Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Archivio per il tag “Anima”

Consigli efficaci… di Giovanni Leone

Leone

Giovanni Leone, detenuto a Voghera, è una presenza storica e preziosa di questo Blog.

Ci sono caterve dei suoi bellissimi disegni in archivio, e anche tanti suoi testi.

Giovanni Leone ha un’ “anima bambina”, un senso di delicatezza estrema coltivato negli anni, e la spinta a trasmettere bellezza e speranza alle persone, a incoraggiarle a vivere una vita autentica.

Oggi pubblico queste sue riflessioni.

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Essendo  imperfetti tutti, a volte abbiamo bisogno di consigli.

Il sapiente esorta:

“Ascolta il consiglio e accetta la disciplina per divenire saggio nel tuo futuro”.

Anche se a volte dare consigli non è una prerogativa degli anziani, spesso sono gli anziani a darle per le loro abitudini moderate, e la serietà nella mente e nel cuore, la fede e la perseveranza.  che siano di abitudini moderate, seri di mente nella mente, nella fede e nella perseveranza.

Siamo spinti a volere dare consigli che gli altri possano accettare, senza sentirsi umiliati, in modo da aiutare a farli riflettere.

Consideriamo tre fattori che influiscono sull’efficacia dei consigli:

L’atteggiamento e i motivi di chi li da’. Quello su cui si basano e il modo in cui vengono dati.

L’efficacia di un consiglio dipende molto da chi lo da’. Riflettiamo. Quand’è che più volentieri accettiamo un consiglio? Quando sappiamo che chi ce lo dà, ci vuole bene, non sta caricando su di noi la sua frustrazione e non ha secondi fini.

Non dovrebbe dirsi la stessa cosa dell’atteggiamento e dei motivi che abbiamo quando consigliamo altri? Inoltre i consigli efficaci si basano sulla parola solare. 

Siamo che citiamo direttamente la Bibbia o no, ogni consiglio dovrebbe avere una base strutturale. Perciò gli anziani badano di non imporre la propria opinione e di non torcere le scritture per fare sembrare che la Bibbia sostenga qualche idea personale.I consigli sono anche più efficaci se vengono dati nel modo giusto.

Un consiglio dato con gentilezza rispetta la dignità altrui ed è più facile da accettare.

In conclusione, la parola è un prezioso dono di Dio. L’amore per lui dovrebbe indurci a usare bene questo dono.

Ricordiamo che le parole che le parole che pronunciamo hanno il potere di edificare o di abbattere.

Sforziamoci dunque di usare questo dono intendeva colui che ce l’ha dato, cioè  “per edificare”.

Così le nostre parole saranno una benedizione per chi ci sta intorno e ci aiuteranno a rimanere nell’amore di Dio e del prossimo.

L’amore sfuggente… di Giovanni Leone

Poesiass

Il nostro Giovanni Leone -detenuto a Voghera- che da sempre ci invia i suoi disegni pieni di anima, e di cui abbiamo pubblicato anche molti brani pieni di uno spirito positivo dal cuore “bambino”, ci ha mandato qualche tempo fa questa poesia, che oggi pubblico.

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L’AMORE SFUGGENTE

La tua mente usa mille e mille forme di sotterfugi.

Mentre il volto è rosso

come la linfa del vulcano.

Dove il cuore batte costante

come una gazza ladra.

Ma quando i tuoi occhi

incroceranno i miei.

Non possono più esistere

meandri per nascondere

le parole d’amore…

Fedeli come il cigno.

 

Voghera   10-6-2013

Giovanni Leone

Diario di Pasquale De Feo- 22 marzo – 21 aprile

diario11[1]

Ogni volta che mi trovo tra le mani il diario del nostro Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- provo un’emozione particolare. Perché immagino quel “malloppo” di pagine da dove è nato. Da un “appuntamento” che Pasquale ha intrapreso ogni giorno con se stesso. Lo vedo mettersi su una sorta di tavolo, col suo quaderno e salvare le impressioni più forti che quel giorno gli ha regalato. Questi diari sono una traccia costruita giorno per giorno. L’avventura di un’anima direbbe qualcuno. Il diario di una lotta quotidiana, di una eterna tensione tra limite e immaginazione, tra realtà e speranza, tra indignazione  e idealismo.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario di aprile, voglio citare alcuni passaggi:

Pasquale, ad un certo punto parla del convegno in cui è stato presentato l’opuscolo con i commenti alla costituzione scritti dai detenuti dell’Alta Sicurezza del carcere di Catanzaro:

“Abbiamo partecipato al convegno nel tetro per discutere dell’opuscolo sul commento della Costituzione che abbiamo scritto.
C’erano alcune personalità, il vescovo Bertolone, la Presidente della provincia Ferro, il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita, il professore dell’università Viscomi che insegna diritto del lavoro, la Presidente del tribunale di sorveglianza, il prefetto di Catanzaro, la Direttrice e il professore Fiorita che ha curato tutto il lavoro, ed è stato invitato anche il nostro amico Eugenio Masciari, che mi ha fatto molto piacere rivedere.
Io, Claudio Conte, Giovanni Farina e Marcello Ramirez, abbiamo fatto un nostro intervento.
C’erano una quarantina di studenti universitari della facoltà di Giurisprudenza del 2° e 4° anno.
Tutti gli interventi delle personalità sul palco sono stati molto incisivi e significativi.
Il vescovo aveva approfondito la materia sia dell’ergastolo e sia del 41bis, ogni volta mi meravigliava. Nessuno è stato banale con discorsi di circostanza, tutti sono stati molto profondi.
Il magistrato di sorveglianza Magnavita, ha dimostrato la sua umanità, alla fine del discorso ci ha detto di non applaudire, ma di osservare un minuto di silenzio per il detenuto che qualche ora prima si era suicidato, nelle sue parole ho percepito la commozione per una vita che non c’era più. Noi non sapevamo niente.
Il programma era di un’incontro unico, ne è uscito che questo sarà l’inizio di un discorso per costruire un ponte tra il carcere e la società, pertanto con gioia di tutti, ci saranno altri incontri.
Sono rimasti tutti contenti che sia emerso in modo chiaro la specificità dell’ergastolo ostativo e dell’art. 4bis, se tra gli studenti c’era qualcuno che non sapeva ora sa e ne è a conoscenza.
L’unica nota stonata è che ho saputo di un ricorso in Cassazione da parte di un Pm della DDA di Salerno contro il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita per il permesso di tre ore che mi concesse il 20 novembre, quello che non capisco su quali basi ha potuto fare un ricorso del genere, e perché l’ha fatto, eppure dei Pm in servizio attualmente non ne conosco nessuno.
Mi auguro che questo episodio non influisca sulle decisioni future della Dott.ssa Magnavita.
A prescindere da questo episodio e il suicidio del recluso, è stata una bella esperienza, e spero che si ripeta più spesso (…).” (3 aprile)

E poi, una storia emblematica:

“Mi ha scritto un amico di vecchia data; ci conosciamo da oltre 30 anni, anche lui è della provincia di Palermo. Dagli anni 80 ha scontato circa 25 – 26 anni. Era uscito in semilibertà all’inizio del 2000, ma l’apparato della repressione dopo qualche mese gliela fece rievocare, finì di scontare i circa due anni che gli rimanevano ed uscì a fine pena.
Si sposò ed ha due bambini che ora hanno 11 e 9 anni.
Mentre si godeva questa nuova vita, una famiglia e un buon lavoro, lo arrestarono di nuovo per un reato di quando era minorenne.
Fatto il processo lo condannarono, e gli stanno facendo scontare fino all’ultimo giorno. Neanche alla comunione del figlio l’hanno voluto mandare, perché l’apparato della repressione si è opposto fermamente con relazioni false e strumentali.”

Ogni commento a questa storia… non sarebbe sufficiente a descrivere l’indignazione.

In un altro passaggio, Pasquale cita un altro episodio che rientra in quella che potremmo definire.. “la banalità del male”:

“Ieri abbiamo avuto notizia della scomparsa di un anziano ergastolano, da vent’anni seppellito nel regime di tortura del 41 bis.
Gli hanno dato la sospensione pena dieci giorni prima di morire.
Quello che ci ha fatto male apprendere è stato il comportamento del vescovo di Trapani, che gli ha vietato l’estrema unzione e la messa, dichiarando che gli ergastolani non possono avere la cerimonia funebre in chiesa. Questo vescovo è molto singolare, mischia i precetti religiosi con le pene del codice penale, ma lo fa sempre vestito da Armani, lui ci tiene che i suoi paramenti e vestiario siano rigorosamente confezionati da Armani; avrà anche lui mutande firmate? Avrà avuto le direttive dal cielo per essere un “religioso di marca”. (…)” (11 aprile)

Concludo.. con una di quelle sfaccettature… che fanno parte del concreto svolgersi “ordinario” della vita di un detenuto:

“Ci hanno messo le reti alla finestra, la vista panoramica ne risente, come anche un senso di mancanza d’aria. Ci sono in quasi tutti i carceri, ma abituarsi è sempre difficile, principalmente quando arrivi in un carcere e non ci sono.
Mi è successo anche nel carcere di Sulmona, le hanno messe mentre ero lì, il motivo è sempre lo stesso, non fare buttare né passare niente dalle finestre. Siccome abbiamo una piccola finestra, su domanda di un detenuto alla direttrice, gli rispose che avrebbe aperto un altro pezzo di finestra.
Le finestre sono composte da tre rettangoli, di cui uno è finestra e gli altri due sono fissi, per aprirne uno c’è bisogno delle cerniere.
Speriamo che venga aperta perché in estate si starebbe più freschi.
Un uomo ha la capacità di adattarsi a ogni cosa; lo diceva Alessandro Manzoni qualche secolo fa. ” (18 aprile).

In una vita dove ogni centimetro in più di aria e libertà è un centimetro agognato di vita.. le reti alla finestra, sono un altro centimetro in più di vita, un altro centimetro in più di libertà, un altro centimetro in più di aria, un altro centimetro in più di sole, un altro centimetro in più di ossigeno.. che viene tolto.

E già mi pare di sentire chi la sa lunga dire.. “un centimetro.. cosa vuoi che sia..”.

Un ringraziamento alla nostra collaboratrice Marina.. che sta dando un prezioso traducendo alcuni testi, come nel caso di questo diario.

