Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Archivio per il tag “pittore”

Due immagini di Piero Pavone

Abbiamo inserito tanti dipinti di Piero Pavone -detenuto a Spoleto- in questo Blog.

Oggi pubblichiamo due foto dove c’è anche lui, così potete vedere che faccia ha…:-)

dd

Pino Reitano, “Il pittore”, risponde ai vostri commenti

Abbiamo pubblicato molte delle opere di Pino Reitano, ergastolano attualmente detenuto a Spoleto, che hanno raccolto davvero molti consensi e molti vostri commenti. Pino oggi risponde agli ultimi di voi che gli hanno scritto attraverso questo blog:

Per la gazza ladra,

Ciao cara Ladra Gazza!!! E’ anche per me un piacere dell’anima leggerti, e credo anche io che il tempo che ci dedichiamo non è perso, non tanto per i complimenti, ma per il fatto che è un tempo gratuito, tutto ciò che ci viene donato gratuitamente è un dono del Signore, e per questo non è tempo perso.

Poi ti faccio i complimenti per il corso superato con il massimo dei voti, adesso è più difficile trovare il lavoro, ma vedrai che il Signore vede e provvede.

Certo mi fa male al cuore sentire che il  tuo compagno fa un lavoro duro e mal pagato, credevo che in questi 30 anni che sono lontano dalla realtà della vita civile fosse cambiato qualcosa, ma da quello che posso capire dalla tv, e da quello che mi raccontate voi, credo che è più dura oggi che trenta anni fa!!!

Spero che troverai il tempo per far pubblicare i tuoi disegni, oppure che li trasformi in dipinti, almeno potrai rimanere nella storia dei tuoi discendenti attraverso i tuoi disegni e dipinti.

Cosa dirti di più! Grazie infinite per il tuo Augurio, che anche io ricambio, sperando che un giorno potrò ammirare anche io i tuoi colori.

Infine sono contento che la pensi come me, che non si deve essere schiavi del lavoro: quando si ha il necessario si ha tutto. Con infinita stima e affetto ti invio un abbraccio virtuale, Giuseppe Reitano.

 

 Per Alessandra Lucini.

Grazie infinite a te carissima Alessandra,

le tue parole sono petali di fiori che riempiono il mio cuore di tanta gioia, la mia anima si ciba di queste tue parole.

Sono contento di essere stato capace di spiegarti il mio dipinto, credo che essere consapevoli dei propri errori e di sentirsi in colpa verso chi ti ama non è un peso, un consapevolizzarsi, ma è un amare gli altri più di quanto si può amare se stessi. Io non metto me al primo posto, ma le persone che mi stanno vicino, anche te stessa, anche se non conosco neanche il colore dei tuoi occhi, ma mi sei vicina attraverso i tuoi scritti.

Sono d’accordo con te, se la mia vita fosse diversa noi non ci saremo mai conosciuti, ti dirò di più: io lo dico anche agli altri detenuti, quelli che mi possono capire, che è un disegno Divino essere nei luoghi dove possiamo essere utili.Se io sono qui significa che sono utile qui e non in altri luoghi.

Come dici tu stessa ognuno di noi è utile all’altro come il sole è utile per il ciclo dell’esistenza dei pianeti, non solo della terra, per questo io sono convinto che è un disegno divino trovarci nei luoghi stabiliti, dove possiamo donarci gratuitamente agli altri come pure a noi stessi.

Credo anche che abbiamo un Angelo che ci accompagna e ci conforta nei momenti difficile, e se tu senza conoscermi mi doni del tuo tempo con parole che cibano la mia anima, significa che il mio Angelo custode è intervenuto tramite te, per questo ti dico che è il disegno Divino, a essere ciò che sono, e ricevere tutto ciò che sto ricevendo da tutti voi gratuitamente.

Grazie per il tuo Augurio e per i tuoi complimenti per i miei dipinti, quando potrò invierò altre foto, la poesia o filastrocca era così bella che mi sembrava uno scempio tenerla solo per me, per questo l’ho voluta far conoscere a tutti voi.

