Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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La mia vita… di Antonio Rodà

“La mia vita” è una delle poesie di Antonio Rodà -detenuto nel carcere di Marassi- che ci sono giunte tramite la nostra Grazia Paletta.

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LA MIA VITA

In un paese del Sud dopo avermi partorito, mia madre mi ha abbracciato

e il mondo mi ha presentato.

Così cresco con l’educazione dei miei genitori, che mi hanno allevato con principi sani diritti e doveri. Oggi la vita ti porta a tanti cambiamenti, meno o più importanti,

la famiglia, lo studio, il lavoro, e tanti punti,

anche l’allontanarsi dalle origini e gli ambienti.

Posso oggi dire che il mio cambiamento è stato veloce, scegliendo quello che più mi piace,

ho fatto tesoro delle mie capacità, andando avanti con la massima onestà,

i miei impegni seguendoli con gran voglia, sodisfatto e con amore mi sono fatto una famiglia. Tanti sacrifici si devono fare se un po’ di soddisfazione si vuole avere,

certo i tempi non sono più quelli di una volta, a che la vita è in linea, a che si ribalta,

ma al momento che pensavo di godere, mi si è presentato un conto da pagare.

La mia vita è diventata un vulcano in piena,

tutti momenti bastardi che mi abbaiano sulla schiena,

avere a che fare con legge che per giustizia usa l’astuzia, ritrovandomi io a pregare per avere una grazia, circondato da soggetti che vivono di tragedie e raggiri, che pensano che oggi contano solo gli averi,

senza parola nè rispetto nessuno pensa a quello che dice

mi sembra tutto triste tutto veloce, tra miseria guerra e pace,

adesso ho capito.. cambio registro,

è ormai finito l’inchiostro.

Mi manca la famiglia, ho tanta nostalgia, vorrei andare via,

mi nutrirei con zucchero e sale, riscaldandomi con acqua e sole,

l’importante è smettere di stare male.

Voglio

vedere la mia famiglia gioire, e il male sfumare,

voglio

una vita normale, l’odore dell’aria, toccare un animale,

voglio

la campagna, un cavallo da montare che mi dà sicurezza e tanto calore.

Dopo tutti questi colpi che ho rimediato,

è tutto cambiato,

dopo caduto mi sono rialzato,

se la vita mi presenterà il conto ….risponderò

già pagato…

 

Genova, 01/02/2017                                                               

Antonio Rodà

Guardando le stelle…. di Antonio Rodà

Pubblico oggi la poesia “Guardando le stelle” di Antonio Rodà, detenuto a Marassi, e che ci è giunta tramite la nostra Grazia Paletta. La prima versione della poesia è in dialetto.. la seconda è in italiano..

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“Guardandu li stelli”

Stelli chi ndi lu cielu vui brillati

una la vota la notti cumpariti,

che bella l’imponenza chi vui dati

di la gran luna li patruni siti.

Stelli vi guardu eu sempri affascinatu

specialmenti quandu mi sentu perdutu, e si lu celi capita nuvolatu

non sacciu a cu mi nci cercu aiutu.

Stelli che bellu lu vostru luciri

Siti perfetti sembrati finti fari,

non siti a correnti siti comu lumeri

vi viu moviri e luci naturali.

Stelli ora è notti funda e ura di dormiri

non aiu sonnu ma mi lu fazzu veniri,

mi dispiaci chi non vi staiu più a guardari,

ma cercu mi chiudu l’occhi cu li me penseri.

Stelli vui una di più belli creaturi

chi signuri fici

staci venendu iornu e vi ritirati,

ma ndi vidimu domani sira

è penseru meu

facitinci luci a lu cielu

chi a la terra luci fazzu eu.

 

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“Guardando le stelle”

Stelle che nel cielo voi brillate

una ad una la notte comparite,

che bella l’imponenza che voi date

della gran luna le padrone siete.

Stelle vi guardo io sempre affascinato

Specialmente quando mi sento perduto,

e se il celo capita che è cupo

non so a chi chiedere aiuto.

Stelle che bello il vostro luccicare

Siete perfette sembrate finti fari,

non siete a corrente siete come lumi

vi vedo muovere è luce naturale.

Stelle adesso è notte piena è ora di dormire,

non ho sonno, ma me lo faccio venire

mi dispiace che non vi sto più a guardare

ma cerco di chiudere gli occhi con i pensieri.

Stelle voi una delle più belle creature

che il Signore fece,

sta venendo giorno e vi ritirate,

ma ci vediamo domani sera

e pensiero il mio

fate luce al cielo,

che alla terra luce faccio io.

 

 Antonio Rodà

 Genova Marassi 31/10/2016

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