Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Ergastolo ostativo… di Salvatore Pulvirenti

Il nostro Salvatore Pulvirenti, detenuto nel carcere di Oristano, ci invia alcune sue riflessioni su un tema cardinale, fin dall’inizio, per questo blog.. l’ergastolo ostativo.

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Prima di iniziare a scrivere questo mio scritto, voglio descrivere a persone che vivono fuori da questo contesto, che cosa sia l’ergastolo ostativo.

L’ergastolo ostativo è quella pena che non ha un fine, cioè, non potrai uscire dal carcere e non puoi accedere ai benefici. Dovrai passare tutta la tua esistenza in un istituto di pena, invecchierai e morirai, non conoscerai niente di tutto quello che concorre fuori. Vivi una vita che secondo un mio giudizio non ha senso di viverla, perché tutto quello che farà l’ergastolano ostativo in un istituto di pena, giova solo a se stesso, ad altri non gliene può fregar di meno, perché non ti conoscono. Figli, nipoti e parenti più stretti non sanno chi sei, e se lo sanno, per loro sei diventato come un estraneo.

Trascorsi parecchi anni, dentro un istituto di pena, non puoi relazionarti con la realtà di fuori, e nello stesso tempo sei escluso totalmente dalla società, se sei fortunato e uscirai dal carcere che è molto difficile, impiegherai moltissimi anni ad inseriti nella nuova società. Ultimamente si è parlato tanto di questa ignobile pena che è stata equiparata alla pena di morte, nonostante i tantissimi appelli, anche dal Santo Padre, per abolire questo indegno mostro che ci divora, ogni giorno che passa, non si capisce quale sia la ragione e lo scopo per tener in vita questa pena anacronistica.

Ho sentito parlare tantissime persone delle istituzioni, e hanno confermato che la pena dell’ergastolo in Italia deve essere abolito, ma quando poi si arriva al dunque queste persone fanno un passo indietro, e non si capisce quale sia il motivo.

L’essere umano nell’arco di tutta la sua esistenza ha dei cambiamenti sia fisici e mentali, questo è stato approvato scientificamente dalla scienza. Se non si vuole abolire l’ergastolo, perché non si cerca un’altra alternativa? Nel senso, se una persona deve rimanere tutta la sua vita in carcere, perché non inserirlo nella società tramite benefici penitenziari, in modo che lo stesso si possa fare una vita, anche se poi resta legato a quell’orribile pena. Tenere un ergastolano tutta la vita in carcere a che cosa giova? Lo stato ci tiene in vita, spreca tantissimi soldi, sì perché un detenuto costa allo stato più di cento euro al giorno. Sarebbe giusto investire questi soldi per altri motivi o per scopi umanitari.

Quello che scrivo potrebbe essere sbagliato, ma se si facesse un po’ di riflessione sull’ergastolo ostativo, qualcuno potrebbe cambiare anche modo di pensare.

Oristano febbraio 2017. Salvatore Pulvirenti.

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Undici anni seppellito nel 41 bis… di Federico Chessa

francis

Questa lettera ci giunge da Federico Chessa, che è stato “seppellito” per 11 anni nel regime del 41 bis.

Il 41 bis.. un regime penitenziario che è intrinsecamente contrario alla dignità umana.

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In undici mesi sono riuscito ad avere solo una visita urologa, due giorni prima che mi revocassero il 41 bis.

L’impressione della struttura era micidiale, perché dava quel senso di oppressione, di claustrofobia, di tortura psicologica, più peggiore dei racconti sentiti su Pianosa e Asinara.

Sulle due isole la tortura era fisica e di alimentazione, viceversa a Sassari era tutto l’insieme, ti devastavano moralmente, alfine di violentare la tua dignità, calpestare i tuoi sentimenti, per annichilire la personalità e ridurci a dei vegetali.

Tutti quelli che passeranno almeno un anno a Sassari, avranno problemi psichiatrici, per la tortura maggiore che è psicologica, insieme alle angherie quotidiane. Ne racconto una per far comprendere a che punto arrivava la crudeltà di certi personaggi: finita la cassa d’acqua che ero riuscito a comprare, ero rimasto senz’acqua, un mio compagno mi aveva portato una bottiglia al passeggio, l’agente se ne accorge e informa l’ispettore. Dopo un quarto d’ora viene l’ispettore davanti alla cella, voleva farmi la paternale, gli spiegai che dovevo bere, ed era loro dovere rifornirmi di acqua potabile, invece lui insisteva che non dovevano passarmi l’acqua e voleva farmi rapporto.

Constatando che non si poteva discutere con una visione mentale così chiusa, lasciai perdere. A onore della verità, dopo un paio di giorni mi mandò una cassa d’acqua. Un paio di settimane dopo venni a sapere che all’ispettore gli avevano fatto capire che era andato troppo oltre, aveva capito e mi aveva mandato l’acqua.

L’Italia che si vanta di essere culla del diritto, non ha avuto nessuna remora a contribuire un obbrobrio come Bancali, equiparalo alle segrete medievali non è una esagerazione.

Quando mi hanno revocato il 41 bis, mi hanno portato in una sezione a regime AS-2, dove sono stato due giorni. Quello che mi è rimasto impresso è stato il tempo trascorso alla finestra, ammirare il panorama che si vedeva dal secondo piano, sensazioni difficili da spiegare, ma profonde e molto sentite. In quei momenti mille pensieri affioravano la mia mente, quello più ricorrente era il colloquio con i familiari, poterli di nuovo abbracciare dopo undici anni. Immaginavo il momento, vivendolo come fosse reale.

Non potrò mai dimenticare questi undici anni trascorsi a regime di tortura del 41 bis, ma principalmente gli undici mesi nei sotterranei di Sassari. Una vergogna per la civiltà italiana, ma anche per l’Unione Europea.

Un Paese che vorrebbe progredire usando la crudeltà e la tortura contro i suoi cittadini, non ha un grande futuro.

Chessa Federico

Oristano settembre 2016

Reclamo di Francesco Annunziata

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Da tempo Francesco Annunziata -il nostro Nellino- è stato trasferito nella CR di Oristano dove si ritrova ad affrontare ex novo alcune restrizioni illegittime sull’uso di certo materiale didattico (nella fattispecie, libri con copertina rigida), nonostante il diritto allo studio, in sede di istituti penitenziari, preveda l’uso di strumenti atti ad agevolarne il percorso (dal sito del ministero si legge: Il regolamento di esecuzione adottato con d.p.r.30 giugno 2000, n. 230 ha introdotto diverse agevolazioni per gli studi universitari. L’art. 44 prevede che, per potersi concentrare nello studio gli studenti siano assegnati, ove possibile, a camere e reparti adeguati e siano resi per loro disponibili appositi locali comuni. I detenuti possono inoltre essere autorizzati a tenere nella propria camera e negli altri locali libri, pubblicazioni e tutti gli strumenti didattici necessari.)
Di seguito il reclamo inoltrato dallo stesso detenuto al ministero della giustizia e agli organi competenti.
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Al MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

e p.c.:

al Magistrato di Sorveglianza di Cagliari;

al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti;

al MIUR;

all’Università degli studi di Cagliari.

Oggetto: reclamo ex art.35; 35bis e 69 O.P.

Il sottoscritto Annunziata Francesco, nato a Roma il 04/10/1974, attualmente ristretto presso la C.R. di Oristano, in esecuzione pena per provv. Cumulo n° sentenza 1831/2009 del 17/12/2009

propone

reclamo avverso al diniego della Direzione della C.R. di Oristano a ritirare libri depositati al magazzino provenienti da altro Istituto Penitenziario e acquistati tramite abbonamento dalla Casa Editrice Hachette fascicoli per la collana: Studiare Scienza.

Ai sensi degli art. 35; 35bis e 69 O.P. in violazione degli art. 9; 21 e 33 Costituzione Italiana.

In diritto

violazione dell’art. 9 Cost. nella parte in cui propone lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;

violazione dell’art. 21 Cost. nella parte in cui la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o a censura e si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria;

violazione dell’art. 33 nella parte in cui l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

In fatto

il reclamante è studente universitario alla facoltà di ingegneria informatica e biomedica e i libri richiesti rivestono un ruolo di supporto ai testi indicati da programma.

Fungono da approfondimento e supporto al materiale didattico suggerito dai docenti e riguardano materie pienamente connesse quanto complementari agli studi intrapresi.

Trattasi di libri di fisica, matematica, biologia, informatica, ecc.

si allega piano di studi universitario per dimostrare l’attinenza dei testi richiesti con quelli accademici.

Si richiede alla s.V. Ill.ma di intervenire anche in funzione del regolare svolgimento della vita detentiva, laddove è un diritto del detenuto (non semplice interesse legittimo) a usufruire di condizioni favorevoli alle esigenze di studio.

Il reclamante ha proposto ben due istanze volte a ottenere l’autorizzazione a ritirare i testi depositati -sequestrati al magazzino senza ricevere risposta , ciò in violazione del diritto a proporre reclamo, considerando che, disconoscendo le motivazioni al diniego, non si è liberi nella scelta di condividere tali limitazioni, o rivolgersi all’organo di tutela competenti per gli adempimenti del caso.

Inoltre senza motivazione è già nulla il diniego, pur ancora solo verbale.

Vi è un danno anche economico nella misura in cui il reclamante ha stipulato un contratto di acquisto con la casa editrice per dei testi che, di fatto, non può consultare, seppur già autorizzati in altro istituto penitenziario, in violazione della continuità di trattamento tanto invocata in numerose circolari DAP che sottolineano come l’Amministrazione Penitenziaria sia unica e ciò comporti l’equità tra diversi istituti penitenziari; né il reclamante è disposto a rescindere il contratto stipulato per la collezione, tale da rinunciare a un’evoluzione culturale- accademica e sviluppare maggiori competenze nell’ambito universitario scelto.

  • Che il regolamento interno sia vecchio e obsoleto, non conforme a numerose pronunce della Suprema Corte di Cassazione, proprio in materia di diritto allo studio e di testi con la c.d. copertina rigida, è un deficit che non può ricadere in capo al detenuto, né che sia in fase di rielaborazione e in attesa che si completi l’equipe di competenza, è un tempo e/o motivazione “ipotetica” che può ritenersi prevalente rispetto alle esigenze di studio prospettate, o ritenere subordinato il diritto allo studio alle deficienze organizzative dell’Istituto.
  • Proprio il concetto di studio, a maggior ragione quello universitario e le agevolazioni sviluppate tra Ministeri competenti, fanno leva sulla concezione di dignità della persona da un lato, e sulla vocazione sociale dell’università dall’altro.
  • A volte un percorso formativo di alto livello rischia di creare frustrazioni maggiori in condizioni limitative.

Invece lo studio deve poter offrire gli strumenti per poter meglio gestire se stessi. Già non si lamentano altre disfunzioni organizzative-strutturali come la violazione degli art. 19 comma 4 legge n. 354/75 e 44 DPR n. 230/2000 che agli studenti universitari assegnano la cella singola, ma anche limitazioni sui testi risultano inaccettabili.

Inoltre si rappresenta alla s.v. che in questo istituto ancora non vi è attuazione dell’accordo dell’apripista alla formazione di poli universitari penitenziari in Sardegna, come è evidente che il nuovo protocollo riprende quanto già previsto nell’accordo nazionale del 2004 citato.

Il processo di riforma che recentemente è stato avviato dall’amministrazione penitenziaria per migliorare la situazione carceraria, si concilia senz’altro con l’incremento del numero di detenuti studenti, che hanno bisogno di condizioni di vita più tranquille.

Tranquillità che inevitabilmente viene a mancare quando, anche per avere dei libri, si rende necessario il ricorso alla magistratura di sorveglianza.

PTM

voglia la s.v. intervenire e ordinare alla direzione la consegna dei libri depositati al magazzino integri senza deturpazioni. Nell’era della tecnologia, il cartaceo è sacro.

Confidando nell’accoglimento, ringrazia.

Con osservanza

Oristano 4 novembre 2016

Francesco Annunziata

Diario di Pasquale De Feo 22 settembre – 21 ottobre

diario11[1]

Grazie alla nostra cara Nadia -a cui dobbiamo il recupero di tutti i diari arretrati di Pasquale De Feo, detenuto ad Oristano- ecco il diario relativo al mese di ottobre.

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Matrimoni mediatici

Tutti ricorderanno la bolgia creata al funerale dei Casamonica a Roma, perché con un elicottero buttavano petali di fiori sulla gente che partecipava al funerale.
I media crearono uno scandalo che restò a lungo nei notiziari e nelle rubriche televisive, con in testa Porta a Porta di Bruno Vespa; non manca mai a questi appuntamenti.
A Nicotera in provincia di Vibo Valentia in Calabria, due giovani sposi hanno usato l’elicottero per atterrare al centro della piazza antistante la Chiesa, dove c’erano tutti gli invitati, erano state chiuse le vie d’accesso, affinché tutto processasse senza problemi l’atterraggio e la funzione religiosa.
Come i media si sono impadroniti della notizia, è iniziato il carosello nei notiziari e la carta stampata.
Il prefetto, che è un funzionario non eletto da nessuno, ha fatto un semplice concorso, ma gli hanno dato un potere che va al di là delle votazioni della popolazione.
Ha fatto una relazione al ministro degli Interni Alfano, per lo scioglimento del comune, perché non ha vigilato e addirittura ha dato le autorizzazioni per transennare le strade, hanno ritenuto un abuso del luogo pubblico.
Premesso che tutto questo can can l’hanno fatto perché lo sposo è un nipote dei Mancuso, in caso contrario neanche ne avrebbero parlato, ma quello che mi domando, come mai non fu chiesto lo scioglimento anche per il comune di Roma? È stato usato lo stesso elicottero del funerale dei Casamonica.
Al 99% quel signore di Angelino Alfano scioglierà il comune di Nicotera, non solo perché deve essere estremista per far dimenticare le tante “marachelle”della sua famiglia, che l’apparato della sinistra copre con i suoi magistrati e il potere dei media, ma anche perché il comune è del sud, pertanto il figlio di un dio minore.
Aveva ragione Einaudi che le prefetture che le prefetture devono essere cancellate dall’istituzione, neanche la portineria deve rimanere, affinché non possa risorgere dalle ceneri come l’araba fenice.
Sono proprio i meridionali come Alfano che sono i peggiori nemici del Sud, si adoperano per tenerlo in soggezione in uno stato coloniale.
Fino a quando non ci sarà una sollevazione dei popoli meridionali, non cambierà mai niente, rimarremmo sempre come in una servitù medievale dei feudatari tosco padani.
22-09-2016

La legge non sa leggere

Ogni tanto trovo notizie di errori giudiziari, che rovinano la vita alle persone, ma per incanto hanno poca risonanza mediatica, semplicemente per non urtare la casta dei magistrati.
Su Panorama del 24 agosto ho trovato un articolo su Luigi Pelaggi, che nel 2010 era a capo della segreteria del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il 22 gennaio 2014 fu arrestato con l’accusa di corruzione, fu arrestato su ordine del GIP milanese Luigi Varanelli, che aveva firmato l’ordine il 19 dicembre 2013, ma già all’epoca dell’arresto era stato trasferito ad altra sezione.
Il 27 maggio 2014, il GIP modifica la custodia cautelare in carcere in arresti domiciliari. Il 2 giugno 2014 torna in libertà dopo 141 giorni complessivi di reclusione.
Il 23 settembre 2014, il Tribunale di Milano si dichiara incompetente territorialmente sul reato e trasmette gli atti a Roma.
Il 25 novembre 2014 il Pm di Roma Paolo Ielo chiede l’archiviazione per Luigi Pelaggi, la corruzione non sussiste.
Il 18 maggio 2015 il GIP di Roma Ezio Damizia dispone l’archiviazione per Pelaggi. La Procura Generale della Cassazione avvia un’inchiesta.
Durante i cinque mesi di detenzione, se non avesse trascorso il tempo a studiare le 32 mila pagine dell’inchiesta. Facilmente non si sarebbe salvato. Ha trovato un documento che in modo inoppugnabile lo scagionava.
Nel 2010 la presidenza del Consiglio non nomina commissario alla bonifica del sito che una volta era occupato dalla SISAS, industria chimica fallita. L’anno successivo la procura di Milano apre un inchiesta. Con l’avviso di garanzia, chiede per cinque volte di essere interrogato, presentando varie memorie scritte. Non l’hanno mai convocato. Se non puoi difenderti come fai?
Nove giudici non hanno visto oppure non hanno letto le carte, per sua fortuna le ha lette lui. Giustamente vuole giustizia e chi ha sbagliato paghi per i suoi errori. Dubito che succederà, i magistrati e in particolar modo i PM sono intoccabili, al di sopra della legge, non pagano mai, per questo motivo hanno rovinato migliaia di famiglie, ma nessuno ha mai pagato. Enzo Tortora è il nome più famoso, tutti i suoi magistrati hanno fatto carriera invece che pagare lo scempio che hanno fatto. L’hanno fatto morire con un tumore, soprattutto con le sofferenze patite.
La sua amara riflessione: “Se la giustizia italiana funziona così, puoi davvero farti il segno della croce”.
23-09-2016

Juventus

La storia bisogna studiarla, perché trovi delle notizie molto curiose, che in un certo senso rispecchiano quello che è l’attualità.
Leggo un servizio sulla Juve, con il titolo che è tutto un programma: “Juve, la costruzione di un falso mito”.
Nel campionato 1912-13 la Juve arrivò ultima in classifica, i dirigenti ottennero un girone a parte per evitare la retrocessione. Perché ci fu la volontà di non farli retrocedere? Credo il potere torinese intervenne per bloccare l’affronto della serie B. Ma la storia si vendica sempre, la Juve è andata in serie B con l’ignominia della condanna per aver falsato il campionato, togliendogli due scudetti.
A prescindere il potere che per decenni ha dato la possibilità di far vincere quasi sempre la triade Torino-Milano:Juve, Milan e Inter.
Mi auguro che con interlocutori nuovi, le milanesi sono diventate cinesi, la Roma americana, possono dare a tutti la possibilità di vincere con merito e non per potere. Il problema sono gli Agnelli, che credono di aver diritto divino alla vittoria.
24-09-2016

La siccità africana

Nel silenzio dei media Occidentali, si sta consumando un dramma nell’Africa, una siccità come quella degli anni Ottanta, che causò solo in Etiopia un milione di morti.
Ho letto un articolo di Roberta Rughetti coordinatrice dei programmi Amref in Africa, vive la maggior parte del suo tempo in Etiopia.
Per mancanza d’acqua, aumentano le malnutrizioni, malattie e morti, anche le scuole si svuotano perché vengono impiegati dalle famiglie per fare rifornimento d’acqua.
Questa siccità causa anche gli esodi di milioni di persone che si spostano per avere una vita migliore, ma anche solo per sopravvivenza.
Le centinaia di migliaia di emigranti, provengono anche da questo contesto, non sono tutti provenienti dalla guerra della Siria.
Roberta Rughetti afferma che in Etiopia sono a rischio almeno cinque milioni di persone. Donare una grondaia o una cisterna a una scuola aiuta a recuperare l’acqua degli acquazzoni, dando la possibilità di studiare invece che cercare acqua.
Il lago Ciad si è prosciugato del 90%. In Zambia che l’elettricità per l’86% proviene dall’idroelettrico, il lago artificiale Kariba è sceso al 13%.
Interi villaggi perdono le braccia lavoro, per andare in cerca di fortuna.
Se l’Africa avesse le strutture dei paesi Occidentali, non avrebbe di questi problemi, perché è un continente che non gli manca niente, ha fatto tutto per emergere dall’indigenza che secoli di colonialismo l’hanno ridotta alla miseria.
Forse è iniziata l’era che chiamano la guerra dell’oro blu. Come al solito l’Occidente fomenterà guerre e guerriglie per controllare anche questo business.
25-09-2016

Massimo Giletti

La domenica su Rai Uno, nel pomeriggio c’è la trasmissione “l’Arena”condotto da Massimo Giletti; un caro amico di Salvini, pertanto hanno la stessa veduta sul razzismo antimeridionale, questo spiega tutto il suo accanimento su ogni avvenimento nell’Italia del meridione.
Il tema della discussione era il matrimonio a Nicotera in provincia di Vibo Valentia, fatto con l’elicottero.
L’unica voce in difesa era l’avvocato della famiglia del ragazzo, gli altri erano tutti inquisitori che servivano alla causa del conduttore Giletti:la Di Girolamo di Forza Italia, una deputata del PD(non ricordo il nome), la conduttrice Miryam Merlino(conduce un programma su La 7), e una specie di giornalista che ogni volta che ho visto questa trasmissione(lo faccio quando voglio soffrire sic;devo essere un po’ sadomaso), urla per farsi fare l’applauso, ci riesce sempre, ho il dubito che sia a comando, con Giletti non c’è da meravigliarsi.
Le scritte della trasmissione “nipote del boss si sposa con l’elicottero”, subito sono partite le bordate, chi più ne ha e più ne mette.
L’avvocato ha subito chiarito che il ragazzo non è nipote della famiglia Mancuso. Giletti non sapeva come tenere in piedi la trasmissione, caduto il pilastro su cui aveva poggiato tutto il discorso. Per cinque minuti non ha fatto che chiedere all’avvocato se era sicuro, cercando di istallare il dubbio per salvare questa menzogna che aveva prodotto con tanta leggerezza.
Tutti gli ospiti hanno continuato a discutere e infervorarsi su questo episodio “mafioso”, un gesto che ha un significato, un messaggio lanciato al paese, la solita retorica miserabile, fregandosene che era una menzogna.
Si sono accaniti sulla pericolosità del ragazzo perché era pregiudicato, è uscito a galla anche questo, da trafficante internazionale di droga, si è scoperto che era stato arrestato perché aveva piantato trenta piante di canapa; un’altra menzogna confezionata da Giletti.
Interpellato l’avvocato ha detto a tutti: accertato che non è parente della famiglia Mancuso, e pertanto non stiamo parlando di un fatto mafioso, di cosa stiamo parlando? Avendoli messi in cattiva luce davanti ai telespettatori, hanno iniziato ad aggredirlo, e da quel momento non gli hanno fatto finire nessun concetto, come Giletti gli dava parola e iniziava un discorso, subito iniziava il vergognoso modus operandi per non fargli finire la frase.
Essendo politica della Di Girolamo non mi aspettavo niente, per di più che si trova lì, per essere passata dal letto di Berlusconi, ma dalla Merlino non me l’aspettavo, sia perché è napoletana, conduttrice e giornalista, eppure non ha avuto nessuna etica morale e professionale, anche lei si è unita al coro.
Allora l’hanno messa sulle regole, come aver atterrato davanti alla chiesa, fosse il crimine più efferato del mondo.
Neanche è bastato che, hanno intervistato gente del paese tra cui lo zio del ragazzo, hanno smontato il caso gonfiato dai media. Ma ormai la trasmissione doveva andare avanti e con una condanna.
L’avvocato gli ha detto, se questo episodio fosse successo in Emilia Romagna neanche se ne sarebbe parlato, inoltre se verranno accertati reati, il ragazzo ne risponderà davanti alla giustizia.
Il più bieco moralismo ha acceso gli animi.
Dimenticavo che il comune aveva rilasciato i permessi, l’unico permesso che non avevano era quello di atterrare davanti alla chiesa, l’avevano per atterrare nel campo sportivo a qualche centinaia di metri dal luogo della cerimonia.
La ciliegina sulla torta, hanno fatto chiudere la trasmissione a un Pm della DDA di Vibo Valentia; facilmente è stato lui a dare la notizia falsa della parentela. Ha fatto un discorso senza né capo e né coda, retorica deprimente senza costrutto. Essere nelle mani dei signori come questi è necessario affidarsi alla sorte.
Hanno strumentalizzato l’evento e manipolato la trasmissione. Purtroppo nessuno si scuserà con il ragazzo, che voleva un matrimonio particolare da ricordare negli anni, invece lo ricorderà per l’incubo in cui è caduto.
26-09-2016

L’islam francese

In Francia hanno fatto uno studio per avere una visione più completa dell’islam. La prima cosa che hanno scoperto e che in Francia non ci sono 5-7milioni di musulmani, ma sono 3-4 milioni, molto giovani perché l’età media è di 35 anni.
Il 46%dei musulmani sono secolarizzati e non trovano contraddizioni tra i valori della Repubblica e l’Islam.
Il 25%si ritiene musulmano rivendicando con orgoglio la propria appartenenza religiosa e la esibiscono in pubblico ma nel rispetto delle leggi e la laicità dello Stato.
Il 28%sono ritenuti dallo studio musulmani fondamentalisti, che affermano il primato della legge islamica su quella della Repubblica francese, e sono favorevoli a comportamenti vietati come la poligamia o indossare il burqa.
Il 50% tra i 15 e i 25 anni, usano l’islam per affermarsi ai margini della società.
Con questi numeri, la Francia è una polveriera, pertanto continuerà a sformare ragazzi che si arruoleranno nei gruppi islamici combattenti, definiti terroristi. Allo stesso tempo quando ci sarà bisogno di qualche attentato per eccitare gli animi, la Francia non avrà problemi. Diversamente dagli americani che glieli procurano i sauditi, i francesi li hanno in casa.
27-09-2016

Cerreto Sannita

Il geologo Mario Tozzi in un intervista parla del terremoto successo nel centro Italia, recriminando sul fatto che non si fa prevenzione, ma si aspetta che succedono i disastri per poi ricostruire.
Da ogni parte non si fa che proclamare della prevenzione, addirittura che ci sarebbe anche un risparmio sia in vittime che in soldi.
Purtroppo prevalgono le lobby dell’industria delle catastrofi, che con il paravento dell’elevato costo della prevenzione, riescono, con l’aiuto di questa classe politica, a mantenere le cose come stanno e lucrare nella ricostruzione, a discapito delle centinaia di vittime e le immani sofferenze.
Questi piccoli borghi antichi si potrebbero mettere in sicurezza con poca spesa usando le catene, come facevano nei secoli passati, in più emanando una legge seria sulle nuove costruzioni. Ogni nuova tragedia si stracciano le vesti, ma poi tutto rimane come prima.
Questi piccoli paesi colpiti dal terremoto, dovevano avere un contributo della regione Lazio che aveva stanziato un miliardo di euro, per mettere in sicurezza case e scuole, scrivono che per colpa della burocrazia non è arrivato niente, mi chiedo dove sono finiti i soldi? Dovrebbero indignarsi, ma tutto tace.
Nel servizio viene menzionato un piccolo paese del Molise Cerreto Sannita, distante 70 KM da Napoli, in pieno territorio borbonico, nel 1688 fu colpito dal terremoto, fu completamente raso al suolo. Il conte Carafa, chiese aiuto agli architetti dello Stato Pontificio per la ricostruzione in sicurezza del paese.
Studiata la situazione, stilarono una relazione basata su un idea semplice e precisa:uso di pietre squadrate, travi in pietra sopra le porte e le finestre. Dopo oltre tre secoli il paese è ancora in piedi, nonostante decine di scosse in tutto questo tempo.
Quando si costruisce con coscienza, i risultati si vedono anche a distanza di secoli. Al giorno d’oggi la corruzione non guarda in faccia nessuno, nemmeno le scuole colpiscono la coscienza di questi miserabili personaggi. Ma, i colpevoli matricolati sono la politica e i sindacati che vedono solo quando gli fa comodo.
La vulgata discriminatoria anti borbonica, coglie sempre l’occasione per discreditare un periodo di libertà e di coscienza del bene comune, mentre non condannano in modo assoluto l’ultimo secolo e mezzo, che ha creato tanti obbrobri edilizi.
Anche questa volta passerà tutto in cavalleria, e nemmeno faranno una legge seria.
28-09-2016

Scopone scientifico

Abbiamo organizzato un torneo di scopone scientifico, è durato tutto il mese, e oggi abbiamo fatto la finale.
Nella pesca per gli accoppiamenti sono capitato con Nellino, lui sa giocare mentre io conosco solo le regole del gioco. Aveva preparato per l’ultimo posto il premio dell’asino, ed era convinto che l’avremmo preso noi, perché le prime partite abbiamo preso delle sonore sconfitte.
Mi ha insegnato le regole generali e le ho applicate, con un po’ di difficoltà siamo riusciti a vincere il resto delle partite, arrivando in finale.
Oggi abbiamo giocato la finale e l’abbiamo vinta, è stata una bella soddisfazione.
Abbiamo preparato un bel buffet di dolci e torte, abbiamo notato che sono rimasti meravigliati il Commissario e l’educatrice Daniela Tavolacci che erano presenti.
Nel mese di ottobre, in coincidenza della visita mensile del magistrato di Sorveglianza, si farà la premiazione.
Mi hanno chiesto un discorso per la circostanza, ho sintetizzato questa frase: “che sia l’inizio di altre alternative”. Il Commissario ha annuito con un sorriso.
29-09-2016

Fulmini

Ho trovato su una rivista un articolo sui fulmini, impressionante perché ho scoperto che l’80%colpiscono i maschi.
Sono lunghi 20 Km e larghi 10 centimetri, ogni anno uccidono dalle 6 mila alle 24 mila persone e ne feriscono 240 mila nel mondo…
Nel mondo cade un fulmine ogni tre secondi; in Italia ogni anno né cadono un milione e seicentomila.
La zona del mondo che è colpita più colpita dai fulmini è il Golfo di Maracaibo, ne cadono 297 per metro quadrato.
Per il riscaldamento globale, hanno calcolato che nel 2100, i fulmini saranno il 50%in più di quelli attuali.
Una volta ho letto che un fulmine contiene energia elettrica pari a quella che serve per un anno a una città come New York.
Se riuscirebbero a imbrigliare questa enorme fonte di energia, per di più a emissione zero, risolverebbero tutti i problemi di inquinamento e di siccità, perché si potrebbe dissalare tutta l’acqua del mare che si vuole.
30-09-2016

Antonio Di Pietro

Tutti ricorderanno il paladino dell’onestà durante tangentopoli e dopo quando si è creato un partito a misura d’uomo.
Quando parlava sembrava che era l’unico onesto del paese, tanta gente ha creduto che fosse l’oracolo che potesse risolvere tutti i problemi, invece si è rivelato per quello che è, un miserabile peggiore di politici che perseguiva, con acclamazione organizzate dall’ex partito comunista. Di Pietro e il resto del Pool di Milano gli stava spazzando via la classe politica che aveva il potere dal dopoguerra, si apriva l’autostrada per arrivare al governo del paese.
Senza dimenticare che in quelle indagini, l’unico partito salvato fu quello dell’ex partito comunista.
Questo signore si è autoescluso dalla politica, perché fu inquisito per avere creato un solo conto, quello della famiglia e del partito, aveva sottratto dei fondi con i quali si era comprato appartamenti e terreni. Credo che ritirandosi abbia dato modo ai magistrati di chiudere la vicenda nel silenzio generale.
Casualmente ho letto un’altra “marachella”truffaldina di questo signore. Nel 2004 il suo partito “L’Italia dei valori”aveva siglato un patto elettorale con i “Riformisti per l’Ulivo” di Achille Occhetto, Giulietto Chiesa ed Elio Veltri, per le Europee. Il cartello fruttò cinque milioni di euro di fondi pubblici.
Gli alleati di Di Pietro non hanno visto un solo centesimo. Si sono rivolti alle autorità giudiziarie, e due anni fa fu condannato a restituire due milioni e 694 mila euro più interessi. Il campione della legalità l’ha ritenuto uno “stalking giudiziario”, facendo ricordo.
Giulietto Chiesa ricorda che dopo le elezioni, andò da lui per chiedere la parte dei finanziamenti che spettava a loro, Di Pietro lo prese a male parole, dicendogli che erano lì ringraziando a lui, aveva le vene del collo gonfie per l’ira. Gli disse che sarebbe stato costretto ad adire per le vie legali. Di Pietro replicò “fatemi pure causa, vi batterò comunque”.
All’inizio settimana è stato condannato di nuovo a ritornare i soldi del finanziamento pubblico, ma “l’asino di Montenero di Bisaccia”non ne vuole sapere. L’avaro di Molière gli fa un baffo.
Di Pietro l’ha denunciato chiedendo un risarcimento di 250 mila euro, ha perso la causa. È sicuro che lo farà di nuovo per l’intervista che ha concesso al Corriere della Sera, ma, Giulietto Chiesa ribadisce che: “Di Pietro ci ha truffati”, e lui continuerà ad andare avanti fino a quando non avrà più i soldi che gli spettano con tutti gli interessi.
Questo truffaldino dovrebbe essere messo alla gogna, come lui ha fatto con tanta gente, tra cui alcuni si sono suicidati in carcere.
Era diventata una star e tutto gli era concesso nel plauso generale.
01-10-2016