Con infinita stima e grande affetto ti invio anche io un forte abbraccio, con l’augurio che anche il tuo Angelo custode possa donarti tutto ciò che il tuo cuore desidera, Giuseppe  Reitano.

 

 Per Laura Rubini.

Pace a te carissima Laura, spero che stai bene insieme al dono del Signore che porti in grembo, non ti preoccupare se ancora non mi hai scritto, sono io che devo aiutare te moralmente e non  tu a me, per questo non ti preoccupare quando avrai tempo mi scriverai… Per il nome avete tempo fino alla nascita, ma se credi che ti posso essere di aiuto, scrivimi i nomi che avete scelto così ti potrò dire quale piace anche a me di più, certo c’è ne sono di bei nomi, ma delle volte serve un tocco di fantasia per scegliere il migliore, come tu con la tua fiaba mi hai aiutato a trovare il mio simbolo per la pittura, io con la mia pittura potrei aiutarti a trovare il nome per il tuo bambino, che ne pensi???

Spero di uscire per Natale così verrò io a trovarti a casa e non tu qui in questo luogo. La partita non l’ho giocata ma c’ero anche io quel giorno di incontro con persone che hanno bisogno quanto noi, di essere riconosciute persone e non dei numeri, o macchine di lavoro.

Mi raccomando anche io stammi bene anche tu come sto io, anche perché tu devi stare bene per due: per te e per il tuo bambino.

Con infinito bene e affetto, ti abbraccio tanto. Pino Reitano.

 

Per Pina,

Carissima Amica mia, eccomi a te, anche la tua lettera mi è giunta nell’ora di pranzo, e ti dico che mi sono visto nelle tue stesse condizioni, anche se lo sono tutti i giorni, ma non ci pensavo più, cioè che sono sempre solo: Giuseppe di fronte a Pino, due nomi ma una sola persona.

Sono sempre io stesso, sia che mi chiamo Pino e sia che mi chiamo Giuseppe, e sia l’uno che l’altro aspettavo notizie dal blog per sapere cosa pensate di me, voi che mi seguite attraverso un nuovo modo di dialogare a distanza.

Così leggendo la tua lettera, piena di parole colorate, mi sono messo a ridere da solo, ma di un sorriso spontaneo, proprio come mi hai pensato tu.

Certo non posso farti vedere il mio viso come si è illuminato!!! Ma spero che le mie parole ti possano far capire quanto sei cara, una vera Amica.

Certo nel leggere le tue parole mi colpiscono le condizioni della tua amica Cristina, nata in Francia, ha la mia stessa età! Mi colpisce il fatto che è sola, senza soldi e senza denti, certo i soldi non sono importante, ma in questi casi sono necessarie, mi fa male il cuore sentire che ci sono persone in queste condizioni senza che nessuno si preoccupi del prossimo.

Certo non credevo che in Francia ci potevano essere persone in queste condizioni, se ci sono lì, figuriamoci qui da noi. L’unica mia consolazione è che anche lei è una che sa disegnaree non poteva essere diversamente: la Francia è la madre dove si insegna a disegnare proprio questo genere di disegno, la caricatura. Pensa che tanti anni fa mentre ero nell’aula bunker, dove venivo processato, mi sono ispirato a queste caricature per disegnare ciò che avveniva, un avvocato si prendeva i miei disegni e li faceva vedere anche ai giudici.

Pensa che un giorno è venuto proprio un magistrato a farmi i complimenti, considerato che avevo disegnato proprio lui. Spero che questa tua amica possa trovare tutto ciò che il suo cuore desidera, certo sono d’accordo con te, mia cara Amica, non contano i beni, conta solo quello che abbiamo dentro di noi, anche perché, come dici tu stessa, alla fine si lascia tutto, e ti sei affannato per niente, noi siamo parte dell’universo, non siamo i padroni, tutto ciò che conta e vivere con quello che ci basta giornalmente.

