Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Alfredo Sole risponde agli ergastolani di Spoleto

Questa lettera di  Alfredo Sole è l’ultimo atto di una vicenda che ha avuto varie puntate, precedentemente.

Ricostruiamo il contesto.

Il 12 luglio su Lettera Viola, una rivista telematica a cui fanno riferimento molti simpaizzanti del c.d. Popolo Viola viene pubblicato la lettera scritta da Carmelo Musumeci al Presidente della Repubblica… Lettera di un ergastolano al Presidente della Repubblica Napolitano….(http://letteraviola.it/2011/07/lettera-di-un-ergastolano-al-presidente-napolitano-noi-condannati-ad-una-vita-da-morti/)

I commenti dei lettori della rivista si scatenano con interventi durissimi, di stampo forcaiolo.

Il 6 settembre gli ergastolani di Spoleto, rispondo, sul Blog, ai commenti del Popolo viola (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/06/7048/).

Anche Alfredo Sole -detenuto ad Opera- interviene sulla vicenda (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/20/anche-alfredo-sole-risponde-al-popolo-viola/).

Il suo intervento non viene gradito dagli ergastolani di Spoleto, alcuni dei quali intervegno con una lettera molto dura nei confronti dello stesso Alfredo Sole (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/10/30/gino-rannesi-risponde-ad-alfredo-sole-e-ai-vostri-commentigrafica-di-salvatore-galatello/).

Intervento, quest’ultimo, su cui ebbi forti perplessità, non per il merito (lo scambio di idee è sacrosanto come i punti di vista diversissimi), ma sulla durezza, eccessiva, a parer mio, di alcune espressioni contenute nell’ultima lettera degli ergastolani di Spoleto. Espressioni come.. Egregio super moralista”..I nemici peggiori dei detenuti, sono i “detenuti”.. “lei non è affatto un nostro compagno”.

A sua volta, Alfredo Sole, dopo avere letto la lettera critica verso di lui degli ergastolani di Spoleto, ci ha inviato questo suo intervento, dopo il quale, se ho capito bene, non interverrà ulteriormente sulla vicenda.

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Sì, avete ragione. Nel mio intervento insulto il Popolo viola.

Voi scrivete: “Complimenti, lei che si sente migliore ha già offeso per ben due volte quelli della lettera viola. Lli ha definiti ignoranti e stupidi” (il mio intento era proprio questo).

Come se con questa affermazione voi voleste colpirmi nel mio “essere migliore” (era anche il vostro)..

Cosa posso dirvi..

Avete mai sentito parlare di ironia?

Sì, una retorica basata sull’ironia per colpire ancora più forte. Di conseguenza è sottinteso che la “critica” a voi era anche una critica a me. Quella critica che, a quanto pare, l’avete presa sul serio… quel “critico un pò”… Ma era davvero una critica?

Nessuno di voi è riuscito a comprendere che in realtà non stavo facendo altro che elevare i miei compagni ad un livello superiore di chi ci attaccava? Eppure credevo di avere espresso il mio pensiero in modo inequivoco! Ma a quanto pare mi sono attribuito capacità dialettiche che in realtà non possiedo, e questo mi ha portato, non solo ad offendere i miei compagni, ma ha fatto sì che mi giudichiate.. frase vostra.. “Signor super moralista”, quando in realtà non conosco ancora ciò che è morale e ciò che non lo è.

Ma io imparo, e non lo faccio solo dai miei errori, cerco di apprendere anche da chi è migliore di me.

Sì, ho fatto un grave errore. Ma c’è una grande differenza tra voi e me. Se io vi ho offeso (a quanto pare non ci sono dubbi) non è stato intenzionalmente. Voi, invece, non avete esitato a colpirmi intenzionalmente e in modo violento.

Di conseguenza, vista la vostra violenza intenzionale, accolgo con non poco entusiasmo quanto avete affermato, e cioè: “Lei non è affatto un nostro compagno”.

Vi auguro un buon lavoro e una buona visibilità personale nel vostro “nuovo spazio”, offerto da chi vi ha offeso veramente, il Popolo viola.

Lettera-denuncia dei detenuti del carcere Dozza

Amici, Giovanni Lentini, detenuto a Bologna.. mi ha inviato questa lettera collettiva, dei detenuti del carcere “Dozza” di Bologna appunto.. riguardo all’ennesimo caso di imperizia, superficialità e pessimo svolgimento delle proprie funzioni.. cosa che non riguarda solo le carceri, ma anche.. dato che siamo in tema.. ospedali, cliniche e pronti soccorsi.

Pietro Folgieri è morto di infarto.. penso soprattutto all’infermiere che, quando l’ha visitato, l’ha congedato con burocratiche frasi di routine… “nulla di grave”.

Non è semplicemente il fare polemiche. E’ qualcosa di più profondo e che coinvolge tutti noi. E’ la “disattenzione”, il passare avanti, il non tenere  a nulla, l’essere sciatti, distratti, sempre persi nei propri bisogni e interessi. Chi vive così vive male e nella sua bolla non vede gli altri, sono semplici ostacoli tra lui e se stesso. L’infermiere forse non aveva tempo da perdere, vedeva un altro numero, un altro detenuto co me mille altri.

Una storia del genere non deve essere una spinta solo a incazzarsi verso questa morte che in parte deriva anche dalla complicità di persone come queste… ma anche a fare i conti con la  nostra ignavia, la nostra pigrizia, la nostra distrazione e sciatteria morale. 

Vi lascio alla denuncia collettiva scritta dai detenuti delle sezioni AS3°A e 3°B del carcere della “Dozza”.. e presentata al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna Dott. Maisto Francesco.

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Preg.mo Dott. Maisto Francesco

Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna

Signor presidente, i detenuti della casa circondariale “Dozza” delle sezioni di Alta Sicurezza 3°A e 3°B, si rivolgono a lei come massimo garante non solo per i diritti e i doveri giurisdizionali dei detenuti, ma anche per i diritti alla salute e alla vita in carcere (troppi detenuti stanno morendo in carcere). Ieri sotto i nostri occhi abbiamo visto morire un nostro compagno ancora in età giovanile. Nel pomeriggio ha accusato malori al torace, è stato accompaganato nel reparto infermeria, dove è stato viistato da un infermiere, che come ti routine, ti congeda con l’immancabile frase (nulla di grave). E’ un metodo per non chiedere l’intervento del medico.

Fatto sta che il detenuto Pietro Folgieri si è accasciato nel corridoio della sezione davanti alla sua cella, e, solo in questo caso, gli infermieri che gli hanno dato i primi soccorsi, hanno chiesto l’intervento del medico che è arrivato dopo circa 15 minuti e non ha potuto fare altro che constatarne il decesso per infarto.

Sappiamo che per salvara la via ad un infartuato i soccorsi devono essere celeri, che non trovino scusanti di comodo. Questo detenuto si trovava in questa sezione da due anni, e dalla cartella clinica si denota che era un soggetto a rischio di infarto, avendo i valori del  colesterolo superiori alle norme, cioè a 480.

Dott. Maisto, questa iniziativa non è per scopi di polemica. Sappiamo bene che il nostro compagno non tornerà in vita. Ma è per salvaguardare la nostra salute in carcere.

Confidiamo in lei per sensibilizzare gli orgnani preposti affinché tragedie simili non accadano più. Certi di un vostro tempestivo intervento, porgiamo i nostri cordiali saluti.

Con osservanza

i detenuti del carcere “Dozza” delle sezioni AS3°A e 3°B.

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