Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Il re è nudo… di Gino Rannesi

Mattis

Il nostro Gino, detenuto a Nuoro, è stato recentemente operato.

Si pensava fosse un tumore.. e invece non è stato così.

Gino ci ha inviato queste pagine, nelle quali racconta l’esperienza dell’operazione e delle emozioni che l’hanno preceduta, accompagnata e seguita.

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Buon Natale e felice anno nuovo

Gli ergastolani in lotta per la vita presso il carcere di Nuoro, ivi compreso l’ex ergastolano Gino Rannesi, desiderano augurare un felicissimo anno nuovo a tutte quelle Donne e quegli Uomini di buona volontà che si adoperano e che si battono per l’abolizione dell’ergastolo.

Altresì un ringraziamento speciale va a quelle persone che si adoperano per dare voce a chi altrimenti voce non avrebbe e, su tutti, Alfredo Cosco, Nadia Bizzotto… GRAZIE.

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“IL RE E’ NUDO”

Era una bella giornata di agosto: “Rannesi in infermieria…”.

Poco dopo faccio il mio ingresso nell’ambulatorio, seduta dietro la scrivania, la mia dottoressa preferita, il viso della dottoressa appariva preoccupato: “Rannesi è arrivato il referto della TAC, brutte notizie.. la TAC rileva una massa solida di 2,5 cm a breve avrà un consulto con il chirurgo…”.

Nessuna risposta da parte mia.

Con la faccia da duro, come se nulla fosse, ho salutato la dottoressa e sono andato via.

In realtà, ancora prima che la dottoressa finisse di parlare, ho avvertito un calo di potenza in entrambi i quadricipiti.

Nella mattinata del giorno successivo, sono stato condotto all’ospedale di Nuoro.

Lì ad attendermi il chirurgo e un suo collaboratore.

Questi, intenti ad esaminare le lastre effettuate con la Tac, sentenziarono: “Per noi si deve operare…”. Timidamente chiesi “ma che cos’è? Si tratta forse di un tumore?”.

Il chirurgo disse che loro propendevano proprio per questa tesi…

Tirai un profondo respiro e chiesi quale fosse l’origine del tumore, ossia se fosse di origine maligna o benigna. “Un tumore è sempre un tumore…” rispose il chirurgo, poi soggiunse: “comunque, ne sapremo di più nel momento in cui andremo a vedere…”.

Dopo quel colloquio, compresi che alcune di quelle che erano le mie certezze stavano vacillando.

Paura…?

No! Nessuna paura, ma certamente tantissima preoccupaione.

Dopo uno stillicidio che si è protratto per circa due mesi –controlli, analisi, ecc.- ecco giunto il momento del ricovero in ospedale.

Il giorno successivo al ricovero ero già pronto per fare il mio ingresso nella sala operatoria c.d. robotica.

Conscio del fatto che l’intervento, che avrei subito da lì a poco, sarebbe stato lungo e molto delicato, fui assalito dall’angoscia…

Nudo su di una barella feci il mio ingresso nella sala operatoria, che brutta sensazione, sapeva di  metallica.

Al centro della sala intravidi l’anestesista che avevo conosciuto poco prima. Alla sua vista, con una mano cercai di “nascondere” le mie parti intime (l’anestesista era una donna). Lei si avvicinò e disse: “Che cosa stai cercando di fare, non lo sai che qui dentro il re è nudo?..”.

Tutto era pronto. Chiesi all’anestesista di farmi sapere l’esatto momento  in cui avrebbe iniettato l’anestesia. Poco dopo la conferma: “E’ stata iniettata…”.

Sapevo che entro pochi secondi sarei caduto in un sonno profondo. Per questa ragione mi affrettai a dire: “Signore Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me che sono un peccatore. Nelle tue mani affido il mio corpo, il mio cuore e il mio spirito…”. Dopodiché, seguendo il consiglio che mi aveva dato una mia amica; chiusi gli occhi e immaginai di vedere la cosa più bella che mi avrebbe fatto stare bene, Nicholas ovviamente…

Uscito dalla sala operatoria –ho ripreso conoscenza quasi subito- ho capito che dalla barella mi stavano spostando su di un letto. Ma la cosa più importante è stata quella di avere sentito una voce che diceva: “Dormi tranquillo, abbiamo rimosso la massa, non hai nessun tumore, il tuo rene è salvo…”.

