Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Diritto al processo.. di Nellino

Il nostro Francesco Annunziata.. Nellino per gli amici.. ci ha inviato questo testo, che parte da un assunto che dovrebbe essere elementare, ma che invece, nei fatti, non è così scontato.. o non lo è sempre. Che tutti, ovvero, hanno diritto ad un processo.

Ciao a tutti,

Mi rivolto a tutte quelle persone che pensano che per taluni realti non ci sia bisogno neanche del processo. Bisognerebbe cndannarli direttamente. I delitti più infamanti comunemente sono quelli contro i bambini e e contro le donne. Premesso che personalmente li spegnerei senza esitazioni, ma una società civiel non può permettersi di pensare in questo odo. Tutti hanno diritto ad un processo equo e ad una difesa tecnica. Bisognerebbe ricordare che secondo la nostra Costituzione si è presunti innocenti fino a sentenza defnitiva. Anche se in tv senti tutt’altro e pare questo principio si sia capovolto.

Se anche queste persone avessero commesso il più infamante dei delitti, hanno diritto ad un processo. Se questo gli viene negato, ci porremmo quasi sul loro stesso piano.

E’ una cosa che mi ritrovo a dire spesso parlando con persone esterne a questo “mondo” – io è come se avessi la patente per sbagliare, tant’è che pago amaramente per i miei errori. Chi è dall’altra parte no! Non può permettersi di sbagliare. Qualora lo facesse non sarebbe in nulla diverso da me.

Ora prendo ad esempio i tantissimi pestaggi che avvengono ad opera delle guardie nelle carceri italiane.

Dunque, se io sono qui dentro e questi signori sono quelli che devono insegnarmi il rispetto della legalità, devono insegnarmi che alla violenza non si risponde con altra violenza, ma con la legge, che gli strumenti per fare valere i propri diritti o le proprie ragioni non sono le armi, ma le leggi.. nel momento in cui, per punirmi di una qualche infrazione che ho commesso, anzichè farmi rapporto, o denunciarmi alle autorità competenti, mi fanno come “Barry White” -e fanno sempre entrambe le cose, ti denunciano e ti picchiano- non è come se mi autorizzassero a rispondere con i miei  metodi? NOn è come se si mettessero sul mio stesso piano? NOn è come volere affrontare la situazione sul mio “territorio”?

Metodi i miei che sono sbagliati, tant’è che mi hanno condotto qui.

Sullo stesso piano i loro, ma nondimeno dietro una divisa.

Sul mio “territorio” non c’è differenza tra noi, ed allora mi rendi legittimato ad agire in quella maniera arcaica e primitiva che non è degna di uno Stato di diritto, di uno Stato civile.

E’ la stessa cosa per il processo.

Tutti ne hanno diritto, anche se oggi non esiste più un vero processo, ma è solo una sorta di vendetta da parte di quello Stato che ha il coltello dalla parte del manico e quindi usa ogni mezzo per distruggere quella parte di noi scomoda.

Anche qui mi fermo, abbracciando tutti.

Nellino

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