Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Il permesso negato, di Gino Rannesi

no-no

Gino Rannesi oggi vuole riproporci un testo che ha scritto nel novembre 2015, ma che per vari motivi, non dipendenti dalla sua volontà, non siamo riusciti a mettere prima di oggi:

IL PERMESSO NEGATO”

Sono Gino Rannesi,
con questa mia voglio mettere in guardia tutti quei giovani che pensano che nel nostro paese se finisci in galera poi ne esci dopo qualche giorno.
Mi trovo in galera da 24 anni, non ho mai usufruito di un permesso “premio”:
“Visto l’art. 4 bis la richiesta è inammissibile…”
Tenuto conto della galera scontata e del fine pena ormai prossimo, qualche mese fa ho inoltrato l’ennesima richiesta di permesso.
Fra i motivi a sostegno della richiesta ho evidenziato come il reinserimento nella società dovrebbe avvenire gradualmente… “Costituzione della Repubblica italiana, art. 27: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato…”
Orbene, per l’ennesima volta, senza tanti giri di parole, un magistrato “zelante” ha risposto che: “La richiesta deve essere rigettata in quanto il soggetto non ha mai collaborato con la giustizia…”

Quindi il reinserimento nella società, (almeno nel mio caso), dovrebbe passare solo ed esclusivamente attraverso la collaborazione con la giustizia.
Questo magistrato non ha voluto prendere in considerazione il percorso intrapreso dal sottoscritto negli ultimi 24 anni;
che per la concessione del permesso richiesto vi era stato il parere favorevole da parte della direzione dell’Istituto, (cosa questa molto rara);
che vi era altresì il parere favorevole da parte del pubblico ministero, (cosa rarissima).
Sono molto deluso, un primo permesso mi sarebbe servito per cercarmi un lavoro, per iniziare un reinserimento graduale, ci sono molte persone che mi hanno conosciuto durante la detenzione e che si sono resi disponibili a darmi una mano, parlo di persone che sono impegnati nel sociale e che fanno volontariato presso vari istituti di pena…
Quindi non è affatto vero quanto affermano taluni prezzolati: “In Italia non c’è la certezza della pena e bla, bla…” possiamo invece affermare che in Italia esiste la vendetta della pena…
Negli ultimi 24 anni trascorsi in carcere, le poche persone che ho visto uscire sono stati liberati per fine pena o perché morti. (State lontano dai guai).

Oristano novembre 2015 Gino Rannesi

 

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