Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre (2015)

diario11[1]

Come già detto in varie occasioni, per una serie di problematiche, nel corso del 2015 gran parte dei diari mensili di Pasquale De Feo -attualmente detenuto ad Oristano- si erano accumulati, senza che fosse stato possibile trascriverli.

Grazie alla nostra preziosa Nadia Bizzotto, da alcuni mesi è stata intrapresa l’operazione di recupero.

Oggi pubblichiamo il Diario del dicembre 2015. Prima di lasciarvi alla lettura integrale dello stesso, riporto una citazione di un passaggio..assolutamente emblematico…

“Ieri un compagno di sezione mi informa che il Commissario gli ha comunicato che la direzione ha deciso di concederci la coperta, però dobbiamo comprare una coperta con una sigla apposita che dimostri che sia ignifuga. Dopo tanti anni di carcere non mi abituo mai a certe cervellotiche disposizioni dettate esclusivamente dall’ottusità burocratica. Il motivo è che se un detenuto fuma può addormentarsi con la sigaretta in mano e prendere fuoco il letto. Non sapendo cosa inventarsi hanno tirato fuori questa barzelletta, dimenticandosi delle lenzuola. Il Codice penitenziario stabilisce che i detenuti possono avere il corredo del letto personale, il corredo completo è composto da coperta, copriletto e lenzuola. Qui proibiscono il copriletto, adesso hanno fatto lo sforzo concedendoci la coperta ma comprare un determinato tipo; dobbiamo fare impazzire le nostre famiglie. Le lenzuola c’è ne danno un solo paio, quando dobbiamo lavarle rimaniamo senza fino  quando non si asciugano, tutto questo per non darci un paio di lenzuola di ricambio. La scusa è che abbiamo l’asciugatrice in sezione, gli abbiamo detto tante volte che non funziona, ora ci dicono che con tre gettoni si asciugano, a parte che non è vero, ma anche se fosse vero, perché dovremmo spendere tre gettoni dal costo di un euro e mezzo l’uno per asciugare un paio di lenzuola? Ragionano come fossimo tutti ricchi e le nostre famiglie hanno le rendite sparse al sole. La direzione non ha un po’ di empatia con la popolazione detenuta, decide secondo le sue interpretazioni lontano dalla realtà.” (16 dicembre)

Lenzuola

In altre trent’anni di carcere non mi era mai successo di dormire senza lenzuola, dovevo venire a Oristano per provare anche questa cosa.
Il direttore del carcere ha dato ordine tassativo che possiamo avere solo un paio di lenzuola personali; a nulla è valso far presente al Commissario che la macchina che asciuga la biancheria non funziona, ci ha risposto che quando le laviamo ci possiamo far dare un paio di lenzuola dell’Amministrazione nell’attesa che asciugano le nostre.
Ieri mattina verso le ore 7,30-sabato 21 novembre- c’è il cambio di lenzuola dell’Amministrazione, passa il carrello per ritirarle e mandarle in lavanderia per lavarle, ho chiesto un paio di lenzuola, erano circa le 16,00 quando mi comunicano che non è possibile perché non ho fatto la domandina; una giornata per darmi questa risposta.
Nelle ore più tardi hanno interpellato il capoposto e la sorveglianza, la risposta è stata sempre la stessa.
Siccome è iniziato il freddo per evitare problemi di influenza ho dormito con la tuta e usato la coperta dell’Amministrazione.
Stamane quando mi sono alzato ho trovato la tuta piena di peli e anche la cella, ho lavato entrambi.
Una burocrazia abnorme, pelosa e ottusa, mi ha costretto a dormire senza lenzuola, ma principalmente il divieto di non avere un paio di lenzuola di ricambio, solo una mente lontano dalla realtà del carcere poteva concepire una stupidaggine del genere.
22-11-2015

Maria Cuffaro

Mentre assistevo a un servizio del TG da Parigi, condotto dalla giornalista Maria Cuffaro, sono rimasto sbalordito da quello che affermava.
Nello stato di emergenza messo in campo dal governo francese, ci sono delle normative che danno ampia discrezionalità alle polizie di fermare e fare perquisizioni senza il mandato del giudice.
Lo diceva con tanta preoccupazione come se fosse un fatto incestuoso, essendo la Francia la Patria dei diritti.
L’Italia viene ritenuta la culla del diritto, ma questi problemi non se li crea minimamente, perché fermano e perquisiscono chiunque e dove vogliono senza nessun mandato dei giudici, anzi quando suonano alla porta se non si è solleciti ad aprire la sfondano, e lo fanno senza crearsi nessun problema, come anche buttare tutto all’aria senza nessun rispetto della proprietà dei cittadini.
Potevo capire se a fare quelle osservazioni fosse stato un giornalista norvegese, ma detto da un cronista molto vicino alla setta giustizialista, è ipocrisia allo stato puro.
Un tale di nome Gesù, circa duemila anni fa disse: “non guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino mentre non ti accorgi della trave che hai nell’occhio”.
23-11-2015

Le fandonie della Lega

I leghisti, da Bossi a Salvini e tutti i loro compagni di merende, sono anni che non fanno altro di sovvertire la realtà affermando che il Nord paga le tasse per mandare soldi al Sud e che i meridionali vivono da parassiti alle loro spalle.
Che siano menzogne lo sanno tutti, però questo messaggio per interesse politico viene lasciato circolare affinché la gente crede che ci sia del vero.
La CGIA ha rilasciato sul televideo questa dichiarazione: “pagano più tasse i cittadini di Reggio Calabria (7.684 euro) all’anno, mentre i veneti e i friulani pagano molto meno”.
Credo che tutto il Settentrione paga di meno, anche perché tra le tasse e quelli che ricevono dal governo, il conto non sarebbe pari neanche se tra Nord e Sud la cifra pro capite di tasse fosse uguale per tutti.
Se nell’arco di un anno si controllano finanziamenti dei governi, la suddivisione nelle migliori delle ipotesi, è un terzo del Sud e due terzi al Nord ma nella stragrande maggioranza è un quarto al Sud e tre quarti al Nord.
Pertanto non sono solo tasse che dovrebbero essere uguali per tutti, ma anche gli stanziamenti per le infrastrutture e le politiche sociali.
Fino a quando rimaniamo una colonia, e gli ascari meridionali dei tosco padani continuano ad essere i peggiori nemici della nostra terra e dei loro fratelli meridionali, non cambierà mai niente.
24-11-2015

