Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Archivio per il tag “compleanno”

Un altro compleanno in carcere… di Alfredo Sole

arresin

Il nostro Alfredo Sole, detenuto ad Opera, il diciotto novembre dell’anno appena passato, giorno del suo compleanno, si rende conto che l’ultimo testo che aveva scritto in merito al suo compleanno risale al 2007; nove anni prima. Decide allora, in occasione di questo suo ultimo compleanno, di scrivere un pezzo.

E lo stile è quello di Alfredo Sole.. ironico, lucido, malinconico, poetico e sottilmente indignato.

————————————————————————————————-

Un altro compleanno! Che bello! C’è solo un piccolo particolare, siamo nel novembre del 2016, e l’ultimo di cui ho lasciato traccia con uno scritto è datato 18/11/2007! Ne riporto un pezzettino:

“18/11/2007.. una data qualunque per chiunque, ma non per me. Oggi è il mio compleanno, il mio quarantesimo compleanno. Con questo sono diciassette che ne compio qui dentro. E’ triste tornare indietro col pensiero, tornare ai miei vent’anni, un’età in cui credi che il mondo ti appartenga, un’età in cui si è convinti di essere immortali, un’età in cui il futuro si presenta pieno di speranze, di amore, di possibilità. Tutta illusione! Tutta menzogna, tutto inganno. Il tempo? Vuoto. La vita? Illusione. L’amore? L’unico mezzo per sopportare il tempo e aggirare l’illusione”.

Da allora sono passati nove anni! Allora ne compivo  quaranta  e mi sembravano già troppi. Oggi ne compio di nuovo 40, con l’aggiunta di nove, e continuano a sembrarmi troppi… Ma è solo una mia sensazione o lo sono davvero? A pensare che mi lamentassi che di galera ne avevo già scontati quasi diciassette… oggi sono nove anni in più di questa galera. Cosa dovrei fare, continuare a lamentarmi? No! Ormai ho capito. Il mio destino è quello di terminare il mio ciclo vitale dentro queste maledette mura. Pessimista? Forse per qualcuno potrebbe sembrare così, ma io preferisco pensare che io sia un ottimista mancato, di conseguenza, un realista. Brutta parola “realista”, sembra non dare speranza che le cose possano essere diverse da come sono. Forse le cose stanno davvero così. In effetti chi nella storia è riuscito a cambiare le cose se non gli ottimisti? O forse è meglio chiamarli sognatori? Sì, sono i sognatori a cambiare il mondo. I realisti si accontentano di viverlo così come gli si presenta. Beh, se le cose stanno così, allora anche io voglio essere un sognatore! Un… ottimista! Ma… guardandomi attorno, non è che io veda una qualche strada da percorrere che sia diversa da quella che già sto percorrendo. Magari posso sognarla quella strada diversa, magari se ci credo con tutte le mie forze e la desidero veramente, me la vedrò comparire davanti, così, dal nulla. Ma, a pensarci bene, dal nulla nasce solo il nulla. Allora mi sa che quella strada diversa in realtà c’è già. Sì, deve essere così, solo che io continuo a non capire come fare per trovarla. Magari basta solo crederci, essere un ottimista. Sì, dai! Non mi costa poi nulla, no? Perché ostinarsi a credere che le cose non cambieranno mai e che io morirò tra le sporche mura di uno sporco carcere in una sporca cella quando posso credere che va tutto bene? Sì, tra non molto uscirò dal carcere, ne ho scontati già 25 di anni, il più è fatto. Un altro paio di anni e poi… vuoi che un Paese civile come il nostro lascia morire in carcere di vecchiaia un detenuto che è stato arrestato quando anni ne aveva solamente ventitré? No, la giustizia, lo Stato, il Governo, sembrano non avere un’anima e un cuore, ma in realtà l’hanno, sì, dai, certo che ce l’hanno, del resto siamo un paese civile… “civile”, beh l’ho detto più di una volta, ma mi sa che non ne comprenda pienamente il significato, lo dico così, tanto perché lo sento dire agli altri, ma a pensarci bene, cosa voglia dire non l’ho mica chiaro nella mente. Civile dovrebbe provenire, se non erro, da Civiltà. Vediamo Civiltà:

Lessico

Sf (sec. XIII, dal latino civilitas –atis)

1)Il complesso delle attestazioni riguardanti la vita di una popolazione (o di più gruppi etnici) e il suo modo di organizzarsi in età sia prestorica sia storica: civiltà neolitica, egizia, slava, greca, celtica, romana, precolombiana, sudamericana, ecc.

2)Vita materiale, sociale e spirituale di un popolo, o di vari popoli, in riferimento a un’epoca: civiltà rinascimentale, moderna, ecc. “La civiltà dell’atomo (se è civile un atomo, vuoi che non lo siano gli uomini?) è al suo vertice” (Quasimodo).

3)L’insieme delle conquiste raggiunte dall’uomo nel campo scientifico, politico-sociale, spirituale, ecc. Beh, è proprio quell’ “eccetera che mi confonde”: “Il pensiero/sol per cui risorgemmo/della barbarie in parte, e per cui solo/si cresce in civiltà” (Leopardi). Ma non poteva spiegarsi meglio?

4)Cortesia, urbanità, senso civico: “Siate lesti, e pronti a servire gli avventori, con civiltà, con proprietà” (Goldoni). Come no! Ho capito benessimo…

5)Ant., cittadinanza.

In filosofia:

Forma di vita umana associata che realizzi un complesso di valori. La nozione comportava originariamente l’implicito postulato che vi fosse un’unica civiltà, designando con questo termine il tipo di vita associata che si credeva fosse la migliore realizzazione di valori unici e contrapposti a tutti gli uomini, contrapposta alle “barbarie”, quali forme di realizzazione errate e inferiori. Tale concezione di origine greca è stata definitivamente criticata dallo storicismo contemporaneo che ha posto l’accenno sulla molteplicità delle civiltà, ognuna delle quali si pone come un complesso autonomo e relativamente autosufficiente, animato da una particolare vicenda storica che ne segna l’origine, lo sviluppo e il tramonto nei suoi rapporti reciproci con le altre civiltà. Questa teoria è stata particolarmente sviluppata da O. Spengler nel suo celebre libro Il tramonto dell’Occidente (1818-1922). Un’ampia trattazione del tema si deve anche allo storico inglese A. Toynbee che ha distinto le civiltà dalle società primitive. Queste nascono e muoiono senza lasciare traccia, mentre le civiltà propriamente dette sono mondi culturali autonomi capaci di garantire per lungo tempo la propria conservazione. I tre elementi riconoscibili nelle civiltà sarebbero il culturale, il politico e l’economico. Di questo il primo è l’elemento fondamentale, vera e propria “anima” della civiltà, mentre gli altri sarebbero solo “manifestazioni superficiali”.

In sociologia:

“Insieme degli elementi economici, giuridici, culturali, morali e religiosi quali sono realizzati in una data società. Spesso posto in relazione a cultura, il concetto di civiltà per molti antropologi implica tutti quei meccanismi generali e di organizzazione mediante i quali l’uomo controlla e stabilisce le condizioni della sua vita, includendo con ciò non solo i suoi sistemi di organizzazione sociale, ma anche le tecniche e gli strumenti materiali predisposti per questo fine.”

Certo, adesso ho le idee più chiare… ma facciamo almeno finta che io abbia capito cosa significhi “civiltà e civile” e lo ponga con consapevolezza nel mio vocabolario. Bene, prendendo in prestito il significato in sociologia e supponendo che si tratti dell’insieme degli elementi giuridici, culturali, morali e religiosi, dovrei continuare a dare ragione a quanto detto e cioè, che non credo che in un Paese civile come il nostro, lascino morire in carcere un detenuto che ha già scontato così tanta galera. Questo mi rincuora e mi fa pensare che tutto sommato essere ottimisti o sognatori non sia così male e che anzi sia proprio un bene! Ed è quello che voglio essere. Ma, tuttavia, un pensiero dominante frulla nella mia misera testa. Se dopo venticinque anni mi ritrovo ancora a scontare la mia pena in circuiti ad alta sorveglianza, se dopo tutto questo tempo, nei rigetti delle mie richieste di permesso viene motivata con: “Visto il parere negativo del Direttore”, e visto che anche la richiesta di una mia declassificazione, guarda caso chiesta dalla stessa Direzione al DAP, viene rigettata perché i professionisti dell’antimafia ritengono che sia ancora pericoloso, come faccio a essere ottimista? Mi sa che mi verrà difficile, magari potrò essere un sognatore, ma non certo di quelli che poi alla fine cambiano il mondo, ma un sognatore e basta, uno di quelli che la sera, prima di andare a dormire, pensano: “Un altro giorno è passato, un altro giorno di galera in meno”. Ma come estrapolare un giorno di galera in meno in una pena che non ha fine? Cazzo! Non potrò nemmeno essere un sognatore! Non mi resta altro allora che sperare di sognare, magari sogni felici, prati fioriti… Ma anche i sogni che mi hanno abbandonato da molto tempo e, quando sogno, sogno il carcere. Allora sai cosa faccio? Torno ad essere un realista, almeno quando sogno il carcere posso sempre dire che è normale visto che tutta la mia giovinezza e l’intera esistenza le ho trascorse dentro queste mura. Mi rassegno al destino che hanno scelto per me, mi giro dall’altra parte e, se posso, mi faccio una bella dormita sperando di non sognare affatto.

Al prossimo compleanno. Magari tra altri nove anni ancora…. Questo sì che è ottimismo!!

Diario di bordo dai giorni della felicità… di Carmelo Musumeci

Pubblico oggi queste bellissime pagine che il nostro Carmelo ha scritto dopo avere vissuto, a fine luglio, il suo permesso premio.. giunto dopo il venire meno della ostatività. In quei giorni Carmelo ha anche compiuto sessanta anni. 
Potrete immaginare tutto il vulcano di emozioni che quei giorni sono stati per Carmelo
———————————————————————————————————————————-
Nei giorni passati mi hanno notificato un permesso premio:
(…) concede, a Musumeci Carmelo, sopra generalizzato, il permesso di recarsi a Bevagna (PG) presso la Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa di Accoglienza “Il Sogno di Maria” (…) Il detenuto uscirà dalla Casa di Reclusione di Padova alle ore 9.00 del 24 luglio 2015 e vi farà rientro alle ore 20.00 del giorno 27 luglio 2015.
 
 Da tanti anni tengo un diario giornaliero, per raccontare agli altri quello che vivo e per rassicurare me stesso di non essere dimenticato. Questo è quello che ho scritto negli ultimi giorni di luglio:
 
23/07/2015
Avevo smesso di sognare per paura di spezzarmi il cuore e invece incredibilmente domani esco per passare il sessantesimo compleanno, da uomo libero, insieme alla mia famiglia.
 
24/07/2015
Questa mattina sono ritornato alla vita.
Mi si sono spalancate le porte del carcere e del mio cuore.
E fuori dal carcere c’era il mio “Diavolo Custode” che mi aspettava.

Carmelo1

  25/07/2015
Oggi mi hanno raggiunto i miei familiari.
Ed ho passato una delle giornate più belle della mia vita.
Ho giocato tutto il giorno con i miei nipotini.
Solo oggi mi sono accorto che sono invecchiato perché non riuscivo a stargli dietro.
Ed ho pensato che nei sogni si fatica di meno.

Carmelo2

 

26/07/2015
Domani compio sessant’anni, ma è anche il giorno che debbo rientrare in carcere, e la mia famiglia e la Comunità Papa Giovanni XXIII hanno deciso di festeggiare oggi il mio compleanno.
Sono venuti a trovarmi da tutte le parti d’Italia (anche dalla Sardegna).
E mi hanno fatto una festa bellissima.
In alcuni momenti pensavo che non meritassi tanta felicità, ma spero di meritarla in futuro per ricambiare tutto l’amore e il bene che sto ricevendo da tante persone che ho incontrato in questa mia nuova vita.
Ho dovuto farmi molto coraggio e superare un vortice di emozioni quando, davanti a  un centinaio di persone che erano venute a festeggiarmi, ho detto queste parole:
 
Voglio subito dirvi che sono terribilmente emozionato.
Desidero senz’altro  iniziare ricordando Don Oreste Benzi, perché se adesso sono qui davanti a voi è grazie soprattutto a lui.
Ho conosciuto Don Oreste nel 2007 nel carcere di Spoleto, in un incontro fra la sua Comunità e un gruppo di ergastolani ostativi a qualsiasi beneficio, condannati alla “Pena di Morte Viva” (o Pena di Morte Nascosta come la chiama Papa Francesco).
Quella volta, mi ricordo, pensando di conoscere già la risposta, gli chiesi, in modo provocatorio e ironico, se lui e la sua Comunità avrebbero appoggiato uno sciopero della fame, che a breve gli ergastolani volevano intraprendere,  per sensibilizzare e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’esistenza in Italia, Patria del Diritto Romano e della Cristianità, della tortura del fine pena mai.
Mi ricordo, come se fosse adesso, che lui sonnecchiava, per un attimo pensai persino che stesse dormendo.
D’altronde io ero sicuro che mi avrebbe detto di no: non poteva dirmi di si, sapevo che non poteva schierarsi dalla parte dei cattivi e colpevoli per sempre.
E invece, prima con un sorriso e poi con le parole, mi disse di sì.
Vi confido che mi crollò il mondo addosso, perché per la prima volta mi venne il dubbio  che forse i buoni non erano poi così cattivi come avevo sempre immaginato e creduto.
A distanza di alcuni mesi purtroppo Don Oreste morì, ma mi lasciò in eredità un angelo senza ali (che a volte io chiamo il mio Diavolo Custode perché è un po’ prepotente e devo fare sempre come vuole lei…).
Questo angelo si chiama Nadia Bizzotto,
Ecco, se adesso io sono qui, libero, davanti a voi è grazie soprattutto a lei.
 
Ora però devo ringraziare i miei familiari e non posso non iniziare dalla mia compagna, perché se ancora sono vivo è grazie al suo amore, che mi ha aiutato sempre in questi ventiquattro anni a fare sera e a fare mattina: decenni di carcere sempre in regimi duri, anni di continue punizioni, perché sono sempre stato un detenuto ingombrante, scomodo e difficile.
La mia compagna mi ha dato due splendidi figli che sono il sole, la luna e le stelle del mio cuore.
Ringrazio i miei figli perché senza di loro non avrei avuto il motivo, l’energia e la forza per andare avanti e lottare.
Grazie Barbi e grazie Mirko: per molti anni siete stati orfani di un padre ancora vivo e questo è stato il dolore più grande con cui ho dovuto lottare.
Ringrazio tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine, mi hanno aiutato a esistere al di là del muro di cinta e mi hanno sostenuto: la figlia adottiva del mio cuore,  Mita, suo marito Francesco, Suor Grazia, Francesca De Carolis, Alessandra Celletti, Tiziana, Agnese Moro e tanti altri ancora che sono qui presenti, ma anche quelli che non lo sono… ecco, senza di voi io adesso non sarei qui.
Non mi resta che ricordare i miei compagni ergastolani dicendo loro che io non potrò mai essere libero e felice fin quando tutti i detenuti non avranno nel loro certificato di detenzione la data di un fine pena.
Grazie di avermi ascoltato, il mio cuore vi abbraccia tutti.
 Carmelo3
27/07/2015
Oggi è stato il giorno delle telefonate e mi sono arrivate centinaia di telefonate di auguri da tutte le parti d’Italia.
Bellissime le parole che mi sono arrivate dalle sorelle di clausura del monastero di Pratovecchio capitanate da Suor Grazia.
Poi il mio “Diavolo Custode” mi ha riportato di nuovo dentro l’Assassino dei Sogni di Padova, ma mi ha promesso che un giorno mi verrà a prendere per sempre.
Sono tranquillo perché mi dicono che gli angeli mantengono le promesse.
L’unica paura che ho è che il mio “Diavolo Custode” è un po’ lenta sic!

Carmelo4

 28/07/2015
Questa mattina mi sono di nuovo svegliato in carcere e la mia cella mi è sembrata più piccola, forse perché in questi giorni trascorsi da uomo libero il mio cuore s’è un po’ allargato.
 
29/07/2015
Qualche mio compagno mi ha detto che ho ancora l’aria imbambolata dalla libertà.
È vero: ho ancora davanti ai miei occhi le immagini del mondo dei vivi, dei miei familiari e dei miei nipotini.

Carmelo5

30/07/2015
Suor Marta, sorella di clausura del monastero di Lagrimone, dopo aver letto “Fuga dall’Assassino dei Sogni” mi ha scritto:
-(…) Io mi sono commossa alle lacrime nel capitolo XLIV: “ deciso di andare incontro alla morte”.  In quel capitolo emerge una pacata, ma profonda e coinvolgente lotta-giustificazione interiore per dare vita alla libertà della persona e pienezza senza ostacoli all’amore che da sempre la possiede. A specchio della sua decisione ci sono le persone che ama teneramente. Tragiche e colme di tenerezza amorosa le lettere alla compagna e a Nadia. Non sembra il dolore averla vinta, ma l’amore, la vera libertà a cui l’uomo aspira. Ritengo che anche il capitolo XLV sia di una ricchezza straordinaria, una pagina di grande autore.
Pure Suor Daniela mi ha scritto:
Ciao Carmelo. Ho cominciato a leggere il tuo libro. Stile avvincente. Difficile smettere.
 
31/07/2015
Il mio libro “Fuga dall’Assassino dei Sogni” che ho dedicato a Papa Francesco è arrivato nelle mani del Pontefice.
Oggi ho ricevuto una lettera da Don Antonio:
Carissimo Carmelo, ho avuto oggi la conferma dal mio “postino” che il tuo libro è stato consegnato direttamente nelle mani di papa Francesco, con le dovute spiegazioni. Il papa ha avuto attenzione ed un sorriso di accoglienza. Giustamente il mio “postino” ha commentato che difficilmente il papa avrà il tempo di leggerlo, visto che riceve circa 1000 lettere al giorno… ma il filo diretto c’è stato. Anche ai tuoi amici che hanno collaborato alla realizzazione del libro lo puoi dire con sicurezza e soddisfazione. Un affettuoso abbraccio.

Buon compleanno tra le sbarre… di Carmelo Musumeci

carmelos

Il 27 luglio è stato il compleanno del nostro Carmelo Musumeci (ricordo che la cronologia che appare come data dei post è in ritardo rispetto alle date reali di circa due mesi).

Per questa occasione, Carmelo ha inviato alla nostra Nadia, un brano tratto dal suo ultimo libro, scritto nella notte del 27 luglio del 2010.

————————————————————————————————————————————————————————————

Lacrime che cadono in un mare di silenzio, in una notte nera/eterna/piena di solitudine/ Buon compleanno Carmelo/La tua ombra.

 (Tratto da: “L’Assassino dei Sogni” di Carmelo Musumeci, Giuseppe Ferraro. “Stampa Alternativa” prezzo 1.00 euro ISBN 978-88-6222-417-8)

Era la notte del 27 luglio 2010 quando la mia ombra scriveva sul suo diario:

Oggi compio cinquantacinque anni. Nel cielo ci sono le stelle e la luna. Afferro le sbarre con le mani. Le stringo con tutta la mia forza e urlo al mio cuore che è l’ora dei limoni neri, del buio e del dolore.

 

Sono passati altri quattro anni. Ed eccomi ad affrontare un altro compleanno da uomo ombra. Un altro ancora. Stesso cielo. Stessa luna. Stessa pena. Stesse mani che stringono le sbarre. E la mia stessa ombra che continua a scrivere sullo stesso diario.

 

Un ergastolano non ha paura più del futuro o dei giorni a venire, perché non ha più nessun domani, giacchè vivrà solo del passato.

Molti uomini ombra non hanno nessuna speranza perché non si può sperare su un futuro che non si ha più.

E a volte credo che non ci sia rimasto più niente a parte la nostra ombra.

La pena dell’ergastolo è una condanna irragionevole, sotto ogni punto di vista.

