Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 marzo – 21 aprile (2015)

diario11[1]

Continua la pubblicazione dei diari arretrati di Pasquale De Feo recuperati attraverso la nostra Nadia.

Questo è il diario di aprile 2015.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale dello stesso.. ecco una citazione:

“Gli afgani sono sempre stati ammirati perché è ritenuto un popolo fiero e ribelle, dopo Alessandro Magno nessuno è riuscito a conquistarlo, persino gli inglesi che erano padroni di mezzo mondo nell’ottocento ci provarono ma subirono una dura sconfitta, in tempi recenti ci hanno provato i russi e in ultimo gli americani, tutti hanno dovuto ritirarsi con la coda in mezzo alle gambe.
Ieri è successo un episodio trasmesso anche nei servizi dei notiziari, una ragazza è stata linciata con la scusa che aveva strappato un corano, dopo averla uccisa gli hanno dato fuoco, tutto ripreso con una telecamera o un telefonino.
Al funerale le donne afgane hanno voluto portare loro la bara, infrangendo una legge non scritta della tradizione mussulmana che, i feretri devono portarli solo gli uomini, altri uomini le hanno protette facendogli un cordone intorno, ma infrangere questo tabù è stato un evento, hanno detto che nessun uomo doveva più toccarla.
Un imam che aveva avallato moralmente l’uccisione è stato cacciato dalla cerimonia del funerale.
Le donne afgane hanno un coraggio da leone, sono consapevoli che possono essere uccise ma lottano e rischiano la vita tutti i giorni, sono degne di ammirazione.
La ragazza uccisa si chiamava Farkhunda era laureata in studi religiosi, per una banale lite con degli ambulanti di amuleti, l’hanno linciata con l’accusa falsa di aver bruciato il corano, la polizia si vede nel filmato guarda e non fa niente; tredici di loro sono stati arrestati.
Il fratello della ragazza per ricordare sua sorella ha preso il suo nome.
Fino a quando l’oscurità religiosa non verrà debellata, le donne in Afganistan e nel mondo mussulmano saranno sempre trattate come esseri inferiori e usata la violenza nei loro confronti. (24 marzo)”

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IL PAPA NON SMENTISCE

Il Papa è stato in visita a Napoli, ha fatto un discorso dove ha usato parole semplici ma di grande effetto.
Nella giornata di oggi i servizi televisivi facevano passare solo la solita retorica di anatemi tanto cara alla setta antimafia.
Nel discorso di ieri ha detto che la corruzione puzza e che i cattolici che entrano in questa ottica puzzano anche loro, inoltre che la corruzione ruba la dignità alla gente perché impedisce il progresso e lo sviluppo del lavoro, senza lavoro la gente perde la dignità.
Continuando ha detto che la pena di morte è un fallimento della società; siccome ritiene che l’ergastolo è una pena di morte, si riferiva anche all’ergastolo.
Ha fatto un appello contro la camorra, che si deve impedire che i giovani vengano attratti da questa sirena, affinché ciò non avvenga la politica deve sviluppare dinamiche lavorative; tutti sanno che i fenomeni delinquenziali si fermano con il lavoro e la cultura.
Ho sintetizzato i punti più salienti ma il discorso è più ampio.
Nei servizi televisivi l’unico punto che si evidenzia era che il Papa aveva lanciato un anatema contro la camorra, tutto il resto veniva taciuto a parte qualche accenno alla corruzione.
L’unico anatema che ha lanciato è stato contro la corruzione, e da quando esistono le comunità è stato sempre appannaggio dell’elite di potere e la politica. Si potrebbe dire che la politica e i poteri del Paese hanno inquinato con la loro corruzione la delinquenza facendola diventare organizzata, anche perché avevano bisogno, come i principi rinascimentali di gruppi che gli facessero i lavori sporchi.
I media devono sostenere la processione di don Ciotti a Bologna, dove come al solito è stato intervistato e ha detto le solite cose, sveltire i sequestri dei beni (il suo pensiero e fisso ai beni) e che le mafie alimentano la corruzione- ipocrita- semmai è la corruzione che alimenta i fenomeni illegali, siccome lui sa che può dire cosa vuole sulle mafie tanto nessuno protesterà, viceversa se dicesse le stesse cose sulla corruzione politica finirebbero tutti i finanziamenti e i privilegi di potere che ha.
L’ha sparata grossa dicendo che se non approvavano la legge contro la corruzione fanno un favore alle mafie, la sua ambiguità nasconde l’anima nera del suo cuore. Come dire che nei palazzi che decidono tutto; come la cricca che da trent’anni decideva i 25 miliardi di euro di appalti pubblici italiani, fossero mafiosi. Questo signore crede che abbiamo l’anello al naso.
Inoltre dei 200.000 persone di cui parla Don Ciotti, credo che sia una gonfiatura ridicola, perché non erano più di 50.000 ad essere generosi, ha imparato dai sindacati a gonfiare i numeri di piazza.
Tempo fa Grasso il Presidente del Senato disse dobbiamo usare la legislazione contro la mafia anche per la corruzione, lo disse anche Cantone, non ne hanno parlato più, il motivo è semplice, in poco tempo perderebbero subito i posti di potere che hanno acquisito, siccome sono dei furbetti si limitano facendo quello che vogliono i Padroni.
Se usassero le leggi emergenziali contro le mafie per la corruzione, immagino dopo qualche anno le campagne mediatiche sulla tortura e lo stato di polizia.
Fino ad oggi gli unici che non hanno secondi fini, di interesse, settari o di potere, sono stati i radicali, tutti gli altri mirano sempre a qualcosa per arrivare in cima al potere e arricchirsi.
22-03-2015
PACHO VILLA

È morta in Messico l’ultima vivente che partecipò alla rivoluzione messicana e conobbe Pacho Villa.
Leandra Becera partecipò alla rivoluzione del 1910, aveva 127 anni ed era diventata un pezzo di storia della Repubblica del Messico.
Raccontava dal vivo la rivoluzione che tutto il mondo conosce, Pacho Villa o Emiliano Zapata al pari di tante icone rivoluzionarie fanno parte del firmamento storico planetario.
Deve essere una sensazione speciale ascoltare i racconti di un evento storico successo un secolo prima.
23-03-2015

DONNE AFGANE

Gli afgani sono sempre stati ammirati perché è ritenuto un popolo fiero e ribelle, dopo Alessandro Magno nessuno è riuscito a conquistarlo, persino gli inglesi che erano padroni di mezzo mondo nell’ottocento ci provarono ma subirono una dura sconfitta, in tempi recenti ci hanno provato i russi e in ultimo gli americani, tutti hanno dovuto ritirarsi con la coda in mezzo alle gambe.
Ieri è successo un episodio trasmesso anche nei servizi dei notiziari, una ragazza è stata linciata con la scusa che aveva strappato un corano, dopo averla uccisa gli hanno dato fuoco, tutto ripreso con una telecamera o un telefonino.
Al funerale le donne afgane hanno voluto portare loro la bara, infrangendo una legge non scritta della tradizione mussulmana che, i feretri devono portarli solo gli uomini, altri uomini le hanno protette facendogli un cordone intorno, ma infrangere questo tabù è stato un evento, hanno detto che nessun uomo doveva più toccarla.
Un imam che aveva avallato moralmente l’uccisione è stato cacciato dalla cerimonia del funerale.
Le donne afgane hanno un coraggio da leone, sono consapevoli che possono essere uccise ma lottano e rischiano la vita tutti i giorni, sono degne di ammirazione.
La ragazza uccisa si chiamava Farkhunda era laureata in studi religiosi, per una banale lite con degli ambulanti di amuleti, l’hanno linciata con l’accusa falsa di aver bruciato il corano, la polizia si vede nel filmato guarda e non fa niente; tredici di loro sono stati arrestati.
Il fratello della ragazza per ricordare sua sorella ha preso il suo nome.
Fino a quando l’oscurità religiosa non verrà debellata, le donne in Afganistan e nel mondo mussulmano saranno sempre trattate come esseri inferiori e usata la violenza nei loro confronti.
24-03-2015

