Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 dicembre

Eccoci con uno degli appuntamenti principali di questo Blog. Il diario di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- per il mese di dicembre. Da quando ha preso corpo questo appuntamento mensile con Pasquale, la sua rubrica è cresciuta nell’apprezzamento generale.

Pasquale crea ogni volta un “piccolo libro” dove ci porta nel suo mondo. Un mondo che ha i confini del carcere sullo sfondo. Ma  spesso la mente riesce ad andare anche oltre questi confini, ed emerge l’uomo integrale con le sue riflessioni sulla politica, l’economia, la società, la geopolitca. Ed emerge il caleidoscopio delle sue emozioni, delle sue  tensioni morali, delle sue indignazioni. E magari sarà anche “immaturo” come qualcuno sostiene, ma noi vediamo la persona che ci prova, ci prova a non vivere di silenzi, a mettere in moto la mente, ad agganciare il mondo, a sentirsi uomo tra gli uomini. E magari scriverà parole di fuoco per le ingiustizie che subisce un popolo lontano da noi un continente. Ma in quel momento Pasquale sente di appartenere a quel popolo, sente che quella ingiustizia grava anche su di lui.

Certe valutazioni di Pasquale possono essere contestabili, ma c’è sempre la generosità e l’onestà di chi ci mette la faccia, e non lascia perduta nessuna occasione di dire anche solo una parola in più. E quell’ultima parola detta ai tempi supplementari, e prima dei calci di rigore può fare la differenza.

Il diario di Pasquale De Feo va letto e tutto e tutti i momenti hanno un loro valore, ma, come al solito, già in fase di presentazione, citerò qualche brano.

Innanzitutto un chiarimento che Pasquale ci tiene a dare..

“Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito”  (24 novembre)

In un altro Passaggio Pasquale parla della problematica vicenda di un detenuto tunisino, dal nome di Khalil Jarraya..

Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. (…) . Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo, prov. di Cosenza.” (30 novembre)

Quindi, chiunque voglia scrivere a questo detenuto tunisino, sulla cui vicenda processuale gravano forti dubbi, ha l’indirizzo per farlo.

Successivamente Pasquale riporta una vicenda emblematica..

“L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”.  (4 dicembre)

Quante volte la carcerazione preventiva viene usata come strumento di intollerabile pressione, volto anche a spezzare la volontà. Quanti casi del genere avvengono davvero? Quanti non verranno mai mesi noti, magari perchè il detenuto che li riguarda vale come il due di picche?

In un altro punto è un contesto emblematicamente inquietante quello che emerge..

Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava. ” (15 dicembre)

E’ vero che il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto nelle carceri è nelle mani -da oltre 3o anni- della ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A.? E questo incide sul livello dei prezzi che, in relazione al sopravvitto, viene contestato in molte carceri? E se questo monopolio è reale, perchè non si è mai pensato a scalfirlo? E quante sono coloro che, limpidamente o meno, nelle varie carceri, traggono vantaggio da questo sistema?

Adesso uno di quei momenti che sono portatori di speranza, una di quelle chicche che Pasquale pesca grazie alle sue infinite onnivere letture che attingono a più fonti possibili:

“Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti. ” (14 dicembre)

E adesso facciamo la nostra immersione nei “territori” del carcere di Catanzaro. Ad un certo punto Pasquale scrive..

“Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. ” (16 dicembre)

Ci sarà questa divina illuminazione?… 😀

Sempre riguardo a Catanzaro, Pasquale conclude il diario di questo mese con questo momento… alla fine del quale ci sono anche i suoi auguri per tutti gli amici del Blog.

“C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti”

Stare senza i riscaldamenti, specialmente in giorni di freddo intenso, è una condizione disumana. C’è davvero da sperare che fatti del genere non riaccadano.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.

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Oggi sempbra che si siano apere le cataratte del cielo, sta facendo tanta acqua che tutte le falde d’acqua strariperanno per la troppa acqua che riceveranno. Tutti quelli che lamentavano siccità e poca acqua perché porta neve suei monti, sono stati smentiti. I tg hanno riportato notizie con video in vai parti d’Italia, in in particolare nel Sud, strade cehe sono diventate fiumi, interi paesi allagati, alcuni isolati, in provincia di Messina sono successi dei morti per una frana. Ormai l’emergenza annuale è diventata ordinaria. Se non faranno  un piano nazionale, intervenendo ogni anno, ci saranno emergenze che causeranno disastri e lutti.  –  22/11/2011

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L’Arabia Saudita nei TG viene sempre indicata come un paese islamico moderato. Alcuni mesi fa ci furono commenti entusiastici, perché nel 2015 avrebbero concesso il voto alle donne. Ogi trovo un piccolo articolo in  cui la “Commissione saudita sulla virtù” ha stabilito che gli occhi sexy vanno coperti, e pertanto mascherati con il burqa integrale. Questa dittatura malsana coperta da una sorta di teocrazia Wahabita, una frangia islamica… invece di andare avanti, torna indietro nel Medioevo. I media occidentali coprono questi questi paesi che hanno ditatture crudeli, perché ritenuti amici; e alimentano risentimenti sproporzionati contro paesi che non lo  meritano, solo perchà non ritenuti amici o, detto meglio, servi dell’Occidente.  23/11/2011

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Tempo fa scrissi nel diario riguardo alle condanne presso il Tribunale di Parma per il caso Bonsu, il ragazzo di colore pestato dalla polizia municipale di Parma e fatto oggetto di scherno razzista. Erano stati condannati tutti, tra cui anche il loro comandante. Siccome all’epoca, nel 2008, mi trovavo al carcere di Parma, nei quotidiani e nella TV locale si  parlò molto di questo episodio. Mi dissero che il comandante inquisito era la moglie del Direttore del carcere di Parma. Tra l’altro tutto il carcere commentava questo episodio. Oggi mi ha scritto un’amica di Parma, che legge il diario e mi ha fatto notare l’errore. La moglie del Direttore era il comandante, ma ad essere inquisita e condannata a 7 anni e 6 mesi fu la vicecomandante. Purtroppo scrivevano sempre comandante e questo mi indusse all’errore. Mi scuso con la signora. Credo che la precipitazione nello scrivere fu dovuta al ricordo non troppo felice del marito. Nella sua lettera, l’amica Luciana mi ha mandato gli articoli di quotidiani per gli auguri a Padre Celso. Per i suoi 80 anni gli hanno peaparao un llibro con 200 lettere scritte da tutti quelli che gli vogliono bene. Ho partecipato anche io con una mia lettera. Padre Celso è il parroco del carcere di Parma. La Chiesa che intendo io è quella dei religiosi come Padre Celso, Suora Assunta, Don Guiro, ecc… persone che hanno comportamenti vicini agli insegnamenti di Gesù.. “ama il prossimo tuo”.. o almeno rispettalo. Non condivido il potere farisaico e machiavellico della Chiesa del Vaticano.  –  24/11/2011

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Ho già menzionato alcune volte i volontari di Parma, che occupano un posto speciale nel mio cuore, sono delle persone stupende. C’è Gianfranco, una persona meravigliosa a cui voglio molto bene. Ci tenevo a rammentarlo, perché ogni volta che mi scrive mi insegna con i suoi comportamenti il significato dell’amore per il prosimo. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per ciò che mi trasmette.  –  25/11/2011

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Il padre di Giuliano, il ragazzo ucciso dal G8 di Genova, ha dichiarato, dopo la sentenza della Cassazione che ha assolto De Gennaro, che in Italia c’è la casta degli intoccabili. L’ex capo della Polizia De Gennaro, era stato accusato dal Questore di Genova.. che aveva dichiarato di avere agito in base agli ordini del suo capo, appunto De Gennaro. Poi ritrattò. Ma c’erano anche le intercettazioni che confermavano la sua colpevolezza. Se anche non ci fossero le accuse e le intercettazione, è impensabile che un evento di portata mondiale come Il G8 non fosse coordinato dal capo della polizia, ma purtroppo queste cose succedon solo in Italia. Ormai è intoccabile da venti anni. Ora lo è ancora di più, essendo il capo dei servizi segreti.  –  26/11/2011

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Qualche settimana fa sia i TG che i quotidiani davano risalto a un’operazione di arresti e sequestri di beni dal valore di 350 milioni a Reggio Calabria. I titoloni “La ‘ndrangheta… affoga nel gasolio”, e i video girati dai TG che mostravano in pompa magna i funzionari che avevano fatto l’operazione. Due fratelli che avevano una ditta per la distribuzione del gasolio per la Calabria, e negli ultimi anni si stavano espandendo in tutta Italia.. li accusavano di avere evaso le tasse, avendo venduto il gasolio come agricolo con l’iva ridotta al 10%. Siccome tra gli intermediari c’erano un paio di persone ritenute vicine a due clan, questo ha ceato la motivazione per gli arresti  e il sequestro della ditta per la distribuzione del gasolio. Un imprenditore meridionale dovrebbe chiedere, a tutti quelli che acquistano i suoi prodotti, quali siano le le loro amicizie, il paese e il certificato penale.. una cosa assurda. Ieri sera, il TG regionale di Rai Tre dava la notizia che i due fratelli Camostra, della ditta di gasolio, erano stati scarcerati. Questi episodi succedono  solo nel Meridione. Nel Nord non si sento queste notizie. Trempo fa vidi su Report, la trasmissione di Rai Tre condotta dalla Gabanelli, che in provincia di Vicenza circa duecento aziende avevano evaso le tasse e portato all’estero circa due miliardi di euro. Né ci furono arresti, né sequestrarono le aziende. Il mio personale pensiero è che tutte le imprese che rimangono nell’ambito regionale non avranno nessun problema. Come iniziano a diventare nazionali, c’è subito pronto un PM per bloccare questi imprenditori coraggiosi. In particolar modo  certi settori soggetti a monopolio non possono essere toccati.  –  27/11/2011

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In Sardegna il consiglio regionale ha emanato un ordine del giorno per licenziare quei mascalzoni di Equitalia che stanno saccheggiando l’isola e mandando sul lastrico migliaia di famiglie e portando alla chiusura di una buona parte delle aziende dell’isola. Molti cambiamenti sono iniziati per la fame e le tasse onerose. Auguro ai sardi la stessa cosa, e che le loro lotte mettano fine al rastrellamento economico che li sta riducendo in miseria.  –  28/11/2011

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Ho letto che per il furto di 20 gamberoni in un supermercato una persona è stata condannata a 2 anni e 2 mesi. La proporzione è molto squilibrata se messa a confronto con le condanne di tute le ruberie varie degli scandali italiani degli ultimi trent’anni. Tra banchieri, imprenditori, politici, religiosi e i vecchi boiardi di stato, con somme sempre milionearie, le loro condanne rasentano il ridicolo, rispetto alle pene che vengano comminate tutti i giorni al popolino. I magistrati quando affermano che la loro indipendenza è sacra, che sono giusti ed equilibrai, e che non fanno distinzioni tra le persone che inquisiscono, se la suonano e se la cantano da soli, perché oramai non ci crede più nessuno.  –  29/11/2011

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Mi è arrivato l’opuscolo di Olga, mi ha colpito una lettera di un tunisino che risiedeva in Italia sposato con quattro figli. L’hanno accusato di terrorismo, art. 270 bis, un famigerato articolo simile all’art. 416 bis. Difficilissimo dimostrare la propria innocenza. L’hanno condannato a 7 anni e 2 mesi. Ha già scontato 3 anni e 3 mesi. Sua moglie, con i 4 figli, è stata cacciata di casa. Dopo varie peripezie, con la caduta del dittatore Ben Alì, la moglie è potuta ritornare in Tunisia con i figli dei vecchi suoceri. La sua colpa è di essere un musulmano praticante, e siccome in Italia certi comportamenti sono diventati reati, ne ha pagato le conseguenze. Ora si trova nel carcere di Rossano Scalo (CS) in una sezione AS2. L’ex ministro Alfano nel 2009, con una circolare, ha creato tre circuiti: AS1, AS2, AS3. L’AS2 è per i politici, ed è suddivisa in quattro tipi di sezione: anarchici, islamici, brigate rosse o di varie estrazioni i sinistra, e l’ultima è per i politici di destra. Ci sono sezioni con 2-3 persone, come il carcere di Terni. La sezione AS2 per i politici di destra comprende due persone. Infine l’AS3 sostituisce l’ex AS. Si viene allocati in questa sezione perché si rientra con ill reato co un’aggravante nel famigerato art. 4 bis, e di conseguenza si diventa “mafioso”. Il tunisino in questione si chiama Khalil Jarraya. Lui e i suoi compagni sono talmente poveri che non hanno niente, neanche prodotti per l’igiene personale e hanno problemi anche con la biancheria invernale. In più il carcere non gli passa la fornitura mensile con la scusa che non hanno soldi, approfittando del fatto che non conoscono i loro diritti più elementari. La tortura non è solo quelal fisica, ma c’è anche quella psicologica, che è ben peggiore di quella fisica. In questo caso approfittano del ruolo e dell’autorità che hanno per opprimere e limitare questi sventurati. Chiunque volesse aiutarli, questo è l’indirizzo: Khalil Jarraya – Contrada Ciminata Greco n.1 – Cap. 87067 – Rossano Scalo (Cosenza).  –  30/11/2011

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TV e quotidiani hanno dato la notizia che Lucio Magni, scrittore e giornalista, fondatore de “Il manifesto” è andato in Svizzera per mettere fine ai suoi giorni con l’eutanasia. Dopo la morte della moglie, la depressione lo aveva svuotato di ogni energia. Dicono di lui che abbia forgiato il suo destino. E lo ha fatto anche nell’andarsene, decidendo lui come e quando mettere fine alla sua esistenza. Ancehe non conoscendolo, provo una grande ammirazione per un uomo coerente con il suo vissuto fino alla fine. Per esercitare il diritto naturale all’eutanasia è dovuto andare in Svizzera. Perché non ha potuto farlo in Italia? Semplicemente perché abbiamo dei politici molto piccoli che si genuflettono a tutto quello che ordina il Vaticano. Una cappa sinistra e oscurantista che mantiene in  Paese indietro nel progresso. Monsignor Sgreccia, voce della Chiesa, ha dichiarato che “non siamo padroni della nostra vita”. Si sbaglia di grosso perché noi siamo l’unico proprietario della nostra vita, e non ci possono essere proprietari padroni della nostra vita. Si dovrebbe mettere un articolo nella Costituzione dove si stabilisca che ogni persona ha il diritto di disporre liberamente della propria vita, senza vicnoli di legge e di dogmi religiosi, così sparirebbero tutte l eleggi dettate dal Vaticano ai nostri politici su eutanasia, aborto, pillole anticoncezionali, ricerca sulle staminali, ecc. Arriverà mai quel giorno? Mi auguro di sì.  –  1/12/2011

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Il Papa ha dichiarato che appoggerà tutte le iniziative per l’abolizione della pena di morte. Se rammento bene, il Vaticano non solo non ha mai abolito formalmente la pena di morte, ma in una enciclica del Papa precedente, non solo non aveva condannato la pena di morte, ma in alcuni casi la riteneva necessaria. Vorrei dire al Papa che in Italia c’è la pena di morte e lui non ha mai detto niente in proposito, anche se noi ergastolani gli abbiamo fatto una petizione in merito. L’ergastolo è peggiore della pena di morte, che ha bisogno di un coraggio momentaneo, mentre l’ergastolo è una pena di morte che dura tutta l’esistenza. I rivoluzionari francesi nel redarre il nuovo codice penale, nel 1791, conservarono la pena di morte, ma abolirono l’ergastolo perché lo ritenevano disumano. Aldo Moro, contrario all’ergastolo, disse in una lezione all’università, “la pena perpetua è umanamente inaccettabile”. In Italia è stata istituzionalizzata la tortura nell’esecuzione della pena (art. 41 bis) da circa 20 anni. Neanche in questo caso il Papa ha mai detto niente. Certe tematiche non possono essere guardate con l’ipocrisia della politica. La religione dovrebbe avee un’etica supeiore ad ogni logica di potere.  2/12/2011

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Un lungo articolo su un quotidiano  rammentava la strage nel Vaticano del capo delle guardie svizzere che uccise la moglie e una guardia svizzera. Il tutto fu archiviato in 48 ore. Si disse che la vicenda era stata il frutto di un raptus della guardia svizzera. Un sardo, Nino Arconte, che ha fatto parte di Gladio e dei servizi segreti, racconta una storia del tutto diversa. Il capo delle guardie svizzere, colonnello Estermann, ex spia della Stasi all’interno del Vaticano, era a conoscenza di segreti inconfessabili del Vaticano. Aveva paura e voleva fuggire negli Stati Uniti con un’altra identità, e aveva contattato Arconte, nel suo sito, tramite il suo sito. Gli aveva dato appuntamento in Corsica, ad Ajaccio, dal 4 maggio per una settimana dove si sarebbero incontrati tutti quelli che avevano gli stessi prroblemi. Il 4 maggio 1998 successe la strage in Vaticano; gli impedirono di fuggire. La messinscena fu montata per chiudere suito le indagini sull’omicidio del colonnello Alais Estermann. La pistola in uso alle guardie svizzere era una calibro 9,41. Il proiettile del suicidio della guardia svizzera era un calibro 7. Questo dimostra che non fu omicidio-suicidio, ma una strage, e usarono il ragazzo per addossargli la colpa e completare l’opera teatrale. Ha ragione Assange, il “padre” di Wikileaks. Mettere le mani sull’archivio del Vaticano farebbe succedere un terremoto in tutto il mondo, e si dovrebbero riscrivere pezzi di storia.  –  3/12/2011

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L’ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, arrestato per le ruberie sui lavori che si stavano facendo nel carcere, ha dichiarato: “sono stato arrestato e portato a Prato. Ho vissuto in isolamento in un ambiente angusto e malsano. In piena estate, sotto il letto crescono i molluschi. Ero guardato a vista 24 ore su 24, senza alcuna possibilità di ricevere lettere. Ho chiamato a casa solo dopo 30 giorni. A farmi compagnia c’erano tantissimi scarafaggi e insetti di ogni tipo. Se nessuno mi darà una spiegazione, sarò portato a credere che la carcerazione sia stata usata come fosse uno strumento di torturà. Ho subito una carcerazione umiliante e degradante. Chi toglie la libertà ad una persona, ha l’obbligo morale di garantirgli i diritti minimi. Ogni PM con esperienza, sa che in quelle condizioni si dice il vero o il falso pur di uscire dalla disperazione. Alcuni carcerati hanno sottoscritto una petizione perché potessi essere trasferito nella loro sezione. Mi era rimasta la loro pietà e la professionalità e sensibilità della psichiatra e dello psicologo”. Vorrei chiedere al direttore Iodice, se lui ha mai pensato a tutte le persone che hanno subito lo stesso trattamento quando comandava il carcere di Massa. Credo che non è diverso dal direttore del carcere di Prato, dove si trova detenuto. Inoltre, la pietà o, meglio detto, l’umanità dei carcerati nei suoi confronti, lui l’ha mai avuta per i carcerati di Massa? Non credo che lui abbia avuto questi sentimenti umani nei confronti dei detenuti. I Direttori, come altrettanto i Magistrati, dovrebbero trascorrere un mese in carcere da detenuti, in modo da capire cosa significa essere rinchiusi ed essere espropriati di tutto.  –  4/12/2011

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Nei giorni scorsi mi è rimasta molto impressa la indecente campagna mediatica contro Giovanni Scattone, che nel 1997 fu accusato dell’omicidio di Marta Russo, accaduto nell’Università de La Sapienza di Roma. Non voglio entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza di Scattone. Avendo seguito il processo, e letto qualche anno dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti sulla stampa, che asserivano che l’omicidio di Marta Russo fu uno scambio di persona. La stessa assomigliava alla figlia di un pentito siciliano, e sbagliarono persona. Quello che non capisco è perché si accanirono contro Scattone e il suo coimputato. Sono i classici misteri italiani; si trovano dei colpevoli per coprire la verità. E’ palese che qualcuno ha fatto uscire la notizia ad arte, perché non si parla dell’università, il luogo dove è stata uccisa Marta Russo, ma del liceo che ha frequentato. Scattone ha scontato la pena di 5 anni e 4 mesi. Non avendo l’interdizione dai pubblici uffici, può esercitare qualunque lavoro. L’inserimento consiste nel fatto che dopo avere scontato la pena si possa avere piena libertà di fare qualunque lavoro, e aprire qualsiasi attività. Purtroppo non è così, perché la pena prosegue all’infinito.  –  5/12/2011

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Trovo un piccolo articolo su un quotidiano nazionale.. “Conte assolto dopo vent’anni”.. “Nessun rapporto con la camorra”. Carmelo Conte, socialista, è stato ministro delle aree urbane. Era uno dei componenti della direzione del P.S.I. di Craxi. Conte abita ad Eboli, in provincia di Salerno, a pochi km dal mio paese, nella zona di Salerno Sud chiamata la “Piana del Sole”. Fu accusato da vari pentiti, che in via diretta o indiretta hanno accusato anche me. Ogni volta che leggo notizie di assoluzioni sono felice, perché sono tanti gli innocenti che finiscono nelle grinfie della magistratura. La loro colpa è di non avere  mezzi a sufficienza per potere contrastare lo strapotere della magistratura, ma principalmente quello delle procure, o perché si è recidivi, drogati, stranieri, ecc. Allora si diventa il colpevole ideale. E’ naturale chiedermi perché per tanti poveri cristi gli stessi pentiti erano credibili, invece per i politici non lo sono più? In Campania ci sono stati una ventina di politici di alto livello accusati da questi pentiti: Gava, Scotti, Conte, Patriarca, Donati, ecc. Sono stati tutti assolti dopo che i processi sono stati rinviati alle calende greche. Credo che l’anomalia del nostro Paese sia la magistratura. Massimo rigore  per il popolino e massima impunità per il potere.  –  6/12/2011

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Ho finito di leggere il libro “Mala Italia”, un libro stampato 40 anni fa. Sono racconti della fine ‘800 e inizio ‘900. Nel gergo in cui sono scritti i racconti non mi piacciono. Sembrano articoli giornalistici per rendere sensazionali le notizie. Inoltre si rimarca come un fatto ovvio e naturale che si nasce cattivi e delinquenti. Cesare Lombroso ha inquinato molto le menti di chi ha scritto i racconti –vari autori- con le sue assurde teorie, che hanno alimentato razzismi e persecuzioni alla miseria. Con alchimie varie e acrobazie cervellotiche faceva combaciare ogni cosa alle sue terribili tesi, che tante sciagure hanno causato per tutto il ‘900. Alcuni racconti mi hanno colpito. La miseria di alcuni quartieri a Firenze, Milano e Roma; e per questa estrema povertà, coloro che nascevano in quei quartieri erano ritenuti nati criminali, magari perché dediti per necessità al furto per sopravvivere. I lombrosismo esasperato. Il fanatismo religioso in una famiglia di un paese in Sicilia; buona parte della famiglia impazzì e commisero un atroce delitto familiare. Il racconto che più mi ha colpito è stato quello sui vigilati speciali, un girone dantesco della perduta gente. Una volta entrato in quel circuito, la legge non li abbandonava mai, li seguiva fino al funerale. Erano perseguitati tutta la vita e trattati peggio degli schiavi perché i carabinieri potevano prenderli a qualsiasi orario, anche in malo modo, e portarli in guardiola. Erano costretti a rubare per non morire di fame, perché come trovavano lavoro i carabinieri informavano il padrone che (il tipo che aveva trovato lavoro) era un vigilato speciale, e questi lo licenziava. Una condanna perpetua simile all’ergastolo. Oggi non è tanto diverso, perché ci sono –anche dopo avere scontato la pena- le misure di sicurezza. Queste sono divise in quelle detentive e quelle da liberi. Quelle detentive sono “casa di lavoro e colonia agricola”. Quelle da liberi “libertà vigilata, sorveglianza speciale, sorveglianza con l’obbligo di soggiorno, e libertà controllata”. Le misure di sicurezza vengono date anche ad incensurati liberi. Queste misure ostacolano la possibilità di rifarti una nuova vita, perché ti inchiodano a rimanere nel brodo di cultura dove hai sbagliato. Non ti danno la possibilità di portare avanti un’attività perché l’apparato repressivo fa di tutto per farla chiudere, e alla fine ci riescono sempre, usando anche mezzi poco ortodossi, ti impediscono di cambiare città e di espatriare. Un circuito vizioso che non ha mai fine. Il metodo viene da lontano, anche se è passato oltre un secolo, nella sostanza non è cambiato niente. Lo Stato contribuisce a livello industriale affinché la recidiva sia alimentata in perpetuo.  –  7/12/2011

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Tempo fa furono dedicati amp servizi televisivi e pagine intere per glorificare un’operazione chiamata “Faraone”, per la dimora faraonica dell’imputato, con il sequestro del suo patrimonio calcolato in 110 milioni di euro. Lo ritenevano un prestanome di un clan locale. Oggi leggo che è stato tutto dissequestrato e l’imputato assolto. Questi imprenditore aveva la forza economica di potersi difendere, ma quante persone non hanno questa forza. La legge La Torre perché non viene usata anche per i politici e i direttori ministeriali alla “Poggiolini”, sindacalisti, magistrati, religiosi, imprese vicino ai partiti, funzionari di Stato in divisa e no? Credo che pochi saprebbero giustificare la provenienza dei loro patrimoni. L’Italia è un Paese dove la corruzione è molto diffusa. Veniamo dietro al Ghana. Grosso modo sono circa un centinaio di migliaia di euro che alimenta la corruzione ogni anno. Dove finiscono questi soldi? Nei patrimoni delle persone citate. Come mai nessuno fa niente per cercarli? Semplicemente perché la corruzione è così estesa che sono coinvolti tutti; anche le istituzioni coinvolte nella ricerca dei capitali illeciti. Per questi motivi c’è bisonno di “mostri” da sacrificare e da dare in pasto all’opinione pubblica.  –  8/12/2011

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Leggo un articolo sull’ex ministro Alfano. Il giornalista evidenzia nell’articolo che, quando è invitato e viene intervistato, l’unica cosa di cui si vanta è di rivendicare l’inasprimento con nuove norme del carcere duro, il famigerato 41 bis. Questa sua rivendicazione la fa in ogni intervista, come fosse il suo fiore all’occhiello. Si ricorderà che in un suo intervento disse “abbiamo reso il carcere duro durissimo, e dovranno morirci dentro”. Un ministro che fa queste affermazioni si giudica da sé. Il giornalista nel suo articolo cerca di far riflettere. Il carcere duro è in contrasto con la tradizione giuridica italiana che costituzionalmente assegna alle carceri la rieducazione e non la repressione e la tortura, pertanto enfatizzare questo provvedimento da parte dell’ex ministro è indegno del ruolo che occupa anche ora, segretario del partito di maggioranza relativa. Il quotidiano La Repubblica che ha pubblicato questo articolo scritto dal giornalista Nino Alongi, è uno dei giornali che ha sempre difeso il 41 bis, chiamato impropriamente carcere duro, perché il nome appropriato è carcere di tortura, essendo che con il 41 bis è stata istituzionalizzata la tortura. Ha ospitato articoli di Roberto Saviano in cui affermava con chiarezza che anche se il 41 bis violava la Costituzione, era necessario. E’ paradossale che in uno Stato di diritto si ritenga necessaria la tortura. Questo dimostra il livello di democrazia e di civiltà del “signor” Saviano. L’articolo del giornalista Alongi lo annovero nella campagna antiberlusconiana in cui La Repubblica si è sempe contraddistinta. Pertanto il 41 bis in sé e per sé non è di alcuno interesse per il giornalista e il quotidiano, ma è usato solo per attaccare il delfino di Berlusconi. Il 25 ottobre il quotidiano regionale Calabria Ora ha pubblicato un articolo con una mia intervista, e devo dare merito al giornalista Luigi Guido che ha scritto a chiare lettere  quello che avevo detto, e cioè che il 41 bis è una tortura. La Repubblica non lo farà mai per non dispiacere alle procure, che tra l’altro lo usano anche come tortura per estorcee le confessioni. Con questi mezzi hanno creato Scarantino (il pentito della strage del giudice Borsellino), ma quanti Scarantini ci sono in Italia? Tanti! E migliaia di innocenti nelle carceri.  –  9/12/2011

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Anche oggi c’è il sole e la temperatura è mite, per me che soffro un po’ il freddo è una manna, perché sto bene in un clima non rigido. Per questo motivo non risento del caldo in estato. Lo sopporto bene, e poi mi piace perché non c’è bisogno di tanta biancheria, bastano magliette e pantaloncini. Guardo affascinata i paesi cardi dell’America latina, ma adoro i paesi scandinavi per la loro civiltà, l’attenzione al bene comune e il loro stato sociale, ma ci fa troppo freddo. La soluzione sarebbe di trascorrere sei mesi in un paese scandinavo durante la primavera-estate, e sei mesi in un paese dell’America latina, così sarei sempre in un clima caldo.  –  10/12/2011

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Mentre leggevo Panorama del mese scorso, ho letto un articolo intitolato “Quel pasticciaccio orribile di via D’Amelio”, una intervista all’avvocatessa Rosalba Di Gregorio, che ha diferso quattro imputati su sette del primo processo sulla strage di via D’Amelio, quella del giudice Borsellino, scaturito dalle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, che portato all’isola di Pianosa, gulag o lager non fa differenza, dove i detenuti venivano torturati, e Scarantino non resistendo dichiarò tutto quello che volevano gli inquirenti. L’avvocatessa Di Gregorio nella sua intervista fa capire con i fatti, che già dal 1995 i PM di Palermo e di Caltanissetta sapevano che Scarantino non sapeva niente della strage, ma volevano dei colpevoli, non ha importanza se innocenti. In questo contribuì anche la Procura di Torino. Le procure in questione occultarono e fecero sparire le prove che scagionavano gli imputati. L’avvocatessa Di Grigorio non essendosi arresa alle prepotenze delle procure, è stata attaccata con notizie false, e in ultima analisi con l’accusa al marito di associazione mafiosa. I pentiti sono monopolio delle procure, e li usano come meglio credono, anche in modo non ortodosso. Qualche mese addietro, quando è scoppiato questo scandalo, perché il pentito Spatuzza si è autoaccusato della strage e ha dato tutte le prove della sua colpevolezza, gli imputati sono stati scarcerati. Le procure di Palermo e Caltanissetta hano gridato al complotto e hanno aperto una inchiesta, per trovare chi ha distorto le indagini, e hanno tirato in ballo funzionari delle istituzioni che nel frattempo erano morti, hanno alzato un polverone, e poi tutto è ritornato nel silenzio. E’ normale ciò perché non potevano indagarsi da soli, essendo che sono loro che hanno distorto e condiziona ogni cosa, per fare condannare degli innocenti che loro sapevano fossero tali. Una colpa gravissima per dei magistrati. Oggi sono delle icone intoccabili, con un potere al di sopra della legge, ma un giorno la storia li condannerà per tutti gli abusi e i soprusi che hanno fatto.  –  11/12/2011

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Julian Assange capo di Wikileaks ha dichiarato che siamo tutti spiati, perché vengono tenuti sotto controllo PC e cellulari. Ha messo in rete la documentazione per provare ciò che ha affermato. C’è da credergli, il personaggio l’ha dimostrato. Ci sono decine di aziende private che controllano il mercato delle intercettazioni. L’Italia è uno dei paesi che ha più aziende che sono impegnate in questo controllo capillare. Queste tecnologie vendute ai regimi dittatoriali diventano delle armi micidiali, perché controllano tutto e non c’è nessuna libertà, e vengono usare anche per la repressione politica. Nei paesi Occidentali queste tecnologie sono usate per eliminare qualunque privacy. Finché la rete non sarà censurata, avremo queste notizie che interessanto almondo intero.  –  12/12/2011

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Il fratello dell’ex mnistro della giustizia, Angelino Alfano, Alessandro Alfano, è stato inquisito perché avremme comprato gli esami di economia. La dipendente addetta ad inserire gli esami falsi nella memoria dell’Università ha confessato tutto ed è stata licenziata. Un ministro tecnico  l’anno scorso, per una cosa simile si dimise da tutte le cariche. Questo signore che è segretario generale della Camera di commercio di Trapan, non si dimetterà, anzi Alfano lo aiuterà in futuro a fare carriera e ad avere incarichi sempre più prestigiosi. Come siamo lontani dalla cultura del rispetto delle istituzioni che vige nei paesi del Nord Europa.  –  13/12/2011

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Certe notizie per la nostra cultura ci colpiscono molto, anche se in alcuni paesi sono fatti normali. Nelle Samoa americane, paradiso polinesiano, avendo 25 gradi di temperatura tutto l’anno, e la squadra di calcio più scarsa del mondo, è ultima nel Ranking Fifa, al 204simo posto. Dopo 30 partite e altrettante sconfitte n gare ufficiali, con i 12 goal segnati e i 229 incassati, hannno vinto una partita, battendo il Tonga per 2 a 1, per la qualificazione ai mondiali del 2014. Ma la notizia non è la vittoria, ma che il difensore centrale della squadra è un transessuale. Mi sono immaginato un fatto del genere in Italia, strali da tutte le parti, le associazioni dei benpensanti, la federazion ecc.,  titoloni sui quotidiani sportivi e non, una cagnara alimentata dai conservatori. Per cultura, nel Paese in questione, è accettato come un fatto normale il terzo sesso. Nella lingua samoana sono chiamati “Fa’afafine”, tradotto è “come una donna”. Non sono discriminati, possono fare ciò che vogliono, qualunque lavoro e praticare ogni sport. Il primo ministro del Paese, in carica dal 1998, ha dichiarato che “i transessuali sono gloriosi e splendidi miracoli di Dio”. Nessuno del popolo samoano ha avuto da ridire. Ritornando alla nostra cultura, ricordo che da ragazzino al catechismo mi insegnavano che gli esseri umani “sono a immagine e somiglianza di Dio”, ma credo che nella realtà, prima di arrivare alla cultura samoana  ne dovrà passare di acqua sotto i ponti.  –  14/12/2011.

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Quando alcune volte scrivo che le carceri e il loro sistema somigliano alle segrete medievali, non mi sbaglio, perché vengo a sapere, in uno scritto che mi hanno mandato, che c’è la ditta Arturo Berselli & Co. S.P.A., con sede amministrativa a Milano, che hai il monopolio delle forniture alimentari e del sopravvitto delle carceri dal 1930. Con la scusa della sicurezza, il Ministero consegna l’appalto a questa ditta. Addirittura è intervenuta l’Unione Europea per infrazione ai principi di libertà sul tema della tutela della concorrenza. Ma per tenersi buoni l’Europa, hanno varato una norma, prima un decreto del Ministero della Giustizia e poi del governo, anche per superare una procedura di infrazione dell’Unione Europea, in modo da fare rimanere le cose così come stanno. Questa ditta è in regime di monopolio da 80 anni, e nessuno interviene. Il parlamento fa finta di niente, e i ministri che si succedono si prodigano affinchè questa ditta continui ad avere il monopolio e non abbia fastidi di nessun genere. I prezzi sono alti, i prodotti imposti, la qualità scarsa e il peso variabile, ma non si riesce a smuovere niente. Oggi capisco il perché, la ditta è talmente protetta che ha l’impunità assicurata. Un detenuto di Velletri Ismail-Ltaief faceva il cuoco nella cucina. Ha fatto una denuncia perché i pacchi delle forniture del vitto segnavano 300, ma ne venivano scaricati 60 dalla ditta. Hanno cercato di fermarlo, e per ritrattare gli hanno offerto 15.000 euro. Ciò dimostra il letamaio che ha creato questa ditta sulla fornitura del vitto e sui prodotti  della spesa del sopravvitto. Tutto ciò gli è possibile solo con la corruzione a tutti i livelli, dal Ministero alle singole carceri. Una volta ho letto che i posti più illegali del nostro Paese sono le carceri con tutto il sistema. Chi l’ha scritto non si sbagliava.  –  15/12/2011

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Stamane è venuto il vescovo per la messa di Natale, in rappresentanza della Direzione c’erano cinque educatrici, la mia non c’era. Dopo la mesa c’è stato il rinfresco con i dolci che ha fatto Fabio, un ergastolano come me, molto bravo a fare i dolci. Il vescovo ci ha detto che il discorso firmato da tutti noi della sezione e letto da Nellino durante la messa, l’avrebbe messo sotto il calice durante la messa a Natale, affinché la luce di Cristo ricadesse su di noi. Gli ho risposto indicandogli che la luce dovrebbe ricadere sull’area tratta mentale, sbagliando ho detto operativa, ma si è capito lo stesso, essendo che le educatrici presenti erano a due metri da  noi al tavolo del rinfresco, affinchè la luce gli faccia aprire nelle relazioni l’apertura extramuraria, per farci ritornare dai nostri cari. Dopo che ha mangiato un pasticcino, ho avuto cinque minuti di dialogo con il vescovo, e gli ho spiegao il motivo dela mia risposta, che non aveva capito. Gli ho detto che il più fresco di galera tra i presenti sta da dieci anni. Invece sbagliavo, perché sta da quindici anni; gli altri venti e trent’anni. Gli ho spiegato che dall’ergastolo non si esce, e che è una pena di morte diluita nel tempo. Gli ho spiegato che le pene alternative sono automatiche solo per i pentiti o, meglio detto, collaboratori di giustizia e i confidenti. Ci vorrebbero tutti come Giuda, ad accusare gli altri e a metterli al nostro posto, moltiplicando le sofferenze. Gli ho parlato del 41 bis che è un regime di tortura, che la Chiesa dovrebbe intervenire dicendo qualceh parola contro questa inciviltà indegna. Un mio compagno gli ha detto ch enel 41 bis li fanno mangiare poco. Ho visto lo stupore nella sua espressione, ma non ha detto niente. La mia impressione è che sia rimasto un po’ imbarazzato, credo che non si aspettasse questi discorsi. Sono del parere che tutte le occasioni –quando vengono persone dall’esterno- bisogna prenderle al volo, e fare loro questi discorsi, perché non sanno niente, hanno concetti recepiti dai media, che falsificano la realtà.  –  16/12/2011

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Ho letto l’ultima circolare del Ministero. Ne avevano dato notizia i TG e avevo letto qualche articolo sui quotidiani. Si tratta di aprire e tenere le celle aperte tutta la giornata. Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Ha escluso i regimi AS-1,2 E 3; e anche il 41 bis ovviamente.

E’ un discorso solo per i detenuti comuni, ma anche tra loro ci sono di distinguo, essendo stati etichettati con colori, bianco-verde-rosso. I bianchi sono aperti senza eccezioni. I vedi devono avere delle valutazioni periodiche. I rossi devono avere l’autorizzazione dal commissario. Non sono hanno creato altra burocrazia, ma va a finire che creano altri regimi, come successe con l’ex E.I.V.C. che poi diventò E.I.V., ed ora A.S.1. Tanti detenuti diventano pericolosi con la burocratizzazione dei regimi. I detenuti dell’AS-2 e 3 si trovano in questi circuiti perché hanno un reato che rientra nell’art. 4 bis O.P., oppure basta un’aggravante, anche un furto, pertanto non è la mera supposizione di pericolosità del soggeggo, ma è il reato, un comma di un reato o un’aggravante. Noi dall’AS1 siamo in questo regime percè eravamo nel 41 bis; parcheggiati in assenza del nulla. Non cambieranno mai le cose, fino a quando il ministero sarà monopolio di Pm, ex-direttori delle carceri, della polizia penitenziaria e dei suoi sindacati. Insieme formano una burocrazia discrezionale tipica dei mandarini cinesi, e si oppongono ferocemene ad ogni riforma.  –  17/12/2011

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Nelle carceri tutto è impontato sulla “sicurezza interna”. Questa parola “magica” consente di alimentare oppressione e limitazioni indiscriminate, senza nessun controllo, anzi con la complicità degli organi preposti alla tutela dei detenuti. La sicurezza è usata per violare, negare, sospendere ed espropriare i diritti. Usata come unica risposta ad ogni richiesta; usata come chiave per eludere ogni richiesta; usata per rendere cieca ogni regola; la violenza della giustiza soffoca ogni cosa. In nome della sicurezza si sono commesse e si continuano a commettere mostruose ingiustizie. Viene usata per spersonalizzare l’identità dei detenuti, e per gestirl più agevolmente. In ogni contesto, le persecuzioni sono state sempre costruite con le parole e i concetti del diritto. In questo caso i baroni di turno interpretano e in alcuni casi si inventano le norme per creare sofferenza, per avere visibilità mediatica. Ormai lo fanno senza nessuna vergogna, come fosse un comportamento normale. Le norme penitenziarie, insieme alla disciplina imposta, sono state stravolte e rese antisociali; pertanto più che la rieducazione, il trattamento quotidiano insegna ad essere al di fuori della società. In nome della sicurezza, il carcere non solo pretende di isolare i detenuti dalla società, ma pretende anche di isolare i detenuti tra loro stessi. Credo che nessuno abbia mai visto un cane legato alla catena diventare buono. Il carcere dovrebbe essere  un luogo dove si organizza un servizio, invece il servizio è totale, perché i detenuti si alimentano di odio, rabbia e rancore, per i diritti negati, l’oppressione e le frustrazioni che ne scaturiscono. Il legislatoree o il ministo dovrebbero intervenire per porre una limitazione all’uso distorto del concetto della parola sicurezza.  –  18/12/2011

