Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Donna misteriosa… ricordando Nicola Ranieri

donna-misteriosa

Continuano le pubblicazioni con le quali stiamo ricordando, Nicola Ranieri, il nostro amico speciale, morto a settembre del 2011.

La sorella Mina, alcuni mesi fa, ci ha inviato una grande raccolta di testi di Nicola. Testi presente nel suo computer, che il carcere ha inviato alla famiglia.

Il 15 settembre ho pubblicato il primo testo di quel materiale. Se andate al link relativo.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/12/15/anima-ribelle-ricordando-nicola-ranieri/troverete anche una breve sintesi della drammatica vicenda di Nicola Ranieri. Vi invito a leggerlo.

Ci ha fatto un grande dono Mina. Il materiale è tanto, e sarà l’occasione per potere ricordare il nostro amico Nicola per molto tempo ancora.

Il testo di oggi..  “Donna misteriosa”.. è davvero un grande testo d’amore.

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DONNA MISTERIOSA

“Senza te fra le braccia, sento il vuoto nella mia anima”.

Mi ritrovo a cercare il tuo viso nella mia immagine: so che è impossibile, ma non posso farne a meno. La mia ricerca è un’impresa interminabile, destinata (d’altronde se ci penso dove mi trovo oggi), sicuramente al fallimento.

Noi avevamo parlato di ciò che sarebbe accaduto se le circostanze ci avessero separati, ma, come vedi, donna misteriosa, la promessa non posso mantenerla. Mi spiace, donna, ma puoi stare sicura che non ne ho un’altra per sostituirti, anche se non ti nascondo che il desiderio in me mi divora e cresce costantemente. Le parola che ci abbiamo sussurrato quella notte prima del mio arresto erano follia, e me ne sarei dovuto accorgere allora. Tu, soltanto tu, sei l’unica cosa che non ho goduto sino in fondo, ma ti ringrazio di avermi amato per l’uomo che sono stato.

Sono contento che sono riuscito a farmi lasciare da te, non volevi lasciarmi, so che hai pianto per me, ma i veri uomini non vivono nell’egoismo, ma nell’amore per il prossimo.

Cara donna misteriosa,

sono passati 8 anni e come vedi non ti ho dimenticata.

Adesso la mia vita scorre come l’acqua di un ruscello.

Respiro, mangio e dormo come sempre, ma in me stanno scomparendo i sentimenti, ho paura di amare perché d’altronde non ne ho il diritto. Poi, se ci penso, non ho nessuna da corteggiare. Continuo a volare con i pensieri, come i massaggi che ti scrivo, sperando un giorno tu li possa leggere per capirmi e capire. Non so dove sto andando in questo percorso detentivo, né se uscirò vivo (speriamo!!!).

Puoi perdonarmi?
Non mi faccio capace di essere così resistente agli urti che incontro quotidianamente, ma ringraziarmi di non averti legata a questa mia agonia. Ti vedevo mensilmente, e pensavo in me, quale colpa hai avuto tu, per soffrire colpe che non ti appartengono. Ogni notte non facevo altro che pensarti e amarti, desiderarti e soffrire. Ma avevo in me un senso di colpa, una colpa forse tutta mia, quando tutto ciò è diventato visibile davanti ai miei occhi ho deciso di farmi forza e con dolore quel giorno al colloquio ti ho lasciata.

Piangevi e non ti facevi capace. So benissimo che mi amavi alla follia, che la tua gelosia per me non conosceva confini. Ma oggi che sono venuto a conoscenza che nella tua vita hai trovato un brav’uomo, sono felice e, nel mio piccolo, realizzato. Non posso amare una donna che posso vedere e non avere. Non sono egoista, ma altruista. Nel mi cuore sapevo benissimo che la mia vita non sarebbe stata sempre la stessa. Ogni volta che ti ricordo, continuo a sentire la nostra ultima conversazione. In questo luogo l’affetto femminile è fondamentale. Tutto ciò lo noto quando vado a scuola. Noto nei miei amici di sventura che, quando vedono una figura femminile, basta che respiri per diventare degli uomini fragili. Forse non hanno avuto le mie opportunità, le mie occasioni, non sono stati corteggiati come e vanitosi come me. Chissà se un giorno diventassi come loro, ma credo che non lo diventerò mai, essendo quello che hai conosciuto.

Adesso, però, con lo sguardo fisso al futuro, devo andare per la mia strada, non posso permettermi di pensarti, e neanche di amarti, non ci sono fuori, per cui  non sono libero, devo dedicarmi alla realtà che mi circonda e in lei trovare uno sbocco di ossigeno per vivere, perché quello che più conta che io vivo, il resto non posso pensarlo e neanche immaginarlo. In questi otto anni ho perso già troppo dalla vita. L’unico amore mio vero è mia madre, credo solo in lei come donna e come amore indivisibile.

Tu sei la donna misteriosa entrata di prepotenza nella mia vita, ma delusa e frenata dal destino. Nel mio cuore sapevo che la mia vita non sarebbe stata la stessa, mentre tu ignoravi cosa ti stava davanti. Amami come ho saputo rispettarti, amami come ho saputo proteggerti, amami come ho saputo amarti, amami come ho saputo darti la libertà, amami perché non sono mai stato geloso di te, amami perché mi fidavo di te, amami perché ero un duro e nella durezza sono stato un grande.

Non seguirmi in questa tortura psicologica.

Ciao donna misteriosa, non metto il tuo nome perché ti rispetto e desidero tramite il sito fartelo sapere.

Tuo “alias” PALANCHETTO.

Nicola Ranieri

Una bellissima lettera a Carmelo Musumeci

Nessuna lettera inviata dall’esterno è banale.. nessuna lascia indifferenti. Perchè in ognuna di esse si intravedono legami, ci sono emozioni, ricordi, amicizie, commozioni, risate improvvise, barchette di carta e sogni. E quasi mai le commento. Mi limito a pubblicarle, facendole precedere da meno parole possibili.

Ma alcune arrivano a commuovermi profondamente.. a toccare qualcosa nell’anima.

