Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 21 settembre – 22 ottobre (2015)

diario11[1]

Grazie alla preziosa Nadia, stiamo recuperando quei diari di Pasquale De Feo che, per una serie di motivi -spiegati in precedenti occasioni- si erano accumulati.

Quello che pubblico oggi è il diario di ottobre 2015.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale di esso.. riporto un passaggio:

“Bambino rifiutato a scuola. Un bambino di 10 anni è stato rifiutato a quattro scuole a Bari, i presidi hanno trovato scuse varie e stupide per dire di no alla sua iscrizione. Il motivo era che è il figlio di un presunto boss in carcere da tanti anni, questi sono i risultati di anni di odio sviscerato dai moralizzati di mestiere che ne hanno sparso talmente tanto impregnandone non solo la società ma anche l’aria che respiriamo. Come disse Massimo D’Azelio: “abbiamo fatto l’Italia ora facciamoci gli affari nostri” così hanno fatto i savonarola della setta antimafia,accendendo con il loro odio i roghi di piazza nascondendo con il fumo del fuoco i loro intrallazzi per arricchirsi, fare carriera, acquistare privilegi e diventare potenti. La madre del ragazzo si è rivolta ai carabinieri per farli intervenire affinché facciano iscrivere il figlio alla scuola. Subito è venuta a galla la verità, i presidi hanno detto che non l’hanno scritto per paura della reazione delle famiglie degli altri scolari, questo dimostra il clima del pregiudizio che negli anni è stato alimentato ed è cresciuto a dismisura.” (11 ottobre)

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Esercito americano

Ho appreso una notizia dal televideo, mi sono posto la domanda su chi è più colpevole, chi commette un reato informatico o chi potrebbe impedirlo e non lo fa, anzi ne è complice perché lo lascia fare per interessi geologici.
Il Pentagono ha imposto al suo esercito di chiudere gli occhi davanti alla pedofilia degli uffici afgani.
La sera ho visto a un notiziario alcuni filmati di afgani che in una casa facevano ballare un ragazzino vestito da donna.
Molti anni fa avevo letto che quando c’era Bin Laden in Afganistan, c’erano molti arabi, addirittura litigavano e si sparavano per i ragazzini a scopo sessuale che riuscivano a sequestrare in giro.
Insomma tengono le donne segregate in casa per la religione, le tradizioni, l’onore, e poi fanne le cose più infami sui bambini.
Ritengo che sono più colpevoli gli americani, perché qualunque sia l’interesse non si può in transigere su queste nefandezze. Ma, siccome hanno fatto di peggio in passato, con le dittature sudamericane, arabe, asiatiche e africane, pertanto non c’è da meravigliarsi.
Come al solito la censura occidentale da poco risolto quando si tratta di notizie poco piacevoli contro gli yankee.
Il Papa tuona contro questa infamia in ogni occasione:
“La vergogna della pedofilia deve finire”, gli americani non ascoltano.
22/09/2015

Cambiare topomastica

L’editore e scrittore Marc Wiltz ha lanciato una petizione per chiedere al presidente francese Holland e alla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, di cancellare dalla topo mastica della capitale francese l’Avenue- Leopold II, si trova nel 16° Arrondissment, dedicata a Leopoldo II monarca del Belgio tra il 1836 e il 1909, anno della sua morte.
Questore feroce megalomane per le sue brame di potere causò tra il 1885 e il 1909 circa 10 milioni di morti nel territorio dell’attuale Repubblica democratica del Congo, allora colonia belga.
Per questi crimini lo scrittore ritiene che non possano esserci strade, piazze o altro dedicate a un criminale. Si augura che anche le città belghe prendono in considerazione la proposta di cancellare il nome del re dalle toponomastiche.
Anche in Italia dovrebbero seriamente pensare a cancellare dalla toponomastica italiana tanti criminali trattati da eroi, dal padre della Patria Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi, Cialdini, Pallovicini, La Marmora, Lombroso, Finuel, e tanti altri, idolatrati da un falso risorgimento.
Principalmente il Meridione dovrebbe spiemontesizzare tutta la sua toponomastica infarcita da macellai che hanno insanguinato le nostre terre.
23/09/2015

Francesco Magno

Il Papa bisogna chiamarlo “Magno”per la sua grandezza.
Oggi davanti al Congresso americano ha fatto un discorso molto bello, anche se letto in lingua inglese non gli ha dato tutta la forza della sua comunicatività, si vedeva che si sforzava di trasmettere i suoi concetti di grande umanità.
Tra le tante cose ha chiesto l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo perché ogni vita è sacra; il recupero di chi commette un reato, perché ogni vita a prescindere del crimine merita rispetto e aiuto.
Non si dimentica mai dei detenuti, non manca occasione di citarli e sollecitare i politici a essere umani e finirla con il giustizialismo.
Da noi non abbiamo speranze, troppo miserabile la classe politica, lo censurano con il silenzio quando dice qualcosa che non gli piace, principalmente quando si parla dei reclusi, in tanti hanno costruito la loro carriera con il populismo penale e la repressione carceraria, pertanto non ci “sentono”.
E forte la speranza che nel tempo la sua voce riuscirà ad addolcire anche i più ottusi.
24/09/2015

Siamo rovinati

Il primo di novembre 2015 diventerà presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo il magistrato italiano G.Raimondi.
Se prima avevamo problemi a far comprendere agli stranieri il marciume giudiziario e penitenziario e italiano, adesso con questo presidente ci possiamo dimenticare la prolificità di sentenze contro l’Italia.
Mi auguro che gli altri giudici europei non si facciano condizionare e continuano a bacchettare l’Italia, affinché la civiltà giuridica europea attecchisca anche da noi.
Sono pessimista, spero di essere smentito.
25/09/2015

La corruzione dilagante

Sentire politici, sindacalisti, funzionari, Magistratura ecc. , sembrano tutti dei novelli cotone, quando invece sono loro che alimentano la corruzione più prospera d’Europa.
L’ultima che ho saputo e che l’enorme parco immobiliare italiano pubblico, è a completa disposizione di questi signori, alla modica cifra di 7 euro ad appartamento.
Ricordo che anni fa Strisca La Notizia scovò molti di questi signori, tra cui c’era D’Alema e tanti altri tra politici e sindacalisti, non mancavano magistrati di Cassazione, Consulta, Corte dei Conti e altri.
Si fecero anche una legge per acquistarli a prezzi stracciati.
C’è un marciume nelle istituzioni italiane che supera anche molti paesi africani, da loro non verrà mai una “rivoluzione”che risani moralmente ed eticamente questa società consumata dalla corruzione e dalla cupidigia che uccide la speranza e costringe i giovani ad emigrare.
26/09/2015

Costa Rica

La Costa Rica è un piccolo Stato dell’America Centrale, un sesto dell’Italia con pochi milioni di abitanti, circa quattro.
Hanno un parco forestale protetto che occupa un quarto del territorio con varietà di fauna e flora unici al mondo.
L’unico paese al mondo che ha rinunciato all’esercito.
Ha raggiunto un altro primato, quello di produrre il fabbisogno energetico al 100% da fonti rinnovabili, sono tre mesi che tutto funziona con la green economy.
Nel 2016 l’Uruguay raggiungerà il 90%di energia con le rinnovabili.
In Italia siamo arrivati a un terzo senza una programmazione dello Stato, si può fare ancora tanto.
Nel 2020 in Europa un terzo dell’energia sarà generata da fonti rinnovabili.
Credo che se i programmi degli Stati fossero come quelli del Costa Rica, nell’arco di dieci anni si avrebbero risultati straordinari, purtroppo il potere derivante dall’economia dei combustibili fossili la fa da padrone e non permette un cambiamento epocale da un’era all’altra.
27/09/2015

Equitalia criminale

Quando si tratta di Equitalia non c’è da meravigliarsi per le assurdità delle sue pretese, ormai ha la certezza dell’impunità e pertanto non ha problemi di decenza.
Una signora a cui il marito era morto sul lavoro, una sentenza aveva condannato la ditta per la morte del marito e al pagamento di 300.000 euro in favore della vedova.
La ditta in questione ha dichiarato fallimento e non ha pagato i 300.000 euro alla vedova.
Cosa fa Equitalia? Chiede le tasse sui 300.000 euro, circa 36.000 euro, gli manda la cartella esattoriale per la riscossione della cifra, intimando che se entro 60 giorni se non viene pagata la cifra scatteranno interessi e sequestri.
Ogni tanto l’attenzione mediatica evidenzia simili anomalie che si possono benissimo chiamare truffe o estorsioni, ma cose simili succedono tutti i giorni nell’indifferenza generale.
I politici sempre in cerca di qualche tema da usare per i loro proclami, tacciono su Equitalia.
Forse per paura di avere controlli, siccome non c’è ne uno di loro che stia a posto, usando il silenzio complice.
Chiedere le tasse su una cifra non riscossa e che mai riscuoterà, supera qualsiasi mentalità criminale.
28/09/2015

Arabia Saudita

Questo Paese che l’Occidente ritiene moderato è una menzogna mediatica, perché con la sua cultura religiosa fondamentalista, è il brado di cultura di tutto il terrorismo mondiale, inoltre foraggia con tutti i miliardi di dollari derivanti dal petrolio tanti gruppi terroristici, l’ultimo l’ISIS.
Ha delle leggi barbare che derivano dalla sliaria; leggi religiose islamiche.
Tagliano mani e piedi e lapidano e frustano come nel medioevo, tutto in piazza, chi si trova a passare deve partecipare, è capitato anche a degli Occidentali.
Essendo protetta dagli americani, la censura mediatica mondiale la protegge.
Un ragazzo appartenente alla minoranza sciita fu arrestato quando aveva 17 anni per aver partecipato a una manifestazione per chiedere la liberazione di suo zio, un iman sciita molto famoso che è in forte opposizione contro la casa regnante saudita.
Il ragazzo Ali-An-Nimr è stato accusato di terrorismo e condannato ad essere ucciso, decapitato e crocifisso.
Le accuse e le condanne di questo tenore sono rivolte a chiunque abbia il coraggio di criticare pubblicamente la monarchia e il wahabismo, corrente islamica che controlla la società saudita.
Ironia della sorte, l’ONU ha disagiato l’ambasciatore saudita nell’incarico della tutela dei diritti umani.
In un paese dove la tortura e pratica corrente, il popolo è oppresso con la legalità religiosa, mentre la monarchia conduce una vita nel lusso sfrenato e la gente vive delle briciole di tutto il benessere derivanti da miliardi del petrolio.
Dargli nelle mani l’ufficio dei diritti umani e prendere in giro il mondo.
Fino a quando l’Arabia Saudita potrà uccidere, torturare, creare e finanziare gruppi terroristici nell’impunità, avremo sempre tanti Bin Laden, perché se non si sana il brodo di cultura, se ne possono uccidere a migliaia, ma ci sarà sempre un ricambio.
Mi auguro che gli interventi di tante associazioni nel mondo possano salvare la vita del ventiduenne Ali Mohammed Baquir Al Minur.
29/09/2015

Magistrato di Sorveglianza

Stamane sono andato a discutere il reclamo sulla cella singola, ho conosciuto l’avvocatessa, ma ho fatto un brutto viaggio perché il furgone era di quelli vecchi con le cellette piccole e scure.
Ero un po’ teso perché la voce popolare mi aveva innescato nel mio immaginario, un magistrato severo e rigido, addirittura appiattito sulle posizioni del direttore di Oristano.
Dopo aver parlato con l’avvocatessa, mi ha mostrato la relazione del carcere che avevano mandato alcuni giorni fa a Cagliari. Furberie per evitare che avessi la relazione prima della discussione, in modo da poter evitare che potessi contestare le loro argomentazioni.
E arrivata la magistrata, mi ha fatto sedere ed è stata molto disponibile e cordiale, mi ha dato la possibilità di argomentare il mio reclamo, ed è stata gentile nel dirmi su quali basi prenderà la decisione.
Ne ho ricevuto una buona impressione.
30/09/2015

Denuncia al direttore

Ho denunciato il direttore, mi sono fatto chiamare dall’Ufficio comando del carcere e ho presentato la denuncia.
Una settimana fa mi hanno licenziato dal lavoro, nessuno mi ha chiamato, l’ho saputo dalla persona che hanno messo al mio posto, ho atteso una settimana prima di presentare la denuncia, visto che non mi ha chiamato nessuno ho proceduto.
Per correttezza dovevano chiamarmi e dirmi i motivi del licenziamento, com’è di abitudine in questo carcere non dicono niente. Lo stesso fanno con le domandine e le istanze, non comunicano e ne tantomeno motivano i dinieghi.
Quando si chiede all’agente di sezione, lui telefona e a voce gli dicono la risposta della decisione; neanche negli anni 80 facevano così.
Mi auguro che cambiano registro, perché così non va bene.
01/10/2015