Democrazia

Winston Churchill affermò che “La democrazia è un sistema imperfetto, ma uno migliore non c’è”. Le parole esatte non le ricordo, ma il senso era questo.
Analizzando tutti i sistemi, l’unico che dà la libertà al popolo è la democrazia, tutti gli altri sistemi ritengono che il popolo sia un gregge di pecore.
Ho letto il libro “Democrazia”scritto da Massimo L. Salvatori. Donzelli editori.
Ripercorre duemilacinquecento anni di storia dell’idea democratica da Solone a Schumpeter, con l’inizio in Grecia fino ai giorni nostri.
Una palestra che è durata tanti secoli, anche se ancora oggi ci sono tante nazioni che sono governate da sistemi dittatoriali e teocratici.
L’ostacolo maggiore affinché il popolo non si emancipasse, è stato principalmente della religione, in questo caso la religione cattolica, che in Europa ha bloccato il progresso democratico per molti secoli, alleandosi con le monarchie e impedendo alle popolazioni di emanciparsi dall’ignoranza e dalla superstizione, per meglio controllarli e guidarli.
Tutti i movimenti che hanno cercato di educare alla libertà e di conseguenza la democrazia, hanno avuto come acerrimi nemici la religione, non pochi sono finiti sui roghi.
Pericle diede il via al sistema democratico, non inteso come lo conosciamo oggi, ma per l’epoca era un grande passo avanti. Nel concedere lo stipendio ai giudici aveva aperto la strada alla democrazia. Per lui la democrazia non era il potere esercitato dalla maggioranza per opprimere la minoranza. Ma l’intero potere del popolo esercitato da ciascun cittadino a partecipare al processo decisionale, decisioni frutto della maggioranza.
Pertanto la democrazia è il potere del popolo. Le leggi sono il frutto prodotto dalla maggioranza. Il governo eletto è delegato a guidare il paese, sotto il controllo dei cittadini, che ha diritto di cambiare opinione se chi governa non faccia l’interesse della collettività.
La Repubblica romana fino alla sua conversione in impero, aveva spezzettato il potere distribuendo tante magistrature, in modo che tanti piccoli poteri non potevano aspirare alla dittatura.
Nel basso e alto Medio Evo, gli imperi, monarchie, signorie ecc., il feudalesimo nel suo insieme, aveva fondato un’alleanza con la religione cristiana, che con la paura, la superstizione e l’ignoranza, avevano sottomesso tutti i popoli europei, convincendoli che Dio lo voleva, e i regni erano stati distribuiti per diritto divino.
Il controllo religioso opprimeva il popolo, ed era considerato una sorta di terrorista chi chiedeva la libertà è una giustizia sociale. La giustizia non era di questo mondo, ma nel frattempo i nobili e il clero banchettavano nell’abbondanza, mentre il popolo languiva nell’indigenza e nell’ignoranza.
Con la fine del feudalesimo nell’Ottocento, iniziarono a circolare con l’illuminismo idee di libertà, ma principalmente che siamo tutti uguali, e anche Dio ha fatto gli uomini tutti uguali, ma il clero complice dell’aristocrazia predicava bene e razzolava male.
Il primo paese che si diede una costituzione ancora in vigore, furono i nascenti Stati Uniti.
Con la rivoluzione francese ci fu una ventata di libertà per i popoli europei, come tutte le rivoluzioni fagocita i loro ideatori, ma impresse nelle menti e nei cuori di milioni di persone che si poteva cambiare il sistema che rendeva pecore e non persone. Anche se Napoleone stravolse la rivoluzione, e con la sua sconfitta ci fu la restaurazione, ma il seme era stato piantato.
La repubblica romana del 1848-49, con la cacciata del Papa aveva emanato una costituzione che sarebbe moderna ancora oggi, peccato che lo stesso popolo che aveva emozionato il mondo con l’uguaglianza, libertà e fraternità, schiacciò con la forza la libertà dell’ideale mazziniano.
Con la prima guerra mondiale, ci furono gli sconvolgimenti che portava il popolo al potere. Ma, come tutti i sistemi senza esperienza, per maturare hanno bisogno di tempo, l’elite ha sempre detenuto il potere, aiutò a istaurare governi conservatori e dittature, ciò causò una seconda guerra mondiale, dalle cui macerie, sorsero tanti governi democratici, con elezioni a suffragio universale.
Le ideologie presero il sopravvento su una vera giustizia sociale, ma i popoli europei dell’era occidentale non avevano mai avuto tanta libertà nella loro storia.
I popoli europei dell’area orientale erano caduti sotto il tallone di una dittatura che aveva predicato libertà, giustizia sociale e democratica, invece si è rivelata una delle più feroci dittature che nulla aveva da invidiare a nazismo e fascismo; il comunismo. Giuseppe Mazzini aveva capito dall’inizio l’ideologia dittatoriale che predicava Marx, questo scritto fa capire il suo pensiero e non aveva sbagliato nella sua analisi: “Mazzini lancia una spietata accusa contro il comunismo, che, volendo migliorare al massimo grado le condizioni dell’umanità, nega alla radice la libertà, che “è la sola garanzia del progresso in questo mondo”, di fatto ripropone in forma inedita la dittatura delle vecchie caste, animata dall’ambizione di dominare le anime e i corpi. Scrive: “avrete una gerarchia arbitraria di capi con l’intera disponibilità della proprietà comune, padroni della mente per mezzo di un’educazione esclusiva; nel corpo per mezzo del potere di decidere circa il lavoro, la capacità, i bisogni di ciascuno. E questi capi, imposti o eletti, poco importa, saranno, durante l’esercizio del loro potere, nella condizione dei padroni di schiavi degli antichi tempi; e influenzati essi medesimi dalla teoria dell’interesse che rappresentano- sedotti dall’immenso potere concentrato nelle loro mani- cercheranno di perpetuarlo; si sforzeranno di riassumere, per mezzo della corruzione, la dittatura ereditaria delle antiche caste”. Giuseppe Mazzini.
Oggi nell’era della globalizzazione, le oligarchie delle multinazionali hanno preso il sopravvento sulla politica, perché con il loro potere economico hanno surclassato il potere politico e messo al loro servizio.
I moderni “aristocratici”sono riusciti a riprendere di nuovo il sopravvento, gestiscono loro il potere come un tempo. La globalizzazione li ha dato questa possibilità. Le grandi imprese sono diventate le titolari delle decisioni economiche a livello mondiale assumendo un potere sovranazionale di fatto li rende sovrani, anche se privo di qualsiasi legittimazione politica, ha svuotato la residuale sovranità degli Stati nazionali.
La democrazia attuale la si può definire un oligarchia democratica oppure la si può chiamare la democrazia delle oligarchie.
Le oligarchie non conoscono limiti alla frenesia del potere, sono cannibali con una fame smisurata. Per non abusare del potere, ci vuole un potere che freni se stesso, questo è possibile solo in una vera democrazia.
I ricchi sono in grado di convertire la ricchezza in potere politico e di falsare l’economia di mercato e la democrazia.
La democrazia è prima di tutto libertà e la forbice tra ricchi e poveri non sia troppo larga, il suo impoverimento ha svuotato la sostanza stessa del sistema democratico. La sovranità popolare non va oltre il voto, per di più influenzato dai media e dall’informazione che orientano politicamente le masse, subalterni a chi ne detiene la proprietà e il controllo.
Un totalitarismo rovesciato scaturito dalla potenza economica delle oligarchie che piegano ai loro interessi le decisioni della politica e delle istituzioni. Non annullano le libertà politiche e civili, non distruggono il pluralismo politico, non costruiscono uno Stato centralistico dispotico, ma svuotano la libertà, pervertono il pluralismo ed elevano alla guida del governo leader che si sono messi al servizio dei magnati del potere economico, da questi foraggiati nel processo elettorale e controllati; mascherato in quanto mantiene la forma della democrazia liberale mentre ne soffoca la sostanza.
La riconquista democratica può avvenire principalmente dall’iniziativa di intellettuali, giornalisti e gruppi di volenterosi, ma principalmente dal popolo.
Se ciò non avviene, la religione alleandosi con le oligarchie, riporterà la bilancia del tempo indietro.
L’unico sistema che ha retto l’urto del potere economico, è stato solo la socialdemocrazia, per di più è l’unico sistema che si avvicina alla democrazia.
Concludo con un discorso di un grande socialdemocratico: “Il cosiddetto neoliberismo poggia, secondo la mia opinione, su una visione riduttiva dell’essere umano. Esso muove dal presupposto che il comportamento umano sia in larga misura guidato unicamente da motivazioni economiche. Sembra credere che sia l’egoismo a orientare, in modo quasi esclusivo, gli individui. Noi socialdemocratici abbiamo una visione dell’essere umano più aperta e benevole. Crediamo che si debba puntare anche sui lati umani che hanno a che fare con la preoccupazione per gli altri, la disponibilità a farsi coinvolgere nei loro problemi, la solidarietà e l’appartenenza a farsi coinvolgere nei loro problemi, la solidarietà è l’appartenenza a una stessa comunità. La nostra visione della società pretende la libertà per gli esseri umani. Ma non la libertà alle condizioni del capitalismo, non la libertà secondo le leggi del mercato. Alcuni compiti il mercato li assolve bene.
Ma nel nostro pronunciamento si ricava anche il principio in base a cui il mercato in ultima istanza deve essere subordinato alle persone”.
Olof Palme Primo ministro svedese ucciso nel 1986.
02-10-2016

Il punto di non ritorno
Il riscaldamento globale ha portato un nuovo record, è stata superata in modo permanente la soglia simbolo di CO2 di 400 parti per milione(ppm), pertanto sarà ricordato il mese scorso come settembre nero.
Ormai si galoppa verso punti di non ritorno, questo comporterà per le future generazioni problemi di salute e di clima; come in questi giorni che c’è un uragano negli Stati Uniti come non avevano mai visto, e ha già fatto oltre 300 morti e danni per un miliardo di dollari.
La soglia di 400 parti per milione era ritenuto il massimo a cui si poteva arrivare, ora verrà anche superata, perché non si fermano nell’inquinamento, anche se tutti gli stati, tra cui anche la Cina e gli Stati Uniti hanno firmato la carta di Parigi sul clima, ci vorranno anni prima che possa incidere in modo globale sul clima.
Storicamente settembre è ritenuto il mese in cui la concentrazione del gas serra raggiunge il minimo, lascio immaginare cosa può succedere nei mesi e negli anni avvenire.
Speriamo che si sbrigano a trovare un altro pianeta, in modo che le prossime generazioni, in caso che la Terra arriverà a un punto di non abitabilità, si possono trasferire da un’altra parte dell’universo.
03-10-2016

Le carnevalate dei vitalizi

In pompa magna hanno dichiarato che hanno revocato i vitalizi agli ex parlamentari Cesare Previti, Toni Negri, e altri quattro ottantenni.
La motivazione è che essendo stati condannati a una pena superiore a due anni, gli può essere revocato il vitalizio.
Questa finta rivoluzione è una presa in giro perché, dopo gli ottant’anni d’età non figurano le condanne nel casellario giudiziario, inoltre con la riabilitazione, tutto torna come prima, di nuovo il vitalizio con tutti gli arretrati e gli interessi.
Berlusconi ha fatto scuola nell’uso dei proclami. Il nano di Arcore li usava in tutte le salse, persino proclami sulla pericolosità delle zecche e dei cani randagi, ogni emergenza inventata per buttare fumo negli occhi alla popolazione andava bene.
Renzi li usa a piene mani, spesso i soldi per finanziare qualcosa, li cita per altre cose.
Sono due esempi di pupazzi messi lì dalle oligarchie economiche affinché facciano i loro interessi.
Pertanto sarebbe stato più onesto da parte di questo governo affermare che i vitalizi erano stati sospesi e non revocati, perché a breve li riavranno.
04-10-2016

Stefano Cucchi

Non c’è pace per Cucchi, non vogliono in nessun modo fargli avere giustizia, è veramente abominevole quello che hanno fatto i magistrati in passato e quello che stanno continuando a fare.
L’ultima che hanno fatto con periti compiacenti, dopo sette anni dall’omicidio, che la morte sarebbe venuta per epilessia di cui soffriva.
Non ci sarebbe bisogno neanche delle perizie, basterebbero le foto dove si vede come è stato ridotto e i raggi dove si evidenzia la rottura di una vertebra.
Purtroppo il sistema protegge i suoi sgherri, e siccome la magistratura ha il ruolo di tutela del sistema di potere di questo paese, si adopera affinché non subiscano condanne ogni volta che vengono messi sotto processo. Iniziano le procure con i PM che il reato è sempre colposo; il motivo è semplice, c’è una norma che stabilisce che una condanna per un reato colposo, evita il licenziamento di qualunque persona in divisa di qualsiasi corpo.
Le calende greche servono per fare calare l’attenzione mediatica, così nel tempo il ricordo si sbiadisce, e i magistrati con la complicità dell’informazione e dei media, fanno passare sotto silenzio, assoluzioni e piccole condanne, come vengono scontate reintegrati in servizio, alcune volte nel luogo dove hanno commesso il reato, con i familiari che devono subire il loro sguardi sprezzanti di chi si sente al di sopra della legge.
Solo una legge che li rende uguali agli altri cittadini, li può limitare nella loro arroganza con la certezza dell’impunità.
05-10-2016

Polonia

Con una mobilitazione che non si vedevano dal tempo del comunismo, sono scese in piazza centomila donne tutte vestite di nero contro il governo, per una legge che si accingeva a varare una legge oscurantista.
C’era stata un’iniziativa popolare che ha raccolto 450.000 firme, per modificare la legge esistenze sugli aborti, in cui stabiliva cinque anni di carcere per la donna che abortiva e l’arresto per i medici, una criminalizzazione totale.
La Chiesa cattolica e il governo nazional- conservatore di Beata Szydlo, volevano fare il blitz sperando nella passività dell’opinione pubblica, si sono resi conto di aver esagerato, e con la discesa in strada nelle città più importanti della Polonia, di centomila donne vestite di nero, hanno impressionato e ridotto a miti consigli l’esecutivo.
Il governo ha dichiarato che non intende cambiare o modificare le norme esistenti.
Nei notiziari ho visto le donne con i cartelli in cui c’era scritto che il corpo era loro e se lo gestiscono essendone le proprietarie.
Questo fa capire che non è solo l’islam oscurantista, ma anche la religione cattolica. Tutte le religioni vogliono limitare la libertà delle persone, principalmente alle donne, hanno una fobia del sesso femminile che classificarla paranoia è poco.
Mi auguro che in Polonia le donne abbiano la consapevolezza che hanno la forza per cambiare tutte le leggi che limitano la loro libertà e la loro dignità.
06-10-2016

Crimini contro l’umanità

Ormai riescono a disinformare la popolazione mondiale, inoltre censurano i crimini degli alleati e danno visibilità ingigantendoli a quelli degli avversari.
Gli Stati Uniti hanno indirizzato tutti i media Occidentali contro i russi e Assad in Siria, pertanto si vedono nei notiziari solo i bombardamenti sulla città di Aleppo in Siria; che siano barbari nessuno lo può negare. Non è che siano fiori quelli che fanno gli americani e i loro alleati.
Ma tutti hanno dimenticato le barbarie che stanno commettendo la coalizione che ha messo su l’Arabia Saudita con i paesi delle monarchie del golfo, contro la minoranza Houti in Yemen, non solo li stanno bombardando in modo indiscriminato, ma li stanno affamando facendo morire migliaia di bambini di malnutrizione.
A marzo 2015 la minoranza Houti di religione islamica sciita, si sono ribellati e scontrati con il governo, riuscendo a far fuggire il presidente che era di religione islamica sunniti, la stessa dei sauditi, è fuggito e messo sotto l’ala protettrice dei sauditi.
Hanno iniziato a bombardare lo Yemen, dopo pochi mesi erano già diecimila vittime. Come per incanto tutto il mondo si è dimenticato dello Yemen.
Quello che succede in questo paese non è meno di quello che succede in Siria, ma gli americani hanno deciso che non si deve disturbare il loro alleato saudita.
Questo dimostra che ci sono massacri su cui bisogna far commuovere l’opinione pubblica mondiale, e usare il coinvolgimento emotivo per le loro strategie geopolitiche.
La gente muore di fame, perché non entra niente in Yemen, leggevo che la gente mangia di tutto, formiche, topi e tutto quello che riescono a prendere, ma i bambini muoiono per la denutrizione.
Pensiamo ai nostri bambini che hanno il problema opposto, quello dell’obesità, ci rivolgiamo ai dottori affinché si mettano a dieta.
Per noi occidentali la fuga dal terrore della guerra e dalla fame, non significano niente, sono parole vuote, perché non c’è memoria di quello passato durante la seconda guerra mondiale e il dopo guerra, tutti quelli che l’hanno vissuto al 90% sono morti, e non possono trasmettere i ricordi di quella grande tragedia che fu.
Sono esseri umani come noi, non potranno dimenticare che siamo noi ad armare l’Arabia Saudita e tutte le monarchie del golfo, siamo sempre noi che non gli diamo nessun aiuto umanitario.
La nostra indifferenza ci ritornerà indietro e con tutti gli interessi.
07-10-2016

Fame di italiano

Sono rimasto meravigliato apprendere che nel mondo ci sono 250 milioni che parlano italiano, ed è la quarta lingua più studiata sulla Terra.
Ci sono 1300 cattedre universitarie che insegnano italiano, 400 negli Stati Uniti. L’obbiettivo e di farla diventare la seconda lingua più studiata al mondo; in Canada ci sono riusciti gli italo-canadesi, a scuola l’italiano può essere scelta come seconda lingua di studio.
Il 17-18 ottobre a Firenze, si terranno gli Stati Generali(seconda edizione)della lingua italiana nel mondo, che ogni due anni si svolge nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Linguisti, storici, storici, giornalisti, imprenditori, industriali, esperti nella comunicazione e scienziati, discuteranno e analizzeranno l’aspetto culturale e l’impulso economico che la lingua con il Made in Italy può dare all’era della globalizzazione.
Durante questa due giorni, sarà lanciato un portale della lingua italiana nel mondo, cercherà di diffondere il più possibile la lingua, per cercare di dare una positiva egemonia culturale e imprenditoriale sul pianeta.
La lingua aiuta molto il commercio nel mondo, pertanto stanno facendo un buon lavoro, e con tutti i discendenti italiani sarà più facile penetrare in tante nazioni, esportando anche la nostra cultura.
08-10-2016

La vera unità italiana

Leggevo un articolo dove c’era una foto che diceva più di mille parole: “Tumori in Campania. Si ringrazia Stato, industrie e camorra. Questa è l’unica unità italiana”.
La giornalista entra senza diplomazia nel vivo della vicenda. Afferma che se ci fosse una dittatura, imporrebbe misure drastiche, con espropriazioni, rimborsi, trasferimenti e sgomberi.
Metterebbe in carcere i ¾ degli amministratori pubblici, i 4/4 dei banchieri operanti in loco o nel settore, abolendo le elezioni per 10 anni, eviterebbe infiltrazioni di qualsiasi genere.
Ritirerebbe l’esercito dal mondo e lo metterebbe a guidare la bonifica, dopo aver quantificato l’ammontare della bonifica, emanerebbe un bando internazionale per un concorso internazionale, stabilendo per le imprese che non hanno sede legale al Sud, obbligo di reinvestire gli utili localmente.
Invece questa democrazia, sta permettendo a circa due milioni di persone nella Terra dei Fuochi, di morire lentamente senza nessun intervento da parte dello Stato, a parte i proclami dei politici di turno. La cosa più grave è la ferrea censura da parte delle istituzioni.
Il sanguinario “Cialdini”continua il suo lavoro di morte, per cercare di massacrare più meridionali possibili.
09-10-2016

Telegramma

Ho letto un intervista fatta a Ciriaco De Mita, a parte le tante cose che ha detto, da suo no al referendum, al ritorno al proporzionale e tante altre cose.
La cosa che mi ha colpito è stata la domanda sulla Bicamerale, il giornalista gli chiede perché fallì nel 1993, senza remore, dopo 23 anni candidamente ammette che, quando arrivarono al nodo giudiziario, arrivò un telex dalla procura di Milano, era una diffida a proseguire.
Premesso che ormai è nell’immaginario comune, lo strapotere della magistratura, principalmente delle procure, ma mai avrei pensato che questo potere era già così forte nel 1993.
In questo quarto di secolo avranno così radicato il loro potere, che ci vorrà un terremoto per riportare la magistratura nell’alveo costituzionale, ci vorrebbe un leader politico con i coglioni, in giro non se ne vedono, con la classe politica che ci ritroviamo, diventeranno sempre più forti, e con loro la setta giustizialista che li sostiene.
La giustizia è allo sfascio, ma danno sempre la colpa agli altri, come se non l’amministrano loro. Si lamentano che manca sempre tutto, ma non dicono mai che il budget al 90% copre i loro privilegi. Tra stipendi i più alti d’Europa, come anche il numero dei magistrati, le auto blu blindate, quando tutti sanno che non corrono nessun pericolo, l’ultimo attentato successe circa 25 anni fa. L’ex PM Ayala l’ha detto pubblicamente, è stato attaccato ferocemente da una casta, forse meglio chiamarla ultracasta della magistratura.
Senza dimenticare che un terzo dei magistrati non lavorano nei tribunali, sono in giro nei ministeri, in enti statali, Parlamento e nelle varie giunte politiche.
Dicono bene tanti miracolati, che con questa politica, bisogna avere solo tanta fortuna, perché si è alla mercede dell’imponderabile.
10-10-2016

L’oscurantismo della classe politica

La scienziata Ilaria Capua si è dimessa dal parlamento dopo che è stata prosciolta da gravi accuse, e la macchina della fanghiglia –mediatica-giudiziaria che l’aveva messa alla gogna per un linciaggio veloce. Come sempre si è distinto il partito di Repubblica con il suo sodale l’Espresso.
L’avevano messa in copertina per darla in pasto all’opinione pubblica con il titolo “I trafficanti di virus”. Nessuno ha scritto un rigo per informare del grave errore che era stato fatto..
Un solerte PM per un quarto d’ora di notorietà ha imbastito un procedimento basato sul nulla, cercando il massimo clamore mediatico.
La classe politica pusillanime si è distinta con un silenzio assordante, non una parola per un fatto così infame, la paura della magistratura incombe come la spada di Damocle, pertanto prevale la loro vigliaccheria. Questo dovrebbe far riflettere i cittadini, se per un loro collega il terrore li zittisce, figuriamoci se per un semplice cittadino farebbe qualcosa.
Non solo si è dimessa da un parlamento che definirlo il nulla assoluto si può considerare moderazione, ma per continuare il suo lavoro di ricercatrice è andata via dall’Italia.
I media così solerti nell’enfatizzare eventi al servizio del Pm di turno, sono omertosi quando il castello di sabbia se lo porta il vento.
La patria del diritto? Sic. Siamo la tomba del diritto e il cimitero della giustizia.
11-10-2016

Moni Ovadia

Quando mi capitano sotto mano tutto ciò che riguarda Moni Ovadia, cittadino italiano nato in Bulgaria, da una famiglia ebraica sefardita a contatto con la tradizione yiddish.
Le sue riflessioni vanno dal presente con riferimenti al passato, con puntate al futuro, quello che si nota è l’immensa cultura e una vivace intelligenza.
Su certi punti la penso come lui; fomentano la paura, disinformano in modo cinico facendo passare per verità la menzogna. Poi tirano fuori dal cilindro un dittatorello da usare e scaricare quando non serve più, un fantoccio dei potenti dell’economia, un personaggio del passato come Hitler. Un uomo tutto sommato modesto che poteva essere fermato non una decina di volte se solo lo si fosse voluto.
La paura viene usata in modo strumentale, per trasmettere incertezza affinché le popolazioni accolgano leggi e norme che gli proponiamo per la sicurezza. Cita quella di Colin Powell che agita la boccetta all’ONU che avrebbe dovuto contenere la prova delle armi chimiche di distruzione di massa in mano a un altro Hitler che usciva dal cilindro- Saddam Hussein.
Come la retorica della minaccia del terrorismo dei governanti israeliani per attuare le barbarie dell’occupazione dei territori palestinesi, una vera apartheid nei loro confronti.
Le prove di Powell si sono rivelate false, ma da lì in poi si è innescata una reazione a catena, che ha portato alla situazione attuale con milioni di morti.
Uno dei responsabili, Tony Blair è stato condannato per quella guerra ingiustificata, ma non è stato portato davanti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità. Ci hanno portato Milosevic, per poi scoprire che era innocente dopo la sua morte in carcere.
Personalmente ci credo poco che sia morto per cause naturali.
L’informazione drogata ha la responsabilità di aver calato una cortina mentale, di aver eliminato la distanza di elaborazione fondamentale per capire la realtà.
La gente ci casca sempre, purtroppo poche persone riescono a smascherare la retorica e tirarsene fuori, la stragrande maggioranza viene avviluppata dal conformismo dilagante che creano i media, per ingannare le popolazioni.
Sono discorsi che purtroppo hanno poca diffusione mediatica, se persone con questa visione della realtà avessero la possibilità di parlare all’opinione pubblica, la maggior parte delle nefandezze che i poteri politici ed economici escogitano, finirebbero sul nascere.
12-10-2016

Isola di Pianosa

Il Corriere della Sera dieci giorni fa ha fatto un servizio su Pianosa, quando sono riuscito a procurarmelo, mi sono cadute le braccia, sia perché non è trapelato niente di quello che fu Pianosa tra il 1992 e il 1997 alla sua chiusura. Inoltre usare il termine di nemici come se fosse stata una guerra, invece erano detenuti di varie regioni, rastrellati in tutti i carceri d’Italia. Scelti dietro indicazione di politici, procure, polizie varie, persino dalle direzioni dei vari carceri.
Questo giornale essendo l’organo ufficiale della borghesia e del potere del Nord, non scrive niente senza un motivo particolare. Si può dire che loro e lo Stato sono una cosa sola; un cordone ombelicale li unisce e niente li può staccare.
Spesso può essere un motivo molto prosaico; affari. Ricordo che Berlusconi aveva paventato di ridurre l’isola in un ritrovo per ricchi, con un casinò, ville, campi da golf.,
le proteste di ampi settori della società civile bloccò sul nascere qualsiasi progetto.
L’isola rimase disabitata, a parte la guardiana della polizia penitenziaria. Poi quando fu nominata ministro della giustizia la Cancellieri, riuscì a fare breccia con il presidente della regione Enrico Rossi, che accettò di aprire l’isola per un piccolo gruppo di detenuti.
Credo che è stato fatto per tenere un presidio sull’isola, affinché un domani si può sempre riaprire nel giro di qualche anno, ritornando a fare quello che hanno fatto in passato, torturare lontano da occhi indiscreti.
13-10-2016

Toro seduto

I ricorsi storici ci sono sempre. Negli Stati Uniti la tribù di Toro Seduto ha iniziato a protestare per bloccare un oleodotto di 1800 KM che attraversava la loro riserva e un terreno sacro dove da secoli seppelliscono i loro morti. Nel giro di poco tempo sono stati affiancati da tutte le tribù. In tutto sono 280. Hanno creato un presidio di seimila indiani, si sono scontrati con la polizia, qualcuno è stato arrestato, ma non demordono, vogliono bloccare l’oleodotto anche perché inquinerebbe l’acqua causando un disastro ambientale, e loro ne pagherebbero tutte le conseguenze.
Il Presidente Obama, vista la situazione ha bloccato l’opera, ma gli indiani non sbaraccano fino a quando il progetto non sarà ritirato.
Non si vedeva una partecipazione così massiccia dai tempo di Toro Seduto, quando sconfissero Custer nella battaglia di Little Big Horn nel 1876, ancora oggi continuano le ingiustizie nei loro confronti, si attenta alle loro riserve per i motivi più vari. Il diritto viene calpestato quando si tratta dei nativi americani.
Mi auguro che tanti personaggi noti come Leonardo di Caprio che sono scesi al loro fianco, possano riuscire a smuovere anche l’opinione pubblica per bloccare l’oleodotto.
Sono ancora attuali le parole di Toro Seduto: “Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”.
14-10-2016

Il tempo si è fermato…

L’Inghilterra rimasta mentalmente all’Ottocento all’epoca della conquista piemontese con il suo appoggio, in caso contrario non c’è l’avrebbero fatta mai i savoiardi maledetti.
Si era dimenticato di cambiare le schede per l’iscrizione a scuola. Fino ad oggi nessuno ci aveva fatto caso, essendo in Europa, ma una volta uscita e di conseguenza a breve cambierà ogni cosa, è uscito a galla che gli inglesi dividevano in quattro categorie gli italiani: “ITA”ovvero italiano.
Secondo loro ci sarebbero gli italiani(quelli del Nord), poi ci sarebbero altri italiani, credo quelli del centro Italia l’ex Stato della Chiesa. In ultimo vengono quelli dell’ex Regno delle Due Sicilie, napoletani e siciliani.
Credo che se non si muovevano alcuni italiani residenti in Inghilterra, neanche l’ambasciatore si sarebbe mosso e tutto passava in cavalleria.
Gli inglesi hanno chiesto scusa e hanno cambiato i moduli di iscrizione. Però, nessuna parola dai vertici del governo; Renzi che pondera su tutto, non è intervenuto.
15-10-2016

La censura politica…

Quando leggo alcune notizie importanti, in trafiletti di quotidiani regionali, capisco la cappa della censura dello Stato.
La Corte dell’Unione Europea ha stabilito che lo Stato italiano deve risarcire tutte le vittime italiane e straniere, che hanno subito aggressioni e stupri, insieme alle vittime di attentati terroristici o di mafia.
L’Italia è l’unica tra i 28 paesi a essere in ritardo, nell’attuazione di una direttiva emanata nel 2004. Il fondo per gli indennizzi è ancora lettera morta.
Immagino cosa potrebbe succedere quando verrà istituito il fondo con una legge per i risarcimenti, ci saranno trent’anni di ritardo in questo campo, non oso pensare alle centinaia di milioni di euro e anche più che dovrà elargire lo Stato.
Mai una volta che l’Italia si faccia apprezzare per la precisione e la correttezza. La mentalità truffaldina di Cavour purtroppo ha plasmato la classe dirigente del paese, e anche se sono trascorsi 156 anni, nulla è cambiato.
16-10-2016

Il lato oscuro dell’America

Su una rivista ho trovato la storia di Abu Zubaydah, l’articolo non dice la sua provenienza, è un musulmano proveniente dalle aree dove la guerriglia di ispirazione islamica combatte, e noi occidentali chiamiamo terroristi.
Abu Zubaydah è stato il primo ad arrivare a Guantamano, ha subito due tipi di torture, anzi su di lui hanno sperimentato ogni sorta di infamia nelle prigioni segrete, la dottrina Bush è stata regolata su di lui.
Era ritenuto un leader di al-Qaeda vicino a Osama Bin Laden, che avesse addestrato alcuni dei dirottatori dell’11 settembre.
Alla fine la CIA, ha compreso che non centrava niente, ma per sua sfortuna ha subito troppo e hanno deciso che deve rimanere a vita in carcere.
Non è accusato di niente, nessuna Corte Federale o militare l’ha mai giudicato, pertanto la sua detenzione è illegale. Nella patria della democrazia suona strano.
Si trova anche a Guantamano, la CIA non vuole che rimanga detenuto fino alla sua morte, ma che sia irraggiungibile per il resto della sua vita. A parte il suo avvocato, pochi prigionieri, quelli che l’hanno torturato, e alcuni funzionari governativi, nessuno al mondo l’ha sentito parlare dal 2002.
Il suo avvocato dichiara che: “Non ci illudiamo che possa essere liberato da questo “tribunale da Alice nel Paese delle Meraviglie”, l’abisso incolmabile tra il mito del patriottismo e la realtà della tortura mette in imbarazzo gli Stati Uniti. Messo a tacere e dimenticato, almeno fino alla morte: è l’assicurazione che è stata data ai suoi torturatori”.
Nel 2014 il Comitato del Senato americano, dopo aver valutato una montagna di documenti e notizie provenienti anche dalla CIA, ha concluso che su Abu Zubaydah l’intelligence si era sbagliata. Con tutto ciò non verrà scarcerato.
Immagino cosa deve provare, non solo torturato per anni, ma anche dopo che si convincono della sua innocenza, non lo scarcerano perché pericoloso per loro, che possa raccontare tutte le nefandezze che hanno commesso su di lui e altri. Senza dimenticare quelli senza nome che sono morti sotto le torture.
La storia condannerà gli Stati Uniti, principalmente l’era Bush.
17-10-2016

Inesigibilità

Avevo presentato un permesso premio tempo fa, dove avevo sottolineato che i miei processi sono prima delle leggi di emergenza del 1992, che tutti i miei processi sono stati chiariti in sede processuale e che l’ergastolo ostativo è anticostituzionale.
Il magistrato di sorveglianza ha mandato gli atti al tribunale di sorveglianza di Cagliari, per la discussione dell’inesigibilità, che tradotto vuole significare l’inutilità della collaborazione, essendo stato tutto chiarito. Pertanto la verifica è solo sulle carte processuali, se non sono state lasciate ombre o persone sconosciute, questo strumento giuridico può essere concesso, ciò consente di superare l’ostatività dell’art. 4 bis.
Stamani sono andato a discutere questa possibilità che mi aprirebbe la strada per avere una pena alternativa, tra cui i permessi premio.
Quando il Presidente mi ha chiesto se avevo qualcosa da dire, sono stato molto sintetico, perché avevo presentato i motivi aggiunti con documentazione, ma nell’insieme non c’era molto da fare. Gli ho ribadito che i miei processi erano stati tutti chiariti, che non ho avuto nessuna assoluzione, che negli ultimi trent’anni sono usciti centinaia di pentiti, nessuno ha aggiunto niente e nessun reato mi è stato contestato.
L’avvocatessa ha fatto un discorso sintetico e ha censurato tutte le tematiche inerenti alla discussione.
Si sono riservati, mi auguro che valutino la situazione e prendano la giusta decisione. Dopo trent’anni sarebbe anche ora che mi diano almeno la speranza di un ritorno a casa.
18-10-2016

Nuovo neocolonialismo

L’Africa sta affrontando un nuovo colonialismo, questa volta non europeo ma cinese, per avere una costante forniture di materie prime, nuovi mercati e accrescere il suo peso geopolitico, per questo motivo sta investendo migliaia di miliardi di dollari.
Vengono accolti a braccia aperte, perché non si interessano dei diritti umani, e sono pronti a finanziare qualsiasi infrastruttura.
Gli investimenti che avrebbero dovuto fare gli occidentali, anche per ripagare le popolazioni africane di secoli di sfruttamento, senza dimenticare il buco nero dello schiavismo, lo stanno facendo i cinesi, certamente non sono disinteressati, ma almeno stanno costruendo molte infrastrutture.
Leggo una pagina intera di un articolo titolato “Africa Orient Express”, i cinesi hanno costruito e inaugurato il tratto ferroviario tra la capitale dell’Etiopia Addis Abeba al porto di Gibuti, 760 Km di binari costruiti e finanziati dai cinesi.
I cinesi sono stati primi al mondo nel campo dell’alta velocità, i costi di realizzazione sono di moto inferiori rispetto ad altri, il loro prezzo è di 13 milioni di a Km, contro i 26 milioni della concorrenza, hanno la rete ferroviaria più estesa al mondo.
Questa tratta è la prima dell’Africa Orientale interamente elettrificata, è costata 4 miliardi di dollari e ci hanno messo tre anni e mezzo per finirla.
Le 300 carrozze ferroviarie sono arrivate dalla Cina ma sono state assemblate in Etiopia.
I cinesi hanno avuto dal governo di Gibuti l’autorizzazione a costruire una base militare; gli americani hanno una base sul lato opposto del mar Rosso.
Per cinque anni saranno i cinesi a gestire totalmente la ferrovia, gli etiopici si affiancheranno per imparare e fare esperienza.
Questo progetto portato a termine, ha procurato ai cinesi altre commesse, una dalla Nigeria di 11 miliardi di dollari, la tratta costiera di 1400 KM.
Anche il Kenia gli ha dato una tratta di 600 KM.
Forse è la volta buona che l’Africa abbia una rete ferroviaria degna di questo nome, perché facilmente i pagamenti possono avvenire anche con le materie prime, essendo che la Cina ne ha bisogno per le sue industrie.
19-10-2016

La beffa della realtà

Spesso la realtà si beffa della storia. Il passato aiuterebbe il presente con la sua esperienza. Viene difficile credere che la storia sia come la bilancia della giustizia, sanerebbe i torti del passato. Ho letto una notizia che ribalterebbe i luoghi comuni sulla giustizia storica.
Tutti ricorderanno Srebrenica, la città bosniaca che fu teatro di un genocidio da parte dei serbi durante la seconda guerra balcanica degli anni novanta.
La città era assediata dai serbi, ma c’erano anche i caschi blu dell’ONU a proteggere la popolazione, alcune centinaia si rifugiarono nella loro sede, ma anch’essi furono consegnati alle milizie serbe, con i maschi della città, arrivarono alla cifra di ottomila bosniaci, che furono massacrati e seppelliti in fosse comuni, tutto il mondo inorridì.
I caschi blu cedettero alle parole del macellaio Mladic, e i bosniaci musulmani furono costretti ad abbandonare la città, che le Nazioni Unite avevano loro riservato dichiarandola area protetta. Erano olandesi i caschi blu, furono messi alla pubblica gogna per quello che avevano fatto, in patria anche processati, qualcuno di loro si suicidò.

Oggi leggo che la città di Srebrenica ha eletto un sindaco serbo, le Madri di Srebrenica hanno gridato allo scandalo. La città simbolo del genocidio della guerra balcanica, ha subito un altro affronto alla sua dignità.

La storia non sempre ristabilisce la giustizia.

20-10-2016

La storia del futuro

Negli Stati Uniti l’impresa Solar Roadway ha ideato dei pannelli solari Hi-Tech per ricoprire le strade asfaltate, con l’intento di produrre energia elettrica, anche cinetica dal passaggio degli automezzi.
Per adesso stanno provando sulla Route 66, una strada simbolo del Far West, se riescono a convincere della validità del progetto, ci possono essere dei sviluppi clamorosi.
Con l’energia che si produrrà, non solo avrà un autonomia energica delle strade, anche per riscaldare i pannelli capaci di sciogliere la neve e ghiaccio, mandando in pensione spazzaneve e spargisale. Inoltre ridurrà qualsiasi problema idrologico per la capacità drenante in caso di pioggia.
Non solo risolverebbe i problemi di manutenzione in tutte le strade, perché diventano centrali elettriche, e sarà necessario curarle con attenzione e non ci saranno più problemi di dissesto e buche. Ma, si potrebbero eliminare in modo definitivo i combustibili fossili, insieme alle altre energie rinnovabili.
Gli Stati Uniti ricoprendo i 259 mila Km di strade, potrebbero produrre il triplo dell’elettricità del loro fabbisogno interno.
Il problema maggiore sono i costi, per ricoprire tutte le strade americane ci vorrebbero 50 mila miliardi di euro. Oggi il prezzo dei pannelli è di 3 euro per watt, entro il 2050 scenderanno a 25 centesimi a watt.
Alcuni Stati americani stanno istallando progetti pilota, dopo che avranno verificato che funziona, facilmente inizieranno a programmare per il futuro.
Una rivoluzione green del genere abbatterebbe l’inquinamento del pianeta e consegnerebbe il mondo a una nuova Era.
21-10-2016

Reclamo al Magistrato di Sorvergliazna di Sassari- di Alessio Attanasio

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Dal nostro Pasquale De Feo ci è giunto questo reclamo, presso il Magistrato di Sorveglianza di Sassari, di Alessio Attanasio detenuto ad Oristano.

Questo reclamo si incentra sull’impedimento -lamentato da Alessio- verso l’acquisto di libri e riviste. Tutto materiela, come si vedrà, non certo “illegale”.

La libertà di lettura del detenuto dovrebbe essere un principio sacro in ogni sistema penitenziario.

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Al Magistrato di Sorveglianza di Sassari

Oggetto: reclamo avverso rigetto richiesta acquisto libro “Le cayenne italiane” di Pasquale De
Feo.

Il sottoscritto Alessio Attanasio nato a Siracusa il 16-07-1970.

Reclama

EX art. 35 bis O.P., in relazione agli artt. 21 cost. e 18 comma 6 O.P., avverso il rigetto (in virtù del principio “silenzio-rifiuto” trascorsi trenta giorni dalla presentazione dell’istanza, senza che vi sia stata risposta) della richiesta inoltrata in data 31-08-2016 (che si allega), tesa ad ottenere l’autorizzazione all’acquisto, tramite la direzione, del volume dal titolo “Le cayenne italiane” di Pasquale De Feo, casa editrice Sensibili alle Foglie.
Per 1°emlesima volta si dimostra quindi che non viene rispettata la condicio sine qua non per ritenere legittima la circolare DAP n. 8845 del 16-11-2011, che vieta la ricezione di libri e riviste dall’esterno, consistente nella possibilità, del tutto astratta, di acquistare i volumi richiesti per il tramite della direzione.

ll commissario capo del DAP Francesco Picozzi scriveva, nella rivista “L’eco dell’issp” n. 2 dell’aprile 2015, che il detenuto 41 bis << conserva la piena libertà di scegliere le proprie letture (quotidiani, libri o riviste), con l’unico vincolo di procurarsi tali beni passando per canali sicuri (impresa di mantenimento o direzione)>>.
L’affermazione, lo si e dimostrato decine di volte, è palesemente falsa poiché la direzione rigetta sistematicamente le richieste di acquisto di libri, riviste e fumetti. Tutto ciò avviene nonostante le
pronunce dell’UDS e del TDS di Sassari, rispettivamente con le ordinanze n. 2015/5042 del 21-11- 2015 e n. SIUS 2015/1909 del 14-04-2016 (questa ultima citata dell’ordinanza con la quale il MDS di Spoleto ha sollevato sul punto la questione di legittimità costituzionale, ordinanza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 22 dell’01-06-2016).
Prova ne è il fatto che sono sub judice i seguenti reclami:
1) 24-11-2015, rifiuto acquisto codice di procedura civile e fumetto;
2) 19-01-2016, rifiuto acquisto testo universitario chiesto il 27-11 -2015;
3) 02-02-2016, rifiuto acquisto rivista “L’Espresso”;
4) 29-02-2016, rifiuto abbonamento rivista “Ristretti orizzonti”;
5) 08-03-2016, rifiuto acquisto rivista “L”Espresso”;
6) 06-05-2016, rifiuto abbonamento “Ristretti orizzonti”;
7) 21-05-2016, rifiuto acquisto libri vari;
8) 20-04-2016, rifiuto acquisto Kindle con vari e-book;
9) 27-06-2016, rifiuto abbonamento rivista “Ristretti orizzonti”;
10) 20-06-2016, rifiuto acquisto libro “La perturbanza (lettere dal 41 bis)”.