Precipitai in un sonno che pareva sereno. Il mio rene era salvo.

Infatti, l’accordo con il chirurgo prevedeva che, una volta rimossa la massa, questa sarebbe stata sottoposta in estemporanea ad un primo esame istologico e, nel caso in cui l’esito fosse stato positivo (tumore maligno), il chirurgo avrebbe asportato l’intero rene…

Paura? No! Tuttavia, qualcosa si è incrinato nell’anima mia. “Il re è nudo…”. By, by. Gino Rannesi.

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Mario Arena da Biella… calvario sanitario

Sì Mario, mandami il testo che hai detto di avere preparato. Sarà un piacere e un dovere leggerlo.

Mentre intanto assistiamo ad altre puntate miserabili del festival della vergogna.

Mario Arena. Detenuto a Biella.

Sul nostro Blog ha fatto conoscere i suoi bellissimi dipinti.

Sul nostro Blog ha fatto conoscere la bestialità della sua vicenda sanitaria. Mario (andate a questo post… https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/02/25/trattamento-da-cavia-nel-carcere-di-parma/) ci ha raccontato come sarebbe stato trattato come una cavia dai funzionari sanitari del famigerato carcere di Parma (la cui Direzione è stata condannata dal Comitato europeo dei diritti dell’uomo di Strasburgo). Nel 1999 Mario Arena si ritrovò i valori del colesterolo altissimi. Per intervenire sarebbe bastato prolungato cambio di dieta. Invece il medico e il Dirigente sanitario del carcere avrebbero, con un atteggiamento da terrorismo emotivo, spinto Mario ad accettare una recentissima cura a base di statine. In seguito a questa cura si sarebbe determinata l’insorgenza, in Mario, di una grave patologia, la “rabdomiolisi” (la “rabdomiolisi” (condizione che deriva da un danno alle cellule muscolari, e per la quale sono morte tremila persone in tutto il mondo). Appena questa patologia è stata riscontrata, sarebbero “magicamente” scomparsi tutti i certificati. Dopo anni di disinteresse ostilità (così racconta Mario) da parte di tutti, la Dott.ssa Maria Cristina Sarli avrebbe riaperto il caso. E, se tutto fosse confermato, attendiamo che i responsabili vengano messi in condizione di non nuocere e che il carcere venga condannato a risarcire i danni.

Poco meno di un mese fa ci giunge un’altra lettera di Mario Arena (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/05/18/istanza-drammatica-di-mario-arena-da-biella/), dove segnala una concreta problematicità fisica che sta vivendo e chiede il suo superamento. Io non so se questa problematicità sia connessa ai danni causati all’organismo dalla “rabdomiolisi”, ma non lo escludo. In sostanza Mario chiedeva urgentemente di essere alimentato tramite vena “giacchè il suddetto detenuto non può nè mangiare né defecare a causa di emorroidi di grado 3 e di una arachede-lesione interna, guaribile solo tramite intervento chirurgico” e, naturalemnte, il più presto possibile, un intervento chirurgico per risolvere “questo” problema.

Ed eccoci arrivati alla lettera che mi è giunta, da pochissimo, da parte di Mario. E che rende ancora più emblematica l’intera vicenda.

In pratica l’autorizzazione per l’operazione di cui si faceva richiesta (e di cui ho parlato immediatamente sopra) è stata rigettata, per parere contrario (sembra) e, “legittimo”, della Dott.ssa sanitaria.

