Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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L’empio despota ha colpito ancora… di Gino Rannesi

Massimiliano

Ed ecco che anche il nostro Gino Rannesi viene trasferito presso il carcere di Oristano, che sembra essere stato designato per essere il carcere dove scaricare molti degli AS1 detenuti nelle varie carceri d’Italia.

Ecco che Gino Rannesi dovrà ricominciare daccapo come avviene dopo ogni trasferimento.

Il fatto che Gino avesse cominciato a trovare un suo equilibrio, che avesse ricominciato un percorso trattamentale, che avesse trovato a Nuoro un buon ambiente che gli stava dando stimoli.. cosa importa? Che cosa davvero importa?

Cosa importano le minime nozioni di salvaguardia psicologica di un essere umano, di “ragionevolezza” verso una esistenza?

Cosa importano?

Per l’amministrazione penitenziaria i detenuti sono pacchi di spostare, da una parte all’altra, senza alcuna considerazione della violenza che questo, troppo spesso, comporta.

PS: la foto che accompagna il post riproduce un’opera di Massimiliano Cammarata.

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Ecco che il despota romano ha steso la sua empia mano sulla sezione degli AS1 di Nuoro.

L’empio non ha voluto sentire ragioni…”via alla deportazione “, poco fa sono partiti i primi sei.

Occhi tristi e visi stanchi: “Ciao Gino, ci cacciano via ma ci rimpiangeranno…”

Il compagno voleva dire ci rimpiazzeranno. Infatti, cacciano via gli AS1 per fare posto a un’altra categoria di detenuti.

Già una volta avevo parlato di strazio, e precisamente, quando fummo cacciati da Spoleto, però

stavolta a differenza di quell’altra non saremo dispersi qua e là, no, stavolta ci spostano tutti sullo stesso carcere. Oristano per l’appunto.

Vita facile per costoro, perché sanno di avere a che fare con persone che hanno scontato 20.30 anni di galera e che i più, oltre ad essere indifesi sono anche molto stanchi…

“preparate le vostre cose, si cambia aria…”

Ormai l’empio despota non si cura più di nulla, altro che sicurezza. Buon per  lui che oggi in questi regimi speciali ci sono uomini desiderosi di un riscatto, gente stanca che ha capito di essere stata

usata come carne da macello…

Dunque, è probabile che questo mio scritto non vedrà mai la luce, infatti mentre scrivo sento la voce dell’agente:”Tizio, Caio, Sempronio, preparate le vostre cose, partirete fra  poche ore …”

questa è la seconda tornata, non ho sentito il mio nome, forse più tardi o forse domani, quello che è certo è che mi aspetta una  spoglia cella nella nuova sezione degli AS1 del carcere di Oristano.

Sappiamo quello che stiamo lasciando qui a Nuoro, e, ahimè, sappiamo anche quello che troveremo a Oristano, ossia il nulla. Lasciamo questo posto interrompendo il trattamento penitenziario e nel caso di specie le varie pendenze con la magistratura di sorveglianza nuorese… Ho visto persone come le prof con gli occhi  pieni di lacrime… Nessuno si spiega il motivo per il quale dobbiamo andare via da questo posto… Infatti, il motivo per il quale dobbiamo essere allontanati, lo può capire

solo chi è stato un “delinquente”…

Quindi le prof, i volontari, gli amici del gruppo teatrale etc., non capiranno mai…

Anche gli operatori che lavorano in questo carcere nutrono qualche dubbio circa la legittimità di questa deportazione, ma anche loro hanno famiglia, perciò è meglio tacere…

Mi chiedo se non sarebbe il caso di ricordare al despota romano che se lui  occupa quel posto di tutto rispetto è perché qualcuno ce l’ha messo in quel posto. Ed inoltre, che la legalità prima di chiederla bisognerebbe darla… Bene, nell’attesa di essere chiamato per preparare le mie poche cose e lasciare per sempre il carcere di Nuoro, vi saluto tutti con un caro abbraccio.

Un affettuoso saluto con la promessa di rivederci al più presto fuori va alla professoressa Eva Cannas (Lettere), Licia Nunez (Spagnolo), Pietro Era (Regista), e a tutta la compagnia teatrale.

Un grosso bacione a Suor Rita, a suor Pierina, Lidia e alla Caritas di Nuoro. Mega baciotto al

parroco Gian Paolo Murusu… (ci mancherai tanto)

Un grande abbraccio a Giovanna e a tutti coloro che si sono presi cura di me durante la degenza all’ospedale San Francesco   di Nuoro… una stretta di mano vigorosa e due baci sulle guance all’eccellente garante dei detenuti di Nuoro dott. Gianfranco Oppo, altresì all’ufficio GOT…

Gino Rannesi

Ultima da Nuoro Agosto 2015

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Gino Rannesi risponde ai commenti

Imaginos

Oggi pubblico le risposte che Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, ha scritto in risposta ai commenti arrivati ai suoi ultimi scritti.

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Salvatore: ciao mio fraterno amico. Ho ricevuto tutte le tue lettere. Il motivo per il quale non ho risposto adesso lo sai. Sono stato molto male, e per male non intendo quello fisico, ma quello psichico. La tempistica degli eventi è stata atroce. Adesso sto benino. Se Dio vuole tra una decina di giorni tornerò a frequentare la palestra, corsa e guerra al pallone. Voglio tornare in forma prima possibile prepara stu cazzu di macchina. Colui che si fa chiamare il tempo è scaduto, è ormai alle porte. Ti abbraccio forte, tuo Girno.