Credo che condannare una persona a essere cattiva e colpevole per sempre non solo dovrebbe essere un peccato per qualsiasi religione, ma dovrebbe essere considerato un reato per qualsiasi paese civile.

Penso che la pena dell’ergastolo sia un assassinio senza spargimento di sangue, una pena che non cambia la persona in meglio, ma piuttosto finisce per distruggerla, perché non siamo neppure ammazzati, però siamo eliminati per sempre dalla società.

 

Fra pochi mesi la mia ombra entrerà nel ventiquattresimo anno ininterrotto di carcere, ma continua a gridare fra le sbarre:

-Datemi un fine pena, anche fra diecimila anni, ma datemelo, perché c’è davvero poca giustizia in una condanna che non finisce mai.

 Carmelo Musumeci

Carcere di Padova 27 luglio 2014

www.carmelomusumeci.com

Vivere l’ergastolo.. di Antonio Gallea

Certi testi hanno la forza di una intensità straordinaria.

Antonio Gallea, ergastolano, “residente” a Secondigliano. Detenuto da 23 anni.

Quello che leggerete è un estratto di una lettera che Antonio ha scritto alla nostra Monica. 

Dolcezza e amarezza inesorabile scorrono, come in film, dove ancora si cerca, sole vento, dietro i ferri e il cemento.

———————————————————————————–

Io ho compiuto i 55 anni il 26 aprile e sai cosa ho potuto dire a me stesso? Se sono qui a festeggiare i compleanni (con gli amici a cena abbiamo fatto una festicciola nella mia stanza) non è un male perché significa che sono ancora vivo, a differenza di tanti altri che non ci sono più, io sono ancora qui. Basta questo per trovare ancora la forza e il coraggio per affrontare la vita;in questi posti è la vita stessa che mi sprona a continuare a proseguire nel mio cammino come se fossi in cerca di una certa qualcosa che non so, ma non mi fermerò finché non l’avrò trovata dovessi rivoltare il mondo ai poli… tu vorresti sapere come si vive con l’ergastolo addosso, come posso parlarti di una non vita, devo farti diventare triste? La morte è già dentro di noi poveri disperati, quella che viviamo non è la nostra vita ma la vita di tutti coloro che pesantemente ci schiacciano l’anima e ci impediscono di innalzare i pensieri… Non si può raccontare il movimento dei sentimenti che avviene sotto una lapide di marmo perché ci trovi solo quelli che furono e mai quelli che saranno. Esseri viventi le cui ossa non fanno più ombra, questi siamo noi, pezzi di legno che fanno parte dell’arredamento del carcere. Fossilizzati in quel torno di tempo che non ci appartiene più il pensiero cozza le contraddizioni del presente rivolto soltanto al passato. Questo è la vita di chi è costretto a rimuginare su ciò che era… senza poter sperare in ciò che sarà… alla fine non sa più nemmeno che cos’è… si vive in purgatorio come anime sospese in attesa della chiamata definitiva. Il tempo si dice accomoda tutto, sono passati i tormenti che ho passati una decina di anni fa, adesso accetto con rassegnazione lo scorrere del tempo senza illusione mi godo quel poco che resta della mia vita. Soffro di una malattia che non so definire il nome ma la sento e cioè:

succede immergermi nel pensiero di una passeggiata in riva al mare e avere la sensazione piacevole di sentire l’acqua salire per le caviglie, oppure sentire nelle narici l’odore della brezza marina… come tante altre cose che vivo come se realmente li avessi presente, l’immaginazione è così sviluppata da far sembrare reale qualsiasi pensiero e a volte questo mi spaventa perché quando dovrò affrontare la realtà vera della vita non so chi dei due rimarrà indietro! Cioè la rappresentazione del presente sarà omologa ai desideri costruiti dalla mente? Sarà tutto un enigma che da solo non potrò mai risolvere. Lascio perdere, un giorno scriverò la mia storia. Ed è proprio la storia che va rivista con il senso critico del cambiamento capace di sviluppare un presente proiettato in avanti.

<< Bisogna guardare in faccia il passato e, attraverso la conoscenza innalzarsi sovr’esso idealmente promuovere una nuova azione e nuova vita. Invece di lamentarci e di vergognarci per gli errori che abbiamo commesso, esaminiamo l’accaduto, ne indaghiamo l’origine, ne percorriamo la storia e, con informata coscienza, seguendo l’intima ispirazione disegniamo quel che ci convenga o ci spetti di fare, e ci accingiamo, volentieri ed elacri a farlo. Il movimento fondamentale del mio pensiero è cambiato rispetto a 23 anni fa, come quando un pittore passa da una tendenza all’altra>>.

Monica mia, rigenerarsi questo bisogna fare, in ognuno di noi c’è una parte di bene e una parte di male che estremizzati possono “imbruttire o divinizzare” ma io ti dico che se non conosci il male non conosci neanche il bene, bisogna far coincidere il sorgere del più gran bene con la liberazione del più gran male. Questo è il mio pensiero. Ma a che serve? A niente, è soltanto una verità accettabile ovunque essa sia vissuta. “la cosa peggiore che si possa augurare a un uomo è il non essere in pace con se stesso.

Diario di Pasquale De Feo 22 gennaio – 21 febbraio

Il diario mensile di Pasquale De Feo è uno dei grandi momenti di questo Blog. Un momento ricco, carico delle annotazioni, delle riflessioni, di suggestioni, di indignazioni, di emozioni, di ispirazioni.. raccolte nel corso di ogni mese.

Farle apparire tutte insieme è stata una delle grandi intuizioni alla base di questo appuntamento, nato -ricordiamolo- da un’idea di Carmelo Musumeci, che ci propose di chiedere a Pasquale di scrivere un suo diario mensile, per poi pubblicarlo.

Una delle cose immancabili, nel corso di mesi, in questi scritti di Pasquale, è la generosità. Non scrive col contagocce, non butta giù breve annotazioni, non si “risparmi”. Ma ci dà dentro con le sue riflessioni, da liberazione alla sua spinta alla condivisione. Il suo non è solo un narrare di sé, ma è anche un “narrare di noi”, per “noi” intendo.. narrare delle ingiustizie, delle idee, dei sogni, delle battaglie di una collettività di uomini. Rircordo il suo furore contro la repressione in Siria, e la spinta a tirarlo fuori quel furore e a condividerlo con noi. Questa generosità è inscindibile dal personaggio, come la spinta allo studio e alla conoscenza, anche se per qualcuno è ancora “immaturo” e non sufficientemente evoluto per godere anche solo di un beneficio.

Il diario di Pasquale è sempre un mare magnum. Farò solo qualche citazione, prima di lasciarvi alla lettura integrale.

Innanzitutto voglio ricordare il compleanno di Pasquale, avvenuto il 27 gennaio, e con l’occasione mandargli gli auguri anche da parte di tutti noi:

“Oggi ho finito 50 anni di età, i miei compagni mi hanno fatto una bella sorpresa che non mi aspettavo. Fabio ha fatto una bella torta, con un computer di cioccolato nel centro, una decorazione simpatica in riferimento alla mia ossessiva richiesta del computer alla Direzione. Un lavoro perfetto, degno del miglior pasticcere. Con una scusa mi hanno chiamato nella saletta della socialità, li ho trovati tutti  e mi hanno fatto l’applauso e gli auguri. E’ stata una bellissima emozione che mi ha commosso profondamente. Avevo dimenticato queste sensazioni, quando li vedevo nei film non suscitavano ricordi, credo perché erano trascorsi troppi anni. Ringrazio di cuore i miei compagni per il momento bellissimo che hanno voluto donarmi. Hanno risvegliato ricordi assopiti nel mio animo.” (27 gennaio)

Pasquale poi cita uno dei tanti esempi di denaro pubblico buttato nel cesso:

“La ministra degli interni Annamaria Cancellieri, ex commissario di Bologna, scavalcando la ministra della giustizia Paola Severino, ha prorogato con la Telecom i braccialetti elettronici. Il ministero della giustizia ha pagato per dieci anni 110 milioni alla Telecom per otto braccialetti elettronici, usati poche volte, infine depositati definitivamente, perché non hanno mai funzionato per questo motivo il ministero della giustizia non aveva nessuna intenzione di prorogare il contratto con la Telecom”. (5 febbraio)

In un altro passaggio Pasquale racconta di Giuseppe Gulotta, che, innocente ha dovuto trascorrere 21 anni in carcere, e delle torture subite da lui e da altre quattro persone ai tempi delle indagini.

“Giuseppe Gulotta, dopo 36 anni è stato riconosciuto innocente, dopo averne scontati 21 in cella. La sua fortuna è stata che un sottufficiale dei carabinieri in pensione, su un altro procedimento ha raccontato le torture a cui furono sottoposti Gulatta e gli altri quattro ragazzi, tra cui due erano minorenni, costringendoli ad autoaccusarsi della morte di due carabinieri nella caserma di Alcamo. Il sottufficiale ha taciuto per 36 anni, poteva evitare tante sofferenze a quei ragazzi. Uno fu trovato impiccato in cella dopo pochi mesi in modo molto sospetto; un altro è morto; gli altri due sono latitanti in Sud America. Vite spezzate e distrutte, perché furono scelti come colpevoli.” (18 febbraio)

Non può mancare il punto in cui Pasquale parla del rigetto del permesso per potere vedere il padre, che non vede da dieci anni. Permesso respinto, con una interpretazione giurisprudenziale che, sostiene, equivale ad una condanna a morte.

“Qualche giorno fa mi è stato notificato il rigetto del permesso che avevo richiesto per andare a visitare mio padre, che non vedo da dieci anni, e che negli ultimi vent’anni ho visto solo due volte. Questa volta il rigetto era fondato sull’inammissibilità, cioè che la mia pena rientrava nell’infame ed incivile art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Non comprendo in un anno cosa sia cambiato, essendo che l’avevo presentato circa un anno fa e non lo ritennero inammissibile.. all’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro. Questa decisione della Dott.ssa Magnavita è fondata su una sentenza della Consulta, che più che essere tutore della Carta Costituzionale è ormai un organo politico. Questa sentenza è interpretativa, c’è chi l’applica in senso giustizialista e chi no. In varie parti d’Italia, l’art. 4 bis O.P. viene superato dopo dieci anni di carcere. Proprio oggi mi sono arrivate tre sentenze in questo senso. La decisione della Dott.ssa Magnavita è una condanna a morte, mi chiedo  se è consapevole della conseguenza del suo atto. Francamente penso di no, perché siamo carne da macello, pertanto non suscitiamo neanche il senso di umanità o un moto di ribellione della coscienza.” (1 febbraio)

A prescindere anche da ogni riferimento normativo e tecnico, è umano un sistema che porta a fare sì che una persona in dieci anni non possa vedere UNA volta il proprio padre?

Ma voglio concludere con un momento di altissima drammaticità, contenuto nel diario del sette febbraio.La lettera che scrisse Sole, l’argentina Maria Soledad Rosas, che si suicidò in carcere. Lei, Baleno (Edoardo Massari) e Pelissero erano tre giovani anarchici e squatters, nei primi anni ’90 finirono in carcere con l’accusa di avere compiuto azioni ecoterroristiche nel torinese, e, racconta Damiano Aliprandi (il cui articolo, apparso su AgoràVox, e nel quale è presente la vicenda di questa donna e la sua lettera, e che Pasquale ha allegato al suo diario) subirono una terribile gogna mediatica che portò al suicidio di Sole e Baleno e la condanna di Pellissero (non per associazione terroristica). E’ giusto che tutti leggano la lettera che Sole scrisse poco tempo prima di suicidarsi.

<<Compagni la rabbia mi domina in questo momento. Io ho sempre pensato che ognuno è responsabile di quello che fa, però questa volta ci sono dei colpevoli e voglio dire a voce molto alta chi sono stati quelli che hanno ucciso Edo: lo Stato, i giudici, i magistrati, il giornalismo, la T.A.V., la polizia, il carcere, tutte le leggi, le regole e tutta quella società serva che accetta questo sistema. Noi abbiamo lottato sempre contro queste imposizioni e per questo siamo finiti in galera. La galera è un posto di tortura fisica e psichica, qua non si dispone assolutamente di niente, non si può decidere a che ora alzarsi, che cosa mangiare, con chi parlare, chi incontrare, a che ora vedere il sole. Per tutto bisogna fare una “domandina”, anche per leggere un libro. Rumore di chiavi, di cancelli che si aprono e si chiudono, voci che non dicono niente, voci che fanno eco in questi corridoi freddi, scarpe di gomma per non fare rumore ed essere spiati nei momenti meno pensati, la luce di una pila che alla sera controlla il tuo sonno, posta controllata, parole vietate. Tutto un caos, tutto un inferno, tutto la morte. Costì ti ammazzano tutti i giorni, piano piano per farti sentire più dolore, invece Edo ha voluto finire subito con questo male infernale. Almeno lui si è permesso di avere un ultimo gesto minimo di libertà, di decidere lui quando finirla con questa tortura. Intanto mi castigano e mi mettono in isolamento, questo non solo vuol dire non vedere nessuno, questo vuol dire non essere informata di niente, non avere nulla, neanche una coperta, hanno paura che io mi uccisa. Secondo loro il mio è  un isolamento cautelare, lo fanno per “salvaguardarmi” e così deresponsabilizzarsi se anche io decido di finire con questa tortura. Non mi lasciano piangere in pace, non mi lasciano avere un ultimo incontro con il mio Baleno. Ho per 24 ore al giorno, un’agente di custodia a non più di 5 metri di distanza. Dopo quello che è successo sono venuti i politici dei Verdi a farmi  le condoglianze e per tranquillizzarmi non hanno avuto idea migliore che dirmi: “adesso sicuramente tutto si risolverà più in fretta, dopo l’accaduto tutti staranno dietro al processo con maggiore attenzione, magari ti daranno anche gli arresti domiciliari”. Dopo questo discorso io ero senza parole, stupita, però ho potuto rispondere se c’è bisogno della morte di una persona per commuovere un pezzo di merda, in questo caso il giudice. Insisto, in carcere hanno ammazzato altre  persone e oggi hanno ucciso Edo, questi terroristi che hanno la licenza di ammazzare. Io cercherò la forza da qualche parte, non lo so, sinceramente non ho più voglia, però devo continuare, lo farò per la mi dignità e in nome di Edo. L’unica cosa che mi tranquillizza sapere è che Edo non soffre più. Protesto, protesto con tanta rabbia e dolore>>.  

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.. mese di Febbraio.

——————————————–

Avevo sentito parlare del compositore Giancarlo Bigazzi, ma non sapevo che avesse scritto tante canzoni belle, rimaste nella storia italiana. Alcune hanno oltre quarant’anni, e sono molto belle da ascoltare oggi. La canzone “Montagne verdi”, cantata da Marcella Bella. Mi fa ricordare una sorella Enza, che la cantava tutta la giornata, era piccolina ed era convinta che avrebbe fatto la cantante. Ha scritto tante belle canzoni: “Gloria” e “Ti amo” cantate da Umberto Tozzi; “Vent’anni” e “Rose rosse” cantate da Massimo Ranieri; “Luglio” cantata da Riccardo del Turco; “Lisa dagli occhi blu” cantata da Mario Tessuto; “Si può dare di più” cantata da Gianni Morandi, e tante altre. La cantante Laura Pausini ha dichiarato che Bigazzi è copiatissimo all’estero, dal Nord America al Brasile, dove però ignorano il suo nome. Si potrebbe definire un grande della musica ma anonimo. Il genio di alcuni viene riconosciuto dopo la morte.  –  22/01/2012

——–

In Sicilia gli autotrasportatori, contadini pescatori e altre categorie hanno bloccato la ragione, per protestare contro lo Stato e le sue vessazioni con le tasse. Sono alla fame perché il sistema schiaccia la maggioranza della popolazione e protegge con le sue istituzioni una piccola parte con privilegi vergognosi. Hanno creato il movimento dei forconi, a cui aderiscono migliaia di siciliani, e visto con simpatia da tutta la popolazione della regione. Il sistema di potere usa tutto i mezzi affinché il popolo obbedisca, taccia e sopporti, senza ribellarsi. Quando ciò avviene, con le buone o con le cattive, usando tutto i mezzi, leciti o illeciti, devono rientrare nell’alveo a loro assegnato. I moderni schiavi possono parlare, discutere di tutto, comportarsi come vogliono, agire secondo i loro fini, ma non devono superare gli steccati del loro recinto. Quando ciò succede diventano terroristi, mafiosi, camorristi ed estremisti. Il Presidente di Confindustria siciliana Ivano Lo Bello, facente parte del sistema di potere, a cui interessano solo i loro affari. Ha subito criminalizzato il movimento dei forconi, dichiarando che è infiltrato dalla mafia. Subito il procuratore Massimo di Palermo e il Procuratore Nazionale Grasso, gli sono andati dietro. Come sempre la magistratura protegge il sistema di potere, lo fecero sotto i Savoia, con Mussolini, l’attuale Repubblica e continuano tutt’ora. Non si pongono minimamente il problema della sopravvivenza della gente, sono ligi nel dovere di difendere i loro privilegi e quelli del potere. Alcuni anni fa riaprirono una discarica ad un Paese di una decina di km da casa mia. Siccome è posta in alto, quando tirava il vento il tanfo arrivava anche al mio Paese. Fu riaperta per sversarci i rifiuti di Napoli.

