Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Lettere dal di fuori… da Patrizia a Carmelo

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Per la rubrica dove pubblichiamo, di tanto in tanto, lettere che dal mondo esterno giungono al mondo del carcere, pubblichiamo oggi una lettera che Patrizia ha inviato a Carmelo Musumeci.

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Ciao Carmelo,

vorrei trovare anche io parole che possano portare al tuo stato d’animo un po’ di serenità, ma, perdonami, non le trovo. Spero, anzi mi auguro, con tutto il cuore, che tu non perda la speranza che succeda un che nel quale venga rimosso l’ergastolo a vita. Penso che la speranza sia un’ottima compagnia. Posso solo dirti che se prima credevo poco nella giustizia (per qualsiasi cosa) ora ci credo ancora meno.

Ad esempio, io quando vedo che qualcosa tarda ad arrivare, vedo già del negativo perché, per rendere felice una persona ci vuole molto poco. Per renderla infelice, anche, ma i tempi si allungano e non so perché, forse crudeltà? Chissà… 

Sai, il primo sintomo della depressione è proprio quello di non avere voglia neppure di alzarti, qualsiasi sia il luogo in cui ti trovi. Però non lasciarla insinuare in te, perché poi non ti esce più dall’anima e rende tutto apatico, anche l’amore. Ci combatto da anni. Il che mi ha portato agli attacchi di panico, cioè è una strada in salita verso la pazzia ed io combatto per non cominciare a percorrerla!!!!!

Ma tu sei più forte. La fragilità credo non ti appartenga. Se sei arrivato fino a qua, hai dei validi motivi. I tuoi cari, il loro amore, il loro dolore durano anni, anni. E’ assurdo forse dire così, ma devi supportare ognuno di loro, perché soffrono molto a queste notizie. Succede questo quando si è lì a portare speranza a chi ti ama… perciò.. coraggio Carmelo… e non ti dare per sconfitto mai!!!!!! Mi curo, per forza, con il cuore, così, ma sarà quel che sarà.!!!

Peccato che hai ricominciato a fumare!!!!

Hai sentito il Papa contrario alla pena di morte e all’ergastolo? Contrario ad ogni accanimento giuridico?

Chissà che non riesca proprio lui ad aprire qualche porta, cioè qualcosa, poi si muove per non perdere quel filo di speranza.

Non so, io sento che ti rivedrò un giorno poi, oh, fino ad oggi, il mio intuito non mi ha mai tradito.. poi… vedremo!!!!!

Con il cuore triste ti mando un abbraccio, mangia, non dimagrire più e tira fuori l’animo del lupo.

Ciao Patrizia

Conto su di te!!!! Forza

Lettere dal di fuori… da Patrizia a Carmelo

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Oggi pubblico una lettera inviata a Carmelo dalla sua amica Patrizia.

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lunedì 8/9/14

Ciao Carmelo, mi dispiace di rattristarti, ma con te butto fuori quello che sento e penso veramente. Anche con la mia psicologa, ma ad altri, che non ci riesco proprio più. Ho conosciuto troppa falsità. Non mi dire, ti prego, di riavere fiducia nel mondo, perché preferisco vivere con un po’ di titubanza, non tutti ascoltano per consigliarti o tirarti su, anzi, non so quanto ascoltano.

Le persone che ascoltano non è che ce ne siano molte. Molte cose andrebbero meglio penso!!!!
Il carcere dell’Asinara non si può definire triste. Torturare le persone.. non può esistere un regime così. E’ rabbrividente, da gelare la schiena. Si può  solo provare un senso di dolore forte al cuore. Non voglio immaginarti lì. Lo cancello. Perché mi fa sentire la gola secca e una gran voglia di aprire la finestra, urlare, che vergogna!!!!

Ci sono tante voci, ci saranno sempre voci che diranno quello che hai passato. Spero con l’anima un giorno di sentire la tua voce, anche per telefono “sono libero”. Questo per me è la cosa più importante. Santo cielo. Ma anche loro saranno papà, nonni. Cioè punire è giusto, ma la punizione non è perseverare, perché se no uccidi anche tu una persona. Io sono contraria alla punizione a lungo tempo, ma cercano di spezzare l’animo?

Se no è pazzia. Dopo 24 anni, ma cos’è??