Celeste: ciao pupa Celeste. Allo stato non so se vi sono tuoi scritti sul Blog. Ma certamente so che mi hai pensato e per questa ragione ti invio un forte abbraccio e un sentito arrivederci a presto. Baci Gino.

Elena: ciao “tesoro mio”. All’uscita dall’ospedale come risposta alle tue lettere ti ho inviato una cartolina riservandomi  di scriverti quanto prima. Per il momento uso questo spazio per inviarti un forte abbraccio e un grande bacione. A presto Gino.

Enzo: ciao Enzo, avevi forse dei dubbi circa il fatto che a pescare insieme ci andremo veramente? Prepara le canne da pesca. Per me una del tipo semplice, niente mulinelli o quant’altro. Sono all’antica io. Si vero è, ce l’ho fatta. Un caro saluto alla tua famiglia. A presto. Ti abbraccio. Tuo amico Gino.

Il re è nudo… di Gino Rannesi

Mattis

Il nostro Gino, detenuto a Nuoro, è stato recentemente operato.

Si pensava fosse un tumore.. e invece non è stato così.

Gino ci ha inviato queste pagine, nelle quali racconta l’esperienza dell’operazione e delle emozioni che l’hanno preceduta, accompagnata e seguita.

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Buon Natale e felice anno nuovo

Gli ergastolani in lotta per la vita presso il carcere di Nuoro, ivi compreso l’ex ergastolano Gino Rannesi, desiderano augurare un felicissimo anno nuovo a tutte quelle Donne e quegli Uomini di buona volontà che si adoperano e che si battono per l’abolizione dell’ergastolo.

Altresì un ringraziamento speciale va a quelle persone che si adoperano per dare voce a chi altrimenti voce non avrebbe e, su tutti, Alfredo Cosco, Nadia Bizzotto… GRAZIE.

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“IL RE E’ NUDO”

Era una bella giornata di agosto: “Rannesi in infermieria…”.

Poco dopo faccio il mio ingresso nell’ambulatorio, seduta dietro la scrivania, la mia dottoressa preferita, il viso della dottoressa appariva preoccupato: “Rannesi è arrivato il referto della TAC, brutte notizie.. la TAC rileva una massa solida di 2,5 cm a breve avrà un consulto con il chirurgo…”.

Nessuna risposta da parte mia.

Con la faccia da duro, come se nulla fosse, ho salutato la dottoressa e sono andato via.

In realtà, ancora prima che la dottoressa finisse di parlare, ho avvertito un calo di potenza in entrambi i quadricipiti.

Nella mattinata del giorno successivo, sono stato condotto all’ospedale di Nuoro.

Lì ad attendermi il chirurgo e un suo collaboratore.

Questi, intenti ad esaminare le lastre effettuate con la Tac, sentenziarono: “Per noi si deve operare…”. Timidamente chiesi “ma che cos’è? Si tratta forse di un tumore?”.

Il chirurgo disse che loro propendevano proprio per questa tesi…

Tirai un profondo respiro e chiesi quale fosse l’origine del tumore, ossia se fosse di origine maligna o benigna. “Un tumore è sempre un tumore…” rispose il chirurgo, poi soggiunse: “comunque, ne sapremo di più nel momento in cui andremo a vedere…”.

Dopo quel colloquio, compresi che alcune di quelle che erano le mie certezze stavano vacillando.

Paura…?

No! Nessuna paura, ma certamente tantissima preoccupaione.

Dopo uno stillicidio che si è protratto per circa due mesi –controlli, analisi, ecc.- ecco giunto il momento del ricovero in ospedale.

Il giorno successivo al ricovero ero già pronto per fare il mio ingresso nella sala operatoria c.d. robotica.

Conscio del fatto che l’intervento, che avrei subito da lì a poco, sarebbe stato lungo e molto delicato, fui assalito dall’angoscia…

Nudo su di una barella feci il mio ingresso nella sala operatoria, che brutta sensazione, sapeva di  metallica.

Al centro della sala intravidi l’anestesista che avevo conosciuto poco prima. Alla sua vista, con una mano cercai di “nascondere” le mie parti intime (l’anestesista era una donna). Lei si avvicinò e disse: “Che cosa stai cercando di fare, non lo sai che qui dentro il re è nudo?..”.

Tutto era pronto. Chiesi all’anestesista di farmi sapere l’esatto momento  in cui avrebbe iniettato l’anestesia. Poco dopo la conferma: “E’ stata iniettata…”.

Sapevo che entro pochi secondi sarei caduto in un sonno profondo. Per questa ragione mi affrettai a dire: “Signore Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me che sono un peccatore. Nelle tue mani affido il mio corpo, il mio cuore e il mio spirito…”. Dopodiché, seguendo il consiglio che mi aveva dato una mia amica; chiusi gli occhi e immaginai di vedere la cosa più bella che mi avrebbe fatto stare bene, Nicholas ovviamente…

Uscito dalla sala operatoria –ho ripreso conoscenza quasi subito- ho capito che dalla barella mi stavano spostando su di un letto. Ma la cosa più importante è stata quella di avere sentito una voce che diceva: “Dormi tranquillo, abbiamo rimosso la massa, non hai nessun tumore, il tuo rene è salvo…”.

Precipitai in un sonno che pareva sereno. Il mio rene era salvo.