Come questa, scritta da una donna -di cui non dirò il nome- a Carmelo Musumeci.  Autostrade di sofferenza ha attraversato questa donna, e un legame fortissimo parla attraverso questo piccolo pezzo di carta. Una generosità anche che non si è fatta annichilire dall’ombra…

Ci sono prigioni lì fuori. Prigioni ancora più distruttive del carcere, a volte. Ci sono angeli finiti sotto tonnellate di fango. E canzoni che non vogliono morire e che cercano sempre un sentiero.

C’è una dignità di chi conosce il dolore.. una gentilezza semplice che sa ancora spalancare le braccia..

Vi lascio a questa lettera inviata a Carmelo Musumeci.

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Ciao, mi auguro che questa riesco a spedirtela.

Ne ho scritte tante, ma tante, in tutti questi anni, ma non ci riuscivo. Pensavo, non so cosa pensavo, ma poi le tenevo lì. Leggo che non ti sei rassegnato, che sei ancora solare, che sei circondato d’amore, di tua moglie, dei tuoi figli e che sei anche nonnno. E’ meraviglioso.

Ti sei anche fatto una bella cultura, scrivi, sei laureato. Ma io non mi meraviglio. Dentro hai sempre avuto di più di qualsiasi persona. Sei certamente la persona che il cuore più bello. Ti ho visto in un tuo libro. Sogno spesso che sei libero. Ti immagino felice, vicino alle persone che ami.

Ecco, forse non mi sono mai data una ragione di ciò che stavi subendo in tutti questi anni, che eri infelice… ci stavo male!!!

Non esattamente in contemporanea alla tua mancanza di libertà, ma quasi.. sono entrata in un tunnel che si chiamava alcol, psicofarmaci. E in più con un compagno -ricordi il bravo ragazzo?- mi massacrava di botte perchè -diceva lui- mi credevo una malandrina. Perchè chi è stato in carcere una volta, fuori lo è ancora. Ma ora sono anni che il male può farlo ad altri, non a me. Però io ho vissuto l’inferno. Quando prendevo foglio e penna, c’era troppo dolore e non volevo portarlo a te.

Ora che tutto è uscito dalla mia vita, ora che sto cercando di rivedere il sole, dopo venti anni di buio.. ti scrivo, perchè cerco di essere serena.

Vivo sola. Ho tre bellissimi gatti che adoro. Ho tante cose da dirti, ma non so nemmeno se le vuoi sentire. Però volevo dirti che non si può cancellare una data, mai.

Sono tanto cambiata. Non c’è più l’eterna ragazzina, no. Il male, la sofferenza, hanno fatto venire fuori una donna.. era ora!!!

Tornerai libero Carmelo. Non possono rubarti la vita.. con tutto l’amore ceh ti aspetta fuori.. con la tua famiglia. Sarà bellissimo per voi. Sarà bellissimo per te!!!!

Io avevo bisogno di dirti.. che non dimentico… non dimenticherò mai.. con cancello nulla, perchè insieme a me c’era il mio cuore!!!

Siamo amici da molti anni. Mi scriverai.. io vorrei.. ho un mare di cose da dirti.

Bacioni

Nuove opere di Pierdonato Zito

Oggi inserisco nel Blog le foto di alcune delle recentissime creazioni di Pierdonato Zito, detenuto a Voghera. Si tratta di olio su te. Se cercherete nella nostra “Galleria”, troverete parecchie opere di Pierdonato Zito pubblicate nel corso del tempo. Meritano tutte di essere conosciute.

Pierdonato è un uomo particolare. Uno dei primi amici conosciuti tra i detenuti, è persona di raro rigore. Ha una cura particolare per ogni cosa che fa, una riflessività profonda, una cultura intrisa di spirito “classico” (ama molto gli autori latini per esempio), un difensore convinto della necessità di recuperare le radici e salvaguardare la memoria. Anche nel suo modo di scrivere, ogni parola pesa, nessun rigo sa mai di superfluo. Tutto vive di una consapevole presenza.. a volte malinconica… sempre interiormente libera..

Tra le opere che  inserisco oggi, la mia preferita è la donna seminuda con i capelli nelle mani, di cui ci sono due versioni, una con colori un pò più intensi sullo sfondo (probabilmente è la stessa opera fotografata in due momenti diversi..o forse sarà dipeso dall’angolazione da cui è stata fotografata e dalla luce in quel momento nella stanza… comunque sia ho preferito inserirle entrambe).

Prima di ogni opera è indicato il titolo..

Buona visione

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Autunno

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Intimità

Intimità

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Tormento

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Ragazza seduta

EE

 

Riflessioni e disegni di Domiria Marsano

Domiria Marsano, detenuta nel carcere di Lecce, e da alcuni mesi nostra nuova e preziosa amica, è quella che io definisco un.. talento.

Ha un mondo da esprimere e lo sai esprimere bene, con le parole e con i disegni.

E’ una donna giovanissima, ma che ha osservato attentamente se stessa ed il mondo. E’ anche una madre, e il rapporto con la figlia, da salvare e proteggere nonostante il carcere è il suo ottovolante, le sue montagne russe.

E’ di quelle persone che non riescono a farsi fagocitare da una ingrigente routine. Persone che vogliono stare al mondo, e dire la loro, e sentirsi vive, e aggrapparsi a ogni pianta per provare a salire il muro (tranquilli.. non si sta parlando di una evasione…).

Mi piace del suo scrivere anche che è schietto e sincero, senza farsi troppi problemi di “diplomazia”. Domiria ad esempio dice senza tanti tentennamenti, quello che sembra essere un problema diffuso nelle carceri femminili, in maniera decisamente maggioritaria che in quelli maschili..  l’enorme difficoltà della convivenza tra donne. Anche tra uomini la convivenza è assolutamente non facile. Ma sembra che tra donne essa raggiunga ulteriori gradi di esasperazione.

Accanto al suo testo.. ho inserito anche tre suoi bellissimi disegni. Come si accorgerà chiunque li visionerà, sono disegni che hanno un’anima.

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Il carcere è un luogo che spersonalizza gl individui, siano essi detenuti o operatori.

Anche se non è più in uso, un tempo anche i detenuti indossavano una sorta di divisa chiamata “camoscio”.

Ogni istituto ha un elenco di oggetti, vestiti e prodotti consentiti e non. Da un certo punto di vista ciò è necessario per la sicurezza e l’ordine, per l’insegnamento nel senso delle regole, per la correzione e ricostruzione della personalità… “deviata”…

Portare all’estremo questo concetto senza un supporto adeguato, demolisce totalmente l’individuo, creando un  evidente contrasto con l’art. 13 O. P., L. 354 del 26.07.75.

