Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Visioni di Giovanni Leone

Una Nuvola corre nel cielo di Voghera, e dal cielo di Voghera raggiunge il mondo.

Nuvola.. nome di battaglia di.. Giovanni Leone..

Il nostro Blog raccoglie tanti dei suoi disegni da bambino, dai colori vivaci, e irradianti bontà, e una quasi surreale purezza.

Giovanni… è uno di quelle persone “inaspettate”.. che non ti immagineresti mai di trovare nel carcere. Che non ti immagineresti di trovare da nessuna parte. Le antiche ferite lo seguirono in anni di dolore. E nel tempo della detenzione viaggio sideralmente dentro di sé, diventando una sorta di eremita, e allo stesso tempo un Gatto Zen. 

Sovente si apparta e nel silenzio di ore gioca e colora con il suo foglio, riversandogli dentro quella sete di amore, che diventa amore verso le persone, che cerca -lui ristretto in cunicoli di  cemento- cerca di “beneficiare”.. dando consigli, mostrando laghi d’amore, invitando a mantenersi saldi e a sorridere nelle tempeste.

Prima dei primi due disegni ho inserito due righe di commento dello stesso Giovanni. 

Vi invito a guardare con attenzione l’ultima opera…. è una delle opere più dure sulla violenza distruttiva del carcere… che ho potuto vedere negli ultimi anni.

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La mia ombra… Tutti inciampiamo molte volte nell’amore. Nonostante le migliori intenzioni, i nostri famigliari possono a volte dire cose che ci feriscono. Invece di offenderci subito, cerchiamo con pazienza di capire perché ci hanno detto quella certa cosa. Sono forse sotto pressione. Sono spaventati, non si sentono bene o stanno affrontando qualche problema di cui non siamo al corrente? Tenerne conto può aiutarci a capire perché a volte le persone dicono o fanno cose che non dovrebbero e questo può spingerci a essere comprensivi. Tutti noi  abbiamo detto o fatto cose che hanno ferito altri e speriamo nel loro perdono. Gesù disse che per essere perdonati da Dio, dobbiamo perdonare gli altri. Dovremmo perciò essere pronti a scusarci e a perdonare, preservando così l’amore, il “perfetto vincolo d’unione”, sia in famiglia, che in amore.. in due diventeranno una sola luce… 27-07-2012

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Fonte di ristoro… sei saggio ragazzo, rallegra il cuore dei tuoi, affinché loro possano rispondere a chi lo biasima. Voi giovani potete dare prova di servire l’amore con tutto il cuore. Ragazzi che rimangono moralmente puri nei sentimenti.. anche se viviamo in un mondo pieno di persone egoiste, superbe, gonfie d’orgoglio e amanti dei piaceri, anziché amanti dei propri cari. Posso capire che per voi ragazzi può essere davvero difficile mantenere una condotta esemplare in un ambiente così corrotto. D’altra parte, ogni volta che fate ciò che è giusto e rifiutate di tenere una condotta sbagliata, dimostrate di essere dalla parte migliore.. nella questione della sovranità universale.. l’amore.. 25-07-2012

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La mirabolante storia della Gatta e della Volpe.. di Giovanni Zito

Giovanni Zito è stato da poco trasferito dal carcere di Voghera a quello di Carinola.

Un carcere ritenuto “punitivo”… Resto sempre un pò perplesso di come certi “trasferimenti” sembrano essere pensati più per ostacolare la rieducazione, che per… agevolarla. E poi, un trasferimento può avere  particolari “padri”. Ci sono spesso logiche che sfuggono a i comuni mortali…. a volte si allontana un detenuto scomodo, a volte un detenuto effettivamente pericoloso, a volte gli si fa “scontare” un’azione precedentemente intrapresa dallo stesso, e che non è risultata gradita alla Direzione del carcere in cu quel detenuto era “alloggiato”. Comunque sia, nel caso specifico di Giovanni non si sa con chiarezza per quale  motivo potrebbe essere stato trasferito.

Con questo post però voglio anche riportare un testo di Giovanni “collocato” ancora nel contesto di Voghera.

E questo perchè lo ritengo un testo emblematico.

