Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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L’anno che verrà…. di Salvatore Pulvirenti

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Salvatore Pulvirenti -detenuto da poco tempo ad Oristano (prima si trovava a Nuoro), è uno degli amici del nostro Blog.

In occasione dell’anno nuovo (ricordiamo che la cronologia dei post risulta momentaneamene sfasata e che quindi anche se questo post appare pubblicato ad ottobre 2015, in realtà è stato inserito il 3 gennaio 2016), Salvatore ci ha inviato una sua poesia, venata di malinconia. Insieme ad essa ci sono gli auguri per tutti i lettori del Blog.

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L’ANNO CHE VERRA’

Non so cosa pensare, questi sono giorni di Natale

ma se qualcosa devo pensare, e meglio che smaniare,

la vita non mi sorprende, perché mi lascia turbolente

anche se sono un morto vivente

cammino sorridente

se qualcosa di meraviglioso devo pensare

la mia mente mi vuole incannare

in questi giorni di rallegramento

chiudono la porta ogni momento

ma il mio pensiero è libero di andare

così la mente comincia a girovagare

in questo  luogo di oscurità

mi aiuta sempre la semplicità

il Natale è già passato

il mio pensiero si è rassegnato

Ecco che ricomincia un altro anno frastagliato.

Salvuccio Pulvirenti

Oristano

PS: un sincero augurio di Buon Natale e di un felice Anno Nuovo a voi tutto, in particolare a Suor Gianna.

Da Salvatore Diaccioli

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Questa lettera, Salvatore Diaccioli -detenuto a Carinola- l’ha inviata poco prima di Natale, anche per dare un suo augurio. La pubblico oggi, perché è giunta da poco.

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Carinola 23 dicembre 2012

Carissimo Alfredo,

come va? E come stai?

Riscontro la tua dove mi invii gli auguri di  Natale, ringrazio tanto te e le persone che insieme a te hanno pensato di inviarmi gli auguri  natalizi.

Vero è che in questi giorni festosi il nostro tasso di sofferenza aumenta irrefrenabile, sebbene poi cerchiamo di mascherarlo, ma non sempre ci riusciamo.

Alfredo, giorni fa, parlando con un altro detenuto, mi diceva che aveva da qualche parte un pensiero scritto da un nostro ex compagno di sofferenza che glielo aveva dato prima ancora che un male lo portasse via.

Ho chiesto a questo nostro amico, se lo trovava di farmelo leggere e magari inviarlo a te per ricordare questa persona, che io conoscevo molto bene, perché insieme abbiamo fato una scena teatrale che  ha fatto divertire tutti i nostri compagni di sofferenza. La persona di cui io scrivo si chiamava Antonio Clemente. Se vuoi un copia della scena teatrale, con a buonanima di questo nostro amico, te la posso fare avere. Posso solo affermarti che era una persona simpatica, solare, molto trasparente e ironica al momento giusto, insomma una persona che difficilmente quando la si incontra la si può dimenticare.

Era mio piacere fargliela avere alla sua famiglia, ai suoi figli, perché se non ricordo male ne aveva due, uno sicuro, perché ci siamo incontrati a colloquio, ma non conoscendo il loro indirizzo, ho preferito inviarla a te,chi sa magari anche loro, navigando sul nostro sito, possono leggerla e averne una copia che sono certo non hanno e poi anche loro, navigando sul nostro sito, possono leggerla e averne una copia che sono certo non hanno e poi anche un nostro affettuoso saluto.

(…)

Con tutto questo mi invio alla conclusione di questa mia missiva inviando a te una calorosa stretta di mano come se fossimo in presenza di un caloroso augurio di fine anno mando e a tutte le persone del sito, nessuna esclusa.Tutto ha un inizio e una fine nella vita, come ha avuto una fine quest’anno, il nuovo vi auguro abbia inizio come ognuno di noi desidera, un proseguimento e una fine meravigliosa. Buon anno a tutti voi carissime e simpaticissime persone che ogni giorni vi preoccupate di noi detenuti.

Con vera stima

“L’uomo dei sogni”   Salvatore Diaccioli

Gesù

Caro Gesù, come sai ho peccato.

Avrei voluto scriverti il contrario

ma a te non si può mentire.

Noi due abbiamo molto in comune

a partire dal Padre fino ad arrivare

al calvario.

Tu però a differenza di me eri puro

e candido, ma ugualmente sei stato

crocifisso.

Io ero avido, prepotente, arrogante

spietato e spesse volte pure cattivo,

ma questo è avvenuto prima di conoscerti.

Così come non conoscevo il valore della vita.

Che bella la vita! Sì, proprio bella.

Che stupendo dono ci ha fatto il Padre nostro.

Ed io stupidamente, l’ho buttata via,

alleandomi col tuo peggior nemico.