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In TV alcune trasmissioni, in pompa magna dicevano che Equitalia aveva recuperato nove miliardi di tasse inevase. Oggi leggo un articolo in cui lo Stato deve altri settanta miliardi alle imprese, principalmente alle piccole imprese che hanno anche il problema della stretta creditizia delle banche. Molte imprese chiudono perché da una parte lo Stato non le paga e dall’altra i “gabellieri” di Equitalia li aggrediscono in ogni modo, e moltiplicano le cifre peggio  degli strozzini, e tutto lo si fa passare come un fatto legale. I politici sbraitano  demagogicamente per non perdere consensi, ma in realtà non fanno niente, pensano solo a che i loro privilegi non vengano toccati. Basterebbe una semplice legge. Le imprese che sono creditrici nei confronti dello Stato, li possano decurtare dalle tasse che chiede Equitalia. Si eviterebbero tante ingiustizie, fallimenti e tanta disperazione.  –  19/12/2011

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Leggo su un quotidiano che il 98% degli alberi di Natale, il 92% dei regali eil 97% degli addobbi natalizi, vengono da Yiwu, una città cinese. Questa città in 10 anni è diventata la seconda città più ricca della cina. Credo che in nessun altro prodotto ci sia un monopolio così alto. Tutto ciò è possibile perché lì non hanno leggi da rispettare.. circa operai, ambiente, sicurezza, sindacati, ecc. Ogni tanto ci fanno vedere le scene di sequestro nei porti, ma è tutta scena, perché è una goccia nell’oceano. Arrivano milioni di tonnellate di merci, non solo natalizie, ma anche certificate e pericolose. Se venissero costruite qui in Italia, andrebbero tutti gli organi quotidianamente a controllare, e nelle condizioni della città cinese, non solo chiuderebbero le aziende, ma farebbero multe e forse anche arresti. Ricordo che una volta le città di Napoli e dintorni erano considerate la Cina d’Europa. Oggi tutti quei laboratori vengono fatti chiudere, perché ritenuti organici alla camorra. La camorra è usata come il prezzemolo, lo si può mettere su ogni pietanza. Chissà chi ha interesse affinché arrivino dalla Cina milioni di tonnellate di merci non certificate e prodotte da “schiavi”, e non si possno fabbricare in Italia, con milioni di disoccupati che ci sono nel nostro Paese.  –  20/12/2011

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C’è gran fermento in sezione, tutti a farsi la doccia, essendo che è arrivata l’acqua calda. Siamo stati alcuni giorni senza acqua calda e con i termosifoni spenti. Si era rotta la caldaia, e bisognava aspettare l’autorizzazione per fare entrare il tecnico  per farla aggiustare. In questi giorni faceva molto freddo, e continua a farlo. Ci sono state proteste con la battitura, perché il freddo era pungente ed entrava nelle ossa. Riscaldavo l’acqua in cella e andava in  doccia per lavarmi, ma faceva troppo freddo che subito dopo lavato mi congelava. I termosifoni accesi hanno riscaldato la cella, ed è tutta un’altra cosa. Patisco il freddo e lo soffro più degli altri. Faccio gli auguri di Buon Natale a tutti gli amici che mi seguono sul Blog, e che il nuovo anno vi porti tutto ciò che desiderate. Un affettuoso abbraccio a tutti.  –  21/12/2011

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La forza della passione (Domenico D’Andrea e il suo studio)

Pronuncia la parola che apre la grotta dei 40 ladroni.

Sai sputare tutto il sangue e tutta l’anima?

Mai nulla di grande fu fatto senza passione, diceva il vecchio Hegel. E diceva bene, una volta tanto.

A tutti quelli che si fermano al primo passo, o ai pit stop tornano indietro. A chi cambia strada, dopo le camice strappate. A tutti quelli che “non si può.. non si può fare.. è troppo difficile.. non ho l’età.. non ho i soldi..”..dedico questo testo.

Provate!.. e.. soprattutto.. PASSIONE.

I tiepidi non possono spingersi tra cecchini e deserti… PASSIONE.

Domenico D’Andrea. Detenuto a Padova. Uno dei nuovi amici del Blog emersi in questi mesi (per la sua prima lettera vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/06/05/sono-domenico-dandrea/)

Tipo insolito. Con due lauree e due master.. ed anche con un tremendo mal di denti cronico, che nessuno ha intenzione di curare (non ci so soldi.. servono per pagare pensioni d’oro, consulenze e troie di stato). Ha anche il talento del grande artigiano e crea con materiale povero e con mezzi semplici meravigliosi velieri e anche altre opere (per vedere le sue opere e avere ulteriori informazioni vai ai link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/18/i-velieri-di-domenico-dandrea/.. e poi.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/15/7198/).

Con il ricavato della vendita di ciò che crea aiuta una associazione che si occupa di bambini bisognosi d’assistenza.

Domenico non ha avuto niente regalato. Anzi il carcere lo ha ostacolato se possibile.

Domenico quanto entrò in carcere vide la peggiore delle bestie. Non è la violenza o i pestaggi. Ma è l’ozio. L’ozio è peggio dei lavori forzati. Per certi aspetti un brutale carcere fascista in stile “lavori forzati” è meglio di un carcere che ti condanna all’ozio. Perchè nell’ozio ti svirilisci e ti ammorbi in un’andamento infiacchito, impotente e ossessionato da pensieri e paranoie e ti alleni alla sonnolenza vegetativa.

Domenico disse… “o studio o la faccio finita questa sera stessa”. E’ ancora vivo…. E la sua scelta non l’ha mai tradita, nè smorzata. E’ ancora qua -lo ripeto dopo due lauree e due master- a progettare futuri percorsi. Uno di quelli ipotizzati prevede una scuola di formazione in criminologia, ma ai suoi possibili futuri compagni non è gradito. Ma vi immaginate? Magistrati e uomini della sicurezza che fanno una Scuola con un detenuto.. che direbbero a casa? Molto.. molto disdicevoli.

Domenico… anni fa voleva intraprendere il percorso della seconda laurea. Ma aveva solo dieci euro in tasca. E le tasse da pagare subito ammontavano a 480 euro;  e dovevano essere pagate in fretta.. L’educatrice proprio in quel momento, parlando con lui, ironizzava, come a dirgli “ma dove va.. se non hai nemmeno i soldi per respirare…”. In quello stesso momento giunge a Domenico l’equivalente di 300 euro, come secondo premio di un concorso di poesia a cui aveva partecipato un anno prima. L’educatrice si commuove, e in un modo o nell’altro, fa uscire fuori i 180 euro mancanti. E così, del tutto rocambolescamente Domenico si iscrive all’università.

Ed inizia tutto un percorso accidentato e di stenti. Il giorno lavorava. Studiava la notte. Ma non su una comoda scrivania in una stanza personale, con personal computer e stando al calduccio. Studiava al CESSO, perchè nei cameroni in cui dormiva c’erano altri detenuti, poteva mica tenere la luce accesa per studiare? Studiava al CESSO. Intere nottate. Per illuminare un pò la stanza ricavava candele dalle bucce di limone. Addosso coperte, perchè la notte fa freddo in carcere. Specie nel CESSO del carcere.

Tra tripli salti mortali e ostacoli di tutti i tipi arrivò al giorno prima della seduta di laurea che, per mangiare, doveva rovistare nella busta della spazzatura, per prendere un pò di pane duro, bagnarlo e poi mangiarlo. Perchè aveva spesso tutto per comprare i suoi ultimi libri.

Conoscete molte altre storie di tale forsennata dedizione?

Avrebbe potuto arrivae sull’Himalaya a piedi, partendo da Padova, con tanta PASSIONE.

Con tutta la forza che hai, con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutto l’amore, con tutto quello che hai, con tutto quello che sei.

Se hai veramente PASSIONE… avrai la forza di un Drago. Potrai tentare l’incredibile.

Grazie per questa storia Domenico..

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Dove ho trovato la forza di studiare? Più che forza, si può parlare di coraggio. Infatti così alcuni giornali hanno intitolato circa la mia prima laurea “il coraggio di credere in un sogno”.

Sono state ben due le spinte emotive.

La prima.. appena giunto in carcere lo scenario era pietoso. I primi detenuti visti in vita mia erano distesi sul letto, barba incolta, pancia, e sguardo perso nel nulla. Di riflesso ho detto a me stesso “o studio, o questa notte stessa la faccio finita”. Come vedi sono ancora vivo, quindi avrai capito quale è stata la mia scelta.

La seconda.. con mio padre avevo e ho un rapporto stupeno, dopo il mio arresto sono riuscito  a vederlo dopo sei mesi e le sue prime parole bagnate dalle lacrime furono (lo disse nel dialetto nostro) “figlio mio, sognavo di vederti avvocato e ti ritrovo carcerato” e in quella occasione, gli giurai che sarei diventato “avvocato…”.. Essì, sono un uomo di parola io!

Come mi è venuto in mente di fare i master? Ad un certo punto mi sono appassionato alle scienze fenomenologiche. Da molti anni ho una corrispondenza epistolare con un docente di Padova e il destino ha voluto che io venissi proprio a Padova. Lui mi propose questo primo Master e io accettai. Idem per il secondo. Attualmente sono in attesa di nuove proposte che sono:

1) Un dottorato di ricerca (ma non si può per via della detenzione);

2) Una laurea magistrale in sociologia (ma non me la sento di impegnarmi per altri quattro anni);

3) La scuola di alta formazione criminologica (ma non sono molto gradito dai miei futuri colleghi, tutti magistrati e persone delle forze dell’ordine).

Oooh! Finalmente sei riuscito a farmi sorridere…. mi chiedi se qualcuno mi ha aiutato concretamente. Beh.. la risposta è NO|

Se volevo un aiutino, ogni volta che cambiavo carcere dovevo iscrivermi ad una nuova facoltà del relativo polo. Se cedevo ai loro “ricatti”, ora ero ancora al mio primo esame della mia prima laurea. Hai presente i bambini capricciosi? Beh, io ero più o meno così. Scioperi della fame, isolamento, ecc. Sono arrivato anche a gettare i piatti con il vitto nel corridoio. Però sono riuscito a portare a termine ogni mio percorso. Ovviamente, se non mi iscrivevo ad un polo universitario, avrei dovuto pagare tutto di tasca mia.

Quando mi sono iscritto per la seconda laurea, avevo solo dieci euro sul conto e quel giorno l’educatrice ironizzò su questo mio arduo progetto, dicendomi che l’università voleva entro breve termine 480 euro. Io non sapevo proprio come fare, ma mentre discutevo con l’educatrice, il postino mi consegnò un assegno di 300 euro.. secondo premio di un concorso di poesia fatto un anno prima. L’educatrice quasi si impietosì per la mia determinazione e, non so come, fece uscire i 170 euro mancanti. In seguito è stato tutto un susseguirsi di stenti. Lavoravo di giorno e studiavo di notte, nei cameroni con nove detenuti (ovviamente in bagno), ricavando candele dalle bucce di limone per illuminare un pò la stanza.

Non mi vergogno mica a dirti che il giorno prima della seduta di laurea (la seconda), a Bologna, avevo così tanta fame che sono a andato a rovistare nella spazzatur per prendere un pò di pane duro, bagnarlo e magiarlo, perchè avevo speso tutto per comprare i miei ultimi libri.

Quindi, caro Alfredo, tra mille di questi stenti, che manco sto qui a raccontarti, ho fatto il mio percorso. Una mano mi è stata data dai miei genitori, e un’altra da un ricercatore dell’università de La Sapienza di Roma (Giulio Vasaturo), per il resto, dal carcere non ho avuto nemmeno una penna. Nemmeno un complimento, e ci tengo a ripeterlo: nemmeno un complimento. Sai quante notti ho passato in bagno con una coperta sulle spalle? Sai quante volte mi è toccato studiare TUTTI i libri, perchè non conoscevo il programma?

Diario di Pasquale De Feo 22 gennaio – 21 febbraio

Eccoci oggi con uno degli appuntamenti che sono diventati un classico su questo Blog. Il diario mensile che Pasquale De Feo (attualmente detenuto a Catanzaro) ci invia. Questo appuntamento mensile con Pasquale De Feo è nato da una intuizione di Carmelo Musumeci.

Pasquale condivide uno squarcio del suo mondo, del suo giorno per giono, con noi. E sebbene si parla, come è inevitabile e giusto, tanto di ciò che attiene alla realtà del carcere, lo sguardo di Pasquale spazia con un respiro ampio.. offrendo la dimensione di un uomo che è in ricerca, che vuole costantemente crescere, imparare e migliorarsi.. e che ha riflessioni importanti da fare, e da condividere.

In questa “puntata” si va dalla rievocazione delle leggi razziali alla grande tematica delle energie alternative, di cui Pasquale è un appassionato. Dai crimini delle Foibe, colpevolmente tenuti sotto silenzio per cinquant’anni (con la complicità anche di peronaggi cinici come Togliatti), alla pratica costante di manipolazione dei media, imperterriti nel coltivare i peggiori istinti forcaioli; istinti strumentalizzati anche da politici senza scrupoli. Dalla guerra in Somalia, al caso Cesare Battisti, e alla necessità di voltare finalmente pagina e chiudere la stagione degli anni di piombo.

E’ come sempre tutto da leggere ciò che Pasquale ci invia, ma prima di lasciarvi al suo diario di gennaio, voglio citare due passaggi.

Uno è quello in cui rievoca la oscura stagione del supercarcere dell’Asinara, vissuta personalmente anche dallo stesso Pasquale. Passaggio nato dalla riflessione sulla vita e l’opera del grande scrittore dissidente russo Solzenicyn che passò anni nei famigerai Gulag sovietici:

Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.”

E poi un bellissimo passaggio sulla libertà mentale, che nessuno può togliere ad un essere umano, che consente di sentire il proprio spirito libero, anche se circondati da mura, ostacoli e limitazioni.

Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011″

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo per il mese di gennaio.

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Sentire i vari Alfano, Fede, Berlusconi, Casellati, Gasparri, ecc… dire che le Procure violano le leggi, la Costituzione, i diritti, ecc, che ormai siamo in uno stato di polizia, la dittatura dei P.M., ecc. Penso che questi signori dovrebbero vergognarsi, per rifarsi una verginità hanno fatto leggi infami e miserabili che ora si ritociono anche contro di loro. Hanno ristretto tutto in carcere, principalmente nel regime di tortura del 41 bis. Non hanno potuto togliergli l’ora d’aria. Se potevano l’avrebbero fatto.

Sentire Berlusconi lamentarsi che le persone indagate sono state trattenute una giornata senza contatti con nessuno, e perquisizioni senza rispetto nelle abitazioni, buttando tutto all’aria e sequestrando telefonini, computer, soldi, ecc., come se fosse un’operazione Antimafia. Qualcuno dovrebbe dirgli che quando le forze dell’ordine vanno a casa delle persone (comuni) fanno lo stesso, e se non gli aprono subito la porta, la butano giù. In un’operazione di polizia, con qualunque titolo venga nominata, si possono fare. Viceversa se tocca a Berlusconi e ai suoi amici, non si rispetterebbere i diritti e si sovvertirebbe la democrazia. Questo signore ha una visuale della realtà molto distorta, che credo gli venga dalla sua corte che lo consiglia e gli fa apparire un mondo a misura delle sue passioni.   22-01-2011

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In questi giorni, in tutti i canali TV e nei quotidiani non si parla altro che dei vizi di Berlusconi, o forse e meglio dire della sua vita goderecci, e che i PM li hanno trasformati in reati. Berlusconi è potente e non riesce a difendersi dai PM, pensate a un semplice cittadino come potrebbe difendersi contro lo strapotere delle procure. Ormai da circa un ventennio i PM sono usciti dall’alveo costituzionale, hanno costruito un potere abnorme, supportato da un gruppo di potere composto da politici, media, personaggi vari, e siccome si ritengono gli unici depositari della verità, nessuno può contrastarli, perchè finirebbe nel tritacarne mediatico giudiziario.

Il maggiore responsaile di questo stato di cose è il PD (Partito Democratico), perchè non riesce a troncare questo legame incestuoso con i PM e una parte della magistratura. Sono convinti che senza vincere le elezioni, i PM gli consegneranno il Paese. Le procure da parte loro ne hanno approfittato e hanno instaurato una dittatura giudiziaria. Per questo motivo, anche se è un mascalzone, Berlusconi vincerà di nuovo alle prossime elezioni.   23-01-2011

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I notiziari hanno dato grande enfasi per l’arresto di un centinaio di presunti mafiosi negli U.S.A. da parte dell’ F.B.I., ritenendolo la più grande operazione nella storia. Mi domando, ma i giornalisti italiani hanno una memoria così corta? In Italia sono 30 anni, che con la famigerata legge Andreotti del 1982, il reato di cui al 416 bis, che blitz di queste dimensioni sono la normalità.

Ricordo nel 1983, in Campania ci fu un bliz di 800 persone; nello stesso anno anche io fui colpito da un bliz di altre 200 persone. Nel tempo ce ne sono stati migliaia, da Palermo a Milano. L’ultimo qui in Calabria di 300 persone. Chi capita in questi calderoni, è un miracolato se riesce a dimostrare la sua innocenza.   24-01-2011

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Bruno Contrada ha discusso la liberazione anticipata, gli è stata rigettata perchè non ha collaborato. E’ singolare che non si prenda minimamente in considerazione  che una persona possa essere innocente. Ormai sembra di essere nella ex Germania dell’Est. Chi collaborava con la Stasi (servizi segreti) era un ottimo cittadino, chi non collaborava diventava un pericoloso sovversivo d reprimere e da escludere dalla società. Bruno Contrada ha lavorato per 30 anni nella polizia, e prima dell’arresto, in via gerarchica, era il numero 3 dei servizi segreti. Se a uno come lui non danno un beneficio penitenziario, lascio immaginare se possono dare qualcosa ai tanti poveri Cristi che sono nelle carceri.   23-01-2011

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Oggi un compagno, qui con me, ha realizzato una sua idea, che avevo subito abbracciato quando me ne parlò. Ha fatto uno stampato d divulgare tra i carcerati e da spedire all’ambasciata brasiliana, per solidarizzare con il Presidente Lula e il Brasile, per giusta decisione che ha preso, di non estradare Battisti. Se lo portano in Italia, sarebbe condannato a morte e alla tortura. Lo seppellirebbero vivo nel regime di tortura del 41 bis fino alla fine dei suoi giorni. Una pena di morte diluita nel tempo, con la tortura quotidian. Inoltre si chiede all’ambasciatore brasiliano di informare le diplomazie francesi e inglesi affinché intervengano, come fecero nel 1865, per moderare la repressione dello Stato italiano nei confronti dei cittadini meridionali e ristabilire il rispetto dei diritti umani, civili e politici. C’è un’omertà criminale che è coperta con la dicitura di Stato democratico e civile.   26-01-2011

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Oggi è il mio compleanno, compio 50 anni, ma è anche il giorno della memoria, l’olocausto degli ebrei da parte dei nazisti. Un popolo (gli ebrei) che ammiro, perchè ha reagito sempre a tutte le persecuzioni, sopravvivendo.  In millenni di distruzioni, genocidi e deportazioni, non hanno perso la loro identità, la loro lingua e le loro leggi. Hanno fatto di ogni posto del mondo in cui sono andati la loro terra promessa. Ogni popolo sradicato dalla propria terra è scomparso. Gli  Ebrei, con il loro libro (la Bibbia) sono stati più forti di chiunque altro. Onore a questo popolo che è degno di ammirazione e rispetto.   –  27/01/2011

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A Firenze, un’insegnante ha detto ai suoi alunni, facendo finta di leggere una circoalre ministeriale, che entro il 15 aprile, dovevano portare il certificato di nascita e di residenza, anche quello dei genitori e dei nonni, perchè chi non era nato a Firenze e in Toscana, da settembre non poteva più frequentare la scuola. I ragazzi erano increduli e allibiti alla notizia. E’ subentrata la disperazione e la rabbia per una legge così ingiusta. Dopo una mezz’ora, l’insegnante ha detto loro la verità, che si trattava di una finzione, ma l’aveva fatto per fargli capire cosa avevano provato i ragazzi ebrei nelle scuole, con le leggi razziali del 1938. Cred che i ragazzi non dimenticheranno mai più il 27 gennaio, giorno della memoria dell’Olocausto nazista, e capiranno quanto sia infame e miserabile qualunque razzismo.  –  28/01/2011

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Oggi tutti i TG hanno dato la notizia dell’apertura dell’anno giudiziario. Mi sembra una riunione con vestiti d’epoca. Dicono sempre le stesse cose: confermare il loro potere spropositato e attaccare tutti quelli che non osano riconoscere la loro dittatura e vogliono intaccare i loro privilegi.

Gli avvocati hano indetto uno sciopero per protetare contro l’immobilismo  politico sulle riforme non fatte della giustizia. Non parteciperanno alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, ritendendolo un rituale ottocentesco, che continua a relegare gli avvocati in posizione gregaria. Tutti i magistrati che hanno aperto l’anno giudiziaria, hanno detto che si pagano troppi indennizzi. Quest’anno sono stati circa un centinaio, ma i tempi di pagamento sono lunghi, e anche su questo è dovuta intervenire la Corte Eurpea dei Diritti dell’Uomo, condannando l’Italia.

