Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Gino Rannesi risponde ai commenti

Imaginos

Oggi pubblico le risposte che Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, ha scritto in risposta ai commenti arrivati ai suoi ultimi scritti.

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Salvatore: ciao mio fraterno amico. Ho ricevuto tutte le tue lettere. Il motivo per il quale non ho risposto adesso lo sai. Sono stato molto male, e per male non intendo quello fisico, ma quello psichico. La tempistica degli eventi è stata atroce. Adesso sto benino. Se Dio vuole tra una decina di giorni tornerò a frequentare la palestra, corsa e guerra al pallone. Voglio tornare in forma prima possibile prepara stu cazzu di macchina. Colui che si fa chiamare il tempo è scaduto, è ormai alle porte. Ti abbraccio forte, tuo Girno.

Celeste: ciao pupa Celeste. Allo stato non so se vi sono tuoi scritti sul Blog. Ma certamente so che mi hai pensato e per questa ragione ti invio un forte abbraccio e un sentito arrivederci a presto. Baci Gino.

Elena: ciao “tesoro mio”. All’uscita dall’ospedale come risposta alle tue lettere ti ho inviato una cartolina riservandomi  di scriverti quanto prima. Per il momento uso questo spazio per inviarti un forte abbraccio e un grande bacione. A presto Gino.

Enzo: ciao Enzo, avevi forse dei dubbi circa il fatto che a pescare insieme ci andremo veramente? Prepara le canne da pesca. Per me una del tipo semplice, niente mulinelli o quant’altro. Sono all’antica io. Si vero è, ce l’ho fatta. Un caro saluto alla tua famiglia. A presto. Ti abbraccio. Tuo amico Gino.

Gino Rannesi risponde ai commenti

Ares

Il nostro Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, risponde ai commenti che gli sono giunti negli ultimi tempi.

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Risposte a commenti da parte di Giro Rannesi..

–SALVATORE: Caro Turi, ho letto quanto hai scritto in maggio 2014. Scrivi: “Ma io sono certo che indietro non tornerete”. Hai detto bene, indietro non si torna. Certo, sarà dura. Tu come me conosci quel detto catanese che fa così: “U catanisi si futti na vota sula”. Scrivi “Un saluto da tre quarti del quartiere…”. Che fine ha fatto il quarto mancante? Hai letto il mio invito ad abbonarsi all’Associazione Fuori dall’Ombra? Bene, dì pure che presto tornerò a giocare a pallone. Un forte abbraccio. Gino.

–ENZO: Ciao Enzo, leggo quanto hai scritto in 2 maggio 2014. Scrivi: “Tutte le volte  che vado a pesca con 5 canne a mulinello, la 5° la apro pensando che la stai usando tu”. Bene tienila sempre pronta, non si sa mai che a breve io possa bussare alla porta di casa tua. Riguardo al posto in cui sono stato seppellito, la parola migliore è quella che non si dice (indietro non si torna). Un forte abbraccio. Tuo amico Gino. PS: L’abbonamento all’Associazione Fuori dall’Ombra serve per aiutare a dare voce a chi non ne ha.

–CELESTE: Così,  maggio 28  2014, “Ciao Gino. E’ sempre un piacere, anche se si percepisce che sei amareggiato e arrabiato”. Ciao pupa Celeste, cero sono arrabbiato e anche parecchio arrabbiato, perché la mia assegnazione in questo posto la vivo come una istigazione a delinquere. E’ pazzesco! In un posto molto ristretto hanno ammucchiato una moltitudine di ergastolani (pazzi!). Scrivi: “Per tuo figlio sei il suo guerriero…”. Questa è la cosa che più mi spaventa. Ti abbraccio affettuosamente. Gino.

–LUCIANO: Ciao carissimo Luciano, ritrovarti è stato un vero piacere. Davanti a me quanto hai scritto in maggio 29 2014: “Vorrei  scriverti tante di quelle cose, in merito alla società e non solo”. Conoscendo la persona preparata quale tu sei, posso immaginare. Grazie per il consiglio, ma a tal proposito voglio tranquillizzarti: nella parete del mio letto c’è una gigantografia che raffigura Nicholas… a  presto di presenza. Baci. Gino.

–ROSSANA: Ciao Rossana cara. Rileggo quanto hai scritto in maggio 20  2014. Scrivi: “Anch’io mi chiedo perché non rispettano la famiglia, facilitando loro il già difficile percorso morale e logistico…”. La tua sacrosanta considerazione mi fa pensare che tu sia una brava donna. Non è che avessi dei dubbi. Ah, io la risposta ce l’avrei, e siccome in quanto criminale coglierei nel segno, è meglio tacere (“chiuderebbero il Blog”). Gente frustrata e infelice. Un forte abbraccio e baci. Gino.

–PINA: Ciao Pinuzza. Con tanto piacere rileggo quello che hai scritto in maggio 20   2014. Per la miseria, ce l’hai fatta. Finalmente sei in Australia. Congratulazioni per l’arrivo di Luna. Per quanto riguarda il mio pellegrinaggio da un posto all’altro, è probabile che tu abbia ragione: “sono silurati mentalmente”. Ma io non credo sia stata una scelta felice. Vedrai che quanto prima mi cacceranno anche da questo posto. Bene, ti abbraccio forte. Gino.

–ALESSANDRA LUCINI: davanti a me quello che hai scritto in maggio 20 2014: “Fa pensare  che io speravo di chiudere gli occhi su un mondo migliore”. Aoh, ma perché dovresti chiudere gli occhi? Comunque ho capito quando dici che l’imbarbarimento della società è pericoloso. Dici una cosa sacrosanta. E allora mi viene da pensare. Ma non erano i criminali ad essere considerati barbari? Ora, dico io, ma una società barbara a chi giova, a chi gioverebbe? Per quanto riguarda la mia di lotta, come sai non ho mai dormito. Riposo ma non dormo. Tra una arrabbiatura e l’altra mi sto curando a dovere. Sono in ottima forma. Non mi farò cogliere impreparato. Nella mia  testa tanta confusione, ma non una sola certezza. Indietro non si torna. A presto e porta una amica. Baci. Gino.

–VALERIA: Non ricevo tua posta da una decina di giorni e questo fatto mi rende nervoso. Si lo so, è il lavoro… e allora a presto, un forte abbraccio. Baci. Gino.

–NICHOLAS: Ciao amore mio. Poche righe per dirti che sai tutta la mia vita e che non vedo l’ora di rivederti. Un abbraccio alla tua mamma. Ti amo immensamente. Papà.

Approfitto di questo spazio per salutare Giusi, Adriana, Maurizio, Francesca, Giuseppe, Davide, Santina, ecc.ecc. Altresì per ricordare agli amici e ai parenti che è tempo di abbonarsi all’Ass. Fuori dall’Ombra. Grazie. Vostro Gino.

Marcello Dell’Anna risponde ai commenti

sfondes

In questo post pubblico le risposte che Marcello Dell’Anna -detenuto da alcuni mesi a Nuoro- ci invia in relazione ai commenti che sono giunti ai suoi testi.

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Per  Alessandra Lucini

Cara Alessandra. Scusami se solo ora riesco a scrivere e rispondere ai tuoi commenti, alle tue oculate osservazioni scritte in merito alla mia vicenda e anche ai testi che ho voluto far mettere sul blocca. Ringraziarti forse sarebbe troppo  poco dato che oggi giorno la maggior parte delle persone dell cd. Società civile (civile di cosa?) destinano una limitata attenzione a noi che siamo considerati gli “ultimi”, quelli  che sono  dei “vivi-già-morti”. Ma mi accontento di voi…perché  pur  poche  nel numero siete smisurate d’animo. Il vostro grande cuore fa  di voi delle persone davvero uniche..

 

Per Pina

Cara Pina, chiedo scusa  per il ritardo con il quale  rispondo alle   tue parole . Mi sono state di grande conforto, per diversi ordini di ragione. La solidarietà che destini a persone  come noi, detenute ed ergastolane, che i “tanti” vorrebbero che  fossero…buttate le chiavi in mare..., non sapendo nemmeno se, mentre proferiscono queste disconnessioni, il loro cervello stia  elaborando concetti concreti e logici. Cara Pina, il tuo porgere la mano agli altri in momenti di bisogno ti rende onore e fa di te una persona eccezionale. Io non ti conosco…ma credo che se del tuo tempo ritieni ritagliarne una parte per noi, lo fai perché lo senti col cuore, perché vuoi dare conforto a chi necessita e non per passare dell’insignificante tempo davanti ad un computer.

 

Per Laura Rubini

Cara Laura, anche a te chiedo scusa  se solo ora rispondo alle parole di sostegno e conforto che hai usato nei miei riguardi. In questi luoghi è difficile (ma non impossibile)  vincere l’ozio e spezzare la catena della solitudine in sui spesso noi detenuti restiamo confinati. Ebbene, se qualcuno dovesse domandarmi se in carcere viene data attuazione al trattamento rieducativo gli risponderei semplicemente che questi luoghi, nella stragrande maggioranza delle volte, peggiorano le persone rendendole più criminali di quando sono entrate e non per volontà del reo ma  per inettitudine dello Stato, per mancanza di attività, di lavoro, di istruzione. La rieducazione del detenuto non dovrebbe diventare un aspetto  secondario  rispetto  alla  condanna . Per me la rieducazione è stata una “lotta” che ho dovuto e voluto affrontare con me stesso, con i miei pregiudizi, con la mia diffidenza, col mio modo di pensare deviato e deviante, col mio modo di essere, con pseudo-valori e pseudo-regole di comportamento che mi tenevano davvero “prigioniero”. Da quella lotta ne sono uscito vincitore sconfiggendolo (ahiloro) anche chi pensava che io come ero …continuavo ad essere. Oggi, invece, posso dire di sentirmi davvero  “libero” , una persona diversa e migliore.