A questo punto non rimane che o disapplicare la circolare DAP citata o sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’art. 41 bis O.P., nella parte in cui consente – secondo l’interpretazione dominante della giurisprudenza di legittimità che costituisce cd diritto vivente – nella parte in cui consente all’amministrazione penitenziaria di vietare, per i detenuti 41 bis, l’ingresso di libri e riviste dall’esterno, per contrasto con gli artt. 3, 15, 33. 34, e 1 17 comma1, cost.
(in relazione agli artt. 3 e 8 CEDU).

Sassari 1 ottobre 2016 In fede

Diario di Pasquale De Feo 22 agosto – 21 settembre

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Ecco il diario mensile del nostro Pasquale De Feo, detenuto ad Oristano, relativo al mese di settembre.

Come anche gli altri, esso ci giunge tramite la nostra Nadia.

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Sistema penitenziario

Il sistema detentivo ha dei mali antichi che si porta dietro dall’inizio della nascita del paese con l’introduzione dei Bandi di Carlo Felice di Savoia del 22 febbraio 1826 che rendeva legale la tortura, anche se nel 1863 fu sostituito con un regolamento provvisorio, ma nella sostanza nulla cambiava.
Alla fine della seconda guerra mondiale, con i costituenti che avevano subito le carceri sotto la dittatura fascista, emanarono la Costituzione con diritti inviolabili come l’art. 27, che dopo settant’anni è ancora attuale per i diritti di tutti ma principalmente dei detenuti, ma nei fatti non è applicato.
L’impressione e che la Costituzione serve per mantenere i privilegi di chi è al potere e non per proteggere i cittadini dalle prepotenze delle varie istituzioni.
I costituenti fecero un errore imperdonabile, tutto il sistema fascista rimase al suo posto, addirittura degli autentici criminali anche carriera, come il presidente del tribunale della razza Azzolini che condannò tanti ebrei ai campi di sterminio, che era stato uno dei componenti della commissione che aveva stilato le leggi razziali del 1938, divenne presidente della Corte Costituzionale con il lavacro togliattiano e con il suo busto a Palazzo dei Marescialli ancora oggi.
L’apparato penitenziario fascista rimase tutto al suo posto, e ci sono voluti trent’anni di lotte dei detenuti per avere un nuovo ordinamento penitenziario nel 1975.
Ho fatto questo percorso storico per comprendere che il problema è la mentalità ottocentesco e conservatore che fa a pugni con la civiltà e la Convenzione europea attuale.
La polizia penitenziaria, i direttori e i funzionari dell’Amministrazione Penitenziaria non vanno al di là del chiudere e aprire le porte delle celle, lasciando qualche carcere come fiore all’occhiello e il resto delle carceri rimangono all’arbitrio del direttore e commissario di turno, che interpretano il codice penitenziario secondo il loro metro di giudizio, è palese che lo possono fare perché sono sicuri dell’impunità e della complicità di chi dovrebbe vigilare e tutelare i reclusi.
Le carceri sono una sorta di baronia feudale, cercano il più possibile di non fare entrare le persone della società civile, in modo che fuori non possa trapelare ciò che succede all’interno.
È palese che tutto parte dall’ufficio preposto che è il DAP, perché diversamente direttori e commissari non userebbero il potere dispoticamente.
Il DAP da circa vent’anni è stato occupato “militarmente”da oltre un centinaio di PM delle varie DDA sul territorio nazionale, hanno “procuratizzato”questo ufficio, credendo di continuare il lavoro che facevano nelle loro procure, pertanto condizionano gli uffici di sorveglianza a limitare il più possibile i benefici penitenziari, che poi non sono benefici, ma pene alternative alla detenzione, che fanno risparmiare allo Stato e danno la possibilità alle persone di poter ricominciare.
Il sovraffollamento è figlio di questa politica sicuri tate, dove arrestare e tenere in cella è l’unico scopo che si prefiggono.
Tempo fa ho visto una trasmissione a Rai Tre “Presa Diretta”conduttore Riccardo Iacona, fece un servizio sulle carceri norvegesi, alla fine del servizio esclamò: “perché non è possibile in Italia?”, semplice, il ministero è diventato un apparato di poltrone, privilegi e business, e chi gestisce il potere non ha nessun interesse a cambiare le cose, i politici passano ma loro restano al loro posto.
La repressione dentro e fuori dalle carceri, negli anni ha creato un mastodontico apparato poliziesco che ingoia miliardi di euro, hanno interesse che il pozzo di san Patrizio rimanga tale, pertanto con l’aiuto dei savonarola o professionisti dell’antimafia come li chiamava Sciascia oppure mafiosi dell’antimafia come li chiamava Buttafuoco, mantengono sempre la tensione alta affinché continui la repressione e di conseguenza il loro potere.
Nell’ultimo quarto di secolo i tribunali e le carceri hanno avuto la sospensione della democrazia, la civiltà e i diritti, pertanto quando succede qualcosa non è un evento isolato, ma è parte integrante del sistema, avendo ormai istituzionalizzato la tortura e la pena di morte, non è solo una mia affermazione, l’ha dichiarato in più occasioni anche Papa Francesco: “l’ergastolo è una pena di morte nascosta e il 41 bis una tortura”, come tortura inseriva anche la carcerazione preventiva, nessuna dichiarazione da parte di tanti parlamentari che si dicono cattolici, e che in ogni occasione intervengono per le cose più disperate. Farisei.
Le leggi di emergenza in poco tempo diventano ordinarie, e come diceva il compianto Alessandro Margara: “sono le leggi emergenziali che in Italia devastano la giustizia oltre le emergenze”. Purtroppo non solo la giustizia ma anche il sistema penitenziario, perché quando si adopera la tortura non ci sono più diritti.
Fino ad oggi di anime belle e nobili c’è ne sono state poche, forse perché chi subisce e ha subito sempre sono i meridionali, questo fa anche riflettere che le leggi emergenziali hanno la connotazione razzista, Lombroso continua a colpire anche dopo un secolo e mezzo.
Il 100%dei reclusi del famigerato regime di tortura del 41 bis sono meridionali; l’80%dei reclusi italiani sono di origine meridionale; il90%sono meridionali; l’applicazione del famigerato art. 4 bis è per i meridionali. I numeri sono fatti e non si possono smentire, come la deportazione a cui siamo sottoposti, lontani dai nostri paesi d’origine; mi trovo a Oristano in AS, nella mia sezione siamo tutti meridionali, come lo sono le altre quattro sezioni di AS sotto di me, il 99%sono meridionali, non è razzismo questo?
In Sardegna sono stati costruiti 2.600 a fronte di un utenza locale di poco inferiore al 1000 detenuti, quindi con 1600 posti in più in Sardegna a fronte di carenze enormi in tutte le regioni meridionali, perché non costruirli nel meridione? In modo che i reclusi possono scontare la loro pena nella propria regione e vicino ai famigliari. Invece vengono costruiti in Sardegna per deportare i meridionali, tutto si ripete dall’emanazione della legge Pica; senza dimenticare che la costruzione delle carceri è un business, e qui in Sardegna ha una connotazione politica ben precisa.
In pochissimi carceri, quelli “piloti”hanno adoperato la fiducia e la responsabilità, i detenuti hanno dato grande soddisfazione perché hanno ripagato la fiducia e sono stati responsabili, ma come sempre non viene esteso su tutto il territorio nazionale.
Quando il ministro della giustizia era la Cancellieri, in una conferenza stampa dichiarò in pompa magna: “dobbiamo esportare il modello Bollate in Europa”, qualcuno si era dimenticato di dirgli che prima bisognava esportarlo sul territorio nazionale, perché a parte pochi carceri che si contano sulle dita di una mano, il resto sono una vergogna, per la mentalità è delle “segrete medievali”.
In Svezia che in proporzione agli abitanti avevano gli stessi detenuti dell’Italia, con la semplice frase: “il detenuto di oggi sarà il tuo vicino di casa di domani”, hanno arruolato un esercito di Educatori, psicologi, assistenti sociali, professori per la formazione, e hanno iniziato un opera usando fiducia e responsabilità, aiutandoli a inserirsi. Venivano seguiti anche da fuori, se aprivano un’attività venivano aiutati fino a quando non avevano più bisogno del loro intervento. Se lavoravano gli stavano vicino fino a quando avevano passato il momento difficile. In pochi anni hanno dimezzato i reclusi e venduto quattro carceri per mancanza di detenuti, continuando così facilmente diventerà il primo paese che farà a meno del carcere.
In Italia invece si fa l’opposto, invece di arruolare un esercito di educatori non fanno che aumentare la polizia penitenziaria, sono circa 40.000 unità, una cifra abnorme di fronte agli altri paesi, di conseguenza l’80-90% del buget per i carceri viene usato per gli stipendi degli agenti e niente per i detenuti e la loro rieducazione.
Se non cambia il sistema avranno sempre più bisogno di altra polizia penitenziaria, questo comporta che non assumono educatori, psicologi, assistenti sociali e niente formazione per i detenuti.
Un recluso arrestato in Belgio, scriveva sul giornalino “Ristretti Orizzonti”del carcere di Padova, che in Belgio si sentiva padre, perché poteva telefonare quando voleva, a parte i colloqui normali ne aveva altri per i figli e addirittura uno mensile di alcune ore per fare i compiti di scuola con i figli. Arrivato in Italia lo misero nel famigerato regime di tortura del 41 bis, non contenti dell’area riservata del 41 bis, isolato da tutto il carcere con la compagnia di solo due reclusi. I figli dopo il primo colloquio non hanno più voluto andarci e per dieci anni non li ha visti, fino a quando non glielo hanno revocato e trasferito a Padova.
La differenza tra l’Italia e il resto d’Europa sta proprio in questo, per anni hanno mortificato i detenuti del meridione, costringendo psicologicamente la gente a legittimare le torture che si subiscono nelle carceri.
Quello successo al G8 di Genova nel 2001 nella caserma Bolzaneto per qualche settimana, in certi carceri è successo per anni; leggete il libro: “Le Cayenne italiane”edizione-Sensibili alle foglie- curato da me De Feo Pasquale, non crederete a ciò che leggerete e sia potuto succedere in Italia.
Oggi il regime di tortura del 41 bis è diventato più psicologico, ma peggiore perché nessuno ne esce sano, tutti hanno problemi psichiatrici.
Calducci, Anemone e compagnia bella ha costruito il carcere di Sassari, il reparto del regime 41 bis l’hanno fatto sottoterra senza finestre, con blocchi di pochi metri quadrati dove si svolge la vita di quattro persone, non hanno niente, solo la struttura in se per stesso è tortura, lascio immaginare il resto.
Tutte le belle parole delle dichiarazioni di politici e funzionari, sono una realtà artificiosa che non rappresenta la verità.
Quello che non manca nelle carceri sono i psicofarmaci a livello industriale, imbottiscono le persone di medicinali per renderle degli automi che passano il tempo stesi sulla branda nell’attesa che finisca la pena e vengano scartati per ricominciare quello che facevano prima. Nessuna rieducazione può essere possibile con questi criteri, perché si fa il contrario di quello che è il presupposto per costruire qualcosa che abbia un senso.
Ci sono alcune cose che dovrebbero cambiare per riformare il sistema, ne faccio un piccolo elenco:
A. Abolizione del famigerato art. 4 bis, che è anticostituzionale e permette un doppio binario vietato dalla Costituzione.
B. Nel 99%delle carceri non viene applicata la sentenza Torreggiani, il motivo è che lo strapotere della polizia penitenziaria non lo consente, i loro sindacati scendono sul piede di guerra ogni volta che ci sono aperture per i detenuti, ma lo fanno anche quando un direttore con idee illuminate vuole applicare la civiltà in un carcere, fanno di tutto per farlo trasferire.
C. Le direttive del ministero sono sempre ostrogote che danno la facoltà alle direzioni delle carceri di interpretazioni cervellotiche.
D. Le circolari ministeriali con le direttive cambiano a secondo del carcere in cui si è trasferiti, non c’è uniformità nazionale.
E. I volontari, che sono gli unici che organizzano iniziative varie, non hanno nessuna tutela e sono alla mercede del direttore e della polizia penitenziaria.
F. I detenuti vengono sbattuti a centinaia di KM lontani dalle loro case, contribuendo a sfasciare le famiglie invece di salvaguardarle come in pompa magna dichiarano i funzionari del DAP. Dovrebbero regolarizzare la pena.
G. Negli ultimi quarant’anni è stato abbattuto l’analfabetismo, ma sta facendo passi da gigante l’analfabetismo informatico.
I benefici penitenziari della legge Gozzini sono diventati una ragnatela da cui è difficile districarsi, pretendono che dimostriamo ciò che non esiste.
Il carcere invece di insegnarci le regole per essere un buon cittadino, cerca di inculcarci ad essere una buona pecora e che sono naturali certe limitazioni, obblighi, divieti. Vogliono convincerci che è il nostro destino di galeotto e lo sarà per sempre. Se lo raccontiamo viene difficile essere creduti, perché la società è stata bene indottrinata. Ci accusano che tutto è falso e che ci siamo inventati anche i ricordi di ciò che subiamo.
Non chiediamo altro che scontare la nostra pena conforme al codice penitenziario ed europeo e di curare i nostri affetti familiari e non perderli, darci la possibilità di avere le opportunità per rifarci una nuova vita.
Non siamo nati delinquenti, se fosse così Cesare Lombroso avrebbe avuto ragione, tutte le nostre vite si somigliano perché siamo diventati ciò che le circostanze ci hanno consentito di essere.
L’essere umano deve essere trattato per quello che si vuole che sia, e non per quello che il pregiudizio descrive nell’immaginario collettivo, inoltre l’uomo del delitto non è mai stato quello della pena.
Oristano agosto 2016 De Feo Pasquale
22-08-2016

Altiero Spinelli
Certo coincidenze non sono casuali, tutto è programmato nel tempo, ma dimostra che la Rai è pro Renzi al 100%.
In questi giorni i notiziari hanno strombazzato in tutte le salse che Renzi si incontrava con la Merkel la cancelliera tedesca e Hollande il presidente francese, nell’isola di Ventotene, per discutere il futuro dell’Europa dopo l’uscita della Gran Bretagna.
A parte che tre paesi decidono per tutta l’Europa, mi sembra una sorta di dittatura, pertanto il futuro non mi è tanto chiaro.
Nel momento che tutta la popolazione è informata che Renzi si trova a Ventotene con i due grandi d’Europa per deciderne il futuro, il canale più importante pubblico, Rai Uno trasmette la storia biografica di Altieri Spinelli ritenuto uno dei padri dell’Unione europea.

Spinelli trascorse 16 anni in carcere per essere un antifascista, scarcerato fu inviato all’isola di Ventotene al confino, qui insieme a Ernesto Rossi stilò il manifesto per l’Europa federale, quella attuale.
Credo che hanno fatto combaciare le due cose per dare risalto al culto della personalità di Renzi, ma il motivo principale sarebbe il referendum sulla riforma costituzionale, dove i sondaggi lo danno perdente.
Mi auguro che la gente rifletta che quando il direttorio(politica, sindacati, banche, confindustria e il silenzio assenso della chiesa)sposa una causa è sempre contro la popolazione, perché i loro interessi non sono quelli della gente.
23-08-2016

Secondo scritto per l’Università
Questo è il secondo scritto sul tema ricerca e territorio, me li ha chiesti Mario Pontillo all’Università delle Calabria. Totalmente diverso dal primo che era improntato sul tema penitenziario. La ricerca l’ho indirizzata sulla storia per far emergere il motivo della depressione dei territori del meridione d’Italia.

Dipartimento di sociologia Università della Calabria:Ricerca e territorio.

Niente nasce dall’oggi al domani, c’è sempre un passato che costruisce il presente, e se non si invertono le situazioni delle cause, condizionerà anche il futuro.
Il lavaggio del cervello inizia già alle elementari con la favoletta risorgimentale, che ha un duplice scopo, quello di nascondere il genocidio umano, culturale, economico, sociale, commesso con l’epopea unitaria, e di costruire cittadini di serie B nella colonia creata con l’invasione, occupazione e una crudele repressione per occultare il saccheggio sistematico delle ricchezze dell’ex Regno delle due Sicilie.
La “questione meridionale”che ha ridotto le popolazioni del Sud allo stato attuale inizia con la tanta sbandierata unità, prima semmai si poteva parlare della “questione settentrionale”, dove la povertà toccava punti molto alti e l’immigrazione era un flusso continuo verso le americhe, sconosciuto al Sud, ma con le ricchezze dell’ex Regno meridionale resero il sud ricco come quello attuale e l’immigrazione i settentrionali la fecero verso il Sud a prendere il posto dei meridionali che agli occhi dei piemontesi o dei “fratelli italiani”erano diventati dei paria, e desertificarono una delle terre più belle e baciate dagli dei.
D’altronde tutto quello che di bello è stato costruito nel meridione è stato fatto prima del 1860, tutto quello che di brutto è stato costruito è stato fatto dopo il 1860, pertanto questa data è stata la linea che delinea la tragedia delle popolazioni meridionali. Il Sud non ha aderito all’unificazione, gli è stato imposto sulla punta delle patriottiche baionette e le forche dei criminali piemontesi.
In questi giorni su tutti i giornali del mondo si discute delle grandi purghe che sta facendo il sultano turco Erdogan; chi ha letto libri della vera storia viene alla mente quello che fecero i piemontesi-savoiardi nella nazione tra le più prospere d’Europa, l’ex Regno delle Due Sicilie, in modo radicale estirparono qualunque voce di dissenso, nelle università, nella magistratura, nell’esercito, con le fucilazioni, il domicilio coatto, radendo al suo interi paesi, e distruggendo l’economia a 360 gradi, si parla di un milione di morti e mezzo milione di arrestati e deportati, e su otto – nove milioni di abitanti questo dimostra che i rastrellamenti e la repressione militare toccarono il 99%della popolazione; a parte pochi collaborazionisti, tutte le famiglie del regno subirono un lutto in famiglia da parte della ferocia piemontese.
Il meridione – l’ex Regno delle Due Sicilie – era una nazione con quasi mille anni di storia, il settentrione non è mai stata una nazione. La parola Italia viene dal meridione, proviene dai vitelli che pascolavano numerosi e liberi nell’attuale Calabria, pertanto eravamo Italia molto prima del Nord che erano galli con i romani e cispadani con gli austriaci e i francesi.
Nei libri di storia si legge che il Sud era agricolo e il Nord era industriale e che erano venuti a liberarci, di due cose ci hanno liberato: “della nostra libertà e della nostra prosperità”, trasformandoci come gli indigeni delle colonie africane.
Qualche anno prima che l’ex Regno delle Due Sicilie diventasse dominio dei Savoia, aveva partecipato alla mostra mondiale sull’industria a Parigi, risultò essere tra le più grandi potenze industriali. Vincendo 12 medaglie d’oro grandi, 78 medaglie d’oro ordinarie, 105 medaglie d’argento e 215 di bronzo. Il Console inglese John Goodwin disse: “l’industria napoletana è un concorrente di prim’ordine”. Sull’impero inglese di allora non tramontava mai il sole, era la prima potenza industriale del mondo, pertanto l’affermazione dimostra la realtà industriale napoletana.
Come è possibile che qualche anno prima del 1860 era una potenza industriale, e subito dopo diventa un paese arretrato, agricolo e infestato di briganti? La verità è un’altra, nel Sud c’erano 5000 fabbriche e furono fatte deperire, mentre nel tosco padano non producevano e facevano i “pazzisti”comprando e vendendo prodotti inglesi e francesi.
Nel 1861 gli addetti nell’industrie del Sud erano 1,6 milioni, mentre nel resto d’Italia erano meno di 1,5 milioni. In un secolo e mezzo quelli del Sud sono rimasti gli stessi mentre al Nord sono diventati circa 6 milioni. Questo dimostra che in modo deliberato si è bloccata la crescita del Sud mentre massicciamente hanno alimentato quello del Nord.
Le colonie non devono produrre devono solo essere sfruttate e usate come mercato per i prodotti dei colonialisti.
Luigi Carli Farini stretto collaboratore di Cavour e presidente del consiglio nei primi anni del proclamato regno d’Italia, con questa affermazione dimostra cosa ne pensa di noi meridionali: “Altro che Italia! Questa è Africa, i beduini a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile”.
L’espansione coloniale piemontese ha istaurato con l’erario, l’esercito, la pubblica amministrazione, l’apparato giudiziario, gli sportelli della banca tosco padana, gli impiegati dello Stato e i carabinieri che si insediarono in tutti i comuni. Tutta gente che veniva dal Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia, tutti tosco padani. Queste presenze dotate di potere, innescarono nelle provincie automatismi d’inferiorità sociale.
I primati del Sud erano conosciuti in tutta Europa, c’era la banca più ricca d’Europa, c’era la seconda compagnia di navigazione del mondo, la prima tratta ferroviaria della penisola, i primi posti d’acciaio(quello sul Garigliano è ancora in piedi), le acciaierie di Mongiano e San Ferdinandea in provincia di Catanzaro erano seconde solo a quelle inglesi, la ferriera di Napoli con 1000 operai, oltre 5000 fabbriche, l’unica borsa lavoro della penisola che Cavour si affrettò subito a chiudere, l’elenco sarebbe molto lungo.
Quello che non fu chiuso, dissanguato, svenduto, o trasferito al Nord, per fare ciò iniziarono una feroce repressione simile a quella nazista nei paesi dell’est europeo durante la seconda guerra mondiale, come un’orda di Unni depredarono, massacrarono e distrussero tutto ciò che poterono, i nostri “fratelli d’Italia”, erano venuti a liberarci per trasformarci in servi iloti e la nostra terra una colonia da sfruttare dopo averla saccheggiata; vengono in mente le parole dello storico romano Tacito: “hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato Pace”, in questo caso l’hanno chiamato RISORGIMENTO. Una truffa nazionale, persino i plebisciti furono una truffa alla Saddam Hussein in Iraq con il 99,99%di preferenze.
Per avere una parvenza legale pretendevano dai tribunali meridionali condanne a morte a livello industriale, ma siccome i giudici si rifacevano alle antiche tradizioni dei tribunali napoletani che applicavano sempre il minimo della pena. Ai politici e ai militari savoiardi questo creava molto fastidio, perché erano abituati e avevano ordine di fucilare in modo sommario, questo andava contro i progetti del governo piemontese. Con la legge Pica tutto diventava di competenza dei militari, esautorarono il 90%dei magistrati e istituirono in ogni tribunale un commissario con il compito di controllare i giudici nelle loro funzioni, quel 10%di magistrati che rimasero legalizzarono i torrenti di sangue che scorsero in tutto il meridione, i saccheggi sistematici e ogni tipo di nefandezza.
Questo consentì di dare mano libera ai carnefici “eroi”come Cialdini, Pinelli, La Marmora, Dalla Chiesa, Della Rocca, Fumel e tanti altri.
Il sanguinario piemontese colonnello Fumel scriveva nel suoi dispacci: “uccideteli purché siano meridionali”.
Senza dimenticare i criminali garibaldini come Nino Bixio, un orgia di sangue che fece inorridire l’Europa intera; tutto è negli atti del parlamento italiano e quello inglese, che contribuì o meglio dire che ne fu l’artefice, per la riuscita della conquista piemontese, in caso contrario mai ci sarebbero riusciti, con tutto ciò anche loro disprezzarono i metodi barbari e sanguinari savoiardi.
I piemontesi impiegarono 120.000 uomini:52 reggimenti di fanteria, 10 reggimenti di granatieri; 5 reggimenti di cavalleria; 19 battaglioni di bersaglieri; 7849 carabinieri; e 83.927 militi della guardia nazionale. Altro che brigantaggio, fu guerra vera e i piemontesi subirono più morti di tutte e tre le guerre d’indipendenza, ma da parte meridionale fu elevatissimo.
Il genio truffaldino di Camillo Benso di Cavour e il sanguinario Vittorio Emanuele II volevano il Regno delle Due Sicilie ma non gli avevano detto che era abitato dai meridionali sic, così per svuotarlo usarono i metodi di casa Savoia, con i massacri e le deportazioni con il domicilio coatto non riuscivano a debellare i partigiani del Sud(briganti erano i piemontesi), allora aprirono le porte all’immigrazione e a milioni fuggirono dall’inferno creato dalla legge Pica. Rimasero i più deboli, vecchi, donne e bambini,che furono soggiogati con il terrore dei militari.
Il primo genocidio della storia moderna non è stato quello armeno ma quello dei duo siciliani nell’Italia del meridione, ex Regno delle Due Sicilie.
Per ironia della sorte, siamo costretti a sopportare la toponomastica dell’Italia intera, ma principalmente del meridione, commemorare tutti questi criminali che oggi sarebbero davanti al tribunale per crimini contro l’umanità.
In deputato Ferrari, nella seduta alla Camera del 19-11.1862, con violenza accusò: “Vengono cacciate nelle carceri e fucilate famiglie intere; il numero delle vittime e dei carcerati è enorme. È questa una guerra da barbari! Se il sentimento vostro morale non vi fa inorridire di comunicare, sguazzare nel senza, io non saprò più comprendervi. E quando io affermo del Regno di Napoli, ditelo pure della Sicilia. La pure si cacciano le genti in prigione, e si uccidono a fucilate senza nessun formale procedimento. Versare sangue è diventato sistema… Ma non si rimedierà già al male, versando sangue a torrenti. Nell’Italia meridionale non si crede a siffatto sistema di sangue; e chi veste un uniforme si crede di aver diritto di uccidere chiunque non ne porta.”
Il 12-08-1861 il deputato inglese Giorgio Bowyer aveva indirizzato una lettera a Lord Palmerstan, raccontandogli quello che succedeva nel meridione. Cita tanti episodi di stragi, ma termina che la distruzione è totale, il governo inglese dovrà rendere ragione al Parlamento quando si adunerà, sui delitti commessi nell’Italia meridionale sotto la tirannia di Cialdini e Pinelli.”
Fecero lo stesso con le Università, cacciarono docenti famosi in tutta Europa, ogni dissenso veniva stroncato senza pietà. Le Università delle Due Sicilie avevano oltre 11 mila studenti, mentre il resto d’Italia non superava i 5 mila.
Il primo atto di Cavour appena Garibaldi mise piede a Napoli fu di depredare tutto l’oro dello Stato Napoletano depositato nel Banco delle Due Sicilie, messo su un treno e spedito a Torino, erano 433 milioni di lire in oro zecchino, valore attuale sui 500 miliardi di euro. Nel libro “Terroni”di Pino Aprile, al valore attuale il saccheggio sarebbe di 1500 miliardi di euro, parliamo solo di quelli certificati, pertanto la cifra è molto più alta.
Per essere un paese arretrato e agricolo era molto ricco, si vede che vendeva la verdura a peso d’oro sic!
Alla vigilia dell’unità d’Italia, il Sud aveva i conti in ordine, il Nord era pieno di debiti, il rapporto debito/Pil era di 16,57%per le Due Sicilie, per il Regno Sardo piemontese era al 73,86%. Tra il 1859 e il 1861 il debito piemontese raggiunse i 2 milioni di lire, un valore astronomico per quei tempo, specialmente per un piccolo Stato come il Piemonte. Nel 1859 l’indice fiscale del meridione era pari a 100, a Torino era 594. Alla razzia si aggiunsero anche le tasse sabaude che raggiunsero lo stesso indice, con l’aggiunta di nuove tasse.
Mentre Cavour faceva sogni pindarici riempiendo di debiti il Piemonte, Ferdinando II di Bordone costruiva le fabbriche e le infrastrutture, rendendo il suo paese florido e pieno di benessere. Addirittura il sistema pensionistico borbonico era migliore di quello attuale, con 40 anni di lavoro, la pensione era pari allo stipendio.
Senza l’unificazione, il regno sardo piemontese, per l’abuso della spesa e per la povertà delle sue risorse, era necessariamente destinato al fallimento; il braccio destro di Cavour nel 1959 nel senato torinese disse in un suo intervento: “o la guerra o la bancarotta”, si salvarono con il saccheggio del Regno delle Due Sicilie. Altro che risorgimento, fu tutta una questione di soldi, e ancora ne paghiamo le conseguenze.
Nel 1863 il “padre della patria”Vittorio Emanuele II venne a Napoli a visitare i suoi nuovi domini, fu accolto con questo manifesto che i patrioti Napoletani a rischio della vita attaccarono sulle mura della città
A RE VITTORIO EMANUELE OMAGGIO DE’ NAPOLETANI
Se calpestano ogni diritto, divino, ed umano, volontario ti cacciasti nelle lordure della rivoluzione, ed ora, trascinato dalla sua corrente, sei per la china a subirne la finale catastrofe; se dopo l’assassinio de’ Sovrani, e dei popoli d’Italia, per cui hai steso la mano sacrilega sulla CASA DI DIO, e sui popoli traditi, riducendo il nostro sventurato Paese a una squallida prigione di miseri, ti lusinghi, colle riviste militari, con i viaggi, e le procurate feste, illudere ancora i Napoletani, ed addormentarli nella dura servitù per puntellare il tuo usurpato, e cadente potere… t’inganni!!
Ad onta delle barbare leggi, dei vili satelliti, che ti circondano, e delle baionette, che supponi ti potessero difendere… noi non siamo un popolo di schiavi; noi, fra ceppi, ed il patibolo, franco ti parliamo, come si conviene ad un uomo, che si è messo fuori di ogni legge!
Dopo tre lunghi anni di calamità, e di dolorosa esperienza, l’illusione è svanita, l’inganno si è dileguato, ed il tuo riapparire fra noi equivale a quello di’infausta cometa, apportatrice di nuove sventure, che le piaghe sanguinanti dell’infelice PATRIA NOSTRA rinnova!
Che dunque pretendi da noi? Le nostre sostanze? Le hai tutte rapite? Non vi è che lo squallore! La nostra gioventù per lanciarla in guerra fratricida? È tutta in armi per le campagne a pugnare contro la tua usurpazione! Le nostre acclamazioni? Le avrai si da ottantamila prigionieri politici, da duecentomila famiglie, che hai ridotto alla mendicità; dal clero tutto incatenato, e proscritto; da dieci milioni di uomini insomma cui non hai lasciato, che l’ultimo anelito di vita, e questo ti maledice, ed impreca quale FLAGELLO DI DIO!

Credi forse di governare sulle nostre intestine discordie? Sappilo che seppur divisi in tutt’altro, siamo però tutti concordi nell’ODIARTI, che TUTTI hai tradito, ed oppresso! Che se a tal riguardo di brutalità e di barbarie sei giunto da non sentire il rimorso delle tue nefandezze, onde hai emulato, e vinto tutti i tiranni, tutti i grandi scellerati della storia, non ti lusingare però, che le feste ufficiali, che per te si fanno collo stremo dei sudori, e del sangue dei popoli, o imposte dal terrorismo de’ tuoi spietati manigoldi, fossero contrassegno di simpatia, o pubblica gioia! No! sono un prato fiorito nel quale si nascondono velenosi rettili!… Sono un’amara ironia, un solenne oltraggio, che gli stessi uomini del potere, per sordido profitto, o per coprire enormi frutti, fanno alla tua odiata persona! Sappilo, l’Europa civile, la Diplomazia, il mondo intero hanno portato il loro severo giudizio sulle opere nefande del tuo infernale governo, e sulle nostre giuste querele!… Poc’altro, e col nostro compiuto trionfo l’Italia sarà libera della tua importuna esistenza!! Sappilo, non si conculca impunemente la giustizia, né gli interessi, e la pace dei popoli!…
Dileguati dunque presto dal nostro sguardo, che questa classica terra, tanto da te straziata brucia sotto i tuoi passi, ti ributta ed abomina! Dileguati, mentre noi anche una volta abbiamo la soddisfazione di ripetere lo storico grido:
VIVA L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DELLE DUE SICILIE!