PROCLAMI TRUFFALDINI

Tutti ricorderanno che erano stati sospesi alcuni agenti della polizia penitenziaria perché avevano postato su face book frasi contro un detenuto ergastolano romeno che si era impiccato.
Il ministro Orlando con il nuovo capo del Dap aveva dichiarato che ci sarebbero stati provvedimenti seri nei confronti degli agenti e li avevano sospesi.
Non è passato neanche un mese, non solo sono stati riammessi in servizio ma anche senza nessuna sanzione disciplinare.
Nessun organo nazionale dei media ha riportato la notizia, l’ho trovata in un piccolo articolo di poche righe in un quotidiano provinciale, nascosta in un angolo all’interno.
Un sindacato ha dichiarato che la sospensione ha violato la Costituzione, si vede che non la conosce e che se l’applicassero finirebbero di fare il bello e cattivo tempo.
25-03-2015

IL VESCOVO

Oggi è venuto il vescovo a dire la messa di Pasqua, è venuto quello che è in pensione e non Bertolone.
Questo vescovo è molto simpatico, non è un grande oratore, le sue certezze cerca di trasmetterle come fatti consolidati.
Quando fa l’omelia ha la mania di toccarsi sempre il cappello, il discorso lo fa come si trovasse a tavola o davanti a un camino con pochi amici. Somiglia a un attore romano morto da poco tempo, aveva lavorato anche con Totò.
Ora la messa di Natale e Pasqua la facciamo tutto il padiglione, qualche anno addietro la faceva solo per noi, dopo per l’AS-3 e i comuni, era molto meglio perché facevano anche il rinfresco nella sacrestia dopo la messa, con Fabio che preparava un vasto assortimento di dolci, così si poteva discutere con il vescovo e tutte le persone che intervenivano.
Oggi è molto diverso, finita la messa si ritorna in cella, ed è finita l’atto confidenziale prima e dopo la funzione.
26-03-2015

TEATRO

È venuta una compagnia di Catanzaro, in teatro abbiamo assistito a una loro commedia molto comica.
Sono stati molto bravi, le risate sono state molte come gli applausi che gli abbiamo dedicato durante la recitazione.
Alla fine ci hanno comunicato che fra un mese ci sarà la rappresentazione di una commedia recitata da soli detenuti, è un anno che ci stanno lavorando loro con i reclusi.
Questi intervalli della cattività, anche se si svolgono sempre all’interno del carcere, per un paio d’ore ci distolgono dal quotidiano tran-tran della pena.
Speriamo che fra un mese ci divertiamo come è successo oggi.
27/03/2015

TUNISIA

La settimana scorsa è successa una strage in Tunisia, in cui sono morti anche quattro italiani. È stato molto suggestivo vedere la moglie di Tronchetti Provera, la tunisina Afef, a nome del popolo tunisino chiedeva scusa per quello che era successo, l’ha fatto ma non c’era bisogno perché il popolo tunisino non c’entrava niente con questi tagliagole dell’ISIS. Bene hanno fatto Renzi e Gentiloni, presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad essere vicini al governo e alla Tunisia.
In un angolino del Corriere della Sera, c’era un piccolo articolo dove i sopravvissuti ringraziavano di cuore la guida Hamabi Ben Abdelssalam ritenendolo un angelo, che li aveva salvati conducendoli fuori dal museo attraverso una grotta sotterranea.
Potevano fare un articolo dove si evidenziava questo signore che aveva salvato degli italiani, invece avari anche i complimenti con chi lo merita.
La stampa italiana esagera nel glorificare certi personaggi, solo perché fanno parte di un partito, della magistratura, delle varie polizie o della setta giustizialista, viceversa chi lo merita veramente viene ridimensionato.
28-03-2015

I MAFIOSI DELL’ANTIMAFIA DELL’AGENZIA DEI BENI SEQUESTRATI

Ormai non mi meraviglio più di niente quando si tratta di Equitalia, paragonarli ai peggiori strozzini o cravattai come dicono a Roma, li si tratta con diplomazia.
Leggo su un giornale provinciale della Campania un fatto che ha dell’incredibile, se ne sono occupate anche le Iene la trasmissione di Italia Uno.
Una coppia Mauro e Ilaria Zampognano acquista a Pompei un appartamento spendendo 300.000 euro facendo un mutuo ventennale.
Nel 2001 si vedono notificare una richiesta dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, che rivendica proprietà e possesso dell’immobile.
I due coniugi chiedono all’agenzia come è possibile una cosa del genere, gli rispondono che l’immobile era stato sequestrato perché risultata che era stato dato da un costruttore a un clan come pagamento del pizzo, però era stato trascritto al catasto su un foglio diverso, invece del 12 era stato trascritto sul 12/A. Per questo motivo al momento dell’acquisto non risultava niente.
In assenza di opposizioni il sequestro diventa definitivo nel 2006 all’insaputa degli Zampognaro.
Gli stessi fanno ricorso al tribunale di Torre Annunziata che, nel 2012 gli da ragione riconoscendo la loro buon fede.
La Cassazione annulla e rinvio a nuovo esame, dinanzi allo stesso tribunale. I coniugi si appellano al nuovo tribunale di Torre Annunziata, che questa volta prendono una decisione diversa in linea con la Cassazione, devono lasciare la casa, perdendo il denaro già versato e con l’obbligo di pagare il mutuo, al danno anche la beffa.
Giulio Golia l’inviato napoletano delle Iene ha intervistato i due coniugi che gli hanno consegnato tutta la documentazione, e lui ha promesso di interessarsi della faccenda.
La realtà supera la fantasia, ma di fatti come questi c’è ne sono tanti, purtroppo la magistratura non aiuta i cittadini che ignorano le norme e distruggono la vita delle persone.
Il catasto sbaglia a siglare un immobile e devono pagare due poveri cittadini perché la magistratura ha fatto una sentenza indegna del diritto.
Dove sono i campioni della legalità? I “Don Ciotti” interverranno mai per aiutare dei poveri cittadini come i Zampognaro? Non credo proprio!
29-03-2015

AVOLTE RITORNANO

Ricordo negli anni novanta Pino Arlacchi, insieme a Luciano Violante erano i due giustizialisti più virulenti che c’erano nel Paese.
Venne all’Asinara a visitare il regime di tortura del 41 bis, il direttore lo fece passare oltre il nostro blocco, dopo qualche giorno uscì un servizio su Panorama dove lui aveva una rubrica: “Ma che lager hanno anche la TV” era il titolo dell’articolo. Era passato velocemente davanti ai cortili e aveva sindacato nel suo infame scritto che andava tutto bene. Noi avevamo fame, sete, una doccia a settimana, freddo umido che entrava nelle ossa ecc., e lui in dieci minuti aveva capito tutto, e cioè che andava tutto bene. Lascio immaginare le porcherie che scrisse nell’articolo.
Dopo i danni fatti in Italia, fu mandato all’ONU dove produsse danni ancora peggiori, con i soldi dell’ONU finanziò i talebani, credeva che pagandoli non avrebbero prodotto l’oppio dal papavero.
Lessi un articolo dove i funzionari del palazzo di vetro stavano aspettando con ansia che finisse il mandato e andasse via.
Purtroppo la sinistra ne ha avuto di questi personaggi sinistri e né ha ancora, quando è tornato il PD l’ho mandò a Strasburgo, ora l’hanno cacciato anche da lì, come sempre questi personaggi trovano sempre come riciclarsi.
Mi passano Panorama e trovo un suo articolo sulla crisi Ucraina, non è cambiato di una virgola, per soldi è capace di scrivere qualsiasi aberrazione.
La sua è una difesa assoluta della Russia, in poche parole la colpa è della Ucraina, come lo era della Georgia, addirittura scrive che la Georgia attaccò la Russia. I suoi discorsi sono gli stessi che fa Putin.
Berlusconi editore di Panorama è amico di Putin, Arlacchi si è prestato dietro pagamento a scrivere queste nefandezze.
C’è mancato poco che scrivesse che l’Ucraina avesse attaccato la Russia, ma c’è andato vicino. Ha anche affermato che: “…non ci sono persone con la testa a posto disposte a fare la guerra alla Russia per stabilire come deve essere governata una regione che è stato terrorismo russo fin dai tempi di Caterina II…”, pertanto per lui è giusto che abbia attaccato l’Ucraina e creato un enclave come ha fatto con la Georgia e la Moldavia.
L’unica cosa che condivido del suo scritto e che quando fu sciolto il Patto di Varsavia doveva essere sciolta anche la Nato per coerenza.
20-03-2015

