Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre (2014)

diario11[1]

Pubblico oggi un’altro dei Diari di Pasquale De Feo che stiamo recuperando.

Come ho già scritto in altre occasioni, nel corso dell’ultimo anno e mezzo diversi diari di Pasquale non erano stati trascritti perché la persona che doveva occuparsene ha avuto una serie di ostacoli.

Adesso, grazie alla cara Nadia, li stiamo recuperando.

Quello che pubblico oggi è il diario di dicembre 2014.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario di Pasquale, voglio citare un passaggio..

“In Umbria in un Borgo in provincia di Perugia, l’imprenditore Brunello Cucinelli ha creato un impresa che non ha uguali nel mondo, vengono a vederla da tutto il globo per capire come sia riuscito a fare questa meraviglia che coniuga profitto e benessere di chi lavora per lui. Ha messo a posto un Borgo e ne ha fatto la sua impresa dove produce abbigliamento di cashmere, tutti i suoi operai hanno le chiavi dei laboratori, possono decidere loro quando devono lavorare durante la giornata, insomma hanno la piena libertà e sono responsabilizzati. Il Borgo Solomeo di epoca medievale, è oggi il quartiere generale della sua azienda, con uffici, teatro, biblioteca, ristorante per i dipendenti e la scuola di artigiano. Tempo fa quando lessi questa notizia, ero restio a crederci ma poi ho visto più di un servizio su questa meraviglia imprenditoriale, e allora non ho avuto più remore. Mentre leggevo un quotidiano ho trovato un articolo su di lui, e anche questa volta mi ha sorpreso molto positivamente, ha fatto qualcosa di molto positivo per l’ambiente, ha comprato un complesso di capannoni, li ha fatti abbattere e al suo posto ha ripristinato i campi coltivati a grano, frutteti e ulivi, come un tempo, e un oratorio laico. Lui lo chiama- Progetto per la bellezza- afferma che: “viviamo in un momento di grande rinascita, di splendore, andare avanti significa tornare indietro, costruire qualcosa per il futuro significa spazzare via decenni di errori ed orrori che hanno ferito il territorio”. La sua filosofia è molto bella “Bisogna unire il profitto al dono”, e alla fine avremo vissuto meglio, citando Socrate. Tutti gli imprenditori dovrebbero seguire il suo esempio, sarebbero apprezzati e ammirati, ma principalmente sarebbero amati di più”. (1 dicembre 2014)

———————————————————————

NON C’È PIÙ RELIGIONE

Tutti i TG hanno dato la notizia che il cardinale Paolo Romeo di Palermo ha impedito al figlio di Graviano di Brancaccio di farsi la cresima insieme ai suoi compagni di scuola, perché il padre non si è pentito.
Il figlio diciassettenne del presunto boss Graviano, frequenta il centro educativo ignaziano, tutti i compagni della sua scuola si erano preparati per fare la cresima nella cattedrale di Palermo, ma il cardinale l’ha escluso costringendolo a farsi la cresima da solo in una piccola chiesa.
Il clamore mediatico ha indotto il cardinale a partorire un’altra scusa, perché tutti hanno pensato che il figlio non c’entra niente con il padre, allora ha dichiarato che siccome nella cattedrale è sepolto Padre Pugliesi, sarebbe stata un offesa nei suoi confronti.
Credo che con la sua infelice decisione, ha offeso e non poco Padre Pugliesi, se questa è la sua carità cristiana, viene spontaneo pensare che sia stato nominato cardinale con intrallazzi politici di potere.
Posso immaginare questo ragazzo quello che ha provato, e sicuramente a quell’età non dimenticherà quello che ha subito. Le devastazioni devastano gli animi forti figuriamoci quello di un ragazzo.
Il cardinale si poteva risparmiare questa sceneggiatura per mettersi in mostra, maggiormente chi ha da nascondere i suoi comportamenti poco cristiani e cerca di mettersi in luce con la setta antimafia.
Se tutti ragionassimo come lui, i cittadini dovrebbero agire contro il clero ritenendoli tutti pedofili, essendo che nella chiesa sono stati migliaia i genitori che hanno abusato di bambini.
Ricordo di quel prete antimafia di Palermo è stato da lui integrato e non allontanato dai cittadini palermitani e ancora esercita funzioni religiose nel circondario, pur essendo stato condannato per pedofilia in via definitiva.
Dovrebbe vergognarsi questo signor Paolo Romeo.
22-11-2014

IL FANATISMO NON HA CONFINI

Abituati dai media che il fanatismo religioso riguarda solo i cristiani, islamici ed ebrei, viene naturale pensare che solo queste religioni abbiano questo seme di mala pianta, per di più sono credi che hanno una radice comune.
Mentre leggevo una rivista ho appreso che in Birmania succede con tutte le religioni che non sono buddiste.
Tempo fa avevo letto che i Karen, popolo della Birmania, e di religione cattolica, la giunta militare al potere li perseguitava con tutti i mezzi, e migliaia per salvarsi dovevano fuggire nella giungla o attraverso il confine e riparare in Thailandia, dove venivano messi in campi profughi dove trascorrono una vita stentata e disagiata, in più discriminati anche dai tailandesi.
Una popolazione birmana, i Rohingya, minoranza islamica, sono vessati, perseguitati e aggrediti di continuo, costringendoli a scappare. La maggioranza li hanno messi in campi profughi interni dove cibo e medicinali scarseggiano, l’offerta del governo birmano è di firmare lo status di “bengali”, quindi non più cittadini birmani ma stranieri, oppure rimarranno a vita nei campi a marcire. A centinaia fuggono per cercare di arrivare in un paese mussulmano, ma devono pagare una tangente di 5 mila euro, purtroppo quando arrivano in Thailandia si ripete la via crucis, li internano in campi nella giungla dove la polizia tailandese al pari di quella birmana chiede altra tangente, se vogliono arrivare in un paese mussulmano come la Malesia.
Tutto ciò accade nel silenzio della comunità internazionale, come succedeva con i Karen. Anche se ora c’è la democrazia, sembra che nulla è cambiato.
Questo dimostra che le religioni conservano al loro interno una sorta di razzismo per la gente che predica una religione diversa dalla loro, la politica come sempre ne approfitta per alimentare odio e discriminazione; il potere ha sempre bisogno di un nemico per indirizzare l’attenzione del popolo verso altri lidi.
In questo gioco di potere, i popoli pagano con sofferenze e massacri, nel silenzio complice della civiltà mondiale, e l’ONU sta a guardare.
23-11-2014

LE SCHIAVE

L’isis ha creato il mercato delle schiave, tutte donne yazidi, cristiane e di altre fede vengono ritenute prede di guerre e vendute come schiave.
Ne hanno fatto un commercio per incamerare fondi per la guerra, ormai non si fermano davanti a niente, sia per occupare quanto più territorio possibile ma anche saccheggiare tutto ciò che incontrano sul loro cammino, e gli esseri umani sono diventati un prodotto da usare per incutere terrore e per finanziarsi.
I maggiori responsabili di questo cancro sono stati l’Arabia Saudita i Qatar e la Turchia, li hanno finanziati e aiutati in tutti i modi e ora ne hanno paura perché non rispondono più ai loro comandi.
Ora si stanno macchiando di crimini ineffabili che tutto il mondo sta conoscendo attraverso la rete.
La cosa singolare è che tanti giovani del mondo occidentale partono per ingrossare la fila di questo esercito di tagliagole. Gli Stati europei invece di agevolare il loro rientro, li terrorizzano che al loro rientro c’è il carcere con una pena molto lunga.
Credo che i media danno poca risonanza a questo infame commercio delle schiave, come anche che i paesi della penisola arabica chiudono gli occhi davanti agli acquisti di schiave da parte dei loro sudditi.
Si svegli l’Occidente prima che l’isis piombi davanti alle loro case, principalmente quello italiano.
24-11-2014

L’AMORE DI UNA MADRE

Non finisce mai di sorprendermi la grandezza dell’amore di una madre, è qualcosa che esula quello terreno perché infinito e divino, pertanto capace di qualsiasi cosa per difendere un figlio e in alcuni casi anche di vendicarlo.
Stamane leggevo nei notiziari, che una madre afgana per vendicare il figlio soldato ucciso, ha giustiziato 25 talebani.
Si è messo a cacciarli e a eliminarli quando li scovava. In quei luoghi l’unico modo per avere giustizia e di farsela da soli, altri modi non è possibile, perché le istituzioni dello Stato sono ancora precarie.
I talebani hanno massacrato migliaia di persone e continuano a farlo, come l’altro giorno a una partita di volley hanno ucciso 50 persone e ferite altre 60, se tutte le famiglie iniziassero a farsi giustizia contro i talebani credo che avrebbero vita breve, anche se dipende tutto dal Pakistan perché è da lì che ricevono ogni aiuto, indottrinamento nelle madrasse dei combattenti, armi, logistica e tutto ciò che gli occorre.
Come sempre, si dimentica che i talebani sono un’altra invenzione degli americani con la complicità dei pakistani, gli servivano per controllare l’Afganistan dove dovevano passare due oleodotti che arrivavano sulle coste pakistane.
25-11-2014