——–

Un comitato di cittadini dopo anni di lotta erano riusciti a farla chiudere, dimostrando l’alta percentuale di tumori e leucemie che aveva causato la discarica. Con la riapertura, il Comitato iniziò di nuovo la lotta, e andò ad occupare i binari della stazione del mio paese, appoggiati anche dai cittadini del mio paese. La sera in TV diedero la notizia, e subito il giornalista disse che la DIA presumeva che nella protesta c’erano infiltrazioni camorriste, perché c’erano familiari di detenuti per reati di camorra, continuava dicendo che la D.D.A. di Salerno aveva aperto un’inchiesta. Qualche giorno dopo telefonai a casa, parlando con mia sorella le dissi che avevo visto nei TG la stazione ferroviaria (la conoscevo bene perché ci ho abitato vicino per tanti anni), lei mi rispose che c’era anche lei con i figli, gli dissi che stavano criminalizzando la protesta. Forse proprio perché c’era  lei e il familiare di qualc’altro detenuto, mi rispose che erano tutte donne e bambini, pertanto quale camorra vanno cercando? Continuai consigliandola di evitare, ma lei ribatté che c’erano giorni che la puzza era insopportabile e che facevano tanta fatica a fare la differenziata, perché dovevano sopportare i rifiuti di Napoli? Non aveva tutti i torti, ma il potere è una bestia feroce e crudele che comprende solo i propri interessi. Ogni protesta che non possono controllare la criminalizzano. Nelle regioni del Sud si orientano in base alla regione, nel Nord diventano terroristi o estremisti. Lo stanno facendo in Sicilia, l’hanno fatto a Chiaiano  e Terzigno con le discariche a Napoli, come in Val di Susa con i No-Tav, il metodo è sempre lo stesso. Quello che più mi impressiona è che questi novelli Savonarola pretenderebbero che i familiari dei detenuti non dovrebbero avere il diritto di protestare, ma dovrebbero essere escluse dai diritti della cittadinanza dello Stato. Ciò è barbaro e incivile  che nasconde tanto fango.  –  23/01/2012

———

Leggo in un articolo che la maggioranza dell’equipaggio della Concordia, la nave affondata all’isola del Giglio, si sono ammutinati quando hanno visto che il capitano non dava l’ordine di abbandono della nave. Capitanati da Roberto Bosio, che si trovava sulla nave per un passaggio, essendo il capitano della nave gemella della Concordia, “Serena”, doveva scendere a Savona, dopo sei mesi di navigazione consecutivi. Insieme all’equipaggio rimasto a bordo, ha aiutato i passeggeri fino alla mattina seguente. C’è molta amarezza nella sua intervista, perché un capitano deve avere un comportamento esemplare, e purtroppo il capitano della Concordia non l’ha avuto.  –  24/01/2012

———-

Un piccolo articolo attira la mia attenzione una attenzione, dopo letto mi meraviglio che non abbia avuto due pagine intere per dargli la risonanza che merita, ma purtroppo anche i quotidiani che si dicono contro i poteri forti, censurano perché fanno parte del sistema. Un’imprenditrice toscana, parlando in un’assemblea del PD ha detto “la mia passione è il lavoro, o meglio lo era, perché non ce l’ho più, la mia piccola impresa sta per chiudere, crolliamo come birilli”. Invitava il PD a fare uno sforzo in più per scardinare i poteri che affogano il Paese. Continua “i poteri forti non sono una spectre, li conosciamo tutti. Sono le banche, le assicurazioni, l’editoria, la stessa amministrazione dello Stato. Se questa lotta non la fa il PD, chi deve farla?”. L’articolo concludeva che Bersani l’abbracciava. I poteri forti non sono spariti quando c’era la sinistra al governo, e altrettanto quando c’era la destra, perché fanno parte tutti del sistema. Per questo motivo, a parte le frasi di circostanze, non faranno niente. L’unica cosa in cui eccellano è criminalizzare le proteste che non sono organizzate dai politici, dai sindacati, o le associazioni a loro affini.  –  25/01/2012

———

In Tv su Rai Uno commentavano il movimento dei forconi, e il motivo del perché si era esteso in tutta Italia. Sarebbe stata completa la trasmissione si fosse stato intervistato anche il Presidente di Confindustria in Sicilia Ivano lo Bello, che aveva dichiarato infiltrazioni mafiose, criminalizzando il movimento. Ognuno degli ospiti dava una spiegazione, la tesi che emergeva era la questione economica. Dopo l’intervento di tutti gli ospiti, il conduttore fa dire la sua allo scrittore Pino Aprile, quello che ha scritto il libro “Terroni”, e dice “circa un anno fa un invitato in Sicilia nelle zone dei monti Liconi, da un’associazione di imprenditori agricoli, e gli spiegarono le loro difficoltà, le banche che non facevano credito, Equitalia che moltiplicava le cifre con interessi usurai, pignoravano le attività e le passavano ad una società collegata per metterle all’asta, per recuperare mai più dell’8-10% del valore. Continuava, va bene controllare le infiltrazioni mafiose nel movimento dei forconi, ma bisognerebbe  controllare chi ha comprato tutte queste aziende messe all’asta. Su 250.000 aziende ne hanno messe all’asta 50.000. Era palese che Aprile faceva intendere che se le accaparravano Lo  Bello e i suoi amici di Confidustria, avendo il credito delle banche. Essendo che loro fanno parte della galassia antimafia, ritengano di poter fare quello che vogliono. Quando Pino Aprile ha finito il discorso, c’è stato silenzio e nessuno degli ospiti è ritornato sul discorso fatto da Aprile.  –  26/01/2012

———–

Oggi ho finito 50 anni di età, i miei compagni mi hanno fatto una bella sorpresa che non mi aspettavo. Fabio ha fatto una bella torta, con un computer di cioccolato nel centro, una decorazione simpatica in riferimento alla mia ossessiva richiesta del computer alla Direzione. Un lavoro perfetto, degno del miglior pasticcere. Con una scusa mi hanno chiamato nella saletta della socialità, li ho trovati tutti  e mi hanno fatto l’applauso e gli auguri. E’ stata una bellissima emozione che mi ha commosso profondamente. Avevo dimenticato queste sensazioni, quando li vedevo nei film non suscitavano ricordi, credo perché erano trascorsi troppi anni. Ringrazio di cuore i miei compagni per il momento bellissimo che hanno voluto donarmi. Hanno risvegliato ricordi assopiti nel mio animo.  –  27/01/2012

————

Il Michelangelo dei teoremi al servizio del potere che gestisce l’economia in Italia, ne ha creato un altro per intimorire e terrorizzare, un movimento di popolo senza bandiere politiche, perché non hanno permesso a nessuno di metterci il cappello sopra, è il popolo dei NO-TAV; per questo motivo vogliono criminalizzarla. La politica al servizio dei potentati economici ha interesse che la TAV si faccia, per mettere le mani sulle decine di miliardi di euro che saranno stanziati. L’artista in questione è il Procuratore di Torino Giancarlo Caselli, ha inventato e fatto eseguire un blitz con 40 arresti, contro i contestatori della NO-TAV. Certa sinistra lo ha sempre esaltato e continua a farlo citandolo come esempio, ma non è altro che un fedele servo dei potenti e di certa politica, non li delude mai, pronto a manganellare chi non si mette in riga, come faceva da Direttore generale delle carceri. Sono contento che hanno fatto un grande corteo di protesta a Torino per solidarizzare con gli arrestati, e riaffermare che tutti condividevano le manifestazioni in Val di Susa contro la TAV. Hanno protestato contro Caselli per il teorema che ha costruito, un aguzzino del genere merita tutti cori di protesta che si possono organizzare. Credo che migliaia di persone di sinistra, credendo ai vari Violante, Veltroni, Diliberto, ecc., si ricrederanno su questo Torquemada del terzo millennio.  –  28/01/2012

————–

Leggendo l’opuscolo di Olga, una lettera mi  è rimasta impressa, proviene dal carcere di Ferrara. Si discute che  bisognerebbe lottare in tutte le carceri italiane, affinché vengano rispettati i nostri diritti. Concordo con i loro discorsi, perché le carceri sono fuorilegge e senza tutela. Chi dovrebbe farlo come dovere della sua funzione, non lo fa, pertanto dovremmo ribellarci affinché la nostra dignità venga rispettata. Se vorrebbero, i problemi della giustizia in generale verrebbero subito risolti, ma siccome  ci sono troppe rendite di posizione di difendere, lottano affinché tutto rimanga com’è. Nei proclami tutti parlano di cambiamenti, ma nella realtà è come la frase del Gattopardo “cambiare tutto per non cambiare niente”.  –  29/01/2012

————-

E’ morto l’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Le parti interessate, i politici del PD e la Chiesa, lo glorificano e lo santificano. I politici del PD dichiarano che ha salvato la democrazia e la Costituzione. La Chiesa con le varie associazioni lo reputano un grande cattolico, e da come ne parlano è possibile anche che fra cinquant’anni lo fanno santo. Come Presidente è stato il peggiore in assoluto, il settennato più oscuro della Repubblica italiana. Ha violato e calpestato la Costituzione come certi ditta torelli africani. Da garante della volontà popolare, arbitrariamente ne ha abusato per ben due volte, nel 1994 quando Bossi tradì Berlusconi e fece cascare il governo, e Scalfaro non sciolse le Camere per nuove elezioni, per favorire la sinistra. Nel 1998, quando Bertinotti fece cadere il governo Prodi, e lui anche quella volta non sciolse le Camere, per favorire un nuovo governo presieduto da D’Alema. Ricordo ancora l’edizione straordinaria in TV, con la famosa frase “io non ci sto”; furbamente anticipò le rivelazioni sui 100 miliardi di lire provenienti dai fondi riservati che prendevano sotto banco elargiti  dai servizi segreti, da tutti i ministri degli interni, e lui, come tutti gli altri ministri, li aveva presi; approfittò della sua posizione per negare ed attaccare.  Negli USA  l’avrebbero messo sotto inchiesta e costretto a dimettersi. Di magagne in politica ne aveva tante, come anche la figlia, la sua eminenza grigia. Fu l’ultimo pubblico ministero del 1946 a chiedere tre condanne a morte, sapendo che da lì a pochi mesi sarebbe stata abolita, e lo sapeva bene perché era stato scelto dall’area cristiana come componente dell’assemblea costituente, ma essendo un uomo malvagio nell’animo, chiese e pretese tre condanne a morte; furono le ultime in Italia. Come detenuto l’ho sempre detestato, perché è stato un giustizialista  di quelli rigidi e ottusi, inoltre non ha mai salutato i detenuti nel discorso di fine anno, in tutti i sette anni in cui è stato Presidente. Questi tristi figuri fanno più danni delle calamità, ma essendo partigiani di qualche potere, non solo bisogna sopportarli in vita, ma bisogna anche vedere e sentire le glorificazioni quando muoiono.  –  30/01/2012

————-

Fiorella Mannoia, una cante che ammiro, ricordo quando cantò, per la prima volta in TV, la canzone era “caffè nero bollente”. Il suo ultimo lavoro è nato dalla lettura di “Terroni”, il libro di Pino Aprile. Ha dichiarato che è rimasta scioccata dal constatare che quello che aveva letto nei libri di scuola (testi scolastici) era molto lontano dalla realtà dell’unità d’Italia. Partendo dal nostro Sud si è allargata a tutti i Sud del mondo. Credo che la verità dovrebbe finalmente essere scritta nei testi scolastici, affinché finisca la censura della storia. Comprendo che ammettere che l’unità d’Italia è stata fondata sull’annessione, colonizzazione e il saccheggio del Meridione, e con crimini contro l’umanità, sarebbe scioccante. Sono convinto che se non emerge la realtà, non ci sarà il superamento emergenziale che tiene oppresso il meridione dall’Unità d’Italia, e pertanto non ci potrà mai essere uno sviluppo che le parifichi con il Nord Italia, e agli standard europei.  –  31/01/2012

————-

Qualche giorno fa mi è stato notificato il rigetto del permesso che avevo richiesto per andare a visitare mio padre, che non vedo da dieci anni, e che negli ultimi vent’anni ho visto solo due volte. Questa volta il rigetto era fondato sull’inammissibilità, cioè che la mia pena rientrava nell’infame ed incivile art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Non comprendo in un anno cosa sia cambiato, essendo che l’avevo presentato circa un anno fa e non lo ritennero inammissibile.. all’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro. Questa decisione della Dott.ssa Magnavita è fondata su una sentenza della Consulta, che più che essere tutore della Carta Costituzionale è ormai un organo politico. Questa sentenza è interpretativa, c’è chi l’applica in senso giustizialista e chi no. In varie parti d’Italia, l’art. 4 bis O.P. viene superato dopo dieci anni di carcere. Proprio oggi mi sono arrivate tre sentenze in questo senso. La decisione della Dott.ssa Magnavita è una condanna a morte, mi chiedo  se è consapevole della conseguenza del suo atto. Francamente penso di no, perché siamo carne da macello, pertanto non suscitiamo neanche il senso di umanità o un moto di ribellione della coscienza. Le ho scritto una lettera, mi auguro che la faccia soffermare a riflettere e non lo prenda come un fatto personale di “lesa maestà”. Questo è il testo della lettera.

“Egregia Dott. Magnavita

Sono De Feo Pasquale, recluso nelle carceri di Catanzaro. Le scrivo dopo avere ricevuto il suo provvedimento, col quale dichiarava l’inammissibilità del premesso premio che avevo richiesto. Dall’emanazione nel 1992 del famigerato art. 4 bis O.P., ho girato varie carceri. Mai nessuno dei Magistrati o dei Tribunali di Sorveglianza, hanno ritenuto che la mia pena fosse ostativa. Negli ultimi anni, in varie parti d’Italia, Tribunale e Uffici di Sorveglianza, hanno superato la barbarie dell’art. 4 bis O.P. (Ordinamento Penitenziario).

Invece, qui a Catanzaro, inizia un’interpretazione giustizialista dopo 20 anni dall’entrata in vigore della legge. Credo che lei abbia molto riflettuto, prima di condannarmi alla “pena di morte”, perché questa è la conseguenza della sua decisione, questo lo sa vero?

Lei ha scelto di aderire a questa interpretazione della legge, anziché preferire quella che lascia sopravvivere la speranza. Siccome lei ha la facoltà di condannarmi a morte, dovrebbe darmi almeno la possibilità di scegliermi il modo come morire, come porre termine alla mia esistenza terrena, per liberarmi da questi luoghi di repressione e non come fece Giuda, perché mi sembra poco dignitoso.

Non si giustifica ogni cosa con il senso del “dovere”, perché somiglia un po’ alla parola “sicurezza” che viene usata sulle carceri per proibire tutto il possibile. Quello che ormai mi è chiaro, è che la repressione ha l’unico scopo di distruggere le persone lentamente, poiché non si può dare per legge subito la morte. Tutti i miei coimputati sono usciti. L’ultimo circa cinque anni fa, ed io dopo circa 30 anni di carcere, ho saputo che dovrò morire qui dentro.

Distinti saluti

Catanzaro 31 gennaio 2012

Pasquale De Feo”          1/02/2012

————

Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli, gli avvocati i sono imbavagliati per protestare contro le liberalizzazioni del governo nei confronti della loro categoria. Gli avvocati non hanno mai detto niente contro il calpestamento dei diritti processuali e della giustizia da parte delle procure e della magistratura in generale. Ogni tanto si sono lamentati quando veniva inquisito un potente, ma mai hanno alzato la voce contro le ingiustizie che si commettono quotidianamente con l’uso disinvolto dei pentiti, nessuna tutela processuale, lo strapotere delle procure, maxiprocessi senza legge, la tortura del 41 bis, la situazione delle carceri, degli O.P.G. e le tante leggi repressive anticostituzionali e contrarie alla Convenzione europea. Da parte loro non c’è stata solo omertà, derivata dal terrore che incutevano loro le procure, consapevoli che li potevano rovinare con qualche pentito, usati secondo  i fini delle procure, anche uso politico, ma ne sono diventati complici, come i kapò dei campi di concentramento, anche per questo non hanno mai detto niente, abbandonando al furore cieco e bestiale del giustizialismo più bieco migliaia di persone condannate, pur sapendoli innocenti. Un lavoro sporco che senza il loro contributo non poteva essere consumato. Oggi fanno sceneggiate perché vengono  toccati i loro privilegi.  –  2/02/2012

————–

Leggo un articolo di affermazioni fatte dalla Ministra Paola Severino, “carceri incivili”, inoltre “dalle situazioni delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese”, continua, “lo Stato non ripaga mai con la vendetta, ma vince con il diritto e l’applicazione scrupolosa delle regole e leggi”, prosegue.. “la giusta detenzione dimostra ai criminali l’intima diversità tra la legalità della nostra democrazia e ogni forma intollerabile di arbitrio”. Mi verrebbe da chiedere alla nostra Ministra… ma fino ad oggi dove abitava? Al Polo Nord? Sono convinto che non c’è ipocrisia nelle sue affermazioni, ma qualcune dovrebbe dirle che i luoghi più illegali del nostro Paese sono le carceri, dove la vendetta e il sopruso sono il pane quotidiano. Siamo noi detenuti che chiediamo il rispetto delle regole, con l’applicazione della pari dignità dei diritti e dei doveri, e questo la dice lunga sull’assuefazione all’arbitrio del sistema penitenziario. Mi auguro che le sue affermazioni riesca a tramutarle in realtà, ma dubito che i “mandarini” del Ministero glielo permettano. Se non fa piazza pulita al Ministero, de magistrati, della polizia penitenziaria, dei vari sindacati e d Direttori delle carceri, sostituendo tutti con civili, non riuscirà a cambiare niente.  –  3/02/2012

————

Attualmente qui a Catanzaro lavorano in cucina, a turni di sei mesi, il regime AS-3 e la media sicurezza. Prima lavoravano solo i detenuti della media sicurezza, che sarebbero detenuti comuni. La Direttrice ha inserito anche i detenuti del regime AS-3, così lavorano sei mesi l’AS-3 e sei mesi la media sicurezza. A noi detenuti dell’AS-1 e dell’AS-2 ci hanno escluso, con due scuse fini a se stesse. La prima è che non possiamo incontrare gli altri detenuti. In cucina si è chiusi dentro, e fisica mentente non si può vedere e né incontrare nessuno. Per andare in cucina, si passa dal corridoio centrale, dove si accede alle scuole, all’infermeria, ai colloqui di qualsiasi genere. Ogni volta che ci passiamo  incontriamo tutti i detenuti del nostro padiglione. Il padiglione dove siamo ubicati è composto da otto sezioni, due per piano, sei sezioni sono AS-3, i primi tre piani- le altre due sezioni all’ultimo piano sono una AS-1 e l’altra di fronte alla nostra è AS-2. La differenza tra AS-1, AS-2, e AS-3 è minima, perché hanno diviso solo per categorie.

AS-1, sono tutti ex detenuti del 41 bis.

AS-2, sono tutti detenuti politici.

AS-3, sono tutti detenuti che rientrano con i reati nel famigerato art. 4 bis Ordinamento Penitenziario.

Una volta eravamo tutti mischiati, circa ogni dieci anni qualcuno al Ministero si inventa nuove sigle e i detenuti di conseguenza rientrano in nuove categorie.

La seconda scusa è che essendo considerati pericolosi e in cucina ci sono i coltelli, per motivi di sicurezza non possiamo lavorare in cucina. E’ singolare usare la sicurezza a sproposito, perché da circa due settimane due nostri compagni di sezione , da volontari e senza paga, stanno pitturando le celle, dopo faranno tutta la sezione, hanno a disposizione arnesi più pericolosi dei coltelli. Se lavoriamo senza paga, possiamo accedere a tutti gli attrezzi. Essendo che in cucina devono pagarci, allora per motivi di sicurezza non possiamo lavorare. Circa tre anni fa la nostra sezione ha partecipato a un corso per costruire strumenti musicale. C’erano attrezzi di qualsiasi tipo. Anche allora, siccome era senza paga, non c’erano motivi di sicurezza. E’ palese che c’è qualcosa di poco chiaro. Abbiamo fatto un’istanza e l’abbiamo inviata a tutti gli uffici competenti. Ci auguriamo che qualcuno intervenga e sani questa discriminazione assurda.  –  4/02/2012

———–

La ministra degli interni Annamaria Cancellieri, ex commissario di Bologna, scavalcando la ministra della giustizia Paola Severino, ha prorogato con la Telecom i braccialetti elettronici. Il ministero della giustizia ha pagato per dieci anni 110 milioni alla Telecom per otto braccialetti elettronici, usati poche volte, infine depositati definitivamente, perché non hanno mai funzionato per questo motivo il ministero della giustizia non aveva nessuna intenzione di prorogare il contratto con la Telecom, l’attuale ministro Paola Severino l’aveva anche dichiarato pubblicamente. La ministra degli interni Annamaria Cancellieri non aveva nessuna autorità per rinnovare il contratto, perché le carceri sono di competenza del ministero della giustizia. Tutto sarebbe passato sotto silenzio, se l’ex ministro della giustizia Nitto Palma, durante un’audizione al Senato all’ex commissario di Bologna Concellieri, non le avesse chiesto conto del contratto firmato con la Telecom. Altri dieci anni di spreco di denaro pubblico. Il vice capo della polizia Francesco Cirillo, il 4 gennaio al Senato disse “se fossimo andati dal gioiellieri Bulgari avremmo speso di meno”. Il primo contratto con la Telecom nel 2001 fu firmato dal governo D’Alema, con il ministro Enzo Bianco. La Cancellieri, essendo stata commissario a Bologna, deve essere stata per forza in quota della sinistra. Ciò fa riflettere, che c’è interesse da parte della sinistra Telecom. La storia della vendita della Telecom, con Prodi, Fassino, ecc., è un legame mai interrotto. Questo dimostra che destra e sinistra succhiano sangue alle casse pubbliche, e nelle ruberie e rapacità sono uguali.  –  5/02/2012