Diciamo che per quanto riguarda il carcere di Biella… Mario poteva stare tranquillamente in carcere senza problemi e senza particolari interventi. Per fortuna c’è ancora, talvolta, chi si ricorda di essere un ESSERE UMANO, e non un grigio funzionario,  o un conformista connivente di norme e prassi disumane, un coltivatore stitico del proprio gramo orticello, uno specialista dell’arte di “non vedere.. non sapere.. non agire….” che è la malattia morale del nostro Paese. Dicevo.. a volte c’è qualcuno che si ricorda di essere UOMO o DONNA.. UMANO insomma. In questo caso è stata la moglie del Prefetto di Biella. Quando il Prefetto di Biella è andato in visita al carcere di Biella con la moglie Marcella… appena ha visto come era ridotto Mario Arena è rimasta sconvolta. Temo che abbia avuto l’impressione di avere visto uno zombie (stando alla descrizione che delle sue condizioni di salute fa Mario).. e ha fatto il diavolo a quattro. Giustamente (ripeto, se tutto fosse confermato) sdegnata per il fatto che possa accadere che un essere umano venga lasciato completamente in balia di se stesso e le sue condizioni vengano fatte deteriorare fino a condizioni intollerabili. La moglie del Prefetto ha (ricordandosi di essere UMANA) prontamente chiamato il suo medico. Che ha fatto un bel quadretto delle condizioni di Mario. Ha detto che, tra l’altro, è a rischio infarto. E se infarto non vi è ancora stato è probabilmente dovuto alle frequenti emorragie interne che questo così tormentato amico ha (nel lungo insieme dei suoi guai fisici). Vogliamo esprimere alla signora Marcella tutta la nostra stima.

Ora, sempre umilmente, si intende.. con la massima umiltà possibile.. ci mancherebbe.. 🙂 Vorrei osare fare una domanda alla Illuminata Dirigenza del carcere di Biella.. e agli Illuminati Dirigenti sanitari e medici…  se tutta la dinamica descritta è reale nei suoi vari passaggi… che ne pensate voi? Ha torto la moglie del Prefetto e il suo medico? Perchè se non ha torto.. quali sono le riflessioni che ne dovrebbero conseguire sul modo che i detenuti vengono considerati trattati nel vostro Illustrissimo carcere (in tanti altri)?

E’ una domanda difficile?..:-)

Ognuno saprà trovare da sè le proprie risposte…

Andando a Mario… la situazione sembrava avere trovato per lo meno questa svolta positiva. Un medico “onesto” e “capace” che si sarebbe occupato di lui. Ma probabilmente Mario deve essere trasferito. E tutto l’odissea comincia di nuovo…

Mario porta con sè non solo il suo volto, e sarebbe sufficiente, ma anche il volto di tutti coloro che vengono trattati come pezze, presi e buttati via, ignorati e liquidati. Non auguro a nessuno, davvero a nessuno, di conoscere la disperazione e il senso di impotenza che si provano in certi  momenti.

Vi lascio alla lettera di Mario Arena.. carcere di Biella.

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14.06.2011

Ciao carissimo Alfredo…

(…)

Riguardo l’istanza per l’operazione, è stata rigettata perchè la Dott.ssa sanitaria si è opposta. Ma il medesimo magistrato nel contempo ne ha presentata una lui per me, per gli arresti domiciliari. L’udienza è per giorno  21 del corrente mese. Come già avevo scritto a Monica, verrò trasferito nel carcere di Sulmona certmente, se va male.

Caro Alfredo.. sicuramente ho passato giorni migliori. Adesso sto un pò male e ho gli occhi neri come un panda. Ma c’è di buono  che alcuni giorni addietro c’è stata la visita del prefetto di Biella e di sua moglie Marcella, la quale appena mi ha visto ridotto così ha fatto un casino e subito ha chiamato il suo medico di fiducia e mi ha fatto visitare. Dopo la visita è emersa tutta la gravità del problema.. e che sono a rischio di infarto e che, se sono ancora vivo, è grazie alle emorragie che ho, perchè tutti gli organi interni funzionano male, per via del fatto che non riconoscono i cibi. Sono allergico a tutto, ma proprio a tutto. In effetti, diverse volte sono dovuto ricorrere per crisi allergiche.

