Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Foglio delle proposte dei detenuti universitari di Rebibbia

kagars

Il “Mosaico italiano” è un supplemento del giornale “Comunità Italiana”, pubblicato in Brasile da Editora Comunità (editore Marco Lucchese) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro. È destinato agli italiani in Brasile ed è realizzato anche con la collaborazione di docenti, specialisti e ricercatori delle università brasiliane.

Il numero 146 di questa rivista è dedicata alla tematica dei detenuti in rapporto agli studi universitari. Vengono raccolti i materiali che sono emersi nell’ambito di una iniziativa partita dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo “Tor Vergata” di Roma. Iniziativa che aveva, tra i suoi scopi, quello di sostenere e agevolare la formazione universitaria dei detenuti reclusi nel carcere di Rebibbia, in vista di un loro futuro inserimento sociale.

Nella rivista sono presenti soprattutto tanti interventi di detenuti che raccontano le emozioni, le problematiche, le richieste connesse alle dinamiche del percorso universitario.

Pubblico oggi uno dei materiali presenti in quel numero del Mosaico. Si tratta di un testo collettivo dei detenuti universitari di Rebibbia, un “foglio delle proposte.

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La cultura mi ha dato una diversa percezione della realtà. La cultura mi ha fatto acquisire la consapevolezza di quante occasioni e possibilità mi sono perso non studiando da giovane e mi fa sentire il bisogno, la necessità, di trasmettere  questa consapevolezza ai miei figli (Giovanni Colonia).

Per trasmettere i valori che andiamo acquisendo abbiamo bisogno di più tempo con i ostri figli, ha aggiunto Giovanni Colonia nel suo intervento a braccio, accolto da applausi di consenso e commozione. Giovanni ha cinque figli e ha testimoniato della difficoltà, avendo a disposizione un incontro al mese, di trasmettere a tutti e cinque questi valori. E’ il momento essenziale affinché quelle del convegno non restino parole, per i giovani, per il futuro di tutta la società.

Ogni intervento che qui pubblichiamo  è accompagnato da proposte concrete per continuare nella discussione con gli organi competenti: educatori (rappresentati al convegno dalla dott.ssa Giustiniani), Magistratura di Sorveglianza (erano presenti le dott.ssa Gaspari e Tommasini), polizia penitenziaria, Garanti dei diritti dei detenuti su scala locale e nazionale, Associazioni di Volontariato, docenti di scuola e di Universià, Conferenza dei Rettori. 

1- Per coloro che si laureano in carcere fare discutere la tesi di laurea presso l’università di riferimento. Incremento dei corsi di laurea. Eliminazione del numero chiuso per esaudire tutte le richieste di iscrizione nei vari Atenei. A chi è rivolta la proposta: Rettore, Magistrato di Sorveglianza, Direzione.

2- Promozione di iniziative culturali in collaborazione con l’università e con la partecipazione all’esterno degli studenti universitari di Rebibbia, come anche con la partecipazione degli studenti universitari esterni all’interno del carcere. Ad esempio il progetto di istituzione di una galleria di Arti visive in collaborazione con il MACRO che prevede esposizioni di quadri e opere di vari detenuti (con relativa asta per i bisogni dei più “poveri” degli inquilini di Rebibbia) con esposizione pubblica. A chi è rivolta questa proposta: Retore, Magistrato di Sorveglianza, Direzione a una figura culturale di riferimento.

3- Creare formazione professionale spendibile anche all’esterno del carcere. A chi è rivolta la proposta: imprenditori e cooperative.

4- Incontro tra i professori universitari e gli educatori in presenza di noi studenti universitari di Rebibbia e di coloro che hanno un interesse sulla questione. A chi è rivolta la proposta: agli educatori e alla Direzione di Rebibbia.

5- Supporto per il tutoraggio dei giovani non strutturati e fornitura di testi didattici. A chi è rivolta la proposta: alla Regione Lazione.

6- Maggiore spazio e tempo per coltivare le relazioni familiari in particolare per coloro che hanno figli minori. Per trasmettere i valori che andiamo acquisendo abbiamo bisogno di più tempo insieme con i nostri figli. A chi è rivolta la proposta: al Direttore.

7- Incremento delle tecnologie di comunicazione (video chiamata Skype). A chi è rivolta la proposta: alla Direzione.

 

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