———–

In Sicilia, dal carcere dell’Ucciardone di Palermo, è partita una class action contro lo Stato, perché le celle sono anguste e sovraffollate, gli spazi sono da tortura. Essendoci stato, posso confermare di persona che, in inverno si gela perché non ci sono termosifoni, e in estate è una fornace, perché le finestre dell’esterno sono chiuse con grate di ferro. L’aria non passa e non si vede niente. L’acqua calda non c’è quasi mai. Non bastavano tutte queste problematiche, il precedente Direttore Maurizio Veneziano aveva limitato la vivibilità al minimo consentito per la sopravvivenza, instaurando una tortura quotidiana. Oggi leggo che è stato nominato Provveditore Regionale della Sicilia, e ha dichiarato che nell’ìsola non si scende sotto i 3 metri quadrati a persona. Qualcuno dovrebbe dirgli che la Corte europea ha stabilito che i maiali devono avere 6 metri quadrati di spazio dove vengono allevati. Credo che sia questo il motivo ad averci dato 7 metri quadri a noi detenuti. Purtroppo noi non abbiamo i N.A.S. che vengono a controllare se vengono rispettati i regolamenti, e se ciò non avviene chiudono lo stabilimento. Con funzionari come Veneziano bisogna mettere mano alle leggi e andare nelle sedi competenti, principalmente la Corte Europea, perché lui i detenuti non li vede come esseri umani. L’Ucciardone è una vergogna per la civiltà italiana ed europea, sia perché vecchio e obsoleto, essendo stato costruito circa due secoli fa, sia perché hanno ridotto gli spazi al di sotto di quelli stabiliti per gli animali, i cortili sono stati rimpiccioliti nella grandezza di due celle singole, e ci deve prendere l’aria una sezione intera, e sia che non  funziona niente, dovrebbero chiuderlo. Tutti i detenuti delle carceri italiane dovrebbero mettere in cantiere una class action contro lo Stato, perché credo che solo così sia possibile costringerli a ripristinare la dignità e i diritti delle carceri. In Italia, le carceri sono i posti più illegali che ci sono.  –  6/02/2012

———–

Ho ricevuto uno scritto su Travaglio, l’hanno preso dal sito “Osservatorio sulla repressione”. Ho già scritto su Marco Travaglio, spesso ho pensato che avevo esagerato in certe espressioni e che era prevalsa l’anima di detenuto, perché quello che leggevo era disinformazione allo stato puro, essendo che inventava la realtà. Una delle ultime cose che avevo letto è che una persona condannata a 30 anni di carcere ne sconta un anno e due mesi. Una corbelleria del genere poteva scriverla solo uno psicopatico come lui. Dovrebbe spiegare, ai reclusi anche da 50 anni, come mai sono ancora in carcere, se li sono dimenticati? Inventa la realtà come Goebbels faceva con Hitler. Sono uomini simili che hanno legittimato le efferatezze della storia. Tanta in gente in buona fede crede in quello che scrive, creando mostri e mostriciattoli. Dovrebbero ritirargli la tessera di giornalista e vietargli di apparire in tv, Allego lo scritto perché merita di essere letto da più persone possibili affinchè si comprenda chi è Marco Travaglio.  – 

(da Osservatorio sulla repressione)

Carceri; Travaglio contro qualsiasi misura alternativa alla detenzione

Dopo avere letto l’ultimo editoriale di Travaglio sul carcere e sulla sua polemica nei confronti di un  decreto che semplicemente darà la possibilità a circa 3000 detenuti (una percentuale purtroppo bassissima) di finire l’ultimo anno di pena agli arresti domiciliari, ho provato un senso di  nausea, di ribrezzo nei confronti di questo giornalista legalitario e liberista. Un uomo cinico, senza un briciolo di umanità e di coscienza contro le ingiustizie sociali. Uno che dice, con tutta la sua spietata semplicità: “Se uno sbaglia, deve pagare!”. Ed  è proprio quella parola: “sbaglia” che dovrebbe farci riflettere. Nessuno di noi è immune dallo sbaglio, e il nostro Stato ce la fa pagare cara. Troppo spesso anche con la vita. Questo mio scritto potrebbero capirlo solamente quelli che hanno avuto il buon senso di approfondire le conoscenze della realtà del carcere. E nessuno di noi dovrebbe avere la sicurezza di sentirsi escluso. E mi fanno ribrezzo tutti quelli che approvano i suoi articoli, specialmente l’ultimo. Con quale coraggio esaltate il suo pessimo editoriale e poi come pecore andate a fare gli slogan per Stefano Cucchi? Ma come mai tanta gente rappresenta l’ossimoro vivente? Con quale coraggio fate finta di preoccuparvi  per tutti quei ragazzi detenuti che muoiono in carcere  in media di un morto ogni due giorni? Ma con che coraggio, se poi vi indignate per un decreto che faccia uscire dal carcere (attenzione, non in libertà, ma agli arresti domiciliari), una cifra ridicola di detenuti? In realtà non  vi interessa nulla, vi sentite tutti al sicuro.  E con quale coraggio esaltate un uomo che a suo tempo aveva infangato la morte del grande giornalista Mauro Rostagno e, a differenza del grande giornalista D’Avanzo, non ha chiesto scusa?

Come si fa ad esaltare uno che approva come dogma le carte processuali e quindi per lui Pinelli è davvero caduto solo dalla finestra? E mi limito al sociale. Per quanto riguarda il suo amore per il governo israeliano e per il libero mercato, è ancora un altro discorso che esula dall’argomento principale. Il carcere non vi appartiene vero? Un mio amico di nome Niki Aprile Gatti è finito in carcere, preventivamente e senza essere stato ancora accusato. E’ finito dentro da innocente, ed è stato ucciso senza che nessuno gli avesse dato il tempo di dimostrare  la sua innocenza. Poi cosa devo sentire? Quel vergognoso giornalista di Travaglio dirsi favorevole agli arresti preventivi e guai ad abolirli o al limite limitarli? E molti di voi: “Bravo Travaglio, sei un grande!”. Il problema dell’uomo in generale è che ha poca voglia di approfondire, studiare, e quindi comodamente delega il proprio pensiero a questi guru dell’informazione. Loro sono alibi perché approfittano del mal di pancia delle persone e le indirizzano verso falsi obiettivi. Poi qui rasentiamo il ridicolo: un liberista e legalitario come Travaglio ha i fan di “sinistra”, quelli che dovrebbero essere sensibili su certi temi come l’ingiustizia, le carceri e l’emarginazione sociale. No, davvero! Il suo editoriale è un insulto all’intelligenza di tutte quelle persone che si battono contro il malato sistema carcerario, poiché trasuda ipocrisia, mista a disinformazione. Poi quanti commenti istintivi, sena un pizzico di raziocinio. Travaglio è diventato popolare grazie alla nostra mediocrità. Per concludere, vi riporto una lettera che scrisse Sole, l’argentina Maria Soledad Rosas, che si suicidò in carcere. Lei, Baleno (Edoardo Massari) e Pelissero erano tre giovani anarchici e squatters che nei primi anni ’90 furono vittime di un complotto giudiziario e istituzionale. Accusati ingiustamente di avere compiuto azioni ecoterroristiche nel torinese, subirono una terribile gogna mediatica che portò al suicidio di Sole e Baleno e la condanna di Pellissero (non per associazione terroristica):

<<Compagni la rabbia mi domina in questo momento. Io ho sempre pensato che ognuno è responsabile di quello che fa, però questa volta ci sono dei colpevoli e voglio dire a voce molto alta chi sono stati quelli che hanno ucciso Edo: lo Stato, i giudici, i magistrati, il giornalismo, la T.A.V., la polizia, il carcere, tutte le leggi, le regole e tutta quella società serva che accetta questo sistema. Noi abbiamo lottato sempre contro queste imposizioni e per questo siamo finiti in galera. La galera è un posto di tortura fisica e psichica, qua non si dispone assolutamente di niente, non si può decidere a che ora alzarsi, che cosa mangiare, con chi parlare, chi incontrare, a che ora vedere il sole. Per tutto bisogna fare una “domandina”, anche per leggere un libro. Rumore di chiavi, di cancelli che si aprono e si chiudono, voci che non dicono niente, voci che fanno eco in questi corridoi freddi, scarpe di gomma per non fare rumore ed essere spiati nei momenti meno pensati, la luce di una pila che alla sera controlla il tuo sonno, posta controllata, parole vietate. Tutto un caos, tutto un inferno, tutto la morte. Costì ti ammazzano tutti i giorni, piano piano per farti sentire più dolore, invece Edo ha voluto finire subito con questo male infernale. Almeno lui si è permesso di avere un ultimo gesto minimo di libertà, di decidere lui quando finirla con questa tortura. Intanto mi castigano e mi mettono in isolamento, questo non solo vuol dire non vedere nessuno, questo vuol dire non essere informata di niente, non avere nulla, neanche una coperta, hanno paura che io mi uccisa. Secondo loro il mio è  un isolamento cautelare, lo fanno per “salvaguardarmi” e così deresponsabilizzarsi se anche io decido di finire con questa tortura. Non mi lasciano piangere in pace, non mi lasciano avere un ultimo incontro con il mio Baleno. Ho per 24 ore al giorno, un’agente di custodia a non più di 5 metri di distanza. Dopo quello che è successo sono venuti i politici dei Verdi a farmi  le condoglianze e per tranquillizzarmi non hanno avuto idea migliore che dirmi: “adesso sicuramente tutto si risolverà più in fretta, dopo l’accaduto tutti staranno dietro al processo con maggiore attenzione, magari ti daranno anche gli arresti domiciliari”. Dopo questo discorso io ero senza parole, stupita, però ho potuto rispondere se c’è bisogno della morte di una persona per commuovere un pezzo di merda, in questo caso il giudice. Insisto, in carcere hanno ammazzato altre  persone e oggi hanno ucciso Edo, questi terroristi che hanno la licenza di ammazzare. Io cercherò la forza da qualche parte, non lo so, sinceramente non ho più voglia, però devo continuare, lo farò per la mi dignità e in nome di Edo. L’unica cosa che mi tranquillizza sapere è che Edo non soffre più. Protesto, protesto con tanta rabbia e dolore>>.  

Sole

Damiano Aliprandi da AgoraVox”     7/02/2012

————–

Ogni giorno vengono cementificati 75 ettari di superficie. Con questo ritmo l’Italia tra 50 anni, non avrà più terreni coltivabili, anche perché il nostro Paese non è molto esteso territorialmente. Credo che andrebbe fermata ogni nuova costruzione, e cambiati i piani regolatori, da orizzontali a verticali, sfruttando solo le aree dove si è già costruito. Ormai anche nei Paesi a forte pericolo sisma, si costruiscono palazzi di 20-30 piani. Il Giappone ne è l’esempio. In Italia si costruisce più per tenere in piedi l’economia, che per reale necessità di case, perché ci sono alcuni milioni di appartamenti e ville vuoto, si presumono da due a cinque milioni. In Germania chi ha una casa vuota, paga 200 euro al mese di tassa, così sono costretti ad affittarli. Se venisse fatta in Italia, non solo si incamererebbero i miliardi di una manovra finanziaria, ma si impedirebbe di costruire perché poco conveniente.  –  8/02/2012

———-

Ho finito di leggere la biografia di Claudio Lavazza “Pestifera la mia vita”. Ribelle, anarchico e guerriero, latitante per 16 anni, arrestato a Cordova in Spagna nel 1996, dopo un conflitto a fuoco con la polizia, dove morirono due poliziotte. Quello che mi ha colpito favorevolmente è stata l’analisi della sua vita, la conclusione è stata di avere realizzato quasi tutti i sogni che aveva. Se fosse rimasto al suo Paese non avrebbe realizzato nessuno, pertanto afferma senza dubbio che anche se potesse tornare indietro non cambierebbe di una virgola il percorso che aveva scelto oltre 30 anni prima. Mi è diventato molto simpatico, anche perché faceva parte di un gruppo che si interessava delle carceri e dei carcerati, e tra le tante cosse partecipò alla liberazione di due persone nel carcere di Frosinone nel 1981. Da latitante non ha dimenticato di aiutare economicamente le famiglie degli amici che erano in carcere. La sua generazione ha cercato di migliorare il mondo, ma purtroppo un potere troppo forte e il metodo usato, la sconfitta era inevitabile. Alla sua età, quel contesto, anche io avrei fatto pari pari quello che ha fatto lui, perché come lui anche io vedevo bianco e nero, e nella vita ci sono altri colori. Auguro a Claudio di uscire presto. In Spagna non c’è la barbara pena dell’ergastolo.  –  9/02/2012

———

Mi hanno scritto i compagni di Radio Onda Rossa, per informarmi che hanno tradotto il testo “La colonna infame” in inglese. Ora l’hanno mandato in Inghilterra per farlo visionare da compagni di madre lingua inglese, dopo sarà lanciato nella rete, così possono leggerlo in tutto il mondo. La nostra unica arma è di fare conoscere all’estero, e in special modo in Europa, l’infamia delle leggi emergenziali italiane, così i politici non potranno più negare e nascondersi dietro la solita frase che l’Italia è la culla del diritto, quando invece da 30 anni è stato seppellito il diritto sotto una pesante lapide.  –  10/02/2011

————

Ho finito di leggere la rivista Nunatak, uno degli articoli mi ha colpito molto. Una persona dà tre fagioli donategli da un’anziana, ha salvato una varietà di fagioli della montagna in Valsassina. Li ha coltivati i regolati ai suoi amici, quando è stato sicuro di averli salvati, ha pensato di mangiarli, nello scritto si sente tutta la sua soddisfazione. Questo racconto è integrato con quello che stanno facendo le multinazionali, brevettano gli alimenti, e anche l’Unione Europa glielo permette. Questo permetterà ancora di più in futuro che le popolazioni mondiali saranno sempre più sudditi e i potenti sempre più potenti. Con questi brevetti, in India le multinazionali hanno creato danni enormi, mandando in rovina milioni di contadini, alimentando migliaia di suicidi e inaridendo con i pesticidi milioni di ettari di terreno. Bisogna fermare questa politica criminale di brevettare le culture per l’alimentazione.  –  11/02/2011

———–

Ieri mi è arrivato l’ultimo libro di Carmelo Musumeci, “Undici ore d’amore di un uomo ombra”. C’era anche il CD con la canzone “Morire tutti i giorni” è una canzone sull’ergastolo adattato per musicarlo. Lo hanno fatto i 99 Posse, l’ho ascoltata con piacere, molto bella e vibrante. Il libro l’ho letto subito ieri sera. L’ho trovato ottimo. Sa toccare le corde dei sentimenti e della nostra situazione, ergastolani destinati a morire in carcere. Ho corrispondenza con lui, ma riesce lo stesso a sorprendermi con i suoi libri. Mi sono commosso nell’immaginarmi le sue emozioni in quelle 11 ore di felicità. Con piacere ho letto la prefazione di Barbara Alberti. E’ molto brava nel rappresentare il suo pensiero, una grande donna, libera e con le palle. L’unico difetto è che la vediamo diametralmente opposto su Roberto Saviano.  –  12/02/2012

———-

Ho finito di leggere la rivista bimestrale “Ristretti orizzonti”, scritto dai detenuti del carcere di Padova. Ho letto una notizia che non avevo appreso da nessuna parte, eppure riguardava prettamente noi detenuti. Ormai certi politici non mi stupiscono più, perché sono capaci di tutto e di più. Il deputato de PDL Rocco Girlanda ha proposto una legge a cui hanno aderito altri 18 parlamentari. Propone la creazione di riflettori comuni all’interno delle carceri e di conseguenza l’eliminazione dei fornellini dalle celle. I vantaggi elencati dal deputato sarebbero i seguenti: 1) Eliminazione delle bombolette del gas per evitare che i detenuti lo sniffino e usino il gas per suicidarsi, ciò consentirebbe un elevato standard di sicurezza dei detenuti.  2)Si agevolerebbero le operazioni critiche per gli agenti, e si aumenterebbe la sicurezza dei detenuti.  3)Si favorirebbe la socialità e il recupero, consentendo agli agenti di osservare meglio i comportamenti dei detenuti.  4)Si eliminerebbe la disparità tra i reclusi, in quanto non tutti hanno soldi per acquistare del sopravvitto. Il deputato suggerisce che nei progetti delle nuove carceri da costruire vengano inseriti i riflettori, mentre per le carceri esistenti si potrebbe “con facilità riconvertire spazi non utilizzati, come magazzini e palestre”. L’Italia ha cervelloni simili e non li valorizza come meritano. Mi viene il magone a pensare in che mani siamo. Non ho mai letto tante scemenze tutte insieme. Sono certo che questo signore non conosce le carcere e non c’è mai entrato, perché non si sarebbe inventato una stupidaggine del genere. Nelle carceri non ci sono spazi, sono stati tutti occupati dal sovraffollamento. Questo signore vorrebbe occupare anche quel poco che è rimasto, per una assurdità partorita dal nulla che è la persona. Qualcuno dovrebbe dirgli che il 95% dei detenuti che si suicidano, lo fanno impiccandosi, il restante è diviso tra psicofarmaci, tagliarsi le vene  e qualcuno con il gas, ma più ch suicidarsi con il gas, sono incidenti dei tossicodipendenti che lo sniffano per stordirsi. Il deputato non spiega a cosa si riferisce quando menziona “operazioni critiche degli agenti” e in cosa consiste la sicurezza dei detenuti. E’ singolare che vedendoci mangiare, gli agenti ci osserverebbero meglio nei nostri comportamenti, e noi detenuti socializzeremmo meglio. Dopo tanti anni questo mi era sfuggito, non si finisce mai da imparare da questi politici. Meno male che possiamo comprarci qualcosa e cucinarlo, perché con il vitto dell’amministrazione saremmo alla fame. Non si può fare molto con i 3 euro stanziati dal ministero. Per fortuna tra di noi c’è umanità e solidarietà, anche se hanno fatto di tutto per eliminarla. Comprendo il deputato, essendo che vive tra le jene, ma noi non siamo i suoi colleghi del Parlamento. Togliendoci il fornello ci verrebbe impedito anche di farci un caffè, un the, una camomilla, riscaldarci un po’ di acqua per farci la barba e lavarci per la nostra igiene personale. I detenuti stanno sopportando di tutto e di più, credo che una scintilla del genere possa innescare una reazione a catena, con proteste molto forti. Dalle mie parti si dice “a pazziella mane e creiature”.. il giocattolo in mano ai bambini, questo siamo diventati in mano a questi incompetenti e ignoranti dei politici.  –  13/02/2012

———–

Ieri sera è finito il film su Rai Uno “Il generale dei Briganti”, erano due puntate, incentrate sulla figura di Carmine Cracco Donatello. Credevo che avessero fatto il solito polpettone “buoni e cattivi” che traspariva razzismo antimeridionale. Questa volta hanno equilibrato le parti, anche se non hanno rappresentato la realtà storica per intero, perché avrebbero dovuto dire verità che ancora oggi inorridiscono per la loro crudeltà. Hanno romanzato quel periodo storico e distorte alcune verità, per addomesticare l’annessione del Meridione. Non credo che toglieranno il segreto di Stato su quel periodo. I piemontesi sono stati spietati fino alla fine, tutti i partigiani del Sud (briganti), quelli che non sono stati uccisi a sangue freddo, come permetteva la famigerata e infame legge Pica, li hanno fatti morire in carcere. Carmine Cracco, vista l’inutilità  della lotta perché ormai sconfitti, si rifugiò nello Stato della Chiesa, il Cardinale che aveva i contatti con gli insorti del Sud, gli rubò i soldi che aveva con sé, oltre 20.000 lire dell’epoca, e lo fece mettere in prigione. Con la caduta di Roma nel 1870 nelle mani dei piemontesi, ci finì anche lui. Durante i processi, le popolazioni della Lucania (attuale Basilicata) l’acclamavano come un eroe. Lo condannarono all’ergastolo, dopo 35 anni di carcere morì nel 1905 all’età di 75 anni nel carcere di Portoferraio sull’isola di Elba in provincia di Livorno. Era nato a Rionero in Valture, in provincia di Potenza, il 5 giugno 1830 e morì il 18 giugno 1905.  –  14/02/2012

————

Trovo una notizia su un quotidiano, che le grandi testate non hanno riportato. Dopo che avevano glorifica l’ex Presidente Scalfaro, non potevano scrivere che fu lui a cacciare il primo Direttor Generale del D.A.P. degno di questo nome, Nicolò Amato. Il secondo è stato l’ex Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze Alessandro Margara, licenziato dal Ministro della giustizia Oliviero Diliberto, per far posto a Giancarlo Caselli, che oscurò questo ruolo, con lui, e neanche dopo si è visto più luce al D.A.P., l’ha inquinato a tal punto che ci vorrebbe una bonifica ambientale. Oscar Luigi Scalfaro è stato il peggior Presidente della storia repubblicana, e queste notizie danno certezze alle mie convinzioni che derivano dai suoi comportamenti e alle tante decisioni della sua vita.  –  15/02/2012

————

Franco Ionta, ex capo del D.A.P., ha rilasciato un’intervista che condiviso, tranne un punto. Il problema è che i fatti non rispecchiano il pensiero, perché se la consapevolezza dei suoi concetti, dovrebbe spiegare perché non ha fatto niente per metterli in pratica. Asserisce che non è un problema di sovraffollamento, è anche un problema di dignità della detenzione. Quando una persona si trova in una struttura penitenziaria, ne devono essere salvaguardate la vita, la salute e la dignità. Dormire è condividere gli ambienti igienici con troppe persone rende inaccettabile anche la quotidianità. Lo svolgimento ordinario della vita, non dev’essere ostacolato da un’eccessiva promiscuità. La cessazione della libertà non può essere accompagnato da un di più. Il carcere non può essere un contenitore del disagio sociale. Condivido tutto tranne il punto dove afferma”non dico che debba esserci una cella per ogni detenuto”. La Commissione per la prevenzione della tortura, ha stabilito che ogni detenuto deve avere almeno 7 metri quadri, al di sotto di questo spazio diviene tortura. Tutte le carceri costruite negli anni ’80 sono con celle con singole, perché si uniformavano alle direttive europee. La dignità della persona e della detenzione, che conservi la vita e la salute, possano essere salvaguardate solo le celle singole, perché esse mantengono integre la libertà e la vivibilità, impediscono la promiscuità e anche il contagio di malattie. Purtroppo anche Ionta, come commissario dell’edilizia carceraria, il famoso “piano carceri” dell’ex ministro della giustizia Angelino Alfano, ha fatto costruire i nuovi padiglioni con celle di 3-4-5 posti, che in breve tempo saranno raddoppiate e triplicate. Tutti le nuove carceri dovrebbero essere costruiti con celle singole, e le vecchie carceri ristrutturate adeguandole con celle per ogni detenuto.  –  16/02/2012

————–

Ho finito di leggere il giornalino “Mondo a quadretti”, scritto dai detenuti del carcere di Fossombrone (Pesaro). C’è uno scritto sulla situazione carceraria  e c’è il succo di un comunicato del sindacato SI.DI PE… Sindacato Direttori Penitenziari, datato 7 novembre 2011 a firma del Segretario e del Presidente Nazionale. Allego per intero lo scritto perché merita di essere letto.