Infatti, l’accordo con il chirurgo prevedeva che, una volta rimossa la massa, questa sarebbe stata sottoposta in estemporanea ad un primo esame istologico e, nel caso in cui l’esito fosse stato positivo (tumore maligno), il chirurgo avrebbe asportato l’intero rene…

Paura? No! Tuttavia, qualcosa si è incrinato nell’anima mia. “Il re è nudo…”. By, by. Gino Rannesi.

Non sono felice ma tutto questo mi rende infelice…. di Gino Rannesi

GiulioGreco

Pubblico oggi questo intenso pezzo del nostro Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, nel carcere di Badu e Carros.

L’opera che accompagna il testo è una creazione di Giulio Greco.

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Fa freddo oggi… che puzza di muffa: è proprio strana questa puzza di muffa!

Che strana luce gialla, non ricordo una luce così in casa mia.

Sto sognando!

Dopo quattro mesi ho potuto effettuare un primo colloquio con mio figlio.

Nicholas e la sua mamma.

Si apre una porta, faccio il mio ingresso all’interno di una stanzetta predisposta a sala “colloqui”.

Che strana puzza di muffa, non ricordo una puzza così.

Ma sì, sto sognando ancora…

Al centro della “sala” una donna tiene un bambino per la mano. Con fare nervoso e visibilmente stanca, Francesca esclama: “ma ove c… ti hanno portato…?”. Nicholas, anche se stanco per il lungo viaggio affrontato, corre in braccio al suo papà: un lungo abbraccio ha fatto sì che quella stanzetta apparisse meno grigia. Per sdrammatizzare un po’, salutai Francesca in dialetto sardo: ite novas (come stai?). La risposta che ebbe a dire Francesca non la dico… ma non ha tutti i torti.

Alla fine del colloquio, quando il clima era più disteso, risalutai Francesca in dialetto sardo: a mezzus biere (arrivederci). Francesca: “Vedi di farti mandare via da questo posto, e anche alla svelta, sei troppo lontano…”.

Povere Donne, è sempre la stessa musica: “la storia sono gli uomini mentre le Donne gli stanno dietro con il secchio in mano…”. Si parla tanto di violenza sulle Donne, ma la verità è che noi uomini di questa violenza siamo tutti azionisti…

Qualche giorno fa ho conosciuto un tale. Il tizio in questione è stato tradotto a Badu e Carros da qualche mese. Questo non riesce a darsi pace: “questa non ci voleva, pensavo di avercela fatta.. ho voluto e lottato con tutte le mie forze per una vita quasi normale e tranquilla..”.

Il tizio ha già scontato 23 anni di galera, e nel carcere dove si trovava, prima di essere trasferito in questo posto, aveva già usufruito di qualche beneficio.

Questo è un inconveniente molto serio, gli dissi. E’ bene prenderne atto e, intanto, riflettere se sia possibile risolvere il problema. Sono del parere che, se arrivi a Badu e Carros, c’è un motivo: ti si vuole seppellire definitivamente. Qui, in questo posto, si ha la certezza che un ergastolano muoia senza poter vivere neanche un solo giorno di libertà… “la sua richiesta di permesso è inammissibile…”. (te la devi cantare!).

Questa storia dell’ergastolo ostativo ha rotto il cazzo.

I professionisti dell’ergastolo ostativo cambino registro. Basta!

“Visto l’art. 4 bis la richiesta è inammissibile…”.

E allora, dico io, perché ci sono dei magistrati che, forti della propri autonomia, trovano il modo di concedere permessi (anche premiali) a soggetti che, come me, sono stati condannati alla pena dell’ergastolo e che che hanno scontato dai 20 ai 30 anni di galera?

Forse che questi magistrati non sono preparati?

Forse che questi magistrati sono dei criminali?

“Visto l’art. 4 bis…” pare un buon modo per lavarsene le mani, un buon modo per non leggere la gravosa documentazione a sostegno della richiesta di permesso, ecc. 

Chi sostiene l’ergastolo ostativo, sostiene l’assurda legge della non speranza, senza rendersi conto che così facendo toglie la speranza anche a se stesso…

Tuttavia le persone zelanti che continuano a ritenere che per ottenere  l’ammissione ai benefici “te la devi cantare”, altro non vogliono che gli oppressi passano dalla parte degli oppressori per non essere oppressi.

Uomini di buona volontà: sapere e non agire è non sapere.

Uomini zelanti, vi consiglio di cambiare mestiere: “non giudicate con durezza per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati voi, e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi…”. (Gesù)

Gino Rannesi, Giugno 2004

Gino Rannesi risponde ai commenti

Ares

Il nostro Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, risponde ai commenti che gli sono giunti negli ultimi tempi.

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Risposte a commenti da parte di Giro Rannesi..

–SALVATORE: Caro Turi, ho letto quanto hai scritto in maggio 2014. Scrivi: “Ma io sono certo che indietro non tornerete”. Hai detto bene, indietro non si torna. Certo, sarà dura. Tu come me conosci quel detto catanese che fa così: “U catanisi si futti na vota sula”. Scrivi “Un saluto da tre quarti del quartiere…”. Che fine ha fatto il quarto mancante? Hai letto il mio invito ad abbonarsi all’Associazione Fuori dall’Ombra? Bene, dì pure che presto tornerò a giocare a pallone. Un forte abbraccio. Gino.

