Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Deportazione di massa dei detenuti Alta Sicurezza in Sardegna

C’è una voce che sta circolando con grande insistenza in questi giorni. 

E sembra molto più di una voce.

Anche perchè si collega ad altri dati e fonti.

Detto in breve.

Il trasferimento di massa dei detenuti Alta Sicurezza in Sardegna.

Consideriamo alcuni dati. Lo smantellamento avvenuto questa estate della sezione Alta Sicurezza 1 del carcere di Spoleto, con lo sballottamento di molti detenuti in varie carceri d’Italia, come tanti pacchi postali.. e tra questi trasferimenti, non pochi finiti a in Sardegna, nello squallido carcere di Badu e Carros, a Nuoro (Salvatore Pulvirenti, Marcello dell’Anna, Domenico Papalia..). 

A questo aggiungiamo voci sullo smantellamento della sezione Alta Sicurezza di Padova, e vi sono inquietudini anche su quella di Catanzaro.

In questa ottica si può comprendere questa citazione, apparsa sulla “Nuova Sardegna” del diciotto ottobre, e citata dallo stesso Carmelo Musumeci, nel testo che leggerete tra poco:

“- (…) Sono gli AS3 (alta sorveglianza) coloro che dovrebbero invece occupare le celle che si stanno aprendo nell’isola: 150 a Tempio–Nucnis, 350 a Sassari-Bancali (con due sezioni AS2 e con reparto AS1) 180 posti a Massama (AS2 e 3) e 650 posti a Uta (AS1, AS2, e AS3) (…)”.

Sembra esservi quindi un chiaro progetto di DEPORTAZIONE dei detenuti Alta Sicurezza in Sardegna.

Un altro elemento potrebbe essere emblematico. Il 13 novembre del 2012 appare sul Corriere della Sera la notizia dell’imminente trasferimento di 300 detenuti 41 bis in Sardegna. Notizia che sembra confermata anche da altre fonti.

Per “analogia” questa vicenda dei detenuti 41 bis potrebbe fare ipotizzare, una vera DEPORTAZIONE DI MASSA di tutti i detenuti considerati.. diciamo.. “alto livello di pericolosità” in Italia. Una deportazione in Sardegna, isola da trasformare, nelle raffinate e sottilissime (talmente sottili che si rischia di non vedere proprio la materia cerebrale), di chi sovrintenderebbe a un progetto del genere, in una sorta di nuovo colonia penale. Ipotesi non solo balorda e inqualificabile a prescindere. Ma, nel caso degli Alta Sicurezza, si scontra anche col fatto che alcuni di questi detenuti, nonostante l’appellativo magniloquente, sono persone in  carcere anche da più di venti anni, molte di esse ormai lontanissime da ogni circuito criminale. Persone queste che, spesso, hanno intrapreso un lungo e difficile percorso di recupero e risocializzazione. Un percorso dove qualche opportunità è stata loro offerta. 

E adesso.. tutti in Sardegna?

I .. malpensanti?.. immaginano che le nuove sezioni..saranno gestiti in maniera particolarmente “rigorosa”. Del resto possiamo vantare in Italia quel luogo di tortura che è stato il carcere di massima di sicurezza dell’isola de L’Asinara (in Sardegna) che – insieme all’altra isola di Pianosa (in Toscana)- furoreggiò negli anni novanta. Forse qualcuno pensa di rinnovare i fasti di quei tempi di stupro del diritto?

Adesso concentriamoci sugli Alta Sicurezza.

Anche se le nuove sezioni Alta Sicurezza in Sardegna, fossero organizzate e gestite all’insegna del pieno rispetto dei diritti umani e con la presenza di corsi e servizi adeguati di trattamento (ipotesi che dire remota sarebbe un eufemismo), è il progetto in sé che è assolutamente inaccettabile.

Il problema partirebbe da lontano, dalla legittimità stessa del circuito “Alta Sicurezza”. La Corte Europea censurò, infatti, nel 2009, questo l’esistenza del regime E.I.V.  (Musumeci contro Italia,  ricorso n. 33695/96). Allora, si procedette a creare il regime A.S.1, dove, rispetto al precedente E.I.V., sembra essere cambiato poco, oltre al nome.

Ma al di là di questo, la stessa idea di trasferimento di massa di massa di detenuti, qualunque sia il loro circuito, è delirante, perché non considera il singolo detenuto, come essere umano da valutare nella sua integrità, nei suoi diritti, nel suo agire, in relazione anche al pregresso trattamento. No, considera il detenuto.. come essere anonimo, senza volto e senza storia, semplice bullone di un cesto di bulloni da buttare nel cesso. Conta il cesto, il marcio.. 41 bis.. Alta Sicurezza, o quale diavolo sia.. conta il timbro, l’etichetta, il vestito giallo che distingue i pericoli “ad vitam” dagli altri. Chi ha il marchio è un gregge, dove l’individualità scompare, per esigenze di aritmetica sicuritaria.

Nel momento in cui invece di vedere il singolo detenuto vedo la “specie” in cui l’ho inserito, il ghetto in cui l’ho collocato, tradisco tutto ciò che ha sempre significato la parola trattamento, tutto ciò che ha sempre significato la parola.. risocializzazione. Tutto ciò che ha sempre significato la parola Costituzione.

E violo, così, oltre alla Costituzione precise disposizioni normative che chiedono che venga tenuto conto dei legami famigliari del detenuto ((“Nel disporre i trasferimenti deve essere favorito il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza della famiglia”art.42 O.P.) e del trattamento formativo (“ Sono evitati in quanto possibile i trasferimenti ad altri istituti dei detenuti ed internati impegnati nei corsi, anche se destinati da esigenze di sovraffollamento, e qualunque intervento che possa interrompere la partecipazione a tale attività” art. 42 R.E.), oltre ad altre disposizioni.

Ma l’illegalità ormai è sovrana in un Paese come l’Italia. In ogni campo e ad ogni livello.

In fin dei conti, cosa sarebbe mai una ipotesi del genere?

Non si tratta di feccia?

Chi se ne frega se queste persone seguivano dei corsi, se avevano, con fatica, intrapreso un percorso.. se i famigliari, con mille sacrifici andavano a trovarli e se in Sardegna (molti di essi) non potranno andare a trovarli più?

Chi se ne frega?

Come diceva Guccini in “Piccola storia ignobile”… “I politici hanno ben altro a cui pensare…”.

Vi lascio a un testo di Carmelo Musumeci.. proprio su questa vicenda.

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Questa volta dico no, parola di uomo ombra

Il carcere serve solo a ingenerare odio, brama di godimenti proibiti e nefasta leggerezza. Succhia la linfa vitale dall’uomo, snerva la sua anima, la infiacchisce, la intimidisce e poi presenta una mummia moralmente inaridita e inebetita, come modello di ravvedimento e pentimento. (F.D. Dostoevskij)

Sono sedici anni su ventuno che sono sottoposto al regime/circuito AS1 (ex E.I.V.).

Contro questo regime ho vinto anche un ricorso alla Corte europea, (Musumeci contro Italia,  ricorso n. 33695/96) ma certi  funzionari con la malvagia e truffaldina intelligenza che li distingue, con la circolare (3619/6069) del 21 aprile del 2009,  hanno cambiato il nome al circuito/regime E.I.V.  con  quello AS1,  lasciando per il resto le cose come stavano.

Questa estate ho subito un trasferimento a causa della rottamazione della sezione AS1 del carcere di Spoleto, interrompendo un trattamento positivo di recupero sociale, didattico e lavorativo.

Trasferimento ordinato dai funzionari del DAP che hanno assegnato e trasferito i detenuti in carceri lontani violando la legge (“Nel disporre i trasferimenti deve essere favorito il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza della famiglia”art.42 O.P.), il regolamento di esecuzione (“Nei trasferimenti per motivi diversi da quelli di giustizia o di sicurezza si tiene conto delle richieste espresse dai detenuti e dagli internati in ordine alla destinazione“,“ Sono evitati in quanto possibile i trasferimenti ad altri istituti dei detenuti ed internati impegnati nei corsi, anche se destinati da esigenze di sovraffollamento, e qualunque intervento che possa interrompere la partecipazione a tale attività” artt. 83 R.E. e  42 R.E.).

Appena sono arrivato in questo carcere di Padova, mi sono iscritto all’Università di Padova al Corso di laurea in Filosofia (numero di matricola1057100) e sono stato inserito alla Redazione di Ristretti Orizzonti dell’Istituto.

Nel giornale la Nuova Sardegna del 18 ottobre 2012 testualmente si legge:

– (…) Sono gli AS3 (alta sorveglianza) coloro che dovrebbero invece occupare le celle che si stanno aprendo nell’isola: 150 a Tempio–Nucnis, 350 a Sassari-Bancali (con due sezioni AS2 e con reparto AS1) 180 posti a Massama (AS2 e 3) e 650 posti a Uta (AS1, AS2, e AS3) (…)”.

Prendendo per buona l’apertura di queste due nuove sezioni AS1 in Sardegna da riempire di carne umana, e delle voci di corridoio della chiusura della sezione AS1 di Padova e sapendo che i  funzionari del DAP non rispettano la Costituzione, la legge, i principi e i regolamenti interni e sovranazionali, questa volta dico no, parola di uomo ombra, a qualsiasi trasferimento fuorilegge.

Faccio anche presente a quei funzionari del DAP che non rispettano la legge che io stesso ho chiesto la revoca della liberazione anticipata al Tribunale di Sorveglianza di Perugia (ordinanza del 6/09/2012 ) che mi è stata concessa,  perché si tratta di una concessione inutile in quanto mi trovo in espiazione di pena per reati ostativi all’ottenimento di qualsiasi beneficio penitenziario.

E, quindi, considerando che ho l’ergastolo ostativo e che devo morire in carcere ho il vantaggio di non essere ricattabile e posso permettermi il lusso di ribellarmi e difendermi da quei funzionari del DAP che non rispettano la legge.    

Lo giuro, questa volta mi opporrò, con resistenza passiva con fermate ai passeggi, nei corridoi e nei locali, dove sarò spostato durante la vita quotidiana nell’istituto.

E non posso che vincere perché non ho più nulla da perdere.

Carmelo Musumeci.

Carcere di Padova novembre 2012

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Contro l’ergastolo e la pena di morte- 25 °Anniversario della Legge Gozzini-…ma noi non ci saremo…

… Ma noi non ci saremo…
 
Quest’anno il 10 ottobre ricorre il 25° anniversario della Legge Gozzini, per la prevalenza della funzione rieducativa della pena. Per questa occasione l’Associazione Antigone ha organizzato un importante Convegno a Roma dove, tra tanti nomi illustri, aveva pensato di invitare anche Carmelo Musumeci,  detenuto ergastolano, recentemente laureato in Giurisprudenza, per raccontare la Legge vissuta da dentro.
Ecco il programma di Antigone: 
ANTIGONEONLUS
per i diritti e le garanzie nel sistema penale
                                                                                             
10 ottobre 1986 – 10 ottobre 2011
Ore 9.00-15.00
 
Museo Criminologico
Via del Gonfalone 29
Roma
 
PENA CERTA UGUALE PENA FLESSIBILE
 
A 25 ANNI DALLA LEGGE GOZZINI
 
Introduce
Patrizio Gonnella
 
In apertura un ricordo di Mario Gozzini di
Alessandro Margara
 
1986: quando la politica non temeva di essere  universalista
Ersilia Salvato e Mino Martinazzoli
 
2011: la politica e la pena
Luigi Manconi e Gaetano Pecorella
 
L’inganno della pena certa
Stefano Anastasia
 
La sfida delle misure e delle sanzioni alternative
Emilio Di Somma

 

Dai Centri di servizio sociale per adulti agli Uffici per l’esecuzione penale esterna
Vincenzo Eustachio Petralla

 

La gestione odierna delle misure alternative alla detenzione
Luigia La Culla

 

Venticinque anni di legge Gozzini visti dall’interni

Carmelo Musumeci

 

Essendo Carmelo Musumeci impossibilitato ad ogni forma di permesso premio, perché condannato all’ergastolo senza nessun beneficio penitenziario, in assenza di collaborazione con la giustizia, alla “Pena di morte viva”, come lui lo definisce, ha chiesto al Tribunale un permesso di necessità.
Il cosidetto “permesso di necessità”, è l’unico tipo di permesso che può ottenere anche chi è escluso dai benefici penitenziari, ma si concede per eventi gravi, unici e irripetibili.
Per spiegare perché ci teneva tanto ad andare a questo Convegno, ha scritto questa lettera:

Lettera aperta al mio Giudice

di Carmelo Musumeci

 

 

“Non  c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.” (Giovanni Paolo II )

Signor Giudice, non ho studiato solo per avere un pezzo di carta e rimanere chiuso in una cella senza fare nulla per il resto dei miei giorni. Io ho studiato anche per lottare, pensare e sognare, perché non posso arrendermi al mio destino e non lo farò mai.

Signor Giudice, ho un’occasione unica: l’Associazione Antigone, in occasione del 25° anniversario della legge Gozzini, mi ha invitato ha tenere, insieme  a mia figlia Barbara, una relazione dal titolo: “Venticinque anni di legge Gozzini visti dall’interno e dalle famiglie”, presso il Museo Criminologico di Roma, in via del Gonfalone 29, dalle ore 9.00 alle ore 15.00 del 10 ottobre 2011.

Signor Giudice, io con tutte le mie forze desidero essere presente a questo evento perché per me è il traguardo di un cammino iniziato più di vent’anni fa. E spero di meritarlo, perché si può scontare la propria pena in diversi modi. Ed io ho deciso di farlo lottando per la legalità costituzionale in carcere, per un fine pena per tutti e per cercare di essere un po’ anche la voce dei miei compagni ergastolani, facendomi promotore di pacifiche iniziative per l’abolizione dell’ergastolo.

Signor Giudice, con la schiettezza di sempre, non le posso nascondere che se la Legge e questo Tribunale non mi concederanno questo permesso rimarrò molto deluso perché mi rifiuto di pensare che uomini liberi e giusti possano essere schiavi di leggi che non condividono, quando dovrebbe essere la legge schiava dei giudici.

Signor Giudice, un sistema penitenziario e giudiziario illuminato non dovrebbe impedirmi di essere presente al Convegno, per essere voce di chi non ha voce da tantissimi anni.

Signor Giudice, che cosa dirò se presenzierò a questo evento?

Dirò semplicemente che nonostante i miei educatori, preposti da una legge a esprimere valutazioni, affermino: “La recente restituzione in ambiente libero sembra sostenere un giudizio di affidabilità individuale”, e  in un altro documento ribadiscono: “Parere favorevole sull’affidabilità individuale anche esterna”, io sarò considerato cattivo e colpevole per sempre, a causa di un’altra legge che mi preclude il diritto, nonostante il merito.

Direi che il fiume in cui si entra con un piede non è più quello in cui si mette l’altro, perché l’acqua scorre. E che dopo cinque, dieci, vent’anni non si è più lo stesso uomo che ha commesso il reato, quindi, perché l’uomo nuovo deve pagare per l’uomo vecchio?

Signor Giudice, me le lasci dire queste cose. È un evento importante non solo per me, ma per tutta la popolazione detenuta, perché per la prima volta, o quasi, ci sarebbe occasione di far parlare l’ombra di un uomo.

Spoleto 15/09/2011

Lo scorso 6 ottobre il Tribunale di Sorveglianza ha rigettato e negato a Carmelo Musumeci  il permesso di partecipare al Convegno.
Nel diario che tiene dal carcere oggi scrive:
Oggi sarei dovuto essere a Roma per partecipare al convegno di Antigone, ma mi è stato respinto il permesso per andarci.
Avevo promesso al mio cuore in caso di esito negativo di non rimanerci male, ma sono un vigliacco e un debole e ci sono rimasto male lo stesso.
Nell’istanza di rigetto mi hanno pure scritto:
(…) Pur riconoscendo l’impegno del detenuto verso forme di partecipazione alla vita detentiva che denotano capacità espressive non comuni e la determinazione dello stesso dimostra per promuovere una campagna di informazione e di riflessione sul tema dell’ergastolo c.d. ostativo (che si collega a delitti ricompresi nel comma 1 dell’art 4 bis ord. pen. e che, come tale, si presenta tendenzialmente  perpetuo, salvo collaborazione con la giustizia), rileva il Tribunale come la ipotizzata partecipazione alla giornata organizzata da Antigone, pur apprezzabile per l’obiettivo perseguito di chiamare a discutere di temi così rilevanti persone che vivono sulla loro pelle la drammaticità del carcere a vita, non rientri nella fattispecie della legge. (…)
Né possono superare le precedenti obiezioni le pur pregevoli osservazioni svolte nella memoria difensiva presentata nell’interesse di Musumeci Carmelo che sottolineano l’impegno del detenuto per il superamento dell’ergastolo ostativo, evidenziandosi a livello culturale, politico e giurisdizionale. (…)
Per ironia della sorte il 10 Ottobre  l’Europa festeggia anche  l’abolizione della pena di morte in tutti i suoi paesei, ma oggi gli ergastolani d’Italia indicono un giorno di sciopero della fame perché:
“Mentre il Parlamento Europeo festeggia l’abolizione della pena di morte in tutti i suoi paesi, noi pensiamo che ci sia poco da festeggiare se in Italia al suo posto ci hanno messo una morte ancora più terribile:
la Pena di Morte Viva, l’ergastolo ostativo ai benefici.
 
Buon anniversario a tutti, ma “Noi non ci saremo…”
Carmelo Musumeci e gli ergastolani in lotta per la vita
10 Ottobre 2011

Diario di Pasquale De Feo 22 aprile – 21 maggio

Eccoci con uno degli appuntamenti cardinali di questo Blog. Il Diario mensile di Pasquale De Feo, attualmente detenuto a Catanzaro. 

Questo “incontro” mensile nacque da una intuizione di Carmelo Musumeci, che prontamente accogliemmo, in qaunto si capì subito la potenzialità che era latente in una idea del genere. Pubblicare poi tutto d’un colpo lintero diario mensile, invece di ripartirlo in microappuntamenti (comunque opzione rispettabile) produce un impatto molto più intenso verso che legge. Perchè in pratica si trova ogni mese dinanzi a un piccolo libro, e penetra in una diversa atmosfera.

Il diario di Pasquale nasce dal carcere, ne risente naturalmente, ma non è pura cronaca carceraria; sfogo, denuncia o lamento. E’ molto di più. Una occasione culturale. Una costante scoperta di altri mondi. Un corpo a corpo con la cultura e con la propria anima. Uno stimolo nutrito dalla insopprimibile tensione interiore. E’ una testimonianza, alla fin fine, dell’Uomo in carcere, che vive nel carcere, ma che cerca di trascenderlo, non negandolo, ma “superandolo”.. senza quindi “diventare” Carcere.

Come al solito si tratto di un appuntamento ricco di spunti, dalle dinamiche giudiziarie e penitenziarie.. a quelle politiche.. alle occultazioni e manipolazioni storiche, alla eneregie alternative, alla scienza di avanguardia e tanto altro. Ma non voglio dilungarmi stavolta, per lasciarvi il più presto possibile alla lettua di questo corposo Diario.

Riporto anticipatamente solo pochisssimi momentii…

Quando Pasquale Scrive..