————

Posso comprendere tutte le problematiche del sovraffollamento, del mettere insieme l’alimentazione con 3 euro al giorno, la scarsità dei medicinali, mancanza di lavoro e quel poco pagato con mercede da schiavi, ecc., ma c’è anche il rovescio  della medaglia, perché i Direttori sono i comandanti in capo del carcere che dirigono, pertanto ogni decisione viene presa da loro. Tutte le limitazioni, l’oppressione dei diritti, la violazione del codice penitenziario e il dispotismo sulla vivibilità interna, sono le dirette conseguenze delle loro disposizioni, pertanto dovrebbero fare mea culpa prima di lavarsi le mani dei loro atti e indicare colpevoli, perché le carceri somigliano a chi le dirige. Le carceri sono i luoghi più illegali del Paese, questo è dovuto alla loro complicità nell’uso illegale dei regolamenti. Quelli che subiscano questo stato di cose, siamo noi detenuti, essendo privi di tutela da parte delle istituzioni.  –  17/02/2012

————

Giuseppe Gulotta, dopo 36 anni è stato riconosciuto innocente, dopo averne scontati 21 in cella. La sua fortuna è stata che un sottufficiale dei carabinieri in pensione, su un altro procedimento ha raccontato le torture a cui furono sottoposti Gulatta e gli altri quattro ragazzi, tra cui due erano minorenni, costringendoli ad autoaccusarsi della morte di due carabinieri nella caserma di Alcamo. Il sottufficiale ha taciuto per 36 anni, poteva evitare tante sofferenze a quei ragazzi. Uno fu trovato impiccato in cella dopo pochi mesi in modo molto sospetto; un altro è morto; gli altri due sono latitanti in Sud America. Vite spezzate e distrutte, perché furono scelti come colpevoli; i carabinieri non sono mai andati per il sottile, ne conosco i metodi, avendoli sperimentati di persona. Non mi meraviglio di queste notizie, anzi paradossalmente ritengo Gulotta fortunato, lo sono in pochi in Italia, perché per avere una revisione del processo è un’impresa ardua, per questo  motivo si contano sulle dita di una mano, c’è anche il forte ostracismo della magistratura perché ritiene  le revisioni una “lesa maestà”. Gli stessi metodi vengono usati dalle procure della D.D.A. con repressioni psicologiche e torture del regime del 41 bis; un tempo venivano mandati nelle “Cayenne italiane- Pianosa e Asinara” per ammorbidirli, creando tanti “Scarantini”.  –  18/02/2012

————

Dopo che mi hanno dipinto la cella, sono ritornato di nuovo nei miei “alloggi”, ho lavorato una giornata intera per lavarla e mettere a posto la mia realtà è stata una faticaccia, ma ne voleva la pena, ora sembra che c’è più luce e dà l’impressione di essere più pulito. Sono stato appoggiato nel cameroncino, ospite di Raffaele e Rocco, due simpaticoni, bravi e onesti e nell’animo. Rocco pascolava le pecore, e ha in sé la saggezza millenaria dei pastori, è in carcere da circa 20 anni, deve scontare altri 3 anni e aspetta che la Cassazione gli faccia applicare i 3 anni di indulto del 2006. L’unico difetto è che è tifoso dell’Inter ed è convinto che ne capisce di calcio. Raffaele abita in un paese di montagna e pascolava le capre. In lui è insita la saggezza del montanaro e del pastore. In estate uscirà a fine pena, dopo 15 anni di carcere, gli faranno scontare fino all’ultimo giorno. L’unico difetto è che è tifoso dell’Inter. I politici, i media e i Savonarola del circolo giustizialista, si lavano la bocca citando sempre “la certezza della pena”, quando c’è ed una delle poche cose serie in vigore in Italia. Ho trascorso dieci giorni piacevoli e in armonia, l’unico inconvenienti e che hanno fatto mangiare tanto.  –  19/02/2012

————-

Ci hanno messo le tv nuove, quasi a tutta la sezione, sono quella LED, l’unico problema e che se non sei in piano con la TV, con i tuoi occhi, non si vede niente, viceversa quella di prima-vecchi TV- in qualunque posizione si vedeva. Un agente mi ha detto che lui ne ha una uguale a casa, ma che usa come computer. In questa TV, hanno interrotto tante prestazioni, tra cui quella del computer, facendoci usare la TV anche come computer, bastava una tastiera, un mouse e un hard disk esterno, e tutti potevano avere il computer, bisognava comprare anche la stampante ed avevamo tutto. Albert Einstein diceva che: “la responsabilità rende complicato il male e semplice bene”. Fino a quando la pena è improntata sulla punizione e la repressione si cerca solo di contenere e limitare i detenuti, invece che dargli fiducia e responsabilizzarli.  –  20/02/2012

——————–

Leggo su un giornale anarchico di Siracusa, che un detenuto in regime di tortura del 41 bis, ha fatto un’istanza di reclamo al Magistrato di Sorveglianza perché gli impedivano di fare la doccia nei giorni festivi. Il magistrato accoglieva il reclamo, perché l’art. 8 dell’Ordinamento Penitenziario stabilisce che la doccia è quotidiana, anche la domenica e durante le festività. Ho pensato a noi detenuti qui a Catanzaro, c’è una disposizione del 2007, che la doccia si può fare tre volte la settimana. Il 29 giugno 2009, fu varato il regolamento interno, in cui si stabiliva che i detenuti che si svolgevano attività ginniche potevano farsi la doccia. Fino ad oggi ancora deve essere emanata una disposizione che stabilisca senza equivoci che la doccia ci tocca per diritto tutti i giorni. Si vocifera che stanno decidendo per emanare questa disposizione; sono dodici anni, dall’emanazione del nuovo Regolamento di Esecuzione, che lo doccia quotidiana è un fatto acquisito, qui a Catanzaro ne stanno ancora discutendo.  –  21/02/2012

Lettere dal di fuori.. da Pamela a Carmelo

Per la rubrica Lettere dal di fuori -nata da una idea di Carmelo Musumeci- pubblico oggi una lettera della carissima Pamela a Carmelo. 

Pamela oggi fa il compleanno.. fortissimi auguri da me, da tutti gli amici del Blog e dell’associazione.

———————————————-

Roma, 8 novembre 2011

Ciao, carissimo Carmelo!

Spero tu stia bene! Ho ricevuto settimana scorsa la tua ultima lettera carica di buone notizie… Che felicità! Sapessi come viene fuori dalle tue parole tutta la tua forza interiore, il tuo cammino sta andando avanti portando ottimi risultati! E di questo, credimi, ne sono veramente tanto tanto tanto fiera!

Hai visto da dove ti scrivo? Ebbene, l’ennesimo trasloco!

Da Londra, come forse ti ho già detto, ho deciso di ricominciare tutto da un nuovo inizio. Bel lusso  mi sono concessa! Scherzi a parte,  ma come tu mi insegni, da ogni sconfitta bisogna sapersi rialzare ricominciare (o continuare, dipende fin quanto in basso si è caduti). Io ho ritenuto necessario ricominciare tutto. Ho ritenuto necessario fare dei passi indietro non indifferenti (e credimi, sono ancora abbastanza frustata per questo), per poi ricominciare a farne in avanti magari con un passo più saldo stavolta, con maggiore convinzione e maggiore fermezza. Inoltre, questa volta, ricomincio da sola. E ti dirò, non sono dispiaciuta di questo. “L’amore è una cosa meravigliosa” cantava qualcuno, ma io sono convinta che finché non si impara ad amare se stessi e la propria vita in toto, non si può né amare né essere amati da altre persone.

Dunque, si riparte! Sempre pronti a ripartire (o no?).

Il tuo sito è arrivato puntuale, come mi avevi anticipato. Sapessi che bello che è cliccare il tuo nome e arrivare ad una pagina dedicata totalmente a te, con tutti i tuoi lavori, i tuoi scritti, il tuo mondo!

L’altro giorno ho ricevuto un messaggio da un mio amico che mi chiedeva: ma il vero Carmelo Musumeci? Cioè, quello con cui ci stai massacrando i c°°° da mesi? Che ridere! Questo perché non faccio altro che postare link a tutti i miei amici in internet per informarli sia in generale, sia sui casi che riguardano la (mala) detenzione, sia su di te personalmente.

Mi dispiace che tuo figlio abbia perso il lavoro, se non ricordo male lui è anche padre e posso capire la tragicità della situazione. Hai purtroppo ragione: qua fuori non è poi così semplice… Attualmente nemmeno io sto ancora lavorando. Conto di tornare a breve a scuola, prima insomma di rimanere senza nemmeno un soldo in tasca.

Spero che le cose si sistemino per tuo figlio! Anzi, spero nel frattempo che si siano già sistemate! Lui vive in Umbria?

A proposito di figli tuoi, te l’avevo detto che avevo visto in foto te e tua figlia e l’h0 trovata veramente molto bella? Tra l’altro, se non ricordo male, mi dicevi che siamo coetanee.

Mi entusiasma molto tutto il rumore di questi ultimi tempi… anche la canzone dei 99 posse è molto bella… chiaramente non poteva essere diversamente, data l’intensità del testo! Sono tanto contenta per quello che stai riuscendo a sollevare! Certo, ancora chi dovrebbe muoversi più di tutti (la giustizia) non sta muovendo un passo o, se ne sta facendo, è nel verso sbagliato! Ma noi dobbiamo rimanere fermi nelle nostre convinzioni e andare avanti! Procedere sicuri e senza mai abbassare la testa. E parlo di noi non a caso! Ognuno di noi, nel proprio mondo e nella propria realtà deve tirare diritto mirando al proprio obiettivo senza lasciarsi mai prendere dallo sconforto.

Spero di riuscire anch’io presto a darti qualche buona notizia riguardo me e i miei progetti. Per adesso, ancora, mi sto muovendo tanto e sto stabilendo diversi contatti che spero mi torneranno utili al momento giusto.

Intanto ti mando un abbraccio stracarico di affetto!

Non dimenticare mai quanto ti voglio bene.

A presto

Pamela

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, di Carmelo Musumeci

 Una lirica bellissima scritta dal nostro Carmelo Musumeci, per il compleanno della figlia.

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, in questi anni le lacrime versate per te sono state le più belle.

Spesso il tuo amore è più forte di me, della malinconia, della tristezza e della sofferenza.

Amore Bello, perdonami se non sono stato il padre che avrei voluto essere.

 

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, tutte le notti il mio cuore, seppur coperto da sbarre, inferriate e cemento armato, scappa da me e dalla mia cella per venirti a trovare.

Molti uomini ombra pensano spesso alla morte perché è la loro unica via di fuga, io piuttosto penso a te, perché sei la mia ragione di vita.

Tesoro, perdonami se non sono stato un padre come tutti gli altri.

 

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, il tuo amore mi ha sempre dato la forza di combattere e di non arrendermi.

Il mio mondo e il mio futuro stanno scomparendo insieme alla mia vita, eppure io ti amo come il primo giorno che mi hanno portato via da te.

Barbi, perdonami se sei cresciuta senza di me accanto.

 

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, molti ergastolani hanno bisogno della speranza per vivere, io invece ho solo bisogno del tuo amore.

Per resistere all’Assassino dei Sogni e per soffrire di meno molti uomini ombra cercano di dimenticare quello che erano, io invece per resistere cerco di ricordarmi che ero un uomo libero.

Figlia mia, perdonami se sono più di venti anni che non riesco a darti il bacio della buona notte.

 

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, oggi ho afferrato con le mani le sbarre della mia cella, le ho strette forte, mentre il mio cuore provava inutilmente a spezzarle.

Vita mia, perdonami se non riuscirò mai a uscire.

E grazie di esserti tatuata: “Divisi da sempre, uniti dall’anima”.

Il mio cuore ti ama, io pure.

Tuo papà.

 

Carcere Spoleto,  Febbraio 2012

CARMELO MUSUMECI

www.carmelomusumeci.com  

Diario di Pasquale De Feo 22 dicembre – 21 gennaio

Eccoci con uno degli appuntamenti più importanti di questo Blog. Il diario mensile di Pasquale De Feo.

Ogni mese Pasquale ci invia l’insieme delle sue annotazioni, riflessioni, considerazioni, raccolte giorno per giorno. E ciò che ne viene è un piccolo libro, carico delle curiosità, delle indignazioni, dei sogni, dei drammi, delle rabbie, delle intuizioni, e delle speranze di un uomo.

Anche se il carcere resta sullo sfondo, e lambisce sempre ciò di cui si parla, tuttavia il suo scrivere non è uno scrivere “istituzionalizzato”, ovvero da detenuto normalizzato dall’istituzione carceraria, e reso sempre più accondiscendente, più pigro, più apatico.

Qualcuno naturalmente pensa che Pasquale non si abbastanza “maturo”, che i 32 anni scontati (sommando ogni detenzione) non bastano, che ha bisogno magari di.. qualche altro decennio? Pasquale avrà le sue rigidità come tutti. Avrà opinioni anche più che contestabili, come tutti. Ciò non toglie che è altro che devi vedere per valutare il percorso e le prospettive di un uomo.  Capire l’essenza di una storia, di uno studio, di una approccio; e vedere all’opera una volontà e un cuore, e.. immaginare il futuro. 

Davvero lui ha ancora qualcosa da fare là? Non vedete quanta esplosione aha dentro di dare, fare, osare, amare.. lasciare un segno suo nella vita, stringere un parente, vivere una stagione di dignità? Per voi non è abbastanza? O è sempre meglio non esporsi con valutazioni troppo positive, specie con detenuti “scomodi”. Ance con una valutazione positive il suo  percorso avrà altri ostacoli, ma almeno è già qualcosa. 

Certo non è docile, e non sarà l’anima della festa.. ma non è questo che dovete valutare. Non è questo che è vostro dovere valutare. Ma l’Uomo che adesso è, la sua coerenza interiore, il suo impegno, la sua volontà di dare. Questo è un cavallo che scalpita, e rischia di non potere MAI fare UNA corsa. E sta anche a chiunque può fare una valutazione e dire UNA parola, prendersi la responsabilità di ciò che accade ad un essere umano. Tre parole… una frase..  da ricordare.. PRENDERSI UNA RESPONSABILITA’.. basterebbe questo, alle volte.

In genere, prima di dare il via al testo del diario, cito una seri di momenti, ma stavolta non cito niente. Stavolta lo spazio della premessa ho voluto tutto dedicarlo a questa piccola lancia spezzata per Pasquale.

Il denaro è quello che avete imparato a conoscere, ricco di ispirazioni, dove la dignità degli armeni si accompagna all’elogio delle tecnologie alternative, lo sguardo crudo sulla politica  ai meccanismi dementi della burocrazia penitenziaria, la pedofilia nella chiesa al Mullah Omar in Afghanistan e tanto altro.

Ho detto che non avrei fatto alcuna citazione  stavolta. Ma una.. una voglio farla.

Si tratta di un momento che Pasquale ha dedicato al grande Padre Celso, una vera istituzione in un carcere famigerato -e con un bel pedigree di brutalità, inefficienza, e ottusità accumulato nel corso degli anni- quale è il carcere di Parma. Padre Celso è una figura amatissima, sempre presente, e che si è conquistata la gratitudine e l’ammirazione di tutti i detenuti. In occasione del suo compleanno, si è voluto pubblicare un libro contenente lettere scritte, per lui, da circa duecento persone che lo hanno conosciuto e gli vogliono bene.

Questa è la “lettera” di Pasquale che verrà inserita in quel libro:

“Mio caro brigante, conoscerti è stato un generoso dono della vita, una luce nel buio del mio quotidiano. Le tue visite condite da dibattiti non puerili, stimolavano la mia perseveranza a continuare ad essere me stesso. La tua costante presenza alimenta da una fede genuina teneva vivi i miei sentimenti, che dopo tanti anni il luogo tende ad appannarli, la tua persona era diventata un punto fermo, ma il trasferimento ha spezzato l’incantesimo. Rimani lo stesso uno dei miei pilastri, con un posto speciale nel cuore e vivrai in eterno nel mio cuore. Sei un grande, meriteresti gli altari, perché un grande lo è nella costanza del quotidiano, nell’aiutare tutti, principalmente gli ultimi della scala sociale. Ti auguro di passare tutti gli anni che ti restano in salute e nella continuità della tua opera. Auguri di buon compleanno. Ti terrò sempre nei miei pensieri migliori, e presente nelle mie decisioni, ti stimerò sempre come uomo e ti vorrò bene come amico. Ti abbraccio forte con fraterno affetto e che la pace di Gesù che ti anima, rimanga sempre nel tuo cuore. Tuo amico, Pasquale”. (27 dicembre)

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. detenuto a Catanzaro.. mese di dicembre.

——–

Il 17 dicembre avevo scritto dell’ultima circolare del Ministero, riguardando le celle aperte nei reparti dei detenuti comuni “media sicurezza”.

I colori che classificano i detenuti con la nuova circolare non sono tre come ho scritto, ma bensì quattro: bianco, verde, giallo e rosso. Avevo dimenticato il giallo che avevo confuso con il rosso.

I bianchi sono aperti.

I verdi altrettanto, con qualche distinguo.

I gialli possono essere tenuti aperti dopo attenta osservazione.

I rossi devono restare chiusi.

Hanno creato altra burocrazia.

