Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 ottobre – 21 novembre (2014)

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Come già altre volte detto, nel corso dello scorso e di questo anno diversi diari di Pasquale De Feo si accumularono perché la persona che doveva occuparsene ebbe una serie di problemi. Vi sono stati poi altri problemi tecnici. Solo da un mesetto abbiamo ripristinato la situazione, e, grazie alla cara Nadia, stiamo trascrivendo i vecchi diari non ancora trascritti. 

Oggi pubblichiamo il diario di novembre 2014

Prima di lasciarvi alla lettura di questo diario, premetto la citazione di uno dei suoi brani:

“In questi giorni si parla molto della sentenza del magnate svizzero, la Cassazione ha prescritto la condanna di 18 anni e i risarcimenti di 90 milioni di euro. A Casale Monferrato muoiono ogni anno una cinquantina di persone per colpa dell’amianto, materiale fuorilegge che provoca il cancro, fino ad oggi sono morte 3000 persone. Nell’arte della guerra, un libro scritto circa tremila anni fa, c’è scritto che : “un morto e un omicidio, un milione e una statistica”, sembra proprio il caso in questione. Ho sentito dai notiziari che il motivo della prescrizione deriva che l’accusa è disastro ambientale, ed essendo trascorsi 15 anni dall’inizio del processo sono scaduti i termini. E singolare che con tremila morti l’accusa dei PM è solo di disastro ambientale e non anche di tutti questi morti; sono bravi a imbastire i processi che si devono sgonfiare per interessi politici ed economici. Viene spontaneo chiedersi, come mai ci hanno messo 15 anni per un processo che non aveva bisogno neanche di una istruttoria essendo che la fabbrica è ancora intatta con tutta la sua carica assassina.  È strano che per processi di reati non reati i tempi sono brevi, cito un personaggio che ormai è l’emblema della persecuzione giudiziaria, Silvio Berlusconi, l’ultimo processo, quello sui comportamenti sessuali, tutta la grancassa mediatica e giudiziaria hanno accelerato il processo in poco tempo, mentre invece questo dell’amianto è durato 15 anni sic. Renzi, Grasso e la Boldrini hanno annunciato che rivedranno i termini delle prescrizioni: “chiudono la stalla quando i buoi sono scappati”. Non sono certo i termini quelli che prolungano i processi, sono i magistrati e tutta la burocrazia giudiziaria che è stata creata negli ultimi 30 anni; leggi, leggine, cavilli, articoli, norme, regolamenti ecc., che consentono a chi può permetterselo come il miliardario svizzero di portare i processi alla prescrizione, certamente non la povera gente. Le prescrizioni sono l’amnistia della casta del sistema, e i magistrati sono sempre molto “gentili” con loro, essendo che ormai fanno parte anche loro del sistema di potere del Paese. Il silenzio assordante dei sindacati mi è rimasto molto impresso, fino a quando prendevano la quota dagli operai erano li a difendere i loro interessi, ora che non c’è da guadagnare niente, non si interessano della catastrofe. Difensori degli operai! Meriterebbero una sonora pernacchia.”20 luglio)

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GLI STATI GENERALI

Carmelo mi ha mandato un suo scritto dove commentava che il responsabile nazionale delle carceri del PD Sandro Favi aveva rilasciato una dichiarazione in cui informava che il ministro della giustizia Andrea Orlando vuole convocare una sorta di Stati Generali del sistema penitenziario: dirigenti penitenziari, polizia penitenziaria, educatori e volontariato, per discutere i problemi delle carceri.
Giustamente Carmelo gli fa notare che la lista è incompleta, perché manchiamo noi detenuti, il perno centrale essendo che le carceri sono costruite per i detenuti, e nessuno lo conosce meglio di chi è costretto a rimanerci 24 ore al giorno per decine d’anni, tutti gli altri ci lavorano, fanno il loro orario lavorativo e tornano a casa.
Per chiamare i detenuti ci vorrebbe una persona veramente illuminata, e non credo che questo ministro lo sia. Dopo la sua nomina a ministro ha cambiato subito parere sull’ergastolo e sul 41 bis.
Come i magistrati hanno alzato la voce per la riduzione delle ferie, subito si è prostrato e ha cercato di far cambiare la norma. Pertanto non credo che farà dei cambiamenti significativi, a parte quelli che sta imponendo la Corte Europea dei diritti dell’uomo.
22-10-2014

ERGASTOLO

Il Papa in un discorso in Vaticano ha dichiarato che l’ergastolo è una pena di morte mascherata e i carceri di massima sicurezza che impediscono ogni contatto umano sono tortura, è palese che il riferimento era al regime di tortura del 41 bis.
Fino a quando lo dicevano e scrivevano noi ergastolani e chi ritiene giusta la lotta per l’abolizione dell’ergastolo, la cosa passava sotto silenzio con una censura di tipo sovietico, ma ora i tanti savonarola non potranno inventarsi niente per alimentare sofferenze e odi.
Finalmente un uomo così importante dichiara al mondo intero che il 41 bis è un regime di tortura, voglio sperare che la scusa del dovere “nazista”, li faccia riflettere almeno di far prevalere l’umanità in questi luoghi infernali.
Come ho già scritto in passato, questo Papa è un grande uomo e come religioso, se rimarrà altri dieci anni tra noi, farà cose che rimarranno nella storia.
Non nutro nessuna fiducia nella classe politica, che potesse fare un passo di civiltà avendo l’appoggio morale del Papa, ma sono felice lo stesso.
I tanti cattolici dell’apparato della repressione, che fino a oggi si sono sempre lavati le mani con la scusa che è la legge che non gli consentiva di prendere nessuna decisione, quando invece non è vero, ma era la paura dei torquemanda che gli impediva di uscire dall’oscurità medievale in cui leggi infami hanno cacciato il nostro Paese.
Mi auguro anche che tanti magistrati di sorveglianza, ferventi cattolici, prendano a esempio le parole del Papa e iniziassero a praticare veramente le parole dei Vangeli e la finissero di fare i Farisei.
23-10-2014

DIAZ

Ieri sera ho visto alla Rai il fil sul G8 di Genova del 2001, un pugno nello stomaco e un contorcimento delle viscere, impressionante.
Hanno fatto vedere con quanta crudeltà si sono accaniti sugli ospiti alla scuola Diaz, tutte le bugie che avevano tirato fuori, non c’è n’è stato una che abbia retto, niente di improvviso era stato tutto premeditato con certosina precisione, è stata più di una macelleria messicana, hanno superato gli sgherri di Hitler o andando più vicino alla sbirraglia di Pinochet, ma comunque li si può definire in un solo modo: “bestie”, chi si comporta in modo bestiale non può che essere una bestia.
Ha fatto vedere poco della famigerata caserma Bolzaneto, ma quel poco fa capire tutto l’orrore che si è consumato in quei tre giorni, ormai le varie polizie avevano perso tutti i freni inibitori, sembrava di vedere le stesse scene che noi abbiamo subito per anni quotidianamente.
Quando i prigionieri venivano riportati nelle celle con la mano in testa, ho pensato al signor Alessandro Loppi che voleva giustificare quando mettono la mano in testa agli arrestati per spingerli in auto, così può capire da dove arriva questa insana abitudine. Si vede che la scrittura del libro bianco su questo orrore non è servita a molto.
La classe politica che è più bestia degli aguzzini che usa per il lavoro sporco, per ben due volte ha rifiutato di formare una commissione parlamentare, d’altronde sono 26 anni che ha firmato il protocollo dell’ONU per introdurre il reato di tortura del codice penale e ancora non l’ha fatto.
Consiglio a tutti di vedere questo film, e di leggere il libro: “Io, l’infame di Bolzaneto”, scritto da un infermiere penitenziario Marco Poggi che mandarono alla caserma Bolzaneto, si renderà conto ancora di più in quale abisso era caduta la democrazia italiana.
Vorrei leggere anche io questo libro ma non riesco a trovarlo, se qualcuno dopo letto vuole mandarmelo mi farebbe cosa gradita.
Bisogna lottare perché queste cose non succedano più.
24-10-2014

FILIPPO TURATI
“Le carceri italiane rappresentano l’esplicazione della vendetta sociale nella forma più atroce che si sia mai avuta: noi crediamo di avere abolito la tortura, e i nostri reclusori sono essi stessi un sistema di tortura la più raffinata. Noi ci vantiamo di avere cancellato la pena di morte dal codice penale comune, e la pena di morte che ammanniscono goccia a goccia le nostre galere è meno pietosa di quella che era data per mano del carnefice; noi ci gonfiamo le gote a parlare di emenda dei colpevoli, e le nostre carceri sono fabbriche di delinquenti, o scuole di perfezionamento dei malfattori”.
Filippo Turati, discorso alla Camera dei Deputati del 18 marzo 1904. Citazione tratta dal libro “Viaggio nelle carceri” di Davide la Cara e Antonio Castorina, edito da Eir.
Somiglia ai tanti discorsi che hanno fatto tanti politici, associazioni e volontari delle carceri, iniziando dal Presidente della Repubblica che l’ha ripetuto alcune volte.
Da questo discorso di Filippo Turati sono passati esattamente 110 anni, ma non è cambiato niente.
Quella cultura di repressione e contenimento introdotta dai Savoia lo fa ancora da padrone.
25-10-2014
GLI STIPENDI MOLTIPLICATI