Un filosofo greco diceva che “la soluzione di un problema è all’interno del problema stesso”. In questo caso il problema sono i magistrati, e fno a quando non verrà fatta una riforma radicale, che riporterà gli stessi nel ruolo della loro reale funzione, non solo la giustizia non funzionerà, ma anche la politica non potrà governare essendo sotto ricatto. Inoltre enssun cittadino può essere sicuro di avere giustizia e di avere la forza di potersi difendere contro lo strapotere dei magistrati.  –  29/01/2011

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Totò Cuffaro ha passato la prima notte in cella, nel carcere di Rebibbia. L’on. Calogero Mannino è andato a trovarlo. Cuffaro gli ha raccontato che non era abituato al freddo del carcere, e ha patito molto il freddo della notte. Inoltre ancora doveva farsi la doccia, forse gliela facevano fare il giorno dopo. Nei giorni seguenti ai vari parlamentari che andavano a trovarlo, ha confidato che ha pianto molto durante le notti. Ha chiesto un posto di lavoro per essere impegnato. L’hanno spostato dal reparto A.S. e messo in un reparto comune, ed era in attesa di una cella singola,e di un lavoro o in biblioteca o in infermieria.

Non credo che un semplice cittadino-detenuto avrebbe avuto in pochissimi giorni tutte queste agevolazioni: essere declassificato, avere una cella singola e un lavoro, che a lui serve per occupare il tempo, mentre ai detenuti serve per guadagnare quella miseria che danno, essendo che il 99% dei detenuti è povero.

Quando era Presidente della Regione Sicilia sono stato detenuto nel carcere dell’Ucciardone, un vergogna per la civilà italiana ed europea. Ho dovuto lottare tenacemente per farmi trasferire. In tutti gli anni che è stato Presidente, on si è  mai interessato delle carceri; la stessa cosa vale per il suo padre putativo Calogero Mannino, nonostante abbia conosciuto il carcere. Sentirli lamentarsi cme fossero vittime del sistema,  quando ne fanno parte, credo si amolto sgradevole per migliaia di detenuti che subiscono da anni tanti abusi e nefandezze.  –  30/01/2011

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Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.

Avevo letto in un libro che un Ebreo in un campo di concentramento nazista, quando la disperazione l assaliva, rivolgendosi al cielo ripeteva un versetto della Torah, “Dio della vendetta non dimenticare”. Lo avevo preso a prestito, e lo ripetevo spesso per darmi forza. In Italia dopo quasi 20 anni, lo Stato parla ancora del regime di tortura del 41bis, come fosse una normale detenzione, mistificando la realtà. L aviolenza di Stato è più brutale di qualsiasi crimine.  31-01-2011

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Nei TG ho sentito la notizia che il figlio di John Gotti, degunto qualche anno addietro e ritenuto capo di una delle cinque famiglie di New Yok, ha proposto all’attore John Travolta di interpretare il padre nel film da lui finanziato. Si sono incontrati a cena in un ristorante, sono stati fotografati dai paparazzi, e le foto sono state pubblicate da tutti i giornali. L’attore avrebbe accettato la proposta. Neglii Stati Uniti non ha fatto nessuno scalpore, la notizia è stata data con enfasi, ma niente di più. Ricordo che quando John Gotti stava facendo il processo in tribunale, lo andarono  a trovare alcuni attori di livello mondiale, tra cui Anthony Quinn. La notizia fu trasmessa dai media, e fece il giro del mondo, ma non fece scalpore e nessuno si stracciò le vesti.

Mi sono immaginato l’evento qui in Italia. Il circolo mediatico dell’antimafia avrebbe messo su un teatrino e tutti i soggetti interessati sarebbero stati messi alla gogna e schiacciati. Ormai in Italia c’è un clima come quello degli Stati Uniti ai tempi del Maccartismo. Il senatore Mc Carthy faceva vedere sovietici e comunisti da tutte le parti. Questo gli permetteva di tenere tutti sotto scacco, perchè poteva rovinare chiunque in breve tempo. Negli U.S.A. durò pochi anni, in Italia sono circa 20 anni che va avanti. Berlusconi che è il più ricco e potente uomo che c’è in Italia, non riesce a difendersi dagli attacchi del circolo mediatico antimafia, e con fatica riesce a contenerli. Figuriamoci se un semplice cittadino può avere la forza per difendersi. Credo che tutti dovrremmo riflettere su questo strapotere, perchè limita fortemente la nostra democrazia e le nostre libertà civili.  –  1/02/2011

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Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011

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H letto su un quotidiano “volpe ferita spara al cacciatore”. E’ successo in Bielorussia. Il cacciatore nel prendere la volpe ferita, nel divincolarsi con una zampa, ha premuto il grilletto del fucile, ferendo il cacciatore. Ogni tanto si inverte l’ordine delle cose. Dovrebbe succedere più spesso. In ogni campo, per dare l’imput per riflettere, essendo che si riflette poco. Tutto è fatto di corsa, in modo frenetico. Anche io ho questa tendenza, ma poi mi soffermo e rifletto.. dove devo andare così di fretta? a nessuna parte. Ho tutto il tempo per fare ogni cosa. Dicono che ai detenuti, e in particolare agli ergastolani, il tempo non manca. Sembrerà strano.. non ho mai tempo sufficiente per fare tutto quello che vorei.  –  3/02/2011

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Quando ero al carcere di Parma, arrivò un detenuto del Marocco, si chiamava Mohamed El Fari. Era stato arrestato in provincia di Perugia per terrorismo islamico. Conoscendolo si trattava di una persona bravissima, buon padre di famiglia, ma poverissimo, era venuto in Italia per lavorare. Aveva la biancheria estiva quando arrivò. Anche in inverno continuò ad avere gli stessi indumenti. Non ne aveva altri. Tremava dal freddo. Con un pò di tribolazione, un pò io e un pò Padre Celso riuscimmo a fargli avere un pò di biancheria invernale. Il carcere di Parma si disinteressa di uesti problemi, e non agevola le persone che vogliono dare una mano. Ho letto che dopo avere scontato la pena per associazione terroristica è stato espulso. Avendo un pò di esperienza di carcere e di processi, sono certo che era innocente e l’espulsione è stata una grossa ingiustizia. Un povero Cristo immolato sull’altare della foga repressiva giustizialista contro gli islamici.  –  4/02/2011

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Nell’immaginario comune l’Olanda è il Paese più aperto e liberale del mondo. Ho letto che è l’unico Paese Europeo che nel 2004 ha emanato una legge che definisce l’acqua un bene pubblico. Ciò ha impedito che potesse essere privatizzata. Essere aperti non  vuole dire dare tutto in mano ai privati che pensano solo al lucro, e non al bene comune. I politici italiani dovrebbero copiarla una legge simile, ma come al solito prevale il senso predatorio e hanno emanato leggi per privatizzarla.  –  5/02/2011

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Un imprenditore canadese è andato in Somalia via Kenia come turista. Siccome erano 20 anni che i somali non ne vedevano, non ci credevano e scoppiavano a ridere quando lo diceva, come se stesse raccontando una storiella. Ricordo quando tutte le TV del mondo ripresero lo sbarco in pompa magna dei marines americani sulle spiagge della Somalia. Tutti gli scandali di torture e stragi, con la partecipazione dei soldati italiani, che successero nel periodo della loro occupazione. Gli americani credevano di fare una passeggiata, e invece dovettero ritirarsi con la coda tra le gambe, lasciando il Paese peggiore di come l’avevano trovato. In più i seguagi di Bin Laden hanno preso il sopravvento.  –  6/02/2011

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Sono un appassionato di energie rinnovabili e di tutto quello che riguarda l’ecologia. Leggo e seguo tutto quello che scrive Jeremy Rifkin, teorico della terza rivoluzione industriale. Concordo con le sue teorie, credo che la via della green economy possa produrre milioni di posti di lavoro e abbattere l’inquinamento.

Purtroppo l’economia del petrolio non ha nessuna intenzione di perdere i miliardi di dollari che guadagna. E pertanto con il suo enorme potere frena questa rivoluzione. Ma alla fine si farà, perchè è l’inquinamento che lo impone. Ogni rivoluzione  non è stata fatta perchè è mancata la materia prima, ma perchè era necessaria. Spesso vengono fuori notizie che alimentano la speranza per un futuro più ecologico e pulito. Una famiglia inglese, in un anno ha riciclato tutti i suoi rifiuti, tranne un sacchetto pieno di materiali non riciclabili. Se tutti facessero così non ci sarebbero problemi di discariche che inquinano. Un poliziotto inglese, infiltratosi per sette anni tra gli ecologisti e i noglobal d’Europa, una volta scoperto è passato con gli ecologisti. Forse ha capito che i buoni non stavano dalla parte dalla quale lavorava prima.  –  7/02/2011

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A Berlino, in Germania, durante il potere di Hitler, un libraio nascose migliaia di libri che erano stati messi all’indice dai nazisti. Rischiò la vita per la cultura. Se l’avessero scoperto, lo avrebbero subito condannato a morte. Queste sono persone da cui prendere esempio, perchè chi dà tanto valore alla cultura, farà sempre del bene all’umanità.  –  8/02/2011

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I leghisti hanno fatto una lista di proscrizione di scrittori e dei loro libri messi all’indice, con la scusa che chi firmò l’appello a favore di Battisti, non deve inquinare le menti dei veneti. Ci hanno incluso anche scrittori che non hanno firmato l’appello. Tutte le storture della storia sono iniziate in questo modo. Quello che fa impressione è il silenzio mediatic. L’indice ai libri l’hanno messo solo il  nazismo, il fascismo, il comunismo e le religioni.. poteri assoluti. Sembravano cose del passato, m la storia, se non si è vigili, si è condannati a ripeterla.  –  9/02/2011

Il capo della D.N.A., Piero Grasso, in una conferenza tenuta in una facoltà di Giurisprudenza, ha detto che i piccoli soprusi e i piccoli reati, anche se non si vedono, finiscono per inquinare le relazioni sociali. La sua riflessione è anche condivisibile, ma dovrebbe riguardare tutti, e non esserci angoli della società dove si fa finta di non vedere e, in alcuni casi, di coprire, perchè sono pezzi delle istituzioni a commettere abusi, reati e soprusi. Il Cardinale Martini afferma che “chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figliio della casa dei doveri”.  –  10/02/2011

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Il problema carcere è diventato un gioco politico. Quello dei pochi agenti è un falso problema.Ci vorrebbero più educatori e assistenti sociali, con la sburocratizzazione da tante norme astruse che imprigionano con lacci e lacciuoli la carcerazione alternativa. Siccome questo discorso non paga, in termini di consenso, allora la tendenza della politica è di percorrere il giustizialismo e la discriminazione, per sobillare gli spiriti forcaioli che alzano le percentuali nei sondaggi. Tutto ciò si evidenzia anche nel linguaggio della politica e dei media. Si criminalizza ogni dissenso, intere categorie di persone.. e si reprime con foga i piùd eboli. Mentre per la crescente criminalitàd ei colletti bianchi ipocritamente si ricorre alla teoria della mela marcia, che dopo che è stata beccata avrebbe capito l’errore, e pertanto non si dovranno accanire perchè non lo farà più. L’equtà non c’è nei processi, né nello scontare la pena. Tutto ciò negli ultimi anni è peggiorato. La forza e il potere sono diventati gli unici strumenti di gestione della giustizia.  –  12/02/2011

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Ieri era il giorno della memoria per le stragi delle Foibe. Nel dopo guerra i comunisti italiani non si opposero e, in alcuni casi, aiutarono i partigiani di Tito contro gli italiani dell’Istria e della Dalmazia, per spargere il terrore fecero stragi e saccheggi, costringendo 350.000 italiani a scappare. L’esodo fu una pulizia etnica.

E’ palese che ci fu il consenso di Togliatti, che a sua volta ricevette l’ordine da Stalin, perchè Tito era un comunista. Togliatti non si è mai opposto alle decisioni di Stalin, anzi le condivise e partecipava con ferrea disciplina a tutti i crimini di Stalin, dale sparizioni degli esuli italiani a Mosca, dai migliaia di morti dei soldati italiani lasciati a morire di stenti nei Gulag.. su 200.000 ne rientrarono circa 16.000.. e ci furono tanti altri crimini. Se Togliatti si fosse opposto, i partigiani non avrebbero permesso non solo le stragi, ma anche la pulizia etnica e l’occupazione dell’Istria e la sua perdita per sempre.

Le Foibe sno cavità carsiche molto profonde. I partiani tetini (poi esercito jugoslavo) buttarono migliaia di italiani nelle Foibe. Quando gli italiani dell’esodo istriano passavano nelle stazioni ferroviarie, i comunisti italianii organizzarono proteste con la scusa che erano tutti fascisti. Gente spaventata e disperata, che non aveva più niente, invece di trovare una accoglienza calorosa, furono ingiuriati e insultati in tutti i modi. Togliatti doveva legittimare l’infame decisione di appoggiare le Foibe e la pulizia etnica, criminalizzando come fascisti tutti gli italiani dell’esodo. Furono messi in vari campi d’accoglienza. La povertà e l’indigenza erano di casa, essendo scappat solo con quello che potevano portare a mano. Anche se patirono la fame, nessuno dei 350.000 fu mai arrestato per furto o altro.

Per 60 anni c’è stata una censura di Stato, sia per non irritare il partito comunista (subalterno a Mosca fino alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1989, anche con finanziamenti) e sia per non rinvangare l’infame comportamento avuto dai fascisti italiani nei confronti delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, con molti campi di sterminio. Mussolini si era comportato come Hitler.

Ancora oggi, dopo tanti anni, non è stato fatto un film che rppresenti la realtà storica di questo tragico ed infame episodio. Il silenzio della storia è un crimine peggiore dei crimini che si vogliono coprire.  –  11/02/2011

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L’episodio di Battisti ha fatto molta notizia, e se ne è parlato e discusso molto. Negli anni ’70-’80 furono migliaia i ragazzi di destra e di sinistra che abbracciarono la lotta armata, e migliaia ripararono all’estero dopo la sconfitta da parte dello Stato. Ancora oggi in tanti sono all’estero e si sono rifatti una vita. Perseguire ancora quei ragazzi, attualmente di una certa età, tutti con più di 50 anni, è un modo vendicativo di guardare quel periodo storico.  La ribellione di quella generazione è stata politicizzata. Credevano di cambiare ils istema con le armi. Oggi capiscono che è stata una follia, ma quando si è giovani l’ideale offusca la ragione. Credo che avremmo dovuto farlo da tempo. Guardare quelle vicende con gli occhi della Storia. Continuando a stumentalizzarle, la piaga rimane sempre aperta. Pertanto  bisogna chiudere politicamente questo doloroso periodo del nostro passato, e lasciare la parola agli storici. Dopo la guerra, con il govendo di unità nazionale, Togliatti ministro della giustizia emanò un’amnistia e chiuse il tragico periodo del dopoguerra (oggi un periodo simile andrebbe davanti a un Tribunale Internazionale per i crimini contro l’umanità). Erano passati pochi anni. Noi, dopo oltre 30 anni, ancora dobbiamo farlo.  –  13/02/2011

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Ho letto su un quotidiano che due PM sono stati condannati. Uno era stato già sospeso, e l’altro era in pensione. Erano due sostituti procuratori nazionali antimafia. Quando c’erano i processi facevano incontrare tutti i pentiti in un  hotel. Una volta erano una trentina tutti insieme, e siccome c’è stato un periodo in cui due dichiarazioni convergenti erano una prova, immagino quante persone siano state condannate da innocenti, o senza nessuna prova.

A Messina è uscito tutto a galla, per l’onestà di un avvocato che ne difendeva parecchi, viceversa, in tanti altri luoghi, gli avvocati che difendevano i pentiti sono stati complici e conniventi, e migliaia di persone sono ancora in carcere con condanne lunghissime, tra cui centinaia di ergastoli.

Nessuna procura ha mai denunciato un pentito per calunnia, quando venivano colti sul fatto. C’è un avvocato nel partito di Di Pietro. Non riusciva neanche a comprarsi la macchina, girava su una Vespa 50.. con l’avvento del pentitismo è diventato ricco e potente, ed ora siede in Parlamento con l’auto blu. L’arricchimento dei pochi ha causato la sofferenza di migliaia di persone e la distruzione di centinaia di nuclei familiari.  –  14/02/2011

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Ogni giorno ci sono morti nelle carceri, suicidi, finti suicidi, malattie, anzianità, persone lasciate morire e morti sospette. Molti subiscono problemi psichiatrici, parziali e permanenti. Le condizioni nelle carceri, a dire di tutti sono incivili, degradanti, e in alcuni casi di tortura. Tutti gli addetti ai lavori dichirano che il governo deve fare qualcosa, ma non faranno niente, perchè hanno vinto le elezioni sulla sicurezza, sollecitando gli spiriti forcaioli, e intendono usare lo stesso metodo per le prossime elezioni. Il rapporto dei suicidi tra detenuti e le persone libere è di 19 a 1, con una percentuale cinque volte più alta tra i detenuti ristretti nel regime di tortura del 41bis. Le percentuali sono sproporzionate e non possono essere spiegate con la ridimensione della libertà personale. Gli spazi sono sempre più ristretti, anche con la costruzione dei nuovi padiglioni. Ciò alimenta la tensione e la disperazione che sfociano in vari modi.

A Reggo Calabria, quando l’agente del reparto dove si svolgevano i colloqui con gli avvocati, è chiamato per fare la traduzione dei detenuti, il reparto colloqui rimane chiuso, e i detenuti non possono avere colloqui con i propri avvocati. La Costituzione sancisce che al difesa è un diritto sacro e inviolabile, ma ormai nelle carceri non c’è nessunn diritto certo. Adriano Sofri ha scritto una lettera su Repubblica. Ha centrato tutti i problemi. Li conosce avendoli vissuti. Fino  a quando le carceri saranno ritenute discariche sociali, non cambierà mai niente.  –  15/02/2011

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I disoccupati di Napoli hanno scioperato per la mancanza di occupazione, e per sollecitare quei pochi soldi del sussidio per tirare avanti. Tante associazion si sono collegate tra dil oro per protesstare insieme contro i tanti problemi sociali, in modo da incidere meglio, così si sono collegati  i disoccupati, i precari, i manifestanti delle discariche di Terzigno e Chiaiano e tanti altri. La politca con tutto il codazzo che la circonda, non sapendo rispondere ai problemi che loro stessi hanno contribuito a creare e a non sapere risolvere, percorre la scorciatoia più sicura di criminalizzare ogni dissenso. A ciò si adeguano anche tutte le istituzioni dello Stato. Il questore di Napoli, per criminalizzare i disoccupati, ha dichiara che vedeva la presenza di “facce di camorristi” tra i disoccupati. E’ singolare che il viso possa esprimere una categorria. Negli anni dell’ “unificazione d’Italia” misurvano il cranio per giustificare perchè nel Meridione c’erano migliaia di briganti: “la conformazione cranica denotava una razza inferiore, ribelle e dedita a delinquere”. Ogni potere cerca in tutti i modi di stroncare ogni dissenso popolare. Vogliono dei vegetali, per poter meglio fare i loro comandi. Martin Luther King diceva che “un uomo muore quando smette di lottare contro le ingiustizie”. Pertanto lottare è vita, e non bisogna smettere mai.  –  16/02/2011

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A Cuba hanno fermato i plotoni d’esecuzione e commutate una trentina di condanne a morte alla pena di 30 anni. L’O.N.U. ha approvato una nuova risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. 108 paesei hanno votato a favore, 41 hanno votato contro e 36 si sono astenuti. Ormai c’è una grande maggioranza per l’abolizione. I compilatori del Codice Penale francese del 28-09-1791, pur prevedendo la pena di morte (credo per motivi politici) avevano abolito l’ergastolo, ritenendolo molto più disumano, illegittimo e inaccettabile della pena capitale.  La Francia ha abolito la pena di morte molti anni fa. Tutti i paesi del mondo, a parte le dittature, si adeguano con leggi all’evoluzione dei tempi.  L’Italia, meritoria nella battaglia per l’abolizione della pena di morte, dimentica che ha in casa la pena di morte – anche se diluita nel tempo – l’ergastolo.  17/02/2011

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Dopo tanti mesi dal mio trasferimento qui a Catanzaro, ho avuto una Famiglia Cristiana tra le mani. Era di molti mesi fa.. ottobre. In tanti anni di carcere, tutti i religiosi, nelle carceri in cui sono stato, distribuivano Famiglia Cristiana, tutte le settimane a tutti i detenuti. Qui a Catanzaro non la passano a nessun detenuto, ed è la prima volta che accade. Ho scritto al vescovo per informarlo, mi ha risposto, ma nulla è cambiato.  –  18/02/2011

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In tante parole dette dai politici, traspare odio. La TV, la carta stampata.. riportano tutto ciò, e la gente lo metabolizza. Contro noi detenuti i politici alimentano un odio feroce, unicamente per un becero ritorno di consenso elettorale. Nello sfogliare alcuni appunti ho trovato una frase di Nelson Mandela. Lui sapeva cosa significasse la discriminazione, l’odio e l’oppressione del carcere. “Nessuno nasce con l’odio innato nei confronti di qualcuno o di qualcosa. La gente impara a odiare, ma se può imparare l’odio, può imparare anche l’amore, perchè questo è un sentimento assai più naturale del suo opposto”. Questi politici e i media che danno loro fiato, dovrebbero  prendere esempio da un uomo del genere, ma temo che da nani quali sono, non potranno mai imitare un gigante come Mandela.  –  19/02/2011

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Rimasto solo mentre ero nel cortile, dove prendiamo l’aria.. così è chiamato in gergo carcerario uno spazio dove poter passeggiare. Stando seduto sul tppettino dove facevo gli addominali, guardandomi intorno riflettevo: nella sezione dove sono ubicto siamo una ventina. Nelle altre sezioni sono 60-70 persone. Come farebbero a muoversi se scendessero tutti insieme? Neanche gli animali hanno così poco spazio.  –  20/02/2011

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Uun membro della Commissione per i diritti umani, lo scorso settembre ha partecipato ad un convegno sui diritti umani in Europa. Uno dei relatori era un membro della Commissione Europea contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti.  La Commissione contro la tortura visita tutte le carceri e le stazioni di polizia degli Stati dell’Unione Europe, scrivendo dei rapporti, che il Consiglio d’Europa valuta.. e poi irroga sanzioni contro gli Sti Europei che violano le norme della Convenzione sui diritti umani.

