Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Paradosso… di Alexei (ergastolano russo)

paradoxus

Il 10 agosto avevo pubblicato per la prima volta un testo -scritto in onore di Margherita Hack- di un ergastolano russo, di nome Alexei (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/08/10/in-memoria-di-margherita-hack-da-un-ergastolano-russo-alex/).

Questo testo ci era giunto tramite il nostro Carmelo Musumeci, detenuto a Padova.

Da Carmelo mi sono giunti altri testi di questo Alexei. Alexei, tra l’altro, ha voluto l’indirizzo di Bill Gates per inviargli una sorta di quaderno con sui calcoli di carattere tecnico-matematico.

Nel testo che pubblico oggi Alexei (che in questo caso si firma come Alexandra), riflette sulla tematica dell’ergastolo.. arrivando ad un paradosso:

Devono essere gli stessi familiari delle vittime a chiedere l’abolizione dell’ergastolo.

Questo, afferma Alexei, rappresenterà la svolta.

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In un Paese democratico  soltanto i partiti politici hanno il potere per abolire l’ergastolo, ma per farlo serve un motivo. Quale può essere il motivo? Se i politici sono le persone buone e quindi si schierano da parte delle vittime e non viceversa, credo che il motivo c’è, perché nessun membro della società umana non è stato assicurato di trapassare a un giorno da parte dei buoni a parte dei cattivi. 

A tal caso vogliamo osservare un ipotetico esempio: lei è una persona per bene, guidate la sua macchina e sbattete a morte un passante. L’incidente? Sì, ma lei ha sulla coscienza una vita spezzata, e non potrà mai ritornare dalla parte dei buoni. Il giudici si domanderà, esaminando il suo caso: “Ma se non fosse stato un semplice incidente’?”. 

Qui noi aggraviamo questo ipotetico esempio:

1) Perché è lei è sbattuto contro un passante? Perché è passato con il semaforo rosso; questo aggraverà la pena.

2) Perché lei è passato col semaforo rosso? Perché stava parlando al telefono. La vostra pena sarà ancora più severa; è logico ed è giusto.

3) Ma per quale motivo lei ha parlato al telefono, in quel giorno tragico per lei e per il passante e per i vostri famigliari? Perché parlando al telefono stavate combattendo contro l’abolizione dell’ergastolo, esprimendo la vostra opinione a qualcuno.. perché lei è membro di un’associazione delle vittime.

Ma dopo questo incidente chi è lei? 

Tecnicamente lei è un criminale. E se la vittima non fosse stato un passante, ma un gruppo di passanti? E magari non un gruppo qualunque, ma un gruppo di bambini?

Sì, è un esempio crudele, d’accordo. Ma capita nella vita, e nessuno può essere sicuro che non accadrà a lui o a lei, al figlio o alla figlia, alla madre o al madre; poiché gli esseri umani non sono dei. Non possono prevenire il destino.

Quindi, dopo questa vicenda.. si è arrivati all’ergastolo… Dovrebbe dire il giudice.

Allora, dove è il motivo per l’abolizione dell’ergastolo? Eccolo: c’è qualcuno in giro che desidera l’ergastolo per se stesso?

Anzi: è logico ipotizzare che il pontefice aveva deciso di abolire l’ergastolo quando riuscì a immaginare se stesso al posto del condannato. Purtroppo  tale santa capacità di immaginazione è rara tra gli umani- questo è il vero problema. Ma la cosa è ancora più paradossale. L’iniziativa al parlamento europeo per appoggiare l’abolizione dell’ergastolo deve partire dall’associazione delle vittime, altrimenti i politici non potranno usare il loro potere legislativo per abolire l’ergastolo, perché i politici si schierano dalla parte delle vittime e non viceversa.

Così siamo tornati all’inizio, come in matematica.

Vogliate rileggere per arrivare alla conclusione:

“Nessuno dovrebbe essere colpevole per sempre”. 

Come aveva scritto Carmelo Musumeci: il limite della pena deve esistere. Neanche Dio fa condannare gli esseri umani per l’eternità. 

Alexandra

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PS: Non sono un ergastolano ostativo tecnicamente, ma sono ostativo realmente, poiché nessun giudice mai concederà un beneficio a un condannato che non ha niente e nessuno fuori dal carcere. E il giudice avrà ragione per un motivo valido: chi dopo di lui si assume la responsabilità sul mio comportamento nei confronti della società che deve essere protetta? Il giudice è il protettore della società, quindi sarebbe un reato da parte sua se lui sottoponesse la società a ipotetica minaccia. Il lavoro del giudice è valutare, cioè un passo da ipotizzare.. la cosa peggiore. Ecco. Anche io avevo ipotizzato una cosa non carina nei confronti di un ipotetico membro dell’associazione delle vittime.

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Diario di Pasquale De Feo- 22 dicembre – 21 gennaio

diario11[1]

Pubblico oggi il diario mensile di Pasquale De Feo.

Si tratta del diario del mese di gennaio.

Questa volta il diario è stato trascritto dalla nostra collaboratrice Marina. Da questo momento Marina collaborerà con noi nella trascrizione di alcuni testi provenienti dalle carceri. La ringrazio per la sua collaborazione che sarà preziosissima, visto l’ammontare di materiale che giunge a questo Blog.

Tornando al diario di gennaio, questa volta metterò solo due estratti a precedere il diario.

Due momenti molti delicati.. intimi.

Il primo.

Casualmente stavo leggendo uno scritto che avevo letto tanti anni fa, ho trovato altre cose che non ricordavo, mi sono reso conto che quando si rilegge si apprendono sempre nuove cose. I libri rileggendoli ogni dieci anni ogni volta si troveranno cose nuove che varie età con sensibilità diverse ci fanno scoprire. Credo, e mi auguro che non sia solo un mio pensiero, ritengo che i libri abbiano un’anima e trasmettono non solo il sapore ma anche i valori che creano l’armonia universale. Sono il veicolo della cultura, il mezzo della conoscenza per raggiungere ogni angolo della terra per combattere l’ignoranza, il male che genera violenza che insieme al degrado sociale innesca fenomeni di illegalità. La cultura fornisce i mezzi per scegliere nella vita, per questo motivo incentivare la lettura dovrebbe essere da parte delle istituzioni un dovere sociale, principalmente nei carceri dove la lotta all’ignoranza dovrebbe essere una sorta di dogma, perché solo con la cultura si possono rendere in percentuale accettabili determinati fenomeni che deviano il percorso della legalità.   (27 dicembre)

La vita è femmina, non riesco ad immaginare il pianeta senza, sarebbe veramente deprimente, perché la bellezza la rappresentano loro, noi a loro confronto siamo goffi e brutti. Tutti i dipinti della mia mente hanno una sola raffigurazione “la femminilità!”. L’amore è come il paradiso uno stato perfetto, questo lo rende privo di mutamenti in un eterno presente. Nelle mie condizioni vive solo nei ricordi del passato. Hanno un solo difetto, ti incatenano l’animo  e il cuore e quando finisce il sorriso la sua perdita è sempre un dramma. Ogni tanto la nostalgia mi fa scrivere qualcosa, ma non oso chiamarle poesie.

L’anima nel sole

Il mio mondo

Viveva nei tuoi occhi

Infondendomi profonda dolcezza.

L’alba del mattino

Il tramonto della sera

Iniziavano e finivano con te.

Essere nel tuo cuore

era la gioia più grande

nel mondo non c’erano uguali.

Nell’aria sentivo

sempre il tepore di primavera

stagione cara a chi ha i colori nel cuore.

Vivere il sogno

di tutta una vita

esaltava l’animo di felicità.

La bellezza non ha tempo

vive nelle foto dei ricordi

racchiuse nella memoria dell’amore.

Impallidiva il sole con il tuo sorriso

energia vitale per i miei pensieri

mi sentivo libero ovunque tu eri.   

(29 dicembre)

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La tv ha mostrato le immagini indecorose che sono successe al senato della Repubblica. Dovevano discutere una legge per alleggerire la situazione del sovraffollamento nelle carceri; ma la lega ha fatto una caciara inqualificabile, perché ritenevano la legge un indulto mascherato. Un compagno in sezione ha ricevuto la fotocopia della legge, l’ho letta e ho condiviso il concetto che aveva espresso l’On. Rita Bernardini che sarebbero usciti più di 150 reclusi; dire che era acqua fresca è poco per tanto è meglio che non sia passata. La lega come sempre fa emergere il suo razzismo e il disprezzo per la dignità degli esseri umani. Berlusconi si riempie la bocca di libertà, diritti, dignità, umanità ecc., ma nello stesso tempo si allea con la lega, ciò dimostra che non è dissimile da loro.   22-12-2012

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Ieri hanno fatto tutti colloquio con le famiglie nella sezione, si aspettava la notizia della decisione di Strasburgo sull’abolizione dell’ergastolo, purtroppo sono ancora in camera di consiglio. Gli avvocati hanno fatto sapere che al 99% la corte europea dovrebbe decidere per l’abolizione dell’ergastolo, fino a quando non avrò la notizia certa della sentenza non voglio illudermi perché queste sono delusioni molto forti, pertanto bisogna restare con i piedi per terra e non volare con la mente. Se la sentenza sarà positiva uscirei a fine pena avendo scontato i 30 anni che necessitano per coprire il massimo della pena. Solo dalla corte europea potremmo avere questo segno di civiltà, perché con i politici che ci ritroviamo non potremmo mai aspettarci niente di buono.

Estratto della Gazzetta Del Sud del 16 dicembre 2012

“L’uomo non è una bestia da domare, un bersaglio da colpire, un nemico da sconfiggere, un parassita da uccidere; è persona da stimare pur quando non ci stima, da comprendere anche se ha la testa dura, da valorizzare pur se ci disprezza, da responsabilizzare anche se appare incapace, da amare anche se ci odia.”

Questo pensava e così scriveva in uno dei suoi ultimi libri Carlo Maria Martini. Ogni colpevole, uomo o donna, sosteneva il compianto cardinale richiamando uno dei principi cardine del cristianesimo e delle democrazie contemporanee, può essere rieducato, riabilitato, restando soggetto primario della società. O, almeno, così dovrebbe essere, anche nella civilissima Italia, dove coesistono l’ergastolo ordinario e quello ostativo ai benefici. Il primo concede al condannato la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale. Il secondo, al contrario, nega ogni deroga al regime carcerario. Sono un centinaio i reclusi rassegnati, ormai, all’idea di uscire di prigione solo col carro funebre. Detenuti praticamente murati vivi perché, sono considerati il peggio a cui non deve neanche essere concesso di sperare, un giorno, di scoprirsi cambiati e meritevoli di un’altra possibilità. Nei fatti, nelle loro storie v’è il marchio della negazione della libertà e del perdono. Eppure proprio il Natale illumina questi sentimenti: la nascita di Cristo richiama, umanità, amicizia, riconciliazione e pace. La sua venuta in mezzo agli uomini parla di amore, di comprensione e di tutto ciò di cui ciascun uomo ha bisogno, dentro e fuori dal carcere. I giorni presenti, se ben vissuti ed interpretati con autentico spirito natalizio, possono allora essere occasione per una riflessione seria e serena, da un punto di vista spirituale, ma anche morale e legislativo sul perdono. Concetto, questo, che non esclude la giustizia né sottovaluta il dovere della riparazione e del recupero, ma rifugge da ogni istinto alla vendetta o alla schiavitù del cuore, che è sempre disumanizzante. Per contro, esso facilità la giustizia a essere tale, incoraggiata la verità e persegue la pace. V’è poi un altro aspetto da considerare: il perdono è sempre, anzitutto, una risposta individuale. Ma pure a chi sembra di non riuscire a trovare le ragioni, in molti casi anche per motivazioni comprensibili almeno umanamente, può essere utile proprio l’esempio di Cristo, che duemila anni fa accettò la croce e i chiodi dei suoi carnefici, perdonando per salvare l’uomo dalla follia e dalla morte a causa del peccato. E’ un invito difficile da ricomprendere nei freddi e angusti limiti della ragione, ma se si guarda all’orizzonte, e ci si accorge che oltre a ciò che si vede c’è sempre qualcos’altro che non si scorge, ma che esiste, ci si rende conto che gli occhi della fede possono aiutare ad andare oltre, oltre la ragione ed oltre se stessi, per ritrovare forza e speranza. Quelle che servono per perdonare e comprendere che nulla si compie senza un perché, che spesso e volentieri ha le sue radici nel disegno divino e nella volontà di costruire l’homo novus e la sua città.

Vincenzo Bertolone

 

23-12-2012

 

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Il vescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone ha scritto un articolo su noi ergastolani ostativi, l’hanno pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 16 dicembre, oggi ho ricevuto la fotocopia perché mi hanno chiesto di scrivere un articolo in merito, spiegando con chiarezza l’art. 4 bis e l’ergastolo ostativo. Ha scritto un bell’articolo e credo che abbia capito bene la nostra situazione, gli auguro di riuscire nell’intento di coinvolgere la chiesa in favore dell’abolizione dell’ergastolo. Da parte mia e credo di tutti gli ergastolani d’Italia lo ringraziamo molto per il suo atto di coraggio e di umanità in favore di noi ultimi, quali siamo considerati.  24-12-2012

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I miei pensieri volano e immaginavo i miei familiari a tavola a mangiare, tutti riuniti da mio padre in questo giorno di festa. Mi sarebbe molto piaciuto esserci, dopo tanti anni sarebbe stato molto bello. Avrei conosciuto tutti i miei nipoti e passato un po’ di tempo con loro per farmi conoscere. Respirare a pieni polmoni l’aria pulita del Cilento e raccontargli quanto sia bella questa terra che ha dato i natali ai nostri avi e anche a nonno (mio padre), sono sicuro che riuscirei a fargliela amare. La tranquillità e la serenità che mi infonde quando penso a quei luoghi mi convincono sempre di più che lì voglio finire i miei giorni perché c’è tutto ciò che desidero.  25-12-2012

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Trovo un articolo che avevo dimenticato tra alcuni scritti, si tratta sull’ex vice procuratore antimafia Alberto Cisterna. Quando era il numero due di Grasso alla DNA fu inquisito per corruzione in atti giudiziari e per questo motivo trasferito al tribunale di Tivoli. Adesso ha ricevuto un’altra incriminazione per truffa e falso, insegnava all’università di Reggio Calabria “Ordinamento giudiziario e forense”, si attestava falsamente nel registro didattico di aver svolto regolari lezioni anche quando non lo faceva. Di aver denunciato un ispettore di polizia che avrebbe occultato intercettazioni e altri atti nell’inchiesta in cui il magistrato-pm era indagato per rapporti con esponenti della ndrangheta. Tutto falso. Questo signore dall’alto del suo potere alla DNA , quante indagini e procedimenti sono stati da lui diretti e completati con le sue decisioni. Lascio immaginare quanti falsi, abusi e manipolazioni avrà commesso, ma era certo dell’impunità, fino a quando l’hanno potuto proteggere ha fatto tutto quello che voleva perché ai poveri cristi si può fare qualunque cosa, non avendo diritti, per non parlare che li imputavi per reati che rientrano nel 4 bis che sono ritenuti mafiosi, essendo stata “mostrificata” la parola stessa, i diritti non esistono per loro. Tutti quelli che fanno parte delle strutture repressive mediaticamente sono stati innalzati a eroi e pertanto intoccabili.  26-12-2012

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Casualmente stavo leggendo uno scritto che avevo letto tanti anni fa, ho trovato altre cose che non ricordavo, mi sono reso conto che quando si rilegge si apprendono sempre nuove cose. I libri rileggendoli ogni dieci anni ogni volta si troveranno cose nuove che varie età con sensibilità diverse ci fanno scoprire. Credo, e mi auguro che non sia solo un mio pensiero, ritengo che i libri abbiano un’anima e trasmettono non solo il sapore ma anche i valori che creano l’armonia universale. Sono il veicolo della cultura, il mezzo della conoscenza per raggiungere ogni angolo della terra per combattere l’ignoranza, il male che genera violenza che insieme al degrado sociale innesca fenomeni di illegalità. La cultura fornisce i mezzi per scegliere nella vita, per questo motivo incentivare la lettura dovrebbe essere da parte delle istituzioni un dovere sociale, principalmente nei carceri dove la lotta all’ignoranza dovrebbe essere una sorta di dogma, perché solo con la cultura si possono rendere in percentuale accettabili determinati fenomeni che deviano il percorso della legalità.   27-12-2012

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L’integerrimo procuratore capo della DNA Pietro Grasso si è candidato alle prossime politiche nelle liste del PD. Ha fatto una conferenza stampa dove ha dato l’annuncio, si è commosso poverino, ha fatto questo enorme sforzo di entrare in politica per dovere istituzionale: “ne avevamo bisogno sic.”. Non gli basta più condizionare la vita del Paese, ora vogliono anche legiferare le leggi per accrescere ancora di più il loro potere. La mia impressione è che si stia completando il progetto messo in piedi dal partito comunista negli anni 70’, di occupare le procure e usarle per conquistare il potere in Italia. Questo programma fu elaborato perché il partito comunista non riusciva a superare in percentuale più del 35%, pertanto la democrazia cristiana avrebbe vinto sempre. Le riunioni si facevano a casa di Don Ciotti in Piemonte, partecipavano tante persone tra cui Violante, Caselli, Maddalena, Ferrara ecc.. Giuliano Ferrara raccontò le riunioni “carbonare” per elaborare un’idea per prendere il potere, alla fine decisero l’occupazione delle procure. Palmiro Togliatti aveva già pensato una cosa del genere, perché nell’assemblea per la Costituzione fece rinnovare di proposito la posizione dei PM in modo ambiguo da poterli usare al bisogno. La sua idea deriva dal soggiorno di alcuni anni a Mosca, dove constatò come Stalin usava i procuratori per togliere di mezzo i suoi avversari e accrescere il potere con arresti e processi spettacolari. Fu molto vicino a Stalin e firmò tutti i suoi crimini, anche se poi fu santificato al suo ritorno. La somiglianza c’è anche con la P2 di Licio Gelli, prendere il potere con qualunque mezzo, lui non c’è riuscito, i “carbonari” ci stanno riuscendo, non solo, ma stanno occupando tutte le sedi del potere istituzionale, anche perché hanno un’arma potente, un apparato repressivo che con la scusa della lotta antimafia hanno fatto una lotta politica senza quartiere a tutti gli avversari politici. Hanno distrutto il pentapartito e hanno continuato nel tempo con l’ UDC, PDL ecc.. Per riuscire nei propri scopi, hanno distrutto la giustizia, hanno assoggettato con la paura la maggioranza dei media e reso il Paese il più corrotto del mondo. Ormai siamo dietro ai paesi africani, nella storia non siamo mai stati in queste condizioni, con tutto ciò ne hanno fatto degli eroi, non avendo fatto bene neanche il loro lavoro, avendo sui tavoli dieci milioni di processi arretrati, perdendo il tempo a fare le star.   28-12-2012

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La vita è femmina, non riesco ad immaginare il pianeta senza, sarebbe veramente deprimente, perché la bellezza la rappresentano loro, noi a loro confronto siamo goffi e brutti. Tutti i dipinti della mia mente hanno una sola raffigurazione “la femminilità!”. L’amore è come il paradiso uno stato perfetto, questo lo rende privo di mutamenti in un eterno presente. Nelle mie condizioni vive solo nei ricordi del passato. Hanno un solo difetto, ti incatenano l’animo  e il cuore e quando finisce il sorriso la sua perdita è sempre un dramma. Ogni tanto la nostalgia mi fa scrivere qualcosa, ma non oso chiamarle poesie.