Vorrei comunicarti che, dopo questa visita, tutto andrà bene, ma purtroppo non è così, perchè il Dottore si era offerto d curarmi, ma devo essere trasferito e quindi non è possibile.

Peraltro non volgio farmi ricoverare in un centro clinico, poichè sono peggiori del carcere. Li conosco molto bene.

Comunque, ti avevo scritto che dovevano togliermi l’ergastolo, sostituendolo con 30 anni di reclusione, ma la Corte d’Assise di Catania non ha voluto entrare nel merito, per cui adesso sono in Corte di Cassazione se (parole che non comprendo) devo uscire perchè ho superato i 30 anni.

Adessi cambiamo discorso. Il libro che ti avevo detto è quasi pronto, con tutti gli errori corretti, e, credimi che è molto interessante. E’ anche la mia idea per pubblicizzarlo, perchè il ricavato andrà per sostenere l’azioone degli avvocati che si battono per l’abolizione dell’ergastolo.

Certo, debbo scrivere a tutti, perchè conosco quaasi tutti i detenuti. Ma quelli che non conosco io li conosceranno gli altri, con il passaparole.

Come è pronto te ne mando subito una copia.

Alfredo, hai ragione per quanto riguarda il fatto che dovrei scrivere un libro sulla mia vicenda. Lo farò caro Alfredo.

Adesso passo ai saluti per Antonia, Monica e per te..

Con stima Mario..

Lettere dal di fuori.. da Claudio a Carmelo

Per la rubrica “lettere dal di fuori”, nata da un’idea di Carmelo Musumeci, pubblichiamo oggi una lettera inviata da Claudio (del quale sono state pubblicate altre lettere in questo Blog) a Carmelo.

Sono solitamente lettere molto belle.. fresche.. vive.. sincere. In questa si allude all’approssimarsi della seduta di laurea di Carmelo. Che poi si è svolta “regolarmente” l’undici maggio. Gli è stato concesso il permesso di laurearsi da uomo libero.

Piccolo inciso.. Claudio allude alla voglia compulsiva dei medici di operare il più possibile.. e non posso che dargli assolutamente ragione.. sembra che ci sia una vera e propria smania di aprire le persone.. come se ogni operazione garantisse dei punti per qualche sorta di raccolta punti.

Buona lettura..

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Mercoledì 20 aprile 2001

Ciao carissimo Lupo Carmelo

che ti arrivi tutto il nostro affetto, amore ed energia. Grazie di tutto, abbiamo ricevuto con entusiasmo le tue due lettere. Francesco è rimasto felicissimo nel ricevere le foto dei lupi!! Sei un grande.

Come sempre ti rispondo quando posso, ma ricordandoti che sei con noi tutti i giorni.

Ho un mucchio di cose da dirti…

Prima cosa, le pallonate falle prendere a chi è più grosso di te!!

A parte gli scherzi, ho ricevuto l’ordinanza in cui ti hanno respinto ogni tipo di permesso… nella tua lettera mi dicevi che forse avevi qualche dubbio nel mandarla, ma che pensavi fosse giusto sapere chi era Zanna Blu.

Cosa dire.. GRAZIE per la fiducia. La lettura dell’ordinanza mi ha semplicemente confermato l’ottusità di un sistema politico, giuridico e morale a cui io assolutamente NON CREDO.

Ciò non toglie che io abbia provato rabbia e tristezza…

Non ci interessa sapere chi era Carmelo. Noi sappiamo chi è Carmelo oggi. Ci basta e ci avanza. Le tue lettere ci hanno illuminato, commosso e riempito.

Ti dirò di più… e se Carmelo “non fosse famoso”? Se non avesse scritto nessun libro? Se non avesse studiato? Se non avesse avuto la forza di mettersi in discussione, di ricercare… se così non fosse, l’ordinanza avrebbe un senso? Io non ho soluziooni, però sono sicuro che… IL FINE PENA MAI E’ UNA VERGOGNA. PUNTO E BASTA.