Purtroppo che scrivono queste circolari neanche lo conoscono il carcere. La maggior parte di loro hanno solo contribuito a riempirli, essendo dei PM.

Se in una sezione ci sono i detenuti di tutti e quattro i colori, immagino la confusione e la discriminazione che si creerà.

Invece di semplificare le cose, non fanno altro che complicare. Se volevano fare un progetto fatto bene, dovevano aprire tutte le celle, senza lacci e lacciuoli, non solo la media sicurezza, ma anche l’alta sicurezza composta da AS-1,-2,-3.

I carceri stanno scoppiando, ci sono delle situazioni da creare vergogna di fronte all’Europa, invece di agevolare l’apertura del sistema, non solo delle celle,  ma delle carceri in generale, creano complicazioni e alimentano la discriminazione tra detenuti.  –  22/12/2011

—–

La Norvegia ha 5 milioni di abitanti, nelle sue carceri ci sono 3200 detenuti. Lo Stato spende due miliardi di euro ogni anno.

In Italia i detenuti sono 69.000, più di 20 volte quelli della Norvegia, il nostro Stato spende 2,2 miliardi di euro l’anno, la stessa cifra della Norvegia.

Il confronto con la Norvegia è mortificante. Lo Stato italiano dovrebbe spendere più di 40 miliardi di euro l’anno per parificare la cifra norvegese.

Inoltre la maggior parte dei 2 miliardi vengono impiegati per pagare gli stipendi, un esercito che tra polizia penitenziaria e impiegati civili superano i 69.000 unità dei detenuti.

Purtroppo la realtà non viene mai a galla, perché i media riportano pari-pari quello che vogliono i detentori del potere effettivo  al Ministero della Giustizia, che non sono né i ministri né i sottosegretari di turno.

Questa situazione sia di sovraffollamento e di mancanza di fondi adeguati, dovrebbe agevolare e consentire delle forme moderne e aperte, invece prevale solo il contenimento, la repressione e l’esclusione, con l’onnipotente “sicurezze”, tutto ciò nel tempo alimentano la recidiva, come in una catena di montaggio. Fino a quando al Ministero daranno la possibilità di far comandare sempre le stesse categorie di persone, non cambierà mai niente.  –  23/12/2011

———-

Stamane è passato il Commissario della polizia penitenziaria per gli auguri di Natale, siamo rimasti tutti sorpresi, perché quando passa non saluta mai nessuno, né i detenuti né gli agenti. A noi non ci cambia la vita il suo saluto, ma queste forme di educazione per affermare una civile convivenza servono in ogni comunità, e fanno stare bene a tutti. L’educazione e le regole sono la base della rieducazione, ma queste devono essere rispettate da tutti, viceversa pretenderli solo dai detenuti e imporglieli soo come doveri e tramutare i diritti  in concessioni, non fanno che alimentare rabbia contro il mondo intero.  –  24/12/2011

——-

Oggi è Natale. L’ultimo che ho trascorso a casa, nel 1979, risale a 32 anni fa. Ricordo che eravamo tutti a tavola e c’era la solita confusione.  Mia sorella, la più piccola, aveva tre anni. Ora ha due figlie, di cui uno quasi diciottenne. Mia madre, come al solito, indaffarata alla cucina. Lei era felice ogni volta che ci teneva tutti sotto i suoi occhi, e ci  rimpinzava per tenerci a tavola il più possibile. Mi sembra un secolo, la cosa più strana è che diventano un vago ricordo le sensazioni che provavo durante le feste. Credo che un giorno che le rivivrò, salterà il tappo che le tiene soffocate, sarà come i fuochi d’artificio, ed esploderanno in tanti colori.  –  25/12/2011

——–

Ci hanno dato tre giorni di socialità il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio-Capodanno. Siamo in otto a mangiare, perché insieme ai miei compagni andiamo nel camerone che sono in cinque. La socialità è caratterizzata per quattro persone, andando tre di noi nel camerone, siamo in regola. Sono state due belle giornate, anche se ho mangiato tanto. Ma quando si sta in compagnia non pensi alle calorie che mandi giù, pensi esclusivamente a stare bene e a passare le ore concesse di socialità in armonia e allegria; per avere la spensieratezza di non pensare al luogo in cui ti trovi, almeno per quelle poche ore. L’anno scorso sparavano tanti botti, quest’anno  si sente la crisi economica anche in questo. Si sentono pochi botti. Forse è un buona cosa, meno danni alle persone e alle cose, inoltre la gente può usare i soldi per cosi utili.  –  26/12/2011

——-

Mi ha scritto Padre Celso, il parroco del carcere di Parma. Le sue parole sono molto belle, mi ha ringraziato per la lettera per il compleanno, che è stata  inserita nel libro che i volontari di Parma hanno creato con le lettere di duecento  persone, tutti quelli che gli vogliono bene. Gli ho scritto questa lettera che riporterò. Lo chiamo “brigante” in modo simpatico, e lui mi chiama delinquente.

“Mio caro brigante, conoscerti è stato un generoso dono della vita, una luce nel buio del mio quotidiano. Le tue visite condite da dibattiti non puerili, stimolavano la mia perseveranza a continuare ad essere me stesso. La tua costante presenza alimenta da una fede genuina teneva vivi i miei sentimenti, che dopo tanti anni il luogo tende ad appannarli, la tua persona era diventata un punto fermo, ma il trasferimento ha spezzato l’incantesimo. Rimani lo stesso uno dei miei pilastri, con un posto speciale nel cuore e vivrai in eterno nel mio cuore. Sei un grande, meriteresti gli altari, perché un grande lo è nella costanza del quotidiano, nell’aiutare tutti, principalmente gli ultimi della scala sociale. Ti auguro di passare tutti gli anni che ti restano in salute e nella continuità della tua opera. Auguri di buon compleanno. Ti terrò sempre nei miei pensieri migliori, e presente nelle mie decisioni, ti stimerò sempre come uomo e ti vorrò bene come amico. Ti abbraccio forte con fraterno affetto e che la pace di Gesù che ti anima, rimanga sempre nel tuo cuore. Tuo amico, Pasquale”.  –  27/12/2011

———-

Ho telefonato a casa, mio Padre ha passato Natale con dodici nipoti, due mie sorelle e una cognata, ne sono stato felice. A me piacciono le tavolate con tutta la famiglia, ricordo che l’ultima Pasqua trascorsa fuori –nella casa dei nonni- eravamo quarantasei, fu una bellissima giornata. Mia madre fece andare a tutto vapore il forno  legna, dove cucinò alcuni agnelli, pasta al forno e altre cibarie. Dopo mangiato, andammo a fare un lungo giro nelle campagne circostanti. Mi divertii tanto, l’unico rammarico è che non pensammo di portare una macchina fotografica  per le foto, per averne un ricordo anche visivo. Tempi belli perché il male non ci aveva ancora toccati.  –  28/12/2011

———-

La Francia ha emanato una legge. E’ passata a larga maggioranza. In essa on soltanto riconosce il genocidio degli armeni –d’altronde lo aveva già fatto nel 2001- ma diventa anche reato anche il fatto di negarlo. Reato punito con il carcere fino ad un anno e con una multa fino a 45.000 euro. La Turchia ha fatto subito fuoco e fiamme, ritirando l’ambasciatore e minacciando sfraceli commerciali. Il genocidio degli armeni da parte dei turchi c’è stato. Una montagna di documentazione, tra cui filmati, nell’identico modo del genocidio degli ebrei. Questa negazione non ha motivo di essere, anche se per circa sessant’anni è calata una censura tipo stile sovietica. La Turchia dopo il genocidio degli armeni fece la pulizia etnica dei greci, e in ultimo continua tutt’ora contro quello dei curdi. I curdi, essendo circa quindici milioni, il problema non può essere risolto dai turchi come essi avevano fatto con gli armeni e i greci, sterminandoli e cacciandoli.

Usano l’arma della repressione e il genocidio culturale. Hanno distrutto migliaia di villaggi curdi, e la popolazione è stata deportata nelle periferie delle città turche, alimentando baraccopoli sterminate. Era reato parlare curdo, vietato festeggiare le loro feste, e disconoscevano il popolo curdo chiamandoli  “turchi di montagna”. La Turchia, se non risolve questi problemi, il riconoscimento del genocidio armeno, la questione di Cipro, quella dei curdi, la libertà religiosa e modernizzi il suo codice penale, credo che avrà serie difficoltà ad entrare nell’Unione Europea.  –  29/12/2011

——–

Erano oltre trent’anni che non giocavo a tombola, l’avevo visto fare in TV, ma dal vivo è tutta un’altra cosa. Ieri, con tutta la sezione, in un’aula della scuola, abbiamo giocato a tombola, organizzata da due volontari. Ho passato circa tre ore a giocare a tombola, mi sono accanito come un bambino, è stato molto bello. Sono piccole cose per chi sta fuori, ma qui dentro diventano un evento particolare. Ho fatto una tombola e ho vinto un piccolo panettone, un calendario di Barbanera e una confezione di gel doccia. Abbiamo fatto tre tombole, su diciotto premi ne ha vinto quattordici un compagno di sezione, una fortuna spacciata, qualcosa fuori dal comune. Sarebbe bello poterla fare una volta a settimana tra di noi in sezione, nella saletta della socialità. Proverò a fare una richiesta alla Direzione, non dovrebbe essere un problema, perché è in gioco come un altro. Abbiamo una specie di monopoli che non piace e nessuno ci gioca. La tombola sarebbe diversa.  –  30/12/2011

——-

In Gran Bretagna c’è la Camera dei Lord che non è elettiva, ma i cui membri sono nominati dalla regina e nella maggior parte dei casi un diritto acquisito per via dinastica. Alla luce del sole, in modo esplicito, in Europa, non ci sono realtà simili. Il vicepremier britannico ha presentato una legge per abolire questo privilegio secolare, perché lo ritiene un affronto alla democrazia, essendo che legiferano in nome del popolo, ma non sono eletti dal popolo e non rispondono agli elettori. Auguro ai politici di vincere questa lotta eliminando questa vergognosa consuetudine aristocratica. Per il nuovo anno mi auguro che tutti questi privilegi, in ogni Stato del mondo, che calpestano la dignità dei cittadini, vengo aboliti.  –  31-12-2011

 

——–

Un’altra giornata passata in compagnia. Stavolta eravamo in sette, perché Gianfranco era stato trasferito, aveva finito il processo ed è ritornato al carcere dove è assegnato, anche se potevano fargli trascorrere il Capodanno qui; non cascava il mondo. Ora inizia la lotta per perdere i kg presi in questi giorni. Il paradosso è che ci sono miliardi di persone che patiscono la fame, invece in Occidente c’è l’inverso, si magia troppo, si ingrossa, e poi si cerca di dimagrire.  –  1/1/2012

——–

Ho finito di leggere il libro “Fine pena mai”, scritto da Paola Fereoli e Annalisa Pelosi. Sono racconti di persone che hanno subito un omicidio volontario  in famiglia. L’Unione Europea ha emanato indirizzi per la tutela delle vittime, per i risarcimenti e l’aiuto morale da parte dello Stato. L’Italia è l’unico Paese che non le ha inserite nel suo ordinamento. Le famiglie che sono vittime devono pagarsi tutto, l’avvocato, i dottori, e anche il psicologo, ma quello più grave è che vengono lasciate sole dallo Stato. Questi eventi tragici sfasciano le famiglie, sia di chi subisce la tragedia, e sia di chi commette il reato. La nostra politica come al solito si fa conoscere per la propria inettitudine, bravi solo a fare chiacchiere. L’unica nota stonata nel libro, che ormai è diventata una consuetudine per colpa delle bugie dei media, è quella per la quale in Italia non ci sarebbe certezza della pena e che non si sconta l’ergastolo. Una delle poche certezze è che la pena si sconta fino all’ultimo giorno; se i politici italiani avessero la serietà del 10% della certezza della pena, l’Europa ci invidierebbe i nostri politici. L’ergastolo si sconta e si esce solo da morti nella stragrande maggioranza. Non passa settimana senza che si ricevano notizie di ergastolani morti, che per vecchiaia, malattie e suicidi, ci sono anche coloro che perdono la testa. Lo Stato finanzia i fondi che interessano le lobby, quando si tratta del popolino neanche lo pensa, possono subire qualunque soperchieria, non vede e non sente.  –  2/1/2012

——–

In questi giorni ci sono stati altri morti nelle carceri, due suicidi e due detenuti abbandonati a se stessi, morti per malattia. In questo tragico corteggio, dimenticano che ci sono morti tutti i giorni, e non solo quelli che hanno risonanza mediatica, o quando vogliono tenere alta la tensione sui carceri.

Mi hanno informato che sono morti due anziani ergastolani nel 41 bis di Viterbo. Negli anni ne sono morti molti. In questi ultimi 20 anni sono morti alcune migliaia di persone, uccisi o lasciati morire. Pertanto negli ultimi 10 anni non sono circa 2000, ma molti di più, ed è lo Stato che li ha uccisi in vari modi. Non viene fatto nessun programma per attuare delle riforme radicali per sanare la situazione, ed evitare tutti questi morti. Si sentono solo proclami, li faceva Alfano, lo stesso Palma, ora li fa Severino. L’impressione è che non vogliono risolvere il problema. Credo che le resistenze provengono  maggiormente dalla burocrazia  del Ministero, si sono cementati tutti i poteri che la compongono –i PM, funzionari, polizia penitenziaria e sindacati- questo blocco impedisce ogni riforma. I politici, anche se avessero buone intenzioni, non riuscirebbero a fare niente. Nella loro viltà ritengono più utile per loro associarsi e vivere tranquilli, rifacendosi anche la verginità con la lotta antimafia.  –  3/1/2012

——-

Leggendo tante notizie sulle tecnologie ambientali a impatto zero, mi sono convinto che ci sono tutti i presupposti per mettere in moto la rivoluzione  che auspica Jeremy Refkin, un mondo senza carburante fossile. Tra eolico, fotovoltaico, geotermico, energia cinetica (un brevetto italiano riesce a recuperare circa il 50% di energia consumata dagli ascensori, ci sono anche metropolitane, poste varie, ecc.). Anche in mare è possibile produrre energia, con le onde, con l’osmosi alla foce dei fiumi (mischiando l’acqua dolce con l’acqua salita si produce energia), pale eoliche galleggianti (dove non possibile impiantarle), sfruttare le correnti minime e le maree. Ci sono gli allevamenti di animali, dal letame si produce biogas. In varie forme e con un mix di tutte queste energie alternative è possibile cambiare il modo di produrre energia, purtroppo i detentori delle riserve dei combustibili fossili, e le multinazionali del settore, rallentano il cambiamento con la forza del potere economico che dispongono. Anche se il problema maggiore è la politica, perché se non prendono una decisione per un cambiamento radicale della politica energetica, la rivoluzione non sarà a breve. Il mio augurio che l’Unione Europeo dopo l’indirizzo energetico del 20-20-20: 20% di produzione di energia o emissione zero; 20% di risparmio energetico- entro i 2020, nella data del 2020 prendono una decisione  per una totale conversione di energia o emissione zero, iniziando la rivoluzione verde che non può essere ritardata.  –  4/1/2012

——-

Stavo prendendo il vocabolario sopra l’armadietto, mi è cascato in testa facendomi un bozzolo, essendo molto corposo, pesa circa due kg. Ho pensato che la colpa di questa situazione è del ministero e delle direzioni delle carceri, perché oggi con un e-book che pesa neanche mezzo kg, puoi tenerci dentro millecinquecento libri, dizionari, codici, romanzi, saggi, ecc. Sarebbe utile per noi detenuti ma anche per la polizia penitenziaria. Per noi che eliminiamo tutti i volumi e il cartaceo, in più impariamo ad usare le nuove tecnologie per quando usciamo e rientriamo nella società e nel mondo del lavoro. Per la polizia penitenziaria, che avrebbe meno oggetti da perquisire durante le visite di controllo nelle celle; meno oggetti nei trasferimenti; meno pacchi e buste postali per i libri, e di conseguenza meno burocrazia. Tutto il pianeta si sta uniformando al mondo digitale e alla navigazione nella rete, anche gli inglesi, pur essendo  molto conservatori, hanno messo il dizionario  sul WEB, come anche la Treccani lo sta facendo. Invece nelle carceri dobbiamo per forza rimanere lontani dal progresso, in più ci stanno preparando ad essere i nuovi analfabeti dal futuro. La stragrande maggioranza dei detenuti è in carcere perché era analfabeta e di conseguenza ignorante. Oggi questo handicap per buona parte è stato superato. Ora creano il brodo di cultura per ritornare nel girone dantesco del nuovo analfabetismo, quello digitale.  –  5/1/2012

———-

Oggi è il giorno della festa della befana, ho smesso di pensarci da oltre quarant’anni. Condizionato da tv, quotidiani e riviste varie, penso molto alle tecnologie digitali che sono di uso quotidiano, PC, E-book, tablet, Ipad, ecc., che agevolano molto la vita. Il futuro dipende dalla conoscenza di questo nuovo mondo che si sta creando. In alcune carceri, tra cui Catanzaro, hanno una visione miope in questo senso, e non comprendono quanto siano importanti per il trattamento rieducativo e di conseguenza per il futuro reinserimento nella società. Ci stano escludendo dal futuro deliberatamente, alimentando la fabbrica di recidiva che viaggia alla media del 70%. Chiederei alla befana di illuminare questi burocrati dell’amministrazione penitenziaria, affinché agevolassero l’uso delle nuove tecnologie in tutte le carceri, senza distinzioni, come purtroppo succede oggi. Mi auguro che la befana faccia il miracolo di convertire sulla via di Damasco questi signori.  –  6/1/2012

———

I peggiori nemici dei detenuti sono i detenuti stessi. L’ideologia occupa ogni pensiero di chi ne è vittima, legittimando qualunque arbitrio. I romani conoscevano bene l’arte del potere.. “dividi et impera”.. una massima che è ancora applicata da chi gestisce il potere. La propaganda mediatica è come una goccia che ti entra nel cervello e lo devasta, in alcuni casi per sempre. Primo Levi che conosceva bene questo infame repertorio, avendolo vissuto sulla propria pelle, scrisse “quante sono le menti umane capace di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni”. Negli ultimi 30 anni sono stati creati degli stereotipi. Sono stati facilissimi da creare, ma sarà difficilissimo distruggerli. Ora raccontano questa realtà artificiosa che hanno creato e ci vorrà più di qualche generazione per liberarcene. Quando la disumanità accompagna la pena da scontare, si diventa delle vittime, perché lo Stato è diventato più criminale di chi vuole combattere. Nei giorni scorsi sono arrivati i post del Blog. Ho letto una dura critica, o forse è più esatto dire un attacco feroce imbevuto della più cieca ideologia su una mia idea.. “rendere automatica l’applicazione della legge Gozzini”. Premesso che non c’è nessun partito che abbia il coraggio di fare una riforma garantista e di uguaglianza del genere, come altre riforme che necessiterebbero nel sistema penitenziario. La legge Gozzini è diventata un guscio vuoto. Su 70.000 detenuti in pene alternative, ce ne sono solo 900. Comprendo che, per natura negli esseri umani prevale l’egoismo a scapito del bene comune. Capisco che tutti quelli che la pensano come noi, ne abbracciamo subito i loro discorsi, e li condividiamo. Come ho scritto sopra, il dividere e l’imperare è applicato dal potere sotto ogni forma, e ciò avviene anche nelle carceri, con i vari regimi che la burocrazia ministeriale crea. Ogni decennio, con nuovi nominativi, questa volta sono stati più schematici: AS-1; AS-2; AS-3. Le nuove categorie servono per dividere e possibilmente mettere in conflitto, “una guerra tra i poveri” per imperare. Il famigerato art. 4 bis, in cui non rientrano solo i reati, ma ci si può rientrare anche con un’aggravante, applicato a qualsiasi reato. Si tratti dell’art. 73, spaccio di stupefacenti, ricettazione e anche un semplice furto. Questo consente alla burocrazia di collegarti nell’AS-3, classificandoti mafioso. Questo è il termine usato comunemente.

