Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Incessantemente pensare… poesie di Salvatore Cutaia

tempesta

La nostra Grazia Paletta ci ha fatto conoscere un nuovo amico, Salvatore Cutaia, detenuto a Voghera.
Giorni addietro abbiamo già pubblicato una sua poesia.
Oggi ne pubblichiamo altre quattro.

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Incessantemente pensare
Vago col pensiero,
tra le mura silenziose e fredde di questa cella,
un viaggio infinito, senza limiti e barriere,
vago attraverso la nostalgia,
la confusione funge da padrona e non mi dà sfogo.
Sorgono in me domande,
domande all’insegna di una vita sfociata nella delusione e,
non riesco a trovare nessuna risposta.
Il pensiero vola sempre più e quei ricordi di una vita felice,
sono sempre impressi nella mia mente,
non c ‘è più nessuno che può consolarmi e, continuamente
mi chiedo “Perché tutto questo, per me e la mia famiglia? ”

La Libertà
Le mura celano un tormento avvolto nel fango,
l’anima mia inquieta si smarrisce sempre più.
Urlo come un leone in gabbia,
Dio mio solo tu puoi togliermi la maschera,
solo tu puoi scatenarmi,
solo tu puoi liberarmi da queste catene, da questa palude di fango in cui sprofondo
sempre più,
solo tu puoi colmare il vuoto che ho lasciato…
Ascolta il mio silenzio,
è il canto di un gabbiano che trasporta le sue ali cariche di sofferenza oltre
l ‘orizzonte.
Oh mio Dio, dirigimi tu nel mio lungo viaggio verso la libertà…

A mia sorella
Guardarsi negli occhi,
capirsi solo attraverso il profondo sguardo,
quasi senza respiro,
senza una parola e,
sentire il battere lancinante dei cuori che fanno arrivare solo sofferenza.
Aspettare il finire dell’ora che arriva quasi lentamente e così logorante,
quasi da far affievolire il battito.
Con il cuore in gola al finire dell’ora,
il saluto vien ad alleviare la nostra sofferenza,
una raccomandazione, un bacio e,
un arrivederci alla settimana seguente.
Così finisce la sofferenza

A Maurizio
Svegliati Maurizio
dal sonno che illude i tuoi cari,
il loro dolore è nascosto,
da un incessante straziante battere-del cuore,
così squarciante tanto da voler quasi uscire dal petto…
Così forte da non voler accettare la dura realtà impostagli,
È tanto da non riuscire a riflettere e pensare.
La morte è cieca e non vede dove va.

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