Aver saputo un pò del tuo passato non mi ha cambiato nulla  nell’Amicizia che provo, che proviamo verso di te.. Si è aggiunta ancora più fiducia… GRAZIE.

Quando posso leggo il tuo diario su Internet, ma non ho capito se ti hanno dato il permesso di discutere la tesi da uomo libero. Ti chiedo una cosa. La discussione è aperta al pubblico? Se così fosse, è possibile assistere? (non so neanche se mi sarà possibile, però se ci fosse una possibilità… chissà!)

Non c’è proprio speranza che Zanna Blù mangi il nostro miele? Mi ha fatto molto piacere che almeno Lupa Bella ha potuto riceverlo… ma a te proprio non possono darlo? C’è qualche altro modo per mandartelo? Per i soldi che spendo questi sono “c…i miei”, perchè sono soldi SPESI BENE (grazie comunque del pensiero!).

Nella lettera mi chiedevi se puoi pubblicare sul Blog la mia lettera… Ne sono onorato per il futuro. Non mi chiedere neanche se ti scriverò qualcosa che voglio che rimanga fra me e te. In quel caso te lo comunicherò.

Quest’ultimo periodo è stato un pò duro. E’ da circa 20 giorni che Francesco non sta molto bene. Gli si è gonfiato un linfonodo sotto le mandibole. Ha fatto infezione e ora stiamo aspettando l’evoluzione. Dall’ospedale riceviamo pressioni per fare una pulizia chirurgica. Noi per ora abbiamo preferito prendere tempo. Non è nulla di grave, ma non è facile comunicare con i MEDICI OSPEDALIERI (vedono troppa TV!!).

Francesco è già stato bucherellato tre volte. Ora ha paura di andare all’ospedale. Gli  esami del sangue sono OK, ma nonostante ciò hanno voglia di “aprire” sto linfonodo.

Non sai mai se fai le scelte giuste… sicuramente il modo di comunicare dei dottori non c’è piaciuto!!!

Ti chiedo scusa, ma per ora non ho veramente le forze per presentare il tuo libro. Ne ho parlato con Marcolino e appena Francesco starà meglio, mi attiverò. Intanto pensavo di prendere un pò di libri (Assassino dei Sogni – Gli Uomini Ombra) da mettere sul banchetto quando vado in giro (es. manifestazioni, mercatini). Sicuramente telefonerò a Nadia, per conoscerla e per scambiare due chiacchiere.

Le attività campagnole sono nel pieno. Le api vanno seguite, l’orto inizia a viaggiare. C’è un casino di lavoro da fare.

Per ora mi fermo qua.

Ti auguro di cuore un buon 25 aprile. Sicuramente faremo un brindisi alla tua salute.

Francesco e Stefano ti mandano un mega BACIO.

Monica ed io un abbraccio pieno di Amore e di Forza.

In bocca al… Lupo (naturalmente)..

Un salutone alla tua famiglia.

Ciao Carmelo

Claudio

Trasferimenti punitivi a Spoleto?

Amici del Blog…

oggi non è stata una giornata facile..

Oggi è uno di quei giorni di stupore, perplessità… anche di furore e indignazione se certe cose fossero avvenute in base a determinate dinamiche.

Incipit..

L’amica Daniela Domenici oggi scrive nella sua pagina facebook…

Mi è appena arrivata dal carcere di Spoleto, le persone non hanno diritti, è atroce quello che è successo a Sebastiano e che succede a quasi tutti i detenuti, li spostano come pacci postali senza avvertirrli, senza comunicar loro la destinazione…nel caso i Sebastiano poi è ancora peggio perchè è una ritorsione che va denunciata, urlata, lui ha fatto valere i suoi diritti e loro l’hanno punito in questo modo.

Carissima Daniela, caro Nino

Vi sto scrivendo in fretta e furia perché il potere si è vendicato facendomi partire per non so dove, sono venuti all’improvviso e mi sto preparando .