COSTRINGERE A ODIARE

Le carceri non sono altro che involucri dove ti imprigionano nell’odio, il sistema è stato creato con l’unico scopo di punire, reprimere e torturare, tutto quello che dicono la Costituzione, le leggi e tutti i bei discorsi che fanno politici e funzionari prezzolati, sono solo ed esclusivamente chiacchiere.
La Costituzione stabilisce che bisogna rieducare e trattare umanamente le persone che hanno perso la libertà, invece non solo non applicano questi sacrosanti diritti, sanciti anche dalla Convenzione europea che dal diritto internazionale con trattati che l’Italia ha firmato, ma si sono inventati leggi e regolamenti per infliggere la più infame delle torture, uccidere la speranza, questo comporta che viene assassinata la parte più luminosa che è in ogni essere umano.
L’amore fa gli uomini grandi, li eleva al di sopra delle miserie terrene, tirando fuori il divino che è in ognuno di essi. L’odio li rende piccoli, e nel caso dei prigionieri li abbruttisce incattivendoli.
La grande forza di tanti prigionieri e di non cadere nella “scuola penitenziaria” dell’odio, almeno in questo acquisiscono una libertà di perdonare chi infligge tante sofferenze volontarie con la scusa delle leggi e dei regolamenti.
Questo li eleva al disopra delle sofferenze che gli vengono inflitte, ricordando gli insegnamenti di Mandela: “perdonare ti libera dalla prigione dell’odio”. Scegliere tra odiare e perdonare disegnerà la storia della nostra vita.
Purtroppo l’odio incamerato dai prigionieri li riporterà di nuovo nella prigione dell’odio.
Lo Stato invece di rompere quella catena, la alimenta perché il disagio sociale lo vuole sanare solo con la repressione e l’oppressione delle leggi, di conseguenza riempire le carceri di tanti poveri cristi, e su di loro costruiscono tante carriere politiche e di funzionari. Per legittimare il crimine che perpetuano da decenni dinanzi agli occhi della popolazione, mostrificano intere comunità istituzionalizzando la tortura nelle carceri, l’oppressione con le leggi e la repressione quotidiana.
Avrebbero un occasione bellissima per cambiare totalmente questo sistema carnefice, con l’appoggio morale del Papa, che con la sua dichiarazione ha detto al mondo che in Italia c’è la pena di morte mascherata con l’ergastolo e la tortura con il 41 bis, ma non lo faranno sono troppo vili e ormai assuefatti “all’oscurità medievale”.
26-11-2014

COSTANTINO

Oggi mi è arrivata una lettera dall’amico Giuseppe Testimone di Geova, me l’aveva scritta a febbraio, siccome ero stato trasferito a Secondigliano per il permesso, è andata prima a Secondigliano e poi è ritornata qui a Catanzaro, in questo tragitto ci ha messo quasi dieci mesi.
Nella busta c’erano due riviste che mi manda spesso, in una di queste c’era uno scritto sull’imperatore Costantino, confermava ciò che mi aveva scritto qualche anno fa l’amico Gianfrancesco, questo imperatore si era servito della religione cristiana per rafforzare il suo potere, così avevano trovato un protettore e allo stesso tempo un padrone, ma da quel momento i cristiani persero la limpidezza della loro fede.
La legittimazione della chiesa cristiana da parte di Costantino, creò un potere religioso che amalgamò qualche politico, causando le degenerazioni dei secoli futuri fino a qualche secolo fa.
Credo che Costantino sia stato un politico e stratega molto intelligente, e ha usato ogni mezzo a sua disposizione per non perdere il potere, come tutti sanno la religione è un ottimo mezzo per mantenerlo e lui l’ha adoperato a suo uso e consumo.
Viceversa i vescovi a loro modo hanno usato Costantino per raggiungere il potere terreno con tutti i privilegi che ne derivavano dalla protezione dell’imperatore.
La storia ci tramanda che nei secoli i vescovi avevano acquisito un potere temporale talmente forte da condizionare la società dove essi risiedevano, questo ha accusato l’allontanamento dalla retta via e l’inquinamento della fede.
Purtroppo ancora oggi, Costantino è ritenuto un vero cristiano, non potendolo fare santo hanno santificato la madre, quando invece fu un despota sanguinario e senza scrupoli.
27-11-2014

TURCHIA

Questo Paese laico dalla sua fondazione, con Ataturk che volle la laicità a tutti i costi, introducendo l’alfabeta cirillico e abolendo quello arabo, vietò il velo negli uffici pubblici, vietò la barba ai militari e ai poliziotti, per occidentalizzare la società e affinché i turchi guardassero all’Europa e non al mondo arabo islamico.
Le maggiori città somigliavano a quelle europee, lo stesso le Università, la gioventù somiglia a quella che si vedono a Roma, Londra ecc.. Il problema sono le zone rurali che sono rimaste indietro, arretratezza nel progresso, culturale e tecnologico, su questo arcipelago il partito islamico di Erdogan ha prosperato e sta distruggendo la laicità della società turca e delle istituzioni.
A luglio il vice premier turco Bulent Arinc aveva intimato alle donne di non ridere in pubblico, la risposta delle donne, non fu una pernacchia, ma subissarono di risate con i video in rete. Questo già faceva capire come la pensano sulle donne.
Ieri il premier Tayyip Erdogan ha superato ogni limite, pertanto se qualcuno avesse avuto dei dubbi, oggi non potrà averli più. Ha dichiarato che le donne non sono uguali a noi maschi, non possono ricoprire le stesse posizioni degli uomini. Questo è contro natura perché sono diversi per indole e costituzione fisica. Non c’è l’uguaglianza tra uomini e donne, piuttosto si può parlare di equivalenza.
Già in passato avevano invitato le donne turche di fare almeno tre figli, si beccò gli strali delle cittadine.
Dal 2009 al 1002 sono state 666 le donne uccise dai mariti e familiari, e i reati di natura sessuale sono aumentati del 400% negli ultimi 10 anni.
Il premier Erdogan con queste affermazioni farà aumentare ancora di più questi reati, pertanto invece di intervenire politicamente per confinarli in termini accettabili alla società, fa dichiarazioni che legittimano questa sottocultura.
Siccome la Turchia fa parte della Nato, e che in questo momento serve per la lotta all’ISIS(anche se il governo di Erdogan è stato il maggior complice di questi fanatici), inoltre, erroneamente si ritiene ancora che la Turchia sia il baluardo contro il fondamentalismo islamico, ciò ha provocato non solo la censura ma un silenzio assordante da parte dell’Europa e dei paesi Occidentali.
Ormai si critica e si condanna per questi atteggiamenti in base agli indirizzi americani, all’amico tutto è permesso e i media internazionali tacciono quando vanno fuori dalle righe, ai paesi nemici addirittura si inventano le cose per mortificarlo davanti al mondo.
Ci voleva una severa condanna almeno dall’Europa e dagli americani.
28-11-2014

TOSCANA

La discriminazione razziale la si nota in tanti modi, uno dei tanti è quello di dare risonanza mediatica a certi episodi, a secondo dei luoghi dove succedono.
Nel meridione mettono subito in mezzo casa nostra, camorra, ‘ndrangheta, pertanto i politici o funzionari entrano in un tritacarne da cui difficilmente ne escono fuori puliti, perché anche se il processo li vede assolti, ne escono con le ossa rotte.
Nel Settentrione invece le accuse sono sempre di concussione o corruzione, dopo qualche giorno di carcere ritornano a casa, una volta risolto il problema tutto ritorna come prima; basta vedere i nomi degli arresti per l’Expo di Milano, erano tutti di tangentopoli, con in testa il compagno G., raccoglitore di tangenti per gli appalti dell’ex PC, e oggi lavoro nello stesso campo con le cooperative rosse. Fra dieci anni lo troveremo a fare le stesse cose per il partito.
Mentre guardavo la rassegna stampa, ho letto una notizia sul quotidiano La Nazione, giornale che esce in Toscana: “La strada Prato- Signa non è mai stata fatta, e sono spariti i 3° milioni stanziati”.
Sono episodi che i media dovrebbero dare la giusta risonanza, invece tutto si riduce a un piccolo articolo su un quotidiano locale, il giorno dopo nessuno se ne ricorderà, a parte quelli del luogo.
Sarà impressione mia, ma noto che tutto ciò che succede nelle regioni rosse (Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria e Marche) si fa in modo che tutto passi sotto silenzio, viceversa quello che succede nelle altre regioni diventano notizie bombe. Nel Meridione tutto diventa mafia, una buona scusa per mantenerlo arretrato e non investire per le infrastrutture, affinché rimanga sempre dietro il Nord padrone del Paese.
29-11-2014