Mancano i forni crematori. Ma qui è anni che dicono che l’Italia è un Paese democratico, se no sono tornati indietro anni luce, almeno per quanto riguarda gli ergastolani fine pena mai.

Carmelo, sai, per capire le privazioni, le sofferenze, e tutto il dolore bisogna averlo provato, se no si ha un cresta intono al cuore. Non capiscono!!!! Oppure, essere persone oltre, intelligenti, sensibili e concrete.

Spero solo che esci, che torni a vivere!!!! Con la tua famiglia che ti ama. I tuoi versi sono molto, non trovo parole. Poche righe. 24 anni concentrati, un quarto di vita se uno ha la fortuna di vivere cent’anni. Se no può essere una vita intera!!!

Ricorda i figli che amano, amano per sempre. Mia mamma e mio papà, anche alla mia età sono stati i miei più grandi amori. Li rivivrei, Dio solo sa quanto, eppure non sono stata una figlia perfetta!!

Ciao Carmelo, non mollare mai, mai.

Un abbraccio cara Patrizia

Lettere dal di fuori… da Patrizia a Carmelo

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Per la rubrica “lettere dal di fuori”, pubblico oggi questa lettera di Patrizia a Carmelo.

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Lunedì 26 agosto

Ciao Carmelo,

Grazie del libretto. Leggo sempre quello che mi mandi. Provo molta tristezza ma, nello stesso tempo mi ricarichi con la tua tenacia di non demordere per vivere. Ciò aiuta la mia non più voglia di vita, a ritrovare un po’ di energia. La depressione è una brutta bestia. Non sai se può vincere sulle tue forze. Io ce la metto tutta, ma…

Anche io, come te, a volte passo nottate a soffiarmi  sul collo la mia vita. Penso alle persone che mi hanno fatto del male, ma anche a quelle che forse mi avrebbero dato tanto. Ricordi che spezzano il cuore. Però, concludo io, in quel momento  amavo, o almeno lo credevo. Però ero felice di quello che provavo. Certo, anche io avrò fatto del male e del bene. Però oramai non si può fare più nulla. Quello che mi consola è che, bene o male, hanno qualcuno che li ama.. amori, fratelli, sorelle, tutti.

Sono sola? Era il mio destino. Non ho mai saputo cosa volevo veramente e questo è il risultato.

Chissà perché la coscienza di se stessi non arriva prima. Io credo che sarei stata una bellissima persona. Ci voleva solo la testa che ho ora!!!

Se ci fai caso, io parlo come se avessi basato la mia vita solo sull’amore sbagliato. Non puoi andare avanti così, tra la vita e qualche altro. Se lo perdi, non lo ritrovi più!!!

Sto mangiando un po’ di riso, perché d’estate sembro una bambina, gelati, intrugli e prendo un sacco di chili, che al cuore non fanno bene.

Di te ho solo bei ricordi. Ma tu eri un ragazzo che aveva sofferto e, per questo, più maturo.

Soffro per la tua situazione; 24 anni. Mi auguro che il tuo animo sia rimasto buono come allora. Però sono tanti anni. C’è una legge strana. Ci sono persone che uccidono bambini e, dopo sei o sette anni, sono fuori, usufruendo di un sacco di benefici!!!

Sai Carmelo, per chi è fuori è difficile trovare un senso a quello che scrivi a chi è lì. Non hai parole perché, quando è passato così tanto tempo, si fa presto a dire.. dai..avanti.. ecc.ecc.

Io vorrei solo una cosa. Che il Signore ti dia la possibilità di goderti la tua famiglia, perché così è troppo..veramente troppo.. Basta!!!

Spero di ricevere tue notizie. Ti abbraccio e avanti come un lupo.

Ciao, ciao Patrizia

 

Lettere dal di fuori… da Patrizia a Carmelo

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Pubblico oggi una lettera che Patrizia ha inviato a Carmelo.

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Ciao Carmelo,

dato che tutti ti scrivono tante cose belle, questa volta invece che parlarti delle mie lagne, ti voglio mandare un passo della Bibbia, dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi:

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“Se anche passi la lingua degli angeli

se non avessi l’amore non sono che un bonzo risonante.

Se anche avessi il dono della profezia,

la scienza di tutti i misteri e la conoscenza.

Se anche avessi tutta la fede

da muovere le montagne.

Se non ho l’amore non sono nulla.

L’amore è paziente, è pieno di bontà

tutto sopporta tutto spera.