La diga del Vajont

Ho visto il film Vajont, da quello che ho potuto capire è stato fatto su documenti processuali e dalle testimonianze dei sopravvissuti.
Era palese che la montagna, sarebbe franata, l’unica cosa da stabilire era quando sarebbe successo.
L’interesse di vendere la diga allo Stato e possiamo immaginare gli intrallazzi politici-economici ha sorvolato su tutto il resto.
Gli abitanti sapevano che il monte TOC; lo chiamavano così perché era affidabile per i suoi continui smottamenti, ma con la forza “legale”del potere li fecero sgombrare e spostare dove il disastro lì colpì in pieno.
Quando la montagna franò sul lago della diga, un onda di 200 metri si alzò e si abbatté sulla valle sottostante, radendo al suolo alcuni paese, il totale delle vittime furono circa 2000 e non tutti poterono dare sepoltura, le migliaia di tonnellate di fango li rese introvabili.
Fu aperto il processo, l’ingegnere responsabile si rese latitante, si celebrò dopo otto anni nel 1971, gli altri chi fu assolto e chi fu prescritto, l’ingegnere fu condannato a cinque anni di cui tre condonati, si presentò e scontò un anno di prigione e fu scarcerato.
Dal film si evince che fu una strage premeditata, perché avevano la consapevolezza che sarebbe successo, purtroppo un morto è un omicidio, duemila una statistica.
Quando si tratta di questi disastri, non pagano mai questi signori, come succede anche nel presente, con l’amianto, le discariche ecc..
La magistratura è uno strumento per tenere sotto controllo il popolino e proteggere le elite del potere.
25-11-2015

INPS

Il governo Monti con il ministro Fornero hanno creato un buco nero nell’IMPS, con le accorpo razioni di due enti, uno degli impiegati dello Stato che aveva 4-5miliardi di euro in rosso e l’altro sempre di persone che lavoravano per lo Stato di 1-2miliardi.
Non accorparono mai gli enti pubblici e privati in attivo, solo quelli in passivo.
I sindacati fanno fuoco e fiamme quando si tocca un ente in attivo, ma guarda caso furono molto silenziosi quando fecero questa operazione.
Ora l’IMPS ha un rosso di 9 miliardi, chi ne paga le conseguenze? I cittadini, a cui la pensione già è minima, ma la politica se ne frega, perché loro in quel pozzo di San Patrizio ci hanno, e ci sguazzano.
Un operai dopo 40 anni di contributi prende una pensione appena di sopravvivenza, mentre i politici, e sindacalisti, funzionari di Stato, magistrati, prendono pensioni spropositate. I loro vitalizi non vogliono che vengano toccati.
Che bella democrazia, diritti uguali per tutti, chiacchiere.
Nel Regno delle Due Sicilie attuale Meridione, dopo 40 di lavoro si andava in pensione solo con lo stipendio, parliamo di oltre 155 anni fa.
26-11-2015

La mala setta

Ho letto un articolo del quotidiano Il Manifesto, si tratta di una recensione del libro “La mala setta”. Alle origini di mafia e camorra, 1859- 1878. Ed. Einaudi.
Ho perso l’appunto del nome dello scrittore, ma chi è in interessato su internet lo troverà.
Il discorso è improntato sulle origini della mafia e della camorra ritenuto dall’autore un sotto-prodotto del risorgimento, derivanti dalle operazioni di polizia dell’Italia liberale.
Silvio Spaventa (l’Adolf Eichman delle deportazioni dei meridionali) è stato il maggior esponente ad usare senza scrupoli nel manipolare e ingigantire a vantaggio dei propri referenti politici il richiamo a mafia e camorra nei momenti di maggior tensione politica.
Lo storico afferma che l’apprendistato all’organizzazione mafiosa e camorrista, avveniva attraverso l’esperienza delle cospirazioni risorgimentali.
Iniziano a esistere veramente solo nel novecento o nel secondo dopoguerra.
La strategia è stata quella di creare nemici, dopo averli prodotti e usati per finalità di politica interna.
Ancora oggi continua questo sistema di usare episodi di cronaca per fini politici.
Qualche anno fa ho visto un film di Jhan Gotti, ritenuto l’ultimo padrino della mafia americana. Alla fine del film mentre era all’interno della cella, parlando tra se, dice che cosa nostra vive da un secolo e mezzo e continuerà a sopravvivere anche dopo di lui.
Riflettendo, ci deve essere del vero in questo libro.
La storia dal risorgimento in poi è stata tutta manipolata in funzione del potere dominante.
27-11-2016

Libertà interiore

Antonella un’amica di Beatrice mi ha mandato un libro da leggere, è stata molto carina, mi ha scritto che mentre lo leggeva ha pensato a me e l’ha dato a Beatrice per spedirmelo.
Avendo altri due libri da leggere ho dovuto finirli per prendere quello di Antonella.
Premesso che i libri imbevuti di teologia non li digerisco molto bene, perché coprono l’essenza del testo.
Il libro è intitolato “La libertà interiore”. La forza della fede, della speranza e dell’amore. Scritto da Jacques Philippe. Ed. San Paolo.
Devo ammettere che ho provato alcune cose molto interessanti e qualcuno da cui dissento.
Condivido quasi tutto sull’amore, la libertà, anche sul tempo-passato-presente-futuro. Quello che non condivido che tutto sia riportato a Dio.
Premesso che sono convinto che ogni essere umano è un dio, perché è una creatura meravigliosa, ed è la natura a renderlo tale. Ma, rispetto molto chi crede in modo positivo.
Il discorso sull’amore e la libertà è molto articolato e profondo, i concetti molto elaborati e colpiscono tutti i punti di questi sentimenti.
Il tempo, con qualche distinguo concordo, ma non si può vivere con la mente solo nel presente, perché essa deve svariare dai ricordi del passato, alle speranze del futuro.
C’è un capitolo che riguarda noi prigionieri, cita le frasi che ho estrapolato perché le condivido: “I muri sono solo un punto di vista. Tutti hanno un muro che recinta i loro orizzonti psicologici”.
“Tante persone hanno trovato la vera libertà dopo aver perso ogni cosa, chiusi dietro le sbarre.”
“I prigionieri che non hanno più nulla da perdere, riacquistano la loro libertà”.
Può insegnare molte cose perché vari capitoli sono argomenti quotidiani.
C’è una frase che è un concetto che ho fatto mio da molti anni: “Chi non è in pace con se stesso per forza sarà in guerra anche con gli altri”.
Grazie Antonella per il tuo regalo.
28-11-2015

Fortunata

La bambina del racconto che sto scrivendo dovrebbero chiamarla Fortunata, perché la fortuna l’ha aiutata a rimanere in vita.
A Los Angeles negli USA, una neonata è stata sepolta vicino a un fiume, il pianto ha attirato la gente, un poliziotto ha scavato e tirato fuori la neonata che si è salvata senza subire problemi di nessun genere.
Sembrano notizie inverosimili, ma spesso la realtà supera la fantasia.
Quello che fa riflettere è la crudeltà di cui sono capaci gli esseri umani.
Il destino a pochi giorni, gli ha fatto conoscere la ferocia e la bellezza della vita, avrà sicuramente un futuro luminoso.
29-11-2015

Il diavolo spinoso

Dalle riviste che mi spedisce l’amico Giuseppe, ho trovato una notizia su una lucertola australiana chiamata diavolo spinoso, che ha dell’incredibile.
Come tutti sappiamo, nel deserto l’acqua scarseggia o non c’è affatto.
L’evoluzione della natura sopperisce a qualsiasi problema, come ha fatto con questa lucertola.
Per bere assorbe l’acqua dalla nebbia e dall’umidità presente nell’aria e nella sabbia, convoglia l’acqua attraverso piccoli canali fino alla bocca.
La sua pelle gli consente tutto ciò perché è ricoperta di scaglie e gli scienziati ipotizzano che tra le scanalature delle scaglie formino una rete di canali che raggiunge i lati della bocca dissetandola.
Gli scienziati vorrebbero imitare questo meccanismo naturale della lucertola, per creare un sistema in grado di rimuovere l’umidità dall’aria e così ridurre la temperatura negli edifici e ottenere anche acqua potabile.
Dalla natura si potrebbe ottenere tutte le soluzioni ai nostri bisogni.
30-11-2015

Angelino Alfano

La settimana scorsa hanno alzato un polverone nei notiziari per un blitz a Corleone, arrestati mafiosi che progettavano attentato contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Già all’inizio c’era qualcosa che non andava, perché nei vari notiziari c’era qualcosa di ambiguo.
Ho atteso alcuni giorni per leggere qualcosa di più chiaro nei quotidiani essendo che in Tv tutto era “grigio”.
Nel frattempo Alfano ha lasciato una dichiarazione dove affermano che non si curava dalle minacce e andava avanti.
“La liberazione della Sicilia valeva più della sua vita”. Cuor di Leone.
Trovo un articolo dove sono riportate le intercettazioni degli arrestati. Chi parla dice che a Kennedy l’avrebbe neciso cosa nostra americana, e siccome Alfano si è comportato come lui; prima si è preso i voti per salire al potere e poi avrebbe voltato le spalle tradendo gli amici. Inoltre in carcere ne parlano male per questo comportamento. Nei discorsi lo criticavano anche per l’inasprimento del regime di tortura del 41 bis.
Se questi sono i discorsi che ha fatto trapelare la DDA di Palermo, dovrebbero spiccare ordini di custodia cautelare al 90% dei detenuti, perché tutti ne parlano male di Alfano, per la repressione ai fini politici ed elettorali.
Gli stessi PM raffreddano gli entusiasmi di chi vorrebbe usare questa chicca “distorta” per fini di visibilità e fare apparire Alfano come un “cavaliere” senza macchia e senza paura.
Il senatore Francesco Campanella si domanda: “Perché i boss hanno detto di sentirsi abbandonati dal ministro Alfano? A cosa alludono quando ricordano chi lo avrebbe fatto eleggere?”.
Chiede a Renzi se non sente l’esigenza di chiarire questa vicenda.
La protezione del Vaticano e della sinistra sono note, ma non è vergognoso che quando era il lacchè di Berlusconi era un diavolo e ora è un santo perché è nel governo di Renzi?
È indecente che nessuno dica due parole, qualunque avversario politico sarebbe stato messo in croce dalla sinistra e tutto il suo apparato mediatico.
In questi giorni sono stato inquisiti una decina di poliziotti con il sequestro dello Kazaca Shalabayeva e la figlia di sei anni, anche in questo caso è stato protetto, lui l’unico responsabile come ministro degli interni, non è stato inquisito.
Questo dimostra che il sistema politico è talmente marcio che non si preoccupa di niente, trasforma anche la realtà, poi ci sono i magistrati che non hanno l’interesse a distinguere tra la realtà e la rappresentazione.
1-12-2015

Gaetano Azzariti

A Napoli nel quartiere Pendino c’era una strada dedicata a Gaetano Azzariti. Questo signore ha contribuito a scrivere le leggi razziali ed era Presidente del tribunale della razza, nel dopoguerra divenne braccio destro di Togliatti al ministro della giustizia, con l’aiuto comunista divenne Presidente della Corte Costituzionale; ancora oggi c’è il suo busto alla Consulta.
Un criminale che cambiando la camicia nera con quella rossa è stato purificato dalla “chiesa” comunista.
Dopo 70 anni è stata fatta giustizia, la strada è stata dedicata a Luciana Pacifici morta a soli 8 mesi durante il viaggio che l’avrebbe portata ad Auschwitz. Ha preso il posto del suo carnefice.
Questi sono giorni belli per la giustizia storica.
2-12-2015

I chiodi della croce

Il regista investigatore Simcha-Jacobovici ha girato un doc – film sul ritrovamento nella tomba di Caifa di due chiodi, siccome il capo del Sinedrio ha partecipato a una sola crocifissione, quella di Gesù, lui presuppone che siano quelli usati dai Romani
per la crocifissione.
Questi estratti da internet di cui mi accingo a scrivere me li ha mandati l’amico Giuseppe, per un discorso fatto nella nostra corrispondenza.
Tutto il discorso sui chiodi è improntato sul dubbio, la tomba di Caifa è in dubbio che sia la sua.
Dopo il ritrovamento, i due chiodi sono scomparsi per 20 anni, l’investigatore afferma di averli rintracciati in un laboratorio di Tel Aviv da un antropologo esperto di ossa antiche.
L’unica cosa certa e che ha fatto il doc-film imbastendo questa storia, chi gira deve far lavorare la fantasia.
Jacques Le Goff disse che con tutti i frammenti della croce di Gesù disseminati nei reliquari di tutta Europa ci si potrebbe costruire un galeone.
Credo che se per credere si ha bisogno di una reliquia, non è vera fede ma superstizione.
3-12-2015

Il saccheggio fiscale continua

Avevo letto e scritto che Reggio Calabria era la prima città più tartassata del paese, oggi leggo che le prime 13 città sono tutte meridionali, vengono in questo ordine: Reggio Calabria, Napoli, Salerno, Messina, Roma, Siracusa, Catania, Latina ecc..
La prima città del Nord è Genova, posizionata al 14° posto. Le città meno tartassate si trovano nel Nord Est: Verona, Vicenza, Padova, Udine, pertanto nel Veneto e nel Friuli.
La differenza va da 500 a 1000 euro. Considerando la qualità dei servizi, il Sud subisce una vera ingiustizia.
Salvini con tutti i compagni di merende dovrebbero informarsi prima di usare i soliti toni razzisti coloniali; è il Sud che sostiene il Nord e non viceversa.
Nel tempo hanno convinto gli stessi meridionali che il Nord ci aiuta, quando invece le nostre condizioni derivano dalle politiche coloniali degli ultimi 155 anni, dal “glorioso” risorgimento.
4-12-2015

Roberto Vecchioni

Il cantautore Roberto Vecchioni si trovava all’università di Palermo per un convegno.
Durante il dibattito fa il suo intervento e nel suo discorso dice in modo chiaro e senza ambiguità che la Sicilia è un’isola di merda.
Si può immaginare i presenti come si sono sentiti, ma lui non ha chiesto scusa e ha mantenuto la sua posizione.
Questo snob di sinistra, come la stragrande maggioranza dei nordici tosco padani, sono razzisti antimeridionali, le teorie ambrosiane sono diventate una seconda pelle e pertanto e del tutto naturale per loro questa superiorità di cui sono convinti e ritenerci una razza inferiore.
La rete mediatica di sinistra l’ha coperto, tutto è sfumato nel giro di una giornata.
Immagino se questa affermazione l’avesse detta Berlusconi o Grillo, avrebbero innescato un vespaio mediatico.
Comunque a Vecchioni mando una grande pernacchia e gli auguro di affogare nel suo razzismo.
5-12-2015

Enrico Cialdini

Davanti alla Camera di Commercio a Napoli c’è un busto per ricordare il generale Enrico Cialdini, il macellaio piemontese che massacrò migliaia di meridionali durante il “glorioso” risorgimento.
Con la venuta a Napoli di Salvini, c’è stata, una manifestazione contro la sua presenza, non potendo avvicinarlo per il cordone delle forze dell’ordine, hanno ripiegato su Piazza della Borsa per dare un segno contro la Lega Nord, sono andati davanti al busto di Cialdini e l’hanno avvolto nella carta igienica.
Credo che sia stato migliore quest’azione che riempire di insulti Salvini.
La gente deve sapere che la nostra toponomastica è piena di criminali tosco padani.
6-12-2015

Summit per l’ambiente

A Parigi ci sono state tutte le nazioni del mondo per siglare un accordo per bloccare l’emissione di anidride carbonica e altro, che sta riscaldando l’atmosfera terrestre.
Le maggiori potenze cercano di contenere le norme contro l’abbassamento delle emissioni per non intaccare i loro interessi. Vorrebbero fermare l’innalzamento a 2 gradi, che è già troppo perché sommergerà molte isole negli oceani e si prevede che ciò produrrà immigrati ambientali.
I popoli dei paesi poveri che pagheranno un prezzo molto alto, chiedono che l’accordo sia a 1,5 gradi in modo che non influisca sulle popolazioni costiere.
I popoli indigeni e tribali che abitano l’80% delle zone più ricche di biodiversità al mondo e le loro riserve sono una cruciale difesa contro la deforestazione.
Pur essendo i meno responsabili del riscaldamento globale, questo accordo può mettere a rischio la loro sopravvivenza.
Hanno avanzato la proposta di creare un tribunale per il pianeta, come esistono per proteggere gli investimenti e per pagare i debiti finanziari, ritengono che sia giusta una Corte internazionale di giustizia ambientale per proteggere i diritti della natura e costringere a pagare i debiti ecologici.
Il mondo occidentale non vuole avere lacci al suo capitalismo e pertanto vuole continuare su questa strada, hanno creato un fondo per i paesi poveri e credono di risolvere il problema che riguarda la sopravvivenza del pianeta. Sono talmente accecati dal prevalere che non si rendono conto che non abbiamo un pianeta di riserva.
Alla fine del Summit cercheranno di fare un accordo che non intacchi l’economia delle nazioni che primeggiano nel mondo, lasciando tutto il peso dell’inquinamento sulle spalle dei paesi poveri.
Se la politica non diventa indipendente dall’economia, ritornando al servizio della gente nulla cambierà.
7-12-2015

Guerra all’ISIS

Oggi hanno cambiato nome all’ISIS, la chiamano Daesh, ho sentito in TV che in arabo sarebbe qualcosa di dispregiativo, anche se mi sembra strano, perché anche quelli dell’ISIS chiamano Daesh il loro territorio.
Gira voce, non si sa quando attendibile, che il capo di Daesh Al-Baghdadi sarebbe a Sirte in Libia, dopo essersi curato in Turchia dalle ferite di un raid aereo.
La Turchia è stata insieme all’Arabia Saudita, il più grande alleato dell’ISIS, vendevano il loro petrolio, la Russia ha portato le prove aeree e dei satelliti, gli americani hanno subito smentito, questo significa che lo sapevano già anche loro, e fino ad oggi hanno coperto ogni cosa, tutti i traffici loschi dei turchi con il Daesh.
Personalmente credo che la Turchia del futuro non sarà più quella del passato, perché il “Sultano” di Antara l’ha sta islamizzando e allontanandola dall’Occidente.
Gli americani e i pecoroni dell’Unione Europea stanno concedendo troppa libertà a Erdogan, ormai fa uccidere i suoi avversari politici in mezzo alla strada come un gangster da marciapiede, altrettanto fa con i kurdi, sta cercando di uccidere il leader del maggiore partito kurdo il HDP.
Continua a fare raid contro i kurdi del PKK e i kurdi siriani del Rojava, questi sono gli unici kurdi che hanno combattuto contro l’ISIS, quando tutti scappavano, anche i Peshmerga kurdi. Mentre la Turchia dava totale appoggio all’ISIS, persino vendendogli armi in cambio di petrolio.
Il premio Nobel turco Orhan-Pamuk è intervenuto sull’arresto dei due giornalisti ordinati da Erdogan, dichiarando che è diventato un problema per la democrazia, dove non c’è la democrazia gli americani la vogliono esportare, dove c’è fanno di tutto per eliminarla. Con l’appoggio totale a Erdogan è quello che stanno facendo in Turchia.
Leggevo un intervista di un maggiore dei Pashmerga iracheno, si lamentavano che non vengono armati dagli americani, anche se combattono contro l’ISIS, per il semplice motivo che non vogliono renderli autonomi, ma tenerli legati a Bagdad, in modo che gli sarà più facile controllare l’Iraq.
Prevale sempre l’interesse geopolitico degli americani e non l’interesse naturale di un popolo che ha dimostrato che è immune da derive islamiche e fedele ai valori dell’Occidente.
Farà bene la Russia ad armare i contani kurdi del Rajava e il PKK, avendo già un accordo con Assad di una futura autonomia dei contoni in cambio della lotta contro l’ISIS.
La Russia sta rompendo le uova nel paniere agli americani, che con la loro sudditanza ai turchi e ai sauditi, non aiuta chi veramente lotta contro la loro “creatura”, l’ISIS.
Se potessi un consiglio darei ai kurdi, di non fidarsi di nessuno, perseguendo la via dell’indipendenza.
8-12-2015

Banche truffaldine

Come al solito le banche la fanno da padrone, e tutti i governi, non solo questo, si mettono a pecoroni!
Alla fine pagano sempre i cittadini; polli da spennare.
Il governo ha fatto una legge chiamata salva banche, l’anno scorso aveva commissariato quattro banche che stavano fallendo, ma i dirigenti continuavano a vendere ai clienti delle banche le obbligazioni e titoli vari della banca.
Il governo ha salvato le banche affossando circa diecimila risparmiatori, convinti della fiducia che avevano, essendo banche locali. Avevano un rapporto amichevole basato sulla conoscenza di anni.
Il Parlamento di Strasburgo avevano già votato una legge che azzerava i titoli degli azionisti, equiparandoli a quelle banche americane fallite con buchi di centinaia di miliardi di dollari.
Queste quattro banche sono piccole e locali, pertanto il governo poteva opporsi o rimandare prima della decisione di Strasburgo.
L’Unione europea è troppo quella dei banchieri e poco quella dei cittadini.
Il maggiore responsabile è la Banca d’Italia, a ogni crac tira fuori da qualche cassetto qualche relazione di avvertimento, cosa strana sempre dopo.
D’altronde non c’è da meravigliarsi, è nata male, sulle ceneri della banca Nazionale, usata dai piemontesi per rastrellare ciò che era possibile dal Meridione.
Qualche anno addietro, investì due professori della Sapienza per uno studio sulle cause della questione meridionale, quando fluirono e lo presentarono, non risultò gradito a Banca d’Italia, perché affermava che la colpa era tutta dell’unità d’Italia, di conseguenza anche gli antenati della banca stessa, cosa fanno? Lo studio viene pubblicato solo in inglese, questo dice tutto sulla buona fede di questo ente che dovrebbe essere un pilastro dello Stato, invece nata male, è solo un conglomerato di interessi dei poteri del paese.
Quando la Banca Nazionale divenne Banca d’Italia, al Meridione che aveva contribuito con il 60% per il tesoro del paese, il Piemonte-Liguria con il 4%, la Lombardia con l’1%, il resto diviso tra i vari Stati del paese.
Le azioni furono suddivise in questo modo: 20.000 azioni al Meridione, per il resto furono date tutte alla toscopadania, tra cui 120.000 azioni solo alla banca di Genova.
Questa impostazione di potere non è venuta mai meno.
La finanza creativa di Cavour e portata avanti dal suo sodale Carlo Boldrini, direttore della Banca Nazionale poi trasformata in Banca d’Italia, le persone e la mentalità rimasero le stesse, pertanto non c’è da meravigliarsi che non vedano prima dei crac ma dopo dicono che avevano previsto e avvisato.
Queste banche davano crediti secondo indicazioni politiche, della Chiesa ecc; bastava controllare le esposizioni dei crediti e si capiva tutto.
Mi è rimasto impresso un episodio che ho letto, un imprenditore riceve un prestito di 34 milioni di euro per costruire yatch di lusso, non solo non ne costruisce neanche uno, a parte una specie di panfilo come specchio per le allodole, ma di quei soldi fa un’abbondante beneficienza al Cardinale Bertone, che si era interessato per fargli avere il prestito.
Questo è uno dei tanti prestiti che la banca Etruria non avrebbe rivisto mai più.
Se andava una persona normale che voleva un prestito per aprirsi un’attività o comprarsi una casa, avrebbero preteso mille garanzie.
Con i soldi dei risparmiatori hanno foraggiato chi volevano portando le banche al fallimento, per cercare di rimanere a galla hanno truffato i clienti, convincendoli che i titoli erano sicuri e il rischio era zero.
Ora il governo se ne lava le mani e scarica la colpa sull’Europa, facendo anche una brutta figura, perché subito ha risposto tramite uno dei suoi commissari, accusando l’Italia di non aver fatto niente, ha votato la legge senza curarsi dei clienti delle banche.
Si è suicidato un cliente, un anziano di circa 70 anni, che su consiglio di uno dei dirigenti, gli ha fatto investire i risparmi di tutta la sua vita, 110.000 euro, in obbligazioni della banca. Pochi giorni prima che scoppiasse il caso, avendo sentito voci, era andato in banca per salvare i suoi soldi, l’hanno rassicurato che non era vero niente e che i suoi risparmi investiti nelle obbligazioni erano al sicuro.
Il dirigente ha rilasciato un intervista su Repubblica e ha detto di portare sulla coscienza il pensionato, ma era costretto dal direttore a vendere i titoli e rassicurare i clienti.
Ricordo che quando fallirono quelle banche americane, ai dirigenti sequestrarono il patrimonio, lo Stato Acquisì le banche, le risanò e dopo le ha vendute, anche con profitto.
In Italia, i dirigenti, quando sanno che sta arrivando la fine, si aumentano gli stipendi e i bonus, hanno la certezza di non pagare niente; niente sequestro dei beni, niente galera, passata la bufera torneranno di nuovo in auge.
Come sempre pagheranno solo i cittadini, l’anello debole della catena, e nulla varranno le loro manifestazioni, saranno fortunati che non li faranno manganellare, alla fine, forse, avranno un po’ di elemosina, e tutto torna alla normalità.
Quando parlano di mafia, questi poteri sono mafia, usano la loro forza per calpestare, derubare e truffare la popolazione, e non pagano mai.
Mi chiedo dov’erano i politici, i sindacati; la Banca d’Italia, l’organo di controllo, le procedure e la Chiesa che ha il polso di tutto nei piccoli luoghi.
Le banche fanno parte del direttorio mafioso che gestisce il potere in questo paese, tra di loro si aiutano: Banche, politica, sindacati, confindustria e la Chiesa. Con la magistratura che opera affinché nessuno dia fastidio alla gestione dei loro affari.
Il popolino deve subire anche con la beffa di essere in democrazia e che ha delle libertà; quella di essere una pecora da tosare.
Il potere si è adeguato all’era moderna, ma non è cambiato dai tempi dei principi rinascimentali.
9-12-2015

I fuochi illegali

Quando ero ragazzo ricordo che il 13 giugno facevano un grande fuoco, lo preparavano cercando di farlo il più alto possibile, usavano un palo centrale con all’estremità uno straccio come bandiera, poi accostavano tutto ciò che poteva bruciare, fasci di canne che avevano preparato prima per farla seccare, legna, vecchi mobili, a volte rubavano le traversine di legno dalla ferrovia, casette, scarti di potatura insomma tutto ciò che poteva bruciare.
Nel paese ne facevano un altro e si rivaleggiava a chi lo faceva più grande e più alto.
La sera che lo accendevano, tutto il rione era radunato intorno al fuoco, principalmente noi bambini, era come una festa e c’era l’eccitazione di poter stare fino tarda sera, essendo che lo si accendeva verso le dieci di sera.
Erano usanze che nel tempo si sono perse, ma in certi paesi sono ancora vive e vegete.
Questi ricordi sono tornati a galla leggendo un articolo su un episodio a Castellammare di Stabia, la tradizione è ancora viva, ma il commissario prefettizio ha posto il divieto; non spiegava il quotidiano il motivo.
Sfidando il divieto di questi piccoli dittatori del potere centrale, tutti i rioni del paese hanno fatto il “fucaranzo”, non si sono lasciati intimidire e l’hanno fatto, nella serata ardevano tutti.
Credo che tutto ciò che proviene dalla prefettura sia antidemocratico, antiliberale e illegale.
Aveva ragione Luigi Einaudi nello scrivere che le prefetture vanno azzerate dalle radici, neanche la gabbiola del portinaio deve rimanere in piedi.
10-12-2015

L’illegalità legalizzata

Nel 1930 quando fu emanato il codice penale Rocco che sostituiva quello di Zanardelli. Il fascismo ripristinò la pena di morte, e alla pena dell’ergastolo aggiunse tre pene accessorie: l’isolamento diurno, l’isolamento notturno e l’obbligo del lavoro.
L’isolamento diurno è deciso in sentenza dalla Corte di Assisi, il massimo sono tre anni.
L’isolamento notturno consiste nello scontare la pena in cella da solo.
L’obbligo del lavoro deriva dai lavori forzati, con la condanna all’ergastolo obbligava il recluso a lavorare.
Oggi l’isolamento diurno viene applicato e aggravato dalla direzione per renderlo il più afflittivo possibile.
Fino a 35-40 anni fa, l’isolamento notturno era molto afflittivo perché non c’era TV, non c’erano scuole, corsi, i libri erano limitati, come la lettera dei quotidiani che venivano censurati insieme alla posta, pertanto era una sorta di isolamento.
Oggi con la TV, studio, libri, quotidiani, relazioni sociali con l’esterno, volontari, rendono l’isolamento notturno piacevole e non più afflittivo, perché nei pochi metri quadrati si ha la sensazione di libertà, impossibile quando si è in compagnia.
Da soli si legge e scrive quando se ne ha voglia, altrettanto la TV o la si spegne quando si vuole, come dormire o alzarsi la mattina, insomma pur avendo la consapevolezza di dover morire in carcere, si ha la serenità di finire i propri giorni tranquillamente.
Siccome non è più afflittivo come un tempo, come lo è l’isolamento diurno, non vogliono applicarlo con la scusa che sono diventati “magnanimi”, alcuni direttori si arroccano la discrezionalità dell’applicazione.
Senza vergogna questa barzelletta la scrivono anche nelle relazioni che spediscono ai magistrati di sorveglianza quando gli ergastolani fanno reclamo.
Il diritto ha le fonti gerarchiche, un direttore non può avere l’autorità di essere superiore al codice penale, perché è un semplice funzionario.
L’obbligo del lavoro, è stato fatto diventare facoltativo, perché essendo diventati molti gli ergastolani, non possono dare il lavoro a tutti.
Le norme penali possono essere revocate con una legge del parlamento, e non secondo la discrezionalità del ministero della giustizia.
Costringono gli ergastolani a protestare per far rispettare un loro diritto sancito dal codice penale.
Le direzioni delle carceri hanno l’obbligo-dovere di applicare le norme penali sempre e non solo quando gli fa comodo.
11-12-2015

Il buco nero di Parma

Nel carcere di Parma c’era un regime repressivo creato dall’ex direttore Silvio DE Gregorio e l’ex Commissario Angusto Zaccariello.
Ho avuto notizia che il nuovo direttore inviato dal ministro con carta bianca, stava demolendo l’apparato granitico costruito in tanti anni di oppressione e abusi.
Oggi leggo un articolo dove comprendo il motivo di questo cambiamento, sono uscite fuori le torture che commettevano a Parma nelle celle d’isolamento di tipo medievale, lontano da occhi indiscreti si praticava la tortura, nel tempo sono morte tante persone che reclamano ancora giustizia.
Un detenuto ha registrato le autoaccuse di un brigadiere e di alcuni agenti, per le botte che gli hanno dato, questo è successo nel 2009, quando c’era ancora De Gregorio e Zaccariello.
Io sono stato a Parma fino al 26 aprile 2010, ero arrivato da Fossombrone il 26 settembre 2006.
Nella sezione AS-1 non si sono mai permessi di fare violenza su un detenuto, ma gli abusi erano sistematici e regolamentizzati, mi sono sempre opposto con una lotta senza quartiere.
Oggi ci sono altri detenuti che hanno denunciato, costringendo il ministro a intervenire.
La cosa singolare che l’apertura di un procedimento è avvenuta perché i detenuti hanno denunciato le torture al Presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna Francesco Maisto, per competenza ha mandato tutto alla procura di Parma che è stata costretta ad aprire un’inchiesta.
Informando il ministero hanno dovuto muoversi e mandato un direttore per cambiare le cose.
Il nuovo clima e l’apertura istaurata dal nuovo direttore inizia a dare i suoi frutti.
Di denuncie la procura di Parma ne ha ricevute tante negli anni, anche io ho fatto denunce contro il direttore, mai che abbiano aperto un procedimento o venuto a sentire chi propone gli esposti.
Sono le procure che danno certezza di impunità alla polizia penitenziaria e al direttore di turno, viceversa, si riguarderebbero bene di agire illegalmente e torturando.
12-12-2015

Napoli

Il calcio Napoli aveva incassato 18 risultati utili consecutivi, poi domenica scorsa è andata a sbattere contro il Bologna, che si trova nelle ultime posizioni.
Nel pomeriggio ha giocato contro la Roma a Napoli, si sperava che vincesse, anche perché la situazione della Roma, principalmente in difesa è catastrofica, invece è finita pari senza gol.
Giovedì scorso aveva vinto contro la squadra polacca con un sonoro cinque a due, pertanto le attese erano alte, è stata una mezza delusione.
Per fortuna la Juve ha vinto contro la Fiorentina e pertanto è rimasta al secondo posto con noi, anche se la Juve si è avvicinata e ha solo due punti di distacco.
L’Inter ha quattro punti in più, ma la strada è lunga.
Se il Napoli riprende la sua corsa, sarà difficile fermarlo, speriamo che la batosta di Bologna non incide ancora psicologicamente.
Anche se è finita pari con la Roma, il Napoli ha giocato alla grande dominando tutta la partita, è stata sfortunata nelle tante occasioni create.
13-12-2016

La tecnologia avanza

E universalmente conosciuta la Villa dei papiri scoperta qualche secolo fa a Ercolano(NA), i papiri trovati sono depositati nella Biblioteca Nazionale di Napoli.
I rotoli di papiri fanno parte dell’unica biblioteca del mondo classico sopravvissuto.
Fino ad oggi non si riusciva a leggerli perché dal caldo delle ceneri vulcaniche erano diventati neri dal forte calore, quando si provava ad aprirli si sbriciolavano.
Sono ricorsi alla tomografia a raggi x ed hanno inventato un sistema per leggerli.
Vito Mocella dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi(IMM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche(CNR) ha spiegato come sono riusciti a leggere i primi due papiri, la ricerca continua per perfezionare il metodo.
Si potrebbe portare alla luce scritti ormai ritenuti perduti, come quelli di Epicuro e tanti altri.
Si pensa che a Ercolano ci sia sepolta un’altra biblioteca, neanche si può immaginare i tesori della cultura classica che potrebbero risorgere.
Una notizia del genere ha fatto sicuramente il giro del mondo nell’ambiente degli archeologi, avrebbe meritato una risonanza mediatica a livello nazionale, invece è uscita su un quotidiano locale poco diffuso e nelle pagine delle cronache di Ercolano, che leggono solo gli abitanti del paese.
Il ministro della cultura Franceschini dice che vuole valorizzare il patrimonio artistico italiano, anche se i tesori artistici di Napoli c’è li indiano tutto il mondo, mi dà l’impressione che gli piacciono solo le passerelle come quelle della Scala di Milano.
14-12-2015

L’ipocrisia di Renzi

Finita la conferenza di Parigi sul clima, dove Renzi ha proclamato di voler salvare il pianeta spingendo per un mondo di rinnovabili, in Italia macella ogni proposito con l’autorizzazione selvaggia di trivellazioni petrolifere in ogni luogo. Pur consapevole che il petrolio che si potrebbe ricavare da tutte queste trivellazioni basterebbe per pochi mesi alla nostra economia energetica, pertanto è solo mettersi a pecoroni con il potere dell’oro nero. Le multinazionali del petrolio fanno il bello e il cattivo tempo nel mondo intero a discapito della salute della gente e del pianeta, perché rappresentano il potere economico.
Non prevedendo che tutte le regioni interessate si sarebbero coalizzate per proporre un referendum, quando ha costatato che sono riusciti nella raccolta delle firme, per spaccare il fronte antitrivelle ha messo un emendamento nella legge sblocca Italia per revocare le concessioni in Abruzzo, così da disarmare il movimento NO OMBRINA.
Questo dimostra che sotto pressione Renzi retrocede sulle sue posizioni, anche se cerca di usare il metodo del potere- dividi e impera-.
15-12-2015

Coperta

Ieri un compagno di sezione mi informa che il Commissario gli ha comunicato che la direzione ha deciso di concederci la coperta, però dobbiamo comprare una coperta con una sigla apposita che dimostri che sia ignifuga.
Dopo tanti anni di carcere non mi abituo mai a certe cervellotiche disposizioni dettate esclusivamente dall’ottusità burocratica.
Il motivo è che se un detenuto fuma può addormentarsi con la sigaretta in mano e prendere fuoco il letto.
Non sapendo cosa inventarsi hanno tirato fuori questa barzelletta, dimenticandosi delle lenzuola.
Il Codice penitenziario stabilisce che i detenuti possono avere il corredo del letto personale, il corredo completo è composto da coperta, copriletto e lenzuola.
Qui proibiscono il copriletto, adesso hanno fatto lo sforzo concedendoci la coperta ma comprare un determinato tipo; dobbiamo fare impazzire le nostre famiglie.
Le lenzuola c’è ne danno un solo paio, quando dobbiamo lavarle rimaniamo senza fino quando non si asciugano, tutto questo per non darci un paio di lenzuola di ricambio. La scusa è che abbiamo l’asciugatrice in sezione, gli abbiamo detto tante volte che non funziona, ora ci dicono che con tre gettoni si asciugano, a parte che non è vero, ma anche se fosse vero, perché dovremmo spendere tre gettoni dal costo di un euro e mezzo l’uno per asciugare un paio di lenzuola?
Ragionano come fossimo tutti ricchi e le nostre famiglie hanno le rendite sparse al sole.
La direzione non ha un po’ di empatia con la popolazione detenuta, decide secondo le sue interpretazioni lontano dalla realtà.
16-12-2015

Legalizzazione

In Messico la Corte Suprema ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti di un’associazione per il consumo creativo della maryuana, oggi la Commissione Federale rilascerà i primi quattro permessi.
Alla Commissione ne sono stati presentati altre 155 richieste di permesso. Anche se venissero rifiutate e la Corte Suprema ne accogliesse solo cinque, il governo sarebbe costretto a varare una legge, anche se il Presidente del Messico è contrario ha dovuto prendere atto della situazione e ha lanciato un dibattito politico nazionale.
L’Ex Presidente Fox ha fatto una dichiarazione forte: “Tutte le droghe, incluso la cocaina, l’eroina e la metamfetamina saranno legali in Messico entro 10 anni. La maryunana e un primo passo, ma il processo è irreversibile”.
Inoltre fa un discorso sulla guerra lanciata dal presidente americano Nixon 45 anni fa, non ha fatto altro che convogliare risorse per armi e polizia trasformando il Messico in un campo di battaglia che ha prodotto migliaia di morti all’anno; 150.000 solo negli ultimi 7 anni.
La correlazione tra il proibizionismo e illegalità, è un fatto acquisito, anche l’ONU ne ha preso atto, per questo motivo ad aprile 2016 ci sarà una sessione straordinaria per discutere della politica fallimentare sulle droghe.
Le crociate sono sempre iniziate dagli americani, i motivi sono esclusivamente per proteggere i loro interessi di varia natura con un gioco di geopolitica per imporre il loro imperialismo, come in Colombia, una guerra voluta e finanziata dagli americani che ha provocati migliaia di morti, milioni di profughi interni e distruzioni di intere comunità.
Temo che la legalizzazione in Messico sia pilotata dagli americani, per annegare il proibizionismo che tanti danni ha causato nel mondo.
Diversamente da quello che è successo in Uruguay, dove il Presidente Pepe decise contro l’opposizione yankee.
17-12-2015

Il vescovo di Mazara del Vallo

Ho già scritto del vescovo Magavero, che gli piace vestire Armani e altri marchi famosi, proprio una vita al di sopra di ciò che predica Papa Francesco.
Come tutti questi personaggi, seguono la via più facile per coprire i loro scheletri nell’armadio, la retorica della lotta antimafia.
Ricordo che non volle celebrare la messa per le esequie di un detenuto morto perché ritenuto mafioso.
Come tante dichiarazioni per mettersi in mostra e mettere le mani sui beni sequestrati, perché il fine è sempre una questione di “palanche”.
Stamane nei TG trovo la notizia che il vescovo è stato inquisito per appropriazione indebita, ha sottratto i soldi della curia per fini privati; il lusso costa.
Non mi meraviglierei apprendere che è tutto un complotto della mafia. Per adesso si è limitato a dire che è stato lui a denunciare gli ammanchi nella curia.
Ormai non c’è limite e né decenza dove certi figuri possono arrivare per i loro interessi privati.
18-12-2015

Le menzogne giustizialiste

Avevo chiesto la fotocopia all’amica Francesca di un articolo scritto sull’Espresso che riguardava il regime di tortura del 41 bis nel nuovo carcere di Sassari.
Il giornalista Di Lirio Abbate ha scritto questo articolo che reputarlo indegno e poco, perché ironizza sulla tortura, minimizza con sarcasmo le condizioni disumane e di enorme sofferenze di centinaia di reclusi in questi centri dove la dignità umana non ha valore, sporge menzogne a piene mani per compiacere la sua setta.
Conosco un po’ il reparto del regime di tortura del 41 bis di Sassari, per avermelo raccontato tra le righe nelle sue lettere, per farle passare tra le maglie feroce della censura, Davide Emmanuello, pertanto sono riuscito a immaginare le condizioni crudeli in cui sono costretti a vivere.
Non hanno portato tutti insieme i reclusi per paura di ribellione, ma uno alla volta, cercando di non dare nell’occhio, questo “signore” giustifica tutto con la parola “magica”della sicurezza che copre ogni nefandezza.
Afferma che le celle sono 12 metri quadrati, non credo che possono essere quanto la mia che misura 13,80 centimetri quadrati, predisposta per due persone.
Cita cose che sono delle vere menzogne, raccontate da qualche funzionario della setta, e lui le ha romanzate come è costume di certi giornalisti del partito di Repubblica-Espresso.
Ridicolizzare le proteste civili e secondo l’iter istituzionale democratico, le ritiene violente. Se la usa lui la penna, anche in modo spietato e menzognero è una libertà civile, lo fanno i reclusi e lui trasforma tutto in minaccia mafiosa e violenta.
Legittima con la stessa mentalità dei piemontesizzati meridionali come il famigerato Silvio Spaventa, che all’epoca fu il fautore della deportazione di centinaia di migliaia di meridionali al domicilio Coatto, oggi continua quel percorso usando lo stesso metodo tracciato dai servi ilota dei tosco padani di allora.
La strategia della DNA che lui osanna nel dare la massima importanza al regime di tortura del 41 bis, che ha una sola finalità, torturare per costringere i reclusi a pentirsi, il caso di Bernardo Provenzano in stato vegetativo e la DNA lo tiene a 41 bis, è il miglior esempio per fare capire la mentalità che li anima.
Non comprende nel suo fanatismo che è umano lottare per fare abolire questa tortura istituzionalizzata, invece la ritiene una colpa.
Le sue menzogne sono degne della sua persona; “…i boss girano nei corridoio dei 41 bis per farsi omaggiare…; …adesso vivono in un mondo ovattato, silenzioso e con poche finestre…”.
“…i reclusi trattano male gli agenti e la direttrice…”.
Queste persone vivono da 23 anni seppelliti vivi, altro che omaggiati.
Capovolge la realtà, purtroppo c’è tanta gente che in buona fede gli crede.
A Sassari non ci sono le finestre, ma essendo complice morale di questo crimine di civiltà, ammette, tace e annacqua la realtà.
Menziona Michele Zagaria che ha detto in aula in videoconferenza che vive una situazione disumana, immagino cosa gli stia capitando, vogliono farlo pentire come hanno fatto con il suo paesano Antonio Iovine. Dopo quattro anni dall’arresto lo tengono ancora isolato con la scusa che nessuno vuole stare con lui per paura delle microspie. Balle. Lo tengono da solo con tutte le torture psicologiche per indurlo a cedere.
Il 90% dei reclusi che sono stati seppelliti vivi nella tomba del 41 bis, hanno testimoniato la disumanità scrivendolo in tanti modi, purtroppo la censura dello strapotere della setta copre questa vergogna italica.
Mi fermo qui, chi ha un po’ di dimestichezza con la tortura del 41 bis capisce l’infamia di questo articolo.
19-12-2015

Scomparsa la legge sulla tortura

Sono trascorsi circa 30 anni da quando l’Italia ha firmato il protocollo dell’ONU sulla tortura, in tutto questo tempo le varie polizie, i PM e la setta antimafia hanno bloccato qualunque proposta di legge per codificare il reato di tortura, durante il periodo menzionato, tra le carceri e le varie caserme di polizia, sono state commesse torture da Stato di polizia.
Neanche è bastata la sentenza della Corte europea dei diritti umani del 9 aprile 2015 che condannava l’Italia per tortura per i fatti alla scuola Diaz al G8 di Genova del 2001, in cui intimava al nostro paese di provvedere a inserire il reato di tortura nel Codice Penale.
Fra non molto si discuterà alla Corte europea il ricorso sui fatti alla caserma Bolzaneto sempre al G8 di Genova 2001, dove la crudeltà raggiunse l’apice.
D’altronde la stessa Corte di Cassazione sentenziò che nelle occasioni citate, per la prima volta dal dopoguerra erano stati sospesi i diritti umani.
Gli episodi nelle carceri sono talmente tanti che la lista sarebbe lunga, cito Pianosa come esempio, ma già solo il 41 bis è una tortura legalizzata.
Ancora oggi, dopo che la sentenza di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura, sono riusciti di nuovo a mandare in sanno la proposta di legge depositata, e che Renzi pubblicamente aveva promesso che sarebbe stata approvata.
Quando gli Stati europei e le sedi internazionali ci snobbano perché ci ritengono poco affidabili, ne hanno tutte le ragioni, perché risolvere i problemi all’italiana significò di non fare le cose in modo chiaro e serio.
Tutto ciò dimostra lo strapotere delle varie polizie, con gli apparati repressivi della magistratura, condizionano i governi e monopolizzano ogni cosa a loro vantaggio.
20-12-2015

Gli odori natalizi

In carcere nel tempo si perdono gli odori che caratterizzano le feste, rimangono solo nei ricordi.
Quando ero ragazzo, la preparazione una settimana prima era già una festa.
Mia madre con il nostro aiuto preparava i dolci e la casa si riempiva della fragranza di odori che annunciavano l’arrivo del Natale o di Pasqua.
I miei dolci preferiti erano i castagnacci e la pastiera.
Mia madre metteva a bollire le castagne, poi le passava nel passa pomodoro, poi squagliava la cioccolata e amalgamava tutto.
A parte impastava la pasta, la stendeva e con un bicchiere si facevano dei rotondi, si metteva un cucchiaio di ripieno del castagnaccio, si richiudeva e diventava una mezzaluna, con la forchetta riunivamo le estremità, poi o si friggevano o si informavano, dopo cotti si spruzzavano di miele e si buttavano sopra i confettini colorati.
Il sapore delle castagne con la cioccolata era sublime, dopo la mia carcerazione non li ho mangiati più.
Le pastiere, ogni tanto le ho mangiate, quando il carcere dove mi trovavo lo permetteva, oppure c’era qualcuno di noi che la sapeva fare.
L’ergastolo non uccide solo la speranza, ma anestetizza anche gli odori che sono essenziali per ogni essere vivente.
21-12-2015

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