“Fenestrelle era una fortezza militare, a circa 2000 metri di altezza, nelle alpi piemontesi,e venne usata, dopo l’unificazione, come carcere per i ribelli meridionali.E’ stato il primo lager di cui si ha memoria. Ci hanno ucciso migliaia di meridionali. La durata media di sopravvivenza era di tre mesi, perché il cibo era scarso, l’abbigliamento era leggero e avevano tolto i vetri alle finestre, in modo che i prigionieri non superassero i tre mesi di vita. Poi li buttavano in una fossa con la calcae (c’è ancora oggi), facendo sparire i cadaveri di migliaia e migliaia di partigiani del Meridione.Si può ben dire che sia stato il primo Auschwitz della storia. I tedeschi hanno copiato. Una macchina della morte uguale a quella nazista.” (22 aprile)

Non c’è bisogno di commenti.

In un momento successivo Pasquale scrive:

 “Alcune auto blu stavano caussano un incidente. I politici si credono i proprietari della strada, pertanto quando arrivano  tutti devono spostarsi. Ho pensato a quanto è lontana la civiltà dei nostri politici da quella del Nord Europa.  Un signore aveva visto il figlio del Re di Svezia all’aeroporto in fila come un nomale cittadino. Nel visitare  un castllo svedese, avevao detto alla ragazza  della biglietteria che aveva viaggiato con il suo re. Lei non riusciva a comprendere la sorpresa per un atto normale in Svezia. Lo steso signore, qualche tempo dopo si trovava all’aeroporto di Roma. Arrivano alcuni parlamentari della sua regione (Veneto), passano avanti e si imbarcano, tra lo stupore degli altri passeggeri che aspettavano in fila. La ragazza svedese non capiva lo stupore dell’italiano per un comportamento del figlio del re del tutto  naturale. Il motivo è molto semplice. I nostri politici, arroganti e prepotenti, ci hanno abituati ai loro privilegi, come gli aristocratici di un tempo, senza avere nessun rispetto per i cittadini e il bene pubblico. Per questo motivo il signore italiano si meravigliava di un comportamento civile.”  (6 maggio)

Emblematico… abbiamo inoculato nel sangue la corruzione morale.. come cantava Battiato “come è misera la vita negli abusi di potere”

In un successivo passaggio Pasquale riporta una notizia che potrebbe avere effetti dirompenti..

“Oggi è venuto un detenuto da un altro carcere per un processo. Ha portato una notizia che, se venisse confermata, sarei un uomo llibero. La Corte Costituzionale avrebbe emanato una sentenza, applicando la sentenza della Corte Europea sul rito abbreviato per i processi di ergastolo, estendendo l’applicazione a tutti gli ergastolani. Con questa sentenza della Corte Europea hanno revocato ad alcune centinai di detenuti la pena dell’ergastolo e l’hanno ridotta a 30 anni. Siccome la notizia è molto graosa, perché dovrebbero revocare a tutti i detenuti con la massima pena la condanna all’ergastolo e ridurla a 30 anni.. una parte di me esplode dalla gioia, ma l’altra non crede che la Consulta avrebbe tirato fuori tutto questo coraggio. E poi troppo silenzio da parte dei media. Non voglio illudermi. Aspettiamo la sentenza. Come è strana la via, mentre c’è il buio più totale, arriva la luce a riportarti in vita.” (17 maggio)

A un certo livello le decisioni giudiziarie di carattere europeo, la loro recezione in Italia, la concreta messa in atto da parte dell’apparto governativo, diventano un territorio molto delicato e problematico. Si tratta in questo momento di aspettare per vedere quali saranno i veri termini della questione e il loro impatto.

E voglio concludere questa premessa con un passaggio che riguarda lo stesso Pasquale De Feo. A un certo punto menziona quanto l’educatrice gli avrebbe detto sul suo “caso”:

“Oggi l’educatrice mi ha informato che ieri hanno discusso la mia sintesi per decidere se sono maturo per iniziare a uscire con i benefici penitenziari. Hanno deciso che non lo sono ancora, perché scrivo troppo e che do sempre la colpa agli altri. Una motivazione che non motiva, pertanto non è neanche da commentare. Comunue chiederò sempre i miei diritti e attaccherò sempre questo sistema che è criminogeno. La relazione della sintesi dovrebbe valutare se ho contatto con le organizzazioni criminali, se ho ancora la mentalità di quando mi hanno arrestato e se continuo a comportarmi seguendo logiche malavitose. Siccome non possono scriverlo, si inventano colpe che non lo sono. I miei scritti raccontano verità che vogliono nascondere. Se sono leciti i fatti che racconto, di cosa hanno paura? La verità è che per loro sono più pericolosi i detenuti che avendo compreso gli errori del passato, sono liberi anche dalle logiche oppressive del sistema penitenziario, pertanto scevri dal ruffianesimo e da altre forme di sottomissione che rendono i detenuti involucri vuoti. Pirandello aveva ragione. Il vestito che la società ti costruisce addosso durerà fino alla morte. ” (12 maggio)

Premetto che prima di pubblicare questo Diario ho fatto leggere questo passaggio relativo a Pasquale ad alcuni amici amanti della Science Fiction e della letteratura del grottesco. Conosco un tipo, ad esempio, che vuole scrivere un romanzo su mondo futuro dove le cose avvengono in base al trionfo dell’assurdo. Da passaggi come questo può trarre utili ispirazioni.

Sul piano procedurale, se quella che cita Pasquale è la reale motivazione della valutazione non positiva sulla maturità adeguata dello stesso per cominciare ad uscire con i benefici penitenziari.. se fosse davvero quella e fosse stata posta in quel modo, sarebbe non rispondente a basilari standard argomentativi. Come la migliore giurisprudenza e dottrina sa, da sempre, la ratio profonda che giustifica un atto, non è la sua semplice emanazione o “imposizione” in base all’astratto potere attribuito agli organi deputati. Ma è la capacità di “argomentare” il suo dispositivo, ossia di essere “ragionevole” e motivabile adeguatamente. Il valore della motivazione, la sua “giustificabilità” è il vero punto d’onore delle decisioni giuridiche e regolamentari. Altrimenti detto.. “essere adeguati, nella prassi, al ruolo e alla funzione”. Se questa è la motivazione per la situazione di Pasquale, vedo deficitari gli standard basiliari.. di.. potremmo dire.. “qualità”. Ma devo dire che non mi stupisco.

Andando al merito, non viene considerato sufficientemente “maturo”, un detenuto che gode di stima e apprezzamento, a tutti i livelli, e in luoghi diversi di questo paese. Una persona che ha ammesso francamente i propri sbagli, con una nettezza, una lucidità e una onestà che hanno avuto in pochi. Una persona che negli anni ha intrapreso un radicale cammino di rinnovamento che lo ha portato ad abbandonare tutto un prcedente set di valori e modalità di pensiero e di azione, per acquisirne altri. Una persona che è diventata uno dei simboli del valore trasformativo della cultura. Non si contano i momenti in cui ha espresso con passione come la cultura, lo studio, la conoscenza lo abbiano combiato.. come esse siano importanti.. e come sia decisivo che ogni persona possa avere opportunità culturali, e come sia quasi un dovere per ogni persona studiare e far crescere mente, e anima. Stiamo parlando di una persona stimata da una ampia schiera di operatori e attivisti.. da autori di riviste anarchiche alle Suore che lo andavano a a trovare nel carcere di Parma, a tanti altri. Una persona che crede nel valore assoluto dei diritti umani per tutti, che si sente vicino a tutte le battaglie per la giustizia e la dignità in ogni parte del mondo, che propugna vigorosamente ogni pratica di carattere “ecologico”, come la raccolta differenziata dei rifiuti. Una persona che ha dimostrato in una infinità di lettere e scritti tutta la sua profonda evoluzione emotiva, la vicinanza ai sofferenti, la volontà di dare una mano a chi si trova dinanzi a forti limitazioni.

Una persona, aggiungo, che non sta tutto il giorno a vegetare come uno zombie davanti alla televisione. Che non si è arresa alla routine carceraria di.. alzarsi.. mangiare.. distendersi.. mangiare.. televisione.. dormire… che è la condanna, la condanna bestiale e degradante, a cui vengono sottoposti troppi detenuti, che si arrendono a un grigio rullo compressore routinario, che li svigorisce e li svuota dentro, rendendoli vegetali passivi e amorfi.

No. Parliamo di una persona che legge giornali su giornali. Che legge libri su libri. Che segue le trasmissioni di appofondimento. Che studia all’università. Che si interessa di solidarietà. Che tiene tanta corrispondenza. Che non perde una occasione per confrontarsi, studiare e crescere.

Bene. Questo detenuto, Signori della Corte.. non è abbastanza “maturo”…:-)

Magari sono “maturi” molti detenuti addormentati dall’ozio, ormai spenti e passivi.. ma che.. deo gratias.. non scrivono “troppo”.. non pensano “troppo”.. non stannno troppo “in piedi”. Se stai disteso… “in orizzontale”.. forse sarai consdierato “maturo”

Pasquale ancora non lo è. E’ un pericoloso “immaturo”… e noi, non possiamo fare altro che inchinarci alle insondabili vie (negate ai miseri profani del volgo) della Saggezza Umana..sigh..:-)

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di maggio.

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Oggi un amico mi ha dato un opuscolo, perché c’era uno scritto su Fenestrelle, conoscendo la mia passione per  i famigerati fatti successi dopo l’unificazione d’Italia. Anche l’amica Antonia mi aveva fatto una ricerca nella rete e mi aveva inviato le fotocopie su Fenestrelle e sulla famigerata Legge Pica del 1863.

Fenestrelle era una fortezza militare, a circa 2000 metri di altezza, nelle alpi piemontesi,e venne usata, dopo l’unificazione, come carcere per i ribelli meridionali.E’ stato il primo lager di cui si ha memoria. Ci hanno ucciso migliaia di meridionali. La durata media di sopravvivenza era di tre mesi, perché il cibo era scarso, l’abbigliamento era leggero e avevano tolto i vetri alle finestre, in modo che i prigionieri non superassero i tre mesi di vita. Poi li buttavano in una fossa con la calcae (c’è ancora oggi), facendo sparire i cadaveri di migliaia e migliaia di partigiani del Meridione.Si può ben dire che sia stato il primo Auschwitz della storia. I tedeschi hanno copiato. Una macchina della morte uguale a quella nazista. Un nobile siciliano, deputato al Parlamento di Torino, che aveva creduto alle parole del re savoiardo, così parlò nellla seduta del 20-11-1861.. “questa è invasione, non unione, non annessione! Questo è volere sfruttare la nostra terra come conquista. Il governo del Piemomnte vuole trattare le province meridionali come Cortes ed il Pizarro fecero nel Perù e nel Messico!”.

Ed era solo l’inizio. Mezzo secolo dopo Antonio Gramsci afferò “lo Stato italiano è stata una dittatura feroce che ha messo a ferro e a fuoco l’Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini, che scrittore salariati tentarono di infangare con il marchio di briganti”. Il re savoiardo soprannominato “re galantuomo”, non era altro che un degno compare di Hitler, Stalin, Pol Pot. Nella storia italiana non c’è stato un criminale che lo possa eguagliare. L’annessione del Sud si è consumata con un genocidio di un milione di morti. Mezzo milione di prigionieri politici, cinquantaquattro paesi rasi al suolo e circa trenta milioni di emigranti fino all’inizio del 1900. Anche per questo c’è ancora il segreto di stato sui documenti rimasti. Per onorare tutti questi morti e le immani sofferenze delle popolazioni meridionali, bisogna che venga riportata la verità sui libri di storia della scola.  –  22/04/2011.

Al mercato di San Severino, un paese in provincia di Salerno, il sindaco con un finanziamento di 28.000 euro della provincia, ha fatto costruire e inaugurare “la casa dell’acqua”. Tutti i cittadini gratuitamente possono riempire bottiglie d’acqua frizzante o liscia. L’acqua è gratis. E’ buonissima. Ciò consente alle famiglie di risparmiare sull’acquisto dell’acqua e vi anche il risparmio sullo smaltimento della plastica delle bottiglie da parte del comune. In più vi è meno inquinamento. Dovrebbe essere fatto  in tutti i paesi, così finirebbe questo commercio infame dell’acqua, essendo un bisogno primario. Mi auguro che il referendum passi, così non potrà più essere privatizzata l’acqua, cosa che purtroppo questo governo ha fatto.  –  23/04/2011

Marco Pannella in questo giorno di festa è andato in visita nelle carceri. All’uscita dal carcere di Regina Coeli ha detto che tutte le carceri italiane violano le norme internazionali, quellle europee e quelle italian. Insomma, sono fuorilegge, sia per ils sovraffollamento e sia per coldizioni. Tutti gli uffici che hanno la competenza per intervenire, non lo fanno, anzi, si può dire che sono complici. La storia insegna che più lo Stato prende  la cattiva abitudine di riempire le carceri, più si cade nel baratro dell’autoritarismo e della perdita generale della libertà. Ci vorrebbero centinaia di persone come Pannella, perché come cita il filosofo Ali Sharia.. “se non potete eliminare l’ingiustizia, almeno raccontatela a tutti”.  –  24/04/2011

Il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in questo giorno di festa per la liberazione del nostro Paese dalla dittatura ha fatto discorsi tutti incentrati sulla difesa della Costituzione. Ritengo giusto e suo dovere ergersi a difesa della Costituzione, però deve farlo per tutte le parti che la compongono, perché c’è l’impressione che non interviene per tutti. Non l’ho mai sentito dire che nelle carceri italiane la Costituzione non ha cittadinanza. Siamo anche noi cittadini italiani, seppure rinchiusi in carcere a scontare una pena.  –  25/04/2011

Berlusconi si è calato le braghe con Sarkozy, il presidente francese, gli ha dato via libera per l’acquisto di Parmalat, l’ha rassicurato sulle centrali nucleari che si faranno e si sono accordati sugli immigrati. Addirittura per bloccare l’acquiso di Parmalat, lui e Tremonti volvano fare una legge. Alla fine è andato a finire a tarallucci e vino. Per le centrali nucleari aveva detto una settimana fa che non si facevano più. Invece si è di nuovo messo a disposizione del presidente francese. Una volta faceva il soldatino con il presidente americano Bush, ora lo fa con quello francese Sarkozy. L’unica cosa che ha ottenuto è che il direttore della Banca d’Italia, Draghi, sarà nominato Direttore della Bana Europea. Ormai per colpa di Berlusconi, che è ricattabile non essendo presentabile, siam diventati ridicoli, e i Paesi Occidentali trattano l’Italia come un Paese da terzo mondo. Purtroppo all’estero è chiaro, in Italia no, perché Berlusconi controlla il 90% dei media. Anche per questo.. siamo un Paese democratico, ma limitato in alcune cose e anomalo. Credo che i danni di Berlusconi, avranno bisogno di alcuni anni per essere assorbiti.  –  26/04/2011

Ho finito di leggere il libro “Particella di Dio”, del fisico italiano Massimo Corbucci. Sono rimasto sbalordito dalla teoria di Crobucci, che la scienza mondiale non vuole riconoscere, anche avendo lui smentito i massimi centri del mondo sulle loro scoperte, che poi hanno ritirato con la scusa che fossero errori. Nella sua teoria afferma che le distanze sono annullate perché l’atomo è vuoto dentro, e ciò consente di viaggiare per visitare altre galassie, a milioni di anni luce lontano da noi. Questa teoria cambierà radicalmente la fisica, come accadde con la teoria della relatività di Einstein. Ho imparato alcune cose che non conoscevo. E’ un libro che consiglio di leggere.  –  27/04/2011

Il vicepresidente del C.N.R. Roberto De Mattei, un fondamentalista cattolico ultraconservatore, ha dichiarato che il terremoto di Messina del 1908 fu un castigo di Dio, e quello recente del Giappone una voce terribile ma paterna della bontà di Dio… la distruzione di Varsavia da parte dei nazisti sarebba accaduta per i peccati che si commettevano in quella città e la Provvidenza si sarebbe servita dei barbarri per liberare l’impero romano dagli omosessuali. Ha indetto un convegno anti-darwinista, coprendo il C.N.R. e l’Italia di ridicono di fronte al mondo scientifico. E’ stato messo in questo posto da Letizia Moratti nel 2001, quando era Ministro dell’Istruzione, e confermarto dall’attuale Ministro dell’Istruzione, Gelmini. E’ palese che in questo posto l’ha voluto il Vaticano. Ma, come in passato, quando la Chiesa mette mano nella scienza, commette dei danni incalcolabili. Come tutti i pessimi scienziati ha solo certezze che gli derivano dalla religione. Come i fondamentalisti islamici. Le sue affermazioni, se le facesse un islamico, grideremmo che è un terrorista. Oggi si svolgerà una riunione del C.N.R. per prendere provvedimenti. Mi auguro che un figuro del genere venga rimosso da questo incarico prestigioso.  –  28/04/2011

La Lega, per spostare l’attenzione dal fallimento del governo, dagli scandali e dagli arresti dei suoi politici, ogni tanto si inventa una stupidaggine. L’ultima è stata quella sugli eserciti regionali. Berlusconi è stato un buon maestro. Hanno imparato che fare proclami è utile politicamente, sposta l’attenzione dai problemi e dà entusiasmo alla base della Lega. Nel frattempo la Lega pensa anche agli affari, con l’aiuto di Tremonti, Ministro del Tesoro, rovina il  Meridione, dirottando tutti i soldi al Nord, facendo approvare tutti i provvedimenti che vogliono, con l’appoggio di Berlusconi. In tutto questo minestrone, peggiore della Prima Repubbica, stanno alimentando un vulcano di  odio, calpestando la dignità con offese quotidiane. Prima o poi esploderà, e il Meridione troverà tutta la dignità perduta da 150 anni.  –  29/04/2011

Nei giorni scorsi si è molto parlato della sentenza Thyssen al Tribunale di Torino. Le condanne per omicidio nei confronti dei proprietari e dirigenti della fabbrica. Le leggi per l’incolumità degli operai ci sono, anche se on vengono applicate, e tutti i giorni muiono operai. Con questa sentenza i datori di lavoro ci penseranno bene prima di non osservare le disposizioni di legge. In questi giorni vedevo tante persone esultare in TV. La maggioranza erano i sindacati. Riflettevo su un fatto. Dove erano i sindacati quando nella fabbrica i dirigenti per risparmiare non applicavano tutte le disposizioni per proteggere gli operai dagli infortuni? Immagino che erano dai proprietari a parlare di soldi e dei posti migliori da occupare nella fabbrica. Insomma a conservare il loro potere. Sistemate le loro faccende, chiudevano tutti e due gli occhi. Così fanno in Italia. Le sceneggiate che fanno in TV servono per falsificare la realtà, e accredtarsi come interlocutori degli operai. Credo che i peggiori nemici degli operai siano i sindacati, perché in combutta con i padroni li fanno sfruttare “sindacalmente”, così gli operai sono più contenti perché si sentono protetti dal sindacato. Noi detenuti non esisteimao per il sindacato, eprtanto abbiamo una paga da schiavi, nell’omertà e complicità di chi dovrebbe tutelarci.  –  30/04/2011

Oggi c’è la beatificazione di Woityla. Sono cresciuto con lui, era simpatico, e da bravo attore sapeva entrare subito in empatia con la gente. Come detenuto c’era molta ammirazione per lui, perché è venuto nelle carceri in giro per l’Italia, e ci ha ricordato  spesso nei suoi discorsi. Ma principalmente ricordo la sua richiesta di clemenza, amnista e indulto. Quando è andato alla Camera dei Deputati, li ha esortati e pregati. Ma Berlusconi (non era Prodi?.. nota di Alfredo) partorì il topolino dell’indultino, che non era né carne né pesce. Gli altri Paesi non l’hanno fatto, a parte qualche sparuta visita nelle carceri di Roma. Da parte mia ci sarà sempre un ricordo di profonda ammirazione nei suoi confronti.

Lo faranno Santo, ma credo che poteva diventare il secondo Pietro, ma essendo troppo conservatore non ha aperto la Chiesa alla realtà contemporanea;  ha coperto dei  crimini, e abbandonato al loro destino religiosi santificati dai loro popoli. Ha tenuto fermo  nelle questioni sociali. Sui contraccettivi, il sacerdozio femminile, il celibato dei preti, il divorzio e nuove nozze. Ha coperto e insabbiato  lo scandalo dei pedofili all’intenro della Chiesa, facendo in modo he tanti bambini subissero ancora per anni violenze inaudite nell’omertà più assoluta della Chiesa. Ha abbandonato al suo destino monsignore Romero, un vescovo che si batteva per il suo popolo contro la dittatura militare di San Salvador. Ha condannato la Teologia della Liberazione e i suoi religiosi perché operavano con il popolo per il popolo, e per questo era bollata come comunista. Non ha modernizzato la Chiesa nei suoi apparati, abolendo il feudalesimo cardinalizio, e instaurando l’elezione democratica del Papa da parte di tutti i vescovi del mondo. Tutti ricordano l’uscita sul balcone a Santiago del Cile, con il dittatore Augusto Pinochet. Ha lasciato tutto come ha trovato, e ha fatto prevalere la sua forte personalità e il suo grande carisma. Nulla toglie alle sua grandezza, ma poteva diventare superiore anche a Pietro, e creare la Chiesa del terzo millennio, avendo il sostegno di milioni di cristiani.  –  1/05/2011

Tutto il mondo parla dell’uccisione di Bin Lade. E’ stato ucciso nella sua villa vicino alla capitale del Pakistan, dove viveva dal 2005. I servizi segreti del Pakistan l’hanno protetto per dieci anni, e poi lo hanno venduto agli americani. Credo che il patto era di ucciderlo, perché da vivo era ingombrante sia per gli americani e sia per i pakistani. Il Presidente del Pakistan si è affrettato  a dichiarare che nessun pakistano ha partecipato all’azione. Pavido.. la moglie Benazhir Bhutto era grande e di carattere, lui è zero. Il suo corpo è stato subito seppellito in mare, ed è molto strano. Dimostrano che hanno più paura di lui da morto, che possa diventare una icona come Che Guevara. Per il mondo occidentale è un terrorista criminale, nel mondo mussulmano è visto in modo diverso. In alcune zone del Pakistan, nelle scuole religiose, hanno la foto di Bin Laden appesa al muro, ritenendolo una guida spirituale. Questo fa molto riflettere. Bin Laden era una creatura inventata dagli americani, che poi gli si è rivoltata contro. Comunque ci sono molte cose poco chiare sulla sua cattura.  –  2/05/2011

In provincia di Palermo, qualche tempo fa fu arrestato un avvocato civilista, perché teneva in schiavitù un indiano. Dopo cinque mesi era riuscito a scappare ed era andato dai carabinieri. Il racconto dell’indiano era stato confermato anche dai vicini, che vedevano le aggressioni e sentivano le minacce. Il reato contestato  all’avvocato era di riduzione in schiavitù, perché lo teneva segregato in casa. Dopo una settimana gli furono concessi gli arresti domiciliari. Questo episodio, letto dalle cronache, mi era rimasto impresso. Oggi sentedo nei notiziari di ragazzi arrestati per delle fesserie, comportamenti trasformati in reati, disagi saociali  – di questa gente sono piene le carceri – mi sono  ricordato dell’episodio dell’avvocato. I magistrati usano due pesi e due misure. Sono spietati e inflessibili con il popolino, attaccandosi ferocemente a ogni piccolo cavillo; ma sono molto lassisti con certi ceti della società. Perché, mi chiedo, debbono avere questo potere onnipotente di decidere hi deve stare in carcere? Si badi bene.. non il reato, ma la persona. Questa non è giustizia, ma discriminazione. Altro che bilancia della giustizia.  –  3/05/2011

A Catania hanno intitolato due treni della metropolitana ai briganti. Uno a Carmine Gracco, soprannominato Donatello; e l’altro l’hanno chiamato Briganti. La motivazione dell’esponente del partito M.P.A. di Lombardo, presidente della Regione Sicilia, è stata per ricordare il banditismo sociale. Un fenomeno che si è opposto all’invasione dei piemontesi. Il giornalista che scrive l’articolo, Carmelo Caruso di Repubblica, ridicolizza l’iniziativa con acrobazie squallide, come se riportare alla luce la storia censurata dai Savoia fino a i giorni nostri, non sia giusto, ma solo un atto da usare politicamente. Premesso che il primo pentito, o meglio dire traditore e collaborazionista dei piemontesi fu uno dei luogotene ti di Carmine Gracco – si chiamava Giuseppe Caruso – mi augur che il sarcasmo che usa non derivi da una eventuale parentela con il Caruso traditore. L’atto più infame dei Savoia è stato quello di occultare la verità, applicando una censura per far perdere la memoria storica. Era troppo vergognoso mettere in luce i metodi nazisi usati con crudeltà contro i meridionali. Cancellati sui libri scolastici per evitare he venissero tramandati alle future generazioni, e applicato il Segreto di Stato sui documenti rimasti. E lo sono tuttora, coperti dal Segreto di Stato. Furono scrittori e pennivendoli, simili al giornalista Carmelo Caruso, che aiutarono il genocidio nel Meridione e ad occultare l’immensa tragedia.  –  4/05/2011

Oggi c’è stata la fiera delle energie rinnovabili a Verona. La filiera si è costruita, ma putroppo il governo invece di alimentarla, mette il fedo e paletti con l’abolizione degli incentivi. Il Ministro Romano cerca in tutti i modi di affossare le energie rinnovabili, per dare vigore al nucleare. Questo signore è senza vergogna, ma purtroppo la lobby del nucleare fa circolare tanto denaro. Alla fine vinceranno le energie rinnovabili, perché è interesse di tutti che prevalgano sulle altre fonti che inquinano e fanno causato tanti disastri. Il WWF ha ipotizato che per il 2050 le fonti energetiche saranno sostituite dalle energie rinnovabili. Mi auguro che questo scenario ottimista si compia, così se ne gioverà tutto il pianeta.  –  5/05/2011

Un anno fa avevo letto su un quotidiano un piccolo articolo. Me l’ero conservato perché mi aveva molto colpito. Oggi, sentendo una notizia l’ho tirato fuori. Alcune auto blu stavano caussano un incidente. I politici si credono i proprietari della strada, pertanto quando arrivano  tutti devono spostarsi. Ho pensato a quanto è lontana la civiltà dei nostri politici da quella del Nord Europa.  Un signore aveva visto il figlio del Re di Svezia all’aeroporto in fila come un nomale cittadino. Nel visitare  un castllo svedese, avevao detto alla ragazza  della biglietteria che aveva viaggiato con il suo re. Lei non riusciva a comprendere la sorpresa per un atto normale in Svezia. Lo steso signore, qualche tempo dopo si trovava all’aeroporto di Roma. Arrivano alcuni parlamentari della sua regione (Veneto), passano avanti e si imbarcano, tra lo stupore degli altri passeggeri che aspettavano in fila. La ragazza svedese non capiva lo stupore dell’italiano per un comportamento del figlio del re del tutto  naturale. Il motivo è molto semplice. I nostri politici, arroganti e prepotenti, ci hanno abituati ai loro privilegi, come gli aristocratici di un tempo, senza avere nessun rispetto per i cittadini e il bene pubblico. Per questo motivo il signore italiano si meravigliava di un comportamento civile.  –  6/05/2011

Ho finito di leggere il libro “Il sangue del Sud”, scritto da Giordano Bruno Guerri. Più leggo e più capisco che l’unificazione  è stata una brutale e feroce conquista. Il Sud è stato saccheggiato e trattato peggio di una colonia, e tutti i mali odierni derivano da come fu trattato il Meridione. Lo scrittore pensa che il modo con cui fu combattutto il brigantaggio sviluppò quella che sarebbe diventata la delinquenza organizzata. Ci sono alcuni passaggi del libro che mi hanno molto colpito. Ce ne è uno, della biografia di Carmine Greco, in cui scrive “calpestati come l’erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestai ci vendicammo. La libertà non è cambiare padrone. Non è parola vana e astratta. Sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall’anima. E’ vivere di ciò che si ama”. Come gli si può dare torto?. Morì in carcere, dopo circa 40 anni di detenzione. Luigi Settembrini, illustre giurista casertano, condannato a morte e graziato dai Borboni, patriota liberale e fautore dell’unificazione, nel suo libro “Ricordanze della mia vita” del 1870, scrisse che una volta ai suoi studenti, durante una lezione, doo l’Unità, disse “figli miei, bestemmiate la memoria di Ferdinando II, perché è stata sua la colpa di questo”. Tra lo stupore degli allievi, aggiunse “se egli ci avesse impiccato a noi altri, oggi non si sarebbe a questo. Fu clemente e noi facemmo peggio”. L’intellettuale si tormentava per la barbarie che si stava perpetrando nel Meridione, e lui si sentiva responsabile per esserne stato uno dei fautori. Poco tempo prima di morire, Cavour disse “Niente stato d’assedio, nessun mezzo di governo assoluto. Tutti sono buoni a governare con lo stato d’assedio. Io li (i meridionali) governerò con la libertà, e mostrerò ciò che possono fare di quel paese dieci anni di libertà. In venti anni saranno le province più ricche d’Italia. No, niente stato d’assedio. Ve lo raccomando”. Resto inascoltato,, anche perché morì subito dopo, e prevalse la rapacità dei Savoia, che, vergognndosi di quello che avevano fatto, con la censura riuscirono ad operare anche sulla storia, cercando addirittura di cancellare la memoria del genocidio commesso.  –  7/05/2011

Quella bestia di Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, non si smentisce mai. Ha dichiarato che “dobbiamo stare lontano da quello schifo di città. I napoletani e Napoli non fanno parte dell’Europa civile. Puzza di rifiuti e camorra. Bisognerebbe fare una pulizia radicale”. E’ inutile commentare, le parole dicono tutto, anche perché una bestia simile non conosce neanche la storia. Se la conoscesse, saprebbe che Napoli è stata la capitale europea della cultura, prima dell’unificazione. Quello che mi chiedo è come fannno i napoletani, i campani e tutto il Meridione a votare Berlusconi alleato della Lega? E’inutile parlare dei politici di Napoli e della Campania. Sono dei parassiti senza un briciolo di orgoglio.  –  8/05/2911

Il forum economico mondiale boccia l’Italia sulle politiche tecnologiche, perché nella classifica dell’innovazionee siamo al 51° posto. Siamo nel G8 e in tutti gli organismi che contano a livello internazionale. Siamo un paese che basa l’economia suall trasformazione e l’esportazione, pertanto è interesse nazionale la formazione e la tecnologia. Addirittura siamo classificati 113 su 138 paesi del mondo per l’apertura alle innovazioni. Questo governo sfascia proprio questi due settori trainanti per l’economia: la scuola e gli investimenti nelle tecnologie. Ci sono davanti anche paesi come le  Barbados e  l’Anan. La nostra fortuna è che la creatività italica è sempre più avanti dei governati. Aveva ragione lo scrittore olandese Cees-Nooteboom, che tempo fa dichiarò che “l’Italia e gli italiani sono più seri dei suoi governanti”.  –  9/05/2011

Matteo mi ha mandato la copia della tesi di laurea. Insieme ad altri ergastolani ho contribuito a dati, che gli servivano, rispondendo ad alcune sue domande. L’ho letta. Devo complimentarmi, ha fatto un buon lavoro. Mi ha fatto soffermare su alcune cose su cui non mi ero mai fermato a riflettere. Le foto fermano il tempo in quell’istante, ma inesorabilmente continua la sua corsa, e non possiamo vincere il suo potere di disfacimento sul nostro corpo. Il carcere ferma il tempo e i ricordi al tuo arresto. Gli anni passano, e niente tornerà come prima.  –  10/05/2011

I dani del Ministro dell’Istruzione Gelmini iniziano a dare i loro frutti perversi. Ho letto che a Milano, in una scuola hanno affittato i piani superiore ad un istituto privato, relegando gli alunni della scuola pubblica nel sottoscuola. A Palermo, in un liceo, le aule ospitano fino a 34 alunni. Una specie di pollaio. I professori sono costretti a fare lezioni con il cronometro. E’ difficile che in aule così affollate si possa insegnare e riuscire a trasmettere qualcosa. Credo che questo sia solo l’inizio, perché gli alunni aumenteranno, e le aule diventeranno una bolgia e i ragazzi usciranno sempre meno istruiti. Piero Calamandrei l’avev spiegato bene nel 1950, come si formano le dittature, e Berlusconi, con l’occupazione dei media, lo smantellamento della scuola pubblica e la politica securitaria, la sta costruendo. Cosa fa l’opposizione? Dorme e cerca solo di non perdere i propri privilegi.  –  11/05/2011

Oggi l’educatrice mi ha informato che ieri hanno discusso la mia sintesi per decidere se sono maturo per iniziare a uscire con i benefici penitenziari. Hanno deciso che non lo sono ancora, perché scrivo troppo e che do sempre la colpa agli altri. Una motivazione che non motiva, pertanto non è neanche da commentare. Comunue chiederò sempre i miei diritti e attaccherò sempre questo sistema che è criminogeno. La relazione della sintesi dovrebbe valutare se ho contatto con le organizzazioni criminali, se ho ancora la mentalità di quando mi hanno arrestato e se continuo a comportarmi seguendo logiche malavitose. Siccome non possono scriverlo, si inventano colpe che non lo sono. I miei scritti raccontano verità che vogliono nascondere. Se sono leciti i fatti che racconto, di cosa hanno paura? La verità è che per loro sono più pericolosi i detenuti che avendo compreso gli errori del passato, sono liberi anche dalle logiche oppressive del sistema penitenziario, pertanto scevri dal ruffianesimo e da altre forme di sottomissione che rendono i detenuti involucri vuoti. Pirandello aveva ragione. Il vestito che la società ti costruisce addosso durerà fino alla morte.  –  12/05/2011

La nostra società ha una logica spietata. Il più forte calpesta sempre il più debole. Anche davanti alla giustizia il debole soccombe in ogni caso, perché questa società è fatta per il potere e di conseguenza per il forte. Non dovrebbe essere così, perché la civiltà consiste nella giustizia sociale per tutti, senza distinzione, e il più debole dovrebbe essere tutelato più degli altri. Putroppo prevale sempre l’istinto predatorio animale dell’uomo: la legge della giunga.  –  13/05/2011

Ho finito di leggere il libro “volete sapere chi sono io?”, racconti dal carcere, a cura della giornalista Antonella Bolelli Ferrera. Sono venti racconti di detenuti. Cinque li conosco. A parte un paio di racconti che stonano dal contesto, il resto sono belli e scorrevoli. La giornalista Bolelli Ferrera ha avuto un’ottima idea, nel realizzare questo concorso letterario per i detenuti, e a farlo patrocinare dalla SIAE e dal D.A.P. del Ministero della Giustizia. Di queste iniziative ce ne dovrebbero essere tante, perché la cultura e il lavoro sono l’unico percorso per il recupero dei detenuti.  –  14/05/2011

La Corte Costituzionale ha bocciato una norma del pacchetto sicurezza di Berlusconi. Si tratta del no all’automatismo del carcere per omicidio volontario. La motivazione è che vila l’art. 3 della Costituzione. La Consulta applica due pesi e due misure, perché di leggi che violano l’art. 3 ce ne sono tante; da tutte le leggi emergenziali, alle leggi penitenziarie che discriminano una parte dei detenuti che rientrano nell’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, “un mostro barbaro e da Paese incivile”. Come anche l’art. 41 bis che è un regime di tortura che  viola non solo l’art. 3, ma anche gli art. 13, 14, 24, 25, e 27 della nostra Costituzione. Anche l’ergastolo è una pena che viola palesemente l’art. 27. Quale rieducazione può avere una persona che non uscirà mai più dal carcere? Fino ad oggi la Consulta ha emanato sentenze politiche e non da  massimo organo garante della Costituzione. Credo che solo dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si possano avere delle sentenze super partes e che siano garanti dei diritti umani e civili.  –  15/05/2011

In Svizzera hanno fatto un referendum per abolire l’eutanasia e vietarla agli stranieri, dato che da molti Paesi europei si va in Svizzera per avere la dolce morte. A larga maggioranza i due quesiti non sono passati e tutto rimane come prima. Sono stati già 19 gli italiani che sono andati a morire in Svizzera. Non sapevo che in Svizzera l’eutanasia è legale dal 1941. Così ha riportato la notizia in Tv (da 70 anni). Questa è civiltà. Altro che l’Italia che è sotto il tallone del Vaticano che impedisce che ci sia libertà di praticare l’eutanasia, e alimenta la discriminazione. Chi è benestante si può permettere l’eutanasia oltre frontiera, invece il popolino deve sempre soffrire, anche quando, stanco e malato, vuole andarsene con dignità.  –  16/05/2011

Oggi è venuto un detenuto da un altro carcere per un processo. Ha portato una notizia che, se venisse confermata, sarei un uomo llibero. La Corte Costituzionale avrebbe emanato una sentenza, applicando la sentenza della Corte Europea sul rito abbreviato per i processi di ergastolo, estendendo l’applicazione a tutti gli ergastolani. Con questa sentenza della Corte Europea hanno revocato ad alcune centinai di detenuti la pena dell’ergastolo e l’hanno ridotta a 30 anni. Siccome la notizia è molto graosa, perché dovrebbero revocare a tutti i detenuti con la massima pena la condanna all’ergastolo e ridurla a 30 anni.. una parte di me esplode dalla gioia, ma l’altra non crede che la Consulta avrebbe tirato fuori tutto questo coraggio. E poi troppo silenzio da parte dei media. Non voglio illudermi. Aspettiamo la sentenza. Come è strana la via, mentre c’è il buio più totale, arriva la luce a riportarti in vita.  –  17/05/2011

Oggi dovevano discutere una interrogazione parlamentare sul carcere di Catanzaro. Ho ascoltato il question time nel pomeriggio, ma non ne hanno parlato. Stasera il TG ha notiziato che il governo è andato quattro volte sotto sui problemi del carcere. Non riguarda l’interrogazione, ma è una buona notizia, perché le proposte del governo non sono mai dettate alla soluzione dei problemi nelle carceri e ad umanizzarle, ma sempre a limitare la libertà dei detenuti. Mi auguro che l’interrogazione parlamentare smuova  l’acqua stagnante che tiene fermo il carcere di Catanzaro a logiche sorpassate dall’evoluzione del tempp, e dalle direttive ministeriali e dal Codice Penitenziario.  –  18/05/2011

Il TG di Rai Tre delle ore 19.00 ha fatto vedere l’intervista a Carmelo Musumeci, che era uscito con un permesso di necessità di 11 ore per andare a discutere la tesi  di laurea. Ha fatto capire bene che l’ergastolo è una pena non accettabile, sia dal lato umano che da quello del diritto. Sapevo già del suo permesso. Ne sono stato felice per lui e la sua famiglia. Ma vederlo in TV mi ha riempito di gioia. Forza Carmelo, alla lunga la spunteremo con questa pena di morte, che non è altro che una vendetta mascherata.  –  19/05/2011

C’è stata una sbornia in TV sulle votazioni. Si può dire che è vagliato ogni singolo voto. Ora è iniziata la campagna per i ballottaggi. Si discute sulle percentuali, sui punti persi o veinti, quelli da acquistare. Sembra un ping pong, dove ognuno gioca la sua parte, la destra e la sinistra. Ognuno dei due schieramenti si vanta i candidati che sono passati al primo turno, glorificandoli e in alcuni casi addirittura santificandoli. E’ accaduto un fatto che mi ha convinto che la censura è bipartisan, con la complicità dei due poli. Il Sindaco di Salerno De Luca ha vinto il suo quarto mandato con il 74% dei voti, la percentuale più alta d’Italia. Siccome il PD non ha appoggiato il suo schieramento di centrosinistra, Bersani e i suoi compagni di merende lo hanno oscurato in TV. Altrettanto ha fatto la destra, non avendo nessun interesse politico a nominarlo. Tempo fa ho sentito in TV che ha trasformato la città di Salerno in una piccola Zurigo. Invece di dargli la considerazione che merita, i notabili del PD lo snobbano e lo  oscurano come si faceva ai tempi dell’Unione Sovietica. Berlusconi continuerà a vincere la guerra, che se perde qualche battaglia, per demerito suo  e non per merito dei notabili del PD. Come dice Renzi, il sindaco di Firenze, vanno rottamati.  –  20/05/2011

L’ex magistrato De Magistris, parla  bene e razzola male. E’ diventato famoso con alcune inchieste… “Toghe lucane”.. “Why not?”.. e… “Poseidone”, tutte finite in una bolla di sapone, un polverone che non ha dato i frutti sperati con le sue ipotesi, ma l’ha fatto diventare europarlamentare. Per sua sfortuna non era gente del popolino, che basta avanzare delle ipotesi per creare un processo, ma era gente importante della società, e molti facevano parte delle istituzioni. Siccome gli imputati di queste inchieste lo hanno denunciato per diffamazione, lui su tre procedimenti ha chieso l’immunità al Parlamento Europeo. In Italia lui e Di Pietro (capo del suo partito) sono contro l’immunità della casta politica, ma a Strasburgo De Magistris chiede e ottiene, con i voti del PDL di Berlusconi, lo scudo europero dell’immunità sui tre procedimenti.  –  21/05/2011

 

 

Diario di Pasquale De Feo 23 febbraio – 22 marzo

Ecco Pasquale De Feo con il suo Diario. Uno degli appuntamenti in assoluto più importanti su questo Blog. Un appuntamento che dobbiamo a una intuizione di Carmelo Musumeci.. quella di fare scrivere a Pasquale De Feo un suo diario. L’altra mossa azzeccata è stata quella di non procedere in dosi omeopatiche, ma di pubblicare di volta in volta.. il “blocco” di un mese di diario. Ne nasce così un mega post che in realtà ne vale decine.. che rappresenta l’occasione di una full immersion di più di un mese nel mondo delle riflessioni, sfoghi, analisi, considerazioni, intuizioni, emozioni di un detenuto. Con la “forma Diario” si va al di là dei limiti consueti del post per seguire un “flusso” temporale più esteso.

E questo sarebbe già un bene a prescindere. Se poi consideriamo che è Pasquale De Feo a scrivere.. il Valore di questa idea si  amplifica ulteriormente. Essendo Pasquale un ergastolano storico, che non si è immobilizzato con il corso del tempo, ma ha ntrapreso un radicale processo di crescita e di rinnovamento, nel quale la cultura e lo studio hanno agito potentemente. Il lievito di molteplici fattori ha agito anche nel senso di una profonda esigenza morale, una diemsione etica… che nel volere cercare pulizia in se stessi per potere rispettare la propria vita, comincia a vedere con gli occhi del rispetto anche il mondo e gli altri, e a pretendere rispetto e nel pretenderlo diventare “attivi”, come diventa sempre “attivo” chi “si propone”… muove la mente e l’azione, fa domande e chiede correttezza e una visione sempre più lucida.

Quello che sto dicendo è che interno ed esterno hannno reciprocamente agito su Pasquale, influenzandosi reciprocamente… e cultura ed etica, conoscenza e rispetto, studio e “richiesta di diritti” si sono intrecciate intensamente.. qualcosa del genere è accaduta anche con Carmelo Musumeci.

Andando ai suoi diari… Pasquale non si  limita mai al compitino. E il “compitino” andrebbe pure bene, viste le circostante. Ma etica e conoscenza smuovono e incentivano altre riflessioni e considerazioni. Da qui i suoi diari che sono “diari di un ergastolano”.. ma non solo “diari da ergastolano”. Sono un’autentica finestra sul mondo e sulla vita. E’ sempre un detenuto che scrive e va sempre ricordato il contesto in cui si scrive.. il quale incide su alcune riflessioni rendendole particolarmente amare o pensose.

Tu, compagno di viaggio internauta, che leggi ora queste pagine.. le leggi, alzi le chiappe e ti fai una passeggiata, amoreggi con qualcuno, fai una telefonata, vai al cinema, ti fai una doccia, ecc. Lui finito di scrivere continua a restare in quell’edificio e a fare le cose che quell’edificio (con tutte le sue regole e i suoi funzionari) consente. E’ questa la differenza.  E questo rende ancora più preziose queste pagine. Perchè la civiltà della parola, la lucidità dell’espressione, la tensione morale.. che le animano sono ancora più importanti e nobili se fatte da qualcuno che potrebbe solo parlare della durezza della sua condizione o sparare a zero contro tutti. Invece eccolo là… quasi lo vedete no?:. un cervello in fermento… una voglia costante di sapere, conoscere, capire, interrogarsi, reagire all’ingiustizia.

Pasquale dice che al suo cervello non farà mettere manette. Questi detenuti spesso non vengono molto amati. Da sempre le istituzioni chiuse preferiscono le persone docili perfettamente “integrate” (non “integre”). Eppure Pasquale è una rappresentazione vivente di una risocializzazione, ricreazione e riemersione in atto. E’ una occasione più che un detenuto scomodo.

I temi del diario come al solito sono molti…

Gli scenari internazionali di cui Pasquale è un attento osservatore.. dall’intervento in Libia, alla catastrofe in Giappone, alla tragedia del popolo curdo (popolo davvero martoriato e di cui pochi in occidente conoscono la storia tragica)…

Le controversie tematiche che afferrano il mondo del diritto e della pena.. le critiche dei giustizialisti e delle manipolazioni mediatiche forcaiole… l’utilizzazione dei detenuti come capri espiatori.. l’incapacità di dare vita a un vero percorso reintegrativo e risocializzativo..

La politica… l’Unità di Italia e le sue pagine nascoste.. i rifiuti…  la Lega.. la demolizione della scuola pubblica… il nucleare.. le differenze di intervento nei casi di terremoti nel Sud e di terremoti nel Nord… A proposito delle pagine di orrore che fecero anch’esse parte della storia dell’Unità d’Italia, Pasquale ci fa conoscere la storia dell’anarchico Passamonte.. una storia che sembra presa da qualche libro dell’orrore.. e che credo che in Italia conosceranno si e no qualche centinaio di persone.

Insomma, i momenti sono tanti… ma, prima di lasciarvi al diario integrale di Pasquale De Feo per il mese di marzo, voglio richiamarvi alcuni momenti specifici in particolare…

Quando Pasquale richiama la denuncia di un detenuto calabrese sottoposto al 41 bi nel carcere di Parma…

 

In un quotidiano leggo di un fatto che succede nel carcere di Parma nel reparto del 41bis. A un detenuto calabrese, Condello Pasquale, hanno messo un oggetto elettronico di nascosto che emana scariche elettriche a bassa tensione, una sorta di tortura elettronica. Tutto è certificato nella sua cartella clinica, di strane patologie che ha subito. Conoscendo i vertici del carcere di Parma non mi meraviglio di niente. Sono capaci di questo e altro. Prestandosi a queste situazioni illecite, li preserva da ogni cosa, esssendo che i santi in paradiso li proteggono da circa 15 anni.       Non è bastata neanche una condanna della Commissione  europea per la prevenzione della tortura in visita al carcere. Il regime del 41 bis del carcere di Parma ha una brutta nomea. E’ quello più afflittivo e oppressivo, la tortura l’hanno resa più crudele possibile.”  –  (14/03/2011)

Ora, io non so se questo fatto nello specifico è vero. Confesso che ho dei dubbi.. mi sa troppo da Dottor Stranamore.. e poi in genere si preferisce infliggere sofferena e destabilizzazione psichica con strumenti meno “appariscenti” e meno “ingombranti”, tanto i metodi non mancano. Ma fosse o non fosse vera questa vicenda.. resta il fatto che ci consente di ricordarci del carcere di Parma. Ricordo sempre in questa e in altre sedi che il carcere di Parma è considerato uno dei più famigerati carceri italiani. La  storia degli abusi commessi in quel carcere è lunga. Così come delle ricostruzioni o delle testimonianze che descrivono l’arroganza, l’ottusità e l’incapacità di chi lo ha diretto e lo dirige. Ricordiamo che la Commissione europea per la prevenzione della tortura condannò il carcere di Parma.

In un altro passaggio Pasquale richiama quello che è diventato un “classico” su queste pagine.. la vicenda del dentista e delle cure dentistiche nel carcere di Catanzaro. Pasquale scrive..

Sul quotidiano Gazzetta del Sud è uscito un articolo in sostegno del dentista del carcere da parte dell’aria sanitaria, in cui si afferma che denuncie e reclami dei detenuti sono infondati e privi di fondamento. E’ infame definire infamanti le accuse riportate dai detenuti, perchè i detenuti hanno rappresentato solo la realtà dei fatti. Dubito che la Procura o l’A.S.L. apriranno un’inchiesta, perchè si allargeherebbe a tutte le coperture, principalmente al sanitario del carcere.  Il dentista, come tutti i dottori, dovrebbe rispettare il giuramento di Ippocrate, invece non lo ha fatto, perchè, anche se in regola come dice lui, si è adeguato al mercimonio, ha estratto solo denti, senza nessun riguardo per il disagio dei detenuti. Ha detto a un detenuto che l’ultima volta che sono venuti ad aggiustare una sedia, hanno messo un motorino vecchio e non funzionante, e pezzi non conformi, facendosi pagare tutto come fosse nuovo. Lui ha fatto la segnalazione, quando invece doveva fare una denuncia contro la ditta e contro il sanitario del carcere, che permette certe cose. Ora speriamo che l’A.S.P metta a posto la sedia e che i detenuti possano avere un servizio dentistico normale. ” –  (24/02/2011)

Riguardo a ciò va detto che dalle ultime notizie che ci stanno giungendo la surreale vicenda della sedia dentistica e tutto il teatro che gli ruota intorno sembra si stia incanalando lungo una via di soluzione. Va comunque detto che ciò che è accaduto è emblematico e grave. Così come è grave ciò che dice Pasquale in questo passaggio, se fosse vero. In pratica il dentista del carcere di Catanzaro avrebbe detto a un detenuto che, quando sono venuti ad aggiustare la sedia (eternamente) non funzionante avrebbero messo un motorino vecchio e non funzionante, e pezzi non conformi, facendosi pagare tutto come fosse nuovo. Giustamente Pasquale dice, e siamo d’accordo con lui che, se tutto ciò fosse vero, il dentista doveva non limitarsi a una segnalazione ma denunciare la ditta che avrebbe lucrato facendosi pagare un pezzo vecchio e malfunzionante come se fosse nuovo e il sanitario del carcere che, quantomeno, avrebbe dovuto vigilare. Ripeto.. tutto il discorso lo stiamo facendo al condizionale… ma se fosse tutto vero non sarebbe altro che l’eterno sistema affaristico e clientelare che infesta tutti i settori dell’amministrazione e che è ancora più grave quando accade in luoghi di particolare “senbilità”. Come il fascismo, anche la mafia non è solo una concreta realtà storico geografica.. è anche uno “stile”. Lo stile, ad esempio, di lucrare guadagni economici, scroccandoli da risorse pubbliche, per ingrassare le proprie tasche… facendo scontare il prezzo a chi non può difendersi (i detenuti in questo caso, se tutto fosse confermato). C’è una visione dura a morire in tanti luoghi. Quella per cui “i panni sporchi si lavano in casa”. Bene, non è la nostra visione. E continueremo a seguire questa vicenda, se avrà sviluppi.

Concludo con quello che è anche la conclusione che Pasquale dà al suo diario. Un momento finale che è un momento dall’intensità dolorosa e coninvolgente, quando, sotto l’effetto della notizia di uno dei tanti detenuti morti suicidi, ricorda i versi di un detenuto morto suicida anni fa…. Questi versi li troverete alla fine del diario. Ma voglio riportarli anche qua, nel concludere questa presentazione:

“Noi che muti tra queste mura

siamo silenzio del mare di

sbarre

le nostre urla le sentirete

soltanto

nel movimento dei manganelli

nelle fiamme di una cella

o ne lenzuolo che dà sonno

per sempre”.

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La Libia è insorta, quel sanguinario di Gheddafi non si sta smentendo, ma alla fine mi auguro che perda e che lo prendano vivo, non è degno di passare per martire. Berlusconi non si è smentito, ha dichiarato che non voleva disturbarlo, mentre quel criminale bombardava nelle strade la popolazione libica.  –   22/02/2011

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Sono 25 anni che Berlusconi proclama di volere riformare la giustizia, ma passata la bufera il proclama rimane tale. L’opposizione invece di prendere la palla al balzo e di sfidarlo su queste riforme, segue Di Pietro che è un giustizialista della peggiore specie. Con questi signori all’opposizione, Berlusconi finché farà politica vincerà sempre. Credo che Reni possa batterlo, ma dovrebbe rottamare i matusalemme del P.D.  –  23/02/2011

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Sul quotidiano Gazzetta del Sud è uscito un articolo in sostegno del dentista del carcere da parte dell’aria sanitaria, in cui si afferma che denuncie e reclami dei detenuti sono infondati e privi di fondamento. E’ infame definire infamanti le accuse riportate dai detenuti, perché i detenuti hanno rappresentato solo la realtà dei fatti. Dubito che la Procura o l’A.S.P. apriranno un’inchiesta, perché si allargherebbe a tutte le coperture, principalmente al sanitario del carcere.

Il dentista, come tutti i dottori, dovrebbe rispettare il giuramento di Ippocrate, invece non lo ha fatto, perché, anche se in regola come dice lui, si è adeguato al mercimonio, ha estratto solo denti, senza nessun riguardo per il disagio dei detenuti.

Ha detto a un detenuto che l’ultima volta che sono venuti ad aggiustare una sedia, hanno messo un motorino vecchio e non funzionante, e pezzi non conformi, facendosi pagare tutto come fosse nuovo. Lui ha fatto la segnalazione, quando invece doveva fare una denuncia contro la ditta e contro il sanitario del carcere, che permette certe cose. Ora speriamo che l’A.S.P metta a posto la sedia e che i detenuti possano avere un servizio dentistico normale.  –  24/02/2011

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Il popolo curdo ha un detto che recita “I nostri soli amici sono le montagne”.. questa frase racchiude tutta la loro tragedia. Un popolo di 50 milioni diviso in cinque stati.. Turchia, Iran, Iraq, Siria, Armenia. La colpa è degli inglesi.. dopo la prima guerra mondiale si rimangiarono le promesse che gli avevano fatto quando si allearono per combattere i turchi. Li divisero tra questi stati.

Ogni volta che hanno fatto alleanza sono stati abbandonati e traditi, senza mai mantenere le promesse. Noi detenuti dovremmo pensare come i curdi.. “I nostri soli amici sono i nostri familiari”.  Siccome i nostri problemi si possono risolvere solo con la politica, quando i politici si presenteranno per chiederci i voti dei nostri familiari, di nascosto.. dovremo dirgli che i voti glieli diamo, ma alla luce del sole, con la richiesta di fare rientrare nella legalità le procure e le carceri. Il partito che accetta, lo votiamo in massa.  –  25/02/2011

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Oggi è stata la seconda giornata del corso di scrittura creativa. Eugenio il professore ci ha informati che è andato nel Blog a leggere quello che scriviamo. Ci ha portato la lettera di un detenuto del carcere di Spoleto, che ha preso dal Blog, e l’abbiamo commentata. Ci ha fatto interagire fra di noi, ma il tempo è volato e lo scritto che ognuno di noi aveva preparato per raccontare le nostre impressioni del primo incontro.. non c’è stato il tempo di leggerli. Se li è portati a casa. Credo che il nostro prossimo incontro si baserà sui nostri scritti. Ho sensazioni positive.  –  26/02/2011

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I TG hanno dato risalto alle affermazioni di Berlusconi sulla scuola che non educa bene i ragazzi. In sostanza lo smantellamento della scuola pubblica. Mi è venuto in mente un vecchio discorso fatto da uno dei più grandi giuristi del passato.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare nella sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per i manipoli, ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza, in quelle scuole c’è sempre, persino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private”.

Questo discorso lo fece, nel febbraio 1950, Piero Calamandrei. Ecco questo è quello che sta facendo Berlusconi. Mi dispiace dirlo, ma lo sta facendo con la complicità della Chiesa.. perché non dice niente essendo stata zittita dai finanziamenti alle scuole cattoliche. L’opposizione non esiste, perciò Berlusconi farà sempre ciò che vuole e continuerà a vincere.  –  27/02/2011

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Il capo di Fastweb Silvio Scaglia è stato scarcerato dagli arresti domiciliari dove era detenuto dal 17 maggio 2010. E’ accusato di una truffa allo stato di 2 miliardi di euro che avrebbe riciclato. Sarebbero 2000 milioni di euro, con le vecchie lire sarebbero 4000 miliardi di lire, una cifra astronomica. Ha fatto qualche mese di carcere e il resto agli arresti domiciliari. Lui li ha contati.. “363 giorni”.. ha dichiarato che non si sarebbe mai aspettato un percorso così drammatico. Ormai in Italia questi signori dei colletti bianchi sono così sicuri dell’impunità che qualche mese di carcere diventa un’esperienza drammatica. I poveri cristi, anche per un piccolo reato per bisogno, scontano anni di carcere. I giudici usano il massimo rigore con il popolino, ma verso le caste, come sempre, sono molto ossequiosi. La scritta in tribunale.. “la legge è uguale per tutti”, riguarda il popolino. Le caste non sono come gli altri, anche perchè gli stessi giudici sono una casta, anzi una ultracasta, e tra le caste ci si aiuta.  –  28/02/2011

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Oggi abbiamo visto il film “Li chiamavano Briganti” del regista Pasquale Squittieri.

Un film che non essendo politicamente corretto è stato fatto sparire dalla circolazione. Siamo stati fortunati perché l’educatrice l’ha trovato presso uno studioso. Confermava tutto ciò che riportava anche il libro “Terroni” di Pino Aprile, anche se il film è di alcuni anni fa. Il generale Cialdini, a cui tante strade e piazze sono dedicate in tutta Italia, non era altro che un criminale sanguinario. Oggi sarebbe davanti al Tribunale dell’AIA per crimini contro l’umanità. Si evince con chiarezza che da quel periodo buio dell’annessione e la conseguente colonizzazione selvaggia del Sud.. derivano ancora oggi tutti i problemi che affliggono il Meridione e i meridionali. Una sola cosa non mi è piaciuta, il regista ha reso marginali i crimini commessi dai carabinieri e, in alcuni casi, li ha fatti passare per vittime degli ordini. Questo non rispecchia la realtà e la distorce, perché i carabinieri erano il corpo d’elité dell’esercito piemontese, pertanto sempre in prima linea e ligi, come le SS tedesche, agli ordini che arrivavano dal Re. Dopo sono diventati stanziali come truppe di occupazione con funzioni di polizia.  –  1/03/2011

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Hanno messo un’antenna nuova per il digitale. Prima avevamo circa 15 canali, tra quelli della Rai, Mediaset, La 7, Gold 7 per lo sport e altre reti locali. Con questa nuova antenna ci hanno lasciato solo la Rai, Mediaset e La 7, con un solo nuovo programma. Rai 4. E’ sempre così; con ogni cambiamento si cerca di limitare il nostro spazio. La Rai ha altri canali, Rai Storia, Rai Sat, ecc… come anche Mediaset.. perché vietarci di vederli tutti? Semplicemente perchè prevale la mentalità oppressiva con la scusa della sicurezza. Qualcuno dice che sia ordine ministeriale. Francamente non ci credo. Se fosse così, ci sarebbe qualcosa che non funziona al Ministero, perché sarebbe cattiveria gratuita a sfondo cieco.  –  2/03/2011

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Il Magistrato di Sorveglianza mi ha rigettato il reclamo per l’uso del computer e della stampante, con una motivazione machiavellica. Addirittura scrive che non ho motivato neppure la richiesta. E’ strano, essendo che anche la Direzione gli ha relazionato che frequento l’università. Sorvola risposta sul perché ho inviato il reclamo alla Procura per “falso in atti di ufficio”, essendo che il 7 luglio 2010 la Direzione rigettò la mia richiesta perché in un altro istituto mi era stata revocata l’autorizzazione a possedere e usare il computer, cosa non vera e l’ho dimostrato con la documentazione. Anche di fronte alla realtà dei fatti, al diritto acquisito dalle leggi, la prepotenza delle autorità come sempre alimenta solo rabbia per l’impotenza di non avere la forza per fare valere i propri diritti.  –  3/03/2011

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La Corte Europea ha rigettato il ricorso collettivo di circa 800 ergastolani per l’abolizione dell’ergastolo. Avevamo molta fiducia che l’Europa ci desse ragione e sarebbe stata abolita questa pena infame e disumana. Gli organismi istituzionali, come quelli europei, sembrano un muro di gomma. Ti danno l’impressione che l’umanità, la civiltà e il diritto siano beni primari, ma poi prevalga l’infame e cinico mercanteggiare della politica.

L’art. 3 della Convenzione Europea sui diritti dell’uomo recita che “nessuno può essere sottoposto a torture né a pene e trattamenti inumani e degradanti”. Mi domando cosa possa esserci di più disumano dell’ergastolo. Una condanna che definisce la morte civile di una persona, anche se ancora viva fisicamente, inchiodata a un eterno presente perchè il futuro ci è stato espropriato dalla pena. Ci vorrebbe una ventata di civiltà e di pietas. Ma con questi politici che cercano in ogni occasione di tirare fuori gli istinti primordiali della gente, è inutile anche sperare. Devono ricordarsi, questi politici, che certi istinti una volta tirati fuori, poi è difficile ricacciarli di uovo dentro. Le semine, di qualunque tipo, producono sempre raccolto.  –  4/’03/2011

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“Credo nel mio diritto alla libertà e alla vita, e questa fede è più forte di tutte le armi”. Questa frase la prouncio Omar-Mukhtar, il leader libico che combatté 20 anni contro l’occupazione della Libia da parte degli italiani. Fu catturato e impiccato dai  militari italiani. Oggi, il figlio novantenne ripropone la figura del padre come simbolo della libertà in Libia. La popolazione libica si è sollevata, la libertà è un bene primario di tutti i popoli. Vedo in TV Gheddafi baldanzoso. Mi auguro che l’Europa e gli americani non gli diano la possibilità di riprendersi il potere. La mia impressione è che tutti gli atti fatti fino ad oggi siano vuoti di contenuti. La politica americana e i mercanti europei sono capaci di qualunque aberrazione per i loro scopi. Parlano soltanto e non intervengono, almeno per fermare l’aviazione, che quel macellaio usa sulla popolazione, mentre loro continuano a parlare migliaia di persone muiosono. Dovrebbero agevolare questa primavera democratica. La mia sensazione è che pensano e agiscono sempre alla vecchia maniera, di mettere un burattino al potere, fregandosene della popolazione. Credo che questo sia solo l’inizio. Negli anni prossimi anche nei paesi musulmani si instaurerò la democrazia.  –  5/03/2011

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Hanno sentito al TG5 che hanno dato la notizia di allarme, che i detenuti usano i Blog per comunicare con l’esterno. Faccio una premessa. I detenuti non hanno nessun contatto  con internet, i loro scritti vengono inseriti nei blog o siti, spedendoli tramite normale corrispondenza, e chi cura i blog o siti li inserisce in rete, per tanto tutto quello che si vuole creare è una mistificazione della realtà. I tempi passano, ma i metodi polizieschi rimangono sempre gli stessi, creare allarmismo distorcendo la realtà con fini strumentali per raggiungere lo scopo.. “censurare ogni dissenso”. Prima mostrificando il contesto, in modo che la gente non lo ritenga un attentato alle libertà civili, e poi emanano una leggina oppure ne usano qualcuna interpretandola ad uso e consumo, chiudendo e vietando l’oggetto “nocivo”.

Siccome ci sono molti siti e blog che pubblicano i sistemi poco ortodossi che vengono usati dai funzionari del sistema penitenziario, dalle Procure e dal circolo mediatico giustizialista, gli scritti dei detenuti, questa valanga di informazioni.. contraddice le realtà artificiose di questi signori.

Fino a quando erano pochi Blog e siti non davano fastidio, ora sono troppi, sono diventati pericolosi, perché la gente non deve sapere la verità, ma solo la loro verità. E’ una vergogna, siamo nel terzo millennio, stiamo facendo l’Europa Unita e l’Italia  usa ancora questi metodi arcaici e ottocenteschi. Benjamin Franklin diceva che “il popolo che rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza”.  –  6/03/2011

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Tanti giovani dopo la laurea non trovano niente e per forza di cose devono espatriare per trovare lavoro o continuare le loro ricerche. Questa maledizione tocca principalmente i giovani laureati meridionali. Lo Stato non crea niente per trattenerli, sono fortunati se trovano lavoro nel Nord, raramente a casa loro. A Cagliari hanno spesso 66 milioni per costruire un radiotelescopio supertecnologico, ma non può essere messo in funzione perchè mancano i soldi per il personale. E’ singolare. Si spendono tanti soldi per costruirlo e si lascia all’abbandono. Anche internet è lasciato alla disorganizzazione. E’ il futuro, lo sanno anche gli africani, ma con tutto ciò siamo ultimi nel mondo, insieme all’Algeria, per la banda larga. Dovremmo essere uno dei primi Paesi al mondo, ma purtroppo abbiamo una classe politica miope e stupida, lontana dalla realtà e dalla gente. Dovremmo fare come la Finlandia, che messo nella Costituzione internet, come fosse un bene primario che tutti devono avere.  –  7/03/2011

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Il mondo lo popolano le donne, le famiglie sono governate dalle donne, i figli li crescono le donne e i ragazzi sono educati dalle donne. La donna è il perno centrale di tutte le società del mondo, ma il potere ce l’hanno gli uomini e fanno di tutto per non farle emergere e neanche farle raggiungere la parità. Gli uomini, con il potere che hanno.. non si fanno mancare niente.. dalle guerre alla povertà, religioni ultramaschiliste, ladrocinii finanziari, politica corrotta e senza etica, inquinamenti sciagurati e tante altre cose. Se al potere ci andassero le donne non credo che vorrebbero vedere i figli morire in guerra, vederli vivere in povertà, schiacciati da dogmi religiosi, rovinati dalle finanze allegre, e farli ammalare per l’inquinamento. Credo che non farebbero in nessun caso tutti i danni che sono stati fatti fino ad oggi. Bisognerebbe dare il potere alle donne, ma l’unico modo che hanno per averlo e di fondare un partito di sole donne.  –  8/03/2011

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Fino a quando un uomo non si rassegna è ancora recuperabile. Non è l’uomo adattato a regole cieche e in alcuni contesti disumani che è recuperabile, perché il “recupero” ne fa un involucro vuoto, senza personalità, senza speranza, senza ideali.. un niente. Siamo dei castrati fisici perché il nostro spazio fisico è delimitato. Siamo dei castrati sessuali perché non abbiamo una vita sessuale. Il sistema ci vorrebbe anche castrati mentalmente, perché ci vorrebbe sottomessi, prostituti, simili a vegetali, in modo che come un gregge di pecore facciamo tutto ciò che vuole il pastore. Ho pagato tanto per non esserlo, e continuerò a pensare, dire e scrivere ciò che ritengo giusto. Non potranno mai mettermi le loro manette alla mente. L’unica cosa che mi è rimasta libera.  –  9/03/2011

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Sto studiando giurisprudenze, superati gli anni della gioventù lo studio diventa più impegnativo. Riflettevo e mi chiedevo.. la laurea non potrò usarla in nessun lavoro, perché un ex detenuto non può accedere a funzioni pubbliche. Non potrò esercitare il mestiere di avvocato o un lavoro similare. Posso usarla da detenuto  per difendermi dai soprusi in carcere, per chiedere i miei diritti, ma siccome noi detenuti non abbiamo diritti essendo che sono stati tramutati in concessioni, pertanto non mi servirà a niente. Perché continuo a studiare? Credo per me stesso e per aiutare i miei compaesani quando devono fare un’istanza, essendo che in carcere hanno tolto anche gli scrivani, fregandosene della maggioranza dei detenuti che non hanno la capacità di farsi una qualsiasi istanza. Il mio pensiero va a mia madre. Sarebbe stata orgogliosa di un figlio con la laurea, peccato che sia venuta a mancare troppo presto.  –  10/03/2011

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I detenuti, se lasciati indietro nel progresso li si esclude dalla società, perchè rimangono analfabeti delle nuove tecnologie. Oggi il mondo gira con l’informatica e internet è la rete che ha messo il mondo nel villaggio globale. Nel 1999 il Ministero della Giustizia iniziò ad emanare circolari per educare all’informatica i detenuti, con l’autorizzazione per acquistae, possedere e usare computer e stampanti. Nel 2000 con l’emanazione del nuovo regolamento di esecuzione, l’art. 40 confermava il percorso informatico. Fino al 2001 sono state emanate altre circolari per confermare l’informatica in carcere e il diritto ad avere computer e stampante. Qui a Catanzaro c’è ancora una mentalità di carcere da galeotto, e i computer e le stampanti sono un discorso restio ad attecchire. La mia impressione  è che la Direttrice è aperta a questa tematica, ma credo sia frenata da una parte del potere che gestisce il carcere. Il computer è un formidabile strumento didattico, ed è  fondamentale per l’alfabetizzazione informatica ed anche culturale. E’ indispensabile anche per il recupero, la rieducazione e il reinserimento dei detenuti. Inoltre è impensabile che in altri carceri concedano il computer e stampante di contrabbando. Impedirlo per una questione di principio per imporre un potere che sfocia nell’abuso di autorità è lontano da ogni logica della ragione.  –  11/03/2011

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Impressionante quello che è successo in Giappone. Sembrava la fine del mondo, purtroppo temo che le vittime saranno molte. I filmati rappresentano una realtà spaventosa, anche in un paese come il Sol Levante che è preparato sia ai terremoti che gli tsunami. Siccome al peggio non c’è mai fine, sono intervenuti anche problemi alle centrali nucleari. Il Primo Ministro ha dichiarato che è peggio della seconda guerra mondiale, e credo abbia ragione. Hanno la forza morale, quella economica e l’esperienza del passato per riprendersi. Sono ammirevoli nella loro compostezza e nella loro profonda dignità.  –  12/03/2011

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Stiamo facendo ridere tutta l’Europa per il problema dei rifiuti, una corruttela da destra a sinistra che per anni ha ingrossato tutti, le briciole le hanno date alla camorra che come al solito serve per dare un responsabile all’opinione pubblica. Questo stato di cose si è trasferito anche al Parlamento Europeo. La sinistra per fare danno alla destra ha votato contro il Fondo europeo per i rifiuti in Campania. Ormai siamo al ridicolo, perché la sinistra ha paura che la destra possa risolvere il problema dei rifiuti che è frutto dell’era di sinistra e del sinistro Bassolino, che ha rovinato la regione con i rifiuti e l’ha riempita di debiti, affossando il futuro della prossima generazione. Il soldi UE sono andati perduti e la sinistra ne è contenta, mentre la gente soffre. La Lega parla bene, ma fa finta di non vedere le porcherie che combinano le industrie del Nord. Hanno elevato a discarica il Sud e tutti i loro rifiuti speciali, di nascosto li mandano al Sud. La colpa principale è dei politici del Sud, che non dicono una parola, perchè pensano solo a ingrassarsi.  –  13/03/2011

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In un quotidiano leggo di un fatto che succede nel carcere di Parma nel reparto del 41bis. A un detenuto calabrese, Condello Pasquale, hanno messo un oggetto elettronico di nascosto che emana scariche elettriche a bassa tensione, una sorta di tortura elettronica. Tutto è certificato nella sua cartella clinica, di strane patologie che ha subito. Conoscendo i vertici del carcere di Parma non mi meraviglio di niente. Sono capaci di questo e altro. Prestandosi a queste situazioni illecite, li preserva da ogni cosa, essendo che i santi in paradiso li proteggono da circa 15 anni.

Non è bastata neanche una condanna della Commissione  europea per la prevenzione della tortura in visita al carcere. Il regime del 41 bis del carcere di Parma ha una brutta nomea. E’ quello più afflittivo e oppressivo, la tortura l’hanno resa più crudele possibile.  –  14/03/2011

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Qualche tempo fa il presentatore Alessandro Di Pietro conduce una trasmissione su Rai Uno, la mattina. Ospite della trasmissione “Bontà loro” su Rai Uno di Maurizio Costanzo dichiarò “Siccome si presume che la mafia siciliana controlla il mercato del pomodorino pachino, come ha detto il capo della P.N.A. Grasso,di non comprare più i pomodori pachino”. Il pomodorino pachino è l’economia di una parte del territorio siracusano. Facendo un’affermazione del genere nella tv pubblica, si fa un atto terroristico contro i coltivatori del pomodorino. Solo uno stupido non lo capirebbe, e siccome lui non lo è, la sua affermazione può avere una sola motivazione, favorire un altro territorio che produce un pomodorino simile. Mi auguro che i coltivatori riescano a farlo cacciare dalla Rai, perché non è degno di rappresentare tutti gli ascoltatori italiani. Purtroppo è ancora al suo posto.  –  15/03/2011

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Nella pagina della cultura di un quotidiano mi ha colpito un articolo su un film intitolato “Passamonte”. Si tratta di un film sull’anarchico Giovanni Passamonte, un cuoco lucano, che con un coltellino fece un attentato dimostrativo alla vita del re Umberto I° di Savoia nel 1878. Fu condannato a morte, poi tramutata in ergastolo. Lo tennero in una  minuscola cella sotto il livello del mare per 30 anni dove divenne cieco e impazzì. Per interessamento di un parlamentare fu trasferito in manicomio dopo 30 anni, dove morì due anni dopo. Dopo la condanna distrussero la sua casa e la Madre e la sorella furono rinchiuse in manicomio.  Questi erano i metodi democratici dello Stato di diritto dei Savoia.

Con l’anarchico Brescia furono più magnanimi.. lo suicidarono in carcere dopo pochi anni. Il poeta Giovanni Pascoli fu arrestato per avere scritto un’ode a Passamonte. Dopo la morte nel 1910, a Passamonte gli fu  mazzata la testa perché richiesta per i suoi studi dal criminologo Cesare Lombroso. Furono poi esposti al museo criminale di Roma. I suoi resti furono inumati nel suo paese natale, Lavoia in Basilicata, solo nel 2007, per interessamento di tre semplici cittadini che hanno fatto una lunga battaglia, fino a quando il 23 febbraio 1999 l’allora Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto firmò il nulla osta per la tumulazione del Passamonte dal museo di Roma al suo paese, Lavoia in Basilicata, anche se avvenne 8 anni dopo. I tre cittadini sono Ulderico Pesce (un attore), Andrea Latta (un giornalista) e Ninni Bruscetta (un cantante).

Anche all’Università di Torino ci sono i resti di briganti usati per studi sulla razza dei popoli meridionali. I Savoia in quanto a questioni razziali erano degli autentici specialisti. Firmarono anche le leggi razziali contro gli ebrei nel 1938. Una infamia senza pari che la storia ha condannato in eterno.  –  16/03/2011

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L’Unità d’Italia andava fatta, anche se è venuta un pò tardi. L’unica pecca è stata il bestiale saccheggio in stile coloniale del Sud, ed ora sentire quei quattro buzzurri della Lega parlare a sproposito dell’Italia unita. Siamo diventati importanti e l’italianità è ammirata in tutto il mondo. Quando era in collegio, dai sei anni ai 10 anni, facevamo l’alza e ammaina bandiera, la mattina e la sera. Ancora oggi quando sento l’inno mi vengono i brividi nella schiena. Ammiro molto gli americani perché sono molto patrioti, la bandiera e l’inno sono sacri per loro. Su questo dovremmo imitarli.  –  17/03/2011

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In Campania ci sono stati altri straripamenti di fiumi.. nel salernitano. Appena accennata la notizia in TV. Di aiuti neanche a parlarne, purtroppo l’Italia ha cittadini di serie A e di serie B.  In TV hanno fatto vedere quello che è successo in provincia di Messina. I soccorritori sono arrivati dopo 5-6 ore. Gli abitanti del paese vicino hanno dichiarato di non avere avuto nessun aiuto nell’alluvione subita in precedenza. Il vero Presidente del Consiglio, Umberto Bossi, ha interesse a mandare i soldi nel Veneto e nel Nord in Generale. Ora ha interesse a mandare i soldi nelle Marche per l’alluvione successa.. servono 100 milioni perchè a tanto ammontano i danni, arriveranno presto. Il Sud può aspettare. Li hanno abituati ad aspettare, ad essere pazienti, a subire in silenzio, ad essere docili cittadini, come vogliono la politica e il potere reale.  –  18/03/2011

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Non è mai contenti quando inizia una guerra, ma in questo caso mi ha fatto piacere. Fermare Gheddafi era un atto umanitario, e mi auguro che presto riescano a mandarlo via, ma temo che non succederà senza altri morti e distruzioni. Ha comandato per 40 anni la Libia come un despota sanguinario, ha oppresso e vessato il suo popolo in tutti i modi, ritiene nella sua follia che la Libia e lui siano la stessa cosa, un novello Luigi XIV di Francia. Ha visto come è finito Saddham, pertanto è consapevole della sua sorte, per questo venderà cara la pelle. Non si fermerà davanti a niente e cercherà di portare la guerra per le lunghe, essendo che ciò gioca a suo favore. Sta usando perfino la gente come scudi umani. Per questi motivi la coalizione deve abbreviare la guerra il più possibile. Come in tutte le guerre, chi ne pagherà il prezzo più salato sarà sempre la popolazione.  –  19/03/2011

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Ho letto su  Repubblica un intervista di Roberto Saviano al pentito Maurizio Prestieri di Secondigliano (NA). Le cose sono due, o questo pentito dice un sacco di fesserie, oppure Saviano plasma secondo la sua ottica strumentale le risposte di Prestieri. Faccio una premessa.. ho letto il libro “Gomorra”, e Saviano ha ricamato su tante cose deformando la realtà. Nell’intervista il Prestieri afferma cose che solo una fantasia malata e megalomane può dire.. ne cito alcune “in dieci anni di carcere non si è mai fatto il letto, cucinato, tagliato le unghie e fatto la barba”, perchè un capo trova sempre una sorta di “domestico” che gli fa questo. Sono autentiche bugie. Mi domando.. è il Prestieri che si è inventato queste stupidaggini o è Saviano che ha romanzato sulle risposte di Prestieri? Personalmente credo che sia Saviano. Ora, se tanto mi da tanto, tutto lo scritto ha  poca credibilità.

Ha parlato della Slovenia come fosse un Paese senza legge né ordine, dove si può fare tutto ciò che si vuole. Dimentica, e fa bene l’ambasciatore della Repubblica slovena a farglielo ricordare con una lettera a Repubblica, che la Slovenia è uno Stato di Diritto, fa parte della U.E. ed è uno dei paesi più sicuri dell’Europa. Non si è smentito neanche nel monologo fatto a Rai Tre da Fazio sulle tangenti in Abruzzo per la ricostruzione.. ha inserito una pseudo frase del filosofo Benedetto Croce. Giustamente la nipote che cura la fondazione del filosofo lo ha smentito. Ci sarebbe da capire quale nesso lega la ricostruzione e le tangenti in Abruzzo con una frase che “forse” avrebbe detto il padre di Benedetto Croce al figlio, prima di morire, sotto le macerie del terremoto del 1883 a Casannicciola.. “offri 100.000 lire  a chi ti salva”.

Ormai Saviano si arroga il diritto di poter dire tutte le castronerie che vuole, anche infangando le persone, sicuro della protezione del potente circolo giustizialista dell’antimafia di cui è diventato un’icona, e pertanto immune dagli obblighi etici dei comuni mortali.  –  20/03/2011

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Sono contento che la Corte Costituzionale poco tempo fa ha stabilito che le regioni devono dare il loro assenso se lo stato vuole mettere una centrale nucleare sul loro territorio. Credo che nessuna regione lo darà, e se troveranno un Presidente di Regione che lo darà, immagino che lo avranno foraggiato bene.  I fatti del Giappone hanno innestato un ripensamento in tutto il mondo. Questo governo vuole tagliare gli incentivi per le energie rinnovabili. Prima ha fatto una campagna contro ritenendole in mano alla criminalità. Poiché non sono convenienti essendo che costano troppo, hanno cercato in tutti i modi di demonizzarle, affinchè prevalga l’opzione nucleare.

Le informazioni di Wikileaks spiegano tutto il traffico politico internazionale che gira intorno ai nostri politici per accaparrarsi la commesa delle centrali nucleari. Ora si spiega il fervore dell’ex ministo Scajola (quello a cui avevano pagato un appartamento e non lo sapeva sic) sulle centrali nucleari. L’affarismo dei nostri politici è vergognoso.  La Francia e gli USA corteggiano Berlusconi per avere la commessa. Avendo bisogno di amici in politica estera, avendo perso la faccia per i suoi comportamenti, insiste che si facciano le centrali nucleari, fregandosene del referendum popolare che le vieta. Il mondo va verso il futuro e l’Italia verso il lato opposto. Con questa sentenza è stato bloccato o almeno rallentato questo sciagurato piano.

A giugno ci sarà un altro referendum, mi auguro che passi, così si mette la parola fine al nucleare. Bisognerebbe informare la gente che sono 30 anni che si pagano miliardi di euro l’anno per le scorie delle vecchie centrali e la loro dismissione, pertanto quando parlano di costi raccontano tante chiacchiere.  –  21/03/2011

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Alcuni anni fa lessi su un quotidiano di un suicidio di un detenuto. Aveva lasciato questi versi sul tavolo della cella.. casualmente mentre stavo cercando una cosa me li sono trovati davanti. Qualche giorno fa nel leggere di un suicidio nel carcere di Chieti di un detenuto trasferito da Catanzaro, mi sono venuti in mente e li ho tirati fuori:

“Noi che muti tra queste mura

siamo silenzio del mare di

sbarre

le nostre urla le sentirete

soltanto

nel movimento dei manganelli

nelle fiamme di una cella

o ne lenzuolo che dà sonno

per sempre”.

Con questi versi scritti da un suicida, non ricordo il nome, voglio ricordare tutti i detenuti che muoiono quotidianamente nelle carceri, censurati dai  media, tranne pochi soggetti che non hanno il potere per dare la giusta visibilità, affinchè si intervenga per ristabilire civilità e legalità nelle carceri.  –  22/03/2011

 

 

L’Uomo Ombra- La Rubrica di Carmelo Musumeci- Le condizioni carcerarie in Italia

 

Un altro pezzo di Carmelo Musumeci per la sua rubrica.  Ancora una volta con una  pennellata cinica, ma purtroppo vera, ci fa un quadro dell’attuale situazione carceraria. Descrive situazioni dure, che dovrebbero far riflettere, soprattutto  coloro che si danno un gran daffare a reclamare meriti per aver riportato la “legalità”. Ma dove? Fuori? Dentro non di certo e a leggere quanto scrive Carmelo, che evidentemente di carcere se ne intende, viene da chiedersi, come sempre, se quando si parla di pena giusta, di certezza della pena, di giustizia, perfino di rieducazione,  la gente sa di cosa sta parlando, se ha mai visto anche lontanamente un carcere in vita sua… Viene da chiedersi quante vite stiamo sacrificando in nome di consensi elettorali e quanta facile disinformazione viene sfornata a poco prezzo, per imbonire e rassicurare cittadini all’oscuro della verità e imbevuti solo di luoghi comuni. Per chi ancora pensa  che farsi la galera in Italia sia una passeggiata, eccovi la realtà raccontata da  chi vive dall’altra parte: 

 

 

Le condizioni carcerarie in Italia

 

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha recentemente condannato l’Italia per trattamenti disumani e degradanti a cui sono sottoposti i detenuti nel nostro Paese.

Tutti quelli che pensano che il carcere sia un male necessario, specialmente questo tipo di prigione che c’è in Italia, sono come coloro che pensavano che era il sole che girava intorno alla terra.

Il carcere, in qualsiasi parte del mondo, non dà risposte, il carcere è una non risposta.

Non si dovrebbe andare in carcere, ma se ci si va, non si dovrebbe trovare un luogo disumano e  fuorilegge,  come nelle patrie galere italiane.

Un luogo dove le persone vengono rinchiuse come in un canile e spesso abbandonate a se stesse.

La pena, in qualsiasi parte del mondo, non dovrebbe produrre vendetta, ma perseguire il fine di riparare e riconciliare.

Solo un carcere aperto e rispettoso della legalità potrebbe restituire alla società cittadini migliori.

Invece le prigioni in Italia, settimo paese più industriale e avanzato nel mondo, produce solo sofferenza, ingiustizia e nuovi detenuti.

Ed è il posto dei poveri, dei tossicodipendenti, degli extracomunitari e degli avanzi della società.

Inoltre, per i detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis,  è anche il luogo dove gli esseri umani trascorrono anni e anni della loro vita senza vivere.

I prigionieri sottoposti a questo regime rimangono chiusi in cella nell’inattività, nella noia, nella mancanza di qualsiasi contatto con il mondo esterno,  ventidue ore su ventiquattro.

I detenuti sottoposti al “carcere duro” non possono abbracciare e toccare i propri familiari, alcuni anche da diciotto anni.

Vivono in un sostanziale isolamento e con una barriera di plastica nelle loro finestre per impedire loro di vedere il cielo, le stelle e la luna.

Il carcere nel nostro paese produce morte ed è  altissimo il numero dei detenuti che per non soffrire più, o perché amano troppo la vita,  se la tolgono, più di 50 dall’inizio di quest’anno.

E poi solo in Italia, non  in Europa e non nel resto del  mondo, esiste una pena che non finisce mai: “La Pena di Morte Viva”,  l’ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio,  se al tuo posto non metti un altro in galera

Niente è più crudele di una pena che non finirà mai,  perché questo tipo di ergastolo uccide una persona in maniera disumana.

L’ergastolano italiano ostativo ha solo la possibilità di soffrire, invecchiare  e morire.

E non avere più futuro è molto peggio di non avere vita,  perché nessuno può vivere senza avere la speranza di libertà.

Non può una persona essere colpevole per sempre.

È inumano che una persona continui a essere punita per un reato che ha commesso venti/trenta  anni prima

I sogni nei carceri muoiono. E spesso muoiono prima i prigionieri che riescono ancora a sognare, perché è l’unico modo che hanno per realizzare i loro sogni.

 

Carmelo Musumeci

Carcere Spoleto, novembre 2010

Diario di Pasquale De Feo 22 settembre-21 ottobre

Il Diario mensile di Pasquale De Feo (da alcuni mesi detenuto a Catanzaro) è uno dei grandi momenti di questo Blog… come il grande dialogo Carmelo Musumeci – Giuseppe Ferraro, e come altri momenti che danno vigore a questo Territorio, e al suo senso profondo.

Ogni mese, Pasquale De Feo ci invia il diario dei suoi pensieri e riflessioni raccolte nel corso di quel mese. Nell’occasione di oggi si tratta del mese di ottobre; per essere più precisi, del periodo che va dal 22 setttembre al 21 ottobre.

Il diario di Pasquale De Feo si riconosce dalla ecletticità e ricchezza di argomenti e richiami. Non è una semplice descrizione della quotidianità carceraria (col massimo rispettto, si intende, anche per quelle descrizioni) ma sono spunti incessanti su tutto ciò che penetra con libri o visioni, giornali o ricordi, lotte, indignazioni.. speranze.. tutto ciò che penetra appunto in quella linea permeabile che scorre ondulata tra se stessi  e gli altri, il quotidiano e la possibilità, la cella e il mondo.

Alcuni dei momenti migliori sono quelle impennate di lucida indignazione, che mostrano denudati meccanismi  di consenso e pratiche di approfittamento, la grigia vita degli abusi di potere diffusi. Le piccole consorterie che vivacchiano parassitariamente su piccoli privilegi. E poi vi sono le impennate, i momenti in cui si vola più alto.

Come al solito, il diario di Pasquale è tutto da leggere.. ma voglio segnalare alcuni momenti..

Quando scrive..

Un consigliere regionale della Campania è andato a fare visita nel carceere di Poggioreale, ed è rimasto sbalordito dei prezzi del sopravitto del carcere. In tutte le carceri è così, prezzi scandalosi e merce di pessima qualità. Tutto avviene alla luce del sole, pertanto gli appaltatori hanno dei santi in paradiso all’interno del carcere e al Ministero della Giustizia. Ci sono alcune Direzioni che per incrementare gli acquisti da parte dei detenti, quando arrivano nel carcere non fanno entrare niente di tutto ciò che hanno acquistato nel carcere di provenienza. Limitano i prodotti che possono entrare tramite pacco colloquio, costringendoli ad acquistare tutto all’interno del carcere. “

Insomma la cresta sulla spesa. Quante creste si fanno in carcere?  Quanti sono i piccoli giochi di prestigio dove pagliacci da operetta lucrano  il possibile su persone verso cui il dovere di tutela dovrebbe essere ancora più alto? Lo stesso Pasquale De Feo, in un precedente diario raccontò di come ebbe modo di vedere un camion che caricava la roba dei detenuti. In sostanza gli venne detto che era pratica usuale.. alcuni operatori esterni, con la probabile complicità di alcuni detenuti, facevano la “cresta” prendendo un pò di roba da ognuno, per riempire un intero camion. Queste cose sono vere? E in quante carceri avvengono? E’ possibile che sia consentito ad alcune persone di taglieggiare la roba dei detenuti? E’ possibile che possano esistere parassiti del genere? Infatti come non si potrebbe chiamare questi estortori fraudolenti della roba di persone in difficoltà e impossibilitate a difendersi se non…

FORME DI VITA PARASSITARIE E VIGLIACCHE?

Naturalmente, facciamo distinzioni. Fare prezzi scandalosi per il sopravvitto nei confronti dei detenuti, è meno squallido e volgare che taglieggiare la loro roba e RUBARLA da parte di operatori a ltri fiancheggiatori esterni COMPLICI. Ma resta pur sempre un atto squllido.

Un altro momento interessante è quando Pasquale scrive..

Quattro anni fa, quando sono stato trasferito nel carcere di Parma, dopo alcuni messi hanno messo nelle scuole computer nuovi comprati con finanziamenti dell’Unione Europea. Qui a Catanzaro frequento la scuola di geometra come uditore. Nella scuola ci sono tre computer senza stampante, che avranno 15-2o anni; sopra ogni computere c’è l’adesiovo dell’Unione Europea. Ne accendo due e constato che hanno il programma Windows 98. Il mio stupore è che i soldi dell’Unione Europea sono recenti, ma i computer sono vecchi e obsoleti, pertanto è palese che c’è stato qualcosa di poco pulito….”

Effettivamente è strano… Se ci pensate ci deve essere un errore, direbbe qualcuno..:-). Allora, se i soldi dell’Unione Europea sono recenti.. come mai i computer sono solo tre, sono vecchi e obsoleti e hanno come sistema operativo Windows 98?  Tutti sanno che gli stanziamenti pubblici, di qualunque genere, anche europei.. vengono dati per essere INTEGRALMENTE spesi per le finalità a cui sono destinati e per acquisire materiale e prodotti integri, intatti, nuovi, e aggiornati al periodo in questione. Non contemplano (ma potrei sbagliarmi.. l’Italia è piena di “maestri del diritto e legulei e azzeccagarbugli”, qualcuno mi corregga…:-), credo, l’acquisto di materiale di seconda mano.. o fondi di magazzino. Che ne dite?

Un momento bellissimo invece, in cui si vola più alto delle mille piccole miserie è quando Pasquale parla di una poesia…

Circa qualche anno fa, lessi un’intervista di Nelson Mnadela sul film sulla sua vita, e diceva che nei momenti tristi recitava la poesia INVICTUS del poeta William Ernest Henley, e lo tirava su di morale, dandogli vigore e nuova determinazione. Ho trovato la poesia e, dopo averla letta, ne sono rimasto folgorato. L’ho imparata a memoria, e ogni tanto me la recito, rinnova la mia determinazione.  Non credevo che una poesia potesse infondere benessere psicologico, ricaricando le pile. Non si finisce mai di imparare sulla vita”

Che bellezza amici… l’arte, la poesia, la bellezza, le grandi pagine dei grandi uomini.. possono darci forza, ispirarci, illuminare il nostro Cammino..

E poi.. tante altre cose.. la vicenda processuale della famiglia di Stefano Cucchi, il pantano della politica italiana tra leghisti e berluscone, l’alluvione in Pakistan, il permesso rigettato a Pasquale per andare a vedere il padre con la motivazione che non è in fin di vita (vi sembrerà in fin di vita quando lo porteranno all’obitorio?), il libro “il gioco dei potenti” di Piero Ottone, il nuovo carcere modello di Pianosa, il risarcimento dello Stato alla famiglia del giovane Aldobrandi ucciso dalla polizia (ma senza scuse ufficiali da parte dello Stato, la politica dell’odio che a volte si maschera dietro il paravento delle belle cause, il razzismo e la xenofobia…

E una considerazione particolare, per l’ultimo scritto presente nel diario, che ospita una lettera giunta ai detenuti della sezione Alta Sicurezza 1 di Catanzaro, da parte degli operai Fiat di Pomigliano in lotta, dopo che precedentemente i detenuti di Catanzaro avevano scritto agli operai di Pomigliano una lettera di solidarietà. Davvero un altro bel momento di solidarietà e “incontro” tra mondi in cerca di riscatto, giustizia e dignità.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. carcere di Catanzaro..

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Il ministro Alfano in pompa magna ha dichiarato “abbiamo reso il 41bis durissimo, i boss moriranno in carcere e in povertà”. Un politico non dovrebbe scendere così in basso, ma le sue esternazioni servono per dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica, per distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi che affliggonoi l Paese, che loro hanno aggravato e non sanno risolvere. Si vanta che ha reso la tortura “democratica” del 41bis durissima, per fortuna che è un ex democristiano, cattolico e molto ben visto dalle gerarchie vaticane. in caso contrario ci metteva palle al piede.

Affermare che i boss moriranno in carcere è da stato nazista. Premesso che ormai c’è l’inflazione di boss, nessuno ruba, sono tutti boss, forse perché loro hanno il monopolio nel campo del latrocinio, pertanto il resto sono tutti boss. Devo dedurre che non uccidendo di persona i detenuti non si ritiene colpevole.

Il leader serbo bosniaco, ora davanti al Tribunale internazionale per crimini di guerra, non ha mai ammazzato nessuno di persona, ma ha fatto uccidere con proclami simili a quello del Ministro Alfano.   Devono morire in povertà. Essendo cattivo e non stupido, sa quello che dice, perché si riferisce alle famiglie dei detenuti. Pertanto lui vuole uccidere gli uomini in carcere, e poi vuole che le donne e i bambini vivano nel degrado e nella miseria. Forse vuole creare una classe sociale specifica, che nel futuro riunisca i parenti in carcere. Lo scandalo non sono solo le sue parole, ma il silenzio assordante di tutti, come se le sue affermazioni fossero un fatto normale. Quando la ferocia prende il sopravvvento, la politica entra nelle grotte buie della storia. –     22/09/2010

Il ministro Frattini ha dichiarato che l’Italia è contraria a qualunque pena di morte. Se non fosse una cosa seria sarebbe una barzelletta. Qualcuno dovrebbe spiegargli che in Italia non solo c’è la pena di morte, anche se camuffata; ma c’è anche la tortura, quella del 41bis. L’hanno riconosiuto sia gli Stati Uniti e sia la Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Il 28 maggio 2010, a Roma, al convegno carceri 2010 “il limite penale ed il senso di umanità”, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia rilascia una dichiarazione dove riconosce una sorta di pena di morte.

(…) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice Penale, non so sei tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull’ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l’ergastolo, è vero che ha all’interno dei correttivi possibili, con le misure di liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l’ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere. Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita. (Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).

L’ergastolo ostativo, ma nella maggioranza dei casi anche l’ergastolo non ostativo, è una pena di morte diluita nel tempo. Anche il Ministro Alfano lo ha dichiarato.. che dobbiamo morire in carcere. Il Ministro Frattini dovrebbe riflettere prima di fare simili affermazioni. Ormai gli spot commerciali di Berlusconi hanno contagiato anche i suoi ministri. –     23/09/2010

Questa Lega parla bene e razzola male. Il Ministro leghista dell’Interno, Maroni, nei giorni scorsi aveva dichiarato che i libici avevano mitragliato il peschereccio, perché l’avevano scambiato per una nave di clandestini. Impressionante, come se ai clandestini si potesse sparare senza problemi, come se fosse una razza inferiore. I nazisti la pensavano allo stesso modo con gli ebrei.

Un settimana prima aveva dichiarato che quella ragazza di Torino che aveva tirato il fumogero al segretario della CISL Bonanni, doveva rimanere in carcere ed essere processata per tentato omicidio. La sproporzione evidenzia la loro vera mentalità. Sulla scuola di Adro c’è la bandiera della Lega e nessuno dice niente; a Venezia l’esposizione della bandiera italiana viene considerata una provocazione da parte della Lega. Stanno seminando odio e nessuno interviene. Quando finirà questo sonno della ragione? –    24/09/2010

Un consigliere regionale della Campania è andato a fare visita nel carceere di Poggioreale, ed è rimasto sbalordito dei prezzi del sopravitto del carcere. In tutte le carceri è così, prezzi scandalosi e merce di pessima qualità. Tutto avviene alla luce del sole, pertanto gli appaltatori hanno dei santi in paradiso all’interno del carcere e al Ministero della Giustizia. Ci sono alcune Direzioni che per incrementare gli acquisti da parte dei detenti, quando arrivano nel carcere non fanno entrare niente di tutto ciò che hanno acquistato nel carcere di provenienza. Limitano i prodotti che possono entrare tramite pacco colloquio, costringendoli ad acquistare tutto all’interno del carcere.

RUBARE E TRUFFARE I DETENUTI DA’ L’IMPRESSIONE CHE SIA UN FATTO NATURALE.

Tutti gli organi che dovrebbero controllare sono a conoscenza della situazione, perché i detenuti scrivono, reclamano e denunciano, ma niente cambia. La legalità è di tutti, principalmente di chi deve osservarla e farla osservare. –     25/09/2010

Quattro anni fa, quando sono stato trasferito nel carcere di Parma, dopo alcuni messi hanno messo nelle scuole computer nuovi comprati con finanziamenti dell’Unione Europea. Qui a Catanzaro frequento la scuola di geometra come uditore. Nella scuola ci sono tre computer senza stampante, che avranno 15-2o anni; sopra ogni computere c’è l’adesiovo dell’Unione Europea. Ne accendo due e constato che hanno il programma Windows 98. Il mio stupore è che i soldi dell’Unione Europea sono recenti, ma i computer sono vecchi e obsoleti, pertanto è palese che c’è stato qualcosa di poco pulito. Questa è solo una delle tante faccende misteriose che succedono nelle carceri. Essendo un fatto evidente, anche sollecitato, nessun controllo interverrebbe. Diritti, legalità e rispetto dei regolamenti.. sono parole vuote, perché c’è il rispetto di una sola regola.. “il diritto della forza del potere”. –    26/09/2010

Ho sentito Beppe Grillo al raduno che ha organizzato. Tutto quello che ha detto è condivisibile. C’è gente da 30-40 anni che vive di politica come se fosse un diritto divino. Sarebbe ora che andassero a lavorare, come fanno tutti i comuni mortali. Costano miliardi di euro e pensano solo ai loro interessi, alimentando nepotismo, privilegi e spazi di potere che inquinano la cosa pubblica. Leggevo su un quotidiano che Vittorio Sgarbi ha due macchine di scorta della Guardia di Finanza. A cosa serva la scorta a un personaggio simileè un mistero; forse per difenderlo da tutte le persone con cui ha litigato in TV; la farsa è diventata un fatto normale.

La pollitica voleva dare l’immagine di austerità tagliando i loro costi al Parlamento. Al dunque la montagna ha partorito un Topolino. Non hanno tagliato neinte. Questa “aristocrazia” politica non vuole rinunciare a nessuno dei suoi privilegi. La gente sembra stanca, rassegnata e impotente, con l’impressione di essersi abituata e vive nell’apatai senza un minimo di scintilla per ribellarsi. La politica li ha fatti diventare un gregge di pecolre. Grillo non fa distinzioni tra destra e sinistra, e ha ragione. Ci vuole un cambio radicale di tutti i politici. –     27/09/2010

Mi hanno rigettato un giorno di permesso che avevo chiesto per andare a trovare mio padre, che non vedo da dieci anni. E l’hanno motivato col fatto che mio pare non era in imminente pericolo di vita. Il permesso lo avevo chieso per passare una giornata con lui, essendo anziano e malato, e non potendo quindi venire a trovarmi.  L’eccezionalità del permesso di ncessità non riguarda solo eventi luttuosi, ma a nche eventi lieti. Purtroppo non tutti gli Uffici di Sorveglianza hanno recepito l’allargamento della eccezionalità. Ancora adoperano un rigido automatismo.  Ho fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza. Mi auguro che abbiano recepito questo orientamento più ampio.

E’ tornato Nuccio da tre giorni di permesso premio. La gioia è nei suoi occhi. Sono felice per lui, ma credo che lo siamo tutti. Dopo 26 anni era anche ora che lo mandassero fuori. Credo che tutti noi della sezione, nei nostri pensieri, ci identifichiamo con lui, e voliamo alti nei nostri sogni, nell’attesa che arrivi anche il nostro momento. –     28/09/2010

Mi raccontavano a scuola che stanotte a Rai Tre il sottosegretario alla giustizia, Maria Elisabetta Casellari ha dichiarato che i posti disponibili nelle carceri sono 45.000 (sono 43.ooo), e che ora ci sono 65.000 detenuti (siamo 69.000).. i 20.000 in più sono tollerabili. Il sottosegretario dovrebbe chiederlo ai detenuti chiusi 20 ore al giorno in cella per una sola persona, invece ce se sono tre, e in alcuni posti, in stanze già piccole per quattro persone, ce ne sono dieci. Non credo che gli risponderebbero che è tollerabile, anzi gli chiederebbero la tutela che c’è sugli animali in gabbia, che sse ricordo bene è oltre i 10 m2  testa. Violano la legge italiana impunemente, sanno che lo possono fare. Nessun Magistrato aiuterebbe i detenuti nei loro diritti, anche se fossero umanitari. Violano la Convenzione eurpea, sapendo che pagando una multa tutto finisce lì. I detenuti non hanno tutele. Loro non devono dare conto a nessuno, pertanto continuano a fare quello che vogliono e a sfornare realtà costruite a tavolino. Dovremmo denunciarli per crimini contro l’umanità. Solo con Magistrati internazionali potremmo riavere la nostra dignità, che è un nostro diritto. –     29/09(2010

Leggo che un professionista dell’odio, pardon dell’antimafia, dopo essersi costruito una solida carriera, anche economica, ora non ha più la puzza soto il naso, ora pensa solo al potere e va diritto allo scopo per raggiungerlo. Il senatore Lumia, fino a ieri attaccava tutti gli avversari ritenendol mafiosi. Ora, per comandare nella regione siciliana, si allea con politici che fino a iei accusava di essere mafiosi, e sollecitava la magistratura a inquisili, recitando la preghiera “Signore, dacci il nostro pentito quotidiano..”. Come dichiarò Vittorio Sgarbi, il 2 febbraio 2010 su Repubblica, “L’antimafia è anche peggio della mafia”, ma questo lo aveva capito Leonardo Sciascia oltre 30 anni fa. –     20/09/2010

Da più parti si sera affermato che l’alluvione in Pakistan è stata una catastrofe peggio dello Tsunami. Hanno fatto vedere immagini strazianti in TV, di bambini morti e migliaia moriranno senza il nostro aiuto. Milioni di sfollati e devastazioni immani. Dopo due settimane tutto è scomparso dalla TV e dalla carta stampata. E’ vergognoso che un evento tragico, che ha pochi eguali nelle catastrofi del passato, sia stato cancellato dall’informazione, come se non fosse successo niente. Però non mancano i talebani, raid aerei, bliz, ecc. Non manca niente di tutto l’armamentario che serve alla propaganda contro i terroristi islamici. Credo che si voglia far dimenticare l’immagine costruita dai media sul Pakistan come un allevamento di terroristi. In TV si chiede la solidarietà per le cose disperate, ma non c’è una virgola su questa tragedia.

Ricordo che per lo Tsunami, per mesi e mesi se ne parò, e si raccolsero tanti soldi per aiutare tutte le nazioni colpite. Perché ora questa distinzione’ Forse perché c’erano tanti occidentali? O perché sono luoghi dove andiamo di solito in villeggiatura? La solidarietà è universale, senza bandiere, ma purtroppo chi influenza l’informazione mondile, per qualche motivo politico ha deciso l’oscuramento. Credo che noi occidentali ne pagheremo le conseguenze in futuro, perché, milioni di disperati, abbandonati a se stessi, vivranno nel rancore di non essere stati aiutati, e saranno facile preda dei terroristi islamici. –     2/10/2010

La famiglia di Stefano Cucchi sta decidendo di togliere la parte civile, perché la Procura i Roma vuole rinviare a giudizio i tre accusati della Polizia Penitenziaria e i medici, 13 in tutto, per il reato di lesioni, e non per omicidio preterintenzionale. La famiglia Cucchi ritiene che il decesso del loro congiunto è da attribuire al pestaggio, ma credo che tutta l’Italia lo creda, dopo aver visto le foto. Le Procure estremizzano ogni piccola cosa per i più deboli o, meglio dire, il popolino; viceversa massima indulgenza per chi fa parte dell’amministrazione statatale. Quanti Stefano Cucchi vengono uccisi in Italia? Tanti. Ma per loro sfortuna la maggioranza di loro non ha una famiglia determinata come i Cucchi, a cui la fortuna ha dato visibilità mediatica. –    3/10/2010

Circa qualche anno fa, lessi un’intervista di Nelson Mnadela sul film sulla sua vita, e diceva che nei momenti tristi recitava la poesia INVICTUS del poeta William Ernest Henley, e lo tirava su di morale, dandogli vigore e nuova determinazione. Ho trovato la poesia e, dopo averla letta, ne sono rimasto folgorato. L’ho imparata a memoria, e ogni tanto me la recito, rinnova la mia determinazione.  Non credevo che una poesia potesse infondere benessere psicologico, ricaricando le pile. Non si finisce mai di imparare sulla vita. –    4/10/2010

Tempo fa lessi il libro “Anime nere” di Gioacchino  Criaco, un avvocato di Africo, un paese in provincia di Reggio Calabria. Mi piacque molto e lo rilessi un’altra volta. Ora, trovandomi in Calabria, ripenso spesso a quel libro. C’erano delle verità che purtroppo non emergono, perché tutti temono di esssere etichettati come mafiosi da quessti signori che hanno monopolizzato il bene e il male, come una crociata religiosa, e gli eretici li mettono al rogo (gogna mediatica e giudiziaria). Il potere sacrifica tutto e tutti per conquestarlo e consolidarlo. Non gli interessa il dolore, le sofferenze e le vittime che causerà. –    5710/2010

Oggi ho finito di leggere il libro “il gioco dei potenti” di Pietro Ottone. Sono cambiati i politici, i tempi e le persone, ma i metodi e il potere economico sono rimasti gli stessi. Ai nostri giorni sono più potenti perchè hanno Berlusconi che è uno di loro e difende i loro interessi. Non a le leggi per evitare che si limiti la loro libertà di azione e che possano essere arrestati. Sono più forti degli anni 60-80. Credo che, anche per questo motivo, per il popolino c’è il massimo rigore. evono coprire tutte le loro malefatte. –    6/10/2010

Ho visto una trasmissione in cui facevano vedere la famigerata isola di Pianosa, con i pochi detenuti che lavoravano con i turisti, nel bar e nella mensa. Hnno stanze e non celle, tutto aperto, somigliava a un analogo carcere in Finlandia, di cui il quotidiano Repubblica ha dato notizia alcuni mesi fa. In Italia sono rre queste forme di carcerazione che aiutano il reinserimento, quando invece dovrebbero essere la maggioranza. Purtroppo la finalità è quella di creare un immagine di una realtà che non esiste. Quello che mi ha colpito sono state le interviste del direttore e di uno dei detenuti. Il direttore ha detto “questo è il carcere per i detenuti che vogliono reinserirsi, gli altri hanno altro destino”. Migliaia e migliaia di detenuti non vogliono reinserirsi perché hanno già un destino diveerso. Più che un direttore sembra un profeta che conosce tutto e tutti. Non invidio le sue certezze. La storia ci fatto conoscere di cosa sono capaci gli uomini che hanno certe certezze. Il detenuto in un modo servile e ruffiano ha detto solo male dei detenuti. Invece di dire che è stato fortunto e che questo metodo di detenzione dovrebbe essere allargato a tutti i detenuti. Il carcere plasma le persone e in alcuni casi li rende prostituti del sistema. –     7/10/2010

L a Lega ha fatto passare una legge per cambiare un araticolo del Codice Militare, per fare assolvee 36 componenti della Lega.. perché il reato non è più previsto. Massimo rigore per gli altri; invece Bossi, Berlusconi e compagnia si cambiano le leggi per continuare a fare i loro comodi. In Abruzzo per riempire i termovalorizzatori si sono messi d’accordo i politici con l’imprenditore e hanno sabotato la differenziata, abbassando per legge la percentuale della stessa. In Campania o in altre regioni del Sud, questi signori possono coprire questi misfatti addossando tutto sulla criminalità, essendo come il prezzemolo, lo si può mettere dappertutto. Credo che il partito di Hitler, come quello i Bossi, sono molto simili. Quelli avevano la camicia bruna, questi ce l’hanno verde. Erano razzisti e perseguitavano gli atri, rom, ecc. Lo stesso sono i leghisti, razzisti contro i meridionali, stranieri e rom. Stanno seminando tanto odio, che porterà tanta sofferenza. Se un giorno prenderanno il potere da soli, vedo molto buio per l’Italia. –   8/10/2010

I TG hanno dato la notizia che lo Stato ha risarcito la famiglia Aldrovandi per l’uccisione del figlio Federico diciottennte a Ferrara, da parte della polizi. Il risarcimento è stato di due milioni di euro. A parte la cifra, l’evento è importante perché finalmente lo Stato ha riconosciuto in sede civile l’uccisione perpetuata dalla polizia. Mi auguro che le uccisioni, in tutti i luoghi, siano frenate dai risarcimenti. –   9/10/2010

Nel 2008, il nuovo capo del D.A.P. Franco Ionta, subito dopo il suo insediamento dichiarò “anche le persone condannate all’ergastolo hanno il diritto di pensare alla propria condizione come transitoria e destinata, a tempo debito, a farli tornare alla dignità di uomini liberi”. Belle parole, ma sono rimaste talei. A Ferragaosto dichiarò “un carcere aperto è più sicuro e dà più sicurezza alla società”. Ormai Berluscconi da bon maestro ha insegnato a tutti che i proclami farciti di buone intenzioni aiutano a risolvere i problemi senza fare niente. Sono diventati tutti bravi venditori di chiacchieri. –     10/10/2010

Lo Stato ha risarcito la famiglia Aldrovandi, ma ha preteso che ritirasse la parte civile. Non mi meraviglierei se alla fine saranno assolti o, con qualche escamotage, ritorneranno in servizio. Lo Stato non si è neanche scusato.  I media hanno crocifisso la figlia di Bontade, morto quando lei aveva 11 nni, perché con il marito faceva volontariato con l’associazione di Padre  Mario Galesano, successore di Padre Puglisi, ucciso a Brancaccio. L’antimafia è pure questo. Il nipote di Arena, di Isola Capo Rizzuto, ha deciso di cambiiare cognome e prendere quello della madre. Per avere la tranquillità che il cognome gli impediva di avere, a causa delle persecuzioni e dei pregiudizi di cui è vittima. In politica ci sono tanti figli e parenti, anche in Parlamento, accusati di essere mafiosi, e i loro Padri, famigliari e parenti.. nessuno li perseguita. Chi ne paga le pene è sempre il popolino. –     11/10/2010

Brutta notizia. Carmelo ha ricevuto la comunicazione che la Corte Europea ha rigettato, ritenendolo irricevibile, il ricorso che aveva fatto nel 2005 per l’abolizione dell’ergastolo. Mi auguro che non faccia la stessa fine il ricorso fatto da noi 800 ergastolani. Bisogna essere forti e continuare a lottare. –     12/10/2010

Questo governo delega tutto alle manette e al buio delle celle. Il Commissario a giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, ha dichiarato che condizioni di detenzioni inaccettabili possono costituire una violazione dell’art. 3 della Carta Europea dei diritti dell’uomo. Non esagero nell’affermare che il 90% delle carceri italiane viola l’art. 3 della Carta Europea. Il Commissario vuole fare un libro verde sulla detenzione, che dovrebbe guidare la pollitica dei Paesi membri nei settori della giustizia, della libertà e della sicurezza, fino al 2014. Bisogna sperare, ma non credo che cambieranno le cose, perché questo governo vuole santificarsi con l’aureola dell’antimafia; e per farlo sfogano su di noi detenuti tutto ciò che gli è possibile. –     13/10/2010

Mi è arrivata la lettera di Gianfrancesco, uno degli angeli di Parma. Le sue parole mi hanno colpito il cuore; mi onora della sua amicizia credendo in me senza se e senza ma. Si rischia di meno a credere alle cose che alle persone. Lui crede, perché crede in se stesso, pertanto ha la forza di credere nelle persone. – 14/10/2010

Lo Stato non si è scusato per l’uccisione del diciottenne Aldrovandi, dimostrando tutta l’arroganza del potere di chi ci governa. In Grecia il poliziotto che uccise la studente di 15 anni nel 2008 (le proteste che seguirono fecero cadere il governo) è stato condannato all’ergastolo, e a 10 anni il poliziotto che era con lui. In Italia un fatto analogo non succederà mai, perché c’è una associazione trasversale di protezione reciproca tra questi poteri dello Stato, una sorta di mutua assistenza, ed è vergognoso che non siamo tutti uguali davanti alla legge. –    15/10/2010

Il Presidente della regione veneta, Luca Zaia, ha dichiarato che non accetterà i rifiuti della Campania. A parte che nessuno glielo ha chiesto, e il Veneto non è neanche autosufficiente, essendo che manda i suoi rifiuti in Germania. Questo signore dimentica che il 90% dei rifiuti tossici e inquinanti, che hanno inquinato la Campania, provengono da Veneto e Lombardia. I leghisti danno fiato ai polmoni, per sparare stupidaggini. Sono consapevol di dirle, per questo sono pericolosi, perché seminano odio tra la popolazione. –     16/10/2010

In Svizzera stanno facendo una campagna xenofoba contro gli italiani che vanno tutti i giorni a lavorare in Svizzera, con gli stessi slogan che usa la Lega contro i meridionali, i rom e gli stranieri. In questo caso il Nord Italia è diventato il meridione della Svizzera, e i leghisti sono diventati i terroni degli svizzeri. I razzisti sono uguali inogni parte del mondo. La cosa singolare è che, a parte il programma delle Iene, e un piccolo articolo su Repbblica, nessuno ne ha parlato. Funziona bene la censura berlusconiana. –     17/10/2010

A Napoli un imprenditore dopo essere stato arrestao e avere lottato per fare riconoscere la sua innocenza, e avere perso tutto.. ora non ha neanche i mezzi per mangiare. Dovrebbe avere il risarcimento, ma i tempi della giustizia vanno alle Calende Greche, mentre per arrestare e ridurre sul lastrico i giudici non ci mettono che un attimo. Anche se sbagliano, non dovranno dare conto a nessuno. Hanno un potere assoluto, simile alle monarchie. –     18/10/2010

Rimpiango i tempi quando potevo dormire sonni tranquilli,  beato nella mia ignoranza e di ciò che succedeva nel mondo. Oggi la conoscenza mi ha risvegliato dal torpore, ciò alimenta la rabbia per le ingiustizie e per l’ignoranza di un potere che si sente al di sopra di tutto e tutti, e che la legalità e il rispetto deller egole le ritengono una barzelletta. –     19/10/2010

Leggo su un quotidiano che un Magistrato si è appropriato di molti  miliardi di lire sul tribunale di Torre Annunziata. Come al solito questi processi finiscono tutti in prescrizione. Di questo Magistrato ho letto le sue interviste sui giornali, e visto i suoi interventi in TV. Un’icona costruita, come ce ne sono tantie. Alla fine si è dimostrato per quello che è, “un uomo” e non un superumo, essendo un magistrato. Sono uomini come tutti gli altri, iventano magistrati perché fanno un concorso pubblico, come tutti laureati che vogliono entrare nella pubblica amministrazione. Non per questo sono diventati dei supermen. La politica gli ha dato un potere enorme, ne ha fatto delle star per poterli usare politicamente, ed ora non vogliono più deporre il potere che hanno acquisito. –    20/10/2010

Gli operai della Fiat di Pomigliano ci hanno scritto questa lettera per ringraziarci  della lettera di sostegno alla loro lotta, firmata da tutta la sezione.

“Carissimi, non possiamo che esservi riconoscenti per il vostro sostegno.

Il vostro gesto dimostra che attorno  battaglie come la nostra si può creare un blocco sociale molto ampio, che si genera per la comunanza di condizioni, in modo naturale. Perché se è vero che a Pomigliano tentano di toglierci lavoro, diritti e dignità, lo stesso si può dire che accade nelle carceri dove sempre più manca il rispetto dei più elementari diritti umani, partendo proprio dal fatto che di fondo la mancanza di lavoro può essere un elemento che spesso spinge a commettere errori.