–ENZO: Ciao Enzo, leggo quanto hai scritto in 2 maggio 2014. Scrivi: “Tutte le volte  che vado a pesca con 5 canne a mulinello, la 5° la apro pensando che la stai usando tu”. Bene tienila sempre pronta, non si sa mai che a breve io possa bussare alla porta di casa tua. Riguardo al posto in cui sono stato seppellito, la parola migliore è quella che non si dice (indietro non si torna). Un forte abbraccio. Tuo amico Gino. PS: L’abbonamento all’Associazione Fuori dall’Ombra serve per aiutare a dare voce a chi non ne ha.

–CELESTE: Così,  maggio 28  2014, “Ciao Gino. E’ sempre un piacere, anche se si percepisce che sei amareggiato e arrabiato”. Ciao pupa Celeste, cero sono arrabbiato e anche parecchio arrabbiato, perché la mia assegnazione in questo posto la vivo come una istigazione a delinquere. E’ pazzesco! In un posto molto ristretto hanno ammucchiato una moltitudine di ergastolani (pazzi!). Scrivi: “Per tuo figlio sei il suo guerriero…”. Questa è la cosa che più mi spaventa. Ti abbraccio affettuosamente. Gino.

–LUCIANO: Ciao carissimo Luciano, ritrovarti è stato un vero piacere. Davanti a me quanto hai scritto in maggio 29 2014: “Vorrei  scriverti tante di quelle cose, in merito alla società e non solo”. Conoscendo la persona preparata quale tu sei, posso immaginare. Grazie per il consiglio, ma a tal proposito voglio tranquillizzarti: nella parete del mio letto c’è una gigantografia che raffigura Nicholas… a  presto di presenza. Baci. Gino.

–ROSSANA: Ciao Rossana cara. Rileggo quanto hai scritto in maggio 20  2014. Scrivi: “Anch’io mi chiedo perché non rispettano la famiglia, facilitando loro il già difficile percorso morale e logistico…”. La tua sacrosanta considerazione mi fa pensare che tu sia una brava donna. Non è che avessi dei dubbi. Ah, io la risposta ce l’avrei, e siccome in quanto criminale coglierei nel segno, è meglio tacere (“chiuderebbero il Blog”). Gente frustrata e infelice. Un forte abbraccio e baci. Gino.

–PINA: Ciao Pinuzza. Con tanto piacere rileggo quello che hai scritto in maggio 20   2014. Per la miseria, ce l’hai fatta. Finalmente sei in Australia. Congratulazioni per l’arrivo di Luna. Per quanto riguarda il mio pellegrinaggio da un posto all’altro, è probabile che tu abbia ragione: “sono silurati mentalmente”. Ma io non credo sia stata una scelta felice. Vedrai che quanto prima mi cacceranno anche da questo posto. Bene, ti abbraccio forte. Gino.

–ALESSANDRA LUCINI: davanti a me quello che hai scritto in maggio 20 2014: “Fa pensare  che io speravo di chiudere gli occhi su un mondo migliore”. Aoh, ma perché dovresti chiudere gli occhi? Comunque ho capito quando dici che l’imbarbarimento della società è pericoloso. Dici una cosa sacrosanta. E allora mi viene da pensare. Ma non erano i criminali ad essere considerati barbari? Ora, dico io, ma una società barbara a chi giova, a chi gioverebbe? Per quanto riguarda la mia di lotta, come sai non ho mai dormito. Riposo ma non dormo. Tra una arrabbiatura e l’altra mi sto curando a dovere. Sono in ottima forma. Non mi farò cogliere impreparato. Nella mia  testa tanta confusione, ma non una sola certezza. Indietro non si torna. A presto e porta una amica. Baci. Gino.

–VALERIA: Non ricevo tua posta da una decina di giorni e questo fatto mi rende nervoso. Si lo so, è il lavoro… e allora a presto, un forte abbraccio. Baci. Gino.

–NICHOLAS: Ciao amore mio. Poche righe per dirti che sai tutta la mia vita e che non vedo l’ora di rivederti. Un abbraccio alla tua mamma. Ti amo immensamente. Papà.

Approfitto di questo spazio per salutare Giusi, Adriana, Maurizio, Francesca, Giuseppe, Davide, Santina, ecc.ecc. Altresì per ricordare agli amici e ai parenti che è tempo di abbonarsi all’Ass. Fuori dall’Ombra. Grazie. Vostro Gino.

Badu e Carros… di Gino Rannesi

 Pubblico oggi questa breve riflessione, scritta da Gino Rannesi appena giunto al carcere di Badu e Carros.

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“Non sono malvagi, sono ignoranti, il che è assai peggio”

Eccomi, sono arrivato, a Badu e Carros, il carcere di Nuoro (Sardegna). Mi sono chiesto che cosa significasse il nome dato a questo carcere, Badu e Carros (Passo dei Carri) Ovviamente all’epoca della costruzione i carri erano trainati da buoi. Mi trovo in questo posto da pochi giorni ma ho già capito tutto. Allo stato non mi dilungo, è presto, posso dire solo che la mia assegnazione in questo posto, così come quella di tanti altri ergastolani, è illegale. Oggi parlare di legalità è assai difficile, pretenderla è da ingenui, sarebbe come andare a rubare a casa del ladro.