Art 13

1. Il trattamento penitenziario deve rispondere ai particolari bisogni della personalità di ciascun soggetto.

2. Nei confronti dei consannati e degli internati è predisposta l’osservazione scientifica della peprsonalità, per rilevare le carenze fisiopsichiche e le altre cause del disadattamento sociale. L’osservazione è compiuta al’inizio dell’esecuzione e proseguita nel corso di essa.

3. Per ciascun condannato  e internato, in base ai risultati dell’osservazione, sono formulate indicazioni in merito al trattamento rieducativo da effettuare ed è compilato il relativo programma, che è integrato o modificato sencondo le esigenze che si prospettano nel corso dell’esecuzione.

4. Le indicazioni generali e particolari del trattamento sono inserite, unitamente ai dati giudiziari, biografici e sanitari,nella cartella personale, nella quale sono successivamente annotati gli sviluppi del trattamento praticato e i suoi risultati.

5. Deve essere favorita la collaborazione dei condannati e degli internati alle attività di osservazione e di trattamento.

I regolamenti e le cose consentite sono uguali per uomini e donne… il carcere è un luogo pensato dagli uomini per altri uomini…

Spegnere in una donna la creatività, il gusto, l’attenzione, la cura per l’ambiente e per l’aspetto, è spesso devastante.

Significa perdere la femminilità, la propria essenza.

Nel carcere di Lecce, la Direzione, fortunatamente, presta particolare attenzione al ruolo di  mamma.

Circa un paio di anni fa, la Dott.ssa Rosaria Piccinni, dimostrando grande sensibilità, coadivutata dal cappellano, diede vita ad una associazione, “Lo specchio di Alice”, per permettere alle detenute madri, degli incontri con i propri figli, una volta al mese, in un ambiente diverso dalle sale colloqui. Un’iniziativa ben riuscita, continuata con impegno e dedizione dall’attuale Direttore, Dott.ssa Rita Russo.

Hanno così sopperito, in piccola parte, alle carenze istituzionali, che pur avendo promulgato alcune leggi, tipo la Simeone, art. 47 quinquies c.p., non si preoccupano del fatto che trovano scarsissima applicazione.

Le donne sono, tra di loro, meno tolleranti, essendo, per natura, tendenzialmente umorali. Avendo esigenze differenti dagli uomini, la convivenza in uno spazio troppo piccolo è molto difficile, complessa, sofferta. Avere in comune reati non significa uguaglianza di estrazione sociale, culturale, umana.

Quando però si crea armonia e un obiettivo comune da realizzare…. non me ne vo gliate…. i risultati sono superiori a queli dei “maschietti”.

E’ risaputo che la donna ne sa una più del diavolo!!!! Personalmente, all’inizio ho sofferto la privazione degli indumenti, prodotti e accessori.

In seguito ho superato questo “inconveniente”, ma ciò che continuo a sentire come una vera e propria vioelnza, è il dovere condividere la mia intimità. Non tutti abbiamo le stesse abitudini, la stessa igiene ambientale e personale. Inoltre, non si può mai acquistare, nè viene fornita dall’amministrazione, candeggina o detersivi al cloro… Dal profilo della tutela della salute è molto grave…

Non riesco, non riuscirò mai, credo, ad accettare questa promiscuità che spesso è motivo scatenante di tante incomprensioni con le compagne di sventura. Moltissime volte le infrazioni disciplinari in cui incorrono i detenuti, sono dovute all’esasperazione per la forzata convivenza.

Parlano i nostri politici… investire nell’edizilia carceraria. Magarii lo facessereo! Niente indulgenze e sconti al grande supermarket della giustizia.

Allora concretizzate! Ne avete avuto tutto il tempo all’epoca dell’indulto del 2006. Siamo nel 2011 e non ci sono ancora carceri italiane a nroma.

Chiediamo solo un piccolo spazio individuale in cui poter…. sfogliare i numerosi tramonti, e scalare le montagne delle nostre colpe…

 

 

 

Spirito attivo.. di Nuvola

Giovanni Leone – in arte e in battagli Nuvola (per sapere l’origine di questo nome andate al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/10/13/io-sono-nuvola-opere-e-riflessioni-di-giovanni-leone/) – figura insolita, improbabile in un luogo come il carcere, improbabile proprio in quanto tale. Spirito bambino, coi suo colori, e la sua matita, passando ore e ore in cella in profonde meditazioni, riflessioni e creazioni (c’è un bellissimo momento in un post di mesi fa, dove Pierdonato Zito parla di Giovanni Leone, il degno che lo accompagna è dello stesso Giovanni (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/07/13/pierdonato-zito-su-giovanni-leone-nuvola/).

Oggi pubblico altri due suoi disegni, ma si intende che tutto il suo materiale presente sul Blog andrebbe visto.

Il primo disegno mostra una donna alta e fiera, che alza il braccio e la mano, in prossimità di una bandiera. Questa donna simboleggia lo spirito libero, attivo, l’anima guerriera che può svegliarsi in ognuno di noi, e ci spinge ad osare e a superare ogni realtà ostacolante, per rinnovare noi stessi e il mondo. Il disegno è accompagnato da un testo (che ho inserito immediatamente precedente ad esso), dove Nuvola parla di come intende lo spirito attivo.

Il secondo disegno non è preceduto da uno scritto, ma il suo senso è di una evidenza diretta come una pietra in testa. Il carcere come ghetto di poveri cristi crocifissi.

Giovanni.. Nuvola… sente l’esigenza fortissima di rendere felici gli altri, di dare loro qualcosa che possa allontanarli dalla cieca sofferenza e dai tormenti impotenti, per accenderli lungo strade di speranza. E, come in questo testo, sembra dire loro “avanti, vivete questa vita con coraggio, con amore”.

E’ come una sorta di eremita Nuvola, essere perso tra il cemento e le sbarre di Voghera, innamorato dell’esistenza, che non conosce “dal di fuori” da molti anni. Eppure appassionato della vita.. come pochi.

Bellissimo il finale del suo testo che accompagna il primo disegno…

Perciò faccio bene a sprigionare le mie sensazioni, nel scarabocchiare, e non me ne può fregare niente del tuo giudizio di pantofolaio. E datti una mossa.. togli le chiappe dal letto se ti vuoi salvare… l’importante è esserci.”