Patrimoni artistici

Per i media ci sono patrimoni artistici di serie A e quelli di serie B.
Grande risonanza mediatica per le bestialità dell’ISIS che distruggono patrimoni artistici di valore inestimabile, con la scusa della religione, ma il tutto si riduce alla vendita per lucro di opere archeologiche.
L’Arabia Saudita sta bombardando lo Yemen distruggendo un patrimonio artistico millenario, nel silenzio mediatico del mondo.
Ha già distrutto 43 siti e musei, ma sono molto di più perché non è possibile verificare sul campo le distruzioni.
In Yemen ci sono siti famosi in tutto il mondo, siccome a bombardare è l’Arabia Saudita, l’Occidente tace complice, perché la protezione degli americani gli consente ogni malefatta e di tenere in piede il suo regime dispotico e crudele.
E l’ultimo paese al mondo per il rispetto della persona, con quale metro può controllare che le nazioni osservino i diritti umani? L’ONU ha criteri di assegnazione misteriosi.
Prima o poi finirà la dipendenza dal petrolio, allora finirà l’impunità del regime saudita.
02-10-2015

Le tasse di… Renzi

Mi informano che da oggi i poi i bolli da 0,80 centesimi sono aumentati a 0,95 centesimi.
Le lettere le usano i carcerati, le loro famiglie e chi ha contatti con le carceri e i suoi ospiti, difficilmente lo fanno altre persone perché fra telefonini e internet ormai la gente neanche la usa più la penna.
Renzi fa proclami come faceva Berlusconi, di non aumentare le tasse ma di diminuirle.
Ricordo che Berlusconi un po’ alla volta ha tolto tutti i fondi nelle carceri, anche quelli per il lavoro, oggi è una paga da schiavi.
Adesso Renzi non potendo tagliare niente, nel silenzio ci aumenta le tasse a noi, come sempre “il cane morde sempre lo stracciato”.
Nelle carceri c’è una povertà enorme, anche se poi la retorica della setta antimafia e che siamo tutti boss e ricchi.
Non c’è niente da fare, sono tutti uguali e Renzi non è diverso, gli unici che si salvano sono i radicali, pertanto voterò solo a loro in futuro.
03-10-2015

Il silenzio politico della corruttela

Ormai il ponte sullo stretto di Messina è diventato una barzelletta; quando non si vogliono fare le infrastrutture nel Meridione si arriva anche a questo, ridicolizzarle.
Costerebbe sei milioni di euro, darebbe anche l’imput per dare un ammoderno a strade e ferrovie in Sicilia e in Calabria, ma la scusa è che non ci sono soldi.
Quel truffaldino di Berlusconi annunciò in forma solenne una quindicina di anni fa che il ponte si sarebbe fatto.
Hanno speso 500 milioni di euro negli anni per il progetto, alla fine Berlusconi si “rubò” circa un miliardo di euro che Prodi aveva lasciato dopo il no definitivo del ponte, da investire nel Meridione, ma li prese con scuse varie e li dirottò al Nord, come fece con i fondi europei destinati al Sud, circa 5 miliardi e mezzo.
Molti soldi sono finiti negli scandali delle sagre delle polente, le scuole padane e di divertimenti dei figli di Bossi.
Ora nel silenzio generale stanno facendo una linea di alta velocità tra Genova e Tortona(Liguria – Piemonte) con una galleria di 27Km, tutto il tracciato è di 56 Km, il costo a carico dei contribuenti, sono 6,2miliardi di euro, con le variazioni in corso d’opera arriverà a 8-9miliardi di euro.
Da parte di tutti viene definita un’opera inutile con un impatto ambientale, devastante, le popolazioni locali sono insorte contro questo scempio inutile che serve solo alle solite imprese vicino alla politica da usare come bancomat.
La cosa peggiore è il silenzio, vogliono fare tutto senza rumore. Dimostra che sono tutti d’accordo, neanche i media ne parlano, a parte “Il Manifesto”.
Non c’è da meravigliarsi perché i Berlusconi, i Renzi tirano sempre per i grossi gruppi tosco padani, sempre a scapito del Sud.
04-10-2015

Air France

Il gruppo francese di Air France aveva deciso di licenziare 2900 dipendenti; si sono rivoltati e hanno assalito gli uffici cercando di bruciare i manager, gli hanno strappato i vestiti, senza l’intervento della polizia si sarebbero fatti qualche mese di ospedale.
Se fosse successo in Italia, politici e i media avrebbero urlato al terrorismo e fatto passare per vittime i manager.
In Francia c’è stata la rivoluzione, da noi ci hanno tenuto sempre sottomessi con l’aiuto della Chiesa, i risultati sono che qualunque cosa ci facciano sopportiamo come le pecore.
Nel nostro Paese i manager anche ingiusti e portatori al fallimento un’azienda pubblica e banche vengono premiati con bonus e pensioni d’oro.
Bisognerebbe fare come i francesi, ribellarsi e passare alle vie di fatto senza farsi condizionare dai sindacati che sono parte integrante del sistema di potere.
La popolazione italiana, è stata irreggimentata come le pecore dalla politica, sindacati, chiesa e il terrore della magistratura.
Quando si crea un movimento spontaneo senza condizionamenti dei componenti del potere che gestisce il Paese, con le buone e la paura dei magistrati, li fanno scomparire, come hanno fatto con i Forconi.
05-10-2015

Come godo!

Sul televideo e sul canale Wing 63 ho letto e sentito che Berlusconi e Salvini tifoso del Milan, domenica sera allo stadio hanno sofferto molto per la sconfitta del Milan da parte del Napoli, finita quattro a zero.
Alle sette stasera su Mediaset Italia due, hanno riportato il commento di Berlusconi, in sintesi aveva sofferto molto ed era desolato.
Leggere che quel razzista di Salvini e il nano di Arcore avevano tanto patito, ho goduto dalla felicità, mi auguro che il Milan vada sempre più a fondo. Come godo!!!
06-10-2015

Il lupo perde il pelo ma non il vizio di copiare

Se c’è ne fosse stato bisogno per qualcuno è stato accontentato, Roberto Saviano si è fatto conoscere anche in America, dove è stato accusato che ha copiato interi capitoli del suo ultimo libro “Zero Zero Zero”.
Il giornalista americano Michael – Moynihan l’accusa di aver copiato a mani basse su Wikipedia e articoli di stampa, inoltre lo ritiene un libro brutto e incasinato.
L’accusatore dice che ha dei dubbi su alcune interviste contenute nel libro, e che ogni cosa è gonfiata ed esagerata, lo ritiene molto disonesto.
Ha copiato informazioni su vari libri, attingendo ad articoli di giornalisti e gli contesta anche la veridicità di alcune interviste.
È stato querelato dallo skipper francese Jean-Luc-Capelle per diffamazione per non averlo escluso da una operazione di polizia.
La Cassazione ha confermato il plagio di tre brani di Gomorra, come anche una condanna per diffamazione e risarcimento.
La sua difesa e di attaccare i giornalisti della Campania, che l’accusano di non essere un giornalista ma saccheggia a piene mani il lavoro dei quotidiani locali.
Con l’accusa della stampa statunitense di plagio, mi meraviglierei se il Partito di Repubblica avesse la faccia tosta di difenderlo.
In America hanno detto che il libro non ha ne capo e ne coda.
07-10-2015

Obama … Giuda Iscariota
Con il tradimento di Obama i Curdi sono stati consegnati nelle mani del padrone della Turchia Erdogan.
Il Kurdistan turco è stato messo a ferro e fuoco come facevano i nazisti, accerchiavano le città con i carri armati e poi con i cecchini terrorizzavano le popolazioni uccidendo anche i bambini che uscivano dalle case, così stanno facendo i turchi.
Gli attentati in tutto il Paese, di curdi o di personalità che li difendono è all’ordine del giorno, come l’arresto di decine di giornalisti.
Nella confusione è l’omertà dei media Occidentali, Erdogan sta cercando di allontanare i seggi elettorali dalle abitazioni degli elettori curdi.
Obama nei confronti dei Curdi si è comportato peggio di Giuda. 08-10-2015

I santi

Ho letto di un frate francescano di nome Miguel José Serra che nella bassa California(Messico)tra il 1769 al 1821 fece scendere la popolazione indiana del luogo da 300 a 200 mila.
Li costrinse a convertirsi e rendendoli schiavi nelle fattorie delle missioni.
Chi disobbediva veniva frustrato, marchiato a fuoco, mutilato e ucciso.
L’aspettativa di vita in queste missioni era di 10 anni.
La cosa sconvolgente e che nel 1988 venne beatificato da Papa Giovanni Paolo II e nel 2015 Papa Francesco l’ha fatto santo tra le proteste del mondo indigeno d’America per il genocidio da lui perpetrato.
Non è il primo che viene fatto santo dopo esserci macchiato per crimini contro l’umanità. Anche San Cirillo d’Alessandria fu fatto santo con tutti i massacri commessi contro gli ebrei e i pagani, tra cui la distruzione della biblioteca d’Alessandra e l’uccisione della più grande scienziata donna dell’antichità.
La chiesa su questo punto ha commesso molti errori facendo santi degli autentici e fanatici criminali.
09-10-2015

Voci fuori dal coro

Ho letto una lettera scritta dall’ex ispettore capo della polizia di Stato Orlando Botti, che mi ha fatto pensare che qualcuno c’è a non difendere sia i quattro mascalzoni che hanno ucciso Federico Adrovondi e sia tutti quelli che hanno cercato di coprirli.
I quattro sono tranquillamente in servizio, come se non avessero fatto niente.
Nella lettera rivendica il ruolo del movimento per la semilitarizzazione e la sindacalizzazione della polizia, rende omaggio a Federico Androvondi affinché non si perda la memoria della legge della riforma della polizia che prevedeva la democratizzazione del corpo per ripulirlo dalle nefandezze di scebbiana, e che a ancora bisogno di anticorpi dopo questo episodio e quelli del G8 a Genova con i fatti della scuola Diaz e il mattatoio della caserma Bolzaneto.
Elogia i genitori di Federico Androvondi per la ricerca della verità, ma a chi ha tentato di ostacolarvi in questo percorso va il suo più totale disprezzo.
Così dovrebbero essere tutti quelli che portano la divisa, essere al servizio della gente e non al servizio di se stessi e della corporazione di cui fanno parte.
10-10-2015

Bambino rifiutato a scuola

Un bambino di 10 anni è stato rifiutato a quattro scuole a Bari, i presidi hanno trovato scuse varie e stupide per dire di no alla sua iscrizione.
Il motivo era che è il figlio di un presunto boss in carcere da tanti anni, questi sono i risultati di anni di odio sviscerato dai moralizzati di mestiere che ne hanno sparso talmente tanto impregnandone non solo la società ma anche l’aria che respiriamo.
Come disse Massimo D’Azelio: “abbiamo fatto l’Italia ora facciamoci gli affari nostri” così hanno fatto i savonarola della setta antimafia, accendendo con il loro odio i roghi di piazza nascondendo con il fumo del fuoco i loro intrallazzi per arricchirsi, fare carriera, acquistare privilegi e diventare potenti.
La madre del ragazzo si è rivolta ai carabinieri per farli intervenire affinché facciano iscrivere il figlio alla scuola.
Subito è venuta a galla la verità, i presidi hanno detto che non l’hanno scritto per paura della reazione delle famiglie degli altri scolari, questo dimostra il clima del pregiudizio che negli anni è stato alimentato ed è cresciuto a dismisura.
11-10-2015

Continuato

Il 28 aprile ho discusso il continuato tra l’ergastolo e l’associazione mafiosa, si erano riservati, trascorso tutto questo tempo mi era convinto che la Corte di Appello attendeva documenti originali dalla Cancelleria del Tribunale.
Oggi arriva l’addetto alla matricola e mi notifica la risposta, la richiesta è stata ritenuta inammissibile perché il continuato mi era già stato concesso.
Certe volte penso che Machiavelli sarebbe un discepolo di questi magistrati, quando non vogliono dare una cosa sono capaci di inventarsi l’inverosimile.
Se avessi avuto il continuato potevo mai chiederlo?
Nell’istanza avevo lasciato facoltà di applicarmi il continuato oppure riunire i due precedenti, essendo che i due reati erano un solo mandato di cattura, furono separati dal Giudice Istruttore perché mancava un mese alla scadenza del reato di omicidio, così fui rinviato a giudizio per l’omicidio e continuò l’istruttoria per l’associazione.
Pertanto o continuato o riunione dei due processi sarebbe la cosa più normale del mondo, invece usano tutto il loro potere per non dare ciò che spetta di diritto.
12-10-2015

Il sindaco di Roma

Quando vedo una persona che è attaccata da tutti i poteri che gestiscono il Paese, capisco subito che c’è del marcio.
Il sindaco Marino è sicuramente una brava persona ma principalmente onesta, questo è un cattivo difetto in politica, perché come il santo deve essere un po’ brigante, così il politico deve avere un indole criminale, a parte rare eccezioni come Marino.
Il comune di Roma è un carnai da tempo immemorabile, hanno voluto crocifiggere Marino che aveva portato una ventata di onestà, e alzato polveroni su tutto il marcio che c’è, iniziando dal suo partito, che non avendo depurato ancora il sangue stalinista, chiunque non fa il soldatino e si mette di traverso diventa un nemico da abbattere.
L’hanno costretto a mettersi alcuni figuri al suo fianco, tra cui Sabella assessore della legalità, uno dei carnefici della caserma Bolzaneto al G8 di Genova nel 2001.
Proprio questo signore insieme al vice sindaco Consi lo hanno costretto alle dimissioni dietro ordine del PD e Renzi.
Marino ingenuamente si è rivolto a Consi e Sabella: “perché mi fate questo”, poveretto non aveva capito di avere delle iene al suo fianco.
Ora Sabella vuole diventare sindaco al posto di Marino, pardon commissario. Se ciò avviene è vergognoso.
Quando usano la parola mafia, il riferimento è a questi comportamenti che trascendono dalla morale e dall’etica.
La politica, i sindacati con il loro silenzio, la Chiesa, la setta antimafia e la magistratura che si adopera sempre ad essere pronta a soddisfare i desideri del “Principe”, hanno mostrificato un uomo onesto che intralciava i loro “affari” di ruberie e corruzione.
13-10-2015

Il prigioniero libero

Negli ultimi anni ho letto alcuni libri scritti da detenuti, in ognuno di essi ho trovato dei pensieri così profondi che non si trovano nei libri attuali.
Ho letto “Il prigioniero libero”. Pensieri, emozioni, considerazioni dall’ergastolo. Scritto da Salvatore Ritorto. Ed. Sensibili alle foglie.
Salvatore è da circa otto anni nel regime di tortura del 41 bis, come fu arrestato lo sbatterono a Tolmezzo(UD), uno dei lager delle Alpi. Da lì ha fatto il processo con tutte le limitazioni della videoconferenza, ora ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, solo a Strasburgo può avere quella giustizia che in Italia non si può avere, avendo un sistema come quello aristocratico dei principi rinascimentali.
È stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del politico Francesco Fortuguo, deputato e vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria, all’epoca ci fu un’ampia risonanza mediatica, e in questi casi chi viene scelto per fungere da colpevole è difficile che non venga condannato.
Ci sono delle poesie molto belle, come i pensieri su argomenti che ci riguardano a tutti da vicino, come l’ergastolo, il 41 bis, la tortura, i processi prefabbricati, purtroppo questi concetti non sono compresi dalla gente, perché hanno subito troppo inquinamenti dai moralizzati di mestiere.
Come ho già scritto spesso, se noi detenuti diventassimo tutti dei piccoli giornalisti, finirebbero gli abusi nelle carceri e le prepotenze nei tribunali.
Ha fatto un buon lavoro, mi auguro che sia solo l’inizio e continui a scrivere, perché la sua situazione rispecchia migliaia di meridionali.
14-10-2015

La coperta

È venuto il dirigente sanitario e ha fatto alcune udienze, aspettavo che mi chiamasse perché gli avevo fatto un’istanza e la richiesta di un colloquio, nell’istanza gli avevo spiegato il motivo del colloquio.
Credo non mi abbia chiamato perché lui già nel 2004 al carcere vecchio aveva fatto una relazione sulle coperte dell’Amministrazione Penitenziaria che non erano buone, e come mi ha detto un dottore da tre anni circa di sanare questo problema, ma purtroppo il direttore non vuole sentire ragioni.
Abbiamo fatto un’istanza e inviata al Presidente dell’ASL di Oristano, al dirigente sanitario, al direttore del carcere e il magistrato di sorveglianza, speriamo che intervenga qualcuno per risolvere questo problema.
Da tanti anni in carcere non riesco ad abituarmi a questi divieti astrusi e senza motivi, dettati solo dalla mente rigida del direttore di turno.
15-10-2015

Vai e vivrai

Avevo già visto questo fil alcuni anni fa, mi aveva colpito molto per la storia che raccontava, rivederlo mi ha commosso, sia per la trama e sia in alcuni episodi.
Il film si intitola “Vai e vivrai”produzione francese e israeliana.
Negli anni sessanta gli ebrei etiopici chiamati falascià, furono costretti a scappare dall’Etiopia per le persecuzioni e le discriminazioni di cui erano vittime.
Gli israeliani con un ponte aereo portarono nel loro Paese circa l’85%dei falascià.
In un campo profughi del Sudan dove c’erano migliaia di falascià, si trovavano anche famiglie di altre religioni che erano scappati per la siccità.
Una di queste famiglie di religione cristiana, dopo la morte del capo famiglia nella guerra contro l’Eritrea, la madre con i tre figli si mise in viaggio per un campo profughi in Sudan, durante il tragitto nel deserto era morta per gli stenti la figlia più piccola. Nel campo per una rissa scoppiata per un secchio d’acqua, era morto il primo figlio, gli rimaneva solo l’ultimo figlio di circa 9 anni. Mentre caricavano i falascià su un camion, la madre gli dice “vai e vivrai”e lo carica nel camion; è talmente grande l’amore di una madre che per far vivere il figlio se ne priva.
In Israele viene dato in affido a una famiglia.
Lui cristiano si finge ebreo, studia, fa il soldato e si laurea in medicina.
Non ha mai perso il sogno di rivedere sua madre, tramite un’organizzazione umanitaria va in Sudan, mentre sta parlando con la moglie e il figlio che lo chiama papà per la prima volta, vede una donna e riconosce la madre, si toglie le scarpe, si inginocchia e gli dice abbracciandola: “mamma, ti voglio tanto bene”, si sente l’urlo straziante della mamma per il miracolo di aver ritrovato il figlio.
Mentre sto scrivendo la fine del film un groppo alla gola mi fa commuovere.
Lo consiglio a tutti, merita di essere visto.
16-10-2015

Aumento quota mantenimento

Mi hanno fatto leggere una circolare ministeriale firmata dal Capo del DAP Santi Consolo e dal ministro Andrea Orlando, hanno aumentato la quota mantenimento del doppio, prima erano 50 euro, ora è superiore i 100 euro.
La merce di chi lavora in carcere è così misera che un detenuto può appena soddisfare i propri bisogni, quelli più necessari o cosidetti primari.
Oggi con la quota mantenimento raddoppiata sul fondo disponibile non arriverà più di 50 euro al mese.
Usano la parola mercede per non darci lo stipendio, che dovrebbe essere in base all’art.22 O.P. non meno dei due terzi del contratto nazionale.
Iniziò Berlusconi a tagliare gli stipendi in carcere portandoli alla miseria attuale, continuano quelli che erano all’opposizione.
Dalle mie parti si dice che: “il cane morde sempre lo stracciato”.
17-10-2015

Pane quotidiano

Spesso capita che mi vedo un programma su Rai Tre con la conduzione di Concita De Gregorio “Pane Quotidiano”, ogni trasmissione c’è un libro nuovo che viene presentato dallo scrittore e ci sono gli scolari di una scuola superiore.
C’erano due giornalisti che avevano scritto un libro sulle mafie del nord, la donna ignorava il tema, poteva darla a bere ai ragazzi, ma a persone che conoscono l’argomento e sono in carcere da 30 anni come me e conoscono bene la repressione di queste leggi infami, non può sfuggire la sua ignoranza.
L’uomo somigliava ai giornalisti del “Fatto Quotidiano”, che vedono complotti e oscurità su ogni cosa, solo i PM sono i depositari della verità.
Avranno fatto un polpettone alla Saviano, ci provano tutti a percorrere la strada della repressione per avere successo.
Gli studenti facevano domande già stabilite sui temi del libro, ma succede sempre che non tutte le ciambelle riescano con il buco.
Tralascio tutto le domande perché erano tutte alla solita retorica altrettanto le risposte, tranne una che mi ha stupito.
Una ragazza dice: “quando incide sui processi la mancata applicazione del 41 bis”, il giornalista non ha saputo neanche chiarire l’errata risposta, è intervenuta la conduttrice per superare l’imbarazzo che si era creato.
Il regime di tortura del 41 bis, non ha nessuna incidenza sul processo tranne che per l’imputato, essendo che è già difficile difendersi con queste leggi dispotiche e colonialiste, con la videoconferenza non ho quasi nessuna possibilità di avere un processo equo.
La TV inquina le menti della gente come fece Lombroso un secolo e mezzo fa.
18-10-2015

Deportati

Criminale non è quello che fa, ma per chi lo fai.
Chi vince la storia se la scrive ed enfatizza ogni nefandezza, come è stato fatto con il risorgimento.
La pulsione più potente e incontrollabile dell’animo umano è il disgusto. Ogni volta che leggo un libro sul genocidio perpetrato nel Meridione, il disgusto cresce a dismisura come il disprezzo verso gli “eroi” risorgimentali e lo Stato che continua quella linea politica.
In ogni lettura cresce la consapevolezza che gli esiliati duo siciliani sono stati i più crudeli verso i loro fratelli meridionali, superando persino i piemontesi, aveva ragione Liborio –Romano che disse: “Gli esuli napoletani del 1848, piemontesizzati ed estranei al paese, alimentarono la rappresentazione negativa del Sud, disprezzando i loro fratelli rimasti in Patria, tornati a Napoli credevano non esservi più nulla di buono tranne essi solo” .
Questo libro ha ampliato le mie conoscenze su un fenomeno di cui non avevo ben compreso l’enormità del crimine contro le popolazioni meridionali, anche se avevo appreso che c’erano stati circa mezzo milione di arrestati con un milione di morti massacrati dai “fratelli” piemontesi.
Il libro che ho letto si intitola “Deportati”. Storia di deportazione ed emigrazione politica nel Regno d’Italia. Scritto da Loreto Giovannone e Miriam Compagnino. Falco Editore.
Con l’emanazione della famigerata legge Pica del 25-08-1863 iniziò la deportazione sabauda dal Meridione. Il trio che fu l’artefice di questa infamia furono il governo di Marco Minghetti, il ministro dell’Interno Ubaldino Peruzzi, e Silvio Spaventa segretario Generale del Ministero dell’Interno.
Nella legge Pica c’era l’istituto del domicilio coatto, chiunque poteva essere arrestato e spedito in un isola o al Nord, esclusivamente per sospetto, senza processo, come facevano i nazisti.
Silvio Spaventa fu fedele esecutore del regime sabaudo come lo fu Adolf – Eichmann del regime nazista nello sterminio degli ebrei. Entrambi carnefici di un genocidio.
Lavorando dalle cinque di mattina fino a mezzanotte, smistava i deportati al domicilio coatto, in luoghi dove c’era bisogno di persone da usare come schiavi.
Con Luigi Settembrini, Silvio Spaventa zio di Benedetto Croce, aveva fondato l’unità italiana, entrambi condannati all’ergastolo, furono esiliati dopo pochi anni da Ferdinando II. Settembrini qualche anno prima della sua morte si rese protagonista di un episodio che riporta nel suo libro “Ricordanze della mia vita”, dove fa capire tutto il rimpianto delle sue azioni passate.
Un giorno ricordò ai suoi studenti durante una lezione:
“Figli miei, bestemmiate la memoria di Ferdinando II, perché sua è la colpa di tutto questo”, allo stupore degli allievi aggiunse “se egli avesse impiccato noi altri, oggi non si sarebbe a questo:fu clemente e noi facemmo peggio”.
Spaventa non solo non ha avuto rimpianti, ma è stato fedele esecutore delle deportazioni e dei massacri che oggi sarebbero classificati crimini contro l’umanità.
Ancora oggi vige una sorta di “Segreto di Stato”, perché il potere di allora, lo stesso di oggi continua l’opera di occultare la storia per dare risolto alla favoletta risorgimentale.
Non si riescono a studiare i documenti che si trovano nel Ministero dell’Interno, in quello della difesa e nei vari archivi di Stato, ma si può immaginare citando un interrogazione parlamentare di Francesco Crispi, che riferisce alla Camera che a Girgenti odierna Arigento(atti ufficiali del prefetto), in un solo mese nelle prigioni cittadine erano stati arrestati e rinchiusi 32.000 persone. Crispi chiede al ministero dell’Interno: “ne avete ancora da arrestare?”.
Questo fa capire quando sia stata immensa la deportazione con il domicilio coatto; i nazisti non avevano inventato niente.
Ogni giorno file di centinaia di persone, vecchi, donne, bambini e uomini, venivano strappati dalle loro case e mandate incatenate nelle isole a fare gli schiavi e a morire di malaria in Sardegna o in altri luoghi malsani.
I briganti o presunti tali erano subito fucilati.
La legalizzazione pura e semplice della crudeltà, dove la ferocia calpesta ogni sentimento umano.
Il sangue scorse a fiumi, scavando un solco incolmabile tra le istituzioni del nuovo Stato e le popolazioni del Mezzogiorno, seguendo fino ad oggi la sfiducia dello Stato.
Quando l’aguzzino ti toglie ogni cosa, anche la dignità, l’unico punto di riferimento che ti rimane è il carnefice.
“Lo imiti.”
In un dibattito alla Camera nel febbraio 1864, un deputato disse in aula: “è un periodo di cotanta illegalità ed arbitrio, da non avere riscontro storico in tempi ed in popoli meno civili fra i più barbari e ignavi”.
Vittorio Emanuele II(padre della patria sic.), Cavour e Goribeldi, volevano il Regno delle due Sicilie ma si erano dimenticati che c’erano i meridionali sic. , la deportazione del domicilio coatto e i massacri cercarono di sventrarlo.
Le istituzioni passate e le attuali da cui discendono e che in diverse forme governano da oltre 150 anni. Hanno oscurato e coperto consapevolmente sotto la porta dell’oblio l’immenso baratro del vergognoso atto di forza della deportazione politica di civili inermi.
Nessuno dei governanti italiani ha mai rivolto parole in memoria delle migliaia di deportati e delle centinaia di migliaia di uccisi.
Il 25 agosto 1863, inizio della deportazione andrebbe istituto un giorno della memoria, per ricordare il genocidio dei vivi e dei morti, e le barbarie subite.
Il popolo per intuito primordiale comprese che la posta in gioco era molto alta, non si trattava della dinastia dei Bordone e del re Francesco II, né della monarchia e né il destino della casata, ma si trattava dell’indipendenza della loro terra, l’autonomia amministrativa dello Stato e il loro destino, per questo motivo si sollevò il 99% dei meridionali contro l’invasore straniero; come successe nella II guerra mondiale con l’occupazione tedesca dell’Italia.
Come al solito nel Meridione sono sempre Briganti e nel Nord sempre eroi partigiani, anche la storiografia ufficiale è imbevuta del razzismo antimeridionale dei vincitori.
I conquistatori o forse e meglio chiamarli un’orda di barbari, si mossero militarmente e politicamente, istillando nel resto delle popolazioni italiane, con l’aiuto di Cesare Lombroso, la predisposizione criminale dei meridionali, di essere degenerati e inferiori, creando un razzismo che dura tutt’ora.
Di questa malattia degenerata ne era impregnato il Parlamento, i militari, i magistrati e la burocrazia.
Tutti erano coinvolti e complici, perché migliaia lucravano sulle deportazioni, sui massacri e sul saccheggio sistematico di tutte le ricchezze del Meridione, sotto altre forme dura tutt’ora.
Ci sono gli atti parlamentari dell’epoca, italiani e inglesi che lo attestano; il deputato Ferrari nella seduta della Camera del 19-11-1862, con violenza accusò: “vengono cacciate nelle carceri famiglie intere, il numero delle vittime e dei carcerati è enorme.
E questa una guerra da barbari! Se il sentimento vostro morale non vi fa inorridire di comunicare, sguazzando nel sangue, io non saprò più comprendervi. E quando io affermo del Regno di Napoli, ditelo pure della Sicilia. Là pure si cacciano la gente in prigione, e si uccidono a fucilate senza nessun formale procedimento. Versare sangue è diventato sistema… ma non si rimedierà già al male, versando sangue a torrenti.
Nell’Italia meridionale non si crede a siffatto sistema di sangue, e chi veste un uniforme si crede di avere diritto di uccidere chiunque non ne porta”.
Il 12-08-1861 il deputato inglese Giorgio Bowyer aveva indirizzato una lettera a Lord Palmerstan, raccontandogli quello che succedeva nel Meridione. Citò tanti episodi di stragi e il sangue che scorreva a fiumi, termina sottolineando che la distruzione è totale, e il governo inglese dovrà rendere ragione al Parlamento quando si adunerà sui delitti commessi nell’Italia meridionale sotto tiranni dei generali Cialdini e Pinelli.
Il domicilio coatto era deciso dalle Commissioni Consultive provinciali composte dal prefetto della provincia, dal presidente del Tribunale, dal procuratore del re e due consiglieri provinciali.
Dopo tre anni emanarono il decreto regio n°2918 del 21-05-1866, misero tre magistrati al ministro dell’Interno per rivedere le decisioni delle Commissioni Consultivi provinciali.
Questo ristretto organismo servì a schiacciare tutti gli avversari politici con l’ausilio dei militari; arbitrio assoluto fondato sul sospetto e la delazione.
Il 29-03-1890 dopo circa vent’anni di bolgia infernale “nazista” emanarono la legge n°6697 “Liberazione graduale dei coatti”.
Questo infernale strumento senza diritti, processi o condanne resterà in vigore per circa 60 anni, fino all’avvento del regime fascista che lo sostituì con il confino di polizia. Nell’era repubblicana gli cambiarono il nome in soggiorno obbligato, ma rimase sempre domicilio coatto della legge Pica. Nel 1988 fu abolito perché il Nord lo riteneva un inquinamento criminale dei suoi territori.
Per oltre vent’anni tentarono di trovare un isola oltreoceano per istallare una colonia penitenziaria, ai portoghesi chiesero un’isola nel pacifico, o un lembo di Monzambico di Angola.
L’isola di Socotra nell’Oceano Indiano. Un pezzo di Patagonia.
Nel Borneo ne volevano deportare quindicimila ma si opposero inglesi e olandesi. Nel 1869 arrivò il turno delle isole Nico Bare situate nell’Oceano Indiano abbandonate dalla Danimarca, ma l’Inghilterra le occupò e il piano sfumò. Provarono con l’Australia, ma la ripugnanza inglese non glielo permise. Ventimila prigionieri li volevano portare in alcune isole intorno alla Nuova Guinea. Nel 1868 volevano impiantare una colonia in Tunisia per diecimila deportati.
Nel 1884 pensarono a Cuba, quando il comandante della nave “Flavio Gioia”, Eugenio Grandiville capì che volevano sostituire gli schiavi affrancati con i deportati meridionali, protestò con il ministro De Pretis e il progetto fallì.
Alla fine riuscirono in Eritrea nel 1884 nella roda di Assia B, dove deportarono 200 prigionieri, morirono tutti, il libro non spiega come.
La cosa importante che tutti questi progetti criminali di deportazione fallirono tutti.
Allora tutto l’apparato fu concentrato sulle isole italiane e le carceri e luoghi del Nord.
La deportazione di massa fu attuata per neutralizzare la società civile nel Sud, unita con una fitta rete solidale ai reagenti(briganti), tagliare i ponti con un fitto tessuto sociale che fiancheggiava attivamente la reazione.
I governi si appellarono alla scienza penale per la pratica, usarono il nome traslocare per deportare migliaia di infelici e lavorare nelle miniere, saline, campi da coltivazione dei monopoli tabacchi o di coltivazione agricole di privati, bonifiche di paludi ecc., si arricchirono i savoia proprietari di tante miniere in Sardegna e tanti carnefici risorgimentali.
Non avevano niente di diverso dai lager per detenere gli “schiavi” di Hitler, li usarono allo stesso modo.
Fu ferocia sistematica, ferocia premeditata, ferocia stabilita come dogma governativo.
Il filo inquietante che collega i governi risorgimentali all’attuale ceto politico al potere non si è mai interrotto.
Pochissimi storici e intellettuali si sono salvati dall’ignavia, la maggioranza per convenienza hanno ignorato, negato, mentito.
Le parole di Pasolini trovano riscontro nella realtà: “Il coraggio intellettuali della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia”.
Per dare una forma simbolica di rivalsa ai milioni di morti, deportati ed emigrati, bisognerebbe spiemontesizzare lo toponomastica meridionale che è piena di criminali che si macchiarono di errori inimmaginabili.
19-10-2015

Finalmente non si nasconde più

L’altro ieri sul quotidiano Nuova Sardegna è uscita una lettera denuncia che avevamo fatto contro il direttore del carcere di Oristano Pier Luigi Forci.
Avevamo divulgato il disegno che stava perpetrando, informando molti uffici e personalità, tra cui la procura, che il direttore in modo subdolo aveva fatto saldare la terza branda perché voleva metterci tre per cella.
Ieri sul Quotidiano l’Unione Sarda è stato pubblicato una lettera del direttore che replicava alla nostra, dove in modo esplicito diceva ciò che fino ad oggi tramite il Commissario trasmetteva un messaggio ambiguo addossando la colpa al DAP.
Ha detto pubblicamente che mettere tre per cella rispetta le norme europee. Le affermazioni sono ambigue e mendaci.
La prima bugia è che la stanza misura 15 metri quadri, l’ha scritto anche in una relazione ufficiale che ha inviato al magistrato di sorveglianza di Cagliari il 30 settembre quando sono andato a discutere il reclamo sulla cella singola, questo è un falso in atti pubblici perché la cella misura 13 metri e 86 centimetri.
Due persone per cella rientra nella norma europea, perché ci sono i tre metri quadrati calpestabili per i due reclusi. Discorso a parte è per gli ergastolani che devono stare soli per legge e non come afferma il direttore nella lettera: “vorrei ma non posso”, come se lui fosse al di sopra del Codice Penale, questo dimostra tutte le sue arroganze e nessun rispetto per le leggi.
Ha affermato che ci sono 40 posti ma dobbiamo metterci tre per cella, un’altra bugia.
I posti non sono 40 perché le celle sono 20, ma è stata adibita a sala pittura o hobby; altre due celle sono occupate da due ergastolani che stanno scontando l’isolamento diurno; un’altra cella è occupata da un detenuto che deve stare da solo per motivi sanitari con un ordinanza della magistratura; una cella e adibita per i disabili per un solo posto; un’altra cella è occupata da un detenuto ergastolano che ha certificati psichiatrici che deve stare da solo; il direttore ha intimato al psichiatra del carcere di non fare certificati per le celle singole.
Facendo il conto non sono più quaranta ma i posti diventano 33 con il conto due per cella. Seconda bugia.
La terza bugia e quella che mettendo illegalmente tre per cella il conto fanno 60 detenuti, in uno spazio totale che andrebbe bene per 25 massimo 30 detenuti.
Le celle sono state costruite per due detenuti, la terza branda è un’illegalità commessa dal direttore che perpetua anche nelle altre sezioni.
La quarta bugia e che nella sezione non ci sono 21 ma già 26.
L’altro giorno tutti pronti per il campo sportivo, meglio chiamarlo campetto perché è piccolo, mezz’ora prima ci hanno avvisato che non ci andavamo, ci siamo ritrovati nel cortile-piscina dove facciamo le quattro ore d’aria, non eravamo neanche tutti, era affollato e non ci potevamo muovere.
La realtà è ben diversa da come la descrive il direttore, che mischia la realtà con le falsità.
Il direttore non fa colloqui con i detenuti, non gira nelle sezioni, è un autentico fantasma. Viene un paio di volte al mese a vedere il suo “feudo”, se tutto procede bene e a dire sempre di no su ogni nostra richiesta.
Noi abbiamo bisogno di un direttore e non di un barone che dedica più tempo ad altri due incarichi, forse gli interessano di più.
Comprendiamo che non credendo nell’art. 27 della Costituzione, non ritiene necessaria la sua presenza quotidiana, pertanto un paio di volte al mese bastano per controllare il “feudo”.
La sua mentalità è rimasta al vecchio carcere dove c’erano un centinaio di detenuti locali e giudicabili; da quello che mi hanno raccontato faceva il despota, gli teneva persino il blindato chiuso 24 ore al giorno.
Mi auguro che intervengano gli uffici interpellati e tolgano la terza branda e ci mandino un direttore adeguato.
20-10-2015

Napolitano colpisce ancora

Premesso che ritengo la presidenza di Napolitano peggiore come quella di Scalfaro, i due peggiori settennati della storia.
Mentre guardavo un programma ho appreso che Napolitano prende una pensione netta di 15 mila euro al mese, ha un mega ufficio al centro di Roma, auto blu con scorta e uno staff di decine di persone al suo servizio, sempre spese dei cittadini.
Chiedersi a cosa gli servano tutte queste cose è difficile dare una risposta.
Dopo aver vissuto per oltre 60 anni a carico dei contribuenti, a 90 anni continua a fare il parassita.
Non bisogna dimenticare che ai 15 mila euro netti mensili della pensione, c’è anche lo stipendio del senatore, e chissà quante altre entrate che non sappiamo.
La gente tira la cinghia e questi signori sguazzano nell’abbondanza.
Queste sono estorsioni legalizzate.
21-10-2015

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Un pensiero su “Diario di Pasquale De Feo- 21 settembre – 22 ottobre (2015)

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Dico sempre che sei nel mondo più di chi sta fuori dalle mura, e la mia stima aumenta sempre di più. Un caro abbraccio e come sempre un grazie per tutto quello che mi insegni.

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