Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Lettera al Papa sul 41 bis… di Nino Mandalà

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Pubblico questo testo di Nino Mandalà, da qualche tempo fuori dal carcere.

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Il Papa ha spopolato in America proponendo quel suo modo semplice di declinare temi forti che scuotono le coscienze. La finanza selvaggia che soffoca i più deboli, i profughi visti come vittime delle colpe dei grandi della terra che non hanno saputo disinnescare le cause dell’esodo, il traffico d’armi, la pena di morte, la povertà, sono tutti temi su cui il Papa si è pronunciato con toni accorati sollecitando soluzioni.

Purtroppo le esortazioni del Santo Padre, a parte quella sull’abolizione della pena di morte, sono destinate a restare lettera morta, ci sono mali antichi come l’uomo che neanche il sacrificio di Cristo è riuscito a sconfiggere. E tuttavia il Papa non può rinunciare alla sua missione profetica che gli deriva dall’essere l’erede di Cristo e non può arrestarsi dentro i confini imposti dalla limitatezza umana, gli è proprio “un grado superiore di saggezza” che si ostina a predicare misericordia anche dove la misericordia troverà difficilmente proseliti. E’ la logica della sua missione che ha bisogno di allargare continuamente i suoi orizzonti e che però non sempre riesce a stare al passo con sofferenze nuove che si affacciano alla soglia della sua misericordia e del suo spirito evangelico.

Su questo riflettevo mentre leggevo l’ultima lettera di mio figlio detenuto in regime di 41 bis in cui mi descrive la sua vita in carcere. Ho già scritto su come la penso a proposito della stupidità e gratuita cattiveria della carcerazione dura e su come l’amministrazione penitenziaria ne esasperi ancora di più le condizioni andando oltre le regole già di per sé dure, come fa quando perpetra abusi giungendo persino a non rispettare le sentenze della magistratura o rispettandole dopo che le conseguenze dell’abuso si sono consumate.

In proposito ho cercato di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica lanciando appelli che, ahimè, sono caduti nel vuoto. Ne ho ricavato soltanto improperi e sarcasmo.

Stavolta mi rivolgo al Papa e gli chiedo se conosce la realtà di questi suoi figli alla mercé di uno sceriffo con la stella della legge appuntata sul petto che ha sempre la meglio nel duello contro l’ avversario munito di un’arma scarica. Se conosce la realtà di un universo in cui si consuma la violazione dei diritti fondamentali senza che nulla trapeli all’esterno, in un clima di omertà che coinvolge le istituzioni e la cosiddetta società civile, pronta a indignarsi sull’abbandono dei cani ma non altrettanto pronta a indignarsi sulla vergogna di una enclave di inciviltà incuneata nel bel mezzo della nostra civilissima Italia.

Come è possibile che accada tutto questo senza che nessuno, e tanto meno il Papa, levi una qualsiasi protesta? Forse perché i detenuti in regime di 41 bis sono lontani dai cuori di chi si esercita alla pietà su soliti drammi scontati, forse perché creano imbarazzo con le loro storie truci e sono rimossi dall’ipocrisia di chi fiuta l’impopolarità di una battaglia lontana dal conformismo ideologico, forse perché sono mafiosi e, secondo l’anatema del Papa, scomunicati e dunque fuori dal perimetro della Chiesa, forse perché sono gli ultimi tra gli ultimi e non meritano neanche il perdono di Cristo?

Come diceva Flaubert, il buon Dio è nei dettagli e il Papa, impegnato in giro per il pianeta a condividere la sorte degli “scarti” disseminati nel mondo, dovrebbe trovare il tempo e la voglia di condividere anche la sorte degli “scarti” vessati nella Guantanamo di casa nostra.

Veritas… di Giuseppe Barreca

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Il nostro Giuseppe Barreca, detenuto a Spoleto, ci invia queste sue riflessioni, in merito alle parole, molto dure, dette dal Papa su pena di morte ed ergastolo.

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VERITAS

La chiesa finalmente lo ha gridato. In Italia, culla del diritto, esiste la pena di morte. Lo ha urlato un cuore impavido, un teologo semplice e ribelle. Un temerario e audace cuore che ha sfidato tutti e tutto senza paura. Ha smascherato le nefandezze che dispotici fomentano.

Grazie Papa Francesco per aver gridato in assordante silenzio e a voce alta quello che molti a voce bassa bisbigliano forse per non farsi capire per paura di essere ascoltati, additati, criticati, giudicati e puniti. Grazie Papa Francesco per aver gridato a tutti che in carcere oggi si muore tutti i giorni un po’ alla volta, un pezzettino al giorno; alla faccia del becero e ciclico garantismo con buona pace dei forcaioli di turno. Grazie Papa Francesco per avere smascherato i furfanti democratici, i truffatori di libertà, i finti politici, i finti buoni, i ladri di sogni, gli ipocriti, i mascalzoni, i corrotti per mestiere, i pregiudicati riconosciuti tali e riabilitati. Coloro che continuano a nascondersi dietro un laico dito di ipocrisia, di finzione, di becero conformismo, di falso perbenismo, nell’indifferenza, nell’opulenza irrazionale, ingiustificata. Grazie Papa Francesco che, per una volta, per cento volte, hai gridato al mondo che nella culla del diritto c’è un bambino cereo, triste e malato che stenta a crescere perché medici malati, confusi e distratti, glielo impediscono  negandogli di godere delle bellezze del mondo: il sole, la luna, il tramonto, l’aurora. 

Grazie Papa Francesco, perché da oggi i condannati a morte rinchiusi nelle carceri italiane, attenderanno di chiudere gli occhi per sempre, con la gioia nel cuore, che un magico pastore vestito di bianco per una volta, contro il rigido formalismo è riuscito semplicemente e banalmente a punire e condannare per sempre il suo gregge colpevole di colpevolizzare i colpevoli. Grazie Papa Francesco per essere vicino agli ultimi, ai reietti, ai falliti, ai senza tetto, ai senza nome, ai pazzi d’amore, agli indesiderati, agli oppressi, ai riciclati, agli incompresi, ai perduti per sempre, ai miscredenti, ai nullafacenti, ai buoni per indole e non per scelta, ai ladri di sentimenti.

Grazie Papa Francesco. I condannati a morte te ne saranno grati per sempre, per l’eternità, per la vita oltre la vita, per l’amore oltre l’amore, per la morte oltre la morte, per i sogni oltre i sogni. Da oggi il sogno di ogni condannato a morte, prima di spirare, sarà di poterti accarezzare la mano e sussurrarti con voce fioca, debole, triste e stanca: GRAZIE Papa Francesco, eroe di un tempo senza tempo. GRAZIE!

Giuseppe Barreca, condannato a morte n. 034099227, ergastolano ostativo detenuto da 24 anni.

Spoleto, ottobre 2014

Lettera al papa da uno “scomunicato”…. di Nino Mandalà

Pope Francis' General Audience

Nel suo recente viaggio in Calabria, il Papa, nella sua omelia a Cassano Jonico, ha lanciato l’anatema contro tutti i mafiosi (ricomprendendo gli appartenenti alla mafia siciliana, alla ndrangheta, alla camorra), scomunicandoli.

Certamente un gesto forte e senza precedenti, che è espressione di una ribellione morale contro tante ingiustizie.

Un gesto che, però, ha fatto sentire, tanti detenuti che provengono dalla file della criminalità organizzata, ancora più abbandonati e rejetti. Uno di questi è Nino Mandalà che ha voluto inviare una lettera al Papa. Io credo che tanti detenuti abbiano interpretato le parole del Papa come una “espulsione definitiva” dalla Chiesa di chiunque sia stato, nel suo percorso di vita, mafioso. Io credo che il Papa abbia voluto scomunicare chi agisce attualmente con pratiche mafiose. Ma che la sua scomunica non vada intesa per chiunque sia in carcere per reati di mafia, specie se lontano ormai da quel mondo. Comunque questa è la percezione che si è creata.

Io credo che il Papa, in un successivo intervento, dovrebbe fare capire che  quella scomunica, non esclude la comprensione e il perdono per chi è in carcere, specie da tanti anni, ed è lontano ormai dai circuiti della violenza. Una lettera in cui faccia capire che, nonostante gli errori che uno possa avere fatto nella sua vita, c’è sempre, verso di lui, accoglienza e amore.

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Santità

i mafiosi sono stati scomunicati e in conseguenza di questa damnatio non avranno accesso alle funzioni religiose né potranno accostarsi all’eucarestia.

La Santità Vostra, con una furia accecata dall’ira, ha inserito contesti differenti ad una medesima terribile categoria del male e ha posto fuori del gregge della Chiesa i mafiosi, allo stesso modo in cui lo Stato italiano li ha dichiarati cittadini indegni e qualche politico, in cerca di una forte visibilità, ne auspica la morte in carcere in virtù del loro status, anche se hanno già scontato  la pena per i reati che hanno commesso. Un’alta istituzione religiosa si è mischiata con le crudeli necessità della giustizia terrena alla stregua di un qualsiasi stato laico.

Mi ricordo di quando studiavo il catechismo e mi imbattei con emozione nelle sette opere di misericordia. Fra esse: visitare i carcerati. Sono opere che si fondano sull’amore che Von Balthasar definiva “accordo incondizionato con la volontà di Dio”, e mi riesce difficile pensare che la volontà di Dio sia contenuta in un anatema che si priva dell’amore e lo sostituisce con una intransigenza  senza misericordia, con la chiusura al perdono nei confronti di uomini che hanno sbagliato, ma che con la scomunica sono relegati definitivamente fuori dal recinto della redenzione.

I sacerdoti, i missionari, i diaconi che operano dentro le carceri, cosa diranno ai detenuti condannati per mafia?

A scanso di mortificanti discriminazioni io, per esempio, domenica non sono andato a messa. Mi sono detto: vuoi vedere che il sacerdote mi nega la comunione?

E non sono il solo. Sono testimone della costernazione di tanti compagni che vivono questa scomunica come una inaccettabile espropriazione della loro fede sincera, altro che ritualità profana la quale in alcuni casi, lo ammetto, viene ostentata.

Che facciamo noi mafiosi (veri o fasulli) in carcere e fuori? Al disgusto che suscitiamo nei bravi e virtuosi cittadini che prendono le distanze da noi come si fa con gli appestati, dobbiamo aggiungere da oggi in poi la clandestinità della nostra fede nascondendo al prete l’identità mafiosa con cui siamo stati marchiati?

E la Santità Vostra, così intransigente nei confronti dei mafiosi, lo è altrettanto nei confronti di chi pratica la tortura, allorché la condanna con parole sdegnate, senza però puntare il dito contro i nostri governanti che non si fanno scrupolo di infliggere l’ergastolo e il 41 bis, un regime differenziato inumano e crudele che non fa onore a un Paese civile? Non dovrebbe questa vergogna far vibrare di indignazione il suo cuore e suscitare l’ira? Einvece la Santità Vostra  aggiunge alla tortura la scomunica!

Mi perdoni, ma ho l’impressione che la Santità Vostra non sia severa in maniera equanime, che veda il male, brandisca la severità dell’Antico Testamento e condanni a vagare nel deserto il popolo infame dei mafiosi, ma non sia capace di vedere il male quando a praticarlo sono i farisei che spacciano la tortura per giustizia.

Il male è male, Santità, dovunque alberghi e non è un male minore quello praticato da personaggi paludati che si annidano all’ombra delle istituzioni.

Il Papa deve sempre snidare i farisei e cacciarli fuori dal tempio, e deve sapere esercitare il perdono nei confronti di chi ha sbagliato, come ci insegna la parabola del figliol prodigo.

Ho la sgradevole sensazione che il Suo anatema vada nella direzione opposta.

Con amore immutato, un Suo figlio, nonostante tutto.

Diario di Pasquale De Feo- 22 settembre – 21 ottobre

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Eccoci oggi con l’appuntamento con uno dei momenti più importanti del nostro Blog.

Il diario scritto nel corso di ogni mese dal nostro Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.

Ringraziamo la preziosa Marina per avere trascritto questo diario.

Non c’è un giorno in cui Pasquale non scrive le sue riflessioni su qualche argomento e, messe insieme tutte quelle che scrive nel corso di ogni mese, abbiamo ogni volta un piccolo libro.

E questo “piccolo libro” è sempre una “occasione di libertà”. Per chi scrive e per chi legge.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario del mese di ottobre, cito due passaggi.

“Mussolini permetteva 80 fa quattro libri al recluso Antonio Gramsci da detenere in cella ma aveva libero accesso a tutti i libri della biblioteca del carcere. Hitler i libri che non gli piacevano li bruciava, tutti ricordano i roghi dei libri del 1934. Stalin proibiva i libri che secondo l’ideologia bolscevica corrompevano la fede comunista. La Chiesa li metteva all’indice,arrestava le persone che leggevano i libri proibiti, non di rado metteva al rogo qualcuno al posto dei libri. Mi ha scritto Davide Emmanuello dal regime di tortura del 41 bis di Ascoli Piceno, l’area educativa gli ha proibito di leggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco, da cui hanno tratto un bel film, libro della biblioteca del carcere, perché pericoloso per l’ordine e la sicurezza. Con la legge n 94 del 2009 del famigerato duo Alfano – Berlusconi . hanno reso la tortura del 41 bis peggiore dei centri psichiatrici sovietici, dove internavano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne il pensiero. Quando i politici parlano di tortura facendo riferimento alla disumanità delle carceri, dimenticano volutamente il famigerato 41 bis, che è un regime di tortura internazionalmente riconosciuto.” (8 ottobre)

Quando ero bambino e andavo a trovare i nonni, era una gioia andare in questo fondo agricolo, perché c’erano tanti tipi di frutta, il nonno ne aveva fatto un piccolo giardino che curava con amore. C’erano ciliegie,melograni,prugne,fichi,uva,mele,pere ecc…, mi rimpizzavo di tutto quello che desideravo. La frutta nel cilento è meno voluminosa per la scarsità d’acqua, ma molto saporita. I fichi sono una vera bontà, hanno anche il marchio DOP. C’era un tipo di uva bianca, con acini molto piccoli e dolcissimi, il nonno ci faceva un vino che somigliava al Martini. Mio padre mi ha detto che i miei cugini l’hanno abbandonato a se stesso, e il fondo agricolo è andato perduto. Quando me lo ha detto ci sono rimasto male, nei miei pensieri era un luogo ideale di bontà, ma come tutte le cose della vita hanno una fine, rimangono eterni nei nostri ricordi.” (1 ottobre)

Questi momenti intimi, radicati nella memoria, sono sempre il seme di una nuova stagione di speranza.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo…  carcere di Catanzaro… mese di ottobre.

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Il Marcio istituzionale dei pentiti
Il pentito Vincenzo Scorantino, costruito a tavolino dal questore Barbera con la complicità della procura antimafia di Caltanissetta, erano consapevoli di tenere degli innocenti in carcere, quest’ultima notizia li inchioda alle loro responsabilità. Nel 1995 le telecamere di Studio Aperto avevano registrato l’intervista a Scorantino, in cui lo stesso smentisce le sue accuse sulla strage di Borsellino, spiegando che gli sono state estorte con la tortura nel carcere di Pianosa a regime di 41 bis.
La DDA di Caltanissetta con a capo Giovanni Tinebra, ordina la distruzione dell’intervista dagli archivi e dai server della tv sia di Palermo che di Milano.
Subito dopo l’intervista i Pm di Caltanissetta raggiungono il pentito Scorantino e lo convincono a ritrattare la ritrattazione. Così la procura mette il sigillo di autenticità sulle false accuse estorte a Scorantino, sulla strage di Borsellino.
Un tecnico ha conservato l’intervista, disubbidendo all’ordinanza di distruzione, ora cercano il tecnico, ma anche la copia dell’ordinanza della procura che ordinava la distruzione, non si trova, sparita dall’archivio.
Gli unici che hanno interesse a trovare il tecnico “infedele” per punirlo, e non far trovare l’ordinanza, è la procura di Caltanissetta.
All’epoca la procura aprì anche un’inchiesta sugli autori che avevano indotta Scorantino a ritrattare, in più i Pm della DDA fecero una nota ufficiale per definire “grave il comportamento della madre di Scorantino e di quanti hanno strumentalizzato un comprensibile desiderio d’affetto per fini processuali”.
Qualche tempo dopo nel 1998, ci furono le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza dinanzi al capo della DNA Vigna e il suo vice Grasso (attuale presidente del Senato), si autoaccusa della strage di Borsellino e di altre del periodo 1992 – 93 , tutto viene occultato perché deve rimanere la verità di Scurantino.
Spatuzza accusa Berlusconi come mandante, questo innesca un meccanismo di ricatti e di compromessi; Grasso diventa capo della DNA, e Tinebra capo del DAP al Ministero della Giustizia.
Mentre questo marcio istituzionale si consolida,languono in carcere degli innocenti, mentre gli eroi dell’antimafia Grasso,Vigna, Tinebra, La Barbera e tanti altri conoscevano la verità e facevano di tutto per occultarla, per i loro interessi di potere, di casta e di poltrone.
Gli innocenti sono stati sepolti vivi per 20 anni nel regime di tortura del 41 bis, torturati e mostrificati oltre ogni limite umano.
Solo nel 2010 verranno scarcerati perché Gaspare Spatuzza nel 2008 si pente e dichiara le stesse cose dette nel carcere dell’Aquila a Vigna e Grasso nel 1998. Il verbale è venuto alla lucea giugno del 2013 nell’aula bunker di Rebibbia a Roma nel processo Quoter sulla strage di Borsellino.
Questi signori non pagheranno per il male fatto, e continueranno ad essere acclamati come eroi. Chi ha avuto la vita rovinata, non ha ricevuto neanche le scuse, questo sistema criminale va cambiato. 22-09-2013
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Il calcio unisce gli afgani
La nazionale di calcio afgana ha vinto il torneo dell’Asia Meridionale. Questa vittoria è stata salutata con l’entusiasmo di un evento importante per il Paese.
Lo stadio di Kabul, dove prima la popolazione era costretta dai talebani ad assistere alle esecuzioni pubbliche, era pieno di gente festante per la vittoria dei propri atleti.
Dalle foto dei tifosi in giubilo sembra di vedere uno stadio in festa dopo la vittoria del mondiale della propria nazionale.
Per 24 ore sono durati i festeggiamenti, come d’incanto sono scomparse le rivalità dei gruppi etnici, diventando un solo popolo.
Il capo del comitato olimpico afgano ZAIR – AKHABAR ha detto “ per i politici afgani è arrivato il momento di prendere esempio dalla nazionale di calcio”.
Parole più belle e istruttive non poteva trovare. Il popolo afgano è l’unico al mondo che non è stato mai sconfitto e né dominato, non c’è riuscito Alessandro Magno, gli inglesi con il loro impero mondiale, la Russia zarista e quella sovietica, oggi gli americani, per questo motivi sono degni di ammirazione e gli auguro pace e tanta prosperità. 23-09-2013
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Il fanatismo religioso
In Siria c’è una piccola cittadina cristiana, MAALULA vicino Damasco l capitale, ritenuta la culla della lingua di Gesù l’aramaico.
Fino a qualche settimana fa, non si era trovata coinvolta nella guerra civile, ma i gruppi fanatici vicini ad AL – QAEDA l’hanno attaccata e costretto gli abitanti alla fuga e rifugiarsi in uno dei quartieri cristiani di Damasco.
Gli abitanti hanno dovuto armarsi e combattere per cacciare questi fanatici islamici.
Se fino al giorno dell’attacco erano neutrali, ora si sono schierati con Assad.
Sono convinti che l’attacco subito derivi da una sola ed unica colpa, essere cristiani pertanto infedeli, e anche perché parlando la lingua di Gesù sono un simbolo.
Sono contro gli americani, perché avendo subito l’11 settembre, aiutano i terroristi della stessa frangia. Ironizzano sul gas usato il 23 agosto contro la popolazione civile, perché è successo lo stesso giorno in cui arrivarono gli ispettori ONU, una coincidenza alquanto singolare. 24-09-2013
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I figli dimenticati
Molti americani che furono soldati nella guerra in Vietnam, lasciarono i figli avuti con le ragazze locali in balia degli eventi senza curarsene.
In Vietnam li chiamano “i figli della polvere”, erano discriminati in tutti i modi, neanche le madri li volevano e li abbandonavano.
Dopo la caduta di Saigan nel 1975, migliaia rimasero intrappolati sotto il regime comunista vietnamita del Nord, disprezzati e indicati come figli bastardi e cani randagi.
Con una legge il congresso americano, agevolò l’ingresso di questi figli della guerra chiamati AMERASIANS.
Con l’età avanzata gli ex soldati si sono messi alla ricerca dei loro figli, molti li hanno trovati, alcuni a qualche centinaio di km dalle loro abitazioni.
Con il DNA, non è più solo la madre sempre certa, lo è anche il padre.
La guerra a qualunque latitudine porta solo morte, distruzione e sofferenze prolungate nel tempo, in alcuni casi odi che durano decenni. 25-09-2013
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I miracoli della natura
La natura non finirà mai di meravigliarci. Nei giorni scorsi un caso veramente unico ha stupito anche i veterinari e i tecnici dell’istituto zoo profilattico di Palermo, che dovranno cercare una spiegazione a quest’evento.
Il proprietario di una fattoria nel Nisseno, ha scoperto che un suo agnello di 30 giorni aveva già il latte. Ha visto uno strano rigonfiamento, credeva che fosse il morso di un’animale, ma toccando il gonfiore è uscito il latte. Normalmente un agnello inizia a fare il latte dopo qualche anno.
I veterinari dell’ASP, da lui informati, non ci credevano e sono rimasti stupiti quando l’hanno visto con i loro occhi.
C’è da chiedersi se è un miracolo della natura, oppure l’inquinamento che fa impazzire gli ormoni e le cellule. 26-09-2013
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La politica infanga tutto
E’ sotto gli occhi di tutti, dove entra la politica tutto inaridisce sotto la corruzione che istaura. La politica ha il dovere istituzionale di controllo su ogni cosa, essendo eletti dal popolo per il benessere comune e l’interesse collettivo.
Negli ultimi 30 anni la politica come uno sciame di cavallette si è infilata da tutte le parti devastando tutto.
C’erano aziende che erano il fiore all’occhiello del Paese, con la complicità dei sindacati, banche, CONFINDUSTRIA e il silenzio della Chiesa, hanno distrutto ogni cosa svuotandole del loro valore. Nel deserto lasciato dietro di sé, si sono lanciati come iene gli affaristi da ogni parte del mondo per fare shopping di tutti i beni italiani.
Non è rimasto un buco sano dove è passata la politica; le banche dopo averle ridotte sull’orlo del fallimento, le hanno sanate salassando i cittadini, anche con l’aumento del debito pubblico. Le aziende di Stato sono state svendute o regalate dopo che le avevano con manutengoli che ci avevano piazzato dentro.
I sindacati e CONFINDUSTRIA, facce della stessa medaglia, hanno badato ai loro interessi mandando tutto il resto alla malora; il resto sono chiacchiere.
Infine si sono comprati il silenzio della Chiesa. La magistratura inquinata dalla politica, non solo è diventata una casta, ma addirittura detta l’agenda politica.
Questo sistema opprime il Paese è come un racket lo dissangua con i suoi privilegi e ruberie. Chi ne paga le conseguenze è la popolazione che deve tirare la cinghia con tasse che aumentano sempre, pensioni da fame, e milioni di persone ridotte a non arrivare a fine mese. Mentre una minoranza diventa sempre più ricca e sguazza nei lussi e nei privilegi.
Le frustrazioni della gente è incanalata dal sistema stesso, i sindacati, la Chiesa, e la politica che è la multinazionale più grande del mondo. Con circa 200.000 politici e due milioni di cortigiani.
Affinché tutto possa continuare, come ogni potere crea un nemico, su cui la popolazione possa riversare tutta la rabbia alimentata dalle problematiche e dalla disperazione. Hanno mostrificato una parte del Paese ritenendola responsabile di tutti i mali da loro causati.
Coprono con questa criminalizzazione, la colpa di aver reso il Paese il più corrotto del mondo, il più condannato dalla Corte Europea per le violazioni penali, e l’unico paese europeo con la pena di morte (ergastolo ostativo) e la tortura istituzionalizzata (regime 41 bis).
Bisognerebbe rivoltarsi contro questa ragnatela oppressiva per costruire un nuovo Paese. 27-09-2013
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La storia infinita: Strage Borsellino
Un piccolo articolo anonimo nella cronaca di 5 cm per 13 cm, messo tra gli altri per farlo passare inosservato, contiene una verità sconvolgente.
Arnoldo La Barbera questore di Palermo nel 1992, aveva messo un suo confidente veneziano Vincenzo Pipino, in cella con Vincenzo Scorantino nel carcere di Venezia, per controllarlo ed evitare che le microspie della procura registrassero gli sfoghi di Scorantino che si professava innocente.
Lo hanno sostenuto due tester dinanzi alla Corte nell’aula bunker di Rebibbia a Roma.
Il giornalista Maurizio Dionese ha riferito che aveva avuto la confidenza da Vincenzo Pipino chiamato il ladro gentiluomo.
Nel 2009 il giornalista aveva raccontato l’episodio al professor Enzo Guidotto.
Quello che sta emergendo negli ultimi mesi è una minima parte del marciume dell’industria della repressione e del pentitismo.
Stanno cercando di scaricare tutto su La Barbera, ormai morto, ma la realtà è che tutto l’apparato contribuì a creare il mostro Scorantino.
Quello che è veramente grave è che dall’inizio sapevano di incolpare degli innocenti.
Il quesito che vorrei porre, quanti Scorantino hanno creato negli ultimi trent’anni?Tanti. Principalmente dal 1992 ad oggi.
Personalmente ne ho subiti due, talmente falsi che anche un bambino avrebbe capito che erano inventati. Purtroppo le procure sono diventate come gli apparati delle dittature che servivano ad inventare accuse per eliminare i nemici nel regime o del dittatore.
La magistratura giudicante è diventata simile ai plotoni d’esecuzione, che fucilano senza chiedersi se è giusto; un mattatoio giudiziario in cui le vittime principali sono meridionali. Figli di un Dio minore, pertanto ottimi mostri da bruciare sul rogo. 28-09-2013
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Le fogne diventano risorse
La città di New York abitata da circa 20 milioni di abitanti, ha progettato di utilizzare gli scarichi fognari per trasformarli in energia.
Con i milioni di abitanti, la produzione di liquami e di migliaia di tonnellate al giorno. Si può ricavare il butanolo alternativa alla benzina, il metano utilizzabile sia per produrre energia e sia per il riscaldamento delle cose.
Inoltre l’acqua può essere depurata, i fanghi dopo un trattamento possono essere usati come concime, tutto verrebbe riutilizzato.
Questo metodo eliminerebbe l’inquinamento nei fiumi,nei laghi, nei mari, evitando le contaminazioni dei terreni e le falde acquifere.
Un progetto del genere dovrebbe diventare planetario, in modo che finiscono gli inquinamenti fognari in tutto il mondo. 29-09-2013
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La prostituzione religiosa
L’esercito siriano ha trovato sei ragazze tunisine che allietavano sessualmente i ribelli jihadisti .
Dopo una FATWA attribuita al saudita MOHAMED AL – ARIFI, che invitava le giovani tunisine a partire per la Siria, non per combattere ma per soddisfare sessualmente i “valorosi” jihadisti.
I predicatori si sono messi all’opera per convincere giovani tunisine povere, analfabete, e spesso minorenni, giustificando in nome della religione anche le gravidanze indesiderate.
Il governo tunisino ha chiesto alla Siria di rimandarle in Tunisia. Il ministro dell’interno di Tunisi LOFTI-BEN- JEDDON esponente islamista della maggioranza, ha detto davanti al Parlamento ammutolito “è una vergogna che va avanti da mesi. E noi restiamo in silenzio senza fare nulla”.
Le jihadiste del sesso stanno diventando una piaga in Tunisia, al loro ritorno sono emarginate e rimangono da sole con un bambino da crescere, perché una madre senza marito, è ritenuta una prostituta.
Ci sono dossier di ragazzine che raccontano la loro triste esperienza nella rete ci sono i video delle loro testimonianze.
Usare la religione per squallidi merciai sono atti irreversibili.
Riflettessero bene gli americani, francesi e inglesi prima di aiutare i jihadisti affiliati ad AL-QAEDA, dopo sarà troppo tardi. 30-09-2013
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Il giardino dei ricordi
Parlando al telefono con mio padre casualmente abbiamo menzionato una proprietà dei nonni, che nella divisione ereditaria è toccata alla famiglia di zio Antonio e zio Giovanni, fratelli di mio padre, entrambi defunti.
Quando ero bambino e andavo a trovare i nonni, era una gioia andare in questo fondo agricolo, perché c’erano tanti tipi di frutta, il nonno ne aveva fatto un piccolo giardino che curava con amore.
C’erano ciliegie,melograni,prugne,fichi,uva,mele,pere ecc…, mi rimpizzavo di tutto quello che desideravo.
La frutta nel cilento è meno voluminosa per la scarsità d’acqua, ma molto saporita.
I fichi sono una vera bontà, hanno anche il marchio DOP.
C’era un tipo di uva bianca, con acini molto piccoli e dolcissimi, il nonno ci faceva un vino che somigliava al Martini.
Mio padre mi ha detto che i miei cugini l’hanno abbandonato a se stesso, e il fondo agricolo è andato perduto.
Quando me lo ha detto ci sono rimasto male, nei miei pensieri era un luogo ideale di bontà, ma come tutte le cose della vita hanno una fine, rimangono eterni nei nostri ricordi. 1-10-2013
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La verità di un uomo
Affidare le consapevolezze acquisite dalla vita, lasciando libero sfogo ai propri pensieri, nella scrittura di un libro, è un atto meraviglioso per se stessi e per migliaia di reclusi che non hanno la capacità di farlo.
Ho finito di leggere il libro di Sebastiano Milazzo “AEREO – PARADOSSO”, edito YOUCANPRINT – SEL – PUBLISHING. E’ stata una lettura molto profonda, perché mi sono immedesimato nelle sue disavventure giudiziarie e dei tanti anni trascorsi nelle carceri con una condanna all’ergastolo.
Sono stato contento nell’apprendere che su molte cose la simpatia è totale.
Credevo che alcune cose le notavo solo io, mi sono ricreduto perché le ho trovate nel libro.
I reclusi che sono la stragrande maggioranza meridionali.
Le leggi razziste per i meridionali, per noi molto rigorose, e umane per i settentrionali.
Ha elencato con certosina precisione tutte le disfunzioni del sistema penitenziario.
Ha fatto un’analisi politica sulla feroce demagogia della sicurezza.
La sua lettera a Miriam Mafai, ha scaturito un sorriso di empatia, perché scrissi anche io dell’episodio nel diario quotidiano che viene pubblicato nel blog. La sua fu un’affermazione razzista e discriminatoria. A un suo amico avevano messo le manette in tribunale, urlò in un articolo “ Neanche fosse un mafioso”, come se a un meridionale potesse essere fatto qualunque cosa, essendo che non ha diritti. Dire mafioso equivale a meridionale, perché l’associazione mafiosa è applicata solo ai meridionali.
Si è colpevoli perché meridionali, l’etnia rende colpevole, come lo era nelle colonie africane.
A parte la vicenda personale e i sentimenti sviscerati, degni di ammirazione, ha confezionato un piccolo capolavoro; perché chiunque lo legge, a prescindere dalle sue capacità culturali, è alla portata di tutti per la sua semplicità e la chiarezza dei concetti espressi.
Mi auguro che abbia un’ampia diffusione, così trasmetterà la realtà dell’apparato della repressione, che ha incancrenito il sistema sociale del meridione. 2-10-2013
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La rivoluzione digitale scolastica
All’istituto tecnico commerciale Ferrigno di Castelvetrano in provincia di Trapani, il preside della scuola ha avviato la rivoluzione digitale, simile alla scuola di Brindisi.
I suoi alunni non hanno più l’obbligo di comprare i libri, usano un tablet dove sono inseriti i testi scolastici prodotti dagli insegnanti e dagli alunni stessi.
Nello zaino non hanno più una caterba di libri, pericolosi per la salute della schiena, ma un leggero tablet e un quaderno.
Anche le famiglie sono contente, perché non hanno più la spesa eccessiva dei libri, in questo tempo di crisi non è poco.
Essendoci il registro elettronico i genitori possono seguire da casa in tempo reale, i voti, i compiti assegnati, assenze e note disciplinari.
In Europa e nell’area Occidentale questa rivoluzione è reale da molti anni, in Italia a parte rari casi, il resto del Paese è arretrato in questo campo. Il nuovo ministro dell’istruzione Mari Chiara Carrozza ha firmato un decreto ministeriale che rallenta il passaggio dalla carta al digitale nelle scuole. Un regalo all’editoria.
Politica e burocrazia frenano sempre lo sviluppo e il progresso. 3-10-2013
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I gatti
La natura continua a stupirci e non credo si fermerà, continuerà nel tempo a meravigliarci. In Corea del Sud hanno scoperto che i gatti e le tigri hanno un codice generico simile.
In parole povere i gatti sono delle piccole tigri, sapevamo che fossero felini ma nessuno immaginava che avessero lo stesso antenato, e che l’evoluzione di milioni di anni li ha cambiati fisicamente.
Questa scoperta può essere utile per evitare l’estinzione di alcune specie, e rafforzare le razze con la variazione genetica.
Da oggi in poi guarderò i gatti con occhi diversi. 4-10-2013
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C’è un giudice a Roma?
Anche se avevano fatto calare una cartina di silenzio sull’infame deportazione della moglie e la figlia di sei anni, del dissidente KAZAKO ABLYZOV.
La figlia più grande residente in Svizzera, tramite i suoi legali ha denunciato tutti i funzionari dell’ambasciata KAZAKA a Roma.
Per tutti, l’esposto è per violazioni gravi, avendo commesso abusi e omissioni.
La procura di Roma con a capo Pignatore, ex capo della procura di Reggio Calabria, dovrà dimostrare se Roma è ancora un porto delle nebbie oppure applica la giustizia e farà luce su questa nefandezza che ha squalificato l’Italia davanti al mondo. 5-10-2013
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Il mondo irreale dei politici
Il presidente del Consiglio Letta ha dichiarato che in Italia la giustizia funziona e siamo in uno stato di diritto.
Facendo parte del PD, e siccome la magistratura detta la linea politica del partito, comprendo che deve difenderli e allo stesso tempo difendersi.
In questo Paese non c’è più giustizia né diritti, in particolare nel Meridione, dove di diritti e giustizia sono applicati alla stregua delle colonie africane. C’erano giustizia e c’erano diritti per gli indigeni delle colonie?
Ci sono leggi razziste e anticostituzionali tutte approvate per il Meridione, e per legittimarle lo chiamano doppio binario, anche se la Costituzione stabilisce che siamo tutti uguali di fronte alla legge senza distinzioni di razza.
Tutti carnefici della repressione vengono idolatrati e fatti passare per eroi, mentre le vittime meridionali sono mostrificati, per legittimare torture, arresti arbitrari, e il nuovo saccheggio del Meridione dopo la conquista piemontese.
Ritengono di avere la coscienza apposto, perché tutto viene fatto a norma di legge. Anche Stalin,Hitler,Mussolini ecc.. le loro nefandezze le facevano in base a leggi di stato.
Il sig. Letta non conosce la realtà, se la conoscesse è peggiore dei tanti carnefici dell’apparato della repressione. 6-10-2013
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L’uomo fatto diventare reato
A parte i reclusi, ma in particolare noi ergastolani, nessuno conosce l’art. 4 bis, persino alcuni magistrati ne hanno poca dimestichezza.
L’art. 4 bis è la barbarie fatta legge, non esiste al mondo che una norma penitenziaria sia al di sopra della Costituzione e delle leggi penali.
L’infamia che hanno tirato fuori, non è una forma di aggravante per il reato, perché se così fosse, dopo scontata quella parte, si può accedere alle normative delle pene alternative. Invece è fatta per l’uomo e non per il solo reato, in questo modo, una volta applicata la persona diventa mafioso ad eternum, e nel nostro caso non vedremo più la luce del sole.
L’art. 4 bis O.P. contiene un’elencazione di reati, dunque non ti viene applicato, è il reato contestato che viene dichiarato ostativo in quanto tra quelli indicati nel 4 bis.
Quindi il titolo di mafioso, lo è per condanna e in quanto tale per effetto dell’inclusione nel 4 bis.
Per concludere il titolo aristocratico di un mafioso è per sempre, non ci può essere cambiamento.
Con questa applicazione aristocratica, ci viene revocata per legge la speranza, senza speranza si cade nella disperazione anche l’anima appassisce e muore, questo è peggiore della morte del corpo.
Loro vogliono sopprimerci dando l’incarico di boia al tempo, noi dobbiamo angustiarli vivendo il più a lungo possibile, lottando con tutte le nostre forze e infastidendoli come fanno le zanzare. 7-10-2013
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La dittatura culturale fascista
Mussolini permetteva 80 fa quattro libri al recluso Antonio Gramsci da detenere in cella ma aveva libero accesso a tutti i libri della biblioteca del carcere.
Hitler i libri che non gli piacevano li bruciava, tutti ricordano i roghi dei libri del 1934.
Stalin proibiva i libri che secondo l’ideologia bolscevica corrompevano la fede comunista.
La Chiesa li metteva all’indice,arrestava le persone che leggevano i libri proibiti, non di rado metteva al rogo qualcuno al posto dei libri.
Mi ha scritto Davide Emmanuello dal regime di tortura del 41 bis di Ascoli Piceno, l’area educativa gli ha proibito di leggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco, da cui hanno tratto un bel film, libro della biblioteca del carcere, perché pericoloso per l’ordine e la sicurezza.
Con la legge n 94 del 2009 del famigerato duo Alfano – Berlusconi . hanno reso la tortura del 41 bis peggiore dei centri psichiatrici sovietici, dove internavano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne il pensiero.
Quando i politici parlano di tortura facendo riferimento alla disumanità delle carceri, dimenticano volutamente il famigerato 41 bis, che è un regime di tortura internazionalmente riconosciuto.
La censura è imposta dal nuovo MINCULPOP (DNA) non vuole che se ne parli.
Un giorno i politici non potranno dire di non sapere. 8-10-2013
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L’ipocrisia della paura
L’1 ottobre avevo presentato un permesso di necessità ex art. 30 O.P., per andare a visitare mio padre. In una settimana il magistrato di sorveglianza ha risposto rigettando la richiesta.
Pur costatando che le patologie sono gravi: “ non ricorrono allo stato, i presupposti per accordare il richiesto, eccezionale beneficio, ravvisabili o nell’imminente pericolo di vita”.
A novembre 2012; mi ha concesso tre ore di permesso con la scorta, non ha ritenuto usare il rigore tecnico repressivo, ma il lato umano della legge.
Comprendo che l’intervento di qualcuno della DDA di Salerno, ha tolto la serenità al magistrato di sorveglianza.
Se l’anno scorso riteneva di essere nel giusto, non può e neanche deve sottostare a queste minacce, dettate esclusivamente da un furore giustizialista.
Ho fatto ricorso al tribunale di sorveglianza di Catanzaro, motivandola in questi termini: “ Abbiamo diritto anche noi “mostri” di vedere almeno una volta l’anno i nostri genitori?”
La risposta del tribunale sarà sicuramente negativa perché fanno parte dello stesso ufficio, ma voglio che sappiano che la loro crudeltà legittimata dai tecnicismi non potrà tacitare le loro coscienze con il senso del dovere, perché il dovere non giustifica la disumanità, se lo fosse sarebbero legittimati anche le SS nei campi di sterminio nazista. 9-10-2013
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Concorso letterario
Avevo partecipato al concorso letterario istituito nel carcere di Ascoli Piceno.
L’educatrice mi ha portato una lettera dove la direttrice del carcere mi comunicava che il mio testo era stato menzionato dalla giuria del concorso, e dopo la premiazione dell’8 ottobre, mi avrebbe spedito la copia del libro dove sono inseriti tutti i testi menzionati.
La stessa direttrice comanda anche il regime di tortura del 41 bis, dove è seppellito vivo Davide, e la sua area educativa ritiene che leggere il libro “Il nome della Rosa” è pericoloso per l’ordine e la sicurezza.
Più che parlare di banalità del male, affermerei di abitudine al male, routine, una sorta di normalità, aggrappandosi alle leggi per anestetizzare l’animo. 10-10-2013
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I depositari della verità
Tante persone che hanno subito un lutto per l’uccisione di un familiare, hanno mercificato l’occasione per fare carriera.
Usano la loro sete di vendetta per opporsi a qualunque apertura alla civiltà e rendere umane le carceri. Carmelo Musumeci aveva scritto due righe sulla rivista Gente per stimolare la gente a firmare il referendum sull’ergastolo.
Maria Falcone,sorella del giudice ucciso a Capaci, una delle tante che ha fatto fortuna sulla pelle del fratello, ha risposto che l’ergastolo non va abolito, perché sarebbe ingiusto e inopportuno, avendo analizzato da professoressa di diritto. Ma semmai bisogna valutare un problema opposto “garantire la certezza della pena”. Pertanto sarebbe molto meglio indirizzare le energie della politica e le coscienze dei cittadini verso la soluzione di questa ben più grave questione. Dimostra che è ignorante in materia, meno male che è professoressa nel diritto. E’ una cantilena che ripetono gli adepti della setta antimafia, che non ha nessun fondamento con la realtà.
Una delle poche cose serie del sistema penitenziario è la certezza della pena, talmente precisa che potremmo insegnarlo ai tedeschi e gli svizzeri.
In Italia si sconta un giorno in più mai uno in meno.
Convinti di essere depositari della verità, si inventano qualsiasi castroneria per motivare le loro decisioni. 11-10-2013

