel circuito, la legge non li abbandonava mai, li seguiva fino al funerale. Erano perseguitati tutta la vita e trattati peggio degli schiavi perché i carabinieri potevano prenderli a qualsiasi orario, anche in malo modo, e portarli in guardiola. Erano costretti a rubare per non morire di fame, perché come trovavano lavoro i carabinieri informavano il padrone che (il tipo che aveva trovato lavoro) era un vigilato speciale, e questi lo licenziava. Una condanna perpetua simile all’ergastolo. Oggi non è tanto diverso, perché ci sono –anche dopo avere scontato la pena- le misure di sicurezza. Queste sono divise in quelle detentive e quelle da liberi. Quelle detentive sono “casa di lavoro e colonia agricola”. Quelle da liberi “libertà vigilata, sorveglianza speciale, sorveglianza con l’obbligo di soggiorno, e libertà controllata”. Le misure di sicurezza vengono date anche ad incensurati liberi. Queste misure ostacolano la possibilità di rifarti una nuova vita, perché ti inchiodano a rimanere nel brodo di cultura dove hai sbagliato. Non ti danno la possibilità di portare avanti un’attività perché l’apparato repressivo fa di tutto per farla chiudere, e alla fine ci riescono sempre, usando anche mezzi poco ortodossi, ti impediscono di cambiare città e di espatriare. Un circuito vizioso che non ha mai fine. Il metodo viene da lontano, anche se è passato oltre un secolo, nella sostanza non è cambiato niente. Lo Stato contribuisce a livello industriale affinché la recidiva sia alimentata in perpetuo.  –  7/12/2011

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Tempo fa furono dedicati amp servizi televisivi e pagine intere per glorificare un’operazione chiamata “Faraone”, per la dimora faraonica dell’imputato, con il sequestro del suo patrimonio calcolato in 110 milioni di euro. Lo ritenevano un prestanome di un clan locale. Oggi leggo che è stato tutto dissequestrato e l’imputato assolto. Questi imprenditore aveva la forza economica di potersi difendere, ma quante persone non hanno questa forza. La legge La Torre perché non viene usata anche per i politici e i direttori ministeriali alla “Poggiolini”, sindacalisti, magistrati, religiosi, imprese vicino ai partiti, funzionari di Stato in divisa e no? Credo che pochi saprebbero giustificare la provenienza dei loro patrimoni. L’Italia è un Paese dove la corruzione è molto diffusa. Veniamo dietro al Ghana. Grosso modo sono circa un centinaio di migliaia di euro che alimenta la corruzione ogni anno. Dove finiscono questi soldi? Nei patrimoni delle persone citate. Come mai nessuno fa niente per cercarli? Semplicemente perché la corruzione è così estesa che sono coinvolti tutti; anche le istituzioni coinvolte nella ricerca dei capitali illeciti. Per questi motivi c’è bisonno di “mostri” da sacrificare e da dare in pasto all’opinione pubblica.  –  8/12/2011

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Leggo un articolo sull’ex ministro Alfano. Il giornalista evidenzia nell’articolo che, quando è invitato e viene intervistato, l’unica cosa di cui si vanta è di rivendicare l’inasprimento con nuove norme del carcere duro, il famigerato 41 bis. Questa sua rivendicazione la fa in ogni intervista, come fosse il suo fiore all’occhiello. Si ricorderà che in un suo intervento disse “abbiamo reso il carcere duro durissimo, e dovranno morirci dentro”. Un ministro che fa queste affermazioni si giudica da sé. Il giornalista nel suo articolo cerca di far riflettere. Il carcere duro è in contrasto con la tradizione giuridica italiana che costituzionalmente assegna alle carceri la rieducazione e non la repressione e la tortura, pertanto enfatizzare questo provvedimento da parte dell’ex ministro è indegno del ruolo che occupa anche ora, segretario del partito di maggioranza relativa. Il quotidiano La Repubblica che ha pubblicato questo articolo scritto dal giornalista Nino Alongi, è uno dei giornali che ha sempre difeso il 41 bis, chiamato impropriamente carcere duro, perché il nome appropriato è carcere di tortura, essendo che con il 41 bis è stata istituzionalizzata la tortura. Ha ospitato articoli di Roberto Saviano in cui affermava con chiarezza che anche se il 41 bis violava la Costituzione, era necessario. E’ paradossale che in uno Stato di diritto si ritenga necessaria la tortura. Questo dimostra il livello di democrazia e di civiltà del “signor” Saviano. L’articolo del giornalista Alongi lo annovero nella campagna antiberlusconiana in cui La Repubblica si è sempe contraddistinta. Pertanto il 41 bis in sé e per sé non è di alcuno interesse per il giornalista e il quotidiano, ma è usato solo per attaccare il delfino di Berlusconi. Il 25 ottobre il quotidiano regionale Calabria Ora ha pubblicato un articolo con una mia intervista, e devo dare merito al giornalista Luigi Guido che ha scritto a chiare lettere  quello che avevo detto, e cioè che il 41 bis è una tortura. La Repubblica non lo farà mai per non dispiacere alle procure, che tra l’altro lo usano anche come tortura per estorcee le confessioni. Con questi mezzi hanno creato Scarantino (il pentito della strage del giudice Borsellino), ma quanti Scarantini ci sono in Italia? Tanti! E migliaia di innocenti nelle carceri.  –  9/12/2011

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Anche oggi c’è il sole e la temperatura è mite, per me che soffro un po’ il freddo è una manna, perché sto bene in un clima non rigido. Per questo motivo non risento del caldo in estato. Lo sopporto bene, e poi mi piace perché non c’è bisogno di tanta biancheria, bastano magliette e pantaloncini. Guardo affascinata i paesi cardi dell’America latina, ma adoro i paesi scandinavi per la loro civiltà, l’attenzione al bene comune e il loro stato sociale, ma ci fa troppo freddo. La soluzione sarebbe di trascorrere sei mesi in un paese scandinavo durante la primavera-estate, e sei mesi in un paese dell’America latina, così sarei sempre in un clima caldo.  –  10/12/2011

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Mentre leggevo Panorama del mese scorso, ho letto un articolo intitolato “Quel pasticciaccio orribile di via D’Amelio”, una intervista all’avvocatessa Rosalba Di Gregorio, che ha diferso quattro imputati su sette del primo processo sulla strage di via D’Amelio, quella del giudice Borsellino, scaturito dalle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, che portato all’isola di Pianosa, gulag o lager non fa differenza, dove i detenuti venivano torturati, e Scarantino non resistendo dichiarò tutto quello che volevano gli inquirenti. L’avvocatessa Di Gregorio nella sua intervista fa capire con i fatti, che già dal 1995 i PM di Palermo e di Caltanissetta sapevano che Scarantino non sapeva niente della strage, ma volevano dei colpevoli, non ha importanza se innocenti. In questo contribuì anche la Procura di Torino. Le procure in questione occultarono e fecero sparire le prove che scagionavano gli imputati. L’avvocatessa Di Grigorio non essendosi arresa alle prepotenze delle procure, è stata attaccata con notizie false, e in ultima analisi con l’accusa al marito di associazione mafiosa. I pentiti sono monopolio delle procure, e li usano come meglio credono, anche in modo non ortodosso. Qualche mese addietro, quando è scoppiato questo scandalo, perché il pentito Spatuzza si è autoaccusato della strage e ha dato tutte le prove della sua colpevolezza, gli imputati sono stati scarcerati. Le procure di Palermo e Caltanissetta hano gridato al complotto e hanno aperto una inchiesta, per trovare chi ha distorto le indagini, e hanno tirato in ballo funzionari delle istituzioni che nel frattempo erano morti, hanno alzato un polverone, e poi tutto è ritornato nel silenzio. E’ normale ciò perché non potevano indagarsi da soli, essendo che sono loro che hanno distorto e condiziona ogni cosa, per fare condannare degli innocenti che loro sapevano fossero tali. Una colpa gravissima per dei magistrati. Oggi sono delle icone intoccabili, con un potere al di sopra della legge, ma un giorno la storia li condannerà per tutti gli abusi e i soprusi che hanno fatto.  –  11/12/2011

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Julian Assange capo di Wikileaks ha dichiarato che siamo tutti spiati, perché vengono tenuti sotto controllo PC e cellulari. Ha messo in rete la documentazione per provare ciò che ha affermato. C’è da credergli, il personaggio l’ha dimostrato. Ci sono decine di aziende private che controllano il mercato delle intercettazioni. L’Italia è uno dei paesi che ha più aziende che sono impegnate in questo controllo capillare. Queste tecnologie vendute ai regimi dittatoriali diventano delle armi micidiali, perché controllano tutto e non c’è nessuna libertà, e vengono usare anche per la repressione politica. Nei paesi Occidentali queste tecnologie sono usate per eliminare qualunque privacy. Finché la rete non sarà censurata, avremo queste notizie che interessanto almondo intero.  –  12/12/2011

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Il fratello dell’ex mnistro della giustizia, Angelino Alfano, Alessandro Alfano, è stato inquisito perché avremme comprato gli esami di economia. La dipendente addetta ad inserire gli esami falsi nella memoria dell’Università ha confessato tutto ed è stata licenziata. Un ministro tecnico  l’anno scorso, per una cosa simile si dimise da tutte le cariche. Questo signore che è segretario generale della Camera di commercio di Trapan, non si dimetterà, anzi Alfano lo aiuterà in futuro a fare carriera e ad avere incarichi sempre più prestigiosi. Come siamo lontani dalla cultura del rispetto delle istituzioni che vige nei paesi del Nord Europa.  –  13/12/2011

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Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.  –  14/12/2011.

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Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava.  –  15/12/2011

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Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. Gli ho detto che il più fresco di galera tra i presenti sta da dieci anni. Invece sbagliavo, perché sta da quindici anni; gli altri venti e trent’anni. Gli ho spiegato che dall’ergastolo non si esce, e che è una pena di morte diluita nel tempo. Gli ho spiegato che le pene alternative sono automatiche solo per i pentiti o, meglio detto, collaboratori di giustizia e i confidenti. Ci vorrebbero tutti come Giuda, ad accusare gli altri e a metterli al nostro posto, moltiplicando le sofferenze. Gli ho parlato del 41 bis che è un regime di tortura, che la Chiesa dovrebbe intervenire dicendo qualceh parola contro questa inciviltà indegna. Un mio compagno gli ha detto ch enel 41 bis li fanno mangiare poco. Ho visto lo stupore nella sua espressione, ma non ha detto niente. La mia impressione è che sia rimasto un po’ imbarazzato, credo che non si aspettasse questi discorsi. Sono del parere che tutte le occasioni –quando vengono persone dall’esterno- bisogna prenderle al volo, e fare loro questi discorsi, perché non sanno niente, hanno concetti recepiti dai media, che falsificano la realtà.  –  16/12/2011

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Ho letto l’ultima circolare del Ministero. Ne avevano dato notizia i TG e avevo letto qualche articolo sui quotidiani. Si tratta di aprire e tenere le celle aperte tutta la giornata. Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Ha escluso i regimi AS-1,2 E 3; e anche il 41 bis ovviamente.

E’ un discorso solo per i detenuti comuni, ma anche tra loro ci sono di distinguo, essendo stati etichettati con colori, bianco-verde-rosso. I bianchi sono aperti senza eccezioni. I vedi devono avere delle valutazioni periodiche. I rossi devono avere l’autorizzazione dal commissario. Non sono hanno creato altra burocrazia, ma va a finire che creano altri regimi, come successe con l’ex E.I.V.C. che poi diventò E.I.V., ed ora A.S.1. Tanti detenuti diventano pericolosi con la burocratizzazione dei regimi. I detenuti dell’AS-2 e 3 si trovano in questi circuiti perché hanno un reato che rientra nell’art. 4 bis O.P., oppure basta un’aggravante, anche un furto, pertanto non è la mera supposizione di pericolosità del soggeggo, ma è il reato, un comma di un reato o un’aggravante. Noi dall’AS1 siamo in questo regime percè eravamo nel 41 bis; parcheggiati in assenza del nulla. Non cambieranno mai le cose, fino a quando il ministero sarà monopolio di Pm, ex-direttori delle carceri, della polizia penitenziaria e dei suoi sindacati. Insieme formano una burocrazia discrezionale tipica dei mandarini cinesi, e si oppongono ferocemene ad ogni riforma.  –  17/12/2011

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Nelle carceri tutto è impontato sulla “sicurezza interna”. Questa parola “magica” consente di alimentare oppressione e limitazioni indiscriminate, senza nessun controllo, anzi con la complicità degli organi preposti alla tutela dei detenuti. La sicurezza è usata per violare, negare, sospendere ed espropriare i diritti. Usata come unica risposta ad ogni richiesta; usata come chiave per eludere ogni richiesta; usata per rendere cieca ogni regola; la violenza della giustiza soffoca ogni cosa. In nome della sicurezza si sono commesse e si continuano a commettere mostruose ingiustizie. Viene usata per spersonalizzare l’identità dei detenuti, e per gestirl più agevolmente. In ogni contesto, le persecuzioni sono state sempre costruite con le parole e i concetti del diritto. In questo caso i baroni di turno interpretano e in alcuni casi si inventano le norme per creare sofferenza, per avere visibilità mediatica. Ormai lo fanno senza nessuna vergogna, come fosse un comportamento normale. Le norme penitenziarie, insieme alla disciplina imposta, sono state stravolte e rese antisociali; pertanto più che la rieducazione, il trattamento quotidiano insegna ad essere al di fuori della società. In nome della sicurezza, il carcere non solo pretende di isolare i detenuti dalla società, ma pretende anche di isolare i detenuti tra loro stessi. Credo che nessuno abbia mai visto un cane legato alla catena diventare buono. Il carcere dovrebbe essere  un luogo dove si organizza un servizio, invece il servizio è totale, perché i detenuti si alimentano di odio, rabbia e rancore, per i diritti negati, l’oppressione e le frustrazioni che ne scaturiscono. Il legislatoree o il ministo dovrebbero intervenire per porre una limitazione all’uso distorto del concetto della parola sicurezza.  –  18/12/2011

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In TV alcune trasmissioni, in pompa magna dicevano che Equitalia aveva recuperato nove miliardi di tasse inevase. Oggi leggo un articolo in cui lo Stato deve altri settanta miliardi alle imprese, principalmente alle piccole imprese che hanno anche il problema della stretta creditizia delle banche. Molte imprese chiudono perché da una parte lo Stato non le paga e dall’altra i “gabellieri” di Equitalia li aggrediscono in ogni modo, e moltiplicano le cifre peggio  degli strozzini, e tutto lo si fa passare come un fatto legale. I politici sbraitano  demagogicamente per non perdere consensi, ma in realtà non fanno niente, pensano solo a che i loro privilegi non vengano toccati. Basterebbe una semplice legge. Le imprese che sono creditrici nei confronti dello Stato, li possano decurtare dalle tasse che chiede Equitalia. Si eviterebbero tante ingiustizie, fallimenti e tanta disperazione.  –  19/12/2011

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Leggo su un quotidiano che il 98% degli alberi di Natale, il 92% dei regali eil 97% degli addobbi natalizi, vengono da Yiwu, una città cinese. Questa città in 10 anni è diventata la seconda città più ricca della cina. Credo che in nessun altro prodotto ci sia un monopolio così alto. Tutto ciò è possibile perché lì non hanno leggi da rispettare.. circa operai, ambiente, sicurezza, sindacati, ecc. Ogni tanto ci fanno vedere le scene di sequestro nei porti, ma è tutta scena, perché è una goccia nell’oceano. Arrivano milioni di tonnellate di merci, non solo natalizie, ma anche certificate e pericolose. Se venissero costruite qui in Italia, andrebbero tutti gli organi quotidianamente a controllare, e nelle condizioni della città cinese, non solo chiuderebbero le aziende, ma farebbero multe e forse anche arresti. Ricordo che una volta le città di Napoli e dintorni erano considerate la Cina d’Europa. Oggi tutti quei laboratori vengono fatti chiudere, perché ritenuti organici alla camorra. La camorra è usata come il prezzemolo, lo si può mettere su ogni pietanza. Chissà chi ha interesse affinché arrivino dalla Cina milioni di tonnellate di merci non certificate e prodotte da “schiavi”, e non si possno fabbricare in Italia, con milioni di disoccupati che ci sono nel nostro Paese.  –  20/12/2011

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C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti.  –  21/12/2011

Diario di Pasquale De Feo 22 gennaio – 21 febbraio

Eccoci oggi con uno degli appuntamenti che sono diventati un classico su questo Blog. Il diario mensile che Pasquale De Feo (attualmente detenuto a Catanzaro) ci invia. Questo appuntamento mensile con Pasquale De Feo è nato da una intuizione di Carmelo Musumeci.

Pasquale condivide uno squarcio del suo mondo, del suo giorno per giono, con noi. E sebbene si parla, come è inevitabile e giusto, tanto di ciò che attiene alla realtà del carcere, lo sguardo di Pasquale spazia con un respiro ampio.. offrendo la dimensione di un uomo che è in ricerca, che vuole costantemente crescere, imparare e migliorarsi.. e che ha riflessioni importanti da fare, e da condividere.

In questa “puntata” si va dalla rievocazione delle leggi razziali alla grande tematica delle energie alternative, di cui Pasquale è un appassionato. Dai crimini delle Foibe, colpevolmente tenuti sotto silenzio per cinquant’anni (con la complicità anche di peronaggi cinici come Togliatti), alla pratica costante di manipolazione dei media, imperterriti nel coltivare i peggiori istinti forcaioli; istinti strumentalizzati anche da politici senza scrupoli. Dalla guerra in Somalia, al caso Cesare Battisti, e alla necessità di voltare finalmente pagina e chiudere la stagione degli anni di piombo.

E’ come sempre tutto da leggere ciò che Pasquale ci invia, ma prima di lasciarvi al suo diario di gennaio, voglio citare due passaggi.

Uno è quello in cui rievoca la oscura stagione del supercarcere dell’Asinara, vissuta personalmente anche dallo stesso Pasquale. Passaggio nato dalla riflessione sulla vita e l’opera del grande scrittore dissidente russo Solzenicyn che passò anni nei famigerai Gulag sovietici:

Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.”

E poi un bellissimo passaggio sulla libertà mentale, che nessuno può togliere ad un essere umano, che consente di sentire il proprio spirito libero, anche se circondati da mura, ostacoli e limitazioni.

Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011″

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo per il mese di gennaio.

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Sentire i vari Alfano, Fede, Berlusconi, Casellati, Gasparri, ecc… dire che le Procure violano le leggi, la Costituzione, i diritti, ecc, che ormai siamo in uno stato di polizia, la dittatura dei P.M., ecc. Penso che questi signori dovrebbero vergognarsi, per rifarsi una verginità hanno fatto leggi infami e miserabili che ora si ritociono anche contro di loro. Hanno ristretto tutto in carcere, principalmente nel regime di tortura del 41 bis. Non hanno potuto togliergli l’ora d’aria. Se potevano l’avrebbero fatto.

Sentire Berlusconi lamentarsi che le persone indagate sono state trattenute una giornata senza contatti con nessuno, e perquisizioni senza rispetto nelle abitazioni, buttando tutto all’aria e sequestrando telefonini, computer, soldi, ecc., come se fosse un’operazione Antimafia. Qualcuno dovrebbe dirgli che quando le forze dell’ordine vanno a casa delle persone (comuni) fanno lo stesso, e se non gli aprono subito la porta, la butano giù. In un’operazione di polizia, con qualunque titolo venga nominata, si possono fare. Viceversa se tocca a Berlusconi e ai suoi amici, non si rispetterebbere i diritti e si sovvertirebbe la democrazia. Questo signore ha una visuale della realtà molto distorta, che credo gli venga dalla sua corte che lo consiglia e gli fa apparire un mondo a misura delle sue passioni.   22-01-2011

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In questi giorni, in tutti i canali TV e nei quotidiani non si parla altro che dei vizi di Berlusconi, o forse e meglio dire della sua vita goderecci, e che i PM li hanno trasformati in reati. Berlusconi è potente e non riesce a difendersi dai PM, pensate a un semplice cittadino come potrebbe difendersi contro lo strapotere delle procure. Ormai da circa un ventennio i PM sono usciti dall’alveo costituzionale, hanno costruito un potere abnorme, supportato da un gruppo di potere composto da politici, media, personaggi vari, e siccome si ritengono gli unici depositari della verità, nessuno può contrastarli, perchè finirebbe nel tritacarne mediatico giudiziario.