L’Italia ha il primto in tema di sanzioni per le condizioni delle carceri. Il relatore della commissione contro la tortura perende al parola e dice “abbiamo tre Paesi sotto costante controllo, per i continui abusi e le continue violazioni del divieto di tortura e trattamenti disumani e sono l’Italia, la Cecenia e la Romani”.

E’ vergognoso, ci riteniamo la culla del diritto, ma forse è meglio dire la “fossa” del diritto, essendo che siamo paragonati alla Cecenia, dove non c’è legge da 20 anni, e i diritti umani non sono neanche presi in considerazione.  –  21/02/2011

Il luogo dell’anima.. di Giovanni Zito

Giovanni Zito… in assoluto lo scrittore più prolifico del Blog. E leggendo tanti dei suoi pezzi arrivo a capire chi ha sempre detto che l’umiltà è una caratteristica delle persone “grandi”. Perché Giovanni all’inizio non voleva neanche scrivere… era titubante.. come se non avesse nulla da dire o il modo per dirlo.. e ancora adesso ci sono volte che mi scrive alla fine dei suoi pezzi “se vuoi pubblicalo.. quello che non va bene toglilo..ecc…”

Ma che se vuoi e se vuoi Giovanni? 🙂

Sai scrivere meglio di tanti spocchiosi da fiera.. e soprattutto non hai la loro spocchia. Vedete lettori del Blog, una persona non la fa né il denaro, né tanto meno il ruolo, il potere e l’alterigia.. ma la mente, l’anima e il cuore. Questa è una verità che a molti non piacerà. Pazienza..:-)

Come spesso accade con Giovanni.. la concretezza assume sembianze poetiche.. e il quotidiano diviene rivelazione di improvvise folgorazioni emotive o di mondi malinconici del ricordo…

E’ una scrittura “etica”, come etica è la “visione” in registi come  Kieslowski non c’è bisogno che le parole diventino “ideologiche” o di tirare fuori un pamplet.. basta un “fotogramma” e tutto è rivelato. Leggete ad esempio questo frammento dal testo di Giovanni Zito…

“Così suona il pianoforte mentre consumo un altro giorno. Purtroppo è vero. Ogni cosa bella prima o poi deve finire. Meglio rientrare. La mia ora d’aria finisce così. Rifaccio le scale, pestando con forza ogni singolo gradino, piano piano, per sentire il tempo che mi spinge verso la mia cella. “

E’ sobrio nella forma.. ma “straniante”, lapidario nel disvelamento dell’inesorabilità del tempo come condanna che strema la vita nell’ergastolo. “Rifaccio le scale”.. quelle scale fatte un milione di volte… “pestando con forza ogni singolo gradino”.. pestando con forza… e già dici tutto.

E poi quando scrive…

La luce accesa. Il block-notes sul tavolino. Così si buttano sul foglio le parole dell’ergastolano ostativo. Ed una realtà senza fermare più le ore inutilmente”

E li “vedi” luce e block-notes.. vedi anche la penna… vedi quell’angolino dove Giovanni si siede e scrive. Dentro il buco del culo di un carcere. Nel centro del Mondo. In quel luogo dell’anima dove anche le ombre parlano..

Vi lascio alle parole di Giovanni..

Buona sera a tutti cloro che leggono.

Anche oggi vi ho scritto delle cose vere e sincere.

Le mie parole vengono pescate alla giornata. Sono parole di un menù fatto in carcere. Spero che vadano bene per i vostri gusti, anche perché non c’è molto da dire. Ma vi posso garantire che il mio piatto è saporito quanto basta. Quindi buona lettura amici, perchè vi lascio con la penna, ma mai con il cuore.

Giovanni Zito

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Che giornata strana oggi.

Credevo di avere ancora qualche spicciolo di euro nelle tasche dei pantaloni. Ma poi mi sono reso conto che avevo speso fino all’ultimo centesimo in tutti questi anni di carcere. Eppure sentivo questo tintinnare di monetine nelle tasche.

Come è strana la vita. Non muoiono mai i ricordi? Fanno più rumore di cento rintocchi di campane.

L’accendino con le sigarette, un pacchetto di fazzolettini e vado nella vasca di cemento avanti e indietro. Così mi arrampico verso quella erta salita di pensieri. Una fatica per arrivarci. In cima alla vetta c’è freddo, molto freddo. Guanti di lana e cappuccio in testa. Che brividi..brrr.. sembrano passati secoli.

Dalla cima dei miei ricordi si apre uno scenario spettacolare. Un teatro fato di luci e ombre, unico e solo. Cerco sempre di respirare una boccata di aria pulita, fresca, alzando gli occhi al cielo e per un attimo credo di volare oltre il punto indefinito in cui mi trovo.

Così suona il pianoforte mentre consumo un altro giorno. Purtroppo è vero. Ogni cosa bella prima o poi deve finire. Meglio rientrare. La mia ora d’aria finisce così. Rifaccio le scale, pestando con forza ogni singolo gradino, piano piano, per sentire il tempo che mi spinge verso la mia cella.

La luce accesa. Il block-notes sul tavolino. Così si buttano sul foglio le parole dell’ergastolano ostativo. Ed una realtà senza fermare più le ore inutilmente.

Quella voglia di averti vicino mi fa una rabbia nel cuore. Vado in doccia a togliermi questi odori forti di dosso. Ma non vanno via. Gli odori di  rangito (forse è “rancido”), di  vecchio.. li senti dentro di te. Vivono con me. Fanno parte di me.

Riordino la mia mente. Troppo caos, troppi pensieri stupidi e spenti, come la notte.

Il pigiama sulla branda, stendo la biancheria intima, un pò di profumo sulla pelle nuda.

Uno sguardo allo specchio mi fa notare i capelli quasi d’argento. Un segno del deterioramente del corpo che invecchia. Mi siedo sul mio sgabello di legno aspettando che il profumo del caffé inebrii il mio angusto luogo di sopravvivenza.

Scrivo un altro giorno, ancora una pagina di dolcezza, di speranza. Anche io ho dentro al mio cuore qualche zolletta di zucchero, tanto per dire che la vita non è poi così amara.

Io sono ciò che voglio essere.. me stesso..

Concludo questo  mio breve racconto così…..

Ieri

domani

un giorno

una vita

una volta

per sempre

piacere

dolore

una luce

una porta

un abbraccio.

Grazie a tutti, sono Giovanni Zito.

2011

 

Diaro di Pasquale De Feo 23 dicembre-21 gennaio

Sebbene ogni momento di questo Blog ha un senso profondo, alcuni appuntamenti sono occasioni di grandissimo livello, e di altissima qualità. Penso a momenti come i dialoghi di Carmelo Musumeci col professore Giuseppe Ferraro o momenti come questo periodico di Diario mensile che Pasquale De Feo ci fa pervenire (si tratta di una idea avuta originariamente da Carmelo Musumeci.. quella di proporre a Pasquale De Feo di scrivere un diario periodico da inviare al Blog).

Pasquale è detenuto ormai da mesi nel carcere di Catanzaro; dopo un “soggiorno” di anni in uno dei più criticati e squalificati carceri italiani, ovvero quello di Parma, uno di quei carceri dove ci si impegna, con ottimi “risultati”, nel peggiorare il più possibile la vita dei detenuti. Uno di quei carceri dove incompetenza, mancanza di visione, chiiusura all’ascolto e alla comprensione e ottusità burocratica.. fanno danni che sono ormai sempre più noti. Ritorna sempre l’ennesimo dubbio se faccia più male la malvagità o la stupidità. Io tendo a pensare che la stupidità si anche peggio. E nell’ambiente penitenziario e carcerario italiano.. (ma avviene in molti altri ambienti oltre quelli “penitenziari”) la stupidità dilaga..

Andiamo al diario di Pasquale… da trentanni in galera.. e una di quelle persone ben note negli ambienti carcerari.. ma.. in “senso buono”, perchè da sempre si fa il mazzo per i diritti dei detenuti e chiede rispetto della legalità, delle norme e dei principi costituzionali. Quindi.. chiede cose “illegali”..:-)

Ogni suo diario è importante perchè è multisfaccettato. Naturalmente c’è sempre il carcere e la vita dei detenuti in filigrana, ma coesiste anche una grande vivacità e momenti in cui si vola alto e si volta “oltre”. E quindi ricordi, riflessioni, letture di libri, momenti intimi, analisi di tematiche di grande respiro.

Nel Diario di dicembre ad esempio.. c’è l’affettuoso ricordo di Enzo Bearzot, ct della nazionale italiana campione del mondo del 1982. E ci sono le riflessioni sull’energia alternativa e sul nucleare, sulla musica classica che fa da colonna sonora alle citta in Nuova Zelanda, sulle reti sociai telematiche e la cyberguerriglia .. e anche sulle posizioni sessuali del Papa e della Chiesa e sul loro rifiuto nei confronti dell’educazione sessuale nelle scuole (sul sesso ha ragione Pasquale, è un campo su cui la Chiesa ha fatto fa danni.. del resto sarebbe opportuno che del sesso parli chi conosce il sesso).

Ma andiamo adesso su profili più carcerari… si sono alcuni punti in particolare che vorrei segnalare..

Cominciamo con una notizia che non sembra sia uscita molto sui giornali. Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Magari sono innocenti.. però come escono le notizie sugli ambulanti romeni arrestati o sui ladri di polli, allora, è bene che ci conoscano anche notizie di questo genere.

Ci sono poi le riflessioni sul caso Cesare Battisti, e quindi sul Brasile e su Lula.. ma di questo si è già parlato tanto in questi giorni, quindi non aggiungo parole.

E’ molto interessante sapere che il Parlamento Euopero è intervenuto contro le batterie di allevamento per le galline.. e ha stabilito che vi sia uno spazio minimo di vitale per ogni gallina.  Una tutela questa che nei fatti il detenuto non ha. E quando vi sono norme o interventi che dovrebbero garantirla, molto spesso non viene rispettata. Il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura)  ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella… intervento che successivamente ha ricevuto conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic). Ma pensare a 7 metri quadrati per detenuto, nella situazione italiana attuale, sembra una utopia.

Il 4 dicembre Pasquale scrive..

Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. “

Io non conosco questa storia.. ma se fosse vero.. lasciare per due giorni i detenuti di Poggioreale senza cibo è un atto CRIMINALE.. così come lo sarebbe anche quel “pronto intervento” se si fosse risolta in rappresaglie eccessive e brutali. 

Altra “violenza” è quella di tenere in carcere disabili (solo in Campania ce ne sarebbero 100) e persone molto anziane.. Pasquale dice di avere recentemente conosciuto un detuno di 85 anni, a cui restavano da scontarne ancora altri due (credo sia quel Francesco Barbaro, che fu temporaneamente di transito nel carcere di Catanzaro, a cui dedicammo un post.. vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/12/16/mi-chiamo-barbaro-francesco-e-ho-84-anni/). E poi ci sono tutti quelli affetti da gravi malattie, bisognosi di trapianti, di cure particolari.. e spesso lasciati parcheggiati per anni nelle carceri nella più totale indifferenza.

Nel diario del 14 gennaio Pasquale scrive..

Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano.”

In pratica di tratta di ergastolani detenuti a Catanzaro (ma sono cose che avvengono in tanti altri posti) che hanno pure l’isolamento diurno e quindi, tra le altre cose, si fanno anche l’ora d’aria da soli. Bisognerebbe conoscere i casi concreti.. ma mi chiedo sinceramente in base a quali “fatti” e “argomentazioni”sono stati comminati questi isolamenti diurni.

Ricordando il terremoto del 1980 in Campania.. giustamente Pasquale solleva il profilo delle responsabilità delle imprese del Nord, favorite a danno della popolazione locale, e dei politici e delle loro corti.. non condivido invece il passare in secondo piano il ruolo della Camorra. Io credo che non dobbiamo fare sconti a nessuno. Se Politici e informazione usano abilmente la carta della criminalità organizzata, come il buono e il cattivo tempo, servendosene su certi piani, ma usandolo come “occasione” per rendere certi detenuti come capri espiatori.. dobbiamo sempre ricordare con nettezza che la Criminalità organizzata (Mafia, Ndrangheta e Camorra) sono un cancro, un puro male.

C’è un momento poi molto quotidiano… ma davvero intenso.. di vita carceraria.. in cui nella semplicità del tempa, nella sua concretezza e praticità, si dice tanto, come in certi romanzi, dove i dettagli sono molto più rivelatori di tante teorie. E’ presente nel diario del 13 gennaio quando pasquale dice..

Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre.”

Non c’è bisogno di commentare queste parole..

C’è poi un  momento molto bello, che non è specificatamente carcerario, ma voglio segnalarlo, per la sua forza, per la capacità che ha di ispirare.. una donna sulla sedia a rotelle da 13 anni.. che a un certo punto comincia a camminare con le sue gambe. Pasquale ne parla nel diario del 31 dicembre..

Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. “

E voglio concludere con un riferimento concreto alla situazione di Catanzaro, riferimento a cui abbiamo recentemente dedicato anche un post  a cui vi consiglio di andare a dare una occhiata (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/01/26/lettera-colletiva-dei-detenuti-di-catanzaro/), e sui cui certamente torneremo. Ossia la sedia del gabinetto dentistico perennemente rotta nel carcere di Catanzaro, e i detenuti costretti solo ad avere estratti i denti.. denti magari curabili. Io vi dico se questa cosa può essere tollerabile. Se voi, se ognuno di voi, tollererebbe che a un proprio intimo, familiare, parente, amico.. vengano estratti i denti quando possono essere curati. I denti sono una cosa preziosa, è CRIMINALE estrarli quando si possono curare. Al di là del fastidio fisico arrecato.. si tratta spesso di colpi alla autoimmagine del detenuto, danni psicologici.. e inoltre li si espone (qualora non siano in condizioni troppo disagiate) a ingenti spese per farsi reimpiantare altri denti, o per complicati lavori di intervento odontoiatrico. Ma il frammento di Pasquale è particolarmente grave dato che fa riferimento anche al dentista del carcere di Catanzaro. Il 27 dicembre Pasquale scrive..

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. “

Ora non possiamo certamente sapere se è lo stesso dentista del carcere di Catanzaro a mette fuori uso il gabinetto dentistico. Sappiamo però che è davvero sfortunato questo gabinetto.. che si rompe così spesso.. si potrebbe pensare anche a fare un esorcismo per vedere se sono i folletti maleficio i gremlins.. o comunque almeno sforzarsi di capirne le cause. Ma qualunque siano le cause di questo frequente e “misterioro” fracassarsi di questa “sedia”… è un’altra cosa che sottopongo alla vostra attenzione… Pasquale dice che questo dentista fa lo stesso lavoro in altre carceri e che ha uno studio privato a Reggio Calabria. Così a naso.. vi sembra normale? Innanzitutto è normale che un dentista sia adibito a più carceri in una stessa regione? E che, non ci sono abbastanza dentisti per ogni città calabrese, da poterne sceglierne uno per adibirlo al carcere situato in quella determinata città? E poi… ci vuole Einstein per capire che una persona che ha lo studio molto lontano dal carcere (Reggio Calabria in questo caso)… non frema dall’entusiasmo di restare ore e giorni a lavorare  presso un carcere lontano chilometri e chilometri, con un guadagno nettamente inferiore a quello che consente uno studio privato? Non ce ne erano dentisti a Catanzaro? Forse non li si conosce.. sono disposto  a inviare una lista fotocopiata.. magari anche con le loro credenziali. E ci sarebbero anche altre domande…. non ci dovrebbe anche essere un’etica del rifiuto? Ossia.. io professionista (nessun riferiimento concreto.. parabola significat..) che già faccio un lavoro molto assorbente e ben pagato in un’altra città, e già ho anche altre attività collaterali.. non dovrei essere il primo a pensare che ha poco senso che me ne prenda un’altra sulle spalle, chilometri e chilometri lontano dal luogo dove opero stabilmente? Ma soprattutto.. qeusti operatori con che criteri sono scelti? Criteri di merito o “altri” criteri? E le norme di ragionevolezza e ratio interna non dovrebbero animare nomine di questo genere? Espressione della ragionevolezza sarebbe nominare professionisti vicini al luogo dove dovranno operare.. e che non abbiano già tanti incarichi sulle spalle…

Comunque la ragionevolezza diceva qualche Santo eremita del deserto.. non è di questo mondo..:-)

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di gennaio..

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Oggi è venuto il Vescovo a farci messa. E’ stato molto paternale, immedesimandosi nelle nostre sofferenze. Dopo la messa abbiamo fatto il rinfresco in sacrestia. Ho avuto modo di scambiare qualche parola con lui. E’ molto aperto e cordiale. Dall’area educativa c’era solo la Direttrice e l’Educatrice. Non conoscevo la Direttrice, ha fatto un breve discorso, e mi ha fatto una buona impresione. Mi auguro che la facciano lavorare in modo da sistemare tutte le cose che non funzionano, che sono tante. L’educatrice Ripepe è stata una conferma su tutto quello di buono che pensavo di lei. –  22/12/2010

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Gli studenti hanno dato una lezione a tutte le cassandre estremiste del governo che avevano criminalizzato la società civile delle proteste.. perché non erano solo studenti, ma c’eran operai, terremotati dell’Aquila, precari, disoccupati, la gente in lotta di Terzigno e tante altre categorie. Questi signori del governo, corrotti fino al midollo, cercavano di spingere con i media la protesta verso la violenza, per farli passare per nemici da annientare, liberando le forze dell’ordine da vincoli di legalità con la conseguente repressione voluta e autoritaria.

Ormai Gasparri ha gettato la maschera, e con lui anche il governo. Anche l’Unione Europea ha richiamato l’Italia perché la polizia italiana è diventata troppo violenta,.. prima-nell’arresto….durante-permanenza nelle caserme… e dopo-tra le mura del carcere.

Cercano di risolvere i problemi criminalizzando ogni dissenso, invece di ascoltare e cercare le soluzioni dei problemi e anche di valorizzare questi giovani che saranno il futuro della nostra  società. –  23/12/2010

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Ho telefonato a casa. Mia sorella ha detto che mia cugina Rosetta ha metastasi in varie parti del corpo. E’ stato un brutto colpo. Gli hanno tolto già un piccolo tumore alla tiroide e sta facendo la chemioterapia. Mi auguro che riesca a sconfiggere questo male, non merita di soccombere, sarebbe una grande ingiustizia. Forza Rosetta, ti voglio bene. –  24/12/2010

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Spesso ci chiediamo perché Dio non fa smettere tutte queste brutture nel mondo. Mi è stato sempre insegnato che Dio i ha dato l’arbitrio di come comportarci, pertanto dipende da noi decidere le azioni da commettere. Ritengo che sia giusto avere la facoltà di scegliere e decidere i nostri comportamenti. Non capisco perchè la Chiesa si opponga al libero arbitrio di scegliere di terminare dolcemente la nostra esistenza, quando si arriva a un punto della vita dove vivere diventa una tortura per le troppe sofferenze. Questa imposizione diventa una dittatura anche per chi la pensa diversamente.