L’anima nel sole

Il mio mondo

Viveva nei tuoi occhi

Infondendomi profonda dolcezza.

L’alba del mattino

Il tramonto della sera

Iniziavano e finivano con te.

Essere nel tuo cuore

era la gioia più grande

nel mondo non c’erano uguali.

Nell’aria sentivo

sempre il tepore di primavera

stagione cara a chi ha i colori nel cuore.

Vivere il sogno

di tutta una vita

esaltava l’animo di felicità.

La bellezza non ha tempo

vive nelle foto dei ricordi

racchiuse nella memoria dell’amore.

Impallidiva il sole con il tuo sorriso

energia vitale per i miei pensieri

mi sentivo libero ovunque tu eri.   29-12-2012

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Ho scritto l’articolo per completare il pensiero del vescovo Vincenzo Bertolone, riguardante la parte tecnico-politico-giudiziaria, mi auguro che il quotidiano “Gazzetta del Sud” lo pubblichi. Allego lo scritto con l’augurio di essere riuscito a trasmettere la realtà su questo tema agli altri.

Articolo – Il vescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone ha scritto un bellissimo articolo pubblicato il 16 dicembre 2012 sul quotidiano la Gazzetta del Sud. Questo mio scritto vuole dare sostegno alle sue parole e completarne il pensiero. Le sue parole piene di carità cristiana hanno dato agli scritti del compianto Cardinale Martini che ha illuminato il cristianesimo dell’ultimo trentennio, un’anima pura che non ha mai dimenticato che Gesù fu crocifisso da criminale in compagnia di due ladroni e che ad uno promise il paradiso. Ho sempre presente ciò che disse in un’occasione rivolto agli ultimi, quali siamo, “chi non abita nella casa dei diritti non potrà mai fare parte della casa dei doveri.” Coniugando molto il nesso diritti – doveri che vanno di pari passo. Aggiungo che ci vuole anche umanità in ogni cosa, anche nelle leggi che si emanano e si applicano, per non creare ghetti di esclusione sociale. L’essere umano risponde con i suoi comportamenti in base a come viene trattato: represso con crudeltà risponderà alla stessa maniera. Ci sono esempi di risposte di rieducazione con il minimo di recidiva nelle carceri di Bollate e Laureana Borrello che hanno portato recidiva al 10%, neanche la civilissima Norvegia ci è riuscita fermandosi al 20%. Il Ministero della Giustizia, ormai occupato dalle truppe dell’apparato repressivo, ha fatto rimanere Bollate un carcere “pilota”, impedendo l’estensione del modello a tutti i carceri d’Italia. Laureana di Reggio Calabria è stato chiuso, forse perché “luci di civiltà” non devono esistere nel meridione, perché dobbiamo apparire sempre brutti,sporchi e cattivi e come un tempo eravamo un covo di briganti ora siamo un covo di mafiosi. Il paese è dominato da un feroce giustizialismo molto razzista, da “Giannizzeri” che ritengono gli indigeni meridionali da addomesticare e non da rieducare. La recidiva su scala nazionale è al 70%, ogni punto di percentuale di recidiva costa allo stato 51milioni di euro, estendendo i parametri di Bollate con la recidiva al 10%, si risparmierebbero più di tre miliardi di euro, la metà della somma stazionata per la giustizia circa l’1% del PIL italiano. I funzionari del ministero della giustizia elaborano progetti non di rieducazione ma solo di repressione e deportazione da un capo all’altro del territorio italiano, come l’ultimo progetto che vuole fare della Sardegna un grande campo di concentramento, dove deportare tutti i reclusi del regime di tortura 41 bis, i regimi AS 1, AS 2 e una parte dei reclusi AS 3. La rieducazione è stabilita come fonte primaria nell’art. 27 della Costituzione; purtroppo i troppi miliardi di euro senza controllo (essendo controllati difficile da distinguerlo), ostacolano qualunque riforma e non vogliono rendere la rieducazione il punto centrale nell’esecuzione della pena. Solo rieducando alla responsabilità e alle regole si può abbassare la recidiva, invece usano tutto il loro potere affinchè non ci siano svolte di civiltà, come Bollate e Laureana, ma tutto rimanga immutato per non perdere potere e privilegi. Hai visto mai che questo modello funzionante fosse esteso a tutte le carceri d’Italia? Come potrebbero continuare a legittimare il loro operato, giustificare il loro allarmismo e a tenere il Paese nell’insicurezza, istillando paura?

La realtà non viene fuori perché hanno il potere di censura, fanno emergere invece una realtà artificiosa: “la tensione deve essere sempre alta; la pericolosità sempre attuale e la criminalità sempre più forte”. Occultando che l’Italia è uno dei paesi più sicuri d’Europa e in questo momento ha il più basso indice di reati commessi della storia italiana. Sulle carceri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato che: “siamo la vergogna dell’Europa”. Questi professionisti della repressione li hanno riportati alle “segrete medioevali”. In epoca non sospetta, nel 1976, Leonardo Sciascia rispondeva ai giustizialisti di professione, che “gridavano sempre al lupo” , per difendere il loro potere e il loro reddito, con una repressione feroce dentro e fuori le carceri; affermò “i professionisti dell’antimafia per resistere fanno vivere la mafia anche dove non c’è”, aggiungo anche “quando” non c’è. Sua Eminenza ha descritto bene il tema ergastolo, ce ne sono due, uno ha una speranza, anche se remota, il secondo, quello chiamato ostativo, nega qualunque pena alternativa condannando a rimanere in carcere fino alla morte biologica, siccome alla crudeltà non c’è limite. Fino a qualche anno addietro, c’era una censura ferrea su questo tema, nessuno lo conosceva, con il nostro attivismo abbiamo informato tanta gente e molti si stanno adoperando per aiutarci a lottare contro questa barbarie, come il vescovo Bertolone  che non finiremo mai di ringraziare. Nel 1992 con le stragi di Falcone e Borsellino furono emanate leggi repressive anticostituzionali; ordinarie emergenze premi, che hanno sostituito gli stadi di assedio della favola risorgimentale. Con la nuova emergenza sono state ripristinate la “pena di morte” e la tortura nell’esecuzione della pena, seppellendo per legge anche la speranza con l’art. 4 bis. Fra 30 o 40 anni si saprà che furono stragi di stato, come lo sono state quelle avvenute nei 150 dell’unità d’Italia. L’ergastolo ostativo è una pena di morte anche se diluita nel tempo, molto peggiore perché rappresenta la morte oggi, domani e sempre. Non ha bisogno di un coraggio momentaneo, come la pena di morte, ma di un coraggio sovraumano che dura tutta la vita. I rivoluzionari francesi nel nuovo codice non inseriscono l’ergastolo, perché lo ritenevano più disumano della pena di morte, ed è successo oltre 200 anni fa. Questa norma feroce e crudele non ha eguali in Europa. I condannati a morte siamo circa 1300, reclusi da 20-40 anni, e un terzo seppelliti vivi da 20 anni nei regimi di tortura del 41 bis. La Corte Costituzionale con una sentenza machiavellica, ha stabilito che l’ergastolo non era effettivo perché c’è la liberazione condizionale dopo 26 anni di carcere, ammettendo che è discrezionale e non automatica. Gli ergastolani in libertà condizionale si contano sulle dita di una mano, pertanto quest’affermazione della consulta è mendace e basato sulle chiacchere.

Con l’art. 41 bis fu istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena. Regime condannato da tutte le associazioni internazionali: ONU, EU e dalla magistratura americana. Chi scrive ha sperimentato tale regime per circa cinque anni, in una delle Cajenne italiane: le isole di Pianosa e Asinara, veri e propri lager, dove la tortura era adoperata per istituire terrore. Quando in un paese democratico si adopera la tortura, perde la sua civiltà. I politici italiani chiamati dagli uffici dei diritti umani, delle varie agenzie internazionali, hanno sempre mentito, distorto la realtà,ridimensionando la tortura e dissimulandone la disumanizzazione. L’ostatività delle pene deriva dall’art. 4 bis O.P., che non riguarda solo l’ergastolo, ma tutte le pene che rientrano in questo articolo anticostituzionale, che viola palesemente l’art. 27 della Costituzione che recita: “Le pene devono tendere alla rieducazione”, invece, si è esclusi da ogni pena alternativa. Educare viene dalla radice ex ducere (tirare fuori) arrivare a rendere autonomi. Il carcere non rende autonomi, ma rende passivi alle dipendenze di regole ottuse e astruse, esclusivamente per renderti un automa da contenere e controllare. Una persona ridotta in queste condizioni, scarcerato diventerebbe un dissociato sociale , perché le regole del carcere non sono quelle della comunità. Nel meridione, “colonia del nord Italia”, tutto è improntato sulla repressione, una cartina fumogena per nascondere il sistema coloniale, niente progresso in tutti i campi, solo sfruttamento; mostrificazione degli indigeni affinché la ferocia dell’oppressione, torture e limitazioni della libertà civile siano legittimate agli occhi della popolazione. Queste non sono teorie o tesi campate in aria ma fatti. Diversamente dovrebbero spiegare perché gli ergastolani ostativi sono al 100% tutti meridionali; perché tutte le pene con il 4 bis comminate al 90% sono meridionali; perché i reclusi italiani al 90% sono tutti meridionali; perché i reclusi condannati con il famigerato art. 416 bis C.P. al 90% sono tutti meridionali; perché la responsabilità penale nel meridione è collettiva e non personale come stabilisce la Costituzione; perché con l’ausilio del 416 bis vengono permessi rastrellamenti di massa quando succede qualcosa in un luogo;

Potrei continuare con tanti perché sull’economia, politica, industria, commercio, banche, assicurazioni, magistratura ecc. Il meridione è una colonia e per tenerla a bada e sotto controllo si criminalizza ogni cosa, con una feroce repressione fuori e dentro alle carceri, con pene sproporzionate e regimi di tortura per terrorizzare gli indigeni, usando parole mielose per nascondere una crudele macelleria di stile medioevale. Da culla del diritto questo Paese si è trasformato nel suo cimitero, metabolizzando la banalità del male come fatto naturale.

Pasquale De Feo

Catanzaro dicembre 2012   30-12-2012

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Da molti giorni in India ci sono proteste di piazza per gli episodi di violenza sessuale sulle donne, negli ultimi episodi le donne sono morte e una ragazza di 17 anni si è suicidata dopo la violenza. Il problema è molto esteso  e preoccupante, per questo motivo è scesa in campo anche Sonia Gandhi. Fino ad oggi non è stato fatto niente, anche questo lassismo ha contribuito a moltiplicare. Spesso un’errata cultura abbinata al fanatismo religioso contribuiscono a queste nefandezze, perché relegano le donne subordinate agli uomini e questo fa nascere le barbarie che succedono. I maggiori responsabili sono i governi che se ne disinteressano ritenendo il problema di secondaria importanza. Disprezzo chi commette violenza contro le donne, i bambini e gli anziani, le ritengo delle bestie meschine e miserabili. Le donne popolano il mondo, crescono i figli, portano avanti la casa, conservano le culture locali, con la loro grazia rendono gentile e bello il mondo, per questo motivo l’ONU dovrebbe proteggerle e preservarle come i siti dell’UNESCO perché sono delle opere d’arte.   31-12-2012

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È iniziato un nuovo anno, ci siamo fatti i soliti auguri ma credo che questa volta in ognuno di noi c’è una forte speranza riposta nella corte Europea. La pena perpetua (l’ergastolo) viola l’art.3 della Costituzione Europea, la stessa corte l’ha espresso già alcune volte con l’intervento della Grande Camera l’esito dovrebbe essere positivo. L’Italia superò lo scoglio della pena perpetua con una delle solite sentenze machiavelliche della Corte Costituzionale: “ non c’è la pena perpetua perché dopo 26 anni di carcere si accede alla liberazione condizionale. Queste sentenze sono truffaldine perché la concessione non è automatica ma discrezionale, e si contano sulle dita di una mano i reclusi a cui viene concessa. La Corte Costituzionale è un parlamentino di giuristi messi lì dai partiti, pertanto non fanno meglio dei politici. Si arrogano il potere di difendere la Costituzione ma non è vero. Li teniamo lì per nove anni con lauti stipendi, auto con autisti e case di lusso gratis, invece di servire il popolo fanno i galoppini della politica.   1-01-2013

 

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È uscito il vecchio a fine pena Antonio è il suo nome e ha circa 70 anni, ha scontato una pena di 10 anni, è uscito oggi 2 gennaio dopo aver trascorso tutte le feste natalizie qui con noi. Tanti politici demagoghi si riempiono la bocca sulla certezza della pena, senza neanche sapere di cosa parlano. La politica italiana avesse il 10% della serietà della certezza della pena, i tedeschi e gli svizzeri verrebbero da noi a imparare la precisione e la serietà. Purtroppo i media disinformano , e la realtà rimane nascosta, mentre la menzogna impera in tutti i notiziari e le trasmissioni che si occupano di queste tematiche.  2-01-2013

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Leggo un articolo con l’intestazione “dove è finito il DAL-MOLIN?”

Il Dal Molin è quell’associazione che si era costituita quando la popolazione di Vicenza era scesa in piazza contro l’ampliamento sproporzionato della base americana della città. Fecero un referendum cittadino e lo vinsero, ma con tutto ciò i lavori andarono avanti, inoltre confermati da ogni governo di destra e sinistra, protetti ferocemente dalle varie polizie. L’Italia è una colonia, perché siamo sotto occupazione americana, pertanto fanno quello che vogliono. La guerra è finita da circa 70 anni ma da allora non si sono più mossi, dicono che siamo alleati, però non mi risulta che negli Stati Uniti ci siano basi militari italiane. Talmente sono vigliacchi i nostri politici che nessuno di loro ha mai detto una parola in merito.   3-01-2013

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E’ arrivata la notizia negativa del 41 bis per Davide Emmanuello, il Tribunale di Sorveglianza di Roma smentendo se stesso con una realtà falsificata da relazioni interpretate con acrobazie cervellotiche classiche di un sistema repressivo simile a quello manicomiale delle dittature naziste e staliniste, ha travolto ogni logica del diritto e ha dato ragione al ricorso fatto dalla DNA in cassazione, che a sua volta ha svolto il suo lavoro materiale timbrando la voce della “verità” dell’apparato della repressione. Ormai in questo Paese è ritornata la legge del “sospetto” della famigerata legge PICA, con la legge del duo Alfano – Berlusconi del 2009, e questi orrori continuano nel silenzio delle nuove segrete medievali. I media complici e carnefici nello stesso tempo, consacra eroi tutti questi aguzzini che condannano alle camere delle torture come un fatto del tutto normale. La tortura del 41 bis è stata resa più scientifica, per annichilire i soggetti psichiatricamente, e con Davide  stanno cercando di azzerarlo in questo, affinché finisca i suoi giorni in una struttura sanitaria psichiatrica. Noi saremo anche delinquenti ma questo Stato è criminale e si macchia quotidianamente di barbarie contro l’umanità.   4-01-2013

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Il parlamentare del PD Giuseppe Lumia, paladino della legalità, alfiere del partito dell’antimafia e il censore delle regole, quando si tratta della sua “pagnotta” non conta più niente, quello che va blaterando in giro riguarda gli altri non lui. Già nella passata legislatura non doveva essere candidato, avendo fatto già tre mandati secondo la regola del partito del PD, ma costrinse Walter Veltroni scatenando la sua corrente a ricandidarlo per forza. Anche questa volta l’aveva spuntata con Pier Luigi Bersani, ottenendo la deroga per il quinto mandato, ma a patto che partecipasse alle primarie, siccome sapeva che non ce l’avrebbe fatta a superarle, è salito sulla scialuppa di salvataggio del nuovo partito il “megafono” del presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta. Con ricatti e sotterfugi vari, in un modo o nell’altro verrà di nuovo eletto in Parlamento.  Questo savonarola può permettersi di razzolare male perché ha la protezione dell’onnipotente apparato repressivo che ormai condiziona la vita politica- economica- giudiziaria del Paese, vera eminenza grigia della società.   5-01-2913

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La rete tv Sky doveva girare una fiction sul libro di “Gomorra” di Roberto Saviano. Il presidente della Municipalità di Scampia appoggiato dal sindaco di Napoli, ha detto no, perché tutte le persone per il bene del luogo non devono essere paragonate al mito della Scampia che vive nell’illegalità. Ormai è partita la “mostrificazione” con la cristallizzazione in immagini stereotipate del quartiere Scampia, che abbandonato ad un destino crudele, rappresenta il luogo comune nel meridione legittimando latrocini sulle popolazioni meridionali. Le migliaia di abitanti e le centinaia di associazioni che sopperiscono al deserto istituzionale, non vengono mai citati dal savonarola Saviano, perché a lui interessa dare rilevanza solo ai fatti di cronaca che gli danno ricchezza e potere facendo la vittima. Sta spremendo tutto il “sangue“ possibile dal suo libro, è l’unico interesse che gli sta a cuore. Tutte le problematiche di Scampia non gli interessano minimamente, è una realtà che non è più la sua, pertanto si comporta come il Marchese del Grillo del film “io sono io e voi non siete un cazzo”. Hanno fatto bene a dire no, con la motivazione che bisogna andare oltre per costruire un nuovo futuro degno di un paese civile:” rimanendo sul posto, affondando le mani nel fango e impegnandosi di persona”. Cosa ha fatto di concreto Saviano? Niente. Solo chiacchiera a parte i lauti guadagni dei diritti intascati. Se voleva fare qualcosa per la sua terra, poteva devolvere i diritti televisivi venduti a SKY, al finanziamento di progetti portati avanti dalle tante associazioni di Scampia. Ha perso un’occasione per farsi apprezzare dalla gente di Napoli.   6-01-2013

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Con il tempo ho affinato l’occhio  a vedere in piccoli articoli grandi notizie che la censura dei media cerca di nascondere. 32 manifestanti torturati alla Diaz e a Bolzaneto al G8 di Genova del 2001, si sono rivolti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per ottenere giustizia, non avendola avuta in Italia. La corte ha avviato un esame preliminare inviando una serie di domande alle quali il governo italiano dovrà rispondere entro quattro mesi. Sarà un po’ difficile spiegare perché ancora non c’è il reato di tortura in Italia. Come anche giustificare che il funzionario (Pm antimafia) Alfano Sabella che comandava i GOM della polizia penitenziaria alla caserma di Bolzaneto è ritornato al ministero di giustizia dopo che era stato allontanato. Credo che in Europa non si rendano conto del grado di repressione istaurato nelle varie polizie e nei luoghi di fermo e detenzione, ciò è dovuto anche alla complicità diretta e indiretta dei parlamentari europei italiani. Alcune settimane fa ho sentito Mauro Palma alla radio legittimare il regime di tortura del 41 bis, fino a poco tempo fa era componente del comitato per la prevenzione della tortura in Europa. La giustizia, quella vera la si può ottenere solo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.   7-01-2013

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La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha emanato una sentenza di condanna totale sul sistema carcere in Italia. Credo che questa volta non ci possano essere furberie dei politici come hanno sempre fatto nel passato, perché hanno fissato un termine di un anno per sistemare l’infamia del degrado nelle carceri, nel frattempo hanno bloccato i circa 600 ricorsi dei reclusi, nell’attesa dell’intervento dello stato. La sentenza è pilota, pertanto gli altri ricorsi saranno giudicati con lo stesso metro. Riflettevo sulla civiltà della sentenza, immagino cosa scriverebbero sulla tortura del 41 bis. Non riusciranno gli apparati repressivi a tenere ancora nascosto per molto le segrete medievali del 41 bis. Gioirò il giorno che la corte europea emanerà la sentenza sulla cancellazione della barbarie del 41 bis.   8-01-2013

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La Lega parla bene e razzola male, al senato gestiva i fondi come se fossero privati, ma come al solito quando vengono scoperti scelgono un colpevole tra gli impiegati (l’agnello sacrificale). Nel 1990 appena nata la Lega, Bossi insieme a tutti i segretari dei partiti della prima Repubblica, prese 100 milioni di lire dalla madre di tutte le tangenti –ENIMONT- ; tranne il partito comunista, scelsero come colpevole il tesoriere della Lega dell’epoca Patelli. Un anno fa fecero lo stesso con il tesoriere Lusi. Questa volta hanno scelto un’impiegata dell’ufficio della Lega al Senato. Sono convinto che la Lega riesce a passare indenne sulle sue ruberie, perché è protetta dal sistema di potere che comanda l’Italia: “Chiesa, sindacati, banche,Confindustria e la politica stessa”. La Lega serve per far apparire il nord padrone e carnefice ma vittima della situazione, ma come sempre a spese del meridione. Cosa fanno i politici meridionali? Niente. Sono esseri miserabili che si fanno comprare con un piatto di lenticchie. Mi auguro che un giorno non lontano le popolazioni meridionali si sollevino contro questa servitù coloniale.   9-01-2013

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Sulla Gazzetta del Sud ho trovato un articolo “Il partito del sud correrà da solo alle prossime elezioni, dicono di non stare né con Berlusconi né con Bersani perché entrambi sono contro il meridione. Citano i danni fatti da Berlusconi con il leghista Luca Zaia al Ministero dell’Agricoltura, ha sponsorizzato solo i prodotti del Nord, lasciando al Ministero anche un debito di 71 milioni. Il forzista cocainomane Gianfranco Miccichè, da sottosegretario con delega al CIPE, sottrasse al sud i fondi FAS. Mario Monti uomo delle banche e “cardinale” del Vaticano, ha definito i meridionali poco intraprendenti e spreconi. Quando parla il pregiudizio la ragione non può prevalere. Qualcuno dovrebbe dirgli che nel Meridione non ci sono le infrastrutture, ma non credo gli interessi, anzi tutta la politica sostiene ad esempio Mauro Moretti il capo delle ferrovie, che sta portando nel terzo millennio le ferrovie del nord e quelle del sud nell’ottocento. Uno dei militanti del partito Francesco Gallo dichiara che tutti i problemi del sud derivano dall’Unità d’Italia. I piemontesi nel 1860 hanno depredato il sud dalle sue ricchezze con una ferocia inaudita: stupri, fucilazioni di massa e interi paesi dati alle fiamme. L’Italia è nata in un lago di sangue. Questo copione di ruberie si ripete ancora oggi. Termina “ma noi meridionali non abbiamo gli stessi diritti costituzionalmente garantiti di tutti gli altri italiani”. Purtroppo no sig. Gallo, perché noi siamo una colonia e i meridionali dei servi senza diritti, come lo erano gli africani nelle colonie. L’unica cosa da fare è tornare all’indipendenza del 1860, prima di essere conquistati e ridotti in schiavitù. Sono contento che simili verità siano state pubblicate da un quotidiano di larga diffusione.   10-01-2013

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Monti ha tagliato su tutti i servizi, ha ridotto la maggioranza dei cittadini a fare i salti mortali per arrivare a fine mese, con tutto ciò viene osannato come il salvatore della patria, ma dall’oscurità del tempio dello sperpero esce la notizia che Monti così prodigo nel ridurre la vivibilità economica della gente, prima di dimettersi ha fatto un “piccolo” acquisto, ha comprato quattro sommergibili dalla Germania per due miliardi. In questi tempi così critici, dopo l’acquisto degli aerei si poteva risparmiare quest’altro insulto alla povertà. Forse è stato un regalo alla cancelliera tedesca per averlo sostenuto, questi signori si fanno le amicizie con i soldi pubblici, tanto c’è la gente che paga e tira la cinghia. Tutta l’austerità a senso unico, l’ha fatto perché il PD e il PDL con UDC hanno votato tutti i suoi provvedimenti in Parlamento. A breve ci sono le elezioni, la gente avrà la possibilità, con il voto, di cambiare le cose, ma sono certo che si faranno condizionare dai vari poteri e voteranno le stesse persone, “come se scegliessero la corda per farsi impiccare dal boia”.   11-03-2013

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Dopo l’annuncio fatto durante il convegno sull’amnistia organizzato dai Radicali all’interno del carcere di Lecce, il direttore Antonio Fullone ha rilasciato un’intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Terrà tutte le celle aperte del carcere, imitando il modello Bollate di Milano, ritiene che bisogna rendere la pena più dignitosa, di responsabilizzare i reclusi e di evitare di infantilizzarli. Il processo di umanizzazione che con coraggio sta portando avanti mi auguro che sia da esempio a tutti i direttori delle carceri, principalmente quelle del meridione, che in certe località sono degli autentici lager.   12-01-2013

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Ho letto un ampio articolo su un congolese di 43 anni, in Italia esule da più di 20 anni John – Mpaliza, residente a Reggio Emilia. Per protestare contro il genocidio che si sta perpetrando nel Congo, nel silenzio complice di tutto il mondo, ha intrapreso una lunga marcia da Reggio Emilia fino a Bruxelles circa 1600 km a piedi. Il Congo teoricamente potrebbe essere una delle nazioni più ricche del mondo, perché ha tutte le materie prime, inoltre petrolio, gas, oro, diamanti e il cobalto il nuovo oro dell’era tecnologica. Questo minerale ha soppiantato il silicio nell’elettronica e il Congo contribuisce con l’80% di questo prodotto. Tra la guerra di liberazione contro il dittatore MOBUTU e quella fatta scoppiare dalle multinazionali per il dopo MOBUTU, esclusivamente per ragioni di sfruttamento del cobalto perché la tecnologia è impossibile fermarla, ci sono stati 6-7 milioni di morti, anche se credo che siano circa 10 milioni. Dopo 60 anni stiamo ancora onorando la memoria del genocidio degli ebrei che fu commesso nel silenzio omertoso del mondo, anche nelle nazioni che sapevano come gli Stati Uniti e l’Inghilterra. Dopo tanti decenni un altro genocidio di proporzioni più grandi si sta perpetrando nel silenzio assoluto del mondo intero. La complicità del mondo occidentale deriva dal saccheggio delle risorse del Congo. Un giorno si cospargeranno il capo di cenere e diranno che non sapevano, ma questa volta c’è internet che l’inchioda alle loro responsabilità.   13-01-2013

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Se non constatavo non avrei mai creduto che il Manifesto si prestasse a pubblicare su di un’intera pagina un articolo di puro razzismo del giornalista Riccardo De Sanctis , venerdì 21 dicembre 2012 a pagina 16. La sua ironia dimostra non solo la sua ignoranza storica ma un pregiudizio razzista radicato nel suo animo divenuto naturale. Lui è così, convinto delle sue tesi che giustificherebbe anche i nazisti e gli stalinisti, perché in qualunque modo si chiamano gli avversari sono sempre nemici e persone di serie B. Il suo articolo è talmente infarcito di razzismo e di strafalcioni che neanche un ragazzo appena diplomato farebbe. Un’associazione neobarbarica ha richiesto il teschio del brigante Giuseppe Villella al museo dell’orrore del criminale Cesare Lombroso nell’università di Torino. Il tribunale di Lamezia Terme gli ha dato ragione e ne chiede la sepoltura nel suo paese natale a MOTTA – SANTA – LUCIA in provincia di Catanzaro. In questa sentenza questo pseudo giornalista scriveva questo indecente articolo. Cerca di far passare Lombroso come un grande scienziato e quando non sa dove arrampicarsi,scrive: “le sue tesi da più voci sono ritenute a sfondo razzista…..”. L’antimeridionalismo che affligge il Paese dalla sua nascita, deriva dalle infami teorie di Lombroso, e furono queste teorie che coprirono scientificamente il genocidio nel meridione e culturalmente con la favola risorgimentale. I nazisti avevano in mente anche loro di fare un museo sugli ebrei dopo la guerra, con teschi, manufatti in pelle umana ecc., persero la guerra e l’orrore non è stato fatto. Le SS savoiarde piemontesi, vinsero crudelmente e lo fecero, tutt’ora aperto nell’università di Torino. Gli scritti di Lombroso sulla Calabria sono peggiori di quelli nazisti perché creano il razzismo antimeridionale, viceversa i nazisti non crearono l’antisemitismo, c’era già da secoli e lo usarono per commettere il genocidio. Senza nessuna ombra di dubbio, con certezza si può affermare che il padre del razzismo antimeridionale è Cesare Lombroso. I giornalisti come Riccardo De Sanctis li condannerei ad imparare la storia, quella vera e non la favola risorgimentale. Nel museo dell’orrore ci sono altri teschi di partigiani meridionali, tra cui quello di Carmine Donatello Cracco che morì dopo 35 anni di prigionia nel 1905, dopo 45 anni dall’epopea unitaria. Come disse Brenno dopo la conquista di Roma “guai ai vinti”.   14-01-2013

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Hanno scarcerato Liberato Maruccio l’ex capogruppo IDV alla regione Lazio, esponente e amico di Di Pietro capo del partito. Ha dichiarato alla stampa “se un allevamento di maiali avesse questi spazi, i NAS li chiuderebbero”. “Le condizioni carcerarie non sono delle migliori: 12 metri quadrati per tre persone. Viene calpestata la dignità umana. Vorrei chiedere a questo signore, ma quando faceva il bello e il cattivo tempo alla regione e appoggiava la tesi giustizialista del suo capo, amico e anche suo avvocato, non ha mai pensato alle carceri e alle condizioni dei reclusi? Eppure come avvocato qualcosa doveva sapere. L’unica nota positiva è che i politici e tutte le persone che fanno parte del sistema, come hanno a che fare con la giustizia ed entrano in carcere si rendono conto come sia sceso in basso il livello della civiltà del Paese.   15-01-2013

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Il consiglio comunale di Torino, ha approvato la restituzione delle spoglie del brigante Giuseppe Villella morto a 69 anni nel carcere di Vigevano, prigioniero dei Savoia. In aula si sono così ripartiti i voti: 36 favorevoli, 7 contrari e 13 astenuti; i razzisti non mancano mai, sicuramente quelli della Lega. D’altronde non potevano fare diversamente, perché c’era una sentenza del tribunale di Catanzaro. Mi auguro che questi piccoli atti siano l’inizio per tirare fuori dall’oscurità la storia tragica del Meridione nascosta in un lago di sangue.   16-01-2013

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Sul comportamento di certi Pm non c’è più da meravigliarsi, quando si tratta degli uomini dello Stato in divisa, in questo caso la polizia penitenziaria. La famiglia Cucchi ha dovuto ipotecare la casa per pagare le spese legali, aumentate a dismisura per colpa dei Pm, che invece di essere dalla parte delle persone offese come stabilisce la loro funzione, difende gli imputati che hanno ucciso Cucchi:” come se il Pm sul processo difendesse gli imputati”. Addirittura la Corte D’Assise sul volere dei Pm del processo, hanno impedito che i legali della famiglia Cucchi potessero fare il controesame ai periti della superperizia della Corte che incolpa i medici della morte del giovane Cucchi. Ha ragione il giudice Mori nella sua intervista (si trova nel blog), i periti si adeguano ai voleri dei Pm, in caso contrario non lavorano più, e i Pm del processo volevano scaricare la colpa sui medici, e i periti l’hanno fatto, a discapito dell’evidenza, le foto non mentono e si vedono gli ematomi del pestaggio. I Pm quando cianciano di indipendenza non vogliono altro che l’impunità e la libertà di fare quello che vogliono senza dar conto a nessuno.   17-01-2013

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Ho finito di leggere l’ultimo libro di Pino Aprile “Mai più terroni”, come nei precedenti libri ho appreso nuove cose convincendomi sempre di più che tutto ciò che viene usato per dare rilevanza mediatica con crociate di qualsiasi tipo, sono espedienti per continuare a tenere il Meridione in un sistema ilatico. Lo scrittore è convinto che internet possa superare il sistema di isolamento in cui il Nord padrone ci ha relegati e continua sistematicamente a tenerci fuori dalle vie di comunicazione. E’ palese che la rete supera ogni barriera annullando le latitudini ed è possibile lavorare, progettare, ordinare, fare ricerca ecc.., davanti ad un computer in qualsiasi angolo della terra. L’informatica unisce e nessuno è isolato, perché ha ridotto le distanze essendo tutte uguali. Ma, le merci devono viaggiare per essere consegnate, e siccome il Sud è stato privato non solo dei suoi beni ma anche escluso della dotazione di infrastrutture, il problema rimane. Condivido i suoi discorsi sulla liberazione del sud dall’ultrasecolare stato di subordinazione, prendendo ad esempio l’Irlanda. Ma non credo che chi trae vantaggio da questo sistema abbia interesse a cambiarlo; solo colui che ne è penalizzato può volerlo. Siccome tutti i giornali e le tv meridionali anche quelle di stato sono condizionate dal nord, il sud non può raccontarsi e lo fanno loro. Chi gestisce il potere non vuole modifiche nel monopolio della sua verità. Il meridione non può che essere mostrato sempre male, dando fiato all’esasperazione sulle notizie di cronaca. Tutto ciò si riflette in ogni campo, persino nelle scuole con la quasi esclusione dei poeti e scrittori meridionali del novecento dai testi scolastici. La cultura cambia l’uomo e l’ambiente, e le persone diventano quelle che le circostanze culturali gli consentono di essere. Non credo che la rete possa superare tutto, spezzando la spada del potere coloniale, anche se può contribuire a diffondere la storia, non quella dei padroni e dei vincitori, ma quella vera che ci ha ridotti a una colonia. I ritardi del sud sono necessari a questo sistema costruito con le armi e mantenuto con la discriminazione ilota. L’isolamento è funzionale a farlo diventare irraggiungibile, come facevano i romani quando volevano punire un territorio e tenerlo in stato di subordinazione, non lo attraversavano con le loro strade, quello che si continua a fare ancora oggi nel meridione. Mi auguro che lo scrittore Pino Aprile abbia ragione, che con la rete superiamo la servitù che ci viene imposta. Personalmente spero che in un tempo non molto lontano, come siamo stati nominati da tanti popoli negli ultimi 2000 anni, possa arrivare il giorno che potremmo dire che, per un secolo e mezzo fummo anche terroni.   18-01-2013

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Il 21 settembre 2012, Gloria con una sua replica dà un giudizio alla lettera che scrissi a Barbara D’Urso, lei condivide tutto il contenuto, tranne la questione della pena, che nel caso specifico si tratta dell’ergastolo. Vorrei cercare di dare una risposta a Gloria per farle capire che la sua rigida posizione è frutto della disinformazione che le ha condizionato il giudizio aperto alla comprensione delle cause che alimentano certe dinamiche nel paese. Non troverai mai nessun detenuto che ti dirà di non voler scontare la sua pena, ma di avere una pena adeguata e non in base all’umore schizofrenico  legislativo politico di piazza. Scontare la pena nel rispetto della propria dignità e nel pieno dei suoi diritti, purtroppo essendo le carceri i posti più illegali dello stato, le regole non vengono rispettate, principalmente da chi dirige ed è qualificato per funzioni istituzionali  ad insegnarle e farle rispettare. La pena ha una funzione sociale, pertanto non può essere disumana e senza fine, insegnare le regole a chi le ha trasgredite, come stabilisce l’art. 27 della Costituzione. Far ritornare nella comunità chi ha sbagliato migliore di quello che era. Quando ciò non succede l’apparato penitenziario non adempie al servizio per cui è adibito, in una società privata verrebbe licenziato. Nel nostro caso i cittadini vengono truffati perché pagano per avere un servizio e non l’ottengono. La rieducazione consiste nell’insegnare le regole, e dopo aver scontato, nel caso dell’ergastolo, almeno 20 anni, si può accedere a una pena alternativa; discrezionale non automatica. In Italia non esistono automatismi di nessun genere; quando lo affermano certi personaggi in tv o sulla carta stampata, mentono e disinformano i cittadini. Nel caso dell’ergastolo ostativo, lo si rieduca per farlo rimanere in cella, e ciò viola l’art. 27 della Costituzione. La Corte Costituzionale garante della Costituzione dovrebbe farla rispettare, ma essendo un parlamentino espressione dei politici, è un consorzio di sezioni dei partiti; pertanto si adeguano alle decisioni delle segreterie politiche, che a loro volta decidono secondo dove tira il vento. La Carta Costituzionale viola la Costituzione con sentenze  che smentiscono se stessa. Ti faccio qualche esempio: ha sentenziato che l’ergastolo è costituzionale perché non viola l’art.27 della Costituzione che stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione; e né viola l’art. 3 della Convenzione Europea che stabilisce la pena perpetua una tortura. Perché dopo 26 anni di carcere si può accedere alla liberazione condizionale, ammettendo che è discrezionale e non automatica e che sul territorio nazionale si contano sulle dita di una mano gli ergastolani a cui è stata concessa. Ma le machiavelliche sentenze della Corte Costituzionale non si fermano qui, perché con il crudele 4 bis si esclude l’ergastolo da qualsiasi pena alternativa, anche la liberazione condizionale, violando palesemente sia l’art. 27 della Costituzione e sia l’art. 3 della Convenzione Europea, con tutto ciò questi pigmei del diritto per circa una decina di volte hanno sentenziato che l’art. 4 bis è costituzionale; che d’altronde viola l’art. 3 della Costituzione che stabilisce che siamo tutti uguali davanti alla legge. Il culmine della nostra politica, viene raggiunto con la legge del 1994, che stabilisce l’adesione al protocollo del tribunale dell’ Aia, che giudica i crimini contro l’umanità ( per la maggior parte genocidi), ma la pena non deve superare i 30 anni. Chi stermina un popolo la condanna non deve superare i 30 anni. Viceversa una guerra tra bande da parte degli “iloti” della colonia del Meridione, possono essere condannati all’ergastolo. Questo dimostra non solo l’ipocrisia  della marmaglia politica e di chi ci governa, ma un razzismo crudele simile al nazismo. Il 95% degli ergastolani sono meridionali, figli di un Dio minore. Per legge è stata vietata la speranza  con l’art. 4 bis , creando due tipologie di cittadini detenuti: discriminazione razzista per legge, perché il 99% dei reclusi colpiti da questo articolo sono meridionali. D’altronde i sepolti vivi nei regimi di tortura del 41 bis hanno tutti l’art. 4 bis e sono al 100% meridionali. Non c’è bisogno di essere degli scienziati del diritto per comprendere che l’ergastolo è anticostituzionale e viola la Convenzione Europea, pertanto abolirlo sarebbe un atto di legalità. Noi ergastolani chiediamo di avere un fine pena, come ce l’hanno tutti i detenuti. L’ergastolo è disumano peggiore della morte, perché non ha bisogno di un coraggio momentaneo ma di tutta una vita; anche i rivoluzionari francesi lo eliminarono dal codice perché lo ritennero crudele. Una nazione che scende sullo stesso piano di chi commette il reato, dimostra di essere incivile e debole. Non credo che qualcuno possa dubitare sulla civiltà e risolutezza della Norvegia, e l’ha dimostrato nella tragedia che l’ha colpita. Nella bibbia c’è scritto “occhio per occhio e dente per dente”, se fosse applicato tutto il mondo rimarrebbe cieco e senza denti. Con l’ergastolo è la stessa cosa. In qualunque campo si farebbe l’equazione con l’ergastolo, diventerebbero migliaia: dottori, poliziotti, militari, autisti, politici, petrolieri ecc.. Io come tanti ragazzi meridionali seppelliti vivi da decenni, se fossimo nati a Parma, credi che ci troveremmo in carcere con l’ergastolo? O invischiati in uno dei tanti rastrellamenti con arresti di massa tipico della colonia del sud? Questa riflessione farebbe bene a tanti bigotti perbenisti che danno fiato alla loro ignoranza. Una pena adeguata è 20 anni; un tempo sufficiente per pagare il reato commesso e riflettere su ciò che si è verificato; una generazione può più che bastare ce lo insegnano i norvegesi: “ la nazione più civile del mondo”. A Renato Vallanzasca ridarei la libertà subito, non in modo parziale ma completa, perché ha pagato anche troppo, anche ciò che non ha fatto, e nel modo in cui ha scontato questi lunghi anni è diventato vittima. Devi tenere presente che parliamo degli anni 60-70, due generazioni fa, un’enormità. Per sua sfortuna è stato mortificato mediaticamente e ciò ha condizionato la sua esistenza. Ci sono persone che hanno 3-400 omicidi, sono diventati collaboratori di giustizia e dopo un anno di carcere sono stati scarcerati e si stanno godendo i loro ingenti patrimoni. Viceversa ragazzini di 18 anni che li hanno seguiti, per un solo omicidio sono all’ergastolo da 20-30 anni, e siccome sono tutti meridionali hanno l’ergastolo ostativo.. La realtà non è quella che senti nelle tv, interviste dei politici e funzionari, quella è artificiosa ed è funzionale al potere che comanda. In materia di giustizia  siamo il Paese più condannato in Europa; con le pene più alte in assoluto. In nessun paese del mondo hanno diminuito i reati con le pene più alte e anche con la pena di morte. La nostra politica mistifica queste tematiche per usarle in termini elettorali. Mi auguro di essere riuscito a farti riflettere, ragionare e farti un tuo punto di vista. Se non ci sono riuscito non posso che augurarti “buona vendetta”.   19-01-2013

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Il 13 novembre 2012, Antonella Esposito di Napoli replica alla lettera che scrissi al prof. Andrea Pugiotto docente dell’università di Ferrara. Ciao Antonella, ho letto il tuo scritto, per prima cosa ti ringrazio per il tuo lungo scritto e la tua attenzione alle nostre tematiche, mi auguro che continuerai a seguirci. Invidio le tue certezze, perché la vita sarebbe senza preoccupazioni per tutte le sue problematiche. Cercherò di non urtare il tuo senso religioso, nelle mie parole ci sono mie convinzioni che possono essere anche sbagliate, ma non posso condividere le tue certezze. Dissento sul diritto che Dio ha di condannare a morte come fosse un dittatore che si eroga il potere di vita e di morte; come la chiami tu “pulizia”. La Bibbia la ritengo un grande libro, la storia dell’epopea del popolo ebraico, che con una grande opera di marketing ne ha fatto una religione divinizzando ogni cosa. Come in tutte le storie dei popoli ci sono cose buone e cose cattive, nella Bibbia ci troverai tutto e il contrario di tutto, questo è un bene perché ognuno ci troverà ciò che desidera. Fin dalla notte dei tempi è stata strumentalizzata per fini di potere politico, contribuendo alla maggioranza delle guerre e dei genocidi: “ Dio lo vuole”, anche se Lui non c’entrava niente. Le religioni hanno sempre avuto un  ruolo di supporto a tutti i poteri, ribellandosi solo quando venivano toccati i loro privilegi. Hanno sempre contribuito ad addomesticare il popolo con la promessa che le sofferenze di questo mondo sarebbero state compensate con il paradiso nell’altro, mentre i potenti il paradiso se lo guadagnano in questo mondo. Se ognuno è ad immagine e somiglianza di Dio, non comprendo tutte le discriminazioni, condanne e odi religiosi, sarebbe come giudicare e condannare Dio stesso uccidendolo. Sono contro ogni pena di morte e le pene disumane come l’ergastolo, da chiunque venga la condanna. Anche la politica nostrana non è diversa da altri poteri, ed è aiutata nel rendere gregge il popolo da tutte le religioni, principalmente da quella di Stato. L’abitudine abbinata alla rassegnazione “divina” contribuisce allo status quo, diversamente le persone non voterebbero sempre questi partiti, che sono parte integrante di un sistema criminale. Credo che sarebbe tempo di ripensare alla religione, innanzitutto eliminando l’intermediazione e ognuno prega e vede il Dio che desidera. Vedere Dio in ogni persona contribuirebbe alla pace, all’amore e al benessere per tutti. Non dico di amare tutto il prossimo, umanamente non è possibile ma rispettarlo è alla portata di tutti. Nessuno nasce cattivo, malvagio o delinquente, nessuno può esserlo per sempre, sono i fattori della vita che inducono a commettere azioni buone o cattive, ma sono gli episodi e non le persone ad essere discutibili. Comunque sono contento per te che lo studio della Bibbia ti abbia portato serenità e tranquillità, ti auguro che il tuo percorso sia sempre pieno di luce ma principalmente di tanto amore. Ti auguro tutto ciò che desideri e che la vita ti sorrida sempre. Se ti fa piacere puoi rispondermi nel blog con una lettera. Ciao un abbraccio, Pasquale.   20-01-2013

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Sono venuti due politici, uno del Pd e un radicale, di nome li conoscevo, mi ha fatto piacere incontrarli. Gli ho spiegato che nell’insieme non stiamo male, e che l’unico problema che non riusciamo a risolvere è quello del computer. Il commissario ha detto al senatore del Pd che il problema che impediva la concessione del computer è stato risolto pertanto presto avremo i computer. Speriamo che sia la volta buona e non un’altra bufala, essendo un tormento che dura da tre anni. Sono contento della visita anche per un altro motivo, abbiamo saputo che lo scritto di Davide “L’Odissea persecutoria” sta girando su tutti i blog e siti della rete, ciò può contribuire a frenare la ferocia dell’apparato repressivo nell’applicargli il regime di 41 bis. Quando le loro malefatte vengono messe in piazza si moderano nel loro delirio di onnipotenza. I politici dovrebbero venire più spesso, così le direzioni che vogliono solo reprimere ci penserebbero prima di fare un abuso. Ringrazio i due politici per la loro visita.

21-01-2013

 

In diritto- la rubrica giuridica del Blog

Nella precedente “puntata” di In diritto – la rubrica giuridica del Blog – Claudio Conte, detenuto a Catanzaro, ha cominciato ad affrontare la decisiva questione dell’affettività in carcere. Col pezzo di oggi, Claudio continua la sua riflessione.

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Famiglia, colloqui e affettività in carcere – prima parte

di Claudio Conte

Nell’articolo precedente abbiamo trattato del “diritto a costituirsi e mantenere una famiglia in stato di detenzione”. In questo approfondiremo l’aspetto dei colloqui e soggetti legittimati ad effettuarli. Chi può entrare in carcere…

Il regime dei colloqui e dei rapporti con l’esterno è disciplinato dagli artt. 18, 28, 45, 78 OP; 37, 88, 94 e 95 DPR 230/2000 e circolare DAP 8 luglio  1998, n. 3478. Tutte norme volte ad agevolare i contatti con i familiari comunità esterna in funzione risocializzante. Dunque tese a favorire i contatti con l’esterno…

Eppure non è così… vita la prevista durata di 1 ora dei soli 6 colloqui al mese (ridotti a 4 per i reati associativi), anche se derogabili per particolari circostanze o prole infra12enne. E in particolare i limiti posti ai soggetti legittimati ad effettuarli.

Nella maggior parte dei Paesi europei, ma non solo, non vi sono limiti di durata, numero (salvo le giornate previste a tale scopo) e legittimazione, dato che può accedere a colloquio chiunque sia fornito di un documento identificativo valido.

In Italia, siamo nella situazione per la quale i soggetti legittimati ai colloqui sono i familiari affini (fino al 4° o 3° grado d parentela a seconda  che si tratti di detenuti in Media Sicurezza  o AS).

La circa. DAP 8 luglio 1998 prevede l’ammissione a colloquio anche di conviventi , inclusi quelli con rapporti diversi da more uxorio (di coppia), purché abbiano coabitato prima dell’arresto.

Agli estranei i colloqui sono concessi solo per “ragionevoli motivi” e, nella prassi, a totale discrezione dell’Amministrazione penitenziaria. Di fatto limitati al massimo.

I problemi sorgono per quei rapporti nati successivamente all’arresto o per quelle affinità (affini veri e propri sono  i “parenti acquisiti” col matrimonio) “acquisiste con la convivenza more uxorio. Es, il convivente della sorella del detenuto o la convivente del fratello della moglie del detenuto. in questi casi “l’altra metà” non ha riconoscimento giuridico e dunque rimane esclusa… dall’accesso ai colloqui.

Il problema affonda le radici nel manco riconoscimento giuridico delle “coppie di fatto”, una particolarità, anche questa.. tutta italiana. Uno strumento per superare l’empasse è quello di fondare (per gli esclusi) la richiesta di colloquio su “ragionevoli motivi” sociali  o giuridici che lo giustifichi, es: la nomina “tutore legale. Anche se utilizzabile per il numero limitato di soggetti nominabili, il che escluderebbe tutti quelli “affini” acquisiti con il rapporto di convivenza… e con i quali magari si è instaurato, anche a distanza, un rapporto affettivo più vero di quelli intrattenuti con alcuni familiari.

Discriminazioni che contraddicono lo spirito della Lege, che tende ad agevolare i contatti con l’esterno, specie per coloro che per effetto di lunghe detenzioni hanno perso ogni contatto con la famiglia d’origine.

A sanare tale disarmonia è chiamato in causa l’intervento del Legislatore, anche se nel frattempo è auspicabile quello giurisdizionale, da sempre più rapido e capace di offrire soluzioni a problematiche sociali spesso volutamente ignorate da chi dovrebbe salvaguardare l’interesse generale e la civiltà di una società

Catanzaro-carcere 14 marzo 2012

I velieri di Rocco Moretti

Toc toc

Ecco che entra nel Territorio del Blog un nuvo amico.

Rocco Moretti, dal carcere di Catanzaro. Un carcere che ospità già amici del Blog come Claudio Conte, Pasquale De Feo, Francesco Annunziata, Fabio Valenti, Giovanni Farina e a altri.

Oggi si aggiune anche Rocco. Claudio ci dice che è un giocherellone. E che ama farsi chiamara “il pecorario”… ora anche “il barcaiolo”.

Probabilemnte perchè fa barache, anzi velieri. Costruisce velieri come il nostro amico Domenico D’Andrea (vai al llink…). Per costruirli usa fondamentalmente solo stecchini. Non li costruisce per venderli. Li realizza  per diletto, e al fine di regalarli ad amici e familiari.

E’ disposto a dare indicazioni e consigli a chi volesse imparare a creare velieri del genere.

Rocco è in carcere dal 1990, più di veni anni. Ma non ha l’ergastolo, e gli rimane poco da scontare.

Benvenuto nel Blog Rocco..

Vi lascio ai suoi velieri.

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Gino Rannesi risponde ai vostri commenti

Ecco un altro graditissimo scritto dove Gino Rannesi, ergastolano di Spoleto, racconta una sua domenica mattina passata a leggere i giornali e a rispondere ai vostri commenti:

Oggi è Domenica, dopo la messa mi sono rintanato in cella. Stamattina non ho potuto effettuare la consueta telefonata. A casa non c’è nessuno, sono tutti al mare. Poco male, la farò domani.

Ho preso a scrivere. Ho risposto a una mia nipote, Santina è il suo nome. Figlia di un mio fratello, questa è la Donna più bella che io abbia mai visto in tutta la mia vita. Madre di due bambini è e rimane la Donna più bella del mondo. Qualche tempo fa durante un colloquio qualche “bravo” ragazzo, con fare discreto, l’aveva “puntata”. Nessuno dei miei si accorse di nulla. Alla fine del colloquio fui io a puntare quei “bravi” ragazzi:

-Cosi fitusi, che avete da guardare? Credete che non me ne sia accorto?…

Non potevo non capirli, infatti, vero era che questi avevano guardato mia nipote, ma lo avevano fatto con molta discrezione, perciò non mi arrabbiai. D’altronde, come ho già detto prima, mia nipote è proprio bellissima

-Strunzi! E’ mia nipote,  è sposata ed è madre di due figli.

Quei ragazzi arrossirono, uno in particolare: No, no signor Gino non mi permetterei mai…

 

Bene, adesso per rilassarmi un po’ leggo qualche giornale, vediamo un po’:

(IL MANIFESTO) del 28 agosto 2011. Carceri – Giuseppe Cascini, segretario dell’ Anm: “Il sistema imposto dal legislatore è illegale”

Dalla fine degli anni 90 il legislatore ha compiuto una scelta demagogica  sulle politiche  securitarie,  cominciando una rincorsa emergenziale che prevede il carcere come unica risposta di contrasto ai fenomeni di devianza.

Il carcere si alimenta sempre degli stessi soggetti. Su 70 mila detenuti poche migliaia sono per reati legati alla criminalità organizzata, qualche decina per terrorismo… Praticamente non abbiamo invece detenuti per corruzione, per bancarotta o per evasione fiscale. Da 10 anni il legislatore ripropone- con la propaganda ma anche con le leggi – il carcere come unica risposta possibile.

Il paradosso è che alcune di queste leggi hanno allargato la forbice, come la Cirelli che da un lato accorcia i termini di prescrizione–e quindi è un regalo a tutti coloro che per la prima volta incappano nella legge, come ad esempio gli autori di corruzione, evasione fiscale, truffe comunitarie, ecc. – dall’altro invece dà un fortissimo giro di vite nei confronti di soggetti recidivi.

 

Allora, mi verrebbe da dire: Non ho parole.  Invece no, le ho, eccome. Quanto dichiarato dal Dott. Giuseppe Cascini, l’ho detto e ripetuto decine e decine di volte anch’io.  L’attenta disanima fatta dall’illustre Dott. Cascini, seppur apprezzabile, difetta di motivazione, ossia non dice nè il perché, nè tanto meno per chi sono state partorite delle leggi così aberranti. Lui non l’ha detto. Probabilmente non l’ha fatto per non offendere l’intelligenza dei lettori.

Ragion per cui non lo farò neanche io. (Per salvare pochi uomini dalla galera, hanno macellato decine e decine di migliaia di esseri umani, persone che forse potevano essere recuperate.)

 

Nella rivista Ristretti Orizzonti anno 12, numero 3 maggio- giugno 2010 pag. 34 leggo che Paolo Canavelli, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza  di Perugia,  rilascia questa dichiarazione:

 

(…) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice penale, non so se i tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull’ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l’ergastolo, è vero che ha all’interno dell’ Ordinamento dei correttivi possibili, con le misure come la liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l’ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere.

Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di autori di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita (Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).

Che dire?

Nulla, chi sono gli ergastolani ostativi lo sapete già.

L’ho spiegato così tante volte che ormai sono arcistufo.

“E adesso ammazzateci tutti”.

Spoleto. Settembre 2011

Gino Rannesi.

 

GIUSEPPE- Ah, Peppino, lo so bene che in questi giorni a Catania fa un caldo infernale.

Però tu ogni tanto fatti un bagno al mare.

Oppure fai come me, quando fa caldo “non ci pesare.”

Ciao Peppino, buon lavoro. Un abbraccio. Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI- Cara Alessandra, poco fa ho ricevuto alcuni commenti lasciati sul sito.

Vi è anche il tuo. I tuoi scritti sono sempre super graditissimi, inoltre da questi imparo molte cose. Quest’ultimo l’hai scritto il 30 agosto.

Come di consueto in quello che scrivi c’è sempre qualcosa che mi scuote. Le riflessioni fatte da quel soldato sono condivisibili. Spero tu riesca a trovare il testo scritto, mandamelo. Sempre che la tua stampante non continui a fare capricci. Scrivi: Ci sono più mostri  fuori dalle mura che dentro, sento discorsi che fanno inorridire. Lo so, lo so bene. Come sai già mi sono attivato per saperne di più, a taluni ho anche risposto. Ne saprai di più da qui a qualche giorno. Chi ha subito la perdita di una persona cara, per quanto mi riguarda, ha il diritto, tra le altre cose, anche di chiedere vendetta.

Ma quando a chiederla sono per lo più gentaglia che sprizza odio da tutti i pori perché fallita, frustrata e viziata, beh, allora mi arrabbio. Per non parlare poi dei super “duri”, ossia, quelli che tu hai definito veri criminali e che nulla hanno a che spartire con le persone per bene che hanno subito un danno.

Non me la sento di giudicare coloro che a torto o a ragione cercano vendetta per il danno subìto,  rischierei di giudicare me stesso. Tuttavia, credo di poter affermare che la ricerca della vendetta a tutti i costi, anche laddove questa dovesse essere portata a compimento, ti lascerebbe comunque un vuoto ancora maggiore, ancora più incolmabile.

A volte mi chiedo: Gino, dopo 21 anni trascorsi in carcere, saresti capace di resistere alla tentazione di farti giustizia da te nel caso in cui qualche bastardo in tua presenza si azzardasse a toccare un bambino, una donna, una persona indifesa?

Non lo so, non ne sono sicuro. Lo giuro, non lo so. Quando sento di bambini che sarebbero stati anche solo maltrattati, mi scoppia il cuore. Quando sento di “uomini” che si approfittano di bambine smarrite, e poco importa se queste siano poco più che maggiorenni, impazzisco, vado in escandescenza.

Forcaioli, per favore, non associate gli ergastolani ostativi ai pedofili, ai magnaccia, ai violentatori di donne e di bambini. Vi prego, non fatelo…

Alessandra, nel salutarti non posso non sottolineare quanto hai scritto alla fine di questo tuo scritto: grazie anche per esistere. È bello sentirselo dire. Ciao T.V.T.B. un fortissimo abbraccio.

Gino.

 

CATANIA (LUCIANO)- Salve Luciano, lei è esasperato per il caldo torrido?

Io lo sono per le zanzare.

Scrive che: Nei giorni di vacanza, ormai trascorsi, spesso pensavo a lei, a come regalarle qualche sorriso o qualche momento piacevole. Qualche momento di sorriso è riuscito a regalarmelo con quanto ho elencato sopra.

Luciano, lei ha pensato a me durante le vacanze?

Se avessi una moglie, da questa pretenderei meno attenzione di quelle che lei mi riserva, grazie. Sappia che le sono grato.

Mi informa del fatto che in questi giorni ha parlato molto di ergastolo ostativo, ma che ha ricevuto poca attenzione. Capisco bene, ma mi rincuora il fatto che lei dica: Ma non mi arrendo facilmente. Anzi, non mi arrendo. E su questo non posso che concordare. Mai arrendersi.

Scrive: Ormai mi sono affezionato a lei, i suoi scritti sono carichi di umanità. Non potevo non affezionarmi.

Luciano, i suoi scritti da subito mi hanno molto colpito, perciò mi sono affezionato a lei.

Il libro che lei intende regalarmi sarà graditissimo. Scrive che: Un politico incorruttibile. Uno dei tanti uomini per cui mi ritengo personalmente fiero di essere Siciliano. Per la miseria un politico incorruttibile? Questa per me sarebbe una bellissima notizia. Se poi il politico in questione è anche Siciliano, beh, è il massimo. (“merce” rarissima questa) Lo leggerò con tanto piacere. Lo spedisca a questo indirizzo: Rannesi Girolamo, Via Maiano n°10- 06049 Spoleto (Perugia). O, se preferisce, all’amica Nadia.

 

Nell’elogiare la nostra Sicilia ha toccato la parte più profonda del mio cuore. A volte dico a me stesso che se mai uscirò dal carcere non tornerò mai più in Sicilia, non tornerò mai più a Catania, se mai uscirò.

Orbene, se mai uscissi, soffrirei maledettamente il fatto di non tornare mai più a Catania.

Ogni cosa a suo tempo, intanto pensiamo ad uscire.

I politici a cui lei fa riferimento, in questi giorni hanno dato ragione a chi definisce il nostro paese un paese di merda. Altro che solidarietà e accoglienza. Incredibile ma vero, sputano nel piatto in cui mangiano…

Scrive che: La prima volta che le scrissi, pensavo fosse anche l’ultima.

Dopo la prima risposta che ebbi a darle, pensavo che quella sarebbe stata l’ultima.

La saluto con una stretta di mano vigorosa e due baci sulle guance, uno per parte. Ciao Luciano. A presto. Gino.

 

FRANCY- Dove sei, cosa fai, forse le mie ultime risposte non sono state di tuo gradimento?

Ok, ok, la tua salsa verde mi piace, mi piace il tuo impacco per capelli, mi piace anche tutto quello che avrei voluto sapere e che non mi dirai mai. Mi piace. Un abbraccio. Gino. 

 

FRANCESCA D’AMICO- Forse non ti è piaciuto il modo  con cui ti ho salutato nell’ultimo scritto?

Dasvidania? (non so neanche che cosa vuol dire, ho pensato fosse un saluto)

Perdonami. Non volevo offenderti. O forse ci sei rimasta male per il fatto che più volte ho affermato che: Francesca, che bel nome. Confermo, Francesca è un bellissimo nome ed io ne sono innamorato. Nome questo che evoca in me i ricordi più belli della mia vita. Ciao Francesca. Gino.

 

CIRO CAMPAJOLA- Caro Ciro, si dice che la curiosità uccide il gatto.

Io non sono un gatto e tuttavia sono curioso, curioso di sapere perché.

Avevo scritto che: Ti conosco, qualcuno mi ha parlato di te… Orbene, quel qualcuno è Carmelo, lo stesso a cui hai spedito il tuo libro. Ciao. Gino.

L’URLO di MARIO TRUDU, in carcere dal 1979

La lettera che inseriamo oggi è di Mario Trudu, un pastore sardo condannato all’ergastolo e in carcere dal 1979. Quella di Mario Trudu è una delle storie più emblematiche, più drammatiche, una di quelle storie che un paio d’anni fa ci hanno dato la spinta per creare questo Blog e per dare voce a questi sepolti vivi. Se abbiamo chiamato “Urla dal Silenzio” questo blog, lo abbiamo fatto anche pensando alla storia di Mario che, esclusi i 10 mesi di latitanza tra ’86 e l’87, vive in carcere da 32 anni. Senza nessuna prospettiva di non morire lì dentro. Mario Trudu è un uomo rassegnato, ma non abbastanza, forse è la rabbia a tenerlo ancora vivo. Eppure anche lui ha chiesto la morte al posto dell’ergastolo  ostativo e ha chiesto di essere fucilato in piazza a Spoleto (città dove sta attualmente scontando l’ergastolo) per dare soddisfazione a tutti coloro che i delinquenti li vogliono vedere morti, anche dopo 32 anni di carcere… Invece il Tribunale gli ha risposto che la pena di morte non è prevista dall’Ordinamento Penitenziario, nè dalla Costituzione. Bel Paese il nostro,  ci battiamo per abolire la pena di morte negli altri Stati ma nelle nostre prigioni ci si suicida e si muore come mosche e se sei ergastolano e non scegli di usare la giustizia per tirarti fuori, morirai di sicuro  in carcere. Ma  lo Stato non vuole la parte del boia: o lo fai da solo o muori ogni giorno in attesa della fine dei tuoi giorni.

Vi lascio a questa drammatica testimonianza di Mario Trudu:     

 

A scrivere è Mario Trudu. Nato l’undici marzo del 1950 ad Arzana. Mi trovo in carcere dal maggio del 1979 con una condanna all’ergastolo. Scrivendo questo testo non lo faccio pensando di poter ottenere qualcosa, ma per informare, perché qualcuno in più venga a conoscenza della situazione in cui si trovano le persone che sono recluse, come me,  con una condanna all’ergastolo ostativo. Siamo coloro che ogni giorno affrontiamo la nostra tragedia, la nostra vita senza speranza, eppure, lottiamo e combattiamo per una vita migliore. Mi preme dire a coloro che si trovano nella mia medesima situazione, e verso coloro che eventualmente vi si troveranno in futuro, che bisogna fare qualcosa.
Troppo spesso si sente parlare di certezza della pena, ma occorrerebbe parlare di certezza della morte, perché in Italia chi è condannato alla pena dell’ergastolo ostativo può essere certo che la propria morte avverrà in carcere. Spesso si sente nei salotti televisivi qualche politico che batte i pugni sul tavolo inneggiando alla certezza della pena. A questi vorrei gridargli in faccia che la mia pena è talmente certa da giungere fino alla morte. Solo certe menti malate e distorte possono riuscire a superare l’insuperabile. Non si può introdurre come è stato fatto nel 1992 la norma dell’art. 4 bis O.P. (che nega i benefici penitenziari se non metti un altro in cella al posto tuo) e renderla retroattiva, applicarla cioè a reati commessi diversi lustri prima. Lo stesso vale per l’art. 58 ter O.P.(persone che collaborano con la giustizia),  uno scempio per uno stato che si definisce di diritto. Da quando nell’Ordinamento Penitenziario è stato introdotto questo articolo, se vuoi ottenere i benefici penitenziari, sei obbligato a “pentirti”, lasciando in questo modo che si dimentichi che rieducarsi (se errori ci sono stati in passato) non significa accusare altri, ma cambiare dentro di sé. Il pentimento che pretendono loro è l’umiliazione. Per loro collaborazione significa perdita di dignità, fuoriuscire dalla sfera umana. Come può collaborare chi ha è stato vittima di processi compiuti con la roncola nei cosiddetti periodi di “emergenza” in cui contava solo la parola dell’accusa e dove i testimoni della difesa venivano sistematicamente arrestati e processati anche loro? L’Italia, dagli anni ottanta ad oggi, pare essere un paese in emergenza perenne.
Si può negare ad un condannato all’ergastolo,  dopo che ha scontato già trent’anni di carcerazione, la possibilità di ottenere un permesso? Il due settembre del 2009 il Tribunale di Sorveglianza d Perugia, a una mia richiesta di tramutare la mia condanna all’ergastolo in pena di morte (da consumarsi con fucilazione in piazza Duomo a Spoleto) ha risposto così: “Poiché la pena di morte non è prevista dall’Ordinamento né ammessa dalla costituzione, si dichiara inammissibile l’istanza in oggetto”. All’ergastolano, viene dunque proibito anche di scegliere di morire perché si vuole che affronti la vendetta dello Stato fino all’ultimo dei suoi giorni.
Io ho sempre creduto che gli unici che avrebbero potuto pretendere vendetta nei miei confronti fossero la famiglia Gazzotti, l’uomo che ho sequestrato e che a causa di quella mia azione quel povero uomo morì. Solo loro credo che possano fare e dire tutto ciò che vogliono nei miei confronti, ne hanno tutti i diritti. Sicuramente trent’anni di carcere formano un altro uomo, perché oltre ai valori ed abitudini che già possiedi, ne assorbi altri e rielaborandoli ne ricavi una ricchezza. La pena dell’ergastolo per chi la vive come me, è crudele e più disumana della pena di morte, perchè quest’ultima dura un istante ed ha bisogno di un attimo di coraggio, mentre la pena dell’ergastolo ha bisogno di coraggio per tutta la durata dell’esistenza di un individuo, un’esistenza disumana che rende l’uomo “schiavo a vita”.
Occorre prendere coscienza che l’ergastolano ha una vita uguale al nulla e anche volendo spingere la fantasia verso previsioni future,  resta tutto più cupo del nulla. Si parla spesso del problema delle carceri, ma non cambia mai nulla (o forse qualcosa cambia in peggio e il problema del sovraffollamento delle carceri lo dimostra). I suicidi nelle carceri sono proporzionalmente in numero maggiore di diciassette volte rispetto a quelli che avvengono nel “mondo esterno”. I “signori” politici dovrebbero pensare veramente per un attimo al disgraziato detenuto che non può morire in carcere per vecchiaia. Parlo dei politici perché la responsabilità è loro, perché se la legge del 4 bis non viene cambiata siano consapevoli che noi ergastolani ostativi dal carcere non potremo uscire mai: che diano risposta a questa domanda questi “signori”!.
Sto sognando, lo so! Purtroppo un ergastolano può solo sognare.
Fino ad oggi la mia trentennale carcerazione è stata interrotta da soli dieci mesi di latitanza ( periodo che va da giugno del 1986 ad aprile del 1987). Venti anni fa entrai nei termini per poter usufruire dei benefici penitenziari e da allora ho iniziato a presentare diverse richieste per poterli ottenere, ma sono state respinte sistematicamente tutte fino a quando nel2004 mivenne concesso un permesso con l’art- 30 O.p. (otto ore libero, senza scorta) per partecipare alla presentazione di un CD-ROM sulle fontane di Spoleto,  realizzato in carcere da noi alunni del quarto anno dellIistituto d’arte. Trascorsi quelle ore di permesso a Spoleto insieme ai miei familiari venuti appositamente dalla Sardegna,  ed in compagnia di alcuni professori. Nel novembre del2005 mifu concesso un altro permesso, questa volta di sette ore, per la presentazione di una rivista sui vecchi palazzi di Spoleto,  che avevamo prodotto in carcere. Trascorsi quelle ore a Perugia sempre con i miei familiari. A questo punto mi ero convinto che il fattore di pericolosità sociale attribuitomi fosse oramai decaduto e di conseguenza mi illusi che, di tanto in tanto, mi sarebbe stato concesso qualche permesso utile a curare gli affetti familiari. Purtroppo non fu così, perché dopo quell’ultimo permesso tutte le mie richieste furono respinte. Inizia a questo punto a chiedere con insistenza un trasferimento in un carcere della mia regione di appartenenza, affinché i miei familiari potessero avere meno disagi ad ogni nostro incontro, ma nulla da fare: la prima richiesta fu rifiutata e le successive non ebbero mai risposta. Ho presentato a più riprese richieste di permesso necessità per poter andare a far visita a mia sorella Raffaella che non vedo dal 2004 e che non si trova in condizioni per poter affrontare lunghi viaggi, ma anche queste vengono negate motivando che lei non si trova in pericolo di vita. Sono contento che mia sorella non sia in pericolo di vita. Sono state tante le mie richieste per un avvicinamento a colloquio al carcere di Nuoro, dove mi sarebbe stato possibile incontrare mia sorella, l’ultima l’ho presentata il due maggio 2011. Ma non mi hanno ancora risposto.
 
Mario Trudu
 

LETTERA COLLETIVA DEI DETENUTI DI CATANZARO

Questa lettera dei detenuti della Sezione Alta Sicurezza 1 della Casa di Reclusione di Catanzaro è rivolta al direttore della trasmissione satirica  Striscia la notizia… ma la pubblichiamo naturalmente anche noi, perchè è necessario che certe situazioni vengano risolte. E’ un dovere morale.

In pratica, detta in soldoni… se nel carcere di Catanzaro ti fanno male i denti sei in guai seri. Dato che visto che la sedia del gabinetto dentistico è cronicamente rotta.. non si possono fare “lavori” di recupero e di cura. Quindi.. si procede direttamente con l’estrazione.

Mi sono stropicciato gli occhi la prima volta che ho visto questa cosa. Se ci pensate lascia davvero perplessi. I denti sono una cosa importantissima per la salute e anche per l’autoimmagine di un uomo. Si dovrebbero tentare tutte le strade per recuperare un dente, prima di essere costretti ad estrarlo. E infatti tra le persone “normali” e nei luoghi “normali” si fa così. Troveremmo inaccettabile che un nostro intimo parente o amico… debba rischiare che denti recuperabili gli vengano estratti. Anche perchè poi reimpiantarne altri è un processo non “comodo” e dispendioso.

Non ne so abbastanza per capire come mai non si proceda a risolvere definitivamente il problema. Forse il bilancio interno è tutto polarizzato verso altre.. “priorità”..

Ma per noi QUESTA è una priorità. Naturalmente torneremo su questo caso. Naturalmente lo segnaleremo e lo porteremo alla luce.

Stavamo pensando anche a qualche iniziativa del genere…

“Raccolta fondi per comprare una sedia dentistica a Catanzaro…”…:-)… sembra una battuta, ma è qualcosa che non escludo. A sto punto proveremo a sollecitare le energie delle persone e la loro sensibilità, dove non arriva chi dovrebbe arrivare.

Naturalmente la speranza è che miracolosamente domani tutto sia stato risolto..

Per il momento pubblichiamo questa lettera collettiva dei detenuti dell’Alta Sicurezza del carcere di Catanzaro, rivolta al direttore di Striscia la notizia, Antonio Ricci, per segnalare il cronico non funzionamento della sedia del gabinetto dentistico nel Carcere di Catanzaro.

Seguono le firme dei detenuti…

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Gent.mo Direttore

Siamo i detenuti della sezione A.S.1 del carcere di Catanzaro, ci rivolgiamo a lei per chiederle di aiutarci a risolvere questo problema che ci affligge.

Ci siamo rivolti a tutte le sedi competenti e di controllo, ma purtroppo i detenuti hanno diritto variabili che non hanno né certezza nè tutela.

Abbiamo la sedia del gabinetto dentistico permanentemente rotta. Anche quando viene aggiustata non dura più di una settimana. E’ palese che qualcuno ha interesse che la sedia rimanga vuota.

Ciò comporta che vengono solamente estratti i denti, e non è possibile curarli. Pertanto centinaia di denti che potevano essere curati sono stati estratti. Le cure sanitarie, tra cui quelle dentistiche, sono un diritto, ma qui a Catanzaro no.

Le chiediamo se può intervenire con la sua trasmissione affinchè venga sanata questa palese violazione.

La ringraziamo e la salutiamo cordialmente.

Catanzaro

14 gennaio 2011

Pasquale De Feo

Cozzulo Francesco

Afeltra Raffaele

Lo Russo Mario

Giuliano Salvatore

Abruzzese Antonio

Abruzzese Fioravante

Donadio Rocco Antonio

Conte Claudio

Francesco Annunziata

Alessandro Gieco

Asero Illuminato

Farina Giovanni

Pugliesi Giuseppe

Giorgi Antonio

Grandearachi Nicolino

Rifezzo Antonio

Valenti Francesco

Francesco Annunziata… dal carcere di Catanzaro

E’ emblematica questa ultimissimo intervento che ci è venuto da Nellino (Francesco Annunziata) dal carcere di Catanzaro (a proposito vi ricordo il post al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/11/03/full-metal-jacket-a-salerno/.. dove si parla dei comportamenti assurdi che verrebbero tenuti nel Carcere di Salerno.. c’è anche l’indirizzo per scrivere al Direttore della Casa di Reclusione Alfredo Stendardo in merito al chiedere chiarezza riguardo le presunte vicende di stampo chiaramente illegale, di cui parla Nellino.. vedremo se sarà possibile sollevare la questione Salerno anche su qualche giornale).

Questo ultimo intervento di Nellino è emblematico…..

Effettivamente sospendere l’acquisto di colori, pennelli, ecc… è davvero una “grande intuizione” ai fini dell’incentivazione del percorso di recupero e risocializzazione del detenuto…….

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In questi giorni hanno affisso un ordine di servizio in bacheca, limitando i generi che possiamo portare a colloquio, quando i nostri familiari vengono a farci visita.

Ora, tutti ci siamo chiesti: ma con tutti i “guai” che ci sono in questo carcere, il primo intervento che ha pensato di fare la Direttrice è stato quello di andare ad occuparsi di quanti cioccolatini portiamo ai bambii quando ci vengono a trovare, facendo 400-500-1000 km?

E’ incredibile quanto non si riesca a stare un pò tranquilli.

Mi stavo appassionando alla pittura su tela, ma adesso hanno sospeso le domandine di acquisto di colori, pennelli, ecc.ecc. Quindi sono rimasto con una tela a metà. Non puoi fare niente qui. Ti prendono per stanchezza. Vorrebbero che te ne stessi fermo, immobile, in cella, senza coltivare nessun interesse.

D’altronde, le persone attive sono giudicate “sabotatori”…….

Ma li senti in televisione cosa sono capaci di dire?

Ora ti saluto, in attesa di leggerti presto.

Nellino

Diario di Pasquale De Feo 22 settembre-21 ottobre

Il Diario mensile di Pasquale De Feo (da alcuni mesi detenuto a Catanzaro) è uno dei grandi momenti di questo Blog… come il grande dialogo Carmelo Musumeci – Giuseppe Ferraro, e come altri momenti che danno vigore a questo Territorio, e al suo senso profondo.

Ogni mese, Pasquale De Feo ci invia il diario dei suoi pensieri e riflessioni raccolte nel corso di quel mese. Nell’occasione di oggi si tratta del mese di ottobre; per essere più precisi, del periodo che va dal 22 setttembre al 21 ottobre.

Il diario di Pasquale De Feo si riconosce dalla ecletticità e ricchezza di argomenti e richiami. Non è una semplice descrizione della quotidianità carceraria (col massimo rispettto, si intende, anche per quelle descrizioni) ma sono spunti incessanti su tutto ciò che penetra con libri o visioni, giornali o ricordi, lotte, indignazioni.. speranze.. tutto ciò che penetra appunto in quella linea permeabile che scorre ondulata tra se stessi  e gli altri, il quotidiano e la possibilità, la cella e il mondo.

Alcuni dei momenti migliori sono quelle impennate di lucida indignazione, che mostrano denudati meccanismi  di consenso e pratiche di approfittamento, la grigia vita degli abusi di potere diffusi. Le piccole consorterie che vivacchiano parassitariamente su piccoli privilegi. E poi vi sono le impennate, i momenti in cui si vola più alto.

Come al solito, il diario di Pasquale è tutto da leggere.. ma voglio segnalare alcuni momenti..

Quando scrive..

Un consigliere regionale della Campania è andato a fare visita nel carceere di Poggioreale, ed è rimasto sbalordito dei prezzi del sopravitto del carcere. In tutte le carceri è così, prezzi scandalosi e merce di pessima qualità. Tutto avviene alla luce del sole, pertanto gli appaltatori hanno dei santi in paradiso all’interno del carcere e al Ministero della Giustizia. Ci sono alcune Direzioni che per incrementare gli acquisti da parte dei detenti, quando arrivano nel carcere non fanno entrare niente di tutto ciò che hanno acquistato nel carcere di provenienza. Limitano i prodotti che possono entrare tramite pacco colloquio, costringendoli ad acquistare tutto all’interno del carcere. “

Insomma la cresta sulla spesa. Quante creste si fanno in carcere?  Quanti sono i piccoli giochi di prestigio dove pagliacci da operetta lucrano  il possibile su persone verso cui il dovere di tutela dovrebbe essere ancora più alto? Lo stesso Pasquale De Feo, in un precedente diario raccontò di come ebbe modo di vedere un camion che caricava la roba dei detenuti. In sostanza gli venne detto che era pratica usuale.. alcuni operatori esterni, con la probabile complicità di alcuni detenuti, facevano la “cresta” prendendo un pò di roba da ognuno, per riempire un intero camion. Queste cose sono vere? E in quante carceri avvengono? E’ possibile che sia consentito ad alcune persone di taglieggiare la roba dei detenuti? E’ possibile che possano esistere parassiti del genere? Infatti come non si potrebbe chiamare questi estortori fraudolenti della roba di persone in difficoltà e impossibilitate a difendersi se non…

FORME DI VITA PARASSITARIE E VIGLIACCHE?

Naturalmente, facciamo distinzioni. Fare prezzi scandalosi per il sopravvitto nei confronti dei detenuti, è meno squallido e volgare che taglieggiare la loro roba e RUBARLA da parte di operatori a ltri fiancheggiatori esterni COMPLICI. Ma resta pur sempre un atto squllido.

Un altro momento interessante è quando Pasquale scrive..

Quattro anni fa, quando sono stato trasferito nel carcere di Parma, dopo alcuni messi hanno messo nelle scuole computer nuovi comprati con finanziamenti dell’Unione Europea. Qui a Catanzaro frequento la scuola di geometra come uditore. Nella scuola ci sono tre computer senza stampante, che avranno 15-2o anni; sopra ogni computere c’è l’adesiovo dell’Unione Europea. Ne accendo due e constato che hanno il programma Windows 98. Il mio stupore è che i soldi dell’Unione Europea sono recenti, ma i computer sono vecchi e obsoleti, pertanto è palese che c’è stato qualcosa di poco pulito….”

Effettivamente è strano… Se ci pensate ci deve essere un errore, direbbe qualcuno..:-). Allora, se i soldi dell’Unione Europea sono recenti.. come mai i computer sono solo tre, sono vecchi e obsoleti e hanno come sistema operativo Windows 98?  Tutti sanno che gli stanziamenti pubblici, di qualunque genere, anche europei.. vengono dati per essere INTEGRALMENTE spesi per le finalità a cui sono destinati e per acquisire materiale e prodotti integri, intatti, nuovi, e aggiornati al periodo in questione. Non contemplano (ma potrei sbagliarmi.. l’Italia è piena di “maestri del diritto e legulei e azzeccagarbugli”, qualcuno mi corregga…:-), credo, l’acquisto di materiale di seconda mano.. o fondi di magazzino. Che ne dite?

Un momento bellissimo invece, in cui si vola più alto delle mille piccole miserie è quando Pasquale parla di una poesia…

Circa qualche anno fa, lessi un’intervista di Nelson Mnadela sul film sulla sua vita, e diceva che nei momenti tristi recitava la poesia INVICTUS del poeta William Ernest Henley, e lo tirava su di morale, dandogli vigore e nuova determinazione. Ho trovato la poesia e, dopo averla letta, ne sono rimasto folgorato. L’ho imparata a memoria, e ogni tanto me la recito, rinnova la mia determinazione.  Non credevo che una poesia potesse infondere benessere psicologico, ricaricando le pile. Non si finisce mai di imparare sulla vita”

Che bellezza amici… l’arte, la poesia, la bellezza, le grandi pagine dei grandi uomini.. possono darci forza, ispirarci, illuminare il nostro Cammino..

E poi.. tante altre cose.. la vicenda processuale della famiglia di Stefano Cucchi, il pantano della politica italiana tra leghisti e berluscone, l’alluvione in Pakistan, il permesso rigettato a Pasquale per andare a vedere il padre con la motivazione che non è in fin di vita (vi sembrerà in fin di vita quando lo porteranno all’obitorio?), il libro “il gioco dei potenti” di Piero Ottone, il nuovo carcere modello di Pianosa, il risarcimento dello Stato alla famiglia del giovane Aldobrandi ucciso dalla polizia (ma senza scuse ufficiali da parte dello Stato, la politica dell’odio che a volte si maschera dietro il paravento delle belle cause, il razzismo e la xenofobia…

E una considerazione particolare, per l’ultimo scritto presente nel diario, che ospita una lettera giunta ai detenuti della sezione Alta Sicurezza 1 di Catanzaro, da parte degli operai Fiat di Pomigliano in lotta, dopo che precedentemente i detenuti di Catanzaro avevano scritto agli operai di Pomigliano una lettera di solidarietà. Davvero un altro bel momento di solidarietà e “incontro” tra mondi in cerca di riscatto, giustizia e dignità.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. carcere di Catanzaro..

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Il ministro Alfano in pompa magna ha dichiarato “abbiamo reso il 41bis durissimo, i boss moriranno in carcere e in povertà”. Un politico non dovrebbe scendere così in basso, ma le sue esternazioni servono per dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica, per distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi che affliggonoi l Paese, che loro hanno aggravato e non sanno risolvere. Si vanta che ha reso la tortura “democratica” del 41bis durissima, per fortuna che è un ex democristiano, cattolico e molto ben visto dalle gerarchie vaticane. in caso contrario ci metteva palle al piede.

Affermare che i boss moriranno in carcere è da stato nazista. Premesso che ormai c’è l’inflazione di boss, nessuno ruba, sono tutti boss, forse perché loro hanno il monopolio nel campo del latrocinio, pertanto il resto sono tutti boss. Devo dedurre che non uccidendo di persona i detenuti non si ritiene colpevole.

Il leader serbo bosniaco, ora davanti al Tribunale internazionale per crimini di guerra, non ha mai ammazzato nessuno di persona, ma ha fatto uccidere con proclami simili a quello del Ministro Alfano.   Devono morire in povertà. Essendo cattivo e non stupido, sa quello che dice, perché si riferisce alle famiglie dei detenuti. Pertanto lui vuole uccidere gli uomini in carcere, e poi vuole che le donne e i bambini vivano nel degrado e nella miseria. Forse vuole creare una classe sociale specifica, che nel futuro riunisca i parenti in carcere. Lo scandalo non sono solo le sue parole, ma il silenzio assordante di tutti, come se le sue affermazioni fossero un fatto normale. Quando la ferocia prende il sopravvvento, la politica entra nelle grotte buie della storia. –     22/09/2010

Il ministro Frattini ha dichiarato che l’Italia è contraria a qualunque pena di morte. Se non fosse una cosa seria sarebbe una barzelletta. Qualcuno dovrebbe spiegargli che in Italia non solo c’è la pena di morte, anche se camuffata; ma c’è anche la tortura, quella del 41bis. L’hanno riconosiuto sia gli Stati Uniti e sia la Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Il 28 maggio 2010, a Roma, al convegno carceri 2010 “il limite penale ed il senso di umanità”, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia rilascia una dichiarazione dove riconosce una sorta di pena di morte.

(…) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice Penale, non so sei tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull’ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l’ergastolo, è vero che ha all’interno dei correttivi possibili, con le misure di liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l’ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere. Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita. (Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).

L’ergastolo ostativo, ma nella maggioranza dei casi anche l’ergastolo non ostativo, è una pena di morte diluita nel tempo. Anche il Ministro Alfano lo ha dichiarato.. che dobbiamo morire in carcere. Il Ministro Frattini dovrebbe riflettere prima di fare simili affermazioni. Ormai gli spot commerciali di Berlusconi hanno contagiato anche i suoi ministri. –     23/09/2010

Questa Lega parla bene e razzola male. Il Ministro leghista dell’Interno, Maroni, nei giorni scorsi aveva dichiarato che i libici avevano mitragliato il peschereccio, perché l’avevano scambiato per una nave di clandestini. Impressionante, come se ai clandestini si potesse sparare senza problemi, come se fosse una razza inferiore. I nazisti la pensavano allo stesso modo con gli ebrei.