Il maggiore responsaile di questo stato di cose è il PD (Partito Democratico), perchè non riesce a troncare questo legame incestuoso con i PM e una parte della magistratura. Sono convinti che senza vincere le elezioni, i PM gli consegneranno il Paese. Le procure da parte loro ne hanno approfittato e hanno instaurato una dittatura giudiziaria. Per questo motivo, anche se è un mascalzone, Berlusconi vincerà di nuovo alle prossime elezioni.   23-01-2011

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I notiziari hanno dato grande enfasi per l’arresto di un centinaio di presunti mafiosi negli U.S.A. da parte dell’ F.B.I., ritenendolo la più grande operazione nella storia. Mi domando, ma i giornalisti italiani hanno una memoria così corta? In Italia sono 30 anni, che con la famigerata legge Andreotti del 1982, il reato di cui al 416 bis, che blitz di queste dimensioni sono la normalità.

Ricordo nel 1983, in Campania ci fu un bliz di 800 persone; nello stesso anno anche io fui colpito da un bliz di altre 200 persone. Nel tempo ce ne sono stati migliaia, da Palermo a Milano. L’ultimo qui in Calabria di 300 persone. Chi capita in questi calderoni, è un miracolato se riesce a dimostrare la sua innocenza.   24-01-2011

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Bruno Contrada ha discusso la liberazione anticipata, gli è stata rigettata perchè non ha collaborato. E’ singolare che non si prenda minimamente in considerazione  che una persona possa essere innocente. Ormai sembra di essere nella ex Germania dell’Est. Chi collaborava con la Stasi (servizi segreti) era un ottimo cittadino, chi non collaborava diventava un pericoloso sovversivo d reprimere e da escludere dalla società. Bruno Contrada ha lavorato per 30 anni nella polizia, e prima dell’arresto, in via gerarchica, era il numero 3 dei servizi segreti. Se a uno come lui non danno un beneficio penitenziario, lascio immaginare se possono dare qualcosa ai tanti poveri Cristi che sono nelle carceri.   23-01-2011

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Oggi un compagno, qui con me, ha realizzato una sua idea, che avevo subito abbracciato quando me ne parlò. Ha fatto uno stampato d divulgare tra i carcerati e da spedire all’ambasciata brasiliana, per solidarizzare con il Presidente Lula e il Brasile, per giusta decisione che ha preso, di non estradare Battisti. Se lo portano in Italia, sarebbe condannato a morte e alla tortura. Lo seppellirebbero vivo nel regime di tortura del 41 bis fino alla fine dei suoi giorni. Una pena di morte diluita nel tempo, con la tortura quotidian. Inoltre si chiede all’ambasciatore brasiliano di informare le diplomazie francesi e inglesi affinché intervengano, come fecero nel 1865, per moderare la repressione dello Stato italiano nei confronti dei cittadini meridionali e ristabilire il rispetto dei diritti umani, civili e politici. C’è un’omertà criminale che è coperta con la dicitura di Stato democratico e civile.   26-01-2011

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Oggi è il mio compleanno, compio 50 anni, ma è anche il giorno della memoria, l’olocausto degli ebrei da parte dei nazisti. Un popolo (gli ebrei) che ammiro, perchè ha reagito sempre a tutte le persecuzioni, sopravvivendo.  In millenni di distruzioni, genocidi e deportazioni, non hanno perso la loro identità, la loro lingua e le loro leggi. Hanno fatto di ogni posto del mondo in cui sono andati la loro terra promessa. Ogni popolo sradicato dalla propria terra è scomparso. Gli  Ebrei, con il loro libro (la Bibbia) sono stati più forti di chiunque altro. Onore a questo popolo che è degno di ammirazione e rispetto.   –  27/01/2011

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A Firenze, un’insegnante ha detto ai suoi alunni, facendo finta di leggere una circoalre ministeriale, che entro il 15 aprile, dovevano portare il certificato di nascita e di residenza, anche quello dei genitori e dei nonni, perchè chi non era nato a Firenze e in Toscana, da settembre non poteva più frequentare la scuola. I ragazzi erano increduli e allibiti alla notizia. E’ subentrata la disperazione e la rabbia per una legge così ingiusta. Dopo una mezz’ora, l’insegnante ha detto loro la verità, che si trattava di una finzione, ma l’aveva fatto per fargli capire cosa avevano provato i ragazzi ebrei nelle scuole, con le leggi razziali del 1938. Cred che i ragazzi non dimenticheranno mai più il 27 gennaio, giorno della memoria dell’Olocausto nazista, e capiranno quanto sia infame e miserabile qualunque razzismo.  –  28/01/2011

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Oggi tutti i TG hanno dato la notizia dell’apertura dell’anno giudiziario. Mi sembra una riunione con vestiti d’epoca. Dicono sempre le stesse cose: confermare il loro potere spropositato e attaccare tutti quelli che non osano riconoscere la loro dittatura e vogliono intaccare i loro privilegi.

Gli avvocati hano indetto uno sciopero per protetare contro l’immobilismo  politico sulle riforme non fatte della giustizia. Non parteciperanno alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, ritendendolo un rituale ottocentesco, che continua a relegare gli avvocati in posizione gregaria. Tutti i magistrati che hanno aperto l’anno giudiziaria, hanno detto che si pagano troppi indennizzi. Quest’anno sono stati circa un centinaio, ma i tempi di pagamento sono lunghi, e anche su questo è dovuta intervenire la Corte Eurpea dei Diritti dell’Uomo, condannando l’Italia.

Un filosofo greco diceva che “la soluzione di un problema è all’interno del problema stesso”. In questo caso il problema sono i magistrati, e fno a quando non verrà fatta una riforma radicale, che riporterà gli stessi nel ruolo della loro reale funzione, non solo la giustizia non funzionerà, ma anche la politica non potrà governare essendo sotto ricatto. Inoltre enssun cittadino può essere sicuro di avere giustizia e di avere la forza di potersi difendere contro lo strapotere dei magistrati.  –  29/01/2011

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Totò Cuffaro ha passato la prima notte in cella, nel carcere di Rebibbia. L’on. Calogero Mannino è andato a trovarlo. Cuffaro gli ha raccontato che non era abituato al freddo del carcere, e ha patito molto il freddo della notte. Inoltre ancora doveva farsi la doccia, forse gliela facevano fare il giorno dopo. Nei giorni seguenti ai vari parlamentari che andavano a trovarlo, ha confidato che ha pianto molto durante le notti. Ha chiesto un posto di lavoro per essere impegnato. L’hanno spostato dal reparto A.S. e messo in un reparto comune, ed era in attesa di una cella singola,e di un lavoro o in biblioteca o in infermieria.

Non credo che un semplice cittadino-detenuto avrebbe avuto in pochissimi giorni tutte queste agevolazioni: essere declassificato, avere una cella singola e un lavoro, che a lui serve per occupare il tempo, mentre ai detenuti serve per guadagnare quella miseria che danno, essendo che il 99% dei detenuti è povero.

Quando era Presidente della Regione Sicilia sono stato detenuto nel carcere dell’Ucciardone, un vergogna per la civilà italiana ed europea. Ho dovuto lottare tenacemente per farmi trasferire. In tutti gli anni che è stato Presidente, on si è  mai interessato delle carceri; la stessa cosa vale per il suo padre putativo Calogero Mannino, nonostante abbia conosciuto il carcere. Sentirli lamentarsi cme fossero vittime del sistema,  quando ne fanno parte, credo si amolto sgradevole per migliaia di detenuti che subiscono da anni tanti abusi e nefandezze.  –  30/01/2011

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Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.

Avevo letto in un libro che un Ebreo in un campo di concentramento nazista, quando la disperazione l assaliva, rivolgendosi al cielo ripeteva un versetto della Torah, “Dio della vendetta non dimenticare”. Lo avevo preso a prestito, e lo ripetevo spesso per darmi forza. In Italia dopo quasi 20 anni, lo Stato parla ancora del regime di tortura del 41bis, come fosse una normale detenzione, mistificando la realtà. L aviolenza di Stato è più brutale di qualsiasi crimine.  31-01-2011

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Nei TG ho sentito la notizia che il figlio di John Gotti, degunto qualche anno addietro e ritenuto capo di una delle cinque famiglie di New Yok, ha proposto all’attore John Travolta di interpretare il padre nel film da lui finanziato. Si sono incontrati a cena in un ristorante, sono stati fotografati dai paparazzi, e le foto sono state pubblicate da tutti i giornali. L’attore avrebbe accettato la proposta. Neglii Stati Uniti non ha fatto nessuno scalpore, la notizia è stata data con enfasi, ma niente di più. Ricordo che quando John Gotti stava facendo il processo in tribunale, lo andarono  a trovare alcuni attori di livello mondiale, tra cui Anthony Quinn. La notizia fu trasmessa dai media, e fece il giro del mondo, ma non fece scalpore e nessuno si stracciò le vesti.

Mi sono immaginato l’evento qui in Italia. Il circolo mediatico dell’antimafia avrebbe messo su un teatrino e tutti i soggetti interessati sarebbero stati messi alla gogna e schiacciati. Ormai in Italia c’è un clima come quello degli Stati Uniti ai tempi del Maccartismo. Il senatore Mc Carthy faceva vedere sovietici e comunisti da tutte le parti. Questo gli permetteva di tenere tutti sotto scacco, perchè poteva rovinare chiunque in breve tempo. Negli U.S.A. durò pochi anni, in Italia sono circa 20 anni che va avanti. Berlusconi che è il più ricco e potente uomo che c’è in Italia, non riesce a difendersi dagli attacchi del circolo mediatico antimafia, e con fatica riesce a contenerli. Figuriamoci se un semplice cittadino può avere la forza per difendersi. Credo che tutti dovrremmo riflettere su questo strapotere, perchè limita fortemente la nostra democrazia e le nostre libertà civili.  –  1/02/2011

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Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011

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H letto su un quotidiano “volpe ferita spara al cacciatore”. E’ successo in Bielorussia. Il cacciatore nel prendere la volpe ferita, nel divincolarsi con una zampa, ha premuto il grilletto del fucile, ferendo il cacciatore. Ogni tanto si inverte l’ordine delle cose. Dovrebbe succedere più spesso. In ogni campo, per dare l’imput per riflettere, essendo che si riflette poco. Tutto è fatto di corsa, in modo frenetico. Anche io ho questa tendenza, ma poi mi soffermo e rifletto.. dove devo andare così di fretta? a nessuna parte. Ho tutto il tempo per fare ogni cosa. Dicono che ai detenuti, e in particolare agli ergastolani, il tempo non manca. Sembrerà strano.. non ho mai tempo sufficiente per fare tutto quello che vorei.  –  3/02/2011

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Quando ero al carcere di Parma, arrivò un detenuto del Marocco, si chiamava Mohamed El Fari. Era stato arrestato in provincia di Perugia per terrorismo islamico. Conoscendolo si trattava di una persona bravissima, buon padre di famiglia, ma poverissimo, era venuto in Italia per lavorare. Aveva la biancheria estiva quando arrivò. Anche in inverno continuò ad avere gli stessi indumenti. Non ne aveva altri. Tremava dal freddo. Con un pò di tribolazione, un pò io e un pò Padre Celso riuscimmo a fargli avere un pò di biancheria invernale. Il carcere di Parma si disinteressa di uesti problemi, e non agevola le persone che vogliono dare una mano. Ho letto che dopo avere scontato la pena per associazione terroristica è stato espulso. Avendo un pò di esperienza di carcere e di processi, sono certo che era innocente e l’espulsione è stata una grossa ingiustizia. Un povero Cristo immolato sull’altare della foga repressiva giustizialista contro gli islamici.  –  4/02/2011

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Nell’immaginario comune l’Olanda è il Paese più aperto e liberale del mondo. Ho letto che è l’unico Paese Europeo che nel 2004 ha emanato una legge che definisce l’acqua un bene pubblico. Ciò ha impedito che potesse essere privatizzata. Essere aperti non  vuole dire dare tutto in mano ai privati che pensano solo al lucro, e non al bene comune. I politici italiani dovrebbero copiarla una legge simile, ma come al solito prevale il senso predatorio e hanno emanato leggi per privatizzarla.  –  5/02/2011

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Un imprenditore canadese è andato in Somalia via Kenia come turista. Siccome erano 20 anni che i somali non ne vedevano, non ci credevano e scoppiavano a ridere quando lo diceva, come se stesse raccontando una storiella. Ricordo quando tutte le TV del mondo ripresero lo sbarco in pompa magna dei marines americani sulle spiagge della Somalia. Tutti gli scandali di torture e stragi, con la partecipazione dei soldati italiani, che successero nel periodo della loro occupazione. Gli americani credevano di fare una passeggiata, e invece dovettero ritirarsi con la coda tra le gambe, lasciando il Paese peggiore di come l’avevano trovato. In più i seguagi di Bin Laden hanno preso il sopravvento.  –  6/02/2011

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Sono un appassionato di energie rinnovabili e di tutto quello che riguarda l’ecologia. Leggo e seguo tutto quello che scrive Jeremy Rifkin, teorico della terza rivoluzione industriale. Concordo con le sue teorie, credo che la via della green economy possa produrre milioni di posti di lavoro e abbattere l’inquinamento.

Purtroppo l’economia del petrolio non ha nessuna intenzione di perdere i miliardi di dollari che guadagna. E pertanto con il suo enorme potere frena questa rivoluzione. Ma alla fine si farà, perchè è l’inquinamento che lo impone. Ogni rivoluzione  non è stata fatta perchè è mancata la materia prima, ma perchè era necessaria. Spesso vengono fuori notizie che alimentano la speranza per un futuro più ecologico e pulito. Una famiglia inglese, in un anno ha riciclato tutti i suoi rifiuti, tranne un sacchetto pieno di materiali non riciclabili. Se tutti facessero così non ci sarebbero problemi di discariche che inquinano. Un poliziotto inglese, infiltratosi per sette anni tra gli ecologisti e i noglobal d’Europa, una volta scoperto è passato con gli ecologisti. Forse ha capito che i buoni non stavano dalla parte dalla quale lavorava prima.  –  7/02/2011

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A Berlino, in Germania, durante il potere di Hitler, un libraio nascose migliaia di libri che erano stati messi all’indice dai nazisti. Rischiò la vita per la cultura. Se l’avessero scoperto, lo avrebbero subito condannato a morte. Queste sono persone da cui prendere esempio, perchè chi dà tanto valore alla cultura, farà sempre del bene all’umanità.  –  8/02/2011

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I leghisti hanno fatto una lista di proscrizione di scrittori e dei loro libri messi all’indice, con la scusa che chi firmò l’appello a favore di Battisti, non deve inquinare le menti dei veneti. Ci hanno incluso anche scrittori che non hanno firmato l’appello. Tutte le storture della storia sono iniziate in questo modo. Quello che fa impressione è il silenzio mediatic. L’indice ai libri l’hanno messo solo il  nazismo, il fascismo, il comunismo e le religioni.. poteri assoluti. Sembravano cose del passato, m la storia, se non si è vigili, si è condannati a ripeterla.  –  9/02/2011

Il capo della D.N.A., Piero Grasso, in una conferenza tenuta in una facoltà di Giurisprudenza, ha detto che i piccoli soprusi e i piccoli reati, anche se non si vedono, finiscono per inquinare le relazioni sociali. La sua riflessione è anche condivisibile, ma dovrebbe riguardare tutti, e non esserci angoli della società dove si fa finta di non vedere e, in alcuni casi, di coprire, perchè sono pezzi delle istituzioni a commettere abusi, reati e soprusi. Il Cardinale Martini afferma che “chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figliio della casa dei doveri”.  –  10/02/2011

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Il problema carcere è diventato un gioco politico. Quello dei pochi agenti è un falso problema.Ci vorrebbero più educatori e assistenti sociali, con la sburocratizzazione da tante norme astruse che imprigionano con lacci e lacciuoli la carcerazione alternativa. Siccome questo discorso non paga, in termini di consenso, allora la tendenza della politica è di percorrere il giustizialismo e la discriminazione, per sobillare gli spiriti forcaioli che alzano le percentuali nei sondaggi. Tutto ciò si evidenzia anche nel linguaggio della politica e dei media. Si criminalizza ogni dissenso, intere categorie di persone.. e si reprime con foga i piùd eboli. Mentre per la crescente criminalitàd ei colletti bianchi ipocritamente si ricorre alla teoria della mela marcia, che dopo che è stata beccata avrebbe capito l’errore, e pertanto non si dovranno accanire perchè non lo farà più. L’equtà non c’è nei processi, né nello scontare la pena. Tutto ciò negli ultimi anni è peggiorato. La forza e il potere sono diventati gli unici strumenti di gestione della giustizia.  –  12/02/2011

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Ieri era il giorno della memoria per le stragi delle Foibe. Nel dopo guerra i comunisti italiani non si opposero e, in alcuni casi, aiutarono i partigiani di Tito contro gli italiani dell’Istria e della Dalmazia, per spargere il terrore fecero stragi e saccheggi, costringendo 350.000 italiani a scappare. L’esodo fu una pulizia etnica.

E’ palese che ci fu il consenso di Togliatti, che a sua volta ricevette l’ordine da Stalin, perchè Tito era un comunista. Togliatti non si è mai opposto alle decisioni di Stalin, anzi le condivise e partecipava con ferrea disciplina a tutti i crimini di Stalin, dale sparizioni degli esuli italiani a Mosca, dai migliaia di morti dei soldati italiani lasciati a morire di stenti nei Gulag.. su 200.000 ne rientrarono circa 16.000.. e ci furono tanti altri crimini. Se Togliatti si fosse opposto, i partigiani non avrebbero permesso non solo le stragi, ma anche la pulizia etnica e l’occupazione dell’Istria e la sua perdita per sempre.

Le Foibe sno cavità carsiche molto profonde. I partiani tetini (poi esercito jugoslavo) buttarono migliaia di italiani nelle Foibe. Quando gli italiani dell’esodo istriano passavano nelle stazioni ferroviarie, i comunisti italianii organizzarono proteste con la scusa che erano tutti fascisti. Gente spaventata e disperata, che non aveva più niente, invece di trovare una accoglienza calorosa, furono ingiuriati e insultati in tutti i modi. Togliatti doveva legittimare l’infame decisione di appoggiare le Foibe e la pulizia etnica, criminalizzando come fascisti tutti gli italiani dell’esodo. Furono messi in vari campi d’accoglienza. La povertà e l’indigenza erano di casa, essendo scappat solo con quello che potevano portare a mano. Anche se patirono la fame, nessuno dei 350.000 fu mai arrestato per furto o altro.

Per 60 anni c’è stata una censura di Stato, sia per non irritare il partito comunista (subalterno a Mosca fino alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1989, anche con finanziamenti) e sia per non rinvangare l’infame comportamento avuto dai fascisti italiani nei confronti delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, con molti campi di sterminio. Mussolini si era comportato come Hitler.

Ancora oggi, dopo tanti anni, non è stato fatto un film che rppresenti la realtà storica di questo tragico ed infame episodio. Il silenzio della storia è un crimine peggiore dei crimini che si vogliono coprire.  –  11/02/2011

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L’episodio di Battisti ha fatto molta notizia, e se ne è parlato e discusso molto. Negli anni ’70-’80 furono migliaia i ragazzi di destra e di sinistra che abbracciarono la lotta armata, e migliaia ripararono all’estero dopo la sconfitta da parte dello Stato. Ancora oggi in tanti sono all’estero e si sono rifatti una vita. Perseguire ancora quei ragazzi, attualmente di una certa età, tutti con più di 50 anni, è un modo vendicativo di guardare quel periodo storico.  La ribellione di quella generazione è stata politicizzata. Credevano di cambiare ils istema con le armi. Oggi capiscono che è stata una follia, ma quando si è giovani l’ideale offusca la ragione. Credo che avremmo dovuto farlo da tempo. Guardare quelle vicende con gli occhi della Storia. Continuando a stumentalizzarle, la piaga rimane sempre aperta. Pertanto  bisogna chiudere politicamente questo doloroso periodo del nostro passato, e lasciare la parola agli storici. Dopo la guerra, con il govendo di unità nazionale, Togliatti ministro della giustizia emanò un’amnistia e chiuse il tragico periodo del dopoguerra (oggi un periodo simile andrebbe davanti a un Tribunale Internazionale per i crimini contro l’umanità). Erano passati pochi anni. Noi, dopo oltre 30 anni, ancora dobbiamo farlo.  –  13/02/2011

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Ho letto su un quotidiano che due PM sono stati condannati. Uno era stato già sospeso, e l’altro era in pensione. Erano due sostituti procuratori nazionali antimafia. Quando c’erano i processi facevano incontrare tutti i pentiti in un  hotel. Una volta erano una trentina tutti insieme, e siccome c’è stato un periodo in cui due dichiarazioni convergenti erano una prova, immagino quante persone siano state condannate da innocenti, o senza nessuna prova.