Se la vita è un dono di Dio per i credenti, chi non crede ne può disporre liberamente. In ambo i casi tutti  ne possono disporre come meglio credono. La libertà non ha mai provocato danni. Sono le imposizioni che hanno sempre oscurato ogni epoca. Sono per l’eutanasia, perché ritegno la libertà un diritto inviolabile e nessuno può gestirla. –  25/12/2o1o

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Queste feste rovinano un pò la salute perchè si mangia tanto, troppo, ma è bello mangiare in compagnia, discutere e scherzare, ma sempre con il pensiero alle famiglie. La notte di Natale, familiari di detenuti hanno fatto esplodere fuochi pirotecnici intorno al carcere. E’ stato bello per i fuochi, ma principalmente per il calore dei familiari, perché queste manifestazioni riempiono il cuore di calore. Questo è il trentesimo Natale che trascorro qui dentro, facendo il conto sono più quelli trascorsi in carcere che a casa. –  26/12/2010

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I Parlamentari hanno il dentista gratis, “poveri diavoli”, il loro stipendio non gli permette simili spese. Chi ha privilegi, ne ha sempre di più. Chi non ne ha, gli vengono tagliati un pò alla volta quel poco che hanno. Berlusconi non aumenta le tasse, taglia tutto, che alla fine sarebbe meglio aumentare le tasse. Dal 2001 ad oggi, anno dopo anno, hanno tagliato tutti i finanziamenti per le cure dentistiche nelle carceri. Prima c’era la possibilità che i detenuti indigenti con problemi dentari potessero mettersi una protesi dentaria. Oggi non è più possibile, perchè non ci sono più finanziamenti.

Qui a Catanzaro, addirittura si estraggono solo i denti, perchè la sedia dentistica è sempre rotta. La stranezza è che ogni volta che l’aggiustano, dopo poco tempo si rompe. La voce di corridoio è che sia lo stesso dentista a metterla fuori uso. L’ultima volta avrebbe buttato acqua su una scheda. Sempre voci di corridoio dicono che lo faccia perché, svolgendo lo stesso lavoro in altre carceri, e avedo uno studio privato a Reggio Calabria, non ha tempo per curare i denti, pertanto gli conviene e guadagna di più estraendoli solamente.  Questi sono atti illegali sotto gli occhi di tutti, ma purtroppo i detenuti, non avendo tutela, sono soggetti a tutte le angherie possibili da parte di chiunque. –  27/12/2010

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Qualche giorno prima di Natale è morto Enzo Bearzot. Mi ha fatto rivivere qui giorni meravigliosi del mondiale 1982, una gioia indescrivibile, che si potrebbe raffigurare nella esaltazione del goal di Tardelli nella finale. Ancora oggi  quando vedo quella immagine mi emoziono, ed è talmente forte che rasenta la commozione. Credo che la storia darà il giusto valore a Bearzot. E’ stato il precursore di allenatore nel fare da paravento alla squadra, di dare primaria importanza al gruppo e di giocare con due attaccanti e con due mezzepunte. Gli altr sono venuti 20 anni dopo, a parte l’Olanda del calcio totale. Grazie grande “Vecio”, per le emozioni che ci hai donato. –  28/12/2010

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Il direttore del carcere di Massa, Salvatore Iodice, e il contabile del carcere, Salvatore Cantone, entrambi della Campania, insieme ad altri tre funzionari pubblici e a quattro imprenditori, sono stati arrestati per avere rubato sugli appalti per i lavori nel carcere, per un giro di soldi di 12 milioni di euro. Ho letto la notizia su un piccolo quotidiano, ma è passata nel silenzio dei media nazionali. Nella maggioranza delle carceri c’è un mercimonio su tutto, dagli appalti alle forniture e sui soldi dei detenuti. Non interviene mai nessuno, neanche le denuncie dei detenuti smuovono le Procure o gli Uffici di Sorveglianza, perchè il sistema è marcio e tutti si adeguono, non solo, si proteggono tra loro, e poi fanno la morale a noi detenuti sulla legalità. Quando arrestano è perché sono intervenuti fatto esterni, politici, sindacali, o qualche autorevole funzionario, e non ne hanno potuto fare a meno. –  29/12/2010

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Per Natale saranno trasferiti alla sanità regionale campana 300 ammalati reeclusi negli O.P.G… è una bella notizia, ma spero che non sia uno dei soliti proclami.

I detenuti del carcere di Pratao hanno scritto una lettera a Babbo Natale per chiedere “la legge uguale per tutti”, e altre richieste stese in un documendo di 12 punti. Una bella provocazione, ma è difficile che ceerti squali la prendano in considerazione, anche solo  moralmente. Un artigiano dei presepi di Napoli, con 50 anni di esperienza di maestro d’arte, che ha costruito presepi in tutta Italia, ha chiesto alle istituzioni a Napoli un laboratorio per mettere la sua arte al servizio dei ragazzi difficili. Glielo hanno negato, eppure l’avrebbe fatto gratis. Parlano di trovare alternative a tanti ragazzi in posti difficili, ma poi alle parole non seguono i fatti. –  30/12/2010

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Oggi  è l’ultimo giorno dell’anno, la cosa più bella da ricordare è la notizia della ragazza olandese che, dopo 13 anni su una sedia a rotelle, è ritornata a camminare. Monique-van-der-vorst con l’hand-bike, una bicicletta che si pedala con le mani, ha vinto due medaglie d’argento alle paraolimpiadi di Pechino. Mentre si allenava si è scontrata con una sua compagna. Ai medici ha comunicato di sentire un formicolio alla gamba destra. Dopo poco tempo si è scontrata con un’auto. In ospedale dice ai medici di sentire le gambe, e comincia a camminare tra lo stupore dei medici. Ora vuole partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dei normodotati. Con una volontà come la sua può andare a piedi sulla Luna. Il vero miracolo della vita siamo noi stessi con la capacità di superare ogni ostacolo. –  31/12/2010

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L’anno nuovo è  iniziato con una bella notizia. Il Presidente del Brasile, Lula, ha negato l’estradizione a Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo, con la motivazione che potrebbe essere ucciso in carcere, essendo un perseguitato politico. Circa un paio di anni fa, gli USA negarono l’estradizione a un presunto boss italo-americano con la motivazione che in Italia c’è il regime del 41bis che è considerato una tortura, e per gli USA viola la Convenzione ONU sulla tortura.

Anche allora, come adesso, ci sono stati gli strali dei politici e i media li hanno alimentati. L’occupazione dell’informazione ha creato una realtà poco edificante per il nostro paese. Sono più informati all’estero sulle nostre situazioni, che gli italiani. Nessun politico, giornalista o intellettuale, si è chiesto come mai due grandi Paesi, amici dell’Italia, ci hanno messo in imbarazzo di fronte al mondo intero, come fossimo un Paese del terzo mondo. In Italia c’è la tortura del regime del 41bis, tutti gli organismi internazionali lo hanno condannato.

Il Consiglio d’Europa, circa sei mesi fa, ha condannato l’Italia, perché la polizia italiana è troppo violenta. Durante l’arresto, durante la permanenza nelle caserme di polizia, e durante la permanenza nelle carceri.

Lo stato delle carceri italiane è sotto gli occhi di tutti,a nche se non trapela tutto. I morti si susseguono in continuazione, come i pestaggi, e la violazione di tutti i diritti con condizioni disumane. Cosa fa questo governo? Criminalizza tutto e tutti, proteggendo con l’impunità tutti i funzionari dei Ministeri di Giustizia e Interno. Molti politici accusano il Brasile di essere contro l’Italia e di non conoscere la realtà italiana.

Abbiamo una classe politica talmente ignorante, da non essere informata del fatto che il Brasile è diventato un grande Paese. Non sa che ha la più grande popolazione di discendenza italiana al suo interno, circa 60 milioni di persone, forse più dell’Italia stessa. E’ l’unico Paese al mondo che ha stabilito il 21 febbraio come giorno della memoria dell’immigrazione italiana. E’ uno dei pochi Paesi al mondo che preserva per legge l’idioma “El-talian”, un misto di dialetti italiani. Credo sia l’unico al mondo a premiare i poliziotti che non spararano ed evitano di usare le maniere forti. Mi auguro che ci sia qualcuno autorevole che abbia il coraggio di discutere senza retorica sulla tortura e la disumanità che vige nelle carceri italiane. –  1/1/2011

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In Sardegna, a Artzo, un apicoltore è stato denunciato per pascolo abusivo dal proprietario di un terreno vicino, perchè le api sono andate a pascolare nel suo terreno senza permesso. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto. Siccome l’ha pubblicata un quotidiano della Sardegna, la notizia deve essere vera. In Italia si può fare causa ad un apicoltore per pascolo abusivo, ma è molto difficile fare causa allo Stato per le torture e le violazioni dei più elementari diritti nelle carceri. –  2/1/2011

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Ho finito di leggere il libro che ha scritto Carmelo Musumeci, “Gli Uomini Ombra”. Mi è molto piaciuto. I racconti sono di fantasia, ma rispecchiano episodi accaduti nel tempo. Sono messi così bene insieme da suscitare forti emozioni nel leggerli. Bravo Carmelo.. hai fatto un buon lavoro. –  3/1/2011

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Nel carcere di Poggioreale a Napoli, per due giorni non hanno distribuito il vitto. Per questo motivo si sarebbe sfiorata la rivolta, “prontamente fermata dalle guardie carcerarie”. Posso immaginare quel “prontamente”… ormai l’uso della forza e la violenza sono diventati strumenti naturali, ma far rimanere per due giorni i detenuti senza mangiare è un fatto gravissimo. Sicuri dell’impunità, perchè i soldi non spesi per il cibo qualcuno se li è presi. Tutto ciò deriva da un delirio di onnipotenza, con la convinzione che tutto è permesso. I familliari dei detenuti si sono organizzati per tutelarli. Questa è una buona notizia, perchè solo in questo modo si possono evitare gli abusi di potere, la repressione alla cieca e le cattiverie gratuite da parte della direzione del carcere. Si dovrebbe fare così in tutta Italia. Ogni città un comitato dei familiari a vigilare sulle carceri.

Poggioreale è senza dignità e andrebbe chiiuso perchè disumano. –  4/1/2011

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Il provvedimento “svuotacarceri” si è rivelato una bufala. Molti detenuti rinunciano alla sua applicazione, perché c’è il rischio di ritornare inc arceere con una pena più alta. La montagna ha partorito un topolino. Berlusconi lo fece anche con l’indultino del 2002. E’ molto largo di manica solo quando si tratta dei suo processi o di quelli dei suoi compagni di merende. –  5/1/2011

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Le reti sociali di Internet sono diventate una sorta di garante della democrazia, perché oggi le notizie circolano più velocemente.  Wikileaks ha dato l’ultima spallata ai segreti di Stato che nascondevano ogni tipo di nefandezza. Ora perseguitano il suo creatore, Julian Assange, in tutti i modi, addirittura bloccandogli i conti per impedirglli di pagarsi le spese legali. Un portavoce di Anonymous, un gruppo di Hacker, ha detto che  lottano facendo la cyberguerriglia  contro ogni censura. Ora attaccherranno tutti i siti finanziari che hanno bloccato le transazioni finanziarie a favore del sito di Assange.  In futuro sono pronti ad attaccare il sito del Dipartimento di Giustizia USA, se incrimineranno Assange, perchè per loro non c’è niente di intoccabile. Sono con il cuore e con la mente con loro, e a fianco di tutti quelli che lottano per la libertà e contro ogni censura. Viva Anonymous. –  6/1/2011

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Il governo conosceva bene le intenzioni di Lula. Ora tutte le chiazzate e le minacce di questi giorni, subito ritirate, sono sceneggiate indecorose. Qualche sondaggista avrà riferio a Berlusconi che questo episodio gli procurerà qualche voto in più, e controllando i media ha messo in piedi questo teatrino. Credo che siano anche convinti che tutti i politici del mondo siano simili a loro. Pertanto credono che orchestrando quest’opera di pupi, con qualche banchetto infarcito di politici, e qualche militante davani all’ambasciata brasiliana, il Presidente e i politici del Brasile, cambino idea. Come fecero loro con Ocalan, il leader del popolo curdo, prima lo ospitarono, e poi, al primo “stormir di fronta” dei turchi, glielo consegnarono, cosnapevoli del triste destino a cui lo avevano affidato.. “simile a quello degli ebrei quando li consegnarono ai tedeschi”. Un comportamento da esseri vili e meschini.

Il Brasile, sono convinto, non cambierà idea, perchè non sono buffoni come i nostri politici. Mi dispiace che questi signori approfittino del dolore dei familiari per strumentalizzarli per i loro fini politici. Il giusrista Antonio Cassese, nel commentare questa vicenda sul quotidiano La Repubblica, si è soffermato anche sul problema che in Brasile non esiste l’ergastolo. Ha affermato che in Italia l’ergastolo non si sconta, perchè ci sono forme di detenzione alternative. Questo signore non conosce la realtà italiana. Forse vive troppo all’estero. In Italia l’ergastolo è FINE PENA MAI.. che vuol dire.. fino alla morte del reo. In teoria ci sono le detenzioni alternative dopo 20-30 anni. Ma nella realtà sono chimere e si avver no solo quando vecchio e malato diventi un peso e ti scaricano ai famigliari, se ne sono rimasti, o a qualche struttura caritatevole. La vendetta è consumata anche se la chiamano giustizia. –  7/1/2011

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Solo in Campania ci sono cento disabili nelle carceri. Lascio immaginare quanti possano essere nel resto d’Italia. D’altronde non lo sa neanche il Ministero, perchè non esiste un sistema di monitoraggio. Hanno solo numeri approssimativi, da cui sono escluse le persone anziane e le persone malate con patologie serie. Ci sono persone molto anziane, a cui fanno scontare fino all’ultimo giorno. Proprio il mese scorso ne ho conosciuto uno. Aveva circa 85 anni, era in carcere da circa 20 anni, gli rimanevano da scontare altri 2 anni. Tanti detenuti con patologie gravi, tipo trapianti di fegato da fare o altre malattie serie, scontano in carcere fino all’ultimo giorno, come le persone anziane.

Non esiste nessuna normativa per i disabili, gli anziani e le persone malate. Solo un articolo dell’Ordinamenteo Penitenziario, con la discrezionalità assoluta della Magistratura di Sorveglianza

E’ sottinteso che quando vengono in carcere persone autorevoli, la rigidezza estrema diventa elastica al suo massimo grado. C’è in piedi un sistema penitenziario disumano, ma c’è un silenzio complice spaventoso. –  8/1/2011

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Ho letto un aricolo in cui il Ministro della Giustizia Alfano esortava a comprare, come regali di Natale, quelli prodotti in carcere dai detenuti.  Ha registrato un videomessaggio e lo ha messo nel sito del ministero, il suo sito personale, e anche su You Tube, in cui sottolineava.. “la nostra Costituzione ci ricorda che la pena non è solo espiazione di una colpa, ma deve anche avere la funzione rieducativa e non può essere contraria al senso di umanità”.. continuava dicendo… “quando un detenuto espia la pena solo come forma di reclusione, ma non di riabilitazione, una volta uscito fuori, percorrerà l’unica strada che ha conosciuto nella vita, cioè quella del crimine”.

Ho pensato di mettere in cantiere un’iniziativa per chiedere al Vaticano di farlo santo subito, prima di Papa Wojtyla. A parte gli scherzi, le parole sono belle e giuste, ma quando i comportamenti non seguono i discorsi che si fanno, rimangono chiacchiere, e il Ministro Alfano di chiacchiere ne fa tante. I fatti che noi detenuti subiamo sono il contrario di quello che dice.. e lui stesso dichiarò, non molto tempo fa che, “i detenuti a regime del 41bis dovevano morire in carcere”. Di quale umanità parla il nostro ministro? –  9/1/2011

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Il Parlamento Europeo ha abolito le batterie d’allevamento per le galline, rendendo più umana la loro vita. Quello che mi ha colpito, a parte le tante disposizioni, è stato lo spazio a loro riservato. Facendo i conti sulla mole fisica e confrontandola con noi detenuti, hanno più spazio di noi. Tutte queste disposizioni sulle galline, se non attuate, saranno sanzionabili per legge. Anche a noi detenuti il C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura) – ricevendo conferma con la senteza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Sulejmanovic) – ha stabilito che è tortura, violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea, se non abbiamo almeno 7 metri quadrati di spazio a testa nella cella. Non essendoci tutela per i i detenuti, e nessuna sanzione per i funzionari che violano queste disposizioni, tutte queste disposizioni rimangono lettera morta. Questo significa che i detenuti vengono classificati al di sotto delle galline. –  10/01/2011

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Il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, durante una trasmissione a Radio Vaticana, ha detto che il sovraffollamento  è un problema grave e la politica  ha il dovere di fare la propria parte. A mio parere la politica deve risolvere i problemi e o fare la propria parte. La popolazione li vote per questo motivo, trovare soluzioni ai problemi.

La Casellati ha continuato nel suo discorso, dicendo che bisogno rovesciare il concettto di carcere. I detenuti devono potere stare in cella solo nelle ore notturne, mentre durante il giorno dovrebbero  potersi dedicare alle attiività che aiutano il loro reinserimento nella società: lavorare, studiare, e impegnarsi in progetti socialmente utili. Qualcuno dovrebbe dirle che in teoria queste di cui parla c’è nel regolamento, ma tutto è lasciato all’arbitrio delle direzioni e sono pochi le carceri che hanno una Direttrice come quella del carcere di Bollate (Mi).

Limitano tutto e vietano tutto il possibile, sia per avere meno fastidi, e sia per fare lavorare il meno possibile tutto il personale. Nel prosieguo del discorso afferma che il suo governo sta affrontando il problema del sovraffollamento con la ristrutturazione edilizia che ha permesso di aumentare di 22.000 i posti disponibili. A parte che non sono ancora pronti.. ma fra 3 anni ritornerà lo stesso problema, perchè saremo 100.000, pertanto questi 22.000 serviranno solo per tamponare. Ma bisogna che si sappia che questi 22.000 posti sono padiglioni costruiti all’interno delle carceri, togliendo quel poco di spazio che hanno i detenuti. Inoltre vengono costruiti violando le orme del C.P.T. (Commissione europea per la prevenzione della tortura), e la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce che il minimo di spazio per ogni detenuto è di 7 metri quadrati. Le celle dei nuovi padiglioni sono per tre persone che poi diventeranno sei detenuti, e on superano i 15 metr quadrati per ogni cella.