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L’occupazione americana
La barzelletta dell’alleanza con gli americani, ormai solo gli sciocchi ci possono credere.
Da settant’anni siamo occupati dalle truppe americane, e non hanno nessuna intenzione di andarsene, continuando a fare i loro comodi.
La sceneggiata dei nostri politici di fingersi indignati, quando le notizie le apprendono dai media, come l’ultima lo spostamento di 200 marines dalla Spagna alla base di Sigonella in Sicilia, per le emergenze in Libia.
Ormai la Libia è diventata una sorta di terra di nessuno; un bel regalo dagli americani.
La settimana scorsa con il blitz all’insaputa del governo libico, hanno catturato a Tripoli ABU – ANAS – AL – LIBI, ideatore degli attentati alle ambasciate in Tanzania e Kenya nel 1998.
Gli americani temono la reazione di AL – QAEDA, divenuta molto forte in Libia, e si preparano alla risposta.
Muovendo le truppe a loro piacimento sul territorio italiano senza avvertire né il governo e né i vertici militari, significa una sola cosa, che sono i padroni e possono fare quello che vogliono. 12-10-2013
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Ipocrisia
Si è criminali non per quel che fai, ma per chi lo fai. Brenno lo disse chiaramente quando posò la spada sulla bilancia “guai ai vinti”.
Stalin prima e dopo la guerra ha fatto ammazzare milioni di persone, si parla addirittura di 50 milioni. Solo in Ucraina ne fece morire di fame e di morte violenta più di dieci milioni di persone.
Eppure fu ritenuto un eroe e osannato in tutti i paesi e partiti comunisti del mondo come Dio.
Togliatti fino a quando restò a Mosca, se non vado errato fino al 1943, avallò firmandoli tutti e crimini di Stalin, non solo non è stato accusato ma non ha pagato nemmeno i crimini degli italiani scappati a Mosca, da lui fatti condannare a morte e fucilati e migliaia rinchiusi nel gulag.
Alla fine della guerra non solo fu ritenuto un eroe, lo soprannominarono il “migliore”, sepolto e osannato nel cimitero di Roma ancora oggi.
Franco in Spagna fece uccidere migliaia di civili, fu ritenuto un eroe della democrazia da tutto l’occidente fino alla sua morte nel 1975.
Potrei citarne tanti di loschi figuri di destra e sinistra, che hanno massacrato e distrutto la vita a milioni di persone, ma trovandosi dalla parte dei vincitori, sono passati alla storia come eroi.
E’ morto ERICH – PRIEBKE, era un capitano delle SS naziste, condannato all’ergastolo per aver partecipato alla strage delle fosse Aretine a Roma durante la seconda guerra mondiale.
Non discuto i crimini commessi, perché niente e nessuno li può legittimare, ma ritengo indecoroso la sceneggiata tra il sindaco, prefetto, questore di Roma, e il Vaticano, per impedire la funzione religiosa, il funerale e la tumulazione.
Quando una persona muore, bisogna dargli l’estrema unzione e seppellirlo cristianamente; come hanno detto le persone che frequentavano la chiesa dove seguiva la messa e si confessava.
Ci hanno sempre insegnato che in cielo Dio deciderà se perdonare o meno.
Tutti gli italiani che parteciparono a compilare la lista da consegnare ai tedeschi, tra cui il prefetto CARUSO, non c’è mai stata questa ipocrita indignazione.
Mi chiedo perché questo balletto vergognoso, non era più serio far passare tutto sotto silenzio, evitando questa risonanza mediatica mondiale. 13-10-2013
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Immenso papa
Questo papa l’ammiro ogni giorno di più, e mi sto convincendo che rivoluzionerà la Chiesa, facendola entrare nella modernità del terzo millennio.
L’ultima frase che ha detto merita ogni considerazione: “ Soffro nel vedere in chiesa le donne come servitù”. Mi auguro che alle parole faccia seguire i fatti, e dia valore alle donne nelle gerarchie della Chiesa. Lo stesso potere che avevano all’origine, che persero con la morte di Gesù, prevalse il sistema patriarcale maschilista dell’epoca, mettendo ai margini le donne.
Sono convinto che le donne al potere risolverebbero tanti problemi ed eviterebbero tante sciagure. 14-10-2013
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L’eroe antimafia truffaldino
Questa notizia non è apparsa in nessun quotidiano della sinistra, e in nessuna TV, perché riguardava anche Mondadori “socia” di Mediaset, il padrone è unico,censura totale per questo scribacchino truffatore, Roberto Saviano è stato condannato al pagamento di 60.000 euro insieme alla Mondadori, per illecita riproduzione, aveva copiato tre articoli pubblicati su quotidiani locali della società Libra e inseriti nel suo libro Gomorra.
Questo mi porta a pensare che il libro che l’ha reso così famoso, non è tutta farina del suo sacco, ha fatto copia e incolla, ed è stato fortunato, anche perché ha venduto bene.
Il partito di Repubblica l’ha arruolato tra le sue fila e ne ha fatto un’icona, con la sua protezione si può permettere di dire tutte le fesserie che gli passano per la testa,e le enfatizzano come le avesse profetizzate un oracolo.
La settimana scorsa su un processo a Napoli, ha dichiarato che è stanco, perché con la scorta non ha una vita normale, e per questo motivo vuole andarsene all’estero sotto falso nome. E’ un bravo attore, fa sceneggiate per attirare l’attenzione, sa benissimo che senza scorta e le notizie che gli passano le procure, non avrebbe nessuna considerazione, e quelle quattro stupidaggini che scrive non le leggerebbe nessuno. 15-10-2013
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L’autobiografia di Carmine Crocco
L’amica Francesca è riuscita a trovare su internet l’autobiografia di Carmine Donatelli Crocco “Come divenni briganti”, l’ha stampata e me l’ha spedita. Questi libri sono difficili da trovare, bisogna conoscere librerie che si occupano dei fatti del Meridione, che vogliono riportare dalle tenebre la storia nascosta e vilipesa, che ancora oggi nelle scuole insegnano una storiografia risorgimentale piena di menzogne. Questa biografia di Crocco è molto bella, perché fa capire come la popolazione o meglio direi i contadini nella loro totalità si sollevarono contro l’invasore piemontese.
All’inizio il vecchio ceto aristocratico, i borghesi e il clero, appoggiarono finanziando e armando la ribellione, quando nel 1864 – 65 si resero conto che la guerra era perduta, e i Savoia gli concessero gli stessi privilegi che avevano prima e arricchendoli ancora di più, li abbandonarono al loro destino e aiutarono i piemontesi nella repressione con delazioni e tradimenti.
Con l’obbrobrio della legge Pica commisero nefandezze indescrivibili, andarono oltre le violenze tipiche di ogni esercito conquistatore.
Dalla fase ferocemente oppressiva, vinta la guerra, dovevano passare a quella della riconciliazione nazionale. Non lo fecero e non hanno mai cercato di farlo, e il metodo repressivo, adottato ai tempi, è arrivato fino ai giorni nostri.
Non hanno neanche cercato di rendere merito ai vinti invece hanno costruito una storiografia falsa e denigratoria, relegando la ribellione meridionale negli angusti confini di una lettura criminale; d’altronde avevano bisogno di demonizzare la figura la figura del combattente chiamandolo brigante per sradicarlo dalla simpatia popolare, per spingerlo nella più comoda collocazione di mostro.
Fu guerra e d’altronde usarono i tribunali militari di guerra legittimandoli con la legge Pica.
Il capitano Eugenio Massa curatore del libro, e che lo convinse a scrivere il manoscritto, mise mano al testo con ripulitura e orientando la trama secondo le sue tesi savoiarde; i piemontesi erano eroi e i briganti delinquenti della peggiore specie.
Crocco si prestò mettendoci un po’ del suo per cercare di avere un atto di clemenza dai Savoia.
Per uscire, poteva comportarsi come uno dei suoi luogotenenti il traditore Giuseppe Caruso, buttarsi nelle braccio ai piemontesi e aiutarli nello scovare e uccidere tutti i suoi ex compagni, invece non si macchiò d’infamia, combatte fin quando le forze glielo permisero. Alla fine degli altri 2000 uomini che comandava ne rimasero 116 tra cui 16 feriti, 86 fatti prigionieri, 16 prigionieri, 16 fucilati; 120 si erano consegnati, gli altri morirono tutti con le armi in pugno.
In proporzione al numero, era una cifra enorme, questo dimostra che erano combattenti veri animati da un’ideale e una fede robusta, pronti a morire.
Tradito dallo stato pontificio dove si era rifugiato, morì in carcere dopo 40 anni e il 18 giugno 1905, senza fare il nome di nessuno, fu uomo fino all’ultimo suo respiro.
Sono orgoglioso di avere la sua foto sul capo del mio letto. 16-10-2013
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Il pensiero unico della setta
Il pensiero unico dei campioni della legalità hanno preso di mira Balotelli a sua insaputa ne volevano fare un simbolo della setta antimafia, in questo caso anticamorra. Siccome lui pubblicamente si è esposto con un Tweet “Io simbolo anticamorra? Lo dite voi, sono qui solo per giocare”, è stato attaccato con furore da questi savonarola che non ammettono nella loro arroganza di sentirsi depositari della verità e della legalità, che qualcuno non si lasci manovrare da loro.
Addirittura Don Mongoniello uno dei tanti adepti della setta ha dichiarato che Balotelli ha delle grosse responsabilità. E si pone la domanda, ha ancora diritto alla nazionale?
Ormai hanno perso il senso della misura, ma loro sono consapevoli che fin quando non attaccano il vero potere, quello che contribuisce all’arretratezza del Meridione e di conseguenza fenomeni dell’illegalità, potranno continuare a fare e dire tutto ciò che vogliono.
Balotelli ha la forza e la protezione che non aveva Miccoli, l’hanno crocifisso a tal punto che ora gioca in serie C, con Mario non ci riusciranno, ne sono contento. 17-10-2013
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Non si finisce mai di sapere
Mentre facevo le pulizie della cella, ho preso un colpo alla schiena e mi sono dovuto mettere a letto.
Ho colto l’occasione per farmi una bella lettura, ho iniziato e finito di leggere il libro di Valentino Romano” Nacquero contadini, morirono briganti” editore CAPONE.
Sono un’insieme di racconti, documentati dai fascicoli processuali dei tribunali militari di guerra istituiti con la famigerata legge Pica.
Ogni racconto sviscera cosa ebbero a patire tanti sventurati nelle mani della canoa piemontese; a pagare il “glorioso” risorgimento sono stati solo ed esclusivamente i meridionali.
La legge Pica istituì il domicilio coatto per i semplici sospettati di collusione con i briganti; elevò il sospetto e la delazione a rango di prova; fucilazione immediata della gente in armi, e lavori forzati per i fiancheggiatori.
La discrezionalità normalizzò ogni arbitrio, e i “liberatori” savoiardi non ebbero nessuna pietà degli indigeni della loro “Africa”.
Lo scrittore in modo semplice ti porta per mano facendoti capire come i contadini si ribellarono e si batterono valorosamente, alla fine furono abbandonati da tutti e sacrificati sull’altare del patto scellerato di svendita di non essere più nazione ma una colonia da sfruttare e opprimere.
Aveva ragione Nicola Zitara: “ La storia del Sud è tutta da scrivere”. 18-10-2013
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La Costituzione
In questi giorni leggo e sento in TV di tanti difensori della Costituzione, che protestano perché non vogliono che venga riformata.
Il governo con l’appoggio del Presidente della Repubblica, vogliono modernizzarla.
Questi pseudo signori del diritto che hanno sguazzato in questo sistema, dove la Costituzione è piegata alla corruttela politica con la complicità della Corte Costituzionale che agisce in base agli imput delle segreterie dei partiti; dov’erano quando i diritti costituzionali sono stati calpestati e villipesi?
Alcuni di loro hanno rappresentato l’Italia a Strasburgo alla Corte dei Diritti dell’uomo , non solo non hanno fatto niente per sanare le violazioni palesi costituzionalizzate, ma si sono adoperati affinchè non venissero accolti i ricorsi di cittadini italiani.
Ce n’è uno in prima fila e lo cito perché ho letto la sua opposizione al ricorso del regime di tortura del 41 bis, difendendolo a spada tratta.
Il giurista in questione è Gustavo Zagrebelsky, passa per garantista ma non ha mai detto niente sulle leggi d’emergenza, ergastolo ostativo, 41 bis, arresti di massa e processi arbitrari.
Queste leggi razziste e repressive sono anticostituzionali, anche un bambino lo comprende.
I diritti sono di tutti, quando non lo sono, non credo a queste sceneggiate che nascondono sempre interesse di parte e privilegi da difendere. 19-10-2013
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Necessità fa virtù
Quando si arriva all’estremo si prendono provvedimenti drastici.
Bisognerebbe prevenire e non essere costretti dalle circostanze.
In Australia hanno una perenne emergenza idrica e ciò ha messo alle strette il Paese, il governo ha preso la decisione di sfruttare le acque reflue delle reti fognarie, questa decisione sconcerta la popolazione ma non hanno altre alternative. Non è la fine del mondo, è un sistema sicuro e usato in altre parti del mondo.
Nello stato della California, avendo lo stesso problema, riciclano l’acqua reflua utilizzando su scala industriale il metodo usato dalla NASA per gli astronauti.
Una sera ho visto un documentario sulla struttura che depurava l’acqua delle fogne in California, alla fine del procedimento ne usciva un’acqua pura e potabile al 100%.
La città di New York ha progettato di usare gli scarichi fognari per produrre energia e ricavarne butanolo e metano per usarlo per le auto e il riscaldamento delle case.
Credo che bisognerebbe integrare le due cose in modo che tutto il contenuto delle fogne fosse riciclato così non creerà più inquinamento. 20-10-2013
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E’ morto un grande condottiero
E’ morto a 102 anni il generale GIAP, eroe nell’indipendenza vietnamita, era una leggenda vivente.
Sconfisse i francesi e li costrinse nel 1954 a lasciare il Vietnam.
La stessa cosa fece con gli americani, costretti alla fuga nel 1975, all’epoca era la prima sconfitta della loro storia.
Fu l’artefice della caduta di Pal Pat in Cambogia nel 1979.
E’ stato uno dei principali personaggi del secolo, e rimarrà nella storia come uno dei più grandi strateghi militari.
Non ha mai frequentato le accademie militari, tutto il suo sapere militare l’ha studiato come autodidatta.
I suoi principi erano semplici, il primo era che bisognava sempre sorprendere il nemico.
Una delle sue convinzioni era che dove passa una capra può passare un uomo, e dove passa un uomo può passare un battaglione, questo gli ha permesso di vincere molte battaglie.
Dicono che aveva carisma, era semplice e inflessibile, ma giusto.
La sua vita privata è stata dura, ha perso la prima moglie in seguito alle torture subite dalla polizia francese.
Non credo che in futuro ci saranno persone con capacità strategiche come lui, perché non possono dimostrarlo sul campo, le nuove tecnologie hanno cambiato gli scenari di guerra. 21-10-2013

Diario di Pasquale De Feo- 21 luglio – 22 agosto

diario11[1]

Per una serie di problematiche oggettive indipendenti dalla volontà delBlog, i diari del nostro Pasquale De Feo di giugno e luglio non è stato possibile pubblicarli, e sono in questo momento tecnicamente indisponibili. E questa è una cosa di cui ci dispiace.. uno, per il grande lavoro di Pasquale concernente i suoi diari.. due, perché finora vi è stata una continuità costante, mese per mese. E invece.. adesso si è creato un buco di due mesi.<

Comunque, pubblico oggi il diario di Pasquale per il mese di agosto, riguardo al quale.. ringraziamo fortemente Marina, per la sua opera di trascrizione.

Leggere Pasquale è sempre un piacere. Perché è una persona vera. Piaccia o non piaccia, con pregi e difetti, ma è una persona vera.

Il mondo del carcere abbonda di IPOCRISIA.

Ed è sempre piacevole sentire o leggere chiunque sia allergico all’ipocrisia.

Prima di lasciarvi alle lettura del diario, cito un brano..

“Gli innocenti colpevolizzati.

Leggevo su un quotidiano locale di un recluso che dopo una ventina di anni di carcere, gli mancava qualche anno per uscire. Gli viene notificato un mandato di cattura perché un suo parente per accreditarsi faceva il suo nome, i suoi amici ne parlavano nei loro discorsi, pertanto era passata la cosa, come se ci fosse lui  dietro al parente, invece lui non sapeva assolutamente niente delle megalomanie del parente. Gridava la sua innocenza ma nessuno lo ascoltava, perché chi conosce il colpevole lo sarà per sempre e non potrà mai essere innocente.Di cose simili ne ho viste a centinaia in tanti anni di carcere, persone che scontavano la propria pena nell’attesa che finisse, ma per colpa di qualche familiare, parente o amico, si sono ritrovati a ricominciare la galera da capo. La Costituzione stabilisce che la responsabilità è personale, viceversa nel Meridione è collettiva.”

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo- mese di agosto.

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Romanzo
Francesca De Carolis mi spedì il suo primo romanzo scritto dopo la laurea,si intitola “I GIOCHI DELLA COMETA”,casa editrice “Il Ventaglio”.
Il suo primo cimento non è stato male, credo che c’era tutta la stoffa per continuare.
La salita per arrivare al successo è molto difficoltosa, bisogna essere determinati con una volontà ferrea, affinché la costanza non venga mai meno.
Le nostre passioni hanno bisogno del loro tempo per sbocciare e maturare.
Qualche tempo fa ha scritto il libro sull’ergastolo e sul 41 bis, con trentasei interviste di noi ergastolani, ha fatto un ottimo lavoro e sta avendo un buon successo, ne sono molto contento per lei.
Il romanzo è molto intrigante ambientato nella Roma dei papi, dove le superstizioni la facevano da padrone.
Il successo non ha tempo, può arrivare in qualunque momento, auguro a Francesca di elevare una sua opera nell’olimpo della cultura del mondo.
22-07-2013
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Speranza abortita.
La sentenza della Corte Costituzionale, che tante speranze aveva suscitato in noi morti viventi, era una bufala, nel senso che il presidente della Consulta Franco Gallo ha detto delle autentiche fesserie i Tv a canale 5 :” non c’è bisogno di fare il referendum ormai il problema ergastolo è superato ecc..”. Stronzate.
La sentenza riguarda gli ergastolani che nel periodo 2000 – 2001 hanno chiesto il rito abbreviato, si tratta di sei mesi di tempo, pertanto saranno pochi ergastolani.
Come ho scritto in passato, in questo Paese la Corte Costituzionale è una specie di parlamentino al servizio delle segreterie dei partiti.
Invece di sentenze conformi alla Costituzione, emanano barzellette per compiacere i loro padroni. A noi non cambia niente, una meteora illusoria come ce ne sono state tante nel passato, ma il presidente della Consulta Franco Gallo, ha dimostrato quanto siano grandi questi gnomi del diritto, così la gente può rendersi conto che alla Consulta ci vanno i cortigiani del potere e mai le persone che meritano.
Ogni cosa ha un inizio e una fine, passerà anche questa.
23-07-2013
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Il mondo va avanti.
In India dopo 163 anni hanno soppresso i telegrammi postali, perché ormai ritenuti obsoleti e fuori dal contesto moderno, essendoci i telefonini, sms, e-mail, la rete ecc.., e siccome l’India corre come una locomotiva sui binari dell’informatica, si adegua modernizzandosi.
L’Italia è la settima potenza mondiale, sarebbe di interesse nazionale incrementare la rete a tutte le sue tecnologie, con la ricerca e l’applicazione.
Invece siamo il fanalino d’Europa con ancora i telegrammi, e siccome non ci facciamo mancare niente abbiamo ancora anche i fax.
24-07-2013
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La storia si ripete.
Avendo vissuto di persona le varie emergenze degli ultimi 35 anni, principalmente l’ultima quella del 1992, ho l’impressione che stia per ripetersi.
Il clima ha le stesse connotazioni del 1992, e il “Principe” che non vuole perdere i suoi privilegi e le sue rendite di potere, potrebbe aver deciso di ripetere un’altra stagione di sangue come nel 1992.
Destabilizzando per compattare il Paese e stabilizzandolo con la repressione, che distoglie anche l’attenzione della popolazione dai problemi reali.
L’agnello sacrificale come sempre il Meridione, e i mostri utili allo scopo i meridionali, usati da sempre per il linciaggio.
Questi segnali ci sono tutti, dalla politica che ha perso ogni credibilità come nel 1992, l’economia è nelle condizioni peggiori di allora; anche adesso come allora in sordina si sta aprendo Pianosa e i nuovi 41 bis in Sardegna; servizi dei media che preparano il terreno per attentati ai PM di Palermo, addirittura ieri hanno dato la notizia che l’esplosivo per il Pm Di Matteo è già arrivato; mi sembra di assistere alla ripetizione della strage di Borsellino.
Queste operazioni sono sempre state coordinate dai servizi segreti, come la storia ci insegna negli ultimi settant’anni, da Portella delle Ginestre fino a oggi.
I primi che ne pagheranno la repressione saremo noi reclusi che siamo già stati nel regime di tortura del 41 bis. Il ministero della Giustizia emanerà la lista dai suoi computer,e le squadre dei GOM ci aspetteranno nei vari lager per torturarci tutti i giorni, principalmente a Pianosa lontano da occhi indiscreti. Per fare sceneggiata metteranno i missili terra – aria, come fecero nel 1992 a Pianosa, così il cerchio sarà perfetto e la gente crederà alla fondazione che i Media gli propineranno quotidianamente.
Questo è il Paese ritenuto culla del diritto. Sic.
Mi auguro che queste mie ipotesi rimarranno tali, sia per noi reclusi e sia per la popolazione che verrebbe di nuovo ingannata.
25-07-2013
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L’esclusione.
Questo Papa mi piace sempre di più perché va dritto al cuore dei problemi, senza guardare in faccia nessuno. Ha detto che la cultura dello scarto è un peccato davanti a Dio e contro gli esseri umani. Oggi si cerca di scartare chi non produce, chi è un peso, chi è ritenuto diverso ecc.., anziani,disabili,carcerati ecc..
Bisogna riscoprire la cultura dell’inclusione, tutti devono sentirsi parte della comunità e nessuno deve essere escluso. Facendo parte di una categoria che non solo viene esclusa, ma ci sono “campioni” della legalità, che avendo costruito le loro carriere e il loro potere spargendo odio e alimentando paure, viene sistematicamente messa alla gogna per essere esclusa insieme ai familiari, dalla vita sociale ed economica del Paese, per costringerli a non abbandonare il girone dantesco della recidiva.
Una società sana, civile e democratica, dovrebbe adoperarsi per recuperare chi commette errori e reinserirlo nella comunità, possibilmente migliore di prima. In Italia si fa il contrario, un sistema criminale che strumentalizza il proprio potere, invece di eliminare le cause da loro stessi causate nel tempo, e usano la repressione per stabilizzare lo status quo.
26-07-2013
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Dov’è la sinistra?
Il Pdl appoggerà tutti i referendum principalmente i sei sulla giustizia, tra cui l’abolizione dell’ergastolo, ne sono contento, anche se Berlusconi queste riforme erano vent’anni che lo prometteva a ogni tornata elettorale, ma sistematicamente rimanevano lettera morta.
Il Pd, il maggiore partito di sinistra, campione del garantismo ereditato dall’ex Pc, negli ultimi vent’anni ha instaurato un legame incestuoso con le procure e la magistratura in generale, si oppone a qualunque riforma che intacca il potere dell’ultra casta della magistratura.
Sono convinto che nel tempo perderà tanti consensi elettorali, perché la gente inizia a comprendere quanto marcio dettato dal potere c’è in questa corporazione, che condiziona il Paese e lo sta strangolando in tutti i modi, anche economicamente, essendo che nessuno vuole venire a investire in Italia,
Mi auguro che i referendum vadano bene, in modo che la civiltà inizia a rinfrescare la democrazia italiana ostaggio di un sistema criminale.
27-07-2013
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Il passato è simile al presente e uguale al futuro.
Ho finito di leggere un libro di narrativa di una scrittrice di Catanzaro Giovanna Moscata, edito dalla casa editrice Aracne, intitolato “Ritratto in bianco e nero”.
L’ho trovato molto bello, sia nella scrittura,semplice e chiara, e sia nella storia stessa.
La mia impressione è che la scrittrice ha raccolto i racconti degli anziani; li ha ampliati, trascritti e dati alle stampe. Questo consentirà che non andrà perduto il patrimonio orale dei nostri vecchi.
Nel racconto c’è la società disuguale che caratterizzava ancora il Paese prima della seconda guerra mondiale, che la stessa ha contribuito a spazzare via in buona parte.
Tutte le ingiustizie che la classe aristocratica dall’alto del loro piedistallo commettevano impunemente contro i cittadini, la stragrande maggioranza della popolazione, costretti ad essere servi, la cui unica libertà era sognare quando la pancia piena lo permetteva.
L’amore tra una contadina e un nobile, è lo sfondo su cui è improntata la storia.
Le gerarchie delle classi sociali erano molto rigide, e creavano dolori e sofferenze quando i sentimenti infrangevano i confini tracciati.
Il muro che divideva la società, ha contribuito a non far vivere il grande amore di queste due anime, dividendoli per sempre, che rivivrà per entrambi nel frutto del loro amore, la figlia Angelica.

28-07-2013
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L’Ilva un’indecenza senza limiti.
Definirlo il più grande disastro europeo, non credo che dia le giuste proporzioni, perché si dimenticano le centinaia di morti che ha causato questo mostro, con la complicità di tutte le istituzioni.
I Riva sono di Genova se fossero stati di qualunque città meridionale, sarebbe stato subito macchiato come strage di mafia, ma il razzismo ha inquinato anche l’applicazione delle leggi.
Questa famiglia Riva, avuto in “regalo” lo stabilimento dallo stato, ha operato come se fosse nel quarto mondo, corrompendo tutti: politica, sindacati, chiesa, magistratura, media, enti scientifici, associazioni ambientaliste, con il silenzio complice delle banche e di confindustria.
Ritengo che il maggiore responsabile è stato il governatore della Puglia Vendola sia perché per tutti questi anni ha fatto finta di non vedere e ha ricevuto indirettamente contributi dai Riva come tutti, e addirittura i soldi che servivano per bonificare la città di Taranto, li ha usati per informatizzare le procure della Puglia.
Alla fine viene sempre a galla questo legame incestuoso tra la sinistra e le procure, e si possono immaginare di chi sono figlie le sue assoluzioni e coperture sulle malversazioni successe in Puglia.
Credo che anche per questo, la procura di Taranto si è svegliata dopo trent’anni, quando ormai il disastro ha raggiunto un punto critico di non ritorno. I Riva alla fine non pagheranno niente, come succede in questo Paese, ritorneranno in Padania e quando le acque si saranno calmate rimetteranno in piedi qualche altro business e tutto sarà dimenticato.
In “Terronia” i “piemontesi” possono commettere qualsiasi sfregio.
Se si fosse trattato di una famiglia meridionale, gli appioppavano il marchio a fuoco del 416 bis e la loro vita era segnata per sempre.
Chi ripagherà la popolazione di Taranto per quello che hanno subito? Nessuno.
29-07-2013
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La setta pugliese.
Indipendentemente da quello scritto ieri su Vendola, oggi casualmente leggo un articolo su Vendola, la sua famiglia e tutta la cricca di magistrati che ruota in questa specie di setta o forse è meglio dire associazione a delinquere.
Ora comprendo perché i fondi per il disinquinamento di Taranto sono stati stornati da Vendola e usati per informatizzare le procure pugliesi.
E’ palese che non viene mai inquisito, neanche per il disastro dell’Ilva.
Nell’articolo riporta che il cognato di Vendola, su consiglio di CAROFIGLIO (scrittore, politico, Pm lui e la moglie) è andato ad autoaccusarsi di aver rubato foto dal computer della fidanzata (sorella di Vendola), affinchè il clan Vendola potesse denunciare il giornalista di Panorama per ricettazione, essendo che il cognato le aveva date al giornalista ed erano state pubblicate, tra cui c’era la famosa foto del pranzo dove c’era Vendola e il giudice che l’aveva assolto.
Talmente si sentono onnipotenti e sicuri della protezione delle procure e della magistratura in generale, da poter mettere in cantiere anche stupidaggini, certi che passeranno al vaglio dei giudici.
Un Pm antimafia barese Desideree Di Geronimo, faceva parte della combriccola, a tutte le feste veniva invitata e invitava quando le organizzava lei, quando ha iniziato ad indagare sulla sanità pugliese e inquisire Vendola per abuso d’ufficio, è stata messa all’indice, accusata da diversi suoi colleghi davanti al CSM per incompatibilità ambientale. I maggiori accusatori sono Francesca Pirelli (Pm e moglie di Gianfranco Carofiglio – scrittore,politico e Pm a sua volta), e dal Pm Teresa Iodice presente al pranzo della foto con Vendola.
Vendola è un altro dei politici che negli anni 90 ha costruito la sua visibilità con il giustizialismo imperatore e militante del capo di allora Luciano Violante.
30-07-2013
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L’estrema unzione.
E’ venuta la Presidentessa del tribunale di sorveglianza di Catanzaro, invitata dal reparto del secondo piano per un’incontro e discutere dall’art. 41 bis e l’ergastolo, dopo è venuta anche da noi dell’As1, ci siamo incontrati nella scuola situata nella rotonda del nostro piano.
Ci ha fatto i complimenti per i dolci e torte, che il nostro pasticcere Fabio aveva preparato, mentre si gustava la pasticceria, ho aperto il discorso su queste problematiche che ci strangolano: ergastolo e art. 4 bis.
Il succo del suo discorso è che queste tematiche sono costituzionali, pertanto vanno bene così, sintetizzando possiamo morire in carcere.
La sua chiarezza è da apprezzare, almeno non ci ha preso in giro.
Se la Corte Costituzionale rispecchia il suo presidente, che si è prestato ad un’azione miserabile, di andare al Tg 5 per sabotare il referendum sull’ergastolo, la dice lunga sul resto della squadra della consulta.

31-07-2013
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Le isole dei regimi antidemocratici.
Ieri sera ho visto un film in Tv su Nelson Mandela, mentre era detenuto nell’isola lager al largo del Sud Africa. L’isola vista dall’alto era piatta come quella nostrana di Pianosa, e il regime era simile a quello del 41 bis, l’unica cosa che c’era in più è che spaccavano pietre.
A Pianosa non facevano spaccare le pietre, ma in compenso spaccavano la schiena dei reclusi a bastonate.
Ogni regime ha bisogno di un’isola dove reprimere lontano da occhi indiscreti.
Mandela combatteva contro l’apartheid del suo paese, la divisione razzista tra i bianchi e i neri, alla fine anche chiuso in una cella ha vinto, ma la sua grandezza l’ha dimostrata ancor di più alla sua uscita, chiunque avrebbe avuto sentimenti di vendetta dopo ventisette anni di carcere, lui invece fece leva sul perdono e la riconciliazione nazionale, evitando una guerra civile che sarebbe sfociata in un bagno di sangue e la stessa oppressione subita da lui e la popolazione nera.
Siccome l’Italia è stata unita solo territorialmente, per fini di lucro e con metodi simili alle orde barbariche di fatto una divisione razzista simile all’apartheid fu istaurata e mai cancellata nel Meridione d’Italia (ex Regno delle Due Sicilie), per liberarci dovremmo fare come Mandela.
1-08-2013
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Il sindacato della Uil Polizia Penitenziaria ha denunciato con 40 foto il degrado del carcere dell’Ucciardone a Palermo.
Sono stato nel carcere dell’Ucciardone per sei mesi, dall’8 febbraio 2003 all’8 agosto 2003, il direttore del carcere era Maurizio Veneziani, attuale Provveditorato della regione Sicilia.
La struttura era già fatiscente allora, con accorgimenti era stato fatto diventare una sorta di lager, le limitazioni del direttore rendevano la vivibilità un inferno.
In trent’anni ho girato molte carceri, tra cui i peggiori, da Poggioreale al 41 bis all’Asinara, ma un carcere così orribile e talmente incivile non l’avevo neanche mai immaginato.
L’Ucciardone è una vergogna non solo per l’Italia ma anche per l’Europa, andrebbe chiuso con effetto immediato.
I direttori come Veneziani vengono sempre premiati, per loro conta solo la repressione, perché è dall’alto che il male è pianificato, organizzato, e applicato con l’aiuto di “Veneziani”.
Al mio arrivo all’Ucciardone mi misero in una gabbia che chiamano il canile (la parola dice tutto) capii subito che non era carcere per me, e iniziai subito a protestare, dopo sei mesi di lotta mi trasferirono.