Credevo che la baraonda degli stipendi, consulenze, doppi incarichi, affari privati e poltrone, fosse solo una prerogativa italiana, invece leggo un articolo in cui vengono elencate tutte le disfunzioni al Parlamento europeo.
Addirittura c’è chi svolge 68 attività, uno stacanovista fuori dal comune, però lavorano poco nel parlamento, è fuori che sono di una energia esagerata, hanno poltrone nei consigli di amministrazione di aziende pubbliche e li presiedono anche in enti privati, fanno consulenze, insomma fanno tante attività esterne, guadagnando molti soldi.
È palese che questo attivismo per guadagni personali e un conflitto di interesse, perché questi comportamenti sono sistemi di lobby per facilitare gli interessi privati e non pubblici della comunità europea.
Il detto “tutto mondo è paese” non è sbagliato. Prendono tanti soldi di stipendio, ma purtroppo l’appetito vien mangiando.
L’associazione Transparency International divulgherà un rapporto dettagliato su questa baraonda di Strasburgo.
26-10-2014

LA SCOPERTA DEL SECOLO

L’ingegnere Adriano Marin in modo casuale ha fatto la scoperta del secolo, e ci sono voluti due anni per capire il principio fisico che portava a quel risultato.
Tutto accadde nel 2005, faceva esperimenti nel suo garage di casa per cercare di realizzare un sogno, inventare una macchina che rendesse potabile l’acqua nei Paesi del terzo mondo.
Aveva costruito una macchia che aveva chiamato “la pentolaccia”, una sorta di lavatrice che dava già buoni risultati, ma mentre stava armeggiando all’improvviso accadde l’imprevisto, iniziò a uscire acqua purissima.
Abbandonò il garage e continuò in laboratorio, con somma meraviglia di tutti, ogni cosa che mettevano nel macchinario usciva sempre acqua purissima.
Nel tempo i materiali erano sempre più pericolosi, dai fanghi industriali, metalli pesanti, scarti di prodotti chimici, batteri, virus idrocarburi, radioisopi ecc., ogni volta il risultato era sempre lo stesso: acqua purissima che anche le misurazioni diventavano difficili.
Il sistema è stato chiamato Wow(Wonderful Water), testato a lungo nei laboratori Arpav di Padova, dal Cnr, dall’Università di Pavia e dal laboratorio per l’energia nucleare applicata, ottenendo tutte le attestazioni necessarie, e oggi è un brevetto mondiale.
I risultati li sta certificando anche il National Physical Laboratori del Regno Unito.
La pentolaccia è tecnicamente un separatore di molecole.
A Saluggia in provincia di Vercelli c’è il deposito di scorie nucleari Avogadro, in questo luogo è stato costruito un impianto in versione più grande, e da 23 settembre sta trasformando in acqua purissima 45 mila litri di liquidi radioattivi conservati in due cisterne. Quando il 5 dicembre, l’impianto avrà terminato il suo lavoro, di tutto quel liquido contaminato rimarranno solo 10 litri di concentrato insoluto.
In laboratorio è stata simulata una contaminazione seimila volte più grande di quella dell’acqua usata per raffreddare i reattori dopo l’incidente di Fukushima, il risultato è stato strabiliante, un abbattimento della concentrazione di cesio nei liquidi di 7.500 volte.
È stato chiamato a Tokyo per illustrare il funzionamento della sua macchina. A Fukushima il trattamento delle acque produce ogni mese una quantità di fanghi che occupa un campo di calcio.
Con Wou, spiega l’ingegnere, tale volume si ridurrebbe a quello di una lavatrice.
Le potenzialità sono enormi, l’ingegnere vuole realizzare qualcosa di più utile per la società, pertanto cerca persone lungimiranti per mettere il prodotto sul mercato, ma la sua paura che venga comprato il brevetto è chiuso in un cassetto. Ci sono enormi interessi, sia leciti che illeciti, che ruotano intorno al business dello smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi.
L’applicazione sono molteplici, dalle acque delle fogne, scarichi industriali e agricoli, tutti i liquidi radioattivi, insomma ogni liquido può essere depurato, con la conseguenza di fiumi, laghi e mari più puliti, con un Pianeta molto meno inquinato.
È un invenzione da premio Nobel, per di più in tutta Italia e che può avere ricadute sull’economia del Paese straordinarie, perché tutto il mondo comprerebbe questi impianti.
La nota stonata e che c’è un silenzio mediatico impressionante.
27-10-2014

LE MENZOGNE SCIENTIFICHE

Stamane guardavo a Rai Uno nel programma Uno Mattina, la presentazione di un libro su Ignazio Silone, riassumendo la sua storia condita con tutte le menzogne costruite dal partito comunista degli anni trenta.
Ignazio Silone si chiamava Secondo Tranquilli, nato a Piscina dei Marsi in provincia dell’Aquila nel 1900 e morì a Ginevra nel 1978. Nel 1921 a Livorno fu tra i fondatori del partito comunista, se ne allontana del 1930 perché disapprovava la linea politica staliniana, le persecuzioni fasciste lo costrinsero all’esilio in Svizzera, dove nel 1933 scrive il capolavoro di Fontamara e altri libri.
Ritorna dopo la guerra per assumere un ruolo attivo in politica come deputato socialista alla Costituente e direttore dell’Avanti.
Il conduttore e lo scrittore, invece di parlare del personaggio, dei suoi meriti culturali e quello che ha dato al Paese, si soffermavano sulla menzogna messa in cantiere dalla fabbrica staliniana che era stata una spia al servizio del fascismo.
Stalin aveva creato uno strumento per discreditare gli avversari politici, di cui Togliatti ne era un fedele esecutore, e siccome Silone aveva abbandonato il partito perché avversava la linea staliniana imposta dal manutengolo “Il Migliore” Togliatti, bisognava distruggerlo nell’immagine comune, anche per la truppa comunista.
È vergognoso che ancora oggi giornalisti prezzolati portano avanti squallide nefandezze, messe in piedi da una propaganda del passato grezza e miserabile.
Purtroppo sotto certi aspetti, il partito comunista non era diverso da quello fascista, oggi si chiama “metodo Boffo”.
Ho letto solo Fontamara, spero un giorno di leggere tutti i suoi libri.
28-10-2014

LA NATURA… HA TUTTO

Spesso ho scritto che dalla natura possiamo trarre tutto, non solo quello che ci serve ma anche idee per rivoluzionare il sistema tecnologico mondiale.
Mentre leggevo una rivista ho trovato un articolo su un mollusco che mi ha sbalordito, perché con la sua semplicità potrebbe risolvere il problema dell’energia, che sta distruggendo il pianeta.
Il mollusco Tridacna, un gigante dell’Oceano, si illumina a grandi profondità per il processo di fotosintesi.
L’Università della Pennsylvania hanno scoperto che la tridacna funziona come un pannello fotovoltaico, ma molto più efficace: cattura la luce solare, la filtra e scarta l’eccesso, per questo è luminescente. Al suo interno, convoglia solo la frazione rossa e blu della luce, alimento per le alghe che vivono in simbiosi con lei. In cambio le alghe cedono parte dell’energia generata con la fotosintesi.
Imitando questo procedimento si riuscirebbe a produrre pannelli fotovoltaici molto più potenti di quelli attuali.
Purtroppo non si vuole accelerare con un programma politico la fine dei combustibili fossili, con gli strumenti che producono energia rinnovabile.
Prima o poi l’ONU dovrà prendere posizione senza tentennamenti per salvare il pianeta.
29-10-2014

LA DEMOCRAZIA AVANZA…

La primavera araba aveva deluso tutti, perché tutti in quel paese che erano stati cacciati i dittatori, con le elezioni si erano istaurati poteri islamici, che sono peggiori dei normali dittatori, perché non si accontentano del potere e dei soldi, ma vogliono dettare i comportamenti collettivi e singolari, limitando con il loro dogma religiosi l’essenza della natura umana.
Finalmente in Tunisia c’è stata la svolta contro la deriva islamica, ci sono state le elezioni e hanno vinto i partiti laici, battendo il partito islamico che alle prime elezioni era stato vincitore, per fortuna la gente ha aperto gli occhi e li ha mandati subito a casa.
L’augurio che il prossimo paese sia l’Egitto, dopo la rivolta che aveva fatto dimettere e arrestare Mubarak, i Fratelli Musulmani avevano vinto le elezioni, ma dopo un anno del loro governo, la gente è scesa di nuovo in piazza, l’esercito è intervenuto destituendo il governo, dopo pochi mesi ci sono state le elezioni e ha vinto il capo dell’esercito. In sostanza non è cambiato niente.
Speriamo che l’Occidente aiuti la Tunisia affinché la democrazia si rafforzi su basi solide, ma principalmente l’Europa dia un contributo notevole per sollevare l’economia di questo splendido paese.
30-10-2014

Nei giorni scorsi non si è parlato altro della deposizione che doveva fare il Presidente della Repubblica “Re” Giorgio Napolitano, dinanzi al Tribunale di Palermo, il processo denominato “trattativa Stato-Mafia”; la Corte si è spostata al Quirinale; siamo in tempo di crisi perciò queste spese il paese può permettersele sic.
Alla fine di tutSto questo casino, tra cui il processo non è diverso, un baraccone mediatico per qualche PM che nei prossimi anni vuole entrare in politica. Napolitano se ne esce che le stragi furono per ricattare lo Stato per indurlo ad abolire il 41 bis. senza dimenticare che Napolitano all’epoca era Presidente della Camera, pertanto non si può dire che parlasse per quello che aveva letto i giornali, ma testimone diretto.
Una bugia ripetuta mille volte la fanno diventare realtà, questo dimostra che inventarsi un bersaglio serve esclusivamente per nascondere la realtà.
Avevano già preparato Pianosa e Asinara un anno prima (lo posso affermare in modo diretto, mi trovavo al carcere di Volterra (PI) è già nell’estate 1991 sapevo che veniva aperta Pianosa e stavano ristrutturando la sezione Agrippa), nel frattempo avevano dato mandato a Giovanni Falcone di preparare una legge giustizialista. Mentre succedeva questo, scoppiò tangentopoli. Circa un mese dopo, nel mese di marzo 1992, Craxi alla Rai disse: “ ora scoppieranno le bombe”. L’ho sentito io, e ricordo che commentando mi venne spontaneo affermare che Craxi stava andando fuori di testa dopo le accuse di tangentopoli. Invece sapeva bene quello che diceva, conosceva bene il sistema di potere di questo paese.
Nel 2001 qui a Catanzaro ho saputo che un detenuto che era all’Asinara, che nell’estate 1991 stavano ristrutturando la sezione Fornelli, per riaprirla e portarci detenuti pericolosi.
Il 23 maggio 1992 successe la strage di Capaci dove morì Falcone, l’8 giugno fecero il decreto legge del 41 bis. A luglio avevano radunato tutti i Campani nella lista stilata dal DAP per sottoporli a 41 bis, nel carcere di Spoleto, e nello stesso mese, iniziò la sceneggiata di prendere i detenuti da tutta Italia e trasferirli a Pianosa, Asinara, Cuneo, Novara ecc…
Era tutto pronto, le stragi diedero il via alle nefandezze infami non solo di Pianosa e Asinara, ma anche di Poggioreale, Secondigliano ecc.
Il 41 bis prima del decreto legge del 1992 non esisteva, mi chiedo come è possibile asserire che le stragi sono state fatte per far abolire il 41 bis, una assurdità madornale. A distanza di anni ci prendono ancora in giro con queste barzellette.
La mostrificazione mediatica iniziò di gran carriera, alzarono una cortina fumogena dove nascosero ogni cosa del ventennio Berlusconiani e della sinistra, oggi i nodi sono venuti al pettine, hanno dissanguato le casse pubbliche.
Sono riusciti a catechizzare la gente che il problema del paese era la criminalità, oggi che la gente non arriva a fine mese, forse inizia a capire, ma ormai è tardi. Però un vecchio arnese stalinista come Napolitano vuole ancora farci credere una barzelletta del genere”.
La gravità di tutto ciò non sono le bugie di Napolitano, ma per questa repressione preparata prima e attuata con ferocia dopo aver martirizzato chi aveva scritto questa legge(Falcone), hanno pagato con la morte e torture indicibili migliaia di meridionali (a 41 bis ci sono stati e ci sono solo meridionali) e pagano ancora oggi.
Solo il Papa ha avuto il coraggio di affermare in un convegno internazionale, che il 41 bis è un regime di tortura, sia i politici che i tanti savonarola non hanno detto una parola. Vigliacchi.
31-10-2014

LA VERGOGNA HA SUPERATO OGNI LIMITE

È stato emanato il verdetto per l’appello dell’omicidio Cucchi, assoluzione per tutti, come è nella stragrande maggioranza di questi omicidi di Stato.
La motivazione è che non ci sono prove su chi è stato a pestarlo, e che non c’è certezza che sia morto per le botte ricevute. Per un semplice cittadino sarebbe bastato per dargli l’ergastolo.
La procura ha inquinato le prove dall’inizio, dovrebbe stare dalla parte di chi è vittima di un reato, essendo che i Pm sono Pubblici Ministeri, ma quando si tratta di una delle polizie, si comportano all’incontrario, non fanno i procuratori ma diventano avvocati degli imputati, fanno la doppia veste, quella del PM pubblica e quella del complice del delitto.
Come nel caso Uva, hanno emarginato e intimorito il testimone che ha confermato il pestaggio.
Hanno fatto di tutto durante le indagini per inquinare ogni cosa, addirittura negare il pestaggio, eppure le foto non avevano bisogno di prove. Hanno chiamato periti prezzolati al servizio dei PM per portare avanti le tesi preordinate, si sono inventati l’inverosimile per portare acqua alla difesa degli assassini.
Stefano Cucchi è stato arrestato dai carabinieri, già loro con un copia e incolla l’hanno classificato cittadino albanese, e facilmente nel sostenere che era un cittadino italiano e abitava a Roma, le botte avrà iniziato a prenderle da loro.
Quando è arrivato sotto il tribunale, avrà protestato per le botte e per l’errore dei carabinieri, e li come è costume ci sono andati pesante, spostare un anello della colonna vertebrale, la violenza del pestaggio è stata feroce, sicuri dell’impunità non si curano di avere riguardi di lasciare segni.
Un mio coimputato, una decina d’anni fa, fece una traduzione con il treno, chiese una bottiglia d’acqua gli fu rifiutata, ebbe un battibecco con uno degli agenti, quando arrivò a Rebibbia per fare transito, gli saltarono addosso una quindicina di agenti e lo pestarono di brutto. A Regina Coeli è ancora peggio dai racconti di detenuti che conosco e poi ho visto un documentario in TV dove operatori esterni raccontavano il degrado e l’arroganza del sistema del carcere.
La bestialità peggiore è di alcuni parlamentari, come Carlo Giovanardi, un miserabile che infanga il ruolo di onorevole, difende sempre a spada tratta tutti quelli che hanno una divisa, anche in questo caso si è distinto nel suo marciume culturale.
I sindacati dal canto loro si dimostrano per quello che sono, sia nei gesti fatti dopo la lettura della sentenza, segni di vittoria con le mani, come se stessero allo stadio, e sia in quello che hanno dichiarato: “ha pagato la sua vita dissoluta”, come se pestare una persona e ucciderla fosse colpa della vittima che non ha retto alle botte, ormai il delirio di onnipotenza impera in ognuno di loro.
Credo che bisognerebbe creare un’associazione per la difesa dei diritti civili e contro le torture, omicidi e abusi da parte dello Stato, scendere in politica per democratizzare le polizie, le procure e le carceri. Facendo un programma elencando tutte le leggi che vanno fatte per civilizzare il Paese.
Iniziando dall’abolizione della norma che tutti gli omicidi che commettono diventano automaticamente colposo, in modo che se anche vengono condannati non possono essere licenziati; licenziamento automatico se si appura che pestano un fermato, un arrestato o un detenuto; telecamere in tutti i posti dove soggiornano chi si trova in custodia dello Stato; mettere i numeri sulle divise delle varie polizie; inserire il reato di tortura nel codice penale; abolire il carcere militare, perché se commettono un reato devono scontare il carcere come gli altri e non in un luogo di villeggiatura; separazione delle carriere tra PM e magistrati, ritornare come una volta, quando le polizie facevano le indagini e passavano la documentazione ai PM, oggi con la complicità che si è creata tra PM e le varie polizie, essendo che i PM coordinano tutto, nei momenti di “incidenti” i PM si adoperano per assicurargli l’impunità. Queste sono solo alcune tra le leggi che andrebbero fatte per bloccare questa deriva che si è creata nelle polizie e nella magistratura.
Mi auguro che Cucchi abbia giustizia, ma ci credo poco. Anche le parole del procuratore Capo Pignatone sono una furbata per far calare l’attenzione mediatica. Come quelle dette dal Sottosegretario alla giustizia Ferri: “giustizia per Cucchi”, mi chiedo dove stava fino ad oggi.
01-11-2014

IL MONDO STA CAMBIANDO

L’impressione che si ha e che i paesi che stanno emergendo stanno entrando nell’era digitale e quelli che un tempo erano ritenuti all’avanguardia tecnologicamente stanno retrocedendo.
Trovo un articolo in cui spiega il voto che di recente si è svolto in Brasile, paese che fino a poco tempo fa era ritenuto disadagiato e afflitto dalla povertà, ha svolto le elezioni usando il voto interamente digitalizzato, dopo tre ore, senza exit poll o proiezioni avevano già i risultati e sapevano chi era il vincitore, parliamo di un paese di 200 milioni di abitanti.
Ci hanno messo tre ore perché, per rispetto degli elettori dell’Acre- lo Stato amazzonico con un fuso orario diverso- le autorità hanno preferito aspettare qualche ora in più.
Tutto è digitalizzato, non c’è carta, né spoglio manuale. L’elettore digita il numero del suo candidato su un terminale (l’urna elettronica), vede apparire la foto e conferma.
La macchinetta viene portata ovunque, persino nei villaggi della foresta, dove per portarla ci vuole una settimana con la canoa. La sera del voto arriva un elicottero per portarla al centro di scrutinio più vicino.
Il Brasile è la quarta democrazia del mondo, da anni e all’avanguardia sulla tecnologia del voto. Nel paese il sistema elettronico gode di un consenso unanime.
La settimana scorsa ha registrato un scarto minimo tra chi ha perso Aècio Neves e la vincitrice Dilma Rousseff, 50,99% a 49,01%.
In Italia si spendono milioni di euro per le elezioni, siamo in Europa, pertanto ci sono tutte le garanzie che il voto digitale possa funzionare, invece i partiti non lo vogliono e si vota ancora come 70 anni fa, credo che tutto sia dovuto al fatto che nelle sezioni gli scrutatori aiutano il partito di riferimento, è una certezza tecnologica non conviene a nessuno.
02-11-2014

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

La magistratura con a capo il CSM stanno facendo fuoco e fiamme perché portare le loro ferie da un mese e mezzo a un mese come tutti i comuni mortali.
Si sono inventati ogni tipo di scusa per convincere l’opinione pubblica della bontà della protesta, ora è calato un po’ di silenzio, è mia impressione che il ministro Orlando gli avrà promesso che farà di tutto per non toccare questo privilegio.
L’ex PM ed ex senatore Giuseppe Ayala, già tempo fa aveva fatto una affermazione che scatenò i PM ferocemente nei suoi confronti. Aveva affermato che tutte quelle scorte dei magistrati erano diventate solo uno status symbol, essendo che non c’erano pericoli di nessun genere.
Oggi ha fatto un’altra affermazione, che i media come al solito quando c’è qualcosa che urta la magistratura gli articoli diventano minuscoli. Ha detto che non è vero che i magistrati trascorrono le ferie e scrivere le sentenze. Io mi applicavo un paio di giorni e poi facevo 43 giorni di ferie, che oggettivamente sono troppi.
Questa volta la sua affermazione è passata sotto silenzio, questo dimostra come sono complici i media con i magistrati. D’altronde i giornalisti vanno a prendere le notizie nei corridoi delle procure e le spacciano per verità certificate, quando invece sono delle ipotesi accusatorie.
Una certa politica si è servita della magistratura e gli ha concesso privilegi e potere, ma ora la magistratura non vuole più entrare nel suo ruolo naturale per non lasciare il potere di casta che ha raggiunto.
03-11-2014

L’AMBIGUITÁ SINDACALE

Il governo Renzi ha deciso da tempo che il CNEL (Consiglio per l’economia e il lavoro) deve essere chiuso.
Dopo molti mesi di silenzio, i consiglieri hanno fatto presente al governo che la chiusura viola la Costituzione e che questo taglio si trasforma in spesa.
Dalla Presidenza del Consiglio è stato replicato che ad aprile la triplice sindacale aveva firmato un documento in cui chiedevano che il CNEL non fosse chiuso, i consiglieri rinunciavano ai compensi.
Il sindacato ha molti delegati, tra cui Epifani, Bonanno e altri.
Come è il loro solito, fanno passare un po’ di tempo e poi vogliono ripristinare le vecchie abitudini, pertanto fa bene Renzi a chiuderlo definitivamente, perché con tutti i sindacalisti in Parlamento trovano al momento opportuno per farlo riaprire, essendo diventato un vecchio carrozzone dove pensionare i vecchi tromboni politici e sindacali che hanno bisogno di un buon stipendio.
Il Presidente Marzano di Forza Italia, prende 20.000 euro al mese e l’auto blu, qualcosa di meno i consiglieri.
In conclusione questo ente non serve a niente.
04-11-2014

CAMBIO DI CASACCA

In Inghilterra nel mese di settembre c’è stata una elezione per un parlamentare, perché aveva cambiato casacca, dai Tories era passato all’Ukip.
A novembre ci sarà un’altra elezione per lo stesso motivo.
In Italia l’art. 67 della Costituzione recita che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, questo consente ai nostri parlamentari di fare come le api, andare da un fiore all’altro fregandosene dei cittadini che li hanno eletti.
Prima erano i partiti che controllavano le liste per le votazioni, oggi sono i segretari che decidono chi deve andare alle elezioni, in ultimo il parlamentare ha l’arbitrio di cambiare schieramento come vuole secondo i suoi interessi personali.
I cittadini non hanno nessun diritto, il voto diventa un ipotesi, essendo che non ha nessuna certezza che rispetti il programma per cui ha chiesto il voto.
L’art. 67 della Costituzione è vecchio e andrebbe cambiato, ma si dovrebbe introdurre il vincolo del mandato per i parlamentari, almeno finiranno le furberie di tanti compagni di merende che la politica la intendono non come servizio nei confronti dei cittadini che li hanno votati, ma esclusivamente per interesse personale.
Finirebbe il trasformismo italiano iniziato con l’unità della penisola.
05-11-2014

CASO CUCCHI

Ritorno sull’omicidio Cucchi, anche perché certe istituzioni sono diventate una barzelletta.
Renzi dichiara che non commenta una sentenza ma che Stefano Cucchi potrebbe essere il fratello minore di ognuno di noi, democristiano con affermazioni salomoniche; tutti ricorderanno quando sproloquiava contro la maglietta di Gennaro De Tommasi “Speziale libero”, un ragazzo minorenne che sta pagando da innocente un incidente causato dalla stessa polizia, si tratta della morte dell’ispettore Raciti. Dalle sue parole si capiva che non sapeva niente del caso, ma si accodava alla gogna mediatica per fare piacere alla polizia e alla magistratura.
I sindacati della polizia penitenziaria hanno fatto interventi che se li potevano risparmiare; il Sappe ha denunciato Ilaria Cucchi perché avrebbe offeso l’onore del corpo, al peggio non c’è mai fine; il Coisp ha dichiarato che la morte di Stefano Cucchi sarebbe da guardare all’interno della famiglia “ci hanno nascosto che ha pestarlo sotto il tribunale sono stati gli stessi famigliari?” Sic. Tutti si chiedono perché non si fa giustizia, e sentire frasi del genere, come il segno di vittoria dei sindacati sul tribunale dopo la lettura della sentenza, lasciano esterefatti tutti.
Il Sap non è voluto essere da meno degli altri sindacati: “Se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze”. Essere massacrati e uccisi da chi dovrebbe tutelare la sicurezza dei cittadini e poi leggere queste affermazioni, è palese che c’è una distorsione in tutto l’apparato delle varie polizie.
Il Presidente del Senato dichiara che se ne parli, perché non è accettabile la violenza dello Stato.
Mi viene da ridere se non fosse una cosa seria, lui conosce bene l’omertà in questi casi, era PM e dopo capo della DNA; il PM che interrogò Cucchi fece finta di niente pur vedendolo in quelle condizioni, il motivo è semplice, era la prassi, e Grassi lo sa bene.
Quando ero ragazzo ci sono andato spesso anche io davanti ai PM in quello stato, sapevano ma non hanno mai fatto niente, e noi di rito dicevamo che eravamo caduti dalle scale, perché sapevamo che avremmo passato dei guai se avessimo detto che eravamo stati picchiati.
Ora un agente assolto ha dichiarato che l’errore è stato che non abbiamo indagato nei confronti dei carabinieri. La stessa cosa lo dice un infermiere dopo l’assoluzione, che Stefano Cucchi avrebbe detto a un infermiera dove era ricoverato che i carabinieri l’avevano riempito di botte. Viene da pensare che dicono queste cose dopo cinque anni.
Il testimone Yaya Samura che ha sentito che lo stavano picchiando e poi confermatogli dallo stesso Cucchi, in cinque anni non è mai stato sentito.
Inoltre dovrebbero spiegare come mai gli agenti sapevano già dall’inizio della morte di Cucchi che loro sarebbero stati usciti assolti, perché il perito avrebbe fatto risultare che la morte era stata naturale.
Non credo che il procuratore capo Pignatone farà qualcosa, perché se difende il PM che ha usufruito il processo, significa che la sua è solo un escamotage per cavalcare l’onda mediatica nell’attesa che il silenzio cali sul caso. Perché è il PM l’attore che ha inquinato le prove e fatto falsificare le perizie dal perito; i PM lo sono in tutti questi casi di omicidi commessi dalla violenza di Stato.
Di persone vittime della violenza dello Stato c’è ne sono tante e continuano a esserci, se il governo non mette regole certe, fermando l’arbitrio che impera in tutti i corpi, in futuro continueranno ad avere notizie di uccisi dalla violenza dello Stato e assolti da giudici con la scusa che non ci sono prove, inquinate dall’inizio dai PM.
06-11-2014