Napoli 9 novembre 1863
Lo scrittore Mack Smith scrisse: “Fu una guerra selvaggia e crudele, non ebbe limiti né freni. Cialdini iniziò già da ottobre 1860 a far fucilare tutti coloro in possesso di un’arma, contadini innocenti, semplici sospettati. I villaggi saccheggiati. I soldati borbonici catturati venivano legati agli alberi e bruciati vivi o mutilati. Questa fu la dichiarazione di guerra di quel macellaio del generale Enrico Cialdini.”
Fu ferocia generale, ferocia sistematica, ferocia premeditata, ferocia stabilita come dogma governativo.
Il popolo per intuito primordiale comprese che la posta in gioco era molto alta, non si trattava del destino della casata dei Bordone o della monarchia, ma si trattava dell’indipendenza della loro terra, l’autonomia amministrativa dello Stato e il loro destino, per questo motivo si sollevò il 99% dei meridionali contro l’invasore straniero. Non avevano speranze perché erano tutti contadini e artigiani, senza comandanti consapevoli che non avrebbero potuto vincere salirono lo stesso in montagna e si batterono con onore tenendo alta la bandiera della nazione duo siciliana preferendo di morire in piedi piuttosto che in ginocchio. Per questo motivo l’onore dei vinti è più grande di quello dei vincitori.
Anche il figlio di Garibaldi Ricciotti, prese di nuovo le armi perché deluso confesso, si unì ai partigiani-briganti, ma per carità di patria non viene menzionato nei libri di storia.
Tutto l’esercito borbonico era stato fatto prigioniero e trasferito nei lager del Nord e nelle isole, su 97 mila effettivi dell’esercito borbonico, solo 1600 aderirono al nuovo esercito, questo dimostra che erano uomini degni di questo nome, altro che esercito di francischiello sic.
Questa lettera scritta da prigionieri della provincia di Salerno testimonia la crudeltà dell’esercito piemontese, ma anche la tenacia delle popolazioni meridionali nel combattere l’invasore.
I prigionieri delle popolazioni della provincia di Salerno; scrissero una lettera al loro RE Francesco II, firmata da oltre 5000 persone.
“Sire, né tempi di lutto e di dolore nazionale è pur dolce rivolgere il pensiero e la parola a colui che nel breve suo regno fu simbolo alla Nostra Patria nativa di gioia, di pace e di prosperità… È tre anni che noi fummo da mani parricide venduti al popolo beato d’Italia, che siamo schiavi sotto l’impero di una feroce forza, che colle sostanze e le vite dei nostri cari perdemmo anche il diritto di lacrimare.
Ma, udite, Sire, il nostro Onore è salvo; né codardo è il vostro popolo, come vanno alcuni politici strombazzando.
Lo dicono il disprezzo è l’odio, onde ricambiato l’efferata piemontese dominazione; lo dice la resistenza attiva e passiva che ad ogni pié sospinto incontra in tutti gli ordini sociali; lo dicono quelle migliaia di vittime umane, che tuttodì cadono sotto il ferro dell’infame usurpatore; lo dicono le carceri rimboccanti di migliaia di infelici.”
Come al solito la vulgata razzista settentrionale che impone i testi della scuola, nel meridione sono sempre briganti e nel Nord sempre eroi partigiani, successe la stessa cosa con l’invasione francese napoleonica; la storiografia ufficiale è imbevuta del razzismo antimeridionale di lombrosiana memoria.
Legalizzarono ogni nefandezza con la famigerata legge Pica, un mostruoso meccanismo giuridico che fece del Mezzogiorno un inferno.
Con terminologie diverse questa legge indegna è arrivata fino ai nostri giorni, perché continua scientificamente con leggi cosiddette di emergenza a tenere in soggezione coloniale il Sud. All’epoca con la scusa del brigantaggio, dal dopoguerra con la scusa della lotta alla mafia, nel futuro si inventeranno che siamo marziani sic, per mantenere questo sistema coloniale, dove il Nord corre verso l’Europa e il Sud è spinto verso l’Africa.
L’impostazione burocratico-poliziesco-coloniale creato all’epoca resiste ancora oggi, tutto il sistema che gestisce il potere del paese continua a tenere il dominio nel Sud con la repressione legalizzata da leggi indegne di un paese civile.
Oggi si chiamano emergenze, prima della guerra si chiamavano “stati d’assedio”, e dal 1860 ne sono stati dichiarati decine, usando anche i cannoi, fucilazioni di massa e la deportazione.
Nessuno ti può fare quello che vuole senza il tuo consenso, purtroppo hanno usato metodi peggio dei colonialisti africani, d’altronde nei loro dispacci militari ci chiamavano beduini(basta controllare negli archivi del ministero della Difesa), nel tempo ci hanno convinti che quello che abbiamo è già troppo, che siamo stati sempre così, la vera tragedia e che ci crediamo anche noi, il più grande dei mali è la colpa che ci hanno inculcato, questa è stata la loro grande vittoria, ci hanno resi servi iloti con il nostro consenso.
Tutto ciò che noi sviluppiamo con i nostri pensieri sul perché il meridione è ridotto così, bisogna che si sappia che è stato programmato scientificamente dall’inizio, la tanto sbandierata unità italiana si è trattato di una grande truffa per razziare le ricchezze duo siciliane e avere una colonia africana in casa.
Al tempo dell’Unità il Regno delle Due Sicilie rappresentava per l’Italia quello che ai nostri giorni la Germania rappresenta per l’Europa.
Napoli era una metropoli, una delle tre in Europa le altre due erano Londra e Parigi; tutti i grandi letterati dell’epoca che erano venuti a Napoli ne avevano parlato in toni entusiastici, da Goethe che è rimasto nel cuore dei napoletani, perché aveva scritto che: “La più bella fra le città belle”, inoltre che Napoli “È un paradiso dove ciascuno vive in una sorta di ebbrezza obliosa. Si desidera soltanto vivere”. Scrisse belle pagine anche sulla vulcanica operosità dei napoletani.
Goethe insieme a Roussean avevano scritto che: “Napoli era un gioiello d’Europa, risplendeva di pensiero storico, giuridico, filosofico, artistico, da non farla impallidire di fronte ad alcuna altra capitale europea del tempo.”
Stendhal che disse “non dimenticherò mai Via Toledo e la vista che si ha di tutti i quartieri di Napoli, per me è senza confronti la città più bella del mondo”. E tanti altri tra cui Boccaccio che loda Napoli:lieta, pacifica, abbondevole, magnifica.
Johann Caspar dedicò una frase meravigliosa a Napoli: “Chi non ha visto Napoli, non ha vissuto.”
Napoli da capitale si riduce a semplice cittadina, perde tutto ciò che ha una capitale di una nazione monarchica, la corte, ministeri, ambasciate, impieghi pubblici, lavoratori impiegati nel porto militare, nell’arsenale, l’opificio di Pietrarsa, a tutte le fabbriche legate all’industria di guerra. In più vengono fatte fallire tutte le fabbriche affinché i prodotti venissero fatti dal Nord e venivano pagati il doppio, vennero migliaia di operai dal Nord che venivano pagati il doppio. Insieme a tutto ciò l’orda barbarica piemontese saccheggiò tutto il possibile e spostò tutto al Nord, mascherando l’infamia con la repressione che si tradusse in un genocidio, ma quello più crudele fu quello culturale e razzista.
Una mozione d’inchiesta al parlamento nazionale del Duca di Maddaloni fa capire molto di più delle mie parole;
“Intere famiglie ridotte all’elemosina; diminuito, anzi annullato il commercio, serrati i privati opifici per concorrenze subitanee, intempestive, impossibile a sostenersi e per l’annullamento delle tariffe e le mal proporzionate riforme”. Frattanto “Tutto si fa venire dal Piemonte, persino le cassette della posta, la carta per i dicasteri e per le pubbliche amministrazioni. Non vi ha faccenda nella quale un onest’uomo possa buscarsi alcun ducato che non si chiami piemontese a disbrigarla. Ai mercati del Piemonte dannosi le forniture più lucrose; burocratici del Piemonte occupano quasi tutti i pubblici uffizi, gente spesso ben più corrotta degli antichi burocratici napoletani. Anche a fabbricare le ferrovie si mandano operai piemontesi, i quali oltraggiosamente pagansi il doppio che i napoletani. Ai facchini della dogana, a carcerieri, a birri vengono uomini di Piemonte e donne piemontesi di prendono a nutrirsi dell’ospizio dei trovatelli; quasi neppure il sangue di questo popolo più fosse bello e salutevole. Questa è invasione, non unione, non annessione! Questo è voler sfruttare la nostra terra siccome terra di conquista.”
Tutto ciò era programmato ed eseguito, come testimonia questo ordine di Cavour al luogotenente Farini: “Domate col braccio ferreo i partiti. Mandate via Mazzini, fate arrestare i Garibaldini che tumultuano, cacciate i ladri, adoperate uomini dell’Italia del Nord checché ne dicano i napoletani”.
Il nostro re Francesco II di Bordone quando salì sulla nave che lo portava in esilio da Gaeta a Roma pronunciò questa frase: “Non vi lasceranno che gli occhi per piangere”, non sappiamo se fu profetico o perché conosceva bene i Savoia.
Nulla è cambiato, eravamo primi in tutti tranne nella ingordigia savoiarda, oggi ci hanno ridotti che siamo 400 anni indietro al Nord e continua così, perché gli investimenti vengono fatti al 90% al Nord, quel restante 10% servono a foraggiare gli “ascari meridionali”servi dei tosco padani, nel frattempo con le nostre tasse teniamo alto il tenore di vita dei settentrionali e con i nostri risparmi finanziamo il credito imprenditoriale del Nord. Ma, anche in questo caso i mass-media disinformano la popolazione affermando che è il Nord ad assisterci con le loro tasse.
Dopo essersi mangiato il meridione, hanno continuato a saccheggiarlo e svuotarlo impedendo qualsiasi scintilla imprenditoriale che non sia collegata ai tosco padani, hanno lasciato mani libere ai loro manutengoli affinché si legittimasse lo scempio politico, economico, sociale e culturale.
Il meridione dopo un secolo di italici saccheggi, è servito per riempire le fabbriche del Nord nell’immigrazione degli anni 50, poi l’hanno usato come deposito per i loro rifiuti tossici, con la complicità delle istituzioni, perchè non si spiega come abbiano fatto a far diventare invisibili 5 mila Tir l’anno per 20 anni; come al solito avevano il mostro da dare in pasto all’opinione pubblica la “camorra”.
I gruppi del potere nordico hanno acquisito tutte le banche del Sud, così hanno tutto il credito nelle loro mani, senza credito nessun territorio può svilupparsi.
Tutta la politica continua il percorso istaurato un secolo e mezzo fa, sviluppo con finanziamenti statali al Nord e l’economia assistita dalle casse dello Stato, assistenzialismo per le clientele politiche e regalie ai loro cani da guardia al Sud per garantire consenso allo Stato e ai partiti nazionali.
Le chiavi di volta del potere del paese. Politica, sindacati, banche, confindustria e Chiesa, questo direttorio e ben amalgamato nel continuare lo scempio, con la casta della magistratura che è diventata il più severo custode dello status quo, pertanto sono pronti a intervenire contro chiunque osasse mettere in discussione questo sistema mafioso; mafioso non è chi delinque, ma chi usa il potere legale per portare avanti un sistema illegale simile a quello definito mafioso.
La spesa sociale serve per oliare i partiti e sindacati, ed a stornare ricchezze a favore delle banche e confindustria. Senza dimenticare l’obolo per la chiesa.
Tutto quello che succede nel meridione ripercorre un modello convenzionale affinato dalla nascita di questo paese, se non cambia siamo destinati a peggiorare sempre di più, ma non possiamo pretendere che i nostri dominatori lo facciano loro, non vogliono cambiamenti al loro monopolio della verità, dobbiamo essere noi a svegliarci e iniziare a riappropriarci della nostra storia perché un popolo senza passato non potrà mai avere un futuro, pertanto divulgare la nostra storia, quella vera e non la favola che ci insegnano nei testi di scuola, è un nostro dovere iniziare a scrivere noi la nostra storia e non lasciare più che lo facciano loro, che fino ad oggi ci hanno sempre rappresentati con le teorie criminali di Cesare Lombroso, brutti, sporchi e cattivi, pertanto una razza inferiore.
Per Lombroso le decine di migliaia di combattenti meridionali chiamati briganti, erano nati delinquenti; eredità atavica e nulla avrebbe potuto sottrarli al loro destino. Perché non delinquono per un atto cosciente e libero di volontà malvagia, ma perché hanno tendenze malvagie.
Queste folli teorie inquinarono ogni cosa e contribuirono al razzismo antimeridionale che impregnò anche le leggi e i codici penali che furono scritti in quel periodo e anche nel Novecento sotto il fascismo con i codici Rocco; ancora oggi abbiamo il codice penale Rocco che proviene da quella scuola di pensiero razzista.
Dobbiamo prestare più attenzione all’attualità per comprendere appieno la discriminazione razzista che è ancora attuale, siamo una colonia interna, di fatto l’unità del paese è solo un fatto geografico e non politico-sociale, noi non ci sentiamo settentrionali e loro non si sentono meridionali. Fino a qualche decennio da servivamo solo per i voti alle elezioni e come mercato per prodotti del Nord, per il resto eravamo ritenuti la palla al piede che frenava l’economia tosco padana, una scusa per coprire il sistema coloniale.
I partiti politici, i sindacati, i mass media, tutte le grosse aziende, l’imprenditoria industriale, le banche, le assicurazioni, insomma tutto ciò che conta nel panorama economico, hanno tutti il cuore e la sede legale nel Nord, nel Sud vengono solo a sfruttare il territorio; come quelle poche imprese del Nord tra cui le coop rosse che per diritto divino prendono tutti i più grandi appalti dal governo, le danno in subappalto alle ditte del Sud a un terzo del valore stabilito a Roma, tutto torna al Nord, tanto il colpevole al Sud c’è sempre. Le mafie.
Tutti i sistemi politici fondati sulla diseguaglianza, discriminando con leggi inique, usano la forza perché vogliono dare una parvenza legale, per legittimare davanti all’opinione pubblica la mostrificazione e la repressione adoperata verso tutti quelli che hanno escluso e ridotti a cittadini di serie B.
La diseguaglianza la si nota in tutto, dai testi della scuola dove a parte Verga e Pirandello, hanno escluso tutti i poeti e scrittori meridionali, dalle ferrovie, al Nord fanno la TAV, da noi chiudono anche le tratte ferroviarie dell’inizio del Novecento, come i finanziamenti che è da un secolo e mezzo che vanno sempre al Nord. Come per le autostrade, hanno fatto cinquant’anni fa la Salerno Reggio Calabria, e viene usata come simbolo del male assoluto, mentre al Nord si rubano i soldi senza farle le strade, ma passa tutto sotto silenzio. Anche in questo c’è un programma scientifico che iniziò dopo la conquista piemontese, volevano denapolizzare e isolare Napoli che era la capitale del Regno delle Due Sicilie, la strategia era quella usata dai romani, quando un popolo sottomesso si ribellava lo isolavano, facevano passare tutte le strade lontano dai loro territori, così nel tempo i commerci deperivano e la povertà si estendeva alla maggioranza della popolazione, così hanno fatto con il meridione, l’hanno isolato e oggi il sistema economico meridionale deve “arrangiarsi”per sopravvivere, questo ha consentito una economia parallela che dà la possibilità a migliaia di famiglie di poter tirare avanti, lo Stato non solo limita e non dà le stesse possibilità a metà paese, ma reprime con varie scuse l’economia che chiamano “illegale”.
Una grande prigione, con leggi di emergenza e repressione permanente(la repressione è l’unica industria del Sud che non conosce crisi),hanno creato un formidabile apparato che reprime in formato industriale, questo consente di tenere in soggezione il meridione e fermarne qualsiasi sviluppo con la complicità di tutti gli attori nominati fino adesso, politica; qualcuno potrà obbiettare che ci sono politici meridionali, questi sono signori che preferiscono fare i capi dei servi, devono seguire il programma del potere tosco padano, in caso contrario non saranno più candidati dai partiti nazionali.
I sindacati sono diventati un potere che va a braccetto con la politica e segue lo stesso percorso, chiacchierano ma nei fatti non hanno mai fatto e non faranno mai niente per il Sud, ne sono complici colpevoli.
Le banche del Sud sono state tutte regalate al Nord, la scia è quella della Banca Nazionale che aiutò a rastrellare tutte le ricchezze del meridione, poi divenne Banca d’Italia e continua lo stesso percorso.
Alcuni anni fa la stessa banca finanziò uno studio all’Università della Sapienza sul perché il Sud era così indietro al Nord, alla fine la relazione arrivò alle mie stesse conclusioni, ma per non farla leggere alla gente fu divulgata solo in inglese, lascio immaginare il perché. Se tutte le banche del Sud sono state assorbite dal Nord, sia la Banca d’Italia, la politica, i sindacati, e confindustria non dovevano intervenire?
Invece niente come se tutto fosse normale.
La Chiesa che in Italia ha un peso enorme, non fa niente, pur se è colpevole che questo sistema coloniale impoverisce e riduce nell’indigenza milioni di persone nel meridione.
I mass media tutti nelle mani del Nord, sono adoperati per mostrificare e dare una rappresentazione sempre negativa del meridione, affinché gli interessi e i finanziamenti statali continuano a irrogare le imprese del Nord.
La casta dei magistrati è l’istituzione più feroce a mantenere e proteggere questo sistema, perché gli garantisce vitalizi e privilegi, pertanto pronta a usare qualsiasi mezzo per reprimere chiunque “osa”metterlo in discussione.
Quello che fanno oggi è lo specchio di quello che facevano ieri in tutti i campo, e continuano a mantenere in soggezione l’ex regno delle Due Sicilie con le leggi speciali per tenere alta la tensione con proclami che niente hanno di diverso dalla campagna razzista di stampo lombrosiano dell’epoca.
La legge Pica continua ad essere la madre delle leggi per mantenere lo status quo; una volta scioglievano i comuni perché erano filo borbonici; sequestravano i beni perché accusati di essere manutengoli, favoreggiatori dei partigiani-briganti oppure perché filo borbonici, con il domicilio coatto arrestavano e deportavano anche per sospetto di intere famiglie, mandati a morire di stenti e di malattie nelle località più inospitali della penisola, oggi non arrivano a prendersela con i bambini ma l’intera famiglia ne paga le conseguenze e i reclusi vengono inviati-deportati a oltre mille KM, non c’è più il “Forte di Fenestrelle”antenato di Auschwitz, c’è ne sono diverse con la sigla di 41 bis, come allora i luoghi erano le alpi e le isole, così lo sono nell’era moderna.
Il domicilio coatto era deciso dalle Commissioni Consultive provinciali composte dal prefetto della provincia, dal Presidente del tribunale, dal Procuratore del re e due consiglieri provinciali, consentì a mandare centinaia di migliaia di meridionali solo per il sospetto a fare gli schiavi in tutta Italia, principalmente nelle miniere sarde di proprietà dei Savoia.
Dopo tre anni emanarono il decreto regio n°2918 del 21 maggio 1866, misero tre magistrati al Ministero dell’Interno per rivedere le decisioni delle Commissioni Consultative provinciali.
Questo ristretto organismo servì a schiacciare tutti gli avversari politici con l’ausilio dei militari; arbitrio assoluto fondato sul sospetto e la delazione.
Con l’emanazione della famigerata legge Pica del 25-08-1863 iniziò la deportazione sabauda dal meridione. Il trio che fu l’artefice di questa infamia furono il governo di Marco Minghetti, il ministro dell’interno Ubaldino Peruzzi, e Silvio Spaventa segretario Generale del ministero dell’interno.
Una affermazione del presidente del consiglio Marco Minghetti fa capire come la pensavano tutti i politici a casa Savoia: “…nella sua gran maggioranza fiacca, indifferente, corrotta, piena di sua importanza, un paese di codardi da tenere con la forza e il terrore della forza. Contro la ribellione meridionale l’unico rimedio è-truppe, truppe, truppe-“.
Silvio Spaventa fu fedele esecutore del regime sabaudo con lo fu Adolf Eichman del regime nazista nello sterminio degli ebrei.
Lavorava dalle cinque di mattina fino alla sera tardi per assegnare al domicilio coatto gli schiavi meridionali, nel gergo burocratico usavano la parola “traslocare”.

Non è diverso oggi che sciolgono i comuni, sequestrano beni, inquisiscono chiunque e decidono i politici qualificati da presentare alle elezioni. Le commissioni hanno nomi diversi, ma il fine è sempre lo stesso.
I lager e i campi di rieducazione risorgimentali hanno cercato di cancellarne il ricordo per l’impossibilità di trasformarli in fenomeni marginali e folkloristici.
In tutto il mondo, dove hanno usato il genocidio per reprimere, hanno chiesto scusa, l’hanno fatto gli americani con gli indiani; l’Australia con gli aborigeni; l’America del Sud con gli indios, persino la Francia ha fatto i conti con i massacri della Vandea, in Italia ancora no. Le scuse della storia non arrivano per il meridione perché il saccheggio è ancora in corso e il Sud è ancora utile come colonia.
Ho saccheggiato tanti libri per scrivere ciò che il meridione ha subito: da “Terroni”, “Giù al Sud”, “Mai più terroni”di Pino Aprile; “I lager dei Savoia”di Fulvio Izzo; “L’invenzione del mezzogiorno”di Nicola Zitara; “Deportati” di Loreto Giovannone e Miriam Compagnino; “Storia di Napoli”di Antonio Ghirelli; “I peggiori 150 della nostra storia”di Gennaro De Crescenzo; “Giustiziateli sul campo”di Raffaele Nigro, e tanti altri.
Seneca scriveva nel suo “Epistole a Lucillo”che saccheggiava Epicuro perché la bellezza appartiene all’umanità; credo che il sapere è patrimonio dell’umanità e tutti devono usarlo per divulgarlo.
Finisco questo scritto adoperando il finale del libro di Nicola Zitara: “Il lavoro senza produzione li ha plastificati moralmente, allontanati dal messaggio cristiano. Sono diventati mafia, ultima disumana ricerca di dignità sociale in un paese che li ha programmati comunità appartata.
Questo paese è un oggetto antico usato dal mare prima della storia. Nessuno può pretendere che cambi facendogli trascinare il carro del Sole. Cambierà soltanto quando Raffaele Cutolo e i Totò Riina di mestiere faranno i ministri invece che i mafiosi”.
Siamo in tanti e non ne abbiamo consapevolezza. La nostra vita fu, è tempo che ritorni ad esserlo di nuovo, o in questo Stato o ritornando alla nostra indipendenza.

Oristano Agosto 2016 De Feo Pasquale
24-08-2016

Ergastolo

Il 10 dicembre nel carcere di Padova ci sarà un congresso sull’abolizione dell’ergastolo, ci saranno 500 invitati, personalità in tutti i settori, tra cui il ministro Orlando e il Capo del DAP Consolo.
Gli organizzatori del giornalino “Ristretti Orizzonti”sono fiduciosi che qualcosa di positivo ne uscirà per dare una spallata a questa pena disumana.
Hanno chiesto un mio contributo scritto. Che ho dato che potete leggere. La cosa importante e che vogliono invitare anche una decina di ergastolani, tra cui il sottoscritto, mi auguro che il ministero dia l’autorizzazione, ma dubito che ciò avvenga.

Congresso sull’ergastolo nel carcere di Padova

Mi chiamo Pasquale De Feo nato a Pontecagnano(SA)il 27-01-1961, sono recluso dal 20 agosto 1983, con una condanna all’ergastolo.
Ho trascorso due terzi della mia vita tra quattro mura, perché ho trascorso circa sei anni in collegio e poi ho iniziato con i carceri dei minori con brevi periodi nei riformatori.
Avevo 14 anni e mezzo quando sono entrato in carcere per la prima volta, sono entrato e uscito quattro volte scontando circa due anni e mezzo nei carceri dei minori.
Attualmente mi trovo in regime di AS-1 da diciotto anni, anche se nel 1998 fino al 2009 si chiamava E.I.V., per la sentenza di condanna della CEDU(Musumeci),gli cambiarono nome, ma nei fatti non cambiò niente; le solite furbate all’italiana.
La mia condanna è scaturita dall’accusa di un’omicidio accaduto nel mio paese. Erano periodi in cui i processi si facevano come ai tempi dei roghi delle piazze, dove l’inquisitore sceglieva i colpevoli, raccontare di cosa sono stati capaci di fare i magistrati per condannarli, e aberrante. Il mio processo non è stato ingiusto perché sarebbe riduttivo.
Per farmi il processo con il vecchio rito, si inventarono un interrogatorio fatto un quarto d’ora prima della mezzanotte del 24 ottobre 1989 a un imputato, il Giudice istruttore dopo aver plasmato l’istruttoria come gli pareva, facendo anche scomparire dei reperti per la perizia del DNA, venne anche a fare il PM in aula, dove il presidente non condusse il processo ma permise di farlo fare al PM con il suo appoggio.
In Appello saltarono fuori i reperti, chiesi la perizia del DNA, la perizia tricologica escluse che il capello poteva essere di uno dei tre imputati. Dalla perizia del DNA ne fecero un verdetto salomonico “La materia biologica era poca per fare il test” strano, i periti i aula avevano detto l’incontrario. Anche se con la perizia tricologica era palese che erano innocenti, invece da prova cardine divenne di terz’ordine.
Potrei raccontare cose allucinanti, come due relatori di due miei processi diversi scrivere la sentenza nel corridoio per far combaciare questa grande impalcatura da dove scaturirono altri processi.
Ero inesperto e hanno fatto quello che volevano, gli avvocati capivano e non hanno fatto niente, pertanto sono più responsabili dei magistrati.
Mi sono macerato per anni, quando ho iniziato a capire che ero stato scelto come colpevole e che il mostro cui ero andato a sbattere – politica – camorra-magistratura –apparati polizieschi dello Stato- ho compreso che non sarei mai riuscito ad avere un giusto processo, troppe erano le pressioni e le distorsioni, il destino è stato avverso, allora mi sono rassegnato e ho trovato la serenità di cui avevo bisogno.
Ho trascorso più di trent’anni in carcere, una intera vita non la si può chiamare esperienza, il tempo trascorso è iniziato con l’attesa dei primi anni, poi è iniziata la speranza, infine si è spenta la luce, non c’erano alternative o si impazziva o bisognava rassegnarsi e crearsi una parvenza di vita, la lettura mi è stata molto d’aiuto, ma quello che mi ha dato quell’ energia per ritornare a vivere è stata la lotta per conservare la mia dignità e far rispettare i miei diritti; su questo devo ringraziare molto Carmelo Musumeci che ha allargato i miei orizzonti di lotta, molto ristretti dall’ottusità del carcere.
Oggi ho raggiunto un equilibrio che mi consente di avere una libertà mentale che per paradosso mi fa sentire un’altra persona, scrivo tutto quello che ritengo giusto, una libertà culturale che mi fa sentire libero.
Il tempo lo passo scrivendo e leggendo, questo mi consente di percepire il tempo in modo costruttivo. Mi dispiace non potermi laureare ma le ristrettezze economiche non me lo consentono.

Gli anni passano anche per noi reclusi, pertanto è naturale che i segni sul corpo si vedono come anche per i sensi, principalmente la vista, ho varie patologie che cerco di tenere a bada.
L’ergastolo è una pena infame, citando un discorso di Aldo Moro “…quando si dice pena perpetua si dice una cosa… umanamente non accettabile”. Lezione Universitaria di Bari nel 1976.
Certi giustizialisti diranno che meritiamo la pena, non voglio fare un discorso di colpevolezza o innocenza, ma di umanità, come dicono tanti giuristi che la pena deve essere umana e non spietata perché lo Stato non deve fare vendetta, per questo sono stati creati i tribunali, ma avere un fine pena, perché in caso contrario è una pena di morte peggiore essendo che non finisce in breve tempo con l’esecuzione, ma è crudele perché dura tutta la vita, una pena di morte che ti tiene in vita.
È una morte oscura, da preferire la pena di morte, almeno non si soffre molto, un attimo e la sofferenza è finita, paradossalmente un atto di umanità.
In Olanda hanno stabilito che se un recluso dopo cinque anni non è recuperato non sarà più possibile, siccome a noi meridionali sono 155 anni che ci hanno abituati al carcere e alla repressione, e tenendo presente la sette giustizialista italica che predica l’odio e buttare le chiavi, credo che 15-20 anni sarebbe una pena adeguata.
Certo, sarei più felice alle variopinte teorie di Marco Travaglio che afferma nel suo giornale “Fatti quotidiani”che un ergastolano sconta sette anni e mezzo ed esce a fine pena, ne avrei scontato già quattro ergastoli, facendo parte della setta giustizialista, gli vengono coperte tutte le corbellerie che dice e scrive, anzi viene fatto passare anche per un grande giornalista.
Non c’è bisogno di uno scienziato per sapere che l’ergastolo è una condanna anche per le famiglie, non solo psicologicamente, ma anche materialmente perché lo Stato con le sue istituzioni mantiene ancora la mentalità della nascita di questo paese, manda i reclusi e principalmente gli ergastolani a centinaia di KM lontani, dissanguando e prostrando le famiglie, esaurendo l’energia e l’amore contribuendo allo sfascio delle famiglie. Non hanno vergogna quando danno le interviste e parlano di tutte le agevolazioni che danno per i contatti familiari. Bugie.
Il Codice Penitenziario non aiuta in nessun modo e né tanto meno il ministero che occupano “militarmente”da burocrati conservatori, non vogliono nessun cambiamento, sia perché hanno una mentalità ottocentesca e sia perché sguazzano nei loro privilegi e non vogliono mollare niente, pertanto se ne fregano delle nostre famiglie e dei nostri bisogni di affettività ma principalmente di un costante contatto familiare. Viene in mente quel detenuto che scrisse su Ristretti Orizzonti che quando era detenuto in Belgio si sentiva padre a tutti gli effetti, venuto in Italia lo trattarono subito da mostro e per dieci anni lo seppellirono vivo nel regime di tortura del 41 bis, solo a Padova ha ritrovato un po’ di serenità.
Il male più oscuro è questo business dei trasferimenti e dei tanti carceri nelle regioni del Nord che servono esclusivamente per l’economia dei loro territori. La territorializzazione della pena, dovrebbe essere uno dei primi atti che dovrebbe fare la politica, ma nella loro testa queste semplici addizioni non ci entrano.
Dovremmo lottare, cosa avremmo da perdere, ci uccidono? Avremmo la libertà in ogni modo. Se non lottiamo noi chi vuoi che lo faccia per noi. Lottare sia per una migliore condizione di vivibilità e sia per fare abolire la pena di morte chiamata ergastolo.
La nostra prima lotta dovrebbe iniziare alle elezioni, far votare un partito che ci sostenga alla luce del sole, e non sottobanco come fanno i politici di destra e sinistra, prima vanno nelle nostre case a chiedere i voti e poi quando escono sul primo palco che salgono arringhiano l’opinione pubblica sulla lotta alla criminalità. Siamo in tanti e purtroppo non lo capiamo, nell’ultimo quarto di secolo hanno arrestato centinaia di migliaia di meridionali, a ognuno corrisponde una famiglia, lascio immaginare quanti voti potremmo racimolare.
L’unico partito che lo fa per principio e la salvaguardia di certi valori, è solo il partito Radicale, pertanto è nel nostro interesse votare questo partito, sia per mantenere la civiltà nelle carceri, sia per fare approvare il reato di tortura e sia per fare abolire la pena di morte chiamata ergastolo.
Oristano agosto 2016 De Feo Pasquale
25-08-2016

Orgogliosi… di essere derubati sic.

Alla discriminazione razzista antimeridionale dei settentrionali non c’è limite, se non avessi certezza che tutto è vero, verrebbe più facile pensare che sono episodi inventati.
Nel Gran Caffè Gambrinus situato a Piazza Trieste e Trento di Napoli, due veneti dopo aver preso il caffè, hanno rubato le tazzine, sono di pregio e molto belle, sorpresi da uno dei gestori e redarguiti a restituire le tazzine, hanno risposto con arroganza dicendo che “i napoletani devono solo essere orgogliosi che dal nord veniamo a derubarvi”. È rimasto allibito.
Ha dichiarato che: “questa gentaglia è convinta che il sud sia una loro colonia che impunemente possono saccheggiare. Una arroganza incredibile, che denota come l’idea di poter venire nelle nostre terre a saccheggiarci o riempirci di rifiuti tossici come hanno fatto tanto aziende del nord in passato è radicato nella testa di questa gente. Noi dovremmo addirittura ringraziarli perché ci derubano”.
Continua uno dei titolari, “ogni anno ci derubano oltre mille tazzine da turisti prevalentemente del nord Italia. Quando li cogliamo in fallo mostrano sempre arroganza”.
Sono piccole cose ma denota che è talmente radicato il razzismo antimeridionale anche dopo un secolo e mezzo, che per loro noi siamo come gli africani durante la colonizzazione dell’Africa.
Se non alziamo la voce ribellandoci, non cambierà mai questa mentalità, e saremo sempre costretti a elemosinare ciò che ci aspetta di diritto: “la nostra dignità di popolo”.
26-08-2016

Lo scioglimento dei ghiacci

L’inquinamento globale ha raggiunto termini allarmanti, ma non viene data la giusta rilevanza mediatica, perché i media mondiali sono in mano ai maggiori inquinatori, sarebbero le multinazionali del petrolio, dell’auto e degli allevamenti.
Il Alaska il villaggio di Shishmaref, a nord dello stretto di Bering, è il primo comune che è costretto a spostarsi per via dello scioglimento dei ghiacci a causa dello scioglimento dei ghiacci a causa del riscaldamento e di conseguenza lo scioglimento dei ghiacciai.
Causa scioglimento il mare rimane ghiacciato di meno, le onde hanno eroso la costa e pertanto sta minacciando il villaggio. Anche il permafrost(terreno ghiacciato)fa lo stesso, questo comporta che ogni anno le onde si portano via 26 metri di costa. Negli ultimi anni ne sono spariti 914 metri.
Gli abitanti del villaggio –eschimesi inupiat- hanno deciso di spostare il villaggio, ancora non hanno deciso se rimanere all’interno dell’isola.
Shishmaref si trova su una piccola isola costiera.
Queste sono avvisaglie, come le isole dell’oceano Indiano le Maldive che con il riscaldamento globale e l’innalzamento delle acque, la quasi totalità delle circa duemila isole saranno sommerse.
Ormai l’interesse è superiore a qualsiasi cosa. Speriamo che trovano una seconda Terra, così sappiamo dove andare quando questa non sarà più abitabile.
27-08-2016

Avere un tesoro senza saperlo

Nell’isola di Palawan nelle Filippine un pescatore circa dieci anni fa aveva trovato durante la sua pesca, una perla dal peso di 35KG.
Ignaro che si trattasse di una perla di valore, l’aveva messa in casa come porta fortuna.
Dovendo cambiare casa per un incendio, aveva preso la perla e portata nell’Ufficio del Turismo di Puerto Princesa per consegnarla.
Si scopre che questo gioiello inestimabile vale circa 100 milioni di dollari.
Negli anni trenta era stata pescata una perla record di 6,4KG, l’esemplare era stato chiamato la perla di Allah, sempre nelle acque dell’isola di Palawan.
Questo pescatore aveva un tesoro in casa e non lo sapeva, chissà se l’Ufficio a cui ha consegnato la perla gli darà una quota della vendita della perla, in caso contrario sarà una beffa.
28-08-2016

A volte… ritornano

A volte ritornano, forse meglio dire ritornano sempre. Un militare di Scafati in provincia di Salerno, Francesco Raiola fu arrestato il 20 settembre 2011 su richiesta del PM del Tribunale di Torre Annunziata(NA) Diego Marmo.
Il militare viene arrestato per traffico di droga, una sua telefonata viene strumentalizzata, le mozzarelle vengono prese per stupefacenti.
Dopo quattro anni viene prosciolto, viene mandato il processo per competenza al Tribunale di Nocera in provincia di Salerno, dove viene prosciolto.
Nel frattempo ha perduto per decaduti diritti morali il suo posto nell’esercito. Aveva partecipato a due missioni nel Kossovo e una in Afganistan.
Per tutto lo stress patito per i quattro anni tra carcere e sotto inchiesta, gli è venuto un Melanoma maligno.
Ha chiesto indennizzo e gli sono stati riconosciuti solo 41.000 euro.
Il senatore Giuseppe Esposito di Angri sempre in provincia di Salerno, ha fatto interrogazione parlamentare affinché Raiola venga ripreso nell’esercito e gli venga dato un giusto indennizzo, ma anche che il PM paghi per quello che ha fatto.
Come sempre il PM non pagherà niente, loro hanno l’aureolo dell’impunità.
Qualcuno non ricorderà questo nome Diego Marmo, ma questo signore era il PM di Enzo Tortora, il caso mediatico più famoso, un errore giudiziario alimentato da questo signore e altri. Nessuno di loro ha chiesto scusa, tranne uno solo(ora mi sfugge il nome)dopo trent’anni, ora fa l’avvocato, forse l’ha fatto anche per questo. Nessuno di loro ha pagato per il caso Tortora.
29-08-2016

Fulmini

Certe volte si apprendono delle notizie che hanno dell’incredibile ed è anche molto difficile crederle.
In Norvegia un fulmine ha fatto una strage di renne, uccidendone circa trecento. Doveva avere una potenza enorme, perché se erano persone sarebbe successo la stessa cosa.
Una volta ho letto che l’energia di un fulmine, può dare elettricità per un anno intero a una città come New York.
Trovare il modo di sfruttarli sarebbe la soluzione a tanti problemi, finirebbe la parte consistente dell’inquinamento; si potrebbe eliminare la siccità del mondo, si potrebbe dissalare l’acqua del male senza riserve per via dei costi eccessivi attuali; finalmente tutta l’energia si toglierebbe dalle mani delle multinazionali del petrolio.
Ma non credo che qualche scoperta del genere sia a breve, ci vogliono almeno altri venti anni.
L’istruzione in carcere

Un amico mi ha passato uno scritto che i suoi famigliari avevano estratto dal sito del ministero, cinque pagine scritto in modo fitto e piccolo.
L’ho letto subito, alla fine ho pensato che una normale persona che lo legge, crederà che in carcere abbiano tutte le agevolazioni economiche per l’università, in più che sono tanti i carceri che agevolano lo studio.
Cosa strana i due carceri dove sono stato aiutano in modo significativo, non sono neanche stati menzionati. L’Università di Urbino e quella di Parma.
La verità è che a parte qualche piccola realtà, tutto il resto è affidato alle possibilità economiche del recluso, inoltre non ci sono aiuti e agevolazioni per lo studio, bisogna arrangiarsi.
Come fanno a scrivere queste cose così palesemente false, niente cella singola o altro, tutto è alla volontà del recluso.
Per esempio io non ho potuto continuare l’università non potendo sostenere le spese economiche, ho dovuto sospendere, e fino a quando non arrivo in un carcere dove c’è nella città l’università come quella di Urbino che dava borse di studio e mandavano gli studenti dottorandi a venirci ad aiutare, oppure come a Parma che venivano professori volontari a prepararci per gli esami.
Qui a Oristano non ci danno neanche un paio di cuffie per assorbire il rumore e poterci isolare. Essendo due in cella, dovrebbero darci la possibilità di convivere. Se uno dei due vuole dormire, l’altro ha il diritto di poter vedere la TV. Viceversa se uno vuole studiare ha diritto di potersi isolare senza farlo pesare all’altro che vorrebbe vedere la TV. Pertanto siamo ancora a queste piccolezze, come possono scrivere una realtà che non esiste. Oristano è solo uno delle centinaia di carceri con regole astruse, burocratiche e dispotiche.
Al ministero dovrebbero rivoltare le carceri come un calzino se vogliono veramente dare una svolta di riforme civili scandinave.
31-08-2016

Antigone

Un amica mi ha mandato un manifesto di Antigone, una associazione che si interessa dei diritti violati dalle varie polizie.
La tortura esiste ma il reato no!
Non potevano sintetizzare meglio questa ferita inferta alla civiltà del paese. Ormai sono nomi che la maggior parte della popolazione conoscono: Diaz, Bolzaneto, Pianosa, Asinara, Asti, Poggioreale(NA) e tanti altri luoghi, tra carceri e caserme.
È riuscita a passare indenne Pianosa, Asinara, Poggioreale(NA)e altri, ma per la scuola Diaz al G8 di Genova del 2001 l’Italia è stata condannata per tortura dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Per la caserma Bolzaneto sempre al G8 di Genova del 2001 e al carcere di Asti, lo Stato voleva pagare i torturati con 45.000 euro, qualcuno ha accettato ma la maggioranza ha rifiutato portando l’Italia in giudizio dinanzi alla CEDU per farla condannare per tortura.
Ricordo che la Corte di Cassazione scrisse nella sentenza di condanna che “erano stati sospesi i diritti umani per la prima volta dalla seconda guerra mondiale”.
Ora tutto l’apparato della repressione che comprende un po’ tutte le polizie, funzionari delle istituzioni e politica, stanno cercando di annacquare la legge del reato di tortura, che l’Italia dovrebbe legiferare dal 1988 quando ha firmato la convenzione con l’ONU.
Istituendo il reato di tortura dovrebbero subito abolire il 41 bis e l’ergastolo, finirebbero tutti gli abusi da parte delle direzioni delle carceri che sono come delle baronie feudali, certe dell’impunità perché tutto il sistema protegge per mantenere lo status quo.
Antigone ha messo in piedi una bella iniziativa, anche se sarà difficile che la spuntano. Entro il 2020 vorrebbero che il 20% del bilancio dell’Amministrazione Penitenziaria venga speso per le misure alternative alla pena.
Sarebbe un atto di volere dimostrare che si vuole cambiare il modello penale, ma temo che le forze conservatrici e privilegiate che attingono dal budget del ministero della giustizia come fosse un pozzo di san Patrizio, faranno di tutto affinché nulla cambi.
Il pessimismo proviene da tanti forse troppi anni di carcere, ma bisogna sperare per non spegnere la luce che è in noi.
01-09-2016