 Gino Rannesi

Nuoro Febbraio 2014

Da Catania a Nuoro…di Gino Rannesi

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“Inettitudine”

 Salve, oggi a Catania si festeggia S.Agata, dalla mia cella sento che i fuochi d’artificio impazzano, segno inequivocabile che la  Santa è appena uscita dalla Chiesa sita nel Duomo della cittadina. Come molti sanno mi trovo nel carcere di Catania ormai da 4 mesi. Non tornerò più a Milano, sono stato trasferito a Catania in occasione di un’ udienza per poi essere assegnato ad altra destinazione. Orbene la nuova assegnazione è arrivata: il carcere di Nuoro, quindi sono in attesa di essere tradotto in Sardegna.

Come alcuni sapranno il carcere di Nuoro da  parte dei detenuti sarebbe il più temuto.

Nessuno vorrebbe andare a Badu e Carros, se non altro per via del fatto che l’effettuazione dei colloquio con i propri cari è pressoché impossibile. Chi parte dalla Sicilia per recarsi a Nuoro dovrebbe perdere 3 giorni di lavoro. Se hai la possibilità economica farai scalo a Roma, da Roma ti imbarcherai per Alghero, dopodiché affitterai una macchina per coprire due ore di strada spaventosamente pericolosa. Non oso pensare che la mia traduzione in quel posto sia stata operata per punirmi, se così fosse hanno fatto un grande errore di valutazione. Parlare di legalità si deve e si può,  senza che per questo si debba essere puniti. Io non sono “un pezzo di pane” nè mai lo diventerò.

Catania. Febbraio 2014

Gino Rannesi

 “Non sono malvagi, sono ignoranti, il che è assai peggio”

 Eccomi, sono arrivato, a Badu e Carros, il carcere di Nuoro (Sardegna). Mi sono chiesto che cosa significasse il nome dato a questo carcere, Badu e Carros (Passo dei Carri) Ovviamente all’epoca della costruzione i carri erano trainati da buoi. Mi trovo in questo posto da pochi giorni ma ho già capito tutto. Allo stato non mi dilungo, è presto, posso dire solo che la mia assegnazione in questo posto, così come quella di tanti altri ergastolani, è illegale. Oggi parlare di legalità è assai difficile, pretenderla è da ingenui, sarebbe come andare a rubare a casa del ladro.

Gino Rannesi

Nuoro Febbraio 2014.

 “Si stava meglio quando si stava peggio”

 Ho sempre pensato che ai vertici del D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) dovevano andare persone che conoscessero le tematiche delle carceri, come ad esempio ex direttori di carceri o ex magistrati si sorveglianza. Orbene ciò che il sottoscritto così come tanti altri detenuti auspicavano si è verificato.

Mio Dio che delusione. I “nuovi vertici del D.A.P.” hanno tutte le caratteristiche di coloro che dovrebbero conoscere il pianeta carcere. Certo i nuovi vertici hanno trovato una bella gatta da pelare: carceri sovraffollati, strutture fatiscenti ecc….,  per non parlare poi delle sanzioni europee che vedono l’Italia condannata tra le altre cose per le condizioni disumani in cui vivono i detenuti.

Ma come pensano di risolvere questi problemi è presto detto. Il primo atto è stato quello di sfasciare quei pochi carceri che ancora funzionavano. Spoleto, un carcere modello trasformato in un porto di mare. Per guadagnare qualche decina di posti è stata chiusa la SezioneAS1. Secondo atto, costringere gli ergastolani a mollare la cella singola per essere ammassati in celle  sino a 4-5 posti. In barba a delle leggi penali che vietano una tale prassi. Persone condannate all’ergastolo costrette a condividere la cella con altri ergastolani. (Una bomba atomica che prima o poi scoppierà). Con quest’atto i nuovi vertici del D.A.P. hanno recuperato qualche centinaio di posti sacrificando persone che si trovano detenuti dai 20-30 anni e che x la loro “pericolosità” sono stati costretti a vivere in totale isolamento. Gli ergastolani che si oppongono vengono trasferiti in carceri non idonei ad ospitare tali soggetti. Ma che importa, con quest’atto illegale i vertici del D.A.P. hanno guadagnato qualche centinaia di posti e  poco servirebbe a far loro + notare che a fronte di un esubero di oltre 20 mila detenuti quest’atto oltre che dannoso è inutile.

La legalità prima di chiederla bisogna darla.

Gino Rannesi

Nuoro Marzo, 2014

Ho cambiato idea… di Gino Rannesi

 

Celeste- Ho saputo del grave lutto che ha colpito la tua famiglia, sentite condoglianze. A presto di presenza. Gino.

Chiusura

Ecco un testo di Gino Rannesi, arrivatoci tramite la nostra Nadia.

Questo è uno dei testi che Gino ha scritto nel periodo in cui è stato a Catania, nel carcere Bicocca, per via di un processo che lo riguardava.

Prima del testo ho inserito alcune risposte che Gino vuole dare ad alcune persone che gli hanno scritto. 

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Salvatore- Mi piace pensare che tuo padre passi il tempo giocando a briscola  con il mio. Ho ricevuto la tua cartolina,condoglianze. Gino

Ketti- Chi è causa dei propri mali pianga se stesso…

Un salutone a tutti gli amici del Blog.

Ciao Alessandra, Rossana, Pina, Beatrice, Pamela, Sabina… vi voglio a tutti un gran bene. Mega baciotto a Nadia e a tutte quelle che non ho menzionato.