L’amore non muore mai.

Poiché le profezie termineranno, le 

lingue si taceranno, la conoscenza svanirà.

Ora perdurano fede, speranza e amore.

Ma la più forte è l’amore!”

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Per le persone che ti amano, che non si arrendono e aspettano di rivedere il tuo sorriso fuori da queste mura, ringrazio Dio che ti arrivano, piccole agevolazionni, che ti recano un po’ di serenità, sono felice per te.

Spero che le personalità possano in qualche modo aiutarti, parlano forse vedranno quello che di bello c’è nel tuo cuore.

Io continuerò a pregare, sempre. Ho molta fede e credo molto in quella giustizia. Tu sarai sempre nelle mie preghiere.

Con il cuore ti abbraccio e ti ringrazio di esistere.

Ciao Carmelo

Patrizia

Ps: mi manda a dire che significa Big Bro

Lettere dal di fuori… da Patrizia a Carmelo

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Pubblico oggi una lettera molto bella che ha inviato a Carmelo una sua amica, Patrizia, di cui abbiamo già pubblicato delle lettere.

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Ciao Carmelo,

tu purtroppo non scrivi cose tristi. Tu racconti la realtà. D’altronde quando l’anima piange, non si può uscire dalla malinconia. Il fatto è che io non so come aiutarti moralmente. Anzi cerco in te l’energia positiva che mi trasmetti. 

A volte le tue parole mi hanno aiutato più di quello che puoi immaginare, depressa cronica come sono. Almeno lo dice la mia psicologa, che mi dice (anche) “da quando ti scrivi con Carmelo, almeno ogni tanto ti vedo un sorriso”.

Sono felice che hai fatto un bel colloquio con tuo figlio. Sì, essere padre è più difficile che essere madre. Diversa è la mia opinione sul fatto che un padre deve meritare l’amore del figlio. Sarà che quando è mancato mio padre, mi è scivolata la vita, benché avessi mia madre. Quanto mi è mancato il suo amore. Sono passati più di quarant’anni, ma il dolore rimane. I genitori sono le persone più importanti della vita e ti amano nonostante tutto. Ma anche un figlio ti ama nonostante tutto. Chissà lui quanto avrà sofferto a non averti vicino e sono certa che ti aspetta con tanto infinito amore. Poi, non sembra, ma in certe situazioni le donne sono più forti (parlo di figli). Gli uomini si sentono feriti, fragili, perché si sentono impotenti, non possono fare nulla, ingoiano anche la grande ingiustizia che subisce il papà e hanno il cuore a pezzi. 

Non è difficile amare il proprio padre per tutta la vita, anzi!!!

Certo è un’eternità che aspetta, ma pensa quando arriverà quel giorno, potrai rispondere alla domanda dei suoi sei anni “papà è tornato a casa. Per sempre”.

A me lo dice il cuore che sarà così e se questo cuore matto mi abbandona, se non ci sarò, penserai “lei lo diceva sempre!!!”.

Ovunque sarò, la mia felicità sarà grande e rivedrò il tuo sorriso. 

Tu continua così, scrivi delle cose giuste, belle. Sarai anche un uomo ombra, ma hai tante persone che non ti dimenticano. Mi auguro che chi conta continui a lottare per gli uomini ombra.

Ciao Carmelo, rimani sempre la bella persona che sei, pensa sempre alla tua grande famiglia, e che il Signore vi unisca una volta per tutte.

Ci deve essere la giustizia, anche se molti italiani non ci credono più.

Ti saluto caramente..

bellissima la cartolina.. e bellissimo il libro.. grazie.

Ti sono vicina.

Patrizia

Lettere dal di fuori- da Patrizia a Carmelo

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Per la rubrica “Lettere dal di fuori” – nata da un’idea di Carmelo Musumeci – una lettera di Patrizia a Carmelo.

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Ciao Carmelo,

ho ricevuto la tua lettera, ci ho  sentito una nota di amarezza. Mi dispiace molto, purtroppo ci sono battaglie che da soli non si possono vincere, e se non c’è cooperazione, anche meno.

Però quando si tratta della propria vita, si deve lottare sempre, risultati ne devono uscire. E’ che quando si è lì, il tempo è eterno per alcuni, per altri scivola, e vedono passare anni in un attimo.

