Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera di Antonio De Feo… dal carcere di Parma

carcere parma

Questa lettera di Antonio De Feo, detenuto a Parma, è una delle due lettere contenute in un memoriale preparato da Michele Dolce, l’avvocato di Antonio De Feo e inviato, dallo stesso avvocato Dolce, a tutta una serie di autorità, giornali, associazioni.

In questo memoriale c’è anche tutta una parte teorica che richiama le sentenze europee.

Come incipit del memoriale ci sono queste parole dell’avvocato Dolce.

“Quale avvocato di fiducia di De Feo Antonio espongo quanto segue.
Attraverso comunicazioni telefoniche autorizzate ed in alcune missive, il De Feo si sfoga con me notiziandomi delle difficili condizioni in cui vive e sconta la sua pena nella Casa di Reclusione di Parma.
Molto significative sono due sue lettere che trascrivo integralmente per le forti dichiarazioni in esso contenute non di poco pregio che manifestano la volontà del detenuto di voler “pagare” il proprio debito con la giustizia ma che urla forte la propria richiesta di voler veder tutelati i propri diritti di detenuto e di uomo.”

Oggi pubblico sul Blog la prima di queste due lettere di Antonio De Feo.

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Sono il detenuto De Feo Antonio,

nato a Pontecagnano (Sa) il 02/08/ 1964, attualmente ristretto nel carcere di Parma.

Nell’ultimo periodo. tra letture sui quotidiani e declinazioni ascoltate a radio radicale, la falsificazione della realtà rasente le propagande del peggiore berlusconismo. d’altronde non è diverso Renzi. Il Ministro della Giustizia Orlando nel mese di Gennaio a radio radicale ha dichiarato con enfasi che in Italia non c’è un solo detenuto che non abbia disponibili i 3 metri quadrati calpestabili. Due sono le c ose, o i suoi collaboratori gli nascondono la realtà oppure non sa di cosa parla.

La realtà è molto diversa. se crede che l’alleggerimento per le deportazioni in Sardegna abbia reso legale l’illegalità sistematica che opprime tutte le carceri italiane, significa che vive in un altro mondo tutto suo.

Il 15 Gennaio 2016 è uscito un servizio sul quotidiano “La Nuova Sardegna” c’era la notizia dell’ultimo rapporto nazionale pubblicato (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), in cui si afferma che la cifra dei posti letto è calcolata in base al criterio dei 9 metri quadrati per singolo detenuto, lo stesso parametro usato per concessioni di abilità degli appartamenti PRlVATI.

Qui al di Parma le celle sarebbero state costruite per una persona, ma il carcere ha messo una seconda branda a castello; le celle della sezione sono 25, cosi invece i 25 detenuti si raddoppia la capienza, ma la cosa più strana è che qui dicono che è stato certificato che le celle sono idonee per due persone, chi ha certificato questo significa rendere l’illegalità .. legale” se ad ogni detenuto gli toccano 9 metri quadrati di cui 3 metri devono essere calpestabili (sentenza europea Torreggiani), essendo che la matematica non è un’opinione. per due persone sarebbero 18 metri, mentre le cella qui al carcere di Parma sono circa 7 metri, ma diventano meno se immaginate di metterei il letto, lo sgabello e l’armadietto: poi il bagno composto da: water. doccia ed un lavandino 30×20 mignon.

Le disposizioni europee per i penitenziari stabiliscono che ogni detenuto deve avere una cella che misuri minimo da 10 metri fino a 15 metri quadrati. Nel codice penitenziario europeo è stabilito che ogni detenuto stare da solo in cella, solo in casi eccezionali e con il CONSENSO di entrambi si possono mettere in due.

Gli imputati per crimini contro l’umanità giudicati dal tribunale dell’AIA. sono detenuti nel carcere di Scheveningen, hanno le celle di 15 metri quadrati, come prescrivono i parametri europei. Le celle di Parma anche se non sono nei parametri per una sola persona, comunque per detenuto da solo va bene anche se non sono del tutto a nonna (e non devono ridurle simili a gabbie per polli). Il ministro Orlando dovrebbe girare un po’ le carceri senza farsi guidare. e controllare tutte le sezioni dei carceri che vistita, allora si renderà conto della realtà. Cito qualche carcere come esempio, ma potrei menzionarne tanti; a Secondigliano (Na) ci sono le celle per una sola persona. che non c’è neanche lo spazio per i 3 metri quadrati calpestabili. eppure li hanno messi 2 per cella ed hanno raddoppiato la capienza. Nel carcere di Sulmona (A q) le celle sono di 8-9 metri quadrati, sono due detenuti per cella; ad Opera (Mi) mettono 2 detenuti per cella, nonostante la relazione dei NAS dei Carabinieri che avevano stabilito, con una perizia, che le celle sono per una persona. Li aveva mandati l’ufficio di sorveglianza di Milano su reclamo dei detenuti. Tutti i carceri vecchi sono in condizioni pessime. Mi fermo qui per carità di Patria. Come fanno i reclusi a trasformarsi come dei pollo d’allevamento?

Semplice, l’illegalità si misura con il rapporto di forza: l’intimidazione. Il ricatto, la repressione, ecc … Con l’imposizione costringono la stragrande maggioranza dei detenuti a ridursi peggio degli animali. Perchè ci sono leggi a tutela degli animali e se non vengono rispettate, intervengono i NAS e fanno chiudere l’allevamento,

invece per noi reclusi neanche la protezione animale interviene. I vari organi della magistratura sono sempre disponibili a trovare un appiglio al sistema penitenziario per rendere l’illegalità dei rapporti di forza in atti leciti.

I pochi che si oppongono a far parte dell’allevamento dei polli. sono perseguitati e marchiati, bollandoli come pericolosi, non rieducati ed asociali, come se diventare un vegetale senza personalità ed indossare una maschera, la persona si trasforma in un cittadino risocializzato.

Tutta la propaganda orchestrata con la complicità dei media nazionali, serve per evitare altre condanne della corte dei diritti dell’uomo, nella realtà poco è cambiato; hanno fatto il gioco delle tre carte, un modo truffaldino per ingannare l’Europa. gattopardescamente hanno cambiato tutto per non cambiare niente. La mortificazione serve anche per questo, legittimare agli occhi della popolazione tutti gli abusi e le torture che si perpetuano nelle carceri italiane.

Il lavoro consentirebbe di avere un’indipendenza economica, così da non pesare sul bilancio della famiglia, ma il salario è da schiavi, mi chiedo i sindacati dove sono? Non siamo lavoratori come altri?

Sono in carcere per aver violato il codice penale, mi chiedo dov’è la differenza tra me e questi signori che violano non solo il codice, ma anche i più elementari diritti umani, paradossalmente i funzionari del DAP sono quasi tutti magistrati.

La legalità prima di pretenderla bisogna attuarla nei comportamenti e, nell’esercizio delle proprie

. . ……. funzioni. Il diritto se non è applicato alla realtà diviene una parola vuota e priva di valore, e diviene uno strumento di servizio del potere per la repressione “legale” dello Stato. L’incertezza del diritto è scaturito dall’ampiezza della discrezionalità che ha consentito di trasformare i singoli carceri in una sorta di baronia feudale.

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Parma

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Un pensiero su “Lettera di Antonio De Feo… dal carcere di Parma

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    La legalità prima di pretenderla bisogna attuarla nei comportamenti e, nell’esercizio delle proprie funzioni….PAROLE SANTE , un abbraccio Antonio, un carissimo abbraccio.

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