2-08-2013
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Le spose bambine.
In certi paesi arabi e asiatici, fanno sposare le figlie a 11 anni a nonnini molto più grandi. E’ una specie di mercato, i genitori le vendono al miglior offerente. Nei giorni scorsi ha avuto risonanza in tutto il mondo la storia di una bambina yemenita di 11 anni, lei viveva con lo zio nella capitale del paese, andava a scuola e viveva la vita di una bambina della sua età. I genitori la danno in sposa a un ricco yemenita espatriato in Arabia Saudita, aveva 10 anni e 3 mesi la bambina, l’uomo non avrebbe chiesto nemmeno l’età, talmente è una cosa normale. La vanno a prendere dallo zio per consegnarla a quest’uomo, la bambina venuta a conoscenza dell’intenzione dei genitori, scappa e ritorna dallo zio.
Facendo intervenire le autorità, lo zio riesce a dissuadere i genitori, ed ora la bambina è felice a casa dello zio. Con lo zio ha registrato un video e postato su you tube, in pochi giorni ci sono stati otto milioni di contatti. Ha esordito nel video: “meglio morta che sposa” denunciando le barbare usanze locali. Esorta tutti i genitori e gli arabi: “ Sono una bambina e voglio realizzare i miei sogni. Mia zia fu costretta a sposarsi e si diede fuoco. Ho visto le foto di lei avvolta nelle fiamme. Io voglio andare a scuola e aiutare gli altri bambini. Non penso al matrimonio, non voglio farlo ora. Lasciateci realizzare i nostri sogni, non uccideteli.”
La sua battaglia l’ha vinta, non è così per milioni di bambini.
Una denuncia clamorosa da un organo dell’Onu, racconta di una bambina sudanese, venduta in cambio di 200 mucche a un settantunenne, al suo rifiuto, la famiglia la lega ad un albero nel bosco e la uccide a bastonate.
I paesi occidentali dovrebbero intervenire, ma purtroppo l’interesse economico prevale su ogni abominio.

3-08-2013
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Guarire dalla macelleria messicana.
I No Global che furono torturati prima alla scuola Diaz e poi nella caserma Bolzaneto, giustamente definita prigione lager, durante il G8 del 2001 a Genova. Sono ritornati nella scuola Diaz per guarire dallo shock che ancora oggi li perseguita, molti sono ancora sotto cura psicologica perché tormentati dalla notte “cilena” alla Diaz.
Fino ad oggi non era stata possibile perché la preside già in carica nel 2001 durante il G8, non l’ha mai permesso, con l’avvento del nuovo preside prof. Martinis ha dato questa possibilità.
Questo episodio è stato ritenuto dalla Corte Europea dei diritti umani, come la più grave sospensione della civiltà e la democrazia dal dopoguerra.
Ben hanno fatto i giudici della cassazione a scrivere nella motivazione che questa sospensione della legalità “ha screditato la nazione davanti al mondo.”
L’opinione pubblica era stata convinta dai professionisti dell’antimafia, che la violenza sarebbe stata usata solo contro i reclusi, invece dopo anni di allenamento a Pianosa e in varie carceri, nel lager di Bolzaneto hanno dato il meglio di sé.
La deriva “cilena” delle varie polizie italiane, ha raggiunto indici preoccupanti, non si nota più la differenza con quelle delle dittature.

4-8-2013
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Tormentone Berlusconiano.
Qualunque canale Tv e quotidiani, non si parla d’altro che della sentenza di Berlusconi. Ci sono i cortigiani di ambo le parti che fanno a gara a chi le spara più grosse.
Difensori di Berlusconi e della magistratura, entrambi in modo settario a prescindere da qualsiasi considerazione. Addirittura Sandro Biondi ha invocato la guerra civile. D’altra parte dichiarazioni pompose sul rispetto della magistratura e delle sentenze, il Pd ha tutto l’interesse di mettere fuori gioco Berlusconi e difendere ad oltranza la magistratura loro alleato di ferro, che ha coperto e copre tutte le loro nefandezze, da tangentopoli fino allo scandalo del Monte Dei Paschi di Siena, ormai relegato dai media nelle notizie di poco conto, come fosse una piccola truffa di paese.
Sono vent’anni che Berlusconi è perseguitato, questo è sotto gli occhi di tutti, lui per difendersi ha fatto leggi personali, ma per rifarsi una verginità e tenersi buono l’apparato della repressione ha fatto leggi infami e crudeli; nella storia della Repubblica solo Andreotti gli è stato superiore nelle leggi repressive.
Personalmente la galera non la auguro a nessuno, tranne a lui e al suo sodale servente Angelino Alfano, non un carcere qualunque ma nel regime di tortura 41 bis, così provano sulla loro pelle quello che hanno contribuito a creare e reso simile ai centri di detenzione psichiatrici sovietici, dove internavano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne i pensieri.
Il paradosso è che Berlusconi coglie ogni occasione per parlare del pericolo dei bolscevichi, e poi nei fatti li imita nelle cose peggiori.

5-03-2013
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Il regno di Bengodi e del terrore.
Mossinissa re di Numidia, per avere l’alleanza dei Romani e sconfiggere il suo avversario, venne a Roma per perorare la sua causa al feudo, riuscì nel suo scopo, ma al suo ritorno disse una frase rimasta famosa “Roma città veniale”.
Aveva corrotto a piene mani per siglare l’alleanza. Credo che poco sia cambiato nei secoli, chiunque c’è stato ha corrotto e si è fatto corrompere.
In questi giorni il quotidiano La Repubblica sta tirando fuori la verità sull’’espulsione di Alma Sehalabayeva e sua figlia di sei anni, ormai è tutto chiaro, come al ministero dell’interno che hanno agito su direttiva di Alfano, e proceduto celermente a fare ciò che voleva la dittatura Kazaka. Ma, in modo subdolo sta cercando di far ricadere la colpa solo su Alfano.
Il partito di Repubblica cerca sempre di salvare e coprire i suoi amici e affossare e mostrificare i nemici (non hanno avversari ma solo nemici, il virus staliniano non è mai stato eliminato).
Era palese anche per me che Alfano avesse fatto tutto sotto dettatura di Berlusconi, ma con il placet del governo.
In Kazakistan non ha interessi solo Berlusconi, ma c’è l’Eni e una cinquantina di aziende, ma anche tanti satrapi della sinistra, con in cima alla lista Prodi che fa da consigliere al dittatore Kazako.
L’oscuro presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che lo decorò con il Gran Cordone, la più alta onorificenza concessa dal Quirinale.
Ci sono Dini, Monti e altri papabili italiani.
Per mitigare questa vergogna, La Repubblica ha scritto che il dittatore Kazako Nazarbayen è “un leader politico straordinario”.
Gli interessi calpestano ogni decenza, per questo motivo hanno fatto prostituire il Paese davanti al mondo senza vergogna.

6-08-2013
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Libertà.
La libertà o esiste per tutti o non esiste, così diceva John Brown.
Ho finito di leggere il libro scritto da John Brown intitolato “Guerra – alla – schiavitù”.
Circa un secolo e mezzo fa John Brown, sfidando l’ordine sociale costituito, pur essendo un devoto credente, prese le armi per lottare contro la schiavitù. Riteneva che tutto ciò che fosse stato fatto a lui doveva farlo agli altri, questa sorta di comandamento glielo aveva insegnato lo studio della Bibbia.
Negli USA vigeva la schiavitù dei neri, trattati in modo disumano, molto peggio delle bestie da soma, sfruttati dall’alba al tramonto senza nessun diritto.
Sacrificò se stesso e alcuni familiari per portare avanti questo suo sogno di far abolire la schiavitù. Diede filo da torcere agli schiavisti, liberando molti schiavi, ma alla fine, durante uno dei suoi raid fu ferito e catturato, processato e impiccato. Nell’azione perse due figli e un genero.
Aveva previsto che la sua schiavitù avrebbe causato una guerra civile, che successe da li a qualche anno.
Sarebbe difficile trovare un uomo del genere al giorno d’oggi, che per un nobile ideale dedicasse la sua esistenza e morendo con amore per esso.
La mattina dell’esecuzione consegnò un biglietto a una guardia, dove c’era scritto “Io, John Brown, sono ora certissimo che i delitti di questo colpevole Paese non saranno mai lavati che dal sangue. Invano,ora capisco, mi illudevo che ciò si potesse ottenere senza spargere molto,molto sangue”.
La guerra di secessione contribuì all’abolizione della schiavitù, ma furono versati fiumi di sangue.

7-08-2013
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La schiavitù legalizzata.
Mentre guardavo Rai Uno mattino mi sono soffermato sulla discussione che stavano facendo in studio. Il tema era la forma di schiavismo nei Call – center che pagano 2 euro l’ora, non era concepibile che si possano sfruttare i ragazzi tra cui molti laureati, in questo modo alla luce del sole.
Mentre assistevo alla discussione televisiva, riflettevo che moltiplicando le due euro all’ora per l’intera giornata si può quantificare in 15 anche 20 euro al giorno, alla fine del mese si superano i 500 euro, per un ragazzo che vive ancora con i genitori può essere una sussistenza per sopravvivere.
Ma in carcere pur lavorando tutta la giornata ci pagano due ore al giorno, a fine mese non si arriva a più di 50 ore, dalla busta paga non esce quasi mai più di 100 euro.
Non abbiamo nessuna tutela che possa intervenire per sanare questa schiavitù di fatto regolata dallo Stato, che dovrebbe garantire la legalità, invece viola la Costituzione, il Codice Penitenziario, e il Codice Penale, allo stesso tempo la Convenzione Europea. Tutti gli organi di garanzia mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi, anche la magistratura si comporta come le scimmiette “non vedono, non sentono, non parlano”.
Siamo pari a 0 quindi possiamo essere calpestati senza problemi, ma allo stesso tempo usati come mostri per gli interessi del “principe” che comanda e opprime il Paese.
8-08-2013
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La meraviglia della natura.
Leggendo una rivista ho scoperto che ci sono degli animali di cui non conoscevo l’esistenza,e che hanno dei meccanismi organici unici nel loro genere.
Uno è lo scoiattolo ortico, che ha la capacità durante il periodo di ibernazione di portare la temperatura corporea fino a meno 2,9 gradi centigradi, gli scienziati non capiscono come faccia a sopravvivere e il cervello a non congelare.
Ogni due – tre settimane riporta il corpo alla temperatura normale di 36,4 gradi, che mantiene per 12 – 15 ore prima di raffreddarsi nuovamente. Quando si sveglia del tutto il cervello in un paio d’ore va di nuovo in funzione, ed anche meglio di prima.
Gli scienziati studiano lo scoiattolo ortico per cercare di comprendere meglio le potenzialità del cervello umano. Il loro obbiettivo è scoprire come prevenire il processo di decadimento cellulare del cervello.
L’altro animale è il gatto delle sabbie, vive nei deserti del Sahara, in Arabia e zone dell’Asia centrale. Di giorno vive nelle tane sotto terra e di notte esce per cacciare piccole prede del deserto. Può sopravvivere ricavando liquidi dalle prede che si nutre. I cuscinetti del piede sono ricoperti da uno strato di pelliccia, il quale impedisce che le zampe sprofondino o si scottino nella sabbia arroventata; per questo motivo le tracce del suo passaggio sono praticamente invisibili.
Ha uno strato di pelo nelle orecchie per proteggerlo contro la sabbia del deserto. Ha un udito così sensibile da sentire le prede anche da sotto terra.
Tutti i giorni scompaiono razze di animali delle quali non conoscevamo neanche l’esistenza, ed è una feita inferta alla natura e a noi stessi, che con la nostra rapacità siamo capaci di distruggere ogni cosa.

9-08-2013
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L’unione fa la forza.
L’unione fa la forza,sembra una frase fatta, però in questi tempi di crisi che causa la chiusura di migliaia di imprese piccole e medie, si potrebbe rispolverare questo concetto e applicarlo nella realtà. Meglio possedere una piccola parte di una società che una società intera destinata al fallimento oppure con un futuro incerto. Ciò consentirebbe di superare la crisi a migliaia di attività. Con internet anche le distanze non sono un problema, per tanto allearsi,fondersi, consorziarsi, creare nuove società, agevolate dalle nuove tecnologie, aiutano non solo a superare ogni problema ma anche a crescere per guardare i mercati internazionali.
Una piccola e media impresa, con dieci soci alla pari, con specialità diverse sarebbe l’ideale, questo consentirebbe di miscelare giovani, competenze e esperienze. Creare un sistema del genere, può contribuire a fondare una banca per i loro bisogni, così si toglieranno dalle grinfie dello strozzinaggio bancario, che ha contribuito al fallimento di migliaia di imprese.

10-08-2013
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Ritardi ferroviari.
In Giappone contano i ritardi ferroviari in secondi, viceversa in Italia vengono contate le ore.
Nel 1997 avevano già registrato ventiquattro secondi di ritardo in un anno. Nel 2001 li avevano ridotti a diciotto secondi. Oggi sono a dodici secondi; un secondo al mese.
Il loro obbiettivo è di arrivare a zero secondi e nello stesso tempo garantire la massima sicurezza. Questi standard sono impensabili da noi, anche perché abbiamo il capo delle ferrovie Moretti che modernizza metà del Paese ai livelli occidentali e l’altra metà li fa regredire a quelli africani.
Leggevo che in un solo giorno sulla tratta ferroviaria della Sicilia orientale, il ritardo è stato di 578 minuti, oltre sei ore, nei paesi del terzo mondo i treni sono molto più in orario.
I media al servizio del potere, ci proiettano le immagini di un Pese diverso dalla realtà, affinché, gli interessi e i privilegi di chi mantiene il potere vadano a gonfie vele.

11-08-2013
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L’oppressione della piovra del principe.
Il principe è il nome che il procuratore capo di Palermo Roberto Scarpinato ha dato al suo libro “Il ritorno del principe”, al potere che comanda questo Paese, siccome è comodo lo uso anche io.
I tentacoli della piovra del principe, vengono usati non solo per reprimere ma anche per incanalare il dissenso e stemperarlo in vari modi.
Tempo fa in Sicilia si era formato un movimento chiamato i “forconi”, quando costatarono che i politici e sindacati non riuscirono a incanalarlo per domarlo, iniziarono le accuse di mafiosità da parte dei professionisti dell’antimafia, che nei fatti sono più criminali dei mafiosi.
Le procure antimafia iniziarono ad aprire procedimenti per terrorizzare i cittadini che avevano aderito. I media li censurarono, e con il silenzio della chiesa, sono riusciti a farlo scomparire.
Qualunque dissenso viene studiato a tavolino come ad addomesticarlo, quando non ci riescono, usano anche la forza bruta delle varie polizie e poi tutto il resto dell’armamentario della repressione.
Molto raramente non ci riescono, quando la protesta ha una connotazione locale e popolare, radicato sul territorio impedisce al principe di sopprimerla.
Due esempi sono la NO TAV e la NO MOUS.
La NO TAV sono anni che cercano di domarla, non ci riescono, questo li fa incavolare e avendo usato tutti i mezzi a disposizione, è giunta l’estrema razio, la criminalizzazione, usando il copione in questo campo Giancarlo Caselli il procuratore capo di Torino; la sua fedeltà al regime del principe è totale è l’ha dimostrato più volte sul campo nel difendere gli interessi, con repressioni feroci e crudeli.
Ora sta incriminandoli come terroristi,facendo passare questi cittadini comuni che protestano per salvaguardare il loro territorio, come un’associazione sovversiva.
Hanno il diritto di protestare, costituzionalmente garantito, quei diritti costituzionali a cui i giudici si riempiono la bocca ogni volta che si toccano i loro privilegi, per loro sono sacri, per i cittadini no.
Fino a poco tempo fa i NO MOUS erano circuiti un po’ da tutti, principalmente dal re dei demagoghi, l’attuale presidente della regione Rosario Crocetta, voleva cavalcare la protesta, ma come è suo costume ha fatto promesse in tutte le salse, alla fine la sua pecoraggine nei confronti del principe ha preso il sopravvento e ha contribuito con le sue decisioni a dare una forte mazzata al movimento.
Giustamente ha ricevuto critiche da tutte le parti per la decisione e per aver tradito il movimento NO MOUS.
Aveva ragione Claudio Fava a definirlo “ Un essere meschino e miserabile”.
Per cercare di riprendersi dal calo di consensi, no ha trovato di meglio o forse è più corretto dire è il suo metodo, accusare di mafia tutti quelli che non la pensano come lui; ha dichiarato che il movimento NO MOUS è infiltrato e pilotato dalla mafia.
Prima di tradirlo e lo cavalcava era pulito come un giglio.
Bene ha fatto il movimento a denunciarlo, vedremo se in Sicilia ci sarà un giudice per Crocetta.
Temo che la setta antimafia di cui fa parte, lo proteggerà come ha fatto fino ad oggi.
Analizzare il sistema italiano, si arriva alla conclusione che è una democrazia dimezzata e di facciata. Ci vorrebbe un movimento nazionale per spazzare via il principe e i tentacoli della sua piovra, per costruire una vera democrazia con tutte le regole della civiltà europea.

12-08-2013
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Legalizzazione.
Il proibizionismo e la criminalizzazione non hanno mai portato nessun beneficio, ma hanno sempre alimentato a dismisura le cause create dal divieto. In Uruguay hanno liberalizzato la marijuana affidandola al monopolio dello stato, una vera rivelazione che contribuirà ad avere un effetto domino. Non ci sarà carcere per nessuno. I cittadini potranno coltivare fino a 6 piante a casa. Cooperative con il massimo di 45 persone possono coltivare fino a 99 piante a testa. Le società private possono coltivarla ma dovranno venderla allo stato, che rifornirà le farmacie autorizzate per la vendita ai cittadini maggiorenni e solo di nazionalità uruguayana. Il limite massimo è di 40 grammi al mese. I consumatori verranno iscritti in un registro statale protetto da privacy. Non sarà consentita pubblicità come alle sigarette. Il ricavo sarà destinato alla prevenzione e alle agenzie di controllo.
I promotori hanno spiegato che non è una legge che promuove il consumo, lo regolarizza. Un’associazione americana ha dichiarato che: “ A volte i paesi piccoli, fanno cose grandi”.
Credo che tutto il mondo dovrebbe prendere esempio da questo paese che ha finalmente sbloccato il proibizionismo esportato dagli americani, a cui la storia non insegna niente, perché fanno sempre gli stessi errori.

13-08-2013
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Grande Papa.
Mentre facevo ginnastica in saletta, mi chiamano che mi vuole parlare Don Giorgio, vado e mi consegna una lettera del Papa, credevo che scherzasse, ma quando l’ho letta mi sono emozionato, aveva risposto alle mie due lettere e ai quesiti in essa contenuti, la prima sull’ergastolo e la seconda sul 41 bis.
Ha abolito l’ergastolo in Vaticano per sollecitare i politici italiani a fare altrettanto, ma questi sono sordi perché ci hanno costruito carriere e potere sulla repressione, pertanto non vogliono farlo, non solo abolire l’ergastolo ma anche tutte le leggi repressive che calpestano la dignità umana e le libertà civili, che come una ragnatela opprimono e limitano il progresso nel Meridione.
Per l’art. 4 bis mi ha scritto di tener viva la speranza, essendo che gli avevo scritto che a noi la speranza ce l’avevano revocata in forza di una legge, art. 4 bis.
Ammiro questa persona come uomo e come religioso, perché le sue risposte non sono quelle frasi fatte dei suoi predecessori : “ di avere fede nell’altra vita dopo il trapasso, dove avremo libertà, giustizia e amore”. Lui da risposte terrene, non a parole, ma con i fatti, e qualunque persona si giudica dai fatti e non dalle chiacchiere.
Gli auguro che rimanga in salute per almeno altri 10 anni, in modo che possa portare a termine tutto ciò che ha programmato.
Lui sta scrivendo la storia e noi la stiamo vivendo.

14-08-2013
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Terrorismo antimafioso.
Ho finito di leggere il libro “Oltre le stragi”. Mafia e istituzioni: i rapporti dopo il 1992. Scritto da Mimma Tamburello e Riccardo Castagneri. Edizioni SEB – 27. Con la prefazione di Francesco Messineo e la postfazione di Rita Borsellino.
Questo libro incarna la cancrena della giustizia in Italia, perché antepone ogni cosa all’azione giudiziaria che è ormai ridotta al momento dell’accusa.
Tutte le architetture cervellotiche partorite dai Pm e dai savonarola dell’antimafia sono diventate verità certificate, come il vangelo per i religiosi.
Il settarismo di un estremismo dispotico che esclude ogni errore da parte degli adepti della setta antimafia, è qualcosa di aberrante. Per chiudere il cerchio delle loro verità, manipolano le realtà e strumentalizzano tutto ciò che viola le loro conclusioni.
La repressione con una oppressione dittatoriale, di arresti indiscriminati e torture nelle carceri, viene fatta passare come una necessità giustificata simile alle crociate “Dio lo vuole”.
Non c’è una sola parola di umanità, solo di odio verso tutti quelli che non la pensano come loro, e che contrastano i loro disegni di potere.
Singoli episodi vengono plasmati secondo il bisogno utilitaristico per legittimare tutto quello che fanno. Ne cito qualcuno che tramite i media ho seguito a suo tempo:” Un tecnico informatico nel Lazio, fu trovato morto in casa sua, i suoi amici dichiararono che gli aveva confidato di essere entrato nel sito dell’archivio dei servizi segreti, ed era venuto a conoscenza di segreti di stato su fatti inimmaginabili, dopo pochi giorni fu trovato morto.
Nel libro si palesa il sospetto che fosse stato ucciso perché fu uno dei periti dei computer di Falcone; tutto fa brodo per portare acqua al loro mulino.
Altro episodio, non dicono una parola sugli innocenti che hanno scontato vent’anni di carcere per la strage di Borsellino; nemmeno che Piero Grasso dal 1998 sapeva che erano innocenti; avendo interrogato Gaspare Spatuzza già in quella data, che aveva reso le stesse dichiarazioni fatte all’atto del suo pentimento nel 2008.
Neanche che Scorantino fu obbligato con le torture a Pianosa ad accusare e autoaccusarsi della strage. Nessuna parola contro il questore La Barbera e il suo gruppo che costruirono tutte le prove false per la strage di Borsellino.
La tortura del 41 bis, la rappresentano come uno strumento legale.
Salvatore Borsellino dichiara che Spatuzza non è credibile, credo che si era innamorato della bella tesi di Scorantino, oppure è convinto che essendo il fratello di Borsellino,le sue ipotesi,sono verità.
I politici sono divisi in due categorie, quelli che la pensano come loro, sono dei grandi politici, gli altri sono tutti mascalzoni.
Potrei scrivere tanti altri episodi, ma chi leggerà comprenderà che in questi libri non c’è la verità, ma la loro verità.
Una sola cosa ho trovato che non conoscevo, avendo letto molti libri in merito, si tratta della strage di Portella delle Ginestre, da testimonianze e perizie balistiche, attestavano che gli spari arrivavano dalle postazioni dove erano posizionati i carabinieri, che impedivano la fuga dei dimostranti intrappolati.
Nelle stragi di stato, come le ultime, i carabinieri c’entrano sempre.

15-08-2013
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Gli innocenti colpevolizzati.
Leggevo su un quotidiano locale di un recluso che dopo una ventina di anni di carcere, gli mancava qualche anno per uscire. Gli viene notificato un mandato di cattura perché un suo parente per accreditarsi faceva il suo nome, i suoi amici ne parlavano nei loro discorsi, pertanto era passata la cosa, come se ci fosse lui dietro al parente, invece lui non sapeva assolutamente niente delle megalomanie del parente.
Gridava la sua innocenza ma nessuno lo ascoltava, perché chi conosce il colpevole lo sarà per sempre e non potrà mai essere innocente.
Di cose simili ne ho viste a centinaia in tanti anni di carcere, persone che scontavano la propria pena nell’attesa che finisse, ma per colpa di qualche familiare, parente o amico, si sono ritrovati a ricominciare la galera da capo.
La Costituzione stabilisce che la responsabilità è personale, viceversa nel Meridione è collettiva.

16-08-2013
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La morte biologica certificata.
Finisco di leggere il giornalino “Ristretti orizzonti” che mi spediscono dal carcere di Padova.
Un articolo di Carmelo Musumeci mi rimane impresso, parla di una sentenza della Cassazione che un recluso gli porta a leggere per capire la motivazione: “ essendo l’ergastolo fino a morte del reo e non essendo la morte del reo calcolabile, non è possibile sottrarre i due anni di indulto”.
Carmelo ha dovuto spiegare con parole semplici cosa volessero dire i giudici della Cassazione, hanno voluto dirgli che è inutile che gli diano l’indulto perché la pena dell’ergastolo dura fino alla morte del condannato.
“la morte del reo”, questo significa che i giudici sono consapevoli che la nostra condanna è una pena di morte, dovrebbero avere il coraggio di dirlo a chiare lettere, invece lo coprono con una marea di aggettivi per evitare di dire la verità. In questo Paese c’è la pena di morte e la tortura, tutto in base a delle leggi.

17-08-2013
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Oscuri figuri delle politica.
Edmondo Cirielli ex ufficiale dei carabinieri, parlamentare di Berlusconi, e attualmente di Fratelli d’Italia. Persona famosa per la famigerata legge Cirielli; una delle tante leggi “ad personam” a favore di Berlusconi, che tanto ha contribuito a riempire le carceri di poveri cristi, perché la recidiva aggrava la pena. Ricordo che lessi su un quotidiano e ne scrissi anche nel diario, un uomo per fame rubò un pacco di biscotti, per effetto della legge Cirielli, fu condannato a tre anni e due mesi.
Oggi questo signore è inquisito dall’antimafia, con l’accusa di corruzione, abuso d’ufficio, e 416 bis (associazione mafiosa).
Stanno indagando sul suo operato nella compagnia di tesseramento del partito degli anni scorsi, e delle sue decisioni ambigue da Presidente della provincia di Salerno.
Ci sono le accuse di un imprenditore di Nocera (SA) Giovanni Citorella, lo accusa che il suo rappresentante politico nell’Agro – Nocerino Giuseppe Fabbricatore lo aveva incontrato spesso durante i suoi colloqui con Carmine Alfiere latitante, attualmente pentito.
Politici come Cirielli, rigidi, duri, giustizialisti, sono sempre più marci degli altri, vogliono farsi una verginità facendosi promotori di leggi infami come la loro coscienza.

18-08-2013
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Reali impegni umanitari.
George Clooney l’attore famoso in tutto il mondo, lo vedo spesso in tv nella pubblicità del nero espresso, le cialde di caffè della Nestlè.
Per questi spot pubblicitari, guadagna sei milioni di dollari, che usa per pagare un satellite per spiare il dittatore sudanese Bashir.
Lo stesso se n’è risentito chiedendo a Clooney come sarebbe stata la sua reazione se una telecamera lo seguisse ovunque. Gli ha risposto: “Benvenuto nel mio mondo, signor criminale di guerra”.
Clooney si è sempre interessato del Sudan,convincendo molte star di Hollywood ad aiutarlo in questa crociata.
Ha fatto molto per il dramma del Darfur, dove il dittatore Bashir commise innumerevoli stragi e distruzioni per impadronirsi di terre con giacimenti di petrolio e altre materie prime.
Sta facendo ogni passo necessario per portare il dittatore davanti ai giudici dell’Asia per crimini contro l’umanità.
Ha convinto la Nestlè a far sviluppare la cultura del caffè nel nuovo stato del Sud Sudan, e dal 2015 nelle cialde del caffè ci sarà anche quello sudanese.
C’è da ammirarlo a Clooney perché quello che fa lui dovrebbero farlo i paesi occidentali con l’ONU, si sarebbero evitati genocidi, distruzioni e disastri umanitari. Grande uomo, ce ne vorrebbero di più nel mondo.
19-08-2013
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Leonardo Sciascia.
Grande scrittore siciliano, ma si potrebbe anche annoverarlo tra i profeti del secolo scorso. Nel 1976 in anticipo sui tempi, profetizzò: “ I professionisti dell’antimafia per esistere fanno vivere la mafia anche dove non c’è”.
Se fosse vivo si renderebbe conto che le sue previsioni sono state precise e non ha fatto nessun errore.
Ho trovato anche un’altra sua frase che completa la precedente: “Il pericolo maggiore non è rappresentato dal difendersi dalla mafia militare, quanto piuttosto dal consolidamento della progressiva espansione di un costume, di un metodo mafioso all’interno di ampi spazi della società civile, inquinando il funzionamento dello stato”.
Anche qui aveva previsto bene il futuro.
Oggi siamo diventati il paese più corrotto dell’area Occidentale, e veniamo dietro i paesi africani, questa la dice tutta quanto siano marce le istituzioni e il potere che gestisce il Paese.
La giustizia viene dopo lo Zimbowie, il paese africano gestito con il pugno di ferro dal dittatore Mugute dal 1980, senza diritti è il più povero d’Africa.
Ogni parola sarebbe superflua.
Fino ad oggi hanno ingannato la gente sbattendo il mostro della criminalità in prima pagina, addossandogli la responsabilità di tutti i problemi italiani, quando sono anche essi parte del problema, vittime del sistema, sacrificati agli interessi snodati e veraci del potere criminale che comanda questo Paese. Ci vorrebbe una rivoluzione per resettare tutto e ricominciare da capo con regole da terzo millennio.

20-08-2013
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L’Italia ha un nuovo re.
Ammiro molto il direttore di Calabria Ora Piero Sansonetti, sia per quello che scrive e sia la sua risolutezza nel difendere le sue idee.
Ha rilasciato un’intervista sul “Giornale di Sicilia” che è di una chiarezza estrema nel delucidare l’oscurità del futuro del Paese.
Ha una posizione diversa da tutta la sinistra italiana, che ormai si è legata mani e piedi al nuovo re d’Italia: “Il potere giudiziario”.
Con la condanna a Berlusconi, la magistratura si è ribellata alla politica e ha messo in mora Parlamento e Governo.
Giustamente afferma che situazioni del genere succedevano solo nei regimi dittatoriali.
Condannare e arrestare uno dei due leader dei due maggiori schieramenti politi non è mai successo in nessuna democrazia europea.
E’ convinto che una situazione peggiore è difficile immaginarla, perché la pancia giustizialista del Pd travolgerà il partito, e si allineerà ai Travaglio, ai Flores, e ai sacerdoti della magistratura, che saranno loro a decidere cosa concedere.
Il PDL ha subito una sconfitta devastante, e anche se fanno fuoco e fiamme, il problema è di difficile soluzione.
Il movimento di Grillo, sta cavalcando l’onda per cogliere l’occasione per confermare il suo ruolo.
I renziani soffiano sul fuoco per andare alle urne al più presto.
I giudici della Cassazione hanno violato ogni protocollo e fatto della sentenza uno show, spettacolizzando l’evento con la diretta Tv per affermare il loro potere e umiliare la politica. Da oggi il potere della magistratura non ha più nemici.
Il nuovo re ha ritenuto di avere avuto un mandato da Dio per punire Berlusconi. Di questa visione religiosa alla talebana nessuno se n’era reso conto, oggi fermarli è molto difficile.
Berlusconi paga i suoi errori, perché nel 1997 e nel 2008 fece saltare le riforme della magistratura. La prima per miope calcolo politico; e la seconda per sciacallaggio, facendo affondare il governo Prodi con Mastella, per andare a nuove elezioni, che vinse e non fece lo stesso la riforma.
Alle prossime elezioni è favorita il PD, qualora vincesse, la magistratura detterà il programma e il giustizialismo trionferà.
Triste futuro ci attende.
21-08-2013

Diario di Pasquale De Feo- 22 aprile -21 maggio

diario11[1]

Eccoci col Diario di Pasquale De Feo per il mese di maggio.

Il diario mensile di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- rappresenta uno dei momenti più importanti di questo Blog.

Un’occasione speciale, di incontrare, ogni mese.. il mondo.. visto con gli occhi del nostro amico Pasquale.

Questa volta farò giusto tre citazioni prima di lasciarvi alla lettura del testo.

Le prime due:

“Leggevo un articolo di un’intervista ad un imprenditore calabrese,in cui si sofferma su un paradosso, che in Calabria le aziende falliscono, nella maggioranza dei casi, non per debiti, ma per crediti che devono riscuotere dalle istituzioni dello Stato. Quando si tratta di crediti che deve riscuotere, lo Stato non ha nessuna pietà, e con la faccia feroce di Equitalia agisce con crudeltà. Viceversa quando si tratta di pagare, tutto è rimandato alle calende greche, facendo fallire migliaia di imprenditori.” (23 aprile)

“Un imprenditore calabrese Antonio De Masi, ha presentato un esposto ai presidenti di Camera e Senato affinché venga instituita una commissione d’inchiesta per verificare l’operato delle banche e dei sistemi di vigilanza. Ci sono sentenze che hanno appurato che nell’erogazione del credito delle banche hanno praticato usura”. (15 maggio)

Nella loro diversità, le citazioni precedenti hanno una analogia di fondo. L’attuale sistema economico è caratterizzato da una follia totale che è legata da un connubbio incestuoso con la grande finanza internazionale e l’oligarchia bancaria. Gli Stati sono schiacciati dai debiti, le amministrazioni locali ridotte a riutilizzare lo stesso foglio di carta, le imprese non riscuotono crediti e tutto è costantemente tagliato. Allo stesso tempo le grandi banche e i gruppi di affari internazionali lucrano in modo indegno sulle risorse pubbliche.

Un’altra citazione:

“E’ passata la direttrice in sezione, mancava da un po’ di tempo per malattia. Gli ho chiesto del computer e della disposizione del 15 aprile, mi ha detto che il DAP non ha risposto, pertanto aspetta una loro comunicazione. Siccome il DAP non risponderà perché le responsabilità le riversa sui direttori e non se ne assume, se non in termini di repressione. Per il computer è inutile farsi il fegato amaro, non c’è intenzione di darceli, una presa in giro durata tre anni, ma sopravvivremo anche a questo. ” (27 aprile)

Ci sono vicende che si trascinano per anni.

Come questa dei computer a Catanzaro.

Ricordo un vecchio detto “Le parole sono pietre”.

Se è stato detto più volte ai detenuti d Catanzaro che verrà dato loro il computer.. bisogna mantenere la parola data. Comunque fare TUTTO quanto è in proprio potere perché ciò che è stato detto venga realizzato.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo… mese di maggio.. Catanzaro.

Un ringraziamento speciale per Marina, che collabora con noi, e che ha svolto un lavoro prezioso trascrivendo in documento word questo diario, come ha fatto con gli ultimi diari di Pasquale.

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Avevo scritto nel diario del mese scorso che Di Pietro aveva chiuso il suo partito e i soldi in cassa se li era intascati lui.
E’ notizia di qualche giorno fa, che ci ha ripensato e non ha chiuso bottega.
Credo che sia dovuto al casino politico, e spera che ci siano presto nuove elezioni per entrare di nuovo in Parlamento, mi auguro che non succeda.
La presidente della Camera Laura Boldrini ha risposto alla lettera che gli abbiamo scritto, è stata molto gentile, mi auguro che possa trasmettere il suo pensiero positivo, anche se temo che in mezzo agli squali del Parlamento le sarà impedito.

22-04-2013
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Leggevo un articolo di un’intervista ad un imprenditore calabrese,in cui si sofferma su un paradosso, che in Calabria le aziende falliscono, nella maggioranza dei casi, non per debiti, ma per crediti che devono riscuotere dalle istituzioni dello Stato. Quando si tratta di crediti che deve riscuotere, lo Stato non ha nessuna pietà, e con la faccia feroce di Equitalia agisce con crudeltà.
Viceversa quando si tratta di pagare, tutto è rimandato alle calende greche, facendo fallire migliaia di imprenditori.
In proposito ieri sera sentivo Grillo al comizio dopo la pagliacciata alle elezioni di Napolitano, che il ministro Grilli, nel casino di questi giorni, stava facendo passare una legge truffa, se non fosse stato per i grillini che vigilavano, le banche avrebbero avuto un altro regalo.
La legge per pagare i crediti dello Stato alle aziende, stava passando senza che le aziende fossero neanche nominate, così le banche potevano fare ciò che volevano dei 20 miliardi stazionati, essendo che potevano interpretare la legge.
La gente è alla fame, falliscono migliaia di aziende, il Paese è allo stremo, e questi signori continuano solo a mantenere i privilegi ma anche a depredare il bene comune.

23-04-2013
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Matteo Guidi mi ha mandato la locandina del libro scritto con le nostre ricette, complete degli arnesi rudimentali che usiamo per cucinarle.
Dalla locandina sembra che abbia fatto un ottimo lavoro. Sto aspettando che l’editore mi spedisca il libro, così lo potrò visionare e leggere.

MATTEO GUIDI (a cura di)
CUCINARE IN MASSIMA SICUREZZA
CONTENUTO
Cucinare in massima sicurezza è un manuale da cucina ideato e sviluppato con persone detenute nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri italiane. Il testo riporta i metodi utilizzati all’interno delle celle per cucinare con le poche risorse alle quali si ha accesso. Ogni ricetta, prima della lista degli ingredienti, fornisce quella degli strumenti per realizzarla. Utensili da cucina che nei ricettari restano solitamente omessi, poiché è scontato esserne in possesso, diventano qui il filo rosso dell’intera opera, nella quale si descrive, e s’illustra, sia la costruzione che l’utilizzo. Un manico di scopa diventa un matterello, i lacci delle scarpe legano la pancetta arrotolata per la stagionatura, o il televisore, che grazie al suo calore, viene impiegato per la lievitazione del pane o della pizza negli ambienti freddi delle celle, fino a strumenti più elaborati come l’armadietto o lo sgabello, che possono diventare un valido forno.
GLI AUTORI
Matteo Guidi è artista con una formazione in comunicazione visiva ed etno – antropologica.
Moca Collective è il nome scelto (con Matteo Guidi) da un gruppo di persone della sezione di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Spoleto che nel 2008 hanno partecipato ad un ciclo di laboratori di comunicazione visiva. MoCa è l’acronimo di Mondo Carcerario e prende il nome dalla caffettiera (moka), che oltre – a produrre la miscela scura che accompagna i momenti di socialità – nelle carceri è uno degli oggetti delle maggiori funzioni.
RAGIONI DI VENDITA
Un libro che è più di un manuale per riscoprire ricette semplici, casalinghe, perché parla del carcere – dell’ergastolo per di più – passando per la cucina: se il cibo è comunicazione, qui c’è il tentativo di aprire una porta attraverso un canale inaspettato, e perciò tale da destare curiosità. Nel ricettario gli ergastolani riuniscono formule invocate per dare corpo all’illusione di una normalità inseguita ma impossibile. Sono però loro ad insegnarci, attraverso i ritmi del cucinare, il tempo della pazienza, qui tutto particolare: la pazienza “obbligata” e “necessaria” per sopravvivere.
24-04-2013
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Mi ha risposto la Presidenza della Repubblica sulla mia lettera al presidente Napolitano, per preparare la causa di Davide Emmanuello.
La risposta del Dott. Roberto Mucci è stata burocratese, credo più per il tabù del regime di tortura del 41 bis,neanche lo ha nominato nel suo scritto.
E’difficile convincersi che ormai le sedi istituzionali con la loro burocrazia dei suoi funzionari, sono distanti dalla realtà della gente, talmente lontani che ci credono tutti ignoranti pertanto possono scrivere l’inverosimile per farlo passare per verità, ma è una verità esclusivamente del loro mondo burocratico.
La copia della lettera scritta e spedita il 24 febbraio, è già nel blog, allego quella del Dott. Mucci, e la mia risposta. Chi leggerà ne trarrà una giusta valutazione.