L’altro giorno ho letto una frase, mi sei venuto in mente:

“Lui ascoltava, sapeva leggere, ma non i libri, quello tutti sono buoni a farlo… lui leggeva le persone”.

La tua anima è bella, io lo so. So quanto hai sofferto, però hai sempre guardato con un’occhio di sensibilità i più fragili, come …. (parola illeggibile), anche di questo dovrebbero tenere conto, che del male te ne è stato fatto tanto, ma tu cattivo.. credo proprio che non hanno capito nulla. Io ad esempio sono venuta a dare vita al mio sfogo nella tua cella, da te, con tanta violenza subita. Solo lì potevo trovare una persona che mi avrebbe detto le parole che cercavo. Non avevo trovato pace, ora almeno so di trovare una persona vera. 

Non fare mai che vincano loro, perché tu fuori hai la tua famiglia che ti ama tantissimo e  non dire quelle frasi, io spero che invece Dio ti dia un’altra opportunità. Non sarebbe giusto se stai lottando, può essere che sia lui che ti dà la forza, perché ci trova ingiustizia in tutto questo.

La vita è una lotta continua, io ho paura della mia salute, ma spero di continuare per vedere come mi riserva. Io vorrei tanta serenità, riuscire a sorridere nuovamente. 

Don Gallo era una persona ineguagliabile. A Genova lo adoravano. Io avevo intenzione di andargli a parlare, ma non stava molto bene. Però gli ho scritto e lui rispondeva sempre, perché aveva sentito parlare di me ed era così rassicurante!!!

Carmelo, noi siamo stati sfortunati nell’età più critica, però io non vedo persone che non dovevano avere una crescita e con il tempo una coscienza. 

Cristo Santo, se non ti offrono la possibilità di fare vedere cosa sei diventato, come possono giudicare? In tanti anni si cambia!!!

Dal canto mio, tutto uguale.. sembra un elettrocardiogramma… ma è anche l’età.

Ti saluto caramente.

Un forte abbraccio, 

Patrizia

Lettere dal di fuori… da Patrizia a Carmelo

lettere

Per la rubrica “Lettere dal di fuori” -nata da un’idea di Carmelo Musumeci- una lettera di Patrizia (di cui sono presenti altre lettere in archivio)- a Carmelo.

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Caro Carmelo, stamani mi è arrivato il tuo scritto. Leggo che ti stai ambientando. Sono contenta. Vedo che ci sono tante persone che ti sono vicine, che ti scrivono i loro pensieri, portandoti con il pensiero fuori di lì.

E’ bello sentire su un foglio la sensibilità, l’intelligenza di capire e andare oltre, cercando il cuore di un essere umano, perché i fatti non sempre ci rendono  giustizia a come siamo veramente nell’anima. Mi fa stare serena che esistono ancora tante belle persone, fa sentire meno soli.

Anche se la mia solitudine, al di là delle incombenze lavorative quotidiane, è una scelta, anzi, più il tempo passa più mi rendo conto che sta diventando una mia forza. Mi sento meno fragile, perché si riflette molto di più su tutto, sapendo che ogni risultato dipende esclusivamente  da me. Ho imparato a camminare senza più appoggiarmi a nessuno. Sono seguita da un team di persone (psicologa, ecc.). Persone che vanno al di là di una amicizia, ma che “a volte aiutano”. Ora ti dico una frase che una persona prima di andare in un’altra vita mi scrisse: La vita non spiega mai a nessuno, e noi vittime garbate… viviamo solo il tempo concesso… il resto è parvenza… approssimazione… similitudine… ombra…. Io non chiedo… ma ho sul cuore ricerca, speranza… e destino.

Penso sempre a questo quando ho dei momenti di ombra. Così continuo a sperare che il destino forse ha ancora qualcosa di bello da offrirmi. Solo nella morte non c’è più speranza.

Per esempio, io non riesco a confortarti, ma cerco conforto, perché una persona bella come te adesso ha una sensibilità che va oltre e parte un bel respiro dal cuore. Non so spiegarmi, ma non è egoismo, anche perché credo che tutto si fa bene, aiuta, consola, ma trovare le parole giuste, dopo così tanti anni di chiusura, difficile trovarle.

A me viene sempre da dire solo.. continua a lottare per tornare vicino a chi ami e ti ama, la speranza…. che il tuo urlo arrivi a chi può fare qualcosa e ti mandi fuori.

Sono fuori le persone che sembrano così buone, a volte… Ti fanno male, perché non hanno sensibilità, sono finti!!!!! Nella sofferenza viene fuori il nostro io al nudo, senza maschere. Meglio sola con i miei amici, con persone vere come te e una buona fede nel Signore.

Ci sono stati dei momenti che con piena coscienza avrei.. ma perché???

Vorrei chiederti un favore. Potrei farlo io, ma farei un papiro. Mi puoi scrivere due parole per la mia mamma che vorrei inserire nel libro che metteranno sulla sua tomba. Uno scrittore con poche righe può spiegare tanto dolore e amore. Poi tu la conoscevi e ti voleva bene. Quante volte parlava ancora di te, era meravigliosa. Oggi è il suo compleanno. Mi farebbe piacere, se puoi!!!!?

C’è la biblioteca?

Continui a scrivere??

Il tuo angelo di Spoleto può venire lì??

Almeno la tua bimba è content che ti sei avvicinato a lei. Per la famiglia è drammatico girare l’Italia per stare vicino a chi ami. Deve essere una ragazza meravigliosa. Ti ha scritto delle cose che indicano il suo amore per te, suo papà!!! Meraviglioso.

Bhè, scrivi presto.

Ciao Carmelo.

Ti mando un bacione dal cuore. Tranquillo, inizierò anche io a parlarci, anche se credo sia un po’ incavolato con me, con tutta la sofferenza che ha passato che mi perdonerà.

Ciao ciao

Patrizia

Lettere dal di fuori.. da Gianluca a Carmelo

Per la rubrica “Lettere dal di fuori” -nata da un’idea di Carmelo Musumeci- pubblichiamo oggi una lettera di Gianluca a Carmelo Musumeci.

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15/05/2012

Ciao Carmelo, 

rispondo subito alla tua lettera, facendoti sapere che la premiazione a Roma non è andata come io desideravo. Ovvero ci sono stati i primi tre vincitori, delle menzioni speciali,e purtroppo io non sono entrato tra questi.

Poi Federico Moccia che era il mio tutor, non era neanche presente, mi ha mandato un videomessaggio.

C’erano molti scrittori nati, mi ha fatto piacere di averli conosciuti personalmente. Ho vinto un piccolo computer portatile (che regalerò alla mia figliola) e un dizionario della lingua italiana.

E’ stata comunque una bella esperienza, certo non mi arrenderò, continuerò a scrivere, anche perché mi aiuta molto moralmente.

Il lavoro in art. 21 va bene, non posso lamentarmi. Sappi che parlo spesso con tante persone di te e dei tuoi libri, spero che riesco a convincerli a comprarli.

Wow, per fine maggio ci sarà anche la presentazione di Zanna Blu? Spero tanto che me ne farai avere una copia. Purtroppo io non posso permettermi di comprarlo. Sono felice di sapere che continuerai a lottare e spero che continuerai a chiedere i permessi.

Tu devi essere d’esempio a tanti detenuti, ma soprattutto, combattere vuol dire essere vivi.

Ti saluto, spero di ricevere tue notizie al più presto.

Ciao, alla prossima

Gianluca

Lettere dal di fuori.. da Mario e Grazia a Carmelo

Per la rubrica “Lettere dal di fuori”.. pubblico due lettere giunte a Carmelo Musumeci.

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Roma 98/04/2012

Ciao Carmelo,

rispondo alle tue due lettere. Intanto grazie a te e ringrazia tutte le persone che hanno firmato  per l’articolo 18. Sono “libere” insieme a noi di decidere di esprimere la propria opinione. Sono convinto che anche dagli altri istituti arriveranno tante firme!!

La tua lettera sta sulla scrivania del Segretario Fiom Landini. Jacopo mi ha assicurato questo, consegnandola nelle mani della segretaria, che conosce da anni. Ma questo già lo sai perché l’ho detto a Nadia.

Non poteva mancare un altro primo premio e questo scatenerà bassezze umane  morali a tutti i livelli!! Ma oramai sei lontano e la tua OMBRA è talmente grande che offusca, anzi oscura chi avrebbe la pretesa di rieducarti! Usando l’ironia che ti (e mi) contraddistingue… (due parole che non capisco); ma il CONTROLLATO può essere migliore del CONTROLLORE?!? Ah ohm oh!!! Tu, cattivone, rifiuto della società, scrivi libri, poesie…. inaudito!… E t permetti anche di vincere premi!! Come ti sei permesso!! Con quale ardire alzi la testa… (parola incomprensibile) noi, cittadini onesti, zelanti tutori di un’ordine che punta all’esclusione sociale ed a mostrare il ribelle arreso!

