Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Riflessioni di Domiria Marsano

Domiria Marsano è la prima detenuta ad avere scritto sul nostro Blog. Ad essa si da pochissimo aggiunta anche Lucia Bartolomeo. Entrambe dal carcere femminile di Lecce (Nuovo complesso Borgo San Nicola, per la precisione), che è stato il primo a stabilire una connessione col Blog, anche se certamente altri verranno.

Domiria ha cose da dire, e le sa dire bene, con uno stile ironico e vivace. Consiglio di leggere i suoi precedenti testi pubblicati sul Blog, compresa la lettera al Magistrato di Sorveglianza (vai al link..https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/24/6911/) , dove richiede che le vengano concessi permessi a tempi più ravvicinati tra l’uno e l’altro (come le accadeva in precedenza), anche a costo che i giorni di volta in volta concessi siano di meno, al fine di potere vedere la figlia più spesso.

Nel testo che pubblichiamo oggi, Domiria spazia su ambiti comunque interessanti, ma soprattutto l’ultimo merita una particolare condizione.

E’ una lettera idealmente rivolta ai commentatori del Blog e ai suoi lettori, ma che nel concreto interviene prendendo le mosse su due contributi apparsi sul Blog, rispettivamente a firma di Giovanni Zito (vai al link..  https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/05/il-mio-nuovo-alloggio-di-giovanni-zito/) e di Pasquale De Feo (lei scrive Piero Pavone, ma credo si sia confusa, e il tenore dell’obiezione che lei fa mi fa venire in mento ciò che scrive Pasquale De Feo nel suo Diario di .. vai al link… https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/31/diario-di-pasquale-de-feo-22-luglio-21-agosto/)

Nell’intervento che parte dal testo di Giovanni Zito, dopo la consueta ironia, c’è un passaggio molto interessante, anch’esso ironico, che si inserisce nell’allucinante contesto della sanità in carcere. Il riferimento è alla “ginecologa” (sigh) del carcere di Lecce e ad una sua prescrizione. Un pò si ride, e per un attimo sembra una di quelle commedie degli equivoci anni ’70, anche se poi si constata che è l’ennessima conferma della totale inefficienze del settore sanitario in carcere. I detenuti e le detenute, visto il livello sanitario intramurario (aspettate che aggiungo la frase di circostanza.. “con le dovute eccezioni..ecc…ecc…”), debbono solo pregare di non ammalarsi.

Il secondo intervento prende le mosse invece da un brano di Pasquale De Feo (ripeto, è una mia deduzione in base al tenore degli argomenti, anche se Domiria ha scritto Piero Pavone), tratto da uno dei suoi diari. Pasquale proponeva -nell’ambito di una sua visione di riforma integrale del sistema processuale e penitenziario- che i benefici scattassero automaticamente. Anche io allora espressi perplessità su una proposta del genere, e mi trovo, pienamente sulla stessa lunghezza d’onda di Domiria, che in questo suo testo la contesta fortemente. Descrivendo la sua stessa condizione giuridica, e il suo profilo sanzionatorio, indica la forte contraddittorietà inevitabile in ogni proposta di automatismo nei benefici.

Ma Domiria, non si ferma a questo, ed estende l’ambito del discorso. In sostanza, con frasi abbastanza forti, lei va a contestare, la sottovalutazione che sembrerebbe avvenire del mondo della criminalità organizzata, nell’ambito di alcuni scritti. C’è un passaggio molto forte…

“Dovremmo per questo passare dalla dittatura democratica alla camorra?”

L’obiezione di Domiria è fondata, e va fatta. Giusto una premessa. Spezzo una lancia per Pasquale, di cui non tutti conoscono la vicenda, ma che si tratta di una persona che ammesso, in modo radicale, i propri errori passati, e che ha intrapreso un COLOSSALE, percorso di rinnovamento, che dura ormai da anni, nell’ambito del quale è cresciuto culturalmente, umanamente, ed eticamente, attuando un netto mutamento di valori. Quindi non si tratta di un fiancheggiatore o simpatizzande della criminalità, anzi, è considerato un esempio di detenuto capace di rinnovarsi. Questo andava detto per giustizia, e per evitare ogni dubbio al riguardo. Detto ciò, è vero che negli scritti di Pasquale e di qualche altro detenuto, si avverte, alle volte, che, per la giusta motivazione di contestare gli abusi intollerabili dell’apparato giudiziario e penitenziario, si rischi di pervenire a un ordine di considerazioni per cui la criminalità organizzata sarebbe stata soprattutto uno specchietto per le allodole, al fine di criminalizzare il Sud e di attuare una politica emergenziale, e non qualcosa che comunque è esistito (ed esiste) e ha provocato danni enormi.

Da questo punto di vista concordo con Domiria. Dobbiamo, in maniera netta, dire che le bestialità giuridiche e penitenziarie non fanno però venire meno la reale natura di organizzazioni sanguinarie e brutali come mafia, ‘ndrangheta e camorra, e non rendono i partecipanti di atti di criminalità organizzata, di per ciò stesso vittime o prigionieri politici. Su ciò non ci debbono essere ambiguità. Lo stupro del diritto che avviene nei trubunali e nelle carceri, non significa però pensare che prima ci fosse un Walhalla sociale, un’età dell’oro, o un tempo pacifico.

