Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 gennaio – 21 febbraio (2015)

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Continua il recupero dei diari di Pasquale De Feo che erano rimasti accumulati. Un ringraziamento speciale a Nadia che si sta occupando nello specifico di questo recupero.

Oggi pubblico il diario di febbraio 2015.

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LA DIETA DELLE DODICI ORE

Hanno appurato scientificamente in laboratorio, che se si mangia entro le dodici ore, o anche meno si evita di ingrassare e si può perdere peso, si evita di accumulare grasso e di prendere il diabete.
Quando i pasti superano le dodici ore si va incontro all’obesità e tutte le patologie che ne conseguono, come il diabete.
Effettivamente quando mangiavo dalla mattina fino a mezzanotte, con tutta la ginnastica che facevo, erano 3-4 ore al giorno, ingrassavo e avevo il colesterolo alto.
Da quando sono regolare, dopo mangiato alle ore 18,00, non tocco più cibo, e siccome dalle ore 6,00 di mattina, rientro nelle dodici ore.
Forse anche per questo i nostri vecchi non ingrassavano, sia per la scarsità di cibo, ma anche perché erano regolari nell’alimentarsi.
22-01-2015

L’IPOCRISIA SAUDITA

Lo scrittore pakistano Alì A. Rizvi, ha criticato l’Arabia Saudita perché, fa fustigare il blogger Raid Badawi con mille frustate per l’insulto all’Islam. Il problema è solo la libertà di espressione, in una dittatura teocratica come quella saudita, ogni parola può essere usata per essere arrestati, processati e fustigati.
La dittatura saudita ha condannato il massacro di Charli Hedbo, ipocriti, mentre condanna il blogger.
In estate tutto il mondo si è inorridito per le decapitazioni dell’ISIS, mentre le diciannove decapitazioni dell’Arabia Saudita per stregoneria sono passate sotto silenzio mediatico.
La censura yankee impone a tutto il mondo occidentale di non toccare la dittatura più feroce del mondo, che ha creato una società medievale senza diritti umani.
23-01-2015

LA BARBARIA MEDIATICA

Alcuni mesi fa un malato di mente non rientrò dal permesso dal carcere di Genova, si chiamava Bartolomeo Gagliano.
I media si ricostruirono una gogna mediatica vergognosa, qualcosa di veramente indecente, come succede in questi casi, se qualche giornalista si dissocia, lo ridicolizzano in tutti i modi.
Oggi i notiziari TV danno la notizia, che a pochi mesi dalla scarcerazione l’hanno trovato impiccato nella sua cella.
Dalle rassegne in TV sui quotidiani, e quelli che ho letto, nessuno ha riportato la notizia, neanche un trafiletto. Vergognoso.
Quando si tratta di distruggere una persona o un sistema che non fa parte del potere, i media diventano delle bestie come i tagliagole dell’ISIS, ma quando dovrebbero scusarsi con un articolo, o censurano oppure fanno un trafiletto, questa volta hanno censurato senza neanche quattro righe all’interno del quotidiano.
24-01-2015

UNA BELLA NOTIZIA

Ieri mi ha scritto Carmelo, informandomi che gli era stata concessa l’inesigibilità, ha presentato un permesso da trascorrere con i familiari e il 4 marzo discute la semilibertà.
L’inesigibilità consiste nell’appurare da parte della magistratura della sorveglianza di certificare che i processi sono stati chiariti e pertanto non c’è bisogno di nessuna collaborazione.
L’ergastolo ostativo vieta qualsiasi accesso alle pene alternative, il famigerato art. 4 bis, una barbaria della giurisprudenza, condanna alla pena di morte tutti gli ergastolani a cui viene applicato.
Carmelo aveva l’ergastolo ostativo come l’abbiamo 1500 in Italia, l’unica via di uscita da questo orrore del diritto è l’inesigibilità.
Avendo la relazione extramuraria e l’inesigibilità potrà usufruire della concessione dei permessi e mi auguro che a marzo gli concedano anche la semilibertà.
Ho presentato anche io l’inesigibilità, mi auguro che il magistrato studi la documentazione che ho allegato, se lo fa, non ci sarebbero ostacoli a concedermi l’inesigibilità, in caso contrario rigettano o la fanno inammissibile come fanno con le altre istanze che presentiamo, non avendo nessuna volontà o forse meglio dire che non vogliono responsabilità, e pertanto non decidono e rigettano con motivazioni di ufficio, fumose senza sostanza.
25-01-2015

APERTURA ANNO GIUDIZIARIO

Ormai non è più il popolo sovrano, ma la magistratura è diventata sovraumana, una monarchia che non vuole direttive governative e addirittura vuole scriversi anche le regole legislative.
Ho ascoltato e letto sui quotidiani i discorsi dei magistrati all’apertura dell’anno giudiziario, l’unica cosa che gli interessava era di fare sentire la voce dei loro interessi, un po’ tutti hanno puntato il dito per le ferie che gli sono state tolte, meglio dire che ora fanno un mese come tutti gli altri comuni mortali, ma per loro è una lesa maestà. Hanno ammiccato che le riforme che vuole fare il governo non vanno bene e che devono essere fatte con il CSM, bene ha fatto un parlamentare del PD ricordandogli che le leggi le fa il parlamento.
Il magistrato Maddalena di Torino ha nominato Napoleon del libro della fattoria degli animali di Orwell, che usavano gli animali fino a farli schiattare dalla fatica, un paragone stupido, perché non c’è proprio un paragone con chi lavora e loro seduti a una scrivania. Li farei lavorare una settimana da contadini, oppure da muratori o scaricatori, dopo potranno capire cosa significa lavoro.
Esaltano Napolitano, in tutti questi anni li ha sempre difesi e non è passata mai una riforma o legge che i magistrati non volevano.
La cosa più singolare è che dicono che non è colpa loro lo sfascio della giustizia, ormai non hanno neanche più la decenza di ammettere la realtà.
Almeno il capo del governo Renzi, li ridicolizza ogni volta che gridano al complotto e vogliono passare da vittime.
Negli ultimi decenni hanno bloccato ogni riforma della giustizia, speriamo che Renzi le faccia e gli tolga tutto questo potere abusivo e dittatoriale che hanno.
26-01-2015
COMPLEANNO

Oggi è il mio compleanno, ormai ho perso il conto di quelli trascorsi in carcere. Ricordo che quando ero ragazzo un anno non passava mai, adesso passano a una velocità sorprendente, sembra ieri che era trascorso quello dell’anno nuovo.
Sono contento che il mio compleanno cade il 27 gennaio, perché è il giorno della memoria della SHOAH, il genocidio degli ebrei ma anche di altri milioni di persone.
Prima di questa immane tragedia c’era stata quella degli armeni, ma nessuno era stato così documentata come quella della seconda guerra mondiale, accaduta nell’indifferenza mondiale, dando certezza ai nazisti che non interessava a nessuno la sorte degli ebrei.
Questo singolare comportamento l’ho visto anche durante la guerra dei balcani, campi di concentramento con persone scheletriche e nessuno interveniva, fu la fuga di due milioni di kossovari scacciati dalle milizie serbe che diede la scossa per intervenire, in caso contrario la barbaria sarebbe continuata.
Mi piacerebbe visitare il luogo della memoria in Israele e Auschwitz in Polonia, sono luoghi molto suggestivi.
Mi auguro che anche gli italiani facciano i conti con le loro malefatte contro gli ebrei, in tono minore numericamente, ma anche noi abbiamo contribuito a inviare gli ebrei nei campi di sterminio.
Non solo quelli di Roma, ma anche in altri luoghi d’Italia.
Gli italiani non sono brava gente, sono come tutti i popoli. Sono le bestie che comandano che li traviano riempiendoli di odio per meglio controllarli. Ogni potere ha bisogno di un nemico.
27-01-2015

BEPPE GRILLO

Premesso che non credo a questi signori che vengono dal Nord per migliorare le cose nel Sud, l’hanno fatto in passato come nel recente passato, Berlusconi, Grillo ora Salvini. L’unico scopo e prendere voti, non gli interessa altro, così è stato in passato e così sarà anche in futuro.
I tosco padani sono rimasti alla conquista e il saccheggio del Meridione, di conseguenze per coprire i massacri perpetuati, inventarono il razzismo lombrosiano antimeridionale. Il tempo è trascorso e ormai quel seme è talmente radicato nelle menti dei settentrionali che è diventato un fatto naturale, ne parlano nei loro discorsi senza rendersene neanche più conto.
Berlusconi ha preso una valanga di voti nel Meridione, ma come quelli del passato ha pensato solo agli interessi del Nord, dirottando tutti i soldi i finanziamenti europei e interni in toscopadania, e i tanti lacchè politici meridionali intorno a lui non hanno detto una parola.
Salvini fino a ieri diceva che i napoletani puzzavano perché non si lavavano; qualcuno si è dimenticato di dirgli che quando non abitavamo già nelle case nella Magna Greca, loro vivevano ancora nelle grotte. Oggi a la faccia tosta di venire nel Meridione a chiedere i voti.
Renzi si sta comportando come ha fatto Berlusconi, dirotta tutti i finanziamenti del Sud nel settentrione; la musica non cambia.
Beppe Grillo nel suo delirio di onnipotenza di poter fare qualsiasi battuta, ha sviscerato quello che ha nel suo DNA, il razzismo antimeridionale.
Durante un comizio per la legalità ha detto che si rivolgeva alla portavoce napoletana del movimento sul palco con lui: “I napoletani? Se onesti, sono geneticamente modificati”. Credo che la frase non si presti a interpretazioni, razzismo puro del tipo colonialista.
La portavoce doveva rispondergli per le rime, ma ormai il movimento è diventato una sorta di partito nazionista o comunista dove è stato abolito il dissenso.
Il direttorio che gestiste il movimento è composto da quattro napoletani su cinque, nessuno ha detto niente. La nota lieta e che qualche giorno dopo dieci parlamentari, nove deputati hanno abbandonato Grillo, i motivi sono diversi ma va bene lo stesso, perché Grillo non merita di avere tutta la fiducia che gli italiani gli hanno dato, è un comico e lo è rimasto, viene usato dal suo Gurù Casaleggio esclusivamente per potere.
L’avvocato Angelo Pisano di Napoli ha denunciato Grillo per razzismo, ha fatto bene.
Mi auguro che alle prossime elezioni succeda come a Reggio Calabria, dal 26/27% è sceso al 2,6%, la gente gli ha dato i voti per il cambiamento, cosa ha fatto? Niente.
28-01-2015

MICHELLE OBAMA

Con la morte del re dell’Arabia Saudita, tutti i capi di Stato del mondo sono andati a rendere le condoglianze.
Obama trovandosi in India ha ritardato di qualche giorno, pertanto i media gli hanno dato più risalto alla sua visita perché è successo un evento a parer mio bellissimo, la sua bella moglie Michelle si è presentata a fianco del marito scoperta e con i pantaloni, imbarazzo generale di tutti i notabili, tutto il mondo ha visto e ammirato questo gesto, come credo anche le donne saudite. Durante i saluti ci sono stati alcuni notabili più coraggiosi le hanno dato la mano la maggioranza ha fatto solo un cenno con il capo.
La televisione saudita ha oscurato la figura di Michelle, la cosa più deplorevole è stata che alcune TV americane hanno mandato in onda le riprese oscurate saudite e non quelle che hanno visto tutto il globo.
Un gesto simile conta più di tante chiacchiere dei politici e i media, bisogna far capire che non possiamo ritornare nel medioevo perché loro devono mantenere il potere nei loro paesi con la scusa della religione.
Noi siamo già passati nei secoli scorsi con la Chiesa che aveva gli stessi comportamenti dell’Islam; il cristianesimo ha fatto le crociate, la persecuzione degli eretici e del libero pensiero, ha bruciato le donne con l’accusa di stregoneria, ha fatto dilaniare l’Europa nelle guerre di religione, ha conteso fino all’ultimo il primato all’autorità politica, alla fine ha dovuto adeguarsi al progresso e alla civiltà.
Devono farlo anche loro se vogliono vivere nel mondo civile, separare la politica dalla religione, liberare le donne dalla prigionia in cui le hanno relegate, abolire le leggi del taglione di piazza e portare il paese nella civiltà del terzo millennio.
29-01-2015

HANNO PERSO LA DECENZA

Ormai non hanno più decenza, sono attaccati ai loro privilegi peggio dei politici. Hanno fatto tanti casini per via del taglio delle ferie, da 45 a 30 giorni come tutti i comuni mortali, non hanno digerito questa lesa maestà, neanche di fronte alla grave crisi che attanaglia il paese li fa desistere.
Leggo un articolo in cui il CSM afferma che la legge non ha abolito le ferie per loro, ma lo hanno fatto solo per tutti i magistrati, quelli della Corte dei Conti, amministrativi ecc; loro vengono menzionati, anche se in generale menziona tutti i giudici, siccome non ha voluto lasciare che altri tipi di giudici non penali e civili con scuse varie avrebbero potuto intraprendere la legge a uso e consumo, hanno citato un po’ tutti, invece l’hanno fatto proprio i magistrati penali quelli che per cui è stata fatta la legge.
Stanno facendo la stessa cosa del decurta mento del 5% degli stipendi, tutti i dipendenti pubblici l’hanno avuta, solo loro con la complicità della Corte Costituzionale sono riusciti a farsela ridare e revocare, un atto vergognoso.
Ora stanno facendo la stessa cosa.
30/01/2015

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Hanno nominato il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giudice della Corte Costituzionale.
È stato impostato da Renzi a tutti, persino a Berlusconi e Alfano, pertanto questo patto del Nazzareno mi sembra a senso unico. Lasciamo da parte Alfano che sta lì perché lo vuole la Chiesa e a Renzi gli conviene. Come d’altronde Berlusconi gli serve per tenere a bada i ricatti della minoranza del PD. Sa giocare bene a scacchi e usare le regole istituzionali.
Il tempo dirà la verità, ma ho l’impressione che Renzi stia facendo come nel Gattopardo: “cambiare tutto per non cambiare niente”.
Sergio Mattarella è un democristiano della prima repubblica, ha ricoperto un pò tutte le cariche pubbliche, ma io lo ricordo principalmente per la legge mattarellum che affossò i referendum sul sistema maggioritario, oggi ne vediamo i risultati con lo sfacelo di leggi vergognose elettorali.
Bisogna ricordarlo anche per tutte le sentenze liberticide e vergognose emanate dalla Consulta mentre lui era giudice, potrei citarne tante, anche per noi detenuti.
Sta bene alla sinistra perché è un burocrate politico di affidamento, come alla chiesa essendo un fedele osservante, e a tutte le istituzioni perché lui è uno di loro.
Renzi ha trovato un nuovo Napolitano, da un vecchio arnese comunista ne ha trovato uno democristiano di famiglia, lo era anche il padre.
Lo stanno glorificando perché nel 1980 uccisero il fratello a Palermo, fino ad oggi è l’unica omicidio eccellente che non si conoscono esecutori e mandanti, fu inquisito il neofascista Fioravanti e poi scagionato. È strano che con tutti i pentiti che hanno fatto chiarezza ormai su tutto, questi rimane nel mistero.
Oggi è attribuito alla mafia perché aiuta al personaggio e lo possono glorificare.
Personalmente non mi piace, un burocrate non porta niente di nuovo, perché farà di tutto affinché nulla cambi e si prostrerà come Napolitano nella difesa del sistema e della Chiesa.
31/01/2015

IL PRINCIPIO PASSIONE

Trovare degli intellettuali in tutti i campi che non ragionano in modo settario è molto difficile, perché ognuno cerca la quadratura del cerchio delle sue convinzioni, riportando sempre ogni cosa alla sua materia specifica.
Ho finito di leggere il libro “Il principio passione” del teologo Vito Mancuso, edizione Garzanti.
Complimenti allo scrittore e alla sua vasta cultura che spazia senza remore in ogni direzione, e ammirevole nella chiarezza senza reticenze anche nei periodi oscuri della Chiesa.
Premetto che non mi attirano i teologi perché ritengo che vogliono sempre chiudere la squadra intorno alla religione, dicono cose belle ma mai fine a se stesse, complicando le cose rendendole tortuose.
Se avessi la cultura di Mancuso mi sentirei il padrone del mondo.
Sono convinto che la religione dovrebbe bastare a se stessa e non cercare di inquinare con teorie astratte e pericolose che alimentano odio e pregiudizi la società.
La fisica, la biologia, ecc. non dovrebbero essere campi di scontro, perché sono materie che niente hanno a che vedere con la religione, ma siccome si cerca come nel passato di prevalere su ogni aspetto culturale della vita per controllarla, anche per questo motivo i regimi religiosi sono i più illiberali del mondo, hanno sempre prodotto oscurità, violenza e mancanza di libertà.
Tutto quello che conosciamo e le scoperte delle ricerche che hanno prodotto un progresso in ogni campo con ricadute su tutti i risvolti della società, ma principalmente sulla cultura e sulla civiltà derivano dalla scienza. La religione non ha mai prodotto progresso, la Bibbia p immutabile da 2000 anni e non c’è niente che abbia aiutato l’umanità a progredire, anzi ci sono stati periodi storici che il fanatismo religioso ha bloccato la ricerca e il progresso scientifico.
Con la fisica la chiesa ha dovuto lasciare il monopolio delle stupidaggini dei secoli passati con la terra piatta e che tutto girava intorno alla terra perché era al centro dell’universo. Ogni lotta contro la biologia impedendo che l’Italia possa progredire come altre nazioni nella ricerca con nuove scoperte che possono aiutare la procreazione e curare più efficacemente tante malattie.
Sono convinto che la Chiesa se ne avvantaggerebbe come quando fu costretta a lasciare il potere temporale, se pensasse solo alla spiritualità della religione.
Il controllo delle menti con concetti che mirano solo a plasmare la società come un gregge di pecore nel sopportare le ingiustizie del potere perché la ricompensa sarà il paradiso, mentre i potenti o gli aristocratici hanno il paradiso qui e nell’aldilà, è qualcosa di palesemente scorretto.
La religione deve essere armonia, amore, solidarietà, uguaglianza, fratellanza, rispetto della natura e del bene comune, altre cose non hanno nessuna attinenza, diventa politica, potere controllo.
Come ogni libro trasmette qualcosa, questo un po’ di più perché affronta temi che riguardano la vita di tutta l’umanità, concordo con lui sull’amore universale, è il centro di ogni cosa perché in ogni nostra azione se c’è amore tutto è diverso, l’armonia dell’amore rende tutto meraviglioso e la vita splendida.
Sono contrario su alcuni temi e il lavoro di amarli con il suo opposto non credo che vadano bene, inizio dall’evoluzione e il creazionismo: l’evoluzione ha basi scientifiche come ha riconosciuto lo stesso scrittore che ha citato Giovanni Paolo II che il 22 marzo 1996 disse ai membri dell’accademia pontificia delle scienze: “nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi”.
È scienza e non elucubrazioni filosofiche o di altra natura. La scienza può sbagliare nelle ricerche e nelle sue osservazioni, ma con il tempo altri scienziati trovano la strada giusta per giungere alla scoperta.
Il creazionismo non ha nessuna attinenza scientifica, anzi i dati scientifici la contestano, Mancuso riporta con il numeri ciò che sto scrivendo, su quando è nato il mondo e l’evoluzione dell’essere umano, e sono molto diversi di quelli della Bibbia.
Il capitolo della creazione del mondo nella Bibbia sarebbe copiato nella cattività babilonese degli ebrei. I babilonesi avevano nella loro religione lo stesso racconto della creazione e anche sul diluvio universale.
Spesse volte i meteoriti hanno cambiato tutto il sistema, l’ultimo fu 65 milioni di anni fa, con l’estinzione dei dinosauri e la sostituzione con i mammiferi attuali, la terra ci ha messo alcuni miliardi di anni per riprendersi, come era già avvenuto in epoche antecedenti.
Questo dimostra che l’evoluzione è la strada che ha creato tutto ciò che esiste sul pianeta.
Riferendoci alla terra, è un organismo vivente che non ha avuto bisogno di entità superiori per svilupparsi, in miliardi di anni ha creato quello che è oggi, e che purtroppo gli esseri umani stanno distruggendo.
Noi siamo una piccola goccia nell’immensità dell’universo, talmente vasto che non riusciamo neanche a fare una teoria certa se ha un termine, pertanto è presunzione credere che un essere per quanto superiore possa aver generato tutto ciò, se aveva questo potere perché non ha messo ordine?
Perché non permette che riusciamo a contattare le altre civiltà che sicuramente esistono a miliardi di anni luci da noi, come anche abbattere tante crudeltà, dolore e sofferenza che quotidianamente colpisce l’umanità.
Riguarda al diavolo, non credo che esiste come ne tantomeno l’inferno, anche il discorso sul satana che governa il mondo per spargere male, sono scettico perché sono convinto che ogni essere umano alberga il male e il bene, sono le azioni che li fanno emergere, ma non credo che si manifestano per aiutare il diavolo. Le situazioni della vita sono il degrado sociale e tante altre cose che agevolano a commettere azioni che nella normalità nessun uomo farebbe.
Ho scoperto una cosa che non sapevo, in ebraico si dice satan che significa “accusatore” cioè PM, pertanto se esisterebbe satana sarebbero i Pubblici Ministeri, ora incomincio a capire tante cose.
Concordo sulla passione, se si spegne si spegne la vita, ma non condivido il discorso dei desideri, non possono essere nostri nemici come è scritto nel libro sacro degli Hindu che lui cita. Cosa sarebbe la vita senza desideri? Un guscio vuoto. I desideri sono come la passione vanno di pari passo. La vita è fatta di tante cose insieme, sentimenti che ci rendono umani. Quello che rende diverso e quando quei sentimenti naturali diventano snodati o innaturali, e si trasformano in distruttivi.
Nulla di grande è mai stato fatto senza passione ed entusiasmo.
La vita non ha mai riservato a nessuno un viaggio in prima classe. Nessun dolore, lacrime e sofferenze, sono troppo cari per il prezzo del biglietto dell’esistenza. Condivido pienamente.
01/02/2015

KOBANE

È notizia confermata che la cittadina curda di Kobane del nord della Siria è stata liberata dall’assedio dell’ISIS.
Hanno combattuto duramente gli abitanti ma alla fine si sono liberati.
Chi avrà preso la notizia in modo non entusiasmante è stato il governo turco, ha aiutato tutti in tutti i modi i tagliagole del vessillo nero, che la gioia curda gli sarà andata di traverso.
La gente è scesa in strada a festeggiare, anche se la città è quasi completamente distrutta, un cumulo di macerie, ma la gioia fa dimenticare tanti mesi di stenti e distruzioni.
Gli americani hanno contribuito molto, con il raid aerei hanno fermato e fiaccato l’attacco dei fanatici islamisti.
Sono molto contento e auspico in un tempo non molto lontano che finalmente nasca uno Stato Curdo, troppo hanno sofferto e meritano il focolare di una patria.
02-02-2015

RAZZISMO DI STATO

La Treccani enciclopedia statale ha fatto una cosa veramente deplorevole, per usare un termine diplomatico perché è razzismo, quello spregevole dei leghisti.
Prima l’aveva fatto anche “Il grande dizionario italiano” di Aldo Gabrielli, usando la stessa interpretazione.
Alla voce Napoli hanno scritto che significa “ladri e ruffiani”, una definizione razzista e offensiva verso la città e i suoi abitanti. Continua: “Designazione e appellativo ingiurioso usato stavolta per designare i napoletani o, più generalmente, un meridionale immigrato del Nord Italia”.
Quei termini scritti in dizionari importanti dimostra che vogliono dare una legittimazione dell’offesa rivolta ai napoletani, si accetta culturalmente la discriminazione territoriale.
Si afferma quel razzismo lombrosiano che tanto ha istigato odio razziale in un secolo e mezzo di unità della penisola, usato per rendere il Meridione ciò che è oggi.
03-02-2015

NAPOLI SBAGLIATA

Credo che leggendo i libri scritti in determinati periodi o raccontando la loro storia si capisce molto meglio un periodo storico che tanti libri di storia che vengono “addomesticati” al potere imperante, costringendo milioni di studenti a sorbirsi favolette infarcite di menzogne storiche.
Avevo due libri che mi aveva regalato l’amica Beatrice, scritti da Antonio Ghirelli, per motivi vari avevo sempre rinviato la lettura, quando mi ha chiesto un parere dopo circa un anno, l’imbarazzo è stato palese. Ho finito di leggere il libro di Mancuso e subito dopo ho letto il primo libro e nei prossimi giorni inizierò il secondo.
Il libro infinito è intitolato “Napoli sbagliata”. Editore Cappelli. Scritto da Antonio Girelli.
Ripercorre la sua vita da bambino fino a ottobre 1943 durante lo sbarco americano a Salerno e la risalita verso Napoli.
Tutte le vicissitudini della sua adolescenza, la caduta della sua famiglia nelle ristrettezze economiche e la sua formazione durante il fascismo.
Quello che mi è rimasto impresso è stata la manipolazione culturale affinché oltre il 60% degli italiani si riteneva fascista convinta, sicuri che Mussolini stava facendo grande il Paese e costruendo un impero, quando invece con il suo bluff stava facendo sprofondare l’Italia in una catastrofe.
Dalle pagine del suo vissuto giornaliero si può comprendere come riuscirono a imprimere nelle menti quelle gocce di veleno che portarono anche all’infamia delle leggi razziali.
Ghirelli con la madre entusiasta di Mussolini, con la guerra e le tragedie che ne derivano cambiarono opinione e divennero ferocemente antifascisti, d’altronde come lo divennero quasi tutti gli italiani.
Questi libri scritti in prima persona aiutano a penetrare meglio i fatti storici, a capirli tramite il quotidiano della gente e farsi un quadro più veritiero della storia.
04-02-2015

SALVATORE CUFFARO

L’ex presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro, condannato per favoreggiamento a 7 anni di carcere per aver avvisato un dottore che aveva una cimice con telecamera in casa, e siccome questo dottore era stato condannato per associazione mafiosa, di conseguenza la setta antimafia ha fatto una campagna giustizialista mediatica sulla sua contiguità alla mafia.
Con dignità è andato a presentarsi a Rebibbia e sta scontando la sua pena, senza chiedere sconti o fare piagnistei come fanno altri politici, in ultimi dell’Utri che sbraita che ha perso 12KG e i familiari che si lamentano delle ottuse disposizioni penitenziarie. Qualcuno dovrebbe ricordargli a lui e alla sua famiglia che per 20 anni è stato senatore e consigliere di Berlusconi, quando facevano fare infami legge ad Alfano, pertanto si facesse la galera e abbia la dignità (se ne ha mai avuta) di starsi zitto.
Cuffaro sta scontando fino all’ultimo giorno, neanche si lamenta che non gli fanno vedere il padre vivo e l’hanno mandato dopo morto. Gli impediscono di vedere la madre perché avendo l’alzheimer non lo riconoscerebbe, questo ha scritto nel rigetto del permesso il magistrato di sorveglianza, come se la richiesta l’avesse fatta la madre, inoltre come se un figlio non può vedere la madre malata anche se non lo riconosce. Assurdo.
I legali di Cuffaro su richiesta della sua famiglia hanno presentato la grazia senza il suo beneplacido. La madre nei momenti di lucidità ha chiesto con insistenza che gli venga presentata la grazia.
Cuffaro ha dichiarato al settimanale “Gente” che: “rifiuterà la grazia se gli verrà concessa, perché non ritiene giusto che a me venga concessa la grazia e non ai miei compagni con cui condivido sofferenze e speranze”.
La setta antimafia ha usato tutti i mezzi per mostrificarlo e ridicolizzarlo, persino il suo soprannome è stato citato in tutte le salse per screditarlo e colpevolizzarlo; lo chiamavano “vasa vasa” perché quando andava in giro per fare comizi o per motivi istituzionali abbracciava e baciava tutti.
Confrontandolo con alcuni della setta antimafia, che quando sentono di perdere potere e privilegi corrono a piangere anche a “Striscia la Notizia”, senza un briciolo di dignità.
Cuffaro ha dimostrato di essere uomo anche nei momenti peggiori della sua vita, anzi è proprio in situazioni estreme che un uomo deve dimostrare di essere tale.
Anni di gogna mediatica avevano confuso anche me, oggi comprendo come la magistratura faccia politica con le sentenze per portare al potere figuri come Rosario Crocetta, ritenuto dai suoi stessi alleati come Claudio Fava un essere meschino e miserabile.
Se prima c’era da parte mia indifferenza nei confronti di Cuffaro, oggi l’ammiro come uomo, come detenuto e anche come politico, perché se c’è ancora tanta gente che lo segue vuol dire che ha fatto tante cose buone.
05-02-2015

TRUFFA PROCEDURALE

La settimana scorsa avevo visto un servizio delle Iene su Italia Uno, si trattava dell’omicidio Magherini. Faceva vedere che la principale teste fidanzata di un carabiniere dei RIS, aveva ritrattato la sua deposizione e favorito con la nuova versione gli assassini carabinieri.
Il servizio mandato in onda, se si fosse trattato non di Firenze ma del Meridione, si sarebbe parlato subito di omertà mafiosa, sviluppando tutta la retorica di bassa lega di cui sono capaci quelli della setta antimafia.
Oggi leggo su un quotidiano che i 4 carabinieri e i 3 volontari dell’omicidio sono stati rinviati a giudizio e devono affrontare il processo, ma come succede in questi casi le procure truffano i cittadini perché l’accusa è sempre omicidio colposo, così partono già con il piede sbagliato per ingannare i familiari delle vittime.
Il motivo è triplice, primo la condanna sarebbe minima che può essere scontata agli arresti domiciliari oppure prendere subito una pena alternativa senza passare per il carcere. Secondo se cambia titolo di reato in udienza, il processo si incamera nel labirinto delle calende greche. Terzo anche se condannati non potranno essere licenziati, perché c’è una norma per gli uomini in divisa che per i reati colposi non c’è licenziamento.
I famigliari non conoscendo tutto ciò, si ritengono soddisfatti quando invece le procure li stanno truffando per proteggere tutti quelli che portano una divisa.
06-02-2015

L’INFINITÁ DELLA NATURA

Negli Stati Uniti allo zoo di Lousville, un pitone femmina di sei metri ha deposto sei uova e sono nati sei piccoli.
Fino a qui niente di particolare, se non fosse che da quattro anni il pitone non ha ricevuto nessuna visita maschile, ma è sempre stata da sola.
In alcune specie di animali succede che fanno da se con la partenogenesi, una modalità produttiva il cui uovo si sviluppa senza fecondazione. Si chiama anche riproduzione unisessuale, perché è solo un fatto femminile.
La natura non smette mai di stupirci, anche per questo riesce a rimediare da sola alle ferite che gli infliggiamo.
Ci sono posti in cui l’essere umano combina disastri immani, ma abbandonato il luogo in una generazione la natura si riprende di nuovo.
Ricordo che negli anni 50-60 gli Stati Uniti fecero esplodere bombe atomiche su alcune isolette del Pacifico, dopo oltre cinquant’anni la natura è risorta di nuovo rigogliosa.
07-02-2015

GIAPPONE

Il Giappone non finisce mai di stupirmi in senso positivo, tempo fa avevo letto una intervista del CT del Giappone Zaccheroni che ne decantava le lodi.
Leggendo una intervista della scrittrice Dacia Maraini che da piccola ha vissuto in Giappone e durante la guerra fu internata perché suo padre non volle aderire alla Repubblica di Salò, ha descritto l’anima del popolo del sol levante.
Tutti sono rimasti meravigliati che i genitori del giornalista ucciso dai tagliagole del ISIS abbia chiesto davanti alle telecamere perdono a tutto il Giappone per il disturbo che hanno creato. La scrittrice ha spiegato che procurare dolore o uno choc alla comunità è una colpa.
Il senso dell’onore. Ma, soprattutto, l’indistruttibile sentimento di far parte di una comunità coesa e solidale, è la chiave per comprendere il gesto dei genitori. Un comportamento che nasce nella consapevolezza di appartenere a una collettività che viene prima di ogni altra cosa, compresi se stessi e la propria famiglia. L’individuo viene sempre per ultimo.
Il senso fortissimo di comunità che fa il Giappone una cultura unica nel suo genere. Per prima cosa esiste il dovere verso la collettività, poi verso la famiglia, infine l’individuo. Tutto l’incontrario di quando avviene da noi.
Essere giapponesi significa riconoscersi in una cultura, una tradizione, una storia, dove la comunità viene davanti a tutti. Per capire il Giappone di deve guardare al suo passato, in caso contrario è difficile capire.
Di fronte alla tragedia che emerge il senso di comunità. Kenji Goto è andato a cercare il suo compagno consapevole del rischio mortale che correva, ma il suo senso dell’onore e del dovere glielo imponeva.
Racconta, che quando gli americani sganciavano le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki tutti i villaggi intorno accorsero per aiutare e soccorrere la popolazione, morirono in tanti per le radiazioni.
Molti non hanno compreso il distacco o meglio dire la mancanza di dolore, spiega che è un altro carattere storico dei giapponesi. Che hanno come imperativo morale il sapersi controllare, reprimere i propri sentimenti, a volte anche troppo. Il vero giapponese è una persona impassibili davanti al dolore, alla paura.
È nella loro cultura, che è insieme di derivazione scintoista e buddista. Gli insegnamenti del Buddha reclamano distacco dalle cose terrene. Lo shinto, religione autoctona, predica la comunione con la natura e i suoi spiriti divini. Dunque la paura viene nascosta e la morte appare come un passaggio da affrontare senza timori.
Il giornalista sotto minaccia del coltello era quasi sereno, come è nella loro cultura.
08-02-2015

IL FUTURO

Spesso penso al giorno che uscirò, se mai avverrà, ma quello che mi fa riflettere e se riuscirò ad adeguarmi alla vita sociale, relazionarmi nel quotidiano con tante persone, risolvere problemi burocratici che in carcere non abbiamo e tante altre cose.
Dopo tanti anni, l’esclusione dalla società ci ha resi indipendenti come dei bambini, fino a quando stiamo chiusi qui dentro non c’è ne rendiamo conto, ma una volta fuori bisogna occuparsi di cosa e sarà molto difficile, non essendo più abituati.
In Danimarca per impedire questi problemi, consegnano ogni settimana un budget per ogni detenuto, in modo che non perdano la dimestichezza con la quotidianità, sapersi gestire con i soldi per comprarsi tutto ciò che gli occorre, dal cibo alle altre cose, in più danno un lavoro a tutti affinché abbiano l’indipendenza economica in modo che quando escono non si trovino in difficoltà.
In Svezia fanno formazione reale, sia per imparare un lavoro e sia per aprirsi un attività, li seguono anche fuori per aiutarli nei momenti di difficoltà, fino a quando non decollano con il pieno inserimento.
In Italia ti conoscono solo per reprimerti e contenerti nelle carceri, altre cose non gli interessano, quando hanno finito ti abbandonano al tuo destino, come dire: “arrangiati”, per questo la recidiva è la più alta d’Europa.
Posso ritenermi fortunato, perché ho una famiglia e verrò aiutato, in tanti escono senza avere la possibilità di essere aiutati e ritornano a delinquere, in questo caso la colpa non è di queste persone ma dello Stato che in questo modo ha un comportamento più criminale delle persone che scontano una pena.
Purtroppo non c’è redenzione perché abbiamo una classe politica miserabile, e usa i fatti di cronaca e il disagio sociale per farsi politica mirando agli istinti primordiali della gente, aizzandoli come si faceva un tempo con le folle in piazza.
Verrà un giorno in cui tutto ciò cambierà? Ne dubito, perché il business penitenziario-giustizia è troppo ghiotto e non vogliono mollarlo.
09-02-2015

#IO LEGGO PERCHÉ#

L’associazione italiana editori ha messo un progetto “IOLEGGOPERCHÈ” che termina il 23 aprile con una trasmissione su Rai Tre, per invogliare a leggere la gente perché oltre la metà degli italiani non legge un libro, solo 28,3 milioni di italiani leggono; nel 2014 sono uscito dalla lettura 800 mila lettori.
Molti scrittori importanti di fama internazionale hanno aderito al progetto, tra cui Umberto Eco che ha detto: “Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni”.
Umberto Eco scrive spesso anche su Repubblica, forse avrà un contratto part-time.
Il 2 gennaio 2014 Repubblica fece un articolo a cui fu dato ampia risonanza mediatica, la notizia fu ripresa anche da altri quotidiani. Avevo scritto una lettera alla direttrice del Manifesto, perché ad Ascoli Piceno nel Regime di tortura del 41 bis vietavano a Davide Emmanuello la lettura del Manifesto che gli veniva spedito dalla redazione, anche il libro “In nome della rosa” di Umberto Eco della biblioteca del carcere.
Il carcere rispose con motivazioni assurde, arrampicandosi sugli specchi anche con la complicità del magistrato di sorveglianza e il difensore civico.
Trattandosi di Repubblica pensavo che Umberto Eco avrebbe speso due parole, essendo il suo libro che veniva messo all’indice dai Torquemada di Ascoli Piceno, invece silenzio assoluto, forse perché si trattava dei mostri del regime di tortura del 41 bis.
Quando si limita o si proibisce la lettura dei libri, tutti hanno il dovere di intervenire, perché solo le dittature arrivano a proibire la cultura.
Oggi Eco dice che dobbiamo leggere, forse qualcuno dovrebbe dirgli che i reclusi sono la categoria di lettori più proficui del popolo italiano.
Comunque le iniziative per incrementare la cultura meritano il plauso e la partecipazione di tutti.
Se c’è qualcuno di buona volontà che voglia informare chi ma messo su questa iniziativa, che nei regimi di tortura del 41 bis impediscono la lettura dei libri. C’è un censore che decide quali libri della biblioteca del carcere si possono leggere, come anche il divieto che i famigliari possono spedire libri e altro materiale cartaceo. Questo è l’indirizzo web: “www.ioleggoperchè.it”
10-02-2015

CESARE LOMBROSO

Leggo un articolo sul razzista Cesare Lombroso, dove viene trattato sempre come se fosse un grande scienziato, il Corriere della Sera quando si tratta di gentaglia che parla o che ha parlato male dei meridionali, è molto generoso.
Come i pettegoli criticava i professori e studiava la magia, scrive che: “Non v’è solo la camorra nel golfo di Napoli e fra cocchieri e i rivenduglioli: purtroppo ve né pure, e di terribile nel seno delle Facoltà e nelle regioni governate, se non proprio nel Governo, così forte, in ogni modo, da forzare a questo la mano”.
Le università dell’ex Regno delle Due Sicilie furono esautorate del 90% dei professori, rimasero solo i più mediocri che si arruffianavano con i piemontesi, altrettanto fecero con la magistratura, esautorando il 90%, rimasero solo quelli che legittimarono giuridicamente tutte le nefandezze che commisero; legalizzarono il fiume di sangue anche con l’aiuto di scienziati, Lombroso gli diede copertura morale con le sue folli tesi sull’interiorità dei meridionali.
Un miserabile del genere, non mi meraviglia che si dava alla magia.
Purtroppo ancora oggi Cesare Lombroso viene considerato come un grande scienziato, invece andrebbe rimosso con la “damnatia memoriae”, per i genocidi che ha causato. Non bisogna dimenticare che l’ideologo nazista Alfred Rosemberg sulle razze, aveva come punto di riferimento per le sue basi scientifiche, le teorie folli di Cesare Lombroso.
11-02-2015

LA MAFIA ROSSA

Mentre leggevo un giornale siciliano anarchico che stampano una volta al mese, tra le tante cose interessanti mi ha colpito un articolo molto singolare.
Nella città di Ragusa c’è una ditta per la raccolta dei rifiuti, si chiama Busso, ha istaurato un clima di terrore con i dipendenti con la complicità della CGIL.
Il sindacato della CGIL è diventato il poliziotto del padrone, controllano, riscattano, minacciano insomma fanno vivere gli operai nel terrore.
Si sono creati due sindacati per lottare contro tutti questi abusi, ma la CGIL con il padrone per intimorire gli operai, li riempiono di provvedimenti disciplinari.
Talmente è l’arroganza che il padrone con il segretario della CGIL locale, girano tutto il giorno a controllare i dipendenti, ma principalmente per punirli.
Minacciano in tutti i modi i due sindacati di base degli operai, la CGIL li ha addirittura denunciati, perché a loro dire “turbano la pax sindacale” che hanno istaurato nel “feudo” che credono di loro proprietà.
Credo che di queste nefandezze c’è ne sono tante in giro per l’Italia ma i media censurano perché i sindacati confederati non di devono toccare.
Ormai questi sindacati sono diventati un associazione a delinquere, ma non pagano niente perché il loro agire è legale agli occhi dei PM, mentre se lo facesse un povero cristo gli darebbero tanti anni di carcere e verrebbe catalogato mafioso a seconda della legge.
12-01-2015

LE TRIVELAZIONI

Con la recente legge sulle trivellazioni, i petrolieri stanno assaltando l’Italia perché le tasse sono molto basse e trattiene solo il 10% del profitto, per fare un esempio Gheddafi tratteneva il 90%.
Anche se non c’è petrolio di qualità come quello libico, il nostro è poco, sporco e pieno di zolfo, con le royalty al 10% conviene a tutti i petrolieri.
Stanno trivellando da tutte le parti, principalmente in mare, non essendoci controlli combineranno disastri e inquinamenti a livello industriale.
La truffa petroliera spacciata come occasione di sviluppo e benessere, quando invece ci saranno pochi posti di lavoro è tanto inquinamento.
Nei posti dove hanno messo la tenda, hanno creato disagi e migliaia di morti con i loro sversamenti. In Sicilia ci sono zone come Gela che i bambini nascono malformati, la gente che muore per i tumori vari, sono superiori a qualsiasi luogo d’Italia.
Incomincio ad avere dei dubbi sull’operato di Renzi.
13-02-2015

LE TRUFFE DELLO STATO

Tempo fa nel chiedere a mio padre come mai tardavano tanto le mie lettere, mi rispose che il postino doveva venire da Stio, un paese abbastanza lontano da dove abita mio padre.
Ricordo che dove abitava mio padre c’era la posta, anche se c’era un solo addetto, ma bastava per le faccende postali di tutta la frazione. Fino a pochi anni fa la posta era solo nel comune. Oggi l’hanno tolta anche nel comune e gli abitanti devono usare la posta di un altro paese, appunto Stio.
La posta è uno dei pochi presidi pubblici dello Stato che svolge il servizio di corrispondenza e anche il pagamento delle pensioni, ora tutte queste persone anziane avranno difficoltà.
Oggi leggo che l’on. Paolo Parentela del movimento 5 stelle ha fatto un interrogazione parlamentare perché in Calabria vogliono chiudere decine di uffici postali nei piccoli centri.
Il TAR si era espresso negativamente a questa chiusura di tutti questi centri postali, motivando che gli interessi sociali non possono essere sottomessi alla forsennata ricerca dell’utile.
Il servizio pubblico non può avere per forza un utile, in caso contrario sarebbe un servizio privato, mi chiedo dove sono i sindacati? Questi si muovono solo quando toccano i loro interessi.
Il servizio postale in questi piccoli centri lo ritengono una perdita, invece tutte le assunzioni dei figli dei sindacalisti, non sono una perdita.
Ci aumentano le tariffe dei bolli, marche da bollo, raccomandate, telex ecc., a cosa servono tutti questi rincari?
Anche se ritenessero che con internet tanti servizi si possono sbrigare da casa, ma la carenza di infrastrutture e della banda larga e del digital divide in tutto il Meridione, non permette di farlo.
Ho l’impressione che stanno facendo come con le ferrovie, tagliano tutto nel Meridione, dobbiamo rimanere per forza indietro e parificarci con gli stati africani del Nord.
14-02-2015

IL PICCIONE

A Milano il 6 giugno 2010 fa un avvocato cinquantenne con un fucile ad aria compressa uccide un piccione, la sua motivazione e che suo figlio si era ammalato per colpa dei piccioni ed era entrato in coma.
I vicini di casa dichiarano ai carabinieri che era due anni che a ogni occasione uccideva i piccioni con il fucile ad aria compressa.
I carabinieri non scrissero nessun verbale su ciò che aveva dichiarato il fucilatore dei piccioni, ma lo denunciarono.
Il processo dopo cinque anni continua ad andare avanti, fino ad oggi sono stati impegnati 18 magistrati e un numero considerevole di impiegati del tribunale.
Il 6 giugno 2015 il reato andrà in prescrizione, se la cassazione non interverrà prima per un giudizio definitivo.
Altri giudici e impiegati che dovranno occuparsi della faccenda. Questo dimostra come sia lenta e burocratica la giustizia italiana.
Però c’è da fare un distinguo, i cosiddetti colletti bianchi e chi può permetterselo i processi nella maggior parte vengono “amnistiati” con la prescrizione, circa 200 processi all’anno, tutti i poveri cristi non hanno nessuna possibilità di usufruire di questo istituto. Inoltre se si facesse una statistica tra nord, centro e sud, sono certo che la stragrande maggioranza delle prescrizioni si prendono al centro-sud, una piccola parte, insignificante, si prende al sud. Ma, come sempre quando è il nord a usufruire di queste agevolazioni di clemenza non si citano le statistiche, quelle valgono solo per il sud sempre in negativo, per il nord le statistiche vengono citate solo in positivo, mai in negativo.
15-02-2015

RODOLFO GRAZIANI

Oggi ho visto una trasmissione sulla Rai che parlava della conquista dell’Etiopia nel 1936, il servizio era di molti anni fa, perché intervistavano testimoni diretti dell’epoca.
Qualche tempo fa avevo scritto cosa avevano combinato gli “italiani brava gente” in Etiopia, distruzione peggiore di quella dei nazisti in Polonia e Russia.
Raccontava uno dei testimoni, all’epoca militare italiano ad Addis Abeba, che quando ci fu l’attentato al generale Graziani vicerè d’Etiopia, fece partire una feroce rappresaglia, i reparti fascisti iniziarono a uccidere tutti gli etiopi che trovavano nelle strade, quando ebbri di sangue si stancarono, i militari furono chiamati per raccogliere i cadaveri, lavorarono tutta la notte con cento camion per portarli fuori città, erano migliaia i morti. Il giorno dopo furono bruciati con i lanciafiamme.
Nei giorni seguenti la mattanza continuò senza risparmiare nessuno, bambini, donne, anziani e religiosi. Entravano nei conventi e uccidevano tutti, anche i seminaristi.
Disgustati anche a Roma dai metodi di questo macellaio, lo sostituirono con il Duca d’Aosta di Savoia, che cercò di avviare un dialogo con gli etiopi, ma ormai la crudeltà di Graziani aveva istillato nei cuori etiopi la ribellione.
Lo stesso metodo l’aveva usato in Libia.
Graziani, con tutti i macellai in divisa, incorse in molte sconfitte all’inizio della seconda guerra mondiale, e per questo fu posto a riposo.
Somiglia alla stessa storia del macellaio Enrico Cialdini, massacrò centinaia di migliaia di meridionali inermi, ma durante la prima guerra mondiale andò incontro solo a sconfitte.
Con la caduta del fascismo, fedelissimo di Mussolini lo raggiunse e lo nominò ministro della guerra della Repubblica sociale italiana.
Finita la guerra fu condannato a 19 anni di carcere, ma uscì per cause di malattie del 1950. Aderì al movimento sociale fino al 1954. L’anno dopo morì.
Un paese vicino a Roma, mi pare Genzano, il sindaco con i movimenti fascisti, gli ha costruito un monumento alla memoria.
L’Italia è piena di monumenti, vie, piazze, corsi dedicati e degli autentici criminali di guerra che si sono macchiati di crimini contro l’umanità.
16-02-2015

LA PENA DI MORTE

In Cina ci sono 55 reati puniti con la pena di morte, con un miliardo e mezzo di abitanti è palese che i condannati sono migliaia all’anno.
Tempo fa è stato scoperto che c’era un mercato di organi prelevati dai condannati a morte, pertanto si alimentava questo commercio con più condannati alla pena capitale.
Tempo fa venne alla luce con decine di arresti nel paese e stroncato.
Un giudice della Corte Suprema cinese Lu Jianping ha fatto questa dichiarazione: “Ho visto condannati a morte uccisi con un colpo alla testa davanti a me. Il fango, il sangue e il cervello schizzati sui miei pantaloni. Qualcuno non muore subito, si dibatte a terra con le mani che si contraggono per aggrapparsi alla vita”.
Il magistrato 52 è anche docente di diritto alla Normale di Pechino ed è sempre stato contrario alla pena di morte, fin quando da studente in legge nel 1983, gli fu ordinato di assistere a un esecuzione capitale per imparare le procedure. Quell’immagine di un condannato a morte davanti al plotone di esecuzione non lo hanno più lasciato.
Tre anni fa, il professore e altri cinque giuristi universitari sono stati distaccati alla Corte Suprema di Pechino, che si occupa della revisione e convalide delle sentenze di morte. Racconta di aver dover scrivere “approvato” su diversi fascicoli che mandano a morte i condannati, perché sui 55 reati la legge non ammette interpretazioni e clemenza.
Ricorda il primo condannato, un giovane di bello aspetto, arrestato per un KG e mezzo di droga, “di notte esce dal falcone ed entra nei miei sogni”.
L’agenzia Xinua ha rilasciato le parole del magistrato: “La battaglia per la vita e la morte di un giudice cinese”. La cosa eclatante e che l’organo del governo pubblichi una storia così forte che esprime dubbi sulla pena di morte.
Le autorità cinesi considerano da molto tempo la possibilità di abolire la pena capitale. Questa questione fu posta per la prima volta al Congresso del Popolo nel 1956.
Negli ultimi due anni, le condanne sono state ridimensionate di un quinto, segnale che nel partito comunista cinese qualcosa si muove verso l’abolizione, speriamo bene, perché sarebbe un forte segnale per il mondo intero.
La pena di morte non diminuisce i reati ma li aumenta, le statistiche fatte nei paesi dove veniva applicata stabiliva che si commettevano più reati, pertanto non un deterrente, basta vedere quello che succede in America.
17-02-2015

IL GIUSTIZIALISMO POLITICO

È strano che quando Berlusconi si mette a disposizione del PD non ha problemi con la giustizia, e i suoi precedenti diventano non rilevanti, anche per i media.
Da quando Renzi l’ha truffato con la nomina di Mattarella a Presidente, l’episodio è stato troppo umiliante affinché Berlusconi non reagisse, così ha deciso di fare opposizione per la rottura del patto del Nazareno, in pochi giorni la persecuzione dei PM è iniziata a tutta birra.
Hanno fatto risorgere i suoi fatti privati delle “Olgettine”, la solita solfa, che lo stipendio che gli passava era per farle prostituire prima, ora serviva per non farlo accusare. Insomma le serate luculliani sessuali ad Arcore, un fatto personale, è stato fatto diventare un peccato pubblico da condannare come reato, sembra di essere ritornati ai tempi dell’inquisizione.
Questo dimostra che Renzi non è fuori dal sistema “comunista” delle procure; anche con lui hanno provato a intimorirlo, ma cosa strano è durato qualche settimana.
Ho l’impressione che Renzi si stia movendo come i gattopardi: “cambiare tutto per fare rimanere tutto com’è”.
Basta ricordare determinate affermazioni: “gli italiani si stanno arricchendo”. Oppure certe opposizioni che ora sono scemate, come quelle dei sindacati, senza dimenticare quelle dei magistrati che con un escamotage machiavellico hanno recuperato di nuove le ferie.
Tempo fa quando Moretti l’AD delle ferrovie contestò la legge di abbassarsi lo stipendio come quello del Presidente Napolitano, andò in Finmeccanica e gli rimase lo stesso stipendio, come se questa società non fosse pubblica.
Alla fine, con Renzi avremo le stesse delusioni avute con Berlusconi e poi con Grillo. Spero di sbagliarmi, ma troppi indizi non lasciano molti dubbi.
18-02-2015

NON C’È DA MERAVIGLIARSI
Oggi tutti i media riportano la notizia della nefandezza che hanno combinato nel carcere di Opera a Milano.
Un detenuto rumeno ergastolano si è suicidato, alcuni agenti della polizia penitenziaria, tra cui anche sindacalisti della categoria, hanno scritto su face book: “uno in meno…” e altre frasi del genere. Un cittadino ha letto queste volgarità e ha denunciato la cosa al DAP, che ha dovuto intervenire, spero che non sia solo di facciata.
Non mi meraviglio che nel carcere di Opera ci siano non solo agenti che ragionano e fanno queste cose, quello che è grave sono i sindacalisti che lo fanno, il motivo è semplice, hanno un direttore che ragiona come loro se non peggio.
In ogni carcere ci sono agenti che hanno visioni ideologiche ottuse e limitate, sicuramente hanno avuto un cattivo maestro, tocca ai sindacalisti tenerli a bada, se ci sono questi eccessi significa che i sindacalisti non fanno il loro lavoro, anzi contribuiscono ad alimentare le estremizzazioni fasciste corporative di queste frange, che poi vengono usate per reprimere e torturare, come a Pianosa, Bolzaneto e in tanti altri posti.
Il responsabile maggiore è il direttore del carcere, che consente certi comportamenti, quando c’è un direttore che non si fa imporre le direttive dai sindacati, gli agenti non si permettono di comportarsi in questi modi, perché sanno che ne pagano le conseguenze.
In conclusione se a Opera vengono permessi, addirittura dinanzi a una platea mondiale qual è la rete, significa che il direttore è consapevole di questi eccessi e li condivide.
Il DAP se vorrebbe fare un intervento serio, dovrebbe allontanare il direttore insieme a tutti i colpevoli, senza guardare in faccia a nessuno.
Notizia di poco fa, hanno fatto 16 sospensioni e proposto sanzioni disciplinari da parte del capo del DAP Santi Consolo.
19-02-2015

IL GRANDE GIOCO
Anni addietro ho visto film e letto libri che parlavano del grande gioco, all’epoca le potenze erano l’Inghilterra, la Russia, la Francia e altre nazioni. L’Inghilterra incarnava l’America di adesso, aveva un impero in cui non tramontava mai il sole.
Il grande gioco consisteva in quello attuale, che le potenze dell’epoca cercavano di imporre il loro potere in ogni angolo del mondo, allo stesso modo fanno gli americani e l’Occidente al giorno d’oggi.
In TV ho ascoltato il padre del pilota Giordano arso vivo dai tagliagole dell’ISIS, ha detto cose che ormai sanno anche gli arabi, in primis che l’America muove le pedine secondo i suoi interessi, che la destabilizzazione del Medio Oriente è figlia degli americani.
L’ISIS è stata creata dagli Stati del golfo, Qatar e Arabia Saudita e dai loro finanziati, con il beneplacito degli americani.
Questi tagliagole usano la religione per nascondere gli interessi di chi li finanzia.
Se qualcuno credeva che sapessimo solo noi che il vero cancro sono il Qatar e l’Arabia Saudita, l’intervista di questo signore ci dimostra il contrario.
Gli Stati Uniti per avere il monopolio sul pianeta studiano, organizzano e agiscono sconvolgendo la vita di interi popoli, a questo punto si deve supporre che l’attacco in Libia non è stato un caso, ma una parte di un piano studiato a tavolino; Berlusconi ha dichiarato che fu Napolitano a imporgli di partecipare all’attacco concedendo le basi (Napolitano vecchio arnese comunista, prima obbediva ai sovietici ora sta facendo la stessa cosa con gli americani), anche se ciò andava contro i nostri interessi.
Credo che il piano abbia subito un rallentamento perché la Siria aiutata dai russi non è caduta sotto il controllo dell’ISIS.
Ora si spiega anche perché Obama non ha voluto aiutare i ribelli siriani laici e democratici, etichettandoli bottegai; come se la rivoluzione americana fosse stata fatta dai soldati e non da bottegai.
Hanno contribuito a fare diventare il mostro dell’ISIS sproporzionato, perché serviva a istillare negli occidentali il veleno della vendetta.
Oggi cresce giorno dopo giorno la paura di questi tagliagole, credo che ormai il 90% degli europei è pronta a iniziare una guerra e mandare un esercito per ristabilire un nuovo ordine mediorientale che sia sotto il controllo occidentale ma principalmente americano.
Il Papa ha dichiarato che è in atto la terza guerra mondiale, a prescindere che ha notizie di prima mano, ma non si sbaglia, in modo diverso da una guerra mondiale come le abbiamo conosciute negli anni 14-18 e negli anni 39-45 del secolo scorso, oggi è più tecnologica e meno appariscente, sono focolai sparsi per il mondo, che vengono spenti o alimentati a secondo degli interessi.
Sono morti centinaia di migliaia di persone, e ne moriranno ancora di più perché lo scacchiere è molto ampio e la strategia americana non comprende dignità dei diritti umani.
20-02-2015

I RICORDI DELL’ANIMA

Spesso viene naturale rifugiarsi nei ricordi che hanno riempito un periodo importante della nostra vita, anche se il tempo ha stemprato il dolore della perdita, esso è ancora vivo perché basta qualunque cosa che possa farci ricordare, tutto ritorna a galla, come una palla portata a cento metri sott’acqua come la si lascia schizza come un fulmine in superficie.
Quella foto depositata nel mio cuore, un po’ invecchiata dal tempo, che i ricordi fanno emergere rinnovando tutta l’amarezza e la delusione che mi ha accompagnato fino ad oggi.
La luce mi abbagliava ogni volta che guardavo nei suoi occhi, in quel momento la vita mi appariva il paradiso che sognavo e che vivevo, nei miei pensieri racchiudeva tutto ciò che avevo sempre desiderato.
Quando mi apparisti sembravi un angelo, brillavi di luce propria, con la tua dolcezza armonizzavi chi ti stava intorno, ne rimasi abbagliato e da quel momento il mio cuore batteva solo per te. I miei occhi vedevano solo te, i miei pensieri erano occupati solo da te, eri diventato il mio mondo.
Volavo come in un sogno, sembrava di avere le ali e dall’alto del mio paradiso guardavo la terra con tutte le sue meschinità quotidiane, vivevo nell’isola dei miei sogni, beato e felice.
Come tutte le cose belle, c’è sempre la crudeltà della vita che con ferocia ti riporta con i piedi per terra.
21/02/2015

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2 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 gennaio – 21 febbraio (2015)

  1. Pina in ha detto:

    caro Pasquale , devo confessarti che anche io sono arrivata alla conclusione che incontrare dei simili ti arricchisci tanto, lieta sempre di averti conosciuto, anche senza vedesi, ma con i tuoi Diari a singhiozzo, ma quanto arrivano ci sono sempre sorprese, avvolte buie ascoltando il tono, ma anche la luce illumina i tuoi passi…
    Grazie come sempre, la lettura fa sempre bene …cosi’ come l’ascolto, ne vale sempre la pena …Un arrivederci a presto

  2. Alessandra Lucini in ha detto:

    Cominciare il giorno con il tuo diario è un bel risveglio, ma devo interrompere per continuare la lettura verso mezzogiorno. Non smetterò mai di ringraziarti, Mancuso è un autore che devo cominciare a leggere perchè i pochi passi che ho avuto occasione di leggere mi hanno entusiasmata, ciao a più tardi.

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