I nuovi padiglioni vengono costruiti già violando le norme europeee ed italiane, pertanto sono illegali. Berlusconi ha fatto scuola.. fare proclami con belle parole. La gente non ricorderà se le cose dette verranno fatte. La realtà è molto diversa, e non hanno nessuna volontà di cambiarla. –  11/01/2011

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Un frase di Victor Hugo dice “se costruisci una scuola elimini una prigione”.. semplice ma molto illuminante, tenendo presente che l’ha detta circa un secolo e mezzo fa. Purtroppo oggi nel nostro Paese abbiamo un governo che fa esattamente il contrario. Smantella la scuola e costruisce prigioni.  Nel tempo, migliorando l’opera della scuola, diminuiscono le prigioni. Viceversa, costruire prigioni alimenta solo la loro moltiplicazione, perchè non bastano mai. –  12/01/2011

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Quando fa freddo uno una bottiglia di plastica, quelle che si comprano per l’acqua da bere, oppure posso usare anche altri contenitori di plastica, come quelli dei detenuti. Riscaldo l’acqua e uso la bottiglia come borsa d’acqua calda. Ieri sera mentre ero a letto, con i piedi riscaldati dalla bottiglia d’acqua calda, pensavo a quanta ottusità c’è nella burocrazia dell’Amministrazione penitenziaria. Ci vietano di usare le borse d’acqua calda di plastica, senza nessun motivo logico, se non quello che riscaldarsi allevia le sofferenze dal freddo, pertanto è ritenuto un lusso a cui non abbiamo diritto. Una stupida cattiveria gratuita, come ce ne sono tante altre. –  13/01/2011

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Dalla mia finestra tutti i giorni vedo alcuni detenuti da soli nei cortili. Sono ergastolani che scontano l’isolamento diurno. Una pena aggiuntiva alla condanna dell’ergastolo. Come se non bastasse c’è il fine pena mai, che è una morte diluita nel tempo. Devono farti soffrire anche quando si sconta la pena. Queste sono norme europee emanate con il Codice Roco del 1929, epoca della dittatura di Mussolini, e ancora sono in vigore. Tutta l’Europa ha cancellato le leggi e i regolamenti dell’anteguerra. Persino i paesi comunisti dell’Est, che da 20 anni hanno riacquistato la libertà, hanno cambiato i codici della dittatura. In Italia ancora sono in vigore codici e leggi della dittatura del ventennio mussolinano. –  14/01/2011

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Il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ai quattro venti dichiarava  che i rifiuti di Napoli non sarebbero arrivati nel Veneto. Leggo su un quotidiano  che c’è una sentenza del 2008 del tribunale di Venezia che confanna la regione Veneto a proprie spese a riprendersi tutti i rifiuti tossici che illegalmente erano stati scaricati in una cava di Pozzolana, a Napoli, e di bonificare l’area inquinata. Questi sono solo una piccola parte dei rifiuti tossici, come afferma l’articolo che cita la sentenza. Questo signore, come tutti i leghisti, parlano bene e razzolano male. Ormai nella vilipesa palude romana ci sguazzano come i maiali, ma cercano sempre di buttare il fango sugli altri. –  15/1/2011

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Riflettevo su una notizia sentita neii TG.. in Nuova Zelanda hanno messo altoparlanti in tutta la capitale, per fare sentire la musica classica a tutti gli abitanti. I reati sono calati del 50-60 %. Da noi anche in carcere è un problema ascoltare la musica. Sono trascorsi 10 anni dalla concessione di potere acquistare i lettori CD. Ci sono ancora carceri che li vietano. Ormai il lettore CD è sorpassato, perchè da alcuni anni la produzione è stata dismessa. Il mondo va avanti con la sua tecnologia, ma il sistema penitenziario in modo feudale retrocede invece di andare avanti. –  16/01/2011

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Sono un appassionato delle energie rinnovabili. Ho finito di leggere il libro “Energia per l’astronave terra”, scritto da Nicola Armaroli e Vincenzo Bolzoni. Hanno toccato tutti i punti, dai combustibili fossili a come sostituirli. Nonc redo che il nucleare possa essere la soluzione, sia perché manca l’uranio per tante centrali, e sia perché il problema delle scorie non è stato ancora risolta. Io credo che, se ci fosse la volontà politica, senza condizionamente da parte de “l’economia del petrolio”, tutta l’elettricità potrebbe essere prodotta dalle energie rinnovabili. Con i finanziamenti adeguati, tutte le combinazioni di energia prodotta con emissioni zero, potrebbero essere sufficienti per coprire la produzione di energia elettrica. Il problema è l’energia  da trazione, credo che le auto elettriche possano contribuire a dimezzare l’uso del petrolio. Bisognerebbe cambiare ora e non aspettare che finiscano i combustibili fossili. –  17/01/2011

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Leggendo alcuni articoli di quotidiani, ho compreso le sceneggiate dei nostri politici contro il Brasile e la questione Battisti. Essendo che siamo una sorta di coloni americana, e i nostri politici seguono alla lettera le direttive della Casa Bianca. Il Brasile ha deciso di riconoscere lo Stato Palestinese, facendo aprire l’ambascita palestinese. Lo hanno seguito l’Argentina, l’Uraguay, la Bolivia e l’Ecuador. Questo riconoscimento ha indispettito gli americani, e con loro gli israeliani. Questo è il reale motivo del teatrino messo in piedi da Berlusconi e dai suoi compagni di merende, e non quello che vanno blaterando in giro. Il Brasile è diventato una grande potenza, e ha la forza di prendere queste decisioni. –  18/1/2011

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La Lega come sempre sollecita i bassi istinti della gente per rimanere al potere. Il più stupido, e per questo motivo il più razzista, è il leghista Mario Boghezio, che ha dichiarato che l’Abruzzo è un peso morto come tutto il Meridione, perché attendono che tutto cali dall’alto, e non si comportano come i veneti, che nell’ultima alluvione si sono tirati fuori con le loro mani. La cosa impressionante è che dicono bugie alla luce del sole, capovolgendo la realtà.

Il Veneto ha ricevuto subio 300 milioni di euro e la sospensione delle tasse. Viceversa a Salerno, dove era successa la stessa cosa, un’alluvione negli stessi giorni del Veneto, con danni alle aziende e la rottura dell’acquedotto, sono rimasti  senza acqua potabile per alcuni mesi, mezzo milione di persone. Si sono tirati fuori da soli, senza avere un euro dallo Stato. I nostri politici, come sempre, miserabili e vili, non hanno detto neanche una paroola.  Il potere economico del Nordo li sceglie bene questi collaborazionisti, neanche di fronte alle offese più gravi hanno un moto di orgoglio. Ci hanno appiattito come un gregge di pecore e inculcato tutto quello che hanno voluto, facendoci credere che siamo una razza di fannulloni, sottosviluppati e delinquenti; e loro invece sono laboriosi, intelligenti e onesti. Stanno seminando odio a piene mani, un giorno avrà le sue conseguenze nefaste. –  19/1/2011

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Qualche tempo fa, il Ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presenziò a un convegno ad Avellino e nel suo intervento disse (con ritardo di 30 anni) che i problemi della ricostruzione del terremoto del 1980, erano derivati dalla decisione di favorire le imprese del Nord. I costruttori dell’edilizia di  Campania e Basilicata, avevano chiavi in mano tutte le case (potrebbe essere anche ‘cose’… anche se penso che sia ‘case’.. visto il tenore di questo passaggio… nota di Alfredo) necessarie per le famiglie che avevano avuto la casa distrutta. I politici del pentapartito che comandavano all’epoca, tra cui il capofila De Mita, sia a Roma che in Campania, decisero per i prefabbricati pesanti, per favorire un’impresa del Nord. In questo modo hanno raddoppiato la spesa per la ricostruzione e l’hanno trascinata per decenni, con migliaia di persone che hanno trascorso anni e anni  nei prefabbricati. Hanno banchettato tutti, le imprese del Nord, i politici si sono arricchiti insieme alle loro corti. Alla fine di questo scempio bisognava dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica. Come sempre si dà mandato ai magistrati di sceglierne uno, e chi di meglio se non la malavita locale? Che in questo caso essendo la Campania.. si chiama Camorra.. Colpevole ideale. –  20/1/2011

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Il Papa ha dichiarato che l’educazione sessuale nelle scuole è contro la religione Rimango allibito contro certi spropositi del Papa, come quando dichiarò che in Africa non bisognava usare il preservativo. In un contesto che, a causa dell’AIDS, ha subito 25 milioni di morti, un genocidio, e altrettanti si sono infettati, con il preservativo ci sarebbero stati milioni di morti infettati in meno. Alle soglie del terzo millennio c’è ancora l’ignoranza sessuale, le cronache riportano bambine di 13 anni che rimangono incinte in Africa, Asia e Sud America. L’età si abbassa. Se ci fosse una corretta educazione sessuale nelle scuole, crescerebbero più consapevoli e informati sul sesso, e non succederebbero tanti eventi che leggiamo nella cronaca. Nel Nord Europa, dove da decenni è insegnata nelle scuole, si leggono meno notizie nella cronaca. L’insegnamento, l’educazione e l’informazione hanno sempre portato luce nella società. Viceversa l’ignoranza ha sempre portato oscurantismo, fanatism e degrado morale e materiale. Il Papa essendo personaggi di statura mondiale dovrebbe intervenire sui veri problemi che affliggono l’umanità e non interessarsi di problemi che non gli competono e non conosce, essendo che pratica la castità. –  21/1/2011

 

 

La vita… di Mario Arena

Un altro nuovo amico si manifesta a noi.. Mario Arena da Biella. Probabilmente, ne sono quasi sicuro anzi.. è giunto a noi tramite la nostra cara Monica Finardi. Mario Arena mi ha spedito un plico con alcuni suoi dipinti, che presto pubblicherò sul Blog, una lettera, e questo testo, che mi affretto a pubblicare.. dal titolo.. LA VITA..

In questi mesi di vita del Blog (più di un anno ormai) continuo ancora a stupirmi, per questi fiori improvvisi che emergono. Queste bottiglie lanciate nel cielo e nella notte.. questi frammenti di anima rimasti inchiodati tra queste lettere che tengo in mano. Queste parole che avanzano con un’antica delicatezza. Questi passi così delicati, che sembrano lavorati a mano. E questa infinita malinconia che non può non toccarti. Non può non toccarti dentro.

Il testo di Mario Arena è scritto molto bene.. ma non è solo questo.. non è solo questo.. è il dolore che non esce urlato, ma si fa ancora più sentire, come una massa energetica compatta e trattenuta che nell’incedere lento diventa ancora più elettrica. E’ la mano tesa oltre l’acqua fredda.. fa male tenderla.. senti le dita intirizzite.. mille stagioni che ti assalgono.. notti insonni ma la tendi….

A un certo momento, imbrevi parole irrompe anche la vergogna di una sanità in carcere degna dei mattatoi..di un danno alla salute arrecato a Mario Arena per una erronea terapia a base di statine somministratagli nel carcere di Parma (ricordiamolo.. considerato tra i carceri peggiori di Italia e sul modo in cui è amministrato giungono solo aspre valutazioni).

E comprendi, comprendi per l’ennesima volta.. che ogni uomo è un mondo.. ognuno di questi volti che irrompono pretende  il valore che già in esso vive… e il sogno di un giorno dove potremo riconoscerci senza maschere.

Vi lascio al testo di Mario Arena.. da Biella..

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LA VITA

Mi pongo a confronto con un tema che nel mio tormentato presente ha assunto una centralità che forse non avrei mai potuto immaginare solo qualche anno addietro: “Il tema della vita”! E’ singolare riflettere come questo sia accaduto in virtù dell’intrecciarsi di processi negativi, ecc. Tanto da plasmare la mia visualità mentale oggi lontana deal tempo e dall spazio della mia adolescenza, dal binario della rettitudine che mi ha portato alla presente perdita della vita. Anche se tutte le cose sono inevitabilmente destinate a perire in questo mondo dove tutto nasce, cresce e finisce e per arrivare a tanto non occorre un grande vecchio o un grande giovane.

I confini degli elementi, che questa fauna da qualche tempo riempie la mia mente, nel mio presente, volendo comparare con tante testimonianze di persone che escono da un coma profondo, mi scorre nella mente la mia vita vissuta a sorgere del nuovo astro. Muore la sera all’infinito come un marchingegno inventato da qualche fantomatico scienziato folle, frutto dei suoi funanbolismi, con pretese di protagonismo becero.  Ciò che ci dà la forza di persistere a vivere e morire è un filo sottile di speranza illusoria che ci viene offerta con i giorni della “libertà anticipata”, con promesse di riuscire a vivere, almeno a ciò che avanza dell’intera esistenza, tanto che il detenuto si auto-convince fino a tal punto che riesce a spingersi sempre più avanti fino all’auto menzogna. Anche io sono un “senza vita”, senza speranza, senza futuro, ma soprattutto consapevole di non potere uscire da questo coma irreversibile. Si è vero.. si muore di malattia, vecchiaia, incidenti e omicidi.. ma la maggiore morte è l’ergastolo.

Ho trascorso tutta la mia vita fra queste mura e sono stanco di morire ogni giorno, vorrei morire e basta! In fondo siamo figli di questo secolo, di questa Italia democratica (?) che protesta per l’abolizione della di morte nel mondo; faccio mio il testo tratto da un libro “i medici Piemontesi”: <<come può, quindi, avvenire che il cammino dell’arte sia retto se l’artefice sarà succube di qualcuno di questi difetti: l’arte, infatti, si rispecchia nell’artista, l’artefice vive e con esso vive la sua opera, onesto ed esperto l’artefice, ne derivano opere giuste e perfette, il contrario deriva dal contrario>>:

L’ergastolo toglie tutto, persino la vita, perché si muore ogni giorno, per cui è una tortura crudele. Mi piacerebbe vivere in un paese cosmopolita, modello per tutta l’Europa, ma la amara realtà è la presente, per cui sono favorevole alla pena di morte (!), che certamente è meno peggiore del suddetto “Ergastolo”.

Qualche anno addietro, nell’occasione di alcune richieste di eutanasia, si erano riuniti al Parlamento per una interpellanza parlamentare. Mi ero quasi  illuso di poter richiedere l’eutanasia, per i gravi problemi di salute in cui verso, a causa di una terapia di “statine” che mi era stata somministrata  al carcere di Parma, di cui, proprio nel corrente mese, mi è giunta notizia  che un giudice “corretto”, dott.sssa Maria Cristina Sarlì di Bologna, ha ritenuto doveroso riaprire il caso ed avviare una procedura di indagine nei confronti delle responsabilità dei medici del carcere di Parma e della casa produttrice dei farmaci.

Ma per tornare al dettaglio – la vita – ergastolo malattia irreversibile che produce solo mostri e mostruosità come è noto.. ormai da diversi studi condotti dal Dott. Di Stefano e Ferragutti, del Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica dell’Università La Sapienza di Roma.

Ciò che è certamente palese, ormai, è il poco interesse degli operatori dell’Area trattamentale che lavorano nell’ambito penitenziario nei confronti dei detenuti dell’A.S.1.; e capisco anche il motivo in un Paese ormai allo sbando, ove un Ministro della Giustizia, tutti i giorni, parla in Tv di inasprire l’ergastolo , di mattina; poi la sera è occupato a difendere il Presidente del Consiglio. Cio è pacifico, se ne evince la contraddittorietà.

Non sono orgoglioso del mio passato, anzi me ne vergogno tanto, tanto che non ho più la forza di essere osservato e giudicato all’infinito dalla gente.

Dovrei sottopormi ad una visita specialistica per l’eventuale operazione, ma mi sono rifiutato, motivando la mia decisione espressa e spiegata in precedenza.

C’è poco interesse che, a mio giudizio, si pone per il reinserimento dei detenuti dell’Alta Sicurezza 1. Questa direzione nasce dalla ormai consolidata opinione personale e regionale, anche se, certamente, si evince la contraddittorietà con la nostra “reduce” Costituzione, per cui si è scelto di percorrere una linea assai tragicomica e imbarazzante: “sperare nella vecchiaia o nella malattia di un detenuto per una liberazione naturale che si manifesta solo attraverso il decesso”, magari chi ha causato la morte non si addossa la responsabilità per il male adombrato.

Mario Arena

I miei giorni in carcere… di Ciro Campajola

Ci sono pagine scritte con una tale violenza e intenstà che non si possono cancellare. Ciro Campajola non è un detenuto. Fu in carcere anni e anni fa. Eppure quello che ha scritto ricondando quella esperienza merita di essere fatto conoscere. E’ un testo molto duro, molto violento. E’ un testo di quelli che fanno male… credo che sia anche un dovere verso chi  ha avuto esperienze come quelle di Ciro, fare conoscere un testo del genere..

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Il carcere è un´esperienza che dovrebbero fare tutti gli uomini per
capire fino in fondo il sapore vero della libertà, come se la libertà
fosse una squisitezza che solo quando è finita gusti veramente. E´ il
caso di dire il classico retro-gusto , nel senso che il gusto te lo
puoi solo ricordare mentre impazzisci. Ma è un´esperienza che
consiglio a tutti gli uomini di evitare, quel gusto spesso muore
dentro quelle sbarre.
Oppure ne esci imbestialito e la libertà cominci a sbranartela come un
cannibale, quasi volessi rifarti di quella persa, e anche se sei
entrato per un piccolo reato puoi venirne fuori come uno spietato
killer, o ne esci talmente impaurito di riperdere la libertà
ritrovata  che non riesci più a
vivertela e magari da tossico impaurito puoi diventare aspirante
suicida, o se ti dice bene dalla galera verrai trasferito in una bella
stanza con quattro pareti imbottite. Il tempo che resti dietro le
sbarre è relativo per sentire il retro-gusto della libertà, purtroppo
per tutto il resto non è relativo: c´è gente che, oltre a sentire quel
retro-gusto, esce solo da morta dalla propria cella.
Quando arrestarono me provai una sensazione mai provata prima, mai
provata dopo, e che mai potrò descrivere. Di carcere se ne può
discutere ma non si può raccontare E´ come fare un quadro che per
quanto bene possa venire non può mai rendere giustizia al soggetto
ritratto. Certe polaroid raccontando come un Van Gogh e come per un
Van Gogh non c´è un cazzo da spiegare. Se lo osservi bene ti arriva un
cazzotto dritto allo stomaco, oppure puoi darci un´occhiata
superficiale, dire il tuo “bello, brutto”, dare il tuo giudizio,
magari fare la tua valutazione e poi passare ad altro. E´ quella
maledetta porta di ferro che si chiude per la prima volta dietro di
te, quei giri di chiave che a ogni giro ti allontanano un po´ di più
dal resto del mondo, è quello che vedi di fronte a te, un esercito
nemico che ti ha catturato, sei in balìa delle loro torture e puoi
solo imparare in fretta a non lamentarti se non vuoi che le torture
aumentino. Dipendi completamente da gente incattivita, sadica, in
cerca di qualche vendetta che non avrebbe motivo di esistere se
facesse il proprio lavoro come tutte le altre categorie aspettando
tranquillamente lo stipendio per vivere in pace, ma che ha motivo di
esistere se deve dare un senso alla rabbia che si accumula in una vita
fallita.
Tenere a bada i cattivi significa vivere con loro. Solo che loro prima
o poi escono, tu rimani come uno stronzo a passare i tuoi migliori
anni in carcere.
E´ logico che con qualcuno devi prendertela se non vuoi guardarti allo
specchio e poi spararti con la tua bella pistola in dotazione. Certo
che solo una mentalità di “secondino” può fare un concorso per entrare
nella polizia penitenziaria; lungimiranza zero, e  non venitemi a
raccontare che è un lavoro come un altro perché non lo è, ci devi
essere predisposto.
A me era la seconda volta che mi beccavano, conoscevo già quel retro-
gusto ma non come trattavano l´astinenza queste “altre istituzioni. Al
primo arresto non ne avevo ancora bisogno dei loro “trattamenti”, ero
un semplice consumatore abituale di droghe leggere regolarmente
schedato, poi all´uscita sarei stato un semplice consumatore abituale
di droghe leggere regolarmente schedato con precedenti penali che
sarebbe subito diventato un semplice consumatore abituale di droghe
pesanti con precedenti penali per droghe leggere.
Il manganello dello sbirro che sbatteva contro le sbarre della cella
mi svegliò, questa era la loro sveglia, gli uccellini che cantano al
primo sole del mattino è tutta un´altra storia per intenderci.
 La prima notte riesci sempre a dormire un po´, hai ancora un po´ di
roba nel sangue che ti aiuta a dormire e a non aver paura. E´ quando
senti quel cazzo di manganello che ti presentano la rota della e
nella  galera.
<Perché sei ancora a letto, tu?>, mi urlò il secondino-sveglia.
Sto in astinenza, dissi.
In fondo fino a quando abitavo con il resto del mondo questo era un
motivo giustificato  e “consentito” per starsene a letto, si dicevano
perfino contenti.
Si aggiustò il cappello, altro gesto tipico degli sbirri mentre
pensano a qualcosa, forse senza non  riuscirebbero nemmeno più a
pensare talmente sono abituati a farlo col cappello che toglie aria al
cervello. Ma quando gli sbirri pensano a qualcosa devi cominciare a
preoccuparti, poche volte hanno delle buone idee.
Il secondino-sveglia si trasformò ironicamente (secondo lui), nella
dolce fatina buona, a me sembrava più una vecchia checca con i baffi
che cercava di adescare in maniera disastrosa qualche bel cazzo lungo
e grosso per il suo culo.
<Stai in astinenza? Poverino>, continuò quel tipo strambo in uniforme
color topo di fogna. Non capivo che cazzo volesse da me. Per un attimo
pensai che fosse davvero una checca .
Non lo era.
Mi propose due diversi tipi di psicofarmaci a gocce che usavano in
casi come il mio, così disse.
Scelsi il più forte e concordammo per cinquanta gocce del migliore.
Il secondino-fatina-checca questa volta pareva essersi trasformato in
un maggiordomo.
Ma non era neanche un maggiordomo.
Tornò con due manganelli ben nascosti e mi chiese di nuovo cosa avessi
scelto. Glielo ricordai, come maggiordomo non sarebbe stato un
granché, dimenticava le ordinazioni.
Tirò fuori un manganello con sopra scritto il nome delle gocce più
forti, proprio quelle che avevo scelto, e sostituì il numero di gocce
richieste e accordate con delle manganellate altrettanto forti.
Fortuna che mi ero limitato a chiederne cinquanta.
Anche quella volta le “loro” modiche quantità mi avevano dato una mano
gliene devo dare atto, se le avessi superate chissà cosa mi avrebbe
aspettato.
All’epoca non conoscevo ancora come si divertivano i secondini, in
seguito quando la voce si sparse nessun tossico più chiedeva “aiuti”
se veniva arrestato.
E pensare che quando stavo fuori sarebbe stati tutti contenti se mi
fossi deciso a mettermi in un cazzo di letto per smaltire l´astinenza.
Tutti a chiedermelo, famiglia e istituzioni. Ora che in astinenza ci
stavo, non potevo starci. Non sono mai contenti delle loro stesse
leggi.
L´impossibilità di spiegare la galera è che in questo ipotetico quadro
ogni particolare è il soggetto., non puoi solo parlare della tua
cella, non renderebbe l´idea, bisognerebbe aggiungerci il buio, l
´odore, il freddo, la luce che ti viene accesa e spenta a una
determinata ora. Bisognerebbe metterci l´audio per sentire lo choc di
quei manganelli-sveglia, tutta quella confusione, anche quella del
silenzio. E´ un silenzio diverso, animato dalle voci dei fantasmi di
tutti quelli che sono già passati in quella cella, dalle loro angosce
che tu in qualche modo avverti. Dalle loro urla.
Una notte, a luci spente, cominciammo a sentire dei lamenti. Tutti
sporgemmo naso, gambe e braccia tra le sbarre cercando di capire cosa
stesse accadendo, non era successo niente di particolarmente
importante per il secondino che proprio in quel momento “causalmente”
era andato a pisciare mentre il detenuto veniva accoltellato. A volte
succedono strane coincidenze, come se qualcuno proprio in quel momento
pisciasse sulla tua vita e tu non puoi farci un cazzo.
Per capire bisognerebbe fondere il soggetto con tutti gli altri
particolari in questo quadro, perché quei particolari ti accompagnano
in ogni ora della detenzione, bisognerebbe rappresentare lo stato d
´animo del soggetto sopraffatto e perso in mezzo a questi particolari
onnipresenti, o lo stato d´
animo quando finalmente spengono le luci, metti la testa sotto a
quelle coperte che prima allontanavi per la loro puzza e poi pregavi i
secondini per averne un´altra, sperando che non ci fossero urla né
ispezioni alla cella da parte di uomini dai volti mascherati e
manganelli in evidenza quella notte,e ti accorgi che quello è il
momento peggiore. Non ci sono più avvocati, detenuti, tribunali,
secondini, sbirri, processi, giudici, rumori, urla, comandi,
provocazioni a distrarti, ci sei tu, i tuoi pensieri, le tue paure, la
tua astinenza e le voci di quei fantasmi sotto le coperte.
Docce come fossimo animali, cento persone nude come vermi in fila ad
aspettare il loro turno, dopo
a passare il turno ci voleva un attimo, avevi pochi minuti poi ti
staccavano l´acqua. E´ anche in queste regole che capisci quanto hai
perso e riassapori il retro-gusto della libertà, lì in quei cessi
sporchi mentre ti asciughi come puoi la schiuma che non riesci mai a
sciacquare del tutto in quei minuti preziosi che ti concedono. Oppure
il ricordo di quel sapore, lo puoi sentire mentre mangi, quando
apparecchi un tavolino a pochi centimetri da un bagno alla turca, l
´unica zona della cella non occupata dai letti a castello. Tu mangi e
qualcuno caca, a volte capita . In quelle volte non potevi che pensare
agli ebrei nei lager per darti coraggio, ma in quei momenti perdevi un
altro pò di coraggio.
Niente, non si può descrivere cosa vuol dire essere sbattuti in
carcere.
Ma si può dire che ogni cosa che devi fare te la rendono
maledettamente complicata. Per ogni cazzata devi fare la domandina
sulla letterina che poi verrà vista e valutata e dopo circa un mese se
per caso avevi chiesto un giornale sta pur certo che il giornale
arrivava, solo che non riportava più la notizia per cui lo avevi
richiesto.
Lo slogan dei penitenziari è “ostacolare sempre e comunque il
detenuto, nella buona e nella cattiva
sorte, in ricchezza o in povertà, in salute e in malattia”,
ostacolarti la vita, praticamente, altro che “correggerti” sti figli
di puttana ti cancellano…….

