Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera di Piero Pavone

ventos

Pubblico oggi alcuni estratti di una lettera del nostro Piero Pavone -detenuto a Spoleto- che mi è recentemente giunta.

Molto intenso è soprattutto il riferimento alle emozioni provate nelle ore di permesso .. permesso ricevuto per andare a trovare il padre malato.

Senti sempre un sommovimento dentro quando leggi di questi momenti di “contatto con la vita” che provano coloro che… nel corso della lunga detenzione, hanno, di tanto in tanto, momenti di “fuori le mura”.. e rifletti su come avrebbe molto senso che questi momenti fossero di più, per dare al detenuto ossigeno, emozioni, speranza. 

Credo che pochissime persone all’esterno possono capire quanto è preziosa qualche ora “fuori”, qualche ora sotto il sole, qualche ora con amici, amiche, parenti, figli… credo che pochi possano capire che valore hanno queste ore per un detenuto, che emozioni indescrivibili esse scatenano.

—————————————-

(…)

Ho esordito dicendoti che sto rispondendoti in ritardo e questo è dovuto al fatto che sono stato giù per il permesso di necessità accordatomi dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia per andar a casa, e fare visita al mio caro papà che versa in gravi condizioni di salute.

Io, come saprai, abito a Reggio e nel viaggio di andata, nel mentre, ho saputo che mi avrebbero appoggiato al carcere di Palmi invece di quello di Reggio che è molto vicino alla mia abitazione. Quando ho saputo ciò ne sono stato molto felice perché ho pensato di trascorrere amorevolmente delle giornate con mio fratello Nino, detenuto lì a Palmi.

Non avevo calcolato, però, la cattiveria delle persone. Ho tutte le ragioni per pensarla così. Mi spiego! Praticamente lunedì 26 ottobre scorso,alle 12:30 circa sono arrivato a Palmi, quindi convinto che avrei trovato mio fratello. Ma non è stato così, poiché alle 14:00 dello stesso giorno è stato trasferito a Reggio in quanto sabato 31 ottobre aveva la sentenza (è andata malissimo, 8 anni e 8 mesi, assurdo).

Non è finita qui, perché io la mattina del 7 novembre scorso, quindi sabato scorso, vengo tradotto alla volta di Spoleto e, nella stessa mattinata, mio fratello viene trasferito da Reggio a Palmi.

Credo che pensare male su questa vicenda è legittimo da parte mia. 

(…)

Circa l’andata a casa.. anche se è stato per un evento spiacevole (lo star male di mio papà) ho avuto molta gioia in quanto ho trascorso le due ore di permesso insieme ai miei genitori, a mio fratello Peppe, e a mia sorella Angela. Poco prima che andassi via, quasi alla scadenza delle due ore, hanno fatto entrare i miei nipoti per un brevissimo saluto.

All’uscita di casa, così come è accaduto la volta scorsa, c’erano ad aspettarmi, per un effimero saluto, delle amiche, amici, nonché paesani. L’emozione è stata così grande da essere inestimabile. Ho avuto veramente la gioia nel cuore per l’affetto che molte persone mi hanno dimostrato. A parte questo, l’avere contatto con la vita reale mi ha fatto apprezzare ancor di più la libertà e la vita stessa che, malgrado questa abbia tante insidie, ne vale veramente la pena di viverla.

(…)

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Un pensiero su “Lettera di Piero Pavone

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Cattiveria gratuita alla quale dobbiamo reagire con il sorriso se vogliamo disarmarla.

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