Ho ricevuto oggi la vostra lettera ma non posso rispondervi, ve ne mando una appena arrivo a destinazione.

Stavo in pensiero che non ricevevo vostre lettere.

Vi abbraccio forte forte”

Sebastiano

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Sebastiano Milazzo, che in questo blog avete imparato a conoscere per i suoi scritti lucidi, illuminanti, anticonformistici è stato trasferito da Spoleto. Al momento non si sa ancora dove diavolo lo abbiano mandato. Non escluso, voglio augurarmi di no.. ma non è escluso che possa trattarsi di un carcere “rigoroso” e restrittivo. E ricordo che si tratta di una persona fondamentalmente anziana e che a Spoleto aveva trovato una sua forma di equilibrio. E voleva essere trasferito vicino alla moglie, che non può andare  visitarlo perché non sta bene. Ma la moglie e i familiari stanno in Toscana. E il trasferimento non sembra essere avvenuto in Toscana. Fonti adeguate al momento escludono che si tratti della Toscana.

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Andiamo avanti…

Nel post “DENEGATA GIUSTIZIA” apparso su questo blog (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/09/14/denegata-giustizia-di-sebastiano-milazzo/) Sebastiano, dopo essersi sfogato perché la sua richiesta di trasferimento in Toscana rimaneva inevasa.. aggiunge..

Tutta questa premessa, perché in questi giorni mi è stata montata un’ulteriore branda in cella e ciò lascia prevedere che io sono destinato a convivere con un altro detenuto, nonostante l’art. 22 c.p. tassativamente non prevede forme di deroghe da parte dell’amministrazione penitenziaria circa l’isolamento notturno – come recitano diverse ordinanze, una per tutte la legge 12/2005 R.G. S. 28 N. 3936/05 del Magistrato di Sorveglianza di Livorno.

Malgrado abbia sempre sperato in una mia collocazione in un carcere della Toscana per la ricostruzione dei rapporti con la mia famiglia, oggi sono costretto a far presente che vivo di speranza e di futuro, e il quasi definitivo distacco dai miei affetti mi ha posto in una condizione mentale che non mi consente più di poter convivere in cella con altre eventuali presenze.”

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Questo passaggio è importante…. e più aiutarci ad afferrare il cuore della vicenda….

Infatti..

VERSO LA FINE DI AGOSTO GIUNGE UN DOCUMENTO DEGLI ERGASTOLANI DI SPOLETO. SOSTANZIALMENTE LA DIREZIONE DI SPOLETO, SU PRECISA ISTRUZIONE DEL D.A.P., AVEVA DATO IL VIA ALLA SISTEMAZIONE IN UNA CELLA DOPPIA DEGLI ERGASTOLANI (CHE PER LEGGE – AART.22 C.P. DEVONO STARE SOLI) METTENDO IN OGNI CELLA, DALLE DIMENSIONI SINGOLE, LA SECONDA BRANDA. DOPO UNA VIVACE PROTESTA E LA SPEDIZIONE A VARI GIORNALI, AL SINDACO E AI MAGISTRATI, DI TALE DOCUMENTO, L’OPERAZIONE ERA STATA SOSPESA.

ORA, LUNEDI’ SCORSO, 4 OTTOBRE, IMPROVVISAMENTE 3 DI LORO (ANGELO TANDURELLA, SALVATORE MAUGERI, SEBASTIANO MILAZZO) CHE AVEVANO PROTESTATO IN MANIERA PIU’ UFFICIALE E VIGOROSA DI ALTRI.. VENGONO TRASFERITI IN ALTRO CARCERE!

SOLAMENTE UN CASO?

SAREBBE EFFETTIVAMENTE UNA SORPRENDENTE COINCIDENZA..

SOLAMENTE UN CASO?

O LA ETERNA PRATICA, RISALENTE AL VENTENNIO, DI PUNIRE, DIVIDERE E ALLONTANARE LE PERSONE SCOMODE (ALL’EPOCA IL BUON BENITO USAVA IL CONFINO)?

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