BUTTANISSIMA SICILIA

Davide mi aveva scritto dal regime di tortura del 41 bis, che aveva letto il libro “Buttanissima Sicilia” e mi aveva consigliato di leggerlo. Ho colto l’occasione che un compagno in sezione l’ha comprato e l’ho letto.
Il libro l’ha scritto Pietrangelo Buttafuoco, con il sottotitolo “Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina”. Editore Bompiani.
La prima affermazione è talmente forte che dovrebbe far riflettere: “Due sono i tipi di mafia. La mafia e la mafia dell’antimafia”.
Non risparmia nessuno dei paladini della religione civile chiamata antimafia, a parte qualcuno, che pur indicandoli come professionisti dei professionisti dell’antimafia, bacchetta un po’ tutti.
La Sicilia è rovinata da questo potere parallelo istaurato dai talebani che con la scusa della lotta alla mafia stanno facendo scempio di ogni cosa.
Invoca un commissario per la regione per revocare lo statuto autonomo che ritiene l’unica trattativa Stato-Mafia, ricettacolo di tutto il marciume che sta desertificando la Sicilia. Affinché scacci i mercanti asserragliati nel tempio della lotta alla mafia, e faccia tornare lo Stato in Sicilia.
Fa tre distinzioni: la mafia, la mafia dell’antimafia e la lotta alla mafia. I mafiosi dell’antimafia sono come gli illusionisti, per rimanere sempre in scena, quando c’è un po’ di appannamento o problemi che non riescono a risolvere, si spediscono una busta con i proiettili.
Si augura che un giorno, come con la mafia, anche con la mafia dell’antimafia potrà essere raccontata e denudata dalla satira.
Salva solo Totò Cuffaro, che sta pagando per tutti, pur avendo fatto errori non meritava di essere eliminato in questa maniera. Racconta che era andato a trovarlo l’imprenditore Andrea Vecchio ritenuto un eroe antimafioso, tra i convenevoli e il vassoio di cannoli che ha fatto il giro su tutti i TG, e che il Vecchio gli dice che se non glieli avessero portati la sua storia poteva essere diversa, Cuffaro gli risponde: “La mia storia era già scritta. Tutta è mafia, paramafia e antimafia. Chi mi ha condannato, infatti, s’è candidato alle elezioni.
I danni maggiori li sta facendo il “rivoluzionario” CETTO” Rosario Crocetta, che ha affidato ogni cosa alle procure. Criminalizzando tutti i problemi che non riesce a risolvere.
Lo ritiene un comiziante eletto grazie a un giochetto elettorale di Gianfranco Miccichè. Il PD non fa niente per fermarlo né tantomeno si turbano dei colossali pasticci che combina, e lui continua imperterrito a distruggere la Sicilia, ormai non c’è rimasto più niente, tutte le industrie sono andate via, chiudono centinaia di negozi e quelli che aprono vengono subito additati come “soldi di Messina Denaro”.
Anche con il Mous ha fatto la solita sceneggiata, prima ha appoggiato le proteste e poi con la paura che gli americani gliela avrebbero fatta pagare, si è inventato che bisognava farlo l’impianto, o meglio dire il nostro satellitare con antenne fino a 150 metri.
Lo scrittore usa una bella metafora rivolgendosi agli americani, si appella alla ninfa Aretusa: “Sicaniam peregrina colo, sed gratior omni, baec mibi terra solo est”.
La Sicilia la abito da straniero, ma mi è più cara di qualunque altra terra.
Tutti quelli che sono passati in Sicilia hanno lasciato qualcosa. I greci vi hanno inventato la dialettica. I latini vi hanno ambientato il mito. Gli arabi i colori e la conversazione. I normanni la grandezza. Gli americani niente, loro della Sicilia vedono solo un deserto, non ascoltano e non capiscono.
Non fanno eccezioni nel contesto della mafia dell’antimafia, Pietro Grasso, Antonio Ingroia, Beppe Lumia e tanti altri, come anche le tante dissonanze nelle famiglie Borsellino e Falcone, insomma scoperchia un mondo che la paura dei roghi ha coperto ogni lordura e nefandezza.
Consiglio a tutti i siciliani di leggerlo, ma è interessante anche per tutti gli italiani, per capire qualche mostro si nasconde dietro la parola antimafia.
Mi auguro che questo libro sia l’inizio di altri libri che sviscerano questo sistema mafioso dell’antimafia, che con le sofferenze di migliaia di persone, prosperano e diventano potenti.
07-11-2014

COMMENTO DEL LIBRO “UNA VITA BIZZARRA”

Ieri pomeriggio fino alle sei, siamo stati in teatro perché è venuta Elisabetta Villaggio la scrittrice di “Una vita bizzarra”, c’era lei l’editrice e l’attrice Anna Macrì, c’erano altre persone, tra cui uno che faceva foto, credo fosse un giornalista.
La Villaggio è una persona molto simpatica e disponibile, ha risposto con disinvoltura a tutte le nostre domande, quello che mi ha colpito è stata la freschezza del suo pensiero.
Ognuno di noi ha cercato di sviscerare tutto ciò che ha trovato di singolare nel libro, da parte mia gli ho fatto i complimenti per il romanzo dicendogli che è una bellissima favola moderna e gli ho domandato quanto ci fosse di autobiografico, gli ho risposto che non c’è niente ma che ha perso i caratteri di alcune sue amiche e ha creato i personaggi.
L’editore che mi sfugge il nome, ha fatto un bel intervento, ha regalato libri alla biblioteca, ci ha chiesto se poteva pubblicare le recensioni che avevo scritto io, Alessandro, Claudio e Giovanni, poi ci avrebbe mandato la rivista editoriale su cui venivano pubblicati.
La cosa importante e che avrebbero portato altri scrittori, prima ci avrebbero mandato i libri da leggere, pertanto ci saranno altri incontri, e di questo ne sono felice.
L’attrice Anna Macrì ha letto tre episodi del libro. Ricordo che mi avevano raccontato quando lesse gli scritti del libro che avevamo scritto con Eugenio Masciari, l’enfasi nel leggere il mio scritto e quello di un altro, credevo che esagerassero, invece ieri mi sono dovuto ricredere, molto brava in tutto, riusciva a dare l’impostazione giusta a ogni frase, accompagnava i concetti con la mimica come se fosse una seconda lettura, con una voce che farebbe amare anche la lettura dell’elenco telefonico.
Mi auguro che ci sia sempre lei nei prossimi incontri, così potremo beneficiare ancora della sua stupenda interpretazione.
L’unica nota stonata è stata l’assenza totale dell’area educativa. Solo la direttrice rappresentava il carcere.
Le carceri hanno bisogno di due cose, cultura e lavoro: la cultura per sconfiggere l’ignoranza che ci ha portato qui dentro e anche per capire che la vita è fatta di tante scelte che solo il sapere ti da la possibilità di valutare.
Il lavoro per avere una indipendenza economica e comprendere che in base a quanto si guadagna quella è la cifra su cui fare affidamento per la vita quotidiana.
È stato un bellissimo pomeriggio, spero che ne seguano ancora molti in futuro.
08-11-2014

IL GIRO D’ITALIA…

Non sapevo che lo scrittore Pino Aprile avesse una rubrica su Panorama, casualmente mi hanno passato la rivista da leggere e ho trovato la gradita sorpresa.
Ho un debole per questo scrittore perché mi ha aperto la conoscenza del nostro passato e di cosa era il Meridione prima dell’arrivo dei barbari piemontesi, con il suo libro Terroni, e gli altri due che sono seguiti, pertanto ogni volta che leggo un suo articolo o sento una sua intervista presto tutta l’attenzione possibile.
Il titolo è già un programma: “Il Giro d’Italia non si ferma neanche a Eboli” parafrasando di Primo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”.
Nel 2015 il Giro d’Italia arriverà a Benevento, pertanto l’Italia si ferma a Benevento, il resto del Meridione non esiste, non è che sia una novità, ormai lo è in tanti campi.
L’associazione dei neoborbonici, hanno inviato un email in massa, ai finanziari della gara: “Appreso che sarete tra gli sponsor del Giro d’Italia non toccherà il Sud (solo 200 KM si 3500 e solo in Campania)ed essendo un meridionale fiero, non potrò pur rammaricato, che evitare di acquistare i vostri prodotti e comunicherò questa mia scelta ai miei contatti. Cortesi saluti.”
Allo stesso tempo hanno avviato la ricerca di imprenditori disposti a quotarsi per un Giro delle Due Sicilie. I più forti ciclisti sono meridionali.
Il percorso che hanno scelto, esclude un terzo dei cittadini del Paese, in poche parole gli dice voi siete fuori perché siete morti di fame.
Il Giro d’Italia ricalca quella dell’alta velocità ferroviaria. Opera realizzata con i soldi di tutti, ma da cui è escluso il Sud, anche se fornisse il 25% delle risorse.
Afferma lo scrittore che la nostra economia è dualista, tutte le regioni del Sud sono più povere di quelle del Centro-Nord. Sembra normale, perché nell’immaginario comune è così da sempre, invece non è vero: ci sono voluti 85 anni di politiche nazionali contro il Sud, dal 1861 per ottenere questo risultato.
Anche gli investimenti pubblici attuali, quello dello Sblocco Italia di Renzi e dei suoi predecessori, vanno sempre e solo in una sola direzione: la toscopadania.
Cita un passaggio del libro “Perché le nazioni falliscono” di Daron Acemoglu e James A. Robinson”: “L’economia dualista è un altro esempio di sottosviluppo creato, non di sottosviluppo spontaneamente emerso e durato nei secoli”. Creato, come quello italiano.
Il lato positivo del mancato Giro d’Italia, scrive Aprile, e che i meridionali non potranno fischiare l’inno di Mameli, visto che non passa nel Meridione.
Cosa fa la classe politica meridionale? Niente. Sono servi dei padroni tosco padani, li scelgono per questo motivo, cioè devono stare zitti e fare gli interessi dei colonialisti.
09-11-2014