Un settimana prima aveva dichiarato che quella ragazza di Torino che aveva tirato il fumogero al segretario della CISL Bonanni, doveva rimanere in carcere ed essere processata per tentato omicidio. La sproporzione evidenzia la loro vera mentalità. Sulla scuola di Adro c’è la bandiera della Lega e nessuno dice niente; a Venezia l’esposizione della bandiera italiana viene considerata una provocazione da parte della Lega. Stanno seminando odio e nessuno interviene. Quando finirà questo sonno della ragione? –    24/09/2010

Un consigliere regionale della Campania è andato a fare visita nel carceere di Poggioreale, ed è rimasto sbalordito dei prezzi del sopravitto del carcere. In tutte le carceri è così, prezzi scandalosi e merce di pessima qualità. Tutto avviene alla luce del sole, pertanto gli appaltatori hanno dei santi in paradiso all’interno del carcere e al Ministero della Giustizia. Ci sono alcune Direzioni che per incrementare gli acquisti da parte dei detenti, quando arrivano nel carcere non fanno entrare niente di tutto ciò che hanno acquistato nel carcere di provenienza. Limitano i prodotti che possono entrare tramite pacco colloquio, costringendoli ad acquistare tutto all’interno del carcere.

RUBARE E TRUFFARE I DETENUTI DA’ L’IMPRESSIONE CHE SIA UN FATTO NATURALE.

Tutti gli organi che dovrebbero controllare sono a conoscenza della situazione, perché i detenuti scrivono, reclamano e denunciano, ma niente cambia. La legalità è di tutti, principalmente di chi deve osservarla e farla osservare. –     25/09/2010

Quattro anni fa, quando sono stato trasferito nel carcere di Parma, dopo alcuni messi hanno messo nelle scuole computer nuovi comprati con finanziamenti dell’Unione Europea. Qui a Catanzaro frequento la scuola di geometra come uditore. Nella scuola ci sono tre computer senza stampante, che avranno 15-2o anni; sopra ogni computere c’è l’adesiovo dell’Unione Europea. Ne accendo due e constato che hanno il programma Windows 98. Il mio stupore è che i soldi dell’Unione Europea sono recenti, ma i computer sono vecchi e obsoleti, pertanto è palese che c’è stato qualcosa di poco pulito. Questa è solo una delle tante faccende misteriose che succedono nelle carceri. Essendo un fatto evidente, anche sollecitato, nessun controllo interverrebbe. Diritti, legalità e rispetto dei regolamenti.. sono parole vuote, perché c’è il rispetto di una sola regola.. “il diritto della forza del potere”. –    26/09/2010

Ho sentito Beppe Grillo al raduno che ha organizzato. Tutto quello che ha detto è condivisibile. C’è gente da 30-40 anni che vive di politica come se fosse un diritto divino. Sarebbe ora che andassero a lavorare, come fanno tutti i comuni mortali. Costano miliardi di euro e pensano solo ai loro interessi, alimentando nepotismo, privilegi e spazi di potere che inquinano la cosa pubblica. Leggevo su un quotidiano che Vittorio Sgarbi ha due macchine di scorta della Guardia di Finanza. A cosa serva la scorta a un personaggio simileè un mistero; forse per difenderlo da tutte le persone con cui ha litigato in TV; la farsa è diventata un fatto normale.

La pollitica voleva dare l’immagine di austerità tagliando i loro costi al Parlamento. Al dunque la montagna ha partorito un Topolino. Non hanno tagliato neinte. Questa “aristocrazia” politica non vuole rinunciare a nessuno dei suoi privilegi. La gente sembra stanca, rassegnata e impotente, con l’impressione di essersi abituata e vive nell’apatai senza un minimo di scintilla per ribellarsi. La politica li ha fatti diventare un gregge di pecolre. Grillo non fa distinzioni tra destra e sinistra, e ha ragione. Ci vuole un cambio radicale di tutti i politici. –     27/09/2010

Mi hanno rigettato un giorno di permesso che avevo chiesto per andare a trovare mio padre, che non vedo da dieci anni. E l’hanno motivato col fatto che mio pare non era in imminente pericolo di vita. Il permesso lo avevo chieso per passare una giornata con lui, essendo anziano e malato, e non potendo quindi venire a trovarmi.  L’eccezionalità del permesso di ncessità non riguarda solo eventi luttuosi, ma a nche eventi lieti. Purtroppo non tutti gli Uffici di Sorveglianza hanno recepito l’allargamento della eccezionalità. Ancora adoperano un rigido automatismo.  Ho fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza. Mi auguro che abbiano recepito questo orientamento più ampio.

E’ tornato Nuccio da tre giorni di permesso premio. La gioia è nei suoi occhi. Sono felice per lui, ma credo che lo siamo tutti. Dopo 26 anni era anche ora che lo mandassero fuori. Credo che tutti noi della sezione, nei nostri pensieri, ci identifichiamo con lui, e voliamo alti nei nostri sogni, nell’attesa che arrivi anche il nostro momento. –     28/09/2010

Mi raccontavano a scuola che stanotte a Rai Tre il sottosegretario alla giustizia, Maria Elisabetta Casellari ha dichiarato che i posti disponibili nelle carceri sono 45.000 (sono 43.ooo), e che ora ci sono 65.000 detenuti (siamo 69.000).. i 20.000 in più sono tollerabili. Il sottosegretario dovrebbe chiederlo ai detenuti chiusi 20 ore al giorno in cella per una sola persona, invece ce se sono tre, e in alcuni posti, in stanze già piccole per quattro persone, ce ne sono dieci. Non credo che gli risponderebbero che è tollerabile, anzi gli chiederebbero la tutela che c’è sugli animali in gabbia, che sse ricordo bene è oltre i 10 m2  testa. Violano la legge italiana impunemente, sanno che lo possono fare. Nessun Magistrato aiuterebbe i detenuti nei loro diritti, anche se fossero umanitari. Violano la Convenzione eurpea, sapendo che pagando una multa tutto finisce lì. I detenuti non hanno tutele. Loro non devono dare conto a nessuno, pertanto continuano a fare quello che vogliono e a sfornare realtà costruite a tavolino. Dovremmo denunciarli per crimini contro l’umanità. Solo con Magistrati internazionali potremmo riavere la nostra dignità, che è un nostro diritto. –     29/09(2010

Leggo che un professionista dell’odio, pardon dell’antimafia, dopo essersi costruito una solida carriera, anche economica, ora non ha più la puzza soto il naso, ora pensa solo al potere e va diritto allo scopo per raggiungerlo. Il senatore Lumia, fino a ieri attaccava tutti gli avversari ritenendol mafiosi. Ora, per comandare nella regione siciliana, si allea con politici che fino a iei accusava di essere mafiosi, e sollecitava la magistratura a inquisili, recitando la preghiera “Signore, dacci il nostro pentito quotidiano..”. Come dichiarò Vittorio Sgarbi, il 2 febbraio 2010 su Repubblica, “L’antimafia è anche peggio della mafia”, ma questo lo aveva capito Leonardo Sciascia oltre 30 anni fa. –     20/09/2010

Da più parti si sera affermato che l’alluvione in Pakistan è stata una catastrofe peggio dello Tsunami. Hanno fatto vedere immagini strazianti in TV, di bambini morti e migliaia moriranno senza il nostro aiuto. Milioni di sfollati e devastazioni immani. Dopo due settimane tutto è scomparso dalla TV e dalla carta stampata. E’ vergognoso che un evento tragico, che ha pochi eguali nelle catastrofi del passato, sia stato cancellato dall’informazione, come se non fosse successo niente. Però non mancano i talebani, raid aerei, bliz, ecc. Non manca niente di tutto l’armamentario che serve alla propaganda contro i terroristi islamici. Credo che si voglia far dimenticare l’immagine costruita dai media sul Pakistan come un allevamento di terroristi. In TV si chiede la solidarietà per le cose disperate, ma non c’è una virgola su questa tragedia.

Ricordo che per lo Tsunami, per mesi e mesi se ne parò, e si raccolsero tanti soldi per aiutare tutte le nazioni colpite. Perché ora questa distinzione’ Forse perché c’erano tanti occidentali? O perché sono luoghi dove andiamo di solito in villeggiatura? La solidarietà è universale, senza bandiere, ma purtroppo chi influenza l’informazione mondile, per qualche motivo politico ha deciso l’oscuramento. Credo che noi occidentali ne pagheremo le conseguenze in futuro, perché, milioni di disperati, abbandonati a se stessi, vivranno nel rancore di non essere stati aiutati, e saranno facile preda dei terroristi islamici. –     2/10/2010

La famiglia di Stefano Cucchi sta decidendo di togliere la parte civile, perché la Procura i Roma vuole rinviare a giudizio i tre accusati della Polizia Penitenziaria e i medici, 13 in tutto, per il reato di lesioni, e non per omicidio preterintenzionale. La famiglia Cucchi ritiene che il decesso del loro congiunto è da attribuire al pestaggio, ma credo che tutta l’Italia lo creda, dopo aver visto le foto. Le Procure estremizzano ogni piccola cosa per i più deboli o, meglio dire, il popolino; viceversa massima indulgenza per chi fa parte dell’amministrazione statatale. Quanti Stefano Cucchi vengono uccisi in Italia? Tanti. Ma per loro sfortuna la maggioranza di loro non ha una famiglia determinata come i Cucchi, a cui la fortuna ha dato visibilità mediatica. –    3/10/2010

Circa qualche anno fa, lessi un’intervista di Nelson Mnadela sul film sulla sua vita, e diceva che nei momenti tristi recitava la poesia INVICTUS del poeta William Ernest Henley, e lo tirava su di morale, dandogli vigore e nuova determinazione. Ho trovato la poesia e, dopo averla letta, ne sono rimasto folgorato. L’ho imparata a memoria, e ogni tanto me la recito, rinnova la mia determinazione.  Non credevo che una poesia potesse infondere benessere psicologico, ricaricando le pile. Non si finisce mai di imparare sulla vita. –    4/10/2010

Tempo fa lessi il libro “Anime nere” di Gioacchino  Criaco, un avvocato di Africo, un paese in provincia di Reggio Calabria. Mi piacque molto e lo rilessi un’altra volta. Ora, trovandomi in Calabria, ripenso spesso a quel libro. C’erano delle verità che purtroppo non emergono, perché tutti temono di esssere etichettati come mafiosi da quessti signori che hanno monopolizzato il bene e il male, come una crociata religiosa, e gli eretici li mettono al rogo (gogna mediatica e giudiziaria). Il potere sacrifica tutto e tutti per conquestarlo e consolidarlo. Non gli interessa il dolore, le sofferenze e le vittime che causerà. –    5710/2010

Oggi ho finito di leggere il libro “il gioco dei potenti” di Pietro Ottone. Sono cambiati i politici, i tempi e le persone, ma i metodi e il potere economico sono rimasti gli stessi. Ai nostri giorni sono più potenti perchè hanno Berlusconi che è uno di loro e difende i loro interessi. Non a le leggi per evitare che si limiti la loro libertà di azione e che possano essere arrestati. Sono più forti degli anni 60-80. Credo che, anche per questo motivo, per il popolino c’è il massimo rigore. evono coprire tutte le loro malefatte. –    6/10/2010

Ho visto una trasmissione in cui facevano vedere la famigerata isola di Pianosa, con i pochi detenuti che lavoravano con i turisti, nel bar e nella mensa. Hnno stanze e non celle, tutto aperto, somigliava a un analogo carcere in Finlandia, di cui il quotidiano Repubblica ha dato notizia alcuni mesi fa. In Italia sono rre queste forme di carcerazione che aiutano il reinserimento, quando invece dovrebbero essere la maggioranza. Purtroppo la finalità è quella di creare un immagine di una realtà che non esiste. Quello che mi ha colpito sono state le interviste del direttore e di uno dei detenuti. Il direttore ha detto “questo è il carcere per i detenuti che vogliono reinserirsi, gli altri hanno altro destino”. Migliaia e migliaia di detenuti non vogliono reinserirsi perché hanno già un destino diveerso. Più che un direttore sembra un profeta che conosce tutto e tutti. Non invidio le sue certezze. La storia ci fatto conoscere di cosa sono capaci gli uomini che hanno certe certezze. Il detenuto in un modo servile e ruffiano ha detto solo male dei detenuti. Invece di dire che è stato fortunto e che questo metodo di detenzione dovrebbe essere allargato a tutti i detenuti. Il carcere plasma le persone e in alcuni casi li rende prostituti del sistema. –     7/10/2010

L a Lega ha fatto passare una legge per cambiare un araticolo del Codice Militare, per fare assolvee 36 componenti della Lega.. perché il reato non è più previsto. Massimo rigore per gli altri; invece Bossi, Berlusconi e compagnia si cambiano le leggi per continuare a fare i loro comodi. In Abruzzo per riempire i termovalorizzatori si sono messi d’accordo i politici con l’imprenditore e hanno sabotato la differenziata, abbassando per legge la percentuale della stessa. In Campania o in altre regioni del Sud, questi signori possono coprire questi misfatti addossando tutto sulla criminalità, essendo come il prezzemolo, lo si può mettere dappertutto. Credo che il partito di Hitler, come quello i Bossi, sono molto simili. Quelli avevano la camicia bruna, questi ce l’hanno verde. Erano razzisti e perseguitavano gli atri, rom, ecc. Lo stesso sono i leghisti, razzisti contro i meridionali, stranieri e rom. Stanno seminando tanto odio, che porterà tanta sofferenza. Se un giorno prenderanno il potere da soli, vedo molto buio per l’Italia. –   8/10/2010

I TG hanno dato la notizia che lo Stato ha risarcito la famiglia Aldrovandi per l’uccisione del figlio Federico diciottennte a Ferrara, da parte della polizi. Il risarcimento è stato di due milioni di euro. A parte la cifra, l’evento è importante perché finalmente lo Stato ha riconosciuto in sede civile l’uccisione perpetuata dalla polizia. Mi auguro che le uccisioni, in tutti i luoghi, siano frenate dai risarcimenti. –   9/10/2010

Nel 2008, il nuovo capo del D.A.P. Franco Ionta, subito dopo il suo insediamento dichiarò “anche le persone condannate all’ergastolo hanno il diritto di pensare alla propria condizione come transitoria e destinata, a tempo debito, a farli tornare alla dignità di uomini liberi”. Belle parole, ma sono rimaste talei. A Ferragaosto dichiarò “un carcere aperto è più sicuro e dà più sicurezza alla società”. Ormai Berluscconi da bon maestro ha insegnato a tutti che i proclami farciti di buone intenzioni aiutano a risolvere i problemi senza fare niente. Sono diventati tutti bravi venditori di chiacchieri. –     10/10/2010

Lo Stato ha risarcito la famiglia Aldrovandi, ma ha preteso che ritirasse la parte civile. Non mi meraviglierei se alla fine saranno assolti o, con qualche escamotage, ritorneranno in servizio. Lo Stato non si è neanche scusato.  I media hanno crocifisso la figlia di Bontade, morto quando lei aveva 11 nni, perché con il marito faceva volontariato con l’associazione di Padre  Mario Galesano, successore di Padre Puglisi, ucciso a Brancaccio. L’antimafia è pure questo. Il nipote di Arena, di Isola Capo Rizzuto, ha deciso di cambiiare cognome e prendere quello della madre. Per avere la tranquillità che il cognome gli impediva di avere, a causa delle persecuzioni e dei pregiudizi di cui è vittima. In politica ci sono tanti figli e parenti, anche in Parlamento, accusati di essere mafiosi, e i loro Padri, famigliari e parenti.. nessuno li perseguita. Chi ne paga le pene è sempre il popolino. –     11/10/2010

Brutta notizia. Carmelo ha ricevuto la comunicazione che la Corte Europea ha rigettato, ritenendolo irricevibile, il ricorso che aveva fatto nel 2005 per l’abolizione dell’ergastolo. Mi auguro che non faccia la stessa fine il ricorso fatto da noi 800 ergastolani. Bisogna essere forti e continuare a lottare. –     12/10/2010

Questo governo delega tutto alle manette e al buio delle celle. Il Commissario a giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, ha dichiarato che condizioni di detenzioni inaccettabili possono costituire una violazione dell’art. 3 della Carta Europea dei diritti dell’uomo. Non esagero nell’affermare che il 90% delle carceri italiane viola l’art. 3 della Carta Europea. Il Commissario vuole fare un libro verde sulla detenzione, che dovrebbe guidare la pollitica dei Paesi membri nei settori della giustizia, della libertà e della sicurezza, fino al 2014. Bisogna sperare, ma non credo che cambieranno le cose, perché questo governo vuole santificarsi con l’aureola dell’antimafia; e per farlo sfogano su di noi detenuti tutto ciò che gli è possibile. –     13/10/2010

Mi è arrivata la lettera di Gianfrancesco, uno degli angeli di Parma. Le sue parole mi hanno colpito il cuore; mi onora della sua amicizia credendo in me senza se e senza ma. Si rischia di meno a credere alle cose che alle persone. Lui crede, perché crede in se stesso, pertanto ha la forza di credere nelle persone. – 14/10/2010

Lo Stato non si è scusato per l’uccisione del diciottenne Aldrovandi, dimostrando tutta l’arroganza del potere di chi ci governa. In Grecia il poliziotto che uccise la studente di 15 anni nel 2008 (le proteste che seguirono fecero cadere il governo) è stato condannato all’ergastolo, e a 10 anni il poliziotto che era con lui. In Italia un fatto analogo non succederà mai, perché c’è una associazione trasversale di protezione reciproca tra questi poteri dello Stato, una sorta di mutua assistenza, ed è vergognoso che non siamo tutti uguali davanti alla legge. –    15/10/2010