Invito che rinnovo… alzate il culo dal divano perdigiorno. E tempo di lottare.. e di vivere.

Vi lascio ai due disegni e allo scritto di Giovanni Leone… libera Nuvola in libero cielo.

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Non è mai troppo tardi per lo spirito attivo. Perchè prima o poi salterà fuori quell’anima da guerriera per inseguire i propri pensieri verso la via dei sogni.

Ogni attimo è  buono per aprire la porta delle vie in cerca ancora di futuro, delle avventure a te sconosciute, come Cristoforo Colombo. Avventure dove  sapevi ritrovare la luce stessa riflessa nel tuo cuore. Anche quando il cammino era pieno di pericoli estremi, e l’animo ancora prigioniero del passato e consumato dalle ansie, e anche il corpo a volte cede.

Ma le lacrime e le speranze danno forza a quell’amore e a quella fede che ancora devono sbocciare, e non fanno morire mai la linfa che porta a farti rialzare.

Perchè sei custode della tua fonte di vita, come sullo schermo del cielo, dove è scritto tanto amore per la vita e per il prossimo. Perchè l’animo nobile non ti lascia mai, è come l’amore che si attacca addosso, e si riconosce sempre.

E’ l’unico modo che abbiamo per parlare della nostra vita, senza arenarci nelle tristezze della legge in questio ventennio. Perciò non farti il funerale, prima del tempo, come forse qualcuno vorrebbe. Perchè la nostra vita ha sempre bisogno di risorgere, di metterci di nuovo in gioco. In qualsiasi posto si sia, è importante esserci, con l’intenzione di ritrovare se stessi, di iniziare unanuova vita, riconfermando i propri valori fondamentali, ma dentro un mondo senza confini, che deve mettere al centro il rapporto tra libertà e natura, che deve pensare davvero al proprio futuro, partendo dalla scommessa di un mondo di energie sostenibili e di progetti possibili.

Non sono promesse di detenuto, sono piani di esperienze e di vita di uno che del proprio sogno ha fatto un destino, scrivendo e parlando di sogni e progetti.

Perciò dobiamo anche meditare, cioè riflettere profondamente, su ciò che impariamo, facendolo scendere nel cuore. Solo l’amore la fede viva possono spingerci ad agire con coraggio per ricevere  i frutti dell’amore del prossimo.

Perchè tutti noi manchiamo di sapienza. Per trarre beneficio da essa, continua a cercarla, studiando attentamente gli insegnamenti dei saggi e meditando su ciò che leggi, e su quello che ascolti. Devi prestare attenzione alla sapienza con il tuo orecchio, in modo da inclinare il tuo cuore al discernimento. Se inoltre chiami l’intendimento stesso, e levi la voce, e continui a cercare come cibo i tesori nascosti dell’amore, troverai anche la medesima conoscenza di Dio. Troveremo gemme di sapienza, per fare fronte ai problemi, e per prendere decisioni sagge.

Perciò faccio bene a sprigionare le mie sensazioni, nel scarabocchiare, e non me ne può fregare niente del tuo giudizio di pantofolaio. E datti una mossa.. togli le chiappe dal letto se ti vuoi salvare… l’importante è esserci.


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Lettera dal di fuori.. e risposta..

Per la rubrica Lettere dal di fuori -nata da una idea di Carmelo Musumeci- pubblico oggi una lettara inviata allo stesso Carmelo da una donna che tanti anni fa ebbe un forte scambio umano con Carmelo. Il nome è omesso, come è omessa la parte finale.

E’ una lettera molto intensa e struggente.

E questa volta pubblico, di seguito, anche la risposta che Carmelo le ha inviaato.

Vi lascio alla lettera di questa donna e alla risposta di Carmelo.

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Cosa ti tira fuori una quinta elementare? (non ridere!!)

Scrivimi, io aspetto un bacio.

Vicino alla riva di un mare immenso, c’è una piccola figura di donna seduta sulla riva, avrà dodici anni, pensierosa, guarda davanti a sé. Ha occhi che si confondono con il cielo, capelli color oro, sembra una bambola.

I colori del suo vivo li ha presi da padre. Ne è orgogliosa. Un padre tanto amato, sempre presente, che la coccolava, sgridava, che aveva sempre un sorriso per lei, l’abbracciava, alzandola verso il cielo. Lei rideva, felice. Lo amava intensamente.

Poi la morte, lei non conosceva la morte. Qualcuno le ha detto “non potrai più vederlo”.

Ed ora eccola d assorbire il primo grande dolore della sua vita. Tocca con la mano il mare, poi la alza verso il cielo e urla “ciao papà”,

Finalmente piange!!!

Ho paura di portarti solo altra tristezza, e non voglio. Tanto ormai è andata. Ora, cioè da otto anni mi sto muovendo piano, ma cerco di costruire, non di demolire, per essere serena.

Anch’io non ti ho mai dimenticato. Il perchè credo che tu lo sappia. Sai, a volte chiudevo gli occhi e ti dicevo “aiutami, ho tanta paura”, come se tu fossi il mio angelo, sempre.

Che non devo soffrirti a saperti lì non  è facile. Io so come sei, perchè non guardano i tuoi occhi, santo cielo, hai l’anima in quei tuoi occhi. Sei la più giusta e bella persona che abbia incontrato. Quello che si prodigava per i più deboli. Se in assoluto cuore e amore per chi lo merita.

Non ho mie foto recenti, però te ne manderò una se ti fa piacere, e ti giuro che farò di tutto per essere più serena, ma che veramente ci riesca anche tu, sola, però, sola, sola, sola !!!!

