Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera da Salvatore Diaccioli, in sciopero della fame.

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Ci è giunta questa lettera di Salvatore Diaccioli, uno storico amico del nostro Blog, attualmente detenuto a Sulmona.

Salvatore denuncia l’inaccettabile situazione sanitaria che vige a Sulmona, e che l’ha portato a intraprendere lo sciopero della fame.

Leggete questa lettera con molta attenzione.

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Amici del blog, è da tanto che non scrivo. Tante sono le cose avvenute in questi due anni e passa. Inoltre non sono più un ergastolano. Adesso ho un fine pena che, con l’aiuto del buon Dio, maturerà tra non molto. Se ancora non avete capito sono Salvatore “L’uomo dei sogni” di cui uno di questi sogni si è avverato.

Amici miei, come ben sapete mi trovo nella casa di reclusione di Sulmona. Case di reclusione in cui non si sta tanto male, sebbene ci sono tante lagne tipo: la magistratura di sorveglianza che non funziona come dovrebbe. Pensate, ho presentato un permesso premio il giugno del 2014. Ancora sino ad oggi non ho avuto risposte. Da premettere che ho fatto un sollecito al Magistrato di Sorveglianza con una raccomandata con ricevuta di ritorno. La ricevuta l’ho ricevuta almeno tre mesi fa, ma circa l’esito del permesso ancora niente e mi manca da espiare appena un anno (credo che sia scritto un anno, ma non ne sono sicuro.. nota di Alfredo).

Oltre questa carenza c’è anche quella sanitaria. Pensate che ho dovuto subire tre infarti prima che fossi ricoverato in ospedale e i medici del carcere, per un dolore forte nel petto sinistro, dicevano che era un semplice dolore intercostale. Devo dire grazie a un solo dottore se mi trovo ancora vivo. Un dottore che ha avuto la professionalità, dall’ultimo mio attacco di farmi l’analisi del sangue e constatare, attraverso la segnalazione dell’ospedale, di mandarmi in ospedale per accertamenti che poi, appena fatti gli accertamenti, sono stato ricoverato ed ho subito un intervento di angioplastica con l’applicazione di due stent in due coronarie e una terza e socchiusa al 50% che, dopo la prova di sforzo a cui devo sottomettermi, se necessita mi metteranno un altro stent. Oggi posso dire di essere un miracolato per la seconda volta. Si vede che da lassù ho qualcuno che mi protegge.

Il motivo che mi ha spinto a scrivervi è per informarvi che dal 16 novembre sto facendo una dimostrazione pacifica, con sciopero della fame ad oltranza e la somministrazione alla terapia salva vita avverso l’inadempienza e l’arroganza del dirigente sanitario, che, non so il perché, in questa casa di reclusione è intoccabile e, cosa strana, neppure la Direzione, mi riferisco al Commissario e al Direttore, riescono a riportare alla ragione questo individuo.

Questa riflessione sulla sanità tocca tutti noi detenuti. Non so quanti sono stati i reclami per questa carenza e figura. Io stesso, in questi giorni, ho dovuto fare una denuncia-querela presso il vice procuratore della Repubblica de L’Aquila. Ho informato con un fax l’associazione Nessuno Tocchi Caino, fax al mio difensore al Magistrato di Sorveglianza e credo che la cosa non si concluderà per niente, valutando la sua influenza in questo istituto. Sono pienamente consapevole di quello che può avvenirmi, ne va della mia vita e non so sino a quando posso resistere e cosa possa accadermi. Già ho perso 7 kg, ma non è questo che mi preoccupa, ma la indifferenza della Direzione del carcere di perdere un altro detenuto per l’arroganza e la negligenza di un singolo individuo, ma questa casa di reclusione è la mamma di questi suicidi e morti sospette. Peccato perché oltre questo, questa è una casa di reclusione che ha molte potenzialità per il ravvedimento del detenuto e la sua rieducazione, non di meno la Magistratura di Sorveglianza non la prende i considerazione. Ci sono assistenti capo, ispettori che operano con accurata professionalità e meno male, perché se no saremmo in un lager senza diritti ma obbligatoria imposizione di doveri.

Con tutto questo mi avvio alla chiusura di questa mia lettera non prima di inviare ad Alfredo una mia calorosa stretta di mano, come se fossimo di presenza. Un caloroso saluto invio alla mia amica-sorella Grazia Paletta. Tanti saluti a tutti gli amici che visitano e commentano nel nostro sito.

Grazie per la vostra accurata attenzione e sensibilità.

“L’Uomo dei Sogni”

Diaccioli Salvatore

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Un pensiero su “Lettera da Salvatore Diaccioli, in sciopero della fame.

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Purtroppo conosco la malasanità di Sulmona, ti auguro di poter risolvere i tuoi problemi di salute nel miglior modo possibile, un caro abbraccio.

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