Adesso ti faccio i miei complimenti per come mi hai raccontato, o meglio dipinto, la tua passeggiata al mercato e l’incontro con la persona che vendeva alla bancarella e la signora di 80 anni.

Mi sembra di vederti mentre dialoghi con loro e anche io ho dei ricordi simili, credo che sia normale rispondere come la signora di 80 anni, questo per il fatto che se lei non diceva Pinaaaaaaa, neanche le tue parole si coloravano di quel significato che si sono colorate. Delle volte pensiamo che uno si spaventa, ma è proprio quel modo di rispondere che ci fa ridere, anche perché sai bene che una signora di 80 anni non si scandalizza proprio di niente, non le fanno paura le minchiate, non dici?

Hai ragione, questo non è un luogo confortevole e non è possibile fare delle visite e come dici tu stessa ne soffriresti, è meglio farci una risata e pensare che se un giorno ritorneremo ciò che eravamo, energia, atomi, ci possiamo incontrare, e forse ricorderemo di questi pensieri scritti su un blog.

Amica mia ridiamoci sù, spero che puoi ritornare in Australia, così mi puoi mandare delle foto di quei posti inimmaginabili, anche se mi piacerebbe visitare quel continente favoloso.

È vero anche quella poesia è arte, per questo l’ho inviata ad Alfredo. Con infinita stima  e affetto ti invio un caro abbraccio e un ciao a presto Giuseppe Reitano.

 

Per Pamela.

Carissima Pamela, voglio dirti grazie per queste tue splendide parole che mi hai scritto.

Sarebbe splendido inventare ognuno di noi il nostro Dio, io mi inventerei un Angelo come te, ma non siamo noi a poterlo fare, c’è un disegno divino che nessuno può deviare.

Non volevo darti un dispiacere per il mio dio punitivo, anche io credo che mi punisce per invidia, com’è stato Zeus, quando ha diviso gli esseri umani per invidia, in modo che dobbiamo vagare per trovare l’altra nostra metà, e quella nuvola è messa lì affinché  io vegeto senza poter amare. Per questo, per il semplice motivo che amo le persone gratuitamente, per questo ti dico che sono punito per invidia.

Neanche io penso che devo essere punito per l’eternità, credo che dovevo pagare per i miei errori, ma ho già pagato più del dovuto, credo che devono redimersi coloro che non mi hanno dato la possibilità di avere una vita normale. I miei stati d’animo espressi attraverso i miei dipinti vogliono dire proprio questo: l’angoscia di non poter far capire che non sono io che devo redimermi, ma tutti coloro che non sanno distinguere le persone.

Posso dirti che vivo con serenità la mia esistenza, certo non dimentico gli errori commessi, ma c’è il Signore che mi aiuta a superare le difficoltà, in più, come mi dici tu stess,a ho la mia arte, quando dipingo sono un tutt’uno con le tele, svanisce tutto, non esiste nè il carcere e nè le persone, vago insieme ai miei colori per formare delle cose che possono colpire gli occhi delle persone e far vedere la mia anima.

Ti dico ancora grazie per la promessa che mi hai fatto!!! Dicendomi che continui a seguirmi e io farò di tutto per fare altre pubblicazioni, sperando che valgano la pena di essere guardate.

 

Anche io con infinita stima e affetto ti invio un grande abbraccio virtuale. Pino Reitano. 

 

Nuove opere di Pino Reitano

Tante volte abbiamo visto la grande capacità artistica di Giuseppe Reitano, ergastolano di Spoleto, ovvero Pino il Pittore.

Oggi pubblichiamo una serie di foto di nuovi quadri che ci ha fatto pervenire:

Opere “floreali” di Giuseppe Reitano

Ecco nuove opere del nostro pittore più “assiduo”…. Giuseppe Reitano.. detenuto a Spoleto.

Questa volta sono tutte “a tema”.. e il tema sono i fiori. Solo la prima è un pò “diversa” dalle altre, presentando anche la figura umana, ma i fiori non mancano neanche in questa. Escluso la prima poi.. il resto sono acquarelli.

Davvero belli da vedere.. e confermano per l’ennesima volta il talento di Giuseppe Reitano.