Gentile signor De Feo,
rispondo all’istanza da Lei inviata al Presidente della Repubblica.
Al riguardo, debbo farLe presente che non rientra tra le attribuzioni costituzionali del Capo dello Stato l’intervento su questioni appartenenti alla competenza della magistratura, che esercita le sue funzioni in autonomia e indipendenza costituzionalmente garantite, a presidio dell’imparzialità dei giudizi, senza la possibilità di interferenze da parte di alcuna autorità dello Stato.
Non risulta pertanto possibile compiere in questa sede una valutazione dei fatti da Lei evidenziati, né intervenire in alcun modo.
Con i migliori saluti
Dott. Roberto Mucci

Catanzaro, 24 aprile 2013
Egregio Dott. Roberto Mucci
Ho ricevuto la sua lettera del 15 aprile, numero di protocollo SGPR – 15/04/2013 0041500P, la ringrazio per la risposta, ma devo dissentire dalle sue argomentazioni tecniche costituzionali.
Il signor Davide Emmanuello ha presentato il 21 febbraio 2013, raccomandata con ricevuta di ritorno un ricorso straordinario al Capo dello Stato, competente per legge, perché il 41 bis è un atto amministrativo, allego ricorso.
Il Presidente della Repubblica è anche il Presidente del CSM, capo delle forze armate, garante della Costituzione e il rappresentante del Paese all’estero.
Lei mi scrive che non può fare una segnalazione per un caso di salute mentale?
Se il presidente di tutti gli italiani, lo sarà anche il signor Davide Emmanuello, e segnalare all’ufficio competente del ministero della giustizia, per chiedere una verifica se le facoltà psichiatriche consentono al signor Davide Emmanuello se può sopportare il regime di tortura del 41bis, non credo che venga meno all’indipendenza della magistratura.
La Costituzione garantisce anche che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” (art.27 comma 3), potrei continuare con l’articolo 13 comma 4 “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà”. Ci sono anche altri articoli come l’art. 25 comma 1 “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”, invece hanno creato un tribunale unico simile a quelli speciali di mussoliniana memoria, con la legge N° 94 del 2009 del duo Alfano – Berlusconi, firmata dal Presidente, che alla tortura del 41 bis si è aggiunta la crudeltà sulle norme della vivibilità interna del regime in questione.
Noi carcerati la leggiamo la Costituzione ed è palese anche a noi profani come viene calpestata e piegata a interessi di Casta.
Ci convinciamo sempre di più, che per avere giustizia e il rispetto dei nostri diritti, dobbiamo investire le corti europee, perché ormai sono state create due categorie di italiani, i cittadini e i sudditi.
Per correttezza la informo che tutta la documentazione, tra cui anche le lettere prodotte, sono inserite nel fascicolo del ricorso di Davide Emmanuello pendente dinanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Il suo avvocato Giuliano Dominici del foro di Roma le può dare tutte le informazioni del caso.
Auguro al Presidente un buon settennato, anche se per noi carcerati ci saranno solo i proclami sulle carceri, ma nei fatti non farà niente; la solita ipocrisia burocratica del sistema.
Non sono mai indice di potere, le sofferenze e le torture che vengono inflitte, ma solo di decadenza civile e morale.
I miei migliori e cordiali saluti.
Con osservanza
Pasquale De Feo
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25-04-2013
Ho finito di leggere il libro autobiografico di Giovanni Farina edizione ARKIVIU – BIBRIOTEKA – T. SERRA, un ottimo lavoro è da leggere, principalmente chi è indottrinato dalle “verità mediatiche” delle corporazioni dello Stato.
La vita di un uomo può andare in frantumi per le persecuzioni razziste di funzionari dello Stato, che il sistema criminale al suo interno, li erge ad eroi quando usano metodi nazisti. I personaggi citati rispecchiano i tanti Torquemada che opprimono il Paese, pertanto i Vigua, i Fley, i Manganelli, i Della Monica ecc., non sono altro che la riproduzione dei carnefici del potere sparsi sul territorio.
Le loro infamie vengono premiate e li ergono a vanto del Paese.
Ho conosciuto tanta gente rovinata da questi manigoldi che usano il potere giudiziario e di polizia come trampolino di lancio per le loro carriere, e anche quando si scoprono le loro mascalzonate non vengono puniti, perché il sistema protegge se stesso.
I cittadini sono all’oscuro e non hanno idea del marciume di atti, delle persone e interi nuclei familiari che rovinano, ne possono venire a conoscenza quando finiscono anche loro nel tritacarne dell’apparato della repressione, ma a quel punto è troppo tardi, perché la criminalizzazione alimentata da una papua mediatica li stroncherà, non saranno più cittadini ma sudditi da mostrificare e calpestare.
Tempo fa ricordo, la notizia in Tv di un pastore sardo in Toscana, era stato scarcerato dopo oltre 30 anni di carcere, ritenuto innocente Vigua e il suo compare Fley l’avevano perseguitato con gli stessi metodi usati con Giovanni.
Il libro da voce ai sentimenti che hanno accompagnato la sua vita, il ricordo dei tempi felici con il padre figura centrale dei suoi insegnamenti nel sentiero della sua vita.
Il castello fatato lo teneva lontano dalla malvagità dell’uomo non facendogli conoscere il male, ma la brutalità feroce dello Stato, l’ha scaraventato nella giungla dove la parola è un guscio vuoto e l’inganno è sinonimo di intelligenza.
Una volta precipitato in questo inferno, la vita non sarà più la stessa, e si perderà per sempre.
La maggioranza dei reclusi si può rispecchiare nelle dinamiche repressive di uno stato creato sulla sopraffazione con sistemi coloniali, e continua con questi metodi alimentando un girone dantesco che non ha fine, perché il potere che tiene in ostaggio la democrazia e il benessere economico, per continuare ad avere privilegi vergognosi e depredare il bene pubblico,ha bisogno di nemici come cartina fumogena, criminalizzando gente e territori con paure e insicurezze che mestieranti della politica spandono a piene mani per ridurre in servitù i cittadini terrorizzandoli.
La lettura della storia di Giovanni, aiuterebbe la gente a capire che dietro la realtà artificiosa creata dai media complici di questo potere criminale, si nascondono aberrazioni peggiori delle dittature.
Consiglio a tutti di leggerlo.

26-04-2013

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E’ passata la direttrice in sezione, mancava da un po’ di tempo per malattia.
Gli ho chiesto del computer e della disposizione del 15 aprile, mi ha detto che il DAP non ha risposto, pertanto aspetta una loro comunicazione.
Siccome il DAP non risponderà perché le responsabilità le riversa sui direttori e non se ne assume, se non in termini di repressione.
Per il computer è inutile farsi il fegato amaro, non c’è intenzione di darceli, una presa in giro durata tre anni, ma sopravvivremo anche a questo.
Le ho chiesto della chiusura della sezione, ha voluto vedere la circolare, mi ha detto che non ne sapeva niente, e che forse riguardava il padiglione nuovo, ma alla fine scherzando mi ha detto che se è così partiremo tutti, le ho risposto che non ci sono problemi.
In conclusione niente computer e nei prossimi mesi saremo trasferiti, non credo arriveremo a Natale. Mi auguro di no.

27-04-2013
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Hanno fatto il governo, mi è sembrata la peggiore applicazione del manuale Cencelli, le competenze non hanno avuto nessuna cittadinanza, l’unica nota positiva è stata la nomina a ministro degli esteri di Emma Bonino.
Per veti ottusi, ideologici e religiosi, le hanno impedito di essere eletta alla Presidenza della Repubblica.
Hanno messo Andrea Orlando (responsabile della giustizia del Pd) all’ambiente, e alla giustizia hanno messo la Cancellieri, credo perché tutti i politici calabresi non la volevano all’interno (giustamente), la ritengono colpevole dell’infamia di aver sciolto il comune di Reggio Calabria cosa che non ha fatto né per il comune di Milano, né per la regione Lombardia, e attualmente nemmeno con il Piemonte che ha tutta la regione inquisita.
All’interno hanno messo lo sciacquino di Berlusconi il famigerato Alfano.
Ritenerlo peggiore del governo Monti direi che è poco, non hanno né la forza e né la competenza per dare almeno sollievo al Paese.
Faranno qualche proclama che la servitù mediatica amplificherà per farla passare come la panacea per sanare i problemi. Saranno fedeli ai gruppi che li hanno imposti, non toccheranno i privilegi con la scusa che sono diritti acquisiti, continueranno a soffocare la gente con tasse e balzelli vari, tutto rimarrà come prima e niente cambierà.

28-04-2013
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Ogni tanto succede che i ricordi lontani occupano i miei pensieri per turbare il mio equilibrio, la memoria toglie il tappo riversando le emozioni represse dalla cattività. Allora scrivo qualcosa a ruota libera, e come altre volte ne faccio partecipe che legge nel blog.
L’oblio del tempo vuoto
Quando per la prima volta ti ho vista
gli occhi del tempo si illuminarono
non era un sogno, eri poco distante.
Così assoluto divenne il mio pensiero
occupato dalla tua presenza
da non riuscire a pensare ad altro.
L’amore che provavo
rende più sostenibile la tua assenza
trascorrendo nell’oblio questo tempo mai nato.
Pensarti non mi affligge più
ho superato tutti i mali patiti
creandomi un nuovo pensiero di vita.
Rimane lo stesso un vuoto
difficile da riempire
alimentato dal ricordo.
La memoria è fonte di sofferenza
la lezione del tempo non è stata utile
quello che sento non può mai finire.
29-04-2013
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La crisi si sente dappertutto, principalmente nelle regioni meridionali, dove si soffre di più,e questo aguzza l’ingegno.
A Napoli hanno rispolverato un vecchio sistema di finanziamento a breve.
Il meccanismo e la pizza a credito,usato nel dopoguerra;immortalato nel film “oro di Napoli” con Sofia Loren.
La pizzeria Sorbillo collegata nel quartiere di via Tribunali accetterà dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità, il pagamento differito della pizza.
Come si faceva un tempo, si consumava oggi e si pagava a otto giorni.

30-04-2013
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Berlusconi sta facendo di tutto per far spostare i suoi processi da Milano a Brescia, la motivazione è che vuole un giudice terzo, perché il tribunale di Milano lo giudica con il pregiudizio.
E sotto gli occhi di tutti la persecuzione della procura di Milano nei suoi confronti, anche quelle di altre procure, da quando è sceso in politica,e questo gli ha fatto assumere il ruolo di vittima;il lupo travestito da agnello.
Per se stesso chiede un giudizio sereno ed equilibrato, ma per altri ha legiferato con la gogna e la tortura. Nel 2009 con la legge N° 94 , con il suo sodale Alfano ha tolto il giudice naturale ai reclusi nel regime di tortura del 41 bis, concentrando tutte le discussioni al tribunale di sorveglianza di Roma, fatto diventare una sorta di tribunale speciale di mussoliniana memoria.
La stessa legge ha reso la tortura del 41 bis simile ai centri psichiatrici dell’era sovietica dove rinchiudevano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne il pensiero.
Ha la faccia di bronzo tipica dei dittatori populisti.

1-5-2013
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Si è suicidato un altro ragazzo alle celle, la voce che gira è che si sarebbe soffocato con un sacchetto di plastica.
In 30 giorni è il secondo che arriva a questo gesto estremo, l’altro suicidio fu il 3 aprile mentre era in corso la manifestazione per l’opuscolo sul commento della Costituzione.
Nella cella liscia all’isolamento, mi hanno detto che negli ultimi anni sono stati una decina i suicidi.
Posso solo immaginare psicologicamente come si possa sentire una persona in una cella del genere, nudi e senza niente,come se fossero abbandonati al mondo.

2-5-2013
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Gli americani stanno preparando un’altra guerra con le stesse e identiche bugie usate per attaccare l’Iraq. Iniziano a circolare le notizie, per preparare l’opinione pubblica;la CIA è brava in questo tipo di servizi,che il regime siriano sta usando i gas nella guerra civile.
Sono contro le dittature, ma visto ciò che ha prodotto la primavera araba:la Libia, la Tunisia e l’Egitto, sono in mano ad estremisti religiosi.
Se vincono,la Siria diventerebbe la stessa cosa.
Scegliendo il male minore,sarebbe meglio Assad,con una forte pressione per fargli fare le riforme democratiche.
Gli americani pensano solo ai loro affari,pertanto non gliene frega niente dei casini che causano alla parte dell’Europa,e purtroppo i burocrati europei appogiano ogni mascalzonata che progettano al Pentagono,vigliaccheria allo stato puro.
La migliore soluzione è che gli americani tolgano l’occupazione in Europa e tornino a casa loro.

3-5-2013
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Mi mandano un articolo del Corriere della Sera firmato dai due giornalisti che hanno scritto alcuni libri sulle caste, dai sindacati fino ai magistrati, si tratta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
L articolo così intitolato “La legge dimenticata sui magistrati fuori ruolo”.
C’è un mercimonio dei magistrati che occupano tante poltrone vicino alla politica, con doppi stipendi,e molti da 20 anni non fanno più i magistrati, imboscati in uffici dei ministeri ed enti vari.
Questa giungla va avanti da decenni,ed è talmente fitta,che non si sa neppure quanti siano con esattezza questi alti burocrati di complemento.
E’palese che gli alti stipendi intaccano il loro giudizio di magistrati.
Il parlamentare del PD Roberto Giacchetti, nonostante la freddezza del suo partito aveva fatto passare un emendamento nella legge anticorruzione,che impediva a qualsiasi giudice penale,civile,amministrativo o militare,poteva avere un incarico di cinque anni,più altri cinque anni solo dopo che erano trascorsi cinque anni dal primo incarico,con un totale di solo dieci anni in tutto.
Tra i vari passaggi alle camere hanno stravolto l’emendamento divenuto un articolo aggiuntivo;prima lo portano a dieci anni,poi fanno decadere la legge che scadeva il 28 marzo.
Il deputato Giacchetti aveva presentato anche un ordine del giorno firmato da altri parlamentari che entro dicembre 2012 dovevano essere pubblicati on – line tutti i nomi,gli incarichi,la durata,i precedenti dei magistrati fuori ruolo, affinché sul tema ci sia trasparenza, e aggiornare tale banca dati con periodicità mensile.
Il governo è d’accordo .L’aula vota all’unanimità. Che fine ha fatto la banca dati? Sparita o meglio dire non è mai stata iniziata.
Il potere della casta dei magistrati è talmente potente che condizionano e manipolano ogni cosa.

4-5-2013
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Nel carcere di Guantanamo,tristemente famoso,la metà dei detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame, per protestare contro una detenzione senza fine. La stragrande maggioranza non ha subito un processo, perché l’unica accusa è di essere musulmani ostili agli americani.
Credo che sia umano da parte loro odiare gli americani, perché per i loro interessi,principalmente il petrolio,proteggono le dittature dei paesi arabi,tra le più spietate e feroci del mondo.
Qualunque persona che ama la libertà, dovrebbe per forza di cose combattere contro chi l’opprime se non vuole restare servo.
Se fossi un cittadino dei paesi arabi, mi ribellerei anche io contro gli americani e gli occidentali che li sostengono.
L’unico errore che fanno è di aver incanalato la ribellione nella religione,che non solo è un’altra prigione,ma fa paura perché le religioni hanno sempre prodotto oscurità con i loro dogmi.

5-5-2013
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Un’azienda israeliana la “LEXIFONE” ha creato un sistema che permette di conversare via telefono,internet o semplicemente faccia a faccia nella propria lingua e ascoltare senza ricorrere ad un’interprete.
Con questo APP è stata sconfitta la babele delle lingue che sono circa 6500 nel mondo.
Questo traduttore distingue anche le varianti come l’americano,britannico e australiano,e gli accenti regionali.
L’azienda Lexifone assicura che la traduzione non è solo letterale bensì anche culturale.
Il mondo diventa sempre più piccolo e si riducono le distanze di comunicazione.

6-05-2013
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Spesso le persone dicono molto di più di quello che vogliono nascondere,l’inclinazione delle parole e i gesti li tradiscono, e un occhio attento capisce come stanno realmente le cose.
Le bugie hanno le gambe corte,ed è vero, perché se l’espressione del viso non è in sintonia con quello che si dice, tutto diventa chiaro.
La migliore soluzione è di essere chiari e trasparenti,così le difficoltà della vita saranno molte meno,perché non bisogna affannarsi a ricordare le bugie e a trovare escamotage quando si ammettono pezzi di verità.

7-5-2013
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E’morto Giulio Andreotti,tutti a santificarlo,in vita era demonizzato.
Ha incarnato tutto il peggio del potere politico,alleato di ferro della Chiesa.
Depositario di tutti i segreti della nascita della Repubblica,fino ad oggi,che si è portato nella tomba.
E’stato portato in giudizio dalla parte politica che ha sempre combattuto.
Noi reclusi non possiamo che disprezzarlo,nel Meridione prendeva i voti alle elezioni in tutti i modi possibili,senza guardare le fedine penali con l’aiuto della Chiesa,per il suo potere ma principalmente sbarrare il passo al partito comunista.
Alla collusione su tutti i fronti,ha contrapposto un giustizialismo feroce con le peggiori leggi repressive della storia della Repubblica,emanate dai suoi governi.
Nel 1982 con l’art. 416 bis e la legge La Torre,e nel 1992 con l’ergastolo ostativo,la tortura del 41bis e l’art. 4 bis.
Ha incarnato il potere del principe di Machiavelli,in tutte le sue essenze,usando tutto e tutti,legalmente e illegalmente,per raggiungere i suoi fini.

8-5-2013
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Ho finito di leggere il libro “I fiori di Kirkuk” scritto da Fariborz – Kamkari.
Un grande amore che inizia a Roma e finisce tragicamente in Iraq sotto la dittatura di Saddam.
Lui era curdo e lei era araba irachena.
Il periodo era tra il 1988 al 2003, ripercorre la pulizia etnica contro i curdi ordinata da Saddam Hussein, con massacri che ripercorrono gli orrori nazisti.
La follia del dittatore non ha limiti, perché cerca di arabizzare il Kurdistan iracheno,la storia non solo l’ha condannato ma la forca con l’impiccagione è stata la sua giusta punizione.
Un amore così grande che non conosce la parola moderazione,quando il fuoco arde incontrollabile distrugge ogni cosa,quello che è successo.
Anche se consapevoli del periodo dell’irrazionalità del fuoco che li pervade,superano la paura e scelgono il loro destino.
Finisce con la lettura della lettera che lei aveva scritto per salutarlo per sempre,andando incontro alla morte,parole bellissime e struggenti che colpiscono la sensibilità del cuore.
Voglio fare partecipe di chi legge,di una frase meravigliosa che ho trovato all’interno del libro “La libertà è il frutto dell’amore. Libera l’anima da ogni ancora”.

9-5-2013
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Ho scritto questa lettera al Papa,dubito che arriverà nelle sue mani,ma lottare contro questi errori legislativi,consiste anche sbattere contro i muri.
Gent.mo Papa Francesco,
la sua elezione ha dato tanto entusiasmo al popolo cristiano,le auguro che rimanga sempre tale.
Lei ha ripetuto più volte di non farci rubare la speranza,una bella frase che solleva anche il morale.
La informo che alla mia categoria di ergastolani ostativi,la speranza è stata revocata in forza di una legge “art.41 bis Ordinamento Penitenziario”,si viene esclusi da qualunque pena alternativa, chi è condannato all’ergastolo ostativo è destinato a morire in carcere.
Gli altri devono scontare fino all’ultimo giorno,a una certa età,con 20 – 30 anni di carcere da scontare,diventa lo stesso una condanna a morte,come l’ergastolo.
Sarei/saremmo felici che lei menzionasse nei suoi discorsi,che una parte di cittadini vengono esclusi per legge dal diritto di avere speranza.
Le auguro un lungo pontificato pieno di soddisfazione,un forte abbraccio con tutto l’affetto del mio cuore,l’ergastolano ostativo.
Pasquale De Feo
Catanzaro, 10 maggio 2013
10-05-2013
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L’università di Napoli,dopo un’accurata ricerca ha scoperto che la dieta mediterranea ha la capacità di “accendere” un enzima che non fa invecchiare le cellule.
E’ appurato da studi scientifici che la parte terminale dei cromosomi i telomeri, sono una sorta di “orologio” cellulare, a ogni divisione della cellula si accorciano fino ad arrivare a un punto oltre il quale non possono più diminuire e inizia il processo di invecchiamento cellulare.
A questo punto ritengono evidente che la dieta mediterranea si può considerare un vero e proprio farmaco. Questa dieta scoperta da Ancel – Keys nel Cilento nel dopoguerra, ha portato giovamento anche a lui, morto centenario,e la sua casa a Pioppi un comune cilene è diventata un museo.
I miei genitori provengono dal Cilento; mio padre dopo la pensione si è ritirato nella casa paterna, per conoscenza diretta ci sono molti centenari, pertanto posso affermare che la dieta mediterranea è veramente un elisir di lunga vita.

11-5-2013
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Ognuno di noi nel suo vissuto ha tante storie da raccontare, me ne sono reso conto scandagliando la mia memoria, perché in qualunque luogo ci troviamo, ci sono sempre episodi che possono avere la valenza di novella.
L’unico punto sono le parole che si usano per comporre il mosaico dello scritto.
La cultura nel suo insieme agevola la scrittura perché l’istruzione e la lettura di libri fanno metabolizzare milioni di parole e composizioni.
Credo che non ci sia cosa più bella nel trasmettere emozione con i propri scritti.

12-05-2013
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L’avvocato Marco Tavernese che si sta interessando per farci avere la rivalutazione Istat che non abbiamo dal 1993, e l’applicazione dell’art. 22 Ordinamento Penitenziario che stabilisce che i reclusi non possono essere pagati meno dei due terzi previsti dai contratti collettivi nazionali, ha scritto che è stata rigettata la richiesta con argomentazioni assurde.
Il giudice dott.ssa Rossella – Masi del tribunale civile di Roma, obbedendo alle indicazioni del Ministero della Giustizia, ha rigettato questi diritti con motivazioni cervellotiche, dovrebbe intervenire il CSM,perché ci vuole anche decenza per scrivere porcate simili.
Ormai il Ministero comanda i PM della DNA e i giudici con un feroce servilismo obbediscono come militari, e poi cianciano di indipendenza, equilibrio e che la legge è uguale per tutti. Chiacchiere.
Accenno i punti inventati per il rigetto:
1) Le mansioni descritte del lavoro sono generiche. Si dovrebbe pensare che tutta la documentazione del Ministero è falsa? Eppure sono loro i nostri datori di lavoro.
2) Non sono state specificate le modalità del lavoro assegnate. Ridicolo. Bastava chiedere al Ministero o alle Direzioni delle carceri. Inoltre nel nome c’è la mansione: scrivano,spesino, porta pranzi ecc.
3) Non sono stati indicati i testimoni in grado di confermare le mansioni svolte. Questa è veramente surreale, un carcerato che deve portare i testimoni per il suo lavoro.
4) Non è stato specificato l’orario di lavoro e la distribuzione delle ore giornaliere.
La documentazione del Ministero deve ritenerla falsa, non c’è altra spiegazione.
Questo giudice poteva risalire a tutto con questo giudizio, invece bisogna fare gli altri gradi dell’iter processuale, con aggravio delle finanze dello Stato e l’ingolfamento dei tribunali.
Con tutto ciò, danno sempre la colpa agli altri dello sfascio della giustizia, quando invece sono i maggiori responsabili.
Possono fare tutte le manfrine che vogliono, ma alla fine dovranno pagare lo stesso.
Allego la lettera dell’avvocato Tavernese che è molto esauriente nella spiegazione.

Egregio Sig.
Giovanni FARINA
Le scrivo per informarLa dell’’esito del giudizio di primo grado promosso per la nota questione mercedi.
Purtroppo il Giudice Dott.ssa Rossella Masi – all’esito dell’udienza del 17 – 04 – 2013 – ha rigettato il Suo ricorso (e quello di tanti altri Suoi colleghi); in allegato il testo della sentenza.
Queste, in estrema sintesi, le motivazioni addotte dal Giudice:
1) Le mansioni descritte (scopino, porta vitto,scrivano, spesino, porta pranzi, piantone, addetto alla lavanderia, cuciniere, giardiniere, etc…) sarebbero “estremamente generiche”;
2) Non sono state,in particolare,specificate le modalità con le quali ciascun detenuto provveda a svolgere le assegnate mansioni;
3) Né,tanto meno, sono stati indicati i testimoni in grado di confermare le mansioni svolte e il contenuto di esse;
4) Non è stato poi, specificato l’orario di lavoro e, più in particolare, la distribuzione giornaliera delle ore lavorate;
Ebbene la sentenza emessa dal richiamo del Giudice – oltre a rappresentare,a mio parere, un’evidente accanimento contro il diritto ad una retribuzione dignitosa – è errata per le seguenti ragioni:
1) Le mansioni descritte in ricorso non sono generiche e – proprio in quanto coincidono con la descrizione fatta nei cedolini paga emessi dal Ministero della Giustizia – sono certamente idonee a individuare, con precisione, le attività lavorative da Lei concretamente espletate, soprattutto in assenza di qualsiasi contestazione sul punto da parte dell’Amministrazione;
2) Le parole “scopino”, “porta vitto”, “scrivano”, “spesino”, “addetto alla lavanderia”, “cuciniere”, “giardiniere”, ect………. lungi dal descrivere genericamente un’attività lavorativa, rappresentano invece le tipiche mansioni svolte all’interno di ciascun istituto di pena; anche tale circostanza, d’altronde, è assolutamente pacifica tra le parti non avendo, ancora una volta, il Ministero della Giustizia minimamente contestato lo svolgimento delle mansioni descritte;
3) I testimoni – oltre alla loro impossibilità pratica di convocazione e,ancora prima, di designazione – erano, oltre tutto,assolutamente inutili non avendo il Ministero contestato lo svolgimento delle descritte mansioni per il numero di ore indicate nei cedolini paga dallo stesso emessi;
4) L’orario di lavoro complessivamente prestato è stato specificato nei conteggi e nei cedolini paga e – ai fini dell’adeguamento della mercede – era assolutamente inutile (oltre che impossibile) specificare se le ore complessivamente prestate in un mese erano state lavorate in 15, 20 o 25 giorni, dipendendo l’organizzazione del lavoro (collocazione,durata, eventuali interruzioni o sospensioni della prestazione del lavoro) demandata esclusivamente dalla Direzione dell’Istituto;
Le motivazioni sostenute dal Giudice sono,dunque, – a mio avviso – profondamente errate e ingiuste e sono dettate più dalla necessità di chiudere, anzi mortificare, i processi che possono comportare ulteriori spese a carico del Ministero (ancorché trattasi di spese dovute sulla base di precise disposizioni di legge) che non dell’esigenza ben più alta di rendere giustizia.
In particolare, richiedere ai ricorrenti di indicare i testimoni in grado di riferire le mansioni effettivamente esercitate all’interno dell’istituto di pena rappresenta una richiesta che denota un controsenso, ben sapendo il Giudice che il Direttore del Carcere e gli altri funzionari non saranno mai disponibili e,comunque, in grado di testimoniare quali mansioni quel particolare detenuto svolgeva in quel preciso periodo temporale.
Ma tale richiesta risulta ancora più incomprensibile e cervellotica allorquando – come nel Suo caso – le mansioni sono descritte sui cedolini paga emessi dal Ministero della Giustizia il quale, peraltro, in sede di costituzione in giudizio, non ha minimamente contestato ( e mai avrebbe potuto farlo!) le mansioni e le ore di lavoro complessivamente prestate, descritte nei medesimi cedolini paga.
Altrettanto è a dirsi,poi, in relazione alle restanti argomentazioni espresse dal Giudice concernenti le concrete modalità di svolgimento delle mansioni nonché la distribuzione giornaliera delle ore lavorate nell’arco di ciascun mese.
Le mansioni svolte,infatti, proprio in quanto attestate dai documenti provenienti dal Ministero della Giustizia (quali sono appunto i cedolini paga), non necessitavano alcuna ulteriore specificazione.
Nel ricorso si chiedeva,infatti,solo di aggiornare l’importo della c. d. mercede agli incrementi retributivi previsti dai contratti collettivi (nella misura di due terzi ex art. 22 L. 354/1975) sicché ogni questione concernente le modalità di svolgimento delle mansioni era assolutamente estranea all’oggetto da contendere.
Stesso discorso vale infine per l’orario di lavoro: la circostanza che le ore mensili riportate in estratto mercede fossero state prestate in 15,20 o 25 giorni è assolutamente irrilevante ai fini del decidere anche perché – ed il Giudice ne è a perfetta conoscenza – nel lavoro carcerario non vi è un orario normale di lavoro, dipendendo il numero delle ore lavorate dalle specifiche esigenze e direttive impartite, di volta in volta, dai funzionari del carcere.
Insomma, la contraddittorietà e l’illogicità delle argomentazioni espresse dal Giudice confermano, chiaramente, che la sentenza in questione è esclusivamente finalizzata a far risparmiare il Ministero della Giustizia le spese necessarie (oltre che dovute) ad assicurare una retribuzione dignitosa, in tal modo disincentivando numerosi Colleghi che si trovano nella Sua identica situazione.
Mi sembra di poter, tranquillamente, affermare che tale soluzione rappresenta un tentativo di demoralizzazione di tale pretese; un tentativo volto a disincentivare quante più persone possibile dal proseguire la causa; insomma, colpirne uno per demonizzarne cento.
Avverso tale modo di fare e rendere giustizia l’impegno del sottoscritto legale sarà massimo nella certa speranza che i successivi gradi del giudizio ci daranno la possibilità di incontrare Giudici dotati di ben altra sensibilità ed onestà intellettuale.
Salvo Sue diverse istruzioni,pertanto, procederò a proporre appello contro la sentenza negativa emessa nei Suoi confronti.
Ai fini di non pagare il c. d. contributo unificato (spese di giustizia) allego alla presente un modulo di autocertificazione dei redditi che La prego di compilare, firmare e trasmettermi in originale, unitamente alla copia di un Suo documento di riconoscimento, presso il recapito di studio; specifico che la Sua firma non necessita di autentica da parte dei funzionari dell’Istituto. I tempi di definizione dell’appello si aggirano, purtroppo, intorno ai 2 anni, ma visto l’esito del giudizio di primo grado non abbiamo altra scelta che attendere i tempi normali della giustizia.
Restando a disposizione per ogni ulteriore occorrenza e chiarimento, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
Avv. Marco Tavernese

13-05-2013
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In provincia di Ragusa si è dato fuoco un uomo di 64 anni, e per aiutare a spegnere le fiamme si sono ustionati in modo grave la moglie, la figlia e due poliziotti.
Con una vita di sacrifici aveva costruito la casa dove abitava, molto modesta come si è vista dalle immagini. Gli era rimasto da pagare 10 mila euro alla banca. Avendo perso il lavoro non riusciva a restituire la somma. Come prassi di strozzinaggio, tra interessi vari la cifra è arrivata a 26 mila euro, e gli hanno messo la casa all’asta e venduta per un tozzo di pane.
Quando si è presentato il nuovo proprietario con i poliziotti, ha compiuto il gesto della disperazione.
Quello che fa rabbia è che nessuno tra i politici, religiosi, associazioni varie ha detto una parola contro le banche responsabili di tanti suicidi, di tanta povertà e che impunemente commette estorsioni e rapine.

14-05-2013
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Un imprenditore calabrese Antonio De Masi, ha presentato un esposto ai presidenti di Camera e Senato affinché venga instituita una commissione d’inchiesta per verificare l’operato delle banche e dei sistemi di vigilanza.
Ci sono sentenze che hanno appurato che nell’erogazione del credito delle banche hanno praticato usura.
L’autorità garante per la concorrenza e il mercato ha dimostrato che le banche hanno fatto accordi di cartello a danno dei cittadini.
La commissione d’inchiesta imporrebbe alla Banca d’Italia di dare risposta su quale ruolo ha avuto in queste vicende e quali interessi ha tutelato fino a oggi, e continua a farlo non intervenendo pur in presenza di sentenze di tribunali che attestano la pratica di usura.
Mi dispiace scriverlo, ma non istituiranno mai una Commissione contro le banche, troppo potenti.
Ci sono poteri in questo Paese che hanno la certezza dell’impunità e possono fare tutte le malefatte che vogliono.
Il potere per coprire queste prepotenze evidenti, alza una cartina fumogena, criminalizzando il popolino con una feroce repressione.

15-05-2013
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Qualche giorno fa ho visto un programma che riguardava lo Stato Sudamericano di El Salvador. Un giornalista americano, che prima di esserlo aveva trascorso anni in galera per vari reati e la sua appartenenza ad una gang di quartiere, ed ora lavorava per una rete televisiva andando in giro per il mondo a fare reportage sui fenomeni di illegalità criminale.
In El Salvador ci sono grosse gang che si chiamano MALA – 18 e MALA – 13, con migliaia di persone che ne facevano parte, dislocati in tutto il Paese. Tutti i giorni succedevano omicidi dentro e fuori dal carcere, per questo motivo avevano diviso le due gang in carceri diversi, con i militari che controllavano il perimetro esterno.
Constatato che la repressione non risolveva il problema, perché la povertà era un serbatoio inesauribile per il ricambio.
Quando il disagio sociale colpisce il popolino, senza prospettive, né lavoro, né servizi dallo Stato,l’illegalità è per molti l’unica strada.
Sono intervenuti tutti i poteri del Paese; Chiesa, politica e la forza economica, hanno parlato con i capi delle due gang, che a loro volta hanno riunito i loro vertici, e hanno suggellato una pace,in pochi giorni si sono azzerati gli omicidi dentro e fuori dal carcere. Hanno fatto delle conferenze stampa dove hanno dichiarato che chiedevano uguale diritti per tutti; scuola, sanità, lavoro e prospettive future.
Il giornalista è andato in due carceri e ha parlato con i due capi, che hanno ribadito le stesse cose dette in precedenza, motivando che volevano che i loro figli e i loro familiari non subissero la loro stessa sorte.
Erano felici per la pace e si auguravano che durasse e avesse un seguito per un futuro del Paese e della loro gente.
Ogni persona sensata è consapevole che nessuno nasce per delinquere, come se avesse una tendenza genetica, se la mancanza di opportunità, depressione economica, disagio sociale, che creano il brodo di cultura per lo sviluppo di fenomeni di illegalità.
Hanno dimostrato intelligenza e buon senso da statisti, sia nel risolvere il problema e sia dare speranze di prospettiva futura a chi non le aveva mai avute.
Mi sono immaginato qualcosa del genere in Italia; il partito dei savonarola avrebbero gridato allo scandalo facendo fuoco e fiamme.
A loro non interessa risolvere i problemi, ma pensare ai propri guadagni.
La civiltà si vede principalmente in decisioni impopolari che servono al futuro del Paese.
Mi auguro che prima del mio trapasso possa vedere la fine della dittatura estremista del partito dei savonarola.

16-05-2013
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L’ex sindaco di Siderno Alessandro Figliomeni, recluso nel carcere di Parma da 26 mesi in attesa di giudizio, ha scritto una lettera a un quotidiano calabrese.
E’intervenuto sul problema del sovraffollamento delle carceri e la questione della giustizia.
Dalla sua diretta esperienza, scrive che la questione per risolverla bisogna affrontarla con senso di responsabilità, senza ipocrisia o calcoli elettoralistici. Chi prenderà in mano le redini del Paese dovrà rivedere senza pregiudizi le normative che regolano il sistema giudiziario e penitenziario, rimuovendo le cause che nel corso degli anni hanno creato questa vergogna che ci discredita davanti all’Europa.
Ritiene,e concordo con lui, che un’amnistia non deve essere intesa come atto di clemenza verso i reclusi, ma come esigenza dello Stato per riportarsi in condizioni di legalità, inoltre per riportare il numero dei processi a un livello di compatibilità con il nostro sistema.
Punta il dito verso alcune leggi da riformare, in modo particolare la n° 356/92 , che personalmente ritengo la madre di tutte le infamie, con le barbarie dell’art. 4 bis, dell’ergastolo ostativo, e il regime di tortura del 41 bis.
Poi elenca tutte le leggi del “riformatore” Berlusconi: Bossi – Fini,la Fini – Giovanardi, e la ex Cirielli.
Conclude la sua lettera, affermando che se si vuole risolvere la situazione queste sono le leggi da riformare o abolire.
E’ singolare che, quando i politici vengono arrestati capiscono subito come devono risolvere i problemi della giustizia, viceversa quando sono al comando in politica, non solo stanno zitti, ma fomentano i bassi istinti della gente per leggi sempre più repressive e leggi che restringono la vivibilità interna alle carceri, come la legge n° 94 del 2009 “riformista” Berlusconi.