La società in cui ci troviamo tende sempre di più  emarginare chi, non per sua scelta, si trova ad affrontare la vita da una posizione non certamente privilegiata, ed è facile incorrere nell’errore.

La nostra idea è quella di difendere i diritti e cambiare questa realtà ampiamente ingiusta, ancor di più a Pomigliano d’arco, nell’hinerland napoletano, dove l’incrocio delle nostre vite con la criminalità organizzata è all’ordine del giorno. Noi chiediamo dignità e rispetto, e credo che siano parole a voi molto comuni, infatti la vostra intelligenza e capacità potrebbero essere utilizzate con dei piani di rientegro e riabilitazine, mentre, per mancanza di progettualità della classe dirigente di questo paese, ciò non avviene.

E’ questo un altro punto importante, il progetto che ci lega alla vostra condizione, pur con le dovute differenze visto che noi non soffriamo la condizione di reclusi, è che, a partire da Pomigliano, voglliamo creare un vero movimento che difenda le ragioni di chi non sceglie il suo futuro, ma deve crearselo giorno per giorno, in una società classista in cui per i lavoratori, gli operai e gli oppressi tutto è sempre più difficile. Ecco perché staremo al vostro fianco, e non per pura cortesia verso la vostra azione, ma perché riteniamo giuste le vostre rivendicazioni e faremo di tutto per farle emergere, uniti in un fronte unico per il migloramento delle condizioni di vita di tutti, e non di pochi ricchi e privilegiati come oggi accade.

Un saluto di lottta

Mimmo Loffredo

Stefano Birotti

Raffaele Manzo

Ciro D’Alessio

Giorgio Maraffino

(Operai Fiat di Pomigliano)

I diritti sono per tutti e devono essere rispettati da tutti; ma purtroppo ciò non avviene, perché c’è una classe privilegiata molto ristretta che gode nel lusso sfrenato, al di sopra ella legge, con una totale impunità. Il popolo potrebbe cambiare lo stato di cose alle urne, ma viene monopolizzato dai media, e dall’informazione in generale, che è tutta in mano a questa classe privilegiata, che domina l’informazione, la finanza e l’industria; pertanto condizionando tutto e tutti. Con le elezioni si può cambiare il sistema. Se ciò non avviene la colpa è della popolazione, e non si può che continuare a sprofondare. – 21/10/2010

L’UOMO OMBRA- La Rubrica di Carmelo Musumeci – Macelleria Carceraria

 

Anche se da qualche tempo avevamo tralasciato questa rubrica (ma solo per esigenza di mettere altri post) questo non significa che il nostro Carmelo abbia smesso di scrivere!  Purtroppo neanche sono cambiati o migliorati i temi di discussione su cui tanto si spende la sua penna di scrittore di articoli. Oggi torna a parlare di morte in carcere, di suicidi, di indifferenza collettiva e lo fa come sempre, in maniera chiara, netta e tagliente. Non si risparmia niente a nessuno, quanta rabbia sembra uscire da queste righe… Eppure c’è ancora una mano tesa, ancora una speranza, una voglia di credere a questa umanità, che viene espressa utilizzando all’inizio del testo questa bellissima frase di Catullo…   Leggete:

MACELLERIA CARCERARIA

 

Amami quando lo merito di meno, perché sarà quando ne ho più bisogno (Catullo)

 

Dall’inizio dell’anno i suicidi in carcere sono 55 … e nessuno ne parla.

Molte persone aldilà del muro di cinta si domandano perché molti detenuti si tolgano la vita.

Invece molti detenuti al di qua del muro si domandano quale motivo hanno per non  togliersi la vita.

La verità è che la morte in carcere è l’unica cosa che può portare un po’ di speranza, amore sociale e felicità,  perché quando ti togli la vita hai il vantaggio di smettere di soffrire.

Una volta il carcere era solo una discarica sociale,  ora è diventato anche un cimitero sociale.

E da un po’ di anni a queste parte la cosa più difficile in carcere non è più morire,   ma vivere.

I detenuti in carcere vengono controllati, osservati, contati, ogni momento del giorno e della notte,  eppure riescono facilmente a togliersi la vita.

Diciamo la verità: i detenuti non sono amati e non importa a nessuno se si tolgono la vita.

Ormai le persone perbene si voltano dall’altra parte,  mentre altri fanno finta di non vedere quello che vedono.

Diciamoci la verità: questo accade perché la grandissima maggioranza della popolazione detenuta è costituita da individui disperati, poveri cristi, immigrati, tossicodipendenti, disoccupati e analfabeti.

Persone di cui non importa a nessuno.

Eppure di questa “gentaglia”, di questa “spazzatura umana”  non andrebbe buttato via nulla,  perché con lo slogan “Tutti dentro” e “Certezza della pena” i partiti  più forcaioli vinceranno le prossime elezioni.

Nella stragrande maggioranza dei casi la morte in carcere è la conseguenza di un  comportamento passivo e omissivo dello Stato, che scaraventa una persona  in una cella, la chiude a chiave e se ne va. Eppure l’eutanasia in Italia è proibita. 

Lo Stato non fa nulla per evitare la morte in carcere, non per niente l’Italia è il Paese più condannato della Corte Europea dei Diritti Umani.

 

Carmelo Musumeci

Carcere Spoleto, ottobre 2010

 

Lettera di Sebastiano Milazzo su ergastolo e “caso Izzo”..

Questa lettera è stata scritta da Sebastiano Milazzo, ergastolano nel carcere di Spoleto. Milazzo è una persona particolare, che negli anni carcerari ha acquisito una particolare cultura e ha scritto anche pagine importanti, dure, ma comunque degne di essere lette, per lo più ricomprese nei suoi due libri (soprattutto…”vite bruciate”..). Questa lettera è preziosa, come tutto quello che si incunea nel facile chiacchiericcio a suon di inerzia e di luoghi comuni. Una delle piaghe italiane è l’enorme numero di coloro che parlano senza sapere quello che dicono. Che pontificano dall’alto di una pomposa ignoranza. Il parlare di quello di cui non si conosce è da sempre uno sport di grande successo.. insieme ad altre pratiche che non tramontano mai, come quella di “andare in soccorso del vincitore”. Che poi non è semplicemente il parlare a vanvera.. Ma farlo con l’altezzosità e il dito puntato di chi si considera una Mente o un Maestro.. e magari lancia pure strali, e scaglia anatemi.. bofonchiando borbottii sdegnati tra un raglio e l’altro. Ad esempio, quasi ovunque diranno che l’ergastolo in Italia in realtà non esiste, che dopo un certo numero di anni si esce sempre. E si può anche accettare che certe cose non si sappiano.. purché ci sia l’umiltà di non parlare con sentenze e dogmi, ma con apertura e ascolto, dicendo anche “credo sia così.. ma non posso darlo per certo.. e comunque resto aperto a chi ha altro da far valere sulla questione..” Il testo di Milazzo è prezioso anche perché accenna al “Caso Izzo”.. che da più parti, visto il suo tornare a delinquere dopo la concessione della semilibertà, è preso come argomento-randello per accendere il pubblico disprezzo sui benefici penitenziari, specie per i detenuti di lungo corso. Milazzo cerca di dire la sua, ponendo delle distinzioni.. una delle più importanti è quella tra automatismi beneficali che scattano anche senza la sussistenza di un effettivo ravvedimento.. e decenni di percorso di crescita e purificazione che non vengono invece neanche considerati.. Vi lascio alla lettura….

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Egregio Prof. Ciuffoletti ho assistito al dibattito televisivo tra lei e il giornalista Giovanni Parlanti sul canale televisivo fiorentino della 7 GOLD e tra i vari argomenti avete commentato su certezza della pena e pena dell’ergastolo, senza avere alcuna cognizione, entrambi, della realtà. Voglio sperare che la vostra sia solo mancanza di conoscenza, ma in tal caso non si dovrebbe andare in televisione e parlare di ciò che non si conosce, e non volontà di unirsi al coro giustizialista che ormai ammorba la giustizia di questo paese, per non turbare la quiete della casta. A proposito della Gozzini e dell’ergastolo in particolare, voglio informarvi che a causa dell’art. 4bis dell’ordinamento penitenziario, legge discriminatoria dal sapore razzista, gli ergastolani sono destinati a morire tutti in carcere. Per cui, senza possibilità di essere smentiti, si può dire che è stata ripristinata la pena di morte all’italiana; perché l’articolo suddetto esclude dai benefici penitenziari indipendentemente da ciò che il recluso è o è diventato, dopo 10, 20, 30 e persino 40 anni di detenzione. La realtà, oggi, è che la rieducazione prevista dall’art. 27 della Costituzione non è realizzabile, per cui si può pacificamente affermare che l’ergastolo soddisfa unicamente lo scopo di appagare le fobie di quanti attingono alle stesse pulsioni cui attinge il delitto. Ma per appagare questo genere di fobie basterebbe abrogare l’art. 27 e ripristinare in modo ufficiale la pena di morte, assumendosi la responsabilità delle proprie convinzioni. Sarebbe più ragionevole, invece che adoperarsi per negare ogni speranza con argomenti che escono fuori dalla realtà, dalla logica del buon senso comune e che contrastano con i basilari principi della Costituzione. Avete accennato nel vostro dibattito alla sentenza della Corte Europea che condanna l’Italia per il “caso Izzo”. Questa è una sentenza che nasce dal malcostume italiano di ritenere la delazione come unico criterio di ravvedimento; criterio che impone al giudice, in presenza della delazione, la concessione di tutti i benefici, anche in presenza di un pazzo come Izzo; e la vieta, in assenza di delazione, anche al condannato innocente che se vuole ottenere il beneficio deve rinunciare alla speranza di poter sconvolgere lì esistente attraverso la revisione della pena, prevista dal Codice. Come la vieta al condannato che ha fatto, dopo 20/30 anni di detenzione (e non dopo pochi anni come avete sostenuto) un serio e rigoroso percorso di ravvedimento. Questi sono gli aspetti della Giustizia che oggi avviliscono e sviliscono, oltre i principi costituzionali, gli aspetti più intimi e personali dell’esistenza dei condannati, perché finiscono per mortificare tutto ciò che è dignità, correttezza e responsabilità delle persone condannate. L’ergastolo e tutte le pene ostative alla concessione dei benefici si pongono fuori dalla Costituzione, quando la pena è vista come concezione statica della persona condannata, perpetuamente ancorata alla sua colpa. Non tener conto che la persona possa essere cambiata dopo decenni di detenzione significa togliere valore e dignità e rilevanza a ciò che emerge di buono nel suo animo e non tenerne conto significa aggiungere inutili violenze alla condanna. Violenze che minano l’autonomia morale dell’individuo che in modo subliminale acquisisce la consapevolezza che, al di là della retorica dei discorsi ufficiali e della demagogia, ha a che fare con un sistema che implicitamente gli dice che della consapevolezza di non dover sbagliare più non sa che farsene. L’ergastolano che vive questa condizione viene tormentato a fuoco lento per tutta la vita e questa violenza, non fisica ma non per questo meno dolorosa, è possibile perché la sua anima, allineata e trattata come quei tappeti pettinati con spazzola di ferro, anche per il contributo dato nei dibattiti mediatici da chi, come avete fatto voi, parla di cose che non conosce; da chi non sa che ormai l’ergastolano non sa più cosa gli porterà il futuro e vede dinanzi a sé solo uno spazio vuoto. In presenza di una pena ormai fatta diventare più immorale della stessa pena di morte.

Saluti Sebastiano Milazzo

Pianosa – cronache dall’Inferno

insorgere

Quello che vi invio è un estratto dei verbali di un procediment dinanzi alla Corte Europea per i diritti dell’uomo. Noi abbiamo avuto la nostra Guantanamo, il nostro Abu Graib in Italia, amici miei. Ma queste cose non vengono narrate. Mandai un post molto lungo a suo tempo, andate a rileggerlo se potete. Si chiama “Pianosa” appunto, con una lunga testimonianza di Matteo Greco. Pianosa è uno dei vertici di bassezza della nostra storia. Queste cose sono accadute in Italia. Queste cose sono state permesse. Su queste cose è calata una cappa cimiteriale di cemento. Dove solo poche voci si sono alzate nel concerto stitico di ignoranza, ipocrisia e vigliaccheria. Destra e sinistra hanno spesso eretto Pianosa a simbolo della lotta, “finalmente incisiva” contro la mafia. E in questi giorni c’è chi raglia di una sua riapertura. Notate anche un’altra cosa. Il soggetto che testimonia dinanzi alla Corte Europea non solo è stato torturato.. ma è stato, in pratica, torturato senza essere stato acccusato di nessun reato dall’accusa, tanto che la stessa al processo chiedeva l’assoluzione. Questa persona ha scontato anni di carcere-lager senza che nessuno gli abbia mai contestato una condotta illecita, mentre la cagnara mediatica descriveva TUTTI i detenuti di Pianosa come bestie mafiose malefiche e pericolose. Ma io vi dico.. fosse stato anche Totò Riina.. non doveva subire quello che ha subito. Non doveva essere torturato. L’infamia della tortura è sempre tale. O non lo è mai.

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TESTIMONIANZA DEL DETENUTO DI PIANOSA CUI SI RIFERISCE LA SENTENZ EUROPEA DEL 6 APRILE 2000

DIFESA: Grazie Presidente. Lei è stato detenuto in Pianosa?

TESTE: Sì.

DIFESA: E in che periodo?

TESTE: Dal 20 luglio ’92 l 14 novembre ’94, diciamo, alternando per i processi.

DIFESA: Ho capito, dal 20 luglio di quando, mi perdoni?

TESTE: La notte in cui è stata commessa la strage di Falcone e Borselino, ci hanno preso per i superboss, quelli che dicevano super pericolosi di Italia. Da premettere che eravamo tutti incensurati e indgati.. la maggior parte.

DIFESA: Mi perdoni, lei ha avuto, credo, una vicenda giudiziaria.

TESTE: Dove?

DIFESA: Questa sua detenzione trae origine da una vicenda giudiziaria che è ancora in corso.. che è risolta, mi dica.

TESTE: Sì, io sono stato chiamato dai cosiddetti collaboratori per una vicenda. Premetto che al primo grado sono stato assolto, del secondo grado ancora assolto su richiesta del Pubblico Ministero, e ancora non so se è finita o meno.

DIFESA: E’ stato assolto nei due gradi di merito si dice.

TESTE: Sì.

DIFESA: Ecco, diciamo questo, lei è stato detenuto a Pianosa, a partire dall’estate del ’91, mi pare di dover dire. Nel ’92, chiedo scusa, ’92.

TESTE: Quando siamo stati deportati, il 21 luglio mi sembra… di notte siamo stati deportati.

DIFESA: Ecco, perché dice deportati? Quali furono le modalità di questo trasferimento? Foste avvisati voi di questo?..

TESTE: No, niente, di notte e notte sono venuti a prenderci. Chi era in mutande, chi era in pigiama, chi ha raccolto una maglietta; e siamo rimsti praticamente più di un mese là senza indumenti, senza mangiare e tutto quello che c’è da dire. Siamo stati deportati completamente al lager. Scusi Presidente, siamo stati umiliati, maltrattati, presi a botte, bastonati, manganellati. Tutto quello che ci potevano fare, tutte le sevizie che ci potevano fare ci facevano.. E ancora riporto io questi traumi. Un dito rotto, ginocchio rotto, dentatura rotta.

DIFESA: Ecco, le cose che sta dicendo oggi, le dice per la prima volta, oppure…

TESTE: No, io l’ho denunziato alla Commissione dei diritti dell’uomo e l’ho denunziato pure all’udienza preliminare, perché continuamente ero sollecitato a fare dichiarazioni, a pentirmi, dalle guardie carcerarie. E gliel’ho detto: “Non sono né mafioso né omertoso, tutto quello che mi fate qua lo vado a denunziare, appena esco di qua lo denunzio. Esco di qua, non dal carcere, vado a casa, al prossimo carcere che vado, lo denunzio” – e così ho fatto.

DIFESA: E così ha fatto. Ascolti, per quello che riguarda queste condizioni di detenzione, furono già all’epoca oggetto di inchiesta, che lei ricordi? Ci fu qualcuno che venne a verificare questa…

TESTE: Noi la chiamavamo la santa Tiziana Maiolo, perché è stata la donna che c’è venuta a salvare sinceramente, perché tutt eravamo convinti che ci uccidevano là, per come ci trattavano. La realtà questa è, Presidente…

DIFESA: Io non ho capito veramente a chi ha fatto…

TESTE: Tiziana Maiolo.

(…)

DIFESA: La domanda è questa.. le modalità dell’ora d’aria, i tipi di controlli cui eravate sottoposti, il comportamento che dovevate tenere.

TESTE: Cioè, praticamente all’uscita per andare all’aria dovevamo uscire uno alla volta dalle celle, anche se eravamo due in ogni cella. Perquisizioni che pooi non erano perquisiziioni, ma pestaggi, perché C’ERA STRITOLAMENTO DI TESTICOLI, PUGNI, CALCI, SPUTI. DOVEVAMO CORRERE IN QUEI 50 METRI DI CORRIDOIO. PIU’ CORREVAMO E PIU’ PROBABILITA’ AVEVAMO DI PRENDERE COLPI DI MANGANELLATE, SPUTI, PEDATE, SCHIAFFI.. tutto quello che succedeva. Poi quando uscivamo fuori, ognuno di noi doveva camminare per i fatti suoi, uno da questo lato, uno da quel lato. E, se si scambiava qualch e parola era come ti chiam all’andata, e al ritorno ti prendevi la risposta. Quando ci si poteva parlare, perché continuamente eravamo controllati da sopra e fatti oggetto di parole a non finite. Tutto per farci scappare la pazienza.

DIFESA: Mi perdoni, controllati a distanza in modo tale da ascoltare i vostri colloqui?

TESTE: Sì, si sentiva perché c’era un silenzio cimiteriale. Non è che lo dico solo io, ma diverse commissioni parlmentari che sono venute là, e si sono stupite del silenzio cimiteriale che c’era dentro Pianosa. Anche i giornalisti, perché qualche articolo di giornale l’ho pure letto io su questo.

DIFESA: Lei ricorda se vi fu anche una relazione di un magistrato di sorveglianza?

TESTE: Sì, sì, ce l’ho pure io qua, perché rivolgendomi alla Commissione Europea l’ho anche inoltrato per questo.

DIFESA: Ecco, ma chi recepiva queste vostre… confermava queste vostre dichiarazioni?

TESTE: Diciamo in parte, perché non è che… Nessuno gli ha mai detto niente di quello che effettivamente accadeva là dentro, per il timore di ripercussioni, come effettivamente c’è stato uno che ha fatto la denucnia e poi ha avuto delle ripercussioni là dentro.

DIFESA: Quindi rappresentava il vero ma parziale insomma.

TESTE: Sì, sì.

AVV.: Scusi, lei ha fatto un cenno ad uno che ha fatto una denunzia ed ha avuto ripercussìoni. Ci può dire che è successo?

TESTE: Tutta la notte c’erano guardie ubirache .. “Sembra che l’uccellino ha cantato ed ha fatto cip, ciop, cip.. e questa notte ci facciamo fare cioppete, cioppete, cioppete”. Comunque, un martellamento psicologico continuo.

AVV.: Cioè è stato picchiato oppure è stato un martellamento psicologico?

TESTE: No, tutti siamo stati picchiati, avvocato, tutti indistintamente, vecchi, giovani, paralitici, non paralitici, sofferenti, tutti, tutti, tutti.

(…)

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