Quel Diavolo è riuscito a farmi perdere

tutti i valori e i principi del credente,

mi ha reso cieco, mi ha fatto conoscere

il male con l’inganno, regalandomi denari,

donne, droga e perdizioni, riuscendo perfino

ad accecarmi da quel lusso, da quello spreco,

da quel desiderio irrefrenabile di potere terreno.

E non posso nemmeno nasconderti, che a quel 

tempo ne ero pure contento!

Che stupido sono stato.

Ora dopo molte riflessioni mi ritrovo

qui a scriverti, e a dirti: <<Col tuo nemico ho chiuso!>>

Sebbene a modo suo ha vinto,

ha avuto quello che voleva, la mia anima.

Ed ora che l’ha presa, mi ha pure abbandonato.

Adesso sono anche solo e mi sento vuoto.

Ma finalmente ho aperto gli occhi!

Vorrei con tutto me stesso, e col tuo aiuto.

Ma finalmente ho aperto gli occhi!

Vorrei con tutto me stesso, e con il tuo aiuto,

trovare un appiglio, tramite un tuo segno,

a riprendermi la mia anima e donarla a te,

così non la darei vinta a quel Diavolo

Non voglio più vivere accanto a lui,

sebbene io sappia che nemmeno accanto

a te posso vivere per conoscere più

profondamente il Padre nostro.

Trova tu una via di mezzo per me.

Sono stanco di questa galera, tanta

ne ho espiata e tanta ancora ne ho 

da espiare e non mi dispiacerebbe

scontarla nascosto in un posticino

nel tuo regno, chi sa, magari accanto a te

la sconterei più volentieri.

Tu sai tutto e sai pure che ho sofferto

e che continuo a soffrire per ciò che

non ho più.

Regalami, permettimi di venire nel tuo regno.

Ridammi, prima che i miei occhi si chiudano

definitivamente, quello che mi è stato rubato

con l’inganno.

Fai in modo che io possa salvare la mia anima.

Ti voglio bene fratello.

(Autore Antonio Clemente)

Messaggio di auguri

I nostri amici Giuseppe e Santo Barreca e Giovanni Mafrica -detenuti a Spoleto- ci hanno inviato questo  messaggio di auguri, che va ritenuto esteso, al di là dei nomi concretamente citati, a tutti gli amici del Blog e dell’Associazione.

E’ un bel messaggio, non è la solita aria fritta scontata. Molto bello è il riferimento ai sogni..

Cosa è una vita…. senza sogni e senza amore?

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MESSAGGIO DI AUGURI

Viviamo in un mondo fatto di cose e avvenimenti. E la realtà? La realtà è proprio il contrario. Siamo costretti a impegnare ogni attimo della nostra esistenza a lavorare, legati a un materialismo spesso becero e beffardo. E’ indispensabile che tutto il nostro pensarre e agire sia concentrato e volto a cose, a fatti, a organizzare, gestire, senza spazio per altri pensieri che non siano utili, produttivi, pratici.

E mentre affoghiamo nel contrasto tra ciò che vorremmo e ciò che dovremmo, il nostro pensiero corre verso le persone su cui abbiamo sempre contato e ci chiediamo se l’amore non sia, per noi umani, semplicemente un impossibile sogno. Già un sogno! Cosa sarebbe la vita senza sogni? Che senso avrebbe un risveglio senza il sapore di un sogno? Che senso avrebbe affrontare la notte senza la speranza che un lieto sogno possa addolcire il nostro riposo? Siamo degli eterni sognatori, forse perchè i sogni ci fanno dimenticare le sofferenze della vita e ci rendono anche un pò felici. Crediamo ai sogni perchè è grazie a loro se siamo quelli che siamo e non più quelli che eravamo. Crediamo ai sogni perchè ci iace immaginare un futuro diverso, caldo, e non più avvolto dal gelo della cattiveria di certi uomini. Crediamo ai sogni perchè per noi sono la nostra scialuppa di salvataggio. Crediamo ai sogni senza mai staccarci dalla realtà che spesso per noi è triste, inquieta e dura. Ma crediamo anche all’altruismo, di tante persone che senza pregiudizi e preconcetti ci hanno teso una mano. Ad Alfredo, la Gazza ladra, Sabina, Greta, Sandra, Grazia, Luana, Pamela, Laura, Donatella, Tonino, e tutti queli che nel tempo ci hanno contattato.. un grande grazie.. siete riusciti semplicemente a non farci sentire SOLI.

“Cavalcare sulle colline su un bianco cavallo, con un sogno, in cerca d’amore e libertà prima del tramonto, ecco cos’è la vita… e riuscire a trovarlo è il coronamento di tutta un’esistenza!”  (Danielle Steel).

Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!

Buon Natale e un 2012 foriero di lieti eventi.