Buona visione..

————————————————

Nuove opere di Giuseppe Reitano

Ecco altre cinque meravigliose opere del pittore “storico” di questo Blog… Giuseppe Reitano, detenuto a Spoleto. Se fate una ricerca sul Blog, le opere di Reitano pubblicate ormai sono davvero tante.

Queste cinque non si smentiscono, per qualità e capacità comunicativa. Ma la mia preferita è l’ultima, quel tango così impregnato di musica, e così surrealmente sensuale.

 

Combatterò.. di Nicola Ranieri

Nicola Ranieri.. continua a scriverci.. in questo filo diretto incessante, che è iniziato da quando ci ha comunicato la notzia del suo tumore maligno che lo affligge al polmone (vai al link…https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/02/10/ho-un-tumore-maligno-statemi-vicino/ ). Da quel momento è iniziato questo filo diretto con lui, che ci manda lettere su lettere, e noi le pubblichiamo quasi sempre.. dandogli questa finestra sul mondo, in un periodo così delicato della sua vita. E anche lui ci dà una straordinaria testimonianza umana.

Nicola non solo affronta l’angoscia per un male come questo.. ma anche le cure sono massacranti.. e poi si sente solo, lontano da tutti, abbandonato. L’ospedale lo trova opprimente. In carcere è in un reparto con persone affette da ogni forma di patologia… e inoltre sta quasi sempre in cella.

Non solo combatte con questo male insomma… ma la sua vita viene resa ancora più difficile e dolorosa.. gli avevano sospeso (non so se è ancora così) le telefonate perchè non aveva la ricevuta telefonica. Che azione da applausi no? Che lungimiranza e apertura mentale da parte di chi gestisce certe carceri.. Che flessibilita e capacità di comprensione….sigh….

Credo che anche un’ameba sarebbe capace di avere più empatia  e consapevolezza concreta verso le dinamiche di un uomo che attraversa una situazione estrema. Per il quale UNA telefonata può fare la differenza nella lotta per la vita. E si dovrebbe fare di TUTTO… per garantire questo e altro… questo e molto altro ancora. Se il carcere funzionasse.. e se i dirigenti (tanti dirigenti) fossero all’altezza del loro ruolo. E’ necessario provvedere a un grande rinnovamento in tal senso… non basterà, non basta mutare le pesone se no ni riformano le strutture e si cambiano le normative. Ma comunque serve. E mettere al posto di tanti burocrati stanchi e di tante carriere dal volto umano.. gente degna e capace.

Nicola vorrebbe anche vedere l’anziana madre… 87 anni.. con la scorta.. finchè essa è in vita.

Potrà accadere che un detenuto ergastolano con un tumore maligno possa incontrare l’anziana madre di 87 anni, con la scorta naturalmente?

O gli diranno un permesso “speciale”, solo quando lei.. sarà all’obitorio?

Prima di laciarvi alla lettera di Nicola Ranieri.. vi ricordo che lui aspetta le vostre lettere.. che ogni lettera che riceve è una boccata di ossigeno e lo aiuta ad affrontare meglio le lunghe ore di solitudine immerso nei pensieri….. e naturalmente se qualcuno gli vuole mandare qualcosa dell’Inter, tanto meglio.

Vi lascio ora a questa lettera di Nicola Ranieri.

————————————————————————————-

Milano Opera    

Datemi oggi i miei oggetti quotidiani.

Mettete un freno sul pedale. Già i nostri nonni non perdevano occasione di ricordarci che “chi va piano va lontano”. Prendiamo un gesto quotidiano come farsi una bella doccia calda, gustandosi il profumo dei prodotti che strofini sulla pelle.

Tutto ciò oggi è diventato normale, almeno per chi se  lo può permettere. L’ossessione per il progresso ha trasformato la realtà in un abitudine alla quale non possiamo più fare a meno, perchè l’igiene è fondamentale per stare bene con se stessi.

Ci sono persone che rifiutano certi meccanismi quotidiani, rimangono con le loro idee, e solo quando ne sentono il bisogno allora si lavano. Sono in pochi, ma ci sono, colpa del risparmio!!!

Camminando puoi incontrare occasionalmente in un corso di una grande città un pittore che “spreca” il suo tempo a dipingere strate vuote e senza gente, ponti che non esistono e autostrade sopraelevate inesitenti. Tu osservi solo tele bianche, mentre il pittore è convinto che dipinge. Tra di  voi ci sarà la persona normale.. è tutto normale?

Credevo che il suo tocco delicato era vero, invece aveva un movimento e niente più!!!

Per godere nfatti della quotidianità, non c’è niente di meglio che contemplarla attraverso il punto di vista degli altri. L’ispirazione fa diventare un Guerriero per combattere.

Il “Tumore maligno al polmone” nasce in me ogni giorno.

Sto avendo problemi alle gambe, il cortisone me le ha fatte gonfiare, doman forse mi ricoverano all’ospedale, così faccio la quarta chemioterapia, che consista nel consumare la bellezza di nove bottiglie attraverso un ago gocciolante. Mettere l’ago fa male, “ECCOME”, ma il fastidio sta nell’attendere cinque-sei ore che tutto  ciò finisca. Sei immobile sul letto e puoi fare pochi movimenti.

Nessuno dei tuoi familiari può starrti vicino, neanche a donarti quell’affetto che tanti desideri.

Non avrei pensato neanche per un istante che avrei avuto questa patologia, io che ho la FOBIA per gli AGHI, e invece ci sono a contatto giornalmente. Il presente che sto attraversando non è certo facile, ma la forza che mi viene da dentro di me ha la forza di sollevare un ocesano, di fermare una tempesta.

Ho solo 47 anni, che neanche li dimostro. Sono nato il 01.04.1964. Solo mia madre non sa niente della mia patologia. Ha 87 anni ed è l’unica tra i tanti familiari che non mi fa mancare niente. Qualsiasi cosa le chiedo non dice mai di noi. Ma io non le chiedo mai niente perchè di mamma sono troppo innamorato. Perchè sono l’unico figlio che le ha dato sempre problemi. Mia made mai mi ha lasciato da solo. Quando stava bene veniva a trovarmi in qualsiasi posto. Lei è la mia forza, la mia “madonna”.

Ora sono le ore 2:00 di notte, mia madre è invalida al 100%. Ho fatto richiesta per poterla vedere con la scorta. Mi manca TANTO, perchè mi ha dato TANTO, più di quanto meritassi.

Dentro sono un GUERRIERO, combatterò questo male, lo vincerò, lo sconfiggerò. Mi ha voluto sfidare.. ebbene, lo metterò sul ring, ed usando tutta la mia GRINTA, la MIA FORZA, NE USCIRO’ VINCITORE, PERCHE’ DEVO E VOGLIO VIVERE.

Nicola Ranieri

Altre opere di Pino Campisi

Amici, inserisco oggi altre cinque opere del nostro nuovo amico.. il pittore Pino Campisi detenuo a Secondigliano.

ooo

Nuove opere di Giuseppe Reitano

Oggi pubblico altre cinque nuove opere di uno dei nostri pittori preferiti.. Giuseppe Reitano, detenuto a Spoleto,  e del quale già tante volte le opere hanno illuminato questi territori. La prima che vedrete la riconoscerete, perchè la avevo usata per accompagnare il recentissimo post in cui Giuseppe risponde ai commenti. Ma è talmente bella che ho voluto riproporla.

Buona visione

——————————–

Giuseppe Reitano risponde ai commenti

Ogni volta che Giuseppe Reitano – di cui in questo Blog c’è tanto, opere bellissime che vi consiglio di guardare, riflessioni varie, e rispsoste a commenti – ci scrive , è sempre uno spettacolo.

