Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diritto islamico-lezione quattro… di Fabio Falbo

corano1

Inserisco oggi la quarta lezione del saggio sul diritto islamico scritto dal nostro amico Fabio Falbo detenuto a Rebibbia.

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Il Corano pur essendo fonte primaria contiene poche norme giuridiche e precetti. Esso consta di 6200 versetti e 114 capitoli, ma guai ad identificare il Corano con il Diritto Islamico, come spesso leggiamo sui quotidiani. 

Tutte quelle norme che presentano forme incompatibili con gli standard sociali di sanzione, inumani diremmo noi, tipo l’amputazione dell’arto per i ladro o la lapidazione per l’adultera. Sono norme queste che rispondono ad esigenze modernistiche. Questo è stato detto da un giurista che per queste affermazioni è stato impiccato perché non è permesso a nessun Uomo di contrastare la parola divina.

I capitoli del Corano sono ordinati in modo decrescente come lunghezza, ma non per tale meno interessanti quelli rispondenti a brevità. La Sura (capitolo) 112 “Dio non genera e non viene generato” parte in antitesi con la trinità cristiana. Uno dei pochi versetti atti a disciplinare il vero Diritto in un testo sacro come il Corano, ecco perché i giuristi islamici ricorrono alle altre fonti del Diritto.

Quindi soltanto un centinaio di versetti del Corano concernono il Diritto. “Abbiamo fatto scendere su di te  il libro che spiegasse ogni cosa” dice lo stesso Corano, cioè che all’interno del Corano possiamo trovare la spiegazione di qualsiasi fenomeno. Nei versetti possiamo trovare spiegazioni anche normative, come le successioni ereditarie, cioè ai figli maschi la quota di due femmine, Corano 4 versetto 11, nel caso di morte del padre egli lascia in eredità un patrimonio ad un figlio maschio e, ammesso che ci siano due figlie femmine, sarà diviso come se gli eredi fossero quattro, metà spetta al maschio e 1/4 a ciascuna femmina, se vi sono solo femmine vanno ad esse 2/3, e se fosse una, la metà.

Norma giuridica categorica: Corano 17/78 prescrive la preghiera. Questo precetto giuridico deve essenzialmente essere interpretato e correlato ad altre fonti poiché non pone esplicita chiarezza, non dice da che ora a che ora bisogna pregare.

Corano 2/128 le donne divorziate non possono maritarsi immediatamente, ma osservano un periodo di tre cicli mestruali o di purità, cioè accertare che la donna non sia gravida al momento del decesso del marito.

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