Sì, sei un grande scrittore, ma senti, Carmelo ho ricevuto la parte di vita che ti tiene chiuso lì, ho visto cose che mi hanno riempito il cuore di gioia, le foto, il momento della laurea. Ne ho fatte altre che sono profondamente dolorose, il racconto bello per 11 ore… poi.. non trovo le parole, non riesce, per me è impossibile trovare una spiegazione della parola.. ergastolo. Ti dico… dai.. vai avanti.. sii forte.. queste cose le hai insegnate tu a me, che ero una bimba.  Mi dicevi “dignità e rialzarsi sempre.. la vita è bella”. Se oggi, con tanta fatica, vado avanti, è, lo giuro, proprio per quelle parole. Le ho tenute sempre nel cuore. Potevo essere pestata a sangue, poi mi leccavo le ferite, andavo avanti. Sono caduta all’inferno, mi sono rotta le ossa per uscirne, ma ora a te dico grazie di esistere, di fare capire che, finchè c’è la vita, può sempre arrivare qualcosa di bello, anche se nel mio caso credo che l’Assassino dei sogni, a volte abbia fatto qualche scappata fuori, per vedere se riusciva a torturare chi aveva la libertà. A me mi ha beccato in pieno. Libertà, bella frase, significa un bel tramonto, un p rato di margherite, abbracciare chi ami, correre, ridere, non avere il fiato della disperazione sl collo. Significa vivere, passione, alzare gli occhi e vedere le stelle.

C’è il rovescio della medaglia. Bisogna anche godere della libertà, se come me attraversi la vita andando avanti con il cuore.. beh… fino a qualche anno fa era un incubo.

Ora sono libera, molto più cerebrale che emotiva, pondero, misuro tutto, perchè è arrivato il momento, non c’è più voglia di scenate. Sono una donna, credo, no, lo sono, ma questa veste di sofferenza non riesco a toglierla del tutto. Forse anche tutti questi lunghi anni di solitudine voluta da me alla fine, però pesanti, mi hanno fatto pensare ricordare. Mi hanno come resa vulnerabile e allora è un casino. Guarda, ho tanta (…)

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Cara…

Ho ricevuto la tua lettera e mi hai molto commosso su quello che hai scritto su tuo padre.

A i miei figli voglio bene uguale, anche se in modo diverso.

E con mia figlia ho un legame particolare, e leggendo le tue parole ho immaginato il tuo immenso dolore da bambna, da grande e da adulta.

In tutti i casi non devi mai sentirti sola.

Non siamo mai veramente soli, se c’è stato qualcuno che ci ha voluto bene.

E sono molto convinto che, dovunque sia tuo padre – nell’universo nulla viene creato e niente viene distrutto – lui continua a volerti bene.

Come dici tu la vita è un barattolo, dove metti la mano, ma non sai mai cosa trovi, forse il bello della vita è proprio questo.

In qualsiasi momento e, a qualsiasi età puoi trovare l’amore, la felicità, la serenità.

Non ti stancare mai di cercare, ma soprattutto guarda prima dentro di te.

E solo dopo intorno a te.

Spesso dentro i nostri cuori abbiamo tutto quello che ci serve per essere felici e non lo sappiamo.

Ho aspettato qualche giorno a scriverti, perchè sono preso da mille impegni.

E in questi giorni ho risposto al Popolo Viola, come puoi vedere dal documento che ti mando.

Per il resto sono abbastanza zereno, dalla mia cella leggo, scrivo e lotto.

E in un certo modo riesco a vivere e a essere felice anche in carcere, alla faccia dell’Assassino dei Sogni.

Anche tu cerca di essere serena perchè, lo sai, il dolore degli altri influenza sempre il mio stato d’animo.

Il mio cuore ti manda un sorriso.

Io ti mando un abbraccio.

Carmelo

Donna.. di Giovanni Zito

Giovanni Zito.. da Carinola..

valanghe sono i suoi scritti sul nostro Blog,

a volte l’ironia, a volte la fiaba, a volte l’inquietudine, a volte l’insaziabile malinconia.

Oggi pubblico questa sua poesia.

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Donna, piano.. piano…

l’amante, poi la nostra spiaggia,

adesso sono un gabbiano senza compagnia

una vita da carcerato.

Sono un uomo adesso, ma mi sento ancora

giovane nel cuore…

Forse sono cambiato, il tempo si porta via

tante meraviglie, le sbarre restano.

Alla sera con lo sguardo tocco la luna,

rivedo una tua carezza.

Donna, così come il mare tu smuovi la mia mente

in quella strada dove solo io cammino

perchè, perchè.. è…

spettinata imbrogli il mio tempo,

unica, speciale, originale,

sei tu la composizione dell’anima.

Questa favola scritta per te,

ma recitata da un altro essere secondo

nella vita è solo una bugia.

Le stelle dicono mare calmo questa sera

ma come si fa a quietare la mia tempesta

lontano dalla mia terra mi sento come il vento

che soffie sulle verdi foglie…

Senza amore non c’è gelosia,

le ripicche di un passato ancorate nel mio

destino. Basta pensiero mio fermati,

riposati, pensiero dove vai..  è tutto inutile

spogliarti d’amore la donna.

Così un’altra sera se ne va,

un’altra notte aspetta l’alba insieme a me,

questo ricordo non serve più,

mentre il mio cuore più debole si sente

sognandoti così donna…

Opere “floreali” di Giuseppe Reitano

Ecco nuove opere del nostro pittore più “assiduo”…. Giuseppe Reitano.. detenuto a Spoleto.

Questa volta sono tutte “a tema”.. e il tema sono i fiori. Solo la prima è un pò “diversa” dalle altre, presentando anche la figura umana, ma i fiori non mancano neanche in questa. Escluso la prima poi.. il resto sono acquarelli.

Davvero belli da vedere.. e confermano per l’ennesima volta il talento di Giuseppe Reitano.

Buona visione..

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Nellino risponde ai commenti

L’ultimo testo di Nellino (Francesco Annunziata) che abbiamo pubblicato, Il fascino del male (vai al link… https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/03/18/il-fascino-del-male-di-nellino/) era sicuramente un testo controverso che avrebbe portato inevitabilmente delle reazioni, di tenore dverso fra loro, ma tutte rappresentative  della capacità i stimolo che ha avuto l’argomento e il modo in cui Nellino l’ha posto.

In questo post pubblico le risposte date da Nellino ai commenti che gli sono giunti..

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Ti mando le risposte alle ragazze del Blog e poi chiudo le lettera..

Inzio proprio con Ciro Campajola..