Quel poco di legge Gozzini che è rimasta, è improntata nella più assoluta discrezionalità, questo alimenta l’abuso di potere e una burocrazia che somiglia  a una ragnatela come quello dei campi di lavoro sovietici, dove solo se ti prostituivi lodandoli e prostrandoti potevi essere considerato rieducato. Per eliminare la discrezionalità tipica delle dittature, bisognerebbe rendere automatiche certe leggi, in modo che diventiamo uguali davanti alla legge e alla società. Noi detenuti siamo tutti uguali. Tranne i malati che vanno curati, come i tossicodipendenti, pedofili, cleptomania, ecc. Se ciò non lo capiamo prima noi, non possiamo farlo comprendere alla società esterna. Discriminare tra noi detenuti sarebbe paradossale, perché diventiamo un gregge di pecore. Non siamo nati né delinquenti né cattivi, siamo il prodotto di un disagio sociale, pertanto avallare le categorie come nell’apartheid sudafricana, che ci impongono all’interno del carcere, significa l’appiattimento totale auspicato dal potere politico e dal sistema penitenziario.  –  7/1/2012

——-

Nelle repliche al mio diario nel Blog, ce ne sono un paio di Laura Rubini, a cui voglio rispondere, perché ho compreso di avere dato una errata impressione del mio pensiero sulla Chiesa. Premetto che non credo nelle gerarchie vaticane, lo ritengo un potere politico e affaristico simile al nostro Parlamento. La mia Chiesa sono quei religiosi che tutti i giorni consacrano la loro vita al prossimo, ma principalmente agli ultimi, i paria della società, come i detenuti. Credo nel messaggio di pace e amore di Gesù, come in quello di Gandhi, Mandela, San Francesco d’Assisi, e in tutti quelli che pensano, si comportano e agiscono come loro, contro la violenza, e a favore dell’eguaglianza degli esseri umani e nell’armonia universale.

In merito alla pedofilia dei religiosi, è una malattia, una certa distorsione può provenire anche da traumi subiti dall’adolescenza. Don Mazzi dichiarò in TV che lui è da tanti anni che va ripetendo che il male va estirpato alla radice, e pertanto bisognerebbe chiudere i seminari dove si innescano dinamiche pedofile, che tante vittime ha causato, anche per l’omertà imposta dal Vaticano, con semplici trasferimenti. Sono convinto che i religiosi sposati  darebbero di più alla collettività, perché capirebbero di più i problemi, e abbatterebbero tanti scandali sessuali. Il sesso è natura, la castità è contro natura, ed è stata decisa dalla chiesa, pertanto è un precetto delle autorità ecclesiastiche. Riguarda le donne, tutte le religioni sono maschiliste, quelle più estremiste sono  quella islamica e cattolica. La più aperta e quella anglicana, dove ci sono preti e vescovi donne. I miliardi di euro che il vaticano  incassa in vari modi, vanno solo in una piccola parte alle opere pie. In questi giorni ho letto su un quotidiano che un prete nel Veneto ha dovuto chiudere la chiesa perché le elemosine non bastano a mandare avanti la parrocchia. I cardinali-principi della Chiesa, sono uomini ricchissimi. Il sacro e il profano vanno a braccetto. Non scrivo avendo un pregiudizio, ma cerco di elaborare un mio pensiero sull’attualità e i fatti in generale, tra cui anche la religione.  –  8/1/2012

——

I cinesi stanno iniziando a mettere in campo le loro capacità e le loro tecnologie. Nei TG hanno dato notizia che in una città vicino Shangai in Cina. Hanno costruito  in quindici giorni, che sarebbero 360 ore, un albergo di trenta piani, con tutti gli arredi. Qualcosa di veramente fenomenale. Credevo che i sette giorni che servivano alla trasmissione EXTREME MAKEOVER HOME EDITIONE su La5, per costruire una casa, fosse un risultato difficilmente da superare. Oggi devo constatare che non sono niente n confronto al grattacielo che hanno costruito i cinesi. Tutti i record sono fatti per essere superati. Credo che sia una buona cosa per il futuro, perché milioni di persone nel mondo hanno bisogno di cose, e questa velocità nella costruzione consentirà di soddisfare tutte le richieste.  –  9/1/2012

——–

Le ideologie politiche, e i fondamentalismi religiosi, e i nazionalismi millitari hanno la capacità di legittimare qualunque mostruosità. Tutti i genocidi, pulizie etniche, repressioni varie e guerre, hanno sempre avuto un avallo morale dai fanatismi citati. Tutto ciò viene purificato da libri scritti da pennivendoli che vendono l’anima per il loro successo, e da scribacchini salariati che non hanno neanche l’anima, lo fanno solo per il loro benessere, consapevoli delle sofferenze che causano con i loro articoli. Gli estremisti dovrebbero essere combattuti nelle scuole, inseguendo fin dalle primarie  che in ogni caso bisogna essere moderati ed avere rispetto di tutti. Purtroppo questi piccoli uomini, adoperati da chi gestisce il potere, vengono usati per martellare, infangare e infliggere sofferenze. Tenere lontano queste ottusità con un controllo costante su se stessi, senza mai lasciarsi condizionare qualsiasi problema.  –  10/01/2012

——–

E’ ritornato un compagno di sezione da Secondigliano (NA), ci è andato per qualche giorno perché era deceduto il padre, e l’hanno portato per tre ore a casa. Ci ha raccontato che a Secondigliano hanno i computer e stampante in cella, caricano e scaricano programmi, scritti, canzoni, video, ecc., e stampano tutto ciò che vogliono. Al carcere di Fossombrone (Pesaro), dove ho comprato computer e stampante, era lo stesso. Altrettanto succede nelle sezioni di AS-1 di Spoleto, Livorno, Padova, ecc. Hanno una serra dove una decina di detenuti coltivano la verdura per tutte la sezioni. Ci sono corsi veri che impegnano tutti i detenuti della sezioni. Il computer e la stampante a Scondigliano (NA) sono stati autorizzati dal Ministero dietro la richiesta dei detenuti. Mi chiedo perché a Secondigliano il ministero ha dato l’autorizzazione, e qui a Catanzaro ancora si attiene alla barzelletta della Direzione che, per motivi di sicurezza non ci può essere dato computer e stampante, come se fossero bombe pericolose per la sicurezza nazionale. Inoltre indicare il vecchio computer che abbiamo in una stanza della sezione, regalato da qualche ufficio per non pagare la tassa di rottamazione, privato di tutte le linee periferiche che rende normale un computer: linea per la stampante, per caricare i CD con programmi scritti, canzoni, video, ecc. Hanno lasciato solo la linea del floppy disk per scaricare gli scritti universitari di un detenuto, che stampa la sua educatrice quando ha tempo, è come raccontare una favola per bambini. Ogni volta che si parla con gli operatori, ci rispondono che non può essere vero che raccontiamo sugli altri carceri. A me sembra strano, perché basta che alzano il telefono  e si informino sugli altri carceri. Quello che non riesco a capire è perché non vogliono che usiamo i computer e stampante, ostinandosi a negare l’evidenza. Non voglio pensare che persone istruite credono che vietare, limitare e comprimere i diritti, serva a rieducare e formare delle persone migliori; è come credere che con il male si può costruire il bene.  –  11-01-2012

——–

Il Mullah Omar, la guida spirituale dei talebani, nemico numero uno insieme a Bin Laden dell’America, all’improvviso non lo è più. E’ stato cancellato dalla lista. I talebani sono stati creati dagli americani con l’aiuto dei pakistani. Gli servivano  per pacificare l’Afghanistan, perché l’interesse delle multinazionali petrolifere gli oleodotti petroliferi che dovevano passare sul territorio afghano. Con il caso che c’era dopo la ritirata dei russi, non era possibile. Anche Bin Laden era una creazione degli americani, usato per combattere i russi in Afghanistan. Gli americani non vogliono pace e stabilità nel mondo, ma perseguire esclusivamente con ogni mezzo i propri interessi, come faceva l’impero romano, anche se ciò causa stragi, distruzioni e rovine. Ora la convenienza degli americani è ritirarsi  dall’Afghanistan, pertanto qualunque modo è lecito, anche scendere a patti con chi ancora oggi stanno combattendo.  –  12-01-2012

——–

In Olanda era stata istituita una commissione d’inchiesta indipendente nel 2010, dalla Conferenza Episcopale Olandese, per indagare  sulla pedofilia nella Chiesa cattolica. Il rapporto stillato  è stato sconvolgente,, dal 1945 al 2010 sono stati migliaia i bambini che hanno subito abusi sessuali da parte dei sacerdoti e da laici all’interno di istituzioni cattoliche. Gli autori sono stati 800, di cui 150 tutt’ora viventi. Quello più scioccante è che gli abusi sono stati sistematicamente coperte dalla Chieda Cattolica. I vescovi olandesi sono rimasti sconvolti, e si sono scusati con la popolazione e con tutte le vittime degli abusi, dichiarando che si vergognavano e tutto ciò li riempiva di dolore. L’Olanda è sempre un passo avanti, credo che una cosa del genere non succederà in Italia.  –  13/01/2012

——–

 

 

 

Nel Regno Unito, l’organo di Stato preposto, ha deliberato che la pillola del giorno dopo, poteva essere distribuita gratuitamente dietro semplice richiesta telefonica, durante il periodo delle feste. Hanno fatto anche uno spot, un po’ malizioso. Per ottenere il contraccettivo di emergenza bastava registrare le generalità su un sito Web e parlare per un quarto d’ora con un’infermiera. La pillola arrivava per posta con una scorta di preservativi. Non essendoci nessun controllo, anche le minori potevano usufruirne. Immagino gli strali dei bigotti nel nostro Paese, per questo motivo non siamo mai primi in qualsiasi cosa, dobbiamo sempre aspettare che cosa succede negli altri paesi europei.  –  14-01-2012

——-

Con tutti i problemi economici che abbiamo, la green economy continua a fare passi da gigante. Leggo su un quotidiano che siamo primi nel mondo per l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici. La Germania sembrava irrangiungibile, invece nel giro di qualche anno l’abbiamo superata, e tutti gli altri paesi ci vengono dietro, tra cui cinesi e americani. Credo che se la politica facesse un programma energetico  serio e con certezze, l’economia verde potrebbe rivoluzionare il nostro Paese, creando posti di lavoro, alimenterebbe il circuito economico, e abbatterebbe l’inquinamento. Non si capisce perché non viene fatto, chi ha interesse a frenarlo?  –  15/01/2012

——–

Hanno costruito un computer da 25 dollari, piccolo come una carta di credito. Il sogno di Nicolas Negroponte, di dare un computer a ogni bambino, è diventata realtà. Lui non era riuscito  a fare un computer da 100 dollari, si era fermato a 200 dollari, con tutto ciò ne ha distribuito oltre un  milione. E’ stata la fondazione Rospberry Pi a inventarlo e l’ha chiamato con lo stesso nome. Il computer costa 25 dollari, quello più sofisticato costa 35 dollari. Credo che con questo prezzo, cambieranno molte cose nel mondo tecnologico. Purtroppo il mondo va avanti, e qui a Catanzaro, siamo ancora con la penna bic (le altre sono pericolose) e la carta per scrivere.  –  16/01/2012

——–

Il Presidente del Cile ha fatto cambiare nei sussidiari scolastici, la dicitura dei diciassette anni di dittatura di Pinochet, con un semplice regime militare. La dittatura di Pinochet, protetta e coperta dagli americani con l’avallo morale della Chiesa, è stata feroce e criminale, senza Parlamento, libertà civili e politiche, persecuzioni, omicidi politici, desaparecidos e violazione dei diritti umani. Questa dittatura nacque  con un colpo di Stato nel 1973, finanziato dalla C.I.A., uccidendo il Presidente Allende liberamente eletto dalla popolazione. La censura della storia è l’atto più infame che si possa commettere, anche in Italia ne sono successi alcuni. Il genocidio fisico, economico e culturale perpetrato nel Meridione con l’annessione, colonizzazione e il saccheggio selvaggio di 150 anni fa. L’oblio per cinquant’anni delle foibe, dove furono buttati migliaia di italiani dopo la guerra dai comunisti della ex Yugoslavia di Tito, e in alcuni casi con l’aiuto dei comunisti italiani. Nei dizionari era scritto alla parola foibe: “cavità carsiche”. Questo perché c’era la censura del partito comunista. Prima e durante la seconda guerra mondiale, l’esercito italiano commise tanti crimini contro l’umanità nei Balcani e in Africa, ma tutto è stato coperto con la barzelletta “italiani brava gente”.  –  17/01/2012

——–

 

 

In questi giorni ho seguito l’affondamento nei pressi dell’isola del Giglio, della nave da crociera più grande del mondo. Ormai non ci possono essere più dubbi. Tutto è stato causato dall’incompetenza del capitano. Dalle manovre che ha fatto, dall’atteggiamento avuto e dalla vigliaccheria dimostrata. Ha sbagliato accostandosi troppo alla casta con un gigante del genere, aggravando le cose con manovre che neanche  un principiante avrebbe fatto. L’atteggiamento di incertezza ha causato le vittime, perché per un’ora ha cercato di rassicurare la gente di stare tranquilli mentre la nave stava affondando. Si è superato scappando per prima con quasi tutti gli ufficiali, abbandonando centinaia di persone, l’atto più vile che possa commettere un capitano. In una telefonata con la capitaneria di Livorno, gli veniva intimato di ritornare a bordo, ma lui con mille scuse non ci è ritornato. Non voglio addentrarmi nella questione penale, ma in quella della marineria. Ha ridicolizzato  la marineria italiana, che ha secoli di eccellenza con il suo comportamento. Credo che gli organi della marina dovrebbero intervenire per ritirargli la patente di capitano e degradarlo a marinaio semplice, altrettanto i suoi ufficiali che sono scappati con lui, in modo che dovrebbe iniziare di nuovo da marinaio. Premiare l’unico ufficiale che è rimasto a bordo, e insieme a lui premiare tutti i camerieri, cuochi e baristi che lavoravano a bordo, che hanno aiutato a trarre in salvo centinaia di persone.  –  18/01/2012

——–

L’Unione Europea ha intimato all’Italia che se non si risolve lo smaltimento dei rifiuti a Napoli, la sanzionerà con una multa di 500.000 euro al giorno. Con tutti i soldi che sono stati spesi a Napoli, dovrebbe avere lo smaltimento all’avanguardia in Europa, ma 15 anni di Antonio Bassolino hanno portato il disastro attuale. Tutti i rifiuti sono riciclabili, solo una piccolissima parte non è possibile con le normali procedure di smaltimento. Anche a questa piccola percentuale c’è una soluzione, creare fornaci ad alta temperature, dove vengono trasformati in solidi, come le rocce della lave dei vulcani. Si potrebbero creare dei centri regionali, dove verrebbero convogliati tutti gli scarti che la società produce: rifiuti vari, speciali, scarti delle industrie, quelli degli ospedali, laboratori, acque reflue. Questo consentirebbe una visione totale del riciclo e di tutto ciò che dovrebbe essere smaltito. In Italia vengono riciclati solo 750.000 tonnellate di rifiuti, sono una piccola parte in confronto ai 15 milioni di tonnellate dalla Germania, questo dimostra che il problema è l’organizzazione della raccolta differenziata e del riciclo. A Brindisi, un comune di provincia di Salerno, la differenziata arriva al 70%, gli oneri con i deschi, sono andati in visita per coprire il sistema e portarlo nel paese. Gli esempi del riciclo sono vari; una sarta a Palermo, riadatta i capi di biancheria che sono passati di moda, e con questa crisi la gente trova anche il modo di risparmiare. A Roma si sono inventati le piastrelle riciclandogli schermi delle TV. Al carcere di Secondigliano (NA) fanno la raccolta differenziata, cosa che potrebbe essere fatta in tutte le carceri italiane. Ho letto tanti esempi di riciclo, e sono giunto alla conclusione che il 90% dei rifiuti possono essere riciclati in tanti modi. Un altro problema da risolvere sarebbero i troppi imballaggi, che alimentano a dismisura i rifiuti, bisognerebbe ridurli. Inoltre bisognerebbe che tutto ciò che si produce fosse riciclabile, senza scorti non riciclabili. Nelle scuole bisognerebbe  insegnare che la differenziata è un dovere che è incluso nel nostro senso civico. Ci sono tutte le tecnologie e le conoscenze per risolvere alla radice il problema dei rifiuti.  –  19/01/2012

——–

 

Hanno chiuso per restauro un padiglione del carcere di Livorno, in cui  c’era anche la sezione AS-1. I detenuti della sezione sono stati divisi nelle varie sezioni AS-1 sul territorio nazionale. Qui ne sono arrivati due. Ci hanno raccontato che avevano computer e stampante in cella, come del resto tutta la sezione AS-1 di Livorno. Ora hanno entrambi computer e stampante depositati nel magazzino del carcere di Catanzaro, d’altronde dove sono anche i miei. Quello che non capisco è perché qui a Catanzaro fanno tante difficoltà per darci i computer e le stampante. Non posso neanche pensare che è una questione del Sud, perché a 300 km da qui, a Secondigliano (NA) hanno computer e stampante in cella, e hanno le porte delle celle aperte tutta la giornata. Pertanto il problema è Catanzaro; il blocco di potere che comanda il carcere impedisce alla Direttrice di modernizzare ed aprire l’isitituto. Però, siccome la Direttrice è  il comandante in capo dell’istituto, l’ultima parola spetta sempre a lei, inizio ad avere qualche dubbio che abbia veramente intenzione di darci computer e stampante.  –  20/01/2012

———

Ogni volta che li vedevo in TV suscitavano sempre tanta curiosità. Mi riferisco alla popolazione dell’India di religione SIKH, che hanno turbante e barba. Leggendo un articolo su di loro, ho appreso alcune cose sulla loro religione. I tre pilastri sono:

1)Ricordare il creatore in ogni momento.

2)Guadagnare lavorando onestamente.

3)Condividere il guadagno.

Hanno principi che osservano. Non riconoscono le caste, non adorano idoli, né fanno rituali. E’ proibita ogni tipo di dipendenza: alcool, tabacco, ecc. Non possono mangiare qualsiasi tipo di carne, pesce ed uova. Devono considerare la moglie di un altro come una sorella o una madre. Devono considerare la figlia di un altro come fosse la propria. Le donne hanno la stessa anima dell’uomo e pertanto godono degli stessi diritti. Le donne partecipano alle congregazioni religiose e recitano gli inni sacri nei templi, come fanno gli uomini. Pensando a come devono comportarsi,  e a tutte le cose che devono osservare, mi sono ricordato che non ho mai incontrato uno di loro in carcere, né ho mai letto nelle cronache che qualcuno di loro avesse commesso comportamenti scorretti o qualsiasi tipo di reato. Ora comprendo perché sono così ricercati dalle aziende, principalmente di allevamenti. Perché rispettano molto i bovini, sono operai scrupolosi, seri e affidabili sul lavoro.  21/01/2012

Buon compleanno a Gino Rannesi!

Come ogni settimana ormai, Gino Rannesi torna a scrivere per questo Blog alcune sue riflessioni e risponde a tutti coloro che hanno lasciato dei commenti e degli scritti per lui. Questa settimana fa anche gli Auguri di Natale per tutti noi, per le Donne, per chi passa di qui anche una sola volta…ma stavolta concedici caro Gino di fartela noi una sorpresa:  GLI AUGURI DI BUON COMPLEANNO!  In carcere si racconta che i giorni di festa sono peggiori degli altri, che le feste non si vede l’ora che finiscano, perfino i compleanni a volte passano senza che nessuno lo sappia e lo dica, per non rendere tutto ancor più difficile da vivere. Mancano i tuoi cari intorno a te ma idealmente vedi una torta con tante candeline, chiudi gli occhi ed esprimi un desiderio: noi  vogliamo aiutarti ad esaudirlo… AUGURI GINO!!!