IL RAZZISMO PENALE

Ho letto una lettera dell’avvocato Domenico Aiello del foro di Milano. È l’avvocato accusato di aver ricevuto confidenze dal vice procuratore Capo di Milano Alfredo Robleto su alcuni esponenti della Lega indagati a Milano per peculato.
Lo scambio sarebbe che Robleto avesse fatto queste confidenze all’avv. Aiello e la Lega lo avrebbe aiutato a Bruxelles contro Gabriele Albertini ex sindaco di Milano e deputato europeo, a fargli negare l’immunità (cosa avvenuta), essendo stato denunciato da Robleto per calunnia.
Scrive l’avvocato che si è imbattuto per caso in una guerra fra guelfi e ghibellini; per alcuni mesi c’è stata una feroce guerra tra il vice capo Robleto e il capo della procura di Milano Liberati.
Le sue colpe sono due: “la prima di essere calabrese, un peccato originale da cui non è possibile emendarsi. Come se essere calabrese fosse sinonimo di fuorilegge, indice di sospetto e malafede.
Mi rassegno: sono calabrese e orgoglioso”.
La seconda accusa: “Avrei avuto familiarità con un magistrato della Procura di Milano. Anche se ciò pare non abbia portato alcun inciucio, la cosa non è permessa. Le razze devono rimanere ben distinte e separate, specie con certi avvocati. Ma accusatori e giudici di questa parodia sanno perfettamente che la “famiglia”, pur intesa nel senso più lontano dal Vangelo, c’entra ben poco con degli sms citati fuori dal contesto e reinterpretati secondo un fine diabolico pre-assegnato”.
Lui sarebbe stato felice e onorato se avesse avuto l’amicizia con il procuratore, ma non l’ha mai avuta. Non fa parte di quella commistione di “allineata” tra avvocati e magistrati.
Non ha ricevuto notizie dal procuratore, semmai le ha date lui, nella sua veste professionale di parte offesa.
È incredulo che nel 2015 quanto male si possa fare con riti sommari, fondamentalisti e inquisitori, contrari alla Costituzione, senza avere nessuna cognizione dell’accaduto, con sproloqui dell’accusa che sono smentiti da una semplice lettura crono-logica degli eventi.
Atterrisce per le conseguenze che certamente patirà da queste righe che ha scritto e pubblicate da Panorama, si augura che gli riconoscano la seminfermità mentale del Davide contro Golia.
Nessuno l’ha sentito prima di decidere, anche il nuovo CSM appena insediato, lui spera che sia stato preso in contropiede. In ogni caso: “Il Potere ha avuto ancora potere”.
Lui conferma ciò che tutti sanno da decenni, nessuno può curare questo organismo colpito da una cronica forma parassitaria. Chi vi ha tentato è stato travolto.
Conclude che la giustizia in Italia ha infatti due forme di vita distinte, ma in simbiosi: quella vera, di servizio, fatta da migliaia di magistrati, lavoratori indifessi che rimarranno anonimi in tutta la loro carriera, e tutti i giorni trattano casi comuni e si relazionano con l’avvocatura come prevede la Costituzione; e quella di potere, di poche toghe “star” che servono e alimentano un’oligarchia illuminata, che agisce con imperio e forze inusuali, a tutela dei privilegi, mal sopporta interlocutori di una specie minore e sottrae importanti risorse alla vera giustizia di servizio.
Non solo gli operatori della giustizia, ma i docenti universitari, la politica, e anche tanti cittadini, sanno ciò che ha scritto l’avvocato Aiello, ma il tumore è diventato metastasi e talmente potente che è difficile debellarlo e farlo rientrare nella legalità costituzionale. La paura e il terrore che emana la casta dei magistrati, frenano qualsiasi cambiamento.
31-03-2015

CONTINUA LA TRUFFA

Negli ultimi decenni la Corte dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per svariati motivi sulle carceri e sulla giustizia, in ultimo il sovraffollamento che si equipara a tortura, su questo punto la Corte aveva dato tempo fino a maggio 2014, se non avessero messo a posto l’aberrante situazione carceraria italiana sarebbero partiti le condanne per risarcimento a favore dei detenuti, poi il nuovo ministro Andrea Orlando ha chiesto e ottenuto un altro anno di proroga che scade a maggio 2015.
Vanno dicendo in giro che hanno sistemato ogni cosa e che non c’è più sovraffollamento, una truffa perché non è così. Anche se omettono la vivibilità carceraria.
Hanno aperto i quattro carceri nuovi in Sardegna e hanno portato un po’ di respiro, ma nei fatti non hanno risolto il problema del sovraffollamento, l’hanno solo diluito e mascherato.
Mi hanno mandato un articolo del Manifesto, descrive il regime nel carcere speciale femminile “Le Costarelle” dell’Aquila, viene paragonato a Guantamano o Alcatraz, per come vengono trattate le donne detenute. Isolamento totale, perquisizioni corporali quando si esce dalla cella nell’unica ora quotidiana. Totale divieto di comunicare con le detenute. Un bunker con spazi molto ristretti, celle due metri per due. Spazi per l’aria tre metri per tre senza mai sole. Il sole non esiste più per loro. Due libri al mese, due soli quaderni per poter scrivere. Corrispondenza con l’esterno praticamente inesistente, visto la forte censura. Condizioni che ledono i diritti umani. Le condizioni sono di gran lunga peggiori delle sezioni a 41 bis, questo dimostra che è l’unico carcere femminile al mondo così duro. La tortura è un fenomeno disumano ma è applicato nelle detenzione delle donne nel silenzio totale.
Il latore dell’articolo afferma che non esagera la realtà che ha descritto, avendo visitato quella sezione alcune volte negli ultimi otto anni, si chiede dove sono le donne e gli uomini democratici dell’Aquila? Che permettono questo scempio dei diritti nella loro città.
Per aver partecipato a una manifestazione all’Aquila contro il 41 bis ha subito da parte dello Stato conseguenze dure e difficili.
Credevo che le situazioni difficili riguardavano solo le sezioni maschili, mi devo ricredere leggendo questo articolo.
Come fanno a dire che hanno sistemato la situazione nelle carceri italiane?
01-04-2015

LAUREA

Mi ha scritto l’amico Bastiano Prino dal carcere di Padova, mi ha mandato un articolo del quotidiano della Nuova Sardegna, dove titolavano: “L’ergastolano Bastiano Prino si laurea a Padova in Storia, condannato per la strage di Chilivani”.
Sono contento per lui, per la laurea e il 110 che ha preso, si è laureato in storia e filosofia con la tesi sul grande storico francese Marc Bloch, autore del celebre “Apologia della storia”. Una tesi che confronta Bloch con Antonio Gramsci ed Emilio Lussu.
Sono andati ad assistere davanti alla commissione di docenti universitari, tutta la sua famiglia, dopo sono andati a pranzo e poi a prendere l’aereo a Bologna.
A maggio discute la semilibertà, gli auguro di cuore che gliela concedono e possa ritornare di nuovo tra i suoi cari.
A pensare che circa quindici anni fa la terribile Armide Miserere direttrice del carcere di Sulmona, poi suicidatosi con un colpo di pistola alla testa, ci riteneva a me, Bastiano e Carmelo, pericolosi sobillatori, facinorosi perché non ci adattavamo alle sue regole da lager, il tempo ha dimostrato che chi aveva problemi di adattamento alla vita era lei, ma principalmente l’apparato che la sosteneva e i suoi due angeli custodi che la proteggevano, l’ex capo del DAP Giancarlo Caselli ora in pensione, e il suo vice Alfonso Sabella (comandava i GOM della polizia penitenziaria alla caserma Bolzaneto al G8 di Genova nel 2001) e attuale assessore alla legalità al comune di Roma.
Per ironia della sorte, la Miserere aveva messo il divieto di incontro tra me e Carmelo perché insieme sobillavamo i detenuti, quel divieto è sopravvissuto alla sua morte.
Auguri Bastiano e che tu possa riprenderti di nuovo la tua vita.
02-04-2015