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Abbiamo scritto una lettera al nuovo Presidente della Camera Boldrini.
Ci ha fatto molto piacere essere menzionati nel suo discorso di apertura, cosa mai avvenuta da quando posso ricordare.
Anche gli altri compagni non ricordano un Presidente della Camera che l’abbia fatto, neanche Pertini lo fece, eppure aveva trascorso molti anni in carcere.
Sapere che avrà attenzione anche per noi “paria” alimenta quel filo di speranza che nella sua coalizione non ci siano solo giustizialisti.
Del manettoro alla Presidenza del Senato è inutile anche parlarne, forse in politica uscirà fuori la vera personalità, non potendola nascondere dietro l’apparato della repressione. 22-03-2013
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Mi hanno mandato una circolare ministeriale del 29 gennaio 2013, in cui riporta la collocazione di tutti i carceri della penisola.
Secondo questo programma, la sezione AS1 di Catanzaro e Carinola devono essere chiuse.
Ci siamo informati qui ma ci hanno assicurato che non è vero niente.
Tutto sembra strano, anche perché questo è l’unico carcere in Calabria che comprende quasi tutto il Meridione – Sicilia, Puglia e Basilicata. In Campania chiuderanno Carinola e lasceranno aperto l’AS1 di Secondigliano, forse perché c’è il centro clinico. I burocrati del ministero programmano e decidono senza tenere conto che i “pacchi postali” che mandano in giro per la penisola con un tratto di penna, sono esseri umani.
Ho inaugurato negli ultimi quindici anni tre sezioni E.V.I. poi AS1 dal 2009 (hanno cambiato solo il nome o meglio dire solo la sigla), e ogni volta la rigidità repressiva per rilassarsi ha bisogno di qualche anno.
Comunque mi auguro che non chiudano la sezione, francamente non ho tanta voglia di fare altro turismo penitenziario, ne ho fatto tanto in tutti questi anni. 23-03-2013
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Mi hanno mandato alcuni scritti di sostenitori a favore dell’abolizione dell’ergastolo, un paio di questi interventi mi hanno colpito.
Quello dell’avvocato Saverio Stano di Ferrara, ha scritto una lettera molto accurata e profonda, merita di essere divulgata e letta da tutti.
L’altro scritto è di una donna Miriam Picone, anche questa è molto bella e la sua pubblicazione aiuterebbe a riflettere sull’ergastolo.

Avv. Stano
04 Marzo 2013-05-24

Un padre di famiglia scrive agli “uomini ombra”
Cari uomini d’ombra,
come l’autore della mail che mi è appena arrivata, anche io sono padre di famiglia. Ed oltre a questo, sono Avvocato. Penalista.
La professione che mi onoro di svolgere mi fa toccare con mano tutto ciò che la gente comune legge grazie anche a tutte le mail che gli uomini ombra sono riusciti a divulgare tra la società cosiddetta civile.
Ho 36 anni e vivo a Ferrara. Ciò che credo si sia perso, in questi anni, è la voglia di guardare, di osservare per capire. Non bisogna abbassare gli occhi di fronte a certi abomini. Bisogna spalancarli ancor di più.
Occorre far rumore, le ombre devono occupare ogni decibel udibile all’orecchio umano.
E’necessario che tutti sappiano che una delle piaghe del nostro panorama normativo è la proliferazione di leggi carcerogene; che ogni dannato lemma di quelle leggi calpesta i precetti Costituzionali ed i principi che vengono sanciti, solo sulla carta, dalla legge 354/75, ossia dell’ordinamento penitenziario.
Come si concilia la rieducazione del condannato con la condanna a morte mascherata da ergastolo? Il grado di civiltà del Paese si misura anche dalle sue carceri.
Com’è possibile tollerare un sistema penitenziario ove al condannato vengono negati i suoi bisogni primari? Che umanità può avere un Paese che impedisce ad un uomo di amare? Di poter stringere i propri cari? I propri bambini? Che senso di umanità lasceremo ai nostri figli se poi dovremo spiegare loro che in Italia c’è un mostro, chiamato carcere, che fagocita chi ha sbagliato e che fa scontare a queste persone una pena decuplicata?
Con che cuore dirò a chi verrà dopo di me che in questo Paese, culla della civiltà e del diritto, esiste un sistemo ove vengono murati esseri umani e spogliati finanche della loro dignità di uomini?
Un giorno i miei figli mi hanno chiesto perché ho voluto fare l’avvocato.
Ho risposto loro che il penalista non fa l’avvocato. Lo è. E ho risposto loro che sono avvocato perché credo che un giorno, nel quale le pene saranno lo strumento per non sbagliare più, la seconda opportunità che molti non hanno potuto avere. Sono avvocato perché voglio credere nel processo come strumento di giustizia, non come forbice sociale di divario tra abbienti e non abbienti. Sono avvocato perché amo questa professione, perché la mia suprema vocazione è poter conoscere ed aiutare nelle loro battaglie più uomini ombra possibile, per arrivare a sera ed essere consapevole, nei limiti delle mie forze, di essere stato utile anche in minima parte a ciascuno di loro. Sono avvocato, perché questa meravigliosa, terribile Professione, se la si sceglie davvero, non porta certo ricchezza materiale, ma ricchezza d’animo.
Ho risposto ai miei figli che, quel giorno, vorrei fosse già ieri.
E credo che perché ciò avvenga, occorre sensibilizzare l’opinione pubblica, con dibattiti, convegni e diffondendo la voce di chi voce non si vuole abbia più.
Non è sufficiente discutere sul fatto se chi sbaglia debba andare in carcere, ma capire che spesso, chi è dietro a quelle sbarre, lo è perché lo Stato, noi, non abbiamo saputo dare giuste opportunità.
Se si iniziasse a pensare che ogni cittadino che entra in un carcere è un fallimento della società civile, probabilmente vedremmo meglio, con gli occhi ancora più spalancati, il baratro di inciviltà nel quale siamo caduti e continuiamo a sprofondare.
Salute e saluti
Avvocato Saverio Stano

Miriam Piccone
4 marzo 2013-05-26

Un padre di famiglia scrive agli uomini ombra
… Forse non è un caso che questa mail mi giunga questa sera e in questo preciso momento … le parole che l’accompagnano trovano tutta la mia condivisione, compresa quella di non riuscire più a godere, completamente della propria libertà quando ci si confronta con la realtà dell’ergastolo.
Ho vissuto per circa trent’anni … “prigioniera” di una pesante eredità … che mi soffocava anche se mi trovavo sulla cima di una montagna o in mezzo al più cristallino dei mari.
Poi grazie ad un lungo percorso … doloroso … ma accompagnata dalla voglia di farcela e da un briciolo d’amore per me stessa … sono riuscita a superare … perdonando.
E solo quando sono riuscita a perdonare la persona che tanto mi ha ferita … lui si è reso conto davvero del male che mi ha procurato e liberandolo da questo peso ho liberato anche me …
Oggi sono abbastanza serena e l’abbastanza lo userò affinché resterà anche un solo uomo al mondo costretto a scontare l’ergastolo.
Non so se queste mie parole potranno essere di conforto a qualcuno … di sicuro mi conforta sapere che c’è chi la pensa come me al di fuori da quelle mura. 24-03-2013
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Di recente in Madagascar hanno scoperto il più piccolo camaleonte del mondo, lungo un paio di centimetri, può stare sull’unghia di un dito.
A causa delle minacce al suo ambiente è a rischio di estinzione.
Ci sono animali che si estinguono senza che ne conosciamo l’esistenza, come succede nella foresta amazzonica. Questo camaleonte è stato fortunato, mi auguro che si sia messo in condizioni che non abbia problemi per la sua sopravvivenza futura. 25-03-2013
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Sono arrivate le selezioni del blog, le ho lette e mi sono soffermato sullo scritto del permesso, ho compreso perché ho ricevuto i complimenti un po’ da tutti, anche l’educatrice e la direttrice. Mentre leggevo mi sono commosso. Quello che non capisco com’è possibile se l’ho scritto io?
La psiche umana è un pozzo che non finirà mai di stupire. 26-03-2013
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Spesso sento in tv o leggo che la magistratura è un problema, addirittura Berlusconi l’ha definita il cancro del Paese.
Purtroppo l’errore è nella definizione perché la magistratura comprende tutto l’ordine giudiziario, pertanto sarebbe giusto definire e non generalizzare. Il vero problema sono le procure, principalmente quelle speciali (DDA) che hanno acquisito il potere dell’impunità e sovvertito la cultura penale della società, riducendo il momento dell’accusa come il centro del processo, una falsificazione giuridica e culturale.
Inoltre stanno occupando posti di non loro competenza, come il ministero, cassazione ed ora anche il Parlamento, che gli serve solo per rafforzare la loro casta ed essere più potenti.
Fino a quando ci sarà il Pd e tutta l’area della sinistra che osanna e protegge questi monetari, non ci sarà possibilità di cambiamento. 27-03-2013
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E’ venuto il vescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone a dirci la messa di Pasqua. Durante la messa gli è stata letta una lettera preparata da Claudio, ha recepito molto bene il contenuto, dove si faceva presente che tutte queste leggi di emergenza sono esclusivamente per il Meridione e i meridionali.
Nella sua omelia, molto coraggiosa e da noi apprezzata, ha parlato un po’ di tutto, dalle condizioni delle carceri, processi, ergastolo ecc. , ma si è soffermato anche sul 41bis definendolo inumano, ho risposto “è tortura”, ha dato il suo assenso.
Il tutto l’ha paragonato con l’arresto e processo farsa di Gesù, le torture e la morte in croce.
C’era tutta la direzione, area educativa e i professori della scuola.
Dopo la messa abbiamo fatto il rinfresco con i dolci fatti da Fabio, apprezzati da tutti i presenti in Chiesa. Ho ringraziato il vescovo per le sue parole e gli argomenti toccati, principalmente il coraggio di toccare il tabù del 41 bis.
Credo che sia dovere della Chiesa far sentire la voce contro la disumanità. 28-03-2013
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In modo vergognoso il COISP sindacato della polizia è andato a fare una manifestazione di solidarietà nei confronti dei quattro poliziotti in carcere, che uccisero barbaramente Federico Aldrovadi il ragazzo di 18 anni di Ferrara.
Sono andati sotto le finestre del comune di Ferrara, dove lavora la madre di Federico, la stessa è scesa in strada con una foto del ragazzo morto, pestato talmente ferocemente da renderlo una maschera di sangue. I poliziotti assassini furono condannati a pochi anni di carcere per omicidio colposo, che attualmente stanno scontando.
E’ una vergogna che siano stati condannati per omicidio colposo, ancora di più che non siano stati licenziati, ma quello che colpisce di più è l’ordinaria crudeltà coperta e difesa anche dai sindacati, che invece di chiedere perdono e il licenziamento dei quattro omicida, contestano la madre che si è battuta per avere giustizia per il figlio.
Siamo alle barbarie. 29-03-2013
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Barbara D’Urso non si smentisce neanche davanti al dolore di due ragazze che avevano perso la madre.
Casualmente facendo zapping mi fermo nel programma della D’Urso, c’erano due sorelle, una aveva circa vent’anni e l’altra circa quindici anni, raccontavano che in una lite di condominio sono intervenuti i carabinieri, la madre delle ragazze accerchiata da decine di persone, i vicini di casa, invece di proteggere questa madre di famiglia, hanno lasciato che le saltassero addosso e un ragazzo l’accoltellasse davanti alla ragazzina in studio e il fratellino più piccolo, in più hanno chiamato l’autoambulanza dopo venti minuti facendola morire dissanguata.
La sorella più grande chiedeva che si facesse luce sulla vicenda e chi avesse sbagliato doveva pagare.
La ragazzina presente al fatto e visto come si erano comportati i carabinieri, dava la colpa a loro spiegando anche perché, ma la D’Urso prima ha cercato di difendere i carabinieri, ma vista l’insistenza della ragazzina, in modo brusco ha chiuso la trasmissione, non avendo un minimo di rispetto per il dolore delle due ragazze.
Come se sindacare il comportamento dei carabinieri diventasse una specie di lesa maestà.
Qualcuno dovrebbe spiegare alla D’Urso che sono dipendenti dei cittadini, che i loro stipendi sono pagati con le tasse, pertanto se sbagliano devono pagare come tutti, anche se ciò non avviene. 30-03-2013
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La Pasqua spesso induce a riflettere, saranno gli anni di cattività oppure i pensieri dedicati ai miei cari e saperli tutti a tavola da mio Padre. Desideravo esserci ma purtroppo l’infamia di certe leggi razziste antimeridionali non mi permettono di avere la gioia di trascorrerla con loro.
L’ultima volta eravamo in 48, c’era anche mia Madre, furono due giorni stupendi.
In tanti anni qui dentro mi sono perso il meglio della vita di un uomo.
Per ritornare a casa ci vorrebbero come Giuda, ma ho sempre preferito la croce, questo mi fa sentire la Pasqua anche un po’ mia: crocefisso come Gesù.
Ci hanno concesso la socialità per due giorni, con le celle aperte da mezzogiorno alle cinque, abbiamo pranzato insieme nella sua cella, io e Nellino, diversamente dagli altri, noi stiamo a tavola tutte e cinque le ore.
Abbiamo trascorso una bella giornata, anche se alla fine avevamo la pancia come un tamburo per aver mangiato troppo. 31-03-2013
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Su la 7 trasmettono un programma che si chiama “cambio moglie”, due famiglie si scambiano la moglie per una settimana.
Qualche volta mi soffermo a guardarla, l’ultima volta c’erano due famiglie di regioni diverse, una piemontese e una pugliese.
La donna piemontese dopo qualche giorno diceva che, l’uomo anche se meridionale era molto educato e serio perché era stato qualche tempo al nord, rimarcava molto questo concetto.
Dopo una settimana le donne ritornano ognuno a casa loro; le due coppie si incontrarono in un ristorante senza i figli. Anche in quel frangente sottolineava il concetto che erano meridionali.
Una volta quando vedevo questo razzismo strisciante, dicevo “polentoni”, senza prendermela più di tanto, oggi è diverso, la sento come un’offesa e ci rimango male.
Quello che non capisco, com’è possibile che possano permettere determinati discorsi di sapore razzista in una trasmissione. 1-04-2013
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Leggo in un articolo che Di Pietro ha chiuso il partito e i soldi che erano in cassa, circa 30 milioni, se li è presi lui come fossero suoi.
Una volta dismesso il partito, correttamente doveva restituirli allo Stato, essendo soldi del finanziamento dei partiti.
Di Pietro si è sempre lavato la bocca di onestà e legalità, ma con i suoi atti ha dimostrato quanto sia mascalzone.
Se non fosse stato protetto dalle procure, da tempo avrebbe fatto una brutta fine.
Ha rubato e imperversato senza vergogna, e portando in Parlamento figure che hanno squalificato il ruolo.
Faceva il giustizialista per crearsi un alibi.
Credo che tutti siano rimasti contenti che sia uscito dal Parlamento, e personalmente mi auguro che non ci torni più. 2-04-2013
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Abbiamo partecipato al convegno nel tetro per discutere dell’opuscolo sul commento della Costituzione che abbiamo scritto.
C’erano alcune personalità, il vescovo Bertolone, la Presidente della provincia Ferro, il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita, il professore dell’università Viscomi che insegna diritto del lavoro, la Presidente del tribunale di sorveglianza, il prefetto di Catanzaro, la Direttrice e il professore Fiorita che ha curato tutto il lavoro, ed è stato invitato anche il nostro amico Eugenio Masciari, che mi ha fatto molto piacere rivedere.
Io, Claudio Conte, Giovanni Farina e Marcello Ramirez, abbiamo fatto un nostro intervento.
C’erano una quarantina di studenti universitari della facoltà di Giurisprudenza del 2° e 4° anno.
Tutti gli interventi delle personalità sul palco sono stati molto incisivi e significativi.
Il vescovo aveva approfondito la materia sia dell’ergastolo e sia del 41bis, ogni volta mi meravigliava. Nessuno è stato banale con discorsi di circostanza, tutti sono stati molto profondi.
Il magistrato di sorveglianza Magnavita, ha dimostrato la sua umanità, alla fine del discorso ci ha detto di non applaudire, ma di osservare un minuto di silenzio per il detenuto che qualche ora prima si era suicidato, nelle sue parole ho percepito la commozione per una vita che non c’era più. Noi non sapevamo niente.
Il programma era di un’incontro unico, ne è uscito che questo sarà l’inizio di un discorso per costruire un ponte tra il carcere e la società, pertanto con gioia di tutti, ci saranno altri incontri.
Sono rimasti tutti contenti che sia emerso in modo chiaro la specificità dell’ergastolo ostativo e dell’art. 4bis, se tra gli studenti c’era qualcuno che non sapeva ora sa e ne è a conoscenza.
L’unica nota stonata è che ho saputo di un ricorso in Cassazione da parte di un Pm della DDA di Salerno contro il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita per il permesso di tre ore che mi concesse il 20 novembre, quello che non capisco su quali basi ha potuto fare un ricorso del genere, e perché l’ha fatto, eppure dei Pm in servizio attualmente non ne conosco nessuno.
Mi auguro che questo episodio non influisca sulle decisioni future della Dott.ssa Magnavita.
A prescindere da questo episodio e il suicidio del recluso, è stata una bella esperienza, e spero che si ripeta più spesso.
Ci siamo divisi i compiti negli interventi, io ho parlato del 41bis, questo è il mio intervento:

Un saluto a tutti i presenti.
La Costituzione rappresenta la difesa dei diritti per ogni essere abitante sul territorio nazionale.
In essa sono contenuti i principi di libertà, uguaglianza e giustizia.
Purtroppo un potere trasversale, nei fatti l’ha calpestata con leggi anticostituzionali che violano i diritti legittimi di ogni cittadino, come può comprenderlo anche un’ignorante.
Da un ventennio il sacro diritto dell’uguaglianza è stato ridotto a merce di scambio e con aggettivi vari hanno convertito gli italiani al doppio binario sulla giustizia e sulle carceri, violando palesemente l’art. 3 della Costituzione.
Queste leggi inquinate da un razzismo strisciante, colpiscono solo una parte del Paese, dove questi cittadini non vengono giudicati solo per il reato commesso, ma in quanto nativi di un territorio, così sono stati fatti diventare essi stessi un reato.
Nelle carceri con le leggi di perenne emergenza, anche le pene sono discriminatorie a seconda del luogo di provenienza.
La legge che ha avvelenato la limpidezza dei principi costituzionali è la n. 356 del 1992, che ha modificato l’art. 4 bis OP, creando un sistema di pene normali e un sistema di pene escluse dai benefici dal codice penitenziario.
Tutto il sistema si adopera per dissimulare la disumanizzazione di questo barbaro art. 4 bis OP.
Il nuovo Papa ha detto di non farsi rubare la speranza. A noi ce l’hanno rubata con questa legge.
Ed un uomo senza speranza è destinato ad attribuirsi.
Grazie
Catanzaro, 3 aprile 2013 3-4-2013
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Riflettevo sulla giornata di ieri, erano molti anni che non trascorrevo un po’ di tempo in mezzo alla gente. Questi eventi sono importanti per i reclusi perché aiutano a non perdere il contatto con la società. Inoltre è anche importante per la rieducazione e un futuro reinserimento essendo che diminuiscono le distanze mentali che si creano in tanti anni di cattività. Queste manifestazioni non devono essere delle eccezioni; ma diventare degli ordinari incontri per socializzare con il mondo esterno, servono anche ad elevare la cultura dei reclusi.
Il lavoro e la cultura sono gli strumenti necessari per aiutare chi ha sbagliato a indicargli che nella vita ci sono tante altre scelte.
Un uomo non lo si migliora terrorizzandolo con la paura dell’inferno, ma lo si migliora educandolo a contemplare la bellezza del paradiso. 4-04-2013
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Dopo 27 anni di carcere è stata concessa la revisione del processo ai cosiddetti mostri di Ponticelli.
Tre ragazzi furono accusati di aver ucciso dopo aver violentato due bambine di dieci anni di Ponticelli, un quartiere di Napoli.
I ragazzi furono scelti come colpevoli e immolati per glorificare il Pm di turno, che fece le peggiori cose per farli risultare colpevoli, ma anche i magistrati giudicanti ci misero del loro.
All’epoca, alla metà degli anni ottanta, nella mia ignoranza non credevo nella loro colpevolezza, seguì il processo attraverso i media, e chi si trovava in carcere come me ed aveva subito i soprusi che stavano vivendo questi tre ragazzi, capivo che il Pm aveva costruito un’architettura processuale con ricatti,minacce e distorsioni con ogni mezzo. Quando ho ascoltato la notizia in tv ne sono stato felice e auguro ai tre ragazzi di essere presto di nuovo padroni della loro vita.
Come succede sempre, i Pm e la polizia che li aiuta in questi atti criminali, non pagano mai per i reati che commettono per rovinare la vita delle persone.
Verrà mai una politica con i coglioni a riformare il sistema giudiziario che è fuori da ogni controllo costituzionale? 5-04-2013