Il Presidente della regione veneta, Luca Zaia, ha dichiarato che non accetterà i rifiuti della Campania. A parte che nessuno glielo ha chiesto, e il Veneto non è neanche autosufficiente, essendo che manda i suoi rifiuti in Germania. Questo signore dimentica che il 90% dei rifiuti tossici e inquinanti, che hanno inquinato la Campania, provengono da Veneto e Lombardia. I leghisti danno fiato ai polmoni, per sparare stupidaggini. Sono consapevol di dirle, per questo sono pericolosi, perché seminano odio tra la popolazione. –     16/10/2010

In Svizzera stanno facendo una campagna xenofoba contro gli italiani che vanno tutti i giorni a lavorare in Svizzera, con gli stessi slogan che usa la Lega contro i meridionali, i rom e gli stranieri. In questo caso il Nord Italia è diventato il meridione della Svizzera, e i leghisti sono diventati i terroni degli svizzeri. I razzisti sono uguali inogni parte del mondo. La cosa singolare è che, a parte il programma delle Iene, e un piccolo articolo su Repbblica, nessuno ne ha parlato. Funziona bene la censura berlusconiana. –     17/10/2010

A Napoli un imprenditore dopo essere stato arrestao e avere lottato per fare riconoscere la sua innocenza, e avere perso tutto.. ora non ha neanche i mezzi per mangiare. Dovrebbe avere il risarcimento, ma i tempi della giustizia vanno alle Calende Greche, mentre per arrestare e ridurre sul lastrico i giudici non ci mettono che un attimo. Anche se sbagliano, non dovranno dare conto a nessuno. Hanno un potere assoluto, simile alle monarchie. –     18/10/2010

Rimpiango i tempi quando potevo dormire sonni tranquilli,  beato nella mia ignoranza e di ciò che succedeva nel mondo. Oggi la conoscenza mi ha risvegliato dal torpore, ciò alimenta la rabbia per le ingiustizie e per l’ignoranza di un potere che si sente al di sopra di tutto e tutti, e che la legalità e il rispetto deller egole le ritengono una barzelletta. –     19/10/2010

Leggo su un quotidiano che un Magistrato si è appropriato di molti  miliardi di lire sul tribunale di Torre Annunziata. Come al solito questi processi finiscono tutti in prescrizione. Di questo Magistrato ho letto le sue interviste sui giornali, e visto i suoi interventi in TV. Un’icona costruita, come ce ne sono tantie. Alla fine si è dimostrato per quello che è, “un uomo” e non un superumo, essendo un magistrato. Sono uomini come tutti gli altri, iventano magistrati perché fanno un concorso pubblico, come tutti laureati che vogliono entrare nella pubblica amministrazione. Non per questo sono diventati dei supermen. La politica gli ha dato un potere enorme, ne ha fatto delle star per poterli usare politicamente, ed ora non vogliono più deporre il potere che hanno acquisito. –    20/10/2010

Gli operai della Fiat di Pomigliano ci hanno scritto questa lettera per ringraziarci  della lettera di sostegno alla loro lotta, firmata da tutta la sezione.

“Carissimi, non possiamo che esservi riconoscenti per il vostro sostegno.

Il vostro gesto dimostra che attorno  battaglie come la nostra si può creare un blocco sociale molto ampio, che si genera per la comunanza di condizioni, in modo naturale. Perché se è vero che a Pomigliano tentano di toglierci lavoro, diritti e dignità, lo stesso si può dire che accade nelle carceri dove sempre più manca il rispetto dei più elementari diritti umani, partendo proprio dal fatto che di fondo la mancanza di lavoro può essere un elemento che spesso spinge a commettere errori.

La società in cui ci troviamo tende sempre di più  emarginare chi, non per sua scelta, si trova ad affrontare la vita da una posizione non certamente privilegiata, ed è facile incorrere nell’errore.

La nostra idea è quella di difendere i diritti e cambiare questa realtà ampiamente ingiusta, ancor di più a Pomigliano d’arco, nell’hinerland napoletano, dove l’incrocio delle nostre vite con la criminalità organizzata è all’ordine del giorno. Noi chiediamo dignità e rispetto, e credo che siano parole a voi molto comuni, infatti la vostra intelligenza e capacità potrebbero essere utilizzate con dei piani di rientegro e riabilitazine, mentre, per mancanza di progettualità della classe dirigente di questo paese, ciò non avviene.

E’ questo un altro punto importante, il progetto che ci lega alla vostra condizione, pur con le dovute differenze visto che noi non soffriamo la condizione di reclusi, è che, a partire da Pomigliano, voglliamo creare un vero movimento che difenda le ragioni di chi non sceglie il suo futuro, ma deve crearselo giorno per giorno, in una società classista in cui per i lavoratori, gli operai e gli oppressi tutto è sempre più difficile. Ecco perché staremo al vostro fianco, e non per pura cortesia verso la vostra azione, ma perché riteniamo giuste le vostre rivendicazioni e faremo di tutto per farle emergere, uniti in un fronte unico per il migloramento delle condizioni di vita di tutti, e non di pochi ricchi e privilegiati come oggi accade.

Un saluto di lottta

Mimmo Loffredo

Stefano Birotti

Raffaele Manzo

Ciro D’Alessio

Giorgio Maraffino

(Operai Fiat di Pomigliano)

I diritti sono per tutti e devono essere rispettati da tutti; ma purtroppo ciò non avviene, perché c’è una classe privilegiata molto ristretta che gode nel lusso sfrenato, al di sopra ella legge, con una totale impunità. Il popolo potrebbe cambiare lo stato di cose alle urne, ma viene monopolizzato dai media, e dall’informazione in generale, che è tutta in mano a questa classe privilegiata, che domina l’informazione, la finanza e l’industria; pertanto condizionando tutto e tutti. Con le elezioni si può cambiare il sistema. Se ciò non avviene la colpa è della popolazione, e non si può che continuare a sprofondare. – 21/10/2010

Dante a Carinola.. altri scritti di Giuseppe Casciola

Amici,

i testi che leggerete sono contenuti in realtà in due lettere. Ma ho scelto di inserirli in un unico post, perché danno una idea globale di Giuseppe Casciola (di cui abbiamo già pubblicato un intervento.. vai al link…https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/09/01/lurlo-di-giuseppe-casciola/) e del suo mondo. Si incastrano nelle loro sfaccettature a dare un quadro in cui ogni colore ha un senso.

La prima lettera mostra le parole di una persona Giuseppe, che non vuole arrendersi alla completa “istituzionalizzazione” di sé.. a diventare spento, apatico, amorfo, passivo esecutore di disposizioni e recettore di regolamenti, zombie che vegeta tra ritmi prestabiliti, e lascia scorrere il tempo dalla mattina alla notte, limitandosi a sopravvivere come puro soggetto di bisogni elementari e del loro soddisfacimento.. insomma il tipo di detenuto ideale particolarmente amato dalle direzioni carcerarie, e anche da non pochi operatori. Volete mettere? Non si agita, non strepita, non fa ricorsi, non contesta, non cerca di crescere e di pensare autonomamente, non ha alcuna pretesa (non sto parlando ovviamente di Giuseppe, ma del tipo di detenuto che lui non vuol diventare); insomma.. dove lo metti lo trovi, carichi la batteria e carrion gira. E’ sicuramente un mucchio di grane in meno un tale tipo di detenuto.

Ma Giuseppe vuole restare vivo…  e non potrebbe scriverlo più chiaramente…

“Io mi sento vivo e finché scorre il sangue nelle mie vene, e il Signore mi darà la salute, combatterò per la mia libertà e contro le cose ingiuste che subisco, soprattutto in questo carcere”.

Poi c’è il profilo, comune a molti carcerati, del progressivo sfilacciarsi dei rapporti familiari e parentali. Per via della lunga detenzione… del fatto che molti parenti si siano fatti la loro vita (e nessuno può valutare gli altri, ma, onestamente credo che, se non ci sono ostacoli notevolissimi, una persona che sente davvero il legame non dovrebbe abbandonare un suo parente neanche dopo venti anni), sicuramente influiscono i soldi per viaggiare fino al luogi di detenzione; e questo forse rende diffiile anche i colloqui con la moglie, che sta crescendo suo figlio.. tenete conto che non vede entrambi da 18 mesi!

Nella seconda lettera c’è un passaggio che mi ha colpito particolarmente. Quando Giuseppe dice che l’educatore di Carinola gli avrebbe detto…

<<QUA SIAMO A CARINOLA. DI QUA NON SI ESCE PIU’>>.

Naturalmente noi non eravamo là presenti. Dobbiamo sempre dire che queste sono parole che tale educatore “avrebbe” detto…

Ma se così fosse stato, è possibile che un educatore possa usare parole del genere? E’ possibile che vi sia una tale forma di oscuramento mentale ed emotivo dal non far comprendere che LE PAROLE SONO PIETRE, e che esse possono contribuire a guarire, ma anche fare danni enormi sulla psiche delle persone? E’ possibile che una cosa del genere, che la capirebbe anche un bambino di 4 anni, non la capisca un educatore? Che non sente che lui E’ TENUTO a un dovere e a una responsablità particolare, come tutti coloro che hanno a che fare con persone che vivono in condizioni particolari, dove si è già psichicamente particolarmente feriti? E se questa persona sente in sé pensieri del genere, magari per un momento di cupezza della propria vita.. non ci arriva da solo al fatto che dovrebbe togliere il disturbo e non avvelenare con le proprie parole chi già di veleno ne ha e non poco?

Di tutte le nostre parole, diceva una storia Sufi, di tutte le nostre parole risponderemo prima o poi… esse ci staranno intorno come muti testimoni di ciò che siamo stati.

Accompagnata alla seconda lettera c’era la bellissima poesia, che riporto per ultima.. “DANTE”.. in cui Giuseppe Casciola paragona l’Inferno al mondo del carcere.

Ma volevo chiedervi una cosa…. Io credo che a volte mandare delle lettere abbia sempre un senso.. anche piccolo.. spinge comunque a pensare, a far ri flettere, a far sentire una vicinanza. Lo so che molti considerano iniziative di questo genere una piccola follia, una insensatezza. Ma vi va di venirmi incontro?

Ecco… senza polemiche o livore.. io vi propongo questo…

Spediamo tutti una lettera alla Direttrice del carcere di Carinola.. in cui cortesemente la invitiamo alla lettura del post, e gli chiediamo se è normale che un educatore possa dire parole di quel genere. Comunque non si fa male a scrivere una lettera del genere, anzi può solo essere utile a un Direttore, e a chi per lui leggere le pagine di questo Blog (o di altri spazi simili). In un certo senso gli fate un favore, date una opportunità per la sua “crescita”.

Allora.. se avete qualche minuto.. potete scrivere una lettera, dove allo spazio relativo al destinatario scrriverere

All’attenzione della Dott. Carmen Campi

via S. Biagio n.6 – 81030  Carinola (CE)

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Come al solito vi preparo un prestampato per i troppo pigri, anche se l’ideale sarebbe che scriveste due parole di vostro pugno…

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Gentile Dott.ssa Carmen Campi,

le scrivo dopo avere letto un articolo  sul blog de Le Urla dal Silenzio, le dichiarazioni di un detenuto ristretto nella Casa di reclusione di Carinola (qua indicate il link del blog………………………………..).

Le chiedo se è possibile che un educatore possa avere detto tali parole. A volte ci colpiscono gli atti violenti, ma anche le parole, come lei sa, sono capaci di fare molto male. Le scrivo confindando nel fatto che anche lei nutra la volontà che il carcere sia anche un luogo di speranza e non solo di resa e di disperazione, e che valuterà se effettivamente vi siano educatori o altri operatori (o anche guardie, ecc.) che rendono più difficile il percorso dei detenuti, piuttosto che facilitarlo.

Grazie per l’attenzione, buon lavoro.

                                                                                          (firma)………………………………………………..

                                                                                           (luogo  e data)……………………………………….

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Vi lascio alle due lettere di Giuseppe Casciola e alla sua poesia….

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Carissimo Alfredo,

ieri sera ho ricevuto la tua lettera, e mi ha fatto molto piacere, così ti rispondo.

Sì, caro Alfredo. E’ uno schifo. Almeno per me, forse per gli altri è un hotel (sta parlando del carcere di Carinola). E sai perché? Perché sono morti. Perché si sono stancati di combattere. Ma forse non hannno mai combattuto. Io mi ssento vivo, e finché scorre sangue nelle mie vene e il Signore mi darà la salute, combatterò per la mia libertà e per le cose ingiuste che subisco, soprattutto in questo carcere.

Sono contento di avere trovato un posto nel vostro Blog. E così le persone possono sentire le nostre urla, e capire che gli ergastolani con reati ostativi non escono mai dal carcere, perché la maggioranza del popolo è convinta che con pochi anni di carcere si esce. La mia storia è quella di un povero ragazzo, prelevato alle due di notte da casa, dalla D.D.A. di Palermo, il 25 luglio 1997, per un sentito dire; incensurato. Non dico di essere un “angelo”, ma mi trovo con una condanna all’ergastolo solo per un sentito dire. Ce ne sarebbero di cose da dire circa il modo in cui vengono fatti i processi, Alfredo.

So benissimo che non bisogna mai perdere la sperenza, anche se la speranza ce la dà nostro Signore Gesù Cristo; perché see apsettiamo i nostri cari onorevoli e ministri siamo belli e fritti. Per non dire mesi in cantina a stagionar come un formaggio. Ti rendi conto che quasi 70000 detenuti vivono nell’ozio? Si potrebbe far tanto per farrli lavorare. Ma lItalia è questa. Un popolo di creduloni.

Poi di personale, cosa posso dirti? Non faccio tutti i colloqui. Mio papà è morto, mia madre è pensionata; e mia moglie sta crescendo mio figlio da sola. Non li vedo quasi mai. I miei fratelli e sorelle sono tutti sposati, e ognuno ha  i suoi problemi. Qui non si tratta di farsi due anni di carcere, ma di una interea vita. Perciò è sempre più difficile fare un colloguio o potere riabbracciare i propri cari. E ti giuro che mi mancano molto mia moglie e mio figlio. Li sento una volta alla settimana al telefono. E ora sono 18 mesi che non li vedo. Ma Dio è grande, e un giorno tornerò da loro.

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(..)

Caro Alfredo, per me le carceri sono tutte brutte. Però ci sono carceri dove l’educatore, l’assistente sociale, le guardie, il direttore, il comandante, ecc.ecc… vengono per lavorare, e soprattutto per aiutare i detenuti a reinserirsi nella società, per avere un dialogo con i detenuti, capire i problemi che ha ciascuno di noi. Qui l’aria trattamentale non sanno neanche cosa è. All’educatore, che è una persona negativa.. ci ho parlato due volte, e la prima cosa che mi ha detto è..

<<QUA SIAMO A CARINOLA. DA QUA NON SI ESCE PIU’.>>

Questa è istigazione al suicidio, e certe persone in questi posti non dovrebbero neanche entrare, oltre che non lavorare. Io sono statao 7 anni a Lecce e, iniziando dal direttore,  a scendere, c’è sempre stato un dialogo e ho trovato sempre presone molto disponibili. Ora sono a Carinola e non debbo più parlare secondo loro. Io, finché scorre sangue nelle mie vene, io combatterò per i miei sacrosanti diritti. Io voglio scontare la mia pena e la pena va scontata nei modi stabiliti dal codie.

Riguardo i colloqui è impossibile fare un colloquio, per tanti motivi. Ma io ho molta fede in Dio, e lui ci dà la speranza di poter, un giorno, tornare dai miei cari.

Alfredo ti mando una poesia, anche se è troppo lunga. Non so se voi le pubblicate pure. Fammi sapere, ok? Ho letto i giornali di MAI DIRE MAI. Sempre le solite cose, sciopero della fame.. sciopero della fame.. Fare sto sciopero della fame per un solo giorno, secondo il mio modesto parere  non serve a niente. Poi ho letto alcune lettere delle persone che sono al 41bis. E stanno malissimo. E questo mi fa stare male ancora di più. Male. Vorrei fare qualcosa, ma non posso fare niente. La cosa che mi ha indignato moltissimo è sentire il ministro Alfano in TV, dire che dobbiamo morire in carcere e in povertà. Loro che si sono mangiati l’Italia sono onesti. Loro sono autorizzati a mangiarsi l’Italia, e la povera gente non arriva a fine mese. Che schifo. Spero che Dio illumini la mente a queste brave persone che ci governano.

Con Affetto

Giuseppe Casciola

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                                                               DANTE

Oh Dante, che l’inferno descrivesti

e il vero luogo tu non additasti!!!!

L’inferno non si trova

all’altro mondo, nell’Ade; ma bensì

si trova qua, in questa piattaforma

abitata e circondata da uomini che con

abusi e forza di potere, a Cristo in faccia

non vogliono guardare.

Ci fanno perdere ogni

forma di speranza nell’entrare in questo

posto avvolto dalla desolazione, condannandoci

a lunghe pene da scontare.

Quell’Inferno che tanto

hai decantato, dentro al mio cuore è

rimasto scolpito; perché come te

innocente  e condannato, io sepolto vivo

e te a morte han mandato.

Nel mio cuore è rimasto

un vero fuoco che non si spegne

se non liberato.

Il mio amore ho

lasciato, è una giovane donna senza

alcun peccato. E come tu amasti

Beatrice con pura fantasia, io ho amato

e amo veramene la donna Mia

lei è divina

pura come un fiore e per colpa dei

“potenti” abbiamo perso

l’AMORE.

Carinola

Giuseppe Casciola

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