BEATA PERSEVERANZA

Il Papa continua la sua opera riproponendo gli stessi temi perché consapevole che la politica non conosce decenza, inoltre che i cittadini catechizzati da anni di propaganda e nel contesto attuale di crisi sono in pochi portati a pensare a questi problemi, e lui imperterrito continua per trasmetterli.
Anche i cristiani praticanti dimenticano che Gesù fu carcerato, torturato e condannato come l’ultimo malfattore, all’epoca non c’era la pena di morte dell’ergastolo ostativo c’era la crocifissione, e siccome Gesù disse che chiunque va a trovare un carcerato e come se andasse a trovare lui. Purtroppo cattivi maestri della Chiesa hanno inquinato questo sacro principio, l’apostolo di questo scempio è Don Ciotti, è riuscito ad avvicinarsi al Papa per cercare di inquinare la sua opera per fortuna non c’è riuscito.
È andato a Rebibbia nell’occasione del venerdì santo e della lavanda dei piedi per ricordare ciò che fece Gesù con gli apostoli, ha lavato i piedi a dodici detenuti, sei maschi, cinque donne e un bambino figlio di una detenuta.
Non potrebbe essere diversamente, hanno usato la politica penale e la repressione per coprire tutte le loro nefandezze, l’hanno fatto anche qualche giorno fa con la legge sulla corruzione, per annacquarla hanno inserito gli aumenti di pena per il reato di 416 bis (associazione mafiosa), si poteva capire se da oggi in poi tutte le persone arrestate per corruzione in automatico sarebbero stati incolpati per 416 bis, invece questo non succederà mai.
Questa politica è dura di comprendonio, ma credo che il Papa ha una determinazione feroce in senso buono nel portare avanti la sua opera che non si fa scoraggiare dal marciume della politica italiana.
Sono leader religiosi come lui che aprono il cuore a tante persone per costruire un mondo migliore.
03-04-2015

LA POLITICA TRUFFALDINA

Per fare una legge sulla corruzione la stanno distorcendo in tutti i modi, ma alla fine sarà qualcosa all’acqua di rose. La nostra classe politica è truffaldina in tutti i sensi.
La cosa paradossale e che per cercare di distorcere questa loro ennesima truffa, hanno innalzato nella stessa legge della corruzione, le pene per il reato di 416 bis, (associazione mafiosa), qualcosa di abnorme superiore anche a un omicidio volontario: la semplice partecipazione verrà punita da 10 a 15 anni, per i boss che guidano l’associazione la pena è da 12 a 18 anni, se l’associazione è armata la pena è da 12 a 20 anni per i soldati semplici, mentre chi è ritenuto un boss la pena è da 15 a 26 anni.
Con i rincari degli ultimi 25 anni la pena per questo reato, con tutti gli aggravanti, arrivava fino a 30 anni, il massimo della pena edittale del codice penale, pertanto se la potevano risparmiare quest’altra nefandezza.
Ne pagheranno a caro prezzo le tante persone dei rastrellamenti-blitz che fanno quotidianamente nei quartieri delle periferie delle città, dove è molto semplice finire in questi blitz, perché vivono nel disagio sociale e pertanto il confine tra la legalità e l’illegalità è molto labile, tante persone che si drogano e per farlo la vendono e fanno reati, come le persone che devono sbarcare il lunario arrangiandosi e tante altre distorsioni che il sistema impone con le sue discriminazioni.
Per questo motivo i carceri saranno sempre pieni.
Il 416 bis è un reato non reato, basta un pentito che accusa che si è amico del tizio oppure afferma che sa che si fa parte di un clan o un gruppo, o qualcuno che dice che tale reato; anche un furto è stato fatto per favorire qualcuno associato o un clan è automaticamente si è indagati per questo reato.
Non posso dimenticare per PIF il conduttore del “Testimone” ha dichiarato tempo fa sul Corriere della Sera: “Mi meraviglio come è possibile che in Europa non esiste il reato di 416 bis e i PM italiani hanno problemi a fare arrestare all’estero…”. Mi chiedo come si può essere così stupidi o forse ottusi, e non si chiede perché questo infame reato c’è solo in Italia? Qualche motivo poco edificante ci deve essere. Ne può accusare che gli altri Stati europei siano collusi con la mafia.
In tutta Europa, a parte qualche Stato dell’Est europeo che ha problemi strutturali, possono insegnarci la democrazia e la civiltà e non hanno nulla da invidiare al nostro Paese, anzi sono molto superiori.
04-04-2015

PASQUA

Oggi e domani ci hanno consentito di fare la socialità con le porte aperte, dalle ore 12,00 alle ore 17,00, così ognuno può pranzare con chi vuole e passeggiare nel corridoio.
Parlando con Alessandro; due settimane fa ha avuto un infarto, si sono otturate le vene del cuore, gli hanno fatto un angioplastica e l’hanno salvato, giorno 16 aprile dovrà andare a fare un altro angioplastica per un’altra vena vicino al cuore.
Il suo avvocato gli ha presentato una sospensione pena, mi raccontava che ha telefonato al magistrato di sorveglianza Laura Antonini, lei è adibita alla nostra sezione, perorando l’istanza da lui presentata in favore di Alessandro, lei gli ha risposto che per uscire il suo assistito doveva collaborare con la giustizia, l’avvocato ha ribadito che non credeva a quello che gli aveva detto Alessandro, ma ora avendola sentita e registrata e molto peggio, ha comunicato al magistrato che l’avrebbe denunciata.
Il suo avvocato ha fatto bene, nel mese di marzo ha avuto un colloquio con lei, per perorare l’istanza di permesso di necessità per andare a visitare mio padre (il precedente magistrato me ne aveva dati due di permessi), mi rispose in modo fredda, burocratica e dispotica, lei me li rigettava e mi potevo appellare, me lo ripeté tre volte come una litania, mi alzai e me ne andai. Mi aveva detto che per lei questi permessi sono escamotage, gli ribattei che sono casi umani e lei mi ripeté di nuovo che avevo il diritto di appellarmi.
Un paio di settimane prima del colloquio era venuta nel teatro per la presentazione della pasticceria a un artigiano del settore di Catanzaro, per creare una sinergia con il mondo esterno, i miei compagni che andarono parlarono con il magistrato, lei disse a chi gli chiedeva dell’inesigibilità per superare l’infame art. 4 bis, che per lei era un escamotage e sbagliavano i magistrati di altri distretti a concederla.
Nel mio ultimo permesso gli ho scritto che se riteneva che sbagliavano i suoi colleghi, essendo un magistrato doveva fare un esposto-denuncia, cosa strana gli altri permessi me li rigettava in una settimana, questo è passato un mese e mezzo e ancora deve rispondermi.
Credo che quando i magistrati di sorveglianza si comportano così, tutti i detenuti del carcere del distretto dovrebbero fare denuncia, l’unico modo per poterci difendere da questi abusi.
Nell’opuscolo di OLGA ho trovato una lettera del carcere di Lanciano in provincia di Chieti, dove i detenuti stanno protestando con le battiture e sciopero del vitto e di altre cose, contro l’ufficio di sorveglianza, perché rispondono no a ogni cosa con motivazioni burocratiche, che io chiamo di ufficio; sono delle risposte fotocopie che ripetono a tutti.
Mi auguro che presto ci sia la consapevolezza che abbiamo a che fare con una persona che è priva di sensibilità e nella sua mente c’è solo repressione e morte, in modo di fare qualcosa per farci cambiare il magistrato e mettercene uno nuovo.
05/04/2015

PASQUETTA

Ricordo l’ultima che ho fatto fuori, non so perché ma l’immagine è vivida come in un film.
Ero latitante, eravamo una trentina di familiari, mia madre con l’aiuto delle mie sorelle cucinò due grosse teglie di pasta al forno e due capretti, papà accese il forno a legna e aiutò a cucinare il tutto, siamo stati tre ore a tavola a mangiare e scherzare, peccato che non ci fosse una videocamera e neanche una foto perché si era rotta la macchina fotografica, fermare quei momenti in una foto, e un peccato che non ci sono, oggi bisogna affidarsi alla memoria.
Dopo mangiato siamo andati a fare un giro nella campagna circostante, quando siamo arrivati nei pressi di mia zia, sicuramente quando ci ha visti sbucare dalla campagna tante persone, non riusciva a capire chi fossimo, ma come sempre è rimasta contenta lei e lo zio.
Fu una bella giornata, ero felice. L’ultimo ricordo di mia madre nella libertà. La cosa impressionante e che ho come una foto nella mente, ogni piccolo dettaglio della sua fisionomia e di quello che faceva. L’unica cosa che non riesco a ricordare sono gli odori, l’immagino ma non li sento più nei ricordi.
Spesso quando sento un odore i neuroni ravvivano i ricordi, di quel giorno ricordo tutto tranne gli odori. Nei primi anni sentivo nei ricordi anche gli odori, oggi a distanza di tanti anni, sforzandomi non ci riesco.
Il carcere ti porta anche questo, l’annichilimento degli odori, l’unica cosa che non può distruggere sono i ricordi del passato, l’unica nostra vera proprietà.
Solo il passato è parte di noi e ne siamo padroni, il presente non ci appartiene e il futuro è un astrazione lontano da noi.
06-04-2015

ULTIMO SCHIAFFO DA STRASBURGO

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per tortura, in merito ai fatti della scuola Diaz al G8 di Genova nel 2001.
Il padre di Giuliano, il ragazzo ucciso dai carabinieri negli scontri ha detto: finalmente dopo tanti anni, si augura che ora venga legiferato il reato di tortura.
Hanno discusso il ricorso di un anziano che all’epoca aveva 62 anni, gli ruppero il braccio, una gamba e dieci costole. Lui si augura che non succeda più; ottimista!
Nessuno ha pagato, e quei pochi che sono stati condannati, fra non molto ritorneranno di nuovo in servizio. Tutti i funzionari hanno una carriera. Addirittura il capo della polizia di allora De Gennaro ha fatto una grande carriera, è stato promosso varie volte, oggi è il capo di Finmeccanica; ne conosce di scheletri negli armadi, non avendo ne i titoli e ne le competenze per occupare quel posto. Non bisogna dimenticare che è un pupillo degli americani, i nostri politicanti l’hanno messo dove volevano gli yankee, prima ai servizi segreti e poi a finmeccanica, dove si producono quasi tutti gli armamenti italiani.
Alla fine degli anni 90 la stessa Corte non condannò l’Italia per i fatti di Pianosa per un solo voto, oggi finalmente ha avuto questo coraggio. Non bisogna dimenticare che il G8 è durato una settimana, Pianosa è iniziato nel 1992 ed è finito alla chiusura nel 1998.
Non ci hanno potuto i radicali, né il Papa con i suoi discorsi, mi auguro che la condanna di Strasburgo faccia finalmente approdare la legge per il reato di tortura.
Nei prossimi giorni discuteranno due ricorsi sulla caserma di Bolzaneto, usata per tutto il G8 come luogo di tortura, dove la crudeltà raggiunse il massimo del suo apice, in questo luogo infame sfogarono tutti i loro bassi istinti tutte le polizie, tranne la polizia forestale; che oggi Renzi vuole fare sparire.
Tutti i vertici delle varie polizie e i politici di destra e sinistra non diedero gli ordini della sospensione della democrazia, nessuno ha pagato.
Destra e sinistra si sono opposti con tutte le loro forze affinché non venisse istaurata una commissione parlamentare sui fatti di Genova, avrebbero dovuto indagare su loro stessi, per questo motivo hanno collaborato bipartisan.
Ora l’augurio e che non facciano una legge annacquata sulla tortura, ma che sia seria ed equa per la protezione di tutti i cittadini dalle angherie di chi porta una divisa e dai PM che coprono permettendo torture indicibili per un paese democratico e civile.
Cantone se la poteva risparmiare la difesa di De Gennario, questo dimostra che ha scheletri nell’armadio. Avrebbe fatto più bella figura standosene zitto.
I fatti di Genova del G8 del 2001 hanno inferto una ferita alla nostra civiltà ma principalmente alla nostra coscienza di popolo.
07-04-2015

PROTOCOLLO FARFALLA

Il copasir(Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), ha decretato che il protocollo farfalla ha violato la legge.
Il protocollo farfalla è stato un patto tra il Sidse (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) e il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), per monitorare i detenuti nel regime di tortura del 41 bis, raccogliere informazioni a pagamento all’insaputa di investigatori ed inquirenti.
Il Sidse avrebbe agito in modo arbitrario e il Dap in modo non consono alle sue prerogative e fuori dal perimetro assegnato.
Lo scandalo è scoppiato qualche anno addietro, ma il patto è all’inizio della repressione negli anni 90, quando è emerso l’hanno fatto figurare come un operatore degli ultimi anni.
Al Dap comandando i PM delle varie DDA e pertanto coordinate dalla DNA, pertanto tutto il sistema repressivo indirizzato dai servizi segreti era coinvolto, ed hanno commesso atti che vanno al di là della tortura, anche tanti suicidi sono incomprensibili. Tanta gente è impazzita e buona parte dei reclusi in questi lager hanno problemi psichiatrici.
Perché i servizi segreti dovevano monitorare i reclusi nel regime di tortura del 41 bis? Quali segreti non dovevano uscire da questo circuito? Non ci vuole un medium per capire che il tutto riguardava la segretezza delle stragi degli anni 90, i “bravi” potevano essere seppelliti vivi, ma non dovevano uscire fuori i mandanti dello Stato.
Chissà se un giorno verrà fuori tutto il marciume di questo periodo storico, almeno sarà resa giustizia alle decine di morti per questa repressione barbara contro i meridionali.
08-04-2015

COOP

Dal dopoguerra le Coop rosse hanno finanziato il partito comunista, divenuto PDS, DS, Ulivo e ora PD, erano il bancomat del partito ma allo stesso tempo era una rete di clientele che portava voti alla sinistra.
Nelle regioni rosse Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Liguria, lavoravano solo chi aderiva alla sinistra, lì era ritenuta una cosa bella civile e democratica, viceversa la stessa clientela nel Meridione della Democrazia cristiana era mostrificata come un groviglio mafioso.
Oggi stanno iniziando a venire a galla che le Coop non sono diverse dalle altre imprese che per avere appalti pubblici pagano tangenti alla politica, ormai sono in tutti gli scandali dei maggiori appalti dello Stato, ma con l’apparato mediatico che controlla la sinistra sono riusciti a far dimenticare il marciume delle Coop rosse.
Anche adesso ci stavano provando con l’ultimo scandalo successo in Campania per la metanizzazione, stavano buttandolo come al solito sulla camorra, ma siccome la cosa era ben diversa, perché le briciole erano andate a qualche impresa collocata con la camorra.
Un pentito del sistema cooperativo e politico sta sviscerando tutto il marciume, l’attenzione mediatica si tiene bassa, chissà perché? Sono pessimista, tutto finirà nel dimenticatoio, pagheranno alcuni pesci piccoli, ma i capoccioni a Roma non subiranno problemi e continueranno a fare i loro affari.
Renzi tace. Me lo ricordo come si accalorava ad accusare la maglietta in difesa di quel ragazzo minorenne tifoso innocente di Catania.
Con il silenzio vogliono censurare la rete tra Coop e il Pd. Nel Meridione sarebbe classificata già una rete imprese-politica-mafiosa. Questo è il sistema coloniale a cui tutti si attengono.
Il tribunale di Napoli ha mandato il processo al tribunale di Bologna per competenza. Strano, la corruzione è successa in Campania e mandano il processo nella patria delle coop.
09-04-2015