17-05-2013
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Stamane su un quotidiano, mi pare che fosse “Libero”, a lettere cubitali in prima pagina, c’era scritto “Un magistrato percepisce uno stipendio di cinque milioni netti all’anno”.
Ho girato tutti i canali, nessuna rassegna stampa l’ha fatto vedere.
L’unico Tg che l’ha fatto vedere nella sua rassegna stampa è stato Tg com 24, il resto l’hanno tutti censurata.
La notizia è vergognosa, ma di questi “signori” ce ne sono a centinaia, non solo nella magistratura ma in tutta la burocrazia statale.
Queste caste si aiutano a coprirsi tra di loro, e quando li senti parlare sembrano tutti dei frati missionari. Questo marcio si può azzerare solo rendendo tutti gli stipendi dei funzionari statali,al massimo dieci volte uno stipendio normale, come hanno fatto in Svizzera con un referendum. Inoltre deve essere tutto su internet, la trasparenza è un fattore importantissimo.

18-05-2013
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Tanti suicidi alla luce del sole, tanti in nero, e tanti che hanno la possibilità vanno in Svizzera nelle cliniche che operano l’eutanasia assistita.
La politica e la religione si oppongono al suicidio e all’eutanasia.
La politica per non perdere i voti dei cattolici, si lancia in crociate deliranti e ridicole.
La religione con il suo enorme potere impone i suoi dogmi, che ormai sono fuori dal tempo e dalla storia.
Entrambi però permettono omicidi attraverso guerre, carcerazioni, pena di morte, TSO, situazioni di grosso disagio economico, la fame e la povertà.
C’è da chiedersi: perché questi omicidi sono ammessi?

19-05-2013
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Mi ha scritto Carmelo da Padova, informandomi che l’hanno costretto insieme agli altri ergastolani a mettersi in due per cella.
Dalla sua lettera comprendo che ha dovuto violentare se stesso, si sente bastonato nell’animo, perché gli hanno tolto l’ultimo briciolo di libertà che gli era rimasto, quei pochi metri quadrati della cella, dove aveva ancora un po’ di intimità e di riservatezza.
Il ricatto e le pressioni si riversano anche sugli affetti, e la sua maggiore debolezza deriva dall’amore dei suoi cari e chi gli vuole bene.
L’istituzione totale del carcere usa la violenza in spregio alla legalità. Di cui si ritiene promotrice, ma nei fatti la viola impunemente.
Tutte le leggi stabiliscono che dobbiamo stare da soli in cella, ma i Pm che hanno occupato militarmente il DAP e tutto il ministero, danno dimostrazione della concezione che hanno della legge calpestandola; nello stesso modo che facevano quando imbastivano processi su congetture astratte e cervellotiche.
Con questa metodologia hanno reso le carceri i luoghi più illegali del Paese.
Per avere un minimo di diritti per sopravvivere, ci istigano a lottare, e poi dall’alto della loro arroganza ci reprimono con motivazioni artificiose che siamo pericolosi, sobillatori, facinorosi ecc.
Carmelo mi ha dato notizia che la voce che gira è che noi di Catanzaro saremo destinati a Padova, se così fosse, prevedo che farò tanti mesi di celle di isolamento, perché non mi metterò in cella con altri reclusi.
Il DAP impartisce direttive illegali, le direzioni pur sapendolo applicano, e noi reclusi subiamo la violenza e le violazioni delle leggi.
Ci sarebbe da chiedersi, chi è più criminale loro o noi?

20- 5-2013
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Ho finito di leggere un piccolo libro sul buddhismo “felicità in questo mondo”. Un percorso alla scoperta del buddhismo e della SOKA – GAKKAI.
Edito dall’Istituto Buddhista Italiano SOKA – GAKKAI, con sede in via di Bellagio 2/e 60141 Firenze con sito: http://www.sgi– italia.org.
SOKA GAKKAI significa: società per la creazione di valore, il loro obiettivo è quello di rendere le persone forti, sagge e allegre. Non un gregge di pecore, ma un campo di fiori diversi, dove ognuno manifesta le sue qualità specifiche.
Quello che mi sorprese sempre in questi libri di buddhismo, è che parlano sempre di armonia, pace e amore, non hanno dogmi che limitano i loro concetti, e che inquinano la loro spiritualità e intossicano la quotidianità.
Tra le cose che condivido alcuni punti, come ritengono che in ognuno di noi c’è una divinità, e sta a noi tirarla fuori con stimoli appropriati per liberare l’energia che è in noi, che ha delle capacità straordinarie.
L’altro punto è che il destino lo creiamo noi stessi con le nostre azioni. In proposito scrivono “Se vuoi conoscere le cause create dal passato, guarda gli effetti che si manifestano nel presente. Se vuoi conoscere gli effetti che si manifestano nel futuro, guarda le cause che stai mettendo nel presente. “ Credo che abbiano ragione, tutto si attiva in risposta ad un’azione e ai nostri comportamenti.
Il mondo ha bisogno della saggezza di tutti per costruire la pace, l’armonia e il benessere del genere umano.

 

Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre

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Il Diario di Pasquale De Feo è uno degli appuntamenti speciali in questo Blog.

Anche questo diario appare con un po’ di ritardo, essendo quello del mese di dicembre. Quello di gennaio, comunque, seguirà nelle prossime settimane.

Questo Diario che raccoglie tutte le riflessioni che Pasquale scrive giorno per giorno è sempre una occasione. Non è detto che tutto sia condivisibile. Io stesso, tante volte alcune cose le condivido, da altre magari mi sento più distante. Ma, comunque, la si pensi, queste pagine sono un’occasione per riflettere, e anche per confrontarsi. Un’occasione offerta da una mente che -e questo nessuno può negarlo- non sta mai ferma, ma è in perenne ricerca. Qualunque cosa possa essere letta, Pasquale cerca di leggerla o vederla, se passa in televisione. E tra rabbia, speranza, nostalgia, indignazione, apprezzamento.. si sviluppa il suo diario.

Prima di lasciarvi voglio citare alcuni passaggi..

I primi sono alcuni dei volti del male. Uno lo abbiamo imparato a conoscere. Il 41 bis. Tra anni tutti faranno a gara a denigrarlo, come per anni, fino ai nostri giorni, hanno fatto a gara a fare finta di non sapere. Ecco il passaggio:

“Stamane mentre mi lavavo i denti ho pensato ai carcerati nel regime di tortura del 41 bis. In inverno per evitare problemi ai denti, riscaldo un po’ d’acqua per lavarmene. I reclusi del 41 bis, per via di una legge dettata dall’apparato repressivo al famigerato duo Alfano-Berlusconi, hanno tolto ai detenuti la possibilità di usare il fornelletto, pertanto non possono scaldarsi, un po’ d’acqua per lavarsi i denti, senza dimenticare che non possono farsi un caffè, the o un po’ di acqua calda per l’igiene. Tenendo presente che la maggioranza dei reclusi nei luoghi di tortura si trovano al Nord, alcuni sulle Alpi, dove in inverno fa molto freddo, ed essendo tutti meridionali, le sofferenze si moltiplicano per il clima temperato in cui sono nati. Lascio immaginare nelle carceri di Cuneo, Novara, Tolmezzo (Udine). Ieri è arrivata la notizia che due anziani al 41 bis sono morti di vecchiaia, ma creo anche per i patimenti derivanti dalla tortura del 41 bis. L’apparato repressivo è riuscito a fare metabolizzare la tortura alla popolazione del Paese, come fosse un fatto naturale. “Questo fa molto riflettere”.  (27 novembre)

Il secondo volto del male, è la piccola quotidiana inciviltà che costringe un ragazzo a dovere fare un tragitto di 57 km in due ore e mezza. Emblema della devastazione che i trasporti stanno subendo nel Sud.. espressione di questa ideologia bastarda che considera in svendibili i diritti e che si mette a pecorina di fronte ad assurde idolatrie dell’austerity.

“Ho letto una lettera di uno studente della Basilicata, che ha inviato a un quotidiano che l’ha pubblicata, c’è da rimanere allibiti, credo che neanche in Africa sono ancora in queste condizioni. Il ragazzo è di Irsina, comune della provincia di Matera, studia all’università di Potenza, facoltà di agraria, la distanza dal suo paese a Potenza è di 57 km. Tutti i fine settimana li passa a casa, ma per arrivarci è un lungo viaggio. Nel raccontarlo gli viene da piangere per la rabbia, un servizio che crede sia rimasto ai tempi del fascismo.  Parte da Irsina alle ore 15:30 con il pulmino che lo porta alla stazione di Genzano, dove prende il bus fino ad Acerenza (entrambi comuni della provincia di Potenza), risale sul treno fino a Potenza, arrivo alle ore 18:00. Per 57 km ci vogliono due ore e mezzo, lo stesso orario Milano-Roma (…)”.  (14 dicembre)

In un altro passaggio… ulteriori inquietanti retroscena su un territorio da sempre saturo di Ombre.. quello del pentitismo.

“Su una rivista leggo un articolo sul processo a Palermo sui rapporti Stato-Mafia. All’interno trovo un articolo che conferma ciò che negli anni tanti di noi pensavamo, che dietro c’era una regia occulta che pilotava i pentiti. Questo progetto si chiamava “Protocollo Farfalla” in segreto portato avanti dal SISDE (servizi segreti) e il DAP, un protocollo illegale come quello degli americani con i terroristi islamici, oggi chiedono che venga coperta con il segreto di Stato per paura della sua divulgazione. Ora comprendo come potevano fare apparire degli stupidi mentecatti come dei grandi depositari di verità, anche sei loro racconti facevano lacune da tutte le parti, condannavano senza problemi.” (20 dicembre)

Voglio concludere con una riflessione che trascende la lotta quotidiane, il corso degli eventi e “la follia del mondo”. Uno di qui momenti che rendono gli uomini più uomini.

“Come siamo il peggior nemico di noi stessi, così, se lo volessimo potremmo essere il migliore amico di noi stessi. Incolpiamo la sfortuna sulle nostre disgrazie, quando invece nella maggior parte delle volte provengono dalle nostre decisioni le problematiche che ci colpiscono. Ci viene più semplice trovare un colpevole anche se immaginario su cui scaricare le nostre responsabilità, è molto più facile. Diviene più difficile, diventare amico di noi stessi, ci facciamo de male da soli e non riusciamo ad avere cura di noi. Credo che capirsi e volersi bene ci renderebbe la vita più sereni e ci agevolerebbe nell’affrontare gli ostacoli che troviamo sul nostro cammino. Dovremmo tutti provare ad essere il migliore amico di se stessi, non avendo mai affrontato nelle mie riflessioni questa tematica, cercherò di imparare a volermi più bene per il futuro. (19 dicembre).”

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. Catanzaro.. mese di dicembre.

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Stavo leggendo l’articolo che aveva redatto sul mio scritto del commento dell’art. 27 della Costituzione, il direttore Pippo Guerriero del quotidiano settimanale “Sicilia Libertaria”.

Ha redatti un bellissimo articolo dove niente viene nascosto. Tutto è chiaro e limpido: sulla pena di morte dell’ergastolo, sulla tortura del 41 bis, sullo strumento dei rastrellamenti del 416 bis, sulla fine della speranza del 4 bis, e tutte le torture delle leggi emergenziali, che come al solito sono diventate ordinarie. Mentre leggevo, l’occhio è andato a finire su un piccolo articolo in fondo alla pagina “Dall’inferno di Tolmezzo”, ho letto, anche se già conoscevo queste notizie, la solidarietà della gente ha mitigato i pestaggi, ma il settimanale invita tutti  a scrivere all’autore delle denunce di continuo minacciato: Maurizio Alfieri – via Paluzza 77 – Cap. 33028 – Tolmezzo (Udine). Sarebbe un’ottima cosa mandare un’email al sito del carcere per protestare, oppure al sito del Ministero della giustizia.  –  22/11/2012

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Oggi discutono il regime di tortura del 41 bis a Davide. Sia l’area tratta mentale che tutte le persone venute a conoscenza della sua situazione, sono rimasti perplessi per l’accanimento nei suoi confronti, tre revoche da tre tribunali diversi, fanno riflettere chiunque. Mi auguro che l’apparato della repressione anche oggi perda per la quarta volta, un po’ di giustizia darebbe più lustro a questa giornata. Ormai sono diventati così potenti da sostituire il vecchio potere con propri politici, come Crocetta, Lumia, Sonia Alfano, Borsellino, per citare sol quelli più famosi. Talmente è la paura che incutono, che nessun politico, giornalista, intellettuale, ecc. ha il coraggio di dirlo. “Altro che mafia”. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, se non avrà il condizionamento della DNA, farà un’ordinanza secondo giustizia e verità. Mi auguro che arrivi la felice notizia.  –  23/11/2012

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In tutta Europa le polizie hanno un codice per essere identificati, in Italia ancora no, per la resistenza di tutto l’apparato, perché non vogliono essere identificati durante le operazioni dove spesso esercitano una violenza gratuita, con la sicurezza dell’impunità e per l’omertà che circondano le carcerazioni. I sindacati, invece di discuterne, come al solito, si mettono di traverso. Addirittura ne ho sentito uno in TV ribattere “se dobbiamo metterlo noi il codice, devono metterlo anche i manifestanti”. Siamo alla follia. Ormai vogliamo  decidere anche quello che deve essere fatto il loro ruolo. Qualcuno dovrebbe dirgli che le polizie sono dipendenti dello Stato e al servizio dei cittadini, pagati con le tasse della popolazione. Come impiegati dello Stato non possono decidere come svolgere il loro lavoro, ma devono attenersi alle decisioni degli eletti in Parlamento, votati ed espressione dei cittadini. I manifestanti non devono sottostare a nessun obbligo come le polizie, essendo liberi di protestare e far sentire la loro voce, questa è la democrazia, viceversa sarebbe una dittatura. L’impressione che danno è che vogliono essere liberi di fare ciò che vogliono, come se fossimo in uno stato di polizia, non intervenendo i politici avallano questo pensiero. Questo fa capire che il G8 di Genova non è stato un evento casuale, ma una modalità ormai inserita nel sistema di sicurezza del Paese. La colpa è anche degli organi europei, che non intervengono per dare un segnale forte all’Italia, visto che l’essere il Paese più condannato d’Europa non basta, per fargli rispettare i diritti umani.  –  24/11/2012

 

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Leggo un articolo “Finalmente il sogno di avere un figlio sano non è più un privilegio da ricchi”. Con la legge 40, figlia dell’oscurantismo della Chiesa, non permetteva che ci fosse il test prenatale per la fecondazione. Il costo del test è dai 6000 ai 10000 euro, solo chi poteva permetterselo, lo faceva in una clinica privata. Una coppia sarda, malata di talassemia, assistita dall’associazione Coscioni e dal suo Presidente, avvocato Filomena Gallo, hanno fatto ricorso  e il Tribunale di Cagliari ha considerato il rifiuto a fare l’esame di reimpianto da parte dell’ospedale pubblico “del tutto illegittimo e gravemente lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti”. Inoltre “considerato l’evoluzione giurisprudenziale non vi è dubbio che la diagnosi genetica reimpiantato debba considerarsi pienamente ammissibile”. Ora tutte le strutture pubbliche del Paese dovranno dotarsi degli strumenti per gli esami. Sicuramente la Chiesa farà di nuovo ostracismo con tutto il suo potere. Mi auguro che i politici abbiano un po’ di decenza e la finiscano di genuflettersi alle chiamate del Vaticano, non permettendo più questa discriminazione contro la stragrande maggioranza dei cittadini.  –  25/11/2012

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Leggendo una rivista mi sono soffermato su un articolo che parlava della città stato di Singapore. Non sapevo che era lo Stato più ricco del Sud Est asiatico e che la ricerca per il futuro tecnologico è pane quotidiano. Il piccolo Stato è grande appena 650 km quadrati, con circa cinque milioni e mezzo di abitanti, ma ha una delle economie più dinamiche del mondo, anche se in materia di libertà è molto carente. Quello che mi ha molto colpito è la formula coniata per il nuovo corso politico-economico di Singapore. “M/PH”- meritocrazia, pragmatismo- onestà- la stabilità politica, unita alla fermezza nell’applicazione delle decisioni nell’interesse della città stato, saranno attuate sicuramente. Pensando alla nostra politica, che ha trasformato lo Stato in un patrimonio dei partiti. Ha creato un clientelismo sfrenato; riducendo il Paese a uno dei più corrotti del mondo; e occupando il triste primato dei politici più disonesti d’Europa. Questo dovrebbe molto fare riflettere la gente. Per coprire tutto ciò agli occhi della popolazione, hanno mostri fiato la criminalità come responsabile di tutti i mali causati da loro, affinché la gente avesse un colpevole su cui scaricare tutte le frustrazioni. Purtroppo la gente catechizzata dalla TV e dai quotidiani, si sono convinti che questa sia la verità. In ogni paese c’è criminalità, ma non c’entra niente con il progresso. Se fosse così gli USA e la stessa Europa sarebbero fanalini di coda nel mondo. Negli USA si commettono più reati e ci sono più detenuti di qualunque Stato del mondo, eppure primeggiano in tutto. Quella che ci propina il marcio di questo sistema è una grande menzogna, come le ideologie dittatoriali. “Formalmente l’Italia è una democrazia, ma ha un apparato repressivo che neanche le dittature hanno più”. Nel frattempo che la gente si sveglia, continuano il latrocinio, i privilegi e i vitalizi scandalosi. Non bisogna dimenticare che continua il saccheggio e la repressione per legittimarlo, nella colonia meridionale. Un tempo fu Patria, oggi impera l’ilatismo coloniale.  –  26/11/2012

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Stamane mentre mi lavavo i denti ho pensato ai carcerati nel regime di tortura del 41 bis. In inverno per evitare problemi ai denti, riscaldo un po’ d’acqua per lavarmene. I reclusi del 41 bis, per via di una legge dettata dall’apparato repressivo al famigerato duo Alfano-Berlusconi, hanno tolto ai detenuti la possibilità di usare il fornelletto, pertanto non possono scaldarsi, un po’ d’acqua per lavarsi i denti, senza dimenticare che non possono farsi un caffè, the o un po’ di acqua calda per l’igiene. Tenendo presente che la maggioranza dei reclusi nei luoghi di tortura si trovano al Nord, alcuni sulle Alpi, dove in inverno fa molto freddo, ed essendo tutti meridionali, le sofferenze si moltiplicano per il clima temperato in cui sono nati. Lascio immaginare nelle carceri di Cuneo, Novara, Tolmezzo (Udine). Ieri è arrivata la notizia che due anziani al 41 bis sono morti di vecchiaia, ma creo anche per i patimenti derivanti dalla tortura del 41 bis. L’apparato repressivo è riuscito a fare metabolizzare la tortura alla popolazione del Paese, come fosse un fatto naturale. “Questo fa molto riflettere”.  –  27/11/2012

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Non mi meraviglio più delle stupidaggini che dice Roberto Saviano, ma rimango perplesso che il quotidiano La Repubblica gli conceda tanto spazio alle sue baggianate. E’ stato invitato al Forum di Assago, organizzato da Libertà e Giustizia. Non è andato di persona, ha mandato un video dove ha denunciato che il centrosinistra alle primarie non ha affrontato adeguatamente il tema della lotta alla criminalità. Questo posso anche comprenderlo; con questo argomento è diventato ricco e famoso, pertanto difende il suo orticello, “tiene famiglia e deve mangiare povero Cristo”. La castroneria che ha detto e che “le mafie vivono proprio sulle ‘carceri-tortura’, perché l’affiliato viene aiutato e non viene maltrattato”. Siamo arrivati al paradosso che la colpa è dei reclusi accusati di reati di mafia se i carceri sono in questo Stato di detenzione-tortura. Qualcuno dovrebbe dirgli che tutti i regimi di Alta Sicurzza: AS-1; AS-2; insieme al regime di tortura del 41 bis, ci sono tutti detenuti accusati di reati ritenuti mafiosi, e non sono né aiutati né privilegiati. Questo dimostra che non solo non conosce il carcere, ma ha esaurito tutti gli argomenti dell’apparato repressivo e ora se li inventa di sana piana. Possibile che in Italia non ci siano intellettuali degni di questo nome, che dicano chiaramente ce questo signore non merita di essere ciò che è diventato, perché non ha le capacità intellettuali. C’è un giudice a Berlino? In questo caso, c’è un intellettuale in Italia?  –  28/11/2012

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Leggo alcuni articoli sui vari quotidiani “arrestati due super latitanti”, rimango basito quando leggo l’età, entrambi ventunenni. Ormai non sanno come riempire quelle caselle dei latitanti. I primi dieci, poi i primi trenta, poi i primi cento, ecc. Danno l’impressione che in Italia ci sono centinaia di latitanti, così inseriscono i ragazzini. Non mi meraviglierei di vedere un minorenne in queste liste. Ritornando all’origine di queste leggi feroci, crudeli e oppressive della legge Pica, che non solo arrestavano i bambini ma li uccidevano e spesso insieme alle loro famiglie. D’altronde in un sistema coloniale tutto ciò è pane quotidiano, pertanto non c’è da meravigliarsi.  Non rimangono che due strade per rompere questo circolo da girone dantesco: o ribellarsi o rassegnarsi a essere cittadini di serie B.  –  29/11/2012

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E’ venuta di nuovo la direttrice, come ci aveva promesso, ci ha radunato come l’altra volta, ha parlato un nostro compagno, ora dobbiamo attendere che la settimana prossima si riuniscano per decidere se ripristinare le aperture precedenti. Reputo la direttrice donna intelligente, avrà compreso che il tira e molla degli ultimi mesi non ha giovato al dialogo instaurato prima della brusca interruzione Mi auguro che la riunione vada a buon fine, che tutto ritorni come prima, aprendoci le celle, darci i computer, e iniziare di nuovo con i corsi che contribuiscono a sviluppare pensieri, cultura e idee, e se fosse possibile anche un corso per imparare un mestiere per quando usciamo.  –  30/11/2012

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Tutti i giorni leggo dei saccheggi perpetrati nel Meridione, legittimati da una legge colonialista, quella emanata dopo l’omicidio La Torre, “voluto dagli americani per le proteste che organizzava contro i missili di Comiso, appaltato ai servi di Roma”. Questa legge è diventata un’oppressione per il  Meridione. L’altro giorno leggevo che a un’imprenditrice le avevano sequestrato un conto corrente di 5000 euro; apprendo di sequestri di  motorini, biciclette, biancheria, ecc. Fra poco sequestreranno anche i giocattoli dei bambini. Leggo una notizia incuriosito dal titolo “La mafia investe nell’alimentare, confiscato ortofrutta”. C’è la foto di questo fantomatico sequestro. E’ una baracca dove vendevano frutta, quei prefabbricati  tipo container. Il proprietario era morto nel 2008, ed era gestito dai familiari. Ormai non sanno più cosa sequestrare per avere visibilità mediatica. Stanno raschiando il fondo del barile, impedendo alle persone di guadagnarsi da vivere, costringendoli a ritornare a delinquere. Lo Stato con questi metodi è più criminale di chi dice di combattere, perché alimenta questo girone dantesco, per mantenere il mastodontico apparato repressivo e continuare ad opprimere una parte del Paese, che vogliono fare rimanere così com’è e non farlo progredire.  –  1/12/2012

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Stamane ho ascoltato un’intervista al capo della DNA Piero Grasso, chiedeva leggi per andare a fare sequestri all’estero, come fanno in Italia. Dubito che all’estero gli permetterebbero lo scempio che fanno in Italia. Lo vedevo nel suo vestito impeccabile. Mi ha dato l’impressione di vedere quei procuratori delle dittature che, per dimostrare la loro fedeltà, sono più feroci e crudeli del loro padrone. Ho pensato che nella sua divisa militare di comandante del Sud occupato, il generale Enrico Cialdini, criminale sanguinario, adoperava gli stessi argomenti come alibi per legittimare il genocidio economico, culturale e fisico del Meridione. Grasso non ha la possibilità di quello che consentiva la legge Pica, fucilare che si voleva con la scusa che erano briganti, anche donne, bambini e anziani. Si può uccidere anche usando le leggi come bastoni; e negli ultimi 20 anni ne sono state uccise tante, e migliaia rese disperate dall’oppressione, con arresti indiscriminati, sequestri di beni e le torture del regime del 41 bis. Non estremizzo nell’affermare che nel Meridione esiste un finta democrazia che copre uno stato di polizia.  –  2/12/2012

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Leggo un intervento di un magistrato di sorveglianza Monica Coli, su www.ilsussidiario.net del 18 novembre 2012, rimango allibito. Scrive per contrastare l’intervista di Umberto Veronesi sulla Stampa, che come in altre interviste chiede l’abolizione dell’ergastolo. I suoi pensieri sono una visione distorta della realtà, distorta da un’ottica a senso unico, ma credo che leggere il suo intervento valga molto più delle mie spiegazioni. Segue il suo scritto.

Giustizia: Veronesi e l’abolizione dell’ergastolo… riforma perfetta per uomini “a metà” di Monica Cali

www.ilsussidiario.net   18 novembre 2012

Mi ha molto colpito l’articolo di Umberto Veronesi su “La Stampa” di venerdì scorso, dal titolo “Perché sostengo che l’ergastolo va abolito”, suscitando in  me alcune perplessità. Lavoro col “fine pena mai” dal 1996, come giudice di Sorveglianza con giurisdizione in particolar modo sul detenuto sottoposto al regime di cui all’art. 41 bis O.P. e non posso condividere il giudizio complessivo di sfiducia sulla pena dell’ergastolo, come strumento che fallisce sostanzialmente gli obiettivi primari della rieducazione e del reinserimento previsti dalla Costituzione e che, “darwinianamente”, si porrebbe in contrasto con una sorta di evoluzione naturale in positivo della specie umana, destinata, in futuro a non sbagliare più Tale posizione è dettata, ritengo, da una scarsa conoscenza dell’esatta valenza dell’art. 27 della Costituzione. L’espressione “la pena tende alla rieducazione…”, implica il riconoscimento del condannato come “uomo” che –anche in condizione di segregazione- può giocarsi nella libera scelta di continuare a delinquere o cambiare rotta, desiderando “davvero” un mutamento per sé e affidandosi al percorso rieducativo  proposto dal carcere. E che tutto si decida a questo livello trova riprova nel fatto che anche coloro che per complessi meccanismi processuali espiano una condanna in forma alternativa –senza avere mai fatto un giorno di carcere e nella commissione dei reati- non sono esenti da recidiva; possono cioè ricadere nella commissione di reati, proprio per non avere maturato una genuina volontà di cambiamento. Né possiamo affidare questo desiderio di cambiamento ad una ottimistica evoluzione della specie umana, destinata a non commettere più errori e pertanto a vanificare qualsiasi forma diretta a correggere le conseguenze del suo agito. Non ritengo poi accettabile un giudizio di sfiducia sulla stessa funzione dell’ergastolo, suggerito sull’evoluzione naturale della specie, in quanto  si tratta di un giudizio basato su una dinamica che mira a non riconoscere l’uomo “uomo”: oggi visto come solo capace di  male, un domani (grazie al miglioramento della specie) solo capace di bene indipendentemente da una sua libera scelta. Ma l’uomo è tale perché può scegliere o il bene o il male. Andatelo a dire ai miei 41 bis che in realtà il loro errore dipende da circostanze di luogo, tempo, sociali: “Dottoressa, diamocelo chiaramente, io sono un mafioso e di male ne ho fatto tanto… ‘a chi se lo meritava’, sto pagando il giusto, ma l’ingiustizia più grave è la mia donna che mi ha lasciato. Se solo potessi riavere lei e i miei figli…”. Sono consapevoli del loro male e della pena loro inflitta, ma qualcuno di loro meglio per sé. Quando un uomo commette un crimine (e qui sto parlando di reati il cui disvalore è pacifico e spesso molto grave perché minano le condizioni stesse della vita sociale) è perché non ha rispettato il suo rapporto corretto con la realtà. E di ciò è anzitutto consapevole lui stesso. La funzione rieducativa della pena riaffermata dalla Costituzione, lungi dal muoversi in un’ottica esclusiva di pacificazione sociale –destinata, come tale, a “scadere” a mere apparenze- propone e richiede un lavoro per recuperare  innanzitutto il rispetto per se stessi. E’ un lavoro articolabile in due momenti riconoscere che si è sbagliato e, conseguentemente, disporsi ad una espiazione che non sia vissuta come un’ingiustizia, ma come tempo nel quale recuperare quanto con il crimine si era rotto o incrinato, accettando qualsiasi circostanza valevole a rendere più stabile il proprio percorso rieducativo. La distinzione tra il bene e il male e la possibilità di scegliere l’uno o l’altro è nel cuore di ogni uomo. L’art. 27 della Costituzione, anche nelle sue forme più contenitive, propone un percorso vero per tutti coloro che hanno deciso di essere uomini sino in fondo.  –  3/12/2012

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A Tallin, capitale dell’Estonia, per proseguire con la politica verde di inquinare meno, il sindaco, dopo un referendum vinto con il 75%, ha reso bus e tram gratis. A chi gli chiedeva come farà con i conti, ha risposto che saranno i turisti che li risaneranno. Credo che sia una splendida decisione, così la gente è invogliata a non prendere l’auto, avendo i mezzi pubblici gratis. Ci sono alcune cittadine nei paesi europei  che avevano già adottato questa rivoluzione, tra cui Settimo Torinese in Italia. Questa idea ha suscitato anche l’interesse di altre due capitali baltiche, Vilnius e Riga, ed anche la capitale della Finlandia, Helsinki. Se questa decisione venisse presa a tutte le capitali europee, sarebbe un grande passo avanti contro l’inquinamento. La politica deve avere il coraggio di prendere decisioni anche drastiche per pensare alle future generazioni, abbattendo l’inquinamento attuale.  –  4/12/2012

Pensavo su un punto che può sembrare irrealizzabile, ma che potrebbe rivoluzionare tutto il sistema del Paese. Questa riflessione deriva dalla lettura della rivista Wired, di cui sono abbonato da circa due anni. Dare internet gratis a tutti i cittadini italiani, e per impedire qualsiasi agguato della politica, per limitarlo, metterlo sotto controllo o tassarlo, inserire un articolo della costituzione. Si creerebbe una società orizzontale, tutti i cittadini potrebbero controllare le spese di tutte le attività del governo, dei ministeri, delle regioni, province, comuni e di tutta la galassia di enti dello Stato, come anche i partiti, sindacati, banche, ecc. Saremmo tutti più informati, tutto sarebbe alla luce del sole, pertanto il saccheggio delle casse pubbliche diventerebbe molto difficile- Si aprirebbero tutte le segrete medievali costruite dalle caste e si abbatterebbero gli abusi delle corporazioni, che tanti danni hanno creato al Paese. Non credo di esagerare nell’affermare che si creerebbe una vera democrazia e più civiltà, e si avrebbe il rispetto dei diritti per tutti.  –  5/12/2012

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All’inizio degli anni novanta, avevo letto un libro sulle invenzioni del futuro, tra quelle che c’erano mi colpì un aereo, ci avrebbe messo un paio di ore sulla tratta Roma-New York. Oggi leggo su un quotidiano che hanno costruito un prototipo di aereo, il LAèCAT-A2, che viaggia a 6500 km orari,  percorrerò il tragitto Londra-Sidney (18000 km) in circa 4 ore, sarà una rivoluzione. Quello che l’ha permesso è il motore Sabre, che è in grado di raffreddare l’aria da 1000 a meno 150 gradi centigradi nello spazio di un centesimo di secondo. Questo aereo è stato presentato a Londra, e fra dieci anni andrà in produzione se i progettisti troveranno i 300 milioni di euro che servono per la realizzazione. Questo motore sarà anche applicato al nuovo aereo spaziale che sostituirà lo Shuttle. I motori dei jet a reazioni hanno cambiato radicalmente la vita del ventesimo secolo. Il Sabre cambierà quello del 21esimo secolo. Signori miei.. è il progresso che va avanti.  –  6/12/2012

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Abbiamo avuto una bellissima notizia. Sul quotidiano “Italia Oggi” c’è un articolo molto importante; il 28 novembre si sono riunite tutte le Corti dell’Unione Europea, per decidere il ricorso sull’ergastolo come pena perpetua, di tre reclusi inglesi ergastolani, che violerebbe l’art. 3 della Convenzione: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. Siccome la decisione riguarda tutti i Paesi europei, stanno decidendo tutti insieme. Non si può negare che l’ergastolo è un pena inumana e nel tempo una tortura. Si è riaccesa una speranza per tutti noi paria. La Corte Costituzionale con una sentenza machiavellica stabilì che l’ergastolo non era una pena perpetua, perché con 26 anni di carcere si poteva uscire con la liberazione condizionale, omettendo spudoratamente che non è automatica, ma discrezionae, e che si contano sulle mani gli ergastolani scarcerati con questa misura. Purtroppo la Consulta è un piccolo parlamento politico, che decide secondo le indicazioni dei partiti che li hanno eletti. La vera Corte Costituzionale è quella europea, dove il putridume dei partiti politici e il partito dei savonarola con il loro odio viscerale, non riescono a influenzarne le decisioni. Solo in Europa possiamo avere legalità e diritti e principalmente civiltà, perché dallo Stato ricattato dal sistema feroce e crudele della repressione italiana, non possiamo sperare niente. Mi auguro che sia la volta buona per ricominciare una nuova vita.  –  7/12/2012

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Riflettevo sul concetto di rieducazione che dovrebbe essere insegnato a noi reclusi. Facendo la premessa che le carceri e nell’insieme il sistema penitenziario, sono le istituzioni più illegali del Paese, dove l’arbitrio impera come fosse una norma scritta, con la complicità dei PM delle varie DDA che gestiscono il potere del ministero della giustizia; pretendono legalità, ma non per loro. Chi conosce questi ambienti è consapevole che risulta molto difficile insegnare la legalità in un ambiente illegale, dove la pena ha la funzione di punizione e afflizione, invece del reinserimento sociale come stabilisce l’art. 27 della Costituzione. Le parole hanno il loro peso e indirizzano i comportamenti di chi deve applicare le norme. Le persone che sbagliano commettendo azioni di rilevanza penale, pagano il loro debito verso la società, con il carcere e tutte le conseguenze che comporta, di dolori, sofferenze e la gogna sociale e mediatica, per loro e le loro famiglie molto spesso pagano più del dovuto se fanno parte del popolino. Le caste non pagano mai. Ho sempre in mente quello che disse Alberto Sordi nella veste del Marchese del Grillo: “io sono io e voi non siete un cazzo”, rivolto a tutti i clienti di un’osteria che venivano arrestati in una rissa con lui e il suo servo, mentre lui veniva mandato a casa con tutti gli onori; “l’impunità per diritto di casta”. Con una legge popolare bisognerebbe chiedere la rieducazione dei politici, essendo una casta che sbaglia e non paga mai, come i magistrati. I nostri politici sono lì da 20, 30, e anche 40 anni, riducendo il Paese nello stato attuale, sbagliano in continuazione, ma non ci sono gli strumenti per chiedere il conto e fargli pagare le loro malefatte, le loro ruberie e i loro vergognosi privilegi che non toccano mai, neanche di fronte a questa spaventosa crisi. Hanno messo un banchiere per fare il lavoro sporco, tagliare lo stato sociale e vessare la popolazione, ma le caste  non sono state toccate, addirittura hanno aumentato i loro privilegi. Bisognerebbe iniziare ad applicare le indagini patrimoniali, e nel caso non riescano a giustificare i loro averi, sequestrargli tutto con la legge La Torre, come viene fatto con il popolino. Tutta le loro proprietà, reddito, titoli, azioni, partecipazioni, conti e occupazioni, devono essere di dominio pubblico, pertanto messi in rete. Devono avere solo lo stipendio di parlamentari e se sono pensionati o hanno un’altra occupazione devono scegliere quale vogliono. I funzionari pubblici, forze di polizia, militari, magistrati, o di qualunque settore pubblico, devono licenziarsi prima di entrare in politica. Se commettono un errore devono essere licenziati come tutti i cittadini. Lo stipendio deve essere proporzionato alle presenze in aula, come fanno al Parlamento europeo. Non solo loro, ma , anche tutti i politici italiani, che sono circa 200.000, un esercito di parassiti. Devono capir che il benessere del Paese viene prima di tutto, e che sono impiegati al servizio dei cittadini e non viceversa. Questo lo possono comprendere solo con la perdita dell’impunità. In materia di giustizia, corruzione e libertà di informazione, l’ONU ci ha messo dopo i paesi africani; addirittura siamo dietro lo Zimbawe, dove da 32 anni c’è la dittatura di Mugabe, la più feroce del mondo, che ha cancellato la parola libertà.  E i nostri politici inamovibili continuano imperterriti a rubare, corrompere, mettersi proni nei confronti dei loro complici: banche, sindacati, confindustria e Chiesa, ai danni dei cittadini, che vengono criminalizzati al minimo dissenso, usando la magistratura, e la faccia feroce dei gendarmi in divisa. Il Paese è occupato in modo dittatoriale dal potere menzionato, la democrazia è solo virtuale. Ormai si è creata una casta aristocratica intoccabile, come qualche secolo addietro, non hanno titoli, ma questi sono peggiori, perché non si preoccupino di salvaguardare il loro buon nome. La stragrande maggioranza di noi reclusi, siamo in carcere per ignoranza, povertà, ma, principalmente per il disagio creato dallo Stato nell’abbandonare metà del Paese al suo destino, e usarlo come serbatoio di voti alle elezioni e come mercato per i prodotti dell’industria del Nord. E nel degrado creato, l’unica forma di ribellione sociale più semplice è delinquere, sia per fame, sia per difendersi dagli abusi e sia per un riscatto sociale. La rieducazione in carcere dovrebbe insegnarci che lo Stato siamo noi e pertanto il rispetto delle regole e dei diritti costituzionali, servono per vivere correttamente nella comunità. Diviene difficile recepire questi concetti quando chi rappresenta le istituzioni si comporta in modo più criminale di come eravamo noi. I politici diventano più colpevoli di noi; la nostra attenuante è che non conoscevamo il vivere secondo le regole sociali, loro, invece, le conoscevano le leggi, le regole e la Costituzione, per questo motivo dovrebbero essere rieducati per legge.  –  8/12/2012                                                                                                       

