Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera a Stefano Zurlo… di Pasquale De Feo

Zurlo

Pubblico oggi questa lettera che il nostro Pasquale De Feo ha indirizzato al giornalista Stefano Zurlo, conduttore de “L’aria che tira” sul canale la7.

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Per il quotidiano “Il giornale” Giornalista Zurlo Stefano.

Egregio dottor Zurlo,

il 24 settembre l’ho seguito nella trasmissione “L’aria che tira” sul canale la7,  erano suoi ospiti la senatrice Puppato e la deputata Di Girolamo.

A un certo punto Lei ha usato uno slogan che usano i politici “In Italia non c’è certezza della pena”. Dire tutti colpevoli nessuno è colpevole, avrebbe dovuto specificare.

Nel nostro paese sono solo le categorie che gestiscono il potere a non scontare nessuna pena: politica, sindacati,  banche, confindustria, chiesa, magistrati, setta antimafia e le varie polizie.

Il restante dei cittadini, la massa dei poveri cristi, la certezza della pena funziona come un orologio svizzero, e per non sbagliare fanno scontare un giorno in più.

Non troverà nessuno al di fuori al di fuori delle categorie del potere che non sconti la sua pena, se trova un solo nome lei ha ragione. C’è gente che da cinquanta anni è in carcere, e, ogni anno decine muoiono di vecchiaia e malattie nel silenzio omertoso delle istituzioni e dei media.

Il suo editore Berlusconi non sconterà mai un giorno di carcere, con tutte le accuse che ha ricevuto, a un povero cristo   avrebbero buttato le chiavi, principalmente  per le accuse di Gaspare Spatuzza sulle stragi del 1992.

Migliaia di meridionali hanno subito repressioni e torture e ancora pagano condanne elargite dalla magistratura a livello industriale.

La sua professione  la obbliga a verificare se  gli slogan dei politici hanno una base di verità, e informare i suoi lettori se sono dei falsi, invece lei se ne è appropriato e li usa come un politico.

Una categoria a parte sono i meridionali, non solo scontano il doppio della condanna ma fino all’ultimo giorno, in più, con la tortura istituzionalizzata della deportazione lontano dalle loro case, la tortura della discriminazione delle pene alternative, la tortura di carceri non a norma europea, la tortura dell’ergastolo che è una pena di morte come dice il Papa, e in ultimo c’è la tortura più infame, quella del 42/bis.

Abbiamo le pene più alte d’Europa, abbiamo le leggi di emergenza che nel tempo diventano ordinarie. le più infami d’Europa, solo nelle dittature ce ne sono di simili, abbiamo le carceri più orribili d’Europa, lo dicono le sentenze della Corte dei diritti dell’uomo. Ma tutto ciò viene pagato soltanto dai poveri cristi: Il 90% dei detenuti italiani sono meridionali, il 100% dei detenuti nel regime di tortura del 41 bis sono meridionali, il 100% degli ergastolani ostativi sono meridionali, il 90% dei condannati con l’art. 4 bis sono meridionali, anche le pene sono più alte se si fa una comparazione con i Tribunali del nord, c’è un divario enorme.

Comprendo che i beduini della colonia meridionale non possono essere trattati come i padroni del nord, ma almeno abbiate la decenza di dire la verità su questo punto, che i poveri cristi scontano tutta la pena.

Augurandole ogni bene le invio cordiali saluti

Pasquale De Feo

Oristano 4 ottobre 2015.

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Un pensiero su “Lettera a Stefano Zurlo… di Pasquale De Feo

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Ciao Pasquale, come stai, devo rispondere alle tue lettere ma lo farò presto

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