 

Per Giuseppe Rotundo (alias Giuseppe dei cavalli)

Caro Giuseppe, grazie per le tue parole di sostegno e grazie per aver riconosciuto in me una persona cambiata e migliorata. Spero che questa mia scelta di vita serva anche da monito a tanti giovani nostri compaesani che sono nel limbo della devianza Perché la devianza non è una condizione statica ma transitoria e, quindi rimessa solo ad scelta coraggiosa e responsabile in capo a colui il quale decide di voler cambiare veramente. Credimi, si può cambiare solo se lo si vuole davvero. Ne vale la pena Giuseppe. Perché essere nel limbo è come essere prigioniero per sempre. E benché io sia in carcere da oltre vent’anni solo ora, paradossalmente, mi sento davvero “libero”. In questi ambienti si possono più facilmente smarrire il senso della vita e il valore della dignità personale cedendo alla sfiducia e alla disperazione. Il carcere dal punto di vista sociale e logistico è emarginato per ovvi motivi di sicurezza, ma anche perché la cultura del sospetto e della condanna prendono il sopravvento  su quella della prossimità e del recupero. Occorre invertire la tendenza a creare un nuovo modo culturale di pensiero; quello stesso pensiero che mi ha fatto scegliere di mettere al primo posto della scala  dei valori l’amore e il rispetto per la mia famiglia. Sebbene, “il grande problema non è la malvagità dei disonesti, ma l’indifferenza degli onesti” (Martin Luther King)

 

Per Antonella Esposito

Cara Antonella, mi dispiace se solo ora posso rispondere alla tua cara lettera che ho tanto apprezzato per la tua forza d’animo e il sostegno che hai voluto darmi. No Antonella! Non sei stata affatto prolissa, anzi, spero che tu porgerai sempre la tua mano al prossimo. Non sapevo che sei una Testimone di Geova. Ritengo che la vostra dottrina, fondata sull’interpretazione letterale della Bibbia, sia molto interessante  atteso che ruota anche attorno all’attesa dell’estensione del Regno di Dio alla terra, come tu mi fai cenno anche nella tua. Inoltre, voglio dirti che ammiro il consistente tempo che dedicate con impegno al proselitismo della parola della Bibbia, e di Geova Dio, attraverso la predicazione porta a porta, a anche attraverso le vostre riviste. Credimi, Antonella, non immagini quanto desidero che sulla terra non ci siano più sofferenze, guerre, infermità, regnando la pace e l’amore, veri antidoti per una serena e pacifica convivenza. Purtroppo, così non è, e oggi giorno dobbiamo scontrarci coni le più atroci tragedie umane e della natura. Questa classe dirigente poi è diventata la vergogna peggiore degli ultimi tempi. Ladri, corrotti e corruttori, la cui colpa è solo e soltanto nostra. Sarebbe ora che tutti gli italiani aprissero gli occhi e buttassero fuori dalle sedi di potere questi farabutti. Ci vorrebbe veramente una rivoluzione politica. Perdona questo mio estremismo, ma sono anni che guardo le peggiori nefandezze politiche. E poi …io vengo “deportato” in Sardegna. Ritornando sulla Bibbia, di cui tu mi parli, ritengo che sia senza dubbio un testo che non tutti possono comprenderne l’alto valore sociale, scientifico, culturale, giuridico e divino. Ciò perché è stata scritta da “uomini normali” ma la cui mano però è sicuramente stata dettata da Dio. Antonella scusa la mia brevità nel risponderti e spero che tu legga presto queste mie parole.

 

 

Piero Pavone risponde ai commenti

Pubblico oggi le risposte di Piero Pavone -detenuto a Spoleto- hai commenti giunti alle foto pubblicate nel post del 23 luglio (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/07/23/due-immagini-di-piero-pavone/).

Prima di esse, ho inserito un piccolo messaggio che Piero ha scritto per gli amici del Blog.

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Agli amici del Blog.

Ringrazio sempre tutti per gli apprezzamenti per i miei dipinti. Non so se ho tutti questi meriti artistici, ma ho il dovere etico di credere alla genuinità di quanto affermate. A parte questo ho riscontri estrinseci, ovvero extra dei vostri, che sono positivi, pertanto devo credere che piacciono davvero. Sicuramente non mi monterò la testa. Non è nella mia natura anche perché so dei miei limiti. Comunque, il mio grazie è molto più profondo di quanto voi lo possiate percepire. Altresì voglio che sappiate che fate molto più di quanto crediate. I vostri riscontri sono veri sproni e segno di grande affetto, cui è dato sulla fiducia, giacché personalmente non mi conoscete, quindi questo è più incisivo. Spero che in futuro possa ancora deliziarvi con i miei elaborati  con i miei elaborati e voi con i vostri riscontri quali conto siano sempre sinceri, nel bene e nel male, poiché le critiche negative-costruttive son indice di crescita. Idealmente abbraccio tutti voi con affetto e calore sincero.

Piero pavone.

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Per Alessandra Lucini (5 agosto): Ciao Alessandra. Il tuo recente riscontro, come del resto i precedenti, è molto lusinghiero. Commenti le mie ultime foto che immortalano me e sullo sfondo s’intravedono i miei dipinti, alcuni in fase di ultimazione. Il tuo commento è molto accattivante soprattutto quello che fai sulla mia persona, quando dici che ho il viso simpatico, aperto e, gli occhi molto furbi. Non credo che sia stato tanto furbo se alla fine mi sono fatto ingannare dalle false promesse e da cosa insulse e illusorie. Sai, pensandoci bene forse hai ragione a dire che gli occhi non sono molto furbi perché le foto le ho fatte poco tempo fa, quando già mi ero conto di tutto e mi son fatto un po’ più furbo. Scusami e ti ho redarguito ingiustamente, le avevi lette proprio bene le foto e soprattutto gli occhi che sono lo specchio dell’anima. Ma sappi che ci sono voluti molti anni e diverse condanne affinché quegli occhi si aprissero. Tuttavia, come si suole dire: “meglio tardi che mai”. Lo so, è magra consolazione, ma sarebbe ancora peggio se quegli occhi pieni di vita fossero ancora velati da…. Grazie cara Alessandra, per l’affetto e la considerazione che dimostri ad ogni occasione. E’ delle persone come te che noi abbiamo bisogno, persone che credono in noi, persone senza pregiudizi, preconcetti… Le persone speciali come te sono terapeutiche. Ti abbraccio caramente.

Per Nino Pavone (16 ottobre): mio stupendo fratello è comprensibile, è ovvio che i tuoi  occhi mi vedano bello perché mi guardi con gli occhi dell’amore, quell’amore indissolubile che va oltre. Tuttavia sono lusingato per l’infinito amore che mi doni quotidianamente e che mai perdi occasione di palesarlo. Sappi che anche i miei occhi ti vedono bellissimo, sol che tra me e te c’è un piccolo particolare, ossia che tu oggettivamente lo sei e io un po’ meno. Oltre alla bellezza estrinseca, che è evidente a tutti, hai quella intrinseca che è immane e che pochissimi, oltre me, conoscono veramente la sua reale grandezza e soprattutto la sua profondità. Ciao Ninì, mio meraviglioso fratello, ti amo sopra ogni cosa e ti ringrazi veramente d’esistere. Senza te sarei perso, non potrei vivere.

Per Francy (24 ottobre): ti ringrazio profondamente per il tuo complimento: “Allegro e simpatico…”. Mi sento rappresentato dagli aggettivi che hai usato per descrivermi. Infatti, nonostante tutto, sono quasi sempre di buon umore. Quanto a simpatia credo pure d’averla, mi riferisco alla simpatia caratteriale. Quella esteriore è soggettiva giacché si può più o meno piacere.

Per Sandra (24 ottobre): ciao Sandra. Sono molto compiaciuto per i complimenti che mi hai fatto vedendo le mie foto. Credo a ogni parola che hai espresso perché so della tua sincerità nell’esternare i sentimenti. Non ho mai avuto dubbi del bene che mi vuoi, così come tu non dovrai averne sul mio. Cesserò di volerti bene quando finiranno i miei giorni, perché ci legano dei memorabili ricordi di tempi remoti. Rievocano la nostra fanciullezza-adolescenza e questi rimarranno sempre dentro il cuore. Quindi, come non volerti bene, come dimenticarmi di te? Impossibile! Sono altrettanto lusingato per la grande considerazione che hai in  me. Spero, un giorno non lontano, di poterti rivedere. Mi farebbe tanto piacere raccontarci di questo ultimo ventennio. All’incirca è questo lasso di tempo che non ci vediamo-sentiamo. Un po’ troppo! Non ti pare? Un bacione.

Giuseppe Reitano risponde ai commenti

Giuseppe Reitano ci ha inviato le risposte ai commenti giunti alla sua lettera con la quale informava tutti i lettori del Blog di non essere più un ergastolano ostativo (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/06/24/video-con-le-opere-di-giuseppe-reitano/#comments).

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— Per Rossana: Con infinita stima ti ringrazio, gentilissima Rossana, è la prima volta che leggo un tuo commento sui miei dipinti, sono felice di leggere ciò che tu mi dici. Io di fronte alle vostre parole, ai vostri commenti, mi sento piccolo come una formica, penso che non potrò mai ripagarvi per la vostra gentilezza. Certo devo dire grazie anche a Pamela un Angelo, senza di lei io non potevo farvi conoscere ciò che vedete. Carissima Rossana a parole non potrò mai descrivere l’emozione che ho potuto vivere nei giorni che sono stato libero!!!! spero che presto Pamela possa organizzare una mostra con i miei dipinti, in questo modo tutti voi che mi seguite possiate assaporare dal vivo le stesse emozioni che voi mi date con i vostri scritti. Credo che se comunicate con Pamela possiate sapere prima di me quando ci sarà una mostra con i miei dipinti. Spero a presto, auspico che presto potrò conoscerti e descriverti i miei dipinti dal vivo in una mostra, con stima e affetto ti dico grazie per le tue parole, un forte abbraccio, Giuseppe Reitano.

— Per Alessandra Lucini: Eccellentissima Alessandra sono tanto felice di leggere le tue parole, sono parole che escono da un cuore puro, sincero e  questo mi riempie di felicità.

Ti dico grazie per il sostegno che mi hai sempre dato. È vero, i miracoli esistono, siamo noi esseri umani a non volerli capire per non accettare che c’è qualcuno superiore a noi umani che ha creato l’universo, che può fare tutto ciò che noi non siamo in grado di fare, come i miracoli.

Per la mostra spero di avere la possibilità, tramite Pamela di poterla fare a Roma, spero sia vicino dove puoi essere presente anche tu. Ti posso dire che fuori è come mi hai descritto tu, ed io mi sento come un bambino che scopre le cose per la prima volta. Ti dico che hai ragione, senza la mia famiglia ero perso, tutto è cambiato, anche se, come dici tu stessa con l’aiuto dei famigliari  ci si abitua presto, ma è ancora poco, poiché mi è difficile capire tutto in poco tempo, poi un paese nuovo senza conoscere le vie se non c’è chi ti guida ti perdi. Per questo ci vuole l’aiuto dei familiari. Ti dico ancora grazie e anch’io t’invio un forte abbraccio di vero cuore. Giuseppe Reitano.