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso la grazia al colonnello americano Joseph – L. – Romano III per il sequestro di ABU – OMAR.
Mi domando se l’invito di qualche tempo fa alla Casa Bianca da parte di Obama, con tutti quei complimenti che rasentavano il ridicolo, servivano proprio a questo scopo.
Un vecchio arnese stalinista come lui, è stato invitato nell’ex tana del lupo, adulato come un bambino, per farsi graziare un loro militare.
Credo che per questo motivo, gli americani premano per un altro settennato di Napolitano, così hanno un pupazzo al Quirinale ai loro ordini.
In questi sette anni, non ricordo che abbia dato una grazia a uno dei tanti poveri cristi che muoiono quotidianamente nelle carceri, che lui stesso ha definito luoghi di tortura che ci fanno vergognare di fronte all’Europa.
Conosco gente che è in carcere dagli anni settanta per sequestro, ormai vecchi e malati, aspettano solo la morte che se li porta via, ma il nostro presidente non si sognerebbe mai di graziare qualcuno.
I reati hanno connotazioni diverse a secondo perché si commettono. Come in guerra, quelli dei vincitori diventano azioni eroiche, quelle dei perdenti crimini efferati. 06-04-2013
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La lega non si smentisce mai, sempre razzista, rozza e miserabile, e non manca occasione per dimostrarlo. Dopo l’oltraggio perpetuato dal sindacato di polizia nei confronti di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi ucciso a sangue freddo da quattro poliziotti. Il comune di Bologna ha proposto la cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, apriti cielo da parte del centrodestra, ne hanno detto di tutti i colori “ la vostra è l’ipocrisia di chi usa il percorso istituzionale per non dire quello che pensa”; loro a parole dicono tutto e di più come il loro padrone Berlusconi – tanti piccoli truffaldini crescono – . Sono i fatti che creano la realtà, no le parole.
La lega và sempre oltre l’umana decenza, il capogruppo al comune Manes – Bernardini ha gridato “è una marchetta”.
Loro sono dei professionisti della marchetta, ne hanno fatte a tutti, principalmente con Berlusconi, con lui si sono addirittura prostituiti.
Non hanno vergogna e pretendono di sindacare alzandosi su un piedistallo. 7-04-2013
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In tv stavo seguendo un documentario sulla città messicana Ciudad – Juàrez, di circa 800.000 mila abitanti, si trova al confine con gli USA, sulla riva destra del fiume Rio – Grande di fronte alla città statunitense El Paso.
Rimango scioccato dalle notizie che emergono nel prosieguo del filmato, succedono mediamente dai 10 ai 20 morti ammazzati al giorno, una media di 15 uccisi.
Ho fatto il calcolo su 10 morti sarebbero 3650 all’anno; su 15 sarebbero 5485;su 20 sarebbero 7300.
Proporzionandoli con i 60 milioni di abitanti dell’Italia, sono 75 volte la cifra dei morti se succederebbero ogni anno nel nostro Paese: 273.750 nel primo caso; 441.375 nel secondo caso e 547.500 nel terzo caso.
Sono cifre così alte che neanche in Iran e Afganistan sono successe in un anno.
Ricordo che tutte le guerre della criminalità nel decennio degli anni 80 non hanno superato in totale i 5000 morti, anche se ancora oggi li fanno sembrare qualcosa di epocale; quando ogni anno solo con gli incidenti di auto superano 4 – 5 volte questa cifra.
Quando i savonarola sbandierano ai quattro venti che in Italia c’è la criminalità più forte del mondo, mentono sapendo di mentire, come la bolla che frena e blocca il progresso.
Il Messico ha un’economia galoppante tra il 3 e il 5 % all’anno, eppure ha la criminalità ritenuta tra le più forti, ricche e sanguinarie del mondo con una media di 50.000 mila morti ammazzati all’anno.
Questo dimostra che la dinamicità del progresso in un territorio è frenato da altri problemi, e l’insieme della propaganda del cosiddetto “partito dell’antimafia”, ha interessi politici e di potere mascherati dalla lotta alla criminalità.
Quando parlano di antistato, nessuno pensa che si riferiscano a se stessi, perché uno stato parallelo è un antistato, e questo lo hanno costruito loro, ed è talmente potente da condizionare lo stato legale, esclusivamente per i loro interessi e non per il bene comune. 8-04-2013
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Non si finisce mai di apprendere nella vita, mentre guardavo un documentario sull’India, l’inviato accompagnato da una persona del luogo, entra in un tempio della religione giainista (Giainismo – Jainismo), nota che ci sono molte svastiche, chiede come mai, gli risponde che in questa religione rappresenta un simbolo di pace; come la colomba nella religione cristiana.
In Europa, ci vorranno alcuni secoli per attenuare l’orrore che le svastiche seminarono.
Culture diverse in paesi molto distanti tra loro, lo stesso simbolo ha significati diametralmente opposti.
Il giornalista è andato a casa di una famiglia giainista, per vedere come osservavano uno dei loro precetti religiosi che è il vegetarianismo. Hanno una cucina che adopera molte spezie e sanno amalgamare tante verdure tutte insieme.
Ho controllato sulla piccola enciclopedia, i precetti del giainismo non sono diversi da quelli cristiani, e sono di molti secoli prima del cristianesimo.
Credo che nell’India c’è tanto da conoscere, siamo fermi agli stereotipi che ci trasmette una cultura mediatica ottocentesca. 9-04-2013
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Mentre mi mettevo le scarpe ginniche, ho pensato che di rado riesco ad avere un paio di scarpe ginniche di mio gradimento, la forma, modello, colore e che calzano a regola d’arte, purtroppo questa è una delle problematiche dei carcerati, non possono scegliere, devono adattarsi a quelle che mandano i familiari.
Dopo decenni di scarpe ginniche sarà molto difficile quando uscirò cambiare tipo di calzature, perché fuori non posso calzare tutti i giorni scarpe ginniche, dovrò lottare e cambiare un’abitudine consolidata. 10-04-2013
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Mi ha scritto un amico di vecchia data; ci conosciamo da oltre 30 anni, anche lui è della provincia di Palermo. Dagli anni 80 ha scontato circa 25 – 26 anni. Era uscito in semilibertà all’inizio del 2000, ma l’apparato della repressione dopo qualche mese gliela fece rievocare, finì di scontare i circa due anni che gli rimanevano ed uscì a fine pena.
Si sposò ed ha due bambini che ora hanno 11 e 9 anni.
Mentre si godeva questa nuova vita, una famiglia e un buon lavoro, lo arrestarono di nuovo per un reato di quando era minorenne.
Fatto il processo lo condannarono, e gli stanno facendo scontare fino all’ultimo giorno. Neanche alla comunione del figlio l’hanno voluto mandare, perché l’apparato della repressione si è opposto fermamente con relazioni false e strumentali.
Nella sua lettera mi ha chiesto consiglio, se non è il caso di andarsene all’estero quando esce fra qualche anno, perché se il suo ultimo reato è di oltre 25 anni fa, dopo un quarto di secolo continuano a perseguitarlo, ha pensato di rifarsi una nuova vita in un paese civile, dove ti lasciano vivere in pace dopo che hai finito di scontare la pena, cosa impossibile in Italia principalmente nel Meridione, perché nella colonia la pena non finisce mai, la repressione continua tutta la vita.
Gli ho risposto di condividere il suo pensiero e fa bene a decidere di andarsene all’estero, perché quelli come noi non hanno un futuro da normali cittadini, saremo sempre perseguitati, oppressi e ridotti a sopportare soprusi in ogni occasione, sia in pubblico che quando vengono a casa, reagire alle loro ingiustizie si cade nel torto, perché il sistema protegge se stesso e non aprirebbe mai un’inchiesta per punire gli addetti alle loro corporazioni.
Il sistema repressivo alimenta la recidiva, perché non consente una vita serena a chi ha scontato la pena. L’oppressione è sistematica sulla vita privata e sull’attività lavorativa.
La pericolosità sociale un marchio infame che finisce il giorno del funerale. 11-04-2013
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Il Presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo ha fatto una conferenza stampa in cui ha parlato di vari temi, ma due mi hanno colpito per la loro ipocrisia: “Il Porcellum (la legge elettorale) è quasi anticostituzionale; e la Corte Costituzionale non è politicizzata”.
Premesso che ritengo la consulta un piccolo parlamentino agli ordini delle segreterie dei partiti, essendone una loro espressione, li scelgono e li votano, pertanto sono sicuri della fedeltà.
Il Porcellum fu emanato nel 2006 da Berlusconi per impedire al centrosinistra di governare, appurato dai sondaggi che avrebbe vinto le elezioni da li ad alcuni mesi.
Il centrosinistra, vinte le elezioni non si sognò di cambiarla.
Dov’era la consulta dal 2006 fino ad oggi?
Che non sia politicizzata e una barzelletta che solo il Presidente Gallo può crederci.
Da carcerato posso affermare che le politiche repressive anticostituzionali dei governi e dell’apparato della repressione, sono state protette con tanto fervore dalla consulta da rendersi ridicoli con le loro cervellotiche sentenze.
Oggi l’unico organo serio su cui poter fare affidamento è la Corte Europea dei diritti dell’uomo. 12-04-2013
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La Corte Europea dei diritti umani ha condannato di nuovo l’Italia, ormai ha il primato in Europa, ma invece di prendere provvedimenti fanno ricorso contro le sentenze per rimandarne l’applicazione alle calende greche, nel frattempo ogni anno il Paese paga risarcimenti e sanzioni milionarie.
Il paradosso è che i parlamentari usano i disagi sociali per criminalizzarli e i problemi penitenziari per avere rilevanza mediatica con la scusa della sicurezza.
La giustizia ha raggiunto la cifra di dieci milioni di processi, che si sono accumulati nei tribunali, ha responsabilità in modo ipocrita viene attribuita alle scarse risorse, alla burocrazia delle garanzie, agli avvocati ecc., ma i veri responsabili non vengono mai citati, perché l’omertà del sistema e la paura che gli infondono, riducono i media alla censura, gli unici responsabili sono i magistrati e principalmente le procure, che terrorizzano la politica li hanno costretti a legiferare per criminalizzare ogni dissenso e comportamento, con l’impennata delle pene tra le più alte d’Europa.
Abbiamo il più alto numero di magistrati d’Europa, in proporzione agli abitanti, ma si lamentano sempre che non bastano il motivo è semplice, lavora solo un terzo, gli altri tutto fanno tranne che i magistrati. Un terzo sono distaccati ad altri incarichi, ministeri, enti dello stato, organi esteri, e un mare di consulenze. Un altro terzo si diverte tra fare le star e in tv nei salotti televisivi, una politica a vari livelli, nel sindacato e nel CSM.
Per questo motivo ci sono milioni di processi pendenti nei tribunali.
Cosa fa la politica? Innalza ad eroi i monetari delle procure facendo a gara tra i vari partiti a chi ne candida di più nelle loro liste elettorali.
Ormai tutto il sistema istituzionale ha perso il contatto con la realtà sociale e anche ogni decoro e decenza.
Leggere il libro di Stella “L’ultracasta dei magistrati” si capirebbe molto di più. Se qualcuno dopo letto vorrebbe farlo leggere anche a me gliene sarei grato. 13-03-2013
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Nella rivista NUNATAK che mi spediscono i compagni dell’associazione REBELDIES, ho trovato un articolo che mi ha molto incuriosito.
“Il titanio del monte BEIGUA”, questo monte è compreso nel “Grande Parco del Beigua”, dove è vietata qualsiasi tipo di attività estrattiva. Il territorio si trova nella provincia di Savona, ad eccezione di tre comuni che si trovano nella provincia di Genova.
Le compagnie minerarie dagli anni 70’ che ci provano per aprire una miniera, ma non ci sono mai riusciti per le opposizioni delle associazioni ambientaliste e della gente del posto.
Nei primi mesi di quest’anno, la multinazionale SAI – GLOBAL, ha chiesto alla regione il permesso, pagando 500 milioni annui per i diritti di concessione per un periodo di 4 – 5 anni.
La regione non ha risposto perché è tentata pensando ai 60 miliardi di euro di buco del bilancio 2012. Secondo gli esperti il giacimento avrebbe un valore tra i 400 e i 600 miliardi di euro, per questo fa gola alle multinazionali.
Questa miniera devasterebbe tutto il territorio, con strade, inquinamenti dell’aria e dei due fiumi che l’attraversano, alla fine la multinazionale lascerebbe una specie di cataclisma, come hanno fatto in Sardegna con una miniera d’oro, oggi sembra un territorio lunare con vasche tipo laghetti d’acqua contaminate da reagenti chimici.
Credo dovranno prepararsi di nuovo a lottare e vincere per non lasciare un domani senza speranze alle prossime generazioni. 14-04-2013
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Il CSM ha bocciato la richiesta del Pm Ingroia per andare a fare il presidente dell’agenzia delle entrate siciliana, incarico offertogli da Rosario Crocetta, presidente della regione; come una setta si aiutano tra di loro, ormai gli incarichi istituzionali sono diventati come una merce di scambio tra privati.
Siccome Ingroia alle elezioni era in lista in tutte le regioni tranne in Valle Da Osta, il CSM l’ha destinato alla procura D’Aosta.
Ha commentato che lui non sa scrivere i cognomi valdostani e non conosce il francese. Qualcuno dovrebbe dargli lezioni di geografia, forse non è a conoscenza che si trova in Italia.
Personalmente credo che il motivo sia diverso, gli ordinari abusi che vengono sistematicamente commessi nel Meridione e anche in alcuni centri del nord, ma sempre contro i meridionali, non gli saranno permessi nella civile Valle D’Osta, non potendo usare questi metodi, come farà ad avere rilevanza mediatica? 15-05-2013
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Ieri abbiamo avuto notizia della scomparsa di un anziano ergastolano, da vent’anni seppellito nel regime di tortura del 41 bis.
Gli hanno dato la sospensione pena dieci giorni prima di morire.
Quello che ci ha fatto male apprendere è stato il comportamento del vescovo di Trapani, che gli ha vietato l’estrema unzione e la messa, dichiarando che gli ergastolani non possono avere la cerimonia funebre in chiesa. Questo vescovo è molto singolare, mischia i precetti religiosi con le pene del codice penale, ma lo fa sempre vestito da Armani, lui ci tiene che i suoi paramenti e vestiario siano rigorosamente confezionati da Armani; avrà anche lui mutande firmate? Avrà avuto le direttive dal cielo per essere un “religioso di marca”. Prima che cadesse il muro di Berlino, le gerarchie della chiesa in Sicilia, non si sono mai preoccupate chi fossero ad aiutarli a tenere a bada i comunisti, per raggiungere questo scopo facevano lega e affari con tutti quelli che potevano essere usati.
Oggi per far dimenticare il loro passato si comportano da fanatici estremisti affinchè non vengano attaccati dal partito antimafia (il nuovo potere in Sicilia), e continuare ad esercitare il loro potere, come in passato, nel presente e in futuro.
Mi auguro che il Papa metta in ordine affinché certi religiosi finiscano di usare il sacro per continuare in tranquillità i loro affari profani. 16-04-2013
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Il nuovo Presidente del Senato Pietro Grasso ex Procuratore nazionale della DNA, ha dichiarato che bisogna formare una commissione parlamentare sulle stragi italiane premesso che c’è già stata ed era presieduta da Pellegrino del Pd, del suo stesso partito.
Ci sono tante altre commissioni parlamentari che dovrebbero essere formate, da quella su tangentopoli, sul G8 a Genova, sulla Parmalat, sulle banche, sul Monte dei Paschi di Siena, sulle torture del 41 bis e principalmente su Pianosa e Asinara, sul finanziamento dei partiti, su Telecom, sulle liberalizzazioni che sono state un furto a spese dei cittadini, sul terremoto dell’Aquila, sul terremoto in Campania nel 1980, e ne farei una anche sui referendum che seppur vinti dalla popolazione, non sono stati rispettati truffando la gente che è andata a votare questo sistema criminale non permetterebbe mai che venissero violati i loro santuari di potere, ruberie, violenze, impunità e privilegi vergognosi.
Il sig. Grasso non ci ha messo molto tempo a diventare un politico; saper buttare il fumo negli occhi per nascondere la realtà, come faceva a capo della DNA.
Un monettaro non può diventare quello che non è. 17-03-2013
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Ci hanno messo le reti alla finestra, la vista panoramica ne risente, come anche un senso di mancanza d’aria. Ci sono in quasi tutti i carceri, ma abituarsi è sempre difficile, principalmente quando arrivi in un carcere e non ci sono.
Mi è successo anche nel carcere di Sulmona, le hanno messe mentre ero lì, il motivo è sempre lo stesso, non fare buttare né passare niente dalle finestre. Siccome abbiamo una piccola finestra, su domanda di un detenuto alla direttrice, gli rispose che avrebbe aperto un altro pezzo di finestra.
Le finestre sono composte da tre rettangoli, di cui uno è finestra e gli altri due sono fissi, per aprirne uno c’è bisogno delle cerniere.
Speriamo che venga aperta perché in estate si starebbe più freschi.
Un uomo ha la capacità di adattarsi a ogni cosa; lo diceva Alessandro Manzoni qualche secolo fa. 18-04-2013
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L’associazione Antigone mi ha scritto informandomi che ha ricevuto la mia lettera con la documentazione di Davide Emmanuello, e si interesserà per aiutarlo. Allego la lettera.