Abbiamo di fronte due mostri insomma. Quello della criminalità. E quello del diritto e della Costituzione traditi. Nessuno dei due va edulcorato o legittimato.

Domiria conclude con una bellissima citazione di Pirandello.

Insomma, un testo -la lettera di Domiria- tutt’altro che scontato.

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Cari amici del Blog,

saluto e ringrazio Alessandra, La gazza ladra, Pina, Enzo, Grazia, Carlo e Laura. Il silenzio è d’oro, ma la parola è di platino! Le vostre sono per me diamanti che irradiano luce e colori.

Ho un messaggio per Giovanni Zito, in merito allo scritto “il mio nuovo alloggio”. Mi hai fatto fare un sacco di risate. Riuscire a far ridere qui è una gran cosa, anche se il ridicolo è l’avvertimento del suo contrario.

E’ trooooppo forte quello che scrivi e come lo descrivi. Se ti può consolare, nella città di Lecce, c’è il Nuovo complesso Borgo S. Nicola, poco barocco e molto “vintage”. Credo che la dicitura “Nuovo complesso” sia riferita al complesso di esistere che sorge nell’individuo dopo una lunga permanenza nel luogo.

Anche noi abbiamo il wc o cesso, come preferisci, di fronte al tavolo. Sarà una moda… ?!!

Però c’è la porticina. Porticina che delle volte è difficile da aprire perché urta il letto, giusto lo spazio per fracassarci le dita. Allego lo schema. Inoltre hanno scambiato la mia “casa” per un magazzino dove entrano, escono e depositano oggetti e persone!

Da noi il tempo è variabilissimo, delle volte piove dal cielo, altre, in alcune stanze, dal soffitto. Tutto rigorosamente in orario, quello delle docce! Anche per sentirti male devi essere regolato  tempo.. ti racconto una delle ultime, delle tante, riguardanti l’area sanitaria.

TITOLO: LA GINECOLOGA

Qualche giorno fa durante l’orario di pausa dal lavoro, una compagna mi chiama in disparte, imbarazzatissima. Aveva in mano una confezione di medicinali. Mi spiega che la ginecologa l’aveva visitata e le aveva prescritto delle “compresse” da inserire in vagina. Il problema era che avendole inserite per alcuni giorni, non si scioglievano e le creavano un “accumulo”. Stupefatta ho preso la confezione e ho letto le indicazioni… erano integratori alimentari di ferro!!! Ovviamente da somministrare per via orale!

Puoi facilmente immaginare il seguito della vicenda, il giro e rigiro della frittatina e la disapprovazione sul mio “servizio informativo”… in fondo la medicina è una scienza in continua evoluzione… ma, sarà… fosse stato un antistaminico magari c’era una qualche avvertenza J !!!

Comunque la prescrizione è stata annullata. Mi sembra di essere nel film “The Other”. Quale è il nostro e quale è l’altro mondo lo lascio alla libera interpretazione…

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Se possibile, vorrei dire due parole a Piero Pavone.

Premetto: non per ideologia politica vicina a Travaglio, che magari la mia è molto distante…

Tu credi che tutti i reati e le motivazioni degli stessi siano uguali? Benefici automatici? Che dici? Che messaggio stai passando?

Ti porto il mio personale esempio. Ho una condanna definitiva a 25 anni, 6 mesi e 15 giorni. Ti specifico per cosa. Una per art.  73 D.P.R. 309/90, ovvero spaccio, 4 anni. Tutto il resto è ricettazione di assegni di provenienza illecita. Come saprai la massimale per la ricettazione sono 8 anni. C’è un particolare, hanno aperto un procedimento per ogni assegno per un totale di 16 sentenze con una media di 2 anni ognuna. Secondo il tuo ragionamento dovrei pagare ed espiare alla stregua di chi ha violentato, ucciso, ecc. In più, non sono né A.S.1 né A.S.3, ma comune, eppure sottoposta alla medesime restrizioni. L’unica differenza sono le ore di colloquio, 6  anziché 4. Ne effettuo comunque 4, perché odio quella fredda e asettica sala colloqui.

C’è gente che sulle tragedie altrui costruisce montagne, nella legge e al di là di essa. Dovremmo per questo passare alla dittatura democratica alla camorra?? Ci sono altre alternative. Abbiamo sbagliato, non abbiamo capito che bisogna entrare nel sistema Stato, vivere nelle regole per poterle cambiare. Non si possono sovvertire le ingiustizie con altre azioni aberranti. Il 41 bis è una tortura. La strage di Falcone e Borsellino mostruosa. Non c’è differenza. Bisogna umanizzare. Lavorare duramente, trasmettere, comunicare. Imparare ad ottenere per merito e non per privilegio o violenza.

La goccia cinese è un metodo di tortura. Noi dobbiamo essere quella goccia, non sulla fronte altrui o per cagionare danno, bensì per formare un lago, un fiume, un mare di giustizia, dignità e amore. Soprattutto amore.

“L’uomo quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e che egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso; e del male che egli può fare agli altri, come se parimenti, dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno bene quasi per dovere, egli li accusa e di tutto il male che egli fa quasi per diritto facilmente si scusa”

Pirandello

Ciao a tutti,

Domiria

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