Cambiando discorso (meglio!), stiamo organizzando iniziative per portare avanti il discorso su buste paga, retribuzioni e lavoro intramurario. Ora sai di certo se qualche detenuto ha vinto il ricorso al tribunale del lavoro? Se sai anche di sicuro, anche solo la città, forse ti troviamo la sentenza. Ci stiamo lavorando, io, Giovanni e il forum legale di Rifondazione. Ma prima di studiar un ricorso generale, hanno bisogno di sapere se c’è della giurisprudenza già esistente, su cui studiare formule e sentenza. 

Fammi sapere, anche da Nadia, non sprecare con me un francobollo e una busta. Ho ricevuto anche la tua tessera con i ringraziamenti per il progetto … (parola incomprensibile) FINE PENA: 9999. Certo che la diffondo, ci mancherebbe altro! L’unica cosa su cui non sono d’accordo è la fine.

TU SEI DIVENTATO…. anzi io peno che lo sei sempre stato, e la vita, il destino ti ha fatto fare un percorso per portarti  poi in un’altra vita, quella di adesso. Ma può darsi che è solo una mia idea! Un forte abbraccio, un caro saluto, da chi ti è sempre al fianco (sinistro!).

Porta il mio saluto a tutti gli altri prigionieri. Ciao Mario.

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03-08-2012

Carissimo Carmelo,

non ci sono parole.

Ti scrivo solo momento, dato che immagino tu sia sommerso dalle lettere.. per dirti che io sono l’ con te e rimarrò al tuo fianco, dovessero anche trasferirti al Polo Nord o nell’Africa nera. Ma evito di scriverti tutto quello che mi gira in testa in questi giorni.

Intanto sai bene come la penso. Solo ti dico, non diamogliela vinta… bisogna essere più forti e più… (parola incomprensibile) di prima. Non dovete fare pena a nessuno. 

Sono solo molto addolorata (oltre che per te), anche per gli altri che hanno trasferito, che non so nemmeno chi siano, perché temo che possano rimanere soli e questo mi crea angoscia. Se hai loro notizie, per favore, dammele… tra l’altro alcuni di loro sono autori del libro di fiabe e dovrò inviare loro l’autobiografia, dato che peno tu non abbia fatto in tempo.

Sai che cosa penso? Che forse lì a Padova c’era bisogno di uno come te, probabilmente c’è qualche animo da risvegliare.

Per un attimo, nella sfiga, ho sperato ti mandassero ad Opera (che è più vicino a me) e ci sono già due mie amici, ma forse lì a Padova si sta meglio. Lo spero tanto.

Non ti faccio altri discorsi, sappi solo che ti penso tanto e sei nel mio cuore…

Scrivimi presto se puoi.

Ti abbraccio e mi metto in ascolto… sono certa che gli ululati di Zanna Blu giungeranno fino alle mie orecchi.

Grazia

Da fuori a dentro: da Adriano a Carmelo

Per la rubrica “Lettere dal di fuori” pubblichiamo oggi una lettera di Adriano, scritta a Carmelo Musumeci non appena saputo del suo trasferimento dal carcere di Spoleto:

2  Agosto 2012

Carmelo, appena svegliato, oggi non lavoro, e il primo pensiero è stato mandare una e-mail a Nadia per sapere dove cavolo ti hanno mandato. Sai che non riesco a scrivere “dentro”, che conoscendolo un poco questo mondo al contrario mi provoca un dolore troppo forte ogni volta misurarmi con chi come te c’è e ci rimane dentro, in questo posto assurdo che semplicemente in un mondo normale non dovrebbe proprio esistere; e invece esiste, quello che chiami l’assassino dei sogni, esiste e uccide ogni giorno, in modo spietato, sempre. Uccide materialmente, con le decine e decine di suicidi, con i morti per incuria sanitaria, coi morti di botte; uccide le relazioni, i sentimenti, butta via ogni cosa costruita, distrugge in modo a volte cieco altre calcolato e mirato. Il carcere sembra ottuso, ma non lo è: e scientifico e tutto quanto vi si svolge è frutto di calcolo economico, politico, e pure speculativo perché sulla pelle dei detenuti girano pure un bel pacco di soldi. E questa rabbia mi impedisce di intrattenere una conversazione prolungata, perché vi è una base inaccettabile: la prigionia assoluta, insensata, qualcosa di inaccettabile e assurdo e però reale.