A CIRO CAMPAJOLA-  Ringraziandoti per avere espresso il tuo pensiero sull’argomento, voglio subito dirti che mi hai fatto sbellicare dall risate. GRAZIE..:-). Il tuo commento era trascritto per ultimo e sotto c’era uno spazio bianco. A prima vista ero rammaricato perchè pensavo che non avesse stampato, poi ho letto il tuo rigo e, ti giuro, stavo scoppiando dal ridere. Sei un fenomeno. Eppoi, mi è sembrato ottimo come chiusura ai commenti. Davvero, ti giiuro, non sono ironico, mi seri piaciuto davvero, anche se non dici perchè trovi che mi sia scappata una cazzata, sei stato ugualmente geniale. Comnque, la penso al contrario di te, forse non mi sono spiegato al meglio, forse ai frainteso il mio ragionamento. Il mio non era un paragone, non voleva esserlo. Credimi, volevo solo dire una cosa buona, avvertendo quelle ragazze che il “dopo” è una vera tragedia, tutto qua. Scusami la brevità, devo rispondere anche alle altre. Ti saluto con affetto e simpatia.  Nellino.

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A MELINA- Carissima Melina, on ci crederai mai, come io non credevo ai miei occhi quando ho letto la poesia di Emily Dickinson. E’ a mia autrice preferita, e quella è la mia poesia preferita. Esprime esattamente ed in maniera perfetta tutto quello che volevo dire che non tutti hanno compreso. E’ la poesia che ho dedicato a mia moglie e che invito a leggere alle persone per fare loro capire quello che intendo. Sono rimasto estremamente colpito da questa coincidenza. Come sai la poesia è polisemica, quindi trovare una persona che gli dà la stessa interpretazione, per giunta estranea a questi contesti, mi ha molto sopreso. Cara Melina, anche se so che ormai nessuno scrive più lettere, mi farebbe piacere se tu mi scrivessi direttamente su questo argomento. Come sai non posso scrivere direttamente sul Blog, e il tempo che trascorre dall’inoltro alla risposta è estremamente lungo. Come a te, lo chiederò ad un altro paio di persone che hanno scritto e mi hanno incuriosito con il loro pensiero. Spero rispondiate all’appello in maniera positiva.

Ritornando a ciò che mi hai scritto, hai perfettamente ragione. Questa poesia è proprio una risposta al mio “consiglio”, che infatti non voleva assolutamente convincere nessuno. Sì, hai ancora ragione, io e mia moglie non siamo affatto pentiti della scelta. Ma il punto è: lei ha scelto? Questa è una delle domande che non è stata compresa. Io parlo di egoismo, del mio “egoismo”, considerando che io sapevo ciò che combinavo e sapevo che prima o poi sarei finito dentro, ma lei? Certo il nostro “istante d’estasi” dura ancora, ma davvero compensa gli scrigni pieni di lacrime?

Oddio la tartaruga c’è ancora.. sai?…:-) Non sono invecchiato tanto!..:-) A parte gli scherzi, sicuramente la spavalderia e le altre cose hanno lasciato il posto ad altre qualità. Non sono d’accordo sull’aver maturato l’amore. Nonostante i due figli, se tu ci vedessi siamo ancora due ragazzi al primo appuntamento. Quando ci vediamo continuaimo a litigare puntualmente su quallsiasi stupidaggne come fanno gli innamorati i primi tempi. Solo che a noi sono trascorsi 20 anni. Ora ti saluto con un abbraccio forte. Nellino.

A MONICA FINARDI-  Carissima Monica Finardi, allora sei una esperta? Tu hai pienamente ragione, è un amore che non ti lascia scegliere. Ecco, appunto, non ti lascia scegliere. Nonostante la sofferenza per un distacco dovuto a forze maggiori. Io sono felice per te, puoi trovare un amore che non ti regalerà le stesse esperienze. Forse è proprio questo il punto nel complesso. Io non dico che uno sia meglio di un altro, dico solo che uno ha SOFFERENZE maggiori e per un tempo più lungo dell’altro. La vita è piena di sofferenze, in ogni caso. Quante coppie si dividono, quante donne trovano mariti “lavoratori” che poi finiscono per farle vivere in un inferno all’interno delle mura domestiche? Io dico solo che in certi casi le sofferenze si possono evitare. E non parlo di quando ormai “sei fatta”, mi rivolgevo alle ragazze agli inizi di queste storie “maledette”, quando hanno ancora la forza di distaccarsene. Se ti va scrivimi direttamente, mi farebbe molto piacere confrontarmi con te. Ti saluto con un abbraccio. Nellino.

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A SABINA BURATTA-  Ciao cara Sabina Buratta, è vero non si può generalizzare, ed infatti ho premesso che non conviene mai farlo, in quanto c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. Però voglio anche dirti che non intendevo sostenere che uno è meglio dell’altro, né la conquista per motivi economici.. semplicemente volevo “consiglliare” di stare attenti a quel ragazzo, perchè dopo.. saranno anni di solitudine. Tutto qua. Premesso ciò, non si può negare che “il ragazzo di strada sia “diverso”, dai… !!! Il brivido non è lo stesso. Rispondendo a ciò che hai scritto, voglio dirti che  mi farebbe piacere che mi scrivessi direttamente (busta e foglio). E il punto sta che tu non lo sai in che modo ha prenotato que tavolo, pensi che ha avuto quell’attenzione proprio come hai detto tu, ed è proprio quello un elemento che ti fa innamorare. Capisci? Non intendevo assolutamente classificare l’amore di un “criminale” come amore di serie A e quello del lavoratore come amore di serie B. Lungi da me questo pensiero, te lo giuro. E spero veramente che adesso sono stato più chiaro. Inevitabilmente, però, delle differenze ci sono, e non sui sentimenti ma sulla persona. Questa mattina ne parlavo coni p rof e spiegavo loro che pur partendo dal fattore meno importante, ovvero quello economico, anche su questo, a parità di soldi, a parità di disponibilitàà economiche, tra il “bravo ragazzo” e il “cattivo ragazzo” c’è una differenza esagerata, in quanto il modo di “buttarli” del “cattivo ragazzo” è inevitabilmente diverso. Precisando che non mi riferisco a persone adulte, bensì a ragazzi di 20 anni. Il 20 bravo ragazzo è nella maggior parte dei casì il ventenne “figlio di papà”. E ovviamente mi riferisco al 20enne con una disponibilità economica. Il 20enne cattivo ragazzo è già uno scugnizzo. Dai Sabina.. è un’altra storia. Ora al di là del discorso dei sentimenti in generale che come ti ho detto non classifico di serie A e di serie B, personalmente ti dico però che “SOLO CHI E’ STATO SCUGNIZZO UNA PARTE DEL CUORE SE LA TOGLIE E TE LA DA'”. Dimmi i gesti di corteggiamento che hai ricevuto dai bravi ragazzi. Sii sincera, avrebbero o avranno o possono mai pensare di farti un Murales di  notte sul muro sotto casa tua, di fronte alla tua finestra? O in un giorno qualsiasi, senza aspettare la ricorrenza particolare, inviarti 50 rose bianche la mattina, 50 rose rosa il mezzogiorno, e 50 rose rosse la sera? A qualunque donna gli si scioglie il cuore… Affittare un intero locale solo per voi due. Ora ti saluto e spero di ricevere presto la tua posta. Un abbraccio. Nellino.

