Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’attesa… di Gioacchino Mineo

visioni

Sempre tramite la nostra Grazia Paletta ci giunge questa bellissima poesia di Gioacchino Mineo, detenuto a Voghera.

Una poesia che è un inno alla letteratura, ai libri, alla conoscenza che dà libertà.

—————————————

L’ATTESA

di Gioacchino Mineo

Tempo…maledetto tempo
Perché ti ostini a rimanere immobile
Quando io ho bisogno che tu passi in fretta.
Lo capisci che chiuso in questa cella non ho bisogno di te?
Sei troppo lungo e noioso…tedioso e ostile.
Mi torturi durante il giorno.
Le tue ore sono lente e odiose.
Fa che sia subito notte.
Dormire è un po’ come morire.
Non ti vedo e non ti penso
Tu non esisti fino al mio risveglio.
Ma puntualmente, allo spaccare dell’alba
Sei lì…pronto a torturarmi.
Ma c’è una cosa che tu non sai
e che oggi voglio dirti
In tutti questi anni…io…ti ho ingannato!
Ti ho ammazzato insieme ai miei amici libri e alla mia amica penna.
E mentre tu scorrevi io facevo conoscenza
con uomini vissuti duemilacinquecento anni fa
Socrate, Platone, Aristotele,Epicuro
E via via tutti i filosofi della nostra storia.
Potrei citarti migliaia di scrittori che in questi anni
hanno collaborato con me per renderti più sopportabile.
Grazie a loro tu non mi brucerai il cervello.
Il mio amico Shakespeare mi ha fatto conoscere
Romeo, Giulietta, Otello, Amleto e tutti gli altri
protagonisti delle sue opere.
Omero mi ha immerso nell’antica Grecia
facendomi rivivere le imprese compiute dai suoi eroi
nella terra di Ilio…Ulisse, Agamennone, Achille,
Ettore e la divina Elena sono divenuti miei amici.
in tutti questi anni non ti sei accorto della mia esistenza.
Sei in tutt’altre faccende affaccendato
e non mi degni nemmeno di uno sguardo
eppure…io ci sono!
Scartato, emarginato…come fossi un appestato…ma ci sono!
Se tu sapessi quante volte ti ho apprezzato
forse non mi tratteresti così.
Sei vivo e gioioso nei ricordi del mio passato
e adesso…sei il martirio del mio presente!
Ti vorrei ancora bene se domani al mio risveglio
qualcuno mi dicesse…son passati dieci anni
la tua pena è finita…è tempo che tu vada a casa.
Oh! Come ti amerei

Poi…sì, potresti scorrere lento
ed io ti sfrutterei…ti userei come colla
per restare attaccato a coloro che insieme a me hanno penato.
Ma tu non mi stai a sentire
e continui i tuoi soliti giri
senza curarti della mia sofferenza.
So già che le mie preghiere rimarranno inascoltate
tu…non cambierai!
E a me non resta altro da fare
Che…ingannarti e aspettare!

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “L’attesa… di Gioacchino Mineo

  1. Pina in ha detto:

    Ciao Gioacchino, bella la tua poesia, sana e’ costruttiva, “l’attesa ” per quanto lunga sia, l’hai pizzicata da per tutto, stimolata con i tuoi versi l’inganni in attesa del nuovo. Nn perdere tempo, nn dargli tempo, nutrila lei ” l’attesa ” nn chiede di meglio anche se nn parla va ingannata sempre

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: