Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Un tenero cuore di pietra… di Giovanni Leone

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Pubblico oggi questo splendido testo scritto dal nostro Giovanni Leone, detenuto a Voghera.

Questo testo ci giunge grazie a Grazia Paletta.

Testi come questi sono piccoli gioielli, che fanno intravedere la luce anche quando intorno sembra di vedere solo cemento.

La foto che accompagna il post rappresenta proprio l’ “opera” di cui parla Giovanni nel suo testo.

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Tutti i giorni alle nove c’è l’apertura dei cancelli per andare al passeggio fino alle undici, e il pomeriggio dalle tredici alle quindici. Nel passeggio le pareti sono come i pannelli di cemento che gl’israeliani hanno costruito per confinare i palestinesi; anche il pavimento è di cemento, e il continuo andare e venire dei detenuti ha consumato le scarpe, spesso la salute della maggior parte di noi, e per finire il cemento.

Un giorno, nel compiere questo consueto rito, una pietra si è staccata dal pavimento, è stato il rumore della pietra che rotolava su se stessa ad attirare la mia attenzione. La pietra continuava a rotolare e io la seguivo con lo sguardo, era un sasso rozzo, eppure emanava un piccolo bagliore di luce. L’ho seguita fino al termine della sua corsa, l’ho raccolta e tenendola tra le mani l’ho guardata con rispetto, era per la maggior parte ricoperta di cemento, l’uomo l’aveva prelevata da madre natura, mischiata alla polvere a fini di lucro.

Mentre l’osservavo, sembrava mi chiedesse:

“ Non mi buttare, non sono tanto male, se tu mi ripulisci e mi lavori farai uscire il meglio di me; vedrai ti sorprenderò.”

Così, ho cominciato a strofinarla contro la parete. Gli altri detenuti continuavano a camminare, ma mi guardavano con furbesca curiosità. Io continuavo a strofinare, e dalla polvere che lentamente cadeva s’incominciava a intravedere una pietra di marmo di cava. Uno dei detenuti, sottovoce, ha detto agli altri:

“Che brutti scherzi fa, a volte, la galera!”

 Un pensiero così profondo mi è scivolato addosso, anzi mi ha spronato a strofinare più forte, ho lavorato fino alle quindici quando ci hanno chiamati per rientrare in cella. Ma il mio progetto non era terminato, ho preso una bottiglia di plastica vuota, l’ho tagliata con le forbicine della Chicco, ho versato acqua, sale, aceto e detersivo e depositato la pietra in questo liquido. Ero ansioso di vedere il risultato, dovevo pazientare almeno fino al mattino successivo, ma il mio pensiero e il mio sguardo andavano continuamente in direzione della bottiglia. Finalmente mi sono addormentato e quella febbre d’ansia ha avuto tregua. Un raggio di sole bussa ai miei occhi, mi alzo, guardo il liquido della bottiglia che si è intorbidito, tolgo la pietra, è più morbida tra le mie mani, ma una sottile crosticina la ricopre ancora in alcuni punti, ricomincio a raschiare con la forbicina. Ecco! Il colore, che madre natura le ha donato, emerge, provo una gioia incontenibile nel guardarla.

Alle tredici aprono i cancelli per andare al passeggio, mi tolgo la maglia, il sole d’agosto brucia sulle spalle mentre riprendo a strofinare la pietra sulla parete di cemento, ma si è ammorbidita, addolcita e prende la forma che io desideravo. Ancora gli stessi detenuti del giorno precedente mi guardano e ripetono la stessa provocazione, ma non la raccolgo, non mi faccio distrarre, anzi nel mio cuore gioisco; dal mio lavoro sta uscendo qualcosa di puro, di buono, di prezioso. Il sole agostano imperla la mia fronte di goccioline di sudore che brillano per qualche istante, poi cadono a terra e subito si asciugano.

Io, invece, tra le mani ho il mio piccolo tesoro e ne sono fiero.

La saggezza, a lungo inseguita ed imparata negli anni, suggerisce che è importante credere in ciò che si fa, con la pazienza arriveranno i frutti maturi.

Come potete vedere, questo è il risultato.

(Che ne pensate? )

                                                                   

Diario di Pasquale De Feo 22 agosto – 21 settembre

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Ecco il diario mensile del nostro Pasquale De Feo, detenuto ad Oristano, relativo al mese di settembre.

Come anche gli altri, esso ci giunge tramite la nostra Nadia.

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Sistema penitenziario

Il sistema detentivo ha dei mali antichi che si porta dietro dall’inizio della nascita del paese con l’introduzione dei Bandi di Carlo Felice di Savoia del 22 febbraio 1826 che rendeva legale la tortura, anche se nel 1863 fu sostituito con un regolamento provvisorio, ma nella sostanza nulla cambiava.
Alla fine della seconda guerra mondiale, con i costituenti che avevano subito le carceri sotto la dittatura fascista, emanarono la Costituzione con diritti inviolabili come l’art. 27, che dopo settant’anni è ancora attuale per i diritti di tutti ma principalmente dei detenuti, ma nei fatti non è applicato.
L’impressione e che la Costituzione serve per mantenere i privilegi di chi è al potere e non per proteggere i cittadini dalle prepotenze delle varie istituzioni.
I costituenti fecero un errore imperdonabile, tutto il sistema fascista rimase al suo posto, addirittura degli autentici criminali anche carriera, come il presidente del tribunale della razza Azzolini che condannò tanti ebrei ai campi di sterminio, che era stato uno dei componenti della commissione che aveva stilato le leggi razziali del 1938, divenne presidente della Corte Costituzionale con il lavacro togliattiano e con il suo busto a Palazzo dei Marescialli ancora oggi.
L’apparato penitenziario fascista rimase tutto al suo posto, e ci sono voluti trent’anni di lotte dei detenuti per avere un nuovo ordinamento penitenziario nel 1975.
Ho fatto questo percorso storico per comprendere che il problema è la mentalità ottocentesco e conservatore che fa a pugni con la civiltà e la Convenzione europea attuale.
La polizia penitenziaria, i direttori e i funzionari dell’Amministrazione Penitenziaria non vanno al di là del chiudere e aprire le porte delle celle, lasciando qualche carcere come fiore all’occhiello e il resto delle carceri rimangono all’arbitrio del direttore e commissario di turno, che interpretano il codice penitenziario secondo il loro metro di giudizio, è palese che lo possono fare perché sono sicuri dell’impunità e della complicità di chi dovrebbe vigilare e tutelare i reclusi.
Le carceri sono una sorta di baronia feudale, cercano il più possibile di non fare entrare le persone della società civile, in modo che fuori non possa trapelare ciò che succede all’interno.
È palese che tutto parte dall’ufficio preposto che è il DAP, perché diversamente direttori e commissari non userebbero il potere dispoticamente.
Il DAP da circa vent’anni è stato occupato “militarmente”da oltre un centinaio di PM delle varie DDA sul territorio nazionale, hanno “procuratizzato”questo ufficio, credendo di continuare il lavoro che facevano nelle loro procure, pertanto condizionano gli uffici di sorveglianza a limitare il più possibile i benefici penitenziari, che poi non sono benefici, ma pene alternative alla detenzione, che fanno risparmiare allo Stato e danno la possibilità alle persone di poter ricominciare.
Il sovraffollamento è figlio di questa politica sicuri tate, dove arrestare e tenere in cella è l’unico scopo che si prefiggono.
Tempo fa ho visto una trasmissione a Rai Tre “Presa Diretta”conduttore Riccardo Iacona, fece un servizio sulle carceri norvegesi, alla fine del servizio esclamò: “perché non è possibile in Italia?”, semplice, il ministero è diventato un apparato di poltrone, privilegi e business, e chi gestisce il potere non ha nessun interesse a cambiare le cose, i politici passano ma loro restano al loro posto.
La repressione dentro e fuori dalle carceri, negli anni ha creato un mastodontico apparato poliziesco che ingoia miliardi di euro, hanno interesse che il pozzo di san Patrizio rimanga tale, pertanto con l’aiuto dei savonarola o professionisti dell’antimafia come li chiamava Sciascia oppure mafiosi dell’antimafia come li chiamava Buttafuoco, mantengono sempre la tensione alta affinché continui la repressione e di conseguenza il loro potere.
Nell’ultimo quarto di secolo i tribunali e le carceri hanno avuto la sospensione della democrazia, la civiltà e i diritti, pertanto quando succede qualcosa non è un evento isolato, ma è parte integrante del sistema, avendo ormai istituzionalizzato la tortura e la pena di morte, non è solo una mia affermazione, l’ha dichiarato in più occasioni anche Papa Francesco: “l’ergastolo è una pena di morte nascosta e il 41 bis una tortura”, come tortura inseriva anche la carcerazione preventiva, nessuna dichiarazione da parte di tanti parlamentari che si dicono cattolici, e che in ogni occasione intervengono per le cose più disperate. Farisei.
Le leggi di emergenza in poco tempo diventano ordinarie, e come diceva il compianto Alessandro Margara: “sono le leggi emergenziali che in Italia devastano la giustizia oltre le emergenze”. Purtroppo non solo la giustizia ma anche il sistema penitenziario, perché quando si adopera la tortura non ci sono più diritti.
Fino ad oggi di anime belle e nobili c’è ne sono state poche, forse perché chi subisce e ha subito sempre sono i meridionali, questo fa anche riflettere che le leggi emergenziali hanno la connotazione razzista, Lombroso continua a colpire anche dopo un secolo e mezzo.
Il 100%dei reclusi del famigerato regime di tortura del 41 bis sono meridionali; l’80%dei reclusi italiani sono di origine meridionale; il90%sono meridionali; l’applicazione del famigerato art. 4 bis è per i meridionali. I numeri sono fatti e non si possono smentire, come la deportazione a cui siamo sottoposti, lontani dai nostri paesi d’origine; mi trovo a Oristano in AS, nella mia sezione siamo tutti meridionali, come lo sono le altre quattro sezioni di AS sotto di me, il 99%sono meridionali, non è razzismo questo?
In Sardegna sono stati costruiti 2.600 a fronte di un utenza locale di poco inferiore al 1000 detenuti, quindi con 1600 posti in più in Sardegna a fronte di carenze enormi in tutte le regioni meridionali, perché non costruirli nel meridione? In modo che i reclusi possono scontare la loro pena nella propria regione e vicino ai famigliari. Invece vengono costruiti in Sardegna per deportare i meridionali, tutto si ripete dall’emanazione della legge Pica; senza dimenticare che la costruzione delle carceri è un business, e qui in Sardegna ha una connotazione politica ben precisa.
In pochissimi carceri, quelli “piloti”hanno adoperato la fiducia e la responsabilità, i detenuti hanno dato grande soddisfazione perché hanno ripagato la fiducia e sono stati responsabili, ma come sempre non viene esteso su tutto il territorio nazionale.
Quando il ministro della giustizia era la Cancellieri, in una conferenza stampa dichiarò in pompa magna: “dobbiamo esportare il modello Bollate in Europa”, qualcuno si era dimenticato di dirgli che prima bisognava esportarlo sul territorio nazionale, perché a parte pochi carceri che si contano sulle dita di una mano, il resto sono una vergogna, per la mentalità è delle “segrete medievali”.
In Svezia che in proporzione agli abitanti avevano gli stessi detenuti dell’Italia, con la semplice frase: “il detenuto di oggi sarà il tuo vicino di casa di domani”, hanno arruolato un esercito di Educatori, psicologi, assistenti sociali, professori per la formazione, e hanno iniziato un opera usando fiducia e responsabilità, aiutandoli a inserirsi. Venivano seguiti anche da fuori, se aprivano un’attività venivano aiutati fino a quando non avevano più bisogno del loro intervento. Se lavoravano gli stavano vicino fino a quando avevano passato il momento difficile. In pochi anni hanno dimezzato i reclusi e venduto quattro carceri per mancanza di detenuti, continuando così facilmente diventerà il primo paese che farà a meno del carcere.
In Italia invece si fa l’opposto, invece di arruolare un esercito di educatori non fanno che aumentare la polizia penitenziaria, sono circa 40.000 unità, una cifra abnorme di fronte agli altri paesi, di conseguenza l’80-90% del buget per i carceri viene usato per gli stipendi degli agenti e niente per i detenuti e la loro rieducazione.
Se non cambia il sistema avranno sempre più bisogno di altra polizia penitenziaria, questo comporta che non assumono educatori, psicologi, assistenti sociali e niente formazione per i detenuti.
Un recluso arrestato in Belgio, scriveva sul giornalino “Ristretti Orizzonti”del carcere di Padova, che in Belgio si sentiva padre, perché poteva telefonare quando voleva, a parte i colloqui normali ne aveva altri per i figli e addirittura uno mensile di alcune ore per fare i compiti di scuola con i figli. Arrivato in Italia lo misero nel famigerato regime di tortura del 41 bis, non contenti dell’area riservata del 41 bis, isolato da tutto il carcere con la compagnia di solo due reclusi. I figli dopo il primo colloquio non hanno più voluto andarci e per dieci anni non li ha visti, fino a quando non glielo hanno revocato e trasferito a Padova.
La differenza tra l’Italia e il resto d’Europa sta proprio in questo, per anni hanno mortificato i detenuti del meridione, costringendo psicologicamente la gente a legittimare le torture che si subiscono nelle carceri.
Quello successo al G8 di Genova nel 2001 nella caserma Bolzaneto per qualche settimana, in certi carceri è successo per anni; leggete il libro: “Le Cayenne italiane”edizione-Sensibili alle foglie- curato da me De Feo Pasquale, non crederete a ciò che leggerete e sia potuto succedere in Italia.
Oggi il regime di tortura del 41 bis è diventato più psicologico, ma peggiore perché nessuno ne esce sano, tutti hanno problemi psichiatrici.
Calducci, Anemone e compagnia bella ha costruito il carcere di Sassari, il reparto del regime 41 bis l’hanno fatto sottoterra senza finestre, con blocchi di pochi metri quadrati dove si svolge la vita di quattro persone, non hanno niente, solo la struttura in se per stesso è tortura, lascio immaginare il resto.
Tutte le belle parole delle dichiarazioni di politici e funzionari, sono una realtà artificiosa che non rappresenta la verità.
Quello che non manca nelle carceri sono i psicofarmaci a livello industriale, imbottiscono le persone di medicinali per renderle degli automi che passano il tempo stesi sulla branda nell’attesa che finisca la pena e vengano scartati per ricominciare quello che facevano prima. Nessuna rieducazione può essere possibile con questi criteri, perché si fa il contrario di quello che è il presupposto per costruire qualcosa che abbia un senso.
Ci sono alcune cose che dovrebbero cambiare per riformare il sistema, ne faccio un piccolo elenco:
A. Abolizione del famigerato art. 4 bis, che è anticostituzionale e permette un doppio binario vietato dalla Costituzione.
B. Nel 99%delle carceri non viene applicata la sentenza Torreggiani, il motivo è che lo strapotere della polizia penitenziaria non lo consente, i loro sindacati scendono sul piede di guerra ogni volta che ci sono aperture per i detenuti, ma lo fanno anche quando un direttore con idee illuminate vuole applicare la civiltà in un carcere, fanno di tutto per farlo trasferire.
C. Le direttive del ministero sono sempre ostrogote che danno la facoltà alle direzioni delle carceri di interpretazioni cervellotiche.
D. Le circolari ministeriali con le direttive cambiano a secondo del carcere in cui si è trasferiti, non c’è uniformità nazionale.
E. I volontari, che sono gli unici che organizzano iniziative varie, non hanno nessuna tutela e sono alla mercede del direttore e della polizia penitenziaria.
F. I detenuti vengono sbattuti a centinaia di KM lontani dalle loro case, contribuendo a sfasciare le famiglie invece di salvaguardarle come in pompa magna dichiarano i funzionari del DAP. Dovrebbero regolarizzare la pena.
G. Negli ultimi quarant’anni è stato abbattuto l’analfabetismo, ma sta facendo passi da gigante l’analfabetismo informatico.
I benefici penitenziari della legge Gozzini sono diventati una ragnatela da cui è difficile districarsi, pretendono che dimostriamo ciò che non esiste.
Il carcere invece di insegnarci le regole per essere un buon cittadino, cerca di inculcarci ad essere una buona pecora e che sono naturali certe limitazioni, obblighi, divieti. Vogliono convincerci che è il nostro destino di galeotto e lo sarà per sempre. Se lo raccontiamo viene difficile essere creduti, perché la società è stata bene indottrinata. Ci accusano che tutto è falso e che ci siamo inventati anche i ricordi di ciò che subiamo.
Non chiediamo altro che scontare la nostra pena conforme al codice penitenziario ed europeo e di curare i nostri affetti familiari e non perderli, darci la possibilità di avere le opportunità per rifarci una nuova vita.
Non siamo nati delinquenti, se fosse così Cesare Lombroso avrebbe avuto ragione, tutte le nostre vite si somigliano perché siamo diventati ciò che le circostanze ci hanno consentito di essere.
L’essere umano deve essere trattato per quello che si vuole che sia, e non per quello che il pregiudizio descrive nell’immaginario collettivo, inoltre l’uomo del delitto non è mai stato quello della pena.
Oristano agosto 2016 De Feo Pasquale
22-08-2016

Altiero Spinelli
Certo coincidenze non sono casuali, tutto è programmato nel tempo, ma dimostra che la Rai è pro Renzi al 100%.
In questi giorni i notiziari hanno strombazzato in tutte le salse che Renzi si incontrava con la Merkel la cancelliera tedesca e Hollande il presidente francese, nell’isola di Ventotene, per discutere il futuro dell’Europa dopo l’uscita della Gran Bretagna.
A parte che tre paesi decidono per tutta l’Europa, mi sembra una sorta di dittatura, pertanto il futuro non mi è tanto chiaro.
Nel momento che tutta la popolazione è informata che Renzi si trova a Ventotene con i due grandi d’Europa per deciderne il futuro, il canale più importante pubblico, Rai Uno trasmette la storia biografica di Altieri Spinelli ritenuto uno dei padri dell’Unione europea.

Spinelli trascorse 16 anni in carcere per essere un antifascista, scarcerato fu inviato all’isola di Ventotene al confino, qui insieme a Ernesto Rossi stilò il manifesto per l’Europa federale, quella attuale.
Credo che hanno fatto combaciare le due cose per dare risalto al culto della personalità di Renzi, ma il motivo principale sarebbe il referendum sulla riforma costituzionale, dove i sondaggi lo danno perdente.
Mi auguro che la gente rifletta che quando il direttorio(politica, sindacati, banche, confindustria e il silenzio assenso della chiesa)sposa una causa è sempre contro la popolazione, perché i loro interessi non sono quelli della gente.
23-08-2016

Secondo scritto per l’Università
Questo è il secondo scritto sul tema ricerca e territorio, me li ha chiesti Mario Pontillo all’Università delle Calabria. Totalmente diverso dal primo che era improntato sul tema penitenziario. La ricerca l’ho indirizzata sulla storia per far emergere il motivo della depressione dei territori del meridione d’Italia.

Dipartimento di sociologia Università della Calabria:Ricerca e territorio.

Niente nasce dall’oggi al domani, c’è sempre un passato che costruisce il presente, e se non si invertono le situazioni delle cause, condizionerà anche il futuro.
Il lavaggio del cervello inizia già alle elementari con la favoletta risorgimentale, che ha un duplice scopo, quello di nascondere il genocidio umano, culturale, economico, sociale, commesso con l’epopea unitaria, e di costruire cittadini di serie B nella colonia creata con l’invasione, occupazione e una crudele repressione per occultare il saccheggio sistematico delle ricchezze dell’ex Regno delle due Sicilie.
La “questione meridionale”che ha ridotto le popolazioni del Sud allo stato attuale inizia con la tanta sbandierata unità, prima semmai si poteva parlare della “questione settentrionale”, dove la povertà toccava punti molto alti e l’immigrazione era un flusso continuo verso le americhe, sconosciuto al Sud, ma con le ricchezze dell’ex Regno meridionale resero il sud ricco come quello attuale e l’immigrazione i settentrionali la fecero verso il Sud a prendere il posto dei meridionali che agli occhi dei piemontesi o dei “fratelli italiani”erano diventati dei paria, e desertificarono una delle terre più belle e baciate dagli dei.
D’altronde tutto quello che di bello è stato costruito nel meridione è stato fatto prima del 1860, tutto quello che di brutto è stato costruito è stato fatto dopo il 1860, pertanto questa data è stata la linea che delinea la tragedia delle popolazioni meridionali. Il Sud non ha aderito all’unificazione, gli è stato imposto sulla punta delle patriottiche baionette e le forche dei criminali piemontesi.
In questi giorni su tutti i giornali del mondo si discute delle grandi purghe che sta facendo il sultano turco Erdogan; chi ha letto libri della vera storia viene alla mente quello che fecero i piemontesi-savoiardi nella nazione tra le più prospere d’Europa, l’ex Regno delle Due Sicilie, in modo radicale estirparono qualunque voce di dissenso, nelle università, nella magistratura, nell’esercito, con le fucilazioni, il domicilio coatto, radendo al suo interi paesi, e distruggendo l’economia a 360 gradi, si parla di un milione di morti e mezzo milione di arrestati e deportati, e su otto – nove milioni di abitanti questo dimostra che i rastrellamenti e la repressione militare toccarono il 99%della popolazione; a parte pochi collaborazionisti, tutte le famiglie del regno subirono un lutto in famiglia da parte della ferocia piemontese.
Il meridione – l’ex Regno delle Due Sicilie – era una nazione con quasi mille anni di storia, il settentrione non è mai stata una nazione. La parola Italia viene dal meridione, proviene dai vitelli che pascolavano numerosi e liberi nell’attuale Calabria, pertanto eravamo Italia molto prima del Nord che erano galli con i romani e cispadani con gli austriaci e i francesi.
Nei libri di storia si legge che il Sud era agricolo e il Nord era industriale e che erano venuti a liberarci, di due cose ci hanno liberato: “della nostra libertà e della nostra prosperità”, trasformandoci come gli indigeni delle colonie africane.
Qualche anno prima che l’ex Regno delle Due Sicilie diventasse dominio dei Savoia, aveva partecipato alla mostra mondiale sull’industria a Parigi, risultò essere tra le più grandi potenze industriali. Vincendo 12 medaglie d’oro grandi, 78 medaglie d’oro ordinarie, 105 medaglie d’argento e 215 di bronzo. Il Console inglese John Goodwin disse: “l’industria napoletana è un concorrente di prim’ordine”. Sull’impero inglese di allora non tramontava mai il sole, era la prima potenza industriale del mondo, pertanto l’affermazione dimostra la realtà industriale napoletana.
Come è possibile che qualche anno prima del 1860 era una potenza industriale, e subito dopo diventa un paese arretrato, agricolo e infestato di briganti? La verità è un’altra, nel Sud c’erano 5000 fabbriche e furono fatte deperire, mentre nel tosco padano non producevano e facevano i “pazzisti”comprando e vendendo prodotti inglesi e francesi.
Nel 1861 gli addetti nell’industrie del Sud erano 1,6 milioni, mentre nel resto d’Italia erano meno di 1,5 milioni. In un secolo e mezzo quelli del Sud sono rimasti gli stessi mentre al Nord sono diventati circa 6 milioni. Questo dimostra che in modo deliberato si è bloccata la crescita del Sud mentre massicciamente hanno alimentato quello del Nord.
Le colonie non devono produrre devono solo essere sfruttate e usate come mercato per i prodotti dei colonialisti.
Luigi Carli Farini stretto collaboratore di Cavour e presidente del consiglio nei primi anni del proclamato regno d’Italia, con questa affermazione dimostra cosa ne pensa di noi meridionali: “Altro che Italia! Questa è Africa, i beduini a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile”.
L’espansione coloniale piemontese ha istaurato con l’erario, l’esercito, la pubblica amministrazione, l’apparato giudiziario, gli sportelli della banca tosco padana, gli impiegati dello Stato e i carabinieri che si insediarono in tutti i comuni. Tutta gente che veniva dal Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia, tutti tosco padani. Queste presenze dotate di potere, innescarono nelle provincie automatismi d’inferiorità sociale.
I primati del Sud erano conosciuti in tutta Europa, c’era la banca più ricca d’Europa, c’era la seconda compagnia di navigazione del mondo, la prima tratta ferroviaria della penisola, i primi posti d’acciaio(quello sul Garigliano è ancora in piedi), le acciaierie di Mongiano e San Ferdinandea in provincia di Catanzaro erano seconde solo a quelle inglesi, la ferriera di Napoli con 1000 operai, oltre 5000 fabbriche, l’unica borsa lavoro della penisola che Cavour si affrettò subito a chiudere, l’elenco sarebbe molto lungo.
Quello che non fu chiuso, dissanguato, svenduto, o trasferito al Nord, per fare ciò iniziarono una feroce repressione simile a quella nazista nei paesi dell’est europeo durante la seconda guerra mondiale, come un’orda di Unni depredarono, massacrarono e distrussero tutto ciò che poterono, i nostri “fratelli d’Italia”, erano venuti a liberarci per trasformarci in servi iloti e la nostra terra una colonia da sfruttare dopo averla saccheggiata; vengono in mente le parole dello storico romano Tacito: “hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato Pace”, in questo caso l’hanno chiamato RISORGIMENTO. Una truffa nazionale, persino i plebisciti furono una truffa alla Saddam Hussein in Iraq con il 99,99%di preferenze.
Per avere una parvenza legale pretendevano dai tribunali meridionali condanne a morte a livello industriale, ma siccome i giudici si rifacevano alle antiche tradizioni dei tribunali napoletani che applicavano sempre il minimo della pena. Ai politici e ai militari savoiardi questo creava molto fastidio, perché erano abituati e avevano ordine di fucilare in modo sommario, questo andava contro i progetti del governo piemontese. Con la legge Pica tutto diventava di competenza dei militari, esautorarono il 90%dei magistrati e istituirono in ogni tribunale un commissario con il compito di controllare i giudici nelle loro funzioni, quel 10%di magistrati che rimasero legalizzarono i torrenti di sangue che scorsero in tutto il meridione, i saccheggi sistematici e ogni tipo di nefandezza.
Questo consentì di dare mano libera ai carnefici “eroi”come Cialdini, Pinelli, La Marmora, Dalla Chiesa, Della Rocca, Fumel e tanti altri.
Il sanguinario piemontese colonnello Fumel scriveva nel suoi dispacci: “uccideteli purché siano meridionali”.
Senza dimenticare i criminali garibaldini come Nino Bixio, un orgia di sangue che fece inorridire l’Europa intera; tutto è negli atti del parlamento italiano e quello inglese, che contribuì o meglio dire che ne fu l’artefice, per la riuscita della conquista piemontese, in caso contrario mai ci sarebbero riusciti, con tutto ciò anche loro disprezzarono i metodi barbari e sanguinari savoiardi.
I piemontesi impiegarono 120.000 uomini:52 reggimenti di fanteria, 10 reggimenti di granatieri; 5 reggimenti di cavalleria; 19 battaglioni di bersaglieri; 7849 carabinieri; e 83.927 militi della guardia nazionale. Altro che brigantaggio, fu guerra vera e i piemontesi subirono più morti di tutte e tre le guerre d’indipendenza, ma da parte meridionale fu elevatissimo.
Il genio truffaldino di Camillo Benso di Cavour e il sanguinario Vittorio Emanuele II volevano il Regno delle Due Sicilie ma non gli avevano detto che era abitato dai meridionali sic, così per svuotarlo usarono i metodi di casa Savoia, con i massacri e le deportazioni con il domicilio coatto non riuscivano a debellare i partigiani del Sud(briganti erano i piemontesi), allora aprirono le porte all’immigrazione e a milioni fuggirono dall’inferno creato dalla legge Pica. Rimasero i più deboli, vecchi, donne e bambini,che furono soggiogati con il terrore dei militari.
Il primo genocidio della storia moderna non è stato quello armeno ma quello dei duo siciliani nell’Italia del meridione, ex Regno delle Due Sicilie.
Per ironia della sorte, siamo costretti a sopportare la toponomastica dell’Italia intera, ma principalmente del meridione, commemorare tutti questi criminali che oggi sarebbero davanti al tribunale per crimini contro l’umanità.
In deputato Ferrari, nella seduta alla Camera del 19-11.1862, con violenza accusò: “Vengono cacciate nelle carceri e fucilate famiglie intere; il numero delle vittime e dei carcerati è enorme. È questa una guerra da barbari! Se il sentimento vostro morale non vi fa inorridire di comunicare, sguazzare nel senza, io non saprò più comprendervi. E quando io affermo del Regno di Napoli, ditelo pure della Sicilia. La pure si cacciano le genti in prigione, e si uccidono a fucilate senza nessun formale procedimento. Versare sangue è diventato sistema… Ma non si rimedierà già al male, versando sangue a torrenti. Nell’Italia meridionale non si crede a siffatto sistema di sangue; e chi veste un uniforme si crede di aver diritto di uccidere chiunque non ne porta.”
Il 12-08-1861 il deputato inglese Giorgio Bowyer aveva indirizzato una lettera a Lord Palmerstan, raccontandogli quello che succedeva nel meridione. Cita tanti episodi di stragi, ma termina che la distruzione è totale, il governo inglese dovrà rendere ragione al Parlamento quando si adunerà, sui delitti commessi nell’Italia meridionale sotto la tirannia di Cialdini e Pinelli.”
Fecero lo stesso con le Università, cacciarono docenti famosi in tutta Europa, ogni dissenso veniva stroncato senza pietà. Le Università delle Due Sicilie avevano oltre 11 mila studenti, mentre il resto d’Italia non superava i 5 mila.
Il primo atto di Cavour appena Garibaldi mise piede a Napoli fu di depredare tutto l’oro dello Stato Napoletano depositato nel Banco delle Due Sicilie, messo su un treno e spedito a Torino, erano 433 milioni di lire in oro zecchino, valore attuale sui 500 miliardi di euro. Nel libro “Terroni”di Pino Aprile, al valore attuale il saccheggio sarebbe di 1500 miliardi di euro, parliamo solo di quelli certificati, pertanto la cifra è molto più alta.
Per essere un paese arretrato e agricolo era molto ricco, si vede che vendeva la verdura a peso d’oro sic!
Alla vigilia dell’unità d’Italia, il Sud aveva i conti in ordine, il Nord era pieno di debiti, il rapporto debito/Pil era di 16,57%per le Due Sicilie, per il Regno Sardo piemontese era al 73,86%. Tra il 1859 e il 1861 il debito piemontese raggiunse i 2 milioni di lire, un valore astronomico per quei tempo, specialmente per un piccolo Stato come il Piemonte. Nel 1859 l’indice fiscale del meridione era pari a 100, a Torino era 594. Alla razzia si aggiunsero anche le tasse sabaude che raggiunsero lo stesso indice, con l’aggiunta di nuove tasse.
Mentre Cavour faceva sogni pindarici riempiendo di debiti il Piemonte, Ferdinando II di Bordone costruiva le fabbriche e le infrastrutture, rendendo il suo paese florido e pieno di benessere. Addirittura il sistema pensionistico borbonico era migliore di quello attuale, con 40 anni di lavoro, la pensione era pari allo stipendio.
Senza l’unificazione, il regno sardo piemontese, per l’abuso della spesa e per la povertà delle sue risorse, era necessariamente destinato al fallimento; il braccio destro di Cavour nel 1959 nel senato torinese disse in un suo intervento: “o la guerra o la bancarotta”, si salvarono con il saccheggio del Regno delle Due Sicilie. Altro che risorgimento, fu tutta una questione di soldi, e ancora ne paghiamo le conseguenze.
Nel 1863 il “padre della patria”Vittorio Emanuele II venne a Napoli a visitare i suoi nuovi domini, fu accolto con questo manifesto che i patrioti Napoletani a rischio della vita attaccarono sulle mura della città
A RE VITTORIO EMANUELE OMAGGIO DE’ NAPOLETANI
Se calpestano ogni diritto, divino, ed umano, volontario ti cacciasti nelle lordure della rivoluzione, ed ora, trascinato dalla sua corrente, sei per la china a subirne la finale catastrofe; se dopo l’assassinio de’ Sovrani, e dei popoli d’Italia, per cui hai steso la mano sacrilega sulla CASA DI DIO, e sui popoli traditi, riducendo il nostro sventurato Paese a una squallida prigione di miseri, ti lusinghi, colle riviste militari, con i viaggi, e le procurate feste, illudere ancora i Napoletani, ed addormentarli nella dura servitù per puntellare il tuo usurpato, e cadente potere… t’inganni!!
Ad onta delle barbare leggi, dei vili satelliti, che ti circondano, e delle baionette, che supponi ti potessero difendere… noi non siamo un popolo di schiavi; noi, fra ceppi, ed il patibolo, franco ti parliamo, come si conviene ad un uomo, che si è messo fuori di ogni legge!
Dopo tre lunghi anni di calamità, e di dolorosa esperienza, l’illusione è svanita, l’inganno si è dileguato, ed il tuo riapparire fra noi equivale a quello di’infausta cometa, apportatrice di nuove sventure, che le piaghe sanguinanti dell’infelice PATRIA NOSTRA rinnova!
Che dunque pretendi da noi? Le nostre sostanze? Le hai tutte rapite? Non vi è che lo squallore! La nostra gioventù per lanciarla in guerra fratricida? È tutta in armi per le campagne a pugnare contro la tua usurpazione! Le nostre acclamazioni? Le avrai si da ottantamila prigionieri politici, da duecentomila famiglie, che hai ridotto alla mendicità; dal clero tutto incatenato, e proscritto; da dieci milioni di uomini insomma cui non hai lasciato, che l’ultimo anelito di vita, e questo ti maledice, ed impreca quale FLAGELLO DI DIO!

Credi forse di governare sulle nostre intestine discordie? Sappilo che seppur divisi in tutt’altro, siamo però tutti concordi nell’ODIARTI, che TUTTI hai tradito, ed oppresso! Che se a tal riguardo di brutalità e di barbarie sei giunto da non sentire il rimorso delle tue nefandezze, onde hai emulato, e vinto tutti i tiranni, tutti i grandi scellerati della storia, non ti lusingare però, che le feste ufficiali, che per te si fanno collo stremo dei sudori, e del sangue dei popoli, o imposte dal terrorismo de’ tuoi spietati manigoldi, fossero contrassegno di simpatia, o pubblica gioia! No! sono un prato fiorito nel quale si nascondono velenosi rettili!… Sono un’amara ironia, un solenne oltraggio, che gli stessi uomini del potere, per sordido profitto, o per coprire enormi frutti, fanno alla tua odiata persona! Sappilo, l’Europa civile, la Diplomazia, il mondo intero hanno portato il loro severo giudizio sulle opere nefande del tuo infernale governo, e sulle nostre giuste querele!… Poc’altro, e col nostro compiuto trionfo l’Italia sarà libera della tua importuna esistenza!! Sappilo, non si conculca impunemente la giustizia, né gli interessi, e la pace dei popoli!…
Dileguati dunque presto dal nostro sguardo, che questa classica terra, tanto da te straziata brucia sotto i tuoi passi, ti ributta ed abomina! Dileguati, mentre noi anche una volta abbiamo la soddisfazione di ripetere lo storico grido:
VIVA L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DELLE DUE SICILIE!

Napoli 9 novembre 1863
Lo scrittore Mack Smith scrisse: “Fu una guerra selvaggia e crudele, non ebbe limiti né freni. Cialdini iniziò già da ottobre 1860 a far fucilare tutti coloro in possesso di un’arma, contadini innocenti, semplici sospettati. I villaggi saccheggiati. I soldati borbonici catturati venivano legati agli alberi e bruciati vivi o mutilati. Questa fu la dichiarazione di guerra di quel macellaio del generale Enrico Cialdini.”
Fu ferocia generale, ferocia sistematica, ferocia premeditata, ferocia stabilita come dogma governativo.
Il popolo per intuito primordiale comprese che la posta in gioco era molto alta, non si trattava del destino della casata dei Bordone o della monarchia, ma si trattava dell’indipendenza della loro terra, l’autonomia amministrativa dello Stato e il loro destino, per questo motivo si sollevò il 99% dei meridionali contro l’invasore straniero. Non avevano speranze perché erano tutti contadini e artigiani, senza comandanti consapevoli che non avrebbero potuto vincere salirono lo stesso in montagna e si batterono con onore tenendo alta la bandiera della nazione duo siciliana preferendo di morire in piedi piuttosto che in ginocchio. Per questo motivo l’onore dei vinti è più grande di quello dei vincitori.
Anche il figlio di Garibaldi Ricciotti, prese di nuovo le armi perché deluso confesso, si unì ai partigiani-briganti, ma per carità di patria non viene menzionato nei libri di storia.
Tutto l’esercito borbonico era stato fatto prigioniero e trasferito nei lager del Nord e nelle isole, su 97 mila effettivi dell’esercito borbonico, solo 1600 aderirono al nuovo esercito, questo dimostra che erano uomini degni di questo nome, altro che esercito di francischiello sic.
Questa lettera scritta da prigionieri della provincia di Salerno testimonia la crudeltà dell’esercito piemontese, ma anche la tenacia delle popolazioni meridionali nel combattere l’invasore.
I prigionieri delle popolazioni della provincia di Salerno; scrissero una lettera al loro RE Francesco II, firmata da oltre 5000 persone.
“Sire, né tempi di lutto e di dolore nazionale è pur dolce rivolgere il pensiero e la parola a colui che nel breve suo regno fu simbolo alla Nostra Patria nativa di gioia, di pace e di prosperità… È tre anni che noi fummo da mani parricide venduti al popolo beato d’Italia, che siamo schiavi sotto l’impero di una feroce forza, che colle sostanze e le vite dei nostri cari perdemmo anche il diritto di lacrimare.
Ma, udite, Sire, il nostro Onore è salvo; né codardo è il vostro popolo, come vanno alcuni politici strombazzando.
Lo dicono il disprezzo è l’odio, onde ricambiato l’efferata piemontese dominazione; lo dice la resistenza attiva e passiva che ad ogni pié sospinto incontra in tutti gli ordini sociali; lo dicono quelle migliaia di vittime umane, che tuttodì cadono sotto il ferro dell’infame usurpatore; lo dicono le carceri rimboccanti di migliaia di infelici.”
Come al solito la vulgata razzista settentrionale che impone i testi della scuola, nel meridione sono sempre briganti e nel Nord sempre eroi partigiani, successe la stessa cosa con l’invasione francese napoleonica; la storiografia ufficiale è imbevuta del razzismo antimeridionale di lombrosiana memoria.
Legalizzarono ogni nefandezza con la famigerata legge Pica, un mostruoso meccanismo giuridico che fece del Mezzogiorno un inferno.
Con terminologie diverse questa legge indegna è arrivata fino ai nostri giorni, perché continua scientificamente con leggi cosiddette di emergenza a tenere in soggezione coloniale il Sud. All’epoca con la scusa del brigantaggio, dal dopoguerra con la scusa della lotta alla mafia, nel futuro si inventeranno che siamo marziani sic, per mantenere questo sistema coloniale, dove il Nord corre verso l’Europa e il Sud è spinto verso l’Africa.
L’impostazione burocratico-poliziesco-coloniale creato all’epoca resiste ancora oggi, tutto il sistema che gestisce il potere del paese continua a tenere il dominio nel Sud con la repressione legalizzata da leggi indegne di un paese civile.
Oggi si chiamano emergenze, prima della guerra si chiamavano “stati d’assedio”, e dal 1860 ne sono stati dichiarati decine, usando anche i cannoi, fucilazioni di massa e la deportazione.
Nessuno ti può fare quello che vuole senza il tuo consenso, purtroppo hanno usato metodi peggio dei colonialisti africani, d’altronde nei loro dispacci militari ci chiamavano beduini(basta controllare negli archivi del ministero della Difesa), nel tempo ci hanno convinti che quello che abbiamo è già troppo, che siamo stati sempre così, la vera tragedia e che ci crediamo anche noi, il più grande dei mali è la colpa che ci hanno inculcato, questa è stata la loro grande vittoria, ci hanno resi servi iloti con il nostro consenso.
Tutto ciò che noi sviluppiamo con i nostri pensieri sul perché il meridione è ridotto così, bisogna che si sappia che è stato programmato scientificamente dall’inizio, la tanto sbandierata unità italiana si è trattato di una grande truffa per razziare le ricchezze duo siciliane e avere una colonia africana in casa.
Al tempo dell’Unità il Regno delle Due Sicilie rappresentava per l’Italia quello che ai nostri giorni la Germania rappresenta per l’Europa.
Napoli era una metropoli, una delle tre in Europa le altre due erano Londra e Parigi; tutti i grandi letterati dell’epoca che erano venuti a Napoli ne avevano parlato in toni entusiastici, da Goethe che è rimasto nel cuore dei napoletani, perché aveva scritto che: “La più bella fra le città belle”, inoltre che Napoli “È un paradiso dove ciascuno vive in una sorta di ebbrezza obliosa. Si desidera soltanto vivere”. Scrisse belle pagine anche sulla vulcanica operosità dei napoletani.
Goethe insieme a Roussean avevano scritto che: “Napoli era un gioiello d’Europa, risplendeva di pensiero storico, giuridico, filosofico, artistico, da non farla impallidire di fronte ad alcuna altra capitale europea del tempo.”
Stendhal che disse “non dimenticherò mai Via Toledo e la vista che si ha di tutti i quartieri di Napoli, per me è senza confronti la città più bella del mondo”. E tanti altri tra cui Boccaccio che loda Napoli:lieta, pacifica, abbondevole, magnifica.
Johann Caspar dedicò una frase meravigliosa a Napoli: “Chi non ha visto Napoli, non ha vissuto.”
Napoli da capitale si riduce a semplice cittadina, perde tutto ciò che ha una capitale di una nazione monarchica, la corte, ministeri, ambasciate, impieghi pubblici, lavoratori impiegati nel porto militare, nell’arsenale, l’opificio di Pietrarsa, a tutte le fabbriche legate all’industria di guerra. In più vengono fatte fallire tutte le fabbriche affinché i prodotti venissero fatti dal Nord e venivano pagati il doppio, vennero migliaia di operai dal Nord che venivano pagati il doppio. Insieme a tutto ciò l’orda barbarica piemontese saccheggiò tutto il possibile e spostò tutto al Nord, mascherando l’infamia con la repressione che si tradusse in un genocidio, ma quello più crudele fu quello culturale e razzista.
Una mozione d’inchiesta al parlamento nazionale del Duca di Maddaloni fa capire molto di più delle mie parole;
“Intere famiglie ridotte all’elemosina; diminuito, anzi annullato il commercio, serrati i privati opifici per concorrenze subitanee, intempestive, impossibile a sostenersi e per l’annullamento delle tariffe e le mal proporzionate riforme”. Frattanto “Tutto si fa venire dal Piemonte, persino le cassette della posta, la carta per i dicasteri e per le pubbliche amministrazioni. Non vi ha faccenda nella quale un onest’uomo possa buscarsi alcun ducato che non si chiami piemontese a disbrigarla. Ai mercati del Piemonte dannosi le forniture più lucrose; burocratici del Piemonte occupano quasi tutti i pubblici uffizi, gente spesso ben più corrotta degli antichi burocratici napoletani. Anche a fabbricare le ferrovie si mandano operai piemontesi, i quali oltraggiosamente pagansi il doppio che i napoletani. Ai facchini della dogana, a carcerieri, a birri vengono uomini di Piemonte e donne piemontesi di prendono a nutrirsi dell’ospizio dei trovatelli; quasi neppure il sangue di questo popolo più fosse bello e salutevole. Questa è invasione, non unione, non annessione! Questo è voler sfruttare la nostra terra siccome terra di conquista.”
Tutto ciò era programmato ed eseguito, come testimonia questo ordine di Cavour al luogotenente Farini: “Domate col braccio ferreo i partiti. Mandate via Mazzini, fate arrestare i Garibaldini che tumultuano, cacciate i ladri, adoperate uomini dell’Italia del Nord checché ne dicano i napoletani”.
Il nostro re Francesco II di Bordone quando salì sulla nave che lo portava in esilio da Gaeta a Roma pronunciò questa frase: “Non vi lasceranno che gli occhi per piangere”, non sappiamo se fu profetico o perché conosceva bene i Savoia.
Nulla è cambiato, eravamo primi in tutti tranne nella ingordigia savoiarda, oggi ci hanno ridotti che siamo 400 anni indietro al Nord e continua così, perché gli investimenti vengono fatti al 90% al Nord, quel restante 10% servono a foraggiare gli “ascari meridionali”servi dei tosco padani, nel frattempo con le nostre tasse teniamo alto il tenore di vita dei settentrionali e con i nostri risparmi finanziamo il credito imprenditoriale del Nord. Ma, anche in questo caso i mass-media disinformano la popolazione affermando che è il Nord ad assisterci con le loro tasse.
Dopo essersi mangiato il meridione, hanno continuato a saccheggiarlo e svuotarlo impedendo qualsiasi scintilla imprenditoriale che non sia collegata ai tosco padani, hanno lasciato mani libere ai loro manutengoli affinché si legittimasse lo scempio politico, economico, sociale e culturale.
Il meridione dopo un secolo di italici saccheggi, è servito per riempire le fabbriche del Nord nell’immigrazione degli anni 50, poi l’hanno usato come deposito per i loro rifiuti tossici, con la complicità delle istituzioni, perchè non si spiega come abbiano fatto a far diventare invisibili 5 mila Tir l’anno per 20 anni; come al solito avevano il mostro da dare in pasto all’opinione pubblica la “camorra”.
I gruppi del potere nordico hanno acquisito tutte le banche del Sud, così hanno tutto il credito nelle loro mani, senza credito nessun territorio può svilupparsi.
Tutta la politica continua il percorso istaurato un secolo e mezzo fa, sviluppo con finanziamenti statali al Nord e l’economia assistita dalle casse dello Stato, assistenzialismo per le clientele politiche e regalie ai loro cani da guardia al Sud per garantire consenso allo Stato e ai partiti nazionali.
Le chiavi di volta del potere del paese. Politica, sindacati, banche, confindustria e Chiesa, questo direttorio e ben amalgamato nel continuare lo scempio, con la casta della magistratura che è diventata il più severo custode dello status quo, pertanto sono pronti a intervenire contro chiunque osasse mettere in discussione questo sistema mafioso; mafioso non è chi delinque, ma chi usa il potere legale per portare avanti un sistema illegale simile a quello definito mafioso.
La spesa sociale serve per oliare i partiti e sindacati, ed a stornare ricchezze a favore delle banche e confindustria. Senza dimenticare l’obolo per la chiesa.
Tutto quello che succede nel meridione ripercorre un modello convenzionale affinato dalla nascita di questo paese, se non cambia siamo destinati a peggiorare sempre di più, ma non possiamo pretendere che i nostri dominatori lo facciano loro, non vogliono cambiamenti al loro monopolio della verità, dobbiamo essere noi a svegliarci e iniziare a riappropriarci della nostra storia perché un popolo senza passato non potrà mai avere un futuro, pertanto divulgare la nostra storia, quella vera e non la favola che ci insegnano nei testi di scuola, è un nostro dovere iniziare a scrivere noi la nostra storia e non lasciare più che lo facciano loro, che fino ad oggi ci hanno sempre rappresentati con le teorie criminali di Cesare Lombroso, brutti, sporchi e cattivi, pertanto una razza inferiore.
Per Lombroso le decine di migliaia di combattenti meridionali chiamati briganti, erano nati delinquenti; eredità atavica e nulla avrebbe potuto sottrarli al loro destino. Perché non delinquono per un atto cosciente e libero di volontà malvagia, ma perché hanno tendenze malvagie.
Queste folli teorie inquinarono ogni cosa e contribuirono al razzismo antimeridionale che impregnò anche le leggi e i codici penali che furono scritti in quel periodo e anche nel Novecento sotto il fascismo con i codici Rocco; ancora oggi abbiamo il codice penale Rocco che proviene da quella scuola di pensiero razzista.
Dobbiamo prestare più attenzione all’attualità per comprendere appieno la discriminazione razzista che è ancora attuale, siamo una colonia interna, di fatto l’unità del paese è solo un fatto geografico e non politico-sociale, noi non ci sentiamo settentrionali e loro non si sentono meridionali. Fino a qualche decennio da servivamo solo per i voti alle elezioni e come mercato per prodotti del Nord, per il resto eravamo ritenuti la palla al piede che frenava l’economia tosco padana, una scusa per coprire il sistema coloniale.
I partiti politici, i sindacati, i mass media, tutte le grosse aziende, l’imprenditoria industriale, le banche, le assicurazioni, insomma tutto ciò che conta nel panorama economico, hanno tutti il cuore e la sede legale nel Nord, nel Sud vengono solo a sfruttare il territorio; come quelle poche imprese del Nord tra cui le coop rosse che per diritto divino prendono tutti i più grandi appalti dal governo, le danno in subappalto alle ditte del Sud a un terzo del valore stabilito a Roma, tutto torna al Nord, tanto il colpevole al Sud c’è sempre. Le mafie.
Tutti i sistemi politici fondati sulla diseguaglianza, discriminando con leggi inique, usano la forza perché vogliono dare una parvenza legale, per legittimare davanti all’opinione pubblica la mostrificazione e la repressione adoperata verso tutti quelli che hanno escluso e ridotti a cittadini di serie B.
La diseguaglianza la si nota in tutto, dai testi della scuola dove a parte Verga e Pirandello, hanno escluso tutti i poeti e scrittori meridionali, dalle ferrovie, al Nord fanno la TAV, da noi chiudono anche le tratte ferroviarie dell’inizio del Novecento, come i finanziamenti che è da un secolo e mezzo che vanno sempre al Nord. Come per le autostrade, hanno fatto cinquant’anni fa la Salerno Reggio Calabria, e viene usata come simbolo del male assoluto, mentre al Nord si rubano i soldi senza farle le strade, ma passa tutto sotto silenzio. Anche in questo c’è un programma scientifico che iniziò dopo la conquista piemontese, volevano denapolizzare e isolare Napoli che era la capitale del Regno delle Due Sicilie, la strategia era quella usata dai romani, quando un popolo sottomesso si ribellava lo isolavano, facevano passare tutte le strade lontano dai loro territori, così nel tempo i commerci deperivano e la povertà si estendeva alla maggioranza della popolazione, così hanno fatto con il meridione, l’hanno isolato e oggi il sistema economico meridionale deve “arrangiarsi”per sopravvivere, questo ha consentito una economia parallela che dà la possibilità a migliaia di famiglie di poter tirare avanti, lo Stato non solo limita e non dà le stesse possibilità a metà paese, ma reprime con varie scuse l’economia che chiamano “illegale”.
Una grande prigione, con leggi di emergenza e repressione permanente(la repressione è l’unica industria del Sud che non conosce crisi),hanno creato un formidabile apparato che reprime in formato industriale, questo consente di tenere in soggezione il meridione e fermarne qualsiasi sviluppo con la complicità di tutti gli attori nominati fino adesso, politica; qualcuno potrà obbiettare che ci sono politici meridionali, questi sono signori che preferiscono fare i capi dei servi, devono seguire il programma del potere tosco padano, in caso contrario non saranno più candidati dai partiti nazionali.
I sindacati sono diventati un potere che va a braccetto con la politica e segue lo stesso percorso, chiacchierano ma nei fatti non hanno mai fatto e non faranno mai niente per il Sud, ne sono complici colpevoli.
Le banche del Sud sono state tutte regalate al Nord, la scia è quella della Banca Nazionale che aiutò a rastrellare tutte le ricchezze del meridione, poi divenne Banca d’Italia e continua lo stesso percorso.
Alcuni anni fa la stessa banca finanziò uno studio all’Università della Sapienza sul perché il Sud era così indietro al Nord, alla fine la relazione arrivò alle mie stesse conclusioni, ma per non farla leggere alla gente fu divulgata solo in inglese, lascio immaginare il perché. Se tutte le banche del Sud sono state assorbite dal Nord, sia la Banca d’Italia, la politica, i sindacati, e confindustria non dovevano intervenire?
Invece niente come se tutto fosse normale.
La Chiesa che in Italia ha un peso enorme, non fa niente, pur se è colpevole che questo sistema coloniale impoverisce e riduce nell’indigenza milioni di persone nel meridione.
I mass media tutti nelle mani del Nord, sono adoperati per mostrificare e dare una rappresentazione sempre negativa del meridione, affinché gli interessi e i finanziamenti statali continuano a irrogare le imprese del Nord.
La casta dei magistrati è l’istituzione più feroce a mantenere e proteggere questo sistema, perché gli garantisce vitalizi e privilegi, pertanto pronta a usare qualsiasi mezzo per reprimere chiunque “osa”metterlo in discussione.
Quello che fanno oggi è lo specchio di quello che facevano ieri in tutti i campo, e continuano a mantenere in soggezione l’ex regno delle Due Sicilie con le leggi speciali per tenere alta la tensione con proclami che niente hanno di diverso dalla campagna razzista di stampo lombrosiano dell’epoca.
La legge Pica continua ad essere la madre delle leggi per mantenere lo status quo; una volta scioglievano i comuni perché erano filo borbonici; sequestravano i beni perché accusati di essere manutengoli, favoreggiatori dei partigiani-briganti oppure perché filo borbonici, con il domicilio coatto arrestavano e deportavano anche per sospetto di intere famiglie, mandati a morire di stenti e di malattie nelle località più inospitali della penisola, oggi non arrivano a prendersela con i bambini ma l’intera famiglia ne paga le conseguenze e i reclusi vengono inviati-deportati a oltre mille KM, non c’è più il “Forte di Fenestrelle”antenato di Auschwitz, c’è ne sono diverse con la sigla di 41 bis, come allora i luoghi erano le alpi e le isole, così lo sono nell’era moderna.
Il domicilio coatto era deciso dalle Commissioni Consultive provinciali composte dal prefetto della provincia, dal Presidente del tribunale, dal Procuratore del re e due consiglieri provinciali, consentì a mandare centinaia di migliaia di meridionali solo per il sospetto a fare gli schiavi in tutta Italia, principalmente nelle miniere sarde di proprietà dei Savoia.
Dopo tre anni emanarono il decreto regio n°2918 del 21 maggio 1866, misero tre magistrati al Ministero dell’Interno per rivedere le decisioni delle Commissioni Consultative provinciali.
Questo ristretto organismo servì a schiacciare tutti gli avversari politici con l’ausilio dei militari; arbitrio assoluto fondato sul sospetto e la delazione.
Con l’emanazione della famigerata legge Pica del 25-08-1863 iniziò la deportazione sabauda dal meridione. Il trio che fu l’artefice di questa infamia furono il governo di Marco Minghetti, il ministro dell’interno Ubaldino Peruzzi, e Silvio Spaventa segretario Generale del ministero dell’interno.
Una affermazione del presidente del consiglio Marco Minghetti fa capire come la pensavano tutti i politici a casa Savoia: “…nella sua gran maggioranza fiacca, indifferente, corrotta, piena di sua importanza, un paese di codardi da tenere con la forza e il terrore della forza. Contro la ribellione meridionale l’unico rimedio è-truppe, truppe, truppe-“.
Silvio Spaventa fu fedele esecutore del regime sabaudo con lo fu Adolf Eichman del regime nazista nello sterminio degli ebrei.
Lavorava dalle cinque di mattina fino alla sera tardi per assegnare al domicilio coatto gli schiavi meridionali, nel gergo burocratico usavano la parola “traslocare”.

Non è diverso oggi che sciolgono i comuni, sequestrano beni, inquisiscono chiunque e decidono i politici qualificati da presentare alle elezioni. Le commissioni hanno nomi diversi, ma il fine è sempre lo stesso.
I lager e i campi di rieducazione risorgimentali hanno cercato di cancellarne il ricordo per l’impossibilità di trasformarli in fenomeni marginali e folkloristici.
In tutto il mondo, dove hanno usato il genocidio per reprimere, hanno chiesto scusa, l’hanno fatto gli americani con gli indiani; l’Australia con gli aborigeni; l’America del Sud con gli indios, persino la Francia ha fatto i conti con i massacri della Vandea, in Italia ancora no. Le scuse della storia non arrivano per il meridione perché il saccheggio è ancora in corso e il Sud è ancora utile come colonia.
Ho saccheggiato tanti libri per scrivere ciò che il meridione ha subito: da “Terroni”, “Giù al Sud”, “Mai più terroni”di Pino Aprile; “I lager dei Savoia”di Fulvio Izzo; “L’invenzione del mezzogiorno”di Nicola Zitara; “Deportati” di Loreto Giovannone e Miriam Compagnino; “Storia di Napoli”di Antonio Ghirelli; “I peggiori 150 della nostra storia”di Gennaro De Crescenzo; “Giustiziateli sul campo”di Raffaele Nigro, e tanti altri.
Seneca scriveva nel suo “Epistole a Lucillo”che saccheggiava Epicuro perché la bellezza appartiene all’umanità; credo che il sapere è patrimonio dell’umanità e tutti devono usarlo per divulgarlo.
Finisco questo scritto adoperando il finale del libro di Nicola Zitara: “Il lavoro senza produzione li ha plastificati moralmente, allontanati dal messaggio cristiano. Sono diventati mafia, ultima disumana ricerca di dignità sociale in un paese che li ha programmati comunità appartata.
Questo paese è un oggetto antico usato dal mare prima della storia. Nessuno può pretendere che cambi facendogli trascinare il carro del Sole. Cambierà soltanto quando Raffaele Cutolo e i Totò Riina di mestiere faranno i ministri invece che i mafiosi”.
Siamo in tanti e non ne abbiamo consapevolezza. La nostra vita fu, è tempo che ritorni ad esserlo di nuovo, o in questo Stato o ritornando alla nostra indipendenza.

Oristano Agosto 2016 De Feo Pasquale
24-08-2016

Ergastolo

Il 10 dicembre nel carcere di Padova ci sarà un congresso sull’abolizione dell’ergastolo, ci saranno 500 invitati, personalità in tutti i settori, tra cui il ministro Orlando e il Capo del DAP Consolo.
Gli organizzatori del giornalino “Ristretti Orizzonti”sono fiduciosi che qualcosa di positivo ne uscirà per dare una spallata a questa pena disumana.
Hanno chiesto un mio contributo scritto. Che ho dato che potete leggere. La cosa importante e che vogliono invitare anche una decina di ergastolani, tra cui il sottoscritto, mi auguro che il ministero dia l’autorizzazione, ma dubito che ciò avvenga.

Congresso sull’ergastolo nel carcere di Padova

Mi chiamo Pasquale De Feo nato a Pontecagnano(SA)il 27-01-1961, sono recluso dal 20 agosto 1983, con una condanna all’ergastolo.
Ho trascorso due terzi della mia vita tra quattro mura, perché ho trascorso circa sei anni in collegio e poi ho iniziato con i carceri dei minori con brevi periodi nei riformatori.
Avevo 14 anni e mezzo quando sono entrato in carcere per la prima volta, sono entrato e uscito quattro volte scontando circa due anni e mezzo nei carceri dei minori.
Attualmente mi trovo in regime di AS-1 da diciotto anni, anche se nel 1998 fino al 2009 si chiamava E.I.V., per la sentenza di condanna della CEDU(Musumeci),gli cambiarono nome, ma nei fatti non cambiò niente; le solite furbate all’italiana.
La mia condanna è scaturita dall’accusa di un’omicidio accaduto nel mio paese. Erano periodi in cui i processi si facevano come ai tempi dei roghi delle piazze, dove l’inquisitore sceglieva i colpevoli, raccontare di cosa sono stati capaci di fare i magistrati per condannarli, e aberrante. Il mio processo non è stato ingiusto perché sarebbe riduttivo.
Per farmi il processo con il vecchio rito, si inventarono un interrogatorio fatto un quarto d’ora prima della mezzanotte del 24 ottobre 1989 a un imputato, il Giudice istruttore dopo aver plasmato l’istruttoria come gli pareva, facendo anche scomparire dei reperti per la perizia del DNA, venne anche a fare il PM in aula, dove il presidente non condusse il processo ma permise di farlo fare al PM con il suo appoggio.
In Appello saltarono fuori i reperti, chiesi la perizia del DNA, la perizia tricologica escluse che il capello poteva essere di uno dei tre imputati. Dalla perizia del DNA ne fecero un verdetto salomonico “La materia biologica era poca per fare il test” strano, i periti i aula avevano detto l’incontrario. Anche se con la perizia tricologica era palese che erano innocenti, invece da prova cardine divenne di terz’ordine.
Potrei raccontare cose allucinanti, come due relatori di due miei processi diversi scrivere la sentenza nel corridoio per far combaciare questa grande impalcatura da dove scaturirono altri processi.
Ero inesperto e hanno fatto quello che volevano, gli avvocati capivano e non hanno fatto niente, pertanto sono più responsabili dei magistrati.
Mi sono macerato per anni, quando ho iniziato a capire che ero stato scelto come colpevole e che il mostro cui ero andato a sbattere – politica – camorra-magistratura –apparati polizieschi dello Stato- ho compreso che non sarei mai riuscito ad avere un giusto processo, troppe erano le pressioni e le distorsioni, il destino è stato avverso, allora mi sono rassegnato e ho trovato la serenità di cui avevo bisogno.
Ho trascorso più di trent’anni in carcere, una intera vita non la si può chiamare esperienza, il tempo trascorso è iniziato con l’attesa dei primi anni, poi è iniziata la speranza, infine si è spenta la luce, non c’erano alternative o si impazziva o bisognava rassegnarsi e crearsi una parvenza di vita, la lettura mi è stata molto d’aiuto, ma quello che mi ha dato quell’ energia per ritornare a vivere è stata la lotta per conservare la mia dignità e far rispettare i miei diritti; su questo devo ringraziare molto Carmelo Musumeci che ha allargato i miei orizzonti di lotta, molto ristretti dall’ottusità del carcere.
Oggi ho raggiunto un equilibrio che mi consente di avere una libertà mentale che per paradosso mi fa sentire un’altra persona, scrivo tutto quello che ritengo giusto, una libertà culturale che mi fa sentire libero.
Il tempo lo passo scrivendo e leggendo, questo mi consente di percepire il tempo in modo costruttivo. Mi dispiace non potermi laureare ma le ristrettezze economiche non me lo consentono.

Gli anni passano anche per noi reclusi, pertanto è naturale che i segni sul corpo si vedono come anche per i sensi, principalmente la vista, ho varie patologie che cerco di tenere a bada.
L’ergastolo è una pena infame, citando un discorso di Aldo Moro “…quando si dice pena perpetua si dice una cosa… umanamente non accettabile”. Lezione Universitaria di Bari nel 1976.
Certi giustizialisti diranno che meritiamo la pena, non voglio fare un discorso di colpevolezza o innocenza, ma di umanità, come dicono tanti giuristi che la pena deve essere umana e non spietata perché lo Stato non deve fare vendetta, per questo sono stati creati i tribunali, ma avere un fine pena, perché in caso contrario è una pena di morte peggiore essendo che non finisce in breve tempo con l’esecuzione, ma è crudele perché dura tutta la vita, una pena di morte che ti tiene in vita.
È una morte oscura, da preferire la pena di morte, almeno non si soffre molto, un attimo e la sofferenza è finita, paradossalmente un atto di umanità.
In Olanda hanno stabilito che se un recluso dopo cinque anni non è recuperato non sarà più possibile, siccome a noi meridionali sono 155 anni che ci hanno abituati al carcere e alla repressione, e tenendo presente la sette giustizialista italica che predica l’odio e buttare le chiavi, credo che 15-20 anni sarebbe una pena adeguata.
Certo, sarei più felice alle variopinte teorie di Marco Travaglio che afferma nel suo giornale “Fatti quotidiani”che un ergastolano sconta sette anni e mezzo ed esce a fine pena, ne avrei scontato già quattro ergastoli, facendo parte della setta giustizialista, gli vengono coperte tutte le corbellerie che dice e scrive, anzi viene fatto passare anche per un grande giornalista.
Non c’è bisogno di uno scienziato per sapere che l’ergastolo è una condanna anche per le famiglie, non solo psicologicamente, ma anche materialmente perché lo Stato con le sue istituzioni mantiene ancora la mentalità della nascita di questo paese, manda i reclusi e principalmente gli ergastolani a centinaia di KM lontani, dissanguando e prostrando le famiglie, esaurendo l’energia e l’amore contribuendo allo sfascio delle famiglie. Non hanno vergogna quando danno le interviste e parlano di tutte le agevolazioni che danno per i contatti familiari. Bugie.
Il Codice Penitenziario non aiuta in nessun modo e né tanto meno il ministero che occupano “militarmente”da burocrati conservatori, non vogliono nessun cambiamento, sia perché hanno una mentalità ottocentesca e sia perché sguazzano nei loro privilegi e non vogliono mollare niente, pertanto se ne fregano delle nostre famiglie e dei nostri bisogni di affettività ma principalmente di un costante contatto familiare. Viene in mente quel detenuto che scrisse su Ristretti Orizzonti che quando era detenuto in Belgio si sentiva padre a tutti gli effetti, venuto in Italia lo trattarono subito da mostro e per dieci anni lo seppellirono vivo nel regime di tortura del 41 bis, solo a Padova ha ritrovato un po’ di serenità.
Il male più oscuro è questo business dei trasferimenti e dei tanti carceri nelle regioni del Nord che servono esclusivamente per l’economia dei loro territori. La territorializzazione della pena, dovrebbe essere uno dei primi atti che dovrebbe fare la politica, ma nella loro testa queste semplici addizioni non ci entrano.
Dovremmo lottare, cosa avremmo da perdere, ci uccidono? Avremmo la libertà in ogni modo. Se non lottiamo noi chi vuoi che lo faccia per noi. Lottare sia per una migliore condizione di vivibilità e sia per fare abolire la pena di morte chiamata ergastolo.
La nostra prima lotta dovrebbe iniziare alle elezioni, far votare un partito che ci sostenga alla luce del sole, e non sottobanco come fanno i politici di destra e sinistra, prima vanno nelle nostre case a chiedere i voti e poi quando escono sul primo palco che salgono arringhiano l’opinione pubblica sulla lotta alla criminalità. Siamo in tanti e purtroppo non lo capiamo, nell’ultimo quarto di secolo hanno arrestato centinaia di migliaia di meridionali, a ognuno corrisponde una famiglia, lascio immaginare quanti voti potremmo racimolare.
L’unico partito che lo fa per principio e la salvaguardia di certi valori, è solo il partito Radicale, pertanto è nel nostro interesse votare questo partito, sia per mantenere la civiltà nelle carceri, sia per fare approvare il reato di tortura e sia per fare abolire la pena di morte chiamata ergastolo.
Oristano agosto 2016 De Feo Pasquale
25-08-2016

Orgogliosi… di essere derubati sic.

Alla discriminazione razzista antimeridionale dei settentrionali non c’è limite, se non avessi certezza che tutto è vero, verrebbe più facile pensare che sono episodi inventati.
Nel Gran Caffè Gambrinus situato a Piazza Trieste e Trento di Napoli, due veneti dopo aver preso il caffè, hanno rubato le tazzine, sono di pregio e molto belle, sorpresi da uno dei gestori e redarguiti a restituire le tazzine, hanno risposto con arroganza dicendo che “i napoletani devono solo essere orgogliosi che dal nord veniamo a derubarvi”. È rimasto allibito.
Ha dichiarato che: “questa gentaglia è convinta che il sud sia una loro colonia che impunemente possono saccheggiare. Una arroganza incredibile, che denota come l’idea di poter venire nelle nostre terre a saccheggiarci o riempirci di rifiuti tossici come hanno fatto tanto aziende del nord in passato è radicato nella testa di questa gente. Noi dovremmo addirittura ringraziarli perché ci derubano”.
Continua uno dei titolari, “ogni anno ci derubano oltre mille tazzine da turisti prevalentemente del nord Italia. Quando li cogliamo in fallo mostrano sempre arroganza”.
Sono piccole cose ma denota che è talmente radicato il razzismo antimeridionale anche dopo un secolo e mezzo, che per loro noi siamo come gli africani durante la colonizzazione dell’Africa.
Se non alziamo la voce ribellandoci, non cambierà mai questa mentalità, e saremo sempre costretti a elemosinare ciò che ci aspetta di diritto: “la nostra dignità di popolo”.
26-08-2016

Lo scioglimento dei ghiacci

L’inquinamento globale ha raggiunto termini allarmanti, ma non viene data la giusta rilevanza mediatica, perché i media mondiali sono in mano ai maggiori inquinatori, sarebbero le multinazionali del petrolio, dell’auto e degli allevamenti.
Il Alaska il villaggio di Shishmaref, a nord dello stretto di Bering, è il primo comune che è costretto a spostarsi per via dello scioglimento dei ghiacci a causa dello scioglimento dei ghiacci a causa del riscaldamento e di conseguenza lo scioglimento dei ghiacciai.
Causa scioglimento il mare rimane ghiacciato di meno, le onde hanno eroso la costa e pertanto sta minacciando il villaggio. Anche il permafrost(terreno ghiacciato)fa lo stesso, questo comporta che ogni anno le onde si portano via 26 metri di costa. Negli ultimi anni ne sono spariti 914 metri.
Gli abitanti del villaggio –eschimesi inupiat- hanno deciso di spostare il villaggio, ancora non hanno deciso se rimanere all’interno dell’isola.
Shishmaref si trova su una piccola isola costiera.
Queste sono avvisaglie, come le isole dell’oceano Indiano le Maldive che con il riscaldamento globale e l’innalzamento delle acque, la quasi totalità delle circa duemila isole saranno sommerse.
Ormai l’interesse è superiore a qualsiasi cosa. Speriamo che trovano una seconda Terra, così sappiamo dove andare quando questa non sarà più abitabile.
27-08-2016

Avere un tesoro senza saperlo

Nell’isola di Palawan nelle Filippine un pescatore circa dieci anni fa aveva trovato durante la sua pesca, una perla dal peso di 35KG.
Ignaro che si trattasse di una perla di valore, l’aveva messa in casa come porta fortuna.
Dovendo cambiare casa per un incendio, aveva preso la perla e portata nell’Ufficio del Turismo di Puerto Princesa per consegnarla.
Si scopre che questo gioiello inestimabile vale circa 100 milioni di dollari.
Negli anni trenta era stata pescata una perla record di 6,4KG, l’esemplare era stato chiamato la perla di Allah, sempre nelle acque dell’isola di Palawan.
Questo pescatore aveva un tesoro in casa e non lo sapeva, chissà se l’Ufficio a cui ha consegnato la perla gli darà una quota della vendita della perla, in caso contrario sarà una beffa.
28-08-2016

A volte… ritornano

A volte ritornano, forse meglio dire ritornano sempre. Un militare di Scafati in provincia di Salerno, Francesco Raiola fu arrestato il 20 settembre 2011 su richiesta del PM del Tribunale di Torre Annunziata(NA) Diego Marmo.
Il militare viene arrestato per traffico di droga, una sua telefonata viene strumentalizzata, le mozzarelle vengono prese per stupefacenti.
Dopo quattro anni viene prosciolto, viene mandato il processo per competenza al Tribunale di Nocera in provincia di Salerno, dove viene prosciolto.
Nel frattempo ha perduto per decaduti diritti morali il suo posto nell’esercito. Aveva partecipato a due missioni nel Kossovo e una in Afganistan.
Per tutto lo stress patito per i quattro anni tra carcere e sotto inchiesta, gli è venuto un Melanoma maligno.
Ha chiesto indennizzo e gli sono stati riconosciuti solo 41.000 euro.
Il senatore Giuseppe Esposito di Angri sempre in provincia di Salerno, ha fatto interrogazione parlamentare affinché Raiola venga ripreso nell’esercito e gli venga dato un giusto indennizzo, ma anche che il PM paghi per quello che ha fatto.
Come sempre il PM non pagherà niente, loro hanno l’aureolo dell’impunità.
Qualcuno non ricorderà questo nome Diego Marmo, ma questo signore era il PM di Enzo Tortora, il caso mediatico più famoso, un errore giudiziario alimentato da questo signore e altri. Nessuno di loro ha chiesto scusa, tranne uno solo(ora mi sfugge il nome)dopo trent’anni, ora fa l’avvocato, forse l’ha fatto anche per questo. Nessuno di loro ha pagato per il caso Tortora.
29-08-2016

Fulmini

Certe volte si apprendono delle notizie che hanno dell’incredibile ed è anche molto difficile crederle.
In Norvegia un fulmine ha fatto una strage di renne, uccidendone circa trecento. Doveva avere una potenza enorme, perché se erano persone sarebbe successo la stessa cosa.
Una volta ho letto che l’energia di un fulmine, può dare elettricità per un anno intero a una città come New York.
Trovare il modo di sfruttarli sarebbe la soluzione a tanti problemi, finirebbe la parte consistente dell’inquinamento; si potrebbe eliminare la siccità del mondo, si potrebbe dissalare l’acqua del male senza riserve per via dei costi eccessivi attuali; finalmente tutta l’energia si toglierebbe dalle mani delle multinazionali del petrolio.
Ma non credo che qualche scoperta del genere sia a breve, ci vogliono almeno altri venti anni.
L’istruzione in carcere

Un amico mi ha passato uno scritto che i suoi famigliari avevano estratto dal sito del ministero, cinque pagine scritto in modo fitto e piccolo.
L’ho letto subito, alla fine ho pensato che una normale persona che lo legge, crederà che in carcere abbiano tutte le agevolazioni economiche per l’università, in più che sono tanti i carceri che agevolano lo studio.
Cosa strana i due carceri dove sono stato aiutano in modo significativo, non sono neanche stati menzionati. L’Università di Urbino e quella di Parma.
La verità è che a parte qualche piccola realtà, tutto il resto è affidato alle possibilità economiche del recluso, inoltre non ci sono aiuti e agevolazioni per lo studio, bisogna arrangiarsi.
Come fanno a scrivere queste cose così palesemente false, niente cella singola o altro, tutto è alla volontà del recluso.
Per esempio io non ho potuto continuare l’università non potendo sostenere le spese economiche, ho dovuto sospendere, e fino a quando non arrivo in un carcere dove c’è nella città l’università come quella di Urbino che dava borse di studio e mandavano gli studenti dottorandi a venirci ad aiutare, oppure come a Parma che venivano professori volontari a prepararci per gli esami.
Qui a Oristano non ci danno neanche un paio di cuffie per assorbire il rumore e poterci isolare. Essendo due in cella, dovrebbero darci la possibilità di convivere. Se uno dei due vuole dormire, l’altro ha il diritto di poter vedere la TV. Viceversa se uno vuole studiare ha diritto di potersi isolare senza farlo pesare all’altro che vorrebbe vedere la TV. Pertanto siamo ancora a queste piccolezze, come possono scrivere una realtà che non esiste. Oristano è solo uno delle centinaia di carceri con regole astruse, burocratiche e dispotiche.
Al ministero dovrebbero rivoltare le carceri come un calzino se vogliono veramente dare una svolta di riforme civili scandinave.
31-08-2016

Antigone

Un amica mi ha mandato un manifesto di Antigone, una associazione che si interessa dei diritti violati dalle varie polizie.
La tortura esiste ma il reato no!
Non potevano sintetizzare meglio questa ferita inferta alla civiltà del paese. Ormai sono nomi che la maggior parte della popolazione conoscono: Diaz, Bolzaneto, Pianosa, Asinara, Asti, Poggioreale(NA) e tanti altri luoghi, tra carceri e caserme.
È riuscita a passare indenne Pianosa, Asinara, Poggioreale(NA)e altri, ma per la scuola Diaz al G8 di Genova del 2001 l’Italia è stata condannata per tortura dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Per la caserma Bolzaneto sempre al G8 di Genova del 2001 e al carcere di Asti, lo Stato voleva pagare i torturati con 45.000 euro, qualcuno ha accettato ma la maggioranza ha rifiutato portando l’Italia in giudizio dinanzi alla CEDU per farla condannare per tortura.
Ricordo che la Corte di Cassazione scrisse nella sentenza di condanna che “erano stati sospesi i diritti umani per la prima volta dalla seconda guerra mondiale”.
Ora tutto l’apparato della repressione che comprende un po’ tutte le polizie, funzionari delle istituzioni e politica, stanno cercando di annacquare la legge del reato di tortura, che l’Italia dovrebbe legiferare dal 1988 quando ha firmato la convenzione con l’ONU.
Istituendo il reato di tortura dovrebbero subito abolire il 41 bis e l’ergastolo, finirebbero tutti gli abusi da parte delle direzioni delle carceri che sono come delle baronie feudali, certe dell’impunità perché tutto il sistema protegge per mantenere lo status quo.
Antigone ha messo in piedi una bella iniziativa, anche se sarà difficile che la spuntano. Entro il 2020 vorrebbero che il 20% del bilancio dell’Amministrazione Penitenziaria venga speso per le misure alternative alla pena.
Sarebbe un atto di volere dimostrare che si vuole cambiare il modello penale, ma temo che le forze conservatrici e privilegiate che attingono dal budget del ministero della giustizia come fosse un pozzo di san Patrizio, faranno di tutto affinché nulla cambi.
Il pessimismo proviene da tanti forse troppi anni di carcere, ma bisogna sperare per non spegnere la luce che è in noi.
01-09-2016

Lo vogliono torturare

Francesca mi ha mandato questo articolo sulla tortura scritto da lei, siccome lo ritengo migliore di qualsiasi discorso, perché usa parole come un rasoio per far capire che il discorso della tortura riguarda tutti noi, nessuno escluso.
Le parole… sembra proprio che a volte facciano tanta paura, per tutta la storia che sottendono. Tanta paura da far venire l’idea, per difendersene, di provare a distorcere il significato. Quale tentazione più forte in un paese in cui legulei tanto Manzoni nella figura dell’avvocato Azzeccagarbugli, così pronto a mescolare carte e parole, per tirar fuori dai guai chi ha fatto qualche bravata di troppo…
“…Purché non abbiate offeso persona di riguardo, intendiamoci, m’impegno a togliervi d’impiccio: con un po’ di spesa, intendiamoci. Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a sapere ben maneggiare le grida, nessuno è reo, e nessuno è innocente.(…)
Pensando e ripensando al tanto agitarsi del nostro parlamento intorno alla parola “tortura”… che a quasi trent’anni dalla precisa definizione che ne ha dato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura(che l’Italia ha ratificato)oggi nel nostro paese ancora sembra non sia chiaro cosa debba intendersi. È davvero imbarazza ripercorrere il dibattito che c’è stato.
Solo un appunto, per ricordare che si era passati da una prima versione in cui per “individuare”il delitto si richiedevano “violenze e minacce”, ad una in cui occorrerebbero “minacce gravi e violenze reiterate”e la necessità di un “verificabile trauma psichico”, in luogo delle “acute sofferenze psico-fisiche”previste in origine. Roba da legulei, appunto, e piuttosto in malafede.
Mi fermo solo un punto: la tortura sarebbe reato se c’è violenza reiterata. Distinguendo dunque da tortura diciamo “semplice”(una tantum).
Come dire:se si è pestati a sangue, se si è obbligati in “posizione vessatoria di stazionamento o di attesa”, da distinguere dalla “posizione vessatoria di transito”… se si è costretti ad accucciarsi a quattro zampe come un cane e percossi con calci nel sedere, percossi alla testa, ai genitali e alle gambe(scusate la mancanza di fantasia, ho ripreso la testimonianza dei ragazzi a Bolzaneto), ma questo accade una sola volta… non è tortura! Magari solo un po’ di cattiveria…
Per assurdo, ma neanche poi tanto, se la logica è questa, si potrebbe arrivare a ipotizzare tipologie di “torture-non-torture”:chiudiamo ad esempio una persona in una stanza, lasciamo che ogni giorno passi qualcuno, ma che sia ogni giorno una persona diversa, a infliggere al malcapitato una quota di violenza… la responsabilità penale è personale, sarà pure tortura la sommatoria delle violenze che la disgraziata vittima subisce, ma difficile, praticamente impossibile, imputare qualcuno del relativo reato.
Vedete? Non è difficile entrare nella mentalità del “leguleio”…
Eppure neanche questo è bastato. Di tortura nel nostro ordinamento ancora non si può parlare. Tutto è rinviato. Ma rimane il voler fare scempio del significato delle parole.
Eppure, “i vocaboli non mutano le cose, ancorché facciamo confusione nelle parole, e negli animi di chi non intende più oltre” (citazione da una lettera di Giovanni Della Casa).
Ancorché si faccia confusione nelle parole… la sostanza delle cose è il pensiero, neanche nascosto da parte di chi si oppone all’introduzione dell’impronunciabile reato, che perfino con tutti i “correttivi”ideali, l’introduzione del reato di tortura legherebbe troppo le mani alle forze dell’ordine perché potrebbe comprimere “l’operatività”[…]nel contesto complesso nel quale dovrebbe venire a trovarsi.” Come dire: lasciateci mano libera e non pretendete che si vada troppo per il sottile, se dobbiamo mantenere l’ordine… Che può essere, che non è, pensiero a cui tutti, nelle forze dell’ordine, s’informano.
Una parentesi. Personalmente sono convinta, da quando della vita in carcere ho letto e ascoltato un po’, che introdurre il reato di tortura comporterebbe il ripensamento di tempi e modi di tante nostre detenzioni “speciali”… Ma su questo si tornerà in altra occasione.
A un gatto randagio che salta dai “classici” cartoon(che linguaggi di mezzo non ne conosce) viene in mente un Carosello che imperversava a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta… la serie di avventure del pirata Salomone che con la sua ciurma scorazza per i mari alla ricerca di tesori nascosti. La trama grosso modo sempre la stessa: ogni volta i pirati fanno prigioniero un nemico che non vuole rivelare dove si trovi il tesoro.
E ogni volta l’impaziente pirata Mano di Fata, sollecita: “Capitano, lo vogliamo torturare?”.
Per fortuna Salomone è pirata pacioccone, e ogni volta lo trattine: “Porta pazienza…”e spiega che per far aprire la bocca al prigioniero c’è un metodo secondo lui migliore e sicuramente più raffinato della rozza tortura:una dolcissima amarena.
Ma non è più tempo di amarene. Quanto pacioccone sarebbe oggi il capitano Salomone? “Porta pazienza… magari direbbe- torturiamo appena appena… uccidiamo poco poco… una volta sola…”
Un pensiero, alle immagini tremende di vittime che tutti abbiamo visto. Pensando anche a quelle di cui poco o nulla si sa, intorno alle quali non si è mossa l’attenzione che parenti coraggiosi(madri, sorelle che non si arrendono)hanno saputo smuovere. Che magari una sola volta sono stati malmenati, una volta solo soffocati. Che una volta sola sono morti.
La discussione in parlamento sull’introduzione del reato di tortura va dunque in vacanza. Ma sono tanti a ricordare che, anche se è estate, il dolore non va in vacanza, né dovrebbe la giustizia…
02-09-2016

Partito radicale

I radicali con l’associazione “Nessuno Tocchi Caino”a loro collegata, hanno organizzato il loro congresso nel carcere di Rebibbia di Roma.
Avevano invitato anche 44 detenuti iscritti al partito radicale. Il segretario dell’OSAPP Leo Beneduci del sindacato della polizia penitenziaria, ha subito denunciato il caso; non perdono mai occasione per mettersi in mostra.
La motivazione è che radunare tutte queste persone pericolose, nuocerebbe alla sicurezza del carcere di Rebibbia.
Premesso che a Rebibbia c’è una sezione del regime di tortura del 41 bis, inoltre ci sono anche e sezioni alta sicurezza, pertanto non stiamo parlando di un piccolo carcere che non abbia esperienza, ma la bufala è che 27 venivano dal carcere di Opera, il rimanente dal carcere di Parma e Voghera, pertanto non è che venivano da tanti carceri. Se fosse come dice questo signore, i 27 reclusi del carcere di Opera dovrebbero essere divisi in varie carceri.
Non contento ha dichiarato che si augura che il convegno non sia il tentativo di annacquare il 41 bis, lo difende perché ormai è diventata una mangiatoia e uno strumento per mantenere i loro privilegi e poltrone.
Il ministro dando credito alla realtà della situazione al DAP, che comandano i sindacati della polizia penitenziaria, subito ha negato il trasferimento.
Quando i dinieghi osservano una regola ottusa, quella di tenerci lontano dalla vita sociale, anche se non voleva trasferirli, poteva autorizzare la videoconferenza, ma non vogliono che facciano i cittadini, ci preferiscono malavitosi, così possono continuare ad agitare l’insicurezza e la paura per un modello sicuri tate e repressivo.
La videoconferenza la usano per i processi, ma non la possiamo usare per i colloqui e per partecipare a congressi o iniziative culturali.
Se non cambia questa mentalità, nessuna riforma potrà mai essere fatta.
03-09-2016

Santo Stefano

Vicino Ventotene c’è l’isola di Santo Stefano dove durante il Regno delle Due Sicilie costruirono un carcere che per l’epoca era moderno.
Durante il meeting tra Renzi, Merkel e Holland per decidere il futuro dell’Europa dopo l’uscita dell’Inghilterra. Renzi ha dichiarato che il carcere di Santo Stefano diventerà un campus universitario europeo.
Ogni anno l’associazione Liberarsi insieme a tanti volontari va sull’isola di Santo Stefano per visitare il cimitero degli ergastolani.
Fino a pochi decenni fa, gli ergastolani che morivano in carcere venivano seppelliti senza nome. L’addetto al cimitero ha conservato tutti i nomi delle tombe, e trasmesso tutto al figlio che ora è il guardiano del carcere e del cimitero. Questo ha consentito già dare sepoltura a un ergastolano tramite l’associazione Liberarsi.
Ora se Renzi vuole fare un campus universitario, il cimitero andrà perso, per questo motivo ho scritto a Giuliano Capecchi di organizzare qualcosa per far dare una degna sepoltura nei loro paesi informando i loro parenti.
Mi auguro che ci riesca, in caso contrario saranno uccisi per la seconda volta.
04-09.2016

Costarica

Ieri ho visto una trasmissione su Dmax, parlava di un Tucano che la violenza degli uomini gli aveva staccato il becco superiore, salvato da persone amanti degli animali, era diventato il simbolo di una campagna per l’approvazione di una legge contro il maltrattamento di tutti gli animali.
Gli alunni di una scuola hanno fatto una raccolta di firme e presentate al Presidente della Repubblica. Una bella scena vedere alcune alunne di una decina d’anni consegnare le firme al Presidente.
Usando del nailon in polvere, con una stampante 3D, hanno creato il becco del Tucano e con un operazione glielo hanno attaccato, non l’hanno colorato per lasciarlo al naturale.
Il Costarica è l’unico paese al mondo che ha abolito l’esercito, l’unico ad aver sostituito con l’energie rinnovabili il suo fabbisogno energetico, ha enormi parchi nazionali per tutelare la sua immensa biodiversità di flora e fauna, adesso se legifera una legge contro i maltrattamenti degli animali, credo che tutti i paesi dovrebbero prendere spunto ed imitare il Costarica per un futuro migliore per l’umanità.
05-09-2016

Monastero di Santa Chiara

Da oltre sei anni mi scrivo con le monache cappuccine. Quando mi trovavo al carcere di Parma durante le feste ci scrivevano una lettera, e da allora ho preso questa corrispondenza.
Gli ho fatto mandare una copia del mio libro sul 41 bis,(Le cayenne italiane. Ed. Sensibili alle foglie), uscito da poco tempo, mi hanno scritto una bella lettera, per la prima volta l’hanno fatto a penna, condividendo tutto quello che ho scritto e l’insieme del libro.
Sapevano già qualcosa del regime di tortura del 41 bis, credo avendolo letto nel libro di Carmelo Musumeci. Hanno scritto che è realmente scandaloso e ributtante.
Mi hanno fatto i complimenti per l’introduzione, l’hanno ritenuto molto coraggiosa, perché ho dato una lettura politica dei fatti controcorrente, ma che nella coscienza popolare non trova credito.
Menzioniamo il Manzoni: “il popolo va dietro a chi grida al momento”. Abbiamo il sentore di vero inganno, ma non abbiamo come difenderci.
È stata una soddisfazione sapere che ho toccato nel segno, perché dopo trent’anni di carcere la realtà è filtrata attraverso i media, che purtroppo invece di informare disinformano la popolazione, e potevo sbagliarmi sugli eventi accaduti.
Hanno inviato in dono 100 euro all’Associazione Liberarsi.
Hanno fatto un elogio ai valdesi, perché con l’otto per mille finanziano il progetto “l’evasione possibile”, libri scritti da noi detenuti.
06-09-2016

La solidarietà

Oggi leggo nella cronaca di Nuoro, che i detenuti hanno fatto una raccolta di fondi per i terremotati del centro Italia.
L’articolo è di pregio perché è stato scritto con il cuore, hanno evidenziato la solidarietà dei reclusi, anche se la cifra è modesta, l’importante è il gesto.
Con la nuova direttrice Pesenti, Nuoro, si può dire che sia entrata nella civiltà europea, pertanto questi gesti sono agevolati.
Diversamente sa Oristano che ha una burocrazia accentuata e pelosa, abbiamo fatto anche noi la raccolta di fondi per il terremoto, ancora devono scaricarli, mi auguro che vengano inviati, ho qualche dubbio.
E talmente radicato questo potere del carcere di Oristano, che anche dopo una circolare del Ministero che ha recepito le nostre richieste, nulla è cambiato, anzi per certi versi su alcune cose è peggiorato.
07-09-2016

La prepotenza istituzionale

Ormai certe aziende private sono talmente arroganti per le loro protezioni politiche, che ritenerle illegali si può essere accusati di diplomazia, perché non è la realtà.
In una località del nuorese che si chiama Decimoputzu, c’è un allevatore Giovanni Cualbu che ha un azienda agricola con cento ettari di terreno dove pascolano 1800 pecore, questa attività va avanti da quattro generazioni.
La ditta Flumini Mannu LTD, società con sede legale a Londra e domicilio a Macomer, riconducibile all’holding Angelantonio, colosso che si occupa anche di energie rinnovabili.
Il ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale dell’impianto solare termodinamico di Flumini Mannu, esteso per 270 ettari, tra i territori di Villasor e Decimoputzu, se venisse realizzato sarebbe uno dei più grandi d’Europa.
Nel mezzo ci sono i terreni della famiglia Cualbu, insieme a qualcun altro che non hanno ceduto alle lusinghe e ai soldi offerti dalla Flumini Mannu LTD.
La Flumini Mannu è stata costruita ad hoc ed è rappresentata da un architetto locale, Luciano Virdis.
Il rifiuto ha fatto scendere in campo anche la sindaca locale di Fonni, che ha dichiarato: mentre sono tutti in ferie, in pieno stile italiano, il progetto ha subito un’accelerazione di firme e autorizzazioni, con la speranza che tutto passasse sotto silenzio.
L’allevatore forte dell’appoggio del consiglio comunale e del paese, ha raccontato quello che è successo, si sono presentati a casa sua con una valigetta piena di soldi, prima volevano affittare i terreni, ricevuto il diniego. Hanno tentato con l’esproprio ritenendolo un progetto di pubblica utilità.
La pubblica utilità è una scuola, un ospedale, una strada ecc., non un progetto energico di una ditta privata.
Non sono solo in questa loro battaglia, ci sono gli ecologisti, Coldiretti e la stessa regione Sardegna che aveva già espresso parere negativo al progetto.
Tra due privati non può esserci “la pubblica utilità”, sarebbe anticostituzionale, sarebbe un principio che darebbe la possibilità a questi grossi gruppi di fare il bello e il cattivo tempo con la gente, una sorta di Far West “legale”.
L’architetto Virdis con convinzione(sarà pagato bene)porta avanti la sua lotta per espropriare i terreni, perché secondo lui la legge è dalla sua parte, perché la pubblica utilità sarebbe previsto dalla legge anche in casi come questi, di proprietà privata.
La prepotenza del potere non conosce la legalità, ma solo l’interesse, e per arrivare ai loro fini sono pronti a passare su tutto e tutti. Altro che criminalità.
08-09-2016

Schiavitù americana

Negli Stati Uniti c’è un sistema carcerario che ammette la schiavitù… diciamo democrazia, i detenuti devono lavorare con una paga misera, ed è obbligatorio.
C’è un apparato industriale e agricolo che sfrutta i detenuti come schiavi, tutto legalizzato con la copertura della Costituzione. Il 13° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti permette di mantenere l’eccezione della schiavitù nelle prigioni statunitensi. Dichiara che: “negli Stati Uniti non deve esistere né schiavitù né schiavitù involontaria, tranne come punizione per un crimine per il quale una persona sia stata debitamente condannata”.
Se un detenuto non svolge i compiti come vogliono le guardie vengono puniti. Hanno sostituito la frusta con gli spray anti-aggressione, ma parecchie torture rimangono le stesse: isolamento, strumenti di contenzione, spogliati e i loro corpi frugati come fossero animali.
La schiavitù è viva e vegeta in tutti gli Stati americani. I detenuti di tutte le carceri hanno detto basta, hanno organizzato una protesta per abolire la schiavitù negli Stati Uniti.
Hanno lanciato un appello affinché lascino i raccolti marcire nelle piantagioni e i detenuti non devono più collaborare con le istituzioni che li rinchiudono e li fanno fare gli schiavi.
I reclusi americani per organizzare lo sciopero hanno superato le barriere razziali che impedivano l’unione per opporsi ai tanti soprusi del sistema penitenziario.
Credo che lo stipendio che gli viene dato, sia uguale a quello che percepiamo noi in Italia, una miseria da schiavi.
09-09-2016

L’oro di Napoli

L’archivio storico del Banco di Napoli ha diciassette milioni di nomi e cognomi con la loro storia, che parte dal 1539 fino alla metà del Novecento, formano l’archivio bancario più grande al mondo.
Questo immenso deposito di memoria è stato restituito alla città, si trova nei quattro piani del Cinquecentesco Palazzo Ricca in Via dei Tribunali, nelle 330 stanze sono confluiti nel Seicento tutti gli archivi degli otto banchi napoletani, sono conservati 300 milioni di documenti in oltre 60 mila faldoni.
Il custode-sacerdote di questo tempio del tempo è Eduardo Nappi, da 53 anni responsabile dell’archivio. Nel 1963 quando prese in consegna l’archivio, ovunque c’erano cumoli di fascicoli, lui ha fatto emergere storie di vita bancaria quotidiana, come quella di Caravaggio che il 6 ottobre 1606 ritira 200 ducati offerti da Nicola Radulovich per una “Madonna con bambino”da consegnare entro dicembre dello stesso anno.
C’è un esercito di nomi sconosciuti ma anche tante celebrità storiche. Spesso i debiti non venivano saldati, come fece Garibaldi che nel 1874 chiese per suo figlio Menotti un fido per una somma corrispondente agli attuali 70 mila euro. Il debito non verrà mai pagato. Il Banco di Napoli con un atto di generosità nel 1883 gli estinse il debito.
C’è tutta una storia di circa quattro secoli da tirare fuori. Può evidenziare la prosperità napoletana, prima e dopo lo spartiacque del 1860.
10-09-2016

Kurdistan

Un kurdo dal carcere scrive: “Quando i kurdi non verranno più perseguitati. Quando la regione kurda non sarà più ridotta in un bagno di sangue, sottoposta a ferro e fuoco. Quando non esisterà più la repressione brutale della libertà d’opinione e di pensiero. Quando Erdogan nel suo palazzo e la sua banda aggiungeranno allo loro ideologia razzista “uno stato, una nazione, una bandiera, una lingua”, non anche “solo una voce”e quando riusciranno a considerare la polifonia non come “terrorismo”.
In ogni caso io posso fare affidamento su un processo onesto. Su di noi è calata la pesante democrazia dell’Europa di oggi. Questa pesantezza ci ricorda la spada degli ottomani. Senza dubbio non piegheremo la testa di fronte a questa spada. Sopportiamo il dolore. Possiamo anche lasciarci la vita. Ma piegarsi non è parte della discussione.
I kurdi non hanno altra scelta che combattere, sono costretti dallo stato turco ma principalmente dal dittatore Erdogan, che con l’appoggio del mondo Occidentale, suo complice di questo genocidio che continua da un secolo.
Se fossi kurdo combatterei. Onore a questo popolo fiero e indomabile.
11-09-2016

Papa Francesco

Ho scritto questa lettera nell’occasione dell’invio del mio libro uscito da qualche mese.
Carissimo Papa Francesco
Sono un recluso ergastolano ristretto dal 1983, in tutti questi anni ho provato tutte le “delizie del sistema carcerario italiano.
Mentre leggevo il racconto su Mons. Vladimir Ghika dalle Chiese dell’Est, ho pensato di scriverti.
La Via Crucis di questo santo avvenuta nel dopoguerra, sembra un tempo tanto lontano, invece nella civilissima Italia, queste torture sono l’attualità.
Il mese scorso è uscito il mio libro che ti invio, improntato sulle due isole che hanno incarnato la ferocia della persecuzione subita da Mons. Ghika e il clero rumeno.
Ma, il diavolo non è mai stanco di escogitare nefandezze per dispensare sofferenze dove trae la sua linfa malvagia.
Chiuse queste due isole incarnazione del diavolo, hanno costruito due sezioni all’interno dei nuovi carceri di Sassari e Cagliari, per il regime di tortura del 41 bis.
Da circa un anno hanno aperto Sassari; Cagliari ancora no.
La sezione è sotto terra, senza finestre pertanto senza luce e aria naturale, tutto ristretto in pochi metri quadrati per quattro persone, che nella stragrande maggioranza sono condannati a morte con la pena dell’ergastolo. Nessuno di loro ne uscirà sano di mente.
Il cappellano del carcere di Sassari, anche autorizzato, non visita questi reclusi, li ritiene una sorta di lebbrosi da evitare.
Mi chiedo dove sono tutti quei parlamentari che si ritengono cattolici, che per avere risonanza mediatica si comportano come i fondamentalisti islamici che invocano la legge del taglione. Lo fanno solo per i voti.
Sono sepolti vivi con la pena di morte, ma anche materialmente e in più torturati. Nessuno se ne occupa perché la setta giustizialista li ha mostrificati a tal punto da inculcare nella gente, che non hanno nessun diritto, pertanto possono essere torturati.
Tu sei un pastore, forse meglio dire il “Pastore”, non puoi abbandonare un gruppo di pecore il cui vello è stato dipinto di nero dalla discriminazione razzista antimeridionale.
Confido in te per addolcire il cuore di questi carnefici che “legalmente”fanno torturare queste persone.
La tortura è un crimine contro l’umanità, tu stesso l’hai affermato.
Sarebbe un segnale forte se la Chiesa cattolica istituisse un giorno dedicato alla tortura. Anche per dare l’esempio alla classe politica italiana che dopo aver firmato i protocolli internazionali, ancora deve inserire il reato di tortura nel Codice Penale.
Sei una bella persona, un vero uomo, e un grande Papa, peccato che la tua visione di politica mondiale, ti impedisce di sentire le grida di sofferenza nel tuo giardino.
Tenendoti nei miei pensieri migliori, ti abbraccio forte con tutto l’affetto del mio cuore, con l’augurio che il sole della vita non ti abbandoni mai.
De Feo Pasquale

Oristano 12 settembre 2016
12-09-2016

Una studentessa sarda

Stamane leggo un articolo sulla Nuova Sardegna, su una studentessa di Monastir in provincia di Cagliari. Questa ragazza di appena sedici anni ha già due titoli: la maturità americana e il prestigioso diploma di International Bacchalaureate. Un passaporto globale per gli studenti del XXIsecolo, accettato in tutti i paesi del mondo.
Si chiama Marcia Viola, risiede a Monastir, dopo il ginnasio ha deciso di provare l’avventura degli Stati Uniti. Al Campus Ef di New York dove ha studiato, è stata la più giovane allieva del corso, a cui è stata ammessa prima dei 15 anni. Il motivo è stato scritto nel suo curriculum:a13 anni aveva già ottenuto la certificazione Cambridge per la lingua inglese, a 14 anni la Delf B2per il francese.
Negli States contano anche i meriti sportivi: è agonistica di vela allo Yatch Club Cagliari, è cintura marrone di judo, pratica il nuoto e lo sci alpino. Appassionata di musica è stata scelta come primo violino al gran concerto per la graduation, la festa di diploma tenutosi alla Spellman Hall di New York davanti a mille persone.
Piazzandosi tra i 20 migliori allievi del college, gli è stata riconosciuta dal governo americano una borsa di studio quadriennale di 17 mila di dollari l’anno per continuare gli studi in America.
Alla fine di agosto ha lasciato Cagliari ed è volata al Manhattan College a New York.
Ha dichiarato che in Italia c’è un fosso che separa i professori dagli studenti, uno e alla cattedra e gli altri sono ai banchi. Negli States il rapporto è molto confidenziale. Non ci sono sconti, le regole vanno rispettate o sei fuori.
Non ci sono le coperture della privacy, sono tutti on line. Se le università vedono che vai forte ti mandano mail già al penultimo anno di liceo, ti corteggiano.
Sono fiera di essere italiana, fuori ci disprezzano come sistema, ma ci apprezzano come individui. Sono andata fuori perché l’Italia ha smesso di pensare ai giovani.
La sua intervista finisce con una bella frase che fa riflettere: “Una madre(patria)che costringe i suoi figli ad andarsene per poter vivere non è più una madre”.
Ho visto un notiziario che ha dato la notizia, ha dato risalto alla ragazza per le sue doti, ma l’unica cosa che non ha detto, è stata la frase che all’estero ci disprezzano per il nostro sistema, la censura ferrea del potere e attenta anche a questi particolari.
All’estero dovrebbero sapere che anche noi italiani disprezziamo questo sistema criminale.
13-09-2016

La routine

Quando in carcere la routine la fa da padrone, e la prigione funziona bene per le autorità, significa che va tutto male per i detenuti.
La regolamentazione estrema che toglie ogni sensazione di umanità, robotizza i reclusi e li costringe a crearsi una maschera per salvaguardare almeno la dignità.
Purtroppo, come il pesce puzza dalla testa, così anche nel sistema penitenziario è la cima della piramide che permette ogni sorta di sopruso da parte dei funzionari che gestiscono il singolo carcere.
Sulla carta il codice penitenziario è uno dei migliori al mondo, ma nei fatti è in balia dell’interpretazione di direttori che per limitare i diritti dei detenuti, si inventano qualsiasi stupidaggine per restringere la vivibilità dei prigionieri.
Il direttore che applica nella quasi totalità il codice e di suo ci mette l’umanità, viene attaccato ferocemente dai sindacati della polizia penitenziaria, perché i diritti dei detenuti portano più lavoro alla polizia penitenziaria, e siccome è diventata una consuetudine, come fosse un diritto acquisito, che la polizia penitenziaria deve fare meno lavoro possibile.
Con il ricatto e la paura stanno plasmando i reclusi come un gregge di pecore. Vengono ascoltati solo quando protestano, in caso contrario tutte le rimostranze per iscritto hanno poco credito verso le autorità, perché gli scritti sono controllabili dal sistema, viceversa non lo sono gli scioperi e le proteste.
Sarebbe bello uno sciopero nazionale come quello organizzato dai detenuti in America, sono sicuro che finirebbero le baronie feudali che inquinano in modo eccessivo il sistema penitenziario.
14-09-2016

La grande spartizione

Ogni due mesi gli amici di Ampi Orizzonti mi mandano l’opuscolo OLGA, dove ci sono scritti di politica internazionale, interviste di compagni sui luoghi dove ci sono guerre e repressioni, come ad esempio la tragedia kurda, quella siriana, irakena ed altre.
Ho trovato un articolo sulla Libia, come le altre volte ribalta tutte le disinformazioni della Stampa Occidentale, che pensa a coprire ogni malefatta degli Usa e l’UE che si accoda sempre gli americani.
Subito dopo l’omicidio di Gheddafi, le potenze impegnate, tra cui l’Italia, si sono spartite il bottino della grande rapina che hanno commesso:150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati alla sua morte.
Una parte di questi soldi erano stati investiti da Gheddafi per creare una moneta africana, in alternativo al dollaro e al franco Cfa.
Hillary Clinton convinse Obama a rompere gli indugi, e il Presidente americano, firmò un documento segreto, che autorizzava una operazione coperta in Libia e la fornitura d’armi ai ribelli, compresi gruppi fino a poco prima classificati terroristi, mentre il Dipartimento di Stato diretto dalla Clinton li riconosceva come “legittimo governo della Libia”. Contemporaneamente la Nato sotto comando Usa effettuava l’attacco con decine di migliaia di bombe e missili. Nello stesso tempo attaccato dall’interno con forze speciali, tra cui 5 mila solo dal Qatar.
Smantellarono lo Stato libico, causando una catastrofe sociale, che fino ad oggi ha fatto più vittime della guerra stessa, purtroppo continua e non si sa per quanto tempo ancora.
Nel frattempo si sono spartiti i soldi e le risorse energetiche, ma alle multinazionali statunitensi e quelle europee, questo non basta, mirano anche all’oro bianco. Sotto la Libia, Egitto, Sudan e Ciad, c’è un immensa riserva di acqua fossile. Chiamata “falda nubiana”.
Ricordo che Gheddafi aveva creato un grande acquedotto che trasportava questa acqua potabile per le persone e per l’irrigazione, milioni di metri cubi al giorno estratti da 1300 pozzi nel deserto, per 1600 KM fino alle città costiere, rendendo fertili terre desertiche. Gli americani orchestrarono una campagna contro instillando nelle persone che l’acquedotto serviva per far passare carri armati e altri veicoli dell’esercito, insomma erano per uso militare e non per portare l’acqua.
Forse già allora programmavano il progetto per impadronirsi dell’acqua o forse dell’intera Libia; gli americani fanno progetti a lungo respiro.
Credo che Gheddafi ha fatto la fine di Saddam Hussein, per un solo motivo, abbandonare il dollaro per altra moneta.
Saddam voleva cambiare il dollaro nella vendita del petrolio con l’euro, gli americani hanno invaso l’Iraq, ucciso Saddam e distrutto il paese, ancora oggi gli iracheni stanno pagando le conseguenze dell’infame gesto di Bush.
Gheddafi voleva creare con i suoi immensi fondi economici, una moneta africana nell’ambito dell’Unione Africana, di conseguenza abbandonando il dollaro e il franco, questo avrebbe permesso all’Africa di iniziare a camminare con i suoi passi. L’inizio del pensiero di SanKara: “l’Africa agli africani”.
Il saccheggio del continente africano continua e fanno di tutto affinché niente possa interromperlo. Siccome e a livello industriale, non viene ritenuto un crimine, per lavarsi la coscienza ogni tanto prendono qualche signorotto della guerra e lo processano al Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Gli Stati Uniti lo usano per i loro fini geopolitici, ma non hanno firmato il protocollo, in modo che i suoi militari non possono essere processati.
C’è sempre tanto marcio, dietro ogni operazione di polizia internazionale che ci propugnano i media Occidentali. Purtroppo la gente lo capisce dopo anni quando il misfatto è ormai compiuto.
Il destino della Libia è segnato, le parole sul Corriere della Sera dell’ex presidente ENI Paolo Scaroni, oggi vice presidente della Banca Rotschild(la stessa che finanziò l’invasione di Garibaldi nel Regno delle Due Sicilie): “Occorre finirla con la funzione della Libia, paese inventato dal colonialismo italiano. Si deve favorire la nascita di un governo in Tripolina, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi.
Spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l’obbiettivo di federarsi nel lungo periodo. Nel frattempo ognuno gestirebbe le sue fonti energetiche”.
Questi non rapinano banche, ma paesi interi, disinteressandosi della popolazione. Criminali all’ennesima potenza, ma purtroppo quello che fanno è tutto legale.
15-09-2016

Cicala periodica

L’amico Giuseppe mi manda le riviste religiose del suo credo, come è mio costume leggo tutto ciò che mi mandano. In materia religiosa ho le mie convinzioni, ma rispetto quelli che credono, perché la religione, come la politica, se non vengono estremizzate, possono fare solo del bene alla gente.
Ho trovato un articolo molto singolare sulle cicale, queste vivono in tutti i continenti, escluso l’Antartide. C’è né una che vive solo nell’America nord-orientale, si chiama cicala periodica.
Ogni 13-17 anni, in primavera milioni di cicale periodiche appaiono improvvisamente per alcune settimane. In poco tempo si tolgono la pelle larvala, friniscono in modo assordante, si riproducono e muoiono.
Le femmine dopo accoppiate depongono sui ramoscelli dalle 400-600 uova, dopo alcune settimane le uova si schiudono, le ninfe si lasciano cadere a terra e iniziano la loro vita sotterranea, dove si nutriranno solo della ninfa delle radici.
Dopo 13 o 17 anni la nuova generazione riemerge dal terreno e ricomincia il nuovo ciclo.
Non mi stupisco più di niente, quando riguarda la natura, nel suo mistero è tutto normale.
16-09-2016

Centrale termica e concentrazione

Una decina di giorni fa ho parlato di questa rapina che stavano facendo a Decimoputzu, ai danni dell’allevatore Giovanni Cualbu.
Gli vogliono espropriare i terreni per impiantare una centrale termica a concentrazione, lui giustamente si oppone.
In suo favore è intervenuto il prof.Paolo Mura Cuglia, docente di fisica energetica, ha dichiarato in un intervista a l’Unione Sarda. È un progetto vecchio, obsoleto e anti-economico.
La tecnologia di questi impianti risale agli anni Ottanta negli USA. La tecnologia degli specchi solari a concentrazione. Questa tecnologia è stata superata ampiamente dal fotovoltaico.
Questi progetti vanno bene nelle zone desertiche, tanto spazio e sole a volontà, diventano anti-economici, inquinanti e devastanti dove non ci sono queste peculiarità.
A Decimoputzu è solo una devastazione di terreni agricoli, esclusivamente per incassare gli incentivi del governo. All’epoca dei tempi di Alfonso Pecoraro ministro dell’Ambiente, per contrastare la diffusione selvaggia delle turbine eoliche, stabili incentivi alti per il termoelettrico solare; 200 euro a megawattora. Quotidianamente lo Stato dovrà sborsare una bella cifra. Ma, se il governo abbassasse gli incentivi, come fece Mario Monti con il fotovoltaico, la convenienza svanirebbe e così anche queste imprese con questi progetti parassitari che servono a succhiare soldi nelle casse dello Stato.
17-09-2016

Primi in classifica

Il Napoli è il primo in classifica, speriamo che sia di buon auspicio e riusciamo a tenere il passo per tutto il campionato.
Il tradimento di Higuain è già un ricordo lontano, perché Milik sta facendo molto bene in cinque partite ha fatto già sei gol.
Quest’anno abbiamo anche le riserve di pari livello, pertanto con la rotazione non arriveremo ad aprile scoppiati dalla fatica.
I soldi della vendita di Higuain ci hanno consentito di avere una squadra più forte in senso globale, l’anno scorso avevamo la parte forte nell’attacco e con undici titolari inamovibili.
Sognare è il primo passo per raggiungere i traguardi che si ambiscono.
Forza Napoli.
18-09-2016

Le colonie

Ho letto una frase che mi ha lascito molto perplesso: “Per colonizzato, la vita non può nascere che dal cadavere in decomposizione del colono”. Frantz Fanon.
Storicamente tutte le colonie si sono liberate ribellandosi e facendo una guerriglia contro i colonizzatori. Non ricordo se c’è stata una colonia che sia stata liberata senza combattere.
Tutta l’Africa colonizzata dall’Europa, si è conquistato la libertà a prezzo di molto sangue, lo stesso in Asia e nelle Americhe.
Purtroppo sono caduti dalla padella alla brace, perché i colonizzatori sono andati via fisicamente, ma sono rimasti con la finanza e l’economia, stringendo il cappio attorno al collo delle nazioni che si sono liberate, pertanto la colonizzazione è diventata di altra natura, ma in certi versi peggiore, perché le nazioni europee che avevano colonizzato il continente africano, per salvaguardare i loro interessi, hanno piazzato dei feroci dittatori che si macchiano di nefandezze mostruose, sicuri dell’impunità se fanno tutto ciò che è nell’interesse dei vecchi colonizzatori.
Alcuni di questi dittatori che vanno per la loro strada, fanno di tutto per mandarli davanti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Viceversa chi fa il bravo servo non avrà nessun problema per i suoi crimini.
Sembra di assistere a dei giochi di prestigio. Cambiamento totale, invece nulla è cambiato, tutto procede come nell’Ottocento, con la modernità e le nuove tecnologie, ma nei fatti loro rimangono servi e in alcuni casi schiavi, e gli europei padroni.
Il saccheggio del continente africano continua sotto gli occhi di tutto il mondo, indifferenza anche per i milioni di morti causati dal saccheggio, alimentate guerre e guerriglie ad arte per alzare una cortina fumogena, affinché la grande rapina continui nel silenzio.
Fino a quando nel mondo ci saranno queste iniquità, ci saranno sempre ribellioni che l’Occidente marchierà come terroristi.
19-09-2016

Cacciatori di mammut

Nella tundra siberiana ci sono migliaia di cacciatoti di frodo che battono la tundra per trovare le zanne dei mammut e i corni dei rinoceronti, imprigionati nel permafrost migliaia di anni fa.
Una zanna può pesare 60-80Kg ed essere venduta dai 30-70 mila dollari, ce chi riesce a guadagnare 100 mila dollari in una settimana, ma non tutti riescono, solo il 30% di questo tesoro.
Purtroppo il rovescio della medaglia è che la ricerca provoca un disastro ambientale, perché per trovare le zanne, con potenti getti d’acqua spariscono intere colline e le frane deviano i corsi dei fiumi. Inquinano perché consumano tonnellate di gasolio e i gas di scarico ammorbano l’aria.
La Siberia è immensa, ma dove operano questi moderni bracconieri, cambiano il paesaggio con i loro scavi.
I trafficanti cinesi che gestiscono il business, sono gli unici che si arricchiscono, mentre lasciano macerie dietro di loro, il disastro avrà bisogno di decine di anni di lavoro della natura, per rimarginare le ferite inferte.
20-09-2016

Il destino

Dove si nasce si decide il destino dell’uomo. Una verità difficilmente che possa essere contrastata.
Nascere a Riad in Arabia Saudita si diventa mussulmani wahhabiti, l’islam più estremista, di conseguenza si è facile preda nel diventare un terrorista islamico.
Nascere in Italia, si diventa cristiani, facilmente intolleranti agli emigranti, per paura che ci vengono a toglierci il nostro benessere.
Nascere nel Sud Italia, si ha il destino segnato, perché siamo una colonia interna, trattati come cittadini di serie B, lasciati all’abbandono istituzionale, presenti solo con la repressione.
Generazioni senza speranze, destinati a essere “carne da cannone”, come si diceva una volta nelle guerre Ottocentesche, oggi lo sono del mastodontico apparato repressivo.
Fossi nato in Norvegia, non avrei avuto questo destino, oppure in territorio tosco padano, perché li ci sono le prospettive e di conseguenza speranza.
Bisognerebbe avere fortuna anche dove si nasce. Chi dice che il destino c’è lo creiamo noi, dice una stronzata. È solo questione di fortuna.
Pazienza. Se c’è la rinascita o l’incarnazione, speriamo che la prossima volta siamo più fortunati e di nascere in un posto migliore.
21-09-2016

A mia moglie… di Gioacchino Mineo

amor

Pubblico oggi un testo meraviglioso, che ci ha fatto pervenire la nostra Grazia Paletta.

Un testo scritto da Gioacchino Mineo, detenuto a Voghera, per la moglie.

PS: l’immagine che accompagna il post è la riproduzione di un dipinto di Maria Rosa Agati.

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A MIA MOGLIE

Forse fu sogno, forse fu realtà…non sono sicuro

Quando i ricordi si fondono con i sogni…tutto sembra vero.

La notte era limpida, le stelle sembravano diverse dal solito

Ebbi l’impressione che mi stessero sorridendo,

e, più forte che mai, splendevano nella volta del cielo scuro.

Rimasi meravigliato e un poco incredulo.

Ad una ad una le guardai attraverso i quadratini della rete

Che ricopre la finestra della mia cella.

Ne inquadrai una, splendeva più delle altre, e con mio grande stupore,

mi accorsi che veramente mi stava sorridendo.

D’un tratto la vidi muoversi, e affascinato da quel grande spettacolo

Continuai a seguirla nei suoi movimenti.

La vidi avvicinarsi a grande velocità, e mi sembrò che mi venisse addosso,

poi, pian piano rallentò la sua corsa e si rimpicciolì fino a diventare un puntino

di luce, dalle dimensioni del quadratino attraverso cui la guardavo.

Entrò nella stanza e mi parlò.

Ero meravigliato, estasiato, e mi sentivo felice, credevo fosse tutto vero.

Mi concentrai su quell’essere incorporeo,

e notai che aveva assunto la forma di un uccellino, era fatto di mille colori,

e splendeva così forte da illuminare tutta quanta la mia cella.

-“ Vieni con me – mi disse- ti insegnerò a volare!”-

-“ Non posso –gli risposi – così grande e grosso come faccio a passare attraverso

le sbarre, tu sei piccolo e puoi farlo!”-

-“ Anche tu puoi farlo, basta volerlo!”- replicò -“Questa gabbia può imprigionare

 soltanto il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito sono liberi, nessuno potrà mai

 

imprigionarli se tu non vorrai! Vieni!.. le sbarre non potranno fermarti!”-

Mi sentii toccare la mano, e insieme a lui spiccai il volo, ero libero!..

Stavo volando, e guardavo il mondo dall’alto!

-“ Dove vuoi andare?” – mi chiese, ma lui già sapeva,e senza avere il tempo

di rispondere, mi ritrovai a casa.

Era uguale a quando l’avevo lasciata.

Entrai in camera da letto e vidi il mio angelo custode.

Come sempre dormiva sul fianco destro, abbracciato al mio cuscino,

che invidia provai per lui, una volta c’ero io al suo posto!

Mi sedetti, e la guardai, com’era bella!.. anche con gli occhi chiusi,

il suo viso splendeva di luce e di bellezza!

La osservai attentamente e notai un velo di tristezza,

forse anche lei stava sognando.

Mi chiesi se il suo sogno fosse bello come il mio, e sperai di si.

Quanta sofferenza ha provato questa grande donna, pensai,

stare appresso a me per tanti anni senza stancarsi mai.

E’ lei a darmi la forza per continuare a vivere.

La grande storia d’amore che iniziammo trentasette anni fa sono certo che la

 vivremo fino in fondo.

Il fato malevolo che si accanisce contro di noi neanche questa volta l’avrà vinta,

noi vinceremo!

Cercai di svegliarla, la chiamai, ma non rispose, l’accarezzai, ma non si mosse,

avvicinai la mia bocca alla sua e la baciai teneramente sulle labbra,

mosse teneramente la testa, ed ebbi l’impressione che mi stesse sorridendo.

Tornai a gridare il suo nome, ma neanche questa volta rispose.

Pregai, implorai quell’esserino che mi accompagnava di svegliarla

-“ Non si può fare –mi rispose- noi siamo soltanto un sogno!..”-

-“ Fammi entrare nel suo, questo puoi farlo! –“ dissi

Entrai nel suo sogno e la vidi, era lì, davanti ai fornelli intenta a preparare 

qualche specialità; mi avvicinai piano e l’avvolsi tra le braccia.

Lei meravigliata mi guardò, e con un fil di voce rotta dall’emozione mi disse:

-“ Come mai sei qui, ti hanno scarcerato?..-“

-“ No amore mio, avevo bisogno di stare un poco con te e sono venuto a trovarti

Mi manchi tanto! La vita lontano da te ha il sapore del fiele, dolci sono i tuoi baci,

soave suona la tua voce, che melodia le tue parole!

-“ Baciami, amore mio, sostituisci l’amaro fiele della mia bocca col dolce miele dei

tuoi baci. Stringimi forte e non lasciarmi andare via, con te voglio restare

 abbracciato fino all’ultimo respiro! Tienimi stretto, ch’io possa sentire il tuo cuore

battere nel mio, poggia la tua fronte nella mia, ch’io possa liberare la tua mente

 dalle angosce e restituire il sorriso al tuo splendido viso.

Sorridimi, ch’io possa illuminarmi d’immenso e scoprire che la ragione della mia vita

sta dentro al tuo sorriso! Perdonami per tutto il tempo perduto!

La sofferenza che leggo nei tuoi occhi mi trafigge il cuore e mi crea un grande dolore.

Quando vieni a trovarmi mi sorridi, scherzi, sei contenta. –“ Come va?-“ti chiedo-

E tu:-“ Va tutto bene, non preoccuparti, stai sereno!”-

So che vuoi illudermi, io fingo di crederti, ti sorrido, e mentre i nostri cuori grondano

 Sangue ci stringiamo in un forte abbraccio, e, per quell’istante, dimentichi della

 nostra condizione, ci sentiamo felici.

Che grande miracolo l’amore! Ci tiene uniti pur essendo divisi!

-“ Tu non puoi immaginare quanto ti amo! –mi dice –“ lo so amore mio, il tuo amore

è grande come il mio!”- rispondo.

Quanta pena proviamo l’uno per l’altro, lei soffre per la mia sofferenza, io soffro per

 la sua. Ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, siamo felici di stare insieme.

I nostri cuori sono gonfi d’amore, ci abbracciamo, ci baciamo come facevamo nei

 giorni felici del passato; tutto sembra vero, quando nel momento più bello il mio

compagno di viaggio mi dice: -“ E’ ora d’andare!”-

Adesso mi trovo nella mia cella buia, guardo il cielo e non vedo più le stelle,

una coltre di nuvole scure le copre alla mia vista; e mentre rifletto sull’avventura

vissuta poco prima vedo un puntino di luce brillare lontano, poi s’ingrandisce

assume la forma di un uccellino, mi saluta con un battito d’ali e sparisce.

E’ quasi l’alba, è l’ora del caffè.

Nel silenzio del mattino rivedo il viso del mio dolce amore, le do il buongiorno con

un bacio sulle labbra e mi chiedo se anche lei ricorderà l’incontro dei nostri sogni.

Uno Stato che rifiuta i valori antropologici… di Salvatore Pulvirenti

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Salvatore Pulvirenti, detenuto ad Oristano, ci ha inviato un suo pezzo.

Un pezzo breve, ma lucido.. sulle conseguenze di certi tipi di carcerazione.

L’uomo deve essere ricondotto a se stesso. Non allontanato da se stesso.

Dalle descrizioni della sofferenza che genera un sistema malato, è ancora più forte in noi la spinta verso una vera “guarigione”. Guarigione di chi è dentro, guarigione di chi è furoi, guarigione di tutti.

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Uno Stato che rifiuta i valori antropologici, non ha un’etica morale. Per valori si intendono, in senso lato, tutte le attitudini, comportamenti positivi che dovrebbero caratterizzare l’essere umano e la sua società, distinguendolo dall’animale. Oggi si parla spesso della pena di morte in Italia ma anche in tanti paesi europei. È una battaglia che dura da decenni: diciamo che in alcuni paesi è stata abolita e sostituita con pene lunghe. Attualmente il nostro paese è il primo in Europa che si batte per l’abolizione della pena di morte.

Ora io vorrei fare riflettere le persone che vivono in uno stato democratico. Si è vero; il nostro paese combatte da sempre per fare prevalere i diritti dell’uomo. Però se noi riflettiamo per un momento, nel nostro paese esistono due pene capitali: il primo è l’ergastolo ostativo escluso da qualsiasi beneficio: non puoi mai uscire, non hai un fine pena, per cui devi per forza morire in carcere, salvo collaborare con la giustizia. Il secondo è il 41 bis un regime particolare dove il condannato ha una restrizione disumana, conduce l’essere umano al suicidio psicologico e a volte anche fisico o devastandolo psicologicamente portandolo alla pazzia. Entrambe queste pene, sono due pene di morte mascherate che tutt’oggi prevalgono in Italia.

La cosa che fa molto male è quella che queste due pene sono le conseguenze che emergono durante la carcerazione. Se facciamo riferimento all’ergastolo ostativo, le cause sono devastanti, in quanto produce una serie di conseguenze legate allo stato psicologico, dopo decenni di carcere, e la consapevolezza di non poter mai uscire, fa venire fuori lo stato interiore negativo, che danneggia se stessi e le persone che ti stanno accanto. La prima causa è la depressione che implica varie patologie allo stato mentale, come il suicidio, autolesionismo, deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, la riduzione di percezioni. Il 41 bis ti causa l’allontanamento dai propri famigliari, la chiusura in te stesso, riduzione della memoria, riduzione delle cellule ricettori, asociale nel dialogo, e il rifiuto delle cose più care; è come essere in uno stato di abbandono. Per colmare questi malesseri, che durano parecchi anni, si ricorre a psicofarmaci, che per prima ti danno un senso di benessere, poi si entra in uno stato di assuefazione, e si addentra in un tunnel dal quale è difficile poterne uscire, se non lesionato gravemente.

Oristano. 25-4-2016

Salvuccio Pulvirenti

Diario di Pasquale De Feo 22 luglio – 21 agosto

diario11[1]

Grazie alla nostra Nadia.. ecco il Diario di Pasquale De Feo -detenuto ad Oristano- relativo al mese di agosto.

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I frutti della lotta

Ci è arrivata una circolare del ministero esclusivamente sul carcere di Oristano, sono i risultati della nostra protesta.
Il Garante Nazionale ha stilato una relazione sul nostro incontro, trasmessa al Capo del Dap, hanno prodotto questa circolare; sono andati oltre le nostre richieste, manca solo una decisione sui volontari che qui non entrano.
Come è il suo solito il direttore con lentezza esasperante o meglio dire burocratica ancora deve applicare i punti che più ci riguardano.
Hanno dato mandato che gli ergastolani devono stare da soli in cella, le celle devono essere occupate al massimo da due persone, ora devono decidere come applicare queste disposizioni.
Ci hanno consentito la stampante, ma ancora devono concedercela, perché il direttore non si sa per quale motivo ha la fobia quando sente la stampante, forse ha qualche problema con la cultura e ritiene che i prigionieri devono starne lontani.
Dalla finestra riesco a vedere l’area verde per i colloqui, non l’avevamo chiesta, ma il Dap gliela imposta e subito l’ha fatta anche se è piccola, potevano fare qualcosa di moto più grande perché c’è tanta terra, ma per lui è già qualcosa di eclatante.
Ricordo che un operatore dell’area trattamentale mi disse in un discorso fatto dopo la protesta: “qui non sono ben viste le aperture del Dap”, significava che il direttore non voleva aperture, ed è costretto alle decisioni di Roma, ma lo stesso cerca di limitarle il più possibile.
Se continuiamo a vedere che rimanda tutto alle calende greche, dobbiamo scrivere per informare il Garante Nazionale di intervenire.
22-07-2016

La moltiplicazione delle banche

Spesso si leggono delle notizie che fanno riflettere perché sembrano inverosimili, forse abbiamo più banche della Svizzera, ma la popolazione non né trae nessun beneficio, solo l’elite del “Principe”-politica, sindacati, banche, confindustria, chiesa- né hanno tutti i privilegi, poi c’è l’apparato repressivo che li protegge e ne beneficiano anche loro, principalmente la magistratura.
L’Italia conta 600 differenti banche, il numero delle filiali supera quelle delle pizzerie presenti nel Paese (Financial Times).
Dove ci sono tante banche il benessere raggiunge anche la popolazione, invece da noi hanno una doppia funzione; al Sud servono per rastrellare i risparmi dei meridionali e investirli al Nord, al Nord servono per aiutare l’economia e la finanza tosco padana.
Eppure per avere un prestito dalle banche è molto difficile, in più mettono degli interessi da strozzini, tenendo presente che il Parlamento gli ha fatto tutte le leggi che volevano.
Quando parlano di sistemi mafiosi, nessuno lo è più delle banche, perché usano quei metodi che sono ritenuti mafiosi per la povera gente ma non per la cosca bancaria. Dov’è la magistratura?Forse meglio dire le Procure.
Siccome il sistema bancario è un pilastro del paese bla bla bla… devono avere l’impunità.
23-07-2016

Pokemon

Tramite le organizzazioni umanitarie, i bambini siriani hanno lanciato un messaggio al mondo, invece di salvare i Pokemon cercate di salvare noi dalle bombe e dalla fame.
Uno schiaffo morale non da poco, perché la futilità delle azioni dei paesi Occidentali rasenta la stupidità.
Sono i governi Occidentali complici delle monarchie del golfo che hanno creato il disastro umanitario in Siria, avendo allevato, finanziato, addestrato, supportato l’Isis che ha creato questa immane tragedia, pertanto il sangue dei bambini morti e quelli che stanno subendo tante sofferenze è colpa anche nostra; noi siamo più colpevoli dei fanatici sauditi con il loro wahabismo di stampo medievale, perché è sempre con il nostro appoggio che pianificano ed eseguono i loro disegni di esportare il loro oscurantismo religioso.
I media mondiali tanto solerti dell’indottrinarci di paura, insicurezza, e mortificare il nemico di turno degli yankee, non ha un briciolo di misericordia per migliaia di bambini siriani, iracheni, yemenita, nigeriani ecc..
Una volta le dittature avevano i ministeri della propaganda, oggi sono stati sostituiti dalle TV e dal cinema.
24-07-2016

La libertà interiore

L’amica di penna Anna, mi ha mandato uno scritto sulla libertà interiore, molto bello e istruttivo.
Due internati nel campo di concentramento, Roberto Assagioli fondatore della psicosintesi e Victor Frankl che inventò la logoterapia dopo tre anni di quell’inferno, entrambi in modi diversi usarono questo periodo in modo costruttivo e creativo pur trovandosi a vivere una situazione estrema.
Non mortificarono lo spirito ma lo aiutarono ad essere attivo affinché anche in quel tremendo momento non perdessero l’essenza della vita.
Frankl racconta che una prigioniera ringraziava l’esperienza dei lager perché gli aveva risparmiato i valori spirituali che nella sua vita non avevano mai fatto parte della sua quotidianità.
Continua con un monaco zen vietnamita, che andava in un carcere americano dove insegnava ai detenuti l’arte della meditazione. In un suo discorso “libero ovunque tu sia”tenuto in carcere, affermava che si può essere liberi anche in una cella di un carcere. Essere liberi significa non essere schiavi del passato o del futuro, delle preoccupazioni o dei rimpianti, non essere schiavi della rabbia, della paura o della disperazione, ma essere padroni di se stessi e del godere e gioire del fatto di essere vivi e della quotidianità.
Anche in prigione si può essere liberi perché la libertà non è delineata da confini ma è una condizione interiore che esula dalle condizioni e dal posto in cui uno si può trovare.
Infine ricorda un episodio di quando era ragazza, in quel periodo suonava in un gruppo, quando sentirono Kurt Cobain leader dei Nirvana, la colpirono molto perché era un suono nuovo che diceva tanto, sognava di vivere un giorno di musica, come Cobain che era realizzato, girava il mondo e aveva tanto successo, a 27 si suicidò. Questo episodio gli è rimasto impresso.
Trae le conclusioni di queste personalità con episodi differenti, che si può essere ricchi e famosi, trovarsi in luoghi dove la vita non ha valore, prigionieri in un carcere, ma se non stiamo bene interiormente neanche tutte le ricchezze del mondo ci daranno pace, libertà e serenità.
25-07-2016

Libia

Un italiana inviata in Libia dall’ONU prima che succedesse la rivoluzione, ha scritto il racconto di tutto quello che ha visto e vissuto in prima persona.
Spiega come Gheddafi aveva ridotto il popolo libico, gli aveva desertificato la mente, non avevano nessuna nozione di cittadino e né amore di patria, lui era il pastore e il resto era il gregge.
Quando iniziò con i progetti dell’ONU, dopo poco tempo fu fermato tutto perché erano finiti i fondi, ma poté iniziare con i fondi dell’ENI che destinava una parte dei proventi per attività sociali. Iniziò una cittadini che si trova in mezzo al deserto, fece riunione con i professori dell’università, alla fine gli disse che bisognava incominciare da zero, gli risposero che dovevano sapere cos’è lo zero, questo fa capire in che condizioni erano.
Costruì la sanità della città perché non esisteva, creò un piccolo ospedale. Organizzò le scuole e tutto ciò che serviva per la popolazione.
Anche se ridotta a pecore, la popolazione con l’aiuto internazionale si ribellò; non l’avrebbero mai fatto da soli perché avevano terrore di Gheddafi ed erano convinti che da soli non c’è l’avrebbero mai fatta.
L’errore dell’Occidente fu che dopo li lasciarono soli, ciò ha portato alla situazione attuale, perché Saddam Hussein anche se era un dittatore come Gheddafi, aveva lasciato una struttura statale, lo Stato c’era, invece Gheddafi non aveva lasciato niente, pertanto tutti quei proclami e ricatti della Comunità internazionale per aderire al governo di Tobruk, non sono serviti a niente, perché tutti quei politici non avevano la minima idea di cosa fosse lo Stato. Tutta questa confusione riportò le popolazioni all’unica cosa che credevano, le tribù e le famiglie, tutto intorno all’antico e si crearono milizie territoriali in base alle tribù e anche le famiglie.
Se fossero intervenuti, per prima cosa disarmare tutte le milizie;Gheddafi aveva depositi immensi di armi, tutte quelle armi hanno armato migliaia di gruppi. Aiutavano la popolazione a costruire uno Stato e insegnargli il senso della cittadinanza, con la costruzione delle infrastrutture necessarie e tutte le strutture necessarie affinché potessero capire con i fatti cos’è la democrazia. Principalmente dare internet a tutta la popolazione in modo di potersi al mondo e conoscerlo.
La colpa è dell’Occidente, ora ci vorranno molti anni affinché riescono a trovare la strada per trovare quella coesione di nazione e costruire uno Stato.
Dai notiziari e i quotidiani di questi anni non ho mai appreso quello scritto nel racconto da questa nostra connazionale, una piccola rivista di provincia “Una città”ho trovato la realtà descritta. Mi domando da dove prendevano le notizie i giornalisti? Forse facevano come le notizie di cronaca che le prendevano dal PM di turno.
Bisogna andare con i piedi di piombo e credere le notizie che danno nei nostri notiziari, l’unica cosa vera è la notizia, qualche volta neanche quella e a ragionarci e approfondirla con i canali alternativi.
26/07/2016

Le favole… succedono

Nel 2006 un sardo-australiano era venuto a visitare con la moglie incinta di sei mesi il paese d’origine, questo legame era molto forte, prima di partire aveva fatto visitare la moglie se poteva affrontare il viaggio, i dottori gli avevano dato l’Ok.
Molto contento per il viaggio, un sogno che si avverava, dopo pochi giorni la moglie inizia ad avere dei dolori e le contrazioni, viene portata alla clinica San Pietro di Sassari, dove nasce la bambina, ma ha una malformazione congenita “Atresia esofagea”, l’interruzione del primo tratto del tubo digerente. Permette il passaggio del cibo alla bocca dello stomaco.
Viene subito operata, per ricostruire il collegamento tra l’esofago e il tubo digerente, salvando la bambina, che oggi ha dieci anni e dice “I’m very lucky” sono una bambina fortunata.
L’equipe di neonatologia che si occupò dell’operazione, furono il neonatologo Fernando Cossu e il chirurgo pediatra Antonio Dessanti, oggi in pensione.
I due raccontano che prima dell’apertura della clinica a Sassari negli anni 90, morivano tanti neonati, perché vicino al reparto di Ostetrica deve esserci anche il reparto terapia intensiva neonatale e di chirurgia, perché la maggioranza di queste malattie non consentono il trasporto del neonato.
I genitori della bambina gli hanno raccontato sempre come è stata fortunata a salvarsi, lei ha voluto conoscere i due salvatori, i genitori l’hanno portata in Sardegna dove ha incontrato i due dottori pensionati. Gli ha portato due koala di peluche, affinché si ricordassero sempre di lei, che ha promesso tornerà a trovarli.
Una bella favola che sicuramente potrebbe ripetersi in futuro, ma che la burocrazia cieca e ottusa vuole rovinare, perché vogliono smembrare la clinica, per questione di buget e politiche clientelari, quelle poche cose che funzionano e sono necessarie, cercano di eliminarle.
Gabriella, così si chiama la bambina, non vuole che la sua favola muoia con le, così si è promessa che quando avrà dei figli li porterà a Sassari perché vedano dove è nata.
Le belle favole quando succedono bisogna coltivarle.
27/07/2016

Etiopia

Un italiana da alcuni anni si è trasferita in Etiopia per aiutare le popolazioni che vivono nella povertà. Nella capitale Addis Abeba c’è ricchezza e povertà estrema, nelle periferie c’è molta arretratezza, disagio di tutti i tipi e da terzo mondo.
La signora ha scritto un libro “Alfabeto etiope”per trovare i fondi per i progetti che ha messo in piedi, principalmente quelli scolastici, perché ritiene che l’istruzione sia l’unico modo per avviare un riscatto.
Racconta che nell’alfabeto, nella lingua, nella storia, nell’architettura ci sono le tracce degli italiani durante il colonialismo, nonostante tutto dice: “gli etiopi ci vogliono bene”, soprattutto le nuove generazioni.
Nella scuola italiana dove insegna, gli studenti gli dicono: “È importante non dimenticare le cose brutte che ci avete fatto ma è ancora più importante stare insieme e volerci bene”, solo che non si spiegano il monumento al generale Graziano inaugurato nel Lazio: “Forse non sapete che è stato un criminale è ha ucciso migliaia di etiopi? Perché l’avete permesso?”
Purtroppo in Etiopia non sanno che le nostre strade e piazze sono dedicate a degli autentici criminali, iniziando dalla patria Vittorio Emanuele II, pertanto il sindaco che ha messo in piedi questo obbrobrio per questo criminale, non è che l’ultimo della serie.
Ricordo che la notizia dei fascisti con questa loro camerata sindaco hanno costruito un monumento, fece molta risonanza sui media, ma nessuno l’ha fermato o buttato giù con una ruspa.
Sono molto più civili degli etiopi che noi che permettiamo simili scelleratezze.
28-07-2016

Il matematico impertinente

Spesso abbiamo delle verità sotto gli occhi ma il lavaggio del cervello che abbiamo subito fin dall’adolescenza ci rende ciechi e sordi. Neanche la cultura ci aiuta ad un apertura mentale per vedere le cose sotto un’altra ottica.
Piergiorgio Odifreddi matematico e scrittore, ha scritto un libro “Il matematico impertinente” ed. TEA, molto singolare, addirittura con interviste con Hitler, Gesù e altri, molto variegato negli argomenti ma illuminante.
Premesso che è comunista senza tentennamenti, molto settario nei suoi concetti, ma ci sono verità incontestabili, così elementari, che mi hanno fatto riflettere come siamo imbalsamati nelle nostre convinzioni. Personalmente credo che sia molto anarchico, perché non risparmia nessuno, dalle religioni, alle ideologie, scienziati e personaggi storici.
Se Adamo ed Eva hanno generato Caino e Abele, due maschi, come è stato possibile che hanno popolato la terra? Non avevo mai pensato a una cosa così lampante.
Spiega con riferimenti storici che la religione cattolica ha occupato tutte le date della religione pagana, iniziando dalla religione di Mitra, si festeggiava il 25 dicembre la sua nascita e la sua resurrezione del sole, tre giorni dopo la sua morte al solstizio d’inverno. In Inghilterra la domenica si chiama Sunday “giorno del sole”.
Il Papa Leone X confessò al cardinale Bembo: “historia odocui quantum illa de christo fabula”. La storia ci insegna quanto ci abbia fruttato quella favola di Cristo.
Fa un osservazione che mi ha colpito molto, tutte le SS dell’olocausto erano cristiani e portavano sulla fibbia GOTT MIT UNS(Dio lo vuole).
Nell’intervista a Hitler fa una affermazione che ha dell’incredibile, in nazismo proseguiva quello che sta portando avanti l’America e l’ha quasi realizzato, inoltre tutte le cose che ha fatto il nazismo erano già state fatte dagli americani, dallo sterminio degli indiani preso a modello da Hitler per la soluzione finale degli ebrei, giustamente dice: quanti indiani ci sono in America? Poche centinaia rinchiusi nelle riserve. Quanti ebrei ci sono nel mondo? Milioni e hanno anche uno Stato. Anche sulla politica eugenetica è scioccante:abbiamo seguito la politica degli americani, la legge del 1933 per la prevenzione sui difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale gli fu dato una laurea ad honorem nel 1936 a Heiedelberg. Ricordando che la prima legge per la sterilizzazione di “criminali, idioti, stupratori e imbecilli” fu promulgata nel 1907 dallo stato dell’indiana, che poi fu imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corte Suprema. Negli anni 30 furono sterilizzati 60.000 persone negli USA, metà della quale solo in California. Negli anni 50 dopo la guerra furono castrati 50.000 omosessuali.
Continua sul razzismo, contro cosa manifestava negli anni 60 Martin Luther King? Inoltre lo studioso della razza Pierre van der Berghe, ha messo nella trinità del razzismo del Novecento, Hitler, Rooselevt(presidente USA che ha vinto la seconda guerra mondiale)e Hendrik Verwoerd l’artefice dell’apartheid sudafricana.
Gli Stati Uniti non hanno seguito il nazismo, perché l’hanno preceduto e ispirato, noi volevano quello che stanno attuando gli USA, il dominio globale -militare, politico ed economico -ma non abbiamo fallito loro ci stanno riuscendo.
Un punto che sono d’accordo anche io con Hitler, noi siamo una colonia sudamericana con 125 basi e 35 mila truppe, è stata sostituita l’occupazione militare tedesca con quella americana.
Ci sarebbero tante curiosità da scrivere, da Galilei, alla scoperta del DNA, Einstein, sulla fisica, chimica e matematica, ma la cosa più bella è che si trovano delle chicche difficili da trovare da altre parti.
Mi sono divertito nel leggerlo, ma principalmente ho appreso tante cose, ne consiglio la lettura.
29-07-2016
L’inferno di Pianosa
Tramite posta mi è arrivato il libro “L’inferno di Pianosa”. L’esperienza del 41 bis nel 1992. Ed. Sensibili alle Foglie. Scritto da Rosario Enzo Indelicato, il protagonista della vicenda. Pag. 94 costo 12 euro.
L’avevo chiesto a Giuliano Capecchi e lui me l’ha fatto spedire dalla Casa Editrice Sensibile alle Foglie.
Indelicato racconta tutte le crudeltà di cui è stato vittima dalla polizia penitenziaria nell’isola di Pianosa, l’ho iniziato a leggere e non sono riuscito a deporlo fino a quando non l’ho finito.
Pur conoscendo di persona le torture a cui siamo stati sottoposti nel 1992, per alcuni anni, ogni volta che leggo qualcosa in merito, rivivo tutto psicologicamente con la devastazione dell’anima.
Il mio libro uscirà a giorni, è improntato esclusivamente su Pianosa e Asinara, l’ho fatto perché non cada l’oblio su queste nefandezze di cui si sono macchiate le istituzioni, e anche perché si sappia e se la fortuna ci assiste che se ne discutano pubblicamente.
Nel libro c’è anche un passaggio dove si evidenzia come i media erano complici di queste torture, perché sapevano ma non scrivevano niente e ne tantomeno i notiziari informavano quello che stava succedendo.
Togliendo il magistrato di sorveglianza di Livorno, tutta la magistratura è stata complice e silente, perché tanti reclusi torturati avevano parlato con i magistrati sui processi, tutto insabbiato, come le 33 denunce della famiglia Scarantino alla Repubblica di Firenze, alla fine costretto a pentirsi ed accusare persone innocenti che hanno scontato circa 20 anni di carcere prima che il pentito Spatuzza raccontasse un’altra storia sulla strage di Borsellino.
Un libro così chiaro nelle sue dinamiche, che è uno schiaffo alla nostra democrazia per quanta crudeltà c’è nella quotidianità.
Dalle pagine del libro comprendo che tutti sapevano, anche la Chiesa, ma nessuno ha mosso un dito. Come successo con il nazismo, tutti sapevano ma nessuno fece niente.
Non si può vivere con l’odio, non perché non sono degni del nostro odio, ma noi abbiamo bisogno di vivere in pace. Mandela diceva che il perdono ci rende più grandi, detto da lui che ha subito 27 anni di carcere in regime come il 41 bis, bisogna ascoltarlo.
Si può perdonare ma non si deve, né si può e né dobbiamo dimenticare.
30-07-2016

Anatema di Don Pasquale

Il prete di Forlì del Sannio in provincia di Isernia ha tuonato in chiesa e poi su face book contro gli islamici, “non se né può più con questi islamici, vadano via”.
Sul suo profilo ha scritto: “Non mi vergogno a dire che dopo la strage perpetrata a Nizza fossi americano voterei Donald Trump. Ha promesso di buttare fuori dai confini degli Stati Uniti tutti i credenti di Allah. Lo so che quello che dico può scandalizzare i perbenisti di turno. Ma con questi islamici non se ne può più! Per dovere di ufficio ho dovuto sempre parlare di tolleranza. Ora mi sono stufato:dico quello che penso. Questi non li sopporto e mi sono intollerabili. Ora dite pure che sono razzista:sono felice di essere definito tale.”
Lui è Don Pasquale Giampaglia, 43 anni di Castellamare di Stabia(NA), con questo post su face book ha scatenato il putiferio, ci sono stati commenti favorevoli e contrari, ma lui ribadisce che ho espresso solo quello che pensano in tanti anche nella chiesa, e che ragioni di opportunità non osano dire. Mi dispiace aver scandalizzato qualcuno.
Per eventuali denunce della mia persona alle competenti autorità ecclesiastiche fatemelo sapere che vi fornisco tutti i contatti utili per accelerare il processo di rimozioni del parroco di Forlì del Sannio.
Inizia quel clima che avevano auspicato i fautori del nuovo nemico americano che dovevano essere i mussulmani, dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, credo che durerà almeno altri tre decenni, poi gli americani si rivolgeranno verso la Cina che diventerà il nuovo nemico, e nel frattempo la loro potenza militare continueranno a rafforzarla e tenere in piedi tutto il loro rapporto bellico, con la scusa del nemico.
Per questi loro interessi geopolitici, pagano e continuano a morire migliaia di gente, intere popolazioni sono sottoposte a immane sofferenze, con tutto ciò passano sempre per liberatori e vittime, hanno il potere per capovolgere la realtà.
31-07-2016

Il visconte dimezzato

Le favole o fantasticherie sono letture che ti aiutano a dare una carezza alla tua serenità, sgombrano il cervello dai pensieri negativi e fanno sorridere l’anima.
Ho finito di leggere “Il visconte dimezzato” scritto da Italo Calvino. Ed. Garzanti. Essendo un piccolo volume l’ho letto in un solo fiato.
Un piccolo racconto che fa riflettere, perché in noi c’è il bene e il male, sta a noi cercare di far prevalere il primo, poiché siamo nati per il bene, il male viene fuori perché la società con le sue ingiustizie alimenta le ribellioni.
Un nobile va in guerra contro i turchi, una cannonata lo taglia a metà, viene salvato e ritorna a casa, per le sue cattiverie muore anche il padre.
Lui inizia a comportarsi con la malvagità, essendo il visconte, amministra ogni cosa, anche la giustizia, fa impiccare anche gli innocenti, a tutti, di notte commette danni di ogni genere, diventando il flagello del contado.
Un giorno inizia a girare l’altra sua metà che si era salvata con l’aiuto di due eremiti, che con le loro erbe l’avevano aiutato a curarsi, per compensare il male dell’altra metà fa del bene a tutti, tutto il contado non sa cosa pensare.
La metà cattiva vuole sposarsi una pastorella che lo rifiuta, allora commette ogni sorta di cattiveria a lei e ai genitori, Pamela, così si chiama la ragazza, siccome anche i genitori vogliono dargliela in sposa, sia per sistemarsi e sia perché non vogliono più problemi, la legano per consegnarla al visconte, lei riesce a scappare e si rifugia nel bosco.
Dimenticavo che la voce narrante è un nipote del visconte, figlio della sorella maggiore, che aveva disonorato la famiglia, scappando con un bracconiere, nacque in una capanna nel bosco, dopo poco tempo il padre morì in una rissa, la madre si consumò di pellagra e lui fu accolto al castello.
La metà del visconte si invaghisce anche lui di Pamela, ma per la sua bontà consiglia alla pastorella di sposare l’altra metà, ma lei non vuole.
Allora escogita uno stratagemma, la metà cattiva, va da Pamela e gli consiglia di sposare la metà buona, l’intento è di far sposare la pastorella con la metà buona, poi farlo giustiziare e legalmente prendersela perché a tutti gli effetti è sua moglie.
Alla fine davanti alla chiesa duellano tutte e due le metà, si feriscono in modo grave, il dottore li rimette insieme, quando il visconte si sveglia dopo molti giorni, Pamela esclama: “Finalmente avrò uno sposo con tutti gli attributi”.
Il visconte Medardo di Terralba visse una vita felice, molti figli, fu buono e cattivo, ma tutti vissero meglio di prima; non basta un visconte intero perché il mondo cambi in meglio.
01-08-2016

Reddito per la vita

Mi ha incuriosito un articolo di un episodio accaduto a Oristano, una persona omonima, con due euro ha vinto un premio di 10 mila euro in contanti e 3 mila euro per vent’anni, innanzitutto che sia successo a una persona bisognosa, almeno non avrà più problemi economici.
Nel momento che l’ho letto ho pensato che sarebbe molto bello se quando esco mi capitasse una fortuna del genere, così avendo un reddito non dovrei occuparmi del problema economico.
Sono contento della felicità delle famiglie che ricevono questo regalo inaspettato, per adesso sono circa 500 dall’inizio di questo gioco, mi auguro che siano tutte povere e non persone che sia un di più, sarebbe uno schiaffo alla miseria.
02-08-2016

Secessione

Mi ha fatto molto piacere leggere che Edward Luttwak analista internazionale e spesso consigliere della Casa Bianca, ha dichiarato che l’Italia del Meridione può chiedere la secessione e camminare sulle proprie gambe.
Negli ultimi cinquant’anni lo Stato italiano ha favorito il Nord trascurando il Sud in modo palese e discriminatorio, portando avanti l’impostazione data da Cavour.
L’ex Regno delle Due Sicilie è un macro regime che ha tutto per farcela, iniziando dal petrolio e gas, la manodopera specializzata che oggi emigra “cervelli in fuga”, inoltre il territorio è molto più plasmabile per creare un soggetto politico economico, per la millenaria cultura di nazione interrotta dai piemontesi con l’unità nel 1860.
Lui afferma che un Sud indipendente marcerebbe anche più del Nord, istaurando la doppia moneta come in Inghilterra. Per il debito pubblico usare le varie opzioni che la Russia Federale usò con il debito dell’era sovietica.
Sono convinto che riprendendoci la nostra libertà, torneremo di nuovo a essere il gioiello che eravamo prima della calata dell’orda piemontese, Napoli tornerà ad essere la capitale europea che era 150 anni fa, e finiranno tutte le brutture che abbiamo dovuto subire fino ad oggi.
Credo che c’è bisogno solo un po’ di informazione, in modo che i meridionali si rendono conto della loro situazione e le motivazioni che l’hanno causata, ma principalmente conoscere la vera storia e disintossicarsi dalla favoletta risorgimentale che ci hanno inculcato a scuola.
03-08-2016

Poema pedagogico

Nellino mi ha chiesto di recensire due pagine del poema pedagogico che stava facendo con il professore a Catanzaro, vuole creare la stessa situazione e cercare di farlo venire anche qui, speriamo che si convinca e venga.

Colloquio con il direttore dell’Ufficio provinciale per l’istruzione popolare.

La rivoluzione d’ottobre del 1917 in Russia azzerò un sistema di governo per costruirne uno nuovo, quello teorizzato da Lenin con il potere al popolo, cancellando tutto in modo che le tradizioni e ogni cosa che riguardava il passato fosse dimenticato.

La dittatura di qualunque colore sia, imperniata sull’ideologia più estrema, risveglia nelle persone quei mostri che la civiltà e la coscienza tengono prigionieri nel profondo dell’animo, legittimando ogni tipo di nefandezza.
Cambiare le persone per adattarle all’ideologia del nuovo potere, è una violenza perché non c’è peggior tortura di quella che tocca la psiche delle persone per trasformarle in robot, che ripetono come un animale ammaestrato tutto quello che gli viene inculcato.
Creare un nuovo uomo, che doveva adattarsi alla nuova e perfetta società; la storia ci ha trasmesso i danni che ne sono derivati, non solo dall’ideologia sovietica ma anche da quella nazista.
Le due pagine del discorso tra il direttore e Makarenko, derivano dal Poema pedagogico di Anton Seménovic Makarenko.
Nello sfaccio della guerra civile con il cambio di regime, le strade erano piene di gente affamata, principalmente di ragazzini che la fame li portava a commettere qualsiasi reato per soddisfare i loro problemi e i bisogni primari.
L’introduzione al colloquio avuto da Makarenko con il direttore dell’Ufficio provinciale per l’istruzione popolare, dimostra che non c’erano programmi definiti ma c’era molta approssimazione con delega ai singoli di arrangiarsi.
Nel settembre del 1920 il direttore chiama Makarenko, prima di introdurre il motivo per averlo convocato, cerca di distogliere l’attenzione rammentandogli le sue imprecazioni contro la scuola del lavoro dove insegna, lui conferma e aggiunge che non si può chiamare scuola un luogo pieno di sporcizia e inadatto alla sua funzione.
Il direttore ironizza –vorresti un edificio con banchi nuovi- non hai compreso caro fratello che non sono gli edifici che ci occorrono, dobbiamo educare un nuovo uomo, pertanto gli consiglia di metterci un po’ di fervore rivoluzionario, e di finirla di sabotare come fa la sua categoria.
Inizia a prospettargli cosa dovrebbe fare, iniziando a raccontargli che nelle strade ci sono migliaia di ragazzini che rubano tutto ciò che possono.
Hanno dato l’incarico all’istruzione popolare per risolvere il problema. A tutti i pedagoghi a cui si è rivolto hanno declinato l’invito per paura, continua canzonandolo che se non hanno un bell’ufficio non vogliono adoperarsi a fare niente.
Per essere sicuro che il suo messaggio arrivi chiaro al suo interlocutore, l’offende e gli dà anche del vigliacco perché a suo parere quando devono avere a che fare con persone in carne ed ossa hanno paura. Giù calunnie su tutta la categoria dei pedagoghi.
Makarenko voleva dirgli che si sbagliava, ma giù di nuovo come un fiume in piena, anticipando secondo lui i pensieri che aveva in mente- se stavamo in America avevamo i riformatori- devi capire che noi non ne abbiamo di quella roba lì.
Alla fine, il direttore acconsente di ascoltarlo:prima della rivoluzione avevamo delle colonie per giovani delinquenti. Risponde il direttore, ora è tutta un’altra cosa, bisogna fare le cose in modo nuovo e con nuovi metodi.
Il problema che nessuno sa come fare, nessuno dei due lo sa. Anche se il direttore afferma che nel suo ufficio ci sono delle persone che saprebbero come farlo ma non vogliono occuparsene, esclama che sono dei farabutti.
Il direttore rassicura Makarenko, che anche se quelli del suo ufficio non gli fanno passare nessun errore, lui lo difenderà, anche perché è un lavoro che toccherebbe a loro.
Alla fine per togliergli tutti i dubbi, alza la voce e gli dice che può fare tutto quello che gli pare, l’importante è che si faccia qualcosa, poi si vedrà.
Il fine è di inventarsi una nuova educazione sociale, per creare l’uomo adatto al socialismo, la nuova era del potere al popolo.
Chiede se c’è un luogo per fare quello che gli ha chiesto, lo rassicura che c’è, si trova lì vicino a sei KM, molto grande si possono allevare anche le mucche. Chiede Makarenko, dov’è il personale e i soldi? Il personale non c’è n’è, i soldi ci sono e mette sulla scrivania centocinquanta milioni; che sono molto pochi per l’inflazione determinata dalla guerra. Gli dovranno bastare per comprare qualche mobile e mettere i vetri alle finestre.
Avendo qualche dubbio, Makarenko vuole andare a dare una controllata, il direttore si impone che è tutto a posto perché ha già guardato lui.
Credo che non voleva lasciarselo scappare. Makarenko non vedeva l’ora di andarsene da quell’ufficio, chiuse il discorso e andò via con le ultime parole del direttore: “datti da fare che è una causa santa”.
Per raggiungere gli scopi anche i rivoluzionari comunisti non si creano problemi per mischiare il sacro con il profano. Mi viene in mente la saga di Don Camillo e Peppone.
Su questo discorso mi è attraversato nella mente il manifesto di Altieri Spinelli “Perché sono europeo”, in cui spiega il motivo della sua adesione al comunismo e poi perché se né è allontanato dopo una lunga meditazione e di studio nei sedici anni di carcere: “In questa lunga meditazione m’è accaduto di scoprire che fra cielo e terra c’erano più cose di quanto ne sospettasse la mia filosofia comunista, e che tutto quel che mi era sembrato verità certa e razionale non reggeva alla critica, ma era solo un insieme di dogmi, i quali esigevano di essere creduti. Se fossi stato un comunista per bisogno di credere e di servire, avrei saputo forse costringere il mio giudizio ad obbedire, come vedevo fare da altri che erano con me e che, quando gli abissi dell’incertezza si spalancavano loro innanzi, chiudevano gli occhi e credevano perché il partito chiedeva loro di credere; mi sarei anch’io esercitato nella virtù dell’autocritica, scoprendo e perseguitando in me la protervia piccolo-borghese della libertà di pensiero e restando fedele al partito. Ma mi ero sempre considerato come impegnato a diventare uno dei costruttori del comunismo, di un mondo in cui ci sarebbe stata coincidenza fra ragione e realtà, fra libertà e necessità; ero perciò sempre stato convinto che questa coincidenza doveva esistere anche nel mio spirito, e non potevo nemmeno essere sfiorato dalla tentazione di cercare la pace interiore nell’umiltà dell’autocritica”.
Credo che il comunismo abbia portato una ventata di apertura e di libertà, principalmente per le donne, che nei sistemi chiusi e retrogradi di allora tenevano imbalsamate le società. Ma, nel sistema di governo hanno fallito ovunque sono saliti al potere, e tante nazioni ancora ne pagano le conseguenze.
04-08-2016

Il tappeto rosso

Verso le ore 17,00 mentre avevamo i piatti a tavola per mangiare(si mangia agli orari degli ospedali), nella mia cella avevamo dieci piatti a tavola già pronti per mandarli a vari compagni, hanno chiuso anche i lavoranti pertanto siamo rimasti fermi nell’attesa che andassero via le persone che sono venute in visita. Mentre attendevo appoggiato al cancello della cella, arrivano una decina di persone, vedo che si tratta del ministro Gennaro Migliore, insieme al direttore, commissario, il provveditorato e una signora che presumo la segretaria di Migliore, e altre persone del carcere. Sono arrivati davanti alla mia cella, hanno salutato ma non hanno dato nessuna opportunità di dire qualcosa, avere uno spunto un dialogo. L’ora credo che sia stata scelta dal direttore, furbastro lui e il provveditorato, l’ora di cena allontana le persone dall’intavolare discussioni, con Migliore che sembrava che stesse facendo la passerella a Venezia sul tappeto rosso, abbiamo visto una figura istituzionale che sembrava che fosse venuto a controllare la struttura più che i suoi ospiti. Mi chiedo cosa scriverà nella sua relazione se non si è fermato a parlare non nessun detenuto? La cosa che mi è rimasta impressa è stato il direttore che parlava a Migliore mentre lui camminava, immagino che cercava di portare l’acqua al suo mulino. Il tv questo Migliore l’avevo già apprezzato perché parlava in favore degli ultimi, oggi mi ha dato una cattiva impressione, quella che dopo essere arrivati in cima se ne fregano di tutti, conta solo il potere. Se potessi glielo farei leggere questo mio pensiero.

05-08-2016

Il libro… finalmente è uscito

Mi chiamano in magazzino per ritiro pacco, pensavo che fossero le scarpe da ginnastica che aspettavo, invece era la raccomandata di Giuliano che mi ha mandato dieci testi del mio libro che finalmente è uscito. Ho letto alcune cose, tra cui un mio scritto, quello di Francesca, Giuliano, l’avvocato Dominici e Pannella, le avevo già lette, ma ripeterle aiutano a metabolizzarle e ricordarle. Ne ho mandata una copia all’educatrice, una al magistrato di sorveglianza, un’altra al mio avvocato e una l’ho regalata a un amico che glielo avevo promesso. Il compagno di cella non l’ha voluta perché vuole comprarlo per contribuire alla fondazione di Giuliano che aiuta i reclusi che vogliono studiare ma non hanno possibilità economiche. E una bella sensazione vedere un libro con il mio nome sopra, ora bisogna darsi da fare per pubblicizzarlo. Tante persone mi hanno già promesso il loro appoggio e l’impegno per aiutarmi. Mi auguro che abbia una buona diffusione e che qualche regista lo prenda in considerazione, perché non deve cadere l’oblio su quello che è successo.

06-08-2016

Amerigo Vespucci

Spesso e volentieri nei TG fanno dei servizi sulla nave a vela Amerigo Vespucci Iodandone le doti e la grande scuola che è per i marinai, anche se costruita nel 1931, credo che sia una delle navi più famosa al mondo. Tempo fa ho visto un servizio sulla storia di Amerigo Vespucci, non una sola parola sul modello che ha ispirato l’ingegnere navale. L’Amerigo Vespucci fu realizzata sugli stessi progetti della Monarca, la nave ammiraglio della flotta borbonica varata nel 1850 nei cantieri navali di Castellamare di Stabia(NA)su esplicito desiderio di Ferdinando II di Bordone, il suo obbiettivo era di incentivare lo sviluppo dell’industria marinara. Ogni occasione è buona per far scendere l’oblio sul passato dell’ex Regno delle Due Sicilie, come se non fosse mai esistito, quando invece ha un passato di nazione di circa mille anni. Per adesso sono 150 anni che siamo dominati dai tosco-padani, non credo che durerà in eterno, sarà solo un periodo come altri nel passato.

07-08-2016

La matematica

L’amico Nellino mi ha mandato la rivista “Mate”, è incentrata sulla matematica, materia molto ostica per me, insieme al disegno è stata la materia che non sono mai riuscito a farmela digerire, ancora oggi non ci riesco. Ricordo che per prendermi il diploma di ragioneria, passavo le serate sui libri per cercare di metabolizzarla, dovetti studiare molto per superare gli esami, con piacere fui il primo del corso con il punteggio di 81. Leggendo la rivista leggo tutto ciò che riguarda la matematica pura, numeri, formule equazioni ecc., ma leggo tutto ciò che riguarda la storia della matematica; sono un appassionato di storia e per questo motivo la curiosità prevale sempre. Ho trovato un articolo di una grande matematica italiana del Settecento, di tratta di Maria Gaetana Agnesi, che fondò nel 1771 anche il Pio Albergo Trivulzio. Da quello che c’è scritto doveva avere una intelligenza al di sopra della media, già all’età di 9 anni tradusse in latino la lettera che uno dei suoi tutori aveva scritto in favore dell’istruzione femminile. Per questo motivo la chiamavano l’Oracolo Settelingue, conosceva il latino, l’italiano, il tedesco, francese, greco, spagnolo ed ebraico. Gli è stata dedicata una curva che si chiama la “versiera di Agnesi”, non era stata una sua invenzione, perché la curva è descritta nelle “istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana”, il motivo fu che nel 1748 pubblicò un testo di analisi che per l’epoca fu ritenuto dagli accademici il migliore mai scritto.Rifiutò tutte le proposte che gli venivano offerte, il Papa Benedetto IV gli offrì una cattedra all’università di Bologna in analisi matematica, il diplomatico francese Charles de Brosses gli propose di andare con lui in Francia, lei rifiutò ogni cosa perché voleva ritirarsi in convento, il padre si oppose e se né ammalò, per non dargli dispiacere non si fece suora. L’introdusse nella matematica Don Ramiro Rampinelli, grande studioso e divulgatore di analisi, algebra e calcolo infinitesimale, il risultato furono i due libri sulle istituzioni analitiche. La matematica più avanzata del tempo, la resa agli studiosi con una chiarezza mai vista all’epoca, fece molto rumore essendo una donna e l’imperatrice d’Austria Maria Teresa gli inviò un anello di brillanti. Alla morte del padre trasformò la sua casa in un ricovero per poveri, gli anziani e i malati di mente, per mantenerlo diede via tutti i beni di famiglia. Vendette anche l’anello di brillanti dell’imperatrice. Arrivò persino a mendicare per i suoi malati. Divenne la direttrice del ricovero e rivelò un altro suo talento, quella di economa, morì nel 1799 dopo aver diretto per 26 anni la sua creatura, fu sepolta in una fossa comune del Pio Albergo Trivulzio e quasi del tutto dimenticata. Credo che se fosse stata laica la scienza avrebbe attinto tanto dalla sua genialità, ma la religione insieme all’imbalsamazione della società dell’epoca frenò il suo slancio scientifico, facendo perdere all’umanità altre scoperte sulla matematica.

08-08-2016

Donald Trump

Se ce ne fosse stato bisogno di capire chi era Donald Trump, sono le sue stesse affermazioni a chiarirlo senza ombra di dubbio. Ha dichiarato che le persone che hanno armi devono fermare Hillary Clinton, è palese che di squilibrati nel mondo destra-fascista-nazista americano c’è ne sono tanti, e questo demagogo per vincere è capace anche di armare moralmente un fanatico per vincere le elezioni. Questo è un periodo non solo per gli americani ma per il mondo intero, perché essendo gli USA la potenza mondiale economico-militare, può causare più danni di quello di George Bush che continuano ancora oggi. Bene hanno fatto alcuni funzionari per di più repubblicani che pubblicamente dichiarano che non voteranno Donald Trump. Nelle ultime due settimane i sondaggi si sono invertiti ed è tornata in testa Hillary Clinton, il buon senso degli americani e i milioni di ispanici hanno capito che non possono dare il paese in mano a uno squilibrato del genere. Anche se non vorremmo interessarci di quello che fanno gli yankee, purtroppo siamo costretti dalla posizione che occupano nel mondo.

09-08-2016

Legalità o relazioni?

Mi è rimasto impresso un racconto di una ragazza, un suo zio lavorava in un’azienda agricola, trasportava i prodotti coltivati con il camion. Il proprietario usava questi trasporti per inviare la droga in tutto il paese, lei non sapeva se lo zio sapeva o meno di questi trasporti, ma essendo l’unico lavoro che aveva se lo teneva stretto. Un giorno scatta il mandato di cattura per 416 bis(associazione mafiosa), droga e altri reati satelliti, condannato a tanti anni di carcere con espiazione della pena in regime di tortura di 41 bis dove tutto è limitato. Quando è uscito aveva perso completamente la sua vita, fuori era etichettato come un ebreo con la stella gialla, e i campioni della legalità dispensavano odio e chiedevano i roghi di piazza mentre si arricchivano con i sequestri dei beni di tanta gente. Mentre leggevo ho pensato ai tempi del Medio Evo con il Malleus malefica rum (il martello delle streghe), manuale scritto nel 1487 da due domenicani e usati dai tribunali dell’inquisizione. Tempo in cui gli inquisitori avevano potere assoluto. Gli unti e gli eletti dal Signore imposero il credo della spada e del castigo divino, trascinando cordate di maghi e streghe sui roghi, nel plauso generale di una società assuefatta alla violenza gratuita “legale”, al sospetto, alla persecuzione, all’annientamento, dove le streghe non c’erano furono create e si moltiplicarono, mentre succedeva tutto ciò la chiesa diventava più ricca e gli inquisitori più potenti. Oggi succede la stessa cosa, la setta antimafia diventa sempre più potente e più ricca, mentre tanta povera gente e sbattuta in carcere e sequestrato quel poco che hanno. Sono tutti consapevoli di quello che c’era un quarto di secolo fa, ora è stato tutto azzerato, non c’è più niente, ma la setta tiene alta la tensione perché non vuole perdere i privilegi e il potere che hanno conquistato in tanti anni, con le sofferenze e la disperazione di migliaia di meridionali. Una professoressa che ha letto il racconto ha scritto, siccome sento pronunciare la parola legalità così a sproposito che ho perso il significato profondo del termine. Consiglia di urlare di meno e mettere le relazioni al posto della legalità, e la fiducia al posto delle regole, perché quello che è venuto fuori in questi due decenni è l’ossessione per le regole, del controllo, ciò crea solo sfiducia e voglia di trasgredire. Ciò che manca non è l’educazione alla legalità, tutti sanno benissimo rivendicare diritti e appellarsi alla legge, ma manca un’educazione alla cultura della relazionalità, perché non si può insegnare che la convivenza si fondi solo sull’osservanza delle regole, c’è molto altro. Questi automatismi mentali e di legge che negano relazioni, creano mostri e mostrificano intere comunità, la negazione si riversa contro i figli alimentando devianza, non si può pretendere che i ragazzi vengano isolati ed evitati come la peste non sviluppano certo una relazione positiva. Ad agosto che sono stato a Secondigliano e ho conosciuto alcuni miei nipoti, una mia nipote mi ha raccontato che quando andava a scuola, uno di questi campioni di odio locali che era andato a scuola per insegnare la legalità, quando sentì il suo cognome gli chiese se era mia parente, alla risposta affermativa, fece una mossa di disapprovazione davanti a tutta la scuola. Solo una bestia può mettere in difficoltà una ragazzina per essere parente con un ergastolano. Purtroppo sono questi paladini che ormai si sentono al di sopra dei comuni mortali, a comportarsi peggio di quello che ero io, anche se conducevo una vita sregolata ho avuto sempre rispetto per i bambini, donne e gli anziani, cosa che non fanno loro, perché non hanno rispetto di niente e nessuno, sono pronti a mettere un anziano o una famiglia in mezzo alla strada per appropriarsi di una proprietà, pronti a mostrificarli con la complicità dei media, per avere anche una sorta di legittimità morale. Sono potenti e tutti hanno paura di mettersi contro di loro, senza capire che il silenzio li rende sempre più potenti, credo che sia arrivato il tempo di urlare che questa non è democrazia ma una dittatura o meglio uno stato di polizia, dove i cittadini non hanno diritti.

10-08-2016
Corleone

I TG hanno dato la notizia che sono stati sciolti quattro comuni per infiltrazione mafiosa, come di consueto nel meridione, quello che mi ha meravigliato è stato il comune di Corleone, cosa strana il ministro Alfano ha dato motivazioni degli altri tre, due in Calabria e uno in Campania, di Corleone ancora niente. Un paio di settimane fa è morto il boss Bernardo Provenzano, il sindaco di Corleone si trovava mentre faceva il Cammino di Santiago de Compostela insieme al parroco del paese e altri religiosi, si vede che è molto religioso, questo non gli ha impedito di dare una mano alla rozza e barbara sequela di frasi che esentano dalla misericordia, la vulgata antimafia ormai è patrimonio di tutti quelli che vogliono fare carriera e rifarsi una verginità.

Un sindaco campione della legalità, per di più molto religioso pertanto vicino ad Alfano che è il potere del Vaticano che lo tiene al potere politicamente, non si sa il motivo specifico, suona strano. Personalmente penso che questo scioglimento del comune di Corleone sia una sorta di vendetta di Alfano; tempo fa fecero un blitz a Corleone e paesi limitrofi, dalle intercettazioni ambientali emerse che il padre di Alfano era andato a chiedere i voti a tutti anche ai presunti mafiosi, loro si lamentavano del suo voltafaccia, e nei discorsi da bar dicevano che doveva fare la fine di Kennedy, anche il padre di Kennedy era andato a chiedere i voti alla mafia americana(è storia accertata e riconosciuta) e poi si era rivoltato contro. I media(vergogna)manipolarono la cosa e la spararono con titoloni in prima pagina che la mafia volevano fare un attentato ad Alfano, quando invece emergeva che lui tramite il padre aveva ricevuto voti di presunti mafiosi. Ha fatto passare un po’ di tempo e poi è scattata la vendetta contro il comune, come mandare un messaggio-chi tocca me o la mia famiglia ne paga le conseguenze- Non mi meraviglierei che anche lo scandalo alle poste, dove sempre il padre aveva chiesto l’assunzione di molte persone e il fratello è stato assunto come manager, ne pagassero le conseguenze le due donne intercettate che lavorano negli uffici più alti delle poste. Il PD-Renzi per tenere in piedi il governo permettono e proteggono Alfano contro qualsiasi nefandezza; i fatti della Shalabayeva, una bimba di 6 anni sequestrata con la madre e mandata in Kazakistan in bocca a un feroce dittatore, è stata un’azione che qualsiasi politico sarebbe stato costretto a dimettersi, invece lui diventa sempre più potente e ricco. Ormai la decenza della classe politica è pari a zero, ma purtroppo si sono dati con delle leggi gli strumenti per gestire il potere come in una dittatura.

11-08-2016

Colloqui nell’area verde

Costretto dal ministero dietro relazione del Garante Nazionale dei detenuti, il direttore di Oristano ha costruito un’area verde per i colloqui. La prima cosa sbagliata è stata che con tanta terra disponibile, l’hanno fatta solo per due posti, pertanto si possono fare solo due colloqui alla volta, su trecento detenuti è singolare tale decisione. Viene messo una disposizione nella bacheca dove regolarizzano i colloqui, bisogna prenotarsi per fare un colloquio, questo significa che l’attesa è lunga, ma la cosa che amareggia di più e che lo possono fare solo chi ha i figli sotto i 12 anni. In Italia si è maggiorenni a 18 anni, allora perché 12 anni, quale legge lo stabilisce? Nessuna. Inoltre nella mia sezione il 99% è recluso da circa 20 anni, quelli più freschi, come fanno ad avere un bambino al di sotto dei 12 anni? Ormai chi ha figli è diventato anche nonno, per i nipoti non vale. I più fortunati fanno un colloquio ogni uno-due mesi, la maggioranza una-due volte all’anno, circa il restante terzo non fa colloquio. Con questa disposizione la sezione AS-1 ne è esclusa. In questo carcere tutto viene fatto per rendere difficile ogni cosa, anche le cose semplici, si burocratizza ogni rivolo della vita quotidiana, l’impressione è di una disorganizzazione organizzata.

12-08-2016

Stampante

Hanno messo la disposizione per la stampante, una cervellotica via crucis, anche in questo caso gli è stata imposta dal ministero con la relazione del Garante Nazionale.
Invece di semplificare le cose, mettere una stampante per sezione o almeno una per piano(c’è ne abbiamo tante depositate in magazzino), ne ha messa una all’area educativa per tutto il carcere, a noi AS-1 ci tocca il lunedì, dobbiamo prenotarci almeno due giorni prima.
Quando ci chiamano dobbiamo portare la carta per stampare, comprare un DVD riscrivibile che tengono loro sotto, quando andiamo dobbiamo portare anche il computer, copiare quello che dobbiamo stampare sul DVD e poi inserirlo nel computer collegato alla stampante e stampare.
Dimenticavo, ogni sezione ha una password per stampare.
Mi chiedo e se lo chiedono tutti, ma a cosa servono tutte queste cervellotiche disposizioni se dobbiamo semplicemente stampare? Inoltre ma questa fobia del direttore per la stampante, non credo che sia convinto che si tratti di una bomba? Qualcuno gli ha detto che i DVD sono delle bombe a mano.
Burocrazia cervellotica a fondo cieco. Questi direttori non hanno la competenza per portare i carceri nella civiltà europea; sono rimasti ai Bandi promulgati da Carlo Felice di Savoia nel 1826.
Stiamo scrivendo per informare il Garante e il Dap che non c’è motivo di tutte queste limitazioni.

13-08-2016

Ci odiano perché siamo una Nazione

Lo zio di quel ragazzo di Scampia tifoso del Napoli che morì ucciso a Roma da un tifoso della Roma, prima della finale di Coppa Italia a Roma tra Napoli e Fiorentina il 13 maggio 2014, ha rilasciato un intervista al quotidiano Roma sulla pagina settimanale del giovedì sul meridione, sul libro che ha scritto: Ciro Esposito. Ragazzo di Scampia.
Vincenzo Esposito fa trapelare tutta la sua amarezza per il razzismo dei media su Napoli e il meridione, spiega che a Napoli c’è l’identificazione tra città e squadra. Lui lo chiamo “buco”identitario, per il lutto che la città ancora vive per essere l’ex capitale del Regno. Il tifo è un elemento identitario forte e può essere elemento di civiltà.
C’è un preconcetto verso Napoli. L’Italia è più un’entità geografica che un’identità nazionale. Napoli, invece, ha mantenuto la sua idea di Nazione e perciò subisce un razzismo strisciante. Confrontarsi con noi è difficile, nonostante tutto restiamo una bellissima città, un grande popolo, ospitale. I napoletani non saranno mai razzisti, anche perché siamo un crogiolo di razze che insieme hanno costruito una Nazione. Essere Napoletano è un modo di vedere il mondo.
Contro di noi c’è una narrazione italiana falsa, che su Ciro è stata devastante. Ma anche su Scampia, che è vista dal mondo come luogo di malaffare per cui se vieni da Scampia devi sempre aggiungere “però sono una brava persona”. Ma Scampia è il quartiere che a Napoli ha più associazioni di volontariato, un alto numero di laureati, poi, certo, c’è anche il degrado.
Concordo pienamente con il discorso del signor Esposito, ricordo perfettamente quando successe il ferimento di Ciro Esposito, i media iniziarono a fare illusioni su Ciro essendo che veniva da Scampia, fenomenale fu la madre di Ciro che difese sia il figlio e sia Scampia, ma diede uno schiaffo morale a tutti questi scribacchini penne armate razziste, perdonando subito il feritore del figlio; e lo fece anche dopo che il figlio morì, chiedendo a tutti i tifosi di amare e tifare la propria squadra e astenersi da azione violente.
I pennivendoli al soldo del razzismo tosco padano ripiegarono su Gennaro De Tommasi, conosciuto in tutto il paese come Genny a carogna, su questo soprannome si sfogarono in modo miserabile per far dimenticare quello che avevano iniziato prima con Ciro.
D’altronde tutti i mass media hanno cuore e sede legale nel centro-nord, pertanto devono continuare a portare la campagna diffamatoria del Sud e tenere in piedi il razzismo strisciante di lombrosiana memoria.
Il giorno che ci libereremo dalla schiavitù dello Stato italiano, rifioriremo e rimarrà solo un cattivo ricordo di questo periodo infausto.

14-08-2016

Le bugie italiche

L’isis è stata cacciata dalla città di Sirte in Libia, dove aveva stabilito il suo quartiere generale per estendere il suo dominio sulla Libia, volevano fare lo stesso gioco che avevano fatto in Iraq e Siria, ma questa volta hanno trovato poca apertura da parte del popolo libico e alla prima spallata sono stati cacciati via, avendo solo il mare come via di fuga, ora sono gli europei che si preoccupano che possono giungere sulle vostre coste e sciamare nell’Unione Europea e fare attentati dovunque gli è possibile questo gli ha dato molta risonanza mediatica.
Tutto l’archivio lasciato a Sirte, hanno trovato documenti che riguardano i ricatti pagati dal governo italiano, dalle due ragazze pagate a peso d’oro, 13 milioni di euro, ma il fatto più eclatante e quello dei quattro tecnici, di cui due morirono in un conflitto a fuoco, quello che è uscito dalle carte ritrovate e che avevano pagato il riscatto, ma li stavano spostando per via dei bombardamenti americani, nell’ostacolo trovato durante il trasferimento, si liberarono da soli mentre gli altri due morirono.
Ora le famiglie dei due morti chiedono chiarezza, perché gli hanno raccontato tutta un’altra storia; come al solito.
I due vivi chiedono che lo Stato paghi le due famiglie dei morti, perché vittime del terrorismo, la cosa strana e che delle istituzioni tutto tace, un silenzio colpevole.
Da quello che si capisce e che a ogni sequestro i servizi segreti hanno ordine di pagare. Credo che a parte pagare si accordano anche per non far fare attentati sul suolo italiano; una sorta d’accordo che avevano fatto con i palestinesi, gli davano libero passaggio ma niente attentati.
Anche in questo caso c’è un razzismo strisciante, perché c’è un ragazzo palermitano da circa due anni sequestrato in Pakistan, ma lo Stato italiano se ne disinteressa totalmente con la complicità dei mass media che censurano la notizia.
Sono convinto che nei documenti ritrovati a Sirte ci sono tante altre cose, che i buoni uffici che l’Italia ha sempre avuto per via che era una nostra ex colonia, bloccherà tutto quello che li può danneggiare.

15-08-2016

Manipolazione della realtà

Insieme al vice ministro Gennaro Migliore c’era anche la parlamentare Caterina Pes di Oristano, credo che essendo del luogo è venuta anche lei, oppure qualcuno aveva interesse a farla venire per tirare l’acqua al suo mulino.
È uscito un articolo sulla Nuova Sardegna, in cui la parlamentare attacca i permessi di necessità che il magistrato ci concede con scuse puerili, il problema è tutto nella mancanza di organico, d’altronde tutti i carceri italiani per bocca dei sindacati della polizia penitenziaria sono sotto organico.
Nell’articolo ci sono cose inesatte, che durante i permessi incontriamo parenti e amici, gli addetti ai lavori sanno bene che incontriamo solo i famigliari, per legge non possiamo incontrare altra gente, abbiamo più privacy nei colloqui che facciamo all’interno dei carceri che durante le tre ore di permesso.
Questo problema potrebbe essere risolto trovando convergenza da entrambi le parti, autorizzando i colloqui via skype, così noi deportati potremmo vedere settimanalmente i nostri famigliari, il ministero non spenderebbe soldi per la scorta e non ci sarebbero sospetti di discorsi distorti com’è scritto nell’articolo.
Il 2 novembre 2015 il ministero ha emanato una Circolare ministeriale dove autorizza i colloqui via skype, con la discrezionalità del direttore per noi AS, invece per i comuni è un diritto, ancora oggi qui a Oristano nessuna postazione per fare i colloqui è stata approntata.
Siccome le lamentele sono arrivate dalla direzione, dovrebbero farsi un esame di coscienza, ma dovrebbero anche intervenire dal DAP che hanno fatto la circolare, invece niente.
La parlamentare Caterina Pes oristanese non ha perso occasione per racimolare qualche voto da parte della polizia penitenziaria, calpestando i sentimenti che più ci fanno soffrire in carcere, i contatti famigliari, che funzionari prezzolati quando vengono intervistati trasmettono alla gente che i carceri italiani sono come quelli norvegesi, dove il recluso rimane un cittadino a tutti gli effetti, la realtà è molto diversa perché veniamo deportati a centinaia di KM e non vediamo i nostri cari per anni interi.
Ad agosto l’anno scorso nell’occasione del permesso, con il ferragosto sono rimasto una ventina di giorni a Secondigliano, dove ho potuto fare quattro colloqui e conoscere cinque miei nipoti ormai grandi, neanche mi ricordavo quando avevo fatto l’ultimo colloquio, parliamo di decenni.

16-08-2016

41 bis

Hanno chiamato Giuseppe nella matricola centrale, dopo un po’ è arrivato l’agente con il carrello per prendere la sua roba. Facevamo tanti discorsi ma tutti avevamo capito che era il regime di tortura del 41 bis, poi abbiamo avuto la conferma da voci di corridoio. Posso immaginare il suo stato d’animo, ma credo che come è successo a me, sarà successo anche a tutti gli altri, una specie di vuoto dentro, un’ amarezza che è palpabile in ognuno di noi e un abbraccio di solidarietà con tutto il cuore da parte di tutti noi. Gli auguro che il ricorso che discuterà venga accolto e ritorni qui da noi.

17-08-2016
Il cappellano di Sassari

Mi aveva raccontato Davide che il prete del carcere di Bancali, aveva avuto l’autorizzazione ad andare nel blocco dove è allocato, lui aveva chiesto di parlarci perché aveva bisogno di un paio di occhiali da vista, pur essendo autorizzato non si fa vedere. Dopo sei mesi Davide viene chiamato nel magazzino e gli vengono consegnati un paio di occhiali da parte del prete, si tratta di quegli occhiali che si comprano nelle farmacie, sono dozzinali e costano 8 euro. Persino gli agenti ci sono rimasti male perché gli avevano dato l’autorizzazione e spiegato a voce le problematiche di Davide. Davide gli ha fatto la domandina per scaricare gli 8 euro, mi ha scritto che non vuole niente da un essere simile. Si rivolge al magistrato di sorveglianza e gli racconta l’episodio del prete, non credeva a quello che gli diceva Davide, perché a Sassari lo ritengono un santo, ma siccome c’era la polizia penitenziaria che poteva testimoniare, ha dovuto credere anche se incredula. Oggi mentre leggo il quotidiano la Nuova Sardegna c’era un articolo dove metteva in bella mostra questo prete del carcere di Sassari, si chiama padre Salvatore Morittu, aveva ricreato una festa nel teatro con le maschere sarde, i tamburi e un cero molto grande portato da alcuni detenuti. Un religioso non dovrebbe farsi guidare dalle discriminazioni, non può e non deve, ma si vede che questo prete ha perso la pace e l’amore di Gesù nel cuore, e pertanto si comporta con le stesse miserie e paure della gente.

18-08-2016

Alessandro Margara
Mi ha scritto Carmelo e mi ha mandato uno scritto da lui redatto per commemorare l’ex magistrato di sorveglianza Alessandro Margara che è venuto a mancare il 6 agosto. Nessun notiziario ne ha dato notizie e ne tantomeno ne ho letto su qualche quotidiano o nelle rassegne stampe. Non era un uomo dei partiti e ne tantomeno era ben visto dalla stessa magistratura, perché era controcorrente e non si lasciava trascinare dai proclami politici che servono esclusivamente per i loro interessi.
L’ho conosciuto quando mi trovavo nel carcere di Volterra(PI) nell’89-90, mi guardò, sorrise e disse: “lei è un ottimo detenuto ma è stato un cattivo cittadino”, continuò dicendomi che era presto per un permesso, dopo poco mi arrivarono altri mandati di cattura e fui trasferito. Era stimato e ammirato da tutti i reclusi della Toscana, il culmine lo raggiunse quando tutti i magistrati di sorveglianza si misero a scioperare contro di lui, rigettavano qualunque richiesta di permesso, facevano ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Firenze e lui glieli dava, dopo undici mesi terminarono lo sciopero. Essendo una persona trasparente non potevano inventarsi nessuna calunnia per attaccarlo. Quando fu nominato capo del DAP tutti erano certi che avrebbe lasciato il segno. Organizzò varie riunioni con tutti i magistrati di sorveglianza d’Italia, i comandanti delle carceri, direttori, educatori, psicologi, assistenti sociali e il volontariato, e spiegò come voleva che il carcere dovesse cambiare, tutto era fato con il placet del ministro Oliviero Diliberto, che alla sua prima uscita pubblica nel carcere di Rebibbia dichiarò che l’ergastolo deve essere abolito. Dopo pochi mesi dai quotidiani apprendemmo la notizia che Margara era destituito e al suo posto era subentrato Giancarlo Caselli, capimmo subito che sarebbero ritornati i tempi bui, da una stagione di cambiamenti illuminati, scendemmo nell’oscurità medievale e ancora paghiamo le decisioni della mentalità inquisitoria di Caselli.

Dopo tempo Margara fece un intervista a un quotidiano, dove affermava che Diliberto aveva ceduto ai diktat dei sindacati della polizia penitenziaria, così si era fatto due settori amici, sia il sindaco della polizia penitenziaria e sia l’area di sinistra che gli aveva chiesto di assumere Caselli perché terminati gli anni della procura di Palermo dove aveva inquisito tutti i politici del pentapartito, tra cui Andreotti, tutti assolti ma bruciati come politici, non potendolo lasciare agli attacchi per tutto il male fatto per favorire la sinistra, Diliberto da fervente comunista stalinista obbedì e ancora oggi gli estremisti guidano il ministero e niente è cambiato, quando poteva essere fatto vent’anni fa. È stato un grande magistrato di sorveglianza, un grande Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze e doveva essere per forza di cose un grande uomo.
Non sarà dimenticato, gli auguro il riposo dei giusti.
19-08-2016

Caldo… anomalo

La Nasa ha dichiarato che il caldo di quest’anno non succedeva dal 1880, è strano che un ente così importante non dica il motivo di questa anomalia, credo perché sia americana e li le multinazionali del petrolio la fanno da padrone. Azzardo un ipotesi, in quel periodo erano circa cinquant’anni che era iniziata l’era industriale, all’epoca quello che si usava era il carbone che inquina più del petrolio, e credo che da questo deriva il caldo di quegli anni.
Ricordo che talmente era tanto il carbone che bruciavano a Londra(all’epoca prima potenza industriale al mondo)che la città era piena di smog dalla fuliggine che usciva dalle ciminiere, siccome morivano tanta gente per l’inquinamento, presero un provvedimento drastico per ridurre la nebbia prodotta dal bruciare il carbone; non ricordo quali furono i limiti e i divieti che imposero.
Tutti sanno che fra molti anni si arriverà al punto del non ritorno, e allora sarà troppo tardi per prendere provvedimenti, anche drastici.
Qualcuno dimentica che non abbiamo una terra di riserva.
Mi auguro che succeda come con le altre ere; l’era della pietra è finita non perché sono finite le pietre, come anche con l’era del bronzo e poi del ferro, spero in una scoperta che mandi in pensione gli idrocarburi fossili.

20-08-2016

Si parte

Ieri sera è iniziato il campionato, le prime due squadre che lotteranno per lo scudetto, Roma e Juve hanno vinto la prima partita, anche il Milan in modo fortunoso ha vinto.
Il Napoli ha steccato la prima, stava perdendo due a zero il primo tempo, nel secondo tempo con l’entrata di Mertnens si è arrivati al pareggio con una sua doppietta in tre minuti.
Sarri inizia sempre male il campionato, così successe anche l’anno scorso, speriamo che già domenica possa iniziare a vincere.
Higuain(giudain)invece ha dato i tre punti alla Juve.

Sono fiducioso che quest’anno ci prenderemo delle belle soddisfazioni, il tempo che la squadra ingrani, essendoci due giocatori per ruolo di pari livello le cose andranno bene.

21-08-2016

Diario di Pasquale De Feo 22 giugno – 21 luglio

diario11[1]

 

Finalmente

Dopo un anno ho iniziato di nuovo a scrivere con il computer, devo ritrovare la manualità e la dimestichezza, perché è un nuovo computer con il programma Vista.
Certamente sarà meno faticoso della penna, che mi ha tolto tanto tempo, e da un po’ di tempo che non ho tempo di leggere un libro, speriamo che con il computer possa di nuovo ricominciare a leggere, mi manca molto.Ho molti libri arretrati da leggere.

22-06-2016

Colloquio

Sono venuti a colloquio Mario Spada e Francesca De Carolis, è stata una gioia conoscerli dopo tante lettere, ho trascorso tre ore meravigliose. Avevo il timore di non reggere il confronto con persone entrambe laureate e che occupano un posto di rilievo nella società; purtroppo la lunga cattività ti crea anche queste problematiche psicologiche. Ho trascorso tre ore piacevoli, dopo le titubanze iniziali, tutto è stato naturale, mi sembrava di stare seduto al tavolino di un bar oppure in salotto a discutere di tanti argomenti con degli amici. Talmente era diventata piacevole che mi sono dimenticato che ero in carcere, non mi era mai capitato un fatto del genere, in qualunque occasione di qualsiasi entità, il carcere era sempre stato presente, una condizione imprescindibile, questa volta è stato diverso. Gli argomenti trattati sono stati tanti, di alcuni non si è riusciti neanche a completare il discorso, l’impressione e che volevano toccare tutti i ragionamenti che in questi anni abbiamo toccato nelle lettere. Le tre ore sono volate, sono ritornato dal mio viaggio con il brusco risveglio dell’agente che ha aperto la porta e ha detto:è finito. I risvegli sono sempre brutti, ma non si può nascondere la realtà quando la si vive da una vita intera. Non è stato piacevole rompere bruscamente quell’oasi che si era creata e salutare in modo veloce senza neanche dare il tempo di assorbire il colpo, purtroppo il carcere è principalmente questo, freddo, distaccato, disumanizzante. La direzione aveva rigettato la richiesta di permesso richiesta da me e da loro, siccome Mario aveva partecipato a uno dei tavoli degli Stati Generali per la riforma del sistema penitenziario su richiesta del ministero, ha chiesto al ministero perché non poteva entrare a Oristano, lui e Francesca erano entrati in altri carceri, era ritenuto una persona idonea a discutere le riforme per migliorare il sistema penitenziario, gli sembrava impossibili che non avesse i titoli per entrare nel carcere di Oristano. Sono intervenuti e subito la direzione ha dato il consenso.Fa riflettere questo episodio, perché se Mario non fosse la persona che è, non avremmo mai avuto l’autorizzazione per conoscerci.Quindici giorni prima, avevo avuto una discussione con il Commissario del carcere, volevo sapere la motivazione per iscritto del diniego per il colloquio, lui mi aveva risposto che non era un mio diritto fare colloqui con terzi, gli risposi che se non ci fossero impedimenti diventava un mio diritto perché il rigetto si tramutava in un sopruso. Rispose che così tutti potevano entrare in carcere, “il giorno che succede entreremo nella civiltà europea”, la sua risposta si commenta da sé, -non sarebbe più un carcere-, lei ha una mentalità medievale, siamo nel terzo millennio se lo ricordi, comunque mi dia la motivazione in modo da potermi rivolgere a chi di dovere, non me l’ha data. Ho saputo del colloquio perché quasi tutti i giorni facevo telefonare all’ufficio colloquio per avere i motivi, mi riferisce l’agente di sezione che il colloquio è stato accettato.Ho la conferma di Gino che hanno chiamato per fare una domanda anche per Mario, perché lui l’aveva fatta solo per Francesca, conoscendo solo lei, era venuto il direttore il persone per l’autorizzazione. Questo è uno dei motivi per cui le carceri non si aprono alla società e rimangono delle “segrete medievali”.Credo che la società è composta da tante belle persone come Mario e Francesca, ma il sistema non da la possibilità di fare incontrare queste persone che la vita non è stata benigna nei loro confronti, certamente non per le colpe esclusivamente loro, perché non solo loro che hanno gestito il potere del Paese, hanno subito tutto ciò che di peggio gli poteva succedere. È palese che in modo stupido e ignorante, mettendoci anche del nostro, abbiamo buttato la nostra vita. Nel fiume della vita, non sempre si ci abbandona alla corrente, spesso per motivi misteriosi si approda sulla riva sbagliata. Un grazie a Mario e Francesca di esistere.

23-06-2016

Cessato il fuoco

I notiziari hanno dato la notizia che il governo colombiano ha trovato un accordo con i guerriglieri delle FARC per un cessate il fuoco, sicuramente hanno trovato un’intesa che gli consente di arrivare alla pace.Da molto tempo ci sono colloqui di pace sotto la garanzia del governo cubano; ricordo che una delle delegate delle FARC era una guerrigliera olandese, andata in Colombia per conoscere i moti guerriglieri, si aggregò a loro.Ancora oggi non si conoscono l’entità dei morti e dei profughi interni, purtroppo fino ad oggi non è stato possibile istaurare un tavolo per la pace per colpa degli americani, per tenere i loro piedi nel paese, con la scusa della guerra alla droga, hanno alimentato tutto il peggio che la CIA possa mettere in campo.Mi auguro che questa volta non intervenga nessun fattore esterno a far naufragare la fine della guerra civile.

24-06-2016

Brexit

Quello che temevamo in tanti si è avverato, il referendum ha fatto vincere chi voleva uscire dall’Unione europea. L’Europa dei banchieri non piace a nessuno, troppo disparità, troppo meccanismi dispotici, troppa burocrazia, questo ha creato tanti malumori che si proiettano negli strati poveri della popolazione europea.Tutta la pubblicità del tempo ha attecchito sui giovani che vogliono studiare dove vogliono, girare senza confini, lavorare con la meritocrazia, questo li libera dalla prigione asfissiante della clientela politica, dalle baronie dell’università e della ricerca, e dal ricatto del lavoro imposto con un salario da fame.La popolazione non più giovane che deve sobbarcarsi tutti i giorni per arrivare a fine mese, sono diventati ancora più poveri e hanno dato la colpa all’Unione europea, così è successo in Inghilterra, punendo l’elite economica che pensava solo ad arricchirsi creando indigenza con la loro ingordigia. L’Inghilterra può solo perderci da questa uscita in Europa, perché perderà la Scozia e forse anche l’Irlanda del Nord, perché entrambe vogliono rimanere nell’Unione europea.La finanza che gira intorno alla city di Londra investe in tutta Europa, con l’uscita del paese, i paesi europei andranno in qualche altro posto in Europa, perdendo investimenti di miliardi di euro.I settori dove perderanno saranno tanti e nel lungo periodo porteranno gravi danni all’economia, perché le sue aziende ormai sono intrecciate con quelle europee. I giovani che non vogliono uscire dall’Europa, hanno subito fatto una raccolta di firme per non uscirne, in pochi giorni sono arrivati a oltre tre milioni di firme per indire un nuovo referendum. La Scozia ha già dichiarato che non ratificherà la Brexit, vogliono chiedere all’Unione di rimanere, pronti a fare anche un nuovo referendum per la sessione e divenire indipendenti. L’Irlanda del Nord, il Vice Presidente ha dichiarato che è arrivato il tempo che il paese si riunisca all’Irlanda e rimanere in Europa.Forse questa scossa è salutare per l’Unione europea, tutti hanno paura dell’effetto domini, pertanto questa sarà la volta buona che si rifaranno le riforme per renderla più vicino alla popolazione europea e toglierla dalle mani dei banchieri.Ci vuole un Europa politica, sociale, fiscale, giustizia, militare, ed economica, che abbia una sola voce all’estero, in modo che ogni europeo si senta a casa in ogni Stato del Continente e da poter competere e fare la nostra politica i nostri interessi e non quelli americani. Di conseguenza la NATO e altri organismi utili agli americani non servono più.

25-06-2016

Bastiano

Avevo visto di sfuggita nella rassegna stampa del TG di Rai Tre Regionale del mattino, un articolo su Bastiano, il titolo era: Io, salvo grazie ai libri. Scrivendo a Beatrice gli avevo chiesto se mi mandava l’articolo, ma casualmente mi è capitato fra le mani e l’ho potuto leggere, ha fatto una bella intervista. I libri lo hanno aiutato a emanciparsi e ad essere un uomo consapevole, ma principalmente a migliorarsi. Dice anche una grande verità, non è semplice studiare in carcere, non ti agevolano e né ti stimolano, tranne al carcere di Padova, dove si è aiutati in tutti i modi, e dove si è laureato in storia. Oggi si trova a Nuoro in semilibertà, lavora nell’azienda del cognato e fa volontariato due volte alla settimana nella parrocchia della Beata Maria Gabriella di Nuoro, fa il bibliotecario e cataloga e riordina le centinaia di libri donati alla chiesa per il centro di accoglienza dei detenuti. Alla domanda del giornalista se la galera migliora o si ci perde definitivamente, a lui l’ha salvato lo studio e i libri, ma dice una grande verità affermando che l’80%dei reclusi sono dentro per reati di droga, per loro il carcere non serve, è solo un parcheggio. Se abbiamo la recidiva più alta d’Europa, oltre il 70% vuol dire che le carceri peggiorano, d’altronde con la mentalità ottocentesca del sistema penitenziario italiano, non può che alimentare odio, rancore e rabbia. Ricordo che quando eravamo a Sulmona, io, lui e Carmelo eravamo ritenuti ribelli, istigatori, sobillatori, facinorosi ecc; addirittura la defunta direttrice Miserere ci mise il divieto di incontro, loro sono stati fortunati con il trasferimento a Padova, sono usciti tutti e due, viceversa io non riesco ad andare in un carcere che mi dia la possibilità di cominciare a ritornare a casa. Sono contento per loro e mi auguro che quanto prima ritornino definitivamente a casa.

26-06-2016

Good city

Hanno fatto un reportage sulla città migliore in servizi e in tutti i campi, alla fine hanno scelto Tokyo e Kyoto in Giappone, ma nell’insieme tutte le città del Sol Levante sono risultate le migliori al mondo. zUna buona città non dipende solo dall’amministrazione pubblica, ma anche dalla responsabilità di ogni singolo cittadino, il bene pubblico è tale se viene rispettato e protetto dagli abitanti della cittadina, viceversa si può essere migliore governo comunale ma i risultati saranno sempre deludenti. Lo stesso riguarda la sicurezza sociale. Nelle città giapponesi il rispetto dei luoghi pubblici, non è salvaguardato solo dai divieti e le leggi, ma anche principalmente dalla cittadinanza che si attengono alle ordinanze e al senso di rispetto che hanno per se stessi e per ciò che li circonda. I bambini vanno a scuola da soli, senza nessun timore da parte dei genitori, perché l’attenzione verso gli altri è molto forte, è un aspetto della vita sociale giapponese da sottolineare, sono sempre disponibili a dare un aiuto in caso di difficoltà. Girare nelle città giapponesi si ha un senso di sicurezza perché il controllo dell’ordine pubblico e del controllo sociale è costante, ciò trasmette serenità e pace, lontano dal paragone delle città Occidentali che trasmettono inquietudini, insicurezza e paure. Un paese lontano, ma avremmo molto da imparare dalle loro civiltà.

27-06-2016

Davide abbatte… Golia

Tempo fa avevo già scritto di un vecchio pastore che aveva vinto contro l’arroganza di una società finanziaria. Oggi leggo che la settimana scorsa il pastore ha avuto una sentenza di vittoria definitiva, ora la società immobiliare deve abbattere metà resort a cinque stelle, per fare il passaggio e dare visualità alla proprietà del pastore. Il pastore si chiama Ovidio Marras, la lotta comincia il 14 aprile 2010 perché la finanziaria Sitas aveva deciso di modificare il tracciato della stradina che conduce alla proprietà della famiglia Marras “Furriadroxiu”per adattarlo al progetto del resort. Buttò il cancello a terra e ne piazzò altri due senza neanche dare una copia della chiave al Marras. Dopo costruirono il corpo centrale dell’immobile turistico sul percorso della stradina della proprietà del contadino. Gli proposero di vendere alla Sitas ma lui si rifiutò e si rivolse al tribunale, da quel momento per la società immobiliare fu un susseguirsi di sentenze che gli davano torto. Inoltre Italia Nostra fece ricorso per l’impatto paesaggistico e anche in questo ebbero la peggio. Ora devono abbattere tutto ciò che hanno costruito fino ad oggi, sarà il comune di Teulada che deve mandare le ruspe al più presto, in caso contrario il sindaco sarà denunciato per abuso di ufficio. La società immobiliare cercherà di porre resistenza con ulteriori ricorsi, ma non credo che riuscirà a scalfire le vittorie del contadino. Nella realtà di questi abusi c’è ne sono tutti i giorni, ma le vittorie sono minime nell’ordine di una ogni diecimila, questa non è giustizia perché vuol significare che la corporazione della magistratura, poche volte fa il suo dovere di essere al servizio dei cittadini. Comunque forza gli Ovidio Marras.

28-06-2016

Briganti o emigranti

I gruppi subalterni subiscono sempre l’iniziativa dei gruppi dominanti, anche quando si ribellano. Antonio Gramsci. Finalmente ho letto un libro scritto dalla sinistra o forse meglio dire persone che si ritengono ancora comuniste, e hanno descritto la vera realtà, quella passata, presente e anche futura se le cose non cambiano, dell’Italia del meridione, per essere precisi l’ex Regno delle Due Sicilie, è stato un programma scientifico per trasformarla in colonia. Il libro si intitola “Briganti o emigranti”. Sud e movimenti tra con ricerca e studi subalterni. A cura di Orizzonti Meridiani. Con la prefazione di Franco Piperno. Ombre Corte. L’opera selvaggia condotta con la retorica risorgimentale che ha nascosto orrori simili a quelli nazisti iniziano a emergere in tutta la loro bestialità.Tutti i percorsi storici che hanno richiesto un processo di riunificazione di una nazione hanno comportato sempre delle problematiche sulle rotture di equilibri consolidati nel tempo, sfociati in guerra civili, repressione poliziesche e abusi da parte del ceto dominante, nel tempo hanno fatto una politica di inclusione che ha reso tutti i cittadini dello Stato uguali e con pieni diritti. Hanno incluso nella storia insegnata a scuola i passeggi che hanno fatto per arrivare ad essere una nazione con un solo popolo. In Italia la cosa è stata diversa, l’epopea di riunire la nazione, il glorioso risorgimento è stata una truffa che ha causato un mare di sangue. Il Regno Sardo Piemontese alla bancarotta, con l’appoggio dell’Inghilterra e il beneplacito della Francia avuto dall’imperatore Napoleone III mentre si trastullava tra le cosce della cugina-amante di Cavour, finanziata con 50 milioni da Rothschild, invasero, conquistarono e depredarono come un’orda di mongoli, commettendo la più grande rapina della storia, saccheggiando l’Italia del meridione(uno Stato ricco e tra i più prosperi d’Europa)ripianarono i loro debiti che avevano con gli inglesi, francesi e Rothschild. Gli eroici predoni savoiardi, per coprire nefandezze interrabili, il genocidio fu fatto passare per repressione poliziesca, tutti i patrioti duo siciliani furono fatti passare per briganti, con l’ausilio di pseudo scienziati antropologi crearono teorie criminali sulle razze delle popolazioni dell’Italia del meridione, per avere la legittimazione come succedeva nelle colonie africane, dove l’indigeno era inferiore e il colonialista portava la civiltà. D’altronde ci ritenevano africani e dopo pochi anni dall’unificazione della penisola, i meridionali erano ritenuti “barbari”, “degenerati”, “inferiori”, “degradati”, questi termini entrano nel lessico comune. Costruirono nell’immaginario comune che le popolazioni meridionali erano una razza inferiore, di fatto crearono il razzismo antimeridionale che perdura tutt’ora, che in un secolo e mezzo ha inquinato tutte le istituzioni e persino le leggi, di fatto ha ispirato tutte le politiche contro l’Italia del meridione, istituzionalizzando una colonia. Per mantenere questo stato permanente coloniale, la perpetua emergenza è stata fatta divenire ordinaria, legittimando lo stato d’eccezione con la repressione poliziesca e militare, con la scusa della lotta a qualcosa, una volta il brigantaggio, oggi la mafia, domani si inventeranno i marziani, per mantenere inalterato lo status quo. Invece di creare una nazione con l’inclusione di tutti, hanno costruito un paese diviso a metà, uno dominante e l’altro colonia subalterna, insegnando a scuola una storia che trasforma due classi di cittadini, una di serie A dominante e l’altra di serie B servi-iloti, affinché la subalterna duri all’infinito. La differenza con le altre nazioni è proprio in questo obbrobrio che hanno istaurato. Hanno scritto la nostra storia con il loro metro di giudizio, quello del colonizzatore, interpretando i nostri pensieri e quello che ritenevano che vedevamo, come se fossimo degli indigeni di una tribù africana. Questa prospettiva continua ancora oggi, ci ritengono immaturi per recitare un ruolo sul palco della storia. Vorrei riportare un brano del libro che rispecchia la realtà: “-Dalla nascita del Paese è nata la questione meridionale, e la mafia ritenuto un fattore di arretratezza culturale ed economico, questo ha consentito il più forte elemento di legittimazione degli interventi speciali dello Stato nel meridione. Tantissimi sono stati i piani straordinari, di stampo economico, repressivo, normativo, operazioni militari- polizieschi, interventi legislativi, cassa per il Mezzogiorno, fondi comunitari per lo sviluppo, regimi carcerari(41 bis), programmi di industrializzazione. Recentemente piani speciali per i rifiuti, di ricostruzione, progetti infrastrutturali. Tutti questi fattori, apparentemente molto diversi tra loro, concorrono in pari misura alla definizione di quella “violenza conservatrice” che è lo “stato di emergenza classico”.
Siamo solo all’inizio, mi auguro che la divulgazione continui con tanti libri ancora, la verità deve venire allo scoperto, affinché le popolazioni dell’Italia del meridione conoscano il loro passato.

29-06-2016

Poche parole ti aprono il cuore

Mi hanno chiamato per ritirare il pacco postale al magazzino, all’interno trovo due lettere delle mie nipoti Silvia e Sara, porto tutto in cella, metto a posto e poi mi metto comodo a lettere le due lettere. Silvia mi scrive che gli dispiace che non ci vediamo, gli farebbe piacere venire a colloquio; ad agosto l’anno scorso sono stato un mese a Secondigliano per un permesso di necessità, ho fatto quattro colloqui e lei è venuta sempre, e abbiamo avuto modo di conoscerci, una ragazza molto sofferente per problemi di salute, ed ora sta per affrontare un problema molto delicato, dovrebbe farsi il trapianto di reni. Tutto ciò non ha intaccato minimamente il suo carattere, duro e determinato. Mi raccontava che insieme a un gruppo di suoi amici andava a protestare per bloccare prepotenze istituzionali, ogni volta subivano i soprusi delle forze dell’ordine, rimaneva meravigliata perché erano tutti ragazzini dai 14-16 anni e non comprendeva il motivo di tanta cattiveria da parte di chi doveva proteggerli invece li trattava male. Gli spiegai che la vita, purtroppo, non è tutto bianco e nero, sarebbe facile se fosse così, pertanto più che meravigliarsi doveva usare sempre la ragione per cercare di capire. In questo momento sta facendo gli esami, impegnata come tutti i ragazzi della sua età, l’anno prossimo andrà all’università. Sara non la conosco di persona, solo in foto, vorrebbe anche lei conoscermi, mi auguro che ci sia l’occasione a breve per un colloquio o un permesso per passare un po’ di tempo con lei. Il padre mi scrive che è molto brava a scuola. Siamo ritenuti tutti boss e pieni di soldi, nella realtà non abbiamo la possibilità di conoscere i nostri nipoti; ad agosto l’anno scorso con i colloqui fatti a Secondigliano ho conosciuto alcuni nipoti. Ma è stato un caso che io sia rimasto circa un mese a Secondigliano, c’erano le ferie di ferragosto, in caso contrario dopo pochi giorni sarei stato rimandato a Oristano dove sono stato deportato. Questi impedimenti causati dalla lontananza istituzionale, non aiutano la serenità psicologica, e nel luogo in cui ci troviamo alimentano solo rancore, per l’impossibilità di poter coltivare i nostri affetti.

30-06-2016

La filosofia di Moana

Un amico mi ha passato un migliaio di libri sul computer, dandogli un’occhiata per vedere quali libri erano, ho trovato il libro di Moana Pozzi, incuriosito ho iniziato a leggerlo e nel giro di tre ore l’ho finito. Sono rimasto meravigliato della libertà di questa donna, che il destino ha voluto che rimanesse viva per sempre; aveva ragione Nietzsche, per vivere per l’eternità bisogna morire giovani, la storia c’è lo dimostra. E morta all’apice del successo, e anche dopo ha lasciato parlare per molto tempo, è deceduta all’improvviso, si è fatta cremare, come aveva lasciato scritto anche nel libro, in modo da non lasciare lapidi o altro, il mistero alimenta sempre trame di ogni genere. Come dicevo, era una donna veramente libera, e non libertina come dicevano, faceva ciò che gli piaceva in piena libertà e alla luce del sole senza nascondersi. La stragrande maggioranza delle donne vorrebbero fare tutto ciò che gli piace, ma per conformismo e timore del giudizio della gente, non vivono come vorrebbero ma secondo i dettami della società, che in un certo senso le tiene prigioniere se non proprio schiave. Il sesso non è peccato e un dono meraviglioso della natura, che andrebbe vissuto in serenità nella piena libertà, con la consapevolezza che è la cosa più bella del mondo. Sono d’accordo che andrebbe insegnato a scuola, in modo che i bambini hanno conoscenza del sesso e anche dei pericoli della vita come i pedofili, che nella maggior parte dei casi arriva da persone che dovrebbero proteggerli. Gli episodi che racconta, sono spiegati con una semplicità e una naturalezza che invogliano la lettura. Quando l’ha scritto a molti uomini saranno fischiate le orecchie, perché le pagelle nella maggior parte dei casi sono molto basse, solo a Marco Tardelli il campione del mondo dell’82 da un otto. Oggi c’è più libertà di trent’anni fa, le donne sono più disinibite ma anche le ragazze non scherzano, ho visto un servizio qualche anno addietro sul programma Le Iene a Italia Uno, le ragazze sembrano tante piccole Moana. Sono innamorato dei paesi scandinavi perché hanno la libertà a 360°, credo che Moana non sarebbe stata tale in uno dei paesi del Nord Europa, perché la libertà sessuale c’era già negli anni Sessanta quando in Italia vedere una caviglia era un evento. Sessualmente doveva essere uno schianto, beato chi ha potuto conoscerla e godere delle sue grazie; se c’è un’altra vita vorrei conoscerla per appurare tutte le sue virtù. Grazie per quello che ci hai dato.

01-07-2016

Il modus operanti dei manager

“Per cambiare un’organizzazione aziendale è necessario che un manipolo di cambiatori distrugga fisicamente i gangli che si oppongono al cambiamento. A tal fine bisogna creare malessere e poi colpire le persone che si oppongono al cambiamento in modo da suscitare paura all’intera organizzazione. Così in pochi mesi l’organizzazione capirà, perché alla gente non piace soffrire.” Questo discorso è stato fatto da Francesco Storace, amministratore delegato di Enel, pronunciato a fine maggio 2016 durante l’incontro con gli studenti della Luiss Giudo Carli di Roma, rispondendo alla domanda di uno studente: “come si cambia un’organizzazione?” La risposta ha indignato l’opinione pubblica, ma non c’è da scandalizzarsi, perché basta vedere come trattano gli operai, pertanto figuriamoci che dovessero avere scrupoli di coscienza per ridisegnare l’organizzazione dell’azienda, il profitto viene prima di tutto, in base al profitto sopravvive, se non ci fosse per la legge del mercato dovrebbe chiudere.
La crudeltà di queste azioni deriva dall’onnipotenza del profitto, le aziende dovrebbero avere anche una visione sociale, la tutela degli operai dovrebbe essere una sorta di dogma aziendale, purtroppo neanche i sindacati hanno al primo posto del loro agire “l’operaio”, al massimo pensano ai posti di lavoro, pertanto gli operai diventano numeri, statistiche, perdendo il senso umano che dovrebbe caratterizzare la loro funzione.Come sempre la verità sta nel mezzo, bisogna coniugare le due parti in cima alla piramide, il fattore umano degli operai e il profitto dei proprietari dell’azienda. La politica che indirizza e controlla lo Stato dovrebbe intervenire affinché la bilancia sia in equilibrio. Mi auguro che in futuro si possa arrivare a un benessere diverso da quello attuale, da verticale diventi orizzontale, in modo che ci sia più equilibrio nella ricchezza.

02-07-2016

Le lingue italiane

Ogni popolo ha nella sua lingua la carta d’identità, se gli viene tolta non sarà più un popolo, ma diventerà un servo del dominatore, perché gli impone la sua lingua ma allo stesso tempo lo ritiene un cittadino di serie B. In Africa, dove la colonizzazione raggiunse tutti i punti del continente; gli indigeni dovettero lasciare la loro coltura per prendere quella del colonizzatore, ma principalmente gli fu imposto la nuova lingua, che ancora oggi è rimasta viva, anche se è finita la colonizzazione fisica sostituita da quella finanziaria. In Italia l’Unesco riconosce 32 lingue, mentre lo stato solo 12, spesso la miopia di certa politica è più devastante di una guerra. C’è una poesia del poeta siciliano Ignazio Buttita che da sola basta a far capire l’importanza della lingua.
Un popolo mettetelo in catene/spogliatelo/tappategli la bocca/è ancora libero/Levategli il lavoro/il passaporto/la tavola dove mangia/il letto dove dorme/è ancora ricco. Un popolo diventa povero e servo/ quando gli rubano la lingua/ricevuta dai padri:/è perso per sempre.Le altre 20 lingue considerate inesistenti e ritenute semplici dialetti, con nessuna tutela diviene una sorta di condanna a morte con il tempo che funge da boia.
Lo Stato dovrebbe avere il dovere di preservarle e agevolare che rimangano vive per le future generazioni.

03-07-2016

Le continue stragi
Sono alcuni giorni che i notiziari non fanno che parlare della strage successa a Dacca capitale del Bangladesh, dove sono morte 20 persone di cui 9 italiani. Hanno usato lo stesso metodo della strage di Kenia, dove chi non sapeva recitare un versetto del corano veniva ucciso, a Dacca l’hanno fatto con il macete. Nei notiziari nessun accenno al motivo di tanta crudeltà in un paese che fino a pochi anni fa, c’era l’Islam più tollerante del mondo. Nella rassegna mattutina della stampa, leggo un titolo di un articolo che dice tutto: “I soldi dei sauditi ci stanno inquinando”, alla fine centrano sempre loro con i loro soldi e il loro estremismo religioso l’islam “wahhabita”.Siccome sono fedeli alleati degli americani, in più gli consentono di avere un controllo sull’economia petrolifera mondiale, questo impedisce al mondo Occidentale di incolpare l’Arabia Saudita di tutti i misfatti che combina nel mondo, con la scusa di fare del bene entra con le ONG nei paesi e divulga l’estremismo della sua setta islamica. Tutto il mondo deve subire perché fanno comodo agli americani, essendo che in ogni mossa geopolitica gli yankee hanno usato i sauditi. Tutto il male è iniziato con la guerra santa in Afganistan per contrastare i russi, alla fine tutti questi combattenti sono ritornati a casa. Tutto quello che succede è figlio di quel disastro. Nel tempo gli americani hanno fatto altre scelte che hanno creato ancora più caos, mi chiedo come è possibile? Forse c’è da riflettere, non possono essere così stupidi, mentre noi vediamo morte e distruzione, loro vedono in modo chiaro le loro strategie che si compiono. Circa trent’anni fa lessi un libro scritto da intellettuali futurologici che avevano lavorato con la CIA; cresciuto nel clima della guerra fredda, sembrava di leggere fantascienza. Affermavano che la guerra fredda l’avrebbero vinta gli americani, il prossimo nemico che avrebbe preso il posto dei sovietici, sarebbero stati i mussulmani, pertanto i mussulmani e il Sud del mondo. Continuavano affermando che gli americani si sarebbero alleati con i russi per contrastare la Cina che sarebbe diventata troppo potente. La guerra contro i mussulmani è cosa fatta, pertanto gli americani non hanno dovuto smantellare il loro apparato bellico per la fine della guerra fredda. La Cina nei prossimi anni sorpasserà gli americani con il loro PIL., di conseguenza succederà anche in campo militare, le spese cinesi aumentano ogni anno, nei prossimi dieci anni, succederà quello che ho letto nel libro. In conclusione niente nasce, dall’oggi al domani, tutto è programmato dagli americani come in un gioco a scacchi, anche se chi ne paga le conseguenze sono milioni di esseri umani.

04-07-2016

Dittatori amici… vecchia politica

Anche in Africa c’è una “Corea del Nord”, ma non se ne parla perché amica dell’Occidente, la solita vecchia politica del dittatore amico, pertanto immune da qualsiasi gogna mediatica e dall’attacco degli organismi internazionali, seppur ci saranno, c’è sempre una delle cinque nazioni che ha diritto di veto all’ONU che blocca qualsiasi condanna. Quando non serve più all’improvviso tutti i suoi mali diventano di dominio pubblico, con tutti gli organismi internazionali che si svegliano e iniziano a cuocerlo a fuoco lento, fino a quando il mondo intero ritiene giusto che rimuoverlo con qualsiasi mezzo è lecito. La “Corea del Nord”africana è l’eritrea, un regime dittatoriale talmente crudele e feroce che ha ridotto il paese in una prigione a cielo aperto; per fare un esempio la nostra regione Lazio con gli stessi abitanti ha 12 carceri insieme ai centri di detenzione, l’Eritrea ne ha 361. Arresti e sequestri sono all’ordine del giorno, torture e uccisione e la prassi, chi cerca di scappare dal paese viene ucciso, tutti devono prestare servizio militare in maniera permanente, anche nel civile se serve; degli schiavi. Fuggono a migliaia, preferiscono rischiare di essere uccisi al confine, nel deserto o nelle mani dei trafficanti d’uomini, piuttosto che vivere e fare gli schiavi sotto la dittatura di Isaias Afewerki, una persona su sei della popolazione eritrea vive all’estero scappata da quell’inferno e continuano a fuggire tutti i giorni. L’Occidente non solo non fa niente, ma lo aiuta anche finanziariamente, tra cui l’Italia, il motivo è sempre per interesse o giochi geopolitici. I media italiani sono bene informati che in Italia ci sono migliaia di eritrei a cui viene dato l’asilo politico, se venissero rispediti nel loro paese sarebbero uccisi insieme alle loro famiglie. Tutti i giorni i media mondiali parlano della Corea del Nord, la mortificazione è continua è incessante, perché gli americani sono alleati della Corea del Sud e del Giappone. Premesso che il regime coreano e aberrante, una prigione a cielo aperta, una dittatura feroce che ha seminato il paese di campo di rieducazione, dove non esistono diritti e la vita umana vale zero. Siccome il loro protettore è la Cina, allora è classificata il diavolo, mentre l’Eritrea la censura la preserva di metterla al centro dell’attenzione. Certi metodi sembrano superati, invece sono più attuali che mai.

05-07-2016

Angelino Alfano

Le protezioni per Alfano sono presenti e costanti, principalmente dal PD che non vuole perdere la sua stampella che tiene in piedi il governo. Hanno fatto un blitz arrestando una quindicina di persone, ci sono intercettazioni che riguardano Alfano e la sua famiglia, il padre di Alfano manda 80 curriculum per farli assumere alle poste, il fratello che viene assunto con la qualifica di dirigente alle poste; il fratello e il padre non è la prima volta che vengono travolti in indagini, solo che misteriosamente tutto evapora; “magistratura indipendente”, forse per fare gli affari propri. L’altra volta dalle intercettazioni di presunti mafiosi, si nominava il padre che era andato a raccogliere i voti, poi Alfano non aveva fatto niente, e parlavano che doveva fare la fine di Kennedy, perché prima si era preso i voti e poi li aveva combattuti, lo stesso come aveva fatto Alfano. Anche in quella occasione fu protetto e addirittura il messaggio mediatico fu che volevano fargli un agguato per la sua lotta alla mafia sic. Sentire Alfano e quelli del suo partito che urlano al complotto, cozzano contro il buon senso, come i cittadini avessero l’anello al naso, ormai la popolazione è consapevole che questi figuri vanno al parlamento non per fare servizio alla nazione, ma ci vanno per farsi gli affari propri, mi viene in mente la frase di Massimo D’Azeglio che dopo il 1860 disse: abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo farci gli affari nostri. Non è cambiato molto da questo concetto. Politicamente comprendo Renzi che dice non abbiamo la maggioranza pertanto dobbiamo arrangiarci con quello che abbiamo, ma un po’ di decoro non guasterebbe, inoltre nel partito di Alfano ci cono altri che possono prendere il suo posto come ministro degli Interni. Credo che il problema sia tutto nel ministero degli Interni, Alfano è consapevole che ha un enorme potere nelle mani, con il tempo questo enorme strumento gli farà consolidare il suo potere con il partito che si è costruito su misura. Pertanto fino a quando potrà ricattare il PD e il governo non mollerà la poltrona.

06-07-2016

Le formiche

Ogni mese l’amico Giuseppe mi manda le riviste della sua fede “Testimone di Geova”, spesso trovo notizie molto curiose, questa volta si tratta delle forza delle formiche, possono portare un peso superiore al loro corpo. I ricercatori hanno cercato di capire come ci riescono, usando moderne tecnologie sono riusciti a scoprire che è il collo che sostiene il peso, i tessuti sono come le dita di due mani che si intrecciano. Questa struttura così connessa consente alle formiche di avere questa enorme forza, anche nella bocca, perché i pesi li alza con la bocca. La natura offre sempre soluzioni sorprendenti, i ricercatori sono convinti che uno studio più approfondito potrà consentire ulteriori sviluppi nella robotica. Non si finisce mai di apprendere nella vita.

07-07-2016

Ignaz Semmelweis

Laureato in medicina nel 1844 all’Università di Vienna, nato a Buda in Ungheria, iniziò il suo tirocinio nel reparto ostetrico dell’Ospedale Generale di Vienna. Dove si scontrò con una terribile realtà, oltre il 13% delle partorienti moriva per una malattia chiamata febbre puerperale. In quel tempo c’erano molte teorie su questa malattia, ma non trovavano la soluzione e morivano centinaia di donne nel mondo. Semmelweis aveva notato che nello stesso ospedale c’era un altro reparto ostetrico dove lavoravano solo le levatrici, dove la mortalità era molto bassa. Pertanto capì che doveva esserci un nesso, lo capì quando un suo collega morì dopo essersi tagliato mentre faceva la dissezione di un cadavere, nell’autopsia riscontrò che le cause erano le stesse delle donne morte per la febbre puerperale. Nel primo reparto dove morivano più donne, era composto da studenti che venivano istruiti, allo stesso tempo andavano a fare le autopsie, ma dopo non si lavavano e sterilizzavano le mani, pertanto trasmettevano i batteri alle donne che morivano una morte lenta per l’infezione trasmessa dagli studenti e dottori. Convinto che la soluzione era l’igiene, emise un severo regolamento, dopo le autopsie dovevano lavarsi le mani e sterilizzarle con una soluzione di cloruro di calce prima delle visite alle donne, il risultato fu sensazionale, da oltre il 18% in aprile, crollò allo 0,19% verso la fine dell’anno. Anche con questi risultati fu licenziato, ritornò in Ungheria e fu assunto dall’Ospedale di San Rocco a Pest, dove contribuì a portare la mortalità delle donne incinte al di sotto dell’1%. Le sue scoperte furono riconosciute qualche anno dopo, ciò contribuì nel frattempo a far morire tante altre donne, ma ne salvò a milioni negli anni avvenire debellando questa specie di “epidemia”delle partorienti. Nel 1861 raccolse in un libro i risultati delle sue ricerche: “Eziologia, concetto e profilassi della febbre puerperale”. Negli anni che seguirono fu ritenuto uno dei padri della moderna tecnica antisettica. La sua teoria fu basata sulla teoria dei germi, riconosciuto come il più importante contributo alla scienza medica. Questo personaggio che ha contribuito a salvare milioni di vite umane, non ha il giusto riconoscimento storico che merita; forse non si è saputo vedere bene. Mi viene in mente Nikola Tesla un genio alla pari di Leonardo da vinci ma che è poco conosciuto. Anche questa notizia l’ho letta sulla rivista “Svegliatevi”dell’amico Giuseppe dei Testimoni di Geova.

08-07-2016

Busta paga

Oggi mi hanno consegnato la busta paga del mese di giugno. Il totale lordo è di 167,58 euro, alla fine si riduce al 61,14 euro netti. Se chiamassero una ditta esterna, credo che questa cifra non basterebbe neanche per una giornata di un lavoratore, pertanto è palese che ci danno una paga da schiavi. Qualche tempo fa il ministro della giustizia Orlando aveva aumentato del 100% le trattenute per le quote trattenimento, la miseria che ci davano è diventata addirittura elemosina. Per legalizzare questa forma di schiavitù, l’hanno inserito nella relazione di sintesi come dimostrazione della buona volontà per il reinserimento. La magistratura del lavoro e della sorveglianza conoscono questa situazione, ma non intervengono perché si adeguano alle direttive del ministero di giustizia. Legalità e diritti sono parole vuote di fronte a questo sistema di servaggio di tipo feudale.

09-07-2016

Nellino

È arrivato ieri sera da Catanzaro Nellino, l’hanno trasferito per gli scritti sull’episodio della tesi di laurea di Claudio. Il magistrato di sorveglianza di Catanzaro aveva rigettato il permesso per andare a discutere la tesi di laurea all’Università di Catanzaro, lui con Claudio hanno scritto a tutte le istituzioni per informarli della chiusura totale da parte della sorveglianza. Tutto questo attivismo non è andato giù al ministero, addirittura gli hanno messo la censura per aver scritto a varie personalità tra cui il ministro Orlando. Ha portato la notizia che Catanzaro non chiude più, ne sono contento per quelli che sono rimasti, principalmente per Fabio che tiene molto al laboratorio. Claudio è andato a Parma, mentre Alessandro è andato a Voghera(PV). Nellino è fiducioso che la sorveglianza qui a Oristano è migliore di Catanzaro, su questo concordo anche io. Quello che manca è di avere una direttrice come quella di Catanzaro.

10-07-2016

Dialogo tra Dio e Caino

Ora tu sei maledetto, respinto dalla terra bagnata dal sangue di tuo fratello che hai ucciso. Quando la coltiverai non ti darà più le sue ricchezze. Sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra. Caino rispose:il mio castigo è troppo grande, come potrò sopportarlo?Oggi tu mi scacci dalla terra fertile e io dovrò nascondermi lontano da te! Sarò vagabondo e fuggiasco e chiunque mi troverà potrà uccidermi. Dio disse:no, chi ucciderà Caino sarà punito sette volte più severamente. Un bel discorso sulla misericordia e il perdono, ma nella realtà tutto ciò non avviene, perché trova più applicazione “occhi per occhio e dente per dente”. Anche nella culla del cristianesimo la vendetta prevale con ferocia nelle istituzioni. Nessuno più di noi prigionieri dello Stato italiano conosce questa triste realtà, le prigioni sono diventate un luogo della vendetta delle istituzioni, come lo sono i tribunali. Neanche le ripetute parole del Papa hanno smosso più di tanto questi figuri al potere a Roma.

11-07-2016

Il potere dello Stato

Platone diceva che: “chi controlla i tribunali, controlla lo Stato”. Negli ultimi 25 anni lo Stato è stato controllato dalla sinistra perché controllava la magistratura, ma principalmente le procure che sono state usate per eliminare gli avversari politici e terrorizzare quante più personalità possibili. La scuola sovietica è stata applicata con successo. Togliatti aveva costatato di persona come Stalin aveva usato i procuratori per eliminare tutti gli oppositori con processi farsa. Negli anni il PC ha riempito di militanti di sinistra la magistratura, questo ha contribuito a creare una sorta di partito di sinistra nella magistratura. Questo inquinamento si è propagato come un epidemia anche a tutti gli organi dello Stato in cui i magistrati hanno accesso, dalla Corte Costituzionale, Corte dei Conti, i TAR, i ministri, il Parlamento, ma principalmente il ministero della giustizia che è stato occupato da oltre un centinaio di PM che hanno procuratizzato tutti gli uffici. Oggi l’ex PC arrivato fino ai giorni nostri con il nome di PD, è una forza di governo in pianta stabile, cosa mai riuscita al PC che non superava mai più del 33%. L’aiuto dei giudici ha contribuito molto al potere attuale del PD, questo ha contribuito ad aumentare in modo sproporzionato il peso della corporazione della magistratura, che in materia di giustizia riesce a condizionare perfino i governi. In alcuni casi riesce anche a dettare la politica del PD. Tempo fa il direttore Piero Sansonetti in un intervista al Giornale di Sicilia dichiarò che l’Italia era diventata una monarchia, indicava nella magistratura il nuovo monarca del Paese, e purtroppo la classe politica non alzava un dito, la paura di qualche avviso di garanzia li paralizzava a tutti. Credo che fino a quando il peso della magistratura non sarà ridimensionato, sarà difficile che tutte le risorse migliori del Paese possano contribuire a far correre l’Italia in tutti i campi, principalmente quello economico.

12-07-2016

Tragedia ferroviaria

Tutti a cospargersi il capo di cenere per la tragedia ferroviaria successa in Puglia, ipocriti e miserabili. Su 859 milioni di euro di stanziamenti per le ferrovie mesi fa, 60 milioni all’Italia del meridione e 799 milioni al Nord, questa è una bilancia che viene usata da 155 anni, pertanto anche Renzi che si straccia le vesti dimostra di essere in piccolo politicante. Dei miliardi spesi per la TAV, il 99% sono stati investiti al Nord, tutto il comparto ferroviario del Settentrione corre verso l’Europa, mentre il potere tosco padano spinge il Sud verso l’Africa. Pino Aprile scrisse nel suo magnifico libro “Terroni”un esempio del potere dell’impero romano che infliggeva ai popoli che non si sottomettevano totalmente al loro imperium, era quello di far passare le strade al largo dei loro territori, in modo da isolarli commercialmente, i “fratelli”italiani fanno la stessa cosa, sia con le autostrade e sia con le linee ferroviarie. Nel meridione ci sono le tratte ferroviarie ancora a un solo binario, i treni sono vecchi e decrepiti, nella maggior parte sono quelli cambiati al Nord, d’altronde gli indigeni meridionali sono sporchi, brutti e cattivi, vanno bene anche le ferrovie dell’Ottocento o i vecchi carrozzoni. Ci sono luoghi nell’Italia del Sud che ci vorrebbe la diligenza per arrivarci, essendo che non ci sono trasporti e ne strade adeguate. Nel terzo millennio tutto è ancora meccanizzato come nell’Ottocento, che non succedono di frequente tragedie è un miracolo. Ora la politica farà un bel po’ di baccano, poi tutto tornerà come prima, come nel passato così nel futuro, i più miserabili saranno i politici meridionali, servi miserabili; se succedesse una rivoluzione dovrebbero essere i primi a essere processati per collaborazionismo. Trovo un articolo dove mi sembra di ritornare nei primi anni dell’unificazione della penisola, in modo diverso successe anche con il fascismo; nel 1937 il conte Pasquini fondò la Ferrotranviaria Spa della Puglia, la società privata di trasporto continua a essere un business della famiglia Pasquino. Oggi il 61,36%è rimasto alla famiglia Pasquini, il 12,70% è intestato alla moglie del conte Enrico Maria Pasquini, Clara Nasi(ramo collaterale della famiglia Agnelli). La società è guidata dalla sorella del conte Pasquini, Gloria Maria. In tutti i notiziari che ho sentito nessuno ha dato notizia che quelle ferrovie sono private, lo Stato nasconde la verità per vergogna ma principalmente per salvaguardare certi privilegi che continuano a esistere ed essere protetti. Renzi anche se è il meno peggio, non è diverso dagli altri, continua sulla stessa strada dei suoi predecessori, purtroppo a malincuore devo ammettere che tutto continuerà ancora così per molto tempo ancora.

13-07-2016

Posta

L’amica Sandra ha postato (si dice così?)su Facebook la mia recensione del libro “Deportati” scritto da Loreto Giovannone e Miriam Compagnini. Falco Editore. Loreto Giovannone con il pseudonimo Serafino Calidri dopo aver letto la recensione ha fatto una bella replica: “La prima vera, chiara, reale, veritiera, recensione di questo libro. Recensione di chi ha letto e ha compreso, ho detto lo ha capito…”, questo mi ha riempito di soddisfazione, ricevere un simile elogio dallo scrittore significa che le mie ricostruzioni hanno un senso, sono contento. Credo che il professore di Torino che mi ha scritto si riferisse a questa recensione quando mi menziona nella lettera scritti sul meridione letti in rete. Ho ricevuto una lettera dal mittente sconosciuto, letto lo scritto ne sono rimasto compiaciuto, è sempre un piacere dialogare a distanza con persone di cultura. Lui mi ha informato che Nadia gli ha dato il mio recapito, dopo per conoscermi meglio è andato su internet a leggere un po’ di miei scritti, ha letto qualcosa il resto lo leggerà con calma. Gli ho subito risposto, accettando con piacere la sua corrispondenza, ora sono curioso di leggere la sua risposta alla mia lettera. È laureato in chimica e astrobiologia, ha un sito per l’ambiente e collabora con il SETI,a parte la chimica gli altri temi sono le mie passioni, credo che ne avremo cose da discutere. Inoltre era interessato alla nostra lotta per l’abolizione per l’ergastolo, questo me lo rende già simpatico prima di iniziare il nostro dialogo. Quando succedono queste cose sono felice, perché le relazioni con persone della società, aiutano a tenermi vivo intellettualmente ma anche vitale per me stesso in questo luogo di non vita.

14-07-2016

Higuain

Quest’anno in Napoli ha fatto un bel campionato, peccato che giocando sempre gli stessi giocatori alla fine sono arrivati spompati e siamo usciti da tutte le competizioni.
Le uniche soddisfazioni sono stati il secondo posto con l’accesso diretto alla Champions e Higuain che ha battuto un record che resisteva da oltre mezzo secolo, era dello svedese Nordhal con 35 reti fatte nel campionato, Higuain è arrivato a 36 reti entrando nella storia. Adesso la Juve vuole portarlo a Torino, pagare la clausola di 94 milioni di euro, purtroppo il fratello di Higuain avrebbe parlato con la Juve e forte di questo accordo, vorrebbe mettere il Napoli con le spalle al muro. De Laurentis il Presidente del Napoli, sono certo che lotterà fino alla per trattenere il giocatore, ma di fronte al pagamento della clausola e la volontà del giocatore, deve alzare solo le mani e trovare subito un sostituto, individuato in Icardi dell’Inter. Siccome i meccanismi del gioco ormai sono collaudati da più di un anno che giocano insieme, nuovi giocatori dovrebbero imparare tutti i movimenti, ci vorrebbero alcuni mesi. Anche se come immagine ha perso molto Higuain, mi auguro che rimanga, poi sarà suo interesse giocare bene.

15-07-2016

Ninco Nanco

Durante l’estate in molti paesi del Sud si organizzano manifestazioni per celebrare i briganti del luogo o quelli più famosi come Ninco Nanco. Ninco Nanco si chiamava Giuseppe Nicola Somma, nato ad Avigliano (PZ), da una famiglia di contadini, fu arrestato per un omicidio d’onore, nel 1860 evase e si diede alla macchia, si aggregò a Carmine Crocco e diede filo da torcere ai piemontesi, persino quel macellaio del generale Emilio Pallavicini dovette riconoscere il genio militare di Ninco Nanco.
Anche un inglese Erich Hobsbawn ne descrisse la grandezza di stratega, dalla sua opera banditi, definì il banditismo sociale ribellione contro le ingiustizie dello Stato da parte delle classi più povere. Solo guardando il brigantaggio sotto questa ottica, si può comprendere perché fossero sostenuti, aiutati e ammirati dalla popolazione, e visti come dei liberatori. È un eroe:visto dal Sud un eroe anti italiano, viceversa dal potere tosco padano un bandito da dimenticare e continuare a mostrificare. Ebbero la meglio su di lui con il tradimento, gli avevano messo la taglia e trovarono chi lo voleva incassare, ma prima di morire ucciso tagliò la testa al traditore e la lanciò ai soldati; visse da leone e morì senza abbassare la testa, un grande da ricordare.

16-07-2016

Il Sultano del Bosforo

Il golpe militare che è successo in Turchia mi sembra… surreale, perché fatto da militari che se ne intendono in questo campo, pertanto c’è qualcosa di strano. Mi viene in mente la trappola che gli americani fecero a Saddam Hussein, gli diedero via libera per attaccare il Kuwait e poi formarono la coalizione internazionale per ridimensionarlo, dopo che l’avevano usato per fare la guerra all’Iran e riempito di ogni tipo d’armi, non gli serviva più. Il Sultano Erdogan ha una protezione speciale dagli americani, a loro non interessa che sta islamizzando il paese e che è stato complice dell’Isis. Un golpe che dura poche ore, subito dopo inizia una epurazione “industriale”in tutto lo Stato; 3 mila magistrati licenziarti e arrestati, 8 mila poliziotti arrestati, 6 mila militari arrestati, migliaia di funzionari pubblici licenziati e arrestati, migliaia di insegnanti ed imam licenziati, si parla di 50.000 persone epurate, ed è solo l’inizio, le foto degli arrestati denudati e rinchiusi in uno stanzone non ha bisogno di commenti. Ma, la cosa più preoccupante e che come è iniziato il golpe, gli iman dagli altoparlanti delle moschee hanno invitato la gente a scendere in strada, la religione si schiera quando ha interesse, e in questo caso è il potere per continuare a islamizzare il paese. Ataruk si sta rivoltando nella tomba, dopo quasi un secolo della sua dottrina laica dello Stato, il Sultano sta facendo rientrare nella costituzione l’Islam come religione di Stato, un abominio agli occhi di Ataruk e di tutti i laici turchi. Gli americani e l’Europa sono ridicoli, minacciano a gran voce che se Erdogan ripristina la pena di morte non entrerà in Europa, mentre lasciano fare sulla repressione in atto che sta epurando tutti i laici dalle istituzioni per sostituirli con islamici, sta creando un nuovo Stato sul modello iraniano. Anche la minaccia della pena di morte è una cortina fumogena per lasciargli mano libera a fare tabula rasa di tutto ciò che gli si oppone. Stiamo assistendo alla nascita di una nuova dittatura, purtroppo questa è pericolosa perché ha un esercito molto bene armato e addestrato, con molte bombe atomiche americane sul territorio;gli americani stanno contribuendo alla sua creazione, se un giorno non farà più i suoi interessi, inizierà la mostrificazione e i giochi per abbatterlo.

17-07-2016

Dio lo vuole

Dio lo vuole. In nome di questa frase si sono commessi massacri sfociati in genocidi, da parte degli ebrei nell’antichità, dei cristiani poi quando divenne religione di Stato dell’impero romano e i mussulmani con le conquiste che arrivano fino in Europa.
Senza Gesù e Maometto autoproclamarsi il primo figlio e il secondo profeta di Dio, il mondo non avrebbe avuto le crociate e le jihad che hanno insanguinato per secoli l’Europa, l’Asia e l’Africa. Inoltre per convertire e conquistare altri popoli hanno commesso stermini di intere popolazioni. La chiesa appoggiandosi ai sovrani più forti per usarli per conversioni forzate, in tutta Europa si è macchiata di orribili crimini, ma sempre in nome di Dio, distorcendo le parole di Gesù e dei profeti inseriti nella Bibbia. Le hanno usate anche per repressione interna accendendo migliaia di roghi nelle piazze europee. Con gli spagnoli hanno eliminato popoli e culture nelle Americhe, affinché venisse tutto seppellito nel tempo, hanno incendiato tutta la loro bibliografia, facendo schiavi milioni di esseri umani e facendoli morire di fatica e di stenti. Anche il genocidio degli ebrei e altri milioni di morti, le SS tedesche erano tutti cristiani, sulla fibbia della cinta c’era scritto “Dio è con noi”, sappiamo tutti quello che è successo. A volte penso che l’ultimo cristiano sia Gesù morto sulla croce. Gli arabi dopo guerre guidate da Maometto e vinte, imposero il nuovo credo alla Mecca e Medina, iniziarono con il massacro degli ebrei che non si convertirono; e la storia racconta che Maometto fu avvelenato da una donna ebrea schiava (l’ho letto in un libro scritto da un professore universitario di Beirut in Libano, adesso non ricordo il titolo), come è costume nelle religioni si inventarono l’ascesa al cielo dal tempio di Gerusalemme su un cavallo bianco. Dopo la sua morte iniziò la cavalcata conquistatrice degli arabi, sottomettere e convertire, riuscirono ad entrare in Europa arrivando fino all’India;la Sicilia è stata quattro secoli sotto dominio islamico, come anche la Spagna, la Grecia, Macedonia ecc. In un libro lessi che un intellettuale arabo diceva che : “quando si conquista un nuovo territorio bisogna uccidere tutti gli uomini dai 15 anni in su, il resto della popolazione si convertiranno per terrore, la seconda generazione lo saranno per paura, crederà che è sempre stata mussulmana”, il concetto è questo le parole facilmente non saranno precise, perché ho il ricordo del discorso ma non delle parole esatte. Ogni religione ritiene di avere l’esclusiva della verità e il suo Dio è unico, già in questo si evidenzia tutto il dispotismo di una dittatura teocratica. Tra il passato e il presente le cose non sono cambiate, ieri i tedeschi nella caccia agli ebrei da mandare nelle camere a gas, facevano recitare una preghiera cristiana, oggi lo fanno gli islamici con la recita di un pezzetto del Corano, chi non lo sa viene ucciso. Il futuro per soppiantare questi fanatismi bisogna insegnare che ogni religione ha pari dignità e che usare Dio per massacrare e uccidere chi appartiene ad altre religioni è un peccato capitale, principalmente bisogna usare la ragione che i nostri padri illuministi del 700 squarciarono la cappa oscurantista che le religioni avevano imposto alle popolazioni del mondo. Solo la ragione con la libertà e il rispetto del prossimo ci può essere un mondo migliore dove regna il benessere e l’amore.

18-07-2016

Tiziana Maiolo

Questo nome rimarrà sempre nei cuori di chi è stato nelle isole usate per la tortura del 41 bis, Pianosa e Asinara. È da molti anni che non è più parlamentare pertanto scomparsa dalla cronaca politica; chissà che non sia successo proprio perché si interessò di noi “mostri” duo siciliani. Dopo tanti anni leggo un suo articolo su Renzi, come me la ricordavo non è cambiata, sempre dritto al nocciolo dei problemi. Ritiene Renzi come Giano bifronte, con la lingua biforcuta dell’astuzia, del calcolo e del cinismo. Furbamente si è circondato da una guardia pretoriani composta da toghe e icone inattaccabili che lo proteggono dalle procure e dagli attacchi dei professionisti dell’antimafia. La scelta di Mattarella è stata magistrale, perché inattaccabile essendo un siciliano glorificato dall’uccisione del fratello in un agguato mafioso, inoltre un uomo grigio che non potrà mai fare ombra e si atterrà alle sue direttive coperte da “dovere istituzionale”. Ha messo un magistrato Raffaele Cantone a capo dell’anticorruzione, non è solo un pretoriano ma asseconda in tutto Renzi. Lo si vede nelle sue interviste, in futuro sarà ministro, ma sicuramente entrerà in parlamento;un secondo Grasso. Ha nominato Nicola Gratteri presidente di una commissione per la riforma della giustizia, ma che serve da contrappeso all’attività riformatrice del ministero della giustizia Orlando; non bisogna dimenticare che lo voleva nominare ministro della giustizia, un figuro che strilla ogni volta che si vuole fare una riforma della giustizia. Forse oggi non gli serve più e l’hanno fatto nominare Capo della procura di Catanzaro. Tre personaggi che non per meriti e capacità personali hanno raggiunto i vertici delle istituzioni, ma perché sono disponibili a ogni compromesso con il potere, ma principalmente vogliono fare carriera. Mattarella, quando il popolo italiano con un referendum decise il maggioritario, porta il suo nome la legge elettorale-Mattarellum-che iniziò a scardinare il maggioritario, inserendo nella legge il 4%di proporzionale. Insomma Renzi è un furbastro di quattro cotte, ma non potrà andare avanti con proclami all’infinito, perché alla fine i nodi vengono al pettine. Tiziana Maiolo ha compreso prima degli altri quanto è marpione Renzi, difficilmente si sbaglia, il tempo dimostrerà che “Giano Bifronte”non è diverso dagli altri, va a braccetto con il potere e fa solo gli interessi di chi gestisce il Paese, per il resto non cambierà niente, anche in materia di giustizia, per non toccare la casta dei magistrati.

19-07-2016

Sei secoli… niente è cambiato

Ogni due mesi mi arriva la rivista “Una città”, dove trovo sempre delle chicche in ogni campo, spesso c’è ne sono alcune veramente particolari. Ricercatori della Banca d’Italia hanno fatto uno studio sulla mobilità sociale, per dimostrare che non sempre una famiglia povera o ricca rimanga tale nel tempo. Siccome il comune di Firenze ha messo online i contribuenti fiscali che partone dal 1427, hanno controllato dieci famiglie, metà ricche e le altre povere, è risultato che le famiglie ricche lo sono rimaste anche oggi, come quelle che erano povere lo sono rimaste. In sei secoli non è cambiato niente, i poveri sono poveri e i ricchi ancora ricchi. In tutti questi secoli sono cambiati molti sistemi di gestione del potere, credo che non sia mancato nessuno dei sistemi di governo, eppure niente è cambiato per la gente. Mi viene spontaneo pensare, ma Dio non cambia mai le carte?

20-07-2016

L’illegalità legalizzata

È una settimana che un nostro compagno si trova alle celle per scontare 15 giorni di punizione inflitta per un rapporto disciplinare. A giugno 2000 fu emanato il nuovo Regolamento di Esecuzione, con esso venivano abolite le celle di isolamento per scontare le sanzioni, lo stabilisce l’art.73 comma 8 in modo chiaro ed esplicito, ma purtroppo ancora troppe direzioni certi dell’impunità, interpretano e applicano il codice penitenziario secondo il loro metro di giudizio, ciò è dovuto anche per la copertura delle locali procure, che insabbiano qualsiasi denuncia che viene fatta contro le direzioni e la polizia penitenziaria. Il nostro compagno sconterà i 15 giorni e non potrà rivalersi per violazione commessa dalla direzione. Parlano di legalità, vogliono insegnarcela, poi sono i primi a violarla, sicuri dell’impunità. Ma, se noi violiamo il Codice Penale ne paghiamo tutte le conseguenze, perché non siamo tutti uguali come sancisce la Costituzione? Dove sono i campioni della legalità che urlano a ogni occasione? La giustizia non è uguale per tutti, per alcune categorie è più uguale delle altre.

21-07-2016

Senza via d’uscita… di Salvatore Pulvirenti

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Dal nostro amico Salvatore Pulvierenti -detenuto ad Oristano- un brano che nasce dalla prova di una quotidianità che sembra ostacolarti in ogni modo.. ma dove uno spirito inquieto sembra appoggiarsi ad ogni cosa, e oltrepassare ogni cosa.. in attesa di una nuova alba.

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Senza via d’uscita.

A volte ti viene in mente che pur avendo qualsiasi mezzo a tua disposizione non puoi assolutamente frantumare quella barriera che ostacola tutti i tuoi sogni. E nemmeno il morale ti aiuta poi tanto, anzi cerca di distruggerti. Da prigioniero non so cosa pensare, forse perché mi trovo da 23 anni recluso e non ho una percezione corretta della vita reale. È certamente sicuro che fuori da queste quattro mura la vita sia più difficile e complicata, ma la cosa più bella sarebbe affrontare questa problematica insieme e condividere tutte quelle situazioni che ci riserva la vita durante la quotidianità. Forse il mio ragionamento potrebbe essere anche errato ma è giusto che io dica quello che penso perché mi dà un senso di sollievo e nessuno potrà frenare i miei pensieri. Per questo, scrivere rende libera la persona ed io paradossalmente mi sento libero quando do vita ai miei pensieri. Lo scrivere e ogni testimonianza scritta ritengo che possano illuminare altre persone che verranno dopo di me. A volte, seppure noi siamo istruiti dal nostro spirito, esso ci trascina verso una via d’uscita che si rivela astratta ma, tutto sommato, ci dà un respiro di sollievo e ci aiuta a cambiare l’umore negativo che si propaga durante il giorno. Il mio sostegno morale in queste quattro mura è la mia follia. lo passo un sacco di tempo con lei, mi dà forza, sostegno e mi fa sentire svincolato dalla non realtà. Non cerco mai di contraddirla, anzi, le rimango fedele, guai se fosse il contrario, potrebbe causare delle complicazioni al mio carattere. La cosa più significativa della follia è la sua personalità, perché mi dà dei suggerimenti che si addicono al mio stato d’animo. La cosa che non tollero da lei è il parlarmi di notte, questo mi rende nervoso. Non è facile conviverci, anche se dipende da quale angolazione la si guarda. So solo una cosa, lei si trova ovunque e sa ogni cosa. È lei che guida la mia anima e la conduce in posti che nella vita terrena non esistono. Chiunque legga questo scritto, non deve pensare che la mia mente sia offuscata da spiriti sciamani o addirittura che sia un scriteriato, ma ciò che scrivo può essere senz’altro un assioma sulla non realtà.

Oristano 25-4-2016

Salvuccio Pulvirenti.   

Diario di Pasquale De Feo 22 febbraio – 21 marzo

diario11[1]

Grazie alla nostra Nadia Bizzotto stiamo recuperando tutti i diari mensili di Pasquale De Feo -detenuto ad Oristano- che per una serie di motivi si erano accumulati.

Quello che pubblico oggi è il diario del mese di marzo.

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Pena di morte

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha dichiarato che: “l’Italia e l’Europa sono in prima linea per l’abolizione mondiale della pena di morte, una battaglia storica”.
Dovrebbe prima pensare ad abolire la pena di morte in Italia e poi impegnarsi nel mondo.
D’altronde nel nostro paese non c’è solo la pena di morte ma anche la tortura ormai istituzionalizzata.
Fino a quando lo diciamo noi galeotti neanche ci pensano, ma l’ha detto Papa Francesco che in Italia c’è la pena di morte con l’ergastolo e la tortura con il 41 bis, pertanto non possono dire che sono nostre esagerazioni. Censurano il Papa con il silenzio.
Ricordo quando l’ex ministro della giustizia Cancellieri disse in una conferenza stampa: “dobbiamo esportare il modello Bollate(Mi) in Europa”, dimenticandosi di esportarlo prima sul territorio nazionale.
Questa affermazione di Mattarella sembra la stessa cosa.
22-02-2016

Renzi … il truffaldino

Anche se ha una forte copertura mediatica e protezione dal direttorio “il Principe”che gestisce il potere in Italia, alcune notizie escono fuori seppur importanti, i media riescono a tamponarle.
Questa notizia avrebbe dovuto avere risonanza nazionale perché molto importante.
In sindaco di Firenze –Renzi – non gli è bastato far trivellare il paese svendendolo alle multinazionali, ora addirittura regala pezzi di mare alla Francia.
Cedere pezzi del paese nel silenzio generale è una infamia senza pari.
Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha cercato di disinnescare la bomba affermando che per i pescatori non cambia niente tutto è come prima.
A marzo l’anno scorso è stato firmato l’accordo di CAEN che dovrebbe essere ratificato dal Parlamento, ma cosa strana un paio di pescherecci sono stati fermati dalla gendarmeria francese.
I pescatori si sono ribellati per la regalia fatta alla Francia, hanno costretto il governo a buttare acqua sul fuoco, sarà difficile ratificare l’accordo in Parlamento nel silenzio generale.
Renzi se lo fuma a Berlusconi, almeno il nano di Arcore si prostituiva ma/non regalava pezzi di mare o proprietà della collettività a chicchessia, invece il boy scout di Rignano è capace di svendere e regalare anche i confini nazionali.
23-02-2016

Philippe Daverio

Questa specie di critico d’arte, anche senza conoscere chi era, quando lo vedevo a Rai Tre e a Rai Cinque, giravo subito canale, mi era antipatico e lo detestavo senza ragione, oggi ne capisco il motivo.
Philippe Daverio ex assessore razzista della Lega Nord, ha curato per il Corriere della Sera un’opera sui trenta musei più importanti del mondo, facendo prevalere la sua anima razzista non ha inserito nell’elenco il museo di Capodimonte che è la più importante pinacoteca al mondo, e l’Archeologico Nazionale che è il più grande museo di reperti archeologici in assoluto del pianeta.
La retro cultura Savoiarda con le teorie lombrosiane imperano ancora oggi dopo un secolo e mezzo neanche hanno provato vergogna i giornalisti meridionali e napoletani che lavorano con il Corriere della Sera.
Torino e Milano da provinciali cercano sempre di eliminare Napoli, immensa culturalmente inarrivabile, la regina dell’arte della lirica, della canzone, la città che ha inventato la cucina italiana.
Quello che li anima è un complesso di inferiorità nei confronti dei meridionali, che aumenta con il tempo, forse perché la storia, quella vera, incomincia ad emergere.
L’indignazione di migliaia di meridionali non ha scalfito l’arroganza del Corriere della Sera, il razzista Daverio non è rintracciabile al telefono, e il suo staff ha detto che: “c’era da fare una scelta nel piano dell’opera del professore questo non vuol dire un disinteresse nei confronti dei musei napoletani”.
Allucinante. Come dire che la scelta non è stata fatta secondo i criteri di importanza, ma in base al suo modo razzista di vedere le cose.
Bassa macelleria culturale di questo “signore”, e meschina iniziativa del Corriere della Sera.
24-02-2016

Abdullah Ocalan

Il sindaco di Napoli De Magistris, anche se non mi è simpatico, ha delle iniziative degne di ammirazione, tempo fa chiede la cittadinanza al leader palestinese Abu Mazen, questa volta ha fatto di meglio, ha dato la cittadinanza ad Abdullah Ocalan detto APO, detenuto nell’isola di Imrali dal 2002.
Quando fu arrestato nel 2002, fu il governo d’Alema che lo vendette ai turchi, l’Italia fece una figura meschina, diede risalto alla nostra piccolezza politica, erano finiti i tempi dei politici come Craxi e Andreotti che ebbero il coraggio di opporsi ai diktat degli americani e non consegnarono i sequestratori dell’Achille Lauro.
Oggi la sua visione politica si sta concretizzando nel Rojava siriano, i kurdi acquistano autonomia ma la cosa più importante hanno creato la democrazia e le donne hanno lo stesso ruolo dei paesi Occidentali.
Le polemiche provenienti da Roma, timorosi di essere richiamati dal padrone americano, hanno avuto una risposta dal sindaco molto bella: “… le città non sono suddite dei governi, sappiamo che Napoli non prende ordini”.
25-02-2016

Il cervello … scongelato

Sono anni che fanno esperimenti sul congelamento del cervello per cercare di scongelarlo senza danni.
Migliaia di persone si sono fatte ibernare nella speranza che la malattia incurabile di cui sono vittime, un giorno venga trovata la cura e possano essere scongelati e curati.
Le problematiche sono tante, principalmente i cristalli di ghiaccio che si formano data la grande quantità d’acqua del nostro organismo, e che possono lesionare le pareti cellulari.
Un’azienda californiana 21 ST-CENTURY-MEDICINE è riuscita con un cervello di coniglio a ibernarlo e scongelarlo con successo, sostituendo il sangue con una sostanza che protegge i tessuti dalle formazioni di cristalli di ghiaccio.
Comunque la tecnica è ancora lontano per usare questo metodo; anche i militari sono interessati per usarla con i soldati feriti, come anche la Nasa per i voli interplanetari.
Sono convinto che per la fine del secolo il processo di ibernazione sarà portato a compimento.
26-02-2016

La sensibilità degli anni

Mi accorgo che più passano gli anni e più aumentano e profonde diventano le mie sensibilità.
Come era ristretto il mio mondo 30 anni fa e oltre, come un po’ di cultura, approfondimenti vari e le tante sofferenze hanno alimentato l’empatica per tanti temi sociali e le problematiche nel mondo.
La cosa che più mi colpisce e che queste sensibilità mi fanno vivere le ingiustizie e le sofferenze con feroce passione.
Quando vedo tutte le ingiustizie che causano tanto dolore ne soffro molto, questo mi ha portato ad approfondire tante situazioni per capirne le cause, ho allargato il mio sapere e ciò mi ha riportato a riconsiderare una frase che mi ripeteva sempre mio padre: “chi capisce patisce”, aveva ragione perché conoscere e capire ti fa patire.
Con l’età tutto diventa più sensibile, emozioni, gioia, felicità ecc., ma è anche più bello.
27-02-2016

Ciò che potevo essere

A volte rifletto sulla mia vita, consapevole di averla sprecata, ma immagino cosa poteva essere, la fantasia galoppa non potendo fare diversamente.
Purtroppo oggi so chi sono, ma non potrò mai sapere ciò che potevo essere.
La prima cosa su cui mi soffermo e la scuola, finire la scuola e laurearsi, imparare bene l’inglese e qualche altra lingua, diventare cittadino europeo.
Vivere la quotidianità che è patrimonio di tutti, assaporare tutte le dinamiche delle varie età, con vittorie, sconfitte, delusioni, fallimenti, pene d’amore, invece ho assaporato le amarezze della vita e nel modo peggiore.
Mi sarebbe piaciuto visitare i paesi scandinavi, sia per i paesaggi ma principalmente per la loro civiltà, hanno un sacro rispetto per la dignità della persona che ha poche realtà nel mondo, per loro si è cittadini in qualunque situazione, anche in carcere.
Non avrei lavorato sotto padrone, sicuramente avrei creato una mia attività e se la fortuna mi assisteva potevo costruire qualcosa di duraturo da trasferire alle future generazioni.
Sarei ancora in grado di costruire qualcosa da lasciare ai miei nipoti, ma la vendetta dello Stato non è sazia dopo 30 anni di carcere.
Questo Stato fondato sul predominio tosco padano, ha lasciato che il Meridione in modo scientifico diventasse una colonia interna, con enormi disagi sociali per l’assenza dello Stato, ma presente solo con la repressione fine a se stessa per tenerlo in soggezione, ha lasciato che l’illegalità avesse ampia diffusione da tramandarla di generazione in generazione.
Siamo più criminali noi o questo Stato assassino che ha ucciso la speranza di milioni di meridionali?
28-02-2016

Fidel Castro

Ho trovato alcuni brani di discorsi di Fidel Castro di circa vent’anni fa, sono molto illuminanti.
“Al pianeta terra manca solo che cinesi e indiani mettano cinquecento milioni di persone in automobili”.
Credo che questa cifra è stata superata e continua a salire.
“Non siamo stati noi paesi del cosiddetto Terzo mondo a invadere, occupare e sfruttare spietatamente territori altrui, non abbiamo inventato e praticato noi la schiavitù, non siamo noi a imporre condizioni sociali e economiche ingiuste e feroci; casomai abbiamo dovuto subire tutto ciò da parte delle grandi potenze coloniali dominanti. La differenza tra paesi ricchi e paesi poveri non si riduce, anzi cresce. Si immaginano che l’intera umanità viaggi su una grande nave, potremmo dire che una piccolissima minoranza ricca stia in comode cabine con ottimo cibo, pronta sanità e molte informazioni, mentre un’enorme maggioranza sia ammassata nelle stive in condizioni di sopravvivenza.
Se la grande nave non cambierà la rotta andrà a infrangersi contro i ghiacci e affogheranno tutti.”
Un discorso che non fa una piega, ma per i paesi dominanti sono discorsi terroristici.
“Se proseguiranno il sistema economico-finanziario e l’attuale modello di sviluppo dominante, in aggiunta alle innegabili e gravissime conseguenze sul cambiamento climatico provocato dall’altro grado di inquinamento industriale di atmosfera, mari e territori, tra pochi decenni vi potrà essere pericolo di estinzioni anche della specie umana.”
Tutti sono consapevoli di questa situazione, ma purtroppo il sistema dominante globale non vuole nessun cambiamento.
Nel passato in modo diverso era la stessa cosa.
Credo che con l’era moderna tutto si è aggravato e se non si pongono rimedi con decisioni drastiche si arriverà a un punto di non ritorno.
29-02-2016

La politica di… pancia

Tutte le leggi di emergenza sono state emanate sull’onda emotiva per un fatto di cronaca, negli ultimi quarant’anni.
Iniziarono con il periodo del terrorismo rosso e nero degli anni 70, poi con l’omicidio di Dalla Chiesa il 3-9-1982, in venti giorni il 28-09-1982 emanarono la legge del 41 bis e quella La Torre per il sequestro di beni.
Dopo dieci anni con le stragi Falcone-Borsellino emanarono l’8-06-1992 la Scotti-Martelli, la più infame delle leggi dopo la legge PICA del 1863.
Con questa legge istaurarono la pena di morte con l’ergastolo ostativo e la tortura con il 41 bis.
Negli ultimi vent’anni hanno fatto legge e leggine incancrenendo il sistema giustizia, sia nei tribunali e nelle carceri.
Inoltre hanno dato ampio spazio a tanti “signori” che usando i metodi di Savonarola, sulle sofferenze di intere comunità, sono diventati ricchi, potenti e usufruiscono di tanti privilegi.
Istaurarono l’inquisizione con i fanatici che terrorizzavano la popolazione, i tribunali inquisivano e condannavano, sequestrando i beni di centinaia di migliaia di persone.
Mentre nelle piazze di tutta Europa ardevano roghi per migliaia di infedeli, la Chiesa diventava più potente e le sue ricchezze crescevano in modo smisurate.
Oggi miliardi di euro saccheggiati non si sanno che fine fanno, la setta antimafia ormai talmente potente da condizionare anche i governi, con tutta la sua corte dei miracoli ne predispongono a loro comando.
Ogni tanto fanno vedere in TV qualche immobile che viene destinato per qualche uso sociale, fumo negli occhi.
Il modello dell’inquisizione è simile a quello odierno.
La strage repressiva che si commette nel Meridione serve per tenere soggiogata questa terra martoriata da un secolo e mezzo, da quando perse la sua indipendenza.
Tutto questo potere alla magistratura, principalmente alle Procure è stato dato da questa miserabile classe politica, approfittando del turbamento dell’opinione pubblica, aizzato ad arte, per qualche evento accaduto, hanno pensato al consenso che poi è sempre più un fatto di pancia.
Hanno inventato nuovi reati, aumentando le pene e criminalizzato tanti comportamenti, questo ha intasato i tribunali, ma i politici preferiscono tenere tranquille le pance dell’elettorato.
Il meccanismo perverso ha causato rastrellamenti e condanne a livello industriale.
Nel Meridione il sospetto ne fa già un colpevole certo.
01-03-2016

Gli ergastolani senza scampo

Carmelo Musumeci e il prof. Andrea Pugiotto hanno fatto un ottimo lavoro con questo libro, un’opera che nomina la quotidianità di un ergastolano senza speranza descritta da Carmelo e la parte tecnica del prof. Pugiotto.
Carmelo è riuscito sicuramente a trasmettere la crudeltà dell’ergastolo ostativo, che elimina il futuro e uccide la speranza, e che 1500 persone vivono o meglio sopravvivono per abitudine, simile a quei fenomeni fisici che non soccombono per inerzia.
Ha ragione quando scrive che per i carcerati ogni giorno passato è uno in meno, mentre per noi è un giorno in più.
Noi ergastolani abbiamo solo un modo per riacquistare la libertà, suicidarsi, ma bisogna avere il coraggio e non tutti c’è l’hanno.
Ci viene assicurato solo il diritto alla speranza, ma la speranza fa bene quando è vera, viceversa è una parola vuota senza senso che serve solo a illudere che cerca di aggrapparsi a qualcosa per non soccombere alla disperazione e spesso alla pazzia.
La parte tecnica del prof. Pugiotto mi ha fatto conoscere e approfondire alcuni protocolli che l’Italia ha firmato ma che poco ha applicato.
Mi ha chiarito il doppio binario dello Stato, all’interno del Paese, una feroce repressione con l’ergastolo fino alla morte, mentre all’esterno firma i protocolli e pretende che le condanne non devono superare i 30 anni, e che a 25 anni la pena deve essere rivalutata.
Parliamo del protocollo per il Tribunale dell’Aia per i crimini contro l’umanità, parliamo di massacri e genocidi.
L’Italia viola tutti questi protocolli firmati, la Convenzione europea e la stessa Costituzione italiana, perché l’art. 27 stabilisce la rieducazione del detenuto, con l’ergastolo ostativo per che cosa lo si rieduca? Per farlo morire in cella? La sua incostituzionalità è palese, ma fino ad oggi non si è riuscito a renderlo tale.
La prefazione dell’ex Presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri da ampio risalto sull’incostituzionalità dell’ergastolo che è in contrasto con l’art.27 della Costituzione. Peccato che quando era alla Consulta non ha potuto, oppure non c’è stata l’occasione per discutere dell’ergastolo.
L’appendice del prof. Davide Galliani, con l’analisi delle schede ha fatto comprendere quanta crudeltà c’è nel sistema italiano.
L’unica cosa che mi ha meravigliato e che da Catanzaro è arrivata solo la mia scheda, che è menzionata a pag. 206 e 207.
Il libro è intitolato: “Gli ergastolani senza scampo”. Fenomenologia e criticità costituzionali dell’ergastolo ostativo. Scritto da Carmelo Musumeci e Andrea Pugiotto.
Editoriale Scientifica.
Concludo con una citazione dell’ex Presidente della Consulta Gaetano Silvestri: “Lo spirito di vendetta non ha copertura costituzionale”.
02-03-2016

La democrazia in Italia

Nel nostro Paese la democrazia è ostaggio di oligarchia che non si creano problemi se devono usare mezzi illeciti per continuare a mantenere il potere e usare la cassa pubblica come fosse di loro proprietà.
Fino a quando questo sistema criminale rimarrà in piedi anche le libertà civili sono limitate con la scusa della sicurezza.
Bisognerebbe limitare il potere economico della grande borghesia.
Disarticolare la corporazione dei magistrati.
Far crescere di più il mercato delle imprese di comunicazione, indebolendo il monopolio attuale che soffoca una sana competizione.
Cambiare e fare crescere con più potere le organizzazioni popolari di base.
Allargare i confini dei media e farli crescere a livello europeo.
Dare potere e fare crescere l’economia autogestita affinché si smantelli la rete tentacolare e opprimente della grande distribuzione.
Per fare tutto ciò bisogna che le votazioni siano vere in modo che il popolo abbia potere decisionale, oggi sono una barzelletta perché dai partiti, al ministero degli interni, al prefetto ecc. possono pilotare e invalidare libere elezioni.
I partiti che decidono secondo i loro interessi, il ministro che scioglie le amministrazioni per sospetto, e il prefetto che decide tramite i segretari comunali cosa fare, pertanto le votazioni sono un fumo senza sostanza.
Con un governo di espressione del popolo e un programma chiaro e incisivo sulle riforme da fare, riuscirebbe a modernizzare il Paese e stroncare il parassitismo dei gestori economici del potere.
03-03-2016

Finalmente

Oggi gran fermento in sezione, si sono stancati della burocrazia pelosa, limitazioni senza senso e dei dinieghi astrusi.
Domani inizia una protesta fino a quando non si risolveranno i problemi più importanti.
Mi auguro che risolviamo questa situazione e miglioriamo la vivibilità del carcere.
04-03-2016

E finita la solitudine

Non sono più da solo in cella, la mia lotta di tipo… giapponese è finita, tanti fattori mi hanno consigliato di scegliere il male minore, anche se l’orgoglio ne esce un po’ ammaccato, ma siccome l’orgoglio è un cattivo consigliere, per una serie di ragioni ho dato ascolto al buon senso!
D’altronde solo gli stupidi non cambiano mai idea.
L’inquilino è un mio vecchio amico dai tempi del regime di tortura del 41 bis dell’Asinara, era uscito, riarrestato ha trascorso gli ultimi 15 anni nel 41 bis, quando gli hanno detto che era qua ha insistito per venire in cella con me.
Ho trovato un uomo distrutto nel fisico e nell’animo, con gravi problemi psichiatrici.
E scioccante ritrovare un amico che non è più lui, con piacere gli faccio da badante perché in carcere la solidarietà non è un optional.
Il problema è la notte che non mi fa dormire, ma spero che nel tempo ritrovi un po’ di equilibrio e mi faccia dormire la notte.
Ha scontato oltre 30 anni di carcere, ha 65 anni, i suoi problemi psichiatrici sono certificati, pertanto dovrebbero ricoverarlo nelle strutture che hanno sostituito gli OPG, così possono curarlo e dargli una parvenza di normalità.
Il regime di tortura del 41 bis è un crimine di Stato.
05-03-2016

La lotta antirazzista continua

Ho trovato un articolo in cui si dava risalto al tour della presentazione del libro che Domenico Iannantuoni con altre due persone hanno scritto: “Cento città contro il museo Lombroso”, che riassume tutti questi anni di battaglie legali e culturali del “Comitato No Lombroso”, contro il museo dedicato allo scienziato veronese Cesare Lombroso.
Gli autori hanno dialogato con lo storico Ivan Cuacolo che ha spiegato alla platea la figura di Lombroso e le sue falsificazioni per giustificare con il razzismo le violenze e le nefandezze che commisero i piemontesi dopo la conquista del Regno delle Due Sicilie.
Si è discusso del quadro che lo Stato aveva ed ha destinato le regioni meridionali a colonia interna del resto del Paese.
Antonio Gramsci scrisse che: “… veniva sfruttato come colonia dandone una giustificazione razziale; una operazione che imitava quella che molti accademici delle grandi potenze imperiali del tempo portavano avanti nei confronti delle colonie sparse nel mondo”.
Tutte le potenze coloniali per giustificare le loro dominazioni usavano la denigrazione di inferiorità dei popoli sottomessi.
L’ideologia lombrosiana ha avuto un ruolo determinante nel nuovo Stato unitario nelle divisioni, ancora oggi rilevabili nel Paese, con il pregiudizio antimeridionale.
La copertura con i finanziamenti da parte dello Stato del museo dedicato a Lombroso, per i festeggiamenti dell’unità d’Italia, è stato uno schiaffo al genocidio subito dai meridionali.
Il museo Lombroso va chiuso.
06-03-2016

Il dardo è tratto

Il dardo è tratto, così disse Giulio Cesare nell’attraversare il Rubicone, così è successo qui a Oristano.
Sabato ci siamo riuniti nel cortile del passeggio e abbiamo deciso di iniziare una protesta pacifica con il rifiuto del vitto dell’amministrazione fino alla fine del mese.
Oggi abbiamo messo per iscritto le nostre problematiche, abbiamo scelto dodici punti quelli ritenuti più importanti, e informato che dal primo aprile la protesta cambierà manifestazione, faremo sciopero della spesa, del lavoro e la battitura tre volte al giorno, riservandoci di integrare altre cose nella protesta in atto.
Una copia del manifesto di protesta sarà inviato anche al blog tramite la Presidente Grazia Paletta dell’Ass. Fuori dall’Ombra.
Ho visto determinazione e fermezza nel portare avanti la protesta, questo mi fa sperare nel buon esito per il raggiungimento degli obbiettivi.
Ogni sezione AS-1 che viene aperta ci sono sempre problemi che istigano a protestare.
Stiamo copiando a mano il manifesto dove sono elencate le nostre richieste, poi spediremo con raccomandata a una ventina di personalità.
07-03-2016

I bambini del Congo

Il Congo estrae il 50%di Cobalto del mondo, che serve per le batterie dei telefonini e delle auto.
Il monopolio è della ditta CONGO-DONGFANG-MINIG (CDM)interamente controllata dal gigante minerario cinese Zheijang-Huayou-Cobalt-Ltd (Huayou-Cobalt).
Dopo la lavorazione le vende a tre aziende che producono batterie: “Ningbo-Shanshan-e-Tianjin-Bamo-in-Cina, e L & F -Materials-In-Corea-Del-Sud.
Queste tre ditte riforniscono le aziende che vendono prodotti elettronici e automobili.
Nell’estrazione del Cobalto in Congo usano i bambini come minatori, senza protezioni di nessun genere, e ne muoiono a centinaia ogni anno.
Amnesty International ha denunciato questo sfruttamento ed è andato da 16 multinazionali clienti delle tre aziende che si riforniscono, solo una ha ammesso l’approvigionamento del cobalto nel Congo.
Il problema principale che questo mercato produce profitti enormi, calcolabili in 125 miliardi di dollari l’anno, pertanto sono pronti a passare sopra su qualsiasi nefandezza.
Il mondo intero conosce il saccheggio non solo del Congo ma dell’intera Africa, nessuno fa niente, neanche l’ONU.
8-03-2016

Il partigiano Karim

Un ragazzo italo-marocchino di 25 anni è andato a Kobane(cittadina kurda nel nord della Siria)per portare aiuto di cibo, medicinali e vestiario, ma vedendo due bambini di 8 e 12 anni che difendevano la città decise di entrare nelle unità di difesa curde dello YPG.
Ha combattuto contro l’ISIS, ha ucciso e visto morire i suoi compagni.
Ritornato in Italia ha scritto un libro per aiutare i curdi e il Rojava una confederazione di popoli, curdi, assiri, yazidi e altre minoranze che combattono contro l’ISIS, anzi gli unici che contrastano seriamente questi tagliagole.
Il libro si intitolo: “Il combattente, storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’ISIS” Edizione BUR. Lui si chiama Karim-Franceschi.
Il suo intendo e di informare i suoi coetanei affinché capiscano cosa significa combattere per la democrazia e difendere una causa giusta, quella del Rojava, contro tutto e tutti.
Onore a questo ragazzo con ideali così alti.
09-03-2016

Limes

Limes è una rivista italiana di geopolitica, l’amico Mario mi ha mandato quella del mese di novembre 2015, intitolata “La strategia della paura”.
E improntato sulle guerre islamiche, le stragi di Parigi, sui giovani europei devoti al “califfo” ecc..
Mario me l’ha mandato perché discutendo sulle stragi di Parigi che l’avevano colpito molto, gli avevo scritto una lunghissima lettera, partendo dall’Afganistan, tutto il percorso storico dell’estremismo islamico e le colpe Occidentali, principalmente quelle degli americani.
La rivista ha le stesse pagine di un libro 240, ma è ben strutturato sui focolai islamici, specifica un po’ tutto, ma ammette le colpe europee e degli yankee che alimentano per interessi di geopolitica tutte queste guerriglie.
La cosa che mi ha impressionato e che il mio pensiero, quello scritto, non divergono da tutto ciò che è scritto nella rivista Limes.
Ne sono contento perché anche se la formazione è autodidatta, la struttura della situazione in generale l’ho fatta in modo precisa.
10-03-2016

Il Samaritano

Ad ottobre ho presentato un permesso premio con il domicilio nella comunità “Il Samaritano”, si trova ad Arborea in provincia di Oristano.
Quando gli ho scritto per chiederli se mi accoglievano per un permesso, mi hanno risposto di si ma che dovevo portarmi degli abiti e scarpe per lavorare la terra, in più pagare una quota giornaliera.
Gli ho fatto presente che non ho problemi per fare lavori, ma che dopo 30 anni di carcere se mi danno un giorno di permesso o due di permesso li vorrei trascorrere con serenità e assaporarmi la libertà, non mi hanno risposto più.
Oggi leggo un articolo in cui il gestore della Comunità Don Giovanni Usai è stato accusato da una ragazza nigeriana di violenza sessuale.
Il giorno prima del processo è andata dalla ragazza a chiedere di non accusarlo in aula.
Un detenuto ospite della comunità negli anni passati aveva dichiarato ai carabinieri che all’interno della struttura c’èra un giro di prostituzione, in aula ha smentito tutto.
Il processo prosegue con la prossima udienza il 17 aprile.
Ricordo che nella prima lettera che mi hanno mandato, dove in modo perentorio mi intimavano che non dovevo bere, ne drogarmi ecc., gli risposi che non bevevo, non mi drogavo e neanche fumavo.
Dalle notizie apprese mi viene naturale dire: “da che pulpito veniva la predica”.
11-03-2016

Patrice Lumumba

Nel tempo sto acquistando la conoscenza che tutte le menti illuminate emerse dopo l’indipendenza post-coloniale in Africa, sono stati eliminati dagli americani, inglesi e francesi, in questo caso è complice anche il Belgio perché il Congo era una sua colonia.
Dopo l’indipendenza del 1960, il Congo elesse democraticamente Patrice Lumumba, che subito aderì al movimento dei paesi non allineati, né con l’Unione Sovietica e né con gli USA.
I servizi segreti americani con la complicità di quelli belgi fomentarono varie guerrigie, dalla secessione del Katanga, alla ribellione del Kivu.
Avendo idee simili a quelle di Sankara del Burkina Faso: “l’Africa agli africani”, Lumumba voleva un Congo unito all’interno di un’Africa unita.
L’America si mise in moto, i ribelli Katanghesi con l’aiuto della CIA e il Belgio, lo catturarono e lo uccisero, smembrarono il corpo e poi lo sciolsero nell’acido.
Forse avevano paura che da morto potesse diventare un’icona e celebrato come eroe nazionale.
L’Occidente dopo aver perso materialmente le colonie africane, si impegnarono a controllare finanziariamente ed economicamente, eliminando tutti i leader che volevano un’Africa libera e lasciarono tutti i dittatori servi a loro favore, ancora oggi gli africani ne pagano conseguenze.
12-03-2016

La Magna Carta

Quando il re inglese Giovanni Senzaterra, successe al trono al posto del fratello Riccardo Cuordileone le sue politiche e i fallimenti militari con le troppe tasse gli alienarono la simpatia del popolo lo costrinsero a firmare la storica Magna Carta, dove il potere legislativo, esecutivo e giudiziario non dovevano più confluire nella stessa persona.
Le pene non erano stabilite dai giudici nominati dal re, bensì da una giuria di membri appartenenti alla stessa classe dell’imputato, suoi pari.
Un altro punto affermava il diritto Habeas-Corpus, l’imputato non poteva venire arrestato o imprigionato prima della condanna definitiva.
Fu l’impianto per le democrazie future, il “re regna ma non governa” le decisioni politiche vengono prese dal premier eletto.
In Italia habeas-corpus non esiste perché non si va in galera dopo la condanna definitiva, ma al momento dell’accusa, come quando il re aveva tutto il potere concentrato sulla sua persona e poteva fare arrestare chi voleva.
Questo dimostra che la nostra democrazia è monca perché al “re”si sono sostituiti altri attori.
13-03-2016

Il comunismo

Oggi sono pochi i comunisti che hanno il coraggio di affermarlo pubblicamente, al massimo si dicono ex, la maggior parte negano.
Quando penso a certi personaggi mi viene in mente Veltroni che pur essendo cresciuto nelle sezioni del partito comunista sin da bambino, propaganda che è un kennediano.
Prima della caduta del muro di Berlino e il partito comunista italiano era il più forte d’Europa con i soldi che arrivavano da Mosca, tutti quelli che osavano attaccare l’Unione Sovietica e informare dei crimini di Stalin e del comunismo venivano dileggiati e calunniati perché il “paradiso terrestre”sovietico era intoccabile, l’utopia con la complicità della propaganda, la gente ingenuamente credeva che potesse esistere un luogo dove tutto era giusto, idolatrarlo come succede nelle religioni, d’altronde il comunismo era una sorta di Chiesa laica.
Oggi siamo a conoscenza dei milioni di morti ordinati da Stalin e dalla follia delle teorie del socialismo.
Non bisogna neanche dimenticare i crimini di Mao in Cina, di Pol-Pot in Cambogia e in altre parti del mondo.
Il costo umano per le teorie comuniste è stato talmente elevato che non ha paragoni nella storia.
Alla fine tutto è caduto con grande sollievo dell’intera umanità.
In Italia per 70 anni si è steso un velo pietoso sul massacro della faide ad opera degli iugoslavi, per non urtare il partito comunista che fu complice materiale e morale.
Dal 1989 anno della caduta del muro di Berlino e di qualche anno dopo la dissoluzione dell’impero sovietico, non c’è stato un serio dibattimento sui mali del comunismo. Si è sviscerato a 360 gradi tutto il male del fascismo, anzi si è governato sull’antifascismo.
La mia impressione e che è caduto un velo pietoso sul comunismo, ma non si è dissolta la struttura settaria costruita in tanti anni dal partito comunista, divenuta un potere talmente forte da condizionare anche le azioni di governo.
14-03-2016

Sono umano anch’io

Mi hanno passato un libro scritto dal nipote di un ergastolano che conosco solo di nome, non avendolo mai incontrato, ora sono 12 anni che si trova nel regime di tortura del 41 bis.
Il libro si intitola: “Sono umano anch’io”. Emozioni e vita tra luci e ombre. Ed. Susil. Scritto da Domenico De Sena.
L’autore ha voluto dare un segno del suo affetto allo zio, ma principalmente ringraziarlo per tutti i consigli che gli ha trasmesso negli anni.
Riconosce che anche se ha rovinato la sua vita, ha fatto di tutto perché nessuno della sua famiglia venisse coinvolto in qualcosa di illegale; cosa molto facile in alcune zone della provincia di Napoli. Per questo motivo nutre una forte ammirazione per suo zio.
Sono pubblicate alcune poesie che suo zio voleva tradurre in canzone ma lui ha preferito che restasse poesia e inserirle nel libro.
Credo che sia una gioia per chiunque di noi qui dentro ricevere attestati di affetto e stima del genere.
Il contenuto del libro aiuta molto a comprendere tante cose, con consigli che possono aiutare a non commettere errori.
15-03-2016
L’illuminismo

Il movimento culturale che portò la luce in Europa, scardinò il feudalesimo, assolutismo monarchico, la chiesa ecc.
Senza questa corrente di pensiero non ci sarebbe stata la rivoluzione francese, che fu il seme per le libertà civili e le democrazie future, ma principalmente debellò nel tempo l’ingerenza asfissiante della religione cristiana nella vita pubblica di tutti i paesi europei.
Sono passati quasi due secoli e il fondamentalismo in modo diverso sta prevalendo di nuovo con l’oscurantismo religioso, perché distorta per fini politici e di potere, l’islam con il suo fanatismo sta creando le basi per restringere le libertà democratiche in nome della sicurezza con l’emanazione di leggi speciali.
La società civile deve essere vigile a non permettere che il fondamentalismo politico o religioso si impadronisca di questi eventi per sospendere la democrazia per dare vigore alla rinascita del fascismo di qualunque colore. Una società secolarizzata non lo può tollerare e neanche perdere la ragione offuscata dall’emotività e dalla irrazionalità.
I razzismi non devono prevalere etichettando popoli che sono le prime vittime.
La pace è l’unica strada, insieme alla libertà, alla democrazia, alla giustizia sociale e l’eguaglianza.
Credo che abbiamo bisogno di un nuovo illuminismo che livelli il benessere culturale, sociale e di eguaglianza nel mondo.
16-03-2016

Colloquio in videoconferenza

Mi hanno fatto leggere un’ordinanza di un recluso che nel regime di tortura del 41 bis, il magistrato di sorveglianza gli aveva concesso le telefonate con la moglie detenuta in videosorveglianza.
Oggi la videoconferenza è usato per i processi, tutti sanno che è anticostituzionale, perché impedisce una corretta difesa.
In questo caso è usata per le telefonate che durano dieci minuti quando uno degli interlocutori è in regime di 41 bis.
La videoconferenza o i colloqui tramite la rete con skype, dovrebbe essere una realtà o meglio dire un diritto acquisito e non una concessione all’arbitrio del direttore di turno.
I politici e i funzionari del Ministero non fanno altro che affermare che fanno di tutto per agevolare i contatti familiari, è disinformare allo stato puro perché non solo veniamo deportati lontani, ma ci sono impedimenti, limitazioni e burocrazia per non consentirci di coltivare i nostri affetti.
Dovrebbero liberare le telefonate in primis e coi consentire l’uso di colloqui con i familiari in videoconferenza.
17-03-2016

L’indice di felicità

Per il secondo anno consecutivo l’Italia è 50esima nella classifica Word-Happiness-Report-2016.
In questa posizione è vicina a Stati come Uzbekistan, Malesia e Nicaragua, inoltre dal 2005 al 2015 è tra i dieci paesi con la maggiore diminuzione della felicità.
Il primo posto del popolo più felice è la Danimarca, non mi meraviglio che sia uno dei paesi scandinavi, perché la loro civiltà mette al centro della società il cittadino.
Viceversa in Italia il centro della società è la politica, questo ha consentito di portare il paese ad essere uno dei paesi più corrotti del mondo.
Il rapporto per stabilire l’indice di felicità è realizzato dal Sustainable-Development-Solution-Network delle Nazioni Unite, si fonda sul voto da uno da dieci che i cittadini dei vari paesi danno alla loro vita.
Gli italiani si sono fermati a 5,9, i danesi sono arrivati a 7,5.
Bisogna essere fortunati anche dove si nasce.
18-03-2016

Profughi

Nel 1939 quando i nazisti e i sovietici si spartirono la Polonia con il patto scellerato Von-Ribbentrop-Molotov di Hitler e Stalin, gli ebrei cercarono scampo nella parte polacca occupata dai sovietici, il confine era il fiume Bug, riuscire ad attraversarlo voleva significare la vita e la morte, perché rimanere nella parte tedesca voleva dire campo di sterminio.
La cosa durò pochi mesi, perché i sovietici chiusero il confine e non facevano più passare nessuno, sparando su chi forzava l’attraversamento e che ci riusciva veniva consegnato ai tedeschi.
Oggi si assiste alla stessa scena ma con altri attori, il fiume Suva-Reka tra Grecia e Macedonia, attraverso i media si vede la marea di fuga dal macello siriano, come allora c’è sempre un confine chiuso per motivi di egoismo politico.
Quando gli errori del passato si ripetono significa che la stupidità prevale sulla ragione.
I muri contro i profughi alimenta il risentimento di chi soffre nei campi e non guarda più all’Europa come luogo di democrazia e delle libertà civili, ma come comunità da combattere perché percepita come nemica.
Un errore che pagheranno le future generazioni europee.
19-03-2016

Siccità

In vaste zone dell’Africa non piove da anni, pertanto manca l’acqua per ogni cosa, questo ha costretto milioni di persone a spostarsi negli anni, questa massa enorme di disperati si sta muovendo verso le coste del Mediterraneo, si parla di una cifra che si aggira su un centinaio di milioni di persone.
L’Europa che sta gestendo male la situazione attuale di migliaia di profughi del Medio Oriente, quando decine e decine di milioni vorranno con ogni mezzo attraversare il Mediterraneo per entrare nel continente europeo; non fuggono dalla guerra ma dalla fame e pertanto li rende disposti a tutto, cosa farà l’Europa? Manderà l’esercito con la marina e l’aviazione a bombardare per fermarli?
I misfatti commessi dall’Occidente si stanno materializzando, incideranno molto sulla sopravvivenza della civiltà occidentale, ma potrà anche annientare quella europea, perché l’invasione è di proporzioni inumane.
20-03-2016

Donald Trump

Il candidato repubblicano americano alle presidenziali Donald Trump, avversario della democratica Chinton, ha dichiarato che se vincerà diventando presidente, rivedrà la N.A.T.O. perché costa troppo.
Non condivido niente di quello che dice, ma su questo punto sono d’accordo con lui, non rivedere la Nato ma abolirla e permettere che l’Europa si doti di un suo esercito e stipuli un’alleanza di pari dignità con gli americani, di conseguenza dovranno svuotare e lasciare tutte le basi in Europa.
L’Europa dovrà assumersi in prima persona tante responsabilità che fino ad oggi ha lasciato agli americani.
Con l’esercito ci saranno anche le decisioni politiche, così finiranno i diktat yankee, che fino ad oggi hanno causato solo disastri.
Anche se non mi piace mi auguro che vinca Trump.
21-03-2016

A Francesca… di Antonino Pavone

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Antonino Pavone -fratello del nostro amico storico Piero Pavone detenuto a Spoleto- è ristretto nel carcere di Palmi.

Scrive poesie molto belle, come già in altre occasioni i lettori de Le Urla dal Silenzio hanno potuto riscontrare.

Oggi pubblico un’altra di queste poesie.

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A FRANCESCA

E sento forte la nostalgia di te

che sa del profumo dell’anima

e dell’intenso desiderio

di accarezzare il volto del tuo pensiero.

Cercando la luce dei tuoi occhi

nel leggero raggio della luna

che disteso dolce sul tuo viso,

fiero, evoca la rara bellezza!

Come una soave musica… m’incanta,

mi prende e mi avvolge

in un vortice di passione e di amore.

 

Nino Pavone

Palmi 26 aprile 2016

Arte e cultura… di Pietro Lofaro

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Il “Mosaico italiano” è un supplemento del giornale “Comunità Italiana”, pubblicato in Brasile da Editora Comunità (editore Marco Lucchese) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro. È destinato agli italiani in Brasile ed è realizzato anche con la collaborazione di docenti, specialisti e ricercatori delle università brasiliane. Il numero 146 di questa rivista è stato dedicato alla tematica dei detenuti in rapporto agli studi universitari. Sono stati  raccolti i materiali  emersi nell’ambito di una iniziativa partita dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo “Tor Vergata” di Roma. Iniziativa che aveva, tra i suoi scopi, quello di sostenere e agevolare la formazione universitaria dei detenuti reclusi nel carcere di Rebibbia, in vista di un loro futuro inserimento sociale.

Nella rivista sono presenti soprattutto tanti interventi di detenuti che raccontano le emozioni, le problematiche, le richieste connesse alle dinamiche del percorso universitario. Nel corso di questi mesi ho pubblicato alcuni di questi interventi. E oggi ne pubblico un altro, scritto da Pietro Lofaro.

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Per iniziativa di alcuni detenuti del reparto di alta sicurezza, dal primo luglio del 2015 è stato attivato in questo istituto (CC di Rebibbia) un laboratorio di pittura; il progetto è nato, oltre che con l’intento di mettere in pratica una passione comune, con la finalità di raccogliere fondi da devolvere in beneficienza e autofinanziarsi.

Fin da subito, il laboratorio ha riscosso un discreto interesse da parte della Direzione e ci è stato affiancato un educatore che, insieme a noi, ha seguito i progressi e ci ha supportato nelle fasi evolutive. Parlo non a caso di fasi evolutive. Il carcere, come la maggior parte della nostra società esterna, è formato da persone di diverse estrazioni sociali, culturali e regionali. Il laboratorio ci ha spronato a mettere a disposizione l’uno dell’altro le proprie conoscenze, i propri vissuti e a trasformarli nel tempo in disegni su tela. Attraverso la biblioteca di reparto ci siamo documentati sugli artisti, i generi, l’uso dei colori. Chi di noi aveva già una conoscenza sulla pittura e le tecniche pittoriche l’ha condivisa con il resto del gruppo e gli stessi che hanno messo a disposizione il loro bagaglio artistico, ne hanno beneficiato. E’ nato uno splendido processo creativo.

La difficoltà a reperire materiali, immagini nuove, colori, ci ha quasi obbligato a sperimentare, a ricercare modi diversi di dipingere e presentare una tela così come la si conosce. E’ stata proprio la condivisione a permettere tutto questo. L’arte è uno strumento di aggregazione, di conoscenza dell’altro, che non può restare confinata all’interno di quattro mura, ma va condivisa, per permettere di rigenerarsi continuare a creare. A tale scopo, a dicembre 2015, abbiamo avuto il piacere di organizzare la nostra prima mostra, nello stesso laboratorio che fino ad ora ci ha permesso di portare avanti questo progetto. La mostra è stata allestita nel nostro reparto non a caso. Era giusto che le persone che ci hanno appoggiato e seguito fino a quel momento, fossero i primi ad aver contezza dei risultati raggiunti. Volevamo condividerlo con chi, come la Direzione, la sorveglianza, l’educatrice, ha investito in noi, dedicando tempo e trovando spazi adatti ai nostri obiettivi. Poi i volontari, i professori, gli stessi detenuti, nostri compagni, che tutti i giorni hanno seguito, anche se da spettatori, i nostri progressi.

A questo punto mi chiedo: se un semplice laboratorio di pittura e tutta la cultura artistica, che di conseguenza si è venuta a creare attorno ad esso, è stata capace di avvicinare e far collaborare nei limiti del possibile detenuti e sorveglianti, operatori e volontari, perché non condividerlo? Non renderlo pubblico? In carcere, per cause che non dipendono sempre dalla nostra volontà, ma dalle burocrazie e dalla necessità, è tutto molto labile, effimero. La cultura creata può trasformarsi in cultura persa. Perché perdere l’occasione di testimoniare come, all’interno di un carcere, nuovi modi di investire il tempo e gli spazi, possano diventare, perché no, una fucina per artisti? E quanto possa essere pedagogico tutto questo?

A parer mio, l’immaginario collettivo ha un’idea incompleta e forse fuorviante del carcere. A causa del limitato accesso e della poca conoscenza di luoghi come questo, si creano degli stereotipi non sempre realistici.

Attraverso la condivisione di cultura, e in questo caso specifico, di cultura artistica, penso sia possibile abbattere alcuni chiché che si allontanano. L’arte è un processo creativo, che in carcere permette a noi di avere un’altra visione del mondo e a voi di farvi un’altra idea di noi, di come la cultura agisca e sia necessaria, forse maggiormente all’interno di realtà come queste.

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