A Messina è uscito tutto a galla, per l’onestà di un avvocato che ne difendeva parecchi, viceversa, in tanti altri luoghi, gli avvocati che difendevano i pentiti sono stati complici e conniventi, e migliaia di persone sono ancora in carcere con condanne lunghissime, tra cui centinaia di ergastoli.

Nessuna procura ha mai denunciato un pentito per calunnia, quando venivano colti sul fatto. C’è un avvocato nel partito di Di Pietro. Non riusciva neanche a comprarsi la macchina, girava su una Vespa 50.. con l’avvento del pentitismo è diventato ricco e potente, ed ora siede in Parlamento con l’auto blu. L’arricchimento dei pochi ha causato la sofferenza di migliaia di persone e la distruzione di centinaia di nuclei familiari.  –  14/02/2011

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Ogni giorno ci sono morti nelle carceri, suicidi, finti suicidi, malattie, anzianità, persone lasciate morire e morti sospette. Molti subiscono problemi psichiatrici, parziali e permanenti. Le condizioni nelle carceri, a dire di tutti sono incivili, degradanti, e in alcuni casi di tortura. Tutti gli addetti ai lavori dichirano che il governo deve fare qualcosa, ma non faranno niente, perchè hanno vinto le elezioni sulla sicurezza, sollecitando gli spiriti forcaioli, e intendono usare lo stesso metodo per le prossime elezioni. Il rapporto dei suicidi tra detenuti e le persone libere è di 19 a 1, con una percentuale cinque volte più alta tra i detenuti ristretti nel regime di tortura del 41bis. Le percentuali sono sproporzionate e non possono essere spiegate con la ridimensione della libertà personale. Gli spazi sono sempre più ristretti, anche con la costruzione dei nuovi padiglioni. Ciò alimenta la tensione e la disperazione che sfociano in vari modi.

A Reggo Calabria, quando l’agente del reparto dove si svolgevano i colloqui con gli avvocati, è chiamato per fare la traduzione dei detenuti, il reparto colloqui rimane chiuso, e i detenuti non possono avere colloqui con i propri avvocati. La Costituzione sancisce che al difesa è un diritto sacro e inviolabile, ma ormai nelle carceri non c’è nessunn diritto certo. Adriano Sofri ha scritto una lettera su Repubblica. Ha centrato tutti i problemi. Li conosce avendoli vissuti. Fino  a quando le carceri saranno ritenute discariche sociali, non cambierà mai niente.  –  15/02/2011

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I disoccupati di Napoli hanno scioperato per la mancanza di occupazione, e per sollecitare quei pochi soldi del sussidio per tirare avanti. Tante associazion si sono collegate tra dil oro per protesstare insieme contro i tanti problemi sociali, in modo da incidere meglio, così si sono collegati  i disoccupati, i precari, i manifestanti delle discariche di Terzigno e Chiaiano e tanti altri. La politca con tutto il codazzo che la circonda, non sapendo rispondere ai problemi che loro stessi hanno contribuito a creare e a non sapere risolvere, percorre la scorciatoia più sicura di criminalizzare ogni dissenso. A ciò si adeguano anche tutte le istituzioni dello Stato. Il questore di Napoli, per criminalizzare i disoccupati, ha dichiara che vedeva la presenza di “facce di camorristi” tra i disoccupati. E’ singolare che il viso possa esprimere una categorria. Negli anni dell’ “unificazione d’Italia” misurvano il cranio per giustificare perchè nel Meridione c’erano migliaia di briganti: “la conformazione cranica denotava una razza inferiore, ribelle e dedita a delinquere”. Ogni potere cerca in tutti i modi di stroncare ogni dissenso popolare. Vogliono dei vegetali, per poter meglio fare i loro comandi. Martin Luther King diceva che “un uomo muore quando smette di lottare contro le ingiustizie”. Pertanto lottare è vita, e non bisogna smettere mai.  –  16/02/2011

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A Cuba hanno fermato i plotoni d’esecuzione e commutate una trentina di condanne a morte alla pena di 30 anni. L’O.N.U. ha approvato una nuova risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. 108 paesei hanno votato a favore, 41 hanno votato contro e 36 si sono astenuti. Ormai c’è una grande maggioranza per l’abolizione. I compilatori del Codice Penale francese del 28-09-1791, pur prevedendo la pena di morte (credo per motivi politici) avevano abolito l’ergastolo, ritenendolo molto più disumano, illegittimo e inaccettabile della pena capitale.  La Francia ha abolito la pena di morte molti anni fa. Tutti i paesi del mondo, a parte le dittature, si adeguano con leggi all’evoluzione dei tempi.  L’Italia, meritoria nella battaglia per l’abolizione della pena di morte, dimentica che ha in casa la pena di morte – anche se diluita nel tempo – l’ergastolo.  17/02/2011

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Dopo tanti mesi dal mio trasferimento qui a Catanzaro, ho avuto una Famiglia Cristiana tra le mani. Era di molti mesi fa.. ottobre. In tanti anni di carcere, tutti i religiosi, nelle carceri in cui sono stato, distribuivano Famiglia Cristiana, tutte le settimane a tutti i detenuti. Qui a Catanzaro non la passano a nessun detenuto, ed è la prima volta che accade. Ho scritto al vescovo per informarlo, mi ha risposto, ma nulla è cambiato.  –  18/02/2011

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In tante parole dette dai politici, traspare odio. La TV, la carta stampata.. riportano tutto ciò, e la gente lo metabolizza. Contro noi detenuti i politici alimentano un odio feroce, unicamente per un becero ritorno di consenso elettorale. Nello sfogliare alcuni appunti ho trovato una frase di Nelson Mandela. Lui sapeva cosa significasse la discriminazione, l’odio e l’oppressione del carcere. “Nessuno nasce con l’odio innato nei confronti di qualcuno o di qualcosa. La gente impara a odiare, ma se può imparare l’odio, può imparare anche l’amore, perchè questo è un sentimento assai più naturale del suo opposto”. Questi politici e i media che danno loro fiato, dovrebbero  prendere esempio da un uomo del genere, ma temo che da nani quali sono, non potranno mai imitare un gigante come Mandela.  –  19/02/2011

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Rimasto solo mentre ero nel cortile, dove prendiamo l’aria.. così è chiamato in gergo carcerario uno spazio dove poter passeggiare. Stando seduto sul tppettino dove facevo gli addominali, guardandomi intorno riflettevo: nella sezione dove sono ubicto siamo una ventina. Nelle altre sezioni sono 60-70 persone. Come farebbero a muoversi se scendessero tutti insieme? Neanche gli animali hanno così poco spazio.  –  20/02/2011

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Uun membro della Commissione per i diritti umani, lo scorso settembre ha partecipato ad un convegno sui diritti umani in Europa. Uno dei relatori era un membro della Commissione Europea contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti.  La Commissione contro la tortura visita tutte le carceri e le stazioni di polizia degli Stati dell’Unione Europe, scrivendo dei rapporti, che il Consiglio d’Europa valuta.. e poi irroga sanzioni contro gli Sti Europei che violano le norme della Convenzione sui diritti umani.

L’Italia ha il primto in tema di sanzioni per le condizioni delle carceri. Il relatore della commissione contro la tortura perende al parola e dice “abbiamo tre Paesi sotto costante controllo, per i continui abusi e le continue violazioni del divieto di tortura e trattamenti disumani e sono l’Italia, la Cecenia e la Romani”.

E’ vergognoso, ci riteniamo la culla del diritto, ma forse è meglio dire la “fossa” del diritto, essendo che siamo paragonati alla Cecenia, dove non c’è legge da 20 anni, e i diritti umani non sono neanche presi in considerazione.  –  21/02/2011

Paolo Massenzi.. storia di un impegno

Paolo Massenzi, è una delle splendide persone che ho conosciuto gravitare intorno al mondo del carcere e dei detenuti.

Per anni è stato imprenditore, ma ad un certo punto ha scelto di impegnarsi creativamente, utilizzando al megliole sue doti e le sue esperienze progettuali, per dare un contributo creativo e fruttuoso che porti a un progressivo miglioramento della situazione in gran parte degli istituti di pena. Questo impegno lo ha portato a fare un “tour” di gran parte delle strutture carcerarie in tutt’Italia, a parlare con dirigenti, esponenti di associazioni, attivisti, volontari, operatori penitenziari, cooperative.. e a cominciare a organizzare progetti innovativi di recupero, crescita, reintegrazione, produzione di risorse economiche e di relazioni.  Vi indico anche un sito in cui si parla di questa esperienza http://recuperiamoci.blogspot.com/.

Ma la storia di Paolo va ben oltre. E lui stesso potrà raccontarvi altro, se vorrete contattarlo o iniziare un dialogo.

Io sentendolo parlare gli ho chiesto se gli andava qualche volta di scrivere per il Blog.. dando un suo contributo particolare.. non di carattere critico, ma di carattere creativo.. segnalando possibilità, intuizioni, visioni che potrebbero concretamente migliorare la vita di tanti detenuti.

Lui è disponibile al riguardo..

In questo pezzo che leggerete oggi si racconta, dopo una bella introduzione sul senso che si dovrebbe dare alla vita per vivere autenticamente,… si racconta il giorno in cui lui decise di AGIRE personalmente per provare a cambiare le cose. E’ il giorno in cui mentre era in macchina.. la radio annunciò la morte di Stefano Cucchi. Quella vicenda lo toccò profondamente. “E se fosse stato mio figlio al posto suo?”. Questa è la domanda che si fece.. la domanda che tutti si sarebbero dovuti fare.. che tutti dovrebbero farsi.. ma che molti non si fanno…

E poi seguì il caso nel suo susseguirsi di patetiche coperture, ipocrisie, insabbiamenti, mezze verità… fino alla emersione inequivocabile della realtà dei fatti.. ossia che Stefano Cucchi è stato ammazzato dalle guardie penitenziarie, da un gruppo di guardie trasformatesi per l’occasione in miserabili canaglie vigliacche e squadriste.

Quell’evento impresse una svolta alla sua vita.. una svolta che adesso sta avendo ricadute benefiche su tanti.

Credo che la vicenda di Paolo vada condivisa. Ed è quello che faccio con questo post. In attesa di pubblicare succesivamente altri suoi contributi.

Buona lettura

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Recuperiamoci! rappresenta il desiderio di valutare e condividere percorsi di recupero sociale ecologico umano e non solo.

Viviamo sempre di più in una società sprecona e ingiusta, i più trascorrono il tempo a denunciare esclusivamente quello che non và…. protesta costante, tensioni alte, conflittualità come se piovesse.

Bene,….  e poi? La società che non funziona non è un meteorite che arriva da Marte…. la società che non funziona siamo noi!

Basta lamentarsi sempre e comunque, basta puntare il dito, basta dire che tutto funziona male…. cominciamo a crescere! cominciamo a credere che una nuova via è possibile, che il recupero dei valori è fondamentale per recuperare il tempo, la voglia la passione…. la donna, l’uomo, l’essere.

mi ha fatto molto piacere la richiesta di scrivere per raccontare

recuperiamoci! progetto di recupero, e non solo,  stile di vita “sostenibile”, che definirei people & uman oriented.

Oggi le persone non si possono fermare a ragionare , il ritmo della vita frenetica e consumista del compra-compra-compra, il bombardamento della maestra unica, come un mio mentore ama chiamarla, la tv della spazzatura, annienta il sapore della vita, i colori, le sensazioni, sembra di vivere in una grande fiction…..

La vita è altrove, non perdiamola, bisogna recuperare il gusto di vivere in un mondo reale, pieno di problemi da risolvere, che se non li affrontiamo aumenteranno fino a soffocarci.

STEFANO

A ottobre ’09 muore Stefano Cucchi, ucciso da uno stato non rappresentato e irresponsabile, da una sanità inesistente, una umanità assente.

Stefano è il simbolo di quella Italia da aiutare, correggere, sostenere, i responsabili della sua morte devono pagare per non aver rappresentato lo stato tutto nei confronti di un suo figlio debole al quale hanno tolto l’anima invece che restituirgliela. La famiglia di Stefano è brava gente, onesta, crede nelle istituzioni e spera che Stefano torni in comunità per curarsi…. dopo sei giorni glielo restituiscono privo di vita, gli hanno tolto l’anima, appunto.

Ascolto la radio mentre torno a casa a Prato, dai miei figli, è il 22 ottobre 2009, ho praticamente ultimato l’ultimo lavoro di recupero edile, gli uffici di un grande teatro….  pensieri vari, problemi, la crisi, ma viaggio con la radio accesa.

Sul raccordo anulare c’è traffico, inizio a sentire la notizia della morte di questo trentenne, arrestato per droga….. cazzo trent’anni! Sento subito uno stridore dentro di me, e le notizie continuano ad arrivare, il ragazzo è morto per cause “naturali” no, non è possibile….. la famiglia dice che stava bene…. la storia non mi torna… e viaggio, pensando ai bei materiali usati per l’insonorizzazione degli uffici….a che bel lavoro è venuto,  ma qualcosa si è rotto dentro di me.

Altro tg radio, è stata aperta una inchiesta…. forse è stato pestato, forse overdose, poco chiaro tutto, e intanto si fa strada dentro di me il pensiero che per come siamo messi in Italia, domani Stefano potrebbe essere mio figlio, magari finito dentro per errore…. un camion mi taglia la strada, quanto è facile morire oggi….. mi fermo a prendere un caffè…

Arrivo a casa, accendo la tv, il “ministro” dichiara che i carabinieri non hanno responsabilità (come cazzo fa, a saperlo lui…), il sottosegretario difende gli agenti di polizia penitenziaria, il ragazzo come Cristo ( si dice a Roma), è morto di freddo.

Freddo, si, tanto freddo, dove trovi indifferenza, giustizialismo, e tutto quello che di negativo potrà emergere.

Comincio a pensare che questa morte “strana” mi dà tanto l’idea sia la punta di un Iceberg…. fatto di disinteresse e disumanità… le cronache diranno poi che il caso Cucchi è l’unico caso dove non bisogna trovare un colpevole, ma sforzarsi di trovare un innocente, oltre a Stefano ovviamente.

 

Ancora sul caso Aldo Scardella

 
Ritorniamo sul caso Aldo Scardella (di cui già si era parlato nel post.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/11/23/il-caso-aldo-scardella/) sempre attraverso una lettera del fratello Cristiano. Come premettevo in quel post la vicenda di Aldo Scardella fece parlare di sé a suo tempo, essendo la classica vicenda “inquietante”, dove troppe cose non quadrano e il sentore che resta è quello di abusi e ingiustizie.
Aldo Scardella era un giovane studente universitario. Venne arrestatato per l’omicidio di un commerciante. Morì dopo sei mesi.. mentre era in isolamento in carcere.. Sembra sia stato “fatto morire”. E che ci fossero interessi e “convenienze” a che questa morte avvenisse. Va detto, come scrive in questa sua seconda lettera Cristiano, che Aldo fu trattato con accanita rigidità. Basti pensare che ai famigliari fu consentito di vederlo solo 4 volte in 6 mesi.
 
Ma le “stranezze” non finirono con la morte di Aldo. Ma continuarono. E tutto questo lo leggerete nella lettera di Cristiano che oggi pubblichiamo.
 
Queste cose devono essere conosciute. Perchè? Perchè è giusto. E questo basta.
 
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Non ho mai voluto credere ai fenomeni paranormali anche perchè così si vive meglio; tuttavia la  mia amica professoressa Alessandra Vigliotti è convinta che nel mio caso le vie per arrivare alla verità sono infinite come quelle del Signore, anche se per percorrerle tutte, anche le più impensabili, ci vuole coraggio.
 Ed essendo io come un leone dignitoso,fiero, temerario e coraggioso, la mia amica mi dice di  ascoltare il mio cuore: nel silenzio delle mie parole mai pronunciate, ma comunque scritte, troverò le risposte…..
 Poco tempo fa una giornalista Emiliana per telefono mi dice: “Ho davvero voglia di vederti e parlare con te…..poi chissà, magari tuo fratello Aldo (con il suo maglione scuro) ha qualcosa da dirti”.
 E sono tornato indietro nel tempo, a quel maglione scuro di mio fratello Aldo sequestrato dalla polizia per essere sottoposto ad esperimenti giudiziali, ma mai più ritrovato: scomparso nel nulla..
Fu arrestato innocente nel dicembre 1985 per una tentata rapina culminata con un omicidio di un commerciante di bibite e sottoposto al regime d’isolamento e trovato morto dopo sei mesi in circostanze ancora oscure, il 2 luglio 1986.
Uno degli elementi più forti a sostegno del magistrato De Nicola era il fatto che mio fratello la mattina presto dopo  il delitto comprò il quotidiano locale e per De nicola parve
strano quella sete di notizie.
L’isolamento fu totale divieto di incontri con l’avvocato e solo dopo 4 mesi diedero il permesso ai familiari di vederlo ma solo 4 volte in sei mesi..
Fu trattato peggio dei boss di “cosa nostra” e morì dimenticato da Dio e dagli uomini.
Dodici anni dopo un noto boss della malavità Cagliaritana confessò il suo coinvolgimento al delitto per il quale fu accusato Aldo, portando in causa altre persone e successivamente condannate in via definitiva.
Ma l’amarezza fu tanta perchè in quel processo è emerso che malavita e giustizia sapessero dell’innocenza di Aldo.
 Il magistrato Enrico Altieri, il titolare delle indagini sulla sua morte, entrò nella sua cella accompagnato da un sottufficiale della scientifica.
Si presuppone che abbia rilevato qualcosa, ma nelle carte processuali non risulta niente: il magistrato come nel personaggio Del tenente Colombo, che veniva sempre consigliato  dalla
moglie, tempo dopo,  veniva consigliato anche lui dalla moglie dandogli elementi per ricordardargli del  famoso maglione scuro..
 Tra i detenuti interrogati su delega sua vi era anche Attilio Fanari il quale non disse nulla di rilevante sulla morte di Aldo.
Tre anni dopo, Altieri fece la requisitoria  in un processo in cui era imputato Attilio Fanari  per tentata truffa e in quella circostanza parlarono del “suicidio”di Aldo.
Fanari sostenne che Aldo simulò il suicidio per  uscire dall’isolamento, ma sbagliò tempo e calcoli e ci rimase secco, ma in quel dibattimento, della deposizione di Fanari del 1986 non vi è
traccia.
L’inviato del Ministero Giangiacomo Della Torre piombato a Cagliari dopo la morte di Aldo disse: “è una questione troppo delicata non posso  rilasciare dichiarazioni”..senza lasciarsi sfuggire la minima indiscrezione, cordiale ma poco disposto a fornire anticipazioni dando l’impressione di avere avuto un ampio mandato (come si scoprirà più avanti).
 In passato si era occupato di fatti scottanti.
Iniziò la suainchiesta sulla scia delle interrogazioni parlamentari su Aldo.
 Anni dopo, Della Torre, nelle vesti di presidente di tribunale per  il delitto del commissario Calabresi dove era imputato Adriano Sofri,  fu accusato da una donna che faceva parte della giuria di aver cercato di influenzare il suo voto.