— Per Pina Zito: Carissima Pina, ogni tuo commento sui miei dipinti è sublime, rispecchia la realtà di tutto ciò che io ho dipinto, surreale con il reale. Pensa un po’ e vedi che la mia vita vissuta in questi luoghi, dove si vive il reale e il surreale, non è pensabile che si possa vivere nella realtà, io ho sempre cercato di trasmettere attraverso i miei dipinti, il mio stato d’animo e tu sei brava a leggere ciò che io ho dipinto. Per questo ti dico ancora grazie per le tue parole. Con infinita stima, un forte abbraccio Pino Reitano.

— Carissima Pamela, a te cosa devo rispondere? Sai che ho portato il camice rosso per vent’anni! Il tempo dove non sembravo un condannato, ma lo ero, con l’ostatività sei un condannato a morte, proprio come nei film americani, solo che qui non ti mettono sulla sedia elettrica ma ti fanno sperare la morte per liberarti della non vita, ma ringrazio Dio adesso come tu stessa mi dici adesso non sono più un condannato a morte ma un condannato alla vita e auguro a tutti di essere condannati alla vita e non più alla non vita o alla morte.

Altro! Spero di non darti altro disturbo, salutami Alfredo e digli che lo vogliamo come partecipante alla nostra mostra.

Con infinito bene ti abbraccio tanto, pensa sempre che sei il mio Angelo in terra e non potrei sopravvivere senza la tua dolcezza, con affetto Pino Reitano.

Poesie e risposte ai commenti.. da Salvatore Diaccioli

L’ undici marzo abbiamo pubblicato una intervista a Salvatore Diaccioli -detenuto a Carinola- giuntaci attraverso Carmelo Musumeci (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/03/11/intervista-a-giuseppe-diaccioli/).

Salvatore ha letto i commenti che sono arrivati e ci teneva a rispondere, soprattutto alla nostra Maria Chiara. Inoltre ha intervallato i tutto con alcuni suoi momenti poetici, e ha aggiunto alla fine una sua lunga poesia-preghiera.

Benvenuto tra noi Salvatore..

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(..)

Alfredo, tramite Carmelo Musumeci, è arrivato dal Blog una lista di domande tra cui gli interventi di Maria Chiara Sicari, Alessandra Lucini e Pina Zito. Volevo ringraziare queste persone e tutti gli altri che sono intervenuti con le loro critiche e apprezzamenti, a tutte ho scritto due righe. Volevo anche donare a tutte le persone e tutti gli altri che sono intervenuti con le loro critiche e apprezzamenti, a tutte ho scritto due righi. Volevo anche donare a tutte le persone che visitano il Blog tre poesie e una preghiera scritta da me. Informo anche che a me non dispiace rispondere alle vostre domande che ognuna di noi vorrebbe farmi.

–Volevo anche dire ad Alessandra Lucini che sarebbe una bella cosa riuscire a fare un confronto dal di dentro al di fuori da queste quattro maledette mura. Chi sa, magari un giorno possiamo fare questo confronto. Mi scrivi che aspetti altre domande e risposte. Preziosa amica mia, io non saprei che domande fare, magari vuoi farmele tu, io sarò felicissimo ti risponderti.

Ti abbraccio e ti mando tante cose belle.

L’incantesimo

La tua bocca è un invito,

i tuoi baci sono un incantesimo

e l’infinito del tuo essere

per perdersi nell’ardore

(da “L’uomo dei sogni” di Salvatore Diaccioli)

Pina Zito ho molto apprezzato quello che mi hai scritto, tante persone che vivono la vita diversamente da me necessiterebbero ascoltare o leggere queste tue magiche note di parole. Io continuo a vivere come ho sempre fatto, cioè alla giornata. Un abbraccio per tutti e due.

CUORE DI DONNA

Dolce è la tua anima

e rapace la tua passione

in un mondo veloce e lontano

che non si lascia raggiungere.

(da “L’uomo dei sogni” di Salvatore Diaccioli)

 

Maria Chiara, no, non mi sei apparsa né cattiva né tanto meno insensibile, la tua logica è lineare. E’ vero quello che hai scritto cioè che ho alle spalle un passato senza riferimento, ma non privo di educazione

Che tu non giustifichi la mia posizione giuridica è sacrosanto (nemmeno io mi giustifico).

Nella mia prima risposta non ho scritto che sono un angioletto né tanto meno una vittima, sebbene in qualche modo vittima mi sento (come d’altronde lo siamo tutti, se pur ingiustificabilmente) dal momento che veniamo al mondo con un peccato “ereditato” dai nostri avi per “eccellenza” che non ci appartiene.

Io magari mi sento più vittima, perché oltre quel peccato “ereditato dopo la mia nascita” me ne ritrovo altri ancora più sofferenti fisici e psichici.

Dalla mia prima domanda c’è poco da rispecchiare, magari se conoscessi la mia vita potresti cambiare parere e, nonostante non mi diresti “povero diavolo”, sicuramente ti amareggeresti.

Sono vittima per essere stato strappato dalle braccia dei miei genitori e dato in affido in un istituto collegiale;

mi sento vittima perché le persone che mi anno preso in affido invece di proteggere la mia infanzia l’hanno violentata con sevizie di ogni genere;

sono vittima per avere trascorso la mia infanzia senza accanto i genitori che mi amavano e proteggevano la mia crescita;

sono vittima della giustezza;

mi sento vittima perché il nostro sistema penitenziario non funziona come sarebbe giusto che funzionasse, sebbene abbiamo ottime leggi che sono state abrogate da altre leggi che non aiutano a reinserimento o al ravvedimento del detenuto.

Sono vittima di quei giudici che mi hanno tolto la vita con una condanna infame, “fine pena mai”, solo sulle dichiarazioni (senza nessun riscontro oggettivo) di persone che hanno barattato la loro libertà dando in cambio false dichiarazioni.

Mi sento vittima di quei Magistrati di sorveglianza che pretendono, dopo 20 anni di espiazione pena, senza nessun richiamo o rapporti, di non concedermi  un permesso se non aderisco all’art. 58 ter, cioè mettere un altro al mio posto.

Tutto questo per dirti Maria Chiara che giudicare gli altri senza conoscerne le ragioni talvolta è cosa molto facile. Io non mi sento vittima per essere stato condannato (giusto o sbagliato che sia), ma lamento il modo esagerato e vendicativo  della pena. Dipende da quale finalità si assegna alla pena.

Solo dopo un’attenta riflessione in scienza e coscienza sulle finalità della pena in Italia si può esprimere  un giudizio appropriato, altrimenti esso sarà viziato o da un sentimento giustizialista o da uno di pietas, due forme di sentire che non hanno nulla  a che vedere con la logica, la razionalità, la ragione e il pragmatismo.

Se la pena ha solo una funzione punitiva e retributiva, allora ci sta tutto: privazioni, sofferenze, tortura, castigo e supplizio.

Se poi durante l’esecuzione della pena mancano tutti gli altri elementi del trattamento, a cominciare da un percorso di formazione e di lavoro, allora questo dimostra che il sistema è rimasto tale questo attuale sistema e questo di sistema non siamo noi uominini.

Insomma, se da un sistema carcerario così come quello che c’è in Italia si esce più cattivi e più ignoranti di prima e, se nel frattempo si sono alienati i legami familiari per le difficili condizioni cui devono sottostare anche loro durante la detenzione del congiunto, allora diviene ancora più difficile trovare una propria collocazione nel tessuto sociale! Quando si è in ritardo rispetto alla società si è sempre precipitosi: essere in ritardo significa essere fuori dal tempo. In fallo! Se poi si è anche soli allora non si ha bisogno di relazioni legittimanti.

La pena, invece, in una società disciplinare come la nostra, ha bisogno di un’occasione di riscatto e di riqualificazione umana, non di prigionia che non è, né di formazione né educazione, ma un’esistenza vuota, prima di contenuti UMANI, che sospende temporaneamente e per certi versi aggrava il corso della vita dei reclusi, segnati, non insegnati da uno stato di cattività, che priva non solo della libertà, ma anche e soprattutto dei bisogni più elementari dell’uomo.

L’ANIMALE in cattività, una volta libero, non sa più stare con i suoi simili e l’unica forma di relazione che conosce è la violenza. Una volta che si sono perse quelle che legittimavano la propria appartenenza e le proprie azioni, significa essere sciolti da ogni regola.

L’ostacolo più grande ad ogni iniziativa di riforma è sempre la stessa motivazione: la sicurezza della collettività prima di tutto! Ma se una carcerazione esclusivamente punitiva non restituisce uomini migliori e l’imperfezione del sistema sociale produce un deviato su dieci, mentre il carcere che ha il compito di disciplinare la vita di chi ci vive dentro non riesce a farlo per l’inesistenza di un trattamento preventivo. Andando avanti con gli anni la società sarà sempre meno sicura, perché ai deviati di domani si sommerà la recidiva dei primi. La restituzione invece deve essere l’arte della relazione educativa e della giustizia, del rimettere a posto la vita, non com’era prima ma come non lo è mai stata. Con stima e simpatia per Maria Chiara.

IL PRIGIONIERO

Pulviscolo di stelle

caduto per abbracciare il mondo

sei precipitato

nel suo cratere, colmo di oblio

che nasconde la tua luce

tra l’oscurità.

(da “L’uomo dei sogni” di Salvatore Diaccioli)

 

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PENSIERI DI UNA NOTTE D’INSONNIA

L’oscurità della notte,

porta le cicale a cantare alla luna

e le stelle danzano  con le loro luci splendenti

questo eterno canto d’amore.

Ed io, statua di sofferenza,

davanti alla mia finestra inferriata,

con gli occhi chiusi e l’eco remoto

della mia felicità svanita

accarezzo la mia anima

con un lungo respiro,

due lacrime scivolano

lungo le mie guance

e il mio pensiero si

eleva solitario.

Gesù mio,

tu che hai sopportato

da solo il peso di tutti

i peccati di noi uomini,

tu che assolvi i più fragili

e condanni gli ipocriti

e non trascuri quelli

che ti sono stati vicino

e che credono in te,

accogli questi miei

pensieri e falli tuoi,

ascolta i miei sospiri

e falli tuoi,

allevia la mia sofferenza

che è anche la tua sofferenza.

Ho camminato a lungo

un sentiero accidentato

e comincio a sentirmi stanco.

Tu sai bene

che mai ho amato essere

ambizioso.

Ma ho molto inseguito

il cammino della menzogna

e del peccato,

ma ciò non è stato  fatto

per ribellarmi alla

tua giustizia,

ma alla giustizia

di noi uomini.

Stanotte mi sento dentro

una fossa che io stesso

ho scavato.