L’angolo di Letizia- due parole su di me

Eccoci al secondo apputamento con la rubrica di Letizia. Come dissi nella prima occasione, questa rubrica avrà essenzialmente due filoni. Uno relativo all’aspetto più tecnico, giuridico, normativo.. con la spiegazione di tutta una serie di istituti presenti nel diritto e nella prassi penitenziaria, e spiegazioni in modo comprensibile di come anche un utente comune possa attivarsi e compiere determinati atti.. o almeno comprenderli.

L’altro filone sono le storie.. vite incontrate, testimonianze, urla e frammenti di anima.. sempre raccolti nel carcere. Nell’appuntamento di oggi inizia a parlare di storie. Ma prima di iniziare con i racconti di altre esistenze, fa un cenno, a mò anche di presentazione se volete, di come lei stessa si è trovata ad avere a che fare col mondo del carcere.

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 Quelle che riporto sono due citazioni che ho usato come introduzione nella mia tesi di laurea e che dal primo momento in cui per caso le lessi, mi restarono impresse come le prime poesie sulla mamma o sul carnevale che impari in prima elementare e poi non dimentichi per il resto della tua vita.

“Chi può dire se vi siano e quali siano gli uomini che sono destinati

a cadere a precipitare e gli uomini che non cadranno e non

precipiteranno mai?

E chi degli uomini che sono caduti precipitati può dire se vi siano e

quali siano quelli che risorgeranno risaliranno e quelli che

sono destinati a non risorgere a non risalire mai?

Chi può tracciare il confine certo immutabile insuperabile al di là del

quale stanno gli uomini che sono condannati al peccato o al delitto

e al di qua del quale stanno gli uomini che non commetteranno

mai ne peccato né delitto?

(Amato, Oltre le sbarre, 1990)

 

“…E dunque io voglio credere che seppure soltanto un uomo,

uno soltanto caduto risorge, precipitato risale, raggiunge il riscatto

la redenzione dal suo peccato, dal suo delitto, allora ha senso,

ancora è necessario assolutamente, necessario agire e battersi,

allora io voglio agire battermi, affinché non diversi siano non

soltanto il mio futuro, la mia sorte di tutti gli uomini o almeno di

quanti più uomini è possibile, in questo impegno, investendo le mie

speranze, accettando i miei rischi…”

(Amato, Oltre le sbarre, 1990)

Forse è il caso, prima di iniziare la fase di racconti, di quest’angolo che vi spieghi come e cosa mi ha trasportata nel mondo delle sbarre, e come mai queste citazioni sono diventate per me, educatrice solo a titolo di volontariato, una sorta di guida, di motivo, di spiegazione…

21 febbraio 2004, nevicava. Alle 09.00 circa sono scesa dall’autobus 11, (l’unico che dal centro di Padova, porta alla Casa di Reclusione). Mi sono ritrovata davanti alla Casa di Reclusione di Padova, sita in via due palazzi 35/a, un complesso imponente, di colore grigio, ben visibile sin dalla strada, che corre parallelo alla via dalla quale ha preso il nome.

Alla Casa di reclusione si trovano generalmente persone condannate alla pena della reclusione superiore ai 3 anni. A separare il mondo dei “buoni” da quello dei “cattivi”, il “dentro” dal fuori”, l’al di la dall’al di qua, delle porte blindate color rosso, ciascuna di esse controllata dalla polizia penitenziaria e da varie videocamere che osservano silenziosamente ogni momento. Per arrivare “dentro” tre porte blindate rosse, le stesse usate dai parenti per andare a colloquio; un’altra porta rossa dove vieni registrato ogni volta che entri ed esci, ti porta veramente dentro.

Davanti a te un corridoio lunghissimo e grande, sempre ben pulito dai detenuti che a rotazione hanno il compito di farlo. Sulla destra le sale colloqui, e più avanti gli uffici degli Educatori, dei Volontari, degli psicologi, l’Ufficio Matricola, l’Ufficio conti correnti e l’Ufficio Comando.

Per arrivare a contatto con la popolazione detenuta, bisogna percorrere tutto il corridoio, freddissimo d’inverno e “fresco” d’estate (nella stagione estiva è anche popolato da numerosi tipi di scarafaggi che bisogna “scansare” per non pestarli; un’altra porta blindata, l’ennesima, ti si apre davanti, e ti ritrovi alla rotonda uno, anche li lasci il tuo nome agli agenti che provvedono ad aprirti l’ancora ennesima porta blindata che ti porta all’entrata dei vari piani. Più avanti le scuole, e più avanti ancora dietro un’altra porta blindata un’altra rotonda che porta al sesto e al settimo piano; rispettivamente i piani dei protetti e dell’alta sicurezza, e un corridoio sulla destra della rotonda porta alle aule dove vengono svolte le varie attività trattamentali: la rassegna stampa, la redazione di “Ristretti Orizzonti”, il TG 2palazzi, la legatoria…etc.

Tecnicamente questo è quello che si apre alla vista del “fortunato/a civile” che varca quella soglia” praticamente, ai miei occhi apparvero, e appaiono ancora oggi soltanto altri occhi, tantissimi altri occhi che vedono soltanto pareti grigie e grigi muri, dietro a cancelli di ferro che non sanno più guardare lontano, occhi che hanno scordato i colori.

Orecchie che non sanno più ascoltare, che odono sempre e soltanto gli stessi rumori: una porta che si apre e si chiude, che stride, acqua che scorre, clangore di ferri che sbattono, passi vicini lontani, un insetto che vola, un grido un sussulto, un lamento, un comando, una bestemmia, una preghiera, sempre e soltanto gli stessi rumori, sempre e soltanto lo stesso silenzio assordante, nel quale si perdono, come in un nero abisso senza fondo, le urla di tutte le disperazioni.

Brividi di freddo, sussulti, tremori, timori, mentre nell’aria stagnante pesante, si alzano, si immischiano sempre e soltanto gli stessi odori gli stessi sapori, odori sapori un po’ nauseanti di vecchio, di sporco, di un’umanità stipata, ferita, piegata …”

 In carcere non c’è molto colore. Nonostante i detenuti addetti alla pulizia facciano del loro meglio, non ci si riesce a togliere quella sensazione di vuoto, di freddo, è un freddo strano, un freddo che ti penetra dentro.

Non c’è un odore particolare, ci sono vari odori. Un odore di pelle, di dopobarba, odore di sudore, odore di vite represse e di sofferenza. Un’aria intensa e talvolta anche pesante, da lasciare senza fiato.

Per quanto riguarda i rumori predominanti, nonostante non abbia mai sentito quelli tipici della notte, posso affermare che di giorno domina su tutto lo sbattere dei cancelli, il rigirare le chiavi nella toppa, un continuo apri e chiudi di portoni, porte, celle e cancelli. Poi ci sono le grida dei detenuti, a volte di disperazione, altre volte di rabbia, risate dal sapore quasi sempre amaro, gli schiamazzi, le chiacchiere. Tutto questo è racchiuso, quasi come se fosse nascosto, nelle mura del carcere.

Un carcere capace di farti vivere delle emozioni uniche nel suo genere, particolari e irripetibili.

Una su tutte la sensazione pesante e opprimente di essere l’unico appiglio per i detenuti, la loro unica speranza: cercare di esserci, e di esserci sempre al cento per cento, in modo vero e autentico per tutti però, è quasi sempre impossibile.

Ho visto, vedo e tocco con mano, carcerazioni lunghissime percorse e vissute in modo diverso, adattate al singolo detenuto, al suo stile, alle sue emozioni, ai suoi affetti alle sue convinzioni…ciò in cui crede, ciò in cui spera, ciò che lo lega e lo separa dal mondo fuori.

Al momento dell’ingresso, le regole della loro vita vengono totalmente ribaltate: non hanno più alcuna facoltà decisionale, diventano numeri, “matricole” per la precisione…possono solo chiedere attraverso la domandina o istanze varie, sperando che ciò che chiedono gli sia concesso, soltanto in balia della valutazione degli altri, monitorati sotto ogni punto di vista: sanitario, mentale, psicologico e comportamentale. In genere la maggioranza delle persone recluse hanno il dono o forse è un’arte che si impara a stare dentro queste mura, del “camaleontismo”, con questo termine si intendo la capacità delle persone ristrette di rendersi invisibili, di anonimarsi, di diventare quasi delle ombre. Non è facilissimo incontrare, e captare i loro sguardi, a meno che non abbiano qualcosa da chiederti, come implorarti un colloquio… Tendono generalmente a stare a testa bassa, sussurrare “buongiorno” a prescindere dal fatto di ricevere risposta o meno. Molti, specialmente i nuovi giunti, a volte ti danno l’impressione di volere scomparire, di voler dissolversi…specialmente quando li vedi tornare dai colloqui.

“Provavo spesso a pensare al parente che si alza, ed esce dall’Istituto, che ritorna alla vita, alla luce; chiedendomi quanto buio portasse dentro… E poi vedo e penso al detenuto, che anch’egli si alza, ma si avvia da un’altra parte. Ritorna alla solitudine, al buio, a quel vuoto pieno d’angoscia in cui la vita come l’amore sono solo ombre. A volte, quando li vedevo tornare in cella, mi sembrava che stringessero qualcosa tra le mani, un po’ di quella luce, di quel calore, di quel mondo di fuori che avevano visto negli occhi della persona cara, che avevano colto nella sua voce…e sembrava che si chiedessero quanto potesse durare quella scintilla, quel riflesso di una vita che non gli appartiene più, sperando che durasse abbastanza da aspettare il momento in cui potessero impossessarsene ancora.”

Mi è capitato più di una volta di incontrare qualche sguardo, di scambiarmi delle occhiate con uno di loro: occhi che comunicano più della bocca.

Nei loro occhi si legge la diffidenza, ma anche la curiosità di sapere chi sei, come sei, un bisogno indescrivibile di relazionarsi…rimane anche abbastanza spazio, per la sofferenza, la durezza, la rabbia, la mancanza, la privazione, la vita, la morte, l’esaltazione, la rassegnazione e lo smarrimento. A volte questi stati d’animo sono racchiusi tutti insieme, altre volte può capitare che uno prevalga sugli altri. Una cosa sola hanno in comune gli occhi di tutti, quell’inspiegabile sofferenza che si portano dentro.

Per me all’epoca, era la prima volta che entravo in un carcere, la prima volta che mi relazionavo con dei ristretti. I primi periodi era tutto troppo strano, troppo difficile… perché immaginare, leggere, sentirne parlare non è la stessa cosa. Non è la stessa cosa parlare di chi sta in galera, e parlare con chi sta in galera. Bisogna esserci dentro per capire, vedere con i propri occhi, udire con le proprie orecchie, toccare con le proprie mani…provare lo sconvolgimento di una condizione esistenziale che non conosci, e che mai vorresti conoscere, sperimentare lo sporco che ti rimane addosso, innumerevoli graffi sulla pelle e sull’anima.

Col passare del tempo ho cercato di essere sempre più me stessa, di pormi verso di loro con naturalezza, cercando di creare in quell’ambiente particolare, una situazione di “normalità”.

Ho cercato di rispondere sempre ad ogni “buongiorno” con un sorriso, e a poco a poco superata la novità e la diffidenza tutto diventava giorno dopo giorno sempre più vero e spontaneo, e soprattutto sincero e autentico.

Ho cercato di essere sempre presente, per quanto mi era possibile. Ascoltare cercando di capire, di regalare una parola di conforto e un sorriso quando lo sconforto sembrava prendere il sopravvento. Ho dato tanto, tutto quello che mi era possibile…e ho ricevuto altrettanto e ancora di più.

Ho conosciuto indipendentemente dal reato, dalla loro colpevolezza o meno, tante persone vere e autentiche, con un mondo interiore stupendo nella loro unicità, perché ognuno di loro è unico nel suo essere. Ogni storia ha il suo perché e merita di essere ascoltata integralmente, senza giudizi, senza falsi convenevoli…soltanto ascoltata.

Non mi sono mai permessa di giudicare perché non sono nessuno per farlo, e perché già da troppi vengono giudicati. Vengono giudicati da chi ha l’autorità per farlo, e tante volte, forse anche troppe, da chi si appropria di questo diritto anche se non gli compete. Per legge godono di diritti precisi, ma in pratica non tutto va sempre secondo le regole…..

Ecco questa è la mia esperienza, nasce così nel lontano 2004 il grande amore per il mio lavoro. Un amore e anche un disamore da qualche anno. Ma nonostante le vicissitudini, non ho mai mollato, e non ho intenzione di farlo. Ecco tutto, anzi… eccomi. Letizia  

Conto alla rovescia…

 
Gli ultimi attimi delle feste natalizie.. le sensazioni di Alfredo Sole. Lettera amara.. con una immagine che non ti scordi più. I pochi ancora svegli, a mezzanotte di Capodanno, che si alzano per fare uscire i bicchieri dalle sbarre, prima di ripiombare -visto anche il freddo polare- sotto le coperte in compagnia dei propri fantasmi. Una immagine da film, che in pochi minuti dice tanto. Dice troppo. Eppure Alfredo non può veramente rinunciare. Dopo 19 anni, non può ancora. E forse non potrà mai. Che bestia questa speranza.. ci spinge a credere, anche in uno sperduto angolino della mente.. che il prossimo.. il prossimo capodanno sarà diverso.. e quel bicchiere a mezzanotte non uscirà fuori dalle sbarre, ma incrocerà altri bicchieri, li toccherà, l’infrangerà anche..
C’è chi vuole sempre il pedigree per essere vicino a qualcuno. L’esame del sangue e delle urine. Noi stiamo vicini a chi è senza speranza, a chi urla nella notte, a chi ha fame di amore. Se questa è una colpa, ci dichiariamo colpevoli.
 
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Che peccato, le feste finiscono oggi con l’epifania. Non sono dispiaciuto, è solo sarcasmo il mio. Sono felice che siano finite! La notte di capodanno ho festeggiato con lo spumante. E sì, abbiamo anche lo spumante, la bottiglia piccola. E’ una pacchia questa galera…
Voglio raccontare la mia bella serata di capodanno:
Sono a letto, dentro le coperte perché fa un freddo cane e i termosifoni non funzionano bene. Faccio zapping con il telecomando della TV. In ogni programma c’è gente che festeggia aspettando la mezzanotte. Nel corridoio della sezione c’è silenzio, dormono quasi tutti. Qualcuno è sveglio come me, sento la sua tv accesa. Ci siamo dati l’appuntamento per qualche minuto prima della mezzanotte.
Ci siamo quasi, mancano 5 minuti all’ora X. Non ho voglia di alzarmi, ma devo rispettare l’appuntamento, dobbiamo brindare all’annonuovo.
Inizia il conto alla rovescia, ormai siamo tutti svegli e con la bottiglia di spumante in mano scandiamo in coro il conto alla rovescia: 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, ….
Il tappo del mio spumante fa cliecca..!
Ci facciamo gli auguri facendo uscire i bicchieri fuori dalle sbarre e, due minuti dopo, cala di nuovo il silenzio. Ognuno di noi torna nel suo letto, con i soi fantasmi.
In quel momento mi viene un pensiero, triste naturalmente. Ho ancora il bicchiere di spumante in mano e guardo la TV, la gente festeggia e la capisco, ma io cosa diavolo ho da festeggiare? Finsice un anno e ne inizia un altro, ma per me non c’è una fine o un nuovo inizio. E’ solo una nuova data che dovrò mettere all’inizio delle lettere che scrivo. E allora? Tutto qui? Devo festeggiare per un cambio di data? Con l’inizio di un nuovo anno ci si aspetta  qualcosa di nuovo, ma per me, ciò che per tutti sarà nuovo, è già vecchio. Perché conosco già ciò che saraà: un anno uguale a tutti gli altri 19!! Mi sono sentito ridicolo coonq uel bicchiere di spumante a festeggiare un evento che non mi appartiene. Ho svuotato il contenuto del bicchiere nel lavandino, ho spento la TV  e sono tornato sotto le coperte. Ma se prima dell’ora X faceno fatica a stare sveglio, adesso faccio fatica a prendere sonnno. Ecco il mio guadagno! Una notte insonne. Una notte irrequieta a maledire lo scoccare della mezzanotte.
1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000,, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009.
Questi sono gli anni dove tutte le mezzanotti mi sono alzato a festeggiare un evento che, in realtà appartiene solo ai vivi. Ma ogni ora X di questi anni c’è stata l’ostinazione di augurarci un anno migliore, mentre in realtà ogni anno è sempre stato peggiore. Frse è proprio per questo che sono stati sempre uno peggio  dell’altro. Cioè, il fatto di festeggiare l’ora X!! Se smettessi di festeggiare, se mi addormentassi invece di “brindare” potrebbe cambiare qualcosa. Ho deciso! Non festeggerò mai più il capodanno! Visto che ci siamo, non festeggerò neanche il Natale..e perché no?, neanche il mio compleanno, e tutte le feste che verranno. Sì, al diavolo gli eventi! Sono tutti per i vivi, e io non lo sono. Chi si accorgerà della mia assenza a questi eventi? Nessuno! Tranne me. Ecco, questo è il problema! Cogito ergo sum…
Dovrei smettere di pensare, così non mi accorgerei della mia assenza. Al diavolo! Sono fregato! Nonostante sia un Uomo Ombra. Sono costretto a partecipare alla vita, a sentirmi, nonostante tutto, parte di questo mondo. E’ solo una illusione, lo so, ma è così forte da non poter essere scacciato con il semplice gesto di svuotare un bicchiere nel lavandino.
La mezzanotte del 2010 sarò di nuovo in piedi: 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, ora X… E poi un’altra ora X  e un altro carcere.. ancora un’altra…
Alfredo

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