“ Mi dispiace Scardella”, scrisse tempo dopo il noto intelletuale, anche quel signore è morto.
La procura di Roma rispondeva che non era configurabile un rapporto di causalità fra la morte di Aldo e un’eventuale condotta omissiva dei magistrati..fragilità emotiva, psicosi,o  forme di autosuggestione sono il presupposto, secondo loro, di quel tragico episodio di suicidio.
 D’ altronde cosa ci si poteva aspettare dall’uomo che per primo si occupò di Ustica……..e sappiamo benissimo come è andata.
 Un medico Piemontese, tra l’altro un radicale storico, fece un esposto al C.S.M. ravvisando dei gravi reati anche dalla Cassazione.
 Continuò nella sua battaglia, dicendomi “ne vale la pena, come sempre nella storia dell’umanità, perchè la lotta continua contro le sopraffazioni e la violenza del potere: anche se non porta
 risultati per il caso personale e familiare, anche se apparentemente si è sconfitti, serve e servirà sempre per altri, per tutta la società”
 Nell’inchiesta ministeriale i magistrati sardi rimasero sgomenti e attoniti per la morte di Aldo, nulla, a loro dire,  faceva presagire un atto del genere anche perchè nè dall’avvocato e nè da lui vi sono state istanze che potessero far intuire o presupporre una sua fragilità psichica.
Ma nelle carte processuali emerge tuttaltro: Aldo e l’avvocato cercarono di richiamare e di sensibilizzare la cosiddetta giustizia così come fece il mio amico Marco Pannella con un interrogaziione parlamentare, ma la risposta in Parlamento, non fu fedele alla realtà dei fatti.
 Peccato perchè  se ci fosse stato un po’ di buon senso avrebbero permesso a Marco Pannella oltre a salvare una vita umana, di evitare che si creasse il caso Scardella con tutte le conseguenze ai danni della magistratura sarda.
 Ancora oggi sto aspettando gli atti dell’inchiesta del mitico procuratore Caselli, piombato a Cagliari come inviato del C.S.M.  per poter avere una valutazione serena e globale di
quell’ incresciosa vicenda.
 Il plenum del C.S.M. fece figurare che il magistrato De Nicola, colui che arrestò mio fratello svolse l’indagine sommaria nei termini consentiti, quando, nella realtà, la oltrepassò, eccome!!
Negli atti non appare  che per una settimana Aldo non ebbe la possibilità di nominare un difensore di fiducia e nemmeno quello di ufficio.
Infine non è menzionato che non gli fecero passare la biancheria personale  incorrendo in questo caso in atti contro l’umanità, un crimine che mai si prescrive.

Da notare che nel plenum faceva parte anche  Caselli.
 Il giudice istruttore Carmelina Pugliese che non interrogò mai Aldo,nonostante una norma del codice di procedura penale glielo imponesse,  12 anni dopo la sua morte, in seguito alla riapertura dell’inchiesta dell’omicidio del commerciante per il quale fu accusato mio fratello,  ha dichiarato in un’intervista che preferiva non pronunciarsi sull’argomento: ha infatti dichiarato: “se parlo scoppia la guerra” dando a intendere che se avesse aperto bocca per molti all’interno del palazzo e non solo all’interno sarebbe stato pericoloso
 E non disse nulla su ciò che avvenne il giorno prima della morte di mio fratello: arrivò una telefonata al suo ufficio  dalla direzione del carcere.
Si sa che con la telefonata si confermava l’ isolamento, ma non si capisce per quale motivo avvisarono il giudice.
 Circa 5 anni fa ho fatto delle istanze alla procura generale di Cagliari, richiedendo atti riguardanti la relazione intercorsa tra la stessa procura e il Ministero della Giustizia e i documenti  nei quali  erano specificate le motivazioni del pubblico ministero Sergio De Nicola a non rivelare il luogo in cui era ristretto Aldo.
 Le istanze vennero rigettate perchè ritenettero gli atti da me richiesti di natura politica…
Non capisco il motivo per cui io non abbia il diritto di essere informato sulle motivazioni del P.M. De Nicola…
 Un signore che è stato amico di Aldo e che fa parte dell’intellighenzia cagliaritana sostiene che la giustizia si è accanita contro di lui perchè  apparteneva ad un movimento politico in quegli “anni  molto difficili”
 Dopo la morte di Aldo scrissero una lettera al Giornale: una settimana dopo, uno di loro a a causa di questa iniziativa fu arrestato e in carcere tentarono di ucciderlo con un punteruolo….
 Questo signore dice che non vuole esporsi non perchè sia vigliacco, ma perchè non può cambiare la storia e poi per loro è solo un pezzo della sua vita che non tornerà comunque..si sente l’ultimo bersaglio di chi non so chi rimasto..non crede al suicidio di Aldo, in quanto molto forte psicologicamente e nutre dei forti dubbi per un altro amico trovato suicididato.
 Queste dichiarazioni trovano riscontro nelle interrogazioni del P. M. Sergio De Nicola che chiese ad un testimone, amico di Aldo, se era a conoscenza dei movimenti politici e come fossero stati  messi in contatto lui e Aldo..Inoltre Aldo giustificò la sua tensione per il fatto che varie volte aveva subito violenze da parte della polizia..
Nel novembre del 2009  la polizia fece irruzione a casa mia senza mandato, dopo aver preso un abbaglio, convinti che avessi tentato una rapina peggiorando lo stato di salute di mia madre affetta da alzheimer..
Il responsabile dell operazione mobile Oreste Barbella avrebbe dichiarato ad un giornalista del quotidiano dell’Unione Sarda che non sapeva nulla dell’irruzione in casa mia e che probabilmente potevano essere state le volanti.
 Ma che c’entrano le volanti???  Credo e voglio sperare siano sempre coordinate dalla mobile stessa!!!
 Infine, quando vi è un reato come una tentata rapina tutto finisce sul suo tavolo: a sostegno delle accuse fatte nella denuncia, presentata a gennaio del 2010 alla procura di Cagliari
contro la squadra mobile dove chiedo di controllare i tabulati telefonici delle utenze del dott. Barbella, dell’ Unione Sarda e di me medesimo dal 20 al 28 novembre 2010.
 Questo commissario procedette alla perquisizione in casa mia 25 anni fa, poichè una fonte anonima, mai registrata dalla polizia e dall’autorità giudiziaria, dichiarò al dirigente che vide Aldo due o tre  giorni prima del delitto, passare con altri due nei pressi del supermarket (d’altronde dove avrebbe potuto passare se era il passaggio obbligatorio per tornare a casa?)
Nel processo di archiviazione di Aldo e degli altri indiziati la fonte parrebbe, che venga figurata come testimone e si sa che un testimone ha più rilevanza processuale..una fonte non viene mai considerata in un processo..il mago era il P.M. Mario Marchetti
 Si denuncia il fatto che mio fratello Mario che non aveva nesssuna colpa se non quella di essere fratello dell’indiziato Aldo Scardella,  fu sottoposto anche lui ad un esperimento osceno: un cane doveva annusare il copricapo incriminato ed individuarne il proprietario.
 L’umiliazione fu lacerante, in quanto era un brigadiere della guardia di finanza: non resse a tale umiliazione: 12 mesi dopo la morte di Aldo,  Mario morì di leucemia.

 E anche un altro fratello di nome Franco è morto in mare:  pare per un malore, mentre si trovava con la canoa in una splendida giornata d’estate.
Durante i soccorsi mia madre senti una voce che chiamava: mamma sono qua..e mia madre indicò il punto in cui sentì la voce del figlio..e li fu trovato…
 La polizia non aiuta a capire come mai non ha trasmesso un rapporto alla procura in cui vi erano coinvolti delle persone che anni dopo sono state indagate e uno condannato per il delitto del commerciante,  infine,  pare veramente grottesco che alcuni dipendenti del negozio abbiano identificato dopo 12 anni alcuni amici e parenti degli indagati.
Da poco mi hanno detto di non nominare i poteri forti e di accontentarmi di quello che mi offrono.
Non è mica colpa mia se negli esposti che ho fatto figurano anche quei personaggi:  cosa vuol dire “accontentarmi” ????
 Dovrei barattare forse la mia vita incambio della verità???
Vorrei solo ricordare che negli ultimi tempi, dopo aver chiesto la riapertura dell’inchiesta, soprattutto perchè non mi hanno ancora spiegato come mai nella cartella clinica i medici stabilirono quantità e dosaggi di una terapia metadonica inesistente e aver incaricato l’ avvocatessa Rosa Federici del foro di Foggia, ho ricevuto, oltre la visita della polizia, l avviso che verrò socialmente ucciso se non avessi fatto quello che volevano loro da qualcuno che non si è esposto
Inoltre un avvocato di Cagliari , che tra l’altro c’era già 25 anni fa in questa vicenda, si è spacciato per il mio legale e ha frugato negli atti della mia istanza per la riapertura del caso di mio fratello.
Cancelliere e due mie amiche testimoni: per il resto è silenzio assoluto, Procura compresa, senza contare che in molti posti in cui vado per lavoro non venga più riconosciuto..nonostante li conosca da più di venti anni..
 Infine un “vigliacco”, non potendosela prendere con me, ha sparso di grasso la lapide di mio fratello.
 Mi sono sempre fatto gli affari miei, le mie uscite in genere, da quando mi ricordo, sono per andare in parrocchia e mi sono trovato in una storia, come dice qualcuno, più grande di me.
Mi chiedo quanto mi dovrà ancora costare quel loro giustificato, ma allo stesso tempo inquietante silenzio dei cosidetti compagni e dello “Stato” ?
Non si è mai voluto far chiarezza in questa vicenda..la mia è un esigenza di far chiarezza  di giustizia: quella giustizia che non si vede sulla terra..mio fratello è morto da tanto..io sto benissimo..la mia coscienza è in pace..dà fastidio perchè non hanno argomenti per chiudere..
 Conclude la giornalista Emiliana: “Aldo stai bene, tu non hai nessuna colpa e non devi sentirti responsabile..i responsabili sono intoccabili,  ma presto non lo saranno più e tra breve ti farò tutte le carte che ti servono”.
Già, pensai,e inchioderanno gli assassini!!!
 Il peso di questa storia  può significare una grave penalizzazione per chi la subisce diventando il bersaglio di uomini senza coscienza.
 In tempi non sospetti ho segnalato alle più alte cariche del mondo… Chi dopo 12 anni sarebbe piombato in casa mia tentando di intimidire me e mia madre e chi qualche tempo dopo si è preso la gentilezza di avvisarmi che verrò ucciso socialmente??
A distanza di 25 anni si attende ancora giustizia per uin ragazzo morto innocente a causa di un accanimento processuale ingiustificato ecrudele.
Una morte che chiede chiarezza,la pretende l’uomo, la esige la storia, poichè la verità processuale di questo caso significherebbe una svolta per correggere un sistema sbagliato che ha fatto molte vittime e ancora ne sta facendo.
Mi rivolgo a tutta la società..vi chiedo di riflettere su questaaffermazione:
 “il tempo prescrive tutto, ma la memoria di un uomo vittima di una grave ingiustizia è sempre attuale, e come tale senza tempo”
  
CRISTIANO SCARDELLA

Diaro di Pasquale De Feo 23 dicembre-21 gennaio

Sebbene ogni momento di questo Blog ha un senso profondo, alcuni appuntamenti sono occasioni di grandissimo livello, e di altissima qualità. Penso a momenti come i dialoghi di Carmelo Musumeci col professore Giuseppe Ferraro o momenti come questo periodico di Diario mensile che Pasquale De Feo ci fa pervenire (si tratta di una idea avuta originariamente da Carmelo Musumeci.. quella di proporre a Pasquale De Feo di scrivere un diario periodico da inviare al Blog).

Pasquale è detenuto ormai da mesi nel carcere di Catanzaro; dopo un “soggiorno” di anni in uno dei più criticati e squalificati carceri italiani, ovvero quello di Parma, uno di quei carceri dove ci si impegna, con ottimi “risultati”, nel peggiorare il più possibile la vita dei detenuti. Uno di quei carceri dove incompetenza, mancanza di visione, chiiusura all’ascolto e alla comprensione e ottusità burocratica.. fanno danni che sono ormai sempre più noti. Ritorna sempre l’ennesimo dubbio se faccia più male la malvagità o la stupidità. Io tendo a pensare che la stupidità si anche peggio. E nell’ambiente penitenziario e carcerario italiano.. (ma avviene in molti altri ambienti oltre quelli “penitenziari”) la stupidità dilaga..

Andiamo al diario di Pasquale… da trentanni in galera.. e una di quelle persone ben note negli ambienti carcerari.. ma.. in “senso buono”, perchè da sempre si fa il mazzo per i diritti dei detenuti e chiede rispetto della legalità, delle norme e dei principi costituzionali. Quindi.. chiede cose “illegali”..:-)

Ogni suo diario è importante perchè è multisfaccettato. Naturalmente c’è sempre il carcere e la vita dei detenuti in filigrana, ma coesiste anche una grande vivacità e momenti in cui si vola alto e si volta “oltre”. E quindi ricordi, riflessioni, letture di libri, momenti intimi, analisi di tematiche di grande respiro.

Nel Diario di dicembre ad esempio.. c’è l’affettuoso ricordo di Enzo Bearzot, ct della nazionale italiana campione del mondo del 1982. E ci sono le riflessioni sull’energia alternativa e sul nucleare, sulla musica classica che fa da colonna sonora alle citta in Nuova Zelanda, sulle reti sociai telematiche e la cyberguerriglia .. e anche sulle posizioni sessuali del Papa e della Chiesa e sul loro rifiuto nei confronti dell’educazione sessuale nelle scuole (sul sesso ha ragione Pasquale, è un campo su cui la Chiesa ha fatto fa danni.. del resto sarebbe opportuno che del sesso parli chi conosce il sesso).

Ma andiamo adesso su profili più carcerari… si sono alcuni punti in particolare che vorrei segnalare..

Cominciamo con una notizia che non sembra sia uscita molto sui giornali. Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Magari sono innocenti.. però come escono le notizie sugli ambulanti romeni arrestati o sui ladri di polli, allora, è bene che ci conoscano anche notizie di questo genere.

Ci sono poi le riflessioni sul caso Cesare Battisti, e quindi sul Brasile e su Lula.. ma di questo si è già parlato tanto in questi giorni, quindi non aggiungo parole.

E’ molto interessante sapere che il Parlamento Euopero è intervenuto contro le batterie di allevamento per le galline.. e ha stabilito che vi sia uno spazio minimo di vitale per ogni gallina.  Una tutela questa che nei fatti il detenuto non ha. E quando vi sono norme o interventi che dovrebbero garantirla, molto spesso non viene rispettata. Il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura)  ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella… intervento che successivamente ha ricevuto conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic). Ma pensare a 7 metri quadrati per detenuto, nella situazione italiana attuale, sembra una utopia.

Il 4 dicembre Pasquale scrive..

Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. “

Io non conosco questa storia.. ma se fosse vero.. lasciare per due giorni i detenuti di Poggioreale senza cibo è un atto CRIMINALE.. così come lo sarebbe anche quel “pronto intervento” se si fosse risolta in rappresaglie eccessive e brutali. 

Altra “violenza” è quella di tenere in carcere disabili (solo in Campania ce ne sarebbero 100) e persone molto anziane.. Pasquale dice di avere recentemente conosciuto un detuno di 85 anni, a cui restavano da scontarne ancora altri due (credo sia quel Francesco Barbaro, che fu temporaneamente di transito nel carcere di Catanzaro, a cui dedicammo un post.. vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/12/16/mi-chiamo-barbaro-francesco-e-ho-84-anni/). E poi ci sono tutti quelli affetti da gravi malattie, bisognosi di trapianti, di cure particolari.. e spesso lasciati parcheggiati per anni nelle carceri nella più totale indifferenza.

Nel diario del 14 gennaio Pasquale scrive..

Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano.”

In pratica di tratta di ergastolani detenuti a Catanzaro (ma sono cose che avvengono in tanti altri posti) che hanno pure l’isolamento diurno e quindi, tra le altre cose, si fanno anche l’ora d’aria da soli. Bisognerebbe conoscere i casi concreti.. ma mi chiedo sinceramente in base a quali “fatti” e “argomentazioni”sono stati comminati questi isolamenti diurni.

Ricordando il terremoto del 1980 in Campania.. giustamente Pasquale solleva il profilo delle responsabilità delle imprese del Nord, favorite a danno della popolazione locale, e dei politici e delle loro corti.. non condivido invece il passare in secondo piano il ruolo della Camorra. Io credo che non dobbiamo fare sconti a nessuno. Se Politici e informazione usano abilmente la carta della criminalità organizzata, come il buono e il cattivo tempo, servendosene su certi piani, ma usandolo come “occasione” per rendere certi detenuti come capri espiatori.. dobbiamo sempre ricordare con nettezza che la Criminalità organizzata (Mafia, Ndrangheta e Camorra) sono un cancro, un puro male.

C’è un momento poi molto quotidiano… ma davvero intenso.. di vita carceraria.. in cui nella semplicità del tempa, nella sua concretezza e praticità, si dice tanto, come in certi romanzi, dove i dettagli sono molto più rivelatori di tante teorie. E’ presente nel diario del 13 gennaio quando pasquale dice..

Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre.”

Non c’è bisogno di commentare queste parole..

C’è poi un  momento molto bello, che non è specificatamente carcerario, ma voglio segnalarlo, per la sua forza, per la capacità che ha di ispirare.. una donna sulla sedia a rotelle da 13 anni.. che a un certo punto comincia a camminare con le sue gambe. Pasquale ne parla nel diario del 31 dicembre..

Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. “

E voglio concludere con un riferimento concreto alla situazione di Catanzaro, riferimento a cui abbiamo recentemente dedicato anche un post  a cui vi consiglio di andare a dare una occhiata (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/01/26/lettera-colletiva-dei-detenuti-di-catanzaro/), e sui cui certamente torneremo. Ossia la sedia del gabinetto dentistico perennemente rotta nel carcere di Catanzaro, e i detenuti costretti solo ad avere estratti i denti.. denti magari curabili. Io vi dico se questa cosa può essere tollerabile. Se voi, se ognuno di voi, tollererebbe che a un proprio intimo, familiare, parente, amico.. vengano estratti i denti quando possono essere curati. I denti sono una cosa preziosa, è CRIMINALE estrarli quando si possono curare. Al di là del fastidio fisico arrecato.. si tratta spesso di colpi alla autoimmagine del detenuto, danni psicologici.. e inoltre li si espone (qualora non siano in condizioni troppo disagiate) a ingenti spese per farsi reimpiantare altri denti, o per complicati lavori di intervento odontoiatrico. Ma il frammento di Pasquale è particolarmente grave dato che fa riferimento anche al dentista del carcere di Catanzaro. Il 27 dicembre Pasquale scrive..

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. “

Ora non possiamo certamente sapere se è lo stesso dentista del carcere di Catanzaro a mette fuori uso il gabinetto dentistico. Sappiamo però che è davvero sfortunato questo gabinetto.. che si rompe così spesso.. si potrebbe pensare anche a fare un esorcismo per vedere se sono i folletti maleficio i gremlins.. o comunque almeno sforzarsi di capirne le cause. Ma qualunque siano le cause di questo frequente e “misterioro” fracassarsi di questa “sedia”… è un’altra cosa che sottopongo alla vostra attenzione… Pasquale dice che questo dentista fa lo stesso lavoro in altre carceri e che ha uno studio privato a Reggio Calabria. Così a naso.. vi sembra normale? Innanzitutto è normale che un dentista sia adibito a più carceri in una stessa regione? E che, non ci sono abbastanza dentisti per ogni città calabrese, da poterne sceglierne uno per adibirlo al carcere situato in quella determinata città? E poi… ci vuole Einstein per capire che una persona che ha lo studio molto lontano dal carcere (Reggio Calabria in questo caso)… non frema dall’entusiasmo di restare ore e giorni a lavorare  presso un carcere lontano chilometri e chilometri, con un guadagno nettamente inferiore a quello che consente uno studio privato? Non ce ne erano dentisti a Catanzaro? Forse non li si conosce.. sono disposto  a inviare una lista fotocopiata.. magari anche con le loro credenziali. E ci sarebbero anche altre domande…. non ci dovrebbe anche essere un’etica del rifiuto? Ossia.. io professionista (nessun riferiimento concreto.. parabola significat..) che già faccio un lavoro molto assorbente e ben pagato in un’altra città, e già ho anche altre attività collaterali.. non dovrei essere il primo a pensare che ha poco senso che me ne prenda un’altra sulle spalle, chilometri e chilometri lontano dal luogo dove opero stabilmente? Ma soprattutto.. qeusti operatori con che criteri sono scelti? Criteri di merito o “altri” criteri? E le norme di ragionevolezza e ratio interna non dovrebbero animare nomine di questo genere? Espressione della ragionevolezza sarebbe nominare professionisti vicini al luogo dove dovranno operare.. e che non abbiano già tanti incarichi sulle spalle…

Comunque la ragionevolezza diceva qualche Santo eremita del deserto.. non è di questo mondo..:-)

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di gennaio..