LA SCUOLA AMERICANA

Non finiscono mai stupirsi certe notizie, ma sono incredibili perché anche in Italia ci sono gli stessi problemi con la scuola.
Su un giornale americano è uscita la notizia che i bambini sono più avanti delle politiche a loro destinate, perché c’è stata una accelerazione nella capacità di sviluppare le loro abilità e competenze, ma questi progressi non sono stati tradotti in nuove modalità sul modo di educarli.
Anche in Italia ci sono gli stessi problemi, derivanti maggiormente dalla ramificazione sindacale che ha creato una sorta di serbatoio per le loro assunzioni, lasciando le strutture al degrado, anche perché la somma stanziato per il ministero dell’Istruzione il 90% serve per gli stipendi degli insegnanti.
Certe scuole europee sono avanti di decenni, mentre le nostre cadono a pezzi e le nuove tecnologie le possono vedere solo in TV, senza dimenticare le tasse e l’enorme spesa che ogni anno si devono sorbire i genitori per mantenere in piedi le imprese dell’editoria scolastica.
La scuola è un diritto e lo Stato dovrebbe farsi garante di questo diritto con tutte le agevolazioni necessarie allo studio.
31-11-2014

RITORNO ALLA NATURA

In Umbria in un Borgo in provincia di Perugia, l’imprenditore Brunello Cucinelli ha creato un impresa che non ha uguali nel mondo, vengono a vederla da tutto il globo per capire come sia riuscito a fare questa meraviglia che coniuga profitto e benessere di chi lavora per lui.
Ha messo a posto un Borgo e ne ha fatto la sua impresa dove produce abbigliamento di cashmere, tutti i suoi operai hanno le chiavi dei laboratori, possono decidere loro quando devono lavorare durante la giornata, insomma hanno la piena libertà e sono responsabilizzati.
Il Borgo Solomeo di epoca medievale, è oggi il quartiere generale della sua azienda, con uffici, teatro, biblioteca, ristorante per i dipendenti e la scuola di artigiano.
Tempo fa quando lessi questa notizia, ero restio a crederci ma poi ho visto più di un servizio su questa meraviglia imprenditoriale, e allora non ho avuto più remore.
Mentre leggevo un quotidiano ho trovato un articolo su di lui, e anche questa volta mi ha sorpreso molto positivamente, ha fatto qualcosa di molto positivo per l’ambiente, ha comprato un complesso di capannoni, li ha fatti abbattere e al suo posto ha ripristinato i campi coltivati a grano, frutteti e ulivi, come un tempo, e un oratorio laico.
Lui lo chiama- Progetto per la bellezza- afferma che: “viviamo in un momento di grande rinascita, di splendore, andare avanti significa tornare indietro, costruire qualcosa per il futuro significa spazzare via decenni di errori ed orrori che hanno ferito il territorio”.
La sua filosofia è molto bella “Bisogna unire il profitto al dono”, e alla fine avremo vissuto meglio, citando Socrate.
Tutti gli imprenditori dovrebbero seguire il suo esempio, sarebbero apprezzati e ammirati, ma principalmente sarebbero amati di più.
01-12-2014

GIOVANNI BACHELET

Ogni due mesi dalla redazione di Ristretti Orizzonti mi inviano il giornalino che scrivono, ci sono sempre molte cose interessanti, questa volta ho trovato l’intervita di Giovanni Bachelet Ordinario di Fisica alla Sapienza, figlio del giurista Vittorio Bachelet, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980.
La sua intervista è molto significativa; tutti possono leggerla nel sito di “Ristretti Orizzonti”, ma voglio fare una premessa e ritornare al giorno del funerale, dove disse queste parole: “Voglio pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai richiesta della morte degli altri”.
Credo che il padre gli abbia dato dei valori così forti che neanche nel momento del dolore per la sua perdita si è fatto trascinare dall’odio e dal rancore, sarebbe stato anche umano se l’avesse fatto.
Ha aiutato con altre persone e far concedere la condizionale ad alcuni detenuti per i reati di terrorismo.
Ritiene che l’ergastolo vada superato, anche se cade nell’errore della condizionale a 26 anni, in questo paese la pena alternativa della condizionale viene concessa con il contagocce.
Il padre cercava di correggerlo quando lui si lasciava trascinare dai sentimenti di paura e vendetta di fronte agli attentati dei terroristi, l’entusiasmo per le leggi di emergenza erano frenati dal padre che gli diceva che non servivano, perché triplicare le pene non serviva essendo che quando finiva il terrorismo avrebbe combinato un pasticcio. Aveva ragione perché le leggi non fanno ragionare e creano dei mostri giuridici che colpiscono tante persone innocenti con la criminalizzazione di intere comunità, come è successo con l’ultima emergenza sulla mafia.
Un altro punto dell’intervista è molto significativo, riguarda il regime di tortura del 41 bis, afferma che: “il 41 bis esprime solo la cattiva coscienza di chi ci governa e ci rappresenta, con la faccia feroce del 41 bis ci si pulisce la coscienza, senza incidere sul fenomeno.
Cita un suo zio prete che girava tutti i carcere di sicurezza, parlava con tutti i detenuti che erano in carcere per reati politici, gli diceva che i politici una volta fuori non avrebbero più fatto reati perché avrebbero trovato un modo diverso da come l’avevano lasciato, pertanto non avrebbero trovato i presupposti del clima politico dell’epoca. Viceversa gli altri quelli della criminalità organizzate, uscendo avrebbero trovato lo stesso mondo di prima.
Su questo punto ha ragione fino a un certo punto. Primo se la persona scarcerata venisse data la possibilità di potersi rifare una vita senza persecuzioni con misure di sicurezza, e limiti per crearsi un’attività. Secondo dare la possibilità di andare dove ritiene più idoneo a rifarsi una nuova vita, invece viene costretto con l’imposizione delle misure di sicurezza a stare dove 20-30 anni prima ha commesso dei reati, spesso anche di sangue, costringendolo, a volte, a fare scelte necessarie per lui ma sbagliate per il suo futuro. Terzo lo stato non fa niente per sanare i disagi sociali che alimentano certi fenomeni, l’unica cosa che fa è la repressione, pertanto lo Stato è criminogeno; una fabbrica di recidiva.
Concludo con un suo concetto che ha chiuso l’intervista: la ricetta migliore per vincere, in carcere e fuori, usare il bene per sconfiggere il male.
Consiglio a tutti di leggerla, perché è una intervista che merita di essere letta.
02-12-2014

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTONE

Certi piccoli libri che all’apparenza sembrano insignificanti, poi leggendoli ti trasmettono qualcosa che non recepisci neanche in certi mattoni di mille pagine, per di più scritti da nomi altisonanti della letteratura.
Un amico mio mi ha convinto a leggere il libro “Il gabbiano Jonathan Livingstone” scritto da Richard Bach. Biblioteca Universale Rizzoli.
Il libro è una metafora di come si dovrebbe comportare l’essere umano, usa i gabbiani per trasmettere alcune concezioni che normalmente sono difficili da recepire.
Ritiene che la perfezione non ha limiti, ma esercitandoci possiamo raggiungere la perfezione umana e andare oltre, perché volando alto si vede sempre più lontano. Non bisogna scoraggiarsi, perché dipende anche dalla nostra volontà di raggiungere una meta, e funziona sempre quando sai quello che si fa e il traguardo che si vuole raggiungere.
Dice che bisogna conoscere se stessi, questa scritta era incisa anche sulla facciata del tempio di Delfi; una sorta di San Pietro dell’antichità.
Quello che mi ha affascinato è stata l’affermazione “cambiare livello di coscienza”, ciò mi riporta a personaggi che avevano poteri al di là della natura umana, credo che loro avevano la possibilità di elevare il loro stato di coscienza per visitare altri mondi. Sono convinto che ci siano altre dimensioni parallele alle nostre, ma pochi eletti hanno la sensibilità per percepirle e forse percorrerle.
L’unica vera legge è quella che conduce alla libertà, ed è vero, forse perché sono prigioniero e la parola libertà lo sento molto di più delle persone che hanno smarrito questo concetto. Noi abbiamo una perfetta idea di libertà, ma purtroppo non siamo liberi di esercitarla.
Credo che fra un secolo tutti i misteri che oggi reputiamo tali, e che provengono tutti dal cervello, saranno svelati e certe teorie fantascientifiche saranno accantonate.
Ogni libro per quanto striminzito ci dona sempre qualcosa e ci fa crescere, pertanto non bisogna mai smettere di leggere.
03-12-2014