—————————————————————————————————————————————————————————-

BUONE FESTE

Con il Natale alle porte è arrivata la stangata.

Il ministro del lavoro ha pianto. Questa è una Donna. La crisi. Allo stato sono deluso dal governo Monti. Perché “nessuno” vuole una vera patrimoniale?

Ma che posso saperne io, forse lo posso solo immaginare, ma non ho titolo alcuno per dire la mia.

Non sia mai che qualcuno debba rispolverare i vecchi slogan ….

– Rannesi, c’è posta per lei. Mittente, un dirigente del partito P.R.C.,  Mario Pontillo: Ciao Gino, rispondo alla tua gradita lettera/cronaca. Inoltre colgo l’occasione per farti avere il libro, “Pomigliano non si piega. Storia di una lotta operaia raccontata dai lavoratori.”

Sono stato tra gli ergastolani che il 29 ottobre hanno disputato la partita “contro” i politici: uno spasso. Ho scritto quella che è stata la reale cronaca della partita. Questa l’ho inviata all’amico sopra citato.

Pontillo: la tua lettera è stata inserita su tutti i siti di tutte le fabbriche in lotta ed in tutte le aree di movimento. Porta un saluto a tutti gli altri prigionieri.

Chi combatte può perdere… chi non combatte ha già perso! Noi schiavi mai!

 

Bene, anche gli ergastolani si preparano al Natale. Per quanto mi riguarda la cosa non mi entusiasma affatto.

Stamattina ho potuto effettuare la telefonata, come di solito, dall’altra parte del filo, Nicholas: Ho visto la tua stanzetta, ma allora sei in prigione?  Nicholas si riferiva alla mia cella virtuale inserita nel post del 26.11.2011. Una voce di Donna lo interruppe: Ma che dici? … Nicholas, imperterrito: E’ in prigione, ho visto il cancello: è vero che sei in prigione?…

_Sì, è vero, sono in prigione, ma ancora per poco… In realtà Nicholas qualche sospetto ce l’aveva già da qualche tempo, infatti, durante alcuni colloqui aveva fatto delle domande in tal senso, ma si era “accontentato” della solita bugia: Mi trovo qui per lavoro…

In realtà, sono stato io stesso a chiedere che Nicholas potesse vedere quella stanzetta, era tutto calcolato sin dall’inizio. Il bambino più volte aveva espresso il desiderio di vedere la stanzetta in cui dormo. Eccolo accontentato. Temo che nel prossimo colloquio dovrò dargli delle spiegazioni su quelli che sarebbero stati i motivi per i quali sono finto in prigione.

Buone feste di vero cuore a tutte le persone che si sono collegatesu questo sito anche per una sola volta. Un augurio in particolare a tutte le persone che si sono adoperate e che si adoperano per dare voce a chi altrimenti voce non avrebbe. Grazie Alfredo, grazie Nadia… L’augurio più grande va fatto alle Donne… VI AMO…

Gino Rannesi. Dicembre 2011.

 

 

CELESTE-Ciao Celeste,scrivi: l’orgoglio è un’arma difficile da scaricare. È vero, questo è più forte di uno scatto d’ira. Se feriti nell’orgoglio, difficilmente non si “reagisce” in malo modo. A meno di avere un carattere mite e una personalità con i contro cazzi, è facile sbagliare.

-Aspetto il 6°capitolo. Immagino l’avrai già letto. Per quanto riguarda il proseguo tieniti forte.

L’amore per la famiglia non poteva più fermarlo… spero stai bene. A presto. Un abbraccio Gino.

 

PINA- Mizzica, quanto hai scritto, è proprio vero, la Gazza ladra ha ragione, sono uno sciupa femmine. Ciao Pina, spero stai bene. Hai scritto il 23-27 e poi ancora il 29. Il tuo raccontare mette allegria. Dunque abiti nei pressi di Giardini. Scrivi: Sai, mi fa bene leggere questa storia. Sono contento, spero ti faccia bene anche il proseguo, vedremo. Dunque, dicevi che sei stata a trovare una famiglia che abita a Giardini, ho dedotto che abiti nelle vicinanze. Se cucini i maccheroni per portarglieli, deve essere per forza vicino. Giardini era una delle mie mete preferite. Ramada In, ti dice qualcosa questo nome? È un albergo che si trovava a Giardini, non so se questo esista ancora. Di lusso, d’estate ci andavo spesso. All’interno di questo vi erano negozi di abbigliamento,ecc. La sera scendevo nella sala dove vi era il piano bar. Bei tempi, tempi in cui mi sentivo bello, ricco e famoso. Salutami l’amica Peppina, visto che i suoi figli lavoravano in albergo, allora sicuramente conosceranno il Ramada in. Spero che questi trovino al più presto un altro lavoro. Le cose si mettono male. Sento il profumo dei tuoi maccheroni. Ho chiesto a Pino il pittore di cucinarmeli per stasera, ma non saranno mai come i tuoi. Da quello che hai scritto a proposito della cella, capisco che questa ti è piaciuta. Scrivi: anche il bagno dove si passa poco tempo è abbastanza di gusto. Pina, per noi il bagno è il luogo dove si passa più tempo. Lì, su di uno stipetto, si cucina, ci si fa “belli” davanti allo specchio che è alto quanto basta, ed infine si espletano i bisogni fisiologici.

Bene, Donna farfalla, per il momento ti saluto. Un forte abbraccio. Gino.

 

LAURA RUBINI-  Ciao Laura, volevo dirti che i tuoi complimenti sono stati graditi. Certo, tecnicamente si poteva fare di meglio, ma, in considerazione del fatto che ogni cosa è stata costruita solo ed esclusivamente al Photoshop, beh, allora possiamo senz’altro affermare che Turi u grafico è veramente super bravissimo. Io lo sono molto meno. Laura, l’ho già detto, della cella non me ne frega niente. L’accetto per quella che è, un cesso. Quello che invece non riesco ad accettare è il fatto che qualcuno mi ci vorrebbe fino alla fine dei mie giorni in questo cesso.

I magistrati della sorveglianza di Spoleto e quelli del tribunale di Perugia non ne possono più. Loro rigettano ed io reitero la richiesta. Almeno una volta al mese vado a Perugia, lo farò anche il 15 di questo mese. Chissà che sotto natale gli uomini che in terra hanno il potere di vita e di morte su altri uomini non siano più buoni. Ti abbraccio. Gino.

 

SALVATORE- Ciao mio buon amico, davanti a me quello che hai scritto il 25 e poi ancora il 29 novembre. Turi, che facciamo, mi hai commosso, il che non è bello specie se il natale è alle porte.

Il modo con cui hai analizzato il mio racconto scritto mi ha molto emozionato: Se fosse letto dalle migliaia di ragazzini… questo tuo scritto mi ha fatto riflettere tantissimo. Alla luce di ciò, è probabile che il finale di questo racconto possa essere leggermente modificato, vedremo.

Scrivi: Tu non ci crederai, ma ti giuro che questa stanzina “virtuale” è quella in cui io ti ho sempre immaginato. Beh, a parte l’umidità e l’intonaco che cade a pezzi, non sei stato lontano dalla realtà… Scrivi una cosa che mi ha fatto sobbalzare, ossia: Gino, immagino quanto si stia male soprattutto quando si viene giustiziati invece che giudicati… Giuro su quanto ho di più caro, questa frase più volte l’ho urlata all’indirizzo della corte di turno. In modo sistematico tutte le richieste dell’accusa venivano accolte, mentre quelle della difesa venivano rigettate. Ora, non è che io sia stato un santo, tuttavia, posso senz’altro affermare senza paura alcuna di essere smentito, di essere stato condannato in vari processi solo ed esclusivamente sulla base di dichiarazioni di c.d. pentiti.

Mi hanno detto, ho saputo, si diceva, ecc. Carissimo amico, quanto hai scritto il 25 e il 26 l’ho letto innanzi  ai miei amici più cari. Zanna blu, lupo Alberto, Pino il Pittore, Pallottola spuntata, mio figlioccio Ivano e altri. Se dunque quello che hai scritto ha fatto commuovere questi “dinosauri”, beh, che te lo dico a fare. Sono fiero e orgoglioso di te. Grazie per gli auguri, ma soprattutto grazie per avermelo ricordato. Colgo l’occasione per ricambiarli, infatti ricordo bene, compirai gli anni pochi giorni dopo il 9. Gli anni compiuti da entrambi non li dirò, ma possiamo senz’altro dire che entrambi siamo sotto il segno del sagittario. Che non è cosa da poco…

Ti scusi per il fatto che ultimamente ti saresti preso delle confidenze forse eccessive. Capisco, ma non dirlo neanche per scherzo. Tu sei amico mio, e non certo per quello che hai detto, ne per quello che dici, nè per quello che dirai, ma per quello che hai fatto, che fai e che farai. Ti voglio bene. Ciao Salvatore. Un abbraccio fortissimamente forte. Un abbraccio all’amico Enzo. Baci Gino.

 

SCRIBA-Ciao Scriba, con piacere ho letto quanto hai scritto per commentare il lavoro di grafica elaborato da Turi u graficu. Nessun programmino, il lavoro è stato fatto solo ed esclusivamente con l’ausilio del Photoshop. Non conosciamo il programmino dell’ikea. Nei nostri computer possiamo istallare solo il Word e il Photoshop. Non siamo autorizzati ad istallare nessun’ altro

programma. Scrivi: se volete dei siti dove scaricare dei software free un po’ più professionali fatemi sapere. Grazie mille, ma proprio non si può. Dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo… il tuo autorevole parere e comunque confortante. A presto. Un abbraccio Gino.

 

LA GAZZA LADRA- Rieccoci a confronto. Ciao Gazza, dici che la mia cella virtuale è bellissima, vero è, se poi teniamo in considerazione il fatto che per costruirla non è stato usato nessun programma tipo l’ikea, allora possiamo senz’altro affermare che la ricostruzione di questa è stata un capolavoro. Tutto al Photoshop. Con riferimento alla semilibertà, silenzio. Allo stato non è dato sapere, ma io so già la risposta. Comunque sia, è stato fatto un passo in avanti. Il 15 c.m. ancora una volta sarò condotto innanzi al Tribunale di sorveglianza. Oggetto: un permesso art. 30 ter.

Scrivi: Devi essere contento di essere quello che sei, errori compresi. Questa è dura. Chi sono io ora?

Sono un ergastolano senza prospettiva alcuna… È veramente dura. Diciamo che sono stato “sfortunato”. Tuttavia, giacchè per esperienze vissute so che al peggio non c’è mai fine, possiamo dire che sì, sono contento. Ma non convinto. Perché non sarei potuto essere quello che sono e nel contempo essere una persona libera?…(maledetto orgoglio)

Sono contento per il fatto che il mio racconto scritto ti stia piacendo. Vedremo più avanti…

Hai definito buongustaie quelle donne che si sono tirate i capelli per me. Non così mia madre, non ti dico come le ha apostrofate… Auguroni a tuo figlio Marco, caspita, l’ha scampata bella, non so cosa siano le molle di Coteville, ma da quello che hai descritto è un miracolato. Tua figlia come me è nata sotto il segno del sagittario. Segno di fuoco. Ai tuoi figli consiglierei di procreare quanto prima, e non solo per farti una nonna felice, ma proprio per il fatto che non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro. Ma lo si intravede. Scrivi: E’ sempre avvincente questo racconto e questo 6°capitolo non si smentisce. Quando affermi che per i genitori un figlio non è mai grande, dici una cosa sacrosanta… taccio.  Aspetta pure il 7°capitolo, anzi credo l’avrai già letto. Quando dici che lo studio e la conoscenza sono l’arma migliore per sconfiggere l’ignoranza, non posso che essere d’accordo. Tuttavia, non è sempre così. Vedi l’espansione della corruzione…

Bene, ti saluto con un caloroso abbraccio. Un salutone ai tuoi figli e al tuo compagno. Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI- Come puoi dubitare del fatto che ti voglia sempre bene?

Affatto, non ne dubito affatto, solo avevo bisogno di sentirmelo dire. Grazie.

Scrivi: Quando rispondi ai miei commenti mi emoziono sempre e mi sento importante… ma dico io, santa Donna, non potevi fare il magistrato, e magari esercitare in questo distretto?

Questi non si emozionano affatto, ma forse non hanno ancora capito con chi hanno a che fare…

Ma il ragazzo vivace forse quel tetto non lo apprezzò come avrebbe dovuto… No, non lo ha affatto apprezzato, peggio per lui… Ciao Ale, ti voglio bene. Baci, Gino.

 

SPERANZA- Ciao Speranza, che dobbiamo fare con questo pc, devo forse pensarci io?

E che diamine. Bene, nell’attesa di risentirci quanto prima, ti abbraccio affettuosamente. Un caro saluto ai tuoi. Gino.

 

MARIO MARGOTTINI – Ciao Mario, spero che tu riesca a leggere questo mio scritto:

Qualche giorno fa mi è stato recapitato quanto hai scritto domenica 27 novembre: Spero di inviare questa mail nel post giusto. No, l’hai fatto in quello sbagliato, tuttavia, mi è stato recapitato.

Dici di essere incappato nel mio blog e che questo ti è piaciuto. Grazie, ne sono contento. Sei della provincia di RM e tuttavia dici di amare la mia terra. Capisco, piena di sapori, odori forti, ma fatta anche di emozioni forti. Capisco bene. Scrivi: Ho cominciato a leggere qualche tuo lavoro per curiosità e devo dire che mi trovi d’accordo sulla maggior parte delle cose che dici…

Questo fatto non può che farmi piacere. Questo tuo scritto meriterebbe senz’altro una risposta più esaustiva, tuttavia, alla luce del fatto di non essere sicuro che tu riesca a leggere, per il momento ti saluto. Se invece leggerai, allora scrivi sui commenti di “Urla dal silenzio” www.urladalsilenzio.wordpress.com

Ciao, un abbraccio Gino.

 

Due anni e già cammina.. messaggi per il Blog..:-)

Noi non amiamo particolarmente festeggiare le ricorrenze (anche se qulche volta lo abbiamo fatto), e allora non abbiamo organizzato qualcosa in grande stile per il compleanno del Blog, che è stato il 13 agosto, quando sono scattati due anni da quando Le Urla dal silenzio è nato.

A differenza del primo anno, quest’anno non avete visto annunci particolari. Beh, forse era banale festeggiare il giorno stesso del compleanno. E allora mettiamo oggi qualche messaggio. Di quelli che ci scrissero qualche amico di Spoleto, che ci teneva a fare gli auguri.

Questo Blog nacque per essere la voce degli ergastolani, specie ostativi.

Col tempo è cresciuto e pur avendo un occhio particolare per gli ergastolani, è diventata una voce importante in tutto il campo della detenzione, specie quella relativa a detenuti con lunghe condanne o sottoposti a regimi speciali, ma senza escludere, a prescindere, nessuno.

Giusto questa manciata di voci di buon augurio oggi… non è un celebrarci, altrimenti avremmo messo tutte insieme le voci di sostegno e apprezzamento che vengono da ogni carcere. Ma questa manciata di voci da quello che è stato il primo carcere che ha avuto a che fare con noi, Spoleto.

Ogni complimento deve solo rendere più umili e spingere a sudare di più..

c’è davvero poco da essere compiaciuti.. e poi i compiaciuti sono così mortarlmente noiosi.

A noi basta la consapevolezza che forse, non ci siamo semplicemente limitati  a scaldare le sedie..:-)

Salutamos

———————————————————————————————–

Internet è considerato lo strumento mediatico che consente di confrontarsi con una molteplicità infinita di realtà. Chi fa impresa, spettacolo, studia se non ha un approccio in rete non è competitivo sul mercato, sul sociale. Oggi, grazie a TE, anche i detenuti sono in rete. Abbiamo un blog tutto nostro. Uno strumento che ci consente di veicolare i nostri stati d’animo, le nostre emozioni, i nostri drammi. Uno strumento che ci consente di essere quasi parte attiva di questa società spesso cieca e sorda, ma che comunque cresce si evolve e si migliora. Credo che una società che aspiri alla crescita debba necessariamente dare voce anche alla parte deviata di essa. Il solo modo per essere e capire se stessa. Sei lo strumento che ci voleva e che ci consente di essere al passo con i tempi e poco importa se molti di noi dovranno rimanere ancora stramaledettamente in carcere.

Ci hai dato voce. Auguri per il tuo secondo anno di vita. Grande!!!

Giuseppe Barreca

(Casa Reclusione Spoleto)

 ———————————————-

Spoleto lì 04-08-2011

Caro Alfredo,

Sono Antonio Dragone, detenuto nel carcere di Spoleto e da un po’ di giorno un new entry del vostro blog. Ho saputo che questo è il secondo anno dalla nascita del sito “urladalsilenzio” e sono lieto di farne parte anch’io, perché la reputo una grande opportunità data a persone, che come me, hanno bisogno di sentirsi parte del mondo esterno.

Per un’iniziativa così ammirevole non mi resta che darvi un Augurio di vero cuore affinché questo sia solo l’inizio del vostro cammino.

Vi faccio un grosso in bocca a lupo (… e crepi il lupo)!

 Un abbraccio caloroso e un a presto a risentirci.

—————————————————————–

Caro blog,

grazie di cuore di esistere!

Un caro abbraccio a chi lavora, per dare voce a chi non ha più speranza di ritornare in vita. Buon compleanno. Salvatore Ercolano.

N.B. Ciao Nadia e Giuseppe, e congratulazione per l’articolo su Carmelo.

——————————————————–

“ La tua praticità rende utile le mie giornate dandole un senso. Nell’augurarti buon compleanno ti ringrazio per avermi dato la possibilità di veicolare i miei pensieri.

Grazie di cuore !!! ” 

 Santo Barreca

——————————–

“Eccomi, per augurarti buon compleanno. Colgo l’occasione per un grazie lungo un anno  luce. Si! Perché sei tu che dai forma ai miei pensieri attraverso le mie opere, ovvero i miei dipinti. Grazie !!!”

Giuseppe Reitano

—————————— 

“La tua capacità di dar luogo anche a questo “non luogo” ti rende grande nonostante tu abbia mosso da poco i primi passi (due anni). Buon compleanno !!!

Grazie!!!”

Giovanni Mafrica

——————————————————————

Buon compleanno a www.urladalsilenzio.wordpress.com  Sono fiero di te, grazie di esistere.

Il 10 agosto, hai compiuto due anni.

Grazie di esistere perché hai dato voce a chi altrimenti voce non avrebbe avuto.

Grazie di esistere perché mi hai fatto crescere.  Grazie di esistere perché mi hai fatto conoscere uomini e soprattutto Donne fantastiche. Ciao urla dal silenzio. Ti amo.

Tuo per sempre super affezionatissimo Gino Rannesi.

————————————————————————————-

Caro Blog,

                    una volta un uomo ombra per soffrire di meno doveva vivere alla giornata.

Non doveva mai sperare di niente.

E non gli doveva importare più nulla del resto del mondo.

Doveva vivere di nulla in mezzo al nulla.

E soprattutto doveva dimenticarsi che una volta era un essere umano.

Una volta per gli uomini ombra gli anni venivano e andavano senza più nessuna importanza.

Ora invece non è più così perché ci hai dato voce, speranza e amore.

Buon compleanno.

P.S. Anche quel ruffiano di Zanna Blu vuole fare gli auguri al blog e soprattutto vuole ringraziare  per il suo attivismo e amore sociale Lupa Sabina, la cucciola del Blog.

 Carmelo Musumeci.

Spoleto agosto 2011

————————————————————

Buon Compleanno Blog!

Che tu possa diventare sempre più importante

 auguri! auguri! auguri!

Finalmente qualcuno si è interessato a noi ergastolani ostativi, e non solo, finalmente abbiamo uno spazio dove urlare il disagio e l’ingiustizia che viviamo giornalmente.

Da parte mia un grazie grande grande per tutto ciò che fate.

 Mario Trudu                                                                                                           Agosto,2011

Navigazione articolo