Teresa- Auguro al tuo papà una pronta guarigione. Un forte abbraccio a tutti voi in famiglia. Un grande bacione ai miei nipoti.Forza e coraggio. A presto. Gino

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Ho sempre sostenuto che la galera non la si dovrebbe augurare a nessuno. Ho cambiato idea. Dopo gli interventi di alcuni politici in parlamento in occasione dell’approvazione  del decreto c.d. “svuota carceri”, ho cambiato idea, i politici corrotti devono andare in galera, e poi ancora devono andare in galera tutti quei politici che sulla vita dei detenuti cercano un più ampio consenso elettorale.

Devono andare in galera quei politici che  fanno la faccia feroce contro i detenuti senza averne alcun titolo. Ma chi sono i più forcaioli? Sono quelli deLcerchio magico, gli stessi che falsificano le liste elettorali, che con i soldi dei cittadini si comprano financo le mutande verdi. Li seguono a ruota quelli dei 5 stelle: “Usciranno assassini e mafiosi”!!. Mentono sapendo di mentire. Possiamo “capire” che i ladroni di mutande abbiano la  necessità di risalire nei sondaggi visto il misero 3% che si ritrovano, ma i 5 Stelle che hanno il 25% perché scendono a queste bassezze?

Ho cambiato idea, un po’ di galera a taluni soggetti farebbe bene. Per la cronaca: con il decreto “svuota carceri” usciranno qualche migliaio di soggetti che nella peggiore delle ipotesi uscirebbe comunque da qui a pochi mesi, 8 per l’esattezza.

Corrotti, corruttori, mentitori di professione in galera. Vi siete mangiati l’Italia, vigliacchi!

Catania Bicocca,  Febbraio 2014

Gino Rannesi

Come una foglia in balia del vento

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Pubblico questo pezzo di Gino Rannesi che ci giunge tramite quella splendida persona di nome Nadia.

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“Come una foglia in balia del vento”

Salve, sono sempre io, forse qualcuno pensa che Gino non ama più scrivere? Che non ha più voglia di protestare? Di lottare?

Sbagliato! Mi trovo nel carcere di Catania C.C. Bicocca, in occasione di una udienza per  me molto importante, ho chiesto e ottenuto di presenziare.

Detto fatto; Opera: “Prepari la sua roba è partente, e porti via tutto perché  qui lei non tornerà più”. Rispondo  che  sarei sceso per una sola udienza per poi rientrare a Opera…

“Lei andrà a Catania per assistere all’udienza,  dopodiché il D.A.P. provvederà a  comunicarle una nuova assegnazione che certamente non sarà più Opera”… in poche parole a Opera non mi vogliono più.

Nell’arco di poco più di un anno sono stato cacciato prima da Spoleto e adesso da  Opera. Mah! Giuro di non avere fatto nulla di male. Nulla, se non chiedere i diritti più elementari.

Ma voglio parlare della “mia” Catania. A bordo di un furgone sono stato condotto al tribunale, ho avuto la possibilità di vedere il centro storico della mia città, una piccola fessura, ma che mi ha consentito di vedere e di capire lo stato attuale della mia città. Bellissima come sempre,  le donne più belle che mai, per lo più more. Ma ho anche potuto costatare come la crisi abbia pesantemente colpito anche Catania. Ho visto molti negozi chiusi per “cessata attività”,  ho visto tanti ragazzi con indosso vestiti di bassa fattura. La crisi a Catania si respira, c’è tanta povertà. Ma è pur sempre una bellissima cittadina. Sono passato in alcune zone come per esempio sotto gli archi della marina e la pescheria, posti quelli che mi hanno visto nascere è crescere.

Bene, per il momento come una foglia in balia del vento aspetto di sapere quale sarà la mia prossima assegnazione…

Bicocca CT,   Ottobre 2013  Gino Rannesi

Un caro e affettuoso saluto a tutti gli amici del blog. In attesa di pubblicare da uomo libero, cosa che se Dio vuole potrò fare al più presto. Vi abbraccio forte.

Gino 

Gino Rannesi, prima di sapere del trasferimento

Come sapete alla fine del mese di luglio l’intera sezione AS1 del carcere di Spoleto è stata smantellata e gli ergastolani ivi reclusi sono trasferiti in varie carceri sparse per l’Italia. (Vedi https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/02/sul-trasferimento-degli-alta-sicurezza-di-spoleto-comunicato-stampa-della-comunita-papa-giovanni-xiii/  

https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/07/carmelo-musumeci-prima-della-partenza/

Anche Gino Rannesi, che tutte le settimane scriveva per questo blog e interagiva attraverso noi con molte persone esterne e molti di voi, è stato trasferito al carcere di Opera, per chi volesse scrivere. RANNESI GIROLAMO  Via Camporgnago, 40 20090 OPERA (MILANO). 

Ci sono rimasti gli ultimi suoi scritti da Spoleto, che pubblicheremo tutti in questi giorni, in attesa che ci scriva da Opera e che riprenda il dialogo con tutti voi

Questo di oggi è antecedente ad ogni notizia circa il trasferimento dell’intera sezione, siamo intorno al 20 luglio e Gino risponde ai vostri commenti e saluta me, assente per malattia in quelle settimane precedenti l’imprevista “catastrofe”  della sezione dei “miei ragazzi”. Ciao Gino, in bocca al lupo: anche tu sei forte e sei un vero amico per me. Sarà impossibile dimenticarvi, nè lo voglio, per cui   ora ci riorganizziamo e torniamo forti e allegri come prima. Qualcuno ha detto che se un Sogno è tanto difficile, ma noi continuiamo a crederci, significa che è quello giusto! Io ci credo Gino! E credo in ognuno di voi, per come vi ho conosciuti e per tutto quello che mi avete dato nei nostri indimenticabili incontri settimanali a Spoleto. Non è fregato  a nessuno delle relazioni che noi avevamo costruito e voi siete dei pacchi da sistemare a seconda della miglior funzionalibilità del sistema, non certo della rieducazione o del trattamento relazionale, ma questo non cancella e non toglie quello che noi siamo diventati grazie all’incontro reciproco. Tutto questo nessuno ce lo  potrà mai togliere, stanne certo, come è certo il bene che ti voglio e il desiderio grande di dirti: GRAZIE!    