LE CURIOSITÁ DELLA VITA

Ero convinto che certi personaggi di alcune commedie erano così lontani nel tempo che non ci fosse nessuno che li conoscesse o avesse ricordo visivo, mi sono dovuto ricredere dopo che ho letto su un quotidiano regionale della Campania e poi ho visto in TV nel trentennale della morte di Eduardo De Filippo, una signora anziana che diceva che aveva conosciuto Filumena Maturano, il personaggio della famosa commedia di Eduardo. Raccontava che era bellissima e poi si diede alla bella vita.
Il quotidiano riportava sia le parole della signora e sia che avevano collocato una targa davanti al basso dove era nata e viveva all’epoca la famosa Filumena, si trova sui Quartieri spagnoli.
Spesso abbiamo delle convinzioni dettate più dai nostri limiti culturali che dalla realtà, non si finisce mai di colmare la nostra conoscenza.
10-11-2014

OGNI TANTO UNA BUONA NOTIZIA

Per mancanza di fondi chiude il quotidiano “La Padania” organo della Lega, uscirà online fino al primo dicembre.
Premesso che sono per la libertà di stampa a 360 gradi, tutti devono avere la possibilità di dire la sua, anche le estreme politiche di destra e sinistra.
Diversamente è la stanza razzista, xenofoba e antimeridionali, quel razzismo becero e rozzo che solo il fascismo ha eguagliato.
Bisogna ringraziare Renzi che ha tagliato i fondi alla stampa di partito, che ha permesso che certe mostruosità siano arrivate alla fine.
Il mio auspicio è che presto chiudano anche la radio dei leghista, un mostro che a getto continuo sforna insulti contro i meridionali e gli stranieri.
Mi auguro che la Lega scompaia e ritorni nella fogna che l’ha partorita.
11-11-2014

IL RICHIAMO DELLA NOTTE

Uno scrittore può avere risvolti nelle sue narrazioni diametralmente opposte, ho finito di leggere un romanzo di Jack London molto particolare, ma diversamente dall’immagine che avevo di questo scrittore, la mia visione era improntata sul romanzo “Il richiamo della foresta”, a parte il libro ho visto il film molto suggestivo e accattivante, il cane pastore tedesco che ritorna alla foresta selvaggia dopo l’uccisione del suo padrone.
Ho letto anche un altro libro che descriveva la povertà della popolazione di Londra alla fine dell’Ottocento, descrivendo la sproporzione tra la classe aristocratica, religiosa e finanziaria, e quella dei cittadini, comune in tutte le metropoli d’Europa.
Questo romanzo si rivolge al passato preistorico e al futuro catastrofico che fa ripiombare la terra di nuovo nella preistoria.
Un bambino nei suoi sogni rivede la sua vita quando l’uomo era a metà con la scimmia, e racconta la sua quotidianità, la fatica per trovare il cibo, lo sforzo per la sopravvivenza e le difficili condizioni di vita.
Finita questa narrazione ne inizia un’altra che si proietta nel futuro. Mentre il pianeta prospera nel terzo millennio, un epidemia “la morte scarlatta” azzera quasi del tutto l’umanità, i pochi sopravvissuti ritornano all’età della pietra, vestendosi con pelli di animalo, vivendo in capanne e con quello che la natura dona. L’ultima persona ormai anziana che ha conosciuto quel mondo evoluto, racconta ai nipoti cos’era, increduli non prendono sul serio il loro nonno che gli narra un po’ tutto, tra cui il suo lavoro di docente in Letteratura all’Università.
Non mi ha colpito molto, ma è stato molto suggestivo perché ti fa riflettere, se scoppiasse una guerra nucleare, come disse Einsten si ritornerebbe all’età della pietra.
12-11-2014

AL PEGGIO NON C’È MAI FINE

In Toscana nella provincia di Carrara l’origine del fiume Carrione ha ceduto all’ingrossamento di questi giorni.
Quello che ha meravigliato tutti è stato vedere in Tv che l’argine era di polistirolo, c’erano un paio di cm di cemento e il resto era tutto di polistirolo per di più scadente.
Siccome al peggio non c’è mai fine, quello che ha destato stupore è stata la censura dei media, la notizia è passata una giornata e non si è sentita più.
È vergognoso che una notizia simile non abbia una risonanza mediatica da indurre la politica e intervenire. Forse il silenzio deriva dal fatto che il Presidente del Consiglio è toscano, o perché questa regione è governata dalla sinistra, comunque e aberrante.
Immagino se questo fatto fosse accaduto nel Meridione, i titoli dei giornali nazionali avrebbero creato il caso, e tra le righe e le parole dell’informazione il razzismo strisciante antimeridionale avrebbe prevalso.
La procura del luogo avrebbe dato risalto alla notizia di una apertura di un fascicolo contro ignoti, invece trattandosi del Nord tutto tace.
13-11-2014

NON C’È PIÙ LIBERTÁ

Ci sono persone che diventano intoccabili, anche se non hanno fatto niente per la loro gente vengono create e nell’immaginario collettivo sono percepite come icone.
L’altro ieri è stata emanata la sentenza per le pseudo minacce a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione giornalista e ora senatrice del PD.
Gli imputati sono due avvocati e due personaggi ritenuti boss della camorra casalese. Su un processo l’avvocato Santonastaso chiese la legittima suspicione perché il procedimento era stato inquinato dalle affermazioni pubbliche di Saviano e dagli articoli della Capacchione sul “Mattino” di Napoli, tra cui c’erano anche le accuse pubbliche dei PM Cantone, pertanto non c’era la serenità necessaria per lo svolgimento del processo.
In un paese normale ognuno avrebbe potuto dire la sua, criticando o facendo polemica, ma mai avrebbero arrestato gli avvocati e acquisito i due computati del processo, in questo maledetto paese dove certe icone sono santificate, è possibile.
Affermare che una legittima suspicione sono minacce è una bestialità che calpesta la Costituzione e straccia la libertà dell’avvocato a difendere il suo assistito.
La Corte ha assolto Iovine, Bidognetti e l’avv. Agnello, condannando l’avvocato Santonastaso a un anno con la pena sospesa. È palese che in appello sarà assolto anche Santonastaso, ma chi gli ridarà più la sua dignità? Nessuno. Nel frattempo Saviano e Capacchione godranno tutti i privilegi che hanno ottenuto per minacce che hanno alimentato ad arte.
Iovine che era ritenuto un boss di prima grandezza, si è pentito e ha dichiarato che sia di Saviano che della Capacchione non hanno mai pensato di fargli attentati anzi neanche li tenevano in considerazione, siccome si è autoaccusato di decine di omicidi, addirittura si era dimenticato quanti ne aveva uccisi, nel processo avrà pensato.
Quello che fa riflettere e come l’informazione nazionale distorce la realtà, come se le tre assoluzioni non contano, alla fine ha vinto sempre Saviano e la Capacchione “intoccabili”.
Saviano dichiara che per condannarli tutti ci voleva più coraggio, ha un concetto di giustizia tutto suo.
Si pavoneggia che nei prossimi giorni tornerà a New York dove fa il professore all’Università di Princeton, dove è felice e si è costruito una vita senza scorte e minacce.
Non riesco a pensare cosa possa insegnare questo signore, inoltre anche in Italia poteva girare liberamente, solo che la scorta fa tanto status symbol e la considerazione in cui veniva tenuto.
Questi signori sono funzionali al potere coloniale del Meridione per tenerlo oppresso e depresso, a loro non gliene frega niente della gente, pensano solo ad arricchirsi e a conquistarsi un posto al solo.
14-11-2014

I BACI

In India migliaia di ragazzi protestano baciandosi per strada, centinaia vengono arrestati dalla polizia, ma la protesta continua in strada, nelle scuole e su face book.
Gli estremisti indù, il puritanesimo e le tradizioni della società vietano alle persone di baciarsi in pubblico o esternare l’amore con il partner.
La protesta è iniziata con l’assalto di estremisti indù a un caffè dove ritenevano che c’era troppa promiscuità.
Sarà anche la democrazia più antica del mondo, ma sono troppo bigotti. Nei loro film a Hollywood, il più grande centro del mondo dove sfornano film in quantità industriale, nei film non si possono baciare e ne toccare sempre per il discorso del puritanesimo estremista dei fanatici religiosi indù.
Dovrebbero preoccuparsi dell’estrema povertà, delle caste che creano discriminazioni feudali e la corruzione elevata a sistema in ogni rivolo della società, invece di pensare a voler vietare i baci, l’affetto e l’amore, sono le emozioni più sane del mondo.
15-11-2014

OGNI TANTO UN CORAGGIOSO… GRIDA

Oggi esternane contro la magistratura e il suo organo L’ANM (associazione nazionale magistrati), bisogna essere molto coraggiosi, sono un potere forte che può stroncare la carriera e rovinare chiunque.
Il Presidente del Tribunale di Firenze Enrico Ognibene ha dichiarato che l’ANM non ha più ragione di esistere, perché è gravemente screditata e divorata dalle correnti al suo interno.
Credo che l’onnipotenza di voler impedire ogni riforma che riguarda la magistratura, è qualcosa che somiglia a un Parlamento sotto tutela, esautorando i cittadini che votano.
Ormai questo organo è diventato qualcosa di molto diverso dalla sua origine, pertanto abolirlo non può che fare del bene alla magistratura, ma principalmente ci vorrebbe una riforma radicale che trasformasse la giustizia nel paese, da casta di potere si mettessero al servizio dei cittadini loro datori di lavoro.
L’intervista del Presidente del Tribunale di Firenze Enrico Ognibene si trova su You Tube.
16-11-2014

IL TRIBUNALE DELLA RAZZA

Durante il fascismo c’era il tribunale della razza, che stabiliva per ogni italiano la razza a cui apparteneva, aveva copiato in tutto i nazisti.
Dopo la guerra, in Germania ci fu il processo di Norimberga che rimosse e condannò tutti i maggiori responsabili, viceversa nel nostro paese ci furono quelli che fecero carriera.
In tutti i campi sociali, molti si aggregarono ai comunisti e diventarono immacolati, Togliatti fu l’artefice della lavanderia, così in molti si tolsero la camicia nera e si misero quella rossa e diventarono di nuovo importanti nel loro campo.
Quello che mi viene a mente era Giorgio Bocca che scriveva articoli da nazista convinto e dopo la guerra divenne un uomo di punta della cultura comunista, non abbandonò il suo credo nazista di razzista, solo che questa volta non erano gli ebrei ma i meridionali.
Ho trovato un articolo sul Corriere della Sera su di un saggio scritto da Alessandro Boni, consigliere della Corte Costituzionale. S’intitola, “Gaetano Azzariti:dal Tribunale della razza alla Corte costituzionale”, pubblicato dalla rivista contemporanea del Mulino.
Con documenti alla mano ripercorre tutta la storia di Gaetano Azzariti, nasce nel 1881 a Napoli, nonno, padre e due fratelli magistrati (suo nonno deve avere fatto parte di quel 10% di magistrati che i Savoia non esautorarono e si misero a disposizione per legittimare le loro nefandezze), alto burocrate dell’ufficio legislativo del ministero della giustizia. Lui le leggi sulla razza le fece, Mussolini aveva talmente fiducia in lui che lo nominò Presidente della razza, l’organo che decideva chi andava nei forni crematori e chi poteva comprarsi il diritto di vivere.
Dal 1932 alla caduta di Mussolini l’8 luglio 1943 fu un persecutore degli ebrei. Cito un suo articolo del 28 marzo 1942 per far comprendere il suo fanatismo: “l’egualitarismo dominante senza differenze di età di sesso di religione o di razza, non sia più una specie di dogma indiscutibile: col fascismo, ora è relegato in soffitta. E afferma che la diversità di razza è ostacolo insuperabile alla costituzione di rapporti personali, da cui possono derivare alterazioni biologiche o psichiche alla purezza della nostra gente”. Giustamente il relatore dell’articolo lo chiama “infame”.
Il suo non fu un errore di gioventù, come successe ai tanti ragazzi cresciuti del culto del duce e del fascismo, lui aveva già l’età della consapevolezza, essendo cinquant’enne quando iniziò le sue nefandezze.
Il giudice Raffaele Gioffredi lo accusò di tutto ciò che aveva fatto, anche come Presidente della Commissione sulla persecuzione degli ebrei, e il ruolo di avere la competenza di rivedere e compilare tutte le leggi fasciste.
Con la caduta di Mussolini divenne anche per un mese e mezzo ministro tecnico della giustizia sotto il governo Badoglio. Ma la domanda che incuriosisce tutti è come fece un miserabile del genere a uscire indenne dopo la guerra, come in un prodigio scomparve tutto ciò che lo collocava al Tribunale della razza, la rete di protezione che gli fu eretta da Togliatti lo escluse da ogni coinvolgimento e passò indenne alla commissione per i crimini del dopoguerra.
Alla relazione del giudice Gioffredi che chiede che il magistrato vada messo subito a riposo, una mano anonima scrive sulla minuta conservata negli archivi “non lo ritengo opportuno”. Togliatti lo prese con se come collaboratore quando divenne ministro della giustizia, dando l’ultima sbiancata della fedina di Azzariti.
Le denuncie del giudice Gioffredi vennero ignorate e tutto evaporò nel nulla, e in pochi anni il Presidente della razza Gaetano Azzariti divenne Presidente della Corte costituzionale al servizio di Togliatti e del partito comunista.
La stampa non scrisse niente, pertanto passò tutto sotto silenzio.
In Germania i giudici compromessi con il nazismo furono processati a Norimberga, da noi furono promossi al Palazzo della Consulta, con un busto nei corridoi della Corte Costituzionale.
17-11-2014

SHANTARAM

Era da molto tempo che non leggevo un tomo da 1200 pagine, ma ne è valsa la pena, sono stati cinque giorni molto intensi, per non diluirlo nel tempo mi ero proposto di leggere 200 pagine al giorno, ma sono andato al di là dei miei propositi, perché mi aveva molto preso.
L’amico Gianfrancesco mi scrisse che aveva letto con il suo e-book un libro che sicuramente mi sarebbe piaciuto, ha trovato il libro cartaceo e me l’ha spedito, e lo devo ringraziare molto perché mi ha fatto conoscere un capolavoro letterario, e mi auguro che Johnny Depp ne faccia un film degno del libro, avendone acquistati i diritti di riproduzione cinematografica.
Il libro s’intitola Shantaram che in lingua indiana significa “uomo della pace di Dio” o anche solo uomo della pace, il romanzo è scritto da Gregory David Roberts, edizione Neri Pozza.
Nato a Melburne in Australia nel 1952. Dal 1975 al 1977 è leader del movimento studentesco.
Naufraga il suo matrimonio e diventa eroinomane, nel 1977 commette la sua prima rapina, ne seguiranno altre e nel 1978 viene arrestato, scappa dal carcere di massima sicurezza di Pentridge, nel 1982 è a Bombay in India, dove inizia il racconto del libro, anche se è di fantasia i personaggi li ha attinti da persone che ha conosciuto nella realtà vissuta in otto anni nella città indiana.
Mentre leggevo salivano le emozioni che avevo assaporato sia di persona che leggendo altri libri; la sua vita nello Slum(sorta di favelas indiane) che mi riportava alla lettura della “Città della gioia”, descrive come nella più nera povertà, le persone che vivono in questi posti sono sereni e sempre con il sorriso sulle labbra, ma principalmente si aiutano tra di loro come un principio di solidarietà innato in loro. Forse sarà come dice lo scrittore che l’India riesce ad amalgamare tanti popoli, culture, tradizioni e religioni perché gli indiani fanno tutto con il cuore, in caso contrario non riuscirebbero a convivere. Fa un esempio, se gli occidentali vivessero in uno Slum, dove non c’è privacy perché il sovraffollamento li fa assomigliare a un nido di formiche, si scannerebbero tutti i giorni.
Quello che lui descrive degli Slum, credo che sia quello che succede in tutte le parti del mondo, perché si crea una società dove la solidarietà è il perno della loro sopravvivenza. Anche io ho vissuto per una decina d’anni in un posto del genere, ricordo che c’era tanta solidarietà, inconsapevoli della nostra povertà vivevano come fosse tutto normale, pertanto sereni senza disperazione.
Conosco bene gli affanni e le paure che descrive sulla latitanza, essendo stato anche io nelle stesse condizioni.
La descrizione che fa sull’Afganistan rispecchia quello che ho sempre pensato, ho seguito tutte vicende di quel periodo, e sono convinto maggiormente oggi che tutta la colpa dei problemi attuali e quelli futuri sono colpa degli americani, hanno creato un vaso di “Pandora” che poi hanno scoperchiato creando tutti i problemi attuali dell’estremismi islamico.
Ammiro gli afgani, sono tenaci come i curdi, indomabili, nessuno è riuscito a soggiogare, tranne la religione islamica.
Nel romanzo il racconto tocca tanti punti dei sentimenti umani, l’amicizia, l’amore, la solidarietà, il bene comune, l’interesse collettivo e tutto ciò che di buono la gente dovrebbe coltivare.
Mi sono piaciuti anche tutti i discorsi filosofici su tante tematiche, alcuni li ho riletti più volte perché avevano una tale profondità che colpivano e inducevano alla riflessione.
Una mia amica mi ha mandato un foglio estratto su internet, dove ho appreso che lo scrittore ha finito di scontare la sua pena e ora sta scrivendo altri due libri, uno che narra la prima parte della sua vita, il secondo che continua la narrazione del dopo, sicuramente li leggerò tutti e due.
È stato un bel viaggio che mi ha appassionato molto, in più mi ha fatto approfondire la conoscenza sul popolo indiano, sogno di visitare un giorno quel grande Paese.
18-11-2014

LE FALSIFICAZIONI MEDIATICHE DELLE SENTENZE

Ho letto una lettera di Paolo Cirino Pomicino sul Corriere della Sera, ex braccio destro di Giulio Andreotti, ministro e parlamentare per molte legislature.
Siccome è passato il messaggio che Andreotti è stato assolto per il reato di 416 bis (associazione mafiosa), ma è stato condannato per il reato 416 bis (associazione a delinquere) con la prescrizione del reato.
Fino al 1982 esisteva solo il reato di 416, il 28 settembre 1982 con un decreto legge e poi divenne legge, fu introdotto con legislazione di emergenza dopo l’omicidio del generale Dalla Chiesa, il 416 bis e la legge La Torre sui sequestri di beni.
La vulgata del partito antimafia e tanti esponenti del PD hanno trasmesso alla gente dopo averlo ripetuto innumerevoli volte, che Andreotti fino al 1982 era mafioso ma il reato è andato in prescrizione, dopo questa data è stato assolto dal 416 bis. Pertanto rimane mafioso.
Prima di addentrarmi nella lettera di Pomicino, vorrei ricordare che il 416 bis che aggrava il reato di 416 l’ha emanato con la legge citata Andreotti nel 1982 da Presidente del Consiglio.
Fa delle premesse, nessun PM ha mai chiesto scusa per le persecuzioni nei confronti di tanta gente che poi è assolta; il PM Diego Marmo dopo 30 anni ha chiesto scusa alla famiglia di Tortora ed è stato subissato di critiche dai suoi colleghi.
L’attuale procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, crede Pomicino, che non sappia niente del processo, ma il 29 agosto ha dichiarato sul Corriere della Sera che Andreotti avrebbe avuto rapporti con la mafia fino al 1980. Non sa o se sa tace, che la Cassazione proprio sul punto ha sentenziato che i rapporti con la mafia prima del 1980 “possono esserci stati o possono non esserci stati” ma dal momento che i fatti di quel periodo erano prescritti non sono stati accertati. Continua Pomicino, l’autorevolissimo Roberti dovrebbe anche sapere che Falcone si è incontrato spesso con Andreotti(lui testimone diretto) e che lavorò con il governo Andreotti per alcuni anni, ma queste cose non le dice.
Ricorda che Roberti era componente del pool napoletano che inquisì tre ministri napoletani per mafia, tutti prosciolti a formula piena, due in istruttoria e uno dopo un processo.
Cita Andreotti che diceva che i grandi uomini quando sbagliano, anche i loro errori sono grandi. E che quando non riconoscono gli errori, quegli uomini diventano piccoli piccoli.
Mi viene in mente il ministro della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels, diceva che una bugia ripetuta tante volte alla fine diventava vera. Così hanno fatto con la sentenza Andreotti, ma anche con tante migliaia di bugie. Se hanno potuto con un potente come Andreotti, lascio immaginare di cosa sono capaci con la gente comune.
19-11-2014

ORMAI LA VERGOGNA NON HA CONFINI…

In questi giorni si parla molto della sentenza del magnate svizzero, la Cassazione ha prescritto la condanna di 18 anni e i risarcimenti di 90 milioni di euro.
A Casale Monferrato muoiono ogni anno una cinquantina di persone per colpa dell’amianto, materiale fuorilegge che provoca il cancro, fino ad oggi sono morte 3000 persone.
Nell’arte della guerra, un libro scritto circa tremila anni fa, c’è scritto che : “un morto e un omicidio, un milione e una statistica”, sembra proprio il caso in questione.
Ho sentito dai notiziari che il motivo della prescrizione deriva che l’accusa è disastro ambientale, ed essendo trascorsi 15 anni dall’inizio del processo sono scaduti i termini. E singolare che con tremila morti l’accusa dei PM è solo di disastro ambientale e non anche di tutti questi morti; sono bravi a imbastire i processi che si devono sgonfiare per interessi politici ed economici.
Viene spontaneo chiedersi, come mai ci hanno messo 15 anni per un processo che non aveva bisogno neanche di una istruttoria essendo che la fabbrica è ancora intatta con tutta la sua carica assassina. È strano che per processi di reati non reati i tempi sono brevi, cito un personaggio che ormai è l’emblema della persecuzione giudiziaria, Silvio Berlusconi, l’ultimo processo, quello sui comportamenti sessuali, tutta la grancassa mediatica e giudiziaria hanno accelerato il processo in poco tempo, mentre invece questo dell’amianto è durato 15 anni sic.
Renzi, Grasso e la Boldrini hanno annunciato che rivedranno i termini delle prescrizioni: “chiudono la stalla quando i buoi sono scappati”. Non sono certo i termini quelli che prolungano i processi, sono i magistrati e tutta la burocrazia giudiziaria che è stata creata negli ultimi 30 anni; leggi, leggine, cavilli, articoli, norme, regolamenti ecc., che consentono a chi può permetterselo come il miliardario svizzero di portare i processi alla prescrizione, certamente non la povera gente.
Le prescrizioni sono l’amnistia della casta del sistema, e i magistrati sono sempre molto “gentili” con loro, essendo che ormai fanno parte anche loro del sistema di potere del Paese.
Il silenzio assordante dei sindacati mi è rimasto molto impresso, fino a quando prendevano la quota dagli operai erano li a difendere i loro interessi, ora che non c’è da guadagnare niente, non si interessano della catastrofe. Difensori degli operai! Meriterebbero una sonora pernacchia.
20-11-2014

ALL’INVEROSIMILE NON C’È MAI FINE

In Iran una giovane anglo-iraniana Ghoncheh Ghavami laureata in legge a Londra, si era trasferita a Theran dove lavorava per una ONG.
Voleva andare a veder una partita di pallavolo (volley) maschile, è stata arrestata e condannata a un anno di carcere e trasferita in una delle più famigerate prigioni dell’Iran.
L’accusa è di propaganda contro lo Stato, anche se nello specifico non è chiaro quale reato avrebbe commesso. Il processo gli è stato fatto a porte chiuse, senza avvocato e non sono stati ammessi neanche i famigliari.
Le donne vengono represse e non hanno diritti, non possono assistere a partite di calcio o di volley, hanno talmente tante limitazioni, che il loro sogno e di scappare dall’inferno-prigione che gli ayatollah gli hanno costruito.
La Persia(Iran) con settemila anni di storia precristiana, dopo aver fatto una rivoluzione per cacciare lo Scià che aveva istaurato una feroce dittatura, si sono imposti una dittatura ancora peggiore, portando al potere Komeini, un vecchio con la mente religiosa che guardava al passato, ha usato la stessa polizia segreta dello Scià per reprimere lo stesso popolo che gli aveva concesso il potere.
Hanno istaurato una dittatura teocratica che reprime ogni libertà civile e opprime ogni comportamento sociale, e peggiore anche di quella dell’Arabia Saudita.
Credo che in questi Stati rimangono in piedi perché gli affari contano più della democrazia, dei diritti civili e delle libertà dei popoli. Se tutti chiudessero ogni rapporto, anche diplomatico, affogherebbero nel loro sistema.
La sua famiglia ha iniziato una raccolta di firme, sono arrivate già a 700mila, per convincere gli ayatollah a liberarla, ma temo che non riusciranno a spuntarla.
21-11-2014

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2 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 ottobre – 21 novembre (2014)

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    E grazie anche stavolta per il tuo sempre benvenuto diario, ciao Pasquale, e un abbraccio sincero accompagnato dalla solita stima.

  2. Pina in ha detto:

    carissimo Pasquale, un po di ritardo, ma ne vale sempre la pena leggerti, nn solo per cio’ che scrivi, ma anche per la tua persona che merita veramente tanto tanto rispetto. Per me sei un uomo libero….ciao

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