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A FRANCY– Ciao cara Francy, anche tu sei molto simpatica, e ti dico subito che la poca gelosia non è confortante….:-) Io ti avrei spento il computer se avessi scritto due giorni di seguito alla stessa persona…:-) Scherzo ovviamente…:-)

Ecco vedi, qeul senso di “proprietà” di cui si parlava.. non per possesso  o egoismo, ma per importanza è una delle cose che a voi donne quando manca vi dispiace. E ti informo che, a dispetto delle credenze popolari, io sono un uomo che le minigonne più corte le comprava alla propria donna. I tacchi più alti e i vestiti più scollati. Ero e sono orgoglioso della sua bellezza. Conoscera il classico: NON LA GUARDATE! Ecco  a me faceva piacere fina quando era da sola o non si capiva che era già accompagnata. Quello che mi infastidiva era quando si continuava a guardarla nonostenta era ben chiaro che stava con me. La ritenevo una mancanza nei miei confronti, capisci? Tutti guardiamo le belle ragazzze, anche io, ma quando erano accompagnate, per rispetto di quel ragazzo che era con loro, mi giravo. Sei davvero molto simpatica, devi essere un bel peperino eh? 🙂 Ti saluto, a rileggerti presto.

A PAMELA-  Cara Pamela, se non erro eri tu che volevi sapere quale sono quei valori (ormai persi) della famiglia, antichi, ecc.ecc. Uno su tutti… di regola il ragazzo di strada non può tradire la moglie. Ti basta? Ma poi vogliamo parlare del rispetto? Di non lasciare mai la moglie a casa di notte mentre tu ti vai a divertire. La sacralità e l’indissolubilità del matrimonio. Il matrimonio è per sempre. Scusami, ma sono molto stanco, ho scitto tanto. Voglio solo aggiungere che anche a me piace tantissimo confrontarmi, soprattutto con chi la pensa diversamente dame. Anzi, sono pronto sempre a ricredermi quando ho di fronte elementi validi a sostegno della tesi opposta. Scrivimi, mi farebbe piacere. Vedo che questo argomento ha riscosso molte curiosità, ed è un argomento che ho molto a cuore. Mi piace parlare di amore. Un abbraccio. Nellino.

Da Nicola Ranieri

Nicola Ranieri è recentemente “emerso”  in questi territori (riemerso.. perchè a suo tempo ci scrisse e ci inviò contributi) quando è stato trasferito da Fossombrone (in precedenza era stato già trasferito da Spoleto) per il carcere di Opera (Hinterland di Milano) dove viene sottoposto a cure per il tumore maligno che recentemente gli è stato riscontrato (Andate a leggere i due post.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/02/10/ho-un-tumore-maligno-statemi-vicino/ e poi.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/02/26/nicola-ranieri-ci-scrive-di-nuovo/).

Lo pubblichiamo anche oggi. A brevissima distanza dal suo ultimo testo. Perchè crediamo che in questo momento abbia bisogno della più alta visibilità e vicinanza possibile. E comunque ciò che scrive è sempre interessante. Chiuso nella sua cella, in un reparto per “affetti da patologie”, sostanzialmente abbandonati dalla struttura, viene ulteriormente disincentivata la spinta interiore che potrebbe avere ad aprirsi e a relazionarsi con il contesto. Si parte sempre da una situazione diffiile, estrema, lunghi anni di percorso ostico nelle carceri, e adesso anche la malattia. E’un momento durissimo.. dove il carcere più che dare supporto, contribuisce ad aggravare..

Comunque, in questa lettera Nicola torna a scriverci, e rievoca tratti della sua vicenda.. con domande intermittenti.. quasi atemporali.. e che danno al tutto una atmosfera dialogica. Il processo, le ingiustizie che afferma di avere subito, la nostalgia e il bisogno estremo della donna (amici, basterebbe questo, pochi riescono a capire cosa vuol dire per un uomo rinunciare ad ogni contatto con una donna per anni e anni.. pochi riescono a capire come può essere tormentoso e deprivante…), la rabbia, la speranza che non può fare a meno di riemergere.

Scopro poi per la prima volta che Nicola effettivaemnte ha un “fine pena”.. 2026.. ma ancora quanto è lontano.. E in pratica, a meno di “abbreviazioni”.. uscira dal carcere quando avrà…62 anni… e lui teme che non avrà più la possibiità di avere una donna e costruirsi un momento di vita sua, a quell’età.

Mi ha molto toccato un passaggio di questa lettera, che dovrebbe spingere a tutti a riflettere un pò…

“Desisero vivere, vorrei crescere, voglio essere capito. Ho da imparare ancora da tutti voi. Ho bisogno che mi guidiate e che mi insegniate a vivere e a capire! E ho paura di cadere nel pregiudizio, nel cliché di quello fa solo questo o solo quello.”

Che appello… quanta sete di amore, riscatto, affetto, vicinanza..

Un sistema giuridico, economico e sociale.. dovrebbe avere come punto di onore.. sapere suscitare e poi RECEPIRE questa domanda, questa richiesta e dare ad essa nutrimento e contenuto.

Invece Nicola è parcheggiato da anni nell’indifferenza generale..

Continuate a scrivergli.. In questo momento di difficile lotta contro il tumore maligno, e sottoposto a una massacrante chemioterapia (giunta al terzo ciclo)… ogni vostra lettera è un momento di respiro e resistenza. E ricordate che nella precedente lettera Nicola chiedeva se qualcuno potesse inviargli un qualche cosa che riguardi l’Inter.. di cui è accanito tifoso.