Lo vogliono torturare

Francesca mi ha mandato questo articolo sulla tortura scritto da lei, siccome lo ritengo migliore di qualsiasi discorso, perché usa parole come un rasoio per far capire che il discorso della tortura riguarda tutti noi, nessuno escluso.
Le parole… sembra proprio che a volte facciano tanta paura, per tutta la storia che sottendono. Tanta paura da far venire l’idea, per difendersene, di provare a distorcere il significato. Quale tentazione più forte in un paese in cui legulei tanto Manzoni nella figura dell’avvocato Azzeccagarbugli, così pronto a mescolare carte e parole, per tirar fuori dai guai chi ha fatto qualche bravata di troppo…
“…Purché non abbiate offeso persona di riguardo, intendiamoci, m’impegno a togliervi d’impiccio: con un po’ di spesa, intendiamoci. Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a sapere ben maneggiare le grida, nessuno è reo, e nessuno è innocente.(…)
Pensando e ripensando al tanto agitarsi del nostro parlamento intorno alla parola “tortura”… che a quasi trent’anni dalla precisa definizione che ne ha dato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura(che l’Italia ha ratificato)oggi nel nostro paese ancora sembra non sia chiaro cosa debba intendersi. È davvero imbarazza ripercorrere il dibattito che c’è stato.
Solo un appunto, per ricordare che si era passati da una prima versione in cui per “individuare”il delitto si richiedevano “violenze e minacce”, ad una in cui occorrerebbero “minacce gravi e violenze reiterate”e la necessità di un “verificabile trauma psichico”, in luogo delle “acute sofferenze psico-fisiche”previste in origine. Roba da legulei, appunto, e piuttosto in malafede.
Mi fermo solo un punto: la tortura sarebbe reato se c’è violenza reiterata. Distinguendo dunque da tortura diciamo “semplice”(una tantum).
Come dire:se si è pestati a sangue, se si è obbligati in “posizione vessatoria di stazionamento o di attesa”, da distinguere dalla “posizione vessatoria di transito”… se si è costretti ad accucciarsi a quattro zampe come un cane e percossi con calci nel sedere, percossi alla testa, ai genitali e alle gambe(scusate la mancanza di fantasia, ho ripreso la testimonianza dei ragazzi a Bolzaneto), ma questo accade una sola volta… non è tortura! Magari solo un po’ di cattiveria…
Per assurdo, ma neanche poi tanto, se la logica è questa, si potrebbe arrivare a ipotizzare tipologie di “torture-non-torture”:chiudiamo ad esempio una persona in una stanza, lasciamo che ogni giorno passi qualcuno, ma che sia ogni giorno una persona diversa, a infliggere al malcapitato una quota di violenza… la responsabilità penale è personale, sarà pure tortura la sommatoria delle violenze che la disgraziata vittima subisce, ma difficile, praticamente impossibile, imputare qualcuno del relativo reato.
Vedete? Non è difficile entrare nella mentalità del “leguleio”…
Eppure neanche questo è bastato. Di tortura nel nostro ordinamento ancora non si può parlare. Tutto è rinviato. Ma rimane il voler fare scempio del significato delle parole.
Eppure, “i vocaboli non mutano le cose, ancorché facciamo confusione nelle parole, e negli animi di chi non intende più oltre” (citazione da una lettera di Giovanni Della Casa).
Ancorché si faccia confusione nelle parole… la sostanza delle cose è il pensiero, neanche nascosto da parte di chi si oppone all’introduzione dell’impronunciabile reato, che perfino con tutti i “correttivi”ideali, l’introduzione del reato di tortura legherebbe troppo le mani alle forze dell’ordine perché potrebbe comprimere “l’operatività”[…]nel contesto complesso nel quale dovrebbe venire a trovarsi.” Come dire: lasciateci mano libera e non pretendete che si vada troppo per il sottile, se dobbiamo mantenere l’ordine… Che può essere, che non è, pensiero a cui tutti, nelle forze dell’ordine, s’informano.
Una parentesi. Personalmente sono convinta, da quando della vita in carcere ho letto e ascoltato un po’, che introdurre il reato di tortura comporterebbe il ripensamento di tempi e modi di tante nostre detenzioni “speciali”… Ma su questo si tornerà in altra occasione.
A un gatto randagio che salta dai “classici” cartoon(che linguaggi di mezzo non ne conosce) viene in mente un Carosello che imperversava a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta… la serie di avventure del pirata Salomone che con la sua ciurma scorazza per i mari alla ricerca di tesori nascosti. La trama grosso modo sempre la stessa: ogni volta i pirati fanno prigioniero un nemico che non vuole rivelare dove si trovi il tesoro.
E ogni volta l’impaziente pirata Mano di Fata, sollecita: “Capitano, lo vogliamo torturare?”.
Per fortuna Salomone è pirata pacioccone, e ogni volta lo trattine: “Porta pazienza…”e spiega che per far aprire la bocca al prigioniero c’è un metodo secondo lui migliore e sicuramente più raffinato della rozza tortura:una dolcissima amarena.
Ma non è più tempo di amarene. Quanto pacioccone sarebbe oggi il capitano Salomone? “Porta pazienza… magari direbbe- torturiamo appena appena… uccidiamo poco poco… una volta sola…”
Un pensiero, alle immagini tremende di vittime che tutti abbiamo visto. Pensando anche a quelle di cui poco o nulla si sa, intorno alle quali non si è mossa l’attenzione che parenti coraggiosi(madri, sorelle che non si arrendono)hanno saputo smuovere. Che magari una sola volta sono stati malmenati, una volta solo soffocati. Che una volta sola sono morti.
La discussione in parlamento sull’introduzione del reato di tortura va dunque in vacanza. Ma sono tanti a ricordare che, anche se è estate, il dolore non va in vacanza, né dovrebbe la giustizia…
02-09-2016

Partito radicale

I radicali con l’associazione “Nessuno Tocchi Caino”a loro collegata, hanno organizzato il loro congresso nel carcere di Rebibbia di Roma.
Avevano invitato anche 44 detenuti iscritti al partito radicale. Il segretario dell’OSAPP Leo Beneduci del sindacato della polizia penitenziaria, ha subito denunciato il caso; non perdono mai occasione per mettersi in mostra.
La motivazione è che radunare tutte queste persone pericolose, nuocerebbe alla sicurezza del carcere di Rebibbia.
Premesso che a Rebibbia c’è una sezione del regime di tortura del 41 bis, inoltre ci sono anche e sezioni alta sicurezza, pertanto non stiamo parlando di un piccolo carcere che non abbia esperienza, ma la bufala è che 27 venivano dal carcere di Opera, il rimanente dal carcere di Parma e Voghera, pertanto non è che venivano da tanti carceri. Se fosse come dice questo signore, i 27 reclusi del carcere di Opera dovrebbero essere divisi in varie carceri.
Non contento ha dichiarato che si augura che il convegno non sia il tentativo di annacquare il 41 bis, lo difende perché ormai è diventata una mangiatoia e uno strumento per mantenere i loro privilegi e poltrone.
Il ministro dando credito alla realtà della situazione al DAP, che comandano i sindacati della polizia penitenziaria, subito ha negato il trasferimento.
Quando i dinieghi osservano una regola ottusa, quella di tenerci lontano dalla vita sociale, anche se non voleva trasferirli, poteva autorizzare la videoconferenza, ma non vogliono che facciano i cittadini, ci preferiscono malavitosi, così possono continuare ad agitare l’insicurezza e la paura per un modello sicuri tate e repressivo.
La videoconferenza la usano per i processi, ma non la possiamo usare per i colloqui e per partecipare a congressi o iniziative culturali.
Se non cambia questa mentalità, nessuna riforma potrà mai essere fatta.
03-09-2016

Santo Stefano

Vicino Ventotene c’è l’isola di Santo Stefano dove durante il Regno delle Due Sicilie costruirono un carcere che per l’epoca era moderno.
Durante il meeting tra Renzi, Merkel e Holland per decidere il futuro dell’Europa dopo l’uscita dell’Inghilterra. Renzi ha dichiarato che il carcere di Santo Stefano diventerà un campus universitario europeo.
Ogni anno l’associazione Liberarsi insieme a tanti volontari va sull’isola di Santo Stefano per visitare il cimitero degli ergastolani.
Fino a pochi decenni fa, gli ergastolani che morivano in carcere venivano seppelliti senza nome. L’addetto al cimitero ha conservato tutti i nomi delle tombe, e trasmesso tutto al figlio che ora è il guardiano del carcere e del cimitero. Questo ha consentito già dare sepoltura a un ergastolano tramite l’associazione Liberarsi.
Ora se Renzi vuole fare un campus universitario, il cimitero andrà perso, per questo motivo ho scritto a Giuliano Capecchi di organizzare qualcosa per far dare una degna sepoltura nei loro paesi informando i loro parenti.
Mi auguro che ci riesca, in caso contrario saranno uccisi per la seconda volta.
04-09.2016

Costarica

Ieri ho visto una trasmissione su Dmax, parlava di un Tucano che la violenza degli uomini gli aveva staccato il becco superiore, salvato da persone amanti degli animali, era diventato il simbolo di una campagna per l’approvazione di una legge contro il maltrattamento di tutti gli animali.
Gli alunni di una scuola hanno fatto una raccolta di firme e presentate al Presidente della Repubblica. Una bella scena vedere alcune alunne di una decina d’anni consegnare le firme al Presidente.
Usando del nailon in polvere, con una stampante 3D, hanno creato il becco del Tucano e con un operazione glielo hanno attaccato, non l’hanno colorato per lasciarlo al naturale.
Il Costarica è l’unico paese al mondo che ha abolito l’esercito, l’unico ad aver sostituito con l’energie rinnovabili il suo fabbisogno energetico, ha enormi parchi nazionali per tutelare la sua immensa biodiversità di flora e fauna, adesso se legifera una legge contro i maltrattamenti degli animali, credo che tutti i paesi dovrebbero prendere spunto ed imitare il Costarica per un futuro migliore per l’umanità.
05-09-2016

Monastero di Santa Chiara

Da oltre sei anni mi scrivo con le monache cappuccine. Quando mi trovavo al carcere di Parma durante le feste ci scrivevano una lettera, e da allora ho preso questa corrispondenza.
Gli ho fatto mandare una copia del mio libro sul 41 bis,(Le cayenne italiane. Ed. Sensibili alle foglie), uscito da poco tempo, mi hanno scritto una bella lettera, per la prima volta l’hanno fatto a penna, condividendo tutto quello che ho scritto e l’insieme del libro.
Sapevano già qualcosa del regime di tortura del 41 bis, credo avendolo letto nel libro di Carmelo Musumeci. Hanno scritto che è realmente scandaloso e ributtante.
Mi hanno fatto i complimenti per l’introduzione, l’hanno ritenuto molto coraggiosa, perché ho dato una lettura politica dei fatti controcorrente, ma che nella coscienza popolare non trova credito.
Menzioniamo il Manzoni: “il popolo va dietro a chi grida al momento”. Abbiamo il sentore di vero inganno, ma non abbiamo come difenderci.
È stata una soddisfazione sapere che ho toccato nel segno, perché dopo trent’anni di carcere la realtà è filtrata attraverso i media, che purtroppo invece di informare disinformano la popolazione, e potevo sbagliarmi sugli eventi accaduti.
Hanno inviato in dono 100 euro all’Associazione Liberarsi.
Hanno fatto un elogio ai valdesi, perché con l’otto per mille finanziano il progetto “l’evasione possibile”, libri scritti da noi detenuti.
06-09-2016

La solidarietà

Oggi leggo nella cronaca di Nuoro, che i detenuti hanno fatto una raccolta di fondi per i terremotati del centro Italia.
L’articolo è di pregio perché è stato scritto con il cuore, hanno evidenziato la solidarietà dei reclusi, anche se la cifra è modesta, l’importante è il gesto.
Con la nuova direttrice Pesenti, Nuoro, si può dire che sia entrata nella civiltà europea, pertanto questi gesti sono agevolati.
Diversamente sa Oristano che ha una burocrazia accentuata e pelosa, abbiamo fatto anche noi la raccolta di fondi per il terremoto, ancora devono scaricarli, mi auguro che vengano inviati, ho qualche dubbio.
E talmente radicato questo potere del carcere di Oristano, che anche dopo una circolare del Ministero che ha recepito le nostre richieste, nulla è cambiato, anzi per certi versi su alcune cose è peggiorato.
07-09-2016

La prepotenza istituzionale

Ormai certe aziende private sono talmente arroganti per le loro protezioni politiche, che ritenerle illegali si può essere accusati di diplomazia, perché non è la realtà.
In una località del nuorese che si chiama Decimoputzu, c’è un allevatore Giovanni Cualbu che ha un azienda agricola con cento ettari di terreno dove pascolano 1800 pecore, questa attività va avanti da quattro generazioni.
La ditta Flumini Mannu LTD, società con sede legale a Londra e domicilio a Macomer, riconducibile all’holding Angelantonio, colosso che si occupa anche di energie rinnovabili.
Il ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale dell’impianto solare termodinamico di Flumini Mannu, esteso per 270 ettari, tra i territori di Villasor e Decimoputzu, se venisse realizzato sarebbe uno dei più grandi d’Europa.
Nel mezzo ci sono i terreni della famiglia Cualbu, insieme a qualcun altro che non hanno ceduto alle lusinghe e ai soldi offerti dalla Flumini Mannu LTD.
La Flumini Mannu è stata costruita ad hoc ed è rappresentata da un architetto locale, Luciano Virdis.
Il rifiuto ha fatto scendere in campo anche la sindaca locale di Fonni, che ha dichiarato: mentre sono tutti in ferie, in pieno stile italiano, il progetto ha subito un’accelerazione di firme e autorizzazioni, con la speranza che tutto passasse sotto silenzio.
L’allevatore forte dell’appoggio del consiglio comunale e del paese, ha raccontato quello che è successo, si sono presentati a casa sua con una valigetta piena di soldi, prima volevano affittare i terreni, ricevuto il diniego. Hanno tentato con l’esproprio ritenendolo un progetto di pubblica utilità.
La pubblica utilità è una scuola, un ospedale, una strada ecc., non un progetto energico di una ditta privata.
Non sono solo in questa loro battaglia, ci sono gli ecologisti, Coldiretti e la stessa regione Sardegna che aveva già espresso parere negativo al progetto.
Tra due privati non può esserci “la pubblica utilità”, sarebbe anticostituzionale, sarebbe un principio che darebbe la possibilità a questi grossi gruppi di fare il bello e il cattivo tempo con la gente, una sorta di Far West “legale”.
L’architetto Virdis con convinzione(sarà pagato bene)porta avanti la sua lotta per espropriare i terreni, perché secondo lui la legge è dalla sua parte, perché la pubblica utilità sarebbe previsto dalla legge anche in casi come questi, di proprietà privata.
La prepotenza del potere non conosce la legalità, ma solo l’interesse, e per arrivare ai loro fini sono pronti a passare su tutto e tutti. Altro che criminalità.
08-09-2016

Schiavitù americana

Negli Stati Uniti c’è un sistema carcerario che ammette la schiavitù… diciamo democrazia, i detenuti devono lavorare con una paga misera, ed è obbligatorio.
C’è un apparato industriale e agricolo che sfrutta i detenuti come schiavi, tutto legalizzato con la copertura della Costituzione. Il 13° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti permette di mantenere l’eccezione della schiavitù nelle prigioni statunitensi. Dichiara che: “negli Stati Uniti non deve esistere né schiavitù né schiavitù involontaria, tranne come punizione per un crimine per il quale una persona sia stata debitamente condannata”.
Se un detenuto non svolge i compiti come vogliono le guardie vengono puniti. Hanno sostituito la frusta con gli spray anti-aggressione, ma parecchie torture rimangono le stesse: isolamento, strumenti di contenzione, spogliati e i loro corpi frugati come fossero animali.
La schiavitù è viva e vegeta in tutti gli Stati americani. I detenuti di tutte le carceri hanno detto basta, hanno organizzato una protesta per abolire la schiavitù negli Stati Uniti.
Hanno lanciato un appello affinché lascino i raccolti marcire nelle piantagioni e i detenuti non devono più collaborare con le istituzioni che li rinchiudono e li fanno fare gli schiavi.
I reclusi americani per organizzare lo sciopero hanno superato le barriere razziali che impedivano l’unione per opporsi ai tanti soprusi del sistema penitenziario.
Credo che lo stipendio che gli viene dato, sia uguale a quello che percepiamo noi in Italia, una miseria da schiavi.
09-09-2016

L’oro di Napoli

L’archivio storico del Banco di Napoli ha diciassette milioni di nomi e cognomi con la loro storia, che parte dal 1539 fino alla metà del Novecento, formano l’archivio bancario più grande al mondo.
Questo immenso deposito di memoria è stato restituito alla città, si trova nei quattro piani del Cinquecentesco Palazzo Ricca in Via dei Tribunali, nelle 330 stanze sono confluiti nel Seicento tutti gli archivi degli otto banchi napoletani, sono conservati 300 milioni di documenti in oltre 60 mila faldoni.
Il custode-sacerdote di questo tempio del tempo è Eduardo Nappi, da 53 anni responsabile dell’archivio. Nel 1963 quando prese in consegna l’archivio, ovunque c’erano cumoli di fascicoli, lui ha fatto emergere storie di vita bancaria quotidiana, come quella di Caravaggio che il 6 ottobre 1606 ritira 200 ducati offerti da Nicola Radulovich per una “Madonna con bambino”da consegnare entro dicembre dello stesso anno.
C’è un esercito di nomi sconosciuti ma anche tante celebrità storiche. Spesso i debiti non venivano saldati, come fece Garibaldi che nel 1874 chiese per suo figlio Menotti un fido per una somma corrispondente agli attuali 70 mila euro. Il debito non verrà mai pagato. Il Banco di Napoli con un atto di generosità nel 1883 gli estinse il debito.
C’è tutta una storia di circa quattro secoli da tirare fuori. Può evidenziare la prosperità napoletana, prima e dopo lo spartiacque del 1860.
10-09-2016

Kurdistan

Un kurdo dal carcere scrive: “Quando i kurdi non verranno più perseguitati. Quando la regione kurda non sarà più ridotta in un bagno di sangue, sottoposta a ferro e fuoco. Quando non esisterà più la repressione brutale della libertà d’opinione e di pensiero. Quando Erdogan nel suo palazzo e la sua banda aggiungeranno allo loro ideologia razzista “uno stato, una nazione, una bandiera, una lingua”, non anche “solo una voce”e quando riusciranno a considerare la polifonia non come “terrorismo”.
In ogni caso io posso fare affidamento su un processo onesto. Su di noi è calata la pesante democrazia dell’Europa di oggi. Questa pesantezza ci ricorda la spada degli ottomani. Senza dubbio non piegheremo la testa di fronte a questa spada. Sopportiamo il dolore. Possiamo anche lasciarci la vita. Ma piegarsi non è parte della discussione.
I kurdi non hanno altra scelta che combattere, sono costretti dallo stato turco ma principalmente dal dittatore Erdogan, che con l’appoggio del mondo Occidentale, suo complice di questo genocidio che continua da un secolo.
Se fossi kurdo combatterei. Onore a questo popolo fiero e indomabile.
11-09-2016

Papa Francesco

Ho scritto questa lettera nell’occasione dell’invio del mio libro uscito da qualche mese.
Carissimo Papa Francesco
Sono un recluso ergastolano ristretto dal 1983, in tutti questi anni ho provato tutte le “delizie del sistema carcerario italiano.
Mentre leggevo il racconto su Mons. Vladimir Ghika dalle Chiese dell’Est, ho pensato di scriverti.
La Via Crucis di questo santo avvenuta nel dopoguerra, sembra un tempo tanto lontano, invece nella civilissima Italia, queste torture sono l’attualità.
Il mese scorso è uscito il mio libro che ti invio, improntato sulle due isole che hanno incarnato la ferocia della persecuzione subita da Mons. Ghika e il clero rumeno.
Ma, il diavolo non è mai stanco di escogitare nefandezze per dispensare sofferenze dove trae la sua linfa malvagia.
Chiuse queste due isole incarnazione del diavolo, hanno costruito due sezioni all’interno dei nuovi carceri di Sassari e Cagliari, per il regime di tortura del 41 bis.
Da circa un anno hanno aperto Sassari; Cagliari ancora no.
La sezione è sotto terra, senza finestre pertanto senza luce e aria naturale, tutto ristretto in pochi metri quadrati per quattro persone, che nella stragrande maggioranza sono condannati a morte con la pena dell’ergastolo. Nessuno di loro ne uscirà sano di mente.
Il cappellano del carcere di Sassari, anche autorizzato, non visita questi reclusi, li ritiene una sorta di lebbrosi da evitare.
Mi chiedo dove sono tutti quei parlamentari che si ritengono cattolici, che per avere risonanza mediatica si comportano come i fondamentalisti islamici che invocano la legge del taglione. Lo fanno solo per i voti.
Sono sepolti vivi con la pena di morte, ma anche materialmente e in più torturati. Nessuno se ne occupa perché la setta giustizialista li ha mostrificati a tal punto da inculcare nella gente, che non hanno nessun diritto, pertanto possono essere torturati.
Tu sei un pastore, forse meglio dire il “Pastore”, non puoi abbandonare un gruppo di pecore il cui vello è stato dipinto di nero dalla discriminazione razzista antimeridionale.
Confido in te per addolcire il cuore di questi carnefici che “legalmente”fanno torturare queste persone.
La tortura è un crimine contro l’umanità, tu stesso l’hai affermato.
Sarebbe un segnale forte se la Chiesa cattolica istituisse un giorno dedicato alla tortura. Anche per dare l’esempio alla classe politica italiana che dopo aver firmato i protocolli internazionali, ancora deve inserire il reato di tortura nel Codice Penale.
Sei una bella persona, un vero uomo, e un grande Papa, peccato che la tua visione di politica mondiale, ti impedisce di sentire le grida di sofferenza nel tuo giardino.
Tenendoti nei miei pensieri migliori, ti abbraccio forte con tutto l’affetto del mio cuore, con l’augurio che il sole della vita non ti abbandoni mai.
De Feo Pasquale

Oristano 12 settembre 2016
12-09-2016

Una studentessa sarda

Stamane leggo un articolo sulla Nuova Sardegna, su una studentessa di Monastir in provincia di Cagliari. Questa ragazza di appena sedici anni ha già due titoli: la maturità americana e il prestigioso diploma di International Bacchalaureate. Un passaporto globale per gli studenti del XXIsecolo, accettato in tutti i paesi del mondo.
Si chiama Marcia Viola, risiede a Monastir, dopo il ginnasio ha deciso di provare l’avventura degli Stati Uniti. Al Campus Ef di New York dove ha studiato, è stata la più giovane allieva del corso, a cui è stata ammessa prima dei 15 anni. Il motivo è stato scritto nel suo curriculum:a13 anni aveva già ottenuto la certificazione Cambridge per la lingua inglese, a 14 anni la Delf B2per il francese.
Negli States contano anche i meriti sportivi: è agonistica di vela allo Yatch Club Cagliari, è cintura marrone di judo, pratica il nuoto e lo sci alpino. Appassionata di musica è stata scelta come primo violino al gran concerto per la graduation, la festa di diploma tenutosi alla Spellman Hall di New York davanti a mille persone.
Piazzandosi tra i 20 migliori allievi del college, gli è stata riconosciuta dal governo americano una borsa di studio quadriennale di 17 mila di dollari l’anno per continuare gli studi in America.
Alla fine di agosto ha lasciato Cagliari ed è volata al Manhattan College a New York.
Ha dichiarato che in Italia c’è un fosso che separa i professori dagli studenti, uno e alla cattedra e gli altri sono ai banchi. Negli States il rapporto è molto confidenziale. Non ci sono sconti, le regole vanno rispettate o sei fuori.
Non ci sono le coperture della privacy, sono tutti on line. Se le università vedono che vai forte ti mandano mail già al penultimo anno di liceo, ti corteggiano.
Sono fiera di essere italiana, fuori ci disprezzano come sistema, ma ci apprezzano come individui. Sono andata fuori perché l’Italia ha smesso di pensare ai giovani.
La sua intervista finisce con una bella frase che fa riflettere: “Una madre(patria)che costringe i suoi figli ad andarsene per poter vivere non è più una madre”.
Ho visto un notiziario che ha dato la notizia, ha dato risalto alla ragazza per le sue doti, ma l’unica cosa che non ha detto, è stata la frase che all’estero ci disprezzano per il nostro sistema, la censura ferrea del potere e attenta anche a questi particolari.
All’estero dovrebbero sapere che anche noi italiani disprezziamo questo sistema criminale.
13-09-2016

La routine

Quando in carcere la routine la fa da padrone, e la prigione funziona bene per le autorità, significa che va tutto male per i detenuti.
La regolamentazione estrema che toglie ogni sensazione di umanità, robotizza i reclusi e li costringe a crearsi una maschera per salvaguardare almeno la dignità.
Purtroppo, come il pesce puzza dalla testa, così anche nel sistema penitenziario è la cima della piramide che permette ogni sorta di sopruso da parte dei funzionari che gestiscono il singolo carcere.
Sulla carta il codice penitenziario è uno dei migliori al mondo, ma nei fatti è in balia dell’interpretazione di direttori che per limitare i diritti dei detenuti, si inventano qualsiasi stupidaggine per restringere la vivibilità dei prigionieri.
Il direttore che applica nella quasi totalità il codice e di suo ci mette l’umanità, viene attaccato ferocemente dai sindacati della polizia penitenziaria, perché i diritti dei detenuti portano più lavoro alla polizia penitenziaria, e siccome è diventata una consuetudine, come fosse un diritto acquisito, che la polizia penitenziaria deve fare meno lavoro possibile.
Con il ricatto e la paura stanno plasmando i reclusi come un gregge di pecore. Vengono ascoltati solo quando protestano, in caso contrario tutte le rimostranze per iscritto hanno poco credito verso le autorità, perché gli scritti sono controllabili dal sistema, viceversa non lo sono gli scioperi e le proteste.
Sarebbe bello uno sciopero nazionale come quello organizzato dai detenuti in America, sono sicuro che finirebbero le baronie feudali che inquinano in modo eccessivo il sistema penitenziario.
14-09-2016

La grande spartizione

Ogni due mesi gli amici di Ampi Orizzonti mi mandano l’opuscolo OLGA, dove ci sono scritti di politica internazionale, interviste di compagni sui luoghi dove ci sono guerre e repressioni, come ad esempio la tragedia kurda, quella siriana, irakena ed altre.
Ho trovato un articolo sulla Libia, come le altre volte ribalta tutte le disinformazioni della Stampa Occidentale, che pensa a coprire ogni malefatta degli Usa e l’UE che si accoda sempre gli americani.
Subito dopo l’omicidio di Gheddafi, le potenze impegnate, tra cui l’Italia, si sono spartite il bottino della grande rapina che hanno commesso:150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati alla sua morte.
Una parte di questi soldi erano stati investiti da Gheddafi per creare una moneta africana, in alternativo al dollaro e al franco Cfa.
Hillary Clinton convinse Obama a rompere gli indugi, e il Presidente americano, firmò un documento segreto, che autorizzava una operazione coperta in Libia e la fornitura d’armi ai ribelli, compresi gruppi fino a poco prima classificati terroristi, mentre il Dipartimento di Stato diretto dalla Clinton li riconosceva come “legittimo governo della Libia”. Contemporaneamente la Nato sotto comando Usa effettuava l’attacco con decine di migliaia di bombe e missili. Nello stesso tempo attaccato dall’interno con forze speciali, tra cui 5 mila solo dal Qatar.
Smantellarono lo Stato libico, causando una catastrofe sociale, che fino ad oggi ha fatto più vittime della guerra stessa, purtroppo continua e non si sa per quanto tempo ancora.
Nel frattempo si sono spartiti i soldi e le risorse energetiche, ma alle multinazionali statunitensi e quelle europee, questo non basta, mirano anche all’oro bianco. Sotto la Libia, Egitto, Sudan e Ciad, c’è un immensa riserva di acqua fossile. Chiamata “falda nubiana”.
Ricordo che Gheddafi aveva creato un grande acquedotto che trasportava questa acqua potabile per le persone e per l’irrigazione, milioni di metri cubi al giorno estratti da 1300 pozzi nel deserto, per 1600 KM fino alle città costiere, rendendo fertili terre desertiche. Gli americani orchestrarono una campagna contro instillando nelle persone che l’acquedotto serviva per far passare carri armati e altri veicoli dell’esercito, insomma erano per uso militare e non per portare l’acqua.
Forse già allora programmavano il progetto per impadronirsi dell’acqua o forse dell’intera Libia; gli americani fanno progetti a lungo respiro.
Credo che Gheddafi ha fatto la fine di Saddam Hussein, per un solo motivo, abbandonare il dollaro per altra moneta.
Saddam voleva cambiare il dollaro nella vendita del petrolio con l’euro, gli americani hanno invaso l’Iraq, ucciso Saddam e distrutto il paese, ancora oggi gli iracheni stanno pagando le conseguenze dell’infame gesto di Bush.
Gheddafi voleva creare con i suoi immensi fondi economici, una moneta africana nell’ambito dell’Unione Africana, di conseguenza abbandonando il dollaro e il franco, questo avrebbe permesso all’Africa di iniziare a camminare con i suoi passi. L’inizio del pensiero di SanKara: “l’Africa agli africani”.
Il saccheggio del continente africano continua e fanno di tutto affinché niente possa interromperlo. Siccome e a livello industriale, non viene ritenuto un crimine, per lavarsi la coscienza ogni tanto prendono qualche signorotto della guerra e lo processano al Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Gli Stati Uniti lo usano per i loro fini geopolitici, ma non hanno firmato il protocollo, in modo che i suoi militari non possono essere processati.
C’è sempre tanto marcio, dietro ogni operazione di polizia internazionale che ci propugnano i media Occidentali. Purtroppo la gente lo capisce dopo anni quando il misfatto è ormai compiuto.
Il destino della Libia è segnato, le parole sul Corriere della Sera dell’ex presidente ENI Paolo Scaroni, oggi vice presidente della Banca Rotschild(la stessa che finanziò l’invasione di Garibaldi nel Regno delle Due Sicilie): “Occorre finirla con la funzione della Libia, paese inventato dal colonialismo italiano. Si deve favorire la nascita di un governo in Tripolina, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi.
Spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obbiettivo di federarsi nel lungo periodo. Nel frattempo ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche”.
Questi non rapinano banche, ma paesi interi, disinteressandosi della popolazione. Criminali all’ennesima potenza, ma purtroppo quello che fanno è tutto legale.
15-09-2016

Cicala periodica

L’amico Giuseppe mi manda le riviste religiose del suo credo, come è mio costume leggo tutto ciò che mi mandano. In materia religiosa ho le mie convinzioni, ma rispetto quelli che credono, perché la religione, come la politica, se non vengono estremizzate, possono fare solo del bene alla gente.
Ho trovato un articolo molto singolare sulle cicale, queste vivono in tutti i continenti, escluso l’Antartide. C’è né una che vive solo nell’America nord-orientale, si chiama cicala periodica.
Ogni 13-17 anni, in primavera milioni di cicale periodiche appaiono improvvisamente per alcune settimane. In poco tempo si tolgono la pelle larvala, friniscono in modo assordante, si riproducono e muoiono.
Le femmine dopo accoppiate depongono sui ramoscelli dalle 400-600 uova, dopo alcune settimane le uova si schiudono, le ninfe si lasciano cadere a terra e iniziano la loro vita sotterranea, dove si nutriranno solo della ninfa delle radici.
Dopo 13 o 17 anni la nuova generazione riemerge dal terreno e ricomincia il nuovo ciclo.
Non mi stupisco più di niente, quando riguarda la natura, nel suo mistero è tutto normale.
16-09-2016

Centrale termica e concentrazione

Una decina di giorni fa ho parlato di questa rapina che stavano facendo a Decimoputzu, ai danni dell’allevatore Giovanni Cualbu.
Gli vogliono espropriare i terreni per impiantare una centrale termica a concentrazione, lui giustamente si oppone.
In suo favore è intervenuto il prof.Paolo Mura Cuglia, docente di fisica energetica, ha dichiarato in un intervista a l’Unione Sarda. È un progetto vecchio, obsoleto e anti-economico.
La tecnologia di questi impianti risale agli anni Ottanta negli USA. La tecnologia degli specchi solari a concentrazione. Questa tecnologia è stata superata ampiamente dal fotovoltaico.
Questi progetti vanno bene nelle zone desertiche, tanto spazio e sole a volontà, diventano anti-economici, inquinanti e devastanti dove non ci sono queste peculiarità.
A Decimoputzu è solo una devastazione di terreni agricoli, esclusivamente per incassare gli incentivi del governo. All’epoca dei tempi di Alfonso Pecoraro ministro dell’Ambiente, per contrastare la diffusione selvaggia delle turbine eoliche, stabili incentivi alti per il termoelettrico solare; 200 euro a megawattora. Quotidianamente lo Stato dovrà sborsare una bella cifra. Ma, se il governo abbassasse gli incentivi, come fece Mario Monti con il fotovoltaico, la convenienza svanirebbe e così anche queste imprese con questi progetti parassitari che servono a succhiare soldi nelle casse dello Stato.
17-09-2016

Primi in classifica

Il Napoli è il primo in classifica, speriamo che sia di buon auspicio e riusciamo a tenere il passo per tutto il campionato.
Il tradimento di Higuain è già un ricordo lontano, perché Milik sta facendo molto bene in cinque partite ha fatto già sei gol.
Quest’anno abbiamo anche le riserve di pari livello, pertanto con la rotazione non arriveremo ad aprile scoppiati dalla fatica.
I soldi della vendita di Higuain ci hanno consentito di avere una squadra più forte in senso globale, l’anno scorso avevamo la parte forte nell’attacco e con undici titolari inamovibili.
Sognare è il primo passo per raggiungere i traguardi che si ambiscono.
Forza Napoli.
18-09-2016

Le colonie

Ho letto una frase che mi ha lascito molto perplesso: “Per colonizzato, la vita non può nascere che dal cadavere in decomposizione del colono”. Frantz Fanon.
Storicamente tutte le colonie si sono liberate ribellandosi e facendo una guerriglia contro i colonizzatori. Non ricordo se c’è stata una colonia che sia stata liberata senza combattere.
Tutta l’Africa colonizzata dall’Europa, si è conquistato la libertà a prezzo di molto sangue, lo stesso in Asia e nelle Americhe.
Purtroppo sono caduti dalla padella alla brace, perché i colonizzatori sono andati via fisicamente, ma sono rimasti con la finanza e l’economia, stringendo il cappio attorno al collo delle nazioni che si sono liberate, pertanto la colonizzazione è diventata di altra natura, ma in certi versi peggiore, perché le nazioni europee che avevano colonizzato il continente africano, per salvaguardare i loro interessi, hanno piazzato dei feroci dittatori che si macchiano di nefandezze mostruose, sicuri dell’impunità se fanno tutto ciò che è nell’interesse dei vecchi colonizzatori.
Alcuni di questi dittatori che vanno per la loro strada, fanno di tutto per mandarli davanti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Viceversa chi fa il bravo servo non avrà nessun problema per i suoi crimini.
Sembra di assistere a dei giochi di prestigio. Cambiamento totale, invece nulla è cambiato, tutto procede come nell’Ottocento, con la modernità e le nuove tecnologie, ma nei fatti loro rimangono servi e in alcuni casi schiavi, e gli europei padroni.
Il saccheggio del continente africano continua sotto gli occhi di tutto il mondo, indifferenza anche per i milioni di morti causati dal saccheggio, alimentate guerre e guerriglie ad arte per alzare una cortina fumogena, affinché la grande rapina continui nel silenzio.
Fino a quando nel mondo ci saranno queste iniquità, ci saranno sempre ribellioni che l’Occidente marchierà come terroristi.
19-09-2016

Cacciatori di mammut

Nella tundra siberiana ci sono migliaia di cacciatoti di frodo che battono la tundra per trovare le zanne dei mammut e i corni dei rinoceronti, imprigionati nel permafrost migliaia di anni fa.
Una zanna può pesare 60-80Kg ed essere venduta dai 30-70 mila dollari, ce chi riesce a guadagnare 100 mila dollari in una settimana, ma non tutti riescono, solo il 30% di questo tesoro.
Purtroppo il rovescio della medaglia è che la ricerca provoca un disastro ambientale, perché per trovare le zanne, con potenti getti d’acqua spariscono intere colline e le frane deviano i corsi dei fiumi. Inquinano perché consumano tonnellate di gasolio e i gas di scarico ammorbano l’aria.
La Siberia è immensa, ma dove operano questi moderni bracconieri, cambiano il paesaggio con i loro scavi.
I trafficanti cinesi che gestiscono il business, sono gli unici che si arricchiscono, mentre lasciano macerie dietro di loro, il disastro avrà bisogno di decine di anni di lavoro della natura, per rimarginare le ferite inferte.
20-09-2016

Il destino

Dove si nasce si decide il destino dell’uomo. Una verità difficilmente che possa essere contrastata.
Nascere a Riad in Arabia Saudita si diventa mussulmani wahhabiti, l’islam più estremista, di conseguenza si è facile preda nel diventare un terrorista islamico.
Nascere in Italia, si diventa cristiani, facilmente intolleranti agli emigranti, per paura che ci vengono a toglierci il nostro benessere.
Nascere nel Sud Italia, si ha il destino segnato, perché siamo una colonia interna, trattati come cittadini di serie B, lasciati all’abbandono istituzionale, presenti solo con la repressione.
Generazioni senza speranze, destinati a essere “carne da cannone”, come si diceva una volta nelle guerre Ottocentesche, oggi lo sono del mastodontico apparato repressivo.
Fossi nato in Norvegia, non avrei avuto questo destino, oppure in territorio tosco padano, perché li ci sono le prospettive e di conseguenza speranza.
Bisognerebbe avere fortuna anche dove si nasce. Chi dice che il destino c’è lo creiamo noi, dice una stronzata. È solo questione di fortuna.
Pazienza. Se c’è la rinascita o l’incarnazione, speriamo che la prossima volta siamo più fortunati e di nascere in un posto migliore.
21-09-2016

Uno Stato che rifiuta i valori antropologici… di Salvatore Pulvirenti

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Salvatore Pulvirenti, detenuto ad Oristano, ci ha inviato un suo pezzo.

