Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Da “Nonostante il cacciatore di uomini”… di Giovanni Farina

farina

Pubblico altri brani tratti dal bellissimo libro di Giovanni Farina -detenuto a Catanzaro- “Nonostante i cacciatori di uomini”.

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Ricordo una mattina d’inverno

Mi dovevo alzare dal letto perché la luce del giorno, che filtrava dalla fessura di una tapparella della finestra, mi diceva che un nuovo dì era arrivato. Ero sdraiato nel mio letto e ascoltavo il silenzio di quel giorno ancora inesplorato dai miei occhi. Da dentro la stanza chiusa ascoltavo i rumori della campagna che non sentivo. Anche gli uccelli sembrava si erano dimenticati di svegliarmi, non sentivo il loro canto. Le capre che erano nella stanza non richiamavano i loro figli come era loro abitudine biologica. A quell’ora nevicava nel massimo silenzio, non c’erano rallentamenti nella foschia dei fiocchi di neve.

Vedo fuori e devo guardare il cielo sempre di traverso, dove scorgo l’orizzonte. Il mio cuore ha dimenticato le parole che colorano il cielo. Solo i miei occhi, quando guardano l’orizzonte, sanno dire una preghiera. Tanti anni sono passati, eppure io vedo ancora oggi il mio sguardo che domanda al cielo dov’è quella finestra che cercavo, in mezzo alle stelle del cielo azzurro di quella notte. Quando ancora ero un giovane, dai sogni senza ombre.

Limbara, questo era il nome della capra che tutti gli anni faceva tre capretti. Il terzo capretto era accovacciato sulle gambe vicino al sasso, sembrava che dormisse, era morto. Ogni volta che mi moriva un animale, anche alla nascita, mi dava un senso di colpa, mi faceva soffrire. Pensavo che la sua morte fosse colpa mia. A pare che in una nuova nascita c’era il lavoro di un anno, mi dava molta tristezza perdere quello che mi era nato dai miei animali. Le mie capre non erano selvatiche, anche se erano in branco. Erano semibrade, conoscevano il padrone, e dagli estranei non si facevano avvicinare. Col tempo tutti i viottoli fatti dai miei animali sono diventati dai veri tracciati topografici, registrati dai boy scout. Dei veri itinerari per gli escursionisti e i cacciatori, per gli esploratori che salivano in quella montagna.

L’uomo è sempre pronto a essere giudice, giustiziere di altri uomini. Sin quando ci saranno giudici e giudicai, le parti non coincideranno mai. Ci sarà sempre la disuguaglianza, perché siamo noi che non siamo uguali. Il mio pensiero resta scritto nel mio respiro ogni giorno, da quando la luce dell’alba dà gioia ai miei occhi.

Le mie finestre sono esposte da anni al vento di tramontana, per questo quasi sempre le tengo chiuse. Chissà quando potrò tenerle aperte, e respirare il vento libero della vita, quando non sentirò più questo vento ingiusto. 

Nella mia vita non mi sono mai arreso, perché ho incontrato anche degli uomini che mi hanno insegnato la fiducia di crescere. Nel mio profondo silenzio, l’anima mia continua a respirare paziente. E per questo non voglio deluderli.

Non sono solo io una testimonianza d’uomo che è sopravvissuta alle catene. Altri uomini prima di me sono sopravvissuti alle catene. E hanno tracciano la loro storia con la vita.

Sono abituato a prendere quello che la vita caritatevole mi ha dato. Non ho mai desiderato quello che non avevo. Sarà per questo che sono restato sempre la stessa persona. Desiderare quello che non necessitiamo, e come tute le cose in più, diventano superificiali alla nostra esistenza.

Non si può desiderare ogni raggio di luce che vediamo. La luce perfetta tutta per noi non ci appartiene, perché nella nostra natura ci appartiene l’imperfezione.

Molte volte l’animo sorridente mi ha dato la definizione di chi si vuole prendere gioco di quello che gli sta davanti.

Il sorriso dell’uomo è parte di me stesso, e sono contento di sorridere, di essere me stesso. Non è vero che il sorriso abbonda sulla bocca degli sciocchi.

Ho chiuso gli occhi e sento gli uccelli che cantano.

Stanno cercando per me la loro canzone.

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Un pensiero su “Da “Nonostante il cacciatore di uomini”… di Giovanni Farina

  1. Pina in ha detto:

    Ottima riflessione . Grazie

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