Alla cortese attenzione del
Sig. Pasquale De Feo
Via Tre Fontane 28
88100
CATANZARO

Roma, lì 29.03.2013

Oggetto: aggiornamento
Prot.: U/2013/157

Gentile sig. De Feo,
le scriviamo in merito alla sua lettera del 26.02.2013 in cui ci descrive la triste vicenda del sig. Emmanuello.
Per poter intervenire concretamente, avremmo bisogno di maggiori informazioni pertanto ci metteremo in contatto con l’Avv. Dominici.
Scriveremo anche direttamente al sig. Emmanuello per comunicargli il nostro interessamento.
La ringraziamo per la segnalazione e le facciamo i nostri più cordiali saluti,

Simona Filippi
(Il difensore civico)
19-04-2013
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Stamane è uscito Peppuccio dopo 22 anni e 20 giorni. Ha scontato fino all’ultimo giorno, senza nessun beneficio, di casi simili ce ne sono a migliaia, e poi dobbiamo sentire tanti azzeccagarbugli di vario tipo, che nelle trasmissioni televisive invocano la certezza della pena.
Se nella politica, nel giornalismo e nei media in generale, ci fosse la stessa serietà della certezza della pena, avremmo una società più giusta.
In questo Paese si sconta fino all’ultimo giorno, e non ci regalano niente.
La liberazione anticipata serve a loro per tenerci buoni, è un continuo per farci ingoiare i rospi della repressione. Per questo motivo quando qualche politico in cerca di notorietà dice di volerla abolire, insorgono subito i sindacati della polizia penitenziaria e dei direttori, perché sono consapevoli che è l’unico freno alle proteste generalizzate per chiedere i propri diritti e il rispetto della dignità, scarsamente applicati nelle carceri.
Invece ci sono i Travaglio che scrivono che i condannati a trent’anni scontano un anno e due mesi, e i condannati all’ergastolo scontano solo sette anni e mezzo.
Quello che è vergognoso è che nessuno tra i magistrati, avvocati e il restante degli addetti ai lavori gli risponde, facendo passare le sue fandonie come fossero la realtà.
Mi ha fatto molto piacere che Peppuccio sia uscito, una bravissima persona che stimo sinceramente, gli auguro di cuore che non subisca mai più le scure dell’apparato della repressione.
Amico mio ti auguro tutto il bene possibile con la realizzazione dei tuoi sogni. 20-04-2013
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Se avessi avuto bisogno di certezze per dare conferma alla mia convinzione che siamo una colonia americana, con l’elezione a un secondo mandato da Presidente della Repubblica a Giorgio Napolitano, ne ho avuto la matematica certezza.
Il teatrino di questi giorni è stata una farsa, era tutto organizzato e orchestrato dagli americani. Volevano un secondo mandato di Napolitano e ci sono riusciti.
Ora hanno un pupazzo alle loro dipendenze, che abituato ad obbedire servilmente a un padrone, lo farà con devozione; una volta erano i sovietici ora sono gli americani.
Il sistema non cambierà di una virgola, e anche i padroni del Paese insieme agli americani ringraziano.
Ora faranno un governassimo PD – PDL, estromettendo i grillini da qualunque cosa, e il sistema sarà tranquillo che nulla verrà toccato.
Fino a quando le popolazioni italiche sopporteranno tutti questi abusi? Dove hanno seppellito la loro dignità?
Una rivoluzione ci vuole. 21-04-2013

L’eterno ritorno dell’identico… di Pierdonato Zito

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Pierdonato Zito -detenuto a Voghera- è uno degli amici della prima ora del Blog.

Pierdonato è una di quelle poche persone che hanno un “centro interiore”, delle fondamenta al loro interno che li rendono stabili, e non li fanno trascinare dal vento.

Un durissimo lavoro nei decenni di carcere, lo ha portato a conquistare un equilibrio, e una capacità di analisi delle cose e di .. silenzio.. Un uomo capace di trovare nel silenzio nutrimento. Un uomo capace di fare il viaggio con se stesso.

I suoi scritti non sono frequenti, ma non sono mai scritti che si dimenticano. Sono “concentrati”, nessuna frase ha il senso del superfluo. Lo stile è “classico”; nel senso che richiama i classici latini e greci che ama tanto. 

Porta in sé quella nobiltà dell’anima.. che solo chi ha conosciuto grandi prove, cadute, purificazioni, feroci discipline, anni di perseveranza nel silenzio.. possono avere.

Vi lascio a questo suo emblematico testo.

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I lettori del Blog presumo che sappiano che sono di origine lucana. Quindi la Basilicata è la mia regione. E’ molto bella, ma è poco conosciuta.

Voglio raccontarvi cosa succede a stare sulla riva del fiume.

Le cronache di queste ultime settimane, parlano di un terremoto politico giudiziario in Basilicata. La procura di quel capoluogo ha azzerato la giunta regionale. Insomma, quelli che vengono definiti i reati di casta… ovvero un uso allegro della cosa pubblica che viene concepita, non come qualcosa da tutelare e valorizzare la comunità e il territorio, ma per interessi personali.

La politica concepita non per alleviare il disagio sociale, ma una politica intesa, più che per servire, per essere serviti. Più per perseguire gli interessi individuali che quelli generali. Cioè un livello di rapacità, di arraffamento che spiega anche l’odio verso i palazzi del potere che si respira nelle piazze.

La si registra questa situazione da una parte all’altra dell’Italia.

Tornando alla mia Lucania che un tempo faceva parte della florida Magna Graecia… oggi sembra invece avere dato luogo a uno squallido Magna Magna. E forse questo tempo sarà ricordato sui libri di storia come l’era di una classe dirigente arraffona. Un’Italia nella quale sono cresciuti a dismisura privilegi e diseguaglianze e negate alle nuove generazioni le opportunità di crescere e realizzarsi.

Ecco ripetersi l’eterno ritorno dell’identico. Chi mi ha letto nello scritto precedente, può comprendermi meglio. Ero poco più che adolescente, ero uno studente delle scuole superiori… ed ero già sufficientemente ferito da uno scenario di diffusa illegalità. Di rappresentanti istituzionali che mancavano di dignità, di senso di responsabilità, mancanza di coscienza delle proprie pochezze, della loro puerilità.

Il 3 maggio 2013 ho compiuto  il mio 54simo anno di età. Ho ormai i capelli brizzolati, il viso segnato da tante battaglie. Il tempo ci porta via la nostra giovinezza, il nostro desiderio, la nostra bellezza.

Sono però felicemente padre e da poco orgogliosamente nonno di una splendida nipotina e tutto sembra ancora ritornare.  Adesso sono loro i miei figli che vivono il medesimo clima sociale. E’ un po’ come se vivessimo in un mondo che si ripete in un eterno ritorno, cioè non un mondo che procede verso una fine, ma come se tutte le cose eternamente ritornano.

Questa eterna clessidra dell’esistenza che viene sempre di nuovo capovolta, e noi con essa, granelli di sabbia. Quanto accade è già accaduto e tornerà ad accadere. Quanto avviene, avviene per sempre, non si dissolve, ritorna eternamente. Generazioni di disoccupati… mio padre che emigrò… io medesimo disoccupato che h fatto mille lavori quasi  tutti in nero e malpagati prima di intraprendere un autodistruttivo viaggio che mi porterà in carcere. E poi i miei figli che hanno conosciuto anche loro il sapore dell’emigrare. Sto parlando come si vede di un problema sociale. Una regione che sembra essere immobile da 30-40-50 anni?

Non è quindi un alibi con cui giustificare me stesso e le mie azioni. E’ analisi critica, revisione critica del passato e de presente. Una sorta di processo evolutivo della propria personalità, uno sguardo retroattivo che serve a capire e forse anche a… insegnare.