POGGIOLINI

Sono trascorsi vent’anni, da quando il nome Poggiolini divenne famoso, non c’era italiano che non lo conoscesse.
Poggiolini era un direttore del Ministero della Sanità, finì sotto inchiesta per tangenti per la vendita di farmaci, le multinazionali e la distribuzione del settore che lo riempivano di soldi per fargli passare tutti i farmaci che loro volevano.
Nelle sue case trovarono soldi, lingotti d’oro, BOT, azioni, conti, ecc., un vero tesoro di Alì Babà; sicuramente non trovarono tutto, per tenerli nel divano significa che non sapeva più dove metterli.
Pagò lui per tutti, ma siccome ogni ministero ha almeno una ventina di direttori, tutti gli altri la passarono liscia.
Torniamo al discorso della legge La Torre sul sequestro dei beni, se venissero fatte indagini a tutti i funzionari dello Stato e ai politici, ne vedremmo delle belle.
Stamane mentre leggevo la rassegna stampa, un piccolo articolo sul Tempo di Roma riportava la notizia che dopo vent’anni iniziava il processo a Poggiolini, sicuramente andrà in prescrizione.
Quello che mi fa meravigliare e che la magistratura dirà che non è colpa loro, ma che gli mancano le strutture, tecnologia ecc., quando si tratta di processare un povero cristo alla prescrizione non ci arriva mai, inoltre se rinunciassero a tutti i privilegi che hanno, incominciando dalle macchine blu, riuscirebbero a fere con quei risparmi tante altre cose, come il rientro di tutti i magistrati alle loro sedi, troppi sono dislocati tra Parlamento, ministeri, enti e in giro per il mondo.
04-12-2014

IL RIVOLIZIONARIO CROCETTA

L’Italia ha 51 riconoscimenti dell’Unesco, l’ultimo sono state le piante di uva che produce lo zibibbo nell’isola di Pantelleria. Nessuno ne ha quanti ne abbiamo noi; la Cina ne ha 46, la Spagna 43, la Germania 39, la Francia 38 e via a scendere. Un record mondiale che da lustro al Paese.
Il Meridione ne ha 18, uno in più della Persia che ha una storia millenaria o della Grecia ritenuta nazione “madre” europea. Il doppio Israele o dell’Argentina. Sono tre in meno degli Stati Uniti.
La Sicilia conta ben sette bollini Unesco, collocandosi davanti alla Siria che ha un grandissimo passato.
Ci sono posti nell’isola che potrebbero avere in futuro questo riconoscimento, ma il problema riguarda l’incuria con cui questi meravigliosi tesori vengono trattati.
Il maltese Raymond Bondin presidente onorario del Comitato delle città e dei villaggi storici Unesco, ha gridato furente a Isabella De Bartolo de “La Sicilia”, la Sicilia sta facendo di tutto per perdere questi riconoscimenti Unesco da noi concessi in questi anni.
Quello che non riesce a capire come mai i politici siciliani non riescono a gestire il patrimonio dell’isola in maniera corretta, non riescono neanche a spendere i soldi che ricevono in finanziamenti, addirittura per la necropoli rupestre di Pantalica (patrimonio dell’umanità), ha ottenuto un finanziamento da nove anni, per la sua promozione, non viene usato perché manca il personale per aprire degli appalti.
In tutta questa desolazione, il rivoluzionario Crocetta cosa sta facendo? Niente. Lui pensa solo a fare proclami, denuncie che gli danno attenzione mediatica, ma nei fatti non fa niente, forse la pensa come Tremonti che la cultura non fa da mangiare.
Con i tesori che ha la Sicilia, potrebbe attirare milioni di visitatori all’anno, invece è il fanalino di coda della penisola con solo 6 milioni di turisti.
05-12-2014

PREMIO NOBEL PER LA PACE

Hanno dato il nobel della pace a Malala Yousafzai pachistana e a Kailash Satyarthi indiano, entrambi meritati a pieno titolo.
Conoscevo solo la storia di Malala e purtroppo nel suo martoriato paese oppresso dalla religione che soffoca ogni libertà civile ma principalmente delle donne che vengono relegate dal fanatismo islamico alla pari di persone di seconda categoria.
Oggi ha una risonanza mondiale e può dare voce a tutte le donne e ragazze della sua terra ma anche dell’intero pianeta, perché non è solo in Pakistan che ha questi problemi, c’è ne sono anche peggiori, come l’Arabia Saudita, i paesi del golfo, Iran, Yemen, Somalia ecc.
Non conoscevo Kailash Satyarthi, da quello che ho letto nei quotidiani merita sia il Premio Nobel e sia tutta l’attenzione mediatica che gli stanno dedicando.
La sua storia è molto bella, Apparteneva alla casta dei Bramini, da quel poco che ne conosco è la più alta della gerarchia delle caste indiane, credo che sia quella a cui appartengono i religiosi indù.
Oltre trent’anni fa abbandonò il nome da bramino e poi quello da ingegnere per dedicarsi alla liberazione della schiavitù infantile, di lui dice che è sempre arrabbiato, ma che la sua rabbia non è mai sfociata nella distruzione, nella violenza, la tiene viva per trovare soluzioni a un problema inaccettabile.
Fino ad oggi ha liberato 84.000 bambini, andando a liberarli nelle miniere, nelle fabbriche di mattoni, nei bordelli, nei circhi, per questo motivo è stato appellato “spia” e “nemico della nazione”.
Due suoi compagni sono stati uccisi, lui è stato minacciato tante volte, gli hanno rotto più volte le ossa. I suoi amici gli consigliano di proteggersi, lui replica che se girasse con la pistola, arriverebbero con l’AK-47. Non posso competere con la violenza, ma posso nella verità e nella moralità.
Ci sono 35 milioni di bambini schiavi nel mondo, la metà in India, di cui 5 milioni e mezzo sono bambini.
La sua prima azione per liberare una bambina fu nel 1981, in quel periodo scriveva un giornalino in hindi dove raccontava la storia di questi bambini invisibili e delle donne. Un giorno un uomo va da lui e gli chiede aiuto, lui e la moglie lavorano in una fabbrica di mattoni e avevano una figlia di 15 anni. Il proprietario possedeva queste persone, poteva farne ciò che voleva, e voleva vendere la figlia a un bordello. L’uomo era scappato per cercare aiuto. Mentre scriveva ciò che diceva capì che per pubblicare la storia ci voleva un mese e sarebbe stato troppo tardi. Perciò decise con i suoi amici di intervenire, affittarono un furgone per andare a salvare la ragazza. Arrivati sul posto cominciarono a far salire le persone, arrivò il proprietario con le guardi che li picchiarono e dovettero scappare. Andò in tribunale e con l’aiuto della legge salvò quelle persone, tra cui la ragazzina.
Nacque quel giorno la sua associazione “Bachpan Bachao Andolan”, per salvare i bambini da un triste destino.
Finisce la sua intervista citando un episodio, una volta dopo aver salutato una bambina di sei anni dalla schiavitù, lo ha guardato e gli ha detto: perché non sei venuto prima? Lui dice che la domanda non era rivolta solo a lui, ma a tutta l’umanità.
06-12-2014

