Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

“Sono anni che mi viene impedito di portare avanti il programma trattamentale”… reclamo di Domenico Papalia

liberimus

Quello che denuncia il nostro Domenico Papalia -attualmente detenuto nel carcere di Oristano- è emblematico del fallimento del sistema del trattamento penitenziario.

Da anni, con dedizione ammirevole, Domenico fa di tutto per portare avanti un percorso trattamentale, ma, sistematicamente, viene trasferito di carcere e tutto ricomincia da capo. Una vera tortura psicologica, un meccanismo che invece di incentivare e valorizzare le persone detenute, sembra spingerle alla resa e all’avvilimento.

Di seguito il testo del suo reclamo.

————————————————————————-

Gent.mo Sig.
CAPO DIPARTIMENTO
Dr Santi Consolo
Amministrazione Penitenziaria
Largo Luigi Daga 2  00164  Roma

pc. Gent.mo Sig.
Vice Capo Dipartimento
Dr Massimo De Pascalis
Amministrazione Penitenziaria
Largo Luigi Daga 2  00164  Roma

pc. Sig. Magistrato di Sorveglianza di Cagliari
D.ssa Elisabetta Mulargia

Oggetto: reclamo ex art. 35 n.1 legge 354/75

Il sottoscritto Papalia Domenico, nato a Platì (RC) il 18/04/1945, ristretto nella casa di reclusione di Massama-Oristano e detenuto ininterrottamente da 39 anni (08/03/1977) in espiazione dell’ergastolo ostativo.

Prima di entrare nel merito del reclamo vanno fatte alcune precisazioni ed il perché detto reclamo va indirizzato come intestazione:

Dott. Santi Consolo per la sua nota sensibilità perché il detenuto prenda sempre più conoscenza con i mezzi tecnici informatici per motivi di studio o di lavoro.

Dott. De Pascali persona conosciuta come Direttore sensibile e convinto per il trattamento rieducativo del detenuto e convinto sostenitore che la pena debba essere proporzionata in base alla prospettiva di vita.

Dott.ssa Mulargia, quale Magistrato di Sorveglianza, affinché voglia intervenire presso la Direzione di Massana perché in detto Istituto venga stabilita legalità con diritti e doveri dei detenuti.

Detto ciò fa presente che sono sei anni che per esigenze dell’Amministrazione il sottoscritto non riesce a portare a termine un programma trattamentale rieducativo e di studio, e cioè nel 2009 era stato trasferito presso il carcere di Livorno dove i familiari residenti a Milano erano più agevolati per recarsi ai colloqui. Durante la permanenza nell’istituto di Livorno si iscrisse all’Università di Pisa, facoltà di scienze politiche, corso di scienze sociali. Ma per esigenze dell’Amministrazione fu chiusa la sezione AS1 e trasferito a Spoleto. Dopo circa 7 mesi chiude anche la sezione AS1 di Spoleto ed è trasferito al carcere di Nuoro. Qui era giunto ad uno stato avanzato del trattamento, ma chiude la sezione AS1 e viene interrotto nuovamente il trattamento e trasferito presso l’istituto di Massana-Oristano, istituto gestito da un Direttore fantasma, nonostante le continue richieste di udienza e di un Comandante incompetente ed incapace per bocca dei suoi subalterni.

Detto ciò, si passa all’oggetto del reclamo.

Da circa 13 anni è stato autorizzato in tutti gli istituti della Repubblica ad avere un computer personale nella camera di pernottamento ed una stampante, pure personale, da tenere nella sala comune. Ciò sia per motivi di studio e sia perché sta scrivendo un libro e collabora con varie associazioni di volontariato. Per questo motivo, a seguito di reclamo avversa una ridotta limitazione di uso della stampante, il Magistrato di Sorveglianza di Nuoro ha censurato la limitazione da parte della Direzione di Nuoro, vedasi ordinanza (ALLEGATO N.1) e che si chiede il prosieguo dell’applicazione.

Arrivato in questo istituto in data 25 agosto 2015, computer e stampante, nonostante fossero stati privati di tutti gli accessori non consentiti, vengono trattenuti al magazzino per essere controllati, ed avendo tutti gli appunti di studio nel computer, non ha potuto studiare, e ha continuato a pagare le tasse universitarie inutilmente. Dopo cinque mesi in cui la consegna del computer personale veniva rinviata di settimana in settimana, è stato costretto (come informati gli uffici del DAP) a mettere in atto uno sciopero della fame totale e uno sciopero della terapia farmacologica per gravi patologie delle quali è affetto.

Finalmente viene consegnato il computer personale, ma non la stampante. 

Per stampare è consentito solo materiale di studio e di lavoro, tra l’altro mal interpretato, perché se deve mandare degli appunti per il libro in lavorazione al giornalista che collabora con lo scrivente, viene considerata corrispondenza e non si può stampare. Lo stesso dicasi se si dovrà scrivere per informazioni o programmazione di esame universitario, verrà considerata corrispondenza e non verrà autorizzata la stampa. 

La modalità di stampa: ciò che si scrive, dopo giorni e giorni di sollecito, verrà masterizzato su un dischetto da un ispettore e stampato da una stampante dell’Amministrazione il cui contenuto rimarrà nel dischetto dell’Amministrazione, in violazione della privacy. Il costo per ogni foglio stampato è di 0,26 centesimi, per cui una risma di carta da 500 fogli verrà a costare 130,00 euro. Mentre con la propria stampante non supera i 40 euro. E’ da tenere presente che fino a qualche tempo fa, prima di sollevare lamentele sull’alto costo, ogni foglio di stampa costava 0,46 centesimi, per cui una risma di 500 fogli veniva a costare 230 euro, mentre con la propria stampante non supererebbe i 40 euro. 

In questa situazione il reclamante, nonostante gli sia stato consegnato il computer, non è in condizione di stampare sia il materiale di studio per il quale continua a pagare le tasse (allegato 2 e 3), che per il lavoro editoriale ed altro per il quale ha dato disponibilità ad associazioni ed enti istituzionali di lavoro di digitalizzazione per archivi informatici come volontario a scopo riparatorio. 

Per quanto sopra, si chiede affinché le SS.VV. vogliano, in accoglimento del reclamo, disporre che sia autorizzato l’uso della stampante personale (fatta acquistare in carcere, allegato n.4) che potrà essere collocata nella Sala Comune o in uno sgabuzzino della sezione o posto di guardia, oppure mettere, come indicato, una stampante dell’Amministrazione, in modo che lo scrivente possa esercitare le proprie prerogative di studio, lavoro, nonché di volontariato per rendersi utile per la collettività come fa da molti anni.

Si chiede altresì che intervenga il Magistrato di Sorveglianza ed ogni destinatario del presente scritto per la propria competenza.

In questa sezione non c’è nessuna attività trattamentale, ed anche per questo dovrebbe essere incentivato l’uso della stampante in modo che i detenuti in possesso del computer, possano impiegare il tempo.

Ringrazia per la cortese attenzione con doverosi ossequi.

Massama  23/02/2016

Domenico Papalia

 

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Un pensiero su ““Sono anni che mi viene impedito di portare avanti il programma trattamentale”… reclamo di Domenico Papalia

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    L’istruzione fa paura a molti.

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