Detto con poche parole:

Una donna, che noi conosciamo, tempo addietro espresse il desiderio di avere un colloquio con Giovanni. Da considerare che erano già da mesi in una situazione di fitta corrispondenza epistolare, che aveva portato  al sorgere di autentica stima e autentica amicizia. Il colloquio viene concesso. Viene fatta richiesta per un secondo colloquio. Anche questo viene concesso. Questa donna sviluppa l’idea di vedersi periodicamente.. ogni mese… da allora in poi. Giovanni all’inizio è un pò recalcitrante, ma alla fine consente. Ma il Direttore del carcere di Voghera si oppone. Si oppone proprio alla possibilità che i due possano avere ulteriori colloqui.

Giovanni sostiene che il Direttore gli avrebbe detto… CHE NON CAPISC IL MOTIVO DI QUESTI COLLOQUI.. NON VEDE IN ESSI UNA COSA LOGICA.

Non ne vede il senso, insomma…

E in effetti… ha ragione.. che cosa significheranno questi benedetti colloqui? Che senso ha tutta sta storia?

Come non capirlo? In effetti, se ci pensiamo un attimo onestamente, che senso ha che una persona che è da una ventina d’anni in prigione e che vedeo pochissimo i suoi parenti, anche per ragioni di lontananza e di costi… che senso ha… che UNA volta che una persona dalla grande anima e sensibilità emerga e sia disponibile a fara colloqui..  questi colloqui possano essere fatti?

CHE SENSO HA TUTTO CIO’?

Che un essere umano dopo anni di 41 bis prima… e poi di carcerazione con pochi colloqui familiari… e che magari resta mesi senza incontrare nessuno.. che senso ha che voglia incontrare una persona che, a sua volta, si è resa disponibile?

E che senso ha tutto ciò per ils uo percorso psichico ed emotivo..  e per le proprie prospettive future?

Davvero difficile scoprire una logica in tutto ciò no?…

Comprendiamo il Direttore del Carcere di Voghera.

Sensibili come sempre ai grandi interrogativi e drammi dell’essere umano… vogliamo correre in suo Aiuto..

Sto personalmente contattando una serie di premi nobel, cervelloni, fisici quantistici e detective alla Sherlock Holmes.. affinchè si riuniscano tutti insieme e individuino questo benedetto e sfuggevole SENSO..:-).. così che potremo contribuire alla risoluzione del dilemma del Direttore del carcere di Voghera.

Vi lascio al pezzo di Giovanni Zito.. la mirabolante storia della Gatta e della Volpe..

Ricordo ancora una volta che Giovanni non è più a Voghera, ma che da pochi giorni è stato trasferito nel carcere di Carinola.

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Cari amici e lettori  del Blog

ancora una volta entro educatamente

nelle vostre case.

Spiegarvi la vita quotidiana di un ergastolano è molto difficile. Ma spero con tutto il cuore che questo mio scritto sia abbastanza chiaro.

Le cose che saranno pubblicate oggi sono fatti veri, con articoli come l’art. 18o O.P., che nello specifico vuol dire Ordinamento Penitenziario.

Basta avere a casa il Codice Penitenziario, o magari lo trovate sul vostro sito.

Tanto per capire il mondo degli ergastolani ostativi e di come vengono limitati i nostri contatti con l’esterno quando si dà il potere alle persone sbagliate.

Come sempre metto un pò di ironia nel mio breve racconto.

Grazie a tutti

Giovanni Zito

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Lo sapete che in questo istituto c’è la gatta e la volpe. Non sono quelli del film di Pinocchio.

Questi personaggi sono veri nel ruolo che svolgono. Sanno sempre come complicare la vita dei detenuti, compresa quella del sottoscritto.

Ma andiamo con ordine, cari lettori.

Nel 2010 lo scrivente rivolge alla Direzione l’istanza di colloquio con l’art. 18 O.P. La richiesta viene accolta. Così faccio il mio colloquio di un’ora con la persona che voleva incontrarmi. Tutto si svolge nella regola, liscio come l’olio. Entrambi siamo soddisfatti e contenti  di questo incontro caduto dal cielo. Questa persona a me cara, avendo corrispondenza con il sottoscritto, scrive che vuole vedermi per un altro colloquio. E io accetto senza esitazione.