Continuo a restare colpito del percorso che alcune persone sono riusciti a fare. Giuseppe Reitano sembra quasi un personaggio da romanzo. Completamente assorbito dall’arte e da tante piccole quotidianità di vita, come il suo rapporto con le piante, sul quale si dilunga nella risposta a Pina Zito, e che ha qualcosa del “bambino”, nel senso migliore. Molti hanno sempre detto che una personalità sana è quella che non distrugge e non mortifica il proprio “bambino interiore”, anzi lo implementa creativamente con lo sviluppo e la maturazione caratteriale. Beh.. sembra proprio che il “bambino interiore” di Giuseppe sia ben saldo….

Ho anche scannerizzato la lettera che mi ha inviato. La troverete più sotto (l’ha scritta non a mano ma col computer). L’ho fatto perché ci sono riprodotti tre quadri a cui lui allude nella lettera, specie il terzo che dedica a una delle persone ai cui commenti ha risposto, Angela ’76.

Vi lascio alla lettera  e alle opere Amici..

——————————————————————————————————

Carissimo Alfredo,

(..)  non ricevuto tue notizie, ma ho potuto avere quello che hai pubblicato di me, con dei commenti, a cui risponderò con piacere e infinita stima, e posso anche dire, con gratuito amore verso tutti. Come potrai vedere ti invio le foto di due dei miei dipinti. Non sono foto come quelle che mi facevano a Sulmona, ma credo che si possano guardare. Il Centauro è un dipinto che ho realizzato pochi mesi fa, mentre l’altro è di una decina di anni fa. (…)

Adesso caro Alfredo cercherò di rispondere con il  cuore alle persone che mi hanno onorato con le loro grandissime parole, o meglio, pensieri.

— Incomincio da ANTONIO, che è un pittore.– Ciao Antonio, voglio dirti che i tuoi complimenti sono più che graditi e apprezzati, anche perché sei un pittore preparato, e io ho sempre bisogno di un parere com eil tuo. Anche gli Atei gioiscono nel vedere un’opera ben fatta. Io ho incominciato con opere religiose. Per imparare copiavo i maestri del passato. Poi mi attirano come una calamita quei dipinti che sono un incanto al solo vederli, e per questo ho fatto molti soggetti religiosi, ma anche tanti paesaggi. Pensa che una volta a Sulmona ho fatto un soggetto astratto, che rappresentava un extra terrestre che gioca con i giocattoli di noi umani. Il Direttore che c’era lì in quell’epoca mi fa.. “ma che razza di dipinti fai?” Scherzando mi dice che non mi fa dipingere, ma fa venire dei critici d’arte, e anche dei pittori per capire se facciamo qualcosa di buono. Così visitano i miei dipinti quando io non c’ero, e all’indomani il Direttore viene da me e mi fa “perché non mi hai detto che quello è il migliore dipinto che c’è in questo istituto?” E io, rimasto di sasso, gli dico, “che ne so? Mica so dipingere? Passo il tempo a sporcare tele, e lui mi racconta cosa era successo la sera prima, che tutti avevano apprezzato il mio dipinto, e che lo volevano comprare. Così, non appena ho potuto esporre i miei dipinti in una mostra, se li sono comprati. Questo per dirti quanto mi sono d’aiuto i pareri, e anche i giudizi di chi comprende cos’è l’arte. Cosa vuoi.. come dici anche tu… i colori esprimono ciò che siamo, ciò che abbiamo dentro di noi, e io delle volte, per disperazione forse, prendo la spatola e sporco le tele con dei soggetti che non so neanche io da dove vengono. Forse, come dici tu, è un misto di ciò che sentiamo dentro di noi. Grazie ANTONIO SCUTELLA’. Anche tu mi hai arricchito con il tuo prezioso parere. Con stima.. Giuseppe Reitano.

— PER PINA ZITO–  Carissima e stimatissima Amica PINA, voglio dirti che le persone come te sono di rara umanità, e io mi sento come una formica che non riesce a trovare le parole giuste per dirti grazie. Sono come te, che non scrivevo mai a nessuno. Ma non serve fare dei lungh discorsi. Basta dire ciò che sentiamo nei n ostri cuori, con semplicità. Sento che tu comunicavi con le persone quanto venivi nel vivaio. E adesso che al vivaio non ci vai più, che fine ha fatto? Sai, il vivere con le piante è come essere una cosa sola con il nostro creatore. E’ co me vivere nel giardino dell’Eden, dove c’è pace e serenità. Ma dimmi. Che piante coltivavi? Non sai cosa darei per vivere in un luogo così. Pensa.. quando ero a Sulmona, in sala hobby, avevo due secchi di terra, così con i datteri mi crescevo le piante di datteri. Ci volevano due mesi per vederle spuntare. Poi le piante di peperoncino. Pensa che una volta avevo una pianta di peperoncino che faceva le foglie, così grande che non sembrava una pianta di peperoncino, sembrava una pianta tropicale, però non legava neanche un peperoncino, era tenera e bella da vedere; io la zappavo con il manico del pennello, gli mettevo tutti i giorni l’acqua e, avendo trovato del concime, gliene mettevo un pò per volta. Ma poi, vedendo che non mi lega i peperoncini, glieli ho fatti piantare in giardino, e lì soffriva l’acqua, il freddo; e io stavo male per quella dolce pianta. Poi ho preso il seme dai peperoncini calabresi e mi hanno ripagato con dei bellissimi peperoncini; e la cosa più bella era vederli giorno dopo giorno come si coloravano di rosso. Qui è diverso. Non posso avere la terra, ma una volta ho preso il seme di un avocado e l’ho fatto crescere in una bottiglia di plastica. Era una pianta bellissima, con foglie larghe e verdissime. Era una gioia vederla. Ma in una perquisizione mi è capitata una persona insensibile e me l’ha sequestrata. Adesso, di nascosto mi sono procurato un pò di terra, e non sai che peperoncini ho fatto nascere, con delle foglie più grandi di quelle delle normali piante, ma con dei peperoncini bellissimi, uno è già rosso ma di un rosso bellissimo, gli altri verde che stanno per diventare rossi anche loro, e poi quelli appena nati. Lo sai che li devo impollinare? Una pianta non ne ha avuto il bisogno, mentre l’altra sì, così facciio l’ape e con un pungiglione di carta passo da un fiore all’altro, e non sai quanto sono felice nel vedere nascere questi doni della natura e del Signore. Però devo stare attento e nasconderli, per non perderli come è stato con l’avocado. Ti sto annoiando con le mie piantine, ma come tu mi insegni, le piante hanno l’anima, mentre con gli esseri umani trovo anche io delle difficoltà; ma, come mi dici anche tu, non si può non capire un’anima pura, quando ci si imbatte in un’anima pura non riusciamo a girarci dall’altra parte. E’ come vedere una pianta che ha bisogno d’acqua. Solo chi è insensibile la lascia morire. Credo che noi siamo come delle piante, e come le piante abbiamo bisogno di tutto ciò di cui anche le piante hanno bisogno. Tu, più di me sai che  la nostra natura è di cercare sempre un qualcosa che possa appagare la nostra anima, e solo donando noi stessi, gratuitamente, possiamo sentirci appagati. E’ come vedere fruttare quel seme che abbiamo coltivato con amore. Pina carissima, spero che il Signore possa donarti tutto quello che il tuo dolce cuore desidera. Da parte mia, finché ne avrò la possibilità, ti ricambierò tutto ciò che mi dai con infinito amore gratuitamente, come il sole che gratuitamente tutti i giorni ci dona il suo calore, così io donerò me stesso per tutti voi che mi accompagnate in questa mia, posso dire, non vita.  Con infinita gratitudine ti dico grazie per le parole che mi hai donato, per i pensieri nobili che hai scritto… Con stima e affetto ti abbraccio, Giuseppe.