Orsù.. anche se non l’avete.. andate a comprarla.. pura una bandierina… una sciarpetta.. o un poster di quache calciatore.

Vi lascio alla lettera di Nicola Ranieri.

AMARE CHE PAURA

Mia nonna non faceva altro che risparmiare, e per avere qualcosa dovevo sudare mille camice, anche se poco dava. A quei tempi, meglio di niente era.

Un aneddoto che risale alla mia infanzia, che accadde a Bari (parte vecchia della città). Ricordo che da bambino andavo al “Molo” ad aspettare che scendessero i barconi pieni di pesce fresco. Così con la scusa di dargli una mano mi facevo una scorpacciata di alici, seppie e polipi di scogli. Roba squisita di cui ancora oggi sento fortemente la mancanza. Ho amato il mare, quei momenti spensierati che attravverso le sbarre non esistono, se non in un’inutile visione.

CHE FA, SI LAMENTA?

Forse non mi sono espresso bene. Intendo dire che bisogna capire, prima di giudicare.

Desisero vivere, vorrei crescere, voglio essere capito. Ho da imparare ancora da tutti voi. Ho bisogno che mi guidiate e che mi insegniate a vivere e a capire! E ho paura di cadere nel pregiudizio, nel cliché di quello fa solo questo o solo quello.

VERREBBE DA DIRE: SE LA GODA!

E’ dal 07.08.2001 che non vedo un corpo di donna nuda. Se lo vedessi, non so neanche quale stimolo avrei.

Ecco, il carcere, l’astinenza, essere uomini, ma non potere fare niente.

CHE PAURA…

SEI DELUSO

Prendi un uomo, prendine altri quattro o cinque… trova un “PUBBLICO MINISTERO”, che ha una sua visione ottica. Tutte queste persone senza pudore ti impastano un processo  e gli ingredienti li mettono loro. Tu puoi fare solo l’osservatore. I miei difensori pur avendo le armi per difendermi, preferiscono stare zitti. Tutto sembra assurdo, eppure è la pura verità, che sto pagando sulla mia pelle “attualmente”.

In quel personaggio ho messo la RABBIA che covavo dentro per le ingiustizie e i tradimenti subiti, d’amore e di amicizia.  Tutto ciò mii ha distrutto, mentre i giorni scorrevano sotto le mie dita. La rabbia va spurgata come una malattia. Ha i suoi tempi. Invece la mia malattia la sto combattendo ancora. Speriamo che Dio mi aiuti.

IL PROCESSO COME VA?

Il processo va sui loro binari, sempre drito, senza nessuna fermata. Un lampo che ti passa davanti e vedi solo la luce, che d’incanto ti sparisca. Un processo senza prove, senza riscontri di nessun genere. Un processo basato sul sentito dire. Tutti che dicono, ma niente prove e riscontri.  I giudici con la giuria dormivano, parlava solo il P.M.. Ogni tanto qualche collaboratore di giustizia diceva qualcosa, spinto dal ricordo del P.M.

In sostanza miei cari ITALIANI, il processo è andato a finire che io per “sentito dire” sono stato condannato a 30 anni. Invece i fratelli (non metto il nome perché non so se si tratta di persone coinvolte in procedimenti giudiziari tutt’ora in corso.. nota di Alfredo), collaboratori di giustizia, accusati di un bel pò di omicidi, hanno avuto concesso il “rito abbreviato”. E la loro condanna è stata di 14 anni.

Ma tutto ciò non basta. Tutti i loro beni, case, barche e soldi, gli sono stati dati tutti indietro e d oggi fanno la bella vita, si sono sistemati e non hanno nessun problema economico.

Che bella la nostra società, che vive di MASCHERE !!!???

EPPURE HAI UN BEL CARATTERE ALLEGRO

Sono solare, ma non sereno. Ho sempre pensato che le persone serene debbano essere estemamente intelligenti o estremamente imbecilli.

In questo periodo sono sempre pensieroso, sto sempre chiuso in cella, non esco mai, perchè ho tanti problemi nel cervello. Non riesco a dialogare con nessuno, così trovo la pace da solo, perchè da solo combatto queto male.

COME MAI NON HAI UNA COMPAGNA?

Ho 47 anni, il mio fine pena è il 21-01-2026. Per qualsiasi donna è difficile assumersi questo problema. E’ una grave responsabilità che farebbe male anche a me. Stare insieme è un grande compromesso e ci vuole buona volontà, fiducia e rispetto.

Ho avuto storie belle e dolorose; ci metto molto a separarmi dalle persone. Ho paura degli abbandoni, ma piano piano tutto passa.

So che anche la rabbia può tenere insieme le coppie.

L’amore smuove grandi energie, ma il carcere è un blocco che non puoi mai vincere. Sono sicuro che passerà, anzi sta già passando. Da qualche giorno sono riuscito a riaprire il rubinetto della vita.

LE DONNE, CROCE E DELIZIA.

Chi  le capisce! Sicuramente la DONNA è la bellezza della TERRA, con tutte ls ua sfumature. Non credo che la donna sia una croce. Anzi direi che sia una delizia, perchè mette al mondo i figli, genera AMORE, sa dare AMORE ed oggi è il punto forte di UN’UNIONE TRA PARTNER.

CE L’HA UN RIMPIANTO?

Avere gettato trenta anni della mia vita in mano a degli sciacalli, perchè sono spariti i miei progetti di vita, per colpe non mie.

SCELGO IO. Se dovessi scegliere io, me ne andrei via dall’Italia e andrei a vivere ad Amsterdam, perchè c’è più libertà e più vita. Troppe falsità ci sono nella nostra falsa ITALIA.

C’E’ RIMASTO MALE?

Male non è la parola giiusta. Vengo da 15 anni di dolore. Ormai sono vaccinato, e mi sono anche abituato. Per me è normale. Tutto si è ROBOTIZZATO in me.

Ci può rimanere male quella persona che difficilmente legge queste veritaà spinose. Che dentro sè si chiede se è possibile che vive in questa Italia, dove i ricchi non vanno mai in carcere, mentre l’emarginato viene dimenticato dietro le sbarre per sempre.

Con dedica,

Nicola Ranieri

Opera (Milano)   25/02/2011

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