Riformulo la mia richiesta di colloquio. La Gatta e la Volpe autorizzano il secondo colloquio, ma questa volta cerco di mercanteggiare per quattro ore di colloquio e vinto. Tutto nella meraviglia. Si para della mia vita carceraria, di come si vive in certi posti, anno dopo anno. Alla fine del tempo la persona che mi viene a trovare formula le seguenti parole: “Giovanni voglio vederti ogni mese”. Lì per lì rispondo di no senza riflettere. Una risposta istintiva più che altro, perché io non voglio complicare la vita di nessuno. Questa è la mia detenzione. Cerco di fare capire alla persona a me cara che starmi dietro è impossibile visto che sono un ergastolano ostativo. Niente da fare. Il mio tentativo sfuma. La mia protesta fallisce. Così ci mettiamo d’accordo per il prossimo colloquio mensile.

Come sopra indicato, presento la mia istanza di colloquio per il mese di gennaio 2011. La Gatta e la Volpe respingono la richesta.. dicendo che non ci sono motivi per concedermi colloqui singoli o permanenti con la persona che intende vedermi ogni mese.

Nel frattempo, nel presente istituto e nella sezione dove io mi trovo vi sono delle proteste verso la Direzione, in quanto i detenuti vogliono rimanere da soli nelle celle, visto e considerato che siamo 20 ergastolani ostativi in totale su 25 celle e ci stanno 27 detenuti (non sono convinto di avere letto esattamente i numeri che Giovanni Zito ha scritto.. nota di Alfredo). Questa è la situazione attuale.

La Volpe convoca quattro detenuti di ogni regione per pacificare l’animo di chi alza la testa per i propri diritti. Il discorso della Volpe non è nella norma, in quanto il suo volere è quello di obbligare i detenuti della medesima sezione a convivere in due nelle celle per 20 ore al giorno senza sindacare sul problema, perchè comanda la Volpe e la Gatta. Per farla breve la Volpe esprime il suo punto di supremo dirigente di questo carcere. Ci saranno ripercussioni nella sezione se non facciamo la sua volontà. E così è stato.

Quindi il sottoscritto Giovanni Zito chiede colloquio con La Volpe per capire come dovrebbe chiedere o formulare la richiesta di colloqui mensili ex art. 18 O.P.

Il confronto è breve e tagliente, perché non vi è dialogo tra chi non ascolta i diritti dei detenuti. La Volpe si fa carico delle vesti della sua autorità, e con la sua filosofia da Volpe mi dice che non capisce il motivo di questi colloqui. Non vede una cosa logica nel fatto che una persona detenuta possa avere un affetto, una amicizia con persone al di fuori della sfera familiare. Non accetta la Volpe questo mio punto di sentimento. Perchè nella sua camera oscura vede il detenuto solo ed esclusivamente come un numero, un oggetto, da spostare o comandare a suo piacimento. Questo succede perchè in questo carcere non vi sono educatori che svolgono il proprio compito, ma solo la volontà della Volpe. Se no a casa.

Ma io non ho mollato la presa. Resto fermo sulla mia decisione, informando il mio legale di fiducia affinchè possa mettere per legge questa persona come mia tutrice. Passerà sicuramente un pò di tempo, ma vincerò anche questa battaglia, fatta contro ciò che viene fatto solo ed esclusivamente per isolare dal contesto umano e affettivo un detenuto.

Questo è il carcere di Voghera… la repressione, la sottomissione, la mancanza di una struttura mentale. Perchè un corpo dovrebbe contenere anche il cervello. Cosa rara quando si ha un potere così forte nelle mani e nella penna.

Ricordatevi sempre, cari lettori del Blog, che  detenuti hanno dei diritti così come dei doveri, sia verso la società si averso il proprio rispetto verso il compagno sfortunato che vive affianco alla propria cella.

Anche se a volte la Gatta e la Volpe di questo istituto non dorme la notte per creare costantemente difficoltà ai detenuti già condannati a scontare il resto della loro vita in persecuzioni degradanti.

Questa è la storia vera della Gatta e della Volpe.. la storia di un sistema che fallisce ogni giorno di più.

Giovanni Zito

Lettere dal di fuori.. da Mita a Carmelo

Eccoci con un’altra lettera “dal mondo esterno”.. per questa rubrica, nata da un’idea di Carmelo Musumeci.. rubrica che ospita non le lettere dei detenuti, ma, lettere ai detenuti..

Stavolta pubblichiamo una lettera di Mita, di cui già a suo tempo pubblicammo una lettera.. quella di oggi è una lettera bellissima, sempre a Carmelo Musumeci… che per il momento è il mattatore di questa rubrica.. ma quando riceveremo lettere inviate anche ad altri detenuti, comincermo a pubblicare anche quelle.

Vi lascio alla lettera di Mita..

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Perugia     1/6/2010

Carissimo Carmelo, amico della mia anima e del mio cuore.

Sono seduta sul divano, qui accanto a me c’è il tuo diario e Zampalesta ci dorme sopra! Vedessi che dolce.. lei si mette sopra a qualsiasi cosa!

Leggere i tuoi diari mi dà tanta forza. Leggendo rivivo il tuo cammnio, la tanta strada percorsa, la sofferenza, le delusioni.

Più leggo e più ti conosco e più ti voglio bene.

Prima di essere colpevole sei stato una vittima. Non voglio trovare giustificazione, ma l’ambiente dove uno nasce e cresce ti condiziona e ti plasma. Se tu fossi nato in un’altra famiglia, sarebbe stato tutto diverso. Il luogo geografico, il contesto storico, le condizioni economiche, l’istruzione.. sono aspetti fondamentali, perché condizionano l’agire e il pensiero di ciascuno.

Se uno commette dei reati non lo fa perché ce lo ha scritto nel DNA. Lo fa perché a monte c’è qualcosa, tipo la povertà e la sofferenza. E proprio perché NESSUNO ce lo ha scritto nel DNA, allora tutti possono cambiare e migliorare se ne hanno la possibilità.

Io voglio lottare e sperare con te, affinché tu possa tornare libero.

La cosa più importante è l’amore, perché l’amore ha il potere di cambiare le cose. Se una persona si sente amata, ha la forza di vivere anche nel peggiore inferno. E tu ne sei la prova.

Ti penso soprattutto la sera, ti immagino solo con i tuoi pensieri. A volte ti immagino triste, ma non disperato, perché la certezza di essere amato ti tiene in vita e ti dà la forza di affrontare un’altra notte e un’altra giornata.

Abbi sempre la certezza che sei amato e  che sei pensato. Non sei solo. Qui fuori c’è tutto un lavorare per abolire l’ergastolo e farti uscire. Ognuno di noi mette tutto se stesso. Ognuno di noi sa fare cose diverse, e quindi ci completiamo a vicenda. Ognuno di noi fa un pezzo e mettendo insieme tutti i pezzi, ne esce fuori un’azione concreta, un atto, un passo in più verso l’abolizione dell’ergastolo.

Io sono felice di far parte di tutto ciò. Sono felice che le nostre vite si siano incrociate.

Io ero una lupetta perennemente spaventata, ma poi ho incontrato un lupo che mi ha salvata da un baratro. Quel lupo si chiama Zanna Blù..

Tutti hanno bisogno di sentirsi amati. Tutti hanno bisogno di attenzione. Basta un piccolo gesto e si è felici per tutta la giornata.

Anche un gesto che può sembrare banale, se fatto con amore, porta tanta gioia. Ancha una piccola attenzione può essere così carica d’amore da far traboccare il cuore di gioia a chi la riceve. In questo momento vorrei essere con te per dirti GRAZIE.

Ci sono momenti in cui desidero tanto vederti. Desidero un tuo abbraccio. Desidero che tienei stretta la mia mano. Anche se non ci diciamo niente, non importa, le persone che si vogliono bene possono anche stare per ore in silenzio, l’una accanto all’altra. Sono i loro cuori a parlare.

Come ti ho scritto l’altro giorno, mi ha telefonato la tua Lupa Bella, e sono stata felice. Lei mi ha detto: <<Ho parlato con Carmelo, e lui ha detto di chiamarti…>>. Questa cosa mi ha reso felice a mille, perché mi ha fatto sentire non solo parte di te, ma anche parte della tua famiglia. Sono felice perché mi sono sentita nei tuoi pensieri. Tu hai pensato a me.

Grazie, la tua presenza nella mia vita è importante.Tu sei prezioso.

Ti mando un abbraccio con tutta me stessa.

Tua Mita

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