Ecco lo scritto di Gino dello scorso 20 luglio:

               

LA MIA CARA AMICA

Oggi posso affermare che sì, una Donna per amica ce l’ho anch’io.

Ho sempre sostenuto di non credere nell’amicizia tra un uomo e una donna, ma nel caso di specie la Donna in questione è speciale. È una con le palle. È una che ha carattere e personalità, doti queste che pochi uomini possono vantare di avere. La mia amica è in gamba, forte con i  forti e “debole” con i deboli. La mia amica mi manca, non la vedo da un po’ di giorni,  ma è sempre nei miei pensieri e nel mio cuore. Mercoledì scorso non l’ho vista e chissà per quanto tempo ancora non potrò vederla. Ciao pupa, ti aspetto al più presto, nell’attesa sei e rimarrai nella parte più profonda dei miei pensieri e del mio cuore. TIAMO, tuo Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI –Ecco che il campanile batte la mezzanotte, dovrei forse aspettarmi la visita di una strega? Ciao Ale, davanti a me quanto hai scritto sul blog il 4  luglio e poi ancora la lettera che hai spedito il 2. Ultimamente la posta fa proprio schifo. Va bene la crisi, va bene tutto,  ma chi ha lo stipendio dovrebbe ritenersi fortunato. Direi alle persone che lavorano alle poste, siate più solerti…  Come ho già detto più volte faccio parte del gruppo psicologico, chiederò alla dottoressa di poter vedere il film Cesare deve morire…

Hai preso l’abitudine di chiamarmi bel ragazzo, beh, non sei molto lontana dalla realtà. Scrivi: mi spiace soltanto che ci rimettano dei ragazzi che potrebbero ricostruirsi una vita… parole queste che mi procurano un nodo alla gola. Scrivi: sono nata in una famiglia che non aveva nulla e che mi ha insegnato soltanto a lavorare… e ancora un pugno nello stomaco. Sono nato in una famiglia benestante… “La tv dice soltanto ciò che i padroni vogliono e cerca di addormentare cervello e  coscienza… È tornato, cazzo è tornato, ha la faccia da culo da cane da caccia, se paragonata a  quella cosa… questa si incazzerebbe, la cosa intendo… “Dio  dà forza e salute ai miei nemici perché essi possano assistere in piedi alla mia vittoria”. Bella questa cosa. Con riferimento alla mia salute stai serena, sono in ottima forma. Sono pronto. Scrivi: sappi che qui fuori le prigioni hanno confini diversi ma sono deleterie. Capisco, so bene. Tuttavia non vedo l’ora di poterle affrontare.

Ho ricevuto le tue graditissime letterine. Ok, ti avviserò per tempo,  ma non temere, sarai uno  schianto… Comunque passeranno un po’ di mesi. Prima che la senile completi la sua opera, stai tranquilla. Ho appena ricevuto quanto hai scritto il 13 c.m. scrivi: la petizione l’ho già firmata da un bel po’… non avevo dubbio alcuno. Sappiate che ogni due tre giorni ricevo l’elenco aggiornato. Ciao bellissima Donna. Non fare caso agli specchi, questi sono bugiardi. A presto. Baci Gino.

 

SALVATORE –Caro amico ti scrivo. Spero stai bene. Mi auguro che la perdita di peso sia dovuta alla dieta, sei in dieta? Non farmi preoccupare.

Io sto super bene. Goditi questa estate, dopodiché tieni sempre pronta la macchina… innanzi a me quanto hai scritto il 5 di luglio e poi ancora il 10. L’estate mi rende più nervoso del solito. Eppure avrei di che essere felice, ma il caldo soffocante e le bastarde zanzare mi fanno incazzare.

 A proposito, devo darti una “bella notizia”. È partita la nuova campagna per le adesioni all’associazione fuori dall’ombra, è partita. Scommetto che quest’anno saremo ancora più numerosi. Occorre ricordare che l’associazione fuori dall’ombra nasce per dare un sostegno tangibile  a chi non ha voce. Gli uomini ombra per l’appunto. Cosa questa che gli riesce in modo egregio. Minghia Turi, anche tu ti vedi bello? E da quando?… Ah! ha! Ha! Tua figlia tifa per la Mclaren? Per la miseria, non è possibile. Forse che Alonso non è un bel ragazzo?… Turi, ok, a  parte il motore il resto della Ferrari viene importato da altri paesi, ma che c’entra, dico io, e la bandiera? Non sai forse che la Ferrari corre sotto la bandiera italiana? Non sai forse che quando questa va sul podio tra gli altri viene suonato l’inno di Mameli? Va bene va, rispetto la volontà altrui e in particolar modo quella di tua figlia, ma ci sono rimasto male. Scrivi: la cosa che mi colpisce invece è l’amore per tuo figlio… Perché ti colpisce, non sai forse che lui è tutta la mia vita? Non sai forse che è stato fortemente voluto? Non sai forse che l’ho definito l’ultima rapina? Non sai forse che quest’ultima rapina l’ho pagata a caro prezzo?… Ancora oggi non ci hanno capito un cazzo… Turi, ma quanto è bello. Negli ultimi mesi è cresciuto molto, inoltre i suoi lineamenti sono sempre più fine… Con riferimento alla petizione contro l’ergastolo credo che l’elenco possa essere sfogliato nello stesso spazio in cui si aderisce. Comunque vedrò di saperne di più. In tal caso la tua richiesta, ossia, quella di pubblicare l’elenco su urla dal silenzio, la passerò all’amica Nadia. Ho ricevuto la tua ultima lettera, questa a differenza delle altre l’hai scritta in w… capisco che sei in sofferenza. Forza e coraggio. Buone vacanze. Scrivi:  questo non è un messaggio per dirti che oggi potrei dirti di volerti più bene che in passato… perché in passato ti volevo più bene di oggi, oggi ti voglio bene più di ieri… Non ci ho capito una minchia. Forse molto più semplicemente volevi dire: ti voglio bene più di ieri e meno di domani? Se le cose non li sai, Salle. Ciao fratello, un forte abbraccio. Tuo Gino.