Un pezzo breve, ma lucido.. sulle conseguenze di certi tipi di carcerazione.

L’uomo deve essere ricondotto a se stesso. Non allontanato da se stesso.

Dalle descrizioni della sofferenza che genera un sistema malato, è ancora più forte in noi la spinta verso una vera “guarigione”. Guarigione di chi è dentro, guarigione di chi è furoi, guarigione di tutti.

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Uno Stato che rifiuta i valori antropologici, non ha un’etica morale. Per valori si intendono, in senso lato, tutte le attitudini, comportamenti positivi che dovrebbero caratterizzare l’essere umano e la sua società, distinguendolo dall’animale. Oggi si parla spesso della pena di morte in Italia ma anche in tanti paesi europei. È una battaglia che dura da decenni: diciamo che in alcuni paesi è stata abolita e sostituita con pene lunghe. Attualmente il nostro paese è il primo in Europa che si batte per l’abolizione della pena di morte.

Ora io vorrei fare riflettere le persone che vivono in uno stato democratico. Si è vero; il nostro paese combatte da sempre per fare prevalere i diritti dell’uomo. Però se noi riflettiamo per un momento, nel nostro paese esistono due pene capitali: il primo è l’ergastolo ostativo escluso da qualsiasi beneficio: non puoi mai uscire, non hai un fine pena, per cui devi per forza morire in carcere, salvo collaborare con la giustizia. Il secondo è il 41 bis un regime particolare dove il condannato ha una restrizione disumana, conduce l’essere umano al suicidio psicologico e a volte anche fisico o devastandolo psicologicamente portandolo alla pazzia. Entrambe queste pene, sono due pene di morte mascherate che tutt’oggi prevalgono in Italia.

La cosa che fa molto male è quella che queste due pene sono le conseguenze che emergono durante la carcerazione. Se facciamo riferimento all’ergastolo ostativo, le cause sono devastanti, in quanto produce una serie di conseguenze legate allo stato psicologico, dopo decenni di carcere, e la consapevolezza di non poter mai uscire, fa venire fuori lo stato interiore negativo, che danneggia se stessi e le persone che ti stanno accanto. La prima causa è la depressione che implica varie patologie allo stato mentale, come il suicidio, autolesionismo, deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, la riduzione di percezioni. Il 41 bis ti causa l’allontanamento dai propri famigliari, la chiusura in te stesso, riduzione della memoria, riduzione delle cellule ricettori, asociale nel dialogo, e il rifiuto delle cose più care; è come essere in uno stato di abbandono. Per colmare questi malesseri, che durano parecchi anni, si ricorre a psicofarmaci, che per prima ti danno un senso di benessere, poi si entra in uno stato di assuefazione, e si addentra in un tunnel dal quale è difficile poterne uscire, se non lesionato gravemente.

Oristano. 25-4-2016

Salvuccio Pulvirenti

Diario di Pasquale De Feo 22 luglio – 21 agosto

diario11[1]

Grazie alla nostra Nadia.. ecco il Diario di Pasquale De Feo -detenuto ad Oristano- relativo al mese di agosto.

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I frutti della lotta

Ci è arrivata una circolare del ministero esclusivamente sul carcere di Oristano, sono i risultati della nostra protesta.
Il Garante Nazionale ha stilato una relazione sul nostro incontro, trasmessa al Capo del Dap, hanno prodotto questa circolare; sono andati oltre le nostre richieste, manca solo una decisione sui volontari che qui non entrano.
Come è il suo solito il direttore con lentezza esasperante o meglio dire burocratica ancora deve applicare i punti che più ci riguardano.
Hanno dato mandato che gli ergastolani devono stare da soli in cella, le celle devono essere occupate al massimo da due persone, ora devono decidere come applicare queste disposizioni.
Ci hanno consentito la stampante, ma ancora devono concedercela, perché il direttore non si sa per quale motivo ha la fobia quando sente la stampante, forse ha qualche problema con la cultura e ritiene che i prigionieri devono starne lontani.
Dalla finestra riesco a vedere l’area verde per i colloqui, non l’avevamo chiesta, ma il Dap gliela imposta e subito l’ha fatta anche se è piccola, potevano fare qualcosa di moto più grande perché c’è tanta terra, ma per lui è già qualcosa di eclatante.
Ricordo che un operatore dell’area trattamentale mi disse in un discorso fatto dopo la protesta: “qui non sono ben viste le aperture del Dap”, significava che il direttore non voleva aperture, ed è costretto alle decisioni di Roma, ma lo stesso cerca di limitarle il più possibile.
Se continuiamo a vedere che rimanda tutto alle calende greche, dobbiamo scrivere per informare il Garante Nazionale di intervenire.
22-07-2016

La moltiplicazione delle banche

Spesso si leggono delle notizie che fanno riflettere perché sembrano inverosimili, forse abbiamo più banche della Svizzera, ma la popolazione non né trae nessun beneficio, solo l’elite del “Principe”-politica, sindacati, banche, confindustria, chiesa- né hanno tutti i privilegi, poi c’è l’apparato repressivo che li protegge e ne beneficiano anche loro, principalmente la magistratura.
L’Italia conta 600 differenti banche, il numero delle filiali supera quelle delle pizzerie presenti nel Paese (Financial Times).
Dove ci sono tante banche il benessere raggiunge anche la popolazione, invece da noi hanno una doppia funzione; al Sud servono per rastrellare i risparmi dei meridionali e investirli al Nord, al Nord servono per aiutare l’economia e la finanza tosco padana.
Eppure per avere un prestito dalle banche è molto difficile, in più mettono degli interessi da strozzini, tenendo presente che il Parlamento gli ha fatto tutte le leggi che volevano.
Quando parlano di sistemi mafiosi, nessuno lo è più delle banche, perché usano quei metodi che sono ritenuti mafiosi per la povera gente ma non per la cosca bancaria. Dov’è la magistratura?Forse meglio dire le Procure.
Siccome il sistema bancario è un pilastro del paese bla bla bla… devono avere l’impunità.
23-07-2016

Pokemon

Tramite le organizzazioni umanitarie, i bambini siriani hanno lanciato un messaggio al mondo, invece di salvare i Pokemon cercate di salvare noi dalle bombe e dalla fame.
Uno schiaffo morale non da poco, perché la futilità delle azioni dei paesi Occidentali rasenta la stupidità.
Sono i governi Occidentali complici delle monarchie del golfo che hanno creato il disastro umanitario in Siria, avendo allevato, finanziato, addestrato, supportato l’Isis che ha creato questa immane tragedia, pertanto il sangue dei bambini morti e quelli che stanno subendo tante sofferenze è colpa anche nostra; noi siamo più colpevoli dei fanatici sauditi con il loro wahabismo di stampo medievale, perché è sempre con il nostro appoggio che pianificano ed eseguono i loro disegni di esportare il loro oscurantismo religioso.
I media mondiali tanto solerti dell’indottrinarci di paura, insicurezza, e mortificare il nemico di turno degli yankee, non ha un briciolo di misericordia per migliaia di bambini siriani, iracheni, yemenita, nigeriani ecc..
Una volta le dittature avevano i ministeri della propaganda, oggi sono stati sostituiti dalle TV e dal cinema.
24-07-2016

La libertà interiore

L’amica di penna Anna, mi ha mandato uno scritto sulla libertà interiore, molto bello e istruttivo.
Due internati nel campo di concentramento, Roberto Assagioli fondatore della psicosintesi e Victor Frankl che inventò la logoterapia dopo tre anni di quell’inferno, entrambi in modi diversi usarono questo periodo in modo costruttivo e creativo pur trovandosi a vivere una situazione estrema.
Non mortificarono lo spirito ma lo aiutarono ad essere attivo affinché anche in quel tremendo momento non perdessero l’essenza della vita.
Frankl racconta che una prigioniera ringraziava l’esperienza dei lager perché gli aveva risparmiato i valori spirituali che nella sua vita non avevano mai fatto parte della sua quotidianità.
Continua con un monaco zen vietnamita, che andava in un carcere americano dove insegnava ai detenuti l’arte della meditazione. In un suo discorso “libero ovunque tu sia”tenuto in carcere, affermava che si può essere liberi anche in una cella di un carcere. Essere liberi significa non essere schiavi del passato o del futuro, delle preoccupazioni o dei rimpianti, non essere schiavi della rabbia, della paura o della disperazione, ma essere padroni di se stessi e del godere e gioire del fatto di essere vivi e della quotidianità.
Anche in prigione si può essere liberi perché la libertà non è delineata da confini ma è una condizione interiore che esula dalle condizioni e dal posto in cui uno si può trovare.
Infine ricorda un episodio di quando era ragazza, in quel periodo suonava in un gruppo, quando sentirono Kurt Cobain leader dei Nirvana, la colpirono molto perché era un suono nuovo che diceva tanto, sognava di vivere un giorno di musica, come Cobain che era realizzato, girava il mondo e aveva tanto successo, a 27 si suicidò. Questo episodio gli è rimasto impresso.
Trae le conclusioni di queste personalità con episodi differenti, che si può essere ricchi e famosi, trovarsi in luoghi dove la vita non ha valore, prigionieri in un carcere, ma se non stiamo bene interiormente neanche tutte le ricchezze del mondo ci daranno pace, libertà e serenità.
25-07-2016

Libia

Un italiana inviata in Libia dall’ONU prima che succedesse la rivoluzione, ha scritto il racconto di tutto quello che ha visto e vissuto in prima persona.
Spiega come Gheddafi aveva ridotto il popolo libico, gli aveva desertificato la mente, non avevano nessuna nozione di cittadino e né amore di patria, lui era il pastore e il resto era il gregge.
Quando iniziò con i progetti dell’ONU, dopo poco tempo fu fermato tutto perché erano finiti i fondi, ma poté iniziare con i fondi dell’ENI che destinava una parte dei proventi per attività sociali. Iniziò una cittadini che si trova in mezzo al deserto, fece riunione con i professori dell’università, alla fine gli disse che bisognava incominciare da zero, gli risposero che dovevano sapere cos’è lo zero, questo fa capire in che condizioni erano.
Costruì la sanità della città perché non esisteva, creò un piccolo ospedale. Organizzò le scuole e tutto ciò che serviva per la popolazione.
Anche se ridotta a pecore, la popolazione con l’aiuto internazionale si ribellò; non l’avrebbero mai fatto da soli perché avevano terrore di Gheddafi ed erano convinti che da soli non c’è l’avrebbero mai fatta.
L’errore dell’Occidente fu che dopo li lasciarono soli, ciò ha portato alla situazione attuale, perché Saddam Hussein anche se era un dittatore come Gheddafi, aveva lasciato una struttura statale, lo Stato c’era, invece Gheddafi non aveva lasciato niente, pertanto tutti quei proclami e ricatti della Comunità internazionale per aderire al governo di Tobruk, non sono serviti a niente, perché tutti quei politici non avevano la minima idea di cosa fosse lo Stato. Tutta questa confusione riportò le popolazioni all’unica cosa che credevano, le tribù e le famiglie, tutto intorno all’antico e si crearono milizie territoriali in base alle tribù e anche le famiglie.
Se fossero intervenuti, per prima cosa disarmare tutte le milizie;Gheddafi aveva depositi immensi di armi, tutte quelle armi hanno armato migliaia di gruppi. Aiutavano la popolazione a costruire uno Stato e insegnargli il senso della cittadinanza, con la costruzione delle infrastrutture necessarie e tutte le strutture necessarie affinché potessero capire con i fatti cos’è la democrazia. Principalmente dare internet a tutta la popolazione in modo di potersi al mondo e conoscerlo.
La colpa è dell’Occidente, ora ci vorranno molti anni affinché riescono a trovare la strada per trovare quella coesione di nazione e costruire uno Stato.
Dai notiziari e i quotidiani di questi anni non ho mai appreso quello scritto nel racconto da questa nostra connazionale, una piccola rivista di provincia “Una città”ho trovato la realtà descritta. Mi domando da dove prendevano le notizie i giornalisti? Forse facevano come le notizie di cronaca che le prendevano dal PM di turno.
Bisogna andare con i piedi di piombo e credere le notizie che danno nei nostri notiziari, l’unica cosa vera è la notizia, qualche volta neanche quella e a ragionarci e approfondirla con i canali alternativi.
26/07/2016

Le favole… succedono

Nel 2006 un sardo-australiano era venuto a visitare con la moglie incinta di sei mesi il paese d’origine, questo legame era molto forte, prima di partire aveva fatto visitare la moglie se poteva affrontare il viaggio, i dottori gli avevano dato l’Ok.
Molto contento per il viaggio, un sogno che si avverava, dopo pochi giorni la moglie inizia ad avere dei dolori e le contrazioni, viene portata alla clinica San Pietro di Sassari, dove nasce la bambina, ma ha una malformazione congenita “Atresia esofagea”, l’interruzione del primo tratto del tubo digerente. Permette il passaggio del cibo alla bocca dello stomaco.
Viene subito operata, per ricostruire il collegamento tra l’esofago e il tubo digerente, salvando la bambina, che oggi ha dieci anni e dice “I’m very lucky” sono una bambina fortunata.
L’equipe di neonatologia che si occupò dell’operazione, furono il neonatologo Fernando Cossu e il chirurgo pediatra Antonio Dessanti, oggi in pensione.
I due raccontano che prima dell’apertura della clinica a Sassari negli anni 90, morivano tanti neonati, perché vicino al reparto di Ostetrica deve esserci anche il reparto terapia intensiva neonatale e di chirurgia, perché la maggioranza di queste malattie non consentono il trasporto del neonato.
I genitori della bambina gli hanno raccontato sempre come è stata fortunata a salvarsi, lei ha voluto conoscere i due salvatori, i genitori l’hanno portata in Sardegna dove ha incontrato i due dottori pensionati. Gli ha portato due koala di peluche, affinché si ricordassero sempre di lei, che ha promesso tornerà a trovarli.
Una bella favola che sicuramente potrebbe ripetersi in futuro, ma che la burocrazia cieca e ottusa vuole rovinare, perché vogliono smembrare la clinica, per questione di buget e politiche clientelari, quelle poche cose che funzionano e sono necessarie, cercano di eliminarle.
Gabriella, così si chiama la bambina, non vuole che la sua favola muoia con le, così si è promessa che quando avrà dei figli li porterà a Sassari perché vedano dove è nata.
Le belle favole quando succedono bisogna coltivarle.
27/07/2016

Etiopia

Un italiana da alcuni anni si è trasferita in Etiopia per aiutare le popolazioni che vivono nella povertà. Nella capitale Addis Abeba c’è ricchezza e povertà estrema, nelle periferie c’è molta arretratezza, disagio di tutti i tipi e da terzo mondo.
La signora ha scritto un libro “Alfabeto etiope”per trovare i fondi per i progetti che ha messo in piedi, principalmente quelli scolastici, perché ritiene che l’istruzione sia l’unico modo per avviare un riscatto.
Racconta che nell’alfabeto, nella lingua, nella storia, nell’architettura ci sono le tracce degli italiani durante il colonialismo, nonostante tutto dice: “gli etiopi ci vogliono bene”, soprattutto le nuove generazioni.
Nella scuola italiana dove insegna, gli studenti gli dicono: “È importante non dimenticare le cose brutte che ci avete fatto ma è ancora più importante stare insieme e volerci bene”, solo che non si spiegano il monumento al generale Graziano inaugurato nel Lazio: “Forse non sapete che è stato un criminale è ha ucciso migliaia di etiopi? Perché l’avete permesso?”
Purtroppo in Etiopia non sanno che le nostre strade e piazze sono dedicate a degli autentici criminali, iniziando dalla patria Vittorio Emanuele II, pertanto il sindaco che ha messo in piedi questo obbrobrio per questo criminale, non è che l’ultimo della serie.
Ricordo che la notizia dei fascisti con questa loro camerata sindaco hanno costruito un monumento, fece molta risonanza sui media, ma nessuno l’ha fermato o buttato giù con una ruspa.
Sono molto più civili degli etiopi che noi che permettiamo simili scelleratezze.
28-07-2016

Il matematico impertinente

Spesso abbiamo delle verità sotto gli occhi ma il lavaggio del cervello che abbiamo subito fin dall’adolescenza ci rende ciechi e sordi. Neanche la cultura ci aiuta ad un apertura mentale per vedere le cose sotto un’altra ottica.
Piergiorgio Odifreddi matematico e scrittore, ha scritto un libro “Il matematico impertinente” ed. TEA, molto singolare, addirittura con interviste con Hitler, Gesù e altri, molto variegato negli argomenti ma illuminante.
Premesso che è comunista senza tentennamenti, molto settario nei suoi concetti, ma ci sono verità incontestabili, così elementari, che mi hanno fatto riflettere come siamo imbalsamati nelle nostre convinzioni. Personalmente credo che sia molto anarchico, perché non risparmia nessuno, dalle religioni, alle ideologie, scienziati e personaggi storici.
Se Adamo ed Eva hanno generato Caino e Abele, due maschi, come è stato possibile che hanno popolato la terra? Non avevo mai pensato a una cosa così lampante.
Spiega con riferimenti storici che la religione cattolica ha occupato tutte le date della religione pagana, iniziando dalla religione di Mitra, si festeggiava il 25 dicembre la sua nascita e la sua resurrezione del sole, tre giorni dopo la sua morte al solstizio d’inverno. In Inghilterra la domenica si chiama Sunday “giorno del sole”.
Il Papa Leone X confessò al cardinale Bembo: “historia odocui quantum illa de christo fabula”. La storia ci insegna quanto ci abbia fruttato quella favola di Cristo.
Fa un osservazione che mi ha colpito molto, tutte le SS dell’olocausto erano cristiani e portavano sulla fibbia GOTT MIT UNS(Dio lo vuole).
Nell’intervista a Hitler fa una affermazione che ha dell’incredibile, in nazismo proseguiva quello che sta portando avanti l’America e l’ha quasi realizzato, inoltre tutte le cose che ha fatto il nazismo erano già state fatte dagli americani, dallo sterminio degli indiani preso a modello da Hitler per la soluzione finale degli ebrei, giustamente dice: quanti indiani ci sono in America? Poche centinaia rinchiusi nelle riserve. Quanti ebrei ci sono nel mondo? Milioni e hanno anche uno Stato. Anche sulla politica eugenetica è scioccante:abbiamo seguito la politica degli americani, la legge del 1933 per la prevenzione sui difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale gli fu dato una laurea ad honorem nel 1936 a Heiedelberg. Ricordando che la prima legge per la sterilizzazione di “criminali, idioti, stupratori e imbecilli” fu promulgata nel 1907 dallo stato dell’indiana, che poi fu imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corte Suprema. Negli anni 30 furono sterilizzati 60.000 persone negli USA, metà della quale solo in California. Negli anni 50 dopo la guerra furono castrati 50.000 omosessuali.
Continua sul razzismo, contro cosa manifestava negli anni 60 Martin Luther King? Inoltre lo studioso della razza Pierre van der Berghe, ha messo nella trinità del razzismo del Novecento, Hitler, Rooselevt(presidente USA che ha vinto la seconda guerra mondiale)e Hendrik Verwoerd l’artefice dell’apartheid sudafricana.
Gli Stati Uniti non hanno seguito il nazismo, perché l’hanno preceduto e ispirato, noi volevano quello che stanno attuando gli USA, il dominio globale -militare, politico ed economico -ma non abbiamo fallito loro ci stanno riuscendo.
Un punto che sono d’accordo anche io con Hitler, noi siamo una colonia sudamericana con 125 basi e 35 mila truppe, è stata sostituita l’occupazione militare tedesca con quella americana.
Ci sarebbero tante curiosità da scrivere, da Galilei, alla scoperta del DNA, Einstein, sulla fisica, chimica e matematica, ma la cosa più bella è che si trovano delle chicche difficili da trovare da altre parti.
Mi sono divertito nel leggerlo, ma principalmente ho appreso tante cose, ne consiglio la lettura.
29-07-2016
L’inferno di Pianosa
Tramite posta mi è arrivato il libro “L’inferno di Pianosa”. L’esperienza del 41 bis nel 1992. Ed. Sensibili alle Foglie. Scritto da Rosario Enzo Indelicato, il protagonista della vicenda. Pag. 94 costo 12 euro.
L’avevo chiesto a Giuliano Capecchi e lui me l’ha fatto spedire dalla Casa Editrice Sensibile alle Foglie.
Indelicato racconta tutte le crudeltà di cui è stato vittima dalla polizia penitenziaria nell’isola di Pianosa, l’ho iniziato a leggere e non sono riuscito a deporlo fino a quando non l’ho finito.
Pur conoscendo di persona le torture a cui siamo stati sottoposti nel 1992, per alcuni anni, ogni volta che leggo qualcosa in merito, rivivo tutto psicologicamente con la devastazione dell’anima.
Il mio libro uscirà a giorni, è improntato esclusivamente su Pianosa e Asinara, l’ho fatto perché non cada l’oblio su queste nefandezze di cui si sono macchiate le istituzioni, e anche perché si sappia e se la fortuna ci assiste che se ne discutano pubblicamente.
Nel libro c’è anche un passaggio dove si evidenzia come i media erano complici di queste torture, perché sapevano ma non scrivevano niente e ne tantomeno i notiziari informavano quello che stava succedendo.
Togliendo il magistrato di sorveglianza di Livorno, tutta la magistratura è stata complice e silente, perché tanti reclusi torturati avevano parlato con i magistrati sui processi, tutto insabbiato, come le 33 denunce della famiglia Scarantino alla Repubblica di Firenze, alla fine costretto a pentirsi ed accusare persone innocenti che hanno scontato circa 20 anni di carcere prima che il pentito Spatuzza raccontasse un’altra storia sulla strage di Borsellino.
Un libro così chiaro nelle sue dinamiche, che è uno schiaffo alla nostra democrazia per quanta crudeltà c’è nella quotidianità.
Dalle pagine del libro comprendo che tutti sapevano, anche la Chiesa, ma nessuno ha mosso un dito. Come successo con il nazismo, tutti sapevano ma nessuno fece niente.
Non si può vivere con l’odio, non perché non sono degni del nostro odio, ma noi abbiamo bisogno di vivere in pace. Mandela diceva che il perdono ci rende più grandi, detto da lui che ha subito 27 anni di carcere in regime come il 41 bis, bisogna ascoltarlo.
Si può perdonare ma non si deve, né si può e né dobbiamo dimenticare.
30-07-2016

Anatema di Don Pasquale

Il prete di Forlì del Sannio in provincia di Isernia ha tuonato in chiesa e poi su face book contro gli islamici, “non se né può più con questi islamici, vadano via”.
Sul suo profilo ha scritto: “Non mi vergogno a dire che dopo la strage perpetrata a Nizza fossi americano voterei Donald Trump. Ha promesso di buttare fuori dai confini degli Stati Uniti tutti i credenti di Allah. Lo so che quello che dico può scandalizzare i perbenisti di turno. Ma con questi islamici non se ne può più! Per dovere di ufficio ho dovuto sempre parlare di tolleranza. Ora mi sono stufato:dico quello che penso. Questi non li sopporto e mi sono intollerabili. Ora dite pure che sono razzista:sono felice di essere definito tale.”
Lui è Don Pasquale Giampaglia, 43 anni di Castellamare di Stabia(NA), con questo post su face book ha scatenato il putiferio, ci sono stati commenti favorevoli e contrari, ma lui ribadisce che ho espresso solo quello che pensano in tanti anche nella chiesa, e che ragioni di opportunità non osano dire. Mi dispiace aver scandalizzato qualcuno.
Per eventuali denunce della mia persona alle competenti autorità ecclesiastiche fatemelo sapere che vi fornisco tutti i contatti utili per accelerare il processo di rimozioni del parroco di Forlì del Sannio.
Inizia quel clima che avevano auspicato i fautori del nuovo nemico americano che dovevano essere i mussulmani, dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, credo che durerà almeno altri tre decenni, poi gli americani si rivolgeranno verso la Cina che diventerà il nuovo nemico, e nel frattempo la loro potenza militare continueranno a rafforzarla e tenere in piedi tutto il loro rapporto bellico, con la scusa del nemico.
Per questi loro interessi geopolitici, pagano e continuano a morire migliaia di gente, intere popolazioni sono sottoposte a immane sofferenze, con tutto ciò passano sempre per liberatori e vittime, hanno il potere per capovolgere la realtà.
31-07-2016

Il visconte dimezzato

Le favole o fantasticherie sono letture che ti aiutano a dare una carezza alla tua serenità, sgombrano il cervello dai pensieri negativi e fanno sorridere l’anima.
Ho finito di leggere “Il visconte dimezzato” scritto da Italo Calvino. Ed. Garzanti. Essendo un piccolo volume l’ho letto in un solo fiato.
Un piccolo racconto che fa riflettere, perché in noi c’è il bene e il male, sta a noi cercare di far prevalere il primo, poiché siamo nati per il bene, il male viene fuori perché la società con le sue ingiustizie alimenta le ribellioni.
Un nobile va in guerra contro i turchi, una cannonata lo taglia a metà, viene salvato e ritorna a casa, per le sue cattiverie muore anche il padre.
Lui inizia a comportarsi con la malvagità, essendo il visconte, amministra ogni cosa, anche la giustizia, fa impiccare anche gli innocenti, a tutti, di notte commette danni di ogni genere, diventando il flagello del contado.
Un giorno inizia a girare l’altra sua metà che si era salvata con l’aiuto di due eremiti, che con le loro erbe l’avevano aiutato a curarsi, per compensare il male dell’altra metà fa del bene a tutti, tutto il contado non sa cosa pensare.
La metà cattiva vuole sposarsi una pastorella che lo rifiuta, allora commette ogni sorta di cattiveria a lei e ai genitori, Pamela, così si chiama la ragazza, siccome anche i genitori vogliono dargliela in sposa, sia per sistemarsi e sia perché non vogliono più problemi, la legano per consegnarla al visconte, lei riesce a scappare e si rifugia nel bosco.
Dimenticavo che la voce narrante è un nipote del visconte, figlio della sorella maggiore, che aveva disonorato la famiglia, scappando con un bracconiere, nacque in una capanna nel bosco, dopo poco tempo il padre morì in una rissa, la madre si consumò di pellagra e lui fu accolto al castello.
La metà del visconte si invaghisce anche lui di Pamela, ma per la sua bontà consiglia alla pastorella di sposare l’altra metà, ma lei non vuole.
Allora escogita uno stratagemma, la metà cattiva, va da Pamela e gli consiglia di sposare la metà buona, l’intento è di far sposare la pastorella con la metà buona, poi farlo giustiziare e legalmente prendersela perché a tutti gli effetti è sua moglie.
Alla fine davanti alla chiesa duellano tutte e due le metà, si feriscono in modo grave, il dottore li rimette insieme, quando il visconte si sveglia dopo molti giorni, Pamela esclama: “Finalmente avrò uno sposo con tutti gli attributi”.
Il visconte Medardo di Terralba visse una vita felice, molti figli, fu buono e cattivo, ma tutti vissero meglio di prima; non basta un visconte intero perché il mondo cambi in meglio.
01-08-2016

Reddito per la vita

Mi ha incuriosito un articolo di un episodio accaduto a Oristano, una persona omonima, con due euro ha vinto un premio di 10 mila euro in contanti e 3 mila euro per vent’anni, innanzitutto che sia successo a una persona bisognosa, almeno non avrà più problemi economici.
Nel momento che l’ho letto ho pensato che sarebbe molto bello se quando esco mi capitasse una fortuna del genere, così avendo un reddito non dovrei occuparmi del problema economico.
Sono contento della felicità delle famiglie che ricevono questo regalo inaspettato, per adesso sono circa 500 dall’inizio di questo gioco, mi auguro che siano tutte povere e non persone che sia un di più, sarebbe uno schiaffo alla miseria.
02-08-2016

Secessione

Mi ha fatto molto piacere leggere che Edward Luttwak analista internazionale e spesso consigliere della Casa Bianca, ha dichiarato che l’Italia del Meridione può chiedere la secessione e camminare sulle proprie gambe.
Negli ultimi cinquant’anni lo Stato italiano ha favorito il Nord trascurando il Sud in modo palese e discriminatorio, portando avanti l’impostazione data da Cavour.
L’ex Regno delle Due Sicilie è un macro regime che ha tutto per farcela, iniziando dal petrolio e gas, la manodopera specializzata che oggi emigra “cervelli in fuga”, inoltre il territorio è molto più plasmabile per creare un soggetto politico economico, per la millenaria cultura di nazione interrotta dai piemontesi con l’unità nel 1860.
Lui afferma che un Sud indipendente marcerebbe anche più del Nord, istaurando la doppia moneta come in Inghilterra. Per il debito pubblico usare le varie opzioni che la Russia Federale usò con il debito dell’era sovietica.
Sono convinto che riprendendoci la nostra libertà, torneremo di nuovo a essere il gioiello che eravamo prima della calata dell’orda piemontese, Napoli tornerà ad essere la capitale europea che era 150 anni fa, e finiranno tutte le brutture che abbiamo dovuto subire fino ad oggi.
Credo che c’è bisogno solo un po’ di informazione, in modo che i meridionali si rendono conto della loro situazione e le motivazioni che l’hanno causata, ma principalmente conoscere la vera storia e disintossicarsi dalla favoletta risorgimentale che ci hanno inculcato a scuola.
03-08-2016

Poema pedagogico

Nellino mi ha chiesto di recensire due pagine del poema pedagogico che stava facendo con il professore a Catanzaro, vuole creare la stessa situazione e cercare di farlo venire anche qui, speriamo che si convinca e venga.

Colloquio con il direttore dell’Ufficio provinciale per l’istruzione popolare.

La rivoluzione d’ottobre del 1917 in Russia azzerò un sistema di governo per costruirne uno nuovo, quello teorizzato da Lenin con il potere al popolo, cancellando tutto in modo che le tradizioni e ogni cosa che riguardava il passato fosse dimenticato.

La dittatura di qualunque colore sia, imperniata sull’ideologia più estrema, risveglia nelle persone quei mostri che la civiltà e la coscienza tengono prigionieri nel profondo dell’animo, legittimando ogni tipo di nefandezza.
Cambiare le persone per adattarle all’ideologia del nuovo potere, è una violenza perché non c’è peggior tortura di quella che tocca la psiche delle persone per trasformarle in robot, che ripetono come un animale ammaestrato tutto quello che gli viene inculcato.
Creare un nuovo uomo, che doveva adattarsi alla nuova e perfetta società; la storia ci ha trasmesso i danni che ne sono derivati, non solo dall’ideologia sovietica ma anche da quella nazista.
Le due pagine del discorso tra il direttore e Makarenko, derivano dal Poema pedagogico di Anton Seménovic Makarenko.
Nello sfaccio della guerra civile con il cambio di regime, le strade erano piene di gente affamata, principalmente di ragazzini che la fame li portava a commettere qualsiasi reato per soddisfare i loro problemi e i bisogni primari.
L’introduzione al colloquio avuto da Makarenko con il direttore dell’Ufficio provinciale per l’istruzione popolare, dimostra che non c’erano programmi definiti ma c’era molta approssimazione con delega ai singoli di arrangiarsi.
Nel settembre del 1920 il direttore chiama Makarenko, prima di introdurre il motivo per averlo convocato, cerca di distogliere l’attenzione rammentandogli le sue imprecazioni contro la scuola del lavoro dove insegna, lui conferma e aggiunge che non si può chiamare scuola un luogo pieno di sporcizia e inadatto alla sua funzione.
Il direttore ironizza –vorresti un edificio con banchi nuovi- non hai compreso caro fratello che non sono gli edifici che ci occorrono, dobbiamo educare un nuovo uomo, pertanto gli consiglia di metterci un po’ di fervore rivoluzionario, e di finirla di sabotare come fa la sua categoria.
Inizia a prospettargli cosa dovrebbe fare, iniziando a raccontargli che nelle strade ci sono migliaia di ragazzini che rubano tutto ciò che possono.
Hanno dato l’incarico all’istruzione popolare per risolvere il problema. A tutti i pedagoghi a cui si è rivolto hanno declinato l’invito per paura, continua canzonandolo che se non hanno un bell’ufficio non vogliono adoperarsi a fare niente.
Per essere sicuro che il suo messaggio arrivi chiaro al suo interlocutore, l’offende e gli dà anche del vigliacco perché a suo parere quando devono avere a che fare con persone in carne ed ossa hanno paura. Giù calunnie su tutta la categoria dei pedagoghi.
Makarenko voleva dirgli che si sbagliava, ma giù di nuovo come un fiume in piena, anticipando secondo lui i pensieri che aveva in mente- se stavamo in America avevamo i riformatori- devi capire che noi non ne abbiamo di quella roba lì.
Alla fine, il direttore acconsente di ascoltarlo:prima della rivoluzione avevamo delle colonie per giovani delinquenti. Risponde il direttore, ora è tutta un’altra cosa, bisogna fare le cose in modo nuovo e con nuovi metodi.
Il problema che nessuno sa come fare, nessuno dei due lo sa. Anche se il direttore afferma che nel suo ufficio ci sono delle persone che saprebbero come farlo ma non vogliono occuparsene, esclama che sono dei farabutti.
Il direttore rassicura Makarenko, che anche se quelli del suo ufficio non gli fanno passare nessun errore, lui lo difenderà, anche perché è un lavoro che toccherebbe a loro.
Alla fine per togliergli tutti i dubbi, alza la voce e gli dice che può fare tutto quello che gli pare, l’importante è che si faccia qualcosa, poi si vedrà.
Il fine è di inventarsi una nuova educazione sociale, per creare l’uomo adatto al socialismo, la nuova era del potere al popolo.
Chiede se c’è un luogo per fare quello che gli ha chiesto, lo rassicura che c’è, si trova lì vicino a sei KM, molto grande si possono allevare anche le mucche. Chiede Makarenko, dov’è il personale e i soldi? Il personale non c’è n’è, i soldi ci sono e mette sulla scrivania centocinquanta milioni; che sono molto pochi per l’inflazione determinata dalla guerra. Gli dovranno bastare per comprare qualche mobile e mettere i vetri alle finestre.
Avendo qualche dubbio, Makarenko vuole andare a dare una controllata, il direttore si impone che è tutto a posto perché ha già guardato lui.
Credo che non voleva lasciarselo scappare. Makarenko non vedeva l’ora di andarsene da quell’ufficio, chiuse il discorso e andò via con le ultime parole del direttore: “datti da fare che è una causa santa”.
Per raggiungere gli scopi anche i rivoluzionari comunisti non si creano problemi per mischiare il sacro con il profano. Mi viene in mente la saga di Don Camillo e Peppone.
Su questo discorso mi è attraversato nella mente il manifesto di Altieri Spinelli “Perché sono europeo”, in cui spiega il motivo della sua adesione al comunismo e poi perché se né è allontanato dopo una lunga meditazione e di studio nei sedici anni di carcere: “In questa lunga meditazione m’è accaduto di scoprire che fra cielo e terra c’erano più cose di quanto ne sospettasse la mia filosofia comunista, e che tutto quel che mi era sembrato verità certa e razionale non reggeva alla critica, ma era solo un insieme di dogmi, i quali esigevano di essere creduti. Se fossi stato un comunista per bisogno di credere e di servire, avrei saputo forse costringere il mio giudizio ad obbedire, come vedevo fare da altri che erano con me e che, quando gli abissi dell’incertezza si spalancavano loro innanzi, chiudevano gli occhi e credevano perché il partito chiedeva loro di credere; mi sarei anch’io esercitato nella virtù dell’autocritica, scoprendo e perseguitando in me la protervia piccolo-borghese della libertà di pensiero e restando fedele al partito. Ma mi ero sempre considerato come impegnato a diventare uno dei costruttori del comunismo, di un mondo in cui ci sarebbe stata coincidenza fra ragione e realtà, fra libertà e necessità; ero perciò sempre stato convinto che questa coincidenza doveva esistere anche nel mio spirito, e non potevo nemmeno essere sfiorato dalla tentazione di cercare la pace interiore nell’umiltà dell’autocritica”.
Credo che il comunismo abbia portato una ventata di apertura e di libertà, principalmente per le donne, che nei sistemi chiusi e retrogradi di allora tenevano imbalsamate le società. Ma, nel sistema di governo hanno fallito ovunque sono saliti al potere, e tante nazioni ancora ne pagano le conseguenze.
04-08-2016

Il tappeto rosso

Verso le ore 17,00 mentre avevamo i piatti a tavola per mangiare(si mangia agli orari degli ospedali), nella mia cella avevamo dieci piatti a tavola già pronti per mandarli a vari compagni, hanno chiuso anche i lavoranti pertanto siamo rimasti fermi nell’attesa che andassero via le persone che sono venute in visita. Mentre attendevo appoggiato al cancello della cella, arrivano una decina di persone, vedo che si tratta del ministro Gennaro Migliore, insieme al direttore, commissario, il provveditorato e una signora che presumo la segretaria di Migliore, e altre persone del carcere. Sono arrivati davanti alla mia cella, hanno salutato ma non hanno dato nessuna opportunità di dire qualcosa, avere uno spunto un dialogo. L’ora credo che sia stata scelta dal direttore, furbastro lui e il provveditorato, l’ora di cena allontana le persone dall’intavolare discussioni, con Migliore che sembrava che stesse facendo la passerella a Venezia sul tappeto rosso, abbiamo visto una figura istituzionale che sembrava che fosse venuto a controllare la struttura più che i suoi ospiti. Mi chiedo cosa scriverà nella sua relazione se non si è fermato a parlare non nessun detenuto? La cosa che mi è rimasta impressa è stato il direttore che parlava a Migliore mentre lui camminava, immagino che cercava di portare l’acqua al suo mulino. Il tv questo Migliore l’avevo già apprezzato perché parlava in favore degli ultimi, oggi mi ha dato una cattiva impressione, quella che dopo essere arrivati in cima se ne fregano di tutti, conta solo il potere. Se potessi glielo farei leggere questo mio pensiero.