REPORT

A Rai Tre tutte le settimane c’è la trasmissione Report con la conduttrice Gabanelli, i temi sono vari e sempre di denuncia.
Premesso che guardo a sinistra anche se oggi è difficile capire dove sta, ed avevo un ammirazione per la Gabanelli, il motivo è che dai suoi servizi ho appreso cose che non sapevo, avendo l’impressione che non guardasse in faccia nessuno, una mia pia illusione.
Ieri ha fatto una trasmissione sulle carceri, o meglio dire sul lavoro in carcere, essendo in carcere da 30 anni conosco questo tema meglio anche dei funzionari del ministero.
Questa signora ha fatto una trasmissione di disinformazione, per portare acqua al mulino di quel fanatico di Nicola Gratteri, ha infarcito i suoi servizi di falsità e anche di menzogne.
Ha fatto capire alla gente che seguiva che lo stipendio dei detenuti era come quello di un normale operaio, intervistando alcuni detenuti che lavorando con ditte esterne prendono uno stipendio normale, viceversa il resto (quei pochi che lavorano) non arrivano a 100 euro netti al mese.
Ha intervistato dei detenuti al carcere di Secondigliano nella sezione AS-3, li conosco essendo stato a febbraio in quella sezione per usufruire di un permesso con la scorta di cinque ore. Sono alcuni anni che lavorano i terreni situati all’interno del carcere, gli spazi di verde vengono coltivati, fino ad oggi l’hanno fatto gratis, mettendoci anche i semi per le piantine, regalando tutto ciò che coltivavano alle associazioni. La Gabanelli usando i toni degli accusatori sovietici, rimarcava che erano ergastolani e mafiosi, non potendo distorcere la realtà, ha scelto delle parole e ci ha fatto ironia sopra, uno dei detenuti aveva detto: “se mi danno un fiore io do una margherita” voleva dire che se lo trattano da essere umano lui risponde da persona civile. Intervistato il direttore aveva detto: “studiamo per farli ritornare a casa”. La Gabanelli: “avete sentito bene? Sta studiando per farli tornare a casa. Gli ergastolani mafiosi lavorano e quelli che devono fare un anno o due di carcere oziano nelle celle, il tono voleva trasmettere che c’è discriminazione.
Nei frammezzi di questi servizi, interveniva anche Gratteri, diceva che i detenuti devono lavorare gratis per ripagare l’errore fatto, se non lavorano non mangiano, inoltre il lavoro deve essere obbligatorio; prima di questo signore, questa farneticazione l’avevo già sentita da quella fanatica della direttrice Armida Misere del carcere di Sulmona, in tre trance feci 40 giorni di isolamento, voleva impormi secondo la sua interpretazione l’obbligo del lavoro. Quando non sapeva più cosa inventarsi per torturare i detenuti si suicidò con un colpo di pistola in testa. Era stata a Pianosa dove le torture erano pane quotidiano.
Un’altra menzogna che ha fatto trasparire nei suoi servizi e che i detenuti non pagano le spese di giustizia, mentre la gente le paga. La falsificazione allo stato puro, perché chi non può pagare essendo nullatenente, se ha un comportamento corretto gli viene concesso la remissione del debito, oppure la conversione in misure di sicurezza.
Tutto il servizio erano confezionato per portare avanti le folli teorie naziste di Nicola Gratteri.
È studiato e avallato dai migliori specialisti del settore, che due sono i fattori che decimano la recidiva, il lavoro e la cultura. Avere un indipendenza economica aiuta molto nella rieducazione e nel futuro reinserimento.
Per questo motivo dovrebbero dare in mano ai detenuti tutta la manutenzione del carcere e agevolare le ditte esterne. Invece abbiamo delle vere holding che lucrano e rubano sui detenuti, come l’impresa del sopravvitto; gli acquisti dei detenuti e i prodotti per la cucina.
Ma mai avrei immaginato che la Gabanelli fosse una giustizialista così meschina, a volte l’apparenza inganna.
07/12/2014

REPUBBLICA DI PALESTINA

Tre dei maggiori scrittori israeliani hanno firmato una petizione per chiedere all’Unione Europea di riconoscere lo Stato di Palestina e di far fermare gli insediamenti, tra gli 800 firmatari c’è anche il premio Nobel Daniel Kahneman.
Alcuni paesi europei l’hanno già fatto, come l’Inghilterra, Svezia, Irlanda e Spagna ma altri se ne stanno aggiungendo. Se continua così presto l’Unione Europea non potrà fare altro che riconoscere la Palestina come Stato sovrano, e finalmente Israele ne dovrà prendere atto.
Il problema principale è l’America, perché fino a quando proteggerà senza se e senza ma Israele, non finirà mai la guerra in Medio Oriente.
L’Italia come al solito aspetta sempre gli altri, è nata autoritaria e spietata contro gli italiani, e vigliacca all’estero, come dimostrano i 150 anni di storia.
08-12-2014

GENIO DELLA MATEMATICA

Non avevo mai sentito nominare il genio della matematica Alexander Grothendieck, morto il 13 novembre scorso a 86 anni.
Ho letto sempre di Ettore Majorana che era un genio di prima grandezza, osannato anche da Enrico Fermi, suo compagno nei famosi “ragazzi di via Panisperna”. Lui sparì dopo un viaggio in nave tra Napoli e Palermo. Recentemente si è scoperto che sparì e andò in Argentina prima e Venezuela dopo, anche se una certezza matematica non c’è, ma una sua foto con le moderne tecnologie ha dato risultati al 100%, se lo Stato venezuelano darà l’ok per fare il test del Dna, si risolverà questo mistero che dura da 70 anni.
La voce della sua sparizione era che sarebbe riuscito con i suoi calcoli ad arrivare alla bomba atomica, intuendo il potere distruttivo, scomparve per non esserne responsabile.
Grothendieck, aveva raggiunto dei risultati fenomenali in campo matematico, negli anni cinquanta del secolo scorso, all’università di Nancy incontra Laurent Schwartz il più grande matematico del tempo, insieme a Jean Dieudonnè altro grande matematico, propongono a Grothendieck la soluzione di uno dei 14 problemi matematici che non riuscivo a risolvere, loro pensavano che fosse lo spunto per anni di lavoro, invece dopo poche settimane mi portò la soluzione di oltre la metà dei suoi problemi.
Nel 1970 scopre che l’università dove fa la ricerca è finanziata anche dal ministero della difesa, abbandona tutto per non tradire i suoi principi.
Se le intuizioni di Albert Einstein hanno portato alla bomba atomica, lui si rifiuta di correre lo stesso rischio, e abbandona la ricerca teorica della matematica.
Con il tempo si rifugga sempre più nella spiritualità, e nel 1991 si ritira in un paesino dei Pirenei.
Ossessionato dalla paura che i suoi lavori vengano travisati e usati per scopi militari, il 3 gennaio 2010 scrive una lettera al suo allievo Jean Malgoire, chiedendogli che le migliaia di pagine delle sue ricerche, ancora inedite, restino tali.
Oggi 20.000 pagine di appunti, sono depositati nell’università di Montpellier. Una giuria di scienziati potrebbe dichiararlo “patrimonio nazionale”, in modo da metterlo a disposizione della comunità scientifica. Ma bisognerebbe decifrare quelle formule, “ci vorrebbero cinquant’anni” dice il suo allievo Michel Demazure, oppure un altro Grothendieck.
Mi sono ricordato anche che il geniale Nikola Tesla, alla sua morte del 1936, l’FBI americana sequestrò tutti i suoi appunti, ancora oggi dopo ottant’anni non sono riusciti a venire a capo dei suoi documenti.
Questi geni sono avanti agli altri di un secolo e per questo non capiti e spesso emarginati, ma quando capiscono che le loro ricerche possono essere usate per armi distruttive, si chiudono in se stessi e spariscono come Majorana.
09-12-2014

LA FABBRICA DEL SORRISO

Oggi siamo andati al teatro perché è venuta un’associazione per illustrarci il loro progetto denominato “Ospedale allegro” che si dedica ai bambini nei reparti di oncologia pediatrica, c’era il presidente e tre ragazze vestite da pagliacci.
Da parte nostra avevamo fatto molte bigotte, le bambole di pezza, in più avevamo fatto i fiori da regalare, ogni rosa era stata messa in un involucro, grosso modo come fanno i fiorai.
Ci hanno fatto vedere un filmato dove abbiamo potuto leggere alcune cose belle che loro avevano scritto per i bambini e alcune scenette comiche fatte per divertire i bambini.
Il loro motto è: “regalare un sorriso”, e a essere sincero ne hanno regalato tanti anche a noi, c’era Rosa soprannominata “parlantina” che era un diluvio di allegria.
Anche se con poco siamo stati contenti che abbiamo contribuito a regalare un sorriso ai tanti bambini che tutti i giorni soffrono nei reparti di ospedale, e purtroppo muoiono.
Queste iniziative dovrebbero essere la norma e non l’eccezione, affinché i muri perimetrali rimangono solo un ostacolo fisico e non più psicologico.
10-12-2014