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Oggi è venuto il Vescovo a farci messa. E’ stato molto paternale, immedesimandosi nelle nostre sofferenze. Dopo la messa abbiamo fatto il rinfresco in sacrestia. Ho avuto modo di scambiare qualche parola con lui. E’ molto aperto e cordiale. Dall’area educativa c’era solo la Direttrice e l’Educatrice. Non conoscevo la Direttrice, ha fatto un breve discorso, e mi ha fatto una buona impresione. Mi auguro che la facciano lavorare in modo da sistemare tutte le cose che non funzionano, che sono tante. L’educatrice Ripepe è stata una conferma su tutto quello di buono che pensavo di lei. –  22/12/2010

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Gli studenti hanno dato una lezione a tutte le cassandre estremiste del governo che avevano criminalizzato la società civile delle proteste.. perché non erano solo studenti, ma c’eran operai, terremotati dell’Aquila, precari, disoccupati, la gente in lotta di Terzigno e tante altre categorie. Questi signori del governo, corrotti fino al midollo, cercavano di spingere con i media la protesta verso la violenza, per farli passare per nemici da annientare, liberando le forze dell’ordine da vincoli di legalità con la conseguente repressione voluta e autoritaria.

Ormai Gasparri ha gettato la maschera, e con lui anche il governo. Anche l’Unione Europea ha richiamato l’Italia perché la polizia italiana è diventata troppo violenta,.. prima-nell’arresto….durante-permanenza nelle caserme… e dopo-tra le mura del carcere.

Cercano di risolvere i problemi criminalizzando ogni dissenso, invece di ascoltare e cercare le soluzioni dei problemi e anche di valorizzare questi giovani che saranno il futuro della nostra  società. –  23/12/2010

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Ho telefonato a casa. Mia sorella ha detto che mia cugina Rosetta ha metastasi in varie parti del corpo. E’ stato un brutto colpo. Gli hanno tolto già un piccolo tumore alla tiroide e sta facendo la chemioterapia. Mi auguro che riesca a sconfiggere questo male, non merita di soccombere, sarebbe una grande ingiustizia. Forza Rosetta, ti voglio bene. –  24/12/2010

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Spesso ci chiediamo perché Dio non fa smettere tutte queste brutture nel mondo. Mi è stato sempre insegnato che Dio i ha dato l’arbitrio di come comportarci, pertanto dipende da noi decidere le azioni da commettere. Ritengo che sia giusto avere la facoltà di scegliere e decidere i nostri comportamenti. Non capisco perchè la Chiesa si opponga al libero arbitrio di scegliere di terminare dolcemente la nostra esistenza, quando si arriva a un punto della vita dove vivere diventa una tortura per le troppe sofferenze. Questa imposizione diventa una dittatura anche per chi la pensa diversamente.

Se la vita è un dono di Dio per i credenti, chi non crede ne può disporre liberamente. In ambo i casi tutti  ne possono disporre come meglio credono. La libertà non ha mai provocato danni. Sono le imposizioni che hanno sempre oscurato ogni epoca. Sono per l’eutanasia, perché ritegno la libertà un diritto inviolabile e nessuno può gestirla. –  25/12/2o1o

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Queste feste rovinano un pò la salute perchè si mangia tanto, troppo, ma è bello mangiare in compagnia, discutere e scherzare, ma sempre con il pensiero alle famiglie. La notte di Natale, familiari di detenuti hanno fatto esplodere fuochi pirotecnici intorno al carcere. E’ stato bello per i fuochi, ma principalmente per il calore dei familiari, perché queste manifestazioni riempiono il cuore di calore. Questo è il trentesimo Natale che trascorro qui dentro, facendo il conto sono più quelli trascorsi in carcere che a casa. –  26/12/2010

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I Parlamentari hanno il dentista gratis, “poveri diavoli”, il loro stipendio non gli permette simili spese. Chi ha privilegi, ne ha sempre di più. Chi non ne ha, gli vengono tagliati un pò alla volta quel poco che hanno. Berlusconi non aumenta le tasse, taglia tutto, che alla fine sarebbe meglio aumentare le tasse. Dal 2001 ad oggi, anno dopo anno, hanno tagliato tutti i finanziamenti per le cure dentistiche nelle carceri. Prima c’era la possibilità che i detenuti indigenti con problemi dentari potessero mettersi una protesi dentaria. Oggi non è più possibile, perchè non ci sono più finanziamenti.

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. –  27/12/2010

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Qualche giorno prima di Natale è morto Enzo Bearzot. Mi ha fatto rivivere qui giorni meravigliosi del mondiale 1982, una gioia indescrivibile, che si potrebbe raffigurare nella esaltazione del goal di Tardelli nella finale. Ancora oggi  quando vedo quella immagine mi emoziono, ed è talmente forte che rasenta la commozione. Credo che la storia darà il giusto valore a Bearzot. E’ stato il precursore di allenatore nel fare da paravento alla squadra, di dare primaria importanza al gruppo e di giocare con due attaccanti e con due mezzepunte. Gli altr sono venuti 20 anni dopo, a parte l’Olanda del calcio totale. Grazie grande “Vecio”, per le emozioni che ci hai donato. –  28/12/2010

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Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Ho letto la notizia su un piccolo quotidiano, ma è passata nel silenzio dei media nazionali. Nella maggioranza delle carceri c’è un mercimonio su tutto, dagli appalti alle forniture e sui soldi dei detenuti. Non interviene mai nessuno, neanche le denuncie dei detenuti smuovono le Procure o gli Uffici di Sorveglianza, perchè il sistema è marcio e tutti si adeguono, non solo, si proteggono tra loro, e poi fanno la morale a noi detenuti sulla legalità. Quando arrestano è perché sono intervenuti fatto esterni, politici, sindacali, o qualche autorevole funzionario, e non ne hanno potuto fare a meno. –  29/12/2010

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Per Natale saranno trasferiti alla sanità regionale campana 300 ammalati reeclusi negli O.P.G… è una bella notizia, ma spero che non sia uno dei soliti proclami.

I detenuti del carcere di Pratao hanno scritto una lettera a Babbo Natale per chiedere “la legge uguale per tutti”, e altre richieste stese in un documendo di 12 punti. Una bella provocazione, ma è difficile che ceerti squali la prendano in considerazione, anche solo  moralmente. Un artigiano dei presepi di Napoli, con 50 anni di esperienza di maestro d’arte, che ha costruito presepi in tutta Italia, ha chiesto alle istituzioni a Napoli un laboratorio per mettere la sua arte al servizio dei ragazzi difficili. Glielo hanno negato, eppure l’avrebbe fatto gratis. Parlano di trovare alternative a tanti ragazzi in posti difficili, ma poi alle parole non seguono i fatti. –  30/12/2010

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Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. –  31/12/2010

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L’anno nuovo è  iniziato con una bella notizia. Il Presidente del Brasile, Lula, ha negato l’estradizione a Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo, con la motivazione che potrebbe essere ucciso in carcere, essendo un perseguitato politico. Circa un paio di anni fa, gli USA negarono l’estradizione a un presunto boss italo-americano con la motivazione che in Italia c’è il regime del 41bis che è considerato una tortura, e per gli USA viola la Convenzione ONU sulla tortura.

Anche allora, come adesso, ci sono stati gli strali dei politici e i media li hanno alimentati. L’occupazione dell’informazione ha creato una realtà poco edificante per il nostro paese. Sono più informati all’estero sulle nostre situazioni, che gli italiani. Nessun politico, giornalista o intellettuale, si è chiesto come mai due grandi Paesi, amici dell’Italia, ci hanno messo in imbarazzo di fronte al mondo intero, come fossimo un Paese del terzo mondo. In Italia c’è la tortura del regime del 41bis, tutti gli organismi internazionali lo hanno condannato.

Il Consiglio d’Europa, circa sei mesi fa, ha condannato l’Italia, perché la polizia italiana è troppo violenta. Durante l’arresto, durante la permanenza nelle caserme di polizia, e durante la permanenza nelle carceri.

Lo stato delle carceri italiane è sotto gli occhi di tutti,a nche se non trapela tutto. I morti si susseguono in continuazione, come i pestaggi, e la violazione di tutti i diritti con condizioni disumane. Cosa fa questo governo? Criminalizza tutto e tutti, proteggendo con l’impunità tutti i funzionari dei Ministeri di Giustizia e Interno. Molti politici accusano il Brasile di essere contro l’Italia e di non conoscere la realtà italiana.

Abbiamo una classe politica talmente ignorante, da non essere informata del fatto che il Brasile è diventato un grande Paese. Non sa che ha la più grande popolazione di discendenza italiana al suo interno, circa 60 milioni di persone, forse più dell’Italia stessa. E’ l’unico Paese al mondo che ha stabilito il 21 febbraio come giorno della memoria dell’immigrazione italiana. E’ uno dei pochi Paesi al mondo che preserva per legge l’idioma “El-talian”, un misto di dialetti italiani. Credo sia l’unico al mondo a premiare i poliziotti che non spararano ed evitano di usare le maniere forti. Mi auguro che ci sia qualcuno autorevole che abbia il coraggio di discutere senza retorica sulla tortura e la disumanità che vige nelle carceri italiane. –  1/1/2011

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In Sardegna, a Artzo, un apicoltore è stato denunciato per pascolo abusivo dal proprietario di un terreno vicino, perchè le api sono andate a pascolare nel suo terreno senza permesso. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto. Siccome l’ha pubblicata un quotidiano della Sardegna, la notizia deve essere vera. In Italia si può fare causa ad un apicoltore per pascolo abusivo, ma è molto difficile fare causa allo Stato per le torture e le violazioni dei più elementari diritti nelle carceri. –  2/1/2011

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Ho finito di leggere il libro che ha scritto Carmelo Musumeci, “Gli Uomini Ombra”. Mi è molto piaciuto. I racconti sono di fantasia, ma rispecchiano episodi accaduti nel tempo. Sono messi così bene insieme da suscitare forti emozioni nel leggerli. Bravo Carmelo.. hai fatto un buon lavoro. –  3/1/2011

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Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. Tutto ciò deriva da un delirio di onnipotenza, con la convinzione che tutto è permesso. I familliari dei detenuti si sono organizzati per tutelarli. Questa è una buona notizia, perchè solo in questo modo si possono evitare gli abusi di potere, la repressione alla cieca e le cattiverie gratuite da parte della direzione del carcere. Si dovrebbe fare così in tutta Italia. Ogni città un comitato dei familiari a vigilare sulle carceri.

Poggioreale è senza dignità e andrebbe chiiuso perchè disumano. –  4/1/2011

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Il provvedimento “svuotacarceri” si è rivelato una bufala. Molti detenuti rinunciano alla sua applicazione, perché c’è il rischio di ritornare inc arceere con una pena più alta. La montagna ha partorito un topolino. Berlusconi lo fece anche con l’indultino del 2002. E’ molto largo di manica solo quando si tratta dei suo processi o di quelli dei suoi compagni di merende. –  5/1/2011

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Le reti sociali di Internet sono diventate una sorta di garante della democrazia, perché oggi le notizie circolano più velocemente.  Wikileaks ha dato l’ultima spallata ai segreti di Stato che nascondevano ogni tipo di nefandezza. Ora perseguitano il suo creatore, Julian Assange, in tutti i modi, addirittura bloccandogli i conti per impedirglli di pagarsi le spese legali. Un portavoce di Anonymous, un gruppo di Hacker, ha detto che  lottano facendo la cyberguerriglia  contro ogni censura. Ora attaccherranno tutti i siti finanziari che hanno bloccato le transazioni finanziarie a favore del sito di Assange.  In futuro sono pronti ad attaccare il sito del Dipartimento di Giustizia USA, se incrimineranno Assange, perchè per loro non c’è niente di intoccabile. Sono con il cuore e con la mente con loro, e a fianco di tutti quelli che lottano per la libertà e contro ogni censura. Viva Anonymous. –  6/1/2011

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Il governo conosceva bene le intenzioni di Lula. Ora tutte le chiazzate e le minacce di questi giorni, subito ritirate, sono sceneggiate indecorose. Qualche sondaggista avrà riferio a Berlusconi che questo episodio gli procurerà qualche voto in più, e controllando i media ha messo in piedi questo teatrino. Credo che siano anche convinti che tutti i politici del mondo siano simili a loro. Pertanto credono che orchestrando quest’opera di pupi, con qualche banchetto infarcito di politici, e qualche militante davani all’ambasciata brasiliana, il Presidente e i politici del Brasile, cambino idea. Come fecero loro con Ocalan, il leader del popolo curdo, prima lo ospitarono, e poi, al primo “stormir di fronta” dei turchi, glielo consegnarono, cosnapevoli del triste destino a cui lo avevano affidato.. “simile a quello degli ebrei quando li consegnarono ai tedeschi”. Un comportamento da esseri vili e meschini.

Il Brasile, sono convinto, non cambierà idea, perchè non sono buffoni come i nostri politici. Mi dispiace che questi signori approfittino del dolore dei familiari per strumentalizzarli per i loro fini politici. Il giusrista Antonio Cassese, nel commentare questa vicenda sul quotidiano La Repubblica, si è soffermato anche sul problema che in Brasile non esiste l’ergastolo. Ha affermato che in Italia l’ergastolo non si sconta, perchè ci sono forme di detenzione alternative. Questo signore non conosce la realtà italiana. Forse vive troppo all’estero. In Italia l’ergastolo è FINE PENA MAI.. che vuol dire.. fino alla morte del reo. In teoria ci sono le detenzioni alternative dopo 20-30 anni. Ma nella realtà sono chimere e si avver no solo quando vecchio e malato diventi un peso e ti scaricano ai famigliari, se ne sono rimasti, o a qualche struttura caritatevole. La vendetta è consumata anche se la chiamano giustizia. –  7/1/2011

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Solo in Campania ci sono cento disabili nelle carceri. Lascio immaginare quanti possano essere nel resto d’Italia. D’altronde non lo sa neanche il Ministero, perchè non esiste un sistema di monitoraggio. Hanno solo numeri approssimativi, da cui sono escluse le persone anziane e le persone malate con patologie serie. Ci sono persone molto anziane, a cui fanno scontare fino all’ultimo giorno. Proprio il mese scorso ne ho conosciuto uno. Aveva circa 85 anni, era in carcere da circa 20 anni, gli rimanevano da scontare altri 2 anni. Tanti detenuti con patologie gravi, tipo trapianti di fegato da fare o altre malattie serie, scontano in carcere fino all’ultimo giorno, come le persone anziane.

Non esiste nessuna normativa per i disabili, gli anziani e le persone malate. Solo un articolo dell’Ordinamenteo Penitenziario, con la discrezionalità assoluta della Magistratura di Sorveglianza

E’ sottinteso che quando vengono in carcere persone autorevoli, la rigidezza estrema diventa elastica al suo massimo grado. C’è in piedi un sistema penitenziario disumano, ma c’è un silenzio complice spaventoso. –  8/1/2011

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Ho letto un aricolo in cui il Ministro della Giustizia Alfano esortava a comprare, come regali di Natale, quelli prodotti in carcere dai detenuti.  Ha registrato un videomessaggio e lo ha messo nel sito del ministero, il suo sito personale, e anche su You Tube, in cui sottolineava.. “la nostra Costituzione ci ricorda che la pena non è solo espiazione di una colpa, ma deve anche avere la funzione rieducativa e non può essere contraria al senso di umanità”.. continuava dicendo… “quando un detenuto espia la pena solo come forma di reclusione, ma non di riabilitazione, una volta uscito fuori, percorrerà l’unica strada che ha conosciuto nella vita, cioè quella del crimine”.

Ho pensato di mettere in cantiere un’iniziativa per chiedere al Vaticano di farlo santo subito, prima di Papa Wojtyla. A parte gli scherzi, le parole sono belle e giuste, ma quando i comportamenti non seguono i discorsi che si fanno, rimangono chiacchiere, e il Ministro Alfano di chiacchiere ne fa tante. I fatti che noi detenuti subiamo sono il contrario di quello che dice.. e lui stesso dichiarò, non molto tempo fa che, “i detenuti a regime del 41bis dovevano morire in carcere”. Di quale umanità parla il nostro ministro? –  9/1/2011

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Il Parlamento Europeo ha abolito le batterie d’allevamento per le galline, rendendo più umana la loro vita. Quello che mi ha colpito, a parte le tante disposizioni, è stato lo spazio a loro riservato. Facendo i conti sulla mole fisica e confrontandola con noi detenuti, hanno più spazio di noi. Tutte queste disposizioni sulle galline, se non attuate, saranno sanzionabili per legge. Anche a noi detenuti il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura) – ricevendo conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic) – ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella. Non essendoci tutela per i i detenuti, e nessuna sanzione per i funzionari che violano queste disposizioni, tutte queste disposizioni rimangono lettera morta. Questo significa che i detenuti vengono classificati al di sotto delle galline. –  10/01/2011

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Il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, durante una trasmissione a Radio Vaticana, ha detto che il sovraffollamento  è un problema grave e la politica  ha il dovere di fare la propria parte. A mio parere la politica deve risolvere i problemi e o fare la propria parte. La popolazione li vote per questo motivo, trovare soluzioni ai problemi.

La Casellati ha continuato nel suo discorso, dicendo che bisogno rovesciare il concettto di carcere. I detenuti devono potere stare in cella solo nelle ore notturne, mentre durante il giorno dovrebbero  potersi dedicare alle attiività che aiutano il loro reinserimento nella società: lavorare, studiare, e impegnarsi in progetti socialmente utili. Qualcuno dovrebbe dirle che in teoria queste di cui parla c’è nel regolamento, ma tutto è lasciato all’arbitrio delle direzioni e sono pochi le carceri che hanno una Direttrice come quella del carcere di Bollate (Mi).

Limitano tutto e vietano tutto il possibile, sia per avere meno fastidi, e sia per fare lavorare il meno possibile tutto il personale. Nel prosieguo del discorso afferma che il suo governo sta affrontando il problema del sovraffollamento con la ristrutturazione edilizia che ha permesso di aumentare di 22.000 i posti disponibili. A parte che non sono ancora pronti.. ma fra 3 anni ritornerà lo stesso problema, perchè saremo 100.000, pertanto questi 22.000 serviranno solo per tamponare. Ma bisogna che si sappia che questi 22.000 posti sono padiglioni costruiti all’interno delle carceri, togliendo quel poco di spazio che hanno i detenuti. Inoltre vengono costruiti violando le orme del C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura), e la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce che il minimo di spazio per ogni detenuto è di 7 metri quadrati. Le celle dei nuovi padiglioni sono per tre persone che poi diventeranno sei detenuti, e on superano i 15 metr quadrati per ogni cella.

I nuovi padiglioni vengono costruiti già violando le norme europeee ed italiane, pertanto sono illegali. Berlusconi ha fatto scuola.. fare proclami con belle parole. La gente non ricorderà se le cose dette verranno fatte. La realtà è molto diversa, e non hanno nessuna volontà di cambiarla. –  11/01/2011

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Un frase di Victor Hugo dice “se costruisci una scuola elimini una prigione”.. semplice ma molto illuminante, tenendo presente che l’ha detta circa un secolo e mezzo fa. Purtroppo oggi nel nostro Paese abbiamo un governo che fa esattamente il contrario. Smantella la scuola e costruisce prigioni.  Nel tempo, migliorando l’opera della scuola, diminuiscono le prigioni. Viceversa, costruire prigioni alimenta solo la loro moltiplicazione, perchè non bastano mai. –  12/01/2011

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Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre. –  13/01/2011

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Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano. –  14/01/2011

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Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ai quattro venti dichiarava  che i rifiuti di Napoli non sarebbero arrivati nel Veneto. Leggo su un quotidiano  che c’è una sentenza del 2008 del tribunale di Venezia che confanna la regione Veneto a proprie spese a riprendersi tutti i rifiuti tossici che illegalmente erano stati scaricati in una cava di Pozzolana, a Napoli, e di bonificare l’area inquinata. Questi sono solo una piccola parte dei rifiuti tossici, come afferma l’articolo che cita la sentenza. Questo signore, come tutti i leghisti, parlano bene e razzolano male. Ormai nella vilipesa palude romana ci sguazzano come i maiali, ma cercano sempre di buttare il fango sugli altri. –  15/1/2011

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Riflettevo su una notizia sentita neii TG.. in Nuova Zelanda hanno messo altoparlanti in tutta la capitale, per fare sentire la musica classica a tutti gli abitanti. I reati sono calati del 50-60 %. Da noi anche in carcere è un problema ascoltare la musica. Sono trascorsi 10 anni dalla concessione di potere acquistare i lettori CD. Ci sono ancora carceri che li vietano. Ormai il lettore CD è sorpassato, perchè da alcuni anni la produzione è stata dismessa. Il mondo va avanti con la sua tecnologia, ma il sistema penitenziario in modo feudale retrocede invece di andare avanti. –  16/01/2011

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Sono un appassionato delle energie rinnovabili. Ho finito di leggere il libro “Energia per l’astronave terra”, scritto da Nicola Armaroli e Vincenzo Bolzoni. Hanno toccato tutti i punti, dai combustibili fossili a come sostituirli. Nonc redo che il nucleare possa essere la soluzione, sia perché manca l’uranio per tante centrali, e sia perché il problema delle scorie non è stato ancora risolta. Io credo che, se ci fosse la volontà politica, senza condizionamente da parte de “l’economia del petrolio”, tutta l’elettricità potrebbe essere prodotta dalle energie rinnovabili. Con i finanziamenti adeguati, tutte le combinazioni di energia prodotta con emissioni zero, potrebbero essere sufficienti per coprire la produzione di energia elettrica. Il problema è l’energia  da trazione, credo che le auto elettriche possano contribuire a dimezzare l’uso del petrolio. Bisognerebbe cambiare ora e non aspettare che finiscano i combustibili fossili. –  17/01/2011

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Leggendo alcuni articoli di quotidiani, ho compreso le sceneggiate dei nostri politici contro il Brasile e la questione Battisti. Essendo che siamo una sorta di coloni americana, e i nostri politici seguono alla lettera le direttive della Casa Bianca. Il Brasile ha deciso di riconoscere lo Stato Palestinese, facendo aprire l’ambascita palestinese. Lo hanno seguito l’Argentina, l’Uraguay, la Bolivia e l’Ecuador. Questo riconoscimento ha indispettito gli americani, e con loro gli israeliani. Questo è il reale motivo del teatrino messo in piedi da Berlusconi e dai suoi compagni di merende, e non quello che vanno blaterando in giro. Il Brasile è diventato una grande potenza, e ha la forza di prendere queste decisioni. –  18/1/2011

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La Lega come sempre sollecita i bassi istinti della gente per rimanere al potere. Il più stupido, e per questo motivo il più razzista, è il leghista Mario Boghezio, che ha dichiarato che l’Abruzzo è un peso morto come tutto il Meridione, perché attendono che tutto cali dall’alto, e non si comportano come i veneti, che nell’ultima alluvione si sono tirati fuori con le loro mani. La cosa impressionante è che dicono bugie alla luce del sole, capovolgendo la realtà.

Il Veneto ha ricevuto subio 300 milioni di euro e la sospensione delle tasse. Viceversa a Salerno, dove era successa la stessa cosa, un’alluvione negli stessi giorni del Veneto, con danni alle aziende e la rottura dell’acquedotto, sono rimasti  senza acqua potabile per alcuni mesi, mezzo milione di persone. Si sono tirati fuori da soli, senza avere un euro dallo Stato. I nostri politici, come sempre, miserabili e vili, non hanno detto neanche una paroola.  Il potere economico del Nordo li sceglie bene questi collaborazionisti, neanche di fronte alle offese più gravi hanno un moto di orgoglio. Ci hanno appiattito come un gregge di pecore e inculcato tutto quello che hanno voluto, facendoci credere che siamo una razza di fannulloni, sottosviluppati e delinquenti; e loro invece sono laboriosi, intelligenti e onesti. Stanno seminando odio a piene mani, un giorno avrà le sue conseguenze nefaste. –  19/1/2011

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Qualche tempo fa, il Ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presenziò a un convegno ad Avellino e nel suo intervento disse (con ritardo di 30 anni) che i problemi della ricostruzione del terremoto del 1980, erano derivati dalla decisione di favorire le imprese del Nord. I costruttori dell’edilizia di  Campania e Basilicata, avevano chiavi in mano tutte le case (potrebbe essere anche ‘cose’… anche se penso che sia ‘case’.. visto il tenore di questo passaggio… nota di Alfredo) necessarie per le famiglie che avevano avuto la casa distrutta. I politici del pentapartito che comandavano all’epoca, tra cui il capofila De Mita, sia a Roma che in Campania, decisero per i prefabbricati pesanti, per favorire un’impresa del Nord. In questo modo hanno raddoppiato la spesa per la ricostruzione e l’hanno trascinata per decenni, con migliaia di persone che hanno trascorso anni e anni  nei prefabbricati. Hanno banchettato tutti, le imprese del Nord, i politici si sono arricchiti insieme alle loro corti. Alla fine di questo scempio bisognava dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica. Come sempre si dà mandato ai magistrati di sceglierne uno, e chi di meglio se non la malavita locale? Che in questo caso essendo la Campania.. si chiama Camorra.. Colpevole ideale. –  20/1/2011

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Il Papa ha dichiarato che l’educazione sessuale nelle scuole è contro la religione Rimango allibito contro certi spropositi del Papa, come quando dichiarò che in Africa non bisognava usare il preservativo. In un contesto che, a causa dell’AIDS, ha subito 25 milioni di morti, un genocidio, e altrettanti si sono infettati, con il preservativo ci sarebbero stati milioni di morti infettati in meno. Alle soglie del terzo millennio c’è ancora l’ignoranza sessuale, le cronache riportano bambine di 13 anni che rimangono incinte in Africa, Asia e Sud America. L’età si abbassa. Se ci fosse una corretta educazione sessuale nelle scuole, crescerebbero più consapevoli e informati sul sesso, e non succederebbero tanti eventi che leggiamo nella cronaca. Nel Nord Europa, dove da decenni è insegnata nelle scuole, si leggono meno notizie nella cronaca. L’insegnamento, l’educazione e l’informazione hanno sempre portato luce nella società. Viceversa l’ignoranza ha sempre portato oscurantismo, fanatism e degrado morale e materiale. Il Papa essendo personaggi di statura mondiale dovrebbe intervenire sui veri problemi che affliggono l’umanità e non interessarsi di problemi che non gli competono e non conosce, essendo che pratica la castità. –  21/1/2011

 

 

Il caso Aldo Scardella

Tramite Maria Luce ci è giunto questa ricostruzione del caso di Aldo Scardella, inviatole dal fratello, Cristiano. Fu un caso giudiziario di cui si parlò a suo tempo. E che ancora adesso, specie in certi ambienti, riemerge.

Aldo Scardella era un giovane studente universitario. Venne arrestatato per l’omicidio di un commerciante, in base a quelle che sembrano essere state pure presunzioni elevate al rango di forti indizi. Morì dopo sei mesi.. mentre era in isolamento in carcere.. in circostanze “sospette”.. che, fuor di metafora, significa che molti pensano sia stato fatto fuori. Tutto all’interno di un gioco complesso, di responsabili veri o presunti di crimini, di intrallazzi, vittime sacrificali, colpevoli coperti, mezze verità.

E noi non possiamo sapere naturalmente l’esatta ricostruzione dei fatti. Ma verrebbe voglia di dire che, anche se questi fatti non fossero veri, sarebbero “verosimili”.. in quanto emblematici di ciò che molte volte è accaduto… e ancora accade.

Comunque, queste storie vanno sempre “risvegliate”.. perché qualcuno è morto.. forse “per sbaglio”… o forse no…  Sciasci diceva infatti…

<<Non c’è niente di più tremendo che la frase “qualcuno è morto al momento giusto”>>.

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E’ stato il piu’ giovane vicecapo della squadra mobile d’Italia assieme ad un’altra collega alla quale il settimanale Panorama dedicò un articolo dal titolo”la ragazza con la pistola”.

Erano gli anni ‘80 quando ormai la malavita cagliaritana stava cambiando: si associò con criminali della penisola che si trovavano in soggiorno obbligato in Sardegna,arrivando a gestire traffici internazionali di droga a cui facevano capo mafiosi Siciliani e Calabresi..I malavitosi di Cagliari.erano associati in diverse bande ma primeggiava la cosidetta banda di Is Mirrionis. Alla fine, le stesse bande si fecero la guerra tra di loro a suon di bombe.

Ed è proprio in quel frangente che il più giovane vicecapo della mobile, ora questore, fu destinato ad altri incarichi. Ed è sempre in quel periodo che uccisero un noto commerciante molto vicino alla polizia in relazione a feste di beneficenza. Per quel delitto arrestarono innocentemente, nel dicembre del 1985, Aldo Scardella.  successivamente morto dopo sei mesi di isolamento in circostanze ancora oscure. Arrestato sulla base di semplici sospetti qualificati dagli inquirenti come indizi : aveva l’altezza di uno dei banditi,mio fratello era alto circa 1,70…e all’epoca metà della popolazione maschile in Sardegna aveva quell’altezza . Inoltre i banditi, quando fuggirono dal negozio in cui rimase ucciso il commerciante, presero la direzione, secondo gli inquirenti, di un mandorleto che ora non c’è più…e per il P.M. solo chi abitava nella zona poteva conoscere quel luogo… Ma allora,dico io, perché non hanno arrestato le numerose coppiette che si appartavano lì? Infine un passamontagna venne ritrovato a due isolati dal mio palazzo.. Secondo gli investigatori apparteneva ad uno dei banditi e poteva essere riconducibile a mio fratello. Chi avvisò la polizia il copricapo lo trovò ben occultato ma gli inquirenti verbalizzarono che era ben visibile. Il sospetto maggiore,comunque, il magistrato lo ebbe sul fatto che, il giorno dopo il delitto, Aldo di mattina presto, come era di solito fare, andò a comprare il giornale e al P.M. parve strana quella sete di notizie.

Il Questore, durante le prime fasi di indagini di polizia, prese posizione ritenendo che non vi erano sufficienti elementi per fermare Scardella, ma in questi anni non ha mai confermato né smentito..

Eppure l’avvocato Gianfranco Anedda, ora membro del Consiglio Superiore della Magistratura, in un’stanza in tribunale, cita la Questura definendo come versione ufficiale la frase del questore,del quale non figura il nome.  Quando gli chiesi spiegazioni su questa affermazione, egli rimase sorpreso perché quella frase l’aveva dichiarata ai suoi colleghi che in quel momento si stavano occupando delle indagini di quell’efferato delitto, era una sua valutazione personale che doveva rimanere tra loro e non riusciva a capire come fosse pervenuta ad altri. Ricordò i tempi in cui lavorava alla squadra mobile: era una bella squadra e un periodo ricco di soddisfazioni e di tanti risultati investigativi. Parlammo anche degli amici in comune, in particolare di una donna che era di un paese dei suoi parenti. Aveva avuto a che fare alcune volte con Aldo Scardella , per motivi politici e anni dopo per motivi legati al mondo dell’emarginazione, perché Aldo, dopo che fu disilluso dalla politica, incominciò la sua rivoluzione rimanendo molto sensibile al mondo dei deboli e di chi aveva particolare sofferenza, forse perché anche lui si sentiva uno di loro… Il questore non aveva mai  pensato che fosse pericoloso… Aldo si chiudeva a riccio e poteva apparire diversamente da quello che in effetti era… Disse ancora:

“ capisco che non è morto in un incidente stradale ma bisogna cercare di andare avanti,il passato non può più tornare…”

L’iter processuale di Aldo fu un continuo susseguirsi di abusi , faciloneria e superficialità,molte sono state le incongruenze processuali,egli fu tenuto in carcere illegittimamente. Solo per citarne una, la formalizzazione dell’inchiesta del P.M.: venne svolta oltre 40 giorni i termini consentiti e, superati quei giorni,egli doveva essere scarcerato, non era un interpretazione del magistrato,la scarcerazione doveva avvenire automatica. Le inchieste svolte dal Parlamento confermarono tutte queste storture giudiziarie, come del resto lo confermarono anche insigni giuristi e altri magistrati, ma in questa vicenda ha scarseggiato l’umanità nei confronti di Aldo Scardella.  Egli subì varie volte atti contrari all’umanità.

E’ stato il caso giudiziario,perlomeno in Sardegna,più anomalo e più crudele di cui la giustizia Italiana si sia resa protagonista. Ancora oggi, dopo 25 anni, se ne parla e l’inchiesta ancora non è completamente chiusa. Dopo la morte di Aldo sono stati presentati dei disegni e proposte di legge per una maggiore garanzia per quanto riguarda l’arresto e soprattutto sull’isolamento che è stata la principale causa della morte di Aldo.Queste iniziative parlamentari sono state recepite dal nuovo codice di procedura penale. Di recente la Cassazione ha sancito, a seguito ad una assoluzione nei confronti di un giornalista che aveva criticato la procedura adottata dal magistrato che arrestò Scardella, che i mass media possono criticare l’operato della magistratura.

In tutti questi anni la vicenda, grazie alle iniziative legali e culturali, è rimasta sempre viva, sensibilizzando in qualche modo la giustizia.

Anni dopo la morte di Aldo, un noto esponente della banda di Is Mirrionis confessò la sua partecipazione al delitto per il quale venne arrestato mio fratello, portando in causa altre persone, due delle quali condannate in via definitiva. Nel processo a questi componenti emersero aspetti inquietanti, uno dei tanti : tutta la mala e il quartiere di Is mirrionis sapeva dell’innocenza di Aldo ma parlare significava morire o incorrere in situazioni di notevole disagio..

D’altronde, anche un rapporto di un ispettore, due anni dopo la morte di Aldo, indicava altri responsabili per la morte del commerciante anni dopo imputati e uno di questi condannato. Ma questo rapporto rimase cristallizzato in questura, nonostante i giudici avessero domandato alla questura se vi erano nuovi elementi , la questura rispose:che non ve ne erano.

Il caso di Aldo è stato aperto tante volte, la maggior parte su mia iniziativa; l’ultima istanza da me fatta è stata perché ipotizzavo il delitto volontario, aggravato ai danni di Aldo e sottolineavo anche che nel referto autoptico i medici facevano figurare quantità e dosaggi di una terapia metadonica inesistente. Il caso è stato chiuso ma l’anno scorso ho ripresentato, tramite un’ avvocatessa di Foggia, Rosa Federici, un’altra istanza in Tribunale per la riapertura della vicenda.  Poco tempo dopo, esattamente nel novembre del 2009, fece irruzione in casa mia la polizia, senza mandato , piombò nella mia stanza quando ancora mi trovavo addormentato e mi sottopose a domande e nell’occasione si trovò ad assistere alla scena mia madre affetta di alzhaimer… In parole povere una persona in scooter del colore uguale al mio aveva tentato una rapina, ma la polizia per fortuna dovette constatare che il motore del mio scooter era freddo e che quindi :non poteva essere quello utilizzato per la rapina. Anche i vertici della polizia dichiararono che ero risultato completamente estraneo al fatto delittuoso.

Per dovere di  cronaca devo dire che chi decise di inviare gli agenti 24 anni fa in casa mia, con la motivazione che Aldo era stato visto due o tre giorni prima del delitto del commerciante nei pressi del negozio ,è lo stesso uomo che oggi sta a capo degli investigatori che sono venuti improvvisamente nella mia stanza..e ,credetemi, non è stato tanto bello.

Circa un mese fa è stato appiccato fuoco alla portineria del palazzo in cui abita la madre

di un magistrato cagliaritano. Pare che abbiano utilizzato un giornale pubblicitario e una bomboletta spray che per fortuna non è esplosa. Tutto il mondo politico , soprattutto quello di sinistra e la C:G:L, e  il mondo legale hanno espresso giustamente la solidarietà al magistrato.

Mi chiedo perchè a mia madre non è stata manifestata nessuna solidarietà dopo che la polizia ha fatto irruzione in casa mia con  modalità ancora al vaglio della magistratura. Ma in ogni caso l’errore delle forze dell’ ordine è stato riconosciuto subito da loro stessi anche se nessuno  ha chiesto scusa ufficialmente. La storia di mio fratello, come dicevo prima, ha dato molto e continua a dare a favore di una giustizia più equa.

Tornando al questore, prima di andare via, gli chiesi se nel delitto per il quale fu accusato mio fratello  c’erano persone da coprire, mi rispose:che non sapeva niente perché ormai era già fuori dalla mobile. Lo salutai e, dopo un paio di passi,  mi voltai e l’alto funzionario dello Stato mi disse: ” Scardella,per favore, non mi metta nei guai.”

Pensai: “ a che punto siamo arrivati, la polizia che ha paura di  me”.

Diario di Pasquale De Feo 22 settembre-21 ottobre

Il Diario mensile di Pasquale De Feo (da alcuni mesi detenuto a Catanzaro) è uno dei grandi momenti di questo Blog… come il grande dialogo Carmelo Musumeci – Giuseppe Ferraro, e come altri momenti che danno vigore a questo Territorio, e al suo senso profondo.

Ogni mese, Pasquale De Feo ci invia il diario dei suoi pensieri e riflessioni raccolte nel corso di quel mese. Nell’occasione di oggi si tratta del mese di ottobre; per essere più precisi, del periodo che va dal 22 setttembre al 21 ottobre.

Il diario di Pasquale De Feo si riconosce dalla ecletticità e ricchezza di argomenti e richiami. Non è una semplice descrizione della quotidianità carceraria (col massimo rispettto, si intende, anche per quelle descrizioni) ma sono spunti incessanti su tutto ciò che penetra con libri o visioni, giornali o ricordi, lotte, indignazioni.. speranze.. tutto ciò che penetra appunto in quella linea permeabile che scorre ondulata tra se stessi  e gli altri, il quotidiano e la possibilità, la cella e il mondo.

Alcuni dei momenti migliori sono quelle impennate di lucida indignazione, che mostrano denudati meccanismi  di consenso e pratiche di approfittamento, la grigia vita degli abusi di potere diffusi. Le piccole consorterie che vivacchiano parassitariamente su piccoli privilegi. E poi vi sono le impennate, i momenti in cui si vola più alto.

Come al solito, il diario di Pasquale è tutto da leggere.. ma voglio segnalare alcuni momenti..

Quando scrive..

Un consigliere regionale della Campania è andato a fare visita nel carceere di Poggioreale, ed è rimasto sbalordito dei prezzi del sopravitto del carcere. In tutte le carceri è così, prezzi scandalosi e merce di pessima qualità. Tutto avviene alla luce del sole, pertanto gli appaltatori hanno dei santi in paradiso all’interno del carcere e al Ministero della Giustizia. Ci sono alcune Direzioni che per incrementare gli acquisti da parte dei detenti, quando arrivano nel carcere non fanno entrare niente di tutto ciò che hanno acquistato nel carcere di provenienza. Limitano i prodotti che possono entrare tramite pacco colloquio, costringendoli ad acquistare tutto all’interno del carcere. “

Insomma la cresta sulla spesa. Quante creste si fanno in carcere?  Quanti sono i piccoli giochi di prestigio dove pagliacci da operetta lucrano  il possibile su persone verso cui il dovere di tutela dovrebbe essere ancora più alto? Lo stesso Pasquale De Feo, in un precedente diario raccontò di come ebbe modo di vedere un camion che caricava la roba dei detenuti. In sostanza gli venne detto che era pratica usuale.. alcuni operatori esterni, con la probabile complicità di alcuni detenuti, facevano la “cresta” prendendo un pò di roba da ognuno, per riempire un intero camion. Queste cose sono vere? E in quante carceri avvengono? E’ possibile che sia consentito ad alcune persone di taglieggiare la roba dei detenuti? E’ possibile che possano esistere parassiti del genere? Infatti come non si potrebbe chiamare questi estortori fraudolenti della roba di persone in difficoltà e impossibilitate a difendersi se non…

FORME DI VITA PARASSITARIE E VIGLIACCHE?

Naturalmente, facciamo distinzioni. Fare prezzi scandalosi per il sopravvitto nei confronti dei detenuti, è meno squallido e volgare che taglieggiare la loro roba e RUBARLA da parte di operatori a ltri fiancheggiatori esterni COMPLICI. Ma resta pur sempre un atto squllido.