05-08-2016

Il libro… finalmente è uscito

Mi chiamano in magazzino per ritiro pacco, pensavo che fossero le scarpe da ginnastica che aspettavo, invece era la raccomandata di Giuliano che mi ha mandato dieci testi del mio libro che finalmente è uscito. Ho letto alcune cose, tra cui un mio scritto, quello di Francesca, Giuliano, l’avvocato Dominici e Pannella, le avevo già lette, ma ripeterle aiutano a metabolizzarle e ricordarle. Ne ho mandata una copia all’educatrice, una al magistrato di sorveglianza, un’altra al mio avvocato e una l’ho regalata a un amico che glielo avevo promesso. Il compagno di cella non l’ha voluta perché vuole comprarlo per contribuire alla fondazione di Giuliano che aiuta i reclusi che vogliono studiare ma non hanno possibilità economiche. E una bella sensazione vedere un libro con il mio nome sopra, ora bisogna darsi da fare per pubblicizzarlo. Tante persone mi hanno già promesso il loro appoggio e l’impegno per aiutarmi. Mi auguro che abbia una buona diffusione e che qualche regista lo prenda in considerazione, perché non deve cadere l’oblio su quello che è successo.

06-08-2016

Amerigo Vespucci

Spesso e volentieri nei TG fanno dei servizi sulla nave a vela Amerigo Vespucci Iodandone le doti e la grande scuola che è per i marinai, anche se costruita nel 1931, credo che sia una delle navi più famosa al mondo. Tempo fa ho visto un servizio sulla storia di Amerigo Vespucci, non una sola parola sul modello che ha ispirato l’ingegnere navale. L’Amerigo Vespucci fu realizzata sugli stessi progetti della Monarca, la nave ammiraglio della flotta borbonica varata nel 1850 nei cantieri navali di Castellamare di Stabia(NA)su esplicito desiderio di Ferdinando II di Bordone, il suo obbiettivo era di incentivare lo sviluppo dell’industria marinara. Ogni occasione è buona per far scendere l’oblio sul passato dell’ex Regno delle Due Sicilie, come se non fosse mai esistito, quando invece ha un passato di nazione di circa mille anni. Per adesso sono 150 anni che siamo dominati dai tosco-padani, non credo che durerà in eterno, sarà solo un periodo come altri nel passato.

07-08-2016

La matematica

L’amico Nellino mi ha mandato la rivista “Mate”, è incentrata sulla matematica, materia molto ostica per me, insieme al disegno è stata la materia che non sono mai riuscito a farmela digerire, ancora oggi non ci riesco. Ricordo che per prendermi il diploma di ragioneria, passavo le serate sui libri per cercare di metabolizzarla, dovetti studiare molto per superare gli esami, con piacere fui il primo del corso con il punteggio di 81. Leggendo la rivista leggo tutto ciò che riguarda la matematica pura, numeri, formule equazioni ecc., ma leggo tutto ciò che riguarda la storia della matematica; sono un appassionato di storia e per questo motivo la curiosità prevale sempre. Ho trovato un articolo di una grande matematica italiana del Settecento, di tratta di Maria Gaetana Agnesi, che fondò nel 1771 anche il Pio Albergo Trivulzio. Da quello che c’è scritto doveva avere una intelligenza al di sopra della media, già all’età di 9 anni tradusse in latino la lettera che uno dei suoi tutori aveva scritto in favore dell’istruzione femminile. Per questo motivo la chiamavano l’Oracolo Settelingue, conosceva il latino, l’italiano, il tedesco, francese, greco, spagnolo ed ebraico. Gli è stata dedicata una curva che si chiama la “versiera di Agnesi”, non era stata una sua invenzione, perché la curva è descritta nelle “istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana”, il motivo fu che nel 1748 pubblicò un testo di analisi che per l’epoca fu ritenuto dagli accademici il migliore mai scritto.Rifiutò tutte le proposte che gli venivano offerte, il Papa Benedetto IV gli offrì una cattedra all’università di Bologna in analisi matematica, il diplomatico francese Charles de Brosses gli propose di andare con lui in Francia, lei rifiutò ogni cosa perché voleva ritirarsi in convento, il padre si oppose e se né ammalò, per non dargli dispiacere non si fece suora. L’introdusse nella matematica Don Ramiro Rampinelli, grande studioso e divulgatore di analisi, algebra e calcolo infinitesimale, il risultato furono i due libri sulle istituzioni analitiche. La matematica più avanzata del tempo, la resa agli studiosi con una chiarezza mai vista all’epoca, fece molto rumore essendo una donna e l’imperatrice d’Austria Maria Teresa gli inviò un anello di brillanti. Alla morte del padre trasformò la sua casa in un ricovero per poveri, gli anziani e i malati di mente, per mantenerlo diede via tutti i beni di famiglia. Vendette anche l’anello di brillanti dell’imperatrice. Arrivò persino a mendicare per i suoi malati. Divenne la direttrice del ricovero e rivelò un altro suo talento, quella di economa, morì nel 1799 dopo aver diretto per 26 anni la sua creatura, fu sepolta in una fossa comune del Pio Albergo Trivulzio e quasi del tutto dimenticata. Credo che se fosse stata laica la scienza avrebbe attinto tanto dalla sua genialità, ma la religione insieme all’imbalsamazione della società dell’epoca frenò il suo slancio scientifico, facendo perdere all’umanità altre scoperte sulla matematica.

08-08-2016

Donald Trump

Se ce ne fosse stato bisogno di capire chi era Donald Trump, sono le sue stesse affermazioni a chiarirlo senza ombra di dubbio. Ha dichiarato che le persone che hanno armi devono fermare Hillary Clinton, è palese che di squilibrati nel mondo destra-fascista-nazista americano c’è ne sono tanti, e questo demagogo per vincere è capace anche di armare moralmente un fanatico per vincere le elezioni. Questo è un periodo non solo per gli americani ma per il mondo intero, perché essendo gli USA la potenza mondiale economico-militare, può causare più danni di quello di George Bush che continuano ancora oggi. Bene hanno fatto alcuni funzionari per di più repubblicani che pubblicamente dichiarano che non voteranno Donald Trump. Nelle ultime due settimane i sondaggi si sono invertiti ed è tornata in testa Hillary Clinton, il buon senso degli americani e i milioni di ispanici hanno capito che non possono dare il paese in mano a uno squilibrato del genere. Anche se non vorremmo interessarci di quello che fanno gli yankee, purtroppo siamo costretti dalla posizione che occupano nel mondo.

09-08-2016

Legalità o relazioni?

Mi è rimasto impresso un racconto di una ragazza, un suo zio lavorava in un’azienda agricola, trasportava i prodotti coltivati con il camion. Il proprietario usava questi trasporti per inviare la droga in tutto il paese, lei non sapeva se lo zio sapeva o meno di questi trasporti, ma essendo l’unico lavoro che aveva se lo teneva stretto. Un giorno scatta il mandato di cattura per 416 bis(associazione mafiosa), droga e altri reati satelliti, condannato a tanti anni di carcere con espiazione della pena in regime di tortura di 41 bis dove tutto è limitato. Quando è uscito aveva perso completamente la sua vita, fuori era etichettato come un ebreo con la stella gialla, e i campioni della legalità dispensavano odio e chiedevano i roghi di piazza mentre si arricchivano con i sequestri dei beni di tanta gente. Mentre leggevo ho pensato ai tempi del Medio Evo con il Malleus malefica rum (il martello delle streghe), manuale scritto nel 1487 da due domenicani e usati dai tribunali dell’inquisizione. Tempo in cui gli inquisitori avevano potere assoluto. Gli unti e gli eletti dal Signore imposero il credo della spada e del castigo divino, trascinando cordate di maghi e streghe sui roghi, nel plauso generale di una società assuefatta alla violenza gratuita “legale”, al sospetto, alla persecuzione, all’annientamento, dove le streghe non c’erano furono create e si moltiplicarono, mentre succedeva tutto ciò la chiesa diventava più ricca e gli inquisitori più potenti. Oggi succede la stessa cosa, la setta antimafia diventa sempre più potente e più ricca, mentre tanta povera gente e sbattuta in carcere e sequestrato quel poco che hanno. Sono tutti consapevoli di quello che c’era un quarto di secolo fa, ora è stato tutto azzerato, non c’è più niente, ma la setta tiene alta la tensione perché non vuole perdere i privilegi e il potere che hanno conquistato in tanti anni, con le sofferenze e la disperazione di migliaia di meridionali. Una professoressa che ha letto il racconto ha scritto, siccome sento pronunciare la parola legalità così a sproposito che ho perso il significato profondo del termine. Consiglia di urlare di meno e mettere le relazioni al posto della legalità, e la fiducia al posto delle regole, perché quello che è venuto fuori in questi due decenni è l’ossessione per le regole, del controllo, ciò crea solo sfiducia e voglia di trasgredire. Ciò che manca non è l’educazione alla legalità, tutti sanno benissimo rivendicare diritti e appellarsi alla legge, ma manca un’educazione alla cultura della relazionalità, perché non si può insegnare che la convivenza si fondi solo sull’osservanza delle regole, c’è molto altro. Questi automatismi mentali e di legge che negano relazioni, creano mostri e mostrificano intere comunità, la negazione si riversa contro i figli alimentando devianza, non si può pretendere che i ragazzi vengano isolati ed evitati come la peste non sviluppano certo una relazione positiva. Ad agosto che sono stato a Secondigliano e ho conosciuto alcuni miei nipoti, una mia nipote mi ha raccontato che quando andava a scuola, uno di questi campioni di odio locali che era andato a scuola per insegnare la legalità, quando sentì il suo cognome gli chiese se era mia parente, alla risposta affermativa, fece una mossa di disapprovazione davanti a tutta la scuola. Solo una bestia può mettere in difficoltà una ragazzina per essere parente con un ergastolano. Purtroppo sono questi paladini che ormai si sentono al di sopra dei comuni mortali, a comportarsi peggio di quello che ero io, anche se conducevo una vita sregolata ho avuto sempre rispetto per i bambini, donne e gli anziani, cosa che non fanno loro, perché non hanno rispetto di niente e nessuno, sono pronti a mettere un anziano o una famiglia in mezzo alla strada per appropriarsi di una proprietà, pronti a mostrificarli con la complicità dei media, per avere anche una sorta di legittimità morale. Sono potenti e tutti hanno paura di mettersi contro di loro, senza capire che il silenzio li rende sempre più potenti, credo che sia arrivato il tempo di urlare che questa non è democrazia ma una dittatura o meglio uno stato di polizia, dove i cittadini non hanno diritti.

10-08-2016
Corleone

I TG hanno dato la notizia che sono stati sciolti quattro comuni per infiltrazione mafiosa, come di consueto nel meridione, quello che mi ha meravigliato è stato il comune di Corleone, cosa strana il ministro Alfano ha dato motivazioni degli altri tre, due in Calabria e uno in Campania, di Corleone ancora niente. Un paio di settimane fa è morto il boss Bernardo Provenzano, il sindaco di Corleone si trovava mentre faceva il Cammino di Santiago de Compostela insieme al parroco del paese e altri religiosi, si vede che è molto religioso, questo non gli ha impedito di dare una mano alla rozza e barbara sequela di frasi che esentano dalla misericordia, la vulgata antimafia ormai è patrimonio di tutti quelli che vogliono fare carriera e rifarsi una verginità.

Un sindaco campione della legalità, per di più molto religioso pertanto vicino ad Alfano che è il potere del Vaticano che lo tiene al potere politicamente, non si sa il motivo specifico, suona strano. Personalmente penso che questo scioglimento del comune di Corleone sia una sorta di vendetta di Alfano; tempo fa fecero un blitz a Corleone e paesi limitrofi, dalle intercettazioni ambientali emerse che il padre di Alfano era andato a chiedere i voti a tutti anche ai presunti mafiosi, loro si lamentavano del suo voltafaccia, e nei discorsi da bar dicevano che doveva fare la fine di Kennedy, anche il padre di Kennedy era andato a chiedere i voti alla mafia americana(è storia accertata e riconosciuta) e poi si era rivoltato contro. I media(vergogna)manipolarono la cosa e la spararono con titoloni in prima pagina che la mafia volevano fare un attentato ad Alfano, quando invece emergeva che lui tramite il padre aveva ricevuto voti di presunti mafiosi. Ha fatto passare un po’ di tempo e poi è scattata la vendetta contro il comune, come mandare un messaggio-chi tocca me o la mia famiglia ne paga le conseguenze- Non mi meraviglierei che anche lo scandalo alle poste, dove sempre il padre aveva chiesto l’assunzione di molte persone e il fratello è stato assunto come manager, ne pagassero le conseguenze le due donne intercettate che lavorano negli uffici più alti delle poste. Il PD-Renzi per tenere in piedi il governo permettono e proteggono Alfano contro qualsiasi nefandezza; i fatti della Shalabayeva, una bimba di 6 anni sequestrata con la madre e mandata in Kazakistan in bocca a un feroce dittatore, è stata un’azione che qualsiasi politico sarebbe stato costretto a dimettersi, invece lui diventa sempre più potente e ricco. Ormai la decenza della classe politica è pari a zero, ma purtroppo si sono dati con delle leggi gli strumenti per gestire il potere come in una dittatura.

11-08-2016

Colloqui nell’area verde

Costretto dal ministero dietro relazione del Garante Nazionale dei detenuti, il direttore di Oristano ha costruito un’area verde per i colloqui. La prima cosa sbagliata è stata che con tanta terra disponibile, l’hanno fatta solo per due posti, pertanto si possono fare solo due colloqui alla volta, su trecento detenuti è singolare tale decisione. Viene messo una disposizione nella bacheca dove regolarizzano i colloqui, bisogna prenotarsi per fare un colloquio, questo significa che l’attesa è lunga, ma la cosa che amareggia di più e che lo possono fare solo chi ha i figli sotto i 12 anni. In Italia si è maggiorenni a 18 anni, allora perché 12 anni, quale legge lo stabilisce? Nessuna. Inoltre nella mia sezione il 99% è recluso da circa 20 anni, quelli più freschi, come fanno ad avere un bambino al di sotto dei 12 anni? Ormai chi ha figli è diventato anche nonno, per i nipoti non vale. I più fortunati fanno un colloquio ogni uno-due mesi, la maggioranza una-due volte all’anno, circa il restante terzo non fa colloquio. Con questa disposizione la sezione AS-1 ne è esclusa. In questo carcere tutto viene fatto per rendere difficile ogni cosa, anche le cose semplici, si burocratizza ogni rivolo della vita quotidiana, l’impressione è di una disorganizzazione organizzata.

12-08-2016

Stampante

Hanno messo la disposizione per la stampante, una cervellotica via crucis, anche in questo caso gli è stata imposta dal ministero con la relazione del Garante Nazionale.
Invece di semplificare le cose, mettere una stampante per sezione o almeno una per piano(c’è ne abbiamo tante depositate in magazzino), ne ha messa una all’area educativa per tutto il carcere, a noi AS-1 ci tocca il lunedì, dobbiamo prenotarci almeno due giorni prima.
Quando ci chiamano dobbiamo portare la carta per stampare, comprare un DVD riscrivibile che tengono loro sotto, quando andiamo dobbiamo portare anche il computer, copiare quello che dobbiamo stampare sul DVD e poi inserirlo nel computer collegato alla stampante e stampare.
Dimenticavo, ogni sezione ha una password per stampare.
Mi chiedo e se lo chiedono tutti, ma a cosa servono tutte queste cervellotiche disposizioni se dobbiamo semplicemente stampare? Inoltre ma questa fobia del direttore per la stampante, non credo che sia convinto che si tratti di una bomba? Qualcuno gli ha detto che i DVD sono delle bombe a mano.
Burocrazia cervellotica a fondo cieco. Questi direttori non hanno la competenza per portare i carceri nella civiltà europea; sono rimasti ai Bandi promulgati da Carlo Felice di Savoia nel 1826.
Stiamo scrivendo per informare il Garante e il Dap che non c’è motivo di tutte queste limitazioni.

13-08-2016

Ci odiano perché siamo una Nazione

Lo zio di quel ragazzo di Scampia tifoso del Napoli che morì ucciso a Roma da un tifoso della Roma, prima della finale di Coppa Italia a Roma tra Napoli e Fiorentina il 13 maggio 2014, ha rilasciato un intervista al quotidiano Roma sulla pagina settimanale del giovedì sul meridione, sul libro che ha scritto: Ciro Esposito. Ragazzo di Scampia.
Vincenzo Esposito fa trapelare tutta la sua amarezza per il razzismo dei media su Napoli e il meridione, spiega che a Napoli c’è l’identificazione tra città e squadra. Lui lo chiamo “buco”identitario, per il lutto che la città ancora vive per essere l’ex capitale del Regno. Il tifo è un elemento identitario forte e può essere elemento di civiltà.
C’è un preconcetto verso Napoli. L’Italia è più un’entità geografica che un’identità nazionale. Napoli, invece, ha mantenuto la sua idea di Nazione e perciò subisce un razzismo strisciante. Confrontarsi con noi è difficile, nonostante tutto restiamo una bellissima città, un grande popolo, ospitale. I napoletani non saranno mai razzisti, anche perché siamo un crogiolo di razze che insieme hanno costruito una Nazione. Essere Napoletano è un modo di vedere il mondo.
Contro di noi c’è una narrazione italiana falsa, che su Ciro è stata devastante. Ma anche su Scampia, che è vista dal mondo come luogo di malaffare per cui se vieni da Scampia devi sempre aggiungere “però sono una brava persona”. Ma Scampia è il quartiere che a Napoli ha più associazioni di volontariato, un alto numero di laureati, poi, certo, c’è anche il degrado.
Concordo pienamente con il discorso del signor Esposito, ricordo perfettamente quando successe il ferimento di Ciro Esposito, i media iniziarono a fare illusioni su Ciro essendo che veniva da Scampia, fenomenale fu la madre di Ciro che difese sia il figlio e sia Scampia, ma diede uno schiaffo morale a tutti questi scribacchini penne armate razziste, perdonando subito il feritore del figlio; e lo fece anche dopo che il figlio morì, chiedendo a tutti i tifosi di amare e tifare la propria squadra e astenersi da azione violente.
I pennivendoli al soldo del razzismo tosco padano ripiegarono su Gennaro De Tommasi, conosciuto in tutto il paese come Genny a carogna, su questo soprannome si sfogarono in modo miserabile per far dimenticare quello che avevano iniziato prima con Ciro.
D’altronde tutti i mass media hanno cuore e sede legale nel centro-nord, pertanto devono continuare a portare la campagna diffamatoria del Sud e tenere in piedi il razzismo strisciante di lombrosiana memoria.
Il giorno che ci libereremo dalla schiavitù dello Stato italiano, rifioriremo e rimarrà solo un cattivo ricordo di questo periodo infausto.

14-08-2016

Le bugie italiche

L’isis è stata cacciata dalla città di Sirte in Libia, dove aveva stabilito il suo quartiere generale per estendere il suo dominio sulla Libia, volevano fare lo stesso gioco che avevano fatto in Iraq e Siria, ma questa volta hanno trovato poca apertura da parte del popolo libico e alla prima spallata sono stati cacciati via, avendo solo il mare come via di fuga, ora sono gli europei che si preoccupano che possono giungere sulle vostre coste e sciamare nell’Unione Europea e fare attentati dovunque gli è possibile questo gli ha dato molta risonanza mediatica.
Tutto l’archivio lasciato a Sirte, hanno trovato documenti che riguardano i ricatti pagati dal governo italiano, dalle due ragazze pagate a peso d’oro, 13 milioni di euro, ma il fatto più eclatante e quello dei quattro tecnici, di cui due morirono in un conflitto a fuoco, quello che è uscito dalle carte ritrovate e che avevano pagato il riscatto, ma li stavano spostando per via dei bombardamenti americani, nell’ostacolo trovato durante il trasferimento, si liberarono da soli mentre gli altri due morirono.
Ora le famiglie dei due morti chiedono chiarezza, perché gli hanno raccontato tutta un’altra storia; come al solito.
I due vivi chiedono che lo Stato paghi le due famiglie dei morti, perché vittime del terrorismo, la cosa strana e che delle istituzioni tutto tace, un silenzio colpevole.
Da quello che si capisce e che a ogni sequestro i servizi segreti hanno ordine di pagare. Credo che a parte pagare si accordano anche per non far fare attentati sul suolo italiano; una sorta d’accordo che avevano fatto con i palestinesi, gli davano libero passaggio ma niente attentati.
Anche in questo caso c’è un razzismo strisciante, perché c’è un ragazzo palermitano da circa due anni sequestrato in Pakistan, ma lo Stato italiano se ne disinteressa totalmente con la complicità dei mass media che censurano la notizia.
Sono convinto che nei documenti ritrovati a Sirte ci sono tante altre cose, che i buoni uffici che l’Italia ha sempre avuto per via che era una nostra ex colonia, bloccherà tutto quello che li può danneggiare.

15-08-2016

Manipolazione della realtà

Insieme al vice ministro Gennaro Migliore c’era anche la parlamentare Caterina Pes di Oristano, credo che essendo del luogo è venuta anche lei, oppure qualcuno aveva interesse a farla venire per tirare l’acqua al suo mulino.
È uscito un articolo sulla Nuova Sardegna, in cui la parlamentare attacca i permessi di necessità che il magistrato ci concede con scuse puerili, il problema è tutto nella mancanza di organico, d’altronde tutti i carceri italiani per bocca dei sindacati della polizia penitenziaria sono sotto organico.
Nell’articolo ci sono cose inesatte, che durante i permessi incontriamo parenti e amici, gli addetti ai lavori sanno bene che incontriamo solo i famigliari, per legge non possiamo incontrare altra gente, abbiamo più privacy nei colloqui che facciamo all’interno dei carceri che durante le tre ore di permesso.
Questo problema potrebbe essere risolto trovando convergenza da entrambi le parti, autorizzando i colloqui via skype, così noi deportati potremmo vedere settimanalmente i nostri famigliari, il ministero non spenderebbe soldi per la scorta e non ci sarebbero sospetti di discorsi distorti com’è scritto nell’articolo.
Il 2 novembre 2015 il ministero ha emanato una Circolare ministeriale dove autorizza i colloqui via skype, con la discrezionalità del direttore per noi AS, invece per i comuni è un diritto, ancora oggi qui a Oristano nessuna postazione per fare i colloqui è stata approntata.
Siccome le lamentele sono arrivate dalla direzione, dovrebbero farsi un esame di coscienza, ma dovrebbero anche intervenire dal DAP che hanno fatto la circolare, invece niente.
La parlamentare Caterina Pes oristanese non ha perso occasione per racimolare qualche voto da parte della polizia penitenziaria, calpestando i sentimenti che più ci fanno soffrire in carcere, i contatti famigliari, che funzionari prezzolati quando vengono intervistati trasmettono alla gente che i carceri italiani sono come quelli norvegesi, dove il recluso rimane un cittadino a tutti gli effetti, la realtà è molto diversa perché veniamo deportati a centinaia di KM e non vediamo i nostri cari per anni interi.
Ad agosto l’anno scorso nell’occasione del permesso, con il ferragosto sono rimasto una ventina di giorni a Secondigliano, dove ho potuto fare quattro colloqui e conoscere cinque miei nipoti ormai grandi, neanche mi ricordavo quando avevo fatto l’ultimo colloquio, parliamo di decenni.

16-08-2016

41 bis

Hanno chiamato Giuseppe nella matricola centrale, dopo un po’ è arrivato l’agente con il carrello per prendere la sua roba. Facevamo tanti discorsi ma tutti avevamo capito che era il regime di tortura del 41 bis, poi abbiamo avuto la conferma da voci di corridoio. Posso immaginare il suo stato d’animo, ma credo che come è successo a me, sarà successo anche a tutti gli altri, una specie di vuoto dentro, un’ amarezza che è palpabile in ognuno di noi e un abbraccio di solidarietà con tutto il cuore da parte di tutti noi. Gli auguro che il ricorso che discuterà venga accolto e ritorni qui da noi.

17-08-2016
Il cappellano di Sassari

Mi aveva raccontato Davide che il prete del carcere di Bancali, aveva avuto l’autorizzazione ad andare nel blocco dove è allocato, lui aveva chiesto di parlarci perché aveva bisogno di un paio di occhiali da vista, pur essendo autorizzato non si fa vedere. Dopo sei mesi Davide viene chiamato nel magazzino e gli vengono consegnati un paio di occhiali da parte del prete, si tratta di quegli occhiali che si comprano nelle farmacie, sono dozzinali e costano 8 euro. Persino gli agenti ci sono rimasti male perché gli avevano dato l’autorizzazione e spiegato a voce le problematiche di Davide. Davide gli ha fatto la domandina per scaricare gli 8 euro, mi ha scritto che non vuole niente da un essere simile. Si rivolge al magistrato di sorveglianza e gli racconta l’episodio del prete, non credeva a quello che gli diceva Davide, perché a Sassari lo ritengono un santo, ma siccome c’era la polizia penitenziaria che poteva testimoniare, ha dovuto credere anche se incredula. Oggi mentre leggo il quotidiano la Nuova Sardegna c’era un articolo dove metteva in bella mostra questo prete del carcere di Sassari, si chiama padre Salvatore Morittu, aveva ricreato una festa nel teatro con le maschere sarde, i tamburi e un cero molto grande portato da alcuni detenuti. Un religioso non dovrebbe farsi guidare dalle discriminazioni, non può e non deve, ma si vede che questo prete ha perso la pace e l’amore di Gesù nel cuore, e pertanto si comporta con le stesse miserie e paure della gente.

18-08-2016

Alessandro Margara
Mi ha scritto Carmelo e mi ha mandato uno scritto da lui redatto per commemorare l’ex magistrato di sorveglianza Alessandro Margara che è venuto a mancare il 6 agosto. Nessun notiziario ne ha dato notizie e ne tantomeno ne ho letto su qualche quotidiano o nelle rassegne stampe. Non era un uomo dei partiti e ne tantomeno era ben visto dalla stessa magistratura, perché era controcorrente e non si lasciava trascinare dai proclami politici che servono esclusivamente per i loro interessi.
L’ho conosciuto quando mi trovavo nel carcere di Volterra(PI) nell’89-90, mi guardò, sorrise e disse: “lei è un ottimo detenuto ma è stato un cattivo cittadino”, continuò dicendomi che era presto per un permesso, dopo poco mi arrivarono altri mandati di cattura e fui trasferito. Era stimato e ammirato da tutti i reclusi della Toscana, il culmine lo raggiunse quando tutti i magistrati di sorveglianza si misero a scioperare contro di lui, rigettavano qualunque richiesta di permesso, facevano ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Firenze e lui glieli dava, dopo undici mesi terminarono lo sciopero. Essendo una persona trasparente non potevano inventarsi nessuna calunnia per attaccarlo. Quando fu nominato capo del DAP tutti erano certi che avrebbe lasciato il segno. Organizzò varie riunioni con tutti i magistrati di sorveglianza d’Italia, i comandanti delle carceri, direttori, educatori, psicologi, assistenti sociali e il volontariato, e spiegò come voleva che il carcere dovesse cambiare, tutto era fato con il placet del ministro Oliviero Diliberto, che alla sua prima uscita pubblica nel carcere di Rebibbia dichiarò che l’ergastolo deve essere abolito. Dopo pochi mesi dai quotidiani apprendemmo la notizia che Margara era destituito e al suo posto era subentrato Giancarlo Caselli, capimmo subito che sarebbero ritornati i tempi bui, da una stagione di cambiamenti illuminati, scendemmo nell’oscurità medievale e ancora paghiamo le decisioni della mentalità inquisitoria di Caselli.

Dopo tempo Margara fece un intervista a un quotidiano, dove affermava che Diliberto aveva ceduto ai diktat dei sindacati della polizia penitenziaria, così si era fatto due settori amici, sia il sindaco della polizia penitenziaria e sia l’area di sinistra che gli aveva chiesto di assumere Caselli perché terminati gli anni della procura di Palermo dove aveva inquisito tutti i politici del pentapartito, tra cui Andreotti, tutti assolti ma bruciati come politici, non potendolo lasciare agli attacchi per tutto il male fatto per favorire la sinistra, Diliberto da fervente comunista stalinista obbedì e ancora oggi gli estremisti guidano il ministero e niente è cambiato, quando poteva essere fatto vent’anni fa. È stato un grande magistrato di sorveglianza, un grande Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze e doveva essere per forza di cose un grande uomo.
Non sarà dimenticato, gli auguro il riposo dei giusti.
19-08-2016

Caldo… anomalo

La Nasa ha dichiarato che il caldo di quest’anno non succedeva dal 1880, è strano che un ente così importante non dica il motivo di questa anomalia, credo perché sia americana e li le multinazionali del petrolio la fanno da padrone. Azzardo un ipotesi, in quel periodo erano circa cinquant’anni che era iniziata l’era industriale, all’epoca quello che si usava era il carbone che inquina più del petrolio, e credo che da questo deriva il caldo di quegli anni.
Ricordo che talmente era tanto il carbone che bruciavano a Londra(all’epoca prima potenza industriale al mondo)che la città era piena di smog dalla fuliggine che usciva dalle ciminiere, siccome morivano tanta gente per l’inquinamento, presero un provvedimento drastico per ridurre la nebbia prodotta dal bruciare il carbone; non ricordo quali furono i limiti e i divieti che imposero.
Tutti sanno che fra molti anni si arriverà al punto del non ritorno, e allora sarà troppo tardi per prendere provvedimenti, anche drastici.
Qualcuno dimentica che non abbiamo una terra di riserva.
Mi auguro che succeda come con le altre ere; l’era della pietra è finita non perché sono finite le pietre, come anche con l’era del bronzo e poi del ferro, spero in una scoperta che mandi in pensione gli idrocarburi fossili.

20-08-2016

Si parte

Ieri sera è iniziato il campionato, le prime due squadre che lotteranno per lo scudetto, Roma e Juve hanno vinto la prima partita, anche il Milan in modo fortunoso ha vinto.
Il Napoli ha steccato la prima, stava perdendo due a zero il primo tempo, nel secondo tempo con l’entrata di Mertnens si è arrivati al pareggio con una sua doppietta in tre minuti.
Sarri inizia sempre male il campionato, così successe anche l’anno scorso, speriamo che già domenica possa iniziare a vincere.
Higuain(giudain)invece ha dato i tre punti alla Juve.

Sono fiducioso che quest’anno ci prenderemo delle belle soddisfazioni, il tempo che la squadra ingrani, essendoci due giocatori per ruolo di pari livello le cose andranno bene.

21-08-2016

Senza via d’uscita… di Salvatore Pulvirenti

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Dal nostro amico Salvatore Pulvierenti -detenuto ad Oristano- un brano che nasce dalla prova di una quotidianità che sembra ostacolarti in ogni modo.. ma dove uno spirito inquieto sembra appoggiarsi ad ogni cosa, e oltrepassare ogni cosa.. in attesa di una nuova alba.

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Senza via d’uscita.

A volte ti viene in mente che pur avendo qualsiasi mezzo a tua disposizione non puoi assolutamente frantumare quella barriera che ostacola tutti i tuoi sogni. E nemmeno il morale ti aiuta poi tanto, anzi cerca di distruggerti. Da prigioniero non so cosa pensare, forse perché mi trovo da 23 anni recluso e non ho una percezione corretta della vita reale. È certamente sicuro che fuori da queste quattro mura la vita sia più difficile e complicata, ma la cosa più bella sarebbe affrontare questa problematica insieme e condividere tutte quelle situazioni che ci riserva la vita durante la quotidianità. Forse il mio ragionamento potrebbe essere anche errato ma è giusto che io dica quello che penso perché mi dà un senso di sollievo e nessuno potrà frenare i miei pensieri. Per questo, scrivere rende libera la persona ed io paradossalmente mi sento libero quando do vita ai miei pensieri. Lo scrivere e ogni testimonianza scritta ritengo che possano illuminare altre persone che verranno dopo di me. A volte, seppure noi siamo istruiti dal nostro spirito, esso ci trascina verso una via d’uscita che si rivela astratta ma, tutto sommato, ci dà un respiro di sollievo e ci aiuta a cambiare l’umore negativo che si propaga durante il giorno. Il mio sostegno morale in queste quattro mura è la mia follia. lo passo un sacco di tempo con lei, mi dà forza, sostegno e mi fa sentire svincolato dalla non realtà. Non cerco mai di contraddirla, anzi, le rimango fedele, guai se fosse il contrario, potrebbe causare delle complicazioni al mio carattere. La cosa più significativa della follia è la sua personalità, perché mi dà dei suggerimenti che si addicono al mio stato d’animo. La cosa che non tollero da lei è il parlarmi di notte, questo mi rende nervoso. Non è facile conviverci, anche se dipende da quale angolazione la si guarda. So solo una cosa, lei si trova ovunque e sa ogni cosa. È lei che guida la mia anima e la conduce in posti che nella vita terrena non esistono. Chiunque legga questo scritto, non deve pensare che la mia mente sia offuscata da spiriti sciamani o addirittura che sia un scriteriato, ma ciò che scrivo può essere senz’altro un assioma sulla non realtà.

Oristano 25-4-2016

Salvuccio Pulvirenti.   

Diario di Pasquale De Feo 22 febbraio – 21 marzo

diario11[1]

Grazie alla nostra Nadia Bizzotto stiamo recuperando tutti i diari mensili di Pasquale De Feo -detenuto ad Oristano- che per una serie di motivi si erano accumulati.

Quello che pubblico oggi è il diario del mese di marzo.