STRAGE NEL TRIBUNALE DI MILANO

Ieri un imprenditore ha sparato nel tribunale di Milano uccidendo tre persone e ferendone una, ha ucciso il suo avvocato, il giudice fallimentare, un testimone ed ha ferito suo ex nipote ex socio in affari.
In aula ha sparato al suo avvocato, al testimone e i testimoni dicono che abbia sparato anche al PM, per pura coincidenza sulla traiettoria c’èra un’altra persona che è rimasta uccisa, poi è sceso al piano di sotto è andato nell’ufficio del giudice e l’ha ucciso, è riuscito a fuggire ma a una ventina di KM è stato arrestato dai carabinieri; il ferito ha detto chi era lo sparatore.
Il motivo della strage è stata la vendetta, a dire dell’ imprenditore erano stato la causa della sua rovina.
Con questa crisi economica e l’oppressione delle tasse e i vampiri di Equitalia, ci si dovrebbe meravigliare che fino ad oggi è solo il secondo caso che succede, dopo quello di Roma dove fu ferito un carabiniere.
Come al solito i magistrati hanno subito preso la palla al balzo per ritagliarsi il ruolo di vittime; il presidente della repubblica ha fatto peggio, ha avallato il vittimismo della magistratura come fossero accerchiati dall’odio della classe politica che fomenta, tutte le istituzioni si sono accodati con esternazioni analoghe.
Nessuno che abbia fatto una riflessione diversa: in momenti come questi dobbiamo stare vicini agli imprenditori e sollecitare le banche affinché aprano di più il credito, intervenire sulla magistratura per accelerare gli iter della giustizia civile, in modo che episodi simili non succedano più.
Fino ad oggi gli stava bene che gli imprenditori e artigiani si suicidassero, senza mettere in conto che nella disperazione qualcuno potesse fare qualcosa del genere, è stupido non pensare diversamente.
Usano sempre lo stesso metodo, mostrificazione della persona e a modo loro risolvono il problema, adesso stanno facendo la stessa cosa con lo sparatore del tribunale di Milano, è vergognoso.
Rispetto per i morti che hanno pagato la furia cieca della disperazione, che possano riposare in pace.
10-04-2015

DISINFORMAZIONE PILOTATA

Ho appreso la stessa notizia ma riferita in modo diverso dalla Rai, da Mediaset e da La 7, in ognuno dei casi mi ha dato l’impressione che abbia voluto disinformare, ma Mediaset e La7 ci hanno messo un po’ di malizia razzista, nel voler buttare addosso al Meridione, come fanno di solito.
La notizia riguarda le pensioni di invalidità civile.
Mediaset ha detto che l’11% delle pensioni d’invalidità è al Nord, sarebbero una su quattro; la Rai ha trasmesso che le pensioni di invalidità sono al 22% al Sud; La7 è andata oltre ha lasciato intendere che la stragrande maggioranza delle pensioni sia al Sud, asserendo che il 50% sia erogata nel Meridione.
Facendo un discorso matematico, il 67% dovrebbe essere al centro del Paese, cosa molto inverosimile, inoltre se sono il 22% al Sud come fanno ad essere il 50%?
Mediaset ha detto che sono l’11% al Nord, una su quattro. Se fosse così dovrebbe essere il 25% una su quattro, la matematica non può essere un opinione.
Disinformando la popolazione e alimentano risentimenti razzisti, perché vogliono sempre trovare un mostro su cui scaricare le nefandezze che la classe politica e le istituzioni burocratiche commettono.
11-04-2015

LA CORRUZIONE

Il Papa è intervenuto di nuovo sulla corruzione, come le altre volte è stato molto esplicito e ha detto ciò che pensa con franchezza.
Prima di esternare in generale ha detto che: “Se Dio si fermasse alla giustizia cesserebbe di essere Dio, sarebbe come tutti gli altri uomini che invocano il rispetto della legge”; “Gesù dice di non giudicare e non condannare”. Continua con un bellissimo discorso sulla misericordia.
Fa un appello ai malavitosi e i mafiosi: “A chi appartiene a un gruppo criminale, esorta per il loro bene a cambiare vita, non si porta nell’aldilà il denaro ammassato con la violenza e grondante di sangue, non rende potenti e né immortali. Per tutti presto o tardi viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire”.
Non gli si può che dare ragione, perché la vita di tutti alla fine sarà la somma delle sue azioni e del comportamento che ha avuto durante la sua esistenza. Per chi ha fede non potrà sfuggire al giudizio di Dio; per chi non crede rimarrà un ricordo anche dopo la sua dipartita non lusinghiero.
Ai corrotti il Papa ha detto: “Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. È un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. È un’opera delle tenebre”.
Ogni volta che ne ha l’occasione il Pontefice, martella i corrotti e la corruzione, perché come ho letto anche nel suo libro, la ritiene la cancrena della società ma principalmente il tumore che rallenta il progresso, i ricchi si arricchiscono sempre di più e i poveri diventano sempre più poveri. Conosce bene questa piaga perché in Sud America ha devastato la società.
I media invece di orchestrare una campagna mediatica sulla corruzione, si limitano a diluire il forte richiamo del Papa con i discorsi sulla malavita e la mafia, che nulla hanno a che fare con la corruzione se non subirla, queste devianze sono figlie del degrado sociale alimentato dalla corruzione e dal sistema politico improntato sulla corruttela.
Conclude il discorso affermando di non cadere nel legalismo: “Gesù parla più volte dell’importanza della fede, piuttosto che dell’osservanza della legge” Riscoprire le opere di misericordia, verso i poveri e ultimi, perché in base ad esse saremo pregiudicati. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso.
Il Italia l’80% della classe politica e della burocrazia è corrotta, pertanto rallentano ogni legge che gli possa impedire di continuare a fare i loro affari, per questo cercano un “mostro” su cui scaricare le loro nefandezze.
Bisognerebbe riflettere su questo, così si capirebbero tante cose.
12/04/2015

ARMENIA

Non mi stancherei mai di parlare di questo Papa, perché dice cose che i politici dovrebbero parlarne invece lui fa più dei politici.
Ha celebrato messa in onore del patriarca armeno e di tutti gli armeni, per onorare e ricordare i cento anni del genocidio armeno, affermando con determinazione che quello commesso dai turchi durante la prima guerra mondiale contro il popolo armeno fu genocidio, i numeri divergono tra un milione a due milioni di armeni sterminati dai turchi.
I curdi avendo partecipato al fianco dei turchi al genocidio, hanno chiesto perdono solennemente al popolo armeno, viceversa i turchi addirittura negano questa infamia che hanno commesso, e chiunque in Turchia dicesse qualcosa sul genocidio, verrebbe arrestato, perché c’è un articolo del codice penale apposito.
Lo Stato turco si è subito fatto sentire, ha richiamato l’ambasciatore in Vaticano; il ministro degli esteri turco ha dichiarato che le parole del Papa sono menzogne e che non c’è stato nessun genocidio. La reazione è stata dura e hanno dichiarato alle agenzie che si riservano di prendere altre iniziative contro il Papa e il Vaticano.
Nelle scuole hanno insegnato fin dalla tenera età che non c’è stato nessun genocidio, come d’altronde rifiutavano l’esistenza del problema curdo chiamandoli turchi di montagna; ricordo che c’era un militare turco in carcere per droga, quando discutevamo del popolo curdo rispondeva che non esisteva e che erano terroristi, una chiusura mentale dettata dall’insegnamento a scuola e dall’indottrinamento militare. Così hanno fatto anche con il genocidio armeno.
Faccio una parentesi in terra nostra, anche in Italia insegnano una storia falsa e menzognera sul genocidio contro i meridionali commesso dai piemontesi, hanno ridotto l’inferno creato nel Meridione in una favoletta chiamato risorgimento.
Continui a essere franco e dica sempre tutto ciò che i popoli vogliono sentire. La verità. Non si faccia mai condizionare dai criminali statali che vogliono occultare le verità storiche e continuare a fare i loro interessi, per gli interessi delle caste di potere.
Nel mio piccolo sono vicino a lei con il cuore e la preghiera.
13/04/2015

NATUZZA EVOLO

Credevo che non avrei più provato certe emozioni che biografie scritte su persone che hanno poteri straordinari che possono trasmettere.
Anni fa avevo letto alcuni libri su Padre Pio, mi aveva incuriosito il personaggio vedendo il film sulla sua biografia, ne fecero due, uno sulla Rai e uno su Mediaset. Ricordo e mandai a prendere tutti i libri che lo riguardavano, la lettura fu sconvolgente, perché le sue azioni dettate da un potere non terreno trasmettevano emozioni molto forti.
Mi hanno dato un libro da leggere, che poi commenteremo con chi lo ha scritto, il giornalista Luciano Regolo, si tratta della biografia di Natuzza Evolo, il titolo è “Natuzza Evolo”Il miracolo di una vita, casa editrice Oscar Mondadori.
Alcune volte mi sono commosso mentre leggevo, Natuzza è una signora sposata con cinque figli, ha dei poteri straordinari che li mette al servizio della gente. Nell’amore della famiglia e nelle sue azioni verso i figli e il marito, ho come rivisto mia madre.
Fin da bambina inizia ad avere fenomeni non comuni, gli appare la Madonna e Gesù, parla con i morti e li vede, come vede anche gli angeli di ogni persona che la va a trovare, ha le emografie; su fazzoletti che lei usa per asciugarsi il sangue essendo che lo trasuda, si trovano stampate figure religiose e messaggi scritti in varie lingue, tutto con il suo sangue, ha il dono della bilocazione, della preveggenza, e fa miracoli con guarigioni inspiegabili.
Descrive tutti gli episodi citati nel libro sarebbe troppo lungo e non riuscirei a trasmettere tutto ciò che ho recepito, l’unica frase per riassumere la grandiosità di questa umile donna: “l’immensità del divino erano racchiusi in lei”.
Aveva conosciuto Padre Pio, si tenevano in contatto spiritualmente, avendo entrambi il dono della bilocazione. Racconta nel libro che Natuzza andò a San Giovanni Rotondo, quando si inginocchiò per farsi confessare, Padre Pio gli disse in modo burbero come è era il suo solito quando voleva farsi capire bene: “cosa sei venuta a fare qui, tu non hai bisogno della mia confessione perché lo fai già a Gesù e alla Madonna”. Il loro rapporto si intensificò, anche dopo la morte del frate, oggi santo.
Vedeva i morti e parlava con loro, come parlava con il suo angelo. Essendo analfabeta, non sapeva ne scrivere e ne leggere, parlava solo il dialetto calabrese, ma tutti quelli che andavano a fare colloquio con lei, la capivano e ne uscivano pieni di speranza.
Non ha mai accettato niente da nessuno, neanche quando la sua povertà era pura indigenza, così è stato per tutta la sua vita.
È morta l’1 novembre 2009 a 84 anni, ora è sepolta nella grande chiesa che stanno costruendo a Paravati, suo paese natale e dove ha vissuto tutta la vita.
Dice una bella cosa sui bambini: “I bambini possono vedere molto più di noi, perché sono anime innocenti. Non bisogna mai trasmettere loro malizia, altrimenti smettono di vedere e sentire cose belle.
Alcuni scienziati dopo aver parlato con lei cambiano modo di pensare, di cui uno dice: “La scienza non è depositaria della verità, è solo un processo di progressività scoperta della verità”. Cita Karl Popper: “Le scienze esatte nascono per essere smentite”.
Uno di loro afferma che oggi questi fatti non è possibile riprodurli in laboratorio, forse un giorno ci riusciremo, ma questo non vuol dire che uno scienziato non possa credere a questi fenomeni.
Voglio chiudere con un messaggio alla Madonna fatto a Natuzza per una donna disperata per la perdita del marito: “A che serve la disperazione? Non sono morti, perché la morte vera è quella esterna, invece per le anime che resuscitano con Gesù è solo un attimo di buio, un passaggio alla vera vita illuminata alla luce eterna”.
Come dice Natuzza, ognuno deve lasciare parlare il suo cuore.
14/04/2014

UFFICIO DI SORVEGLIANZA

Stamane sono andato al tribunale di sorveglianza perché avevo una camera di consiglio con il magistrato di sorveglianza, in merito a un reclamo sul pignoramento di un quinto della mercede da parte di Equitalia.
Mi ero appellato all’art. 545 del Codice di Procedura Penale che stabilisce che quando si ha un reddito di sopravvivenza, non ci possono essere pignoramenti per debiti o altro, tranne per assegni di mantenimento per i figli, ma sempre con un ordinanza della magistratura.
Il reddito annuale del lavoro in carcere, al netto di tutto sono circa 600 euro, pertanto al di sotto della soglia di sopravvivenza.
Reclamavo anche sul fatto che un quinto della mercede era calcolato male, perché dopo che era stato tolto un quinto per il fondo vincolato, poi veniva decurtato il trattamento per quote mantenimento che sono circa il 40% della mercede, rimangono all’incirca 80 euro, l’ufficio del carcere che ha il compito di detrarre quanto chiede Equitalia, invece di conteggiare il quinto su quello che rimane, prende la stessa cifra che viene detratta per il fondo vincolato, come la cifra fosse sempre la stessa, ritengo che sia un errore madornale, per non dire un’altra cosa.
Il magistrato di sorveglianza ha detto che non è suo compito, cioè attiene al tribunale civile e al giudice del lavoro, niente è servito a dirgli che ogni detenuto deve essere tutelato da qualsiasi abuso come prescrive il Codice Penitenziario dal magistrato di sorveglianza, mi ha congedato informandomi che metteva tutto per iscritto sul rigetto.
Circa dieci giorni fa gli avevo inviato dei motivi aggiunti al reclamo come improntavo i miei motivi sull’art. 545 cpc, ma non l’ha tenuto minimamente in considerazione.
Ormai è risaputo che Equitalia è una sorta di strozzinaggio dallo Stato, ma non potrebbe fare il bello e cattivo tempo senza l’appoggio di tutte le istituzioni, che vogliono mantenere tutti i privilegi e pertanto devono socchiudere il sangue alla popolazione, e noi detenuti non siamo esclusi.
Con i tempi biblici del tribunale civile e quello del lavoro, tutto è rimandato alle calende greche, la burocrazia serve anche per questo, portare i cittadini e stancarsi e accettare tutte le vessazioni dello Stato. Io non mi stancherò, farò ricorso al tribunale civile e quello del lavoro, sperando che entro un anno risponderanno alla mia istanza.
15-04-2015

EVEREST

Ormai solo i cinesi realizzano progetti che sembrano impossibili, non ci sono altre nazioni che hanno idee così avveniristiche.
Dopo la diga più grande del mondo, il canale più lungo che ha portato l’acqua dal sud al nord del Paese, l’aver spianato ottocento montagne per ottenere migliaia di ettari di terreno per l’agricoltura, e tante altre opere che non hanno eguali nel mondo, ora hanno messo in cantiere un progetto faraonico impensabile fino a ieri.
Vogliono fare un tunnel sotto l’Everest, per una ferrovia che unisca la capitale Lhasa del Tibet e la capitale Kathmandu del Nepal, attraversando tutto l’Himalaya, in linea aerea sono solo 603 KM.
Sembra fantascienza ma la Cina ci ha già abituati a simili opere del futuro, l’unico inconveniente è la differenza di altitudine tra Lhasa che si trova a 3650 metri sul livello del mare e Kathmandu che è solamente a 1355 metri sul livello del mare, ma come hanno dimostrato nel passato sono capaci gli ingegneri cinesi di superare ogni ostacolo che si pone, non c’è la burocrazia, pertanto quando iniziano portano a termine le opere e nei tempi stabiliti.
Se penso che per il ponte di Messina sono cinquant’anni che spendono soldi per la progettazione e ora devono pagare anche una penale di circa 300-400 milioni di euro per avere disdetto il progetto con una ditta. I cinesi sono nel terzo millennio e noi siamo nel medioevo.
16-04-2015

L’ANAS

L’ANAS è l’ente dello Stato che si occupa delle autostrade di tutto il Paese, dovrebbe controllare i lavori che si fanno nelle varie arterie stradali, ma è diventato un carrozzone per parcheggiare sia i politici e sia i vecchi boiardi di Stato.
In questi giorni molte strade stanno sgretolandosi, piloni che cedono, arterie che si spaccano, ma i colpevoli non vengono fuori, come fosse un segreto di Stato.
Questi lavori li fanno le imprese, pertanto dovrebbero essere loro i responsabili, ma siccome tra l’impresa che prende l’appalto, poi ci sono le imprese subappaltatrici, i politici che prendono la percentuale, la burocrazia che copre le verifiche che si devono fare, tutto l’insieme fa muro e i responsabili non vengono mai a galla.
Siccome non possono più accusare le varie mafie come facevano nel passato e coprivano le loro malefatte, ora tutti sanno che gli appalti pubblici sono in mano agli amici della setta antimafia o come dice il Buttafuoco: “ai mafiosi dell’antimafia”.
Ora finanzieremo altri soldi per mettere in sicurezza i cattivi lavori fatti nel passato e che serviranno ad alimentare lo stesso sistema.
Ho letto un articolo su un appalto Anas di una strada tra Foligno-Civitanova(tra l’Umbria e le Marche). Un operaio che ha lavorato all’opera ha dichiarato che nella galleria “La Franca” lunga un KM, i lavori sono stati fatti male e al risparmio, le spalle della galleria che devono mantenere il peso, hanno messo poco cemento, solo dieci centimetri quando c’è ne volevano almeno 40 centimetri. Inoltre sopra la volta ci sono dei vuoti che devono essere riempiti da cemento alleggerito, non è stato messo perché costa molto.
Chi ha dato tutte queste informazioni al programma Report il 12 aprile su Rai Tre, è stato un operaio che ha lavorato all’Opera, in più ha detto che ai propri figli dice sempre di non passarci, perché a una minima scossa di terremoto verrà tutto giù.
L’articolo cita, non è una novità, l’autostrada Salerno Reggio Calabria, dove si facevano i risparmi del 3% perché si doveva pagare la criminalità organizzata. L’unica autostrada del Meridione è divenuta lo specchio per le allodole, la si è mostrificata all’inverosimile per coprire tutte le malefatte delle autostrade del Centro Nord.
Mi viene spontaneo chiedere, nelle regioni del Centro Nord i risparmi che fanno per gli appalti, a chi li versano? Tenendo presente che gli appalti italiani vanno all’80% al Nord, a quali mafie pagano le imprese? Una volta c’era la mafia rossa(Partito Comunista” e la mafia bianca(Democrazia Cristiana), con la complicità dei sindacati, oggi chi l’ha sostituiti queste due parti?
17-04-2015

TEATRO

Oggi siamo andati al teatro per ascoltare la soprano Massana di Catanzaro, abbiamo trovato insieme a lei una sua allieva e un giovane tenore, un maestro li accompagnava con un pianoforte.
Siamo stati un ora e mezzo ad ascoltarli, gli applausi scrosciavano a ripetizione, è stato emozionante, era tempo che non mi venivano i brividi nell’ascoltare musica.
La soprano ha una voce stupenda, ha cantato delle opere e anche un paio di musiche di Morricone; la sua allieva si è destreggiata tra la musica classica, operetta e leggera, una voce bellissima, sembrava Céline Dion; il tenore anche lui ha cantato un paio di canzoni classiche e un paio leggere, ha finito con “Nessuno dorma”, una voce potente e limpida.
Il tempo è volato, hanno chiuso la soprano con la sua allieva cantando una canzone che avevano rappresentato in duetto Céline Dion con Pavarotti, chiusura fantastica.
Dal laboratorio di ceramica hanno fatto quattro manufatti per i tre cantanti e il maestro di pianoforte, dal nostro laboratorio di pasticceria, Fabio, ha fatto una bella torta per la soprano; non sapevamo che venivano anche gli altri, in bacheca c’èra l’avviso solo per la soprano.
È stata una bella mattinata, hanno detto che ritorneranno, ci spero molto.
18-04-2015

L’AUSCHWITZ PIEMONTESE

Tutti possono conoscere cosa sia stato la Fortezza di Fenestrelle che si trova a duemila metri sopra Torino, basta leggere il libro “Terroni” di Primo Aprile, oppure andare su internet dove è spiegata ancora meglio.
Questo luogo si può considerare l’Auschwitz dei meridionali, era il più terrificante luogo di prigionia dei lager di Savoia sulle Alpi, le statistiche stabiliscono che ne morirono 26.000, ma saranno stati molti di più, perché per farli morire subito, li tenevano con gli abiti estivi, avevano tolto i vetri dalle finestre, e gli davano razione ridotta di cibo, in modo che non superassero i tre mesi di vita. Avevano una vasca(c’è ancora) dove nella calce viva squagliavano i cadaveri; avevano anticipato i nazisti di 80 anni.
Questo monumento alla nefandezza umana, lo stanno ristrutturando e vogliono farlo passare alla storia come la muraglia cinese, essendo che nel mondo è secondo solo a quello della Cina.
La regione Piemonte e alcuni privati hanno contribuito a ristrutturarla, per usarla come fiore all’occhiello e usarla per attività culturali. Hanno fatto una cosa simile con l’orrore del museo di Cesare Lombroso nella città di Torino.
Si vede che i luoghi dell’orrore piacciono molto ai piemontesi. Maledetti Savoia.
19-04-2015

I FRATELLI D’ITALIA…

Apprendo sempre di più sui fratelli d’Italia che sono venuti a liberarci nel 1860, da cosa non si sa, l’unica cosa certa e che ci hanno liberato dalla nostra libertà rendendoci figli di un Dio minore, forse è meglio dire cittadini di serie B, come gli Iloti di Sparta.
Leggendo l’opuscolo OLGA ho trovato un articolo su un attentato alla caserma Battisti di Trento, sede del secondo reggimento gustatori alpino, reparto d’elitè del corpo armata alpino, inquadrato all’interno della brigata “Iulia”.
A parte di aver partecipato a tutte le invasioni dal 1990 a oggi, ma il medagliere di questa unità si fregia del genocidio commesso nel Meridione dopo l’invasione e occupazione da parte dei piemontesi. Credevo che fossero stati solo i carabinieri e i bersaglieri, ma anche la Iulia degli alpini hanno partecipato ai massacri, stupri e saccheggi commessi nel Meridione ex Regno delle Due Sicilie.
A questo punto devo supporre che tutto l’esercito che deriva dall’imposizione dei Savoia, hanno partecipato alle nefandezze contro i meridionali.
20-04-2015

ACQUA STORTA

Ho sempre pensato che la realtà superi la fantasia, anche perché la fantasia prende spunto dalla realtà, questa volta la fantasia ha superato la realtà.
Ero convinto che dopo aver letto e visto tutto ciò che si inventa Saviano nei suoi libri e nei suoi articoli, difficilmente avrei pensato di trovare cose inverosimili che lo superassero.
Ho finito di leggere un libro “Acqua storta”. La versione dell’acqua. Scritto da L.R. Carrino. Edizione Meridiano.
Il noir è scritto bene e ha una forte intensità, è improntata su un figlio di un boss sposato con un figlio, ma che si innamora di un ragazzo che lavora per il padre, fa le consegne ogni mese dei stipendi alle famiglie dei detenuti.
La storia gira intorno a questa storia omosessuale, vissuta con la paura di essere scoperti, e il figlio del boss commette tre omicidi per non lasciare tracce, alla fine uccide anche il suo amante per paura che se veniva preso dagli uomini che lavoravano con il padre l’avrebbero fatto parlare.
Lui sospetta che il padre sappia qualcosa, ma non immagina che sanno tutto sia il padre e sia la moglie.
Per vendicare l’onore offeso, decidono di lavarlo con il sangue, la moglie chiede che sia lei a farlo, e la sera che il marito si incontra con l’amante per ammazzarlo in modo che nessuno possa mai sapere niente, dopo averlo fatto, mentre fa ritorno la moglie lo uccide.
La crudeltà della realtà, porta a simili storie, perché la cronaca nel suo insieme racchiude tanto materiale da dove poter attingere e plasmare a piacimento.
21-04-2015

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Un pensiero su “Diario di Pasquale De Feo- 22 marzo – 21 aprile (2015)

  1. pina in ha detto:

    Optima riflessione

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