Gesù mio,

tu conosci le mie sventure,

le mie colpe, non rimproverarmi

della tua collera.

Tu che conosci

il mio addolora mento,

le inquietudini, ed il

tormento della mia

anima, non punirmi

del mio sdegno.

Gesù mio,

tu che hai provato

il mio cuore e sai

che è privo di

malizia, ma colmo

di rimorsi e

indignazione,

indicami, sorreggimi,

purifica il mio essere

e accetta il semplice

amore del mio

cuore infelice.

Tu sei,

tu sei il grande,

tu sei il padrone

del cielo.

Tu sei l’esempio

di tutti noi.

 Diaccioli Salvatore

 

 

A CITTA E PULECENELLA: cronaca di un teatro in carcere e risposte ai vostri commenti, di Gino Rannesi

Dopo una breve pausa, ritorna a scrivere sul blog Gino Rannesi, che riparte descrivendo la giornata in cui a Spoleto ha recitato nel teatro del carcere:

A CITTA E PULECENELLA.

Salve, il perché di questo titolo, A città e pulecenella, lo capirete da voi. Grazie a tutti per gli auguri di buon compleanno. Vi voglio un sacco di bene, anzi, due sacchi. No, no, di più…

Rieccoci, come avrete saputo ultimamente sono stato poco bene, ma adesso è passato. Lo stress a cui sono stato sottoposto ultimamente mi ha messo ko. Il 15 dicembre sono stato al tribunale di Perugia, non è andata bene, ma neanche male. Abbiamo fatto un altro piccolo passo in avanti. Nel pomeriggio di quello stesso giorno sono stato tra i partecipanti ad un incontro con il Senatore del P.D. Francesco Ferrante. L’incontro è avvenuto nella sezione degli AS1. Ognuno dei presenti, circa una ventina di persone, tutti ergastolani rigorosamente ostativi, hanno potuto dire la loro. L’ho fatto anch’io: Senatore, molti dei suoi colleghi non perdono occasione per affermare che in Italia l’ergastolo non esiste, ossia, esiste solo sulla carta. Sono in tanti quelli che ci credono. Anch’io ci ho creduto, ragion per cui ho vissuto gli ultimi 20 anni della mia vita facendo progetti. Progetti che hanno creato delle aspettative. Solo qualche anno fa ho scoperto di essere un ergastolano ostativo, ragion per cui dovrei morire in galera.. Le nostre argomentazioni sono state documentate. Bene, il senatore Ferrante è stato di parola, questo infatti si sta adoperando per chiedere una interpellanza parlamentare, inoltre un disegno di legge perché venga abrogato l’ergastolo, quanto meno quello ostativo. Tra gli accompagnatori del senatore anche l’Amica Nadia. Prima che tutti andassero via Nadia ha trovato il tempo per avvicinarsi alla mia cella, e dopo che questa ebbe a scrutarla le chiesi: Quando dico che la mia cella è un cesso, non dico forse una cosa sacrosanta?…Si,si, dici bene.

Una giornata stressante quella del 15. Ma mai quanto quella del 16. Il teatro. Solo pochi giorni prima ci è stato comunicato che il D.A.P. aveva dato l’autorizzazione affinché i parenti degli attori che ne avevano fatto richiesta avrebbero potuto assistere allo spettacolo. Ho telefonato a casa: Hanno autorizzato, voglio che Nicholas possa assistere allo spettacolo. Prove e contro prove mi hanno snervato. Lo spettacolo sarebbe dovuto iniziare alle ore 15 in punto. Pochi minuti prima all’inizio, ecco che hanno fatto il loro ingresso alcuni parenti. Ma non i miei, chiesi lumi. Qualcuno disse che la mia famiglia tardava ad arrivare. Ma io sapevo che la mia famiglia era già arrivata.

Uscii dalla sala. La regista con il microfono in mano: Gino Rannesi è pregato di rientrare, lo spettacolo inizia. Gli agenti: Rannesi, la chiamano, senza di lei lo spettacolo non può iniziare…

Se non vedo la mia famiglia in sala col cavolo che parte lo spettacolo. Il più alto in grado in tutta fretta si adoperò del capire del perché i miei familiari non erano ancora entrati. Questo si recò all’esterno ed ecco che pochi minuti dopo in lontananza apparve una Donna che teneva per mano due bambini, Nicholas che finalmente aveva potuto realizzare il suo sogno, ossia, quello di andare oltre a quelle che sono le salette dei colloqui, e Alfio, un mio nipote di 9 anni. Dietro di questi un mio fratello, il papà di Alfio. Gli andai incontro, Nicholas e  Alfio fecero altrettanto, mi inginocchiai ed ecco che i due mi arrivarono addosso, quasi mi travolsero. Li presi in braccio e di corsa mi avviai verso la sala teatro. Feci il mio ingresso con i bambini in braccio, sistemai Nicholas in prima fila, appena dietro gli altri parenti. La regista fece un respiro di sollievo. Si parte, ecco che mi trovai dietro le quinte. Ero distrutto, tutti gli altri attori come da prassi avevano passato gli ultimi dieci minuti rilassandosi e pensando alla propria parte, io invece li avevo passati “litigando” con tutti e tutto. A parte il nervoso per il fatto che per questioni burocratiche i miei cari avevano fatto il loro ingresso con molto ritardo, ero agitato ed emozionato. Nicholas sedeva in prima fila. Sbirciai dalla tenda che chiudeva le quinte e lo vidi, era seduto fermo e immobile. Allora parlai con me stesso: Gino,tira fuori gli attributi e dai il meglio. Ecco, ci siamo. Fui io a bussare ad una porta: Toc,Toc,toc. Il padrone di casa: Ciccio, a porta…La porta si aprì ed ecco che unitamente ad un altro soggetto feci il mio ingresso sul palco. Guardai Nicholas, dopodiché feci la mia prima battuta, quella che aprì lo spettacolo. Ad ogni battuta corrispondeva una risata generale da parte del pubblico, di tanto in tanto fummo interrotti dagli applausi. La scena a cui ho preso parte era composta da cinque persone. A detta della critica è stata la scena più bella. Ed è vero. Finita la mia parte uscii da dietro le quinte e di soppiatto mi avvicinai a Nicholas. Lui stese la sua manina in avanti e disse: Devo farti i miei complimenti. Per un po’ presi posto nella seconda fila, Nicholas seduto sulle mie ginocchia mentre sua madre sedeva accanto…:Caspita, sei stato bravo, sembravi un vero attore. Disse lei…

-Non è ancora finita, fra poco unitamente ad un mio amico napoletano e ad una donna la stessa che fa parte del complesso canterò una canzone: la città di Pollecenella…

Non mi dilungo. Dopo l’iniziale arrabbiatura dovuta al fatto che per motivi burocratici la mia famiglia tardava ad entrare, quello per me è stato uno dei giorni più belli degli ultimi 20 anni.

Finito lo spettacolo, mano nella mano con Nicholas e la sua mamma ho percorso un lungo corridoio. Li accompagnai sin dove mi è stato consentito. Nicholas ha 8 anni: Quando potrò rientrare per rivedere tutti i tuoi amici?… Tutti i presenti della sala hanno avuto tante attenzioni per lui, e non solo per il fatto che questo fosse un parente di Ginu Rannisi. Nicholas, infatti, è conosciutissimo. Nel 2003 e poi ancora nel 2005 i media si sono occupati di lui. (cronaca rosa)

Gino Rannesi. Dicembre 2011.

 

PAMELA-Ciao Pamela!

Non sai quanto altro ancora viene omesso con l’intenzione di farlo.

Capisco. Anche se mi sono definito nessuno, capisco eccome.

Quanto hai scritto il 18 Dicembre mi ha molto colpito. Non ti considero “nessuno”. Piuttosto sono del parere che persone come te, che hanno vissuto il tuo stesso percorso nelle loro singole esperienze, siano qualcosa di molto prezioso per la società cosiddetta “libera”. Non posso che compiacermi per il fatto di avere sempre affermato che le Donne sono migliori degli uomini…

Lo spettacolo è andato bene. C’è stata tanta merda. Ragion per cui la sala era strapiena. Per i motivi che puoi immaginare, subito dopo lo spettacolo sono stato male. Lo stress, la gioia di avere avuto delle persone che amo in sala ad assistere allo spettacolo mi hanno “abbattuto”. Brividi di freddo come la febbre alta mi hanno tenuto a letto per qualche giorno.

Abbiamo molto da imparare da voi, e credimi: non è pura retorica. Ti credo Pamela, ti credo. Ti sento vicina. Parli con il cuore. I tuoi auguri per il mio compleanno sono stati molto graditi. Un affettuosissimo abbraccio. Gino.

 

LUCIANO- Ciao Luciano!

Innanzi a me quanto hai scritto il 19 dicembre.

Caspita! Ti sei sbizzarrito, hai fatto gli auguri un po’ a tutti.

Il fatto che il mio buon umore ti abbia ispirato a farlo non può che farmi piacere. Nell’associarmi non posso fare a meno di fare un augurio particolarmente forte e intenso a quello che un tempo fu anche il mio quartiere.

Luciano, anche questo Natale lo passerò all’interno di una dannata cella, anche il prossimo Capodanno lo  passerò all’interno di questa dannata cella. Tuttavia, ancora una volta qualcuno uscirà dal carcere per qualche giorno grazie alle mie istanze. Stamattina qualcuno a gran voce mi ha chiamato dalla finestra: Gino, scendi al passeggio, devo dirti una cosa importante.

Questo mi abbracciò e disse: Grande, mi hanno comunicato la concessione di un permesso di 13 ore, l’istanza da te redatta è stata accolta. Adesso dimmi, che ti porterò dall’estero?…

Quando feci l’istanza per Bruno, questo mi promise che se sarebbe stata accolta mi avrebbe regalato qualsiasi cosa. Quindi, per me era l’ora di passare alla cassa: Bruno, portami… Una richiesta indecente la mia che nè Bruno nè chicchessia avrebbe potuto esaudire.

Sono state veramente parecchie le istanze da me redatte che sono state accolte. Ma è mai possibile che solo quelle che faccio per me vengono rigettate?… Sta maturando. E quando sarà, a gran voce una sola frase:DAMA!!! Luciano, con uno scritto inviato l’11 dicembre, mi fai gli auguri di buon compleanno. Grazie mille.

Beh, per quanto riguarda gli auguri tra carcerati, specie se ergastolani, si fa molta attenzione per non farsi scappare: auguri di buon compleanno e cento di questi giorni. Ma questa è un’altra storia. Gli auguri dall’estero sono sempre molto graditi. Bene, adesso sono io che auguro a te e  famiglia un felice anno nuovo. Per ogni sogno che vorrete realizzare… Ciao Luciano. Ti voglio bene. Baci. Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI- Poco fa ho ricevuto la tua super graditissima letterina azzurra.