 

PAMELA –Ciao Pamela,

spero stai bene. Voglio confidarti una cosa. Un giorno qualcuno disse: il “ti stimo”, in una certa realtà, coincide con il “ti temo”… In questi giorni ho pensato molto a questa cosa. Come sai èpartita la nuova campagna per le adesioni all’associazione fuori dall’ombra, campagna che come l’anno scorso mi vede impegnato con forza e perseveranza. La campagna di quest’ anno è molto più dura di quella precedente. Girano pochi soldi. Morale della favola,  ho già raccolto un centinaio di adesioni. Probabilmente la campagna di quest’anno risulterà più proficua di quella dell’anno scorso. Ho adottato una strategia che non oso rivelarti, sono sicuro che ti “arrabbieresti”.

Dunque, dicevo, ho pensato molto a quella frase che qualcuno ebbe a dire… In effetti sono perplesso, temo che molti di loro che hanno aderito non l’abbiano fatto per stima… ah!ah! .. Va bene va, parliamo di cose serie. Stasera fa caldo, stasera mi sento molto solo, le uniche a farmi compagnia sono le zanzare. Mi amano, mi stanno vicine vicine. A presto. Un abbraccio. Gino.

 

ROSSANA –Ciao Rossana,

nel rispondere a quanto hai scritto il 13 di luglio non posso non fare una considerazione, ossia, credo che questa mia risposta la potrai leggere con molto ritardo… Dunque, dicevo, ciao Rossana.

Scrivi: ha ragione Pallottola Spuntata a dire che dovevi pensarci prima e hai ragione tu quando dici che non è mai troppo tardi. Un ragionamento il tuo che sa da cerchiobottista. Una botta al cerchio e una alla botte… Quando Pallottola Spuntata dice che potevo pensarci prima, questo sa bene di dire una cazzata. Lo fa per farmi arrabbiare, ma lui sa bene… ho ragione  a dire che non è mai troppo tardi? Certo che si, e di questo anche tu come me ne sei la prova provata. Scrivi: sapessi che carina piccola ma con l’indispensabile… Parli della tua nuova casetta e lo fai con tanto amore, ne deduco che deve essere veramente molto carina. Scrivi: (metterò la scrivania che avevo nella casa dove vivevo prima di conoscere Andrea) aoh! Chi è questo Andrea?.. È sempre quello di prima spero… Se per ritagliarti il tuo piccolo spazio hai bisogno di fare la dieta ne sono ben contento. Ho già detto e ho già scritto di amare in particolar modo quelle donne che tra le altre cose trovano il tempo di prendersi cura di se. Certo che sì, in fondo è lo tsunami che piega ciò che incontra…

Scrivi: ho aderito e firmato la petizione… non appena è uscita. Benissimo, ma non mi accontento affatto. Dalle persone come te mi aspetto di più, ossia, che facciate aderire quante più persone possibili. Ciao Rossana, ti voglio veramente un gran bene. Un abbraccio a tua sorella. Baci, Gino.

 

PINA –Ciao grande Pina,

anch’io ho il mio bel ventilatore, ragion per cui non pensare a me come un poveretto che suda come un disgraziato chiuso in una gabbia. La mia non è affatto una gabbia. Un cesso di cella è.

Il mio è un ventilatore speciale. Innanzi a me quanto hai scritto il 13 di luglio. In questa tua spieghi in modo egregio in che cosa consiste l’associazione FIDAPA. Ho capito, sei stata molto chiara. Vedo che questa cosa ti diverte. Scrivi: quando ci sono le conferenze vengono anche i mariti, per chi ce l’ha, altrimenti ci si porta il compagno… come si chiama il tuo compagno?

Pina, visto che hai tanti amici, mi raccomando, che firmino la nostra petizione contro l’ergastolo, se si dovessero rifiutare, “spaccagli la faccia”.

Scrivi: ancora niente mare, sono bianca come un pesce… ma lo sai che non mi viene in mente nessun pesce che sia di colore bianco?

Immagino che da dove abiti tu il mare non sia poi così lontano, sicuramente ne sentirai l’odore.

Stai tranquilla, non esco fuori, molto più semplicemente vorrei uscire in libertà… bene, per il momento non mi resta che dirti a presto. Un abbraccio. baci,  Gino.

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