Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera al Garante della privacy… di Domenico Papalia

garrincha

Il nostro Domenico Papalia -detenuto da qualche tempo nel carcere di Oristano- ha inviato una lettera di protesta al Garante per la privacy, denunciando come venga, nel suo caso, violata anche la parte di diritto alla privacy che permane nello stato di carcerato.

Di seguito potrete leggere il testo di questo reclamo.


Al Sig. Presidente Garante della privacy on. Antonello Soro

Piazza Montecitorio 121      00186   Roma

OGGETTO: Segnalazione di violazione sulla privacy del diritto residuo alla riservatezza del detenuto.

Il sottoscritto Papalia Domenico, nato a Platì (RC) il 18/04/1945, detenuto nella Casa di Reclusione di Massama- Oristano.

Si rivolge alla sua istituzione per segnalare la violazione del residuo alla libertà intellettuale e di pensiero mediante degli scritti, che pur sempre deve essere garantita costituzionalmente alle persone private della libertà personale e di movimento esponendo quanto segue:

-Il ricorrente è detenuto in espiazione della pena dell’ergastolo ininterrottamente dal 08/03/1977.

-Da circa 13 anni è stato autorizzato in tutti gli istituti carcerari della Repubblica a fruire e a fare uso del computer con stampante personale per motivi di studio.

-Il 25 agosto 2015 è stato trasferito dal carcere di Nuoro all’attuale casa di Reclusione di Massama/Oristano. Qui, dopo tanti ostacoli, è stato autorizzato al possesso del computer personale, mentre gli è stata negata l’autorizzazione della stampante personale.

-Avendo la necessità di stampare il contenuto dei lavori che produce con il computer per motivi di studio, essendo iscritto all’Ateneo di Pisa nella facoltà di scienze politiche (corso di scienze sociali) nonché appunti difensivi e istanze dirette alle autorità giudiziarie competenti ed ai propri legali.

-Ed ancora, sta scrivendo un libro di prossima pubblicazione, con la collaborazione del giornalista Francesco Kostner, con il quale vi è uno scambio epistolare frequente con le bozze elaborate da correggere e da integrare di volta in volta.

-Per stampare il contenuto delle attività anzidette il Direttore dell’istituto di Massama/Oristano, per non autorizzare l’uso e il possesso della stampante personale direttamente al detenuto, ha delegato un Ispettore della polizia penitenziaria il quale copia su un CD-DVD il contenuto di tutto ciò che il ricorrente scrive sul proprio computer, poi legge il contenuto decidendo la idoneità su quale file dare l’ok di stampa e su quale porre il veto. Superato questo vaglio procede all’operazione di stampa con una stampante dell’amministrazione penitenziaria. Il contenuto copiato sul CD-DVD da pc rimane in possesso dello stesso ispettore sul suo computer con il quale procede alla stampa, non sapendo né l’uso che ne fa, né la sua fine.

-L’istante, non essendo sottoposto ad alcun provvedimento di censura giudiziaria, ha sollevato dei rilievi in violazione della privacy sul metodo usato dall’Ispettore addetto alla stampa e, per tutta risposta, è stato applicato un giro di vite vietando di stampare le lettere, le istanze, le proteste ed i progetti rieducativi e di lavoro da inviare agli avvocati, ai magistrati, agli enti pubblici ed altri soggetti privati per qualsiasi motivo difensivo-beneficio-lavoro-sociale, sia esso a titolo sociale che di tutela dei propri diritti- però le modalità di stampa sopracitate restano invariate soltanto per motivi di studio e di lavoro, ma pure sempre vengono lette e controllate in modo indebito- anche gli appunti difensivi e gli atti processuali con le relative strategie di difesa memorizzate in precedenza nel computer, e che spesso ha necessità di stampare per motivi di difesa vengono lette indistintamente.

-Tanto è vero che la presente istanza è stata vietata su stampa al computer dallo stesso ispettore addetto alle stampe, dovo averla visionata e letta.

Per quanto fin qui esposto il ricorrente ritiene che vi sia fondato motivo della violazione del diritto alla privacy, sia per lo studio, sia per il diritto alla difesa e sia per la scrittura in corso del libro, le cui bozze preliminare non possono essere lette da chicchessia prima della pubblicazione.

CHIEDE

A codesta autorità affinché intervenga con adeguati strumenti e misure di tutela a garanzia dello scrivente emettendo apposito provvedimento di richiamo alla norma vigente in materia, e di sanzione nei confronti del Direttore della Casa di Reclusione di Massama/Oristano (Dr. Pierluigi Farci) per violazione del diritto alla privacy nei confronti di un soggetto privato della libertà personale e che continua, nonostante lo status detentivo, a mantenere un diritto residuo costituzionale nello svolgimento delle proprie facoltà intellettuali e di espressione del libero pensiero attraverso degli scritti all’interno di uno Stato democratico.

Ringrazia con ossequi.

Massama, 24/02/2016

Domenico Papalia

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Un pensiero su “Lettera al Garante della privacy… di Domenico Papalia

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    In bocca al lupo Domenico, mi auguro che questa istanza sia accolta.

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