Ciao a tutti

Santo Barreca, Giovanni Mafrica, Giuseppe Barreca

Lettere dal di fuori.. da Pamela Iamundo a Carmelo

 

Per la rubrica “Lettere dal di fuori”…  pubblico questa lettera di Pamela Iamundo, che attualmente si trova ad Amburgo.. lettera spedita a Carmelo Musumeci..

Le lettere sanno scendere alle volte come i solchi sui vecchi dischi. Ti lasciano, cioè, l’impressione di un sapore di vita, di una smania inquieta e gioiosa insiene, di una frenesia che condivide la sete costante e la voglia di mordere, prendere, afferrare, dare.

Questa è una lettera così, intrisa di un sapore generoso. Ricca del volto bello di un legame che nasce oltre tutti i cancelli.

Ci si incontra tra anime affini.. il tempo corre.. e lo si vive insieme.. condividendo momenti al sole, panchine fresche, attimi della stessa rabbia, attimi della stessa speranza.

Vi lascio alla lettera di Pamela Iamundo

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AMBURGO, 30 dicembre 2010

Carissimo Carmelo,

sono molto felice di avere ricevuto i tuoi auguri. Poco fa mi è stata consegnata la lettera che conteneva la tua cartolina.

E’ vero quello che mi dici.. I NOSTRI SOGNI DI OGGI SONO LA REALTA’ DEL NOSTRO FUTUR. E’ quello che ho sempre creduto, quello che continuerò a sperare e volere, sempre!

Mi hai scritto che hai inviato una lettera giù in Calabria, ma purtroppo non è arrivata prima della mia partenza. Chiederò ai miei genitori di spedirmela qui appena saranno rientrati dalla visita a mia sorella in Veneto.

Intanto mi auguro che tu stia bene. Ho letto dal tuo diario pubblicato sul sito internet che hai avuto problemi al braccio. Leggo sempre il tuo diario, lo sai, ma da qualche giorno non ho più internet, devo rinnovare l’abbonamento e mi viene alquanto difficile. Sai, ancora con il tedesco non ho fatto amicizia. Dunque non conosco il resto che sarà stato pubblicato.

Penso spesso a te, come penso a Giovanni e a Paolo.

A proposito di Giovanni, ho visto sul Blog che avete iniziato una corrispondenza “Bologna-Spoleto andata e ritorno”. Mi piace molto leggere di voi, voi due in particolare riempite la mia mente quotidianamente…

Ho letto poi l’augurio che ti faceva “una tua fan”, che hai voluto pubblicare sempre sul sito dell’Informacarcere. Diceva più o meno che avrebbe tanto voluto saperti a casa, un giorno, a discutere con la tua compagna delle più banali scelte da prendere.

Sai, ci penso spesso, penso a quanto sarebbe bello un giorno, magari non troppo lontano, riuscire ad incontrare uno di voi e serenamente salutarvi e chiacchierare di qualunque stronzata ci venga in mente. Mi piacerebbe tanto che un giorno tu abbia realmente la possibilità di tornare a casa dalla tua compagna, che Giovanni possa stare a tavola con sua moglie e il suo bimbo, che Paolo, un giorno, possa sperare di riabbracciare la sua bimba in un prato… Questi sono i vostri sogni, ma sono diventati anche i miei da quando ho imparato a conoscervi…

Ho imparato a conoscervi con molta umiltà, ho imparato giorno dopo giorno che un detenuto ha molto da insegnare, spece dei detenuti speciali come voi. Da voi, in particolare DA TE, Carmelo, imparo sempre molto. Imparo che la vita va vissuta momento dopo momento, con le persone con cui si vuole vivere. Imparo ad apprezzare quel poco che posso avere, perché quanto posso avere è già tanto rispetto a chi non può desiderare tutto.

Rimane però in me forte il desiderio di avere sempre di più, e non parlo del materiale, delle cose, dei soldi, dei possedimenti. Potrei vivere una vita intera senza un soldo in tasca, ma mai senza sapere che ciò che desidero posso realizzarlo.

E devo ringraziarti perché da quando ho conosciuto te la mia vita ha preso un’altra direzione. Non so se è quella giusta o sbagliata, non posso definirla obiettivamente, ma posso sicuramente definirla dal mio punto di vista. Io la ritengo BELLA.

Bella  nel senso pieno del termine. Bello è ciò che è perfetto, ciò che provoca interesse. Bello èè un momento che si vive in pienezza, sensitivamente completo, bello è quando si sta bene intimamente, quando si ha la felicità di condividere, di partecipare, di esserci.

Io sento che grazie a te sto vivendo un momento bello.

Spero che questa strada che ho deciso di intraprendere ci porti veramente là dove vogliamo arrivare. Ad urlare a squarciagola ciò che abbiamo dentro, il desiderio di giustizia e di giustezza che ci accomuna dovrà essere sentito da tutti.

Appena finite queste feste, che per fortuna quassù vanno via con il capodanno (non aspettano la befana, loro), inizierò a prendere contatti con tutta la gente che potrà interessarmi. Intanto pensavo di andare all’ambasciata e iniziare a capire come muovermi e a chi rivolgermi per iniziare a lavorare pur non parlando tedesco. Il 12 inizio il corso di lingua, per ora mi sto arrangiando con l’inglese, e quando c’è il mio ragazzo con me se la sbriga lui (lui lo parla abbastanza bene), poi vedrò di tradurre il progetto e inviarlo a qualche produttore tedesco.

Qui non è male, solo troppa rigidità. I tedeschi non sempre sono “simpatici”, per non dire “umani”. Proprio oggi abbiamo avuto delle grosse difficoltà, quasi la proprietaria ci cacciava di casa… non hanno flessibilità, seguono le regole alla lettera, e guai a chiedere un minuto in più per questioni che non dipendono da te… è pazzesco, ma d’altronde è proprio quello che cercavo.

Avevo bisogno di stare in mezzo a persone che quando dicono qualcosa è quella e in quel preciso momento; avevo bisogno di “regole che si rispettano”. In Italia questo sembra un’utopia, ancor di più al Sud.

Non sono per le regole, mi piacerebbe un mondo senza regole poché questo significherebbe che non ce ne sarebbe bisogno, ma purtroppo non tutti sono disposti al rispetto incondizionato verso gli altri, dunque qualcosa che regolarizzi il comportamento umano ci vuole.

Purché sia corretta, altrimenti io sono la prima disobbediente!

Parlavamo con Alberto  e altre persone proprio di questo una delle ultime volte che siamo stati insieme.. del rispetto delle regole. Posso io rispettare la regola che mi impone di denunciare un clandestino?  Posso rispettare la regola che mi impone di denunciare una mamma che ruba del latte per il proprio bimbo perché non ha i soldi per comprarlo? Certamente posso farlo, ma la mia coscienza mi dice chiaramente che sto andando conto il mio volere, contro il mio credo, contro i miei valori, contro me stessa. Dunque preferisco disobbedire allo stato piuttosto che a me stessa.

Per questo dico che le regole probabilmente è giusto che ci siano, soprattutto sarebbe importante che siano giuste secondo quelli che sono i principi fondamentali dell’essere umano, secondo quelli che sono chiamati “diritti umani”.

Dunque anche quest’anno il natale è andato! Come lo hai trascorso? Come sei stato?

Domani sarà l’ultimo giorno di questo 2010, come ogni anno anche questo è terminato. Come sempre ci ritroviamo a rivalutare tutto ciò che è stato bello e positivo per la nostra esistenza e tutto ciò che ci ha fatto male. E come sempre ci sembra che i momenti negativi siano stati di più rispetto a quelli positivi. Perché, secondo te, la mente umana ricorda con più facilità i momenti tristi piuttosto che quando si è stati bene? E’ veramente così leggera la felicità da non sentirne il peso? Eppure non si fa altro che dire che la felicità è così rara, che i momenti che si vivono in felicità sono preziosi, e come tali vanno ricordati.

Ma perché nessuno mai se ne ricorda? Mi viene da pensare che chi non ricorda i momenti felici e ricorda solo quelli tristi, probabilmente è una persona intimamente triste, che ha perso la sensibilità e non sa apprezzare nulla della propria esistenza.

Tu hai dei ricordi felici di quest’anno? Quali sono i ricordi che pesano di più nella vita di Carmelo? Musumeci? Quelli felici o quelli tristi?

Io credo di avere una grande capacità di cancellare gli eventi tristi dalla mia vita, o comunque di viverli in modo che anche quei momenti possano essermi utili al mio accrescimento personale. Il problema è che non sono così brava a vivere serenamente e tranquillamente la realtà. Sono sempre in tensione, sono come una molla, ogni momento che trascorro a non fare nulla mi sembra di impazzire. Quando mi viene chiesto di rilassarmi mi incquieto ancora di più… passerò la mia vita a rincorrere sempre qualcosa, e alla fine sarò solo io (sic! scriveresti tu).

Alla fine, a parte lo humor, sai che ti dico? Che tra momenti felici e momenti tristi non saprei proprio quali siano quelli più pesanti o meno pesanti, so solo che ogni momento è utile alla propria esistenza, dunque che ben vengano, tanto, in entrambi i casi, vengono e poi vanno via.

Bene Carmelo, per oggi concludo qui. Non prima però di augurarti ancora una volta tanta serenità per questi ultimi giorni di festa, e che il nuovo anno ci faccia realizzare giusto qualche nostro sogno più intimo e forte.

Ti abbraccio, caro Carmelo. Anche io ti voglio bene!

Pamea Iamundo

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