Ma tutto questo io e te lo sappiamo troppo bene, non è per questo che ti scrivo adesso ma per dirti quanto mi girano le palle da quando ho saputo che stavano per mandarti non si sa dove, che per risparmiare tre lire questo infame governo “tecnico” preferisce distruggere l’unica o quasi realta’ carceraria dove era possibile costruire qualcosa di utile, di creativo, di costruttivo per la vita e il futuro di tante persone e delle loro famiglie. Così ora potranno mettere piu’ persone ammassate nelle celle, e sparpagliare gli ergastolani in tutta Italia, così non avranno più voce questi rompiscatole, un modo anche per togliervi identita’.

Non era noto fino a stamani dove saresti finito, dove finiranno tutti gli altri, ma il posto che occuperanno nella Storia i corvi del dap, i burocrati del ministero degli orrori e di questo governo, come degli altri che lo hanno preceduto, è invece chiaro.

Cosa posso dirti Carmelo, sono certo che, fintanto che avrai fiato in gola, non smetterai di urlare la tua verita’ e sete di giustizia, la tua battaglia per la liberta’, che questa è la via giusta, sono loro nel torto marcio, nell’errore più completo e un giorno saranno costoro a dover superare una difficile prova di rieducazione sociale, e tu potresti essere a curarla 🙂 e lo faresti con la umanita’ che loro non hanno. Mettiamola a ridere va che un giorno sara’ davvero così, ed è il giorno che ci fa continuare tutti a vivere, ad amare e a lottare. Ci sono pure tante singole persone, pure di provenienza e storia tutta diversa che, toccate in vario modo dal dolore e dalla sofferenza, cercano di trovare una via alternativa a questa barbarie, sempre minoranze ma esistono e si danno da fare, e spero riusciranno a fare qualcosa per te e per voi in tempi non biblici. Vederti alla tua laurea all’Universita’ mi fece sperare molto…

Non so se ricordi la prima volta che abbiamo avuto a che fare, ero io ad aver subito un trasferimento per me terribile, ero un novellino del mondo di ferro e cemento non conoscevo granché, il mondo mi era crollato addosso e fu molto tenera la tua lettera, avevi solo letto sul giornale della mia situazione (per fortuna da tempo terminata), e fu molto utile per me riceve i tuoi pensieri, ero ancora sconvolto da quel viaggio, dal posto pesante, forse il peggio del peggio, dove mi avevano messo sperando in chissa’ cosa. La tua era la lettera di un amico che non conoscevo, e da allora Carmelo mi è capitato di incontrare tante persone nuove che prima non conoscevo, così anche solo scrivendo, e sono nate amicizie e sono nati amori veri. E grazie a te, perché a volte in poche righe si possono trasmettere emozioni, umanita’, tenerezza, forza ed energia, la scrittura è un’arma tagliente e capace di arrivare in profondita’, di andare lontano la’ dove fisicamente ci è impedito di andare, scrivendo possiamo essere intimi pure al di la’ di un oceano, o di uno stupido e insensato muro di ferro e cemento. Ci sono persone che si credono libere e piene di potere, ma la loro mente è più prigioniera che mai e non saranno mai liberi veramente. Con la tua lettera compresi che dentro esiste non solo un esercito di disperati ma pure un popolo amico, molto più sensibile della indifferenza che si respira fuori, in questo mondo menefreghista un po’ come la orchestrina del Titanic che, così si narra, continuò a suonare finché l’acqua non lambì i loro polpacci, così, con mondana spensieratezza in attesa di affondare. Noi non siamo tra questi, e dentro o fuori non smetteremo mai di sognare e di tentare di costruire un mondo diverso, dove frontiere, guerre e galere saranno un non senso, un lontano ricordo di un passato difficile da spiegare.

Per questo Carmelo, qui e lì, chiusi o “liberi”, soli non lo saremo mai.

Un abbraccio forte, e tieni duro.

 Adriano A.

 

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