-PER ANNA MARIA ZANOTTI— Cort.ma e Gent.ma Anna Maria, di irreale c’è solo l’ergastolo ostativo che è morte certa in carcere. Di irreale c’è una classe politica senza cultura, e senza capacità di capire come risolvere i problemi dei cittadini. Di irreale c’è una giustizia cieca, che non colpisce il reato commesso, ma fa politica giustizialista per il potere, non punendo il reato in se stesso, ma incrementando chi è delinquente abituale. Di irreale c’è un mondo insensibile ai problemi del prossimo, del proprio fratello, del vicino di casa come del più lontano. Tu stessa mi dici che parli alla gente, e non sempre sei ascoltata. Di irreale c’è un mondo senza Amore gratuito verso il prossimo. Di irreale c’è il non chiedersi che senso ha pensare il male che c’è nell’altro, senza guardarsi dentro se stessi per vedere tutto ciò che di male produce la nostra anima. Di irreale si potrebbe parlare se  non ci fossero ergastolani  che non producessero queste emozioni che tu  mi dici. Di irreale c’è una ITALIA che non guarda la disumana condizione dei propri cittadini, che comprendono anche chi vive nelle disumane galere di questa nostra Italia, che sta diventando Italiarabia, si proprio Italiarabia, più vicina agli arabi che alla civiltà EUROPEA. Se le più belle emozioni, le più belle parole arrivano da noi sepolti vivi c’è qualcosa nella nostra società che non va. Me ne accorgo che, parlando con dei professori che vengono per insegnarci qualcosa, dove ci dicono che qui trovano un mondo migliore, nel senso che noi ci comportiamo meglio di chi vive nella cosiddetta società civile. Ci sono ragazze che vorrebbero crearsi una famiglia, ma non ci sono più ragazzi che lo desiderano. Un mondo di bamboccioni, come diceva un vecchio politico, quindi non ci meravigliamo più di niente. Io che non vivo nella società civile da quasi 30 anni non mi rendo conto di come è diventato il mondo degli umani. GRAZIE per le tue parole, mi hai fatto pensare che in fondo abbiamo tutti bisogno di qualcosa. Io di te, di voi tutti per vivere ancora una vita non vita, e darea nche a voi qualcosa che ci fa sentire diversi da chi ha perso la sensibilità umana. Con infinita stima, alla prossima occasione.

– PER ANGELA ’86— Carissima Angela, Vengo a te dedicandoti questo dipinco. Che è la mia musa, come tu sei un amore di seconda figlia. Questa è la mia ispirazione nel dipingere. Leggo le tue parole e sono felice di dare anche a te delle emozioni. Non conta il luogo dove ci troviamo o se ci vediamo, contano le emozioni che sentiamo nel sentire quello che portiamo nel nostro cuore, l’uno per l’altro, conta l’Amore che portiamo nei nostri cuori, la stima, l’affetto che c’è in tutti noi, gli uni verso gli altri. Tutto il resto viene dopo. Certo, se ero lì in Calabria ci potevamo vedere tutte le settimane e giorire nel vedere il tuo dolce e gratuito sorriso, un sorriso semplice e gioioso, un so rriso che è nel tuo cuore e per questo tanto prezioso. Ma io lì non posso vivere. Mi annulla, e di più non potrei confrontarmi con tutte queste stupende persone, e anche con te, ci pensi? Come vedi, ci stiamo confrontando di più in questo sito che quando ci vedevamo. Ciò significa che qui ci possiamo dire ciò che vedendoci non riusciamo a dirci. Anche perché non c’è tempo. In un’ora non si possono dire le cose che ci stiamo dicendo adesso. Ti dico grazie per queste tue dolci parole. Sei una donna unica e speciale. Sei un dono del Signore, e io lo ringrazio per avermi dato una dolce figlia come lo sei tu. Anche io ti VOGLIO tanto BENE, e ti porto nel mio cuore, spero di rivederti presto. D’altronde mi hai promesso che mi seguirai ovunque. Baciami tanto il dolce Matteo, saluta tutti in famiglia, ti abbraccio con tanto affetto e  con infinito Amore Gratuito, quell’amore che non posso donartelo con la mia presenza lì a casa con tutti voi. Ti bacio tanto. TI VOGLIO BENE. Ciao, il tuo secondo papà Pino.

————

ww

rr

ff

Navigazione articolo