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Ho seguito in TV un servizio televisivo su Scampia (Napoli), trasmesso dopo un omicidio davanti ad una scuola materna. Per lo scalpore suscitato, la ministra degli interni, è andata a Napoli e solennemente ha dichiarato “manderemo i militari per ristabilire l’ordine pubblico”. Niente di nuovo sotto il sole, un teatrino che si ripete ogni volta. Anche un mentecatto capirebbe che la repressione non risolve un problema di degrado sociale, voluto, alimentato e perseguito dallo Stato stesso. Nel servizio hanno intervistato un ragazzo che ha dato una risposta semplice ed esaudiente del problema “con il lavoro si risolvono questi problemi sociali, non con i militari”. Aggiungo che i militari sono solo un evento mediatico, che tanti ne ho visti in passato. Il metodo è sempre lo stesso, i problemi non si risolvono , ma si usa la soluzione della repressione, affinché nulla cambi. Tutto ciò continuerà fino a quando le popolazioni meridionali non avranno la consapevolezza di essere considerate cittadini di serie B e ostaggi degli interessi di chi gestisce il potere, che ha creato un sistema criminale che opprime la metà del Paese per farlo rimanere un malato permanente, e nello stesso tempo mostrificarlo e colpevolizzarlo, in una sorta di razzismo strisciante di tipo coloniale. L’unica strada è ribellarsi, o diventare tutti cittadini di serie A, oppure dividersi e tornare alla nazione delle Due Sicilie.  –  9/12/2012

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Sfogliando la selezione dei nostri scritti, mi è caduto l’occhio sul diario del 29 luglio 2012. Avevo scritto del libro appena finito di leggere “l’invenzione del Mezzogiorno-una storia finanziaria” dello storico Nicola Zitora. Alla fine dello scritto non compare una frase tratta dal testo. Mi voglio augurare che sia stata una svista di chi ha trascritto e non una censura. A riscrivo perché è molto significativa e di grande valore sociale: “Questo Paese è un oggetto antico, nato nel mare prima della storia. Nessuno può pretendere che cambi facendogli trascinare il carro del sole. Cambierà soltanto quando i Raffaele Cutolo e i Totò Riina di mestiere faranno i ministri invece che i mafiosi. Mi fermo qui. Auguro buon lavoro a chi proseguirà il racconto. La storia del Sud è tutta da riscrivere”. La frase che manca è quella che cita Cutolo e Riina, se qualcuno non l’avesse capita è una metafora che dovrebbe essere e non è. Persone con enormi capacità non trovano altro sbocco per affermarsi socialmente che delinquere. Quando anche i meridionali avranno tutte le opportunità del Nord, non ci saranno più i Cutolo e i Riina mafiosi, ma gli stessi potranno  essere ministri, industriali, imprenditori, ecc… Nel Nord non nascono simili personaggi, crescono solo al Sud. Questo dovrebbe fare riflettere sull’enorme discrepanza esistente nel Paese.  –  10/12/2012

Nel leggere una rivista, trovo due pagine sui diritti degli animali, dove menzionava che l’Italia, dopo 25 anni, ha ratificato la Convenzione europea per la protezione degli animali sottoscritta a Strasburgo il 13-11-1987. Gli art. 554 bis; ter; quater; e quinquies del codice penale, sono state aumentate le pene, fino alla reclusione. L’unione europea ha stabilito a seconda delle razze i metri quadrati, dai 20 metri quadrati per i cani, ai 9 metri quadrati per i maiali, ecc. Queste decisioni sono giuste, perché gli animali non devono essere maltrattati e ne torturati, ma tutelati come tutti gli esseri viventi. La Corte dei diritti dell’uomo europea, con una sentenza aveva avallato ciò che aveva stabilito la Commissione per la prevenzione della tortura europea, che per ogni recluso lo spazio minimo deve essere 7 metri quadrati, di meno è ritenuto tortura. Nelle carceri italiane ci sono situazioni spaventose, in celle di 7-8 metri quadrati ci mettono tre persone e anche di più. Anche i nuovi padiglioni fatti costruire dall’ex ministro Alfano sono celle da tre posti “violando l’ordinamento penitenziario europeo firmato dall’Italia nel 1987”, che stabilisce  che i reclusi devono avere la cella singola e solo in casi eccezionali si possono mettere due persone con il loro consenso”. Il DAP viola non solo le Convenzioni europee e i suoi trattati, ma anche le leggi e i regolamenti italiani, senza che nessuno interviene, neanche gli organi adibiti al controllo e alla tutela dei reclusi. In queste nuove celle da tre posti, sono diventate già di sei posti, e presto si moltiplicheranno fino a nove. Noi reclusi dovremmo chiedere alla protezione animali di essere tutelati da loro, forse solo così saremmo trattati con dignità, visto che da essere umani veniamo calpestati peggio che fossimo bestie.  –  11/12/2012

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Un compagno di sezione, ieri sera mi dice che nella sezione isolamento si è impiccato un ragazzo tunisino. Ogni volta che abbiamo notizie simili, ci restiamo male, perché ci tocca molto da vicino. La disperazione che deriva da tanti fattori, molto spesso sfascia in gesti estremi, perché le carceri sono un sistema totalizzante basato sulla punizione e l’afflizione. La pena è sinonimo di castigo, punizione, tormento, sofferenza, ecc., pertanto la parola stessa indica che il prigioniero deve soffrire e essere tormentato. Fino a quando questa parola non verrà capovolta e sostituita con umanità, tolleranza, rispetto della dignità e dei diritti, ricostruire l’autostima per ridare un uomo migliore alla società, questi tristi episodi succederanno ancora. Abbiamo bisogno di civiltà, il degrado etico e morale ha raggiunto livelli inaccettabili, ma purtroppo nessuno fa niente, non c’è autorità morale che possa alzare la voce e tuonare contro i mercanti del tempio: “il sistema ha fagocitato tutti nel suo cinico e crudele mercimonio”.  –  12/12/2012

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Casualmente vengo a sapere da un compagno in sezione con me, che lui nel 1991 si trovava recluso all’Asinara. Mi ha detto che prima di aprire la sezione Fornelli, avevano iniziato a metterla a posto un anno prima, e sapevano che dovevano aprirla per portarci reclusi in regime speciale. Nel 1991 mi trovavo recluso a Volterra (PI), con me c’era Pierino, recluso perché aveva ucciso la moglie; all’inizio del 1991 l’avevano chiamato e avvisato del suo trasferimento a Pianosa, per ristrutturare la sezione Agrippa, alcuni mesi dopo rifiutò perché doveva discutere la semilibertà per uscire. Mettendo insieme le sue cose, è palese che l’apertura dei due lager, erano programmate prima delle stragi, l’input per aprirle era la strategia stragista. In TV ho sentito anni fa l’intervista all’ex ministro degli interni Enzo Scotti, che le leggi infami dell’emergenza, furono scritte da Falcone, con il suo appoggio e quello di Martelli all’epoca ministro della giustizia. Per farle applicare usarono lo stesso Falcone inalandolo con la strage a Capaci. Quando hanno constatato che non sarebbero passate in Parlamento, perché anticostituzionali, subito misero in cantiere la strage Borsellino, l’indignazione che ne seguì, nessuno si oppose alle Camere. Una sorta di strategia della tensione che serviva per altri scopi; ma allo stesso tempo avevano bisogno di un mostro su cui scaricare la responsabilità e canalizzare l’attenzione e l’indignazioni della gente che aveva interesse che succedesse? Un po’ a tutti, ogni potere aveva i suoi interessi; tanto non fregava a nessuno che a pagare sarebbe stato il Meridione, con una repressione feroce e selvaggia, come è sempre stato.  Le colonie non hanno diritti, servono per essere sfruttate e usate per ogni cosa. La storia li condannerà? Ma! Sono 150 anni che lo fanno e non succede niente, perché la storia la scrivono loro.  –  13/12/2012

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Ho letto una lettera di uno studente della Basilicata, che ha inviato a un quotidiano che l’ha pubblicata, c’è da rimanere allibiti, credo che neanche in Africa sono ancora in queste condizioni. Il ragazzo è di Irsina, comune della provincia di Matera, studia all’università di Potenza, facoltà di agraria, la distanza dal suo paese a Potenza è di 57 km. Tutti i fine settimana li passa a casa, ma per arrivarci è un lungo viaggio. Nel raccontarlo gli viene da piangere per la rabbia, un servizio che crede sia rimasto ai tempi del fascismo.  Parte da Irsina alle ore 15:30 con il pulmino che lo porta alla stazione di Genzano, dove prende il bus fino ad Acerenza (entrambi comuni della provincia di Potenza), risale sul treno fino a Potenza, arrivo alle ore 18:00. Per 57 km ci vogliono due ore e mezzo, lo stesso orario Milano-Roma. Questa è una delle tante aberrazioni delle due Italia; quella del Nord sempre più progredita, quella del Sud sempre più una colonia che regredisce. Il capo delle ferrovie Moretti, potenzia in tutti i modi le vecchie tratte e ne fa costruire di nuove nel Nord, mentre al Sud non solo non ne costruisce, ma taglia e chiude quelle esistenti dell’era del fascismo. Moretti obbedisce ai padroni del Paese che gli hanno ordinato di spendere i soldi al Nord, come sempre. Si salva Roma, perché essendo “Fort Apache”, posizione strategica  per tenere in soggezione la colonia del Meridione, per questo motivo qualche soldo lo spendono, anche perché è la capitale della penisola. Se qualcuno avesse dei dubbi che l’Italia vive e prospera su un sistema coloniale, la cui vittima è il Sud del Paese, questa è una prova evidente.  –  14/12/2012

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Una ragazza del Bahrein esule in Danimarca Maryan Al Khawaja, ha partecipato alla quarta conferenza mondiale di Science for Peace organizzata il 16 e il 17 novembre della fondazione di Umberto Veronesi; in quei due giorni si è parlato anche della pena di morte dell’ergastolo in Italia. Queste conferenze annuali hanno come maggiore obiettivo la pace nel mondo, di conseguenza promuovono la libertà di pensiero e lo scambio di idee sui temi di forte rilevanza sociale. Tutti possono partecipare, previa iscrizione al sito di Science for Peace. Questa ragazza da bambina insieme alla famiglia si rifugiò in Danimarca, per sfuggire alla repressione contro i dissidenti in Bahrein. E’ diventata una cittadina danese, e dall’arresto del padre e dalla sorella, ha preso il loro posto nella condizione del Bahrein Center For Human Rights, fondato da suo padre per lottare contro la feroce dittatura che opprime il suo Paese. Contesta il premio nobel per la pace all’Unione europee, perché l’Europa parla tanto dell’importanza dei diritti umani, delle donne, delle minoranze, ma poi chiudono gli occhi di fronte a palesi violazioni che avvengono in zone dove hanno interessi economici che avvengono la Francia e la Gran Bretagna attaccano la Russia per la sua posizione favorevole alla Siria, ma tacciano sul Bahrein. Anche nel suo Paese c’è stata la rivolta con le proteste di piazza, come in tutto il mondo arabo, ma sono state represse, aiutati militarmente dall’Arabia Saudita, con la complicità degli americani e il silenzio della stampa occidentale. Hanno sacrificato alcuni dittatori per mantenere  lo status quo, e hanno lasciato mano libera alle dittature del golfo, perché l’interesse viene prima di tutto. Per aiutarli nella repressione, gli americani con l’Europa hanno indirizzato la stampa occidentale ad amplificare tutte le bugie della dittatura del Bahrein: dalla rivolta religiosa; alla fomentazione dell’Iran verso gli sciiti del Paese; ai fondamentalisti islamici, ecc. La repressione si sussegue con arresti arbitrari, torture scomparsi e uccisioni, nel silenzio della stampa libera del mondo. Le dittature hanno sempre la complicità di altre nazioni per continuare a governare, diversamente da sole cadrebbero in breve tempo.  –  15/12/2012

Ho visto un piccolo articolo su un settimanale che mi ha incuriosito, lo leggo e quello che apprendo conferma le mie convinzioni ma non mi meraviglio più di tanto. La Cassa depositi e prestiti presieduta da Franco Bassanini; se ricordo bene era ministro nel governo Prodi, ha finanziato opere pubbliche per due miliardi di euro, non c’è un centesimo al di sotto di Roma: 500 milioni di euro per la costruzione della terza corsia nel tratto autostradale tra Barberino e Firenze Nord; 295 milioni per Roma la metropolitana; 166 milioni per Firenze il tranvia; 760 milioni per il collegamento autostradale Brescia-Bergamo-Milano. Quando lo Stato finanzia un’opera pubblica nel Meridione la risonanza mediatica occupa molto spazio, viceversa le centinaia di miliardi di euro sotto varie forme di finanziamento che prendono la via del Nord, c’è un silenzio omertoso raccapricciante.  –  16/12/2012

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Guardando i notiziari ho visto un servizio sulla lega. Nel parco dove parlavano questi signori c’era in bella mostra una scritta riprodotta più volte “Prima il Nord”;  nel loro quotidiano “La Padania” è sempre scritto il prima pagina, come fosse un logo, “Prima il Nord”. Mi sono ricordato di quello che ho scritto ieri, vorrei chiedere a questi signori di spiegarmi in quale occasione sia venuto prima il Sud, non mi riferisco agli ultimi 20 anni, ma dalla fondazione del Paese, quando è successo? Mai! e lo si può controllare. Gi ascari in Parlamento, nei ministeri , enti dello Stato, i savonarola meridionali e i tanti scribacchini  nei quotidiani,  non dicono una parola su questa menzogna fatta passare come verità. Ormai è totalmente consolidato il sistema coloniale e la superiorità del colonizzatore, che possono dire qualunque cosa senza che nessuno risponda. La rassegnazione è il germe della sottomissione ha fatto il suo nefasto lavoro, ha infettato tutti.  –  17/12/2012

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Prima di Natale ci sono le udienze papali con gli ambasciatori dei Paesi cattolici e non. Tutti vengono reclamizzati con enfasi, quest’anno c’è ne è uno, che addirittura è stato cancellato ufficialmente e l’udienza è diventata fantasma, si tratta della Presidente del Parlamento ugandese Rebecca Kadaga, promotrice della legge che prevede la pena di morte per omosessualità, mai il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Nel sito istituzionale del Parlamento dell’Uganda c’era l’incontro con tanto di foto di due che si stringevano le mani. Il Vaticano non poteva pubblicazione del messaggio in cui il Papa condanna l’omosessualità e difende la vita dal concepimento alla morte naturale, non era opportuno. La contraddizione sulla morte è palese; un aborto diventa una sorte di pena di morte, altrettanto l’eutanasia, ma una vera pena di morte la si sorvola cercando di nasconderla. La condanna negli stessi giorni dei matrimoni omosessuali, ritenuti del Papa contro la pace, diviene una legittimazione morale alla pena di morte in Uganda. Anche la parola pace è usata a sproposito, perché i soldati che uccidono sono ritenuti dalla Chiesa “Profeti di pace”, ma un essere umano che la natura ha fatto nascere così, diventa un peccato e un reato di pena di morte. Nella Bibbia sta scritto che “ogni essere umano nasce a immagine e somiglianza di Dio”. Come la giustificano questa cosa? Forse che Dio ogni volta che nasce un omosessuale non se ne accorge perché si distrae? Allora loro sono più attenti e vogliono sanare la distrazione in cielo, tagliando alla radice il problema.  –  18/12/2012

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Come siamo il peggior nemico di noi stessi, così, se lo volessimo potremmo essere il migliore amico di noi stessi. Incolpiamo la sfortuna sulle nostre disgrazie, quando invece nella maggior parte delle volte provengono dalle nostre decisioni le problematiche che ci colpiscono. Ci viene più semplice trovare un colpevole anche se immaginario su cui scaricare le nostre responsabilità, è molto più facile. Diviene più difficile, diventare amico di noi stessi, ci facciamo de male da soli e non riusciamo ad avere cura di noi. Credo che capirsi e volersi bene ci renderebbe la vita più sereni e ci agevolerebbe nell’affrontare gli ostacoli che troviamo sul nostro cammino. Dovremmo tutti provare ad essere il migliore amico di se stessi, non avendo mai affrontato nelle mie riflessioni questa tematica, cercherò di imparare a volermi più bene per il futuro.  –  19/12/2012

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Su una rivista leggo un articolo sul processo a Palermo sui rapporti Stato-Mafia. All’interno trovo un articolo che conferma ciò che negli anni tanti di noi pensavamo, che dietro c’era una regia occulta che pilotava i pentiti. Questo progetto si chiamava “Protocollo Farfalla” in segreto portato avanti dal SISDE (servizi segreti) e il DAP, un protocollo illegale come quello degli americani con i terroristi islamici, oggi chiedono che venga coperta con il segreto di Stato per paura della sua divulgazione. Ora comprendo come potevano fare apparire degli stupidi mentecatti come dei grandi depositari di verità, anche sei loro racconti facevano lacune da tutte le parti, condannavano senza problemi. Sembrava di assistere alla “legge del sospetto” usata come la legge Pica del 1863, la madre di tutte le leggi repressive, con cui per un semplice sospetto si fucilavano e si arrestavano le persone, questo permise la stessa cosa degli ultimi 20 anni, arresti di mossa e relativi saccheggi “sequestro di beni”. L’unica nota stonata, d’altronde non poteva essere diversamente trattandosi della rivista “venerdì” inserita nel quotidiano “La Repubblica”, che la magistratura era all’oscuro del protocollo farfalla. Dovrebbero spiegarmi perché i PM con i G.I.P. facevano mandati di cattura a livello industriale e nel 99% venivano confermati, nei giudizi di 1° e 2° grado anche tre palesi contraddizioni, bugie e invenzioni dei pentiti si veniva condannati, sembrava di essere sotto dei plotoni di esecuzione. Non è che sia cambiato molto; la Cassazione come uno studio notarile metteva il timbro di conferma alle condanne. Inoltre attualmente  il ministero della giustizia è stato occupato dai PM antimafia, se non fossero stati parte attiva all’aberrazione dei pentiti con il protocollo segreto, gli facevano fare la conquista del ministero nel silenzio generale, non credo proprio; oggi arrestano riempiendo le carceri e controllano l’esecuzione della pena tra cui il regime di tortura del 41 bis, credo sia unica al mondo una situazione del genere. Tutto ciò è possibile perché riguarda i “mostri” della colonia meridionale, non avendo diritti possono essere oppressi e calpestati senza problemi. I servi meridionali che fanno la volontà dei padroni, diranno che non è vero perché credono di non essere servi ma protagonisti; anche i liberti della Roma Antica credevano di essere potenti, fino a quando decidevano diversamente i padroni di Roma.  –  20/12/2012

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Trovo un piccolo scritto di Luciano Bianciardi del 1970-71, lo scrittore aveva risposto in un sua rubrica di corrispondenza gli chiedono della mafia, lui risponde che non fu inventata a Palermo. E’ una componente sociale eterna. Una minoranza si dispone a difesa dei propri privilegi, o alla conquista di privilegi che ancora non ha e agisce dentro un contesto sociale estraneo, e si dà le sue regole e le sue leggi occulte, e un codice d’onore che va rispettato, pena la vita, lì è la mafia. Dove è carente lo Stato, lì gli uomini inventano uno Stato per proprio conto, e vi amministrano la giustizia. Sorge ed esiste dovunque vi sia una carenza comunitaria, dovunque occorre farsi “giustizia” da soli. Finisce il suo discorso con una verità semplice quanto drammatica: se nel nostro Paese non si migliorano le sorti d tanti uomini, donne e giovani condannati alla marginalità sociale, fra non molto cesseremo di essere una nazione. Credo che una nazione non lo siamo mai stati, perché le disuguaglianze sono troppo distanti tra l’Italia padrone del Nord e l’Italia colonia del Sud. Questo concetto da lui espresso dimostra che è lo Stato a creare il brodo di cultura per l’emarginazione che alimenta profonde ingiustizie. Il sistema crede di risolvere i problemi da lui creati, esclusivamente con la repressione, come fanno sbrigativamente nelle dittature. Tutto ciò non fa altro che alimentare una forte avversione verso le istituzioni e vedere nello Stato un nemico.  –  21/12/2012

Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 dicembre

Eccoci con uno degli appuntamenti principali di questo Blog. Il diario di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- per il mese di dicembre. Da quando ha preso corpo questo appuntamento mensile con Pasquale, la sua rubrica è cresciuta nell’apprezzamento generale.

Pasquale crea ogni volta un “piccolo libro” dove ci porta nel suo mondo. Un mondo che ha i confini del carcere sullo sfondo. Ma  spesso la mente riesce ad andare anche oltre questi confini, ed emerge l’uomo integrale con le sue riflessioni sulla politica, l’economia, la società, la geopolitca. Ed emerge il caleidoscopio delle sue emozioni, delle sue  tensioni morali, delle sue indignazioni. E magari sarà anche “immaturo” come qualcuno sostiene, ma noi vediamo la persona che ci prova, ci prova a non vivere di silenzi, a mettere in moto la mente, ad agganciare il mondo, a sentirsi uomo tra gli uomini. E magari scriverà parole di fuoco per le ingiustizie che subisce un popolo lontano da noi un continente. Ma in quel momento Pasquale sente di appartenere a quel popolo, sente che quella ingiustizia grava anche su di lui.

Certe valutazioni di Pasquale possono essere contestabili, ma c’è sempre la generosità e l’onestà di chi ci mette la faccia, e non lascia perduta nessuna occasione di dire anche solo una parola in più. E quell’ultima parola detta ai tempi supplementari, e prima dei calci di rigore può fare la differenza.

Il diario di Pasquale De Feo va letto e tutto e tutti i momenti hanno un loro valore, ma, come al solito, già in fase di presentazione, citerò qualche brano.

Innanzitutto un chiarimento che Pasquale ci tiene a dare..

“Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito”  (24 novembre)

In un altro Passaggio Pasquale parla della problematica vicenda di un detenuto tunisino, dal nome di Khalil Jarraya..

Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. (…) . Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo, prov. di Cosenza.” (30 novembre)

Quindi, chiunque voglia scrivere a questo detenuto tunisino, sulla cui vicenda processuale gravano forti dubbi, ha l’indirizzo per farlo.

Successivamente Pasquale riporta una vicenda emblematica..

“L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”.  (4 dicembre)

Quante volte la carcerazione preventiva viene usata come strumento di intollerabile pressione, volto anche a spezzare la volontà. Quanti casi del genere avvengono davvero? Quanti non verranno mai mesi noti, magari perchè il detenuto che li riguarda vale come il due di picche?

In un altro punto è un contesto emblematicamente inquietante quello che emerge..

Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava. ” (15 dicembre)

E’ vero che il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto nelle carceri è nelle mani -da oltre 3o anni- della ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A.? E questo incide sul livello dei prezzi che, in relazione al sopravvitto, viene contestato in molte carceri? E se questo monopolio è reale, perchè non si è mai pensato a scalfirlo? E quante sono coloro che, limpidamente o meno, nelle varie carceri, traggono vantaggio da questo sistema?

Adesso uno di quei momenti che sono portatori di speranza, una di quelle chicche che Pasquale pesca grazie alle sue infinite onnivere letture che attingono a più fonti possibili:

“Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. ” (14 dicembre)

E adesso facciamo la nostra immersione nei “territori” del carcere di Catanzaro. Ad un certo punto Pasquale scrive..

“Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. ” (16 dicembre)

Ci sarà questa divina illuminazione?… 😀

Sempre riguardo a Catanzaro, Pasquale conclude il diario di questo mese con questo momento… alla fine del quale ci sono anche i suoi auguri per tutti gli amici del Blog.

“C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti”

Stare senza i riscaldamenti, specialmente in giorni di freddo intenso, è una condizione disumana. C’è davvero da sperare che fatti del genere non riaccadano.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.

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Oggi sempbra che si siano apere le cataratte del cielo, sta facendo tanta acqua che tutte le falde d’acqua strariperanno per la troppa acqua che riceveranno. Tutti quelli che lamentavano siccità e poca acqua perché porta neve suei monti, sono stati smentiti. I tg hanno riportato notizie con video in vai parti d’Italia, in in particolare nel Sud, strade cehe sono diventate fiumi, interi paesi allagati, alcuni isolati, in provincia di Messina sono successi dei morti per una frana. Ormai l’emergenza annuale è diventata ordinaria. Se non faranno  un piano nazionale, intervenendo ogni anno, ci saranno emergenze che causeranno disastri e lutti.  –  22/11/2011

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L’Arabia Saudita nei TG viene sempre indicata come un paese islamico moderato. Alcuni mesi fa ci furono commenti entusiastici, perché nel 2015 avrebbero concesso il voto alle donne. Ogi trovo un piccolo articolo in  cui la “Commissione saudita sulla virtù” ha stabilito che gli occhi sexy vanno coperti, e pertanto mascherati con il burqa integrale. Questa dittatura malsana coperta da una sorta di teocrazia Wahabita, una frangia islamica… invece di andare avanti, torna indietro nel Medioevo. I media occidentali coprono questi questi paesi che hanno ditatture crudeli, perché ritenuti amici; e alimentano risentimenti sproporzionati contro paesi che non lo  meritano, solo perchà non ritenuti amici o, detto meglio, servi dell’Occidente.  23/11/2011

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Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito. Nella sua lettera, l’amica Luciana mi ha mandato gli articoli di quotidiani per gli auguri a Padre Celso. Per i suoi 80 anni gli hanno peaparao un llibro con 200 lettere scritte da tutti quelli che gli vogliono bene. Ho partecipato anche io con una mia lettera. Padre Celso è il parroco del carcere di Parma. La Chiesa che intendo io è quella dei religiosi come Padre Celso, Suora Assunta, Don Guiro, ecc… persone che hanno comportamenti vicini agli insegnamenti di Gesù.. “ama il prossimo tuo”.. o almeno rispettalo. Non condivido il potere farisaico e machiavellico della Chiesa del Vaticano.  –  24/11/2011

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Ho già menzionato alcune volte i volontari di Parma, che occupano un posto speciale nel mio cuore, sono delle persone stupende. C’è Gianfranco, una persona meravigliosa a cui voglio molto bene. Ci tenevo a rammentarlo, perché ogni volta che mi scrive mi insegna con i suoi comportamenti il significato dell’amore per il prosimo. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per ciò che mi trasmette.  –  25/11/2011

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Il padre di Giuliano, il ragazzo ucciso dal G8 di Genova, ha dichiarato, dopo la sentenza della Cassazione che ha assolto De Gennaro, che in Italia c’è la casta degli intoccabili. L’ex capo della Polizia De Gennaro, era stato accusato dal Questore di Genova.. che aveva dichiarato di avere agito in base agli ordini del suo capo, appunto De Gennaro. Poi ritrattò. Ma c’erano anche le intercettazioni che confermavano la sua colpevolezza. Se anche non ci fossero le accuse e le intercettazione, è impensabile che un evento di portata mondiale come Il G8 non fosse coordinato dal capo della polizia, ma purtroppo queste cose succedon solo in Italia. Ormai è intoccabile da venti anni. Ora lo è ancora di più, essendo il capo dei servizi segreti.  –  26/11/2011

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Qualche settimana fa sia i TG che i quotidiani davano risalto a un’operazione di arresti e sequestri di beni dal valore di 350 milioni a Reggio Calabria. I titoloni “La ‘ndrangheta… affoga nel gasolio”, e i video girati dai TG che mostravano in pompa magna i funzionari che avevano fatto l’operazione. Due fratelli che avevano una ditta per la distribuzione del gasolio per la Calabria, e negli ultimi anni si stavano espandendo in tutta Italia.. li accusavano di avere evaso le tasse, avendo venduto il gasolio come agricolo con l’iva ridotta al 10%. Siccome tra gli intermediari c’erano un paio di persone ritenute vicine a due clan, questo ha ceato la motivazione per gli arresti  e il sequestro della ditta per la distribuzione del gasolio. Un imprenditore meridionale dovrebbe chiedere, a tutti quelli che acquistano i suoi prodotti, quali siano le le loro amicizie, il paese e il certificato penale.. una cosa assurda. Ieri sera, il TG regionale di Rai Tre dava la notizia che i due fratelli Camostra, della ditta di gasolio, erano stati scarcerati. Questi episodi succedono  solo nel Meridione. Nel Nord non si sento queste notizie. Trempo fa vidi su Report, la trasmissione di Rai Tre condotta dalla Gabanelli, che in provincia di Vicenza circa duecento aziende avevano evaso le tasse e portato all’estero circa due miliardi di euro. Né ci furono arresti, né sequestrarono le aziende. Il mio personale pensiero è che tutte le imprese che rimangono nell’ambito regionale non avranno nessun problema. Come iniziano a diventare nazionali, c’è subito pronto un PM per bloccare questi imprenditori coraggiosi. In particolar modo  certi settori soggetti a monopolio non possono essere toccati.  –  27/11/2011

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In Sardegna il consiglio regionale ha emanato un ordine del giorno per licenziare quei mascalzoni di Equitalia che stanno saccheggiando l’isola e mandando sul lastrico migliaia di famiglie e portando alla chiusura di una buona parte delle aziende dell’isola. Molti cambiamenti sono iniziati per la fame e le tasse onerose. Auguro ai sardi la stessa cosa, e che le loro lotte mettano fine al rastrellamento economico che li sta riducendo in miseria.  –  28/11/2011

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Ho letto che per il furto di 20 gamberoni in un supermercato una persona è stata condannata a 2 anni e 2 mesi. La proporzione è molto squilibrata se messa a confronto con le condanne di tute le ruberie varie degli scandali italiani degli ultimi trent’anni. Tra banchieri, imprenditori, politici, religiosi e i vecchi boiardi di stato, con somme sempre milionearie, le loro condanne rasentano il ridicolo, rispetto alle pene che vengano comminate tutti i giorni al popolino. I magistrati quando affermano che la loro indipendenza è sacra, che sono giusti ed equilibrai, e che non fanno distinzioni tra le persone che inquisiscono, se la suonano e se la cantano da soli, perché oramai non ci crede più nessuno.  –  29/11/2011

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Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. L’ex ministro Alfano nel 2009, con una circolare, ha creato tre circuiti: AS1, AS2, AS3. L’AS2 è per i politici, ed è suddivisa in quattro tipi di sezione: anarchici, islamici, brigate rosse o di varie estrazioni i sinistra, e l’ultima è per i politici di destra. Ci sono sezioni con 2-3 persone, come il carcere di Terni. La sezione AS2 per i politici di destra comprende due persone. Infine l’AS3 sostituisce l’ex AS. Si viene allocati in questa sezione perché si rientra con ill reato co un’aggravante nel famigerato art. 4 bis, e di conseguenza si diventa “mafioso”. Il tunisino in questione si chiama Khalil Jarraya. Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo (Cosenza).  –  30/11/2011

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TV e quotidiani hanno dato la notizia che Lucio Magni, scrittore e giornalista, fondatore de “Il manifesto” è andato in Svizzera per mettere fine ai suoi giorni con l’eutanasia. Dopo la morte della moglie, la depressione lo aveva svuotato di ogni energia. Dicono di lui che abbia forgiato il suo destino. E lo ha fatto anche nell’andarsene, decidendo lui come e quando mettere fine alla sua esistenza. Ancehe non conoscendolo, provo una grande ammirazione per un uomo coerente con il suo vissuto fino alla fine. Per esercitare il diritto naturale all’eutanasia è dovuto andare in Svizzera. Perché non ha potuto farlo in Italia? Semplicemente perché abbiamo dei politici molto piccoli che si genuflettono a tutto quello che ordina il Vaticano. Una cappa sinistra e oscurantista che mantiene in  Paese indietro nel progresso. Monsignor Sgreccia, voce della Chiesa, ha dichiarato che “non siamo padroni della nostra vita”. Si sbaglia di grosso perché noi siamo l’unico proprietario della nostra vita, e non ci possono essere proprietari padroni della nostra vita. Si dovrebbe mettere un articolo nella Costituzione dove si stabilisca che ogni persona ha il diritto di disporre liberamente della propria vita, senza vicnoli di legge e di dogmi religiosi, così sparirebbero tutte l eleggi dettate dal Vaticano ai nostri politici su eutanasia, aborto, pillole anticoncezionali, ricerca sulle staminali, ecc. Arriverà mai quel giorno? Mi auguro di sì.  –  1/12/2011

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Il Papa ha dichiarato che appoggerà tutte le iniziative per l’abolizione della pena di morte. Se rammento bene, il Vaticano non solo non ha mai abolito formalmente la pena di morte, ma in una enciclica del Papa precedente, non solo non aveva condannato la pena di morte, ma in alcuni casi la riteneva necessaria. Vorrei dire al Papa che in Italia c’è la pena di morte e lui non ha mai detto niente in proposito, anche se noi ergastolani gli abbiamo fatto una petizione in merito. L’ergastolo è peggiore della pena di morte, che ha bisogno di un coraggio momentaneo, mentre l’ergastolo è una pena di morte che dura tutta l’esistenza. I rivoluzionari francesi nel redarre il nuovo codice penale, nel 1791, conservarono la pena di morte, ma abolirono l’ergastolo perché lo ritenevano disumano. Aldo Moro, contrario all’ergastolo, disse in una lezione all’università, “la pena perpetua è umanamente inaccettabile”. In Italia è stata istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena (art. 41 bis) da circa 20 anni. Neanche in questo caso il Papa ha mai detto niente. Certe tematiche non possono essere guardate con l’ipocrisia della politica. La religione dovrebbe avee un’etica supeiore ad ogni logica di potere.  2/12/2011

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Un lungo articolo su un quotidiano  rammentava la strage nel Vaticano del capo delle guardie svizzere che uccise la moglie e una guardia svizzera. Il tutto fu archiviato in 48 ore. Si disse che la vicenda era stata il frutto di un raptus della guardia svizzera. Un sardo, Nino Arconte, che ha fatto parte di Gladio e dei servizi segreti, racconta una storia del tutto diversa. Il capo delle guardie svizzere, colonnello Estermann, ex spia della Stasi all’interno del Vaticano, era a conoscenza di segreti inconfessabili del Vaticano. Aveva paura e voleva fuggire negli Stati Uniti con un’altra identità, e aveva contattato Arconte, nel suo sito, tramite il suo sito. Gli aveva dato appuntamento in Corsica, ad Ajaccio, dal 4 maggio per una settimana dove si sarebbero incontrati tutti quelli che avevano gli stessi prroblemi. Il 4 maggio 1998 successe la strage in Vaticano; gli impedirono di fuggire. La messinscena fu montata per chiudere suito le indagini sull’omicidio del colonnello Alais Estermann. La pistola in uso alle guardie svizzere era una calibro 9,41. Il proiettile del suicidio della guardia svizzera era un calibro 7. Questo dimostra che non fu omicidio-suicidio, ma una strage, e usarono il ragazzo per addossargli la colpa e completare l’opera teatrale. Ha ragione Assange, il “padre” di Wikileaks. Mettere le mani sull’archivio del Vaticano farebbe succedere un terremoto in tutto il mondo, e si dovrebbero riscrivere pezzi di storia.  –  3/12/2011

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L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”. Vorrei chiedere al direttore Iodice, se lui ha mai pensato a tutte le persone che hanno subito lo stesso trattamento quando comandava il carcere di Massa. Credo che non è diverso dal direttore del carcere di Prato, dove si trova detenuto. Inoltre, la pietà o, meglio detto, l’umanità dei carcerati nei suoi confronti, lui l’ha mai avuta per i carcerati di Massa? Non credo che lui abbia avuto questi sentimenti umani nei confronti dei detenuti. I Direttori, come altrettanto i Magistrati, dovrebbero trascorrere un mese in carcere da detenuti, in modo da capire cosa significa essere rinchiusi ed essere espropriati di tutto.  –  4/12/2011

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Nei giorni scorsi mi è rimasta molto impressa la indecente campagna mediatica contro Giovanni Scattone, che nel 1997 fu accusato dell’omicidio di Marta Russo, accaduto nell’Università de La Sapienza di Roma. Non voglio entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza di Scattone. Avendo seguito il processo, e letto qualche anno dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti sulla stampa, che asserivano che l’omicidio di Marta Russo fu uno scambio di persona. La stessa assomigliava alla figlia di un pentito siciliano, e sbagliarono persona. Quello che non capisco è perché si accanirono contro Scattone e il suo coimputato. Sono i classici misteri italiani; si trovano dei colpevoli per coprire la verità. E’ palese che qualcuno ha fatto uscire la notizia ad arte, perché non si parla dell’università, il luogo dove è stata uccisa Marta Russo, ma del liceo che ha frequentato. Scattone ha scontato la pena di 5 anni e 4 mesi. Non avendo l’interdizione dai pubblici uffici, può esercitare qualunque lavoro. L’inserimento consiste nel fatto che dopo avere scontato la pena si possa avere piena libertà di fare qualunque lavoro, e aprire qualsiasi attività. Purtroppo non è così, perché la pena prosegue all’infinito.  –  5/12/2011

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Trovo un piccolo articolo su un quotidiano nazionale.. “Conte assolto dopo vent’anni”.. “Nessun rapporto con la camorra”. Carmelo Conte, socialista, è stato ministro delle aree urbane. Era uno dei componenti della direzione del P.S.I. di Craxi. Conte abita ad Eboli, in provincia di Salerno, a pochi km dal mio paese, nella zona di Salerno Sud chiamata la “Piana del Sole”. Fu accusato da vari pentiti, che in via diretta o indiretta hanno accusato anche me. Ogni volta che leggo notizie di assoluzioni sono felice, perché sono tanti gli innocenti che finiscono nelle grinfie della magistratura. La loro colpa è di non avere  mezzi a sufficienza per potere contrastare lo strapotere della magistratura, ma principalmente quello delle procure, o perché si è recidivi, drogati, stranieri, ecc. Allora si diventa il colpevole ideale. E’ naturale chiedermi perché per tanti poveri cristi gli stessi pentiti erano credibili, invece per i politici non lo sono più? In Campania ci sono stati una ventina di politici di alto livello accusati da questi pentiti: Gava, Scotti, Conte, Patriarca, Donati, ecc. Sono stati tutti assolti dopo che i processi sono stati rinviati alle calende greche. Credo che l’anomalia del nostro Paese sia la magistratura. Massimo rigore  per il popolino e massima impunità per il potere.  –  6/12/2011

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Ho finito di leggere il libro “Mala Italia”, un libro stampato 40 anni fa. Sono racconti della fine ‘800 e inizio ‘900. Nel gergo in cui sono scritti i racconti non mi piacciono. Sembrano articoli giornalistici per rendere sensazionali le notizie. Inoltre si rimarca come un fatto ovvio e naturale che si nasce cattivi e delinquenti. Cesare Lombroso ha inquinato molto le menti di chi ha scritto i racconti –vari autori- con le sue assurde teorie, che hanno alimentato razzismi e persecuzioni alla miseria. Con alchimie varie e acrobazie cervellotiche faceva combaciare ogni cosa alle sue terribili tesi, che tante sciagure hanno causato per tutto il ‘900. Alcuni racconti mi hanno colpito. La miseria di alcuni quartieri a Firenze, Milano e Roma; e per questa estrema povertà, coloro che nascevano in quei quartieri erano ritenuti nati criminali, magari perché dediti per necessità al furto per sopravvivere. I lombrosismo esasperato. Il fanatismo religioso in una famiglia di un paese in Sicilia; buona parte della famiglia impazzì e commisero un atroce delitto familiare. Il racconto che più mi ha colpito è stato quello sui vigilati speciali, un girone dantesco della perduta gente. Una volta entrato in quel circuito, la legge non li abbandonava mai, li seguiva fino al funerale. Erano perseguitati tutta la vita e trattati peggio degli schiavi perché i carabinieri potevano prenderli a qualsiasi orario, anche in malo modo, e portarli in guardiola. Erano costretti a rubare per non morire di fame, perché come trovavano lavoro i carabinieri informavano il padrone che (il tipo che aveva trovato lavoro) era un vigilato speciale, e questi lo licenziava. Una condanna perpetua simile all’ergastolo. Oggi non è tanto diverso, perché ci sono –anche dopo avere scontato la pena- le misure di sicurezza. Queste sono divise in quelle detentive e quelle da liberi. Quelle detentive sono “casa di lavoro e colonia agricola”. Quelle da liberi “libertà vigilata, sorveglianza speciale, sorveglianza con l’obbligo di soggiorno, e libertà controllata”. Le misure di sicurezza vengono date anche ad incensurati liberi. Queste misure ostacolano la possibilità di rifarti una nuova vita, perché ti inchiodano a rimanere nel brodo di cultura dove hai sbagliato. Non ti danno la possibilità di portare avanti un’attività perché l’apparato repressivo fa di tutto per farla chiudere, e alla fine ci riescono sempre, usando anche mezzi poco ortodossi, ti impediscono di cambiare città e di espatriare. Un circuito vizioso che non ha mai fine. Il metodo viene da lontano, anche se è passato oltre un secolo, nella sostanza non è cambiato niente. Lo Stato contribuisce a livello industriale affinché la recidiva sia alimentata in perpetuo.  –  7/12/2011

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Tempo fa furono dedicati amp servizi televisivi e pagine intere per glorificare un’operazione chiamata “Faraone”, per la dimora faraonica dell’imputato, con il sequestro del suo patrimonio calcolato in 110 milioni di euro. Lo ritenevano un prestanome di un clan locale. Oggi leggo che è stato tutto dissequestrato e l’imputato assolto. Questi imprenditore aveva la forza economica di potersi difendere, ma quante persone non hanno questa forza. La legge La Torre perché non viene usata anche per i politici e i direttori ministeriali alla “Poggiolini”, sindacalisti, magistrati, religiosi, imprese vicino ai partiti, funzionari di Stato in divisa e no? Credo che pochi saprebbero giustificare la provenienza dei loro patrimoni. L’Italia è un Paese dove la corruzione è molto diffusa. Veniamo dietro al Ghana. Grosso modo sono circa un centinaio di migliaia di euro che alimenta la corruzione ogni anno. Dove finiscono questi soldi? Nei patrimoni delle persone citate. Come mai nessuno fa niente per cercarli? Semplicemente perché la corruzione è così estesa che sono coinvolti tutti; anche le istituzioni coinvolte nella ricerca dei capitali illeciti. Per questi motivi c’è bisonno di “mostri” da sacrificare e da dare in pasto all’opinione pubblica.  –  8/12/2011

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Leggo un articolo sull’ex ministro Alfano. Il giornalista evidenzia nell’articolo che, quando è invitato e viene intervistato, l’unica cosa di cui si vanta è di rivendicare l’inasprimento con nuove norme del carcere duro, il famigerato 41 bis. Questa sua rivendicazione la fa in ogni intervista, come fosse il suo fiore all’occhiello. Si ricorderà che in un suo intervento disse “abbiamo reso il carcere duro durissimo, e dovranno morirci dentro”. Un ministro che fa queste affermazioni si giudica da sé. Il giornalista nel suo articolo cerca di far riflettere. Il carcere duro è in contrasto con la tradizione giuridica italiana che costituzionalmente assegna alle carceri la rieducazione e non la repressione e la tortura, pertanto enfatizzare questo provvedimento da parte dell’ex ministro è indegno del ruolo che occupa anche ora, segretario del partito di maggioranza relativa. Il quotidiano La Repubblica che ha pubblicato questo articolo scritto dal giornalista Nino Alongi, è uno dei giornali che ha sempre difeso il 41 bis, chiamato impropriamente carcere duro, perché il nome appropriato è carcere di tortura, essendo che con il 41 bis è stata istituzionalizzata la tortura. Ha ospitato articoli di Roberto Saviano in cui affermava con chiarezza che anche se il 41 bis violava la Costituzione, era necessario. E’ paradossale che in uno Stato di diritto si ritenga necessaria la tortura. Questo dimostra il livello di democrazia e di civiltà del “signor” Saviano. L’articolo del giornalista Alongi lo annovero nella campagna antiberlusconiana in cui La Repubblica si è sempe contraddistinta. Pertanto il 41 bis in sé e per sé non è di alcuno interesse per il giornalista e il quotidiano, ma è usato solo per attaccare il delfino di Berlusconi. Il 25 ottobre il quotidiano regionale Calabria Ora ha pubblicato un articolo con una mia intervista, e devo dare merito al giornalista Luigi Guido che ha scritto a chiare lettere  quello che avevo detto, e cioè che il 41 bis è una tortura. La Repubblica non lo farà mai per non dispiacere alle procure, che tra l’altro lo usano anche come tortura per estorcee le confessioni. Con questi mezzi hanno creato Scarantino (il pentito della strage del giudice Borsellino), ma quanti Scarantini ci sono in Italia? Tanti! E migliaia di innocenti nelle carceri.  –  9/12/2011

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Anche oggi c’è il sole e la temperatura è mite, per me che soffro un po’ il freddo è una manna, perché sto bene in un clima non rigido. Per questo motivo non risento del caldo in estato. Lo sopporto bene, e poi mi piace perché non c’è bisogno di tanta biancheria, bastano magliette e pantaloncini. Guardo affascinata i paesi cardi dell’America latina, ma adoro i paesi scandinavi per la loro civiltà, l’attenzione al bene comune e il loro stato sociale, ma ci fa troppo freddo. La soluzione sarebbe di trascorrere sei mesi in un paese scandinavo durante la primavera-estate, e sei mesi in un paese dell’America latina, così sarei sempre in un clima caldo.  –  10/12/2011

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Mentre leggevo Panorama del mese scorso, ho letto un articolo intitolato “Quel pasticciaccio orribile di via D’Amelio”, una intervista all’avvocatessa Rosalba Di Gregorio, che ha diferso quattro imputati su sette del primo processo sulla strage di via D’Amelio, quella del giudice Borsellino, scaturito dalle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, che portato all’isola di Pianosa, gulag o lager non fa differenza, dove i detenuti venivano torturati, e Scarantino non resistendo dichiarò tutto quello che volevano gli inquirenti. L’avvocatessa Di Gregorio nella sua intervista fa capire con i fatti, che già dal 1995 i PM di Palermo e di Caltanissetta sapevano che Scarantino non sapeva niente della strage, ma volevano dei colpevoli, non ha importanza se innocenti. In questo contribuì anche la Procura di Torino. Le procure in questione occultarono e fecero sparire le prove che scagionavano gli imputati. L’avvocatessa Di Grigorio non essendosi arresa alle prepotenze delle procure, è stata attaccata con notizie false, e in ultima analisi con l’accusa al marito di associazione mafiosa. I pentiti sono monopolio delle procure, e li usano come meglio credono, anche in modo non ortodosso. Qualche mese addietro, quando è scoppiato questo scandalo, perché il pentito Spatuzza si è autoaccusato della strage e ha dato tutte le prove della sua colpevolezza, gli imputati sono stati scarcerati. Le procure di Palermo e Caltanissetta hano gridato al complotto e hanno aperto una inchiesta, per trovare chi ha distorto le indagini, e hanno tirato in ballo funzionari delle istituzioni che nel frattempo erano morti, hanno alzato un polverone, e poi tutto è ritornato nel silenzio. E’ normale ciò perché non potevano indagarsi da soli, essendo che sono loro che hanno distorto e condiziona ogni cosa, per fare condannare degli innocenti che loro sapevano fossero tali. Una colpa gravissima per dei magistrati. Oggi sono delle icone intoccabili, con un potere al di sopra della legge, ma un giorno la storia li condannerà per tutti gli abusi e i soprusi che hanno fatto.  –  11/12/2011

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Julian Assange capo di Wikileaks ha dichiarato che siamo tutti spiati, perché vengono tenuti sotto controllo PC e cellulari. Ha messo in rete la documentazione per provare ciò che ha affermato. C’è da credergli, il personaggio l’ha dimostrato. Ci sono decine di aziende private che controllano il mercato delle intercettazioni. L’Italia è uno dei paesi che ha più aziende che sono impegnate in questo controllo capillare. Queste tecnologie vendute ai regimi dittatoriali diventano delle armi micidiali, perché controllano tutto e non c’è nessuna libertà, e vengono usare anche per la repressione politica. Nei paesi Occidentali queste tecnologie sono usate per eliminare qualunque privacy. Finché la rete non sarà censurata, avremo queste notizie che interessanto almondo intero.  –  12/12/2011

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Il fratello dell’ex mnistro della giustizia, Angelino Alfano, Alessandro Alfano, è stato inquisito perché avremme comprato gli esami di economia. La dipendente addetta ad inserire gli esami falsi nella memoria dell’Università ha confessato tutto ed è stata licenziata. Un ministro tecnico  l’anno scorso, per una cosa simile si dimise da tutte le cariche. Questo signore che è segretario generale della Camera di commercio di Trapan, non si dimetterà, anzi Alfano lo aiuterà in futuro a fare carriera e ad avere incarichi sempre più prestigiosi. Come siamo lontani dalla cultura del rispetto delle istituzioni che vige nei paesi del Nord Europa.  –  13/12/2011

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Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.  –  14/12/2011.

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Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava.  –  15/12/2011

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Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. Gli ho detto che il più fresco di galera tra i presenti sta da dieci anni. Invece sbagliavo, perché sta da quindici anni; gli altri venti e trent’anni. Gli ho spiegato che dall’ergastolo non si esce, e che è una pena di morte diluita nel tempo. Gli ho spiegato che le pene alternative sono automatiche solo per i pentiti o, meglio detto, collaboratori di giustizia e i confidenti. Ci vorrebbero tutti come Giuda, ad accusare gli altri e a metterli al nostro posto, moltiplicando le sofferenze. Gli ho parlato del 41 bis che è un regime di tortura, che la Chiesa dovrebbe intervenire dicendo qualceh parola contro questa inciviltà indegna. Un mio compagno gli ha detto ch enel 41 bis li fanno mangiare poco. Ho visto lo stupore nella sua espressione, ma non ha detto niente. La mia impressione è che sia rimasto un po’ imbarazzato, credo che non si aspettasse questi discorsi. Sono del parere che tutte le occasioni –quando vengono persone dall’esterno- bisogna prenderle al volo, e fare loro questi discorsi, perché non sanno niente, hanno concetti recepiti dai media, che falsificano la realtà.  –  16/12/2011

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Ho letto l’ultima circolare del Ministero. Ne avevano dato notizia i TG e avevo letto qualche articolo sui quotidiani. Si tratta di aprire e tenere le celle aperte tutta la giornata. Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Ha escluso i regimi AS-1,2 E 3; e anche il 41 bis ovviamente.

E’ un discorso solo per i detenuti comuni, ma anche tra loro ci sono di distinguo, essendo stati etichettati con colori, bianco-verde-rosso. I bianchi sono aperti senza eccezioni. I vedi devono avere delle valutazioni periodiche. I rossi devono avere l’autorizzazione dal commissario. Non sono hanno creato altra burocrazia, ma va a finire che creano altri regimi, come successe con l’ex E.I.V.C. che poi diventò E.I.V., ed ora A.S.1. Tanti detenuti diventano pericolosi con la burocratizzazione dei regimi. I detenuti dell’AS-2 e 3 si trovano in questi circuiti perché hanno un reato che rientra nell’art. 4 bis O.P., oppure basta un’aggravante, anche un furto, pertanto non è la mera supposizione di pericolosità del soggeggo, ma è il reato, un comma di un reato o un’aggravante. Noi dall’AS1 siamo in questo regime percè eravamo nel 41 bis; parcheggiati in assenza del nulla. Non cambieranno mai le cose, fino a quando il ministero sarà monopolio di Pm, ex-direttori delle carceri, della polizia penitenziaria e dei suoi sindacati. Insieme formano una burocrazia discrezionale tipica dei mandarini cinesi, e si oppongono ferocemene ad ogni riforma.  –  17/12/2011

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Nelle carceri tutto è impontato sulla “sicurezza interna”. Questa parola “magica” consente di alimentare oppressione e limitazioni indiscriminate, senza nessun controllo, anzi con la complicità degli organi preposti alla tutela dei detenuti. La sicurezza è usata per violare, negare, sospendere ed espropriare i diritti. Usata come unica risposta ad ogni richiesta; usata come chiave per eludere ogni richiesta; usata per rendere cieca ogni regola; la violenza della giustiza soffoca ogni cosa. In nome della sicurezza si sono commesse e si continuano a commettere mostruose ingiustizie. Viene usata per spersonalizzare l’identità dei detenuti, e per gestirl più agevolmente. In ogni contesto, le persecuzioni sono state sempre costruite con le parole e i concetti del diritto. In questo caso i baroni di turno interpretano e in alcuni casi si inventano le norme per creare sofferenza, per avere visibilità mediatica. Ormai lo fanno senza nessuna vergogna, come fosse un comportamento normale. Le norme penitenziarie, insieme alla disciplina imposta, sono state stravolte e rese antisociali; pertanto più che la rieducazione, il trattamento quotidiano insegna ad essere al di fuori della società. In nome della sicurezza, il carcere non solo pretende di isolare i detenuti dalla società, ma pretende anche di isolare i detenuti tra loro stessi. Credo che nessuno abbia mai visto un cane legato alla catena diventare buono. Il carcere dovrebbe essere  un luogo dove si organizza un servizio, invece il servizio è totale, perché i detenuti si alimentano di odio, rabbia e rancore, per i diritti negati, l’oppressione e le frustrazioni che ne scaturiscono. Il legislatoree o il ministo dovrebbero intervenire per porre una limitazione all’uso distorto del concetto della parola sicurezza.  –  18/12/2011

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In TV alcune trasmissioni, in pompa magna dicevano che Equitalia aveva recuperato nove miliardi di tasse inevase. Oggi leggo un articolo in cui lo Stato deve altri settanta miliardi alle imprese, principalmente alle piccole imprese che hanno anche il problema della stretta creditizia delle banche. Molte imprese chiudono perché da una parte lo Stato non le paga e dall’altra i “gabellieri” di Equitalia li aggrediscono in ogni modo, e moltiplicano le cifre peggio  degli strozzini, e tutto lo si fa passare come un fatto legale. I politici sbraitano  demagogicamente per non perdere consensi, ma in realtà non fanno niente, pensano solo a che i loro privilegi non vengano toccati. Basterebbe una semplice legge. Le imprese che sono creditrici nei confronti dello Stato, li possano decurtare dalle tasse che chiede Equitalia. Si eviterebbero tante ingiustizie, fallimenti e tanta disperazione.  –  19/12/2011

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Leggo su un quotidiano che il 98% degli alberi di Natale, il 92% dei regali eil 97% degli addobbi natalizi, vengono da Yiwu, una città cinese. Questa città in 10 anni è diventata la seconda città più ricca della cina. Credo che in nessun altro prodotto ci sia un monopolio così alto. Tutto ciò è possibile perché lì non hanno leggi da rispettare.. circa operai, ambiente, sicurezza, sindacati, ecc. Ogni tanto ci fanno vedere le scene di sequestro nei porti, ma è tutta scena, perché è una goccia nell’oceano. Arrivano milioni di tonnellate di merci, non solo natalizie, ma anche certificate e pericolose. Se venissero costruite qui in Italia, andrebbero tutti gli organi quotidianamente a controllare, e nelle condizioni della città cinese, non solo chiuderebbero le aziende, ma farebbero multe e forse anche arresti. Ricordo che una volta le città di Napoli e dintorni erano considerate la Cina d’Europa. Oggi tutti quei laboratori vengono fatti chiudere, perché ritenuti organici alla camorra. La camorra è usata come il prezzemolo, lo si può mettere su ogni pietanza. Chissà chi ha interesse affinché arrivino dalla Cina milioni di tonnellate di merci non certificate e prodotte da “schiavi”, e non si possno fabbricare in Italia, con milioni di disoccupati che ci sono nel nostro Paese.  –  20/12/2011

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C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti.  –  21/12/2011

Ai miei figli strappati da me… di Massimo Ridente

Massimo Ridente, detenuto a Voghera,  è da pochissimo che si è unito agli amici del Blog.

Il 24 ottobre abbiamo pubblicato la sua prima lettera, che vi invito a leggere o rileggere (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/10/24/7651/).

Massimo è stato abbandonto da tutti famiglia compresa.

Il dolore più atroce e lacerante è l’allontamento dai figli, che non vede da nove anni.

Noi non conosciamo tutti i dettagli della sua vicenda. Ma una cosa mi sento di dirla. A meno di gravissimi e  a noi ignoti motivi, è bestiale e criminale distruggere il rapporto di un padre con i propri figli.

Lo ripeto. Un atto criminale. Uno di quegli atti che possono avere devastanti effetti in primo luogo sulla vita degli stessi bambini.

Un coniuge (come un qualunque altro parente) ha la sacrosanta libertà di non volere vedere più l’altra persona, anche se in carcere, o magari proprio per questo. Ma è di una violenza inaudita, un vero omicidio dell’anima, annientare il legame che un padre (o una madre) ha con i propri figli. Soprattutto se si tratta di un padre (o di una madre che ama i figli).

Massimo se li sogna la notte. Massimo li vede bambini, anche se adesso sono cresciuti, perchè erano bambini l’ultima volta che li ha visti. Massimo si sforza con la memoria, perchè passando gli anni le immagini si fanno sfocate, e teme di non riuscire più, un giorno, a ricordare le loro fattezze.

Massimo muore dentro ogni volta che i suoi compagni parlano orgogliosi dei loro figli, ogni volta che vede i loro figli andare a trovarlo. E sorride,  mentre dentro è un obitorio.

Ci sono tanti modi di uccidere.

E non sempre il modo peggiore è quello con la pistola.

Vi lascio alla lettera di Massimo, che spera i figli possano in qualche modo riuscire a leggere, e a vedere così anche la foto che la accompagna, in modo che, almeno loro, possano vederlo.

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Queste righe le dedico a chi mi abita nel cuore, ma purtroppo vive senza di me.

Mia piccola principessina, e mio grande campione, sono molti anni ormai che purtroppo ci hanno divisi. Io non conosco più neanche i vostri volti, e voi non conoscete il mio. Ormai anche quando vi sogno, vi ricordo bambini come il giorno in cui vi hanno strappati da me.

Ho lottato con tutte le mie forze, sin dal primo giorno, affinchè potessi vedervi o quantomeno sentirvi. Ma mi è sempre stato negato.

Non voglio raccontarvi tutto quello che ho patito e non vorrei neanche prolungarmi tanto in parole, perchè sono certo che soltanto il tempo un giorno vi farà capire quanto male ingiustamente hanno inflitto ai nostri cuori.

Vorrei anche provare a spiegarvi elle ragioni, ma è tanto difficile, quanto impossibile, se una ragione non c’è. Per me questo essere divisi, io in questo luogo, e voi non lo so dove ad affrontare la vita, mi fa impazziere dal dolore.

Mi manca tanto il non potermi prendere cura di voi, il non potervi essere vicino, anche quando ne avete bisogno.

Mi manca tanto il non potervi donare tutto il mio amore. E’ molto dura fare finta di stare bene, anche quano chi mi circonda parla dei propri figli con orgoglio, ed io soffro in silenzio perché anche io vorrei parlare di voi con orgoglio.

Da quando vi hanno strappati da me, ho dovuto sempre recitare come fossi un attore. Spesso la mia bocca ride, ma il mio cuore piange.

Voi siete figli miei, siete il mio sangue, il più bel donno che Dio potesse donarmi.

Figli miei, ormai per tutte le angherie subite riesco a non sentire più neanche il dolore. Possono torturarmi, come hanno già fatto, possono perseguitarmi penalmente e ingiustamente, come hanno già fatto, possono anche distruggere il mio corpo e sicuramente non sentirei dolore.

Il dolore più grande e lacerante che giorno dopo giorno sento nel profondo del mio cuore è quello di stare lontano da voi.

Il vostro papà con queste parole ha voluto esprimere le proprie emozioni, i propri sentimenti e il proprio stto d’animo.

Ho voluto parlare a voi attraverso questo blog, con l’auspicio di raggiungere non solo voi, ma anche i vostri cuori.

E’ stato davvero difficile pe me  aprirmi pubblicamente, ma per ritrovarvi farei questo ed altro.

Ricordatevi sempre che il vostro papà vive per voi e dentro di voi. Il mio cuore batte perchè il vostro batte, io respiro perchè voi respirate.

Con tutto il mio amore vi bacio e abbraccio.

Non posso pensare che non conoscete più neanche il mio viso, quindi vi mando una mia foto affinché possiate quantomeno vedemi.

Papà

Voghera 21/10/2011

Diario di Pasquale De Feo 22 settembre – 21 ottobre

Il diario mensile di Pasquale De Feo, il nostro amico “non sufficientemente maturo”…

Il suo diario è uno degli appuntamenti cardinali del Blog.

Oggi pubblichiamo il mese di ottobre.

Con Pasquale è sempre un viaggio quello che ci invita a fare. Il carcere sta sempre là con le sue contraddizioni, le ingiustizie, l’avvilimento vitale, ma anche con gente che resiste e cerca di rinnovare quotidianamente la propria dimensione. E il carcere non conclude l’Orizzonte di Pasquale, che è sempre l’Orizzonte di un’anima libera, appassionata di libri, cultura, attualità; animato da una curiosità vorticorsa, e con una forte impronta etica.

Col suo diario si entra in luoghi, tempi e storie differenti e che ci appartengono. Da dentro la sua cella è diventato osservatore acuto del mondo. Certo si può non concordare con lui. Ad esempio io non concordo quando contesta la creazione della norma di “associazione mafiosa”. Secondo me era necessaria. Mentre concordo sul 41 bis. Ma si concordi o meno, c’è una cosa che tutti gli devono riconoscere, l’onestà. Un’onestà a volte troppo netta, senza accorgimenti, che certo non l’ha fatto mai amare e contribuisce a fare in modo che dopo quasi 29 anni consecutivi di carcere (e 32 in totale) non abbia potuto dare l ‘ultimo saluto a sua madre, e probabilmente non lo darà a suo padre. Chiunque contribuisce e contribuirà a un esito del genere avrà contribuito a tagliare un pezzo del cuore di uomo. Credo che nel caso di Pasquale ci sarà una bella lista di questi tagliuzzatori.

Premessa. Nell’ultimo brano del suo Diario Pasquale accenna a me. Solitamente (come già dissi) cerco di non pubblicare brani di lettere dove si parli di me, ma in questo caso si trattava di una parte integrante del diario. Spiego per sommi capi la faccenda. Pasquale ha ricevuto, per un suo scritto dal titpolo “La pena costruttiva”, un riconoscimento da parte della Società San Vincenzo De Paoli. Il premio sarebbe stato ritirato presso il carcere di Reggio Calabria. Non avendo avuto dal Ministero l’autorizzazione ad andare personalmente, Pasquale aveva delegato me, inviando relativa richiesta e copia del mio documento. Una volta lì non sono potuto entrare. Ho avuto modo anche di parlare con la Direttrice del carcere di Reggio Calabria, alla quale, per onestà, non posso fare contestazioni di sorta. Se effettivamente a loro non risulta il documento, e se non è stata potuta fare richiesta al Magistrato di Sorveglianza, non potevano farmi entrare, o sarebbe stato, diciamo, un pò “problematico”. Resta il mistero su ciò che sia accaduto. Del resto accadono misteri ogni giorno…:-).. Ma non  è stato un viaggio a vuoto come teme Pasquale. Reggio Calabria è bellissima, con il suo meraviglioso lungomare, e poi ho potuto rincontrare una cara amica e una splendida persona, anche lei impegnata sul fronte dei diritti umani, come Antonia Tripodi.

Il Diario di Pasquale è tutto da leggere, come sempre.

Anticipo solo qualche estratto..

Ad un certo punto, Pasquale, parlando di alcune dichiarazioni di Saviano, scrive:

“L’ultima citazione che voglio evidenziare è puro orrore.. “a tutti quelli che obiettano l’incostituzionalità di un regime detentivo emergenziale, rispondo che l’Italia è il Paese che ha le mafie più potenti del mondo e che sul piatto della bilancia non ci sia solo la perdita della libertà personale, ma anche l’impossibilità di continuare a dare ordini mentre si sta scontando la pena”. La pena è solo la privazione della libertà, il resto è tortura, e il 41bis è l’atto più infame da quando è nata la Repubblica italiana, neanche Mussolini arrivò a tanto. Solo i Savoia furono più bestiali. In un Paese civile e democratico, nessun evento può legittimare la tortura. Qualunque emergenza può avere carattere transitorio, ma non durare decenni, come questa che dura da venti anni.” (29 settembre)

Ha perfettamente ragione. Il 41 bis è tortura. Giuristi e osservatori di molti Paesi lo ritengono tale e viola i presupposti che definiscono ciò che deve assolutamente esserci perchè non vi sia tortura. Ogni altro ragionamento, che magari parti da finalità generalpreventive, non sposta di una virgola il fatto che il 41 bis era tortura, è tortura, e sarà tortura fin quando sarà in vigore. E se ancora si poteva considerare i primissimi anni dell’emergenza come fase di “sospensione del diritto”, nessuna sospensione può durare venti anni, e diventare definitiva. Non è popolare parlare oggi criticamente del 41 bis. Ma quando mai è stato popolare dire ciò che era scomodo, anche se vero?

Ad un certo punto Pasquale scrive:

“A Rossana Podestà –compagna da 30 anni di Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti italiani, morto alcuni ani fa- mentre Bonatti la chiamava dal suo letto di ospedale, le è stato impedito di assisterlo nell’agonia, perché un medico le ha detto che non erano sposati e pertanto non aveva il diritto di stargli vicino nelle ultime ore. ” (5 ottobre)

Non c’è bisogno di commenti…

Altro momento interessante è quando Pasquale scrive..

“Il tribunale di Parma ha emanato la sentenza per il processo di stmpo razzista contro un ragazzo ghanese Emanuel Bonsu Foster, cresciuto a Parma. Il reato fu commesso dai vigirli urbani. Fece molto scalpore un paio di anni fa. Sono stati tutti condannati. Le pene più alte sono state per Pasquale Fortunato, il vigile che si fece fotografare con il ragazzo per esibirlo come trofo, e sulla busta degli oggetti del ragazzo ci aveva scritto “Emanuel negro”. La condanna è stata di 7 anni e 9 mesi. La seconda condanna più pesante è stata per l’ex vicecomandante Simona Fabbri. Lei comandava la squadra. La condanna è stata di 7 anni e 6 mesi. L’ex vice comandante Simona Fabbri è la moglie del Direttore del carcere di Parma, Silvio Di Gregorio. La moglie ha pagato per l’abuso commesso. Il marito non ha mai pagato per tutti gli abusi commessi, e le morti sospette verificatesi ne carcere di Parma, ringraziando le protezione del Ministero de dei magistrati compiacenti della Procura e dell’Ufficio di Sorveglianza. ”  (9 ottobre)

E’ sempre bene dare diffusione a certe vicende e riflettere su di esse. Va aggiunto, per la precisione, che Silvio Di Grigorio non  è, da pochissimo, più Direttore del carcere di Parma. A tal proposito, credo che sarebbe utile, una riflessione “laica” sull’opportunità di procedere ad un radicale rinnovamento del personale dirigenziale delle carceri italiane.

Altro passaggio interessante..

“All’università di Sassari si è esibita la compagnia teatrale “Assai”, del carcere di Rebibbia, fondata nel 1982, quasi 30 anni fa. Negli ultimi sette anni si è esibita fuori dal carcere seicento volte. L’anno scorso si è esibita a L’Asinara con uno spettacolo dal titolo “Mediterraneo”. La rappresentazione ripercorreva la storia del nostro Paese, dal brigantaggio alle vittorie della nazionale di calcio. Mi ha colpito uno dei componenti della compagnia teatrale, Renzo Danese di 56 anni. Sta scontando una condanna a 30 anni, ed  è in carcere da 29 anni. Era uno dei fondatori della banda della Magliana. Dopo 29 anni ancora devono farlo uscire; glli manca un nno di carcere per finire la pena. Certi “Signori” che urlano circa la mancanza di certezza della pena, dovrebbero dire loro che in Italia la certezza della pena è una delle poche cose serie che ci sono. Nella sezione dove sono, qui a Catanzaro, ce ne sono tre di detenuti, che devono scontare ancora qualche anno di carcere, dopo averne scontati circa 20 anni tutti e tre, e non li fanno uscire. ” (13 ottobre)

E’ normale che arrivati quasi alla conclusione della pena ancora non si possa cominciare ad uscire (se le notizie riportate da Pasquale corrispondo al vero)? Si accettano chiarimenti…

Ma voglio concludere queste anticipazioni con un bagliore su quanto è sorprendente, tosta, e ribelle la natura umana, su quanto ancora la speranza ha tutte le sue carte da giocare:

“Spesso ci sono notizie a cui si stenta a credere, perché ci sembrano inverosimili. Leggo su un quotidiano che nella Locride, in Calabria, sono sbarcati 132 migranti di varie nazionalità; turchi, irakeni, afghani e siriani. Tra loro molti bambini e donne. La notizia che mi ha stupito è che tra loro c’era una donna kurdo-siriana di 93 anni. Non ha voluto lasciare i suoi famigliari ed è partita con loro. L’amore filiale non conosce ostacoli ed è capace di qualsiasi sacrificio. Un saluto con simpatia e ammirazione a uesta grande donna. ” (8 ottobre)

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo… dal carcere di Catanzaro.. mese di ottobre.

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Il ministro della Giustizia Nitto Palma, costretto dai radicali a una seduta in Parlamento per discutere del problema carceri, ha dichiarato, con una sua relazione, che non ci saranno atti di clemenza, pe tanto niente amnistia e indulto. Non ci saranno iniziative per risolvere il problema del sovraffollamento  e mitigare tutte le problematiche delle carceri. L’unica soluzione che ha trovato  è relativa alla custodia cautelare; non chiedere di abolirla, ma ridurne l’uso. Immagino già come andrà a finire. Per il popolino rimarrà tutto come prima, per loro si impedirà con varie misure di usarla. Ha citato molte cifre.I detenuti sono 67.000, i posti sono 45.000, la soglia tollerabile è 69.000. Questo signore  degno compare del precedente. In una cella singola se si mettono tre o quattro detenuti, oppure in una cella  per tre se se ne mettono dieci, con questi calcoli, quelli del ministero possono dare tutti i numeri che vogliono. Se venissero rispettati sia i 7 metri quadrati  della Convenzione Europe, e sia il posto dello delle celle singole, i posti disponibili non sarebbero più di 30.000. Gli addetti al settore del Ministero le conoscono queste cose, ma siccome vige una forte omertà, tacciono. Un altro problema è che le elezioni si avvicinano, e Berlusconi deve fare un’altra campagna elettorale sulla sicurezza, come quella del 2008, pertanto le celle rimarranno chiuse a doppia mandata. Vedo più onestà qui in carcere, chte tra i mascalzoni del palazzo.  –  22/09/201

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Il Papa è andato in viaggio in Germania. Tra le tante cose dette, ne ha detto una che mi ha colpito e che mi trova pienamente d’accordo, “uno Stato senza diritti si riduce ad una banda di briganti”. Uno Stato senza diritti è una dittatura; in questi regimi si commettono le peggiori nefandezze. Quello che mi chiedo è perché il Papa, una frase del genere non l’abbia mai detta in Italia, esseendo che il governo e la politica italiana sono squalificati in ogni senso.  Il governo fa tutto quello che gli pare, “una spelonca di ladri” di biblica memoria. Privilegi vergognosi e Italia ridotta al ridicolo internazionale. Ma il Papa non dice niente, perché? Semplice, questo governo riempie di soldi la Chiesa, finanziando le sue strutture, gli concede tutti i privilegi che chiede, e fa fare alle gerarchie ecclesiastiche tutto quello che vogliono. Il Papa, come ha ha fatto mea culpa in Germania per i preti pedofili, lo dovrebbe fare anche in Italia, sia per la melma affaristica  instaurata con questo governo e la politica in generale, sia per tutti i privilegi di cui la Chiesa usufruisce.  –  23/09/2011

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Oggi all’O.N.U. i palestinesi hanno chiesto il riconoscimento come Stato. Ma, pur avendo la maggioranza dei Paesi del mondo che votano a favore della creazione dello Stato palestinese, ciò non basta, perché basta un solo Paese a bloccare tutto. Gli americani hnno potere diveto, hanno annunciato che ne faranno uso. Il Presidente americano Obama aveva fatto bei discorsi sulla pace nel Medioriente, ma alla prima occasione seria ha messo dei paletti alla pace. Se non si risolve il problema dei palestinesi, non ci sarà mai pace in quei luoghi, e tutti i dittatori musulmani useranno questo problema per i loro scopi. Ormai sono trascorsi quasi 70 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, pertanto è giunto il tempo che l’O.N.U. venga riformata. Non è possibile che America, Russia, Cina, Francia e Inghilterra possano decidere ogni cosa nel mondo con il loro potere di veto.  –  24/09/2011

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Tutti i giorni seguo su canale 5 un programma americano molto bello. Si chiama “Extreme-Makeover-Home-Edition. E’ completo come programma perché lo spettacolo aiuta la gente, esaudisce i sogni delle famiglie, è gioioso, fa commuovere, fa sognare e ti fa ammirare i protagonisti. Scelgono famiglie che hanno bisogno di aiuto, sono ben volute dalla loro comunità, e si prodigono per la società e per tutti i bisognosi. Hanno aiutato famiglie che si occupavano di animali maltrattati, anche di un soldato che aveva perso una gamba in Irak, con quattro figli e la moglie che lo aveva abbandonato.  Dopo avere scelto la famiglia, la  mandano per una settimana in vacanza, e in questo lasso di tempo gli rimettono a posto la casa, oppure gliela fanno nuova, completa di tutti i mobili, apparecchiature,  e anche il vestiario. E si occupano anche di tutto il resto, giardino, cantina e box. Quando costruiscono la casa, ci sono alcune migliaia di persone che aiutano, dando risalto alla solidarietà e all’amore per il prossimo. Questi sono programmi utili per la società. Sarebbe una buona idea farlo anche in Italia. Abbiamo la Rai che tra canone e pubblicità incamera centinaia di milioni di euro, e invece di sprecarli in programmi stupidi fatti di chiacchiere, chiacchiere e solo chiacchiere, per dare stipendi ai raccomandati dai politici e ai mercimoni da bazar. Potrebbero fare qualcosa del genere, che diventa un servizio utile per le famiglie, aiutandole a uscire dai loro disagi. In Italia purtroppo copiamo solo il peggio delle cose, mai quelle utili e ammirevoli.  –  25/09/2011

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Mi è arrivato, come ogni mese, l’opuscolo di Olga, dove ho trovato una lettera  aperta al Popolo Viola di un ergastolano ostativo, Carmelo Musumeci.  Alla sua “Lettera di un ergastolano al Presidente della Repubblica Napolitano”, dove si chiedeva di tramutare l’ergastolo senza benefici e senza possibilità di uscire in pena di morte, sono giunti vari commenti da parte del Popolo Viola. Un suo amico glieli ha scaricati dalla rete e glieli ha mandati per posta. Ne riporta alcuni e poi risponde. Sottoscrivo parola per parola ogni sua risposa. Ora li riporto di seguito..

 

Questa lettera è la dimostrazione che la pena dell’ergastolo è migliore della pena di morte. –

L’ergastolo è un ottimo deterrente, migliore della pena di morte. – Se sei all’ergastolo e non sei morto ritieniti fortunato a essere nato nel paese giusto. – E’ giusto che l’ergastolano rimanga in cella senza se e senza ma. – Niente pena di morte, troppo semplice la morte se si vogliono uccidere che lo facciano per i cazzi loro, tanto non è che gli manchi lo scrupolo. – Potevi pensarci prima di fare qualsiasi cosa hai fatto. – Fine pena mai, proprio come i genitori o la moglie o i mariti o i figli o sorella e fratello di qualche morto perché la loro pena non finisce mai. – Se vogliamo risolvere i problemi della giustizia basta introdurre la pena di morte per pedofili, mafiosi, stupratori, e assassini. – Devono scontare la loro pena, stop. Pochi piagnistei potevano pensarci prima. – Che li mandassero a Guantanamo e poi vediamo se hanno ancora il coraggio di lamentarsi visto che agli onesti cittadini costano 250 euro al giorno. – Devi morire in silenzio. Se hai avuto l’ergastolo è perché hai ucciso. E a tutti voi che avete pietà, se dovessero uccidere un vostro familiare, avreste pietà lo stesso?

Diritto di replica: ricordo ai “buoni” che in Norvegia non esiste l’ergastolo e nei loro carceri, a misura d’uomo, la recidiva è al 20% mentre da noi è al 70% e penso che qualsiasi società ha i criminali che si merita.

Credo che nessun uomo o animale sia irrecuperabile e colpevole per sempre e che un popolo e dei giudici liberi e democratici non toglierebbe mai la libertà per sempre a nessuno.

Penso che molti ergastolani ostativi siano vivi perché non si sono fatti ammazzare dai morti ammazzati,  perché molti di loro hanno ammazzato per evitare di essere uccisi.

Credo che dietro i fatti ci sia sempre una verità nascosta e che non interessa a nessuno, perché molti ergastolani ostativi non sono altro che quello che la società ha voluto che fossero e i finti buoni continuano a scaricare le loro colpe sui cattivi.

Ricordo ai “buoni” che nella malavita spesso i morti non sono vittime, per questo i vivi non meriterebbero l’ergastolo ostativo.

Piuttosto lo meriterebbero (ma non sono d’accordo perché non sono ancora diventato un criminale come sanno esserlo solo i “buoni”) i politici corrotti, i corruttori, i pedofili, gli stupratori, gli assassini di donne e bambini, i venditori di armi e dei cibi avariati ecc.

Penso che molti non sanno, o fanno finta di non sapere, che nella grande maggioranza dei casi questi criminali, ricchi, cristiani, incensurati, mafiosi e potenti, non vanno in carcere e se ci vanno vengono condannati con pene lievi,  ma mai con l’ergastolo.

E in tutti i casi quelle poche persone che vengono condannate all’ergastolo non è mai quello ostativo ai benefici penitenziari.

Molti di questi commenti parlano della morte di Falcone e Borsellino, ma veramente pensate che li hanno uccisi la mafia?

Ma quale tipo di mafia? E in tutti i casi non lo sapete che moltissimi degli autori della strage sono diventati collaboratori della giustizia e sono liberi?

Vi chiamano, o vi fate chiamare,  il “Popolo Viola”, ma io vi chiamerei il “Popolo dell’ignoranza” e non perché siete ignoranti, ma perché ignorate che i mass media,  i politici vi prendono per il culo.

Vi confido che i buoni come voi mi hanno sempre fatto paura e se molti italiani la pensano come voi, preferisco stare dove sono.

Però ci tengo a dirvi un’ultima cosa: l’idea che l’uomo “buono” si senta moralmente superiore a quello cattivo e per questo  lo può murare vivo in una cella senza la compassione di ucciderlo è aberrante.

Buona vendetta.

Carmelo Musumeci

Spoleto,  Agosto 2011

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Ho finito di leggere un libro di Arturo-Pérez-Reverete, “La carta sferica”, un romanzo molto avvincente e ben scritto. Racconta la storia di un tesoro di smeraldi che i gesuiti  nel XVII secolo volevano usare per corrompere il sovrano e i ministri, per non farsi espellere dalla Spagna, ma i loro nemici riuscirono a intercettare il brigantino che lo portava dalle americhe e affondarlo. Sicuramente ci sono riferimenti storici e fatti inventati, m quello che mi è rimasto impresso è che c’è un abate di nome Gàndara, gesuita, che viene fatto arrestare e torturato per 18 anni, per fargli rivelare il punto esatto dove è affondato il brigantino. Lui non ne parlerà e morirà con il suo segreto. Lo scrittore menziona che questo episodio ha ispirato “Il Conte di Montecristo”, un libro che adoro. Lo avevo letto da ragazzo, ho voluto rileggerlo due anni fa, l’ho trovato ancora più bello. Ogni libro è un storia a sé, ma ti lascia sempre qualcosa di positivo, ed è questa la sua bellezza.  –  27/09/2011

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La redazione di Ristretti Orizzonti mi invia il giornalino da circa due anni. Lo scrivono i detenuti del carcere di Padova. L’ultimo numero è sull’ergastolo. Mi ha colpito una intervista fatta in redazione ad Agnese Moro, figlia dello statista Aldo Moro. Come il padre, colpiscono le sue tesi sull’abolizione dell’ergastolo. Ho già scritto di Aldo Moro e sulle motivazioni della sua convinzione sulla necessità  di abolire l’ergastolo. La figlia di Moro è anche lei contro l’ergastolo, perché ritiene che tolga ogni speranza, e siccome l’essere umano è fatto di libertà come punto primario, negargliela per sempre è come ucciderlo. Dice che sarebbe più onesto dirgli “ti escludiamo per sempre dalla società”, perché l’ergastolo è un controsenso, “ti vogliamo recuperare, però ti vogliamo buttare via”. Lei ritiene che il discorso vada improntato in un altro senso, “ti punisco, ma, nel frattempo ti aiuterò a rientrare nella comunità”. Tutti questi  numeri  matematici, “se aboliamo l’ergastolo, quanti anni dare? 30 anni? 40 anni?”. Lei ha un’idea, “tutto il tempo che serve per poter ritornare in se stessi”. E’ una bellissima teoria, ma in mano a magistrati che intendono solo la punizione, potrebbe diventare un fine pena mai anche questa idea. Dopo avere scontato la pena, lei ritiene che sia una vittoria della vita democratica che la persona ritorni consapevole dell’errore fatto, e diventi un cittadino come gli altri, facendo quello che vuole fare, anche lo scrittore. Di persone simili ha bisogno la società  politica, che non si fanno influenzare emotivamente, ma che hanno sempre per stella polare la moderazione, la civiltà e il diritto.  –  28/09/2011

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Roberto Saviano ha scritto un articolo su “La Repubblica” per parlare di un libro scritto dal Direttore Generale del D.A.P. Sebastiano Ardita. Non mi interessa discutere del libro, ma parlare di ciò che ha scritto questo signore. Premetto che rimane un mistero come faccia ad avere tutto questo successo, forse il potere di Repubblica e dell’Espresso ha la forza di tenerlo sull’altare anche se è un asino.. romanza sui fatti reali come se stesso scrivendo un libro di avventura. Evidenzio alcuni punti, affinchè chi legge comprenda le falsità che scrive.

“Quando Bernardo Provenzano, dopo il suo arresto, arrivò nel carcere di Terni, ci fu un silenzio assoluto per omaggiarlo”. All’epoc ne parlarono tutti i giornali che, al suo arrivo, il figlio di Riina, Giovanni, disse “arriva u sbirro”. Questo era il rispetto che avevano per lui. Pertanto di quale silenzio parla questo scribacchino?

Scrive, “dopo le stragi, rifacendosi all’esperienza del terrorismo, vennero introdotte una serie di limitazioni con il 41 bis, ma ciò non bastava perché non funzionava come avrebbe dovuto”. Il 41 bis fu una risposta spietata e feroce dopo le stragi. Nel giro di pochi giorni aprirono i “gulag o lager” di Pianosa e de L’Asinara, instaurando la tortura nell’esecuzione della pena. Forse ha ragione, la tortura non bastava e non basta, bisogno ritornare alle sale della tortura del seicento o ai campi di concentramento tedeschi. Oppure adoperare gli stessi sistemi dei Savoia a Fenestrelle, la fortezza di Torino dove migliaia di meridionali furono fatti morire di fame e di freddo.

Cita una lettera dei famigliari dei detenuti di Pianosa, scritta nel 1993, al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, al Papa, al vescovo di Firenze e a Maurizio Costanzo, dove elencavano le torture a cui erano sottoposti e chiedevano che intervenissero. H fatto diventare questa lettera un avvertimento mafioso. Allora lo erano anche le centinaia di denunce che gli stessi familiari fecero alla Procura di Firenze, e che furono insabbiate dal Procuratore Vigna, che da lì a qualche anno fu premiato con la nomina a Procuratore nazionale antimafia.

L’ultima citazione che voglio evidenziare è puro orrore.. “a tutti quelli che obiettano l’incostituzionalità di un regime detentivo emergenziale, rispondo che l’Italia è il Paese che ha le mafie più potenti del mondo e che sul piatto della bilancia non ci sia solo la perdita della libertà personale, ma anche l’impossibilità di continuare a dare ordini mentre si sta scontando la pena”. La pena è solo la privazione della libertà, il resto è tortura, e il 41bis è l’atto più infame da quando è nata la Repubblica italiana, neanche Mussolini arrivò a tanto. Solo i Savoia furono più bestiali. In un Paese civile e democratico, nessun evento può legittimare la tortura. Qualunque emergenza può avere carattere transitorio, ma non durare decenni, come questa che dura da venti anni. La barzelletta che in Italia ci sono le mafie più potenti del mondo andava bene negli anni ottanta. Con l’arrivo di internet la gente è informata. Sa quali sono classificate come le mafie più potenti del mondo; Russia, Cina, Colombia, Messico dove ci sono centinaia di morti quotidianamente… e tante altre. L’Unione Europea ha certificato che l’Italia è uno dei paesi più sicuri d’Europa.

Lui ritiene che reprimere con la tortura e comprimere i diritti, anche se viene violata la Costituzione, è legittimato, come una compensazione, una sorta di vendetta. Si commentano da sole quanto siano malvage e barbare le sue argomentazioni, ma pennivendoli salariati come lui ogni regime li ha avuti, dai Savoia a Mussolini alla Repubblica. La storia li ha sempre condannati, perché la falsità e l’odio che spargono alla fine viene sempre a galla.  –  29/09/2011

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Un articolo di un’intera pagina su La Repubblica titolava “Così uccidono Gomorra”, scritto da Roberto Saviano. Gomorra è il libro che ha fatto la fortuna di Roberto Saviano. Scritto nel 2006, e da quel momento il circolo giustizialista l’ha adottato facendolo diventare un’icona, coprendolo su tutte le stupidaggini che scrive. L’articolo dava la notizia che un processo del 2003, con 95 imputati, era andato in prescrizione. Si trattava di rifiuti tossici. Non voglio discutere dell’inquinamento dei rifiuti tossici, perché è palese ed è a conoscenza di tutti gli italiani che le imprese del Nord per risparmiare hanno fatto diventare discarica il Meridione. Quello che non capisco è cosa c’entra Saviano con questo processo del 2003, essendo che lui ha scritto il libro nel 2006? Si infila da tutte le parti, scrivendo cose false, e avendo una faccia di bronzo e l’arroganza dei peggiori politici.  –  30/09/2011

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L’esperimento del CERN che ha fatto parlare tutto il mondo, essendo che sarebbe stata superata la velocità della luce. Dei neutrini sparati dal CERN in Svizzera verso il laboratorio del Gran Sasso in Italia, avrebbero superato la soglia di velocità della teoria di Einstein, i 300.000 km al secondo. Una scoperta epocale se verrà confermata. Il nostro Ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, presa dall’entusiasmo, ma condito da un’enorme ignoranza, ha dichiarato che l’Italia ha contribuito con 45 milioni di euro alla costruzione del tunnel tra il CERN in Svizzera e il laboratorio del Gran Sasso. Per questa dichiarazione è diventata una barzelletta su internet. Giustamente. Non c’è nessun tunnel tra il CERN e il Gran Sasso. I neutrini attraversano la materiia; anche il nostro corpo ne è attraversato tutti i giorni, da miliardi di neutrini, come la terra, il mare, ecc. Questo dimostra che è fuori posto, e le manifestazioni per i disastri che sta combinando nelle scuole non sono campate in aria. Hanno un fondamento reale.  –  1/10/2011

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Oggi viene scarcerato il figlio di Riina dal carcere di Voghera (Pavia). Ha finito di scontare una condanna a 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa. Andrà a vivere a Padova, dove lavorerà in una onlus, indicata nel provvedimento del Magistrato di sorveglianza di Pavia. Il senatore della Leg Luciano Cagnin ha iniziato ad alzare polveroni demagogici e pieni di pregiudizi. I politici sono sempre pronti ad aizzare la gente per i propri fini. Farebbero qualsiasi cosa per la loro visibilità. Na persona, dopo avere scontato la pena, ha il diritto di potere fare quello che vuole e andare dove gli pare, chiunque esso sia. Siamo in una libera democrazia, ma questi figuri se lo ricordano solo quando devono difendersi dalle loro magagne o difendere quelle dei loro amici. La pena non può continuare  in eterno, cosa che purtroppo avviene in Italia, come ha dichiarato anche il sindaco di Milano, Pisapia. La condanna per associazione mafiosa è un reato che non ha eguali nel mondo, tranne nelle dittature che hanno un reato simile per potere arrestare chi da fastidio politicamente, senza bisogno di un reato specifico.  –  2/10/2011

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Ci vogliono decenni perché certe notizie escano dalla nebbia della storia. Leggo che dopo la costruzione del Muro di Berlino, iniziò un lucroso commercio per la Germania Est, la vendita di prigionieri alla Germania Ovest. Il tariffario era di 40.000 marchi, circa 20.000 euro, e arrivava fino a 200.000 march per i laureati, e personalità varie. In trent’anni, fino alla caduta del Muro di Berlino, sono stati venduti circa trentamila prigionieri, con una spesa di circa tre miliardi di marchi da parte della Germania dell’Ovest. La Germania dell’Est la riteneva ormai una voce importante per le sue entrate valutarie. La Germania dell’Ovest per non aiutare il regime comunita pagava con merce e non valuta, così faceva il bene della popolazione e non della dittatura comunista. Credo che ci saranno tante storie ancora nascoste tra i rapporti Est-Ovest, e siccome una parte è stata cancellata dalla storia, usciranno solo fatti che discreditano i perdenti, perché sono sempre i vincitori che hanno il potere di scrivere la storia.  –  3/10/2011

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La sentenza di assoluzione per Amanda Knox e Raffaele Sollecito ha innescato molte discussioni in TV. Questo era anche prevedibile, perché il processo è stato sotto i riflettori mediatici per troppo tempo, persino la sentenza è stata letta in diretta TV. Quello che mi ha meravigliato è stato il linciaggio davanti al tribunale dopo la sentenza, con cori da stadio, una cosa vergognosa apparsa sui canali televisivi di mezzo mondo. Questi effetti sono il prodotto dei predicatori di odio, che ritengono che solo una condanna sia una sentenza giusta, qualcosa di orribile, un viru che auguro non prevalga sulla nostra civiltà. Per fortuna siamo nell’Unione Europea, e ci sono i Paesi del Nord Europa che non permetterebbero mai una simile barbarie. Il mio rammarico è che questa bestia malefica è cavalcata dall sinistra.  –  4/10/2011

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A Rossana Podestà –compagna da 30 anni di Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti italiani, morto alcuni ani fa- mentre Bonatti la chiamava dal suo letto di ospedale, le è stato impedito di assisterlo nell’agonia, perché un medico le ha detto che non erano sposati e pertanto non aveva il diritto di stargli vicino nelle ultime ore. Purtroppo, quando si tratta della religione cattolica i suoi metodi talebani passano sotto silenzio, una censura opprimente e nessuno interviene affinché venga fatta rispettare la laicità delle nostre leggi. Quando fatti simili succedono nel mondo islamico gridiamo che sono barbarie che non possono convivere con la nostra civiltà, ma questi fatti succedono anche nel nostro Paese e nessuno grida allo scandalo. La nostra politica è diventata lo zerbino del Vaticano; anche i mangiapreti hanno cambiato chiesa, da quella comunista sono passati a quella cattolica. Il fondamentalismo, di qualsiasi religione esso sia, non ha portato mai niente di buono.  –  5/10/2011

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Ieri sera ho telefonato a casa. Mio padre mi ha fatto trovae sua sorella, zia Nicolina, con suo figlio, mio cugino Carmine, e suo fratello, mio zio Vincenzo. Erano 25 anni che non sentivo la loro voce. E’ stata una forte emozione. Mentre parlavo con loro avevo flash di ricordi, una immersione nel passato. Mia zia Nicolina ha 85 anni, tiene fede alla longevità della famiglia. Ricordo che quando ero ricercato, ogni tanto andavo a trovarla, ma il suo capo religioso non voleva, essendo lei testimone di Geova.. mi disse “come faccio ad obbedirgli?.. tu sei sangue mio”. L’ho ammirata tanto, tanto e ancora di più. Mio cugino l’ho lasciato ragazzo, ora ha una figlia all’università e un figlio in terza liceo. Mio zio ormai è pensionato e nonno. Il tempo passa inesorabilmente per tutti. Avei tanto piacere di abbracciarli, principalmente zia Nicolina, vento un’età avanzata.. non vorrei arrivare troppo tardi. Basta poco qui dentro per riavere l’euforia della vita, che in questi luoghi si anestetizza.  –  6/10/2011

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Un detenuto tunisino, ristretto nel carcere di Lece, ha fatto reclamo al Magistrato di Sorveglianza, perché stava in una cella piccola con altri due detenuti, chiuso 18 ore in cella, senza doccia e acqua calda in cella, e in inverno il riscaldamento era acceso un’ora, dalle ore 20,00 alle ore 21,00.. insieme a tante altre violazioni. Il Magistrato di Sorveglianza di Lecce, Dott. Luigi Tarantino, con ordinanza n. 17/10 ha stabilito il risarcimento simbolico di 220 euro. La decisione è basata sulla non comprimibilità dei diritti soggettivi della persona umana, anche se in stato di detenzione ne resta titolare. Le carceri italiani nella stragrande maggioranza violano le disposizioni del codice penitenziario e della Convenzione Europea. Tutti i detenuti dovrebbero fare reclamo essenso  che solo economicamente si possono ridurre a più miti consigli il Ministero della giustizia e la sua amministrazione.  –  7/10/2011

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Spesso ci sono notizie a cui si stenta a credere, perché ci sembrano inverosimili. Leggo su un quotidiano che nella Locride, in Calabria, sono sbarcati 132 migranti di varie nazionalità; turchi, irakeni, afghani e siriani. Tra loro molti bambini e donne. La notizia che mi ha stupito è che tra loro c’era una donna kurdo-siriana di 93 anni. Non ha voluto lasciare i suoi famigliari ed è partita con loro. L’amore filiale non conosce ostacoli ed è capace di qualsiasi sacrificio. Un saluto con simpatia e ammirazione a uesta grande donna.  –  8-10-2011

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Il tribunale di Parma ha emanato la sentenza per il processo di stmpo razzista contro un ragazzo ghanese Emanuel Bonsu Foster, cresciuto a Parma. Il reato fu commesso dai vigirli urbani. Fece molto scalpore un paio di anni fa. Sono stati tutti condannati. Le pene più alte sono state per Pasquale Fortunato, il vigile che si fece fotografare con il ragazzo per esibirlo come trofo, e sulla busta degli oggetti del ragazzo ci aveva scritto “Emanuel negro”. La condanna è stata di 7 anni e 9 mesi. La seconda condanna più pesante è stata per l’ex vicecomandante Simona Fabbri. Lei comandava la squadra. La condanna è stata di 7 anni e 6 mesi. L’ex vice comandante Simona Fabbri è la moglie del Direttore del carcere di Parma, Silvio Di Gregorio. La moglie ha pagato per l’abuso commesso. Il marito non ha mai pagato per tutti gli abusi commessi, e le morti sospette verificatesi ne carcere di Parma, ringraziando le protezione del Ministero de dei magistrati compiacenti della Procura e dell’Ufficio di Sorveglianza.  –  9/10/2011

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Alcuni giorni fa è morto Steve Jobs. Ad essere sincero non sapevo che fosse stato così importante nell’evoluzione dell’informatico e della sua tecnologia. Un visionario che voleva cambiare il mondo con le sue invenzioni tecnologiche, e ci è riuscito. Ho letto alcune pagine sui quotidiani, e sono rimasto ammirato dal pesonaggio e anche dai tanti elogi. Giugiao lo ritiene “l’uomo che trasformava i sogni in raltà”. Un suo amico che passava un giorno al mese con lui, gli aveva chiesto, sapendo che gli rimaneva poco temo da vivere, “Steve dimmi la tua parola finale”; dopo avere riflettuto lui ha risposto “l’onestà”. L’amico scrive che l’onestà e il rigore quasi religioso accompagnarono il suo percorso. Tra tante email pubblicte ne ho scelto un paio molto significative. Una di un certo Carlo Audino, che nella sua semplicità è immensa, “tre mele hanno cambato il mondo: quella di Adamo ed Eva, quella di Newton e quella di Stev Jobs. Riposa in pace.” Fenomenale. L’altra è di un certo Hazim Al Radadi che scrive, “Steve Jobs è stato un grande leader, uno che ha saputo cambiare il mondo e senza versare una sola goccia di sangue”. Dopo avere letto gli articoli di quotidiani, credo sia una affermazione molto vicina al vero. Avevo seguito il discorso che fece nel 2005 all’Università di Stanford in TV, ma come capita spesso, molte cose sfuggono quando devi leggere la traduzione. Leggendo l’intera traduzione in un articolo, ho trovato delle cose meravigliose, “non fateviintrappolare dai dogmi, che vol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone”. Condivido pienamente. Un’altra molto significativa, “Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore”. Era veramente un grande. Quanto prima voglio leggere la sua biografia che uscirà a breve. Da un genio simile c’è solo da imparare.  10/10/2011

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Ho finito di leggere il libro “Storia e storie” di Mariella Di Maio. Discute di democrazia, uguaglianza e libertà, nei vari percorsi storici fino alla Rivoluzione francese. Ritenendo i germanci uomini liberi ed eguali con le loro assemblee.. cose che, una volta passato il Reno e stabilitisi in Gallia, hanno perso; ed è stata la religione cristiana a contribuire a molto di questo processo. Ci sono ampie discussioni tra gli scritti di Stendhal, Rousseau e Tocqueville, alcuni condivisibili e altri no. Ma credo che bisogna tenere presente il tempo in ci furono formulati. Un concetto mi è rimasto impresso, “la legge può essa stessa mutarsi in una forma di oppressione. Il despota, infatti, mira ad una costrizione immediata, l’uomo di legge, invece piega gli uomini ad una obbedienza duratura”. L’autrice nota una preoccupante somiglianza tra la condizione del cittadino e quella del recluso. Credo che anche le leggi possano essere una forma di dittatura, perché qualunque nefandezza è stata sempre legittimata con le leggi e da chi le rappresenta. Ritengo che quando le leggi non sono emanate per il benessere dei cittadini, “tutti”, anche i reclusi, esse sono nocive per la democrazia, le libertà civili e i diritti, garantiti dalla Costituzione. C’è un capitolo che riguarda la storia della Scozia. Anche in questo contesto, la libertà gli scozzesi la persero per colpa della religione, che si cattolica o protestante poco conta. Quello che conta è che sono circa sette secoli che non sono più un popolo libero. La storia è scritta dagli uomini che hanno il potere, che hanno vinto e che  hanno il comando. Non è la verità, ma sono gli eventi storici piegati ad interessi di parte, pertanto inesatti.  –  11/10/2011

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In India hanno costruito un tablet super economico, cost 220 dollari, una sfida al più famoso IPAD della APPLA. IL ribasso dei prezzi continuerà ancora, sia per la scoperta di nuove tecnologie e sia per la quantità, essendo che ormai questi prodotti sono di vendita globale. Ricordo che Negroponte sognava di costruire PC di 100 dollari per farli avere a tutti i bambin poveri del mondo. Non è riuscito a costruirli a questo p rezzo, ma a cica 300 dollari, ma lo stesso li ha distribuiti a milioni di bambini in Sud America, Asia e Africa. Credo che tutti questi strumenti aiuteranno a costruire il villaggio globale, di cui tante volte ho letto e sentito parlare. Tutto il mondo in collegamento, nessun popolo o territorio escluso. Questo consentirà di costruire e consolidare democrazia, libertà e diritti civili in tutto il mondo. Ciò consentiraà d applicare a tutti i popoli del mondo l’articolo della Costituzione americana che parla di “diritto alla felicità”.  –  12/10/2011

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All’università di Sassari si è esibita la compagnia teatrale “Assai”, del carcere di Rebibbia, fondata nel 1982, quasi 30 anni fa. Negli ultimi sette anni si è esibita fuori dal carcere seicento volte. L’anno scorso si è esibita a L’Asinara con uno spettacolo dal titolo “Mediterraneo”. La rappresentazione ripercorreva la storia del nostro Paese, dal brigantaggio alle vittorie della nazionale di calcio. Mi ha colpito uno dei componenti della compagnia teatrale, Renzo Danese di 56 anni. Sta scontando una condanna a 30 anni, ed  è in carcere da 29 anni. Era uno dei fondatori della banda della Magliana. Dopo 29 anni ancora devono farlo uscire; glli manca un nno di carcere per finire la pena. Certi “Signori” che urlano circa la mancanza di certezza della pena, dovrebbero dire loro che in Italia la certezza della pena è una delle poche cose serie che ci sono. Nella sezione dove sono, qui a Catanzaro, ce ne sono tre di detenuti, che devono scontare ancora qualche anno di carcere, dopo averne scontati circa 20 anni tutti e tre, e non li fanno uscire. Addirittura, uno dei tre andava in permesso. Gli sono stati sospesi per una relazione dei carabinieri. La suddetta affermava che quando usciva in permesso  andavano a trovarlo a casa molte persone. Il suo avvocato ha chiesto di fare l’elenco. Hanno risposto che non sapevano chi fossero. Non potevano fare l’elenco perché erano i suoi familiari e parenti, e i carabinieri li conoscevano tutti. Purtroppo non solo si sconta tutta la pena, ma certe relazioni diventano verità conclamate.  –  13/10/2011

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Nei documenti trovati nel bunker di Gheddafi c’erano i dettagli della collaborazione del Rais con la C.I.A., e i servizi segreti occidentali, sulle torture e i sequestri di sospetti terroristi. Ai libici toccava il lavoro sporco, segregazioni, torture e sparizioni. Questo strano connubio era iniziato nel 2004. Qualche mese fa avevo scritto che vedevo troppe barbe tra i rivoltosi libici, oggi leggo un articolo in cui si dice che gli estremisti islamici stanno prendendo il sopravvento e meditano, quando tutto sarà finito, di estromettere tutti i laici dal governo in Libia e instaurare la sharia. Il pentagono americano è molto preoccupato, e i suoi specialisti vedono nero. Hanno paura che la Libia diventi un fortino fondamentalista, un nuovo Afghanistan. La mia impressione è che, nella fretta di spartirsi il bottino “petrolio”, hanno dato potere a chi di sicuro lo avrebbe usato in modo distorto, accendendo un focolaio alle porte dell’Europa. Gli americani fecero lo stesso errore con i talebani. Avevano l’interesse per i gasdotti che dovevano passare per l’Afghanista, e con l’aiuto del Pakistan fecero salire al potere i Talebani, allevati nelle loro madrasse. Ancora oggi si pagano i danni di questa sciagurata decisione. Mi auguro che non facciano gli stessi errori in Libia.  –  14/10/2011

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Gli inglesi sono un popolo serio. Su questo punto ho letto tanti autorevoli intellettuali affermarlo. Roberto Saviano ha vinto un premio a Londra, il Pinter 2011. Ho letto la notizia su “La Repubblica”. Nell’articolo è scritto che non è potuto essere presente alla cerimonia e ha mandato due righe. Leggo lo stesso articolo sulla Gazzetta del Sud. La notizia è molto diversa. Saviano non è andato a Londra, perché Scotland Yard gli ha negato la scorta, e il premio è andato a ritirarlo la giornalista Annalisa Piros dell’Espresso. Il gruppo Repubblica-L’Espresso, fa parte del circolo giustizialista, e per proteggere i suoi adepti, sono pronti a censurare e omettere le notizie,, come faceva la Pravda a Mosca. Avergli, gli inglesi, negato la scorta è una notizia, che nuoce alla credibilità di questo signore, e alla considerazione del personaggio. Per questo motivo volevano tenere segreta la notizia che gli inglesi gli avevano negato la scorta. Essendo riconosciuta la serietà degli inglesi, la notizia avrebbe innescato una riflessione sulla serietà del personaggio Roberto Saviano.  –  15/10/2011

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Quest’anno il premio nobel per la pace lo hanno vinto tre donne, una yemenita e due liberiane. Credo che sia stata una grande decisione. Dare alle donne il peso che meritano, aiuterà a che si affermi la democrazia, la libertà e i diritti civili in molti paesi musulmani di Africa, Asia e di tutto il mondo. Come ho già scritto in passato, un mondo governato da donne sarebbe privo di guerre, e ci sarebbe più benessere e prosperità. La strada è ancora lunga affinchè ci sia una effettiva affermazione delle donne.  –  16/10/2011

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Julian Assange è l’uomo che ha creato WIKILEAKS e ha fatto saltare fuori tanti segreti che erano destinati agli archivi americani e mai sarebbero stati divulgati. Ha passato dei file che riguardano la situazione italiana alla giornalista Stefania Maurizi dell’Espresso. Lei ci ha scritto un libro intitolato “Dossier Wikileaks – segreti italiani”. La prefazione è di Julian Assange. In essa lui scrive che uno dei suoi obiettivi è mettere le mani sull’archivio del Vaticano e sul periodo degli anni di piombo in Italia. Lui pensa di riuscire ad avere tutti i segreti della Chiesa e di divulgarli. Lo scossone indebolirebbe le gerarchie ecclesiastiche. Io credo che sarebbe un terremoto talmente potente che le sue scosse si sentirebbero ovunque sulla terra. Se venisse divulgato l’archivio di Stato, uscirebbero delle verità che costringerebbero gli storici a riscrivere la storia degli ultimi sessant’anni. Sono convinto che se ciò avvenisse l’Italia diventerebbe una democrazia compiuta, con piena libertà di stampa e il rispetto dei diritti civili. Assange chiama l’attualità dell’Italia come del passato.. “l’assurdistan Italia”. Ha ragione, perché quelo che succede in Italia rende poco serio e ridicolo il nostro Paese. Auguri a Wikileaks, e forza Assange, facci godere.  –  17/10/2011

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Nella laguna di Venezia c’è un termovalorizzatore per i rifiuti. Brucia 210.000 tonnellate all’anno. L’impianto è stato collaudato per 250.000 tonnellate. Il picco lo raggiunge solo nei periodi estivi, perché Venezia si riempie di turisti. Ha 115 dipendenti, 35… (parola che non si comprende) e 80 per l’indotto. Quando finisce il flusso dei turisti, l’amministratore delegato deve mandare una ventina di turisti in cassa integrazione. Per avere l’impianto a regime evitando la cassa integrazione e per fare ulteriore profitto si è pensato allo smaltimento di altri rifiuti. Un risparmio per il Ministero del lavoro, e il ridimensionamento della tassa sui rifiuti per i residenti veneziali. Il termovalorizzatore smaltisce a 140 euro la tonnellata. Il sindaco di Napoli li manda in Olanda da 180 a 220 euro la tonnellata. L’amministratore delegato del termovalorizzatore ha pensato di usare i rifiuti di Napoli; sarebbe stato di reciproco soddisfacimento. Ha scritto alla regione veneto. La rispsota è stata un secco no, anche se era un sicuro guadagno per le casse veneziane e un risparmio per quelle napoletane. Il governatore Luca Zaia ha dichiarato, motivando il suo no, “qui mai”, perché secondo lui il Veneto ci guadagna di più a lasciarli dove sono. Cosa ci guadagna il Veneto che Napoli sia piena di rifiuti è un mistero. Questa decisione non solo è dettata dal razzismo ma anche dalla stupidità della persona, e della politica leghista che rozza e ignorante.  –  18/10/2011

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Ho seguito molte trasmissioni sui fatti accaduti a Roma. Tutti hanno tirato fuori l’anima sbirresca e giustizialista, seguendo Di Pietro, e invocando una nuova e infame legge Reale bis. Nessuno, dico nessuno, si è posto domande su quei ragazzi.. chi erano, perché protestavano con violenza, cosa volessero. Tutti hanno semplificato.. “sono delinquenti e violenti, e meritano tutti i castighi possibili”. Ormai il linciaggio di piazza, di qualche secolo fa, si è trasferito nei salotti televisivi e nei TG. Una gogna mediatica che distorce la realtà e distrugge tutti quelli che ne sono oggetti. Criminalizzare è sempre la cosa più facile, “condannare è più semplice che capire”, principalmente quando un evento diventa la norma per tutta la politica. La maggioranza era attaccata da tutte le parti, con la richiesta di dimissioni di Berlusconi. La sinistra ha messo insieme solo brutte figure, come l’ultima di Bersani che voleva fare “l’Aventino”; ridicolo. Questo evento “agevolato” ha messo un tappo a tutti questi problemi politici. Tutta la cagnara mediatica ha fatto a gara ad esaltare l’evendo come il male assoluto. Che sarebbero poi questi ragazzi, che non hanno altro modo di farsi ascoltare, essendo che la politica non ascolta i cortei silenziosi. La politica che siede in Parlamento sono facce della stessa medaglia. L’unico castigo che meritano è che alle urne li mandino a csa. Ci vorrebbe qualcuno che ribalti tutto, senza farsi condizionare dalle corporazioni che bloccano le riforme e il Paese. Più lo ascolto più mi convinco che il sindaco di Firenze sia la persona adatta. Questi ragazzi rumorosi sono una delle poche componenti sane del Paese.  –  19/19/2011

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Oggi ho ricevuto una lettera dalla signora Tina. Mi ha informato che suo marito è venuto a mancare. Mi è molto dispiaciuto apprendere la triste notizia, il signor Vittorio era una brava persona. Tutti i suoi familiari facevano volontariato nel carcere di Voghera (Pavia). Mi facevano scuola serale per il diploma, e ho conosciuto tutta la famiglia, lui, la signora Tina, i figli Carmela e Alberto, e la cugina Paola. Una famiglia splendida, molto unita impegnata nel sociale. In tutti questi anni (15) mi hanno onorato della loro amicizia. Gli sono vicino nel dolore, e spero che supereranno in breve tempo la sofferenza per la scomparsa del loro congiunto.  –  20/10/2011

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Ho vinto un premio letterario, istituito per Carlo Castelli, per la solidarietà, promosso dalla Società San Vincenzo dei Paoli, con sede a Piombino (Li). Il 13 ottobre si doveva andare a ritirare il premio nel carcere di Reggio Calabria. Siccome immaginavo che il Ministero non mi avrebbe mandato, ho chiesto ad Alfredo Cosco di andarlo a ritirare. Avendolo nominato mio tutore, era la persona più indicata. Ho scritto alla San Vincenzo De Paoli, in risposta ad una loro lettera dove mi informavano che avevo vinto e mi chiedevano chi andava a ritirare il premio il 13 ottobre. Li ho informati che sarebbe andato Alfredo a ritirarlo, e nella lettera gli ho inviato una fotocopia della sua tessera, per evitare equivoci. Il 13 ottobre Alfredo è andato ma il carcere di Reggio Calabria non l’ha fatto entrare. Ha parlato con la Direttrice che gli ha detto che non c’era l’autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza, pertanto non lo poteva fare entrare. L’unica spiegazione possibile che posso dare è che non sia arriava la mia lettera alla sede della San Vincenzo De Paoli, altre spiegazioni non ne trovo. Mi è molto dispiaciuto per Alfredo, ha fatto un viaggio a vuoto e ha person tempo inutilmente. Lo scritto era “La pena costruttiva”. Sono contento che questo argomento sia stato premiato.  –  21/10/2011

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