Sullo sfondo, dietro uno steccato, circondata dalla campagna una piccola chiesetta. Poi ancora appena fuori di questa persone che tengono per mano dei bambini che si accingono a fare il loro ingresso. Ecco, tra le altre cose, questa è la normalità. Quella normalità che oggi desidero fortemente.

Sempre più avvincente e sempre più appassionante… Certo, sai bene che non dovresti appassionarti a questi avvenimenti. Però???… Certo, ci vuole fegato, per domare la rabbia e l’orgoglio, intendo. Per il resto il coraggio distruttivo unito all’audacia… ma ci vuole fegato anche a seguire le regole. La casta ha già tanta pubblicità… e poi i giornali non possono occuparsi di storie di ordinaria corruzione. Chiuderebbero bottega. Bene, nel salutarti devo tranquillizzarti su un punto. Io, a cena ti ci porto. Lo giuro. Un carissimo abbraccio. Buon anno. Baci. Gino.

 

LA GAZZA LADRA-Ciao mia carissima gazza ladra, dopo una “breve” pausa rieccoci. Sai, a volte può capitare che anche i duri si ammalino. Per quanto mi riguarda negli ultimi 21 anni le volte che sono finito in fondo ad un letto sono state tre. E quando è accaduto è sempre successo subito dopo un evento che mi ha fatto emozionare e gioire. L’ultimo come da introduzione. Morfeo lo conosce eccome. Nella mitologia greca, era il dio dei sogni. Credo d’averne già parlato, sogno tutte le notti. Devo dire che Morfeo nei miei confronti non è stato sempre buono. Innanzi a me quanto hai scritto il 14 e il 17 dicembre. Eh! Sìi proprio avvincente il tuo romanzo… Mi fa piacere che tu lo dica, ma aspettiamo la fine. Comunque devo dire che hai affermato una cosa sacrosanta, ossia: Dimostra un rispetto che rispecchia l’educazione ricevuta in famiglia… Brava, hai colto nel segno…: e la morettina?… Meglio avrebbe fatto se non si fosse perdutamente innamorata di quella cosa fitusa. Le risposte del 15?… Certo, le ho sapute. Ho tolto un altro mattone da quell’infame muro che è l’ostatività… sta maturando. Bene, parliamo di donne. Scrivi: dunque… direi che il lavoro per una donna è il valore aggiunto ai valori innati e bada bene che ho detto valori, è verità assoluta perché sanno fare mille cose e le fanno bene… Pupa, sfondi una porta spalancata. Sottoscrivo parola per parola su quanto hai scritto sulle donne…

Dunque, le molle di coteville altro non sono che dei plantari che danno la spinta. Sei stata esaustiva. Scrivi: Percepisco una nota di tristezza nel tuo scrivere e da buon sagittario quale se io so che non l’ammetterai mai…beh, effettivamente hai colto un momento di difficoltà che mi stava attanagliando… è “passato”. Ho sentito la canzoncina, in sottofondo, ma l’ho sentita.

Aspetto la poesia che hai dedicato alla detenuta del carcere di Lecce… Ogni tanto qualcuna l’ho scritta anch’io. Però nessuno mai ne ha scritto qualcuna per me. Una mia parente romana, che saluto con un grande abbraccio, direbbe: tu sei er più. Ma è mai possibile che debba essere sempre io a sorprendere?… Ogni tanto vorrei essere considerato er meno. Chi ha orecchie per intendere intenda… Gazza ladra, ti saluto con un affezionatissimo abbraccio che va esteso a tutti i tuoi cari.

Baci Gino.

 

PINA- Ciao carissima Pina, scusa il ritardo con cui rispondo. Lo sai, sono un gentiluomo, mai farei un torto ad una Donna. Innanzi a me quello che hai scritto il 14 e il 18 dicembre.

Certo, capisco bene, conosci quello che era il Ramada meglio di me. L’ho conoscevo solo per il fatto che questo era uno degli alberghi più lussuosi di allora…

Certo, l’Alfio del racconto era un vero malandrino, e sappiamo bene come questi siano capaci di risolvere le proprie cose senza chiedere l’aiuto di chicchessia. Le proprie cose certamente, ma questa era una cosa che non riguardava lui, ma il proprio figlio. Ed inoltre la situazione in cui si era ficcato il figlio non poteva essere risolta facilmente… ma come si dice a Catania:virennu facennu.

“Confessi” che da soli tre anni ha imparato a fare i maccheroni, e che hai imparato dalla bisnonna delle tue nipotine australiane. Dunque, quando qualcuno mi diceva che scrivevi dall’Australia, aveva un qualche fondamento?… Perché io ho sempre risposto che ti sbagliano con qualche altra persona: Pina è catanese. Scrivi: Sento che sei stanco. Hai sentito bene, infatti pochi giorni dopo mi sono ammalato. Quando dico che sono stanco non mi riferisco al mio lavoro, quello neanche lo penso. L’altra volta ho scritto di essere stanco, certo l’ho scritto e l’ho anche detto.  Stanco perché stressato, stanco per tutte le cose che vorrei fare e che invece vista la mia condizione non riesco a fare. Per quanto riguarda invece la mia condizione fisica, sono una roccia. Non mi limito sola a lavorare, faccio anche palestra. Va bene, per il momento ti saluto. Ti abbraccio caramente. Gino.

 

CARLA FRANCESCONI- Ciao Carla, ho letto più volte quanto hai scritto il 13 dicembre.

Il racconto è avvincente. Ma in realtà… non è affatto esaltante. I bambini non dovrebbero crescere troppo in fretta… quello che tu scrivi non può essere la normalità. È bello che ne scrivi proprio perché chi legge possa rifletterci su. Bene, le tue riflessione mi sono state di grande aiuto. Non è affatto esaltante, sono d’accordo, ma non sono affatto sicuro che a tratti non risulti  essere proprio esaltante. Ecco, questo è stato uno dei motivi per cui ho temporeggiato sul pubblicarlo. Siamo sicuri che se letto da un ragazzino questo non risulti essere esaltante?

I  bambini non dovrebbero crescere troppo in fretta. Come non potrei essere d’accordo, tuttavia, questo è accaduto e ahimè temo accada ancora. E poi ancora sono d’accordo sul fatto che quello che ho scritto non può essere la normalità, non può e non deve esserlo.  È bello che lo scrivi proprio perché chi legge possa capire. Benissimo, e allora dico a tutti quelli che leggendo capiranno: attivatevi perché i bambini non abbiano a sopportare un carico superiore a quelle che sono le loro possibilità. La testolina di un bambino è simile a un salvadanaio… Ciao Carla, è stato un piacere. Gino.

 

LAURA RUBINI- Ciao carissima Laura, ho letto con piacere quanto hai scritto il 13 dicembre. Anche tu parli bene del protagonista del mio racconto. Scrivi: Ho letto con molto interesse questo capitolo, mi ha colpito più di altri. Parli del 6°: Colpisce per la sua generosità. Immagino avrai lettol’8° e il 9° capitolo. Tra le altre cose scrivi che: Immagino il momento dove il vivace deve salutare i compagni di cella, mi sembra una scena toccante… Beh, posso dirti che, sì, lo è. Una situazione simile l’ho vissuta anch’io. Le persone che più mi erano state vicino hanno pianto, i motivi per cui lo hanno fatto sono molteplici… Scrivi: Una tua affermazione mi ha fatto ridere “I magistrati della sorveglianza di Spoleto e quelli del tribunale di Perugia non ne possono più”. Come sai il 15 dicembre sono stato nuovamente a Perugia, il Pm mi avrebbe picchiato: Il Rannesi chiede un permesso di necessità, e con una sorta di artificio si è inventato dei nuovi motivi… in buona sostanza ha detto che stavo cercando di fare il furbo… :Signor presidente, il procuratore ha ragione, il motivo per cui chiedo un permesso di necessità è sempre lo stesso, quello che a questo Tribunale è ben noto… Il presidente sorridendo disse: Questo si era capito… Un abbraccio. Buon anno. Gino.

 

ANTONIA- Ciao Antonia, grazie per gli auguri.

Nel ritrovarti tra gli scritti che mi vengono inviati ho gioito. Capisco tutto, capisco che se non scrivi è perché ti manca il tempo e non certo per inerzia. Capisco, tuttavia però mi sento sedotto e abbandonato. Ti stimo. Il 9 dicembre ho compiuto gli anni, giuro me ne ero dimenticato. I parenti sanno che non è necessario ricordarmelo, gli amici non lo fanno perché in galera non si usa. Nadia, è stata lei la fonte rivelatrice. L’ha fatto perché mi vuole bene. Spero.  Detto questo i tuoi auguri così come di tutti gli amici del sito mi hanno fatto tanto piacere. Grazie. A presto. Baci Gino.

 

SABINA- Mizzica Sabina!!! Ciao pupetta del mio cuore, stavolta sono io a rispondere con molto ritardo. Davanti a me quanto hai scritto il 12 dicembre e poi ancora l’email del 21. Scrivi: Qualche giorno fa ti ho pensato xchè a Rebibbia c’è stata una partita tra i detenuti e la ss Lazio. Bellissimo, giocherei volentieri contro dei veri calciatori, quelli di Pomigliano erano sì bravi, ma non avevano la cattiveria del vero giocatore. Grazie per l’enorme abbraccio. Veniamo all’mail del 21: uso questo mail x scriverti che ti voglio tanto bene e che ti penso spesso. Ma come spesso, io ti penso sempre e tu invece mi pensi solo spesso?… Va bene va, vulemu fari i spacchi usi, e facemuli. Mi fai sapere che il 25 sarai a Rebibbia per assistere alla messa e che per l’occasione ci penserai in modo speciale.

Ecco perché stamattina mi fischiavano le orecchie. Grazie pupa. Parlando di cose concrete:

salutami Gaetano e digli testuali parole: Gino ti saluta, puoi consegnare direttamente a me i moduli che ti ha spedito, dopodiché invia i bollettini. Naturalmente compilati, in caso contrario, come ti acchiappa ti spacca la faccia… Probabilmente non li ha ancora spediti perché aspettava di parlare con te. Contattalo pure, è amico mio d’infanzia. Buon anno a te e famiglia. Ti abbraccio super fortissimamente forte. A presto. Baci Gino.