Un altro momento interessante è quando Pasquale scrive..

Quattro anni fa, quando sono stato trasferito nel carcere di Parma, dopo alcuni messi hanno messo nelle scuole computer nuovi comprati con finanziamenti dell’Unione Europea. Qui a Catanzaro frequento la scuola di geometra come uditore. Nella scuola ci sono tre computer senza stampante, che avranno 15-2o anni; sopra ogni computere c’è l’adesiovo dell’Unione Europea. Ne accendo due e constato che hanno il programma Windows 98. Il mio stupore è che i soldi dell’Unione Europea sono recenti, ma i computer sono vecchi e obsoleti, pertanto è palese che c’è stato qualcosa di poco pulito….”

Effettivamente è strano… Se ci pensate ci deve essere un errore, direbbe qualcuno..:-). Allora, se i soldi dell’Unione Europea sono recenti.. come mai i computer sono solo tre, sono vecchi e obsoleti e hanno come sistema operativo Windows 98?  Tutti sanno che gli stanziamenti pubblici, di qualunque genere, anche europei.. vengono dati per essere INTEGRALMENTE spesi per le finalità a cui sono destinati e per acquisire materiale e prodotti integri, intatti, nuovi, e aggiornati al periodo in questione. Non contemplano (ma potrei sbagliarmi.. l’Italia è piena di “maestri del diritto e legulei e azzeccagarbugli”, qualcuno mi corregga…:-), credo, l’acquisto di materiale di seconda mano.. o fondi di magazzino. Che ne dite?

Un momento bellissimo invece, in cui si vola più alto delle mille piccole miserie è quando Pasquale parla di una poesia…

Circa qualche anno fa, lessi un’intervista di Nelson Mnadela sul film sulla sua vita, e diceva che nei momenti tristi recitava la poesia INVICTUS del poeta William Ernest Henley, e lo tirava su di morale, dandogli vigore e nuova determinazione. Ho trovato la poesia e, dopo averla letta, ne sono rimasto folgorato. L’ho imparata a memoria, e ogni tanto me la recito, rinnova la mia determinazione.  Non credevo che una poesia potesse infondere benessere psicologico, ricaricando le pile. Non si finisce mai di imparare sulla vita”

Che bellezza amici… l’arte, la poesia, la bellezza, le grandi pagine dei grandi uomini.. possono darci forza, ispirarci, illuminare il nostro Cammino..

E poi.. tante altre cose.. la vicenda processuale della famiglia di Stefano Cucchi, il pantano della politica italiana tra leghisti e berluscone, l’alluvione in Pakistan, il permesso rigettato a Pasquale per andare a vedere il padre con la motivazione che non è in fin di vita (vi sembrerà in fin di vita quando lo porteranno all’obitorio?), il libro “il gioco dei potenti” di Piero Ottone, il nuovo carcere modello di Pianosa, il risarcimento dello Stato alla famiglia del giovane Aldobrandi ucciso dalla polizia (ma senza scuse ufficiali da parte dello Stato, la politica dell’odio che a volte si maschera dietro il paravento delle belle cause, il razzismo e la xenofobia…

E una considerazione particolare, per l’ultimo scritto presente nel diario, che ospita una lettera giunta ai detenuti della sezione Alta Sicurezza 1 di Catanzaro, da parte degli operai Fiat di Pomigliano in lotta, dopo che precedentemente i detenuti di Catanzaro avevano scritto agli operai di Pomigliano una lettera di solidarietà. Davvero un altro bel momento di solidarietà e “incontro” tra mondi in cerca di riscatto, giustizia e dignità.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. carcere di Catanzaro..

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Il ministro Alfano in pompa magna ha dichiarato “abbiamo reso il 41bis durissimo, i boss moriranno in carcere e in povertà”. Un politico non dovrebbe scendere così in basso, ma le sue esternazioni servono per dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica, per distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi che affliggonoi l Paese, che loro hanno aggravato e non sanno risolvere. Si vanta che ha reso la tortura “democratica” del 41bis durissima, per fortuna che è un ex democristiano, cattolico e molto ben visto dalle gerarchie vaticane. in caso contrario ci metteva palle al piede.

Affermare che i boss moriranno in carcere è da stato nazista. Premesso che ormai c’è l’inflazione di boss, nessuno ruba, sono tutti boss, forse perché loro hanno il monopolio nel campo del latrocinio, pertanto il resto sono tutti boss. Devo dedurre che non uccidendo di persona i detenuti non si ritiene colpevole.

Il leader serbo bosniaco, ora davanti al Tribunale internazionale per crimini di guerra, non ha mai ammazzato nessuno di persona, ma ha fatto uccidere con proclami simili a quello del Ministro Alfano.   Devono morire in povertà. Essendo cattivo e non stupido, sa quello che dice, perché si riferisce alle famiglie dei detenuti. Pertanto lui vuole uccidere gli uomini in carcere, e poi vuole che le donne e i bambini vivano nel degrado e nella miseria. Forse vuole creare una classe sociale specifica, che nel futuro riunisca i parenti in carcere. Lo scandalo non sono solo le sue parole, ma il silenzio assordante di tutti, come se le sue affermazioni fossero un fatto normale. Quando la ferocia prende il sopravvvento, la politica entra nelle grotte buie della storia. –     22/09/2010

Il ministro Frattini ha dichiarato che l’Italia è contraria a qualunque pena di morte. Se non fosse una cosa seria sarebbe una barzelletta. Qualcuno dovrebbe spiegargli che in Italia non solo c’è la pena di morte, anche se camuffata; ma c’è anche la tortura, quella del 41bis. L’hanno riconosiuto sia gli Stati Uniti e sia la Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Il 28 maggio 2010, a Roma, al convegno carceri 2010 “il limite penale ed il senso di umanità”, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia rilascia una dichiarazione dove riconosce una sorta di pena di morte.

(…) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice Penale, non so sei tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull’ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l’ergastolo, è vero che ha all’interno dei correttivi possibili, con le misure di liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l’ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere. Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita. (Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).

L’ergastolo ostativo, ma nella maggioranza dei casi anche l’ergastolo non ostativo, è una pena di morte diluita nel tempo. Anche il Ministro Alfano lo ha dichiarato.. che dobbiamo morire in carcere. Il Ministro Frattini dovrebbe riflettere prima di fare simili affermazioni. Ormai gli spot commerciali di Berlusconi hanno contagiato anche i suoi ministri. –     23/09/2010

Questa Lega parla bene e razzola male. Il Ministro leghista dell’Interno, Maroni, nei giorni scorsi aveva dichiarato che i libici avevano mitragliato il peschereccio, perché l’avevano scambiato per una nave di clandestini. Impressionante, come se ai clandestini si potesse sparare senza problemi, come se fosse una razza inferiore. I nazisti la pensavano allo stesso modo con gli ebrei.

Un settimana prima aveva dichiarato che quella ragazza di Torino che aveva tirato il fumogero al segretario della CISL Bonanni, doveva rimanere in carcere ed essere processata per tentato omicidio. La sproporzione evidenzia la loro vera mentalità. Sulla scuola di Adro c’è la bandiera della Lega e nessuno dice niente; a Venezia l’esposizione della bandiera italiana viene considerata una provocazione da parte della Lega. Stanno seminando odio e nessuno interviene. Quando finirà questo sonno della ragione? –    24/09/2010

Un consigliere regionale della Campania è andato a fare visita nel carceere di Poggioreale, ed è rimasto sbalordito dei prezzi del sopravitto del carcere. In tutte le carceri è così, prezzi scandalosi e merce di pessima qualità. Tutto avviene alla luce del sole, pertanto gli appaltatori hanno dei santi in paradiso all’interno del carcere e al Ministero della Giustizia. Ci sono alcune Direzioni che per incrementare gli acquisti da parte dei detenti, quando arrivano nel carcere non fanno entrare niente di tutto ciò che hanno acquistato nel carcere di provenienza. Limitano i prodotti che possono entrare tramite pacco colloquio, costringendoli ad acquistare tutto all’interno del carcere.

RUBARE E TRUFFARE I DETENUTI DA’ L’IMPRESSIONE CHE SIA UN FATTO NATURALE.

Tutti gli organi che dovrebbero controllare sono a conoscenza della situazione, perché i detenuti scrivono, reclamano e denunciano, ma niente cambia. La legalità è di tutti, principalmente di chi deve osservarla e farla osservare. –     25/09/2010

Quattro anni fa, quando sono stato trasferito nel carcere di Parma, dopo alcuni messi hanno messo nelle scuole computer nuovi comprati con finanziamenti dell’Unione Europea. Qui a Catanzaro frequento la scuola di geometra come uditore. Nella scuola ci sono tre computer senza stampante, che avranno 15-2o anni; sopra ogni computere c’è l’adesiovo dell’Unione Europea. Ne accendo due e constato che hanno il programma Windows 98. Il mio stupore è che i soldi dell’Unione Europea sono recenti, ma i computer sono vecchi e obsoleti, pertanto è palese che c’è stato qualcosa di poco pulito. Questa è solo una delle tante faccende misteriose che succedono nelle carceri. Essendo un fatto evidente, anche sollecitato, nessun controllo interverrebbe. Diritti, legalità e rispetto dei regolamenti.. sono parole vuote, perché c’è il rispetto di una sola regola.. “il diritto della forza del potere”. –    26/09/2010

Ho sentito Beppe Grillo al raduno che ha organizzato. Tutto quello che ha detto è condivisibile. C’è gente da 30-40 anni che vive di politica come se fosse un diritto divino. Sarebbe ora che andassero a lavorare, come fanno tutti i comuni mortali. Costano miliardi di euro e pensano solo ai loro interessi, alimentando nepotismo, privilegi e spazi di potere che inquinano la cosa pubblica. Leggevo su un quotidiano che Vittorio Sgarbi ha due macchine di scorta della Guardia di Finanza. A cosa serva la scorta a un personaggio simileè un mistero; forse per difenderlo da tutte le persone con cui ha litigato in TV; la farsa è diventata un fatto normale.

La pollitica voleva dare l’immagine di austerità tagliando i loro costi al Parlamento. Al dunque la montagna ha partorito un Topolino. Non hanno tagliato neinte. Questa “aristocrazia” politica non vuole rinunciare a nessuno dei suoi privilegi. La gente sembra stanca, rassegnata e impotente, con l’impressione di essersi abituata e vive nell’apatai senza un minimo di scintilla per ribellarsi. La politica li ha fatti diventare un gregge di pecolre. Grillo non fa distinzioni tra destra e sinistra, e ha ragione. Ci vuole un cambio radicale di tutti i politici. –     27/09/2010

Mi hanno rigettato un giorno di permesso che avevo chiesto per andare a trovare mio padre, che non vedo da dieci anni. E l’hanno motivato col fatto che mio pare non era in imminente pericolo di vita. Il permesso lo avevo chieso per passare una giornata con lui, essendo anziano e malato, e non potendo quindi venire a trovarmi.  L’eccezionalità del permesso di ncessità non riguarda solo eventi luttuosi, ma a nche eventi lieti. Purtroppo non tutti gli Uffici di Sorveglianza hanno recepito l’allargamento della eccezionalità. Ancora adoperano un rigido automatismo.  Ho fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza. Mi auguro che abbiano recepito questo orientamento più ampio.

E’ tornato Nuccio da tre giorni di permesso premio. La gioia è nei suoi occhi. Sono felice per lui, ma credo che lo siamo tutti. Dopo 26 anni era anche ora che lo mandassero fuori. Credo che tutti noi della sezione, nei nostri pensieri, ci identifichiamo con lui, e voliamo alti nei nostri sogni, nell’attesa che arrivi anche il nostro momento. –     28/09/2010

Mi raccontavano a scuola che stanotte a Rai Tre il sottosegretario alla giustizia, Maria Elisabetta Casellari ha dichiarato che i posti disponibili nelle carceri sono 45.000 (sono 43.ooo), e che ora ci sono 65.000 detenuti (siamo 69.000).. i 20.000 in più sono tollerabili. Il sottosegretario dovrebbe chiederlo ai detenuti chiusi 20 ore al giorno in cella per una sola persona, invece ce se sono tre, e in alcuni posti, in stanze già piccole per quattro persone, ce ne sono dieci. Non credo che gli risponderebbero che è tollerabile, anzi gli chiederebbero la tutela che c’è sugli animali in gabbia, che sse ricordo bene è oltre i 10 m2  testa. Violano la legge italiana impunemente, sanno che lo possono fare. Nessun Magistrato aiuterebbe i detenuti nei loro diritti, anche se fossero umanitari. Violano la Convenzione eurpea, sapendo che pagando una multa tutto finisce lì. I detenuti non hanno tutele. Loro non devono dare conto a nessuno, pertanto continuano a fare quello che vogliono e a sfornare realtà costruite a tavolino. Dovremmo denunciarli per crimini contro l’umanità. Solo con Magistrati internazionali potremmo riavere la nostra dignità, che è un nostro diritto. –     29/09(2010

Leggo che un professionista dell’odio, pardon dell’antimafia, dopo essersi costruito una solida carriera, anche economica, ora non ha più la puzza soto il naso, ora pensa solo al potere e va diritto allo scopo per raggiungerlo. Il senatore Lumia, fino a ieri attaccava tutti gli avversari ritenendol mafiosi. Ora, per comandare nella regione siciliana, si allea con politici che fino a iei accusava di essere mafiosi, e sollecitava la magistratura a inquisili, recitando la preghiera “Signore, dacci il nostro pentito quotidiano..”. Come dichiarò Vittorio Sgarbi, il 2 febbraio 2010 su Repubblica, “L’antimafia è anche peggio della mafia”, ma questo lo aveva capito Leonardo Sciascia oltre 30 anni fa. –     20/09/2010

Da più parti si sera affermato che l’alluvione in Pakistan è stata una catastrofe peggio dello Tsunami. Hanno fatto vedere immagini strazianti in TV, di bambini morti e migliaia moriranno senza il nostro aiuto. Milioni di sfollati e devastazioni immani. Dopo due settimane tutto è scomparso dalla TV e dalla carta stampata. E’ vergognoso che un evento tragico, che ha pochi eguali nelle catastrofi del passato, sia stato cancellato dall’informazione, come se non fosse successo niente. Però non mancano i talebani, raid aerei, bliz, ecc. Non manca niente di tutto l’armamentario che serve alla propaganda contro i terroristi islamici. Credo che si voglia far dimenticare l’immagine costruita dai media sul Pakistan come un allevamento di terroristi. In TV si chiede la solidarietà per le cose disperate, ma non c’è una virgola su questa tragedia.

Ricordo che per lo Tsunami, per mesi e mesi se ne parò, e si raccolsero tanti soldi per aiutare tutte le nazioni colpite. Perché ora questa distinzione’ Forse perché c’erano tanti occidentali? O perché sono luoghi dove andiamo di solito in villeggiatura? La solidarietà è universale, senza bandiere, ma purtroppo chi influenza l’informazione mondile, per qualche motivo politico ha deciso l’oscuramento. Credo che noi occidentali ne pagheremo le conseguenze in futuro, perché, milioni di disperati, abbandonati a se stessi, vivranno nel rancore di non essere stati aiutati, e saranno facile preda dei terroristi islamici. –     2/10/2010

La famiglia di Stefano Cucchi sta decidendo di togliere la parte civile, perché la Procura i Roma vuole rinviare a giudizio i tre accusati della Polizia Penitenziaria e i medici, 13 in tutto, per il reato di lesioni, e non per omicidio preterintenzionale. La famiglia Cucchi ritiene che il decesso del loro congiunto è da attribuire al pestaggio, ma credo che tutta l’Italia lo creda, dopo aver visto le foto. Le Procure estremizzano ogni piccola cosa per i più deboli o, meglio dire, il popolino; viceversa massima indulgenza per chi fa parte dell’amministrazione statatale. Quanti Stefano Cucchi vengono uccisi in Italia? Tanti. Ma per loro sfortuna la maggioranza di loro non ha una famiglia determinata come i Cucchi, a cui la fortuna ha dato visibilità mediatica. –    3/10/2010

Circa qualche anno fa, lessi un’intervista di Nelson Mnadela sul film sulla sua vita, e diceva che nei momenti tristi recitava la poesia INVICTUS del poeta William Ernest Henley, e lo tirava su di morale, dandogli vigore e nuova determinazione. Ho trovato la poesia e, dopo averla letta, ne sono rimasto folgorato. L’ho imparata a memoria, e ogni tanto me la recito, rinnova la mia determinazione.  Non credevo che una poesia potesse infondere benessere psicologico, ricaricando le pile. Non si finisce mai di imparare sulla vita. –    4/10/2010

Tempo fa lessi il libro “Anime nere” di Gioacchino  Criaco, un avvocato di Africo, un paese in provincia di Reggio Calabria. Mi piacque molto e lo rilessi un’altra volta. Ora, trovandomi in Calabria, ripenso spesso a quel libro. C’erano delle verità che purtroppo non emergono, perché tutti temono di esssere etichettati come mafiosi da quessti signori che hanno monopolizzato il bene e il male, come una crociata religiosa, e gli eretici li mettono al rogo (gogna mediatica e giudiziaria). Il potere sacrifica tutto e tutti per conquestarlo e consolidarlo. Non gli interessa il dolore, le sofferenze e le vittime che causerà. –    5710/2010

Oggi ho finito di leggere il libro “il gioco dei potenti” di Pietro Ottone. Sono cambiati i politici, i tempi e le persone, ma i metodi e il potere economico sono rimasti gli stessi. Ai nostri giorni sono più potenti perchè hanno Berlusconi che è uno di loro e difende i loro interessi. Non a le leggi per evitare che si limiti la loro libertà di azione e che possano essere arrestati. Sono più forti degli anni 60-80. Credo che, anche per questo motivo, per il popolino c’è il massimo rigore. evono coprire tutte le loro malefatte. –    6/10/2010

Ho visto una trasmissione in cui facevano vedere la famigerata isola di Pianosa, con i pochi detenuti che lavoravano con i turisti, nel bar e nella mensa. Hnno stanze e non celle, tutto aperto, somigliava a un analogo carcere in Finlandia, di cui il quotidiano Repubblica ha dato notizia alcuni mesi fa. In Italia sono rre queste forme di carcerazione che aiutano il reinserimento, quando invece dovrebbero essere la maggioranza. Purtroppo la finalità è quella di creare un immagine di una realtà che non esiste. Quello che mi ha colpito sono state le interviste del direttore e di uno dei detenuti. Il direttore ha detto “questo è il carcere per i detenuti che vogliono reinserirsi, gli altri hanno altro destino”. Migliaia e migliaia di detenuti non vogliono reinserirsi perché hanno già un destino diveerso. Più che un direttore sembra un profeta che conosce tutto e tutti. Non invidio le sue certezze. La storia ci fatto conoscere di cosa sono capaci gli uomini che hanno certe certezze. Il detenuto in un modo servile e ruffiano ha detto solo male dei detenuti. Invece di dire che è stato fortunto e che questo metodo di detenzione dovrebbe essere allargato a tutti i detenuti. Il carcere plasma le persone e in alcuni casi li rende prostituti del sistema. –     7/10/2010

L a Lega ha fatto passare una legge per cambiare un araticolo del Codice Militare, per fare assolvee 36 componenti della Lega.. perché il reato non è più previsto. Massimo rigore per gli altri; invece Bossi, Berlusconi e compagnia si cambiano le leggi per continuare a fare i loro comodi. In Abruzzo per riempire i termovalorizzatori si sono messi d’accordo i politici con l’imprenditore e hanno sabotato la differenziata, abbassando per legge la percentuale della stessa. In Campania o in altre regioni del Sud, questi signori possono coprire questi misfatti addossando tutto sulla criminalità, essendo come il prezzemolo, lo si può mettere dappertutto. Credo che il partito di Hitler, come quello i Bossi, sono molto simili. Quelli avevano la camicia bruna, questi ce l’hanno verde. Erano razzisti e perseguitavano gli atri, rom, ecc. Lo stesso sono i leghisti, razzisti contro i meridionali, stranieri e rom. Stanno seminando tanto odio, che porterà tanta sofferenza. Se un giorno prenderanno il potere da soli, vedo molto buio per l’Italia. –   8/10/2010