Adesso, chi vive l’esperienza del carcere deve sapere cosa deve fare di sé e della sua esperienza ne deve fare tesoro per gli anni che ha davanti.

Ho insegnato così ai miei figli. A non lasciarsi travolgere dal clima e dal contesto sociale ceh vivono, insegnando loro ad essere autentici, equilibrati… saggi. Qualunque società produce ingiustizie e disuguaglianze. Siamo noi a dovere lottare per avere giustizia e uguaglianza.

La vita ci mette continuamente alla prova. Noi siamo chiamati a superare queste prove, e i genitori devono trasmettere la memoria storica.

Non cedere al pessimismo, come nella visione di Shopenauer il quale sosteneva che la vita è crudele e cieca irrazionalità, è dolore e distruzione. Quindi la vita intesa come sentimento tragico. Tutto fa parte dell’immensa marea della vita.

SULLA RIVA DEL FIUME

A un certo punto il fiume della vita segue il suo percorso. Imprigionato da quasi due decenni ho metaforicamente aspettato sulla riva del fiume. Ho così visto piano piano passare tanti “cadaveri”… ripeto in senso metaforico.

Cosi ho visto finire coinvolti  in bufere giudiziarie gruppi di potere tra i politici e magistrati oppure vertici delle forte dell’ordine, preti antimafia, cioè tutta quella gente che mascherandosi da persone bonarie, si atteggiano a salvatori della società. Proprio quelli che su Pierdonato avevano costruito montagne di carte. E così all’inferno sono finiti tutti quelli che speravano di non andarci.

Aspettando sulla riva è intervenuto sua maestà il tempo che è il migliore dei giudici. La verità quindi figlia del tempo.

Aspettando sulla riva del fiume ho visto il tempo collocare persone e fatti storici nella luce giusta.

Ho sempre creduto che prima o poi le ragioni sarebbero affiorate nella loro interezza. Tutto arriva a chi sa a chi sa aspettare.

Così aspettando sulla riva ho visto passare quella forma parassitaria della politica, noni che si credevano giganti. Non sono forse peggio di chi spara con le armi? Non uccidono forse i sogni della collettività? Non distruggono l’avvenire di tantissimi giovani? Che Paese è quel Paese che non ti dà la possibilità di crescere, di lavorare a casa tua e ti fa emigrare?

Allora mi sono ritrovato nelle parole di Kahil Gibran quando dice..

“…Ho cercato solitudine, perché la mia anima non ne può più di avere rapporti con chi crede che il sole, la luna e le stelle non sorgono se non nei loro scrigni e non tramontano se non nei loro giardini”.

Sono fuggito da chi aspira a cariche pubbliche, che danneggiano la sorte terrena della gente, gettando polvere d’oro negli occhi e riempendo le orecchie con discorsi senza senso

E mi sono allontanato dai sacerdoti che non vivono conformemente a ciò che dicono nei loro sermoni e che pretendono dagli altri ciò che non chiedono a se stessi.

E così sulla riva del fiume ho visto l’inganno ritorcersi sull’ingannatore.

Questi rami secchi  delle società vengono così semplicemente smentiti dal passare del tempo. Ecco un chiaro esempio di come si può vincere anche senza apparentemente combattere. L’attesa paziente come forma di resistenza e di lotta.

Si obietterà: ma in concreto cosa ti cambia? La pena dell’ergastolo rimane. Una revisione del processo, nonostante tutto, resta strada non tanto facile. Quindi una magra consolazione?+

Certo, ma intanto sono io che posso dire di loro. Ho questa soddisfazione, non loro di me. Ecco perché…. Lezioni di onestà, di etica, di morale, di rispetto delle regole sociali, non posso proprio accettarle.

SE IL GIOCO SI FA DURO

Nietzsche sosteneva che la nostra esistenza non deve essere rassegnazione o disperazione quanto piuttosto accettazione dell’irrazionalità dell’esistenza. La vita vissuta come volontà e forza. E se pure è vero che provoca all’uomo continuo dolore e si presenta come un destino crudele. Non per questo l’uomo deve rinunciare alla vita e volere il nulla. Di fronte alla crudeltà della vita bisogna essere ancora più crudeli.

L’abisso non ci deve far diventare abisso il buio non ci deve far diventare buio e per me il “carcere” non farmi diventare carcere. Ma emanciparmi, compiendo un salto evolutivo. Senza smarrire umanità e gentilezza che consumerebbero le nostre forme di bellezza.

Siamo noi stessi che dobbiamo creare i valori. Noi stessi darci un senso. Fare della nostra vita qualcosa che vale. Quindi non assistere passivamente alla vita ma agire noi stessi da protagonisti.

Perciò alla fine, io sono quello che sono. Lo devo solo e soltanto a me stesso, a ciò che ho fatto di buono e di cattivo, ai miei sacrifici e alle mie lotte, non tutte vinte, ma sempre combattutte a viso aperto.

Cerchiamo di percorrere quelle strade che non ci portino a vivere peggio. Incanalaiamo la realtà che viviamo in un progetto di speranza.

Un saluto a tutti i lettori e le lettrici del Blog.

Pierdonato

Voghera 5-5-2013

“Una vita spersa a commettere errori è meglio di una vita spesa a non fare niente..”.

 George Bernard Shaw (1858-1950)

Dentro di noi… di Giovanni Leone

Giovanni Leone- detenuto a Voghera- è un’anima bambina e antica allo stesso tempo.

E’ una di quelle persone che non sembrerebbe possano esistere. E invece lo troviamo proprio dietro le mura di un carcere.

Giovanni è sempre trascinato da un profondo amore verso gli altri… a cui cerca di dare qualcosa -con i suoi disegni e i suoi scritti- che possa dare loro incoraggiamento, speranza, ispirazione.

In archivio troverete tanto suo materiale.

Oggi pubblico questi suoi disegni, preceduti da un suo testo. 

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La violenza inizia dentro di noi?

Anche se la violenza può essere scatenata da vari fattori, le sue radici stanno principalmente dentro di noi. In che senso?

Gesù Cristo che aveva una conoscenza profonda dell’animo umano, dichiarò: dal cuore degli esseri umani vengono i ragionamenti dannosi; fornicazioni, furti, assassinii, adulteri, concupiscenze, atti di malvagità, inganno, condotta dissoluta, occhio invidioso, bestemmia, superbia, stoltezza.

Chi di ognuno di noi  non si riconosce in una di tutte queste?Perché alimentiamo tali inclinazioni sbagliate quando costantemente guardiamo o ascoltiamo cose riprovevoli o concentriamo su di esse i nostri pensieri.

Poiché le radici della violenza sono tendenzialmente complesse, spesso non si possono attribuire a un unico fattore, come compagnia, divertimenti o contesto sociale. E’ possibile che siano riconducibili a più elementi. Eccone alcuni: frustrazione e disperazione. Talvolta gli individui ricorrono alla violenza quando sono vittime di oppressione, discriminazione, isolamento sociale o povertà, oppure quando sentono di non avere alcun controllo sulla propria vita.

Come alcol e droga, l’abuso di sostanze non solo pregiudica la salute fisica e mentale, ma inibisce anche i centri di controllo cerebrali. Un risultato è che la persona può essere più soggetta a manifestare un comportamento violento e a reagire con maggiore aggressività alle provocazioni?

Nei sistemi giudiziari inefficienti, dato che la sentenza contro un’opera cattiva non è stata eseguita rapidamente, per questo il cuore degli esseri umani è in loro pienamente risoluto a fare il male. Dice Ecclesiaste: sistemi giudiziari deboli, inefficaci o corrotti promuovono direttamente o indirettamente disperazione, violenza, suicidio.

D’altro canto, quando alimentiamo la nostra mente con idee sane, neutralizziamo e facciamo morire i desideri cattivi e coltiviamo quelli buoni che abbiamo dentro.

Perché il modo in cui spero dirigo i miei colpi è tale da non colpire un insetto.

Giovanni Leone

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Appello di Massimo Ridente ai suoi figli

Ridente

Questa vicenda è una di quelle che più ho a cuore.

Fin da quando, nell’ottobre del 2011, mi giunse una lettera di Massimo Ridente, dal carcere di Voghera (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/10/24/7651/).

Massimo Ridente, anche non sapendo quasi nulla di lui, a volte “senti” da subito che puoi fidarti. E io ebbi questo “sentore” con lui.

Massimo Ridente ha 41 anni. Sta scontando una condanna di trentanni, di cui ne ha già scontati 11.

Ma la vera tragedia di Massimo non è mai stata la detenzione, ma l’allontanamento dai figli. Non nel senso che, essendo in carcere, può vederli solo durante i colloqui. Ma nel senso che.. da dieci anni… hanno cessato ogni rapporto con lui. 

Mai andati a un colloquio.

Mai avuta una telefonata con lui.

Mai inviata una lettera.

Questo per Massimo ha rappresentato un devastante e straziante calvario decennale. Avete presente prendere un cuore e metterlo nel tritacarne. Ecco, vi avvicinerete alla visione di quello che è stato il cuore di Massimo per dieci anni.

Il 3 novembre ho pubblicato una sua intensa e delicatissima lettera rivolta ai figli (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/11/03/ai-miei-figli-strappati-da-me-di-massimo-ridente/)

Voglio riportare alcuni passaggi di quella lettera:

“Mia piccola principessina, e mio grande campione, sono molti anni ormai che purtroppo ci hanno divisi. Io non conosco più neanche i vostri volti, e voi non conoscete il mio. Ormai anche quando vi sogno, vi ricordo bambini come il giorno in cui vi hanno strappati da me. (…) Da quando vi hanno strappati da me, ho dovuto sempre recitare come fossi un attore. Spesso la mia bocca ride, ma il mio cuore piange. (…) Il dolore più grande e lacerante che giorno dopo giorno sento nel profondo del mio cuore è quello di stare lontano da voi.”

Nei mesi successivi, comunque, non è intervenuto alcun fatto di particolare rilievo.

Recentemente però è accaduto un fatto nuovo. I figli di Massimo hanno telefonato a casa dei genitori.

Questa notizia ha emozionato enormemente Massimo. Perché gli fa intravedere finalmente una speranza.

Perché dopo dieci anni di infinito dolore -dieci anni di vita soffocata, dieci anni di giorni a fingere di vivere, ma con la morte dentro; dieci anni di  notti con questo buco che lo inghiottiva- finalmente ha almeno una speranza.

Caro Massimo… io ho potuto capire dalle tue lettere la nobiltà che porti dentro. Ho potuto comprendere che Uomo sei diventato.

E quanto amore ti scoppia nelle vene. 

Ti auguro di potere presto vivere il tuo grande sogno di “ritrovare” i tuoi figli.

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APPELLO DI MASSIMO RIDENTE

Sono venuto  a conoscenza di una notizia bellissima. Mi ha aperto il cuore alla speranza, una notizia che può cambiare la mia vita.

Quale?

La notizia che i miei amati e desiderati figli finalmente si sono fatti sentire telefonicamente a casa dei miei genitori. 

E quindi?

Questo mi spinge a credere che possiamo costruire un futuro di affetto, un futuro fatto di un rapporto autentico di padre e di figlio. Il modo civile.

Per cui la troppa lontananza, i troppi anni di silenzio, le tante incomprensioni hanno alimentato timori, paure, diffidenze. Che, spero con tutto ciò che il mio cuore contiene, possano essere superate una volta per tutte.

Come?

Vorrei dire loro che:

Papà è un uomo che ha sofferto e soffre tutt’ora. E’ un uomo di 41 anni che vive la sua vita chiuso in un carcere.  Da molto tempo ormai ha girato pagina. Da molto tempo non mi interessano più certi percorsi, non interessano alimentare conflitti, non interessa alimentare inutili odi. Ciò che interessa è costruire un rapporto d’amore con i propri figli, ripeto, in modo civile.

Il sito “URLA DAL SILENZIO” in questo caso è stato di enorme aiuto. Non so quanto devo ringraziare Alfredo, per questo segnale di grande speranza che è arrivato dai miei adorati figli.

Ciò che espressamente voglio comunicare loro è molto semplice…

I miei amati figli hanno rispettivamente 22 anni lui.. 16 anni lei. Sono ormai maturi per capire e per comprendere da se stessi quanto sia importante ricostruire i nostri rapporti.

Il pregiudizio è frutto di una conoscenza distorta e inesatta che non devono trovare spazio.

Che a prescindere, le ragioni, gli errori, se commessi da uno o dall’altro genitore ciò che dobbiamo tenere conto è avere un rapporto civile tra tutti noi. Anche se un genitore ha una vita affettiva diversa dall’altro genitore. L’amore deve coprire ogni incomprensione. Il mio amore è smisurato, non quantificabile. Avrete modo, se volete, di conoscere bene il vostro papà.

E quindi.

Di non sciupare altro tempo a stare lontani, a non sentirsi, a non comunicare. Posso darvi solo e soltanto amore. E la mia più alta forma di amore è lasciare totalmente a voi decidere quando e come riprendere i nostri rapporti tra genitore e figli. 

Io vi ho generati e non vi posso mai dimenticare…

Il mio desiderio è, credo, fermamente, che sia anche il vostro e quello di rendere più normale i vostri rapporti.

Essere adulti, saggi, maturi, equilibrati, per me vuol dire non nutrire, non coltivare pregiudizi, ma ascoltare sempre le due campane. Per far sì di comprendere meglio e in modo più equilibrato.

Altra forma  suprema di amore è essere disponibile verso i propri figli. Qualunque domanda vogliate rivolgermi sono totalmente a vostra disposizione. Scrivetemi in privato o, magari, se volete guardarmi negli occhi vi darò tutte le risposte che desiderate.

Adesso vi abbraccio con tutto quello che il mio cuore contiene.

Vostro papà

P.S.: vi allego una poesia molto bella, che a me piace, di Kipling dedicata ad un figlio.

P.S.II: colgo l’occasione di salutare tutti coloro che, con tanto affetto, mi rivolgono dei messaggi molto belli, che riempiono il mio cuore di gioia. Vi sento tutti vicini a me nella mia battaglia. Grazie a tutti. Vi saluto tutti con affetto, augurandovi buon anno nuovo, che porti a tutti pace e serenità.

Massimo

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SE

Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa.

Se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te ma a tenere nel giusto conto
il loro dubitare.

Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare o, essendo calunniato, a non rispondere alle
calunnie o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio pur non mostrandoti troppo buono
né parlando troppo da saggio.

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni.

Se riesci a pensare senza fare dei  pensieri il tuo fine.

Se riesci incontrando il Trionfo e la Rovina a trattare questi due impostori allo stesso modo.

Se riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi o vedere cose per le quali hai dato vita, distrutte e umiliarti e ricostruirle con i tuoi attrezzi ormai logori.

Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e rischiarle in un solo colpo di testa o croce
e perdere e ricominciare da dove iniziasti senza dire mai una parola su quello che hai perduto.

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi, a sorreggerti anche dopo molto tempo
che non te li senti più e a resistere quando in te non c?? pi? niente tranne la tua Volontà,
che ripete: “Resisti!”.

Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà o a passeggiare con
il Re senza perdere il senso comune

Se tanto nemici che amici non possono ferirti

Se tutti gli uomini contano, ma nessuno troppo.

Se riesci a riempire l’inesorabile minuto con un momento fatto di sessanta secondi..
tua è la Terra e tutto ciò che è in essa e, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio! 

Gli auguri di Natale di Pasquale De Feo ai lettori del Blog

Cilento

Il nostro Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- ha dedicato, in occasione delle festività natalizie, queste parole ai lettori del Blog.

Sono parole splendide, degne della sua anima.

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Natale 2012

Miei cari amici e amiche,

vi ritengo tali, perché l’impegno nel seguirci mi riempie il cuore di speranza e alimenta la mia fiducia nella società e nel futuro.

Circa tre settimane fa, sono stato in permesso per tre ore, con la scorta. Mentre ero sulla terrazza e guardavo lo splendido panorama delle montagne cilentine, ho pensato a tutti voi, paragonando la vostra bellezza d’animo al paradiso che ritornavo ad ammirare dopo tanti anni.

Quando scrivo cerco di creare in me una empatia con voi, immaginando i vostri giudizi. Questo mi aiuta a sentirvi vicino.

Non smetterò mai di ringraziarvi per la vostra disponibilità. Siete delle belle persone con un gentilezza d’animo che coglie il divino che è in ognuno di noi, ma pochi riescono ad esteriorizzarlo. Questo vi rende speciali.

Nell’occasione delle feste natalizie, vi faccio gli auguri di trascorrerle nella gioia più sincera e nel’armonia dell’amore che vi avvolge, ma principalmente vi auguro tutto il bene che desiderate, e che la vita vi sorrida sempre.

Vi tengo nei miei pensieri migliori, perché preziosi come il mio cuore.

Vi abbraccio forte con sincero affetto.

Pasquale De Feo

Il mondo di Sofia… di Giovanni Zito

sofia

Giovanni Zito –detenuto a Carinola- è uno degli autori storici di questo Blog. Di lui troverete in archivio “montagne” di materiale. Negli ultimi tempi le sue apparizioni si sono più “rarefatte”. Ma ritorna sempre, con pezzi che a volte sono una overture del pensiero.

Il testo che leggerete oggi sembra un inno alla filosofia, non in quanto è scritto da Inno, ma in quanto intrinsecamente è saturo, gravido, di filosofia.

Ma senza mai essere esclusivamente filosofico..

Cito solo tre brani, adesso, scoppiettanti d’anima..

“Quante strade affronta un momento faticosamente, un duro ostacolo, ricordandomi che le difficoltà sono valide fonti di forza per qualsiasi cambiamento. Di questo ne sono assolutamente sicuro, perché ci vuole un nobile cuore, elevare l’animo umano, l’individuo dall’oppressione dei gentili gusti, astratte figure della stupidità, della paura, e dell’avidità. Come si può definire il mio modo, il meglio dell’uomo può fiorire solo se si lascia andare come uno straniero”.

“Siamo solamente un morso sotto il medesimo cielo., non sapendo mai se il domani sia veramente quello che agogniamo”.

“Anche se oggi mi ritrovo fermo in un posto che non riconosco come di appartenenza o aggregazione, è solo un fatto fisico, perché con il cuore sono con te, con voi, per voi. Siete solo voi, amici miei, le basi del sapere”.

Vi lascio ora al brano di Giovanni Zito.

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Gentilissimi lettori del Blog

lo so, sono stato assente per tanto tempo

ma a volte non ho tempo

sembra strano ma è così,

ma sappiate che io sono sempre

costantemente presente

pur essendo al di là delle stelle

scriverò ancora.

Spero vivamente che il presente post

sia regolare nella linea temporale

delle parole espresse vergate.

Seguite sempre il Blog amici lettori

perché siamo in tanti come lo siete voi

anche se molti non lasciano nessun comunicato

quello che conta è leggere, ragionare

per capire dove può finire la luce

del prossimo pensiero.

Vi abbraccio con affetto

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FACCIO L’AUTOSTOP

In quest’angolo solitario un giovane pensiero si ferma osservandomi… poi riparte lasciandomi un bozzolo di luce.

Passi. Frammenti sparsi di conversazione. Una risata occasionale e via, ritorno alla macina del tempo insolente disgustoso.

Vorrei con forza lacerare l’aria con la sola voce, un solo urlo, parole ricolme di suoni di furia domesticata, perché qui la vita si impara alla svelta, quali sono le vie del pensare ed essere nel momento stesso in cui compio una serie di atti nella vita. Si scrive un capitolo della propria storia.

L’essere è ciò che io sono dentro un’etica non scritta. Si può capire quasi istintivamente di essere nel presente in cui vivo. In quanto l’essere è uno, immobile al divenire, un complesso intreccio compiuto.

Un’influenza derivante del determinato  momento, sono spinto dall’essere eterno a guardare indietro, riflettendo, valutando, criticamente, perché qualora non sapessi farlo non saprei chi  sono.

Ponendomi sempre degli interrogativi che questa vita mi pone. Ma fuori dell’essere non può esistere nulla, perché il non essere, secondo logica, non è cosa per sua stessa definizione.

La vera conoscenza dunque non deriva dai sensi, ma nasce dalla ragione.

In maniera selettiva, con interesse maggiore, per arrivare ai nuovi sogni che inducano  ripensare  ancora verso momenti trascurati. Non c’è nulla di errato nell’intelletto che prima non sia stato negli erranti sensi.

Come dire, sono storico di me stesso, anche se sono in una chiusa cerchia personale. Anche qui il passato è presupposto del presente e del futuro.

Perciò occorre orientarsi per darsi orientamento, compiere scelte per i propri valori, costruire un giorno che risponda alle mie aspettative, per visionare una linea di vita chiusa all’infinito.

Come una sfera, come in uno specchio di tempo ripiegato su se stesso, purtroppo non mi è facile superare l’inclinazione.

Il barometro morale del rispetto verso una fine indecisa, attualmente il livello della moralità è basso, poiché sono dolorosamente cosciente  del modo in cui sono trattato. Ma è proprio questo non essere che conferma in me la convinzione che è mio dovere preservare e consolidare il ragionamento filosofico.

In quanto nasce un amore che deve continuare a divulgarsi, ad espandersi in futuro.

Quante strade affronta un momento faticosamente, un duro ostacolo, ricordandomi che le difficoltà sono valide fonti di forza per qualsiasi cambiamento.

Di questo ne sono assolutamente sicuro, perché ci vuole un nobile cuore, elevare l’animo umano, l’individuo dall’oppressione dei gentili gusti, astratte figure della stupidità, della paura, e dell’avidità. Come si può definire il mio modo, il meglio dell’uomo può fiorire solo se si lascia andare come uno straniero.

E’ triste fintanto che vivi in questo ghetto, in quanto l’emancipazione mutata più intellettuale, posso definirla tratto razionale, un sostentamento mentale.

Il giovane volge la chiara conoscenza delle proprie condizioni e delle relative cause come logiche conclusioni di uguaglianza, con argomentazioni dirette alla ragione, senza scimmiottare giacche. Senza l’essere non troverei il pensare.

A indicare come l’essere si trovi nel pensiero, questo mio discorso mi complica la vita senza la quale non potrei essere non essere sugli stessi parametri per cui nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume due volte.

Cosa intendo dire con questo, che mentre il corpo esegue il proprio cielo di vita, il pensiero è oltre, distante dal corpo.

La vita esiste dentro al corpo in quanto è sostenuta dallo stesso concetto di crescere, vivere, per cui essa stesa è nata.