 

SPERANZA- Ci siamo persi, vuoi per il fatto che per qualche settimana non ho scritto, vuoi per il fatto che quella cosa fitusa non ti ha ancora sistemato il computer, ci siamo persi di vista.

Bene, nell’attesa di risentirci quanto prima, auguro a te e famiglia un felice anno nuovo. Un fortissimo abbraccio. Gino.

 

SALVATORE- Caspita! Hai ripreso a lavorare da dipendente?

Mi spiace. Ma l’importante è andare avanti. A proposito di cantare, nell’ultimo teatro tra le altre cose, unitamente ad altri due soggetti, ho cantato la città di Pulecenella, penso la conosci. È bellissima. La sto ascoltando mentre scrivo. Ricorderai come da ragazzino canticchiavo qualche canzone, ebbene, non ho perso il vizio di farlo ancora mentre lavoro. La più gettonata è: Reginella, e poi alcune di Carmelo Zappulla, ma anche di Adriano Celentano. Insomma, come si dice, l’uccello in gabbia se non canta per amore canta per la rabbia… Scrivi: Quando uscirai, xchè tu devi uscire, penso che faremo grandi cose. Contaci… così hai commentato il 7°episodio: Minghia! Questo mi viene da dire leggendo questo 7°capitolo. Speravo che questo ragazzino potesse avere un destino migliore. Lo speravo anch’io…(sogna Caterina) pur non sapendo ancora come finirà, l’hai definito un capolavoro unico. Grazie Turi… virennu facennu. Stammi bene fratello. Felice anno nuovo a te e famiglia. Bacioni tuo Gino.

 

CELESTE- I tuoi auguri sono stati super graditi, sono certo che vengono dal cuore. Non sono affatto banali. Certo, in genere agli auguri si aggiunge anche il regalo, ma tu il regalo me lo hai fatto tante volte, ossia, tutte le volte che hai scritto. Celeste ti voglio bene. Non sarai di certo la Celeste che ho conosciuto nei banchi di scuola della 3°media, ma ho il sospetto che tu sia del mio stesso quartiere o giù di lì… ti complimenti per il 6° e 7° capitolo. Grazie. Non è ancora finita, ma siamo molto vicini alla fine… Auguro un felice anno nuovo a te e famiglia. Baci, Gino.

 

NESSUNO-Salve signor nessuno, eccoci giunti ancora una volta al 24 dicembre. Oggi, è la vigilia di Natale. Per l’occasione la chiusura è stata spostata alle ore 21. Dalle ore 19 sino alle 21 unitamente agli altri uomini della sezione mi sono trattenuto nella apposita saletta della socialità. Abbiamo mangiato qualcosa per poi “brindare”. Rientrato in cella con un forte mal di testa, ho preso un antidolorifico. Dopodiché, sdraiato sul mio lettino presi a pensare alle cose che più mi stanno a cuore. Ho voluto aspettare la mezzanotte, così facendo ho ricevuto gli auguri da parte degli altri disgraziati, ma soprattutto ho potuto fare i miei… Bene, la mezza notte e già passata, siamo giunti al 25 dicembre. Un sentito buon natale a te che come me sei nessuno.

Buon compleanno a Gino Rannesi!

Come ogni settimana ormai, Gino Rannesi torna a scrivere per questo Blog alcune sue riflessioni e risponde a tutti coloro che hanno lasciato dei commenti e degli scritti per lui. Questa settimana fa anche gli Auguri di Natale per tutti noi, per le Donne, per chi passa di qui anche una sola volta…ma stavolta concedici caro Gino di fartela noi una sorpresa:  GLI AUGURI DI BUON COMPLEANNO!  In carcere si racconta che i giorni di festa sono peggiori degli altri, che le feste non si vede l’ora che finiscano, perfino i compleanni a volte passano senza che nessuno lo sappia e lo dica, per non rendere tutto ancor più difficile da vivere. Mancano i tuoi cari intorno a te ma idealmente vedi una torta con tante candeline, chiudi gli occhi ed esprimi un desiderio: noi  vogliamo aiutarti ad esaudirlo… AUGURI GINO!!!

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BUONE FESTE

Con il Natale alle porte è arrivata la stangata.

Il ministro del lavoro ha pianto. Questa è una Donna. La crisi. Allo stato sono deluso dal governo Monti. Perché “nessuno” vuole una vera patrimoniale?

Ma che posso saperne io, forse lo posso solo immaginare, ma non ho titolo alcuno per dire la mia.

Non sia mai che qualcuno debba rispolverare i vecchi slogan ….

– Rannesi, c’è posta per lei. Mittente, un dirigente del partito P.R.C.,  Mario Pontillo: Ciao Gino, rispondo alla tua gradita lettera/cronaca. Inoltre colgo l’occasione per farti avere il libro, “Pomigliano non si piega. Storia di una lotta operaia raccontata dai lavoratori.”

Sono stato tra gli ergastolani che il 29 ottobre hanno disputato la partita “contro” i politici: uno spasso. Ho scritto quella che è stata la reale cronaca della partita. Questa l’ho inviata all’amico sopra citato.

Pontillo: la tua lettera è stata inserita su tutti i siti di tutte le fabbriche in lotta ed in tutte le aree di movimento. Porta un saluto a tutti gli altri prigionieri.

Chi combatte può perdere… chi non combatte ha già perso! Noi schiavi mai!

 

Bene, anche gli ergastolani si preparano al Natale. Per quanto mi riguarda la cosa non mi entusiasma affatto.

Stamattina ho potuto effettuare la telefonata, come di solito, dall’altra parte del filo, Nicholas: Ho visto la tua stanzetta, ma allora sei in prigione?  Nicholas si riferiva alla mia cella virtuale inserita nel post del 26.11.2011. Una voce di Donna lo interruppe: Ma che dici? … Nicholas, imperterrito: E’ in prigione, ho visto il cancello: è vero che sei in prigione?…

_Sì, è vero, sono in prigione, ma ancora per poco… In realtà Nicholas qualche sospetto ce l’aveva già da qualche tempo, infatti, durante alcuni colloqui aveva fatto delle domande in tal senso, ma si era “accontentato” della solita bugia: Mi trovo qui per lavoro…

In realtà, sono stato io stesso a chiedere che Nicholas potesse vedere quella stanzetta, era tutto calcolato sin dall’inizio. Il bambino più volte aveva espresso il desiderio di vedere la stanzetta in cui dormo. Eccolo accontentato. Temo che nel prossimo colloquio dovrò dargli delle spiegazioni su quelli che sarebbero stati i motivi per i quali sono finto in prigione.

Buone feste di vero cuore a tutte le persone che si sono collegatesu questo sito anche per una sola volta. Un augurio in particolare a tutte le persone che si sono adoperate e che si adoperano per dare voce a chi altrimenti voce non avrebbe. Grazie Alfredo, grazie Nadia… L’augurio più grande va fatto alle Donne… VI AMO…

Gino Rannesi. Dicembre 2011.

 

 

CELESTE-Ciao Celeste,scrivi: l’orgoglio è un’arma difficile da scaricare. È vero, questo è più forte di uno scatto d’ira. Se feriti nell’orgoglio, difficilmente non si “reagisce” in malo modo. A meno di avere un carattere mite e una personalità con i contro cazzi, è facile sbagliare.

-Aspetto il 6°capitolo. Immagino l’avrai già letto. Per quanto riguarda il proseguo tieniti forte.

L’amore per la famiglia non poteva più fermarlo… spero stai bene. A presto. Un abbraccio Gino.

 

PINA- Mizzica, quanto hai scritto, è proprio vero, la Gazza ladra ha ragione, sono uno sciupa femmine. Ciao Pina, spero stai bene. Hai scritto il 23-27 e poi ancora il 29. Il tuo raccontare mette allegria. Dunque abiti nei pressi di Giardini. Scrivi: Sai, mi fa bene leggere questa storia. Sono contento, spero ti faccia bene anche il proseguo, vedremo. Dunque, dicevi che sei stata a trovare una famiglia che abita a Giardini, ho dedotto che abiti nelle vicinanze. Se cucini i maccheroni per portarglieli, deve essere per forza vicino. Giardini era una delle mie mete preferite. Ramada In, ti dice qualcosa questo nome? È un albergo che si trovava a Giardini, non so se questo esista ancora. Di lusso, d’estate ci andavo spesso. All’interno di questo vi erano negozi di abbigliamento,ecc. La sera scendevo nella sala dove vi era il piano bar. Bei tempi, tempi in cui mi sentivo bello, ricco e famoso. Salutami l’amica Peppina, visto che i suoi figli lavoravano in albergo, allora sicuramente conosceranno il Ramada in. Spero che questi trovino al più presto un altro lavoro. Le cose si mettono male. Sento il profumo dei tuoi maccheroni. Ho chiesto a Pino il pittore di cucinarmeli per stasera, ma non saranno mai come i tuoi. Da quello che hai scritto a proposito della cella, capisco che questa ti è piaciuta. Scrivi: anche il bagno dove si passa poco tempo è abbastanza di gusto. Pina, per noi il bagno è il luogo dove si passa più tempo. Lì, su di uno stipetto, si cucina, ci si fa “belli” davanti allo specchio che è alto quanto basta, ed infine si espletano i bisogni fisiologici.

Bene, Donna farfalla, per il momento ti saluto. Un forte abbraccio. Gino.

 

LAURA RUBINI-  Ciao Laura, volevo dirti che i tuoi complimenti sono stati graditi. Certo, tecnicamente si poteva fare di meglio, ma, in considerazione del fatto che ogni cosa è stata costruita solo ed esclusivamente al Photoshop, beh, allora possiamo senz’altro affermare che Turi u grafico è veramente super bravissimo. Io lo sono molto meno. Laura, l’ho già detto, della cella non me ne frega niente. L’accetto per quella che è, un cesso. Quello che invece non riesco ad accettare è il fatto che qualcuno mi ci vorrebbe fino alla fine dei mie giorni in questo cesso.

I magistrati della sorveglianza di Spoleto e quelli del tribunale di Perugia non ne possono più. Loro rigettano ed io reitero la richiesta. Almeno una volta al mese vado a Perugia, lo farò anche il 15 di questo mese. Chissà che sotto natale gli uomini che in terra hanno il potere di vita e di morte su altri uomini non siano più buoni. Ti abbraccio. Gino.

 

SALVATORE- Ciao mio buon amico, davanti a me quello che hai scritto il 25 e poi ancora il 29 novembre. Turi, che facciamo, mi hai commosso, il che non è bello specie se il natale è alle porte.

Il modo con cui hai analizzato il mio racconto scritto mi ha molto emozionato: Se fosse letto dalle migliaia di ragazzini… questo tuo scritto mi ha fatto riflettere tantissimo. Alla luce di ciò, è probabile che il finale di questo racconto possa essere leggermente modificato, vedremo.

Scrivi: Tu non ci crederai, ma ti giuro che questa stanzina “virtuale” è quella in cui io ti ho sempre immaginato. Beh, a parte l’umidità e l’intonaco che cade a pezzi, non sei stato lontano dalla realtà… Scrivi una cosa che mi ha fatto sobbalzare, ossia: Gino, immagino quanto si stia male soprattutto quando si viene giustiziati invece che giudicati… Giuro su quanto ho di più caro, questa frase più volte l’ho urlata all’indirizzo della corte di turno. In modo sistematico tutte le richieste dell’accusa venivano accolte, mentre quelle della difesa venivano rigettate. Ora, non è che io sia stato un santo, tuttavia, posso senz’altro affermare senza paura alcuna di essere smentito, di essere stato condannato in vari processi solo ed esclusivamente sulla base di dichiarazioni di c.d. pentiti.

Mi hanno detto, ho saputo, si diceva, ecc. Carissimo amico, quanto hai scritto il 25 e il 26 l’ho letto innanzi  ai miei amici più cari. Zanna blu, lupo Alberto, Pino il Pittore, Pallottola spuntata, mio figlioccio Ivano e altri. Se dunque quello che hai scritto ha fatto commuovere questi “dinosauri”, beh, che te lo dico a fare. Sono fiero e orgoglioso di te. Grazie per gli auguri, ma soprattutto grazie per avermelo ricordato. Colgo l’occasione per ricambiarli, infatti ricordo bene, compirai gli anni pochi giorni dopo il 9. Gli anni compiuti da entrambi non li dirò, ma possiamo senz’altro dire che entrambi siamo sotto il segno del sagittario. Che non è cosa da poco…

Ti scusi per il fatto che ultimamente ti saresti preso delle confidenze forse eccessive. Capisco, ma non dirlo neanche per scherzo. Tu sei amico mio, e non certo per quello che hai detto, ne per quello che dici, nè per quello che dirai, ma per quello che hai fatto, che fai e che farai. Ti voglio bene. Ciao Salvatore. Un abbraccio fortissimamente forte. Un abbraccio all’amico Enzo. Baci Gino.

 

SCRIBA-Ciao Scriba, con piacere ho letto quanto hai scritto per commentare il lavoro di grafica elaborato da Turi u graficu. Nessun programmino, il lavoro è stato fatto solo ed esclusivamente con l’ausilio del Photoshop. Non conosciamo il programmino dell’ikea. Nei nostri computer possiamo istallare solo il Word e il Photoshop. Non siamo autorizzati ad istallare nessun’ altro

programma. Scrivi: se volete dei siti dove scaricare dei software free un po’ più professionali fatemi sapere. Grazie mille, ma proprio non si può. Dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo… il tuo autorevole parere e comunque confortante. A presto. Un abbraccio Gino.

 

LA GAZZA LADRA- Rieccoci a confronto. Ciao Gazza, dici che la mia cella virtuale è bellissima, vero è, se poi teniamo in considerazione il fatto che per costruirla non è stato usato nessun programma tipo l’ikea, allora possiamo senz’altro affermare che la ricostruzione di questa è stata un capolavoro. Tutto al Photoshop. Con riferimento alla semilibertà, silenzio. Allo stato non è dato sapere, ma io so già la risposta. Comunque sia, è stato fatto un passo in avanti. Il 15 c.m. ancora una volta sarò condotto innanzi al Tribunale di sorveglianza. Oggetto: un permesso art. 30 ter.

Scrivi: Devi essere contento di essere quello che sei, errori compresi. Questa è dura. Chi sono io ora?

Sono un ergastolano senza prospettiva alcuna… È veramente dura. Diciamo che sono stato “sfortunato”. Tuttavia, giacchè per esperienze vissute so che al peggio non c’è mai fine, possiamo dire che sì, sono contento. Ma non convinto. Perché non sarei potuto essere quello che sono e nel contempo essere una persona libera?…(maledetto orgoglio)

Sono contento per il fatto che il mio racconto scritto ti stia piacendo. Vedremo più avanti…

Hai definito buongustaie quelle donne che si sono tirate i capelli per me. Non così mia madre, non ti dico come le ha apostrofate… Auguroni a tuo figlio Marco, caspita, l’ha scampata bella, non so cosa siano le molle di Coteville, ma da quello che hai descritto è un miracolato. Tua figlia come me è nata sotto il segno del sagittario. Segno di fuoco. Ai tuoi figli consiglierei di procreare quanto prima, e non solo per farti una nonna felice, ma proprio per il fatto che non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro. Ma lo si intravede. Scrivi: E’ sempre avvincente questo racconto e questo 6°capitolo non si smentisce. Quando affermi che per i genitori un figlio non è mai grande, dici una cosa sacrosanta… taccio.  Aspetta pure il 7°capitolo, anzi credo l’avrai già letto. Quando dici che lo studio e la conoscenza sono l’arma migliore per sconfiggere l’ignoranza, non posso che essere d’accordo. Tuttavia, non è sempre così. Vedi l’espansione della corruzione…

Bene, ti saluto con un caloroso abbraccio. Un salutone ai tuoi figli e al tuo compagno. Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI- Come puoi dubitare del fatto che ti voglia sempre bene?

Affatto, non ne dubito affatto, solo avevo bisogno di sentirmelo dire. Grazie.

Scrivi: Quando rispondi ai miei commenti mi emoziono sempre e mi sento importante… ma dico io, santa Donna, non potevi fare il magistrato, e magari esercitare in questo distretto?

Questi non si emozionano affatto, ma forse non hanno ancora capito con chi hanno a che fare…

Ma il ragazzo vivace forse quel tetto non lo apprezzò come avrebbe dovuto… No, non lo ha affatto apprezzato, peggio per lui… Ciao Ale, ti voglio bene. Baci, Gino.

 

SPERANZA- Ciao Speranza, che dobbiamo fare con questo pc, devo forse pensarci io?

E che diamine. Bene, nell’attesa di risentirci quanto prima, ti abbraccio affettuosamente. Un caro saluto ai tuoi. Gino.

 

MARIO MARGOTTINI – Ciao Mario, spero che tu riesca a leggere questo mio scritto:

Qualche giorno fa mi è stato recapitato quanto hai scritto domenica 27 novembre: Spero di inviare questa mail nel post giusto. No, l’hai fatto in quello sbagliato, tuttavia, mi è stato recapitato.

Dici di essere incappato nel mio blog e che questo ti è piaciuto. Grazie, ne sono contento. Sei della provincia di RM e tuttavia dici di amare la mia terra. Capisco, piena di sapori, odori forti, ma fatta anche di emozioni forti. Capisco bene. Scrivi: Ho cominciato a leggere qualche tuo lavoro per curiosità e devo dire che mi trovi d’accordo sulla maggior parte delle cose che dici…

Questo fatto non può che farmi piacere. Questo tuo scritto meriterebbe senz’altro una risposta più esaustiva, tuttavia, alla luce del fatto di non essere sicuro che tu riesca a leggere, per il momento ti saluto. Se invece leggerai, allora scrivi sui commenti di “Urla dal silenzio” www.urladalsilenzio.wordpress.com

Ciao, un abbraccio Gino.

 

Teatro in carcere e risposte ai vostri commenti, di Gino Rannesi

Eccoci all’ ormai settimanale appuntamento con gli scritti dal carcere di Gino Rannesi che puntuale risponde anche ai vostri commenti:

IL TEATRO IN CARCERE

Salve. Anche nel carcere di Spoleto vi è un gruppo teatrale. Il 16.12.2011, se Dio vorrà, ci sarà lo spettacolo. Nella sala tra gli invitati oltre ai detenuti ci saranno anche persone civili. Persone che come ogni anno sono stati invitate dalla direzione.

Il sottoscritto fa parte di questo gruppo con il ruolo di attore. L’argomento trattato allo stato è top secret. Ma posso senz’altro accennare a quello che sarà il mio ruolo. Tra le varie scene ve ne è una che rappresenta  “due litiganti”: io sarò uno di questi, un litigante. Chissà perché, ma la regista ha scelto proprio me. Ha forse pensato che il ruolo di uno che litiga mi calza a pennello?… Boh! Per non parlare poi dei motivi per cui nascerebbe la diatriba. Avrei rubato la ragazza al secondo litigante… cazzo! La regista avrà forse sentito parlare di me?… Inoltre, ma questo non è ancora sicuro, canterei anche una canzone. Questo dipende da come mi sentirò nel momento in cui salirò sul palco. Lo stato d’animo. Al contrario  di quello che si possa pensare, sono molto timido. Questa sarebbe la mia terza esibizione. La prima volta cantai una canzone siciliana.

Suspirannu, di Carmelo Zappulla. Entrai in scena con le gambe che mi tremavano, nel vedere la sala piena di gente e con la consapevolezza che tra questi vi erano anche dei civili, fui tentato di scappare via. Cantai la canzone nascondendo il volto dietro un foglio di carta.

Alla fine arrivarono gli applausi, applausi scroscianti che per l’emozione non riuscii neanche sentire. Solo dietro le quinte capii che sì, avevo cantato benino.

 

L’Italia è a rischio di recessione. Che vuol dire?… Ho cliccato sul dizionario, la risposta mi ha fatto rizzare i capelli.

Gino Rannesi. Dicembre 2011

 

 

SALVATORE-Carissimo Salvatore, spero stai bene.

Ho letto quello che hai scritto il 21 novembre. L’invito a commentare qualche mio scritto non era affatto una critica. Se e quando avessi delle “critiche” da muoverti, lo farei per via epistolare, e non certo pubblicamente. Quindi, nessuna critica. La risposta che cerchi la si evince tra le righe del precedente scritto. Lo stesso che tu vorresti chiarito. Rileggilo tutto. Non fermarti alle apparenze.

(Corso lettura, biblioteca)… non valutare mai una persona per quello che ti dice, ma per quello che fa… Srivi: finché non mi darai una risposta io non mi sento di scrivere se non semplici saluti. Turi, che fai minacci? Dai ultimatum? Non sai forse che sono allergico a queste cose? Va bene va, diciamo che tu, te lo puoi permettere… comunque a parte gli scherzi, scrivi sempre quello che tu ritieni essere giusto.