I TG hanno dato la notizia che lo Stato ha risarcito la famiglia Aldrovandi per l’uccisione del figlio Federico diciottennte a Ferrara, da parte della polizi. Il risarcimento è stato di due milioni di euro. A parte la cifra, l’evento è importante perché finalmente lo Stato ha riconosciuto in sede civile l’uccisione perpetuata dalla polizia. Mi auguro che le uccisioni, in tutti i luoghi, siano frenate dai risarcimenti. –   9/10/2010

Nel 2008, il nuovo capo del D.A.P. Franco Ionta, subito dopo il suo insediamento dichiarò “anche le persone condannate all’ergastolo hanno il diritto di pensare alla propria condizione come transitoria e destinata, a tempo debito, a farli tornare alla dignità di uomini liberi”. Belle parole, ma sono rimaste talei. A Ferragaosto dichiarò “un carcere aperto è più sicuro e dà più sicurezza alla società”. Ormai Berluscconi da bon maestro ha insegnato a tutti che i proclami farciti di buone intenzioni aiutano a risolvere i problemi senza fare niente. Sono diventati tutti bravi venditori di chiacchieri. –     10/10/2010

Lo Stato ha risarcito la famiglia Aldrovandi, ma ha preteso che ritirasse la parte civile. Non mi meraviglierei se alla fine saranno assolti o, con qualche escamotage, ritorneranno in servizio. Lo Stato non si è neanche scusato.  I media hanno crocifisso la figlia di Bontade, morto quando lei aveva 11 nni, perché con il marito faceva volontariato con l’associazione di Padre  Mario Galesano, successore di Padre Puglisi, ucciso a Brancaccio. L’antimafia è pure questo. Il nipote di Arena, di Isola Capo Rizzuto, ha deciso di cambiiare cognome e prendere quello della madre. Per avere la tranquillità che il cognome gli impediva di avere, a causa delle persecuzioni e dei pregiudizi di cui è vittima. In politica ci sono tanti figli e parenti, anche in Parlamento, accusati di essere mafiosi, e i loro Padri, famigliari e parenti.. nessuno li perseguita. Chi ne paga le pene è sempre il popolino. –     11/10/2010

Brutta notizia. Carmelo ha ricevuto la comunicazione che la Corte Europea ha rigettato, ritenendolo irricevibile, il ricorso che aveva fatto nel 2005 per l’abolizione dell’ergastolo. Mi auguro che non faccia la stessa fine il ricorso fatto da noi 800 ergastolani. Bisogna essere forti e continuare a lottare. –     12/10/2010

Questo governo delega tutto alle manette e al buio delle celle. Il Commissario a giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, ha dichiarato che condizioni di detenzioni inaccettabili possono costituire una violazione dell’art. 3 della Carta Europea dei diritti dell’uomo. Non esagero nell’affermare che il 90% delle carceri italiane viola l’art. 3 della Carta Europea. Il Commissario vuole fare un libro verde sulla detenzione, che dovrebbe guidare la pollitica dei Paesi membri nei settori della giustizia, della libertà e della sicurezza, fino al 2014. Bisogna sperare, ma non credo che cambieranno le cose, perché questo governo vuole santificarsi con l’aureola dell’antimafia; e per farlo sfogano su di noi detenuti tutto ciò che gli è possibile. –     13/10/2010

Mi è arrivata la lettera di Gianfrancesco, uno degli angeli di Parma. Le sue parole mi hanno colpito il cuore; mi onora della sua amicizia credendo in me senza se e senza ma. Si rischia di meno a credere alle cose che alle persone. Lui crede, perché crede in se stesso, pertanto ha la forza di credere nelle persone. – 14/10/2010

Lo Stato non si è scusato per l’uccisione del diciottenne Aldrovandi, dimostrando tutta l’arroganza del potere di chi ci governa. In Grecia il poliziotto che uccise la studente di 15 anni nel 2008 (le proteste che seguirono fecero cadere il governo) è stato condannato all’ergastolo, e a 10 anni il poliziotto che era con lui. In Italia un fatto analogo non succederà mai, perché c’è una associazione trasversale di protezione reciproca tra questi poteri dello Stato, una sorta di mutua assistenza, ed è vergognoso che non siamo tutti uguali davanti alla legge. –    15/10/2010

Il Presidente della regione veneta, Luca Zaia, ha dichiarato che non accetterà i rifiuti della Campania. A parte che nessuno glielo ha chiesto, e il Veneto non è neanche autosufficiente, essendo che manda i suoi rifiuti in Germania. Questo signore dimentica che il 90% dei rifiuti tossici e inquinanti, che hanno inquinato la Campania, provengono da Veneto e Lombardia. I leghisti danno fiato ai polmoni, per sparare stupidaggini. Sono consapevol di dirle, per questo sono pericolosi, perché seminano odio tra la popolazione. –     16/10/2010

In Svizzera stanno facendo una campagna xenofoba contro gli italiani che vanno tutti i giorni a lavorare in Svizzera, con gli stessi slogan che usa la Lega contro i meridionali, i rom e gli stranieri. In questo caso il Nord Italia è diventato il meridione della Svizzera, e i leghisti sono diventati i terroni degli svizzeri. I razzisti sono uguali inogni parte del mondo. La cosa singolare è che, a parte il programma delle Iene, e un piccolo articolo su Repbblica, nessuno ne ha parlato. Funziona bene la censura berlusconiana. –     17/10/2010

A Napoli un imprenditore dopo essere stato arrestao e avere lottato per fare riconoscere la sua innocenza, e avere perso tutto.. ora non ha neanche i mezzi per mangiare. Dovrebbe avere il risarcimento, ma i tempi della giustizia vanno alle Calende Greche, mentre per arrestare e ridurre sul lastrico i giudici non ci mettono che un attimo. Anche se sbagliano, non dovranno dare conto a nessuno. Hanno un potere assoluto, simile alle monarchie. –     18/10/2010

Rimpiango i tempi quando potevo dormire sonni tranquilli,  beato nella mia ignoranza e di ciò che succedeva nel mondo. Oggi la conoscenza mi ha risvegliato dal torpore, ciò alimenta la rabbia per le ingiustizie e per l’ignoranza di un potere che si sente al di sopra di tutto e tutti, e che la legalità e il rispetto deller egole le ritengono una barzelletta. –     19/10/2010

Leggo su un quotidiano che un Magistrato si è appropriato di molti  miliardi di lire sul tribunale di Torre Annunziata. Come al solito questi processi finiscono tutti in prescrizione. Di questo Magistrato ho letto le sue interviste sui giornali, e visto i suoi interventi in TV. Un’icona costruita, come ce ne sono tantie. Alla fine si è dimostrato per quello che è, “un uomo” e non un superumo, essendo un magistrato. Sono uomini come tutti gli altri, iventano magistrati perché fanno un concorso pubblico, come tutti laureati che vogliono entrare nella pubblica amministrazione. Non per questo sono diventati dei supermen. La politica gli ha dato un potere enorme, ne ha fatto delle star per poterli usare politicamente, ed ora non vogliono più deporre il potere che hanno acquisito. –    20/10/2010

Gli operai della Fiat di Pomigliano ci hanno scritto questa lettera per ringraziarci  della lettera di sostegno alla loro lotta, firmata da tutta la sezione.

“Carissimi, non possiamo che esservi riconoscenti per il vostro sostegno.

Il vostro gesto dimostra che attorno  battaglie come la nostra si può creare un blocco sociale molto ampio, che si genera per la comunanza di condizioni, in modo naturale. Perché se è vero che a Pomigliano tentano di toglierci lavoro, diritti e dignità, lo stesso si può dire che accade nelle carceri dove sempre più manca il rispetto dei più elementari diritti umani, partendo proprio dal fatto che di fondo la mancanza di lavoro può essere un elemento che spesso spinge a commettere errori.

La società in cui ci troviamo tende sempre di più  emarginare chi, non per sua scelta, si trova ad affrontare la vita da una posizione non certamente privilegiata, ed è facile incorrere nell’errore.

La nostra idea è quella di difendere i diritti e cambiare questa realtà ampiamente ingiusta, ancor di più a Pomigliano d’arco, nell’hinerland napoletano, dove l’incrocio delle nostre vite con la criminalità organizzata è all’ordine del giorno. Noi chiediamo dignità e rispetto, e credo che siano parole a voi molto comuni, infatti la vostra intelligenza e capacità potrebbero essere utilizzate con dei piani di rientegro e riabilitazine, mentre, per mancanza di progettualità della classe dirigente di questo paese, ciò non avviene.

E’ questo un altro punto importante, il progetto che ci lega alla vostra condizione, pur con le dovute differenze visto che noi non soffriamo la condizione di reclusi, è che, a partire da Pomigliano, voglliamo creare un vero movimento che difenda le ragioni di chi non sceglie il suo futuro, ma deve crearselo giorno per giorno, in una società classista in cui per i lavoratori, gli operai e gli oppressi tutto è sempre più difficile. Ecco perché staremo al vostro fianco, e non per pura cortesia verso la vostra azione, ma perché riteniamo giuste le vostre rivendicazioni e faremo di tutto per farle emergere, uniti in un fronte unico per il migloramento delle condizioni di vita di tutti, e non di pochi ricchi e privilegiati come oggi accade.

Un saluto di lottta

Mimmo Loffredo

Stefano Birotti

Raffaele Manzo

Ciro D’Alessio

Giorgio Maraffino

(Operai Fiat di Pomigliano)

I diritti sono per tutti e devono essere rispettati da tutti; ma purtroppo ciò non avviene, perché c’è una classe privilegiata molto ristretta che gode nel lusso sfrenato, al di sopra ella legge, con una totale impunità. Il popolo potrebbe cambiare lo stato di cose alle urne, ma viene monopolizzato dai media, e dall’informazione in generale, che è tutta in mano a questa classe privilegiata, che domina l’informazione, la finanza e l’industria; pertanto condizionando tutto e tutti. Con le elezioni si può cambiare il sistema. Se ciò non avviene la colpa è della popolazione, e non si può che continuare a sprofondare. – 21/10/2010

Come sangue sul muro

pestaggi

 

Questa testimonianza non è recente. E’ stata scritta nel 2004. Ma, è proprio per questo che abbiamo la categoria “Patrimonio”. Per salvare il meglio di quello che è stato, fra le testimonianza a noi accessibili si intende. Per che ciò che è stato in teoria è innumerevole.. verrebbe voglia di dire.. infinito. I “Messaggi della bottiglia” contiene i testi più recenti, successivi all’apertura del blog. Testimonianze raccolte da qualcuno degli amministratori, lettere pervenute a casa, ed altro. Fondamentalmente è una distinzione temporale. Ma come tutte le distinzioni in campi “sensibili” non è un algoritmo matematico, e ci sono territori di frontiera. Del resto a chi legge preme soprattutto leggere, e a chi scrive (gli ergastolani) preme soprattutto scrivere.. ed essere letti. Le categorie sono utili a dare un ordine e  una armonia (es, nella “Galleria dall’Ombra”) verranno via via contenuti disegni e immagini, ma non sono il Cuore.
Questa testimonianza che oggi leggerete è di quelle che devono vivere. Di quelle che, quando ti ci imbatti, dici “ci sarà una traccia.. a memoria della barbarie.. dello stivale che colpisce lo stomaco.”. Dell’umiliazione di chi è solo e non è nessuno, e come un cane lardoso e randagio viene brutalizzato e trattato all’ingrosso, come il pesce scaduto.
Vite randagie.. esseri invisibili.. con loro si può fare tutto, perché loro non hanno nessuno.. nessuna voce a parlare per loro nel buio, nessuno alzarsi a proteggerli, nessun giornale o avvocato coi controcazzi, nessuna interpellanza parlamentare. E ancora più della violenza, che ti acquatta piegata tra la merda, il sangue e il vomito è sapere che non c’è nessuno a cui potrai chiamare. Che nessuno verrà a difenderti. Sentirti sola nel mondo. Specie se è da lontano che vieni, e ti senti già reproba di tuo, estranea, lontana, vista con la diffidenza riservata a chi “non è come noi”. Ci vuole grande forza interiore per sopravvivere. Per rialzarsi. Per sentire che non sei sola, anche se per tutti sei una cacca.. che comunque non sei sola, e non sei solo. Ma prima notti sveglio, angherie, vessazioni, risate e sputi in faccia.
Questa storia è “una” storia. E’ sempre anche “una” storia. Non serve solo a parlare di tanti, ma anche di questa “concreta” persona, di questo Volto che abbiamo di volta in volta davanti. Questo Volto unico e irripetibile, che ci costituisce, come noi costituiamo lui. Ogni storia, ogni essere che si tende a noi ha un valore intrinseco, a prescindere.  E poi viene l’exemplum. Ossia, questa storia ne simboleggia migliaia e migliaia. C’è un sottobosco, un underground, dove intere categorie di persone vengono trattate così. Come avviene nei canini-lager. Sbandati, prostitute, immigrati tossici sono carne da macello. Presi in massa in ripulisti all’ingrosso. Messi l’uno contro l’altro con testimonianze estorte. Riempiti di botte e minacce. Parcheggiati in celle, e tollerati da avvocati mediocri e distratti, che si limitano a invitare a chiudere gli occhi e a chinare le brache.

C’è un passaggio che quando l’ho letto mi si è stretto l’intestino dall’indignazione e dalla rabbia:

“Ho iniziato a gridare presa dalla disperazione e dalla rabbia, ero innocente quella volta. Gli agenti sono entrati e hanno iniziato a trattarmi come un cane che li infastidiva abbaiando. Mi hanno picchiata, insultata, buttato addosso secchiate di acqua fredda e se io reagivo era peggio. Dopo il pestaggio mi sono sdraiata su un materasso che era per terra in un angolo, la visione che avevo da lì era disperante; la stanza era tutta sporca di vomito, di sangue e di acqua, una cosa allucinante che non avevo visto nemmeno nelle prigioni del mio paese, il Marocco.”

E queste cose ripeto non sono eccezionali. Accadono, in quei canali ombrosi dove nessuno, o pochi , pongono lo sguardo.
Ed emblematiche sono le parole dell’avvocato, quando lei le racconta di pestaggi e umiliazioni. In sostanza le dice “lascia perdere, fa finta di nulla, metti i paraocchi.. tu non sei nessuno.. si vendicherebbero sicuramente dopo, ti troverebbero, ti metterebbero una dose in tasca.. e saresti finita, anche perché straniera e recidiva…”
E in quel momento ho pensato. Quante persone, quante vite randagie, vengono “incastrate” in questo modo? Con testimonianze estorte e dosi di droga “messe in tasca”?

Qui non si tratta di una ergastolana. Ma certe storie hanno un tale valore che ESIGONO di andare anche oltre gli stessi limiti del blog.
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Fatima Samira Ouasil [carcere di Empoli] 

 Un’umanità da cani con disperazione da clandestini. Il mondo, le nazioni, le città, i paesi sono popolati da miliardi di persone che, pur con differenze somatiche, etiche e religiose sono tutte uguali, sono tutte umanità formate da uomini e donne. Non sempre però questo è vero. Le strutture sociali e il potere influenzano il rapporto tra le persone, fanno sì che qualcuno abbia più diritti e più degli altri. Questo divario di diritti e di potere permette ad alcuni di rendere chi è senza potere e diritti più simile alle bestie che al genere umano. In carcere e quando hai a che fare con le polizie questo è lampante. Noi condannati non siamo uomini e donne alla pari con gli agenti di polizia. Teoricamente lo dovremmo essere, dovremmo essere tutti uomini e rispettare gli altri “come noi stessi”. Dovrebbe esserci solo una differenza di funzioni e di lavoro, alcuni che devono far rispettare la legge e altri che la infrangono, ma ognuno dovrebbe rispettare i Diritti Universali dell’Uomo. A riprova dell’esistenza di questo non rispetto per l’umanità di alcuni agenti voglio raccontarvi un episodio di cui sono stata protagonista. A Genova nel 1995, con quattro amici italiani, eravamo in giro per la città a cercare una dose, eravamo in calo e quindi disperati. Siamo stati fermati per un controllo e non ci hanno trovato niente, ma dato che io avevo precedenti per spaccio, gli agenti hanno pensato bene di riportarci in questura e di “lavorarci” per metterci uno contro l’altro. I miei amici tutti incensurati, sono stati costretti, dopo essere stati minacciati di denuncia, di galera, eccetera, a firmare una dichiarazione falsa contro d me. Questa dichiarazione affermava che io avevo venduto droga ai miei amici e questo non era vero, lo sapevo io, i miei amici e la polizia, sapevamo che quel giorno eravamo tutti insieme alla ricerca di una dose perché anche io ne ero sprovvista. Una volta che i miei amici hanno firmato sono stati subito rilasciati ed è iniziato il calvario per me. Per uscire dovevano passare di fronte alla cella dove mi avevano rinchiuso e mi hanno guardato con uno sguardo disperato. Uno di loro mi ha anche sussurrato, quasi piangendo:”Mi dispiace”. Questo significava che mi avevano sacrificato per salvarsi. Ho iniziato a gridare presa dalla disperazione e dalla rabbia, ero innocente quella volta. Gli agenti sono entrati e hanno iniziato a trattarmi come un cane che li infastidiva abbaiando. Mi hanno picchiata, insultata, buttato addosso secchiate di acqua fredda e se io reagivo era peggio. Dopo il pestaggio mi sono sdraiata su un materasso che era per terra in un angolo, la visione che avevo da lì era disperante; la stanza era tutta sporca di vomito, di sangue e di acqua, una cosa allucinante che non avevo visto nemmeno nelle prigioni del mio paese, il Marocco. Mi sono sentita disperata, ferita dentro, di essere trattata come un cane, senza diritti, e mi è crollato il mondo addosso. Pensavo che l’Italia fosse un paese evoluto, migliore del mio, invece mi trovavo in una realtà italiana che non credevo esistesse, e che non esisteva, fino a quel momento, neanche nei miei peggiori incubi. Ero peggio di un cane bastonato messo alla catena. Non avevo più diritti, ero stata messa in galera estorcendo dichiarazioni false, ero tutta gonfia per le botte, mi trovavo in un posto che sembrava un mattatoio e io ero l’animale da ammazzare. E’ stato il momento più brutto della mia vita, ma non era finito qui. Quando mi hanno portato in carcere ero sempre agitata, stavo male, non ero più una donna ma un animale senza diritti e mi sono buttata per terra a vomitare. Gli agenti di polizia penitenziaria senza tenere conto di come stavo, cercarono di farmi alzare per svolgere le pratiche per farmi entrare in carcere. Uno disse, me lo ricordo bene-Collega, non c’è la faccio più con questa tossica di merda. Vengono da altri paesi a rompere i coglioni a noi!- Allora mi sono girata e gli ho sputato in faccia con tutta la rabbia che avevo in corpo. Anch’io in quel momento non riuscivo a rispettare quell’agente come un uomo, lo vedevo solo come un aguzzino razzista e non avevo più rispetto per nessuno al mondo. Gliene ho dette di tutti i colori. Dentro di me pensavo: “se devo fare la galera che sia per un motivo vero. Almeno mi sfogo”. Mi hanno subito denunciato e quel gesto mi è costato un mese di isolamento e sei mesi di galera in più. Successivamente ho chiamato l’avvocato perché speravo di vedere rispettati i miei diritti, ma niente. L’avvocato mi ha consigliato di far finta di niente, di mettermi delle patate sugli occhi. Mi ha detto:”sei straniera, clandestina, fuori regola. Non ti conviene denunciare gli agenti perché potrebbero vendicarsi. Una volta fuori ti potrebbero beccare e metterti un chilogrammo di droga in tasca. Ti farebbero stare dentro per il resto dei tuoi giorni”. Io ho seguito il suo consiglio. Sono stata zitta, mi sono tappata la bocca ma da allora non ho più parole. So di non avere più diritti. Ringrazio solo Dio di aver trovato la Casa Attenuata Femminile di Empoli dove c’è il diritto e il rispetto che lentamente mi guariscono le ferite interiori che in quell’occasione mi si sono aperte. Spero che anche in tutte le altre carceri e questure d’Italia si instaurino i rapporti che ci sono qui, in cui ognuno fa il proprio lavoro rispettando gli altri come uomini e donne. Al di là del lavoro che facciamo siamo tutte persone e abbiamo sentimenti simili, problemi simili, difficoltà a vivere simili; l’unica cosa che ci distingue è il vestito.

Fatima Samira Ouasil

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