Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo 22 luglio – 21 agosto

diario11[1]

Grazie alla nostra Nadia.. ecco il Diario di Pasquale De Feo -detenuto ad Oristano- relativo al mese di agosto.

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I frutti della lotta

Ci è arrivata una circolare del ministero esclusivamente sul carcere di Oristano, sono i risultati della nostra protesta.
Il Garante Nazionale ha stilato una relazione sul nostro incontro, trasmessa al Capo del Dap, hanno prodotto questa circolare; sono andati oltre le nostre richieste, manca solo una decisione sui volontari che qui non entrano.
Come è il suo solito il direttore con lentezza esasperante o meglio dire burocratica ancora deve applicare i punti che più ci riguardano.
Hanno dato mandato che gli ergastolani devono stare da soli in cella, le celle devono essere occupate al massimo da due persone, ora devono decidere come applicare queste disposizioni.
Ci hanno consentito la stampante, ma ancora devono concedercela, perché il direttore non si sa per quale motivo ha la fobia quando sente la stampante, forse ha qualche problema con la cultura e ritiene che i prigionieri devono starne lontani.
Dalla finestra riesco a vedere l’area verde per i colloqui, non l’avevamo chiesta, ma il Dap gliela imposta e subito l’ha fatta anche se è piccola, potevano fare qualcosa di moto più grande perché c’è tanta terra, ma per lui è già qualcosa di eclatante.
Ricordo che un operatore dell’area trattamentale mi disse in un discorso fatto dopo la protesta: “qui non sono ben viste le aperture del Dap”, significava che il direttore non voleva aperture, ed è costretto alle decisioni di Roma, ma lo stesso cerca di limitarle il più possibile.
Se continuiamo a vedere che rimanda tutto alle calende greche, dobbiamo scrivere per informare il Garante Nazionale di intervenire.
22-07-2016

La moltiplicazione delle banche

Spesso si leggono delle notizie che fanno riflettere perché sembrano inverosimili, forse abbiamo più banche della Svizzera, ma la popolazione non né trae nessun beneficio, solo l’elite del “Principe”-politica, sindacati, banche, confindustria, chiesa- né hanno tutti i privilegi, poi c’è l’apparato repressivo che li protegge e ne beneficiano anche loro, principalmente la magistratura.
L’Italia conta 600 differenti banche, il numero delle filiali supera quelle delle pizzerie presenti nel Paese (Financial Times).
Dove ci sono tante banche il benessere raggiunge anche la popolazione, invece da noi hanno una doppia funzione; al Sud servono per rastrellare i risparmi dei meridionali e investirli al Nord, al Nord servono per aiutare l’economia e la finanza tosco padana.
Eppure per avere un prestito dalle banche è molto difficile, in più mettono degli interessi da strozzini, tenendo presente che il Parlamento gli ha fatto tutte le leggi che volevano.
Quando parlano di sistemi mafiosi, nessuno lo è più delle banche, perché usano quei metodi che sono ritenuti mafiosi per la povera gente ma non per la cosca bancaria. Dov’è la magistratura?Forse meglio dire le Procure.
Siccome il sistema bancario è un pilastro del paese bla bla bla… devono avere l’impunità.
23-07-2016

Pokemon

Tramite le organizzazioni umanitarie, i bambini siriani hanno lanciato un messaggio al mondo, invece di salvare i Pokemon cercate di salvare noi dalle bombe e dalla fame.
Uno schiaffo morale non da poco, perché la futilità delle azioni dei paesi Occidentali rasenta la stupidità.
Sono i governi Occidentali complici delle monarchie del golfo che hanno creato il disastro umanitario in Siria, avendo allevato, finanziato, addestrato, supportato l’Isis che ha creato questa immane tragedia, pertanto il sangue dei bambini morti e quelli che stanno subendo tante sofferenze è colpa anche nostra; noi siamo più colpevoli dei fanatici sauditi con il loro wahabismo di stampo medievale, perché è sempre con il nostro appoggio che pianificano ed eseguono i loro disegni di esportare il loro oscurantismo religioso.
I media mondiali tanto solerti dell’indottrinarci di paura, insicurezza, e mortificare il nemico di turno degli yankee, non ha un briciolo di misericordia per migliaia di bambini siriani, iracheni, yemenita, nigeriani ecc..
Una volta le dittature avevano i ministeri della propaganda, oggi sono stati sostituiti dalle TV e dal cinema.
24-07-2016

La libertà interiore

L’amica di penna Anna, mi ha mandato uno scritto sulla libertà interiore, molto bello e istruttivo.
Due internati nel campo di concentramento, Roberto Assagioli fondatore della psicosintesi e Victor Frankl che inventò la logoterapia dopo tre anni di quell’inferno, entrambi in modi diversi usarono questo periodo in modo costruttivo e creativo pur trovandosi a vivere una situazione estrema.
Non mortificarono lo spirito ma lo aiutarono ad essere attivo affinché anche in quel tremendo momento non perdessero l’essenza della vita.
Frankl racconta che una prigioniera ringraziava l’esperienza dei lager perché gli aveva risparmiato i valori spirituali che nella sua vita non avevano mai fatto parte della sua quotidianità.
Continua con un monaco zen vietnamita, che andava in un carcere americano dove insegnava ai detenuti l’arte della meditazione. In un suo discorso “libero ovunque tu sia”tenuto in carcere, affermava che si può essere liberi anche in una cella di un carcere. Essere liberi significa non essere schiavi del passato o del futuro, delle preoccupazioni o dei rimpianti, non essere schiavi della rabbia, della paura o della disperazione, ma essere padroni di se stessi e del godere e gioire del fatto di essere vivi e della quotidianità.
Anche in prigione si può essere liberi perché la libertà non è delineata da confini ma è una condizione interiore che esula dalle condizioni e dal posto in cui uno si può trovare.
Infine ricorda un episodio di quando era ragazza, in quel periodo suonava in un gruppo, quando sentirono Kurt Cobain leader dei Nirvana, la colpirono molto perché era un suono nuovo che diceva tanto, sognava di vivere un giorno di musica, come Cobain che era realizzato, girava il mondo e aveva tanto successo, a 27 si suicidò. Questo episodio gli è rimasto impresso.
Trae le conclusioni di queste personalità con episodi differenti, che si può essere ricchi e famosi, trovarsi in luoghi dove la vita non ha valore, prigionieri in un carcere, ma se non stiamo bene interiormente neanche tutte le ricchezze del mondo ci daranno pace, libertà e serenità.
25-07-2016

Libia

Un italiana inviata in Libia dall’ONU prima che succedesse la rivoluzione, ha scritto il racconto di tutto quello che ha visto e vissuto in prima persona.
Spiega come Gheddafi aveva ridotto il popolo libico, gli aveva desertificato la mente, non avevano nessuna nozione di cittadino e né amore di patria, lui era il pastore e il resto era il gregge.
Quando iniziò con i progetti dell’ONU, dopo poco tempo fu fermato tutto perché erano finiti i fondi, ma poté iniziare con i fondi dell’ENI che destinava una parte dei proventi per attività sociali. Iniziò una cittadini che si trova in mezzo al deserto, fece riunione con i professori dell’università, alla fine gli disse che bisognava incominciare da zero, gli risposero che dovevano sapere cos’è lo zero, questo fa capire in che condizioni erano.
Costruì la sanità della città perché non esisteva, creò un piccolo ospedale. Organizzò le scuole e tutto ciò che serviva per la popolazione.
Anche se ridotta a pecore, la popolazione con l’aiuto internazionale si ribellò; non l’avrebbero mai fatto da soli perché avevano terrore di Gheddafi ed erano convinti che da soli non c’è l’avrebbero mai fatta.
L’errore dell’Occidente fu che dopo li lasciarono soli, ciò ha portato alla situazione attuale, perché Saddam Hussein anche se era un dittatore come Gheddafi, aveva lasciato una struttura statale, lo Stato c’era, invece Gheddafi non aveva lasciato niente, pertanto tutti quei proclami e ricatti della Comunità internazionale per aderire al governo di Tobruk, non sono serviti a niente, perché tutti quei politici non avevano la minima idea di cosa fosse lo Stato. Tutta questa confusione riportò le popolazioni all’unica cosa che credevano, le tribù e le famiglie, tutto intorno all’antico e si crearono milizie territoriali in base alle tribù e anche le famiglie.
Se fossero intervenuti, per prima cosa disarmare tutte le milizie;Gheddafi aveva depositi immensi di armi, tutte quelle armi hanno armato migliaia di gruppi. Aiutavano la popolazione a costruire uno Stato e insegnargli il senso della cittadinanza, con la costruzione delle infrastrutture necessarie e tutte le strutture necessarie affinché potessero capire con i fatti cos’è la democrazia. Principalmente dare internet a tutta la popolazione in modo di potersi al mondo e conoscerlo.
La colpa è dell’Occidente, ora ci vorranno molti anni affinché riescono a trovare la strada per trovare quella coesione di nazione e costruire uno Stato.
Dai notiziari e i quotidiani di questi anni non ho mai appreso quello scritto nel racconto da questa nostra connazionale, una piccola rivista di provincia “Una città”ho trovato la realtà descritta. Mi domando da dove prendevano le notizie i giornalisti? Forse facevano come le notizie di cronaca che le prendevano dal PM di turno.
Bisogna andare con i piedi di piombo e credere le notizie che danno nei nostri notiziari, l’unica cosa vera è la notizia, qualche volta neanche quella e a ragionarci e approfondirla con i canali alternativi.
26/07/2016

Le favole… succedono

Nel 2006 un sardo-australiano era venuto a visitare con la moglie incinta di sei mesi il paese d’origine, questo legame era molto forte, prima di partire aveva fatto visitare la moglie se poteva affrontare il viaggio, i dottori gli avevano dato l’Ok.
Molto contento per il viaggio, un sogno che si avverava, dopo pochi giorni la moglie inizia ad avere dei dolori e le contrazioni, viene portata alla clinica San Pietro di Sassari, dove nasce la bambina, ma ha una malformazione congenita “Atresia esofagea”, l’interruzione del primo tratto del tubo digerente. Permette il passaggio del cibo alla bocca dello stomaco.
Viene subito operata, per ricostruire il collegamento tra l’esofago e il tubo digerente, salvando la bambina, che oggi ha dieci anni e dice “I’m very lucky” sono una bambina fortunata.
L’equipe di neonatologia che si occupò dell’operazione, furono il neonatologo Fernando Cossu e il chirurgo pediatra Antonio Dessanti, oggi in pensione.
I due raccontano che prima dell’apertura della clinica a Sassari negli anni 90, morivano tanti neonati, perché vicino al reparto di Ostetrica deve esserci anche il reparto terapia intensiva neonatale e di chirurgia, perché la maggioranza di queste malattie non consentono il trasporto del neonato.
I genitori della bambina gli hanno raccontato sempre come è stata fortunata a salvarsi, lei ha voluto conoscere i due salvatori, i genitori l’hanno portata in Sardegna dove ha incontrato i due dottori pensionati. Gli ha portato due koala di peluche, affinché si ricordassero sempre di lei, che ha promesso tornerà a trovarli.
Una bella favola che sicuramente potrebbe ripetersi in futuro, ma che la burocrazia cieca e ottusa vuole rovinare, perché vogliono smembrare la clinica, per questione di buget e politiche clientelari, quelle poche cose che funzionano e sono necessarie, cercano di eliminarle.
Gabriella, così si chiama la bambina, non vuole che la sua favola muoia con le, così si è promessa che quando avrà dei figli li porterà a Sassari perché vedano dove è nata.
Le belle favole quando succedono bisogna coltivarle.
27/07/2016

Etiopia

Un italiana da alcuni anni si è trasferita in Etiopia per aiutare le popolazioni che vivono nella povertà. Nella capitale Addis Abeba c’è ricchezza e povertà estrema, nelle periferie c’è molta arretratezza, disagio di tutti i tipi e da terzo mondo.
La signora ha scritto un libro “Alfabeto etiope”per trovare i fondi per i progetti che ha messo in piedi, principalmente quelli scolastici, perché ritiene che l’istruzione sia l’unico modo per avviare un riscatto.
Racconta che nell’alfabeto, nella lingua, nella storia, nell’architettura ci sono le tracce degli italiani durante il colonialismo, nonostante tutto dice: “gli etiopi ci vogliono bene”, soprattutto le nuove generazioni.
Nella scuola italiana dove insegna, gli studenti gli dicono: “È importante non dimenticare le cose brutte che ci avete fatto ma è ancora più importante stare insieme e volerci bene”, solo che non si spiegano il monumento al generale Graziano inaugurato nel Lazio: “Forse non sapete che è stato un criminale è ha ucciso migliaia di etiopi? Perché l’avete permesso?”
Purtroppo in Etiopia non sanno che le nostre strade e piazze sono dedicate a degli autentici criminali, iniziando dalla patria Vittorio Emanuele II, pertanto il sindaco che ha messo in piedi questo obbrobrio per questo criminale, non è che l’ultimo della serie.
Ricordo che la notizia dei fascisti con questa loro camerata sindaco hanno costruito un monumento, fece molta risonanza sui media, ma nessuno l’ha fermato o buttato giù con una ruspa.
Sono molto più civili degli etiopi che noi che permettiamo simili scelleratezze.
28-07-2016

Il matematico impertinente

Spesso abbiamo delle verità sotto gli occhi ma il lavaggio del cervello che abbiamo subito fin dall’adolescenza ci rende ciechi e sordi. Neanche la cultura ci aiuta ad un apertura mentale per vedere le cose sotto un’altra ottica.
Piergiorgio Odifreddi matematico e scrittore, ha scritto un libro “Il matematico impertinente” ed. TEA, molto singolare, addirittura con interviste con Hitler, Gesù e altri, molto variegato negli argomenti ma illuminante.
Premesso che è comunista senza tentennamenti, molto settario nei suoi concetti, ma ci sono verità incontestabili, così elementari, che mi hanno fatto riflettere come siamo imbalsamati nelle nostre convinzioni. Personalmente credo che sia molto anarchico, perché non risparmia nessuno, dalle religioni, alle ideologie, scienziati e personaggi storici.
Se Adamo ed Eva hanno generato Caino e Abele, due maschi, come è stato possibile che hanno popolato la terra? Non avevo mai pensato a una cosa così lampante.
Spiega con riferimenti storici che la religione cattolica ha occupato tutte le date della religione pagana, iniziando dalla religione di Mitra, si festeggiava il 25 dicembre la sua nascita e la sua resurrezione del sole, tre giorni dopo la sua morte al solstizio d’inverno. In Inghilterra la domenica si chiama Sunday “giorno del sole”.
Il Papa Leone X confessò al cardinale Bembo: “historia odocui quantum illa de christo fabula”. La storia ci insegna quanto ci abbia fruttato quella favola di Cristo.
Fa un osservazione che mi ha colpito molto, tutte le SS dell’olocausto erano cristiani e portavano sulla fibbia GOTT MIT UNS(Dio lo vuole).
Nell’intervista a Hitler fa una affermazione che ha dell’incredibile, in nazismo proseguiva quello che sta portando avanti l’America e l’ha quasi realizzato, inoltre tutte le cose che ha fatto il nazismo erano già state fatte dagli americani, dallo sterminio degli indiani preso a modello da Hitler per la soluzione finale degli ebrei, giustamente dice: quanti indiani ci sono in America? Poche centinaia rinchiusi nelle riserve. Quanti ebrei ci sono nel mondo? Milioni e hanno anche uno Stato. Anche sulla politica eugenetica è scioccante:abbiamo seguito la politica degli americani, la legge del 1933 per la prevenzione sui difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale gli fu dato una laurea ad honorem nel 1936 a Heiedelberg. Ricordando che la prima legge per la sterilizzazione di “criminali, idioti, stupratori e imbecilli” fu promulgata nel 1907 dallo stato dell’indiana, che poi fu imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corte Suprema. Negli anni 30 furono sterilizzati 60.000 persone negli USA, metà della quale solo in California. Negli anni 50 dopo la guerra furono castrati 50.000 omosessuali.
Continua sul razzismo, contro cosa manifestava negli anni 60 Martin Luther King? Inoltre lo studioso della razza Pierre van der Berghe, ha messo nella trinità del razzismo del Novecento, Hitler, Rooselevt(presidente USA che ha vinto la seconda guerra mondiale)e Hendrik Verwoerd l’artefice dell’apartheid sudafricana.
Gli Stati Uniti non hanno seguito il nazismo, perché l’hanno preceduto e ispirato, noi volevano quello che stanno attuando gli USA, il dominio globale -militare, politico ed economico -ma non abbiamo fallito loro ci stanno riuscendo.
Un punto che sono d’accordo anche io con Hitler, noi siamo una colonia sudamericana con 125 basi e 35 mila truppe, è stata sostituita l’occupazione militare tedesca con quella americana.
Ci sarebbero tante curiosità da scrivere, da Galilei, alla scoperta del DNA, Einstein, sulla fisica, chimica e matematica, ma la cosa più bella è che si trovano delle chicche difficili da trovare da altre parti.
Mi sono divertito nel leggerlo, ma principalmente ho appreso tante cose, ne consiglio la lettura.
29-07-2016
L’inferno di Pianosa
Tramite posta mi è arrivato il libro “L’inferno di Pianosa”. L’esperienza del 41 bis nel 1992. Ed. Sensibili alle Foglie. Scritto da Rosario Enzo Indelicato, il protagonista della vicenda. Pag. 94 costo 12 euro.
L’avevo chiesto a Giuliano Capecchi e lui me l’ha fatto spedire dalla Casa Editrice Sensibile alle Foglie.
Indelicato racconta tutte le crudeltà di cui è stato vittima dalla polizia penitenziaria nell’isola di Pianosa, l’ho iniziato a leggere e non sono riuscito a deporlo fino a quando non l’ho finito.
Pur conoscendo di persona le torture a cui siamo stati sottoposti nel 1992, per alcuni anni, ogni volta che leggo qualcosa in merito, rivivo tutto psicologicamente con la devastazione dell’anima.
Il mio libro uscirà a giorni, è improntato esclusivamente su Pianosa e Asinara, l’ho fatto perché non cada l’oblio su queste nefandezze di cui si sono macchiate le istituzioni, e anche perché si sappia e se la fortuna ci assiste che se ne discutano pubblicamente.
Nel libro c’è anche un passaggio dove si evidenzia come i media erano complici di queste torture, perché sapevano ma non scrivevano niente e ne tantomeno i notiziari informavano quello che stava succedendo.
Togliendo il magistrato di sorveglianza di Livorno, tutta la magistratura è stata complice e silente, perché tanti reclusi torturati avevano parlato con i magistrati sui processi, tutto insabbiato, come le 33 denunce della famiglia Scarantino alla Repubblica di Firenze, alla fine costretto a pentirsi ed accusare persone innocenti che hanno scontato circa 20 anni di carcere prima che il pentito Spatuzza raccontasse un’altra storia sulla strage di Borsellino.
Un libro così chiaro nelle sue dinamiche, che è uno schiaffo alla nostra democrazia per quanta crudeltà c’è nella quotidianità.
Dalle pagine del libro comprendo che tutti sapevano, anche la Chiesa, ma nessuno ha mosso un dito. Come successo con il nazismo, tutti sapevano ma nessuno fece niente.
Non si può vivere con l’odio, non perché non sono degni del nostro odio, ma noi abbiamo bisogno di vivere in pace. Mandela diceva che il perdono ci rende più grandi, detto da lui che ha subito 27 anni di carcere in regime come il 41 bis, bisogna ascoltarlo.
Si può perdonare ma non si deve, né si può e né dobbiamo dimenticare.
30-07-2016

Anatema di Don Pasquale

Il prete di Forlì del Sannio in provincia di Isernia ha tuonato in chiesa e poi su face book contro gli islamici, “non se né può più con questi islamici, vadano via”.
Sul suo profilo ha scritto: “Non mi vergogno a dire che dopo la strage perpetrata a Nizza fossi americano voterei Donald Trump. Ha promesso di buttare fuori dai confini degli Stati Uniti tutti i credenti di Allah. Lo so che quello che dico può scandalizzare i perbenisti di turno. Ma con questi islamici non se ne può più! Per dovere di ufficio ho dovuto sempre parlare di tolleranza. Ora mi sono stufato:dico quello che penso. Questi non li sopporto e mi sono intollerabili. Ora dite pure che sono razzista:sono felice di essere definito tale.”
Lui è Don Pasquale Giampaglia, 43 anni di Castellamare di Stabia(NA), con questo post su face book ha scatenato il putiferio, ci sono stati commenti favorevoli e contrari, ma lui ribadisce che ho espresso solo quello che pensano in tanti anche nella chiesa, e che ragioni di opportunità non osano dire. Mi dispiace aver scandalizzato qualcuno.
Per eventuali denunce della mia persona alle competenti autorità ecclesiastiche fatemelo sapere che vi fornisco tutti i contatti utili per accelerare il processo di rimozioni del parroco di Forlì del Sannio.
Inizia quel clima che avevano auspicato i fautori del nuovo nemico americano che dovevano essere i mussulmani, dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, credo che durerà almeno altri tre decenni, poi gli americani si rivolgeranno verso la Cina che diventerà il nuovo nemico, e nel frattempo la loro potenza militare continueranno a rafforzarla e tenere in piedi tutto il loro rapporto bellico, con la scusa del nemico.
Per questi loro interessi geopolitici, pagano e continuano a morire migliaia di gente, intere popolazioni sono sottoposte a immane sofferenze, con tutto ciò passano sempre per liberatori e vittime, hanno il potere per capovolgere la realtà.
31-07-2016

Il visconte dimezzato

Le favole o fantasticherie sono letture che ti aiutano a dare una carezza alla tua serenità, sgombrano il cervello dai pensieri negativi e fanno sorridere l’anima.
Ho finito di leggere “Il visconte dimezzato” scritto da Italo Calvino. Ed. Garzanti. Essendo un piccolo volume l’ho letto in un solo fiato.
Un piccolo racconto che fa riflettere, perché in noi c’è il bene e il male, sta a noi cercare di far prevalere il primo, poiché siamo nati per il bene, il male viene fuori perché la società con le sue ingiustizie alimenta le ribellioni.
Un nobile va in guerra contro i turchi, una cannonata lo taglia a metà, viene salvato e ritorna a casa, per le sue cattiverie muore anche il padre.
Lui inizia a comportarsi con la malvagità, essendo il visconte, amministra ogni cosa, anche la giustizia, fa impiccare anche gli innocenti, a tutti, di notte commette danni di ogni genere, diventando il flagello del contado.
Un giorno inizia a girare l’altra sua metà che si era salvata con l’aiuto di due eremiti, che con le loro erbe l’avevano aiutato a curarsi, per compensare il male dell’altra metà fa del bene a tutti, tutto il contado non sa cosa pensare.
La metà cattiva vuole sposarsi una pastorella che lo rifiuta, allora commette ogni sorta di cattiveria a lei e ai genitori, Pamela, così si chiama la ragazza, siccome anche i genitori vogliono dargliela in sposa, sia per sistemarsi e sia perché non vogliono più problemi, la legano per consegnarla al visconte, lei riesce a scappare e si rifugia nel bosco.
Dimenticavo che la voce narrante è un nipote del visconte, figlio della sorella maggiore, che aveva disonorato la famiglia, scappando con un bracconiere, nacque in una capanna nel bosco, dopo poco tempo il padre morì in una rissa, la madre si consumò di pellagra e lui fu accolto al castello.
La metà del visconte si invaghisce anche lui di Pamela, ma per la sua bontà consiglia alla pastorella di sposare l’altra metà, ma lei non vuole.
Allora escogita uno stratagemma, la metà cattiva, va da Pamela e gli consiglia di sposare la metà buona, l’intento è di far sposare la pastorella con la metà buona, poi farlo giustiziare e legalmente prendersela perché a tutti gli effetti è sua moglie.
Alla fine davanti alla chiesa duellano tutte e due le metà, si feriscono in modo grave, il dottore li rimette insieme, quando il visconte si sveglia dopo molti giorni, Pamela esclama: “Finalmente avrò uno sposo con tutti gli attributi”.
Il visconte Medardo di Terralba visse una vita felice, molti figli, fu buono e cattivo, ma tutti vissero meglio di prima; non basta un visconte intero perché il mondo cambi in meglio.
01-08-2016

Reddito per la vita

Mi ha incuriosito un articolo di un episodio accaduto a Oristano, una persona omonima, con due euro ha vinto un premio di 10 mila euro in contanti e 3 mila euro per vent’anni, innanzitutto che sia successo a una persona bisognosa, almeno non avrà più problemi economici.
Nel momento che l’ho letto ho pensato che sarebbe molto bello se quando esco mi capitasse una fortuna del genere, così avendo un reddito non dovrei occuparmi del problema economico.
Sono contento della felicità delle famiglie che ricevono questo regalo inaspettato, per adesso sono circa 500 dall’inizio di questo gioco, mi auguro che siano tutte povere e non persone che sia un di più, sarebbe uno schiaffo alla miseria.
02-08-2016

Secessione

Mi ha fatto molto piacere leggere che Edward Luttwak analista internazionale e spesso consigliere della Casa Bianca, ha dichiarato che l’Italia del Meridione può chiedere la secessione e camminare sulle proprie gambe.
Negli ultimi cinquant’anni lo Stato italiano ha favorito il Nord trascurando il Sud in modo palese e discriminatorio, portando avanti l’impostazione data da Cavour.
L’ex Regno delle Due Sicilie è un macro regime che ha tutto per farcela, iniziando dal petrolio e gas, la manodopera specializzata che oggi emigra “cervelli in fuga”, inoltre il territorio è molto più plasmabile per creare un soggetto politico economico, per la millenaria cultura di nazione interrotta dai piemontesi con l’unità nel 1860.
Lui afferma che un Sud indipendente marcerebbe anche più del Nord, istaurando la doppia moneta come in Inghilterra. Per il debito pubblico usare le varie opzioni che la Russia Federale usò con il debito dell’era sovietica.
Sono convinto che riprendendoci la nostra libertà, torneremo di nuovo a essere il gioiello che eravamo prima della calata dell’orda piemontese, Napoli tornerà ad essere la capitale europea che era 150 anni fa, e finiranno tutte le brutture che abbiamo dovuto subire fino ad oggi.
Credo che c’è bisogno solo un po’ di informazione, in modo che i meridionali si rendono conto della loro situazione e le motivazioni che l’hanno causata, ma principalmente conoscere la vera storia e disintossicarsi dalla favoletta risorgimentale che ci hanno inculcato a scuola.
03-08-2016

Poema pedagogico

Nellino mi ha chiesto di recensire due pagine del poema pedagogico che stava facendo con il professore a Catanzaro, vuole creare la stessa situazione e cercare di farlo venire anche qui, speriamo che si convinca e venga.

Colloquio con il direttore dell’Ufficio provinciale per l’istruzione popolare.

La rivoluzione d’ottobre del 1917 in Russia azzerò un sistema di governo per costruirne uno nuovo, quello teorizzato da Lenin con il potere al popolo, cancellando tutto in modo che le tradizioni e ogni cosa che riguardava il passato fosse dimenticato.

La dittatura di qualunque colore sia, imperniata sull’ideologia più estrema, risveglia nelle persone quei mostri che la civiltà e la coscienza tengono prigionieri nel profondo dell’animo, legittimando ogni tipo di nefandezza.
Cambiare le persone per adattarle all’ideologia del nuovo potere, è una violenza perché non c’è peggior tortura di quella che tocca la psiche delle persone per trasformarle in robot, che ripetono come un animale ammaestrato tutto quello che gli viene inculcato.
Creare un nuovo uomo, che doveva adattarsi alla nuova e perfetta società; la storia ci ha trasmesso i danni che ne sono derivati, non solo dall’ideologia sovietica ma anche da quella nazista.
Le due pagine del discorso tra il direttore e Makarenko, derivano dal Poema pedagogico di Anton Seménovic Makarenko.
Nello sfaccio della guerra civile con il cambio di regime, le strade erano piene di gente affamata, principalmente di ragazzini che la fame li portava a commettere qualsiasi reato per soddisfare i loro problemi e i bisogni primari.
L’introduzione al colloquio avuto da Makarenko con il direttore dell’Ufficio provinciale per l’istruzione popolare, dimostra che non c’erano programmi definiti ma c’era molta approssimazione con delega ai singoli di arrangiarsi.
Nel settembre del 1920 il direttore chiama Makarenko, prima di introdurre il motivo per averlo convocato, cerca di distogliere l’attenzione rammentandogli le sue imprecazioni contro la scuola del lavoro dove insegna, lui conferma e aggiunge che non si può chiamare scuola un luogo pieno di sporcizia e inadatto alla sua funzione.
Il direttore ironizza –vorresti un edificio con banchi nuovi- non hai compreso caro fratello che non sono gli edifici che ci occorrono, dobbiamo educare un nuovo uomo, pertanto gli consiglia di metterci un po’ di fervore rivoluzionario, e di finirla di sabotare come fa la sua categoria.
Inizia a prospettargli cosa dovrebbe fare, iniziando a raccontargli che nelle strade ci sono migliaia di ragazzini che rubano tutto ciò che possono.
Hanno dato l’incarico all’istruzione popolare per risolvere il problema. A tutti i pedagoghi a cui si è rivolto hanno declinato l’invito per paura, continua canzonandolo che se non hanno un bell’ufficio non vogliono adoperarsi a fare niente.
Per essere sicuro che il suo messaggio arrivi chiaro al suo interlocutore, l’offende e gli dà anche del vigliacco perché a suo parere quando devono avere a che fare con persone in carne ed ossa hanno paura. Giù calunnie su tutta la categoria dei pedagoghi.
Makarenko voleva dirgli che si sbagliava, ma giù di nuovo come un fiume in piena, anticipando secondo lui i pensieri che aveva in mente- se stavamo in America avevamo i riformatori- devi capire che noi non ne abbiamo di quella roba lì.
Alla fine, il direttore acconsente di ascoltarlo:prima della rivoluzione avevamo delle colonie per giovani delinquenti. Risponde il direttore, ora è tutta un’altra cosa, bisogna fare le cose in modo nuovo e con nuovi metodi.
Il problema che nessuno sa come fare, nessuno dei due lo sa. Anche se il direttore afferma che nel suo ufficio ci sono delle persone che saprebbero come farlo ma non vogliono occuparsene, esclama che sono dei farabutti.
Il direttore rassicura Makarenko, che anche se quelli del suo ufficio non gli fanno passare nessun errore, lui lo difenderà, anche perché è un lavoro che toccherebbe a loro.
Alla fine per togliergli tutti i dubbi, alza la voce e gli dice che può fare tutto quello che gli pare, l’importante è che si faccia qualcosa, poi si vedrà.
Il fine è di inventarsi una nuova educazione sociale, per creare l’uomo adatto al socialismo, la nuova era del potere al popolo.
Chiede se c’è un luogo per fare quello che gli ha chiesto, lo rassicura che c’è, si trova lì vicino a sei KM, molto grande si possono allevare anche le mucche. Chiede Makarenko, dov’è il personale e i soldi? Il personale non c’è n’è, i soldi ci sono e mette sulla scrivania centocinquanta milioni; che sono molto pochi per l’inflazione determinata dalla guerra. Gli dovranno bastare per comprare qualche mobile e mettere i vetri alle finestre.
Avendo qualche dubbio, Makarenko vuole andare a dare una controllata, il direttore si impone che è tutto a posto perché ha già guardato lui.
Credo che non voleva lasciarselo scappare. Makarenko non vedeva l’ora di andarsene da quell’ufficio, chiuse il discorso e andò via con le ultime parole del direttore: “datti da fare che è una causa santa”.
Per raggiungere gli scopi anche i rivoluzionari comunisti non si creano problemi per mischiare il sacro con il profano. Mi viene in mente la saga di Don Camillo e Peppone.
Su questo discorso mi è attraversato nella mente il manifesto di Altieri Spinelli “Perché sono europeo”, in cui spiega il motivo della sua adesione al comunismo e poi perché se né è allontanato dopo una lunga meditazione e di studio nei sedici anni di carcere: “In questa lunga meditazione m’è accaduto di scoprire che fra cielo e terra c’erano più cose di quanto ne sospettasse la mia filosofia comunista, e che tutto quel che mi era sembrato verità certa e razionale non reggeva alla critica, ma era solo un insieme di dogmi, i quali esigevano di essere creduti. Se fossi stato un comunista per bisogno di credere e di servire, avrei saputo forse costringere il mio giudizio ad obbedire, come vedevo fare da altri che erano con me e che, quando gli abissi dell’incertezza si spalancavano loro innanzi, chiudevano gli occhi e credevano perché il partito chiedeva loro di credere; mi sarei anch’io esercitato nella virtù dell’autocritica, scoprendo e perseguitando in me la protervia piccolo-borghese della libertà di pensiero e restando fedele al partito. Ma mi ero sempre considerato come impegnato a diventare uno dei costruttori del comunismo, di un mondo in cui ci sarebbe stata coincidenza fra ragione e realtà, fra libertà e necessità; ero perciò sempre stato convinto che questa coincidenza doveva esistere anche nel mio spirito, e non potevo nemmeno essere sfiorato dalla tentazione di cercare la pace interiore nell’umiltà dell’autocritica”.
Credo che il comunismo abbia portato una ventata di apertura e di libertà, principalmente per le donne, che nei sistemi chiusi e retrogradi di allora tenevano imbalsamate le società. Ma, nel sistema di governo hanno fallito ovunque sono saliti al potere, e tante nazioni ancora ne pagano le conseguenze.
04-08-2016

Il tappeto rosso

Verso le ore 17,00 mentre avevamo i piatti a tavola per mangiare(si mangia agli orari degli ospedali), nella mia cella avevamo dieci piatti a tavola già pronti per mandarli a vari compagni, hanno chiuso anche i lavoranti pertanto siamo rimasti fermi nell’attesa che andassero via le persone che sono venute in visita. Mentre attendevo appoggiato al cancello della cella, arrivano una decina di persone, vedo che si tratta del ministro Gennaro Migliore, insieme al direttore, commissario, il provveditorato e una signora che presumo la segretaria di Migliore, e altre persone del carcere. Sono arrivati davanti alla mia cella, hanno salutato ma non hanno dato nessuna opportunità di dire qualcosa, avere uno spunto un dialogo. L’ora credo che sia stata scelta dal direttore, furbastro lui e il provveditorato, l’ora di cena allontana le persone dall’intavolare discussioni, con Migliore che sembrava che stesse facendo la passerella a Venezia sul tappeto rosso, abbiamo visto una figura istituzionale che sembrava che fosse venuto a controllare la struttura più che i suoi ospiti. Mi chiedo cosa scriverà nella sua relazione se non si è fermato a parlare non nessun detenuto? La cosa che mi è rimasta impressa è stato il direttore che parlava a Migliore mentre lui camminava, immagino che cercava di portare l’acqua al suo mulino. Il tv questo Migliore l’avevo già apprezzato perché parlava in favore degli ultimi, oggi mi ha dato una cattiva impressione, quella che dopo essere arrivati in cima se ne fregano di tutti, conta solo il potere. Se potessi glielo farei leggere questo mio pensiero.

05-08-2016

Il libro… finalmente è uscito

Mi chiamano in magazzino per ritiro pacco, pensavo che fossero le scarpe da ginnastica che aspettavo, invece era la raccomandata di Giuliano che mi ha mandato dieci testi del mio libro che finalmente è uscito. Ho letto alcune cose, tra cui un mio scritto, quello di Francesca, Giuliano, l’avvocato Dominici e Pannella, le avevo già lette, ma ripeterle aiutano a metabolizzarle e ricordarle. Ne ho mandata una copia all’educatrice, una al magistrato di sorveglianza, un’altra al mio avvocato e una l’ho regalata a un amico che glielo avevo promesso. Il compagno di cella non l’ha voluta perché vuole comprarlo per contribuire alla fondazione di Giuliano che aiuta i reclusi che vogliono studiare ma non hanno possibilità economiche. E una bella sensazione vedere un libro con il mio nome sopra, ora bisogna darsi da fare per pubblicizzarlo. Tante persone mi hanno già promesso il loro appoggio e l’impegno per aiutarmi. Mi auguro che abbia una buona diffusione e che qualche regista lo prenda in considerazione, perché non deve cadere l’oblio su quello che è successo.

06-08-2016

Amerigo Vespucci

Spesso e volentieri nei TG fanno dei servizi sulla nave a vela Amerigo Vespucci Iodandone le doti e la grande scuola che è per i marinai, anche se costruita nel 1931, credo che sia una delle navi più famosa al mondo. Tempo fa ho visto un servizio sulla storia di Amerigo Vespucci, non una sola parola sul modello che ha ispirato l’ingegnere navale. L’Amerigo Vespucci fu realizzata sugli stessi progetti della Monarca, la nave ammiraglio della flotta borbonica varata nel 1850 nei cantieri navali di Castellamare di Stabia(NA)su esplicito desiderio di Ferdinando II di Bordone, il suo obbiettivo era di incentivare lo sviluppo dell’industria marinara. Ogni occasione è buona per far scendere l’oblio sul passato dell’ex Regno delle Due Sicilie, come se non fosse mai esistito, quando invece ha un passato di nazione di circa mille anni. Per adesso sono 150 anni che siamo dominati dai tosco-padani, non credo che durerà in eterno, sarà solo un periodo come altri nel passato.

07-08-2016

La matematica

L’amico Nellino mi ha mandato la rivista “Mate”, è incentrata sulla matematica, materia molto ostica per me, insieme al disegno è stata la materia che non sono mai riuscito a farmela digerire, ancora oggi non ci riesco. Ricordo che per prendermi il diploma di ragioneria, passavo le serate sui libri per cercare di metabolizzarla, dovetti studiare molto per superare gli esami, con piacere fui il primo del corso con il punteggio di 81. Leggendo la rivista leggo tutto ciò che riguarda la matematica pura, numeri, formule equazioni ecc., ma leggo tutto ciò che riguarda la storia della matematica; sono un appassionato di storia e per questo motivo la curiosità prevale sempre. Ho trovato un articolo di una grande matematica italiana del Settecento, di tratta di Maria Gaetana Agnesi, che fondò nel 1771 anche il Pio Albergo Trivulzio. Da quello che c’è scritto doveva avere una intelligenza al di sopra della media, già all’età di 9 anni tradusse in latino la lettera che uno dei suoi tutori aveva scritto in favore dell’istruzione femminile. Per questo motivo la chiamavano l’Oracolo Settelingue, conosceva il latino, l’italiano, il tedesco, francese, greco, spagnolo ed ebraico. Gli è stata dedicata una curva che si chiama la “versiera di Agnesi”, non era stata una sua invenzione, perché la curva è descritta nelle “istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana”, il motivo fu che nel 1748 pubblicò un testo di analisi che per l’epoca fu ritenuto dagli accademici il migliore mai scritto.Rifiutò tutte le proposte che gli venivano offerte, il Papa Benedetto IV gli offrì una cattedra all’università di Bologna in analisi matematica, il diplomatico francese Charles de Brosses gli propose di andare con lui in Francia, lei rifiutò ogni cosa perché voleva ritirarsi in convento, il padre si oppose e se né ammalò, per non dargli dispiacere non si fece suora. L’introdusse nella matematica Don Ramiro Rampinelli, grande studioso e divulgatore di analisi, algebra e calcolo infinitesimale, il risultato furono i due libri sulle istituzioni analitiche. La matematica più avanzata del tempo, la resa agli studiosi con una chiarezza mai vista all’epoca, fece molto rumore essendo una donna e l’imperatrice d’Austria Maria Teresa gli inviò un anello di brillanti. Alla morte del padre trasformò la sua casa in un ricovero per poveri, gli anziani e i malati di mente, per mantenerlo diede via tutti i beni di famiglia. Vendette anche l’anello di brillanti dell’imperatrice. Arrivò persino a mendicare per i suoi malati. Divenne la direttrice del ricovero e rivelò un altro suo talento, quella di economa, morì nel 1799 dopo aver diretto per 26 anni la sua creatura, fu sepolta in una fossa comune del Pio Albergo Trivulzio e quasi del tutto dimenticata. Credo che se fosse stata laica la scienza avrebbe attinto tanto dalla sua genialità, ma la religione insieme all’imbalsamazione della società dell’epoca frenò il suo slancio scientifico, facendo perdere all’umanità altre scoperte sulla matematica.

08-08-2016

Donald Trump

Se ce ne fosse stato bisogno di capire chi era Donald Trump, sono le sue stesse affermazioni a chiarirlo senza ombra di dubbio. Ha dichiarato che le persone che hanno armi devono fermare Hillary Clinton, è palese che di squilibrati nel mondo destra-fascista-nazista americano c’è ne sono tanti, e questo demagogo per vincere è capace anche di armare moralmente un fanatico per vincere le elezioni. Questo è un periodo non solo per gli americani ma per il mondo intero, perché essendo gli USA la potenza mondiale economico-militare, può causare più danni di quello di George Bush che continuano ancora oggi. Bene hanno fatto alcuni funzionari per di più repubblicani che pubblicamente dichiarano che non voteranno Donald Trump. Nelle ultime due settimane i sondaggi si sono invertiti ed è tornata in testa Hillary Clinton, il buon senso degli americani e i milioni di ispanici hanno capito che non possono dare il paese in mano a uno squilibrato del genere. Anche se non vorremmo interessarci di quello che fanno gli yankee, purtroppo siamo costretti dalla posizione che occupano nel mondo.

09-08-2016

Legalità o relazioni?

Mi è rimasto impresso un racconto di una ragazza, un suo zio lavorava in un’azienda agricola, trasportava i prodotti coltivati con il camion. Il proprietario usava questi trasporti per inviare la droga in tutto il paese, lei non sapeva se lo zio sapeva o meno di questi trasporti, ma essendo l’unico lavoro che aveva se lo teneva stretto. Un giorno scatta il mandato di cattura per 416 bis(associazione mafiosa), droga e altri reati satelliti, condannato a tanti anni di carcere con espiazione della pena in regime di tortura di 41 bis dove tutto è limitato. Quando è uscito aveva perso completamente la sua vita, fuori era etichettato come un ebreo con la stella gialla, e i campioni della legalità dispensavano odio e chiedevano i roghi di piazza mentre si arricchivano con i sequestri dei beni di tanta gente. Mentre leggevo ho pensato ai tempi del Medio Evo con il Malleus malefica rum (il martello delle streghe), manuale scritto nel 1487 da due domenicani e usati dai tribunali dell’inquisizione. Tempo in cui gli inquisitori avevano potere assoluto. Gli unti e gli eletti dal Signore imposero il credo della spada e del castigo divino, trascinando cordate di maghi e streghe sui roghi, nel plauso generale di una società assuefatta alla violenza gratuita “legale”, al sospetto, alla persecuzione, all’annientamento, dove le streghe non c’erano furono create e si moltiplicarono, mentre succedeva tutto ciò la chiesa diventava più ricca e gli inquisitori più potenti. Oggi succede la stessa cosa, la setta antimafia diventa sempre più potente e più ricca, mentre tanta povera gente e sbattuta in carcere e sequestrato quel poco che hanno. Sono tutti consapevoli di quello che c’era un quarto di secolo fa, ora è stato tutto azzerato, non c’è più niente, ma la setta tiene alta la tensione perché non vuole perdere i privilegi e il potere che hanno conquistato in tanti anni, con le sofferenze e la disperazione di migliaia di meridionali. Una professoressa che ha letto il racconto ha scritto, siccome sento pronunciare la parola legalità così a sproposito che ho perso il significato profondo del termine. Consiglia di urlare di meno e mettere le relazioni al posto della legalità, e la fiducia al posto delle regole, perché quello che è venuto fuori in questi due decenni è l’ossessione per le regole, del controllo, ciò crea solo sfiducia e voglia di trasgredire. Ciò che manca non è l’educazione alla legalità, tutti sanno benissimo rivendicare diritti e appellarsi alla legge, ma manca un’educazione alla cultura della relazionalità, perché non si può insegnare che la convivenza si fondi solo sull’osservanza delle regole, c’è molto altro. Questi automatismi mentali e di legge che negano relazioni, creano mostri e mostrificano intere comunità, la negazione si riversa contro i figli alimentando devianza, non si può pretendere che i ragazzi vengano isolati ed evitati come la peste non sviluppano certo una relazione positiva. Ad agosto che sono stato a Secondigliano e ho conosciuto alcuni miei nipoti, una mia nipote mi ha raccontato che quando andava a scuola, uno di questi campioni di odio locali che era andato a scuola per insegnare la legalità, quando sentì il suo cognome gli chiese se era mia parente, alla risposta affermativa, fece una mossa di disapprovazione davanti a tutta la scuola. Solo una bestia può mettere in difficoltà una ragazzina per essere parente con un ergastolano. Purtroppo sono questi paladini che ormai si sentono al di sopra dei comuni mortali, a comportarsi peggio di quello che ero io, anche se conducevo una vita sregolata ho avuto sempre rispetto per i bambini, donne e gli anziani, cosa che non fanno loro, perché non hanno rispetto di niente e nessuno, sono pronti a mettere un anziano o una famiglia in mezzo alla strada per appropriarsi di una proprietà, pronti a mostrificarli con la complicità dei media, per avere anche una sorta di legittimità morale. Sono potenti e tutti hanno paura di mettersi contro di loro, senza capire che il silenzio li rende sempre più potenti, credo che sia arrivato il tempo di urlare che questa non è democrazia ma una dittatura o meglio uno stato di polizia, dove i cittadini non hanno diritti.

10-08-2016
Corleone

I TG hanno dato la notizia che sono stati sciolti quattro comuni per infiltrazione mafiosa, come di consueto nel meridione, quello che mi ha meravigliato è stato il comune di Corleone, cosa strana il ministro Alfano ha dato motivazioni degli altri tre, due in Calabria e uno in Campania, di Corleone ancora niente. Un paio di settimane fa è morto il boss Bernardo Provenzano, il sindaco di Corleone si trovava mentre faceva il Cammino di Santiago de Compostela insieme al parroco del paese e altri religiosi, si vede che è molto religioso, questo non gli ha impedito di dare una mano alla rozza e barbara sequela di frasi che esentano dalla misericordia, la vulgata antimafia ormai è patrimonio di tutti quelli che vogliono fare carriera e rifarsi una verginità.

Un sindaco campione della legalità, per di più molto religioso pertanto vicino ad Alfano che è il potere del Vaticano che lo tiene al potere politicamente, non si sa il motivo specifico, suona strano. Personalmente penso che questo scioglimento del comune di Corleone sia una sorta di vendetta di Alfano; tempo fa fecero un blitz a Corleone e paesi limitrofi, dalle intercettazioni ambientali emerse che il padre di Alfano era andato a chiedere i voti a tutti anche ai presunti mafiosi, loro si lamentavano del suo voltafaccia, e nei discorsi da bar dicevano che doveva fare la fine di Kennedy, anche il padre di Kennedy era andato a chiedere i voti alla mafia americana(è storia accertata e riconosciuta) e poi si era rivoltato contro. I media(vergogna)manipolarono la cosa e la spararono con titoloni in prima pagina che la mafia volevano fare un attentato ad Alfano, quando invece emergeva che lui tramite il padre aveva ricevuto voti di presunti mafiosi. Ha fatto passare un po’ di tempo e poi è scattata la vendetta contro il comune, come mandare un messaggio-chi tocca me o la mia famiglia ne paga le conseguenze- Non mi meraviglierei che anche lo scandalo alle poste, dove sempre il padre aveva chiesto l’assunzione di molte persone e il fratello è stato assunto come manager, ne pagassero le conseguenze le due donne intercettate che lavorano negli uffici più alti delle poste. Il PD-Renzi per tenere in piedi il governo permettono e proteggono Alfano contro qualsiasi nefandezza; i fatti della Shalabayeva, una bimba di 6 anni sequestrata con la madre e mandata in Kazakistan in bocca a un feroce dittatore, è stata un’azione che qualsiasi politico sarebbe stato costretto a dimettersi, invece lui diventa sempre più potente e ricco. Ormai la decenza della classe politica è pari a zero, ma purtroppo si sono dati con delle leggi gli strumenti per gestire il potere come in una dittatura.

11-08-2016

Colloqui nell’area verde

Costretto dal ministero dietro relazione del Garante Nazionale dei detenuti, il direttore di Oristano ha costruito un’area verde per i colloqui. La prima cosa sbagliata è stata che con tanta terra disponibile, l’hanno fatta solo per due posti, pertanto si possono fare solo due colloqui alla volta, su trecento detenuti è singolare tale decisione. Viene messo una disposizione nella bacheca dove regolarizzano i colloqui, bisogna prenotarsi per fare un colloquio, questo significa che l’attesa è lunga, ma la cosa che amareggia di più e che lo possono fare solo chi ha i figli sotto i 12 anni. In Italia si è maggiorenni a 18 anni, allora perché 12 anni, quale legge lo stabilisce? Nessuna. Inoltre nella mia sezione il 99% è recluso da circa 20 anni, quelli più freschi, come fanno ad avere un bambino al di sotto dei 12 anni? Ormai chi ha figli è diventato anche nonno, per i nipoti non vale. I più fortunati fanno un colloquio ogni uno-due mesi, la maggioranza una-due volte all’anno, circa il restante terzo non fa colloquio. Con questa disposizione la sezione AS-1 ne è esclusa. In questo carcere tutto viene fatto per rendere difficile ogni cosa, anche le cose semplici, si burocratizza ogni rivolo della vita quotidiana, l’impressione è di una disorganizzazione organizzata.

12-08-2016

Stampante

Hanno messo la disposizione per la stampante, una cervellotica via crucis, anche in questo caso gli è stata imposta dal ministero con la relazione del Garante Nazionale.
Invece di semplificare le cose, mettere una stampante per sezione o almeno una per piano(c’è ne abbiamo tante depositate in magazzino), ne ha messa una all’area educativa per tutto il carcere, a noi AS-1 ci tocca il lunedì, dobbiamo prenotarci almeno due giorni prima.
Quando ci chiamano dobbiamo portare la carta per stampare, comprare un DVD riscrivibile che tengono loro sotto, quando andiamo dobbiamo portare anche il computer, copiare quello che dobbiamo stampare sul DVD e poi inserirlo nel computer collegato alla stampante e stampare.
Dimenticavo, ogni sezione ha una password per stampare.
Mi chiedo e se lo chiedono tutti, ma a cosa servono tutte queste cervellotiche disposizioni se dobbiamo semplicemente stampare? Inoltre ma questa fobia del direttore per la stampante, non credo che sia convinto che si tratti di una bomba? Qualcuno gli ha detto che i DVD sono delle bombe a mano.
Burocrazia cervellotica a fondo cieco. Questi direttori non hanno la competenza per portare i carceri nella civiltà europea; sono rimasti ai Bandi promulgati da Carlo Felice di Savoia nel 1826.
Stiamo scrivendo per informare il Garante e il Dap che non c’è motivo di tutte queste limitazioni.

13-08-2016

Ci odiano perché siamo una Nazione

Lo zio di quel ragazzo di Scampia tifoso del Napoli che morì ucciso a Roma da un tifoso della Roma, prima della finale di Coppa Italia a Roma tra Napoli e Fiorentina il 13 maggio 2014, ha rilasciato un intervista al quotidiano Roma sulla pagina settimanale del giovedì sul meridione, sul libro che ha scritto: Ciro Esposito. Ragazzo di Scampia.
Vincenzo Esposito fa trapelare tutta la sua amarezza per il razzismo dei media su Napoli e il meridione, spiega che a Napoli c’è l’identificazione tra città e squadra. Lui lo chiamo “buco”identitario, per il lutto che la città ancora vive per essere l’ex capitale del Regno. Il tifo è un elemento identitario forte e può essere elemento di civiltà.
C’è un preconcetto verso Napoli. L’Italia è più un’entità geografica che un’identità nazionale. Napoli, invece, ha mantenuto la sua idea di Nazione e perciò subisce un razzismo strisciante. Confrontarsi con noi è difficile, nonostante tutto restiamo una bellissima città, un grande popolo, ospitale. I napoletani non saranno mai razzisti, anche perché siamo un crogiolo di razze che insieme hanno costruito una Nazione. Essere Napoletano è un modo di vedere il mondo.
Contro di noi c’è una narrazione italiana falsa, che su Ciro è stata devastante. Ma anche su Scampia, che è vista dal mondo come luogo di malaffare per cui se vieni da Scampia devi sempre aggiungere “però sono una brava persona”. Ma Scampia è il quartiere che a Napoli ha più associazioni di volontariato, un alto numero di laureati, poi, certo, c’è anche il degrado.
Concordo pienamente con il discorso del signor Esposito, ricordo perfettamente quando successe il ferimento di Ciro Esposito, i media iniziarono a fare illusioni su Ciro essendo che veniva da Scampia, fenomenale fu la madre di Ciro che difese sia il figlio e sia Scampia, ma diede uno schiaffo morale a tutti questi scribacchini penne armate razziste, perdonando subito il feritore del figlio; e lo fece anche dopo che il figlio morì, chiedendo a tutti i tifosi di amare e tifare la propria squadra e astenersi da azione violente.
I pennivendoli al soldo del razzismo tosco padano ripiegarono su Gennaro De Tommasi, conosciuto in tutto il paese come Genny a carogna, su questo soprannome si sfogarono in modo miserabile per far dimenticare quello che avevano iniziato prima con Ciro.
D’altronde tutti i mass media hanno cuore e sede legale nel centro-nord, pertanto devono continuare a portare la campagna diffamatoria del Sud e tenere in piedi il razzismo strisciante di lombrosiana memoria.
Il giorno che ci libereremo dalla schiavitù dello Stato italiano, rifioriremo e rimarrà solo un cattivo ricordo di questo periodo infausto.

14-08-2016

Le bugie italiche

L’isis è stata cacciata dalla città di Sirte in Libia, dove aveva stabilito il suo quartiere generale per estendere il suo dominio sulla Libia, volevano fare lo stesso gioco che avevano fatto in Iraq e Siria, ma questa volta hanno trovato poca apertura da parte del popolo libico e alla prima spallata sono stati cacciati via, avendo solo il mare come via di fuga, ora sono gli europei che si preoccupano che possono giungere sulle vostre coste e sciamare nell’Unione Europea e fare attentati dovunque gli è possibile questo gli ha dato molta risonanza mediatica.
Tutto l’archivio lasciato a Sirte, hanno trovato documenti che riguardano i ricatti pagati dal governo italiano, dalle due ragazze pagate a peso d’oro, 13 milioni di euro, ma il fatto più eclatante e quello dei quattro tecnici, di cui due morirono in un conflitto a fuoco, quello che è uscito dalle carte ritrovate e che avevano pagato il riscatto, ma li stavano spostando per via dei bombardamenti americani, nell’ostacolo trovato durante il trasferimento, si liberarono da soli mentre gli altri due morirono.
Ora le famiglie dei due morti chiedono chiarezza, perché gli hanno raccontato tutta un’altra storia; come al solito.
I due vivi chiedono che lo Stato paghi le due famiglie dei morti, perché vittime del terrorismo, la cosa strana e che delle istituzioni tutto tace, un silenzio colpevole.
Da quello che si capisce e che a ogni sequestro i servizi segreti hanno ordine di pagare. Credo che a parte pagare si accordano anche per non far fare attentati sul suolo italiano; una sorta d’accordo che avevano fatto con i palestinesi, gli davano libero passaggio ma niente attentati.
Anche in questo caso c’è un razzismo strisciante, perché c’è un ragazzo palermitano da circa due anni sequestrato in Pakistan, ma lo Stato italiano se ne disinteressa totalmente con la complicità dei mass media che censurano la notizia.
Sono convinto che nei documenti ritrovati a Sirte ci sono tante altre cose, che i buoni uffici che l’Italia ha sempre avuto per via che era una nostra ex colonia, bloccherà tutto quello che li può danneggiare.

15-08-2016

Manipolazione della realtà

Insieme al vice ministro Gennaro Migliore c’era anche la parlamentare Caterina Pes di Oristano, credo che essendo del luogo è venuta anche lei, oppure qualcuno aveva interesse a farla venire per tirare l’acqua al suo mulino.
È uscito un articolo sulla Nuova Sardegna, in cui la parlamentare attacca i permessi di necessità che il magistrato ci concede con scuse puerili, il problema è tutto nella mancanza di organico, d’altronde tutti i carceri italiani per bocca dei sindacati della polizia penitenziaria sono sotto organico.
Nell’articolo ci sono cose inesatte, che durante i permessi incontriamo parenti e amici, gli addetti ai lavori sanno bene che incontriamo solo i famigliari, per legge non possiamo incontrare altra gente, abbiamo più privacy nei colloqui che facciamo all’interno dei carceri che durante le tre ore di permesso.
Questo problema potrebbe essere risolto trovando convergenza da entrambi le parti, autorizzando i colloqui via skype, così noi deportati potremmo vedere settimanalmente i nostri famigliari, il ministero non spenderebbe soldi per la scorta e non ci sarebbero sospetti di discorsi distorti com’è scritto nell’articolo.
Il 2 novembre 2015 il ministero ha emanato una Circolare ministeriale dove autorizza i colloqui via skype, con la discrezionalità del direttore per noi AS, invece per i comuni è un diritto, ancora oggi qui a Oristano nessuna postazione per fare i colloqui è stata approntata.
Siccome le lamentele sono arrivate dalla direzione, dovrebbero farsi un esame di coscienza, ma dovrebbero anche intervenire dal DAP che hanno fatto la circolare, invece niente.
La parlamentare Caterina Pes oristanese non ha perso occasione per racimolare qualche voto da parte della polizia penitenziaria, calpestando i sentimenti che più ci fanno soffrire in carcere, i contatti famigliari, che funzionari prezzolati quando vengono intervistati trasmettono alla gente che i carceri italiani sono come quelli norvegesi, dove il recluso rimane un cittadino a tutti gli effetti, la realtà è molto diversa perché veniamo deportati a centinaia di KM e non vediamo i nostri cari per anni interi.
Ad agosto l’anno scorso nell’occasione del permesso, con il ferragosto sono rimasto una ventina di giorni a Secondigliano, dove ho potuto fare quattro colloqui e conoscere cinque miei nipoti ormai grandi, neanche mi ricordavo quando avevo fatto l’ultimo colloquio, parliamo di decenni.

16-08-2016

41 bis

Hanno chiamato Giuseppe nella matricola centrale, dopo un po’ è arrivato l’agente con il carrello per prendere la sua roba. Facevamo tanti discorsi ma tutti avevamo capito che era il regime di tortura del 41 bis, poi abbiamo avuto la conferma da voci di corridoio. Posso immaginare il suo stato d’animo, ma credo che come è successo a me, sarà successo anche a tutti gli altri, una specie di vuoto dentro, un’ amarezza che è palpabile in ognuno di noi e un abbraccio di solidarietà con tutto il cuore da parte di tutti noi. Gli auguro che il ricorso che discuterà venga accolto e ritorni qui da noi.

17-08-2016
Il cappellano di Sassari

Mi aveva raccontato Davide che il prete del carcere di Bancali, aveva avuto l’autorizzazione ad andare nel blocco dove è allocato, lui aveva chiesto di parlarci perché aveva bisogno di un paio di occhiali da vista, pur essendo autorizzato non si fa vedere. Dopo sei mesi Davide viene chiamato nel magazzino e gli vengono consegnati un paio di occhiali da parte del prete, si tratta di quegli occhiali che si comprano nelle farmacie, sono dozzinali e costano 8 euro. Persino gli agenti ci sono rimasti male perché gli avevano dato l’autorizzazione e spiegato a voce le problematiche di Davide. Davide gli ha fatto la domandina per scaricare gli 8 euro, mi ha scritto che non vuole niente da un essere simile. Si rivolge al magistrato di sorveglianza e gli racconta l’episodio del prete, non credeva a quello che gli diceva Davide, perché a Sassari lo ritengono un santo, ma siccome c’era la polizia penitenziaria che poteva testimoniare, ha dovuto credere anche se incredula. Oggi mentre leggo il quotidiano la Nuova Sardegna c’era un articolo dove metteva in bella mostra questo prete del carcere di Sassari, si chiama padre Salvatore Morittu, aveva ricreato una festa nel teatro con le maschere sarde, i tamburi e un cero molto grande portato da alcuni detenuti. Un religioso non dovrebbe farsi guidare dalle discriminazioni, non può e non deve, ma si vede che questo prete ha perso la pace e l’amore di Gesù nel cuore, e pertanto si comporta con le stesse miserie e paure della gente.

18-08-2016

Alessandro Margara
Mi ha scritto Carmelo e mi ha mandato uno scritto da lui redatto per commemorare l’ex magistrato di sorveglianza Alessandro Margara che è venuto a mancare il 6 agosto. Nessun notiziario ne ha dato notizie e ne tantomeno ne ho letto su qualche quotidiano o nelle rassegne stampe. Non era un uomo dei partiti e ne tantomeno era ben visto dalla stessa magistratura, perché era controcorrente e non si lasciava trascinare dai proclami politici che servono esclusivamente per i loro interessi.
L’ho conosciuto quando mi trovavo nel carcere di Volterra(PI) nell’89-90, mi guardò, sorrise e disse: “lei è un ottimo detenuto ma è stato un cattivo cittadino”, continuò dicendomi che era presto per un permesso, dopo poco mi arrivarono altri mandati di cattura e fui trasferito. Era stimato e ammirato da tutti i reclusi della Toscana, il culmine lo raggiunse quando tutti i magistrati di sorveglianza si misero a scioperare contro di lui, rigettavano qualunque richiesta di permesso, facevano ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Firenze e lui glieli dava, dopo undici mesi terminarono lo sciopero. Essendo una persona trasparente non potevano inventarsi nessuna calunnia per attaccarlo. Quando fu nominato capo del DAP tutti erano certi che avrebbe lasciato il segno. Organizzò varie riunioni con tutti i magistrati di sorveglianza d’Italia, i comandanti delle carceri, direttori, educatori, psicologi, assistenti sociali e il volontariato, e spiegò come voleva che il carcere dovesse cambiare, tutto era fato con il placet del ministro Oliviero Diliberto, che alla sua prima uscita pubblica nel carcere di Rebibbia dichiarò che l’ergastolo deve essere abolito. Dopo pochi mesi dai quotidiani apprendemmo la notizia che Margara era destituito e al suo posto era subentrato Giancarlo Caselli, capimmo subito che sarebbero ritornati i tempi bui, da una stagione di cambiamenti illuminati, scendemmo nell’oscurità medievale e ancora paghiamo le decisioni della mentalità inquisitoria di Caselli.

Dopo tempo Margara fece un intervista a un quotidiano, dove affermava che Diliberto aveva ceduto ai diktat dei sindacati della polizia penitenziaria, così si era fatto due settori amici, sia il sindaco della polizia penitenziaria e sia l’area di sinistra che gli aveva chiesto di assumere Caselli perché terminati gli anni della procura di Palermo dove aveva inquisito tutti i politici del pentapartito, tra cui Andreotti, tutti assolti ma bruciati come politici, non potendolo lasciare agli attacchi per tutto il male fatto per favorire la sinistra, Diliberto da fervente comunista stalinista obbedì e ancora oggi gli estremisti guidano il ministero e niente è cambiato, quando poteva essere fatto vent’anni fa. È stato un grande magistrato di sorveglianza, un grande Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze e doveva essere per forza di cose un grande uomo.
Non sarà dimenticato, gli auguro il riposo dei giusti.
19-08-2016

Caldo… anomalo

La Nasa ha dichiarato che il caldo di quest’anno non succedeva dal 1880, è strano che un ente così importante non dica il motivo di questa anomalia, credo perché sia americana e li le multinazionali del petrolio la fanno da padrone. Azzardo un ipotesi, in quel periodo erano circa cinquant’anni che era iniziata l’era industriale, all’epoca quello che si usava era il carbone che inquina più del petrolio, e credo che da questo deriva il caldo di quegli anni.
Ricordo che talmente era tanto il carbone che bruciavano a Londra(all’epoca prima potenza industriale al mondo)che la città era piena di smog dalla fuliggine che usciva dalle ciminiere, siccome morivano tanta gente per l’inquinamento, presero un provvedimento drastico per ridurre la nebbia prodotta dal bruciare il carbone; non ricordo quali furono i limiti e i divieti che imposero.
Tutti sanno che fra molti anni si arriverà al punto del non ritorno, e allora sarà troppo tardi per prendere provvedimenti, anche drastici.
Qualcuno dimentica che non abbiamo una terra di riserva.
Mi auguro che succeda come con le altre ere; l’era della pietra è finita non perché sono finite le pietre, come anche con l’era del bronzo e poi del ferro, spero in una scoperta che mandi in pensione gli idrocarburi fossili.

20-08-2016

Si parte

Ieri sera è iniziato il campionato, le prime due squadre che lotteranno per lo scudetto, Roma e Juve hanno vinto la prima partita, anche il Milan in modo fortunoso ha vinto.
Il Napoli ha steccato la prima, stava perdendo due a zero il primo tempo, nel secondo tempo con l’entrata di Mertnens si è arrivati al pareggio con una sua doppietta in tre minuti.
Sarri inizia sempre male il campionato, così successe anche l’anno scorso, speriamo che già domenica possa iniziare a vincere.
Higuain(giudain)invece ha dato i tre punti alla Juve.

Sono fiducioso che quest’anno ci prenderemo delle belle soddisfazioni, il tempo che la squadra ingrani, essendoci due giocatori per ruolo di pari livello le cose andranno bene.

21-08-2016

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Un pensiero su “Diario di Pasquale De Feo 22 luglio – 21 agosto

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Finalmente trovo il tuo diario, ho ricevuto il tuo libro, l’ho divorato e ti faccio tanti complimenti, un caro abbraccio e aspetto tue notizie.

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