Le cose che possono provocarmi dolore sono altre. Scrivi: Niente e nessuno può incrinare l’affetto che ho per te, nè denari, nè bellezze, e nemmeno tu Gino. Questo tuo sentimento, da parte mia, è triplicamente ricambiato. Bene, per il momento ti saluto. Nel congedarmi desidero informarti del fatto che ho una pendenza presso il magistrato di sorveglianza con oggetto la richiesta di un premesso di necessità. Poi ancora due pendenze presso il tribunale di sorveglianza, e poi ancora due pendenze in cassazione. Ecco, queste sono le cose che non mi fanno dormire la notte. Vorrei passare l’ormai prossimo Natale con i miei. In caso contrario, questo sarebbe il ventunesimo che passerei in galera. Sono stanco, molto stanco…

Ciao Salvatore, a presto di presenza. Baci tuo Gino.

 

LA GAZZA LADRA- Per la miseria, sei un fiume in piena. Ho ricevuto la posta da parte del sito, hai scritto tanto. Rileggo quanto hai scritto il 16-18-22. Alcune tue affermazioni mi hanno fatto tanto ridere. Scrivi: La mia curiosità cresce anche se si può immaginare quello che succederà. Beh, non credo affatto che lo si possa immaginare, vedrai che quel bambino metterà la testa a posto, continuerà le scuole e poi anche… Dunque, avresti preso a sberle quel diavoletto e gliele avresti date due a due, fino a che non sarebbero diventate dispari? Ma lo sai che in passato questa cosa l’ho sentita diverse volte? A dui a dui finu ca diventunu dispari, sì, l’ho sentita…

Lui sa che scrivo su questo blog ma non conosce tutto. Mi piace, ne parli con affetto, mi fa tanto piacere. Voglio dirti una cosa: mi piace il modo in cui distribuisci le smile. Credo che questo fatto sia indicativo del come tu sia una Donna solare e allegra. Speri di conoscere Nadia? Lo spero anch’io, lo spero per te, io la conosco benissimo, una con le palle, concreta all’inverosimile, inoltre ci voglio un gran bene. Alfredo Cosco, l’ho conosciuto attraverso i suoi scritti. Mi farebbe piacere conoscerlo personalmente. Riguardo al mio OSS, sono più che rotondetta non proprio rotonda.

Anch’io amo la sostanza interiore delle persone. Le ossa non mi piacciono. Rileggendo quanto hai scritto il 22: Ma padrone della situazione e della sua coscienza è l’orgoglio che gli impedisce di discostarsi dai… faccio una riflessione e dico che sì, è proprio così, a volte si fanno delle cose sbagliate perché accecati dall’orgoglio. Mia madre direbbe che io sono nata ridendo. Tua madre direbbe una cosa sacrosanta. Per quanto riguarda il buon umore, basta poco che ce vo’. Sono sempre stato un inguaribile ottimista, per tirarmi su il morale basta poco, per farmi stare male ce ne vuole. Tuttavia, devo dire che se per qualche motivo vengo assalito dallo scoramento, soffro maledettamente. Una condizione questa che durerà poco, ma che sarà maledettamente intensa.

Ok, Gazza, è ora di andare, il lavoro mi aspetta. Spero avrai trovato qualche lavoretto da fare in futuro. Il lavoro nobilita l’uomo, e la donna invece???… Un grande abbraccio. baci, Gino.

 

ALESSANDRA LUCINI- Ciao pupa, spero stai bene. Scrivi: Sulla cena ci conto davvero, ma più che per mangiare, per conoscerti Gino, sono certa che ne varrà la pena. Ale, mi confondi. Ok, hai vinto, vero è, l’amicizia tra un uomo e una Donna può esistere. Forse. Grazie per il simpaticissimo, e anche per il si nu bellu guaglione. Hai visto la mia cella virtuale con me all’interno?

Dalla mia cella reale si distingue per il fatto che in questa non si vede l’umidità, anche se devo dire che da qualche giorno i termosifoni hanno ripreso a funzionare. Comunque, non mi lamento, c’è chi sta molto peggio di me. Non ho mai dato importanza alcuna alla cella, e sai perché?

Perché io voglio uscire… 22 novembre, ore 5:56: sono appena arrivata, tra poco leggo con calma… a dopo… ore 7:46: bene, ora ho letto tutto il capitolo e le righe più significative secondo me sono… concordo, anzi, direi dama. Hai centrato il bersaglio grosso. L’orgoglio è la mancanza di coraggio. Naturalmente per coraggio si intende quello costruttivo. Perché di quell’altro il bambino ne avrà da vendere… bene, ti saluto affettuosamente. Sulle note di Conchiglia bianca dei Cugini di Campagna, ti abbraccio forte. Ciao, con tutta l’amicizia di cui non sono stato mai capace di dare a una Donna. Baci, Gino

 

PINA-Ciao Pina, rieccoci. Rispondo a quando hai critto il 18 novembre.

Uno scritto che racconta di cose inedite questo. Dunque, quando ci sono delle belle giornate vai in bici, benissimo, ma chi sono sti fitusi che ti osservano e che sorridono maliziosamente?

Chissà che pensano? E che vuoi che pensano, magari pensano di non avere il coraggio di andare in bici. L’invidia è figlia dell’ignoranza e, come dici tu, è una brutta bestia. Gli invidiosi mi fanno arrabbiare, so per esperienza vissuta che questi sono portatori di guai. Dici che durante gli spostamenti ti porti dietro due libri, e che uno di questi è quello di Carmelo che per te è come la bibbia. Beh, di questo ne sono contento, ma non esageriamo, paragonarli alla bibbia, qualche bigotto si potrebbe offendere. Scrivi: pParlo sempre del vostro problema, mi piange il cuore, ma molte volte mi arrendo, non riesco, anche se mi impegno, si mostrano sgarbati. Brutti maleducati, vada per il fatto che non vogliono sentire di gente che taluni probabilmente  fanno finta di non conoscere, ma essere sgarbati con una Donna. Vergogna!!! Pina, quando ti capita di avere a che fare con qualcuno che fa lo spiritoso, tu di che sei amica mia. Nel catanese e dintorni sono molto conosciuto… Va bene va, adesso però scherzi a parte voglio dirti una cosa molto seria. Noi vinceremo… grazie per esserci sempre. Ciao Pina, ti voglio bene, davvero, un abbraccio Gino.

 

LUCIANO- Ciao carissimo Lucianeddu, innanzi a me, quanto hai scritto il 18 novembre.

Leggerti per me è bellissimo. Ti sento veramente amico. Anche se ultimamente hai scritto poco non importa. Scrivi: leggo sempre i tuoi scritti, grazie all’amica Nadia che mi inoltra in maniera tempestiva quello che tu scrivi nel mio profilo fb. (grazie Nadia) Ne sono felice, ecco, questo per me è sufficiente. Per il resto, scrivi solo quando hai tempo e voglia…

Amico mio, per quanto riguarda il libro che mi hai dato in regalo, ti avevo scritto che mai avrei comprato un libro del genere, e così facendo mi sarei perso qualche cosa. Dunque, non l’ho ancora finito, ma posso dirti sin d’ora che mi hai arricchito tantissimo, ragion per cui la tua affermazione è sacrosanta: so che ti ho fatto un piacere. Il protagonista? Una storia la sua che per certi versi accomuna tanti ragazzi di strada. Scrivi: voglio sapere cosa ne pensi del protagonista, le tue impressioni, riflessioni e se ti è piaciuto. Bene, non ho ancora finito di leggerlo, ma posso senz’altro affermare che il protagonista è stato un grande uomo. La storia nel suo complesso ci catapulta in quella che nel bene e nel male è stata la nostra terra, la nostra cultura. Angela chiama Pio. <Che c’è, mamma?> <Ho un segreto da confidarti> < Che cos’è un segreto?> chiese Pio. (ho provato tanta tenerezza)… <Papà ti devo dire una cosa importante> 4 parole secche fulminanti: <Voglio andare a scuola> <Angela, Angela!> <Vuole andare a scuola, ma con quali soldi? Noi siamo poveri.>

(provo rammarico) <Un figlio di contadini sarà sempre un figlio di contadini.> Possiamo senz’altro affermare che non è sempre così. A tratti mi sono commosso. Scrivi: questa sera mi sono imposto di scriverti, nonostante la giornata di oggi è stata particolarmente pesante. Sono felice per il fatto che tu abbia tanto lavoro, spero guadagni a sufficienza. Nei momenti più difficili la fortuna aiuta gli audaci, e tu lo sei, audace intendo.

Scrivi: il tuo romanzo per me ha già un primato… Qual è?… Non so ancora se sarà pubblicato per intero, dipende da alcuni fattori, in primis, dalle reazioni e dai commenti di chi legge. Sono molto attento ai commenti che arrivano attraverso il sito e soprattutto a quelli per via epistolare.

Una piccola casa editrice lo avrebbe pubblicato, ma a certe condizione… dopo la pubblicazione sul sito di alcuni spezzoni, è arrivata un’altra proposta, stavolta da parte di una importante associazione, ma anche da questa a condizioni che abbiamo rifiutato in toto. Non ho ambizione alcuna di diventare uno “scrittore”. L’ultima volta che ho affrontato questo discorso con l’amica Nadia, la conclusione è stata la seguente. Le condizioni le dettiamo noi. In caso contrario, nada, niet, nain, no… Bene, carissimo Luciano, per il momento chiudo. Come te, osservo. Stammi bene.

Un forte abbraccio con una stretta di mano vigorosa e due baci sulle guance. Tuo amico Gino.

 

NESSUNO-Ascoltare senza pregiudizi ci rende uomini migliori. Carissimo Nessuno, è ormai noto come io ami rivolgermi a te quando per qualche motivo sono in sofferenza. Il Natale è alle porte.

Stamattina all’ufficio spesa ho trovato alcuni fogli con su scritto gli alimenti che si potranno acquistare in occasione delle feste. Questi vanno appesi nella bacheca delle varie sezioni.

Panettone, torrone, ecc. Pallottola spuntata: il Natale mi mette tristezza, non voglio pensarci, panettoni, torrone, vade retro. Ma chi è Pallottola Spuntata? Pallottola Spuntata è un bravo ragazzo. Siamo cresciuti nello stesso quartiere, poi un giorno questo sparì. Si stabilì in una città del nord. L’ultima volta che lo incontrai da libero, è stato poco prima che mi perdessi nelle patrie galere. Era ben vestito e alla guida di una macchina da lusso. Accanto a lui sedeva una bellissima ragazza, questo nel vedermi esclamò: Che minghia ci fai ancora qui?… lascia questa città, vieni su con me…

Da quel giorno non lo vidi più. A distanza di 20 anni esatti, lo rincontrai in questo carcere. – Che minghia ci fai qui?…

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