Perché, se non esistesse il vivere, tutto è nullo, quindi io sono già passato nel momento stesso, pur essendo presente con lo scritto attuale, l’illusione  è l’aspetto origina del pensiero, perché l’una appartiene all’altra, vivendo in virtù dell’altra.

Quindi la vita non può esistere senza il suo opposto. Passaggio tra luce e oscurità.

L’esempio è sotto i nostri occhi. L’albero è immutabile, ma non darà lo stesso sapore al frutto, in quanto ogni fioritura sarà diversa da quella precedente.

Sono così tutte le cose vivente, dal semplice seme alla lungimiranza della vita stessa.

Si prova ogni momento il passato presente come il presente stringe il passato nel proprio cielo, dando l’identità a ciò che ci circonda. Siamo solamente un morso sotto il medesimo cielo., non sapendo mai se il domani sia veramente quello che agogniamo.

In quanto siamo passeggeri di un pensiero. La mano non è superiore al piede perché sta più in alto. Queste sono le basi. La parola può essere pronunciata soltanto da un essere umano dotato dell’idea  che non può essere conservata. Non si può ingiallire nel tempo. Bisogna aprire questo software mentale. Anche se oggi mi ritrovo fermo in un posto che non riconosco come di appartenenza o aggregazione, è solo un fatto fisico, perché con il cuore sono con te, con voi, per voi. Siete solo voi, amici miei, le basi del sapere.

Questo è il mondo di Sofia…

Giovanni Zito

 

Marco Pannella nel carcere femminile di Lecce

ITALY PANNELLA SEGGI VACANTI

Il 22 novembre Marco Pannella è stato per più di tre ore nella Casa Circondariale di Borgo San Nicola, a visitare i detenuti e le detenute di quel carcere.

Di  Marco Pannella si può dire di tutto. Da sempre personaggio controverso che attira apprezzamenti e feroci polemiche.

Ma una cosa nessuno può contestare. Che è una delle poche persone che ci mette la faccia, e anche “l’anima”; e pure le viscere. Ci mette tutto. All’età di 82, tira fuori una energia, che sono una persona divorata dalla passione può avere. Questo “vecchietto” si gira le carceri di  mezza Italia, e si sgola, e parla ovunque, e conosco persone delle metà dei suoi anni che non hanno un decimo della sua energia.

E allora, checché se ne pensare di Marco Pannella per questo o quell’aspetto (droghe leggere, bioetica, azioni politiche, ecc.), nessuno potrà contestare che come si “consuma” lui per i detenuti, col corpo e con la mente, non si “consuma” nessuno.

Di seguito, la lettera scritta dalle detenute di Lecce, dopo la visita di Marco Pannella.

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UN SOGNO DIVENTATO REALTA’

L’Illusione che si protraeva da anni nella nostra mente, come per incanto oggi è divenuta realtà. La visita inaspettata al C.C. di Lecce, Borgo San Nicola, dell’Onorevole Marco Pannella insieme al comitato dei radicali.

Davanti ai nostri sguardi increduli, gli occhi bagnati di lacrime, il cuore che batteva forte quasi volesse uscire fuori dalla gabbia toracica, gli abbracci calorosi tra noi compagne di fronte al nostro “Salvatore” dei detenuti.

Abbiamo ricominciato a sperare. Vederlo di persona, avere modo di conversare con lui, esprimere le nostre opinioni, descrivere il nostro dolore, ci ha dato la forza e riacceso la speranza di andare avanti e lottare per la nostra libertà.

Ancora si sente nell’aria il profumo del sigaro e l’eco della sua voce che ci ha trasmesso coraggio, di avere fiducia, speranza per noi e per le nostre famiglie. E’ stata una emozione indescrivibile. Non avremmo mai pensato che ci avrebbe raggiunto qui, nel Salento, così distante dal suo paese. Invece l’ha fatto per darci coraggio e farci capire che lui c’è e lotterà sempre insieme a noi, per noi, e per la nostra dignità di persone umane.

Grazie di esistere, grazie per la tua bontà d’animo e per la lotta continua per i nostri diritti e anche perché, a differenza della società che ci crede degli scarti umani, tu ci consideri per il nostro valore di persone.

Tu ci inciti a lottare per amnistia e indulto. Tutte le nostre voci si incrociano in un unico urlo.

AMNISTIA E INDULTO

Per poter ridare a tana gente detenuta una nuova vita e poter ritrovare finalmente la propria dignità oltre queste sbarre.

“Lotta dura senza paura”.

 Bartolomeo Lucia (LECCE)

Zampilli Lucia Domenica (LECCE)

Greco Maria Grazia (LECCE)

Cosimo Agata (LECCE)

Lapadat Loredana (ROMANIA)

Stoica Elena (ROMANIA)

E tutta la sezione detenute comuni femminile della C.C. di Lcce.

AMNISTIA E INDULTO

Lecce 23/11/2012

Venti leggeri.. scritti e disegni di Giovanni Leone

E’ difficile descrivere Giovanni Leone.. detto Nuvola.. detenuto a Voghera.

Cӏ tantissimo di lui in questo Blog. Soprattutto, tanti dsei suoi disegni, che hanno uno stile potreste riconoscere sempre, anche in mezzo a mille altri disegni.

Difficile descrivere Giovanni, è uno di quei personaggi talmente improbabili, che stenti a credere possano esistere.

Un cuore bambino, non infantile, bambino.. gravido di profonda innocenza, così tanta da fare piovere innocenza, da farla trasudare in ogni tratto dei suoi disegni. Sembrano fatti alla bell’è meglio, con tratti apparentemente rozzi, ma è in realtà è l’anima che prende lo scalpellino per estrarre altra anima dall’anima.

E le sue parole.. a volte comprensibili. Altre volte più confuse. Ma puoi sentirle sempre, puoi “capirle” sempre, anche quando ti sembra di non capirle, perché né afferri il senso profondo, anche quando ti sembra di non capirne il significato immediato.

C’è un Bambino nel carcere di Voghera, che allo stesso tempo è un antico Saggio, uno capace di dire cose come..

“Perciò quando l’essere ha delle abilità preziose, persegue lo scopo che si è proposto, superando ogni difficoltà. Anche se a volte le lacrime ti travolgono, soprattutto per le sofferenze dei tuoi cari, che ci restano sempre vicini come angeli custodi. Anche se a volte percorriamo sentieri a noi sconosciuti, e si viene travolti come una valanga anche nei sentimenti.”

Giovanni Saggio-Bambino.. ha quella libertà del Cuore, che lo porta struggersi per le sofferenze altrui e a desiderare la tua felicità, di Te, che stai lì fuori. Cerca di trovare il tempo e la forza per dirti qualche cosa che possa darti forza e speranza, come quando dice.. 

“Ma rallegratevi. Perché la vita è dolce verso nuovi meandri, dove i fiori sbocciano sempre come l’amore.”

Vi lascio ad altri due dei suoi intensi disegni; ognuno dei quali l’ho fatto precedere dalle parole -di Giovanni- che l’accompagnavano.

Ancora prima, ho inserito una sua breve riflessione sulla persona… “superficiale”.

Vi lascio a Giovanni Leone, allora.. detto Nuvola..

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IL SUPERFICIALE

Il superficiale è quell’essere che non approfondisce mai. Perché si sposa con l’ignoranza. E’ stupido. Perché ormai  non sa più distinguere il male dal bene e si crea delle regole personali. Mentre il saggio pensa quello che c’è da fare e non quello che ha fatto. Poiché ogni essere è nato per crescere e non per morire

I MIEI GIORNI ESTIVI

Un sole cocente batteva nella parete della cella dove mi hanno ubicato, la finestra chiusa e un grave malore mi insozzava il corpo. 

Sognavo montagne dove  i meandri mi conducevano nella cascata, e il vapore acqueo si espandeva e respiravo l’ossigeno nella atmosfera.

Come se fosse una purificazione dell’anima. Ma l’esistenza reale del carcere è crudele. Mi sento come tenuto in ostaggio. Perché le leggi sono mortifere?…

Sono ricordi..

Sono ricordi che  riaffiorano da quella scogliera dove affioravano le onde come il peso di una rondine di mare…

Era deserta, sotto quella luna con una luce tutta particolare che ti destava come vera incarnazione della bellezza della natura.

Un luogo ove la pace era di una dolcezza smisurata, come a ritrovarsi sotto l’effetto di un sonnifero, perché ho sentito il cuore battere come i martelletti di un vibrafono. Fu allora che mi sono concesso al mare con tutto me stesso. Anche se non avevo mai visto, prima di quella sera, i raggi luminosi della luna specchiarsi nell’acqua, insieme alla mia ombra. Fuori dall’acqua il mio corpo ancora gocciolava. Sono uscite dalla mia bocca parole per la madre natura che non avevo mai pronunciato prima… “Erano soltanto parole di rispetto.

Mi sono ripetuto la mattina dopo, cercando  di convincermi di essere semplicemente nel bel mezzo di una piacevole solitaria avventura estiva.

Perché il risveglio è stato ancora più travolgente, in quell’acqua chiara in cui mi sono tuffato, e non so spiegare quale onda mi abbia travolto. Era una semplice mareggiata che mi trascinava sulla schiuma illuminata del sole, rotolandomi nella più grande meraviglia che si potesse immaginare, come una madre che avvolge il suo figliolo nel suo scialle e lo stringe tra le braccia e il cuore…

Lì mi sono perso, in quell’infinito equinozio di dolcezza dove il mio cuore mi ha detto che ero libero.

VENTI LEGGERI

Venti leggeri dell’Africa, araldi nel sole della Sicilia, mare a nuoto, e terra di prelibati frutti, alberi di agrumi sempre con fiori bianchi e profumati frutti succosi, con piante selvagge ma ricche di delizia. Mentre le scogliere si specchiano nel mare. Voi dolci gabbiani ubriachi di baci tuffate il corpo nell’acqua sacra.

Ahimé, dove li potrei trovare i fiori della primavera, dove la luce del sole e della terra  è nell’ombra? Le pareti si ergono mute e fredde, come bandierine di ghiaccio che tintinnano dentro le celle di congelatore. Nessuno ha diritto di umiliare il prossimo, chiunque sia. Poiché nobile è colui che combatte coraggiosamente e con la ragione anche per la sua terra nativa.

Mentre misero è quell’essere che rinnegando la patria, fugge dai fertili campi per vivere nella vergogna dell’elemosina.

Perciò quando l’essere ha delle abilità preziose, persegue lo scopo che si è proposto, superando ogni difficoltà. Anche se a volte le lacrime ti travolgono, soprattutto per le sofferenze dei tuoi cari, che ci restano sempre vicini come angeli custodi. Anche se a volte percorriamo sentieri a noi sconosciuti, e si viene travolti come una valanga anche nei sentimenti.

Quando non si è tagliati a rivelare i segreti del tuo cuore, non devi dare la colpa a chi ti lascia, perché le virtù non si comprano in piazza, come il DNA. E le prigioni più oscure del tuo cuore possono fari mancare ugualmente le forze, e non farti sentire fiducia in te stesso. E’ per questo che in fondo al cuore della notte ci consideriamo un po’ falliti. Non che questo ci importi molto. Perché tutti noi, senza eccezione, abbiamo fallito in qualcosa.

Ma rallegratevi. Perché la vita è dolce verso nuovi meandri, dove i fiori sbocciano sempre come l’amore.

Con il cuore ringrazio tutti.

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