L’IPOCRISIA DEI POLITICI

Il Senato americano ha reso pubblico il rapporto sulle torture che dal 2001 sono state afflitte a migliaia di mussulmani, non solo nei territori invasi dagli USA, ma con la complicità di tanti Stati hanno inventato le prigioni segrete, anche l’Italia si è prestata a questo sporco gioco, comprendo che siamo sotto occupazione americana, questo ci fa rimpiangere Craxi e Andreotti che si opposero a Sigonella contro la prepotenza yankee, l’hanno pagata cara; Craxi morto in esilio senza poter usufruire delle cure adeguate per le sue patologie. Andreotti l’hanno inquisito per mafia rovinandogli la carriera politica. Ma un po’ di dignità sarebbe il minimo.
Obama ha avuto il coraggio insieme ai democratici di rendere pubblici queste infamie, contro l’opposizione feroce dei repubblicani, interessata perché tutto quello che è successo era sotto l’era Bush (repubblicano).
Tutti i media del mondo hanno riportato la notizia, e il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in visita negli Stati Uniti, non si è lasciato scappare l’occasione per racimolare un po’ di vivibilità, si è indignato per le torture che la CIA ha inflitto in tutti questi anni, dimenticandosi che siamo stati “volenterosi complici” e quando sono stati accusati e condannati gli agenti della CIA, il Presidente Napolitano sollecito li ha graziati, e poi fa morire decine di persone che meriterebbero di essere graziati per andare a morire a casa, pertanto casi umanitari, ma da un vecchio arnese stalinista non si può sperare di vedere atti di pietà umana.
11-12-2014

IL PASSATO

Una decisione sbagliata può determinare il futuro di una persona. Arrendersi a un destino senza prospettive è un’umiliazione inaccettabile per ogni essere umano. Per quanto possiamo cambiare dobbiamo sempre pagare per le cose che abbiamo fatto nel passato, ci aspetta un lungo cammino anche se gli uomini che giudicano non basta mai. Perché la vita e la natura umana devono essere così crudeli con alcuni? Mi sono perso dentro la miseria in cui eravamo sfumati per sempre i miei sogni. Il peggio vince sempre.
La reazione è un destino pigro ha causato la ferocia dello Stato, presente solo con la repressione, uno Stato assente con la mancanza di società e di legalità, diventa abusivo, o come nella Patria Meridionale è un colonialista ottocentesco. Vorrebbero farci vivere di favolette e di speranze, chimere che non riempiono la pancia ne tantomeno soddisfano la realizzazione dei desideri che le persone si aspettano.
La vita è un occasione bellissima che purtroppo chi ci rappresenta, per motivi di potere e di interesse, distrugge. Nella Costituzione americana c’è un articolo che recita: “La felicità dell’uomo è imprescindibile”. Tutte le Costituzioni del mondo dovrebbero averlo e applicarlo.
La Patria della cristianità è diventata un orgia di corruttele e di mortificazione per la gente, chi ne paga tutte te conseguenze, come sempre, il popolino, usato e abusato, dall’era imperiale nulla è cambiato e nulla cambierà.
Non avendo la possibilità di conquistare orizzonti che auspichiamo, con la maledizione di Pirandello, che nulla muta nella continuità paterna, con la forza senza sottolineare sui metodi, si percorrono scorciatoie che portano una vertiginosa salita e altrettanta caduta.
L’essere schiavi non può mutare senza una rivoluzione che rigeneri creando una nuova società, da soli qualunque potere si possa raggiungere è sempre effimero.
Le macerie che ne conseguono con la mano secolare della casta giudiziaria, portano disperazione, delusioni, sofferenza e dolore, la più infame delle torture è la “revoca” della speranza, il potere non si accontenta di anni di oppressione, il suo scopo è la distruzione dell’anima, affinché ogni persona sia da esempio. La paura controllerà le pulsazioni del popolino.
12-12-2014

DOLORI

Ci sono dolori che non finiscono mai, si ramificano nell’anima e sradicarli diventa un impresa difficile ma non impossibile.
Fino a quando non li butti fuori, ti macinano l’anima ogni qualvolta succede qualcosa che te lo fa ricordare.
Struggersi nel dolore è una delle torture seconde solo alla mancanza di speranza, non c’è disperazione peggiore, perché si è convinti che quella sarà la quotidianità per il futuro.
Credo che solo l’amore possa sanare queste sofferenze; l’amore può diventare una grande tragedia, ma ha in se i semi per guarire ogni cosa, un potere che neanche la scienza è capace di misurare.
L’amore con tutti i sentimenti irrazionali, non si può pretendere, si può solo conquistare con la forza del cuore.
La vita continua, superare il dolore con l’amore o con il carattere, è l’unico rimedio alla sofferenza.
13-12-2014

GIORDANO BRUNO

Mentre leggevo una rivista, mi è rimasta impressa una frase di Giordano Bruno, questo grande filosofo che fu bruciato vivo sul rogo a Campo dei Fiori il 17 febbraio 1600, nel secolo scorso in quel luogo dove si commise questa nefandezza, fu eretta una sua statua per dedicarla al pensiero libero.
Fu barbaramente trucidato per fermare il potere sovversivo delle sue parole, la Chiesa non poteva sopportare che avesse scritto che l’universo è infinito come i mondi che ci sono nell’universo, eresia perché ritenevano che la terra fosse piatta, non abiurò e per questo fu bruciato. Nello stesso anno fecero abiurare a Galileo, il padre della scienza moderna. Dopo quattrocento anni il Papa gli chiese scusa. Hanno riflettuto un bel po’ sic.
A Londra, invitato a convegni di altri letterati disse: “Il vero successo è saper gareggiare con dignità fino alla fine, senza fermarsi di fronte agli ostacoli”.
Credo che ciò si possa tradurre con una sola parola “tenacia”, quando si è animati dalla determinazione nel raggiungere un obbiettivo, non ci sono ostacoli che non si possano superare, ma anche se non si arriva primi, c’è stata la soddisfazione di aver fatto tutto il possibile.
Ho letto la sua biografia, ma era di parte, perché scritta da un fervente cattolico, tutto il resto l’ho appreso in articoli o citazioni in altri libri, mi riprometto che appena ne avrò l’occasione leggerò i suoi libri.
14-12-2014

RECEP TAYYIP ERDOGAN

La Turchia sta vivendo tempi oscuri, tra scandali, corruzione e autoritarismo di Erdogan, ora ha superato ogni limite alla democrazia, forse sarebbe meglio dire che ha tirato fuori il suo vero volto, quello di dittatore religioso; il suo partito islamico sta travolgendo la laicità del Paese, istaurando una sorta di teocrazia fondamentalista.
Ha fatto arrestare tutti i giornalisti che si opponevano al suo potere, tra cui anche i direttori di giornali, come i dittatori non vuole che i media li contestino.
Credo che questo è solo l’inizio dello scivolamento verso una deriva estremista del Paese, è tempo di fermarlo, ormai non ha più freni, l’ha dimostrato anche con l’appoggio all’ISIS.
L’Unione Europea dovrebbe mettere in standby l’adesione della Turchia; la Nato dovrebbe sospendere la Turchia; proporre sanzioni economiche, in modo che inizi ad avere il fiato sul collo e la popolazione si ribelli a questo despota.
In questo momento la Turchia non ha un premier ma bensì un signore e padrone, e i cittadini stanno diventando sudditi.
15-12-2014

OSPEDALE ALLEGRO

L’associazione “Tribunale per la difesa e diritti del minore”, con sede in Via B. Chimirri N°14 cap. 88100 Catanzaro. Le volontarie dell’associazione sono impegnate nel progetto “Ospedale allegro”.
Quando ci siamo incontrati con loro, tra gli scritti c’era anche una lettera di un ragazzino di 12 anni che da 6 mesi si trova all’ospedale, oggi mi è arrivata la copia, leggerla ti tocca il cuore.
Forse le mie parole non possono far comprendere le sensazioni che ho provato, per questo motivo allego la lettera, e chiedo a tutti quelli che la leggeranno di fare qualcosa per l’associazione che aiutano i bambini. Le persone di Catanzaro possono farlo di persona.
La solidarietà è moltiplicatore di bene, e il bene aiuta a stare bene con se stessi e il mondo che ci circonda.

Ciao,
mi chiamo
Antonio
ho dodici anni e sono ricoverato
nel reparto di ematoncologia
pediatrica. Sono già sei mesi
che sono qui, come ben sapete un reparto molto particolare perché qui
facciamo chemioterapia e di conseguenza non possiamo ricevere visite.
Questo è un reparto bruttissimo perché ho visto tanti bambini venire ed andare via…
I giorni trascorrono lenti ed il tempo non passa mai: sembra si sia fermato.
Fuori inizia a fare freddo ed il Natale si sta avvicinando, per me però sarà diverso: lo trascorrerò sicuramente in queste quattro mura della mia stanza in isolamento.
Proprio in questi momenti di tristezza che aspetto con ansia delle persone che mi facciano giocare e distrarre: ecco che vedo arrivare le volontarie del progetto “Ospedale allegro…”da questo momento tutto per me cambia, infatti, iniziamo a colorare, prenderci in giro e scherzare in compagnia.
Vi voglio dire questa Associazione è importantissima, anzi straordinaria. Con i volontari le ore volano via e purtroppo arriva il momento che devono lasciarmi

PRESEPE DI NATALE

Oggi sono andato dal dentista, siccome per andare nell’infermeria devi passare davanti alla prima porta, all’andata non ci ho fatto caso perché c’è l’avevo alle spalle, al ritorno c’è l’avevo davanti, un bel presepe. Chiunque entra nel carcere lo trova in bella vista come si entra dentro.
Sono da quasi cinque anni in questo carcere, mai che siano stati fatti nelle sezioni o almeno nella rotonda, un presepe o un albero di Natale. Ho girato tanti carceri, tranne nell’inferno dell’Asinara, in tutti i carceri almeno nelle rotonde facevano presepe e albero con le luminarie.
Qui dobbiamo ringraziare le persone che abitano dietro il carcere, perché mettono le luminarie che si accendono e spengono, alle porte e ai balconi, con questo piccolo gesto ci trasmettono il clima natalizio.
Eppure basta poco per confortare le persone e trasmettergli quel senso di calore umano, e nei ricordi anche quello familiare.
17-12-2014

LA DISUMANITÁ LEGALE

Non finisco mai di stupirmi quando si tratta di decisioni e motivi di rigetti nelle ordinanze dei magistrati.
Mi avevano parlato che in Tv avevano dato la notizia sul rigetto a una richiesta di permesso per andare a visitare la madre di Totò Cuffaro, la motivazione era lo rigettava perché non era necessario essendo che la madre non lo riconosceva. Francamente mi sembrava inverosimile, e avevo pensato che alla notizia si erano aggiunti particolari inediti, succede quando si tratta qualcosa che ti tocca da vicino, siamo anche noi carcerati.
Oggi leggo il giornale e trovo la notizia di Cuffaro, non avevano esagerato anzi era ancora peggio, perché il magistrato di sorveglianza di Venezia Valeria Tommasini ha così motivato: “Il deterioramento congnitivo evidenziato svuota senz’altro di significato il richiesto colloquio poiché sarebbe comunque pregiudicato un soddisfacente momento di condivisione”.
Siccome la madre 91 enne di Cuffaro è malata di Alzheimer, se anche andasse a visitarla lei non lo riconoscerebbe, pertanto anche una carezza o un bacio, la madre non lo capirebbe. Aberrante.
Il giudice ha interpretato il referto del psichiatra del ASL. Quando è andato a casa della madre, ha detto al psichiatra che il figlio l’ha abbandonata, gli ha detto: “Veniva sempre a trovarmi qua mio figlio, ma ora per lui io non conto più niente. Vede tutti, va dappertutto, ma sua madre se l’è scordata”. Lo psichiatra ha repertato che la malattia non lasciava speranze di miglioramenti.
Il magistrato non può interpretare un certificato medico, deve appurare che la richiesta sia esaudiente, e dopo decidere le modalità.
Comunque l’avvocato ha fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Roma, lo stesso come un notaio ha confermato il rigetto.
Anche con il padre avevano fatto la stessa cosa, lo mandarono dopo che era morto; era pericoloso andare a visitare il padre da vivo. Come la madre hanno trovato una scusa più rozza.
Alcuni parlamentari sono intervenuti presso il ministro Orlando, per protestare che questa giustizia disumana e vendicativa disonora l’Italia. Dimenticano tutti che sono anni che la Corte Europea dei diritti dell’uomo condanna il nostro Paese per l’aberrazione del sistema carcerario e quello giudiziario.
Mi chiedo a quanto una ventata di garantismo e umanità?
18-12-2014

LA CRUDELTÁ FANATICA DEI FONDAMENTALISTI

Un gruppo di talebano hanno assaltato una scuola in Pakistan, dove erano prevalentemente figli di militari, e hanno ucciso decine di scolari di tutte le età, anche della prima classe, l’hanno fatto di proposito perché nella rivendicazione hanno sottolineato che hanno voluto far provare lo stesso dolore che provano loro.
Negli ultimi tempi l’esercito pakistano sta combattendo duramente i taliban, che sono maggiormente nel Waziristan, le cosiddette terre tribali dove non arriva la legge di Islamabad ma vige quella delle tribù. In questi luoghi hanno trovato rifugio tutti gli uomini di Al Qaeda, erano liberi e protetti dalle tribù pashtun che controllano queste aree tribali.
Hanno organizzato questa carneficina dettata dalla disperazione, credo siano talmente fuori di se per la repressione che hanno creduto di risolvere il problema con una nefandezza simile.
I talebani sono stati creati dal Pakistan e dagli americani, protetti dall’ISI il servizio segreto pakistano, oggi si rivoltano contro perché vogliono imporre la legge islamica.
Oggi i talebani pakistani sono divisi da quelli afgani. I servizi segreti pakistani proteggono i talebani afgani, mentre i servizi afgani proteggono i talebani pakistani, se decideranno di eliminare questa piaga e collaboreranno togliendo la loro protezione, credo che in pochi anni non sentiremmo più parlare dei talebani, se non in termini storici.
Il governo pakistano ha tolto la moratorio sulla pena di morte, e impiccato nel giro di qualche giorno sette talebani detenuti nelle carceri, ma hanno già annunciato che nei prossimi giorni ne saranno giustiziati altri settemila.
Credo che annuncino tempi molto brutti per i talebani.
19-12-2014

NUOVO CAPO DEL DAP

Mi hanno spedito la dichiarazione del nuovo capo del DAP il magistrato Santi Consolo, nominato a dicembre dal consiglio dei ministri.
L’amico Mario di Roma che me l’ha mandato, ha creduto che il nuovo direttore con le sue parole avrebbe portato una ventata di novità, come l’ho detto ho capito che nulla muterà dallo status quo, perché lui fonda il suo programma sui sindacati della polizia penitenziaria e sulla polizia stessa ritenuta da lui il nerbo della rieducazione, se questi sono i presupposti, non c’è bisogno di capire dove va a parare, e credo che molti detenuti subiranno conseguenze dalle deleghe che darà ai sindacati.
Spero di sbagliarmi e sarò felice se il mio fosse il pessimismo dell’esperienza di 30 anni di carcere, l’intervista rilasciata all’Adnkronos illuminerà quanti leggeranno:
Articolo pubblicato il 05/12/2014