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Pena di morte

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha dichiarato che: “l’Italia e l’Europa sono in prima linea per l’abolizione mondiale della pena di morte, una battaglia storica”.
Dovrebbe prima pensare ad abolire la pena di morte in Italia e poi impegnarsi nel mondo.
D’altronde nel nostro paese non c’è solo la pena di morte ma anche la tortura ormai istituzionalizzata.
Fino a quando lo diciamo noi galeotti neanche ci pensano, ma l’ha detto Papa Francesco che in Italia c’è la pena di morte con l’ergastolo e la tortura con il 41 bis, pertanto non possono dire che sono nostre esagerazioni. Censurano il Papa con il silenzio.
Ricordo quando l’ex ministro della giustizia Cancellieri disse in una conferenza stampa: “dobbiamo esportare il modello Bollate(Mi) in Europa”, dimenticandosi di esportarlo prima sul territorio nazionale.
Questa affermazione di Mattarella sembra la stessa cosa.
22-02-2016

Renzi … il truffaldino

Anche se ha una forte copertura mediatica e protezione dal direttorio “il Principe”che gestisce il potere in Italia, alcune notizie escono fuori seppur importanti, i media riescono a tamponarle.
Questa notizia avrebbe dovuto avere risonanza nazionale perché molto importante.
In sindaco di Firenze –Renzi – non gli è bastato far trivellare il paese svendendolo alle multinazionali, ora addirittura regala pezzi di mare alla Francia.
Cedere pezzi del paese nel silenzio generale è una infamia senza pari.
Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha cercato di disinnescare la bomba affermando che per i pescatori non cambia niente tutto è come prima.
A marzo l’anno scorso è stato firmato l’accordo di CAEN che dovrebbe essere ratificato dal Parlamento, ma cosa strana un paio di pescherecci sono stati fermati dalla gendarmeria francese.
I pescatori si sono ribellati per la regalia fatta alla Francia, hanno costretto il governo a buttare acqua sul fuoco, sarà difficile ratificare l’accordo in Parlamento nel silenzio generale.
Renzi se lo fuma a Berlusconi, almeno il nano di Arcore si prostituiva ma/non regalava pezzi di mare o proprietà della collettività a chicchessia, invece il boy scout di Rignano è capace di svendere e regalare anche i confini nazionali.
23-02-2016

Philippe Daverio

Questa specie di critico d’arte, anche senza conoscere chi era, quando lo vedevo a Rai Tre e a Rai Cinque, giravo subito canale, mi era antipatico e lo detestavo senza ragione, oggi ne capisco il motivo.
Philippe Daverio ex assessore razzista della Lega Nord, ha curato per il Corriere della Sera un’opera sui trenta musei più importanti del mondo, facendo prevalere la sua anima razzista non ha inserito nell’elenco il museo di Capodimonte che è la più importante pinacoteca al mondo, e l’Archeologico Nazionale che è il più grande museo di reperti archeologici in assoluto del pianeta.
La retro cultura Savoiarda con le teorie lombrosiane imperano ancora oggi dopo un secolo e mezzo neanche hanno provato vergogna i giornalisti meridionali e napoletani che lavorano con il Corriere della Sera.
Torino e Milano da provinciali cercano sempre di eliminare Napoli, immensa culturalmente inarrivabile, la regina dell’arte della lirica, della canzone, la città che ha inventato la cucina italiana.
Quello che li anima è un complesso di inferiorità nei confronti dei meridionali, che aumenta con il tempo, forse perché la storia, quella vera, incomincia ad emergere.
L’indignazione di migliaia di meridionali non ha scalfito l’arroganza del Corriere della Sera, il razzista Daverio non è rintracciabile al telefono, e il suo staff ha detto che: “c’era da fare una scelta nel piano dell’opera del professore questo non vuol dire un disinteresse nei confronti dei musei napoletani”.
Allucinante. Come dire che la scelta non è stata fatta secondo i criteri di importanza, ma in base al suo modo razzista di vedere le cose.
Bassa macelleria culturale di questo “signore”, e meschina iniziativa del Corriere della Sera.
24-02-2016

Abdullah Ocalan

Il sindaco di Napoli De Magistris, anche se non mi è simpatico, ha delle iniziative degne di ammirazione, tempo fa chiede la cittadinanza al leader palestinese Abu Mazen, questa volta ha fatto di meglio, ha dato la cittadinanza ad Abdullah Ocalan detto APO, detenuto nell’isola di Imrali dal 2002.
Quando fu arrestato nel 2002, fu il governo d’Alema che lo vendette ai turchi, l’Italia fece una figura meschina, diede risalto alla nostra piccolezza politica, erano finiti i tempi dei politici come Craxi e Andreotti che ebbero il coraggio di opporsi ai diktat degli americani e non consegnarono i sequestratori dell’Achille Lauro.
Oggi la sua visione politica si sta concretizzando nel Rojava siriano, i kurdi acquistano autonomia ma la cosa più importante hanno creato la democrazia e le donne hanno lo stesso ruolo dei paesi Occidentali.
Le polemiche provenienti da Roma, timorosi di essere richiamati dal padrone americano, hanno avuto una risposta dal sindaco molto bella: “… le città non sono suddite dei governi, sappiamo che Napoli non prende ordini”.
25-02-2016

Il cervello … scongelato

Sono anni che fanno esperimenti sul congelamento del cervello per cercare di scongelarlo senza danni.
Migliaia di persone si sono fatte ibernare nella speranza che la malattia incurabile di cui sono vittime, un giorno venga trovata la cura e possano essere scongelati e curati.
Le problematiche sono tante, principalmente i cristalli di ghiaccio che si formano data la grande quantità d’acqua del nostro organismo, e che possono lesionare le pareti cellulari.
Un’azienda californiana 21 ST-CENTURY-MEDICINE è riuscita con un cervello di coniglio a ibernarlo e scongelarlo con successo, sostituendo il sangue con una sostanza che protegge i tessuti dalle formazioni di cristalli di ghiaccio.
Comunque la tecnica è ancora lontano per usare questo metodo; anche i militari sono interessati per usarla con i soldati feriti, come anche la Nasa per i voli interplanetari.
Sono convinto che per la fine del secolo il processo di ibernazione sarà portato a compimento.
26-02-2016

La sensibilità degli anni

Mi accorgo che più passano gli anni e più aumentano e profonde diventano le mie sensibilità.
Come era ristretto il mio mondo 30 anni fa e oltre, come un po’ di cultura, approfondimenti vari e le tante sofferenze hanno alimentato l’empatica per tanti temi sociali e le problematiche nel mondo.
La cosa che più mi colpisce e che queste sensibilità mi fanno vivere le ingiustizie e le sofferenze con feroce passione.
Quando vedo tutte le ingiustizie che causano tanto dolore ne soffro molto, questo mi ha portato ad approfondire tante situazioni per capirne le cause, ho allargato il mio sapere e ciò mi ha riportato a riconsiderare una frase che mi ripeteva sempre mio padre: “chi capisce patisce”, aveva ragione perché conoscere e capire ti fa patire.
Con l’età tutto diventa più sensibile, emozioni, gioia, felicità ecc., ma è anche più bello.
27-02-2016

Ciò che potevo essere

A volte rifletto sulla mia vita, consapevole di averla sprecata, ma immagino cosa poteva essere, la fantasia galoppa non potendo fare diversamente.
Purtroppo oggi so chi sono, ma non potrò mai sapere ciò che potevo essere.
La prima cosa su cui mi soffermo e la scuola, finire la scuola e laurearsi, imparare bene l’inglese e qualche altra lingua, diventare cittadino europeo.
Vivere la quotidianità che è patrimonio di tutti, assaporare tutte le dinamiche delle varie età, con vittorie, sconfitte, delusioni, fallimenti, pene d’amore, invece ho assaporato le amarezze della vita e nel modo peggiore.
Mi sarebbe piaciuto visitare i paesi scandinavi, sia per i paesaggi ma principalmente per la loro civiltà, hanno un sacro rispetto per la dignità della persona che ha poche realtà nel mondo, per loro si è cittadini in qualunque situazione, anche in carcere.
Non avrei lavorato sotto padrone, sicuramente avrei creato una mia attività e se la fortuna mi assisteva potevo costruire qualcosa di duraturo da trasferire alle future generazioni.
Sarei ancora in grado di costruire qualcosa da lasciare ai miei nipoti, ma la vendetta dello Stato non è sazia dopo 30 anni di carcere.
Questo Stato fondato sul predominio tosco padano, ha lasciato che il Meridione in modo scientifico diventasse una colonia interna, con enormi disagi sociali per l’assenza dello Stato, ma presente solo con la repressione fine a se stessa per tenerlo in soggezione, ha lasciato che l’illegalità avesse ampia diffusione da tramandarla di generazione in generazione.
Siamo più criminali noi o questo Stato assassino che ha ucciso la speranza di milioni di meridionali?
28-02-2016

Fidel Castro

Ho trovato alcuni brani di discorsi di Fidel Castro di circa vent’anni fa, sono molto illuminanti.
“Al pianeta terra manca solo che cinesi e indiani mettano cinquecento milioni di persone in automobili”.
Credo che questa cifra è stata superata e continua a salire.
“Non siamo stati noi paesi del cosiddetto Terzo mondo a invadere, occupare e sfruttare spietatamente territori altrui, non abbiamo inventato e praticato noi la schiavitù, non siamo noi a imporre condizioni sociali e economiche ingiuste e feroci; casomai abbiamo dovuto subire tutto ciò da parte delle grandi potenze coloniali dominanti. La differenza tra paesi ricchi e paesi poveri non si riduce, anzi cresce. Si immaginano che l’intera umanità viaggi su una grande nave, potremmo dire che una piccolissima minoranza ricca stia in comode cabine con ottimo cibo, pronta sanità e molte informazioni, mentre un’enorme maggioranza sia ammassata nelle stive in condizioni di sopravvivenza.
Se la grande nave non cambierà la rotta andrà a infrangersi contro i ghiacci e affogheranno tutti.”
Un discorso che non fa una piega, ma per i paesi dominanti sono discorsi terroristici.
“Se proseguiranno il sistema economico-finanziario e l’attuale modello di sviluppo dominante, in aggiunta alle innegabili e gravissime conseguenze sul cambiamento climatico provocato dall’altro grado di inquinamento industriale di atmosfera, mari e territori, tra pochi decenni vi potrà essere pericolo di estinzioni anche della specie umana.”
Tutti sono consapevoli di questa situazione, ma purtroppo il sistema dominante globale non vuole nessun cambiamento.
Nel passato in modo diverso era la stessa cosa.
Credo che con l’era moderna tutto si è aggravato e se non si pongono rimedi con decisioni drastiche si arriverà a un punto di non ritorno.
29-02-2016

La politica di… pancia

Tutte le leggi di emergenza sono state emanate sull’onda emotiva per un fatto di cronaca, negli ultimi quarant’anni.
Iniziarono con il periodo del terrorismo rosso e nero degli anni 70, poi con l’omicidio di Dalla Chiesa il 3-9-1982, in venti giorni il 28-09-1982 emanarono la legge del 41 bis e quella La Torre per il sequestro di beni.
Dopo dieci anni con le stragi Falcone-Borsellino emanarono l’8-06-1992 la Scotti-Martelli, la più infame delle leggi dopo la legge PICA del 1863.
Con questa legge istaurarono la pena di morte con l’ergastolo ostativo e la tortura con il 41 bis.
Negli ultimi vent’anni hanno fatto legge e leggine incancrenendo il sistema giustizia, sia nei tribunali e nelle carceri.
Inoltre hanno dato ampio spazio a tanti “signori” che usando i metodi di Savonarola, sulle sofferenze di intere comunità, sono diventati ricchi, potenti e usufruiscono di tanti privilegi.
Istaurarono l’inquisizione con i fanatici che terrorizzavano la popolazione, i tribunali inquisivano e condannavano, sequestrando i beni di centinaia di migliaia di persone.
Mentre nelle piazze di tutta Europa ardevano roghi per migliaia di infedeli, la Chiesa diventava più potente e le sue ricchezze crescevano in modo smisurate.
Oggi miliardi di euro saccheggiati non si sanno che fine fanno, la setta antimafia ormai talmente potente da condizionare anche i governi, con tutta la sua corte dei miracoli ne predispongono a loro comando.
Ogni tanto fanno vedere in TV qualche immobile che viene destinato per qualche uso sociale, fumo negli occhi.
Il modello dell’inquisizione è simile a quello odierno.
La strage repressiva che si commette nel Meridione serve per tenere soggiogata questa terra martoriata da un secolo e mezzo, da quando perse la sua indipendenza.
Tutto questo potere alla magistratura, principalmente alle Procure è stato dato da questa miserabile classe politica, approfittando del turbamento dell’opinione pubblica, aizzato ad arte, per qualche evento accaduto, hanno pensato al consenso che poi è sempre più un fatto di pancia.
Hanno inventato nuovi reati, aumentando le pene e criminalizzato tanti comportamenti, questo ha intasato i tribunali, ma i politici preferiscono tenere tranquille le pance dell’elettorato.
Il meccanismo perverso ha causato rastrellamenti e condanne a livello industriale.
Nel Meridione il sospetto ne fa già un colpevole certo.
01-03-2016

Gli ergastolani senza scampo

Carmelo Musumeci e il prof. Andrea Pugiotto hanno fatto un ottimo lavoro con questo libro, un’opera che nomina la quotidianità di un ergastolano senza speranza descritta da Carmelo e la parte tecnica del prof. Pugiotto.
Carmelo è riuscito sicuramente a trasmettere la crudeltà dell’ergastolo ostativo, che elimina il futuro e uccide la speranza, e che 1500 persone vivono o meglio sopravvivono per abitudine, simile a quei fenomeni fisici che non soccombono per inerzia.
Ha ragione quando scrive che per i carcerati ogni giorno passato è uno in meno, mentre per noi è un giorno in più.
Noi ergastolani abbiamo solo un modo per riacquistare la libertà, suicidarsi, ma bisogna avere il coraggio e non tutti c’è l’hanno.
Ci viene assicurato solo il diritto alla speranza, ma la speranza fa bene quando è vera, viceversa è una parola vuota senza senso che serve solo a illudere che cerca di aggrapparsi a qualcosa per non soccombere alla disperazione e spesso alla pazzia.
La parte tecnica del prof. Pugiotto mi ha fatto conoscere e approfondire alcuni protocolli che l’Italia ha firmato ma che poco ha applicato.
Mi ha chiarito il doppio binario dello Stato, all’interno del Paese, una feroce repressione con l’ergastolo fino alla morte, mentre all’esterno firma i protocolli e pretende che le condanne non devono superare i 30 anni, e che a 25 anni la pena deve essere rivalutata.
Parliamo del protocollo per il Tribunale dell’Aia per i crimini contro l’umanità, parliamo di massacri e genocidi.
L’Italia viola tutti questi protocolli firmati, la Convenzione europea e la stessa Costituzione italiana, perché l’art. 27 stabilisce la rieducazione del detenuto, con l’ergastolo ostativo per che cosa lo si rieduca? Per farlo morire in cella? La sua incostituzionalità è palese, ma fino ad oggi non si è riuscito a renderlo tale.
La prefazione dell’ex Presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri da ampio risalto sull’incostituzionalità dell’ergastolo che è in contrasto con l’art.27 della Costituzione. Peccato che quando era alla Consulta non ha potuto, oppure non c’è stata l’occasione per discutere dell’ergastolo.
L’appendice del prof. Davide Galliani, con l’analisi delle schede ha fatto comprendere quanta crudeltà c’è nel sistema italiano.
L’unica cosa che mi ha meravigliato e che da Catanzaro è arrivata solo la mia scheda, che è menzionata a pag. 206 e 207.
Il libro è intitolato: “Gli ergastolani senza scampo”. Fenomenologia e criticità costituzionali dell’ergastolo ostativo. Scritto da Carmelo Musumeci e Andrea Pugiotto.
Editoriale Scientifica.
Concludo con una citazione dell’ex Presidente della Consulta Gaetano Silvestri: “Lo spirito di vendetta non ha copertura costituzionale”.
02-03-2016

La democrazia in Italia

Nel nostro Paese la democrazia è ostaggio di oligarchia che non si creano problemi se devono usare mezzi illeciti per continuare a mantenere il potere e usare la cassa pubblica come fosse di loro proprietà.
Fino a quando questo sistema criminale rimarrà in piedi anche le libertà civili sono limitate con la scusa della sicurezza.
Bisognerebbe limitare il potere economico della grande borghesia.
Disarticolare la corporazione dei magistrati.
Far crescere di più il mercato delle imprese di comunicazione, indebolendo il monopolio attuale che soffoca una sana competizione.
Cambiare e fare crescere con più potere le organizzazioni popolari di base.
Allargare i confini dei media e farli crescere a livello europeo.
Dare potere e fare crescere l’economia autogestita affinché si smantelli la rete tentacolare e opprimente della grande distribuzione.
Per fare tutto ciò bisogna che le votazioni siano vere in modo che il popolo abbia potere decisionale, oggi sono una barzelletta perché dai partiti, al ministero degli interni, al prefetto ecc. possono pilotare e invalidare libere elezioni.
I partiti che decidono secondo i loro interessi, il ministro che scioglie le amministrazioni per sospetto, e il prefetto che decide tramite i segretari comunali cosa fare, pertanto le votazioni sono un fumo senza sostanza.
Con un governo di espressione del popolo e un programma chiaro e incisivo sulle riforme da fare, riuscirebbe a modernizzare il Paese e stroncare il parassitismo dei gestori economici del potere.
03-03-2016

Finalmente

Oggi gran fermento in sezione, si sono stancati della burocrazia pelosa, limitazioni senza senso e dei dinieghi astrusi.
Domani inizia una protesta fino a quando non si risolveranno i problemi più importanti.
Mi auguro che risolviamo questa situazione e miglioriamo la vivibilità del carcere.
04-03-2016

E finita la solitudine

Non sono più da solo in cella, la mia lotta di tipo… giapponese è finita, tanti fattori mi hanno consigliato di scegliere il male minore, anche se l’orgoglio ne esce un po’ ammaccato, ma siccome l’orgoglio è un cattivo consigliere, per una serie di ragioni ho dato ascolto al buon senso!
D’altronde solo gli stupidi non cambiano mai idea.
L’inquilino è un mio vecchio amico dai tempi del regime di tortura del 41 bis dell’Asinara, era uscito, riarrestato ha trascorso gli ultimi 15 anni nel 41 bis, quando gli hanno detto che era qua ha insistito per venire in cella con me.
Ho trovato un uomo distrutto nel fisico e nell’animo, con gravi problemi psichiatrici.
E scioccante ritrovare un amico che non è più lui, con piacere gli faccio da badante perché in carcere la solidarietà non è un optional.
Il problema è la notte che non mi fa dormire, ma spero che nel tempo ritrovi un po’ di equilibrio e mi faccia dormire la notte.
Ha scontato oltre 30 anni di carcere, ha 65 anni, i suoi problemi psichiatrici sono certificati, pertanto dovrebbero ricoverarlo nelle strutture che hanno sostituito gli OPG, così possono curarlo e dargli una parvenza di normalità.
Il regime di tortura del 41 bis è un crimine di Stato.
05-03-2016

La lotta antirazzista continua

Ho trovato un articolo in cui si dava risalto al tour della presentazione del libro che Domenico Iannantuoni con altre due persone hanno scritto: “Cento città contro il museo Lombroso”, che riassume tutti questi anni di battaglie legali e culturali del “Comitato No Lombroso”, contro il museo dedicato allo scienziato veronese Cesare Lombroso.
Gli autori hanno dialogato con lo storico Ivan Cuacolo che ha spiegato alla platea la figura di Lombroso e le sue falsificazioni per giustificare con il razzismo le violenze e le nefandezze che commisero i piemontesi dopo la conquista del Regno delle Due Sicilie.
Si è discusso del quadro che lo Stato aveva ed ha destinato le regioni meridionali a colonia interna del resto del Paese.
Antonio Gramsci scrisse che: “… veniva sfruttato come colonia dandone una giustificazione razziale; una operazione che imitava quella che molti accademici delle grandi potenze imperiali del tempo portavano avanti nei confronti delle colonie sparse nel mondo”.
Tutte le potenze coloniali per giustificare le loro dominazioni usavano la denigrazione di inferiorità dei popoli sottomessi.
L’ideologia lombrosiana ha avuto un ruolo determinante nel nuovo Stato unitario nelle divisioni, ancora oggi rilevabili nel Paese, con il pregiudizio antimeridionale.
La copertura con i finanziamenti da parte dello Stato del museo dedicato a Lombroso, per i festeggiamenti dell’unità d’Italia, è stato uno schiaffo al genocidio subito dai meridionali.
Il museo Lombroso va chiuso.
06-03-2016

Il dardo è tratto

Il dardo è tratto, così disse Giulio Cesare nell’attraversare il Rubicone, così è successo qui a Oristano.
Sabato ci siamo riuniti nel cortile del passeggio e abbiamo deciso di iniziare una protesta pacifica con il rifiuto del vitto dell’amministrazione fino alla fine del mese.
Oggi abbiamo messo per iscritto le nostre problematiche, abbiamo scelto dodici punti quelli ritenuti più importanti, e informato che dal primo aprile la protesta cambierà manifestazione, faremo sciopero della spesa, del lavoro e la battitura tre volte al giorno, riservandoci di integrare altre cose nella protesta in atto.
Una copia del manifesto di protesta sarà inviato anche al blog tramite la Presidente Grazia Paletta dell’Ass. Fuori dall’Ombra.
Ho visto determinazione e fermezza nel portare avanti la protesta, questo mi fa sperare nel buon esito per il raggiungimento degli obbiettivi.
Ogni sezione AS-1 che viene aperta ci sono sempre problemi che istigano a protestare.
Stiamo copiando a mano il manifesto dove sono elencate le nostre richieste, poi spediremo con raccomandata a una ventina di personalità.
07-03-2016

I bambini del Congo

Il Congo estrae il 50%di Cobalto del mondo, che serve per le batterie dei telefonini e delle auto.
Il monopolio è della ditta CONGO-DONGFANG-MINIG (CDM)interamente controllata dal gigante minerario cinese Zheijang-Huayou-Cobalt-Ltd (Huayou-Cobalt).
Dopo la lavorazione le vende a tre aziende che producono batterie: “Ningbo-Shanshan-e-Tianjin-Bamo-in-Cina, e L & F -Materials-In-Corea-Del-Sud.
Queste tre ditte riforniscono le aziende che vendono prodotti elettronici e automobili.
Nell’estrazione del Cobalto in Congo usano i bambini come minatori, senza protezioni di nessun genere, e ne muoiono a centinaia ogni anno.
Amnesty International ha denunciato questo sfruttamento ed è andato da 16 multinazionali clienti delle tre aziende che si riforniscono, solo una ha ammesso l’approvigionamento del cobalto nel Congo.
Il problema principale che questo mercato produce profitti enormi, calcolabili in 125 miliardi di dollari l’anno, pertanto sono pronti a passare sopra su qualsiasi nefandezza.
Il mondo intero conosce il saccheggio non solo del Congo ma dell’intera Africa, nessuno fa niente, neanche l’ONU.
8-03-2016

Il partigiano Karim

Un ragazzo italo-marocchino di 25 anni è andato a Kobane(cittadina kurda nel nord della Siria)per portare aiuto di cibo, medicinali e vestiario, ma vedendo due bambini di 8 e 12 anni che difendevano la città decise di entrare nelle unità di difesa curde dello YPG.
Ha combattuto contro l’ISIS, ha ucciso e visto morire i suoi compagni.
Ritornato in Italia ha scritto un libro per aiutare i curdi e il Rojava una confederazione di popoli, curdi, assiri, yazidi e altre minoranze che combattono contro l’ISIS, anzi gli unici che contrastano seriamente questi tagliagole.
Il libro si intitolo: “Il combattente, storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’ISIS” Edizione BUR. Lui si chiama Karim-Franceschi.
Il suo intendo e di informare i suoi coetanei affinché capiscano cosa significa combattere per la democrazia e difendere una causa giusta, quella del Rojava, contro tutto e tutti.
Onore a questo ragazzo con ideali così alti.
09-03-2016

Limes

Limes è una rivista italiana di geopolitica, l’amico Mario mi ha mandato quella del mese di novembre 2015, intitolata “La strategia della paura”.
E improntato sulle guerre islamiche, le stragi di Parigi, sui giovani europei devoti al “califfo” ecc..
Mario me l’ha mandato perché discutendo sulle stragi di Parigi che l’avevano colpito molto, gli avevo scritto una lunghissima lettera, partendo dall’Afganistan, tutto il percorso storico dell’estremismo islamico e le colpe Occidentali, principalmente quelle degli americani.
La rivista ha le stesse pagine di un libro 240, ma è ben strutturato sui focolai islamici, specifica un po’ tutto, ma ammette le colpe europee e degli yankee che alimentano per interessi di geopolitica tutte queste guerriglie.
La cosa che mi ha impressionato e che il mio pensiero, quello scritto, non divergono da tutto ciò che è scritto nella rivista Limes.
Ne sono contento perché anche se la formazione è autodidatta, la struttura della situazione in generale l’ho fatta in modo precisa.
10-03-2016

Il Samaritano

Ad ottobre ho presentato un permesso premio con il domicilio nella comunità “Il Samaritano”, si trova ad Arborea in provincia di Oristano.
Quando gli ho scritto per chiederli se mi accoglievano per un permesso, mi hanno risposto di si ma che dovevo portarmi degli abiti e scarpe per lavorare la terra, in più pagare una quota giornaliera.
Gli ho fatto presente che non ho problemi per fare lavori, ma che dopo 30 anni di carcere se mi danno un giorno di permesso o due di permesso li vorrei trascorrere con serenità e assaporarmi la libertà, non mi hanno risposto più.
Oggi leggo un articolo in cui il gestore della Comunità Don Giovanni Usai è stato accusato da una ragazza nigeriana di violenza sessuale.
Il giorno prima del processo è andata dalla ragazza a chiedere di non accusarlo in aula.
Un detenuto ospite della comunità negli anni passati aveva dichiarato ai carabinieri che all’interno della struttura c’èra un giro di prostituzione, in aula ha smentito tutto.
Il processo prosegue con la prossima udienza il 17 aprile.
Ricordo che nella prima lettera che mi hanno mandato, dove in modo perentorio mi intimavano che non dovevo bere, ne drogarmi ecc., gli risposi che non bevevo, non mi drogavo e neanche fumavo.
Dalle notizie apprese mi viene naturale dire: “da che pulpito veniva la predica”.
11-03-2016

Patrice Lumumba

Nel tempo sto acquistando la conoscenza che tutte le menti illuminate emerse dopo l’indipendenza post-coloniale in Africa, sono stati eliminati dagli americani, inglesi e francesi, in questo caso è complice anche il Belgio perché il Congo era una sua colonia.
Dopo l’indipendenza del 1960, il Congo elesse democraticamente Patrice Lumumba, che subito aderì al movimento dei paesi non allineati, né con l’Unione Sovietica e né con gli USA.
I servizi segreti americani con la complicità di quelli belgi fomentarono varie guerrigie, dalla secessione del Katanga, alla ribellione del Kivu.
Avendo idee simili a quelle di Sankara del Burkina Faso: “l’Africa agli africani”, Lumumba voleva un Congo unito all’interno di un’Africa unita.
L’America si mise in moto, i ribelli Katanghesi con l’aiuto della CIA e il Belgio, lo catturarono e lo uccisero, smembrarono il corpo e poi lo sciolsero nell’acido.
Forse avevano paura che da morto potesse diventare un’icona e celebrato come eroe nazionale.
L’Occidente dopo aver perso materialmente le colonie africane, si impegnarono a controllare finanziariamente ed economicamente, eliminando tutti i leader che volevano un’Africa libera e lasciarono tutti i dittatori servi a loro favore, ancora oggi gli africani ne pagano conseguenze.
12-03-2016

La Magna Carta

Quando il re inglese Giovanni Senzaterra, successe al trono al posto del fratello Riccardo Cuordileone le sue politiche e i fallimenti militari con le troppe tasse gli alienarono la simpatia del popolo lo costrinsero a firmare la storica Magna Carta, dove il potere legislativo, esecutivo e giudiziario non dovevano più confluire nella stessa persona.
Le pene non erano stabilite dai giudici nominati dal re, bensì da una giuria di membri appartenenti alla stessa classe dell’imputato, suoi pari.
Un altro punto affermava il diritto Habeas-Corpus, l’imputato non poteva venire arrestato o imprigionato prima della condanna definitiva.
Fu l’impianto per le democrazie future, il “re regna ma non governa” le decisioni politiche vengono prese dal premier eletto.
In Italia habeas-corpus non esiste perché non si va in galera dopo la condanna definitiva, ma al momento dell’accusa, come quando il re aveva tutto il potere concentrato sulla sua persona e poteva fare arrestare chi voleva.
Questo dimostra che la nostra democrazia è monca perché al “re”si sono sostituiti altri attori.
13-03-2016

Il comunismo

Oggi sono pochi i comunisti che hanno il coraggio di affermarlo pubblicamente, al massimo si dicono ex, la maggior parte negano.
Quando penso a certi personaggi mi viene in mente Veltroni che pur essendo cresciuto nelle sezioni del partito comunista sin da bambino, propaganda che è un kennediano.
Prima della caduta del muro di Berlino e il partito comunista italiano era il più forte d’Europa con i soldi che arrivavano da Mosca, tutti quelli che osavano attaccare l’Unione Sovietica e informare dei crimini di Stalin e del comunismo venivano dileggiati e calunniati perché il “paradiso terrestre”sovietico era intoccabile, l’utopia con la complicità della propaganda, la gente ingenuamente credeva che potesse esistere un luogo dove tutto era giusto, idolatrarlo come succede nelle religioni, d’altronde il comunismo era una sorta di Chiesa laica.
Oggi siamo a conoscenza dei milioni di morti ordinati da Stalin e dalla follia delle teorie del socialismo.
Non bisogna neanche dimenticare i crimini di Mao in Cina, di Pol-Pot in Cambogia e in altre parti del mondo.
Il costo umano per le teorie comuniste è stato talmente elevato che non ha paragoni nella storia.
Alla fine tutto è caduto con grande sollievo dell’intera umanità.
In Italia per 70 anni si è steso un velo pietoso sul massacro della faide ad opera degli iugoslavi, per non urtare il partito comunista che fu complice materiale e morale.
Dal 1989 anno della caduta del muro di Berlino e di qualche anno dopo la dissoluzione dell’impero sovietico, non c’è stato un serio dibattimento sui mali del comunismo. Si è sviscerato a 360 gradi tutto il male del fascismo, anzi si è governato sull’antifascismo.
La mia impressione e che è caduto un velo pietoso sul comunismo, ma non si è dissolta la struttura settaria costruita in tanti anni dal partito comunista, divenuta un potere talmente forte da condizionare anche le azioni di governo.
14-03-2016

Sono umano anch’io

Mi hanno passato un libro scritto dal nipote di un ergastolano che conosco solo di nome, non avendolo mai incontrato, ora sono 12 anni che si trova nel regime di tortura del 41 bis.
Il libro si intitola: “Sono umano anch’io”. Emozioni e vita tra luci e ombre. Ed. Susil. Scritto da Domenico De Sena.
L’autore ha voluto dare un segno del suo affetto allo zio, ma principalmente ringraziarlo per tutti i consigli che gli ha trasmesso negli anni.
Riconosce che anche se ha rovinato la sua vita, ha fatto di tutto perché nessuno della sua famiglia venisse coinvolto in qualcosa di illegale; cosa molto facile in alcune zone della provincia di Napoli. Per questo motivo nutre una forte ammirazione per suo zio.
Sono pubblicate alcune poesie che suo zio voleva tradurre in canzone ma lui ha preferito che restasse poesia e inserirle nel libro.
Credo che sia una gioia per chiunque di noi qui dentro ricevere attestati di affetto e stima del genere.
Il contenuto del libro aiuta molto a comprendere tante cose, con consigli che possono aiutare a non commettere errori.
15-03-2016
L’illuminismo

Il movimento culturale che portò la luce in Europa, scardinò il feudalesimo, assolutismo monarchico, la chiesa ecc.
Senza questa corrente di pensiero non ci sarebbe stata la rivoluzione francese, che fu il seme per le libertà civili e le democrazie future, ma principalmente debellò nel tempo l’ingerenza asfissiante della religione cristiana nella vita pubblica di tutti i paesi europei.
Sono passati quasi due secoli e il fondamentalismo in modo diverso sta prevalendo di nuovo con l’oscurantismo religioso, perché distorta per fini politici e di potere, l’islam con il suo fanatismo sta creando le basi per restringere le libertà democratiche in nome della sicurezza con l’emanazione di leggi speciali.
La società civile deve essere vigile a non permettere che il fondamentalismo politico o religioso si impadronisca di questi eventi per sospendere la democrazia per dare vigore alla rinascita del fascismo di qualunque colore. Una società secolarizzata non lo può tollerare e neanche perdere la ragione offuscata dall’emotività e dalla irrazionalità.
I razzismi non devono prevalere etichettando popoli che sono le prime vittime.
La pace è l’unica strada, insieme alla libertà, alla democrazia, alla giustizia sociale e l’eguaglianza.
Credo che abbiamo bisogno di un nuovo illuminismo che livelli il benessere culturale, sociale e di eguaglianza nel mondo.
16-03-2016

Colloquio in videoconferenza

Mi hanno fatto leggere un’ordinanza di un recluso che nel regime di tortura del 41 bis, il magistrato di sorveglianza gli aveva concesso le telefonate con la moglie detenuta in videosorveglianza.
Oggi la videoconferenza è usato per i processi, tutti sanno che è anticostituzionale, perché impedisce una corretta difesa.
In questo caso è usata per le telefonate che durano dieci minuti quando uno degli interlocutori è in regime di 41 bis.
La videoconferenza o i colloqui tramite la rete con skype, dovrebbe essere una realtà o meglio dire un diritto acquisito e non una concessione all’arbitrio del direttore di turno.
I politici e i funzionari del Ministero non fanno altro che affermare che fanno di tutto per agevolare i contatti familiari, è disinformare allo stato puro perché non solo veniamo deportati lontani, ma ci sono impedimenti, limitazioni e burocrazia per non consentirci di coltivare i nostri affetti.
Dovrebbero liberare le telefonate in primis e coi consentire l’uso di colloqui con i familiari in videoconferenza.
17-03-2016

L’indice di felicità

Per il secondo anno consecutivo l’Italia è 50esima nella classifica Word-Happiness-Report-2016.
In questa posizione è vicina a Stati come Uzbekistan, Malesia e Nicaragua, inoltre dal 2005 al 2015 è tra i dieci paesi con la maggiore diminuzione della felicità.
Il primo posto del popolo più felice è la Danimarca, non mi meraviglio che sia uno dei paesi scandinavi, perché la loro civiltà mette al centro della società il cittadino.
Viceversa in Italia il centro della società è la politica, questo ha consentito di portare il paese ad essere uno dei paesi più corrotti del mondo.
Il rapporto per stabilire l’indice di felicità è realizzato dal Sustainable-Development-Solution-Network delle Nazioni Unite, si fonda sul voto da uno da dieci che i cittadini dei vari paesi danno alla loro vita.
Gli italiani si sono fermati a 5,9, i danesi sono arrivati a 7,5.
Bisogna essere fortunati anche dove si nasce.
18-03-2016

Profughi

Nel 1939 quando i nazisti e i sovietici si spartirono la Polonia con il patto scellerato Von-Ribbentrop-Molotov di Hitler e Stalin, gli ebrei cercarono scampo nella parte polacca occupata dai sovietici, il confine era il fiume Bug, riuscire ad attraversarlo voleva significare la vita e la morte, perché rimanere nella parte tedesca voleva dire campo di sterminio.
La cosa durò pochi mesi, perché i sovietici chiusero il confine e non facevano più passare nessuno, sparando su chi forzava l’attraversamento e che ci riusciva veniva consegnato ai tedeschi.
Oggi si assiste alla stessa scena ma con altri attori, il fiume Suva-Reka tra Grecia e Macedonia, attraverso i media si vede la marea di fuga dal macello siriano, come allora c’è sempre un confine chiuso per motivi di egoismo politico.
Quando gli errori del passato si ripetono significa che la stupidità prevale sulla ragione.
I muri contro i profughi alimenta il risentimento di chi soffre nei campi e non guarda più all’Europa come luogo di democrazia e delle libertà civili, ma come comunità da combattere perché percepita come nemica.
Un errore che pagheranno le future generazioni europee.
19-03-2016

Siccità

In vaste zone dell’Africa non piove da anni, pertanto manca l’acqua per ogni cosa, questo ha costretto milioni di persone a spostarsi negli anni, questa massa enorme di disperati si sta muovendo verso le coste del Mediterraneo, si parla di una cifra che si aggira su un centinaio di milioni di persone.
L’Europa che sta gestendo male la situazione attuale di migliaia di profughi del Medio Oriente, quando decine e decine di milioni vorranno con ogni mezzo attraversare il Mediterraneo per entrare nel continente europeo; non fuggono dalla guerra ma dalla fame e pertanto li rende disposti a tutto, cosa farà l’Europa? Manderà l’esercito con la marina e l’aviazione a bombardare per fermarli?
I misfatti commessi dall’Occidente si stanno materializzando, incideranno molto sulla sopravvivenza della civiltà occidentale, ma potrà anche annientare quella europea, perché l’invasione è di proporzioni inumane.
20-03-2016

Donald Trump

Il candidato repubblicano americano alle presidenziali Donald Trump, avversario della democratica Chinton, ha dichiarato che se vincerà diventando presidente, rivedrà la N.A.T.O. perché costa troppo.
Non condivido niente di quello che dice, ma su questo punto sono d’accordo con lui, non rivedere la Nato ma abolirla e permettere che l’Europa si doti di un suo esercito e stipuli un’alleanza di pari dignità con gli americani, di conseguenza dovranno svuotare e lasciare tutte le basi in Europa.
L’Europa dovrà assumersi in prima persona tante responsabilità che fino ad oggi ha lasciato agli americani.
Con l’esercito ci saranno anche le decisioni politiche, così finiranno i diktat yankee, che fino ad oggi hanno causato solo disastri.
Anche se non mi piace mi auguro che vinca Trump.
21-03-2016

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