“La mia sfida è dare una svolta alle strutture penitenziarie. Un progetto che anche a livello europeo possa far guardare all’Italia come a un modello positivo”. In una intervista all’ Adnkronos il magistrato Santi Consolo, nominato nuovo capo del’ dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) il 1 dicembre scorso dal Consiglio dei ministri, traccia le linee programmatiche della sua azione.” “La priorità è la qualità di vita dei detenuti, la tutela dei loro diritti spiega e insieme il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori e la collaborazione con il mondo del volontariato. Voglio confrontarmi con tutti: operatori, sindacati, Polizia penitenziaria. Perché il Corpo dei baschi azzurri è il nerbo della struttura: sono questi uomini e donne a lavorare a diretto contatto con i detenuti e in prima linea nell’opera di rieducazione”.
“Auspico che l’insegnamento possa avvenire prima di Natale”, prosegue Santi Consolo, già vice capo del Dipartimento durante la presidenza di Franco Ionta fino al 2011. “Voglio verificare in maniera diretta- anticipa l’effettiva condizione all’interno degli istituti di pena per vedere anche le condizioni di lavoro di quanto ci operano. Metterò a punto un preciso programma di confronti, da S. Vittore all’Ucciardone”.
Consolo traccia quindi alcuni obbiettivi: “Stenta a decollare la legge Marino per quel che riguarda l’abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Su questo versante assicura il nuovo capo del Dap, farò delle verifiche per capire come è possibile attuare in tempi ragionevoli il nuovo assetto che prevede la cura e l’assistenza alle persone con disabilità mentali. L’obbiettivo rimarrà è avere la collaborazione degli enti locali e delle regioni, chiudendo gli Opg”. E assicura: “Con il Guardasigilli, Andrea Orlando, ho una grande sintonia, e un sentire comune sentire. I problemi di cui abbiamo parlato sono quelli che il ministro di cui abbiamo parlato sono quelli che il ministro vuole risolvere: avremo una collaborazione proficua e rispetterò l’indirizzo del ministro che chiede chiarezza, verifiche e soluzioni alle indicazioni che l’Europa ci ha chiesto. Mi impegnerò al massimo per dare risposte”. Quanto al sovraffollamento, “ho un’ambizione: quella di realizzare mini-progetti possibilmente approvati anche con la cassa delle ammende, per realizzare dei lavori all’interno degli istituti di pena che migliorino le condizioni abitative e per quanto possibile vadano ad ampliare anche gli spazi detentivi. Tra i detenuti fa notare il capo del Dap ci sono idraulici, piastrellisti e operai che possono lavorare e dare ordinaria manutenzione nelle case circondariali. In questo modo si fanno lavorare i detenuti, come avviene in altri Paesi europei, senza la necessità di intervenire con mega appalti che costano milioni di euro”. “Grande attenzioni assicura ancora Consolo, sarà dedicata anche alle detenute madri. Ad esempio, l’Icam di Milano (Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre/sei anni) è un’ottima struttura, Luigi Pagano fece un buon lavoro. In relazione all’Icam bisogna valutare le esigenze a livello territoriale e anche in questo caso il criterio di azione deve essere “il rispetto della dignità delle persone detenute”. Per Consolo, “la detenzione va reinterpretata: deve essere un’occasione di lavoro ma anche di utilizzo del tempo perché il detenuto acquisti delle abilità professionali. Mi ha molto impressionato-fa notare il capo del Dap-un’esperienza maturata in Spagna, dove si è fatto un censimento delle capacità professionali dei detenuti.
Si è verificato sul campo, che ciascuno creava dei gruppi di lavoro per insegnare agli altri il proprio sapere, dalla lavorazione del vetro o del ferro ad altre abilità. Ho incontrato un detenuto che teneva corsi di lingua la traccia è questa…”. Quando alla sorveglianza dinamica, Consolo spiega: “Da sempre ho avuto un senso di ripulsa nel vedere che le porte del carcere continuavano ad aprirsi con chiavi ottocentesche. L’automazione è uno degli obbiettivi, perché la sorveglianza non può essere affidata solo all’occhio dell’operatore. Serve la tecnologia più moderna per rendere il più possibile agevole ed efficace il lavoro di chi è preposto alla sicurezza”. “Il mio metodo-taglia corto il capo del DAP è lavorare in squadra. Tutte le scelte devono essere condivise e portate avanti con entusiasmo. Ciascuno dovrà avere dei compiti specifici per raggiungere risultati. Solo così si possono cambiare le cose”.
20-12-2014

NIENTE SUCCEDE PER CASO

Sono settimane che ci hanno subissato dello scandalo di Roma, hanno fatto vedere centinaia di volte l’arresto di Carminati, come fosse qualcosa di eclatante, stava rientrando a casa con suo figlio con la smart, prima dell’abitazione alcuni “rambo” dei carabinieri pare stanno assaltando un forte nemico, si vede chiaramente che il Carminati dice ai rambo di stare calmi invece quelli continuavano ad essere agitati.
Pignatone si è messo subito in mostra anche a Roma, si è inventata la mafia romana, se fosse stato a Torino avrebbe fatto lo stesso. Si sta costruendo uno spazio per entrare in politica o avere un incarico di prestigio, ormai è una prassi consolidata.
Tutti i politici hanno fatto a gara a smentire che a Roma non c’è mafia; come se essere mafioso fosse una specie di elite come l’aristocrazia, e non è altro che un comportamento di complicità tra malavita e istituzioni, principalmente politica. Invece il 416 bis (associazione mafiosa) è un articolo razzista perché è usato al 99% contro i meridionali, una volta eravamo tutti i briganti oggi siamo tutti mafiosi. Serve per reprimere senza bisogno di un reato specifico, come si fa con i politici, solo che a loro sono le idee, mentre a noi è la razza, quella meridionale.
Se fossero stati tutti meridionali, nessun politico, dal presidente del consiglio a scendere giù si sarebbero prodigati a smentire che a Roma ci fosse una sorta di mafia, viceversa si sono dati tutti un gran da fare, anche perché il 70% dei politici e delle istituzioni dell’amministrazione pubbliche sarebbero sotto la spada di damocle. Roma conserva in se tutto il marcio in corrutele, concussioni e ladrocini del paese.
Dopo anni di bombe come queste ho capito non è mai come c’è le fanno apparire, c’è sempre qualcosa di torbido. Servono per togliere un avversario di mezzo oppure per coprire qualcos’altro.
Un paio di settimane fa ho visto la trasmissione di Report di Milena Gaganelli, improntata sulle carceri e sul lavoro. Disgustosa perché è stata disinformazione allo stato puro, nella stessa data ha dato voce alle folli teorie naziste di Nicola Gratteri, che vuole che i detenuti devono lavorare gratis in caso contrario non mangiano. La Gabanelli condivideva e indirizzava la trasmissione in quel senso.
Oggi leggo un piccolo articolo sul Corriere della Sera, bisogna vederlo e incuriosirsi per andarlo a leggere, dopo averlo letto ho messo insieme il blitz di Roma, la trasmissione di Report e questo articolo, e ho capito che l’obbiettivo e fare sparire le cooperative per i detenuti.
Nell’articolo è riportato che sono dieci anni che cooperative sociali gestiscono le cucine di alcuni carceri, dal 15 gennaio 2015 si chiuderanno tutte, perché la Cassa delle Ammende non ha soldi. Le cucine torneranno all’interno del carcere con la mercede ai detenuti che sono ferme al 1993.
I direttori contestano questa decisione, perché non costa troppo allo Stato, sul mercato la mano d’opera costa circa 3,60 euro, mentre le coop sociali ricevono dallo Stato meno di 2 euro tra gettone e sgravi fiscali.
Inoltre ogni governo e partito politico, a parole dicono che i detenuti ed ex detenuti devono avere un lavoro sia per avere un indipendenza economica all’interno del carcere e sia per dare un lavoro agli ex detenuti quando escono.
Con la scusa dello scandalo romano vogliono azzerare ogni cosa, sicuramente ci sarà un motivo di interesse e di potere all’interno del ministero, oppure c’è qualche interlocutore che deve prendere tutto in mano; simile alla ditta Berselli che ha quasi la tonalità del monopolio del sopravvitto nelle carceri dal 1931, molto longevi, sicuramente hanno dei santi che li assistono nel ministero, pagando una congrua bustarella.
Le intercettazioni dello scandalo di Roma, conoscendo la materia so quanto le procure sono abili con i loro complici tecnici, estrapolando sempre ciò che interessa ai PM e la passano ai giornalisti, a loro volta anch’essi complici volontari e li passano ai media.
Mi è venuta una piccola curiosità, ascoltando per decine di volte l’intercettazione di Buzzi dove dice con vanteria che la Coop gli aveva fruttato 40 milioni in un anno, confrontandoli con il 1400 dipendenti della Coop, con uno stipendio di 1000 euro e altri 1000 euro di tasse, con una semplice moltiplicazione si ha la cifra di 33 milioni e 600 mila, pagando le attrezzature e tutte quelle mazzette per avere i lavori, si arriva a 40 milioni. Possibile che nessuno ha fatto questa semplice riflessione?
Tra tanti di loro che si abbracciano per difendere Roma che non è mafiosa, non c’è stato nessuno che ha speso una parola per tutte le persone che lavorano nelle coop sociali, non c’è solo quella di Buzzi, c’è ne un’altra che ha 1200 persone e tante altre di piccole dimensioni.
Il metodo Boffo ormai è consolidato per qualsiasi cosa, persona o ente, ma maggiormente dimostra che c’è un potere trasversale dove non manca nessun componente delle caste che gestiscono il potere di questo Paese.
Faccio l’ultima considerazione, tagliando da tutte queste parti, anche le briciole che sono destinate ai detenuti, ma ancora devono sentire che hanno tagliato i privilegi che ci sono nel ministero della giustizia, iniziando dagli stipendi, dal parco macchine con Lamborghini e le migliaia di funzionari imboscati tra direttori, magistrati e poliziotti penitenziari, tra cui i sindacati.
21-12-2014

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: